Dalla BIT di Milano parte “Tipicità Connection 2025”: dall’Argentina al Giappone un lungo viaggio che prevede un fitto calendario di eventi e confronti
Tipicità come “connessione tra diversità” è il fil rouge del programma dell’intero anno del brand ombrello marchigiano, presentato a Milano in occasione della BIT-Borsa Internazionale del Turismo. Dunque, in occasione della BIT, presentate tutte le tappe di Tipicità nel 2025,
Sarà Tipicità Festival, la storica manifestazione che avrà luogo dal 7 al 9 marzo al Fermo Forum, ad aprire un anno di “connessioni” dall’Argentina all’Expo di Osaka.

Con oltre 150 realtà in rassegna e più di 100 eventi in programma, Tipicità Festival giunge alla sua trentatreesima edizione con un palinsesto che vedrà le tipicità marchigiane ed i territori della “regione al plurale” confrontarsi con altre comunità italiane caratterizzate da giacimenti gastronomici ed esperienze immersive delle rispettive comunità locali: dalla Sicilia al Veneto, dalla Puglia alla Liguria, e poi ancora Basilicata, Abruzzo, Umbria, Toscana.
Significativa anche la rappresentanza di realtà estere che giungeranno a Fermo per presentare cibi e culture, come Bahia Blanca dall’Argentina in veste di ospite ufficiale, insieme a delegazioni da Norvegia e Giappone.
Proseguendo il cammino nell’arco dell’anno, il viaggio di Tipicità prevede poi la versione “in blu” del Festival ad Ancona dal 17 al 23 maggio, che aprirà ufficialmente il Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi sviluppato insieme ad ANCI, una vera e propria esplorazione della regione in oltre venti tappe attraverso la suggestione di manifestazioni locali che raccontano l’essenza, la manualità e le eccellenze di borghi, città e territori marchigiani.
Poi, dall’1 al 7 giugno, Tipicità vola in Giappone per l’Expo Universale di Osaka, “atterrando” nuovamente sul suolo regionale, a Macerata, dove in ottobre andrà in scena “EVO, i linguaggi della tipicità”.

A presentare a Milano la Tipicità Connection 2025, insieme al direttore Angelo Serri, anche Andrea Maria Antonini, assessore all’agricotura della Regione Marche,
Francesca Bedeschi, direttrice di ANCI Marche, Annalisa Cerretani, assessore al turismo del Comune di Fermo, coordinati da Silvestro Serra, direttore di Touring.
Nel vernissage fuori fiera, che ha concluso la tre giorni milanese di Tipicità, apprezzatissimi gli “assaggi in connessione” proposti dagli chef dell’Accademia di Tipicità, Giammarco Di Girolami, Barbara Settembri, Daniel Orso, Davide Marchionni e dal ristoratore Alessio Bottacchiari con il supporto dell’Istituto alberghiero “Carlo Urbani” di Porto Sant’Elpidio. Ospite speciale lo chef giapponese Takashi Kido della Nippon Food Accademy.
Molto apprezzate dai numerosi giornalisti presenti anche le testimonianze dei partner Laura di Luca,Cooperlat Tre Valli, Belisario, insieme a Synatech, Cristianpack, Sorbatti, T-Trade, Drive Agency e Taf.
Agli eventi organizzati nel capoluogo lombardo anche tanti Sindaci ed amministratori dei Comuni sedi di tappa del Grand Tour delle Marche, tra i quali Macerata, Porto Recanati, Sarnano, Monteprandone e Cingoli.

Tutte le info e le novità su:
www.tipicita.it
A Londra assegnati i “Casello d’oro Awards” ai tredici caseifici vincitori dei Palii del Parmigiano Reggiano
Durante la serata al British Museum, alla presenza dell’ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Inigo Lambertini, sono state conferite due Menzioni speciali ai Parmigiano Reggiano con miglior struttura e con miglior profilo aromatico, entrambe andate al 4 Madonne Caseificio dell’Emilia, stabilimento di Varana di Serramazzoni (provincia di Modena).

Il Parmigiano Reggiano ha acceso la City: martedì 4 febbraio u.s., il Consorzio ha celebrato la seconda edizione dei Casello d’Oro Awards, il premio dedicato ai 13 caseifici vincitori dei Palii del Parmigiano Reggiano 2024. Inoltre sono state attribuite due Menzioni speciali per il Parmigiano Reggiano con miglior struttura e per quello con miglior profilo aromatico, entrambe andate al 4 Madonne Caseificio dell’Emilia, stabilimento di Varana di Serramazzoni (provincia di Modena). Dopo il successo del primo evento, che si è svolto lo scorso marzo presso l’Ambasciata d’Italia a Parigi, l’edizione 2025 si è tenuta al British Museum di Londra. Alla presenza dell’ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Inigo Lambertini, e della stampa italiana e inglese, la serata, condotta da Valentina Harris, una delle più riconosciute esperte britanniche di cucina italiana e volto noto della BBC, ha rinsaldato i legami tra la Dop e il Regno Unito, quarto mercato estero con oltre 6.500 tonnellate importate all’anno, il cui sell-in 2024 (fonte: NIQ) ha segnato una crescita del +17%rispetto all’anno precedente (al di sopra della media globale che si attesta al +13,7%).
Da 12 anni, nella zona d’origine della Dop (che comprende le province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova alla destra del fiume Po e Bologna alla sinistra del fiume Reno) si svolgono gare annuali denominate “Palio del Parmigiano Reggiano”. Ogni caseificio consorziato può partecipare iscrivendo un campione di Parmigiano Reggiano di 24-26 mesi che viene valutato da una giuria composta da assaggiatori certificati della APR - Associazione Assaggiatori Parmigiano Reggiano. Inoltre, in occasione del Palio Città di Casina e del Palio GustiaMo sono stati premiati due caseifici per la stagionatura 40 mesi. I 13 caseifici vincitori dei Palii del Parmigiano Reggiano 2024 sono:

Ambrosi Spa (Traversetolo, PR) – Vincitore del Palio di Montechiarugolo (Montechiarugolo, PR) • Caseificio Il Boiardo - Pratissolo Matilde di Canossa (Scandiano, RE) – Vincitore del Palio Teatro della Natura (Viano, RE) • Caseificio Sociale La Guardia (Coscogno, frazione di Pavullo nel Frignano, MO) – Vincitore del Palio del Frignano (Pavullo nel Frignano, MO) • Cooperativa Casearia Agrinascente (Fidenza, PR) – Vincitore del Palio dell’Artigianato di Soragna (Soragna, PR) • Latteria Agricola Arrivabene (Poggio Rusco, MN) – Vincitore del Palio dei Caseifici dell’Oltrepò Mantovano (Gonzaga, MN) • Latteria Sociale Cavecchia(Reggiolo, RE) – Vincitore del Palio di San Lucio (Guastalla, RE) • Latteria Sociale San Giorgio (Casina, RE) – Vincitore del Palio Città di Casina (Casina, RE) con la stagionatura 40 mesi • 4 Madonne Caseificio dell’Emilia (stabilimento di Baggiovara, frazione di Modena) – Vincitore del Palio GustiaMo (Modena) con la stagionatura 40 mesi • 4 Madonne Caseificio dell’Emilia (stabilimento di Medolla, MO) – Vincitore del Palio GustiaMo (Modena) • 4 Madonne Caseificio dell’Emilia (stabilimento di Valsamoggia, BO) – Vincitore del Palio di San Petronio (Bologna) • 4 Madonne Caseificio dell’Emilia (stabilimento di Varana di Serramazzoni, MO) – Vincitore del Palio Città di Casina (Casina, RE) • Rastelli Fratelli (Rubbiano, frazione di Solignano, PR) – Vincitore del Palio di Pellegrino Parmense (Pellegrino Parmense, PR) • Società Agricola Dall’Aglio(Gattatico, RE) – Vincitore del Palio Bibbiano la Culla (Ghiardo di Bibbiano, RE).
Le due Menzioni speciali per il Parmigiano Reggiano con miglior struttura e per quello con miglior profilo aromatico sono state attribuite in una degustazione alla cieca degli 11 campioni di 24 mesi da una giura internazionale d’eccezione, composta da Gennaro Contaldo (uno degli chef e personaggi televisivi più amati del Regno Unito, maestro di Jamie Oliver, autore di libri di cucina di grande successo), Maddalena Fossati Dondero (direttore de La Cucina Italiana e di Condé Nast Traveller Italia), Bronwen Percival (membro del comitato editoriale dell’Oxford Companion to Cheese, cofondatrice del sito web MicrobialFoods.org e acquirente del formaggio per Neal's Yard Dairy a Londra), Cornelia Poletto (chef e gestore del ristorante Cornelia Poletto, della scuola Cucina Cornelia Poletto e del bar gastronomia Paolas di Amburgo e noto volto della TV tedesca), Cathy Strange (ambasciatrice della cultura alimentare di Whole Foods Market e membro della Guilde Internationale des Fromagers, dell’American Cheese Society, de Les Dames d’Escoffier e della Cheese Importers Association) e Carlos Yescas (giudice ai World Cheese Awards, cofondatore di Lactography, autore di libri sui formaggi e collaboratore dell’Oxford Companion to Cheese).

Tra i protagonisti della serata anche Ronan Currie, assistant blender di The GlenAllachie Distillery, e George Wills, UK sales & marketing manager di Kilchoman Distillery, due delle più apprezzate distillerie artigiane della Scozia. Lo scotch whisky è un prodotto ideale per il pairing (abbinamento) con il Parmigiano Reggiano per le moltissime affinità che condividono: dal legame inscindibile delle materie prime (l’acqua il primo, il latte crudo il secondo) con la zona di origine, alla fondamentale importanza del tempo (detto “invecchiamento” per il distillato e “stagionatura” per il formaggio) nell’evoluzione di sapori e aromi; dalla versatilità di abbinamenti e utilizzi in cucina, al ruolo di portabandiera dell’eccellenza nazionale nel mondo (come il Parmigiano Reggianoè un’icona del Made in Italy con un giro d’affari che supera i 3 miliardi di euro e un export che raggiunge quasi il 50%, il whisky è sinonimo di Scozia con un giro d’affari che supera i 7,1 miliardi di sterline e un export che supera il 78% del totale – fonte: Scottish Development International, l’agenzia ufficiale del Governo scozzese che promuove i rapporti commerciali tra la Scozia e i mercati esteri).
I due scotch whisky sono stati anche i protagonisti dei due signature cocktail creati per l’occasione da Giorgio Bargiani, assistant director of mixology del The Connaught di Londra. Nel primo, chiamato Pomo d’Oro e abbinato al Parmigiano Reggiano 24 mesi, il Kilchoman Whisky Machir Bay (un single malt maturato in botti di ex-bourbon ed ex-sherry, con note di agrumi, vaniglia stratificata, caramello e fumo di torba marittima) è stato mixato al Cinzano Vermouth Bianco, a un liquore di pomodoro e ad alcune gocce di Tonka bitter, e guarnito con un cappero. Nel secondo, battezzato Salt Fat Acid Heat e presentato in pairing con il Parmigiano Reggiano 40 mesi, il GlenAllachie 11 Years Old Marsala Wood Finish (invecchiato per 8 anni in botti ex-bourbon di rovere americano e con un finish di circa 42 mesi in botti di Marsala, caratterizzato da una sensazione al palato ben arrotondata, ricca di frutta dolce e caramello morbido, con una percezione in bocca vellutata e un finale lungo) è stato mescolato con Amontillado Sherry, aceto balsamico, salsa di soia e Cedrata Tassoni, e guarnito con uno spicchio di mandarino cinese, in un cocktail che riflette tutti gli elementi base del gusto. La Dop si è riconfermata non solo un prodotto di estrema versatilità e distintività, ma anche un elemento irrinunciabile di ogni momento di convivialità, come una degustazione di alta mixology con gli amici. 
L’,ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Inigo Lambertini, ha dichiarato: «Sono particolarmente lieto che il Consorzio del Parmigiano Reggiano abbia scelto Londra come cornice per celebrare un appuntamento così importante come i Casello d’Oro Awards. Per il Parmigiano Reggiano Dop il Regno Unito è infatti, storicamente, un mercato di primaria importanza, dove continua a riscuotere grandi successi nonostante le sfide poste dalla Brexit e dalle nuove regolamentazioni doganali entrate in vigore nel corso dell’anno. Il Parmigiano Reggiano Dop resta un simbolo dell’eccellenza, della tradizione e del saper fare italiani, tramandato nei secoli da generazioni di allevatori, agricoltori e casari. E nel Regno Unito è diventato un ingrediente imprescindibile, che rafforza i legami gastronomici e culturali tra i due Paesi».

«Siamo orgogliosi di aver celebrato la seconda edizione dei Casello d’Oro Awards», ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio, «e di aver assegnato il premio ai 13 caseifici che nel 2024 hanno vinto i Palii del Parmigiano Reggiano. La Dop è un prodotto sempre più internazionale, con una quota export che ha quasi raggiunto il 50%. Dopol’Ambasciata d’Italia a Parigi, sede della prima edizione, abbiamo scelto come palcoscenico dell’evento di ieri lo splendido British Museum di Londra, la capitale del nostro quarto mercato estero, con oltre 6.500 tonnellate importate all’anno e un sell-in 2024 che ha segnato una crescita del +17% rispetto all’anno precedente. Per la nostra Dop, che punta a diventare una marca iconica globale, non è fondamentale solo esportare il prodotto, ma anche la cultura di prodotto. Eventi come questo rappresentano occasioni importanti per celebrare il matrimonio tra il Parmigiano Reggiano e i mercati esteri e continuare a tracciare la strada per far emergere le distintività della nostra Dop, sensibilizzando i consumatori di tutto il mondo»
CONSORZIO DEL FORMAGGIO PARMIGIANO REGGIANO
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Arriva San Valentino! Ecco otto proposte per celebrare in quota il giorno dedicato all’amore...
San Valentino 2025: ecco 8 proposte per celebrare in quota il giorno dedicato all’amore:
Benessere glaciale a San Valentino, a Livigno

Per le coppie che vogliono festeggiare in modo originale San Valentino e non temono il freddo, la Snow SPA Experience dell’hotel Lac Salin di Livigno è l’esperienza “fuoriclasse” che fa battere il cuore. La neve è stata trasformata in una spa speciale: le mura di neve circondano una vasca idromassaggio riempita con acqua calda. In questo particolare idromassaggio dal nome Nef Jacuzzi (nef è il termine dialettale che a Livigno indica la neve) si celebra il giorno dedicato all’amore galleggiando all’aperto in un contesto inusuale. Nel centro benessere si
può prenotare
un rituale di coppia nella private spa e rilassarsi poi nelle saune e nelle sale relax. Per la cena, al ristorante Stua da Legn si va dal menu speciale, vegetariano, firmato dallochef Andrea Fugnanesi. Per un soggiorno davvero romantico si può soggiornare nella SPA Suite (con sauna e vasca idromassaggio di coppia) arredata con gli elementi del territorio: legno, pietra, fuoco ed acqua sono utilizzati con maestria per rendere l’ambiente caldo ed accogliente. Il cirmolo, noto per le sue proprietà terapeutiche, il larice, apprezzato per la sua leggerezza e resistenza e l’abete invecchiato naturalmente, con i loro profumi, evocano un’atmosfera onirica. https://www.lacsalin.com/it/hotel-livigno-con-spa/snow-spa-experience
Cena nel ristorante più piccolo del mondo: Auracher Löchl, in Tirolo
È la sala ristorante più piccola che si possa immaginare: ospita solamente un tavolino per due e un giradischi in vinile. 15 metri quadri di romanticismo. Questo angolo idilliaco appartiene allo storico ristorante Auracher Löchl, ma gode di una posizione riservata, lontana dalla clientela, sull’arco a ponte che sovrasta la via Römerhofgasse nel centro storico della splendida cittadina di Kufstein (Austria, regione Tirolo), con deliziosa vista sulle facciate delle case medioevali. Il menu offre i piatti tradizionali della cucina tirolese, serviti a lume di candela. Prima di cena è consigliato l’aperitivo nell’atmosfera particolare anni ‘20 dello Stollen 1930, il gin bar annesso all’Auracher Löchl, che espone la collezione di gin più grande al mondo, annoverata nei Guinness dei primati. https://www.kufstein.com/it/kufstein/info/piccolo-ristorante-su-di-un-ponte-al-mondo.html
Hotel Chalet Mirabell: coccole per due, chalet nel bosco ed escursione con i lama
L’Hotel Chalet Mirabell, oasi a 5 stelle di Avelengo affacciata sulla conca di Merano, è un nido privato ideale per festeggiare il giorno di San Valentino! La bellissima spa di 6.000 mq è senza dubbio un paradiso per concedersi coccole di coppia: tante aree relax con lettini king size, piscine riscaldate, diverse saune e bagni di vapore, Whirpool esterno, salottino con caminetto e vista sulle montagne imbiancate. Ma nella private spa con cabina 2 posti a raggi infrarossi, doppia doccia sensoriale, lettini da massaggio ed elegante lounge in esclusiva, il relax è davvero speciale: tra i trattamenti da non perdere, “Mirabell Love”, quasi 2 ore e mezza di benessere con bagno privato alle rose seguito da un peeling delicato al miele, un massaggio integrale con olio aromatico, cioccolatini afrodisiaci accompagnati da una bollicina altoatesina, tutto a lume di candela (145 minuti, € 354,00 per la coppia). Per un soggiorno di privacy assoluta basta concedersi il lusso di una villa privata ai margini del bosco: la più esclusiva è la Premium Forest, oltre 300 mq con piscina privata 9x4 mt (riscaldata per l'inverno) e zone idromassaggio, aree relax con lettini prendisole, lounge all'aperto con bbq, sauna finlandese privata "Black Edition" con funzione a infrarossi, zona fitness (esterna e interna), grande living con caminetto, cantinetta con una selezione di champagne e vini locali, e la possibilità di avere uno chef privato (a partire da € 3.950 al giorno). E per finire in bellezza, perchè non concedersi un’originale escursione con i lama sulla neve per fare la conoscenza di questi buffi animali e godersi il silenzio e la magia del paesaggio incantanto dell’altipiano?
https://www.residence-mirabell.com/it
Aqua Dome, in Tirolo: 14 febbraio nell’acqua termale
In Tirolo, alle scenografiche terme AQUA DOME, le coppie possono scegliere tra 12 piscine, 12 saune, tante stanze relax per sognare ad occhi aperti (e chiusi) e festeggiare San Valentino. Tra le vasche più amate ci sono le vasche all'aperto che sembrano fluttuare nell’aria, bacini futuristi che sono un capolavoro architettonico, armoniosamente progettato intorno alla natura. Un cono di vetro luminoso unisce attraverso una scala interna le tre piscine e offre una vista sul panorama montano. Di notte, questo complesso di vetro si illumina con colori vivaci e brilla con le stelle del firmamento. Ogni vasca contiene una speciale attrazione: nella vasca salina c’è un contenuto di sale del 5%, si ascolta una dolce musica subacquea e ci si sdraia su comodi lettini immersi nell’acqua. Il rilassamento profondo si può sperimentare nella vasca idromassaggio e nella vasca di zolfo con i benefici dell’acqua solforosa termale.
www.aqua-dome.at
Love & gourmet all’Hotel Elephant di Bressanone
All’Hote Elephant di Bressanone la festa degli innamorati ha un sapore davvero speciale. Ed è quello della cucina stellata dello Chef Mathias Bachmann che la sera del 14 febbraio invita a brindare all’amore con un’esclusiva cena a lume di candela nella bellissima e calda atmosfera delle stube del Ristorante Elephant con un menù speciale per gustare piatti raffinati accompagnati da calici di vino eccellenti scelti nella ricchissima cantina dell’hotel. Di notte si riposa in una delle magnifiche Suite appena ristrutturate all’ultimo piano con vista sulle montagne ancora imbiancate e sulle luci di Bressanone. Il pacchetto “San Valentino Special” offre 1 notte (in 14 – out 15 febbraio) con cena romantica (bevande escluse), una bottiglia di Franciacorta e una sorpresa in camera, e l’occasione di immergersi anche nell’eleganza discreta della nuovissima spa ricavata nelle ex scuderie dove è possibile regalarsi momenti di assoluto relax sui lettini a bordo dell’ampia piscina, concedersi una sauna finlandese o un rigenerante bagno di vapore in un ambiente intimo e raffinato, dal design caldo ed essenziale in cui i colori della terra fanno da contrasto al turchese dell’acqua. Per momenti wellness indimenticabili. Prezzo a coppia € 471 (in Junior Suite) o € 581 (in Suite). https://www.hotelelephant.com/it

A Ortisei, Cupido scocca le frecce a tavola e alla spa
Per San Valentino l’hotel 5 stelle Gardena Grödnerhof propone un soggiorno nella nuova esclusiva Suite Chalet Seceda di 75 m², Tutte le suite, sono arredate in un raffinato stile alpino contemporaneo, impreziosite da materiali naturali e dettagli ricercati. Gli innamorati potranno immergersi in un’atmosfera intima e rilassante, arricchita da ogni comfort moderno: una camera da letto di lusso e una seducente stanza da bagno con sauna. La cena stellata al ristorante gourmet Anna Stuben è firmata dallo chef stellato Reimund Brunner e dal sommelier Egon Perathoner, affiancati dai loro rispettivi team, che operano con grande affiatamento e competenza. La spa svela tanti trattamenti rilassanti, da sperimentare in coppia, come il massaggio Gardena: un massaggio personalizzato, eseguito con varie tecniche che si adattano perfettamente alle necessità individuali. L’uso mirato di oli essenziali contribuisce a massimizzare i benefici. www.gardena.it
San Valentino a cavallo nei pressi di Brunico, in Alto Adige
Per gli amanti dell’equitazione, trascorrere San Valentino a cavallo sulla neve è un sogno realizzabile al maneggio privato del Luxury Chalet Purmontes del gruppo Winklerhotels. Insieme a Judith Faller, responsabile del maneggio, si sceglie quale coppia di cavalli è quella più adatta alle proprie capacità per una romantica lezione (se si è principianti) o un’uscita nei boschi del pittoresco paese altoatesino di Mantana (per chi ha già dimestichezza con i cavalli). Il soggiorno al Purmontes promette un lussuoso San Valentino: tutti i 5 chalet hanno una piscina privata, vasca idromassaggio e doccia emozionale, un grande salotto open space arredato con eleganza. I servizi sono al top: il ristorante os
pita massimo 5 tavoli, la spa offre sauna, bagno turco, idromassaggio e una sala relax davvero speciale, con dettagli particolari come il muschio autentico per sottolineare il legame con la natura. www.winklerhotels.com/it/sporthotel/hotel-con-maneggio

Al Tyrol di Selva di Valgardena per una day spa di coppia
Regalarsi un percorso spa di coppia per festeggiare in totale relax il giorno degli innamorati è senza dubbio un’ottima idea. Se poi è una spa di montagna, intima, silenziosa, dovelasciarsi coccolare dai vapori termali mentre fuori i fiocchi di neve imbiancano il paesaggio, allora il gioco è fatto. L’Hotel Tyrol di Selva di Val Gardena, elegante “casa” di montagna dove l’atmosfera calda e famigliare è già una coccola appena varcata la soglia, ha pensato agli innamorati con un pacchetto “Day Spa” davvero interessante: un’intera giornata di benessere e relax tra la piscina coperta, riscaldata sempre a 30° con pavimento in lastre di dolomia e soffitti di stucco e roccia, il mondo delle saune (la sauna aromatica, la sauna stube, il bagno turco, la vasca salina e la nuova sala relax al sale himalayano) l’idromassaggio esterno e la romantica sauna in baita circondati dal silenzio e dall’incanto delle montagne innevate. Il pacchetto di € 200 euro a persona comprende l’accesso alla spa, il pranzo al TyBistrot con menù healthy preparato dallo chef stellato Alessandro Martellini, un massaggio rilassante del valore di € 110 nell’elegante area beauty, borsa con accappatoio e slippers. E la certezza di essersi fatti un regalo che rimane nel cuore.
www.tyrolhotel.it
BIT 2025: per addetti ai lavori e per interessati… davvero inevitabile!
Per conoscere le novità e i trend di mercato, per incontrare i fornitori, trovarne di nuovi e fare business, per aggiornarsi partecipando al ricco programma di eventi/convegni… bisogna partecipare alla Bit 2025 - nei padiglioni 9 e 11 di Fiera Milano Rho - e quindi incontrare l’offerta turistica mondiale e lasciarsi ispirare dalle proposte di viaggio degli oltre mille espositori da 64 Paesi. Nel cuore dell’Europa, in una delle città più innovative al mondo, al centro del business, dell’innovazione e del futuro, Bit è la fiera internazionale del turismo in Italia. Un marketplace a supporto dell’industria turistica in Italia e nel mondo. L’unica che connette il mondo dei professionisti del settore in un contesto totalmente b2b, ma che contemporaneamente offre agli appassionati di viaggi l’opportunità di incontrare direttamente professionisti del settore provenienti da tutto il mondo.
Chi espone?
Associazioni del settore turistico, Attrazioni turistiche, Compagnie di crociera e di navigazione,
DMC (Destination Management Company), Enti del turismo/Destinazioni internazionali, Enti di promozione italiani, Formazione per il turismo/Università per il turismo, Location per eventi, Network Agenzie Viaggi, Servizi per il turismo, Strutture ricettive, Tecnologia e servizi tecnologici per il turismo, Tour operator e Trasporti.
Suddivisa per aree tematiche, Bit riunisce sotto lo stesso tetto tutta la filiera del turismo leisure, business e congressuale:
LEISURE
È la sezione in cui si incontrano domanda e offerta del turismo internazionale, secondo un sistema di appuntamenti prefissati, ma anche dove il pubblico può scoprire le destinazioni, nuove mete di vacanza e attrazioni meno note.
DIGITAL
Digital raggruppa le aziende che offrono servizi di business & networking: contenuti esclusivi digitali e social, sia fisici che virtuali.
HOSPITALIT
Un’area interamente dedicata al mondo dell’ospitalità e dei meeting e congressi riservata agli operatori del MICE e ai top buyer.
Abit 2025, il buyer giusto per il tuo prodotto
Il programma di Incoming buyer è curato dal team Buyer di BIT che lavora tutto l’anno per individuare i buyer internazionali più interessanti per l’offerta turistica presente in fiera.
My Matching
Trasforma le tue relazioni in concrete opportunità di business, costruisci e consolida i contatti con la piattaforma digitale My Matching, prima, durante e dopo la fiera. Grazie a un motore di ricerca altamente evoluto My Matching è in grado di suggerirti i partner ideali. Con My Matching potrai, inoltre, gestire la tua agenda in fiera, ottimizzando il tuo tempo e valorizzando al meglio la tua partecipazione.
Come accedere alla piattaforma My Matching? Completa l’iscrizione alla manifestazione per ricevere dalla nostra segreteria organizzativa il link di accesso.
Allora…
Da un lato oggi la parola d’ordine è viaggio emozionale all’insegna della consapevolezza green e della ricerca di spazi e tempi per il benessere, dall’altra emerge l’interesse a combinare vacanze e lavoro nello stesso viaggio: workation, bleisure, team bonding e digital nomadism sono forme di turismo sempre più diffuse. Il 12% degli italiani intende praticarne almeno una nel 2024, una percentuale che è doppia rispetto al 2023, mentre il 50% si dice genericamente interessato a farlo in futuro, tra questi ultimi soprattutto i Millennials e la Gen Z (fonte: EY).
Questi saranno i principali argomenti al centro del dibattito dei BIT TALKS “Bringing innovation into travel” 2025

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Fiera Milano S.p.A.
SEDE OPERATIVA
Strada Statale del Sempione 28, 20017
Rho (Milano)
Arte Fiera - a Bologna - si conclude con un gran successo l'edizione 2025


Il Direttore artistico Simone Menegoi, al compimento di un percorso di grande rilancio della fiera, passa il testimone a Davide Ferri. A poche ore dalla conclusione di un’edizione di successo, Arte Fiera trae i primi bilanci e annuncia le prime novità per il 2026. I segnali positivi si sono manifestati chiaramente fin dal giorno della preview, quando la proposta delle 176 gallerie espositrici è stata apprezzata da un pubblico qualificato, composto da collezionisti VIP, di cui circa 400 ospiti della fiera, rappresentanti di istituzioni, operatori, giornalisti, arrivati da tutta Italia e non solo, per incontrarsi nei padiglioni 25 e 26.
Significativa anche l’affluenza nei giorni di apertura al pubblico: a poche ore dalla chiusura sono state toccate le 50.000 presenze, mentre la stampa generalista e di settore, insieme alle radio e tv, ha dedicato ampi approfondimenti alla manifestazione e ai suoi progetti speciali, accompagnando l’attesa di Arte Fiera e raccontandola giorno per giorno. In forte crescita anche l’attenzione sui social, sia in termini di follower che dell’engagement suscitato, in un’ulteriore amplificazione della grande comunità di Arte Fiera. Grande successo per gli appuntamenti di Book Talk, dedicati al rapporto tra arte ed editoria, e per i progetti speciali del public program: la performance di Adelaide Cioni al Padiglione de l’Esprit Nouveau, frutto della collaborazione fra Arte Fiera e Fondazione Furla per il programma di azioni dal vivo e il progetto di Maurizio Nannucci per la serie di commissioni Opus Novum, che ha offerto a molti visitatori la possibilità di tornare a casa con un’opera d’arte: la shopper della fiera, concepita appositamente dall’artista come un multiplo inedito.

Dal punto di vista del mercato Arte Fiera ha mostrato la sua capacità di rappresentare la varietà dell’offerta artistica, dalle sue forme più accessibili, rappresentate dall’arte moltiplicata, agli artisti emergenti, alle opere di grandi maestri, sia nel moderno che nel contemporaneo. Incoraggianti le vendite fin dal primo giorno, nonostante una fase generale difficile e la notizia, arrivata proprio nei giorni della fiera, della mancata opportunità dell’abbassamento dell’IVA per le opere d’arte nel nostro Paese.
Arte Fiera 48 segna la conclusione della direzione artistica di Simone Menegoi - a cui si è affiancato negli ultimi tre anni, in una inedita sinergia, Enea Righi come direttore operativo - e il compimento del percorso da lui avviato nel 2019, il cui obiettivo era ridare centralità alla manifestazione bolognese come punto di riferimento delle gallerie italiane e dell’arte italiana del XX e XXI secolo; obiettivo che può dirsi ormai pienamente raggiunto.
Nel dare appuntamento al 2026, Arte Fiera annuncia il suo nuovo Direttore artistico, il critico d’arte e curatore indipendente Davide Ferri, già curatore nel 2019 del progetto speciale di Arte Fiera Solo figura e sfondo, e dal 2020 della sezione Pittura XXI.
Sono stati 7 i premi assegnati nel corso di Arte Fiera, riconoscimenti rappresentativi di diverse forme di sostegno all’arte italiana: dai premi promossi da collezioni private e partner alle acquisizioni, fino alla collaborazione con il più importante riconoscimento nazionale dedicato alla pittura.
- Il Premio BPER è stato assegnato a Sabrina Mezzaqui, rappresentata dalla Galleria Massimo Minini, con l’opera Lettere, 2010. Una menzione speciale anche per Arianna Zama, rappresentata da Fuocherello, con le opere Rosa, come le gengive dei leopardi, 2025 e Pastorello non ti scordar di me, olio su tela, 2023.
- Il Premio Marval Collection è stato assegnato a Sang Woo Kim, rappresentato da Herald St, con l’opera The corner 015, 2024 e Wenhui Hao, rappresentato da L.U.P.O. – Lorenzelli Projects, con l’opera Blue Butterfly Passage, 2025.
- Il Premio Collezione Righi è stato assegnato ad Andrea Romano, rappresentato da Federica Schiavo Gallery con le opere Anteo, The Art of Self-Denial, 2024 e Te Rerioa, Fake Flock Two, 2024.
- Il Premio Officina Arte Ducati è stato conferito a Marinella Senatore, rappresentata dalla Galleria Mazzoleni, con l’opera There is so much we can learn from the sun, 2024.
- Il Premio Osvaldo Licini by Fainplast individua uno dei suoi cinque finalisti Sebastiano Impellizzeri, rappresentato da Société Interludio.
- Il Premio Rotary è stato assegnato alla Galleria Studio G7. Il Premio Rotaract e Premio Andrea Sapone sono stati assegnati a Juri Bizzotto, rappresentato dalla Galleria Astuni Public Studio.
- The Collectors.Chain Prize by Art Defender è stato assegnato a Leila Erdman – Tabakashvili, rappresentata da A Pick Gallery, con le opere Stability.jpg, 2024,… and I run from you to you.jpg, 2024, The wind, the wind, dry their tears, let them sleep, bring tomorrow closer.jpg, 2024.
Davide Ferri (Forlì, 1974) vive a Roma. È critico d’arte e curatore indipendente. È docente di Museografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dal 2020 è curatore della sezione “Pittura XXI” all’interno di Arte Fiera, Bologna. Collabora stabilmente come curatore con Palazzo De’ Toschi - Banca di Bologna e con la Fondazione Coppola di Vicenza. Dal 2012 è curatore della Sezione Arte del Festival teatrale Ipercorpo.
Lo storico marchio di rum Callwood premiato da USA TODAY quarto miglior rum dei Caraibi e il Soggy Dollar è il miglior beach bar, sempre dei Caraibi

Le Isole Vergini Britanniche (BVI) continuano a distinguersi come una delle destinazioni turistiche più apprezzate, ricevendo importanti riconoscimenti dagli USA TODAY 10Best Readers' Choice Awards 2025. Il celebre Soggy Dollar Bar è stato premiato come il miglior Beach Bar dei Caraibi, mentre Hendo’s Hideoute Poor Man’s Bar si sono piazzati rispettivamente al 4° e 5° posto. A questi traguardi si aggiunge anche il riconoscimento per la storica Callwood Rum Distillery e il suo Arundel Cane Rum, in classifica come il 4° miglior rum dei Caraibi nel 2025. Questi riconoscimenti sottolineano l'eccezionale ospitalità delle BVI, le sue strutture di livello mondiale e il ricco patrimonio culturale, a breve distanza dall’inserimento nella prestigiosa
lista del New York Times "52 Places to Go in 2025". Commentando i premi, Clive McCoy, il Director of Tourism delle Isole Vergini Britanniche, ha condiviso la sua soddisfazione: “Siamo entusiasti di avere tre dei nostri iconici beach bar riconosciuti tra i migliori dei Caraibi, una regione celebrata per la sua vivace cultura dei bar. Questi locali, insieme ai loro team, hanno giocato un ruolo significativo nel migliorare la reputazione delle BVI offrendo esperienze eccezionali ai nostri visitatori. Estendiamo la nostra sincera gratitudine anche ai lettori che hanno votato e continuano a supportare le nostre amate isole."
Gli USA TODAY 10Best Awards celebrano l'eccellenza nelle destinazioni, attrazioni, hotel, ristoranti e categorie legate ai viaggi. Un panel di esperti nomina i migliori contendenti e i lettori determinano i vincitori attraverso il voto online. La piattaforma attira una media di 5 milioni di visitatori al mese, evidenziando l'importanza di questo riconoscimento. Con questi nuovi premi, le Isole Vergini Britanniche riaffermano il loro status di destinazione imperdibile per i viaggiatori in cerca di esperienze uniche sulla spiaggia e del vero fascino caraibico.

A proposito delle Isole Vergini Britanniche
Conosciute come una destinazione preziosa e ricca di esperienze da scoprire, le Isole Vergini Britanniche (BVI) sono un arcipelago affascinante composto da 60 isole e baie situate nella regione nord-orientale del Mar dei Caraibi. Grazie alle numerose ville private e ai lussuosi resort, boutique, non mancano le strutture dove alloggiare tra cui scegliere, sia per viaggi di piacere che per viaggi MICE (meeting, eventi e incentivi). Le BVI sono state a lungo acclamate come la capitale mondiale della vela per la loro navigazione in linea d'aria, per la miriade di opzioni di noleggio d’imbarcazioni (a scafo nudo, con equipaggio, a motore, a vela tradizionale issata) e per l'ampia gamma di esperienze che si rivolgono in particolare ai diportisti. Le BVI sono continuamente premiate con riconoscimenti, tra cui "Top Islands in the Caribbean, Bermuda and the Bahamas" nei World's Best Awards 2020 di Travel + Leisure, il piazzamento al secondo posto nell'ambita lista "52 Places to Go in 2020" del New York Times e la posizione "#1 Best Place to Visit in the Caribbean" di U.S. News & World Report nel 2017, 2018 e 2019 e al secondo posto per il 2021-2022. Per ulteriori informazioni su come vivere BVILOVE, visitare il sito web dell'Ente del Turismo e della Film Commission delle Isole Vergini Britanniche all'indirizzo: bvitourism.com o contattare il numero:
1-800-835-8530.

The British Virgin Islands Tourist Board & Film Commission
Email: bvi.italy@aviareps.com | www.bvitourism.it
Frutti tropicali a Berlino: tutti li cercano, tanti li vogliono, molti li comprano e li gustano!

È per questo che la “Fruit Logistica di Berlino” è l’evento internazionale più importante al mondo per il comparto della frutta fresca e la più importante d'Europa per il settore ortofrutticolo (e anche per i servizi logistici connessi) che, in nome della globalizzazione, oggi sono alla portata di tutti: grande distribuzione, grossisti, catene di vendita, compratori di negozi specializzati e ristoratori. Chef compresi che, in tanti, sono lì con l’obiettivo di vedere prodotti originali - molti mai visti prima - per conoscerne le peculiarità direttamente dai loro produttori, assaggiarli, gustarne la freschezza, la qualità e portarseli a casa… Oltre a frutta fresca, anche insalate e baby-leaf (“giovani” ortaggi a foglia) per la I e la IV Gamma.
A Berlino l'Italia si conferma il primo paese espositore con 429 stands (su 2562 in totale) oltre ad associazioni, enti pubblici e organi istituzionali, nostrani, presenti “d’ufficio” assistiti per l’occasione da “Info & Investment Desk”. Visti tra i padiglioni, anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e varie autorità come il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, il presidente dell'ICE-Agenzia Matteo Zoppas, Massimiliano Giansanti, (Confagricoltura) e Cristiano Fini (Cia - Agricoltori Italiani) accompagnati dall'ambasciatore d'Italia in Germania Fabrizio Bucci.


È il “Jackfruit” (o jaca o giaco) l’ultimo arrivato dal pianeta globale, è coltivato in Thailandia, ma si trova anche nell’America meridionale, cresce su alberi di 30 metri e può arrivare a pesare anche 30 chili (!) è il frutto tropicale più grande del mondo; appartiene alla famiglia delle "Moraceae" come anche fico, gelso, albero del pane; consumato crudo, ha un sapore simile a quello dell’ananas, della vaniglia, della fragola e della banana - in realtà il suo sapore assume il gusto dei cibi con cui lo si accompagna: si può gustare sia crudo che cotto (così ha il sapore della carne di maiale); è considerato l’ultima frontiera dei così detti superfood, che si trova alla fiera di Berlino, tra gli stands che espongono altri frutti, anche mai visti prima da noi “occidentali”. Abbiamo cominciato con il kiwi, poi il mango, l’avogado e la papaya, adesso, sono arrivati: il black sapote (il cioccolato del paradiso) Diospyros nigra il nome scientifico, noto
anche come “cachi cioccolato”, un sempreverde che arriva dal sud America e Messico, ha grandi foglie lucide e non teme parassiti, ma non tollera temperature sotto lo zero; la cerimoya, conosciuta come cherimoya, cirimoia o semplicemente annona, è originaria delle regioni tropicali e subtropicali di Sud America, Asia e Africa. In Europa, in Spagna e nell'Italia meridionale, l’hanno saputa accogliere e valorizzare; il durian (in italiano anche “durione”) è il frutto del Durio zibethinus della famiglia delle Malvaceae, è originario delle foreste del Brunei, dell'Indonesia e della Malesia, è noto per il suo delizioso sapore ma va mangiato col naso chiuso… ha un odore molto intenso e fastidioso... Poi c’è il cupuaçu, originario della foresta Amazzonica, prodotto anche in Brasile, Colombia, Bolivia e Perù, è un frutto marrone e lanuginoso, lungo una ventina di centimetri e del peso di uno o due chilogrammi, è un potente antiossidante, antinfiammatorio e analgesico naturale; il castor (Ricinus communis) atrriva da La Gomera delle isole Canarie, si presenta come capsula spinosa, costituita da tre valve, quando maturo si apre liberando tre semi di circa 1 cm; la carambola italiana (Averrhoa carambola) è un frutto tropicale originario del sud-est asiatico noto per la sua forma a stella dovuta a 5 protuberanze triangolari che lo compongono, Il colore è verde da acerbo e giallo paglierino da maturo, ha un elevato contenuto di vitamina C; e il kiwano, chiamato anche “melone cornuto” (famiglia delle cucurbitacee) dall’aspetto e dal sapore inconfondibile (delicato e leggermente dolce ricorda un po’ il cetriolo e un po’ la banana) dà molti benefici alla salute. Insomma, tanti frutti, praticamente un mondo nuovo alla ricerca di nuovi consumatori, che non mancheranno anche in
Italia. A proposito, noi siamo i primi al mondo per i pomodori: oltre ai più comuni, ci sono il “nero”, il “bianco” e pure i “datterini verdi”, che sembrano aspri e acidi per via del colore verde chiaro, ma che invece sono dolci dolci! E poi anche altri ortaggi, poco conosciuti ai più ma che sono prodotti e distribuiti da attività italiane: uno per tutti? Il cavolo cinese, il “pancioy” (buonissimo al forno)… perfetto per regolare la flora intestinale (è ricco di fibre) e abbonda di vitamina C, ottimo per contrastare le malattie stagionali.



“È arrivata la stagione per la quale partendo dalle Organizzazioni di Produttori ci sia una maggior capacità di programmazione rispetto a quelle che sono le sfide che ci attendono a livello globale - dichiara Ettore Prandini a capo di Coldiretti - Sotto questo punto di vista il 2024 si chiude con un segno positivo per quanto riguarda le esportazioni, noi riteniamo non ancora sufficiente - e conclude - Consumiamo ortofrutta del nostro paese che diventa un grande valore aggiunto, sia per l’economia interna ma soprattutto per una frutta e una verdura di altissima qualità… E non solo, ma sappiamo cogliere innumerevoli opportunità.”
Per finire il resoconto sul Fruit Logistica di Berlino, un accenno alla logistica, che nel mercato, solo in Germania, muove oltre 221 miliardi di euro con una crescita continua grazie all'espansione delle attività di e-commerce e alla crescente domanda di soluzioni di supply chain digitalizzate (processi che implementano la visibilità e il controllo della catena logistica e ne coordinano meglio i vari passaggi). Nel periodo tra gennaio e novembre 2024, la Germania ha importato dall'Italia ortaggi per un valore di 573 milioni di euro, con una moderata diminuzione dell’1,3 % rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le importazioni tedesche di frutta dall'Italia, nello stesso periodo, sono state pari a 1,109 miliardi di euro (+ 5,9%); il valore del Made in Italy - qualità, eccellenza e distintività - ci rende competitivi sui mercati internazionali. Per rafforzare questa identità e ampliare le nostre potenzialità, basta continuare così…

www.fruitlogistica.com
(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)
Plan de Corones: proposte per sportivi e famiglie, tra sci di fondo, escursioni con fiaccole e gite in slitta
Vivere il paesaggio invernale nella Regione Dolomitica Plan de Corones, con le sue imponenti cime bianche, i boschi e i suoi laghi ghiacciati, è un’esperienza unica per chi ama vivere la montagna a ritmo più rilassato, nella pace della natura.
Plan de Corones non è soltanto una prestigiosa meta sciistica, ma anche la destinazione perfetta per esperienze memorabili a stretto contatto con la natura che offre un'ampia scelta di attività adatte a sportivi e non, famiglie, grandi e piccini. Dallo sci di fondo, per allenarsi immersi nel magico paesaggio delle Dolomiti, alle escursioni notturne con le torce, alle simpatiche gite in slitta con Siberian Husky e in carrozza trainata da cavalli.

L'EMOZIONE DELLO SCI DI FONDO A PLAN DE CORONES
Chi ama allenarsi nella natura o desidera fare un piacevole tour con gli amici o la famiglia può trovare nei dintorni dell’area sciistica principale di Plan de Corones innumerevoli piste da sci di fondo perfettamente innevate e preparate, con diversi gradi di difficoltà. Sono ben 162 i chilometri di piste per tutti i gusti, da percorrere in stile classico o libero, a seconda delle preferenze.
Il comprensorio Plan de Corones si trova inoltre al centro dell’area del Dolomiti NordicSki, il carosello di sci di fondo più grande d'Europa. Nella Valle Anterselva a Plan de Corones è presente un comprensorio per il fondo che regala emozionanti avventure sugli sci, inoltre è possibile accedere al centro sportivo invernale più grande dell'Alto Adige, nonché uno dei più famosi al mondo: il centro biathlon e sci di fondo Arena Alto Adige con i suoi 20 chilometri di piste.
Lungo le piste sono presenti anche molti punti di ristoro dove godersi una pausa rigenerante e gustare una cioccolata calda o uno dei deliziosi piatti della cucina alpina altoatesina.

SUGGESTIVE ESCURSIONI CON TORCE AL CHIARO DI LUNA A RISCONE DI BRUNICO
Una camminata notturna con le fiaccole, immersi nell’atmosfera magica che avvolge il percorso dalla piazza del paese di Riscone alla romantica cappelletta “Kapplerstöckl”, illuminata dal bagliore delle torce, rappresenta la conclusione ideale di una splendida giornata trascorsa in montagna.
E a fine escursione non potrà mancare un vin brûlé o un the caldo da bere in compagnia davanti al fuoco, accompagnati dalla musica!
AVVENTURE IN SLITTA INSIEME AI SIBERIAN HUSKY NEL PARCO NATURALE PUEZ-ODLE A SAN VIGILIO

Con lo sleddog il divertimento per i più piccoli nella natura incontaminata insieme agli animali è assicurato a San Vigilio. Accompagnati da una slitta trainata da una squadra di amici a quattro zampe Siberian Husky e dalla guida di un esperto, adulti e bambini (dai 3 anni in su), famiglie o coppie potranno avventurarsi nel magico paesaggio del Parco Naturale Puez-Odle, spingendosi lungo il Passo delle Erbe sopra Antermoia, fino piedi del Sasso Putia.
ROMANTICHE GITE IN CARROZZA TRAINATA DA CAVALLI A VALDAORA
Una bella gita in carrozza trainata da cavalli porta alla scoperta dei luoghi più incantati di Valdaora. Avvolti nel tepore delle coperte, col suono dei campanelli al ritmo del trotto e un’atmosfera da fiaba, grandi e piccini, famiglie e gruppi attraverseranno paesaggi di ineguagliabile bellezza, godendosi l’aria cristallina e le rilassanti giornate invernali.
Tante esperienze invernali indimenticabili da vivere nella natura di Plan de Corones e i suoi panorami mozzafiato, nel cuore delle Dolomiti Patrimonio UNESCO!

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Regione Dolomitica Plan de Corones
Via Johann-Georg-Mahl 40
I-39031 Brunico
Tel. +39 0474 431580
www.koronplaz.com
Asiago primo formaggio DOP certificato “Made Green in Italy”

Presidente Fiorenzo Rigoni: “Riconoscimento importante dell’efficacia del nostro modello di sviluppo sostenibile «dall’erba alla forchetta» basato su approccio integrato e azioni concrete”.
“Asiago” è l’unica DOP ad aver certificato tutta la filiera “dall’erba alla forchetta” e il primo formaggio aDenominazione d’Origine Protetta a ottenere “Made Green in Italy”, la certificazione volontaria promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per incentivare modelli sostenibili di valutazione e comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti italiani. Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago raggiunge così un nuovo traguardo nella promozione di un modello di crescita che offre una risposta concreta agli obiettivi europei di sostenibilità.
Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, nell’ambito del processo di miglioramento continuo che, dal 2022, con l’innovativo progetto Asiago Green Edge ha coinvolto, prima volta nel settore caseario, tutta la filiera produttiva, è impegnato a tradurre in azione l’impegno di uno sviluppo responsabile basata su tre pilastri: la tutela dell’ambiente naturale, il benessere animale e l’efficienza energetica. L’adozione della certificazione volontaria “Made Green in Italy”, accompagnata da pratiche produttive più sostenibili, permette di ridurre i consumi energetici di ogni caseificio mediamente del 20% annuo e, in termini pratici, di risparmiare circa 150 MWh di energia elettrica e 100.000 Sm³ di gas, con un conseguente taglio di circa 250 tonnellate di CO₂, pari alle emissioni prodotte da 150 appartamenti. L’attenzione alla sostenibilità si estende anche alla fase di allevamento, dove l’ottimizzazione nell’uso di acqua, energia elettrica e gasolio può portare a ulteriori riduzioni di risorse stimate tra il 15 e il 20%. I benefici della certificazione si traducono in un duplice vantaggio ambientale, generando non solo risparmi energetici, ma anche una sensibile riduzione dell’impronta di carbonio lungo l’intera filiera.
“Made Green in Italy” è l’unica certificazione che combina l’eccellenza produttiva italiana con un’attenta valutazione delle performance ambientali lungo l’intera catena del valore ed è la prima di matrice istituzionale e di natura pubblica. L’alleanza tra eccellenze italiane dimostra il valore di un approccio condiviso: Asiago DOP, che coniuga autenticità e innovazione, tre università di primo piano — Politecnico di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che rappresenta il referente scientifico del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per questa certificazione — e un ente certificatore (CSQA) che con il loro know-how di ricerca ne valorizzano l’impatto culminato con il primo “Made Green in Italy” assegnato a un formaggio DOP, rafforzando così il legame tra tradizione e sostenibilità.
“Raggiungere questo traguardo – dichiara il presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni – è il riconoscimento del nostro modello di sviluppo sostenibile che include aspetti produttivi, ambientali e sociali in cui ciascun socio è protagonista e i consumatori che ogni giorno danno fiducia all’Asiago DOP sono parte del processo. Questa certificazione oggi indica una strada concreta e percorribile per rendere il formaggio Asiago sempre più attrattivo. Una scelta che si propone come benchmark (strumento basato sul confronto per valutare il rischio del mercato NDR) a tutte le denominazioni d’origine protetta del settore caseario del nostro Paese offrendo un modello replicabile per un futuro più sostenibile”. 
“La certificazione Made Green in Italy testimonia l'impegno del Consorzio Tutela Formaggio Asiago per la sostenibilità ambientale – afferma Matteo Zanchi, direttore generale di Enersem, spin-off del Politecnico di Milano – Per Enersem è stata un'esperienza preziosa lavorare con il Consorzio e l'università allo sviluppo del Software a Supporto delle Decisioni Ambientali che permette oggi ad allevatori e produttori di raccogliere i loro dati in autonomia e confrontarsi costantemente con obiettivi concreti a favore dell'ambiente e di un prodotto sostenibile.” 
Conclude l’Amministratore Delegato di CSQA, Pietro Bonato: “CSQA crede fortemente nello sviluppo sostenibile ed è stato il primo Ente di certificazione in accreditato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica per lo schema Made Green in Italy. L'adozione di percorsi strutturati di sostenibilità rappresenta una grande opportunità per le imprese che possono abbracciare questa tematica attraverso strumenti di certificazione riconosciuti ed evoluti, a garanzia delle aziende, dei prodotti e dei consumatori".

©CONSORZIO TUTELA FORMAGGIO ASIAGO
Via Giuseppe Zampieri, 15 Vicenza (VI)
Tel. 0444321758 - www.asiagocheese.it
Gratifico - L’Arte della Pasta di Bologna - 10 anni di eccellenza: una magnifica storia tra tradizione e innovazione
Giovedì 30 gennaio scorso, presso La Porta Restaurant di Bologna, si è svolto un interessante incontro di degustazione dedicato alla stampa del settore enogastronomico nazionale. Sul tavolo i prodotti d’eccellenza a marchio Gratifico, interpretati dalla sapiente fantasia culinaria dello chef Guglielmo Araldi. Protagonista assoluto l’icona della gastronomia cittadina, il tortellino bolognese.
Per l’occasione Guglielmo Araldi ha interpretato la pasta fresca artigianale – che coniuga il gusto delle antiche ricette e l’attenzione alla qualità con le più moderne tecniche di produzione – con il pranzo gourmetvolto ad esaltare i sapori autentici del territorio e i punti di forza dei prodotti a marchio Gratifico, realizzati con ingredienti selezionati e meticolosa attenzione ai processi di lavorazione e alla sicurezza alimentare. Sul tavolo alla presentazione, i prodotti d’eccellenza Gratifico, interpretati dalla sapiente fantasia culinaria dello chef Araldi che dieci anni fa, proprio nella regione che detiene il primato per la produzione di pasta all’uovo artigianale, inizia la sua storia di eccellenza, tra tradizione e innovazione.

Col nome “Gratifico”, marchio de , azienda con sede a Minerbio in provincia di Bologna, si inaugura una nuova stagione per le specialità tipiche sotto le due Torri, prodotte con le più moderne tecniche di produzione. Per l’occasione, i giornalisti ospiti sono stati accolti dalla “famiglia” Gratifico che ha spiegato loro la storia dell’Azienda, i valori che la guidano e la visione imprenditoriale che ha permesso di raddoppiare fatturato e produzioni in meno di dieci anni, preservando l’artigianalità dei prodotti e la tradizione delle ricette. L’azienda ha investito in innovazioni 4.0 che alla moderna digitalizzazione dei processi, aggiungono la possibilità di preservare la tradizione artigianale. Tra le dotazioni si segnalano in particolare, macchinari esclusivi che realizzano la chiusura ad abbraccio del tortellino e un pastorizzatore d’avanguardia, che conserva la texture tipica della pasta fatta a mano.

Numerosi i prestigiosi premi che l’azienda si è meritata in questi anni per la qualità e l’innovazione dei suoi prodotti. L’Arte della Pasta e il suo e il suo marchio di punta Gratifico, saranno presenti al Taste 2025, il salone food di Pitti Immagine, in programma dall`8 al 10 febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze (presenti nel Padiglione Centrale / Piano Attico / Stand A/7).
Taste tour: un percorso tra le stelle della gastronomia
Il Taste 2025, con il suo tema “Nato sotto il segno del gusto”, si sviluppa come un vero e proprio viaggio tra le costellazioni del food contemporaneo. L’Arte della Pasta sarà protagonista di questo percorso espositivo, che guida visitatori e buyer attraverso le migliori proposte gastronomiche italiane. Il Taste tour, partendo dal piano attico del padiglione Centrale, accompagna il pubblico attraverso un itinerario che inizia celebrando le eccellenze della cucina salata, passando ai prodotti dolci e agli spirits del padiglione Cavaniglia. Un'occasione imperdibile per scoprire L’Arte della Pasta e il pregio della sua pasta fresca bolognese.
Taste shop: una promozione speciale per gli appassionati
L’azienda partecipa anche al Taste shop, che quest’anno si evolve in versione digitale. I visitatori della fiera avranno la possibilità di acquistare i prodotti Gratifico online con uno sconto speciale del 20%, valido dal 10 al 23 febbraioaccedendo allo shop on line dell’espositore: www.gratifico.it. Un’opportunità unica per portare a casa l’eccellenza della pasta fresca bolognese, realizzata con ingredienti di qualità superiore, come il Parmigiano Reggiano Dop stagionato 30 mesi e la Mortadella Opera di Bologna, Prosciutto di Parma Dop e per la sfoglia: farina 100% italiana e uova di galline allevate a terra.
Premi e riconoscimenti
Nel breve e rapido percorso di crescita e sviluppo il pastificio si è guadagnato onorevoli menzioni e numerosi premi. Di seguito un elenco di quelli più significativi.
Premiato dal Gambero Rosso: Top Italian Food 2023, 2024 e 2025 Tortellino bolognese - https://www.gamberorosso.it/top-italian-food/
Premiato da Class Editori: Top 100 products 2023 e 2024 Marketing e comunicazione - https://edicoladigitale.classeditori.it/class/pageflip/swipe/ specialimifi/20240319specialimifi#/6/
Nel marzo 2023, in occasione della VII edizione del Milano Marketing Festival, il Pastificio è stato premiato da ClassEditori come una delle migliori 100 aziende in Italia in termini di capacità comunicative e marketing pubblicitario. Specializzata nell’eccellenza del Made in Italy in settori come food & beverage, fashion, finanza e arredamento, ClassEditori ha scelto Gratifico per due aspetti in particolare: la coerenza della nostra comunicazione e il successo riscontrato.
Nel 2024 poi, durante l’VIII edizione del Festival, è stata confermata la presenza del Pastificio tra le 100 aziende top in Italia per capacità comunicative e marketing pubblicitario.
Premiato da Bellavita Awards: Best F&B product 2021 Balanzone bolognese - https://www.bellavita.com/it/awards/
Nell’ottobre 2021 Gratifico vince il Bellavita Awards tenutosi a Londra. Protagonista il Balanzone bolognese che si è meritato il premio come Best F&B product.
Premiato dallo Gnocco D’Oro: Tortellino D’Oro di Bologna 2019 Tortellino bolognese pastorizzato - https://www.gamberorosso.it/notizie/classifiche/il-tortellino-doro-2019 -la-classifica-dei- migliori-tortellini-di-bologna/
Nel dicembre 2019 una giuria composta da 40 assaggiatori della Confraternita dello “Gnocco D’Oro” ha assegnato al tortellino Gratifico il premio per il “Miglior tortellino pastorizzato di Bologna nella categoria pasta fresca”. A palazzo Malvezzi a Bologna, si è celebrata la consegna del premio in presenza del presidente della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.
Emilia Romagna Food Awards 2024 Miglior pastificio - http ://www.italyfoodawards.com/ https://www.facebook.com/story.php? story_ fbid= 991623809672212&id=100064738057323&_rdr
I “Food Awards” celebrano i pastifici emiliano romagnoli, maestri nell’arte di trasformare ingredienti semplici in un simbolo della cucina italiana. Queste aziende, con passione e tradizione, portano avanti un’eredità culinaria che racconta i sapori autentici dell’Emilia Romagna. Il bollino sui loro prodotti è una garanzia di qualità e trasparenza: un riconoscimento per chi valorizza la cultura della pasta emiliano romagnola.
L’azienda è il Pastificio L’Arte della Pasta S.r.l. con sede a Minerbio in provincia di Bologna, nasce nel 2015 per iniziativa di Silvano Bellei e Silvano Galici, due maestri pastai accomunati dalla passione per l'eccellenza gastronomica e il rispetto per la tradizione bolognese. La loro missione è di portare sulle tavole italiane e internazionali la pasta fresca artigianale, mantenendo viva l'antica arte della sfoglia tirata a mano per così produrre tortellini e tutte le specialità bolognesi consolidandosi nel tempo e diventando il pilastro su cui si fonda l’attività del pastificio di cui il marchio Gratifico è diventato l’emblema. L'azienda poi, acquisisce macchinari particolari che consentono l'unione del tortellino con la classica chiusura ad abbraccio, ora introvabile nelle produzioni industriali.
Nel 2018 la società intraprende un percorso virtuoso che lega la tradizione delle ricette alla ricerca scientifica. Questo innovativo processo fa sì che la shelf life (che indica la vita commerciale dell’articolo sullo scaffale) dei tortellini arrivi a 90 giorni (mentre per i tortelloni alla ricotta è di 45 gg.) mantenendo l’aspetto opaco e la rugosità della pasta, caratteristiche dei prodotti fatti a mano e aprendo al tortellino Gratifico, le porte per un prestigioso riconoscimento: il premio per il miglior tortellino pastorizzato(2019, Confraternita dello Gnocco D’Oro di Bologna). L'intero processo produttivo è tracciato grazie alle tecnologie dell’industria 4.0, che permettono di monitorare ogni passaggio, dall'ingresso delle materie prime fino all'uscita del prodotto finito. Il costante controllo qualità è un tassello fondamentale del pastificio: ogni giorno un addetto verifica le percentuali di ingredienti all’interno di ciascun prodotto, con l’obiettivo di garantirne e certificarne le proprietà. In meno di dieci anni, l’azienda ha raddoppiato la propria capacità produttiva e ha conquistato fette di mercato sempre più ampie, diventando un punto di riferimento per chi cerca l'eccellenza della pasta bolognese.

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Pastificio L’Arte della Pasta S.r.l.
Via Enrico Mattei, 6/A Minerbio BO
Telefono: 051 0337400
www.lartedellapastabologna.com
Parte il 4 febbraio da Cuneo e si concluderà a Palermo l'11 novembre un viaggio alla scoperta del vero cioccolato belga
Il cioccolato Belcolade è protagonista di un tour che attraverserà tutta l'Italia. Il progetto, guidato da Maurizio Santin insieme ai Technical Advisor dell’azienda di Parma, prevede demo dal vivo per esplorare le infinite possibilità d’utilizzo del cioccolato Belcolade, dall'alta pasticceria ai lievitati.
Un viaggio nel mondo del cioccolato, tra tradizione e innovazione, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ai professionisti del settore che intendono proporre massima qualità e originalità. Questo è il "Belcolade Tour", la nuova iniziativa di Puratos Italia che porterà l'eccellenza del cioccolato belga in cinque città italiane. Il cuore del progetto sono le demo dal vivo, dove il talento e la creatività dei maestri pasticcieri di Puratos, i Technical Advisor, si fondono con la qualità superiore di un cioccolato realizzato con materie prime selezionate: dal cacao più pregiato al burro di cacao puro, fino alla vaniglia naturale. Il via il prossimo 4 febbraio a Cuneo dove meno di tre mesi fa è stato inaugurato, attraverso Puratos Rossetto, frutto di una virtuosa collaborazione tra la multinazionale belga e la storica azienda di distribuzione di Mazzè (To), il nuovo Innovation Center, un hub di 1.400 metri quadrati dedicato alla formazione professionale e all’innovazione nella pasticceria.
A guidare questo percorso sarà una figura di riferimento dell’alta pasticceria italiana, Maurizio Santin, Customer Experience & Technical Support Manager di Puratos Italia: «Il Belcolade Tour nasce dalla nostra passione per il cioccolato - spiega - In ogni tappa lavoreremo a quattro mani con i tecnici locali per reinventare in chiave moderna una torta della tradizione italiana. Non solo: da questa base svilupperemo anche una torta da forno e una pralina. Ogni partecipante tornerà a casa con un prezioso ricettario contenente tutte le 18 creazioni del tour».
Il viaggio toccherà l'Italia da Nord a Sud: dopo l'esordio a Cuneo, con Simone Ghirardi; si prosegue il 25 febbraio p.v. presso l’azienda Agrovo Alimentari a Pagani, in provincia di Salerno con Antonio Montalto; il primo aprile è la volta di Cascarano, in provincia di Bari, con Alessandro Nirchio; il 6 maggio presso la sede Finardi-Puratos a Casatico di Marcaria, in provincia di Mantova, con Federico Gauli; per concludere il tour l'11 novembre a Palermo, presso Roma Cash, con Nicola Visceglia.
Ogni demo sarà un'occasione unica per esplorare le potenzialità del cioccolato Belcolade attraverso le sue tre linee distintive. La gamma Selection rappresenta l'autenticità del cioccolato belga, con un'ampia scelta di fondenti, al latte e bianchi, pensati per garantire versatilità e qualità in ogni creazione. Origins trasporta in un viaggio sensoriale attraverso i terroir delle fave di cacao più pregiate al mondo, mentre Expression apre le porte alla sperimentazione con proposte innovative nate dalla maestria degli esperti cioccolatieri. Le demo sono pensate per tutti i professionisti amanti del cioccolato: i partecipanti non solo apprenderanno tecniche e segreti del mestiere, ma scopriranno anche come ottimizzare la lavorabilità e la fluidità del cioccolato per ottenere risultati impeccabili in ogni applicazione, dalla pralineria alla pasticceria moderna, dai lievitati ai dessert al piatto.
La qualità Belcolade va oltre il gusto. Attraverso il programma Cacao-Trace, l'azienda sta ridefinendo gli standard di sostenibilità nel mondo del cioccolato. Il processo parte dalla selezione accurata delle comunità agricole, con cui si instaura un rapporto di collaborazione a lungo termine basato sull'impegno ad acquistare il 100% delle fave di cacao a un prezzo premium. I coltivatori ricevono formazione specializzata e accesso a centri post-raccolta dotati di attrezzature professionali per la fermentazione e l'essiccazione, garantendo così la massima qualità del prodotto.
Il programma prevede non solo un premio per la qualità, ma anche un "Chocolate Bonus" di 10 centesimi per ogni chilo di cioccolato venduto. Questo si traduce in 2-5 mesi di reddito extra per le famiglie, mentre le comunità beneficiano di progetti concreti: dalla costruzione di scuole alla fornitura di kit scolastici, dalla realizzazione di centri sanitari all'installazione di sistemi per l'acqua potabile. Sul fronte ambientale, l'impegno è altrettanto significativo: entro il 2025 saranno piantati 1.300.000 alberi in sei paesi produttori di cacao, promuovendo l'agroforestazione e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.
L'appeal di Belcolade tra i giovani professionisti è in costante crescita, come dimostra il recente "Belcolade Award" promosso da Puratos a SIGEP, che si è svolta di recente a Rimini. Il concorso ha visto sei talentuosi pasticcieri under 35 sfidarsi a colpi di creatività, dando vita a creazioni che hanno saputo coniugare tradizione e innovazione. La competizione, che può contare sulla collaborazione dell'Accademia Maestri Pasticceri Italiani, conferma come le nuove generazioni trovino in Belcolade il partner ideale per esprimere la propria arte e visione della pasticceria moderna.

Puratos Italia conferma così il suo impegno nel promuovere l'eccellenza della pasticceria italiana, offrendo ai professionisti non solo prodotti di altissima qualità, ma anche opportunità concrete di formazione, crescita e networking. Il Belcolade Tour rappresenta un nuovo capitolo di questo percorso, dove tradizione, innovazione e sostenibilità si fondono per scrivere il futuro del cioccolato.
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Nevent Comunicazione
Via della Scienza, 50
41122 Modena
Tel. 059 289851
(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)
Nuovi e importanti membri nella grande Famiglia Allumeuse: villa Crespi
La famiglia di Allumeuse si allarga grazie alla collaborazione siglata, in qualità di Press Office & PR Italia, con una grande firma dell’ospitalità italiana, il Gruppo Cannavacciuolo. Un ulteriore passo avanti nel percorso intrapreso dall’agenzia in direzione ostinata e contraria nel voler rappresentare l’italian style in modo trasversale. Dalla moda, all’ospitalità di alta gamma, passando dalla ristorazione d’autore e la grande produzione enologica in un racconto continuo che parla di eccellenza e gusto internazionale.
Nel dettaglio, l’agenzia si occuperà delle seguenti proprietà del Gruppo:
VILLA CRESPI
Villa Crespi è un autentico capolavoro in stile moresco, immerso in un parco secolare che si affaccia su una vista mozzafiato del Lago d’Orta. Da oltre 25 anni, è un punto di riferimento per l’ospitalità d’eccellenza in Italia. Sotto la direzione artistica di e Antonino Cannavacciuolo, questa dimora storica è diventata la sede del rinomato ristorante 3 stelle Michelin dello Chef Patron Antonino Cannavacciuolo. Villa Crespi non è soltanto un hotel 5 stelle Lusso con 14 suite e l’area benessere, ma una vera e propria opera architettonica unica nel suo genere, dove eleganza, storia e bellezza si intrecciano perfettamente. La straordinaria vista sul lago e il parco secolare di 3.000 mq. arricchiscono l’esperienza del soggiorno, rendendo ogni angolo della villa un luogo senza pari. Apertura: 31 gennaio 2025
LAQUA COLLECTION
Inaugurata nel 2021, Laqua Collection è l’ambiziosa e innovativa collezione di hotel ideata da Antonino Cannavacciuolo che attraversa, come in un itinerario naturalistico, l’Italia da Nord a Sud attraverso cinque location esclusive. Ogni struttura è un esempio di ospitalità raffinata, dove design, benessere e gastronomia si fondono in un’unica, indimenticabile esperienza. Apertura delle strutture: 4 aprile 2025
In particolare, Allumeuse si occuperà della comunicazione di quattro strutture:
LAQUA BY THE LAKE
È la “Casa al Lago” – un nuovo place to be sulle rive del Lago d’Orta aperta nell’estate del 2021. Qui design e contatto con la natura si uniscono in una nuovissima struttura dove si trovano le suite e il Beach Club. Oltre al ristorante 1 stella Michelin, guidato dall’Head Chef Gianni Bertone, ed il beach club con piscina a sfioro, spiaggia con lettini e pontile privato, il resort ospita un ampio spazio dedicato alla nuova Wellness Suite, un vero e proprio tempio del benessere e dell’antiage grazie all’innovativo metodo Longevity Suite®.
LAQUA VINEYARD
È la “Casa in Collina” di Cinzia e Antonino Cannavacciuolo, un luogo in grado di trasferire nei paesaggi della Toscana tutti i contenuti di ospitalità̀ ed eccellenza culinaria che li contraddistinguono. Il casale che ospita Laqua Vineyard si sviluppa su tre livelli, con le sei ampie Suite, l’area benessere, la piscina vista vigneti con il lounge bar e lo spazio dedicato al Ristorante Cannavacciuolo Vineyard, progetto premiato con una 1 Stella Michelin, che celebra il sodalizio tra arte culinaria ed enologia, sotto la direzione di cucina dell’Head Chef Marco Suriano.
LAQUA BY THE SEA
Dedicato al benessere e al romanticismo, Laqua by the Sea è la “Casa al Mare” nata nel 2012, un luogo dedicato a chi desidera vivere il mare della meravigliosa Costiera sorrentina dal risveglio fino alla sera con 6 moderne camere con piscina a sfioro e un’intima area benessere. Una dimora autentica e contemporanea in grado di avvolgere l’ospite nella grande esperienza di ospitalità della Costiera.
LAQUA COUNTRYSIDE
È la “Casa in Campagna”, nonché la casa d’infanzia di Antonino sulle colline sorrentine, lì dove lo Chef è nato e cresciuto ma soprattutto dove ha mosso i primi importanti passi in cucina. Laqua Countryside, nata nell’estate 2021, ospita al suo interno 6 camere di alto design con piscina esterna immersa nel giardino ed il Ristorante Cannavacciuolo Countryside, il primo ristorante firmato da Antonino Cannavacciuolo in Campania, e diretto dall’Head Chef Nicola Somma che a pochi mesi dall’apertura è stato insignito di 1 Stella Michelin. La filosofia di cucina celebra il territorio locale abbinando ingredienti della sua terra d’origine - materie prime a km 0 selezionate e fornite dai produttori locali o coltivate nell’orto di oltre 800 mq e nel frutteto della casa – a quelli della terra d’adozione, il Piemonte, in un itinerario dal Sud al Nord Italia.

Allumeuse
Con uffici a Milano, Firenze, Siena, New York e Los Angeles, riusciamo a sviluppare campagne di comunicazione di grande impatto internazionale per importanti brand nei settori dell'ospitalità di alta gamma, food&wine, fashion e lifestyle. Combiniamo l'esperienza di una grande agenzia con , il coinvolgimento personale e la scrupolosa attenzione tipiche delle realtà tailor- made. Riusciamo a progetti di comunicazione integrata con un servizio che punta all'eccellenza. Siamo abituati a collaborare nel modo più rispettoso ed efficace in ogni contesto riuscendo a spingerci oltre i nostri limiti per creare le giuste basi nel raggiungimento dei risultati. Offriamo soluzioni altamente personalizzate garantendo il supporto di un team dedicato a ogni singolo progetto di comunicazione.
https://laquacollection.it
MILANO
Piazzale Susa 4
+39 3477910797
FIRENZE
P.zza Madonna degli Aldobrandini 8
+39 3336728257
SIENA
Via Baldassarre Peruzzi 63
+39 3335746008
(a cura di Cristina Maccaferri)
Beniamino e Nathan Baleotti: “Re della sfoglia”… goduriosissimo!
Beniamino e Nathan Baleotti hanno aperto, alla fine del 2024, un ampio locale dedicato alla pasta fresca e gastronomia a Castel Maggiore (BO) rilevando la gestione di un locale già esistente, rinnovandone completamente gli ambienti.
Il Sindaco di Castel Maggiore Luca Vignoli ha partecipato con entusiasmo alla presentazione alla stampa del nuovo progetto: “Oltre ad arricchire l’offerta ristorativa della nostra città, portando benessere e posti di lavoro – ha tenuto a precisare il sindaco Vignoli – questo locale arricchisce il patrimonio culturale di Castel Maggiore, riportando nel nostro territorio la conoscenza della tradizione culinaria bolognese: benvenuti quindi Beniamino e Nathan Baleotti”.
Si tratta di una vera e propria bottega con cucina in cui la clientela può trovare piatti espressi take away, pasta fresca e dolci della tradizione, che può acquistare o consumare in loco. 60 mq di spazio commerciale dedicato alla vendita e tavoli per chi si vuole concedere una pausa pranzo o una veloce cena post lavoro. Il locale può ospitare fino a 40 coperti. Adiacente al locale una grande cucina laboratorio. La pasta viene venduta fresca o conservata e pastorizzata in sacchetti in ATM, per essere conservata fino a 15 giorni.
E’ in progetto un ulteriore ampliamento, con vero e proprio ristorante e dehors.
Oltre ai piatti della tradizione, tortellini (la ricetta della nonna è “da urlo” e custodita gelosamente), lasagne, balanzoni, tagliatelle e tanto altro, porta sulle tavole dei clienti un piatto che ormai sta sparendo come la PAPPA NEL SACCO, un impasto di farina e parmigiano cotto in un sacchetto di tela o di carta alimentare direttamente nel brodo (ricorda un po' la zuppa imperiale ma molto più morbida e “goduriosa”) le SCALOPPINE ALLA PETRONIANA, altro piatto poco conosciuto, e la TORTA DI TAGLIATELLE, il PANE DI SAN PETRONIO. Poco conosciuti sono i TORTELLI DEL CARDINALE LAMBERTINI, creati nel ‘700 in onore del Vescovo di Bologna, Prospero Lambertini, che poi diventerà Papa Benedetto XIV. Un tortellone, un tempo fatto con la sfoglia alla mortadella, ma ora da molti scimmiottata con la rapa rossa e farcito con mortadella, ricotta e spezie.
Durante il Carnevale non mancano i tradizionali fritti dolci: sfrappole sottili come carta velina, al mattarello, tagliatelle e raviole fritte. Non mancano i celebri piatti “di famiglia” come le polpette con i piselli, le zucchine ripiene, il maiale al latte. I piatti seguono le stagioni e le ricorrenze, ma il venerdì è dedicato sempre al pesce, con menù variabile
L’anima della gastronomia è Beniamino Baleotti, ormai conosciuto anche a livello nazionale come “Il Re della Sfoglia”. Dall’ottobre del 2014 infatti ha partecipato a programmi televisivi, iniziando da una sfida televisiva in cui si cercava di coronare lo “sfoglino” di Rai 2. Ha partecipato a “Detto Fatto”, programma televisivo di grande successo condotto da Caterina Balivo, poi da Serena Rossi e da Bianca Guaccero. Il pubblico si è subito innamorato della simpatia, del metodo di preparazione “all’antica” usati da Baleotti che ha successivamente partecipato a programmi come “Cotto e Mangiato”, “Ricette di Italia” e molti altri.
Diventare il Re della Sfoglia in tv gli ha aperto un nuovo mondo e nuove opportunità con grande visibilità sui principali canali social (milioni le visualizzazioni) che cura personalmente. È vincente il tono brillante e confidenziale con cui vengono date indicazioni, “ricette furbe” e soprattutto fare riscoprire ai numerosi followers, specie i
giovani, piatti dimenticati e sapori della tradizione che si preparavano in famiglia. La passione lo ha portato ad avere riconoscimenti e titoli come SFOGLINO D'ORO, MATTARELLO D'ORO, TAGLIATELLA D’ORO, che giustificano l’incoronazione come RE DELLA SFOGLIA.
“Molti mi scrivono quanto siano goduriosi i miei piatti”- e da qui ha coniato i celebri intercalari dialettali, che sono divenuti i “pay off”: “goduriosissimo”, “mo socc’mél che smaialata”.
Quarto di sette figli, grazie agli insegnamenti di nonna Clarice (nonna paterna) ha imparato i segreti della sfoglia e del mangiar sano, passando i pomeriggi con lei in casa, mentre i fratelli preferivano andare a giocare all'aria aperta o in palestra dal padre.
Una vera e propria vocazione fare soprattutto lo “sfoglino”. I genitori, Laura e Bruno nel 1995 decisero di trasformare la casa colonica di proprietà in agriturismo, l'Agriturismo Le Ginestre, dove promuovere la tradizione culinaria del territorio e lo slow food. Da 6 anni Beniamino gestisce anche un negozio con laboratorio di pasta fresca al mattarello a Pianoro (BO) in piazza dei Martiri 4/b, dove l’apertura ha suscitato molto interesse non solo nei pianoresi, ma anche agli abitanti delle zone limitrofe. Dal 2011 Beniamino ha portato fuori dai confini la sua arte, in Lussemburgo, dove ha tenuto i primi corsi di sfoglia in lingua francese, per volare poi in Cina e Buenos Aires, ma l'esperienza più interessante è stata in Giappone, a contatto con la tradizione culinaria, storica e familiare nipponica, dove però ha portato l’arte della sfoglia alla Camera di Commercio del Giappone. Ha pubblicato un manuale di cucina dedicato alla sfoglia al mattarello, per ottenere una sfoglia da Re, con un ripieno “godurioso”, fino a varianti di sfoglia per chi soffre di intolleranze alimentari o allergie.
Una carriera quella di Beniamino, fatta di lavoro, ma anche di passioni, come quella per l'arpa, strumento dal suono soave che tocca le corde del cuore.
LA CUCINA È LA MIGLIORE ESPRESSIONE D'ARTE, DI PASSIONE E DI AFFETTO PER LE PERSONE A CUI SI VUOLE BENE, CHE VA FATTA CON AMORE. “CON DELLA ROBA BUONA SI FA DELLA ROBA BUONA”
“Il Re della sfoglia, 80 gustose ricette” Edizioni Pendragon
Reel e ricette si trovano anche sui principali social network:
Instagram, TikTok, Facebook e Youtube,
come @redellasfoglia o Beniamino Baleotti

Il Re della Sfoglia
Via Gramsci, 6
Castel Maggiore - Bologna
Tel. 051711175 – 3201522737
aperto dal lunedì al venerdì
dalle 10.00 alle 14.30 e
dalle 17.30 alle 20.00
sabato 10.00 / 14.30
Da direttore di multinazionali a tuttofare nella sua azienda vitivinicola: la realizzazione di un sogno: “La cantina dell’innovazione”
Dalla gestione dei rischi delle banche a Londra alle terre di Sabbioni di Mantova per coltivare un’idea declinata in vini naturali artigianali che hanno conquistato in breve tempo palati celebri e locali di prestigio. Il segreto? Il profondo amore per il proprio territorio di origine, la curiosità e la passione per le sfide. Nasce così la Cantina Tiziano Bellini.
Riconosciuto manager fra le più prestigiose istituzioni finanziarie globali della City di Londra, professore di statistica in alcune tra le più rinomate università nell’UK, autore di libri diventati punto di riferimento per i risk manager di tutto il mondo, Tiziano Bellini ha deciso di rientrare in Italia col sogno di realizzare la “La cantina dell’innovazione” nelle terre di Sabbioni,piccolo centro nella provincia di Mantova.
Quella che qualche tempo fa poteva sembrare semplicemente una “pazza idea” si sta schiudendo come un’intrigante realtà riconosciuta da palati celebri e locali di prestigio a livellointernazionale. Il segreto? Un profondo amore per il territorio di origine, l’inesauribile curiosità, un’insaziabile passione per le sfide e un’intraprendente determinazione.
Non si tratta di un semplice investimento finanziario, ma di una vera e propria “immersione” nei panni del vignaiolo. Tiziano, insieme alla sorella Patrizia ha impiantato i vigneti ed ha impostato una filosofia di vinificazione che contravviene tutti gli stereotipi e i preconcetti.
Ogni bottiglia è un’opera unica, frutto del lavoro dell’artigiano, del rigore dello scienziato e della creatività dell’artista. L’obiettivo è ridare lustro alla millenaria tradizione vitivinicola delterroir Viadanese e Sabbionetano, in provincia di Mantova, svelando al mondo un tesoro nascosto da troppo tempo.
I principi dell’agricoltura circolare ispirano ogni azione sia nei vigneti che in cantina. Preservare la biodiversità e minimizzare gli sprechi per Tiziano Bellini sono imperativi ai fini della sostenibilità e rispetto della natura.
I vigneti, si trovano nella piana creata dalle millenarie esondazioni del fiume Po, un terroir unico che combina suoli franco-argillosi e sabbiosi-limosi con una vena calcarea superficiale. Questo ambiente beneficia di un clima intermedio tra Mediterraneo e oceanico che vede nella disponibilità idrica naturale un fondamentale alleato nei tempi di siccità registrati nell’ultimo decennio.
La scelta delle varietà Ancellotta (con la realizzazione di uno “sforzato” abitualmente usate come uve da taglio) e Grappello Ruberti è tesa a valorizzare l’originalità dei ceppi autoctoni. Per contro, Pinot Nero e Pinot Chardonnay esprimono il più alto stadio della sfida ai luoghi comuni. A tale riguardo, contravvenendo al mantra che è indispensabile avere vigneti in altura, si potrebbe parlare di vigneti “eroici” per il terroir Viadanese e Sabbionetano.
Se l’uvaggio Ancellotta è esaltato da protratto appassimento, lunga macerazione e affinamento in legno, il Grappello Ruberti è alla base di bollicine pet-nat (con effervescenza più modesta) e metodo classico. Parimenti, Pinot Nero e Pinot Chardonnay sono destinati alle bollicine metodo classico.
In cantina, l’idea imperante è combinare tradizione e innovazione al fine esaltare le peculiarità delle proprie uve. Questi sono i tratti salienti di una filosofia che fa della innovazione il cavallo di battaglia. In cantina si sperimentano fermentazioni con lieviti indigeni, vengono rivisitate tecniche di lavorazione artigianali e l’affinamento è oggetto di continua ricerca e sperimentazione.
A rimarcare il legame con territorio e famiglia, le bottiglie di “bollicine” portano i nomi (in dialetto) delle località nei pressi della cantina e dei vigneti: Paion (Sabbioni) Samatè (San Matteo delle Chiaviche) Bacen (impianto di bonifica in San Matteo) Turdoi (Torre d’Oglio – tradizionale ponte in barche, pittoresco simbolo di San Matteo). I vini “fermi” invece si richiamano ai componenti della famiglia di origine: Giorgio (il papà scomparso alcuni giorni prima dell’impianto del primo vigneto) Annunciata (la mamma) Patrizia (co-founder appassionata imprenditrice).
Una sinfonia di squadra è alla base del successo: il lavoro in vigna, svolto nel più scrupoloso rispetto della natura, l’esperienza di una guida in cantina con trascorsi nello Champagne, la solidità dello spirito di famiglia condiviso con la sorella Patrizia e con la moglie Olga. A dispetto dello scetticismo dei più, i risultati non si sono fatti attendere e la critica, anche quella più scettica, si è dovuta ricredere. Del resto, i pionieri e gli sperimentatori sono abbastanza abituati a incontrare un’iniziale riserva. I vini Tiziano Bellini (che gli hanno valso riconoscimenti come il Decanter World Wine Awards) sono oggi distribuiti e proposti in rinomati ristoranti nelle principali regioni italiane, in Spagna, Canada, UK. I prossimi passi? Continuare nel solco tracciato…

Rossi fermi
Sono la massima espressione dei vitigni autoctoni. L’Ancellotta, con i suoi grappoli distanziati e l’elevato contenuto zuccherino, viene affinata con tecniche di appassimento, fermentazione prolungata e maturazione per 24 mesi in barrique e tonneaux di rovere francese. Anche il Grappello Ruberti segue un lungo processo di macerazione e affinamento, per ottenere vini dalla straordinaria struttura.

GIORGIO - Rosso Corpo Pieno – Ancellotta: è un omaggio alla scrupolosa precisione e straordinaria passione del padre di Patrizia e Tiziano. Una sfida entusiasmante nel gestire Ancellotta come uvaggio appassito, fermo e in legno, dal risultato sorprendente e subito premiato al Decanter Worl Wine Award 2024. La Realizzare vini appassiti e in legno è una scelta non comune in pianura, nata dalla voglia di Tiziano di rivalorizzare il vitigno e proporre un vino di alta qualità e complessità. Il risultato? Un vino che decantato un’oretta prima di bere, si fa dare del Lei!
Le uve Ancellotta vengono raccolte a mano nei vigneti di proprietà e riposte in cassette di piccole dimensioni ove si svolge un lungo processo di appassimento. La vinificazione si caratterizza per la protratta macerazione sulle vinacce. Il processo di affinamento si protrae per almeno 24mesi di cui i primi sei in barrique (225 litri) ed i seguenti diciotto in tonneaux (500 litri) di rovere. GIORGIO si caratterizza per lo straordinario colore rosso granato, il raffinato aroma con sentori di amarena, liquirizia con note di spezie, pepe bianco, caffè e tabacco. Il
gusto vellutato, intenso, armonicamente complesso si arricchisce di squisita mineralità che persiste a lungo dopo bevuto.
ANNUNCIATA - Rosso Corpo Medio- Grappello Ruberti: è un tributo al rigore e spontanea vivacità della madre di Patrizia e Tiziano. Viene ottenuto da uve Grappello Ruberti raccolte a mano nei vigneti di proprietà. Alla protratta macerazione sulle vinacce segue un meticoloso processo di affinamento in barrique e tonneaux di rovere francese che ne caratterizzano gli spiccati sentori aromatici, intensa freschezza e mineralità.
Effervescenza con metodo ancestrale (Pét-Nat)
Questo metodo antico prevede una rifermentazione in bottiglia, creando un vino delicatamente effervescente e artigianale. Il Pét-Nat conserva lievi residui di sedimento, contribuendo a un’esperienza sensoriale unica.

TURDOI – Rosé - Rifermentato in Bottiglia: prende il nome dall’appellativo dialettale riferito a Torre d’Oglio e il suo caratteristico ponte di barche risalente al secolo scorso, nelle vicinanze del vigneto Val d’Oca e Cantina. TURDOI è ottenuto da uve Grappello Ruberti raccolte a mano esclusivamente nei vigneti di proprietà. Viene seguito il metodo della rifermentazione in bottiglia (metodo Ancestrale o “vino col fondo”) che caratterizza TURDOI per le intense note di frutti rossi, raffinato perlage delicatamente effervescente e squisita freschezza.
Orange Wine
Realizzato con uve Chardonnay in purezza, Orange Wine fermenta in macerazione a contatto con le bucce per circa 5 settimane e affina in
legno per 24 mesi, acquisendo un colore ambrato intenso e una personalità straordinaria.
PATRIZIA - Orange wine – Chardonnay: è un omaggio alla sorella di Tiziano con la quale ha intrapreso l’avventura vitivinicola. È ottenuto da uve Chardonnay raccolte a mano nei propri vigneti. Alla protratta macerazione sulle vinacce segue un meticoloso processo di affinamento in barrique di rovere francese. PATRIZIA si caratterizza per il vivace colore ambrato, elegante ampiezza olfattiva, complessità e raffinata freschezza.
Rosè fermo
Luigia Rosé fermo: è un omaggio alla vivace passione e rigorosità di nonna di Tiziano, ottenuto da uve Grappello Ruberti raccolte a mano esclusivamente nei vigneti di proprietà. È un rose barricato, affinato in botti di rovere francese – pratica molto rara, per via del processo molto complesso - da cui nasce una selezione . La barricatura influisce sulle caratteristiche sensoriali del vino, dal profumo, al gusto, al colore. I sentori di frutti rossi, quali ciliegia e ribes si intrecciano in LUIGIA a note di mandorla, vaniglia e pepe bianco che accompagnano una bevuta fresca impreziosita da un finale elegantemente minerale.
Bollicine Metodo Classico
Le bollicine Metodo Classico seguono un lungo affinamento sui lieviti, di almeno 18-24 mesi, per esaltare la qualità e la complessità del vino. Ogni bottiglia viene trattata con la massima cura, dalla sboccatura al dosaggio zero. Un’altra sfida di Tiziano, per ottenere i vini morbidi, piacevoli ed eleganti ma senza aggiunta di zuccheri, per garantire autenticità e originalità e per essere più sinceri possibile.

SAMATÈ - Blanc de Blancs - Metodo Classico: prende il nome dall’appellativo dialettale riferito alla località di San Matteo dove Patrizia e Tiziano sono nati. Viene ottenuto da uve Chardonnay raccolte a mano esclusivamente nei vigneti di proprietà. SAMATÈ è frutto dell’avvincente sfida e costante ricerca dell’eccellenza nel metodo classico. Gli eleganti profumi di pesca ed ananas si integrano ad aromi agrumati e note di lievito e pane tostato su cui si innestano sottili aromi di nocciola tostata e burro. Il fine perlage conferisce una raffinata effervescenza al palato arricchito da squisita mineralità che persiste elegantemente.
BACEN - Blanc de Noirs - Metodo Classico: prende il nome dall’appellativo dialettale del maestoso impianto idrovoro di bonifica situato tra San Matteo delle Chiaviche e Sabbioni – simbolo del territorio- ove ha sede la Cantina. Viene ottenuto da uve Pinot Nero raccolte a mano esclusivamente nei vigneti di proprietà. BACEN è frutto dell’avvincente sfida e costante ricerca dell’eccellenza nel metodo classico. Delicati aromi di fiori di campo e rose si intrecciano a note come arance rosse e scorza di pompelmo. Sentori di mandorla, frutta secca e tabacco si aprono alla raffinata struttura e finissimo perlage di BACEN la cui squisita mineralità ti accompagna a lungo.

PAION – Rosè - Metodo Classico: prende il nome dall’appellativo dialettale riferito alla località di Sabbioni ove ha sede la Cantina e nelle cui vicinanze si trova il vigneto Val d’Oca. Viene ottenuto da uve Grappello Ruberti raccolte a mano esclusivamente nei vigneti di proprietà. PAION è espressione della coraggiosa avventura e costante ricerca dell’eccellenza nel metodo classico. Il variegato profilo floreale tra cui emerge la freschezza del gladiolo, si fonde con sentori di frutti rossi freschi, come fragole, lamponi, frutti di bosco e note di spezie come pepe nero e chiodi di garofano. Note di lievito e pane tostato ricordano il lungo processo di affinamento. La raffinata struttura, il finissimo perlage e la squisita mineralità di PAION accompagnano a lungo dopo la deglutizione.


TELEFONO & WHATSAPP
+39 3342267367
www.tizianobelliniwine.com
Ristorante Salice Blu di Bellagio: gran revival del “Toc”, piatto della tradizione bellagina con 150 anni di storia
Il Toc, simbolo di convivialità e di legame con il territorio, è tornato sulle tavole del Salice Blu nei giorni dal 17 al 19 gennaio, per una speciale degustazione che ha fatto riscoprire i sapori di una volta. Questo al ristorante Salice Blu di Bellagio (CO) nel cuore del lago, per celebrare la tradizione culinaria del territorio proponendo un piatto che affonda le radici nella storia della comunità locale: il Toc, un piatto che per oltre 150 anni è stato cucinato solo nei giorni di festa, durante i momenti di riunione familiare, per festeggiare il tempo trascorso insieme e il piacere di condividere il cibo. Il Salice Blu ha deciso di riportarlo in auge, offrendo un’esperienza gastronomica che riscopre i sapori autentici della bellagina. Una ricetta che faceva già parte del menù originale del ristorante nel momento della sua apertura - nel 1973 - e che continua ad essere riproposto in questa stagione dell’anno.
"Il Toc è molto più di un piatto: è un momento di condivisione, di convivialità. Ogni ingrediente che lo compone racconta la nostra storia e il nostro legame con la terra" afferma lo chef Luigi Gandola, patron del ristorante Salice Blu. "Per prepararlo, partiamo dalla farina di granoturco macinata a pietra dal Mulino Sancassani di Bellagio, un ingrediente che ci ricorda i sapori di una volta e che conferisce alla polenta la giusta consistenza per accogliere il formaggio. È un processo che richiede tempo e pazienza, ma il risultato è una vera e propria celebrazione della nostra tradizione." 
Il piatto si prepara con cura: la farina, scelta con attenzione, è la base per una polenta che viene mescolata per un’ora, fino a raggiungere la giusta consistenza. Durante la preparazione, si aggiungono il burro e il formaggio prodotti a Bellagio dalla Latteria Sociale, che arricchiscono il piatto con i sapori genuini del territorio. Una volta pronto, il Toc viene servito in un paiolo al centro di un cerchio di sedie, dove si mangia tradizionalmente con le mani, facendo dei "toc" per cogliere il meglio della polenta e del formaggio.

"Ogni boccone del Toc ci riporta alla semplicità dei tempi passati, quando le famiglie si riunivano per celebrare la bellezza dello stare insieme" - continua Gandola - "Accanto alla polenta, serviamo anche salumi di piccoli produttori locali, missoltini, gallina fredda con il ripieno, frutta di stagione e,
per concludere, il ragèl e la miascia, rispettivamente il digestivo e la torta della nostra tradizione. Ogni ingrediente fa riscoprire il vero gusto della nostra terra."
Per permettere a tutti di rivivere questa tradizione, il ristorante Salice Blu ha organizzato una speciale degustazione del Toc, con la ricetta originale (il 17, 18 e 19 gennaio scorso). Un’occasione unica per immergersi nella storia e nei sapori della Bellagina, un viaggio culinario che ha emozionato i palati e riportato tutti al tempo in cui il cibo era simbolo di famiglia, di accoglienza e di condivisione. Davvero una bella e gustosa iniziativa!

Ristorante Salice Blu
Tel. +39.031.950535
www.ristorante-saliceblu-bellagio.it
(a cura di Gianluigi Veronesi)
Città dell’Olio e Città del Vino, insieme e le “Città di Identità” diventano realtà

Firmati i decreti attuativi della Legge Made in Italy che all’art. 40 grazie all’emendamento proposto, dall’on. Pino Bicchielli istituisce il Registro delle Associazioni nazionali delle Città di Identità e le “Città di Identità” diventano realtà.
Soddisfazione espressa da Michele Sonnessa presidente delle Città dell’Olio e da Angelo Radica presidente delle Città del Vino: “Risultato storico ottenuto grazie al supporto dell’on. Pino Bicchielli e all’importante contributo dato alla stesura dalle Città dell’Olio e le Città del Vino”
Le Città di Identità diventano realtà dopo mesi di attesa e di lavoro congiunto tra gli attori coinvolti, quando arriva la firma del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida sui decreti attuativi della Legge Made in Italy che all’art. 40 istituisce il Registro delle Associazioni nazionali delle Città di Identità. Un risultato storico ottenuto grazie al supporto dell’on. Pino Bicchielli e all’importante contributo dato nella stesura dei decreti dalle Associazioni nazionali Città dell’Olio e Città del Vino.
“Siamo particolarmente soddisfatti ed orgogliosi di aver raggiunto questo ambizioso traguardo – ha dichiarato Michele Sonnessa, presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio – da oggi abbiamo uno strumento in più per dare concretezza e valore alle politiche di valorizzazione delle produzioni locali attraverso il
coinvolgimento diretto di olivicoltori, operatori turistici e della ristorazione delle tante Città di Identità che intorno ai prodotti di eccellenza del Made in Italy quali l’olio EVO, hanno costituito vere e proprie comunità identitarie. Il Ministero ha dimostrato di credere nell’impegno trentennale profuso dalle Città dell’Olio e dalle Città del
Vino nella valorizzazione delle identità e le produzioni tipiche locali e del turismo di comunità che affonda le sue radici nel racconto delle storie dei custodi del nostro immenso patrimonio oleo-eno-gastronomico. L’istituzione del Registro nazionale delle associazioni di Città di identità è una grande opportunità, per la quale siamo grati all’on. Pino Bicchielli, sta a noi coglierla”.
“La notizia è molto importante – afferma Angelo Radica, presidente dell’Associazione nazionale Città del Vino – perché di fatto certifica finalmente il ruolo delle nostre Associazioni anche nel rapporto con il Ministero dell’Agricoltura, un ruolo che ci vede protagonisti perché siamo espressione diretta delle esigenze dei territori. È con soddisfazione che leggo nel contenuto dell’art. 40 che riguarda i requisiti per essere ammessi nel Registro, che sono state di fatto sottolineate le principali finalità espresse dai nostri Statuti, dalla tutela dei paesaggi rurali alla sostenibilità, dallo sviluppo del turismo rurale al tema della coesione sociale e della tutela dei beni comuni. Evidentemente abbiamo saputo esprimere con chiarezza e con forti motivazioni le nostre idee fondative, oggi così chiaramente richiamate. Un grazie particolare va all’On. Pino Bicchielli che ci ha accompagnato in questo percorso grazie alla sua proposta di legge che poi è divenuta emendamento della legge sul Made in Italy”.
“Un ringraziamento va anche al Ministro Francesco Lollobrigida – affermano i due presidenti di Città dell’Olio e Città del Vino – per aver condiviso le aspettative delle nostre Associazioni; siamo pronti a cogliere la sfida ed a mettere in campo tutte le iniziative sui territori che ci consentano il perseguimento delle finalità che sono richiamate dalla legge: interventi di valorizzazione e promozione delle eccellenze territoriali, con il necessario coinvolgimento del mondo imprenditoriale. Siamo certi che il Ministro non ci farà mancare tutto il supporto ed il sostegno necessario”.
Per essere iscritte nel Registro le associazioni nazionali delle Città di identità devono essere costituite in forma di associazione riconosciuta e senza scopo di lucro ed avere come finalità il sostegno e lo sviluppo della qualità delle produzioni agricole e dei territori delle città di identità associate, tramite iniziative e servizi nel campo della tutela, del sostegno alla promozione e dell’informazione e prevedere nel proprio statuto la valorizzazione delle produzioni agricole di qualità, delle pratiche di coltivazione tradizionali, del paesaggio rurale e dei prodotti tipici locali; la sensibilizzazione dei cittadini e il loro coinvolgimento nella cura, tutela e valorizzazione del territorio; l’impegno per la sostenibilità, incentivando la permanenza degli agricoltori nelle zone rurali e la creazione di nuove imprese e servizi per le giovani generazioni; la promozione dell’offerta turistica integrata; il sostegno alla crescita del turismo rurale e del turismo enogastronomico secondo criteri di sostenibilità e tanto altro.

Associazione nazionale Città dell'Olio
c/o Villa Parigini Strada di Basciano, 22 Monteriggioni (SI)
Tel. 0577 329109 – Fax 0577 326042
www.cie.cittadini@interno.it
Un Sigep mondiale a Rimini con tante golosità per tutti!
Al via la 46ima edizione della manifestazione forse più attesa dai golosi: 30 padiglioni, 1300 brand, oltre 3000 buyers provenienti da 79 paesi, nel 2024 le vendite di gelato artigianale di tradizione italiana, hanno raggiunto gli 11 miliardi di fatturato e il trend è sempre in aumento.
La filiera italiana nel suo complesso, con i 39mila punti vendita (solo in Italia) gli ingredienti, le macchine, le attrezzature, ha superato nel 2024 i 4 miliardi di fatturato. Poi ci sono 12000 pasticcerie e circa 18000 bar che vendono il gelato artigianale. In Lombardia le famiglie spendono per i gelati artigianali 315 milioni/anno, a ruota Lazio con 167milioni e Veneto con 147.
Economicamente il Sigep è uno degli eventi del mondo gastronomico più rilevanti che mette in mostra le eccellenze del nostro Paese nei padiglioni della Fiera di Rimini. Protagoniste le filiere di gelateria, pasticceria, caffè, cioccolato, panificazione e pizza e nei settori “extra ice” siamo leader con i macchinari per i dolci artigianali, quelli della tradizione e pure non italiani o rivisitati. Nel contesto generale del Sigep, tiene bene il settore del pane che fattura circa 8 miliardi e mezzo – se ne fa sempre di più con grani antichi e farine poco raffinate e integrali – in primo piano poi la pizza, che non conosce crisi malgrado i rincari: ne sforniamo in Italia 2,7 miliardi e siamo i secondi esportatori
mondiali di caffè, mentre ristagnano i consumi interni per l’aumento dei prezzi…
Ma è il gelato il grande protagonista a questo “Sigep Word” quindi, non poteva mancare la citazione del “Frutta di Pistacchio” di Ádám Fazekas della gelateria Fazekas Cukrászda di Budapest, un cremoso gelato al pistacchio salato con una coulis di lamponi speziata alla fava di Tonka e un croccante al pistacchio: primo posto alla scorsa Finale Mondiale di Gelato Festival World Masters che vedrà proprio il 20 gennaio prossimo la finale 2025 tra 15 gelatieri che si sfideranno per i 3 posti disponibili nello spazio Gelato Arena...
E restando in tema, quest’anno il Paese ospite è l’Arabia Saudita dove il gelato rimane il dessert preferito che espatriati, turisti e gente del posto consumano durante tutto l’anno. Il mercato è segmentato in base al tipo di prodotto, al canale di distribuzione e all’area geografica. Per tipologia di prodotto, il mercato si divide per gelato d’impulso, da asporto e artigianale. Preferiti i vegani e quelli con alimenti (gusti) naturali, meno elaborati e a basso contenuto calorico. Il mercato dei gelati lì è frammentato e competitivo, comprendendo molti concorrenti regionali e internazionali. Nel maggio del 2023 Siwar Foods ha firmato un accordo di private label e distributore con la società francese Sarl So Mochi per commercializzare e distribuire una gamma di gelati Mochi in Medio Oriente, a partire dal lancio nel Regno dell’Arabia Saudita.

Dai “rumors” raccolti al Sigep, il mondo del gelato punta sempre più sulla destagionalizzazione, sui gusti senza zuccheri aggiunti, sul naturale (leggi Bio) sul gluten free e su quei sapori – spezie, zafferano, cardamomo, sesamo tostato e altri di origine orientale – frutto di contaminazioni: anche quelli che sorprendono… come il gelato al dulche de leche, al maracuja o come il gelato di Belén Cimino, chef di pasticceria, maestra di gelateria e fondatrice di “Cimino R” a Buenos Aires, che ha portato al Sigep l’“alma del sur” gelato con yerba mate, agrumi e lamponi della Patagonia…

Presente al taglio del nastro il ministro dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida: “Chiunque conosca l’Italia, all’estero la racconta come un paese dove a pochi chilometri di distanza, trovi eccellenze tanto differenti e quindi siamo i più ambìti come produttori di ogni bene famoso… - e il ministro continua - Il Sigep è una vetrina d’eccellenza per uno dei settori più dinamici dell’agroalimentare italiano. È fondamentale consolidare il percorso di internazionalizzazione che abbiamo intrapreso, rafforzando la nostra presenza sui mercati esteri e individuando nuovi sbocchi commerciali. Proseguiamo con determinazione per potenziare l’export e affermare la leadership dell’Italia in questi settori. Investire nelle eccellenze italiane significa accrescere la competitività delle nostre imprese e promuovere il n
ostro modello agroalimentare, uno dei pilastri economici del Sistema Italia”. 
Con il ministro, anche il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, l’assessora al turismo della Regione Emilia Romagna, Roberta Frisoni, il presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, Lino Stoppani e il presidente di Ice Agenzia, Matteo Zoppas.
Tra gli altri presenti, che si sono resi disponibili per un commento - e che ringraziamo - : 
Maurizio Ermeti, presidente IEG (e imprenditore del settore alberghiero e turistico): “Il Sigep si trasforma, diventa Sigep Word per il numero di presenze di visitatori da più di 160 paesi, ma anche per il lavoro che in questi anni è stato fatto e si continua a fare, portando Sigep nel mondo…- e continua ricordando gli albori - Sigep nasce nel 1980 per sostenere la categoria artigiana e l'attività estiva: allora c’erano 180 espositori e la fiera occupava uno spazio grande quanto uno solo dei padiglioni attuali. Oggi - conclude Ermeti - Sigep è una fiera internazionale che pone Rimini al centro di un network globale, un network che abbiamo portato nel mondo grazie alle nostre società, Sigep Asia a Singapore e Sigep China a Shenzen”.

Gino Fabbri, ex presidente dell’Associazione Maestri Pasticceri Italiani e Pasticcere dell’anno: “A un bravo pasticcere non serve solo la passione, ma serve anche la costanza e soprattutto servono le basi, è importante conoscere bene le materie prime…”.
Ernst Knam, maître chocolatier, si riferisce alla sua produzione: “I miei dolci preferiti in generale sono quelli della memoria: il passato che profuma di futuro”.

Carlo Oldani, direttore marketing Unigrà: “Formiamo le gelaterie per la possibilità di fare un gelato al 100% vegetale e molto gustoso”

Il Dubai chocolate è un gusto a base di cioccolato al latte con variegature di salsa al pistacchio con dentro la “katayfi”, tipico dolce della cultura araba.

Italian Exhibition Group - Fiera di Rimini
Via Emilia, 155 Rimini RN
Tel: 0541 704111
infovisitatori@riminifiera.it
I Percorsi Internazionali di Borghi d'Europa: progetto "L'Europa delle Scienze e della Cultura"
L'Associazione Culturale Borghi d'Europa, attiva da oltre quindici anni, si propone di valorizzare il patrimonio culturale, ambientale, artistico, enogastronomico ed economico di borghi e territori poco conosciuti in Europa. La sua attività si concentra sulla realizzazione di progetti informativi, indirizzati a sensibilizzare il pubblico e a promuovere la conoscenza di questi luoghi attraverso diverse iniziative. Un aspetto centrale del progetto è l'informazione, specialmente indirizzata a chi svolge un ruolo informativo, per far conoscere i borghi e le loro specificità.
Negli anni, Borghi d'Europa ha collaborato a numerosi eventi e progetti internazionali, come la partecipazione all'Anno del Patrimonio Culturale Europeo nel 2018, durante il quale sono stati visitati e promossi 40 borghi, e al progetto di Turismo Lento, che ha portato alla presentazione dei "10 Percorsi Internazionali" presso il Parlamento Europeo di Milano. Inoltre, ha preso parte a iniziative come il Mese della Mobilità Dolce e il Festival dello Sviluppo Sostenibile, che hanno coinvolto oltre 20 Paesi europei. Nel 2019, Borghi d'Europa ha collaborato con il Parlamento Europeo nell’ambito della campagna "Stavoltavoto.eu", per incoraggiare la partecipazione dei cittadini alle elezioni europee, legando la scelta dei borghi alla sensibilizzazione politica. In tale contesto, il progetto ha permesso di accrescere la consapevolezza civica tra le comunità locali. Un altro progetto rilevante è quello denominato "L'Europa delle Scienze e della Cultura", legato alla manifestazione ESOF 2020 (EuroScience Open Forum), che si è svolta a Trieste, città scelta per ospitare questo importante evento europeo di dibattito scientifico. Questo progetto ha dato vita a una serie di iniziative informative sui temi della sostenibilità nelle filiere produttive di vari Paesi europei, coinvolgendo – oltre all’Italia – nazioni come Croazia, Slovenia, Austria, Svizzera, Montenegro, Albania, Bosnia-Erzegovina, Grecia, Serbia e Repubblica di San Marino, nonché specifiche diverse regioni italiane.
Nel 2024 e nel 2025, Borghi d'Europa ha deciso di proseguire la sua collaborazione con il Parlamento Europeo in vista delle elezioni europee di giugno 2024, estendendo l'iniziativa a circa 80 borghi in tutta Europa. Questo progetto mira a promuovere la partecipazione attiva dei cittadini dei borghi nelle elezioni e a consolidare la rete dei borghi per il prossimo quinquennio. Un focus particolare è dato alla rete BELC (Rete Europea di Consiglieri Regionali e Locali), che facilita la connessione tra i rappresentanti politici locali e le istituzioni europee. L'obiettivo è avvicinare l'Europa alle comunità locali, offrendo a chi è in carica a livello regionale o locale la possibilità di interagire con le istituzioni europee, raccogliere informazioni e fare rete.
Nel 2025, Borghi d'Europa celebrerà il 25° anniversario dell'Iniziativa Adriatico Ionica (IAI), un forum di cooperazione regionale istituito nel 2000 per promuovere la stabilità economica e politica nella regione adriatico-ionica. L'IAI, che coinvolge attualmente 10 membri (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Macedonia del Nord, Montenegro, Repubblica di San Marino, Serbia e Slovenia) è un’iniziativa cruciale per promuovere la cooperazione tra Stati e rafforzare il processo di integrazione europea. Nel contesto di quest'anniversario, Borghi d'Europa continuerà a sostenere la valorizzazione dei territori attraverso campagne informative e iniziative che incoraggiano la conoscenza reciproca tra i borghi e le istituzioni internazionali.
Le attività informative sono caratterizzate da un formato che prevede incontri pubblici con la partecipazione di comunicatori, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni locali, regionali e europee. Questi eventi includono interviste, rassegne stampa multimediali e la distribuzione di materiali didattici alle scuole dei territori coinvolti, per sensibilizzare le nuove generazioni. Ogni incontro genera almeno 20 servizi informativi multimediali per tappa, raggiungendo una vasta audience attraverso vari canali (radio, TV, stampa, online e social media).
In sintesi, Borghi d'Europa è un progetto che unisce la promozione della cultura locale alla partecipazione attiva nella politica e nella società europea. Le sue iniziative, mirate alla valorizzazione dei territori e alla sensibilizzazione sulla cooperazione regionale, continuano a crescere, rafforzando il legame tra i piccoli borghi europei e le istituzioni internazionali, come il Parlamento Europeo e l'Iniziativa Adriatico Ionica. 
La IAI ha origine il 19 - 20 maggio 2000 con la firma ad Ancona, da parte dei Ministri degli Affari Esteri di 6 Paesi rivieraschi (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Slovenia), della “Dichiarazione di Ancona” sulla cooperazione regionale quale strumento di promozione della stabilità economica e politica e del processo di integrazione europea. Ai 6 membri originari si sono aggiunti l’Unione di Serbia-Montenegro nel 2002 (in seguito alla scissione del 2006, sia la Serbia sia il Montenegro hanno mantenuto la membership nell’Iniziativa) e la Macedonia del Nord nel 2018, la cui adesione è stata promossa dall’Italia nel corso del suo anno di presidenza dell’Iniziativa (Giugno 2017 – Maggio 2018). Ad oggi la IAI conta 10 membri, la Repubblica di San Marino è entrata a far parte dell’Iniziativa nel 2019 durante la Presidenza montenegrina
Le Presidenze annuali da giugno a maggio dell’anno successivo si susseguono in base all’ordine alfabetico.
Membri:
Albania, dal 2000
Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina, dal 2000
Croazia Croazia, dal 2000
Grecia Grecia, dal 2000
Italia, dal 2000
Macedonia del Nord Macedonia del Nord, dal 2018
Montenegro Montenegro, dal 2006
Repubblica di San Marino, dal 2019
Serbia, dal 2006
Slovenia Slovenia, dal 2000

Via Lussemburgo n.42 Padova PD
Piazzale Martesana Milano MI
email: borghideuropa@yahoo.com
redazione: info@italiadelgusto.com
“Marca” by BolognaFiere mette in bella mostra la “Distribuzione Moderna Organizzata”, molte le novità
Soli due giorni (il 15 e 16 gennaio u.s.) per la manifestazione europea che metteva in mostra la “DMO” (Distribuzione Moderna Organizzata) e per la ventunesima volta, nei 9 padiglioni bolognesi (metà del complesso fieristico) che hanno ospitato circa 1300 aziende espositrici (+23% dalla scorsa edizione) tra cui, ben 24 insegne della GDO, spalmate su 35.000 mq (contro i 27.800 del 2024) invasi dai molti lì in giro tra addetti ai lavori e pubblico (alla fine 23 mila i presenti) soli due giorni - dicevamo - sono proprio pochini (…) per una fiera che ormai si è confermata volano del Made in Italy a livello internazionale – nell’export dei formaggi, dopo avere sorpassato l’Olanda, siamo secondi solo alla Germania…–.
Per chi si è addentrato nel quartiere fieristico di Bologna, già trovare il parcheggio e entrare mettendosi in coda, ha accorciato il timing della giornata, non di poco. E le motivazioni per non mancare, c’erano tutte: Marca by BolognaFiere è l’unico evento italiano dedicato alla marca commerciale, la grande vetrina dove la fiera bolognese, in collaborazione con ADM, Associazione Distribuzione Moderna (al momento del taglio del nastro, il presidente BolognaFiere, Gianpiero Calzolari ha annunciato la formale partnership tra BolognaFiere e ADM fino al 2031) ha messo in bella mostra i prodotti dell’eccellenza italiana a marca deldistributore. Un’opportunità che, chi voleva toccare con mano i prodotti, incontrare buyers (oltre 1000 – dichiarazione di Antonella Maietta di BolognaFiere – più di 600 gli stranieri) e category manager provenienti dalle principali catene internazionali e chiudere contratti tra aziende di qualità, food e non food e i retailer pronti a riempire gli scaffali con il proprio marchio, non poteva perdere: a Marca by BolognaFiere fare business concretamente, è stato davvero possibile!

Il taglio del nastro dell'edizione numero ventuno di Marca 2025, presenti:
Michele De Pascale (neo governatore Emilia Romagna, secondo da dx)
Gianpiero Calzolari (primo a sx) presidente di BolognaFiere e Marco Lusetti, presidente ADM
Dovendo riferire – per mission – dell’accaduto e non potendo scendere in particolari specifici riferiti agli acquisti fatti da chi e a chi… ci limiteremo a descrivere le situazioni più eclatanti: gli stand più frequentati, sicuramente sono stati quelli “food”, protagonisti scontati della grande vetrina di Marca 2025, dove era esposta l’eccellenza del Made in Italy a tavola. Da evidenziare la continua ascesa legata all’offerta nel compartimento del biologico. Davvero pochissime le aziende note assenti tra i produttori di pane, pasta, piatti pronti, pizza, salsa di pomodoro, carne, pollame, verdure, legumi e vari prodotti dell’agricoltura, oltre a salumi, formaggi, condimenti e dolci, filiera del miele compresa, poi vini, liquori e pure “integratori”, in nome - questi – delle importanti prospettive che si delineano per il settore salute e benessere (oltre all’extra settore come abbigliamento, elettronica, arredamento, bricolage e giocattoli).
I prodotti erano suddivisi tra quelli della tradizione e dell’innovazione (tante le novità).
Tra i “non food” (prodotti per la cura della casa e della persona, attività per il packaging, i servizi e la logistica) le parole chiave sono state “sostenibilità e efficacia”, confermate anche durante il primo dibattito, contesto in cui sono stati sciorinati i dati a cura di “The European House – Ambrosetti” (progetti, studi e scenari strategici per istituzioni e aziende nazionali ed europee) a cui è intervenuto anche Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy: “È il successo della grande distribuzione moderna – riferito a Marca 2025 – in grado di coniugare gli interessi del consumatore e della filiera che concorrono a rendere grande il Made in Italy”…
Tutto ciò - insieme ai numeri che confermano il grande successo dell'evento bolognese-internazionale e la grande e concreta attenzione alla sostenibilità - ha confermato che i frequentatori, gli operatori e le insegne della DMO, hanno avuto a disposizione una vetrina varia, esauriente e proprio ben frequentata. Questo è certo!
Tra le innumerevoli novità:

Margherita S.p.A.: la storica azienda di Fregona (TV) nota per il suo approccio artigianale, ha presentato Ariosa, una nuova pizza gourmet premium destinata a rivoluzionare il mercato retail. Sotto il brand Re Pomodoro, Ariosa combina innovazione e artigianalità, distinguendosi per un impasto ad alta idratazione (80%) e lievitazione di 48 ore, che garantisce leggerezza, croccantezza e una texture unica. Ariosa replica l’esperienza della pizzeria con la praticità di un prodotto surgelato, posizionandosi come una soluzione distintiva e competitiva nel segmento delle pizze premium. Il prodotto nasce dalla partnership con ProPizza, grazie alla quale vengono unite tradizione e tecnologia. Ariosa è stata il fulcro dello stand Margherita a Marca 2025, affiancandosi alla gamma artigianale del brand e rappresentando un'opportunità per retailer e distributori, grazie alla combinazione di qualità, innovazione e convenienza.
Tra le notizie più curiose e pubblicate nel 2024 è una originale esperienza imprenditoriale che ha dato vita a un movimento culturale ripreso a livello globale. Nel panorama della ristorazione mondiale, infatti, “Al Condominio” di Verona ha conquistato l’attenzione dei media internazionali, ma ha anche ridefinito il concetto di convivialità, promuovendo un ritorno alla socialità autentica e al piacere di vivere il momento del pasto senza l’invadenza della tecnologia, con il suo invito “Posa il cellulare, stappa la bottiglia offerta e goditi l’atmosfera” che ha fatto riscoprire il concetto di convivialità bannando l’invadenza della tecnologia. Combinando così tradizione, innovazione e una buona dose di ironia, ha proposto con il Digital Detox un modo nuovo di vivere la ristorazione. Con il suo format rivoluzionario, è diventato un ambasciatore del buon vivere italiano, portando Verona al centro della scena mondiale, dimostrando come l’estro italiano possa ancora stupire il mondo.
nel 1974 nelle pianure del Friuli, vicino alla città stellata di Palmanova, l’azienda agricola Pradio della Famiglia Cielo, unisce tradizione e innovazione per creare vini unici. La famiglia Cielo, giunta alla quarta generazione, oggi alla guida della cantina, coltiva 35 ettari di vigneti su terreni friulani ghiaiosi e soleggiati, valorizzati dall’esperienza dell’enologo Gianni Menotti, vincitore del titolo di Miglior Enologo Italiano 2012. Grazie al microclima protetto dalle Alpi e influenzato dal Mar Adriatico, Pradio ha presentato vini freschi ed eleganti, sia bianchi che rossi. Dal 2022, l’azienda ha ottenuto la certificazione SQNPI per la produzione sostenibile. Si distinguono Passaparola Prosecco D.O.C., Priara Pinot Grigio Friuli D.O.C., Sobaja Sauvignon Friuli D.O.C., Rok Bianco e Rosso Venezia Giulia I.G.T., Starz Rosso Friuli D.O.C.. Da mezzo secolo ogni bottiglia Pradio racconta la passione per il territorio, combinando tradizione vinicola e attenzione all’ambiente.
De Angelis ha partecipato presentando innovazioni nel settore dei piatti pronti e surgelati, con particolare attenzione alla linea gluten free e ai prodotti Made in Italy. L’azienda ha lanciato la gamma Maxi gusto di pasta ripiena e liscia, rinnovando anche le linee grafiche della selezione 200g e gourmet. Lo stand di 180 mq ospitava anche il rilancio del brand Poker, puntando su regionalismi e tipicità per soddisfare un pubblico curioso e attento alla qualità nelle diverse specialità regionali. In quest’ottica è stata presentata anche la rinnovata gamma Saòr del Mar, con piatti di pesce freschi e sostenibili, tra cui sughi, zuppe e proposte per bambini come i “Fish Rock di Merluzzo”, con packaging ecosostenibile e sughi a base terra che ampliano ulteriormente il ventaglio delle proposte. De Angelis combina così tradizione e modernità, con ricette autentiche e innovative, rispondendo alle esigenze di un consumatore dinamico, con gusto, qualità e sostenibilità.

BolognaFiere SpA
Viale della Fiera, 20 Bologna (BO)
www.marcabybolognafiere.com
Pubblicata la 25ima GUIDA BEST GOURMET edizione storica di Maurizio Potocnik, vero riferimento per chi ama la buona ristorazione, i prodotti artigianali e i vini di qualità
Maurizio Potocnik Reeds, uomo e artista libero, nella musica come nella vita ama semplicemente essere quello che è: un grande sentimentale con tante visioni. Ha fatto molti lavori e mai nessuno come dipendente, ha rischiato sempre sulla sua pelle: enologo, venditore di legname, modello, interprete di fotoromanzi, anche pubblicitario e imprenditore sportswear; si è occupato di barche a vela, di editoria enogastronomica, pure critico e talent scout gastronomo.
Anche uomo di spettacolo: ideatore e conduttore televisivo, show man, regista, scrittore e cantante che canta l'amore e la bellezza - in inglese e ora anche in italiano - suona, scrive e arrangia i suoi brani musicali: per lui, ognuno di questi, è quasi come un figlio… Maurizio Potocnik in arte Reeds, è e sarà sempre il Maury o il Mau, per gli amici!
E per tutti gli altri, l’eclettico Maurizio Potocnik, è anche extraordinary taste in Alpe Adria - by Club Magnar Ben e dal novembre 2021 Direttore BEST Gourmet Network.
“Quando ho iniziato questo lavoro – è Potocnik che parla – non c'erano Internet, Google, the Fork, Trip advisor, shop on line di bottiglie e di prodotti, informazioni diffuse, etc…. Per scoprire notizie dovevi andare di persona e qualche volta perderti per le strade.... E per questo motivo che la Guida, dalla prima edizione, ha sempre dedicato un'intera pagina ad ogni locale-visita, con le fotografie dell’ambiente, dei piatti e dei ristoratori, proprio per far capire ai lettori che se non vai, non puoi recensire, né giudicare!”
Buona navigazione di gusto a tutti gli appassionati e buon lavoro agli
operatori del settore che rendono questa terra straordinariamente unica!
Oggi è pubblicata la 25ima Guida BEST GOURMET edizione storica: si tratta di un'opera monumentale di 760 pagine che celebra l'eccellenza enogastronomica dell'Alpe Adria. Una Guida che non è solo un elenco di ristoranti, ma il racconto di un territorio straordinario, dove culture e tradizioni si intrecciano in un patrimonio enogastronomico unico al mondo. Congratulazioni “Agli Amici di Godia”, eletto miglior ristorante di cucina moderna, alla “Trattoria da Nando” di Mortegliano, premiata per la cucina tradizionale, al “Miani” di Buttrio per il miglior vino bianco, alla “Fattoria Gortani” per l'eccellenza casearia ed alla “Valle dell'Ovo” di Carlino per i prodotti ittici. Riconoscimenti e traguardi che sottolineano il trend enogastronomico sempre più positivo del Friuli Venezia Giulia: una regione ricca di eccellenze, dove si sente il cuore di una ristorazione pulsante, accompagnata da straordinari prodotti artigianali e vini di grande qualità nazionale e internazionale.
DOVE ANDATE A MANGIARE OGGI? LE OSTERIE, LE MIGLIORI le troverete nella nuova edizione della Guida Best Gourmet, assieme ai migliori rifugi, alle cucine in quota, ai ristoranti, trattorie, locande e pizzerie gourmet!
Ordina la 25ima edizione di Guida BEST GOURMET by Club Magnar Ben Editore: www.magnarben.it/shop
LA GUIDA CHE PER PRIMA HA SCAVALCATO I CONFINI TRA ITALIA, AUSTRIA, SLOVENIA E CROAZIA.
“Per me l'Alpe Adria* e i suoi aspetti storico-culturali-enogastronomici (la cultura di un paese si misura anche a tavola) sono stati un colpo di fulmine, un amore a prima vista – è ancora Maurizio Potocnik che spiega - Scoprire più di 20 anni fa questi territori e i suoi artefici in vigna e in cucina è stato un onore e un immenso piacere. Nessuno aveva avuto questa visione e nessuno prima di me aveva intravisto le straordinarietà a tavola di questo territorio - e continua - Mi compiaccio di essere stato il primo ad avere avuto questa visione ben prima delle guide austriache o di altre italiane. Questo bagaglio culturale mi ha arricchito la vita”.

*L’Alpe Adria è una macroregione della Mitteleuropa (Europa Centrale) che comprende Italia (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia) Slovenia, Croazia, Austria (Carinzia, Stiria, Burger Land) la Germania (Baviera) e l’Ungheria (Baranya, Somogy, Vas, Zala). In questo territorio, Club Magnar Ben, da anni è l’unico affidabile riferimento per chi ama scoprire la grande e piccola ristorazione, le curiosità vitivinicole e agroalimentari di qualità.
"Dedico la Guida a chi la userà, ma soprattutto con grande affetto, mi rivolgo a tutti i 700 artefici selezionati, della ristorazione, del food, del vino, presenti in questa 25ima edizione. - Potocnik conclude - Un successo straordinario che ci ha portato all'esaurimento delle copie in brevissimo tempo grazie anche alla loro importante presenza e al loro livello di qualità; un segnale che la nostra grande ristorazione è viva e orgogliosa dei grandi valori che la contraddistinguono".
PENSIERINO E BRINDISI DEL GIORNO: George Orwell nel 1948 diceva: “Finché non diventeranno consapevoli non si ribelleranno e finché non si saranno ribellati, non potranno diventare consapevoli”.
P.S.: il nuovo codice della strada cancella in un sol colpo millenni di storia e cultura italiana, non solo enoica, ma anche conviviale, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. Caro ministro lei è proprio una delusione!


Club Magnar Ben
Associazione Culturale non lucrativa
Conegliano - Italy - Tel.+39 0438 21574
www.magnarben.it
(a cura di Gianluigi Veronesi)
Udite udite! Il vino “dealcolato” è finalmente (?) sdoganato…
Lo scorso novembre 2024, il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha firmato la bozza della Direttiva Europea 2021/2117, cioè il decreto che apre la porta anche in Italia, ai vini dealcolizzati (o dealcolati che dir si voglia) quelli che hanno un tasso di alcol non superiore a 0,5 vol (ci sono anche quelli “parzialmente” dealcolizzati, con un tasso alcolometrico tra lo 0.5% e il 9%). Questa sarebbe l’alternativa che porterebbe a non privarsi del gusto del vino e, contemporaneamente, non incorrere nelle sanzioni confermate tramite l’etilometro (strumento in dotazione alle forze di Polizia) che verifica la quantità di etanolo presente nell’organismo dopo avere ben mangiato (e meglio bevuto). Questo perché con i “fumi dell’alcol” in corpo, si entra in uno stato di euforia e disinibizione dovuto all’’aumento e alla liberazione di dopamina nel cervello, cosa che porta le persone a sentirsi, non solo più allegre e socievoli dopo aver bevuto, ma addirittura, per chi si mette al volante di un qualsiasi veicolo, sentirsi onnipotente, invincibile, immortale e molto spesso, in queste condizioni, osa più del dovuto, mettendo a repentaglio la sua e l’altrui sicurezza, con i risultati che ahimè, si leggono tutti i giorni sui giornali e si vedono in tv. L’introdurre alcol nel corpo umano – tramite il classico “spritz” o gli “shottini”, o il “frizzantino” dell’aperitivo e pure il calice di rosso che accompagna l’appetitosa “amatriciana” – porta subito ad un tasso alcolemico superiore agli 0,30 g/L e già così si determinano alterazioni del comportamento….

In materia di circolazione stradale, deputate all’accertamento delle violazioni, sono le forze di Polizia che tra i loro compiti, hanno pure il controllo dello stato di ebbrezza alcolica del conducente di un veicolo - art. 186 comma 4 del codice della strada - utilizzando strumenti di screening per alcool come l’etilometro.
A questo punto, l’importante è che con l’“alcol test” non si registri un valore superiore allo “0,0” per i neo patentati e per i professionisti della guida (conduttori taxi, NCC e camionisti) e allo 0,5 per tutti gli altri, realtà oggettiva che se oltrepassata, porta alla sanzione amministrativa di 164 euro (che sale a 328 euro in caso di incidente) e perdita di cinque punti della patente. Nel caso in cui sia accertato il superamento della soglia da 0,8 fino a 1,2 (che causa al soggetto che ha bevuto comportamento depressivo sui centri motori, perdita dell’autocontrollo e disturbi dell’equilibrio) si determina il reato contravvenzionale che comporta la sospensione “breve” della patente (che varia in base al numero di punti presenti sulla patente del conducente: se il punteggio è compreso tra 10 e 19 punti, la sospensione sarà di 7 giorni, mentre per un punteggio già esistente inferiore a 10 punti, la sanzione aumenterà a 15 giorni) oltre al pagamento di ammende di importo più elevato e, peggio ancora succede a chi guida con una quantità rilevata da 1,2 a 2,0 che cagiona vera e propria ubriachezza e, dunque, si va direttamente
nel “penale”- senza contare risultati più alti come da 2,0 a 4,0 limite che dà perdita del tono muscolare, indifferenza all’ambiente circostante, assenza di reazione agli stimoli, immobilità o, addirittura > 4,0 soglia che dà incoscienza e coma, depressione respiratoria e cardiovascolare, fino a probabile morte).
Quindi, ben venga la dealcolizzazione… Ma come avviene?
Beh, si tratta di un processo attraverso cui è possibile estrarre l’alcol da qualsiasi bevanda alcolica come appunto vino e liquori. È possibile per distillazione sottovuoto (si separa il vino dalle componenti fenoliche, poi si estrae l’alcol e si reintegra la bevanda ottenuta di quei componenti) o per osmosi inversa (agendo attraverso una membrana che prima filtra i composti aromatici e fenolici e poi rimuove l’alcol). 
A confermare la validità di tali procedure, anche la nutrizionista Elena Dogliotti: “Il vino dealcolato, che può essere totalmente o parzialmente analcolico, si ottiene a partire da un vino reale – spiega la nutrizionista – ed i metodi più comuni per togliere l'alcol sono la distillazione sottovuoto e l'osmosi inversa” – e continua la Dogliotti – “Per compensare la perdita di alcol e per avvicinarsi al gusto del vino normale c’è il rischio che i produttori di vino dealcolato possano aggiungere zuccheri, aromi artificiali, stabilizzanti o altri additivi che potrebbero essere dannosi per la salute” - anche se, secondo l’attuale decreto, in Italia questo dovrebbe essere espressamente vietato - (NDR).
Così la bevanda è ormai dealcolizzata. Adesso il “vino” è più delicato al gusto: visivamente è difficilmente distinguibile dalla sua versione classica, ma al gusto è più leggero, meno intenso rispetto a quello che si è soliti bere, senza però dare la sensazione di sapore sciropposo del semplice succo d'uva. L’importante è che detto vino mantenga la consistenza in bocca, in pratica una buona struttura e un buon equilibrio tra i componenti acidi, dolci, amari e tannici. Perché un vino che abbia un sapore piatto, sbilanciato, senza corpo, darà la percezione di “vino annacquato”… e non sarà proprio piacevole in bocca, quindi, non certo un buon vino!
Nelle versioni frizzanti dei vini dealcolati, non mancheranno le bollicine, in più queste bevande analcoliche e gli “Zeroalcol” italiani ed esteri (anche biologici e light) forniscono solo 7,5 Kcal al bicchiere (una bottiglia contiene 750 ml o 75 centilitri, più o meno cinque bicchieri/calici).
Inoltre - volendo - si può dealcolizzare il vino anche a casa… Si porta a bollore il liquido in un pentolino senza aggiungere altro, con la fiamma che non deve essere troppo vivace e, dopo circa 10 minuti, di alcol ne sarà evaporata la maggior parte. Quindi lo si può bere e/o utilizzare senza il rischio che lasci quel tocco di amaro che su alcuni piatti può fare la differenza. Altra valenza positiva dei “dealcolizzati”, sono i benefìci per il fegato che si iniziano a percepire già dopo alcuni giorni e, l’organo che non sa metabolizzare le molecole dell’alcol, nel giro di alcune settimane (o mesi, nei casi più impegnativi) ritorna depurato.
Queste bevande entreranno molto presto nel nostro mercato e si auspica che costituiranno un nuovo business per consumatori quali i wine-lovers, con al centro le Gen Z e i Millenians, che, senza alcol, “agiranno” senz'altro molto meglio….
(a cura di Cristina Maccaferri)
Oltre il Biologico: Innovazione, Fiducia e Sostenibilità per un Nuovo Rapporto con il Consumatore
evento – organizzato da AssoBio e in collaborazione con MARCA by BolognaFiere e FederBio nell'ambito del progetto europeo Being Organic in EU – è in programma il 15 gennaio 2025.

Creare valore per il domani: come il biologico può rafforzare l’identità di insegna e il legame emotivo con i clienti, se ne discute nel convegno "Oltre il Biologico: Innovazione, Fiducia e Sostenibilità per un Nuovo Rapporto con il Consumatore" si propone di esplorare il ruolo strategico del biologico per il settore retail e la GDO, con un focus su innovazione e sostenibilità. Con la moderazione di Armando Garosci, Direttore di Largo Consumo, l’evento si terrà il 15 gennaio 2025 alle ore 14:30, nell'ambito della ventunesima edizione di Marca by BolognaFiere che si terrà il 15 e 16 gennaio 2025 Bologna.
I temi affrontati saranno fondamentali per comprendere come il biologico possa rispondere in modo distintivo alle nuove esigenze di un consumatore attento alla sostenibilità, alla trasparenza e alla qualità. I panel della giornata guideranno il pubblico in un percorso di riflessione che parte dalle differenze tra biologico e “residuo zero”, evidenziando le peculiarità e i vantaggi unici della certificazione Bio. Si approfondirà inoltre il contributo positivo del biologico su ambiente e biodiversità, con particolare attenzione all’impatto sulle comunità locali e sul benessere sociale.
Una sezione sarà dedicata alla Direttiva sui Green Claims, a cui il biologico è già conforme, per valutare le opportunità di comunicazione che questa conformità offre ai retailer, sempre più orientati a consolidare un rapporto trasparente e valoriale con il cliente.
La tavola rotonda finale permetterà di mettere a confronto le esperienze di diverse insegne e le azioni già intraprese per rafforzare l’identità di brand e la relazione emozionale con i consumatori, valorizzando i prodotti a marchio e il biologico come leve di connessione e fidelizzazione.

Lo chef Mario Casu sposa la causa de “Il Faro, famiglie oltre la disabilità”

In cucina il 19 gennaio per la cena di beneficenza in favore del progetto “Impara giocando”. Tutto pronto per l’appuntamento del prossimo 19 gennaio da Hosh charming events ad Acireale, in provincia di Catania. Come ogni anno, l’Associazione “Il Faro” famiglie oltre la disabilità, organizza, insieme allo chef Luca Miuccio, executive chef del Grand Hotel San Pietro di Taormina (ME) una cena di beneficenza in favore del progetto “Impara giocando”, la struttura che ospiterà le attività ludico-ricreative degli associati.
| Tra gli chef che contribuiranno con i loro piatti al menu della serata, anche Mario Casu chef patron di Casu – Osteria Contemporanea di Giarre (CT): “Avevo già collaborato con Il Faro per un bellissimo evento di beneficenza a cui avevo partecipato in qualità di chef nel 2023 al Castello San Marco, sempre capitanato da Luca Miuccio per cui quest’anno, quando Luca mi ha proposto di far parte della brigata di questa cena, ho aderito immediatamente con entusiasmo. Eventi come questi sono importanti innanzitutto perché fanno del bene concreto e poi perché ti fanno sentire utile per la società. Per l’occasione preparerò un risotto con crema di caliceddi di campagna, limone candito e guanciale croccante di suino nero, un piatto che rappresenta appieno la filosofia della mia osteria che esprime la propria contemporaneità proprio attraverso l’utilizzo di prodotti del territorio siciliano per preparazioni non prettamente siciliane. Come appunto quella del risotto, piatto che mi appassiona da sempre cucinare e che, per questo, è sempre presente nel menu della mia osteria e sempre apprezzato. Tanto che posso ormai viene riconosciuto come uno dei miei piatti iconici, qualsiasi combinazione di ingredienti io utilizzi nell’incontro tra la Sicilia e la cucina contemporanea”
La cena avrà luogo domenica 19 gennaio all’Hosh dalle ore 20,00 e le donazioni partiranno da un contributo minimo di 100 euro a persona. Per partecipare, chiamare il 351 5219844 o scrivere via mail a segreteria@famiglieoltre.it,o ancora contattare l’associazione tramite proprie pagine Instagram e Facebook. L’evento non si sarebbe potuto realizzare senza il patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana e il sostegno dei tanti sponsor: Hosh, AIS Sicilia, Taurmè, Panificio Focacceria Francesco Arena, Macelleria Gianni Giardina, La Contea e Birrificio dell’Etna.
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Crescita, digitalizzazione e sostenibilità al centro della trasformazione turistica
Il 2024 si chiude come un anno di consolidamento e innovazione per l’ospitalità italiana, con una crescita sostenuta dei ricavi e una trasformazione orientata alla digitalizzazione e alla sostenibilità. Tuttavia, le sfide legate al lavoro richiedono interventi mirati per garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile.
Il settore dell’ospitalità in Italia chiude il 2024 con risultati significativi e una chiara direzione verso il futuro. Grazie alla digitalizzazione, alla sostenibilità e a nuove strategie di gestione, il comparto ha registrato una crescita sostenuta, nonostante le sfide nel mercato del lavoro. A fornire una sintesi e un commento è Maurizio Galli, fondatore di Formazione Alberghiera, scuola di alta formazione del settore turistico ricettivo nata a Verona nel 2018 e divenuta uno dei principali punti di riferimento in Italia.
Nel 2024, le prenotazioni online hanno rappresentato il 56% del transato totale del settore ospitalità, generando 21 miliardi di euro su un totale di 37,5 miliardi, con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente, secondo i dati resi noti da Il Sole 24 Ore (https://www.ilsole24ore.com/art/turismo-2024--servizi-ospitalita-venduto-piattaforme-AGFYCGU?utm_source=chatgpt.com).
Questi numeri sottolineano il ruolo crescente della tecnologia nel plasmare il comportamento dei consumatori e nel migliorare l’efficienza delle strutture ricettive. “La digitalizzazione è ormai un pilastro imprescindibile per l’industria, capace di trasformare l’esperienza dei clienti e ottimizzare i processi interni” spiega Maurizio Galli in veste di analista esperto del settore. Una tendenza confermata anche dal corpo docente di Formazione Alberghiera, composto da professionisti e imprenditori del settore che portano con sé non solo la conoscenza accademica, ma anche l'esperienza pratica del campo.
L’innovazione tecnologica e la sostenibilità sono diventate elementi centrali per il turismo italiano. L’adozione di pratiche eco-compatibili e di strumenti innovativi come l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata ha risposto alle esigenze di un pubblico sempre più attento all’ambiente. “Investire nella sostenibilità non è solo una scelta etica, ma rappresenta anche un vantaggio competitivo per attrarre una clientela sofisticata” aggiunge Maurizio Galli.
Nonostante la crescita, il settore deve affrontare criticità nel mercato del lavoro. Con oltre il 70% dei lavoratori impiegati con contratti a tempo determinato o stagionali, la precarietà e la difficoltà di reperire personale qualificato rappresentano ostacoli significativi. Una percezione che si è evidenziata nelle visite alle strutture. Formazione Alberghiera è infatti l'unica scuola in Italia a svolgere oltre 3.000 ore di formazione in azienda ogni anno. Questo garantisce un'applicazione pratica delle competenze acquisite, ma anche di raccogliere le istanze degli addetti ai lavori, toccando con mano le esperienze dirette degli operatori. Secondo il docente “È fondamentale intervenire sulla stabilità lavorativa e sulla formazione per garantire la qualità dei servizi e rafforzare la competitività internazionale del settore”.
Le prospettive per il 2025 indicano una continua espansione del settore, trainata da una maggiore adozione di tecnologie avanzate e pratiche di revenue management. L’analisi dei dati e le strategie di pricing dinamico stanno diventando strumenti essenziali per ottimizzare i ricavi e rispondere con agilità alle fluttuazioni della domanda. Attraverso uno standard di formazione di qualità superiore e in un contesto in cui la competitività è fondamentale, Formazione Alberghiera è l'unica scuola che trasforma la formazione in consulenza, con una vasta gamma di programmi che coprono ogni aspetto dell'industria turistica con percorsi formativi innovativi e completi, dai corsi di revenue management e sales & marketing management all'accoglienza e all'housekeeping management, dalla gestione di una spa fino al comparto food & beverage.
“Solo attraverso un approccio integrato, che unisca innovazione tecnologica, rispetto per l’ambiente e valorizzazione delle risorse umane, il turismo italiano potrà mantenere il suo ruolo di leadership a livello globale” chiosa Maurizio Galli che lancia però un monito agli operatori del settore. “Il 2024 si chiude come un anno di consolidamento e innovazione per l’ospitalità italiana, con una crescita sostenuta dei ricavi e una trasformazione orientata alla digitalizzazione e alla sostenibilità. Tuttavia, le sfide legate al lavoro richiedono interventi mirati per garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile, in linea con la trasformazione in atto”.
Formazione Alberghiera è una scuola di alta formazione del settore turistico ricettivo nata a Verona nel 2018 e divenuta uno dei principali punti di riferimento in Italia per tutti coloro che desiderano una formazione più pratica ed approfondita. Grazie ad importanti collaborazioni con Enti bilaterali, Università, Fondi interprofessionali, Associazioni di categoria e Federalberghi, Formazione Alberghiera concretizza la vision di eccellenza e di elevato standard qualitativo del suo fondatore Maurizio Galli, creando una squadra di docenti, tutti professionisti ed imprenditori del settore, in grado di andare oltre la teoria, per trasmettere i veri segreti pratici del settore. Formazione Alberghiera è l’unica scuola in Italia del settore a svolgere oltre 3.000 ore di formazione in azienda ogni anno.
Lungolivigno: il viaggio culinario sostenibile che conquista le Alpi con i suoi ristoranti "Fine Dining"
Dalla sostenibilità alpina al lusso del "fine dining", Lungolivigno diventa una meta gastronomica d’élite suggerendo 7 ristoranti caratterizzati da differenti personalità.

L'intima atmosfera della Stua da Legn
7 ristoranti, 7 personalità: la proposta golosa di Lungolivigno invita gli ospiti e gli amanti della buona cucina a sperimentare non solo ricette differenti, ma anche atmosfere innegabilmente speciali. Ognuno dei 7 ristoranti svela profumi, sensazioni, suggestioni, filosofie che ammaliano per il loro felice inventario che propone sempre novità. L’unico denominatore comune è il giovane e ardito chef Andrea Fugnanesi che veglia dietro i fornelli di ciascuna “entità culinaria” supervisionando l’offerta gastronomica a cui non deve mai mancare la qualità.
Stua Noa: il piatto Rapa consiste in uno spiedo di rapa bianca e rossa accompagnata da pane alla rapa
Brilla nel firmamento il ristorante Stua Noa, il pioniere dei fine dining firmati da Lungolivigno: è situato all’interno dell’Hotel Concordia (uno dei tre hotel insieme a Lac Salin SPA & Mountain Resort e Montivas Lodge del gruppo Lungolivigno) e ogni sera apparecchia solo 5 tavoli per dare il benvenuto a chi desidera stupirsi per piatti audaci e innovativi tanto da essere definito dallo chef stesso “il ristorante della tradizione e innovazione, unite ad un briciolo di follia”. E forse è davvero folle vedere tra gli antipasti Mais & Birra ovvero una baby pannocchia alla brace, gel di birra 1816, crema di mais bianco, polenta taragna soffiata e tiglio. Tra gli intriganti primi spicca Livigno – Galizia, un tagliolino tirato a mano, tartare di rubia gallega, fonduta di Storico Ribelle e tartufo bianco; mentre tra i secondi stupisce il Broccolo – vegan: gambo di broccolo verde, crema di broccolo giallo, cous cous di broccolo viola, crema di romanesco, fondo di broccolo, broccolo verde a ciuffetti, povere di broccolo e camomilla. Il Salmerino Alpino si presenta con le sue uova, emulsione al prezzemolo e rabarbaro candito; Rapa propone uno spiedo di rapa bianca e rossa accompagnata da pane alla rapa. I dolci? Frittelle di mele della Valtellina, gelato alla rosa canina, namelaka al timo selvatico e zucchero croccante. Per gli appassionati di carni alla griglia, con tagli forniti direttamente dagli alpeggi locali di Livigno oppure per aperitivi sofisticati, il “Concordia Grill Bar & Bistrot” catalizza l’attenzione dei numerosi passanti che passeggiano per la via principale dello shopping. Come resistere? Comodo, in pieno centro, dall’arredo accattivante, attira come una calamita anche chi ha voglia di un semplice caffè. E’ tra i locali più frequentati di Livigno, un salotto piacevole dove intrattenersi ad ogni ora del giorno. In particolare, questo bistrot è il punto di riferimento per gli amanti della carne alla griglia. Con tagli pregiati provenienti direttamente dagli alpeggi locali, ogni piatto è un’esplosione di sapori che raccontano il meglio della tradizione valtellinese. Il “Concordia Restaurant” dà il benvenuto sia agli ospiti dell’hotel sia agli ospiti esterni che vogliono scoprire la creatività culinaria di Andrea Fugnanesi, magari dopo lo shopping.

Stua Da Legn: il piatto Zucca e Latte
Zucca in varie consistenze e crema di latte ridotto
Stua da Legn è invece il primo ristorante vegano e vegetariano di Livigno. Avvolgente e raffinato, accoglie chi ama lasciarsi sorprendere. Nei piatti c’è il talento e la curiosità di chi vuole trasmettere agli ospiti l’anima del territorio, che, con i suoi 1800 metri di altitudine, non elargisce una grande varietà di verdure. Nel suo orto, ci sono solo, a seconda della stagione, rape, patate, coste, verze, fragole, levistico e erba cipollina: elementi semplici che, se interpretati e sviscerati con fantasia, possono dare vita a piatti incredibilmente originali. E’ un luogo dove provare un’incredibile esperienza sensoriale e ritrovare i sapori delle filiere “all'antica” come i prodotti dell’Alpe Livigno, una malga che a 1.816 metri produce latte, formaggi e burro d’alpeggio, materie prime utilizzate dallo chef Fugnanesi che intreccia con i produttori locali solidi legami per conoscere al meglio la materia prima. La sfida è quindi inventare pietanze capaci di stupire utilizzando principalmente gli ingredienti di queste terre altissime, che da novembre a marzo sono coperte dalla neve. Tra i piatti presenti nel menu c’è Zucca E Latte, zucca in varie consistenze e crema di latte ridotto; Sinfonia di Mais ovvero crema di mais bianco e bitto, baby pannocchia cotta al bbq, scaglie di bitto e tartufo bianco. Borsat Vegetariano consiste nella rivisitazione del tipico borsat livignasco in versione vegetariana, con spuma di rusumeda e pane alla rapa. Evocativo è il piatto Il Bosco d'inverno: bottone di pasta all’uovo ripieno di funghi shitake, decotto di carciofi e sedano rapa.
Lac Salin: la Fondue
Stua da Legn è ubicato all’Hotel Lac Salin SPA & Mountain Resort, dove si trova anche il ristorante “Panoramic Fondue”, con vista spettacolare sulle montagne. Qui ci si inebria del profumo stuzzicante dei formaggi fusi: ci si accomoda al tavolo e l’invito è quello di condividere la semplicità di un piatto che scalda il cuore. Qui si “educa” il palato con diversi tipi di fondue e piatti tradizionali come fondue chinoise, bourgignonne, raclette, fondue de fromage. Adiacente al “Panoramic Fondue”, si trova il “Lac Salin Bar & Terrace” che svela una location perfetta per un pranzo rilassante o un aperitivo immerso nella tranquillità delle montagne, con vista sulla vallata soleggiata. Restando al Lac Salin, non può mancare il ristorante “della casa” ovvero il “Lac Salin Restaurant” dove cenano gli ospiti dopo una giornata trascorsa all’aria aperta oppure alla SPA dell’hotel.

7 RISTORANTI PER 7 GIORNI
Aperture e caratteristiche
LAC SALIN | PANORAMIC FONDUE
IDEALE PER: una bellissima fondue in compagnia degli amici, in un’atmosfera informale ed amichevole con splendida vista sulla Valle di Livigno.
DOVE: presso l’Hotel Lac Salin SPA & Mountain Resort
QUANDO: tutti i giorni dalle 19.30 alle 21.00
LAC SALIN | BAR & TERRACE
IDEALE PER: un pranzo delizioso, una gustosa merenda od un aperitivo rilassante sull’ampia terrazza Open Air, con una splendida vista sulla vallata soleggiata di Livigno
DOVE: presso l’Hotel Lac Salin SPA & Mountain Resort
QUANDO: tutti i giorni dalle 12.00 alle 21.00
LAC SALIN | RESTAURANT
IDEALE PER: una cena elegante in un caldo contesto alpino. Ti consigliamo di dare un’occhiata alla nostra carta vini e soprattutto di terminare la cena con uno dei deliziosi dolci fatti in casa dai nostri pasticceri.
DOVE: presso l’Hotel Lac Salin SPA & Mountain Resort
QUANDO: tutti i giorni dalle 19.30 alle 21.00
LAC SALIN | STUA DA LEGN ALTA CUCINA NATURALE
IDEALE PER: un’incredibile esperienza sensoriale nel primo ristorante vegano e vegetariano di Livigno. Novità 2024!
DOVE: presso l’Hotel Lac Salin SPA & Mountain Resort
QUANDO: tutti i giorni dalle 19.30 alle 21.00
CONCORDIA GRILL BAR & BISTROT. 
IDEALE PER: gli appassionati di carni alla griglia, con tagli forniti direttamente dagli alpeggi locali di Livigno oppure per amichevoli aperitivi in compagnia sulle festose vie del centro.
DOVE: in centro Livigno, presso l’Hotel Concordia Food & Fashion Hotel, con parcheggio gratuito riservato ai nostri ospiti.
QUANDO: tutti i giorni dalle 12.00 alle 21.00
CONCORDIA | RESTAURANT
IDEALE PER: una cena in centro Livigno, alla scoperta della creatività culinaria del nostro Chef, magari dopo lo shopping nelle Boutique Lungolivigno Fashion oppure dopo un aperitivo sul corso.
DOVE: in centro Livigno, presso l’Hotel Concordia Food & Fashion Hotel, con parcheggio gratuito riservato ai nostri ospiti.
QUANDO: tutti i giorni dalle 19.00 alle 21.00
CONCORDIA | STUA NOA FINE DINING
IDEALE PER: una cena raffinata da portare per sempre nel cuore, una chicca con soli 5 tavoli disponibili alla scoperta dei sapori autentici ed innovativi della cucina Fine Dining
DOVE: in centro Livigno, presso l’Hotel Concordia Food & Fashion Hotel, con parcheggio gratuito riservato agli ospiti.
QUANDO: tutti i giorni dalle 19.00 alle 21.00
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Lungolivigno S.p.a
Via Bondi, 95
Livigno (SO) Italia
www.lungolivigno.com/hotel
(a cura di Gianluigi Veronesi)
Tutti sanno che “la Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte” e un sacco pieno di dolci per i bambini buoni...
Originariamente la Befana era simbolo dell'anno appena passato, un anno ormai vecchio proprio come lo è la stessa Befana.
I doni, la gentile vecchietta li metteva nelle calze dei bambini: dolciumi, caramelle, frutta secca e giocattoli, se si sono comportati bene, altrimenti, era carbone. Semi sconosciuta nel resto del mondo, la simpatica vecchietta, è vista in chiave di buon auspicio per l'anno appena iniziato. Nella tradizione
cristiana, la storia della befana è strettamente legata a quella dei Re Magi che portavano doni a Gesù bambino. I Magi, in cerca di Betlemme, chiesero indicazioni a una vecchietta che non seppe aiutarli, però anche lei poi si mise a cercare il Bambinello per omaggiarlo e per non sbagliare, cominciò a distribuire biscotti e altri dolcetti a tutti i bimbi, in genere lasciandoli dentro alle calze appese a scaldarsi nei camini o lasciate vicino ai letti. Da lì è nata la tradizione della Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte e il vestito alla romana, viva, viva la Befana… con il sacco pieno di dolci per i bambini buoni, mentre per i più “discoli” solo carbone (senza dubbio dolce, a base di zucchero, albume d'uovo e colorante alimentare, oppure, un pezzo di legno!)…
Arriva l'Epifania che tutte le feste si porta via... - l'ultima festa delle vacanze natalizie 2024/25 - e noi abbiamo ancora l’eco del consuntivo dell’anno appena trascorso nelle orecchie, con il conforto che in Italia si è registrato un miglioramento generale per i tassi di occupazione e di disoccupazione, per il PIL, per la Borsa (con le agenzie di rating che hanno migliorato il loro giudizio nei confronti della nostra finanza). 
Questo non significa che vada tutto bene: pensiamo alle guerre in corso, alla minaccia terroristica, alle violenze “urbane”, e pure alla disuguaglianza sociale e alla povertà, e ahimè, al cambiamento climatico e all’inquinamento, con gli sprechi alimentari e ancora alle malattie, adesso anche quelle che si pensavano debellate e a quelle che non si conoscono…
Ma l'inversione di rotta c'è perché non si tratta di problemi irrisolvibili, ma di difficoltà che richiedono un approccio mirato e assiduo e, come ha detto la nostra presidente del Consiglio: “…dobbiamo e possiamo fare sempre di più e meglio”.
Ma siamo ai primi giorni dell’anno nuovo, almeno fino alla canonica ripresa del 7 gennaio, continuiamo a sognare: ci sono ancora Babbo Natale in giro (e i molti imbecilli che sparano petardi e mortaretti) e la Befana che si rifà il trucco, si rimira e si aggiusta i capelli per rubare la scena alla realtà nella nottata tra domenica e lunedì, quando si parlerà solo di lei per la gioia dei bimbi e anche degli adulti, con - per loro - le soddisfazioni legate ai “saldi” per le signore, al “pallone“ giocato per i signori e alle vacanze per tutte e due insieme (quasi un milione in viaggio in Italia e altri per destinazioni estere) con un giro d’affari superiore ai 3 miliardi di euro (fonte Cna Turismo e Commercio) con 5 / 7 milioni di presenze in strutture ricettive quali hotel, realtà extra-alberghiere, agriturismi o bed & breakfast, per una spesa di circa 300 euro a testa (!) e senza trascurare la gastronomia, forse il settore più gratificante (senza forse…).
Una panoramica sui dolci della Befana? Prego:
donati principalmente ai bambini, ogni zona ha le sue tradizioni di dolcetti e biscottini, caramelle e cioccolatini (rima voluta…). Tanti davvero quelli portati in tavola, l’elenco è lunghissimo: torrone e mandorlato, pandoro e panettoni di ogni tipo, artigianali e non e poi Strudel e Zelten, dolci trentini a base di frutta con uvetta, mandorle, noci, nocciole, fichi e canditi per decorazione, poi a Cuneo c’è la Fugassa a forma di fiore al cui interno sono nascoste una fava bianca e una nera; in Lombardia ci sono i Cammelli, pasta sfoglia ricoperta di zucchero; in Liguria gli Anicini, biscotti da inzuppare in vino dolce; a Ferrara la tradizione vuole il Pampepato e un altro, simile, è il “Christopsomo”, dolce rustico greco (tipo pane speziato) consumato in Sud Italia, mentre, più in là - in Veneto - si mangia la Pinsa, una sorta di pizza di polenta fatta con farina di mais e frutta secca; nei pressi, in Friuli, invece c’è la tipica “Gubana” torta tonda con ripieno di uvetta, noci, pinoli e liquore; in Toscana, ci sono i Cavallucci, biscotti morbidi a base di acqua, zucchero, miele, canditi, anice, noci e lievito, i Befanini, frollini fatti con agrumi e rum, ricoperti di granella colorata e anche la Fantoccia (tipica nel Valdarno) biscotto a base di farina, uova e succo di arancia, abbellito con confetti colorati e cioccolatini a forma di bambola o di cavallo. I dolci della tradizione marchigiana sono famosi e golosi: le Pecorelle, di pasta sfoglia farcita con marmellata, frutta secca, noci tritate o fichi secchi, il Frustingo, a base di frutta secca e fichi e la pizza di Natà, una sorta di pasta di pane, noci e (ancora) frutta secca. In Abruzzo l’Epifania vuol dire Pepatelli: biscotti simili ai “cantucci” preparati (manco a dirlo) con pepe nero, miele, farina, cacao, mandorle e bucce d’arancia, poi c’è il Bustrengo che si mangia anche in Emilia, fatto con fichi secchi, uva sultanina e miele, a seconda delle zone variano gli ingredienti; hanno forse meno fantasia I

Campania, dove si preparano la celeberrima Pastiera e gli Struffoli (dolci che poi si mangiano tutto l’anno) composti da pasta a base di farina, uova, zucchero e liquore all'anice, gli struffoli sono poi fritti nell'olio e avvolti nel miele caldo. In Puglia ci sono i Purcidduzzi salentini e le Cartellate baresi, un impasto di farina, olio e vino bianco, fatto a strisce a forma di spirale, che sembra un fiore, fritte in olio sono poi annaffiate con vino o mosto cotto; in Sicilia, ci sono i Buccellati, frutta candita, biscotti di pasta frolla e torrone di mandorle; in Sardegna si ripete la tradizione natalizia con il Dolce dei Tre Re, goloso e portafortuna…
Per concludere ‘sto goloso menù dell'Epifania con un tocco di nonchalance, citiamo anche la tradizionale Galette des Rois francese, il dolce dei re provenzali che consiste in una brioche a forma di corona guarnita con frutta candita, il tipico Roscon de Reyes spagnolo, pane dolce all’interno del quale si nascondono alcuni regalini, ma anche una fava e chi la trova, dovrà pagare pegno; per i bimbi tedeschi c'è la Die Drei Königskuchen, preparato con pasta di marzapane, uvetta e frutta candita; tipico inglese il Christmas Pudding dalla forma di zuccotto a base di uova, melassa, rum e spezie, denso e ricco di frutta secca, va servito flambé col brandy e decorato con agrifoglio.
Tutto ciò, oltre che soddisfare le papille gustative, è pur sempre di buon auspicio per un 2025 pieno di gusto, bontà e bellezza, tutti elementi che devono andare sempre a braccetto!
Qina: la prima realtà che porta in Italia il “Biltong” di carne di struzzo sudafricana

Qina, che in lingua Zulu significa “Sii forte”, arriva in Italia per conquistare chi ama lo sport, la vita all’aria aperta e ha a cuore l’ambiente. Questo grazie all’imprenditrice Marcella Manghi, prima in Italia a specializzarsi in Biltong di carne di struzzo proveniente dal Sudafrica, per offrire un prodotto gustoso, pratico e ricco di proprietà nutritive.
Il Biltong di Qina è un’ottima alternativa agli snack dolci o poco bilanciati che popolano il mercato. E’, infatti, un prodotto ricchissimo di proprietà nutritive - soprattutto proteine! -, capace di unire il sapore della carne rossa ai numerosi benefici della carne bianca. Qina è un’innovazione per il palato e lo stile di vita: è il primo e unico biltong di struzzo in Italia direttamente dal Sudafrica, un’alternativa più sostenibile rispetto alla carne bovina, un superfood proteico salato (finalmente!) è pratico, gustoso e sempre pronto.
Con già 3 prodotti disponibili all’acquisto - Qina Sliced, Snapstick e Powder - Qina punta a portare nel Belpaese l’autenticità di uno dei prodotti più amati in Sudafrica e offrire nuovi prodotti per tutti i tipi di gusti. Il Biltong è un processo di conservazione della carne che ha avuto origine secoli fa in Sudafrica.

Il Qina Biltong proviene solo da carni di struzzo selezionate ed è preparato secondo tecniche tradizionali di essiccazione. Tre formati diversi, la stessa incredibile esperienza. Qina Biltong è realizzato da carne da filiera tracciata certificata; marinata con aceto e spezie secondo la tradizionale ricetta. Nel rispetto dei più elevati standard igienici e sanitari.
Con Qina Biltong, forza e autenticità si fondono in un assaggio nutriente e naturale, sempre a portata di mano.
NEW Snapstick è uno snack energico e tenace, per un sapore unico: l’esperienza più innovativa e selvaggia di Qina Biltong, per la prima volta in Italia.
Powder è polvere e granelli di carne essiccata. Ideale per insaporire, per una cucina esotica e raffinata. Da provare nelle insalate e sui panificati.


Il Biltong è uno snack tradizionale sudafricano di carne essiccata, noto per il suo alto contenuto proteico. Preparato seguendo tecniche risalenti ai coloni olandesi del XVII secolo, il Biltong di Qina utilizza carne marinata con aceto e speziata con coriandolo, pepe nero e sale, per poi essere essiccata lentamente.
Dieta e benessere 
Meno grassi rispetto al manzo: la carne di struzzo è magra, con il filetto che può arrivare fino al 98% di magrezza. Più ricco di Omega3 e ferro rispetto al manzo. Adatto anche a chi è allergico all’alfa-gal (una particolare allergia alla carne rossa): la carne di Qina biltong è bianca e contiene solo proteine naturali dalla carne e pochissimi carboidrati e zuccheri.
Ambiente e sostenibilità
Rispetto al manzo, lo struzzo produce meno gas serra e richiede meno risorse per l’allevamento: 1/3 acqua, 1/50 terra. Tutte le parti dello struzzo vengono sfruttate, riducendo gli sprechi.
Per condividere ogni attimo
Dall’antipasto gustoso allo spuntino “da passare”, di fianco alla griglia o a cena con gli amici: il sapore unico di Qina Biltong rende speciale ogni ritrovo, in mezzo alla natura o dove vuoi tu.
Per affrontare ogni momento
La tua carica di energia proteica senza interruzioni. Qina si adatta perfettamente alla tua giornata: pratico da trasportare e comodo da mangiare, per una soluzione saporita e nutriente.
Per liberare la tua creatività
La tua energia inesauribile per scoprire nuovi luoghi e nuove avventure. Qina è il tuo compagno di viaggio ideale, sempre pronto a darti la carica giusta.


Bigordio Srl
Via Antonio Grossich, 34 Milano
+39 3478747107
www.qina.it
(a cura di Gianluigi Veronesi)
Il Grand Hotel Faraglioni di Aci Trezza apre la sua terrazza invernale sul mare
Il Grand Hotel Faraglioni inaugura la terrazza coperta fronte mare con la vista dei faraglioni di Aci Trezza, piccola borgata marinara del comune di Aci Castello (CT) protagonista dello spettacolo. È grazie ai lavori di ristrutturazione, attraverso i quali sono state create magnifiche vetrate sul panorama, che quella che è sempre stata la terrazza lounge all’aperto diventa uno spazio fruibile anche nei mesi invernali, ospitando il bar “Itaca” e il “Canto delle Sirene”, il ristorante dal taglio più tradizionale che ricalca la cucina della borgata marinara, con piatti semplici e sapori locali.

Aperto tutti i giorni, qui si prende l’aperitivo o si cena “Ma quando sarà passato il periodo delle festività natalizie – spiega il direttore, Salvo Patanè –sarà aperto anche per i pranzi del sabato e della domenica e qui sposteremo anche le colazioni, proporremo il tea time pomeridiano e contiamo di organizzare anche delle serate con musica dal vivo. L’investimento della proprietà ci permette di sfruttare la terrazza, che è probabilmente una delle zone più belle dell’hotel, anche quando piove o c’è il mare in tempesta. Insomma, era lo spazio che mancava. E, quando le temperature si alzeranno, potremo sfruttare anche la porzione all’aperto che abbiamo volutamente lasciato tale”.

Un grande spazio senza soluzioni di continuità in cui il blu scuro è il colore dominante, sia alle pareti che nei tavoli in pietra lavica smaltata. Tutt’intorno, il blu del mare che entra prepotente dalle grandi vetrate di giorno e quello della volta stellata la sera. 
Il bar è affidato al bartender Rosario Trovato, mentre la cucina, governata sempre dall’executive chef Simone Strano, è gestita dallo chef Michele Siracusa.
“La cucina del Canto delle Sirene – racconta Strano – è un omaggio ai profumi e alle leccornie che solo il mare e un borgo marinaro come il nostro riescono a regalare. Una cucina popolare che ammalia proprio come il canto di una sirena. Sapori prevalentemente locali e piatti semplici, alla portata di tutti. Qui è possibile gustare una fritturina di mare accompagnata da un gin tonic, oppure fare un percorso più classico. Insomma una sorta di bistrot che lavorerà con ancora maggiore intensità nel periodo in cui il Faraglioni Restaurant, il nostro fine dining, chiuderà, ossia dal 7 gennaio al 15 aprile”. Lo spazio, che oggi ospita Itaca dalle 17 alle 23 e il Canto delle Sirene dalle 19 alle 22, in futuro sarà aperto tutti i giorni della settimana con orario continuato dalle 10,30 alle 23.
Simone Strano
Nato nel 1983 ad Acireale, in provincia di Catania, frequenta l’Istituto Alberghiero di Giarre, sempre nel catanese, mentre si impratichisce nelle cucine del Villa Mirador di Zafferana Etnea (CT). Finiti gli studi, lascia la Sicilia per intraprendere il suo percorso professionale nelle più rinomate cucine internazionali. La sua è una crescita costante e continua, inizia come responsabile di cucina presso il Silence Hotel Wengenerhof a Wengen e prosegue lavorando al Padrino a Lucerna, al Rialto e all’hotel Alpenland a Gstadd. Dal 2009 rientra in Sicilia lavorando per varie realtà: da La Capinera di Taormina, 1 stella Michelin, all’hotel 5 stelle lusso El Jebel, sempre a Taormina, dalle strutture del gruppo Ragosta Hotels Collection, al ristorante Fusion a La Plage Resort di Taormina. Nel 2013 viene chiamato a Roma a guidare la cucina del Senses Restaurant & Lounge Bar di Palazzo Montemartini. Nel 2020 torna in Sicilia e dal 2022 è l’executive chef del Grand Hotel Faraglioni di Aci Trezza. Il suo rapporto con la cucina può essere racchiuso in tre parole: passione, amore, condivisione. Per lui successo professionale vuol dire acquisizione della migliore competenza nel proprio settore. Il suo piatto preferito è il pane col pomodoro, mentre ha un legame particolare con la pasta alla Norma, una ricetta semplice che racchiude la sua filosofia, come gli piace raccontare: “Il futuro altro non è se non il presente che impara dal passato. Quindi, come si possono creare grandi piatti se non si conoscono la propria storia e la propria tradizione?”.
La sua è una passione a 360 gradi che parte dalla scelta degli ingredienti e si trasforma con la sua fantasia nella creazione di piatti che raccontano una storia. Ama dire che, se non avesse fatto il cuoco, sarebbe stato un agricoltore ed è il suo amore per la natura che lo porta a scegliere sempre ingredienti freschi, sani e di qualità.


Grand Hotel Faraglionivia
Lungomare dei Ciclopi 115 Aci Castello (CT)
Tel. +39 345 0805081 / 095 277463
hotel@grandhotelfaraglioni.com
(a cura di Gianluigi Veronesi)
Tra l’ultimo giorno dell’anno e il primo di quello nuovo... c’è il veglione di Capodanno!

È la festa pianificata nella maggior parte del mondo nella notte di San Silvestro, a mezzanotte, tra il 31 dicembre e il 1º gennaio. Mentre i calendari solari (come il gregoriano e il giuliano) iniziano l'anno regolarmente in corrispondenza o in prossimità del solstizio d'inverno settentrionale, le culture che osservano un calendario lunisolare o lunare celebrano il loro primo dell'anno (come il capodanno cinese e quello islamico) a meno punti fissi relativi all'anno solare.
Al giorno d'oggi, con la maggior parte dei paesi che utilizzano il gregoriano come "civile", il 1º gennaio è tra i giorni festivi più celebrati al mondo, spesso festeggiato con scoppi, fuochi d'artificio, cene luculliane e chiamate (o sms) per gli auguri a familiari e amici allo scoccare della mezzanotte. E questo succede in ogni fuso orario.
Il giorno di Capodanno – a parte cultura e religione – cade il 1º gennaio nel calendario gregoriano (cioè giuliano riformato) e nel calendario giapponese. Per le popolazioni di alcune Chiese ortodosse e Chiese orientali cattoliche, a fini strettamente religiosi l'inizio dell'anno è celebrato il 1º gennaio, ma che corrisponde oggi al 14 gennaio gregoriano. Il Capodanno cinese, o capodanno lunare, si festeggia in diversi paesi dell'estremo oriente (tra cui Cina, Giappone, limitatamente a Okinawa, Corea, Mongolia, Nepal, Bhutan) in corrispondenza del novilunio che cade tra il 21 gennaio e il 20 febbraio. Il Capodanno vietnamita, il “Tết Nguyên Ðán”, si festeggia in concomitanza con quello cinese. Il Capodanno islamico si festeggia il primo giorno del mese di “muharram” in quanto l'anno lunare impiegato nel calendario islamico è circa 11 giorni più breve dell'anno solare del calendario gregoriano. Losar, il Capodanno tibetano, cade tra gennaio e marzo. In Afghanistan, Iran, Tagikistan e tutti i paesi turco-iranici o turco-persiani, cioè Azerbaigian, Uzbekistan, Turkmenistan, la stessa Turchia e per gli abitanti uiguri dello Xinjiang Norouz coincide con l'equinozio primaverile (21 marzo). Anche il Naw-Ruz della Fede Bahá'í condivide lo stesso giorno. Il nowruz نوروز è una festa di origine mazdeista. La festa telugu (Ugadi) si colloca tra i mesi di marzo e aprile. In Thailandia, Cambogia, Birmania e Bengala, il capodanno solare detto Songran è invece compreso tra il 13 aprile e il 15 dello stesso mese. In Bangladesh e altre aree asiatiche si celebra il 14 aprile (o secondo il calendario lunisolare bengalese) il Pahela Baishakh, il capodanno del popolo bengalese. La festa mapuche si chiama We Tripantu e ha luogo in occasione del solstizio d'inverno (il 21 giugno per l'emisfero meridionale). La data coincide con il Capodanno Inca (Inti Raymi). Il Rosh haShana, il Capodanno ebraico, si celebra il 1º e 2 tishri (tra i mesi di settembre e ottobre). Enkutatash e il Capodanno etiopico, l’11 settembre. L'anno nuovo indù si solennizza due giorni prima di Diwali, il festival della Luce, cioè a metà novembre. Lo Yhyach, il Capodanno del popolo sacha (in Jakuzia) viene festeggiato al solstizio di giugno. Il Capodanno massonico, coincidente con il 1º giorno del 1º mese del calendario massonico, segue il more antiquo e si celebra il 1° di marzo. Il Capodanno sikh si celebra il 1º chet (14 marzo).
Per ragioni di spazio… evitiamo di riportare tutte le notizie riferite alla storia delle riforme del calendario su basi astronomiche e razionali: dall'introduzione del calendario giuliano (promulgato da Giulio Cesare nell'anno 46 a.C.) per via delle innumerevoli variazioni temporali, per usi e costumi, ovviamente diversi da meridiano a meridiano e da parallelo a parallelo, per concomitanza ad altre ricorrenze, per usanze religiose o prosaiche e pure politiche, come quelle di svariati regimi che hanno istituito riforme al calendario: per esempio, durante il periodo fascista, l’Italia, istituì il 28 ottobre (anniversario della marcia su Roma) come proprio Capodanno, contando come "Anno primo dell'Era Fascista" il periodo tra il 28 ottobre 1922 e il 27 ottobre 1923 e gli altri a seguire, modalità, continuata dalla Repubblica Sociale Italiana e abbandonata con la liberazione il 25 aprile 1945.
In Italia il primo giorno dell'anno, quale giorno festivo, è disciplinato dalla legge 23/6/1874 n. 1968 e poi dalla legge 27/5/1949 n. 260.
Ormai è assodato che Capodanno arrivi una settimana dopo Natale – il 31 dicembre – periodo solitamente dedicato al riepilogo dell'anno appena trascorso (specie a cura di radio, televisioni, quotidiani e, ormai pure “social”) che riportano le notizie di quanto è avvenuto durante tutto l'anno: le persone più in vista – nate, cresciute, sposate, divorziate, ammalate e decedute – i cambiamenti annunciati, previsti o prevedibili come la descrizione delle leggi che entreranno in vigore il 1º gennaio e – inevitabile, ci tocca… – l'oroscopo per l'anno che entra…
Dunque l’ultimo giorno dell’anno in nome del veglione di Capodanno, è un po’ frenetico per tutti: in famiglia, le donne sono indaffarate ai fornelli, perché le tradizioni richiedono il rispetto dei buoni auspici… (lenticchie = soldi, dodici chicchi d'uva - uno per ogni rintocco - biancheria intima di colore rosso, bacio sotto al vischio e i vecchi oggetti gettati dalla finestra - in nome di educazione e ri-uso, io me ne frego…- gli uomini vanno alla ricerca di bottiglie di spumante e di fuochi d’artificio da sparare per la mezzanotte dal balcone, per chi resta a casa o da portare in piazza per chi va ad assistere al falò del vecchione e ascoltare “Auld Lang Syne” cantata da Rod Stewart, sparata a 1000 decibel, oggi accompagnata da varie canzonette di “rap” e “trap” che “dileggiano” la donna di turno… Infine i ragazzini - che ultimamente si vedono sempre meno – vanno a suonare i campanelli la mattina presto del primo dell’anno, per chiedere caramelle o pochi spiccioli… 

Il lato “mistico” per i cristiani vuole il Capodanno festa religiosa di precetto. Liturgicamente si celebra la Solennità dedicata alla Madre di Dio e alla Circoncisione di Gesù (dal rito ambrosiano con Messa tridentina o Vetus Ordo, la celebrazione eucaristica che segue il Messale Romano). Molti considerano il momento di festa, anche ottima occasione per fare dei buoni propositi per il nuovo o anno.
Tornando ai giorni nostri, anzi, alla notte dell’ultimo dell’anno 2024… registriamo che a Bologna, da immolare come “vecchione” il 31, ad “ardere” in piazza Maggiore, stavolta ci sarà una “fenice trans rosa”, con ali immense e pennute, sei metri di altezza, il (o la?) “dreadlocks” (da dread, nodi nei capelli di chi non si pettina né taglia i capelli) ha al collo una chiave simbolo di “transfemminismo”. Rappresenta l’uccello mitologico in grado di controllare il fuoco e di rinascere dalle proprie ceneri... cosa che il centrodestra bolognese si augura che stavolta non accada perché valuta l’iniziativa del Comune petroniano scelta divisiva e meramente propagandistica pro Lgbt. Poi c’è anche chi interpreta il rogo del Mercurio (così si chiama la fenice) benaugurale perchè il falò liberatorio, brucia tutto ciò che è inutile e da buttare…
Comunque… Buon Anno 2025!
Il presepio è per vivere il vero senso del Natale: tante sono le rappresentazioni plastiche della nascita di Gesù
In genere la tradizione cattolica lo vuole “pronto l’8 dicembre di ogni anno” (ma senza il protagonista ufficiale che entra in scena la notte del 25 dicembre) e rimane lì, dove lo mettono, fino al 2 febbraio (giorno della Festa della Candelora) con una digressione il 6 gennaio, quando sono inseriti nel contesto, tre ulteriori elementi (i re Magi) che vi restano fino alla fine. Per i cristiani è il racconto del mistero della Natività di nostro Signore che porta alla salvezza eterna dell'uomo e della sua anima. Il nome “presepe” (o presepio) deriva dal latino «praeseps», che significa “mangiatoia” posto dove Gesù è adagiato. Da notare che questa tradizione è seguita anche tra i non credenti, spesso definita “la nostra storia”, appunto, non solo religiosa.
Tutti sanno che la vicenda del presepe nasce nel 1223 quando San Francesco d'Assisi, di ritorno dalla Terra Santa, volle rievocare la nascita di Gesù in una località che tanto gli ricordava Betlemme: Greccio, un paesino ad alcune decine di chilometri da Assisi. Così, nella notte di Natale del 1223, San Francesco portò l'esperienza della nascita di Gesù più vicino alle persone comuni e da quel momento, l'usanza si diffuse in tutto il mondo cristiano.
Da allora il presepe è diventato un rito che si perpetua ogni anno, in tutte le chiese per la rappresentazione religiosa e in tutte le case, dove, i genitori o i nonni, lo allestiscono assieme ai figli piccoli e nipoti, con annesse spiegazioni che motivano presenze e posizioni, poi saranno loro - i piccoli - che crescendo non mancheranno all’appuntamento di fine anno e così via…
Di presepi ce ne sono di tutti i tipi, tradizionali, moderni, avveniristici, simbolici, artistici; certo quelli “viventi” sono i più attraenti. Tra questi, in Italia, i maggiori sono poco più di una decina: a Dogliani, in Piemonte, a San Biagio, in Lombardia, a Morcone, in Campania, a Matera (nei Sassi) in Basilicata e a Tricase, in Puglia (in provincia di Lecce) c’è forse il più grande: una intera collina - il monte Orco - si trasforma nella Betlemme di 2000 anni fa; un altro è a Custonaci, in Sicilia e poi, appunto, c’è quello di Greccio, nel Lazio.
Il presepe vivente, di tradizione cristiana, consiste in una breve rappresentazione teatrale che avviene con l'impiego di figuranti umani, per far rivivere la nascita di Gesù in una scenografia che viene ricostruita per ambientare nel modo più realistico e con grande cura dei dettagli, la vicenda della Natività.
Tra i viventi più pittoreschi spicca quello di Matera, dove i visitatori sono accompagnati in un percorso programmato che conduce alle 5 stazioni dove “quadri viventi” (oltre 200 figuranti, tra attori professionisti e rievocatori storici, provenienti da diverse compagnie) mettono in scena gli episodi principali legati alla nascita di Gesù: Annunciazione, Visitazione, Sinedrio, Strage degli Innocenti e Natività, il tutto nella suggestiva cornice dei Sassi di Matera, su un percorso di 1,5 km lungo antichi rioni, tra grotte e stradine del Sasso Caveoso, a partire da piazza San Pietro Caveoso, in cui si sviluppano le diverse scene. Il biglietto per l'ingresso con visita costa 13€ (da 10 anni in su) e 9€ (fino a 9 anni) rimborsabile se l'evento fosse annullato o spostato.

Il presepe più grande invece “statico”, risulta essere quello di Manarola, Cinque Terre, in provincia di La Spezia, che è adagiato sulla collina e viene acceso, come da tradizione, l'8 dicembre. Quest'anno per la 61sima volta.
E se esiste il più grande, naturalmente c’è anche il più piccolo? Certo: a Vilnius: un presepe in miniatura – anzi, oggi ne sono presenti cinque copie in tutto – è il risultato di tre mesi di lavoro di trenta esperti dell'Università della capitale lituana. Invisibile a occhio nudo, è il risultato eccezionale di una stampa in 3D: per avere un termine di paragone, una cellula del corpo umano è più grande del volto di Gesù Cristo…

Affascinante anche quello di più antica tradizione, si rinnova a Civita di Bagnoregio (VT) uno dei borghi più unici che rari d'Italia. Lo spettacolo – che spettacolo in quella scenografia! – è in scena da Natale in poi fino all’Epifania.
Ma davvero la Vigilia di Natale è d'obbligo il pesce?
Per quanto riguarda cosa mangiare il 24 sera, la regola (ferrea per molti…) vuole una cena di “magro”, solitamente a base di pesce (poi a Natale ci si può sfogare…). Dopo, frutta secca, panettoni e… i regali! Quelli, rigorosamente, vanno aperti allo scoccare della mezzanotte o la mattina della festa, dopo l’arrivo di Babbo Natale!

Si, ma… Cosa non si deve mangiare la Vigilia di Natale? Origini storiche del precetto.
La Vigilia prevede l'astinenza, il divieto di mangiare carne per tutto il giorno: si tratta di una regola che ammette, al contrario, il consumo di uova, latticini e, appunto, pesce (da qui l'espressione "andare di magro"). Questo - dal 1917 - lo stabilisce il Codex Iuris Canonici (Codice di Diritto Canonico) nei giorni della vigilia delle solennità di Pentecoste, dell’Assunta, di tutti i Santi e, dunque, del Natale.
Allora? Cosa mangiare la sera del 24? Ogni territorio ha le proprie usanze, ma se c'è una consuetudine che di questi tempi prosaici, mette d'accordo tutta l'Italia, è quella secondo cui alla vigilia di Natale si porta in tavola la tradizione. E la sera del 24 dicembre per tantissimi, è il trionfo dei piatti a base di pesce. Ma quali pesci si mangiano la Vigilia di Natale?

La nostra usanza vuole che le ricette per il cenone tradizionale del 24 siano a base di anguilla, capitone, baccalà e poi salmone, crostacei, gamberi e gamberoni gratin, pesci al forno, e così via. Il menù della Vigilia di Natale è una vera festa del mare: in Lombardia uno dei piatti più preparati e gustati è l’anguilla cotta al cartoccio, in Veneto si mangia la polenta con il baccalà (e c’è invece chi vuole, il lesso con le salse...) a Venezia, via ai grandi crostacei dell’Adriatico, astici, gamberi e granchi, a Modena si mangia pesce soprattutto in conserva: lì si gustano gli spaghetti con tonno, sgombro, acciughe e pomodoro, ma anche il baccalà in umido o fritto. E il baccalà è protagonista anche nelle tavole della vigilia nel Lazio, dove abbonda il fritto misto e il capitone. A Roma, alla Vigilia, non può mancare la minestra di pesce (o la pasta e broccoli in “brodo di arzilla”).
Ci sono anche gli spaghetti con le alici, l’anguilla fritta o in carpione (salmonide, quasi scomparso presente solo nel lago di Garda) e l’irresistibile insalata di puntarelle. Sul litorale romano, per la vigilia a base di pesce, si è edificata una storia infinita e le prenotazioni sono fioccate già da mesi. (E per finire, torrone e panpepato e tanta frutta secca da sgranocchiare).

Sul versante adriatico si gustano le cime di rapa e le “pettole” (frittelle di pasta lievitata farcite con pomodori, capperi, origano e alici) ma anche gamberi sgusciati, sempre con cime di rapa, ma stavolta con ricotta, accompagnati da anguilla arrostita e baccalà fritto (ma in alternativa è tollerato l’agnello al forno con i lampascioni, le cipolline leggermente amare…
In Abruzzo e in Molise si mangia la zuppa di cardi, “lu cardone”. Per i molisani Doc ci sono il brodetto alla termolese a base di pesce e il baccalà arracanato, fatto con mollica di pane, aglio, alloro, origano, uvetta, pinoli e noci, o quello al forno con verza, prezzemolo, mollica, uva passa e noci.
Anche sulla tavola natalizia delle famiglie del Sud, per la Vigilia in molti mangiano il capitone, ossia la femmina dell'anguilla.
N.B.: Essendo molto simile a un serpente, il capitone simboleggerebbe la vittoria degli uomini sul diavolo, che assunse proprio la forma di questo animale per tentare Eva. 
Sempre in gran parte del Sud Italia, via di brodo di cappone, spaghetti alle vongole, friselle, (oppure cappone imbottito) con insalata di rinforzo e friarielli e poi struffoli, babà, roccocò e tanta goduriosa frutta secca. Pesce e verdure non mancano in Basilicata e Puglia. La minestra è di scarole con verze e cardi in brodo e poi baccalà lesso e pane con le mandorle. La Calabria (a parte i noti salumi, dalla pancetta al capicollo, dalla soppressata alla salsiccia) si va di spaghetti con mollica di pane e alici o pesce stocco accompagnati con broccoli calabresi saltati. A Cirò Marina, ci hanno pensato per tempo conservando dai mesi scorsi le sarde per il cenone della vigilia - in nome della sobrietà assoluta che vuole la cena di magro - e con un pugno di spaghetti, la pasta con le sarde, è fatta!
In Sicilia la vigilia si apre con l’insalata di arance, aringa e cipolla e cardi in pastella (gallina in brodo, facoltativa…) poi, pasta con le sarde a beccafico imperano con sfincione (pizza tipica a base di cipolla, che si abbina ai cardi in pastella). Anche a Caltagirirone, non si rinuncia allo spaghetto con sarda e finocchietto! Tanti poi i dolci: da buccellati a cassate e cannoli.
In Sardegna, la vigilia di Natale è “Sa nott’è xena”, “la notte di cena” nella tradizione campidanese, è la notte in cui In Costa Rossa si prepara la zuppa Gallurese, con tanto pane per fare del 24 dicembre, un momento magico. Sulle tavole di molti paesi dell’interno per tradizione predominano le carni di agnello, capretto e maiale, cucinate arrosto allo spiedo nel camino, o in umido, ma per i tantissimi isolani che seguono la tradizione cristiana, prevale la cultura marinara: il menù a base di pesce, con insalata di polpo, burrida, caciucco (o zuppa di pesce sono la stessa cosa) è uno stufato di mare con numerose varietà (l’importante è che il pesce sia stufato) anche il gattuccio in salsa agrodolce di noci, o il "pesce a “scabecciu” pesce fritto immerso in una salsa agrodolce a base di pomodoro e aceto, aromatizzata con alloro.
Poi, sempre nell'Isola di Ichnusa, ci sono i deliziosi dolci: seadas, is pabassinas, gli amaretti, il pane sapa (ciambella a base di mosto cotto, mandorle e scorza di arancia) e il torrone alle mandorle. Dolci da degustare accompagnati da un buon liquore di mirto o un vermentino… ma quella è un’altra (squisita) storia…

Comunque mentre, tra i primi, non possono mancare le vongole veraci, ormai disponibili tutto l'anno, per dopo - dai fidati “pusher” del mare - si trovano freschi freschi, gli altri pesci di stagione che a dicembre sono: alici, cefali muggini, gattucci, mazzancolle, moscardini, naselli, pagri, pannocchie, polpi, rombi, saraghi, sardine, seppie, sgombri, sogliole, spigole, spinaroli e triglie. Ce ne sono per tutti i gusti!
“Allora, signori, buon appet…” – e se mantre lo dite, con gli sguardi i vostri commensali sembrano fulminarvi… meglio non dirlo… Eppure tradizione vuole che fu Carlo Magno a sdoganare per primo l'espressione “buon appetito” in occasione dei banchetti che l'imperatore del Sacro Romano Impero organizzava una volta all'anno per la servitù: ma questo invito, però, era inteso come un “avvertimento”... E, qualche secolo dopo, memori di ciò, i soloni del galateo, lo aborrirono definitivamente. Allora prima di attivare mandibole e mascelle, cosa dire al posto di “buon appetito”? Se volete rispettare il bon ton, ma rimanere in silenzio vi pare scortese, in alternativa (seppur approvato, obtorto collo, dal galateo) si può sempre dire: “buon pranzo” o “buona cena” signori! E, stasera anche... tanti auguri!

(a cura di Gianluigi Veronesi)
Seafood Expo Global di Barcellona: la più grande fiera di pesce nella storia con oltre 35000 Partecipanti
La Seafood Expo Global/Seafood Processing Global ha chiuso la sua 30a edizione a Barcellona con record storici, superando i 35.000 partecipanti reali e accogliendo 2.244 espositori da 87 paesi, su una superficie espositiva di 51.248 metri quadrati. L'evento ha avuto un impatto economico stimato di oltre 156 milioni di euro per la città di Barcellona.
Si è svolta dal 25 al 27 aprile 2024 e ha presentato le ultime innovazioni nel settore ittico, come prodotti freschi, congelati e trasformati, mentre c’è già grande attesa per la prossima edizione, che si svolgerà sempre a Barcellona, dal 6 all’8 maggio 2025.
La fiera ha visto anche un aumento delle aziende specializzate in acquacoltura e logistica, con la partecipazione di importanti acquirenti del settore retail e foodservice.
L’elenco che segue rende meglio l’idea.
Aziende che presentano tecnologie e attrezzature per l'acquacoltura e società logistiche, nonché acquirenti di grandi volumi del settore retail, foodservice e distribuzione che partecipano al programma Key Buyer dell'evento: AEON Topvalu Co., Ltd (Giappone), Aldi (Germania, Australia, Austria, Francia, Spagna, Regno Unito), Bidfood (Australia, Lettonia, Estonia, Paesi Bassi, Hong Kong, Regno Unito, Spagna), Brakes/Constellation (Regno Unito), Colruyt (Belgio), Coop (Regno Unito, Italia, Danimarca, Svizzera), Costco (Stati Uniti, Canada, Messico, Spagna, Regno Unito), Delhaize (Belgio), Elior (Francia, Regno Unito), Emart Inc. (Corea del Sud), Galati Group (Australia), Giant Eagle (Stati Uniti), HelloFresh (Regno Unito, Germania, Spagna), IKEA (Germania, Svezia), Lidl (Germania, Spagna, Svizzera, Regno Unito, Grecia), Lotte Mart (Corea del Sud), Metro (Francia, Serbia, Cechia settentrionale, Moldavia, Germania, Hong Kong, Italia), Qatar Airways (Qatar), Royal Caribbean Group (Stati Uniti), Snowfox Group (Regno Unito), Sysco (Regno Unito, Italia, Francia, Hong Kong) e altri. Insomma una presenza veramente globale ed un parterre di operatori tra più importanti ed a livello mondiale, un grande risultato, non c’è che dire!

Il prestigioso Seafood Excellence Global Awards ha premiato i migliori prodotti dell’Expo, riconoscendo le aziende francesi Parcs Saint Kerber e Algolesko.
Per la prima volta, si è svolto l'evento di networking "Connecting Women in Seafood", mirato a promuovere l'inclusività nel settore. Inoltre, è stata organizzata una raccolta di prodotti ittici donati in collaborazione con la Barcelona Food Bank. La prossima edizione si terrà dal 6 all'8 maggio 2025 a Barcellona.
Seafood Expo Global e Seafood Processing Global costituiscono il più grande evento commerciale di pesce del mondo. Migliaia di acquirenti e fornitori da tutto il mondo
partecipano alla manifestazione annuale, della durata di tre giorni, per incontrarsi, fare rete e condurre affari. Gli acquirenti presenti rappresentano importatori, esportatori, grossisti, ristoranti, supermercati, alberghi e altre società di vendita al dettaglio e di ristorazione. Espositori fornitori offrono i più recenti prodotti ittici, attrezzature di
trasformazione e confezionamento, e servizi disponibili nel mercato dei frutti di mare. SeafoodSource.com è il media ufficiale della mostra. L'esposizione è curata da Diversified Communications, leader internazionale nelle esposizioni e nei media del settore dei prodotti ittici.
Il nostro suggerimento a tutti gli operatori del settore interessati a partecipare a questa manifestazione é quello di prendere prima contatto con gli uffici preposti delle proprie regioni di appartenenza (solitamente ufficio promozione o marketing) oppure con le locali camere di commercio , al fine di ottenere informazioni su sostegno o contributi indirizzati alle aziende italiane che si promuovono sui mercati internazionali attraverso fiere specializzate


www.seafoodexpo.com/global
(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)
Dai post su “TikTok” ecco la classifica degli street food preferiti tra 300 specialità di 136 paesi del mondo...
C’è anche chi, utilizzando l’hashtag di un particolare cibo, trova quale sia lo street food che totalizza più post su TikTok. Da lì a creare una classifica, è un attimo… Si ha così l’hit parade dei “cibi di strada” più popolari al mondo

Con questi dati si tratta un mondo che riguarda una consistente gamma di alimenti e bevande pronti per il consumo, da mangiare in piedi, sul posto e che rappresenta compiutamente la tradizionale cucina locale. È diffuso in tutto il mondo ed è sempre legato alla cultura dello stesso Paese. Utilizzando come guida foto e video postati su TikTok, il fornitore online di servizi finanziari Remitly, ha svelato quali siano gli street food che accumulano più hashtag su TikTok e dunque sono i più popolari e iconici del mondo.
Di seguito consideriamo i principali sulle circa 300 specialità street food di 136 paesi più comuni nel mondo.

Dominano i Tacos, totalizzando 1,8 milioni di post sul social. Noti in tutto il mondo, i Tacos sono tortillas messicane piegate su sé stesse, fatte con farina di mais o di frumento (soprattutto nel Nord del Messico) contenenti condimenti di vari tipi: carne, salse e formaggi, guacamole e panna acida.

Occupano il secondo posto in classifica i “Panipuri” o Phuchka chiamati anche “Gol gappa” (tipo di merenda originaria del subcontinente) che hanno totalizzato 734.200 post: composti da una conchiglia di pane fritto “puri” tondo e cavo, riempito con una mistura di acqua aromatizzata (conosciuto come “imli pani”) con tamarindo chutney, peperoncino in polvere, chaat masala, patate, cipolla o ceci. Questo spuntino è anche molto conveniente: in India è venduto al prezzo di 30 Rupie (Rs) per sei pezzi.

Il classico hot dog americano racimola 653.700 post su TikTok e si aggiudica il terzo posto in classifica.
Ottimo stuzzichino che si prepara tagliando a metà e longitudinalmente un’apposita pagnotta tenera oblunga (hot dog bun) oppure forata con un’apposita macchina per inserendovi un würstel e altri ingredienti a piacere tra cui ketchup, senape e maionese, formaggio, crauti e cipolle fritte. Alimento da fast food conosciuto al pari dell’hamburger, l’hot dog è popolarissimo in tutto il mondo, specie negli Stati Uniti, dove è venduto negli stadi e nei chioschi ambulanti, sia accompagnato da note salse o
mostarda e pure carico di cipolle e sottaceti.
Nella top 5 troviamo anche i Waffle belgi (Belgian Waffle in inglese) - 409.000 post su TikTok - detti “Gaufre di Bruxelles” (o La Gaufre) dessert belga di fama internazionale, con riconoscimenti ottenuti dal New York World's Fair nel 1964 e dall'Expo 2005 in Giappone. Composti da un impasto leggero, i Waffle sono ideali a colazione o con il brunch, offrendo una varietà di opzioni di guarnizione sia dolci che salate, per accentuarne ancora di più il sapore.
Al quinto posto il Croissant, noto in tutto il mondo come lo snack francese per antonomasia. Composto da pochi ingredienti: farina, burro, acqua, lievito di birra e pochissimo zucchero (per non appesantire l’impasto e dare la caratteristica fragranza). L’albume è utilizzato solo in superficie per dare l’effetto “croustillant” (croccante) e l'invitante colore alla crosta.
Altri tre street food, sempre francesi, compaiono nei primi 15 posti in classifica: le crêpes, i macarons e le frites (patatine fritte). Le crêpes citate da più di 251.000 post, sono un tipo di cialda morbida, sottile e non croccante, cotta su un testo bollente (superficie rovente tonda). Anche dette “crispelle”, sono frittelle tipiche di diverse regioni italiane. Possono mangiarsi pure d’asporto, sia dolci (con frutta fresca e crema) che salate (ripiene di formaggio).

I così detti biscotti da forno, i Macarons, pur affermatisi in Francia fin dal XVI secolo, hanno il nome che comunque deriva dall’italiano e prima ancora, dal greco. Sono tra gli street food più cari (economicamente) perché la preparazione è lenta, laboriosa e richiede molta maestria. I “gusci” (le due parti esterne) sono molto delicati, inoltre occorre montare la meringa a neve e incorporare la farina di mandorle, molto ben setacciata, fine fine… Le “Frites”, noto alimento protagonista in tutto il mondo, ma in particolare nei Paesi anglofoni: sono patate tagliate a fette allungate e fritte in vari modi: in Belgio si usa il sego bovino “Blanc de bœuf” in una speciale friggitrice; in generale, in Italia e Spagna, se non fritte con gli oli vegetali più diffusi, sono cotte al forno fino a quando non assumono la caratteristica croccantezza e, se non subito sbafate, sono impacchettate in buste e, messe in vendita.


Dalla Spagna sono presenti in classifica i Churros, dolci dalla forma cilindrica e allungata tipici della cucina di Madrid e pure latino-americana; sono a base di una pastella fritta, spolverata di zucchero a velo, con l’aggiunta di cannella. Non poteva mancare la Paella, piatto a base di riso, zafferano, verdure, carne e/o frutti di mare, di origine Valenziana che successivamente si è diffuso in tutta la Spagna, acquisendo popolarità all’estero, in particolare nel bacino del mare Mediterraneo. Un adattamento della ricetta, noto come Paelya o Arroz a la valenciana, è entrato a far parte della cucina filippina.

E poi, le Croquetas anche “Croquette” (croccare) è pietanza generalmente di carne macinata o di pesce, o di patate o, ancora, di riso; solitamente sono a forma cilindrica o sferica (come polpette…) impastate nel tuorlo dell’uovo, impanate e fritte in olio o burro.
Intanto, dall’altra parte dell’oceano, cinque tra i 20 street food più popolari, la fanno da padrone: le Tamales in Guatemala, le Poutines in Canada e l’Elotes in Messico. Tamales: ricchi involtini ripieni di carne (di pollo o maiale o entrambi) speziati di pepe, accompagnati da capperi, olive, salsa di pomodoro e pasta di mais; infine sono accuratamente avvolti in una foglia di banano. Poutines: piatto tipico del Québec composto da patate fritte, cagliata di formaggio e salsa gravy. Elotes: normali , chiamate altresì “Mazorca” che i venditori di strada, del Paese - già dei Maya e degli Aztechi - lessano o arrostiscono, poi infilzano con un bastoncino di legno trasformandole in snack da passeggio. In alternativa, le propongono anche abbrustolite al buon sapore di affumicato.


C'è anche la classifica per i vegani
In questo studio non poteva mancare la classifica degli street food vegani più gustati. Ancora una volta i Panipuri sono primi scelti da chi preferisce evitare prodotti di origine animale. Anche i Churros (accompagnati però da una fonduta di cioccolato vegano) e le patatine fritte compaiono in classifica.
Altri piatti - plant-based - degni di
nota sono il Fufu dalla Guinea, nome dovuto al suono che emette l’aria che esce quando viene amalgamato: impasto a base di alimenti amidacei, platano o manioca, tritato e servito con verdura stufata, riso in salsa saporita; in genere è consumato assieme a zuppe, in particolare in Africa occidentale - Guinea e Ghana - ma è diffuso anche nei Caraibi.

Poi ci sono i Tteokbokki (torte di riso cotte a fuoco lento) della Corea del Sud rientranti nella categoria dei “tteok”,gnocchi di riso glutinoso saltati in padella e conditi con salsa piccante di Gochujang (a base di peperoncino) ai quali sono aggiunti Eomuk, uova bollite e scalogno. Piatto economico tipico delle e delle tavole calde del Paese asiatico.

Ryan Riley, vicepresidente del marketing per le aree EMEA e APAC a Remitly, in merito a questo screening, ha commentato:
“Visitare o trasferirsi in un nuovo paese rappresenta l’opportunità perfetta per provare un modo di cucinare e mangiare diverso da quello di casa; assaggiare gli street food che il luogo offre è spesso il modo perfetto per cominciare a mischiarsi con gli usi ed i costumi del . Lo street food è da sempre un punto fermo nelle comunità di tutto il mondo, perché non solo è un’opzione conveniente e deliziosa, ma anche perché offre l’opportunità di creare una connessione profonda e unica con la cultura e la storia del luogo.
Negli ultimi anni TikTok è diventato fonte di ispirazione per amanti del cibo da tutto il mondo, che consultano il social alla ricerca di nuove specialità da provare. Per questo motivo abbiamo analizzato dati da questa piattaforma per creare la nostra classifica di street iconici, che comprende alcuni classici assoluti tra cui i tacos e gli hot dog, ma anche dei tesori nascosti come il fufu dalla Guinea. Specialmente quando si tratta di street food è utile fare prima le ricerche necessarie per assicurarsi di essere ben informati per quanto riguarda gli usi ed i costumi del luogo. Rispettare la cultura locale è fondamentale quando si è in un altro paese; per questo è bene evitare di fare foto senza chiedere permesso ai venditori e al cibo che cucinano e buona abitudine lasciare una recensione positiva. Dovunque vi troviate nel mondo e che preferiate dolce o salato, troverete senza dubbio tra le bancarelle di un mercato di cibo qualcosa che vi farà venire l’acquolina in bocca!”
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Remitly è un servizio di rimesse online americano con sede a Seattle, negli Stati Uniti, che offre trasferimenti internazionali di denaro in oltre 170 paesi. È stata fondata nel 2011 da Matthew Oppenheimer, Josh Hug e Shivaas Gulati ed è stata quotata in borsa sul Nasdaq nel settembre 2021. Remitly Europe Limited - opera come Remitly - è registrata in Irlanda ed è regolamentata dalla Banca centrale d’Irlanda.
(a cura di Cristina Maccaferri)
Spumanti d’Italia: forum e trend - in crescita - sostengono l’export
In generale, per i vini spumanti italiani secondo Ovse-CevesUni, si accentuano le differenze di consumo fra mercato nazionale, mercato interno europeo e mercati esteri. Il divario maggiore si riscontra sui prezzi e nei canali di consumo fra etichette di prima fascia e premium, fra consumatori di paesi maturi e produttori e paesi emergenti e nuovi mercati. La produzione nazionale di bolle è in crescita di circa + 9% rispetto al 2023, soprattutto con marchi aziendali e IGT, sfiorando il miliardo di bottiglie fra tutti i tipi. Fatturati delle case spumantistiche in crescita nel 2024, viceversa cali per le aziende vitivinicole di vini tranquilli in media 4-5% con punte anche del 15%, accentuando una diversità fra produttori all'interno degli stessi territori e regioni. Per tutto il vino italiano, si stima un fatturato anno alla produzione vicino ai 14 miliardi di euro, e un nuovo record export prossimo agli 8 miliardi di euro. "attenzione, risparmio, diversità" e "le bolle salvano consumi e export"... potrebbero essere - secondo Ovse-CevesUni - le parole chiave per identificare l'andamento del mercato del vino, le prospettive in Italia e nel Mondo.
Il consumo nazionale di bollicine si presenta stazionario, spinto dal Prosecco, ma molto altalenante, con un ritorno forte alla "stagionalizzazione e localizzazione" dei consumi e crescita del giro d'affari al consumo soprattutto nel canale HoReCa, principalmente per i marchi e territori più noti e bolle Docg e doc, mentre calo dei numeri e atti d'acquisto nella distribuzione organizzata. Stazionari i volumi, ma calo del fatturato nella Grande Distribuzione, a dimostrazione di una crescita delle bolle di prima fascia. Conferme volumi e valori nel canale cash and carry e discount. E-commerce dopo il boom risulta in fase stazionaria con diverse etichette-tipologie in calo acquisti. Anche le bolle "green" nelle diverse versioni e tipologie non fanno presa, molto meno dell'appeal che riscuotono i vini tranquilli. Il 2024si conferma no-wine per generazione Z. (occorre trovare formule nuove, proporle e comunicarle bene!). 
Le bolle tricolori rappresentano oramai il 30% dell'export totale nazionale. All'estero volumi e valori in crescita sul 2023ma con enormi differenze e sorprese fra i vari paesi, mercati e canali. Il fatturato delle case spumantistiche si stima in crescita del 7/9% di media. Si stima un +14% in valore al consumo, poco meno un + 7% in volumi, con il mondo Prosecco (tutte le etichette) che segna un probabile +10%. Perdono terreno, anche del 7 o 14% in volumi, paesi come Cina, Regno Unito, Giappone, Germania, Svizzera, Corea del sud, mentre crescono in numero bottiglie consumate Usa, Canada, Australia, Francia e… la Russia(!). Nei diversi mercati i valori unitari sono in forte crescita sia per etichette di prima fascia che premium. A parte brand storici (Asti), il consumo di bolle italiane (Asti e Prosecco, Franciacorta e Trento) avviene principalmente fuori casa, anche se il Prosecco cresce nei consumi domestici. Registriamo una domanda non ancora soddisfatta, anche per la tipologia bolle, di vini no-alcol, ma da definire meglio come bevande spiritose a base di uva. Per fine anno si presume una conferma e crescita (circa 250 milioni di bottiglie pari a più di 1,7 miliardi di euro di export), soprattutto le bolle Igt.

Consumi per fine anno 2024 e inizio 2025
In Italia, per fine anno 2024 inizio 2025, Ceves-Uni, centro analisi mercati e consumi e osservatorio economico, registra la conferma dei dati del 2023, una crescita dei consumi nel comparto HoReCa, crescita della spesa degli italiani e del fatturato imprese distribuzione. Scaffali sempre più ricchi di etichette e tipologie (Prosecco), carrello meno pieno, stazionarie le bottiglie di primo prezzo, in crescita i volumi delle etichette premium di Franciacorta, Trento, Alta Langa, Valdobbiadene e di conseguenza crescita maggiore del giro d'affari sul mercato. 
Stiamo registrando già in questi giorni (12-15 dicembre), però anche, le prime vendite promozionali di confezioni miste bolle-panettone.
Il trend di fine anno sembra avere un ritmo simile a quello del 2023, volumi misurati ma più valore. In Italia si stapperanno circa 95 milioni di bottiglie per un controvalore al consumo di poco meno di un miliardo di euro. Nella sola notte che saluta la fine dell'anno bisestile, si stima che salteranno 69-71 milioni di tappi a fungo! Nei mercati esteri, oramai quasi 140 quelli destinatari, per fine anno, si prevede una crescita confermata delle bolle tricolori, soprattutto Igt e di marca, con circa 250 milioni di bottiglie stappate in 35 gg pari a più di 1,7 miliardi di euro di export.

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Italian Bubble Wines Economic Observatory
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Giampietro Comolli, Agronomo Economista Editorialista Enologo Accademico Docente
Presidente Osservatorio Economico Vino Spumanti - www.osservatorio.ovse.org
Presidente Centro Studi Analisi Ricerca Mercati Consumi EcoAlimentari - CevesUni
Presidente Istituto Tutela ItaliaSale Alimentare - Iesia
Presidente Istituto Economico Demografico Montagna Italiana - Iedmo
www.ovse.org
"50 Vini e Pietanze di Romania" e Marinela Ardelean promuove la Romania attraverso l'enogastronomia

Qualche giorno fa, l'Istituto Rumeno di Cultura di Venezia ha ospitato con successo la presentazione del nuovo libro di Marinela Vasilica Ardelean, “50 Vini e Pietanze di Romania” pubblicato da Antiga Edizioni. Il volume, di 235 pagine, contiene un unico testo in tre lingue e segue il successo del precedente lavoro dell'autrice, “50 Vini di Romania incontrano 50 piatti italiani d’eccellenza”. Questo libro esplora l'affascinante mondo enogastronomico della Romania, un Paese sempre più apprezzato a livello internazionale per la sua tradizione vinicola e culinaria.
Nel nuovo libro, la Ardelean presenta una selezione di 50 vini provenienti da 50 cantine rappresentative della Romania, ciascuno abbinato a una pietanza preparata dai migliori chef rumeni. L'autrice si concentra su una panoramica delle varietà vinicole del Paese, che riflettono non solo la tradizione autoctona, ma anche l'influenza delle varietà internazionali che si sono integrate perfettamente nel panorama vitivinicolo rumeno.
Le ricette proposte sono un omaggio alla cucina tradizionale rumena, reinterpretata in chiave moderna. Gli chef rumeni hanno saputo rinnovare i piatti classici con grande creatività, trasformandoli in esperienze gastronomiche contemporanee, che permettono di riscoprire la cultura culinaria del Paese sotto una nuova luce. La Romania si conferma così come una terra di innovazione e rispetto per le proprie radici, in cui la tradizione e la modernità si incontrano armoniosamente.
Il libro non si limita a esplorare solo l’aspetto enogastronomico, ma include anche un capitolo dedicato all'enoturismo, con una selezione di 12 destinazioni che ogni appassionato di vino dovrebbe visitare. Un altro capitolo esplora la storia del vino rumeno, un racconto affascinante che si intreccia con la storia stessa della Romania, rivelando come il vino abbia accompagnato le diverse epoche e tradizioni del Paese.
“Dieci anni fa” - ha spiegato l’Ardelean - “ho pubblicato il mio primo libro in Italia, un Paese che rappresenta per me l’essenza del cibo e del vino nel mondo. All’epoca, il mio obiettivo era creare un dialogo unico tra i vini rumeni e la cucina italiana, celebrando le relazioni culturali ed economiche attraverso l’eccellenza. Oggi, con grande emozione, presento una nuova tappa di questo viaggio: una collezione che abbina i vini rumeni ai piatti tradizionali rumeni. Questo progetto non è solo un omaggio ai vini della mia terra, ma anche un passo importante per promuovere la Romania attraverso la gastronomia e l’enoturismo.”
L’autrice ha tenuto a sottolineare di aver scelto di non cercare sponsorizzazioni da alcuna cantina per mantenere così la purezza e la neutralità delle sue selezioni.
Il lavoro di Marinela Vasilica Ardelean è quindi non solo un viaggio tra i sapori e i vini, ma anche una riscoperta culturale della Romania, che si fa portavoce di una tradizione millenaria e di una capacità innovativa capace di coniugare passato e futuro.
Marinela Vasilica Ardelean è un’esperta di vino con vent’anni di esperienza, ambasciatrice dei vini rumeni e cofondatrice dei festival RO-Wine e creatrice di Wines of Romania, l’unica piattaforma bilingue dedicata al vino rumeno, ai produttori e agli appassionati di enologia.


Collana: Enogastronomia
Immagini: sì, a colori
Formato: 23 x 28 cm
Confezione: cartonato
Note: Lingue Italiano/Inglese/Rumeno
“Borghi e Presepi”, rassegna en plein air fra i monti della Carnia, in Friuli Venezia Giulia
Fino al 6 gennaio 2025 a Sutrio, sulle facciate delle case, le proiettate immagini dei presepi allestiti negli scorsi anni: quest'anno la magia avvolge “Borghi e Presepi”, rassegna en plein air fra i monti della Carnia, in Friuli Venezia Giulia.
Una coinvolgente novità attende quest'anno i visitatori di “Borghi e Presepi”, la tradizionale rassegna en plein air che anima durante le festività natalizie Sutrio e le sue graziose frazioni di Priola e Noiaris, fra i monti della Carnia in Friuli Venezia Giulia. La magia avvolgerà le loro antiche case, sulle cui facciate prenderanno vita all'imbrunire le immagini dei presepi allestiti negli scorsi anni, in un affascinante viaggio all'indietro nel tempo nella tradizione presepiale del borgo.
Il Presepe realizzato per Piazza San Pietro
Con il paese addobbato a festa, “Borghi e Presepi” si svolge fino al 6 gennaio p.v.. Negli angoli più suggestivi del borgo, sotto i portici delle case, nelle piazzette e nelle stradine lastricate di pietra sono collocati presepi artigianali provenienti dall'Italia e dall'estero prevalentemente di legno, ma realizzati anche con altri materiali naturali e di recupero. Per scoprirli tutti si può seguire la Via del Natale, punteggiata anche da attività artigianali: una sorpresa speciale attende chi completa l’intero percorso.
Punto di partenza è il grande Presepe che campeggiava al centro di Piazza San Pietro a Roma durante le feste natalizie del 2022 ed ora è esposto nella piazzetta sotto il Municipio. Creato da un gruppo di artisti ed artigiani del legno di Sutrio e del Friuli Venezia Giulia, è composto da 18 statue a grandezza naturale in legno di cedro disposte su una superficie di 116 metri quadrati e illuminate da 50 punti luce, che lo rendono particolarmente suggestivo la sera. A fare da cornice alle statue, la grotta (pure in legno) con una cupola alta 5,65 metri di 41 mq. Per realizzarlo non è stato abbattuto nessun albero.

La vita del paese raffigurata nel Presepe di Teno
Esposto invece all’interno di un’antica casa porticata, è il grande Presepio di Teno, un vero e proprio capolavoro di sapienza artigianale e minuziosa pazienza, realizzato nel corso di 30 anni di lavoro da Gaudenzio Straulino (1905-1988), maestro artigiano di Sutrio. Riproduce in miniatura gli usi e i costumi tradizionali del paese, che vengono animati grazie ad una serie di ingranaggi meccanici, con l’alternarsi del giorno con la notte, le figure in movimento, l’acqua che scorre nei ruscelli. Più che un presepio nel senso tradizionale del termine, quello di Teno è uno straordinario spaccato etnografico sulle tradizioni, la vita, i lavori della montagna carnica, con decine di scene realizzate con minuzia filologica che descrivono la vita e i ritmi di un tempo e lasciano incantati grandi e piccoli.

Il Presepe vivente e gli altri appuntamenti
La rassegna è affiancata da una nutrita serie di appuntamenti che animano il paese per tutto il periodo festivo e che riprendono anche antiche usanze, come il Presepe vivente (5 gennaio) con teatranti e comparse locali che mettono in scena la natività e l’arrivo dei Re Magi, e la tradizionale Festa dei coscritti (26 dicembre) che ha il suo clou nella sfilata pomeridiana aperta dal carro dei diciottenni, seguiti dalle classi più anziane: ogni annata ha la sua bandiera e le più antiche risalgono agli inizi del 1900. In programma, fra l’altro, laboratori manuali e artistici per grandi e piccoli che coinvolgono le realtà artigiane locali, concerti del coro Sutrio inCanta e del Corpo Bandistico Aristide Selenati, una mostra fotografica dedicata alle mani e all'artigianato "Henta-mani" di Laura Plozner van Ganz. “Borghi e Presepi” rientra nel Bando Borghi PNRR “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco”, un progetto di rigenerazione culturale e sociale che racconta il valore intrinseco del legno, portato avanti dai Comuni di Sutrio e Paluzza.
ORARI: 
Vi segnaliamo gli eventi in programma a Sutrio, organizzati in collaborazione con l'amministrazione comunale e le associazioni locali:
Martedì 31 dicembre, dalle 23.30, nell'Ort di Sior Matie (via Roma 35/B):
brindisi a cura dell'Associazione Donatori di Sangue di Sutrio per augurarsi "Bon finiment e Bon principi".
Domenica 5 gennaio, dalle 16.00, lungo le vie del paese:
rappresentazione del Presepe Vivente a cura del gruppo teatrale di Sutrio, del Coro Sutrio inCanta e con la partecipazione della comunità locale e dei paesi limitrofi.
Continuano anche le attività de La Via del Natale (maggiori info qui: bit.ly/borghipresepi2425)

La calda accoglienza dell'albergo diffuso
Chi decidesse di trascorrere una vacanza all’insegna della tradizione e del folklore, dello sci e dell'attività sportiva nella neve nell’incantevole scenario offerto da Sutrio e dallo Zoncolan (principale area sciistica della Carnia e fra le più belle e meglio attrezzate del Friuli Venezia Giulia), può alloggiare nelle accoglienti stanze (o meglio mini appartamenti con cucina arredati di tutto punto) dell’Albergo Diffuso Borgo Soandri, dove le comodità di un hotel si uniscono al calore di alloggi ricavati dalla ristrutturazione di caratteristiche case ed edifici rurali: una soluzione dal fascino autentico, che invita a vivere la semplicità della vita di questo antico borgo della Carnia.


Via Linussio, 1
33020 Sutrio UD
Tel: 0433 778921
dal lunedì al sabato
dalle 9.00 alle 12.00
dalle 14.00 alle 18.00
www.prolocosutrio.com
prolocosutrio23@gmail.com
Per le informazioni aggiornate
seguire i social di Pro Loco Sutrio:
facebook.com/proloco.sutrio/
www.instagram.com/proloco_sutrio/
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Atmosfere d’inverno: Dario Loison presenta le collezioni Natale 2024
Loison - oltre alla golosa novità Panettone Blackhabana, l’incontro armonioso tra la tradizione del panettone Loison, la dolcezza del cioccolato e le note speziate del rum cubano invecchiato 7 anni che si fondono in un’esperienza evocativa unica, presenta Pigna, Bacche e Foresta – le 3 nuove collezioni di Natale 2024 - formano una trilogia che celebra l'essenza delle stagioni che preannunciano il Natale.
Questi preziosi pezzi, ispirati all’incanto dell'autunno e dell'inverno, non sono solo un omaggio alla bellezza naturale di queste stagioni, ma anche un messaggio di accoglienza e un invito a riscoprire il calore dei momenti condivisi con i propri cari.

COLLEZIONE PIGNA: UNO SCRIGNO PER UN PANETTONE DA SCOPRIRE
IL PACKAGING. La Collezione Pigna si presenta in una scatola a scrigno, un elegante contenitore che si apre dall'alto grazie a un raffinato bordo a fregio, studiato per suggerire e facilitare l'apertura. Questo cofanetto incarna bellezza e funzionalità, riflettendo l'essenza delle stagioni fredde con un design ispirato ai boschi. Decorata con pigne e delicati rami di abete, la confezione cattura appieno l'atmosfera invernale.
IL PANETTONE. Quattro proposte da 500 grammi per quattro colori diversi che sottolineano il gusto: azzurro petrolio per il gusto Classico AD 1476, un richiamo alla tradizione con un tocco di eleganza; avorio per il gusto Pera e Cioccolato, una classica e irresistibile combinazione; verde lieve per il panettone ai Limoni, con Limoni di Amalfi Igp e Limoni di Siracusa Igp; rosso bordeaux per il gusto Amarena, una scelta ricca e avvolgente.

BACCHE E BAULETTI: UN VIAGGIO NEL TEMPO TRA GUSTO E ELEGANZA
IL PACKAGING. La Collezione Bacche è una rivisitazione elegante del tradizionale bauletto delle pasticcerie dei primi del Novecento. Questo raffinato contenitore, decorato con bacche rosse e bianche, rametti di pungitopo e piccole pigne d’abete, cattura l'essenza della dolcezza e della vivacità dei frutti di bosco, aggiungendo un tocco di vitalità.
IL PANETTONE. La confezione, dotata di una maniglia in gros grain tono su tono, presenta una gamma di quattro colori distintivi, ognuno abbinato a 4 gusti di Panettone da 500 grammi: avorio per il Marron Glacé, un delicato equilibrio di dolcezza e raffinatezza.; verde lieve per il Mandarino con Mandarino Tardivo di Ciaculli (presidio Slow Food); rosso bordeaux per il Panettone Classico AD 1476, ricco di canditi di Arance di Sicilia e Cedro di Diamante; azzurro petrolio per il goloso Regal Cioccolato.

COLLEZIONE FORESTA: L’UNICA DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL PANDORO
IL PACKAGING. La Collezione Foresta incarna il mistero e la serenità dei boschi invernali, creando un'atmosfera di pace e introspezione. La confezione racconta una silenziosa passeggiata nella foresta, interrotta dallo scricchiolio dei rami e delle foglie secche calpestate e dal rumore ovattato dei passi sulla neve fresca. Al termine di questa passeggiata immersa nella tranquillità, si apre la calda accoglienza di una baita di montagna, proprio quando inizia a nevicare, offrendo il conforto di una tazza di cioccolata calda e una fetta di dolce.
IL PANDORO. La Collezione Foresta è l'unica dedicata esclusivamente al Pandoro. Quattro confezioni, dotate di maniglia in gros grain tono su tono, per 4 varianti da 1 chilo: rosso bordeaux per il Pandoro al Cioccolato, ghiotto per la ricca farcitura; azzurro petrolio per il Pandoro farcito con Crema al Caramello Salato, che combina dolcezza e un tocco salato; verde lieve per il Pandoro Classico, arricchito con burro e vaniglia naturale Mananara del Madagascar (presidio Slow Food); avorio per il Pandoro Farcito allo Zabaione, che celebra il tipico liquore torinese.

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SS Pasubio, 6
Costabissara (VI) – Italy
Da lunedì a venerdì:
08:30 – 19:30
sabato: 8:30 – 18:00
domenica: 9:00 – 18:00
Tel: +39 0444 557844
www.loison.com
(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)
Un Natale tutto da gustare con la “Strada del Vino e dei Sapori del Trentino”
Panettoni, spumanti, dolci da forno, specialità della tradizione, ma anche degustazioni, cene, eventi ed esperienze autentiche. Sono davvero tantissime le opportunità per rendere il Natale speciale. E sono sempre di più le persone che scelgono questo tipo di proposte da lasciare sotto l’albero.
La Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, che riunisce oltre 300 soci tra cui produttori enogastronomici ristoranti, agriturismi, b&b e strutture ricettive ne ha raccolto un’utilissima carrellata sul proprio sito web - tastetrentino.it/NataleConGusto2024 - che rende davvero impossibile restare a corto di idee.
Comodamente suddivise per categorie, vanno dai più classici cesti e confezioni regalo ai più contemporanei buoni, voucher e gift card , come quelli per cene gourmet o il simpatico “Adotta una mucca” a cura di Apt Valsugana, che consente di adottare virtualmente una mucca e poi ritirarne i formaggi in estate.
Ma anche eventi ed esperienze di gusto, oltre che i menù di Natale e Capodanno di una selezione di ristoranti, come l’Hosteria Toblino, l’Osteria Ca’ dei Giosi, Innesti Restaurant, Locanda Margon, Ristorante Boivin, Scrigno del Duomo o Ristorante La Casina.

Una sezione, poi, è legata alle sempre più gettonate opportunità di “Benessere a Natale” del Grand Hotel Terme di Comano, che propone weekend relax o più attivi, in abbinata allo sci nella skiarea Pinzolo-Campiglio-Folgarida-Marilleva, ma anche fine settimana dedicati al detox post feste, tra massaggi, terme e forest bathing.
Tra le confezioni regalo, spesso personalizzabili, si trovano una varietà di prodotti: dagli infusi, sciroppi, liquori e distillati di A. Folletto di Ledro, a olio, vino o prodotti food di Agraria di Riva del Garda, dal miele e prodotti delle api di Apicoltura Trentina Valli di Cavedine alle delizie in vasetto dolci e salate di Ca’ dei Baghio di Biodebiasi, fino alle dolcezze di Pasticceria Marzadri, Panificio Moderno e Panificio Pasticceria Tecchiolli, le produzioni di Molino Pellegrini, le carni e salumi di Macelleria Zanotelli o Salumeria Belli e i formaggi dell’Azienda Agricola La Quadra di Drena, Casearia Monti Trentini, Caseificio Sociale di Sabbionara o Crucolo.

E poi il vino: Teroldego Rotaliano, Marzemino, Müller Thurgau, Nosiola o Trento DOC, in un viaggio virtuale tra le diverse zone produttive del Trentino. Si va dalla città e dintorni del capoluogo con Cantina Sociale di Trento, Cantina di La-Vis, Ferrari Trento e Maso Martis, alla Piana Rotaliana, dove si incontrano i prodotti di Azienda Agricola Andrea Martinelli, Azienda Agricola Donati Marco, Cantina Rotaliana di Mezzolombardo. Se si è in cerca di prodotti della Vallagarina ci sono ceste e confezioni di Azienda Agricola Balter, Azienda Agricola Biologica, Biovegan Vallarom, Azienda Agricola Vignali Varas, Cantina d’Isera, Cantina Mori Colli Zugna, Revì Trentodoc e Vivallis, mentre la Val di Cembra è presidiata da Cembra cantina di montagna, Tenuta Gottardi e Villa Corniole. Rappresentate anche la zona di Faedo con Pojer & Sandri e le Giudicare con Azienda Agricola Filanda de Boron. Non mancano le grappe, come quelle di Distilleria Bertagnolli o Distilleria Marzadro.

Tra i prossimi eventi da segnalare, il Ristorante La Brace di Rovereto organizza Jazz Lab & More Xmassong 4tet sings Monica Giorgetti e venerdì 13 dicembre va in scena l’Aperitivo di Santa Lucia presso l’Osteria 33 di Terragnolo e domenica 15 dicembre l’Aperitivo di Natale presso la Cantina di La Vis, mentre, la Pasticceria Marzari di Vigolo Vattaro invita il pubblico a La riscoperta dei frutti antichi. Fino a lunedì 23 dicembre c’è anche il Natale al Castello di Avio, mentre sabato 28 dicembre Innesti Restaurant di Pergine Valsugana propone il Sabato=brunch.

Strada del Vino e dei Sapori del Trentino
Via della Villa, 6/C Trento TN
Tel. 0461 921863
(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)
Crediti foto: "Turismo Sviluppo - Turismo e Promozione
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Il comprensorio sciistico Schlick 2000, già rinomato per l’elevato standard di convivialità delle sue baite rustiche e ristoranti tradizionali, segna un importante passo avanti in fatto di modernità ed innovazione, con l’apertura del nuovo ristorante panoramico Kreuzjoch. Confermandosi così una destinazione d’eccellenza per tutti gli sciatori che, nella magia del paesaggio alpino, amano incontrare la bontà della cucina tirolese in atmosfere uniche e sempre più sostenibili.

Il ristorante panoramico Kreuzjoch, situato accanto alla stazione a monte della Kreuzjochbahn è la nuova gemma culinaria del comprensorio sciistico Schlick 2000. Questo rifugio unico che combina in modo armonioso il fascino rustico della tradizione tirolese a un design moderno ed elegante, è già aperto (inaugurato il 7 dicembre scorso) per offrire una sosta ideale e con tanti comfort agli sportivi ed appassionati della montagna. Può ospitare fino a 200 persone ed è completamente privo di barriere architettoniche, essendo disposto tutto su un piano al livello del suolo.
FORTE ATTENZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ
Il nuovo ristorante si distingue non solo per l’atmosfera unica e il design moderno, ma anche per il suo impegno verso la sostenibilità. L’edificio è stato realizzato utilizzando materiali ecologici e integrando elementi di costruzione preesistenti. Inoltre, a partire dalla primavera 2025, sarà attivo un impianto fotovoltaico con una produzione energetica annuale di 120.000 kWh, riducendo l’impatto ambientale di 48 tonnellate di CO2 all’anno.

Sala con servizio ai tavoli del Panorama Restaurant Kreuzjoch Schlick 2000 © Thorben Jureczko
PER TUTTI UNA PAUSA IDEALE
Il ristorante convince e mette d'accordo tutti per la sua impostazione, permettendo di offrire due esperienze culinaria: un’area self-service per chi desidera una pausa veloce, e una zona con servizio dedicato a chi cerca un’esperienza più rilassata. Il bar panoramico, inoltre, dotato di ampie vetrate scorrevoli, è il luogo ideale per godere di momenti conviviali, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche. “Vogliamo essere più vicini ai nostri ospiti”, spiega Martin Pittl, presidente del Consiglio dello Schlick 2000. “Il nostro obiettivo è garantire un’accoglienza calorosa in un ambiente che esalta il panorama.”
UN’AUTENTICA CUCINA REGIONALE
Gli ospiti del ristorante Kreuzjoch possono gustare piatti della tradizione tirolese, preparati con ingredienti locali e freschi, sia nell’accogliente sala interna che sulla spaziosa terrazza solarium circondati da un panorama a 360° che spazia dalla pittoresca Valle dello Stubai fino alle vette imponenti del Serles, dell’Elfere della catena montuosa del Kalkkögel, arrivando fino a toccare Innsbruck.

Self Service del Panorama Restaurant Kreuzjoch Schlick 2000 © Thorben Jureczko
DA UNA VISIONE ALLA REALTÀ: UN VIAGGIO DA SEGUIRE
Il progetto di costruzione del ristorante è stato documentato attraverso un video diario, disponibile su YouTube, che offre uno sguardo esclusivo sullo sviluppo dell’opera.

Bar del Panorama Restaurant Kreuzjoch Schlick 2000 © Thorben Jureczko
Terrazza del Panorama Restaurant Kreuzjoch Schlick 2000 © Thorben Jureczko

Tourismusverband Stubai Tirol
Stubaitalhaus Dorf 3 A-6167 Neustift i.St.
Tel. +43.501881.0 - Fax +43.501881.199
www.stubai.at/it
A Bologna i presepi artistici del maestro Dimitrov danno grandi emozioni

Sarà sempre colpa dell’Epifania che se li porterà via il 6 gennaio prossimo dal Complesso del Baraccano di Bologna, dove ora sono in mostra i ben 300 presepi del maestro Ivan Dimitrov che, tra gli altri, ne espone alcuni inediti realizzati appositamente per l'occasione. Tutte opere che appassionano non solo i collezionisti di presepi, ma tutti gli amanti dell'arte che possono ammirare le splendide terrecotte policrome dell'artista, noto per aver reinterpretato e così fatto rivivere, l'arte presepiale bolognese, un tempo fiorente e ricercata nelle case dei nobili del 1700/800, sempre ispirate alla tradizione classica e - per quanto possibile - richiamandosi ai più famosi Maestri del passato perché da loro Dimitrov è sempre rimasto ammirato e impressionato e ha cercato di emularne la tecnica, le forme e i personaggi, rimodellandone i soggetti con la sua creta, inserendoli nelle canoniche ambientazioni perché il pubblico competente le apprezzasse e ne godesse. E c’è di che restare incantati a vedere le sue grandi interpretazioni scenografiche dedicate a Durer, Brueghel, Rubens e Leonardo.




Qualcuno (senza far nomi, la critica d'arte Celide Masini) ha detto del maestro Dimitrov che la sua cultura artistica è vasta e complessa e, valutati gli accostamenti le concordanze e le citazioni che riemergono nelle sue opere, pare davvero essere in grado di avvicinarsi - a ragion veduta - ai grandi del passato dai quali è affascinato. Certo, è comprensibile che il maestro scultore, pittore e incisore bulgaro sia rimasto ammaliato da opere quali l’Adorazione dei Magi di Leonardo, la Fuga in Egitto di Gian Battista Tiepolo, l’Adorazione dei pastori di Rembrandt, I diseredati di Pieter Bruegel il Vecchio, solo per fare qualche esempio… Sempre a giudizio della critica Masini, l’abilità di Dimitrov sta nel definire il soggetto dei suoi lavori con pochi tratti: la sua è una sintesi penetrante che fa affiorare la caratterizzazione delle opere, trasformate dal sacro e dall’inspiegabile, che diventano “meraviglioso”… Sempre lì, nel Complesso del Baraccano a Bologna, una sezione della mostra (inaugurata il giorno dell’Immacolata, l’8 dicembre scorso) è dedicata al tema “angeli”: soggetti solenni, maestosi e protettivi, ma anche piccoli putti curiosi e ironici, che, pure loro, non mancano di dare emozioni, di sorprendere, di meravigliare e di accendere la curiosità e la sensibilità degli spettatori che restano attratti e catturati in un coinvolgimento profondo e avvolgente.

Le Natività di Ivan Dimitrov sono sculture realizzate in terracotta completamente a pezzo unico, sono sempre accompagnate da un certificato di garanzia corredato di descrizione e foto, che ne attestano unicità e autenticità (il costo di una Sacra Famiglia, è compreso tra 1.500 e 1.700 euro).
La mostra si avvale della collaborazione del Comune di Bologna e del Patrocinio del Quartiere Santo Stefano.

Ivan Dimitrov: nasce a Dupnitsa nel sud-ovest della Bulgaria, giunge in Italia in giovane età, negli anni settanta completa la sua formazione tra Venezia, Firenze, Milano e Roma. Si stabilisce a Bologna continuando a viaggiare per tutta Europa. È definito personaggio eclettico, introverso, imprevedibile. Con il suo linguaggio figurativo riesce a interagire con il pubblico senza intermediazioni. La sua arte è stata spiegata come un “concetto di modernità e di attualità” senza ricorrere a sotterfugi estetici, a incomprensibili mimetizzazioni, all’insulto provocatorio, alla fredda e tecnologica immagine multimediale. Tra le sue opere - oltre ai noti presepi - ammirevoli i bassorilievi in terracotta dedicati a Bologna, ottenuti ispirandosi alla corrente artistica del “vedutismo realistico” (realizzando poi la mostra “Sotto il segno dei portici”) e esponendo in una mostra tematica itinerante, “Giocattoli e ricordi”, composta da dipinti ad olio raffiguranti vecchi giocattoli, mostra corredata proprio da giocattoli d'epoca del primo Novecento. Le opere di Ivan Dimitrov sono raccolte in una serie di pregevoli volumi monografici da collezione, creati e stampati secondo i canoni della migliore tradizione tipografica artigianale, ricchi di fotografie di alta qualità riprodotte a colori.

Fino al 6 gennaio a Bologna
Nativity i presepi artistici di Ivan Dimitrov:
Sala Museale Possati, Complesso del Baraccano
Via Santo Stefano 119 BO
Orari:
Giorni feriali: 9:30 – 12:30 | 15 – 18
Giorni festivi: 9:30 – 12:30 | 14:30 – 19
Natale e Capodanno: 9:30 – 12:30 | 15 – 19
L’ingresso è sempre gratuito
Credits
Web Concept & Design:
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La neve è arrivata e - sulle piste di Canazei, in Val di Fassa - scatta l’ora dello sci…

È l’oggetto del desiderio dell’inverno: la neve! E finalmente è arrivata quella vera, quella caduta dal cielo e… sulle piste di Canazei, in Val di Fassa, scatta l’ora dello sci…
“Contenti per questa bella nevicata?” - domanda Antonio Farnè, inviato del Tg2 porgendo il microfono ad alcuni turisti appena scesi dalla cabinovia - :
“Finalmente si torna a sciare e a godersi queste belle giornate” – dice una turista sorridente, mentre un altro, snowboard munito, si dice prontissimo a buttarsi in discese su discese – e diversi ragazzi tutti sorridenti: “Dopo tanta attesa oggi siamo felici di essere qui!”

Lo start della stagione invernale coincide con il periodo di sant’Ambrogio e dell’Immacolata, un rito che si ripete tutti gli anni su tutto l’arco alpino e dolomitico. In questo fine settimana gli alberghi in quota sono vicini al sold out e sono in arrivo anche molti stranieri, soprattutto dall’Est Europa… ottima premessa in prossimità delle feste di Natale.
Nel nostro Paese il “turismo di montagna” vale miliardi di euro… È un settore che tiene nonostante i rincari rispetto all’anno scorso. Tante allora sono le promozioni per mitigare l’impatto del “caro sci” sui 110 chilometri di piste nel comprensori o che fa parte del Dolomiti Superski, una spinta importante per l’overture stagionale dell’ultimo week end.



Antonio Farnè intervista Nicolò Weiss, direttore dell’Apt Val di Fassa: “La neve ha portato tanti sorrisi, quelli di sciatori e turisti…” – “Sì, la stagione è iniziata bene. L’inverno è la stagione regina per noi in val di Fassa, tantissimo è stato fatto per accogliere le migliaia di persone che amano la nostra valle e lo sci.” E ancora Farnè chiede: “Prospettive per quanto riguarda le imminenti festività di Natale?” – “Sicuramente per noi Natale e Capodanno dovranno andare bene: abbiamo lavorato tanto e bene e ci aspettiamo che ci siano tantissime persone che vengano, anche meglio rispetto agli anni scorsi”. “Tra l’altro – Farnè parla rivolto a Weiss – La Val di Fassa ha un’importante capacità ricettiva…” –
“Assolutamente: abbiamo quasi 20 mila posti letto in hotel, e altri 20 mila nell’extra alberghiero, quindi ogni turista può trovare la tipologia di sistemazione che è più rilevante per lui” –
Insomma, il sistema montagna sembra tenere – deduce Farnè – Ogni anno nel nostro Paese il turismo bianco è capace di generare un giro d’affari di 24 miliardi di euro, tutto nonostante i rincari che secondo le ultime rilevazioni vogliono che un soggiorno sulla neve costi il 6% in più mediamente rispetto all’anno scorso. “Voi, direttore, cosa fate per mitigare gli effetti del caro sci?” – e Weiss risponde: – “Abbiamo diverse promozioni: in questo momento, attiva fino al 21 dicembre, la Dolomiti Premiere (praticamente l’ospite che alloggia 4 giorni riceve un giorno di ospitalità gratis e un giorno di skipass gratuito). A marzo 2025 avremo altrettante promozioni”. – concludendo Farnè chiede – “Ci sono promozioni anche per i bambini?” – e Weiss in chiusura risponde: – “I nati tra il 2017 ad oggi, possono sciare gratis con un adulto pagante, quelli invece dal 2007 al 2017, ricevono uno sconto del 30%!”
Così la lunga stagione della Val di Fassa, appena iniziata, durerà fino al prossimo aprile. Il turismo del nostro Paese ha sicuramente bisogno anche della montagna… e che montagna, questa!
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Immagina: sei comodamente seduto su una seggiovia,
il sole illumina il tuo viso, metro dopo metro ti avvicini
al Catinaccio, al Sassolungo, al Sella, al Pordoi.
Arrivato in cima, sistemi la maschera, agganci bene
gli sci e via! Solo un sogno? No, in Val di Fassa è tutto
vero ed è così ogni giorno!
APT VAL DI FASSA
Strèda Roma, 36 Canazei (Italia)
Tel +39 0462 609500
www.fassa.com

(Antonio Farnè inviato Tg2 Rai)
Semplici regole per rispettare la montagna e i suoi abitanti: dodici cose da mettere nello zaino per le escursioni in montagna
In Alto Adige oltre il 64% della superficie totale si trova al di sopra dei 1.500 metri sul livello del mare. I boschi ricoprono il 50% del territorio e il paesaggio è attraversato da oltre 16.000 km di sentieri escursionistici segnalati. Con questi numeri, non stupisce che esista un gruppo di strutture specializzate nell’escursionismo: i Vitalpina® Hotels Südtirol/Alto Adige.
Quando ci si approccia alla montagna, però, è fondamentale rispettare alcune semplici regole di comportamento, per questo i Vitalpina Hotels hanno messo insieme un vero e proprio “Galateo della montagna”.

Escursionismo e regole da rispettare
Esiste una serie di regole non scritte da seguire in montagna (e non solo!) che si basano su una parola chiave: rispetto, per il luogo e i suoi abitanti, vegetali, animali e umani. Da qui dovrebbero derivare tutti i nostri comportamenti. Ecco allora alcune semplici norme di buon senso che i Vitalpina Hotels Südtirol/Alto Adige hanno messo insieme, a garanzia di una permanenza pacifica in montagna.
- Informarsi sulle condizioni meteo prima di partire, perché la nostra escursione non si trasformi in una brutta avventura.
- Vestirsi in modo adeguato. Innanzitutto scarpe da trekking di buona qualità ai piedi e in secondo luogo un abbigliamento sportivo tecnico, adatto alla stagione.
- Conoscere il proprio livello di preparazione: non è una sfida, non siamo in gara, bisogna saper ascoltare il proprio corpo e decidere di conseguenza, anche di tornare indietro se serve.
- Preparare lo zaino in modo da portare con sé tutto quello che può servire durante l’escursione.
- Non dare da mangiare a mucche, pecore e animali selvatici.
- Portare con sé i rifiuti, fosse anche una buccia di banana. In montagna non devono rimanere tracce del nostro passaggio.
- Tenere al guinzaglio il proprio amico a quattro zampe per evitare che possa rincorrere e spaventare gli animali selvatici.
Rispettando queste piccole norme, non solo si rispetta la montagna, ma si evita anche di mettersi in pericolo e con noi di mettere a rischio altre persone.
12 cose da mettere nello zaino
Una delle regole del galateo della montagna prevede che l’escursionista prepari lo zaino con tutto ciò che può essere utile in escursione. Avere tutto l’occorrente permette di affrontare anche le piccole emergenze che possono verificarsi durante la giornata. Ma come si prepara lo zaino? La risposta non è così scontata.
Anche in questo caso ci vengono in soccorso i Vitalpina Hotels Südtirol/Alto Adige che, da esperti escursionisti e profondi conoscitori della montagna, hanno stilato un elenco prezioso di 12 cose da mettere nello zaino:
- Borraccia d’acqua che poi si potrà riempire attingendo dalle fontane di acqua potabile che si incontrano lungo l’escursione.
- Maglia di ricambio: quando si arriva in cima e ci si ferma finalmente per una meritata sosta meglio togliere gli indumenti sudati e sostituirli con qualcosa di asciutto.
- Crema solare, anche quando il tempo è nuvoloso, in alta quota i raggi del sole possono lasciare il segno. Non è male a questo proposito avere anche un berretto o una bandana per proteggere la testa.
- Kway, anche quando il tempo è soleggiato. In montagna il tempo cambia in fretta ed è meglio essere attrezzati.
- Cerotti per le piccole emergenze.
- Cibo, un pezzo di cioccolata o della frutta secca, ma soprattutto una delle barrette energetiche firmate Vitalpina alla frutta e ai cereali disponibili in hotel. Anche se abbiamo previsto di fermarci per il pranzo in un rifugio, è sicuramente buona cosa avere con sé uno snack per ricaricarsi.
- Coltellino tascabile multiuso, può sempre tornare utile.
- Lampada frontale o torcia, possono servire nel caso in cui il percorso preveda gallerie o si ritorni più tardi del previsto.
- Binocolo, non è obbligatorio ma può rivelarsi prezioso per osservare gli animali selvatici che si incontrano durante il cammino.
- Bastoncini da escursione, magari telescopici così da agganciarli allo zaino in caso di inutilizzo. Possono sempre tornare utili.
- Sacchetto per i rifiuti.
- Cellulare carico. Ok, non occorreva dirlo, era scontato! Ma meglio assicurarsi di avere sempre la possibilità di comunicare con qualcuno, soprattutto se si cammina da soli.
Specialisti delle escursioni
Tutte le strutture che fanno parte del gruppo Vitalpina Hotels sono specializzate in escursionismo: è questo il must della vacanza nella natura in Alto Adige. Spesso sono gli albergatori stessi che accompagnano gli ospiti nelle passeggiate più suggestive e nei luoghi meno noti raccontando loro aneddoti e curiosità sul posto. Numerose sono le proposte anche per l’estate.
Il Cyprianerhof Dolomit Resort***** di Tires ad esempio propone il pacchetto “A caccia di vette” comprensivo di: 6 pernottamenti in mezza pensione, 4 vie ferrate con guida alpina, noleggio attrezzatura tecnica, escursioni guidate, uso del centro benessere Similde SPA con buono wellness di 50 euro, Mobilcard. Il tutto a partire da 1.218 euro a persona.
Altra struttura dei Vitalpina Hotels, l’Alpenwellness Hotel St. Veit**** di Sesto mette a disposizione il pacchetto: “Estate nelle Dolomiti”. L’offerta comprende: 4 notti in 3/4 pensione, programma settimanale con escursioni guidate, noleggio di zaini, bastoncini da nordic walking e da trekking, poncho per la pioggia, bussole e mappe escursionistiche, Mountain Card libero utilizzo della Spa con borsa wellness, a partire da 599 euro a persona.
A Castelrotto, il Vitalpina Schgaguler Hotel****S organizza il pacchetto “Rigenerarsi secondo natura” comprensivo di: 5 notti in mezza pensione, welcome drink, escursione guidata all’alba per godersi lo spettacolo del sorgere del sole, Bagno nel bosco, Aroma massaggio per corpo e mente, Massaggio testa, nuca, collo. A partire da 990 euro a persona.
A Terento al Vitalpina Terentnerhof****S gli ospiti possono scegliere il pacchetto “Nature & me - hike to happiness”. L’offerta comprende: 5 pernottamenti in mezza pensione, aperitivo di benvenuto, escursioni guidate sulle Dolomiti di diversi livelli di difficoltà, golosa sorpresa in vetta, noleggio di bastoncini e zaini da trekking, comodo bus-navetta per le escursioni, programma active. Il tutto a partire da 3.775 euro a persona.
Vacanza attiva e sostenibile nella natura 
“Montagna è vita” è lo slogan dei Vitalpina® Hotels Südtirol/Alto Adige. Una convinzione saldamente radicata nelle strutture, una trentina, che appartengono al gruppo. I Vitalpina Hotels non sono solo un punto di partenza da dove andare in autonomia alla scoperta della montagna o dello stile di vita alpino. Gli albergatori stessi sono amanti della montagna e spesso anche guide alpine o escursionistiche, che conoscono benissimo il territorio e amano condividere con i propri ospiti la passione per l’attività outdoor. Oltre a fornire tutte le informazioni e la consulenza necessarie, propongono almeno tre escursioni guidate a settimana, alle quali cercano di partecipare personalmente.
Ma la natura dell’Alto Adige si ritrova anche all’interno degli hotel: nelle stanze realizzate con materiali naturali locali, nell’atmosfera tipica e nei trattamenti Spa e wellness a base di prodotti autoctoni. E naturalmente a tavola, nelle specialità culinarie dai sapori alpini e mediterranei, dove le materie prime locali e stagionali giocano un ruolo di primo piano. Molti albergatori inoltre, per un convinto principio di sostenibilità, fanno uso di alimenti autoprodotti o comunque provenienti dalle immediate vicinanze.
Fin dalla loro fondazione, i Vitalpina Hotels hanno fatto della sostenibilità un punto cardine. Tutti gli hotel sono caratterizzati da metodi di costruzione sostenibili e a risparmio energetico, nonché ecologici e privi di sostanze inquinanti. Riscaldano con materie prime rinnovabili, usano materiali naturali e tipi di legno locali per i loro interni, prestano attenzione ai percorsi brevi di trasporto, prodotti che risparmiano imballaggi ed evitano i rifiuti. Nel 2021 i Vitalpina Hotels Südtirol sono diventati il primo gruppo d’offerta nel settore alberghiero ad aderire all’unanimità al Patto per la neutralità climatica “turn to zero”. Dal 2023 calcolano le emissioni di CO2 con il calcolatore “Terra Footprint powered by EarthCheck” per continuare a dare il loro contributo ecologico ed economico. Il calcolatore, appositamente sviluppato, è un prodotto congiunto dell'Unione Albergatori e Pubblici Esercenti (HGV) dell’Alto Adige e del Terra Institute.
Tutto questo per un semplice motivo: far sì che anche le future generazioni possano godere delle meraviglie di questo paradiso naturale chiamato Alto Adige.

Vitalpina® Hotels Südtirol/Alto Adige
Tel. 0471 999 980 – www.vitalpina.info
Alto Adige: al via la stagione invernale del Bad Moos Aqua Spa Resort.
Il profumo del Natale:
fino al 21 dicembre 2024 pacchetto soggiorno e skipass
dal 22 al 27 dicembre si festeggia il Natale
Vi sveliamo la ricetta dei Lebkuchen, i biscotti di Natale al pan di zenzero.

Il profumo dei biscotti appena sfornati, le luci dell’albero di Natale, la melodia suonata dall’arpa in sottofondo. È il Natale al Bad Moos Aqua Spa Resort di Sesto, in Alto Adige. Un’atmosfera magica e unica per trascorrere le feste invernali nel paesaggio innevato della Val Fiscalina, assaporando le tradizioni altoatesine e godendo dello charme e di tutti i comfort del Resort.
La stagione invernale si è aperta il 6 dicembre 2024 per la festa dell’Immacolata con un pacchetto vantaggioso completo di skipass per il divertimento sulle piste fino a Natale.
L’attesa, tra sci e mercatini
Il tempo dell’attesa è davvero bello se lo si programma per tempo. Una vacanza al Bad Moos permette di entrare lentamente nell’atmosfera delle feste, dedicandosi ad esempio al divertimento sulle piste, già perfettamente preparate. Il comprensorio sciistico delle 3 Zinnnen Dolomites, comodissimo al Bad Moos grazie agli impianti di risalita della croda Rossa appena fuori dall’hotel, mette a disposizione 115 km di piste panoramiche, sempre innevate e battute, di tutti i livelli di difficoltà, blu rosse e nere. E poi grazie al "Pustertal Ski Express" si continua a sciare anche a Plan de Corones.
Fino al 21 dicembre 2024 si può scegliere il pacchetto “Dolomiti Super Première” comprensivo di: 4 pernottamenti con ricco buffet di prima colazione, merenda altoatesina nel pomeriggio e cena con menu a scelta di 4-5 portate e 4 giorni di skipass, tutto al prezzo di 3. Inoltre compreso nel prezzo: menu light feel good, libero utilizzo della Spa Soma & Anima, programma di attività Move & Balance. Il tutto a partire da 500 euro a persona.
Non solo, una vacanza in questo periodo è l’occasione perfetta per dedicarsi ai vicini mercatini di Natale. A una decina di chilometri dal Bad Moos Aqua Spa Resort, il Mercatino di Natale tra le Dolomiti di San Candido è composto da casette in legno con artigianato locale e specialità culinarie locali. Ad appena 15 km si può visitare anche il Natale sotto le Tre Cime a Dobbiaco, un mercatino gastronomico con i profumi e i sapori della tradizione. E poi eventi speciali, programma musicale, attività per i bambini e prodotti artigianali da regalare.

Natale al Bad Moos
La settimana più suggestiva dell’anno, quella del Natale, trascorsa in montagna diventa ancora più magica. Una passeggiata nel paesaggio innevato e silenzioso della Val Fiscalina, un punch caldo davanti al caminetto e al grande albero di Natale, i suoni evocativi di arpe e violini dopo cena. Il pacchetto “Natale nelle Dolomiti”, dal 22 al 27 dicembre 2024 comprende: 4 pernottamenti in 3/4 pensione, menù speciali nei giorni festivi, festa della Vigilia il 24 dicembre con regalo di Natale e 1 buono Spa del valore di 50 euro a persona. Il tutto a partire da 728 euro a persona.
Visto il clima rigido, il buono nella Spa può facilmente trasformarsi in un trattamento “caldo”, come un bagno benessere da vivere da solo o con il partner, una seduta nella benefica Grotta solfata o un massaggio rilassante. Calore e vapore attendono gli ospiti anche nell’innovativa area sauna con diverse tipologie di ambienti adatti a ogni esigenza e sale relax esclusive.
La ricetta dei Lebkuchen al pan di zenzero
Ogni anno in questo periodo torna la tradizione dei biscotti di Natale! Tra le tante diverse ricette, direttamente dal Comprensorio sciistico 3 Zinnen Dolomites arriva quella dei Lebkuchen al pan di zenzero.
Ingredienti per 80 biscotti: 500g di farina di grano tenero, 250g di farina di segale, 20g di soda da cucina, 300g di miele, 200g di zucchero, 1 uovo, 2 tuorli d'uovo, 200g di burro, 1/2 buccia di limone, 1 bustina di zucchero vanigliato, 1 bustina di preparato per biscotti al pan di zenzero, latte da spalmare, nocciole o glassa di zucchero per la decorazione.
Procedimento: mescolare la farina di grano, la farina di segale e la soda da cucina. Scaldare leggermente il miele e lo zucchero. Mescolare l'uovo, i tuorli d'uovo e il burro morbido con la buccia di limone, lo zucchero vanigliato e il preparato per pan di zenzero e impastare tutti gli ingredienti. Coprire l'impasto e lasciarlo riposare in frigorifero per almeno 3 ore. Poi impastare leggermente la pasta, stenderla sottile di circa 8 mm, ritagliare le forme desiderate e spalmarle con un po' di latte. Mettere i biscotti in forno a 180 gradi per 10-15 minuti.
Altre ricette nel sito https://www.trecime.com/it/storie/biscotti-di-natale.html

Bad Moos
Aqua Spa Resort
via Val Fiscalina 27
Sesto Moso (BZ)
Tel. 0474.713100
www.badmoos.it
Natale 2024: le esperienze da regalare per ritrovare la magia delle fiabe e dei Grandi Classici
Dalle ciaspolate sulla neve alle corse con gli Husky, sei avventure da vivere in famiglia per tornare bambini e riscoprire l’atmosfera delle storie più amate di sempre.
Il Natale porta con sé un’atmosfera unica, che ci fa tornare alle fiabe e ai Grandi Classici che hanno segnato la nostra infanzia. La natura si veste di bianco, il silenzio dei boschi
innevati avvolge ogni suono, e l’aria si riempie del fruscio leggero dei fiocchi che cadono. È il momento perfetto per immergersi in scenari incantati da fiaba e riscoprire il fascino dei Grandi Classici, dove grandi e piccoli possono vivere avventure che richiamano il mondo dei racconti magici e i film di animazione più iconici di sempre.
Regalare un’esperienza di questo tipo è molto più di un semplice dono: è un invito a scoprire la meraviglia della neve, a camminare tra alberi incantati, a incontrare animali da vicino e a lasciarsi sorprendere dalla bellezza selvaggia che solo la natura sa offrire.
Se quest’anno desiderate un regalo davvero speciale per vivere la magia delle feste, queste esperienze outdoor sono ideali per creare momenti indimenticabili in famiglia. Freedome, startup innovativa che offre oltre 4.500 esperienze outdoor in tutta Italia, con una community di 300.000 partecipanti e più di 1.500 operatori professionali, ha selezionato attività pensate per grandi e piccini, perfette per un Natale che riaccende la magia delle storie più amate, sulla neve e a contatto con la natura.

Sleddog – Rivivi il coraggio di Balto
Per chi ama le storie di coraggio, una corsa in sleddog è un viaggio nelle eroiche imprese di Balto. Guidare una slitta trainata da Husky in un paesaggio innevato e silenzioso permette di rivivere l’avventura di quei cani leggendari, capaci di affrontare il gelo per una missione di salvezza. È un’esperienza ideale per chi cerca una sfida epica e autentica, da vero musher, dove la bellezza incontaminata della natura si unisce allo spirito di un’impresa eroica.
https://freedome.it/attivita/sleddog-adventure-castelmagno-provincia-cuneo/
Ciaspolata per famiglie – Il regno incantato di Frozen 
Una passeggiata tra la neve, con le ciaspole ai piedi, permette di esplorare boschi silenziosi e paesaggi candidi, proprio come il regno di Frozen. Questa attività è perfetta per le famiglie che desiderano vivere la bellezza dell’inverno senza rinunciare al fascino dell’avventura, in un’esperienza che riporta a quel mondo incantato che ha affascinato grandi e piccoli.
https://freedome.it/attivita/la-neve-che-magia-ciaspolata-per-famiglie-a-bardonecchia/

Passeggiata con alpaca – La dolcezza di Cappuccetto Rosso e gli Amici del Bosco
Per un’esperienza all’insegna della tenerezza, una passeggiata con gli alpaca evoca l’incanto di Cappuccetto Rosso, con la sua amica natura e gli animali del bosco. Questi docili animali diventano i perfetti compagni di camminata tra gli alberi, insieme a una guida che accompagna i partecipanti. Dopo la passeggiata, la visita alla fattoria didattica permette di conoscere tanti altri amici animali, per un’esperienza indimenticabile e immersiva nel cuore della natura.
https://freedome.it/attivita/passeggiata-alpaca-boschi-venasca-cuneo/
Falconeria – Un giorno con Edvige di Harry Potter 
Per i piccoli maghi di casa e per tutti coloro che hanno sognato di ricevere la lettera per Hogwarts, l’esperienza di falconeria è il regalo ideale. In compagnia di rapaci affascinanti, questa attività trasporta nel mondo di Harry Potter, dove il volo dei falchi e delle civette riporta immediatamente all’iconica figura di Edvige. Un giorno da falconiere è un’avventura incantata, perfetta per vivere la magia degli animali da preda.
https://freedome.it/attivita/falconiere-per-un-giorno-cuneo/
Speleologia – La miniera dei nani di Biancaneve

Per i piccoli esploratori e chi è affascinato dai mondi sotterranei, questa escursione speleologica riporta alla mente la miniera dei Sette Nani in Biancaneve. Addentrarsi nelle grotte, scoprendo cavità nascoste e formazioni rocciose, è come esplorare un universo sotterraneo ricco di meraviglie e misteri. Un’esperienza che farà vivere a tutti la magia della scoperta.
https://freedome.it/attivita/escursione-speleologica-grotte-carsiche-tana-che-urla/

Tarzaning – Ritrova lo spirito di Tarzan
Per chi vuole ritrovare l’anima avventurosa e un po’ selvaggia di Tarzan, il Tarzaning è l’attività ideale. Tra funi, ponti sospesi e carrucole, ci si può muovere tra gli alberi e sfidare la gravità, in una giornata che farà riscoprire il bambino che è in ognuno di noi. Un’esperienza adrenalinica che unisce la gioia del movimento alla bellezza della natura, ideale per un Natale diverso e all’insegna del divertimento.
https://freedome.it/attivita/esperienza-tarzaning-lago-maggiore/
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Freedome è il primo portale di esperienze outdoor in Italia con oltre 4.000 attività all'aria aperta disponibili in tutto il paese, offre un'infinita gamma di avventure guidate dai migliori professionisti del settore. La missione è quella di rendere la ricerca e la prenotazione delle avventure outdoor facile e immediata, permettendo di vivere momenti indimenticabili. Che si stia cercando l'adrenalina del raftin, l'incanto di un giro in mongolfiera, la libertà del volo in parapendio, la serenità di una passeggiata a cavallo o il brivido di un'escursione in quad. Con Freedome si trova l'avventura su misura: + di 4.500 attività disponibili + di 1.500 operatori professionali selezionati + di 200.000 indimenticabili avventure vissute.
Siamo anche una società benefit, consapevoli del nostro impatto sulle comunità locali. Collaboriamo con piccoli operatori, spesso situati in zone rurali, promuovendo uno stile di vita sano e attivo. Crediamo che le esperienze outdoor possano non solo arricchire la tua vita, ma anche contribuire al benessere delle comunità che ci ospitano.
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via Cavour, 2
Parco Scientifico Tecnologico ComoNext
22074 – Lomazzo (CO)
Italia
La Sagra del Cavalluccio annuncia il Natale a Cingoli e, sul Balcone delle Marche, è gran festa!
La Sagra del Cavalluccio annuncia il Natale e a Cingoli - sul Balcone delle Marche - è gran festa!
Il dolce tipico cingolano apre il periodo delle festività natalizie e diviene occasione ideale per conoscere uno dei Borghi più belli d’Italia.
Non ci troviamo nelle remote gelide lande finlandesi, in quel di Rovaniemi, fiabesca casa di Babbo Natale, ma al centro dell’ondulata distesa di morbide colline che disegnano l’entroterra marchigiano, un dolcissimo paesaggio dominato da Cingoli, uno dei Borghi più belli d’Italia che grazie alla sua panoramica posizione è denominata il “Balcone delle Marche”.

In questo periodo la città è avvolta in magiche atmosfere che proiettano l’ospite in un caldo clima di festa! Infatti, l’ideale inizio delle festività natalizie a Cingoli è rappresentato dalla Sagra del Cavalluccio, un tradizionale evento che ha il suo culmine nel fine settimana dell’Immacolata, sabato 7 e domenica 8 dicembre.

Comune di Cingoli, Grand Tour delle Marche e Istituto alberghiero “G. Varnelli” rivolgono un invito a compiere un dolce viaggio nel territorio cingolano alla scoperta di una tipicità locale che rappresenta appieno il senso di genuinità, sapiente scelta delle materie prime e saggezza popolare, tre qualità sintetizzate proprio nel Cavalluccio, un tipico dolce locale che affonda le sue radici nelle tradizioni contadine ed è preparato con ingredienti che le donne di Cingoli, da generazioni, dosano con diverse sfumature da casa a casa. Una tradizione sempre viva che rende questa prelibatezza, tipica del periodo invernale, un vero e proprio patrimonio gastronomico del territorio. 
Un weekend di festa per entrare “con dolcezza” nel clima natalizio accompagnati dal Mercatino dei Cavallucci, da show cooking ed animazione a cura delgruppo folk “Balcone delle Marche”. A sottolineare l’importanza di questa specialità per la città, anche la terza edizione del concorso “Il Cavalluccio della Vergara”.
Per tutto il periodo natalizio e fino al 25 gennaio, Cingoli propone un intenso programma di accoglienza ideato per soddisfare visitatori e turisti in cerca di esperienze immersive nell’autenticità di una comunità locale ricca di tradizioni ed identità: presepi che animano le varie zone della città, luminarie che accendono di colori vie e piazze, concerti che proiettano gli ospiti nell’atmosfera natalizia, commedie dialettali, rappresentazioni teatrali, presentazioni di libri e tante iniziative dedicate ai bambini. Un vero e proprio villaggio di Babbo Natale, in terra marchigiana, che resta aperto per quasi due mesi!
La Sagra del Cavalluccio è tappa storica del Grand Tour delle Marche, promosso da Tipicità ed Anci Marche. Tutte le informazioni su eventi ed iniziative per vivere il Natale di Cingoli su www.tipicita.it

A grande richiesta Langosteria a St. Moritz, ha appena riaperto!
Il ristorante, prestigiosa location nel cuore dell’Engadina, ripropone la sua terza stagione invernale, offrendo ancora una volta l'inconfondibile qualità della cucina Langosteria nell'incantevole atmosfera delle Alpi Svizzere.
Langosteria St.Moritz si trova a Chesa Chantarella, una suggestiva baita di montagna con un’ampia terrazza con accesso diretto alle piste del comprensorio sciistico del Corviglia. Circondata da un panorama mozzafiato e caratterizzata da un ambiente caldo e accogliente, è facilmente raggiungibile sia in funivia che in auto.

Il design degli interni si distingue per un raffinato equilibrio tra tradizione e modernità, con il legno protagonista che conferisce al ristorante un’estetica avvolgente e armoniosa. Le pareti, arricchite da oblò con mosaici raffiguranti simboli della tradizione gastronomica di Langosteria, aggiungono un tocco artistico distintivo, mentre l’illuminazione crea scenari intimi ed eleganti. Gli spazi sono pensati per offrire una varietà di esperienze: dalla sala principale, impreziosita da ampie vetrate che incorniciano la vista sulle montagne, al salottino privato, fino all’ampia terrazza outdoor, cuore pulsante della struttura, perfetta per godere della magia del paesaggio alpino. Il ristorante offre la possibilità di riservare aree dedicate per eventi privati, rendendo Langosteria St. Moritz la cornice ideale per vivere momenti indimenticabili
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Grazie a una selezione accurata delle migliori materie prime provenienti da tutto il mondo, la cucina di Langosteria unisce la raffinatezza della tradizione italiana a un approccio innovativo e cosmopolita, creando un’esperienza unica e sofisticata. Nel menù, gli immancabili signature dishes (piatti che identificano lo chef) si alternano a proposte gastronomiche peculiari studiate ad-hoc per St Moritz.

Alla guida del ristorante l’Executive Chef Antonio D’Ambrosio e il Restaurant Manager Gianluca Penna.
L’offerta culinaria è arricchita da una selezione di vini pregiati ed etichette ricercate curata da Valentina Bertini, Corporate Wine Manager del Gruppo.
Langosteria St. Moritz rinnova anche per questa stagione la collaborazione con Deodato Arte, galleria rinomata per la sua collezione di artisti moderni e contemporanei di fama internazionale, con un forte focus sulla cultura Pop, Street e Urban. Una selezione di opere d’arte, curata su misura, sarà esposta all’interno del ristorante, arricchendo l’esperienza del fine dining (esperienza sensoriale unica) con un dialogo creativo tra arte e gastronomia d’eccellenza. Questo incontro tra sapori raffinati e arte iconica dà vita a nuove narrazioni, trasformando l’atmosfera raffinata e accogliente di Langosteria in una vera e propria galleria d’arte vivente.
Langosteria fondata nel 2007 da Enrico Buonocore, si è imposta come una realtà leader nel mondo fine dining. Il brand propone una cucina raffinata incentrata sull'eccellenza, unendo la tradizione ad un approccio contemporaneo, caratterizzata dai migliori ingredienti di mare, provenienti da ogni parte del mondo. Langosteria è più di un ristorante, è la celebrazione di una ricerca continua di qualità e ospitalità, dove la cura per il dettaglio parte dalla cucina per arrivare alla tavola, creando delle esperienze indimenticabili. Il Gruppo oggi conta sette location, quattro a Milano, una a Parigi al settimo piano dell’hotel Cheval Blanc Paris e due destinazioni leisure: Paraggi e St Moritz. Langosteria continua la sua espansione internazionale, con nuove aperture programmate a Londra, Porto Cervo e Miami.
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www.langosteria.com
Nuova apertura della Galleria Leòn di Leonardo Iuffrida con la mostra “Flemish Flair”
In occasione della nuova apertura, la Galleria Leòn - di Leonardo Iuffrida - presenta la mostra “Flemish Flair” di Camilla Di Bella Vecchi e Marco Gualdoni.
La città di Bologna è pronta ad accogliere la Galleria Leòn, diretta da Leonardo Iuffrida: un innovativo spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea. Situata in pieno centro, la galleria si distingue per offrire ampia varietà nei generi e nei temi trattati, prestando particolare attenzione alla fotografia e alle espressioni artistiche che usano il corpo come principale strumento di comunicazione.
Venerdì 6 dicembre 2024 alle 18.30, la Galleria Leòn aprirà ufficialmente le porte al pubblico, invitando appassionati d’arte, collezionisti, addetti ai lavori e professionisti del settore a scoprire un’esperienza artistica unica nel suo genere.
La galleria è a carattere commerciale ed è caratterizzata da due anime: una sezione che comprende un archivio fotografico composto da un’accurata selezione di scatti vernacolari (fotografie trouvè di autori anonimi) dall’Ottocento a oggi, insieme a foto vintage di grandi autori americani di nudo maschile e cultura queer, tra cui Bob Mizer (1922-1992) e Bruce of Los Angeles (1909-1974); e una seconda sezione dedicata a mostre temporanee, con esposizioni di opere e artisti emergenti.




In occasione dell’apertura, il fondatore Leonardo Iuffrida presenta la doppia personale “Flemish Flair” di Camilla Di Bella Vecchi e Marco Gualdoni, due fotografi italiani il cui stile richiama alla memoria le atmosfere degli artisti fiamminghi.
Flemish Flair offre al pubblico l’opportunità di immergersi in un tempo e uno spazio lontani, in cui riecheggiano le atmosfere nordiche dei grandi pittori fiamminghi del Quattro-Cinquecento, quando una nuova luce apriva lo sguardo ad orizzonti di speranza e progresso. Tra porzioni di corpi umani che emergono da sfondi notturni, oggetti scintillanti e visioni arcane e sospese, nelle opere di entrambi i fotografi la luce scivola sulla superficie di persone, oggetti e tessuti, offrendone una resa quasi tattile. È una luce potente che apre le porte ad un mondo ideale, utopico e immaginifico, che solo la fotografia può rendere credibile. Grazie a giochi di riflessi, bagliori e accostamenti enigmatici, l’osservatore – con la mente e lo sguardo – ha il potere di plasmare un mondo fatto di bellezza e mistero.
Camilla Di Bella Vecchi si concentra sulla figura femminile e sulla grazia della gestualità delle mani. Realizza i suoi scatti quasi sempre attraverso l’utilizzo del suo stesso corpo, richiamando frammenti, momenti e scene che si ispirano a grandi capolavori della storia dell’arte.
Marco Gualdoni si focalizza sulla figura maschile e sulla costruzione di dimensioni enigmatiche. Il corpo dell’uomo, celebrato nel rispetto della visione classicista della bellezza, si fonde con elementi floreali e scultorei, venendo destrutturato fino a diventare un tutt’uno con l’architettura degli oggetti.
La mostra sarà visitabile fino al 15 febbraio 2025.
Il pubblico, inoltre, avrà l’opportunità di ammirare un’ampia selezione di fotografie vernacolari: ritratti, scatti di viaggi e di vita quotidiana, realizzate da persone comuni. Fotografie originariamente destinate a un uso personale o familiare, spesso dimenticate in album, archivi e collezioni private. Immagini che non nascevano come opere d’arte ma che, grazie alla loro bellezza, meritano di essere celebrate come autentici capolavori. Questi scatti possiedono anche un elevato valore storico-documentale, trasformandosi in veri e propri portali verso il passato, attraverso i quali è possibile osservare mode, stili, usi e costumi di epoche lontane e recenti. L’osservatore ha la possibilità di ridare loro nuova vita attraverso la propria immaginazione, conferendo nuova essenza a momenti che altrimenti sarebbero stati sommersi nell’oblio del tempo. E il collezionista diventa il nuovo custode di quel personale immaginario di cui la foto si fa finestra.
Completano il contesto espositivo le fotografie dei Maestri Bob Mizer e Bruce of Los Angeles, due tra i più importanti rappresentanti della Physique Photography, genere che si affermò tra l’inizio del XX secolo e gli anni ’60 del Novecento, concentrandosi sull’esaltazione della muscolosità di corpi maschili atletici.
Bob Mizer è considerato uno dei pionieri di questa forma d’arte per aver unito esplicitamente nudità, attività fisica ed erotismo, e per aver proposto i suoi scatti ad un pubblico di massa costituito da solo uomini, in tempi in cui l’omosessualità era osteggiata e la censura imperversava. É grazie a Physique Pictorial (1951-1990), considerata una delle prime riviste gay, che il nudo maschile uscì da accademie e circoli ristretti, per diventare oggetto non solo da studiare ed emulare, ma anche da desiderare. Le sue fotografie con ragazzi della porta accanto, dotati di una prorompente sensualità, hanno guadagnato riconoscimenti internazionali, passando nel 2013 anche per le prestigiose sale del Museo d’Orsay e del MOCA di Los Angeles.
Bruce of Los Angeles diede un tocco patinato al genere della Physique Photography, combinando sapientemente maestria tecnica con tocchi di glamour hollywoodiano. Sotto la sua lente, cowboy e uomini nudi fotografati all’aperto sono diventati divinità dall’eterna bellezza. Le sue opere sono state esibite presso Wessel + O’Connor Fine Art nel New Jersey nel 2008 e alla Stephen Cohen Gallery di Los Angeles nel 2012.
Un corner della Galleria sarà dedicato alla vendita di riviste indipendenti e pubblicazioni d’epoca da collezione.
Il 6 dicembre l'apertura della Galleria Leòn in via Galliera 42/A a Bologna, con il fondatore Leonardo Iuffridache presenta la doppia personale “Flemish Flair” di Camilla Di Bella Vecchi e Marco Gualdoni, due fotografi italiani il cui stile richiama alla memoria le atmosfere degli artisti fiamminghi.
Ingresso gratuito

Galleria Leòn Via Galliera 42/A, Bologna
Preview per i giornalisti: 6 dicembre ore 17.00
Inaugurazione al pubblico: ore 18.30
ORARI: Da martedì a sabato 10.00 – 12.30 / 16.00 – 19.30
www.gallerialeon.com
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/galleria.leon/
La XVIII Latta Loison si veste di scozzese Tartan per il Natale 2024

Quest’anno la Latta Limited edition “diventa maggiorenne” e Sonia Pilla per l’occasione ha creato una collezione ispirata allo stile scozzese.
Cinque motivi di Tartan unici per cinque irresistibili gusti di panettone nella latta da collezione: Classico AD 1476, Regal Cioccolato, Mandarino, NeroSale e Pera Cioccolato.
IL FASCINO RETRÒ DEL TARTAN PER LA LATTA XVIII LIMITED EDITION
La Latta XVIII Limited Edition è un omaggio di Sonia Pilla, moglie di Dario Loison e Art Director per Loison Pasticceri, allo "Scottish Style", ispirato ai suoi ricordi d'infanzia. Da bambina, infatti, Sonia indossava spesso la gonnellina in kilt, un cappellino con il pompon e camicette tutte in stile scozzese. Per lei, questi ricordi evocano l'inverno, con il tartan che richiama alla mente anche la tappezzeria degli alberghi di montagna di una volta, uno stile che preannuncia l'arrivo del Natale.
Sonia ha realizzato 5 diversi motivi per la Latta a tiratura limitata: avorio, blu notte, verde pino, bordeaux e tortora. Tutte le grafiche geometriche di linee e quadri che costituiscono i cinque diversi stili di Tartan della Latta 2024 sono progettate e realizzate interamente a firma Sonia Design. La maniglia in cordoncino di raso dorato richiama i colori della corona d'Avvento che incornicia il logo Loison sul coperchio della latta. Questo dettaglio non è casuale: proprio come la corona d'Avvento viene apposta sulla porta di casa come segno di benvenuto, così anche nel mondo Loison simboleggia accoglienza e buon auspicio.
DA 18 ANNI UNA LATTA A TIRATURA LIMITATA DA COLLEZIONARE
La Latta è un Must Loison da collezionare, realizzata a tiratura limitata da 18 anni ininterrotti. Aprendola e scartando la carta velina (filigranata con frammenti della tradizione pasticcera Loison) ecco apparire il Panettone: dapprima alla vista, poi con il suo inebriante profumo e poi al gusto. Anzi 5, i più golosi Loison: Classico AD 1476, forte di 72 ore di lievitazione naturale e ricco di uvette succose e scorze candite di arancia di Sicilia e Cedro di Calabria; Regal Cioccolato, un vero piacere per gli amanti del cioccolato fondente; Mandarino: un'esplosione di freschezza con canditi di mandarino tardivo di Ciaculli, presidio Slow Food; NeroSale: una combinazione intrigante e sofisticata unisce il gusto intenso del cioccolato fondente con una farcitura di crema di caramello al burro salato; Pera Cioccolato, un’accoppiata classica (ma sempre irresistibile) tra teneri canditi di Pera e un blend personalizzato di cioccolato del Sudamerica.

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DOLCIARIA A. LOISON Srl
SS. Pasubio, 6 Costabissara VI Italy
Tel: +39 0444 557844
www.loison.com
Premio alla carriera a Marco Caprai, vero esperto di vini
Si è tenuta nei giorni scorsi, nella suggestiva cornice della cantina di Eataly a Monaco, la presentazione del Falstaff Weinguide 2025 e tra i momenti più emozionanti della serata c’è stata la consegna del Premio alla Carriera a Marco Caprai – umbro di Foligno, sessant'anni, è amministratore delegato dell'azienda vitivinicola Arnaldo Caprai e la sua scelta etica gli era già valsa, lo scorso anno, il riconoscimento “Welcome. Working for refugee Integration” assegnato da dall'Unhcr, l'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati -
«È un riconoscimento bellissimo, che premia un impegno lungo 40 anni non solo mio, ma di tutti i nostri collaboratori», sottolinea Marco Caprai, orgoglioso.
Dal suo primo numero nel 1980, Falstaff è diventata la più importante rivista nella comunicazione enogastronomica, travel e design nei Paesi di lingua tedesca ed è per questo che il Premio alla Carriera assegnato a Marco Caprai ha un grande valore internazionale.
«Il lavoro di Falstaff è fondamentale per colmare un’importante lacuna nella comunicazione del vino, in Italia e non solo. Ricevere questo premio da voi è un onore» ha commentato Caprai durante la premiazione.
Nelle pagine della Falstaff Wein Guide Italien 2025 dedicate al Premio alla Carriera assegnato all’imprenditore umbro, si legge:
“Premio alla carriera, per me? Ma non sono ancora così vecchio, ha detto Marco Caprai quando gli abbiamo comunicato la notizia del suo premio. Sì, di solito riconoscimenti di questo tipo vengono assegnati alla fine di una lunga carriera lavorativa. Con i suoi 60 anni, Marco Caprai non è sicuramente alla fine della sua attività creativa. Ma nei quasi quarant'anni dedicati al vino, ha realizzato qualcosa di straordinario. Il nome di Marco Caprai e della cantina Arnaldo Caprai a Montefalco, in Umbria, è indissolubilmente legato al Sagrantino di Montefalco. Il Sagrantino è considerato la varietà d'uva con il più alto contenuto di tannini al mondo e negli anni '70, a causa della sua bassa resa e della struttura generosa dei suoi vini, era quasi caduto nell'oblio. Caprai ha riportato in auge il Sagrantino. In origine, però, tutto era iniziato in modo molto diverso. Marco aveva studiato scienze politiche e non aveva molto a che fare con il vino e la viticoltura. Tuttavia, c'era la tenuta Val di Maggio, che suo padre, l'imprenditore tessile Arnaldo Caprai, aveva acquistato all'inizio degli anni '70. Dopo qualche esitazione, Marco iniziò comunque a lavorare nella tenuta e si occupava inizialmente soprattutto della gestione. Ma presto fu colto dall'ambizione”.
Colpa del Sagrantino, varietà attorno alla quale circolano ancora oggi molti miti. «Tradizionalmente – prosegue Falstaff – il Sagrantino veniva spesso vinificato come vino dolce con una dolcezza residua evidente. La dolcezza permetteva di ammortizzare la struttura massiccia dei tannini. Il risultato era un affascinante gioco tra dolcezza e note amare, un vino dolce opulento che sicuramente doveva abbinarsi alla perfezione a molti piatti medievali. Ma il Medioevo era finito, i vini dolci non erano più di moda e tutti volevano vini secchi e soprattutto economici. Marco Caprai, però, non si lasciò scoraggiare, piantò Sagrantino e iniziò a produrre Sagrantino secchi e potenti. Negli anni '90 tutti chiedevano vini di potenza, e il Sagrantino era il vino del momento. Con il suo Collepiano conquistò gli esperti di vino e nel 1996 alzò ancora l'asticella con il Sagrantino 25 anni. Ma Marco Caprai fu abbastanza lungimirante da capire che il boom sarebbe finito. Con entusiasmo, quindi, lavorò per rendere il Sagrantino più raffinato ed elegante. Nel 2015 chiamò Michel Rolland a Montefalco per questo scopo. Rolland ha sviluppato una vinificazione integrale specifica per il Sagrantino, che ha permesso di dare al vino più frutta e di rendere i tannini un po' più morbidi. Ma niente paura: il Sagrantino non è certo diventato un vino facile e ruffiano».
L'espressione più significativa della vinificazione integrale secondo Falstaff «si trova nello Spinning Beauty, che si distingue per un profumo fine con molta frutta, e al palato offre tannini impressionanti, ma scorre comunque morbido».

AZIENDA AGRICOLA ARNALDO CAPRAI IN SINTESI: poche altre cantine in Italia e nel mondo vengono identificate immediatamente solo citando il nome della denominazione a cui appartengono, come la Arnaldo Caprai, simbolo essa stessa del Sagrantino di Montefalco. Una realtà unica, sinonimo di eccellenza italiana, capace di creare vini fuori dal comune per profondità, eleganza e longevità: non solo rossi, ma anche bianchi. Il merito di questa avventura iniziata alla fine degli anni Settanta è di Marco Caprai, figlio di Arnaldo. È stato lui, infatti, più di chiunque altro a credere nella ricchezza del Sagrantino, reinterpretandolo in chiave moderna, attraverso i più innovativi metodi di produzione e di gestione aziendale, che gli hanno permesso di conquistare così i favori del pubblico e della critica di tutto il mondo. Non da meno i bianchi: il Grecante Arnaldo Caprai, 100% Grechetto, è riuscito a conquistare la Top100 di Wine Spectator. Una grande azienda, la Arnaldo Caprai, che custodisce un’anima green, considerando fondamentali le tematiche riguardanti la sostenibilità, la tutela e la salvaguardia dell’ambiente. Il punto di osservazione resta sempre lo stesso: cercare di comportarsi in armonia con i cicli evolutivi naturali, preservando e valorizzando il territorio in cui si opera. Per questo l’azienda ha deciso di creare un Sistema di Gestione Ambientale conforme alle normative internazionali, sviluppando un protocollo volontario territoriale di sostenibilità ambientale, economica e sociale del processo produttivo. È in questo contesto senza pari, che nascono vini di indimenticabile stoffa, complessi ed eleganti, capaci di raccontare il meglio di tutta una regione, l’Umbria.
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Località Torre, 1 Montefalco PG Italia
Tel. +39 (0)742 378802 Fax: +39 (0)742 378422
www.arnaldocaprai.it
Olio Evo, scoperte le ragioni per cui fa bene, ma non tutti i consumatori ne sono consapevoli...
Il 26 novembre, è la Giornata mondiale dell'Olivo, una speciale ricorrenza proclamata in occasione della 40esima Conferenza Generale dell'Unesco nel 2019 da una proposta del Libano e della Tunisia, per celebrare e conoscere l'albero originario del Mediterraneo e i suoi prodotti.
Nel contempo a Milano, presso l’Università degli Studi, conferenza: “Olio d’oliva: quando la scienza è da servire a tavola”.
Presentato presso l’Università di Milano uno studio promosso dalla Fondazione ETS - Istituto Nutrizionale Carapelli, che rivela i meccanismi genetici responsabili degli effetti salutistici dell’olio extra vergine di oliva, assieme ad una ricerca condotta sui consumatori che dimostra che gli italiani, in particolare i più giovani, non ne conoscono i benefici e ne consumano quantità insufficienti.
Dalla tavola rotonda di studiosi e istituzioni, emerge con forza l’esigenza di una maggiore informazione per i consumatori, attraverso una divulgazione più integrata basata sulla scienza, a partire dall’etichettatura, l’educazione alimentare nelle scuole fino alla formazione dei medici di base.

La ricerca scientifica ha ampiamente dimostrato che l’olio extra vergine di oliva fa bene. L’ultima conferma arriva dallo studio “Effetti benefici dell’olio extra vergine di oliva: meccanismi molecolari coinvolti”, presentato oggi presso l’Università degli Studi di Milanodurante la conferenza “Olio d’oliva: quando la scienza è da servire a tavola”, da cui è emerso che le diete arricchite con olio Evo ad alto contenuto di polifenoli si associano a un profilo metabolico più sano.
Nonostante le numerose evidenze scientifiche sugli effetti salutistici dell’olio Evo, però, i consumatori sono poco informati sull’argomento. A dimostrarlo una survey* condotta dall’Istituto Nutrizionale Carapelli - Fondazione ETS, che rivela come oltre il 46% degli italiani non conosca i dettagli relativi ai benefici di questo alimento, tanto che il 35% ne utilizza meno di 2 cucchiai al giorno, quando invece gli esperti consigliano di impiegarne almeno 3-4. Ed è proprio con l’obiettivo di colmare queste lacune, più accentuate nelle fasce d’età più giovani, e di promuovere una corretta cultura alimentare, che l’Istituto Nutrizionale Carapelli ha organizzato la conferenza, per promuovere un incontro fra scienza e informazione, mettendo in luce i miglioramenti e le aree di intervento per una maggiore consapevolezza dei cittadini.
Promossa dall’Istituto Nutrizionale Carapelli - Fondazione ETS e condotta dall’Università di Milano, in collaborazione con quelle di Perugia, Padova e Napoli, la ricerca presentata oggi ha dimostrato che le diete arricchite con olio Evo ad alto contenuto di polifenoli, come quella mediterranea, determinano un profilo metabolico più sano, con un effetto positivo sul peso corporeo e un netto miglioramento del profilo glicemico e quindi una riduzione del rischio di diabete. Si tratta dunque di un valido alleato per contrastare l’obesità e le sue gravi complicanze, come il diabete di tipo 2 e le patologie dismetaboliche.
“I risultati della nostra ricerca, oltre a essere significativi di per sé, costituiranno una base per avviare nuove indagini e giungere a nuove fondamentali scoperte, che potranno certamente espandere le nostre conoscenze sui benefici di una adesione sempre più diffusa e corretta alla dieta mediterranea per la prevenzione delle malattie legate all’invecchiamento e all’obesità”, ha affermato il responsabile della ricerca, il professor Enzo Nisoli dell’Università degli Studi di Milano.
Tuttavia, i meccanismi oggetto dello studio sono poco noti al pubblico, tanto che secondo l’indagine circa il 24% degli italiani non sa cosa siano i polifenoli, percentuale che sale al 50% circa nei giovani under 25. Ecco perché nel corso dell’evento è stato presentato un approfondimento sulle caratteristiche e proprietà dei polifenoli a cura del Professor Maurizio Servili, dell’Università degli Studi di Perugia e membro del Comitato Scientifico dell’Istituto Nutrizionale Carapelli Fondazione ETS.
Come migliorare dunque le conoscenze dei consumatori? Una ricca Tavola Rotonda, moderata dalla Dott.ssa Elisabetta Bernardi, nota divulgatrice scientifica, ha evidenziato le tre aree principali: l’etichettatura, l’educazione alimentare e il ruolo dei medici di base.
Visto che oltre l’80% dei consumatori dichiara di leggere le etichette, sarebbe importante che queste veicolassero informazioni sui benefici salutistici. Come spiegato dalla Prof.ssa Maria Lisa Clodoveo dell’Università degli Studi di Bari e Membro del Comitato Scientifico dell’Istituto Nutrizionale Carapelli Fondazione ETS, tuttavia, l’iter di approvazione dei claim salutistici è molto complesso e l’unico claim autorizzato - “I polifenoli dell’olio di oliva contribuiscono alla protezione dei lipidi ematici dallo stress ossidativo” – risulta poco comprensibile, come evidenziato anche dalla survey, secondo cui oltre il 30% degli italiani non sa cosa significhi questa frase.

Il gap conoscitivo dei consumatori, in particolare dei giovani, è quindi da colmare anche attraverso l’educazione. Sul tema è intervenuto il Dr. Roberto Copparoni, Ministero della Salute - Direzione Generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione, che ha posto l’accento proprio sull’importanza dell’educazione alimentare come strumento di prevenzione. “La salute necessita dell’azione coordinata di diversi attori sociali: istituzioni, università, consumatori, industria, grande distribuzione. In questo contesto l’educazione alimentare rappresenta lo strumento più importante, che consente di rendere coscienti i giovani sui rischi di cattive abitudini alimentari”.
Fondamentale inoltre il contributo dei medici di famiglia, primi naturali interlocutori della vita quotidiana dei cittadini, come ha ricordato il Dr. Claudio Cricelli – Società Italiana di Medicina Generale: “Il supporto del medico di famiglia ad un uso corretto dell’olio di oliva costituisce un elemento da sviluppare e perfezionare attraverso una informazione sistematica, utilizzando il suo ruolo di educatore della salute dei cittadini attraverso la diffusione delle continue evidenze scientifiche che confermano gli effetti positivi dell'olio Evo all'interno di una corretta educazione alimentare della popolazione del nostro Paese”.
Maggiore informazione ai consumatori quindi, ma è fondamentale che sia un’informazione corretta, basata sulla scienza. Per questo il Comitato Scientifico della Fondazione ha prodotto un compendio che riunisce tutte le più recenti evidenze scientifiche sui benefici dell’olio Evo presentato dal Prof. Francesco Visioli dell’Università degli Studi di Padova e Membro del Comitato Scientifico stesso. Il documento, supportato da un’ampia e autorevole bibliografia, è stato distribuito a tutti gli intervenuti e verrà diffuso presso medici, nutrizionisti, istituti scolastici e divulgatori scientifici per promuovere una migliore, più ampia e corretta educazione alimentare.
“La mission dell’Istituto Nutrizionale Carapelli Fondazione ETS è promuovere la conoscenza e il consumo di quel prodotto straordinario che è l’olio extra vergine d’oliva, valorizzandolo in tutti i suoi aspetti. Per questo il lavoro del Comitato Scientifico, che ringrazio per l’impegno e la professionalità, è così prezioso. Un team interdisciplinare che si dedica costantemente per dare un forte contributo in termini di evidenze scientifiche e fornire elementi a supporto della comunicazione” ha affermato Bruno Seabra, Presidente dell’Istituto Nutrizionale Carapelli Fondazione ETS, in apertura dei lavori.
“L’alimentazione è cultura e la cultura è prevenzione - ha dichiarato il Prof. Michele Carruba, dell’Università degli Studi di Milano e Presidente del Comitato Scientifico dell’Istituto Nutrizionale Carapelli Fondazione ETS. “L’Istituto Nutrizionale Carapelli si prodiga per promuovere la ricerca e il dibattito scientifico, ma soprattutto per la divulgazione diretta, con cui vogliamo aggiungere vita agli anni e promuovere una prevenzione che crei benessere per la popolazione. Pur non essendo un farmaco, l’alimento è assunto quotidianamente e può avere effetti sullo sviluppo, la prevenzione e la terapia di molte malattie non trasmissibili, come l’obesità, le malattie cardio-vascolari, il diabete di tipo 2 e molti tumori”.
*Indagine quantitativa CAWI condotta per Istituto Nutrizionale Carapelli su un campione di 1.000 intervistati
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About Istituto Nutrizionale Carapelli
Nato nel 2001 come centro studi promotore di ricerche nell’ambito dell’olio (in particolare extra vergine di oliva), nel 2004 l’Istituto Nutrizionale Carapelli si completa di un Comitato Scientifico, costituito da alcuni degli studiosi del settore più rilevanti a livello internazionale. Da allora l’Istituto Nutrizionale Carapelli sviluppa in partnership con università e istituti di ricerca italiani e stranieri diverse ricerche sull’olio di oliva sotto ogni aspetto: chimico, sensoriale, agronomico, tecnologico estrattivo, umanistico, farmacologico, biochimico, nutrizionale; partecipa ad alcuni importanti convegni scientifici, firma articoli su riviste specializzate.

www.istitutonutrizionalecarapelli.it
(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)




























Insieme a Casu, oltre a Luca Miuccio, anche lo chef Dionisio Randazzo del ristorante Nunziatina di Taormina, gli chef di Hosh, Enrico Giuffrida e Andrea Di Prima, e il pastry chef del Grand Hotel San Pietro Luca Cammaroto. 
L’associazione Il Faro famiglie oltre la disabilità nasce nel 2020 dall’idea della sua presidentessa, Claudia Condorelli, con lo scopo di aiutare famiglie con bambini “speciali” ma anche normodotati con problematiche particolari e oggi conta 70 famiglie associate.



























