Ogni venerdì sabato e domenica “Lanterne nel Bosco”, un’esperienza per tutti, grandi e piccoli, tra realtà e leggenda
Ogni venerdì sabato e domenica “Lanterne nel Bosco”, un’esperienza per tutti, grandi e piccoli, tra realtà e leggenda ...e su prenotazione anche negli altri giorni
(date e prenotazioni su: www.visitzoncolan.com)
Quando il sole tramonta e la montagna si tinge di ombre, il bosco si risveglia in un’atmosfera unica e suggestiva. “Lanterne nel Bosco”, l’esperienza proposta da Visit Zoncolan fra i monti della Carnia in Friuli Venezia Giulia, è molto più di una semplice escursione guidata: è un viaggio nel cuore della notte, guidati solo dalla calda luce delle lanterne a petrolio e dalla magia delle storie che la montagna custodisce da secoli.
Un’esperienza per tutti, grandi e piccoli, tra realtà e leggenda, nel bosco che circonda la medievale Torre Moscarda a Paluzza (ph. Nemas Gortam.jpg) si avanza nel silenzio del bosco, tra il fruscio delle foglie e i versi dei rapaci notturni, la guida accompagna il cammino con racconti affascinanti: storie di viandanti e contrabbandieri che un tempo attraversavano questi sentieri al buio, leggende di spiriti della montagna, delle aganis, misteriose creature che abitano le sorgenti, e delle cjanas, le donne selvatiche che secondo la tradizione aiutavano i pastori nei momenti di difficoltà. 
Per i bambini, la notte nel bosco diventa una favola da vivere in prima persona. Attraverso piccoli giochi e racconti interattivi, i più piccoli scopriranno i segreti della natura notturna: perché gli alberi sembrano sussurrare al vento? Chi lascia quelle piccole impronte sul sentiero? E davvero ci sono occhi che brillano nel buio?
L’itinerario si snoda tra radure segrete e sentieri nascosti, dove il chiarore delle lanterne danza tra i tronchi degli alberi e il cielo stellato regala momenti di pura meraviglia. Un’occasione unica per riscoprire la natura in un modo diverso, lontano dalla luce artificiale e dal rumore della quotidianità.
Al termine dell’escursione, la magia continua con una degustazione di prodotti tipici della Carnia, tra formaggi di malga, dolci tradizionali e una bevanda calda che scalda il cuore dopo il cammino nella notte.
Il percorso di “Lanterne nel Bosco” fa parte del progetto “Il Bosco nel Borgo – Il Borgo nel Bosco”, finanziato dal Bando PNRR, che valorizza il legame tra natura, cultura e comunità locali. Questo sentiero rappresenta un ponte tra il passato e il presente, unendo la bellezza incontaminata del bosco alla storia dei borghi che lo circondano. L’iniziativa mira a riscoprire antichi cammini e tradizioni, offrendo esperienze immersive per abitanti e visitatori. Attraverso escursioni guidate, narrazioni e attività sensoriali, il progetto invita a vivere il territorio in modo autentico e sostenibile. Un viaggio tra natura, memoria e identità, per far rivivere il cuore della montagna. Un’esperienza che tocca l’anima, un tuffo nel passato, una notte di emozioni tra la natura e la magia delle antiche storie.

Informazioni:
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Rete d'imprese Visit Zoncolan
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Dal lunedì al sabato
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dalle 14.00 alle 18.00
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(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)
Festa del papà: la box zeppole "fai da te"di Fabio Tuccillo
Il Bakery chef dedica un dolce ed originale pensiero a tutti i papà: non la solita box: nel rispetto della tradizione e mixando ingredienti di alta qualità, il Bakery chef Fabio Tuccillo, rende omaggio a questa festa con i suoi piccoli capolavori di gusto. In particolare, con la Zeppola di San Giuseppe, che, nella sua versione classica, è uno dei dolci più antichi ed amati, caposaldo della tradizione italiana. 
Ed il Bakery chef la propone non solo nella versione classica, venduta singolarmente presso la Tuccillo Bakery o anche sull’e-shop tuccillobakery.it, ma anche in una divertente variante: la Box Zeppole di San Giuseppe. Ogni scatola contiene 6 zeppole grandi, freschissime, pronte per essere farcite; una sac à poche con crema pasticciera artigianale, morbida e ricca di gusto, per una farcitura perfetta (500gr); un vasetto di amarene succose e dolci, ideali per completare le zeppole con un tocco di freschezza.
La Zeppola è un simbolo della nostra cultura, ma è anche un dolce che richiama ricordi d’infanzia e momenti speciali, perfetto da gustare durante il pranzo della Festa del Papà o come dolce conclusione di una giornata di festeggiamenti. Oggi, grazie all’idea del Bakery chef Tuccillo, rappresenta anche un’opportunità per riunire l’intera famiglia attorno al tavolo, creando ricordi indimenticabili. Ogni fase della preparazione sarà, infatti, un momento di allegria, che coinvolgerà grandi e piccini, in un’attività che celebra il legame familiare.
“È importante per tutte le famiglie dedicare un momento speciale alla preparazione di dolci delizie, stando a casa e riscoprendo così insieme l’amore per la cucina e la gioia dello stare insieme” - afferma Fabio Tuccillo - “Invito tutti a prendersi una piccola pausa dalla vita frenetica che ci travolge ogni giorno, per riassaporare la gioia di un attimo di condivisione con i propri cari, che diventerà un ricordo prezioso da custodire”.


Umberto I Street, 179
80034 Marigliano NA
Tel: 081 519 10 85
Cell: 380 698 5958
www.tuccillobakery.it
Il Gruppo Fini - con "Le Conserve della Nonna" - alla Mezza Maratona d’Italia!
Il territorio chiama e Gruppo Fini risponde con entusiasmo prendendo parte come sponsor ufficiale alla prima edizione della Mezza Maratona d’Italia, organizzata da Master Group Sport con il supporto tecnico-sportivo da parte dell’ASD La Fratellanza 1874, che si svolgerà il prossimo 30 marzo tra Maranello e Modena. La storica azienda modenese riconferma così la volontà di sostenere le iniziative locali, partecipando attivamente alla I° edizione dell’iniziativa e celebrando la lunga tradizione sportiva della città.
Un percorso veloce tra luoghi iconici, in un ideale parallelismo fra “la corsa” e “il mondo delle corse” che punta a diventare un appuntamento di grande rilievo podistico e non solo. La gara ha l’obiettivo di valorizzare il territorio con la partenza davanti al Museo Ferrari di Maranello e arrivo a Modena in Piazza Roma, attraversando le strade dei comuni limitrofi di Fiorano Modenese e Formigine.
Nasce sotto questi auspici la Mezza Maratona d’Italia, dove la canonica gara sulla distanza dei 21,097 chilometri sarà affiancata da quelle su distanze minori di 10 e 5 chilometri. L’evento mira a ritagliarsi un duplice ruolo: attrattivo nel calendario del podismo italiano, ma anche festa aperta a tutti, appassionati, famiglie e atleti, che potranno vivere una giornata indimenticabile di sport e un'esperienza singolare e mai provata prima d'ora, in quanto avranno la possibilità di attraversare i luoghi simbolo di Ferrari, location normalmente chiuse al pubblico, tra cui il circuito di Fiorano, la fabbrica Ferrari e tante altre location esclusive. Un evento che richiamerà non solo i runner professionisti, ma anche tutti gli appassionati, perché non si tratta di una semplice corsa, bensì di un'avventura irripetibile all'insegna della Velocità e della Passione. 
Gruppo Fini, in qualità di sponsor ufficiale, contribuirà all’iniziativa fornendo un “dolce” omaggio all’interno del pacco gara, che sarà distribuito a tutti i 10.000 partecipanti, oltre che accogliendo con assaggi, giochi e gadget tutti i partecipanti e i visitatori all’interno del proprio stand allestito all’interno del Villaggio Sponsor a Maranello.
Gruppo Fini ha sempre sostenuto le iniziative che valorizzano la comunità locale e la partecipazione a questo evento rappresenta un’ulteriore testimonianza della sua attenzione per il territorio e per lo sport. L’azienda condivide i valori di sostenibilità, benessere e spirito di squadra che l’evento incarna, contribuendo a promuovere uno stile di vita attivo, salutare e partecipativo, in linea con un’offerta di prodotti da sempre rispettosa di queste tematiche.
Inoltre, dal 31 marzo al 29 giugno, “Le Conserve della Nonna” lancia un concorso dedicato ai consumatori.
Ogni settimana, sarà possibile vincere un buono spesa del valore di 100€ semplicemente acquistando due prodotti della linea "Le Conserve della Nonna". Partecipare è facile e veloce! Basta acquistare due prodotti "Le Conserve della Nonna", fotografare lo scontrino e caricarlo sulla pagina web www.incucinaconlanonna.it dedicata al concorso per scoprire subito se si è tra i vincitori settimanali e in quel caso, ci si aggiudicherà un corso annuale di cucina su Club Academy, la più grande scuola di cucina e pasticceria online in Italia, con corsi tenuti da chef stellati. Nei weekend, alcune sedi selezionate di ipermercati ospiteranno isole promozionali con degustazioni e assaggi.

Il Gruppo Fini SpA, società 100% italiana di proprietà di Holding Carisma, è una storica realtà produttiva dell’alimentare. FINI è un marchio di pasta fresca che rappresenta in Italia e nel mondo tutto il gusto della tradizione emiliana in cucina. Dal 1912 ad oggi l’originaria salumeria-gastronomia di Modena si è trasformata in un moderno pastificio che conta oltre 100 dipendenti ed esporta i suoi prodotti in 30 Paesi nel mondo, sempre all’insegna di tradizione, territorio e qualità. Le Conserve della Nonna, nell’ampia gamma di referenze tipiche di tutte le regioni italiane, offre passate, sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, con la sicurezza di un grande gruppo industriale.

NON SOLO BUONO
Sede legale: Via Confine, 1583 Ravarino (MO)
Amministrazione: Via Albareto, 211 Modena
Villach – e la Carinzia – davvero attraente l’offerta turistica per l'imminente primavera e la prossima estate
Con la primavera ormai alle porte e la stagione estiva che seguirà, è tempo di cominciare a pensare alla destinazione per godersi al meglio le belle giornate e rilassarsi. La zona turistica di Villach – Lago di Faak e Lago di Ossiach – in Carinzia a pochi chilometri dal confine italiano di Tarvisio, con il suo territorio unico e ricco di luoghi da scoprire, è la destinazione ideale per rilassarsi nella bella stagione e vivere emozioni uniche.
Per gli amanti della natura, dell’attività all’aria aperta e dell’avventura, la zona turistica di Villach offre tante proposte adatte a tutti: dagli amanti dell’adrenalina a chi preferisce un ritmo più lento, e ancora a chi è curioso di scoprirne la storia, il cibo e i luoghi. È la meta ideale per chi viaggia da solo o in coppia, insieme agli amici o in famiglia, dove l’ospitalità e la grande attenzione per gli ospiti sono le peculiarità principali.

Per cosa è famosa Villach?
A Villach c’è da vedere lo Schillerpark, il parco, con aiuole sempre fiorite e busti scultorei, anche sede del più grande plastico di paesaggio in Europa: un rilievo in scala, di 182 mq, che rappresenta tutta la Carinzia. Inoltre, da considerare che la città offre più di 130 eventi unici con tradizioni locali e internazionali. Non ci si annoia mai!
E naturalmente non ci si annoia di sicuro a tavola….

Quali sono i piatti tipici della Carinzia?
Cosa mangiare? Ecco i principali piatti tipici da assaggiare:
Gailtaler speck: è un prodotto IGP della salumeria montanara ottenuto con carne di suini di razza indigena (Large White e loro incroci, Duroc e incroci provenienti da programmi di allevamento riconosciuti della Carinzia).
Kärntner Brettljause: è un trionfo di salumi e formaggi locali, un viaggio nei sapori della Carinzia! Si tratta di un tagliere composto dalle specialità carinziane accompagnate da sottaceti e salse artigianali.
Kärntner Osterjause: prosciutto, uova, rafano e carne di renna, tradizionale piatto pasquale in attesa del Sabato Santo…
Kirchtagssuppe: è la “minestra dei giorni di festa”; è una zuppa “ecclesiastica” di cui si trovano già tracce negli scritti del XVII secolo…
Pane di Lesachtal: è un pane fresco, croccante e assolutamente da assaggiare anche perché squisito e pure nominato patrimonio culturale dall‘UNESCO!
Sasaka: antico spuntino dei boscaioli della Val Canale (nei comuni di Malborghetto, Pontebba e Tarvisio in provincia di Udine, ma anche di Carinzia e Slovenia). A base di lardo e pancetta stesa di suino sottoposti a speziatura di sale e pepe e bagnati con vino dove è stato posto a macerare aglio bianco; il tutto asciugato e affumicato, viene macinato insieme a cipolla cruda tritata, poi ben amalgamato si confeziona in vasi di vetro o in tubetti; infine è consumata spalmata su fette di pane di segale (e con ricotta acida, come antipasto).
Kärntner Nudeln: quasi il piatto nazionale della Carinza, è un piatto a base di ravioli con il ripieno di patate, ricotta ed erbette e questa è solo una delle tante varianti della tradizione locale.
E infine, Polenta: fritta, grigliata o al cucchiaio, la polenta è il piatto povero sempre ottimo nelle preparazioni di carne (costine di maiale, salsiccia, pollo e coniglio) ma anche di selvaggina come cervo o capriolo e pesce (anguilla merluzzo, baccalà e seppie o moscardini) ma forse l’abbinata più gustosa è con il classico, semplice ragù (di carni varie, pomodoro, soffritto di odori vari e vino bianco).
Inoltre, tanta verdura: carciofi, agretti, carote, asparagi, cavolo verza, puntarelle, cicoria, cavolfiore, valeriana, piselli, fave, indivia, ravanello, rapa e porro; e frutta: fragole, limoni, cedro, arance, pompelmi, kiwi, pere e mele.
Sempre a livello gustativo, a Villach, dal 27 luglio al 3 agosto p.v. nell’ambito della Sagra di VillacherKirchtag, andrà in scena la tradizionale “Festa della birra”, quest’anno giunge all’ottantesima edizione, per tutti, per giovani e adulti e per tutti i gusti.

E cosa si beve?
La produzione vinicola carinziana viene da una “recente storia” di circostanze, purtroppo, tutte avverse: fino a metà del secolo scorso, vigneti aggrediti dalla peronospora e altre malattie fungine, annate sfavorevoli, raccolti scarsi, unitamente a dazi doganali e tasse troppo alte, annichilirono l’enologia locale. Poi con tanta buona volontà, un tal Herbert Gartner piantò delle viti nei terreni più adatti della valle del Lavanttal e così dall’inizio dell’anno 2000 il vino della Carinzia è rinato. Nel 2011 sono state prodotte per la prima volta più di 100mila bottiglie e oggi, se ne imbottigliano più di 500mila da uve di Sauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Bianco, Zweigelt, Donauriesling e di
Moscato in fiore (questo particolarmente apprezzato e vincitore di diversi premi). Oggi, grazie anche all'Associazione dei viticoltori della Carinzia (fondata nel 2003) le viti sono curate in modo molto professionale e le produzioni di ottima qualità, ben apprezzate.
Oggi le produzioni più conosciute e apprezzate si trovano ai piedi del castello di Glanegg (circa due ettari a Sauvignon, Chardonnay, Pinot, Zweigelt, Donauriesling e Moscato) e nella tenuta vinicola del castello di Taggenbrunn (40 ettari) dove si trova l'impianto di lavorazione del vino più moderno dell'Austria che produce circa 200mila bottiglie all’anno. Il punto forte non è solo il vino del castello, che viene premiato ogni anno, ma la linea "Taste of Time", con il Gemischter Satz (vino di 20 vitigni diversi le cui uve sono pressate e vinificate insieme) e lo spumante Jacques Paagnier.
Il castello di Taggenbrunn è anche uno degli “hotel del vino” della Carinzia che oltre alla cantina comprende, un negozio di prodotti agricoli, un ristorante Heurigen, un granaio tardo-gotico per eventi (in particolare, matrimoni) e appunto l’hotel. Dal 2020, il castello ospita anche il nuovo Festival di Taggenbrunn: rassegna musicale dalla classica, al jazz, al contemporaneo, con gran programma variegato e star come Thomas Quasthoff, Tobias Moretti e Mark Seibert.

Come arrivare:
In treno: ogni giorno collegamenti diretti con le maggiori città italiane (es. Milano, Venezia, Udine, Trieste, Bologna, Firenze, Roma). Per dettagli e approfondimenti: www.obb-italia.com
In auto: per pianificare il viaggio consigliamo di utilizzare il cerca percorsi sul sito ufficiale della regione di Villach www.visitvillach.at.

Informazioni turistiche per il pubblico (in italiano):
Region Villach Tourismus GmbH
Peraustraße 32 Villach, Österreich
Tel.: +43 / (0)4242 / 42000
0FN171412b I LG Klagenfurt
www.region-villach.at
La colomba pasquale, come e perché. E il premio “Migliore Colomba Artigianale” dalla Puglia arriva in Campania...
La Pasqua è un tripudio di dolci lievitati come la pigna laziale, la fugassa veneta, la pizza marchigiana o la pinza triestina e il bensone emiliano. Tutti dolci ottimi da mangiare così, in purezza, ma che possono diventare ancora più ricchi se accompagnati da salse o creme, ma la protagonista assoluta della Pasqua, è lei: la colomba! Dunque è importante sapere qual è la più buona…
Ci ha pensato Massimiliano Dell’Aera, ideatore del concorso “Divina Colomba” (come anche del “Mastro Panettone”, nonché titolare di “Goloasi” (leggasi Golòasi) portale di riferimento per le pasticcerie e gelaterie italiane) quando ha radunato la giuria – Eustachio Sapone, Antonio Daloiso, Alessandro Bertuzzi, Paolo Caridi, Beniamino Bazzoli e Domenico Lopatriello – che ha valutato gusto, texture, aroma e qualità delle colombe esibite dai concorrenti pastry chef e pasticceri da ogni dove, che si sono ritrovati a Bari, nell’ambito della Mostra internazionale enoagroalimentare Levante Prof, per vincere il titolo della migliore colomba artigianale, tradizionale, al cioccolato e salata.
A giochi fatti, passaggio di testimone da Vito Saccente di Palo del Colle (BA) vincitore della prova del 2024, a Giacomo Balestra di Sorrento che con due “colleghi”, ha fatto il “Triplete partenopeo” della “Divina Colomba 2025”. Massimiliano Dell’Aera ha consegnato i premi, meritatamente conquistati, nelle mani, appunto di Giacomo Balestra (Panificio Azzurro Margiù di Piano di Sorrento NA) per la colomba “tradizionale”, in quelle di Antonio Masulli (Caffè Masulli 1927) di Somma Vesuviana (NA) per quella al “cioccolato”e di Luigi Avallone (Pasticceria F.lli Avallone) di Quarto (NA) per la categoria “colomba salata”.
Tutte di pasta colore giallo e consistenza giustamente elastica e soffice, le colombe del concorso sono state giudicate per profumo, morbidezza e sapore, valutate anche per il minor numero possibile di additivi e per gli ingredienti essenziali di base: farina di frumento, scorze d'arancia candite (arancia, sciroppo di glucosio, zucchero) burro (latte) zucchero, tuorli d'uova fresche di categoria A, lievito madre naturale (frumento) miele, malto, sale, bacche di vaniglia naturale del Madagascar e pure per le glassature - realizzate con base di albume d’uovo e zucchero, guarnite con mandorle e granella di zucchero, aggiunta di nocciole o anacardi, armelline (semi all'interno del nocciolo dell'albicocca e della pesca) con farina di riso, o mais o frumento, zuccheri, amidi, cacao, oli vegetali, aromi naturali, emulsionanti e conservanti come acido sorbico e sorbato di potassio; infine sono stati preferiti i prodotti in cui era indicata la quantità di mandorle contenute e considerate le varianti e gli assortimenti proposti per accontentare tutti i palati. Un po’ come il panettone e il pandoro - anche se con numeri di molto inferiori - la colomba, dal copywriter tutto italiano, presenzia le festività pasquali proponendosi in mille varietà e mille gusti diversi: dal pistacchio, al cioccolato, al gianduia e cremino, al cranberries, al caramello e ancora albicocca, sottobosco, limoncello, tuttuvetta, senza considerare quelle “pannose” agli odori da bakery e all’effetto “mou” ovviamente oltre a quella “classica” (con canditi o senza) e alla “salata” (col guanciale). Poi molte colombe sono state presentate come “dedicate a…”: alla via Francigena, con crema all’oro rosso della Val d’Orcia e sciroppo leggermente alcolico e quella intitolata ai Templari con farcitura realizzata al “caffè dei poveri”, la cicoria.


La colomba pasquale è il dolce che simboleggia la pace e l'amore ed è il simbolo della Pasqua di Gesù Cristo; c’è anche quella a forma di “campana” (in pasta di zucchero) che alluderebbe proprio alla resurrezione. Due sono le vicende che narrano gli albori di detto dolce tradizionale: per i più “credenti”, la storia narra che fu San Colombano - monaco evangelizzatore celtico irlandese, noto per aver fondato da abate numerosi monasteri e chiese in Europa (l'ultima fondata in Italia, a Bobbio PC) - che, invitato dalla regina dei Longobardi, Teodolinda a un sontuoso pranzo in periodo di quaresima, per rispettare l’astinenza dalle carni prevista per tale momento e, comunque “andare di magro”, si presentò con una pagnotta dolce, molto sobria, a forma di colomba… L’altra storia, vuole che Alboino re dei Longobardi (quello che costrinse Rosmunda a bere nel teschio del padre ucciso…) durante l'assedio della città di Pavia, che durò circa tre anni e terminò proprio poco prima del periodo pasquale, ricevette in dono dalla popolazione del luogo un pane dolce a forma di colomba, proprio in segno di pace. La GDO, distribuisce le colombe in joint venture con gli stessi produttori: Paluani per mezzo di Conad, Maina per Coop e Carrefour, Bauli, con il marchio Ca’ Dolce, per Despar.

C’è anche la colomba “Magnum”
“Magnum” di Loison è la colomba pasquale classica in formato da 2kg (2000g.) avvolta in un incarto trasparente di grande effetto, è una produzione limitata, perfetta per le grandi occasioni come banchetti, feste aziendali ed eventi. La Colomba Magnum è un dolce a pasta morbida, come da vecchia tradizione, ottenuto solamente da lievito madre e lenta lavorazione artigianale (72 ore). La sua forma irregolare ovale ricorda, appunto, una colomba. La pasta, soffice e ben alveolata, è arricchita da scorzoni di arance di Sicilia canditi. La superficie è ricoperta da glassa decorata con granella di zucchero e mandorle. La Colomba Classica Loison è il dolce pasquale “senza tempo” dal morbido impasto che mantiene la sua sofficità grazie alla lievitazione naturale.


Come si degusta?
La colomba è sempre contenuta in un sacchetto di cellophane trasparente che permette di guardarla (per attivare la salivazione, l’acquolina…) estratta, la liberiamo dallo stampo che la avvolge, prima ai lati, poi alla base (il così detto “pirottino” che ne protegge il fondo dal calore diretto durante la cottura) poi (trattenendola con una forchetta di servizio da 2 o 3 rabbi) la si taglia (col coltello da pane seghettato) per tutta la lunghezza, dopo di che, si tagliano le “ali” quindi, tagliandola trasversalmente, si ottengono fette di uguali dimensioni. Tra marzo e aprile, la temperatura ambiente è già adatta per gustarne appieno tutto il sapore, ma ancora meglio si può “stemperare” con un veloce passaggio al forno ventilato (o velocissimo al microonde) per portarla in tavola a 30° circa, grado di calore che permette di esaltare al meglio gli aromi del burro e della vaniglia...
Cosa ci beviamo?

I delicati sapori della colomba, arricchiti dai canditi, non sono troppo spinti e quindi vanno esaltati da vini (passiti e/o mossi) come lo Zibibbo passito, liquoroso anche bio, elegante vino da dessert caratterizzato da intense note di agrumi e zagara, o come il Moscato d'Asti Docg 2021 delicatamente dolce, leggiadro e aromatico, ma è ottimo anche un Malvasia sempre passito, cristallino e consistente che inebria con il contrasto fresco-sapido e il tono spiccatamente dolce,
mai stucchevole – ma un Picolit Docg dei Colli Orientali del Friuli, di colore oro lucente che all’olfatto dà dolci note di fichi secchi, datteri albicocche appassite, mango, marzapane, miele di castagno e crema catalana, che in bocca è dolce, cremoso, seducente, dalla persistenza lunga e coerente – o un onesto Passito di Pantelleria Doc – che si presenta di colore giallo dorato tendente all'ambrato che al naso esprime profumi caratteristici e molto intensi di frutta gialla, frutta secca e miele e in bocca è dolce, aromatico e riconferma le sensazioni percepite al naso – saranno comunque graditissimi a chiunque verranno offerti! Per chi preferisse i “brut”, cosa meglio di un Cartizze Dry Valdobbiadene Docg: brillante, giallo paglierino con riflessi verdognoli, persistente, a grana minuta; complesso e fine, con sentori di pera abate, fiori di tiglio e glicine, forte e spiccato profumo di mandorla; intenso, fine ed elegante, ricorda la sensazione di mela e pera matura. Le colombe all’amarena e al cioccolato, sposano volentieri un vino rosso corposo, tannico (anche da meditazione) un vino complesso, morbido e vellutato, con un grado di alcolicità abbastanza elevato e che quindi risulti “caldo” all'assaggio e… cin cin!
P.S.: naturalmente ci sono anche fruitori di colomba astemi o chi comunque non beve vino: per loro, è consigliato un abbinamento con caffè e/o tè e/o tisana aromatica, con poco (o meglio niente) zucchero…

Goloasi
Via Vincenzo Diomeda, 10 Turi (BA)
Tel.:+39 080205 0073
I gioielli ittici dell’Alaska dal 15 marzo nel menù dei “ristoranti selvaggi”
Gennaio è stato il mese del “Wild Alaska Seafood ” un mese ricco di eventi, di promozioni, di video con ricette raccontate da noti influencers del food, della nutrizione e dello sport ma, soprattutto, è stato un mese dedicato al senso di responsabilità, a quella sostenibilità che, per il pescato dell’Alaska, rappresenta una priorità assoluta grazie una legge del 1959 entrata nella Costituzione. Tutti le specie ittiche nascono e crescono libere, nutrendosi nelle acque incontaminate dell’Oceano Pacifico dell’estremo nord. Sono ricche di Omega 3, acidi grassi polinsaturi a catena lunga, considerati veri e propri alleati della salute. La consistenza è soda e compatta per il salmone e morbida per il carbonaro, conosciuto anche come gindara o black cod.
Dal 15 marzo, per un mese, l’operazione continua con RISTORANTI SELVAGGI DELL’ALASKA con la partecipazione di 9 ristoranti che fanno parte dell’AIRG, l’Associazione Italiana Ristoratori Giapponesi che promuove la cucina del Sol Levante attraverso eventi e degustazioni. Nove famosi chef giapponesimetteranno in menu salmone selvaggio, carbonaro e ikura dell’Alaska, a conferma del gusto, della versatilità e della naturalità di questi straordinari pesci.


ECCO I RISTORANTI, I PIATTI IN MENU, MAIL DI CONTATTO E SITO INTERNET
FINGER’S GARDEN (Milano) info@fingersrestaurants.com - www.fingersrestaurants.com - Tempura di shiso con king crab, ikura e salsa ponzu; Bis Mayo no Miso: Salmone selvaggio e capasanta scottati su mayo di miso con asparagi, rapanelli e daikon marinati in aceto di riso; Robata di capasanta e black cod in salsa teriyaki; Samuiroll: Salmone selvaggio e fiore di zucca in tempura all’interno avvolti da capasanta, Salmone selvaggio, ikura e japanese dressing;Finger’s Giò: gunkan di salmone selvaggio e ikura + gunkan con ceviche di King Crab in lamina di cetriolo.
KOKORO (Milano) kokororistorantegiapponese.it – kokororistorantegiapponese@gmail.com - Gindara no nitsuke, stufato con dashi sake, zucchero, mirin, soia e zenzero fresco; Tartare di salmone rosso, condito con succo yuzu, yuzukosho, sale olio evo e ikura.
MAMBO TONY SUSHI (Varallo Sesia) 348 7901480 whatsapp - www.menuconte.it/mambosushi -Alaska Ikura Gunkan, bocconcini di riso sushi, alga nori, ikura marinata in salsa ponzu; Alaska shake nigiri, bocconcini di riso sushi con salmone.
MIKACHAN (Roma) 338 1737246 whatsapp– www.mikachan.it - Avvolgente Gindara: marinato in miso, sake, zucchero e scorze yuzu; Perle del mare d’Alaska: marinato in soia, sake e mirin; Salmone: intenso con fumo e agrumi.
OSAKA (Milano) ristoranteosaka.milano@gmail.com - www.milanoosaka.com - Yakizakana Set: salmone alla griglia in un menù completo; Sake ikura don: riso da sushi ricoperto con salmone e ikura: Gindara Saikyoyaki: carbonaro dell’Alaska marinato al miso e grigliato.
POPOROYA (Milano) info@poporoya.it – www.poporoyamilano.com - Ikura gunkan: bocconcini di riso sushi, alga nori e ikura;
SHIRO (Milano) info@poporoya.it - www.ristoranteshiro.it - Gunkan nigiri ikura: bocconcini di riso sushi, ikura marinato nella soia, alga nori; Gindara saikyoyaki: carbonaro marinato con miso, sake, mirin e zucchero, alla piastra.
VIEW LIVE (Milano) robysushi@hotmail.com – viewrestaurant.it - Ikura Vanity cuori di ikura in teriyaki e aceto balsamico, con piccolo onigiri; Alaska Flower rosa di salmone selvaggio con tartare bianca, daikon e peperosa; Nigiri ebi botan di gambero rosso con testa in tenpura; Carbonaro mantecato con cipolla caramellata e olive taggiasche; Tenpura di Granchio Reale alla catalana con pomodori freschi.
ZERO (Milano) zeromagenta@me.com – www.zero-milano.it - Carbonaro marinato in crema di miso; Sushi e Sashimi di ikura in purezza; Roll di Salmone affumicato con salsa al mango, pepe e wasabi; Tartare di salmone con ikura e gelée di ponzu.
Un’occasione unica per farsi prendere per la gola! 
L’Alaska Seafood Marketing Institute (ASMI) è l’associazione interprofessionale che rappresenta l’industria della pesca dell’Alaska. Ha la propria sede a Juneau, in Alaska, e uffici a Seattle, Barcellona, San Paolo, Parigi, Londra, Tokyo e Pechino. L’ASMI promuove il consumo di prodotti del mare dell’Alaska attraverso programmi di formazione, di ricerca, pubblicitari e promozionali nei suoi principali mercati.

(a cura di Gianluigi Veronesi)
All’Ipseoa “Vespucci” di Milano la prima edizione di “Cibo, Vino e Ospitalità”
Incontri di alta formazione per le studentesse e gli studenti del biennio e triennio all’istituto professionale per i servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera milanese di via Valvassori Peroni. Al via l’11 e il 12 marzo 2025 scorso la prima edizione di “Cibo, Vino e Ospitalità”, la rassegna che il “Vespucci” ha organizzato al fine di offrire ulteriori momenti di approfondimento alle studentesse e agli studenti in relazione al mondo del food&beverage e dell’ospitalità.
Presenti chef, operatori del settore dell’ospitalità e aziende riconosciute a livello nazionale e internazionale. All’apertura dei lavori, il dirigente scolastico, prof. Luigi Costanzo ha rivolto agli astanti i saluti istituzionali e ha passato la parola al prof. Michele Petrocelli (nella foto) - giornalista di turismo ed enogastronomia - moderatore degli incontri.
Il primo professionista ad intervenire è stato lo chef Lazzaro Cimadoro del Relais Chateaux Castelbigozzi di Monteriggioni (SI) che nella sua masterclass, ha presentato un piatto a base di scampi arrosto, agrumi e finocchi allo zafferano. A seguire, lo chef Franco Sangiacomo dell’Osteria Brolio-Ricasoli di Gaiole in Chianti (SI) che a sua volta ha proposto i tortelli di guancia chianina, crema di patate e pioppini.
Per la sezione sala e vendita è intervenuto con una presentazione di vini e una masterclass del settore dell’accoglienza, Massimo Cimadoro del Relais Chateaux Castelbigozzi di Moteriggioni (SI).
Il giorno dopo, mercoledì 12 marzo, ha visto Gaetano Trovato, 2 stelle Michelin del Relais Chateaux Arnolfo di Colle Val d’Elsa (SI) con il piatto: Piccione Lara Peri, cavolfiore, radicchio tardivo e aceto balsamico. Successivamente, lo chef Giovanni Ciresa, del ristorante-gastronomia PEK di Milano, ha presentato un tortino di panettone alla vaniglia con sorbetto al mandarino e salsa al mascarpone.
A corredo delle masterclass citiamo le diverse imprese che hanno aderito all’iniziativa: l’Azienda Agricola Lara Peri di Montevarchi (AR); il Caseificio Montauro del Consorzio Parmigiano Reggiano di Fontanellato (PR); le Cantine Barone Ricasoli di Gaiole in Chianti e le Cantine Romagnoli di Villò di Vigolzone (PC); e la Compagnia Italiana Sali.
Gli chef sono stati accompagnati nello svolgimento di tutti i loro lavori, dagli studenti e dai docenti di cucina e sala dell’Istituto Vespucci.

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I progetti delle classi: la varietà degli stessi è frutto della collaborazione e della professionalità dei docenti che regolarmente adeguano e calibrano le proprie competenze mettendole a supporto della Scuola – nell'anno scolastico 2022-2023, 1055 studenti in 50 classi –. La scuola conta 7 laboratori di cucina, 4 laboratori di Sala/Bar e 2 laboratori di Accoglienza Turistica. La specificità dell’Istituto “Vespucci” è legata alla volontà di garantire ai giovani studenti una formazione che trasformi la molteplicità di saperi in un sapere unitario, ricco di motivazioni, orientato allo sviluppo del pensiero critico, libero e creativo, al rigore, alla collaborazione. Tutta la progettualità verte orizzontalmente su multiformi tematiche e rispecchia perfettamente la multiforme professionalità dei corsi, altrettanto all’avanguardia con i tempi.

(a cura di Gianluigi Veronesi)
Trentino: primavera sulle piste con tante proposte
Nei due grandi caroselli trentini, per le settimane da marzo a fine stagione, occasioni particolarmente vantaggiose per trascorrere lunghe giornate di sole sciando su piste ancora perfettamente innevate.
Le ore di luce che si allungano nel corso delle giornate, le temperature che diventano più miti: a primavera sciare diventa un piacere imperdibile, dall'alba fino al tramonto. Più tempo da dedicare allo sci, o per partecipare ai tanti appuntamenti in calendario in numerose località, ma anche per concedersi le meritate soste in un accogliente rifugio lungo le piste. È ancora ampia la scelta di destinazioni per i privilegiati delle discese sul morbido “firn” (“nev
ato” neve parzialmente compattata che deriva dalla neve rimasta dalle passate stagioni e che si è cristallizzata) che si forma nelle prime ore della giornata non appena il sole inizia a riscaldare la neve. E i due principali comprensori trentini, Dolomiti Superski e Skirama Dolomiti Adamello-Brenta riservano nel mese di marzo e fino alla conclusione di questa lunga stagione bianca offerte e programmi ad hoc particolarmente vantaggiosi.

In Val di Fassa per uno skitour al giorno
Fino al 28 marzo, ogni venerdì, nelle Dolomiti di Fassa si scia sui tour più belli dei comprensori valligiani - Ski tour Panorama, Lusia, San Pellegrino, Carezza - grazie ai Val di Fassa Weekly Skitour, in compagnia dei maestri delle scuole di sci di Canazei, Campitello, Pozza, Vigo e Moena.
Nei rifugi in quota fra tintarella e grandi panorami
Le giornate che si allungano regalano più tempo da dedicare allo sci, ma anche per partecipare ai tanti eventi in calendario e per concedersi meritate soste in uno dei numerosi e accoglienti rifugi situati lungo le piste.

Dolomiti Ski Jazz e ParadIce Music Festival
Musica calda tra paesaggi innevati: questa l’originale idea che è alla base del Dolomiti Ski Jazz. Dal 7 al 16 marzo 2025, la black music più popolare, il jazz, il funk tornano a far parte del paesaggio invernale delle Dolomiti, con numerosi concerti in locali e rifugi direttamente sulle piste. E fino al 5 aprile 2025 prosegue la terza edizione del ParadIce Music Festival che vedrà protagonisti gli strumenti di ghiaccio nel teatro-igloo a 2600 metri di quota sul Ghiacciaio Presena.

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La risposta alla crisi del personale alberghiero, c'è!
Il futuro passa dalla formazione, la sola in grado di fornire competenze pratiche per migliorare le performance delle strutture, ma anche la posizione lavorativa, rendendo il settore più appetibile
Il settore alberghiero sta affrontando una crisi senza precedenti nella gestione del personale. Tuttavia, la soluzione a questa sfida esiste ed è chiara: investire nella formazione. Secondo il Future of Jobs Report 2024 del World Economic Forum, entro il 2028 il 44% delle competenze chiave dovrà necessariamente evolversi per adattarsi alle nuove tecnologie e alle esigenze del mercato. Ciò significa che il settore dell’ospitalità non può permettersi di restare indietro.

“La formazione è la risposta strategica alla crisi del personale alberghiero e il futuro dell’ospitalità passa proprio da quella, per una serie di svariati motivi che la rendono ormai un requisito fondamentale”. Ne è assolutamente convinto Maurizio Galli, fondatore di Formazione Alberghiera, una scuola di alta formazione del settore turistico ricettivo nata a Verona nel 2018 e divenuta uno dei principali punti di riferimento in Italia per tutti coloro che desiderano una formazione più pratica ed approfondita.
“Nel mondo dell’ospitalità, formarsi continuamente non è un lusso, ma una necessità imprescindibile per rimanere competitivi” spiega Maurizio Galli sulla base dei dati a disposizione. Basta infatti considerare che il 79% dei professionisti ritiene che l’apprendimento continuo sia fondamentale per la carriera (LinkedIn Learning Report 2024). Nel settore alberghiero, il 30% dei giovani talenti cerca opportunità di crescita e sviluppo, un aspetto determinante per la fidelizzazione e la motivazione del personale (Sommet Education, 2024). Entro il 2030, si stima la creazione di 300.000-400.000 nuovi ruoli manageriali nel settore (World Economic Forum).
“Questo significa che le strutture alberghiere devono prepararsi sin da ora per colmare questo gap di competenze” – conferma Maurizio Galli – “Anche perché le aziende che puntano sulla formazione non solo attraggono i migliori talenti, ma migliorano anche il livello di servizio offerto ai clienti, garantendo un’esperienza più soddisfacente e di qualità superiore”.

Affermazioni importanti che si basano su concetto che investire nella formazione oggi significa assicurare il successo della propria struttura domani e sull’esperienza maturata da Formazione Alberghiera, capace di porsi in qualità di partner perfetto per sviluppare il talento del team alberghiero mediante corsi su misura per il settore dell’ospitalità, garantendo una crescita professionale concreta e orientata alle esigenze del mercato.
Formazione Alberghiera è una scuola di alta formazione del settore turistico ricettivo nata a Verona nel 2018 e divenuta uno dei principali punti di riferimento in Italia per tutti coloro che desiderano una formazione più pratica ed approfondita. Grazie ad importanti collaborazioni con Enti bilaterali, Università̀, Fondi interprofessionali, Associazionidi categoria e Federalberghi, Formazione Alberghiera concretizza la vision di eccellenza e di elevato standard qualitativo del suo fondatore Maurizio Galli, creando una squadra di docenti, tutti professionisti ed imprenditori del settore, in grado di andare oltre la teoria, per trasmettere i veri segreti pratici del settore. Formazione Alberghiera è l’unica scuola in Italia del settore a svolgere oltre 3.000 ore di formazione in azienda ogni anno.
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Istria slovena: un magnifico incontro tra verde e blu e lì vicino... bianchi cavalli!
L’Istria slovena è una perla nascosta dell’Adriatico, dove la cultura mediterranea si fonde con l’autenticità slovena. Con le sue pittoresche cittadine cost iere – come Pirano, dall’elegante fascino veneziano - offre un mix perfetto di storia, natura e gastronomia. Le sue colline verdi, punteggiate da uliveti e vigneti, regalano eccellenze enogastronomiche come il sale (Sale & Saline di Sicciole) l’olio extravergine d’oliva (Olio Ronkaldo) e i vini autoctoni Malvasia e Refosco (e i Vini Bordon). La costa, con le sue spiagge curate e le acque cristalline, è ideale per momenti di relax e attività all’aria aperta. Perfetta per un weekend o una vacanza più lunga, l’Istria slovena sorprenderà con la sua autenticità e la sua accoglienza. Di seguito una breve presentazione del territorio e un elenco dei principali eventi dei prossimi mesi fino a fine anno, momento dedicato al famoso Festival degli Spumanti.

Tradizioni marinare, benessere a tutta natura, enogastronomia d’autore, calette e spiagge incontaminate, borghi resi unici dalla loro eredità storico-monumentale a un passo da Trieste. Lì c’è un meraviglioso microcosmo dove il verde prezioso e rigoglioso – come dimensione fisica e come illuminata vocazione alla sostenibilità – della Slovenia si fonde quasi senza soluzione di continuità con tutte le sfumature dell’Adriatico, che qui si rivelano accese e splendenti tra turchesi incredibilmente brillanti e profondi blu cristallini. Questo microcosmo, che in una dimensione non particolarmente estesa racchiude una miriade di tesori di natura, cultura, arte, enogastronomia e tradizioni autentiche e vivissime, si chiama Istria slovena. I chilometri della sua costa sono circa 46 e per capire immediatamente l’intensa brevità di questo pezzo di litorale adriatico poco sabbioso, in molti pezzi selvaggio e reso candido dalle sue falesie a picco sul mare, può essere sufficiente menzionare le svariate Bandiere Blu ottenute dal comune di Pirano (a cui fa capo Portorose, località con l’offerta benessere più completa d’Europa) da Isola e da Capodistria. Importante sottolineare anche che la zona dispone di due approdi certificati dalla Bandiera Blu: la marina di Portorose(la prima della
Slovenia dedicata al diporto) e quella di Isola. In questa porzione di territorio sloveno, forse, come in nessun altro suo tratto, l’Adriatico lascia chiaramente cogliere la sua affascinante eredità che deriva dall’esser stato crocevia tra Venezia e Vienna: punto di partenza per le conquiste della Serenissima; riviera strategica e, al tempo stesso, mondana per l’impero degli Asburgo. E sono proprio questi gli elementi salienti che colpiscono immediatamente chi arriva per la prima volta nei borghi dell’Istria slovena: le tracce del passato veneziano perfettamente armonizzate con quelle della Mitteleuropa, risalenti all’annessione di inizio ‘800 all’Austria-Ungheria, dopo il breve periodo di dominazione Napoleonica conseguente alla fine della Repubblica Marinara di Venezia. E se Trieste e Pola, soprattutto dopo il passaggio del Veneto al Regno d’Italia nel 1866, erano i porti chiave per la Marina Imperiale e i commerci, l’attuale tratto di litorale sloveno era il luogo per lo svago più dolce e la villeggiatura, grazie al suo clima mite e ai già noti effetti benefici della talassoterapia, con elementi naturali unici quali il sale, i fanghi e l'acqua madre delle saline.
La varietà di voci e tracce di passaggi, compreso quello italiano (l’italiano è lingua ufficiale con lo sloveno), è uno degli elementi più particolari dell’Istria Slovena. Per definire un perimetro è interessante partire dalla costa, che occupa la parte più a nord della penisola istriana: inizia subito dopo Muggia, alla periferia est di Trieste e si spinge fino alle saline di Sicciole, al confine con la Croazia, a pochi chilometri da Umago. Come una sorta di triangolo si sviluppa verso l'interno. Oltre alla bellezza di luoghi costieri come Portorož-Portorose, Piran-Pirano, Izola-Isola, la Baia della luna, con le sue candite falesie, la spiaggia di Bele skale (Rocce Bianche) e la città di Koper-Capodistria e Ankaran-Ancarano, si deve tenere presente la particolarità dell’atmosfera che si percepisce immediatamente e che, a una manciata di chilometri dall’Italia, trasporta già verso echi mitteleuropei e che puntano anche, al tempo stesso, al dolce fascino del sud del Mediterraneo. Anche i borghi dell'interno sono piccoli gioielli dove natura, amore per la terra, vivacità delle tradizioni e particolarità architettoniche con vicoli in pietra, antiche chiese ed edifici storici, creano un equilibrio perfetto, reso unico dalla cordialità delle persone: località, per esempio, come Padna, Korte, Marezige e Hrastovlje sono da mettere in agenda per una visita e spesso ospitano manifestazioni molto interessanti che valorizzano eccellenze e tradizioni del territorio. Le prospere cittadine mediterranee slovene sorgono su quelle che oggi sono delle pittoresche penisole, avvolte da calde baie marine, tra spiagge e vecchi porti. Ecco che dunque diventano meta ambita in ogni stagione, anche grazie al loro carattere urbano. Certo è che il periodo tra la primavera e l'estate permette di godere al massimo delle potenzialità di questi luoghi, tra tuffi, macchia mediterranea in fioritura, possibilità di vivere una vacanza più lenta e sostenibile, in bicicletta per esempio o di godere di feste ed eventi dedicati a prodotti e tradizioni, quali, per esempio, la malvasia, l'olio, gli spumanti, gli ortaggi, l'aglio, i cachi e la raccolta del sale. Se si viaggia in quelle zone, da non perdere assolutamente le grotte di Postumia con il castello, Lubiana (Ljubljana), il lago di Bled, con il castello al suo interno, quello di Bohinj, il più esteso lago della Slovenia nel cuore del Parco nazionale del Triglav, nell'abbraccio delle Alpi Giulie.

... e lì vicino... bianchi cavalli
A poca distanza dalla costa slovena a soli 20 minuti di macchina da Trieste e quasi un’ora da Gorica, al confine tra Slovenia e Italia c’è Lipica con il suo tesoro
più importante: la scuderia con allevamento dei cavalli Lipizzani: e qui si apre un mondo… La sua storia risale al XVI secolo, quando i cavalli erano una risorsa importante per la monarchia asburgica che voleva allevare cavalli di razza spagnola e Lipica si rivelò area estremamente adatta perché il posto aveva caratteristiche naturali simili alla regione ispanica e, prima, era la tenuta estiva (abbandonata) del vescovo di Trieste che così diventò la scuderia imperiale centrale. Fin dal 1580 Lipica, nel Carso è considerata la più antica scuderia di cavalli lipizzani al mondo. Nel tempo tante traversie investirono la scuderia - una volta fu anche distrutta da un terremoto – poi detti cavalli furono trasferiti in tutto il territorio dell’ex Austria e dopo la prima guerra mondiale, alcuni restarono a Graz e dopo, la maggior parte tornò nel territorio sloveno. La seconda guerra mondiale rappresentò per Lipica un periodo buio per i tanti rischi corsi: per la minaccia dell’Armata Rossa i cavalli furono trasferiti nella Repubblica Ceca, poi per fortuna, il generale degli Stati Uniti, Patton, si preoccupò di proteggerli. Nel dopoguerra le cose si sistemarono: i cavalli ritornano a Lipica e nel 1963 la Disney dedicò loro un film intitolato “Il miracolo degli stalloni bianchi”. Nel 2002, Lipica venne riconosciuta come la scuderia sede ufficiale della razza Lipizzana gestendo la mandria originaria con il "registro di cavalli". I lipizzani sono equini noti per la loro eleganza e le loro capacità che si possono ammirare oggi proprio a Lipica, durante il memorabile spettacolo e le esibizioni di “dressage” dove è automatico meravigliarsi delle abilità dei Lipizzani della più antica scuola d’equitazione classica, quella di Vienna, che offre un'esperienza completa, davvero unica nel patrimonio naturale e culturale del Carso. I puledri Lipizzani nascono “morelli” (di color nero) e negli anni diventano grigi, poi dai 5 ai 7 anni, definitivamente tutti bianchi. Con i suoi oltre 300 nobili esemplari, l’allevamento di Lipica è la più grande scuderia della razza Lipizzana al mondo. I visitatori possono conoscerli da vicino, accarezzarli, cavalcarli e fare una gita in carrozza lungo i sentieri della tenuta e nei suoi dintorni, o fare passeggiate, correndo o pedalando in mountain bike lungo i sentieri del meraviglioso paesaggio carsico, con i suoi pascoli, i prati ben tenuti e i boschetti di querce o anche, giocando a golf immersi nel verde. Visitando invece Lipikum, si può vedere il museo interattivo dedicato al cavallo Lipizzano e alle carrozze, poi ammirare la galleria d’arte di Avgust Černigoj, stimato pittore che trascorse gli ultimi anni della sua vita a Lipica. Il complesso di Lipica dispone anche di un paio di hotel con ristorante (e casinò) dove si possono gustare le specialità tipiche locali come il prosciutto crudo del Carso e bere il vino “Teran” dal gusto caratteristico e vellutato di colore nero e con sapore estremamente ricco di tannini. Finita la visita di Lipica si può continuare con la scoperta di Štanjel, località sul Carso sloveno abbarbicata su di un colle e circondata dalle mura di un castello (al suo interno c’è un buon ristorante che serve affettati e formaggi tipici con vini locali). Scendendo sul litorale si ritorna alle città di Capodistria e Pirano che portano il marchio indelebile della cultura italiana.
A tavola (da non perdere) 
A colazione si mangia istriano: pane, salame, bacon, formaggio di mucca, yogurt di latte di capra, confettura fatta in casa, frutta secca, miele; tra i primi proposti, gli “žlikrofi di Idrija” pasta simile ai ravioli, con ripieno di patate bollite, erbe aromatiche, cipolla arrostita e ciccioli, in alternativa, gnocchetti al grano saraceno (ajdovi krapi). A seguire: Kranjska klobasa (salsiccia carniolana documentata dal 1896) o salsicce di Cragno, strucoli al formaggio, e patate “in tecia” e altri piatti unici e formaggi locali. A Bled, sono famosi i dolci e i dessert: Slascicarna Zima, Smon pasticcerie e gelaterie, Apropo's Bled, Emazing Cake, Jodlar (Yodeller). Il tutto accompagnato da calici di eccellente vino sloveno – la Slovenia vanta tre regioni vitivinicole e più di 2500 produttori che coltivano uve Riesling Italico e Sauvignon, Traminer aromatico e Moscato Giallo, quindi, soprattutto vini bianchi, dagli aromi fruttati e floreali. Il distretto di Štajerska Slovenija e quello di Prekmurje sono noti per i vini frizzanti – o boccali di birra prodotta dagli artigiani locali – come la Zlatorog pale lager, la più nota del birrificio che opera a Laško da oltre 200 anni (alla spina costa ca 2,50/3.50€ – e infine, sopra a tutto… il Pelinkovac – liquore tipico della zona di confine italo-slovena, ottenuto da infusi di erbe con l’aggiunta di un estratto a base di bitter –. Allora, “Uživajte v obroku” (buon appetito)!



(a cura di Gianluigi Veronesi)
UN ANNO DI EVENTI TRA GUSTO, FESTIVAL MUSICALI DI FAMA INTERNAZIONALE, CULTURA E TRADIZIONI
Una carrellata sugli appuntamenti più importanti dell’anno
Oltre che per la bellezza della natura e dei suoi tesori storico-artistici, l’Istria Slovena è un territorio unico per il suo fitto calendario di eventi che permettono di vivere emozionanti scoperte. È impossibile riassumerli tutti, ma vale la pena fare una carrellata sui più importanti o particolari che mette insieme eventi culturali dall’eco internazionale come il Tartini Festival di Pirano (23 agosto-7 settembre), dedicato al celebre musicista nato a Pirano nel 1692; rassegne enogastronomiche che portano in Istria Slovena cantine di territori e stati diversi come, solo per citare un paio, l’Orange Wine Festival di Isola (25 aprile) o il Festival degli Spumanti di Portorose (26 dicembre). Senza dimenticare gli appuntamenti incentrati sulla valorizzazione dell’inestimabile patrimonio di tradizioni, come l’emozionante Festa dei Salinai; sullo sport, con manifestazioni quali la Maratona podistica (12-13 aprile) e la Maratona ciclistica (11-12 ottobre), aperte ad atleti e amatori; o sul cinema d’autore come il super festival Kino Otok – Isola Cinema (4-8 giugno).
28 marzo-2 novembre: Giornate gastronomiche dal 28 marzo al 13 aprile si terranno le Giornate degli asparagi, dal 23 maggio all’8 giugno 2025 le Giornate della regina sardina, e dal 17 ottobre al 2 novembre 2025 le Giornate dei calamari. Questi appuntamenti fanno parte delle Giornate Gastronomiche dell'Istria Slovena, un'iniziativa che riunisce i migliori ristoratori locali attorno a un tema comune, proponendo nei loro ristoranti e trattorie piatti tematici a base di ingredienti stagionali tipici.
12-13 aprile, Istria Slovena: Maratona Istriana
Una competizione podistica che attraversa le affascinanti località dell'Istria Slovena, con partenza da Ancarano. L'evento offre percorsi adatti sia ai corridori professionisti che agli amatori, permettendo ai partecipanti di immergersi nelle bellezze naturali e culturali della regione. Per informazioni e iscrizioni: https://istrski-maraton.si/it
17–21 aprile, Isola: Izola Spring Cup
Una regata velica internazionale che attira equipaggi di diverse nazioni. Le acque di Isola diventano il campo di gara per velisti che competono in svariate categorie, offrendo uno spettacolo emozionante per gli appassionati di vela e per il pubblico. Ulteriori dettagli sono disponibili su: www.jadralniklub-burja.si
19 e 26 aprile, 3 e 10 maggio, 30 agosto e 6 settembre, Capodistria: I Weekend sul Ciglione
Un festival all'aperto dedicato agli amanti della natura e delle attività ricreative. Il programma include escursioni guidate, workshop tematici e attività culturali, offrendo ai partecipanti l'opportunità di scoprire i paesaggi mozzafiato del ciglione carsico, elemento geologico e paesaggistico di grande rilevanza, che definisce il passaggio tra l'altopiano del Carso e la fascia costiera dell'Istria Slovena. Maggiori informazioni sono disponibili su: https://visitkoper.si/it/il-ciglione-carsico
25 aprile, Isola: Orange Wine Festival
The Orange Wine Festival® è un'ampia rassegna dedicata ai vini bianchi macerati (orange wine) prodotti in modo sostenibile. Negli ultimi dieci anni, il festival di Isola (Slovenia) e Vienna (Austria) ha contribuito allo sviluppo e alla crescente popolarità degli orange wine. Insieme alla Georgia, culla ancestrale della viticoltura, l'area del Nord Adriatico e dell'Europa Centrale è, infatti, oggi una delle regioni più importanti per la produzione di questi vini. L’appuntamento è anche interessante per tracciare le tendenze della produzione in questa nicchia della viticoltura, che rappresenta non solo un indicatore chiave della produzione sostenibile, ma anche un fattore di attrazione per nuovi appassionati di vino attenti alla sostenibilità. Per dettagli sull'evento: www.orangewinefestival.si
25-27 aprile, Pirano: Festa dei Salinai in occasione della festività di San Giorgio
La produzione del sale ha rappresentato un'attività economica fondamentale nella millenaria storia di Pirano, rendendo la Festa dei Salinai uno dei più significativi omaggi alla tradizione, all’identità della città e ai suoi abitanti. Nel 1343, i piranesi scelsero San Giorgio come loro patrono, poiché, secondo la leggenda, avrebbe salvato la città e i suoi cittadini da una tempesta catastrofica. Proprio per questo, l’evento prende il nome di "La Festa dei Salinai in occasione della festività di San Giorgio". La produzione tradizionale del sale, ancora oggi preservata nelle saline di Pirano, con gli stessi procedimenti oltre sette secoli fa, è intrinsecamente ecologica e sostenibile. Le saline, con la loro ricca flora e fauna e i secolari processi estrattivi ancora attivi, rappresentano un prezioso tesoro ambientale e antropologico che insegna come prendersi cura della natura, affinché essa possa, a sua volta, aiutare le persone a curare sé stesse. Informazioni: www.portoroz.si/it/esperienze/eventi/9039-festa-dei-salinai-in-occasione-della-festivita-di-san-giorgio
3-4maggio, Padna: Festa dell'Olio e della Bietola
Una sagra che celebra due pilastri della cucina locale: l'olio d'oliva e la bietola. I visitatori possono partecipare a degustazioni, assistere a dimostrazioni culinarie e acquistare prodotti artigianali direttamente dai produttori. Per informazioni: www.portoroz.si/it/esperienze/eventi/4419-13a-festa-dell-olio-e-della-bietola
16-18 maggio, Marezige: Festa del Refosco
Un evento enogastronomico focalizzato sul vino Refosco, una delle varietà più rappresentative della regione. Il festival offre degustazioni, visite a cantine locali e programmi culturali che celebrano la tradizione vinicola di Marezige.
22-25 maggio, Portorose: Internautica, tra novità del settore nautico e visioni sostenibili
Una fiera nautica coinvolgente e ricca di contenuti, nata con l’obiettivo di presentare le ultime innovazioni e l’attuale offerta del settore nautico. Anche quest’anno, l’evento ospitato dal marina di Portorose sarà incentrato sulla presentazione di nuove imbarcazioni e attrezzature, offrendo inoltre interessanti appuntamenti legati al mare. Come nelle edizioni precedenti, INTERNAUTICA rappresenta un'importante opportunità per l’economia, il turismo e l’imprenditoria slovene. La manifestazione si conferma un catalizzatore di nuove idee da parte dei migliori innovatori del settore marittimo, ispirando soluzioni che mirano a restituire di più al mare, alla Terra e all’ambiente, prendendo di meno. Per informazioni: http://www.internautica.org
24 maggio, Portorose: Rose & Rosè
Un festival che unisce la bellezza delle rose alla raffinatezza dei vini rosati. I visitatori potranno ammirare esposizioni floreali e partecipare a degustazioni di vini in uno spazio suggestivo come Giardino delle Rose di Portorose. L’evento, con la sua particolare atmosfera, rappresenta un gioioso invito a immergersi nella freschezza della primavera. L’occasione è perfetta, inoltre, per sfoggiare eleganti abiti primaverili, cappelli sofisticati e accessori floreali, aggiungendo un tocco di stile alla giornata. Per informazioni: www.portoroz.si/it/esperienze/eventi/9043-rose-rose
24 maggio, Capodistria: anteprima della Settimana dei ristoranti di strada
L’evento coinvolgerà i migliori chef sloveni che prepareranno deliziosi piatti incentrati sulle eccellenze locali.
4 giugno, Pirano: Giro di Slovenia
Prestigiosa gara ciclistica internazionale che vede la partecipazione di ciclisti professionisti di fama mondiale (l’idolo di casa Tadej Pogačar ha vinto alcune delle ultime edizioni). La tappa con partenza da Pirano offre uno scenario suggestivo, con il percorso che si snoda attraverso alcune delle più belle località della Slovenia. https://tourofslovenia.si/en
4–8 giugno, Isola: Kino Otok – Isola Cinema: cinema d’autore in riva al mare
Per il 21° anno consecutivo, il Kino Otok - Isola Cinema International Film Festival porterà a Isola una nuova selezione di film d'autore mondiali, europei e sloveni che conquisteranno gli schermi, le sedi del festival e il pubblico cinematografico. Non solo proiezioni, ma anche incontri, eventi e ospiti internazionali per un appuntamento che nel 2024 ha visto andare in scena 121 film, oltre 20 eventi, 34 ospiti cinematografici e più di 6.000 visitatori. https://kinootok.org/en
13–14 giugno, Isola: Festa delle Olive, del Vino e del Pesce
Un evento che celebra i sapori autentici dell'Istria, mettendo in risalto olive, vino e pesce. I partecipanti potranno degustare piatti tradizionali, assistere a dimostrazioni culinarie e godere di intrattenimento musicale in un'atmosfera festosa. https://visitizola.com/it/eventi/festa-delle-olive-del-vino-e-del-pesce
19 giugno, 24 luglio e 21 agosto, entroterra di Capodistria: Altroke Istra - Gourmet Festival
Nell'entroterra di Capodistria, l'ultimo giovedì di giugno, luglio e agosto torna l'evento culinario di grande successo Altroke Istra Gourmet Festival, che permette di scoprire e gustare le cose più buone di tutta l’Istria Slovena.
23 giugno, Portorose: Matteo Bocelli "Summer Nights"
Il 23 giugno 2025, Portorose si accenderà con la straordinaria performance musicale di Matteo Bocelli, talento di spicco della musica classica crossover, capace di incantare il pubblico di tutto il mondo. Sul palco dell'Avditorij Portorose, nell’ambito del suo nuovo tour europeo Summer Nights, Matteo fonderà magistralmente arie classiche e pop moderno, mettendo in risalto la potenza della sua voce e l'autenticità della sua musica. Dopo essersi esibito in luoghi iconici come la Sydney Opera House, il Colosseo e la Country Music Hall of Fame, l’artista regalerà alla costa slovena un’esperienza indimenticabile, intrecciando melodia, emozione e un flairinternazionale. Organizzato da diversi attori, in collaborazione con l'Auditorium di Portorose e il Comune di Pirano, l’evento riflette l’impegno costante di Portorose e Pirano nella creazione di esperienze culturali di alto livello e dal forte impatto emotivo. Figlio del leggendario Andrea Bocelli, Matteo porta avanti con orgoglio l’eredità musicale della sua famiglia, tracciando al contempo nuove strade per le generazioni future grazie al suo straordinario talento e alla sua profonda passione per la musica. La sua voce inconfondibile, la sensibilità artistica e la forza delle sue composizioni originali promettono una serata capace di ispirare, emozionare e lasciare un’impronta indelebile nel cuore del pubblico. www.portoroz.si/it/esperienze/eventi/9455-matteo-bocelli-summer-nights
26 giugno-6 luglio, Portorose: Campionato Mondiale Optimist
Un evento velistico internazionale dedicato alla classe Optimist, che vede la partecipazione di giovani velisti provenienti da tutto il mondo, sfruttando la capacità delle acque di Portorose di essere il palcoscenico ideale per competizioni emozionanti e spettacolari.
12-13 luglio, Nova vas: Festa del Vino e dell'Aglio
Una sagra locale, in un grazioso borgo contadino dell’entroterra dell’Istria Slovena, che celebra due eccellenze del territorio: il vino e l'aglio. L’aglio di Nova Vas è, infatti, apprezzato per le caratteristiche aromatiche, che lo rendono un ingrediente fondamentale nella cucina locale. La combinazione tra il particolare micro-clima della zona e tecniche agricole tradizionali contribuisce alla qualità distintiva di questo prodotto. Nel corso dell’evento, i visitatori potranno degustare diverse varietà di vini locali e scoprire le specialità culinarie a base di aglio, tra colorati mercatini e momenti di intrattenimento musicale.
Luglio e agosto, Pirano: Le Serate Musicali Piranesi
Da quasi mezzo secolo le Serate musicali di Pirano deliziano gli amanti della cultura slovena e straniera. La manifestazione è nata nel 1978 per rendere omaggio alla vita e dalle opere di Giuseppe Tartini, celebre musicista nato a Pirano alla fine del XVII secolo. Da allora, l’evento è diventato sinonimo di musica classica di alto livello nella splendida atmosfera del chiostro del Monastero dei Frati Minori di San Francesco, antico gioiello architettonico piranese. Il programma prevede emozionanti concerti di giovani talenti e musicisti rinomati.
Luglio e agosto, entroterra di Capodistria e dell’Istria Slovena: Kino Istra
Cinema Istra è un cinema itinerante che porta un originale programma cinematografico e culturale nei luoghi dell’Istria privi di una sala cinematografica. Nei mesi estivi, lo schermo viene allestito sotto il cielo stellato per proiezioni piene di magia dedicate al cinema d’autore. https://kinoistra.eu
Luglio e agosto, Capodistria: Estate con le Perle
Un festival musicale estivo che propone concerti di vari generi, dalle orchestre sinfoniche alla musica pop. Gli eventi si svolgono in diverse piazze e location di Capodistria, animando le serate estive della città.
15-16 agosto, Portorose: Le Notti di Portorose
Un evento festivo che celebra l'estate sulla riviera slovena con spettacoli e musica dal vivo: Le Notti di Portorose offrono intrattenimento per tutte le età in un'atmosfera vivace e coinvolgente.
22 e 23 agosto, Isola: Festa dei Pescatori
Un evento culinario all'aperto che offre specialità di pesce fresco, accompagnate da concerti e intrattenimento. La festa rende omaggio alla tradizione peschereccia della località, mettendo insieme divertimento, ritorno alle antiche tradizioni e attività sportive. Tra le vie del centro e nella zona del molto visitatori potranno prendere parte a esperienze uniche: il battesimo dei vogatori, la regata di barche storiche e le dimostrazioni legale all’artigianato e alle attrezzature da pesca. www.visitizola.com/it/eventi/festa-dei-pescatori
23 agosto – 7 settembre, Pirano: Tartini Festival
Punto di riferimento dell’estate piranese e di tutta la riviera, il Tartini festival è un evento dall’eco internazionale incentrato sulla musica da camera, nato per rendere omaggio al grande musicista Giuseppe Tartini, nato a Pirano alla fine del XVII secolo e autore, tra le altre cose, del celebre “Trillo del diavolo”: fu uno dei maggiori violinisti del suo periodo, molto stimato anche come compositore pre-classico e originale teoretico musicale. Il suo stile fu influenzato principalmente dal maestro barocco Arcangelo Corelli, e Tartini viene classificato come compositore rococò per il frequente uso di trilli e ornamenti di ogni tipo. Oltre a presentare le opere di Tartini, il Festival promuove anche le opere di famosi compositori internazionali e sloveni, nonché i lavori di artisti contemporanei che si ispirano all'arte del musicista piranese. Durante l’evento è possibile ascoltare anche il suono del violino di Tartini, che nelle mani dei virtuosi di oggi continua a suscitare intense emozioni. Straordinaria anche le location: l’antico Convento dei Frati Minori di San Francesco e Casa Tartini, dimora in cui nacque il musicista, affacciata sulla bellissima piazza ellittica di Pirano, che si apre sull’Adriatico. https://tartinifestival.org/it
5-6 settembre, Pregara: Murramundo - Coppa del Mondo di Morra
Un evento che non può lasciare indifferenti: Murramundo è una competizione internazionale dedicata al tradizionale gioco della morra, con partecipanti provenienti da diverse nazioni, che celebra questo antico gioco di abilità e riflessi, promuovendo la cultura e la tradizione locali.
12-18 settembre, Isola: Giornate della cucina veneziana
Un posto speciale tra gli eventi culinari dell’Istria Slovena aspetta alle Giornate della Cucina Veneziana, in programma dal 12 al 28 settembre 2025. Questa iniziativa, inaugurata lo scorso anno, celebra il profondo legame storico tra Isola e Venezia, riportando in tavola i sapori autentici della tradizione veneziana, che hanno lasciato un segno indelebile nella gastronomia istriana. www.visitizola.com/it/sapori/giornate-della-cucina-veneziana
13 settembre, Capodistria: Altroke Sladka Istra – Dolce Istria Gourmet Festival
Se si è in cerca di qualcosa di dolce, l'evento Altroke Sweet Istria rappresenta un'opportunità imperdibile. Si tratta del festival internazionale dedicato ai dolci e ai prodotti dolciari ed è tra i più importanti di tutta Slovenia. Organizzato ogni anno alla fine di settembre a Capodistria, svolge un ruolo significativo nella tutela e nella reinterpretazione delle tradizioni dolciarie del passato, promuovendo approcci innovativi, moderni e creativi nel settore della pasticceria e della produzione dolciaria. L'evento offre anche la possibilità di scoprire specialità provenienti dall'estero, ampliando così l'orizzonte gastronomico dei partecipanti. https://visitkoper.si/it/eventi-list
11–12 ottobre, Capodistria - Isola: Maratona Ciclistica Istriana
Questa manifestazione è il più grande evento ciclistico ricreativo in Istria, caratterizzato da un ambiente unico, percorsi variati adatti a tutti i livelli di preparazione, panorami spettacolari e un ricco programma di attività collaterali. I tracciati disponibili sono tre: il Corto (15 km, dislivello 50 m), ideale per chi desidera godersi una pedalata senza particolari difficoltà lungo le piste ciclabili locali; il Medio (48 km, dislivello 660 m), pensato per ciclisti amatoriali che vogliono immergersi nella natura e ammirare i suggestivi panorami dell'entroterra istriano; il Lungo (78 km, dislivello 1.260 m), un percorso più impegnativo che, con le sue salite, rappresenta una sfida anche per i più allenati. https://www.istrski-kolesarskimaraton.si/marathon.html
7–9 novembre, Isola: Obala Ultra Trail...
...powered by I FEEL SLOVENIA è un evento sportivo all’aperto di alto livello che celebra l’Istria Slovena attraverso un’indimenticabile esperienza di trail running, su diverse lunghezze (11, 17, 35, 64, 108 km). Con l’obiettivo di far conoscere la bellezza del territorio alla comunità internazionale degli amanti della corsa, offre un’opportunità unica per esplorare i suggestivi sentieri della regione. Più che una semplice competizione, l’evento rappresenta un’occasione per incontrare appassionati di corsa provenienti da tutto il mondo, immergersi nella rigogliosa natura dell’Istria Slovena, ammirare panorami spettacolari e assaporare le eccellenze gastronomiche locali. www.obalaultratrail.si/it/#
14-16 novembre, Strugnano: Festa dei Cachi
La Festa dei Cachi di Strugnano celebra questo frutto autunnale con un mercatino di prodotti del territorio, degustazioni di dolci e liquori a base di cachi, e passeggiate guidate nei frutteti. L'evento celebra la bellezza e la biodiversità del paesaggio istriano, reso ancora più suggestivo dai tramonti autunnali, le cui calde sfumature richiamano il colore intenso dei cachi. Questi frutti, coltivati nella zona della riserva naturale di Strugnano, sono rinomati per la loro dolcezza, per la polpa morbida e il sapore ricco, reso unico dal microclima locale e dai fertili terreni vicini al mare. https://www.portoroz.si/it/esperienze/eventi/8772-22a-festa-dei-cachi-a-strugnano
15 novembre, Capodistria: San Martino nei Palazzi di Capodistria
Evento dedicato alla celebrazione di San Martino, patrono del vino. Durante la giornata si svolgono degustazioni nelle cantine e nelle piazze di Capodistria, con rievocazioni storiche e intrattenimento musicale. Perfetto per chi vuole scoprire le tradizioni vitivinicole della zona. https://visitkoper.si/it/
28 novembre, Capodistria: Nuovo Olio d'Oliva
Una manifestazione dedicata all’olio extravergine di oliva appena prodotto. I visitatori possono assaggiare e acquistare oli di alta qualità provenienti dai frantoi locali, accompagnati da esperti che ne spiegano le caratteristiche e i metodi di produzione. https://visitkoper.si/it/
Dicembre, Istria Slovena: un ricco calendario di eventi natalizi
Durante tutto il mese di dicembre, le città dell'Istria Slovena si trasformano con mercatini di Natale, piste di pattinaggio su ghiaccio e spettacoli per famiglie. Tra le iniziative principali troviamo il festival Fantazima a Capodistria, l’evento Isola di Ghiaccio a Isola e Un mare di emozioni a Portorose. Senza dimenticare la bellezza di Piazza Tartini, a Pirano, decorata a festa.
26 dicembre, Portorose: Festival degli Spumanti
Per il dodicesimo anno, il Festival degli spumanti porterà a Portorose i migliori produttori di spumante e di champagne. Nell’incanto primi ‘900 della Sala dei Cristalli del 5 stelle Kempinski Palace Portorož, il 26 dicembre, l’evento offrirà la possibilità di degustare le migliori bollicine di un’interessante selezione di cantine slovene, croate, italiane, slovacche e francesi. I visitatori potranno scegliere tra spumanti bianchi, rossi e rosé. L’abbinamento tra bollicine, bellezza della location e raffinata musica dal vivo nel magnifico dehors dell’hotel è un ottimo modo per vivere l’atmosfera magica del periodo natalizio! E chi desidera godersi anche l’ottima proposta del raffinato ristorante Sophia, selezionato dalla guida Michelin, potrà approfittare della combinazione degustazione di vini e cena gourmet proposta dall’organizzazione. Delizie gastronomiche a parte, la particolarità della sala del ristorante, ricavata dalla hall originaria dell’hotel, vale la scelta! www.portoroz.si/it/esperienze/eventi/3220-12-festival-degli-spumanti
"n’Uovo": la sorpresa per celebrare la Pasqua con un'esperienza unica è l’uovo Guffanti!
Allevatori storici di formaggi
Quando il bisnonno Luigi Guffanti, nel 1876, iniziò a stagionare il Gorgonzola, la sua intuizione geniale fu l’acquisto di una miniera d’argento abbandonata in Valganna, in provincia di Varese. 
Là sotto, a temperatura e umidità costante tutto l’anno, il formaggio maturava talmente bene che Luigi non tardò a conquistare i mercati: i suoi figli Carlo e Mario, all’inizio del Novecento, esportavano fino in Argentina e in California, terre di emigrazione piemontese e lombarda. 
Massima attenzione alla qualità artigianale del prodotto caseario, passione per una accurata affinatura costituiscono la tradizione che la famiglia Guffanti Fiori si tramanda gelosamente da cinque generazioni.
L’esperienza accumulata sul Gorgonzola è stata via via trasferita alle Tome degli alpeggi ossolani, al Parmigiano Reggiano, a tutti i formaggi italiani e a quelli francesi, inglesi, spagnoli, svizzeri, portoghesi…
All’origine di tutto, una vecchia miniera d’argento abbandonata che, a un certo punto, cominciò a produrre un altro bene prezioso derivato dal latte.

La famiglia Guffanti Fiori
È una famiglia cementata dal caglio quella che dal 1876 ALLEVA i suoi formaggi ad Arona, in provincia di Novara: Carlo Guffanti Fiori, i figli Giovanni e Davide ne rappresentano la quarta e la quinta generazione.
Il capostipite si chiamava Luigi ed iniziò la propria attività rilevando una miniera d’argento abbandonata in Valganna, nella quale stagionare i primi formaggi. Fu lui a fondare anche la cantina di Arona sotto un bastione delle mura cittadine, in uno spazio inizialmente destinato ad usi militari e riconvertito con l’inventiva di un rabdomante. Con i suoi figli Carlo e Mario, i formaggi Guffanti iniziarono a calcare le orme degli emigranti lombardi e piemontesi, che all’inizio del Novecento andavano affluendo verso l’America. Nuovi mercati per nuovi prodotti, perché la frontiera dal Gorgonzola si stava spostando alla conquista delle tome degli alpeggi ossolani e del Parmigiano Reggiano, fino a ghermire in tempi recenti le tipologie più pregiate provenienti dai mercati europei.

Allevatori di formaggi, oggi Carlo, Giovanni e Davide gestiscono l’evoluzione del proprio formaggio in un nuovo spazio ad Arona: qui la cantina è un secondo terroir, l’affinamento una fase di rinascita. Perché alle spalle di un grande prodotto c’è la conoscenza di casari, animali e paesaggi incontaminati, ma anche la familiarità con il microclima, la flora batterica e le trasformazioni naturali, che solo l’affinatore è in grado di padroneggiare. I formaggi sono puledri di razza da “allevare” in base a una metodologia fatta di tempo, spazzolature, oliature, strofinature e rivoltamenti ad hoc.
Pronipote di Luigi e zio di Giacomo (autore della bibbia della casearia Formaggi italiani), Carlo è stato un brillante ricercatore di microeconomia alla Bocconi prima di fare ritorno alla via Lattea:
«Avevo vinto un concorso universitario, hanno richiesto la mia presenza a tempo pieno e ho dovuto scegliere. L’ho fatto seguendo la passione per un mondo che mi pareva ricchissimo di rapporti umani, più concreto delle cifre di un bilancio. Perché guardando le mie forme vedo natura, animali, uomini, scienza e storia».
Un pathos che non gli ha impedito di mettere a frutto le conoscenze manageriali pregresse, facendo della Guffanti un’azienda poliedrica, innovativa e vincente.
Questa “passione” è la vera arma di marketing di Guffanti in un mondo tutto teso ai grandi numeri ed alla competitività esasperata anche a discapito delle caratteristiche tipiche dei prodotti. È per queste ragioni che Carlo e Giovanni Guffanti Fiori vengono spesso chiamati a rendere le proprie testimonianze in programmi radio-televisivi in onda sulle reti nazionali o in articoli e inchieste sulla stampa nazionale, specializzata e non, oppure a tenere seminari sul formaggio in ambienti di grande qualificazione professionale (rivolti ad esempio a chef stranieri che vengono a istruirsi in Italia), oppure ancora divengono destinatari di riconoscimenti da parte di chi valorizza il mondo delle tradizioni.
LA NOVITÀ

n’Uovo: la sorpresa è l’uovo
Celebra la Pasqua con un'esperienza unica: scegli l'eccellenza e la tradizione del n'Uuovo Guffanti. Un'innovativa creazione che reinventa l'uovo di Pasqua, portando in tavola il sapore inconfondibile della tradizione casearia. Quest'anno, lasciati avvolgere dalla magia della Pasqua con Guffanti, e scopri un nuovo modo di gustare la tradizione.
Dalle nostre cantine è nato “n'Uovo” la nostra interpretazione dell'uovo di Pasqua, ovviamente in stile Guffanti.
L'incarto colorato nasconde ben due se non tre sorprese, l'uovo è infatti la Cheesella, Caciocavallo che conserva al suo interno una mozzarella di Bufala!
Ovviamente non poteva mancare il cioccolato, infatti n'Uovo si poggia su uno scrigno di Gianduiotti Guffanti!
Li troverete sia in negozio che online, non lasciateveli scappare!
E come ogni anno: Natale con i tuoi, Pasqua con Guffanti!
(Foto contenute nel servizio: Paolo Castiglioni)

Luigi Guffanti formaggi 1876
Via Milano, 140 Arona NO
LUNEDI' 9:00 - 13:00 - 15:00 - 18:00
MARTEDI'9:00 - 13:00 - 15:00 - 18:00
MERCOLEDI'9:00 - 13 - 15:00 - 18:00
GIOVEDI' 9:00 - 13:00 - 15:00 - 19:00
VENERDI' 9:00 - 13:00 - 15:00 - 19:00
SABATO 9:00 - 13:30 -
Tel.: 0322/242038 – 0322/472222
www.guffantiformaggi.com
(a cura di Gianluigi Veronesi)
"Babbi" celebra la santa Pasqua con l’eccellenza delle sue specialità dolciarie
Con l’arrivo della primavera, Babbi 1952 rinnova il suo impegno nell’offrire creazioni che coniugano tradizione, qualità ed attenzione alla sostenibilità. Le proposte primaverili 2025 vedono protagoniste due collezioni: la Easter Edition, con le originali Uova di Pasqua Babbi e la linea Time for Colours, un’esplosione di gusto e colore perfetta per celebrare la stagione.

Easter Edition: l’eleganza dell’Uovo di Pasqua Babbi con una sorpresa tutta da gustare
Le Uova di Pasqua Babbi, raffinate latte a forma di uovo, si distinguono per un design elegante e contemporaneo e custodiscono al loro interno un assortimento di Specialità Babbi.
Disponibili in due varianti:
- Babbini Easter Edition: un assortimento di fragranti Babbini, strati di wafer ricoperti di un finissimo strato di cioccolato e ripieni di delicata crema in gusti assortiti (confezione con 8 Babbini in gusti assortiti 11,80 euro)
- Babbini & CuBon Easter Edition: un mix esclusivo di Babbini e praline CuBon, quest’ultime nei gusti pistacchio, nocciola e fondente, per un’esperienza gourmet raffinata
Più di un semplice dono pasquale, le Uova della linea Easter Edition rappresentano una scelta consapevole per chi ricerca qualità e sostenibilità: il packaging, progettato per essere riutilizzato, riduce gli sprechi e si trasforma in un oggetto di design e da collezione.


Time for Colours: un’armonia di sapori, colori e sostenibilità
Con la primavera sboccia la collezione Time for Colours, una linea che abbina raffinatezza e vivacità attraverso confezioni dallo stile contemporaneo e materiali sostenibili. Perfetta anche a Pasqua per sorprendere con un regalo originale, soddisfa ogni palato con gusto, colore ed eleganza.
La gamma si distingue per un’inedita selezione di Babbini:
- Cocco (copertura di cioccolato al latte e ripieno di crema al cocco): avvolgente e intenso, per un tocco esotico.
- Limone (copertura di cioccolato bianco e ripieno di crema al limone): fresco e vivace, ideale per gli amanti delle note agrumate.
- Mango (copertura di cioccolato bianco e ripieno di crema al mango): dolce e profumato, perfetto per un viaggio sensoriale tropicale.
I protagonisti della collezione Time for Colours
- Waferini Pistacchio e Vaniglia: fragranti wafer in due gusti classici e intramontabili, custoditi in un’elegante latta di metallo (confezione da 190 gr costo 19,20 euro)
- Babbini Colours: una selezione esclusiva di Babbini nei gusti Limone, Cocco e Mango per portare un tocco di allegria e raffinatezza a ogni momento di dolcezza.
- Babbini & CuBon Colours: ai Babbini Limone, Cocco e Mango si affiancano le praline CuBon nei gusti Pistacchio, Fondente e Nocciola, per un’esperienza di gusto ricercata e sofisticata (6 Babbini e 6 CuBon racchiusi nell'originale confezione della linea Time For Colours costo 8,30 euro)
- Novità 2025 – Pochette Colours: realizzata con fibre riciclate certificate FSC®, è molto più di una confezione: elegante e sostenibile, contiene un assortimento di 14 Babbini (Cocco, Pistacchio, Nocciola, Fondente e Arachide) e può essere riutilizzata come accessorio, unendo stile e attenzione per l’ambiente (costo 15 euro)
Con le proposte pasquali e primaverili, Babbi conferma la sua vocazione all’eccellenza, traducendo in ogni dettaglio la cura per le materie prime, l’innovazione nel design e il rispetto per la sostenibilità. Un perfetto equilibrio tra tradizionee modernità, per un’esperienza di gusto autentica e raffinata.


Babbi S.r.l.
Stabilimento produttivo e uffici:
Via Caduti di via Fani 78/80
Bertinoro (FC) Italy
Tel. +39 0543 448598
www.babbi.com
Lo Stato italiano è - finalmente - ufficialmente proprietario della famosa Villa Verdi
Lo Stato italiano da poche ore è ufficialmente proprietario della famosa Villa Verdi con parco, vissuta per 50 anni dal maestro Giuseppe Verdi, nella frazione di sant'Agata in comune di Villanova d'Arda, in provincia di Piacenza. Fu acquistata nel 1848 dal compositore con i proventi delle sue opere, ristrutturata e ampliata in due anni, sempre migliorata e diventata la casa ospitale di amici, musicisti. Si dice voluta acquistare dal Maestro proprio l'anno stesso, un po' prima a dire il vero, in coincidenza con l'annessione di Piacenza "Primogenita d'Italia" (prima Provincia) al Regno di Sardegna, il nascente Stato italiano. Questo a testimoniare proprio la "partecipazione" di Verdi alla costituzione dell'Italia, in quanto anche amico e stimatore di Cavour.
Qui vi visse con la seconda moglie, rimasto vedovo giovane, Giuseppina Strepponi, cantante, ma soprattutto scrittrice degli appunti, lettere, note del Maestro. Bauli di documenti originali, storici, privati e pubblici (Verdi fu anche consigliere provinciale di Piacenza e rappresentante in Parlamento del collegio di Piacenza e Parma) che erano nella Villa, tutt'ora presso l'Archivio di Stato. ovviamente pronti per tornare "tutti" nel luogo dove sono stati scritti e dove hanno vissuto per quasi 150 anni. Villa e parco in stato di degrado perchè mai ristrutturata da nessuno, da due anni e mezzo chiusa perchè andata più volte all'asta nessuno ha deciso di comperarla. L'intervento dello Stato, voluto dal Ministro della cultura, prima Sangiuliano e poi confermato da Giuli, è un atto dovuto per dare futuro a un patrimonio collettivo e diffuso unico nazionale. Attorno a questa villa, Giuseppe Verdi possedeva e conduceva, come agricoltore, appassionato innovatore competente, ben 1300 ettari: un latifondo in cui si produceva frutta, ortaggi, bestiame e il famoso latte per produrre nel caseificio locale il "furmai piasentino", diventato il grande Dop Grana Padano. 
Consegna delle chiavi del cancello, villa e pertinenze (anche un’attiva cantina con botti di legno) avvenuta fra Maria Luisa Laddago, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Parma e Piacenza; Luciana Scrivano, dell'Agenzia del Demanio e Romano Freddi, sindaco di Villanova, oltre ai rappresentanti legali di due degli eredi e a un gruppo di "amici”, giornalisti e rappresentanti del comitato nazionale "Giuseppe Verdi, la sua epoca, la sua terra". “Oggi è una giornata importante, perché la villa, tramite l’esproprio, passa dal Demanio allo Stato. Abbiamo immediatamente stanziato 370.000 euro di finanziamento per procedere ai primi lavori urgenti. I primi lavori di messa in sicurezza cominceranno molto presto, probabilmente a marzo. Saranno interventi speditivi utili al passaggio ai musei” queste le parole della soprintendente Maria Luisa Laddago. Nonostante l’esproprio, non è stata ancora trovata un’intesa totale sull'indennizzo ai 4 eredi. Si parla di quasi 8 milioni di euro, ma due eredi non sono d’accordo.
Ovvio che il Comitato Giuseppe Verdi plauda alla conclusione dell'iter di acquisizione e all'immediato avvio dei primi lavori. "E' un primo grande passo e segnale - dice Giampietro Comolli, presidente del comitato -che lo Stato e il Comune di Villanova vogliano ridare vita a un luogo-patrimonio assoluto, internazionale, simbolo di un grande compositore, ma anche di un grande uomo risorgimentale, benefattore, ospitale, amante della sua terra. Per questo come comitato abbiamo previsto nel 2025 e 2026, presunto anno di apertura della «Casa Verdi» come ci piace già chiamarla, diversi supporti e iniziative per dare a Verdi una posizione unitaria e condivisa, senza campanilismi e gelosie di istituzioni, fra Busseto, Piacenza, Cremona, Milano, Genova... i luoghi frequentati."

-N.B.:
L'assemblea recente del Comitato ha stabilito le seguenti iniziative a supporto del lavoro "pubblico" e in piena sintonia e succedaneo alla progettualità del Ministero della Cultura:
1) individuare un logo-brand che unisca Verdi-Terra-Epoca-Luoghi;
2) prevedere in Piacenza alcune "opere" fisiche durature come un monumento e la definizione dell'albergo san Marco frequentato dal Maestro per anni;
3) massima disponibilità per dare "vita" a una “Casa Verdi” di sant'Agata che esponga le carte originali del Maestro e raccolga anche archivi, collezioni importanti di privati cittadini;
4) creare un itinerario verdiano socio-culturale agricolo alimentare da Piacenza a Sant’Agata e a Busseto;
5) stimolare la formazione di docenti nelle scuole dell'obbligo nazionali alla musica con contenuto teatrale e operistica;
6) guardare alle giovani generazioni che non conoscono Verdi, uomo-musicista e figura risorgimentale quale rivitalizzazione socio-culturale, moto attuale;
7) indire una riunione pubblica con politici e i sindaci locali perchè vi sia un impegno strategico e sistemico collegato al patrimonio verdiano e alla "Casa Verdi".

(a cura di Giampietro Comolli)
Ristorexpo 2025: masterclass per i professionisti della ristorazione e dell’accoglienza


il salone dedicato ai professionisti della ristorazione e dell’accoglienza, ha aperto la terza giornata con la masterclass dello chef Marco Sacco, patron del Piccolo Lago di Verbania (VB). La sua è una cucina fortemente legata al territorio e al lago che ha tra le finalità anche la tutela e la valorizzazione dei luoghi. Un obiettivo che da anni chef Sacco porta avanti anche attraverso “Gente di Lago e di Fiume” associazione per la tutela degli ecosistemi lacustri e fluviali che si impegna per tramandarne le conoscenze, mettendo a sistema le competenze della comunità.
Di questi argomenti si è parlato non solo durante la masterclass (corso/lezione di un esperto) ma anche nel convegno "Chiare fresche e dolci acque", focus dedicato al pesce d'acqua dolce, ai laghi, ai fiumi e al patrimonio naturale dell'acqua. Sono intervenuti, oltre allo chef Marco Sacco, anche Giovanni Ciceri, ideatore e curatore di Ristorexpo, Aldo Reho, operatore pugliese, che ha avviato il progetto emblematico InMare aperto, Alberto Negri, presidente incubatoio di Fiumelatte, Giacomo Mojoli, giornalista e profondo conoscitore del mondo del cibo e del vino, oltre ad alcuni operatori della ristorazione del territorio.
Numerose le idee emerse tra cui la necessità di costruire progetti condivisi dove confluiscano le conoscenze e la professionalità di tutti i player della filiera. La giornata ha visto protagonista anche il mondo dei cocktail con la masterclass Scent of Cocktail del bartender Luca Picchi e le competizioni organizzate da ABI Professional che hanno registrato la partecipazione di concorrenti da tutto il Nord Italia. 
Tra gli ospiti della giornata anche Ciro Salvo della Pizzeria 50 Kalò di Napoli che ha chiuso il programma diFocus Pizza con un affascinante racconto del suo percorso professionale ed imprenditoriale.
Sono infine proseguite le prove del concorso Ristorexpo Young Cup organizzato dalla Federazione Italiana Cuochi. Nella stessa giornata sono attesi anche i due super ospiti Davide Oldani e Cristiano Tomei.

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RISTOREXPO
Segreteria Organizzativa
Erba (CO), Lake Como
+39 031 637 1
www.lariofiere.com
(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)
"Frantoio di Riva" trionfa a Expoliva con l’olio biologico 46° Parallelo
L’azienda trentina è stata premiata nella categoria Intense Green Fruity per la produzione limitata biologica alla XXIII edizione degli Expoliva International Award.
Il Frantoio di Riva si è aggiudicato il prestigioso Premio Internazionale Expoliva nella categoria “Intense Green Fruity” per la modalità “Ecological Limited Production” con l’olio extravergine di oliva 46º Parallelo Biologico. L’importante riconoscimento è stato conferito dalla Fundación del Olivar nell’ambito della XXIII edizione degli Expoliva International Awards, uno dei più autorevoli concorsi mondiali dedicati alla qualità dell’olio d’oliva. 
La cerimonia di premiazione si è svolta il 26 febbraio u.s. presso la sede della Fundación del Olivar a Jaén, in Spagna. Il Frantoio di Riva è stato celebrato per la qualità eccelsa del suo olio biologico, che si distingue per il fruttato intenso e l’attenzione alla sostenibilità ambientale.
Expoliva, la più importante fiera internazionale dedicata all’olio d’oliva e alle industrie correlate, si tiene con cadenza biennale a Jaén, nel cuore dell’Andalusia. L’evento attira produttori, esperti e appassionati del settore da tutto il mondo, offrendo una piattaforma unica per presentare le migliori produzioni olivicole e le innovazioni tecnologiche del comparto. Gli Expoliva International Awards rappresentano il momento clou della manifestazione, premiando le eccellenze tra centinaia di campioni di olio extravergine provenienti da ogni angolo del globo.
«Questo premio rappresenta un traguardo straordinario per il nostro frantoio e un riconoscimento al lavoro quotidiano che mettiamo nella cura degli ulivi e nella produzione del nostro olio biologico», ha dichiarato Giorgio Planchenstainer presidente di Agraria Riva del Garda. «Essere premiati a Expoliva, il più importante palcoscenico internazionale per il settore oleario, ci riempie di orgoglio e ci spinge a proseguire nel nostro impegno per l’eccellenza e la sostenibilità».
L’olio 46º Parallelo Biologico si caratterizza per il suo profilo organolettico unico, con note intense di fruttato verde, armonizzate da sentori erbacei e un perfetto equilibrio tra amaro e piccante. Prodotto con metodi biologici e con una produzione limitata a meno di 10.000 litri, questo olio rappresenta un’eccellenza del territorio trentino, sinonimo di qualità e rispetto per l’ambiente. 
La vittoria a Expoliva 2025 consolida la posizione del Frantoio di Riva tra i migliori produttori mondiali di olio extravergine di oliva, portando in alto il nome dell’Italia e del Trentino in un contesto internazionale.

Agraria Riva del Garda
Via S. Nazzaro, 4 Riva del Garda TN
ORARI PUNTO VENDITA
Dal lunedì al sabato 8.30/20.00
Tel +39 0464 552133www.agririva.it
Tempo di carnevale: quello di Venezia è uno dei più conosciuti e apprezzati del mondo. E Farnè ci porta in giro per calli e rii…
Sì, quello di Venezia - nei suoi 10 giorni di durata - è l’evento che attira migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo, gente che si maschera, indossando vestiti d'epoca (con abbigliamento tipico del Settecento veneziano) che sciama per vicoli e calli e si riversa, rigorosamente in gondola, per i rii della città lagunare. Quelli che si ritrovano in piazza San Marco, improvvisano sfilate salutandosi con eleganti reverenze e scattando fotografie, in quella che è una grande festa, sempre più ricca di colori e divertimenti. Nota non da poco, partecipare al Carnevale di Venezia non costa niente. La città rimane aperta ai visitatori senza tariffa d'ingresso e tutti i principali eventi all'aperto (compresi nel programma ufficiale) sono a ingresso gratuito. 
Per chi proprio vuole spendere, l’occasione migliore è quella di partecipare all'esclusivo “Ballo del Doge” – voluto e realizzato da Antonia Sautter (stilista organizzatrice di eventi esclusivi) – giunto quest’anno alla 32a edizione: i biglietti d’ingresso vanno dai 2.000 ai 5.000 euro per persona. Per l’”After Dinner Party”, altri 800 euro, sempre a persona…
C’è chi mette solo la maschera sul viso – quella che ride o quella che piange che rappresentano la commedia e la tragedia – poi c’è chi indossa abiti di ogni foggia, sempre ispirati al Settecento veneziano (ovviamente). Vestiti fatti in casa, un po’ alla buona, se ne vedono davvero pochi… I più sono anche d’epoca, ideati e creati da noti stilisti, adornati con preziosi accessori, pure toilette complete (costume, maschera, cappello, guanti, scarpe, borsette e ombrellini, pizzi e crini…) presi a noleggio da ditte specializzate che lavorano tutto l’anno solo per i giorni del carnevale e che arrivano a costare da 350 euro (Elegant) 450 (Luxury) 650 (Super Luxury) e anche 800 (Over the Top) [leggasi ottocento euro al giorno (!)] e non basta: per chi ama osare, costo personalizzato, a fronte di “Collezione privata e d’artista”, solo su richiesta…
E oltre all’abbigliamento, ci sono trucco e parrucco (da € 180) consegna e ritiro del costume in hotel o altra residenza (€ 100) e servizio fotografico (€ 300, questo però fino a 2 persone!)…Comunque tra le maschere e i costumi più iconici e riconoscibili, propri del Carnevale di Venezia, le più rappresentative sono la bauta (la più semplice e diffusa) con mantello nero, per nascondere gli abiti, il pizzo sotto la base della maschera e il cappello a tricorno, per nascondere il volto, poi ci sono il tabarro, la moretta e la gnaga, ognuna con il suo perchè. Molte sono anche le maschere col naso molto lungo che rappresenta il Medico della Peste, noto, in dialetto veneziano, come “El dottor dea peste”…


Adesso Antonio Farnè – inviato del Tg2 Rai – attacca con il suo servizio:
L’invasione delle maschere arriva dal Canal Grande, pennellate di colori e la festa si accende: un rito senza tempo, magie e suggestioni, l’allegria si diffonde dappertutto, nelle piazze, tra le calli, sui ponti e nei rii (canali)… Più che maschere, veri costumi di scena: davanti ad Antonio Farnè, arrivato in piazza San Marco proprio per documentare la prima domenica del carnevale veneziano, passano coppie del ‘700,

un variopinto Arlecchino, una guardia dogale con relativo stuolo di sodali e altre col “nasone”. Una di queste, quasi sottovoce, fa notare a Farnè che lui non dovrebbe nemmeno parlare, perché i mascherati, devono restare muti! Ci sono poi maschere tutte bianche con piume e lunghi mantelli, dedicati al tema di quest’anno: lo scioglimento dei ghiacci. Tra gli altri uno “meno mascherato”, infatti è un “gondolier” che alla domanda di Farnè – “Come sta andando questo carnevale 2025? - lui risponde: - “Benissimo dai! C’è tanta gente, più di quella che ci aspettavamo!” (Infatti non si trova neanche una gondola libera). Farnè incrocia un (quasi vero) Giacomo Casanova – bel personaggio del ‘700, avventuriero, artista, gran seduttore, finanche agente segreto, uno dei protagonisti di allora, quest’anno, nel trecentesimo dalla sua nascita, conquista ancora la scena. Farnè gli chiede: “Un Casanova di trecento anni portati davvero benissimo…” – “Grazie, grazie del complimento, ma in realtà si sentono tutti…” - risponde lui -.

E c’è pure una coppia di altri Casanova: sono insieme, elegantissimi col cappello a tricorno, uno è giovane, l’altro “diversamente tale" e si tengono per mano sorridendo…
Giorni spensierati questi del carnevale, con la voglia di divertirsi, con la coda il 4 marzo prossimo.
“Martedì grasso, la chiusura, gran bailamme, gran gioia per il finale del carnevale” - si intromette il primo Casanova - “E c’è la tradizione delle maschere che sono più intime, più amiche, che, in corteo silenzioso in gondola, si ritrovano per un girotondo benaugurante, di notte, in piazza San Marco, sempre in gran silenzio…” – e Farnè abbozzando gli chiede: “Ci sarà anche Casanova?” - e quello: - “Casanova?… A quell’ora, sarà molto occupato!” - e ridendo se ne va via...
“Nulla è cambiato per rivivere il tempo di Casanova…” chiosa Farnè…

Sempre a proposito del Carnevale di Venezia, nel 2024, tre sono stati i costumi premiati: "Corona, la Regina rossa", come maschera più elaborata, "Olè", la più fantasiosa e "700 volte Marco" la più legata al tema. Tra qualche giorno, si conosceranno anche i premiati di quest’anno!

Per chiudere: è quasi superfluo sottolineare che a Venezia - mascherati e non - nei giorni del Carnevale, mangiano i dolci tipici: le frittelle (o “frittole” in veneziano) i galani, i bomboloni fritti ripieni con crema o cioccolata o zabaione o con uvetta e pinoli, oltre alle castagnole o favette, le pignolate e le più note bugie o crostoli o cenci o frappe che dir si voglia. E nei “bàcari”, le osterie popolari con scelta di vini in calice “ómbre o bianchéti” e tipici spuntini in piccole porzioni (cichéti) accompagnati da “ombra de vin”, spritz veneziano (preparato con Prosecco, Aperol o Campari e una spruzzata di soda o acqua frizzante) e cicchetti vari!
Ma questa è un’altra storia…

Tavolozza di panettone: una dolce idea antispreco di Chef Martino Scarpa del "Ai do Campanili"
Dalla creatività dello chef Martino Scarpa del ristorante Ai Do Campanili di Cavallino Treporti (Venezia) nasce un dessert che conquista tutti i sensi: la Tavolozza di panettone.
Una ricetta che reinterpreta la tradizione del panettone classico in chiave moderna e gioiosa: preparatevi a gustare ogni boccone con stupore!
Esplorare, lasciandosi guidare dalla scoperta del nuovo in un viaggio fatto di studio, conoscenza e immaginazione. Il prossimo weekend all’Osteria Ai Do Campanili si festeggerà un compleanno davvero speciale, quello del nostro Chef Martino Scarpa, che unisce cucina, professionalità, sorrisi e simpatia!
E ancora:
Panettone fritto con spuma di zabaione: un goloso dessert antisterico
Un'idea geniale per dare nuova vita al panettone! Trasforma il panettone avanzato in un dessert irresistibile con la ricetta “Panettone fritto con spuma di zabaione” dello chef Martino Scarpa del Ristorante Ai Do Campanili a Cavallino Treporti (Venezia). Un “must-try” per gli amanti dei dolci che unisce il gusto fruttato del panettone all’amarena alla croccantezza del panettone fritto, il tutto arricchito da una nuvola di zabaione. Un’esperienza da assaporare e condividere, ma soprattutto un’ottima idea antispreco per una cucina sostenibile.

INGREDIENTI (per 4 persone)
2 fette di panettone all’amarena
Olio di girasole per friggere
Zucchero a velo per decorare
Per la panatura: 100 g amido di riso, 5 g cannella in polvere, 300 g pane grattugiato, 20 g maggiorana secca
Per la spuma di zabaione al marsala: 250 g latte, 250 g panna, 100 g tuorli, 100 g zucchero, 3 g sale, 60 g marsala secco
PROCEDIMENTO 
Per la spuma di zabaione
In una casseruola sbattere bene i tuorli con lo zucchero e un pizzico di sale, aggiungere il marsala, sbattere ancora; intanto mettere sul fuoco un pentolino con la panna e il latte e quando raggiunge l’ebollizione versiamo l’insieme di panna e latte nella casseruola con i tuorli sbattuti e portare a 85 °C , per poi togliere e lasciare raffreddare. Al termine mettere lo zabaione in un sifone.
Per il panettone fritto
Rifilare la fetta di panettone dalla crosta e ricavare 5 bastoncini per fetta (circa 1 cm di spessore).
Unire all’amido di riso la cannella in polvere (senza esagerare perché è forte) e aggiungere acqua fino a ottenere una pastella semiliquida.
Passare i bastoncini di panettone nella pastella e poi sulla miscela di pangrattato e maggiorana; ripetere l’operazione per una doppia panatura, così la “camicia” è più spessa e si evita che l’olio entri nel panettone.
Scaldare l’olio di girasole fino a una temperatura di circa 170 °C, friggere i bastoncini e metterli su carta assorbente per asciugarli dall’olio in eccesso.

con la benedizione di

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𝐈𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢:
041 5301716
https://aidocampanili.it/
www.aidocampanili.it
#OsteriaAiDoCampanili

(a cura di Gianluigi Veronesi)
Maria Grazia Cucinotta madrina d’eccezione per l’inaugurazione della 33ª edizione di Tipicità Festival

Fascino, talento e un’eleganza senza tempo! Maria Grazia Cucinotta, icona del cinema italiano e internazionale, sarà la madrina d’eccezione della 33ª edizione di Tipicità Festival. Attrice e regista di fama mondiale, l’indimenticabile musa de “Il Postino” di Massimo Troisi ha conquistato il pubblico del grande schermo con ruoli intensi ed una carriera che spazia dalla regia alla produzione.
Il 7 marzo alle 12:00, Maria Grazia Cucinotta taglierà il nastro del Festival dedicato alle connessioni tra territorio e futuro, aprendo ufficialmente le porte ad uno straordinario viaggio tra cultura, enogastronomia e innovazione che si svolgerà fino al 9 marzo 2025, al Fermo Forum, manifestazione che si apre con un’importante novità che riguarda le date. Tipicità festival si svolgerà da venerdì a domenica per la prima volta nella sua storia. Il nuovo calendario mira a facilitare la partecipazione di un pubblico più ampio, offrendo agli espositori un'opportunità imperdibile per valorizzare i propri prodotti durante il weekend.
Nell’ambito della presentazione dell’evento Angelo Serri, patron di Tipicità, ha introdotto l’evento annunciando: “Connessioni è la parola chiave di questa 33ima edizione. Dall’Argentina al Giappone, il Festival propone un vero e proprio viaggio nelle tipicità e nelle culture di tante comunità nazionali ed internazionali, con le Marche al centro. Sono duecento le realtà in catalogo ed oltre 120 gli eventi in programma”.

Presente alla conferenza stampa di presentazione anche il presidente della Regione Francesco Acquaroli che così si è espresso:
“Tipicità è un festival che sa cogliere l’autenticità dei nostri territori e delle nostre eccellenze, favorisce il dialogo tra istituzioni e rappresenta un valore aggiunto per la nostra Regione. Si tratta di un format riconosciuto, che funziona e che aggrega, che si è consolidato anno dopo anno come un appuntamento imperdibile, portando la manifestazione oltre i confini regionali e ora anche oltre quelli nazionali… - e Acquaroli ha anche detto - Per le aziende e per i produttori marchigiani, Tipicità è una vetrina strategica, un’opportunità per acquisire maggiore consapevolezza del proprio

valore, per condividere il nostro saper fare e le nostre autenticità - e il Governatore ha poi concluso - Il nostro territorio ha grandi potenzialità e gli interpreti giusti, Tipicità è uno di questi, un testimonial della ‘marchigianità’ e delle nostre tradizioni autentiche”
Dal canto suo il sindaco di Fermo - ente organizzatore della manifestazione fin dalla prima edizione - Paolo Calcinaro, ha sottolineato: "Abbiamo deciso di adeguarci alle esigenze del nostro pubblico! Il nuovo calendario consentirà una maggiore affluenza di visitatori, anche da fuori regione, offrendo un'esperienza ancora più immersiva nelle giornate del fine settimana, nonché un’eccellente occasione per visitare la città ed il territorio!"
Tipicità Festival è molto più di un semplice evento: da oltre 30 anni rappresenta un viaggio nel cuore delle Marche e dell’Italia, raccontando le storie di produttori che hanno saputo mantenere vivo lo spirito delle tradizioni locali. Questo festival celebra il “tipico” non come un racconto del passato, ma come una realtà viva e in continua
evoluzione, dove la tradizione si fonde con l’innovazione. Attraverso visioni moderne e tecniche innovative, la tipicità riesce a ridisegnare il futuro, portando avanti una grande storia che si respira nei campi, nei laboratori artigianali e in tutte quelle idee creative che danno nuova vita ai territori. È un esempio di come il patrimonio culturale e gastronomico possa adattarsi ai tempi, rimanendo rilevante e vitale. Tipicità non è solo un omaggio al passato, ma una celebrazione del presente e una visione per il futuro, dove ogni giorno si creano nuove storie che danno voce al territorio e lo fanno vivere.
Ospite ufficiale sarà la comunità di Bahia Blanca (che sorge nei pressi dell'Oceano Atlantico, tra la Pampa e la Patagonia) gemellata con il Comune di Fermo, ente organizzatore di Tipicità Festival. Ospiti in arrivo anche da Norvegia e Ucraina. Il Giappone sarà invece la meta di Tipicità in occasione del prossimo Expo Osaka 2025 (dal 13 aprile al 13 ottobre p.v.).
Ma le sorprese non finiscono qui! All’inaugurazione, alle ore 18:00, infatti, Maria Grazia Cucinotta sarà protagonista di un esclusivo talk show culinario, affiancata dall’imprenditore Roberto Rossi, responsabile commerciale dell’azienda “Erede Rossi Silvio”, in un’appassionante narrazione dal titolo “La trota e il Verdicchio”. Un viaggio tra sapori e storie, tra tradizione e creatività, in un dialogo ricco di aneddoti e suggestioni che condurrà idealmente il pubblico fino all’incantevole borgo di Sefro (provincia di Macerata) dove nel mese di agosto di ogni anno, prende vita l’omonimo evento dedicato al gusto della natura!
Un’ulteriore icona di stile - Maria Grazia Cucinotta, che ha proiettato l’Italia nel mondo - per un’edizione di Tipicità Festival che sempre più si pone la mission di raccontare il valore del locale al pubblico globale.

Strada prov. Girola Fermo FM
Tel. 392 6999992
Cell. 3277586714
www.tipicita.it
Burger Battle 2025: il nuovo campione dell’hamburger gourmet è Fabrizio Mazzantini!
L'attesa è finita: la settima edizione di Burger Battle, l'unica competizione italiana dedicata all'hamburger gourmet, ha incoronato il suo nuovo re. Al termine di un tour che ha toccato le principali città italiane, la finale, ospitata dalla fiera Beer Attraction di Rimini, ha visto trionfare il toscano Fabrizio Mazzantini con il suo sorprendente panino "Così, su due piedi".
Nato come una sfida tra amici sette anni fa, Burger Battle si è affermato come un evento di spicco nel panorama gastronomico nazionale, capace di esaltare le potenzialità dello street food attraverso la qualità degli ingredienti e la creatività degli chef. Quest'anno, 60 concorrenti provenienti da tutta Italia si sono affrontati in diverse tappe, da Bolzano a Napoli, per conquistare un posto in finale e il titolo di Burger Battle Ambassador. 
I sei finalisti, Fabrizio Mazzantini (di FM Ancestral Luxury Events, Vinci, FI), Domenico Turla (di Route 78, Paratico, BS), Tiziana Coroni (di Nino’s Pub, Mandela, Roma), Maurizio Orlandi (Pinta – Beer & More, Atina, FR), Cosmo Fiocca (Fame da Lupi Restaurant &Pub, Tropea, VV) e Antonio Tagliente (Hill’s Burger & Chips by Antonio, Mottola, TA), hanno dato prova di grande talento, conquistando il palato di una giuria d'eccezione composta da Mario Gisimundo (Farm Frites), Amelia Gioiosano (food specialist), Giuseppe Arditi (Risto+ Lombardia) e Enzo Faraca(titolare del franchising Skassapanza); presenti anche tre opinionisti: Marco Scardigli e Monica Fantoni (titolari di Lowengrube e Tosca) e Daniele Barra (vincitore Burger Battle 2024).
La finalissima di quest'anno – condotta da Massimo Novati in arte Mocho (@mochohf) e Alessia Abundo(@italyfoodpornromagna) - ha introdotto una novità che ha messo a dura prova la versatilità dei finalisti: ogni concorrente doveva presentare una ricetta che potesse essere realizzata sia con hamburger di carne che con burger di salmone, oltre agli ingredienti obbligatori e ai tre elementi a sorpresa estratti dalla "mystery box" (miele, avocado, spinaci, ananas, zucchero di canna, arance, formaggio spalmabile e limone). Una sfida inedita che ha richiesto grande maestria nell'equilibrare sapori e consistenze.
Al termine di una gara avvincente, la giuria ha premiato Fabrizio Mazzantini da Vinci (Fi) per gusto, creatività, presentazione e carisma, assegnandogli il titolo di campione italiano 2025 per il burger “Così, su due piedi”
composto da: insalata coleslaw, Salsa Sour Cream Develey, ananas, Tiger Bun di Pastridor/Lantmanne, avocado, succo d'arancia, Salsa Remoulade Develey, senape Develey, Pluma di suino italiano AIA, burger di salmone panato MOWI Professional.
La giornata è stata resa ancora più memorabile da momenti di spettacolo e divertimento, come la realizzazione di un megabun di oltre 37 kg che ha visto gli chef Burger Battle superare il precedente record di 30 kg.
Per tutto il 2025, Mazzantini sarà il volto dell'hamburger gourmet italiano; gli chef di tutta Italia avranno un anno per prepararsi e contendersi il titolo.
Un ringraziamento speciale agli sponsor che hanno reso possibile l'evento: Lantmannen Unibake (Pastridor) da sempre sostenitore dell’evento, AIA, Develey, Farm Frites, Zucchi Professional (Fritturista), MOWI, con la partecipazione di Warsteiner, Kikkoman, Tabasco e Iotti frigoriferi e cucine.

Village, Stand all'interno di
"Beer & Food Attraction"
presso la fiera di Rimini
www.burgerbattle.it

(a cura di Gianluigi Veronesi)
"Al Velò", il bistrot per sportivi in mezzo al verde, è la novità della bella stagione torinese
Un luogo storico, unico, costruito negli anni Venti per accogliere gli sportivi e rinato oggi a nuova vita. È dentro gli spettacolari spazi del Motovelodromo (progettato dall’architetto Vittorio Ballatore di Rosana e oggi unica architettura sportiva della città ancora esistente risalente a quel periodo) che si trova Al Velò, il bistrot dedicato a chi ama la convivialità. 
Aperto al pubblico sette giorni su sette, dalle 8 del mattino a mezzanotte, Al Velò è il punto di riferimento gastronomico per tutti gli atleti professionisti e amatoriali che gravitano intorno alle tante attività organizzate al Motovelodromo. Ma non solo, è soprattutto un luogo colorato, inclusivo, buono e divertente, dove chiunque (anche i non sportivi!) può ritrovarsi di giorno per una colazione, un pranzo o un caffè o la sera per un aperitivo o una cena.
Il menu di Al Velò - fatto di piatti golosi, capaci di accontentare gusti diversi, per quella che vuole essere una tavola piacevole in ogni momento della giornata - racconta proprio questo: un locale dove ritrovarsi, godere delle cose buone, circondati da più di un secolo di storia dello sport. La proposta è molto varia: si passa dai piatti “para compartir” come il tradizionale pane e salame, a gustosi primi, come i rigatoni alla carbonara, e sostanziosi secondi, quali ad esempio lo stinco e il galletto. Non mancano sicuramente gli hamburger(anche nella versione “smashed” cioè ben cotta, schiacciata per mantenersi succosa e con una deliziosa crosticina -) i lievitati (pinsa e pizza), le bowls e le insalate per chi è più salutista e infine golosissimi dolci tra cui l’immancabile Tiramisù. Inoltre a pranzo si può scegliere tra le proposte giornaliere di piatti, con una conveniente formula (primo a scelta 11 euro, secondo a scelta 14 euro, menu completo 15 euro, sempre con acqua e caffè inclusi) oppure optare per il "piatto dello sportivo", studiato per chi segue diete bilanciate.

A cena la formula di Al Velò propone, a rotazione e fuori carta, i piatti più tipici delle diverse regioni italiane toccate, di volta in volta, dalla tappa del giorno: si potrà così viaggiare attraverso lo Stivale, con piatti come la carbonada valdostana, il coniglio alla ligure, gli arrosticini abruzzesi o le orecchiette con le cime di rapa.
Anche le serate speciali di Al Velò sono immaginate per essere all'insegna del divertimento: il martedì c'è lo speciale "All you Can Ribs", dedicato alle golosissime costolette BBQ, mentre il mercoledì c'è ilGiro pizza, con ospiti le ricette della storica pizzeria torinese Flegrea, mentre al giovedì sarà proposto il pasta lovers in collaborazione con il Pastificio Bolognese di Torino
Menzione speciale per la proposta delle birre, curata dal birrificio artigianale piemontese Soralama', che qui ha deciso di posizionare in esclusiva uno dei suoi prodotti più storici e ricercati, la Bosio Caratsch, la più antica birra d'Italia, celeberrima nei primi anni del Novecento al punto da essere la birra più venduta (e la migliore) del Paese. Dopo aver scoperto delle foto d'epoca che ritraevano il Motovelodromo completamente brandizzato dalla birra Bosio Caratsch, il birrificio Soralama' (che oggi ha la proprietà del marchio) ha deciso di riservare per questo luogo storico la sua Bosio Caratsch alla spina, in modo che caratterizzi in maniera eccezionale la proposta del bistrot Al Velò. La birra è dunque disponibile nelle sue quattro versioni (Pils, Marzen, Blanche e Ipa), perfette da abbinare all'intero menu del bistrot.
Il 7 marzo, Al Velò si presenta con una cena speciale dedicata al grande ciclismo italiano con menu a tappe regionali.
Una cena che racconta il nuovo format di Al Velò, che vedrà ogni settimana proporre, accanto ai consueti piatti della carta, due ricette regionali di volta in volta diverse: è la tappa del giorno, una proposta studiata per viaggiare attraverso lo Stivale nel pieno spirito del luogo che ospita il bistrot Al Velò, saranno sempre legate all'immagine di un ciclista proveniente da quel territorio, in un racconto dei più grandi campioni italiani che inizia proprio con il menu speciale di venerdì 7 marzo.
Protagonista di questa occasione di presentazione del nuovo format del bistrot Al Velò sarà Fabio Felline, ciclista torinese di fama internazionale (maglia verde alla Vuelta di Espana 2016, vittoria al Giro dell'Appennino e al Memorial Marco Pantani 2012, Grand Prix de Fourmies 2015). Sarà lui a introdurre i ciclisti a cui è dedicata la serata e a cui sono abbinati i piatti del menu: si parte dallo gnocco fritto con prosciutto crudo, per parlare del gigante del ciclismo emiliano Marco Pantani; si prosegue con una fregola al pomodoro con pecorino e con Fabio Aru, ciclista sardo soprannominato il Cavaliere dei Quattro Mori. Poi si vola in Abruzzo con gli arrosticini con patate e con Giulio Ciccone, maglia azzurra al Giro d'Italia 2019 e maglia a pois al Tour de France 2023 e si conclude in Sicilia, con il Cannolo e il racconto del grande campione Vincenzo Nibali. Il costo del menu speciale per la serata è di 27 euro a persona, o 35 euro con pairing di vini regionali.
Un viaggio attraverso il gusto, quindi, che metterà in risalto le meraviglie della cucina italiana e dove ogni piatto racconterà una storia di passione e potenza, proprio come i ciclisti che hanno fatto la storia delle corse.

c/o Motovelodromo Torino "Fausto Coppi"
Corso Casale, 144, 10132 Torino TO
Orari: tutti gg 8,00/24
Tel.: 379 151 0930
www.alvelo.it
alvelò.sportbistrot
alvelo.netfood.cloud
"Identità Golose" - il primo congresso italiano di cucina e pasticceria d’autore - la ventesima edizione all'Allianz MiCo-North Wing di Milano
…da sabato 22 a lunedì 24 febbraio, tre giorni di talk, lezioni e degustazioni imperdibili con 170 relatori, 89 masterclass, 12 approfondimenti tematici e tanto altro!
E così ecco Identità Golose - in ritardo di dodici mesi, causa pandemia - all’edizione numero 20, un traguardo importante perché il mondo oggi è completamente diverso da quello dell’anno del debutto. Basti pensare all’assenza dei social, allora. Una data per tutte: Facebook iniziò negli Stati Uniti il 4 febbraio 2004, in pratica la stessa data di nascita di Identità Golose, con la versione italiana che sarebbe arrivata
quattro anni
dopo,
il 14 maggio 2008. Fatte le debite distinzioni e proporzioni, due ovetti, embrioni di realtà che presto avrebbero dato vita a certezze sempre più importanti.
Identità Golose arriva alla ventesima edizione perché è riuscita a cogliere la realtà e i cambiamenti, a modificare le traiettorie a seconda dei nuovi momenti, a guardare avanti e a non fossilizzarsi. I suoi fondatori - Paolo Marchi e Claudio Ceroni - non hanno mai creduto nell’immutabilità delle persone e delle loro azioni. Un congresso, lo ricordò Ferran Adrià (chef spagnolo, 3 stelle Michelin…) primissimo giorno, il 24 gennaio 2005: “Identità Golose non celebra, un congresso anticipa. Magari sbagliando divinazioni, previsioni, ma guai guardarsi indietro, per la storia ci sono i musei”...
“Il rischio è insito nei programmi pensati di stagione in stagione, sono pronostici e, come tali, destinati a essere confermati o smentiti dalla realtà – è Paolo Marchi che spiega - E adesso, prossimi alla ventesima edizione, il rischio era quello di celebrarci, scordandoci che in fondo si tratta di numeri e che bisogna andare oltre, insistere guardando alla sostanza. Il prossimo tema esalta proprio la natura di questo genere di avvenimenti. Con Identità Future, 20 anni di nuove idee in cucina ribadiamo il nostro credere nelle novità, il sapere che il nostro humus ha iniziato a depositarsi a metà Anni Zero e ora è il concime delle kermesse che sopraggiungeranno – e conclude - Quello che è stato, ci conforta e ci sprona a perseverare e ai relatori chiederemo di raccontarci quale futuro sarà il loro. Idee, fortissimamente nuove idee”.
Sono tantissime le novità della ventesima edizione di Identità Milano. Una delle più rilevanti è il pacchetto Identità Young, dedicato agli under 35 e che nasce da queste considerazioni: un congresso internazionale di cucina ha senso anche e soprattutto se riesce a trasmettere conoscenza, consapevolezza, sapienza tecnica e umana, e se riesce a plasmare modelli di riferimento per le giovani generazioni, veri protagonisti del futuro della ristorazione, in perfetta sintonia con il tema dell’edizione 2025.
Tra i momenti più attesi, il Main Stage, con le voci più autorevoli del settore e gli approfondimentitematici dedicati a Identità di Formaggio, Identità di Pizza, Identità di Pasta, Identità di Lievitati, Identità Inclusive, Golosi di Identità, Identità Vegetali, Identità di pesce e Identità di farina oltre alle novità come ilSalone del Vino e bollicine, la quarta edizione di Bollicine dal Mondo, la Bar Experience, lo Speciale Ospitalità e Cluster Ospitalità, con un focus sulle nuove dinamiche dell’accoglienza e della ristorazione negli hotel di lusso. 
Da non perdere il panel dedicato ai 50 Best Restaurants 2025, con la partecipazione di William Drew (Director of Content Thew World’s 50 Best Restaurants) ed Eleonora Cozzella, direttore de Il Gusto. In Auditorium lo spazio del talk speciale “Mai sazi di successi” con Antonino Cannavacciuolo e Davide Oldani. Dopo di loro, tre protagonisti assoluti: dall’Italia, anzi dal Friuli, la grande Antonia Klugmann, dai Paesi Baschi Aitor Arregui e dalla Svizzera Andreas Caminada e Niko Romito (chef titolare dell’Accademia - foto a destra) compreso.
Poi dal Sud Isabella Potì e Floriano Pellegrino, e dal Nord, Carlo Cracco e Luca Sacchi. Grandissimo il finale con 30 anni di Osteria Francescana: passione, dedizione, duro lavoro e... una grande famiglia, vale a dire Massimo Bottura e Lara Gilmore con la loro family. Nelle altre sale, Identità di Pesce - lezioni con Moreno Cedroni e con Gianfranco Pascucci - e Identità di Farina - con Molino Casillo Altograno - nello Spazio Arena di scena le Nuove forme di ristorazione e il talk Hotel, ristoranti e spa: quando il design è sinonimo di ospitalità; e, ancora, Identità Inclusive… Oltre a tanto altro. Grande conclusione pure per la Bar Experiencededicata al mondo della mixology.
Per la ventesima edizione, Identità Milano celebra la Calabria come Regione Ospite del congresso. Un territorio dalla biodiversità straordinaria e dalla cultura gastronomica millenaria, dove mare e montagna si incontrano dando vita a una cucina autentica e ricca di sfumature. Chef e produttori calabresi protagonisti con uno stand dedicato ad una terra che sta riscrivendo la sua identità gastronomica con visione e innovazione.
Tra i “prodotti” di Identità Golose, non potevano mancare le Identità Olimpiche: sette grandi chef di montagna per Milano-Cortina 2026. Paolo Marchi ha avuto l’idea di un primo evento – altri ne seguiranno – che metta in luce i territori, le persone e le culture gastronomiche che s’annidano, spesso poco propagandate, nei luoghi che saranno sede delle Olimpiadi Milano-Cortina, questo per unire le forze e dimostrare che la cucina è un elemento chiave per valorizzare le Alpi e perché grandi chef hanno intrapreso una incredibile ricerca sui prodotti del bosco, del pascolo e della malga, sui pesci d’acqua dolce e sulle erbe spontanee, considerando che, oltre a Milano (con contorno di Rho e Assago) in Lombardia e Cortina in Veneto, le competizioni si svolgeranno pure a Bormio (Sondrio), Livigno (Sondrio), in Trentino a Predazzo e Tesero, in Sud Tirolo a Rasun-Anterselva. Forza Italia!

Allianz MiCo - North Wing
c/o Fiera Milano Congressi
P.zzale Carlo Magno, 1/Gate 16 Milano MI
www.identitagolose.it
(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)
Innovazione e tradizione con le eccellenze agro-alimentari d’Italia. All’Ipseoa Vespucci di Milano le eccellenze della Basilicata.
Eccellenze d’Italia ovvero, il Made in Italy a scuola e più precisamente, all’Alberghiero Vespucci di Milano dove il 14 febbraio scorso è stato attivato un format innovativo per le scuole che vede la presentazione a studenti, docenti ed esperti del settore in qualità di ospiti esterni dell’agroalimentare italiano. Il format si sviluppa attraverso l’invito, da parte della scuola, ad aziende e associazioni regionali che, portando i loro prodotti di qualità, li presentano alla platea di ascoltatori facendo toccare con mano quelle che sono e rappresentano le vere eccellenze nel settore del food&beverage italiano regionale.
Per il primo evento all’Istituto Alberghiero Vespucci di Milano, è andata in scena l’eccellenza agroalimentare della regione Basilicata promossa dall’Associazione Basilicata Today con la collaborazione dell’Associazione Lucani a Milano, di Regione Basilicata e Province di Matera e Potenza. All’evento sono intervenuti, dopo i saluti del promotore istituzionale, il dirigente del Vespucci, prof. Luigi Costanzo e del prof. Michele Petrocelli, organizzatore della manifestazione, il presidente e il vicepresidente di Basilicata Today, Nino Vitelli e Marco Fanuzzi e il giornalista Massimiliano Bordignon.
Nell’occasione sono state presentate alcune eccellenze agroalimentari lucane come la pasta Senatore Cappelli della filiera dei pastai di Irsina in provincia di Matera, i vini Aglianico e Primitivo delle Cantine Mantegna, sempre di Irsina, il pluripremiato e variegato miele dell’Apicoltura Giuseppe Spinelli di Oliveto Lucano (MT), il pane dello storico forno Rasulo di Montalbano Jonico (MT) che ha realizzato, per l’occasione, il prelibato “Pastizz’” (u pastizz' r'tunnar, calzone tipico farcito con carne di maiale, uova e formaggio) prodotto tutelato dalla denominazione d’origine protetta del comune di provenienza e l’olio extra EVO del territorio di Montalbano Jonico. Dalla provincia di Potenza sono arrivati, invece, i salumi del Parco Nazionale del Pollino e il celebre Caciocavallo podolico.



Infine, alcuni dolci secchi dei forni di Matera. Dopo la presentazione del documentario sulle Eccellenze Lucane, realizzato e prodotto dall’Associazione Basilicata Today, le studentesse e gli studenti della classe quinta Asv, magistralmente diretti dal prof. Antonio Gagliardi, hanno allestito un buffet con i prodotti sopraelencati che poi è stato possibile degustare. La pasta e altri piatti tipici della Basilicata sono stati preparati dalla brigata dei ragazzi della seconda G diretti dal prof. Lorenzo Bernardinello.
L’evento ha riscosso grande successo e per le prossime settimane sono già in programma altre manifestazioni dove saranno presentate le eccellenze italiane di altre regioni del Bel Paese.

Istituto Professionale Servizi per
l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera
Via Valvassori Peroni, 8 - 20133 Milano
Tel: +39 027610162
www.ipsarvespucci.edu.it
(articolo a cura di Michele Petrocelli)
"FINI" lancia la prima linea di pasta fresca ripiena senza lattosio
La storica azienda di Modena, simbolo di tradizione e qualità, dimostra la capacità di innovare con una risposta concreta e gustosa che arricchisce un segmento di mercato fino ad ora limitato.
Il
marchio FINI, simbolo di tradizione e qualità nella produzione di pasta fresca, lancia una nuova linea di pasta ripiena Senza Lattosio. Con l'intolleranza al lattosio che colpisce circa il 50% della popolazione italiana, l'azienda risponde a una crescente esigenza del consumatore, offrendo un prodotto innovativo, adatto non solo a chi soffre di intolleranza, ma anche a chi semplicemente ha difficoltà nella digestione di questo zucchero naturalmente presente nel latte e nei suoi derivati, senza rinunciare al gusto.
La linea Senza Lattosio in distribuzione da febbraio è una vera e propria novità nel mondo della pasta fresca ripiena, una categoria dove fino ad oggi le opzioni sono state limitate. Grazie ad un processo produttivo dedicato, Fini ha creato un'alternativa che coniuga la tradizione della pasta fresca emiliana con le esigenze alimentari moderne,con un prezzo accessibile (3,49 €), per una novità che risponde a un'esigenza sempre più sentita dai consumatori.
La nuova linea di pasta Fini Senza Lattosio si presenta come una soluzione gustosa non solo per gli intolleranti ma anche per tutti, che comprende tre referenze di pasta fresca ripiena, ognuna realizzata con formaggi delattosati e un processo produttivo dedicato che ne garantisce la sicurezza.

Fini ha scelto ingredienti di alta qualità, come uova e farina 100% italiane, uova allevate a terra, e sfoglia ruvida, proprio come vuole la tradizione emiliana.
Questa attenzione alla qualità si traduce in una novità assoluta nel mercato, una pasta che è buona, gustosa e finalmente per tutti, declinata in tre grandi classici della cucina italiana:
- Tortellini al prosciutto crudo senza lattosio (250g), ricchi di parmigiano reggiano e prosciutto crudo, dal gusto intenso e autentico. Perfetti da abbinare a panna e parmigiano per un piatto dal sapore inconfondibile.

- Ravioli ricotta e spinaci senza lattosio (250g), dove si fondono la tradizione gastronomica emiliana e l'innovazione, con un ripieno cremoso di ricotta delattosata e spinaci. Il piatto ideale da gustare con un po' di burro fuso e salvia per esaltarne il sapore delicato.

- Ravioli mozzarella e pomodoro senza lattosio (250g), un'altra combinazione perfetta della cucina italiana: la mozzarella delattosata e il pomodoro. Un ripieno saporito e ricco che si sposa alla perfezione con un semplice sugo di pomodori freschi o pelati.l
Il Gruppo Fini SpA, società 100% italiana di proprietà di Holding Carisma, è una storica realtà produttiva dell’alimentare. FINI è un marchio di pasta fresca che rappresenta in Italia e nel mondo tutto il gusto della tradizione emiliana in cucina. Dal 1912 ad oggi l’originaria salumeria-gastronomia di Modena si è trasformata in un moderno pastificio che conta oltre 100 dipendenti ed esporta i suoi prodotti in 30 Paesi nel mondo, sempre all’insegna di tradizione, territorio e qualità. Le Conserve della Nonna, nell’ampia gamma di referenze tipiche di tutte le regioni italiane, offre passate, sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, con la sicurezza di un grande gruppo industriale.

Taste 2025: grande successo per la 18ima edizione del salone enogastronomico di Pitti Immagine
La 18esima edizione del salone di Pitti Immagine dedicato alle eccellenze gastronomiche italiane supera di slancio le attese della vigilia: 8.500 compratori italiani ed esteri (+19% sul 2024) hanno avviato, coltivato e consolidato rapporti di lavoro con 770 produttori della più alta qualità. In totale sono stati oltre 12.300 i visitatori in tre giorni. Viva soddisfazione per la presenza del Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida.
Questa edizione di Taste - salone rivolto ai professionisti del settore food & beverage - non ha tradito le aspettative: con 770 espositori e 8.483 buyers (di cui 892 esteri, +23.5% rispetto allo scorso febbraio), la manifestazione di Pitti Immagine registra un nuovo record di presenze e consolida la leadership tra le manifestazioni dedicate alle piccole imprese italiane – familiari, artigianali, industriali – di eccellenza: la parte migliore dell’agroalimentare nazionale e delle specificità territoriali del Paese.
“Se mi guardo indietro, anche solo di qualche stagione quasi non credo a questi risultati, pur vivendo tutti i giorni l’impegno e la cura che le nostre persone mettono nell’organizzare e comunicare Taste… e i numeri, per quanto straordinari, non dicono tutto, non danno l’idea dell’atmosfera di questi giorni in Fortezza – è Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine che spiega – Bisognava esserci per capirlo: la cosa che mi ha dato più soddisfazione è il senso di energia allegra, del piacere di lavorare e incontrare, il rispetto e la curiosità che si stabilivano a ogni tavolo tra il produttore e il suo cliente, potenziale o già fedele, e tra gli espositori stessi. Credo che le nostre scelte di allestimento, grafica, selezione, alternanza di merceologie e storie, servizi e occasioni di formazione, diano un grande contributo, ma la verità è che questo è un mondo con qualità umane di grande spessore. E sono particolarmente contento che il ministro Lollobrigida abbia vissuto con noi questa esperienza, parlando con tantissimi espositori, interessandosi alle storie, registrando i problemi, incoraggiando programmi e desideri di crescita, portando l’attenzione del Governo, insieme al sottosegretario La Pietra. Ringrazio ovviamente anche la sindaca di Firenze, Sara Funaro e il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, anche loro qui a far sentire la vicinanza delle istituzioni”.
Sull’affluenza dei compratori (negozi specializzati, distributori e importatori, department store, professionisti dell’horeca, ristoratori, chef ed esperti delle materie prime) va intanto detto che l’aumento del 19% rispetto all’edizione del 2024 riproduce lo stesso aumento che lo scorso anno venne registrato rispetto al 2023… E i quasi 900 compratori esteri fanno un balzo addirittura di quasi il 24%, in rappresentanza di oltre 60 paesi. Ai primi posti troviamo Francia, Germania, Stati Uniti, Svizzera, Gran Bretagna, Spagna, Austria, Belgio, Olanda, Turchia; da segnalare anche le presenze dell’Est europeo e di tanti mercati extra continentali: Australia, Giappone, Canada, Corea del Sud, Singapore, Thailandia, Emirati Arabi e Arabia Saudita, Messico, Brasile, Nuova Zelanda.

Complessivamente, considerando anche agenti, rappresentanti e fornitori, gli oltre 600 tra giornalisti e operatori media e il pubblico di appassionati gourmet entrati in Fortezza nei tre giorni, Taste ha raggiunto e superato quota 12.300 visitatori.

“Ogni stagione miglioriamo la manifestazione anche ascoltando con attenzione le esigenze di espositori e buyer – è Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine che parla – Nei mesi scorsi sono arrivate molte domande di prima partecipazione, la maggior parte meritevoli di risposta positiva, ma dobbiamo crescere con giudizio e gradualità. L’esperienza e la conoscenza consolidate, grazie anche al contributo di Davide Paolini, sono decisivi per selezionare le nuove domande nel mantenere un alto livello di qualità e identità. Taste 2025, proprio come le costellazioni, che sono state il tema ispiratore di questa edizione, ha creato ancora una volta connessioni e nuovi abbinamenti intercettando le tendenze più vive del mercato e della cultura del food contemporanei. La spinta verso l’internazionalità era uno degli obiettivi posti e i risultati di questa edizione sono significativi, grazie anche al lavoro in stretta sinergia con Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Agenzia ICE, che ha permesso di portare in Fortezza un nutrito e qualificato gruppo di operatori da tutto il mondo. Concludo citando il successo e i tanti apprezzamenti per gli eventi e le partecipazioni speciali di questa edizione, il focus sui vini eroici da terre estreme, gli Spirits, i temi caldi e originali dei Taste Talk e dei Taste Ring di Paolini, e tutte le presentazioni andate in scena nella UniCredit Taste Arena. E seguitissimi i quasi 70 eventi in città per il FuoriDiTaste, sempre più originali e curati, che hanno reso protagoniste le nostre aziende in luoghi speciali di Firenze”.

Taste 2025
Festival, Mangiare
c/o Fortezza da Basso
Viale Filippo Strozzi, 1
Firenze FI - Italia
www.taste.pittimmagine.com
(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)
Slow Wine Fair e SANA Food, a BolognaFiere: “Orbene, questo matrimonio s’ha da fare…”
Dal 23 al 25 febbraio in contemporanea con Slow Wine Fair, BolognaFiere ospita SANA Food, il format dedicato alla sana alimentazione per il consumo fuori casa e al retail specializzato, che per l’occasione, si uniscono - quasi in un vero “sposalizio” - perché le due manifestazioni insieme offrono ai relativi target un’ampia gamma di prodotti sani e di vini bio e naturali. Resta fuori la “cosmetica bio” che si aggregherà al Cosmoprof 2025 del marzo prossimo.
Nei padiglioni 15 e 20 di BolognaFiere, saranno circa 1000 le cantine espositrici tra italiane ed estere (circa 5000 etichette sul banco di assaggio) distribuite in isole espositive in base al Paese e alla regione di provenienza e poi maste

rclass, incontri e conferenze… Le Aziende partecipanti si sono impegnate ad osservare il decalogo del Manifesto per il vino buono, pulito e giusto (50% biologico) a preservare l’ambiente e le sue risorse, a rispettare il paesaggio e il terroir del vino, a valorizzare la comunità agricola di cui sono espressione e a sostenerne la biodiversità. Slow Wine Fair per la sua quarta edizione, presenta anche un’area dedicata ad amari e spirits per coinvolgere il mondo della mixology, organizzando, in collaborazione con Amaroteca e con ANADI, la 5a edizione della Fiera dell’Amaro d’Italia.
E per la prima volta a Slow Wine Fair, per la gioia dei “coffee lovers” è presente in fiera uno spazio dedicato al mondo del caffè: lo Slow Food Coffee Coalition. “Caficoltori” (produttori e “coffee expert”) torrefattori ed esperti lì per fornire ai visitatori informazioni preziose sugli strumenti principali per approcciarsi all’assaggio in modo consapevole, per riconoscere, apprezzare e imparare a scegliere un caffè di qualità. A completare l’offerta per gli addetti ai lavori e per i visitatori, un ulteriore novità: lo spazio per i “sidri” (bevande alcoliche ottenute dalla fermentazione di frutta e/o di succo) il più diffuso è quello di mele, ma ottimi sono i sidri di pere, lamponi, ciliegie e di altri frutti (spesso in aggiunta a quello di mele). Bevanda - il sidro - che ha una storia antica e affascinante e radici profonde nelle culture europee, dove è stato a lungo popolare.

E poi c’è il SANA Food…
Sempre in BolognaFiere, in contemporanea con Slow Wine Fair, c’è la 36ima edizione del SANA Food ed è proprio questa la novità del 2025: il nuovo concept dedicato alla sana alimentazione fuori casa, con i suoi 10.000 visitatori del settore Food&Beverage.
L’evoluzione nei consumi e nei trend di settore, traduce SANA in SANA Food, dedicato esclusivamente al mondo dell’alimentazione per proporre alle aziende del bio e della sana alimentazione, il mondo dei consumi fuori casa con le sue opzioni nutrizionali sane e sostenibili per il pianeta e maggiormente in linea con le esigenze di un consumatore sempre più attento ai valori nutrizionali, per l’innovazione e il rispetto della tradizione. Il nuovo concept di fiera fa di SANA Food un appuntamento imperdibile per i professionisti della distribuzione – in particolare Horeca, negozi specializzati, gastronomie e cash&carry – interessati a rendere la propria offerta più adeguata a un pubblico sensibile ai prodotti di qualità, salutari e rispettosi dell’ambiente.
SANA Food ospita un vivace settore espositivo dedicato allo stile di vita vegano, vegetariano e plant based, che si innova in continuazione, trovando soluzioni alternative e gustose all’alimentazione tradizionale fatta di proteine animali. Questo settore è guidato da scelte sostenibili ed etiche e raggiunge numeri di mercato da capogiro: tra i consumatori tantissimi in particolare quelli di età compresa tra i 16 e i 40 anni (Gen Z e Millennials) e provenienti da 10 Paesi diversi. Al SANA Food si può accedere - al padiglione 18 - con lo stesso titolo di ingresso acquistato per Slow Wine Fair!
Domenico Lunghi, direttore manifestazioni dirette Food&Beverage di BolognaFiere: “Il connubio tra la Slow Wine Fair e il nuovo format di SANA Food darà vita a un appuntamento fieristico imprescindibile per la business community del biologico. SANA è stata, infatti, per 35 anni, la manifestazione di riferimento per l’alimentazione bio in Italia e ora, dal 2025, l’esposizione di questi cibi verrà affiancata da una mostra dove sono presenti 500 produttori di vino biologico e biodinamico. Pertanto, il visitatore specializzato bio (e non solo) troverà, in padiglioni attigui, proposte di eccellenza sia per il menù food che per la carta dei vini e il beverage. Le sinergie tra Slow Wine Fair e SANA Food saranno diverse. Ad esempio, grazie al supporto di ICE e alla contemporaneità delle due fiere, il respiro sarà ancora più internazionale: prevediamo l’arrivo di oltre 300 buyer esteri, dunque il 50% in più della passata edizione di Slow Wine Fair, con una partecipazione molto ampia dal Nord Europa, dal Nord America e dal Canada, e le significative new entry di Cina e Giappone. – e il direttore Lunghi continua - La collaborazione tra i due progetti ci consentirà, poi, di organizzare in fiera l’Aperitivo Sano / Bio / Sostenibile, coniugando la ricca offerta di vini e di spirits della Slow Wine Fair con i cibi “sani e sostenibili” di SANA Food. E a proposito di sostenibilità, fra gli obiettivi della Slow Wine Fair 2025 c’è anche quello di diventare un evento sempre più sostenibile: penso, ad esempio, al relamping (sostituzione)con illuminazione LED e sistemi di riduzione dei consumi energetici nei padiglioni, alla totale assenza di moquette, agli allestimenti con materiali il più possibile modulari, per facilitarne il riuso e il riciclo, e al fatto che quasi il 100% dei rifiuti prodotti da visitatori, produttori e allestitori entro il perimetro di BolognaFiere verrà raccolto, separato nelle varie frazioni e inviato al recupero”.
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BolognaFiere S.p.A.
Viale della Fiera, 20 Bologna BO ITALY
Tel. +39 051 282111
Fax. +39 051 6374004
www.bolognafiere.it
Prosciutto di San Daniele: una filiera in evoluzione per garantire qualità e distribuzione strategica
Valorizzazione del prodotto e collaborazione tra produttori e distributori al centro del confronto promosso dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele in collaborazione con The European House - Ambrosetti. La filiera estesa del Prosciutto di San Daniele è stata al centro di un importante confronto tra produttori e distributori, promosso dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele con il supporto di The European House – Ambrosetti (TEHA). L’evento, ospitato dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano, ha rappresentato un momento di riflessione strategica sulle sfide e le opportunità del comparto agroalimentare italiano. Nel contesto attuale, caratterizzato da un elevato grado di incertezza economica e geopolitica, il settore agroalimentare italiano continua a rappresentare un asset strategico per il Paese. Il Prosciutto di San Daniele, con un valore della produzione di oltre 320 milioni di euro e 2,5 milioni di cosce prodotte annue, si conferma una delle eccellenze del Made in Italy, generando un impatto economico significativo. Ogni euro di fatturato generato dal Prosciutto di San Daniele attiva 2,2 euro aggiuntivi nell’economia nazionale, contribuendo a un giro d’affari complessivo di oltre 1,1 miliardi di euro. Lo studio strategico realizzato da TEHA ha evidenziato il ruolo chiave della filiera agroalimentare italiana, che nel 2024 ha sfiorato i 70 miliardi di euro di export, confermando il Paese tra i principali attori del settore a livello globale. Il comparto della carne e dei salumi ha generato un valore aggiunto superiore agli 8 miliardi di euro, rappresentando l'11% del totale agrifood nazionale. Il Prosciutto di San Daniele, settimo prodotto certificato italiano per valore della produzione, ha registrato una crescita significativa, con effetti moltiplicativi rilevanti per i territori coinvolti. Il mercato della Dop San Daniele ha registrato, nel 2024, un aumento del 6,4%del volume venduto e una crescita sul valore dell’8,2%.
Un confronto strategico per il futuro della filiera
L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti del Consorzio, della ristorazione organizzata e della distribuzione, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo e individuare strategie comuni per valorizzare
il prodotto, migliorare il servizio distributivo e garantire la qualità per i consumatori.
Nicola Martelli, presidente del Consorzio del Prosciutto di San Daniele, ha introdotto il comparto illustrando che è composto da 31 produttori ben rappresentati da piccole aziende familiari e da grandi gruppi nazionali; un consorzio che rappresenta un grande distretto economico con un fatturato di oltre 350 milioni di € di valore alla produzione:
«Recentemente abbiamo potenziato e ripreso il dialogo con la grande distribuzione organizzata, partner strategico in grado di valorizzare e comunicare il San Daniele Dop – così si è espresso il presidente
Martelli – Un dialogo costruttivo tra gli attori della filiera estesa, quindi coinvolgendo distributori e ristoratori, è necessario per potenziare la presenza del prodotto. Il Consorzio – ha proseguito Martelli – ha fortemente voluto questo incontro per promuovere un momento di riflessione nei confronti del mercato e del consumatore finale, e per sviluppare un dialogo sulle sfide che attendono il comparto alimentare in generale, oltre al Prosciutto di San Daniele. Per questi motivi vorremmo impostare il nostro rapporto con la distribuzione in una dimensione nuova, ovvero un sistema di relazioni biunivoco per uno scambio di prospettive, necessità e problematiche per poter dare risposte precise al mercato e per tutelare la qualità dei prodotti per i consumatori. L’obiettivo primario del Consorzio - ha concluso il presidente Martelli - è preservare il prodotto, valorizzarlo e continuare a lavorare per migliorarne la qualità. In questa direzione si inserisce anche un nuovo progetto di segmentazione che definisce tre categorie di classificazione del Prosciutto di San Daniele Dop e regolamenta le stagionature più estese. Non si tratta di un’azione promozionale bensì di una regolamentazione che parte proprio dalle caratteristiche della materia prima».
Tra i principali temi affrontati, il contesto macroeconomico e le sue ripercussioni sul settore, l’evoluzione dei consumi e il ruolo strategico della distribuzione nel promuovere i prodotti a indicazione geografica. L’intervento di The European House – Ambrosetti ha messo in evidenza le prospettive future e l’importanza di una visione di medio-lungo termine per affrontare le sfide del comparto.
Verso una filiera più competitiva
Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele ha delineato le principali azioni strategiche per il futuro, con un focus sulla segmentazione del prodotto DOP per regolamentare le lunghe stagionature, il rafforzamento delle relazioni con la Distribuzione Moderna e la definizione di un sistema di quotazioni più stabile per contrastare la volatilità del mercato. Inoltre, il Consorzio ha avviato un Osservatorio periodico sui costi di produzione per monitorare le dinamiche del settore e garantire una maggiore tutela della filiera.
Un impegno congiunto per il Made in Italy
Il Prosciutto di San Daniele rappresenta un’eccellenza italiana che unisce tradizione, qualità e valore economico. La collaborazione tra produttori e distributori è fondamentale per garantire una crescita strategica e consolidare il posizionamento del prodotto sui mercati nazionali e internazionali. L’evento ha ribadito l’importanza di un approccio collaborativo per tutelare e valorizzare il Prosciutto di San Daniele, garantendo al contempo un’efficiente distribuzione, un elevato standard qualitativo e un servizio sempre più attento alle esigenze del consumatore finale.

Estratto dei contributi dei relator
Il giornalista Ferruccio De Bortoli ha offerto una riflessione sul contesto geopolitico attuale:
«La situazione geopolitica attuale è di una complessità assoluta, in questi giorni abbiamo assistito a tanti annunci, bisognerà ora vedere se questi si tradurranno in atti concreti. È necessario abituarsi a un contesto internazionale nel quale ‘si battono i pugni sul tavolo’ ben diverso dalle modalità precedenti ma sempre preferibile rispetto all’univoco uso delle armi degli ultimi tempi. Dobbiamo tener conto di una situazione in cui il contesto è cambiato così rapidamente che non possiamo che agire a livello europeo, anche per far pesare le nostre ragioni con le potenze mondiali. Le democrazie sono in declino, è finito l'ordine liberale del secondo dopoguerra al quale eravamo abituati e che ci ha consentito di stare nella parte occidentale. Ora abbiamo davanti una grande sfida di riproporre ai nostri cittadini un senso più compiuto della memoria storica, che hanno perso purtroppo, e sono disposti a barattare diritti e libertà con protezioni economiche di un certo tipo. Per alcuni la democrazia non è più una risposta valida a tanti interrogativi che emergono, un tema di fondo del quale dovremmo occuparci».

Lorenzo Pregliasco, founding partner di Quorum e Youtrend, ha analizzato il fenomeno della frammentazione sociale e culturale:
«La frammentazione investe molti aspetti della vita, l'abitudine a fruire in modalità ‘on demand’ di ogni contenuto culturale e informativo è in qualche modo effetto, ma anche motore di una trasformazione che ci porta a considerarci utenti in grado di scegliere direttamente il contenuto che interessa e di rifiutare le scalette imposte dall'alto, anche in politica. La speranza è l’emozione più diffusa, sentimento più aperto e incerto rispetto alla fiducia che rimane in posizioni ben più basse della speranza, dopo i sentimenti più negativi» - Pregliasco ha evidenziato inoltre una percezione diffusa di insoddisfazione nel Paese - «La percezione diffusa nel nostro Paese, da oltre dieci anni, è che le cose non stiano andando nel verso giusto". In questo scenario anche le incertezze interne rilevano paure e preoccupazioni su questioni economiche e sociali, come disoccupazione, sanità, povertà. Il percepito sullo stato dell’economia italiana è negativo, anche per il timore dell’aumento dei prezzi. I beni alimentari hanno registrato considerevoli aumenti nel corso dell’ultimo triennio: nel mese di gennaio 2025 l’indice dei prezzi al consumo è aumentato del 32% rispetto allo stesso periodo di dieci anni prima. L'acquisto di prodotti alimentari italiani e di qualità può rappresentare un porto sicuro, un rimedio, un'abitudine rassicurante e confortante. Il 54% degli italiani presta più attenzione alla qualità che al prezzo; quasi due terzi degli intervistati, dovendo scegliere tra qualità e prezzo preferiscono acquistare un prodotto alimentare italiano anche a costo di spendere di più».
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Armando Garosci, direttore di Largo Consumo, ha osservato come il mondo del commercio alimentare moderno sta interpretando questi fenomeni e queste situazioni. «Quando la politica fallisce nel rappresentare i soggetti e manca il senso di responsabilità subentra la burocrazia. La fotografia attuale evidenzia che il format supermercato e il discount cresce, il formato distributivo più in crisi oggi è l'ipermercato, mentre il libero servizio è in regressione. Il contesto richiederebbe maggiori attività in libero servizio ma attualmente i minimarket sono supermercati in miniatura; in Italia non è stato ancora perfezionato un modello definitivo per questo segmento. I retail più vivaci si trovano nel meridione e una società frammentata produce un retail frammentato, considerando che il negozio è uno specchio della società».

Benedetta Brioschi, partner e responsabile Food&Retail di The European House – Ambrosetti, ha messo in evidenza che «la filiera agroalimentare italiana si conferma un asset strategico per il Paese». Secondo i dati presentati, «per ogni euro di fatturato generato dal Prosciutto di San Daniele, se ne attivano 2,2 aggiuntivi nell'intera economia». Inoltre, solo «il 4,4% del valore dei consumi di carne e salumi remunera gli azionisti dell'intera filiera». Per affrontare il futuro, Brioschi ha insistito sulla necessità di «una visione di medio-lungo termine, che delinei con chiarezza e in modo oggettivo lo stato dell'arte e i principali fattori di cambiamento che interesseranno la filiera».

Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, ha evidenziato il ruolo centrale della distribuzione moderna. «La distribuzione moderna in particolare è il principale veicolo, tra l'80 e il 90% dei prodotti alimentari entrano nelle famiglie transitando nei punti vendita della distribuzione moderna». La sua missione, secondo Buttarelli, è «portare al maggior numero di persone l'accesso ai prodotti di qualità».

Eleonora Graffione, presidente dell'associazione Donne del Retail, ha posto l'accento sulla necessità di migliorare la professionalità nel settore della distribuzione. «Avere dei distributori competenti, che non siano focalizzati solo sul prezzo, ma sul valore che viene creato attraverso il percorso di un consorzio o di un produttore, si ripercuote sicuramente in un risultato positivo. È essenziale investire nella formazione del personale e nella valorizzazione dei prodotti di filiera per alzare la qualità degli stessi e del servizio. La competenza nel prodotto, la sostenibilità e la gestione accurata della distribuzione sono aspetti chiave per il futuro del settore».

Consorzio del Prosciutto di San Daniele
Via Ippolito Nievo 19
San Daniele del Friuli Udine – Italy
+39 0432 957515
prosciuttosandaniele@legalmail.it
Dalla BIT di Milano parte “Tipicità Connection 2025”: dall’Argentina al Giappone un lungo viaggio che prevede un fitto calendario di eventi e confronti
Tipicità come “connessione tra diversità” è il fil rouge del programma dell’intero anno del brand ombrello marchigiano, presentato a Milano in occasione della BIT-Borsa Internazionale del Turismo. Dunque, in occasione della BIT, presentate tutte le tappe di Tipicità nel 2025,
Sarà Tipicità Festival, la storica manifestazione che avrà luogo dal 7 al 9 marzo al Fermo Forum, ad aprire un anno di “connessioni” dall’Argentina all’Expo di Osaka.

Con oltre 150 realtà in rassegna e più di 100 eventi in programma, Tipicità Festival giunge alla sua trentatreesima edizione con un palinsesto che vedrà le tipicità marchigiane ed i territori della “regione al plurale” confrontarsi con altre comunità italiane caratterizzate da giacimenti gastronomici ed esperienze immersive delle rispettive comunità locali: dalla Sicilia al Veneto, dalla Puglia alla Liguria, e poi ancora Basilicata, Abruzzo, Umbria, Toscana.
Significativa anche la rappresentanza di realtà estere che giungeranno a Fermo per presentare cibi e culture, come Bahia Blanca dall’Argentina in veste di ospite ufficiale, insieme a delegazioni da Norvegia e Giappone.
Proseguendo il cammino nell’arco dell’anno, il viaggio di Tipicità prevede poi la versione “in blu” del Festival ad Ancona dal 17 al 23 maggio, che aprirà ufficialmente il Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi sviluppato insieme ad ANCI, una vera e propria esplorazione della regione in oltre venti tappe attraverso la suggestione di manifestazioni locali che raccontano l’essenza, la manualità e le eccellenze di borghi, città e territori marchigiani.
Poi, dall’1 al 7 giugno, Tipicità vola in Giappone per l’Expo Universale di Osaka, “atterrando” nuovamente sul suolo regionale, a Macerata, dove in ottobre andrà in scena “EVO, i linguaggi della tipicità”.

A presentare a Milano la Tipicità Connection 2025, insieme al direttore Angelo Serri, anche Andrea Maria Antonini, assessore all’agricotura della Regione Marche,
Francesca Bedeschi, direttrice di ANCI Marche, Annalisa Cerretani, assessore al turismo del Comune di Fermo, coordinati da Silvestro Serra, direttore di Touring.
Nel vernissage fuori fiera, che ha concluso la tre giorni milanese di Tipicità, apprezzatissimi gli “assaggi in connessione” proposti dagli chef dell’Accademia di Tipicità, Giammarco Di Girolami, Barbara Settembri, Daniel Orso, Davide Marchionni e dal ristoratore Alessio Bottacchiari con il supporto dell’Istituto alberghiero “Carlo Urbani” di Porto Sant’Elpidio. Ospite speciale lo chef giapponese Takashi Kido della Nippon Food Accademy.
Molto apprezzate dai numerosi giornalisti presenti anche le testimonianze dei partner Laura di Luca,Cooperlat Tre Valli, Belisario, insieme a Synatech, Cristianpack, Sorbatti, T-Trade, Drive Agency e Taf.
Agli eventi organizzati nel capoluogo lombardo anche tanti Sindaci ed amministratori dei Comuni sedi di tappa del Grand Tour delle Marche, tra i quali Macerata, Porto Recanati, Sarnano, Monteprandone e Cingoli.

Tutte le info e le novità su:
www.tipicita.it
A Londra assegnati i “Casello d’oro Awards” ai tredici caseifici vincitori dei Palii del Parmigiano Reggiano
Durante la serata al British Museum, alla presenza dell’ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Inigo Lambertini, sono state conferite due Menzioni speciali ai Parmigiano Reggiano con miglior struttura e con miglior profilo aromatico, entrambe andate al 4 Madonne Caseificio dell’Emilia, stabilimento di Varana di Serramazzoni (provincia di Modena).

Il Parmigiano Reggiano ha acceso la City: martedì 4 febbraio u.s., il Consorzio ha celebrato la seconda edizione dei Casello d’Oro Awards, il premio dedicato ai 13 caseifici vincitori dei Palii del Parmigiano Reggiano 2024. Inoltre sono state attribuite due Menzioni speciali per il Parmigiano Reggiano con miglior struttura e per quello con miglior profilo aromatico, entrambe andate al 4 Madonne Caseificio dell’Emilia, stabilimento di Varana di Serramazzoni (provincia di Modena). Dopo il successo del primo evento, che si è svolto lo scorso marzo presso l’Ambasciata d’Italia a Parigi, l’edizione 2025 si è tenuta al British Museum di Londra. Alla presenza dell’ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Inigo Lambertini, e della stampa italiana e inglese, la serata, condotta da Valentina Harris, una delle più riconosciute esperte britanniche di cucina italiana e volto noto della BBC, ha rinsaldato i legami tra la Dop e il Regno Unito, quarto mercato estero con oltre 6.500 tonnellate importate all’anno, il cui sell-in 2024 (fonte: NIQ) ha segnato una crescita del +17%rispetto all’anno precedente (al di sopra della media globale che si attesta al +13,7%).
Da 12 anni, nella zona d’origine della Dop (che comprende le province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova alla destra del fiume Po e Bologna alla sinistra del fiume Reno) si svolgono gare annuali denominate “Palio del Parmigiano Reggiano”. Ogni caseificio consorziato può partecipare iscrivendo un campione di Parmigiano Reggiano di 24-26 mesi che viene valutato da una giuria composta da assaggiatori certificati della APR - Associazione Assaggiatori Parmigiano Reggiano. Inoltre, in occasione del Palio Città di Casina e del Palio GustiaMo sono stati premiati due caseifici per la stagionatura 40 mesi. I 13 caseifici vincitori dei Palii del Parmigiano Reggiano 2024 sono:

Ambrosi Spa (Traversetolo, PR) – Vincitore del Palio di Montechiarugolo (Montechiarugolo, PR) • Caseificio Il Boiardo - Pratissolo Matilde di Canossa (Scandiano, RE) – Vincitore del Palio Teatro della Natura (Viano, RE) • Caseificio Sociale La Guardia (Coscogno, frazione di Pavullo nel Frignano, MO) – Vincitore del Palio del Frignano (Pavullo nel Frignano, MO) • Cooperativa Casearia Agrinascente (Fidenza, PR) – Vincitore del Palio dell’Artigianato di Soragna (Soragna, PR) • Latteria Agricola Arrivabene (Poggio Rusco, MN) – Vincitore del Palio dei Caseifici dell’Oltrepò Mantovano (Gonzaga, MN) • Latteria Sociale Cavecchia(Reggiolo, RE) – Vincitore del Palio di San Lucio (Guastalla, RE) • Latteria Sociale San Giorgio (Casina, RE) – Vincitore del Palio Città di Casina (Casina, RE) con la stagionatura 40 mesi • 4 Madonne Caseificio dell’Emilia (stabilimento di Baggiovara, frazione di Modena) – Vincitore del Palio GustiaMo (Modena) con la stagionatura 40 mesi • 4 Madonne Caseificio dell’Emilia (stabilimento di Medolla, MO) – Vincitore del Palio GustiaMo (Modena) • 4 Madonne Caseificio dell’Emilia (stabilimento di Valsamoggia, BO) – Vincitore del Palio di San Petronio (Bologna) • 4 Madonne Caseificio dell’Emilia (stabilimento di Varana di Serramazzoni, MO) – Vincitore del Palio Città di Casina (Casina, RE) • Rastelli Fratelli (Rubbiano, frazione di Solignano, PR) – Vincitore del Palio di Pellegrino Parmense (Pellegrino Parmense, PR) • Società Agricola Dall’Aglio(Gattatico, RE) – Vincitore del Palio Bibbiano la Culla (Ghiardo di Bibbiano, RE).
Le due Menzioni speciali per il Parmigiano Reggiano con miglior struttura e per quello con miglior profilo aromatico sono state attribuite in una degustazione alla cieca degli 11 campioni di 24 mesi da una giura internazionale d’eccezione, composta da Gennaro Contaldo (uno degli chef e personaggi televisivi più amati del Regno Unito, maestro di Jamie Oliver, autore di libri di cucina di grande successo), Maddalena Fossati Dondero (direttore de La Cucina Italiana e di Condé Nast Traveller Italia), Bronwen Percival (membro del comitato editoriale dell’Oxford Companion to Cheese, cofondatrice del sito web MicrobialFoods.org e acquirente del formaggio per Neal's Yard Dairy a Londra), Cornelia Poletto (chef e gestore del ristorante Cornelia Poletto, della scuola Cucina Cornelia Poletto e del bar gastronomia Paolas di Amburgo e noto volto della TV tedesca), Cathy Strange (ambasciatrice della cultura alimentare di Whole Foods Market e membro della Guilde Internationale des Fromagers, dell’American Cheese Society, de Les Dames d’Escoffier e della Cheese Importers Association) e Carlos Yescas (giudice ai World Cheese Awards, cofondatore di Lactography, autore di libri sui formaggi e collaboratore dell’Oxford Companion to Cheese).

Tra i protagonisti della serata anche Ronan Currie, assistant blender di The GlenAllachie Distillery, e George Wills, UK sales & marketing manager di Kilchoman Distillery, due delle più apprezzate distillerie artigiane della Scozia. Lo scotch whisky è un prodotto ideale per il pairing (abbinamento) con il Parmigiano Reggiano per le moltissime affinità che condividono: dal legame inscindibile delle materie prime (l’acqua il primo, il latte crudo il secondo) con la zona di origine, alla fondamentale importanza del tempo (detto “invecchiamento” per il distillato e “stagionatura” per il formaggio) nell’evoluzione di sapori e aromi; dalla versatilità di abbinamenti e utilizzi in cucina, al ruolo di portabandiera dell’eccellenza nazionale nel mondo (come il Parmigiano Reggianoè un’icona del Made in Italy con un giro d’affari che supera i 3 miliardi di euro e un export che raggiunge quasi il 50%, il whisky è sinonimo di Scozia con un giro d’affari che supera i 7,1 miliardi di sterline e un export che supera il 78% del totale – fonte: Scottish Development International, l’agenzia ufficiale del Governo scozzese che promuove i rapporti commerciali tra la Scozia e i mercati esteri).
I due scotch whisky sono stati anche i protagonisti dei due signature cocktail creati per l’occasione da Giorgio Bargiani, assistant director of mixology del The Connaught di Londra. Nel primo, chiamato Pomo d’Oro e abbinato al Parmigiano Reggiano 24 mesi, il Kilchoman Whisky Machir Bay (un single malt maturato in botti di ex-bourbon ed ex-sherry, con note di agrumi, vaniglia stratificata, caramello e fumo di torba marittima) è stato mixato al Cinzano Vermouth Bianco, a un liquore di pomodoro e ad alcune gocce di Tonka bitter, e guarnito con un cappero. Nel secondo, battezzato Salt Fat Acid Heat e presentato in pairing con il Parmigiano Reggiano 40 mesi, il GlenAllachie 11 Years Old Marsala Wood Finish (invecchiato per 8 anni in botti ex-bourbon di rovere americano e con un finish di circa 42 mesi in botti di Marsala, caratterizzato da una sensazione al palato ben arrotondata, ricca di frutta dolce e caramello morbido, con una percezione in bocca vellutata e un finale lungo) è stato mescolato con Amontillado Sherry, aceto balsamico, salsa di soia e Cedrata Tassoni, e guarnito con uno spicchio di mandarino cinese, in un cocktail che riflette tutti gli elementi base del gusto. La Dop si è riconfermata non solo un prodotto di estrema versatilità e distintività, ma anche un elemento irrinunciabile di ogni momento di convivialità, come una degustazione di alta mixology con gli amici. 
L’,ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Inigo Lambertini, ha dichiarato: «Sono particolarmente lieto che il Consorzio del Parmigiano Reggiano abbia scelto Londra come cornice per celebrare un appuntamento così importante come i Casello d’Oro Awards. Per il Parmigiano Reggiano Dop il Regno Unito è infatti, storicamente, un mercato di primaria importanza, dove continua a riscuotere grandi successi nonostante le sfide poste dalla Brexit e dalle nuove regolamentazioni doganali entrate in vigore nel corso dell’anno. Il Parmigiano Reggiano Dop resta un simbolo dell’eccellenza, della tradizione e del saper fare italiani, tramandato nei secoli da generazioni di allevatori, agricoltori e casari. E nel Regno Unito è diventato un ingrediente imprescindibile, che rafforza i legami gastronomici e culturali tra i due Paesi».

«Siamo orgogliosi di aver celebrato la seconda edizione dei Casello d’Oro Awards», ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio, «e di aver assegnato il premio ai 13 caseifici che nel 2024 hanno vinto i Palii del Parmigiano Reggiano. La Dop è un prodotto sempre più internazionale, con una quota export che ha quasi raggiunto il 50%. Dopol’Ambasciata d’Italia a Parigi, sede della prima edizione, abbiamo scelto come palcoscenico dell’evento di ieri lo splendido British Museum di Londra, la capitale del nostro quarto mercato estero, con oltre 6.500 tonnellate importate all’anno e un sell-in 2024 che ha segnato una crescita del +17% rispetto all’anno precedente. Per la nostra Dop, che punta a diventare una marca iconica globale, non è fondamentale solo esportare il prodotto, ma anche la cultura di prodotto. Eventi come questo rappresentano occasioni importanti per celebrare il matrimonio tra il Parmigiano Reggiano e i mercati esteri e continuare a tracciare la strada per far emergere le distintività della nostra Dop, sensibilizzando i consumatori di tutto il mondo»
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Arriva San Valentino! Ecco otto proposte per celebrare in quota il giorno dedicato all’amore...
San Valentino 2025: ecco 8 proposte per celebrare in quota il giorno dedicato all’amore:
Benessere glaciale a San Valentino, a Livigno

Per le coppie che vogliono festeggiare in modo originale San Valentino e non temono il freddo, la Snow SPA Experience dell’hotel Lac Salin di Livigno è l’esperienza “fuoriclasse” che fa battere il cuore. La neve è stata trasformata in una spa speciale: le mura di neve circondano una vasca idromassaggio riempita con acqua calda. In questo particolare idromassaggio dal nome Nef Jacuzzi (nef è il termine dialettale che a Livigno indica la neve) si celebra il giorno dedicato all’amore galleggiando all’aperto in un contesto inusuale. Nel centro benessere si
può prenotare
un rituale di coppia nella private spa e rilassarsi poi nelle saune e nelle sale relax. Per la cena, al ristorante Stua da Legn si va dal menu speciale, vegetariano, firmato dallochef Andrea Fugnanesi. Per un soggiorno davvero romantico si può soggiornare nella SPA Suite (con sauna e vasca idromassaggio di coppia) arredata con gli elementi del territorio: legno, pietra, fuoco ed acqua sono utilizzati con maestria per rendere l’ambiente caldo ed accogliente. Il cirmolo, noto per le sue proprietà terapeutiche, il larice, apprezzato per la sua leggerezza e resistenza e l’abete invecchiato naturalmente, con i loro profumi, evocano un’atmosfera onirica. https://www.lacsalin.com/it/hotel-livigno-con-spa/snow-spa-experience
Cena nel ristorante più piccolo del mondo: Auracher Löchl, in Tirolo
È la sala ristorante più piccola che si possa immaginare: ospita solamente un tavolino per due e un giradischi in vinile. 15 metri quadri di romanticismo. Questo angolo idilliaco appartiene allo storico ristorante Auracher Löchl, ma gode di una posizione riservata, lontana dalla clientela, sull’arco a ponte che sovrasta la via Römerhofgasse nel centro storico della splendida cittadina di Kufstein (Austria, regione Tirolo), con deliziosa vista sulle facciate delle case medioevali. Il menu offre i piatti tradizionali della cucina tirolese, serviti a lume di candela. Prima di cena è consigliato l’aperitivo nell’atmosfera particolare anni ‘20 dello Stollen 1930, il gin bar annesso all’Auracher Löchl, che espone la collezione di gin più grande al mondo, annoverata nei Guinness dei primati. https://www.kufstein.com/it/kufstein/info/piccolo-ristorante-su-di-un-ponte-al-mondo.html
Hotel Chalet Mirabell: coccole per due, chalet nel bosco ed escursione con i lama
L’Hotel Chalet Mirabell, oasi a 5 stelle di Avelengo affacciata sulla conca di Merano, è un nido privato ideale per festeggiare il giorno di San Valentino! La bellissima spa di 6.000 mq è senza dubbio un paradiso per concedersi coccole di coppia: tante aree relax con lettini king size, piscine riscaldate, diverse saune e bagni di vapore, Whirpool esterno, salottino con caminetto e vista sulle montagne imbiancate. Ma nella private spa con cabina 2 posti a raggi infrarossi, doppia doccia sensoriale, lettini da massaggio ed elegante lounge in esclusiva, il relax è davvero speciale: tra i trattamenti da non perdere, “Mirabell Love”, quasi 2 ore e mezza di benessere con bagno privato alle rose seguito da un peeling delicato al miele, un massaggio integrale con olio aromatico, cioccolatini afrodisiaci accompagnati da una bollicina altoatesina, tutto a lume di candela (145 minuti, € 354,00 per la coppia). Per un soggiorno di privacy assoluta basta concedersi il lusso di una villa privata ai margini del bosco: la più esclusiva è la Premium Forest, oltre 300 mq con piscina privata 9x4 mt (riscaldata per l'inverno) e zone idromassaggio, aree relax con lettini prendisole, lounge all'aperto con bbq, sauna finlandese privata "Black Edition" con funzione a infrarossi, zona fitness (esterna e interna), grande living con caminetto, cantinetta con una selezione di champagne e vini locali, e la possibilità di avere uno chef privato (a partire da € 3.950 al giorno). E per finire in bellezza, perchè non concedersi un’originale escursione con i lama sulla neve per fare la conoscenza di questi buffi animali e godersi il silenzio e la magia del paesaggio incantanto dell’altipiano?
https://www.residence-mirabell.com/it
Aqua Dome, in Tirolo: 14 febbraio nell’acqua termale
In Tirolo, alle scenografiche terme AQUA DOME, le coppie possono scegliere tra 12 piscine, 12 saune, tante stanze relax per sognare ad occhi aperti (e chiusi) e festeggiare San Valentino. Tra le vasche più amate ci sono le vasche all'aperto che sembrano fluttuare nell’aria, bacini futuristi che sono un capolavoro architettonico, armoniosamente progettato intorno alla natura. Un cono di vetro luminoso unisce attraverso una scala interna le tre piscine e offre una vista sul panorama montano. Di notte, questo complesso di vetro si illumina con colori vivaci e brilla con le stelle del firmamento. Ogni vasca contiene una speciale attrazione: nella vasca salina c’è un contenuto di sale del 5%, si ascolta una dolce musica subacquea e ci si sdraia su comodi lettini immersi nell’acqua. Il rilassamento profondo si può sperimentare nella vasca idromassaggio e nella vasca di zolfo con i benefici dell’acqua solforosa termale.
www.aqua-dome.at
Love & gourmet all’Hotel Elephant di Bressanone
All’Hote Elephant di Bressanone la festa degli innamorati ha un sapore davvero speciale. Ed è quello della cucina stellata dello Chef Mathias Bachmann che la sera del 14 febbraio invita a brindare all’amore con un’esclusiva cena a lume di candela nella bellissima e calda atmosfera delle stube del Ristorante Elephant con un menù speciale per gustare piatti raffinati accompagnati da calici di vino eccellenti scelti nella ricchissima cantina dell’hotel. Di notte si riposa in una delle magnifiche Suite appena ristrutturate all’ultimo piano con vista sulle montagne ancora imbiancate e sulle luci di Bressanone. Il pacchetto “San Valentino Special” offre 1 notte (in 14 – out 15 febbraio) con cena romantica (bevande escluse), una bottiglia di Franciacorta e una sorpresa in camera, e l’occasione di immergersi anche nell’eleganza discreta della nuovissima spa ricavata nelle ex scuderie dove è possibile regalarsi momenti di assoluto relax sui lettini a bordo dell’ampia piscina, concedersi una sauna finlandese o un rigenerante bagno di vapore in un ambiente intimo e raffinato, dal design caldo ed essenziale in cui i colori della terra fanno da contrasto al turchese dell’acqua. Per momenti wellness indimenticabili. Prezzo a coppia € 471 (in Junior Suite) o € 581 (in Suite). https://www.hotelelephant.com/it

A Ortisei, Cupido scocca le frecce a tavola e alla spa
Per San Valentino l’hotel 5 stelle Gardena Grödnerhof propone un soggiorno nella nuova esclusiva Suite Chalet Seceda di 75 m², Tutte le suite, sono arredate in un raffinato stile alpino contemporaneo, impreziosite da materiali naturali e dettagli ricercati. Gli innamorati potranno immergersi in un’atmosfera intima e rilassante, arricchita da ogni comfort moderno: una camera da letto di lusso e una seducente stanza da bagno con sauna. La cena stellata al ristorante gourmet Anna Stuben è firmata dallo chef stellato Reimund Brunner e dal sommelier Egon Perathoner, affiancati dai loro rispettivi team, che operano con grande affiatamento e competenza. La spa svela tanti trattamenti rilassanti, da sperimentare in coppia, come il massaggio Gardena: un massaggio personalizzato, eseguito con varie tecniche che si adattano perfettamente alle necessità individuali. L’uso mirato di oli essenziali contribuisce a massimizzare i benefici. www.gardena.it
San Valentino a cavallo nei pressi di Brunico, in Alto Adige
Per gli amanti dell’equitazione, trascorrere San Valentino a cavallo sulla neve è un sogno realizzabile al maneggio privato del Luxury Chalet Purmontes del gruppo Winklerhotels. Insieme a Judith Faller, responsabile del maneggio, si sceglie quale coppia di cavalli è quella più adatta alle proprie capacità per una romantica lezione (se si è principianti) o un’uscita nei boschi del pittoresco paese altoatesino di Mantana (per chi ha già dimestichezza con i cavalli). Il soggiorno al Purmontes promette un lussuoso San Valentino: tutti i 5 chalet hanno una piscina privata, vasca idromassaggio e doccia emozionale, un grande salotto open space arredato con eleganza. I servizi sono al top: il ristorante os
pita massimo 5 tavoli, la spa offre sauna, bagno turco, idromassaggio e una sala relax davvero speciale, con dettagli particolari come il muschio autentico per sottolineare il legame con la natura. www.winklerhotels.com/it/sporthotel/hotel-con-maneggio

Al Tyrol di Selva di Valgardena per una day spa di coppia
Regalarsi un percorso spa di coppia per festeggiare in totale relax il giorno degli innamorati è senza dubbio un’ottima idea. Se poi è una spa di montagna, intima, silenziosa, dovelasciarsi coccolare dai vapori termali mentre fuori i fiocchi di neve imbiancano il paesaggio, allora il gioco è fatto. L’Hotel Tyrol di Selva di Val Gardena, elegante “casa” di montagna dove l’atmosfera calda e famigliare è già una coccola appena varcata la soglia, ha pensato agli innamorati con un pacchetto “Day Spa” davvero interessante: un’intera giornata di benessere e relax tra la piscina coperta, riscaldata sempre a 30° con pavimento in lastre di dolomia e soffitti di stucco e roccia, il mondo delle saune (la sauna aromatica, la sauna stube, il bagno turco, la vasca salina e la nuova sala relax al sale himalayano) l’idromassaggio esterno e la romantica sauna in baita circondati dal silenzio e dall’incanto delle montagne innevate. Il pacchetto di € 200 euro a persona comprende l’accesso alla spa, il pranzo al TyBistrot con menù healthy preparato dallo chef stellato Alessandro Martellini, un massaggio rilassante del valore di € 110 nell’elegante area beauty, borsa con accappatoio e slippers. E la certezza di essersi fatti un regalo che rimane nel cuore.
www.tyrolhotel.it
BIT 2025: per addetti ai lavori e per interessati… davvero inevitabile!
Per conoscere le novità e i trend di mercato, per incontrare i fornitori, trovarne di nuovi e fare business, per aggiornarsi partecipando al ricco programma di eventi/convegni… bisogna partecipare alla Bit 2025 - nei padiglioni 9 e 11 di Fiera Milano Rho - e quindi incontrare l’offerta turistica mondiale e lasciarsi ispirare dalle proposte di viaggio degli oltre mille espositori da 64 Paesi. Nel cuore dell’Europa, in una delle città più innovative al mondo, al centro del business, dell’innovazione e del futuro, Bit è la fiera internazionale del turismo in Italia. Un marketplace a supporto dell’industria turistica in Italia e nel mondo. L’unica che connette il mondo dei professionisti del settore in un contesto totalmente b2b, ma che contemporaneamente offre agli appassionati di viaggi l’opportunità di incontrare direttamente professionisti del settore provenienti da tutto il mondo.
Chi espone?
Associazioni del settore turistico, Attrazioni turistiche, Compagnie di crociera e di navigazione,
DMC (Destination Management Company), Enti del turismo/Destinazioni internazionali, Enti di promozione italiani, Formazione per il turismo/Università per il turismo, Location per eventi, Network Agenzie Viaggi, Servizi per il turismo, Strutture ricettive, Tecnologia e servizi tecnologici per il turismo, Tour operator e Trasporti.
Suddivisa per aree tematiche, Bit riunisce sotto lo stesso tetto tutta la filiera del turismo leisure, business e congressuale:
LEISURE
È la sezione in cui si incontrano domanda e offerta del turismo internazionale, secondo un sistema di appuntamenti prefissati, ma anche dove il pubblico può scoprire le destinazioni, nuove mete di vacanza e attrazioni meno note.
DIGITAL
Digital raggruppa le aziende che offrono servizi di business & networking: contenuti esclusivi digitali e social, sia fisici che virtuali.
HOSPITALIT
Un’area interamente dedicata al mondo dell’ospitalità e dei meeting e congressi riservata agli operatori del MICE e ai top buyer.
Abit 2025, il buyer giusto per il tuo prodotto
Il programma di Incoming buyer è curato dal team Buyer di BIT che lavora tutto l’anno per individuare i buyer internazionali più interessanti per l’offerta turistica presente in fiera.
My Matching
Trasforma le tue relazioni in concrete opportunità di business, costruisci e consolida i contatti con la piattaforma digitale My Matching, prima, durante e dopo la fiera. Grazie a un motore di ricerca altamente evoluto My Matching è in grado di suggerirti i partner ideali. Con My Matching potrai, inoltre, gestire la tua agenda in fiera, ottimizzando il tuo tempo e valorizzando al meglio la tua partecipazione.
Come accedere alla piattaforma My Matching? Completa l’iscrizione alla manifestazione per ricevere dalla nostra segreteria organizzativa il link di accesso.
Allora…
Da un lato oggi la parola d’ordine è viaggio emozionale all’insegna della consapevolezza green e della ricerca di spazi e tempi per il benessere, dall’altra emerge l’interesse a combinare vacanze e lavoro nello stesso viaggio: workation, bleisure, team bonding e digital nomadism sono forme di turismo sempre più diffuse. Il 12% degli italiani intende praticarne almeno una nel 2024, una percentuale che è doppia rispetto al 2023, mentre il 50% si dice genericamente interessato a farlo in futuro, tra questi ultimi soprattutto i Millennials e la Gen Z (fonte: EY).
Questi saranno i principali argomenti al centro del dibattito dei BIT TALKS “Bringing innovation into travel” 2025

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Fiera Milano S.p.A.
SEDE OPERATIVA
Strada Statale del Sempione 28, 20017
Rho (Milano)
Arte Fiera - a Bologna - si conclude con un gran successo l'edizione 2025


Il Direttore artistico Simone Menegoi, al compimento di un percorso di grande rilancio della fiera, passa il testimone a Davide Ferri. A poche ore dalla conclusione di un’edizione di successo, Arte Fiera trae i primi bilanci e annuncia le prime novità per il 2026. I segnali positivi si sono manifestati chiaramente fin dal giorno della preview, quando la proposta delle 176 gallerie espositrici è stata apprezzata da un pubblico qualificato, composto da collezionisti VIP, di cui circa 400 ospiti della fiera, rappresentanti di istituzioni, operatori, giornalisti, arrivati da tutta Italia e non solo, per incontrarsi nei padiglioni 25 e 26.
Significativa anche l’affluenza nei giorni di apertura al pubblico: a poche ore dalla chiusura sono state toccate le 50.000 presenze, mentre la stampa generalista e di settore, insieme alle radio e tv, ha dedicato ampi approfondimenti alla manifestazione e ai suoi progetti speciali, accompagnando l’attesa di Arte Fiera e raccontandola giorno per giorno. In forte crescita anche l’attenzione sui social, sia in termini di follower che dell’engagement suscitato, in un’ulteriore amplificazione della grande comunità di Arte Fiera. Grande successo per gli appuntamenti di Book Talk, dedicati al rapporto tra arte ed editoria, e per i progetti speciali del public program: la performance di Adelaide Cioni al Padiglione de l’Esprit Nouveau, frutto della collaborazione fra Arte Fiera e Fondazione Furla per il programma di azioni dal vivo e il progetto di Maurizio Nannucci per la serie di commissioni Opus Novum, che ha offerto a molti visitatori la possibilità di tornare a casa con un’opera d’arte: la shopper della fiera, concepita appositamente dall’artista come un multiplo inedito.

Dal punto di vista del mercato Arte Fiera ha mostrato la sua capacità di rappresentare la varietà dell’offerta artistica, dalle sue forme più accessibili, rappresentate dall’arte moltiplicata, agli artisti emergenti, alle opere di grandi maestri, sia nel moderno che nel contemporaneo. Incoraggianti le vendite fin dal primo giorno, nonostante una fase generale difficile e la notizia, arrivata proprio nei giorni della fiera, della mancata opportunità dell’abbassamento dell’IVA per le opere d’arte nel nostro Paese.
Arte Fiera 48 segna la conclusione della direzione artistica di Simone Menegoi - a cui si è affiancato negli ultimi tre anni, in una inedita sinergia, Enea Righi come direttore operativo - e il compimento del percorso da lui avviato nel 2019, il cui obiettivo era ridare centralità alla manifestazione bolognese come punto di riferimento delle gallerie italiane e dell’arte italiana del XX e XXI secolo; obiettivo che può dirsi ormai pienamente raggiunto.
Nel dare appuntamento al 2026, Arte Fiera annuncia il suo nuovo Direttore artistico, il critico d’arte e curatore indipendente Davide Ferri, già curatore nel 2019 del progetto speciale di Arte Fiera Solo figura e sfondo, e dal 2020 della sezione Pittura XXI.
Sono stati 7 i premi assegnati nel corso di Arte Fiera, riconoscimenti rappresentativi di diverse forme di sostegno all’arte italiana: dai premi promossi da collezioni private e partner alle acquisizioni, fino alla collaborazione con il più importante riconoscimento nazionale dedicato alla pittura.
- Il Premio BPER è stato assegnato a Sabrina Mezzaqui, rappresentata dalla Galleria Massimo Minini, con l’opera Lettere, 2010. Una menzione speciale anche per Arianna Zama, rappresentata da Fuocherello, con le opere Rosa, come le gengive dei leopardi, 2025 e Pastorello non ti scordar di me, olio su tela, 2023.
- Il Premio Marval Collection è stato assegnato a Sang Woo Kim, rappresentato da Herald St, con l’opera The corner 015, 2024 e Wenhui Hao, rappresentato da L.U.P.O. – Lorenzelli Projects, con l’opera Blue Butterfly Passage, 2025.
- Il Premio Collezione Righi è stato assegnato ad Andrea Romano, rappresentato da Federica Schiavo Gallery con le opere Anteo, The Art of Self-Denial, 2024 e Te Rerioa, Fake Flock Two, 2024.
- Il Premio Officina Arte Ducati è stato conferito a Marinella Senatore, rappresentata dalla Galleria Mazzoleni, con l’opera There is so much we can learn from the sun, 2024.
- Il Premio Osvaldo Licini by Fainplast individua uno dei suoi cinque finalisti Sebastiano Impellizzeri, rappresentato da Société Interludio.
- Il Premio Rotary è stato assegnato alla Galleria Studio G7. Il Premio Rotaract e Premio Andrea Sapone sono stati assegnati a Juri Bizzotto, rappresentato dalla Galleria Astuni Public Studio.
- The Collectors.Chain Prize by Art Defender è stato assegnato a Leila Erdman – Tabakashvili, rappresentata da A Pick Gallery, con le opere Stability.jpg, 2024,… and I run from you to you.jpg, 2024, The wind, the wind, dry their tears, let them sleep, bring tomorrow closer.jpg, 2024.
Davide Ferri (Forlì, 1974) vive a Roma. È critico d’arte e curatore indipendente. È docente di Museografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dal 2020 è curatore della sezione “Pittura XXI” all’interno di Arte Fiera, Bologna. Collabora stabilmente come curatore con Palazzo De’ Toschi - Banca di Bologna e con la Fondazione Coppola di Vicenza. Dal 2012 è curatore della Sezione Arte del Festival teatrale Ipercorpo.
Lo storico marchio di rum Callwood premiato da USA TODAY quarto miglior rum dei Caraibi e il Soggy Dollar è il miglior beach bar, sempre dei Caraibi

Le Isole Vergini Britanniche (BVI) continuano a distinguersi come una delle destinazioni turistiche più apprezzate, ricevendo importanti riconoscimenti dagli USA TODAY 10Best Readers' Choice Awards 2025. Il celebre Soggy Dollar Bar è stato premiato come il miglior Beach Bar dei Caraibi, mentre Hendo’s Hideoute Poor Man’s Bar si sono piazzati rispettivamente al 4° e 5° posto. A questi traguardi si aggiunge anche il riconoscimento per la storica Callwood Rum Distillery e il suo Arundel Cane Rum, in classifica come il 4° miglior rum dei Caraibi nel 2025. Questi riconoscimenti sottolineano l'eccezionale ospitalità delle BVI, le sue strutture di livello mondiale e il ricco patrimonio culturale, a breve distanza dall’inserimento nella prestigiosa
lista del New York Times "52 Places to Go in 2025". Commentando i premi, Clive McCoy, il Director of Tourism delle Isole Vergini Britanniche, ha condiviso la sua soddisfazione: “Siamo entusiasti di avere tre dei nostri iconici beach bar riconosciuti tra i migliori dei Caraibi, una regione celebrata per la sua vivace cultura dei bar. Questi locali, insieme ai loro team, hanno giocato un ruolo significativo nel migliorare la reputazione delle BVI offrendo esperienze eccezionali ai nostri visitatori. Estendiamo la nostra sincera gratitudine anche ai lettori che hanno votato e continuano a supportare le nostre amate isole."
Gli USA TODAY 10Best Awards celebrano l'eccellenza nelle destinazioni, attrazioni, hotel, ristoranti e categorie legate ai viaggi. Un panel di esperti nomina i migliori contendenti e i lettori determinano i vincitori attraverso il voto online. La piattaforma attira una media di 5 milioni di visitatori al mese, evidenziando l'importanza di questo riconoscimento. Con questi nuovi premi, le Isole Vergini Britanniche riaffermano il loro status di destinazione imperdibile per i viaggiatori in cerca di esperienze uniche sulla spiaggia e del vero fascino caraibico.

A proposito delle Isole Vergini Britanniche
Conosciute come una destinazione preziosa e ricca di esperienze da scoprire, le Isole Vergini Britanniche (BVI) sono un arcipelago affascinante composto da 60 isole e baie situate nella regione nord-orientale del Mar dei Caraibi. Grazie alle numerose ville private e ai lussuosi resort, boutique, non mancano le strutture dove alloggiare tra cui scegliere, sia per viaggi di piacere che per viaggi MICE (meeting, eventi e incentivi). Le BVI sono state a lungo acclamate come la capitale mondiale della vela per la loro navigazione in linea d'aria, per la miriade di opzioni di noleggio d’imbarcazioni (a scafo nudo, con equipaggio, a motore, a vela tradizionale issata) e per l'ampia gamma di esperienze che si rivolgono in particolare ai diportisti. Le BVI sono continuamente premiate con riconoscimenti, tra cui "Top Islands in the Caribbean, Bermuda and the Bahamas" nei World's Best Awards 2020 di Travel + Leisure, il piazzamento al secondo posto nell'ambita lista "52 Places to Go in 2020" del New York Times e la posizione "#1 Best Place to Visit in the Caribbean" di U.S. News & World Report nel 2017, 2018 e 2019 e al secondo posto per il 2021-2022. Per ulteriori informazioni su come vivere BVILOVE, visitare il sito web dell'Ente del Turismo e della Film Commission delle Isole Vergini Britanniche all'indirizzo: bvitourism.com o contattare il numero:
1-800-835-8530.

The British Virgin Islands Tourist Board & Film Commission
Email: bvi.italy@aviareps.com | www.bvitourism.it
Frutti tropicali a Berlino: tutti li cercano, tanti li vogliono, molti li comprano e li gustano!

È per questo che la “Fruit Logistica di Berlino” è l’evento internazionale più importante al mondo per il comparto della frutta fresca e la più importante d'Europa per il settore ortofrutticolo (e anche per i servizi logistici connessi) che, in nome della globalizzazione, oggi sono alla portata di tutti: grande distribuzione, grossisti, catene di vendita, compratori di negozi specializzati e ristoratori. Chef compresi che, in tanti, sono lì con l’obiettivo di vedere prodotti originali - molti mai visti prima - per conoscerne le peculiarità direttamente dai loro produttori, assaggiarli, gustarne la freschezza, la qualità e portarseli a casa… Oltre a frutta fresca, anche insalate e baby-leaf (“giovani” ortaggi a foglia) per la I e la IV Gamma.
A Berlino l'Italia si conferma il primo paese espositore con 429 stands (su 2562 in totale) oltre ad associazioni, enti pubblici e organi istituzionali, nostrani, presenti “d’ufficio” assistiti per l’occasione da “Info & Investment Desk”. Visti tra i padiglioni, anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e varie autorità come il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, il presidente dell'ICE-Agenzia Matteo Zoppas, Massimiliano Giansanti, (Confagricoltura) e Cristiano Fini (Cia - Agricoltori Italiani) accompagnati dall'ambasciatore d'Italia in Germania Fabrizio Bucci.


È il “Jackfruit” (o jaca o giaco) l’ultimo arrivato dal pianeta globale, è coltivato in Thailandia, ma si trova anche nell’America meridionale, cresce su alberi di 30 metri e può arrivare a pesare anche 30 chili (!) è il frutto tropicale più grande del mondo; appartiene alla famiglia delle "Moraceae" come anche fico, gelso, albero del pane; consumato crudo, ha un sapore simile a quello dell’ananas, della vaniglia, della fragola e della banana - in realtà il suo sapore assume il gusto dei cibi con cui lo si accompagna: si può gustare sia crudo che cotto (così ha il sapore della carne di maiale); è considerato l’ultima frontiera dei così detti superfood, che si trova alla fiera di Berlino, tra gli stands che espongono altri frutti, anche mai visti prima da noi “occidentali”. Abbiamo cominciato con il kiwi, poi il mango, l’avogado e la papaya, adesso, sono arrivati: il black sapote (il cioccolato del paradiso) Diospyros nigra il nome scientifico, noto
anche come “cachi cioccolato”, un sempreverde che arriva dal sud America e Messico, ha grandi foglie lucide e non teme parassiti, ma non tollera temperature sotto lo zero; la cerimoya, conosciuta come cherimoya, cirimoia o semplicemente annona, è originaria delle regioni tropicali e subtropicali di Sud America, Asia e Africa. In Europa, in Spagna e nell'Italia meridionale, l’hanno saputa accogliere e valorizzare; il durian (in italiano anche “durione”) è il frutto del Durio zibethinus della famiglia delle Malvaceae, è originario delle foreste del Brunei, dell'Indonesia e della Malesia, è noto per il suo delizioso sapore ma va mangiato col naso chiuso… ha un odore molto intenso e fastidioso... Poi c’è il cupuaçu, originario della foresta Amazzonica, prodotto anche in Brasile, Colombia, Bolivia e Perù, è un frutto marrone e lanuginoso, lungo una ventina di centimetri e del peso di uno o due chilogrammi, è un potente antiossidante, antinfiammatorio e analgesico naturale; il castor (Ricinus communis) atrriva da La Gomera delle isole Canarie, si presenta come capsula spinosa, costituita da tre valve, quando maturo si apre liberando tre semi di circa 1 cm; la carambola italiana (Averrhoa carambola) è un frutto tropicale originario del sud-est asiatico noto per la sua forma a stella dovuta a 5 protuberanze triangolari che lo compongono, Il colore è verde da acerbo e giallo paglierino da maturo, ha un elevato contenuto di vitamina C; e il kiwano, chiamato anche “melone cornuto” (famiglia delle cucurbitacee) dall’aspetto e dal sapore inconfondibile (delicato e leggermente dolce ricorda un po’ il cetriolo e un po’ la banana) dà molti benefici alla salute. Insomma, tanti frutti, praticamente un mondo nuovo alla ricerca di nuovi consumatori, che non mancheranno anche in
Italia. A proposito, noi siamo i primi al mondo per i pomodori: oltre ai più comuni, ci sono il “nero”, il “bianco” e pure i “datterini verdi”, che sembrano aspri e acidi per via del colore verde chiaro, ma che invece sono dolci dolci! E poi anche altri ortaggi, poco conosciuti ai più ma che sono prodotti e distribuiti da attività italiane: uno per tutti? Il cavolo cinese, il “pancioy” (buonissimo al forno)… perfetto per regolare la flora intestinale (è ricco di fibre) e abbonda di vitamina C, ottimo per contrastare le malattie stagionali.



“È arrivata la stagione per la quale partendo dalle Organizzazioni di Produttori ci sia una maggior capacità di programmazione rispetto a quelle che sono le sfide che ci attendono a livello globale - dichiara Ettore Prandini a capo di Coldiretti - Sotto questo punto di vista il 2024 si chiude con un segno positivo per quanto riguarda le esportazioni, noi riteniamo non ancora sufficiente - e conclude - Consumiamo ortofrutta del nostro paese che diventa un grande valore aggiunto, sia per l’economia interna ma soprattutto per una frutta e una verdura di altissima qualità… E non solo, ma sappiamo cogliere innumerevoli opportunità.”
Per finire il resoconto sul Fruit Logistica di Berlino, un accenno alla logistica, che nel mercato, solo in Germania, muove oltre 221 miliardi di euro con una crescita continua grazie all'espansione delle attività di e-commerce e alla crescente domanda di soluzioni di supply chain digitalizzate (processi che implementano la visibilità e il controllo della catena logistica e ne coordinano meglio i vari passaggi). Nel periodo tra gennaio e novembre 2024, la Germania ha importato dall'Italia ortaggi per un valore di 573 milioni di euro, con una moderata diminuzione dell’1,3 % rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le importazioni tedesche di frutta dall'Italia, nello stesso periodo, sono state pari a 1,109 miliardi di euro (+ 5,9%); il valore del Made in Italy - qualità, eccellenza e distintività - ci rende competitivi sui mercati internazionali. Per rafforzare questa identità e ampliare le nostre potenzialità, basta continuare così…

www.fruitlogistica.com
(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)
Plan de Corones: proposte per sportivi e famiglie, tra sci di fondo, escursioni con fiaccole e gite in slitta
Vivere il paesaggio invernale nella Regione Dolomitica Plan de Corones, con le sue imponenti cime bianche, i boschi e i suoi laghi ghiacciati, è un’esperienza unica per chi ama vivere la montagna a ritmo più rilassato, nella pace della natura.
Plan de Corones non è soltanto una prestigiosa meta sciistica, ma anche la destinazione perfetta per esperienze memorabili a stretto contatto con la natura che offre un'ampia scelta di attività adatte a sportivi e non, famiglie, grandi e piccini. Dallo sci di fondo, per allenarsi immersi nel magico paesaggio delle Dolomiti, alle escursioni notturne con le torce, alle simpatiche gite in slitta con Siberian Husky e in carrozza trainata da cavalli.

L'EMOZIONE DELLO SCI DI FONDO A PLAN DE CORONES
Chi ama allenarsi nella natura o desidera fare un piacevole tour con gli amici o la famiglia può trovare nei dintorni dell’area sciistica principale di Plan de Corones innumerevoli piste da sci di fondo perfettamente innevate e preparate, con diversi gradi di difficoltà. Sono ben 162 i chilometri di piste per tutti i gusti, da percorrere in stile classico o libero, a seconda delle preferenze.
Il comprensorio Plan de Corones si trova inoltre al centro dell’area del Dolomiti NordicSki, il carosello di sci di fondo più grande d'Europa. Nella Valle Anterselva a Plan de Corones è presente un comprensorio per il fondo che regala emozionanti avventure sugli sci, inoltre è possibile accedere al centro sportivo invernale più grande dell'Alto Adige, nonché uno dei più famosi al mondo: il centro biathlon e sci di fondo Arena Alto Adige con i suoi 20 chilometri di piste.
Lungo le piste sono presenti anche molti punti di ristoro dove godersi una pausa rigenerante e gustare una cioccolata calda o uno dei deliziosi piatti della cucina alpina altoatesina.

SUGGESTIVE ESCURSIONI CON TORCE AL CHIARO DI LUNA A RISCONE DI BRUNICO
Una camminata notturna con le fiaccole, immersi nell’atmosfera magica che avvolge il percorso dalla piazza del paese di Riscone alla romantica cappelletta “Kapplerstöckl”, illuminata dal bagliore delle torce, rappresenta la conclusione ideale di una splendida giornata trascorsa in montagna.
E a fine escursione non potrà mancare un vin brûlé o un the caldo da bere in compagnia davanti al fuoco, accompagnati dalla musica!
AVVENTURE IN SLITTA INSIEME AI SIBERIAN HUSKY NEL PARCO NATURALE PUEZ-ODLE A SAN VIGILIO

Con lo sleddog il divertimento per i più piccoli nella natura incontaminata insieme agli animali è assicurato a San Vigilio. Accompagnati da una slitta trainata da una squadra di amici a quattro zampe Siberian Husky e dalla guida di un esperto, adulti e bambini (dai 3 anni in su), famiglie o coppie potranno avventurarsi nel magico paesaggio del Parco Naturale Puez-Odle, spingendosi lungo il Passo delle Erbe sopra Antermoia, fino piedi del Sasso Putia.
ROMANTICHE GITE IN CARROZZA TRAINATA DA CAVALLI A VALDAORA
Una bella gita in carrozza trainata da cavalli porta alla scoperta dei luoghi più incantati di Valdaora. Avvolti nel tepore delle coperte, col suono dei campanelli al ritmo del trotto e un’atmosfera da fiaba, grandi e piccini, famiglie e gruppi attraverseranno paesaggi di ineguagliabile bellezza, godendosi l’aria cristallina e le rilassanti giornate invernali.
Tante esperienze invernali indimenticabili da vivere nella natura di Plan de Corones e i suoi panorami mozzafiato, nel cuore delle Dolomiti Patrimonio UNESCO!

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Regione Dolomitica Plan de Corones
Via Johann-Georg-Mahl 40
I-39031 Brunico
Tel. +39 0474 431580
www.koronplaz.com
Asiago primo formaggio DOP certificato “Made Green in Italy”

Presidente Fiorenzo Rigoni: “Riconoscimento importante dell’efficacia del nostro modello di sviluppo sostenibile «dall’erba alla forchetta» basato su approccio integrato e azioni concrete”.
“Asiago” è l’unica DOP ad aver certificato tutta la filiera “dall’erba alla forchetta” e il primo formaggio aDenominazione d’Origine Protetta a ottenere “Made Green in Italy”, la certificazione volontaria promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per incentivare modelli sostenibili di valutazione e comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti italiani. Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago raggiunge così un nuovo traguardo nella promozione di un modello di crescita che offre una risposta concreta agli obiettivi europei di sostenibilità.
Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, nell’ambito del processo di miglioramento continuo che, dal 2022, con l’innovativo progetto Asiago Green Edge ha coinvolto, prima volta nel settore caseario, tutta la filiera produttiva, è impegnato a tradurre in azione l’impegno di uno sviluppo responsabile basata su tre pilastri: la tutela dell’ambiente naturale, il benessere animale e l’efficienza energetica. L’adozione della certificazione volontaria “Made Green in Italy”, accompagnata da pratiche produttive più sostenibili, permette di ridurre i consumi energetici di ogni caseificio mediamente del 20% annuo e, in termini pratici, di risparmiare circa 150 MWh di energia elettrica e 100.000 Sm³ di gas, con un conseguente taglio di circa 250 tonnellate di CO₂, pari alle emissioni prodotte da 150 appartamenti. L’attenzione alla sostenibilità si estende anche alla fase di allevamento, dove l’ottimizzazione nell’uso di acqua, energia elettrica e gasolio può portare a ulteriori riduzioni di risorse stimate tra il 15 e il 20%. I benefici della certificazione si traducono in un duplice vantaggio ambientale, generando non solo risparmi energetici, ma anche una sensibile riduzione dell’impronta di carbonio lungo l’intera filiera.
“Made Green in Italy” è l’unica certificazione che combina l’eccellenza produttiva italiana con un’attenta valutazione delle performance ambientali lungo l’intera catena del valore ed è la prima di matrice istituzionale e di natura pubblica. L’alleanza tra eccellenze italiane dimostra il valore di un approccio condiviso: Asiago DOP, che coniuga autenticità e innovazione, tre università di primo piano — Politecnico di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che rappresenta il referente scientifico del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per questa certificazione — e un ente certificatore (CSQA) che con il loro know-how di ricerca ne valorizzano l’impatto culminato con il primo “Made Green in Italy” assegnato a un formaggio DOP, rafforzando così il legame tra tradizione e sostenibilità.
“Raggiungere questo traguardo – dichiara il presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni – è il riconoscimento del nostro modello di sviluppo sostenibile che include aspetti produttivi, ambientali e sociali in cui ciascun socio è protagonista e i consumatori che ogni giorno danno fiducia all’Asiago DOP sono parte del processo. Questa certificazione oggi indica una strada concreta e percorribile per rendere il formaggio Asiago sempre più attrattivo. Una scelta che si propone come benchmark (strumento basato sul confronto per valutare il rischio del mercato NDR) a tutte le denominazioni d’origine protetta del settore caseario del nostro Paese offrendo un modello replicabile per un futuro più sostenibile”. 
“La certificazione Made Green in Italy testimonia l'impegno del Consorzio Tutela Formaggio Asiago per la sostenibilità ambientale – afferma Matteo Zanchi, direttore generale di Enersem, spin-off del Politecnico di Milano – Per Enersem è stata un'esperienza preziosa lavorare con il Consorzio e l'università allo sviluppo del Software a Supporto delle Decisioni Ambientali che permette oggi ad allevatori e produttori di raccogliere i loro dati in autonomia e confrontarsi costantemente con obiettivi concreti a favore dell'ambiente e di un prodotto sostenibile.” 
Conclude l’Amministratore Delegato di CSQA, Pietro Bonato: “CSQA crede fortemente nello sviluppo sostenibile ed è stato il primo Ente di certificazione in accreditato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica per lo schema Made Green in Italy. L'adozione di percorsi strutturati di sostenibilità rappresenta una grande opportunità per le imprese che possono abbracciare questa tematica attraverso strumenti di certificazione riconosciuti ed evoluti, a garanzia delle aziende, dei prodotti e dei consumatori".

©CONSORZIO TUTELA FORMAGGIO ASIAGO
Via Giuseppe Zampieri, 15 Vicenza (VI)
Tel. 0444321758 - www.asiagocheese.it
Gratifico - L’Arte della Pasta di Bologna - 10 anni di eccellenza: una magnifica storia tra tradizione e innovazione
Giovedì 30 gennaio scorso, presso La Porta Restaurant di Bologna, si è svolto un interessante incontro di degustazione dedicato alla stampa del settore enogastronomico nazionale. Sul tavolo i prodotti d’eccellenza a marchio Gratifico, interpretati dalla sapiente fantasia culinaria dello chef Guglielmo Araldi. Protagonista assoluto l’icona della gastronomia cittadina, il tortellino bolognese.
Per l’occasione Guglielmo Araldi ha interpretato la pasta fresca artigianale – che coniuga il gusto delle antiche ricette e l’attenzione alla qualità con le più moderne tecniche di produzione – con il pranzo gourmetvolto ad esaltare i sapori autentici del territorio e i punti di forza dei prodotti a marchio Gratifico, realizzati con ingredienti selezionati e meticolosa attenzione ai processi di lavorazione e alla sicurezza alimentare. Sul tavolo alla presentazione, i prodotti d’eccellenza Gratifico, interpretati dalla sapiente fantasia culinaria dello chef Araldi che dieci anni fa, proprio nella regione che detiene il primato per la produzione di pasta all’uovo artigianale, inizia la sua storia di eccellenza, tra tradizione e innovazione.

Col nome “Gratifico”, marchio de , azienda con sede a Minerbio in provincia di Bologna, si inaugura una nuova stagione per le specialità tipiche sotto le due Torri, prodotte con le più moderne tecniche di produzione. Per l’occasione, i giornalisti ospiti sono stati accolti dalla “famiglia” Gratifico che ha spiegato loro la storia dell’Azienda, i valori che la guidano e la visione imprenditoriale che ha permesso di raddoppiare fatturato e produzioni in meno di dieci anni, preservando l’artigianalità dei prodotti e la tradizione delle ricette. L’azienda ha investito in innovazioni 4.0 che alla moderna digitalizzazione dei processi, aggiungono la possibilità di preservare la tradizione artigianale. Tra le dotazioni si segnalano in particolare, macchinari esclusivi che realizzano la chiusura ad abbraccio del tortellino e un pastorizzatore d’avanguardia, che conserva la texture tipica della pasta fatta a mano.

Numerosi i prestigiosi premi che l’azienda si è meritata in questi anni per la qualità e l’innovazione dei suoi prodotti. L’Arte della Pasta e il suo e il suo marchio di punta Gratifico, saranno presenti al Taste 2025, il salone food di Pitti Immagine, in programma dall`8 al 10 febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze (presenti nel Padiglione Centrale / Piano Attico / Stand A/7).
Taste tour: un percorso tra le stelle della gastronomia
Il Taste 2025, con il suo tema “Nato sotto il segno del gusto”, si sviluppa come un vero e proprio viaggio tra le costellazioni del food contemporaneo. L’Arte della Pasta sarà protagonista di questo percorso espositivo, che guida visitatori e buyer attraverso le migliori proposte gastronomiche italiane. Il Taste tour, partendo dal piano attico del padiglione Centrale, accompagna il pubblico attraverso un itinerario che inizia celebrando le eccellenze della cucina salata, passando ai prodotti dolci e agli spirits del padiglione Cavaniglia. Un'occasione imperdibile per scoprire L’Arte della Pasta e il pregio della sua pasta fresca bolognese.
Taste shop: una promozione speciale per gli appassionati
L’azienda partecipa anche al Taste shop, che quest’anno si evolve in versione digitale. I visitatori della fiera avranno la possibilità di acquistare i prodotti Gratifico online con uno sconto speciale del 20%, valido dal 10 al 23 febbraioaccedendo allo shop on line dell’espositore: www.gratifico.it. Un’opportunità unica per portare a casa l’eccellenza della pasta fresca bolognese, realizzata con ingredienti di qualità superiore, come il Parmigiano Reggiano Dop stagionato 30 mesi e la Mortadella Opera di Bologna, Prosciutto di Parma Dop e per la sfoglia: farina 100% italiana e uova di galline allevate a terra.
Premi e riconoscimenti
Nel breve e rapido percorso di crescita e sviluppo il pastificio si è guadagnato onorevoli menzioni e numerosi premi. Di seguito un elenco di quelli più significativi.
Premiato dal Gambero Rosso: Top Italian Food 2023, 2024 e 2025 Tortellino bolognese - https://www.gamberorosso.it/top-italian-food/
Premiato da Class Editori: Top 100 products 2023 e 2024 Marketing e comunicazione - https://edicoladigitale.classeditori.it/class/pageflip/swipe/ specialimifi/20240319specialimifi#/6/
Nel marzo 2023, in occasione della VII edizione del Milano Marketing Festival, il Pastificio è stato premiato da ClassEditori come una delle migliori 100 aziende in Italia in termini di capacità comunicative e marketing pubblicitario. Specializzata nell’eccellenza del Made in Italy in settori come food & beverage, fashion, finanza e arredamento, ClassEditori ha scelto Gratifico per due aspetti in particolare: la coerenza della nostra comunicazione e il successo riscontrato.
Nel 2024 poi, durante l’VIII edizione del Festival, è stata confermata la presenza del Pastificio tra le 100 aziende top in Italia per capacità comunicative e marketing pubblicitario.
Premiato da Bellavita Awards: Best F&B product 2021 Balanzone bolognese - https://www.bellavita.com/it/awards/
Nell’ottobre 2021 Gratifico vince il Bellavita Awards tenutosi a Londra. Protagonista il Balanzone bolognese che si è meritato il premio come Best F&B product.
Premiato dallo Gnocco D’Oro: Tortellino D’Oro di Bologna 2019 Tortellino bolognese pastorizzato - https://www.gamberorosso.it/notizie/classifiche/il-tortellino-doro-2019 -la-classifica-dei- migliori-tortellini-di-bologna/
Nel dicembre 2019 una giuria composta da 40 assaggiatori della Confraternita dello “Gnocco D’Oro” ha assegnato al tortellino Gratifico il premio per il “Miglior tortellino pastorizzato di Bologna nella categoria pasta fresca”. A palazzo Malvezzi a Bologna, si è celebrata la consegna del premio in presenza del presidente della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.
Emilia Romagna Food Awards 2024 Miglior pastificio - http ://www.italyfoodawards.com/ https://www.facebook.com/story.php? story_ fbid= 991623809672212&id=100064738057323&_rdr
I “Food Awards” celebrano i pastifici emiliano romagnoli, maestri nell’arte di trasformare ingredienti semplici in un simbolo della cucina italiana. Queste aziende, con passione e tradizione, portano avanti un’eredità culinaria che racconta i sapori autentici dell’Emilia Romagna. Il bollino sui loro prodotti è una garanzia di qualità e trasparenza: un riconoscimento per chi valorizza la cultura della pasta emiliano romagnola.
L’azienda è il Pastificio L’Arte della Pasta S.r.l. con sede a Minerbio in provincia di Bologna, nasce nel 2015 per iniziativa di Silvano Bellei e Silvano Galici, due maestri pastai accomunati dalla passione per l'eccellenza gastronomica e il rispetto per la tradizione bolognese. La loro missione è di portare sulle tavole italiane e internazionali la pasta fresca artigianale, mantenendo viva l'antica arte della sfoglia tirata a mano per così produrre tortellini e tutte le specialità bolognesi consolidandosi nel tempo e diventando il pilastro su cui si fonda l’attività del pastificio di cui il marchio Gratifico è diventato l’emblema. L'azienda poi, acquisisce macchinari particolari che consentono l'unione del tortellino con la classica chiusura ad abbraccio, ora introvabile nelle produzioni industriali.
Nel 2018 la società intraprende un percorso virtuoso che lega la tradizione delle ricette alla ricerca scientifica. Questo innovativo processo fa sì che la shelf life (che indica la vita commerciale dell’articolo sullo scaffale) dei tortellini arrivi a 90 giorni (mentre per i tortelloni alla ricotta è di 45 gg.) mantenendo l’aspetto opaco e la rugosità della pasta, caratteristiche dei prodotti fatti a mano e aprendo al tortellino Gratifico, le porte per un prestigioso riconoscimento: il premio per il miglior tortellino pastorizzato(2019, Confraternita dello Gnocco D’Oro di Bologna). L'intero processo produttivo è tracciato grazie alle tecnologie dell’industria 4.0, che permettono di monitorare ogni passaggio, dall'ingresso delle materie prime fino all'uscita del prodotto finito. Il costante controllo qualità è un tassello fondamentale del pastificio: ogni giorno un addetto verifica le percentuali di ingredienti all’interno di ciascun prodotto, con l’obiettivo di garantirne e certificarne le proprietà. In meno di dieci anni, l’azienda ha raddoppiato la propria capacità produttiva e ha conquistato fette di mercato sempre più ampie, diventando un punto di riferimento per chi cerca l'eccellenza della pasta bolognese.

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Pastificio L’Arte della Pasta S.r.l.
Via Enrico Mattei, 6/A Minerbio BO
Telefono: 051 0337400
www.lartedellapastabologna.com
Parte il 4 febbraio da Cuneo e si concluderà a Palermo l'11 novembre un viaggio alla scoperta del vero cioccolato belga
Il cioccolato Belcolade è protagonista di un tour che attraverserà tutta l'Italia. Il progetto, guidato da Maurizio Santin insieme ai Technical Advisor dell’azienda di Parma, prevede demo dal vivo per esplorare le infinite possibilità d’utilizzo del cioccolato Belcolade, dall'alta pasticceria ai lievitati.
Un viaggio nel mondo del cioccolato, tra tradizione e innovazione, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ai professionisti del settore che intendono proporre massima qualità e originalità. Questo è il "Belcolade Tour", la nuova iniziativa di Puratos Italia che porterà l'eccellenza del cioccolato belga in cinque città italiane. Il cuore del progetto sono le demo dal vivo, dove il talento e la creatività dei maestri pasticcieri di Puratos, i Technical Advisor, si fondono con la qualità superiore di un cioccolato realizzato con materie prime selezionate: dal cacao più pregiato al burro di cacao puro, fino alla vaniglia naturale. Il via il prossimo 4 febbraio a Cuneo dove meno di tre mesi fa è stato inaugurato, attraverso Puratos Rossetto, frutto di una virtuosa collaborazione tra la multinazionale belga e la storica azienda di distribuzione di Mazzè (To), il nuovo Innovation Center, un hub di 1.400 metri quadrati dedicato alla formazione professionale e all’innovazione nella pasticceria.
A guidare questo percorso sarà una figura di riferimento dell’alta pasticceria italiana, Maurizio Santin, Customer Experience & Technical Support Manager di Puratos Italia: «Il Belcolade Tour nasce dalla nostra passione per il cioccolato - spiega - In ogni tappa lavoreremo a quattro mani con i tecnici locali per reinventare in chiave moderna una torta della tradizione italiana. Non solo: da questa base svilupperemo anche una torta da forno e una pralina. Ogni partecipante tornerà a casa con un prezioso ricettario contenente tutte le 18 creazioni del tour».
Il viaggio toccherà l'Italia da Nord a Sud: dopo l'esordio a Cuneo, con Simone Ghirardi; si prosegue il 25 febbraio p.v. presso l’azienda Agrovo Alimentari a Pagani, in provincia di Salerno con Antonio Montalto; il primo aprile è la volta di Cascarano, in provincia di Bari, con Alessandro Nirchio; il 6 maggio presso la sede Finardi-Puratos a Casatico di Marcaria, in provincia di Mantova, con Federico Gauli; per concludere il tour l'11 novembre a Palermo, presso Roma Cash, con Nicola Visceglia.
Ogni demo sarà un'occasione unica per esplorare le potenzialità del cioccolato Belcolade attraverso le sue tre linee distintive. La gamma Selection rappresenta l'autenticità del cioccolato belga, con un'ampia scelta di fondenti, al latte e bianchi, pensati per garantire versatilità e qualità in ogni creazione. Origins trasporta in un viaggio sensoriale attraverso i terroir delle fave di cacao più pregiate al mondo, mentre Expression apre le porte alla sperimentazione con proposte innovative nate dalla maestria degli esperti cioccolatieri. Le demo sono pensate per tutti i professionisti amanti del cioccolato: i partecipanti non solo apprenderanno tecniche e segreti del mestiere, ma scopriranno anche come ottimizzare la lavorabilità e la fluidità del cioccolato per ottenere risultati impeccabili in ogni applicazione, dalla pralineria alla pasticceria moderna, dai lievitati ai dessert al piatto.
La qualità Belcolade va oltre il gusto. Attraverso il programma Cacao-Trace, l'azienda sta ridefinendo gli standard di sostenibilità nel mondo del cioccolato. Il processo parte dalla selezione accurata delle comunità agricole, con cui si instaura un rapporto di collaborazione a lungo termine basato sull'impegno ad acquistare il 100% delle fave di cacao a un prezzo premium. I coltivatori ricevono formazione specializzata e accesso a centri post-raccolta dotati di attrezzature professionali per la fermentazione e l'essiccazione, garantendo così la massima qualità del prodotto.
Il programma prevede non solo un premio per la qualità, ma anche un "Chocolate Bonus" di 10 centesimi per ogni chilo di cioccolato venduto. Questo si traduce in 2-5 mesi di reddito extra per le famiglie, mentre le comunità beneficiano di progetti concreti: dalla costruzione di scuole alla fornitura di kit scolastici, dalla realizzazione di centri sanitari all'installazione di sistemi per l'acqua potabile. Sul fronte ambientale, l'impegno è altrettanto significativo: entro il 2025 saranno piantati 1.300.000 alberi in sei paesi produttori di cacao, promuovendo l'agroforestazione e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.
L'appeal di Belcolade tra i giovani professionisti è in costante crescita, come dimostra il recente "Belcolade Award" promosso da Puratos a SIGEP, che si è svolta di recente a Rimini. Il concorso ha visto sei talentuosi pasticcieri under 35 sfidarsi a colpi di creatività, dando vita a creazioni che hanno saputo coniugare tradizione e innovazione. La competizione, che può contare sulla collaborazione dell'Accademia Maestri Pasticceri Italiani, conferma come le nuove generazioni trovino in Belcolade il partner ideale per esprimere la propria arte e visione della pasticceria moderna.

Puratos Italia conferma così il suo impegno nel promuovere l'eccellenza della pasticceria italiana, offrendo ai professionisti non solo prodotti di altissima qualità, ma anche opportunità concrete di formazione, crescita e networking. Il Belcolade Tour rappresenta un nuovo capitolo di questo percorso, dove tradizione, innovazione e sostenibilità si fondono per scrivere il futuro del cioccolato.
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Nevent Comunicazione
Via della Scienza, 50
41122 Modena
Tel. 059 289851
(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)
Nuovi e importanti membri nella grande Famiglia Allumeuse: villa Crespi
La famiglia di Allumeuse si allarga grazie alla collaborazione siglata, in qualità di Press Office & PR Italia, con una grande firma dell’ospitalità italiana, il Gruppo Cannavacciuolo. Un ulteriore passo avanti nel percorso intrapreso dall’agenzia in direzione ostinata e contraria nel voler rappresentare l’italian style in modo trasversale. Dalla moda, all’ospitalità di alta gamma, passando dalla ristorazione d’autore e la grande produzione enologica in un racconto continuo che parla di eccellenza e gusto internazionale.
Nel dettaglio, l’agenzia si occuperà delle seguenti proprietà del Gruppo:
VILLA CRESPI
Villa Crespi è un autentico capolavoro in stile moresco, immerso in un parco secolare che si affaccia su una vista mozzafiato del Lago d’Orta. Da oltre 25 anni, è un punto di riferimento per l’ospitalità d’eccellenza in Italia. Sotto la direzione artistica di e Antonino Cannavacciuolo, questa dimora storica è diventata la sede del rinomato ristorante 3 stelle Michelin dello Chef Patron Antonino Cannavacciuolo. Villa Crespi non è soltanto un hotel 5 stelle Lusso con 14 suite e l’area benessere, ma una vera e propria opera architettonica unica nel suo genere, dove eleganza, storia e bellezza si intrecciano perfettamente. La straordinaria vista sul lago e il parco secolare di 3.000 mq. arricchiscono l’esperienza del soggiorno, rendendo ogni angolo della villa un luogo senza pari. Apertura: 31 gennaio 2025
LAQUA COLLECTION
Inaugurata nel 2021, Laqua Collection è l’ambiziosa e innovativa collezione di hotel ideata da Antonino Cannavacciuolo che attraversa, come in un itinerario naturalistico, l’Italia da Nord a Sud attraverso cinque location esclusive. Ogni struttura è un esempio di ospitalità raffinata, dove design, benessere e gastronomia si fondono in un’unica, indimenticabile esperienza. Apertura delle strutture: 4 aprile 2025
In particolare, Allumeuse si occuperà della comunicazione di quattro strutture:
LAQUA BY THE LAKE
È la “Casa al Lago” – un nuovo place to be sulle rive del Lago d’Orta aperta nell’estate del 2021. Qui design e contatto con la natura si uniscono in una nuovissima struttura dove si trovano le suite e il Beach Club. Oltre al ristorante 1 stella Michelin, guidato dall’Head Chef Gianni Bertone, ed il beach club con piscina a sfioro, spiaggia con lettini e pontile privato, il resort ospita un ampio spazio dedicato alla nuova Wellness Suite, un vero e proprio tempio del benessere e dell’antiage grazie all’innovativo metodo Longevity Suite®.
LAQUA VINEYARD
È la “Casa in Collina” di Cinzia e Antonino Cannavacciuolo, un luogo in grado di trasferire nei paesaggi della Toscana tutti i contenuti di ospitalità̀ ed eccellenza culinaria che li contraddistinguono. Il casale che ospita Laqua Vineyard si sviluppa su tre livelli, con le sei ampie Suite, l’area benessere, la piscina vista vigneti con il lounge bar e lo spazio dedicato al Ristorante Cannavacciuolo Vineyard, progetto premiato con una 1 Stella Michelin, che celebra il sodalizio tra arte culinaria ed enologia, sotto la direzione di cucina dell’Head Chef Marco Suriano.
LAQUA BY THE SEA
Dedicato al benessere e al romanticismo, Laqua by the Sea è la “Casa al Mare” nata nel 2012, un luogo dedicato a chi desidera vivere il mare della meravigliosa Costiera sorrentina dal risveglio fino alla sera con 6 moderne camere con piscina a sfioro e un’intima area benessere. Una dimora autentica e contemporanea in grado di avvolgere l’ospite nella grande esperienza di ospitalità della Costiera.
LAQUA COUNTRYSIDE
È la “Casa in Campagna”, nonché la casa d’infanzia di Antonino sulle colline sorrentine, lì dove lo Chef è nato e cresciuto ma soprattutto dove ha mosso i primi importanti passi in cucina. Laqua Countryside, nata nell’estate 2021, ospita al suo interno 6 camere di alto design con piscina esterna immersa nel giardino ed il Ristorante Cannavacciuolo Countryside, il primo ristorante firmato da Antonino Cannavacciuolo in Campania, e diretto dall’Head Chef Nicola Somma che a pochi mesi dall’apertura è stato insignito di 1 Stella Michelin. La filosofia di cucina celebra il territorio locale abbinando ingredienti della sua terra d’origine - materie prime a km 0 selezionate e fornite dai produttori locali o coltivate nell’orto di oltre 800 mq e nel frutteto della casa – a quelli della terra d’adozione, il Piemonte, in un itinerario dal Sud al Nord Italia.

Allumeuse
Con uffici a Milano, Firenze, Siena, New York e Los Angeles, riusciamo a sviluppare campagne di comunicazione di grande impatto internazionale per importanti brand nei settori dell'ospitalità di alta gamma, food&wine, fashion e lifestyle. Combiniamo l'esperienza di una grande agenzia con , il coinvolgimento personale e la scrupolosa attenzione tipiche delle realtà tailor- made. Riusciamo a progetti di comunicazione integrata con un servizio che punta all'eccellenza. Siamo abituati a collaborare nel modo più rispettoso ed efficace in ogni contesto riuscendo a spingerci oltre i nostri limiti per creare le giuste basi nel raggiungimento dei risultati. Offriamo soluzioni altamente personalizzate garantendo il supporto di un team dedicato a ogni singolo progetto di comunicazione.
https://laquacollection.it
MILANO
Piazzale Susa 4
+39 3477910797
FIRENZE
P.zza Madonna degli Aldobrandini 8
+39 3336728257
SIENA
Via Baldassarre Peruzzi 63
+39 3335746008
(a cura di Cristina Maccaferri)
Beniamino e Nathan Baleotti: “Re della sfoglia”… goduriosissimo!
Beniamino e Nathan Baleotti hanno aperto, alla fine del 2024, un ampio locale dedicato alla pasta fresca e gastronomia a Castel Maggiore (BO) rilevando la gestione di un locale già esistente, rinnovandone completamente gli ambienti.
Il Sindaco di Castel Maggiore Luca Vignoli ha partecipato con entusiasmo alla presentazione alla stampa del nuovo progetto: “Oltre ad arricchire l’offerta ristorativa della nostra città, portando benessere e posti di lavoro – ha tenuto a precisare il sindaco Vignoli – questo locale arricchisce il patrimonio culturale di Castel Maggiore, riportando nel nostro territorio la conoscenza della tradizione culinaria bolognese: benvenuti quindi Beniamino e Nathan Baleotti”.
Si tratta di una vera e propria bottega con cucina in cui la clientela può trovare piatti espressi take away, pasta fresca e dolci della tradizione, che può acquistare o consumare in loco. 60 mq di spazio commerciale dedicato alla vendita e tavoli per chi si vuole concedere una pausa pranzo o una veloce cena post lavoro. Il locale può ospitare fino a 40 coperti. Adiacente al locale una grande cucina laboratorio. La pasta viene venduta fresca o conservata e pastorizzata in sacchetti in ATM, per essere conservata fino a 15 giorni.
E’ in progetto un ulteriore ampliamento, con vero e proprio ristorante e dehors.
Oltre ai piatti della tradizione, tortellini (la ricetta della nonna è “da urlo” e custodita gelosamente), lasagne, balanzoni, tagliatelle e tanto altro, porta sulle tavole dei clienti un piatto che ormai sta sparendo come la PAPPA NEL SACCO, un impasto di farina e parmigiano cotto in un sacchetto di tela o di carta alimentare direttamente nel brodo (ricorda un po' la zuppa imperiale ma molto più morbida e “goduriosa”) le SCALOPPINE ALLA PETRONIANA, altro piatto poco conosciuto, e la TORTA DI TAGLIATELLE, il PANE DI SAN PETRONIO. Poco conosciuti sono i TORTELLI DEL CARDINALE LAMBERTINI, creati nel ‘700 in onore del Vescovo di Bologna, Prospero Lambertini, che poi diventerà Papa Benedetto XIV. Un tortellone, un tempo fatto con la sfoglia alla mortadella, ma ora da molti scimmiottata con la rapa rossa e farcito con mortadella, ricotta e spezie.
Durante il Carnevale non mancano i tradizionali fritti dolci: sfrappole sottili come carta velina, al mattarello, tagliatelle e raviole fritte. Non mancano i celebri piatti “di famiglia” come le polpette con i piselli, le zucchine ripiene, il maiale al latte. I piatti seguono le stagioni e le ricorrenze, ma il venerdì è dedicato sempre al pesce, con menù variabile
L’anima della gastronomia è Beniamino Baleotti, ormai conosciuto anche a livello nazionale come “Il Re della Sfoglia”. Dall’ottobre del 2014 infatti ha partecipato a programmi televisivi, iniziando da una sfida televisiva in cui si cercava di coronare lo “sfoglino” di Rai 2. Ha partecipato a “Detto Fatto”, programma televisivo di grande successo condotto da Caterina Balivo, poi da Serena Rossi e da Bianca Guaccero. Il pubblico si è subito innamorato della simpatia, del metodo di preparazione “all’antica” usati da Baleotti che ha successivamente partecipato a programmi come “Cotto e Mangiato”, “Ricette di Italia” e molti altri.
Diventare il Re della Sfoglia in tv gli ha aperto un nuovo mondo e nuove opportunità con grande visibilità sui principali canali social (milioni le visualizzazioni) che cura personalmente. È vincente il tono brillante e confidenziale con cui vengono date indicazioni, “ricette furbe” e soprattutto fare riscoprire ai numerosi followers, specie i
giovani, piatti dimenticati e sapori della tradizione che si preparavano in famiglia. La passione lo ha portato ad avere riconoscimenti e titoli come SFOGLINO D'ORO, MATTARELLO D'ORO, TAGLIATELLA D’ORO, che giustificano l’incoronazione come RE DELLA SFOGLIA.
“Molti mi scrivono quanto siano goduriosi i miei piatti”- e da qui ha coniato i celebri intercalari dialettali, che sono divenuti i “pay off”: “goduriosissimo”, “mo socc’mél che smaialata”.
Quarto di sette figli, grazie agli insegnamenti di nonna Clarice (nonna paterna) ha imparato i segreti della sfoglia e del mangiar sano, passando i pomeriggi con lei in casa, mentre i fratelli preferivano andare a giocare all'aria aperta o in palestra dal padre.
Una vera e propria vocazione fare soprattutto lo “sfoglino”. I genitori, Laura e Bruno nel 1995 decisero di trasformare la casa colonica di proprietà in agriturismo, l'Agriturismo Le Ginestre, dove promuovere la tradizione culinaria del territorio e lo slow food. Da 6 anni Beniamino gestisce anche un negozio con laboratorio di pasta fresca al mattarello a Pianoro (BO) in piazza dei Martiri 4/b, dove l’apertura ha suscitato molto interesse non solo nei pianoresi, ma anche agli abitanti delle zone limitrofe. Dal 2011 Beniamino ha portato fuori dai confini la sua arte, in Lussemburgo, dove ha tenuto i primi corsi di sfoglia in lingua francese, per volare poi in Cina e Buenos Aires, ma l'esperienza più interessante è stata in Giappone, a contatto con la tradizione culinaria, storica e familiare nipponica, dove però ha portato l’arte della sfoglia alla Camera di Commercio del Giappone. Ha pubblicato un manuale di cucina dedicato alla sfoglia al mattarello, per ottenere una sfoglia da Re, con un ripieno “godurioso”, fino a varianti di sfoglia per chi soffre di intolleranze alimentari o allergie.
Una carriera quella di Beniamino, fatta di lavoro, ma anche di passioni, come quella per l'arpa, strumento dal suono soave che tocca le corde del cuore.
LA CUCINA È LA MIGLIORE ESPRESSIONE D'ARTE, DI PASSIONE E DI AFFETTO PER LE PERSONE A CUI SI VUOLE BENE, CHE VA FATTA CON AMORE. “CON DELLA ROBA BUONA SI FA DELLA ROBA BUONA”
“Il Re della sfoglia, 80 gustose ricette” Edizioni Pendragon
Reel e ricette si trovano anche sui principali social network:
Instagram, TikTok, Facebook e Youtube,
come @redellasfoglia o Beniamino Baleotti

Il Re della Sfoglia
Via Gramsci, 6
Castel Maggiore - Bologna
Tel. 051711175 – 3201522737
aperto dal lunedì al venerdì
dalle 10.00 alle 14.30 e
dalle 17.30 alle 20.00
sabato 10.00 / 14.30
Da direttore di multinazionali a tuttofare nella sua azienda vitivinicola: la realizzazione di un sogno: “La cantina dell’innovazione”
Dalla gestione dei rischi delle banche a Londra alle terre di Sabbioni di Mantova per coltivare un’idea declinata in vini naturali artigianali che hanno conquistato in breve tempo palati celebri e locali di prestigio. Il segreto? Il profondo amore per il proprio territorio di origine, la curiosità e la passione per le sfide. Nasce così la Cantina Tiziano Bellini.
Riconosciuto manager fra le più prestigiose istituzioni finanziarie globali della City di Londra, professore di statistica in alcune tra le più rinomate università nell’UK, autore di libri diventati punto di riferimento per i risk manager di tutto il mondo, Tiziano Bellini ha deciso di rientrare in Italia col sogno di realizzare la “La cantina dell’innovazione” nelle terre di Sabbioni,piccolo centro nella provincia di Mantova.
Quella che qualche tempo fa poteva sembrare semplicemente una “pazza idea” si sta schiudendo come un’intrigante realtà riconosciuta da palati celebri e locali di prestigio a livellointernazionale. Il segreto? Un profondo amore per il territorio di origine, l’inesauribile curiosità, un’insaziabile passione per le sfide e un’intraprendente determinazione.
Non si tratta di un semplice investimento finanziario, ma di una vera e propria “immersione” nei panni del vignaiolo. Tiziano, insieme alla sorella Patrizia ha impiantato i vigneti ed ha impostato una filosofia di vinificazione che contravviene tutti gli stereotipi e i preconcetti.
Ogni bottiglia è un’opera unica, frutto del lavoro dell’artigiano, del rigore dello scienziato e della creatività dell’artista. L’obiettivo è ridare lustro alla millenaria tradizione vitivinicola delterroir Viadanese e Sabbionetano, in provincia di Mantova, svelando al mondo un tesoro nascosto da troppo tempo.
I principi dell’agricoltura circolare ispirano ogni azione sia nei vigneti che in cantina. Preservare la biodiversità e minimizzare gli sprechi per Tiziano Bellini sono imperativi ai fini della sostenibilità e rispetto della natura.
I vigneti, si trovano nella piana creata dalle millenarie esondazioni del fiume Po, un terroir unico che combina suoli franco-argillosi e sabbiosi-limosi con una vena calcarea superficiale. Questo ambiente beneficia di un clima intermedio tra Mediterraneo e oceanico che vede nella disponibilità idrica naturale un fondamentale alleato nei tempi di siccità registrati nell’ultimo decennio.
La scelta delle varietà Ancellotta (con la realizzazione di uno “sforzato” abitualmente usate come uve da taglio) e Grappello Ruberti è tesa a valorizzare l’originalità dei ceppi autoctoni. Per contro, Pinot Nero e Pinot Chardonnay esprimono il più alto stadio della sfida ai luoghi comuni. A tale riguardo, contravvenendo al mantra che è indispensabile avere vigneti in altura, si potrebbe parlare di vigneti “eroici” per il terroir Viadanese e Sabbionetano.
Se l’uvaggio Ancellotta è esaltato da protratto appassimento, lunga macerazione e affinamento in legno, il Grappello Ruberti è alla base di bollicine pet-nat (con effervescenza più modesta) e metodo classico. Parimenti, Pinot Nero e Pinot Chardonnay sono destinati alle bollicine metodo classico.
In cantina, l’idea imperante è combinare tradizione e innovazione al fine esaltare le peculiarità delle proprie uve. Questi sono i tratti salienti di una filosofia che fa della innovazione il cavallo di battaglia. In cantina si sperimentano fermentazioni con lieviti indigeni, vengono rivisitate tecniche di lavorazione artigianali e l’affinamento è oggetto di continua ricerca e sperimentazione.
A rimarcare il legame con territorio e famiglia, le bottiglie di “bollicine” portano i nomi (in dialetto) delle località nei pressi della cantina e dei vigneti: Paion (Sabbioni) Samatè (San Matteo delle Chiaviche) Bacen (impianto di bonifica in San Matteo) Turdoi (Torre d’Oglio – tradizionale ponte in barche, pittoresco simbolo di San Matteo). I vini “fermi” invece si richiamano ai componenti della famiglia di origine: Giorgio (il papà scomparso alcuni giorni prima dell’impianto del primo vigneto) Annunciata (la mamma) Patrizia (co-founder appassionata imprenditrice).
Una sinfonia di squadra è alla base del successo: il lavoro in vigna, svolto nel più scrupoloso rispetto della natura, l’esperienza di una guida in cantina con trascorsi nello Champagne, la solidità dello spirito di famiglia condiviso con la sorella Patrizia e con la moglie Olga. A dispetto dello scetticismo dei più, i risultati non si sono fatti attendere e la critica, anche quella più scettica, si è dovuta ricredere. Del resto, i pionieri e gli sperimentatori sono abbastanza abituati a incontrare un’iniziale riserva. I vini Tiziano Bellini (che gli hanno valso riconoscimenti come il Decanter World Wine Awards) sono oggi distribuiti e proposti in rinomati ristoranti nelle principali regioni italiane, in Spagna, Canada, UK. I prossimi passi? Continuare nel solco tracciato…

Rossi fermi
Sono la massima espressione dei vitigni autoctoni. L’Ancellotta, con i suoi grappoli distanziati e l’elevato contenuto zuccherino, viene affinata con tecniche di appassimento, fermentazione prolungata e maturazione per 24 mesi in barrique e tonneaux di rovere francese. Anche il Grappello Ruberti segue un lungo processo di macerazione e affinamento, per ottenere vini dalla straordinaria struttura.

GIORGIO - Rosso Corpo Pieno – Ancellotta: è un omaggio alla scrupolosa precisione e straordinaria passione del padre di Patrizia e Tiziano. Una sfida entusiasmante nel gestire Ancellotta come uvaggio appassito, fermo e in legno, dal risultato sorprendente e subito premiato al Decanter Worl Wine Award 2024. La Realizzare vini appassiti e in legno è una scelta non comune in pianura, nata dalla voglia di Tiziano di rivalorizzare il vitigno e proporre un vino di alta qualità e complessità. Il risultato? Un vino che decantato un’oretta prima di bere, si fa dare del Lei!
Le uve Ancellotta vengono raccolte a mano nei vigneti di proprietà e riposte in cassette di piccole dimensioni ove si svolge un lungo processo di appassimento. La vinificazione si caratterizza per la protratta macerazione sulle vinacce. Il processo di affinamento si protrae per almeno 24mesi di cui i primi sei in barrique (225 litri) ed i seguenti diciotto in tonneaux (500 litri) di rovere. GIORGIO si caratterizza per lo straordinario colore rosso granato, il raffinato aroma con sentori di amarena, liquirizia con note di spezie, pepe bianco, caffè e tabacco. Il
gusto vellutato, intenso, armonicamente complesso si arricchisce di squisita mineralità che persiste a lungo dopo bevuto.
ANNUNCIATA - Rosso Corpo Medio- Grappello Ruberti: è un tributo al rigore e spontanea vivacità della madre di Patrizia e Tiziano. Viene ottenuto da uve Grappello Ruberti raccolte a mano nei vigneti di proprietà. Alla protratta macerazione sulle vinacce segue un meticoloso processo di affinamento in barrique e tonneaux di rovere francese che ne caratterizzano gli spiccati sentori aromatici, intensa freschezza e mineralità.
Effervescenza con metodo ancestrale (Pét-Nat)
Questo metodo antico prevede una rifermentazione in bottiglia, creando un vino delicatamente effervescente e artigianale. Il Pét-Nat conserva lievi residui di sedimento, contribuendo a un’esperienza sensoriale unica.

TURDOI – Rosé - Rifermentato in Bottiglia: prende il nome dall’appellativo dialettale riferito a Torre d’Oglio e il suo caratteristico ponte di barche risalente al secolo scorso, nelle vicinanze del vigneto Val d’Oca e Cantina. TURDOI è ottenuto da uve Grappello Ruberti raccolte a mano esclusivamente nei vigneti di proprietà. Viene seguito il metodo della rifermentazione in bottiglia (metodo Ancestrale o “vino col fondo”) che caratterizza TURDOI per le intense note di frutti rossi, raffinato perlage delicatamente effervescente e squisita freschezza.
Orange Wine
Realizzato con uve Chardonnay in purezza, Orange Wine fermenta in macerazione a contatto con le bucce per circa 5 settimane e affina in
legno per 24 mesi, acquisendo un colore ambrato intenso e una personalità straordinaria.
PATRIZIA - Orange wine – Chardonnay: è un omaggio alla sorella di Tiziano con la quale ha intrapreso l’avventura vitivinicola. È ottenuto da uve Chardonnay raccolte a mano nei propri vigneti. Alla protratta macerazione sulle vinacce segue un meticoloso processo di affinamento in barrique di rovere francese. PATRIZIA si caratterizza per il vivace colore ambrato, elegante ampiezza olfattiva, complessità e raffinata freschezza.
Rosè fermo
Luigia Rosé fermo: è un omaggio alla vivace passione e rigorosità di nonna di Tiziano, ottenuto da uve Grappello Ruberti raccolte a mano esclusivamente nei vigneti di proprietà. È un rose barricato, affinato in botti di rovere francese – pratica molto rara, per via del processo molto complesso - da cui nasce una selezione . La barricatura influisce sulle caratteristiche sensoriali del vino, dal profumo, al gusto, al colore. I sentori di frutti rossi, quali ciliegia e ribes si intrecciano in LUIGIA a note di mandorla, vaniglia e pepe bianco che accompagnano una bevuta fresca impreziosita da un finale elegantemente minerale.
Bollicine Metodo Classico
Le bollicine Metodo Classico seguono un lungo affinamento sui lieviti, di almeno 18-24 mesi, per esaltare la qualità e la complessità del vino. Ogni bottiglia viene trattata con la massima cura, dalla sboccatura al dosaggio zero. Un’altra sfida di Tiziano, per ottenere i vini morbidi, piacevoli ed eleganti ma senza aggiunta di zuccheri, per garantire autenticità e originalità e per essere più sinceri possibile.

SAMATÈ - Blanc de Blancs - Metodo Classico: prende il nome dall’appellativo dialettale riferito alla località di San Matteo dove Patrizia e Tiziano sono nati. Viene ottenuto da uve Chardonnay raccolte a mano esclusivamente nei vigneti di proprietà. SAMATÈ è frutto dell’avvincente sfida e costante ricerca dell’eccellenza nel metodo classico. Gli eleganti profumi di pesca ed ananas si integrano ad aromi agrumati e note di lievito e pane tostato su cui si innestano sottili aromi di nocciola tostata e burro. Il fine perlage conferisce una raffinata effervescenza al palato arricchito da squisita mineralità che persiste elegantemente.
BACEN - Blanc de Noirs - Metodo Classico: prende il nome dall’appellativo dialettale del maestoso impianto idrovoro di bonifica situato tra San Matteo delle Chiaviche e Sabbioni – simbolo del territorio- ove ha sede la Cantina. Viene ottenuto da uve Pinot Nero raccolte a mano esclusivamente nei vigneti di proprietà. BACEN è frutto dell’avvincente sfida e costante ricerca dell’eccellenza nel metodo classico. Delicati aromi di fiori di campo e rose si intrecciano a note come arance rosse e scorza di pompelmo. Sentori di mandorla, frutta secca e tabacco si aprono alla raffinata struttura e finissimo perlage di BACEN la cui squisita mineralità ti accompagna a lungo.

PAION – Rosè - Metodo Classico: prende il nome dall’appellativo dialettale riferito alla località di Sabbioni ove ha sede la Cantina e nelle cui vicinanze si trova il vigneto Val d’Oca. Viene ottenuto da uve Grappello Ruberti raccolte a mano esclusivamente nei vigneti di proprietà. PAION è espressione della coraggiosa avventura e costante ricerca dell’eccellenza nel metodo classico. Il variegato profilo floreale tra cui emerge la freschezza del gladiolo, si fonde con sentori di frutti rossi freschi, come fragole, lamponi, frutti di bosco e note di spezie come pepe nero e chiodi di garofano. Note di lievito e pane tostato ricordano il lungo processo di affinamento. La raffinata struttura, il finissimo perlage e la squisita mineralità di PAION accompagnano a lungo dopo la deglutizione.


TELEFONO & WHATSAPP
+39 3342267367
www.tizianobelliniwine.com
Ristorante Salice Blu di Bellagio: gran revival del “Toc”, piatto della tradizione bellagina con 150 anni di storia
Il Toc, simbolo di convivialità e di legame con il territorio, è tornato sulle tavole del Salice Blu nei giorni dal 17 al 19 gennaio, per una speciale degustazione che ha fatto riscoprire i sapori di una volta. Questo al ristorante Salice Blu di Bellagio (CO) nel cuore del lago, per celebrare la tradizione culinaria del territorio proponendo un piatto che affonda le radici nella storia della comunità locale: il Toc, un piatto che per oltre 150 anni è stato cucinato solo nei giorni di festa, durante i momenti di riunione familiare, per festeggiare il tempo trascorso insieme e il piacere di condividere il cibo. Il Salice Blu ha deciso di riportarlo in auge, offrendo un’esperienza gastronomica che riscopre i sapori autentici della bellagina. Una ricetta che faceva già parte del menù originale del ristorante nel momento della sua apertura - nel 1973 - e che continua ad essere riproposto in questa stagione dell’anno.
"Il Toc è molto più di un piatto: è un momento di condivisione, di convivialità. Ogni ingrediente che lo compone racconta la nostra storia e il nostro legame con la terra" afferma lo chef Luigi Gandola, patron del ristorante Salice Blu. "Per prepararlo, partiamo dalla farina di granoturco macinata a pietra dal Mulino Sancassani di Bellagio, un ingrediente che ci ricorda i sapori di una volta e che conferisce alla polenta la giusta consistenza per accogliere il formaggio. È un processo che richiede tempo e pazienza, ma il risultato è una vera e propria celebrazione della nostra tradizione." 
Il piatto si prepara con cura: la farina, scelta con attenzione, è la base per una polenta che viene mescolata per un’ora, fino a raggiungere la giusta consistenza. Durante la preparazione, si aggiungono il burro e il formaggio prodotti a Bellagio dalla Latteria Sociale, che arricchiscono il piatto con i sapori genuini del territorio. Una volta pronto, il Toc viene servito in un paiolo al centro di un cerchio di sedie, dove si mangia tradizionalmente con le mani, facendo dei "toc" per cogliere il meglio della polenta e del formaggio.

"Ogni boccone del Toc ci riporta alla semplicità dei tempi passati, quando le famiglie si riunivano per celebrare la bellezza dello stare insieme" - continua Gandola - "Accanto alla polenta, serviamo anche salumi di piccoli produttori locali, missoltini, gallina fredda con il ripieno, frutta di stagione e,
per concludere, il ragèl e la miascia, rispettivamente il digestivo e la torta della nostra tradizione. Ogni ingrediente fa riscoprire il vero gusto della nostra terra."
Per permettere a tutti di rivivere questa tradizione, il ristorante Salice Blu ha organizzato una speciale degustazione del Toc, con la ricetta originale (il 17, 18 e 19 gennaio scorso). Un’occasione unica per immergersi nella storia e nei sapori della Bellagina, un viaggio culinario che ha emozionato i palati e riportato tutti al tempo in cui il cibo era simbolo di famiglia, di accoglienza e di condivisione. Davvero una bella e gustosa iniziativa!

Ristorante Salice Blu
Tel. +39.031.950535
www.ristorante-saliceblu-bellagio.it
(a cura di Gianluigi Veronesi)
Città dell’Olio e Città del Vino, insieme e le “Città di Identità” diventano realtà

Firmati i decreti attuativi della Legge Made in Italy che all’art. 40 grazie all’emendamento proposto, dall’on. Pino Bicchielli istituisce il Registro delle Associazioni nazionali delle Città di Identità e le “Città di Identità” diventano realtà.
Soddisfazione espressa da Michele Sonnessa presidente delle Città dell’Olio e da Angelo Radica presidente delle Città del Vino: “Risultato storico ottenuto grazie al supporto dell’on. Pino Bicchielli e all’importante contributo dato alla stesura dalle Città dell’Olio e le Città del Vino”
Le Città di Identità diventano realtà dopo mesi di attesa e di lavoro congiunto tra gli attori coinvolti, quando arriva la firma del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida sui decreti attuativi della Legge Made in Italy che all’art. 40 istituisce il Registro delle Associazioni nazionali delle Città di Identità. Un risultato storico ottenuto grazie al supporto dell’on. Pino Bicchielli e all’importante contributo dato nella stesura dei decreti dalle Associazioni nazionali Città dell’Olio e Città del Vino.
“Siamo particolarmente soddisfatti ed orgogliosi di aver raggiunto questo ambizioso traguardo – ha dichiarato Michele Sonnessa, presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio – da oggi abbiamo uno strumento in più per dare concretezza e valore alle politiche di valorizzazione delle produzioni locali attraverso il
coinvolgimento diretto di olivicoltori, operatori turistici e della ristorazione delle tante Città di Identità che intorno ai prodotti di eccellenza del Made in Italy quali l’olio EVO, hanno costituito vere e proprie comunità identitarie. Il Ministero ha dimostrato di credere nell’impegno trentennale profuso dalle Città dell’Olio e dalle Città del
Vino nella valorizzazione delle identità e le produzioni tipiche locali e del turismo di comunità che affonda le sue radici nel racconto delle storie dei custodi del nostro immenso patrimonio oleo-eno-gastronomico. L’istituzione del Registro nazionale delle associazioni di Città di identità è una grande opportunità, per la quale siamo grati all’on. Pino Bicchielli, sta a noi coglierla”.
“La notizia è molto importante – afferma Angelo Radica, presidente dell’Associazione nazionale Città del Vino – perché di fatto certifica finalmente il ruolo delle nostre Associazioni anche nel rapporto con il Ministero dell’Agricoltura, un ruolo che ci vede protagonisti perché siamo espressione diretta delle esigenze dei territori. È con soddisfazione che leggo nel contenuto dell’art. 40 che riguarda i requisiti per essere ammessi nel Registro, che sono state di fatto sottolineate le principali finalità espresse dai nostri Statuti, dalla tutela dei paesaggi rurali alla sostenibilità, dallo sviluppo del turismo rurale al tema della coesione sociale e della tutela dei beni comuni. Evidentemente abbiamo saputo esprimere con chiarezza e con forti motivazioni le nostre idee fondative, oggi così chiaramente richiamate. Un grazie particolare va all’On. Pino Bicchielli che ci ha accompagnato in questo percorso grazie alla sua proposta di legge che poi è divenuta emendamento della legge sul Made in Italy”.
“Un ringraziamento va anche al Ministro Francesco Lollobrigida – affermano i due presidenti di Città dell’Olio e Città del Vino – per aver condiviso le aspettative delle nostre Associazioni; siamo pronti a cogliere la sfida ed a mettere in campo tutte le iniziative sui territori che ci consentano il perseguimento delle finalità che sono richiamate dalla legge: interventi di valorizzazione e promozione delle eccellenze territoriali, con il necessario coinvolgimento del mondo imprenditoriale. Siamo certi che il Ministro non ci farà mancare tutto il supporto ed il sostegno necessario”.
Per essere iscritte nel Registro le associazioni nazionali delle Città di identità devono essere costituite in forma di associazione riconosciuta e senza scopo di lucro ed avere come finalità il sostegno e lo sviluppo della qualità delle produzioni agricole e dei territori delle città di identità associate, tramite iniziative e servizi nel campo della tutela, del sostegno alla promozione e dell’informazione e prevedere nel proprio statuto la valorizzazione delle produzioni agricole di qualità, delle pratiche di coltivazione tradizionali, del paesaggio rurale e dei prodotti tipici locali; la sensibilizzazione dei cittadini e il loro coinvolgimento nella cura, tutela e valorizzazione del territorio; l’impegno per la sostenibilità, incentivando la permanenza degli agricoltori nelle zone rurali e la creazione di nuove imprese e servizi per le giovani generazioni; la promozione dell’offerta turistica integrata; il sostegno alla crescita del turismo rurale e del turismo enogastronomico secondo criteri di sostenibilità e tanto altro.

Associazione nazionale Città dell'Olio
c/o Villa Parigini Strada di Basciano, 22 Monteriggioni (SI)
Tel. 0577 329109 – Fax 0577 326042
www.cie.cittadini@interno.it
Un Sigep mondiale a Rimini con tante golosità per tutti!
Al via la 46ima edizione della manifestazione forse più attesa dai golosi: 30 padiglioni, 1300 brand, oltre 3000 buyers provenienti da 79 paesi, nel 2024 le vendite di gelato artigianale di tradizione italiana, hanno raggiunto gli 11 miliardi di fatturato e il trend è sempre in aumento.
La filiera italiana nel suo complesso, con i 39mila punti vendita (solo in Italia) gli ingredienti, le macchine, le attrezzature, ha superato nel 2024 i 4 miliardi di fatturato. Poi ci sono 12000 pasticcerie e circa 18000 bar che vendono il gelato artigianale. In Lombardia le famiglie spendono per i gelati artigianali 315 milioni/anno, a ruota Lazio con 167milioni e Veneto con 147.
Economicamente il Sigep è uno degli eventi del mondo gastronomico più rilevanti che mette in mostra le eccellenze del nostro Paese nei padiglioni della Fiera di Rimini. Protagoniste le filiere di gelateria, pasticceria, caffè, cioccolato, panificazione e pizza e nei settori “extra ice” siamo leader con i macchinari per i dolci artigianali, quelli della tradizione e pure non italiani o rivisitati. Nel contesto generale del Sigep, tiene bene il settore del pane che fattura circa 8 miliardi e mezzo – se ne fa sempre di più con grani antichi e farine poco raffinate e integrali – in primo piano poi la pizza, che non conosce crisi malgrado i rincari: ne sforniamo in Italia 2,7 miliardi e siamo i secondi esportatori
mondiali di caffè, mentre ristagnano i consumi interni per l’aumento dei prezzi…
Ma è il gelato il grande protagonista a questo “Sigep Word” quindi, non poteva mancare la citazione del “Frutta di Pistacchio” di Ádám Fazekas della gelateria Fazekas Cukrászda di Budapest, un cremoso gelato al pistacchio salato con una coulis di lamponi speziata alla fava di Tonka e un croccante al pistacchio: primo posto alla scorsa Finale Mondiale di Gelato Festival World Masters che vedrà proprio il 20 gennaio prossimo la finale 2025 tra 15 gelatieri che si sfideranno per i 3 posti disponibili nello spazio Gelato Arena...
E restando in tema, quest’anno il Paese ospite è l’Arabia Saudita dove il gelato rimane il dessert preferito che espatriati, turisti e gente del posto consumano durante tutto l’anno. Il mercato è segmentato in base al tipo di prodotto, al canale di distribuzione e all’area geografica. Per tipologia di prodotto, il mercato si divide per gelato d’impulso, da asporto e artigianale. Preferiti i vegani e quelli con alimenti (gusti) naturali, meno elaborati e a basso contenuto calorico. Il mercato dei gelati lì è frammentato e competitivo, comprendendo molti concorrenti regionali e internazionali. Nel maggio del 2023 Siwar Foods ha firmato un accordo di private label e distributore con la società francese Sarl So Mochi per commercializzare e distribuire una gamma di gelati Mochi in Medio Oriente, a partire dal lancio nel Regno dell’Arabia Saudita.

Dai “rumors” raccolti al Sigep, il mondo del gelato punta sempre più sulla destagionalizzazione, sui gusti senza zuccheri aggiunti, sul naturale (leggi Bio) sul gluten free e su quei sapori – spezie, zafferano, cardamomo, sesamo tostato e altri di origine orientale – frutto di contaminazioni: anche quelli che sorprendono… come il gelato al dulche de leche, al maracuja o come il gelato di Belén Cimino, chef di pasticceria, maestra di gelateria e fondatrice di “Cimino R” a Buenos Aires, che ha portato al Sigep l’“alma del sur” gelato con yerba mate, agrumi e lamponi della Patagonia…

Presente al taglio del nastro il ministro dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida: “Chiunque conosca l’Italia, all’estero la racconta come un paese dove a pochi chilometri di distanza, trovi eccellenze tanto differenti e quindi siamo i più ambìti come produttori di ogni bene famoso… - e il ministro continua - Il Sigep è una vetrina d’eccellenza per uno dei settori più dinamici dell’agroalimentare italiano. È fondamentale consolidare il percorso di internazionalizzazione che abbiamo intrapreso, rafforzando la nostra presenza sui mercati esteri e individuando nuovi sbocchi commerciali. Proseguiamo con determinazione per potenziare l’export e affermare la leadership dell’Italia in questi settori. Investire nelle eccellenze italiane significa accrescere la competitività delle nostre imprese e promuovere il n
ostro modello agroalimentare, uno dei pilastri economici del Sistema Italia”. 
Con il ministro, anche il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, l’assessora al turismo della Regione Emilia Romagna, Roberta Frisoni, il presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, Lino Stoppani e il presidente di Ice Agenzia, Matteo Zoppas.
Tra gli altri presenti, che si sono resi disponibili per un commento - e che ringraziamo - : 
Maurizio Ermeti, presidente IEG (e imprenditore del settore alberghiero e turistico): “Il Sigep si trasforma, diventa Sigep Word per il numero di presenze di visitatori da più di 160 paesi, ma anche per il lavoro che in questi anni è stato fatto e si continua a fare, portando Sigep nel mondo…- e continua ricordando gli albori - Sigep nasce nel 1980 per sostenere la categoria artigiana e l'attività estiva: allora c’erano 180 espositori e la fiera occupava uno spazio grande quanto uno solo dei padiglioni attuali. Oggi - conclude Ermeti - Sigep è una fiera internazionale che pone Rimini al centro di un network globale, un network che abbiamo portato nel mondo grazie alle nostre società, Sigep Asia a Singapore e Sigep China a Shenzen”.

Gino Fabbri, ex presidente dell’Associazione Maestri Pasticceri Italiani e Pasticcere dell’anno: “A un bravo pasticcere non serve solo la passione, ma serve anche la costanza e soprattutto servono le basi, è importante conoscere bene le materie prime…”.
Ernst Knam, maître chocolatier, si riferisce alla sua produzione: “I miei dolci preferiti in generale sono quelli della memoria: il passato che profuma di futuro”.

Carlo Oldani, direttore marketing Unigrà: “Formiamo le gelaterie per la possibilità di fare un gelato al 100% vegetale e molto gustoso”

Il Dubai chocolate è un gusto a base di cioccolato al latte con variegature di salsa al pistacchio con dentro la “katayfi”, tipico dolce della cultura araba.

Italian Exhibition Group - Fiera di Rimini
Via Emilia, 155 Rimini RN
Tel: 0541 704111
infovisitatori@riminifiera.it
I Percorsi Internazionali di Borghi d'Europa: progetto "L'Europa delle Scienze e della Cultura"
L'Associazione Culturale Borghi d'Europa, attiva da oltre quindici anni, si propone di valorizzare il patrimonio culturale, ambientale, artistico, enogastronomico ed economico di borghi e territori poco conosciuti in Europa. La sua attività si concentra sulla realizzazione di progetti informativi, indirizzati a sensibilizzare il pubblico e a promuovere la conoscenza di questi luoghi attraverso diverse iniziative. Un aspetto centrale del progetto è l'informazione, specialmente indirizzata a chi svolge un ruolo informativo, per far conoscere i borghi e le loro specificità.
Negli anni, Borghi d'Europa ha collaborato a numerosi eventi e progetti internazionali, come la partecipazione all'Anno del Patrimonio Culturale Europeo nel 2018, durante il quale sono stati visitati e promossi 40 borghi, e al progetto di Turismo Lento, che ha portato alla presentazione dei "10 Percorsi Internazionali" presso il Parlamento Europeo di Milano. Inoltre, ha preso parte a iniziative come il Mese della Mobilità Dolce e il Festival dello Sviluppo Sostenibile, che hanno coinvolto oltre 20 Paesi europei. Nel 2019, Borghi d'Europa ha collaborato con il Parlamento Europeo nell’ambito della campagna "Stavoltavoto.eu", per incoraggiare la partecipazione dei cittadini alle elezioni europee, legando la scelta dei borghi alla sensibilizzazione politica. In tale contesto, il progetto ha permesso di accrescere la consapevolezza civica tra le comunità locali. Un altro progetto rilevante è quello denominato "L'Europa delle Scienze e della Cultura", legato alla manifestazione ESOF 2020 (EuroScience Open Forum), che si è svolta a Trieste, città scelta per ospitare questo importante evento europeo di dibattito scientifico. Questo progetto ha dato vita a una serie di iniziative informative sui temi della sostenibilità nelle filiere produttive di vari Paesi europei, coinvolgendo – oltre all’Italia – nazioni come Croazia, Slovenia, Austria, Svizzera, Montenegro, Albania, Bosnia-Erzegovina, Grecia, Serbia e Repubblica di San Marino, nonché specifiche diverse regioni italiane.
Nel 2024 e nel 2025, Borghi d'Europa ha deciso di proseguire la sua collaborazione con il Parlamento Europeo in vista delle elezioni europee di giugno 2024, estendendo l'iniziativa a circa 80 borghi in tutta Europa. Questo progetto mira a promuovere la partecipazione attiva dei cittadini dei borghi nelle elezioni e a consolidare la rete dei borghi per il prossimo quinquennio. Un focus particolare è dato alla rete BELC (Rete Europea di Consiglieri Regionali e Locali), che facilita la connessione tra i rappresentanti politici locali e le istituzioni europee. L'obiettivo è avvicinare l'Europa alle comunità locali, offrendo a chi è in carica a livello regionale o locale la possibilità di interagire con le istituzioni europee, raccogliere informazioni e fare rete.
Nel 2025, Borghi d'Europa celebrerà il 25° anniversario dell'Iniziativa Adriatico Ionica (IAI), un forum di cooperazione regionale istituito nel 2000 per promuovere la stabilità economica e politica nella regione adriatico-ionica. L'IAI, che coinvolge attualmente 10 membri (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Macedonia del Nord, Montenegro, Repubblica di San Marino, Serbia e Slovenia) è un’iniziativa cruciale per promuovere la cooperazione tra Stati e rafforzare il processo di integrazione europea. Nel contesto di quest'anniversario, Borghi d'Europa continuerà a sostenere la valorizzazione dei territori attraverso campagne informative e iniziative che incoraggiano la conoscenza reciproca tra i borghi e le istituzioni internazionali.
Le attività informative sono caratterizzate da un formato che prevede incontri pubblici con la partecipazione di comunicatori, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni locali, regionali e europee. Questi eventi includono interviste, rassegne stampa multimediali e la distribuzione di materiali didattici alle scuole dei territori coinvolti, per sensibilizzare le nuove generazioni. Ogni incontro genera almeno 20 servizi informativi multimediali per tappa, raggiungendo una vasta audience attraverso vari canali (radio, TV, stampa, online e social media).
In sintesi, Borghi d'Europa è un progetto che unisce la promozione della cultura locale alla partecipazione attiva nella politica e nella società europea. Le sue iniziative, mirate alla valorizzazione dei territori e alla sensibilizzazione sulla cooperazione regionale, continuano a crescere, rafforzando il legame tra i piccoli borghi europei e le istituzioni internazionali, come il Parlamento Europeo e l'Iniziativa Adriatico Ionica. 
La IAI ha origine il 19 - 20 maggio 2000 con la firma ad Ancona, da parte dei Ministri degli Affari Esteri di 6 Paesi rivieraschi (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Slovenia), della “Dichiarazione di Ancona” sulla cooperazione regionale quale strumento di promozione della stabilità economica e politica e del processo di integrazione europea. Ai 6 membri originari si sono aggiunti l’Unione di Serbia-Montenegro nel 2002 (in seguito alla scissione del 2006, sia la Serbia sia il Montenegro hanno mantenuto la membership nell’Iniziativa) e la Macedonia del Nord nel 2018, la cui adesione è stata promossa dall’Italia nel corso del suo anno di presidenza dell’Iniziativa (Giugno 2017 – Maggio 2018). Ad oggi la IAI conta 10 membri, la Repubblica di San Marino è entrata a far parte dell’Iniziativa nel 2019 durante la Presidenza montenegrina
Le Presidenze annuali da giugno a maggio dell’anno successivo si susseguono in base all’ordine alfabetico.
Membri:
Albania, dal 2000
Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina, dal 2000
Croazia Croazia, dal 2000
Grecia Grecia, dal 2000
Italia, dal 2000
Macedonia del Nord Macedonia del Nord, dal 2018
Montenegro Montenegro, dal 2006
Repubblica di San Marino, dal 2019
Serbia, dal 2006
Slovenia Slovenia, dal 2000

Via Lussemburgo n.42 Padova PD
Piazzale Martesana Milano MI
email: borghideuropa@yahoo.com
redazione: info@italiadelgusto.com
“Marca” by BolognaFiere mette in bella mostra la “Distribuzione Moderna Organizzata”, molte le novità
Soli due giorni (il 15 e 16 gennaio u.s.) per la manifestazione europea che metteva in mostra la “DMO” (Distribuzione Moderna Organizzata) e per la ventunesima volta, nei 9 padiglioni bolognesi (metà del complesso fieristico) che hanno ospitato circa 1300 aziende espositrici (+23% dalla scorsa edizione) tra cui, ben 24 insegne della GDO, spalmate su 35.000 mq (contro i 27.800 del 2024) invasi dai molti lì in giro tra addetti ai lavori e pubblico (alla fine 23 mila i presenti) soli due giorni - dicevamo - sono proprio pochini (…) per una fiera che ormai si è confermata volano del Made in Italy a livello internazionale – nell’export dei formaggi, dopo avere sorpassato l’Olanda, siamo secondi solo alla Germania…–.
Per chi si è addentrato nel quartiere fieristico di Bologna, già trovare il parcheggio e entrare mettendosi in coda, ha accorciato il timing della giornata, non di poco. E le motivazioni per non mancare, c’erano tutte: Marca by BolognaFiere è l’unico evento italiano dedicato alla marca commerciale, la grande vetrina dove la fiera bolognese, in collaborazione con ADM, Associazione Distribuzione Moderna (al momento del taglio del nastro, il presidente BolognaFiere, Gianpiero Calzolari ha annunciato la formale partnership tra BolognaFiere e ADM fino al 2031) ha messo in bella mostra i prodotti dell’eccellenza italiana a marca deldistributore. Un’opportunità che, chi voleva toccare con mano i prodotti, incontrare buyers (oltre 1000 – dichiarazione di Antonella Maietta di BolognaFiere – più di 600 gli stranieri) e category manager provenienti dalle principali catene internazionali e chiudere contratti tra aziende di qualità, food e non food e i retailer pronti a riempire gli scaffali con il proprio marchio, non poteva perdere: a Marca by BolognaFiere fare business concretamente, è stato davvero possibile!

Il taglio del nastro dell'edizione numero ventuno di Marca 2025, presenti:
Michele De Pascale (neo governatore Emilia Romagna, secondo da dx)
Gianpiero Calzolari (primo a sx) presidente di BolognaFiere e Marco Lusetti, presidente ADM
Dovendo riferire – per mission – dell’accaduto e non potendo scendere in particolari specifici riferiti agli acquisti fatti da chi e a chi… ci limiteremo a descrivere le situazioni più eclatanti: gli stand più frequentati, sicuramente sono stati quelli “food”, protagonisti scontati della grande vetrina di Marca 2025, dove era esposta l’eccellenza del Made in Italy a tavola. Da evidenziare la continua ascesa legata all’offerta nel compartimento del biologico. Davvero pochissime le aziende note assenti tra i produttori di pane, pasta, piatti pronti, pizza, salsa di pomodoro, carne, pollame, verdure, legumi e vari prodotti dell’agricoltura, oltre a salumi, formaggi, condimenti e dolci, filiera del miele compresa, poi vini, liquori e pure “integratori”, in nome - questi – delle importanti prospettive che si delineano per il settore salute e benessere (oltre all’extra settore come abbigliamento, elettronica, arredamento, bricolage e giocattoli).
I prodotti erano suddivisi tra quelli della tradizione e dell’innovazione (tante le novità).
Tra i “non food” (prodotti per la cura della casa e della persona, attività per il packaging, i servizi e la logistica) le parole chiave sono state “sostenibilità e efficacia”, confermate anche durante il primo dibattito, contesto in cui sono stati sciorinati i dati a cura di “The European House – Ambrosetti” (progetti, studi e scenari strategici per istituzioni e aziende nazionali ed europee) a cui è intervenuto anche Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy: “È il successo della grande distribuzione moderna – riferito a Marca 2025 – in grado di coniugare gli interessi del consumatore e della filiera che concorrono a rendere grande il Made in Italy”…
Tutto ciò - insieme ai numeri che confermano il grande successo dell'evento bolognese-internazionale e la grande e concreta attenzione alla sostenibilità - ha confermato che i frequentatori, gli operatori e le insegne della DMO, hanno avuto a disposizione una vetrina varia, esauriente e proprio ben frequentata. Questo è certo!
Tra le innumerevoli novità:

Margherita S.p.A.: la storica azienda di Fregona (TV) nota per il suo approccio artigianale, ha presentato Ariosa, una nuova pizza gourmet premium destinata a rivoluzionare il mercato retail. Sotto il brand Re Pomodoro, Ariosa combina innovazione e artigianalità, distinguendosi per un impasto ad alta idratazione (80%) e lievitazione di 48 ore, che garantisce leggerezza, croccantezza e una texture unica. Ariosa replica l’esperienza della pizzeria con la praticità di un prodotto surgelato, posizionandosi come una soluzione distintiva e competitiva nel segmento delle pizze premium. Il prodotto nasce dalla partnership con ProPizza, grazie alla quale vengono unite tradizione e tecnologia. Ariosa è stata il fulcro dello stand Margherita a Marca 2025, affiancandosi alla gamma artigianale del brand e rappresentando un'opportunità per retailer e distributori, grazie alla combinazione di qualità, innovazione e convenienza.
Tra le notizie più curiose e pubblicate nel 2024 è una originale esperienza imprenditoriale che ha dato vita a un movimento culturale ripreso a livello globale. Nel panorama della ristorazione mondiale, infatti, “Al Condominio” di Verona ha conquistato l’attenzione dei media internazionali, ma ha anche ridefinito il concetto di convivialità, promuovendo un ritorno alla socialità autentica e al piacere di vivere il momento del pasto senza l’invadenza della tecnologia, con il suo invito “Posa il cellulare, stappa la bottiglia offerta e goditi l’atmosfera” che ha fatto riscoprire il concetto di convivialità bannando l’invadenza della tecnologia. Combinando così tradizione, innovazione e una buona dose di ironia, ha proposto con il Digital Detox un modo nuovo di vivere la ristorazione. Con il suo format rivoluzionario, è diventato un ambasciatore del buon vivere italiano, portando Verona al centro della scena mondiale, dimostrando come l’estro italiano possa ancora stupire il mondo.
nel 1974 nelle pianure del Friuli, vicino alla città stellata di Palmanova, l’azienda agricola Pradio della Famiglia Cielo, unisce tradizione e innovazione per creare vini unici. La famiglia Cielo, giunta alla quarta generazione, oggi alla guida della cantina, coltiva 35 ettari di vigneti su terreni friulani ghiaiosi e soleggiati, valorizzati dall’esperienza dell’enologo Gianni Menotti, vincitore del titolo di Miglior Enologo Italiano 2012. Grazie al microclima protetto dalle Alpi e influenzato dal Mar Adriatico, Pradio ha presentato vini freschi ed eleganti, sia bianchi che rossi. Dal 2022, l’azienda ha ottenuto la certificazione SQNPI per la produzione sostenibile. Si distinguono Passaparola Prosecco D.O.C., Priara Pinot Grigio Friuli D.O.C., Sobaja Sauvignon Friuli D.O.C., Rok Bianco e Rosso Venezia Giulia I.G.T., Starz Rosso Friuli D.O.C.. Da mezzo secolo ogni bottiglia Pradio racconta la passione per il territorio, combinando tradizione vinicola e attenzione all’ambiente.
De Angelis ha partecipato presentando innovazioni nel settore dei piatti pronti e surgelati, con particolare attenzione alla linea gluten free e ai prodotti Made in Italy. L’azienda ha lanciato la gamma Maxi gusto di pasta ripiena e liscia, rinnovando anche le linee grafiche della selezione 200g e gourmet. Lo stand di 180 mq ospitava anche il rilancio del brand Poker, puntando su regionalismi e tipicità per soddisfare un pubblico curioso e attento alla qualità nelle diverse specialità regionali. In quest’ottica è stata presentata anche la rinnovata gamma Saòr del Mar, con piatti di pesce freschi e sostenibili, tra cui sughi, zuppe e proposte per bambini come i “Fish Rock di Merluzzo”, con packaging ecosostenibile e sughi a base terra che ampliano ulteriormente il ventaglio delle proposte. De Angelis combina così tradizione e modernità, con ricette autentiche e innovative, rispondendo alle esigenze di un consumatore dinamico, con gusto, qualità e sostenibilità.

BolognaFiere SpA
Viale della Fiera, 20 Bologna (BO)
www.marcabybolognafiere.com
Pubblicata la 25ima GUIDA BEST GOURMET edizione storica di Maurizio Potocnik, vero riferimento per chi ama la buona ristorazione, i prodotti artigianali e i vini di qualità
Maurizio Potocnik Reeds, uomo e artista libero, nella musica come nella vita ama semplicemente essere quello che è: un grande sentimentale con tante visioni. Ha fatto molti lavori e mai nessuno come dipendente, ha rischiato sempre sulla sua pelle: enologo, venditore di legname, modello, interprete di fotoromanzi, anche pubblicitario e imprenditore sportswear; si è occupato di barche a vela, di editoria enogastronomica, pure critico e talent scout gastronomo.
Anche uomo di spettacolo: ideatore e conduttore televisivo, show man, regista, scrittore e cantante che canta l'amore e la bellezza - in inglese e ora anche in italiano - suona, scrive e arrangia i suoi brani musicali: per lui, ognuno di questi, è quasi come un figlio… Maurizio Potocnik in arte Reeds, è e sarà sempre il Maury o il Mau, per gli amici!
E per tutti gli altri, l’eclettico Maurizio Potocnik, è anche extraordinary taste in Alpe Adria - by Club Magnar Ben e dal novembre 2021 Direttore BEST Gourmet Network.
“Quando ho iniziato questo lavoro – è Potocnik che parla – non c'erano Internet, Google, the Fork, Trip advisor, shop on line di bottiglie e di prodotti, informazioni diffuse, etc…. Per scoprire notizie dovevi andare di persona e qualche volta perderti per le strade.... E per questo motivo che la Guida, dalla prima edizione, ha sempre dedicato un'intera pagina ad ogni locale-visita, con le fotografie dell’ambiente, dei piatti e dei ristoratori, proprio per far capire ai lettori che se non vai, non puoi recensire, né giudicare!”
Buona navigazione di gusto a tutti gli appassionati e buon lavoro agli
operatori del settore che rendono questa terra straordinariamente unica!
Oggi è pubblicata la 25ima Guida BEST GOURMET edizione storica: si tratta di un'opera monumentale di 760 pagine che celebra l'eccellenza enogastronomica dell'Alpe Adria. Una Guida che non è solo un elenco di ristoranti, ma il racconto di un territorio straordinario, dove culture e tradizioni si intrecciano in un patrimonio enogastronomico unico al mondo. Congratulazioni “Agli Amici di Godia”, eletto miglior ristorante di cucina moderna, alla “Trattoria da Nando” di Mortegliano, premiata per la cucina tradizionale, al “Miani” di Buttrio per il miglior vino bianco, alla “Fattoria Gortani” per l'eccellenza casearia ed alla “Valle dell'Ovo” di Carlino per i prodotti ittici. Riconoscimenti e traguardi che sottolineano il trend enogastronomico sempre più positivo del Friuli Venezia Giulia: una regione ricca di eccellenze, dove si sente il cuore di una ristorazione pulsante, accompagnata da straordinari prodotti artigianali e vini di grande qualità nazionale e internazionale.
DOVE ANDATE A MANGIARE OGGI? LE OSTERIE, LE MIGLIORI le troverete nella nuova edizione della Guida Best Gourmet, assieme ai migliori rifugi, alle cucine in quota, ai ristoranti, trattorie, locande e pizzerie gourmet!
Ordina la 25ima edizione di Guida BEST GOURMET by Club Magnar Ben Editore: www.magnarben.it/shop
LA GUIDA CHE PER PRIMA HA SCAVALCATO I CONFINI TRA ITALIA, AUSTRIA, SLOVENIA E CROAZIA.
“Per me l'Alpe Adria* e i suoi aspetti storico-culturali-enogastronomici (la cultura di un paese si misura anche a tavola) sono stati un colpo di fulmine, un amore a prima vista – è ancora Maurizio Potocnik che spiega - Scoprire più di 20 anni fa questi territori e i suoi artefici in vigna e in cucina è stato un onore e un immenso piacere. Nessuno aveva avuto questa visione e nessuno prima di me aveva intravisto le straordinarietà a tavola di questo territorio - e continua - Mi compiaccio di essere stato il primo ad avere avuto questa visione ben prima delle guide austriache o di altre italiane. Questo bagaglio culturale mi ha arricchito la vita”.

*L’Alpe Adria è una macroregione della Mitteleuropa (Europa Centrale) che comprende Italia (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia) Slovenia, Croazia, Austria (Carinzia, Stiria, Burger Land) la Germania (Baviera) e l’Ungheria (Baranya, Somogy, Vas, Zala). In questo territorio, Club Magnar Ben, da anni è l’unico affidabile riferimento per chi ama scoprire la grande e piccola ristorazione, le curiosità vitivinicole e agroalimentari di qualità.
"Dedico la Guida a chi la userà, ma soprattutto con grande affetto, mi rivolgo a tutti i 700 artefici selezionati, della ristorazione, del food, del vino, presenti in questa 25ima edizione. - Potocnik conclude - Un successo straordinario che ci ha portato all'esaurimento delle copie in brevissimo tempo grazie anche alla loro importante presenza e al loro livello di qualità; un segnale che la nostra grande ristorazione è viva e orgogliosa dei grandi valori che la contraddistinguono".
PENSIERINO E BRINDISI DEL GIORNO: George Orwell nel 1948 diceva: “Finché non diventeranno consapevoli non si ribelleranno e finché non si saranno ribellati, non potranno diventare consapevoli”.
P.S.: il nuovo codice della strada cancella in un sol colpo millenni di storia e cultura italiana, non solo enoica, ma anche conviviale, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. Caro ministro lei è proprio una delusione!


Club Magnar Ben
Associazione Culturale non lucrativa
Conegliano - Italy - Tel.+39 0438 21574
www.magnarben.it
(a cura di Gianluigi Veronesi)
Udite udite! Il vino “dealcolato” è finalmente (?) sdoganato…
Lo scorso novembre 2024, il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha firmato la bozza della Direttiva Europea 2021/2117, cioè il decreto che apre la porta anche in Italia, ai vini dealcolizzati (o dealcolati che dir si voglia) quelli che hanno un tasso di alcol non superiore a 0,5 vol (ci sono anche quelli “parzialmente” dealcolizzati, con un tasso alcolometrico tra lo 0.5% e il 9%). Questa sarebbe l’alternativa che porterebbe a non privarsi del gusto del vino e, contemporaneamente, non incorrere nelle sanzioni confermate tramite l’etilometro (strumento in dotazione alle forze di Polizia) che verifica la quantità di etanolo presente nell’organismo dopo avere ben mangiato (e meglio bevuto). Questo perché con i “fumi dell’alcol” in corpo, si entra in uno stato di euforia e disinibizione dovuto all’’aumento e alla liberazione di dopamina nel cervello, cosa che porta le persone a sentirsi, non solo più allegre e socievoli dopo aver bevuto, ma addirittura, per chi si mette al volante di un qualsiasi veicolo, sentirsi onnipotente, invincibile, immortale e molto spesso, in queste condizioni, osa più del dovuto, mettendo a repentaglio la sua e l’altrui sicurezza, con i risultati che ahimè, si leggono tutti i giorni sui giornali e si vedono in tv. L’introdurre alcol nel corpo umano – tramite il classico “spritz” o gli “shottini”, o il “frizzantino” dell’aperitivo e pure il calice di rosso che accompagna l’appetitosa “amatriciana” – porta subito ad un tasso alcolemico superiore agli 0,30 g/L e già così si determinano alterazioni del comportamento….

In materia di circolazione stradale, deputate all’accertamento delle violazioni, sono le forze di Polizia che tra i loro compiti, hanno pure il controllo dello stato di ebbrezza alcolica del conducente di un veicolo - art. 186 comma 4 del codice della strada - utilizzando strumenti di screening per alcool come l’etilometro.
A questo punto, l’importante è che con l’“alcol test” non si registri un valore superiore allo “0,0” per i neo patentati e per i professionisti della guida (conduttori taxi, NCC e camionisti) e allo 0,5 per tutti gli altri, realtà oggettiva che se oltrepassata, porta alla sanzione amministrativa di 164 euro (che sale a 328 euro in caso di incidente) e perdita di cinque punti della patente. Nel caso in cui sia accertato il superamento della soglia da 0,8 fino a 1,2 (che causa al soggetto che ha bevuto comportamento depressivo sui centri motori, perdita dell’autocontrollo e disturbi dell’equilibrio) si determina il reato contravvenzionale che comporta la sospensione “breve” della patente (che varia in base al numero di punti presenti sulla patente del conducente: se il punteggio è compreso tra 10 e 19 punti, la sospensione sarà di 7 giorni, mentre per un punteggio già esistente inferiore a 10 punti, la sanzione aumenterà a 15 giorni) oltre al pagamento di ammende di importo più elevato e, peggio ancora succede a chi guida con una quantità rilevata da 1,2 a 2,0 che cagiona vera e propria ubriachezza e, dunque, si va direttamente
nel “penale”- senza contare risultati più alti come da 2,0 a 4,0 limite che dà perdita del tono muscolare, indifferenza all’ambiente circostante, assenza di reazione agli stimoli, immobilità o, addirittura > 4,0 soglia che dà incoscienza e coma, depressione respiratoria e cardiovascolare, fino a probabile morte).
Quindi, ben venga la dealcolizzazione… Ma come avviene?
Beh, si tratta di un processo attraverso cui è possibile estrarre l’alcol da qualsiasi bevanda alcolica come appunto vino e liquori. È possibile per distillazione sottovuoto (si separa il vino dalle componenti fenoliche, poi si estrae l’alcol e si reintegra la bevanda ottenuta di quei componenti) o per osmosi inversa (agendo attraverso una membrana che prima filtra i composti aromatici e fenolici e poi rimuove l’alcol). 
A confermare la validità di tali procedure, anche la nutrizionista Elena Dogliotti: “Il vino dealcolato, che può essere totalmente o parzialmente analcolico, si ottiene a partire da un vino reale – spiega la nutrizionista – ed i metodi più comuni per togliere l'alcol sono la distillazione sottovuoto e l'osmosi inversa” – e continua la Dogliotti – “Per compensare la perdita di alcol e per avvicinarsi al gusto del vino normale c’è il rischio che i produttori di vino dealcolato possano aggiungere zuccheri, aromi artificiali, stabilizzanti o altri additivi che potrebbero essere dannosi per la salute” - anche se, secondo l’attuale decreto, in Italia questo dovrebbe essere espressamente vietato - (NDR).
Così la bevanda è ormai dealcolizzata. Adesso il “vino” è più delicato al gusto: visivamente è difficilmente distinguibile dalla sua versione classica, ma al gusto è più leggero, meno intenso rispetto a quello che si è soliti bere, senza però dare la sensazione di sapore sciropposo del semplice succo d'uva. L’importante è che detto vino mantenga la consistenza in bocca, in pratica una buona struttura e un buon equilibrio tra i componenti acidi, dolci, amari e tannici. Perché un vino che abbia un sapore piatto, sbilanciato, senza corpo, darà la percezione di “vino annacquato”… e non sarà proprio piacevole in bocca, quindi, non certo un buon vino!
Nelle versioni frizzanti dei vini dealcolati, non mancheranno le bollicine, in più queste bevande analcoliche e gli “Zeroalcol” italiani ed esteri (anche biologici e light) forniscono solo 7,5 Kcal al bicchiere (una bottiglia contiene 750 ml o 75 centilitri, più o meno cinque bicchieri/calici).
Inoltre - volendo - si può dealcolizzare il vino anche a casa… Si porta a bollore il liquido in un pentolino senza aggiungere altro, con la fiamma che non deve essere troppo vivace e, dopo circa 10 minuti, di alcol ne sarà evaporata la maggior parte. Quindi lo si può bere e/o utilizzare senza il rischio che lasci quel tocco di amaro che su alcuni piatti può fare la differenza. Altra valenza positiva dei “dealcolizzati”, sono i benefìci per il fegato che si iniziano a percepire già dopo alcuni giorni e, l’organo che non sa metabolizzare le molecole dell’alcol, nel giro di alcune settimane (o mesi, nei casi più impegnativi) ritorna depurato.
Queste bevande entreranno molto presto nel nostro mercato e si auspica che costituiranno un nuovo business per consumatori quali i wine-lovers, con al centro le Gen Z e i Millenians, che, senza alcol, “agiranno” senz'altro molto meglio….
(a cura di Cristina Maccaferri)
Oltre il Biologico: Innovazione, Fiducia e Sostenibilità per un Nuovo Rapporto con il Consumatore
evento – organizzato da AssoBio e in collaborazione con MARCA by BolognaFiere e FederBio nell'ambito del progetto europeo Being Organic in EU – è in programma il 15 gennaio 2025.

Creare valore per il domani: come il biologico può rafforzare l’identità di insegna e il legame emotivo con i clienti, se ne discute nel convegno "Oltre il Biologico: Innovazione, Fiducia e Sostenibilità per un Nuovo Rapporto con il Consumatore" si propone di esplorare il ruolo strategico del biologico per il settore retail e la GDO, con un focus su innovazione e sostenibilità. Con la moderazione di Armando Garosci, Direttore di Largo Consumo, l’evento si terrà il 15 gennaio 2025 alle ore 14:30, nell'ambito della ventunesima edizione di Marca by BolognaFiere che si terrà il 15 e 16 gennaio 2025 Bologna.
I temi affrontati saranno fondamentali per comprendere come il biologico possa rispondere in modo distintivo alle nuove esigenze di un consumatore attento alla sostenibilità, alla trasparenza e alla qualità. I panel della giornata guideranno il pubblico in un percorso di riflessione che parte dalle differenze tra biologico e “residuo zero”, evidenziando le peculiarità e i vantaggi unici della certificazione Bio. Si approfondirà inoltre il contributo positivo del biologico su ambiente e biodiversità, con particolare attenzione all’impatto sulle comunità locali e sul benessere sociale.
Una sezione sarà dedicata alla Direttiva sui Green Claims, a cui il biologico è già conforme, per valutare le opportunità di comunicazione che questa conformità offre ai retailer, sempre più orientati a consolidare un rapporto trasparente e valoriale con il cliente.
La tavola rotonda finale permetterà di mettere a confronto le esperienze di diverse insegne e le azioni già intraprese per rafforzare l’identità di brand e la relazione emozionale con i consumatori, valorizzando i prodotti a marchio e il biologico come leve di connessione e fidelizzazione.

Lo chef Mario Casu sposa la causa de “Il Faro, famiglie oltre la disabilità”

In cucina il 19 gennaio per la cena di beneficenza in favore del progetto “Impara giocando”. Tutto pronto per l’appuntamento del prossimo 19 gennaio da Hosh charming events ad Acireale, in provincia di Catania. Come ogni anno, l’Associazione “Il Faro” famiglie oltre la disabilità, organizza, insieme allo chef Luca Miuccio, executive chef del Grand Hotel San Pietro di Taormina (ME) una cena di beneficenza in favore del progetto “Impara giocando”, la struttura che ospiterà le attività ludico-ricreative degli associati.
| Tra gli chef che contribuiranno con i loro piatti al menu della serata, anche Mario Casu chef patron di Casu – Osteria Contemporanea di Giarre (CT): “Avevo già collaborato con Il Faro per un bellissimo evento di beneficenza a cui avevo partecipato in qualità di chef nel 2023 al Castello San Marco, sempre capitanato da Luca Miuccio per cui quest’anno, quando Luca mi ha proposto di far parte della brigata di questa cena, ho aderito immediatamente con entusiasmo. Eventi come questi sono importanti innanzitutto perché fanno del bene concreto e poi perché ti fanno sentire utile per la società. Per l’occasione preparerò un risotto con crema di caliceddi di campagna, limone candito e guanciale croccante di suino nero, un piatto che rappresenta appieno la filosofia della mia osteria che esprime la propria contemporaneità proprio attraverso l’utilizzo di prodotti del territorio siciliano per preparazioni non prettamente siciliane. Come appunto quella del risotto, piatto che mi appassiona da sempre cucinare e che, per questo, è sempre presente nel menu della mia osteria e sempre apprezzato. Tanto che posso ormai viene riconosciuto come uno dei miei piatti iconici, qualsiasi combinazione di ingredienti io utilizzi nell’incontro tra la Sicilia e la cucina contemporanea”
La cena avrà luogo domenica 19 gennaio all’Hosh dalle ore 20,00 e le donazioni partiranno da un contributo minimo di 100 euro a persona. Per partecipare, chiamare il 351 5219844 o scrivere via mail a segreteria@famiglieoltre.it,o ancora contattare l’associazione tramite proprie pagine Instagram e Facebook. L’evento non si sarebbe potuto realizzare senza il patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana e il sostegno dei tanti sponsor: Hosh, AIS Sicilia, Taurmè, Panificio Focacceria Francesco Arena, Macelleria Gianni Giardina, La Contea e Birrificio dell’Etna.
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Crescita, digitalizzazione e sostenibilità al centro della trasformazione turistica
Il 2024 si chiude come un anno di consolidamento e innovazione per l’ospitalità italiana, con una crescita sostenuta dei ricavi e una trasformazione orientata alla digitalizzazione e alla sostenibilità. Tuttavia, le sfide legate al lavoro richiedono interventi mirati per garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile.
Il settore dell’ospitalità in Italia chiude il 2024 con risultati significativi e una chiara direzione verso il futuro. Grazie alla digitalizzazione, alla sostenibilità e a nuove strategie di gestione, il comparto ha registrato una crescita sostenuta, nonostante le sfide nel mercato del lavoro. A fornire una sintesi e un commento è Maurizio Galli, fondatore di Formazione Alberghiera, scuola di alta formazione del settore turistico ricettivo nata a Verona nel 2018 e divenuta uno dei principali punti di riferimento in Italia.
Nel 2024, le prenotazioni online hanno rappresentato il 56% del transato totale del settore ospitalità, generando 21 miliardi di euro su un totale di 37,5 miliardi, con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente, secondo i dati resi noti da Il Sole 24 Ore (https://www.ilsole24ore.com/art/turismo-2024--servizi-ospitalita-venduto-piattaforme-AGFYCGU?utm_source=chatgpt.com).
Questi numeri sottolineano il ruolo crescente della tecnologia nel plasmare il comportamento dei consumatori e nel migliorare l’efficienza delle strutture ricettive. “La digitalizzazione è ormai un pilastro imprescindibile per l’industria, capace di trasformare l’esperienza dei clienti e ottimizzare i processi interni” spiega Maurizio Galli in veste di analista esperto del settore. Una tendenza confermata anche dal corpo docente di Formazione Alberghiera, composto da professionisti e imprenditori del settore che portano con sé non solo la conoscenza accademica, ma anche l'esperienza pratica del campo.
L’innovazione tecnologica e la sostenibilità sono diventate elementi centrali per il turismo italiano. L’adozione di pratiche eco-compatibili e di strumenti innovativi come l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata ha risposto alle esigenze di un pubblico sempre più attento all’ambiente. “Investire nella sostenibilità non è solo una scelta etica, ma rappresenta anche un vantaggio competitivo per attrarre una clientela sofisticata” aggiunge Maurizio Galli.
Nonostante la crescita, il settore deve affrontare criticità nel mercato del lavoro. Con oltre il 70% dei lavoratori impiegati con contratti a tempo determinato o stagionali, la precarietà e la difficoltà di reperire personale qualificato rappresentano ostacoli significativi. Una percezione che si è evidenziata nelle visite alle strutture. Formazione Alberghiera è infatti l'unica scuola in Italia a svolgere oltre 3.000 ore di formazione in azienda ogni anno. Questo garantisce un'applicazione pratica delle competenze acquisite, ma anche di raccogliere le istanze degli addetti ai lavori, toccando con mano le esperienze dirette degli operatori. Secondo il docente “È fondamentale intervenire sulla stabilità lavorativa e sulla formazione per garantire la qualità dei servizi e rafforzare la competitività internazionale del settore”.
Le prospettive per il 2025 indicano una continua espansione del settore, trainata da una maggiore adozione di tecnologie avanzate e pratiche di revenue management. L’analisi dei dati e le strategie di pricing dinamico stanno diventando strumenti essenziali per ottimizzare i ricavi e rispondere con agilità alle fluttuazioni della domanda. Attraverso uno standard di formazione di qualità superiore e in un contesto in cui la competitività è fondamentale, Formazione Alberghiera è l'unica scuola che trasforma la formazione in consulenza, con una vasta gamma di programmi che coprono ogni aspetto dell'industria turistica con percorsi formativi innovativi e completi, dai corsi di revenue management e sales & marketing management all'accoglienza e all'housekeeping management, dalla gestione di una spa fino al comparto food & beverage.
“Solo attraverso un approccio integrato, che unisca innovazione tecnologica, rispetto per l’ambiente e valorizzazione delle risorse umane, il turismo italiano potrà mantenere il suo ruolo di leadership a livello globale” chiosa Maurizio Galli che lancia però un monito agli operatori del settore. “Il 2024 si chiude come un anno di consolidamento e innovazione per l’ospitalità italiana, con una crescita sostenuta dei ricavi e una trasformazione orientata alla digitalizzazione e alla sostenibilità. Tuttavia, le sfide legate al lavoro richiedono interventi mirati per garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile, in linea con la trasformazione in atto”.























































Insieme a Casu, oltre a Luca Miuccio, anche lo chef Dionisio Randazzo del ristorante Nunziatina di Taormina, gli chef di Hosh, Enrico Giuffrida e Andrea Di Prima, e il pastry chef del Grand Hotel San Pietro Luca Cammaroto. 
L’associazione Il Faro famiglie oltre la disabilità nasce nel 2020 dall’idea della sua presidentessa, Claudia Condorelli, con lo scopo di aiutare famiglie con bambini “speciali” ma anche normodotati con problematiche particolari e oggi conta 70 famiglie associate.
