Tutti con il sindaco di Valdobbiadene, che ha fatto strada (letteralmente) a passo di Prosecco… fino a Shanghai!

In questo mese di aprile 2026, tra le iniziative di rilievo che animano le colline in provincia di Treviso - territorio riconosciuto Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 2019 come paesaggio culturale, dal valore eccezionale che combina elementi naturali e storico-antropologici  caratterizzati dai “ciglioni” (terrazzamenti erbosi) e vigneti a “bellussera”, dove si celebra un esempio unico di interazione uomo-ambiente, con la viticoltura eroica che ha modellato il territorio - si celebra  la “Primavera del Prosecco Superiore”.

Con mostre e degustazioni, eventi enogastronomici, passeggiate tra i vigneti (trekking/MTB) e visite guidate, è piacevolissimo tuffarsi tra Cartizze DOCG e tipicità locali, anche sulle colline di Vidor e Vittorio Veneto, spesso con la partecipazione delle comunità locali, come è il casale delle "Camminate del sindaco", appuntamento che è diventato così famoso da essere replicato (anche copiato) e riportato persino in Cina.

Si tratta delle “passeggiate” che il sindaco di Valdobbiadene (TV) - Luciano Fregonese - una volta a settimana, di sera, compie per circa un’ora e mezzo, nel verde del suo territorio, accompagnato da molti paesani. Da questa semplice attività aerobica, Fregonese è riuscito a trasformare un percorso personale di dimagrimento in evento comunitario di grande successo, che prosegue puntuale e sempre più frequentato nella zona di Conegliano-Valdobbiadene, tra le vigne del Prosecco DOCG allevate a Glera.

L’idea è nata (luglio 2024) dopo che il sindaco (alla guida della lista “Nuova Civica Valdobbiadene-Fregonese Sindaco”, al secondo mandato) è stato fatto bersaglio di un episodio di body shaming, con una scritta offensiva (“panzone”) apparsa su un muro del municipio della sua cittadina: allora gli fu suggerito di camminare regolarmente per calare di peso. E la cosa - è il caso di dire - prese corpo in modo tangibile e sostanziale, visto che grazie a tale attività settimanale il “sindaco camminatore” da allora (seguito da tanti compaesani molti dei quali avevano le sue stesse problematiche) è dimagrito di ben 28 Kg. (in poco più di due anni).

 

 Questi momenti di “movimento” attivo e sano (la cui partecipazione è aperta a tutti) si svolgono solitamente di giovedì sera dalle 19 alle 20,30 circa, coinvolgendo spesso anche 200 partecipanti (tra cittadini, turisti e… appunto, cani) che ogni settimana arrivano da tutto il trevigiano continuando così a sostenere l’originale idea che, in effetti non è valida solo per dimagrire, ma anche come efficace strumento di marketing, come confronto comunitario e promozione del territorio. A dimostrazione di ciò, l’iniziativa è stata “esportata” con le stesse modalità, a Biella, per l’“Adunata degli Alpini”, in Costiera amalfitana, per “A piedi uniamo l’Italia” e, le camminate per dimagrire, sono diventate anche internazionali sbarcando pure in Argentina!
La sua guerra al peso è diventata famosa in tutto il mondo e lui - il sindaco -  chiosa: “Mi sento molto meglio e non ho alcuna intenzione di smettere!

A documentare le “scarpinate terapeutiche” non mancano immagini e commenti riportati dai social, dove peraltro sono anche segnalati, data, luogo e ora di ritrovo, di dette attività. Quindi, chi fosse interessato monìtori il profilo Facebook ufficiale “FregoneseSindaco”.

[Già che ci siamo, diamo voce fin da ora anche ad un’altra iniziativa, sempre con Fregonese e proseliti ambulanti: sabato 25 aprile p.v. in occasione della festività nazionale della Liberazione, è programmata la passeggiata "Rive in Mostra" con ritrovo alle 9:30 in Piazza Rovere a Col San Martino (TV) www.primaveradelprosecco.it]

La notizia delle passeggiate ha travalicato mari, monti e oceani arrivando addirittura in Cina, alle orecchie della gentile Pan Jing, vice direttrice della Shanghai Tower che, rimasta favorevolmente colpita, ha pensato ad un vero e proprio gemellaggio Shanghai-Valdobbiadene” in segno di amicizia e scambio culturale. Così, incontrando il sindaco Fregonese al Vinitaly di Verona nei giorni scorsi, Pan Jing gli ha prospettato la possibilità di portare l’esperienza delle camminate venete nella metropoli cinese, effettuando stavolta una performance un po’ diversa dal solito, ma di sicuro effetto: una “maratona in verticale” da fare nel più alto grattacielo della Cina (il terzo al mondo) che misura 632 metri di altezza e al suo interno pullulano più di 15mila residenti: struttura icona di sostenibilità e tecnologia, caratterizzata da un design a spirale con rotazione di 120° e facciata in vetro a doppio strato. E così, il prossimo novembre, sindaco Fregonese e fedeli seguaci di scarpinate, sono attesi là, in Cina - per chi fosse interessato, l’indirizzo è: 501 di Yincheng Middle Rd, nel distretto di Pudong (Lujiazui) Shanghai -.

 

 


Monte-Carlo Beach presenta la nuova strepitosa stagione 2026

Vera istituzione nel panorama alberghiero della riviera da quasi un secolo, l’Hotel Monte-Carlo Beach ha riaperto le sue porte il 13 aprile, dopo la pausa invernale, per una nuova stagione dopo un rinnovamento avviato nel 2024 con l’arrivo di René Blino alla direzione generale. È nel 2025 che l’iconico Beach ha compiuto un’importante evoluzione, in particolare al Beach Club: un nuovo design firmato Dorothée Delaye, il posizionamento più esclusivo del ristorante Le Deck, l’arrivo di Maona Monte-Carlo from Mykonos to Monte-Carlo, la collaborazione con il designer Jacquemus e l’apertura dei campi da padel. Senza dimenticare, lato hotel, la stella conquistata dal Ristorante Elsa. In questa stagione, Monte-Carlo Beach prosegue su questa linea con, tra le novità, l’apertura di La Vigie Zanoni Monte-Carlo, la creazione della “cool roomLamborghini Monaco e il ritorno dei grandi classici. Lo spirito di club, così distintivo del “beach”, si potrà vivere appieno fino all’11 ottobre p.v.

 

Dal 13 aprile, l’Hotel Monte-Carlo Beach accoglie gli ospiti nella sua esclusiva struttura con 41 camere affacciate sul Mediterraneo e nel suo celebre club, per dare il via a una nuova stagione. Clienti e membri si ritroveranno per continuare a vivere l’arte della gioia di vivere, immersi nello spirito di Club che rende questo luogo unico da quasi un secolo.

LO SPIRITO CLUB, IL MARCHIO DI FABBRICA DEL «BEACH»

Prima di diventare un albergo nel 1929, il Monte-Carlo Beach era innanzitutto un Club che, nel corso degli anni, si è imposto come un vero simbolo dell’Arte di Vivere mediterranea. Prendere il sole, passeggiare, nuotare… e giocare. Qui si coltiva il piacere del gioco: partecipare a un torneo di padel o alla competizione annuale di nuoto, che ha visto sfidarsi amichevolmente generazioni di monegaschi e clienti internazionali, è un vero must. I bambini potranno divertirsi al Monte-Carlo Kids Club by Petit VIP, con numerose attività sulla terraferma o in mare. Senza dimenticare i ricordi creati tra amici o in famiglia, durante un pranzo o una cena, festosi, casual, gastronomici o romantici. Lo spirito "Club" è questa miscela unica di convivialità, raffinatezza e spensieratezza, dove ogni giorno ha il sapore di un’estate eterna. Questa estate, l’esperienza si arricchisce con la "cool room" Lamborghini Monaco, che troverà posto vicino ai campi da padel, la nuova tavolozza di colori del pop-up Jacquemus e l’apertura di un nuovo ristorante sulla Pointe de La Vigie.

I SAPORI DELLA GASTRONOMIA ITALIANA A LA VIGIE ZANONI MONTE-CARLO

La grande novità della stagione 2026 è senza dubbio La Vigie Zanoni Monte-Carlo, all’estremità della penisola del Monte-Carlo Beach. È qui che lo chef stellato italiano Simone Zanoni aprirà i battenti a partire dal 12 giugno, proponendo una cucina italiana solare e golosa, preparata con prodotti freschi e di stagione. In menu, una bella varietà di paste, deliziose, entrées da condividere e un’ampia selezione di carni e pesci. Sui tavoli, piccoli vasetti di miele per arricchire i piatti con una nota dolce. In un ambiente solare, tra limoni e api, ci si delizierà a pranzo e a cena, in un’atmosfera conviviale e musicale.

 La Vigie Monte-Carlo - Italian Restaurant Monaco | Monte-Carlo Société des Bains de Mer

UN INNO AL MARE A ELSA MARCEL RAVIN*

Premiato con una stella Michelin lo scorso anno, il ristorante Elsa, ora rinominato "Elsa Marcel Ravin", delizierà nuovamente i suoi ospiti con il Giardino Marino degli chef Marcel Ravin e Domenico D’Antonio. Il menu propone una cucina etica, sostenibile e impegnata, dove ogni prodotto, sapientemente lavorato, si inserisce in una filosofia rispettosa dell’ambiente e del benessere animale. Tra pesce fresco proveniente da pesca sostenibile, vegetali raccolti nel Domaine D’Agerbol e carni dai sapori marini, sulle alture di Roquebrune-Cap-Martin, il ristorante Elsa Marcel Ravin è un balcone affacciato sul Mediterraneo, per pranzi soleggiati o cene romantiche di fronte al mare.

Elsa Marcel Ravin - Mediterranean Restaurant | Monte-Carlo Société des Bains de Mer

GOLOSA ESTATE AL DECK

La cucina fresca e creativa dello chef Pascal Garrigues torna al Deck, nell’ambiente immaginato da Dorothée Delaye. È qui, nel cuore del Monte-Carlo Beach, di fronte alla piscina olimpionica e al suo iconico trampolino, che ci si ritrova per un pranzo soleggiato dai sapori estivi, prodotti freschi e di stagione. Da non perdere: gli Spaghetti alle aragoste fiammeggiate al cognac o gli Spaghetti di Gragnano, ricci di mare e bottarga. Senza dimenticare il banco del pesce con il suo eccellente pescato e i frutti di mare, le insalate fresche e i dessert golosi, come lo Yogurt Gelato e il Gaspacho di frutti rossi, la Rosa di Grasse e l'Aloe Vera.

 Le Deck - Restaurant Méditerranéen Monaco | Monte-Carlo Société des Bains de Mer

MAONA MONTE-CARLO, FROM MYKONOS TO MONTE-CARLO: SECONDA STAGIONE

Dopo il successo del 2025, Maona Monte-Carlo, From Mykonos to Monte-Carlo, torna dal 14 maggio con i suoi pranzi festosi, in omaggio alla cucina greca. Tzatziki, Moussaka, Souvlaki d’agnello, Loukoumades, Baklava e altre specialità dello chef Matia Zanolli delizieranno gli ospiti, insieme a cocktails originali come il Dionysos (Rum, Ananas, Sciroppo d’orzata al pistacchio) o l’Athena (Cordiale Tzatziki, Gin, Italicus). A partire dalle ore 16,00 l’atmosfera sale gradualmente con i DJ che si susseguiranno per tutta la stagione, con una line-up eccezionale: Carlita, Moojo e Demaya. A partire da giugno, lo spazio lounge sarà adornato con un allestimento firmato APM Monaco.

Maona Monte-Carlo | Monte-Carlo Société des Bains de Mer

Informazioni pratiche:

-  Monte-Carlo Beach, Beach Club, Padel, Fitness e Pool Bar: aperto fino all’11 ottobre p.v.

- Le Deck: apertura fino al 27 settembre p.v. Servizio pranzo, 7 giorni su 7.

- Elsa Marcel Ravin*: apertura fino al 27 settembre, da martedì a sabato per pranzo e cena.

- Maona Monte-Carlo – From Mykonos to Monte-Carlo: apertura dal 14 maggio al 27 settembre – dalle 12:30 alle 19 (2 servizi: 12:30 /15).
Maggio, giugno e settembre: da giovedì a domenica – Luglio e agosto: da mercoledì a domenica.

-  La Vigie Zanoni Monte-Carlo: apertura dal 12 giugno al 13 settembre – 7 giorni su 7 – Servizio pranzo e cena

-  Accesso ai ristoranti del Monte-Carlo Beach via mare, con servizio navetta tra Port Hercule e Monte-Carlo Beach, 5 giorni su 7    

    fino al 20 giugno e dal 1 settembre all’11 ottobre, poi 7 giorni su 7 dal 21 giugno al 31 agosto.

-  Sport nautici: apertura della base nautica il 1° maggio – Chiusura il 27 settembre

-  Monte-Carlo Kids Club by Petit VIP: apertura nei weekend dalle 9 alle 18, dal 18 aprile al 28 giugno, poi 7 giorni su 7
dal 29 giugno al 30 agosto, dalle 10 alle 18. Accesso libero per gli ospiti del Monte-Carlo Beach Hotel.

- Prenotazioni: resort@montecarlosbm.mc |  / Monte-Carlo Beach Monaco | Monte-Carlo Société des Bains de Mer

 

GRUPPO MONTE-CARLO SOCIETE DES BAINS DE MER

Monte-Carlo Société des Bains de Mer incarna un nuovo approccio al bel vivere, unico al mondo, che unisce il gusto per il bello all’attenzione per il benessere. Il Resort offre agli ospiti il meglio del gioco nei suoi casinò ed un’esperienza di standing elevato nei celebri hotel e nelle Diamond Suites, senza dimenticare la buona tavola; si va dai ristoranti stellati ai concept internazionali, dando spazio anche alle specialità a chilometro zero. Non solo: durante la permanenza, i clienti possono toccare con mano moltissime eccellenze artistiche e culturali, ma anche dedicarsi allo sport, al benessere e allo shopping, fra un evento e l’altro. L’etica e la responsabilità sociale, due elementi che sono sempre più importanti, guidano il Gruppo: già dal 2007, Monte-Carlo Société des Bains de Mer ha aderito volontariamente ad una serie di regole in materia di transizione energetica e di gestione sostenibile delle risorse e dei rifiuti, con un occhio alla tutela delle filiere alimentari e delle risorse naturali del territorio. Quest’anno, il Gruppo - che è il datore di lavoro privato più importante di Monaco -  ha lanciato la quarta edizione del proprio Codice Etico, riaffermando l’integrità e la responsabilità come suoi valori chiave in ogni ambito.

 


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#mymontecarlo

(credits: Monte-Carlo Société des Bains de Mer)


Per chi cerca un’atmosfera anni ’30 di livello a Bologna, con Jazz dal vivo e spettacoli di Burlesque… certo che c’è!

Sì, il King Cole di via Fondazza, è “tanta roba” (come si dice sotto alle Due Torri…) è il locale dove al piacere per il cibo e per bere bene, si associano show vari, esibizioni e performances tra una portata e l’altra, burlesque di qualità compreso. Si propone con la voluta impronta degli “speakeasies” degli Stati Uniti (del proibizionismo anni ‘30) quando vigeva il divieto totale di produzione, vendita e trasporto di alcolici. Oggi, la filosofia speakeasy rappresenta un ritorno alla raffinatezza dei luoghi discreti, mai affollati o caotici, dove di mangia e beve di qualità, dove si raccomanda di “parlare piano” mentre si assiste allo spettacolo con in mano il “ballon” dello Spritz (del Gin Tonic o del Margarita) o sorseggiando cocktail o long drink (o, per i più scafati, un Vesper Martini “shaken, not stirred”, agitato e non mescolato come sempre richiesto da tale Bond…) e mentre i più “gourmet”, si degustano le portate di una cena (meglio dire “esperienza enogastronomica”) del ricercato “menu gourmand”…  Insomma, il King Cole propone la soluzione ideale per chi cerca una serata completa che unisca la buona cucina al divertimento, nella città gaudente (ogni riferimento a Sibari, in Calabria, non è voluto)…

C’è da dire che il King Cole si differenzia da altre attività che a Bologna uniscono già tavola (sotto alla quale mettere le gambe) a “tavole” (quelle del palcoscenico) perché sono locali “dinner show” concepiti con il format di piacevole intrattenimento che fondono una cena servita di alta qualità, con spettacoli dal vivo - musica, cabaret, danza, anche burlesque -  proprio mentre gli avventori degustano le portate di una cena che così diventa una serata con evento multisensoriale, che spesso dura anche qualche ora e può  evolvere in un dopocena danzante…

Oggi sono cocktail bar o “risto chic” o ancor meglio ristoranti esclusivi tipo “fine dining” (quasi stile “Maison Milano” o “Sublimotion” di Ibiza, dove il conto è sempre a 4 o più cifre…) eleganti, anche con arredamento lussuoso, curato nei dettagli, con luci, costumi e musica scenografica in un contesto intimo e riservato, dove aleggia in sottofondo musica jazz o swing a creare un’atmosfera retrò, che offrono mixology e dinner di alta qualità in attesa dello spettacolo vero e proprio. Ma i locali deputati, non sono più attività senza insegne esterne o nascosti dietro ingressi anonimi e accessibili solo con prenotazione (o parole d'ordine come si faceva un secolo fa…). Anzi, oggi godono della grande notorietà che social e noti testimonial sono in grado di offrire e che recensioni TV (in “specialty channels”) e su piattaforme tematiche dedicate, chef stellati propongono con golosi menù all’altezza, raccomandandoli calorosamente perché lì si offre un'esperienza sensoriale completa, dove il cibo è solo una parte di un servizio meticoloso e di un'atmosfera ricercata e lo spettacolo ogni volta dà il benvenuto con cantanti e ballerini, strip-teaseuse, funamboli e trapezisti…  assolutamente da vedere

Menù: https://www.kingcoleclub.com/img/menu-food.pdf

 


Via Fondazza, 83a Bologna
tel. +39 389 311 8418
Sunday and Monday: Close
Tue-Wed: 19.30 - 01.30
Thu-Sat: 19.30 - 02.00
www.kingcoleclub.com


Tortino sì… Tortino no?

Il Tortino Porretta (prodotto dolciario da forno della Corsini Giuliano & C. Snc con stabilimento in Granaglione BO) iconica merendina italiana ideata dal fornaio Dino Corsini e dalla moglie Vatuglia tra il 1946 e gli anni '50 a Porretta Terme (BO) nacque come evoluzione a monoporzione, di una torta locale, probabilmente tra le prime in Italia. Caratterizzato dal profumo di limone, il prodotto ha segnato la storia della pasticceria artigianale poi divenuta industriale.
Tutto cominciò con Dino Corsini che aprì la sua bottega a Porretta Terme nel 1935, iniziando nel 1946 a produrre la classica "Torta Porretta" (da 500/750 g.) venduta inizialmente anche a tranci. Per evitare sprechi, successivamente, utilizzò l’impasto avanzato per creare piccole torte monodose, dando vita alla versione antesignana delle moderne merendine. Nel 1969 la produzione si trasferì a Bologna, mantenendo la tradizione artigianale, per poi spostarsi a Granaglione (BO) dove avveniva il confezionamento ancora curato manualmente. Oltre al classico gusto - dal profumo di limone - negli anni sono stati introdotte varianti allo yogurt, al cacao e alla farina di castagne (dal 2019). Secondo recenti notizie il proprietario, dopo avere valutato diverse soluzioni, dal subentro di altri operatori, alla vendita, dal rilancio – compresa l’ipotesi di un punto vendita aperto al pubblico a Crespellano – anche per raggiunti limiti di età, da aprile 2026, ha purtroppo cessato l'attività, chiudendo il laboratorio di Granaglione denominato “Giulian Corsini Snc”. La chiusura dello stabilimento ha comportato il licenziamento di cinque lavoratrici (attualmente in disoccupazione Naspi) a cui la proprietà (famiglia Corsini) aveva prospettato la possibilità di mantenere il contratto a tempo indeterminato, qualora si fossero rese disponibili al trasferimento lavorativo presso la nuova sede di Crespellano, cosa non fattibile per nessuna di loro, a causa della difficoltà di spostamento da Porretta (e anche per via dei turni). Inoltre, la Giulian Corsini Snc ha tentato, per non licenziare le cinque dipendenti, di esplorare – con il supporto di Progetti di Impresa (servizio della Città metropolitana e del Comune di Bologna che offre supporto gratuito ad aspiranti imprenditori e neoimprese) – la fattibilità del “percorso di auto imprenditorialità” (workers buyout) opzione che le lavoratrici hanno comunque preferito non perseguire. Per le associazioni di categoria della zona, la chiusura del laboratorio di Granaglione, ha infierito un grave colpo al tessuto economico e occupazionale del territorio, peraltro già fragile. I sindacati Flai-Cgil e Cgil Bologna hanno duramente condannato la scelta, definendola "grave e irresponsabile" a causa dell’assenza dell’azienda dal tavolo di salvaguardia istituzionale e hanno ribadito la necessità di un ulteriore confronto sulle conseguenze sociali di questa decisione unilaterale. Ma con il marchio “Tortino Porretta” - acquisito dalla “Dino Corsini srl” (nipote del pasticcere fondatore, che sta concretizzando l’acquisizione) - la produzione continua in via G. Brodolini, 5 a Crespellano, Valsamoggia (BO).  Lì si trova anche lo spaccio dolciario. Nonostante il cambio di sede, il classico “Tortino”, considerato la prima soffice merendina italiana aromatizzata al limone confezionata in monoporzioni da 40 g., potrà continuare ad essere nella disponibilità della clientela perché la proprietà, con l’intenzione di non disperdere il know-how finora acquisito ancora dall’allora piccolo stabilimento di Ponte della Venturina, pensa, prossimamente, di attivare un punto distributivo proprio a Porretta Terme per rifornire di prodotti dolciari di loro produzione, la clientela della zona.

La ricetta: basta un quarto d’ora per prepararsela con questi ingredienti: farina di grano tenero tipo 0, zucchero, uova, soja, lievito in polvere per dolci, olio di semi di soja, latte intero in polvere, lievitanti (difosfato disodico, carbonato acido di sodio); buccia di limone grattugiato, succo di mezzo limone, baccello di vaniglia naturale (in alternativa confezione di aroma alla vanillina da 0,5 grammi).  Procedimento: in una ciotola unite la farina con il lievito e lo zucchero e il succo di mezzo limone con la scorza grattugiata, versare il latte, l’olio e mescolare; unire le uova e lavorare il composto fino a quando risulterà liscio, poi versare negli stampini lasciando 1 cm dalla superficie. Sistemare le tortine ottenute su una placca e cuocere in forno statico preriscaldato a 180° per circa 20-25 minuti. Quando la superficie risulta dorata, sfornare e lasciare intiepidire le tortine. Ricordare che contiene glutine. Poi si possono degustare a colazione, a merenda… sempre!



DINO CORSINI S.R.L
Via G. Brodolini, 4
Località Crespellano
Valsamoggia (BO) - ITALY
Tel. +39 051 969072
www.dinocorsini.it

 


Vinitaly 2026: il futuro del vino con la tradizione che evolve e l’eccellenza, in calici che conquistano

Ben cinque ministri della Repubblica italiana per il taglio del nastro della 58ª edizione di Vinitaly – la Fiera Internazionale del Vino e dei liquori – che si tiene a Veronafiere dal 12 al 15 aprile p.v.: con il sindaco della città scaligera, Damiano Tommasi, i ministri Antonio Tajani (Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) Francesco Lollobrigida (MASAF) Adolfo Urso (MIMIT) Alessandro Giuli (MiC) e il “neo” del turismo Gianmarco Mazzi, con il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il governatore del Veneto, Alberto Stefani, il presidente della Provincia Flavio Massimo Pasini oltre a Lamberto Frescobaldi (pres.Unione italiana vini) Giacomo Ponti (pres. Federvini) e Antonella Sberna (vicepres. Parlamento europeo).

Per Tajani:Il nostro vino è di altissima qualità ed è il frontman dell’export italiano”, per Lollobrigida: “Ogni bottiglia racconta un territorio”, per Mazzi: “Il vino non è una bevanda, ma è una storia importante che unisce territori, comunità e generazioni” e per il padrone di casa Federico Bricolo (pres. VeronaFiere): “Siamo tutti uniti, dalle associazioni alla politica passando per consorzi e altri enti. Pochi altri settori riescono a farlo come noi. Dobbiamo avere la consapevolezza di essere al top nel mondo e di avere una capacità di innovare come pochi altri. Un mondo che unisce dà positività e ottimismo sul medio e lungo periodo e sulle sfide da affrontare”.

Presente anche Matteo Zoppas (pres. Agenzia Ice) che ha parlato degli scossoni che stanno avvenendo a livello economico per l’attuale situazione contingente e ha concluso auspicando il raggiungimento dell'obiettivo di passare dagli 8 ai 10 miliardi di export del vino.

Vinitaly si conferma il Salone Internazionale dei vini e distillati di riferimento per 4.000 aziende espositrici e buyer provenienti da più di 130 Paesi distribuiti su 100mila mq e 18 padiglioni. L'evento ospita i principali produttori italiani ed esteri, con un focus sull'evoluzione del settore nuovi mercati, sostenibilità e vini biologici, verso la totale qualità. Vinitaly è già operoso col “Fuorisalone” Vinitaly and the City da venerdì 10 a domenica 12 aprile che coinvolge il centro di Verona della città Unesco, con oltre 70 appuntamenti, tra degustazioni e visite guidate, evento dedicato al pubblico e agli appassionati: situazioni, incontri e degustazioni per raccontare il vino. Uno straordinario viaggio attraverso prodotti e territori per promuovere la cultura vitivinicola, ma anche per scoprire piazze, palazzi e location esclusive spesso inaccessibili.

Vinitaly è il luogo dove la filiera globale del vino si incontra per quattro giornate dedicate al business, al networking e alla condivisione di esperienze e competenze. Concorsi, premi e percorsi formativi valorizzano l’eccellenza dei produttori e offrono nuovi strumenti ai professionisti del settore. Un appuntamento unico che trasforma la città in una capitale internazionale del nettare degli dei, coinvolgendo anche i wine lover alla scoperta dei migliori vini italiani.

Presenze Regionali: protagonismo delle regioni italiane (es. Piemonte con oltre 700 mq, Abruzzo pad. 12).
Vinitaly Bio: Spazio dedicato ai vini biologici, incluso il collettivo.
Incontri e Convegni: Focus sui mercati del vino e sfide geopolitiche (convegno UGIVI il 12 aprile).

Tra gli eventi imperdibili figurano la degustazione d'eccellenza OperaWine (inaugurale) il debutto del salone della mixology Xcellent Spirits, l’area dedicata ai vini naturali, biologici e biodinamici e le degustazioni tecniche di Vinitaly Tasting.

Ecco nel dettaglio gli appuntamenti chiave di questa edizione 2026:

OperaWine (Gallerie Mercatali): evento di gala firmato Wine Spectator che seleziona le 150 migliori cantine italiane, diviso quest'anno in "Legacy Icon", "Classic" e "New Voices".
Xcellent Spirits (Nuovo): tensostruttura di 1000 mq dedicata alla mixology, distillati e "quasi-vino", con il "Temple Bar" che ospita bartender di rilievo.
Vinitaly Tasting - The DoctorWine Selection: degustazioni guidate di alto profilo per scoprire le eccellenze italiane.
MicroMega Wines: focus sui vini prodotti in piccolissime tirature e da vitigni rari.
Enolitech & Sol&Agrifood: rassegne parallele dedicate alla tecnologia in vigna/cantina e all'agroalimentare di qualità.

Appuntamenti "Alternativi" e Off-Fair
Summa di Alois Lageder: storico evento che si è tenuto dall'11 al 12 aprile, focalizzato sulla biodinamica.
ViniVeri / VinNatur: manifestazioni dedicate ai vini naturali e artigianali, che da anni rappresentano un'alternativa di successo al salone principale

Per gli importatori, i grossisti, i distributori, gli agenti, i responsabili acquisti GDO, gli enoteche e ancora per i ristoratori, gli albergatori, gli operatori nel campo catering, i baristi e/o i sommelier di professione, Vinitaly è l’occasione per entrare nel mondo di un network d’eccellenza che sviluppa relazioni per i business in un contesto internazionale, restando aggiornati sulle novità del settore vitivinicolo, sfruttando le possibilità di networking fornite dagli eventi Vinitaly, incontrando in prima persona i migliori produttori italiani ed esteri e degustando la varietà di prodotti direttamente in fiera, scoprendo Enolitech, il salone internazionale dedicato alle attrezzature del design, dei prodotti e delle tecnologie per la produzione di vino e birra (davvero non è poco…).

E anche quest'anno UGIVI (Unione Giuristi della Vite e del Vino) invita soci, amici, operatori e professionisti all'ormai tradizionale convegno.

 


Veronafiere, Verona
Centro congressi ed esposizioni
Viale dell'Industria 46
Orari: 9:30 - 18:00
(ultimo ingresso ore 17:00)
mercoledì 15 chiusura alle 16:30
www.vinitaly.com


A Parma tutti i segreti dei cotti sul fuoco vivo: dalla scelta dei tagli alla gestione delle braci, fino ai segreti della marinatura…

BBQ Expo – unico salone in Italia interamente dedicato al barbecue e alla cucina outdoor – (dopo essersi spostato da spostandosi da Brescia a Parma) torna per la terza edizione ed è pronto a superarsi insieme al nascente Butcher Show, la nuova fiera B2B italiana dedicata interamente alla filiera della carne, insieme creando una sinergia unica tra la materia prima (macelleria) e la cottura (outdoor cooking) a Fiere di Parma quest’anno con una nuova edizione più innovativa per 400 brand disposti su 40.000 metri quadrati espositivi - proponendo le tecniche di cottura più in voga, gli strepitosi show cooking, le formative academy ed una nuova visione della macelleria.
Dalla cerimonia di apertura fino all’ultimo tizzone ardente, i riflettori saranno puntati sul futuro della convivialità, sulleeccellenze e sulle ispirazioni che stanno cambiando le regole del gioco. Insomma, un appuntamento imperdibile per appassionati, professionisti e aziende.


Il barbecue sta vivendo un momento d’oro in Italia… e il settore della cucina outdoor è in forte espansione”… per Mauro Grandi, Ceo di Area Fiera - principale promotore e organizzatore strategico di BBQ Expo e Butcher Show – (il suo ruolo mira a posizionare l’evento come piattaforma autorevole per la cultura del barbecue e la filiera della carne in Italia, guidandone lo sviluppo).  Grandi sottolinea come la fiera miri a generare valore e crescita per tutto il comparto del barbecue in Italia. La sua guida si concentra sul rendere questa manifestazione punto di riferimento per formazione, sviluppo e incontro per i professionisti del settore.

Ed è ancora più ricca e coinvolgente: la passione per il BBQ incontra esperienze, sapori e innovazione. come mai prima d’ora.
Qui la passione si accende con il fuoco vero, quello che non si spegne… quello del barbecue – spesso abbreviato in BBQ – è molto più di una semplice “grigliata”. Non è solo convivialità, ma una vera e propria disciplina culinaria che unisce precisione tecnica e cultura gastronomica. Nell’uso comune, il termine indica diverse modalità di cottura: dalla brace diretta alla fiamma viva, fino alla cottura indiretta, più lenta e controllata e alla piastra compresa... In senso tecnico, grigliare significa cuocere rapidamente gli alimenti su una superficie rovente, generalmente sopra carboni ardenti, per pochi minuti per lato. Una pratica apparentemente semplice, ma che richiede attenzione, conoscenza delle materie prime e gestione accurata del calore. Una grigliata di successo include una varietà di carni (salsicce, costine, hamburger, pollo) pesce (salmone, gamberoni, calamari) e verdure (melanzane, zucchine, peperoni, pannocchie). Non dimenticare il pane per bruschette, formaggi(halloumi, provola) e frutta (ananas, pesche) per un tocco originale.

  I tagli: protagonisti della griglia
La qualità del barbecue parte dalla scelta della carne. I tagli più adatti sono quelli provenienti da spalla o coscia, ideali per cotture rapide, ma scenografiche purché mai eccessivamente bruciate.
Tra le opzioni più diffuse troviamo salsicce, hamburger e spiedini, come gli arrosticini. Per il manzo, dominano tagli importanti come costata, fiorentina, picanha e controfiletto, perfetti per alte temperature. Non manca la sella (nota anche come saddle chops) particolarmente carnosa. Il maiale offre costine, braciole, capocollo e salsicce, mentre il pollo si presta con alette e cosce. L’agnello rappresenta una vera eccellenza: dal carré (rack) tra i più pregiati, alle costolette (scottadito) fino al cosciotto, anche nella versione “mezzo intero” per chi ha esperienza con le lunghe cotture. Infatti, protagonista assoluto, è spesso il mezzo agnello sardo, ideale sia per cottura diretta sia indiretta, tradizionalmente spennellato con olio, limone e aromi come timo e aglio.

Tecniche di cottura: diretta, indiretta e spiedo
La distinzione principale nel barbecue riguarda la gestione del calore. La cottura diretta prevede il contatto ravvicinato con la brace, mentre quella indiretta avviene lontano dalla fonte di calore, a temperature più controllate (intorno ai 190-200°C) ed è ideale per tagli grandi come il cosciotto. Gli appassionati più esperti si cimentano con lo spiedo, una tecnica che, se ben eseguita, garantisce carni morbide e succulente. Il segreto è mantenere una temperatura interna costante tra i 64 e i 65°C.

Marinatura e aromi: il ruolo delle erbeElemento fondamentale è la marinatura, che consente di esaltare il sapore della carne e migliorarne la tenerezza. Le erbe mediterranee – rosmarino, timo, finocchietto e aglio – sonotra le più utilizzate, spesso abbinate a olio e agrumi.

Il controllo della temperatura
Uno degli strumenti chiave del barbecue moderno è il termometro da carne. Permette di monitorare con precisione il grado di cottura: per esempio, l’agnello rosato si ottiene intorno ai 60-65°C al cuore. Altro passaggio essenziale è il riposo della carne: lasciarla riposare almeno 10 minuti dopo la cottura consente ai succhi di redistribuirsi, migliorando consistenza e sapore.

Brace, griglia e gestione del fuoco
La fonte di calore è determinante. La carbonella garantisce una cottura uniforme ed è ideale per la classica grigliata, che spesso comporta tempi più lunghi e una leggera affumicatura. La brace, invece, permette una maggiore versatilità tra cottura diretta e indiretta. Non va dimenticata la piastra, che utilizza una superficie metallica riscaldata.
Fondamentale è evitare le fiammate, che rischiano di bruciare la carne creando carbonizzazione (o bruciatura) delle proteine, grassi e zuccheril o, nei cibi amidacei (come le patate) acrilammide,  la colorazione scura causata dalla sostanza chimica che si sviluppa naturalmente quando sono cucinati ad alte temperature. La soluzione è procedere senza fretta, girando spesso i pezzi e regolando la distanza dalla brace o l’altezza della griglia.

Il ruolo del sale
Anche il sale ha una funzione cruciale. Il più adatto alla griglia è il sale marino o - meglio - il cosiddetto sale kosher, diffuso in ambito internazionale. A differenza del sale fino o di quello grosso italiano tradizionale, presenta una struttura in fiocchi leggeri e irregolari, facile da distribuire a mano. Privo di additivi come lo iodio, è apprezzato per il gusto più delicato e meno “ferroso”, oltre che per la sua capacità di aderire meglio alla carne e favorire la formazione di una crosta superficiale. Storicamente, è legato anche alla pratica della “kasherizzazione” nella tradizione ebraica.

Tra tecnica e passione
Il barbecue è, dunque, un equilibrio tra scienza e pratica, dove ogni dettaglio – dalla scelta del taglio alla gestione della temperatura – contribuisce al risultato finale. Per chi cerca ispirazione e perfezionamento, figure come Fabrizio Nonis, noto anche come “El Beker” e volto di Gambero Rosso, rappresentano un punto di riferimento per tecniche, consigli e “trucchi del mestiere”.
In definitiva, dietro una grigliata ben riuscita non c’è solo convivialità, ma una vera cultura del fuoco, fatta di esperienza, precisione e rispetto per la materia prima.

Alternative alla carne
La cottura al BBQ, prevede di cuocere anche pesce e verdure per esaltarne il sapore naturale rendendole croccanti all’esterno e morbide all'interno grazie alla caramellizzazione.  Cambiano le modalità rispetto alla carne: intanto si richiede una griglia ben pulita e oliata per evitare che il cibo si attacchi, poi il calore deve essere medio-alto. Quasi tutte le verdure come zucchine e peperoni, si prestano a marinature leggere con olio, aglio e prezzemolo. Anche quasi tutti i pesci, si prestano, ma alcuni sono particolarmente indicati per ottenere risultati eccellenti con la tecnica diretta (per verdure veloci e filetti di pesce) grigliando per 2-4 min per lato, prediligendo cotture più lunghe e coperte per pesci interi (a carne soda o naturalmente grassi) che reggono bene le alte temperature senza seccarsi.

N.B. Marinare il pesce almeno 30 minuti prima con olio, aglio, erbe aromatiche (rosmarino, prezzemolo, salvia) e limone. La pelle: non rimuovere le squame se il pesce è intero: proteggono la carne dal calore eccessivo e impediscono che si attacchi alla griglia. Cottura: mantenere la griglia ben calda e pulita. Oliare il pesce, non la griglia. Non girarlo troppo: Girare il pesce una sola volta per evitare che si rompa. Temperatura: 180-200°C è quella ideale per la maggior parte dei pesci.

Pesci Interi
Orata e branzino: classici, ideali da cuocere interi (anche con squame per proteggerli) o a farfalla. sgombro: pesce azzurro molto gustoso e economico, ricco di Omega-3; sarago e pezzogna: ottime alternative per cotture alla brace; muggine:  gustoso e sodo alla brace; trota: ottima, da cuocere intera.

Pesci a tranci o a bistecche
Salmone: classico, grasso e gustoso, perfetto con la pelle che protegge le carni; tonno: da servire scottato fuori e rosato dentro; pesce spada: molto compatto, eccellente marinato; verdesca: simile al pesce spada, ottimo per tranci consistenti. Questi pesci sono davvero buonissimi perché di consistenza compatta e perché non si sfaldano sulla griglia.

Crostacei e molluschi
Gamberoni e mazzancolle, protagonisti della griglia, veloci e dolciastri; calamari, seppie e totani: da cuocere velocemente interi o a anelli, ottimi marinati; polpo: prima sbollentato e poi grigliato per una consistenza morbida, ma croccante in superficie; capesante: veloci e delicate.

Al BBQ Expo di Parma, nel Grill & Beer Village si possono acquistare deliziose proposte alla griglia, affondare i denti in bark eccezionali, provare affumicature, spezie, sapori internazionali e gustare birre artigianali e distillati di qualità, tutte proposte formulate dalle migliori realtà del settore, per gustare preparazioni di altissimo livello, cucinate dal vivo, per un’esperienza che non capita tutti i giorni.

 



11 - 14 aprile 2026
c/o Fiere di Parma
Viale delle Esposizioni 393 (PR)
Tel. +39 030 9523919
www.bbqexpo.it


Maestrale, Braceria di Pesce nel cuore di Lavino di Mezzo: un'esperienza culinaria da fare alle porte di Bologna

Ubicato a Lavino di Mezzo, a un passo dalla vivace Bologna, il Maestrale, “Braceria di Pesce”, offre un'esperienza culinaria che celebra la freschezza e la ricchezza dei mari italiani, perché lì si può scegliere il pesce al bancone e farselo cucinare espresso, seduta stante. Così, in un ambiente accogliente, che fonde tradizione e innovazione, si scopre un approccio unico alla cucina di mare… lo chef Samuele e Emanuele (l’avvocato) lo confermano!

Ideale per coppie e famiglie alla ricerca di un ristorante accogliente per un pranzo/cena gustosi e rilassanti, ottimo per chi desidera un pasto veloce e di qualità, per gruppi di amici, insieme per una serata divertente, ma il Maestrale è pure perfetto per ogni occasione, perché il menù è incentrato sul protagonista indiscusso: il pesce fresco. Qui la sua stagionalità è assolutamente rispettata, mentre lo si sceglie direttamente dal ricco banco frigo e – naturale, manipolato il meno possibile – viene cucinato alla brace, al forno o fritto, per ottenere un piatto autentico e genuino. Anche gli antipasti,crudi di mare (controllatissimi!) e i primi, sono tutti garantiti per assoluta freschezza, gusto e novità, perché “Se la freschezza comanda, il menu si inchina...

Per questo motivo al Maestrale non si trova una carta-menù con mille scelte, ma con solo pietanze preparate puntando all'eccellenza - e proposte da personale di sala disponibile, veloce e sempre sorridente (leggi Lorenzo) - .

Ogni visita al Maestrale, si trasforma in un vero e proprio viaggio nei sapori del mare. Un esempio? Basta riferirsi al “press gourmet brunch” per la presentazione alla stampa locale: degustazione di battuta al coltello (nella stessa sperlunga) una di tonno, una di gambero; cozze romagnole aperte al vapore con emulsione di mare e pepe nero in grani (un po’ bianche e un po’ rosse); tagliolino con le “poveracce”(vongole lupini) pasta di semola di grano duro - Molino Bassini - sauté in bianco, con spuma di prezzemolo; frittura dorata (a temperatura controllata) e aria di limone (anche di paranza) con calamari croccanti, gamberi in carapace e pesciolini del giorno e spiedini di sarde e triglie; cavolfiore “confit” ai sentori di timo con semi di papavero; patate arrostite con cuore morbido e crosta dorata al burro con polvere di capperi; dessert: mousse avvolgente al mascarpone montato a freddo con croccante alle mandorle di Fiumalbo (MO). Tutto da provare accompagnato da un paio di ottime etichette della raffinata selezione di vini locali e nazionali scelti dal Maestrale per esaltare ogni piatto e rendere memorabili pranzi e cene.

   

    

 

Maestrale è la scelta perfetta poiché offre, non solo cibo di qualità (e porzioni abbondanti) ma anche un'atmosfera calda e genuina, che fa sentire tutti gli ospiti come a casa propria (35/40 posti dentro, altrettanti all’esterno).

A chi convive con la celiachia è offerta un'accoglienza senza glutine, senza compromessi, ma non senza la croccantezza allo stato puro, perché la frittura del Maestrale è per tutti (celiaci compresi) così, per fare sentire i Clienti, speciali: ogni dettaglio è curato nei minimi particolari. E proprio per questo, a loro, sono riservati parcheggi gratuiti in un'area separata dalla strada principale, per garantire la sosta comoda e senza stress.

 Il Maestrale, Braceria di Pesce è la scelta ideale per un ristorante di pesce a Bologna, il luogo dove ogni momento si trasforma in un’esperienza con la qualità senza compromessi che conquista al primo assaggio, perfetto per chi non si accontenta e vuole sempre il meglio (ma attenzione che poi si potrebbe non andare più al mare per mangiare il pesce...).

 

 

 

Maestrale Braceria di Pesce
Via Guido Rossa 14/c
40011 Lavino di Mezzo
Anzola dell'Emilia (Bologna)
Tel. +393292775412
(prenotazione direttamente online)
www.maestralebraceriadipesce.it


Natale con i tuoi e Pasqua… con chi e dove vuoi! La fuga degli italiani tra borghi, sapori e bisogno di leggerezza

Pasqua 2026 si apre sotto il segno della ricerca di leggerezza. Dopo mesi segnati da tensioni internazionali, cronaca difficile e caro vita, gli italiani sembrano voler “trovare nell’uovo” qualcosa di più di una sorpresa: veri momenti di serenità. E lo fanno in 9 milioni, viaggiando, anche solo per pochi giorni, scegliendo mete capaci di coniugare bellezza, tradizioni e gratificandosi degustando ghiottonerie locali mentre altri circa 8 banchetteranno al ristorante o in agriturismo, creando tutti un giro d'affari da 5 miliardi di euro.
Secondo le stime, l’84% dei viaggiatori resterà in Italia, privilegiando spostamenti brevi e sostenibili, complici anche il traffico delle partenze e i costi del carburante. A incidere sulle scelte anche le previsioni meteo, che orientano verso soluzioni flessibili e destinazioni facilmente raggiungibili. Solo il 9% guarda all’Europa e appena il 7% sceglie mete extraeuropee.

Il vero protagonista di questa Pasqua è il “fruitore consapevole”: turisti, famiglie e soprattutto giovani, sempre più attenti a esperienze autentiche. Sono loro gli attori principali delle brevi vacanze pasquali, spesso guidati da tradizioni e consigli tramandati in famiglia. Il viaggio diventa così un’occasione per riscoprire i riti religiosi della Settimana Santa, rievocazioni storiche, infiorate e identità locali - ben 30mila gli elementi del patrimonio immateriale che sono fruibili - ma anche per concedersi pause di gusto tra prodotti tipici e dell'enoturismo.

Le mete preferite parlano chiaro: natura, cultura e tavola. Tra vigneti e colline, regioni come Toscana, Veneto, Puglia, Sicilia e Emilia Romagna registrano un forte richiamo, grazie alla varietà di produzioni e alla possibilità di vivere esperienze immersive. Non mancano le destinazioni dedicate al benessere, tra terme e spa, scelte da chi cerca relax e rigenerazione: Abano, Fiuggi, Saturnia, San Pellegrino, Sassetta, Negombo, Tettuccio e pure la vacanza dedicata all’“olio-turismo” sono tutte richiestissime.
In calo, invece, le mete di lusso a lungo raggio, come gli Emirati Arabi, penalizzate dalle attuali incertezze. Dubai, Abu Dhabi, il polo culturale Sharjah, la città giardino Al Ain, la località costiera Fujairah e le città di Ras Al Khaimah, Ajman e Umm al-Quwain, sono impraticabili per le note vicende… Nel 2025 l’occupazione riferita al turismo a Dubai raggiungeva l’85% oggi solo il 7/% (!).

Al contrario, cresce l’interesse per località esclusive ma più vicine. Tra queste spicca Portopiccolo (fonte Nicola Santini, giornalista, autore televisivo e direttore di noto settimanale NDR)  nel golfo di Trieste, sempre più frequentata da personaggi noti. Definita la “Portofino dell’Adriatico”, offre un mix di eleganza, paesaggi e servizi di alto livello. È un’ex cava riqualificata con materiali naturali a impatto zero e borgo pedonale in un contesto naturale unico nella riserva naturale delle falesie carsiche di Duino, nella baia di Sistiana (Friuli Venezia Giulia). Un esempio di turismo “eco-chic” a 5 stelle, dove lusso e sostenibilità convivono. Hotel, beach club esclusivi e una spa di 3600 mq affacciata sul mare dove c’è un porticciolo (per un centinaio i posti barca) una spiaggia attrezzata con ciottoli bianchi, bar, negozi e ristoranti gourmet che propongono mix di sapori mediterranei e tradizioni giuliane, con forte enfasi sul pesce fresco, naturalmente tutto annaffiato con i celeberrimi “bianchi friulani”.

Ma il cuore del turismo pasquale resta nei borghi. Tra le località più ricercate figura Caprarola, nella Tuscia viterbese, a poco più di un’ora da Roma percorrendo la Flaminia e/o la Cassia, si arriva alla location di molti film sui papi: il maestoso Palazzo Farnese, dove i visitatori possono immergersi nell’arte e nella storia del XVI secolo (del Manierismo). In una delle stanze, le pareti sono interamente ricoperte da mappe geografiche del tempo, dipinte da Giovanni Antonio da Varese (il Vanosino). Poi c’è la Scala Regia, davvero bella (elicoidale, affrescata, progettata dal Vignola, permetteva di salire anche a cavallo). Uscendo, si passa dal celebre cortile circolare e dietro al palazzo, si estendono i giardini all’italiana e un grande parco con fontane monumentali, scenografici giochi d’acqua e la Casina del Piacere. Da considerare almeno un paio d’ore per la visita completa. E ancora, da vedere, la chiesa di Santa Teresa situata su una rupe tufacea e il museo multimediale, esperienza interattiva sulla storia del paese. La specialità di Caprarola è la nocciola romana DOP (a fine agosto, la sagra). Con le gambe sotto al tavolo in uno dei locali della zona, ci si può togliere qualche sfizio: pici o fettuccine con cacciagione, funghi e prodotti della Tuscia accontentano anche i più pignoli, poi ci sono i Tozzetti di Caprarola (simili ai cantucci, ma con nocciole tonde gentili locali) e le ciambelline sempre al vino e nocciole. A pochi minuti di auto, ideale per natura, giochi per i più giovani e relax, c’è la riserva naturale del lago di Vico.

Tornando al Nord, Soncino, in provincia di Cremona, si conferma una delle perle medievali più apprezzate. C'è la rocca, fortificazione medievale (spesso set di rievocazioni di film di “cappa e spada” come Ladyhawke) poi, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, il museo della Seta e il museo della Stampa (sede di una storica stamperia ebraica nel XV secolo). Soncino racconta un passato ricco, mentre la tradizione gastronomica conquista con prodotti di nicchia come la Radice Amara, una particolare varietà di cicoria dal gusto intenso e proprietà benefiche, ingrediente di molti piatti e celebrata con la sagra (la quarta domenica di ottobre). Di consistenza tenera e compatta, ha forma simile a una carota bianca/beige, sapore intenso, amarognolo che si affievolisce con la cottura, bilanciato da una punta di dolcezza. Ricca di inulina, minerali (potassio, magnesio, ferro) e vitamine, è considerata verdura salutare, depurativa e digestiva. Va servita in insalata o con acciughe e anche con uvetta e pinoli. Anche a Soncino, si “mangia bene”: casoncelli, stracotto d’asino, pollame allevato nelle campagne circostanti, oltre ai rinomati salumi cremonesi e per chiudere in dolcezza, i tradizionali pasticcini Soncino, dolcetti risalenti al 1650; da degustare anche la “torta in balconata” e le rivisitazioni gourmet come la mela grattugiata con miele di eucalipto, o il soufflé al cioccolato 66% Valrhona con gelato vegano e pralinati (di un noto ristorante dei paraggi…).

Comunque, in generale, la durata dei soggiorni resta contenuta: il 60% degli italiani si concede due notti, mentre solo il 14% arriva a cinque. Molti scelgono seconde case o destinazioni vicine, puntando su convivialità e risparmio. “Pasqua con i tuoi” resta una regola valida, soprattutto in questi tempi incerti. Il filo conduttore è chiaro: staccare, anche solo per poco. Tra natura, tradizioni e sapori, gli italiani cercano una pausa rigenerante, consapevoli che, almeno per qualche giorno, è possibile ritrovare un equilibrio. Magari tornando a casa con qualche euro in meno, ma con un po’ di ossigeno in più. E comunque, Buona Pasqua!


Arriva la Primavera a Plan de Corones: un inizio di stagione da vivere al sole sulle piste da sci, a Brunico e nei paesi delle valli!

Sci al sole in quota, natura che si risveglia a valle: nella Regione Dolomitica Plan de Corones l’inizio della stagione primaverile 2026 è tutto da vivere! Qui l’inverno non finisce, si trasforma. Per chi arriva dalla città, l’arrivo della primavera è il momento ideale per una pausa rigenerante: in poche ore di viaggio è possibile raggiungere il comprensorio sciistico numero uno dell’Alto Adige, sciare al mattino sotto un sole splendente e, nel pomeriggio a valle, godersi il tepore della primavera, tra la natura rigogliosa, il fascino del centro storico di Brunico e dei paesi di Plan de Corones.

Sciare in primavera a Plan de Corones fino ad aprile

C’è un momento dell’anno in cui, sciando al sole a quasi 2.300 metri di quota, si percepisce nell’aria qualcosa di diverso. La neve è compatta, le piste sono perfette, il cielo è limpido. Ma la luce è più calda, le giornate si allungano e, guardando verso valle, si intuisce che la stagione sta cambiando. È l’istante in cui inverno e primavera convivono nello stesso sguardo. Nella Regione Dolomitica Plan de Corones, questo momento ha un’identità precisa.


Fino al termine della stagione sciistica (19 aprile 2026) lo sci assume un ritmo nuovo: le terrazze dei rifugi si riempiono già a metà mattina, l’atmosfera è calda e distesa. Con 121 chilometri di piste e 31 impianti di risalita, Plan de Corones garantisce qualità e continuità fino a fine stagione, ma è la dimensione luminosa di questo periodo a renderlo speciale: meno affollamento, più spazio, più tempo per godersi la neve perfetta, il sole di primavera e il panorama spettacolare delle Dolomiti.

Tra gli appuntamenti di fine stagione sciistica sul Plan de Corones spiccano due esperienze che uniscono sci, gusto e scoperta del comprensorio. Con Speck & Wine Emotion ogni mercoledì, fino al 1° aprile 2026, gli sciatori possono degustare Speck Alto Adige IGP e vini locali nelle baite in quota, mentre il Kronplatz Tech Tour offre un esclusivo dietro le quinte dell’area sciistica, tra impianti di innevamento, funivie e garage dei gatti delle nevi, accompagnati da un maestro di sci, fino al 2 aprile 2026.

Offerte Dolomiti Springdays a Plan de Corones: più vantaggi su soggiorni e scippa

Giornate più lunghe, piste perfette e il sole delle Dolomiti: la primavera è il momento ideale per vivere la montagna sugli sci. A Plan de Corones tornano i Dolomiti Springdays, con vantaggiose offerte su soggiorni, skipass, noleggio attrezzature e corsi di sci (valide fino al 19 aprile 2026 presso le strutture aderenti).

Dolomiti Springdays L (15/03/2026 – 21/03/2026)

Soggiorno di 7 giorni al prezzo di 6 (skipass di 6 giorni al prezzo di 5)

Soggiorno di 8 giorni al prezzo di 7 (skipass di 7 giorni al prezzo di 6)

Soggiorno di 14 giorni al prezzo di 12 (skipass di 13 giorni al prezzo di 11)

 

 

Dolomiti Springdays S (22/03/2026 – 19/04/2026)

 Soggiorno di 4 giorni al prezzo di 3 (skipass di 4 giorni al prezzo di 3)

Soggiorno di 5 giorni al prezzo di 4 (skipass di 5 giorni al prezzo di 4)

Soggiorno di 6 giorni al prezzo di 5 (skipass di 6 giorni al prezzo di 5)

Soggiorno di 7 giorni al prezzo di 6 (skipass di 7 giorni al prezzo di 6)

Soggiorno di 8 giorni al prezzo di 6 (skipass di 8 giorni al prezzo di 6)

Soggiorno di 12 giorni al prezzo di 9 (skipass di 12 giorni al prezzo di 9)

Info: www.kronplatz.com/it/pianificare-prenotare/offerte/dolomiti-spring-days

Natura e mobilità dolce nei paesi delle valli: dal centro storico di Brunico alle piste ciclabili della Val Pusteria

Scendendo dalla cima del Plan de Corones verso la città Brunico, il paesaggio cambia gradualmente. Il centro storico, cuore urbano della regione, si anima all’aperto, i tavolini tornano nelle piazze, e lungo il fiume Rienza si passeggia al sole. Il verde dei prati si accende, mentre sullo sfondo le cime innevate custodiscono ancora il segno dell’inverno. È questa sovrapposizione di stagioni, che si incontrano in un unico panorama, a definire l’identità del territorio. In questa atmosfera primaverile, dal 26 al 28 marzo 2026, Piazza Municipio ospita anche il Mercatino di Pasqua di Brunico, un appuntamento che porta nel cuore della città profumi, artigianato e tradizione.

In pochi chilometri si passa dalle piste da sci innevate alla pista ciclabile della Val Pusteria, che collega l’area fino a Bressanone e, verso est, in direzione Lienz. Nelle giornate più miti, i primi tratti pianeggianti invitano al movimento a ritmo più lento: pedalare tra la natura che si risveglia, con le cime delle montagne innevate all’orizzonte, significa vivere la montagna da una prospettiva più intima.

Anche le località che compongono la Regione Dolomitica Plan de Corones – Brunico, San Vigilio, Valdaora, la Valle Olimpica di Anterselva e Chienes – raccontano la transizione tra le stagioni. A San Vigilio, porta d’accesso al Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies, la luce radente crea contrasti intensi tra roccia e neve. In Valle di Anterselva, scenario olimpico e simbolo degli sport nordici, l’inverno mantiene ancora un carattere deciso, mentre nel fondovalle si avverte il primo respiro della nuova stagione.

In primavera anche la sostenibilità diventa un’esperienza concreta. La mobilità pubblica integrata consente di raggiungere gli impianti senza automobile: treno e skibus collegano Brunico a Plan de Corones in modo rapido e semplice, mentre la rete ciclabile favorisce spostamenti a basso impatto ambientale, per vivere la montagna in modo più consapevole.

www.kronplatz.com


Rapporto iniziative 2026 di Borghi d'Europa

Nel 2025 la rete internazionale Borghi d’Europa ha partecipato alle manifestazioni del 25° dalla nascita della IAI -Iniziativa Adriatico Ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica. La IAI patrocina da diversi anni il Progetto L’Europa delle scienze e della cultura, promosso da Borghi d’Europa al fine di ‘informare chi informa. Nel 2026 vi sarà anche il turno di Presidenza Italiano della IAI, mentre nel 2028 Ancona (sede del Segretariato Internazionale), è stata scelta dal Ministero della Cultura come Capitale Italiana della Cultura. Un continuum di iniziative istituzionali, alle quali Borghi d’Europa ha deciso di partecipare, dedicando ad esse il Percorso del progetto L’Europa delle Scienze e della Cultura. Gli itinerari dei 13 Percorsi Internazionali lanciati nella primavera del 2019 nella sede del Parlamento Europeo di Milano, seguiranno ogni settimana, fino a dicembre 2028, il fluire degli eventi europei.

I COLLI EUGANEI E IL PROGETTO DI INFORMAZIONE CONDIVISA

I Colli Euganei, grazie alla collaborazione con l’Azienda Agricola Ca’ Lustra della famiglia Zanovello e alla Azienda Agricola Il Pianzio della famiglia Selmin, sono stati scelti dai giornalisti di Borghi d’Europa per sperimentare un progetto di informazione condivisa. Si parte dalla scelta delle Aziende da inserire nei Percorsi. I giornalisti effettuano delle visite in incognito (secondo lo stile di Luigi Veronelli), degustano i prodotti locali, visitano il Territorio. Dopo aver steso un servizio informativo di base, si avvia il confronto con le aziende, che vengono coinvolte per la discussione e l’approvazione dei testi. Successivamente, dopo aver organizzato degli incontri multimediali di confronto, si discute insieme la destinazione dei servizi e vengono scelti gli organi di informazione più adeguati. Prende forma la rassegna stampa che riguarderà sia gli eventi comuni che i testi per ogni singola azienda. In un secondo tempo verranno dedicati dei materiali didattici alle scuole del Territorio (Progetto dentro la Vita). Altro elemento essenziale: il percorso giornalistico sarà del tutto gratuito.

LE INIZIATIVE GIA’ REALIZZATE

Borghi d’Europa ha già realizzato due incontri:
- presso l’Azienda Agricola Il Pianzio a Galzignano Terme, sui temi dei vini vulcanici;
- presso l’Azienda Ca’ Lustra di Cinto Euganeo, sui temi della filiera agroalimentare dei Colli

I prossimi incontri si terranno il 27 e 28 aprile a Galzignano e Monselice. Il 15 giugno si terrà un incontro presso la Tenuta Civrana (Pegolotte di Cone), sul tema del Progetto Dentro la vita, le iniziative dedicate all’infanzia di Borghi d’Europa.


Di seguito le Aziende visitate e/o contattate (tra parentesi i servizi già realizzati e pubblicati):

Azienda Vitivinicola il Pianzio: 3 servizi e 25 pubblicazioni

Fattoria Didattica La Pignara,Podere Bio: 2 servizi e 15 pubblicazioni

Pasticceria Rasi (Este): 3 servizi e 15 pubblicazioni

Fattoria Pedevenda: 2 servizi e 10 pubblicazioni

Salumificio Fontana: 2 servizi e 10 pubblicazioni

Enoteca il Giuggiolo:2 servizi e 10 pubblicazioni

Frantoio Cornoleda: 2 servizi e 10 pubblicazioni

Azienda agricola Ca’ Lustra: 3 servizi informativi e 30 pubblicazioni

Magie della Natura: 2 servizi e 10 pubblicazioni

Frantoio Evo del Borgo: 2 servizi e 10 pubblicazioni

Panificio Desiderato: 2 servizi e 10 pubblicazioni

GustoTop: 1 servizio e 5 pubblicazioni

Frantoio del Poeta: 2 servizi e 20 pubblicazioni

Ai diversi incontri e visite hanno partecipato:

- Consorzio Terre Ciociare (Presidente e p.r.

- Ufficio Turistico della Città di Buje (Croazia)

- Rappresentanti della sezione estero dell’USGI (San Marino)

- Progetto Il Caffè espresso italiano nel mondo (Torrefazione Oselladore, Rossano Veneto)

- Ufficio stampa nazionale Borghi d’Europa (Milano)

- Bruno Sganga (giornalista, già coordinatore iniziative editoriali di Luigi Veronelli, Sicilia-Calabria)

- redazione rivista Degusta, Bologna (direttore responsabile ed editore)

- redazione Gruppo Comunità (Milano, vetrina del Gusto)

- Renzo Lupatin, Padova in cucina

- Giorgio Vizioli (Milano, Studio, agenzia a servizio completo, in grado di seguire Business to Business, Marketing & Corporate Communications

- Associazione Nostrano del Brenta

- Laura Panizutti, Consulente finanziario e Patrimoniale

 

 


Associazione Culturale BORGHI d’EUROPA
P. Iva 09400230968
Rif. Bancario:  

Milano - Padova - tel.+39 3290422618
info@italiadelgusto.com
borgaiolo@tiscali.it
www.grandistoriedipiccoliborghi.blogspot.com
www.borghideuropa.eu

 

 


Loison pasticceri dal 1938 per la prossima Pasqua, presenta la "Colomba Tiramisù"

Come ben si intuisce, si tratta di un lievitato che interpreta il dessert italiano più conosciuto al mondo: la Colomba Loison, è farcita con crema allo zabaione e caffè, è ricoperta da glassa al cioccolato bianco, riccioli di fondente e spolverata di cacao.

L’IDEA – DAL TIRAMISÙ AL LIEVITATO: L’INCONTRO CHE SEDUCE
C’è un motivo se il Tiramisù è diventato, nel mondo, una parola-capolavoro: non è solo un dolce, è un gesto italiano. È il rito del cucchiaio, la grammatica del caffè, la misura perfetta tra carezza e carattere. Da qui nasce l’idea del laboratorio di Costabissara (VI) per la Pasqua 2026: non copiare il classico dessert, ma tradurne l’emozione nel linguaggio più esigente dei lievitati.

Il progetto si inserisce in una tendenza attuale della pasticceria che rinnova i lievitati con nuovi gusti ispirati ai classici dessert italiani, senza rinunciare alla centralità dell’impasto, alla misura e alla riconoscibilità. In questo solco, la novità 2026 entra nella storica Collezione Genesi della linea Top come reinterpretazione contemporanea di un classico globale: una novità che dialoga con la memoria, con un obiettivo preciso di portare nella colomba l’idea di dessert, mantenendo la leggerezza e l’equilibrio che definiscono un lievitato d’autore.

LA COLOMBA – UN EQUILIBRIO “IN CHIARO-SCURO”: ZABAIONE, CAFFÈ E DUE CIOCCOLATI
Il cuore del progetto è un’architettura di sapori che gioca su due registri: cremosità e profondità aromatica. La colomba è farcita con crema allo zabaione e caffè, per restituire quella rotondità vellutata che nel Tiramisù è immediata, ma qui diventa struttura: una presenza continua, elegante, mai invadente. La farcitura è distribuita in modo uniforme per garantire la presenza di crema in ogni fetta. In superficie, la firma è una copertura a mano che sorprende: glassa al cioccolato bianco, luminosa e setosa, che fa da contrappunto a riccioli di cioccolato fondente, più scure, e a una spolverata di cacao, come un’ombra necessaria. È un equilibrio “in chiaro-scuro”: dolcezza controllata, amaro misurato, persistenza pulita. Questa creazione completa la Collezione Genesi accanto ad altri quattro gusti: Pistacchio Verde di Bronte Dop(2025), Presidio Slow Food), Caramello Salato (2021), Regal Cioccolato (2000) e Classica a.D. 1552 - fa riferimento alla leggenda dell'origine del dolce, celebrando la tradizione pasticcera artigianale - (2003), proponendosi in due formati(600 grammi e 1 chilo) per rispondere sia al dono personale sia alla tavola della festa.

IL PACKAGING – VESTIRE LA BELLEZZA: L’ARCHITETTURA DIVENTA CONFEZIONE
Se il gusto racconta l’Italia al mondo, il packaging la riporta a casa: a Vicenza, al disegno come forma di memoria. La Colomba Tiramisù indossa l’estetica Genesi con i colori distintivi Sonia Design (lilla, verde, azzurro), codici immediati che rendono la collezione riconoscibile a colpo d’occhio. Il dettaglio diventa dichiarazione: un fiocco piatto tono su tono in doppio raso e il Charm “L”, segno identitario che può leggersi come Loison, Love, Luxury, tre parole per un unico concetto: cura. L’incarto, infine, è un omaggio colto e non nostalgico: colonne corinzie, capitelli e foglie d’acanto richiamano Andrea Palladio e diventano, nelle mani di Sonia Pilla, un ponte tra architettura e pasticceria nel segno del territorio berico (rilievo collinare situato a sud di Vicenza).

 

 IL METODO – LIEVITO MADRE, TEMPO E GESTI: COME NASCONO LE COLOMBE DI PASQUA
Le colombe pasquali della maison vicentina prendono forma a partire dal lievito madre storico, ottenuto da fermentazione spontanea e rinnovato quotidianamente per ricavare il lievito fresco che dà avvio agli impasti. Qui il tempo conta davvero: non è un dettaglio, ma l’ingrediente che firma la lavorazione. Servono circa 72 ore, con passaggi lenti e controllati, per dare forma a struttura, profumi e morbidezza. Il percorso produttivo si sviluppa in una sequenza articolata di fasi: tre cicli che alternano impasto, riposo e lievitazione, seguiti da porzionatura e modellazione, quindi finitura, lenta cottura e una successiva stagionatura. Ogni passaggio è pensato per rispettare la natura del lievito e la progressione del processo, senza accelerazioni. Accanto alla tecnica, resta centrale il lavoro manuale. Su ogni lievitato intervengono più volte le mani degli operatori: nella gestione del lievito, nel trasferimento dell’impasto negli stampi, nella glassatura e nelle finiture, fino alle fasi di infornatura. Anche dopo la cottura prosegue la cura artigianale: il primo incarto è eseguito a mano, così come la confezione finale in scatola o in latta, su disegno di Sonia Pilla – completata manualmente come ultimo gesto di precisione e attenzione.
La Colomba Tiramisù fa parte della Collezione Genesi, dove la selezione degli ingredienti è il risultato di un lavoro costante di attenzione e ricerca. Privilegiamo materie prime con certificazioni di origine controllata e, quando possibile, di provenienza italiana, soprattutto per quelle utilizzate fresche. Per questo scegliamo uova da allevamenti sicuri, latte e burro di montagna lavorati freschi, fior di farina e zucchero italiano. Un approccio che ci permette di offrire un prodotto Made in Italy autentico e riconoscibile.

DOLCIARIA A. LOISON SRL
Via Pasubio, 6 Costabissara (VI) – Italy
Tel: +39 0444 557844
www.loison.com


Pasqua in famiglia: 10 idee e mete dove andare per il tradizionale pranzo della domenica e la grigliata di Pasquetta

La Pasqua 2026, con il lungo weekend dal 3 al 6 aprile, rappresenta uno dei primi veri momenti dell’anno in cui fermarsi e ritagliarsi del tempo per stare insieme. Tra il tradizionale pranzo della domenica e la grigliata di Pasquetta, questa ricorrenza può trasformarsi nell’occasione perfetta per rallentare e riconnettersi con la famiglia, lontano dalla routine quotidiana.

Complice anche la pausa scolastica, molte famiglie scelgono di approfittare di questi giorni per organizzare una breve fuga o una gita fuori porta. Non serve necessariamente partire per mete lontane: spesso basta spostarsi di qualche chilometro per scoprire una fattoria didattica, un borgo poco conosciuto o una città da vedere con occhi nuovi. L’importante è uscire dalle abitudini del tempo libero più prevedibili e trasformare questi giorni in un momento di qualità da condividere.

Se poi si viaggia con bambini, scegliere attività coinvolgenti diventa ancora più importante. Esperienze all’aria aperta, percorsi nella natura o visite in fattoria sono occasioni preziose per stimolare curiosità e divertimento, ma anche per costruire ricordi che restano.


I dati confermano quanto il periodo pasquale sia diventato un momento chiave per il turismo domestico. Secondo un’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi, lo scorso anno oltre 11 milioni di italiani si sono messi in viaggio durante le festività pasquali e quasi nove su dieci hanno scelto di restare nel Bel Paese. Anche il 2026 si preannuncia dinamico: il modello previsionale del Ministero del Turismo stima oltre 100 milioni di presenze nei primi quattro mesi dell’anno, trainate anche da grandi eventi, come le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
In questo contesto, il lungo weekend di Pasqua diventa l’occasione ideale per partire – anche solo per qualche giorno – e vivere esperienze fuori dal comune. Freedome, piattaforma leader in Italia nelle esperienze outdoor e nei soggiorni esperienziali, ha selezionato dieci attività a misura di famiglia, pensate per grandi e piccoli, tra natura, avventura e scoperta del territorio.

Visita in apiario con degustazione di miele e laboratorio creativo in provincia di Siracusa

A Sortino, in provincia di Siracusa indosserai la tuta da apicoltore, osserverai le arnie e scoprirai con un esperto come nasce il miele e perché le api sono fondamentali per il nostro ecosistema. Inoltre, assisterai al processo di smielatura dal vivo e parteciperai a una degustazione di miele e a un laboratorio per creare la tua candela alla cera d'api. Un’esperienza che si chiuderà con un assaggio di olio EVO Terra Surti e un brunch completo con bruschette, pizzoli ripieni, dessert e vino locale.
https://freedome.it/attivita/visita-apiario-degustazione-miele-laboratorio-creativo-siracusa/

 


Esperienza in fattoria didattica e merenda fatta in casa a Casalzuigno

Nella dimora faunistica di Casalzuigno (VA) vivrai un’esperienza immersiva nella natura incontrando affascinanti rapaci e simpatici animali da cortile, che potrai accarezzare o ai quali potrai dare da mangiare. E come dolce (o salata) conclusione, una gustosa merenda in famiglia preparata dalla padrona di casa.
https://freedome.it/attivita/fattoria-didattica-merenda-casalzuigno/


Passeggiata con i pony più piccoli del mondo in provincia di Cuneo

Lenticchia, Cotechino e Purè - fanno simpatia già così! Questi sono i nomi dei tuoi prossimi compagni di avventura: partecipa alla passeggiata con i pony più piccoli del mondo a Venasca, in provincia di Cuneo. Ti avventurerai nello scenario naturale insieme a questi animali dalle buffe dimensioni, che potrai coccolare e fotografare. Un’esperienza che farà innamorare grandi e piccini!
https://freedome.it/attivita/passeggiata-mini-pony-venasca-cuneo/

 

Giornata di sopravvivenza per bambini vicino al Lago di Garda

Uno stile di vita all'aria aperta, a contatto con la natura. Se è questo che vuoi insegnare ai tuoi bambini, allora questo corso di sopravvivenza fa al caso tuo. Una giornata sulle colline moreniche del Garda, apprendendo utili tecniche di sopravvivenza alternate a giochi a tema, insieme a istruttori certificati CSEN Survival. E nel frattempo, tu potrai trascorrere senza pensieri una giornata sul vicino Lago di Garda!
https://freedome.it/attivita/corso-sopravvivenza-bambini-lago-garda/

 

Passeggiata a cavallo per bambini e famiglie nell’Alta Maremma Toscana

In compagnia di una guida equestre, cavalcherete all'interno di un'ariosa tenuta costellata di vigneti, uliveti e poderi in pietra. Un'esperienza di un’ora nella splendida Maremma Toscana, da condividere con tutta la famiglia.
https://freedome.it/attivita/passeggiata-cavallo-bambini-suvereto-toscana/
 

Visita agli Alpaca del Monviso in fattoria didattica a Torino

Nella fattoria didattica e allevamento di alpaca a Torino, imparerai a conoscere e potrai interagire direttamente con questi sorprendenti (e dolcissimi) animali, dal simpatico musetto e morbidissimo pelo. Entrando nel recinto potrai coccolarli, dare loro da mangiare e scattare simpatiche foto ricordo. Un’esperienza per una morbida carezza al cuore di grandi e piccini.
https://freedome.it/attivita/esperienza-con-alpaca-torino/

 


Circuito quad per adulti e bambini a Viterbo

A pochi passi da Viterbo, si nasconde un circuito di 800 metri in cui potrai sfrecciare in quad, sotto la supervisione di un istruttore, per 5 o 15 giri. A disposizione, quad per adulti e per bambini per accontentare sia grandi che piccini in un’esperienza in famiglia con una marcia in più.
https://freedome.it/attivita/circuito-quad-adulti-bambini-viterbo/

 

Visita guidata in un allegro rifugio per animali a Ostia

In compagnia di una Zooantropologa e Tecnica in etologia, nel rifugio per animali in provincia di Roma imparerai a conoscere e interagire direttamente con asinelli, pecorelle, mucche, caprette, cavalli e altri simpatici esemplari salvati da situazioni di disagio. Un’esperienza che potrai arricchire con un aperitivo vegetariano!
https://freedome.it/attivita/visita-rifugio-animali-ostia-roma/


Parco Avventura e Fun Bob sull’Altopiano di Asiago

Mettiti alla prova sui percorsi di un parco avventura immerso tra i boschi dell'Altopiano di Asiago e divertiti tra ponti tibetani, passerelle sospese e passaggi in carrucola. Un’esperienza adatta per grandi e piccini che si concluderà con un’adrenalinica discesa in Bob!
https://freedome.it/attivita/parco-avventura-fun-bob-altopiano-asiago/
 

Discesa di soft rafting per famiglie sul Sesia

Scopri le emozioni del rafting sul Sesia con un percorso tranquillo e panoramico che ti permetterà di ammirare i paesaggi della Valsesia da un nuovo punto di vista. Insieme a una guida esperta per navigare sul gommone attraversando i punti più suggestivi del fiume nel tratto di Balmuccia. Sarà una discesa di soft rafting non troppo impegnativa ma molto emozionante, ideale per le famiglie con bambini per divertirsi tutti insieme nella natura.
https://freedome.it/attivita/discesa-soft-rafting-sesia/


www.freedome.it


Grazie all“Erbazzone” l’Emilia Romagna è la prima regione in Europa per i prodotti di qualità certificati IGP, DOC e DOP

Con il “” della Commissione Ue dello scorso 20 marzo, L’“Erbazzone” è stato riconosciuto IGP (Indicazione Geografica Protetta) diventando così il 45esimo prodotto di qualità certificata dell’Emilia Romagna, regione che così può vantare e il primato nazionale e quello di prima regione in Europa per numero di prodotti di qualità certificati IGP, DOC (Denominazione di Origine Controllata) e anche DOP (Protetta) per le proprie eccellenze agroalimentari e vinicole italiane garantite dall’Unione Europea che assicurano qualità, autenticità e un forte legame con il territorio di origine, rispettando i rigidi disciplinari di produzione che ne tutelano la tipicità. Al termine di tale iter di verifica, si avvia la procedura per l’ufficialità che viene accertata ufficialmente dagli Organi preposti della Gazzetta Ufficiale europea e diramati tramite pubblicazione. Per amor di precisione, chiariamo che l’IGP offre maggiore elasticità produttiva rispetto alla DOP, mantenendo un forte legame reputazionale, mentre la DOC è la classica garanzia, specifica per i vini, legata rigorosamente alle zone e ai metodi specifici.

Tornando al piatto povero contadino della tradizione reggiana - l’Erbazzone - ci riferiamo a un prodotto tramandato da generazioni e profondamente legato alla cultura, alle famiglie e all’identità delle comunità locali - che confinano a ovest con la provincia di Parma e a est con quella di Modena - e anche alle imprese del territorio.

Il percorso per il riconoscimento dell’Erbazzone si è avviato nel 2019, quando l’“Associazione Produttori Erbazzone reggiano”, sodalizio composto da cinque aziende reggiane – Nonna Lea, Fattoria Italia, La Bottega Gastronomica, La Vecchia Resdora e Big – con il sostegno e il coinvolgimento della Regione Emilia  Romagna e credendo fortemente nel progetto IGP, nel 2022 si sono coalizzate per dare avvio all’iter di riconoscimento, appunto, dell’Indicazione geografica protetta. Dopo la definizione del disciplinare di produzione e la presentazione della domanda a livello nazionale, il dossier è passato all’esame dal ministero dell’Agricoltura che, nel 2024, ha espresso parere favorevole, dopo aver verificato la coerenza con la normativa europea in tema di indicazioni geografiche. Dopo la fase di valutazione nazionale e la consultazione pubblica, la richiesta è stata quindi trasmessa alla Commissione europea. Nel corso del procedimento europeo, la domanda di registrazione è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea nell’ottobre 2025, aprendo così il periodo previsto per eventuali opposizioni da parte di altri Stati membri o soggetti interessati.

È un risultato molto atteso, su cui abbiamo lavorato in squadra e che rappresenta un riconoscimento importantissimo per il territorio reggiano, per i produttori e per l’intero sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna - ha commentato nel corso della conferenza stampa, l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi - Parliamo del riconoscimento di una ricetta storica, che la tradizione riconduce addirittura al Medioevo; un cibo quotidiano, che racconta il territorio e chi lo vive. Con l’Indicazione geografica protetta questo patrimonio economico e culturale verrà finalmente tutelato e valorizzato a livello europeo e potrà essere promosso con più forza. L’IGP - ha aggiunto Mammi - è uno strumento fondamentale per tutelare i prodotti autentici dalle imitazioni, assicurare trasparenza ai consumatori, sostenere il reddito dei produttori locali. Ma è anche un’opportunità per promuovere turismo, cultura gastronomica e sviluppo. Voglio ricordare - ha concluso l’assessore - che l’Emilia Romagna è chiamata la Food Valley d’Italia, con 3,9 miliardi di euro di valore per la sola DOP Economy, mentre tutta la produzione agroalimentare vale 37 miliardi di euro, di cui più di 10 miliardi esportati in tutto il mondo”.

Per Matteo Cugini, vicepresidente dell’Associazione produttori Erbazzone reggiano, il riconoscimento “ha un valore economico fuori discussione, ma anche un legame molto lontano nel tempo con Reggio Emilia”. “Il grande merito va all’associazione produttori Erbazzone reggiano, nella sua unità – aggiunge CuginiSiamo cinque concorrenti sul mercato, ma siamo riusciti a stare uniti per portare avanti questo obiettivo”.


L’Erbazzone reggiano IGP

Il simbolo di Reggio Emilia, è una torta salata ripiena di erbe, fatta con due sfoglie di pasta non lievitata all’interno delle quali c’è un ripieno di verdure e Parmigiano Reggiano.
L’Erbazzone reggiano ha forma rotonda o rettangolare, uno spessore compreso tra 1 e 3 centimetri e un peso tra i 200 grammi e i 3 chilogrammi. La pasta è fatta con farina di grano tenero, acqua, strutto, sale. La lavorazione del ripieno prevede l’utilizzo di spinaci e bietole cotte, insaporite con un soffritto preparato con cipolla e lardo che può essere aromatizzato con aglio, prezzemolo e/o pepe. A questi ingredienti si aggiungono Parmigiano Reggiano e pane grattugiato; si possono anche usare, volendo, latte, olio extravergine di oliva e burro a integrazione del lardo. È vietata l’aggiunta di conservanti, aromi e/o altri additivi. La zona di produzione è l’intero territorio della provincia di Reggio Emilia.

 


Regione Emilia-Romagna
Viale Aldo Moro, 52 Bologna
Centralino: 051 5271
Numero verde: 800.66.22.00
www.regione.emilia-romagna.it

 

 


Adesso a Bologna c’è “Amali”, il Bakery & Bistrot di Alex e Lorenzo: bel locale per veri gourmet…

Lorenzo Nardi e Alex Brognara – connubio vincente sul lavoro (e nella vita) – hanno pensato, progettato e ben realizzato, il loro "Amali", idea - con filosofia - in nome della “slow living” e del sano gourmet scegliendo intenzionalmente di rallentare i ritmi, privilegiare la qualità rispetto alla quantità, la consapevolezza e la presenza mentale, per godersi il momento, limitando la frenesia, eliminando il superfluo per dedicare tempo a ciò che conta davvero, per dare sempre maggior valore alle relazioni personali. Da pochi giorni tutto questo si può fare proprio da “Amàli” (dal nome del nonno Amalio, vera figura di spicco del mondo della lavorazione delle carni, da poco mancato) con il suo brand supportato dal simbolo del ramo di ulivo sulla lettera Shin che, insieme, riflettono temi di fede, pace e semplicità. Amali è situato in una moderna e bella struttura (Borgo Mascarella, nel parco commerciale di via Stalingrado prossimo alla fiera di Bologna, punto di sosta strategico - tra il centro e la periferia nord, ottimo per lo shopping -  animato da un mix di negozi, attività direzionali e servizi, con ampi parcheggi gratuiti). Quindi questi giovani imprenditori partono col piede giusto. Sono i classici bravi ragazzi: con le mani in pasta, Lorenzo (pastry chef vincitore ai Just Eat Awards 2023) e, la mente fervida, Alex (anche autore musicale riconosciuto dall’Universal Music Mexico e Centro America) forte delle sue esperienze vissute in mezzo mondo (con radici latine, messicane per la precisione) laddove si è fatto le ossa e aperto la mente, per poi tornare sotto alle Due Torri per mettere a frutto le non poche competenze acquisite. Il loro è un locale moderno, luminoso, bello, non grande, ma arioso, con tavoli anche all’esterno ed è lì che si deve andare per la colazione mattutina, per uno spuntino, un aperitivo (apericena) un brunch, una gustosa merenda, tutto accompagnato dalle bevande più adatte, tutte con il tocco personalizzato Amali: dai cocktail (alcol, low e no alcol) agli estratti, dalle spremute alle birre e ai vini, da pasto, da dessert, Champagne famosi compresi

                       
Una nota di rilievo merita l’“Acqua Rubra” di memoria familiare, specialità esclusiva dell’Amali (che evitiamo di descrivere per lasciare indenni curiosità e sorpresa…) che quando ci si va, non la si può non degustare… E se il buongiorno si gusta dal mattino, allora la proposta gastronomica ruota attorno alla crema Amali che riempie i croissant con foglia d’oro - “L’Oro” - crema allo zafferano e sesamo tostato, oltre al “Cuore”, box degustazione con mini croissant e creme da intingere, “La Scorta” dessert stratificati in lattina pensati anche per il servizio delivery (leggi Glovo!) per cui Amali mette a disposizione una e-commerce dedicata e non manca “La Calma” cappuccino scomposto che trasforma il rito del caffè in una vera cerimonia da degustare con calma serafica…

Breve digressione: da Amali si possono vivere anche momenti culturali (incontri con i produttori delle materie prime) eventi musicali selezionati, non ad alto volume… ma esperienze intime, coerenti con il ritmo dell’ambiente.

A questo punto è doverosa una precisazione: da Amali, la qualità di tutto quanto proposto è basilare specie per gli ingredienti utilizzati, come per le farine Petra – prodotto premium di alta qualità create dal Molino Quaglia che è noto per la macinazione a pietra con tecnologia “augmented stone milling” e l’uso di grano 100% italiano – sono ideali e molto apprezzate per pane, pizza e lievitati dolci - la così detta “viennoiserie” tipica della colazione all’italiana - perché offrono grande gusto, elevata idratazione, alta digeribilità e buon profumo (con linee specifiche come HP (High Performance) adatte a lunghe lievitazioni. Dunque, ottima base per brioche, cornetti, croissant e piccola pasticceria che Lorenzo sforna tutte le mattine (per i fortunati avventori che se li gustano…). L’impasto di dette delizie, è morbido, profumato (spesso con agrumi o vaniglia e ricoperti - topping - di granella e semini vari) contiene uova, burro e zucchero scelti. Le paste possono essere vuote, farcite (crema, marmellata, cioccolato, pistacchio) o, molto richieste, integrali. Tra tutte abbiamo degustato una “brioche col tuppo” (lievitato soffice, non sfogliato, di tradizione francese): a differenza del cornetto italiano, l’impasto è senza uova e meno dolce, risultando più croccante e burroso, piacevolmente zuccherino… e il “tuppo”? Detta brioche, è a forma semisferica sormontata da una soffice pallina più piccola che richiama il tradizionale “chignon” (basso siciliano).  E da Amali, c’è molto altro, la scelta non manca: dal maritozzo al krapfen (bombolone) dalla veneziana alle girelle (Cinnamon Rolls) e treccine, alla polacca aversana, dal pangocciolo e dalle ciambelline fritte, fino alla torta delle rose, al Danubio dolce e, a sua maestà, il babà. Però si nota un’assenza – di rilievo – la “Luisona”, pasta secca e glassata, ricoperta di granella, che staziona nelle bacheche di molti bar (…di ultima) da tempo immemore: da Amali, non pervenuta… Bene, allora, ci vediamo lì!

 

    Cafè, Bakery & Bistrot 
Borgo Mascarella, Via Stalingrado 67/22c
40128 Bologna - Tel. 051 498 4343
www.amali.it  -  info@amali.it
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Carnia in primavera: uno scrigno colmo di erbe attorno al monte Zoncolan, tra boschi verdi, prati fioriti e l’ospitalità degli Alberghi Diffusi

Uno scrigno colmo di erbe: questa è la Carnia in primavera. In Friuli Venezia Giulia, incuneata con le sue verdi vallate fra Slovenia e Carinzia, con oltre 2500 specie conosciute di piante, erbe, fiori, è la regione più ricca d'Europa dal punto di vista botanico in rapporto alla superficie. E lo sapevano bene i Veneziani, che fin dal ‘400 si approvvigionavano fra questi monti di erbe officinali e culinarie. Le prime erbe selvatiche (usatissime ancor oggi in cucina) e i primi fiori spuntano nei prati quando la neve si ritira, fra la fine di marzo ed aprile, le grandi fioriture iniziano a maggio e verso la metà di giugno raggiungono il loro massimo splendore per poi proseguire tutta l’estate. Da tempo immemorabile fiori ed erbe fanno parte della cultura, delle tradizioni, delle leggende carniche e, grazie alla ricchezza di principi attivi, sali minerali e fibre vegetali, sono da sempre usatissimi non solo in cucina o per aromatizzare grappe e vino, ma anche nella farmacopea popolare per la preparazione di bevande detossinanti, infusi, decotti, sciroppi.  Ammirare distese di erbe e fiori primaverili in Carnia è facile, basta fare una passeggiata nei prati, saperle riconoscere e utilizzare correttamente lo è un po’ meno. Chi volesse saperne di più può partecipare a una delle escursioni botaniche organizzate da Visit Zoncolan, durante le quali viene insegnato a riconoscere e utilizzare le erbe selvatiche e a preparare tisane, infusi, ottimi risotti, frutti sotto spirito e tanto altro.

Rigenerare corpo e spirito nei borghi-gioiello attorno allo Zoncolan

Tra paesaggi rinati dopo il letargo invernale che si accendono di colori pastello e spunti innumerevoli per passeggiate non solo naturalistiche, la primavera nel comprensorio del monte Zoncolan – fra le cime più famose del Friuli Venezia Giulia, eppure ancora oasi integra di pace - è un magico momento da vivere senza fretta, assaporando paesaggi, cibi, esperienze ed alloggiando negli Alberghi diffusi della zona ( Sutrio, Paluzza, Comeglians, Ovaro) dove si è accolti con il calore di una casa e con i servizi di un hotel in alloggi ricavati dalla sapiente ristrutturazione di vecchi edifici, indipendenti ma facenti capo a un’unica reception. Il momento ideale per rigenerare corpo e spirito, gustare i deliziosi e salubri piatti tradizionali a base di erbe  e godere della genuina accoglienza offerta dai  piccoli borghi-gioiello che circondano lo Zoncolan (Sutrio, Paluzza con la località di Timau,  Cercivento, Ravascletto, Comeglians, Ovaro e Treppo-Ligosullo), un incantevole microcosmo che ha mantenuto intatti attraverso i secoli architetture ed artigianato, gastronomia (vero fiore all’occhiello di questa terra) e tradizioni, in una cornice naturalistica di rara bellezza.


Escursioni guidate per tutti i gusti e le gambe

Fra le molte Experience proposte da Visit Zoncolan in aprile e maggio, particolarmente piacevoli sono le facili passeggiate nel bosco tra natura e creatività, che stimolano i sensi e aiutano a riconnettersi con la natura: nel silenzio e nella bellezza del paesaggio montano, ci si incammina lungo un percorso punteggiato da sorprendenti opere di land art, realizzate con materiali naturali e perfettamente integrate nell’ambiente. Divertenti per grandi e piccoli sono le Experience di avvicinamento al cavallo che iniziano con la cura del cavallo e la sua sellatura in scuderia e si concludono con una bella passeggiata in sella fra i boschi e, volendo, con un pranzo tipico in agriturismo. Coinvolgenti per la loro immersione nella natura che si sta risvegliando sono i Trekking di fondovalle, adatti a tutti, che si svolgono al tramontoe che si concludono con una gustosa degustazione di prodotto locali all’interno di un tradizionale tavolo nascosto nel bosco. Fra le Experience organizzate da Visit Zoncolan (prenotabili direttamente su  www.visitzoncolan.com/experience) c’è un’ampia la proposta di escursioni guidate, per tutti i gusti e le gambe, all’insegna di ambiente, storia, cultura, e di attività per i bambini.

 


Visit Zoncolan
Via R. Linussio, 1 Sutrio (UD)

Orari: dal lunedì al sabato
8.30 - 12.00 e 14.00 - 18:00
Tel. +39 0433 778921
www.visitzoncolan.com


I Grandi Terroir del Barolo – Edizione 2026 - 28 e 29 marzo – Monforte d’Alba Moda Venue - Palazzo Martinengo

Tornano I Grandi Terroir del Barolo, l’iniziativa ideata da Go Wine e giunta alla diciassettesima edizione, in programma sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 a Monforte d’Alba, uno dei centri più importanti della Langa del Barolo. Sede dell’evento saranno ancora una volta le eleganti sale di Palazzo Martinengo – Moda Venue (Via Cavour 10) nel centro storico del paese.

L’evento conferma e rafforza il proprio carattere distintivo: un’occasione di approfondimento sul Barolo e sul suo territorio, con al centro le Menzioni Geografiche Aggiuntive (M.G.A.) per raccontare – attraverso l’assaggio – le diverse anime della denominazione.

Un percorso che valorizza cantine che producono Barolo in più etichette, espressione di cru, siti e parti diverse del territorio, esaltando l’anima e le peculiarità del Nebbiolo e interpretando le diversità come una ricchezza che invita a comprendere più a fondo la grandezza di questo vino.

UN EVENTO MIRATO, TRA DEGUSTAZIONE E TERRITORIO

L’edizione 2026 si propone come una sorta di anteprima della nuova annata sul territorio, mantenendo una formula collaudata che nelle ultime edizioni ha registrato una crescente partecipazione e interesse. Un evento mirato e, a suo modo, esclusivo, che vuole: comunicare le peculiarità dei diversi cru far riflettere degustatori e pubblico sull’importanza del fattore terra–territorio, valorizzare l’incontro diretto con i produttori, invitare esperti ed enoappassionati a vivere un fine settimana in Langa, tra degustazioni, visite in cantina e scoperta del territorio.

ECCO L'ELENCO AGGIORNATO DELLE CANTINE PROTAGONISTE DELL’EVENTO:

ANNA MARIA ABBONA – Farigliano

BOASSO – Serralunga d’Alba

SILVANO BOLMIDA – Monforte d’Alba

CASCINA CHICCO – Canale

DOSIO – La Morra

FORTEMASSO – Monforte d’Alba

LA BIOCA – Monforte d’Alba

L’’ASTEMIA – Barolo

MANZONE GIAN PAOLO – Serralunga d’Alba

DIEGO MORRA - Verduno

PALLADINO – Serralunga d’Alba

PIAZZO COMM. ARMANDO – Alba

PORRO GUIDO – Serralunga d’Alba

REVA – Monforte d’Alba

REVERDITO – La Morra

SAN BIAGIO – La Morra

SORDO GIOVANNI Azienda Agricola – Castiglione Falletto

IL CONSORZIO VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO OSPITE SPECIALE DELL’EVENTO

Sarà il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano l’ospite speciale de I Grandi Terroir del Barolo, con un approfondimento dedicato al progetto delle Pievi, recentemente istituito.
Lo studio storico della geologia e della geografia del territorio ha portato alla individuazione di 12 zone, definite nel disciplinare di produzione UGA (Unità geografiche aggiuntive) le stesse anteposte in etichetta con la menzione “Pieve”. Un tema che dialogherà in modo naturale con le Menzioni Geografiche Aggiuntive del Barolo: anche a Montepulcianoil racconto del vino passa attraverso una lettura sempre più precisa delle diverse identità del territorio. Durante l’evento sarà proposta una selezione di vini rappresentativi delle diverse Pievi, offrendo al pubblico un interessante confronto tra due grandi denominazioni italiane unite dalla volontà di mettere al centro il territorio come elemento distintivo.

IL PROGRAMMA

Banchi d’assaggio d’incontro con le cantine
Masterclass di approfondimento, anche su annate anteriori
Master sul Barolo (sabato 28 marzo), con lezioni, percorsi tematici e degustazioni
Visite in cantina e proposte di soggiorno sul territorio
Abbinamenti enogastronomici nei ristoranti della zona

In questa edizione sarà inoltre introdotto in forma sperimentale un piccolo shop de “I Grandi Terroir del Barolo”, che consentirà al pubblico di acquistare una selezione di Barolo degustati durante l’evento.I GRANDI TERROIR DEL BAROLO

GLI EVENTI COLLATERALI: MASTERCLASS

Durante le due giornate sono previste quattro masterclass dal titolo:
Terroir a confronto: Barolo e Vino Nobile di Montepulciano, menzioni geografiche, sottozone e territorio.
Saranno condotte dal giornalista Gianni Fabrizio, curatore della guida ai Vini d’Italia del Gambero Rosso.
Si tratta di percorsi d'assaggio di confronto tra Barolo e Vino Nobile di Montepulciano.
In ogni degustazione saranno in assaggio 4 Barolo e 4 Vino Nobile di Montepulciano, con etichette che varieranno in ciascun appuntamento.
Si svolgeranno sempre presso la sede dell’evento e grazie alla collaborazione del Consorzio di Tutela Vino Nobile di Montepulciano presente nel corso delle Masterclass per raccontare terroir e vini.

Calendario e orari:
Sabato 28 marzo: ore 14.30 e ore 17.00
Domenica 29 marzo: ore 11.00

Le masterclass si svolgono su prenotazione: costo della degustazione euro 25 - riduzioni euro 20 per i soli soci Go Wine.

IL MASTER SUL BAROLO

Sabato 28 marzo è in programma il Master sul Barolo: una giornata in cui si potrà approfondire sul campo la conoscenza di questo vino fra lezioni, percorsi nel territorio di produzione e degustazioni.
Il Master sul Barolo avrà un costo di € 75 per i soci e € 85 per i non soci.

DOVE

Palazzo Martinengo – Moda Venue
Sala dei Grifoni
Via Cavour, 10 – Monforte d’Alba (CN)

QUANDO

Sabato 28 marzo 2026
Banco d’assaggio dalle 11.00 alle 18.00, articolato su due turni
primo turno: 11.00 – 14.30
secondo turno: 14.30 – 18.00

Domenica 29 marzo 2026
Banco d’assaggio dalle 11.00 alle 18.00, articolato su due turni
primo turno: 11.00 – 14.30
secondo turno: 14.30 – 18.00
Nel corso delle due giornate sono previste masterclass.

COME

La degustazione al banco d’assaggio si svolgerà su turni e con prenotazione obbligatoria, per garantire la migliore esperienza di visita e di assaggio.

BIGLIETTI E COSTI

Aperta la prevendita online!

 Il costo della degustazione è di € 28,00

(riduzioni: € 25,00 Soci Associazioni di settore, € 21,00 Soci Go Wine).

 Il biglietto comprende:

la degustazione in forma libera dei Barolo al banco d’assaggio

un assaggio presso l’area della denominazione ospite dell’evento.

Riduzioni per chi prenota online

Chi acquista il biglietto in prevendita online avrà una riduzione sul costo:

€ 25,00 pubblico

€ 22,00 Soci Associazioni di settore

€ 18,00 Soci Go Wine

Ingresso gratuito per chi si associa a Go Wine

La degustazione al banco d’assaggio sarà in omaggio per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine (benefit non valido per i soci familiari).
Maggiori dettagli sulla campagna associativa a fondo mail. Info: Associazione Go Wine – Tel. 0173 364631 e-mail stampa.eventi@gowinet.it

 CAMPAGNA ASSOCIATIVA GO WINE
La degustazione al banco d'assaggio sarà gratuita per coloro che si assoceranno a Go Wine (benefit non valido per i soci familiari)
Entra anche tu a far parte della Community di Go Wine!

In omaggio:
la Guida Cantine d'Italia 2026 e l'abbonamento al bimestrale Go Wine.
Parteciperai poi a tutti i nostri eventi beneficiando dello sconto riservato ai soci e avrai accesso alle selezioni di "Buono... non lo conoscevo!", lo shop esclusivo dei soci Go Wine!
Scadenza tessera 31.12.2026

 Associazione Go Wine Impresa Sociale Ets
Via Vida, 6 Alba (Cn) - Tel 0173 364631
www.gowinet.it

 

 

ufficio.soci@gowinet.it
stampa.eventi@gowinet.it


Legumania italiana: "Le Conserve della Nonna" presenta tre novità di tendenza

 

L’azienda di Modena amplia e rafforza la propria presenza con nuove referenze ad alto potenziale, puntando alla distintività e alla valorizzazione dell’origine italiana. Gli Italiani introducono sempre di più legumi nella dieta, percepiti come clean, healthy & functional food: ricchi di proteine vegetali e fibre, a basso contenuto di grassi. Parallelamente, sempre più consumatori riducono il consumo di proteine animali, favorendo la crescita delle diete plant-based. I legumi diventano così la fonte proteica alternativa n.1: economica, sostenibile e versatile. Minore impronta di CO₂ e utilizzo d’acqua rispetto alle proteine animali, insieme a una maggiore sensibilità verso il benessere animale, spingono a ridurre il consumo di carne per un approccio flexitariano (per chi segue una dieta prevalentemente vegetale (plant-based) ma consuma carne, pesce o derivati animali in modo occasionale o moderato per privilegiare la salute e la sostenibilità, senza le restrizioni totali di veganismo o vegetarianismo).

 

 

 

 

In risposta a questo trend, la riconoscibilità di prodotto e pack di Le Conserve della Nonna si arricchisce di tre nuove referenze che intercettano la richiesta del pubblico. Da aprile p.v. l’azienda introduce infatti le Lenticchie di Altamura IGP al naturale, italiane, fonte di proteine, in vaso in vetro che valorizza la qualità e la naturalità del prodotto, in formato 360g. Una proposta che unisce origine certificata, italianità e trasparenza del vetro rafforzando la distintività del brand e intercettando un segmento dove l’offerta a scaffale è ancora limitata, soprattutto nel formato vetro, lasciando spazio a proposte distintive e premium.

 

 

I nuovi formati e innovazioni – pronti al consumo, bowl (ciotola, scodella o piatto fondo per contenere cibo, zuppe, cereali o insalat) paste proteiche, snack – stanno cambiando la percezione del legume, vissuto come ingrediente pratico e contemporaneo. In questo scenario si inserisce anche la gamma mix di Le Conserve della Nonna, con due nuove referenze, disponibili da aprile 2026, nel formato 360g che si caratterizzano per la lista ingredienti corta, la ricetta pulita, la trasparenza del vaso in vetro e indicazioni specifiche di utilizzo. Mix di Borlotti, Ceci e Tondini è l’evoluzione dell’attuale “Armonia di Legumi” con rinnovamento di denominazione e grafica, ideale per zuppe, minestre e piatti caldi. Mix di Ceci, Edamame e Fagioli Neri è una proposta innovativa e distintiva, grazie alla presenza dell’edamame (baccelli di soia immaturi tipici asiatici) pensata per insalate, poké (piatto unico tradizionale hawaiano a base di pesce crudo marinato, servito in una ciotola (bowl) con riso, verdure e salse) e piatti freddi, in linea con i trend di consumo più moderni ma perfetta anche per preparazioni calde.

Il Gruppo Fini SpA, società 100% italiana di proprietà di Holding Carisma, è una storica realtà produttiva dell’alimentare. FINI è un marchio di pasta fresca che rappresenta in Italia e nel mondo tutto il gusto della tradizione emiliana in cucina. Dal 1912 ad oggi l’originaria salumeria-gastronomia di Modena si è trasformata in un moderno pastificio che conta oltre 100 dipendenti ed esporta i suoi prodotti in 30 Paesi nel mondo, sempre all’insegna di tradizione, territorio e qualità. Le Conserve della Nonna, nell’ampia gamma di referenze tipiche di tutte le regioni italiane, offre passate, sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, con la sicurezza di un grande gruppo industriale.


Gruppo Fini SpA
Strada Albareto, 211
41122 Modena (MO)
Tel. +39 059 25 91 11
www.gruppofini.it


“Un Thé con la Poesia”, rassegna dell’Associazione Culturale EstroVersi, un incontro per sostenere l’Associazione LOTO OdV

 

 

 

Oggi si può/deve partecipare all’incontro di “Un Thè con la Poesia”, la rassegna curata dall’Associazione Culturale EstroVersi. Da dodici anni, questo appuntamento trasforma il rito del thè in un’esperienza sensoriale completa, dove la grande poesia nazionale e internazionale dialoga con l’eccellenza dei pregiati thè Dammann Frères e dell'alta pasticceria. Si tratta di un’iniziativa ormai consolidata alla quale partecipano i maggiori poeti italiani e internazionali. L’incontro di questo mese si tiene oggi 18 marzo alle 17:30 nelle storiche sale del Grand Hotel Majestic all’iniziativa, ormai consolidata, alla quale partecipano i maggiori poeti italiani e internazionali,tic "già Baglioni" e vedrà come protagonista il poeta Umberto Piersanti, uno dei massimi esponenti della lirica italiana contemporanea. L'evento sarà impreziosito dal commento musicale dal vivo curato dagli allievi della scuola di musica CEMI di Bologna.

 

 

 

Dunque, oggi a Bologna, la poesia è cura: Umberto Piersanti ospite di “Un Thé con la Poesia” voluto e realizzato dall’Associazione EstroVersi, rinnova l’appuntamento al Grand Hotel Majestic e stringe il legame con Loto OdV (Uniti per le donne contro i tumori ginecologici);  la cultura diventa così supporto per le pazienti oncologiche che, attraverso la magia delle parole, trovano conforto, serenità e speranza.


In questa edizione, si evidenzia ancor di più il valore culturale che sposa un’importante missione sociale: da gennaio 2026, inoltre, la presidente di EstroVersi, Cinzia Demi, ha fortemente voluto che la rassegna diventasse un luogo di accoglienza per le pazienti oncologiche, garantendo loro l’accesso gratuito agli incontri: “Di concerto con il Majestic, a cui siamo molto riconoscenti, e considerando il gradimento dimostrato dalle pazienti oncologiche per l’ascolto della poesia - spiega la presidente Cinzia Demi - si è pensato di creare un collegamento tra le due iniziative, e di invitare, gratuitamente, le signore agli incontri del Thè con la poesia, in modo da regalare loro istanti di serenità e di immersione totale nella bellezza e nell’arte. Grazie alla disponibilità e all’accoglienza del Grand Hotel Majestic, già a partire dal mese di gennaio, si è vista una partecipazione attiva di diverse di loro, che hanno dimostrato interesse e gratitudine per la possibilità data. La poesia non può certo sostituirsi alle terapie mediche di cui il fisico necessita, specie in questi frangenti, ma può supportare il carico emotivo, contribuire ad alleviare la pena con pensieri universali, emozionare parlando al cuore della gente, insinuandosi in quei meandri di vuoto tra gli eventi della storia e i sentimenti, gli accadimenti e le prove che quotidianamente si devono affrontare”.

Ospitare questa bella rassegna di poesia promossa dall'associazione EstroVersi nelle sale del Majestic non è solo un onore, ma una precisa volontà di aprire il nostro hotel alla cultura e all'anima della città. - commenta a sua volta Tiberio Biondi, direttore del Grand Hotel Majestic - Sono fermamente convinto che, appuntamenti di tale spessore, facciano bene a tutti, nutrendo lo spirito e creando connessioni umane autentiche. Inoltre, portare avanti il sodalizio con l'associazione Loto per sostenere le donne malate oncologiche ci riempie di profondo orgoglio; trasformare l'accoglienza in un atto di cura e solidarietà è, per noi, il traguardo più alto”.

Se poi a questo si aggiunge che l'evento si svolge all'interno di sale affascinanti e prestigiose, ricche di storia e cultura, come lo sono quelle del Majestic, davanti ad una tazza fumante di thè e biscotti di alta pasticceria, ecco che si raggiunge l’obiettivo di trasformare quei momenti di cura, passati in reparto, in momenti per realizzare quell’incantamento che genera lo stupore e consente di visualizzare immagini dettate dalle parole e dalla musica - gli incontri, infatti, sono sempre accompagnati da giovani musicisti della Scuola di Musica CEMI di Bologna - consegnando alle partecipanti un ricordo indelebile dell’incontro stesso e del luogo dove è stato realizzato.

L’importante ospite: Umberto Piersanti

Candidato al Premio Nobel per la Letteratura e vincitore di prestigiosi riconoscimenti (tra cui il Premio Viareggio) Piersanti porta a Bologna la sua poetica legata alla natura, alla memoria e al “luogo” come spazio dell'anima e, soprattutto, le poesie dedicate al figlio Jacopo, che soffre di autismo. La sua voce guiderà il pubblico in un viaggio suggestivo, accompagnato dalle note dei giovani talenti della scuola di musica CEMI. I messaggi che Piersanti intende comunicare attraverso le sue poesie sono molteplici e spesso interconnessi:

  • Il rapporto con la natura: la natura non è solo uno sfondo nelle sue poesie, ma un elemento vivo e pulsante con cui l'uomo si confronta e si identifica. Il paesaggio marchigiano, in particolare, diventa un luogo dell'anima, custode di storie e memorie.
  • La memoria e il tempo: la poesia di Piersanti è intrisa di un senso di tempo circolare, in cui passato e presente si fondono. La memoria individuale e collettiva è un tema centrale, spesso legata a figure familiari, luoghi dell'infanzia e tradizioni contadine che rischiano di scomparire.
  • La condizione umana: Piersanti esplora le fragilità, le inquietudini e le domande esistenziali dell'uomo contemporaneo. Le sue poesie sono spesso pervase da una malinconia sottile, ma anche da una profonda capacità di osservazione e di introspezione. In particolare le fragilità sono contestualizzate dalle problematiche dalla patologia dell’autismo di cui il figlio Jacopo soffre da sempre.
  • La ricerca di senso: attraverso la poesia, Piersanti cerca un significato profondo nell'esistenza, interrogandosi sul rapporto tra l'uomo e il sacro, tra la vita e la morte. La sua è una ricerca spirituale che si manifesta anche attraverso l'attenzione ai dettagli e alla bellezza delle piccole cose.
  • Il linguaggio e la parola: il poeta ha una grande cura per il linguaggio, spesso utilizzando un lessico ricercato, ma al tempo stesso essenziale. La parola diventa lo strumento per dare voce a ciò che è ineffabile, per evocare immagini e sensazioni.

In sintesi, Umberto Piersanti, con la sua poesia, ci invita a riscoprire il valore del paesaggio, della memoria e della nostra autentica condizione umana, in un dialogo costante tra passato e presente, tra il particolare e l'universale. In sintesi, Umberto Piersanti - con la sua poesia - ci invita a riscoprire il valore del paesaggio, della memoria e della nostra autentica condizione umana, in un dialogo costante tra passato e presente, tra il particolare e l'universale.

Un Thè con la Poesia” - oggi 18 marzo alle 17:30 - nelle storiche sale del Grand Hotel Majestic, per promuovere
LOTO ODV, Associazione no profit,
grazie all’Associazione Culturale EstroVersi, con protagonista il poeta
Umberto Piersanti, accompagnato dagli allievi della scuola di musica CEMI di Bologna,
grazie all’eccellenza dei pregiati thè Dammann Frères e dell'alta pasticceria, per regalare alle
pazienti oncologiche l’ascolto della poesia con istanti di serenità e di immersione totale, nella bellezza e nell’arte.
PARTECIPATE!

 


È un’associazione no profit che nasce con il preciso intento di colmare un vuoto informativo e di consapevolezza sul carcinoma dell’ovaio, uno tra i tumori femminili a prognosi più severa e che colpisce ogni anno oltre 5.200 donne in Italia e 250.000 donne nel mondo. Per iniziativa di un gruppo di pazienti ed amici, prende avvio nell’estate del 2013 con la certezza di dover attivare un percorso “pionieristico” per affrontare una patologia di cui non sono note le cause e per la quale non sono ancora disponibili strumenti validi per la diagnosi precoce (www.lotonlus.org).


È una delle più importanti case produttrici di tè francese a livello internazionale e tra le poche ultime a gestire tutte le fasi di lavorazione. L’azienda rappresenta anche la passione e la storia di una famiglia con la volontà di conservare le tradizioni artigianali trasmesse di generazione in generazione. La prima azienda a realizzare tè con aromatizzazioni naturali. Nel laboratorio, che ha sede a Dreux, in Francia, vengono accolti i tè provenienti dai migliori giardini di Ceylon, India, Cina, Corea, Vietnam e Giappone, oltre che da Africa e Brasile. Distribuita in tutto il mondo, le sue esclusive miscele di tè, di singole origini e aromatizzati, sono riconosciute tra le più pregiate. Italia Domori S.p.A. è Distributore Ufficiale del brand.


Il Grand Hotel Majestic "già Baglioni", unico prestigioso hotel 5 stelle lusso di Bologna, parte di The Leading Hotels of The World dal 1990 e simbolo dell'ospitalità italiana dal 1912, trova dimora in uno storico e prestigioso palazzo risalente al XVIII secolo. L'hotel vanta camere e suite tra le più lussuose della città grazie ai suoi dipinti originali del XVIII secolo, marmi finemente levigati e mosaici, oltre ai meravigliosi drappeggi e tessuti. Un servizio impeccabile e tecnologia di ultima generazione si allineano al senso aristocratico che l'hotel emana. Il Ristorante "I Carracci" prende vita in un magnifico salone del XV secolo annesso all'hotel solo agli inizi del '900. Il prestigio degli affreschi originali della scuola dei Fratelli Carracci, sposa una cucina raffinata legata all'enogastronomia del territorio rendendo questa location una delle più eleganti e originali di Bologna.

 


Tel. + 39 348.8705939
fpagliarone@gmail.com
ww.federicapagliaronepress.it

 


"DiVinNosiola" dà il via alla rassegna "Vini di Montagna"

 

 

Dal 27 marzo al 10 aprile p.v., in Valle dei Laghi e a Trento, va in scena la sedicesima edizione dell’evento dedicato al Vino Nosiola e al Vino Santo. Con DiVinNosiola si apre la nuova rassegna Vini di Montagna: 4 appuntamenti per raccontare i vini del Trentino dal silenzio delle “arèle” (i graticci tradizionali in legno usati per l’appassimento delle uve Nosiola destinate alla produzione del Vino Santo Trentino DOC - il nome deriva dal dialetto locale e rappresenta il luogo dove l’uva riposa per 5-6 mesi, fino alla Settimana Santa, sviluppando muffa nobile) carezzate dall’Ora che soffia dal lago di Garda (dalle 12:00 circa fino al tramonto) al tramestio della spremitura.

DiVinNosiola non è un semplice evento dedicato alla Nosiola e al Vino Santo, uno dei pochi vini al mondo ad essere stato riconosciuto come presidio Slow Food, è anche un rito, che ogni primavera celebra il principale vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino. Questa sedicesima edizione, in Valle dei Laghi e a Trento dal 27 marzo al 10 aprile 2026, presenta un’importante novità: sarà il primo evento della rassegna Vini di Montagna. Quattro appuntamenti, da marzo a ottobre, per raccontare e degustare i vini del Trentino: DiVinNosiola, Mostra del Teroldego Rotaliano (22-24 maggio) Rassegna del Müller Thurgau (3-5 luglio) La vigna eccellente (1-4 ottobre).

Nel 2026 DiVinNosiola incontra la Romagna

Quest’anno DiVinNosiola si amplia e ospita i produttori di un altro vino autoctono nazionale: l’Albana di Romagna. Due gli appuntamenti da segnare in calendario: venerdì 27 marzo, masterclass “Dal Trentino alla Romagna” alla Cantina Pravis di Lasino dalle 17.00 alle 19.30 (costo 30 euro, iscrizione obbligatoria) e, sempre venerdì 27 marzo, “Sapori&Saperi, una cena dal sapore autoctono”, con abbinamenti tra Romagna e Valle dei Laghi. Ore 20.00, presso la Cantina f.lli Pisoni a Pergolese (60 euro, iscrizione obbligatoria).

Anche per l’edizione 2026 torna il “Nosiola Express - Il trenino del Vino Santo”. La partenza è lunedì 6 aprile alle 9.30 dal parcheggio in località Sarche per un percorso in 4 tappe lungo le cantine del Trentino, per degustare la Nosiola e il Vino Santo, accompagnati da piatti della tradizione trentina. Il rientro è previsto per le 18.30 (60 euro, prenotazione obbligatoria).

Per chi ama camminare ci sono le escursioni tra i vigneti: “IN CAMMINO TRA I COLTIVI DI NOSIOLA E GLI OLIVI SECOLARI”, domenica 29 marzo con partenza alle 9.00 dalla Cantina Gino Pedrotti a Cavedine al Lago (15euro, prenotazione obbligatoria); “Lungo il sentiero della Nosiola”, sabato 4 aprile con partenza alle 14.00 dalla Casa Caveau del Vino Santo a Padergnone (gratuito);

 Sabato 28 marzo la Cantina f.lli Pisoni ospita tre appuntamenti: dalle 10.00 alle 10.30 la tavola rotonda “I vini autoctoni motore di sviluppo dell’enoturismo” (ingresso libero); dalle 12.30 alle 14.30 “Gourmet experience”, showcooking con lo chef Giada Miori, titolare del Ristorante La Casina di Drena (30 euro, prenotazione obbligatoria); dalle 14.30 alle 19.00 “Di vino e di sapori, degustazione alla Nosiola” (15 euro, prenotazione consigliata).  Domenica 29 marzo è il giorno dedicato al Rito della Spremitura, guidato dalla Confraternita della Vite e del Vino di Trento che nominerà tre nuovi confratelli con la partecipazione del giornalista e scrittore Walter Nicoletti (Cantina Gino Pedrotti a Cavedine al Lago, ingresso libero).

Due gli appuntamenti al Palazzo Roccabruna di Trento: la masterclass “Dalla Nosiola al Vino Santo”, mercoledì 1° aprile alle 18.00 (25 euro, prenotazione obbligatoria) e “Il Trentino è servito”, esperienza riservata agli operatori del settore enogastronomico, lunedì 23 marzo, dalle 15.00 alle 18.00.

Si chiude venerdì 10 aprile alla Cantina Francesco Poli, ore 19.30, con “Una relazione pericolosa”, cena-degustazione con abbinamenti insoliti e originali. (60 euro, prenotazione obbligatoria)

Programma completo, info e prenotazioni:
Associazione Vignaioli del Vino Santo Trentino (tel. 3493365446) e APT Garda Trentino

Il primo appuntamento di Vini di Montagna

DiVinNosiola è il primo degli appuntamenti di Vini di Montagna, la rassegna dedicata ai vitigni identitari trentini: Nosiola, Teroldego Rotaliano, Müller Thurgau e Marzemino. Quattro eventi in luoghi diversi, testimoni della varietà del paesaggio trentino, di cui i vigneti costituiscono una parte essenziale. Dai campi pianeggianti sul Lago di Garda ai muretti a secco, testimoni dell’agricoltura eroica della Valle di Cembra. Si comincia con DiVinNosiola e poi, dal 22 al 24 maggio, la Piana Rotaliana Königsberg ospita la “Mostra del Teroldego Rotaliano”. In estate in Valle di Cembra torna la “Rassegna del Müller Thurgau” (3-5 luglio), mentre l’autunno è dedicato al Marzemino con “La vigna eccellente”, a Isera dall’1 al 4 ottobre.

Il rito del Vino Santo Trentino

DiVinNosiola nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale della Valle dei Laghi, profondamente legato alla produzione del Vino Nosiola e del Vino Santo Trentino. Si tratta di due diverse espressioni di vinificazione della Nosiola, l’unico vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino. La produzione del Vino Santo Trentino segue un rituale antico e rigoroso, le cui origini risalgono al XVI secolo e che oggi continua a essere custodito dall’Associazione Vignaioli del Vino Santo. I migliori grappoli di Nosiola, raccolti nel mese di ottobre, vengono posti ad appassire su graticci chiamati arèle, collocati in soffitte arieggiate e riparate. Il lungo processo di appassimento naturale è favorito dalla ventilazione costante garantita dall’Ora, il vento che soffia dal Garda. La fase della Spremitura si svolge tradizionalmente durante la Settimana Santa della primavera successiva alla vendemmia. Segue quindi un periodo di lenta maturazione in botte che può superare i dieci anni. Un processo lento per un vino nobile da bouquet complesso, frutto dell’incontro tra il sapere dei vignaioli e la ricchezza degli elementi naturali. Uno dei pochi vini al mondo ad essere stato riconosciuto come presidio Slow Food.


www.visittrentino.info

 


Pasqua con l’Africa: Cuamm e Loison insieme con una colomba solidale

Anche a Pasqua si può essere solidali e fare un gesto concreto che arriva lontano dando sostegno all’intervento del Cuamm per la salute dei più poveri in Africa.

Anche a Pasqua si può essere solidali e fare un gesto concreto che arriva lontano dando sostegno all’intervento del Cuamm per la salute dei più poveri in Africa.

Si può ascegliere la solidarietà anche a Pasqua. Medici con l’Africa Cuamm propone, disponibile fin da ora, la linea “Pasqua con l’Africa” per dare un aiuto concreto e un sostegno ai progetti e all’intervento per la salute degli ultimi, in Africa.

Le colombe classiche artigianali con canditi e glassa alle mandorle, da 750 grammi, sono il frutto di una lavorazione attenta, di ingredienti selezionati e di oltre 80 anni di passione per l’arte dolciaria italiana.

Confezionate in colorate scatole, che ricordano la texture dei tessuti africani, porteranno sulle tavole dolcezza e qualità.

Si rinnova così la collaborazione Cuamm – Loison Pasticceri dal 1938, non solo a Pasqua ma anche in occasione del Natale, con i panettoni e i pandori, che in altri momenti, come l’Annual meeting.

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«In Loison crediamo che la qualità non sia completa se non si traduce anche in responsabilità – spiegano Edoardo e Dario Loison -. Da anni abbracciamo i valori di Medici con l’Africa Cuamm – rispetto, cura e dignità della persona – con un impegno che va oltre i confini del nostro territorio, perché per noi la disponibilità è un fatto concreto. Per questo la charity in Loison Pasticceri si pratica senza bisogno di proclami: si riconosce nelle scelte e nelle collaborazioni che portano aiuto reale dove serve.»

A completare le proposte, i biglietti, sia cartacei che digitali, per degli auguri di Pasqua originali.

Un sincero ringraziamento a chi ha già aderito e a quanti sceglieranno di sostenere questa iniziativa benefica, partecipando con un contributo concreto: è possibile trovare i prodotti della Pasqua solidale su regalisolidali.cuamm.org e presso l’Info point del Cuamm in via San Francesco, 101 Padova.

Si può scegliere la solidarietà anche a Pasqua. Medici con l’Africa Cuamm propone, disponibile fin da ora, la linea “Pasqua con l’Africa” per dare un aiuto concreto e un sostegno ai progetti e all’intervento per la salute degli ultimi, in Africa.

Le colombe classiche artigianali con canditi e glassa alle mandorle, da 750 gr, sono un prodotto di Loison Pasticceri dal 1938 e sono il frutto di una lavorazione attenta, di ingredienti selezionati e di oltre 80 anni di passione per l’arte dolciaria italiana. Confezionate in colorate scatole, che ricordano la texture dei tessuti africani, porteranno sulle nostre tavole dolcezza e qualità. Si rinnova così la collaborazione con Loison Pasticceri, laboratorio di Costabissara, in provincia di Vicenza che da diversi anni sostiene il Cuamm sia in occasione del Natale, con i panettoni e i pandori, che in altri momenti, come l’Annual meeting.

Non mancano le uova di Pasqua, al cioccolato fondente e al latte, prodotte da Icam Cioccolato, storica realtà di Lecco e confezionate nelle coloratissime stoffe africane, che rimangono come ricordo e possono essere utilizzate come tovagliette.

A completare le proposte, i biglietti, sia cartacei che digitali, per degli auguri di Pasqua originali

«Il nostro grazie, come Cuamm, va ai tanti compagni di viaggio che ci aiutano ad avvicinare l’Italia all’Africa e a quanti ci sostengono scegliendo la solidarietà e il bene, anche degli ultimi – spiega Tommaso Giacomin, referente delle proposte solidali del Cuamm –. In occasione della Pasqua, ci affiancano due realtà italiane di lunga storia e tradizione: Loison Pasticceri, con cui già collaboriamo da alcuni anni e Icam Cioccolato. Sono due aziende radicate nel nostro paese, garanzia di qualità per i loro prodotti, ma che sanno guardare lontano e sono attente alla solidarietà e al rispetto dell’altro».

«In Loison crediamo che la qualità non sia completa se non si traduce anche in responsabilità – spiegano Edoardo e Dario Loison -. Da anni abbracciamo i valori di Medici con l’Africa Cuamm – rispetto, cura e dignità della persona – con un impegno che va oltre i confini del nostro territorio, perché per noi la disponibilità è un fatto concreto. Per questo la charity in Loison Pasticceri si pratica senza bisogno di proclami: si riconosce nelle scelte e nelle collaborazioni che portano aiuto reale dove serve».

È possibile trovare i prodotti della Pasqua solidale su www.regalisolidali.cuamm.org  presso l’Info point del Cuamm in via San Francesco, 101.

 


DOLCIARIA A. LOISON SRL
SS. Pasubio, 6
36030 Costabissara (VI) – Italy
Tel: +39 0444 557844
Fax: +39 0444 557869
WWW. LOISON.COM

 


Medici con l'Africa Cuamm
Via S. Francesco, 126 Padova
tel. +39 049 8751279
fax +39 049 8754738

Infopoint
via San Francesco n.103 Padova
Aperto dal lunedì al venerdì:
9.30-12.30 / 15.00-18.00
Sabato: 9.30-12.30


Isola d’Elba: Pasqua e giornate di primavera tra trekking, e-bike e cielo stellato

Dal promontorio dell’Enfola alle passeggiate al pascolo a Santa Lucia, passando per sentieri panoramici e trekking al buio sulla Grande Traversata Elbana: ecco le esperienze da vivere sull’isola tra natura, storia e tradizioni.

Con l’arrivo della primavera, l’Isola d’Elba torna a mostrarsi in tutta la sua varietà di paesaggi, tra macchia mediterranea in fiore, panorami sul mare e sentieri che attraversano boschi e colline. Il periodo pasquale e le giornate primaverili sono l’occasione ideale per scoprire l’isola a ritmo lento, partecipando alle escursioni organizzate dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano e da guide locali. Dal trekking panoramico sul promontorio dell’Enfola alle escursioni in e-bike tra pinete e boschi di Porto Azzurro, fino alle passeggiate tra pascoli, visite culturali e osservazioni del cielo stellato lungo la Grande Traversata Elbana: un calendario di attività pensato per chi desidera vivere l’isola all’aria aperta, tra natura, storia e tradizioni locali.

Escursione in e-bike tra boschi e colline di Porto Azzurro Sabato 4 aprile si parte alla scoperta del territorio di Porto Azzurro con un’escursione guidata in e-bike tra campagne, pinete e boschi di leccio che circondano il paese. Il percorso attraversa paesaggi ricchi di contrasti cromatici, dove il rosso delle radiolariti e il turchese delle rocce ofiolitiche si alternano alla vegetazione mediterranea. Durante il tragitto si susseguono scorci panoramici e tratti immersi nella natura, fino alla conclusione dell’esperienza con una degustazione di prodotti enogastronomici tipici.

Info e prenotazioni:
https://service.parcoarcipelagotoscano.info/Public/Web/servizi/prenotazione/176/true

Trekking di Pasqua sul promontorio dell’Enfola

Domenica 5 aprile il promontorio dell’Enfola diventa protagonista di una passeggiata panoramica tra natura e storia. Il percorso circolare intorno a Capo Enfola offre viste spettacolari sulla costa settentrionale dell’isola e sulle scogliere a picco sul mare, oltre a importanti testimonianze legate alla Seconda Guerra Mondiale. L’escursione permette di scoprire uno dei luoghi più suggestivi dell’Elba, caratterizzato da un grande valore paesaggistico e naturalistico.

Info e prenotazioni:
https://service.parcoarcipelagotoscano.info/Public/Web/servizi/prenotazione/177/true

Pasquetta alla Fortezza del Volterraio

Lunedì 6 aprile, in occasione della Pasquetta, sarà possibile visitare la suggestiva Fortezza del Volterraio, uno dei simboli storici dell’isola. Dalle ore 10 alle ore 13 il monumento sarà aperto al pubblico con la presenza di una Guida Parco che accompagnerà i visitatori alla scoperta della sua storia e della sua posizione strategica, dominante sul golfo di Portoferraio. Non è richiesta prenotazione.

Info e prenotazioni:
https://www.parks.it/parco.nazionale.arcip.toscano/man_dettaglio.php?id=135915

 

La Via dell’Essenza: trekking sulla Via dei Cisti

Sabato 11 aprile si cammina lungo uno dei percorsi della Via dell’Essenza. Il trekking parte da Fetovaia e si sviluppa tra ginestre, mirti e macchia mediterranea, con panorami spettacolari sul golfo e sulla spiaggia di sabbia chiara. Il percorso prosegue fino alla zona della Sughera, un’area pianeggiante caratterizzata dalla presenza dei cisti, per poi scendere verso il borgo di Seccheto, piccolo paese della Costa del Sole, famoso per la sua storia legata all’estrazione del granito. La partecipazione è gratuita su prenotazione.

Info e prenotazioni:
https://service.parcoarcipelagotoscano.info/Public/Web/servizi/prenotazione/178/true

Trekking al pascolo tra natura e tradizioni rurali

Domenica 12 aprile a Portoferraio è in programma una passeggiata tra natura e attività agricole locali. L’escursione si svolge nell’area collinare di Santa Lucia e permette di camminare insieme a un gregge di pecore per scoprire da vicino la vegetazione della macchia mediterranea. I partecipanti potranno conoscere la vita degli animali e come si sviluppa la produzione a km0 di un’azienda agricola. L’esperienza si conclude con uno spuntino a base di prodotti tipici.

Info e prenotazioni:
https://service.parcoarcipelagotoscano.info/Public/Web/servizi/prenotazione/179/true

Trekking notturno sulla Grande Traversata Elbana

Sabato 18 aprile, in occasione dell’International Dark Sky Week, un’escursione serale conduce i partecipanti lungo un tratto della Grande Traversata Elbana, il celebre itinerario escursionistico che attraversa tutta la dorsale dell’isola. Partendo dalla località Le Panche, il percorso si snoda fino al Monte Capannello per vivere un’esperienza immersiva nel silenzio della notte. Una volta in vetta, grazie a un piccolo telescopio messo a disposizione dagli Astrofili Elbani, i partecipanti potranno osservare il cielo stellato e riscoprire il legame ancestrale tra uomo e volta celeste. Il ritrovo è alle ore 21:00 al parcheggio de Le Panche. L’attività dura due ore, è adatta a tutti e richiede prenotazione.

Info e prenotazioni:
https://service.parcoarcipelagotoscano.info/Public/Web/servizi/prenotazione/180/true

Porto Aperto: la Villa Romana delle Grotte e la rada di Portoferraio

Sabato 25 aprile, nell’ambito della XVIII edizione del progetto Porto Aperto e delle iniziative Italian Port Days, è in programma una visita guidata alla Villa Romana delle Grotte, complesso archeologico che domina la rada di Portoferraio e il tratto di mare tra Piombino e l’Elba. L’escursione, organizzata in collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale e la Fondazione Villa Romana delle Grotte, permette di osservare il porto da una prospettiva privilegiata e comprenderne il ruolo strategico fin dall’antichità. La visita dura due ore e mezza ed è gratuita su prenotazione.

Info e prenotazioni:
https://service.parcoarcipelagotoscano.info/Public/Web/servizi/prenotazione/181/true

Per informazioni e prenotazioni:
Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano
Tel. 0565 908231
www.service.parcoarcipelagotoscano.info
www.islepark.it
www.visitelba.info


L’Emilia-Romagna dei “22 Cammini e Vie di Pellegrinaggio” promuove il turismo slow, religioso e sostenibile a “Fa’ la cosa giusta!” di Milano

L’Emilia-Romagna dei 22 Cammini e vie di Pellegrinaggio partecipa alla 22a edizione di Fa’ la cosa giusta!, la fiera italiana dedicata al consumo critico, agli stili di vita consapevoli e al turismo sostenibile (dal 13 al 15 marzo a Fiera Milano Rho, www.falacosagiusta.org/) – Nello stand regionale (Pad 16, Stand F 50) il pubblico potrà scoprire tutti gli eventi e le esperienze in calendario in Emilia-Romagna nel 2026 presentate da circa 40 operatori – Fra i grandi appuntamenti si confermano “I love Cammini”, “Cammini di Notte”, “Monasteri Aperti” quest’anno in un’edizione speciale dedicata a Sant’Antonio, “Emilia-Romagna Natura Cultura Spiritualità”, e la nuova campagna “The Walking Gen” dedicata ai giovani – Sabato 14 marzo doppio appuntamento di presentazione alle 15:00 (alla presenza dell’Assessora Regionale al Turismo Roberta Frisoni) e alle 17:00 – Info: www.camminiemiliaromagna.it e www.monasteriemiliaromagna.it

Il Circuito dei 22 Cammini e Vie del Pellegrinaggio dell’Emilia-Romagna è tra i protagonisti della 22a edizione di “Fa’ la cosa giusta!”, manifestazione italiana dedicata al turismo sostenibile e agli stili di vita consapevoli, in programma dal 13 al 15 marzo a Fiera Milano Rho. (www.falacosagiusta.org/).

Per tutta la durata della fiera, lo stand istituzionale regionale (Padiglione 16, Stand F 50) sarà punto di incontro per il pubblico interessato al turismo slow in Emilia-Romagna. Oltre 40 tra referenti dei Cammini, operatori turistici ed enti di gestione – insieme alle 3 Destinazioni Turistiche Visit Emilia, Territorio Turistico Bologna-Modena e Visit Romagna – illustreranno il calendario 2026 e le proposte del circuito regionale.

Sono già più di 100 gli appuntamenti nel 2026 lungo i Cammini dedicati a camminatori, pellegrini e viaggiatori lenti, proposti in un calendario, sempre in aggiornamento, consultabile on line sui siti turistici regionali www.camminiemiliaromagna.it e www.monasteriemiliaromagna.it.

«Il turismo slow a stretto contatto con la natura rappresenta un asset fondamentale della proposta di vacanza della nostra Regione - sottolinea l’Assessora Regionale a Turismo, Sport e Commercio Roberta Frisoni - e non potevamo certo mancare l’appuntamento con Fa’ la Cosa Giusta. Saremo a Milano per raccontare a tutti gli amanti del camminare gli appuntamenti e le novità che abbiamo in programma quest’anno, in cui ricorre anche un importante anniversario francescano. Attorno ai Cammini abbiamo costruito, con il fondamentale aiuto della Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna, un prodotto turistico tout court, che permette di scoprire, per ogni itinerario prescelto, le innumerevoli emergenze naturali, artistiche e culturali ed enogastronomiche che lo circondano. Non c’è Regione come la nostra che meriti di essere scoperta a piedi, passo dopo passo».

Tra gli eventi principali presentati a Milano, torna “I love Cammini”, in calendario da marzo a novembre 2026: esperienze di trekking tra natura, arte e spiritualità alla scoperta di santuari, pievi millenarie, borghi medievali, calanchi, alberi monumentali e paesaggi panoramici, con uno zaino leggero e uno sguardo attento alla bellezza.

In estate spazio alle proposte di “Cammini di Notte”, da giugno a settembre 2026: escursioni serali tra natura e silenzio, sotto gli ultimi raggi del sole e il cielo stellato.

Tra gli appuntamenti più attesi, l’ edizione di “Monasteri Aperti 2026”, nei primi due weekend di ottobre, quest’anno con un’edizione speciale dedicata a San Francesco. Un’occasione per entrare in monasteri, abbazie, conventi e pievi medievali, incontrare le comunità religiose, assistere a concerti di musica sacra e scoprire specialità gastronomiche preparate nei luoghi di clausura.

Un’ulteriore proposta dedicata alla promozione del turismo lento, esperienziale e sostenibile è “Emilia Romagna: natura, cultura, spiritualità”, con i suoi appuntamenti da marzo a dicembre dedicati a incontri, appuntamenti, feste e ricorrenze anche nei luoghi di fede.

Ultima campagna tematica è “The Walking Gen” che offre esperienze lungo i cammini dedicate ai più giovani.

La campagna e tutte le iniziative inerenti ai Cammini sono frutto del rinnovato Protocollo sul Turismo Religioso firmato dall’Assessorato Regionale al Turismo della Regione Emilia-Romagna e dalla Conferenza Episcopale dell'Emilia-Romagna.

Il turismo religioso e la valorizzazione dei luoghi di fede lungo i Cammini saranno tra i temi centrali della presenza regionale a questa edizione di “Fa’ la cosa giusta!”, insieme al racconto delle figure di santità che caratterizzano il circuito regionale.

Due gli appuntamenti in programma durante il salone milanese, dedicati alla promozione delle vacanze slow in Emilia-Romagna.

Il primo, sabato 14 marzo alle 15:00 in Piazza Grandi Cammini, “I Cammini e le Vie di Pellegrinaggio dell’Emilia-Romagna: 22 esperienze da vivere nel 2026”, alla presenza dell’Assessora Regionale a Turismo, Sport e Commercio Roberta Frisoni. Promosse le esperienze lungo i 22 Cammini del circuito regionale, le 5 Campagne promozionali e le relative proposte (Festival (www.falacosagiusta.org/programma-culturale/i-cammini-e-le-vie-di-pellegrinaggio-dellemilia-romagna-22-esperienze-da-vivere-nel-2026/).

Alle 17:00 si terrà in piazza Turismo Lento il secondo appuntamento dal titolo “Cammina in Emilia-Romagna! 22 percorsi da vivere e scoprire.”, con focus sulle esperienze proposte nelle campagne 2026 da parte degli enti di gestione e gli operatori del circuito regionale dei Cammini. (www.falacosagiusta.org/programma-culturale/cammina-in-emilia-romagna-22-percorsi-da-vivere-e-scoprire/).

 

Il calendario degli appuntamenti è su:
 www.camminiemiliaromagna.it
 www.monasteriemiliaromagna.it


Terme Euganee: primavera di salute tra natura, acqua, fanghi termali e medicina integrata ad Abano

La primavera è il momento ideale per prendersi cura di sé. Con il risveglio della natura e le temperature più miti, il corpo ritrova energia e vitalità: è proprio in questo periodo che le cure termali esprimono al meglio il loro potenziale terapeutico e rigenerante. Le Terme Euganee, tra Abano Terme e Montegrotto, in provincia di Padova, sono uno dei luoghi più rinomati d’Europa dove vivere un’esperienza di salute, relax e prevenzione.

Terme Euganee, rituali naturali di salute

Immersa nel verde del Parco dei Colli Euganei, questa che è la principale area termale europea è circondata da vigneti, boschi e borghi storici di grande fascino come Arquà Petrarca, Monselice ed Este e si trova a breve distanza da alcune delle più belle città d’arte del Veneto, da Padova a Venezia. Un territorio che unisce natura, cultura e tradizione enogastronomica, rendendo il soggiorno termale un’esperienza rigenerante per mente e corpo.
Le Terme Euganee vantano una tradizione millenaria: già in epoca romana si conoscevano le proprietà terapeutiche delle loro acque. Il segreto di questo patrimonio naturale sta nel lungo viaggio sotterraneo dell’acqua: piogge cadute sulle Prealpi penetrano nel sottosuolo e, dopo un percorso che dura quasi 30 anni e raggiunge profondità di circa 3.000 metri, si arricchiscono di sali minerali e riaffiorano nella zona euganea a una temperatura di circa 87 gradi. Queste acque salso-bromo-iodiche ipertermali sono utilizzate per la maturazione del fango terapeutico, per inalazioni, bagni termali e piscine. Le loro proprietà antinfiammatorie, antalgiche e rigenerative sono scientificamente certificate e risultano particolarmente efficaci nella prevenzione e nel trattamento delle patologie osteo-articolari, oltre a favorire il rafforzamento delle difese immunitarie, prevenendo molte patologie osteo articolari connesse con l’invecchiamento e lo stile di vita.

Ermitage Medical Hotel, alla salute si pensa in vacanza

Tra le strutture più innovative dell’area spicca l’Ermitage Medical Hotel di Abano Terme, primo albergo medicale italiano, storico ed elegante resort che integra tradizione termale e medicina specialistica e collabora con l’Università di Padova per attività di ricerca scientifica nel campo del termalismo. Qui la vacanza benessere si trasforma in un vero e proprio percorso di salute personalizzato, grazie alla presenza di un’équipe multidisciplinare e di servizi medici interni perfettamente integrati con l’ospitalità alberghiera. Il complesso dispone di tre sorgenti termali che erogano più di 10.000 litri d’acqua al minuto a oltre 80 gradi e si estende su 25.000 metri quadrati tra hotel e parco, con oltre 1.000 metri quadrati di piscine termali naturalmente calde, dotate di circuiti relax e giochi d’acqua.

Il potere salutare e naturale dei fanghi

Il cuore dell’offerta terapeutica è rappresentato dalla fango-balneoterapia, uno dei trattamenti simbolo delle Terme Euganee. Integralmente naturale, l’argilla utilizzata proviene da un laghetto situato nei pressi di Arquà Petrarca e viene fatta maturare nelle acque termali per almeno 60 giorni, processo che le conferisce proprietà terapeutiche uniche. Il fango bio-termale è indicato per alleviare dolori articolari, contrastare i processi degenerativi legati all’invecchiamento e favorire un effetto detossinante e metabolico con effetti detossinanti ed antiedemigeni utilizzati nei programmi di salute preventiva e fitness di Ermitage. Le cure termali sono integrate con programmi di riabilitazione, fitness e nutrizione, sempre sotto supervisione medica. In piscina si svolgono attività di idro-chinesi terapia e percorsi riabilitativi dedicati al recupero della mobilità e al riequilibrio posturale, mentre tecnologie di medicina fisica e strumentale completano l’offerta terapeutica

NOVITA’ 2026: ad ognuno la sua vacanza salute

Grazie alla completa integrazione tra terme e medicina specialistica e all’approccio terapeutico multidisciplinare, all’ Ermitage Medical Hotel è possibile seguire percorsi totalmente personalizzati in cui ciascuno può trovare risposta alle proprie specifiche esigenze secondo criteri di evidenza scientifica scegliendo durata del soggiorno, intensità terapeutica e area di intervento.

Healing Weeks: Programmi settimanali che includono cura e soggiorno

L’ Area delle Terme Classiche sfrutta le naturali proprietà terapeutiche di acque fanghi e vapori termali nel trattamento di infiammazioni e dolori osteo articolari connessi con i normali processi di invecchiamento. L’obiettivo è preservare, ovvero ridurre dolore e infiammazioni per favorire in modo naturale longevità benessere e qualità di vita. Tra i programmi più richiesti il 7 giorni Termale Dolce, che include la pensione completa, la consulenza medica e un ciclo di fango balneo terapia anche in convenzione con il SSN.

L’area del benessere unisce al rilassamento e alla tranquillità dell’ambiente termale le proprietà nutritive e rigeneranti della nuova linea cosmetica Thermes d’Ermitage integralmente naturale e realizzata con l’utilizzo esclusivo di olio di vitamina E, acqua termale e piante officinali. L’obiettivo è migliorare. Il programma più richiesto è il 7 giorni Skin Care Boost, che include la pensione completa ed un ciclo di trattamenti viso corpo dedicati alla salute e al benessere della pelle.

L’area della prevenzione è dedicata a ridurre l’insorgenza di patologie cardio vascolari migliorando in modo efficace l’equilibrio metabolico e la performance cardio polmonare. In questo caso la fango-balneo terapia termale è integrata con le competenze della medicina fisica ad indirizzo preventivo. I programmi includono percorsi alimentari e cardio fitness personalizzati, check up metabolico ad inizio e fine soggiorno, con valutazioni cardiologiche e nutrizionali. L’obiettivo è prevenire! La proposta più intensiva è il Programma Weight Management: studiato secondo criteri di evidenza scientifica, il percorso è in grado di favorire una efficace riduzione del sovrappeso già dalla prima settimana e di determinare un cambiamento duraturo sia dell’equilibrio metabolico che dello stile di vita, tale da consentire un mantenimento dei risultati anche dopo il rientro a casa.

L’area della riabilitazione è dedicata al recupero fisico e funzionale in seguito a traumi o interventi chirurgici o in presenza di patologie croniche e dell’invecchiamento che riducono la capacità motoria. Tutti i benefici dell’acqua termale con la sicurezza di un’assistenza ortopedica, fisiatrica, neurologica e riabilitativa altamente qualificate. L’obiettivo è recuperare. Il Programma Fisio a media intensità include, oltre alla pensione completa e alla consulenza specialistica, 2 sedute al giorno di riabilitazione individuale ed assistita migliorando in modo efficace l’autonomia e favorendo un rapido ritorno alla vita attiva.

Pillole di Salute: Programmi di cura e soggiorno breve

Dalla stagione 2026 per venite incontro alle esigenze di chi ha poco tempo, ma non vuole rinunciare a salute e vita attiva, sono disponibili anche percorsi di cura intensivi con soggiorno breve. Denominati Pillole di salute, i programmi sono dedicati non solo al relax ma anche al check up cardiologico o fisiatrico. Per ciascuna area di intervento (terme, benessere, prevenzione e riabilitazione) è disponibile un programma completo secondo i bisogni di ciascun ospite.

Per conoscere tutti i programmi dell’Ermitage (partner istituzionale delle migliori assicurazioni salute europee con le quali opera in regime di convenzione diretta) consultare www.ermitageterme.it.

Il Parco naturale dei Colli Euganei, Riserva della Biosfera UNESCO

I benefici delle cure termali si amplificano grazie alle numerose attività all’aria aperta che si possono fare nel Parco Regionale dei Colli Euganei, Riserva della Biosfera UNESCO, un territorio ideale per chi ama passeggiate, trekking, corsa, ciclismo e mountain bike. L’hotel mette a disposizione biciclette ed e-bike per esplorare la zona, mentre per chi preferisce itinerari più tranquilli esiste un anello ciclabile di 64 chilometri che attraversa alcune delle principali attrazioni culturali del territorio. Lungo il percorso si incontrano luoghi di grande fascino come il Giardino monumentale di Valsanzibio, la Villa dei Vescovi a Luvigliano, il maestoso Castello del Catajo, la Rocca di Monselice, l’abbazia benedettina di Praglia e la casa di Francesco Petrarca nel borgo medievale di Arquà Petrarca. E così tra acque millenarie, movimento e innovazione medica, il concetto di vacanza si trasforma in un vero percorso di salute e benessere.

Cura, prevenzione e vacanza convivono armoniosamente all’Ermitage Medical Hotel. Gestito da quattro generazioni con professionalità e passione dalla famiglia Maggia, che vi ha trasmesso il proprio amore per l'ospitalità, è uno degli alberghi storici dell'area termale euganea (la più importante d'Europa). Situato nel Parco naturale regionale dei Colli Euganei, fra Abano Terme e Teolo in provincia di Padova, offre ai propri ospiti benessere e relax attraverso un'ampia gamma di cure termali, trattamenti di remise en forme e servizi innovativi completamente accessibili. Proposte arricchite dai risultati di una costante ricerca scientifica effettuata in collaborazione con importanti istituti italiani sotto la guida di studiosi di fama internazionale, come il prof. Fulvio Ursini (Ordinario di Biochimica e Scienza dell’alimentazione all’Università di Padova), prof. Stefano Masiero (fisiatra, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova), il prof. Angelo Antonini (neurologo, Università degli studi di Padova), il prof Domenico Corrado (specialista in Cardiologia Sportiva dell’Università di Padova), la dott. Denisa Giardini (specialista per linfedema AIDMOV Losanna). Dal 2010 Ermitage è Medical Hotel con un centro medico-specialistico di Riabilitazione e Medicina Fisica: un prodotto termale innovativo, in cui riabilitazione e prevenzione si coniugano alla vacanza. L'hotel ha fatto dell’accessibilità senza limiti la sua bandiera, adeguando accoglienza, servizi, assistenza e proposte relax alle esigenze di disabili e Over 65: dal 2017 è stato premiato ogni anno come miglior albergo italiano nell’accoglienza degli ospiti con deficit o disabilità motorie e in quella riservata ai Senior ai “Village For All Awards”, gli “Oscar dell’accessibilità”. In collaborazione con l’Hospice Pediatrico di Padova, la famiglia Maggia ha creato il progetto Il Sogno di Eleonora (www.ilsognodieleonora.it), dedicato a bambini e ragazzi affetti da gravi patologie invalidanti, che vengono ospitati con la famiglia in una suite appositamente attrezzata, al fine di garantire un periodo di serena vacanza con programmi riabilitativi intensivi e mirati sotto controllo di specialisti, a titolo completamente gratuito.



Per informazioni: Ermitage Medical Hotel
Via Monteortone, 50 - Abano Terme (PD)
Tel +39 049 8668111 www.ermitageterme.it


Carinzia, tra Alpi e Mediterraneo: il sud dell’Austria sorprende davvero!

Situata nel sud dell’Austria, al confine con Italia e Slovenia, la Carinzia è la regione più meridionale dell’Austria, che vanta il maggior numero di ore di sole. Un territorio dove l’anima alpina incontra l’influenza mediterranea, creando un mix unico di paesaggi, tradizioni e stili di vita. In primavera e in estate la Carinzia si trasforma in un paradiso all’aria aperta: oltre 1.200 laghi, montagne maestose, parchi naturali, città eleganti e borghi ricchi di storia fanno di questa destinazione una meta ideale per famiglie, sportivi e viaggiatori in cerca di autenticità. Il capoluogo, Klagenfurt amWörthersee, affacciato sul celebre lago Wörthersee, rappresenta il punto di partenza perfetto per esplorare la regione. La Carinzia è una destinazione che unisce energia e serenità, attività, relax, natura e cultura. Un territorio da vivere lentamente, seguendo il ritmo dell’acqua e delle montagne, dove ogni giornata si trasforma in un’esperienza memorabile.

©Gert Perauer – Natura protagonista: laghi, montagne e parchi.                                                                                                                                                                                                                             

I laghi più caldi delle AlpiLa Carinzia è famosa per i suoi laghi balneabili, tra i più caldi dell’arco alpino, con temperature estive che raggiungono anche i 28°C. Il simbolo della regione è il Wörthersee, noto per le sue acque turchesi e l’atmosfera mondana ed elegante. Località come Velden am Wörthersee e Pörtschach am Wörthersee offrono stabilimenti balneari storici, passeggiate panoramiche e sport acquatici. Il romantico Millstätter See è perfetto per chi cerca tranquillità, escursioni panoramiche e tramonti spettacolari, mentre il Weissensee, immerso in un contesto naturale protetto, è ideale per un turismo slow e sostenibile, tra canoa, SUP e percorsi naturalistici.

©Gert Perauer_Slow Trail_Weissensee

Il Parco Nazionale degli Alti Mauri

Cuore alpino della regione è il Parco Nazionale degli Alti Tauri, la più grande area protetta dell’Europa centrale. Qui si trova il Großglockner, la vetta più alta dell’Austria, spettacolari cascate, ghiacciai e panorami mozzafiato. La celebre Großglockner Hochalpenstraße è una delle strade panoramiche più affascinanti d’Europa: un itinerario che attraversa paesaggi d’alta quota con punti panoramici e centri visitatori dedicati alla fauna alpina.


©Stebentheiner_Fischer_Grossglockner

ATTIVITÀ ALL'ARIA APERTA: sport e benessere

Escursionismo per tutti

La Carinzia offre oltre 10.000 km di sentieri segnalati. Tra i percorsi più noti:

  • Il cammino panoramico dell’Alpe-Adria-Trail, che parte dal ghiacciaio del Grossglockner e scende fino al mare Adriatico
  • Le escursioni attorno al Millstätter See, tra cui la “Via Paradiso”
  • I sentieri naturalistici nei Nockberge
  • Gli Slow Trail, affacciati sui laghi, sono pensati per chi desidera rallentare, respirare e ritrovare armonia nella natura.

In primavera, la fioritura alpina regala scenari suggestivi; in estate, i rifugi di montagna diventano mete perfette per soste gastronomiche.

 


©Gert Perauer_Slow Trail Klopeiner See

Ciclismo e mountain bike

Con una rete ciclabile che supera i 1.300 km, la Carinzia è una destinazione bike-friendly per eccellenza. La pista ciclabile lungo il fiume Drava è adatta anche alle famiglie, mentre i trail alpini attirano gli amanti della mountain bike. Il celebre Flow Country Trail di Bad Kleinkirchheim, con i suoi 15 chilometri, è considerato il più lungo d’Europa nel suo genere e rappresenta una sfida entusiasmante per gli amanti della mountain bike. Percorsi più dolci e panoramici attendono invece le famiglie lungo la Ciclovia Alpe Adria, che collega Salisburgo a Grado attraversando la regione.

Le stazioni di noleggio e le strutture specializzate garantiscono servizi di alto livello per ciclisti di ogni esperienza.


©Gert 
Parere

Sport acquatici e relax

Vela, windsurf, sci nautico, kayak e stand-up paddle animano i laghi e i fiumi carinziani durante la bella stagione. Numerosi stabilimenti offrono piattaforme balneari in legno, zone relax e servizi wellness. Il clima mite e le acque pulitissime rendono la regione ideale per una vacanza attiva, ma rigenerante.

 


©Gert Perauer_Weissensee

Cultura, storia e tradizioni

Klagenfurt e il fascino rinascimentale

Il centro storico di Klagenfurt am Wörthersee conserva eleganti cortili rinascimentali, piazze vivaci e caffè storici. Simbolo della città è il Lindwurm, il drago leggendario che secondo la tradizione protegge Klagenfurt.

Villach e l’anima vivace

La città termale di Villach è nota per le sue terme, l’atmosfera conviviale e gli eventi culturali estivi. La posizione strategica la rende un crocevia tra Austria, Italia e Slovenia.

Castelli e borghi medievali

Tra le fortezze più suggestive spicca il Castello di Hochosterwitz, arroccato su una roccia dolomitica e considerato uno dei castelli medievali meglio conservati d’Europa. Borghi storici, chiese romaniche e tradizioni popolari testimoniano l’identità culturale della regione, influenzata dall’incontro tra mondo germanico, latino e slavo.


©Suedkaernten

Eventi estivi e atmosfera mediterranea

Durante la bella stagione, la Carinzia ospita festival musicali, rassegne teatrali e manifestazioni enogastronomiche. I concerti sul lago, le feste tradizionali e i mercati contadini animano le piazze e i lungolaghi. Festival internazionali come il Carinthischer Sommer (l’Estate Carinziana) e il prestigioso Ingeborg-Bachmann-Preis testimoniano un fermento artistico che spazia dalla musica alla letteratura contemporanea.

 

 

 

 

 


©Tine Steinthaler

A tavola, la Carinzia racconta la sua identità di crocevia. Le valli Gailtal e Lesachtal sono state le prime destinazioni al mondo a fregiarsi del marchio Slow Food Travel, mentre il Benediktinermarkt di Klagenfurt celebra l’incontro tra tradizioni carinziane, slovene e friulane in un trionfo di profumi e sapori. Formaggi d’alpeggio, pane contadino, miele di montagna, pesce di lago e specialità affumicate e a base di erbe di montagna, insieme ai vini carinziani compongono un mosaico gastronomico genuino e sorprendente.

Una destinazione ideale per ogni target

Famiglie: spiagge attrezzate, parchi tematici, sentieri facili. Coppie: hotel romantici sul lago, spa panoramiche, tramonti alpini. Sportivi: trekking, arrampicata, ciclismo, sport acquatici. Amanti della cultura: città storiche, castelli, festival.

Grazie alla vicinanza con il Nord Italia, la Carinzia è facilmente raggiungibile in auto, treno o aereo, rappresentando una meta perfetta anche per weekend lunghi. Scoprire la Carinzia significa lasciarsi avvolgere da un equilibrio raro tra natura e cultura, movimento e relax, autenticità e apertura internazionale. È una destinazione capace di sorprendere chi cerca sport e avventura, ma anche chi desidera lentezza, benessere e bellezza, in un angolo d’Austria dove l’estate ha il calore del Sud e il fascino senza tempo delle Alpi.


Come raggiungere la Carinzia:
In auto da Venezia: 2 ore e mezza di viaggio.
In auto da Bologna: 4 ore di viaggio.
In auto da Milano: 5 ore di viaggio.
In treno da Venezia: 3 ore e 50 min. di viaggio (Villach).
In treno da Bologna: 5 ore e 30 min. di viaggio (Villach).
In treno da Milano: 6 ore e 30 min. di viaggio (Villach).

About Carinzia

La Carinzia è composta da 9 destinazioni turistiche: il lago Wörthersee con la Valle Rosental, Villach-Warmbad/Lago Faaker See/lago Ossiacher See, Hermagor-Nassfeld/Pramollo-Pressegger See/Weissensee/Lesachtal, Bad Kleinkirchheim/lago Millstätter See/monti Nockberge, Hohe Tauern - Parco Nazionale Alti Tauri; Klopeiner See e la Valle Lavanttal - Carinzia del sud, la Carinzia centrale, Katschberg-Rennweg e la valle Liesertal e Klagenfurt, che è la città capoluogo della Regione con 100.000 abitanti.

 


#visitcarinthia #carinzia
www.carinzia.at

 


VisitMalta Italia lancia “Explore The Unexplored”

Un nuovo progetto multimedia per raccontare Malta con uno sguardo più profondo e contemporaneo. Malta, Gozo e Comino si raccontano attraverso una prospettiva più intima.
Nasce Explore The Unexplored, il progetto multimedia ideato e sviluppato da VisitMalta Italia come spin-off strategico della campagna internazionale “Explore More…”, con l’obiettivo di offrire una narrazione più profonda e articolata dell’arcipelago sul mercato italiano.

La conferenza stampa ospitata presso Libreria Spazio 7 ha segnato il lancio di Explore The Unexplored. Il progetto prende forma da un lavoro di brainstorming interno al team Italia di VisitMalta, in stretta sinergia con la sede centrale, e rappresenta un’evoluzione consapevole della comunicazione: uno strumento pensato per avvicinarsi in modo ancora più concreto alle esigenze del target italiano, valorizzando i cambiamenti e l’evoluzione del prodotto turistico maltese, offrendo spunti insoliti per visitare l’arcipelago.

Malta si propone come destinazione multi-target e multi-experience, capace di parlare contemporaneamente a un pubblico multigenerazionale, nuclei familiari, coppie, gruppi di amici, viaggiatori business e repeater.

Explore The Unexplored stabilisce alcuni elementi centrali del prodotto turistico maltese: la fruibilità tutto l’anno di aspetti iconici insieme a realtà meno conosciute e la capacità di offrire esperienze differenti e complementari nello stesso viaggio.

Il cuore del progetto è rappresentato da cinque pilastri narrativi, ciascuno identificato da un colore e da un elemento iconico, che interpretano le diverse anime dell’arcipelago:

Unseen Heritage

Approfondisce il patrimonio storico e culturale da una prospettiva meno convenzionale, mettendo in dialogo memoria collettiva, architetture, comunità locali e storie meno raccontate.

Unexpected Vibes

Esplora l’anima contemporanea e festosa delle isole: eventi, tradizioni popolari, creatività, atmosfere urbane e quel senso di allegria condivisa che caratterizza la vita maltese.

Unforeseen Energy

Valorizza il rapporto con la natura e il benessere, tra paesaggi costieri, trekking urbani, attività outdoor e nuove forme di equilibrio tra corpo e mente.

Undiscovered Flavors

Racconta il legame tra prodotti del passato e nuovi gusti: produzioni locali, aziende vitivinicole, cooking lab, tradizioni contadine e reinterpretazioni contemporanee.

Unbelievable Escapes

Interpreta Malta come luogo di evasione e trasformazione, tra design urbano, piazze rigenerate, lifestyle mediterraneo e servizi che accompagnano l’evoluzione dell’esperienza di viaggio.

Nel corso dell’evento, VisitMalta Italia ha presentato la struttura narrativa, visiva e operativa di Explore The Unexplored. Fulcro dell’iniziativa è un booklet, disponibile anche in formato digitale, articolato in cinque sezioni. Ogni capitolo si apre con i must see e must do e approfondisce poi esperienze meno note, offrendo una lettura emozionale e trasversale del territorio. Le immagini dialogano tra loro, creando un racconto visivo che affianca architetture, paesaggi, comunità, tradizioni ed esperienze contemporanee, ma soprattutto concreti spunti di viaggio.

Explore The Unexplored non è solo un progetto editoriale, ma un vero e proprio strumento operativo per il mercato la cui strategia si sviluppa su tre direttrici:

Consumer: insieme al booklet, si esprime con contenuti digitali, social, podcast, video-podcast e il coinvolgimento di nove microinfluencer che diventeranno Malta Explorers. I social rappresentano la democratizzazione del racconto e la possibilità di interagire con le community di riferimento. Podcast e video-podcast vedranno il team di VisitMalta Italia protagonista di un racconto diretto e attuale dell’arcipelago, offrendo contenuti utili sia al consumatore finale sia agli operatori del settore.

Trade: il progetto, oltre ad offrire strumenti validi di approfondimento e formazione per agenti di viaggio e per i propri clienti, prevede il coinvolgimento del trade con tre fam trip tematici nel 2026 (Unforeseen Energy ad aprile, Unseen Heritage a settembre, Unexpected Vibes a dicembre);

MICE: spunti progettuali per costruire eventi in linea con idee innovative ed un forte legame con il territorio.

A supportare il lato interattivo del progetto, l’ideazione del Creators Award, aperto a tutti i content creator che pubblicheranno su Instagram e TikTok contenuti di viaggio, in linea con il concept creativo, utilizzando l’hashtag #MaltaUnexplored. L’iniziativa accompagnerà tutto il 2026 e si concluderà con una cerimonia finale che annuncerà il vincitore.

 

Come sottolinea Ester Tamasi, Direttore Italia di Malta Tourism Authority – VisitMalta:

Malta non si visita, si attraversa nel tempo, seguendo le stagioni della propria vita, grazie alle emozioni che è in grado di raccontare. L’obiettivo è far percepire in modo sempre più diretto ciò che di insolito e inesplorato si può vivere nella destinazione, invitando a considerarla tutto l’anno come luogo fortemente emotivo, capace di rispecchiare esigenze e desideri diversi, creando aggregazione e nuovi stimoli. Una visione attuale, consapevole e attiva del viaggio.”

Explore The Unexplored è un invito a guardare Malta, Gozo e Comino da una prospettiva più profonda e consapevole. Una chiave di lettura che valorizza l’equilibrio tra memoria e visione, tradizione e innovazione, in un Paese che in appena 316 km² custodisce oltre 8.000 anni di storia e dialoga oggi con il presente attraverso design, creatività e nuove architetture in linea col pensiero del Team VisitMalta ItaliaOgni luogo di Malta e Gozo custodisce più di ciò che mostra: basta fermarsi, cambiare ritmo e lasciarsi guidare dalle sue storie.

Malta continua a registrare risultati solidi sul mercato turistico, con 583.323 visitatori italiani su un totale di 4.022.310 arrivi e un market share del 14,5%. Numeri importanti che rendono necessario attivare nuove leve narrative per raccontare un arcipelago in continua crescita e trasformazione, preservando l’anima delle isole.

 

Per ulteriori informazioni e approfondimenti, visitare i seguenti siti web:
Consumer – ilblogdimalta.com | Approfondimenti, racconti e contenuti dedicati ai viaggiatori.
Trade – destinazione-malta.it | Aggiornamenti e materiali per operatori e agenzie.
MICE – maltameeting.it | Informazioni e risorse per meeting, incentive ed eventi aziendali.

www.visitmalta.com


Il Vermouth rivive momenti di grande successo: non è più una bottiglia dimenticata nel mobile bar

La terza edizione del Salone del Vermouth a Torino si è tenuta l’ultima settimana di febbraio presso il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, per celebrare i 240 anni del famoso liquore aromatizzato. È un prodotto che ha la sua storia, con numerose piccole varianti e i tre giorni di manifestazione sotto alla Mole, gli sono stati dedicati per celebrare tradizione, innovazione, artigianalità e varietà della bevanda che ha radici profonde nella tradizione piemontese e torinese e che oggi vive una nuova rinascita, grazie all’interesse crescente di consumatori e professionisti del settore. Un mercato che si sta aprendo anche ad altre regioni italiane. Questa terza edizione è stata pensata voluta e realizzata per promuovere la cultura del vermouth che è tanto storica quanto moderna e per vivere un’esperienza immersiva che è andata ben oltre la semplice degustazione. Il Salone, che ha visto impegnati 30 espositori e registrato oltre 6mila presenze, è stato concepito come uno spazio di incontro, confronto e crescita, dove produttori, bartender, chef, esperti e appassionati si sono potuti scambiare idee e fare rete. Durante l'evento, proposte degustazioni, masterclass e networking (con una nuova mezza giornata B2B, il 23, dedicata a operatori del settore, buyer e produttori) accompagnate da un ricco “Fuorisalone” diffuso in città fin dalla settimana precedente (16-22 febbraio) con experience diffusi in vari locali della città.


Il Salone si è confermato come l’evento di riferimento per scoprire le nuove interpretazioni artigianali e le grandi firme del vermouth torinese. A tal proposito, è doveroso riferire che tra gli stand è stato avvistato (poi ammirato, degustato e molto ben giudicato) “Il Vermouth del Citto”, il primo vino liquoroso – da una base di Sangiovese, quindi con sentori più intensi del vermouth classico di Torino – e che interpreta la tradizione e l’identità legata al territorio toscano - senese per la precisione - da un progetto di Davide Micheli, Simone Fantoni, Giacomo Lodovici e Ugo Venturini. Nell’occasione sono stati presentati anche il Citto Gin, con ginepro, salvia e rosmarino e “Il mi’ Citto Bitter”, caratterizzato dall’equilibrio tra erbe fresche e spezie, bevanda dal carattere deciso e conviviale.

Al Salone del Vermouth ha partecipato in qualità di inviato di Rai2, Antonio Farnè che ha girovagato con nonchalance (professionale…) tra gli stand, intervistando produttori, bartender e pubblico di “consumatori” gourmet….

Storia, stile, gusto, la rinascita di un grande classico: il vermouth torna protagonista nelle ricette dei cocktail bar e sulle tavole dei grandi appassionati. - parole di Antonio Farnè mentre si aggira incuriosito tra le sale del Salone - .
30ml di vermouth, la parte dolce… e 30ml di bitter, la parte amara… dunque “sweet and bitter” e il “Milano-Torino” è pronto! Anzi: Torino-Milano, qui, per noi…” – dice la graziosa barlady al bancone della sala  – “… e questo è “Sua maestà”: cocktail a base vermouth: un goccio di amaro e tè fermentato con camomilla…” – “Ma si può bere anche da solo – sottolinea un altro barman a Farnè… – e specifica – “…liscio, con un cubetto di ghiaccio e una scorzetta d’arancia, va bevuto a fine pasto, ma anche prima di pranzo!
Il vermouth nasce da un fortunato incontro di vino, alcool e un variegato bouquet di erbe, ma il suo inconfondibile retrogusto amaro deriva da un ingrediente particolare: “Si tratta dell’assenzio – spiega un produttore a Farnè – “L’assenzio gli dà quella nota di amaro che caratterizza veramente il vermouth.

Piemontese DOC nasce a Torino nel 1786 grazie ad Antonio Benedetto Carpano, che lo creò - nella sua bottega vicino a Piazza Castello - da una miscela di vino (circa 75% con alcol, zucchero e erbe)  come “vino medicinale” (aromatizzato e fortificato all’assenzio). Ma una bevanda molto simile era già nota fin dai tempi di Ippocrate e poi, nei secoli successivi, in Germania (a Wermut, da cui trae origine il nome che significa “assenzio maggiore” - da Artemisia absinthium - l’erba botanica principale utilizzata per aromatizzare detto infuso). La cultura del vermouth si consolida in Piemonte (Torino, Asti, Cuneo) grazie alla disponibilità di ottimi vini a base Moscato, per la tradizione delle erbe aromatiche autoctone (artemisia, achillea, cannella, ecc.) e, appunto, per il “siur Carpano”, che ha reso il vermouth vero e proprio, aperitivo raffinato (non più solo una medicina) che presto si afferma come bevanda alla moda, subito apprezzata dal re Vittorio Amedeo III, che lo eleva a drink di corte - apprezzato dunque, sia dalla nobiltà che dal popolo.
Sulla scia di quel notevole successo, grandi marchi come Cinzano, Gancia e Martini & Rossi (fondata nel 1863) industrializzarono e diffusero il prodotto in tutto il mondo, che nato “bianco”, fu diversificato in rosso, dry e rosato. Dopo un calo di vendite e notorietà negli anni ’70 -‘80, ha vissuto una forte riscoperta come ingrediente base di cocktail (iconici come il Martini e il Manhattan) a partire dal 2010, con un ritorno alla valorizzazione delle “ricette artigianali” e, dunque, del "Vermouth di Torino".

 

Farnè chiede alla gentile Laura Carello, direttrice del Salone del Vermouth di Torino: “È vero che all’estero quando si vuole bere un vermouth si chiede comunemente “un Torino”? – e lei – “Sa che anch’io ho sentito raccontare questa cosa… Speriamo sia ancora così, perché è una grandissima soddisfazione portare il nome di Torino nel mondo…
E non mancano gli abbinamenti col vermouth nel segno del gusto e uno dei più apprezzati, è con un altro prodotto tipico di Torino: il cioccolato, rituale urbano all’ombra della Mole…
Il vermouth è una roba che unisce – afferma un espositore lì presente – e unisce il cioccolato in questo caso. È una questione di connessioni”.E a giudicare dai dati di mercato e dalle tendenze, oggi il vermouth non è più una bottiglia polverosa dimenticata nel mobile bar” – afferma Farnè rivolto a Carlo Carnevale, giornalista enogastronomico Sì, anche alla luce delle tendenze di consumo – gli risponde l’esperto  “Soprattutto per le nuove generazioni di consumatori che vanno verso una dimensione non necessariamente analcolica, ma di certo a bassa gradazione alcolica e il vermouth, ha 16/18°, perfetti proprio per incontrare il gusto di queste nuove generazioni….

Allora… Prosit!

Event Location:
National Museum of the Italian Risorgimento
Piazza Carlo Alberto, 8
Via Accademia delle Scienze, 5 Torino TO
www.salonedelvermouth.com

 

 

 

 

 

(Antonio Farnè inviato Tg Rai2)

 


Il gruppo di Maurizio Potocnik presenta le iniziative 2026 di "Intavolando" per le attività ristorative delle province di Belluno, Treviso e Venezia


Alla Locanda da Condo di Col San Martino (TV) è stato presentato alla stampa il calendario delle iniziative 2026organizzate da "Intavolando", associazione fondata nel 1996, che coinvolge attività ristorative delle province di Belluno, Treviso e Venezia. Il progetto più significativo è la versione aggiornata del Passaporto del Gusto, anche con una app dedicata, con cui l'associazione vuole promuovere, dal punto di vista culturale e turistico, tutto il territorio in cui operano le trenta realtà coinvolte, operanti nei settori della ristorazione, ospitalità e food&wine. Inoltre il gruppo, coordinato da Maurizio Potocnik (foto) sta lavorando all'allestimento della grande festa "Intavolando nel parco", in programma lunedì 22 giugno nel parco del ristorante "La Cucina di Crema" a Giavera del Montello (TV), appuntamento che la scorsa estate ha richiamato centinaia di ospiti.

Intavolando” apre così la stagione 2026 tra il grande party estivo, cene a tema a sei mani e ricette online che valorizzano la grande cucina veneta. Piatto forte dell’anno: l’edizione aggiornata del PASSAPORTO DEL GUSTO coinvolte trenta eccellenze della ristorazione, dell’ospitalità e del mondo food&wine. Il gruppo “Intavolando” - che riunisce una dozzina di ristoratori e chef delle province di Treviso, Belluno e Venezia - anche nel 2026 porterà avanti la propria “mission” di promozione della cucina veneta, in una più ampia visione di marketing territoriale, intrapresa dal 2021 sotto il coordinamento di Maurizio Potocnik, esperto enogastronomo, editore e artista. Infatti, i ristoratori veneti di “Intavolando” si propongono quali fautori di un movimento che valorizza e diffonde la cultura dell’accoglienza, del cibo e del vino, eccellenze di un territorio unico che abbraccia il Piave, il Montello, i colli asolani, le colline del Prosecco Superiore patrimonio dell’Unesco, le Prealpi bellunesi e la laguna veneta con la città di Venezia.

Il calendario è stato presentato ufficialmente alla stampa martedì 3 marzo, nel corso di un incontro conviviale ospitato da Enrico Canel, chef patron della storica “Locanda da Condo” di Col San Martino (Treviso) affiancato in cucina da altri colleghi componenti del gruppo: Ristorante Andreetta, Ristorante da Ugo, La Cucina di Crema e Tino Traghetto. Giornalisti e blogger hanno potuto “assaggiare” quanto bolle quest’anno nella pentola di “Intavolando”. Il piatto forte è, senz’altro, il progetto più innovativo dell’associazione, lanciato nella primavera del 2025 da un’idea di Maurizio Potocnik: il Passaporto del Gusto. L’iniziativa coinvolge trenta attività associate, rappresentative del mondo della ristorazione, dell’ospitalità, del vino e del cibo. L’obiettivo è quello di valorizzare non solo le insegne ristorative di “Intavolando”, ma anche di incentivare lo sviluppo del turismo enogastronomico in viaggio tra cantine vinicole, food d’autore ed hotel di pregio. Con il Passaporto del Gusto non solo si vuole comunicare una forte impronta identitaria territoriale di qualità, ma si vogliono condividere con i viaggiatori e i buongustai territoriali le possibilità di unire i vantaggi del buono e della convenienza, dal momento che nel passaporto c’è un’area timbrabile ad ogni “spesa” che riconduce al 12° timbro. Questo permette di avere un’esperienza di pranzo, o cena, offerta da “Intavolando” in uno dei ristoranti associati. A partire dal 15 maggio verrà pubblicato il nuovo Passaporto del Gusto”, nell’edizione aggiornata 2026, che si presenta in una veste ancora più attraente, alla quale seguirà una App versione digitale entro fine dell’anno. Prima del lancio di maggio, si terrà un appuntamento riservato ai ristoratori, alle trenta realtà coinvolte ed ai partner di progetto, che si incontreranno il 15 aprileal ristorante “Da Ugo” di Bigolino, nelle colline di Valdobbiadene. Occasione non solo di condivisione, ma di messa a fuoco della squadra, delle strategie e degli eventi del 2026.


Il clou sarà uno degli appuntamenti più attesi dell’estate “gourmet” veneta: “Intavolando nel Parco”, quinta edizione, lunedì 22 giugno. Lo scenario sarà sempre il parco del ristorante “La Cucina di Crema” a Giavera del Montello (Treviso). Maurizio Potocnik, ideatore e coordinatore del gourmet party, sta lavorando alla regia di una grande e coinvolgente esperienza enogastronomica, con 50 banchi d’assaggio tra cui si muoveranno ristoratori, chef e protagonisti del mondo food&wine. Nel verde del parco di Crema risuoneranno le coinvolgenti selezioni musicali firmate dai dj “griffati” Alfred Azzetto e Fopp.
Il 2026 dell’associazione riporterà alla ribalta le cene autunnali a più mani, che tanto successo hanno riscosso negli anni scorsi. Gli appuntamenti si svolgeranno nei mesi di settembre, ottobre e novembre, ed andranno sotto l’insegna “La Grande Tavola Veneta”: tre serate a tema con gli eccellenti “frutti” dell’autunno - funghi, tartufo e radicchio - interpretati a sei mani dagli chef dei ristoranti associati. Ma non è tutto, poiché il gruppo chiuderà l’anno con le consuete ricette-on line dei piatti più iconici, proposti come di consueto a partire dalla metà di novembre. Iniziativa che nel 2025 ha rilevato più di 100.000 visualizzazioni.
L’attuale formazione dei ristoranti di “Intavolando” (in fase di sviluppo): La Cucina di Crema - Giavera del Montello (TV); Locanda da Condo - Col San Martino (TV); Algiubagio - Venezia; Tino Traghetto - Roncadelle di Ormelle (TV); Andreetta - Rolle di Cison di Valmarino (TV); Da Ugo - Bigolino di Valdobbiadene (TV); Alla Pergola da Livio - Saccol di Valdobbiadene (TV); Locanda Solagna - Vas di Setteville (BL); Osteria la Certosa da Marco della valle del Mis (BL); Antica Osteria La Muda di Cison Valmarino – Passo San Boldo (BL).

Partner ufficiali 2026

Dersut Caffè torrefazione di qualità in Conegliano (TV), Pregis spa leader nella distribuzione in Italia, Consorzio della Casatella Trevigiana Dop, Pd Distribuzione azienda specializzata in distribuzione bevande, Tecnoclean di Cordenons che produce e fornisce attrezzature e prodotti per il settore “Cleaning”, Assenzio-Wellness design Solutions e Banca Prealpi San Biagio di Tarzo. Tra le aziende associate al “Passaporto” ricordiamo grandi firme del food&wine triveneto: Dersut Caffè, la storica cantina La Viarte di Prepotto (UD), Le Manzane di San Pietro di Feletto (TV), Cantina Adami Valdobbiadene di Colbertaldo (TV), Cantina e apicoltura dei Conti della Frattina di Pravisdomini (PN), Foss Marai Spumanti di Guia di Valdobbiadene (TV), Vetrina Sapaio Serravalle (Vittorio Veneto) e Podere Sapaio di Bolgheri - Castegneto Carducci (LI), Latteria Perenzin e il suo Cheese Bar di San Pietro di Feletto (TV), azienda agricola e Fattoria Didattica Colle Regina di Farra di Soligo (TV), panoramica Osteria-enoteca Alla Terrazza di San Pietro di Barbozza (TV); tral’hotellerie di qualità l’Hotel Da Tullio di Arfanta di Tarzo (TV), B&B Andreetta Gastaldo di Rolle di Cison di Valmarino (TV), Boutique Hotel Municipio 1815 di Valdobbiadene (TV).

 

 


Intavolando:
c/o Ascom Vittorio Veneto
Via Divisione Nannetti 2
Vittorio Veneto (TV)
www.intavolando.com


Nuova frontiera del fresco: con FINI, l'integrale che mancava, ora c'è!!

La nuova linea inaugura un segmento innovativo nel banco frigo, unendo gusto autentico, valore nutrizionale e una grande opportunità di crescita per la categoria.
Se nelle più comuni categorie a uso quotidiano l’alternativa integrale è ormai una presenza consolidata, nel segmento della pasta fresca ripiena questo spazio è rimasto finora poco esplorato, nonostante sia affermato e di valore in molti comparti, compreso il fuori casa, confermandosi una scelta trasversale e contemporanea. La farina integrale è percepita spesso come più naturale, perché meno processata e più ricca dal punto di vista nutrizionale, apprezzata da un consumatore in cerca di un’alimentazione più sana, di un gusto più rustico ed autentico, associata da Millennials e Gen Z anche a una maggiore sostenibilità. In categorie affini i prodotti integrali rappresentano già dal 9% al 30% delle vendite, rappresentando chiaramente l’opportunità di creare un nuovo segmento anche nella pasta fresca ripiena.

Da questa intuizione nasce la nuova linea FINI Le Ricette Integrali, l’unica gamma di pasta fresca ripiena realizzata esclusivamente con farina e semola integrale, fonte di fibre, con sfoglia grezza e porosa pensata per offrire un gusto rustico ed intenso. La gamma sarà offerta in un formato mainstream da 250 grammi, pari a due porzioni, presentato in una busta stand-up dal pack distintivo e coerente con il sistema grafico delle altre linee Fini.

 

La gamma si compone di tre referenze selezionate per garantire rotazione e differenziazione: i Tortellini al Prosciutto Crudo e Parmigiano Reggiano, primo ripieno del mercato; i Ravioli di Carne con ripieno a base di carne arrosto, secondo ripieno per importanza; i Ravioli Pesto e Patate, con pesto al basilico e patate e formaggio con caglio microbico, ideali per un’alimentazione vegetariana.

 

 

 

 

 

 

 

 

I concept test condotti sui consumatori confermano che la linea è stata trasversalmente apprezzata e dichiarata come attesa, capace di portare un boost (tocco aggiuntivo…) di gusto ed autenticità e di inserirsi facilmente nella routine alimentare quotidiana. Con disponibilità da marzo 2026, FINI pasta ripiena integrale rappresenta per buyer ed operatori un’opportunità concreta di innovazione assortimentale e di creazione di valore a scaffale, intercettando la domanda crescente di prodotti integrali.

Il Gruppo Fini SpA, società 100% italiana di proprietà di Holding Carisma, è una storica realtà produttiva dell’alimentare. FINI è un marchio di pasta fresca che rappresenta in Italia e nel mondo tutto il gusto della tradizione emiliana in cucina. Dal 1912 ad oggi l’originaria salumeria-gastronomia di Modena si è trasformata in un moderno pastificio che conta oltre 100 dipendenti ed esporta i suoi prodotti in 30 Paesi nel mondo, sempre all’insegna di tradizione, territorio e qualità. Le Conserve della Nonna, nell’ampia gamma di referenze tipiche di tutte le regioni italiane, offre passate, sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, con la sicurezza di un grande gruppo industriale.

Gruppo Fini SpA
Strada Albareto, 211
41122 Modena (MO)
Tel. +39 059 25 91 11
www.gruppofini.it


A Lignano - da sabato - è tempo della “Festa delle Cape”

 

Ritorna anche quest’anno la "Festa delle Cape" iniziativa nata da un'idea di alcuni pescatori per promuovere i prodotti ittici e le specialità culinarie del territorio.

La 41ª edizione si terrà nei weekend del 7-8 e 14- 15 marzo 2026 in Piazza Marcello d’Olivo, nel cuore di Lignano Pineta, dove sarà possibile degustare numerose specialità di mare preparate con pesce del territorio: “cappe lunghe” (cannolicchi) “peverasse” (così chiamate le vongole in dialetto friulano) sarde alla griglia, sarde impanate, sarde in saor, calamari e seppioline, insieme ad altre proposte della tradizione adriatica. Un’occasione per scoprire i sapori autentici della cucina locale e le radici culturali della comunità lignanese.

Tradizione marinara, cucina locale e solidarietà si incontrano a Lignano Sabbiadoro in occasione di uno degli appuntamenti più attesi della località balneare friulana: la “Festa delle Cape”. La manifestazione rende omaggio alle “cape” o cappelunghe, come vengono chiamate in dialetto lignanese, eccellenza gastronomica dei fondali sabbiosi dell’Alto Adriatico. Nata dall’iniziativa di alcuni pescatori del luogo con l’obiettivo di valorizzare i prodotti ittici e le tradizioni culinarie del territorio, la festa continua ancora oggi a raccontare l’anima marinara di Lignano, consolidando ogni anno il profondo legame tra la comunità e il suo mare.

 

Per i visitatori, sarà l’occasione perfetta non solo per degustare i piatti tipici, ma per immergersi nel fascino della località fuori stagione, tra passeggiate fronte mare e la scoperta della storica pineta che, con i suoi 1.200.000 alberi, rappresenta il polmone verde della destinazione. L’organizzazione dell’iniziativa è affidata all’Associazione di Lignano APS Al Mare” (Associazione Pescatori Sportivi), che negli anni continua a curare con passione ogni dettaglio dell’evento grazie al contributo di numerosi volontari locali. La Festa delle Cape mantiene inoltre una forte vocazione solidale: ricordiamo che tutti gli incassi vengono devoluti in beneficenza, mentre il personale è interamente composto da volontari locali, che mettono a disposizione il loro tempo per una buona causa. Negli anni, grazie alla generosità dei partecipanti, sono state sostenute numerose associazioni del territorio, come AGMEN, Bambini in Emergenza, il Centro Trapianti di Organi e molte altre realtà che operano nel sociale.

La storica festa d'inizio stagione dura ben 2 weekend! quest'anno partirà sabato 7 marzo fino a domenica 8 e da sabato 14 a domenica 15 marzo 2026, si svolgerà nella Piazza d’Olivo a Lignano Pineta.
I classici piatti che saranno presenti nel menu sono: Peverasse (Vongole), Cappe lunghe (Cannolicchi), Sardelle alla griglia, impannate o in saor, calamari o seppioline; ma non manca la scelta: Calamari fritti - Cape lunghe alla griglia - Seppie in umido - Baccalà - Sarde alla griglia - Lasagne di pesce "al mare" - Filetti sarde dorate "fritte" - Formaggio - Patate fritte - Contorni vari - Crostata (nutella albicocca frutti di bosco); tutto pesce pescato nelle nostre zone e si beve - Birra - Bibite - Vino - Acqua - Caffè.

Orario apertura cassa e cucine: Mattina: dalle ore 11.00 - Sera: fino alle ore 20.30 - Pausa chiusura: dalle 15.30 alle 17.30.

 

Lignano Pineta (Latisana) UD
Piazza Marcello d’Olivo a
Quando: sabato e domenica
7-8 e 14-15 marzo 2026
Orari: dalle 11.00 alle 22.00
www.lignanosabbiadoro.it


Genusshaus Mount Becher: il laboratorio del gusto dell’Hotel Gassenhof 4*S tra autoproduzione, territorio ed esperienza in Val Ridanna

La filosofia dell’autoproduzione dell’ trova una nuova espressione concreta nella Genusshaus Mount Becher (Casa del Gusto), progetto dei fratelli Stefan e Manfred Volgger che trasforma una passione artigianale in un luogo aperto al pubblico, dove distillati, birre, caffè e formaggi prendono vita nel cuore della Val Ridanna.

A pochi minuti dall’Hotel Gassenhof, la nuova struttura dal design contemporaneo rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso iniziato oltre dieci anni fa, quando Manfred Volgger ha avviato la produzione artigianale di distillatidestinata a diventare uno degli elementi identitari della struttura. Nel tempo, quella ricerca ha consolidato una filosofia fondata su autoproduzione, qualità delle materie prime e lavorazioni interne, trasformando una passione in un vero linguaggio espressivo. Oggi quella visione prende forma in un luogo accessibile agli ospiti, dove le lavorazioni possono essere osservate e comprese durante il soggiorno.

LA FILOSOFIA DELLA GENUSSHAUS: AUTOPRODUZIONE COME IDENTITÀ

Alla Genusshaus Mount Becher tutto nasce dalla volontà di valorizzare materie prime selezionate attraverso lavorazioni interne e artigianali. Questa visione riflette il percorso della famiglia Volgger, che lega la propria idea di ospitalità alla cura diretta dei prodotti e a un rapporto autentico con il territorio. Qui vengono prodotti circa venticinque tipi di grappa e liquori, le linee di gin ArGINtum, birre artigianali realizzate con l’acqua di montagna della Val Ridanna e senza additivi, oltre al caffè tostato in casa a partire da chicchi provenienti da filiere equosolidali. L’introduzione della produzione casearia, con formaggi ottenuti da latte di fieno altoatesino, completa un progetto che punta a offrire un’esperienza gastronomica coerente, trasparente e legata al territorio. Ogni lavorazione riflette una filosofia fondata su ricerca, sperimentazione e rispetto per l’ambiente, elementi che da sempre caratterizzano l’approccio dell’Hotel Gassenhof e l’impronta familiare che guida le scelte produttive. Questa dimensione produttiva dialoga direttamente con la vita dell’hotel: i prodotti entrano nella proposta gastronomica e nei momenti conviviali del Gassenhof, permettendo agli ospiti di ritrovare nel piatto ciò che hanno visto nascere in laboratorio. Visitare la Genusshaus significa così comprendere l’origine dei sapori che accompagnano il soggiorno.

TRA TERRITORIO ED ESPERIENZA, UN OMAGGIO ALLA VAL RIDANNO

La Genusshaus Mount Becher è anche un racconto del territorio con nomi, ingredienti e ispirazioni che richiamano la storia mineraria e il paesaggio alpino della valle, rafforzando il legame tra produzione e identità locale. Emblematico è il riferimento al Rifugio Bicchiere, tra i più alti dell’Alto Adige, dove alcune botti di whisky affinano in alta quota, simbolo di una ricerca che unisce tradizione e visione contemporanea. Questo dialogo tra sapere artigianale e materia prima si riflette in ogni fase della lavorazione, dove scelte consapevoli e tempi lenti traducono il carattere della valle in profumi e sapori riconoscibili. Pensata come luogo di incontro e scoperta, la Genusshaus ospita visite guidate, degustazioni ed eventi privati, offrendo ai visitatori la possibilità di entrare nel cuore delle lavorazioni. Più che un semplice spazio produttivo, diventa così un’esperienza immersiva che riflette lo spirito del Gassenhof: autenticità, curiosità e piacere della condivisione. La visita si trasforma anche in un racconto del territorio: degustare significa leggere storie, tradizioni e stagionalità alpine, in un percorso che va oltre il prodotto. Per chi soggiorna in hotel, la visita diventa una naturale estensione dell’esperienza: conoscere le lavorazioni e degustare in loco rafforza il legame tra territorio e ospitalità, con prati e montagne a fare da cornice a ogni momento di scoperta. La Genusshaus Mount Becher non è solo una casa del gusto, ma un modo di abitare la montagna: attraverso il tempo, le materie prime e il piacere della condivisione. Completa il racconto del Gassenhof trasformando il consumo in conoscenza e la degustazione in esperienza consapevole del territorio.


https://www.smstudiopr.it/it/news/dettagli/genusshaus-mount-becher-il-laboratorio-del-gusto-dellhotel-gassenhof-4s-in-val-ridanna.html


Via Centrale 31 Sant. Andrea
Bressanone (BZ) Italia


Colomba, istruzioni per il volo (e per l’assaggio). Viaggio sentimentale, sensoriale e leggermente ironico nel grande lievitato di Pasqua

C’è un dolce che ogni anno annuncia la primavera prima ancora del calendario: non sboccia nei campi e non profuma nei giardini, ma fa qualcosa di magico: compare sulle italiche tavole. È la colomba. Un dolce che, a differenza di molti altri, non nasce per essere superficialmente solo mangiato, ma per essere messo al centro. Tagliato, condiviso, offerto, commentato, spesso rimpianto quando finisce. Eppure, nell’epoca dell’assaggio compulsivo e distratto, raramente ci si ferma a fare una cosa semplicissima: degustare davvero, intensamente!

Parlare oggi di colomba significa entrare in un territorio che unisce memoria, tecnica e cultura del gusto. E significa accettare una piccola verità: la colomba non è solo un dolce da ricorrenza — è un rito. Un rito collettivo, lento, quasi liturgico. La sua forma stessa suggerisce condivisione: non porzioni individuali, ma fette che passano di mano in mano, mentre qualcuno racconta un ricordo, qualcun altro commenta la glassa, e inevitabilmente nasce il dibattito nazionale: “Meglio la classica o la farcita?” questione teologica, più che gastronomica. Ma la colomba, non era banalmente, un semplice parente del panettone? Esatto, era! Oggi è terreno creativo, campo di sperimentazione, linguaggio evoluto. Ed è qui che entra in scena Loison Pasticceri, maison vicentina che da decenni lavora sul lievitato come altri lavorano sull’alta sartoria: per stratificazioni, per misura, per identità. La loro Colomba Tiramisù — novità pasquale 2026 — è il simbolo perfetto di questa evoluzione. Non un esercizio di stile quindi, ma una trasposizione culturale: portare il dessert italiano più amato al mondo dentro la grammatica complessa della lievitazione naturale.

Vola, colomba vola... (Quando il Tiramisù prende il volo!)
Un genio del prodotto da forno, artista compositore di straordinarie melodie lievitate, ha addirittura inventato la Colomba al Tiramisù, un prodotto che oltre tutto, ha anche una potenza comunicativa straordinaria, pensate a quante persone, nel mondo, conoscono ed amano il Tiramisù. E' stata un opera geniale, anche perché tradurre il Tiramisù in colomba è operazione delicata. Si corre un duplice rischio: o fare un dolce caricaturale, o perdere l’anima del dessert originario. La versione Loison lavora invece per evocazione. Dentro la mollica soffice si distende una farcitura allo zabaione e caffè che non invade, ma accompagna. La cremosità è strutturale, non pesante. In superficie, la firma visiva gioca sul chiaroscuro: glassa al cioccolato bianco, riccioli fondenti, velo di cacao. Un equilibrio tra luce e profondità, tra dolcezza e nota amara, che richiama il Tiramisù senza imitarlo. Se la colomba è cambiata, deve cambiare anche il modo di assaggiarla.

 Penso alla Colomba attraverso 6 chiavi di lettura: Rito – Sensi – Equilibrio – Servizio – MisuraAbbinamenti. Vi assicuro, non è una teoria da sommelier radical chic, è semplice attenzione, perché una colomba racconta molto più di quanto possa sembrare. Come si fa a capirlo? Questione di naso e non solo, mi spiego meglio. Prendi la Colomba Tiramisù e a caso, dai il primo morso. Stai facendo qualcosa che vedi, che spezzi, che annusi. Infatti vedi il colore caldo, l'alveolatura ariosa, la glassa ben tostata, le mandorle integre. Spezzi la porzione, deve aprirsi con elasticità: se crolla in briciole, qualcosa non ha funzionato! Inevitabilmente annusi e qui si apre il vocabolario aromatico: burro, vaniglia, agrumi, miele, tostature, poi entrano anche caffè e cacao, il tutto é inebriante (Calà direbbe "doppia libidine"). Al punto che siamo quasi alla degustazione di un dessert da cucchiaio, che sballo!

La colomba deve parlarmi, sennò non la mangio. Deve essere sexy, già al primo colpo d'occhio. Poi deve trasmettermi sensazioni fondamentali, ne pretendo almeno quattro: immediata sensazione di Dolcezza (non invadente) giusta grassezza (una Colomba di rango deve essere burrosa al punto giusto) freschezza (la pretendo agrumata, pulente, eccitante) infine giusta tostatura. Molte colombe deludono per colpa del servizio, non della ricetta. Infatti un consiglio che non mi stanco mai di ripetere é che va mangiata leggermente caldina, perchè un lieve passaggio in forno tiepido riattiva aromi e morbidezza. E per l'amor di dio, mettete cura nel taglio: coltello affilato a lama seghettata, gesto leggero ma deciso. Ricordate che una fetta tagliata bene sembra più soffice perché mantiene aria e struttura.

La grande colomba si riconosce dal finale. Se stucchevole, è sbilanciata! Se invece lascia il palato pulito, è ben riuscita. Infatti burro e aromi devono alternarsi e non sovrapporsi.

Poi c'è l'infinito tema del bere bene quando sul tavolo hai una colomba straordinaria e questa al Tiramisù apre ampi scenari, tra i più classici ricordiamo l'abbinamento con vendemmie tardive, Recioto e, perché no, Vin Santo. Sempre d'effetto e quasi d'obbligo la bollicina italiana (Franciacorta e Trento DOC sono i miei preferiti) ma per l'amor di dio, ci sono anche tanti pregiati Champagne che dicono la loro (la carbonica sgrassa e rilancia il morso). Con la colomba Tiramisù, audacemente, alziamo il grado alcolico: rum invecchiati, liquori al caffè e la grappa barricata (un ritorno aromatico perfetto. Poi ci sono altri abbinamenti, li definirei più contemporanei, ideali per le menti più curiose. Provate abbinamenti con Tè neri e oolong, infusi agrumati, o magari con caffè filtro (ottenuto per percolazione - filtrazione per gravità - facendo gocciolare lentamente l’acqua calda attraverso uno strato di caffè macinato posto in un filtro di carta) con cui giocare sul contrasto amaro-dolce. Non ti basta? Vuoi osare di più? Mascarpone montato a parte, nocciole tostate oppure esagera nel godimento creando un abbinamento con erborinati dolci.

                     

Amo fervidamente la colomba di Loison perché non cerca applausi: è lei l'applauso! Oggi viviamo tempi gastronomici rumorosi, tutto urla, anche troppo... dolci che urlano, glasse quasi glitterate, che brillano... oh come brillano... farciture che debordano. Invece la colomba "Colomba", quella con la C maiuscola, quella fatta molto bene, fa l’opposto. Cerca silenzio, vince per precisione, non per eccesso. E quando, finito l’assaggio, resta quella sensazione pulita, composta, primaverile…  allora sì — senza bisogno di calendario —   sappiamo che è Pasqua.

 


Loison Pasticceri dal 1938
Strada Statale Del Pasubio 6
Costabissara – Italy
Tel: +39 0444 557844
www.loison.com

 


(a cura di Gianluigi Veronesi)

 


A Bologna inaugurazione di SANA FOOD e SLOW WINE FAIR

A Bologna Fiere, domenica 22 febbraio alle ore 10.45, ingresso Costituzione in Sala Opera al Padiglione 18 (ammezzato) inaugurazione di SANA FOOD e SLOW WINE FAIR.
Per l’occasione intervengono: Gianpiero Calzolari, Presidente BolognaFiere, Daniele Ara, Assessore Scuola, educazione ambientale, agricoltura e agroalimentare Comune di Bologna, Eleonora Iacovoni, Direttore generale PQA Direzione generale per la promozione della qualità agroalimentare del Ministero  dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Brunella Saccone, Dirigente Ufficio Agroalimentare ICE - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Rossano Bozzi, Direttore Business Unit BolognaFiere, Giancarlo Gariglio, Coordinatore Slow Wine Coalition, Giancarlo Tonelli, Direttore Generale Confcommercio Ascom Bologna, Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio, Barbara Nappini, Presidente Slow Food Italia; modera: Antonio Puzzi, Slow Food

SANA Food, l’evento b2b sull’alimentazione sana, sostenibile e di qualità per l’Horeca, il food service e il risto-retail specializzato, e Slow Wine Fair, la fiera internazionale del vino buono, pulito e giusto, si terranno a BolognaFiere dal 22 al 24 febbraio in padiglioni adiacenti e accessibili con un unico biglietto d'ingresso (o accredito stampa).

SANA Food è organizzata da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e Slow Food Promozione, in partnership con V Label Italia, Associazione Italiana Cuochi e World IAC, e con il supporto di ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane. La manifestazione è patrocinata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Bologna e dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bologna. Sponsor tecnico: Ecostoviglie by Minimo Impatto.

Slow Wine Fair è organizzata da BolognaFiere, con la direzione artistica di Slow Food. La fiera gode del patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, del Comune di Bologna, della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna, e di Confcommercio Ascom Bologna. Con il supporto di ICE - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, della Regione Emilia-Romagna e di FIPE. In collaborazione con Amaroteca e ANADI - Associazione Nazionale Amaro d’Italia, Demeter e Drink Factory. Main partner: Guala Closures, Reale Mutua e WinterHalter. In kind partner: Acqua S. Bernardo, Bormioli Luigi, Gruppo Saida, IP Industrie del Freddo Professionale, Pefc Italia, Pulltex e Wolf System. Media partner: Affaritalian.it, Bar.it, Green Retail, Horecanews.it, I Grandi Vini, Il Gusto Gruppo Gedi, Italy Export, Luxury Food & Beverage Magazine, Premiata Salumeria Italiana, QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, TecnAlimentaria Beverage Industry.

 

 


BolognaFiere, Sala Opera
(Padiglione 18 ammezzato)
Ingresso Costituzione
www.slowinefair.slowfood.it


A Tipicità Festival si celebra la cucina italiana patrimonio UNESCO, anche con una mostra di vignettisti italiani

Sei aziende “cult” per onorare le famiglie italiane del cibo.


Fermo-A Tipicità Festival 2026
ci sarà anche un tributo alla cucina italiana, ufficialmente proclamata Patrimonio Culturale Immateriale dell'UNESCO il 10 dicembre 2025, diventando la prima cucina nazionale al mondo ad ottenere questo riconoscimento integrale.

Sono due le iniziative in programma per celebrare non solo il cibo, ma un insieme di rituali, materie prime, tradizioni, saperi e convivialità che unisce la filiera agricola alla tavola, valorizzando la sostenibilità e la biodiversità.

In primis il Premio istituito in occasione dei quarant’anni della prestigiosa testata “Italia a Tavola”, che sarà assegnato il 7 marzo a selezionate famiglie imprenditoriali dell’agroalimentare italiano.

Queste le realtà che riceveranno il Premio: la prestigiosa pasticceria artigianale Loison da Vicenza, l’Antica Corte Pallavicina dei fratelli Spigaroli di Polesine Parmense, lo storico “Mulino di NapoliCaputo, l’Aceto Balsamico di Modena Giusti, insieme ai marchigiani Eredi Rossi Silvio da Sefro, con la sua celebre attività di troticoltura, e un simbolo della tradizione alimentare marchigiana, ossia il Salumificio Ciriaci di Ortezzano.

Un riconoscimento che celebra le famiglie italiane del cibo come vero patrimonio vivente! Non un marchio globale, ma un ecosistema umano fatto di terre, mani, stagioni, saperi e continuità. Dalle 15:00 di sabato 7 marzo, nell’Accademia di Tipicità si susseguirà una serie di appuntamenti dedicati a queste aziende-famiglie che, da generazioni, custodiscono la qualità trasformandola in futuro senza snaturarla. Un racconto generazionale da assaggiare: territorio, memoria, innovazione gentile.

Sarà la mostra Cooking Smile, realizzata da Italia a Tavola con il contributo di alcuni tra i più noti vignettisti italiani, ad aprire il padiglione espositivo della 34ª edizione di Tipicità Festival.

Attraverso il disegno, alcuni dei più noti cartoonist italiani narrano tradizione, modo di essere e cultura del nostro Paese, proponendo una visione originale e divertente della cucina italiana come componente imprescindibile del nostro esclusivo stile di vita.


Fermo-A Tipicità Festival 2026
Tel. 3277586714
www.tipicita.it


Intelligence Gastronomy: dove gusto, benessere e creatività si incontrano

Intelligence Gastronomy è una piattaforma che ridefinisce il concetto di esperienza gastronomica trasformando il cibo in un gesto di attenzione, consapevolezza e benessere.
Ispirata ai principi evoluti della Dieta Mediterranea, Intelligence Gastronomy, è un invito a riscoprire il valore dell’alimentazione come espressione di stile di vita: un nuovo modo di pensare al cibo, capace di prendendosi cura della persona e di generare benessere nel presente e nel futuro. Scegliere Intelligence Gastronomy significa adottare un modello alimentare fondato sull’utilizzo di farine di grani antichi e ingredienti funzionali ispirati alla tradizione mediterranea, con una naturale riduzione di zuccheri e grassi senza rinunciare al gusto e all’eleganza dell’esperienza gastronomica. Ogni proposta Intelligence Gastronomy è progettata su misura e coniuga nutrizione consapevole e piacere sensoriale senza compromessi, definendo un nuovo paradigma gastronomico, in cui innovazione e qualità assoluta si incontrano. L’alimentazione diventa uno strumento concreto di prevenzione e consapevolezza, capace di trasferire conoscenza e valore. Intelligence Gastronomy interpreta questo cambiamento attraverso un approccio integrato che riunisce chef, ricercatori, imprenditori ed esperti in un ecosistema dedicato alla gastronomia intelligente al servizio della persona.

Con Intelligence Gastronomy ogni piatto diventa un gesto intelligente: un’alimentazione evoluta che nutre oggi e costruisce valore per domani

Oggi Intellingence Gastronomy si sviluppa all’interno dell’ecosistema MIND Milano Innovation District, luogo di incontro tra ricerca, innovazione e nuove culture del benessere.
Per IG la salute passa anche dai gesti quotidiani condivisi a tavola. È una visione che, nel futuro, potrà svilupparsi verso forme di nutrizione sempre più vicine alla persona, sostenute dai progressi della ricerca biomedica e della nutrizione funzionale. Attraverso masterclass, seminari, workshop ed esperienze educational, l’alimentazione diventa uno strumento concreto di prevenzione e consapevolezza, capace di trasferire conoscenza e valore. Parallelamente, il lavoro di ricerca e sviluppo consente di creare ricette esclusive firmate Intelligence Gastronomy, con un approccio che unisce innovazione e tradizione. Il catering evoluto si traduce così in concept personalizzati e in esperienze gastronomiche costruite su misura per aziende, eventi e contesti ad alto valore aggiunto. Fondata da Marianne Giordanengo, imprenditrice che da oltre vent’anni dedica la propria attività al benessere delle persone, unendo scienza, consapevolezza e nutrizione ispirata alla Dieta Mediterranea Evoluta e Funzionale, Intelligence Gastronomy interpreta questo cambiamento attraverso un approccio integrato che riunisce chef, ricercatori, imprenditori ed esperti in un ecosistema dedicato alla gastronomia intelligente al servizio della persona. Da anni Marianne Giordanengo collabora con Jean-François Bézot, esperto internazionale in medicina anti-aging, scienze omiche (insieme di discipline biologiche che analizzano in modo globale e quantitativo intere classi di molecole - DNA, RNA, proteine, metaboliti - all'interno di un sistema biologico) e biologia dei sistemi, tra i primi sostenitori e promotori dell’approccio della Medicina 4P, orientato alla prevenzione, alla personalizzazione e alla longevità. Accompagnata dalla giovane Chef IG, Sara Faraldo, Marianne interpreta la cucina come un laboratorio di equilibrio e creatività, dove l’innovazione dialoga con la sensibilità gastronomica per dare vita a esperienze sane, gustose, eleganti e sostenibili. L’anima del progetto è affidata anche a un team di biologi molecolari e nutrizionisti, che affiancano la Chef nella definizione di ricette gourmet dai profili nutrizionali bilanciati, sviluppate con ingredienti selezionati e certificati.

Con Intelligence Gastronomy ogni piatto diventa un gesto intelligente: un’alimentazione evoluta che nutre oggi e costruisce valore per domani.

 

 


www.intelligencegastronomy.it

 

 


Prosegue il viaggio alla scoperta delle iniziative che il Consorzio del Prosciutto di San Daniele porta avanti a favore della sostenibilità

Prosciutto di San Daniele: un valore condiviso per il territorio e le persone

Formazione, turismo e un indotto economico da oltre un miliardo di euro: i numeri di un comparto che genera ricchezza sociale e culturale per il Friuli-Venezia Giulia e per il Paese.
La sostenibilità per il Consorzio del Prosciutto di San Daniele non è solo tutela ambientale, ma è anche e soprattutto sostenibilità sociale ed economica, un pilastro fondamentale che mette al centro le persone e il territorio. Il "saper fare", tramandato storicamente tra generazioni, è infatti considerato una risorsa viva che garantisce l’identità del prodotto e la sua continuità nel tempo. Per questo motivo, il Consorzio investe costantemente in percorsi educativi volti a valorizzare il capitale umano, come dimostrano i dati più recenti: sono 650 le persone coinvolte nelle attività di formazione professionale dedicate agli operatori del comparto, figure essenziali per mantenere gli alti standard della DOP. L'attività educativa si estende però ben oltre i confini degli stabilimenti, raggiungendo chi porta il prodotto sul mercato e sulle tavole: 2.300 professionisti dei canali di distribuzione, del normal trade e dell'HoReCa hanno partecipato a sessioni formative specifiche, 5.500 consumatori sono stati protagonisti, durante il 2025, di masterclass informative e laboratori di degustazione.

Una capillare diffusione della cultura del prodotto che agisce come potente richiamo verso i luoghi di produzione, trasformando la conoscenza teorica in esperienza diretta. Il Prosciutto di San Daniele si conferma infatti un motore primario per il turismo, sia a livello locale che regionale. Il 32% dei visitatori di San Daniele del Friuli cerca esperienze legate proprio al prosciutto Dop. Un forte interesse motivato dalla ricerca di visite guidate e degustazioni sensoriali guidate a cui si aggiungono attività ristorative nelle numerose realtà del territorio. Tali interessi generano un flusso costante di circa 160.000 turisti ogni anno nella città di San Daniele creando un indotto diretto per le strutture ricettive e commerciali e confermando il ruolo del comparto come leva fondamentale per l'economia locale.

L’impatto del Prosciutto di San Daniele Dop, tuttavia, va ben oltre la produzione e il turismo, configurandosi come un asset strategico misurabile. Secondo i dati elaborati da The European House – Ambrosetti, il sistema San Daniele è in grado di generare un valore condiviso rilevante. A fronte di un fatturato alla produzione di 360 milioni di euro, il comparto attiva un effetto leva significativo: per ogni euro di fatturato generato, si attivano 2,2 euro aggiuntivi nell'intera economia. Il comparto del San Daniele è quindi capace di generare una ricaduta economica totale che supera 1,15 miliardi di euro. Una ricchezza che si riversa direttamente sul territorio, sostenendo l’occupazione, le filiere e contribuendo allo sviluppo del sistema Paese, a riprova di come la DOP economy rappresenti una leva imprescindibile per la competitività italiana. Il San Daniele è infatti parte integrante di un sistema DOP nazionale che nel 2024 ha superato i 20,7 miliardi di euro di valore: il comparto contribuisce in modo significativo a questo risultato, sostenendo filiere e territori d’origine dei prodotti.

«Il Prosciutto di San Daniele nasce dalle persone e per le persone» – dichiara Mario Emilio Cichetti, direttore generale del Consorzio. «I numeri delle attività di formazione e delle ricadute turistiche dimostrano che il nostro prodotto è un’eccellenza alimentare e un ecosistema che crea valore, fondato su un sistema di sostenibilità che mette in relazione capitale umano, territorio e filiera produttiva. Generare ricchezza per il territorio significa sostenere la comunità che custodisce la nostra tradizione, garantendo un futuro al saper fare e mantenendo vivo il tessuto socio-economico in cui operiamo, in linea con un modello di eccellenza riconosciuto a livello europeo»

 

 

 

 


Via Ippolito Nievo 19
San Daniele del Friuli
Udine – Italy
Tel: +39 0432 957515
www.prosciuttosandaniele.it


Thank you Taste! È stata una magnifica edizione: cresciuti espositori, buyer esteri, pubblico e consolidato il B2B

Una magnifica edizione di Taste, la 19esima, ha acceso l’entusiasmo di espositori, compratori, media e appassionati dal 7 al 9 febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze

Il salone dedicato al mondo delle piccole imprese agroalimentari ed enogastronomiche italiane di alta qualità (gli espositori quest’anno sono stati 810) cresce ancora e consolida il profilo B2B che ha assunto nelle ultime stagioni: il totale dei visitatori è lo stesso di un anno fa, oltre 12.300, ma con un ulteriore aumento dei compratori esteri e una leggera flessione del pubblico finale.

Selezione, varietà merceologica, formato allestitivo e cultura del cibo sono i fattori vincenti di Taste, ma la differenza l’hanno fatta i prodotti e le storie delle persone dietro ai banconi!

Anzitutto i numeri di questa 19esima edizione di Taste: 810 espositori, 8.500 compratori specializzati (di cui oltre 900 esteri, erano 615 nel 2023, 750 nel 2024, 890 nel 2025…), 1.500 visitatori professionali (fornitori, agenti e rappresentanti) 650 giornalisti (di cui una settantina esteri) e 1.700 tra appassionati e gourmet.

 

Taste non delude mai ed è sempre soprattutto un piacere passare per i corridoi della Fortezza da Basso! - Ciò è attestato da Agostino Poletto, dal 1993 direttore marketing strategico e dal 2006 vice direttore generale di Pitti Immagine srl - Quantità e qualità dei produttori, così come i commenti e l'affluenza dei compratori, sono la fotografia di una manifestazione capace di evolversi senza perdere la propria identità. Un valore che emerge in modo evidente durante l'esperienza in fiera. Lo si leggeva nei volti e nelle parole dei nostri espositori, intenti a raccontare i loro prodotti, si respirava armonia, si coglievano dialoghi appassionati, confronti tecnici, storie da condividere. - conclude il direttore Poletto - Credo sia ormai opinione comune che Taste abbia superato la definizione di fiera commerciale, un'etichetta che va troppo stretta a una manifestazione sempre più sfaccettata e originale”.

Un’originalità che viene sempre più apprezzata dai compratori italiani ed esteri. Questi ultimi provenienti da una sessantina di paesi, i più rappresentati dei quali sono: Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera, Austria, Olanda, Spagna, Giappone, Belgio, Polonia, Romania… Non sono mancate presenze da mercati molto lontani ma evidentemente desiderosi di conoscere e importare i migliori prodotti italiani: Canada, Thailandia, Cina continentale e Cina Hong Kong, Taiwan, Corea del Sud, Australia, Messico, Brasile

Taste è un evento basato sulla relazione diretta e sulla scoperta di prodotti unici per qualità, provenienza e impegno - hanno dichiarato Daria Vangelli e Vanni Marchioni responsabili commerciali Taste 2026 - È questo che rende la nostra manifestazione riconoscibile e diversa da tutte le altre fiere del food. A ogni edizione Taste riesce a centrare gli obiettivi. Anzitutto la soddisfazione delle aziende espositrici, poi il consenso dei buyer e degli operatori di settore, che hanno dimostrato di apprezzare la selezione proposta e la varietà merceologica. Promuovere e comunicare l’agroalimentare e l'enogastronomia può apparire un esercizio semplice, ma noi di Pitti sappiamo quanto sia sfidante far emergere l'eccellenza, andandola a cercare sul territorio e mettendo al centro chi ne è artefice. Questa è la carta vincente”.

Registrata anche la dichiarazione di Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Taste:

Ancora una volta vogliamo sottolineare con soddisfazione la presenza e l’attenzione delle istituzioni, a cominciare dal Governo, rappresentato dal sottosegretario all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare Giacomo La Pietra e naturalmente dal presidente di Ice Matteo Zoppas, che è stato affiancato da un team di lavoro dell’Agenzia che ha lavorato in tutti e tre i giorni del salone e con il quale stiamo sviluppando una fondamentale collaborazione iniziata da un paio d’anni per promuovere l’arrivo dei compratori esteri. E ancora la Regione Toscana con l’assessore allo sviluppo economico e all’agricoltura Leonardo Marras e il Comune di Firenze con l’assessore allo sviluppo economico, turismo e fiere Jacopo Vicini. Come sempre abbiamo infine potuto contare sulla partecipazione attiva del nostro main partner UniCredit, protagonista attraverso i suoi dirigenti regionali di incontri ravvicinati con una serie di espositori per raccogliere informazioni utili all’offerta della banca in materia di sostegno all’internazionalizzazione e all’innovazione tecnologica

 

A conclusione, da sottolineare anche il successo di pubblico e i tanti apprezzamenti ricevuti per gli eventi e le partecipazioni speciali di questa edizione, il focus sui vini eroici da terre estreme, gli Spirits, la partecipazione di Coldiretti con le masterclass sull’olio. E ancora per i temi originali, le tendenze del mondo food e i protagonisti invitati sul palco dei TASTE TALK (il ruolo dell’olfatto con Mane; sinergie tra turismo e true food; i consumi della Gen Z; il fenomeno dei cibi fermentati; crisi climatica e gastronomia, il rapporto tra chef e produttori; la nuova generazione della ristorazione e le nuove tendenze di Tè e infusi…), e ai TASTE RING di Davide Paolini (il boom del panettone fuori stagione; dalla panetteria alla bakery; gli chef stellati che diventano produttori), e tutte le presentazioni andate in scena nella UniCredit Taste Arena.

Senza dimenticare le bellissime sculture totemiche e pop True Food Series al Padiglione delle Ghiaia, fatte di cibo vero (peperoncino, meringhe, lenticchie, pane…), rigorosamente a mano, realizzate da Arabeschi di Latte in collaborazione con Dylan Tripp, ispirate dal tema di questa edizione. E ancora, seguitissimi gli oltre 60 eventi in città per il FuoriDiTaste: sempre più originali e curati, che hanno reso protagoniste le aziende di TASTE in luoghi speciali di Firenze.

 


 

Firenze Fortezza da Basso
Padiglione Centrale e Padiglione Cavaniglia
V.le Filippo Strozzi, 1 Firenze FI
Tel.: 055 36931
taste.pittimmagine.com/it


Tra inverno e primavera: il Carnevale rituale dell’Istria croata

Maschere tradizionali, sfilate urbane e roghi simbolici animano la “quinta stagione” tra città e borghi della penisola, nell’Istria croata, il Carnevale è molto più di una ricorrenza: è un autentico momento rituale, conosciuto localmente come la “quinta stagione”: un periodo in cui l’ordine quotidiano si capovolge, le maschere prendono simbolicamente il potere e le comunità celebrano, attraverso riti antichi e gesti collettivi, la fine dell’inverno e l’attesa della primavera. Fino a metà febbraio, città e borghi della penisola croata fanno rivivere questa tradizione con sfilate, cerimonie simboliche e feste che intrecciano satira, memoria e identità locale.

Pula (Pola): il Carnevale urbano tra rito e spettacolo
A Pola, il Carnevale si esprime in una dimensione urbana, dove il centro storico e i quartieri diventano palcoscenici di una festa collettiva. Dopo l’avvio simbolico del periodo carnevalesco, il cuore delle celebrazioni è rappresentato dalla grande sfilata dei gruppi mascherati, in programma il 7 febbraio. Il corteo attraversa la città partendo dall’Arena romana - uno dei monumenti più riconoscibili dell’Istria - per poi proseguire verso la Porta Aurea (Arco dei Sergi), tra carri allegorici, costumi satirici e musica. Il Carnevale di Pola continua l’8 febbraio, quando le maschere raggiungono i quartieri di Valmade e Montegrande, rafforzando il legame tra festa e comunità locale. La conclusione arriva il 17 febbraio, con uno dei riti più significativi del Carnevale istriano: il processo e il rogo del Pust, il fantoccio che incarna simbolicamente tutte le difficoltà e le sventure dell’anno appena trascorso. Con la sua distruzione rituale, la città saluta il Carnevale e si prepara all’inizio della Quaresima.

Carnevale di Buzet(Pinguente): la festa della comunità e il rito dell’Igra na ruh
Nel nord dell’Istria, Buzet (Pinguente) è uno dei centri più rappresentativi del Carnevale tradizionale. Qui la “quinta stagione” coinvolge l’intero territorio, con un susseguirsi di eventi che animano la cittadina e i paesi dei dintorni. Il momento più atteso è la grande sfilata in maschera di Buzet, in programma il 15 febbraio, che richiama ogni anno circa mille maschere e numerosi carri allegorici, espressione di una creatività legata alla satira popolare. Accanto alla sfilata principale, il 16 febbraio è dedicato ai più piccoli con la sfilata in maschera per bambini, mentre il 18 febbraio si svolge uno dei riti più affascinanti e singolari dell’intero Carnevale istriano: l’Igra na ruh. Questo antico gioco popolare, che si tiene lungo la strada tra Sv. Ivan e Most, affonda le sue origini in una leggenda locale legata ai mugnai della valle del fiume Mirna (quieto in italiano) e culmina nel simbolico lancio delle corna. Si narra infatti che un tempo i proprietari dei mulini fossero divisi da una grande rivalità. La tensione durò a lungo, finché un giorno, nel pieno delle festività carnevalesche, si ritrovarono tutti insieme in maschera per condividere una cena a base di montone. Dopo il banchetto, qualcuno afferrò le corna dell’animale e, lanciandole via, proclamò la fine delle ostilità. I mugnai accolsero il gesto con entusiasmo e da quel momento, ogni anno, si rinnova il rito del lancio delle corna nel giorno del Mercoledì delle Ceneri. Nella stessa giornata, con la bruciatura del Fantoccio e la restituzione delle chiavi alle autorità civili, il Carnevale si chiude ufficialmente.

Labin (Albona): maschere tradizionali e riti di passaggio
Ad Albona, sulla costa orientale dell’Istria, il Carnevale conserva un carattere fortemente rituale e identitario. Protagoniste assolute sono le maschere della Labinjonska kompanija – domoća folšarija, custodi di una tradizione che si tramanda da generazioni. Durante la quinta stagione, queste figure guidano simbolicamente la città e i villaggi circostanti, trasformando il Carnevale in un rito di passaggio collettivo. Dopo settimane di eventi diffusi nei borghi dell’entroterra, il momento culminante è “Albona sotto le maschere”, in programma il 14 febbraio, quando la città si riempie di costumi tradizionali e maschere satiriche. La chiusura del Carnevale avviene il 17 febbraio, con il processo e la bruciatura di Messer Carnevale in Piazza dei Minatori, ovvero il responsabile di tutti i mali dell’anno passato: un gesto carico di significato, che affida al fuoco tutto ciò che deve essere lasciato alle spalle prima dell’arrivo della primavera.

 

I dolci del Carnevale: memoria, gesti e sapori
Nell’Istria croata il Carnevale si racconta anche attraverso la cucina, custode di gesti antichi e ricette tramandate. Le fritule sono le protagoniste indiscusse di questo periodo: piccole frittelle morbide e profumate, preparate in occasione delle feste e condivise durante le sfilate e i ritrovi comunitari. Accanto a loro non mancano le kroštule, sottili strisce di pasta fritta, croccanti e leggere, spolverate di zucchero e simili alle chiacchiere italiane.

Questi dolci non sono solo una golosità stagionale, ma parte integrante del rito carnevalesco: preparati nelle case, offerti agli ospiti e consumati nelle piazze, accompagnano la quinta stagione della regione come simbolo di convivialità e continuità culturale.

 


Buzetski karneval
Riva 1, 52420 Buzet, Croazia
Tel: +385 52 662 343
www.tz-buzet.hr


Ci siamo: al via il grande spettacolo delle Olimpiadi Invernali 2026! Ma cosa mangiano gli atleti a Milano e a Cortina? (Piatti stellati e Tiramisù…)


Il via ufficiale ai Giochi è stato dato dal nostro Presidente della Repubblica, arrivato a San Siro, al Meazza (lo stadio centenario di Inter e Milan) in autobus con al volante Valentino Rossi, per l’occasione anche “pilota presidenziale” (così il campione di moto più vincente di tutti i tempi, è riuscito a vincere anche alle Olimpiadi…). Poi lo spettacolare evento (grazie anche a più di un migliaio di volontari…) si è svolto tra le esibizioni di insigni artisti internazionali, in parallelo tra Milano e Cortina (in nome di due regioni – Lombardia e Veneto – e di due province autonome, Trento e Bolzano – che hanno unito le loro forze per realizzare questa edizione dei Giochi, per 3500 atleti impegnati, provenienti da 93 Paesi (con una partecipazione femminile da record) - con balletti e performance artistiche entusiasmanti, fino alla parata festosa dei campioni. Per l’impegno richiesto (su tutti i fronti…) questi Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 hanno presentato numeri in forte crescita rispetto alle stime iniziali del 2019: l’impatto economico è stato stimato superiore ai 5 miliardi di euro (ca il  56% coperto da Stato italiano e Regione Lombardia) per realizzare 98 grandi opere, 47 impianti sportivi e 51 infrastrutture di trasporto (valore ca 3 miliardi di euro) - con costi che hanno subito l’inflazione e i rincari dei materiali e, comunque, molto dello “sforzo profuso” rimarrà a disposizione del territorio, a perpetua fruizione e memoria (per i trasporti, con migliori collegamenti tra Lombardia e Veneto, con circa 3,5 miliardi di euro spesi in totale, per i collegamenti ferroviari e stradali (tangenziali e messa in sicurezza di strade e gallerie ad uso delle  aree montane) e con la riqualificazione sportiva, per le strutture esistenti, ma anche per la creazione di nuove opere modulari). Il ritorno economico non sarà solo immediato, ma legato all’impatto sul turismo (significativo incremento nei 12/18 mesi post evento) e allo sviluppo strutturale, perciò si stima un impatto di circa 6,1 miliardi di euro…). Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) contribuisce con circa 845 milioni di euro (entrate da sponsorizzazioni, biglietteria e merchandising).

 

 

 

E in occasione di questi XXV Giochi Olimpici Invernali, tra le “Case” di ogni nazione, la “madre” è Casa Italia Milano Cortina 2026 Musa, luogo d’incontro tra atleti, pubblico e istituzioni, così come  le sedi di Cortina e Livigno, dove sport, cultura, arte, architettura e design raccontano l’identità italiana fino al 22 febbraio p.v. (e oltre) riferimento concreto per gli atleti, luogo pure dove gli stessi…  mangiano…
Ma cosa si mangia alle Olimpiadi?

Beh… fondamentalmente ogni partecipante mangia quello che vuole: ma ci sono quelli che “seguono” le istruzioni dei preparatori atletici e degli allenatori e, ci sono quelli che “devono” mangiare ciò che viene loro “consigliato”… (in particolare - voci… - indicano gli atleti dei paesi asiatici) non mancano i vegetariani/vegani/crudisti/fruttariani... ecc. ecc..

Comunque, tutti quelli che passano da Casa Italia, prima o poi consumano pasta, lasagne, pizza, mozzarella e Tiramisù (sono i piatti più richiesti) oltre a opzioni specifiche come i prodotti locali e salumi che sono tra i cibi preferiti e funzionali: tra questi, grande successo riscuotono le specialità che raccontano il territorio: risotto alla milanese e la polenta, servita con formaggi, funghi o spezzatino, pizzoccheri valtellinesi, canederli di Cortina e particolarmente richiesta è la Bresaola della Valtellina IGP, amata per l’alto contenuto proteico e la magrezza della polpa. L'importante per gli atleti che il cibo garantisca energia e digeribilità grazie anche alla solita ampia varietà proposta dalla cucina italiana, che dà grande attenzione alle proporzioni dei nutrienti (carboidrati, grassi, proteine) attenendosi sempre al modello della Dieta Mediterranea, caratterizzata da un alto apporto di carboidrati complessi, un uso moderato di proteine (sia animali che vegetali) e da una buona quantità di grassi, prevalentemente monoinsaturi meglio se derivati dall'olio extravergine di oliva.

Ovviamente, precedenza assoluta ai prodotti biologici e a chilometri zero”!
I così detti piatti tipici italiani: stellati e Tiramisù?… Dalle lasagne, alla polenta, al risotto, pizza e proprio Tiramisù, compresi, riscuotono grande successo tra gli atleti internazionali (tutto documentato dai social…).
Naturalmente importante è la dieta strategica pre-gara: gli atleti ne seguono una mirata alla massima digeribilità, privilegiando, appunto, i carboidrati complessi per l'energia e riducendo grassi e proteine pesanti prima delle competizioni.

 

Qualche delegazione, come la giapponese, utilizza la speciale dieta "Victory Project", un supporto nutrizionale basato su aminoacidi, riso, soba e udon, per bilanciarsi con il resto del menù (in pratica una dieta mediterranea all'orientale...).

 

 

Un aspetto importante che denota un certo grado di civiltà è riservato alla “sostenibilità”: una parte fondamentale è il recupero del cibo non consumato, gestito in collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare e con altre organizzazioni, che si attivano per ridurre gli sprechi. Dall’analisi dei nutrienti principali nei menù sono stati riscontrati carboidrati (50-60% delle calorie giornaliere da pasta, pane, riso, cereali integrali, pizza) per fornire energia a rilascio graduale. Grassi (25-35% delle calorie giornaliere) da olio extravergine di oliva (principale fonte) formaggi, pesce, noci e carne, prodotti ad alto contenuto di acidi grassi monoinsaturi (acido oleico) e insaturi, con un consumo moderato di quelli saturi. Proteine (10-20% delle calorie giornaliere) da pesce (molto presente al Sud) carne, legumi (lenticchie, fagioli) latticini (formaggi, yogurt) uova. Questo perché il modello tradizionale italiano punta su un ottimo equilibrio tra proteine animali e vegetali, spesso combinando cereali e legumi. Esempio di macronutrienti in un menù tipico è la pasta al pomodoro e il pesce, menù ricco di carboidrati complessi, con proteine medie e grassi sani dell’olio EVO; poi secondi di carne e/o pesce con verdure, per un alto apporto proteico e di grassi abbinati a legumi e cereali (es. pasta e fagioli) ottima fonte di proteine vegetali e fibre elevate, specialmente se integrali e aggiunti a sali minerali e vitamine: calcio (formaggi) ferro (carne, legumi) potassio e vitamine (frutta e verdura). Completa il tutto ben bilanciato, una quota importante di verdura e frutta(50%) carboidrati (25%) e proteine (25%).

Nell’universo dieta menù italiano, la biodiversità alimentare è importante per assicurare tutto quello che serve al corpo degli atleti per stare in salute. Questo perché la grande varietà di alimenti a base di ortaggi e frutta consumati nel loro periodo di maturazione naturale, assicura il massimo del contenuto in vitamine, minerali e antiossidanti utili proprio nel momento dell’anno in cui crescono e in cui sono anche più saporiti, colorati e profumati, pronti per essere preparati   velocemente per molti piatti, sempre diversi in tutte le stagioni, gratificando il palato e essendo pure una valida alleata della linea.

Tornando agli aspetti di sostenibilità, questa “dieta” rappresentata da cereali, legumi e verdura, che rispetto agli alimenti di origine animale richiede un minor impiego di risorse naturali e di emissioni di gas serra, procura un impatto ambientale inferiore, dovuto anche alla dimensione delle porzioni della tradizione mediterranea, che sono tendenzialmente moderate e al consumo di molti cibi freschi e non trasformati (o minimamente). In sintesi, la dieta degli atleti a Milano Cortina 2026 è un mix di performance scientifica e promozione delle eccellenze gastronomiche italiane, adatte a qualsiasi regime, sia normo, che ipocalorico o ipercalorico e ciò sempre con grande soddisfazione per i fruitori!

Dunque: viva le Olimpiadi Milano Cortina 2026

 

FONDAZIONE MILANO CORTINA 2026
Piazza Tre Torri 3 Milano  Italy
www.olympics.com/it/milano-cortina-2026


A Bologna, Arte Fiera ritorna...

Arte Fiera ritorna, dal 6 all’8 febbraio p.v., dopo la brillante edizione nel 2025, che ha visto le più prestigiose gallerie italiane e i più importanti collezionisti darsi appuntamento a Bologna. Con la nuova direzione artistica di Davide Ferri, affiancato da Enea Righi, che ricopre il ruolo di direttore operativo, si apre idealmente un nuovo ciclo. “Cosa sarà” è il titolo di questa edizione.

Arte Fiera, la più longeva tra le fiere d’arte italiane, è tornata ad essere un appuntamento e un riferimento imprescindibile per il sistema dell’arte del nostro Paese, un ruolo che le appartiene sin dalla sua nascita, nel 1974. Pur con diversi cambiamenti – un rinnovato team di curatori, un nuovo progetto per il padiglione del “moderno” e una diversa articolazione delle sezioni curate – la fisionomia di Arte Fiera 49 vuole riaffermare e rafforzare questa identità, celebrando l’arte italiana in tutte le sue multiformi e sfaccettate componenti: un sistema policentrico, polifonico, eterogeneo, capace di svilupparsi con la stessa intensità nei grandi e piccoli centri, e a diverse latitudini: Bologna, in questo senso – e così anche Arte Fiera –, svolge storicamente un ruolo di collegamento e cerniera tra Nord e Sud del nostro Paese.

Il titolo di questa edizione, “Cosa sarà”, sottende uno slancio e una proiezione verso il futuro; un grado di imponderabilità, di desiderio di rinnovare il “formato fiera”; un rimando a quella componente di mistero che tiene il pubblico di collezionisti e appassionati visceralmente legati alle opere d’arte del presente.

La fedeltà che lega il pubblico ad Arte Fiera sprigiona un calore dato dalla lunga frequentazione degli spazi della fiera: i due padiglioni che tradizionalmente la ospitano, illuminati dall’inizio alla fine da una luce diurna, costituiscono una partitura dove le proposte che affondano in un Novecento storico (pad. 26) dialogano con il contemporaneo e le ricerche delle ultime generazioni (pad. 25).

La nuova identità visiva, ideata da “Al mare”. Studio, rilancia la suggestione del titolo: vagamente pop e, insieme, minimalista ed elegante, trasforma il bollino che da sempre contraddistingue l’identità di Arte Fiera in un segno in movimento, che innalzandosi da una ipotetica linea d’orizzonte diventa vero e proprio sole nascente.

Cinque sezioni, nuovi curatori

Alla Main Section di Arte Fiera, suddivisa come sempre in arte storicizzata e contemporaneo, si affiancano cinque sezioni curate e su invito, con alcune significative novità.

Fotografia e dintorni” è il nuovo nome della sezione dedicata al medium fotografico ed è affidata a partire dalla prossima edizione a Marta Papini, curatrice indipendente che dal 2024 cura Radis, il progetto di arte pubblica promosso dalla Fondazione CRT per l’arte. La sezione racconta la fotografia da una prospettiva ampia, che include autori storicizzati e giovani talenti, ricerca formale e approccio concettuale, così come l’intersezione con altri media.

Multipli” – per la prima volta a cura di Lorenzo Gigotti, editor, co-fondatore e co-direttore editoriale di NERO – attraversa un ampio spettro di linguaggi e formati (litografie, libri d’artista, pezzi di design, grafiche, fotografie, ma anche edizioni audio e nuovi media), raccontando come, in Italia e all’estero, una parte significativa della scena artistica stia adottando pratiche orientate alla riproducibilità e all’accessibilità. Un approccio che mira a dar vita a forme di mercato più aperte e inclusive, capaci di coinvolgere pubblici nuovi.

Pittura XXI” – affidata per la prima volta a Ilaria Gianni, critica e curatrice e co-direttrice artistica dello spazio indipendente IUNO, Roma – riscopre la pittura come linguaggio del presente in una stagione in cui questo medium si è potentemente riaffermato sulla scena dell’arte, e include alcune delle ricerche più emblematiche, svolte da artisti di generazioni diverse, emergenti e mid-career, italiani e internazionali, dal 2000 a oggi.

Prospettiva”, al suo secondo anno di vita, è nuovamente a cura di Michele D’Aurizio, critico e curatore indipendente. La sezione è dedicata alle ricerche creative delle nuove generazioni e si articola in presentazioni monografichepromosse da gallerie emergenti, con meno di dieci anni di attività, e da gallerie strutturate ma con un programma di ricerca.

Ventesimo+” è il nuovo progetto per il padiglione del moderno, rivolto alle gallerie che operano nell’ambito di un Novecento storico. È dedicato all’arte italiana e internazionale dall’inizio del XX secolo a oggi, ed è affidato ad Alberto Salvadori, critico e curatore, direttore e fondatore di Fondazione ICA di Milano. “Ventesimo+” mette al centro la pratica del collezionare indicandone possibili modi e declinazioni all’insegna dell’eclettismo e della trasversalità, e guardando allo sviluppo di ogni collezione come fenomeno specifico, particolare e identitario.

Collaborazioni e partnership

Si rinnova anche per il 2026 la collaborazione fra Arte Fiera e Fondazione Furla per la performance; a curare il programma di azioni dal vivo sarà nuovamente Bruna Roccasalva, Direttrice artistica della Fondazione. Il progetto, giunto alla quarta edizione, conferma la volontà di Fondazione Furla e Arte Fiera di sviluppare insieme il lavoro sulla performance, presente ad Arte Fiera fin dalle origini e divenuto un elemento distintivo della manifestazione bolognese.

Arte Fiera è lieta di annunciare che BPER, già Main Partner di Arte Fiera dell’edizione 2025, prosegue con il suo impegno a favore della manifestazione. La Banca si conferma dunque una realtà attenta alla promozione dell'arte, della cultura e della creatività, nella convinzione che questi valori siano un volano di crescita per cittadini e territori e strumenti importanti di inclusione sociale.

Prosegue inoltre l’attivo rapporto di collaborazione con ANGAMC, l'Associazione Nazionale Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea, con cui Arte Fiera ha aperto un tavolo di confronto permanente.

Arte Fiera Bologna 2026 si tiene dal 6 all'8 febbraio 2026 (con preview su invito il 5 febbraio) presso i padiglioni 25 e 26 del quartiere fieristico BolognaFiere. La 49ª edizione conferma il focus sull'arte moderna e contemporanea.

Quartiere Fieristico di Bologna
Padiglioni 25 e 26
SEZIONI Main Section - Fotografia e dintorni
Ingresso Costituzione
Viale della Fiera, 20 Bologna BO
www.artefiera.it

ORARI DI INGRESSO
SPECIAL PREVIEW SU INVITO
giovedì 5 febbraio: dalle 11.00 alle 12.00
PREVIEW A INVITO
giovedì 5 febbraio: dalle 12.00 alle 17.00
VERNISSAGE A INVITO
giovedì 5 febbraio: dalle 17.00 alle 21.00
VENERDÌ 6 FEBBRAIO:
- dalle ore 11.00 alle ore 12.00 riservato VIP
- dalle ore 12.00 alle ore 19.00 apertura al pubblico
SABATO 7 e DOMENICA 8: dalle 11.00 alle 19.00


Inverno slow in Carnia nel comprensorio dello Zoncolan, grandi e piccoli tra ciaspolate sotto le stelle, land art e laboratori creativi

Nel cuore dell’inverno, il comprensorio dello Zoncolan sulle Alpi Carniche si trasforma in un palcoscenico unico dove la neve non rappresenta solo un richiamo irresistibile per gli sportivi, ma diventa anche la scenografia ideale per chi desidera vivere esperienze slow, immerse in atmosfere candide e avvolte da silenzi ovattati. Qui, ogni passo è un invito a rallentare, ad assaporare la quiete e a lasciarsi sorprendere dalla bellezza autentica del paesaggio. Il fondovalle, con i suoi sentieri che si snodano tra boschi e scorci panoramici, offre l’opportunità perfetta a chi è alla ricerca di una connessione profonda con la natura e con l’anima genuina di queste terre. In questo scenario, il calendario di Visit Zoncolan di febbraio si distingue per la ricchezza di proposte pensate per coinvolgere adulti e bambini. Le attività, pensate per stimolare lo spirito d’avventura e la voglia di scoperta, spaziano da escursioni e ciaspolate a iniziative che invitano a scoprire la cultura e le tradizioni locali, offrendo esperienze indimenticabili a chiunque scelga di esplorare questi luoghi.

Ciaspolate sotto le stelle e trekking

Per chi ama l’andamento lento sono organizzate ciaspolate in quota sullo Zoncolan, che si snodano in cresta alla scoperta non solo di paesaggi incantevoli, ma anche dei segreti della neve raccontati dalle guide. Regalano poi emozioni uniche le Ciaspolate sotto le stelle, immersi nella magia del bosco: l’itinerario si snoda lungo dolci sentieri, con le vette che fanno da cornice al cammino fino alla Malga di Val di Collina, adagiata su un balcone panoramico, da cui si coglie tutta la suggestiva atmosfera invernale della Carnia. Alla portata di tutti sono i Trekking invernali, passeggiate a piedi con guida lungo sentieri del fondovalle.

Alla scoperta delle erbe invernali e di magiche opere di land art

Nonostante la natura paia addormentata, l’inverno è anche stagione di passeggiate in fondovalle per imparare a riconoscere e utilizzare la flora invernale, in particolare fiori, foglie, frutti, radici, cortecce, preziose resine, con preziosi suggerimenti su come impiegarli in cucina o in tazza (in programma il 7 e il 21 febbraio). Coinvolgenti sono poi le facili Passeggiate nel bosco tra natura e creatività, che stimolano i sensi e aiutano a connettersi con la natura: nel silenzio e nella bellezza del paesaggio montano, ci si incammina lungo un percorso punteggiato da sorprendenti opere di land art, realizzate con materiali naturali e perfettamente integrate nell’ambiente (ogni venerdì, sabato e domenica).

Attività per la famiglia

Non mancano le attività dedicate alle famiglie, ad  iniziare dalle avventurose (ma semplicissime e alla portata di tutti, grandi e piccoli) e divertenti Passeggiate notturne nel bosco con le lanterne che si concludono con golose degustazioni di prodotti locali in una location suggestiva e misteriosa: un'avventura perfetta per tutta la famiglia che porta a esplorare la bellezza nascosta della foresta di notte, sotto il manto stellato e alla sola luce delle lanterne a petrolio (tutti venerdì, sabato e domenica, dalle 17,30). E poi le visite in stalla per familiarizzare con gli animali e la vita rurale, degustare il formaggio e anche con la possibilità di provare a mungere le mucche (sabato e domenica mattina, dalle 9,45) e l’emozionante Experience di avvicinamento al cavallo per grandi e piccoli, dalla cura del cavallo e la sua sellatura in scuderia, alla passeggiata in sella, che si conclude con pranzo tipico all’Agriturismo Randis di Piano d'Arta (sabato e domenica mattina, dalle 10.30).
Per i più piccoli, i Laboratori sulla neve sono pensati per far vivere ai bambini la stagione invernale in modo attivo e coinvolgente, tra giochi di gruppo e costruzione di pupazzi di neve. Il 17 febbraio si terrà il Laboratorio di Carnevale, un’esperienza creativa nella natura che stimola fantasia e manualità: i bambini esploreranno il bosco raccogliendo materiali naturali per realizzare una maschera unica, decorata con foglie, pigne, rami e colori. Un’attività educativa e divertente che unisce gioco, creatività e scoperta dell’ambiente naturale.

Passeggiate in fondovalle fra storia e tradizioni

Per chi ama storia e tradizioni, emozionante è la visita alla Casa delle 100 finestre di Mione a Ovaro, imponente palazzo storico che affascina per la sua architettura unica e le storie che racconta. Oppure piacevoli sono le Passeggiate alla scoperta dei vecchi borghi e mestieri di Paluzza tra storie, aneddoti, tradizioni e ricette di Carnia (con tappa all’antica Segheria Veneziana), quelle al Zardin dai Siors (ombroso bosco di faggi e abeti con vista su Paluzza) con sorpresa gastronomica finale, o quelle alla scoperta di Cercivento con le sue dimore signorili del XVIII secolo, accompagnata da degustazione di prodotti locali.

Le Experience sono prenotabili direttamente su www.visitzoncolan.com/experience - Sempre sul sito, si trovano tutti i dettagli relativi a ogni escursione. Disponibilità di attrezzatura a noleggio. Su richiesta, inoltre, è sempre possibile organizzare esperienze su misura o fissare date extra calendario.


Rete d'imprese Visit Zoncolan
Via R. Linussio, 1 Sutrio (UD)
Tel. (+39) 0433/778921
Whatsapp (solo chat):
(+39) 389-2340928
Dal lunedì al sabato
dalle 8.30 alle 12.00
dalle 14.00 alle 18.00
www.visitzoncolan.com


Per chi non se ne fosse accorto... è Carnevale!

È cominciato il febbraio 2026 che porta con sé il Giovedì Grasso (12 febbraio) il giorno simbolico per festa e con le sfilate in molte città italiane. Domenica di Carnevale (15 febbraio) e il Martedì Grasso il 17 febbraio (fine del Carnevale secondo il rito romano) ma le date esatte dipendono anche dalle regioni, variando da 2 giorni (lunedì 16 e martedì 17) a una settimana o più, con alcune regioni e città (come Bolzano) che offrono una pausa più lunga, spesso dal 14 al 22 febbraio, includendo il weekend. Pause più lunghe (fino a 9 giorni) in Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Valle d'Aosta, Piemonte (spesso dal 14 al 18 febbraio o più). Caso speciale la Lombardia per le differenze tra rito romano (16-17 febbraio) e rito ambrosiano (21 febbraio, Sabato Grasso).

Il Carnevale è “festa mobile” ogni anno inizia e finisce in date diverse, in genere comincia 70 giorni prima della Domenica di Pasqua che quest'anno sarà il 5 aprile (è la domenica che si chiama Settuagesima). Quindi, quest'anno si comincia il 1 Febbraio  e si conclude tradizionalmente con il Mercoledì delle Ceneri, che cade il 18 febbraio p.v.

Nel mezzo si collocano le tre giornate principali che sono: il Giovedì grasso, il 12 febbraio, l'effettiva domenica di Carnevale, il 15 febbraio e il Martedì grasso il 17 febbraio.

Ma non in tutta Italia si festeggia negli stessi giorni

Per vis del rito Ambrosiano, seguito dalla diocesi di Milano (con l'esclusione dell'enclave di Monza che segue il rito Romano) il Carnevale si festeggia più avanti rispetto a quello romano, prolungandosi fino al sabato grasso, ovvero il sabato successivo al mercoledì delle Ceneri. Nel 2026, i festeggiamenti si concluderanno il 21 febbraio, spostando l'inizio della Quaresima alla prima domenica successiva. Ma perché il Carnevale a Milano finisce dopo e dura 4 giorni in più? Osservato nella maggior parte dell'arcidiocesi di Milano e in alcune delle diocesi vicine, il Carnevale Ambrosiano prende il nome dal santo patrono di Milano, Sant'Ambrogio e prevede che l'ultimo giorno di Carnevale non sia il Martedì Grasso che decreta la fine del Carnevale celebrato con il rito romano, bensì il successivo Sabato Grasso. Se infatti il rito romano - nel resto d'Italia - prevede che la Quaresima inizi il giorno che precede il Mercoledì delle Ceneri, secondo quello ambrosiano la Quaresima ha inizio la domenica successiva.

La tradizione popolare giustifica questa discrepanza temporale tra Carnevale Romano e Ambrosiano riconducendo la stessa a un pellegrinaggio compiuto dal vescovo di Milano, Ambrogio. Egli, partendo, assicurò agli abitanti della città meneghina il suo ritorno in tempo per le celebrazioni del Carnevale. Ma la promessa non fu mantenuta. La città dunque, per poter attendere il vescovo, prolungò di qualche giorno i festeggiamenti.

Poi c’è chi fa sempre festa

Tra le varie considerazioni, anche la data di Pasqua 2026, che cade domenica 5 aprile (Pasquetta lunedì 6 aprile): l'occasione perfetta per staccare e partire. Che si voglia il mare caldo, un city break iconico o un tour su misura, non mancano le offerte personalizzate e sui social, i consigli pratici per sfruttare al meglio il periodo di Pasqua e i vari ponti (appunto Pasqua - 4 giorni con 1 di ferie – la festa dei Lavoratori: venerdì 1° maggio – la festa della Repubblica: martedì 2 giugno; con 1 giorno di ferie (lunedì 1 giugno) si hanno 4 giorni dal 30 maggio al 2 giugno, un vero weekend lungo – poi Ferragosto: sabato 15 agosto, weekend pieno – e l'Immacolata Concezione: martedì 8 dicembre – 4 giorni con 1 di ferie – più il super ponte tra Natale 2026 e Capodanno 2027 per chi sfrutta il weekend di Santo Stefano e l'ultimo dell'anno

 

I dolci tradizionali di Carnevale in Italia, per tradizione, seguono le varie zone, ma prevalentemente sono fritti, simbolo questo, di abbondanza, prima della Quaresima, periodo di restrizione. I più iconici sono: le sfrappole in Emilia-Romagna, le chiacchiere diffuse in Lombardia, Campania, Puglia, Sicilia, i cenci in Toscana, i galani o crostoli in Veneto e Friuli-Venezia Giulia, le bugie in Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta, le frappe in Lazio, Umbria, e Marche) sottili nastri di pasta fritti, ricoperti di zucchero a velo; le castagnole, morbide palline fritte (o al forno) talvolta ripiene di crema o ricotta, lefrittelle (tipiche veneziane) spesso arricchite con uvetta o pinoli, le zeppole e la cicerchiata, palline di impasto fritte e unite dal miele, tipiche del Centro-Sud e ancora, i Krapfen, diffusi soprattutto al Nord, bomboloni ripieni di crema o marmellata e il Sanguinaccio, crema di cioccolato, tradizionalmente accompagnata alle chiacchiere.

I dolci di Carnevale, solitamente fritti, zuccherati o ripieni, si abbinano perfettamente con vini dolci, aromatici, spumanti o passiti che ne bilanciano la grassezza e ne esaltano il sapore. Le scelte includono le classiche bollicine:Moscato d'Asti, Asti Spumante, Vin Santo, Passito di Pantelleria, Prosecco brut per contrasto o i rossi dolci come il Sangue di Giuda.

 

Con chiacchiere, bugie, cenci, frappe e sfrappole (fritti secchi): vini spumante dolci (Asti Spumante) Moscato d'Asti, oppure Prosecco per chi preferisce un contrasto più secco.

Con frittelle, castagnole, tortelli (fritti morbidi): passiti importanti (Passito di Pantelleria) Malvasia, o vini dolci fermi che profumano di miele e agrumi.

Dolci al forno o farciti: vin Santo, che si sposa bene anche con la schiacciata alla fiorentina.

Comunque in genere la regola base vuole vino dolce con piatto dolce.

Le bollicine (spumanti) sono eccellenti per pulire la bocca dall'unto della frittura.

Per dolci molto complessi o speziati, si possono considerare vini passiti (magari veneti come il Torcolato).

Se si preferisse qualcosa di diverso dal vino, un'ottima alternativa sarebbe un sidro di mele dolce o, per chi ama i sapori decisi, un bicchierino di liquore all'anice (o Strega) spesso usati anche nella preparazione degli stessi dolci, ma per un pur sempre ottimo abbinamento, sono da considerare anche i liquori artigianali locali specifici… (limoncelli  o nocini) vari prodotti ottenuti attraverso la macerazione o l’infusione di erbe aromatiche, radici, fiori e spezie, in una base alcolica, poi addolcita con sciroppo di zucchero, tutti elisir con una gradazione tra 20 e 45°, questi liquori artigianali (o industriali) combinano tradizione, profumi intensi e proprietà digestive.


"Antica Bottega del Vino" a Cortina d'Ampezzo: il nuovo locale nella perla delle Dolomiti

A pochi giorni dall’apertura ufficiale del 30 dicembre, l’Antica Bottega del Vino di Cortina d’Ampezzo si afferma come uno dei nuovi punti di riferimento enogastronomico della località ampezzana, in un momento chiave di avvicinamento ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

L’Antica Bottega del Vino di Cortina, proprio come l’originaria sede veronese, è proprietà di dieci aziende che fanno parte dell’associazione di Famiglie Storiche: Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi e Zenato. Il nuovo locale ampezzano di Corso Italia 147 nasce da un progetto completo di ristrutturazione di uno spazio di 300 metri quadrati, che può accogliere fino a 80 ospiti. L’atmosfera tipicamente montana è pensata per dialogare con il contesto architettonico di Cortina e allo stesso tempo richiamare il fascino senza tempo della storica Bottega di Verona. La cantina, da sempre cuore pulsante della Bottega, custodisce oltre 1.500 etichette, selezionate per raccontare l’eccellenza del vino italiano e internazionale.

È proprio attorno a questa identità che prende forma il menù ampezzano, concepito come naturale estensione di quello veronese. La cucina valorizza piatti iconici, capaci di amalgamare territorio e tradizione. Tra i più apprezzati, la guancia brasata all’Amarone, simbolo della cucina veronese, e il Mont d’Or fuso con tartufo nero, piatto conviviale che dialoga perfettamente con l’atmosfera alpina.

I vini veronesi si sono confermati come i più apprezzati, con Amarone e Ripasso della Valpolicella tra le etichette di maggiore successo, rafforzando il legame con la sede di Verona e il territorio d’origine della Bottega.

A commentare l’accoglienza riservata alla nuova sede è il direttore generale Luca Nicolis: “Il grande interesse dimostrato fin dai primi giorni dopo l’apertura ci ha confermato che Cortina era pronta ad accogliere il nostro progetto. L’attenzione e la curiosità del pubblico ampezzano ci hanno fatto sentire subito parte della città e ci hanno trasmesso entusiasmo e motivazione. Guardiamo ora con grande fiducia ai Giochi Olimpici Invernali: sarà un momento unico per Cortina e per tutto il territorio, e siamo felici di poterci arrivare con una Bottega già viva, riconosciuta e capace di parlare a un pubblico internazionale”.

Con uno sguardo rivolto a Milano Cortina 2026, l’Antica Bottega del Vino di Cortina si prepara a diventare un luogo di incontro tra culture, territori e appassionati, portando in alta quota l’eccellenza gastronomica e vinicola che da oltre un secolo rappresenta Verona nel mondo.

Antica Bottega del Vino
Nata nel 1500 durante la Repubblica di Venezia, Antica Bottega del Vino prende il suo attuale nome nel 1890 con i Fratelli Sterzi, che mantengono l’affascinante stile ottocentesco, caldo e caratteristico che vediamo ancora oggi. Il locale diventa così uno dei punti di riferimento per la scena culturale di fine Ottocento e per gli amanti del vino, accogliendo ai suoi tavoli poeti, musicisti, letterati e artisti come Boccioni, ma anche giornalisti che vi si rifugiavano dopo una giornata in redazione. Nel 1957 il locale venne acquistato dalla famiglia Rizzo-Grigolo e si concentrò soprattutto sull’attività di ristorazione fino al 1987 quando arrivarono sulle scene Severino Barzan, che successivamente portò il modello della Bottega a New York con Giovanni Pascucci suo socio. La proprietà nel 2010 passa nelle mani delle allora undici Famiglie Storiche, che acquisiscono la Bottega del Vino salvaguardando la tradizione enologica del luogo simbolo di Verona. Il locale oggi è proprietà di dieci aziende che fanno parte dell’associazione: Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi e Zenato.

Famiglie Storiche
Famiglie Storiche è un’Associazione nata nel giugno del 2009 dall’unione di dieci storiche cantine della Valpolicella e che oggi conta tredici soci: Allegrini, Begali, Bertani, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre D’Orti, e Zenato. Tutti i membri sono prestigiose aziende vitivinicole che da generazioni sono testimoni attive del “mondo Amarone” e che condividono la stessa visione, basata su storia, artigianalità, legame col territorio e volontà di aumentare la conoscenza nazionale e internazionale dei vini prodotti in Valpolicella. Dieci aziende di Famiglie Storiche sono oggi proprietarie dell'Antica Bottega del Vino di Verona.

 


Antica Bottega del Vino di Cortina
Corso Italia, 147
Cortina d'Ampezzo BL
Tel. +39 0436 055601
RISTORANTE
Aperto tutti i giorni
dalle 12:00 alle 14:40
e dalle 19:00 alle 22:40
www.bottegavini.it

 


Antica Bottega del Vino di Verona
Via Scudo di Francia, 3 VR
Tel. +39 045 8004535
RISTORANTE
Aperto tutti i giorni
dalle 12:00 alle 14:40
e dalle 19:00 alle 22:40.
(nelle sole serate di Opera dalle 18:30)
www.bottegavini.it/verona

 


Livigno celebra il mese olimpico con un viaggio continentale in Alpine Wellness di Aquagranda

Nel cuore dell’inverno alpino, Livigno rinnova il suo legame con lo spirito olimpico attraverso un’esperienza che unisce benessere, performance ed emozione. Per tutto il mese di febbraio, Alpine Wellness di Aquagranda propone “Un Viaggio Continentale”, un programma speciale che, ogni mercoledì, celebra uno dei cerchi olimpici e il continente che rappresenta.

Un percorso che trasforma il mondo del benessere in racconto, attraversando culture, paesaggi ed energie diverse, e che trova nel “mercoledì wellness” il suo momento di massima espressione: apertura prolungata fino a mezzanotte, una maggiore intensità di esperienze e una partecipazione che rende questa giornata il cuore pulsante della settimana.

 

A legare tutte le serate è il messaggio universale dello sport: unità, condivisione e rispetto. Alle 20:30, ogni mercoledì, lo show AufgussCitius, Altius, Fortius – Communiter” diventa il simbolo di questo viaggio. Il titolo significa “Più veloce, più in alto, più forte – insieme”: una rilettura contemporanea del motto olimpico tradizionale, arricchita dal termine Communiter per sottolineare il valore dello stare insieme e dell’uguaglianza tra popoli, continenti e culture.

Accanto ai mercoledì tematici, ogni giorno resta centrale anche il rituale delle 18:30, che per tutto il mese si ispira al mondo olimpico, accompagnando gli ospiti in un percorso quotidiano di connessione tra sport, benessere e atmosfera alpina.

Mercoledì 4 febbraio il viaggio inizia dall’Europa, culla delle Olimpiadi moderne e simbolo di equilibrio tra storia, eleganza e strategia. Dalle Alpi innevate alle città d’arte, il continente europeo ispira una giornata fatta di precisione, controllo e bellezza senza tempo. Le atmosfere richiamano la solidità delle tradizioni e la cultura del gesto atletico, celebrando l’Europa come luogo in cui la disciplina incontra l’emozione. La serata rende omaggio anche all’Italia e al percorso verso Milano Cortina 2026, con un richiamo al motto “IT’s Your Vibe”, che invita ciascuno a vivere lo spirito olimpico in modo personale e autentico. Vengono celebrati grandi campioni europei che hanno segnato la storia dello sport, tra cui Deborah Compagnoni, Alberto Tomba, Arianna Fontana, Giuliano Razzoli, Ole Einar Bjørndalen e Nadia Comăneci.

Mercoledì 11 febbraio è dedicato all’Africa, il cerchio nero del ritmo e dell’energia. Calda, intensa e vitale, la serata porta ad Aquagranda il battito profondo di un continente che vive di forza, coraggio ed energia primordiale. Le atmosfere richiamano la savana, il deserto e le grandi metropoli, in un susseguirsi di sensazioni che parlano di movimento continuo e resilienza. Al centro del racconto il motto “Africa Welcomes, Dakar Celebrates”, simbolo dei Youth Olympic Games 2026, che segna un momento storico: per la prima volta un evento olimpico nel continente africano. La serata rende omaggio a atleti simbolo di resistenza e determinazione come Abebe Bikila, Eliud Kipchoge, Wayde van Niekerk, Hicham El Guerrouj e Caster Semenya.

Mercoledì 18 febbraio il viaggio attraversa le Americhe, il cerchio rosso della forza senza limiti. Dalle grandi città del Nord America ai colori intensi del Sud, il continente americano è protagonista di una giornata dedicata alla velocità, alla determinazione e alla libertà di espressione. Il racconto si sviluppa attorno all’idea di viaggio e connessione, con un omaggio al significato Pan-American, che unisce Nord, Centro e Sud America in un’unica esperienza. Il momento simbolico della serata è il rituale ispirato al percorso della fiamma olimpica, che idealmente attraversa il continente da Alaska a Patagonia. Tra gli atleti celebrati figurano Lindsey Vonn, Mikaela Shiffrin, Shaun White, Tessa Virtue e Chloe Kim.

Mercoledì 25 febbraio il percorso si conclude con Asia e Oceania, i cerchi giallo e verde dell’equilibrio e della libertà. Da un lato l’Asia, con la sua disciplina, l’armonia e la ricerca dell’equilibrio; dall’altro l’Oceania, simbolo di libertà, creatività e contatto profondo con la natura. Le atmosfere si muovono tra meditazione e leggerezza, in un’esperienza che invita a rallentare e ritrovare il centro. Il riferimento al motto di Tokyo 2020, “United by Emotion”, rafforza il messaggio conclusivo del mese: lo sport e il benessere come linguaggio universale, capace di unire emozioni diverse. La serata celebra atleti come Yuzuru Hanyu, Ayumu Hirano, Kim Yuna, Nico Porteous e Zoi Sadowski-Synnott.

 

Con “Un Viaggio Continentale”, Aquagranda Alpine Wellness e Livigno trasformano il mese olimpico in un’esperienza che va oltre il relax, raccontando il wellness come arte dell’esperienza alpina, dove energia, stile ed emozione si incontrano ad alta quota.

Il programma completo delle giornate e dei rituali è disponibile sul sito ufficiale di Aquagranda Alpine Wellness: www.aquagrandalivigno.com.

Alpine Wellness Aquagranda rimane aperta a tutti: anche durante il periodo olimpico e con la presenza di Casa Italia, il centro accoglie liberamente turisti e visitatori, permettendo a tutti di vivere il mese olimpico in prima persona.

Aquagranda
Via Rasia – Livigno (SO)
+39 0342 970277
www.aquagrandalivigno.com


MSC Crociere guarda al futuro con la nuova brand campaign "Best Holiday Ever”

 

MSC Crociere ha presentato il nuovo piano industriale 2026: entro il 2035 la flotta di MSC Crociere arriverà a contare 35 unità. Già nel 2026 è previsto l'ingresso di MSC World Asia, che porterà la flotta a 24 navi. Proseguono inoltre, presso i cantieri STX di Saint-Nazaire, i lavori di costruzione di MSC World Atlantic, il cui debutto è programmato per il 2027.
L'investimento complessivo destinato alla realizzazione delle 12 nuove navi ammonta a 13 miliardi di euro, un impegno che consentirà alla Compagnia di proseguire il proprio percorso di crescita ed espansione a livello globale, ampliando ulteriormente l'offerta di destinazioni, itinerari e servizi di bordo.
MSC Crociere guarda al futuro: 35 navi in flotta entro il 2035 e il debutto di MSC World Asia a novembre 2026 e prende il via la nuova brand campaign “Best Holiday Ever

Entro il 2035 la flotta di MSC Crociere arriverà a contare 35 unità. Già nel 2026 è previsto l'ingresso di MSC World Asia, che porterà la flotta a 24 navi. Proseguono inoltre, presso i cantieri STX di Saint-Nazaire, i lavori di costruzione di MSC World Atlantic, il cui debutto è programmato per il 2027.

L'arrivo di MSC World Asia nel 2026 e di MSC World Atlantic nel 2027 rappresenta un ulteriore passo nella continua espansione della nostra flotta, che entro il 2035 raggiungerà 35 navi. L'investimento strategico in nuove unità della classe World Class e nella rivoluzionaria piattaforma New Frontier riflette il nostro impegno a offrire esperienze di crociera senza pari e a rafforzare la leadership globale di MSC Crociere. Ogni nuova nave non è solo un simbolo di innovazione tecnologica e sostenibilità, ma anche una straordinaria opportunità per contribuire all'economia e ai posti di lavoro nei cantieri e nei territori in cui operiamo” - tanto ha dichiarato Leonardo Massa Vice President Southern Europe divisione crociere del Gruppo MSC -

 

Per la prima volta MSC Poesia navigherà in Alaska portando con sé il suo esclusivo nuovo concept di lusso, l'MSC Yacht Club, nell'ambito di uno dei più importanti interventi di rinnovamento mai realizzati nella storia della compagnia che ha interessato anche la nave MSC Magnifica. Gli ospiti che saranno a bordo di MSC Poesia per la stagione inaugurale in Alaska potranno esplorare per la prima volta la maestosità dell'”Ultima Frontiera”, con i suoi paesaggi spettacolari, la fauna selvatica e il ricco patrimonio culturale delle popolazioni native, con itinerari che includono Ketchikan, Icy Strait Point, Tracy Arm e Juneau (Alaska), oltre a Victoria(Columbia Britannica (Canada).

 

"MSC Poesia porterà il suo nuovo volto in Alaska, offrendo agli ospiti un'esperienza senza pari a bordo dell'MSC Yacht Club. Questo importante intervento di rinnovamento rappresenta un passo significativo nella nostra visione di crociere di lusso all-inclusive, unendo comfort esclusivo, servizi su misura e destinazioni straordinarie. Sono convinto che i paesaggi spettacolari dell'Alaska diventeranno presto una delle mete più affascinanti per i nostri ospiti, consolidando MSC Crociere come punto di riferimento nell'eccellenza e nell'innovazione del settore, arricchita dall'eleganza e dal lusso dell'MSC Yacht Club.” - ha dichiarato Luca Valentini, Direttore Commerciale di MSC Crociere - .

Nel Mediterraneo, invece, già a partire da quest'estate, si aggiungeranno due nuove destinazioni: Syros, raggiunta da MSC Lirica, perla delle Cicladi, conquista con il suo mare dalle intense sfumature di blu, le iconiche case bianche e un patrimonio architettonico e artistico di straordinario valore, che ne fanno un autentico gioiello del Mediterraneo. A questa si affianca Marmaris, affascinante località della costa sud-occidentale della Turchia, dove il Mar Egeo incontra il Mediterraneo dando vita a uno scenario naturale di rara bellezza. La destinazione sarà toccata ogni settimana da MSC Divina, offrendo agli ospiti un'esperienza che unisce natura, cultura e atmosfere cosmopolite. Tra le novità più attese, MSC Opera navigherà tutto l'anno nel Sud dei Caraibi, con nuovi itinerari pensati sia per la stagione invernale 2026/2027 sia per l'estate 2027. Per la prima volta, MSC Crociere offrirà crociere in quest'area anche nei mesi estivi e rafforzerà la propria presenza in inverno con due navi, dando così agli ospiti la possibilità di vivere il fascino dei Caraibi in ogni periodo dell'anno.

MSC Opera sarà protagonista della nuova proposta MSC nella regione, con partenze da La Romana, nella Repubblica Dominicana, a partire dal 16 novembre 2026, e con un'operatività continuativa per tutto l'anno. Da aprile 2027, si aggiungerà un secondo porto di imbarco, Fort-de-France, capitale della Martinica, importante punto di accesso ai Caraibi francesi e facilmente raggiungibile anche dall'Europa. Le crociere avranno una durata di 7 notti, con la possibilità di scegliere anche la formula "butterfly”, che consente di unire due viaggi consecutivi per una vacanza di 14 notti, visitando destinazioni diverse ogni settimana. Durante l'inverno 2026/2027 anche MSC Seaview offrirà crociere di 7 notti da Fort-de-France verso destinazioni quali Pointe-à-Pitre (Guadalupa), Philipsburg (Sint Maarten), St. John's (Antigua e Barbuda), Basseterre (Saint Kitts e Nevis), Roseau (Dominica), Bridgetown (Barbados), Kingstown (Saint Vincent e Grenadine), Saint George (Grenada) e Castries (Saint Lucia).

Forte del crescente successo di MSC Crociere in Italia, un brand sempre più scelto da chi sogna una vacanza all'insegna del relax e della scoperta, è stata annunciata la presenza della Compagnia durante il programma La Ruota della Fortuna, come premio ufficiale della Ruota delle Meraviglie. L'iniziativa è in programma per sette settimane consecutive, da lunedì 19 gennaio a domenica 8 marzo, per un totale di 49 puntate. Nel corso delle puntate andrà in onda una clip di circa 8–10 secondi, pensata per raccontare il premio in palio, che verrà poi assegnato attraverso la busta della Ruota delle Meraviglie.

Ogni settimana sarà dedicata a una destinazione diversa: in totale saranno presentate sette mete, ciascuna valorizzata da una clip personalizzata, realizzata appositamente per accompagnare ogni settimana di programmazione. A chiudere l'incontro la nuova Brand Campaign globale di MSC Crociere, "Best Holiday Ever”, sviluppata in partnership con McCANN, uno dei principali network pubblicitari a livello internazionale. La campagna propone una rivisitazione dell'iconico brano dei Jackson 5, "ABC” che si trasforma in "MSC" reinterpretato in chiave contemporanea per raccontare l'idea di vacanza secondo MSC Crociere.

La nuova campagna pubblicitaria globale "BEST HOLIDAY EVER”

MSC Crociere invita gli ospiti a progettare la propria vacanza ideale, lasciando spazio anche a quei momenti inaspettati che rendono ogni crociera davvero memorabile. Nel 2026, la Compagnia opererà con 23 navi moderne, che faranno scalo in oltre 300 destinazioni in tutto il mondo; la flotta salirà a 24 unità con l'arrivo di MSC World Asia.
La nuova campagna globale celebra ciò che rende unica una vacanza firmata MSC Crociere: esperienze gastronomiche autentiche, spettacoli internazionali di alto livello per tutte le età e una vasta scelta di destinazioni e porti di imbarco da esplorare. Al centro del racconto, però, c'è soprattutto l'idea che la vera magia della vacanza si nasconda nei momenti non programmati. Sviluppata in partnership con McCANN, uno dei principali network pubblicitari a livello mondiale, la campagna propone una reinterpretazione dell'iconico brano dei Jackson 5, "ABC”, arricchita da testi inediti che raccontano la varietà di esperienze e servizi disponibili a bordo delle navi MSC Crociere. Energica, gioiosa e immediatamente riconoscibile, la colonna sonora rafforza lo spirito di scoperta, calore e ospitalità del brand, rinnovando un grande classico in perfetta sintonia con il messaggio della campagna.

Per scoprire l'ultima campagna del brand MSC Crociere, andate su: [https://youtu.be/FIa0L2HdgvQ]
Dal piacere di sorseggiare un caffè sul balcone della propria cabina, ammirando la bellezza inattesa della fauna marina, al condividere una cena e nuove amicizie, fino al ritrovare il proprio spirito più giocoso all'Aquapark: a bordo delle navi MSC Crociere gli ospiti sono accolti con una calda ospitalità, che lascia loro il tempo per vivere i momenti più preziosi,  quelli che spesso non si possono programmare.

 


Tel. Assistenza (Italia):
848.24.24.90
assistenzaclienti@msccrociere.it
www.msccrociere.it


Forno Salomoni: dalla montagna alla città, una storia di pane che profuma di casa, famiglia e tradizione

Farina, acqua e passione: il piacere di gusti da riscoprire morso dopo morso, perché l’autenticità ha ancora il sapore delle cose fatte con amore, pazienza e rispetto per la tradizione e così la montagna bolognese incontra la città petroniana: il Forno Salomoni di Monghiroro ha aperto un punto vendita a Bologna. L’inaugurazione del nuovo Forno Salomoni, sotto le Due Torri - in via Dagnini 30/B - con relativo taglio del nastro tricolore, è avvenuta alla presenza di Barbara Panzacchi, sindaca di Monghidoro (BO).

E’ un’attività a cui tengo molto – ha spiegato Daniela Marchioni titolare della nuova panetteria – e che aiuterò a crescere in questi anni, fatta di persone vere e autentiche, come i prodotti che ogni notte vengono sfornati nel laboratorio di Monghidoro e che adesso sono anche a disposizione dei cittadini di Bologna”.

Una bella storia di una famiglia che dal lavoro dei campi e dall’impegno dell’arte bianca ha saputo passare di generazione in generazione i segreti della più autentica tradizione emiliana, dalla nonna alla mamma, fino al figlio - Mattia - che oggi compie questo grande passo.

Il Forno Salomoni, nuova insegna che porta nel cuore di Bologna i sapori autentici e la tradizione artigianale dell’Appennino bolognese, nasce dall’esperienza di oltre 40 anni del Panificio Salomoni, realtà storica di Monghidoro riconosciuta per la produzione quotidiana di pane fragrante, ma anche di prodotti da forno con lievitazioni rispettate, con croste che cantano e molliche che profumano di grano vero e specialità locali come pizza in teglia, semplice e generosa, ma anche crescente fragrante che sa di merende condivise e tavole lunghe.

Nato come panificio a conduzione familiare, il Panificio Salomoni ha saputo coniugare l’artigianalità delle ricette tradizionali con uno sguardo alla modernità del servizio, portando nei propri prodotti la qualità del grano dei propri campi.

Con l’apertura del nuovo Forno Salomoni a Bologna, l’azienda amplia la propria offerta urbana con una vasta gamma di prodotti rigorosamente artigianali: dal pane fragrante cotto ogni notte, ai dolci tipici dell’Appennino, dalla pasta fresca e ripiena, fatta con la sfoglia, tirata a mano come una volta, sottile e viva, da cui prendono forma i tortellini e i tortelloni della tradizione, lasagne, ricche e avvolgenti, comprese, come le tagliatelle, ruvide al punto giusto per trattenere ogni sugo. Non mancano le tipicità montanare più autentiche: gli zuccherini, semplici e rassicuranti, parlano di feste di paese e colazioni lente, le raviole, con il loro cuore goloso, sanno di mani esperte e ricette custodite gelosamente, le peschine e i vellutini, che accolgono il mattino con delicatezza, mentre gli spumini riportano all’infanzia, a quei dolci leggeri che sembravano nuvole e facevano sorridere senza motivo. E poi le crostate, generose e sincere, buone come quelle della mamma e della nonna, dove ogni fetta è un abbraccio.

Ogni proposta riflette l’impegno nella lavorazione manuale e nella cura delle materie prime, per restituire gusti genuini e inconfondibili, capaci di evocare i sapori di una volta.

 

 

 

Il nuovo punto vendita in via Dagnini, 30/B a Bologna rappresenta un importante passo nello sviluppo dell’azienda, portando nella città un luogo dove la tradizione della panificazione e dolciaria si fonde con l’eccellenza artigianale dell’Appennino, in più, in città, con il ritmo urbano e le giornate veloci, si può sempre contare su uno spazio dove poter rallentare, dove riscoprire il valore del fatto a mano, del tempo speso bene e del gusto che non ha bisogno di effetti speciali per farsi ricordare.
(Provare per credere!)

 

 

 

 

 

Il Forno Salomoni offre anche un servizio di consegna puntuale direttamente a domicilio o nella location prescelta. In questo modo, ogni prodotto arriva fresco e pronto da servire e gustare, per godere appieno l’evento senza preoccupazioni.

 

 

 

Forno Salomoni
Via A. Tedeschi, 15 Monghidoro (BO)
Tel 051 6555325- Orario negozio:
da lunedì a sabato dalle 5.00 alle 12.30

Panificio Salomoni
Via Dagnini, 30/B Bologna
Tel. 051 6230935 - 377 3420446
www.panificiosalomoni.com 


Sigep World 2026: The World Expo for Foodservice Excellence: 47ima edizione di golose eccellenze

 

Da ormai 45 anni, SIGEP WORLD rappresenta un evento essenziale per conoscere le più recenti innovazioni e tendenze nel settore Foodservice. Qui al Rimini Expo Centre – il quartiere fieristico di Rimini con ingressi principali in Via Emilia 155 e eventi collegati anche in altre zone, come l’ex Cinema Astoria, durante la settimana fieristica – è possibile scoprire materie prime, ingredienti, macchinari, tecnologie, attrezzature, arredamento, soluzioni di packaging e servizi.
L'evento offre uno spazio unico in cui interagire con aziende ed esperti del settore, discutere gli sviluppi del comparto e creare opportunità di business, networking e aggiornamento professionale.

Resterà in scena fino a martedì 20 gennaio questa 47ª edizione del SIGEP con tutte le filiere relative a: gelato, pasticceria, cioccolato, panificazione, caffè e pizza, mostrando produzioni, tecnologie, mercati, innovazioni e nuove tendenze, con un forte focus sull’artigianalità italiana e sull’internazionalizzazione. Sì perché questo evento è sempre più internazionale, con oltre 1300 espositori da decine di Paesi e una crescita stimata della partecipazione estera di circa il 30% rispetto all’anno scorso. Vi partecipano buyer da circa 75 nazioni che portano focus sui mercati globali e sulle nuove opportunità di business e quest’anno l’India si presenta come “Guest Country”.

Il gelato artigianale rimane al centro dell’attenzione, con tecnologie, ingredienti e nuove tendenze per le catene e l’ospitalità moderna. Iniziative come “What is Gelato?” e hub tematici dedicati a digitalizzazione, prodotti surgelati e bar innovativi sono tra i contenuti chiave.
Programmi specifici per buyer, incontri B2B e networking tra aziende italiane e internazionali favoriscono lo scambio commerciale e nuove collaborazioni globali.
Altre iniziative significative sono: masterclass, dimostrazioni, concorsi e spazi dedicati all’innovazione e alle tendenze dell’ospitalità di alta gamma.
Noi abbiamo seguito le divagazioni sul tema dell’inviato di Rai2 - Antonio Farnè - che della sua panoramica al Sigep, ne ha fatto un vero spettacolo trasmesso nella rubrica "TG2 Italia-Europa" condotta dalla gentile Marzia Roncacci, con approfondimenti sulla pasticceria italiana e le tradizioni dolciarie italiane (patrimonio UNESCO) un settore che vale 40 miliardi di euro….

L’evento è stato ufficialmente inaugurato oggi a Rimini, con il taglio del nastro – è Antonio Farnè che parla – segnando l'inizio dell'expo internazionale per il settore del foodservice, presenti la ministra per le disabilità, Alessandra Locatelli, il governatore Emilia Romagna, Michele de Pascale, Lorenzo Galanti, direttore generale di ICE Agenzia, Juri Magrini, assessore alle attività economiche del Comune di Rimini e Maurizio Renzo Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group (organizzatore e proprietario di SIGEP). Lunedì 19 gennaio sarà invece in fiera il ministro MASAF, Francesco Lollobrigida.

La manifestazione - vero scrigno di tesori del Made in Italy -  si propone come piattaforma globale per le tante eccellenze del settore – prosegue Farnè per le novità in ambito foodservice, ponendo l’accento su innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione riferito a oltre 1.300 brand espositivi dei compartimenti del gelato artigianale, della pasticceria, del cioccolato, caffè, panificazione e pizza comprese, settori che vedono la partecipazione di e buyer da tutto il mondo, settore non solo di dimensioni globali, ma in grado di muovere interessi e cifre molto significative.

A tal proposito Farnè chiama in causa Flavia Morelli (Exhibition manager) la direttrice operativa del SIGEP: “Il sigep ha un valore straordinario, se sommiamo i valori di gelateria, pasticceria, del mondo della panificazione, del caffè e della pizza, perché SIGEP World è tutto questo, parliamo di 40 miliardi di euro… Per la gelateria noi siamo leader al mondo, per l’artigianale per gli  ingredienti, per le macchine… basti pensare che in Europa ci sono 65mila gelaterie di cui 39mila in Italia, poi questo è un settore che si esporta sempre più all’estero, anche perché lì il gelato non è scontato che sia conosciuto come da noi…

E Farnè le replica: “Insomma un impatto importantissimo e decisivo anche a livello internazionale…

Assolutamente, tutte le aziende sono qui questi cinque giorni per fare conoscere i loro prodotti ai mercati internazionali – continua Flavia Morelli – aspettiamo buyers da 160 Paesi. Nella pasticceria si stanno sempre più cercando prodotti “premium”, a partire dal panettone che è veramente un prodotto iconico made in Italy…”  

Farnè ringrazia e congeda la dottoressa Morelli responsabile operativa dell’evento e torna sull’argomento principe - il gelato - chiamando in causa un importante testimonial: il presidente dell’Associazione gelatieri italiani, il maestro gelatiere Vincenzo Pennestrì:

Gelato vuol dire gusti, tradizione, innovazione, allora quali sono quelli che vanno per la maggiore, anche in vista dell’estate?” – “Diciamo che i gusti tradizionali la fanno da padrona – specifica Pennestrì – Poi c’è la tendenza a ridurre gli zuccheri anche fino al 40% in meno, aggiungendo fibre che sono più salutistiche… - e ancora Farnè rivolto a Pennestrì -

“Naturalmente stiamo parlando del gelato artigianale, qual è il segreto del buon gelato?” -
Il segreto è la materia prima – di rimando Pennestrì – “Migliori sono le matterie prime messe dentro al gelato, migliore sarà il gelato… Per i gusti, andrà sempre di più la frutta, specie quella esotica: il mango sta crescendo moltissimo, come pure passion fruit e l’altra frutta esotica…”.


Questa l’importanza e le suggestioni del gelato italiano. Poi l’inviato del Tg2 descrive la situazione lì a Rimini Expo Centre: gli interventi dei protagonisti dell’evento (imprenditori, espositori, specialisti del settore) sottolineano come SIGEP sia una vetrina internazionale per prodotti, tecnologie e tendenze del “fuoricasa” (foodservice) l’ecosistema che include prodotti, ingredienti, attrezzature, tecnologie, arredi e soluzioni per bar, pasticcerie, gelaterie, panifici e ristoranti, dove a questa importante manifestazione si presentano innovazioni, tendenze e opportunità di business per professionisti del settore. E nel contempo le telecamere indugiano, zoomando, sui golosi particolari delle vetrine che ostentano gelati, paste, brioches, pizze e pizzette, sfilatini e rosette, chicchi e tazzine di caffè, stecche, tavolette, barrette e praline a base cioccolato… Nell’altro padiglione – in verità molto meno partecipato – gli esperti incentrano focus sui mercati esteri e sulle opportunità di export, con particolare menzione della crescita della presenza internazionale rispetto alle edizioni precedenti, sul valore strategico dell’evento per rafforzare la visibilità internazionale del Made in Italy gastronomico, per offrire spunti di sviluppo economico e networking tra aziende e buyer internazionali.

Ancora Antonio Farnè: “Dopo la gelateria, adesso spazio ad una esperienza sensoriale, quella che ci offre la pasticceria… E in questo percorso ci accompagna un grande maestro, Iginio Massari, ambasciatore della pasticceria nel mondo… Maestro, parliamo di tendenze: in quale direzione va la nostra pasticceria in questo momento? – “Beh, senz’altro va – gli risponde Massari – “Va in un mondo complesso… è una pasticceria più leggera che le persone possono scegliere al momento, come i maritozzi ideati da mio figlio, qualcosa di particolare, maritozzi con 5mila diversità e il cliente se lo sceglie al momento, non c’è niente di più innovativo…”.

Farnè:Un mese fa la cucina italiana ha ottenuto un importantissimo riconoscimento dall’UNESCO, ecco, la pasticceria italiana che ruolo ha giocato nel conseguimento di questo traguardo?
Massari: “Vorrei ricordare che il mondo dolce occupa il 33% del mondo dell’alimentazione, uno spazio molto importante soprattutto per la condivisione: un piatto di spaghetti te lo puoi mangiare da solo, il dolce consacra i pasti sacri e profani, con molte persone, non c’è niente di più condiviso che il mondo del dolce… Abbiamo due icone principali – continua Iginio Massari - il Panettone e il Tiramisù che è speciale non solo per il morale ma che ti tira su anche il fisico…” –
E Farnè prosegue chiedendo: “Qual è l’ingrediente a cui non rinuncerebbe mai per fare un prodotto di qualità?” –
Per qualcuno forse non è un ingrediente, ma per me, per fare prodotti di qualità, c’è un ingrediente fondamentale: le competenze!”.

Farnè conclude il suo intervento in diretta con “Italia-Europa” su Rai2 ricordando che si è parlato di gelateria e pasticceria, ma SIGEP è molto altro, cioccolato, panificazione, caffè, pizza, poi macchinari, tecnologie, attrezzature, packaging e se ne parlerà (se ne degusterà) fino a martedì 20 gennaio a Rimini.
Se potete, andate!

 


Quartiere Fieristico di Rimini
Via Emilia, 155 - Rimini (RN)
www.sigep.it


CLAI a Marca con i suoi classici e le novità: qualità e innovazione per collaborazioni di valore

Il 14 e 15 gennaio a Bologna l’evento dedicato alla private label che per la Cooperativa di Imola rappresenta oltre il 20% del fatturato salumi. Allo stand una selezione dei prodotti più richiesti da questo mercato in crescita, con la Passita di Romagna ancora protagonista. In vetrina anche le Fragranze di Salame, i nuovi salumi aromatizzati realizzati assieme al maestro delle essenze Baldo Baldinini. Per l’export l’obiettivo 2026 sono gli Stati Uniti. Confermati i due grandi testimonial del sorriso Max Mariola e Paolo Cevoli

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Il nuovo anno è appena cominciato e, come da tradizione, è già in arrivo il primo momento fieristico di prestigio. A BolognaFiere il 14 e 15 gennaio torna Marca, l’appuntamento internazionale dedicato alla marca commerciale e giunto alle 22esima edizione. CLAI è pronta a contribuire ancora una volta al successo di questo grande evento che ospiterà migliaia di protagonisti di un mercato in continua espansione. La private label occupa ormai una quota superiore al 20% del fatturato della stessa Cooperativa agroalimentare di Imola, confermando una progressione che continua ormai da tempo.

ALLO STAND CLAI TANTE ECCELLENZE A PARTIRE DALLA PASSITA
In vetrina a BolognaFiere ci saranno per CLAI i classici della salumeria italiana come i salami Milano, Napoli, Ungherese e una selezione di regionali piccanti, insieme a un’eccellenza del territorio come la Passita di Romagna. E proprio la tipica salsiccia romagnola rappresenta uno dei prodotti di riferimento per la realtà imolese perché racchiude in sé i valori cardine dell’azienda, come la filiera 100% italiana, la sostenibilità e l’attenzione al benessere del consumatore e dell’ambiente. Questa specialità viene sottoposta a una breve e delicatissima stagionatura mirata a ottenere un prodotto tenero, dolce e con una facile pelabilità che lo rendono adatto al consumo in tutti i momenti della giornata.

A MARCA ANCHE LA NOVITÀ FRAGRANZE DI SALAME
Marca sarà per CLAI anche il primo momento di presentazione in un evento fieristico delle Fragranze di Salame, i salami aromatizzati in grado di stimolare suggestioni di gusto completamente inedite. Cinque novità che sono il risultato di un percorso cominciato nel 2023 con un obiettivo: creare una linea di prodotto realmente nuova, distintiva e dal respiro più ampio possibile. Al talento del team CLAI – che ha permesso di raggiungere un livello unico, con un progetto completamente originale per il mercato dei salumi – si è aggiunta la capacità di Baldo Baldinini, un maestro delle essenze, abile a lavorare su più piani, come quello gustativo, quello olfattivo e quello emotivo. Il lavoro congiunto ha reso possibile ottenere la sfumatura di qualità necessaria alla creazione di un bouquet di essenze (Basilico, Profumi Mediterranei, Alchermes, Fiori d’Arancio e Cardamomo) capaci di dar vita a nuove esperienze di gusto. Da sottolineare che una delle singolarità di ogni versione, come già avviene nel campo dei profumi, è la composizione di un mix di più aromi, allo scopo di esaltare quello principale e coinvolgere tutti i sensi dei consumatori.

«Il risultato è un sentore totale e puro che non si può fare a meno di avvertire in tutta la sua profondità – conferma Gabriele Gardini, Ricerca & Sviluppo CLAI –. Chiunque abbia provato in passato a gustare un qualsiasi salame aromatizzato, pensiamo a quelli al vino ad esempio, difficilmente ne avrà potuto apprezzare un profumo particolarmente evocativo. Con quelli realizzati da CLAI l’esperienza sarà totalmente diversa».

Inopportuno, dunque, fare paragoni. «Esistono già diversi salami aromatizzati e varie esperienze in tal senso – prosegue Gardini –. In CLAI, grazie al lavoro fatto insieme a Baldinini, siamo riusciti ad applicare essenze molto più complesse e pure, con un’impronta significativamente più forte. Si tratta del primo salame che propone aromi all’interno del suo stesso prodotto. Un conto è aggiungere spezie nell’impasto, altra cosa è creare un impasto ad hoc, come è stato fatto in questo caso. Ci piace pensare che questo progetto possa contribuire a  cambiare il modo di interpretare l’aromatizzazione nel campo dei salumi».

DI CAPUA (DIRETTORE VENDITE): COLLABORAZIONI CON CHI CONDIVIDE LA NOSTRA VISIONE DI QUALITÀ
Prodotti della tradizione, dunque, novità e numeri che, per quanto riguarda il 2025 appena concluso, arridono alla Cooperativa di Imola. «Sebbene il mercato dei salami in Italia abbia fatto registrare una flessione nel 2025, CLAI su questo versante è cresciuta in doppia cifra – sottolinea Francesco Di Capua, direttore vendite Italia Salumi CLAI –. Un risultato che è la diretta conseguenza della distintività della nostra proposta. Elementi come la filiera integrata, l’italianità, le lunghe stagionature, l’expertise e la professionalità degli operatori, ci permettono di generare un’attenzione crescente nei nostri confronti, in particolare nel canale Gdo. Sono in aumento le richieste di collaborazione per le nostre proposte, come confermato da alcune trattative in corso, e già in fase avanzata, che rafforzeranno ulteriormente il nostro impegno. È un piacere e un orgoglio dar vita a percorsi di crescita condivisa con realtà allineate alla nostra visione e alla nostra tensione continua verso la qualità».

SOLA (DIRETTORE COMMERCIALE CARNI): PRONTI A COGLIERE OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO
E, a proposito di crescita, alle parole di Di Capua si aggiungono quelle di Marco Sola, il direttore commerciale Carni CLAI: «Noi siamo votati alla crescita – conferma – vogliamo sempre fare di più e meglio. Il mercato, soprattutto bovino, è in un momento che alcuni definiscono di “crisi”. Ecco, noi preferiamo parlare di “metamorfosi”. E quando ci sono profondi cambiamenti in corso, c’è chi arretra e chi, invece, riesce a cogliere nuove opportunità di sviluppo. La qualità, la solidità aziendale, la ricerca continua e la capacità di rispondere prontamente alle nuove sollecitazioni di mercato sono elementi che oggi possono fare una grande differenza. Per questo motivo CLAI può guardare al 2026 con fiducia e consapevolezza».

UNA FILIERA INTEGRATA E 100% ITALIANA
Come anticipato dai due manager, tra le principali distintività di CLAI spicca senz’altro la scelta strategica e identitaria della Filiera 100% Italiana, un impegno concreto che garantisce l'origine certificata delle materie prime e valorizza l'intera produzione zootecnica dei soci allevatori. Un modello di filiera integrata che permette di controllare ogni fase del processo produttivo, dai campi alla tavola, assicurando tracciabilità, trasparenza, qualità e rispetto per il territorio.

FUSO (EXPORT DIRECTOR): STIAMO COSTRUENDO PRESENZA SOLIDA NEL MERCATO USA
Centrale in questo contesto è anche il fronte export. Per CLAI le vendite oltreconfine rappresentano il 20% del fatturato, mentre il private label occupa una quota del 10% del totale.
«Cresciamo in tanti Paesispiega Alessio Fuso, Export director CLAI – In Germania l’incremento è a doppia cifra, ma i riscontri sono buoni anche in Inghilterra e Spagna. Qualche oscillazione in più per quanto riguarda la Francia, ma l’anno si è chiuso in positivo. La vera novità del 2026 sarà il mercato americano: stiamo costruendo le basi per avere una presenza solida, con un progetto di distribuzione diretta, in quello che è il terzo mercato mondiale per la salumeria italiana, dopo Francia e Germania. In più, vogliamo rafforzarci all’interno di mercati europei in cui al momento abbiamo una presenza al di sotto del potenziale. Penso ad esempio ai Paesi Bassi, alla Scandinavia, all’Europa dell’Est e all’area mediterranea».

MAX MARIOLA E PAOLO CEVOLI, GLI AMBASSADOR DEL SORRISO DI CLAI

Per CLAI, quindi, non possono esistere prodotti davvero buoni se non sono capaci anche di fare del bene e di donare un sorriso a ogni persona incontrata. È una filosofia che deve permeare tutte le attività e essere condivisa a ogni livello dell’organizzazione. Proprio per questo motivo sono stati scelti come brand ambassador del marchio CLAI due volti molto noti e apprezzati, lo chef Max Mariola e l’attore Paolo Cevoli.

La scelta è ricaduta su di loro perché, oltre a rispecchiare valori fondamentali dell’identità CLAI – come la serietà nel lavoro, la costante ricerca della qualità e del “saper fare”, insieme alla capacità di rappresentare il senso di comunità e di legame con il territorio – riescono sempre a trasmettere un sorriso a chi li segue. Un elemento essenziale per il mondo CLAI, poiché richiama direttamente l’obiettivo di portare ogni giorno gioia sulle tavole dei consumatori attraverso la bontà e l’eccellenza dei prodotti.

 

 


Clai S.c.a.
Via Gambellara 62/A
Sasso Morelli di Imola (BO) I
Tel. +39 0542 55711
www.clai.it


MARCA - by BolognaFiere – il business food in GD a Bologna il 14 e 15 p.v.

Si è aperta oggi a Bologna la 22ª edizione di MARCA by BolognaFiere & ADM, la fiera internazionale dedicata alla Marca del Distributore e punto di riferimento per l’intero ecosistema della MDD. Ad aprire la manifestazione, gli interventi istituzionali di Gianpiero Calzolari (presidente BolognaFiere) Mauro Lusetti (presidente ADM) e del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Marca by BolognaFiere & ADM è l’unica fiera italiana dedicata alla marca commerciale, la grande vetrina dove si espongono i prodotti dell’eccellenza italiana a marca del distributore. La fiera è organizzata da BolognaFiere in collaborazione con ADM, l’Associazione della Distribuzione Moderna. Si tratta di un evento chiave a Bologna per il settore del Food nella Grande Distribuzione (GD) focalizzato su Marchi del Distributore (MDD) che si tiene annualmente a gennaio – quest’anno (2026) - con la 22isima edizione programmata per il 14 e 15 gennaio presso i padiglioni di BolognaFiere, l’ideale piattaforma per incontrare produttori e innovazioni nel settore food e non food, con sezioni dedicate come MARCA Fresh (eccellenza del fresco)  MARCA Tech, MARCA Trend e MARCA Awards (packaging, logistica).

La “marca del distributore” è sempre più apprezzata dagli italiani con le vendite dell’anno 2025 che sono senz’altro di gran rilievo: oltre 31,5 mld, +6,8%.

Marca” è importante per il Food in GD perché presenta le ultime innovazioni di prodotto e le tendenze (es. attraverso Fresh, Tech, Trend e Awards) perché offre un programma di convegni e analisi di mercato (come il Rapporto MARCA di Circana e Osservatorio Non Food GS1 Italy) e perché permette di scoprire soluzioni innovative dalle aziende, come Intrapan con i suoi prodotti per il banco frigo (evidenziato dalle notizie dell’evento stesso, come afferma il sito ufficiale “marca.it”).

Oltre 9 consumatori su 10 si fidano dei prodotti a “Marca del distributore” (MDD). Sud e Isole motore della crescita, vola il fatturato delle aziende MDD partner. I dati TEHA (The European House – Ambrosetti) per ADM (Associazione Distribuzione Moderna) anticipano il rapporto del convegno di apertura di MARCA by BolognaFiere & ADM 2026. L’edizione 2026 di Marca by _BolognaFiere & ADM con 28 insegne, +19% di superficie espositiva e con una crescita media sempre del 19% in tutte le aree della manifestazione. ADM, l’unica manifestazione che presidia l'intera filiera della marca privata, vedrà 28 insegne protagoniste con una crescita media sempre del 19% in tutte le aree della manifestazione: dagli espositori del food a quelli del non food, dall'area MARCA Fresh, che ha registrato un'eccezionale crescita risultando raddoppiata, a MARCA Tech (packaging, logistica e servizi a monte per la Marca del Distributore).

Il Ministro MASAF - (Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste) -  Francesco Lollobrigida è intervenuto all'inaugurazione della fiera della Distribuzione Moderna Organizzata (DMO) sottolineando il ruolo della marca del distributore come "firma" e "garanzia" del Made in Italy, evidenziando come l'evento sia cruciale per il settore e per valorizzare i prodotti italiani.  La sua presenza conferma l'importanza strategica del settore per il Ministero dell'Agricoltura e della Sovranità Alimentare. Il suo discorso si è inserito nel contesto dell'evento, che si svolge fino al 15 gennaio a Bologna con la partecipazione di autorità istituzionali per discutere le tendenze e le strategie del retail.
Per Lollobrigida, Marca 2026 è un momento decisionale per la DMO, dove si definiscono strategie e si anticipano i trend. Il ministro ha poi collegato la marca del distributore all'eccellenza italiana, vedendola come un sigillo di qualità.

 

La Marca del Distributore è oggi una leva industriale capace di generare valore economico e occupazione – ha dichiarato Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere -  “I dati presentati confermano come la MDD non sia più solo una risposta alla convenienza, ma un modello che integra qualità e innovazione lungo tutta la filiera produttiva. MARCA by BolognaFiere & ADM nasce e cresce  con questa ambizione: essere la piattaforma di riferimento dove industria e distribuzione si incontrano per costruire sviluppo, sostenere il Made in Italy e accompagnare i cambiamenti dei consumi. L’edizione 2026, con una presenza sempre più ampia delle insegne e un rafforzamento di tutte le aree espositive, testimonia un settore dinamico e una filiera che guarda al futuro

 

 

BolognaFiere SpA
Viale della Fiera, 20
40127 Bologna (BO)
www.bolognafiere.it


“Margherita S.p.A.” a Marca 2026 presenta «‘A Margherita Napulì by Re Pomodoro» ispirata alla tradizione napoletana della pizza

L’azienda si presenta insieme a Gusto Sorrento e Propizza, ponendosi insieme come players di riferimento per Retail e MDD per ampiezza e varietà di gamma, con una novità assoluta che affianca pizze, basi pizza, pinse e snack pizza frozen che coniugano tradizione e innovazione, rispondendo alle nuove esigenze del consumo senza rinunciare all’autenticità.

 Una novità assoluta per Margherita S.p.A. che annuncia la propria partecipazione a Marca 2026, a BolognaFiere, dove al Padiglione 29 – Stand B/17, presenterà in forma congiunta con Propizza e Gusto Sorrento l’intera gamma di pizze, basi pizza, pinse, focacce e snack frozen di alta qualità. 3 centri di eccellenza italiani insieme per costituire un punto di riferimento per ampiezza e varietà di gamma per il mondo Retail e MDD, anche con prodotti custom. Protagonista sarà il brand Re Pomodoro che amplia il proprio universo con il lancio di una novità assoluta, Re Pomodoro ‘A Margherita Napulì, una nuova pizza che introduce una ulteriore anima all’interno della proposta frozen, affiancando le già consolidate Gourmet Doppia Lievitazione e Ariosa. Un’evoluzione che conferma la vocazione del marchio, ovvero portare nel consumo domestico una pizza experience superiore, ispirata ai diversi stili e alle molteplici interpretazioni dell’arte bianca italiana, capace di sorprendere il consumatore. A’ Margherita Napulì è una pizza dal profilo inedito che rende omaggio alla tradizione napoletana più autentica. L’impasto, ispirato alla scuola campana, si distingue per il cornicione alto e scioglievole, cotto su pietra refrattaria ad altissima temperatura per pochi minuti, per garantire una struttura leggera, una texture equilibrata e un’esperienza sensoriale che richiama quella della pizzeria.

Con Re Pomodoro Napulì introduciamo un prodotto che interpreta in modo contemporaneo uno dei simboli più iconici della cucina italiana – dichiara Andrea Ghia, Amministratore Delegato di Margherita S.p.A. –. È un passo coerente con la nostra visione: continuare a innovare nel frozen valorizzando qualità, know-how produttivo e rispetto della tradizione”.

Ma non è tutto. Il Marca sarà l’occasione per anticipare agli ospiti altre novità retail dedicate al banco frigo, come la Pinsa Margherita e la Pinsa Prosciutto, estendendo l’offerta ad alta idratazione con un prodotto pronto, pre-farcito con ingredienti selezionati, pratico e veloce da preparare.

A "Marca", per la prima volta, le aziende Margherita, Propizza e Gusto Sorrento si presenteranno unite come un unico partner italiano per la Pizza Premium, inaugurando un innovativo layout espositivo condiviso. Questa scelta rappresenta il primo passo di un percorso strategico che conferma l’impegno delle tre realtà nel costruire la più ampia offerta di prodotti pizza premium, valorizzando grazie a una collaborazione stretta, coordinata e complementare, un rapporto sinergico e integrato volto a rafforzare la loro presenza nel mercato e a proporre soluzioni di alta qualità ai clienti.

Margherita S.p.A., nata dall’esperienza di Fabrizio Taddei e costituita nel 2001 a Fregona (TV), è un’azienda con 5 stabilimenti produttivi e quasi 500 persone impiegate, produttrice di pizze e snack di alta qualità per la PL e con il proprio brand Re Pomodoro, con prodotti distribuiti in più di 30 Paesi a livello internazionale. Insieme alla società alla società di distribuzione Margherita (Schweiz) AG di Spreitenbach, CH, genera come Margherita Group un fatturato di circa 97 milioni di euro.

 

 


Margherita S.p.A. a socio unico
Via dell'Industria, 11
31010 Fregona (TV)
Tel. +39 0438 915081
www.margheritagroup.com


"Il Commino delle identità" - a cura dei Borghi d'Europa -

Il Molise nei Percorsi Internazionali di Borghi d'Europa

 L'Associazione Culturale Borghi d'Europa promuove da oltre quindici anni una rete di borghi e territori poco conosciuti, al fine di valorizzarne il patrimonio  culturale, ambientale, artistico, enogastronomico, economico e scientifico attraverso progetti ed iniziative di informazione finalizzate ad 'informare chi informa'. La rete internazionale Borghi d'Europa, nel quadro del progetto L'Europa delle scienze e della cultura, patrocinato da ESOF2020 e dalla IAI (Iniziativa Adriatico Jonica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella Regione Adriatico Jonica), propone un percorso informativo sui temi della sostenibilità nel settore del turismo. Giornalisti e Comunicatori visiteranno nel 2026 in incognito i luoghi del Molise, attivando la collaborazione con la stampa locale, autentica 'sentinella' e testimone nelle comunità locali. Il 'format' prevede la partecipazione di comunicatori e giornalisti della stampa locale, regionale, nazionale ed europea; interviste a rappresentanti delle istituzioni e associazioni locali, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni europee, ecc.; la realizzazione di rassegne stampa multimediali (radio, tv, stampa, online e social); il dono di materiali didattici alle scuole dei territori coinvolti. I Paesi inclusi nel progetto sono: Italia, Croazia, Slovenia, Austria, Svizzera, Montenegro, Albania, Bosnia Erzegovina, Grecia, Serbia e Repubblica di San Marino. Le Regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Marche, Abruzzo, Puglia, Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia. Con Ufficio Stampa: a Milano.

 

L'Abruzzo nella IAI (Iniziativa Adriatico Ionica) – L'Oleificio Andreassi di Poggiofiorito viene riconfermato nei progetti europei –
l'inserimento nel tour internazionale Il Cammino delle Identità gennaio 05 - 2026

L'Abruzzo è una regione che fa parte dell'Iniziativa Adriatico Ionica (IAI) un'organizzazione internazionale che promuove la cooperazione regionale tra i paesi che si affacciano sul Mar Adriatico e Mar Ionio. L'IAI è nata nel 2000 come forum intergovernativo e il suo segretariato permanente ha sede presso il Ministero degli Affari Esteri italiano.
In particolare, l'Abruzzo è coinvolto nell'ambito dell'obiettivo di cooperazione territoriale europea, attraverso il Programma di cooperazione transnazionale Adriatico Ionico (ADRION) 2014-2020. Questo programma mira a favorire lo scambio di esperienze e conoscenze, migliorando la governance e promuovendo la crescita economica nella regione, anche attraverso la creazione di posti di lavoro. Le origini dell'IAI risalgono anche alla strategia marittima per il Mar Adriatico e il Mar Ionio, adottata dalla Commissione Europea nel 2012. Il Consiglio Europeo del 2012 ha inoltre invitato la Commissione a rafforzare la cooperazione nell'area.

In sintesi, l'Abruzzo partecipa attivamente all'IAI, contribuendo agli obiettivi di cooperazione e sviluppo sostenibile nella regione Adriatico-Ionica.
Proprio per queste ragioni i giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno riconfermato l'Oleificio Andreassi di Poggofiorito nei progetti europei, dopo aver fatto partecipare l'Azienda alle iniziative del 25° Anniversario della nascita della IAI, che si sono tenute nel giugno 2025, nel Nordest ( a Rossano Veneto-VI) e ad Ancona.
La motivazione : "Oleificio Andreassi (Poggiofiorito), dal lontano 1878 e da cinque generazioni la famiglia Andreassi produce con cura ed amore uno squisito olio extravergine d'oliva. assicurando la bontà sempre genuina del suo olio, di Poggiofiorito, Borgo del Gusto, in provincia di Chieti, tra l'Adriatico e la Maiella, in una zona di dolci colline."
Poggiofiorito è un comune italiano di 798 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte dell'Unione dei comuni della Marrucina.
I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa lo hanno conosciuto grazie alle degustazioni dell'olio e dei vini dell 'Oleificio Andreassi, del comm. Matteo Andreassi.

Nel 2026 l'Oleificio Andreassi rappresenterà l'Abruzzo nel tour europeo Il Cammino delle Identità, che toccherà 10 Regioni Italiane e 10 Paesi E.uropei.
"La notizia – commenta Renzo Lupatin, giornalista presidente di Borghi d'Europa- è giunta al Comm. Matteo Andreassi, proprio in queste ore. E' una grande soddisfazione per noi, poter sviluppare la collaborazione informativa con Aziende di grande sesibilità e Cultura. L'Oleificio non ha mai fatto mancare il proprio sostegno alle campagne di educazione alimentare che Borghi d'Europa realizza per le comunità scolastiche dei Territori coinvolti"

 

La piattaforma informativa I Borghi del gusto nel 2026 – Il Partenariato di informazione di Laura Panizutti, Consulente finanziario e patrimoniale di Conegliano

Nel 2026 la rete Borghi d’Europa rilancerà nel progetto L’Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica ) la piattaforma informativa I Borghi del Gusto. I primi 40 Borghi della rete furono scelti nel 2018, in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio culturale. Nel 2019 il progetto fu presentato nella sede del Parlamento europeo di Milano, con la ‘costruzione’ di ben 13 Percorsi internazionali dedicati alle diverse filiere.
Nel 2024, in occasione delle elezioni europee, i Borghi salirono a 80, grazie alla collaborazione informativa con il Parlamento Europeo.

In tutte le diverse tappe del progetto – ricorda Renzo Lupatin, giornalista e presidente di Borghi d’Europa – ci ha accompagnato come partner di informazione Laura Panizutti, Consulente Finanziario e Patrimoniale di Conegliano.”

Accettando, allora, il partenariato di informazione che mi era stato proposto – commenta Laura Panizutti - ho potuto vivere su due binari questa esperienza: il binario della sostenibilità (i temi della finanza etica e sostenibile) e il binario di un viaggio del gusto alla scoperta dei territori europei meno conosciuti. Se oggi possiamo presentare i Percorsi Internazionali nella loro struttura attuale, è perchè non è mai venuta a mancare la 'voglia' di continuare, con passione e competenza, quel viaggio.

60 saranno i borghi visitati in incognito in Italia e in Europa, 60 i dossier informativi che verranno rigorosamente documentati in rassegne stampa a cadenza mensile.

Il racconto – continua Lupatin - verrà condiviso con i protagonisti delle storie raccolte nelle comunità, che si scambieranno anche le esperienze nel corso di incontri multimediali ad interviste”.

La rete internazionale Borghi d'Europa, nel quadro del progetto L'Europa delle scienze e della cultura, patrocinato da ESOF2020 e dalla IAI (Iniziativa Adriatico Jonica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella Regione Adriatico Jonica), ha proposto un percorso informativo sui temi della sostenibilità. I Paesi inclusi nel progetto sono: Italia, Croazia, Slovenia, Austria, Svizzera, Montenegro, Albania, Bosnia Erzegovina, Grecia, Serbia e Repubblica di San Marino. Le Regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Marche, Abruzzo, Puglia, Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia. Con Ufficio Stampa: a Milano

Dobbiamo - conclude Panizutti - cambiare radicalmente il nostro atteggiamento nei confronti della Terra: possiamo certamente trarne il nostro nutrimento, ma solo rispettandone l’equilibrio complessivo. Non si tratta solo di piantare un alberello o due, né di mettere un filtro in più negli scappamenti delle nostre automobili: dobbiamo fare in modo che quanto prendiamo dalla terra le sia restituito: dalla rotazione delle culture alla riforestazione, dalla pesca controllata, all’uso di energie rinnovabili. Prima di fare qualsiasi cosa dobbiamo fare un attento studio di danni e benefici, cercando di massimizzare i primi e minimizzare o meglio risarcire con azioni positive gli ultimi, in modo da mantenere un equilibrio naturale complessivo. Ecco la funzione di questa nostra comunicazione sarà appunto quella di far conoscere e valorizzare l’azione di chi opera non perdendo di vista questo impegno a mantenere l’equilibrio naturale.

L'Europa delle Scienze e della Cultura - Patrocinio IAI) - Galičnik, Macedonia del Nord, nella rete dei Borghi del Gusto

Il progetto L'Europa delle scienze e della cultura Patrocinio IAI (Iniziativa Adriatico Ionica Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica) propone un dossier informativo sulla Macedonia del Nord. In questo contesto i giornalisti di Borghi d'Europa hanno scelto di inserire il Villaggio di Galičnik nella rete dei Borghi del Gusto. Nel cuore della zona dei Mijaci, sulle colline di Bistra, si trova
Galičnik
, uno dei più affascinanti villaggi montani, famoso anche oltre confine per i suoi ricchi pascoli, per i gustosi kaškaval (formaggio giallo) e sirenje (formaggio bianco), ma anche per la perizia dei suoi abitanti nel campo dell’edilizia. Galičnik è caratteristica non solo per la particolare ubicazione a un’altitudine di circa 1400 metri slm, ma anche per l’aspetto originale e autentico delle abitazioni. La maestria nell’edilizia degli abitanti di questa zona è nota in varie città europee, dove i muratori di Galičnik hanno dimostrato un’ottima padronanza di questo mestiere. In questo villaggio è stata mantenuta l’architettura rurale originale, le vecchie case di pietra sono state ristrutturate e le nuove si edificano nel rispetto delle forme tradizionali. Le case sono di due o tre piani e mantengono le sembianze di quelle costruite fra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.
I documenti storici più antichi che citano Galičnik risalgono al X secolo. Si ritiene che nell’antichità fosse un insediamento di pastori e anche nei secoli successivi la pastorizia è rimasta la principale attività degli abitanti di Galičnik. Oggi il villaggio si popola solo nei mesi estivi, quando gli abitanti sparsi in giro per il mondo tornano nella terra di origine e in particolare a luglio, quando molti turisti vengono ad assistere alla tradizionale “Galička Svadba” (Nozze di Galičnik). Oltre all’architettura tipica e al ricco patrimonio culturale, Galičnik rappresenta anche un’esperienza indimenticabile grazie alla sua natura incontaminata, dove ancora oggi non è raro imbattersi in una mandria di cavalli selvatici al galoppo lungo le colline. Il clima mediterraneo rende questo terreno particolarmente fertile e anche se gli inverni spesso sono rigidi e la neve può rimanere fino a maggio, in primavera e in estate la natura si risveglia e propone uno spettacolo che, in armonia con l’opera dell’uomo, vi regalerà una vista mozzafiato.

Note informative
L'Iniziativa adriatico-ionica (IAI o AII) è un'organizzazione internazionale nata nel 2000; ne sono membri i paesi che si affacciano sui mari Adriatico e Ionio. È un forum intergovernativo per la cooperazione regionale nella Euroregione adriatico-ionica, che ha lo scopo di promuovere l'allargamento dell'Unione europea nei paesi balcanici. Il suo segretariato permanente ha sede nella città di Ancona, storico avamposto tra l'Europa occidentale, la Grecia e i Balcani, nella cinquecentesca Cittadella.

 

 

Il Cammino delle Identità 2025-26 - "Perchè abbiamo scelto di partire dalla storia e dalle storie di Ca' Lustra Zanovello"

"Da quasi 50 anni Ca' Lustra si dedica con impegno ed entusiasmo alla vitivinicultura euganea, avendo come obiettivo la qualità: un cammino appassionante in una terra unica per valenze naturali e storiche". Linda Zanovello, insieme al fratello Marco, porta avanti l'azienda fondata nel 1977 da Franco Zanovello: 25 ettari a vigneto con altri 15 a uliveto, bosco e pascolo, tutti all'interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, suddivisi in numerosi 'cru' dai particolari caratteri pedoclimatici.

Proprio a queste esperienze hanno voluto riallacciarsi i giornalisti di Borghi d'Europa che, fin dal 1989avevano voluto intraprendere un viaggio del gusto con la rete giornalistica L'Italia del Gusto e la rivista L'Etichetta diretta da Luigi Veronelli.

Il fiorire di iniziative di informazione, la nascita del progetto l'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica), il crescere di percorsi internazionali per 'informare chi informa', trovano la loro ispirazione più profonda e una corrispondenza strutturale con la filosofia e le storie di Ca' Laustra Zanovello.

La conoscenza del Territorio, lo studio e la sperimentazione incessanti, il credo nella sostenibilità e nella coltivazione biologica, riportano direttamente alla identità dell'Azienda:

"Nella grande cantina sottomonte si lavora seguendo gli stessi principi 'naturali': vinificazioni tradizionali con fermentazioni spontanee, nessuna chiarifica e utilizzo di solfiti ridotti al minimo."

"Potevamo ricordare Luigi Veronelli con i soliti riti, cospargendo di chiacchiere inutili la Sua storia -osserva Renzo Lupatin, giornalista e presidente di Borghi d'Europa - . Qualche bevuta, qualche manifestazione con discorsi di circostanza e via....  No, ci siamo detti, la strada è di ripartire dalle esperienze reali, dalla vita dei Territori "

        Bottiglie Linea Zanovello

Ca' Lustra divide la sua produzione in tre linee: Vini Ca' Lustra Selezioni Zanovello e Prove d'Autore.Insieme compongono un ritratto della ricchezza e complessità del territorio, sempre rispettando la filosofia aziendale: vini bianchi rossi e dolci di pronta beva o più strutturati e longevi, tradizionali o sperimentali. Prodotti tipici completano l'offerta: olio extra vergine di oliva, sale aromatico grappa miele confetture e altro ancora. Il viaggio del gusto di Borghi d'Europa propone una selezione di prodotti e produttori locali, per interpretare al meglio i Colli Euganei.

"Sono diversi anni – racconta Bruno Sganga, giornalista, già coordinatore delle iniziative editoriali del Maestro - che Luigi Veronelli (Gino per chi aveva vera amicizia e confidenza con lui) ci ha lasciati ed una volta per tutte sia chiaro che siamo tutti debitori a Veronelli. Lo sono i consumatori a cui ha saputo raccontare “camminando la Terra” in modo esemplare ed unico, come i vari protagonisti del settore agroalimentare ed enogastronomico, verso questa figura leggendaria ed autentico uomo di cultura. Lo siamo tutti dall’enogastronomo antesignano e moderno insieme, al giornalista polemico, al fine scrittore, all’editore coraggioso, al conduttore televisivo precursore del settore, oltre che al filosofo ed anarchico sui generis. Ho vissuto quasi quindici anni a fianco dell’uomo Veronelli nel pieno degli anni più entusiasmanti: dalla sua “L’Etichetta” e le millanta sue Guide, in un ruolo che mi consentiva, soprattutto per amicizia e fiducia, tra marketing e redazione, viaggiando ovunque con lui, d’intervenire e conoscere ogni minimo particolare della sua vita professionale ed anche umana. Sorrido quando negli ultimi tempi leggo od ascolto di gente che lo cita, mette immagini con lui o sbandiera lettere, per evidenziare che “conosceva” Veronelli… pur di poterlo citare e vantarsene. Ma Gino era cordiale ed aperto con tutti, come dimostrava nella sua “Corrispondenza pubblica e violata” a cui dedicava ore ed ore, pur quando lontano dalla dimora bergamasca.

VERONELLIANA è il percorso che Borghi d'Europa dedica a Luigi Veronelli, nel progetto di collaborazione informativa con il Parlamento Europeo e che ha nel Territorio dei Colli Euganei un suo riferimento storico e culturale preciso.

 

 

San Marino, antica terra della libertà: piccola Repubblica, grandi vini!

Tutto iniziò con un uomo straordinario, un tagliapietre originario forse della Dalmazia, di nome Marino, che nel IV secolo d.C., cercando di sfuggire alla persecuzione dei cristiani, si rifugiò sul monte Titano, dove edificò una chiesa dedicata a San Pietro - insieme all’amico Leone - e vi formò una comunità cristiana di cui era diacono che nel tempo divenne la Repubblica di San Marino. Marino vivendo da eremita, sosteneva l’indipendenza e la libertà e poco prima di morire, il 3 settembre 366 d. C., (giorno che lì viene ancora oggi celebrato come festa nazionale) lasciò la sua eredità spirituale con la famosa citazione: “Relinquo vos liberos ab utroque homine” (vi lascio liberi da ogni potere umano). Riconosciuta come la Repubblica più antica del mondo, per la lunga storia di governo autonomo e leggi antiche (fin dal XIII secolo) vanta il suo centro storico e il monte Titano come patrimonio dell'umanità UNESCO, testimoniando la storia di una repubblica da sempre libera. L’entrata nel centro storico è indicata da un cartello che recita: “qui si entra nella terra della libertà”. Il motto “Libertas” e la Statua della Libertà, l’hanno resa un rifugio storico per chi cercava autonomia e appunto libertà, come successe a Giuseppe Garibaldi che vi ottenne “asilo e un po’ di pane” (vicenda nota come “scampo garibaldino”)…

Grandi vini nei calici del Titano
I vini autoctoni di San Marino si basano sui vitigni rossi (Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc) che danno l’ottimo Sangiovese e sui vitigni bianchi (Biancale, Ribolla, Moscato, Chardonnay) da cui, Biancale, Ribolla e Moscato, affiancati dai vini internazionali Cabernet e Merlot, producendo pure rossi strutturati (Brugneto e Tessano) e bianchi aromatici (Roncale) oltre agli spumanti (Titano, Briza) e al passito Oro dei Goti. Questi prodotti, spesso con Identificazione d’Origine (I.d.O.) rispecchiano il territorio e sono simili a quelli delle vicine Romagna e Marche (con la “Cantina San Marino” come principale produttore).

Vini Rossi
Sangiovese di San Marino (I.d.O.): è il rosso più rappresentativo, spesso strutturato, di colore rosso rubino intenso, fresco e fruttato, al naso con sentori di frutti rossi (mora, mirtillo ciliegia, lampone) a volte speziati e di vaniglia, mentre al palato è morbido, armonico, equilibrato, con tannini presenti (nobili); buona l’acidità e la persistenza; adatto a carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati, con versioni più strutturate (Brugneto, Superiore) che evolvono verso note più complesse come cuoio e tabacco.
Brugneto di San Marino (I.d.O.): vino rosso fermo, iconico della Repubblica sammarinese, prodotto principalmente da uve Sangiovese 100% (o quasi) a volte affinato in botte; caratterizzato da colore rosso rubino intenso che vira al granato con l’invecchiamento, profumo fruttato (mora, mirtillo, ciliegia) con note speziate e vanigliate e gusto strutturato, morbido, armonico, con tannini dolci e buona persistenza; ideale con carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati.
Tessano di San Marino (I.d.O.): vino rosso con Sangiovese (min 50%) corposo e strutturato, affinato in legno, dal carattere elegante e dal colore rosso rubino intenso con riflessi granata, profumi complessi di frutti rossi, vaniglia, liquirizia e caffè, con sapore asciutto, morbido, armonico e persistente, con tannini nobili ed equilibrio di acidità, ideale per accompagnare carni rosse e selvaggina.
Sterpeto: vino rosso (Rosso di San Marino DOC) un blend di Sangiovese con Merlot, Cabernet Sauvignon, ecc., dedicato ai primi Capitani Reggenti; vino strutturato e fruttato con uve internazionali (Cabernet, Merlot).

Vini Bianchi
Biancale di San Marino (I.d.O.): vino bianco secco, fermo, aromatico, fresco e sapido, dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, che offre profumi fini di fiori e frutta, con note che possono ricordare l’uva in fiore e sentori agrumati; presenta un gusto equilibrato, morbido ma strutturato, con un finale leggermente amarognolo, ideale con antipasti e piatti di pesce.
Roncale di San Marino (I.d.O.): vino bianco secco, fermo (simile al Biancale) 100% Ribolla di San Marino, dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini, profumi fini e delicati di fiori (acacia, ginestra) frutta (agrumi, pera, mela) erbe aromatiche e un sapore fresco, asciutto, sapido, di buona struttura con un retrogusto leggermente amarognolo. È prodotto con vinificazione e affinamento in acciaio inox. Ottimo come aperitivo e con piatti di pesce.
Ribolla di San Marino (I.d.O.): vino bianco secco, fresco, sapido e aromatico, dal colore giallo paglierino, con profumi delicati di fiori (acacia, ginestra) e frutta (agrumi, mela, pera); di buona struttura e acidità vivace, che la rendono versatile; secco, frizzante o spumantizzata, valorizzando la sua minerali e freschezza, tipiche del vitigno autoctono Grechetto Gentile.
Caldese di San Marino (I.d.O.): vino bianco fermo (spesso in miscela con altri) prodotto da uve Ribolla e Chardonnay, caratterizzato da colore paglierino intenso, profumo fine e complesso (note di frutta esotica, fiori, vaniglia) e un sapore armonico, vellutato e persistente con buona acidità e struttura, spesso affinato in legno. È ideale con primi saporiti, carni bianche speziate e formaggi stagionati, servito a 10-12°C, rispetta specifiche norme di produzione e imbottigliamento.
Moscato Vivace di San Marino (I.d.O.): vino bianco dolce aromatico (prodotto anche spumante) si presenta giallo paglierino brillante con perlage fine, offrendo aromi di frutta (pesca, pera) e fiori (salvia, arancio) con un gusto dolce, fresco, equilibrato e aromatico, spesso con note sapide, prodotto principalmente da uve Moscato Bianco.

Vini Speciali e Spumanti
Oro dei Goti: vino passito dolce, prodotto da uve Moscato stramature, caratterizzato da un colore giallo dorato intenso con riflessi ambrati, un profumo complesso di fiori gialli, frutta esotica (albicocca, arancia) miele, mandorla e spezie (cannella) e un sapore dolce, vellutato e persistente, con buona acidità che bilancia la dolcezza, retrogusto di frutta secca e note di pasticceria, servito fresco (8-10°C) con dolci o formaggi erborinati.
Titano Spumante: vino bianco spumante brut, prevalentemente a base di Chardonnay (spesso 100%) caratterizzato da un colore giallo paglierino, perlage fine e persistente, profumi floreali e fruttati (mela, pera, pesca bianca) con sentori di lievito o crosta di pane e un gusto secco, morbido, fresco, sapido e ben bilanciato dall’acidità. È prodotto a fermentazione naturale o con metodo Charmat, con una maturazione sui lieviti che ne arricchisce il bouquet.
Briza: spumante brut rosé (prodotto dal Consorzio Vini Tipici di San Marino) è un vino fresco, secco e morbido, dal colore rosato con perlage fine, che offre profumi di rosa, agrumi, ciliegia e note di lievito, abbinabile ad aperitivi, pesce e carni bianche, servito fresco (6-8°C).
Valdragone: bianco e frizzante, fresco e leggero, colore giallo paglierino e riflessi verdognoli, profumi delicati di fiori e frutta (pera) gusto secco, sapido, vivace, ma equilibrato con morbidezza e acidità, ottimo come aperitivo e con pesce e antipasti di mare. È prodotto da uve Biancale e Chardonnay (in alcune versioni) fermentato in acciaio e rifermentato sui lieviti per un breve periodo, con alcol 11,5-12,5%.
Grillet: (spesso riferito a Château Grillet, un’AOC francese) è un bianco a fermentazione naturale,  strutturato e aromatico, non frizzante di natura, ma con un'effervescenza che può derivare da fermentazioni secondarie (come nel caso di alcuni vini di San Marino, definiti proprio “frizzanti”)  caratterizzato da colore giallo paglierino, profumi intensi di frutta bianca e fiori (pesca, albicocca, fiori bianchi) e gusto secco, sapido, minerale e vivace, con note di miele, agrumi e talvolta legno, ottimo con pesce o crostacei.

…Prosit!