Il prossimo week-end ad Alba “Go Wine” celebra i vitigni autoctoni del Piemonte
Go Wine presenta l’ottava edizione della Festa del Vino dedicata ai Vitigni Autoctoni del Piemonte, in programma domenica 24 maggio p.v. nel centro storico di Alba.
Un evento di degustazione che rende omaggio alla grande ricchezza del vigneto piemontese: espressa attraverso i vitigni autoctoni, raccontati e proposti in assaggio alla presenza diretta dei produttori. La manifestazione si svolgerà lungo l’intera giornata, dalle ore 11.00 alle ore 19.00, trasformando il centro storico di Alba in un grande percorso di degustazione dedicato alla biodiversità viticola del Piemonte.
Un “viaggio” nel vigneto piemontese
La Festa del Vino nasce per valorizzare la ricchezza e la diversità del patrimonio ampelografico regionale, dando voce a varietà celebri e ad altre più rare, recuperate e rilanciate nel corso degli ultimi anni.
Oltre 40 vitigni saranno rappresentati nel corso della giornata, in un ideale viaggio attraverso il Piemonte del vino: dai vitigni più noti, come il Nebbiolo, la Barbera, il Dolcetto, l’Arneis o il Timorasso, fino a varietà meno conosciute e particolarmente affascinanti come Baratuciat, Bian Ver, Uvalino, Becuet, Caricalasino, Chatus, Rossese bianco e molte altre.
Un percorso che invita a scoprire non solo i vini, ma anche i territori, le storie e il lavoro delle cantine che custodiscono e interpretano questo straordinario patrimonio.
Il vino come incontro con le cantine
Le cantine partecipano all’evento incontrando direttamente il pubblico nei banchi d’assaggio che animeranno il centro storico della città.
Altri vitigni e vini saranno presentati in speciali enoteche tematiche, completando così il percorso della degustazione.
La Festa del Vino è anche un’occasione per vivere il vino come incontro, dialogo e racconto: un’opportunità per conoscere da vicino i produttori, ascoltare le storie delle aziende e approfondire il legame tra vitigno, paesaggio e identità territoriale.
Ospiti speciali: Vini del Portogallo e Vermentino in Italia
Nel segno dell’incontro e del confronto due enoteche tematiche racconteranno un grande vitigno autoctono dell’Italia e una realtà estera.
In Italia la scelta è caduta sul Vermentino: un vitigno che possiamo definire “tirrenico”, perché guarda al mare e si esalta in alcuni suoli (come il granito della Gallura in Sardegna).
Il 90% del vermentino in Italia arriva da Liguria, Toscana e Sardegna, alcune presenze si registrano anche in Umbria e Lazio.
Una selezione di etichette racconterà la sua presenza in diverse regioni e darà voce a importanti interpreti.
Il Portogallo è il Paese ospite di questa edizione: vanta una storia antica, è l’11° produttore di vini al mondo; regioni come Douro e Porto fanno il 20% del totale della produzione nazionale.
Una selezione di vini racconterà le principali aree viticole del Paese: dal nord del Vinho Verde al sud dell’Alentejo, la regione vinicola più grande.
Sono oltre 250 i vini autoctoni del Portogallo: ne presenteremo alcuni in una Enoteca esclusiva.
Tre masterclass per approfondire conoscenze
Alcune masterclass caratterizzeranno la giornata e toccheranno differenti temi: celebrando la ricorrenza dei 60 anni dal riconoscimento delle prime doc in Italia, ponendo un’attenzione ai vini del Portogallo, ospiti dell’evento.
Rivolgendo un’attenzione sulla Nascetta del Comune di Novello, approfondendo le caratteristiche di questo originale bianco di Langa.
Il programma delle masterclass
ore 11.30:
60 anni di Doc in Italia (1966-2026): Barolo, Barbaresco & more…
Evento inaugurale, degustazione di 6 vini
(Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino, Vernaccia di San Gimignano, Frascati, Ischia)
ore 15.00
Portogallo nel calice: territorio, storia, vitigni: dal Vinho verde, al Porto, all’Alentejo. Degustazione di 5 vini
ore 17.00
La Nascetta del Comune di Novello, bianco di Langa da scoprire, degustazione di 4 vini
Un evento di grande impatto, dove poter degustare in un unico contesto vini spesso introvabili, la possibilità di incontrare molte cantine al banco d’assaggio nello spirito della community di Go Wine che ha ideato l’evento.
Una masterclass (ore 11.30 prenotazione cliccando in fondo alla pagina), si propone di celebrare una ricorrenza importante: 60 anni nel 2026 dall'istituzione delle prime Doc. Dove campeggiano Barolo e Barbaresco, i grandi rossi di Langa, e altri importanti vini italiani.
Nel pomeriggio un'area lounge presenterà una selezione di tutte le denominazioni che, per prime in Italia, hanno ottenuto il riconoscimento della denominazione d'origine.
Oltre 90 cantine, 40 vitigni del Piemonte raccontati nei vini
Ecco l’elenco delle cantine piemontesi protagoniste della degustazione al banco d’assaggio e nelle sezioni enoteca:
Alberto Rizzo
Associazione Verduno è uno
Bosio Giuliano
Ca ed Curen
Cantine Vida
Cascina Corsico
Cascina Garera
Cascina del Pozzo
Cascina delle Rocche di Moncucco
Cascina Mucci
Cascina Paladin
Crota Cichin
Edoardo Olivetti
Erbalù
Gerlotto Fratelli
Ghiga
Ghera
La Tribuleira
L’Autin
Mauro Vini
Prufigà
Roggero
Scarzella
Tenuta Gaggino
Tenuta San Bernardo
Torchio 1953
Vigne dei Mastri
I vitigni rappresentati in degustazione:
Albarossa, Arneis, Avanà, Baratuciat, Barbera,
Becuet, Bian Ver, Bonarda, Brachetto, Bussanello,
Cari, Caricalasino, Cellerina, Cortese, Croatina,
Dolcetto, Erbaluce, Favorita, Freisa, Furmentin,
Gamba di Pernice, Grignolino, Malvasia,
Malvasia di Schierano, Malvasia Moscata,
Montanera, Moretto (Lambrusca di Alessandria),
Moscato, Nascetta, Nebbiolo, Nebbiolo di Dronero (Chatus),
Neretto di San Giorgio, Pelaverga piccolo,
Quagliano, Rossese bianco, Ruchè, Slarina,
Timorasso, Uva rara, Uvalino, Vespolina.
Alba, città del vino: la scelta di Alba come sede dell’evento non è casuale
La città rappresenta da sempre un punto di riferimento per il mondo del vino, per la presenza di importanti istituzioni formative e culturali, per il suo ruolo nel cuore di un territorio di eccellenza e per la capacità di accogliere e raccontare il vino in tutte le sue espressioni.
Per un giorno, il centro storico di Alba diventa una via del vino, luogo dove convergono vitigni, territori e storie diverse del Piemonte, in una festa che unisce degustazione, conoscenza e convivialità.
Come in ogni edizione, Go Wine promuoverà anche una iniziativa a favore della ricerca in campo vitivinicolo.
FESTA DEL VINO
i vitigni autoctoni del Piemonte
Dove:
Alba – centro storico
Quando:
Domenica 24 maggio 2026
Ore 11.00 – 19.00
Banchi d’assaggio con degustazione libera lungo l’intera giornata.
Costi e modalità di partecipazione
Degustazione al banco d’assaggio:
Pubblico: € 18,00
Soci Go Wine: € 15,00
Prenotando e pagando online in anticipo è possibile usufruire di una riduzione sul costo di ingresso:
Pubblico: € 15,00
Soci Go Wine: € 13,00
La prevendita consente inoltre di saltare la coda, ritirando direttamente calice e taschina per la degustazione. La degustazione al banco d’assaggio sarà omaggio per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine. (benefit non valido per i soci familiari)
È aperta la vendita online dei biglietti sul sito www.gowinet.it
Biglietti disponibili in cassa il giorno dell’evento, a quota piena
Masterclass
Coloro che sono interessati ad iscriversi alle Masterclass, possono compilare il form sul sito www.gowinet.it
Le prenotazioni saranno accettate sino ad esaurimento dei posti disponibili.
CAMPAGNA ASSOCIATIVA GO WINE
La degustazione al banco d'assaggio sarà gratuita per coloro che si assoceranno a Go Wine (benefit non valido per i soci familiari)
La Festa del Vino – I Vitigni Autoctoni del Piemonte si svolge con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.
Tutti gli aggiornamenti e il programma saranno pubblicati sul sito www.gowinet.it.
ALBA - Centro storico
Domenica 24 maggio 2026
Dalle 11:00 alle 19:00

Associazione Go Wine
Via Vida, 6 - 12051 Alba (CN)
tel. +39 0173 364631
www.gowinet.it
L’estate è qui: le proposte 2026 del Gruppo Monti Salute Più tra Villaggio della Salute Più, Porretta-Valverde e Bologna
L’estate 2026 del Gruppo Monti Salute Più si apre con una stagione che mette al centro natura, benessere e acqua termale, in un programma diffuso tra il Villaggio della Salute Più, Porretta-Valverde e le strutture wellness di Bologna. Un’offerta articolata che unisce giornate all’aria aperta, relax termale ed esperienze urbane dedicate alla cura di sé.
Ad aprire ufficialmente la stagione sarà il grande weekend inaugurale dell’Acquapark del Villaggio della Salute Più, a Monterenzio, nelle giornate del 29, 30 e 31 maggio. Per l’occasione sarà proposta una tariffa speciale di ingresso a 15 euro e a 5 euro per gli under 18, con acquisto consigliato online per facilitare l’accesso e la gestione delle presenze.
Anche nel 2026 il Villaggio punta su ciò che da sempre ne rappresenta l’identità: il legame con la natura. Colline, spazi aperti, piscine immerse nel verde e attività outdoor saranno il cuore di una stagione costruita attorno a relax, divertimento e benessere. Accanto all’offerta acquatica prenderà forma un ampio calendario di eventi che accompagnerà tutta l’estate, tra dj set, serate a tema, appuntamenti musicali, esperienze wellness, yoga, escursioni e attività dedicate alla vita all’aria aperta.
Grande attenzione sarà riservata anche alla ristorazione, pensata per accompagnare ogni momento della giornata. All’interno del Villaggio saranno presenti chioschi e punti ristoro per pause veloci, la Rotonda Express una spaghetteria che proporrà anche i fritti, il self service Panoramico e il ristorante à la carte Sillaro, dedicato a chi desidera un’esperienza gastronomica più completa. Ogni sera, a partire dalle 17.30, spazio inoltre all’“aperitime”, il momento dedicato all’aperitivo tra musica, relax e tramonti sulle colline.
Accanto all’offerta giornaliera, il Villaggio rafforza anche la propria dimensione di soggiorno. Le soluzioni per il pernottamento permetteranno infatti di trasformare la giornata in un weekend o in una permanenza più lunga immersa nella natura, ampliando l’esperienza tra benessere, relax e vita outdoor.
Sul piano dei servizi è confermata la navetta da Bologna attiva nei fine settimana, pensata per facilitare l’arrivo degli ospiti senza utilizzo dell’auto. È inoltre in corso un accordo con Bologna Welcome e Trenitalia Tper per favorire l’intermodalità e rendere il raggiungimento del Villaggio sempre più semplice e sostenibile, in un’ottica di mobilità ecologica nel weekend.

Dall’altra parte dell’Appennino
Dall’altra parte dell’Appennino, lungo la Strada delle Terme, la stagione coinvolgerà anche Porretta-Valverdee il territorio di Porretta Terme, dove le storiche acque termali accompagneranno l’estate tra natura, relax termale e valorizzazione del patrimonio termale locale.
Tra le iniziative previste figurano escursioni alle antiche gallerie ottocentesche e la riapertura estiva delle Terme Alte, con la storica sala bibite dedicata alle celebri acque salsobromoiodiche. Un ritorno che punta a valorizzare uno dei luoghi simbolo della tradizione termale Italiana.
Negli stessi giorni prenderà il via anche la stagione estiva di Porretta-Valverde, con la riapertura della piscina immersa nel verde e un programma di appuntamenti dedicati al relax e al benessere termale. Un contesto più raccolto, ma sempre fortemente legato alla natura, che accompagnerà l’estate con appuntamenti ed eventi pensati per valorizzare la dimensione del tempo lento.
Parallelamente, a Bologna prosegue l’offerta estiva urbana con piscine, solarium e spazi wellness dedicati a chi resta in città ma non rinuncia a momenti di benessere e rigenerazione.
L’estate 2026 del Gruppo Monti Salute Più sarà dunque costruita attorno a un’idea precisa: vivere il tempo libero tra terme, natura, benessere ed esperienze condivise, con proposte differenti ma unite dalla stessa acqua termale.

Il Villaggio della Salute Più è a Monterenzio, in Via Sillaro 27; tel. 051.929791, www.villaggiodellasalute.it
Le Terme di Porretta sono a Porretta Terme in Via Roma 5; tel. 0534.22062, www.termediporretta.it

www.gruppomontisalutepiu.it
“Le api non si salvano da sole: la loro sopravvivenza dipende dagli apicoltori”. Apicoltura Piana docet...

Il 20 maggio è stata istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite “La Giornata Mondiale delle api” per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza vitale degli insetti impollinatori per l'ecosistema, la biodiversità e la sicurezza alimentare.
Perché il 20 maggio? La data è stata scelta per via dell’attività biologica che negli ultimi giorni di maggio coincide con la fase fenologica di piena fioritura - o meglio, riferito proprio alle api, periodo di massimo bottinamento - che avviene nell'emisfero boreale. Poi anche perché il 20 maggio 1734 nacque Anton Janša allevatore e pittore sloveno, acclamato come pioniere e padre dell'apicoltura moderna. Nominato dalla corte imperiale austriaca primo maestro di apicoltura a Vienna, ha rivoluzionato il settore con studi pionieristici che continuano a influenzare gli apicoltori odierni. In suo onore, su proposta della Slovenia, le Nazioni Unite hanno mobilitato le autorità per un coinvolgimento attivo e nel 2017 hanno introdotto la Giornata Mondiale delle Api, che, appunto, si celebra ogni 20 maggio, in coincidenza con la data di nascita di Janša.
Inoltre questa ricorrenza si focalizza su diversi aspetti fondamentali:
- Il valore dell'impollinazione: le api e gli altri insetti impollinatori sono responsabili della riproduzione di oltre il 75% delle colture alimentari mondiali e del 90% delle piante selvatiche. Senza di loro, la biodiversità vegetale e la nostra sicurezza alimentare sarebbero a rischio.
- Le minacce: la giornata del 20 maggio serve a denunciare i pericoli che mettono a repentaglio la vita delle api, tra cui l'uso intensivo di pesticidi, i cambiamenti climatici, l'inquinamento e la distruzione degli habitat naturali.
- Azioni concrete: è un invito globale a tutelare l'ecosistema adottando pratiche agricole più sostenibili, riducendo l'uso di sostanze chimiche e piantando nei propri giardini o balconi fiori nettariferi per supportare il loro nutrimento.

In occasione della Giornata Mondiale delle api del 20 maggio, stabilita dall’ONU, per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sull'importanza vitale di questi insetti e sugli enormi rischi legati alla loro sopravvivenza, Apicoltura Piana invita a cambiare prospettiva: la sopravvivenza delle api - il cui ruolo per la biodiversità è fondamentale per il futuro del pianeta - è strettamente legata al lavoro quotidiano degli apicoltori, che garantiscono la salute delle colonie in un contesto ambientale sempre più complesso, senza il loro prezioso intervento, le api scomparirebbero.
Le popolazioni di impollinatori selvatici sono in forte diminuzione in molte aree del mondo. La conseguenza che ne deriva è la presenza e la conservazione delle api da miele che dipendono sempre più dall’attività umana: sono gli apicoltori a occuparsi della gestione sanitaria, della nutrizione, dello spostamento degli alveari e della selezione genetica. Senza questo intervento costante e specializzato, le api domestiche non riuscirebbero a far fronte a minacce come cambiamenti climatici, parassiti, perdita di habitat e pratiche agricole non sostenibili che stanno mettendo a rischio la loro sopravvivenza e, con essa, quella di interi ecosistemi e filiere alimentari.

“La narrazione romantica dell’ape che vola libera nei campi non corrisponde più alla realtà - afferma Massimo Mengoli, Amministratore Delegato di Apicoltura Piana - Dobbiamo essere chiari: oggi le api sono, in larga parte, il risultato del lavoro quotidiano degli apicoltori. Vivono perché qualcuno se ne prende cura. Per questo raccontare che “salvare le api” sia solo una questione ambientale rischia di essere un messaggio incompleto. Il vero nodo è economico e strutturale: se l’apicoltura non è sostenibile, gli apicoltori abbandonano. E senza apicoltori, semplicemente, le api non sopravviverebbero”.
Apicoltura Piana ha avviato diverse iniziative per favorire la sostenibilità economica del settore. Sul fronte del prezzo del miele, l’azienda ha sperimentato strumenti pensati per dare stabilità agli apicoltori italiani. Con il limite che senza un allineamento più ampio del mercato, incidere in modo isolato sui meccanismi di prezzo rimane estremamente difficile. Parallelamente, la realtà bolognese ha investito nell’innovazione sostenendo progetti come Melixa, un sistema di monitoraggio avanzato che fornisce in tempo reale dati preziosi sullo stato di salute della colonia, informazioni che permettono interventi tempestivi ed efficaci, senza interferire con l’attività delle api. Infine, con l’obiettivo di rafforzare la filiera, Apicoltura Piana è entrata nel capitale sociale di Apicoltura Comaro, realtà attiva nella gestione degli alveari e nella fornitura di mezzi tecnici agli apicoltori.
“Queste esperienze ci hanno reso ancora più consapevoli che la tutela delle api non si risolve con singole iniziative, ma richiede un lavoro costante e strutturale sull’intero settore - conclude Mengoli - Nella Giornata mondiale delle api, invitiamo dunque a spostare l’attenzione sulla sostenibilità di filiera, con la consapevolezza che il futuro delle api passa dalle persone che le allevano e le curano”.
Apicoltura Piana, fondata nel 1903 a Castel San Pietro Terme nel bolognese, da oltre un secolo lavora e confeziona miele, proponendo semilavorati e prodotti finiti, sia a marchio proprio che per conto di terzi. L’azienda dedica la massima attenzione alla selezione e al controllo qualità dei mieli in ogni fase, garantendo una produzione di altissima qualità. Oltre alla certificazione Kosher e Halal, l’azienda è certificata BIOAGRICERT, HACCP, UNI EN ISO 9001, IFS e BRC per la tutela dell’ambiente e dei consumatori. Lavora ogni anno 6 mila tonnellate di miele per presidiare il 20% del mercato italiano ed è conosciuta in tutto il mondo anche per l’attività di allevamento ed esportazione di api regine razza "ligustica mellifera".
Via G. P. Piana, 1450
Castel S. Pietro Terme (BO)
Telefono: +39 051 941205
FAX: +39 051 944652
www.apicolturapiana.com
35ª Mostra del Teroldego Rotaliano: tre giorni da protagonista per il “principe dei vini” del Trentino
Secondo appuntamento della rassegna Vini e Montagna: 35ª Mostra del Teroldego Rotaliano, tre giorni da protagonista per il “principe dei vini” del Trentino #1 35ª Mostra del Teroldego Rotaliano.
Dal 22 al 24 maggio p.v., Mezzocorona ospiterà l’appuntamento che da oltre trent’anni celebra il vino profondamente legato alla realtà locale e alle comunità che lo producono. Tre giorni di incontri, degustazioni ed esperienze pensati per offrire uno sguardo ampio su aspetti di storia, territorio e identità locale: un contesto sempre più strategico per il Trentino, capace di attrarre nuovi pubblici e di qualificare l’esperienza turistica, contribuendo a rafforzare il posizionamento della destinazione nel panorama enoturistico.
IL TEROLDEGO ROTALIANO
Il Teroldego Rotaliano, considerato il “principe dei vini trentini” e primo vino della regione a ottenere il riconoscimento DOC nel 1971, è profondamente legato alla Piana Rotaliana, l’area alluvionale a nord di Trento che comprende i comuni di Mezzocorona, Mezzolombardo e San Michele all’Adige. Coltivato in una zona circoscritta di circa 400 ettari, questo vitigno trova qui condizioni uniche: suoli alluvionali ricchi di ghiaia e sedimenti calcarei, che garantiscono un ottimo drenaggio, e un microclima particolarmente favorevole, grazie alla protezione delle pareti montuose e alla capacità del terreno di trattenere il calore. È in questo “fazzoletto di terra” che il Teroldego esprime al meglio le proprie caratteristiche,
diventando nel tempo uno dei simboli più riconoscibili dell’identità enologica trentina.
LA MOSTRA
Nata nel 1990, la Mostra è diventata nel tempo un’occasione di incontro tra generazioni, produttori e pubblico, mantenendo viva una narrazione che unisce dimensione agricola, culturale e sociale. Il programma coinvolgerà diversi luoghi di Mezzocorona, con Palazzo Martini come fulcro dell’evento e spazio dedicato alle degustazioni, agli incontri e al mercato del vino.
IL PROGRAMMA DELLA 35ª EDIZIONE
Venerdì 22 maggio
La Mostra del Teroldego Rotaliano prenderà il via venerdì 22 maggio, tagliando il nastro della sua 35ª edizione con un momento di apertura in programma alle ore 18.00, presso la Cantina Storica Rotari, dove si svolgerà l’inaugurazione ufficiale dell’evento, che costituirà il primo momento pubblico di incontro tra organizzatori, produttori e partecipanti.
La serata proseguirà alle 19.30 con “A tavola con il Teroldego”, una cena in abbinamento che proporrà un percorso gastronomico in cui i piatti del Ristorante Perbacco dialogheranno con il vino, in abbinamenti pensati per valorizzarne le diverse sfumature (50 euro a persona, pagamento in loco).
Sabato 23 maggio
La giornata di sabato 23 maggio si articolerà attraverso una serie di proposte che intrecceranno vino, natura e momenti di condivisione. In mattinata, dalle 9.30 alle 11.30, presso la Floricoltura Piazzera, si terrà il laboratorio “Rosa 360°”, dedicato alla storia, alla coltivazione e all’utilizzo della rosa, con aperitivo finale a base di Teroldego rosato (15 euro a persona). Nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 17.00, seguirà il laboratorio “Beauty Skincare Routine al profumo di rosa”, un’esperienza sensoriale tra natura e benessere (25 euro a persona). Nel corso del pomeriggio, Palazzo Martini diventerà il centro delle degustazioni guidate. Alle ore 15.00 avrà luogo “Teroldego e Sapori”, un percorso tra calici e cucina trentina in collaborazione con l’Associazione Cuochi del Trentino (25 euro a persona). Alle 17.00 seguirà la degustazione “La rivincita della Grappa, spirito ribelle”, dedicata al distillato del territorio tra tradizione e innovazione, in collaborazione con l’Istituto Tutela Grappa del Trentino (25 euro a persona). In serata, dalle ore 19.00, Palazzo Martini ospiterà “Wine&Music a Palazzo”, una proposta più informale che unirà degustazioni, finger food, cocktail a base grappa e musica dal vivo (ingresso libero, consumazioni a pagamento).

Domenica 24 maggio
Domenica 24 maggio la manifestazione si aprirà a un pubblico ampio con una giornata pensata per vivere il vino e il territorio a ritmo lento. Dalle ore 11.00 alle 18.00, Palazzo Martini ospiterà il “Mercato del Vino”, una giornata tra i produttori dedicata alla degustazione, all’incontro e alla scelta, con assaggi, vendita diretta, proposte street food e musica. Nei cortili e nei giardini del palazzo l’atmosfera sarà informale e rilassata, pensata per stare insieme (ingresso libero con cauzione calice). All’interno del Mercato troverà spazio anche “Donne Rose e Rosè”, a cura delle Donne del Vino del Trentino-Alto Adige, con un percorso sensoriale dedicato ai vini rosati, accompagnati da fiori e pane alle rose realizzati da Mito International. La mattina, dalle 9.00 alle 12.00, si svolgerà il “Giro del Vino 50” in bici con guida, un tour accompagnato tra vigneti e borghi lungo l’anello sud del percorso (partecipazione gratuita, possibilità di noleggio e bike a pagamento), con ritrovo presso Palazzo Martini e organizzazione a cura di Summer Bike.
Nel corso della giornata sono previste anche visite guidate a Palazzo Martini, alle ore 11.00 e alle 11:45, a cura della Biblioteca di Mezzocorona (partecipazione gratuita, prenotazione consigliata). Alle ore 14.00 sarà la volta del percorso interattivo “Caccia al Territorio”, un’esperienza di scoperta guidata da QR Code tra chiese, boschi, vicoli e cantine, con quiz e indovinelli dedicati a leggende, memorie storiche e curiosità locali (partecipazione gratuita senza prenotazione). Nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 18.00, Palazzo Martini accoglierà anche i più piccoli con i “Laboratori Fant’Arte”, attività creative dedicate ai bambini dai 5 ai 10 anni partecipazione gratuita, senza prenotazione).
La Mostra del Teroldego è il secondo degli appuntamenti della rassegna “Vini e Montagna”, nata per raccontare i vini del Trentino in quattro appuntamenti dedicati ai suoi vitigni identitari: Nosiola, Teroldego Rotaliano, Müller Thurgau e Marzemino. Quattro eventi in luoghi diversi, testimoni della varietà del paesaggio trentino, di cui i vigneti costituiscono una parte essenziale. Il primo evento, “DiVinNosiola”, si è tenuto dal 27 marzo al 10 aprile. In estate, in Valle di Cembra, sarà la volta della “Rassegna del Müller Thurgau” (3-5 luglio), mentre l’autunno sarà dedicato al Marzemino con “La vigna eccellente”, a Isera, dall’1 al 4 ottobre.
Per info, prenotazioni e dettagli sugli appuntamenti della Mostra del Teroldego Rotaliano visita la pagina sul sito VisitTrentino
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www.visittrentino.info
Malghe in Fiore: il fascino della primavera nell’Area Vacanze Sci e Malghe Rio Pusteria, tra natura autentica e sostenibilità certificata
Dal 16 maggio al 6 giugno p.v. un programma settimanale tra natura, gusto e attività all’aria aperta, per vivere la montagna in modo autentico e responsabile.
La montagna si risveglia lentamente, i prati tornano a fiorire e l’aria si fa più leggera. In questo scenario prende vita "Malghe in Fiore" il programma settimanale che invita a riscoprire il ritmo autentico della primavera nell’Area Vacanze Sci e Malghe Rio Pusteria, in una destinazione che ha ottenuto il più alto livello del Marchio Sostenibilità Alto Adige. Un invito a rallentare, respirare profondamente e lasciarsi guidare da un calendario di eventi pensato per tutti: escursioni, esperienze nella natura e momenti di benessere si intrecciano con le proposte gastronomiche delle baite e malghe contadine, valorizzando il legame diretto con un territorio tutto da scoprire.
MALGHE IN FIORE, UN PROGRAMMA SETTIMANALE TRA NATURA, MOVIMENTO E SAPORI GENUINI
Il calendario si sviluppa lungo tutta la settimana con appuntamenti ricorrenti tra il 18 maggio e il 5 giugno, capaci di unire attività outdoor, scoperta del territorio e tradizione gastronomica. Si parte il lunedì (18 e 25 maggio, 1° giugno) con il Bike & Cheese tour e-bike guidato: un itinerario di circa 40 km e 600 metri di dislivello che attraversa Vandoiese Chienes fino a Brunico, per poi rientrare a Rio di Pusteria. L’esperienza include una tappa al caseificio Capriz, con visita guidata e degustazione di formaggi locali. Ritrovo alle ore 9.30 presso la stazione ferroviaria di Rio di Pusteria, durata circa 5 ore. Il martedì (19 e 26 maggio, 2 giugno) è dedicato a un’escursione panoramica primaverile sull’Alpe di Rodengo e Luson fino al Giogo d’Asta: un percorso di circa 8,2 km e 466 metri di dislivello, con sosta in baita.
Ritrovo alle ore 9.40 al parcheggio Zumis, durata complessiva circa 7 ore. Il mercoledì (20 e 27 maggio, 3 giugno) si parte all’alba per un’escursione con colazione alpina a Terento: dopo circa due ore di salita si raggiunge il rifugio Tiefrastenhütte (2.312 m), dove gustare una colazione panoramica immersi nel silenzio dell’alta quota. Il percorso si sviluppa su circa 11 km e 900 metri di dislivello, con ritrovo alle ore 7.00 e una durata complessiva di circa 5 ore. Il giovedì (21 e 28 maggio, 4 giugno) è il momento del forest bathing alla cascata di Vandoies di Sopra: un’esperienza sensoriale di circa 2 ore per riconnettersi con la natura, tra i profumi del bosco, suoni e acqua con ritrovo alle ore 10.30. Il venerdì (22 e 29 maggio, 5 giugno) propone due esperienze complementari. Da un lato, “Meraviglie selvatiche”, escursione erboristica a Maranza, con raccolta di erbe spontanee, preparazione di un pranzo e realizzazione di un unguento naturale: un percorso di circa 6,5 km e 100 metri di dislivello, con ritrovo alle ore 9.00 e durata di circa 5 ore. Dall’altro, un’escursione guidata tra i meleti di Naz, con passeggiata, approfondimento e degustazione dedicata alla mela, simbolo dell’altopiano di Naz-Sciaves. Ritrovo alle ore 10.00, durata circa 1,5 ore. Tra gli highlights anche i bagni nel bosco e l’escursione botanica “Wild and Wonderful”, pensati per coinvolgere tutti gli ospiti alla ricerca di un contatto più profondo con l’ambiente circostante. Malghe in Fiore diventa così un invito a vivere la montagna nel momento della sua rinascita, quando ogni esperienza si trasforma in occasione per ritrovare equilibrio, benessere e autenticità.

SOSTENIBILITÀ: UN MODELLO CERTIFICATO E CONDIVISO
Nel contesto delineato dal Marchio Sostenibilità Alto Adige, promosso da IDM e basato sui criteri del Global Sustainable Tourism Council, l’Area Vacanze Sci e Malghe Rio Pusteria rappresenta una delle destinazioni turistiche che hanno raggiunto il livello più alto previsto. Un riconoscimento che riflette un impegno concreto e diffuso: gestione attenta delle risorse naturali, valorizzazione delle filiere locali e sviluppo di una mobilità sempre orientata alla riduzione dell’impatto ambientale. In questo quadro, la destinazione contribuisce al posizionamento dell’Alto Adige come riferimento internazionale nel turismo sostenibile, entrando anche nel circuito certificato da Green Destinations. Un modello recentemente valorizzato anche sulla scena internazionale dell’ITB di Berlino, dove l’Alto Adige si conferma tra i territori di riferimento globale per il turismo sostenibile.
ACCESSIBILITÀ E SERVIZI, ARRIVA IL NUOVO BRIXEN SÜDTIROL GUEST PASS
A partire da maggio 2026 entra in vigore il Brixen Südtirol Guest Pass, che sostituisce la precedente Almencard e amplia i servizi a disposizione degli ospiti. Messa gratuitamente a disposizione per tutta la durata del soggiorno nelle strutture aderenti, la card include l’utilizzo dei mezzi pubblici, degli impianti di risalita in determinati periodi e l’accesso a musei, piscine, campi da minigolf e ad altre strutture per il tempo libero distribuite sull’intero territorio.
Uno strumento che facilita gli spostamenti e contribuisce a rendere l’esperienza di soggiorno più fluida e accessibile, Gitschberg Jochtal s.p.a. - Via Jochtal 1 - 39037 - Rio di Pusteria-Valles - Südtirol - 0472 886048 - www.riopusteria.it incentivando una scoperta ampia e sostenibile della destinazione. In questo percorso, prosegue il percorso evolutivo con l’introduzione del nuovo marchio Brixen Südtirol – Dolomites Italy e del sito web dedicato, mentre il marchio storico
Gitschberg Jochtal/Rio Pusteria continuerà a esistere, mantenendo il proprio valore identitario.

Gitschberg Jochtal s.p.a.
Via Jochtal 1 Rio di Pusteria-Valles - Südtirol
Tel. 0472 886048 - www.riopusteria.it
“Il Cammino delle Identità” al Festival dello Sviluppo Sostenibile: il viaggio di Borghi d'Europa, prosegue con successo
Il 26 maggio a Monselice, a La Pignara (Podere Bio e Fattoria Medievale) al Festival dello Sviluppo Sostenibile va in scena “Il Cammino delle Identità” il viaggio di Borghi d'Europa, prosegue con successo nel cuore del “Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026” prende forma un progetto che intreccia cultura, territori e comunità locali: “Il Cammino delle Identità”, iniziativa dedicata alla valorizzazione dei piccoli centri italiani e delle loro tradizioni, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità sociale, ambientale e culturale.
Il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 è una grande manifestazione nazionale dedicata ai temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale, promossa dall’ASviS, cioè “Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile”, una rete nata nel 2016 proprio per aiutare l’Italia ad applicare l’Agenda 2030, che riunisce centinaia di soggetti italiani:

- università,
- enti di ricerca,
- associazioni,
- imprese,
- sindacati,
- fondazioni,
- organizzazioni del terzo settore.
L’obiettivo del Festival è sensibilizzare cittadini, istituzioni e imprese sui 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), promuovendo pratiche concrete per ambiente, inclusione sociale ed economia sostenibile e valorizzando il ruolo dei territori, comprese aree rurali e borghi storici, per creare una rete di iniziative culturali, scientifiche e partecipative.
Nel 2026 temi centrali sono l’accelerazione della transizione sostenibile in un contesto segnato da crisi climatiche, tensioni geopolitiche e trasformazione digitale; un focus particolare è anche dedicato all’intelligenza artificiale come strumento per favorire gli SDGs, usando grande attenzione ai rischi legati a equità e governance.
In questo ambito “Borghi d’Europa”, cura particolarmente il coinvolgimento dei piccoli comuni e dei borghi storici italiani ed europei nelle attività del Festival. Eventi culturali, turismo lento, valorizzazione del patrimonio locale, sostenibilità ambientale e rilancio delle comunità territoriali sono i temi dell’intervento di “Borghi d’Europa”.
Il Festival comprende:
- convegni e seminari;
- laboratori didattici;
- eventi culturali e artistici;
- iniziative ambientali;
- attività nelle scuole e università;
- progetti di turismo sostenibile e valorizzazione territoriale.
Il Festival è il principale strumento pubblico di ASviS perché serve a diffondere la cultura della sostenibilità
Durante il Festival:
- ASviS coordina gli eventi italiani;
- enti ONU e rappresentanti internazionali intervengono a conferenze e tavole rotonde;
- vengono presentati dati su clima, energia, disuguaglianze e sviluppo;
- scuole e comuni organizzano attività collegate agli SDGs;
- i borghi e i territori locali mostrano progetti sostenibili.
Un borgo può aderire organizzando:
- recupero di edifici storici con criteri green;
- turismo lento;
- comunità energetiche;
- mobilità sostenibile;
- educazione ambientale.
In questo modo il Festival collega: strategia globale ONU, coordinamento nazionale ASviS,iniziative concrete nei territori italiani.
L’evento si inserisce nel programma nazionale promosso dall’ASviS, che ogni anno coinvolge istituzioni, associazioni e cittadini in centinaia di appuntamenti dedicati all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
“Il Cammino delle Identità” non è soltanto un itinerario simbolico tra borghi e paesaggi italiani, ma rappresenta un vero laboratorio di idee e buone pratiche.
Al centro del progetto vi è la convinzione che i territori marginali possano diventare luoghi di innovazione sociale e culturale, capaci di generare nuove opportunità economiche senza rinunciare alla propria autenticità.
Un cammino iniziato nel 2020...


Associazione Culturale BORGHI d’EUROPA
www.borghideuropa.eu
“Trentodoc in Città” Bologna a Villa Zarri con oltre 190 etichette di bollicine di montagna
La manifestazione dedicata all’approfondimento del metodo classico trentino quest’anno si svolge a Bologna. Domenica 17 maggio, dalle 14 alle 19, a Villa Zarri di Castel Maggiore, Istituto Trentodoc e AIS Emilia porteranno nel Bolognese 63 case spumantistiche associate con oltre 190 etichette in mescita.
Per accompagnare il pubblico nell’esperienza di assaggio sarà inoltre disponibile l’App Trentodoc
Quest’anno è Bologna ad ospitare “Trentodoc in Città”, evento dedicato alla scoperta del metodo classico trentino e pensato per approfondire le caratteristiche e la varietà espressiva delle bollicine di montagna. La manifestazione, organizzata dall’Istituto Trento Doc in collaborazione con AIS Emilia, è un’occasione di incontro e degustazione rivolta ad appassionati, sommelier, operatori horeca e professionisti del settore wine & food, che potranno muoversi liberamente tra i banchi d’assaggio e conoscere da vicino le diverse interpretazioni del Trentodoc: sono 63 le case spumantistiche presenti con il proprio desk e oltre 190 le etichette in degustazione.
Ad arricchire il programma di “Trentodoc in Città Bologna”, nel pomeriggio ci terranno tre masterclass tematiche della durata di un’ora, dedicate ad alcuni dei temi più rappresentativi della denominazione: dosaggio zero, distretti di produzione e riserve. Gli incontri saranno guidati da tre Ambasciatori Trentodoc e vincitori del titolo di Miglior Sommelier d’Italia dell’Associazione Italiana Sommelier, ovvero Ilaria Lorini, Miglior Sommelier d’Italia AIS 2025, Andrea Gualdoni, Miglior Sommelier d’Italia AIS 2024, e Cristian Maitan, Miglior Sommelier d’Italia AIS 2023.
Per accompagnare il pubblico durante l’esperienza di degustazione sarà inoltre disponibile l’App Trentodoc, utile per orientarsi tra cantine, etichette e percorsi di assaggio.
Il programma delle masterclass:
Ore 14: “Zero compromessi, solo Trentodoc” - Degustazione guidata da Ilaria Lorini
Ore 16: “Trentodoc: tanti territori, una sola bollicina di montagna” - Degustazione guidata da Andrea Guardino
Ore 18: “Trentodoc Riserva: metodo, montagna e tempo” - Degustazione guidata da Cristian Maitan
Informazioni e accrediti
Le iscrizioni sono possibili solo online sul sito di AIS Emilia, all’indirizzo biglietteria.aisemilia.it/evento/TRENTODOCINCITTA_BOLOGNA
Ingresso banchi d’assaggio:
Pubblico: 25 euro, registrandosi sul sito
Soci AIS: ingresso gratuito, registrandosi sul sito
Per il calice di degustazione verrà richiesta una cauzione di euro 5 euro in contanti. L’importo verrà restituito integralmente al momento della riconsegna.
Accrediti operatoril: gli operatori del settore possono richiedere l’ingresso gratuito scrivendo a: trentodocincitta2026.bo@aisemilia.it
Stampa: per ottenere l’accredito stampa, inviare una mail a trentodocincitta2026.bo@aisemilia.it indicando testata di riferimento, numero di tessera dell’Ordine dei Giornalisti e ruolo professionale.
Content creator: per ottenere l’ingresso gratuito, inviare una mail a trentodocincitta2026.bo@aisemilia.it indicando social di riferimento, nome profilo, numero di follower e ruolo.
Masterclass: le masterclass sono riservate a chi ha già acquistato i biglietti per i banchi d’assaggio con le case spumantistiche. Dopo l’acquisto del biglietto verrà inviata automaticamente una mail con le istruzioni per iscriversi. Il costo di ciascuna masterclass è di 20 euro. È possibile iscriversi a una sola.
La partecipazione all’evento è riservata ad un pubblico adulto. Bere in modo responsabile fa apprezzare di più Trentodoc.

Le Case spumantistiche presenti:
Abate Nero | Altemasi | Balter | Bellaveder | Borgo dei Posseri | Cantina Aldeno | Cantina d’Isera | Cantina di Riva | Cantina Furletti Gabriele | Cantina Michele Sartori | Cantina Resom | Cantina Rotaliana di Mezzolombardo | Cantina Roverè della Luna Aichholz | Cantina Salìm | Cantina Salizzoni | Cantina Sociale di Trento | Cantina Toblino | Cantine Levii | Cembra cantina di montagna | Cenci Trentino | Cesarini Sforza Spumanti | Conti Bossi Fedrigotti | Corvée | De Vigili | Dolomis | Endrizzi | Etyssa

Via Ronco 1, 40013
Castel Maggiore (BO)
Tel. +39 051700604
www.villazarri.com
KM Kebab Mediterraneo celebra il primo anno di attività: un gran successo!
Martedì 12 maggio u.s. a Bologna, un incontro informale con degustazione per presentare il progetto nato per superare i pregiudizi sul kebab e valorizzarlo come prodotto gastronomico, culturale e contemporaneo. KM Kebab Mediterraneo si prepara a celebrare il suo primo anno di attività. Aperto il 5 giugno 2025 in Via San Mamolo 25/A, il locale nasce con un obiettivo preciso: cambiare il modo in cui il kebab viene percepito, raccontato e consumato, portandolo fuori dai luoghi comuni che troppo spesso lo associano a un prodotto anonimo, pesante o di bassa qualità. Il format dell’incontro rispecchia l’identità del locale: diretto, concreto, senza sovrastrutture. KM è un piccolo spazio urbano con otto sedute alte, pensato per un consumo veloce ma curato, dove il prodotto resta al centro. A raccontare il progetto Andrea Pastore, socio e responsabile del progetto KM Kebab Mediterraneo, in un dialogo aperto con i giornalisti, accompagnato da una degustazione.
“Il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento a Bologna per chi vuole mangiare un kebab diverso: più ragionato, più leggero, più curato. Non vogliamo dire che sia l’unico o l’originale. Vogliamo far capire che può essere fatto con attenzione, con una visione e con grande rispetto per il prodotto”.
Un kebab diverso, con il kebab al centro
KM nasce da un viaggio tra amici a Istanbul. L’aneddoto fondativo ha un’ironia semplice: durante quel viaggio, il tempo trascorso nei locali di kebab finisce per superare quello dedicato alle visite culturali. Da lì prende forma l’idea di portare a Bologna un progetto capace di rileggere il kebab con attenzione, rispetto e una precisa identità mediterranea. KM non rivendica il “vero kebab” né pretende di definirne una versione originale assoluta. Al contrario, sceglie di lavorare sul kebab come prodotto vivo, stratificato, attraversato da culture, ricette, geografie e contaminazioni. Da qui nasce un menu composto da roll mediterranei, ricette definite e riconoscibili che superano la logica del kebab “assemblato” al banco con le solite domande: “con o senza cipolla, con o senza piccante?”
Ogni roll è pensato come una ricetta completa, con un equilibrio preciso tra pane, carne, salse, verdure, acidità, spezie e consistenze.
Il lavash, il pane che cambia l’esperienza
Uno degli elementi centrali del progetto è il pane. KM utilizza pane armeno lavash, che arriva direttamente dall’Armenia: un pane sottile, elastico e leggero, capace di avvolgere gli ingredienti senza appesantire il morso e senza coprirne i sapori.
Il lavash non è un dettaglio tecnico, ma una parte fondamentale dell’identità del prodotto. La sua preparazione, il suo significato e la sua apparenza come espressione della cultura armena sono iscritti dal 2014 nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO. Tradizionalmente sottile e flessibile, il lavash è spesso servito arrotolato attorno a formaggi, erbe o carni, un utilizzo che dialoga naturalmente con il formato del roll scelto da KM. Proprio il pane è diventato, nel primo anno di attività, uno degli aspetti più apprezzati dai clienti: leggero, fragrante, riconoscibile, diverso dalla percezione comune del kebab servito in piadina o pane più spesso.
Roll mediterranei, salse e ricette: la proposta KM
Il menu di KM ruota attorno a ricette ispirate a diverse aree del Mediterraneo e del Medio Oriente, con carne di pollo e tacchino halal italiana, salse e ingredienti che richiamano tradizioni gastronomiche differenti.
Tra le proposte principali ci sono Il Turco, con hummus e ajvar, Il Greco, con tzatziki, feta e patatine, Il Libanese, con paté di frutta secca e peperoncino, tabulì e yogurt, Il Persiano, con taratour, melanzane, hummus, L’Egiziano, proposta vegana con falafel, salsa all’aglio e tabulì, e Il Cipriota, vegetariano, con halloumi fritto e hummus alle melanzane. A questi si è aggiunto stabilmente il KM Special Roll, inizialmente pensato come proposta speciale e poi entrato in menu dopo il successo ottenuto. Ispirato alla Giordania, il KM Speciallavora su una combinazione più ricca e decisa, con carne di pollo e tacchino in porzione generosa, peperoncino, salsa all’aglio, tabulì e melassa di melograno. Le salse sono uno dei tratti distintivi del locale. Non un accompagnamento secondario, ma una parte progettuale del menu. Il progetto KM non prevede l’utilizzo di ketchup, maionese o della classica “salsa yogurt” comunemente associata al kebab in Italia: una scelta precisa, nata dalla volontà di restare più vicini alla tradizione e all’identità gastronomica del prodotto. Al loro posto, KM lavora con preparazioni più coerenti con il racconto mediterraneo e mediorientale del kebab: hummus, ajvar, tzatziki, salsa all’aglio, acuka e vero yogurt turco. A queste si aggiunge la nuova Black KM, una salsa all’aglio nero dal colore scuro e dal gusto intenso. Una proposta volutamente più contemporanea, pensata come interpretazione signature del brand e come ulteriore elemento distintivo della ricerca sulle salse.
Il primo anno: un pubblico più ampio del previsto
Nel primo anno di attività, KM ha raccolto riscontri positivi sia nel consumo al locale sia attraverso i canali delivery, con valutazioni medie di 4,8 su Google, 4,6 su Deliveroo, 4,8 su Just Eat e il 99% di recensioni positive su Glovo. I roll più richiesti sono stati Il Greco e Il Turco, due ricette molto diverse ma entrambe immediate nella lettura del gusto. Il Greco, più vicino a sapori già familiari al pubblico, si è affermato come uno dei bestseller; Il Turco rappresenta invece il punto di partenza ideale del racconto KM, legato al viaggio in Turchia da cui nasce il progetto. A sorprendere è stata anche la risposta di una clientela più adulta rispetto all’immaginario abitualmente associato al kebab. Molti clienti si sono avvicinati a KM con curiosità, ma anche con qualche pregiudizio, per poi riconoscere soprattutto tre aspetti: la leggerezza del roll, la qualità del pane lavash e il lavoro sulle salse e sugli abbinamenti. Il risultato è un prodotto che non chiede di dimenticare il kebab, ma di guardarlo diversamente.
“KM è nato per dimostrare che il kebab può essere molto più di quello che siamo abituati a immaginare. Non ci interessava rivendicare il vero kebab o una versione originale assoluta: volevamo trattare questo prodotto con passione, rispetto e pulizia. Il primo anno ci ha confermato che molte persone aspettavano solo l’occasione giusta per cambiare punto di vista” - racconta Andrea Pastore, socio e responsabile di KM Kebab Mediterraneo - .

Dal delivery al locale: l’importanza dell’esperienza dal vivo
KM è presente sulle principali piattaforme di delivery — Deliveroo, Glovo e Just Eat — e il canale ha rappresentato una parte importante del primo anno di attività. Tuttavia, l’obiettivo del secondo anno è riportare sempre più attenzione sull’esperienza diretta nel locale. Mangiare un roll appena preparato, caldo, con il lavash ancora fragrante e le salse nel loro equilibrio ideale, resta il modo migliore per comprendere il progetto. l delivery permette a KM di raggiungere un pubblico ampio, ma il cuore dell’esperienza rimane l’assaggio sul posto. Un roll consumato appena servito mantiene al meglio temperatura, fragranza del lavash, equilibrio delle salse e consistenza degli ingredienti: è il modo più diretto per comprendere il progetto e la cura con cui ogni ricetta è stata costruita. Il locale, piccolo ma riconoscibile, è caratterizzato da un’estetica urbana e underground, con arredi in ferro arancione, dettagli blu, banco bianco e una comunicazione visiva netta. Un’identità pensata per raccontare uno street food contemporaneo, ordinato, curato e riconoscibile.
KeClub, collaborazioni e nuove ricette: il secondo anno di KM
L’anniversario diventa anche l’occasione per aprire una nuova fase. A maggio KM inaugura KeClub, una serie di appuntamenti serali pensati per trasformare il locale in un piccolo punto d’incontro tra food, musica e cocktail.
Gli eventi si terranno giovedì 14 e giovedì 28 maggio, dalle 19:30 alle 22:30, con DJ set, cocktail alcolici e analcolici in collaborazione con Velluto Bologna e una proposta speciale pensata per le serate: il KeCrunch, una pizza al padellino croccante con kebab, realizzata in collaborazione con Croosta di Piergiorgio Alla.
Anche qui, il punto di partenza è un pregiudizio molto italiano: quello della “pizza kebab” intesa come prodotto disordinato, pesante, poco curato. Con KeCrunch, KM lavora invece su una base croccante, una ricetta definita e un’idea precisa: portare lo stesso approccio usato sui roll anche su un nuovo formato, più conviviale e pensato per la sera. Il secondo anno sarà quindi dedicato a nuove ricette, collaborazioni, appuntamenti serali e allo sviluppo di un format che possa crescere senza perdere il proprio punto di partenza: fare del kebab un prodotto accessibile, riconoscibile e trattato con rispetto.

Indirizzo: Via San Mamolo 25/A, Bologna
Orari: tutti i giorni 12:00–14:30 e 19:00–22:30;
venerdì e sabato chiusura serale alle 23:00
Tel. 051 0421683
Delivery: Deliveroo, Glovo, Just Eat
Instagram: @kebabmediterraneo
www.kebabmediterraneo.
Aziende protagoniste del proprio settore, visitate a Tuttofood 2026
Tuttofood è la principale fiera B2B internazionale dedicata all'intero ecosistema dell'agroalimentare e delle bevande (Food & Beverage). L'evento si svolge nel polo di Fiera Milano a Rho, fungendo da hub globale in cui i produttori incontrato gli esperti conoscitori del settore come buyer, GDO e chef. L'evento Focus offre sul settore un approfondimento a livello professionale su tutta la filiera del cibo, dai prodotti freschi agli articoli di alta gamma, con un'enfasi speciale sul Made in Italy e sui trend globali (es. biologico, plant-based e mixology). Opportunità di business: è progettata esclusivamente per gli scambi commerciali (B2B), permettendo a importatori, grande distribuzione e negozi di scoprire nuovi fornitori ed effettuare ordini. Innovazione e Convegni: ospita centinaia di convegni, startup innovative e dibattiti incentrati sul futuro dell'alimentazione e sulla sostenibilità. Target: essendo una fiera dedicata agli operatori economici, l'ingresso è riservato ai professionisti del settore tramite l'acquisto di biglietti dedicati. Location: quartiere fieristico di Fiera Milano a Rho (MI). La manifestazione si tiene fino al 14 maggio. Per maggiori informazioni o per consultare il calendario completo degli espositori, visitare il Sito Ufficiale di Tuttofood - www.tuttofood.it -
ha visitato per gli interessati alcune aziende protagoniste del proprio settore:

Margherita S.p.A. insieme a Gusto Sorrento e Propizza a Tuttofood (Pad. 2 – Stand C09), presentandosi come un polo sinergico dedicato all’universo pizza, coordinato dall’arrivo di Giampiero Lippolis, nuovo Direttore Marketing. La collaborazione tra le tre realtà si rafforza, dando vita a un player unico di riferimento per Retail e MDD, grazie a un’offerta premium ampia e articolata che spazia da pizze e basi pizza fino a pinse, focacce e snack frozen. Tra i prodotti in evidenza, la nuova ‘A Margherita Napulì a marchio Re Pomodoro e le referenze per il banco frigo come Pinsa Margherita e Pinsa Prosciutto. Un progetto condiviso che unisce competenze complementari, innovazione e tradizione, con l’obiettivo di proporre al mercato soluzioni complete, flessibili e di alta qualità.

Margherita S.p.A., nata come piccola azienda a conduzione familiare, in 30 anni di esperienza Margherita è diventata una grande azienda con portata internazionale. Esperti pizzaioli creano migliaia di pizze stese e farcite a mano ogni giorno, poi surgelate e offerte al pubblico. Una storia imprenditoriale che mantiene viva la passione e il gusto autentico della pizzeria italiana. www.margherigroup.com
Gusto Sorrento S.p.A. è un produttore e distributore leader negli snack per pizza surgelati, con oltre vent'anni di esperienza. Unendo tradizione e innovazione, Gusto Sorrento ha l’obiettivo di offrire sapori e aromi autentici della cucina italiana, cercando il continuo miglioramento verso nuove opportunità di mercato. https://www.gustosorrento.it/
ProPizza Srl, fondata nel 2003 dalle famiglie Della Rocca & Falcone, ha iniziato a produrre basi pizza, pinsa e focaccia precotte e surgelate di alta qualità dopo un decennio di esperienza nel mondo delle pizzerie. La profonda conoscenza dei prodotti da forno ad alta idratazione e delle materie prime è stata la chiave della crescita costante e verticale dell'azienda nel corso degli anni. https://www.propizzafood.com
“Con ‘A Margherita Napulì continuiamo a evolvere la nostra proposta nel frozen, portando qualità e tradizione in una dimensione sempre più attuale – afferma Andrea Ghia, Amministratore Delegato di Margherita S.p.A. – Questo progetto rappresenta anche il valore della collaborazione: insieme a Gusto Sorrento e Propizza stiamo costruendo un sistema integrato capace di rispondere in modo ancora più efficace alle richieste del mercato”.
“La presenza congiunta si concretizza in uno spazio espositivo condiviso, simbolo di un percorso strategico che rafforza il posizionamento nel segmento premium. Una collaborazione strutturata, fondata su complementarità e visione comune nella creazione della più ampia e qualificata offerta nel mondo della pizza frozen” - illustra Giampiero Lippolis, Direttore Marketing del Gruppo - .

Il Gruppo Fini è tutto da gustare a Tuttofood: in assaggio le ultime novità, tra pasta ripiena integrale, legumi e confetture e sarà presente fino al 14 maggio 2026 (Padiglione 6, Stand C15) dove gli chef del Gruppo proporranno degustazioni e show cooking per far scoprire tutte le innovazioni, nel segno della tradizione e della qualità italiana. Nel ricco menù i visitatori potranno gustare tutte le golose novità dell’azienda di Modena. Tra queste, la prima linea integrale di pasta fresca ripiena.
FINI Le Ricette Integrali che apre un nuovo segmento nel banco frigo, i nuovi Ragù 100% Vegetali de Le Conserve della Nonna, insieme alle Lenticchie di Altamura IGP, il Mix di Ceci, Edamame e Fagioli Neri e il rinnovato Mix di Borlotti, Ceci e Tondini, chiudendo in dolcezza, ma non troppo, con la nuova Linea di Confetture light senza edulcoranti.




Il Gruppo Fini SpA, società 100% italiana di proprietà di Holding Carisma, è una storica realtà produttiva dell’alimentare. FINI è un marchio di pasta fresca che rappresenta in Italia e nel mondo tutto il gusto della tradizione emiliana in cucina. Dal 1912 ad oggi l’originaria salumeria-gastronomia di Modena si è trasformata in un moderno pastificio che conta oltre 100 dipendenti ed esporta i suoi prodotti in 30 Paesi nel mondo, sempre all’insegna di tradizione, territorio e qualità. Le Conserve della Nonna, nell’ampia gamma di referenze tipiche di tutte le regioni italiane, offre passate, sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, con la sicurezza di un grande gruppo industriale. Con questa partecipazione a Tuttofood Milano, il Gruppo Fini conferma la propria capacità di innovare nel solco della tradizione, interpretando le nuove esigenze dei consumatori e consolidando il proprio ruolo nel panorama alimentare italiano. - www.gruppofini.it -
De Angelis Food Group sarà presente a Tuttofood 2026 (Hall 4P – Stand H13) con un’offerta incentrata sull’innovazione nel fresco, puntando in particolare sui piatti pronti senza glutine refrigerati. Il segmento, sempre più strategico, viene sviluppato attraverso tecnologie proprietarie che garantiscono qualità, sicurezza e gusto, senza conservanti e con una shelf life estesa (o vita di scaffale prolungata). Il gluten free si conferma driver di crescita per l’azienda, inserendosi nel più ampio trend “free-from” (che dichiarano l'assenza di specifici ingredienti) e rispondendo alla domanda di soluzioni pratiche, inclusive e di qualità. Accanto a questa proposta, il Gruppo rafforza le sinergie tra pasta fresca e gastronomia e amplia il portafoglio con le referenze di Saordelmar, Raviolificio Poker e la linea beverage Verum. La fiera rappresenta così un’occasione per presentare una visione industriale orientata a sostenibilità, efficienza di filiera e innovazione continua.
De Angelis Food è la sintesi di un percorso di crescita fatto di passione, innovazione e dedizione alla qualità. Dal piccolo laboratorio di pasta fresca all’uovo, sorto nel 1983 a Villafranca (VR), la crescita costante porta alla costituzione di De Angelis Food Group, un gruppo dedicato a prodotti freschi e genuini. A De Angelis Food si affiancano Saor del Mar con specialità a base di pesce, Pastificio Regal con pasta fresca e le specialità regionali, le offerte gastronomiche di Emmefood, le bevande analcoliche e i succhi di frutta naturali Verum, la pasta fresca Poker, Emmefood e Momi con piatti pronti freschi e plant based (a base vegetale) De Angelis Usa–Sfoglini (West Coxsackie, New York) che in loco produce pasta secca. Un successo che punta ai 250 milioni di euro di fatturato nel 2030, guidato da valori come ricerca dell’eccellenza, artigianalità e italianità, visione globale e innovazione, ascolto del cliente e del mercato, attenzione all’alimentazione. www.deangelisfood.com

Mancin Nadia Srl a Tuttofood 2026 con soluzioni innovative per la ristorazione moderna, al Padiglione 2 – Stand P07. L’azienda veneta presenta una linea di buste gastronomiche ittiche refrigerate, già pronte all’uso, pensate per supportareristoranti e operatori a fronteggiare carenza di personale, aumento dei costi e difficoltà gestionali. Le preparazioni, che includono piatti legati alla cucina tradizionale italiana, consentono di ridurre tempi, sprechi e consumi energetici, garantendo al tempo stesso qualità e continuità del servizio. Una soluzione concreta per una ristorazione sempre più sotto pressione. La ristorazione è sotto pressione? A Tuttofood Mancin Nadia srl propone le buste gastronomiche ittiche che “salvano” tempo, costi e cucine. Al Padiglione 2, Stand P07 non semplici “piatti pronti”, ma una nuova filosofia operativa per servire in pochissimi minuti portate di mare autentiche, gustose e della migliore tradizione gastronomica italiana. Secondo Mancin Nadia Srl, il futuro del foodservice passerà sempre di più attraverso soluzioni intelligenti, ad alto contenuto di servizio, capaci di alleggerire il lavoro delle cucine senza rinunciare al gusto, alla riconoscibilità e all’identità gastronomica italiana. Una visione moderna, concreta e profondamente pragmatica.





Mancin Nadia Srl è un’azienda veneta con oltre 50 anni di esperienza nel seafood italiano, specializzata in semiconserve ittiche, prodotti marinati e gastronomia di mare refrigerata. Radicata nel territorio del Delta del Po e oggi protagonista di un importante percorso di evoluzione industriale, l’azienda ha recentemente investito in un moderno stabilimento produttivo ad alta efficienza, con standard elevati di sicurezza alimentare, automazione e controllo della catena del freddo. Guidata da una nuova generazione imprenditoriale, Mancin Nadia Srl unisce tradizione e innovazione sviluppando soluzioni avanzate per il retail e il canale Ho.Re.Ca. Tra i progetti più strategici spicca la linea di piatti ittici pronti refrigerati ad alto contenuto di servizio, pensata per rispondere alle esigenze della ristorazione contemporanea in termini di efficienza, riduzione degli sprechi e continuità qualitativa. Un modello produttivo e commerciale orientato al futuro, che valorizza la qualità della materia prima e l’identità gastronomica italiana, reinterpretando il seafood in chiave moderna e funzionale. - www.mancinnadia.com-

Milano, quartiere fieristico Fiera Milano a Rho
SS del Sempione, 28 20017 Rho (Milano)
Dall'11 al 14 maggio torna TuttoFood 2026 con centinaia di eventi dedicati alla filiera agroalimentare italiana e internazionale
L'evento è uno dei principali appuntamenti mondiali del settore agroalimentare, focalizzato su innovazione, sostenibilità e Made in Italy.
Da un primo “spoiler” possiamo anticipare che i trend food 2026 in Italia si concentrano su comfort food rivisitato (senza lattosio/glutine) sostenibilità concreta, porzioni ridotte e “Nostalgia Remix”. Dominano ingredienti naturali, fermentazioni, cucina fusion e proteine accessibili come pollo e maiale. La tecnologia, con AI e robot, supporta la ristorazione, mentre si riscoprono radici e sapori autentici.
C'è un momento in cui un settore smette di celebrarsi e inizia a interrogarsi: “Cosa e come mangeremo nel 2026?” I classici della tradizione italiana vengono reinterpretati con ingredienti premium e nuove texture, unendo ricordi d’infanzia e innovazione.
Ma quali saranno i trend gastronomici? Sapori globali e fusion creativa: dalle proteine “semplici” da bere ai mini piatti, snack strutturati, fino ai bocconcini pronti e alle porzioni in miniatura perché si rimpiccioliscono senza perdere valore simbolico o gastronomico (riducendo lo spreco e permettendo di assaggiare più proposte) e la cucina globale continuerà a influenzare i vari menù? Il boom di opzioni senza glutine e senza lattosio, specialmente nello street food. Contaminazioni gastronomiche sempre più spinte, come sushi burritos o tacos al tikka masala, che mixano culture diverse. Comunque sempre protagonisti, appunto, pollo e maiale, valorizzati da tecniche di cucina d’autore che trasformano materie prime comuni in piatti memorabili. Grande attenzione alla presentazione estetica dei piatti, pensata per essere condivisa. Poi ci sono i dolci mash-up esagerati, le dirty soda personalizzate, fino al contrasto "swavory". E cosa mangeremo per strada? E cosa berremo? Priorità alle esperienze multisensoriali con piatti che giocano su contrasti di sapori con texture inaspettate e bevande analcoliche personalizzate con sciroppi, creme e aromi (molto popolari sui social). Perchè poi c’è da dire che i consumatori chiedono prove concrete di sostenibilità, superando il semplice marketing. Insomma a Tuttofood 2026 tante le novità da non perdere… dall'11 al 14 maggio!

E a Tuttofood 2026 sono tante le offerte incentrate sull’innovazione nel fresco, puntando in particolare sui piatti pronti , anche senza glutine e refrigerati. Il segmento, sempre più strategico, viene sviluppato attraverso tecnologie proprietarie che garantiscono qualità, sicurezza e gusto, senza conservanti e con una shelf life ("vita di scaffale") estesa. Perché il gluten free si conferma driver di crescita per le aziende che lo propongono, inserendosi nel più ampio trend “free-from” (alimenti che soddisfano esigenze dietetiche legate a intolleranze, allergie o scelte salutistiche) e rispondendo alla domanda di soluzioni pratiche, inclusive e di qualità. Accanto a quanto proposto, vengono rafforzate le sinergie tra pasta fresca e gastronomia e ampliato il portafoglio con altre referenze pure integrate dalla linea beverage. La fiera Tuttofood rappresenta un’occasione per presentare una visione industriale orientata a sostenibilità, efficienza di filiera e innovazione continua.
Di seguito posizioni, punti di interesse e materiali di alcune aziende visitate in anteprima:
De Angelis Food SpA - Hall 4P – Stand H13
Presente con tutti i brand del gruppo (Saor del Mar, Poker, Verum), De Angelis porta un’offerta incentrata
sull’innovazione nel fresco, puntando in particolare sui piatti pronti senza glutine refrigerati, per
consumatori e canale Horeca. In stand, degustazione prodotti.
Cartella stampa completa: https://www.transfernow.net/dl/20260508rBUwWx3h
Gruppo Fini SpA - Pad. 6 - Stand C15
Presenta le tante novità, dalla pasta fresca ripiena integrale ai ragù vegetali, dai legumi alle confetture con -50% di zuccheri.
In stand gli chef proporranno degustazioni e show cooking, con un ricco menù e cadeau stampa.
Cartella stampa completa : https://www.transfernow.net/dl/20260508YxIF8SUS
Mancin Nadia Srl - Pad. 2 – Stand P07
Gamma buste pronte, piatti pronti refrigerati professionali pronti in pochi minuti per food service.
In stand, degustazione prodotti e cadeau stampa.
Cartella stampa completa: https://www.transfernow.net/dl/20260508mSZy424t
Margherita SpA - Pad. 2 – Stand C09
Margherita S.p.A. insieme a Gusto Sorrento e Propizza come un polo sinergico dedicato all’universo pizza.
In stand, degustazione e presentazione del nuovo Direttore Marketing Giampiero Lippolis.
Cartella stampa completa: https://www.transfernow.net/dl/20260508wWXz85U9

Milano, quartiere fieristico Fiera Milano a Rho
SS del Sempione, 28, 20017 Rho (Milano)
Tangenziale Ovest/A4 Venezia, A8 Varese, A9 Como
uscita Fieramilano, Pero-fieramilano
Fermata metropolitana Rho-Fieramilano (Linea Rossa M1)
Al via la stagione di Barricata Holiday Village, nel Parco del Delta del Po: orto dei 5 sensi e kids yoga in spiaggia
Il comfort della mobil home, l’esclusività del glamping, l’indipendenza del camping: ecco lo stile di vacanza anche per famiglie, i più piccoli, teen e junior club. È il 14 maggio 2026 la data scelta per la grande riapertura della stagione estiva di Barricata Holiday Village, il villaggio 5 stelle open air di Pagnan Group che sorge nel cuore del Delta del Po (RO). L’offerta, sempre di alto livello, spazia dal divertente e vivace parco acquatico alle spiagge, dalle casette immerse nel verde alle suggestive tende glamping, un lusso nella natura. Ma l’estate 2026 di Barricata Holiday Village è delle famiglie! Tantissime le novità per i piccoli e giovani ospiti di tutte le fasce d’età, con programmi coinvolgenti, divertenti e anche didattici.
Dall’orto sensoriale allo yoga per i più piccoli
Si può parlare di ecosostenibilità ai bambini? E si può coltivare un orto in spiaggia? La risposta a entrambe le domande è sì e Barricata Holiday Village è la location perfetta per l’Orto dei 5 sensi. L’iniziativa, ideata dal team di animazione Samarcanda e novità della stagione 2026, coinvolge i bambini più piccoli attraverso un percorso di 5 isole sensoriali. Dall’isola della vista dedicata ai colori di fiori, frutti e foglie, a quella dell’udito per ascoltare il suono del vento e dell’acqua, per imparare a distinguere i versi degli uccelli e degli altri piccoli animali. E ancora l’isola dell’olfatto dedicata a menta, basilico, lavanda e altre erbe aromatiche, l’isola del gusto per assaggiare e degustare consapevolmente i frutti della natura, l’isola del tatto per sentire tra le proprie mani le diverse consistenze di terra, semi, bucce. Ogni isola è l’occasione per diventare creativi e dare vita a qualcosa di concreto: disegni, collage, strumenti musicali naturali, sacchettini profumati, fino alla vera e propria semina.
Anche quest’estate non mancherà la simpatica mascotte Sunny, protagonista, tra le altre cose, della grande Caccia al tesoro che ha come tema il viaggio. Destinato a diventare l’evento più atteso dai bambini è il Sunny Party, l’appuntamento che ogni settimana richiama i piccoli ospiti e le loro famiglie in un momento di incontro, animazione e svago. Il teatro ospiterà musica, baby dance e giochi, che oltre a divertire, diventano un’opportunità per conoscersi e stringere nuove amicizie, da ritrovare magari anche la prossima estate. Infine, arriva il Kids Yoga, un modo originale, divertente e salutare per iniziare la giornata con un po’ di sano movimento, naturalmente adattato alla tenera età dei partecipanti.
Sfide in piscina, gare musicali e Party Flow
Barricata Holiday Village ha pensato anche ai ragazzini più grandi e agli adolescenti in vacanza con i genitori. Il team di animazione di Samarcanda ha messo a punto per loro un programma specifico che risponde in particolare alle esigenze relazionali di questa età.
I ragazzini possono contare sulle attività del Teen Club, dai giochi di ruolo come il Detective Mistery Hunt, alle sfide in piscina con Aqua Challenge, fino alle gare fisiche sulla sabbia tipo Survivor Beach per farli sentire davvero grandi!
Junior Club per gli adolescenti che si sfidano in gare musicali a squadre con tanto di costumi e Party Glow organizzato direttamente dai ragazzi, con musica, luci e cocktail analcolici. Interessante anche il Social Factory, un laboratorio per creare reel e short video del villaggio.
Esclusività e lusso nelle tende del glamping
È ciò che più caratterizza Barricata Holiday Village: il glamping, tende di ultima generazione immerse nella natura e complete di tutti i comfort, con spazi generosi, tecnologia innovativa, arredi raffinati. È qui che la libertà del campeggio incontra il glamour. Tra le ultime tende nate, giusto l’estate scorsa: le Safari, country suite disponibile nelle due versioni Loft e Deluxe, e le Boutique, dai toni caldi che richiamano l’Africa. Si tratta in entrambi i casi di lodge di lusso, dotati di un grande openspace con vani distinti da eleganti tendaggi divisori tra le camere e la zona giorno.
Dal 14 al 17 maggio il costo di 3 notti in tenda glamping parte da 195 euro; mentre dal 7 al 14 giugno una settimana in tenda glamping da 470 euro.

Comfort e spazi extra large in mobil home
Camere da letto con materassi ad alto comfort, bagni spaziosi e doccia con soffione a pioggia, cucina hi-tech dotata dei migliori elettrodomestici, eleganti terrazze arredate. Sono alcune delle caratteristiche delle mobil home di Barricata Holiday Village. Numerose sono le tipologie a disposizione, da scegliere a seconda ad esempio della posizione, più defilata o a due passi dalla spiaggia, con vista sul parco acquatico o comoda agli spazi dedicati allo sport. Anche le dimensioni variano molto, da minimo 4 persone nel Bellagio Small fino ai 9 posti letto delle Saturno 3XL, con una superficie interna di 46 mq e una terrazza di 27 mq. Ad accomunare le diverse soluzioni abitative c’è sicuramente l’ambiente naturale che le circonda, tra vialetti curati e fioriti, piante che assicurano ombra e frescura. E per godersi tutto ciò, un must immancabile è senza dubbio la terrazza, presente in tutte le tipologie di mobil home, attrezzata per godersi pranzo o cena outdoor. Tra le offerte da non perdere, dal 14 al 17 maggio la sistemazione di 3 notti in mobil home a partire da 160 euro per la linea standard, da 300 euro per la linea luxury. Dal 7 al 14 giugno una settimana in mobil home linea standard a partire da 370 euro, in mobil home linea luxury da 790 euro.
Camping, per chi vuole sentirsi libero
Le temperature miti fanno di maggio e giugno i mesi ideali anche per il camping. Una vacanza diversa, a stretto contatto con la natura e nella più completa indipendenza per assaporare libertà e autonomia. Gli spazi garantiscono comfort e una perfetta privacy grazie al recente ampliamento delle piazzole dell’area camping di Barricata Holiday Village. Spazi erbosi, a pochi passi dalla spiaggia, comodi ai servizi del villaggio. Tra gli interventi realizzati l’estate scorsa anche la creazione di innovative tensostrutture semi-ombreggianti e permeabili alla pioggia, integrate con il paesaggio e dal design che richiama la vela. Da non sottovalutare i servizi curati e all’avanguardia, l’area lavanderia attrezzata con lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie. Gli ospiti del camping possono usufruire di offerte davvero vantaggiose, grazie al pacchetto We love camping. Dal 14 al 22 maggio il costo per 2 notti in Piazzola Comfort parte da 54 euro, mentre 7 notti da 189 euro. Per tutto il mese di giugno 2026, invece, il costo di 7 notti in Piazzola Comfort parte da 275 euro, per chi preferisce la più ampia Piazzola Premium XL 7 notti da 280 euro.

Dal 1929 Pagnan Group
Pagnan Group è un’azienda veneta di lunga tradizione, presente nel tessuto imprenditoriale italiano dal 1929, fondata dal Cavaliere del Lavoro Romano Pagnan.
“A sharing value family company” è lo slogan scelto dalla famiglia veneta, che è cresciuta nel tempo senza mai perdere di vista i suoi valori fondanti: il rispetto per le persone, il territorio e l’ambiente, mettendo al centro relazioni, qualità, sostenibilità e benessere della comunità. Il gruppo opera attraverso 3 divisioni: turistica, agricola e immobiliare.
Nel settore turistico è presente con un’offerta diversificata e coerente. Gestisce i villaggi open-air Isaholidays in provincia di Venezia e Rovigo, tra cui Isamar Holiday Village, Barricata Holiday Village e Isaresidence Holiday Resort (8.000posti letto, 700.000 presenze, 50 ettari di estensione globale, oltre 450 dipendenti). Gestisce inoltre l’Hotel Plaza Venice e l’Anda Venice Hostel, entrambi di Venezia. Quest’ultimo è un ostello di ultima generazione che accoglie ogni anno 170.000 giovani provenienti da tutto il mondo, che ha ricevuto nel 2026 il premio come miglior ostello XL in Europa, miglior ostello d’Italia e tra i primi 10 ostelli in Europa (Hostelworld).
Il gruppo possiede nel settore agricolo oltre 20.000 ettari di terra coltivata con agricoltura rigenerativa, distribuiti tra Argentina e Italia (Veneto, Emilia Romagna e Toscana). Il portafoglio immobiliare del gruppo comprende anche un ex zuccherificio in provincia di Rovigo attualmente oggetto di totale recupero; una tenuta agricola di 800 ettari in Toscana (Tenuta Berignone in Val d’Elsa) e un noceto di 25 ettari; una vasta area ex deposito di cereali in provincia di Rovigo (che ospiterà un vasto impianto fotovoltaico); un intero edificio nel centro storico di Padova adibito a uffici e abitazioni; una villa complesso monumentale cinquecentesco alle porte di Padova, attualmente sede di rappresentanza di Kering Eywear Spa.


Info: Pagnan Group,
Barricata Holiday Village
Strada del Mare, 74 Porto Tolle (Ro)
Tel. +39 0426389270
www.villaggiobarricata.com
www.pagnangroup.com
I partner della Casa di Sant’Agata Bolognese accendono il weekend di Lamborghini Arena a Imola
La Lamborghini Arena 2026, in scena il 9-10 maggio all'Autodromo di Imola, si accende grazie ai suoi partner, trasformando il Village in un hub di lifestyle e innovazione. L'evento, unito al Super Trofeo Europa, celebra il brand con esposizioni, esperienze immersive e collaborazioni esclusive, riflettendo l'eccellenza e lo spirito della Casa di Sant'Agata. Dalle attività alle esperienze più immersive, partner e licenziatari renderanno il weekend di Imola ancora più dinamico e coinvolgente.
Lamborghini Arena è ormai alle porte. Il Village di Imola sarà lo spazio in cui il brand si racconta in tutte le sue dimensioni, attraverso le vetture, la community, l’energia del weekend e una selezione di partner e licenziatariselezionati per condividerne i valori. Realtà diverse, accomunate dalla stessa dedizione all’eccellenza, alla creatività e all’attenzione al dettaglio che definisce l’identità di Lamborghini, e che contribuiranno a rendere il Village ancora più vivo attraverso attività pensate per offrire ai visitatori momenti di svago e intrattenimento.
Ad accogliere il pubblico sarà Bridgestone, Official Partner di Lamborghini Arena 2026, con una presenza diffusa all’interno dell’evento che metterà in mostra quattro pneumatici sviluppati specificamente per Lamborghini: Potenza Sport, Potenza Race, Blizzak LM005 e Dueler All- Terrain AT002. I visitatori potranno inoltre mettersi alla prova sui simulatori di guida, con premi riservati ai giri più veloci del weekend. A completare l’esperienza, il Bridgestone Tyre Shop, dove i clienti avranno la possibilità di montare sulla propria vettura pneumatici Potenza Sport dedicati, progettati per esaltare le performance della gamma Lamborghini.
Arena avrà un’anima sportiva anche grazie a Babolat che porterà un campo da padel con momenti di coinvolgimento attivo, insieme a una prima anticipazione della prossima evoluzione della collaborazione con Lamborghini. Macron invece sarà presente con uno spazio dedicato alle collezioni di abbigliamento sviluppate insieme al brand.
Creatività, artigianalità e attenzione al dettaglio animeranno un’altra parte del Village. Tod’s porterà a Imola l’eccellenza italiana: uno dei suoi maestri artigiani sarà presente per mostrare le fasi di realizzazione dal vivo del Gommino, celebrando il valore del fatto a mano e dell’unicità. 24Bottles proporrà il format 24Lab Live, con attività artistiche e di personalizzazione per adulti e bambini. Mattel, con Hot Wheels, porterà nel Village una presenza dal carattere intergenerazionale, con una pista dedicata ai più piccoli e l’anteprima della nuova Lamborghini Temerario RC in scala 1:64. Pensato per collezionisti, il modello presenta una livrea esclusiva firmata da Mitja Borkert, che sarà possibile scoprire anche in versione reale. L’edizione limitata sarà disponibile dall’11 maggio. Il Village sarà anche uno spazio da vivere attraverso i sensi. Sonus faber porterà ad Imola un booth immersivo dedicato al suono, articolato in una lounge esperienziale dove sarà possibile scoprire l’expertise e l’artigianalità dei maestri del suono, oltre a vivere momenti di sound exeperience esclusivi pensati per valorizzare il sistema Il Cremonese Ex3me – Automobili
Lamborghini Edition e i sistemi audio sviluppati per Revuelto e Temerario. A contribuire a questa dimensione di accoglienza e convivialità sarà inoltre Lavazza, presente sia nelle aree pubbliche con un Airstream coffee truck, sia nelle hospitality con una proposta dedicata, arricchita da una coffee list specifica e da momenti come Taste the Fuel, pensati per accompagnare alcune pause.
Informazioni per i media dell’esperienza Arena
L’esperienza sarà infine elevata da un ambiente sonoro costruito attraverso la musica di Technics e l’utilizzo del giradischi realizzato in collaborazione con Lamborghini.
Ad arricchire il village di Lamborghini Arena figurano inoltre partner dedicati al benessere e alla cura della persona, pronti a offrire momenti esclusivi ai visitatori. 02H proporrà un’esperienza di rigenerazione immediata grazie alla possibilità di testare la criocamera, ideale per un break energizzante durante l’evento. OWAY in parallelo metterà a disposizione un servizio dedicato allo styling e consentirà di scoprire la propria linea di prodotti agri cosmetici. Tra le esperienze che arricchiranno il weekend ci sarà Vesaro, con i simulatori premium sviluppati in collaborazione con Lamborghini ed equipaggiati con volanti Moza Racing. Pensati per offrire un’esperienza di guida immersiva e ad alto contenuto tecnologico, saranno disponibili nell’hospitality dell’evento per sessioni di test dedicate, mentre ulteriori postazioni saranno accessibili anche presso il Museo, ampliando così le occasioni di contatto con il brand in chiave interattiva. In questo racconto troverà spazio anche Ducati che porterà al Village velocità, adrenalina e racing DNA attraverso i test ride della gamma, aggiungendo al racconto un ulteriore richiamo alla cultura motoristica italiana e alla comune passione per la performance che unisce i due brand. Pirelli sarà invece presente con un allestimento ispirato a Urus SE e a Essenza SCV12. A disposizione del pubblico un esperto di prodotto e un’attività interattiva dove i visitatori potranno mettere alla prova la rapidità dei loro riflessi. Infine, il percorso si aprirà a una riflessione più ampia sul rapporto tra creatività e sostenibilità. In questa direzione si inserisce il Gruppo Hera, che con il suo progetto artistico SCART porterà al Village i Super Robot paladini dell’ambiente realizzati con materiali di scarto provenienti delle linee produttive della Casa di Sant’Agata Bolognese. Un’installazione che non si limita a stupire, ma invita il pubblico a entrare in contatto con il progetto attraverso momenti di incontro e attività dedicate, aggiungendo all’esperienza del Village una dimensione culturale e educativa. Partner diversi, un unico filo conduttore. Ad Imola, il Lamborghini Arena Village è il luogo in cui il mondo del brand si rivela in tutta la sua ampiezza.

- Esperienze Immersive: Il Village ospita attività che vanno oltre l'automotive, creando un ecosistema dinamico tra tecnologia, lusso e motorsport.
- Brand Experience: I partner e licenziatari selezionati mostrano prodotti che integrano design e materiali ispirati alle vetture Lamborghini.
- Eccellenza e Lifestyle: Tra i protagonisti, collaborazioni nel campo delle prestazioni e dello stile, come le racchette da padel sviluppate con Babolat.
- Hub del Weekend: Il Lamborghini Arena Village funge da laboratorio di marca dove si uniscono la community, le vetture iconiche e i partner industriali.
L'evento rappresenta il cuore pulsante delle attività di Lamborghini, confermando Imola come luogo simbolo di velocità e passione.
Foto e video: media.lamborghini.com - Informazioni su Automobili Lamborghini: www.lamborghini.com
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Quando la pizza diventò impresa, comunità e riscatto sociale: l’incredibile storia di Luigi Giordano
Reportage da Tramonti, viaggio nel mondo dell’uomo che - molto prima dei franchising - aveva già rivoluzionato la pizza italiana:
“Non è solo una storia di pizza. È una storia di visione, comunità e ingegno.”
di Gianluigi Veronesi
Arrivare a Tramonti, scendendo dal Nord Italia, non significa semplicemente fare tanti chilometri. È un passaggio, in realtà. Quasi una trasformazione lenta, progressiva, che avviene mentre il paesaggio cambia e, insieme al paesaggio, cambia anche il tuo modo di guardare le cose. Dopo aver attraversato Napoli si comincia a salire verso la montagna. Le strade si restringono, le curve si moltiplicano, l’aria diventa più fresca, più ruvida, quasi più vera. I rumori si abbassano lentamente, il traffico resta lontano, e ad un certo punto ti accorgi che stai entrando in un luogo che il tempo non ha semplicemente conservato: lo ha protetto.
Esempio di un forno sociale della zona di Tramonti - credit Comune di Tramonti
Perché qui, a Tramonti, le mode non hanno modellato il territorio. Non lo hanno nemmeno sfiorato davvero. Così come non hanno nemmeno sfiorato le persone. Quassù resistono ancora parole che altrove vengono usate solo nei convegni o nelle campagne pubblicitarie: autenticità, sacrificio, coerenza, appartenenza, fatica. Ma qui non sono slogan. Sono materia quotidiana. Sono il carattere stesso delle persone. E infatti nessuno cerca di venderti una narrazione costruita. Nessuno recita una parte. Al contrario, tutti sembrano animati dal desiderio sincero di accompagnarti dentro l’anima autentica di questo territorio montano, disseminato tra tredici frazioni che si rincorrono tra boschi, vigneti, castagneti e vallate, custodendo storie di privazioni, emigrazione, lavoro durissimo e intuizioni straordinarie.
Storie come quella di Luigi Giordano, l’uomo che molti decenni fa diede vita, senza nemmeno saperlo, a quello che con simpatia mi viene da definire il “proto-franchising” della pizza italiana. Tramonti è una terra difficile. E questa difficoltà la percepisci subito. Fa quasi impressione pensare che, laggiù, a pochi chilometri in linea d’aria, esista la Costiera Amalfitana delle cartoline, degli yacht, degli hotel di lusso e del turismo internazionale. Qui invece, tra i seicento e i settecento metri d’altitudine, il paesaggio cambia radicalmente. Cambia il ritmo della vita. Cambia perfino la mentalità delle persone. Mi trovo in mezzo a uomini che non hanno frequentato master universitari o business school patinate, ma che hanno imparato il mestiere nei forni sociali, nelle stalle, nei caseifici, nelle vigne e dentro comunità dove il lavoro non era teoria ma sopravvivenza quotidiana. Qui il sapere passava di mano in mano, di padre in figlio, di famiglia in famiglia, passava tra le contrade e si diffondeva nelle frazioni, passando anche per campagne, vigneti, fazzoletti di terra terrazzati e forni comuni.
Raccolgo voci. Ascolto racconti.
Osservo gesti antichi che ancora sopravvivono senza bisogno di essere esibiti. E lentamente comprendo che a Tramonti la pizza non è mai stata soltanto pizza. È stata riscatto sociale, organizzazione economica, migrazione, identità culturale.
Tra tutti i nomi che emergono durante questo viaggio, uno ritorna continuamente con una forza diversa dagli altri. Non è necessariamente il più citato. È il più riconosciuto. Il nome che affiora quasi inevitabilmente ogni volta che si parla delle origini, delle partenze verso il Nord, delle prime pizzerie aperte lontano dalla Campania, delle famiglie tramontane che costruirono fortuna e lavoro fuori dalla propria terra. Luigi Giordano. La cosa più sorprendente qui, è che nessuno sente davvero il bisogno di introdurlo. Perché qui il nome di Luigi Giordano non appartiene soltanto alla memoria imprenditoriale del territorio. Appartiene alla memoria collettiva. È uno di quei nomi che sembrano già presenti nell’aria prima ancora di essere pronunciati.
A raccontarne la storia con particolare partecipazione è anche il vicesindaco di Tramonti, Vincenzo Savino, che ne parla non con il distacco istituzionale di chi espone una semplice vicenda amministrativa o storica, ma con il trasporto emotivo di chi sente di raccontare un uomo che appartiene profondamente all’identità stessa della comunità. Lo ascolto mentre ricostruisce episodi, intuizioni, partenze, sacrifici, dettagli, luoghi e nomi con una partecipazione quasi viscerale. Non c’è retorica nelle sue parole. Non c’è costruzione artificiale del racconto. C’è memoria viva. E mentre parla, comprendo definitivamente una cosa: la storia di Luigi Giordano non è soltanto la storia di un imprenditore della pizza. È la storia di come una piccola comunità montana sia riuscita, attraverso il lavoro, l’ingegno e il senso di appartenenza, a portare un pezzo di sé nel Nord Italia senza mai perdere la propria anima.
“Parlare di Luigi Giordano significa parlare di un personaggio straordinario”- racconta Savino, quasi rallentando il ritmo della voce - “Perché è uno di quei nomi che si fanno spazio da soli. Dietro non c’è soltanto una persona. C’è un’origine”.
Ed è vero. Più ascolti, più ti rendi conto che non sei davanti semplicemente alla biografia di un uomo. Sei davanti alla nascita di un sistema, un modello umano ed economico che, senza alcuna teoria scritta, finirà per anticipare dinamiche che oggi studieremmo nei corsi di management.
Per capire davvero la portata della figura di Luigi Giordano bisogna tornare indietro nel tempo, nell’Italia del dopoguerra. Un Paese ancora ferito, che cerca faticosamente di rialzarsi tra macerie, scarsità e ricostruzione. È un’Italia povera, concreta, dura. Un’Italia in cui nulla può essere sprecato. Ed è proprio in questo contesto che emerge la figura di Luigi Giordano.
“Non era un teorico, non era un accademico” - continua Savino - “Era un uomo pratico. Uno di quegli uomini immersi nella concretezza assoluta del lavoro quotidiano, ma capaci di vedere opportunità dove altri vedevano soltanto problemi”.
Giordano gestisce un caseificio. E come accade spesso in quegli anni, il vero problema non è produrre, ma vendere. Il prodotto invenduto rischia di diventare un peso economico insostenibile. Uno spreco quasi intollerabile in un’Italia che ancora conosce bene la fame e i sacrifici. Ed è esattamente lì che nasce l’intuizione. Una frase semplice. Brutale nella sua essenzialità. Eppure destinata a cambiare tutto.
“Quello che non vendo, lo trasformo”.
Dentro questa frase c’è già tutta la visione di Luigi Giordano. È qui che prende forma una delle intuizioni più rivoluzionarie della ristorazione moderna: la pizza da asporto. Non la pizza come fenomeno glamour o gastronomico, ma come risposta concreta ad un bisogno reale. Un prodotto semplice, accessibile, facilmente consumabile, perfetto per una società italiana che sta lentamente cambiando ritmo, abitudini e stile di vita. Ma l’intuizione, da sola, non basta mai. Serve la capacità di trasformarla in modello. Savino entra nel merito: “La prima pizzeria di Giordano nasce a Oleggio, vicino a una caserma militare” - prosegue Savino - “E non è una scelta casuale. È una scelta lucidissima. Dove c’è movimento, dove c’è passaggio continuo di persone, dove esistono flussi costanti, lì esiste domanda”.
Oggi questo principio appare quasi ovvio. Ma negli anni cinquanta non lo era affatto. E invece Luigi Giordano lo comprende con straordinario anticipo. Le sue pizze al taglio iniziano ad avere un successo immediato. Il modello funziona. Ma soprattutto, il modello è replicabile. Ed è proprio qui che Luigi Giordano compie il vero salto di qualità.
“Non si limita ad aprire pizzerie” - sottolinea Savino - “ma Costruisce un sistema, forma persone. Trasmette competenze. Affida gestione e responsabilità mantenendo però un controllo preciso della filiera e dell’identità del progetto. In un’epoca in cui il concetto stesso di rete organizzata è ancora embrionale, Luigi Giordano dà vita a qualcosa che oggi definiremmo senza esitazioni un proto-franchising”.
Ma sarebbe quasi riduttivo chiamarlo così. Perché qui non esistono manuali operativi, ma intuizione, pragmatismo, fiducia reciproca e senso di comunità.
Nasce così anche un nome destinato a diventare simbolico: Marechiaro. Un nome evocativo, profondamente identitario, capace di portare con sé tutto un immaginario napoletano fatto di mare, umanità, calore e appartenenza. Marechiaro non è semplicemente un’insegna commerciale. È un richiamo culturale. È quasi una bandiera. Savino prosegue il racconto: “Le pizzerie iniziano a moltiplicarsi: Oleggio, Casale Monferrato, Pordenone e molte altre realtà del Nord Italia. Ma nulla avviene casualmente. Ogni apertura sembra seguire una logica precisa: vicinanza
ai flussi, alle aree produttive, ai luoghi di passaggio, alle nuove geografie del lavoro italiano. È una crescita coerente, ordinata, sorprendentemente moderna. Tra gli anni cinquanta e settanta, ciò che era nato come soluzione a un problema produttivo si trasforma progressivamente in un fenomeno sociale. Oltre sessanta pizzerie, famiglie che si trasferiscono dal Sud al Nord, comunità che si ricompongono attorno ad un mestiere, identità che si spostano senza dissolversi. E c’è un dato che racconta tutto meglio di qualsiasi analisi sociologica: oltre il novanta per cento dei pizzaioli coinvolti in questa rete proviene da Tramonti. Non è una coincidenza. È un sistema culturale che si trasferisce, si replica, si rafforza. È la dimostrazione concreta che quando un territorio genera competenze autentiche, quelle competenze diventano patrimonio esportabile. Nacque così una rete umana ed economica impressionante” - prosegue Savino - “Una rete costruita non sui contratti, ma sulla fiducia. I compaesani che partivano verso il Nord non trovavano soltanto lavoro. Trovavano una comunità che li accoglieva, una struttura che li sosteneva, un sistema che permetteva loro di crescere”.
Qui la storia supera i confini della semplice ristorazione. Perché quei locali aperti nel Nord Italia non erano soltanto attività commerciali. Savino prosegue il racconto con voce quasi rotta: “Erano pezzi di Tramonti trapiantati nell’Italia industriale. Bisognerebbe quasi immaginarseli, quegli uomini. Partono dalla Costiera Amalfitana e si ritrovano improvvisamente immersi nella nebbia piemontese, nelle periferie lombarde, nei ritmi durissimi delle fabbriche del Nord degli anni cinquanta e sessanta. Molti lavorano fino a notte fonda. Dormono poco. Affrontano inverni rigidissimi lontani dal mare, dal sole e dalle montagne della loro terra. Eppure dentro quei locali portano qualcosa che va molto oltre il cibo: convivialità, profumo del fior di latte, portano impasti, vino, dialetti, umanità, gesti antichi, ortano il Mediterraneo dentro l’Italia operaia. In questo scenario che il fenomeno Marechiaro si consolida e si diffonde sempre di più. Non soltanto come rete commerciale, ma come simbolo identitario dei tramontani emigrati al Nord…tutto nasce dall’intelligenza pratica di un uomo con la terza elementare”.
Un dettaglio che oggi assume quasi una forza narrativa disarmante. Perché siamo abituati a pensare che il successo debba necessariamente passare attraverso business school, strategie sofisticate, linguaggi manageriali e modelli teorici complessi. La storia di Luigi Giordano racconta invece qualcosa di completamente diverso. Racconta l’esistenza di un’intelligenza popolare italiana capace di leggere il mercato in modo naturale, quasi istintivo. Una forma di imprenditoria profondamente umana. Giordano non sfruttava: formava. Non tratteneva: promuoveva. Non costruiva soltanto aziende: costruiva persone.
Un modello fondato sulla fiducia. Non sull’individualismo, ma sulla crescita collettiva. Ed è forse proprio questo il motivo per cui ancora oggi, a Tramonti, il suo nome continua ad essere pronunciato con rispetto autentico. Sono molti gli imprenditori che costruiscono aziende. Molto meno numerosi, invece, quelli che riescono a lasciare memoria.
Luigi Giordano, in questo contesto, non è solo un imprenditore. È un catalizzatore. Un uomo capace di trasformare una risorsa locale in un modello diffuso, anticipando logiche che oggi diamo per scontate, ma che allora erano pura avanguardia operativa.
Oggi lui non c’è più. Ma la sua visione sì.
La storica Pizzeria Marechiaro esiste ancora, viva, concreta, gestita dalla terza generazione. Non come reliquia, ma come attività reale, quotidiana, operativa. La sua storia è stata anche raccontata nel libro “L’uomo delle pizzerie”, ma la verità è che non ha bisogno di essere celebrata per continuare a esistere. È già scritta nei fatti. E allora, tornando a camminare tra questi luoghi, tra le voci raccolte, tra i racconti che si intrecciano, tutto diventa più chiaro. Tramonti non è solo un luogo geografico. È un’identità produttiva, culturale, sociale. Un sistema che ha saputo generare valore e diffonderlo ben oltre i propri confini. E al centro di questo sistema, ancora oggi, c’è lui. Luigi Giordano. Non come figura da commemorare, ma come origine concreta di un modello che ha attraversato il tempo.
PIZZACADEMY: QUANDO LE SCUOLE DELLA PIZZA SI INCONTRANO AI MONTI DI TRAMONTI
Uno degli aspetti più interessanti emersi durante questo viaggio-reportage a Tramonti riguarda la volontà, da parte dell’Associazione Pizza Tramonti e del territorio stesso, di trasformare la pizza non in terreno di competizione, ma in strumento di dialogo culturale e confronto professionale. Ed è esattamente questo lo spirito che ha animato la recente edizione della “PizzAcademy”, svoltasi il 21 aprile 2026 presso la storica pizzeria “Al Valico di Chiunzi”, luogo simbolico sospeso tra i Monti Lattari e la Costiera Amalfitana, quasi crocevia naturale tra mondi diversi. La vera forza dell’iniziativa non è stata soltanto celebrativa. Anzi. L’elemento più intelligente e moderno è stato probabilmente un altro: la volontà di mettere attorno allo stesso tavolo, allo stesso forno e allo stesso banco di lavoro una ventina di pizzaioli provenienti da differenti scuole italiane della pizza. Non soltanto maestri tramontini, dunque. Ma interpreti della scuola napoletana tradizionale, della contemporanea casertana, della romana, della salernitana e di altre importanti correnti dell’arte bianca italiana, eccoli di seguito, con il nome della loro pizzeria e il nome della pizza che hanno presentato in occasione della giornata di studio e confronto:
Robertino Cupo (Pizzeria Robertino Cupo, Palomonte, https://www.facebook.com/p/Robertino-Cupo-Pizza ), ha presentato la pizza “Coast to Coast” . Ingredienti principali: bufala del Cilento, carpaccio affumicato di tonno rosso, carciofi di Paestum, provola affumicata, bottarga, limone Amalfi, olio EVO;
Simone De Gregorio (La Bolla, Caserta, https://www.labollacaserta.it/ ) – ha presentato la pizza “Sentiero delle Formichelle”. Ingredienti caratterizzanti: ricotta di bufala, limone, acciughe, provola;
Jessica De Vivo (Napoli, https://www.instagram.com/jessica_de_vivo_/ ) ha presentato la pizza “Pizza al profumo di Costiera”: tonno rosso, pomodori gialli e rossi, provola, polvere di olive, basilico;
Carlo Fiamma (Amalfi, Pizzeria “Pizza e Cantina”, https://carlofiammapizzaecantina.it/ ) – ha presentato “A modo mio”: crema di pomodorino giallo, tonno rosso, cipolla caramellata, mollica fritta al limone, sfusato amalfitano;
Francesco Giordano (Ristorante Pizzeria Serenella, Brescia, https://www.facebook.com/Pizzeria.Serenella.Brescia/ ) – Ha presentato la “Pizza Peschiera”: multicereali con semi di finocchio, mozzarella doppia consistenza, insalata, olive, limone, noci, pomodori, riduzione al Tintore;
Vittorio Giordano (Pizzeria Giordano, Biella, https://ristorantepizzeriagiordano.it/) – Ha presentato la pizza “Tonno e dolcezza”: bianca con pomodorini, fior di latte, tonno, composta di cipolla rossa;
Vittorio & Graziano Giordano (Pizzeria ristorante Al Valico, Tramonti, https://www.ristorantealvalicodichiunzi.it/ ) hanno presentato una particolare pizza al metro, visto che questa è proprio la loro specialità. L’hanno chiamata “La Tramontana”: pizza al metro con salame e funghi chiodini al limone, guanciale, patate e provola;
Giuseppe Imperato (Pizzeria Il Porticciolo a Maiori) – ha presentato “Oro d’autunno”: fior di latte, castagne, pancetta, miele di castagno, finocchietto;
Roberto Luise (Robbbertone Pizza, Valmontone, https://robbbertonepizza.it/) – “Pala alla Papa”: zucchine alla romanesca, stracciata, alici, bottarga;
Vincenzo Amato (Revive Pizza & Bar, Pontedera, https://www.facebook.com/VincenzoAmatoChef/ ) ha presentato la pizza “La mia Tramonti”: pomodoro pelato, alici di Cetara, capperi, origano, olio EVO;
Giovanni Mandara (Piccola Piedigrotta, Reggio Emilia, https://www.piccolapiedigrotta.com/) ha presentato la pizza “Pizza Sudde”, questi gli ingredienti caratterizzanti: fior di latte, caciocavallo, salsiccia al finocchietto, polvere di olive;
Alfonso Simeone (Agriturismo Il Frescale, Tramonti, Via Fiscale, 84010 Tramonti, Telefono: 089 876317, https://www.facebook.com/ilfrescale/ ) ha presentato la pizza “L’invidia tra mare e monti”: crema di pecorino, provola, scarola, olive, acciughe, pinoli, limone, olio EVO;
David Vaccaro (Agriturismo Da Regina, Tramonti, https://www.agriturismodaregina.com/) ha presentato la “Pizza Regina”: crema di fave, provola, stracotto al Tintore, chips di pecorino;
Francesco Ferrara (pizzeria Bella Napoli, Vigevano, https://www.bellanapolivigevano.it/) ha presentato la “Tramonti 2.0”: provola affumicata, pomodorini confit, acciughe di Cetara, uovo marinato, confettura di limone;
Antonio Vuolo (Pizzeria Gran Morane https://www.facebook.com/ristorantegranmorareincontradaofficial/?locale=it_IT , Pizzeria Tramonti Indirizzo: Via Pietro Giardini, 333, 41124 Modena Telefono: 059 482 2872 https://www.instagram.com/popular/pizzeria-tramonti-modena/) ha presentato la pizza “La francescana”: base bianca, fior di latte, pomodori gialli e rossi, acciughe, limone, basilico;
Simone De Gregorio (fuoriprogramma) giovane e preparatissimo pizzaiolo casertano, ha presentato una pizza dolce, ovvero “Pizza dolce di mela annurca”. Pizzeria La Bolla, Caserta, www.labollacaserta.it
In un mondo spesso attraversato da personalismi, rivalità e contrapposizioni ideologiche tra “scuole” e tendenze, Tramonti ha invece scelto la strada della condivisione, del confronto tecnico e della contaminazione culturale. Sicuramente Luigi Giordano avrebbe voluto così Ma di tutto questo parleremo presto in modo più approfondito sempre sulle pagine di degusta.it

L’UOMO DELLE PIZZERIE
(Amelia Giordano - Edizioni Astragalo, Novara, 2023 - pagg. 140)
Un uomo partito "con la valigia di cartone" da Tramonti e diventato il primo "imprenditore" del business della pizza non solo a livello nazionale ma addirittura mondiale. La storia di un'Italia da ricostruire dopo la Guerra e della formidabile capacità di inventiva di una intera famiglia che con coraggio, passione e sacrificio lascia la sua terra d'origine e si trasferisce nel freddo e distaccato "Nord" alla ricerca di fortuna. Prima Milano, poi Oleggio e poi Novara. La storia di un ragazzo come tanti ma che con la propria fulgida visione imprenditoriale in quei tempi in cui tutto era ancora da inventare diventerà il primo "imprenditore" del business della pizza. La Storia di Luigi Giordano insegna che nessun sogno è mai troppo grande.
Biografia: Amelia Giordano è una dei figli di Luigi Giordano. Ha lavorato per tuttala vita nell'impresa di famiglia, portando avanti, con la medesima determinazione, le tradizioni ereditate dal papà.
Contatti: Gabriella De Paoli, Edizioni ASTRAGALO redazione@edizioniastragalo.it

(a cura di Gianluigi Veronesi)
A Tramonti il latte continua a trasformarsi in memoria gastronomica del territorio...
Al Valico di Chiunzi, dove il fior di latte racconta ancora la montagna
Viaggio nel piccolo Caseificio Al Valico, nel cuore dei Monti Lattari: un presidio silenzioso della cultura casearia di Tramonti (SA) dove, fra
lavorazioni artigianali, Fior di Latte, provole affumicate e antichi saperi contadini, sopravvive ancora l’anima più autentica della montagna campana
di Gianluigi Veronesi
Tra i molti richiami che hanno acceso la mia curiosità e mi hanno spinto a raggiungere l’areale di Tramonti il, nel cuore della provincia di Salerno, ce n’è stato uno più potente e suggestivo degli altri: il nome Monti Lattari. Un nome antico, evocativo, quasi poetico, che sembra profumare immediatamente di latte, di stalle, di pascoli e di caseifici di montagna. “Lattari”. Monti del latte. Monti che, da secoli, nutrono uomini, famiglie e territori.
Più approfondivo la storia di queste montagne e più capivo che quella suggestione iniziale non era affatto casuale. Il nome stesso dei Monti Lattari racconta infatti l’identità profonda di questo territorio. Per secoli queste alture hanno vissuto di allevamento bovino, transumanze, pascoli e produzione lattiero-casearia, molto prima che arrivassero il turismo internazionale, la narrazione glamour della Costiera Amalfitana o le moderne mode gastronomiche legate alla pizza gourmet.
Qui il latte non ha mai rappresentato semplicemente una materia prima. È stato economia rurale, sostentamento quotidiano, cultura contadina e identità sociale. Fra boschi, valloni, sentieri e strade percorse per generazioni da allevatori e contadini, sono nate famiglie di casari che hanno trasformato il latte in Fior di Latte, provole affumicate, ricotte, trecce e caciocavalli, costruendo nel tempo una delle più straordinarie tradizioni lattiero-casearie del Mezzogiorno italiano.
Per capire davvero Tramonti bisogna partire dal latte

È da qui che bisogna partire. Per comprendere davvero l’anima profonda di Tramonti, della sua civiltà contadina e persino della straordinaria epopea dei pizzaioli che da queste montagne partirono per conquistare il Nord Italia, bisogna fermarsi un momento e guardare i Monti Lattari. Non soltanto osservarli, ma ascoltarli. Proprio fra questi monti, salendo verso il Valico di Chiunzi, ho deciso di fermarmi in un piccolo caseificio di montagna che apparentemente potrebbe sembrare soltanto una semplice attività artigianale, ma che in realtà custodisce un frammento prezioso della memoria gastronomica di questo territorio: il Caseificio Al Valico. Bisogna arrivarci lentamente, senza fretta. La strada che sale verso Chiunzi sembra infatti voler preparare il visitatore a un cambio di ritmo. Si lasciano alle spalle il traffico, il rumore e la velocità nervosa della costa per immergersi progressivamente in un paesaggio più antico, quasi sospeso. Qui i Monti Lattari respirano ancora attraverso castagneti, terrazzamenti, vigne, piccoli orti e stalle.
Ed è proprio in questo scenario che si incontra il Caseificio Al Valico, storica attività della famiglia Campanile. Non stiamo parlando di un grande marchio industriale, né di una struttura costruita per stupire il turista con il marketing dell’autenticità. Al contrario. Il fascino di questo luogo nasce proprio dalla sua normalità quotidiana, dalla semplicità con cui, da decenni, qui si continua a fare ciò che in questi territori si è sempre fatto: trasformare il latte in prodotti gastronomici profondamente legati alla montagna. L’attività ebbe origine negli anni cinquanta ed è oggi portata avanti dalla terza generazione della famiglia Campanile. Entrando nel caseificio si percepisce immediatamente quella dimensione artigianale che molti cercano di imitare senza riuscirci davvero. Qui il tempo sembra avere ancora un rapporto diretto con i processi produttivi. Il Fior di Latte nasce da gesti ripetuti migliaia di volte, da mani che conoscono la pasta filata e da occhi capaci di capire consistenze e temperature senza bisogno di sofisticazioni inutili.
La produzione comprende Fior di Latte, provola affumicata, ricotta fresca, bocconcini, trecce, caciocavalli, primo sale e altri latticini della tradizione campana. Tutto parla il linguaggio dei Monti Lattari. Tutto conserva una coerenza territoriale oggi sempre più rara.
Anche la posizione geografica racconta qualcosa di profondo. Il Valico di Chiunzi non è soltanto un punto panoramico o un luogo di passaggio. Storicamente ha rappresentato una porta naturale fra la Costiera Amalfitana e l’Agro Nocerino-Sarnese. Per secoli uomini, muli, merci, vino, castagne e prodotti agricoli sono transitati da queste strade, facendo incontrare mondi diversi: il mare e la montagna, i pescatori e i contadini, i commercianti e i pastori.
E ancora oggi, in qualche modo, il piccolo caseificio continua a custodire questa funzione di collegamento fra territori, tradizioni e persone. Non stupisce quindi che venga spesso inserito nei percorsi dedicati al turismo esperienziale e gastronomico di Tramonti. Chi arriva quassù non cerca soltanto un prodotto da acquistare. Cerca un’autenticità che altrove sembra essersi perduta. Osservare la pasta filata che prende forma fra le mani di Antonio Campanile, titolare del caseificio insieme al figlio Salvatore, ascoltare le sue spiegazioni mentre “mozza” il Fior di Latte o intreccia trecce perfette, sentire il profumo della provola affumicata e raccogliere i racconti delle famiglie del posto significa entrare dentro una narrazione molto più ampia della semplice produzione casearia.
Chi attraversa i Monti Lattari e raggiunge il Valico di Chiunzi non dovrebbe limitarsi a fotografare il panorama della Costiera dall’alto. Dovrebbe fermarsi in questo piccolo caseificio, parlare con chi ogni giorno lavora il latte e portarsi via almeno un frammento di questa montagna. Perché acquistare un Fior di Latte del Caseificio Al Valico, una provola affumicata o una ricotta fresca prodotta quassù non significa semplicemente comprare un alimento. Significa portare sulla propria tavola un prodotto nato in uno dei territori più identitari della gastronomia campana, dove naturalità, freschezza quotidiana e tradizione continuano ancora oggi a vivere insieme. E forse è proprio questo il motivo per cui, tornando a valle, il sapore del Fior di Latte — con quella lieve punta di sale e con ancora nelle orecchie le parole di Antonio Campanile — resta nella memoria molto più a lungo del previsto. Perché dentro quel gusto non c’è soltanto latte, ma un intero territorio che continua ostinatamente a vivere attraverso le proprie tradizioni.
I prodotti del Caseificio Al Valico
Il Caseificio Al Valico, situato presso il Valico di Chiunzi nel territorio di Tramonti (SA) realizza una produzione artigianale fortemente legata alla tradizione casearia campana e dei Monti Lattari. La lavorazione si basa prevalentemente sulla trasformazione del latte vaccino in prodotti freschi e a pasta filata, con particolare attenzione alla manualità e alla freschezza quotidiana.
Fra le specialità prodotte figurano:
Fior di Latte di Tramonti. Prodotto simbolo del caseificio e dell’intero territorio tramontino. Caratterizzato da pasta filata morbida, struttura elastica, elevata succosità e profumi lattici
delicati. Storicamente utilizzato anche dai pizzaioli originari di Tramonti emigrati nel Nord Italia.
Provola affumicata. Formaggio a pasta filata sottoposto ad affumicatura tradizionale, dal gusto più intenso e persistente, con note aromatiche che richiamano legno e latte cotto.
Bocconcini di Fior di Latte. Piccole mozzarelle fresche da consumo rapido, apprezzate per delicatezza, freschezza e versatilità gastronomica.
Treccia fresca. Classica lavorazione intrecciata della pasta filata campana, dalla consistenza morbida ed elastica.
Ricotta fresca. Ottenuta dal siero residuo della lavorazione casearia, presenta texture cremosa, gusto dolce e delicato, tipico della ricotta tradizionale artigianale.
Caciocavallo. Formaggio stagionato della tradizione meridionale, a pasta filata compatta, con progressiva evoluzione aromatica durante la maturazione.
Caciotta. Formaggio da tavola semistagionato, dal gusto morbido e rotondo, espressione della tradizione contadina locale.
Primo Sale. Formaggio fresco a breve maturazione, delicato e leggermente sapido, tipico delle produzioni rurali del Sud Italia.
Burro artigianale. Realizzato dalla crema del latte lavorata secondo tecniche tradizionali, con profilo aromatico intenso e naturale.
Identità produttiva
La filosofia produttiva del Caseificio Al Valico si basa su:
- lavorazione artigianale quotidiana;
- filiera territoriale;
- tradizione casearia tramontina;
- valorizzazione del latte locale;
- forte legame con la cultura gastronomica dei Monti Lattari.
Una produzione che continua ancora oggi a rappresentare uno dei tasselli autentici della grande tradizione lattiero-casearia della Costiera Amalfitana e di Tramonti.

Caseificio "Al Valico" di Antonio Campanile
Tramonti - Salerno (Costiera Amalfitana)
Tel. 089 856205
Social: Facebook - Caseificio Al Valico
Instagram - @caseificioalvalicoCaseificio

(Gianluigi Veronesi)
Detroit: un viaggio tra patrimonio iconico e cultura alla scoperta dell’anima autentica della città

Dalla cultura afroamericana ai simboli dell’industria e dalle radici della Motown alla culla della techno, Detroit racconta la sua storia attraverso il suo patrimonio unico negli Stati Uniti. Negli ultimi anni la città capoluogo della contea di Wayne (principale centro dello Stato del Michigan) ha riconquistato l’attenzione internazionale, soprattutto attraverso il suo patrimonio culturale mettendo in mostra così la sua vera identità: dalle icone dell’automobile, ai musei di fama mondiale, passando per una scena musicale che ha plasmato la cultura globale, Detroit propone una finestra diretta sulla vita americana, dove le radici industriali incontrano nuove espressioni creative.
Luoghi storici e istituzioni culturali
Tra i monumenti più iconici della città si trova la Michigan Central Station, una storica stazione ferroviaria in stile Beaux-Arts, rimasta chiusa per decenni e restaurata in modo straordinario da Ford Motor Company, oggi ripensata come campus dedicato all’innovazione, alla mobilità e al coinvolgimento della comunità. Nel cuore della scena artistica cittadina si trova il Detroit Institute of Arts (DIA), uno dei principali musei degli Stati Uniti, che ospita oltre 65.000 opere di diverse epoche e culture. Più che un semplice museo, il DIA rappresenta un vero polo culturale, capace di collegare l’arte internazionale con l’identità locale. Particolarmente significativa è la presenza di opere italiane, tra cui lavori di maestri come Caravaggio, Tintoretto e Modigliani, che evidenziano il legame tra la tradizione artistica europea e il panorama culturale americano.

A breve distanza dal centro, il complesso The Henry Ford racconta la storia dell’ingegno americano attraverso l’Henry Ford Museum of American Innovation — un complesso articolato in tre parti che include Greenfield Village — dove esperienze immersive e ricostruzioni storiche permettono ai visitatori di vivere in prima persona momenti chiave della storia degli Stati Uniti.
Tra gli edifici più iconici della città, il Guardian Building, capolavoro Art Déco del 1929, incarna lo spirito ambizioso di Detroit, con interni caratterizzati da intricati mosaici e motivi ispirati alle culture dei nativi americani.
Cultura afroamericana e diritti civili
Detroit è anche uno dei centri più importanti della cultura afroamericana negli Stati Uniti. Il Charles H. Wright Museum of African American History è tra le principali istituzioni al mondo dedicate alla conservazione e alla valorizzazione della storia e della cultura afroamericana, offrendo esperienze immersive e programmi culturali profondamente radicati nell’identità della città. All’interno del complesso The Henry Ford si trova un altro luogo simbolico: la Jackson House, trasferita da Selma, Alabama, dove Martin Luther King Jr. e altri leader pianificarono le storiche marce per i diritti civili. Oggi rappresenta un punto di riferimento fondamentale per comprendere uno dei capitoli più importanti della storia americana.
Storia dell’automobile: un pilastro culturale
La storia dell’industria automobilistica è parte integrante dell’identità di Detroit. Il Ford Piquette Avenue Plant, costruito nel 1904, è il luogo di nascita della Ford Model T, che rivoluzionò la mobilità. Oggi il sito è conservato come museo, con ambienti originali che raccontano le origini dell’industria automobilistica.
La musica che ha cambiato il mondo: Motown e techno
A Detroit, la musica non è solo intrattenimento, ma una componente essenziale dell’identità cittadina. Qui è nato il sound Motown, che ha influenzato intere generazioni e lanciato artisti come Stevie Wonder e Marvin Gaye sulla scena globale. Il Motown Museum, attualmente in fase di grande ampliamento, riaprirà nel 2027 con nuovi spazi, tra cui un teatro, studi di registrazione e installazioni interattive.

Accanto a questo patrimonio, Detroit è anche la culla della musica techno. Il museo Exhibit 3000, il primo al mondo dedicato a questo genere, racconta la storia di un movimento nato qui negli anni ’80 e oggi influente a livello globale. Ogni primavera, il Movement Electronic Music Festival attira decine di migliaia di visitatori all’Hart Plaza, nel centro di Detroit, consolidando il ruolo della città come capitale mondiale della techno.
Quartieri creativi e comunità culturali
La cultura di Detroit si respira anche nei suoi quartieri. Midtown rappresenta il cuore artistico della città, mentre Eastern Market, uno dei più grandi mercati pubblici storici degli Stati Uniti, è un luogo di incontro per comunità, arte e gastronomia locale. Corktown, il quartiere più antico di Detroit, è diventato una destinazione vivace sia per i visitatori sia per i residenti, con ristoranti rinomati, negozi indipendenti e la recentemente restaurata Michigan Central Station al centro. Ad Hamtramck, uno dei quartieri più multiculturali della regione, convivono tradizioni provenienti da tutto il mondo, offrendo un’esperienza autentica tra cucina, musica e cultura.
Nuovi progetti e visione futura
Detroit continua a evolversi attraverso nuovi sviluppi urbani e culturali. Tra questi Hudson’s Detroit, un nuovo progetto nel cuore della città, e il Cosm Detroit, uno spazio immersivo innovativo dedicato a sport e intrattenimento che combina tecnologia e storytelling. Oggi Detroit si distingue come una destinazione capace di sorprendere i visitatori, dove ogni luogo — dai musei ai quartieri — contribuisce a raccontare una storia di innovazione, cultura e identità.
Visit Detroit è l’organizzazione ufficiale per la promozione turistica della regione composta dalle contee di Wayne, Oakland e Macomb e della città di Detroit, dedicata a valorizzare Detroit come destinazione di livello mondiale per viaggiatori leisure e business. Con l’obiettivo di mettere in luce la cultura dinamica della regione, la sua ricca storia e le sue attrazioni diversificate, Visit Detroit mira a favorire il turismo, la crescita economica e l’orgoglio della comunità. Visit Detroit è stata fondata nel 1896 come primo ufficio convention e visitatori al mondo e rappresenta oggi oltre 900 aziende associate.

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Grazie a "Wine2Stay" il mercato tedesco ama l’enoturismo in Italia
Esperienzialità, autenticità, umanità: sono questi i valori che fanno la differenza nell’accoglienza in cantina secondo Wine2Stay
In un mercato in grande evoluzione, tra scenari internazionali complessi e calo dei consumi, l’enoturismo rappresenta un’interessante opportunità, capace di creare marginalità, ambasciatori a costo zero e liquidità immediata. In particolare, gli enoturisti provenienti dai mercati di lingua tedesca, Germania, Svizzera e Austria, sono un bacino in crescita. A dimostrarlo sono i dati presentati da Susanne Wess, fondatrice di Wine2Stay, piattaforma pensata per l’enoturismo di alta qualità. Ben l’87% acquista il vino in cantina al termine dell’esperienza, il 30% pianifica in anticipo le visite scegliendo con attenzione, il 61% include esperienze che abbinano vino e gastronomia e più del 50% associa l’Italia a vino e cucina. Per chi sceglie un’ospitalità completa, dalla visita alla degustazione fino al pernottamento, la spesa media per persona è di 180 euro. Due le categorie principali individuate, i Best Ager, tra i 45 e i 65 anni, con capacità di spesa buona e l’interesse a cultura, terroir e produzione, e i giovani, tra i 25 e i 45 anni, più interessati all’esperienzialità, alla sostenibilità ambientale e al lifestyle.
Entrambe cercano però autenticità e momenti unici, da ricordare, tanto che le cantine dovranno sempre più essere fornitrici di emozioni, come evidenziato da Domenico Tappero Merlo, produttore e vice direttore del Master in Comunicazione per il Settore Enologico dell’Università Sacro Cuore di Piacenza.

“Per i tedeschi, l’Italia è il paese dei sogni. – Afferma Susanne Wess – Amano il buon cibo, il buon vino e lo stile di vita ma incontrano spesso delle difficoltà per orientarsi nella scelta. Per questo abbiamo fondato Wine2Stay, pensato per fare incontrare le cantine che offrono un’accoglienza qualificata con i potenziali visitatori. Wine2Stay è una App e un sito, collegati con Google Maps, è storytelling, grazie a una redazione che racconta i territori del vino italiano, è Wine Community ed Eventi, è consulenza per le aziende. È la prima piattaforma internazionale dedicata in modo coerente e mirato all’enoturismo con pernottamento, che definisce un modello turistico di alta qualità in cui le cantine non sono semplici luoghi da visitare, ma vere e proprie destinazioni di soggiorno. L’attenzione è rivolta a quelle realtà vitivinicole in cui vino, architettura, gastronomia, paesaggio e ospitalità si fondono in un’esperienza di più giorni, andando ben oltre le classiche degustazioni o le visite giornaliere. Al centro resta l’incontro personale con i produttori. – Conclude la Wess– Attualmente la piattaforma si concentra sull’Italia, uno dei paesi leader dell’enoturismo a livello mondiale, con l’obiettivo di estendersi progressivamente a tutte le principali regioni vitivinicole europee e, in prospettiva, anche a livello globale”.
L’app è disponibile gratuitamente su Apple App Store e Google Play Store.
Apple App Store:
https://apps.apple.com/de/app/wine2stay/id6736354597?l=en-GB
Google Play Store:
https://play.google.com/store/apps/details?id=atjk.ventures.wine2stay&pcampaignid=web_share
Cos’è Wine2Stay?
Wine2Stay è la prima piattaforma internazionale dedicata in modo coerente e mirato all’enoturismo con pernottamento. Wine2Stay definisce un modello turistico di alta qualità in cui le cantine non sono semplici luoghi da visitare, ma vere e proprie destinazioni di soggiorno: con possibilità di alloggio, ristorazione tipica del territorio, spazi per eventi e infrastrutture per meeting e congressi. L’attenzione è rivolta a quelle realtà vitivinicole in cui vino, architettura, gastronomia, paesaggio e ospitalità si fondono in un’esperienza di più giorni, andando ben oltre le classiche degustazioni o le visite giornaliere. Al centro resta l’incontro personale con i produttori. Attualmente la piattaforma si concentra sull’Italia, uno dei paesi leader dell’enoturismo a livello mondiale, con l’obiettivo di estendersi progressivamente a tutte le principali regioni vitivinicole europee e, in prospettiva, anche a livello globale. Infrastruttura digitale per l’enoturismo internazionale Wine2Stay unisce un’app multilingue per dispositivi mobili a un sito web multimediale: insieme costituiscono l’ossatura digitale della piattaforma. L’app e il sito sono attualmente disponibili in inglese, tedesco e italiano; ulteriori lingue sono in fase di pianificazione e l’integrazione di funzionalità di intelligenza artificiale è già prevista. La piattaforma si rivolge principalmente agli appassionati di viaggi del vino, ma risulta interessante anche per operatori professionali dei settori vitivinicolo, turistico ed eventi. Oltre a contenuti editoriali curati, Wine2Stay offre ad esempio link di affiliazione e visibilità per enoteche, distributori ed e-commerce partner.

Regioni, origine e destination branding
La sezione magazine e reportage del sito consente a territori, consorzi e regioni vitivinicole di posizionarsi come destinazioni di enoturismo di alto livello. I contenuti redazionali mettono in luce origine, stile, contesto culturale e infrastrutture turistiche delle singole aree, rafforzandone l’identità e l’attrattività. Wine2Stay è inoltre l’unica piattaforma del settore a porre un forte accento sullo storytelling, inteso come strumento centrale per valorizzare le persone, le storie e l’identità dei territori. Questo approccio è ulteriormente rafforzato dalla collaborazione con alcuni dei più autorevoli esperti del mondo del vino italiano, che contribuiscono con raccomandazioni e contenuti di alto livello qualitativo.
Wine2Stay – la community che unisce gli amanti del vino
Wine2Stay si propone anche come community per gli appassionati di vino, oltre l’esperienza del viaggio. La piattaforma crea uno spazio per condividere il piacere del vino anche a casa, scambiarsi consigli da insider e stringere nuovi contatti. A questo si affiancheranno format ed eventi firmati Wine2Stay, tra cui appuntamenti di “wine dating” e incontri personali con i produttori.
L’enoturismo business come segmento B2B autonomo
Un ulteriore elemento distintivo di Wine2Stay è l’attenzione specifica al business wine tourism. Grazie a funzioni di filtro intelligenti, è possibile individuare cantine adatte a eventi di team building, meeting aziendali o conferenze in contesti esclusivi e non convenzionali.
Curata da competenze – qualità prima della quantità
Al centro di Wine2Stay opera un team di giornalisti specializzati in vino e viaggi, esperti di comunicazione e professionisti del mondo gourmet. Tutte le cantine presenti sulla piattaforma vengono selezionate, verificate e valutate personalmente. Wine2Stay non è volutamente un portale aperto o un semplice elenco, ma una piattaforma di qualità a forte impronta editoriale. Alla selezione delle strutture si affiancano inoltre raccomandazioni enologiche personalizzate.
Su Wine2Stay
Wine2Stay rappresenta qualità certificata, credibilità e una visione internazionale dell’enoturismo moderno – sia leisure che business. La crescita della piattaforma segue un principio chiaro: organico e sostenibile.
L’app è disponibile gratuitamente su Apple App Store e Google Play Store.
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Susanne Wess
Veit-Stoß-Straße 5
80687 München
Deutschland
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Primavera in Toscana: appuntamenti che aprono l’accesso a territori meno battuti ed esperienze da scoprire
La bella stagione si rivela tra petali e antiche sfide di balestrieri, cieli stellati e un pizzico di mistero, insolite passeggiate urbane, itinerari in bici e percorsi tra le vigne. La primavera in Toscana non si limita a segnare il ritorno della bella stagione: diventa una soglia privilegiata per attraversare la regione seguendo il ritmo degli eventi e di particolari attività. Occasioni diffuse, spesso radicate nella dimensione locale, che permettono di entrare in contatto con paesaggi, comunità e tradizioni, privilegiando anche aree meno frequentate e rivelando una
Toscana fatta di dettagli, storie e identità molteplici.
Per mettere a fuoco la varietà delle opportunità vale la pena fare una carrellata tra città e borghi, arrivando fino all’isola d’Elba. Denominatore comune: esperienze che mettono in relazione paesaggio, pratiche e racconto.
Fino al 2 maggio – Siena Incanta: la storia scorre, l’arte fiorisce con i percorsi tra acque e memoria
Sei visite guidate gratuite accompagneranno alla scoperta della città attraverso tre itinerari distinti, ognuno costruito attorno al sistema delle fonti storiche: Fonte Gaia e i suoi misteri, La Fonte nascosta, Fonte delle Monace. Passando per orti, palazzi e complessi monumentali, i percorsi restituiranno una lettura inedita di Siena, dove l’acqua diventa filo narrativo. Lungo i tragitti, gli acquerellisti dell’Associazione Italiana Acquerellisti saranno presenti per catturare la luce della città, mentre i canti popolari senesi chiuderanno ogni appuntamento, contribuendo a creare un momento immersivo nella tradizione locale. www.visitsiena.it
26 aprile – La Fiorucola (Gambassi Terme): petali, profumi e saperi verdi
Per un’intera giornata il borgo si trasformerà in un mercato a cielo aperto dedicato alla primavera, dove natura, tradizione e creatività si incontrano. Tra le vie sarà possibile scoprire piante e fiori, prodotti locali a chilometro zero, artigianato ispirato alla natura e attività legate all’orto e al giardinaggio. Non mancheranno momenti di scambio di semi e talee, installazioni floreali, contest e workshop pensati per adulti e bambini, in un’atmosfera accogliente che invita a vivere il paese all’aria aperta, lasciandosi guidare dai colori e dai profumi della stagione.
9 maggio – Serata astronomica al Piazzale dell’Astronomia (San Piero, Isola d’Elba): cielo, mito e osservazione
Occasione per un weekend al mare, in cui godersi l’Elba prima dei flussi estivi: in un contesto naturale caratterizzato da un cielo particolarmente limpido, l’esperienza permetterà di osservare le meraviglie del cosmo con telescopi professionali. Guidati da astrofili esperti, i partecipanti potranno imparare a riconoscere costellazioni e pianeti grazie anche all’utilizzo di puntatori laser, approfondendo temi come la mitologia delle stelle, i loro colori e le loro caratteristiche. Sarà possibile osservare, tra gli altri, gli anelli di Saturno, i satelliti di Giove e le fasi di Venere. L’appuntamento sarà arricchito da passeggiate notturne e percorsi storico-geologici, che accompagneranno attraverso antichi siti di estrazione del granito fino al Piazzale. www.parcoarcipelago.info
9 e 23 maggio – Passeggiata con delitto Pericolo nelle profondità: indizi, narrazione e ambienti nascosti
Un calendario dedicato al mistero e alla narrazione interattiva, in cui ogni appuntamento costruisce un racconto da vivere in prima persona. Che si tratti di passeggiate con delitto, escape room o momenti teatrali, con Gioca Mistero il pubblico sarà coinvolto in situazioni in cui nulla è come sembra: tra le proposte, il 9 e 23 maggio, al Rifugio Antiaereo della Martana: la passeggiata con delitto "Pericolo nelle profondità" offrirà la possibilità di esplorare un rifugio storico sotterraneo mentre si indaga su un caso, trasformando lo spazio in un ambiente narrativo dove ogni dettaglio può diventare un indizio. www.giocamistero.com
22–24 maggio – Sterro Appalla vol. 5 – Jurassic Chianti (tra Firenze e Siena): bici, strade bianche e spirito condiviso
Tre giorni dedicati al gravel, al touring e alla mountain bike lungo le strade sterrate del Chianti, con itinerari di diversa difficoltà pensati per adattarsi a livelli ed esperienze differenti. La partenza da Firenze condurrà verso un campo base immerso nel verde delle colline, attrezzato per accogliere tende, camper e van. Le giornate saranno scandite da percorsi tra i paesaggi collinari, momenti di ristoro, pasta party, workshop, incontri e attività ludiche, in un clima conviviale che unisce sport, esplorazione e condivisione. www.bbpgravelfirenze.it
24 maggio – Infiorata (Scarperia): disegni di fiori tra pietra e colore
Il centro storico si trasformerà in un grande tappeto di quadri floreali realizzati con petali e materiali naturali. Dopo una fase preparatoria che coinvolge attivamente la comunità, i disegni
vengono tracciati sulle pietre e successivamente riempiti con una paziente disposizione di fiori, lavorati e preparati la sera precedente. Il tema del 2026, dedicato a Collodi e alle avventure di Pinocchio, guiderà la composizione delle opere, creando una visione suggestiva e temporanea del borgo. https://prolocoscarperia.it
24 maggio – Balestro del Girifalco (Massa Marittima): sfida, corteo e precisione rituale
Una delle più importanti rievocazioni medievali della Toscana, che vede protagonisti i tre terzieri della città. Il corteo storico, composto da oltre 150 figuranti in abiti d’epoca, attraversa le vie fino a raggiungere la cattedrale di San Cerbone, dove si svolge la gara. I balestrieri, seguendo le regole degli antichi giochi di guerra, si sfidano nel tiro al “corniolo”, posto al centro del bersaglio. Un evento che unisce spettacolarità e rigore, restituendo la memoria storica attraverso suggestivi gesti codificati. www.societaterzierimassetani.it
30-31 maggio – Cantine Aperte (varie località): vigne, incontri e racconti di territorio
Un appuntamento diffuso che in Toscana assume una particolare valenza di scoperta anche perché porta a conoscere le Strade del Vino della regione: da Bolgheri al Chianti, fino a Carmignano e ai Colli di Luni. Tra filari e borghi, cantine storiche e realtà innovative accoglieranno i visitatori con degustazioni, visite guidate e incontri con i produttori. Un’occasione per attraversare il territorio attraverso i suoi sapori, scoprendo storie, pratiche e identità legate al mondo del vino.
31 maggio, 1 e 7 giugno – Maggiolata Lucignanese (Lucignano): carri fioriti e partecipazione collettiva I quattro rioni del borgo – animati da diverse attività nell’arco di tutto il periodo dell’evento - si sfideranno attraverso carri allegorici decorati con migliaia di fiori freschi, in una manifestazione che affonda le sue radici nella tradizione agricola. Le strade, i balconi e gli archi del paese saranno ricoperti di composizioni floreali, mentre la sfilata percorrerà l’intero anello del centro storico accompagnata da bande e gruppi folkloristici. A , la tradizionale “battaglia dei fiori”, momento corale in cui i petali diventano gesto festoso e simbolo di appartenenza.
Attraverso questo susseguirsi di appuntamenti, la Toscana primaverile si rivelerà come un mosaico di esperienze, che offrirà un punto di accesso diverso alla regione. Scegliere uno di questi eventi significherà quindi individuare non solo una data, ma una direzione di viaggio: il punto di partenza per costruire un break capace di unire autenticità, partecipazione attiva e uno sguardo più profondo sul territorio.

www.visittuscany.it
Al Vespucci di Milano, la seconda edizione di “Cibo, Vino e Ospitalità”
Grande successo per la seconda edizione di Cibo, Vino e e Ospitalità, la kermesse sul turismo e l’enogastronomia organizzata dall’Istituto Vespucci di Milano. Quest’anno la manifestazione si è tenuta nei giorni dal 21 al 23 aprile 2026 e ha visto avvicendarsi convegni e masterclass di altissimo spessore culturale nel settore. La prima giornata ha visto la presenza, in contemporanea di tre situazioni formative per le studentesse e gli studenti della scuola. Nella Sala Ricevimento 1, la conferenza di Rebecca Leibowitz, tour operator ed esperta di viaggi su misura; nella Sala Bar 2, la masterclass di Stefano Carenzi, ex studente del Vespucci e ora restaurant manager e sommelier del Dry Aged di Milano, una steak house dalle carni pregiate; nel salone principale, lo show cooking di Andrea Grimaldi, anch’egli ex studente Vespucci e attualmente sous chef del Melograno Garden Resort Toscana di San Vincenzo (LI) che ha proposto un piatto della cucina vegana e a seguire la masterclass di Francesco Amoruso, ex studente Vespucci, executive chef del ristorante Nomad di Milano con i suoi antipasti e finger food. Il 22 aprile, due sono state le occasioni d’incontro. In Sala 2 il workshop con la Fondazione De Marchi dove il presidente, Francesco Iandola e la dott.ssa Silvia Scaglioni hanno parlato del, “Benessere del piatto unico”. Nella Sala 1 la masterclass con l’ex studente Vespucci Andrea Amoruso, executive chef del ristorante Antico Albergo di Pioltello. Tre masterclass nell’ultima giornata di eventi, il 23 aprile, con l’intervento della dott.ssa Monica Ippoliti, direttore vendite e accoglienza dell’azienda vinicola marchigiana, Umani Ronchi. In parallelo il primo showcooking di cucina con l’ex allievo Vespucci, Andrea Calia, chef della Terrazza Gallia di Milano e a seguire, l’intervento di Simone Salvini, chef di fama internazionale e principale esecutore nel nostro Paese della cucina vegetale
o vegana. A chiudere la tre giorni del Vespucci il pranzo finale a cura dello chef Salvini con ospiti di alto livello della scena istituzionale milanese e nazionale.
“Queste sono occasioni importantissime - ha detto il dirigente scolastico, Luigi Costanzo, rivolgendosi con un saluto agli intervenuti e agli studenti presenti - che danno lustro alla nostra scuola dove rientrano, in qualità di formatori, i più validi tra i nostri ex studenti. Questi eventi offrono agli attuali studenti, la possibilità di apprendere, in diretta, non solo nuovi e particolari piatti da cucinare o prodotti delle eccellenze locali e nazionali, ma anche esperienze dal forte valore educativo di ragazzi che in questa scuola hanno iniziato a muovere i loro primi passi nell’ambito dell’accoglienza e della ristorazione”.
Nel suo intervento conclusivo, il dirigente ha voluto ringraziare i partner che hanno contribuito alla manifestazione: Coop Lombardia, Umani Ronchi - Viticoltori in Marche e Abruzzo, Fondazione De Marchi, Buono al Cubo, Mediterranea Bioveg e dall’Albero - l’alternativa vegetale al formaggio. Infine, un ringraziamento particolare è stato rivolto a tutti i docenti e agli altri operatori dell’istituto, che si sono prodigati nell’organizzazione e nella buona riuscita di tutta l’iniziativa con l’augurio di riproporre, sempre con nuovo e rinnovato impegno quella che sarà la terza edizione nel 2027.

(a cura di Michele Petrocelli)
PizzAcademy 2026 a Tramonti, dove la pizza italiana riscopre confronto, ricerca e identità condivisa
Sedici maestri pizzaioli si confrontano al Valico di Chiunzi (SA). Dalla scuola tramontina alla napoletana contemporanea, passando per le interpretazioni romana, casertana e salernitana, PizzAcademy trasforma Tramonti in un laboratorio culturale dell’arte bianca italiana, dove impasti, lievitazioni, territori e filosofie produttive differenti dialogano finalmente senza competizione, riportando la pizza al centro di una riflessione molto più ampia fatta di memoria, comunità, tecnica e visione.
Ci sono manifestazioni che nascono per creare visibilità e altre che invece nascono per creare cultura. La differenza si avverte immediatamente, quasi fisicamente, soprattutto in un settore come quello della pizza italiana che negli ultimi anni, parallelamente alla sua crescita mondiale, è stato spesso attraversato da personalismi, tifoserie, contrapposizioni tecniche e continue guerre di appartenenza tra scuole, correnti e filosofie di pensiero. Ed è forse proprio per questo motivo che la seconda edizione di PizzAcademy, svoltasi il 21 aprile presso il Valico di Chiunzi, nel cuore di Tramonti (SA) ha lasciato una sensazione profondamente diversa rispetto a molte altre iniziative legate all’universo dell’arte bianca.
Qui non si è respirata aria di competizione esasperata. Non c’era la ricerca ossessiva del protagonismo individuale, né la volontà di stabilire quale fosse la scuola superiore alle altre. Al contrario, il cuore stesso dell’evento è sembrato ruotare attorno ad un concetto oggi quasi rivoluzionario: il confronto autentico. Un confronto vero, tecnico, umano e culturale tra differenti interpretazioni della pizza italiana. L’idea promossa dall’Associazione Pizza Tramonti e dal suo presidente,
Antonio Erra, con la collaborazione del vice sindaco Vincenzo Savino (past president dell’associazione) è stata infatti quella di riunire nello stesso luogo alcune delle più importanti sensibilità contemporanee della pizza italiana, trasformando il Valico di Chiunzi in una sorta di laboratorio permanente dove tradizione, tecnica e identità territoriali potessero dialogare liberamente. E così, tra i Monti Lattari e la Costiera Amalfitana, si sono ritrovati pizzaioli provenienti da differenti scuole: quella tramontina, la napoletana tradizionale, la contemporanea casertana, la romana, la salernitana, la cilentana e altre ancora. Una scelta tutt’altro che casuale, perché il messaggio lanciato da Tramonti è apparso chiarissimo fin dal primo momento: la pizza italiana cresce davvero soltanto quando smette di chiudersi dentro le proprie tifoserie territoriali e torna invece a confrontarsi apertamente.
Durante l’intera giornata si sono alternati laboratori tecnici, degustazioni comparative, momenti di dibattito e dimostrazioni pratiche che hanno consentito ai presenti di osservare da vicino differenti approcci alla lavorazione degli impasti. Si è parlato di farine, di maturazioni lunghe, di idratazioni elevate, di gestione delletemperature, di cotture tradizionali e contemporanee, di biga e lievito madre, ma anche di territorialità delle materie prime e di rapporto tra pizza e identità culturale. Molto interessante, ad esempio, il confronto tra la storica impostazione tramontina (più rurale, montana e legata all’utilizzo di farine meno raffinate, integrali, e del finocchietto selvatico) e le interpretazioni più contemporanee della pizza napoletana e casertana, caratterizzate invece da impasti molto idratati, alveolature spinte e ricerca estrema della leggerezza. Ed è stato proprio questo dialogo
tra approcci differenti a rendere l’evento particolarmente intelligente: nessuno cercava di imporre una verità assoluta, tutti sembravano invece animati dalla curiosità professionale di osservare, capire, apprendere e condividere. Nel corso della manifestazione si sono alternati maestri pizzaioli come Vincenzo Amato, Giuseppe Adamo, Carmen Oliva, Antonio Vuolo, Alfonso Simeone, Roberto Luise, Jessica De Vivo, Francesco Giordano, Giovanni Mandara, Carlo Fiamma, Giuseppe Imperato, Vittorio e Graziano Giordano, Francesco Ferrara, Robertino Cupo, Simone De Gregorio, David Vaccaro e Antonio Erra, protagonisti di una lunga giornata di lavoro, assaggi, confronti tecnici e dialoghi continui attorno al forno.
E osservandoli lavorare diventava quasi evidente una cosa: PizzAcademy non era stata concepita come semplice manifestazione gastronomica, ma come luogo di ricerca collettiva. Una sorta di “officina culturale” della pizza italiana. Anche il contesto ha contribuito in modo determinante alla riuscita dell’evento. Il Valico di Chiunzi, storico punto di passaggio sospeso tra entroterra e Costiera Amalfitana, sembra infatti custodire ancora oggi un’anima profondamente autentica. Qui la pizza non nasce dentro le metropoli o le strategie di marketing contemporaneo. Nasce dentro una civiltà agricola e montana fatta di forni comunitari, caseifici, pane biscottato, vigneti terrazzati e famiglie che hanno trasformato il mestiere del pizzaiolo in strumento di riscatto sociale ed economico. Ed è impossibile comprendere davvero il senso di PizzAcademy senza collegarlo alla grande storia migratoria dei pizzaioli
tramontini. Da queste montagne partirono infatti centinaia di uomini destinati a diffondere la cultura della pizza nel Nord Italia e in Europa, dando vita a quella rete di relazioni, lavoro e comunità che ancora oggi rappresenta uno dei fenomeni più affascinanti dell’emigrazione gastronomica italiana. Non a caso, durante l’evento, si è parlato continuamente anche di memoria storica, di identità territoriale e di figure simboliche come Luigi Giordano, considerato da molti uno dei grandi anticipatori della moderna organizzazione imprenditoriale legata alla pizza. Ma forse l’aspetto
più bello di questa giornata è stato un altro ancora: in un’epoca nella quale troppo spesso il mondo della pizza appare frammentato in scuole rivali e linguaggi autoreferenziali, Tramonti ha scelto invece la strada opposta: quella della condivisione del sapere. E così il 21 aprile, al Valico di Chiunzi, non ha vinto unasingola scuola di pensiero. Ha vinto la voglia di confrontarsi, la curiosità professionale, il desiderio di migliorarsi reciprocamente. Ha vinto, soprattutto, l’idea che la pizza italiana possa continuare a crescere soltanto se rimane capace di ascoltare sé stessa senza trasformare le differenze in divisioni.
Accanto ai maestri pizzaioli e ai protagonisti del confronto tecnico andato in scena al Valico di Chiunzi, un ruolo importante è stato svolto anche dalle aziende partner che hanno scelto di sostenere PizzAcademy 2026, condividendone spirito, filosofia e visione culturale. Non semplici sponsor commerciali, ma realtà imprenditoriali che credono concretamente nella valorizzazione della pizza italiana come patrimonio gastronomico, culturale e identitario del nostro Paese. Ecco i loro nomi:
Molino Dallagiovanna (https://www.dallagiovanna.it/)
La Torrente (pelati, https://www.latorrente.it/)
Lavanderia Padana S.p.A. (noleggio tessile, https://www.lavanderiapadana.it/)
Goeldlin (abbigliamento da lavoro, https://goeldlincollection.it/)
Armatore Cetara (colatura, tonno, alici, https://www.armatorecetara.it/)
Terra di Mezzo (https://www.terradimezzotramonti.it/)
Le Formichelle (https://leformichelle.com/)
Caseificio Al Valico (https://www.facebook.com/caseificioalvalico/)

(a cura di Gianluigi Veronesi)
Dal cono al mondo: Babbi conquista 70 Paesi con innovazione, tradizione e gusto, dal 1952
Quella della Babbi Srl è la storia di un’impresa di famiglia inizialmente specializzata nella produzione di coni, cialde e ingredienti di alta qualità per la gelateria artigianale che comincia dal fondatore Attilio (nel 1952 a Cesena) che ebbe l’intuizione di creare specialità dolciarie uniche. È il 1955: inizia la produzione artigianale degli ingredienti per gelato; come i famosi Wafer Viennesi, inizialmente creati come omaggio natalizio per i clienti del gelato e così i Wafer Viennesi e i “Babbini” (caratterizzati da una struttura delicata e una ricca copertura di cioccolato) il fiore all’occhiello dell’azienda, estendendo la produzione alla pasticceria fine. Nel 1958: con Viennesi e Waferini si avvia la linea delle Specialità Dolciarie consolidandosi negli anni '60 '70 mantenendo sempre il carattere familiare e l’attenzione alla qualità artigianale romagnola.

Dopo Attilio, la Babbi viene ben gestita dal figlio Giulio - attualmente un bel signore ultra novantenne – che l’ha fatta crescere e espandere rapidamente. Nel 1991: la Babbi si trasferisce a Bertinoro (oggi ha 20.000 mq coperti su un’area di 40.000 mq); nel 1999: iniziano le produzioni a base di pistacchio. Verso il 2000 la Babbi consolida la sua presenza internazionale come marchio di eccellenza, trasferendo la produzione nello stabilimento di Bertinoro (FC) diventando un centro di innovazione, senza perdere le ricette originali. Guidata dai nipoti Carlo, Gianni e Piero e oggi insieme ai figli (la quarta generazione) – Andrea, Carlotta, Chiara, Filippo e Paolo – con immutata passione, la Babbi si impone anche sui mercati esteri, cominciando dalla Spagna, con la nascita della filiale di Barcellona nel 2006, seguita da quella in Germania nel 2019 e, nel 2025, dalla Babbi Middle East a Dubai. E poi… nel... 2027: creazione a Bertinoro del nuovo polo logistico: 8.000 mq coperti su un’area di 21.000 mq.
La Babbi Srl, registra una forte crescita, superando i 56 milioni di euro di fatturato confermandosi azienda dolciaria specializzata in ingredienti per gelateria e specialità pasticcere premium. Oggi Babbi è presente in oltre 70 Paesi, portando ovunque la stessa passione che animava Nonno Attilio: trasformare ingredienti semplici in momenti di piacere autentico, da condividere con chi si ama.
“Le mie creazioni sono il risultato di una costante ricerca, di un continuo sperimentare che ha saputo trasformare nobili ingredienti in specialità irripetibili”.

Oggi:

le Farcicream Babbi sono una linea di creme anidre (senza acqua) professionali ad alta qualità, dalla consistenza densa e vellutata. Sono specificamente progettate per la pasticceria, la cioccolateria e la gelateria artigianale, offrendo versatilità e stabilità sia a temperatura positiva che nel post-cottura.
Queste le caratteristiche principali delle Farcicream:
Tipologia di prodotto: creme anidre per garantire una lunga durata e una consistenza ideale che non inumidisce i prodotti da forno.
Utilizzi: ideali per farcire croissant, panettoni, torte, bigné, creare ganache, cremini o come ripieno post-cottura.
Gusti disponibili: La linea comprende principalmente Pistacchio (20-21%) Nocciola (20%) Gianduia (15% nocciole) e Bianca (ideale come base neutra o per aromatizzazioni).
Caratteristiche tecniche: hanno una struttura ferma ma cremosa, che le rende stabili e facili da lavorare nel laboratorio di pasticceria.
Novità: rappresentano un’evoluzione tecnica rispetto alle “Golose” Babbi (più fluide), essendo pensate proprio per la farcitura strutturata.
In sintesi, le Farcicream sono ingredienti tecnici pensati per portare l’eccellenza e il gusto del pistacchio e della nocciola Babbi all’interno delle preparazioni dolciarie, garantendo performance ottimali.

Dall'11 al 14 maggio p.v. il brand cesenate sarà protagonista a TUTTOFOOD 2026 - evento B2B di riferimento per il settore food & beverage organizzato da Fiere di Parma, con 10 padiglioni, 5.000 espositori (100.000 visitatori professionali) e con un forte focus su innovazione e filiera agroalimentare, Si svolgerà presso il quartiere fieristico di Milano Rho e nell'occasione Babbi (Pad. 12, Stand B09) presenterà l’anteprima del nuovo Catalogo Specialità Dolciarie e novità di prodotto come i Waferini alla Castagna e al Caramello Salato oltre a pack esclusivi e raffinati.
Tutti da provare!

Babbi S.r.l.
Via Caduti di via Fani 78/80
47032 Bertinoro (FC) Italy
Tel. +39 0543 448598
www.babbi.it
Macfrut 2026, la filiera dell’ortofrutta che crea ricchezza e che fa bene alla salute
Inizio decisamente maiuscolo per la 43esima edizione del Macfrut fiera internazionale dell’ortofrutta Made in Italy, al via nella prima giornata (martedì 21 aprile) sotto i migliori auspici. Grazie ai circa 19 miliardi di euro, pari al 27% della produzione agricola interna, che salgono a 60 miliardi considerando l’intera filiera (il 17% è il peso dell’Italia nel contesto dell’Unione Europea).
Inaugurata dal Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida – con i pari mansioni Nizar Hani, ministro dell’Agricoltura del Libano, Amjad Bader della Siria, insieme ai ministri della Repubblica Dominicana, dell’Agricoltura, Francisco Oliverio Espaillat Bencosme e del Commercio, Eduardo jose Sanz Lovaton. A fare gli onori di casa il presidente della Regione Emilia Romagna, Michele de Pascale, la sottosegretaria alla Presidenza, Manuela Rontini, l’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi e il sorridente Patrizio Neri, alla prima edizione da presidente di Cesena Fiera (società che organizza Macfrut) ottimista di natura - Neri - anche per le prospettive positive della grande rassegna che prende il via con tante aziende e associazioni presenti nonostante le incertezze geopolitiche (non si sono registrate disdette di espositori da oltreconfine, tra i circa 1.700 espositori (+28% dal 2025) confermando la forte rappresentanza internazionale (con il 40% di espositori esteri) così come sono confermati tutti gli 800 top buyer prenotati e gli importatori del nord-est Europa, sui quali la fiera ha concentrato un'intensa attività di promozione.
Prendono parte anche i grandi gruppi della distribuzione moderna come Conad, Coop e il Gruppo Végé oltre a dieci Regioni, con la Sicilia nel ruolo di partner grazie anche ai 263 mila ettari di superficie ortofrutticola - il 22% del nazionale - e anche leader nel biologico con circa 47 mila ettari coltivati, con un valore produttivo di circa 3 miliardi di euro.
I padiglioni del Rimini Expo Centre hanno registrato un’intensa affluenza sin dal primo giorno per proseguire anche nei successivi. Tanti gli eventi, un centinaio solo tra convegni e incontri tecnici, due campi prova da 2.500mq e un’area start-up con 25 progetti innovativi oltre ai momenti istituzionali come l’inaugurazione degli stand della Repubblica Dominicana (con Patrizio Neri - pres. Macfrut - e le autorità dello stato centroamericano) e del Perù (con Manuel Cacho-Sousa, Ambasciatore Perù) insieme a numerosi focus a partire dai prodotti simbolo della kermesse, Mango e Avocado (dalle grandi proprietà nutritive, salutistiche e dalle tante applicazioni industriali dei frutti trasformati) prodotti simbolo di Macfrut 2026, protagonisti di un mercato che supera gli 80 miliardi di dollari (l’area caraibica vanta esportazioni superiori ai 30 miliardi di dollari) e pure al centro dell’attenzione nella Mango Avocado Arena, in due eventi ospitati in nome dello slogan: ’Make it Juicy’.
Macfrut è la fiera internazionale dedicata al mondo ortofrutticolo. Un evento unico che racconta l’intera filiera, dal seme alla tavola: dai macchinari per la coltivazione alle serre e irrigazione, attraverso vivaismo, sementi, fertilizzanti, mezzi tecnici, biosolutions, spezie e piante medicinali, fino ad arrivare a produzione e commercio, con focus su macchinari e impianti per lavorazione, packaging e imballaggi, fino a logistica e servizi.
Non solo una fiera espositiva, ma una piattaforma di conoscenza e relazioni: qui contenuti ad alta densità, connessioni strategiche e innovazione applicata, si trasformano in valore concreto per tutta la filiera.

Rimini Expo Centre (Fiera di Rimini)
Ingresso Sud (Principale): Via Emilia, 155 Rimini
Ingresso Est: Via Costantino il Grande
Martedì 21 aprile 2026
Mercoledì 22 aprile 2026
Giovedì 23 aprile 2026
9:30 - 18:00 - martedì 21 e mercoledì 22 aprile 2026
9:30 - 17:00 - giovedì 23 aprile 2026
Nel cuore di Tramonti, dove il vino è memoria viva
C’è un momento, in certi viaggi, in cui si ha la netta sensazione di entrare dentro qualcosa di più grande. Non un luogo, ma una storia. Non un paesaggio, ma un’identità. È quello che accade a Tramonti, nel cuore più autentico della Costiera Amalfitana, quando si varca la soglia della Tenuta San Francesco. Qui non si viene semplicemente a degustare vino. Qui si viene a comprendere.
La storia che si può toccare (ma non sempre leggere)
“Noi abbiamo la storia… quella fisica, che puoi vedere e toccare. Ma non sempre quella scritta.”
Le parole di Giovanni Giordano, enologo, risuonano tra le botti e poi si fanno ancora più dense quando si arriva in vigna. È un’affermazione potente, quasi una dichiarazione identitaria. Perché a Tramonti la memoria non è custodita nei libri: è scolpita nei tronchi.
E quei tronchi parlano
Sono vigne antiche, alcune “prefillossera” (viti che non sono state innestate su radici americane per contrastare l’epidemia di fillossera del XIX secolo poiché i terreni sabbioso-vulcanici di Tramonti hanno impedito al parassita di attaccare le radici) sono contorte, nodose, monumentali. Non sono solo piante: sono architetture naturali, testimoni silenziosi di generazioni di viticoltori che hanno resistito al tempo, alle mode, alle crisi. Qui il vitigno simbolo è il Tintore. Un’uva che non concede nulla alla banalità, che porta dentro di sé carattere, profondità, identità.
Il cammino: dalla cantina alla vigna
La visita inizia nella cantina. Acciaio, precisione, controllo. Serbatoi lucidi, geometrie ordinate, la tecnologia al servizio della qualità. È il presente. Poi si esce. Si cammina. E tutto cambia. La luce diventa più intensa, l’aria più viva. Si arriva tra le vigne, e improvvisamente si capisce perché questo territorio non può essere raccontato solo con dati tecnici. Le piante sono basse, robuste, scolpite dal tempo. Alcune sembrano opere d’arte contemporanea, altre ricordano sculture primitive. Tutte hanno una cosa in comune: raccontano una storia che nessuna etichetta potrà mai contenere completamente.
È ISS: il vino come sintesi
Poi arriva il momento della bottiglia. È ISS. Un nome essenziale, quasi criptico, ma profondamente radicato. È il Tintore nella sua espressione più autentica, proveniente da vigne a piede franco, scampate alla fillossera, custodi di un patrimonio genetico e culturale rarissimo. La bottiglia, appoggiata tra i tronchi contorti della vigna, diventa simbolo perfetto: il prodotto finale che nasce da una materia viva, antica, irripetibile. Non è solo vino. È una dichiarazione.

Il valore vero: identità, non marketing
In un’epoca in cui il vino spesso si racconta attraverso storytelling costruiti, Tramonti rappresenta l’esatto contrario: uno storytelling che esiste già e che semmai deve solo essere tradotto, reso accessibile. Qui non c’è bisogno di inventare nulla. C’è bisogno di ascoltare. Ed è forse proprio questo il punto più interessante, anche dal punto di vista strategico: la forza di questo territorio non è nella comunicazione, ma nella sostanza. Il passo successivo, inevitabile, sarà trasformare questa storia fisica in una storia narrata, senza tradirne l’autenticità.
Un viaggio che resta
Si lascia la Tenuta San Francesco con una sensazione chiara: non si è partecipato a una degustazione, ma a un’esperienza culturale. Un viaggio dentro il tempo. Un incontro con un’Italia che resiste, che non si piega, che non si standardizza. E che, proprio per questo, oggi più che mai, ha un valore enorme. Perché in un mondo che corre verso l’omologazione, Tramonti rimane ostinatamente sé stessa.
Ed è questa la sua più grande forza.

Via Fieccia 84010 - TRAMONTI (SA)
Ufficio: +39 089 876434
Cantina: +39 089 856190
Mobile: +39 335 6670854
www.vinitenutasanfrancesco.com

(a cura di Gianluigi Veronesi)
Tutti con il sindaco di Valdobbiadene, che ha fatto strada (letteralmente) a passo di Prosecco… fino a Shanghai!


In questo mese di aprile 2026, tra le iniziative di rilievo che animano le colline in provincia di Treviso - territorio riconosciuto Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 2019 come paesaggio culturale, dal valore eccezionale che combina elementi naturali e storico-antropologici caratterizzati dai “ciglioni” (terrazzamenti erbosi) e vigneti a “bellussera”, dove si celebra un esempio unico di interazione uomo-ambiente, con la viticoltura eroica che ha modellato il territorio - si celebra la “Primavera del Prosecco Superiore”.
Con mostre e degustazioni, eventi enogastronomici, passeggiate tra i vigneti (trekking/MTB) e visite guidate, è piacevolissimo tuffarsi tra Cartizze DOCG e tipicità locali, anche sulle colline di Vidor e Vittorio Veneto, spesso con la partecipazione delle comunità locali, come è il casale delle "Camminate del sindaco", appuntamento che è diventato così famoso da essere replicato (anche copiato) e riportato persino in Cina.
Si tratta delle “passeggiate” che il sindaco di Valdobbiadene (TV) - Luciano Fregonese - una volta a settimana, di sera, compie per circa un’ora e mezzo, nel verde del suo territorio, accompagnato da molti paesani. Da questa semplice attività aerobica, Fregonese è riuscito a trasformare un percorso personale di dimagrimento in evento comunitario di grande successo, che prosegue puntuale e sempre più frequentato nella zona di Conegliano-Valdobbiadene, tra le vigne del Prosecco DOCG allevate a Glera.
L’idea è nata (luglio 2024) dopo che il sindaco (alla guida della lista “Nuova Civica Valdobbiadene-Fregonese Sindaco”, al secondo mandato) è stato fatto bersaglio di un episodio di body shaming, con una scritta offensiva (“panzone”) apparsa su un muro del municipio della sua cittadina: allora gli fu suggerito di camminare regolarmente per calare di peso. E la cosa - è il caso di dire - prese corpo in modo tangibile e sostanziale, visto che grazie a tale attività settimanale il “sindaco camminatore” da allora (seguito da tanti compaesani molti dei quali avevano le sue stesse problematiche) è dimagrito di ben 28 Kg. (in poco più di due anni).

Questi momenti di “movimento” attivo e sano (la cui partecipazione è aperta a tutti) si svolgono solitamente di giovedì sera dalle 19 alle 20,30 circa, coinvolgendo spesso anche 200 partecipanti (tra cittadini, turisti e… appunto, cani) che ogni settimana arrivano da tutto il trevigiano continuando così a sostenere l’originale idea che, in effetti non è valida solo per dimagrire, ma anche come efficace strumento di marketing, come confronto comunitario e promozione del territorio. A dimostrazione di ciò, l’iniziativa è stata “esportata” con le stesse modalità, a Biella, per l’“Adunata degli Alpini”, in Costiera amalfitana, per “A piedi uniamo l’Italia” e, le camminate per dimagrire, sono diventate anche internazionali sbarcando pure in Argentina!
La sua guerra al peso è diventata famosa in tutto il mondo e lui - il sindaco - chiosa: “Mi sento molto meglio e non ho alcuna intenzione di smettere!”
A documentare le “scarpinate terapeutiche” non mancano immagini e commenti riportati dai social, dove peraltro sono anche segnalati, data, luogo e ora di ritrovo, di dette attività. Quindi, chi fosse interessato monìtori il profilo Facebook ufficiale “FregoneseSindaco”.
[Già che ci siamo, diamo voce fin da ora anche ad un’altra iniziativa, sempre con Fregonese e proseliti ambulanti: sabato 25 aprile p.v. in occasione della festività nazionale della Liberazione, è programmata la passeggiata "Rive in Mostra" con ritrovo alle 9:30 in Piazza Rovere a Col San Martino (TV) www.primaveradelprosecco.it]
La notizia delle passeggiate ha travalicato mari, monti e oceani arrivando addirittura in Cina, alle orecchie della gentile Pan Jing, vice direttrice della Shanghai Tower che, rimasta favorevolmente colpita, ha pensato ad un vero e proprio gemellaggio “Shanghai-Valdobbiadene” in segno di amicizia e scambio culturale. Così, incontrando il sindaco Fregonese al Vinitaly di Verona nei giorni scorsi, Pan Jing gli ha prospettato la possibilità di portare l’esperienza delle camminate venete nella metropoli cinese, effettuando stavolta una performance un po’ diversa dal solito, ma di sicuro effetto: una “maratona in verticale” da fare nel più alto grattacielo della Cina (il terzo al mondo) che misura 632 metri di altezza e al suo interno pullulano più di 15mila residenti: struttura icona di sostenibilità e tecnologia, caratterizzata da un design a spirale con rotazione di 120° e facciata in vetro a doppio strato. E così, il prossimo novembre, sindaco Fregonese e fedeli seguaci di scarpinate, sono attesi là, in Cina - per chi fosse interessato, l’indirizzo è: 501 di Yincheng Middle Rd, nel distretto di Pudong (Lujiazui) Shanghai -.



Monte-Carlo Beach presenta la nuova strepitosa stagione 2026
Vera istituzione nel panorama alberghiero della riviera da quasi un secolo, l’Hotel Monte-Carlo Beach ha riaperto le sue porte il 13 aprile, dopo la pausa invernale, per una nuova stagione dopo un rinnovamento avviato nel 2024 con l’arrivo di René Blino alla direzione generale. È nel 2025 che l’iconico Beach ha compiuto un’importante evoluzione, in particolare al Beach Club: un nuovo design firmato Dorothée Delaye, il posizionamento più esclusivo del ristorante Le Deck, l’arrivo di Maona Monte-Carlo from Mykonos to Monte-Carlo, la collaborazione con il designer Jacquemus e l’apertura dei campi da padel. Senza dimenticare, lato hotel, la stella conquistata dal Ristorante Elsa. In questa stagione, Monte-Carlo Beach prosegue su questa linea con, tra le novità, l’apertura di La Vigie Zanoni Monte-Carlo, la creazione della “cool room” Lamborghini Monaco e il ritorno dei grandi classici. Lo spirito di club, così distintivo del “beach”, si potrà vivere appieno fino all’11 ottobre p.v.
Dal 13 aprile, l’Hotel Monte-Carlo Beach accoglie gli ospiti nella sua esclusiva struttura con 41 camere affacciate sul Mediterraneo e nel suo celebre club, per dare il via a una nuova stagione. Clienti e membri si ritroveranno per continuare a vivere l’arte della gioia di vivere, immersi nello spirito di Club che rende questo luogo unico da quasi un secolo.
LO SPIRITO CLUB, IL MARCHIO DI FABBRICA DEL «BEACH»
Prima di diventare un albergo nel 1929, il Monte-Carlo Beach era innanzitutto un Club che, nel corso degli anni, si è imposto come un vero simbolo dell’Arte di Vivere mediterranea. Prendere il sole, passeggiare, nuotare… e giocare. Qui si coltiva il piacere del gioco: partecipare a un torneo di padel o alla competizione annuale di nuoto, che ha visto sfidarsi amichevolmente generazioni di monegaschi e clienti internazionali, è un vero must. I bambini potranno divertirsi al Monte-Carlo Kids Club by Petit VIP, con numerose attività sulla terraferma o in mare. Senza dimenticare i ricordi creati tra amici o in famiglia, durante un pranzo o una cena, festosi, casual, gastronomici o romantici. Lo spirito "Club" è questa miscela unica di convivialità, raffinatezza e spensieratezza, dove ogni giorno ha il sapore di un’estate eterna. Questa estate, l’esperienza si arricchisce con la "cool room" Lamborghini Monaco, che troverà posto vicino ai campi da padel, la nuova tavolozza di colori del pop-up Jacquemus e l’apertura di un nuovo ristorante sulla Pointe de La Vigie.
I SAPORI DELLA GASTRONOMIA ITALIANA A LA VIGIE ZANONI MONTE-CARLO
La grande novità della stagione 2026 è senza dubbio La Vigie Zanoni Monte-Carlo, all’estremità della penisola del Monte-Carlo Beach. È qui che lo chef stellato italiano Simone Zanoni aprirà i battenti a partire dal 12 giugno, proponendo una cucina italiana solare e golosa, preparata con prodotti freschi e di stagione. In menu, una bella varietà di paste, deliziose, entrées da condividere e un’ampia selezione di carni e pesci. Sui tavoli, piccoli vasetti di miele per arricchire i piatti con una nota dolce. In un ambiente solare, tra limoni e api, ci si delizierà a pranzo e a cena, in un’atmosfera conviviale e musicale.
La Vigie Monte-Carlo - Italian Restaurant Monaco | Monte-Carlo Société des Bains de Mer

UN INNO AL MARE A ELSA MARCEL RAVIN*
Premiato con una stella Michelin lo scorso anno, il ristorante Elsa, ora rinominato "Elsa Marcel Ravin", delizierà nuovamente i suoi ospiti con il Giardino Marino degli chef Marcel Ravin e Domenico D’Antonio. Il menu propone una cucina etica, sostenibile e impegnata, dove ogni prodotto, sapientemente lavorato, si inserisce in una filosofia rispettosa dell’ambiente e del benessere animale. Tra pesce fresco proveniente da pesca sostenibile, vegetali raccolti nel Domaine D’Agerbol e carni dai sapori marini, sulle alture di Roquebrune-Cap-Martin, il ristorante Elsa Marcel Ravin è un balcone affacciato sul Mediterraneo, per pranzi soleggiati o cene romantiche di fronte al mare.
Elsa Marcel Ravin - Mediterranean Restaurant | Monte-Carlo Société des Bains de Mer
GOLOSA ESTATE AL DECK
La cucina fresca e creativa dello chef Pascal Garrigues torna al Deck, nell’ambiente immaginato da Dorothée Delaye. È qui, nel cuore del Monte-Carlo Beach, di fronte alla piscina olimpionica e al suo iconico trampolino, che ci si ritrova per un pranzo soleggiato dai sapori estivi, prodotti freschi e di stagione. Da non perdere: gli Spaghetti alle aragoste fiammeggiate al cognac o gli Spaghetti di Gragnano, ricci di mare e bottarga. Senza dimenticare il banco del pesce con il suo eccellente pescato e i frutti di mare, le insalate fresche e i dessert golosi, come lo Yogurt Gelato e il
Gaspacho di frutti rossi, la Rosa di Grasse e l'Aloe Vera.
Le Deck - Restaurant Méditerranéen Monaco | Monte-Carlo Société des Bains de Mer
MAONA MONTE-CARLO, FROM MYKONOS TO MONTE-CARLO: SECONDA STAGIONE
Dopo il successo del 2025, Maona Monte-Carlo, From Mykonos to Monte-Carlo, torna dal 14 maggio con i suoi pranzi festosi, in omaggio alla cucina greca. Tzatziki, Moussaka, Souvlaki d’agnello, Loukoumades, Baklava e altre specialità dello chef Matia Zanolli delizieranno gli ospiti, insieme a cocktails originali come il Dionysos (Rum, Ananas, Sciroppo d’orzata al pistacchio) o l’Athena (Cordiale Tzatziki, Gin, Italicus). A partire dalle ore 16,00 l’atmosfera sale gradualmente con i DJ che si susseguiranno per tutta la stagione, con una line-up eccezionale: Carlita, Moojo e Demaya. A partire da giugno, lo spazio lounge sarà adornato con un allestimento firmato APM Monaco.
Maona Monte-Carlo | Monte-Carlo Société des Bains de Mer
Informazioni pratiche:
- Monte-Carlo Beach, Beach Club, Padel, Fitness e Pool Bar: aperto fino all’11 ottobre p.v.
- Le Deck: apertura fino al 27 settembre p.v. Servizio pranzo, 7 giorni su 7.
- Elsa Marcel Ravin*: apertura fino al 27 settembre, da martedì a sabato per pranzo e cena.
- Maona Monte-Carlo – From Mykonos to Monte-Carlo: apertura dal 14 maggio al 27 settembre – dalle 12:30 alle 19 (2 servizi: 12:30 /15).
Maggio, giugno e settembre: da giovedì a domenica – Luglio e agosto: da mercoledì a domenica.
- La Vigie Zanoni Monte-Carlo: apertura dal 12 giugno al 13 settembre – 7 giorni su 7 – Servizio pranzo e cena
- Accesso ai ristoranti del Monte-Carlo Beach via mare, con servizio navetta tra Port Hercule e Monte-Carlo Beach, 5 giorni su 7
fino al 20 giugno e dal 1 settembre all’11 ottobre, poi 7 giorni su 7 dal 21 giugno al 31 agosto.
- Sport nautici: apertura della base nautica il 1° maggio – Chiusura il 27 settembre
- Monte-Carlo Kids Club by Petit VIP: apertura nei weekend dalle 9 alle 18, dal 18 aprile al 28 giugno, poi 7 giorni su 7
dal 29 giugno al 30 agosto, dalle 10 alle 18. Accesso libero per gli ospiti del Monte-Carlo Beach Hotel.
- Prenotazioni: resort@montecarlosbm.mc | / Monte-Carlo Beach Monaco | Monte-Carlo Société des Bains de Mer

GRUPPO MONTE-CARLO SOCIETE DES BAINS DE MER
Monte-Carlo Société des Bains de Mer incarna un nuovo approccio al bel vivere, unico al mondo, che unisce il gusto per il bello all’attenzione per il benessere. Il Resort offre agli ospiti il meglio del gioco nei suoi casinò ed un’esperienza di standing elevato nei celebri hotel e nelle Diamond Suites, senza dimenticare la buona tavola; si va dai ristoranti stellati ai concept internazionali, dando spazio anche alle specialità a chilometro zero. Non solo: durante la permanenza, i clienti possono toccare con mano moltissime eccellenze artistiche e culturali, ma anche dedicarsi allo sport, al benessere e allo shopping, fra un evento e l’altro. L’etica e la responsabilità sociale, due elementi che sono sempre più importanti, guidano il Gruppo: già dal 2007, Monte-Carlo Société des Bains de Mer ha aderito volontariamente ad una serie di regole in materia di transizione energetica e di gestione sostenibile delle risorse e dei rifiuti, con un occhio alla tutela delle filiere alimentari e delle risorse naturali del territorio. Quest’anno, il Gruppo - che è il datore di lavoro privato più importante di Monaco - ha lanciato la quarta edizione del proprio Codice Etico, riaffermando l’integrità e la responsabilità come suoi valori chiave in ogni ambito.
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www.montecarlosbm.com
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#mymontecarlo
(credits: Monte-Carlo Société des Bains de Mer)
Per chi cerca un’atmosfera anni ’30 di livello a Bologna, con Jazz dal vivo e spettacoli di Burlesque… certo che c’è!

Sì, il King Cole di via Fondazza, è “tanta roba” (come si dice sotto alle Due Torri…) è il locale dove al piacere per il cibo e per bere bene, si associano show vari, esibizioni e performances tra una portata e l’altra, burlesque di qualità compreso. Si propone con la voluta impronta degli “speakeasies” degli Stati Uniti (del proibizionismo anni ‘30) quando vigeva il divieto totale di produzione, vendita e trasporto di alcolici. Oggi, la filosofia speakeasy rappresenta un ritorno alla raffinatezza dei luoghi discreti, mai affollati o caotici, dove di mangia e beve di qualità, dove si raccomanda di “parlare piano” mentre si assiste allo spettacolo con in mano il “ballon” dello Spritz (del Gin Tonic o del Margarita) o sorseggiando cocktail o long drink (o, per i più scafati, un Vesper Martini “shaken, not stirred”, agitato e non mescolato come sempre richiesto da tale Bond…) e mentre i più “gourmet”, si degustano le portate di una cena (meglio dire “esperienza enogastronomica”) del ricercato “menu gourmand”… Insomma, il King Cole propone la soluzione ideale per chi cerca una serata completa che unisca la buona cucina al divertimento, nella città gaudente (ogni riferimento a Sibari, in Calabria, non è voluto)…
C’è da dire che il King Cole si differenzia da altre attività che a Bologna uniscono già tavola (sotto alla quale mettere le gambe) a “tavole” (quelle del palcoscenico) perché sono locali “dinner show” concepiti con il format di piacevole intrattenimento che fondono una cena servita di alta qualità, con spettacoli dal vivo - musica, cabaret, danza, anche burlesque - proprio mentre gli avventori degustano le portate di una cena che così diventa una serata con evento multisensoriale, che spesso dura anche qualche ora e può evolvere in un dopocena danzante…






Oggi sono cocktail bar o “risto chic” o ancor meglio ristoranti esclusivi tipo “fine dining” (quasi stile “Maison Milano” o “Sublimotion” di Ibiza, dove il conto è sempre a 4 o più cifre…) eleganti, anche con arredamento lussuoso, curato nei dettagli, con luci, costumi e musica scenografica in un contesto intimo e riservato, dove aleggia in sottofondo musica jazz o swing a creare un’atmosfera retrò, che offrono mixology e dinner di alta qualità in attesa dello spettacolo vero e proprio. Ma i locali deputati, non sono più attività senza insegne esterne o nascosti dietro ingressi anonimi e accessibili solo con prenotazione (o parole d'ordine come si faceva un secolo fa…). Anzi, oggi godono della grande notorietà che social e noti testimonial sono in grado di offrire e che recensioni TV (in “specialty channels”) e su piattaforme tematiche dedicate, chef stellati propongono con golosi menù all’altezza, raccomandandoli calorosamente perché lì si offre un'esperienza sensoriale completa, dove il cibo è solo una parte di un servizio meticoloso e di un'atmosfera ricercata e lo spettacolo ogni volta dà il benvenuto con cantanti e ballerini, strip-teaseuse, funamboli e trapezisti… assolutamente da vedere
Menù: https://www.kingcoleclub.com/img/menu-food.pdf

Via Fondazza, 83a Bologna
tel. +39 389 311 8418
Sunday and Monday: Close
Tue-Wed: 19.30 - 01.30
Thu-Sat: 19.30 - 02.00
www.kingcoleclub.com
Tortino sì… Tortino no?

Il Tortino Porretta (prodotto dolciario da forno della Corsini Giuliano & C. Snc con stabilimento in Granaglione BO) iconica merendina italiana ideata dal fornaio Dino Corsini e dalla moglie Vatuglia tra il 1946 e gli anni '50 a Porretta Terme (BO) nacque come evoluzione a monoporzione, di una torta locale, probabilmente tra le prime in Italia. Caratterizzato dal profumo di limone, il prodotto ha segnato la storia della pasticceria artigianale poi divenuta industriale.
Tutto cominciò con Dino Corsini che aprì la sua bottega a Porretta Terme nel 1935, iniziando nel 1946 a produrre la classica "Torta Porretta" (da 500/750 g.) venduta inizialmente anche a tranci. Per evitare sprechi, successivamente, utilizzò l’impasto avanzato per creare piccole torte monodose, dando vita alla versione antesignana delle moderne merendine. Nel 1969 la produzione si trasferì a Bologna, mantenendo la tradizione artigianale, per poi spostarsi a Granaglione (BO) dove avveniva il confezionamento ancora curato manualmente. Oltre al classico gusto - dal profumo di limone - negli anni sono stati introdotte varianti allo yogurt, al cacao e alla farina di castagne (dal 2019). Secondo recenti notizie il proprietario, dopo avere valutato diverse soluzioni, dal subentro di altri operatori, alla vendita, dal rilancio – compresa l’ipotesi di un punto vendita aperto al pubblico a Crespellano – anche per raggiunti limiti di età, da aprile 2026, ha purtroppo cessato l'attività, chiudendo il laboratorio di Granaglione denominato “Giulian Corsini Snc”. La chiusura dello stabilimento ha comportato il licenziamento di cinque lavoratrici (attualmente in disoccupazione Naspi) a cui la proprietà (famiglia Corsini) aveva prospettato la possibilità di mantenere il contratto a tempo indeterminato, qualora si fossero rese disponibili al trasferimento lavorativo presso la nuova sede di Crespellano, cosa non fattibile per nessuna di loro, a causa della difficoltà di spostamento da Porretta (e anche per via dei turni). Inoltre, la Giulian Corsini Snc ha tentato, per non licenziare le cinque dipendenti, di esplorare – con il supporto di Progetti di Impresa (servizio della Città metropolitana e del Comune di Bologna che offre supporto gratuito ad aspiranti imprenditori e neoimprese) – la fattibilità del “percorso di auto imprenditorialità” (workers buyout) opzione che le lavoratrici hanno comunque preferito non perseguire. Per le associazioni di categoria della zona, la chiusura del laboratorio di Granaglione, ha infierito un grave colpo al tessuto economico e occupazionale del territorio, peraltro già fragile. I sindacati Flai-Cgil e Cgil Bologna hanno duramente condannato la scelta, definendola "grave e irresponsabile" a causa dell’assenza dell’azienda dal tavolo di salvaguardia istituzionale e hanno ribadito la necessità di un ulteriore confronto sulle conseguenze sociali di questa decisione unilaterale. Ma con il marchio “Tortino Porretta” - acquisito dalla “Dino Corsini srl” (nipote del pasticcere fondatore, che sta concretizzando l’acquisizione) - la produzione continua in via G. Brodolini, 5 a Crespellano, Valsamoggia (BO). Lì si trova anche lo spaccio dolciario. Nonostante il cambio di sede, il classico “Tortino”, considerato la prima soffice merendina italiana aromatizzata al limone confezionata in monoporzioni da 40 g., potrà continuare ad essere nella disponibilità della clientela perché la proprietà, con l’intenzione di non disperdere il know-how finora acquisito ancora dall’allora piccolo stabilimento di Ponte della Venturina, pensa, prossimamente, di attivare un punto distributivo proprio a Porretta Terme per rifornire di prodotti dolciari di loro produzione, la clientela della zona.

La ricetta: basta un quarto d’ora per prepararsela con questi ingredienti: farina di grano tenero tipo 0, zucchero, uova, soja, lievito in polvere per dolci, olio di semi di soja, latte intero in polvere, lievitanti (difosfato disodico, carbonato acido di sodio); buccia di limone grattugiato, succo di mezzo limone, baccello di vaniglia naturale (in alternativa confezione di aroma alla vanillina da 0,5 grammi). Procedimento: in una ciotola unite la farina con il lievito e lo zucchero e il succo di mezzo limone con la scorza grattugiata, versare il latte, l’olio e mescolare; unire le uova e lavorare il composto fino a quando risulterà liscio, poi versare negli stampini lasciando 1 cm dalla superficie. Sistemare le tortine ottenute su una placca e cuocere in forno statico preriscaldato a 180° per circa 20-25 minuti. Quando la superficie risulta dorata, sfornare e lasciare intiepidire le tortine. Ricordare che contiene glutine. Poi si possono degustare a colazione, a merenda… sempre!



DINO CORSINI S.R.L
Via G. Brodolini, 4
Località Crespellano
Valsamoggia (BO) - ITALY
Tel. +39 051 969072
www.dinocorsini.it
Vinitaly 2026: il futuro del vino con la tradizione che evolve e l’eccellenza, in calici che conquistano

Ben cinque ministri della Repubblica italiana per il taglio del nastro della 58ª edizione di Vinitaly – la Fiera Internazionale del Vino e dei liquori – che si tiene a Veronafiere dal 12 al 15 aprile p.v.: con il sindaco della città scaligera, Damiano Tommasi, i ministri Antonio Tajani (Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) Francesco Lollobrigida (MASAF) Adolfo Urso (MIMIT) Alessandro Giuli (MiC) e il “neo” del turismo Gianmarco Mazzi, con il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il governatore del Veneto, Alberto Stefani, il presidente della Provincia Flavio Massimo Pasini oltre a Lamberto Frescobaldi (pres.Unione italiana vini) Giacomo Ponti (pres. Federvini) e Antonella Sberna (vicepres. Parlamento europeo).
Per Tajani: “Il nostro vino è di altissima qualità ed è il frontman dell’export italiano”, per Lollobrigida: “Ogni bottiglia racconta un territorio”, per Mazzi: “Il vino non è una bevanda, ma è una storia importante che unisce territori, comunità e generazioni” e per il padrone di casa Federico Bricolo (pres. VeronaFiere): “Siamo tutti uniti, dalle associazioni alla politica passando per consorzi e altri enti. Pochi altri settori riescono a farlo come noi. Dobbiamo avere la consapevolezza di essere al top nel mondo e di avere una capacità di innovare come pochi altri. Un mondo che unisce dà positività e ottimismo sul medio e lungo periodo e sulle sfide da affrontare”.
Presente anche Matteo Zoppas (pres. Agenzia Ice) che ha parlato degli scossoni che stanno avvenendo a livello economico per l’attuale situazione contingente e ha concluso auspicando il raggiungimento dell'obiettivo di passare dagli 8 ai 10 miliardi di export del vino.
Vinitaly si conferma il Salone Internazionale dei vini e distillati di riferimento per 4.000 aziende espositrici e buyer provenienti da più di 130 Paesi distribuiti su 100mila mq e 18 padiglioni. L'evento ospita i principali produttori italiani ed esteri, con un focus sull'evoluzione del settore nuovi mercati, sostenibilità e vini biologici, verso la totale qualità. Vinitaly è già operoso col “Fuorisalone” Vinitaly and the City da venerdì 10 a domenica 12 aprile che coinvolge il centro di Verona della città Unesco, con oltre 70 appuntamenti, tra degustazioni e visite guidate, evento dedicato al pubblico e agli appassionati: situazioni, incontri e degustazioni per raccontare il vino. Uno straordinario viaggio attraverso prodotti e territori per promuovere la cultura vitivinicola, ma anche per scoprire piazze, palazzi e location esclusive spesso inaccessibili.

Vinitaly è il luogo dove la filiera globale del vino si incontra per quattro giornate dedicate al business, al networking e alla condivisione di esperienze e competenze. Concorsi, premi e percorsi formativi valorizzano l’eccellenza dei produttori e offrono nuovi strumenti ai professionisti del settore. Un appuntamento unico che trasforma la città in una capitale internazionale del nettare degli dei, coinvolgendo anche i wine lover alla scoperta dei migliori vini italiani.
Presenze Regionali: protagonismo delle regioni italiane (es. Piemonte con oltre 700 mq, Abruzzo pad. 12).
Vinitaly Bio: Spazio dedicato ai vini biologici, incluso il collettivo.
Incontri e Convegni: Focus sui mercati del vino e sfide geopolitiche (convegno UGIVI il 12 aprile).
Tra gli eventi imperdibili figurano la degustazione d'eccellenza OperaWine (inaugurale) il debutto del salone della mixology Xcellent Spirits, l’area dedicata ai vini naturali, biologici e biodinamici e le degustazioni tecniche di Vinitaly Tasting.
Ecco nel dettaglio gli appuntamenti chiave di questa edizione 2026:
OperaWine (Gallerie Mercatali): evento di gala firmato Wine Spectator che seleziona le 150 migliori cantine italiane, diviso quest'anno in "Legacy Icon", "Classic" e "New Voices".
Xcellent Spirits (Nuovo): tensostruttura di 1000 mq dedicata alla mixology, distillati e "quasi-vino", con il "Temple Bar" che ospita bartender di rilievo.
Vinitaly Tasting - The DoctorWine Selection: degustazioni guidate di alto profilo per scoprire le eccellenze italiane.
MicroMega Wines: focus sui vini prodotti in piccolissime tirature e da vitigni rari.
Enolitech & Sol&Agrifood: rassegne parallele dedicate alla tecnologia in vigna/cantina e all'agroalimentare di qualità.
Appuntamenti "Alternativi" e Off-Fair
Summa di Alois Lageder: storico evento che si è tenuto dall'11 al 12 aprile, focalizzato sulla biodinamica.
ViniVeri / VinNatur: manifestazioni dedicate ai vini naturali e artigianali, che da anni rappresentano un'alternativa di successo al salone principale
Per gli importatori, i grossisti, i distributori, gli agenti, i responsabili acquisti GDO, gli enoteche e ancora per i ristoratori, gli albergatori, gli operatori nel campo catering, i baristi e/o i sommelier di professione, Vinitaly è l’occasione per entrare nel mondo di un network d’eccellenza che sviluppa relazioni per i business in un contesto internazionale, restando aggiornati sulle novità del settore vitivinicolo, sfruttando le possibilità di networking fornite dagli eventi Vinitaly, incontrando in prima persona i migliori produttori italiani ed esteri e degustando la varietà di prodotti direttamente in fiera, scoprendo Enolitech, il salone internazionale dedicato alle attrezzature del design, dei prodotti e delle tecnologie per la produzione di vino e birra (davvero non è poco…).
E anche quest'anno UGIVI (Unione Giuristi della Vite e del Vino) invita soci, amici, operatori e professionisti all'ormai tradizionale convegno.


Veronafiere, Verona
Centro congressi ed esposizioni
Viale dell'Industria 46
Orari: 9:30 - 18:00
(ultimo ingresso ore 17:00)
mercoledì 15 chiusura alle 16:30
www.vinitaly.com
A Parma tutti i segreti dei cotti sul fuoco vivo: dalla scelta dei tagli alla gestione delle braci, fino ai segreti della marinatura…
BBQ Expo – unico salone in Italia interamente dedicato al barbecue e alla cucina outdoor – (dopo essersi spostato da spostandosi da Brescia a Parma) torna per la terza edizione ed è pronto a superarsi insieme al nascente Butcher Show, la nuova fiera B2B italiana dedicata interamente alla filiera della carne, insieme creando una sinergia unica tra la materia prima (macelleria) e la cottura (outdoor cooking) a Fiere di Parma quest’anno con una nuova edizione più innovativa per 400 brand disposti su 40.000 metri quadrati espositivi - proponendo le tecniche di cottura più in voga, gli strepitosi show cooking, le formative academy ed una nuova visione della macelleria.
Dalla cerimonia di apertura fino all’ultimo tizzone ardente, i riflettori saranno puntati sul futuro della convivialità, sulleeccellenze e sulle ispirazioni che stanno cambiando le regole del gioco. Insomma, un appuntamento imperdibile per appassionati, professionisti e aziende.

“Il barbecue sta vivendo un momento d’oro in Italia… e il settore della cucina outdoor è in forte espansione”… per Mauro Grandi, Ceo di Area Fiera - principale promotore e organizzatore strategico di BBQ Expo e Butcher Show – (il suo ruolo mira a posizionare l’evento come piattaforma autorevole per la cultura del barbecue e la filiera della carne in Italia, guidandone lo sviluppo). Grandi sottolinea come la fiera miri a generare valore e crescita per tutto il comparto del barbecue in Italia. La sua guida si concentra sul rendere questa manifestazione punto di riferimento per formazione, sviluppo e incontro per i professionisti del settore.
Ed è ancora più ricca e coinvolgente: la passione per il BBQ incontra esperienze, sapori e innovazione. come mai prima d’ora.
Qui la passione si accende con il fuoco vero, quello che non si spegne… quello del barbecue – spesso abbreviato in BBQ – è molto più di una semplice “grigliata”. Non è solo convivialità, ma una vera e propria disciplina culinaria che unisce precisione tecnica e cultura gastronomica. Nell’uso comune, il termine indica diverse modalità di cottura: dalla brace diretta alla fiamma viva, fino alla cottura indiretta, più lenta e controllata e alla piastra compresa... In senso tecnico, grigliare significa cuocere rapidamente gli alimenti su una superficie rovente, generalmente sopra carboni ardenti, per pochi minuti per lato. Una pratica apparentemente semplice, ma che richiede attenzione, conoscenza delle materie prime e gestione accurata del calore. Una grigliata di successo include una varietà di carni (salsicce, costine, hamburger, pollo) pesce (salmone, gamberoni, calamari) e verdure (melanzane, zucchine, peperoni, pannocchie). Non dimenticare il pane per bruschette, formaggi(halloumi, provola) e frutta (ananas, pesche) per un tocco originale.
I tagli: protagonisti della griglia
La qualità del barbecue parte dalla scelta della carne. I tagli più adatti sono quelli provenienti da spalla o coscia, ideali per cotture rapide, ma scenografiche purché mai eccessivamente bruciate.
Tra le opzioni più diffuse troviamo salsicce, hamburger e spiedini, come gli arrosticini. Per il manzo, dominano tagli importanti come costata, fiorentina, picanha e controfiletto, perfetti per alte temperature. Non manca la sella (nota anche come saddle chops) particolarmente carnosa. Il maiale offre costine, braciole, capocollo e salsicce, mentre il pollo si presta con alette e cosce. L’agnello rappresenta una vera eccellenza: dal carré (rack) tra i più pregiati, alle costolette (scottadito) fino al cosciotto, anche nella versione “mezzo intero” per chi ha esperienza con le lunghe cotture. Infatti, protagonista assoluto, è spesso il mezzo agnello sardo, ideale sia per cottura diretta sia indiretta, tradizionalmente spennellato con olio, limone e aromi come timo e aglio.

Tecniche di cottura: diretta, indiretta e spiedo
La distinzione principale nel barbecue riguarda la gestione del calore. La cottura diretta prevede il contatto ravvicinato con la brace, mentre quella indiretta avviene lontano dalla fonte di calore, a temperature più controllate (intorno ai 190-200°C) ed è ideale per tagli grandi come il cosciotto. Gli appassionati più esperti si cimentano con lo spiedo, una tecnica che, se ben eseguita, garantisce carni morbide e succulente. Il segreto è mantenere una temperatura interna costante tra i 64 e i 65°C.
Marinatura e aromi: il ruolo delle erbeElemento fondamentale è la marinatura, che consente di esaltare il sapore della carne e migliorarne la tenerezza. Le erbe mediterranee – rosmarino, timo, finocchietto e aglio – sonotra le più utilizzate, spesso abbinate a olio e agrumi.
Il controllo della temperatura
Uno degli strumenti chiave del barbecue moderno è il termometro da carne. Permette di monitorare con precisione il grado di cottura: per esempio, l’agnello rosato si ottiene intorno ai 60-65°C al cuore. Altro passaggio essenziale è il riposo della carne: lasciarla riposare almeno 10 minuti dopo la cottura consente ai succhi di redistribuirsi, migliorando consistenza e sapore.

Brace, griglia e gestione del fuoco
La fonte di calore è determinante. La carbonella garantisce una cottura uniforme ed è ideale per la classica grigliata, che spesso comporta tempi più lunghi e una leggera affumicatura. La brace, invece, permette una maggiore versatilità tra cottura diretta e indiretta. Non va dimenticata la piastra, che utilizza una superficie metallica riscaldata.
Fondamentale è evitare le fiammate, che rischiano di bruciare la carne creando carbonizzazione (o bruciatura) delle proteine, grassi e zuccheril o, nei cibi amidacei (come le patate) acrilammide, la colorazione scura causata dalla sostanza chimica che si sviluppa naturalmente quando sono cucinati ad alte temperature. La soluzione è procedere senza fretta, girando spesso i pezzi e regolando la distanza dalla brace o l’altezza della griglia.
Il ruolo del sale
Anche il sale ha una funzione cruciale. Il più adatto alla griglia è il sale marino o - meglio - il cosiddetto sale kosher, diffuso in ambito internazionale. A differenza del sale fino o di quello grosso italiano tradizionale, presenta una struttura in fiocchi leggeri e irregolari, facile da distribuire a mano. Privo di additivi come lo iodio, è apprezzato per il gusto più delicato e meno “ferroso”, oltre che per la sua capacità di aderire meglio alla carne e favorire la formazione di una crosta superficiale. Storicamente, è legato anche alla pratica della “kasherizzazione” nella tradizione ebraica.
Tra tecnica e passione
Il barbecue è, dunque, un equilibrio tra scienza e pratica, dove ogni dettaglio – dalla scelta del taglio alla gestione della temperatura – contribuisce al risultato finale. Per chi cerca ispirazione e perfezionamento, figure come Fabrizio Nonis, noto anche come “El Beker” e volto di Gambero Rosso, rappresentano un punto di riferimento per tecniche, consigli e “trucchi del mestiere”.
In definitiva, dietro una grigliata ben riuscita non c’è solo convivialità, ma una vera cultura del fuoco, fatta di esperienza, precisione e rispetto per la materia prima.
Alternative alla carne
La cottura al BBQ, prevede di cuocere anche pesce e verdure per esaltarne il sapore naturale rendendole croccanti all’esterno e morbide all'interno grazie alla caramellizzazione. Cambiano le modalità rispetto alla carne: intanto si richiede una griglia ben pulita e oliata per evitare che il cibo si attacchi, poi il calore deve essere medio-alto. Quasi tutte le verdure come zucchine e peperoni, si prestano a marinature leggere con olio, aglio e prezzemolo. Anche quasi tutti i pesci, si prestano, ma alcuni sono particolarmente indicati per ottenere risultati eccellenti con la tecnica diretta (per verdure veloci e filetti di pesce) grigliando per 2-4 min per lato, prediligendo cotture più lunghe e coperte per pesci interi (a carne soda o naturalmente grassi) che reggono bene le alte temperature senza seccarsi.
N.B. Marinare il pesce almeno 30 minuti prima con olio, aglio, erbe aromatiche (rosmarino, prezzemolo, salvia) e limone. La pelle: non rimuovere le squame se il pesce è intero: proteggono la carne dal calore eccessivo e impediscono che si attacchi alla griglia. Cottura: mantenere la griglia ben calda e pulita. Oliare il pesce, non la griglia. Non girarlo troppo: Girare il pesce una sola volta per evitare che si rompa. Temperatura: 180-200°C è quella ideale per la maggior parte dei pesci.
Pesci Interi
Orata e branzino: classici, ideali da cuocere interi (anche con squame per proteggerli) o a farfalla. sgombro: pesce azzurro molto gustoso e economico, ricco di Omega-3; sarago e pezzogna: ottime alternative per cotture alla brace; muggine: gustoso e sodo alla brace; trota: ottima, da cuocere intera.
Pesci a tranci o a bistecche
Salmone: classico, grasso e gustoso, perfetto con la pelle che protegge le carni; tonno: da servire scottato fuori e rosato dentro; pesce spada: molto compatto, eccellente marinato; verdesca: simile al pesce spada, ottimo per tranci consistenti. Questi pesci sono davvero buonissimi perché di consistenza compatta e perché non si sfaldano sulla griglia.
Crostacei e molluschi
Gamberoni e mazzancolle, protagonisti della griglia, veloci e dolciastri; calamari, seppie e totani: da cuocere velocemente interi o a anelli, ottimi marinati; polpo: prima sbollentato e poi grigliato per una consistenza morbida, ma croccante in superficie; capesante: veloci e delicate.
Al BBQ Expo di Parma, nel Grill & Beer Village si possono acquistare deliziose proposte alla griglia, affondare i denti in bark eccezionali, provare affumicature, spezie, sapori internazionali e gustare birre artigianali e distillati di qualità, tutte proposte formulate dalle migliori realtà del settore, per gustare preparazioni di altissimo livello, cucinate dal vivo, per un’esperienza che non capita tutti i giorni.


11 - 14 aprile 2026
c/o Fiere di Parma
Viale delle Esposizioni 393 (PR)
Tel. +39 030 9523919
www.bbqexpo.it
Maestrale, Braceria di Pesce nel cuore di Lavino di Mezzo: un'esperienza culinaria da fare alle porte di Bologna

Ubicato a Lavino di Mezzo, a un passo dalla vivace Bologna, il Maestrale, “Braceria di Pesce”, offre un'esperienza culinaria che celebra la freschezza e la ricchezza dei mari italiani, perché lì si può scegliere il pesce al bancone e farselo cucinare espresso, seduta stante. Così, in un ambiente accogliente, che fonde tradizione e innovazione, si scopre un approccio unico alla cucina di mare… lo chef Samuele e Emanuele (l’avvocato) lo confermano!
Ideale per coppie e famiglie alla ricerca di un ristorante accogliente per un pranzo/cena gustosi e rilassanti, ottimo per chi desidera un pasto veloce e di qualità, per gruppi di amici, insieme per una serata divertente, ma il Maestrale è pure perfetto per ogni occasione, perché il menù è incentrato sul protagonista indiscusso: il pesce fresco. Qui la sua stagionalità è assolutamente rispettata, mentre lo si sceglie direttamente dal ricco banco frigo e – naturale, manipolato il meno possibile – viene cucinato alla brace, al forno o fritto, per ottenere un piatto autentico e genuino. Anche gli antipasti, i crudi di mare (controllatissimi!) e i primi, sono tutti garantiti per assoluta freschezza, gusto e novità, perché “Se la freschezza comanda, il menu si inchina”...
Per questo motivo al Maestrale non si trova una carta-menù con mille scelte, ma con solo pietanze preparate puntando all'eccellenza - e proposte da personale di sala disponibile, veloce e sempre sorridente (leggi Lorenzo) - .
Ogni visita al Maestrale, si trasforma in un vero e proprio viaggio nei sapori del mare. Un esempio? Basta riferirsi al “press gourmet brunch” per la presentazione alla stampa locale: degustazione di battuta al coltello (nella stessa sperlunga) una di tonno, una di gambero; cozze romagnole aperte al vapore con emulsione di mare e pepe nero in grani (un po’ bianche e un po’ rosse); tagliolino con le “poveracce”(vongole lupini) pasta di semola di grano duro - Molino Bassini - sauté in bianco, con spuma di prezzemolo; frittura dorata (a temperatura controllata) e aria di limone (anche di paranza) con calamari croccanti, gamberi in carapace e pesciolini del giorno e spiedini di sarde e triglie; cavolfiore “confit” ai sentori di timo con semi di papavero; patate arrostite con cuore morbido e crosta dorata al burro con polvere di capperi; dessert: mousse avvolgente al mascarpone montato a freddo con croccante alle mandorle di Fiumalbo (MO). Tutto da provare accompagnato da un paio di ottime etichette della raffinata selezione di vini locali e nazionali scelti dal Maestrale per esaltare ogni piatto e rendere memorabili pranzi e cene.



Maestrale è la scelta perfetta poiché offre, non solo cibo di qualità (e porzioni abbondanti) ma anche un'atmosfera calda e genuina, che fa sentire tutti gli ospiti come a casa propria (35/40 posti dentro, altrettanti all’esterno).
A chi convive con la celiachia è offerta un'accoglienza senza glutine, senza compromessi, ma non senza la croccantezza allo stato puro, perché la frittura del Maestrale è per tutti (celiaci compresi) così, per fare sentire i Clienti, speciali: ogni dettaglio è curato nei minimi particolari. E proprio per questo, a loro, sono riservati parcheggi gratuiti in un'area separata dalla strada principale, per garantire la sosta comoda e senza stress.
Il Maestrale, Braceria di Pesce è la scelta ideale per un ristorante di pesce a Bologna, il luogo dove ogni momento si trasforma in un’esperienza con la qualità senza compromessi che conquista al primo assaggio, perfetto per chi non si accontenta e vuole sempre il meglio (ma attenzione che poi si potrebbe non andare più al mare per mangiare il pesce...).

Maestrale Braceria di Pesce
Via Guido Rossa 14/c
40011 Lavino di Mezzo
Anzola dell'Emilia (Bologna)
Tel. +393292775412
(prenotazione direttamente online)
www.maestralebraceriadipesce.it
Natale con i tuoi e Pasqua… con chi e dove vuoi! La fuga degli italiani tra borghi, sapori e bisogno di leggerezza
Pasqua 2026 si apre sotto il segno della ricerca di leggerezza. Dopo mesi segnati da tensioni internazionali, cronaca difficile e caro vita, gli italiani sembrano voler “trovare nell’uovo” qualcosa di più di una sorpresa: veri momenti di serenità. E lo fanno in 9 milioni, viaggiando, anche solo per pochi giorni, scegliendo mete capaci di coniugare bellezza, tradizioni e gratificandosi degustando ghiottonerie locali mentre altri circa 8 banchetteranno al ristorante o in agriturismo, creando tutti un giro d'affari da 5 miliardi di euro.
Secondo le stime, l’84% dei viaggiatori resterà in Italia, privilegiando spostamenti brevi e sostenibili, complici anche il traffico delle partenze e i costi del carburante. A incidere sulle scelte anche le previsioni meteo, che orientano verso soluzioni flessibili e destinazioni facilmente raggiungibili. Solo il 9% guarda all’Europa e appena il 7% sceglie mete extraeuropee.
Il vero protagonista di questa Pasqua è il “fruitore consapevole”: turisti, famiglie e soprattutto giovani, sempre più attenti a esperienze autentiche. Sono loro gli attori principali delle brevi vacanze pasquali, spesso guidati da tradizioni e consigli tramandati in famiglia. Il viaggio diventa così un’occasione per riscoprire i riti religiosi della Settimana Santa, rievocazioni storiche, infiorate e identità locali - ben 30mila gli elementi del patrimonio immateriale che sono fruibili - ma anche per concedersi pause di gusto tra prodotti tipici e dell'enoturismo.
Le mete preferite parlano chiaro: natura, cultura e tavola. Tra vigneti e colline, regioni come Toscana, Veneto, Puglia, Sicilia e Emilia Romagna registrano un forte richiamo, grazie alla varietà di produzioni e alla possibilità di vivere esperienze immersive. Non mancano le destinazioni dedicate al benessere, tra terme e spa, scelte da chi cerca relax e rigenerazione: Abano, Fiuggi, Saturnia, San Pellegrino, Sassetta, Negombo, Tettuccio e pure la vacanza dedicata all’“olio-turismo” sono tutte richiestissime.
In calo, invece, le mete di lusso a lungo raggio, come gli Emirati Arabi, penalizzate dalle attuali incertezze. Dubai, Abu Dhabi, il polo culturale Sharjah, la città giardino Al Ain, la località costiera Fujairah e le città di Ras Al Khaimah, Ajman e Umm al-Quwain, sono impraticabili per le note vicende… Nel 2025 l’occupazione riferita al turismo a Dubai raggiungeva l’85% oggi solo il 7/% (!).
Al contrario, cresce l’interesse per località esclusive ma più vicine. Tra queste spicca Portopiccolo (fonte Nicola Santini, giornalista, autore televisivo e direttore di noto settimanale NDR) nel golfo di Trieste, sempre più frequentata da personaggi noti. Definita la “Portofino dell’Adriatico”, offre un mix di eleganza, paesaggi e servizi di alto livello. È un’ex cava riqualificata con materiali naturali a impatto zero e borgo pedonale in un contesto naturale unico nella riserva naturale delle falesie carsiche di Duino, nella baia di Sistiana (Friuli Venezia Giulia). Un esempio di turismo “eco-chic” a 5 stelle, dove lusso e sostenibilità convivono. Hotel, beach club esclusivi e una spa di 3600 mq affacciata sul mare dove c’è un porticciolo (per un centinaio i posti barca) una spiaggia attrezzata con ciottoli bianchi, bar, negozi e ristoranti gourmet che propongono mix di sapori mediterranei e tradizioni giuliane, con forte enfasi sul pesce fresco, naturalmente tutto annaffiato con i celeberrimi “bianchi friulani”.
Ma il cuore del turismo pasquale resta nei borghi. Tra le località più ricercate figura Caprarola, nella Tuscia viterbese, a poco più di un’ora da Roma
percorrendo la Flaminia e/o la Cassia, si arriva alla location di molti film sui papi: il maestoso Palazzo Farnese, dove i visitatori possono immergersi nell’arte e nella storia del XVI secolo (del Manierismo). In una delle stanze, le pareti sono interamente ricoperte da mappe geografiche del tempo, dipinte da Giovanni Antonio da Varese (il Vanosino). Poi c’è la Scala Regia, davvero bella (elicoidale, affrescata, progettata dal Vignola, permetteva di salire anche a cavallo). Uscendo, si passa dal celebre cortile circolare e dietro al palazzo, si estendono i giardini all’italiana e un grande parco con fontane monumentali, scenografici giochi d’acqua e la Casina del Piacere. Da considerare almeno un paio d’ore per la visita completa. E ancora, da vedere, la chiesa di Santa Teresa situata su una rupe tufacea e il museo multimediale, esperienza interattiva sulla storia del paese. La specialità di Caprarola è la nocciola romana DOP (a fine agosto, la sagra). Con le gambe sotto al tavolo in uno dei locali della zona, ci si può togliere qualche sfizio: pici o fettuccine con cacciagione, funghi e prodotti della Tuscia accontentano anche i più pignoli, poi ci sono i Tozzetti di Caprarola (simili ai cantucci, ma con nocciole tonde gentili locali) e le ciambelline sempre al vino e nocciole. A pochi minuti di auto, ideale per natura, giochi per i più giovani e relax, c’è la riserva naturale del lago di Vico.
Tornando al Nord, Soncino, in provincia di Cremona, si conferma una delle perle medievali più apprezzate. C'è la rocca, fortificazione medievale (spesso set di rievocazioni di film di “cappa e spada” come Ladyhawke) poi, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, il museo della Seta e il museo della Stampa (sede di una storica stamperia ebraica nel XV secolo). Soncino racconta un passato ricco, mentre la tradizione gastronomica conquista con prodotti di nicchia come la Radice Amara, una particolare varietà di cicoria dal gusto intenso e proprietà benefiche, ingrediente di molti piatti e celebrata con la sagra (la quarta domenica di ottobre). Di consistenza tenera e compatta, ha forma simile a una carota bianca/beige, sapore intenso, amarognolo che si affievolisce con la cottura, bilanciato da una punta di dolcezza. Ricca di inulina, minerali (potassio, magnesio, ferro) e vitamine, è considerata verdura salutare, depurativa e digestiva. Va servita in insalata o con acciughe e anche con uvetta e pinoli. Anche a Soncino, si “mangia bene”: casoncelli, stracotto d’asino, pollame allevato nelle campagne circostanti, oltre ai rinomati salumi cremonesi e per chiudere in dolcezza, i tradizionali pasticcini Soncino, dolcetti risalenti al 1650; da degustare anche la “torta in balconata” e le rivisitazioni gourmet come la mela grattugiata con miele di eucalipto, o il soufflé al cioccolato 66% Valrhona con gelato vegano e pralinati (di un noto ristorante dei paraggi…).
Comunque, in generale, la durata dei soggiorni resta contenuta: il 60% degli italiani si concede due notti, mentre solo il 14% arriva a cinque. Molti scelgono seconde case o destinazioni vicine, puntando su convivialità e risparmio. “Pasqua con i tuoi” resta una regola valida, soprattutto in questi tempi incerti. Il filo conduttore è chiaro: staccare, anche solo per poco. Tra natura, tradizioni e sapori, gli italiani cercano una pausa rigenerante, consapevoli che, almeno per qualche giorno, è possibile ritrovare un equilibrio. Magari tornando a casa con qualche euro in meno, ma con un po’ di ossigeno in più. E comunque, Buona Pasqua!
Arriva la Primavera a Plan de Corones: un inizio di stagione da vivere al sole sulle piste da sci, a Brunico e nei paesi delle valli!
Sci al sole in quota, natura che si risveglia a valle: nella Regione Dolomitica Plan de Corones l’inizio della stagione primaverile 2026 è tutto da vivere! Qui l’inverno non finisce, si trasforma. Per chi arriva dalla città, l’arrivo della primavera è il momento ideale per una pausa rigenerante: in poche ore di viaggio è possibile raggiungere il comprensorio sciistico numero uno dell’Alto Adige, sciare al mattino sotto un sole splendente e, nel pomeriggio a valle, godersi il tepore della primavera, tra la natura rigogliosa, il fascino del centro storico di Brunico e dei paesi di Plan de Corones.
Sciare in primavera a Plan de Corones fino ad aprile
C’è un momento dell’anno in cui, sciando al sole a quasi 2.300 metri di quota, si percepisce nell’aria qualcosa di diverso. La neve è compatta, le piste sono perfette, il cielo è limpido. Ma la luce è più calda, le giornate si allungano e, guardando verso valle, si intuisce che la stagione sta cambiando. È l’istante in cui inverno e primavera convivono nello stesso sguardo. Nella Regione Dolomitica Plan de Corones, questo momento ha un’identità precisa.

Fino al termine della stagione sciistica (19 aprile 2026) lo sci assume un ritmo nuovo: le terrazze dei rifugi si riempiono già a metà mattina, l’atmosfera è calda e distesa. Con 121 chilometri di piste e 31 impianti di risalita, Plan de Corones garantisce qualità e continuità fino a fine stagione, ma è la dimensione luminosa di questo periodo a renderlo speciale: meno affollamento, più spazio, più tempo per godersi la neve perfetta, il sole di primavera e il panorama spettacolare delle Dolomiti.
Tra gli appuntamenti di fine stagione sciistica sul Plan de Corones spiccano due esperienze che uniscono sci, gusto e scoperta del comprensorio. Con Speck & Wine Emotion ogni mercoledì, fino al 1° aprile 2026, gli sciatori possono degustare Speck Alto Adige IGP e vini locali nelle baite in quota, mentre il Kronplatz Tech Tour offre un esclusivo dietro le quinte dell’area sciistica, tra impianti di innevamento, funivie e garage dei gatti delle nevi, accompagnati da un maestro di sci, fino al 2 aprile 2026.
Offerte Dolomiti Springdays a Plan de Corones: più vantaggi su soggiorni e scippa
Giornate più lunghe, piste perfette e il sole delle Dolomiti: la primavera è il momento ideale per vivere la montagna sugli sci. A Plan de Corones tornano i Dolomiti Springdays, con vantaggiose offerte su soggiorni, skipass, noleggio attrezzature e corsi di sci (valide fino al 19 aprile 2026 presso le strutture aderenti).
Dolomiti Springdays L (15/03/2026 – 21/03/2026)
Soggiorno di 7 giorni al prezzo di 6 (skipass di 6 giorni al prezzo di 5)
Soggiorno di 8 giorni al prezzo di 7 (skipass di 7 giorni al prezzo di 6)
Soggiorno di 14 giorni al prezzo di 12 (skipass di 13 giorni al prezzo di 11)
Dolomiti Springdays S (22/03/2026 – 19/04/2026)
Soggiorno di 4 giorni al prezzo di 3 (skipass di 4 giorni al prezzo di 3)
Soggiorno di 5 giorni al prezzo di 4 (skipass di 5 giorni al prezzo di 4)
Soggiorno di 6 giorni al prezzo di 5 (skipass di 6 giorni al prezzo di 5)
Soggiorno di 7 giorni al prezzo di 6 (skipass di 7 giorni al prezzo di 6)
Soggiorno di 8 giorni al prezzo di 6 (skipass di 8 giorni al prezzo di 6)
Soggiorno di 12 giorni al prezzo di 9 (skipass di 12 giorni al prezzo di 9)
Info: www.kronplatz.com/it/pianificare-prenotare/offerte/dolomiti-spring-days
Natura e mobilità dolce nei paesi delle valli: dal centro storico di Brunico alle piste ciclabili della Val Pusteria
Scendendo dalla cima del Plan de Corones verso la città Brunico, il paesaggio cambia gradualmente. Il centro storico, cuore urbano della regione, si anima all’aperto, i tavolini tornano nelle piazze, e lungo il fiume Rienza si passeggia al sole. Il verde dei prati si accende, mentre sullo sfondo le cime innevate custodiscono ancora il segno dell’inverno. È questa sovrapposizione di stagioni, che si incontrano in un unico panorama, a definire l’identità del territorio. In questa atmosfera primaverile, dal 26 al 28 marzo 2026, Piazza Municipio ospita anche il Mercatino di Pasqua di Brunico, un appuntamento che porta nel cuore della città profumi, artigianato e tradizione.
In pochi chilometri si passa dalle piste da sci innevate alla pista ciclabile della Val Pusteria, che collega l’area fino a Bressanone e, verso est, in direzione Lienz. Nelle giornate più miti, i primi tratti pianeggianti invitano al movimento a ritmo più lento: pedalare tra la natura che si risveglia, con le cime delle montagne innevate all’orizzonte, significa vivere la montagna da una prospettiva più intima.
Anche le località che compongono la Regione Dolomitica Plan de Corones – Brunico, San Vigilio, Valdaora, la Valle Olimpica di Anterselva e Chienes – raccontano la transizione tra le stagioni. A San Vigilio, porta d’accesso al Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies, la luce radente crea contrasti intensi tra roccia e neve. In Valle di Anterselva, scenario olimpico e simbolo degli sport nordici, l’inverno mantiene ancora un carattere deciso, mentre nel fondovalle si avverte il primo respiro della nuova stagione.
In primavera anche la sostenibilità diventa un’esperienza concreta. La mobilità pubblica integrata consente di raggiungere gli impianti senza automobile: treno e skibus collegano Brunico a Plan de Corones in modo rapido e semplice, mentre la rete ciclabile favorisce spostamenti a basso impatto ambientale, per vivere la montagna in modo più consapevole.

Rapporto iniziative 2026 di Borghi d'Europa
Nel 2025 la rete internazionale Borghi d’Europa ha partecipato alle manifestazioni del 25° dalla nascita della IAI -Iniziativa Adriatico Ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica. La IAI patrocina da diversi anni il Progetto L’Europa delle scienze e della cultura, promosso da Borghi d’Europa al fine di ‘informare chi informa. Nel 2026 vi sarà anche il turno di Presidenza Italiano della IAI, mentre nel 2028 Ancona (sede del Segretariato Internazionale), è stata scelta dal Ministero della Cultura come Capitale Italiana della Cultura. Un continuum di iniziative istituzionali, alle quali Borghi d’Europa ha deciso di partecipare, dedicando ad esse il Percorso del progetto L’Europa delle Scienze e della Cultura. Gli itinerari dei 13 Percorsi Internazionali lanciati nella primavera del 2019 nella sede del Parlamento Europeo di Milano, seguiranno ogni settimana, fino a dicembre 2028, il fluire degli eventi europei.
I COLLI EUGANEI E IL PROGETTO DI INFORMAZIONE CONDIVISA
I Colli Euganei, grazie alla collaborazione con l’Azienda Agricola Ca’ Lustra della famiglia Zanovello e alla Azienda Agricola Il Pianzio della famiglia Selmin, sono stati scelti dai giornalisti di Borghi d’Europa per sperimentare un progetto di informazione condivisa. Si parte dalla scelta delle Aziende da inserire nei Percorsi. I giornalisti effettuano delle visite in incognito (secondo lo stile di Luigi Veronelli), degustano i prodotti locali, visitano il Territorio. Dopo aver steso un servizio informativo di base, si avvia il confronto con le aziende, che vengono coinvolte per la discussione e l’approvazione dei testi. Successivamente, dopo aver organizzato degli incontri multimediali di confronto, si discute insieme la destinazione dei servizi e vengono scelti gli organi di informazione più adeguati. Prende forma la rassegna stampa che riguarderà sia gli eventi comuni che i testi per ogni singola azienda. In un secondo tempo verranno dedicati dei materiali didattici alle scuole del Territorio (Progetto dentro la Vita). Altro elemento essenziale: il percorso giornalistico sarà del tutto gratuito.
LE INIZIATIVE GIA’ REALIZZATE
Borghi d’Europa ha già realizzato due incontri:
- presso l’Azienda Agricola Il Pianzio a Galzignano Terme, sui temi dei vini vulcanici;
- presso l’Azienda Ca’ Lustra di Cinto Euganeo, sui temi della filiera agroalimentare dei Colli
I prossimi incontri si terranno il 27 e 28 aprile a Galzignano e Monselice. Il 15 giugno si terrà un incontro presso la Tenuta Civrana (Pegolotte di Cone), sul tema del Progetto Dentro la vita, le iniziative dedicate all’infanzia di Borghi d’Europa.

Di seguito le Aziende visitate e/o contattate (tra parentesi i servizi già realizzati e pubblicati):
Azienda Vitivinicola il Pianzio: 3 servizi e 25 pubblicazioni
Fattoria Didattica La Pignara,Podere Bio: 2 servizi e 15 pubblicazioni
Pasticceria Rasi (Este): 3 servizi e 15 pubblicazioni
Fattoria Pedevenda: 2 servizi e 10 pubblicazioni
Salumificio Fontana: 2 servizi e 10 pubblicazioni
Enoteca il Giuggiolo:2 servizi e 10 pubblicazioni
Frantoio Cornoleda: 2 servizi e 10 pubblicazioni
Azienda agricola Ca’ Lustra: 3 servizi informativi e 30 pubblicazioni
Magie della Natura: 2 servizi e 10 pubblicazioni
Frantoio Evo del Borgo: 2 servizi e 10 pubblicazioni
Panificio Desiderato: 2 servizi e 10 pubblicazioni
GustoTop: 1 servizio e 5 pubblicazioni
Frantoio del Poeta: 2 servizi e 20 pubblicazioni
Ai diversi incontri e visite hanno partecipato:
- Consorzio Terre Ciociare (Presidente e p.r.
- Ufficio Turistico della Città di Buje (Croazia)
- Rappresentanti della sezione estero dell’USGI (San Marino)
- Progetto Il Caffè espresso italiano nel mondo (Torrefazione Oselladore, Rossano Veneto)
- Ufficio stampa nazionale Borghi d’Europa (Milano)
- Bruno Sganga (giornalista, già coordinatore iniziative editoriali di Luigi Veronelli, Sicilia-Calabria)
- redazione rivista Degusta, Bologna (direttore responsabile ed editore)
- redazione Gruppo Comunità (Milano, vetrina del Gusto)
- Renzo Lupatin, Padova in cucina
- Giorgio Vizioli (Milano, Studio, agenzia a servizio completo, in grado di seguire Business to Business, Marketing & Corporate Communications
- Associazione Nostrano del Brenta
- Laura Panizutti, Consulente finanziario e Patrimoniale
Associazione Culturale BORGHI d’EUROPA
P. Iva 09400230968
Rif. Bancario: ![]()
Milano - Padova - tel.+39 3290422618
info@italiadelgusto.com
borgaiolo@tiscali.it
www.grandistoriedipiccoliborghi.blogspot.com
www.borghideuropa.eu
Loison pasticceri dal 1938 per la prossima Pasqua, presenta la "Colomba Tiramisù"

Come ben si intuisce, si tratta di un lievitato che interpreta il dessert italiano più conosciuto al mondo: la Colomba Loison, è farcita con crema allo zabaione e caffè, è ricoperta da glassa al cioccolato bianco, riccioli di fondente e spolverata di cacao.
L’IDEA – DAL TIRAMISÙ AL LIEVITATO: L’INCONTRO CHE SEDUCE
C’è un motivo se il Tiramisù è diventato, nel mondo, una parola-capolavoro: non è solo un dolce, è un gesto italiano. È il rito del cucchiaio, la grammatica del caffè, la misura perfetta tra carezza e carattere. Da qui nasce l’idea del laboratorio di Costabissara (VI) per la Pasqua 2026: non copiare il classico dessert, ma tradurne l’emozione nel linguaggio più esigente dei lievitati.
Il progetto si inserisce in una tendenza attuale della pasticceria che rinnova i lievitati con nuovi gusti ispirati ai classici dessert italiani, senza rinunciare alla centralità dell’impasto, alla misura e alla riconoscibilità. In questo solco, la novità 2026 entra nella storica Collezione Genesi della linea Top come reinterpretazione contemporanea di un classico globale: una novità che dialoga con la memoria, con un obiettivo preciso di portare nella colomba l’idea di dessert, mantenendo la leggerezza e l’equilibrio che definiscono un lievitato d’autore.
LA COLOMBA – UN EQUILIBRIO “IN CHIARO-SCURO”: ZABAIONE, CAFFÈ E DUE CIOCCOLATI
Il cuore del progetto è un’architettura di sapori che gioca su due registri: cremosità e profondità aromatica. La colomba è farcita con crema allo zabaione e caffè, per restituire quella rotondità
vellutata che nel Tiramisù è immediata, ma qui diventa struttura: una presenza continua, elegante, mai invadente. La farcitura è distribuita in modo uniforme per garantire la presenza di crema in ogni fetta. In superficie, la firma è una copertura a mano che sorprende: glassa al cioccolato bianco, luminosa e setosa, che fa da contrappunto a riccioli di cioccolato fondente, più scure, e a una spolverata di cacao, come un’ombra necessaria. È un equilibrio “in chiaro-scuro”: dolcezza controllata, amaro misurato, persistenza pulita. Questa creazione completa la Collezione Genesi accanto ad altri quattro gusti: Pistacchio Verde di Bronte Dop(2025), Presidio Slow Food), Caramello Salato (2021), Regal Cioccolato (2000) e Classica a.D. 1552 - fa riferimento alla leggenda dell'origine del dolce, celebrando la tradizione pasticcera artigianale - (2003), proponendosi in due formati(600 grammi e 1 chilo) per rispondere sia al dono personale sia alla tavola della festa.
IL PACKAGING – VESTIRE LA BELLEZZA: L’ARCHITETTURA DIVENTA CONFEZIONE
Se il gusto racconta l’Italia al mondo, il packaging la riporta a casa: a Vicenza, al disegno come forma di memoria. La Colomba Tiramisù indossa l’estetica Genesi con i colori distintivi Sonia Design (lilla, verde, azzurro), codici immediati che rendono la collezione riconoscibile a colpo d’occhio. Il dettaglio diventa dichiarazione: un fiocco piatto tono su tono in doppio raso e il Charm “L”, segno identitario che può leggersi come Loison, Love, Luxury, tre parole per un unico concetto: cura. L’incarto, infine, è un omaggio colto e non nostalgico: colonne corinzie, capitelli e foglie d’acanto richiamano Andrea Palladio e diventano, nelle mani di Sonia Pilla, un ponte tra architettura e pasticceria nel segno del territorio berico (rilievo collinare situato a sud di Vicenza).

IL METODO – LIEVITO MADRE, TEMPO E GESTI: COME NASCONO LE COLOMBE DI PASQUA
Le colombe pasquali della maison vicentina prendono forma a partire dal lievito madre storico, ottenuto da fermentazione spontanea e rinnovato quotidianamente per ricavare il lievito fresco che dà avvio agli impasti. Qui il tempo conta davvero: non è un dettaglio, ma l’ingrediente che firma la lavorazione. Servono circa 72 ore, con passaggi lenti e controllati, per dare forma a struttura, profumi e morbidezza. Il percorso produttivo si sviluppa in una sequenza articolata di fasi: tre cicli che alternano impasto, riposo e lievitazione, seguiti da porzionatura e modellazione, quindi finitura, lenta cottura e una successiva stagionatura. Ogni passaggio è pensato per rispettare la natura del lievito e la progressione del processo, senza accelerazioni. Accanto alla tecnica, resta centrale il lavoro manuale. Su ogni lievitato intervengono più volte le mani degli operatori: nella gestione del lievito, nel trasferimento dell’impasto negli stampi, nella glassatura e nelle finiture, fino alle fasi di infornatura. Anche dopo la cottura prosegue la cura artigianale: il primo incarto è eseguito a mano, così come la confezione finale in scatola o in latta, su disegno di Sonia Pilla – completata manualmente come ultimo gesto di precisione e attenzione.
La Colomba Tiramisù fa parte della Collezione Genesi, dove la selezione degli ingredienti è il risultato di un lavoro costante di attenzione e ricerca. Privilegiamo materie prime con certificazioni di origine controllata e, quando possibile, di provenienza italiana, soprattutto per quelle utilizzate fresche. Per questo scegliamo uova da allevamenti sicuri, latte e burro di montagna lavorati freschi, fior di farina e zucchero italiano. Un approccio che ci permette di offrire un prodotto Made in Italy autentico e riconoscibile.

DOLCIARIA A. LOISON SRL
Via Pasubio, 6 Costabissara (VI) – Italy
Tel: +39 0444 557844
www.loison.com
Pasqua in famiglia: 10 idee e mete dove andare per il tradizionale pranzo della domenica e la grigliata di Pasquetta
La Pasqua 2026, con il lungo weekend dal 3 al 6 aprile, rappresenta uno dei primi veri momenti dell’anno in cui fermarsi e ritagliarsi del tempo per stare insieme. Tra il tradizionale pranzo della domenica e la grigliata di Pasquetta, questa ricorrenza può trasformarsi nell’occasione perfetta per rallentare e riconnettersi con la famiglia, lontano dalla routine quotidiana.
Complice anche la pausa scolastica, molte famiglie scelgono di approfittare di questi giorni per organizzare una breve fuga o una gita fuori porta. Non serve necessariamente partire per mete lontane: spesso basta spostarsi di qualche chilometro per scoprire una fattoria didattica, un borgo poco conosciuto o una città da vedere con occhi nuovi. L’importante è uscire dalle abitudini del tempo libero più prevedibili e trasformare questi giorni in un momento di qualità da condividere.
Se poi si viaggia con bambini, scegliere attività coinvolgenti diventa ancora più importante. Esperienze all’aria aperta, percorsi nella natura o visite in fattoria sono occasioni preziose per stimolare curiosità e divertimento, ma anche per costruire ricordi che restano.

I dati confermano quanto il periodo pasquale sia diventato un momento chiave per il turismo domestico. Secondo un’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi, lo scorso anno oltre 11 milioni di italiani si sono messi in viaggio durante le festività pasquali e quasi nove su dieci hanno scelto di restare nel Bel Paese. Anche il 2026 si preannuncia dinamico: il modello previsionale del Ministero del Turismo stima oltre 100 milioni di presenze nei primi quattro mesi dell’anno, trainate anche da grandi eventi, come le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
In questo contesto, il lungo weekend di Pasqua diventa l’occasione ideale per partire – anche solo per qualche giorno – e vivere esperienze fuori dal comune. Freedome, piattaforma leader in Italia nelle esperienze outdoor e nei soggiorni esperienziali, ha selezionato dieci attività a misura di famiglia, pensate per grandi e piccoli, tra natura, avventura e scoperta del territorio.
Visita in apiario con degustazione di miele e laboratorio creativo in provincia di Siracusa
A Sortino, in provincia di Siracusa indosserai la tuta da apicoltore, osserverai le arnie e scoprirai con un esperto come nasce il miele e perché le api sono fondamentali per il nostro ecosistema. Inoltre, assisterai al processo di smielatura dal vivo e parteciperai a una degustazione di miele e a un laboratorio per creare la tua candela alla cera d'api. Un’esperienza che si chiuderà con un assaggio di olio EVO Terra Surti e un brunch completo con bruschette, pizzoli ripieni, dessert e vino locale.
https://freedome.it/attivita/visita-apiario-degustazione-miele-laboratorio-creativo-siracusa/

Esperienza in fattoria didattica e merenda fatta in casa a Casalzuigno
Nella dimora faunistica di Casalzuigno (VA) vivrai un’esperienza immersiva nella natura incontrando affascinanti rapaci e simpatici animali da cortile, che potrai accarezzare o ai quali potrai dare da mangiare. E come dolce (o salata) conclusione, una gustosa merenda in famiglia preparata dalla padrona di casa.
https://freedome.it/attivita/fattoria-didattica-merenda-casalzuigno/
Passeggiata con i pony più piccoli del mondo in provincia di Cuneo
Lenticchia, Cotechino e Purè - fanno simpatia già così! Questi sono i nomi dei tuoi prossimi compagni di avventura: partecipa alla passeggiata con i pony più piccoli del mondo a Venasca, in provincia di Cuneo. Ti avventurerai nello scenario naturale insieme a questi animali dalle buffe dimensioni, che potrai coccolare e fotografare. Un’esperienza che farà innamorare grandi e piccini!
https://freedome.it/attivita/passeggiata-mini-pony-venasca-cuneo/
Giornata di sopravvivenza per bambini vicino al Lago di Garda
Uno stile di vita all'aria aperta, a contatto con la natura. Se è questo che vuoi insegnare ai tuoi bambini, allora questo corso di sopravvivenza fa al caso tuo. Una giornata sulle colline moreniche del Garda, apprendendo utili tecniche di sopravvivenza alternate a giochi a tema, insieme a istruttori certificati CSEN Survival. E nel frattempo, tu potrai trascorrere senza pensieri una giornata sul vicino Lago di Garda!
https://freedome.it/attivita/corso-sopravvivenza-bambini-lago-garda/

Passeggiata a cavallo per bambini e famiglie nell’Alta Maremma Toscana
In compagnia di una guida equestre, cavalcherete all'interno di un'ariosa tenuta costellata di vigneti, uliveti e poderi in pietra. Un'esperienza di un’ora nella splendida Maremma Toscana, da condividere con tutta la famiglia.
https://freedome.it/attivita/passeggiata-cavallo-bambini-suvereto-toscana/
Visita agli Alpaca del Monviso in fattoria didattica a Torino
Nella fattoria didattica e allevamento di alpaca a Torino, imparerai a conoscere e potrai interagire direttamente con questi sorprendenti (e dolcissimi) animali, dal simpatico musetto e morbidissimo pelo. Entrando nel recinto potrai coccolarli, dare loro da mangiare e scattare simpatiche foto ricordo. Un’esperienza per una morbida carezza al cuore di grandi e piccini.
https://freedome.it/attivita/esperienza-con-alpaca-torino/

Circuito quad per adulti e bambini a Viterbo
A pochi passi da Viterbo, si nasconde un circuito di 800 metri in cui potrai sfrecciare in quad, sotto la supervisione di un istruttore, per 5 o 15 giri. A disposizione, quad per adulti e per bambini per accontentare sia grandi che piccini in un’esperienza in famiglia con una marcia in più.
https://freedome.it/attivita/circuito-quad-adulti-bambini-viterbo/
Visita guidata in un allegro rifugio per animali a Ostia
In compagnia di una Zooantropologa e Tecnica in etologia, nel rifugio per animali in provincia di Roma imparerai a conoscere e interagire direttamente con asinelli, pecorelle, mucche, caprette, cavalli e altri simpatici esemplari salvati da situazioni di disagio. Un’esperienza che potrai arricchire con un aperitivo vegetariano!
https://freedome.it/attivita/visita-rifugio-animali-ostia-roma/
Parco Avventura e Fun Bob sull’Altopiano di Asiago
Mettiti alla prova sui percorsi di un parco avventura immerso tra i boschi dell'Altopiano di Asiago e divertiti tra ponti tibetani, passerelle sospese e passaggi in carrucola. Un’esperienza adatta per grandi e piccini che si concluderà con un’adrenalinica discesa in Bob!
https://freedome.it/attivita/parco-avventura-fun-bob-altopiano-asiago/
Discesa di soft rafting per famiglie sul Sesia
Scopri le emozioni del rafting sul Sesia con un percorso tranquillo e panoramico che ti permetterà di ammirare i paesaggi della Valsesia da un nuovo punto di vista. Insieme a una guida esperta per navigare sul gommone attraversando i punti più suggestivi del fiume nel tratto di Balmuccia. Sarà una discesa di soft rafting non troppo impegnativa ma molto emozionante, ideale per le famiglie con bambini per divertirsi tutti insieme nella natura.
https://freedome.it/attivita/discesa-soft-rafting-sesia/
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www.freedome.it
Grazie all“Erbazzone” l’Emilia Romagna è la prima regione in Europa per i prodotti di qualità certificati IGP, DOC e DOP
Con il “sì” della Commissione Ue dello scorso 20 marzo, L’“Erbazzone” è stato riconosciuto IGP (Indicazione Geografica Protetta) diventando così il 45esimo prodotto di qualità certificata dell’Emilia Romagna, regione che così può vantare e il primato nazionale e quello di prima regione in Europa per numero di prodotti di qualità certificati IGP, DOC (Denominazione di Origine Controllata) e anche DOP (Protetta) per le proprie eccellenze agroalimentari e vinicole italiane garantite dall’Unione Europea che assicurano qualità, autenticità e un forte legame con il territorio di origine, rispettando i rigidi disciplinari di produzione che ne tutelano la tipicità. Al termine di tale iter di verifica, si avvia la procedura per l’ufficialità che viene accertata ufficialmente dagli Organi preposti della Gazzetta Ufficiale europea e diramati tramite pubblicazione. Per amor di precisione, chiariamo che l’IGP offre maggiore elasticità produttiva rispetto alla DOP, mantenendo un forte legame reputazionale, mentre la DOC è la classica garanzia, specifica per i vini, legata rigorosamente alle zone e ai metodi specifici.
Tornando al piatto povero contadino della tradizione reggiana - l’Erbazzone - ci riferiamo a un prodotto tramandato da generazioni e profondamente legato alla cultura, alle famiglie e all’identità delle comunità locali - che confinano a ovest con la provincia di Parma e a est con quella di Modena - e anche alle imprese del territorio.
Il percorso per il riconoscimento dell’Erbazzone si è avviato nel 2019, quando l’“Associazione Produttori Erbazzone reggiano”, sodalizio composto da cinque aziende reggiane – Nonna Lea, Fattoria Italia, La Bottega Gastronomica, La Vecchia Resdora e Big – con il sostegno e il coinvolgimento della Regione Emilia Romagna e credendo fortemente nel progetto IGP, nel 2022 si sono coalizzate per dare avvio all’iter di riconoscimento, appunto, dell’Indicazione geografica protetta. Dopo la definizione del disciplinare di produzione e la presentazione della domanda a livello nazionale, il dossier è passato all’esame dal ministero dell’Agricoltura che, nel 2024, ha espresso parere favorevole, dopo aver verificato la coerenza con la normativa europea in tema di indicazioni geografiche. Dopo la fase di valutazione nazionale e la consultazione pubblica, la richiesta è stata quindi trasmessa alla Commissione europea. Nel corso del procedimento europeo, la domanda di registrazione è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea nell’ottobre 2025, aprendo così il periodo previsto per eventuali opposizioni da parte di altri Stati membri o soggetti interessati.

“È un risultato molto atteso, su cui abbiamo lavorato in squadra e che rappresenta un riconoscimento importantissimo per il territorio reggiano, per i produttori e per l’intero sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna - ha commentato nel corso della conferenza stampa, l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi - Parliamo del riconoscimento di una ricetta storica, che la tradizione riconduce addirittura al Medioevo; un cibo quotidiano, che racconta il territorio e chi lo vive. Con l’Indicazione geografica protetta questo patrimonio economico e culturale verrà finalmente tutelato e valorizzato a livello europeo e potrà essere promosso con più forza. L’IGP - ha aggiunto Mammi -
è uno strumento fondamentale per tutelare i prodotti autentici dalle imitazioni, assicurare trasparenza ai consumatori, sostenere il reddito dei produttori locali. Ma è anche un’opportunità per promuovere turismo, cultura gastronomica e sviluppo. Voglio ricordare - ha concluso l’assessore - che l’Emilia Romagna è chiamata la Food Valley d’Italia, con 3,9 miliardi di euro di valore per la sola DOP Economy, mentre tutta la produzione agroalimentare vale 37 miliardi di euro, di cui più di 10 miliardi esportati in tutto il mondo”.
Per Matteo Cugini, vicepresidente dell’Associazione produttori Erbazzone reggiano, il riconoscimento “ha un valore economico fuori discussione, ma anche un legame molto lontano nel tempo con Reggio Emilia”. “Il grande merito va all’associazione produttori Erbazzone reggiano, nella sua unità – aggiunge Cugini – Siamo cinque concorrenti sul mercato, ma siamo riusciti a stare uniti per portare avanti questo obiettivo”.

L’Erbazzone reggiano IGP
Il simbolo di Reggio Emilia, è una torta salata ripiena di erbe, fatta con due sfoglie di pasta non lievitata all’interno delle quali c’è un ripieno di verdure e Parmigiano Reggiano.
L’Erbazzone reggiano ha forma rotonda o rettangolare, uno spessore compreso tra 1 e 3 centimetri e un peso tra i 200 grammi e i 3 chilogrammi. La pasta è fatta con farina di grano tenero, acqua, strutto, sale. La lavorazione del ripieno prevede l’utilizzo di spinaci e bietole cotte, insaporite con un soffritto preparato con cipolla e lardo che può essere aromatizzato con aglio, prezzemolo e/o pepe. A questi ingredienti si aggiungono Parmigiano Reggiano e pane grattugiato; si possono anche usare, volendo, latte, olio extravergine di oliva e burro a integrazione del lardo. È vietata l’aggiunta di conservanti, aromi e/o altri additivi. La zona di produzione è l’intero territorio della provincia di Reggio Emilia.

Regione Emilia-Romagna
Viale Aldo Moro, 52 Bologna
Centralino: 051 5271
Numero verde: 800.66.22.00
www.regione.emilia-romagna.it
Adesso a Bologna c’è “Amali”, il Bakery & Bistrot di Alex e Lorenzo: bel locale per veri gourmet…

Lorenzo Nardi e Alex Brognara – connubio vincente sul lavoro (e nella vita) – hanno pensato, progettato e ben realizzato, il loro "Amali", idea - con filosofia - in nome della “slow living” e del sano gourmet scegliendo intenzionalmente di rallentare i ritmi, privilegiare la qualità rispetto alla quantità, la consapevolezza e la presenza mentale, per godersi il momento, limitando la frenesia, eliminando il superfluo per dedicare tempo a ciò che conta davvero, per dare sempre maggior valore alle relazioni personali. Da pochi giorni tutto questo si può fare proprio da “Amàli” (dal nome del nonno Amalio, vera figura di spicco del mondo della lavorazione delle carni, da poco mancato) con il suo brand supportato dal simbolo del ramo di ulivo sulla lettera Shin che, insieme, riflettono temi di fede, pace e semplicità. Amali è situato in una moderna e bella struttura (Borgo Mascarella, nel parco commerciale di via Stalingrado prossimo alla fiera di Bologna, punto di sosta strategico - tra il centro e la periferia nord, ottimo per lo shopping - animato da un mix di negozi, attività direzionali e servizi, con ampi parcheggi gratuiti). Quindi questi giovani imprenditori partono col piede giusto. Sono i classici bravi ragazzi: con le mani in pasta, Lorenzo (pastry chef vincitore ai Just Eat Awards 2023) e, la mente fervida, Alex (anche autore musicale riconosciuto dall’Universal Music Mexico e Centro America) forte delle sue esperienze vissute in mezzo mondo (con radici latine, messicane per la precisione) laddove si è fatto le ossa e aperto la mente, per poi tornare sotto alle Due Torri per mettere a frutto le non poche competenze acquisite. Il loro è un locale moderno, luminoso, bello, non grande, ma arioso, con tavoli anche all’esterno ed è lì che si deve andare per la colazione mattutina, per uno spuntino, un aperitivo (apericena) un brunch, una gustosa merenda, tutto accompagnato dalle bevande più adatte, tutte con il tocco personalizzato Amali: dai cocktail (alcol, low e no alcol) agli estratti, dalle spremute alle birre e ai vini, da pasto, da dessert, Champagne famosi compresi


Una nota di rilievo merita l’“Acqua Rubra” di memoria familiare, specialità esclusiva dell’Amali (che evitiamo di descrivere per lasciare indenni curiosità e sorpresa…) che quando ci si va, non la si può non degustare… E se il buongiorno si gusta dal mattino, allora la proposta gastronomica ruota attorno alla crema Amali che riempie i croissant con foglia d’oro - “L’Oro” - crema allo zafferano e sesamo tostato, oltre al “Cuore”, box degustazione con mini croissant e creme da intingere, “La Scorta” dessert stratificati in lattina pensati anche per il servizio delivery (leggi Glovo!) per cui Amali mette a disposizione una e-commerce dedicata e non manca “La Calma” cappuccino scomposto che trasforma il rito del caffè in una vera cerimonia da degustare con calma serafica…
Breve digressione: da Amali si possono vivere anche momenti culturali (incontri con i produttori delle materie prime) eventi musicali selezionati, non ad alto volume… ma esperienze intime, coerenti con il ritmo dell’ambiente.
A questo punto è doverosa una precisazione: da Amali, la qualità di tutto quanto proposto è basilare specie per gli ingredienti utilizzati, come per le farine Petra – prodotto premium di alta qualità create dal Molino Quaglia che è noto per la macinazione a pietra con tecnologia “augmented stone milling” e l’uso di grano 100% italiano – sono ideali e molto apprezzate per pane, pizza e lievitati dolci - la così detta “viennoiserie” tipica della colazione all’italiana - perché offrono grande gusto, elevata idratazione, alta digeribilità e buon profumo (con linee specifiche come HP (High Performance) adatte a lunghe lievitazioni. Dunque, ottima base per brioche, cornetti, croissant e piccola pasticceria che Lorenzo sforna tutte le mattine (per i fortunati avventori che se li gustano…). L’impasto di dette delizie, è morbido, profumato (spesso con agrumi o vaniglia e ricoperti - topping - di granella e semini vari) contiene uova, burro e zucchero scelti. Le paste possono essere vuote, farcite (crema, marmellata, cioccolato, pistacchio) o, molto richieste, integrali. Tra tutte abbiamo degustato una “brioche col tuppo” (lievitato soffice, non sfogliato, di tradizione francese): a differenza del cornetto italiano, l’impasto è senza uova e meno dolce, risultando più croccante e burroso, piacevolmente zuccherino… e il “tuppo”? Detta brioche, è a forma semisferica sormontata da una soffice pallina più piccola che richiama il tradizionale “chignon” (basso siciliano). E da Amali, c’è molto altro, la scelta non manca: dal maritozzo al krapfen (bombolone) dalla veneziana alle girelle (Cinnamon Rolls) e treccine, alla polacca aversana, dal pangocciolo e dalle ciambelline fritte, fino alla torta delle rose, al Danubio dolce e, a sua maestà, il babà. Però si nota un’assenza – di rilievo – la “Luisona”, pasta secca e glassata, ricoperta di granella, che staziona nelle bacheche di molti bar (…di ultima) da tempo immemore: da Amali, non pervenuta… Bene, allora, ci vediamo lì!
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Cafè, Bakery & Bistrot
Borgo Mascarella, Via Stalingrado 67/22c
40128 Bologna - Tel. 051 498 4343
www.amali.it - info@amali.it
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Carnia in primavera: uno scrigno colmo di erbe attorno al monte Zoncolan, tra boschi verdi, prati fioriti e l’ospitalità degli Alberghi Diffusi
Uno scrigno colmo di erbe: questa è la Carnia in primavera. In Friuli Venezia Giulia, incuneata con le sue verdi vallate fra Slovenia e Carinzia, con oltre 2500 specie conosciute di piante, erbe, fiori, è la regione più ricca d'Europa dal punto di vista botanico in rapporto alla superficie. E lo sapevano bene i Veneziani, che fin dal ‘400 si approvvigionavano fra questi monti di erbe officinali e culinarie. Le prime erbe selvatiche (usatissime ancor oggi in cucina) e i primi fiori spuntano nei prati quando la neve si ritira, fra la fine di marzo ed aprile, le grandi fioriture iniziano a maggio e verso la metà di giugno raggiungono il loro massimo splendore per poi proseguire tutta l’estate. Da tempo immemorabile fiori ed erbe fanno parte della cultura, delle tradizioni, delle leggende carniche e, grazie alla ricchezza di principi attivi, sali minerali e fibre vegetali, sono da sempre usatissimi non solo in cucina o per aromatizzare grappe e vino, ma anche nella farmacopea popolare per la preparazione di bevande detossinanti, infusi, decotti, sciroppi. Ammirare distese di erbe e fiori primaverili in Carnia è facile, basta fare una passeggiata nei prati, saperle riconoscere e utilizzare correttamente lo è un po’ meno. Chi volesse saperne di più può partecipare a una delle escursioni botaniche organizzate da Visit Zoncolan, durante le quali viene insegnato a riconoscere e utilizzare le erbe selvatiche e a preparare tisane, infusi, ottimi risotti, frutti sotto spirito e tanto altro.
Rigenerare corpo e spirito nei borghi-gioiello attorno allo Zoncolan
Tra paesaggi rinati dopo il letargo invernale che si accendono di colori pastello e spunti innumerevoli per passeggiate non solo naturalistiche, la primavera nel comprensorio del monte Zoncolan – fra le cime più famose del Friuli Venezia Giulia, eppure ancora oasi integra di pace - è un magico momento da vivere senza fretta, assaporando paesaggi, cibi, esperienze ed alloggiando negli Alberghi diffusi della zona ( Sutrio, Paluzza, Comeglians, Ovaro) dove si è accolti con il calore di una casa e con i servizi di un hotel in alloggi ricavati dalla sapiente ristrutturazione di vecchi edifici, indipendenti ma facenti capo a un’unica reception. Il momento ideale per rigenerare corpo e spirito, gustare i deliziosi e salubri piatti tradizionali a base di erbe e godere della genuina accoglienza offerta dai piccoli borghi-gioiello che circondano lo Zoncolan (Sutrio, Paluzza con la località di Timau, Cercivento, Ravascletto, Comeglians, Ovaro e Treppo-Ligosullo), un incantevole microcosmo che ha mantenuto intatti attraverso i secoli architetture ed artigianato, gastronomia (vero fiore all’occhiello di questa terra) e tradizioni, in una cornice naturalistica di rara bellezza.
Escursioni guidate per tutti i gusti e le gambe
Fra le molte Experience proposte da Visit Zoncolan in aprile e maggio, particolarmente piacevoli sono le facili passeggiate nel bosco tra natura e creatività, che stimolano i sensi e aiutano a riconnettersi con la natura: nel silenzio e nella bellezza del paesaggio montano, ci si incammina lungo un percorso punteggiato da sorprendenti opere di land art, realizzate con materiali naturali e perfettamente integrate nell’ambiente. Divertenti per grandi e piccoli sono le Experience di avvicinamento al cavallo che iniziano con la cura del cavallo e la sua sellatura in scuderia e si concludono con una bella passeggiata in sella fra i boschi e, volendo, con un pranzo tipico in agriturismo. Coinvolgenti per la loro immersione nella natura che si sta risvegliando sono i Trekking di fondovalle, adatti a tutti, che si svolgono al tramontoe che si concludono con una gustosa degustazione di prodotto locali all’interno di un tradizionale tavolo nascosto nel bosco. Fra le Experience organizzate da Visit Zoncolan (prenotabili direttamente su www.visitzoncolan.com/experience) c’è un’ampia la proposta di escursioni guidate, per tutti i gusti e le gambe, all’insegna di ambiente, storia, cultura, e di attività per i bambini.


Visit Zoncolan
Via R. Linussio, 1 Sutrio (UD)
Orari: dal lunedì al sabato
8.30 - 12.00 e 14.00 - 18:00
Tel. +39 0433 778921
www.visitzoncolan.com
I Grandi Terroir del Barolo – Edizione 2026 - 28 e 29 marzo – Monforte d’Alba Moda Venue - Palazzo Martinengo
Tornano I Grandi Terroir del Barolo, l’iniziativa ideata da Go Wine e giunta alla diciassettesima edizione, in programma sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 a Monforte d’Alba, uno dei centri più importanti della Langa del Barolo. Sede dell’evento saranno ancora una volta le eleganti sale di Palazzo Martinengo – Moda Venue (Via Cavour 10) nel centro storico del paese.
L’evento conferma e rafforza il proprio carattere distintivo: un’occasione di approfondimento sul Barolo e sul suo territorio, con al centro le Menzioni Geografiche Aggiuntive (M.G.A.) per raccontare – attraverso l’assaggio – le diverse anime della denominazione.
Un percorso che valorizza cantine che producono Barolo in più etichette, espressione di cru, siti e parti diverse del territorio, esaltando l’anima e le peculiarità del Nebbiolo e interpretando le diversità come una ricchezza che invita a comprendere più a fondo la grandezza di questo vino.
UN EVENTO MIRATO, TRA DEGUSTAZIONE E TERRITORIO
L’edizione 2026 si propone come una sorta di anteprima della nuova annata sul territorio, mantenendo una formula collaudata che nelle ultime edizioni ha registrato una crescente partecipazione e interesse. Un evento mirato e, a suo modo, esclusivo, che vuole: comunicare le peculiarità dei diversi cru far riflettere degustatori e pubblico sull’importanza del fattore terra–territorio, valorizzare l’incontro diretto con i produttori, invitare esperti ed enoappassionati a vivere un fine settimana in Langa, tra degustazioni, visite in cantina e scoperta del territorio.
ECCO L'ELENCO AGGIORNATO DELLE CANTINE PROTAGONISTE DELL’EVENTO:
ANNA MARIA ABBONA – Farigliano
BOASSO – Serralunga d’Alba
SILVANO BOLMIDA – Monforte d’Alba
CASCINA CHICCO – Canale
DOSIO – La Morra
FORTEMASSO – Monforte d’Alba
LA BIOCA – Monforte d’Alba
L’’ASTEMIA – Barolo
MANZONE GIAN PAOLO – Serralunga d’Alba
DIEGO MORRA - Verduno
PALLADINO – Serralunga d’Alba
PIAZZO COMM. ARMANDO – Alba
PORRO GUIDO – Serralunga d’Alba
REVA – Monforte d’Alba
REVERDITO – La Morra
SAN BIAGIO – La Morra
SORDO GIOVANNI Azienda Agricola – Castiglione Falletto

IL CONSORZIO VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO OSPITE SPECIALE DELL’EVENTO
Sarà il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano l’ospite speciale de I Grandi Terroir del Barolo, con un approfondimento dedicato al progetto delle Pievi, recentemente istituito.
Lo studio storico della geologia e della geografia del territorio ha portato alla individuazione di 12 zone, definite nel disciplinare di produzione UGA (Unità geografiche aggiuntive) le stesse anteposte in etichetta con la menzione “Pieve”. Un tema che dialogherà in modo naturale con le Menzioni Geografiche Aggiuntive del Barolo: anche a Montepulcianoil racconto del vino passa attraverso una lettura sempre più precisa delle diverse identità del territorio. Durante l’evento sarà proposta una selezione di vini rappresentativi delle diverse Pievi, offrendo al pubblico un interessante confronto tra due grandi denominazioni italiane unite dalla volontà di mettere al centro il territorio come elemento distintivo.
IL PROGRAMMA
Banchi d’assaggio d’incontro con le cantine
Masterclass di approfondimento, anche su annate anteriori
Master sul Barolo (sabato 28 marzo), con lezioni, percorsi tematici e degustazioni
Visite in cantina e proposte di soggiorno sul territorio
Abbinamenti enogastronomici nei ristoranti della zona
In questa edizione sarà inoltre introdotto in forma sperimentale un piccolo shop de “I Grandi Terroir del Barolo”, che consentirà al pubblico di acquistare una selezione di Barolo degustati durante l’evento.I GRANDI TERROIR DEL BAROLO
GLI EVENTI COLLATERALI: MASTERCLASS
Durante le due giornate sono previste quattro masterclass dal titolo:
Terroir a confronto: Barolo e Vino Nobile di Montepulciano, menzioni geografiche, sottozone e territorio.
Saranno condotte dal giornalista Gianni Fabrizio, curatore della guida ai Vini d’Italia del Gambero Rosso.
Si tratta di percorsi d'assaggio di confronto tra Barolo e Vino Nobile di Montepulciano.
In ogni degustazione saranno in assaggio 4 Barolo e 4 Vino Nobile di Montepulciano, con etichette che varieranno in ciascun appuntamento.
Si svolgeranno sempre presso la sede dell’evento e grazie alla collaborazione del Consorzio di Tutela Vino Nobile di Montepulciano presente nel corso delle Masterclass per raccontare terroir e vini.
Calendario e orari:
Sabato 28 marzo: ore 14.30 e ore 17.00
Domenica 29 marzo: ore 11.00
Le masterclass si svolgono su prenotazione: costo della degustazione euro 25 - riduzioni euro 20 per i soli soci Go Wine.
IL MASTER SUL BAROLO
Sabato 28 marzo è in programma il Master sul Barolo: una giornata in cui si potrà approfondire sul campo la conoscenza di questo vino fra lezioni, percorsi nel territorio di produzione e degustazioni.
Il Master sul Barolo avrà un costo di € 75 per i soci e € 85 per i non soci.
DOVE
Palazzo Martinengo – Moda Venue
Sala dei Grifoni
Via Cavour, 10 – Monforte d’Alba (CN)
QUANDO
Sabato 28 marzo 2026
Banco d’assaggio dalle 11.00 alle 18.00, articolato su due turni
primo turno: 11.00 – 14.30
secondo turno: 14.30 – 18.00
Domenica 29 marzo 2026
Banco d’assaggio dalle 11.00 alle 18.00, articolato su due turni
primo turno: 11.00 – 14.30
secondo turno: 14.30 – 18.00
Nel corso delle due giornate sono previste masterclass.
COME
La degustazione al banco d’assaggio si svolgerà su turni e con prenotazione obbligatoria, per garantire la migliore esperienza di visita e di assaggio.
BIGLIETTI E COSTI
Aperta la prevendita online!
Il costo della degustazione è di € 28,00
(riduzioni: € 25,00 Soci Associazioni di settore, € 21,00 Soci Go Wine).
Il biglietto comprende:
la degustazione in forma libera dei Barolo al banco d’assaggio
un assaggio presso l’area della denominazione ospite dell’evento.
Riduzioni per chi prenota online
Chi acquista il biglietto in prevendita online avrà una riduzione sul costo:
€ 25,00 pubblico
€ 22,00 Soci Associazioni di settore
€ 18,00 Soci Go Wine
Ingresso gratuito per chi si associa a Go Wine
La degustazione al banco d’assaggio sarà in omaggio per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine (benefit non valido per i soci familiari).
Maggiori dettagli sulla campagna associativa a fondo mail. Info: Associazione Go Wine – Tel. 0173 364631 e-mail stampa.eventi@gowinet.it
CAMPAGNA ASSOCIATIVA GO WINE
La degustazione al banco d'assaggio sarà gratuita per coloro che si assoceranno a Go Wine (benefit non valido per i soci familiari)
Entra anche tu a far parte della Community di Go Wine!
In omaggio:
la Guida Cantine d'Italia 2026 e l'abbonamento al bimestrale Go Wine.
Parteciperai poi a tutti i nostri eventi beneficiando dello sconto riservato ai soci e avrai accesso alle selezioni di "Buono... non lo conoscevo!", lo shop esclusivo dei soci Go Wine!
Scadenza tessera 31.12.2026
Associazione Go Wine Impresa Sociale Ets
Via Vida, 6 Alba (Cn) - Tel 0173 364631
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Legumania italiana: "Le Conserve della Nonna" presenta tre novità di tendenza


L’azienda di Modena amplia e rafforza la propria presenza con nuove referenze ad alto potenziale, puntando alla distintività e alla valorizzazione dell’origine italiana. Gli Italiani introducono sempre di più legumi nella dieta, percepiti come clean, healthy & functional food: ricchi di proteine vegetali e fibre, a basso contenuto di grassi. Parallelamente, sempre più consumatori riducono il consumo di proteine animali, favorendo la crescita delle diete plant-based. I legumi diventano così la fonte proteica alternativa n.1: economica, sostenibile e versatile. Minore impronta di CO₂ e utilizzo d’acqua rispetto alle proteine animali, insieme a una maggiore sensibilità verso il benessere animale, spingono a ridurre il consumo di carne per un approccio flexitariano (per chi segue una dieta prevalentemente vegetale (plant-based) ma consuma carne, pesce o derivati animali in modo occasionale o moderato per privilegiare la salute e la sostenibilità, senza le restrizioni totali di veganismo o vegetarianismo).

In risposta a questo trend, la riconoscibilità di prodotto e pack di Le Conserve della Nonna si arricchisce di tre nuove referenze che intercettano la richiesta del pubblico. Da aprile p.v. l’azienda introduce infatti le Lenticchie di Altamura IGP al naturale, italiane, fonte di proteine, in vaso in vetro che valorizza la qualità e la naturalità del prodotto, in formato 360g. Una proposta che unisce origine certificata, italianità e trasparenza del vetro rafforzando la distintività del brand e intercettando un segmento dove l’offerta a scaffale è ancora limitata, soprattutto nel formato vetro, lasciando spazio a proposte distintive e premium.

I nuovi formati e innovazioni – pronti al consumo, bowl (ciotola, scodella o piatto fondo per contenere cibo, zuppe, cereali o insalat) paste proteiche, snack – stanno cambiando la percezione del legume, vissuto come ingrediente pratico e contemporaneo. In questo scenario si inserisce anche la gamma mix di Le Conserve della Nonna, con due nuove referenze, disponibili da aprile 2026, nel formato 360g che si caratterizzano per la lista ingredienti corta, la ricetta pulita, la trasparenza del vaso in vetro e indicazioni specifiche di utilizzo. Mix di Borlotti, Ceci e Tondini è l’evoluzione dell’attuale “Armonia di Legumi” con rinnovamento di denominazione e grafica, ideale per zuppe, minestre e piatti caldi. Mix di Ceci, Edamame e Fagioli Neri è una proposta innovativa e distintiva, grazie alla presenza dell’edamame (baccelli di soia immaturi tipici asiatici) pensata per insalate, poké (piatto unico tradizionale hawaiano a base di pesce crudo marinato, servito in una ciotola (bowl) con riso, verdure e salse) e piatti freddi, in linea con i trend di consumo più moderni ma perfetta anche per preparazioni calde.
Il Gruppo Fini SpA, società 100% italiana di proprietà di Holding Carisma, è una storica realtà produttiva dell’alimentare. FINI è un marchio di pasta fresca che rappresenta in Italia e nel mondo tutto il gusto della tradizione emiliana in cucina. Dal 1912 ad oggi l’originaria salumeria-gastronomia di Modena si è trasformata in un moderno pastificio che conta oltre 100 dipendenti ed esporta i suoi prodotti in 30 Paesi nel mondo, sempre all’insegna di tradizione, territorio e qualità. Le Conserve della Nonna, nell’ampia gamma di referenze tipiche di tutte le regioni italiane, offre passate, sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, con la sicurezza di un grande gruppo industriale.
Gruppo Fini SpA
Strada Albareto, 211
41122 Modena (MO)
Tel. +39 059 25 91 11
www.gruppofini.it
“Un Thé con la Poesia”, rassegna dell’Associazione Culturale EstroVersi, un incontro per sostenere l’Associazione LOTO OdV


Oggi si può/deve partecipare all’incontro di “Un Thè con la Poesia”, la rassegna curata dall’Associazione Culturale EstroVersi. Da dodici anni, questo appuntamento trasforma il rito del thè in un’esperienza sensoriale completa, dove la grande poesia nazionale e internazionale dialoga con l’eccellenza dei pregiati thè Dammann Frères e dell'alta pasticceria. Si tratta di un’iniziativa ormai consolidata alla quale partecipano i maggiori poeti italiani e internazionali. L’incontro di questo mese si tiene oggi 18 marzo alle 17:30 nelle storiche sale del Grand Hotel Majestic all’iniziativa, ormai consolidata, alla quale partecipano i maggiori poeti italiani e internazionali,tic "già Baglioni" e vedrà come protagonista il poeta Umberto Piersanti, uno dei massimi esponenti della lirica italiana contemporanea. L'evento sarà impreziosito dal commento musicale dal vivo curato dagli allievi della scuola di musica CEMI di Bologna.

Dunque, oggi a Bologna, la poesia è cura: Umberto Piersanti ospite di “Un Thé con la Poesia” voluto e realizzato dall’Associazione EstroVersi, rinnova l’appuntamento al Grand Hotel Majestic e stringe il legame con Loto OdV (Uniti per le donne contro i tumori ginecologici); la cultura diventa così supporto per le pazienti oncologiche che, attraverso la magia delle parole, trovano conforto, serenità e speranza.
In questa edizione, si evidenzia ancor di più il valore culturale che sposa un’importante missione sociale: da gennaio 2026, inoltre, la presidente di EstroVersi, Cinzia Demi, ha fortemente voluto che la rassegna diventasse un luogo di accoglienza per le pazienti oncologiche, garantendo loro l’accesso gratuito agli incontri: “Di concerto con il Majestic, a cui siamo molto riconoscenti, e considerando il gradimento dimostrato dalle pazienti oncologiche per l’ascolto della poesia - spiega la presidente Cinzia Demi - si è pensato di creare un collegamento tra le due iniziative, e di invitare, gratuitamente, le signore agli incontri del Thè con la poesia, in modo da regalare loro istanti di serenità e di immersione totale nella bellezza e nell’arte. Grazie alla disponibilità e all’accoglienza del Grand Hotel Majestic, già a partire dal mese di gennaio, si è vista una partecipazione attiva di diverse di loro, che hanno dimostrato interesse e gratitudine per la possibilità data. La poesia non può certo sostituirsi alle terapie mediche di cui il fisico necessita, specie in questi frangenti, ma può supportare il carico emotivo, contribuire ad alleviare la pena con pensieri universali, emozionare parlando al cuore della gente, insinuandosi in quei meandri di vuoto tra gli eventi della storia e i sentimenti, gli accadimenti e le prove che quotidianamente si devono affrontare”.
“Ospitare questa bella rassegna di poesia promossa dall'associazione EstroVersi nelle sale del Majestic non è solo un onore, ma una precisa volontà di aprire il nostro hotel alla cultura e all'anima della città. - commenta a sua volta Tiberio Biondi, direttore del Grand Hotel Majestic - Sono fermamente convinto che, appuntamenti di tale spessore, facciano bene a tutti, nutrendo lo spirito e creando connessioni umane autentiche. Inoltre, portare avanti il sodalizio con l'associazione Loto per sostenere le donne malate oncologiche ci riempie di profondo orgoglio; trasformare l'accoglienza in un atto di cura e solidarietà è, per noi, il traguardo più alto”.
Se poi a questo si aggiunge che l'evento si svolge all'interno di sale affascinanti e prestigiose, ricche di storia e cultura, come lo sono quelle del Majestic, davanti ad una tazza fumante di thè e biscotti di alta pasticceria, ecco che si raggiunge l’obiettivo di trasformare quei momenti di cura, passati in reparto, in momenti per realizzare quell’incantamento che genera lo stupore e consente di visualizzare immagini dettate dalle parole e dalla musica - gli incontri, infatti, sono sempre accompagnati da giovani musicisti della Scuola di Musica CEMI di Bologna - consegnando alle partecipanti un ricordo indelebile dell’incontro stesso e del luogo dove è stato realizzato.
L’importante ospite: Umberto Piersanti
Candidato al Premio Nobel per la Letteratura e vincitore di prestigiosi riconoscimenti (tra cui il Premio Viareggio) Piersanti porta a Bologna la sua poetica legata alla natura, alla memoria e al “luogo” come spazio dell'anima e, soprattutto, le poesie dedicate al figlio Jacopo, che soffre di autismo. La sua voce guiderà il pubblico in un viaggio suggestivo, accompagnato dalle note dei giovani talenti della scuola di musica CEMI. I messaggi che Piersanti intende comunicare attraverso le sue poesie sono molteplici e spesso interconnessi:
- Il rapporto con la natura: la natura non è solo uno sfondo nelle sue poesie, ma un elemento vivo e pulsante con cui l'uomo si confronta e si identifica. Il paesaggio marchigiano, in particolare, diventa un luogo dell'anima, custode di storie e memorie.
- La memoria e il tempo: la poesia di Piersanti è intrisa di un senso di tempo circolare, in cui passato e presente si fondono. La memoria individuale e collettiva è un tema centrale, spesso legata a figure familiari, luoghi dell'infanzia e tradizioni contadine che rischiano di scomparire.
- La condizione umana: Piersanti esplora le fragilità, le inquietudini e le domande esistenziali dell'uomo contemporaneo. Le sue poesie sono spesso pervase da una malinconia sottile, ma anche da una profonda capacità di osservazione e di introspezione. In particolare le fragilità sono contestualizzate dalle problematiche dalla patologia dell’autismo di cui il figlio Jacopo soffre da sempre.
- La ricerca di senso: attraverso la poesia, Piersanti cerca un significato profondo nell'esistenza, interrogandosi sul rapporto tra l'uomo e il sacro, tra la vita e la morte. La sua è una ricerca spirituale che si manifesta anche attraverso l'attenzione ai dettagli e alla bellezza delle piccole cose.
- Il linguaggio e la parola: il poeta ha una grande cura per il linguaggio, spesso utilizzando un lessico ricercato, ma al tempo stesso essenziale. La parola diventa lo strumento per dare voce a ciò che è ineffabile, per evocare immagini e sensazioni.
In sintesi, Umberto Piersanti, con la sua poesia, ci invita a riscoprire il valore del paesaggio, della memoria e della nostra autentica condizione umana, in un dialogo costante tra passato e presente, tra il particolare e l'universale. In sintesi, Umberto Piersanti - con la sua poesia - ci invita a riscoprire il valore del paesaggio, della memoria e della nostra autentica condizione umana, in un dialogo costante tra passato e presente, tra il particolare e l'universale.
“Un Thè con la Poesia” - oggi 18 marzo alle 17:30 - nelle storiche sale del Grand Hotel Majestic, per promuovere
LOTO ODV, Associazione no profit,
grazie all’Associazione Culturale EstroVersi, con protagonista il poeta Umberto Piersanti, accompagnato dagli allievi della scuola di musica CEMI di Bologna,
grazie all’eccellenza dei pregiati thè Dammann Frères e dell'alta pasticceria, per regalare alle
pazienti oncologiche l’ascolto della poesia con istanti di serenità e di immersione totale, nella bellezza e nell’arte.
PARTECIPATE!

È un’associazione no profit che nasce con il preciso intento di colmare un vuoto informativo e di consapevolezza sul carcinoma dell’ovaio, uno tra i tumori femminili a prognosi più severa e che colpisce ogni anno oltre 5.200 donne in Italia e 250.000 donne nel mondo. Per iniziativa di un gruppo di pazienti ed amici, prende avvio nell’estate del 2013 con la certezza di dover attivare un percorso “pionieristico” per affrontare una patologia di cui non sono note le cause e per la quale non sono ancora disponibili strumenti validi per la diagnosi precoce (www.lotonlus.org).
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È una delle più importanti case produttrici di tè francese a livello internazionale e tra le poche ultime a gestire tutte le fasi di lavorazione. L’azienda rappresenta anche la passione e la storia di una famiglia con la volontà di conservare le tradizioni artigianali trasmesse di generazione in generazione. La prima azienda a realizzare tè con aromatizzazioni naturali. Nel laboratorio, che ha sede a Dreux, in Francia, vengono accolti i tè provenienti dai migliori giardini di Ceylon, India, Cina, Corea, Vietnam e Giappone, oltre che da Africa e Brasile. Distribuita in tutto il mondo, le sue esclusive miscele di tè, di singole origini e aromatizzati, sono riconosciute tra le più pregiate. Italia Domori S.p.A. è Distributore Ufficiale del brand.

Il Grand Hotel Majestic "già Baglioni", unico prestigioso hotel 5 stelle lusso di Bologna, parte di The Leading Hotels of The World dal 1990 e simbolo dell'ospitalità italiana dal 1912, trova dimora in uno storico e prestigioso palazzo risalente al XVIII secolo. L'hotel vanta camere e suite tra le più lussuose della città grazie ai suoi dipinti originali del XVIII secolo, marmi finemente levigati e mosaici, oltre ai meravigliosi drappeggi e tessuti. Un servizio impeccabile e tecnologia di ultima generazione si allineano al senso aristocratico che l'hotel emana. Il Ristorante "I Carracci" prende vita in un magnifico salone del XV secolo annesso all'hotel solo agli inizi del '900. Il prestigio degli affreschi originali della scuola dei Fratelli Carracci, sposa una cucina raffinata legata all'enogastronomia del territorio rendendo questa location una delle più eleganti e originali di Bologna.


Tel. + 39 348.8705939
fpagliarone@gmail.com
ww.federicapagliaronepress.it
"DiVinNosiola" dà il via alla rassegna "Vini di Montagna"

Dal 27 marzo al 10 aprile p.v., in Valle dei Laghi e a Trento, va in scena la sedicesima edizione dell’evento dedicato al Vino Nosiola e al Vino Santo. Con DiVinNosiola si apre la nuova rassegna Vini di Montagna: 4 appuntamenti per raccontare i vini del Trentino dal silenzio delle “arèle” (i graticci tradizionali in legno usati per l’appassimento delle uve Nosiola destinate alla produzione del Vino Santo Trentino DOC - il nome deriva dal dialetto locale e rappresenta il luogo dove l’uva riposa per 5-6 mesi, fino alla Settimana Santa, sviluppando muffa nobile) carezzate dall’Ora che soffia dal lago di Garda (dalle 12:00 circa fino al tramonto) al tramestio della spremitura.
DiVinNosiola non è un semplice evento dedicato alla Nosiola e al Vino Santo, uno dei pochi vini al mondo ad essere stato riconosciuto come presidio Slow Food, è anche un rito, che ogni primavera celebra il principale vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino. Questa sedicesima edizione, in Valle dei Laghi e a Trento dal 27 marzo al 10 aprile 2026, presenta un’importante novità: sarà il primo evento della rassegna Vini di Montagna. Quattro appuntamenti, da marzo a ottobre, per raccontare e degustare i vini del Trentino: DiVinNosiola, Mostra del Teroldego Rotaliano (22-24 maggio) Rassegna del Müller Thurgau (3-5 luglio) La vigna eccellente (1-4 ottobre).
Nel 2026 DiVinNosiola incontra la Romagna
Quest’anno DiVinNosiola si amplia e ospita i produttori di un altro vino autoctono nazionale: l’Albana di Romagna. Due gli appuntamenti da segnare in calendario: venerdì 27 marzo, masterclass “Dal Trentino alla Romagna” alla Cantina Pravis di Lasino dalle 17.00 alle 19.30 (costo 30 euro, iscrizione obbligatoria) e, sempre venerdì 27 marzo, “Sapori&Saperi, una cena dal sapore autoctono”, con abbinamenti tra Romagna e Valle dei Laghi. Ore 20.00, presso la Cantina f.lli Pisoni a Pergolese (60 euro, iscrizione obbligatoria).
Anche per l’edizione 2026 torna il “Nosiola Express - Il trenino del Vino Santo”. La partenza è lunedì 6 aprile alle 9.30 dal parcheggio in località Sarche per un percorso in 4 tappe lungo le cantine del Trentino, per degustare la Nosiola e il Vino Santo, accompagnati da piatti della tradizione trentina. Il rientro è previsto per le 18.30 (60 euro, prenotazione obbligatoria).
Per chi ama camminare ci sono le escursioni tra i vigneti: “IN CAMMINO TRA I COLTIVI DI NOSIOLA E GLI OLIVI SECOLARI”, domenica 29 marzo con partenza alle 9.00 dalla Cantina Gino Pedrotti a Cavedine al Lago (15euro, prenotazione obbligatoria); “Lungo il sentiero della Nosiola”, sabato 4 aprile con partenza alle 14.00 dalla Casa Caveau del Vino Santo a Padergnone (gratuito);

Sabato 28 marzo la Cantina f.lli Pisoni ospita tre appuntamenti: dalle 10.00 alle 10.30 la tavola rotonda “I vini autoctoni motore di sviluppo dell’enoturismo” (ingresso libero); dalle 12.30 alle 14.30 “Gourmet experience”, showcooking con lo chef Giada Miori, titolare del Ristorante La Casina di Drena (30 euro, prenotazione obbligatoria); dalle 14.30 alle 19.00 “Di vino e di sapori, degustazione alla Nosiola” (15 euro, prenotazione consigliata). Domenica 29 marzo è il giorno dedicato al Rito della Spremitura, guidato dalla Confraternita della Vite e del Vino di Trento che nominerà tre nuovi confratelli con la partecipazione del giornalista e scrittore Walter Nicoletti (Cantina Gino Pedrotti a Cavedine al Lago, ingresso libero).
Due gli appuntamenti al Palazzo Roccabruna di Trento: la masterclass “Dalla Nosiola al Vino Santo”, mercoledì 1° aprile alle 18.00 (25 euro, prenotazione obbligatoria) e “Il Trentino è servito”, esperienza riservata agli operatori del settore enogastronomico, lunedì 23 marzo, dalle 15.00 alle 18.00.
Si chiude venerdì 10 aprile alla Cantina Francesco Poli, ore 19.30, con “Una relazione pericolosa”, cena-degustazione con abbinamenti insoliti e originali. (60 euro, prenotazione obbligatoria)
Programma completo, info e prenotazioni:
Associazione Vignaioli del Vino Santo Trentino (tel. 3493365446) e APT Garda Trentino
Il primo appuntamento di Vini di Montagna
DiVinNosiola è il primo degli appuntamenti di Vini di Montagna, la rassegna dedicata ai vitigni identitari trentini: Nosiola, Teroldego Rotaliano, Müller Thurgau e Marzemino. Quattro eventi in luoghi diversi, testimoni della varietà del paesaggio trentino, di cui i vigneti costituiscono una parte essenziale. Dai campi pianeggianti sul Lago di Garda ai muretti a secco, testimoni dell’agricoltura eroica della Valle di Cembra. Si comincia con DiVinNosiola e poi, dal 22 al 24 maggio, la Piana Rotaliana Königsberg ospita la “Mostra del Teroldego Rotaliano”. In estate in Valle di Cembra torna la “Rassegna del Müller Thurgau” (3-5 luglio), mentre l’autunno è dedicato al Marzemino con “La vigna eccellente”, a Isera dall’1 al 4 ottobre.
Il rito del Vino Santo Trentino
DiVinNosiola nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale della Valle dei Laghi, profondamente legato alla produzione del Vino Nosiola e del Vino Santo Trentino. Si tratta di due diverse espressioni di vinificazione della Nosiola, l’unico vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino. La produzione del Vino Santo Trentino segue un rituale antico e rigoroso, le cui origini risalgono al XVI secolo e che oggi continua a essere custodito dall’Associazione Vignaioli del Vino Santo. I migliori grappoli di Nosiola, raccolti nel mese di ottobre, vengono posti ad appassire su graticci chiamati arèle, collocati in soffitte arieggiate e riparate. Il lungo processo di appassimento naturale è favorito dalla ventilazione costante garantita dall’Ora, il vento che soffia dal Garda. La fase della Spremitura si svolge tradizionalmente durante la Settimana Santa della primavera successiva alla vendemmia. Segue quindi un periodo di lenta maturazione in botte che può superare i dieci anni. Un processo lento per un vino nobile da bouquet complesso, frutto dell’incontro tra il sapere dei vignaioli e la ricchezza degli elementi naturali. Uno dei pochi vini al mondo ad essere stato riconosciuto come presidio Slow Food.

www.visittrentino.info
Pasqua con l’Africa: Cuamm e Loison insieme con una colomba solidale
Anche a Pasqua si può essere solidali e fare un gesto concreto che arriva lontano dando sostegno all’intervento del Cuamm per la salute dei più poveri in Africa.
Anche a Pasqua si può essere solidali e fare un gesto concreto che arriva lontano dando sostegno all’intervento del Cuamm per la salute dei più poveri in Africa.
Si può ascegliere la solidarietà anche a Pasqua. Medici con l’Africa Cuamm propone, disponibile fin da ora, la linea “Pasqua con l’Africa” per dare un aiuto concreto e un sostegno ai progetti e all’intervento per la salute degli ultimi, in Africa.
Le colombe classiche artigianali con canditi e glassa alle mandorle, da 750 grammi, sono il frutto di una lavorazione attenta, di ingredienti selezionati e di oltre 80 anni di passione per l’arte dolciaria italiana.
Confezionate in colorate scatole, che ricordano la texture dei tessuti africani, porteranno sulle tavole dolcezza e qualità.
Si rinnova così la collaborazione Cuamm – Loison Pasticceri dal 1938, non solo a Pasqua ma anche in occasione del Natale, con i panettoni e i pandori, che in altri momenti, come l’Annual meeting.
«In Loison crediamo che la qualità non sia completa se non si traduce anche in responsabilità – spiegano Edoardo e Dario Loison -. Da anni abbracciamo i valori di Medici con l’Africa Cuamm – rispetto, cura e dignità della persona – con un impegno che va oltre i confini del nostro territorio, perché per noi la disponibilità è un fatto concreto. Per questo la charity in Loison Pasticceri si pratica senza bisogno di proclami: si riconosce nelle scelte e nelle collaborazioni che portano aiuto reale dove serve.»
A completare le proposte, i biglietti, sia cartacei che digitali, per degli auguri di Pasqua originali.
Un sincero ringraziamento a chi ha già aderito e a quanti sceglieranno di sostenere questa iniziativa benefica, partecipando con un contributo concreto: è possibile trovare i prodotti della Pasqua solidale su regalisolidali.cuamm.org e presso l’Info point del Cuamm in via San Francesco, 101 Padova.

Si può scegliere la solidarietà anche a Pasqua. Medici con l’Africa Cuamm propone, disponibile fin da ora, la linea “Pasqua con l’Africa” per dare un aiuto concreto e un sostegno ai progetti e all’intervento per la salute degli ultimi, in Africa.
Le colombe classiche artigianali con canditi e glassa alle mandorle, da 750 gr, sono un prodotto di Loison Pasticceri dal 1938 e sono il frutto di una lavorazione attenta, di ingredienti selezionati e di oltre 80 anni di passione per l’arte dolciaria italiana. Confezionate in colorate scatole, che ricordano la texture dei tessuti africani, porteranno sulle nostre tavole dolcezza e qualità. Si rinnova così la collaborazione con Loison Pasticceri, laboratorio di Costabissara, in provincia di Vicenza che da diversi anni sostiene il Cuamm sia in occasione del Natale, con i panettoni e i pandori, che in altri momenti, come l’Annual meeting.
Non mancano le uova di Pasqua, al cioccolato fondente e al latte, prodotte da Icam Cioccolato, storica realtà di Lecco e confezionate nelle coloratissime stoffe africane, che rimangono come ricordo e possono essere utilizzate come tovagliette.
A completare le proposte, i biglietti, sia cartacei che digitali, per degli auguri di Pasqua originali
«Il nostro grazie, come Cuamm, va ai tanti compagni di viaggio che ci aiutano ad avvicinare l’Italia all’Africa e a quanti ci sostengono scegliendo la solidarietà e il bene, anche degli ultimi – spiega Tommaso Giacomin, referente delle proposte solidali del Cuamm –. In occasione della Pasqua, ci affiancano due realtà italiane di lunga storia e tradizione: Loison Pasticceri, con cui già collaboriamo da alcuni anni e Icam Cioccolato. Sono due aziende radicate nel nostro paese, garanzia di qualità per i loro prodotti, ma che sanno guardare lontano e sono attente alla solidarietà e al rispetto dell’altro».
«In Loison crediamo che la qualità non sia completa se non si traduce anche in responsabilità – spiegano Edoardo e Dario Loison -. Da anni abbracciamo i valori di Medici con l’Africa Cuamm – rispetto, cura e dignità della persona – con un impegno che va oltre i confini del nostro territorio, perché per noi la disponibilità è un fatto concreto. Per questo la charity in Loison Pasticceri si pratica senza bisogno di proclami: si riconosce nelle scelte e nelle collaborazioni che portano aiuto reale dove serve».
È possibile trovare i prodotti della Pasqua solidale su www.regalisolidali.cuamm.org presso l’Info point del Cuamm in via San Francesco, 101.

DOLCIARIA A. LOISON SRL
SS. Pasubio, 6
36030 Costabissara (VI) – Italy
Tel: +39 0444 557844
Fax: +39 0444 557869
WWW. LOISON.COM

Medici con l'Africa Cuamm
Via S. Francesco, 126 Padova
tel. +39 049 8751279
fax +39 049 8754738
Infopoint
via San Francesco n.103 Padova
Aperto dal lunedì al venerdì:
9.30-12.30 / 15.00-18.00
Sabato: 9.30-12.30
Isola d’Elba: Pasqua e giornate di primavera tra trekking, e-bike e cielo stellato
Dal promontorio dell’Enfola alle passeggiate al pascolo a Santa Lucia, passando per sentieri panoramici e trekking al buio sulla Grande Traversata Elbana: ecco le esperienze da vivere sull’isola tra natura, storia e tradizioni.
Con l’arrivo della primavera, l’Isola d’Elba torna a mostrarsi in tutta la sua varietà di paesaggi, tra macchia mediterranea in fiore, panorami sul mare e sentieri che attraversano boschi e colline. Il periodo pasquale e le giornate primaverili sono l’occasione ideale per scoprire l’isola a ritmo lento, partecipando alle escursioni organizzate dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano e da guide locali. Dal trekking panoramico sul promontorio dell’Enfola alle escursioni in e-bike tra pinete e boschi di Porto Azzurro, fino alle passeggiate tra pascoli, visite culturali e osservazioni del cielo stellato lungo la Grande Traversata Elbana: un calendario di attività pensato per chi desidera vivere l’isola all’aria aperta, tra natura, storia e tradizioni locali.
Escursione in e-bike tra boschi e colline di Porto Azzurro Sabato 4 aprile si parte alla scoperta del territorio di Porto Azzurro con un’escursione guidata in e-bike tra campagne, pinete e boschi di leccio che circondano il paese. Il percorso attraversa paesaggi ricchi di contrasti cromatici, dove il rosso delle radiolariti e il turchese delle rocce ofiolitiche si alternano alla vegetazione mediterranea. Durante il tragitto si susseguono scorci panoramici e tratti immersi nella natura, fino alla conclusione dell’esperienza con una degustazione di prodotti enogastronomici tipici.
Info e prenotazioni:
https://service.parcoarcipelagotoscano.info/Public/Web/servizi/prenotazione/176/true

Trekking di Pasqua sul promontorio dell’Enfola
Domenica 5 aprile il promontorio dell’Enfola diventa protagonista di una passeggiata panoramica tra natura e storia. Il percorso circolare intorno a Capo Enfola offre viste spettacolari sulla costa settentrionale dell’isola e sulle scogliere a picco sul mare, oltre a importanti testimonianze legate alla Seconda Guerra Mondiale. L’escursione permette di scoprire uno dei luoghi più suggestivi dell’Elba, caratterizzato da un grande valore paesaggistico e naturalistico.
Info e prenotazioni:
https://service.parcoarcipelagotoscano.info/Public/Web/servizi/prenotazione/177/true
Pasquetta alla Fortezza del Volterraio
Lunedì 6 aprile, in occasione della Pasquetta, sarà possibile visitare la suggestiva Fortezza del Volterraio, uno dei simboli storici dell’isola. Dalle ore 10 alle ore 13 il monumento sarà aperto al pubblico con la presenza di una Guida Parco che accompagnerà i visitatori alla scoperta della sua storia e della sua posizione strategica, dominante sul golfo di Portoferraio. Non è richiesta prenotazione.
Info e prenotazioni:
https://www.parks.it/parco.nazionale.arcip.toscano/man_dettaglio.php?id=135915
La Via dell’Essenza: trekking sulla Via dei Cisti
Sabato 11 aprile si cammina lungo uno dei percorsi della Via dell’Essenza. Il trekking parte da Fetovaia e si sviluppa tra ginestre, mirti e macchia mediterranea, con panorami spettacolari sul golfo e sulla spiaggia di sabbia chiara. Il percorso prosegue fino alla zona della Sughera, un’area pianeggiante caratterizzata dalla presenza dei cisti, per poi scendere verso il borgo di Seccheto, piccolo paese della Costa del Sole, famoso per la sua storia legata all’estrazione del granito. La partecipazione è gratuita su prenotazione.
Info e prenotazioni:
https://service.parcoarcipelagotoscano.info/Public/Web/servizi/prenotazione/178/true

Trekking al pascolo tra natura e tradizioni rurali
Domenica 12 aprile a Portoferraio è in programma una passeggiata tra natura e attività agricole locali. L’escursione si svolge nell’area collinare di Santa Lucia e permette di camminare insieme a un gregge di pecore per scoprire da vicino la vegetazione della macchia mediterranea. I partecipanti potranno conoscere la vita degli animali e come si sviluppa la produzione a km0 di un’azienda agricola. L’esperienza si conclude con uno spuntino a base di prodotti tipici.
Info e prenotazioni:
https://service.parcoarcipelagotoscano.info/Public/Web/servizi/prenotazione/179/true
Trekking notturno sulla Grande Traversata Elbana
Sabato 18 aprile, in occasione dell’International Dark Sky Week, un’escursione serale conduce i partecipanti lungo un tratto della Grande Traversata Elbana, il celebre itinerario escursionistico che attraversa tutta la dorsale dell’isola. Partendo dalla località Le Panche, il percorso si snoda fino al Monte Capannello per vivere un’esperienza immersiva nel silenzio della notte. Una volta in vetta, grazie a un piccolo telescopio messo a disposizione dagli Astrofili Elbani, i partecipanti potranno osservare il cielo stellato e riscoprire il legame ancestrale tra uomo e volta celeste. Il ritrovo è alle ore 21:00 al parcheggio de Le Panche. L’attività dura due ore, è adatta a tutti e richiede prenotazione.
Info e prenotazioni:
https://service.parcoarcipelagotoscano.info/Public/Web/servizi/prenotazione/180/true
Porto Aperto: la Villa Romana delle Grotte e la rada di Portoferraio
Sabato 25 aprile, nell’ambito della XVIII edizione del progetto Porto Aperto e delle iniziative Italian Port Days, è in programma una visita guidata alla Villa Romana delle Grotte, complesso archeologico che domina la rada di Portoferraio e il tratto di mare tra Piombino e l’Elba. L’escursione, organizzata in collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale e la Fondazione Villa Romana delle Grotte, permette di osservare il porto da una prospettiva privilegiata e comprenderne il ruolo strategico fin dall’antichità. La visita dura due ore e mezza ed è gratuita su prenotazione.
Info e prenotazioni:
https://service.parcoarcipelagotoscano.info/Public/Web/servizi/prenotazione/181/true


Per informazioni e prenotazioni:
Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano
Tel. 0565 908231
www.service.parcoarcipelagotoscano.info
www.islepark.it
www.visitelba.info
L’Emilia-Romagna dei “22 Cammini e Vie di Pellegrinaggio” promuove il turismo slow, religioso e sostenibile a “Fa’ la cosa giusta!” di Milano
L’Emilia-Romagna dei 22 Cammini e vie di Pellegrinaggio partecipa alla 22a edizione di Fa’ la cosa giusta!, la fiera italiana dedicata al consumo critico, agli stili di vita consapevoli e al turismo sostenibile (dal 13 al 15 marzo a Fiera Milano Rho, www.falacosagiusta.org/) – Nello stand regionale (Pad 16, Stand F 50) il pubblico potrà scoprire tutti gli eventi e le esperienze in calendario in Emilia-Romagna nel 2026 presentate da circa 40 operatori – Fra i grandi appuntamenti si confermano “I love Cammini”, “Cammini di Notte”, “Monasteri Aperti” quest’anno in un’edizione speciale dedicata a Sant’Antonio, “Emilia-Romagna Natura Cultura Spiritualità”, e la nuova campagna “The Walking Gen” dedicata ai giovani – Sabato 14 marzo doppio appuntamento di presentazione alle 15:00 (alla presenza dell’Assessora Regionale al Turismo Roberta Frisoni) e alle 17:00 – Info: www.camminiemiliaromagna.it e www.monasteriemiliaromagna.it
Il Circuito dei 22 Cammini e Vie del Pellegrinaggio dell’Emilia-Romagna è tra i protagonisti della 22a edizione di “Fa’ la cosa giusta!”, manifestazione italiana dedicata al turismo sostenibile e agli stili di vita consapevoli, in programma dal 13 al 15 marzo a Fiera Milano Rho. (www.falacosagiusta.org/).
Per tutta la durata della fiera, lo stand istituzionale regionale (Padiglione 16, Stand F 50) sarà punto di incontro per il pubblico interessato al turismo slow in Emilia-Romagna. Oltre 40 tra referenti dei Cammini, operatori turistici ed enti di gestione – insieme alle 3 Destinazioni Turistiche Visit Emilia, Territorio Turistico Bologna-Modena e Visit Romagna – illustreranno il calendario 2026 e le proposte del circuito regionale.
Sono già più di 100 gli appuntamenti nel 2026 lungo i Cammini dedicati a camminatori, pellegrini e viaggiatori lenti, proposti in un calendario, sempre in aggiornamento, consultabile on line sui siti turistici regionali www.camminiemiliaromagna.it e www.monasteriemiliaromagna.it.

«Il turismo slow a stretto contatto con la natura rappresenta un asset fondamentale della proposta di vacanza della nostra Regione - sottolinea l’Assessora Regionale a Turismo, Sport e Commercio Roberta Frisoni - e non potevamo certo mancare l’appuntamento con Fa’ la Cosa Giusta. Saremo a Milano per raccontare a tutti gli amanti del camminare gli appuntamenti e le novità che abbiamo in programma quest’anno, in cui ricorre anche un importante anniversario francescano. Attorno ai Cammini abbiamo costruito, con il fondamentale aiuto della Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna, un prodotto turistico tout court, che permette di scoprire, per ogni itinerario prescelto, le innumerevoli emergenze naturali, artistiche e culturali ed enogastronomiche che lo circondano. Non c’è Regione come la nostra che meriti di essere scoperta a piedi, passo dopo passo».
Tra gli eventi principali presentati a Milano, torna “I love Cammini”, in calendario da marzo a novembre 2026: esperienze di trekking tra natura, arte e spiritualità alla scoperta di santuari, pievi millenarie, borghi medievali, calanchi, alberi monumentali e paesaggi panoramici, con uno zaino leggero e uno sguardo attento alla bellezza.
In estate spazio alle proposte di “Cammini di Notte”, da giugno a settembre 2026: escursioni serali tra natura e silenzio, sotto gli ultimi raggi del sole e il cielo stellato.
Tra gli appuntamenti più attesi, l’8ª edizione di “Monasteri Aperti 2026”, nei primi due weekend di ottobre, quest’anno con un’edizione speciale dedicata a San Francesco. Un’occasione per entrare in monasteri, abbazie, conventi e pievi medievali, incontrare le comunità religiose, assistere a concerti di musica sacra e scoprire specialità gastronomiche preparate nei luoghi di clausura.
Un’ulteriore proposta dedicata alla promozione del turismo lento, esperienziale e sostenibile è “Emilia Romagna: natura, cultura, spiritualità”, con i suoi appuntamenti da marzo a dicembre dedicati a incontri, appuntamenti, feste e ricorrenze anche nei luoghi di fede.
Ultima campagna tematica è “The Walking Gen” che offre esperienze lungo i cammini dedicate ai più giovani.
La campagna e tutte le iniziative inerenti ai Cammini sono frutto del rinnovato Protocollo sul Turismo Religioso firmato dall’Assessorato Regionale al Turismo della Regione Emilia-Romagna e dalla Conferenza Episcopale dell'Emilia-Romagna.
Il turismo religioso e la valorizzazione dei luoghi di fede lungo i Cammini saranno tra i temi centrali della presenza regionale a questa edizione di “Fa’ la cosa giusta!”, insieme al racconto delle figure di santità che caratterizzano il circuito regionale.
Due gli appuntamenti in programma durante il salone milanese, dedicati alla promozione delle vacanze slow in Emilia-Romagna.
Il primo, sabato 14 marzo alle 15:00 in Piazza Grandi Cammini, “I Cammini e le Vie di Pellegrinaggio dell’Emilia-Romagna: 22 esperienze da vivere nel 2026”, alla presenza dell’Assessora Regionale a Turismo, Sport e Commercio Roberta Frisoni. Promosse le esperienze lungo i 22 Cammini del circuito regionale, le 5 Campagne promozionali e le relative proposte (Festival (www.falacosagiusta.org/programma-culturale/i-cammini-e-le-vie-di-pellegrinaggio-dellemilia-romagna-22-esperienze-da-vivere-nel-2026/).
Alle 17:00 si terrà in piazza Turismo Lento il secondo appuntamento dal titolo “Cammina in Emilia-Romagna! 22 percorsi da vivere e scoprire.”, con focus sulle esperienze proposte nelle campagne 2026 da parte degli enti di gestione e gli operatori del circuito regionale dei Cammini. (www.falacosagiusta.org/programma-culturale/cammina-in-emilia-romagna-22-percorsi-da-vivere-e-scoprire/).

Il calendario degli appuntamenti è su:
www.camminiemiliaromagna.it
www.monasteriemiliaromagna.it
Terme Euganee: primavera di salute tra natura, acqua, fanghi termali e medicina integrata ad Abano
La primavera è il momento ideale per prendersi cura di sé. Con il risveglio della natura e le temperature più miti, il corpo ritrova energia e vitalità: è proprio in questo periodo che le cure termali esprimono al meglio il loro potenziale terapeutico e rigenerante. Le Terme Euganee, tra Abano Terme e Montegrotto, in provincia di Padova, sono uno dei luoghi più rinomati d’Europa dove vivere un’esperienza di salute, relax e prevenzione.
Terme Euganee, rituali naturali di salute
Immersa nel verde del Parco dei Colli Euganei, questa che è la principale area termale europea è circondata da vigneti, boschi e borghi storici di grande fascino come Arquà Petrarca, Monselice ed Este e si trova a breve distanza da alcune delle più belle città d’arte del Veneto, da Padova a Venezia. Un territorio che unisce natura, cultura e tradizione enogastronomica, rendendo il soggiorno termale un’esperienza rigenerante per mente e corpo.
Le Terme Euganee vantano una tradizione millenaria: già in epoca romana si conoscevano le proprietà terapeutiche delle loro acque. Il segreto di questo patrimonio naturale sta nel lungo viaggio sotterraneo dell’acqua: piogge cadute sulle Prealpi penetrano nel sottosuolo e, dopo un percorso che dura quasi 30 anni e raggiunge profondità di circa 3.000 metri, si arricchiscono di sali minerali e riaffiorano nella zona euganea a una temperatura di circa 87 gradi. Queste acque salso-bromo-iodiche ipertermali sono utilizzate per la maturazione del fango terapeutico, per inalazioni, bagni termali e piscine. Le loro proprietà antinfiammatorie, antalgiche e rigenerative sono scientificamente certificate e risultano particolarmente efficaci nella prevenzione e nel trattamento delle patologie osteo-articolari, oltre a favorire il rafforzamento delle difese immunitarie, prevenendo molte patologie osteo articolari connesse con l’invecchiamento e lo stile di vita.
Ermitage Medical Hotel, alla salute si pensa in vacanza
Tra le strutture più innovative dell’area spicca l’Ermitage Medical Hotel di Abano Terme, primo albergo medicale italiano, storico ed elegante resort che integra tradizione termale e medicina specialistica e collabora con l’Università di Padova per attività di ricerca scientifica nel campo del termalismo. Qui la vacanza benessere si trasforma in un vero e proprio percorso di salute personalizzato, grazie alla presenza di un’équipe multidisciplinare e di servizi medici interni perfettamente integrati con l’ospitalità alberghiera. Il complesso dispone di tre sorgenti termali che erogano più di 10.000 litri d’acqua al minuto a oltre 80 gradi e si estende su 25.000 metri quadrati tra hotel e parco, con oltre 1.000 metri quadrati di piscine termali naturalmente calde, dotate di circuiti relax e giochi d’acqua.
Il potere salutare e naturale dei fanghi
Il cuore dell’offerta terapeutica è rappresentato dalla fango-balneoterapia, uno dei trattamenti simbolo delle Terme Euganee. Integralmente naturale, l’argilla utilizzata proviene da un laghetto situato nei pressi di Arquà Petrarca e viene fatta maturare nelle acque termali per almeno 60 giorni, processo che le conferisce proprietà terapeutiche uniche. Il fango bio-termale è indicato per alleviare dolori articolari, contrastare i processi degenerativi legati all’invecchiamento e favorire un effetto detossinante e metabolico con effetti detossinanti ed antiedemigeni utilizzati nei programmi di salute preventiva e fitness di Ermitage. Le cure termali sono integrate con programmi di riabilitazione, fitness e nutrizione, sempre sotto supervisione medica. In piscina si svolgono attività di idro-chinesi terapia e percorsi riabilitativi dedicati al recupero della mobilità e al riequilibrio posturale, mentre tecnologie di medicina fisica e strumentale completano l’offerta terapeutica
NOVITA’ 2026: ad ognuno la sua vacanza salute
Grazie alla completa integrazione tra terme e medicina specialistica e all’approccio terapeutico multidisciplinare, all’ Ermitage Medical Hotel è possibile seguire percorsi totalmente personalizzati in cui ciascuno può trovare risposta alle proprie specifiche esigenze secondo criteri di evidenza scientifica scegliendo durata del soggiorno, intensità terapeutica e area di intervento.
Healing Weeks: Programmi settimanali che includono cura e soggiorno
L’ Area delle Terme Classiche sfrutta le naturali proprietà terapeutiche di acque fanghi e vapori termali nel trattamento di infiammazioni e dolori osteo articolari connessi con i normali processi di invecchiamento. L’obiettivo è preservare, ovvero ridurre dolore e infiammazioni per favorire in modo naturale longevità benessere e qualità di vita. Tra i programmi più richiesti il 7 giorni Termale Dolce, che include la pensione completa, la consulenza medica e un ciclo di fango balneo terapia anche in convenzione con il SSN.
L’area del benessere unisce al rilassamento e alla tranquillità dell’ambiente termale le proprietà nutritive e rigeneranti della nuova linea cosmetica Thermes d’Ermitage integralmente naturale e realizzata con l’utilizzo esclusivo di olio di vitamina E, acqua termale e piante officinali. L’obiettivo è migliorare. Il programma più richiesto è il 7 giorni Skin Care Boost, che include la pensione completa ed un ciclo di trattamenti viso corpo dedicati alla salute e al benessere della pelle.
L’area della prevenzione è dedicata a ridurre l’insorgenza di patologie cardio vascolari migliorando in modo efficace l’equilibrio metabolico e la performance cardio polmonare. In questo caso la fango-balneo terapia termale è integrata con le competenze della medicina fisica ad indirizzo preventivo. I programmi includono percorsi alimentari e cardio fitness personalizzati, check up metabolico ad inizio e fine soggiorno, con valutazioni cardiologiche e nutrizionali. L’obiettivo è prevenire! La proposta più intensiva è il Programma Weight Management: studiato secondo criteri di evidenza scientifica, il percorso è in grado di favorire una efficace riduzione del sovrappeso già dalla prima settimana e di determinare un cambiamento duraturo sia dell’equilibrio metabolico che dello stile di vita, tale da consentire un mantenimento dei risultati anche dopo il rientro a casa.
L’area della riabilitazione è dedicata al recupero fisico e funzionale in seguito a traumi o interventi chirurgici o in presenza di patologie croniche e dell’invecchiamento che riducono la capacità motoria. Tutti i benefici dell’acqua termale con la sicurezza di un’assistenza ortopedica, fisiatrica, neurologica e riabilitativa altamente qualificate. L’obiettivo è recuperare. Il Programma Fisio a media intensità include, oltre alla pensione completa e alla consulenza specialistica, 2 sedute al giorno di riabilitazione individuale ed assistita migliorando in modo efficace l’autonomia e favorendo un rapido ritorno alla vita attiva.
Pillole di Salute: Programmi di cura e soggiorno breve
Dalla stagione 2026 per venite incontro alle esigenze di chi ha poco tempo, ma non vuole rinunciare a salute e vita attiva, sono disponibili anche percorsi di cura intensivi con soggiorno breve. Denominati Pillole di salute, i programmi sono dedicati non solo al relax ma anche al check up cardiologico o fisiatrico. Per ciascuna area di intervento (terme, benessere, prevenzione e riabilitazione) è disponibile un programma completo secondo i bisogni di ciascun ospite.
Per conoscere tutti i programmi dell’Ermitage (partner istituzionale delle migliori assicurazioni salute europee con le quali opera in regime di convenzione diretta) consultare www.ermitageterme.it.
Il Parco naturale dei Colli Euganei, Riserva della Biosfera UNESCO
I benefici delle cure termali si amplificano grazie alle numerose attività all’aria aperta che si possono fare nel Parco Regionale dei Colli Euganei, Riserva della Biosfera UNESCO, un territorio ideale per chi ama passeggiate, trekking, corsa, ciclismo e mountain bike. L’hotel mette a disposizione biciclette ed e-bike per esplorare la zona, mentre per chi preferisce itinerari più tranquilli esiste un anello ciclabile di 64 chilometri che attraversa alcune delle principali attrazioni culturali del territorio. Lungo il percorso si incontrano luoghi di grande fascino come il Giardino monumentale di Valsanzibio, la Villa dei Vescovi a Luvigliano, il maestoso Castello del Catajo, la Rocca di Monselice, l’abbazia benedettina di Praglia e la casa di Francesco Petrarca nel borgo medievale di Arquà Petrarca. E così tra acque millenarie, movimento e innovazione medica, il concetto di vacanza si trasforma in un vero percorso di salute e benessere.
Cura, prevenzione e vacanza convivono armoniosamente all’Ermitage Medical Hotel. Gestito da quattro generazioni con professionalità e passione dalla famiglia Maggia, che vi ha trasmesso il proprio amore per l'ospitalità, è uno degli alberghi storici dell'area termale euganea (la più importante d'Europa). Situato nel Parco naturale regionale dei Colli Euganei, fra Abano Terme e Teolo in provincia di Padova, offre ai propri ospiti benessere e relax attraverso un'ampia gamma di cure termali, trattamenti di remise en forme e servizi innovativi completamente accessibili. Proposte arricchite dai risultati di una costante ricerca scientifica effettuata in collaborazione con importanti istituti italiani sotto la guida di studiosi di fama internazionale, come il prof. Fulvio Ursini (Ordinario di Biochimica e Scienza dell’alimentazione all’Università di Padova), prof. Stefano Masiero (fisiatra, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova), il prof. Angelo Antonini (neurologo, Università degli studi di Padova), il prof Domenico Corrado (specialista in Cardiologia Sportiva dell’Università di Padova), la dott. Denisa Giardini (specialista per linfedema AIDMOV Losanna). Dal 2010 Ermitage è Medical Hotel con un centro medico-specialistico di Riabilitazione e Medicina Fisica: un prodotto termale innovativo, in cui riabilitazione e prevenzione si coniugano alla vacanza. L'hotel ha fatto dell’accessibilità senza limiti la sua bandiera, adeguando accoglienza, servizi, assistenza e proposte relax alle esigenze di disabili e Over 65: dal 2017 è stato premiato ogni anno come miglior albergo italiano nell’accoglienza degli ospiti con deficit o disabilità motorie e in quella riservata ai Senior ai “Village For All Awards”, gli “Oscar dell’accessibilità”. In collaborazione con l’Hospice Pediatrico di Padova, la famiglia Maggia ha creato il progetto Il Sogno di Eleonora (www.ilsognodieleonora.it), dedicato a bambini e ragazzi affetti da gravi patologie invalidanti, che vengono ospitati con la famiglia in una suite appositamente attrezzata, al fine di garantire un periodo di serena vacanza con programmi riabilitativi intensivi e mirati sotto controllo di specialisti, a titolo completamente gratuito.

Per informazioni: Ermitage Medical Hotel
Via Monteortone, 50 - Abano Terme (PD)
Tel +39 049 8668111 www.ermitageterme.it
Carinzia, tra Alpi e Mediterraneo: il sud dell’Austria sorprende davvero!
Situata nel sud dell’Austria, al confine con Italia e Slovenia, la Carinzia è la regione più meridionale dell’Austria, che vanta il maggior numero di ore di sole. Un territorio dove l’anima alpina incontra l’influenza mediterranea, creando un mix unico di paesaggi, tradizioni e stili di vita. In primavera e in estate la Carinzia si trasforma in un paradiso all’aria aperta: oltre 1.200 laghi, montagne maestose, parchi naturali, città eleganti e borghi ricchi di storia fanno di questa destinazione una meta ideale per famiglie, sportivi e viaggiatori in cerca di autenticità. Il capoluogo, Klagenfurt amWörthersee, affacciato sul celebre lago Wörthersee, rappresenta il punto di partenza perfetto per esplorare la regione. La Carinzia è una destinazione che unisce energia e serenità, attività, relax, natura e cultura. Un territorio da vivere lentamente, seguendo il ritmo dell’acqua e delle montagne, dove ogni giornata si trasforma in un’esperienza memorabile.

©Gert Perauer – Natura protagonista: laghi, montagne e parchi.
I laghi più caldi delle AlpiLa Carinzia è famosa per i suoi laghi balneabili, tra i più caldi dell’arco alpino, con temperature estive che raggiungono anche i 28°C. Il simbolo della regione è il Wörthersee, noto per le sue acque turchesi e l’atmosfera mondana ed elegante. Località come Velden am Wörthersee e Pörtschach am Wörthersee offrono stabilimenti balneari storici, passeggiate panoramiche e sport acquatici. Il romantico Millstätter See è perfetto per chi cerca tranquillità, escursioni panoramiche e tramonti spettacolari, mentre il Weissensee, immerso in un contesto naturale protetto, è ideale per un turismo slow e sostenibile, tra canoa, SUP e percorsi naturalistici.

©Gert Perauer_Slow Trail_Weissensee
Il Parco Nazionale degli Alti Mauri
Cuore alpino della regione è il Parco Nazionale degli Alti Tauri, la più grande area protetta dell’Europa centrale. Qui si trova il Großglockner, la vetta più alta dell’Austria, spettacolari cascate, ghiacciai e panorami mozzafiato. La celebre Großglockner Hochalpenstraße è una delle strade panoramiche più affascinanti d’Europa: un itinerario che attraversa paesaggi d’alta quota con punti panoramici e centri visitatori dedicati alla fauna alpina.

©Stebentheiner_Fischer_Grossglockner
ATTIVITÀ ALL'ARIA APERTA: sport e benessere
Escursionismo per tutti
La Carinzia offre oltre 10.000 km di sentieri segnalati. Tra i percorsi più noti:
- Il cammino panoramico dell’Alpe-Adria-Trail, che parte dal ghiacciaio del Grossglockner e scende fino al mare Adriatico
- Le escursioni attorno al Millstätter See, tra cui la “Via Paradiso”
- I sentieri naturalistici nei Nockberge
- Gli Slow Trail, affacciati sui laghi, sono pensati per chi desidera rallentare, respirare e ritrovare armonia nella natura.
In primavera, la fioritura alpina regala scenari suggestivi; in estate, i rifugi di montagna diventano mete perfette per soste gastronomiche.

©Gert Perauer_Slow Trail Klopeiner See
Ciclismo e mountain bike
Con una rete ciclabile che supera i 1.300 km, la Carinzia è una destinazione bike-friendly per eccellenza. La pista ciclabile lungo il fiume Drava è adatta anche alle famiglie, mentre i trail alpini attirano gli amanti della mountain bike. Il celebre Flow Country Trail di Bad Kleinkirchheim, con i suoi 15 chilometri, è considerato il più lungo d’Europa nel suo genere e rappresenta una sfida entusiasmante per gli amanti della mountain bike. Percorsi più dolci e panoramici attendono invece le famiglie lungo la Ciclovia Alpe Adria, che collega Salisburgo a Grado attraversando la regione.
Le stazioni di noleggio e le strutture specializzate garantiscono servizi di alto livello per ciclisti di ogni esperienza.

©Gert Parere
Sport acquatici e relax
Vela, windsurf, sci nautico, kayak e stand-up paddle animano i laghi e i fiumi carinziani durante la bella stagione. Numerosi stabilimenti offrono piattaforme balneari in legno, zone relax e servizi wellness. Il clima mite e le acque pulitissime rendono la regione ideale per una vacanza attiva, ma rigenerante.

©Gert Perauer_Weissensee
Cultura, storia e tradizioni
Klagenfurt e il fascino rinascimentale
Il centro storico di Klagenfurt am Wörthersee conserva eleganti cortili rinascimentali, piazze vivaci e caffè storici. Simbolo della città è il Lindwurm, il drago leggendario che secondo la tradizione protegge Klagenfurt.
Villach e l’anima vivace
La città termale di Villach è nota per le sue terme, l’atmosfera conviviale e gli eventi culturali estivi. La posizione strategica la rende un crocevia tra Austria, Italia e Slovenia.
Castelli e borghi medievali
Tra le fortezze più suggestive spicca il Castello di Hochosterwitz, arroccato su una roccia dolomitica e considerato uno dei castelli medievali meglio conservati d’Europa. Borghi storici, chiese romaniche e tradizioni popolari testimoniano l’identità culturale della regione, influenzata dall’incontro tra mondo germanico, latino e slavo.

©Suedkaernten
Eventi estivi e atmosfera mediterranea
Durante la bella stagione, la Carinzia ospita festival musicali, rassegne teatrali e manifestazioni enogastronomiche. I concerti sul lago, le feste tradizionali e i mercati contadini animano le piazze e i lungolaghi. Festival internazionali come il Carinthischer Sommer (l’Estate Carinziana) e il prestigioso Ingeborg-Bachmann-Preis testimoniano un fermento artistico che spazia dalla musica alla letteratura contemporanea.

©Tine Steinthaler
A tavola, la Carinzia racconta la sua identità di crocevia. Le valli Gailtal e Lesachtal sono state le prime destinazioni al mondo a fregiarsi del marchio Slow Food Travel, mentre il Benediktinermarkt di Klagenfurt celebra l’incontro tra tradizioni carinziane, slovene e friulane in un trionfo di profumi e sapori. Formaggi d’alpeggio, pane contadino, miele di montagna, pesce di lago e specialità affumicate e a base di erbe di montagna, insieme ai vini carinziani compongono un mosaico gastronomico genuino e sorprendente.
Una destinazione ideale per ogni target
Famiglie: spiagge attrezzate, parchi tematici, sentieri facili. Coppie: hotel romantici sul lago, spa panoramiche, tramonti alpini. Sportivi: trekking, arrampicata, ciclismo, sport acquatici. Amanti della cultura: città storiche, castelli, festival.
Grazie alla vicinanza con il Nord Italia, la Carinzia è facilmente raggiungibile in auto, treno o aereo, rappresentando una meta perfetta anche per weekend lunghi. Scoprire la Carinzia significa lasciarsi avvolgere da un equilibrio raro tra natura e cultura, movimento e relax, autenticità e apertura internazionale. È una destinazione capace di sorprendere chi cerca sport e avventura, ma anche chi desidera lentezza, benessere e bellezza, in un angolo d’Austria dove l’estate ha il calore del Sud e il fascino senza tempo delle Alpi.

Come raggiungere la Carinzia:
In auto da Venezia: 2 ore e mezza di viaggio.
In auto da Bologna: 4 ore di viaggio.
In auto da Milano: 5 ore di viaggio.
In treno da Venezia: 3 ore e 50 min. di viaggio (Villach).
In treno da Bologna: 5 ore e 30 min. di viaggio (Villach).
In treno da Milano: 6 ore e 30 min. di viaggio (Villach).
About Carinzia
La Carinzia è composta da 9 destinazioni turistiche: il lago Wörthersee con la Valle Rosental, Villach-Warmbad/Lago Faaker See/lago Ossiacher See, Hermagor-Nassfeld/Pramollo-Pressegger See/Weissensee/Lesachtal, Bad Kleinkirchheim/lago Millstätter See/monti Nockberge, Hohe Tauern - Parco Nazionale Alti Tauri; Klopeiner See e la Valle Lavanttal - Carinzia del sud, la Carinzia centrale, Katschberg-Rennweg e la valle Liesertal e Klagenfurt, che è la città capoluogo della Regione con 100.000 abitanti.
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#visitcarinthia #carinzia
www.carinzia.at
VisitMalta Italia lancia “Explore The Unexplored”

Un nuovo progetto multimedia per raccontare Malta con uno sguardo più profondo e contemporaneo. Malta, Gozo e Comino si raccontano attraverso una prospettiva più intima.
Nasce Explore The Unexplored, il progetto multimedia ideato e sviluppato da VisitMalta Italia come spin-off strategico della campagna internazionale “Explore More…”, con l’obiettivo di offrire una narrazione più profonda e articolata dell’arcipelago sul mercato italiano.
La conferenza stampa ospitata presso Libreria Spazio 7 ha segnato il lancio di Explore The Unexplored. Il progetto prende forma da un lavoro di brainstorming interno al team Italia di VisitMalta, in stretta sinergia con la sede centrale, e rappresenta un’evoluzione consapevole della comunicazione: uno strumento pensato per avvicinarsi in modo ancora più concreto alle esigenze del target italiano, valorizzando i cambiamenti e l’evoluzione del prodotto turistico maltese, offrendo spunti insoliti per visitare l’arcipelago.
Malta si propone come destinazione multi-target e multi-experience, capace di parlare contemporaneamente a un pubblico multigenerazionale, nuclei familiari, coppie, gruppi di amici, viaggiatori business e repeater.
Explore The Unexplored stabilisce alcuni elementi centrali del prodotto turistico maltese: la fruibilità tutto l’anno di aspetti iconici insieme a realtà meno conosciute e la capacità di offrire esperienze differenti e complementari nello stesso viaggio.
Il cuore del progetto è rappresentato da cinque pilastri narrativi, ciascuno identificato da un colore e da un elemento iconico, che interpretano le diverse anime dell’arcipelago:


Unseen Heritage
Approfondisce il patrimonio storico e culturale da una prospettiva meno convenzionale, mettendo in dialogo memoria collettiva, architetture, comunità locali e storie meno raccontate.
Unexpected Vibes
Esplora l’anima contemporanea e festosa delle isole: eventi, tradizioni popolari, creatività, atmosfere urbane e quel senso di allegria condivisa che caratterizza la vita maltese.
Unforeseen Energy
Valorizza il rapporto con la natura e il benessere, tra paesaggi costieri, trekking urbani, attività outdoor e nuove forme di equilibrio tra corpo e mente.
Undiscovered Flavors
Racconta il legame tra prodotti del passato e nuovi gusti: produzioni locali, aziende vitivinicole, cooking lab, tradizioni contadine e reinterpretazioni contemporanee.
Unbelievable Escapes
Interpreta Malta come luogo di evasione e trasformazione, tra design urbano, piazze rigenerate, lifestyle mediterraneo e servizi che accompagnano l’evoluzione dell’esperienza di viaggio.
Nel corso dell’evento, VisitMalta Italia ha presentato la struttura narrativa, visiva e operativa di Explore The Unexplored. Fulcro dell’iniziativa è un booklet, disponibile anche in formato digitale, articolato in cinque sezioni. Ogni capitolo si apre con i must see e must do e approfondisce poi esperienze meno note, offrendo una lettura emozionale e trasversale del territorio. Le immagini dialogano tra loro, creando un racconto visivo che affianca architetture, paesaggi, comunità, tradizioni ed esperienze contemporanee, ma soprattutto concreti spunti di viaggio.
Explore The Unexplored non è solo un progetto editoriale, ma un vero e proprio strumento operativo per il mercato la cui strategia si sviluppa su tre direttrici:
Consumer: insieme al booklet, si esprime con contenuti digitali, social, podcast, video-podcast e il coinvolgimento di nove microinfluencer che diventeranno Malta Explorers. I social rappresentano la democratizzazione del racconto e la possibilità di interagire con le community di riferimento. Podcast e video-podcast vedranno il team di VisitMalta Italia protagonista di un racconto diretto e attuale dell’arcipelago, offrendo contenuti utili sia al consumatore finale sia agli operatori del settore.

Trade: il progetto, oltre ad offrire strumenti validi di approfondimento e formazione per agenti di viaggio e per i propri clienti, prevede il coinvolgimento del trade con tre fam trip tematici nel 2026 (Unforeseen Energy ad aprile, Unseen Heritage a settembre, Unexpected Vibes a dicembre);
MICE: spunti progettuali per costruire eventi in linea con idee innovative ed un forte legame con il territorio.
A supportare il lato interattivo del progetto, l’ideazione del Creators Award, aperto a tutti i content creator che pubblicheranno su Instagram e TikTok contenuti di viaggio, in linea con il concept creativo, utilizzando l’hashtag #MaltaUnexplored. L’iniziativa accompagnerà tutto il 2026 e si concluderà con una cerimonia finale che annuncerà il vincitore.

Come sottolinea Ester Tamasi, Direttore Italia di Malta Tourism Authority – VisitMalta:
“Malta non si visita, si attraversa nel tempo, seguendo le stagioni della propria vita, grazie alle emozioni che è in grado di raccontare. L’obiettivo è far percepire in modo sempre più diretto ciò che di insolito e inesplorato si può vivere nella destinazione, invitando a considerarla tutto l’anno come luogo fortemente emotivo, capace di rispecchiare esigenze e desideri diversi, creando aggregazione e nuovi stimoli. Una visione attuale, consapevole e attiva del viaggio.”
Explore The Unexplored è un invito a guardare Malta, Gozo e Comino da una prospettiva più profonda e consapevole. Una chiave di lettura che valorizza l’equilibrio tra memoria e visione, tradizione e innovazione, in un Paese che in appena 316 km² custodisce oltre 8.000 anni di storia e dialoga oggi con il presente attraverso design, creatività e nuove architetture in linea col pensiero del Team VisitMalta Italia “Ogni luogo di Malta e Gozo custodisce più di ciò che mostra: basta fermarsi, cambiare ritmo e lasciarsi guidare dalle sue storie.”
Malta continua a registrare risultati solidi sul mercato turistico, con 583.323 visitatori italiani su un totale di 4.022.310 arrivi e un market share del 14,5%. Numeri importanti che rendono necessario attivare nuove leve narrative per raccontare un arcipelago in continua crescita e trasformazione, preservando l’anima delle isole.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti, visitare i seguenti siti web:
Consumer – ilblogdimalta.com | Approfondimenti, racconti e contenuti dedicati ai viaggiatori.
Trade – destinazione-malta.it | Aggiornamenti e materiali per operatori e agenzie.
MICE – maltameeting.it | Informazioni e risorse per meeting, incentive ed eventi aziendali.
www.visitmalta.com
Il Vermouth rivive momenti di grande successo: non è più una bottiglia dimenticata nel mobile bar
La terza edizione del Salone del Vermouth a Torino si è tenuta l’ultima settimana di febbraio presso il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, per celebrare i 240 anni del famoso liquore aromatizzato. È un prodotto che ha la sua storia, con numerose piccole varianti e i tre giorni di manifestazione sotto alla Mole, gli sono stati dedicati per celebrare tradizione, innovazione, artigianalità e varietà della bevanda che ha radici profonde nella tradizione piemontese e torinese e che oggi vive una nuova rinascita, grazie all’interesse crescente di consumatori e professionisti del settore. Un mercato che si sta aprendo anche ad altre regioni italiane. Questa terza edizione è stata pensata voluta e realizzata per promuovere la cultura del vermouth che è tanto storica quanto moderna e per vivere un’esperienza immersiva che è andata ben oltre la semplice degustazione. Il Salone, che ha visto impegnati 30 espositori e registrato oltre 6mila presenze, è stato concepito come uno spazio di incontro, confronto e crescita, dove produttori, bartender, chef, esperti e appassionati si sono potuti scambiare idee e fare rete. Durante l'evento, proposte degustazioni, masterclass e networking (con una nuova mezza giornata B2B, il 23, dedicata a operatori del settore, buyer e produttori) accompagnate da un ricco “Fuorisalone” diffuso in città fin dalla settimana precedente (16-22 febbraio) con experience diffusi in vari locali della città.

Il Salone si è confermato come l’evento di riferimento per scoprire le nuove interpretazioni artigianali e le grandi firme del vermouth torinese. A tal proposito, è doveroso riferire che tra gli stand è stato avvistato (poi ammirato, degustato e molto ben giudicato) “Il Vermouth del Citto”, il primo vino liquoroso – da una base di Sangiovese, quindi con sentori più intensi del vermouth classico di Torino – e che interpreta la tradizione e l’identità legata al territorio toscano - senese per la precisione - da un progetto di Davide Micheli, Simone Fantoni, Giacomo Lodovici e Ugo Venturini. Nell’occasione sono stati presentati anche il Citto Gin, con ginepro, salvia e rosmarino e “Il mi’ Citto Bitter”, caratterizzato dall’equilibrio tra erbe fresche e spezie, bevanda dal carattere deciso e conviviale.
Al Salone del Vermouth ha partecipato in qualità di inviato di Rai2, Antonio Farnè che ha girovagato con nonchalance (professionale…) tra gli stand, intervistando produttori, bartender e pubblico di “consumatori” gourmet….
“Storia, stile, gusto, la rinascita di un grande classico: il vermouth torna protagonista nelle ricette dei cocktail bar e sulle tavole dei grandi appassionati. - parole di Antonio Farnè mentre si aggira incuriosito tra le sale del Salone - .
“30ml di vermouth, la parte dolce… e 30ml di bitter, la parte amara… dunque “sweet and bitter” e il “Milano-Torino” è pronto! Anzi: Torino-Milano, qui, per noi…” – dice la graziosa barlady al bancone della sala – “… e questo è “Sua maestà”: cocktail a base vermouth: un goccio di amaro e tè fermentato con camomilla…” – “Ma si può bere anche da solo – sottolinea un altro barman a Farnè… – e specifica – “…liscio, con un cubetto di ghiaccio e una scorzetta d’arancia, va bevuto a fine pasto, ma anche prima di pranzo!
Il vermouth nasce da un fortunato incontro di vino, alcool e un variegato bouquet di erbe, ma il suo inconfondibile retrogusto amaro deriva da un ingrediente particolare: “Si tratta dell’assenzio – spiega un produttore a Farnè – “L’assenzio gli dà quella nota di amaro che caratterizza veramente il vermouth.”

Piemontese DOC nasce a Torino nel 1786 grazie ad Antonio Benedetto Carpano, che lo creò - nella sua bottega vicino a Piazza Castello - da una miscela di vino (circa 75% con alcol, zucchero e erbe) come “vino medicinale” (aromatizzato e fortificato all’assenzio). Ma una bevanda molto simile era già nota fin dai tempi di Ippocrate e poi, nei secoli successivi, in Germania (a Wermut, da cui trae origine il nome che significa “assenzio maggiore” - da Artemisia absinthium - l’erba botanica principale utilizzata per aromatizzare detto infuso). La cultura del vermouth si consolida in Piemonte (Torino, Asti, Cuneo) grazie alla disponibilità di ottimi vini a base Moscato, per la tradizione delle erbe aromatiche autoctone (artemisia, achillea, cannella, ecc.) e, appunto, per il “siur Carpano”, che ha reso il vermouth vero e proprio, aperitivo raffinato (non più solo una medicina) che presto si afferma come bevanda alla moda, subito apprezzata dal re Vittorio Amedeo III, che lo eleva a drink di corte - apprezzato dunque, sia dalla nobiltà che dal popolo.
Sulla scia di quel notevole successo, grandi marchi come Cinzano, Gancia e Martini & Rossi (fondata nel 1863) industrializzarono e diffusero il prodotto in tutto il mondo, che nato “bianco”, fu diversificato in rosso, dry e rosato. Dopo un calo di vendite e notorietà negli anni ’70 -‘80, ha vissuto una forte riscoperta come ingrediente base di cocktail (iconici come il Martini e il Manhattan) a partire dal 2010, con un ritorno alla valorizzazione delle “ricette artigianali” e, dunque, del "Vermouth di Torino".

Farnè chiede alla gentile Laura Carello, direttrice del Salone del Vermouth di Torino: “È vero che all’estero quando si vuole bere un vermouth si chiede comunemente “un Torino”? – e lei – “Sa che anch’io ho sentito raccontare questa cosa… Speriamo sia ancora così, perché è una grandissima soddisfazione portare il nome di Torino nel mondo…”
E non mancano gli abbinamenti col vermouth nel segno del gusto e uno dei più apprezzati, è con un altro prodotto tipico di Torino: il cioccolato, rituale urbano all’ombra della Mole…
“Il vermouth è una roba che unisce – afferma un espositore lì presente – e unisce il cioccolato in questo caso. È una questione di connessioni”. “E a giudicare dai dati di mercato e dalle tendenze, oggi il vermouth non è più una bottiglia polverosa dimenticata nel mobile bar” – afferma Farnè rivolto a Carlo Carnevale, giornalista enogastronomico – “Sì, anche alla luce delle tendenze di consumo – gli risponde l’esperto – “Soprattutto per le nuove generazioni di consumatori che vanno verso una dimensione non necessariamente analcolica, ma di certo a bassa gradazione alcolica e il vermouth, ha 16/18°, perfetti proprio per incontrare il gusto di queste nuove generazioni…”.
Allora… Prosit!


Event Location:
National Museum of the Italian Risorgimento
Piazza Carlo Alberto, 8
Via Accademia delle Scienze, 5 Torino TO
www.salonedelvermouth.com

(Antonio Farnè inviato Tg Rai2)
Il gruppo di Maurizio Potocnik presenta le iniziative 2026 di "Intavolando" per le attività ristorative delle province di Belluno, Treviso e Venezia


Alla Locanda da Condo di Col San Martino (TV) è stato presentato alla stampa il calendario delle iniziative 2026organizzate da "Intavolando", associazione fondata nel 1996, che coinvolge attività ristorative delle province di Belluno, Treviso e Venezia. Il progetto più significativo è la versione aggiornata del Passaporto del Gusto, anche con una app dedicata, con cui l'associazione vuole promuovere, dal punto di vista culturale e turistico, tutto il territorio in cui operano le trenta realtà coinvolte, operanti nei settori della ristorazione, ospitalità e food&wine. Inoltre il gruppo, coordinato da Maurizio Potocnik (foto) sta lavorando all'allestimento della grande festa "Intavolando nel parco", in programma lunedì 22 giugno nel parco del ristorante "La Cucina di Crema" a Giavera del Montello (TV), appuntamento che la scorsa estate ha richiamato centinaia di ospiti.
“Intavolando” apre così la stagione 2026 tra il grande party estivo, cene a tema a sei mani e ricette online che valorizzano la grande cucina veneta. Piatto forte dell’anno: l’edizione aggiornata del PASSAPORTO DEL GUSTO coinvolte trenta eccellenze della ristorazione, dell’ospitalità e del mondo food&wine. Il gruppo “Intavolando” - che riunisce una dozzina di ristoratori e chef delle province di Treviso, Belluno e Venezia - anche nel 2026 porterà avanti la propria “mission” di promozione della cucina veneta, in una più ampia visione di marketing territoriale, intrapresa dal 2021 sotto il coordinamento di Maurizio Potocnik, esperto enogastronomo, editore e artista. Infatti, i ristoratori veneti di “Intavolando” si propongono quali fautori di un movimento che valorizza e diffonde la cultura dell’accoglienza, del cibo e del vino, eccellenze di un territorio unico che abbraccia il Piave, il Montello, i colli asolani, le colline del Prosecco Superiore patrimonio dell’Unesco, le Prealpi bellunesi e la laguna veneta con la città di Venezia.
Il calendario è stato presentato ufficialmente alla stampa martedì 3 marzo, nel corso di un incontro conviviale ospitato da Enrico Canel, chef patron della storica “Locanda da Condo” di Col San Martino (Treviso) affiancato in cucina da altri colleghi componenti del gruppo: Ristorante Andreetta, Ristorante da Ugo, La Cucina di Crema e Tino Traghetto. Giornalisti e blogger hanno potuto “assaggiare” quanto bolle quest’anno nella pentola di “Intavolando”. Il piatto forte è, senz’altro, il progetto più innovativo dell’associazione, lanciato nella primavera del 2025 da un’idea di Maurizio Potocnik: il Passaporto del Gusto. L’iniziativa coinvolge trenta attività associate, rappresentative del mondo della ristorazione, dell’ospitalità, del vino e del cibo. L’obiettivo è quello di valorizzare non solo le insegne ristorative di “Intavolando”, ma anche di incentivare lo sviluppo del turismo enogastronomico in viaggio tra cantine vinicole, food d’autore ed hotel di pregio. Con il Passaporto del Gusto non solo si vuole comunicare una forte impronta identitaria territoriale di qualità, ma si vogliono condividere con i viaggiatori e i buongustai territoriali le possibilità di unire i vantaggi del buono e della convenienza, dal momento che nel passaporto c’è un’area timbrabile ad ogni “spesa” che riconduce al 12° timbro. Questo permette di avere un’esperienza di pranzo, o cena, offerta da “Intavolando” in uno dei ristoranti associati. A partire dal 15 maggio verrà pubblicato il nuovo “Passaporto del Gusto”, nell’edizione aggiornata 2026, che si presenta in una veste ancora più attraente, alla quale seguirà una App versione digitale entro fine dell’anno. Prima del lancio di maggio, si terrà un appuntamento riservato ai ristoratori, alle trenta realtà coinvolte ed ai partner di progetto, che si incontreranno il 15 aprileal ristorante “Da Ugo” di Bigolino, nelle colline di Valdobbiadene. Occasione non solo di condivisione, ma di messa a fuoco della squadra, delle strategie e degli eventi del 2026.

Il clou sarà uno degli appuntamenti più attesi dell’estate “gourmet” veneta: “Intavolando nel Parco”, quinta edizione, lunedì 22 giugno. Lo scenario sarà sempre il parco del ristorante “La Cucina di Crema” a Giavera del Montello (Treviso). Maurizio Potocnik, ideatore e coordinatore del gourmet party, sta lavorando alla regia di una grande e coinvolgente esperienza enogastronomica, con 50 banchi d’assaggio tra cui si muoveranno ristoratori, chef e protagonisti del mondo food&wine. Nel verde del parco di Crema risuoneranno le coinvolgenti selezioni musicali firmate dai dj “griffati” Alfred Azzetto e Fopp.
Il 2026 dell’associazione riporterà alla ribalta le cene autunnali a più mani, che tanto successo hanno riscosso negli anni scorsi. Gli appuntamenti si svolgeranno nei mesi di settembre, ottobre e novembre, ed andranno sotto l’insegna “La Grande Tavola Veneta”: tre serate a tema con gli eccellenti “frutti” dell’autunno - funghi, tartufo e radicchio - interpretati a sei mani dagli chef dei ristoranti associati. Ma non è tutto, poiché il gruppo chiuderà l’anno con le consuete ricette-on line dei piatti più iconici, proposti come di consueto a partire dalla metà di novembre. Iniziativa che nel 2025 ha rilevato più di 100.000 visualizzazioni.
L’attuale formazione dei ristoranti di “Intavolando” (in fase di sviluppo): La Cucina di Crema - Giavera del Montello (TV); Locanda da Condo - Col San Martino (TV); Algiubagio - Venezia; Tino Traghetto - Roncadelle di Ormelle (TV); Andreetta - Rolle di Cison di Valmarino (TV); Da Ugo - Bigolino di Valdobbiadene (TV); Alla Pergola da Livio - Saccol di Valdobbiadene (TV); Locanda Solagna - Vas di Setteville (BL); Osteria la Certosa da Marco della valle del Mis (BL); Antica Osteria La Muda di Cison Valmarino – Passo San Boldo (BL).

Partner ufficiali 2026
Dersut Caffè torrefazione di qualità in Conegliano (TV), Pregis spa leader nella distribuzione in Italia, Consorzio della Casatella Trevigiana Dop, Pd Distribuzione azienda specializzata in distribuzione bevande, Tecnoclean di Cordenons che produce e fornisce attrezzature e prodotti per il settore “Cleaning”, Assenzio-Wellness design Solutions e Banca Prealpi San Biagio di Tarzo. Tra le aziende associate al “Passaporto” ricordiamo grandi firme del food&wine triveneto: Dersut Caffè, la storica cantina La Viarte di Prepotto (UD), Le Manzane di San Pietro di Feletto (TV), Cantina Adami Valdobbiadene di Colbertaldo (TV), Cantina e apicoltura dei Conti della Frattina di Pravisdomini (PN), Foss Marai Spumanti di Guia di Valdobbiadene (TV), Vetrina Sapaio Serravalle (Vittorio Veneto) e Podere Sapaio di Bolgheri - Castegneto Carducci (LI), Latteria Perenzin e il suo Cheese Bar di San Pietro di Feletto (TV), azienda agricola e Fattoria Didattica Colle Regina di Farra di Soligo (TV), panoramica Osteria-enoteca Alla Terrazza di San Pietro di Barbozza (TV); tral’hotellerie di qualità l’Hotel Da Tullio di Arfanta di Tarzo (TV), B&B Andreetta Gastaldo di Rolle di Cison di Valmarino (TV), Boutique Hotel Municipio 1815 di Valdobbiadene (TV).

Intavolando:
c/o Ascom Vittorio Veneto
Via Divisione Nannetti 2
Vittorio Veneto (TV)
www.intavolando.com
Nuova frontiera del fresco: con FINI, l'integrale che mancava, ora c'è!!
La nuova linea inaugura un segmento innovativo nel banco frigo, unendo gusto autentico, valore nutrizionale e una grande opportunità di crescita per la categoria.
Se nelle più comuni categorie a uso quotidiano l’alternativa integrale è ormai una presenza consolidata, nel segmento della pasta fresca ripiena questo spazio è rimasto finora poco esplorato, nonostante sia affermato e di valore in molti comparti, compreso il fuori casa, confermandosi una scelta trasversale e contemporanea. La farina integrale è percepita spesso come più naturale, perché meno processata e più ricca dal punto di vista nutrizionale, apprezzata da un consumatore in cerca di un’alimentazione più sana, di un gusto più rustico ed autentico, associata da Millennials e Gen Z anche a una maggiore sostenibilità. In categorie affini i prodotti integrali rappresentano già dal 9% al 30% delle vendite, rappresentando chiaramente l’opportunità di creare un nuovo segmento anche nella pasta fresca ripiena.
Da questa intuizione nasce la nuova linea FINI Le Ricette Integrali, l’unica gamma di pasta fresca ripiena realizzata esclusivamente con farina e semola integrale, fonte di fibre, con sfoglia grezza e porosa pensata per offrire un gusto rustico ed intenso. La gamma sarà offerta in un formato mainstream da 250 grammi, pari a due porzioni, presentato in una busta stand-up dal pack distintivo e coerente con il sistema grafico delle altre linee Fini.
La gamma si compone di tre referenze selezionate per garantire rotazione e differenziazione: i Tortellini al Prosciutto Crudo e Parmigiano Reggiano, primo ripieno del mercato; i Ravioli di Carne con ripieno a base di carne arrosto, secondo ripieno per importanza; i Ravioli Pesto e Patate, con pesto al basilico e patate e formaggio con caglio microbico, ideali per un’alimentazione vegetariana.

I concept test condotti sui consumatori confermano che la linea è stata trasversalmente apprezzata e dichiarata come attesa, capace di portare un boost (tocco aggiuntivo…) di gusto ed autenticità e di inserirsi facilmente nella routine alimentare quotidiana. Con disponibilità da marzo 2026, FINI pasta ripiena integrale rappresenta per buyer ed operatori un’opportunità concreta di innovazione assortimentale e di creazione di valore a scaffale, intercettando la domanda crescente di prodotti integrali.

Il Gruppo Fini SpA, società 100% italiana di proprietà di Holding Carisma, è una storica realtà produttiva dell’alimentare. FINI è un marchio di pasta fresca che rappresenta in Italia e nel mondo tutto il gusto della tradizione emiliana in cucina. Dal 1912 ad oggi l’originaria salumeria-gastronomia di Modena si è trasformata in un moderno pastificio che conta oltre 100 dipendenti ed esporta i suoi prodotti in 30 Paesi nel mondo, sempre all’insegna di tradizione, territorio e qualità. Le Conserve della Nonna, nell’ampia gamma di referenze tipiche di tutte le regioni italiane, offre passate, sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, con la sicurezza di un grande gruppo industriale.

Gruppo Fini SpA
Strada Albareto, 211
41122 Modena (MO)
Tel. +39 059 25 91 11
www.gruppofini.it























































