Tappa natalizia a Frontone per il Grand Tour delle Marche. Il suggestivo borgo ripropone i tradizionali mercatini

Mercatini di Natale, un’affascinante tradizione tipicamente nordica che caratterizza, in particolare, le regioni dell’Italia settentrionale ed i Paesi germanici. Tuttavia, ci si può immergere nella magica atmosfera che si respira in questo genere di manifestazioni anche a latitudini più basse! È il caso di Frontone (PU), pittoresco borgo delle Alte Marche dominato da un’imponente fortezza, il Castello della Porta, un fiabesco “nido d’aquila” che offre al visitatore uno sconfinato panorama esteso tra le cime appenniniche e le coste adriatiche. Infatti, nel periodo prenatalizio, in questa suggestiva cornice va in scena l’evento “Nel Castello di Babbo Natale”, un’iniziativa profondamente caratterizzata dai mercatini natalizi, un appassionante percorso allestito principalmente all’interno della maestosa rocca capace di coinvolgere grandi e piccini.

Il mercatino di Frontone, che fa parte della rete “Il Natale che non ti aspetti” organizzata dalle Pro Loco di Pesaro e Urbino con il patrocinio della Regione Marche, si distingue da tutte le altre iniziative simili in quanto è l’unico a svolgersi al chiuso.

Visto il successo delle edizioni precedenti, la manifestazione è iniziata domenica 26 novembre, in anticipo rispetto al passato, e proseguirà nei giorni 3, 8, 9 e 10 dicembre con orario continuato dalle 11:00 alle 18:30.

Tra le antiche mura castellane verranno proposte originali idee regalo, tra le quali esclusive specialità alimentari ed eccellenti prodotti enogastronomici locali, ma anche artistici oggetti realizzati, in gran parte, da artigiani del territorio.

Ricchissimo il palinsesto degli eventi collaterali programmati in tutte le giornate nelle quali si svolge la manifestazione: musica dal vivo, spettacoli, animazione, concerti, laboratori creativi con la carta per bambini, i quali potranno addirittura visitare la “casa di Babbo Natale”. Nei giorni 8 e 10 dicembre, dalle 15:00 alle 18:30, sarà inoltre possibile assistere a scene del presepio vivente “Le terre del Catria vivono il presepe”.

D’obbligo degustare, nei numerosi ristoranti del paese, la tradizionale “Crescia DE.C.O.”, una squisita specialità che, insieme al Coniglio in porchetta, contribuisce ad aumentare considerevolmente l’appeal di Frontone.

“Nel Castello di Babbo Natale” è un’iniziativa organizzata dal Comune e dalla Pro Loco di Frontone ed è sede di tappa del Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi promosso da Tipicità ed ANCI Marche.

Info e programma: www.tipicitaexperience.it

PER INFO

 

FB Mercatino di Natale

IG Mercatino di Natale

FB Frontone e Monte Catria – Informazioni turistiche

FB Pro Loco Frontone

IG Frontone Turismo

prolocofrontone@gmail.com

www.comune.frontone.pu.it

Telefono: 371 618709INGRESSO
Biglietto a persona: 4 €
Gratuito per i bambini fino a 8 anni

NAVETTA GRATUITA
Salita obbligatoria a mezzo navetta
da Frontone – p.za del Municipio

ORARI
Per tutte le date
11.00 – 18.30


Giacomazzi 1968: grazie al sostegno a favore di Giocamico il panettone artigianale è ancora più buono!

Giacomazzi 1968: grazie al sostegno a favore di Giocamico il panettone artigianale è ancora più buono

Per ogni panettone venduto la storica azienda del settore della panificazione e della pasticceria artigianale devolverà 1 euro all’Associazione di volontariato nata per essere a fianco dei più piccoli e dei loro genitori.

Giacomazzi 1968, per il secondo anno consecutivo, stringe un’alleanza virtuosa con l’Associazione Giocamico che da 25 anni è impegnata con i suoi operatori e i suoi volontari nel portare un sorriso ai piccoli degenti dell’Ospedale dei Bambini “Pietro Barilla” dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma. Per ogni panettone venduto durante le festività natalizie devolverà 1 euro. Giacomazzi 1968, storica impresa attiva nel settore della panificazione e della pasticceria a Parma e provincia, per le festività in arrivo proporrà i suoi panettoni artigianali che richiedono ben 30 ore di lavorazione per trasformare il primo impasto con il lievito madre in un prodotto finito e confezionato in vari gusti.  Alle quattro versioni tradizionali – Canditi e Uvetta; Gocce di Cioccolato; Albicocca; Naturale Senza Canditi – si aggiungono due limited edition: una Limone e Caramello, l’altra con Gocce di Pistacchio e ricoperto di glassa al pistacchio.

«Per noi il Natale è la Festa per eccellenza e non potevamo non pensare a tutti quei bambini che non possono viverlo nel calore della loro casa perché malati – spiega Enrico Giacomazzi, responsabile panificazione e pasticceria -. Abbiamo deciso quindi di continuare, per il secondo anno consecutivo, la nostra iniziativa di solidarietà affiancando Giocamico, un’associazione che da anni svolge una preziosa attività di supporto alle famiglie e ai piccoli ricoverati nell’ospedale della nostra città. Siamo soddisfatti del risultato ottenuto nel 2022 che ha contribuito all’acquisto di respiratori ad alto flusso, e speriamo quest’anno di poterlo migliorare ancora».

Giocamico è un’organizzazione di volontariato senza scopo di lucro nata a Parma nel 1998. Oggi conta 200 volontari che ogni giorno, in tutti i reparti, all’Ospedale dei Bambini svolgono attività ludiche per i giovani degenti. Un servizio lontano dai riflettori capace di “cambiare le giornate” di migliaia di bambini e ragazzi che ogni anno vengono accolti nella struttura sanitaria, dal pronto soccorso all’oncologia, dalla neonatologia alle sale operatorie, dalla terapia intensiva a tutti i reparti pediatrici.

I volontari e gli educatori dell’associazione hanno già svolto nei primi nove mesi del 2023 oltre 40mila ore di attività. «Il nostro obiettivo – spiega il fondatore e presidente di Giocamico, Corrado Vecchi – è quello di essere a disposizione dei bambini e dei ragazzi ricoverati e fare con loro quello che desiderano in quel momento: giocare, chiacchierare, leggere un libro, disegnare o anche non fare niente, rispettando i loro tempi e il loro stato d’animo. Siamo presenti tutti i giorni, mattino e pomeriggio, e tre sere la settimana con le “Favole della buonanotte”».

Tutti possono dare il proprio contributo acquistando il Panettone Solidale nei punti vendita o online sul sito www.giacomazzi1968.it con la possibilità di inserire il dolce artigianale anche in cesti natalizi o regali aziendali. Il ricavato sarà consegnato all’Associazione Giocamico a gennaio 2024, subito dopo le festività natalizie, con l’auspicio che per tanti bambini il nuovo anno possa regalare loro un sorriso in più.

Giacomazzi Srl
Strada Cavour, 23/B, 43121 Parma PR, Italy
pasticceriagiacomazzi@gmail.com
Cell. 320 751 2270


FelsineoVeg lancia la nuova referenza “Good&Green Fitness” al gusto di bresaola dedicata agli sportivi

Fonte di fibre, iodio e con lievito madre, la nuova proposta biologica assicura un elevato apporto proteico (35%) essenziale per tutti coloro che amano praticare sport o che semplicemente ricercano un’alimentazione equilibrata per uno stile di vita fondato sul benessere fisico e mentale.

Gli sportivi e chi ha una vita attiva sa perfettamente quanto sia importante seguire un regime alimentare sano e bilanciato, in grado di fornire il corretto mix nutrizionale.  Proteine, fibre, la giusta leggerezza, oltre che un gusto sfizioso al palato, sono caratteristiche che non possono mancare nella dieta di chi ha scelto di vivere le proprie giornate in modo dinamico.

FelsineoVeg si è fatta interprete di queste esigenze presentando la nuova referenza di affettato vegetale Good&Green Fitness al Gusto di Bresaola. Biologico, con il 35% di proteine vegetali, oltre il 4% di fibre e fonte di iodio, il nuovo affettato plant-based di FelsineoVeg assicura un’alternativa gustosa al crescente numero di persone, sportivi e non, che adottano un’alimentazione nutriente ed equilibrata, essenziale per il benessere.

Come l’intera linea di affettati Good&Green, anche Good&Green Fitness al gusto di Bresaola è realizzato con il processo produttivo brevettato ed esclusivo Mopur® che utilizza lievito madre e farine biologiche a base di cereali e legumi. L’integrità degli ingredienti è assicurata dalla fermentazione naturale generata dai lieviti e dai batteri lattici, oltre che dalla cottura naturale ad acqua. Caratteristica importante che accomuna la nuova referenza Good&Green Fitness al resto della gamma è la presenza di un’etichetta corta e composta esclusivamente da ingredienti naturali, facilmente comprensibile da parte dei consumatori.

Good&Green Fitness al Gusto di Bresaola sarà disponibile presso le principali insegne distributive della GDO a un prezzo di lancio consigliato di 2,99 euro per la vaschetta da 90 grammi.

Gruppo Felsineo, dal 1963, è sinonimo di mortadella di alta qualità. Da sempre attenta a coniugare tradizione e innovazione, l’azienda seleziona le migliori materie prime che, grazie a un’esperienza maturata in quattro generazioni, sono lavorate per realizzare prodotti genuini, naturali e gustosi.

Nel 2017 è stata inaugurata FelsineoVeg, l’azienda del Gruppo che risponde alle nuove tendenze di consumo con Good&Green, la linea di affettati vegetali e biologici che consente di disporre di un’alternativa alla carne o semplicemente di bilanciare la dieta in modo vario ed equilibrato con il giusto apporto di proteine 100% vegetali.

Gruppo Felsineo è fortemente impegnato sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale. Le iniziative sviluppate dall’azienda, che vedono il coinvolgimento di dipendenti, filiera e stakeholder, sono raccolte nel Bilancio di Sostenibilità redatto annualmente.

In coerenza con l’attenzione e il rispetto a comunità e ambiente, dal 17 dicembre 2021, Felsineo S.p.A. e FelsineoVeg S.r.l. sono diventate Società Benefit.

Società Benefit
Via C. Masetti 8-10,
40069 Zola Predosa (BO)
+39 051 3517011
info@felsineo.com


Dal 25 novembre in Romagna è già Natale: luminarie, villaggi, piste di ghiaccio, presepi, mercatini e ciaspolate...

Dalla costa all’entroterra, in Romagna il Natale si accende già da sabato 25 novembre, tra luminarie, installazioni e magiche atmosfere natalizie – Tante le novità di questo ricco cartellone di iniziative, a Rimini ilVillaggio Natalizio con la pista di ghiaccio e la passeggiata illuminata sulle dune di sabbia tra i Bagni 1 e 65, 3 concerti a Riccione (RN) per salutare il nuovo anno, la pista di ghiaccio di 60 metri a Bellaria-Igea Marina (RN), le magiche istallazioni del Natale SuperXMAS a Milano Marittima (Ra) e quelle scenografiche a forma di Vela al Terzo a Cesenatico (FC) e la rassegna musicale natalizia “Forlì che Brilla – Music Edition”– Non mancheranno mercatini, spettacoli e concerti – Natale d’effetto anche nei Parchi divertimento e nei borghi dell’entroterra e in Appennino – La Romagna saluterà il nuovo anno con vari concerti di Capodanno, tra cui l’atteso e gratuito “Biagi Antonacci live” a Rimini.

In Romagna l’atmosfera natalizia si respira già dall’ultimo weekend di novembre (sabato 25), con l’accensione delle luminarie in gran parte delle città costiere e dei borghi in provincia di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Ferrara.

Filo conduttore di queste feste sarà il Capodanno delle “Sette Lune” (idea creativa e grafica di Claudio Cecchetto, ambassador di Visit Romagna). Un numero ricco di significati, superstizioni e tradizioni in questa terra, che ritornerà costantemente nelle iniziative in programma sul territorio.

Tante le novità in questo Natale che punta su emozioni e senso di unione, con un occhio alla sostenibilità e alla sobrietà. A Rimini il Villaggio Natalizio in Piazzale Boscovich e un percorso illuminato allestito sulle dune di sabbia (dal Bagno 1 al 65), a Riccione i concerti di Santo Stefano, del 29 e 31 dicembre, a Bellaria-Igea Marina (RN) la pista di ghiaccio di 60 metri, a Milano Marittima (Ra) le magiche scenografie del Natale SuperXMAS, a Cesenatico (FC) le installazioni luminose a forma di Vela al Terzo, sui lampioni del Porto Canale Leonardesco, e a Forlì la 1a edizione di Forlì che Brilla – Music Edition, palinsesto di eventi musicali per tutte le festività.

Non mancheranno mercatini natalizi, videomapping, piste di ghiaccio, spettacoli a tema, e per chi ama immergersi nelle vere atmosfere nordiche, la ciaspolata di fine anno, con brindisi a 1.500 metri nel Parco delle Foreste Casentinesi (FC). Anche i Parchi tematici della Romagna apriranno alle famiglie con spettacoli e suggestivi allestimenti natalizi.

Per Capodanno, previsti tanti appuntamenti con cui la Romagna saluterà il nuovo anno, tra il 31 dicembre e l’1 gennaio 2023, tra cui il Biagio Antonacci live in Piazzale Fellini a Rimini (dalle 22 del 31 dicembre).

Ecco qualche anticipazione di questo magico Natale e Capodanno 2023/2024 in terra di Romagna.

Suggestioni natalizie lungo la Riviera Romagnola

Cattolica è la “Regina” del Natale

Cattolica (RN) torna a vestire i panni della Regina di Ghiaccio anche per queste festività natalizie. Da sabato 25 novembre si accenderanno le luminarie in tutta la città, mentre dal 2 dicembre al 7 gennaio 2024si inaugurerà la pista di ghiaccio Regina on Ice in Piazza Primo Maggio. In Piazzale Roosevelt, ad attendere tutti i bimbi ci saranno da sabato 2 dicembre il magico igloo gigante di Babbo Natale (27 metri quadrati) e la ruota panoramica. Viale Bovio e via Matteotti saranno costellate di casine in legno dei mercatini del “Bosco Ghiacciato”, dedicati alle tipicità enogastronomiche romagnole, tra dolciumi, generi alimentari e classici dolci natalizi. Domenica 18 dicembre, i Babbi Natale non si caleranno dai camini, ma andranno in mare muniti di tavola Sup per la 6a edizione di “Babbi Natale in Sup – Salotto Wave”, con partenza alle 11 dalla spiaggia antistante i Bagni Renato 24-25 (partecipazione aperta a tutti). Domenica 31 dicembre, ci sarà il grande Concerto di Capodanno in Piazzale Roosevelt, mentre l’1 gennaio 2024, alle 10, tutti in spiaggia per il bagno di Capodanno nel tratto di spiaggia libera antistante Piazza Primo Maggio. Info: cattolicawelcome.it/

Natale sul ghiaccio a Misano Adriatico

Torna da sabato 25 novembre l’appuntamento di Misano Adriatico (RN) con il Natale “Misano on ice”. In Piazza della Repubblica sorgerà la pista di ghiaccio di 500 mq. (fino al 7 gennaio 2024), grande attrazione di queste festività natalizie, e, in contemporanea, si accenderanno le luminarie nel centro storico. La pista di pattinaggio sorgerà all’interno del Villaggio natalizio allestito sempre a fine mese – in linea con il Capodanno delle 7 Lune della Romagna – con 3 casette di legno dove acquistare dolciumi natalizi e altre proposte. Il Villaggio sarà anche il fulcro di tanti appuntamenti per grandi e piccini del nuovo cartellone di eventi “Misano on ice” (fino al 7 gennaio 2024). Info: visitmisano.it/ visitmisano.it/misano-on-ice-dal-25-novembre-torna-la-pista-di-ghiaccio-in-piazza-della-repubblica/

Un “Raggio di Luna” a Riccione

Luminarie come tanti raggi di luna, accese dal 25 novembre alle 17 e fino al 21 gennaio 2024 in ogni quartiere della Perla Verde, con “stalattiti” che, da marciapiede a marciapiede attraverseranno, orizzontalmente, le zone centrali della città. Luci splendenti anche in viale Ceccarini, dove, assieme ai suggestivi “pendenti” dei pini lunghi quasi 6 metri l’uno – una quindicina ad albero, posizionati per un diametro di circa 4 metri attorno al tronco– e fari a basso consumo tra le chiome, verrà inaugurata la pista di ghiaccio. Dal 2 dicembre, sempre in Viale Ceccarini, sorgerà un Villaggio dedicato al food con prodotti d’eccellenza. Per l’Immacolata (8 dicembre), tradizionale accensione del grande Albero di Natale naturale sul ponte di Viale Dante, addobbato con migliaia di microled a luce calda. Il Giardino sul mare in Piazzale Roma ospiterà la Casa di Babbo Natale, l’Antica Giostra dei Cavalli e la Poltrona Gigante, simbolo del Giardino. Tre gli appuntamenti musicali in programma: il Concerto di Santo Stefano il 26 dicembre al PalaRiccione alle 21 (gratuito), il Concerto degli Auguri il 29 con Danilo Rea e Fiorella Mannoia, sempre al PalaRiccione alle 21 (prenotazione e acquisto biglietti su www.ticketnation.it), e il Concerto gratuito di San Silvestro il 31 dicembre in Piazzale Ceccarini dalle 22, con brindisi di mezzanotte e fuochi pirotecnici. L’1 gennaio 2024inizierà all’insegna del primo bagno di Capodanno dei temerari, nello specchio di mare antistante piazzale Roma, e proseguirà con il Concerto “Dai cori al cuore” al Palazzo del Turismo. Infine, per l’Epifania (6 e 7 gennaio 2024) “Festa della Befana” a Riccione Paese, con distribuzione di golose calze ai bambini. Info: www.riccione.it/it

Il “Sogno di Natale” a Rimini

Il 25 novembre Rimini si accende a festa con “Il Sogno del Natale”, l’illuminazione coordinata lunga più di 90 km diffusa in tutta la città, da Miramare a Torre Pedrera, passando per i borghi, l’entroterra e il centro storico. Parte così il “Capodanno più lungo del mondo”, dando il via al Capodanno delle 7 Lune. fino al 7 gennaio 2024, un mese intenso con un centinaio di eventi e iniziative natalizie. Novità 2023 il trasferimento del Villaggio Natalizio da Piazzale Fellini a Piazzale Boscovich. Allestito già da fine novembre e al coperto, avrà la pista di pattinaggio sul ghiaccio di 500 mq a due passi dal mare, il mercatino di Natale, con una decina di casette tradizionali in legno, l’area ristoro e un’area per gli spettacoli. Altra novità sarà la passeggiata illuminata sulle dune di sabbia dal Bagno 1 al 65, un percorso sopra le dune sabbiose, realizzate a protezione della spiaggia, allestito con panchine illuminate con le luci natalizie e punteggiato da immagini fotografiche che raccontano il tema del mare d’inverno, a cura di Piacere Spiaggia Rimini.

Varie le location dei mercatini natalizi con i tipici prodotti artigianali, decorazioni, dolciumi e tante idee regalo originali (qui tutti i luoghi e le date dei mercatini in centro). In Piazza Tre Martiri tornerà il grande Albero di Natale di 18 mt, mentre Piazza Cavour farà da palcoscenico al Bosco di Luce con 5 alberi luminosi stilizzati e un Albero di Natale centrale. A Torre Pedrera tornerà anche il Presepe di sabbia in Viale San Salvador (www.facebook.com/presepedisabbiatorrepedrera/). Momento clou di queste festività, il concerto di CapodannoBiagio Antonacci live” in Piazzale Fellini (31 dicembre dalle 22, ingresso libero), cui seguiràl’immancabile spettacolo dei fuochi d’artificio sul mare a mezzanotte. Il 31 dicembre ci saranno anche i “Capodanni diffusi” nelle piazze e nei luoghi più amati di Rimini. Torneranno anche le linee di C’entro Facile, il servizio di trenino gratuito che permette di raggiungere il centro storico dai principali parcheggi della città. Info: www.riminiturismo.it

A Bellaria -Igea Marina va in scena un Natale ricco di energia

Sarà un Energy ChristamsNatale e Capodanno pieni di energia – quello che Bellaria-Igea Marina (RN) regalerà quest’anno a turisti e residenti. Dall’8 dicembre la località sarà “vestita” con tante installazioni luminose, spettacoli visual di luci, suoni, effetti luminosi, neve e bolle di sapone. Novità di quest’anno, la grande pista di ghiaccio lunga 60 mt che si estenderà lungo il viale pedonale all’altezza della Biblioteca Panzini. Non mancherà l’iconico Snow Globe di Piazza Matteotti, con all’interno un bosco fiabesco, e Babbo Natale che accoglierà tutti i bambini con le loro letterine. Piazza Don Minzoni sarà il fulcro del Villaggio luminoso, con un albero natalizio di 13 mt e un percorso ricco di suggestive installazioni, tra cui aiuole luminose e cristalli di ghiaccio dalle punte alte fino a 5 mt. Divertimento assicurato anche con la Realtà Virtuale composta da 8 postazioni dove giocare, per un’esperienza immersiva da condividere con amici e familiari. Per gli amanti della tradizione torna a Igea Marina in una nuova location di Viale Pinzon il Presepe di Sabbia realizzato dagli artisti internazionali di Arenas Posibles, aperto al pubblico dall’8 dicembre. Infine, nel “salotto cittadino” dell’Isola dei Platani (viale P. Guidi) verrà riproposto il Capodanno diffuso (31 dicembre) con vari spettacoli, in un percorso musicale che animerà l’intera serata dell’ultimo dell’anno. Info: www.bellariaigeamarina.org/it/news/7258/ENERGY-CHRISTMAS.html

Il Natale si accende a Gatteo Mare

Dal 3 dicembre al 14 gennaio 2024 Gatteo Mare (FC) si prepara ad accogliere il Natale con tante iniziative per adulti e bambini. Previste la consueta accensione dell’Albero di Natale e delle luminarie a Sant’Angelo di Gatteo, oltre a intrattenimento per bambini, spettacoli di pupazzi animati, laboratori, concerti e spettacoli teatrali. Da non perdere l’appuntamento del 1 gennaio 2024: al pomeriggio tutti in piazza per brindare al nuovo anno al ritmo di buona musica. Info: visitgatteomare.it/portfolio-item/natale-a-gatteo/

La suggestione del Presepe della Marineria di Cesenatico

Sempre molto suggestivo il Natale nel borgo marinaro di Cesenatico (FC) che il 3 dicembre inaugura il Presepe della Marineria e l’Albero di Natale, fino domenica 14 gennaio 2024. Al calare della sera, il Presepe della Marineria, lungo il caratteristico e singolare Porto Canale Leonardesco, si illumina, regalando uno spettacolo unico. Quest’anno, oltre ai fili di luce che contorneranno i profili delle case del borgo e Piazza Ciceruacchio, si aggiungeranno, sui lampioni del Porto Canale, le installazioni luminose a forma di Vela al Terzo. Dal 2 dicembre partiranno anche i mercatini di Natale a ridosso di Piazza Ciceruacchio e del Porto Canale, nei giorni festivi e prefestivi, fino al 7 gennaio 2024. Dalle 9 alle 19 si potranno acquistare e degustare tanti prodotti tipici: decorazioni, addobbi, piante e fiori, prodotti artigianali, idee regalo, giocattoli, abbigliamento, oggettistica varia, dolciumi tipici, caldarroste e vin brulè. Ogni weekend, previsti spettacoli di intrattenimento itineranti in centro storico, dove non mancheranno le mostre nei luoghi della cultura, tra il Museo della Marineria, Casa Moretti e Galleria d’Arte Da Vinci, aperti durante le festività natalizie. Capodanno sul Porto Canale in Piazza Ciceruacchio, dalle 23, con la disco music internazionale ed italiana degli anni 70′, 80′ e 90′ suonata dal vivo dalla Revolution Live Band. Seguirà, dopo l’una di notte, il dj set di Lappa Dj, (dj resident al Velvet di Rimini fino al 2013 e poi al Bronson di Ravenna). Info: visitcesenatico.it/

Torna “Cervia Christmas Family” dedicato alle famiglie con bambini

A Cervia (Ra) inaugurata la pista di pattinaggio -che quest’anno sarà ancora più grande- già da sabato 11 novembre. Dal giorno dell’Immacolata (8 dicembre), luminarie e installazioni luminose si susseguiranno da piazza Garibaldi al lungomare, passando lungo viale Roma, il corso e Borgomarina, mentre sul porto canale il Presepe “di sale” splenderà dall’alto della “Burchiella” dei salinari. Venerdì 8 dicembre accensione ufficiale dell’Albero di Natale, un abete rosso proveniente dalla Val Nambrone, nel comprensorio di Pinzolo-Madonna di Campiglio-Sant’Antonio di Mavignola. In Piazza Garibaldi il mercatino natalizio con le casette in legno proporrà oggettistica e artigianato con diverse offerte gastronomiche. Il Giardino del Grinch con le fantastiche creature del Natale fra elfi, renne, regine di ghiaccio e il famigerato Grinch – che avrà un teatrino dedicato per i suoi spettacoli – sarà aperto per tutte le festività. Fino al 7 gennaio Piazza Garibaldi, Corso Mazzini, Piazzetta Pisacane e Viale Roma proporranno un ricco programma di eventi, con laboratori di artigianato, esposizioni d’arte e spettacoli per famiglie. Non mancheranno offerte culturali e musicali, come l’anteprima del Concerto di Natale Cervia-Betlemme del 3 dicembre in Cattedrale, il Concerto di Natale della Grande Orchestra Città di Cervia del 26 dicembre, al Teatro comunale “Walter Chiari” di Cervia, e il Cin Cin in Musica del 1 gennaio 2024 in teatro, a cura di Lions Cervia. Tornerà anche il trenino CHRISTMAS EXPRESS che collegherà Milano Marittima a Cervia, dall’8 dicembre al 7 gennaio 2024. Il 31 dicembre in piazza Garibaldi si terrà uno spettacolo per salutare il nuovo anno, mentre l’Epifania si accenderà in una cascata di fuochi d’artificio con il suggestivo spettacolo pirotecnico/musicale, sul porto canale lato Cervia, il 5 gennaio alle 18.30. Cervia Christmas Family è promosso dal Consorzio Cervia Centro con il supporto e il contributo del Comune di Cervia.

Anche Pinarella e Tagliata di Cervia (Ra) si preparano al Natale, con spettacoli, concerti e laboratori per tutto il mese di dicembre. Evento clou e conclusivo, il tradizionale Tuffo della Befana del 6 gennaio 2024, con la partenza della Pedalata delle Befane alle 8 di mattina e della Camminata delle Befane alle 9. Info: www.turismo.comunecervia.it/it

Natale SuperXMAS a Milano Marittima

Dal 30 novembre al 7 gennaio 2024 a Milano Marittima (Ra) la magia del Natale diventa SuperXMAS. Ritorna la Pista del Ghiaccio di 1.000 mq – la più grande Rotonda di ghiaccio d’Europa – allestita intorno all’elegante Rotonda Primo Maggio, nel cuore della città, dove si potrà pattinare tutto il giorno. La Rotonda farà da palcoscenico agli Show della Neve, suggestivi spettacoli sotto la direzione artistica di Simone Ranieri, previsti tutti i weekend dal 30 novembre al 17 dicembre (ogni ora dalle 16,30 alle 19,30), e ogni giorno dal 22 dicembre al 7 gennaio 2024. Neve artificiale e installazioni tridimensionali realizzate con migliaia di luci daranno vita all’Artic Circle, tra suggestive sculture luminose come orsi polari, pinguini, cigni e alberi natalizi.Tra Viale Gramsci e Viale Matteotti sarà realizzato il Distretto Liberty, con diciassette Porte Luminoserealizzate a forma di arabeschi, mentre tra i vicini Viale Ravenna e Viale Forlì troneggerà l’Eco Christmas Lodge, un gioco di Mongolfiere luminose. Il programma di eventi SuperXMAS è ideato da Nextime Eventi di Alberto di Rosa per il Comune di Cervia, nell’ambito del brand Mi.Ma DREAM. Info: www.turismo.comunecervia.it/it

La magia del Natale nei borghi, nelle Città d’Arte e in Appennino

Il Paese del Natale che sembra un Presepe

Nelle giornate del 3, 8, 9, 10 e 17 dicembre, il caratteristico Borgo di Sant’Agata Feltria (RN) si immerge nelle suggestioni natalizie de “Il Paese del Natale”, Fiera Nazionale alla sua 19a edizione. Le vie del borgo saranno costellate di mercatini natalizi con idee regalo, oggetti di artigianato artistico a tema natalizio, gastronomia, oggetti di arredo e abbigliamento. Nella piazza del mercato sarà allestita la “Casa di Babbo Natale”, dove i bambini porteranno la loro letterina, con il vicino recinto delle renne prescelte al traino della sua slitta, e la dimora degli “Elfi”. Zampognari, band di Babbo Natale e musiche natalizie contribuiranno a creare la tipica atmosfera natalizia. In quei giorni i ristoranti, le trattorie e le locande offriranno “I Piatti dell’Avvento”, un menu a tema preparato nel rispetto degli usi e delle tradizioni del Natale Santagatese. In alternativa, si potranno assaggiare specialità locali nel padiglione della “Mangiatoia”, ampio stand coperto e riscaldato. Info: www.prolocosantagatafeltria.com1

Santo Stefano e Fine anno alla Riserva Naturale Orientata delle Grotte di Onferno

Doppio appuntamento per le festività natalizie alla Riserva Naturale Orientata di Onferno nel Comune di Gemmano (RN). Per chi vuole trascorrere un Santo Stefano e un San Silvestro in modo insolito, la Riserva organizza un’escursione “non turistica” in grotta il 26 e 31 dicembre. Si tratta di un tragitto poco comune, ma molto suggestivo, che attraversa le Grotte entrando dall’ingresso basso e uscendo da quello superiore. Per non disturbare la nursery di pipistrelli, questo percorso è fruibile soltanto durante la stagione invernale, che in questo periodo diventa ancora più suggestivo grazie alla visita dell’affascinante “Presepe in Grotta” lungo il tragitto. Nelle Grotte si contano ben 8.000 pipistrelli appartenenti a sette specie, tra cui il Miniottero (Miniopterus schreibersii), la specie più abbondante ad Onferno, in pericolo di estinzione. Info e costi: 389.1991683; www.parks.it/riserva.onferno/man_dettaglio.php?id=103361; www.parks.it/riserva.onferno/man_dettaglio.php?id=103362

Natale in musica a Forlì

A Forlì, prima edizione diForlì che Brilla – Music Edition“, una selezione di proposte musicali dal 9 dicembre al 6 gennaio 2024. Da sabato 25 novembre, giorno di Santa Caterina, si accenderanno le luminarie insieme all’apertura del tradizionale mercatino, allestito in Piazza Saffi, dove troneggerà la pista di pattinaggio sul ghiaccio. Previsti anche videomapping nel cuore della città. Info: scopriforli.it/servizi/notizie/notizie_homepage.aspx

Benvenuto 2024 – Tradizionale escursione/ciaspolata con brindisi a 1500 metri nelle Foreste Casentinesi

San Silvestro in Appennino è l’appuntamento che il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna (FC) propone, per il decimo anno, per la sera del 31 dicembre. Una ciaspolata insolita (oppure una suggestiva escursione, in assenza di neve), in compagnia di una guida ambientale professionista, immersi nelle faggete, intervallata da momenti di divertimento e intrattenimento. Il gruppo seguirà un percorso ad anello attraverso le grandi faggete di crinale del Parco, per poi ritrovarsi a mezzanotte sui Prati della Burraia (sull’Appennino Romagnolo), per festeggiare con spumante, panettone e pandoro, sotto il cielo stellato. L’escursione è aperta anche agli escursionisti con amici a 4 zampe al seguito. Ritrovo ore 21.30 al parcheggio auto del Passo della Calla (a quota 1.289 metri). Tutti gli aggiornamenti a questo link: Benvenuto 2024! Escursione/Ciaspolata (facile) del 31 Dicembre in altura.

Natale soul a Ravenna

Anche a Ravenna si respira aria natalizia da sabato 2 dicembre, con l’accensione delle luminarie e dell’albero di Natale nel centro storico e con l’originale Villaggio di Natale in Piazza del Popolo, fino a domenica 7 gennaio 2024. Sono 15 i capanni della tradizione balneare popolare degli anni Cinquanta e Sessanta colorati di blu, verde, azzurro, marrone e bianco, rivisitati e addobbati in chiave natalizia, che offriranno prodotti enogastronomici di qualità e tipici addobbi natalizi. Da sabato 18 novembre al 21dicembre e dall’8 gennaio al 14 gennaio 2024 tornerà anche “JFK ON ICE”, la pista di pattinaggio sul ghiaccio ai piedi di Palazzo Rasponi dalle Teste. Dopo il grande successo degli anni passati, torna in Piazza del Popolo anche la rassegna “Christmas Soul” con quattro concerti gratuiti di band internazionali, per salutare insieme il nuovo anno (giovedì 28 e venerdì 29 dicembre all’ora dell’aperitivo, domenica 31 dicembre intorno alla mezzanotte e l’1 gennaio 2024 al Teatro Alighieri). Contemporaneamente, dal giorno dell’Immacolata (venerdì 8 dicembre) a sabato 6 gennaio 2024 (giorno di chiusura con estrazione della Lotteria), si aprirà anche il Villaggio di Natale in Piazza San Francesco. Tutti i giorni spettacoli, intrattenimento per bambini, distribuzione di vin brulè, the, panettone, ciambella e zucchero filato, a curadell’Advs Ravenna. Info: www.turismo.ra.it

La Fiaccolata dei Babbi Natale a Brisighella

Nell’antico borgo medievale di Brisighella (Ra), domenica 17 dicembre, dalle 16,30, si potrà ammirare e partecipare (previa prenotazione), alla tradizionale fiaccolata da record: la suggestiva “Luce di Natale: Fiaccolata dei Babbi Natale”. Un momento originale e divertente, ormai diventato un consueto appuntamento natalizio, dove ogni partecipante è munito di una fiaccola e un simpatico berretto rosso. Nella stessa giornata, suggestivi mercatini natalizi ravviveranno il centro, fra dolciumi, giocattoli, animazioni, bolle di sapone e passeggiata in slitta per tutti (gratuita). Info: www.brisighella.org; tel. 0546.81166

Tradizionale Incendio del Castello Estense

Anche il 2024 sarà accolto da ferraresi e turisti con il tradizionale spettacolo pirotecnico del Castello Estense. Serata, quella del 31 dicembre, suddivisa in due momenti: il concerto in Piazza Castello seguito dal momento più atteso, quello dello spettacolo pirotecnico (su tutti e quattro i lati della fortezza) allo scoccare della mezzanotte. Dal 2000 lo spettacolo dell’Incendio del Castello incanta ed emoziona con un turbinio di scintille, musica, effetti illuminanti e cascate di fuoco, avvolgendo il Castello Estense in un’atmosfera magica. Immagini che i TG nazionali trasmettono il giorno successivo, per augurare agli spettatori un Buon Anno Nuovo con i video dei Capodanni più belli al mondo. Sempre il 31 dicembre, “Gran Galà a Teatro: cena di gala presso il Ridotto del Teatro Comunale”, in una delle location più eleganti di Ferrara, con vista sull’imponente Castello Estense da cui assistere all’“Incendio”. Info e prenotazioni 0532.067347 e-mail: capodanno@ferraraexpo.com. Dal 18 novembre in Piazza Trento Trieste anche quest’anno saranno allestite le tradizionali casette in legno dei mercatini di Natale, mentre l’8 dicembre in Piazza Cattedrale verrà acceso l’imponente Albero di Natale. Al Parco Marco Coletta tornerà anche il “Ferrara Winter Park” (3a edizione), tra la pista di pattinaggio su ghiaccio, una grande torre panoramica, le luminarie scenografiche, animazioni e aree ristoro. Confermate anche le aperture straordinarie dei musei, tra cui la nuova mostra di Achille Funi, il maestro del Novecento, a Palazzo dei Diamanti, e le mostre dedicate ad Arrigo Minerbi e Linus al Castello. Lunedì 1 gennaio 2024 torna anche il tradizionale Concerto di Capodanno dell’orchestra a plettro ‘Gino Neri’ di Ferrara, al Teatro Comunale Claudio Abbado. Info: www.inferrara.it/it/p/327/magazine/festivit-a-ferrara-tutta-la-magia-del-natale-e-il-capodanno

Natale e Capodanno d’effetto nei Parchi Divertimento della Romagna

Dicembre di emozioni, incontri straordinari e magia nei Parchi tematici della Romagna, aperti tutti i giorni da Santo Stefano (26 dicembre), al 7 gennaio 2024.

Nella grande vasca centrale dell’Acquario di Cattolica (RN), fra 3000 esemplari di 400 specie diverse di animali marini, sorprende trovare un Presepe fra gli squali. È la grande opera in ceramica il “Natale del Mare”, dell’artista faentina Maria Cristina Sintoni, custodita dagli squali toro più grandi d’Italia. Altri piccoli Presepi artistici, firmati da maestri ceramisti italiani, si trovano lungo il percorso marino dell’Acquario, addobbato a tema per le festività. Un unico biglietto copre l’intera visita fatta di quattro itinerari tematici: Blu, dedicato al mare con pinguini, squali e migliaia di pesci; Giallo con le vivacissime lontre asiatiche, i caimani e altre specie di acqua dolce; Verde, il rettilario che ospita pitoni, boa, camaleonti e Viola, con la nuova mostra didattica “Insetti Giganti XXL Edition.   Orari 10:00 – 18:30. Info e biglietti online su www.acquariodicattolica.it.

Natale ricco di suggestione anche a Italia in Miniatura, a Viserba di Rimini. Il Parco racchiude 300 miniature perfettamente riprodotte in ogni dettaglio di monumenti, chiese, mari, laghi, vulcani e piazze abitate, un verde spettacolare fatto di 5000 veri alberi in miniatura, e un colpo d’occhio mozzafiato dalle Alpi alla Sardegna. Per fare il giro d’Italia basta mezza giornata in un Belpaese che assomiglia a un grande Presepe. Venezia, Esperimenta, Torre Panoramica e Pinocchio sono attrazioni comprese nel biglietto di ingresso, così come Piazza Italia, l’arena dai tanti campanelli parlanti, dove tutti i giorni di apertura una trucca bimbi è a disposizione gratuitamente per tutti i piccoli ospiti. Apertura 10:00 – 17:00. Info e biglietti su www.italiainminiatura.com.

Accolti da un’atmosfera incantata con meravigliose scenografie natalizie, grandi e piccini sono protagonisti a Oltremare, il Family Experience Park di Riccione (RN). Ogni giorno si possono incontrare i delfini nella Laguna di Ulisse – la più grande e bella d’Europa – alligatori e dinosauri nella foresta di Darwin, falchi poiane, avvoltoi, grifoni e gufi che volano liberi nel Volo dei Rapaci. Tutti i giorni una trucca bimbi aspetta i piccoli per un trucco natalizio a tema, mentre, per un regalo inedito, ci sono i programmi interattivi che permettono di diventare addestratori o falconieri per un giorno. Apertura 10:00-17:30. Info e biglietti su www.oltremare.org.

Ufficio Stampa APT Servizi
www.aptservizi.com

info@visitromagna.it


Festival Printemps des Arts di Monte-Carlo 2024: quarantesima edizione 13 marzo - 7 aprile 2024

Per la quarantesima edizione, in programma dal 13 marzo al 7 aprile 2024, il Festival Printemps des Arts di Monte-Carlo, presieduto da Sua Altezza Reale Carolina di Hannover,  propone 25 appuntamenti, concentrati in 4 lunghi weekend (da mercoledì o giovedì a domenica) e distribuiti in 19 magnifici luoghi di Monte-Carlo e della Costa Azzurra. Ad annunciare la prossima edizione, lo scorso mercoledì 22 novembre, nella galleria d’arte Hauser & Wirth di Monaco, è stato il direttore artistico Bruno Mantovani con la partecipazione del celebre fotografo brasiliano Sebastiao Salgado e dei musicisti Maroussia Gentet (pianoforte), Sandro Compagnon (sassofono), Henri Demarquette (violoncello) e Fabrice Jünger, tra i protagonisti dell’edizione 2024.

Il tema conduttore quest’anno, come mostra il manifesto del festival e la scritta su di esso apposta “chants de la terre”, sarà  la terra, il rapporto tra l’uomo e la natura.

Percorsi artistici che si intersecano e completano esploreranno tale relazione partendo dalla commovente pagina mahleriana “Il Canto della terra” proposta sia nella versione originale sinfonica con l’Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo diretta da Kazuki Yamada (6 aprile), sia in una rilettura più intima e cameristica con la formazione Het Collectief (16 marzo) per approdare al cinema con il film “Il sale della terra” di Wim Wenders dedicato alla vita e all’arte di  Sebastião Salgado (17 marzo), considerato uno dei maggiori fotografi al mondo.

La natura e gli animali saranno protagonisti dei concerti della Amazing Keystone Big Band che proporrà in chiave swing  il “Carnevale degli animali” di Saint-Saëns (31 marzo) e dell’appuntamento con l’Ensemble Unisoni, interprete di  una sorta di ‘bestiario musicale’ in epoca barocca (30 marzo).

Il programma, come negli anni passati, spazia dal Medioevo alla contemporanea, passando per lo stile classico e preromantico di Haydn, Mozart e Beethoven all’Ottocento di Schubert, Mendelssohn, Brahms per approdare al Novecento di Messiaen, Boulez, Rihm.

Oltre al tema conduttore che sottende il programma 2024 vi saranno poi i ritratti dedicati al violoncellista Henri Demarquette, al Quartetto Modigliani, alla direttrice Laurence Equilbey e alla sua Insula orchestra.

Il Printemps des Arts è una festa della musica, ma non solo.  Anche quest’anno, infatti, vi saranno performance e alchimie che suggeriscono suggestive simmetrie tra la musica,  le altre arti, i sensi. Il gusto sarà sollecitato durante un ‘dîner en musique’ in cui le opere musicali dialogheranno con i piatti dello chef pluristellato Yannick Alléno (27 marzo). Non mancheranno poi i profumi di Clémence Besse le cui fragranze si mescoleranno alle note mahleriane. L’incontro tra musica e arti visive sarà protagonista della “passeggiata musicale” durante l’esposizione dell’artista bolognese Pier Paolo Calzolari al Nuovo Museo Nazionale di Monaco: i compositori Lara Morciano, Samir Amarouch e Eric Monatalbetti proporranno  3 prime esecuzioni assolute per ognuno, commissionate dal festival (24 marzo e 7 aprile).

Tra le création, vi sarà l’opera “L’étoffe inépuisable du rêve” (Il tessuto inesauribile dei sogni) di Sophie Lacaze sul testo di  Alain Carré, evocazione della sofferenza della terra e della sua rinascita (16 marzo). Inoltre il Printemps des Arts ha  commissionato al compositore e direttore Laurent Cuniot una nuova composizione “Il Canto della terra” per mezzosoprano, tenore e 16 strumenti,  partitura che reinterpreta in chiave moderna la  ben nota pagina mahleriana (29 marzo).

Sempre teso a catturare l’attenzione e la curiosità del pubblico, anche attraverso la ricerca e la sperimentazione di nuovi format di ascolto e coinvolgimento, il Printemps des Arts quest’anno propone  la siesta musicale “Japanese Soul” nella quale gli spettatori ascolteranno sdraiati la musica evocativa concepita per l’occasione in prima assoluta dal compositore e flautista Fabrice Jünger che spazierà  dalle note  gravi e impalpabili  del flauto basso a quelle  aeree dell’ottavino (23 marzo), mentre l’Ensemble Unisoni  inviterà il pubblico  a danzare su musiche rinascimentali presso l’Atelier dei Balletti di Monte-Carlo (31 marzo).

Due messe da Requiem  verranno eseguite in occasione dell’apertura e della chiusura del festival, rispettivamente quella di Johannes Ockeghem interpretata dall’Ensemble Gilles Binchois  e, in chiusura, quella scritta da Pierre de La Rue affidata all’Ensemble Clément Janequin che concluderà simbolicamente questa edizione sottotitolata  «Ma fin est mon commencement» opus 3.

Sempre per la chiusura, il Printemps des Arts in collaborazione con l’Opera di Monte-Carlo, proporrà per la prima volta un programma che riunisce Cecilia Bartoli e John Malkovich intorno alla figura di Nicola Porpora e dei suoi allievi i castrati Farinelli e Caffarelli.

L’intento di coinvolgere i giovani è sottolineato dagli interventi pedagocici presso le scuole (quest’anno anche quelle italiane), da una politica dei prezzi vantaggiosa con ingresso gratuito per i giovani fino ai 25 anni di età e da alcuni appuntamenti pensati in particolare per i più giovani e le famiglie  come l’ “immersione backstage” in cui il pubblico parteciperà ad un percorso guidato dietro le quinte per incontrare i musicisti alla scoperta del lavoro di preparazione di un concerto (14 e 22 marzo) o il concerto del 6 aprile in cui il Quartetto Parisii interpreterà le musiche di Haydn e Mozart  al Museo Oceanografico a lume di candela (concert aux bougies/concert by candlelight).

Parallelamente ai concerti vi saranno tavole rotonde, masterclass e riunioni conviviali con artisti, compositori e giornalisti prima e dopo i concerti (queste ultime nella magnifica  cornice dell’Hotel Hermitage di Monaco).

Last but not least, programmare un viaggio a primavera al Printemps del Arts è anche un modo per scoprire luoghi inediti e ricchi di storia del Principato di Monaco e Monte-Carlo. Ben 19 sono infatti le sale da concerto e gli spazi non convenzionali che quest’anno ospiteranno gli appuntamenti del Printemps des Arts dentro e fuori “le mura” di Monaco: dall’Auditorium Rainier III all’Opera, dal One- Monte-Carlo alla Galerie Hauser & Wirth, dall’iconico Hôtel Hermitage al Théâtre Princesse Grace, dall’Église Saint-Charles  al Théâtre des Variétés, dal Museo Oceanografico allo Yacht Club, dal Cinema delle Belle Arti  al Nuovo Museo Nazionale di Monaco Villa Paloma, dall’Église du Sacré Coeur alla Cattedrale, dall’Atelier dei Balletti di Monte-Carlo al Club des résidents étrangers  fino alle limitrofe Beausoleil (Centre Culturel Prince Jacques) e Nizza (Conservatorio e Théâtre National).

Modalità di prenotazione e di acquisto dei biglietti:

Il prezzo dei biglietti varia dai 20 ai 40 euro; biglietti gratuiti fino ai 25 anni.

Per gruppi biglietti ridotti.

 

FESTIVAL PRINTEMPS DES ARTS DE MONTE-CARLO

12 avenue d’Ostende MC 98000 Monaco, tel +377 98062828 ; Printempsdesarts.mc

FESTIVAL PRINTEMPS DES ARTS
DE MONTE-CARLO

12 avenue d’Ostende – 98000 Monaco
Tel +377 93 25 58 04
contact@printempsdesarts.mc


Rahere, giullare-007 che racconta la Via Francigena attraverso lo strumento «migliore»: il fumetto

Presentato al PalabancaEventi il volume ideato da Adelaide Trezzini, fondatrice dell’Associazione internazionale della Via Francigena – Il ruolo del Comitato tratta Piacenza e l’intervento dell’assessore alla Cultura Christian Fiazza.
“Camminare significa cambiare marcia e qualche volta cambiare vita. Rahere come giullare, chierico e pellegrino sulla Via Francigena, supera mari, monti e fiumi tra meraviglie, incontri beati e terrificanti per giungere a Roma a venerare le tombe dei santi Pietro e Paolo, con esiti imprevisti che cambiano la sua vita e il volto della città di Londra”. Così la quarta di copertina del volume “Rahere, un giullare sulla Via Francigena” (Palombi Editori, testo Vito Bruschini, illustrazioni Daniele Bigliardo, ideazione Adelaide Trezzini), presentato al PalabancaEventi (Sala Panini) su iniziativa del Comitato Tratta Piacenza Vie Romee e Francigena pro Unesco, in collaborazione con la Banca di Piacenza. Ha coordinato i lavori Emanuele Galba, che ha portato i saluti di Amministrazione e Direzione dell’Istituto di credito, ringraziando per la presenza il direttore generale Angelo Antoniazzi e il vicedirettore generale Pietro Boselli.

L’antica Via dei pellegrini più famosa al mondo – è stato sottolineato – viene per la prima volta raccontata attraverso un fumetto di 33 tavole, realizzate con grande attenzione alla ricostruzione storica, che ha per protagonista il giullare di Enrico I, spedito dal Re in pellegrinaggio a Roma, dove si ammala di malaria. L’esperienza lo segna tantissimo e tornato in Inghilterra diventa artefice della costruzione del miglior ospedale di Londra, il St-Bartolomew e dell’omonima chiesa, dove Rahere è sepolto.

Adelaide Trezzini, fondatrice e presidente dell’Associazione internazionale della Via Francigena (AIVF, ora CIVIF), esperta guida turistica cresciuta a Ginevra, ha ricostruito le tappe del suo impegno nella riscoperta e valorizzazione all’estero del tratto italiano della Via Francigena (dal Gran San Bernardo a Roma), di cui è stata indiscussa protagonista fin dagli anni ’90 del secolo scorso, nonostante gli ostacoli incontrati. «Tutto era da creare – ha spiegato la dott. Trezzini – a partire dalla cartografia. Per la vostra città, crocevia importante con il guado storico sul Trebbia, il tracciato era stato redatto da Roberto Cravedi. Il lavoro è proseguito valutando le esigenze dei pellegrini alla ricerca di vitto e alloggio. Se vogliamo che la promozione delle vie storiche abbia un futuro, il riconoscimento Unesco è fondamentale», ha concluso la relatrice, che nel 2019 ha passato il testimone all’Associazione europea (AEVF), alla quale quest’anno è stato trasferito tutto l’archivio dell’Associazione internazionale.

L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE FIAZZA

Invitato a fare un saluto, l’assessore alla Cultura del Comune di Piacenza Christian Fiazza ha parlato della Via Francigena come di «un turismo sano che guarda all’ambiente, sul quale l’Amministrazione sta investendo: con il miglioramento del percorso nei punti pericolosi, come quello del ponte sul Trebbia tra San Nicolò e Piacenza. Il tragitto è stato modificato utilizzando il parco sul fiume ed evitando così il passaggio in via Emilia Pavese. Gli investimenti proseguiranno con la cartellonistica». L’assessore ha anche ricordato che grazie a un accordo tra Comune, Diocesi e Banca di Piacenza saranno aperte in contemporanea Salita al Guercino(in Cattedrale) e Salita al Pordenone in Santa Maria di Campagna, vicino alla quale passa proprio il percorso della Francigena («un accesso alla Cupola – ha precisato Fiazza – che se non ci fosse stata la Banca di Piacenza ora non esisterebbe»). Il responsabile della Cultura ha poi annunciato che nel numero di dicembre della rivista semestrale della Via Francigena, Piacenza (e provincia) avranno la prima pagina e 12 interne per promuovere il nostro tragitto.

IL COMITATO TRATTA PIACENZA DI COMOLLI

Il presidente del Comitato Tratta Piacenza – nato per sostenere la candidatura della Via Francigena italiana a diventare patrimonio dell’Unesco e per far uscire dall’anonimato il tratto piacentino (nell’occasione è stata messa a disposizione dei presenti la cartoguida realizzata di recente con il contributo della Banca di Piacenza) – Giampietro Comolli si è compiaciuto che il Comune di Piacenza abbia fatto proprie le proposte che il Comitato aveva presentato già nel 2020-21 individuando i punti critici, soprattutto a livello di sicurezza, della Via piacentina. Osservato quanto anche la sistemazione della cartellonistica sia fondamentale, il presidente del Comitato Tratta Piacenza ha focalizzato l’attenzione su Rahere: «Non era né un giullare, né un cortigiano. Partito da Londra laico e tornato a casa cattolico, fu il primo 007 mandato dal Re in Italia per riferirgli del rapporto tra il modello papale e quello imperiale». Il dott. Comolli ha poi rimarcato l’importanza di Piacenza come crocevia: «Qui non c’è una sola Via storica, ma cinque o sei strade internazionali frequentate dai pellegrini. E sulle peculiarità del nostro territorio, molto diverse da quelle di Pavia e Fidenza, io ci giocherei molto».

GLI ALTRI INTERVENTI

«La nostra società editrice – ha spiegato Francesco Palombi – è tra le più antiche di Roma ed è specializzata nella valorizzazione dei beni culturali. E’ la prima volta che utilizziamo il fumetto, strumento semplice e allo stesso tempo affascinante. Il libro permette di conoscere in maniera profonda la storia di questa antica strada come ponte fra i popoli per unire le diversità».

Luigi F. Bona, direttore del Museo del fumetto di Milano, ha voluto sfatare il luogo comune che lega il fumetto solo al mondo dei più piccoli. «E’ la forma più evoluta, difficile e completa – ha sostenuto – per comunicare sì ai bambini ma soprattutto agli adulti. Il libro di Rahere è un lavoro splendido, una narrazione che ci porta dentro all’epoca nel quale è ambientato, il Medioevo. Un’opera per adulti, non per i nipotini, dai risultati perfetti». Il ricavato della vendita dei volumi sarà devoluto a un ospedale ucraino, tramite l’Ambasciata dell’Ordine di Malta.

BANCA DI PIACENZA
Ufficio Relazioni esterne
Via Mazzini, 20
29121 Piacenza
tel. 0523.542357
www.bancadipiaca.it


Con Aperotto nasce l’aperitivo per due in lattina!

Il chinotto di ChinottISSIMO incontra l’amaro alla menta, per un cocktail originale in packaging di alluminio dallo stile giovane e accattivante. Con l’aggiunta di ghiaccio, il contenuto permette di brindare in coppia con una bevanda tutta italiana.

Due cuori e una lattina… ChinottIssimo, la bevanda al chinotto dalle antiche e salde origini guarda al futuro e ai giovani nell’abbraccio con l’Amaro Neri alla menta con Aperotto, un aperitivo tutto italiano che con l’aggiunta di ghiaccio è da condividere con un’altra persona o per raddoppiare il piacere di un gusto unico.

Presentato a Roma, dal 23 al 25 novembre in occasione di Excellence Innovation Food, la kermesse dedicata all’enogastronomia innovativa e di qualità, Aperotto è un vero concentrato di italianità a 7 gradi contenuto in una lattina colorata che comunica al primo sguardo l’originalità del contenuto.  Il colore forte e deciso, infatti, lascia subito intuire una bevanda spiritosa molto particolare che nasce dalla fusione di due eccellenze.

ChinottIssimo è la bibita al chinotto nata da Pietro Neri nel 1949 e ora proposta dal nipote Simone Neri, custode della ricetta segreta originale oggi gelosamente preservata, dalla precisa identità, deciso, agrumato e arricchito da ben 53 erbe che lo rendono inimitabile ancora oggi, l’unico vero Chinotto 100% Made in Neri, ideato e prodotto in Italia.

L’Amaro Neri al chinotto e menta selvatica è il connubio perfetto delle erbe montane e tutta la freschezza della menta raccolta ancora manualmente in quota nel Parco Nazionale d’Abruzzo, uno dei tre elisir della gamma completa che può vantare anche l’Amaro Neri al chinotto e l’Amaro Neri al chinotto fortemente amaro, dove la minore quantità di zucchero lascia spazio a una maggiore concentrazione di chinotto e alle erbe infuse e lasciate a decantare.

Aperotto è una scarica di piacere gustolfattivo capace di soddisfare anche i palati più esigenti per la sua freschezza e pienezza all’assaggio. Perfetto per un consumo in purezza, è un ottimo supporto per una mixology che punta all’originalità, ma anche alla qualità 100% Made in Italy.

 

Pneri è l’erede dell’azienda fondata da Pietro Neri nel 1949 e che fino alla fine degli anni ’60 ha commercializzato il primo chinotto italiano. Dopo la vendita dell’azienda, dello stabilimento e del marchio, la ricetta originale dei prodotti rimane ancora un segreto di famiglia gelosamente custodito dal nipote Simone Neri, titolare della società Pneri, riproposta a livello internazionale esattamente come una volta, una vera e propria miscela di chinotto, ma con elementi innovativi aggiunti alla ricetta classica. Simone, infatti, sotto la supervisione di nonno Pietro, ha sperimentato e aggiunto alla sua “famosa ricetta millenaria” ben 53 estratti officinali per creare ChinottISSIMO. I valori aziendali si fondando su qualità, tradizione, distintività e legame con il territorio, nel rispetto dell’ambiente e delle persone. (www.chinottissimo.com)

@ilchinottissimo
Via Lusitania 4, Roma
Operativa:
Via Benestare 52, Roma

FACEBOOK
INSTAGRAM

TEL.+39 06 94428713
EMAIL
amministrazione@pneri.com


QUIN® presenta il Panettone alla quinoa: un connubio di gusti e benessere

Senza glutine e senza lattosio, l’ultima delizia della Filiera Italiana della Quinoa promette di essere una nuova esperienza gustativa per le Festività, nelle due varianti Panettone quinoa con uvetta e canditi e il Panettone quinoa al gusto cioccolato.

 

Sarà un Natale molto speciale, quello che si appresta a regalare a golosi e buongustai l’Azienda Agricola Tundo Sebastiano che in questi anni dalle fertili Valli del Mezzano, ad Argenta (FE) ha promosso la coltivazione della quinoa.

Ad arricchire la vasta gamma di prodotti a marchio QUIN® arriva infatti una doppia golosità che sigla il perfetto connubio tra gusto e benessere. A rendere preziose le ormai prossime Festività saranno due nuove referenze. Si tratta del Panettone alla quinoa con uvetta e canditi,  una prelibatezza senza compromessi, dal peso di 500 grammi. Un piccolo capolavoro dolciario, frutto di una lavorazione lenta a doppia lievitazione che garantisce una morbidezza e un gusto ineguagliabili. La quinoa, ricca di proteine e nutrienti essenziali, conferisce al prodotto un maggior valore nutrizionale mentre l’uvetta dolce e i canditi regalano un’esplosione di sapori fruttati.

Un’esperienza deliziosa per le Festività, da condividere senza restrizioni dietetiche.

Per gli amanti del cioccolato, il Panettone quinoa al gusto cioccolato è la scelta perfetta. Con la stessa lenta lavorazione e doppia lievitazione, questo panettone da 500 grammi unisce la quinoa al gusto intenso del cioccolato, creando un connubio davvero goloso. Una dolce delizia per ogni palato, senza glutine e senza lattosio che permette a tutti di assaporare la magia del Natale made in QUIN®.

Entrambi i prodotti sono particolarmente innovativi e rappresentano una ghiotta novità nel panorama della pasticceria italiana. A contraddistinguerli sono caratteristiche uniche che aprono un nuovo scenario alla declinazione del Natale gourmet. Senza glutine e senza lattosio, senza rinunciare al gusto del panettone natalizio. Così come l’aggiunta della quinoa che conferisce un tocco originale e saporito, sposandosi perfettamente con gli altri ingredienti, tutti preservati da una lavorazione artigianale che ne rispetta le proprietà organolettiche e le caratteristiche gustolfattive.

Il risultato è una duplice opportunità per scoprire nella versione del dolce da ricorrenza per antonomasia la quinoa italiana coltivata coltivato nel rispetto rigoroso dei protocolli della coltivazione biologica, nonché dei principi di conservazione e rotazione dei terreni, fornendo un prodotto che, oltre ad avere eccellenti caratteristiche nutrizionali e sensoriali, è anche eticamente sostenibile. La varietà coltivata dall’Az. Agr. Tundo Sebastiano si distingue per il basso contenuto di saponine, la sostanza amara che naturalmente ricopre la maggior parte dei chicchi di quinoa coltivati all’estero. Ciò significa che la quinoa non viene decorticata, mantenendo tutte le proprietà integrali del chicco, come la concentrazione di minerali e fibre, nonché un sapore più intenso e ricco.

QUIN® è un brand di proprietà dell’Az. Agr. Tundo Sebastiano, azienda agricola con sede ad Argenta. Guardando con massima attenzione alla sostenibilità alimentare, QUIN® ha creato la prima filiera italiana della quinoa. Dalla coltivazione al raccolto, fino alla trasformazione della materia prima, l’azienda si impegna a consegnare al mercato un prodotto orgogliosamente italiano, affidabile e di altissima qualità. Www.quinitalia.com è l’e-commerce dedicato alla vendita dei prodotti a marchio QUIN®.


52esima edizione della Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi

La 52esima edizione della Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi, organizzata dalla Fondazione San Miniato Promozione e dal Comune di San Miniato, si terrà negli ultimi tre weekend di novembre nel centro storico della Città della Rocca: 11-12,18-19 e 25-26 novembre.

A San Miniato, tartufo tutto l’anno
La manifestazione, giunta quest’anno alla sua 52esima edizione, ha in programma un ricco calendario di iniziative che si svolgono per le strade del centro storico, dove assaggiare e acquistare il pregiato tubero presso gli stand degli espositori.
La mostra mercato è anticipata dalle sagre e feste dedicate al tartufo bianco nelle frazioni intorno a San Miniato, che conferiscono valore aggiunto al territorio grazie al format “Tartufo tutto l’anno“.
Per l’occasione il Sistema Diocesano di San Miniato prolunga i suoi orari: Museo Diocesano d’Arte Sacra e Torre di Matilde, Sabato e Domenica 10:00-13:00 / 14:00-17:00

Esperienze
Vieni nelle “Terre di Pisa”. Scopri le esperienze da vivere in un territorio ricco di sorprese, a contatto con luoghi e persone ancora autentici che hanno mantenuto la loro “natura toscana”.Arte e cultura, enogastronomia fatta di sapori genuini, turismo attivo per tutte le età e in ogni stagione, artigianato di qualità. Scegli la tua esperienza!

A poca distanza
Poche decine di chilometri e tanti gioielli della Toscana da scoprire: questo sono le Terre di Pisa. Oltre la Torre Pendente e alla splendida cornice di Piazza dei Miracoli, oltre ai lungarni, potrete scoprire San Miniato, che è sinonimo di Via Francigena e di città del tartufo bianco, oppure spingervi fino a Volterra, città degli Etruschi e dell’alabastro.
Un triangolo d’oro, dentro cui si intersecano borghi e luoghi meno conosciuti, in grado di stupire per bellezza e autenticità.
Le Terre di Pisa sanno regalare esperienze ed emozioni che non ti aspetti, in un territorio estremamente vario che dal mare risale la pianura dell’Arno e sale verso dolci colline, su bassi rilievi montuosi oppure tra aspre rocce e calanchi. Un ricco patrimonio artistico e paesaggistico in cui i sapori e i piaceri della buona tavola si combinano in una sintesi che mescola tradizione e innovazione.

Dove Mangiare

PONTEDERA
Agriturismo degli Alpaca
Ristorante

MONTOPOLI IN VAL D’ARNO
Ristorante Quattro Gigli
Ristorante

CASCIANA TERME
Ristorante Il Merlo
Ristorante

PECCIOLI
Ristorante Pasticceria Ferretti
Ristorante

SAN MINIATO
Ristorante Castelvecchio
Hotel Villa Sonnino  Hotel Ristorante

BIENTINA
Yuri 2
Ristorante

SAN GIULIANO TERME
Osteria All’Ussero da Antonio
Ristorante

PONSACCO
Marchese di Camugliano srl
Scuola di cucina Vino Olio Miele Farro
Marmellata Tartufo Pasta

SAN GIULIANO TERME
L’arte del bere e…
Enoteca Ristorante E-commerce
Prodotti tipici

PISA
Osteria i Santi
Ristorante

PONSACCO
Scuola Tessieri
Scuola di cucina

MONTECATINI VAL DI CECINA
Marchesi Ginori Lisci
CAV (casa vacanze) Ristorante

PISA
Trattoria da Stelio
Ristorante

VICOPISANO
Antico Frantoio Toscano del Rio Grifone
Prodotti agroalimentari Botteghe
Olio Prodotti tipici

CRESPINA LORENZANA
Agriturismo Colle Prana
Ristorante Vino Olio Miele
Marmellata Spezie

Municipio San Miniato PI
Via Vittime del Duomo 8,
56028 San Miniato (PI)
Centralino: 05714061


Le nuove bottiglie delle feste: Spirits e Champagne per brindare al Natale

Per un brindisi o per un regalo originale, gli Spirits e le bollicine sono tra i compagni ideali delle Feste.

Dal Whisky al Rum, dal Gin allo Champagne, ce n’è per tutti i gusti.
Ecco quindi una selezione di Spirits e bollicine consigliati per queste festività 2023.

Teeling 15 anni Japanese Mugi Shochu Explorer’s Edition
(cl. 70 – 46% vol.)

Prima versione della serie «Explorer’s Edition», la collezione dedicata agli esploratori irlandesi che hanno girato per il Mondo lasciando il loro segno. Questa Japanese Edition è realizzata attraverso l’utilizzo di botti che in precedenza hanno contenuto Mugi Shochu.

Questo whiskey è maturato per 15 anni prima in botti ex-Bourbon e quindi un anno all’interno delle botti giapponesi ex-Shochu con il loro carattere distintivo e non convenzionale che richiama note di passion fruit e litchee.
Al naso si percepiscono sentori di mela candita, tè al gelsomino e spezie. Al palato arriva una nota decisa di frutta tropicale, pan di zenzero che conduce a un viaggio tra i tannini del legno appena accennati, frutta secca e un meraviglioso finale fresco.

Gin Santa Ana

Distillato (parzialmente) sottovuoto nella regione francese di Charente per estrarre sapientemente le quattro essenze chiave delle Filippine: Ylang Ylang, Alpinia, Calamansi e Dalandan. La combinazione di queste fragranze delicate e floreali con il sapore fresco di agrumi tropicali completa la ricetta, evocando la nostalgica immagine di una sala champagne tropicale per fumatori, delle grandi band swing e della moda decadente degli anni ’20. Questa tecnica permette di estrarre una concentrazione di aromi botanici senza che il calore la rovini. Il risultato del processo è un gin aromatico e delizioso grazie anche all’utilizzo delle più delicate essenze vegetali, come l’Ylang-Ylang o il Calamansi.

70 cl. – 42,3%

Sakurao Hamagou
cl. 70 – vol. 47%

Vincitore della medaglia d’oro alla 2021 Tokyo Spirits  Competition e alla 2021 Spirits Business Gin Masters Sakurao Hamagou è la creazione più recente di Sakurao, un tributo all’isola di Miyajima e alla sua natura: è la combinazione di Hamagou’s (il fiore color porpora giapponese) dai sentori erbacei e le componenti botaniche di Miyajima: rosmarino, lavanda e menta. Sakurao  Hamagou rivela intense note di cumino mescolate con bacche di ginepro e distillate in un alambicco bronzeo ibrido.

Westward Whiskey
cl. 70 – 45% vol.

Molto espressivo, Westward American Single Malt si distingue per la sua grande ricchezza aromatica, Westward è il single malt americano più premiato al mondo. Dominato da sentori fruttati, riporta allo stesso tempo note di cereali e di vaniglia cremosa, il tutto accompagnato da una punta di spezie dolci. Lungo e persistente, il finale è elegante con un leggerissimo sentore affumicato e di cioccolato fondente.

YU GIN
cl. 70 – 43% vol.

La provenienza di questo gin è francese, ma tra le sue botaniche ne spiccano due tipicamente orientali: il pepe di Sichuan e lo Yuzu, un agrume molto profumato utilizzato da bartender e chef di tutto il Mondo.

Le altre botaniche sono il ginepro, coriandolo, arancia amara e liquirizia. Vengono distillate separatamente nella regione del Cognac. Solo dopo il completamento di tutte le distillazioni viene assemblato il gin con grande precisione. Al naso si percepisce subito il ginepro ma è un gin molto equilibrato in cui emergono bene le note pepate, di lime e di liquirizia. All’assaggio stupisce per il contrasto tra il primo impatto sul ginepro e la grande apertura fornita dallo Yuzu che nel retrogusto si accompagna al pepe di Sichuan. Ideale per preparare dei Gin Tonic e per dare un tono agrumato e speziato ai cocktail a base gin.

TOGOUCHI PEATED
cl. 70 – 40% vol.

Composto per il 18% da orzo maltato torbato, Togouchi Peated matura per tre anni in botti ex-Bourbon di primo e di secondo utilizzo. È stato distillato al 100% nella Sakurao Distillery.
Al naso risulta torbato coi suoi sentori di malto, mela e arancia. Al palato è complesso con note di pera, pepe nero e sale. Il finale è morbido.

DON PAPA
Canister “Hethereal Sugarlandia”

Don Papa ha realizzato il suo nuovo canister per le festività invernali del 2023, la Limited Edition ‘ETHEREAL SUGARLANDIA’ .
Il packaging vivace ritrae gli animali notturni che abitano la giungla mistica di Negros, l’isola tropicale casa di Don Papa localmente nota come Sugarlandia. Ora disponibile, il canister ‘Ethereal Sugarlandia’ è un’opera visiva sorprendente, che racchiude in sé le magiche, talvolta sconosciute, scene serali di creature che vivono in armonia con la ricca e rigogliosa flora dell’isola, sullo sfondo il mistico Monte Kanlaon. Il canister mostra lucciole che illuminano il cielo notturno di Sugarlandia, un vivido lampo di luce che illumina l’oscurità della giungla, rivelando così gli animali dell’isola, compresi i tarsi e il cervo maculato di Visayan. La rappresentazione di flora e fauna che pervadono il paesaggio dell’isola, rendono note le incredibili scene che Sugarlandia presenta. Il canister, che contiene Don Papa 7 anni, conosciuto per la sua persistenza, il suo finale morbido e le note di vaniglia, miele e torta alla frutta, è ora disponibile.

 Don Papa 7 anni

Don Papa utilizza soltanto la più alta qualità di canna da zucchero, tutta proveniente dall’isola di Negros, quindi si tratta di un single island Rum. La melassa risultante, localmente nota come “Black Gold”, viene distillata prima di essere depositata in due diversi tipi di botti di rovere americano – ex Bourbon ed ex Rioja. Dopo sette lunghi anni di invecchiamento alle pendici del Monte Kanlaon, i rum vengono attentamente blendati dal nostro Master Blender. Il rum così blendato è imbottigliato a 40%.

Don Papa Baroko

Baroko è distillato da melassa “Black Gold”, quindi è depositato in botti ex Bourbon. Dopo essere stato invecchiato per anni alle pendici del Monte Kanlaon, viene attentamente blendato dal master blender e imbottigliato a 40%.

H by Hine Fine Champagne VSOP – Albano Hernandez

Cognac intenso, profondo, ma perfettamente adatto alla miscelazione. E’ molto elegante se degustato liscio o servito semplicemente insieme alla tonica su ghiaccio. Le sue note di Iris, albicocca fresca, acacia e pepe bianco lo rendono fresco e piacevole al palato. La confezione è ideata dal Vincitore del premio “Hine painting” del 2022: Albano Hernandez ha sviluppato negli ultimi due anni il suo processo di “meta-pittura”.

Centenario Fundacion 20 Reserve Especial – LMT Ed. c. a.

Realizzato con metodo Solera con rum invecchiati dai 6 ai 20 anni. Al naso grande bouquet ottenuto da questo metodo che esalta la vaniglia, il brandy e note di frutta matura. Al gusto di percepiscono la vaniglia e i frutti rossi.

Elisir Gambrinus

Ottenuto seguendo l’originale manoscritto di famiglia contenente l’antica ricetta, con materie prime naturali come vino Raboso, alcool “buongusto”, zucchero di canna, grappa Veneta, aromi naturali ed un particolare lungo affinamento. Lo scorrere del tempo opera una selezione tra ciò che vale e non vale, tra quanto meritevole di essere ricordato e quanto di perdersi nell’oblio. Elisir Gambrinus è un prodotto artigianale e naturale, con il tempo si evolve, modifica, cambia i suoi profumi e le sensazioni diversificano in modo a volte imprevedibile perché i ventidue ingredienti interagiscono in modo diverso seguendo il tempo a loro disposizione. L’ingrediente principale di questo liquore è il vino Raboso ottenuto dall’omonimo antico vitigno autoctono coltivato nel territorio reso fertile dal fiume Piave. Il trascorrere delle stagioni ne esalterà i sapori ed i profumi, mentre il vivace colore si attenuerà con la maturità. Si presenta di colore rosso rubino carico tendente al granato con riflessi violacei, limpido, di ottima compattezza e consistenza. Al naso si apre con profumi ampi, gradevoli, leggermente pungenti, all’iniziale impatto fruttato ed etereo di marasca, mora selvatica, subentra prestola vinaccia, il sentore di fieno e la vaniglia speziata. Al gusto è dolce, armonico, asciutto, tipicamente tannico, si libera rapidamente con grande forza, il bouquet ricorda la violetta.

ARRAN

Arran Signature Series – Ed. 1 “Remnant Renegade”
Arran Signature Series “”Remnant Renegade” è un’edizione limitata di cui esistono solo 14.863 bottiglie nonché prima release della serie selezionata e firmata dal Manager della distilleria, Stewart Bowman.

Si tratta di un Blend di Hogsheads ex-Sherry, botti ex-Sherry ed ex-Bourbon selezionate tra il portfolio completo di Arran dal 1997 al 2017, approvate da Stewart Bowman con l’apposizione del proprio sigillo.

Remnant Renegade” è distillato e invecchiato a Lochranza, privo di coloranti, non ha subito filtrazione a freddo.

Imbottigliato a 46% vol. ha un colore ambra calda e note di  mele caramellate, vaniglia, cannella, fiori d’arancio e anice stellato per un finale lungo e persistente con note fresche floreali e di buccia d’arancia.

Arran Single Malt 17 Anni – Limited Edition

Si tratta di un’edizione limitata che conta solo 12.000 bottiglie.

Arran 17 Anni è un Single Malt ricco e gratificante. Viene lasciato maturare in botti hogshead ex-Sherry di primo e secondo utilizzo e in botti ex-Bourbon di primo utilizzo e viene a Lochranza dove avviene anche la distillazione.
L’imbottigliamento avviene senza filtrazione a freddo né aggiunta di coloranti. Si presenta color oro caldo mentre al naso si avvertono i sentori fruttati, di mela verde, di caramella e di rovere tostato. Al palato è morbido e persistente con note di mandorla e vaniglia. Si percepisce una punta di cannella sul finale.

ISLE OF RAASAY

Isle of Raasay Distillery of the Year
cl. 70 – 50,7% vol.

Per onorare il riconoscimento come “Distillery of the Year” agli Scottish Whisky Awards 2022, questa release è un Whisky non torbato invecchiato in botti ex-Bourbon da 190 litri prima di subire una seconda maturazione in botti di Quercus hunboldtii (quercia andina).
A cinque anni, questo è il Whisky con maggior invecchiamento che sia mai stato rilasciato dalla Distilleria Isle of Raasay sino ad oggi nonché la sua prima importante release non torbata. Si tratta di un Spirito non torbato con aromi di vaniglia e caramello al burro con un finale lungo e dolce con note di crème brûlé. Distillato, invecchiato, imbottigliato e spedito direttamente dall’Isola di Raasay.

Jacquart Cuvée alpha ROSÉ 2015

Jacquart Cuvée alpha Rosé 2015 è un Blend 44% Chardonnay di origine dei Cru Cramant, Mesnil, Chouilly, Oger e 56% Pinot Nero (di cui 15 % fermentato in rosso) di origine dei Cru Aÿ, Mailly, Ambonnay, Avenay, Cumières. La Fermentazione alcolica avviene in vasche di acciaio inox a tempertaura controllata e la sua maturazione è di almeno 6 anni in bottiglia sui lieviti. La permanenza in cantina dopo il dosaggio è di almeno 1 anno dopo la sboccatura. Al naso l’aroma è potente e molto accattivante, dominato da sentori di frutta candita (scorza d’arancia, mirtillo rosso, crema inglese al limone, albicocca secca, amarena) e spezie dolci (cannella, peperoncino di Espelette, pistillo di zafferano) con un’infarinatura di cacao crudo.

Al palato Jacquart Cuvée alpha Rosé 2015 è invece estroverso e incredibilmente elegante, dispiega un ventaglio di frutti maturi (nettarina, Mirabella, prugna selvattica) con un tocco rinfrescante di scorza di mandarino. Una sensazione tannica esalta il finale che poi si apre ad una splendida nota di kirsch.

Ron Santiago de Cuba, 20 Anni

È un prodotto esclusivo concepito da una piccola selezione di botti di uno dei più antichi magazzini di Cuba. Quest’ultimo, da 485 anni, fa onore alla città di Santiago de Cuba, la culla del Ron Ligero Cubano.
Ron Santiago de Cuba 20 anni mantiene invariate le rigorose regole e regolamentazioni Cubane per la produzione del rum. Questo assicura che sia mantenuta la massima qualità di cure durante l’intero processo di produzione.Si presenta di colore ambrato brillante, ma, allo stesso tempo, profondo. Specifici sentori sono dovuti ai tannini di legno più pesanti, ovvero di quercia rossa europea che apportano profumi intensi, maturi e dolci, tipici del rum invecchiato. È possibile sentire una perfetta combinazione di aromi fruttati grazie alla maturazione dell’aguardiente in botti di rovere bianco. In bocca è robusto e morbido, con un armonioso bilanciamento tra dolce e secco che regala note eccellenti al palato che ricordano caffè, cacao e cioccolato. Ha una persistenza ben calibrata che riempie e resta sul palato. Il gusto è audace,  ma trattiene un’eleganza allo stesso tempo piacevole e semi secca. Note di cacao amaro, caffè e rovere divampano in bocca, regalandole un lungo finale. Non mancano alla fine le note di spezie e caramello.

COME GUSTARLO AL MEGLIO
Per un dopocena perfetto, servito liscio o on the rocks per apprezzare al massimo tutti gli aromi. Può essere abbinato con cioccolato amaro o caffè. Può essere servito in uno snifter (bicchiere da Cognac) o in un tumbler basso.


Loison Collezioni Coccole, Regalo e Peluche: un soffice abbraccio di dolcezza

Cos’hanno in comune le collezioni Coccole, Regalo e Peluche? Condividono due elementi avvolgenti: la morbidezza del delicato peluche e la sofficità dei superbi panettoni.

UN SOFFICE ABBRACCIO DI COCCOLE

Il packaging. Presentato in tre raffinate tonalità, bordeaux, nocciola e avorio, il sacchetto in peluche è un abbraccio di morbidezza che avvolge con cura i panettoni al suo interno. Sonia ha voluto personalizzare la collezione Coccole con una raffinata “L” ricamata color rame sul sacchetto, mentre per la chiusura è perfetto il nastro tono su tono, impreziosito da capicorda dorati e da una delicata perla.

Il panettone. All’interno di queste morbide confezioni, si nasconde un mondo di gusti raffinati, pensati per soddisfare ogni palato (tutti da un chilo): il Panettone Classico AD 1476, per i puristi del gusto; Marron Glacé, un’esplosione di sapori autunnali; Limoni, un viaggio di freschezza e profumi agrumati; e la novità del 2023, il Panettone Pera Cioccolato. (pag. 70-71 catalogo Inverno 2023)

PELUCHE KIRA E KUNKY, I MORBIDI CUSTODI DEI DOLCI SEGRETI

Il packaging. La collezione Regalo trae ispirazione dall’anima dolce dei koala, silenziosi animali da amare e proteggere. I morbidissimi peluche Kira e Kunky custodiscono al loro interno un panettone da 750g: una volta gustato il panettone il pancino si trasforma in un prezioso custode pronto a contenere i tesori più cari da sigillare con l’apposito lucchetto. La collezione si perfeziona con una shopper da regalo appositamente realizzata in Pet riciclato, per ridurre l’impatto ambientale, rendendo questo dono un’esperienza ancora più speciale.

Il panettone. I peluche custodiscono con amore un panettone da 750 grammi. Kira racchiude il Panettone Classico AD 1476, un omaggio alla tradizione con il suo impasto soffice e profumato, capace di evocare ricordi di festività trascorse. Kunky dona il Panettone Regal Cioccolato, un’esperienza golosa e avvolgente, con pezzetti di cioccolato che si sciolgono in bocca, regalando un’esplosione di piacere. (pag. 72-73 catalogo Inverno 2023)

COLLEZIONE MIGNON, EMOZIONI DAL CUORE GRANDE

I mini peluche. E’ una collezione che incanta con la sua magia in formato mini, dove il piccolo diventa un vero e proprio tesoro da coccolare. Tra le referenze di questa collezione è impossibile non innamorarsi di Tina e Teo, morbidi koala nella versione piccoli peluche, che racchiudono un panettoncino da 100 di gusto e tenerezza.

I sacchettini. I 5 sacchettini in morbido tessuto sono un incanto per gli occhi e un piacere per il tatto. Il ricamo dell’iniziale “L” di Loison conferisce un tocco di raffinata eleganza, mentre la chiusura con nastrino in doppio raso tono su tono e i capicorda argentanti, accompagnati da una delicata perla, sottolineano la cura amorevole dei dettagli, vera firma di Sonia Design.

Il panettone. Se Tina e Teo fanno il tifo per il panettoncino Classico ricco di canditi all’arancio, i sacchettini custodiscono una varietà di 5 gusti (espressi con colori differenti): il raffinato Marron glacé, il tradizionale Classico, l’avvolgente Cioccolato, la golosa Amarena e, non da meno, un pandorino classico per rendere ogni momento speciale. (pag. 88-92 catalogo Inverno 2023)

 

DOLCIARIA A. LOISON SRLVia
Pasubio, 6  Costabissara (VI) – Italy
Tel: +39 0444 557844
Email: loison@loison.com


Spirits&Colori incanta l’Italia con Zafra Rum

L’azienda di Reggio Emilia presenta il simbolo dell’arte e della tradizione del rum panamense, nella versione 21 e 30 anni di invecchiamento, ineguagliabile per pregio e gusto.
Un vero e proprio sogno si realizza per tutti gli amanti dei distillati: Zafra Rum, finissimo super Premium nella versione 21 e 30 anni di invecchiamento è ora distribuito in Italia da Spirits&Colori che conferma di saper offrire prodotti di grande pregio.
Questa volta l’azienda di Reggio Emilia inserisce nel prestigioso catalogo una pregevole espressione di Rum Panamense, nata dalla maestria del leggendario Mastro Ronero Francisco Fernandez. Questo distillato unico prende vita grazie alla trasformazione della canna da zucchero, raccolta esclusivamente a mano, in un prodotto straordinario, invecchiato con cura in botti di ex Bourbon Americano.

La storia di Zafra è una testimonianza di dedizione e passione, rappresentata dal fondatore che con oltre 30 anni di esperienza nel commercio di distillati ha messo a frutto un eccezionale know-how nella creazione di questo rum super premium. Il nome Zafra ha come significato, nella lingua spagnola, il taglio della canna da zucchero, con un profondo significato nella cultura del rum.

Zafra Rum è un’autentica espressione dell’arte e della tradizione del rum panamense. Non c’è rum senza Zafra e Zafra Rum è il suo sublime ambasciatore.

L’elemento centrale di Zafra è il rum stesso: dalla collaborazione con un rinomato produttore di rum di Panama già stupisce con Zafra 21 “Master Reserve“. Fin dalla sua nascita, Zafra ha lavorato su un’edizione limitata, l’apice della sua espressione, un “small batch” artigianalmente perfetto che oggi è una realtà con Zafra “Master Series” Aged 30 years old che continua a sorprendere i palati più esigenti con il suo sapore unico.

Il rum Zafra “Master Reserve” invecchiato 21 anni è un autentico gioiello di Panama, dove le botti di Bourbon selezionate accuratamente interagiscono con il rum in esse messo a riposo, creando un elegante prodotto dal gusto pieno e intenso.

Zafra “Master Series” invecchiato 30 anni è un’edizione limitata, con soli 30 barili ogni anno, da cui si ottengono 6.720 bottiglie numerate prodotte per tutto il mondo. Le botti di Bourbon sono scrupolosamente selezionate per garantire la condizione ottimale prima dell’invecchiamento che darà un esito assolutamente unico, dal gusto estremamente raffinato.

Zafra Rum è frutto di una produzione attenta e di alta qualità, con ingredienti di prima scelta, fermentazione di sciroppo di canna e melassa Top Grade A e un metodo di distillazione continuo a colonna, con un invecchiamento in botti di ex Bourbon selezionate, il tutto con il dosaggio “Small Batch”.

Le note di degustazione di Zafra 21 “Master Reserve” offrono un colore ambrato scuro con tonalità ramate, un profumo che trasporta nell’essenza di quercia, con sentori di frutta e spezie perfettamente bilanciati e un gusto che si apre ampiamente liscio al palato, con un rovere dolce e deciso, in un finale legnoso lungo e cremoso.

Zafra “Master Series” Aged 30 years offre eleganti tonalità del mogano, profumi di vaniglia, frutta secca e un ricco bouquet di rovere. Il gusto si apre ampiamente, con note di legno perfettamente bilanciate tra dolce e speziato e un finale ricco e squisito di rovere.

Una new entry nel catalogo di Spirits&Colori che conferma l’azienda di Reggio Emilia un punto di riferimento nella selezione, importazione e distribuzione di eccellenze ricercate.

Così commenta il nuovo ingresso Dick Ten Voorde, fondatore dell’azienda:Vogliamo intercettare e soddisfare qualsiasi tipo di palato, dal più esigente al più curioso, perseguendo i valori della qualità e della tradizione, ma anche dell’originalità e della creatività. Da sempre ciò che orienta la nostra mission è la ricerca e la selezione di aziende in grado di offrire un prodotto che con fedeltà rispecchia e racconta il territorio di provenienza. Non solo, anche l’innovazione è un elemento che ci interessa, perché saper offrire un prodotto che non c’era è anche un modo per stupire la propria clientela, anche quella più sofisticata. Per questo esperti di mixology, cocktailbar, loungebar, ristoranti e hotel guardano a Spirits & Colori come a un partner capace di fornire suggestioni senza limiti di provenienza e di gusto”.

Spirits&Colori è un’azienda italiana con sede a Reggio Emilia specializzata dal 2016 nella selezione, importazione e distribuzione sul territorio nazionale di distillati destinati a cocktail bar, trendy lounge bars  e ristoranti. Il suo catalogo comprende un assortimento di elevata ricercatezza, caratterizzato da piccoli produttori di acclarata qualità a livello mondiale, capaci di stupire con i propri distillati i palati più esigenti.

SPIRITS&COLORI Srl
Via del Chionso,  14
42122 Reggio Emilia
Tel. 0522.506284
spiritsecolori.it


Sapori di razza 2023: lo chef Alessandro Borghese premia il miglior "street food" di Fieracavalli

Quattro i premi consegnati dallo chef Borghese: a Joe’s American BBQ Smash & Lab di Joe Bastianich il Best Street Food 2023 e a The Labster il Best Look 2023 decretato dalla giuria di esperti. Nessun dubbio per il voto del pubblico che ha eletto vincitore, di entrambi i premi, Pizza e Mortazza.

Nell’ultima giornata di Fieracavalli si è concluso uno degli appuntamenti più amati dal pubblico, la seconda edizione di Sapori di Razza: il contest nato per esaltare le specialità culinarie presenti in fiera e influenzate dalla cultura equestre di tutto il mondo, premiate dall’amatissimo chef Alessandro Borghese.

«Quest’anno il livello di Sapori di Razza è cresciuto tantissimo. Chi pensa che nello street food in generale, e a Fieracavalli, ci sia solo qualche panino, si sbaglia. Qui si trova cibo di livello, cucinato, saporito e che celebra davvero la cucina regionale e, perché no, anche internazionale» dichiara lo chef Borghese.

Sono stati 4 partecipanti per 3 categorie – per un totale di 12 food truck – ad accogliere oggi la giuria di esperti composta da Federico Bricolo, Presidente di Veronafiere, insieme al suo delegato Francesco Fiorentino; Francesco Bei, vicedirettore del La Repubblica; Antonella Bigotto, redattrice di Grazia e Mirko Tassin (@tassociulinario) content creator amante dello street food.

Partita alle 10.30 dall’ingresso della fiera, la giuria si è subito diretta alla Food Court di Fieracavalli assaggiando, una per una, le specialità proposte dai food truck in gara e valutando, al tempo stesso, anche l’allestimento delle loro postazioni. Dopo un’attenta valutazione, è stato Joe’s American BBQ Smash & Lab – il food truck di Joe Bastianich, ospite oggi a Fieracavalli – a vincere il premio Sapori di Razza Best Food 2023, grazie alla bontà della carne e alle salse fantastiche utilizzate per lo Smash Burger. Il food truck di The Labster, invece, è salito sul gradino più alto del podio per Sapori di Razza Best Look 2023, staccando nettamente tutti gli altri grazie al suo spazio altamente scenografico.

Anche il pubblico di Fieracavalli, che ha affollato i padiglioni della rassegna veronese fin dal giovedì, ha potuto votare i suoi preferiti – nelle stesse categorie della giura – sulla sezione dedicata su www.fieracavalli.it. Il verdetto, dopo aver chiuso le votazioni oggi alle 11 e aver sommato i tantissimi voti arrivati, non ha lasciato dubbi: il vincitore 2023 sia del premio Sapori di Razza Best Food 2023 che Best Look 2023 del pubblico è Pizza e Mortazza.

«Sono d’accordo con il verdetto dei giudici e del pubblico – continua lo chef Alessandro Borghese – Ho assaggiato anche io le specialità giudicate e posso dire che lo smash burger è davvero di alta qualità: molto simile a quello tipico della zona del Mississipi e di New Orleans e cucinato con prodotti davvero buoni. Cosa dire poi di pizza e mortazza…mi ha riportato a Roma, nell’infanzia, quando andavo a prendere pizza e mortazza come merenda per scuola. Una pizza romana scrocchiarella e bassa, una mortadella di qualità per un sapore semplice e autentico».

Le targhe dei premi, di pubblico e giuria, sono state consegnate ai vincitori direttamente dallo chef Alessandro Borghese e dal Presidente di Veronafiere Federico Bricolo – anche alla presenza di Joe Bastianich – all’intero dell’area D con una rappresentanza di cavalli maremmani.

 

Veronafiere Press Office
Tel.: +39.045.829.82.42-82.10
E-mail: pressoffice@veronafiere.it
Twitter: @pressVRfiere
Facebook: @veronafiere

www.fieracavalli.it


A Goro, rinomati chef, fanno la festa alla "risorsa" granchio blu!

L’APT Emilia Romagna ha messo in piedi a Goro (FE) un evento enogastronomico per promuovere la campagna “granchio blu” specie aliena che è arrivata al punto di infestare l’Adriatico a spese della fauna autoctona di cui si nutre… e di conseguenza ha messo in grave crisi il sistema di acquacoltura, in particolare della coltivazione delle “vongole veraci di Goro”, circa 15000 ton/anno prodotte con il 60% venduto sul mercato nazionale e il resto, all’estero, specie in Spagna, generando un fatturato di 50 milioni di euro/anno.

Deus ex machina del momento gastronomico – voluto dall’APT per notificare l’attuale stato delle cose a stampa e opinione pubblica – è stato lo chef pluristellato Igles Corelli maestro indiscusso della ristorazione italiana (fautore e protagonista dei passati fasti del ristorante Trigabolo di Argenta) e volto noto di Gambero Rosso Channel (canale 412 di Sky) con il suo programma “Il gusto di Igles”.  La sua cucina è sempre stata caratterizzata dalla ricerca dei migliori prodotti, che il nostro bellissimo Paese rende disponibili. Da un po’ (ma se ne parla molto solo ultimamente) c’è un ingrediente in più che per “reperibilità”, versatilità, gusto e non ultimo, prezzo, è entrato prepotentemente nei menù dei ristoranti pluri “forchettinati” e pure nelle osterie alla buona: il famoso (o famigerato?) Callinectes Sapidus (nome scientifico del crostaceo blu).

Alberto Sabatini dell’APT, ha accolto al “Ristorante Marinara”, proprio di Goro, i partecipanti al simposio intitolato “A tavola con il granchio blu: le eccellenze Dop e Igp dell’Emilia Romagna incontrano i sapori del mare” incontro voluto per sviscerare l’argomento, dal punto di vista cronaca, economia e ovviamente, cucina, proponendo agli invitati una degustazione con preparazioni a base di granchio blu, cucinate da un manipolo di chef di primordine: Gianfranco e Paola Vissani, Fulvio Pierangelini, Philippe Leveille, Valentino Marcattilii, Salvatore Tassa e Filippo Venturi.

Ha cominciato a parlare la padrona di casa, la sindaca di Goro, Maria Marika Bugnoli, con il pari grado di Comacchio, Pierluigi Negri e l’assessore al Bilancio, al Commercio e al Turismo, di Ferrara Matteo Fornasini; presente anche Massimo Marchesiello, prefetto di Ferrara. Al tavolo, con loro, il governatore emiliano romagnolo, Stefano Bonaccini, l’assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Alessio Mammi, Giuseppe Castaldelli del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Prevenzione dell’Università di Ferrara, Mattia Lanzoni, ricercatore in ecologia sempre dell’UniFe, oltre agli operatori della pesca e dell’acquacoltura, i biologi esperti del settore, i rappresentanti di Chef to Chef Emilia-Romagna Cuochi (associazione di chef che usano solo prodotti Dop e Igp e ne favoriscono  l’affermazione a livello nazionale ed internazionale) e i loro colleghi della ristorazione della Riviera Romagnola.

I politici, hanno cavalcato l’onda “economica”: Bonaccini ha ricordato che “Serve qualcosa di più: stato di crisi subito e sospensione di mutui e adempimenti fiscali per i lavoratori locali…” e ha ricordato che, dopo il via libera della Conferenza Stato-Regioni, il MASAF (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) è pronto a stanziare dieci milioni di euro per affrontare il “granchio” e sostenere i costi per la semina, il ripopolamento e l’acquisto di strutture fisse e mobili da installare per la protezione degli allevamenti di vongole e mitili e, supportare così la filiera che, per questo, sta affrontando un momentaccio.
A tal proposito – per la sindaca Bugnoli – sarebbe necessario sospendere tutti gli impegni fiscali cui devono adempiere i pescatori e gli altri attori del sistema pesca (riferiti a mutui e bollette varie) e considerare ulteriori agevolazioni da destinare loro, come l’iniziativa della Giunta regionale che ha stanziato un milione di euro di ristori per le imprese produttrici di molluschi e crostacei, che abbiano subìto perdite economiche.

Gli chef – Igles Corelli per loro, ha evidenziato che nessuno come i romagnoli, dalle situazioni avverse sa trarre quanto di più possibile di positivo – hanno annunciato la realizzazione di un ricettario (anche cartaceo) distribuito nei canali della ristorazione regionale, in Horeca e a fiere e manifestazioni turistiche, supportato anche da una campagna social, il tutto per promuovere il consumo domestico di detto maledetto crostaceo (venduto a Chioggia a 4,28 euro/Kg mentre a Milano – principale mercato ittico all’ingrosso – a 5,50 euro/Kg con un aumento del 75%delle vendite rispetto allo scorso anno) e per contrastarne fattivamente la presenza in Adriatico, visto il serio pericolo che costituisce per l’ecosistema marino e le attività ittiche locali collegate.

Sono consapevole – dice Igles Corelli che il granchio in questione, è visto come un grandissimo nemico, ma andrebbe sfruttato in modo che generi economia” – ha affermato lo chef ai numerosi presenti (tra cui una trentina di giornalisti, molti dei quali specializzati in enogastronomia) – e, continuando: “Un “imprevisto ittico” può rivelarsi una grande risorsa e ve lo dimostreremo oggi, preparandovi, in real time, un intero menù al granchio blu”.

Il cooking show (e che show!)

Per gli assaggiatori curiosi e impazienti che fin lì avevano ingannato l’attesa con una pizzetta al tegamino cotta al vapore, condita con granchio blu, cardoncelli, lattuga di mare, polvere di peperone crusco di Senise e olio di Brisighella Dop (autore: Filippo Venturi, miglior pizzaiolo emergente 2023 per il Gambero Rosso) e un sorso di Corallo: cocktail di London dry Gin, cordiale, aceto di yuzu e sakè, acqua di mare infusa alla salicornia, vino alchemico Golem, metodo classico (autore Giorgio Marcattilii)… questo era solo l’aperitivo! Per loro, è seguito l’antipasto: Avocado, pera dell’Emilia Igp, sale di Cervia, granchio blu e caviale (autore Fulvio Pierangelini) poi, Granchio blu gratinato alle erbe aromatiche con guanciale di Mora romagnola e olio Colline di Romagna Dop (autore Philippe Leveille) e Zuppa di granchio blu, mirepoix di pesce (tecnica di taglio per preparare al coltello un battuto ridotto poi in cubetti) al profumo di cannella con anolini al granchio blu, broccoletti al tabacco, Lambrusco e olio di Brisighella Dop (autore Gianfranco Vissani). A questo punto è stato servito il risotto by Igles, così eseguito: riso del Delta del Po Igp portato a bollitura con aggiunta di ghiaccio ai carapaci tostati, per mantenere così tutto il sapore del granchio. Con il brodo e il burro si ricavano dei cubetti dal sapore intenso da usare per mantecare il risotto stesso. Chef Corelli ha aggiunto gocce di gin, su pancetta dolce, peperoncino e “sale dolce di Cervia”, poi pecorino e scalogno. Infine il tocco del maestro: una spolverata di “Garum” di antica memoria imperiale romana (salsa liquida di interiora di pesce e acciughe salate che si aggiungeva come condimento, oggi potrebbe essere come la “colatura di Cetara”): piatto pronto!

Di seguito, Estrazione criogenica vegetali e aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia Dop (autore Salvatore Tassa); tutto finora degustato con, in abbinamento, Lambrusco di Sorbara Doc e Rosé del Cristo 2020 Brut spumante metodo classico Cavicchioli & Figli.

Per la seconda portata, Trancio di branzino dell’Adriatico, polenta mantecata al formaggio di fossa di Sogliano Dop in guazzetto di vongole veraci di Goro e olive taggiasche (autore Valentino Marcattilii) annaffiato con Pignoletto Doc l’Intrigante Albinea Canali.
Dulcis in fundo: Diplomatico allo zabaione al Marsala, Alchermes di Baldo e stecco di gelato granchio blu, salsa all’arancia e timo (autrice Paola Vissani) e Lambrusco Grasparossa amabile Doc amabile Codarossa Albinea Canali.  E per chiudere alla grande, Grappa di Amarone della Valpolicella Castagner Fuoriclasse Leon riserva. Per tutti i “beverage”, si  è impegnato il sommelier emiliano, Mirco Bellucci.

 

 

E il “granchio”… ha anche la coda (polemica)

Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d’Italia, si riferisce all’evento organizzato da APT Emilia Romagna in collaborazione con Igles Corelli e altri suoi colleghi di chiara fama – con la benedizione del governatore Stefano Bonaccini e dell’establishment regionale – che si sono ritrovati a Goro per cucinare il granchio blu. Questo per far beneficiare dei loro servigi culinari, giornalisti e addetti ai lavori, per far così divulgare loro le potenzialità gastronomiche del crostaceo alieno, che col suo proliferare, ha impattato pesantemente sull’ecosistema produttivo della costa emiliano romagnolo, portando all’attuale condizione di crisi, pescatori e lavoratori del settore. L’intervento dell’avvocata bolognese di FdI, è stato voluto per chiarire a carico di chi e come, siano stati addebitati i costi di tale performance, di cui non erano stati informati e perché quando simili attività di promozione culinaria sono state effettuate dalla Presidenza del Consiglio e dal MASAF (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste) per supportare la filiera economica della specie aliena, hanno subito pesanti critiche e le iniziativa di incentivazione al consumo del granchio blu promosse dagli esponenti del governo nazionale, furono ritenute inutili.

Pronta la risposta dalle torri di Kenzo Tange

L’assessore regionale Alessio Mammi e la sindaca di Goro, Maria Marika Bugnoli, si dicono molto stupiti dalla polemica innestata da Fratelli d’Italia nei confronti dell’evento organizzato dalla Regione Emilia Romagna e dai cuochi famosi, alla presenza della stampa nazionale. L’intento era quello di riportare alla ribalta la situazione a oltre tre mesi dalla prima richiesta di “assistenza” avanzata, situazione che sta diventando ulteriormente drammatica per le imprese di pesca e relative famiglie di Goro e Comacchio.
L’auspicio è che, oltre al milione di euro appena messo a disposizione dalla Regione per le attività colpite, si prosegua a supportare la ricerca scientifica e il monitoraggio del fenomeno, per sempre meglio gestire gli effetti che la proliferazione dei granchi hanno sull’economia locale. Mammi e Bugnoli si augurano anche che Fratelli d’Italia solleciti il Governo ad attivare l’emergenza nazionale e lo stato di crisi, efficace, concreta e rapida per i territori di Goro e Comacchio perché non bastano i ristori promessi, ma serve una strategia nazionale di contrasto e contenimento alla proliferazione dei granchi che stanno distruggendo l’ecosistema e l’economia locale, con ricadute sociali molto gravi all’interno di quelle comunità.

APT Servizi
Regione Emilia-Romagna
Phone +39 0541 430130
Mobile +39 340 6220250
EMILIA ROMAGNA REGION TOURIST BOARD
APT Servizi Regione Emilia Romagna
Sede di Rimini – P.le Fellini n.3 – 47900 Rimini (RN)
www.aptservizi.com


 “Per i tartufi bisogna vivere local ma pensare global…” 

Per i tartufi bisogna vivere local ma pensare global…” questo è il “meme” di Luigi Dattilo,  fondatore e presidente di Appennino Food Group: la sua vita sembra quasi una fiaba: Luigi, a 17 anni, con una passione infinita per gli animali e la natura, rifiuta un’automobile in regalo dal padre e vuole invece un cane da tartufo. E studiando con impegno, trova presto il suo primo tartufo bianco.

Nel 1985 fonda “Appennino Food Group” e l’attività cresce velocemente anche grazie all’insegnamento che Luigi ha imparato dalla sua famiglia: l’importanza della condivisione.
E non vende semplicemente tartufi e funghi, ma trasmette al cliente il suo amore per questo mondo proponendo le specialità del territorio, prodotte con cura artigianale e materie prime di alta qualità. Oggi la gamma comprende anche funghi porcini surgelati e a essicazione controllata, salse tartufate, tartufo a fette in olio, burro con tartufo, creme di formaggio e tartufo, creme di verdure e tartufo, la mitica salsa di tartufo bianco, sughi e condimenti per la pasta compresi: circa centoventi referenze! A conti fatti Appennino Food Group lavora trentacinque tonnellatedi tartufo all’anno, tutte rigorosamente verificate e certificate e di queste, circa un terzo viene esportato in tutto il mondo.

Così facendo Appennino Food Group è diventata una società per azioni nel mondo del tartufo e, mantenendo saldi i valori iniziali, oggi è una delle più importanti e qualificate aziende nel settore. La grande crescita dell’azienda ha evidenziato negli anni il bisogno di creare un’identità forte e riconoscibile per comunicare l’essenza di Appennino Food Group. Ecco il motivo per cui nasce la necessità di uniformare le diverse linee di prodotto.

L’amore per il territorio è un altro dei tratti distintivi di Appennino Food Group. Nonostante l’enorme crescita, l’azienda ha scelto di tenere la sua sede in Valsamoggia, luogo d’elezione per il tartufo bianco, zona strategica di impareggiabile bellezza. Ma ci sono anche  due filiali estere (Singapore dal 2015 e Miami dal 2021) strategiche.

Un legame che si rispecchia nel nome: gli Appennini attraversano da nord a sud quasi tutta l’Italia e offrono un’inestimabile ricchezza culturale e gastronomica che Appennino Food Group da sempre sa valorizzare. La vocazione è quella di internazionalizzare un territorio  commercializzando i suoi prodotti pregiati in tutto il mondo. L’azienda non esporta semplicemente merce, ma un’intera cultura, fatta di rispetto per la materia prima e per i luoghi nei quali cresce, di tradizione e di tecnologia all’avanguardia.

Non bisogna mai fermarsi nella ricerca di nuove soluzioni per migliorarsi nelle tecnologie di trasformazione, anche quando, come per Appennino Food Group, si sono già raggiunti standard qualitativi eccellenti. Inoltre la “mission” è quella di comunicare il tartufo nel modo corretto e farlo conoscere in tutte le sue potenzialità.

In anticipo su tutte le altre aziende del settore, Appennino Food Group si è dotata già nel 2015 di un macchinario pioneristico che permette cotture a temperature molto basse. Grazie a questa tecnica l’azienda ha ideato un metodo di produzione che permette di preservare tutte le proprietà organolettiche delle materie prime.

Angelo Dattilo è il responsabile di produzione dell’Appennino food Group. Gestisce la “fabbrica” come fosse un laboratorio svizzero, inoltre è micologo e fornisce quindi le necessarie certificazioni ai prodotto trattati.  Con lui e Luigi, un altro socio è arrivato nel tempo: Roberto Fattore, 50 anni, grande esperto di tartufi e responsabile acquisto materia prima e poi c’è anche Giacomo Biviano e altri cinquantasei dipendenti. A proposito di materia prima, nel 2018 Appennino Food Group ne ha acquistata poco meno di 30 tonnellate, selezionando i migliori fornitori di Piemonte, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania e in particolare dell’Emilia.

L’Appennino Food Group è l’unica azienda di tartufi al mondo ad essere una S.p.a. con obiettivi importanti: mirare ai 16 milioni di euro di fatturato, rinnovare la struttura (da 1500mq a 4700mq.) e i comparti produttivi, incrementare il mercato USA e aprirne di nuovi (in 50 Paesi) ampliare le presenze nelle fiere internazionali e stipulare contratti con le più grandi catene alberghiere internazionali. Senza dimenticare gli habitué sotto casa: La buca di san Pietro (che ora ha chiuso) il Pappagallo di Ezio Salsini (che adesso ha cambiato gestione) il Nuovo Roma a Calderino di Nanni e Amerigo, a Savigno, che fu uno dei primi clienti…

Appennino Food Group S.p.A.
Via del Lavoro, 14/B
40053 Loc. Savigno
Valsamoggia (BO)
+39 051 960984/5

Orari di apertura al pubblico:
Lunedì / Venerdì:
8.30-12.30 / 14.30-17.00

www.appenninofoodgroup.it


...merenda con degustazione

Una merenda contadina nella rustica cornice della cantina, assaggi, racconti e tradizioni che portano in un mondo dove scoprire tutti i sapori dell’inverno e dei grandi vini di Fattoria Nicolucci.
Tradizioni, sapori agresti e racconti sui riti di passaggio stagionali, venite assieme a noi in una vera Cantina dove imparerete e assaggerete direttamente la Vera Romagna Rurale!
Tanti assaggi di piatti dal sapore di una volta vi aspettano, assieme alle degustazioni dei grandi vini prodotti in azienda, in questa merenda culturale dove imparare a conoscere tutti i segreti e le suggestioni di questo speciale periodo dell’anno legato a San Martino.

Iscrizioni entro il 10 novembre p.v. scrivendo a:
holami68@icloud.com o via Whatsapp a MICAELA (formatrice Slowfood) 366 4444131
Costo della esperienza e degustazione € 20 (da regolare in loco)

Orario ore 16:00 – Durata circa 90 minuti

presso:
Fattoria Nicolucci
Via Umberto I,21 47016 Predappio Alta
Predappio FC

Un bel posto da visitare nei dintorni:
La diga di Ridràcoli è una diga ad arco-gravità che sbarra il corso del fiume Bidente nei pressi dell’abitato di Ridracoli a Bagno di Romagna (FC) formando l’omonimo lago artificiale. È una delle dighe più grandi e importanti dell’Emilia Romagna e dell’Italia settentrionale.

Tutta la struttura della diga è stata realizzata con impiego di inerti, sabbia e pietrischi a granulometria appositamente studiata con dimensione massima di 12 cm, legati con cemento pozzolanico tipo 325 a basso sviluppo di calore. Pur trattandosi di una opera in calcestruzzo semplice si è fatto un alto uso di barre d’acciaio. Il costo di costruzione è stato innalzato dalla distanza delle fonti di approvvigionamento dei materiali: le sabbie venivano dalle cave di San Bartolo di Ravenna, la ghiaia dal fiume Marecchia, dal Metauro e dal Tevere.

Il lago prospiciente (di Ridracoli) ha una superficie di 1,035 chilometri quadrati, è profondo 92 metri e può contenere fino a 33,06 milioni di metri cubi di acqua in cui vivono pesci ciprinidi (alburno, barbo, carassio, carpa e tinca.) e salmonidi (trota di lago, temolo, coregone lavarello, salmerino di fonte e alpino).

Ideale per percorsi di trekking, picnic all’aperto, escursioni in battello elettrico, giri in canoa, mountain-bike, queste sono solo alcune delle attività che è possibile fare in quest’area. Tutto il territorio attorno alla diga è segnato da diversi percorsi naturalistici.

E, una capatina nel cesenate, a Sarsina?
Si trova nella valle del fiume Savio, nell’Appennino tosco-romagnolo; dista 32 km da Cesena e 50 km da Forlì. La vetta più elevata all’interno del comune è il monte Facciano (935 m) nei pressi della frazione Quarto. Il territorio comunale è composto da una zona principale e da 2 exclave. Sarsina – la città che ha dato i natali a Tito Maccio Plauto: il più grande commediografo latino, il gigante che torreggia ai primordi della letteratura latina, il padre della commedia occidentale. Sarsina è nota per la sua basilica concattedrale (della diocesi di Cesena-Sarsina) che fu eretta tra X e il XI secolo, in stile romanico, su un edificio preesistente di epoca romana o paleocristiana. Essa è dedicata a San Vicinio (vissuto fra III e IV secolo) colui che la devozione popolare ritiene il primo vescovo della chiesa sarsinate e patrono della città.  All’interno si conservano le spoglie del santo e la sua taumaturgica “catena”.
La tradizione afferma che san Vicinio, fosse un eremita ritiratosi su un monte che ancor oggi porta il suo nome (monte san Vicinio, nel comune di Mercato Saraceno) per condurre una vita di preghiera e penitenza. Egli sarebbe stato indicato ai sarsinati come vescovo della loro città direttamente da Dio, e anche dopo la sua elezione avrebbe proseguito la vita eremitica. Come pratica penitenziale, il Santo soleva indossare un collare di ferro, a cui appendeva una pietra per appesantire il collo. L’oggetto in questione, costituito da due bracci uniti da un duplice snodo e terminanti con due anelli combacianti, secondo una ricerca scientifica operata presso l’Università di Bologna, la catena, sarebbe di incerta origine e da attribuire ad un’epoca contemporanea o precedente la vita del Santo. Attualmente il collare è usato per benedizioni. Per i credenti, infatti, esso avrebbe effetto taumaturgico su chi è soggetto a possessioni diaboliche e sugli infermi. Si è solito dire che “La Catena” è la mano del Santo che con la sua potente intercessione presso Dio, dona la grazia a tutti coloro che giungono fino al suo altare in devoto pellegrinaggio.  Ogni 28 agosto a Sarsina, si celebra il santo vescovo a cui il demonio stesso ammise di dover cedere.

Associazione Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Forlì e Cesena
Piazza della Libertà, 9C – 47032 Bertinoro Tel. e Fax 0543-444588
info@stradavinisaporifc.it; stradavinisaporifc.it – prodottidellastrada.it


“Quel gran genio del mio amico, lui saprebbe cosa fare… con un cacciavite in mano fa miracoli…”

Il riferimento della strofa di “battistiana” memoria, si addice perfettamente al signor Gaetano Maccari che in effetti ha fatto tutto da solo, costruendo e modificando macchinari proprio come li voleva lui e con che risultati…

Premessa: in Italia la pasta secca è tradizionalmente (ora anche per legge) confezionata con il prodotto della macinazione del grano duro (Triiticum durum) appunto la semola. Mentre con il grano tenero (Triticum vulgare) si fa la farina per la pasta all’uovo, per il pane ecc..  Morfologicamente i due tipi di grano non presentano differenze clamorose: il chicco di quello duro è leggermente più oblungo e d’aspetto quasi traslucido, mentre il chicco di grano tenero è opaco e tondeggiante. Il primo cresce nei terreni assolati del Sud Italia, quello tenero preferisce il clima più umido e tranquillo della Pianura Padana. Da questo, l’origine della differenza dei consumi tra pasta secca al Sud e pasta all’uovo al Nord.
Detto ciò, tenendo a mente il tal Manzetti che a metà XIX secolo realizzò la prima macchina impastatrice e, per questo – attestandogli doverosa gratitudine – consideriamo che abbiamo dovuto aspettare circa 150 anni perché un pari genio, con le sue realizzazioni e modifiche potesse riempire il mercato di pasta di semola di grano duro: quella secca, a sezione tonda  (vermicelli o spaghetti) a sezione forata (bucatini e ziti) anche rettangolare o a lente (trenette e linguine o bavette) a spessore largo (lasagne e reginette) e pure di pasta fresca all’uovo bio, anche al farro bio e pure di ottima “fresca” ripiena!

Chi? Come? Dove? Semplice: il suo nome è Gaetano Maccari (classe ’63) fa pasta esattamente come la faceva sua madre, ruvida e porosa, proprio realizzata con ingredienti italiani Dop e Igp, nel rispetto dei migliori metodi artigianali, ma lui la fa con le macchine che ha modificato ad hoc: trafilatura al bronzo a lenta estrusione, triplo impasto lento a bassa temperatura ed essiccazione sempre “slow”… così riesce a produrne più di 250 quintali al giorno con 87 dipendenti (di cui 64 donne)… Ah, tutto questo succede a Camerino (in provincia di Macerata, regione Marche, territorio da sempre vocato alla preparazione di eccellenze enogastronomiche, ma anche con le complicazioni di un territorio “violentato” dai terremoti del 2016 prima e dello scorso anno poi, senza contare la pandemia…).

Oggi, l’azienda di Gaetano Maccari – La Pasta di Camerino – è una gran bella realtà del tessuto economico locale (è il best brand di “Entroterra Spa” in zona Torre del Parco): con 400 referenze fattura 26,5 milioni di euro, vende l’85% della produzione in Italia e il resto lo esporta negli States e in Australia.  A gestire i vari reparti – industriali, commerciali, amministrativi, ci sono persone giovani, ma capaci e fidate, tra cui Federico, direttore generale (e “ceo” amministratore delegato) che segue la gestione quotidiana dell’azienda e motiva i dipendenti e Lorenzo, direttore operativo, impegnato dal packaging alla pubblicità, stampa e TV (è in onda in questo periodo lo spot di Pasta di Camerino sulle maggiori reti nazionali); naturalmente il cognome dei due ragazzi è lo stesso del fondatore “self made man” Gaetano, che con la moglie, Mara Mogliani, sono tutti… Maccari!

Famiglia Maccari seguendo la più logica delle deduzioni, ha basato la produzione con quanto richiedeva il mercato: materie prime di ottima qualità, lavorate nella migliore delle maniere, creando il prodotto che voleva il consumatore, soddisfandolo con una variegata gamma, un’ottimale distribuzione, preferendo GDO e punti vendita di qualità, considerando un mirato posizionamento (l’immagine all’interno del mercato rispetto alla concorrenza) un giusto prezzo di vendita e un packaging che identifichi subito il brand per confermare la scelta dei clienti già fidelizzati, evidenziando subito anche la provenienza italiana (fondamentale per la pastasciutta!) e, così facendo… in poco più di vent’anni, “La Pasta di Camerino” è diventato il terzo player nazionale del settore! Complimenti signori Maccari!

Naturalmente, nel vivacissimo mercato alimentare, le posizioni non sono mai acquisite definitivamente. Bisogna restare vivi e attivi, dunque occorre avere sempre qualcosa di nuovo da presentare e proporre come la tracciabilità al 100% e la “chicca” del QR Code in ogni confezione di La Pasta di Camerino, per ottenere info “fresche” sull’azienda.  Le innovazioni di casa Maccari, arrivano (appunto) con il “fresco”: pasta ripiena di altissima qualità (senza acqua né additivi) realizzata impastando uova fresche con farina di alta qualità di grano tenero, semola di grano duro o con una miscela di entrambe, riempita con svariati tipi di farcitura (carne delle migliori razze bovine: Chianina, Marchigiana e Romagnola, Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp compreso, poi Prosciutto di Parma e Parmigiano Reggiano Dop) per portare sulla tavola degli italiani i sapori della tradizione, per soddisfare ogni esigenza dei clienti e anche per crearne di nuove e golose, con ricette originali e di facile realizzazione.
Davvero ottimi i tortellini al “Prosciutto di Parma DOP” e Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp in comoda confezione da 500 g. con due blister separati da 250 g. (proprio squisiti! Detto dal redattore, petroniano doc… NDR)

E tra le novità, occorre menzionare la nuova Pasta Hammurabi di grano antico monococco macinato a pietra, pasta che favorisce un buon metabolismo, regolarizzando il transito intestinale e prolungando il senso di sazietà. Hammurabi è ricca di tanti preziosi nutrienti! Tra gli altri il fosforo che contribuisce al normale metabolismo energetico, alla normale funzione delle membrane cellulari e al mantenimento di ossa e denti sani.  L’elevato contenuto di proteine (circa il 22%) e fibre, assicura la crescita e il mantenimento della massa muscolare, davvero ideale per gli sportivi.  Se è poco…

A confermare le giuste scelte aziendali, sono arrivati gratificanti encomi e premi: tra gli altri La Pasta di Camerino vincitrice de La migliore pasta italiana per il rapporto qualità/prezzo (menzione speciale “Un Affare di Famiglia”) poi il Premio CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) Bandiera Verde dell’Agricoltura 2020 e, non si possono non citare, 7 scudetti, 2 Champions, 1 mondiale FIVB, 7 Coppe Italia, 3 Coppe CEV, 4 Supercoppe Italiane e 1 Challenge Cup, tutti trofei vinti dalla Lube Volley, squadra di pallavolo di serie A di cui La Pasta di Camerino è sponsor!
Congratulazioni famiglia Maccari, sempre vincenti!

Entroterra – Società Cooperativa Arl
Località Torre del Parco, 1
62032 Camerino MC
Telefono: 0737 640498
www.lapastadicamerino.it
lapastadicamerino@virgilio.it


Corso di Scienze Gastronomiche all’università di Camerino: le conoscenze relative al cibo, elemento materiale e culturale raccontate e analizzate in modo più o meno scientifico…

Week end tra le strutture UNICAM per il rettore ing. Graziano Leoni, professore ordinario di progettazione delle strutture architettoniche e problemi dell’edilizia storica (neoeletto rettore UNICAM, per il sessennio 2023/29) e il prof. Gianni Sagratini, che oltre ad essere il direttore del corso di scienze della gastronomia, è anche direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute (forse considerando il nesso tra elementi del cibo e medicinali… NDR).  I docenti hanno amabilmente accompagnato la delegazione di giornalisti enogastronomici provenienti da tutta Italia, nella visita dell’Ateneo, riferendosi, proprio per le competenze specifiche dei giornalisti stessi, in particolar modo al corso di scienze della gastronomia. Non potevano mancare nel giro di prassi dei locali dell’ateneo, il “ChIP” (acronimo di CHemistry Interdisciplinary Project) che è la nuova struttura dell’università di 6500 metri quadri, in cui sono collocati 44 laboratori e altrettanti uffici, con sale studio e una per conferenze, il simulatore sismico, con il quale sono state effettuate “prove di resistenza” per determinare i migliori  componenti per l’edilizia e i modi di costruzione dello stesso ChiP e, l’Orto botanico Carmela Cortini, in centro a Camerino.

Infine, docenti, giornalisti e accompagnatori, hanno visitato proprio l’Orto botanico intitolato a Carmela Cortini (titolare per anni della cattedra di Botanica Sistematica) sito dietro al Palazzo ducale di Camerino, ideale passaggio tra passato e futuro, in un racconto intriso di storia e scienza che la professoressa Maria Luisa Magnoni, camerte da sempre e curatrice pro tempore di quel bellissimo posto (che nel 2028 festeggerà ben 200 anni) in veste di padrona di casa, ha descritto alcuni fiori, foglie e cespugli (di oltre mille piante e 500 aiuole lì esistenti) spiegandone aspetti, caratteristiche e le molte curiosità tipiche del mondo vegetale, appassionando tutti. Come spesso accade – specie con le signore con il “pollice verde” presenti – che riconoscendo orchidee, ortensie, fiordalisi e geranei, peonie e giacinti, ninfee e pesci rossi nella vasca, compresi, anticipavano la professoressa… e lei, con buona pazienza, illustrava in modo “scientifico”, i fenomeni delle tante varietà che si incontravano passando tra aiuole e sentierini. Curiose alcune stranezze raccontate dalla prof. anche molto singolari: dal Ginkgo biloba “femmina” che produce semi (che sembrano susine) che maturando in autunno, quando cadono al suolo, emetteno un odore nauseabondo, fino ai semi di certe orchidee, che ce ne vogliono oltre un milione per fare un grammo di peso, contrariamente al seme della palma delle Seychelles, che arriva – da solo – a pesare anche 20 chili! Di fianco all’entrata dell’orto, infine, la serra tropicale con le piante del caffè, delle banane, della papaia, del cotone, del pepe, fino a quella della canfora e, ancora, dal pimento all’Ylang ylang. Sullo sfondo dei fiori di zafferano e del corbezzolo appena sbocciati, finiva una visita a cui non sarebbe bastata dedicare una settimana per viverla davvero, come si dovrebbe effettuarla…

L’UNICAM (Università di Camerino) è struttura universitaria di prim’ordine, non solo per il percorso di studi che propone con le sue Scuole di Ateneo (Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Farmaco e Prodotti della Salute, Giurisprudenza, Scienze e Tecnologie) ma è anche l’ambiente ideale per studiare il cibo, assumendo le dovute competenze tramite  “Scienze Gastronomiche”, che si avvale di strutture e laboratori tecnologicamente all’avanguardia (e anche a livello architettonico, dopo le debite ricostruzioni per il terremoto patito nell’ottobre 2022) tutto ciò perché Camerino è un territorio da sempre vocato alla preparazione di eccellenze enogastronomiche… la sua storia lo conferma!

Per ora sono 1700 gli studenti iscritti e 55 i docenti incaricati di portare a termine la “triennale” equipollente a tutti i diplomi universitari di tale durata, o di altro titolo di studio conseguito all’estero riconosciuto idoneo che abilita per poi conseguire la laurea “magistrale” (dopo aver conseguito 120 CFU – Crediti Formativi Universitari – con un massimo di 12 esami). Il corso di Scienze Gastronomiche fornisce una solida preparazione scientifica riferita all’intera filiera gastronomica, attraverso le discipline delle scienze degli alimenti e della nutrizione, del management e marketing, del food design, del diritto alimentare e della storia e cultura dell’alimentazione.

Cosa si studia?
Il ciclo si sviluppa in tre anni, con attività organizzate su base semestrale; alcune di queste prevedono esercitazioni in aula o in laboratori didattici all’avanguardia, altre in aziende, altre prevedono la partecipazione ad eventi enogastronomici e viaggi didattici. Il percorso è multidisciplinare e articolato in discipline tecnico scientifiche, ma anche storico culturali, antropologiche, economiche, di food design, di marketing e comunicazione.
Oltre alle attività formative di base e caratterizzanti che compongono il corso di studi, nell’arco dei tre anni ne sono previste anche a scelta, compreso uno stage professionale di 275 ore, per poi concludere l’intero ciclo, con la canonica tesi di laurea.

E dopo?
La laurea in Scienze Gastronomiche prepara esperti professionisti nel campo del “food and beverage”, in particolare negli ambiti della produzione, preparazione e marketing di cibi e bevande, in grado di promuovere e valorizzare i prodotti e i territori di appartenenza. L’attività professionale si svolgerà in aziende agroalimentari, del turismo e della ristorazione, in enti dediti allo studio e alla valorizzazione della qualità degli alimenti e delle tipicità, in enti dediti all’educazione, alla ricerca, alla formazione alimentare e alla comunicazione gastronomica. Alla fine si ottiene una solida base scientifica per affrontare i complessi aspetti culturali che ruotano intorno al mondo del food and beverage, fornendo una preparazione trasversale che muove da ambiti scientifici e passa per ambiti antropologici, di comunicazione e marketing, di diritto, di design, di management. Con la laurea acquisita, si struttura la figura del “manager della gastronomia”, cioè di colui/colei che conosce la composizione dei cibi e delle bevande, i loro processi produttivi, che li sa raccontare e divulgare, che ne conosce la storia, anche legata al territorio d’origine, che li promuove, sia in ambito nazionale che internazionale.

La laurea in Scienze Gastronomiche dà la possibilità di inserirsi nelle aziende del mondo lavorativo dell’enogastronomia, agroalimentari, del turismo e della ristorazione, negli enti e nelle imprese dedite alla valorizzazione e alla promozione degli alimenti e delle tipicità, in quelli che operano nel settore della formazione e all’educazione alimentare; è possibile anche riferirsi ad imprese, enti, associazioni che fanno del cibo il loro “asset” centrale. Se poi si vogliono proseguire gli studi, l’accesso è diretto per la laurea magistrale in LM-GASTR; e sempre in UNICAM si può proseguire per ottenere alcune lauree magistrali come Nutrition, Functional and Sustainable Food, e Nutrizione per il Benessere e lo Sport, oppure in corsi e master offerti dall’Ateneo.

Dunque, è evidente che UNICAM, è università con ambizioni europee, da sempre impegnata a sviluppare un’offerta didattica differenziata: i master altamente innovativi, la delocalizzazione delle attività didattiche istituzionali attraverso l’adozione delle più moderne tecnologie telematiche e l’attesa media per la prima occupazione, che per la maggior parte dei laureati UNICAM è inferiore a un anno, lo testimoniano.

Probabilmente è proprio dal suo cuore antico – l’Università di Camerino è stata fondata il 20 settembre 1336 e dal 1958 è università statale – che scaturiscono continuamente idee e soluzioni innovative che fanno di UNICAM un’antica ma costante novità che la porta a rappresentare una delle più interessanti e innovative realtà italiane in grado di evolversi ed affrontare le sfide del tempo, rimanendo sempre fedele a se stessa, ai propri valori, alla propria lunga tradizione.  UNICAM affonda quindi le proprie radici nel passato, ma cresce e si migliora guardando al futuro.

Docenti di riferimento:
GIANNI SAGRATINI, EMANUELA CAULINI, FABIO DEL BELLO, GIOVANNI CAPRIOLI, ROSITA GABBIANELLI, CINZIA MANNOZZI, ELISABETTA TORREGIANI, MASSIMO NABISSI.

Rettorato: Campus Universitario
via D’Accorso 16 62032 Camerino
segreteria.rettore@unicam.it

Università degli Studi di Camerino
Piazza Cavour 19/f 62032 Camerino MC
Numero verde: 800 054 000
(lun-ven: 8.30-13.30 lun-mer 15.00 -18.00)
segreteriastudenti.scienze@unicam.it


Anche quest'anno "Loison Pasticceri" si è aggiudicato quattro premi al Merano Wine Festival

Presenti al Merano Wine Festival ininterrottamente alla manifestazione dal 2016, anche quest’anno la partecipazione di Loison Pasticceri alla Gourmet Arena si afferma con i WineHunter Award, che testimoniano la qualità superiore di dolci sempre in equilibrio tra artigianalità e avanguardia.

Anche quest’anno Loison Pasticceri si è aggiudicato quattro premi al Merano Wine Festival, riconoscimento di autentica eccellenza assegnato dalle 8 commissioni di assaggio, guidate da The WineHunter Helmuth Köcher, che ogni anno valutano in base a criteri di qualità, gusto, originalità e innovazione. I dolci premiati sono tutte novità 2023, due Panettoni (catalogo Inverno) e due Filoni (disponibili tutto l’anno):

Award Oro Panettone Pera Cioccolato. Novità Natale 2023, è realizzato con canditi di Pera Williams senza solfiti e un blend personalizzato di cioccolato del Sudamerica

Award Oro Panettone Arancia Cioccolato. Novità Natale 2023, è valorizzato con scorze di arance di Sicilia di qualità superiore e cioccolato Cru monorigine

Award Rosso Filone Albicocca Basilico. Novità 2023 e in commercio in ogni stagione, è un’accoppiata di ingredienti insolita e innovativa

Award Rosso Filone Arancia e Cioccolato. Novità 2023 sempre disponibile, è prodotto con succose arance candite di Sicilia a una particolare variazione di cioccolato monorigine.

Perché solo a Natale?
Certo non è facile immaginare che, da sempre gustato durante le festività natalizie, il Panettone possa entrare a far parte del nostro menu quotidiano; ma basta osservare l’impegno di chef, amici, blogger o semplicemente appassionati che hanno realizzato le splendide ricette proposte da Loison per convincersi del contrario. E soprattutto, sorprende la facilità di realizzazione: non relegata a complicati artifizi, ma semplicemente un po’ di creatività e la giusta dose di passione!

Insolito Panettone è un progetto digitale che raccoglie le visioni e le idee creative di chef, amici e appassionati del mondo enogastronomico, uniti dalla voglia di superare certi schemi culinari tradizionali, contribuendo alla diffusione del Panettone come prodotto versatile, svincolato dai soliti cliché a cui siamo abituati. Insolito Panettone è il risultato dell’incontro tra competenze e professionalità diverse, complementari e funzionali ad un nuovo modo di vedere ed utilizzare il Panettone: un ingrediente estremamente duttile, ideale sia per ricette dolci che salate.

insolitopanettone.com

DOLCIARIA A. LOISON SRL
Via Pasubio, 6
Costabissara (VI) – Italy
Tel: +39 0444 557844
Email: loison@loison.com


Regione Marche: da cinque secoli è la terra dei frati Cappuccini

Cinquecento anni di storia da festeggiare organizzando l’evento nei prossimi cinque anni. E’ il programma di “Marche, terra dei Cappuccini” che, da quest’anno al 2028, in vari luoghi della regione (l’unica al “plurale” tra le italiane) celebrerà la fondazione dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, avvenuta il 3 luglio 1528 certificata con bolla papale “Religionis zelus”.

Il cammino dei Cappuccini oggi arriva là – nelle Marche – dove, tutto ebbe inizio. In questo monastero, già ospedale per peregrini che nel medioevo percorrevano la via Lauretana per portarsi a Loreto, prese vita il primo convento dell’Ordine dei Cappuccini, i cui frati, dal piccolo Ducato di Camerino, hanno raggiunto il mondo, per portare Vangelo e aiuto: oggi sono più di 10 mila confratelli sparsi nei 5 continenti, in ben 110 nazioni.

Una storia voluta dal frate francescano Matteo da Bascio e iniziata a Camerino dove, predicando la Parola di Dio ai poveri, nell’osservanza più letterale possibile della “Regola di san Francesco“, visse come un eremita. Dal Convento di Camerino, dal primo al 3 luglio prossimo, prenderà il via il progetto celebrativo quinquennale che attraverserà i luoghi simbolo dell’ordine nelle Marche. Si partirà con la “Festa della Scintilla”, titolo preso a prestito dal romanzo “Lo spirito dei Cappuccini” scritto da fra’ Sergio Lorenzini (ministro provinciale dei frati minori Cappuccini delle Marche, padre superiore che guida la comunità dei frati di Camerino). La “scintilla” richiama la preziosa energia che, tuttora, si legge nelle memorie architettoniche e urbanistiche (anche quelle ancora rimaste danneggiate dal terremoto dell’ottobre del 2022).

Le celebrazioni (con visite guidate, spettacoli, passeggiate tra archivi, biblioteche e natura) si svolgeranno a Sarnano dal 25 al 27 agosto e a Cingoli, il 14 e 15 ottobre, alla scoperta dei tesori spirituali, culturali, artistici che hanno fatto dei Cappuccini, uno dei più popolari e diffusi ordini religiosi al mondo. Con i frati, la collaborazione di Regione Marche, dei quattro atenei marchigiani (Università Politecnica delle Marche, quelle di Camerino, di Macerata e la “Carlo Bo” di Urbino) delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e della Soprintendenza archivistica e bibliografica delle Marche. Proprio nelle Marche la storia si riverbera nelle memorie architettoniche e urbanistiche, nelle testimonianze artistiche e culturali, nei fondi librari e negli archivi custoditi nelle 15 città dove i Frati Minori Cappuccini sono presenti, con tracce in altri 33 Comuni marchigiani.

A differenza dei monaci, spesso uomini stanchi della violenza e del male del loro tempo, che  cercavano conforto nella fede abbracciando uno stile di vita ascetico e solitario, dedicandosi alla preghiera e alla vita contemplativa e che essenzialmente vivevano in solitudine più o meno ristretta (come trappisti e certosini) invece, i frati francescani  (come pure i domenicani) fin dalle origini dedicarono la propria esistenza all’imitazione di quella di Gesù, vivendo in povertà, castità e ubbidienza, abitando in comunità.

I monaci contano 10 ordini, cioè: Benedettini, Camaldolesi con 3 congregazioni; Vallombrosani, Silvestrini, Olivetani, Benedettini Armeni o Mechitaristi con 2 congregazioni, Cisterciensi con 4 congregazioni, Certosini, Antoniani con 4 congregazioni e Basiliani con 5 congregazioni.  L’Ordine francescano, invece, si suddivide in frati minori, clarisse e laici (quest’ultimi detti terziari francescani).

Ma chi sono i frati Cappuccini?
Quella dei frati minori Cappuccini è la terza grande famiglia di frati francescani sorta sul tronco robusto dei frati minori osservanti nel 1525, appena nove anni dopo che quelli avevano ottenuto la piena e totale indipendenza dal ramo originale. La vita dei Cappuccini unisce l’azione al ritmo quotidiano che alterna sapientemente il tempo tra la contemplazione e l’impegno apostolico e soprattutto il predicare nel mondo la Parola di Dio. Così tutta la loro vita è compenetrata da spirito apostolico e tutta l’azione è plasmata dallo spirito di preghiera. Il responsabile dei Cappuccini è stato pure membro della Commissione preparatoria per il Capitolo generale del 2018, che ha eletto Ministro al primo scrutinio, fra’ Roberto Genuin, nella votazione del 3 settembre 2018 (durante l’85° Capitolo Generale a Roma).

Gli Ordini mendicanti (che comprendono domenicani, francescani e in seguito carmelitani e agostiniani) furono così definiti perché si facevano portavoce di un ideale di povertà che li spingeva a trarre l’unico sostentamento dalle offerte dei fedeli, anziché dalle rendite di fondi o da proprietà e si dedicavano essenzialmente ai più poveri della società e agli emarginati. I francescani, infatti, si chiamarono anche “frati minori” in segno di umiltà, perché a quel tempo i “minori” erano proprio i più poveri e vivevano – come oggi – esclusivamente di elemosine e di offerte raccolte tramite la questua, in un clima di fratellanza e comunione, tra loro e le persone che aiutano. Oggi quello dei frati Cappuccini è uno tra i più grandi Ordini religiosi al mondo.

Il cammino per diventare frate francescano, comincia nel momento in cui un giovane sente la vocazione, o almeno il desiderio di consacrarsi al Signore e nel seguirLo. Importante è la buona conoscenza personale con un bravo frate francescano, con cui avviare un dialogo sincero e aperto, presentandogli desideri, sogni, dubbi e timori. Spesso, insieme ad altri che hanno le stesse motivazioni, il giovane inizia il cammino di discernimento.  Fondamentale a questo punto è vivere in una comunità francescana o in luoghi dove i frati operano e si spendono (parrocchie, santuari, missioni, con i poveri…) facendo esperienza e iniziando a conoscere più da vicino la realtà monacale. Il postulato è la seconda grande tappa nel cammino vocazionale e, il giovane, entra in convento pur essendo ancora laico e sperimenta concretamente la vita quotidiana dei religiosi, continuando verso la tappa successiva, che sarà il noviziato.  Questa è l’occasione in cui, con una cerimonia religiosa molto semplice, il giovane indossa i panni della prova, come li chiamava san Francesco nella sua Regola (due tonache e il cingolo di lana bianco, con i tre nodi che ricordano i voti di obbedienza, povertà e castità). Il noviziato dura un anno e si svolge ad Assisi presso la Basilica e la Tomba di san Francesco, cuore del francescanesimo e casa madre di tutti i frati. Dal giorno della vestizione a quello della professione temporanea dei voti, il giovane vive da “frate tra i frati” e muove i primi passi alla sequela di Gesù e di san Francesco. Ora, dopo aver studiato la Regola, il Testamento di Francesco, le Costituzioni e i testi normativi, compie la prima importante scelta: donare la propria vita al Signore, sull’esempio di san Francesco… Al termine dell’anno di noviziato, dopo aver compiuto le varie tappe del discernimento e, dopo l’approvazione del Maestro e del Ministro provinciale, il novizio potrà emettere la professione temporanea dei voti, cioè l’impegno ad abbracciare la vita francescana in toto. Al novizio – ora frate – si apre un ulteriore tempo, il post-noviziato, caratterizzato perlopiù dallo studio della teologia (affrontando il baccalaureato in teologia) e dai primi servizi pastorali, per continuare il discernimento iniziato e confermare definitivamente il percorso intrapreso.

A completare l’“outfit” del frate francescano novizio dei nostri tempi, ci sono i sandali, che un tempo erano realizzati a mano con ogni materiale di fortuna che si riusciva a recuperare: hanno semplici suole di cuoio allacciate ai piedi con strisce di pelle (san Francesco preferiva camminare scalzo…) ma ci sono anche quelli realizzati a mano dai monaci dell’Atelier de l’Etoile, nel monastero di Betlemme (Francia) di grande pregio e altissima qualità, un prodotto artigianale al 100%.

Sempre per i novizi, poi, era prevista la tonsura, cioè la bizzarra pratica di radersi il capo lasciando solo una frangia a fare da corona. La tonsura ecclesiastica consiste essenzialmente nel taglio di cinque ciocche di capelli (eseguito con le forbici dal vescovo o da un suo delegato) come simbolica forma di rinuncia al mondo e come segno di distinzione tra chierici e laici (la forma che i capelli assumono è detta chierica). A completamento dell’“immagine” i frati riformati adottarono il cappuccio a punta, tipico degli eremiti camaldolesi e l’uso di portare la barba lunga. Il nome “cappuccino” deriva proprio da questo e… per analogia etimologica, la nota bevanda – il caffè con la schiuma di latte – pare sia stato inventata nel 1683 a Vienna, da Marco d’Aviano, appunto un frate cappuccino….

«Pax et bonum»

Programma della Festa della Scintilla

Sabato 1 luglio alle 17.30, lo spettacolo “Il dono di Caterina”, piccola rievocazione storica sulla nascita dei Cappuccini, alle 20, cena rinascimentale e alle 21, spettacolo di Frate mago e serata musicale con “Clara People”.

Domenica 2 luglio alle 7.30 e alle 10.30 Santa Messa in convento; alle ore 9, camminata intorno al convento alla scoperta della vegetazione locale e Santa Messa all’aperto (scelta tra i percorsi lunghi 2 km e 8 km); alle 13, Pranzo a buffet con la cucina del convento; alle ore 17, incontro di Fra Fabio Furiasse, direttore dell’archivio storico dei Cappuccini delle Marche su “I Cappuccini: chi sono?”; alle 19.30, cena con ricettario dei Cappuccini e serata musicale con “Familja Iljazi”.

Lunedì 3 luglio alle 9.30, i giochi di una volta per piccoli e nonni; alle 12.30, primo offerto dai Frati; alle 16, due eventi: per i sportivi “Pedalando sui luoghi della scintilla cappuccina”, ciclo pellegrinaggio (22km) possibile noleggiare le bici; per i curiosi: “Caccia al tesoro cappuccina”; alle 19 merenda-cena e alle 21.15, Messa sotto le stelle.

Salvo per le messe, la prenotazione per tutti gli eventi è obbligatoria.
Pranzi e cene al 0731632534 o 3458855294 (Pro Loco); Cammino 3474249522 (Giorgio) o 32926099 (Giulio) o ancora 3288604207 (Ermanno); per il Ciclo pellegrinaggio 3388384624 (Gianni); i giochi del lunedì 3492801142 (Maria) e 3392801237 (don Marco).

Evento nell’evento

Nell’ambito dei festeggiamenti per i cinque secoli dei Cappuccini, un momento della festa sarà tutto per padre Mario Pigini, lo storico del convento di Camerino, che nel 2028 taglierà il traguardo del secolo di vita – un quinto degli anni del Convento! – di cui oltre 70 anni dedicati alla vita clericale! Padre Mario sa tutto del convento, dal museo alla chiesa, dalla biblioteca ai giardini e tra le sue esperienze, può annoverare diversi incontri con Padre Pio da Pietrelcina, oggi san Pio, cappuccino pure lui!

Iniziativa per i pellegrini

Per ripercorre l’avventurosa storia che ha segnato la nascita della riforma francescana, 500 anni fa, basta attraversare a piedi, in bicicletta, a cavallo… la dorsale interna delle Marche in 17 tappe, per quasi 400 km (da Fossombrone ad Ascoli Piceno) tra incantevoli, montagne, boschi ricchi di vita, dolci colline, laghi (e, sullo sfondo, c’è anche il mare!). Il cammino è pensato per essere percorso in un’unica direzione – da nord a sud – perché segue la narrazione della storia dei Cappuccini, come raccontata nel romanzo “Lo spirito dei Cappuccini” da fra’ Sergio Lorenzini.

Il percorso effettuato sarà garantito dalla credenziale che è il passaporto ufficiale del pellegrino e attesta il Cammino dei Cappuccini che si sta compiendo. Serve anche per accedere a tutte le strutture recettive e di ristoro che riservano dei prezzi agevolati ai pellegrini. Ad ogni tappa, nella credenziale vanno apposti i relativi timbri quotidiani e, al termine del pellegrinaggio, consentono il rilascio del Testimonium, la pergamena che certifica il compimento del viaggio.

Per effettuare una donazione a: Provincia Picena (Marche) dei Frati Minori Cappuccini
IBAN: IT29 R030 6909 6061 0000 0077 964

Per ricevere la credenziale compilare il form:
https://www.camminodeicappuccini.it/materiale-utile/la-credenziale/

Convento dei Frati Minori Cappuccini
Viale San Gregorio, 5 Loc. Renacavata
Camerino MC
Tel.: 0737 644480 – 338 92.89.046
www.cappuccinimarche.org

Facebook-f
cappuccinimarche.org

Instagram
vocefrancescana.it


A Camerino weekend con la "Festa del Torrone"

La nobile città ducale di Camerino, pur colpita sette anni fa dal tristemente noto sisma, sta gradualmente riconquistando la sua caratteristica fisionomia di centro storico e campus universitario a tutto tondo. Famosa nel mondo per la sua antica Università, infatti, non si è mai fatta sopraffare dagli eventi avversi, continuando a svolgere il ruolo di faro di cultura. Camerino, dunque, riparte dalla gastronomia tipica con un evento dedicato al suo prodotto più autentico: la “Festa del Torrone“, il prossimo weekend 27, 28 e 29 ottobre p.v..

Stiamo operando un rilancio della città e con essa del suo intero comprensorio – sottolinea Roberto Lucarelli, sindaco della città – ed ora che finalmente la ricostruzione sta procedendo, i tempi sono maturi per pensare ad una promozione in grande stile, capace di captare flussi di visitatori interessati ad un turismo esperienziale!”. “Lo facciamo – prosegue il primo cittadino camerte – ripartendo dall’enogastronomia, un attrattore di straordinaria potenza che vogliamo utilizzare come traino delle altre nostre molteplici risorse storiche, artistiche, culturali, naturalistiche, paesaggistiche, ambientali e folkloristiche!”.

Effettivamente il patrimonio della città è estremamente interessante e quello gastronomico, con il quale l’amministrazione comunale intende operare il rilancio, non è sicuramente da meno, disponendo di un paniere di prodotti di notevole appeal: tartufi, funghi, carni bovine ed ovine, legumi e cereali biologici, formaggi, pasta e salumi, tra i quali spicca il ciauscolo, un esclusivo salame a pasta molle che è nato proprio qui e che rappresenta un’icona della gastronomia marchigiana nel mondo. Altra icona è il Verdicchio di Matelica, il vino bianco più premiato dalle guide italiane di settore.

Tuttavia, il prodotto che la città ha eletto a suo simbolo è il “torrone di Camerino”, una tipicità molto radicata nella tradizione locale che non è mai mancato dalla tavola natalizia e che tradizionalmente veniva realizzato in ogni casa. Le sue origini vanno ricercate molto indietro nel tempo, ma il primo documento ufficiale che cita il vocabolo “torrone”, riferendosi specificatamente alla specialità giunta fino ai nostri giorni, è datato 1793, anno al quale risale un atto depositato presso il notaio camerte Stefano Ricci che cita, appunto, il goloso dolce natalizio.

Nel pomeriggio di sabato 28 ottobre si svolgerà Aspettando la Festa del torrone!, un evento che anticipa la manifestazione che tradizionalmente si tiene nel giorno dell’Epifania. A partire dalle 16:30, all’interno del “Sottocorte Village”, inizierà il Mercatino di Campagna Amica, mentre alle 18:00 Beppe Convertini darà vita ad un cooking talk show nel corso del quale si esibirà il noto chef Max Mariola. Seguirà una degustazione di torrone camerinese. Il giorno seguente, domenica 29, passeggiata al Convento dei Cappuccini di Renacavata, primo dimora dell’ordine religioso, con pranzo della tradizione.

Per chi volesse fermarsi per il fine settimana 27, 28 e 29 ottobre, la disponibilità di ospitalità nelle strutture di Camerino e dintorni può soddisfare le esigenze di tutti i turisti, anche di quelli “gourmet” più esigenti.

Segnaliamo il Relais Villa Fornari Hotel Ristorante, nuovo complesso turistico alberghiero, situato nel cuore della campagna maceratese, a un paio di chilometri dalla città Ducale, in uno dei luoghi più suggestivi delle Marche (località Le Calvie, 2 Camerino – MC).
A Villa Fornari, grande impegno viene dedicato anche all’enogastronomia, convinti che sia la parte più importante dell’ospitalità. Tutti gli ospiti  tornando a casa porteranno con sé un piacevolissimo ricordo del soggiorno a Camerino.

Come arrivare a Relais Villa Fornari:

IN AUTO
da Roma prendere l’autostrada A1 per Firenze, uscire a Orte, dirigersi verso Terni, Spoleto, Foligno, uscire per Camerino.
da Pescara uscita dell’autostrada A14 Civitanova Marche, prendere per Foligno, uscita Camerino
da Bologna uscita autostrada A14 Ancona nord, prendere per Fabriano, uscita per Camerino, attraversare Cerreto D’Esi, Matelica e Castelraimondo.
IN TRENO
Stazione di Castelraimondo-Camerino, distanza 7 Km.effettuiamo servizio gratuito di navetta.
IN AEREO
Aeroporto Raffaello Sanzio di Falconara Marittima/Ancona.
Per gruppi effettuiamo il servizio navetta.
IN AUTOBUS
Collegamenti diretti da Roma con autolinee CON.TRA.M.
Partenze quotidiane dalla stazione Roma Tiburtina.

Tel.: +39 0737 637646
Cell.: +39 328 8299990
www.villafornari.it

Concomitante la “Festa del Torrone“, “Le terre del tartufo in tour” tappa del progetto finanziato POR FESR SISMA, Regione Marche, ATIM, “Let’s Marche” – Tutte le info sull’appuntamento sul sito www.terredeltartufo.it oppure telefonando alla Pro Loco di Camerino allo 0737 632534


Spirits&Colori lancia "Bitteranza"

L’ultima creazione di Franco Cavallero, ottenuta da una complessa infusione di erbe amaricanti, piante aromatiche e frutta in una miscela di alcol e acqua in una latta molto originale è ora disponibile nel prestigioso catalogo di eccellenze proposte dal noto distributore di Reggio Emilia.

Bitteranza è una bevanda alcolica che racchiude in sé un ricco patrimonio storico e un carattere distintivo, offrendo un’esperienza sensoriale unica, grazie all’ottenimento da una complessa infusione di erbe amaricanti, piante aromatiche e frutta in una miscela di alcol e acqua. La creazione del Bitteranza segue un processo meticoloso che inizia con l’infusione di erbe in acqua a 100°C, seguita dall’aggiunta di alcol puro per una profonda macerazione. Dopo questa prima fase, le erbe vengono separate dalla soluzione liquida, ottenendo così un infuso aromatico potente, con una gradazione alcolica di circa 70% vol. Per completare il quadro sensoriale, vengono aggiunti sciroppo di zucchero, acqua distillata, alcol aggiuntivo e un colorante rosso naturale che conferisce al Bitteranza il suo caratteristico colore rosso rubino vivace e l’aroma intenso.

Il Bitteranza è una bevanda tradizionalmente associata all’orario dell’aperitivo, servita liscia e ghiacciata con una spruzzata di seltz freddo in un bicchiere precedentemente raffreddato nel congelatore. Tuttavia, la sua versatilità è notevole, poiché è utilizzata in una serie di cocktail iconici, tra cui l’Americano, il Negroni, il Milano Torino, il Garibaldi, il Boulevardier e lo Spritz. Questa bevanda, con la sua presenza in oltre 190 paesi in tutto il mondo, è ampiamente riconosciuta come un simbolo dell’arte della miscelazione.

L’origine del Bitteranza risale al Cicchetto, un locale situato nel cuore della città di Asti e inaugurato da Franco Cavallero nel 2011. È proprio al Cicchetto che le prime versioni della ricetta del Bitteranza hanno preso forma, evolvendosi fino al 2018, quando Franco Cavallero ha instaurato una preziosa amicizia con Raffaele Skizzo di Bruscella, noto showman e proprietario del Balthazar di Varese, luogo che nel corso degli anni è stato fondamentale per la concretizzazione del prodotto.

Bitteranza si presenta con un formato innovativo e rivoluzionario. Il suo packaging, una latta di alluminio completamente riciclabile e sostenibile, è in perfetta sintonia con l’obiettivo del brand Franco Cavallero Spiriti di ridurre le emissioni di CO2 e promuovere la sostenibilità ambientale.

Il Bitteranza è una testimonianza del connubio tra storia, tradizione e gusto, offrendo agli amanti delle bevande un’esperienza senza precedenti. Che sia gustato da solo o miscelato, il Bitteranza è un omaggio alla tradizione dell’aperitivo e del buon bere italiano.

Spirits&Colori è un’azienda italiana con sede a Reggio Emilia specializzata dal 2016 nella selezione, importazione e distribuzione sul territorio nazionale di distillati destinati a cocktail bar, trendy lounge bars  e ristoranti. Il suo catalogo comprende un assortimento di elevata ricercatezza, caratterizzato da piccoli produttori di acclarata qualità a livello mondiali, capaci di stupire con i propri distillati i palati più esigenti.

 

 

SPIRITS&COLORI Srl
Via del Chionso,  14
42122 Reggio Emilia
Tel. 0522.506284
spiritsecolori.it


58° Fiera Nazionale del Tartufo Bianco: Acqualagna torna a celebrare sua Maestà il Tartufo

Tra i più importanti appuntamenti del settore a livello internazionale, la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco (nei giorni 28. 29 ottobre e 1, 4, 5, 11, 12 novembre p.v.) può vantare un’offerta ampia e innovativa: all’eccellenza del tartufo – sia dal punto di vista commerciale che gastronomico – si uniscono le altre preziosità italiane attraverso un calendario ricco di eventi, performance gastronomiche e culturali, super ospiti del mondo dello spettacolo insieme ai Maestri che hanno fatto grande la cucina italiana che qui trovano la location perfetta per esprimere il meglio di sé.

Una kermesse dal sapore unico, quello del celebre Tuber Magnatum Pico e dai grandi numeri per un territorio che ha saputo distinguersi al mondo come distretto economico del prezioso tubero. Si contano duecentocinquanta tartufaie coltivate (di tartufo nero e una decina di tartufaie sperimentali controllate di Bianco pregiato), dodici punti vendita specifici di tartufo e dieci aziende che lo trasformano e lo commercializzano in tutto il mondo.

In queste giornate, Acqualagna invita i visitatori a immergersi in una tradizione secolare – in piazza Enrico Mattei – attraverso la grande mostra mercato, il salotto da gustare tra cooking show con chef stellati, esibizioni, sfide tra vip in cucina, spettacoli e degustazioni, percorsi, mostre, laboratori didattici e creativi per adulti e bambini, esperienze sensoriali, visive e olfattive insieme a momenti di grande passione nell’assaggio di un sapore unico, il più prezioso di questa terra. Da non mancare una visita al Mercato del Gusto aperto alle tipicità locali e nazionali di eccellenze agroalimentari e di artigianato.

Acqualagna, è un vero giacimento tartufigeno: detiene il primato italiano nella vendita del tartufo, patrimonio fondamentale dell’economia e della cultura gastronomia dell’area. Qui si concentrano, infatti, i due/terzi della produzione nazionale, destinati nei luoghi diversi del mondo.

Crescono qui ben quattro varietà, una per ogni stagione: il Tartufo Bianco (Tuber Magnatum Pico dall’ultima domenica di settembre al 31 dicembre)

Tartufo Nero Pregiato (Tuber Melanosporum Vitt dal 1° dicembre al 15 marzo)

Tartufo Bianchetto (Tuber Borchii Vitt dal 15 gennaio al 15 aprile)

Tartufo Nero Estivo (Tuber Aestivum Vitt dal 1° giugno al 31 agosto e dal 1°ottobre al 31 dicembre).

Con l’iscrizione gratuita al “Club Amici di Acqualagna Capitale del Tartufo”, si possono ricevere info e suggerimenti utili come il pratico “Ricettario del tartufo” oppure le quotazioni del mercato del Tartufo. Per essere sempre informati sui prezzi esiste, infatti, la “Borsa del Tartufo online” unica in Italia e consultabile al sito del comune.

Eventi nell’evento della 58^ edizione: sabato 28 novembre, dopo la cerimonia inaugurale, alle ore 11,00 circa, nell’ambito del talk show a Teatro Conti, Clemente Mimun (direttore del Tg5) riceverà il Premio Ruscella d’Oro, il più importante riconoscimento della Capitale del Tartufo, dedicato a chi ha saputo valorizzare il prodotto del territorio in modo originale.

Sabato 4 e domenica 5 novembre, “Tartufo Award”, Gara Nazionale delle Città del Tartufo, in collaborazione con Pasta Luciana Mosconi, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città del Tartufo, competizione culinaria per eleggere la città testimonial del tartufo in Italia e nel mondo (presidente di giuria Edoardo Raspelli, giornalista, scrittore, volto storico della televisione italiana).

Info:
comune di Acqualagna:
Piazza Mattei n° 9
Acqualagna (PU) Italia
Centralino tel. (+39) 0721 79671
Ufficio Turistico (+39) 0721 796741
www.acqualagna.com/fiera-nazionale/


I gioielli ittici dell’Alaska: la scelta migliore per ricette gourmet

Salmone selvaggio, black cod, ikura, granchio reale rappresentano i pesci più gettonati a livello internazionale sia per le loro peculiarità benefiche sia per la loro versatilità. 

Il salmone è senza dubbio un grande protagonista in cucina, ma la prima cosa da prendere in considerazione è la sua provenienza. Le cinque varietà selvagge dell’Alaska rappresentano quanto di meglio si possa trovare sul mercato ittico ma non solo. Ci sono anche altre specie, come il black cod, l’ikura e il granchio reale che hanno conquistato la creatività degli chef più prestigiosi. Come possiamo cucinare queste delizie anche nella nostra cucina? Vediamole in dettaglio.

Tutte le parti del salmone possono essere consumate cotte o crude (in questo secondo caso previo abbattimento). Prima di tutto consideriamo i vari tagli disponibili. Il dorso, da cui si ricava il filetto, la parte meno grassa, ha carni compatte  che si sciolgono in bocca. E’ sicuramente quella più indicata per specialità giapponesi come il sashimi o il nigiri ma è anche perfetto per preparazioni in crosta, alla griglia, trasformato in crocchette o in hamburger oltre ad essere perfetto per arricchire primi piatti di pasta o di riso. La pancia, invece, chiamata anche ventresca come quella del tonno, è particolarmente morbida e ricca di gusto, con un preciso sentore di mare. E’ ideale per quasi tutti i tipi di cottura, dalle più semplici, come la bollitura e al vapore, alle più creative, anche con l’aggiunta di erbe e di salse balsamiche. La coda, viene per lo più utilizzata per l’affumicatura per il suo sapore deciso e dà il meglio di sé nella preparazione di tartare.

Infine, troviamo i tranci, quelli, per intenderci, a forma di C. Questo taglio contiene parte del dorso, del filetto e della ventresca. I tipi di cottura sono molteplici, da quella in padella, alla griglia, al forno, al pomodoro e persino al vapore, migliori se accompagnati da una salsa olandese.

Il granchio reale è tra le chicche dell’Alaska, un’autentica prelibatezza con cui si possono preparare antipasti, primi e secondi piatti strepitosi. L’unica difficoltà è rappresentata da come ricavarne facilmente la polpa ma, con un po’ di accortezza, è difficilmente superabile. E’ ottimo da cucinare alla griglia o al vapore mentre, bollito, è perfetto per preparare condimenti per primi piatti e per la realizzazione di fantasiose tartine. Più semplice? Da provare nelle insalate, una bontà veramente unica. Oltre alla polpa si possono cucinare anche le chele. Basta aprirle nel senso della lunghezza e cuocerle al forno con una deliziosa gratinatura.

Un altro pesce molto gettonato dagli chef internazionali è il black cod, conosciuto anche come carbonaro o merluzzo nero. E’ una varietà molto pregiata, con carni bianchissime e dalla consistenza delicata. I suoi filetti sono molto versatili e possono essere preparati arrosto, alla griglia, al forno ma anche per sushi e sashimi. A New York, lo chef Nobu Matsuhisa ha creato una ricetta richiestissima. Lo fa fermentare per tre giorni in un brodo di miso, mirin, zucchero e sake. Poi viene piastrato e servito su foglia di banano con gocce di miso e zenzero. Un’altra ricetta di successo è il black cod mantecato da servire con chips di polenta. Delicatissimo e facile da preparare anche in casa.

E veniamo all’ikura, noto anche come il caviale rosso. Ed è proprio attraente, come il suo competitor nero tanche se decisamente meno costoso. Le sue palline dal colore arancio sono molto saporite e vengono utilizzate soprattutto per guarnizioni di altri piatti di pesce, di primi, di antipasti e tartine. Si ricava dalle varietà di salmone selvaggio Keta e Coho.

E bene ricordare anche altre peculiarità dei pesci selvaggi dell’Alaska. Infatti sono ricchi di proteine di vitamine, di omega 3, di selenio e, soprattutto, provengono da una pesca che avviene in acque incontaminate e sottoposta a rigidi controlli dello Stato.

Per maggiori informazioni:
www.alaskaseafood.it
FB Alaska Seafood  Italia
IG akaskaseafooditalia
L.V. Pubbliche Relazioni s.r.l
Corso Vercelli, 9
20144 Milano
www.ellevipr.it


“Tour di Autoctono si nasce”: percorso di Go Wine in sei grandi città italiane con oltre 60 vitigni rappresentati

Arriva a Bologna lunedì prossimo 23 ottobre nelle sale dell’Hotel Relais Bellaria, Autoctono si nasce…: l’evento che Go Wine promuove da alcuni anni a favore dei vitigni autoctoni italiani.

L’evento fa parte di un Tour nazionale che l’Associazione, nata ad Alba per promuove cultura del vino ed enoturismo, propone in un percorso in sei grandi città italiane.

L’iniziativa si propone di dare voce al grande patrimonio ampelografico del Paese, valorizzando e presentando insieme tante cantine di territorio, che raccontano storie e angoli d’Italia.

Complessivamente in ogni evento sono oltre 60 i vitigni rappresentati, a fianco di varietà più note e diffuse, si uniscono varietà spesso rare, prodotte anche da una sola cantina.

Spesso si tratta di vitigni che rischiavano l’abbandono o l’estinzione e che, grazie alla lungimiranza di alcuni viticoltori ed al ruolo importante della ricerca, oggi si presentano con bottiglie in grado di essere degustate e apprezzate.

“E’ un tema per noi caro che sviluppa obiettivi importanti della nostra associazione – dicono da Go Wine. Promuovere i vitigni autoctoni significa svolgere un’operazione a favore della cultura del vino in generale e dare voce alla grande ricchezza di cui l’Italia dispone in campo vitivinicolo.

Una ricchezza che si è esaltata negli ultimi anni grazie allo sviluppo che il settore ha registrato e che si manifesta anche nel complessivo numero dei vitigni che in ogni Regione caratterizzano storie di viticultura e di persone.”

All’appuntamento di Bologna partecipano complessivamente numero 49 cantine; 19 le regioni rappresentate.

L’evento si svolge dalle ore 16 alle ore 22; dopo una prima parte dedicata agli operatori del settore, la degustazione si aprirà al grande pubblico degli enoappassionati. Go Wine è presente a Bologna con un club con oltre cento soci e svolge attività da vent’anni.

Ecco l’elenco dei vitigni rappresentati in sala:

Aglianico (Basilicata, Campania, Molise), Albarola (Liguria), Ansonica (Toscana), Arneis (Piemonte), Barbera (Emilia Romagna, Piemonte), Bianchetta Genovese (Liguria), Biancolella (Campania), Bovale (Sardegna), Cannonau (Sardegna), Caprettone (Campania), Catarratto (Sicilia), Cesenese Nero (Lazio), Cianoros (Friuli Venezia Giulia), Cividin (Friuli Venezia Giulia), Coda di Volpe (Campania), Cornalin (Valle d’Aosta), Cortese (Dolcetto), Corvina (Veneto), Croatina (Emilia Romagna), Dolcetto (Piemonte), Erbaluce (Piemonte), Falanghina (Campania, Molise), Fiano (Puglia), Forgiarin (Friuli Venezia Giulia), Freisa (Piemonte), Friulano (Friuli Venezia Giulia), Fumat (Friuli Venezia Giulia), Gaglioppo (Calabria), Garganega (Veneto), Grignolino (Piemonte), Grillo (Sicilia), Lacrima (Marche), Lambrusco Grasparossa (Emilia Romagna), Lambrusco Ruberti (Lombardia), Malvasia (Lazio), Massaretta (Toscana), Monica (Sardegna), Montepulciano (Abruzzo, Lazio), Moscato Bianco (Piemonte, Sicilia), Nebbiolo (Piemonte), Nebbiolo di Dronero o Chatus (Piemonte), Nero d’Avola (Sicilia), Nero di Troia (Puglia), Pecorello (Calabria), Petit Rouge (Valle d’Aosta), Petite Arvine (Valle d’Aosta), Piculit Neri (Friuli Venezia Giulia), Piedirosso (Campania), Pignoletto (Emilia Romagna), Primitivo (Puglia), Refosco dal Peduncolo Rosso (Friuli Venezia Giulia), Ribolla Gialla (Friuli Venezia Giulia), Rondinella (Veneto), Sagrantino (Umbria), Sangiovese (Lazio, Toscana), Schioppettino (Friuli Venezia Giulia), Sciaglin (Friuli Venezia Giulia), Sussumaniello (Puglia), Tintilia (Molise), Turbiana (Lombardia), Ucelùt (Friuli Venezia Giulia),Uvalino (Piemonte), Verdicchio (Marche), Vermentino (Liguria, Toscana), Vermentino Nero (Toscana), Vite del Fantini (Piemonte).

Le cantine protagoniste della degustazione:

Alessandro di Camporeale – Camporeale (Pa); Antonelli San Marco – Montefalco (Pg); Cantina del Mandrolisai – Sorgono (Nu); Cantina di Quistello – Quistello (Mn); Cantina Le Macchie – Rieti; Cantina Sant’Isidoro – Colbuccaro di Corridonia (Mc); Casa Setaro – Trecase (Na); Cascina Castlèt – Costigliole d’Asti (At); Castello di Gabiano – Gabiano (Al); Castello di Spessa – Capriva del Friuli (Go); Cieck – San Giorgio Canavese (To); Conti Zecca – Leverano (Le); Marisa Cuomo – Furore (Sa); D’Angelo – Rionero in Vulture (Pz); Di Majo Norante – Campomarino (Cb); Fattoria di Magliano – Magliano in Toscana (Gr); Felline – Manduria (Ta); Filippo Gallino – Canale (Cn); Il Feuduccio di Santa Maria d’Orni – Orsogna (Ch); I Vini di Emilio Bulfon – Pinzano al Tagliamento (Pn); Lunae Bosoni – Castelnuovo Magra (Sp); Marchesi Gondi – Pontassieve (Fi); Marengoni – Ponte dell’Olio (Pc); Massucco F.lli – Castagnito (Cn); Mauro Vini – Dronero (Cn); Montecappone – Jesi (An); Monviert – Cividale del Friuli (Ud); Moris Farms – Massa Marittima (Gr); Nero del Bufalo – Sant’Agata sul Santerno (Ra); Opera 02 – Castelvetro di Modena (Mo); Partitura 8 – Formigine (Mo); Pasetti Vini – Francavilla al Mare (Ch); Podere Riosto – Pianoro (Bo); Podere Scurtarola – Massa; Ricchi F.lli Stefanoni – Monzambano (Lago di Garda); Roggero – Albugnano (At); Santa Lucia – Corato (Ba); Savigliano F.lli – Diano d’Alba (Cn); Stanig – Prepotto (Ud); Tenuta Carretta – Piobesi d’Alba (Cn); Tenuta Cavalier Pepe – Sant’Angelo all’Esca (Av); Tenuta Iuzzolini – Cirò Marina (Kr); Tenuta Sant’Antonio – Mezzane di Sotto (Vr); Torchio 1953 – Isola d’Asti (At); Vecchio – Castagnito (Cn); Villa Cambiaso – Serra Riccò (Ge); Villa Pigna – Offida (Ap);Vignalta – Arquà Petrarca (Pd); Zaccagnini – Bolognano (Pe).

Relais Bellaria Hotel & Congressi
Via Altura, 11bis, 40139 Bologna BO
Telefono: 051 453103

Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa & Comunicazione Go Wine:
Elisa Nota tel.: 0173 364631
stampa.eventi@gowinet.it


Domenica 22 ottobre nel centro storico di Modena raduno nazionale Federazione Circoli Enogastronomici e sfilata delle delegazioni provenienti da tutta Italia

Passione, tradizione, desiderio di custodire la storia e i sapori di tante eccellenze dell’enogastronomia che rendono unico il nostro Paese. Questo il comune denominatore che unisce le Confraternite aderenti alla F.I.C.E., Federazione Italiana Circoli Enogastronomici, che, da oggi, giovedì 19, a domenica 22 ottobre, si ritrovano a Modena per celebrare la 40ª edizione del raduno annuale nazionale. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Esperti Degustatori di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P., anch’essa aderente alla F.I.C.E., e ha portato nel modenese oltre cento persone in rappresentanza di delegazioni e confraternite provenienti da tutta Italia.

 Curiosi e ricchi di fascino anche i nomi di alcune delle associazioni presenti. Da Casale Monferrato, ad esempio, arriverà l’Ordine dei Coppieri di Aleramo, da Palermo la Confraternita Panormita, da Sizzano (NO) l’Ordine dell’amarena e del Nebbiolo, da Martina Franca la Confraternita del Capocollo, da Novara la Confraternita del vino riso e gorgonzola.

“In tanti hanno risposto alla chiamata, in totale saranno rappresentate oltre venti Confraternite. Il programma su cui abbiamo lavorato per mesi, come da tradizione, unisce cultura e gastronomia e punta a favorire la conoscenza del territorio e a rafforzare l’amicizia tra le Associazioni aderenti”, ha sottolineato Mario Gambigliani Zoccoli, presidente dall’Associazione Esperti Degustatori di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P.

La sfilata in centro storico
Momento particolarmente spettacolare sarà la sfilata nel centro della città prevista per domenica mattina, 22 ottobre, a partire dalle ore 10.00. Dopo aver partecipato alla Santa Messa celebrata in Duomo, precedute dalla banda cittadina le delegazioni percorreranno corso Duomo, via Emilia e Via Farini fino al Palazzo Ducale, sede dell’Accademia Militare. I modenesi potranno così ammirare i gonfaloni delle Associazioni e scoprire i costumi tipici che caratterizzano ciascuna Confraternita.

Si coglie l’occasione per invitare i giornalisti a vedere la sfilata che, come già sottolineato, si annuncia particolarmente spettacolare. Contattando l’Ufficio Stampa, in particolare Antonio Pignatiello al 347 5538247, sarà possibile anche organizzare eventuali interviste ai rappresentanti di alcune delle confraternite presenti.


"Il Fiorino" è il caseificio dei formaggi d’eccellenza per tutti

Dal 1957 a Roccalbegna si rinnova una lunga storia d’amore casearia… Il Fiorino “targato” Angela e Simone nasce a inizi Duemila. Millennio nuovo, vita nuova. Un passaggio che avviene nel segno della continuità e della trasmissione di quei saperi acquisiti in tanti anni di arte casearia ed esperienza imprenditoriale. Il testimone di Duilio Fiorini è raccolto dalla figlia Angela e dal marito di lei, Simone, senza strappi.
Da un lato c’è il “Fondatore”, che rappresenta l’origine e la tradizione dell’Azienda, dall’altro Angela e Simone, che hanno deciso di prenderne in mano le redini per traghettarla nel futuro. Da questo incontro nasce “Il Fiorino” che conosciamo oggi: un’impresa con oltre sessantasei  anni di storia, che produce i “pecorini” più premiati al mondo, tenendo sempre presenti alcuni punti fermi: il lavoro, la passione e la determinazione. In oltre sessantasei anni questi valori si sono consolidati, trasformando Il Fiorino da piccola realtà locale a una delle più rinomate aziende casearie al mondo. Gran parte di ciò che hanno costruito Angela e Simone negli anni è iniziato come un sogno, che è diventato realtà con il lavoro duro, la passione, i sacrifici e unendo sempre i valori con l’esperienza, gli ideali e la tecnica.

Sei gioielli di Pecorino

Riserva del Fondatore

E’ il re dei formaggi de Il Fiorino, anzi, il “Formaggio” de Il Fiorino: tra i più premiati al mondo,  è stato pensato, voluto e creato dalle mani di Angela e Simone per rendere omaggio al fondatore dell’azienda, Duilio Fiorini. La “Riserva del Fondatore” nasce seguendo gli antichi metodi della tradizione casearia ed è stagionato e affinato nella grotta naturale di famiglia nel cuore di Roccalbegna. È un formaggio “da meditazione”, la cui pasta è compatta e rigida, ma solubile al contempo e sprigiona un aroma piacevolmente vegetale e fruttato, donando al palato un gusto forte, intenso, prolungato, “da grandi occasioni”.

Caratteristiche:

DESCRIZIONE: Pecorino stagionato, affinato in grotta. ASPETTO: Forma cilindrica grande, 35 cm circa di diametro. Scalzo leggermente convesso, la crosta si presenta rugosa e oliata. SAPORE: Ampio, con note di frutta secca, decisa tendenza dolce di lunga persistenza. STAGIONATURA: In cella per almeno 60 giorni poi segue stagionatura e affinamento in grotta naturale dei Fiorini. CURIOSITÀ: La Riserva del Fondatore è tra i formaggi più premiati al mondo, plurivittorioso alle diverse edizioni del World Cheese Awards con medaglie d’oro e super gold.
CONSIGLIATO A CHI… Ama i formaggi stagionati dal sapore intenso. SUGGERIMENTI DI UTILIZZO: Da gustare solo

Gli abbinamenti
VINO: Champagne. MIELE: Di Acacia. BIRRA: Weiss bionda. MARMELLATA: Di fichi. A TAVOLA: Da solo, in purezza. IDEALE CON: Frutta di stagione o frutta secca.

Il Medagliere

Great Taste Awards 2023: 2 Stelle – International Cheese Awards, Londra (Inghilterra) 2023 Medaglia d’oro – Le Mondial du Fromage et des produits laitiers, Tours (Francia) 2023 Medaglia d’argento – International Cheese Awards, Nantwich (Inghilterra) 2022 Medaglia d’oro – Great Taste Awards, Londra (Inghilterra) 2021 – 2 Stelle Great Taste Awards, Londra (Inghilterra) 2020 – 3 Stelle World Cheese Awards, Bergamo (Italia) 2019 Medaglia di argento – Le Mondial du fromage et des produits laitiers, Tours (Francia) 2019 Medaglia Super Gold – World Cheese Awards, Bergen (Novergia) 2018 Super Gold – 5° miglior formaggio al mondo e primo formaggio italiano in assoluto Caseo Art, Trofeo San Lucio (Italia) 2018 Medaglia d’oro – Cheese for people awards, Tutto food, Milano (Italia) 2018 – 1° premio categoria ‘Formaggio di pecora’ World Cheese Awards, Londra (Inghilterra) 2017 – N.2 Medaglie d’oro Cheese for people Awards, Tutto Food, Milano (Italia) 2017- Primo premio ‘Formaggio di pecora a pasta dura’ International Cheese Awards, Nantwich (Inghilterra) 2017 – Medaglia d’argento Italian Cheese Awards, Bergamo (Italia) 2017 – Primo premio ‘Formaggio di pecora a pasta dura’ – World Cheese Awards, Donostia San Sebastian (Spagna) 2016 Super Gold – Trofeo San Lucio, Pandino, Lodi (Italia) 2016 – 1° Classificato Le Mondial du fromage et des produits laitiers, Tours (Francia) 2015 – Medaglia d’argento World Cheese Awards, Londra (Inghilterra) 2015 – Medaglia d’argento Italian Cheese Awards, Mogliano Veneto, Treviso (Italia) 2015 – 1° Classificato Trofeo San Lucio, Caseo Art 2014, Pandino, Lodi (Italia) 2015 – 2° classificato categoria ‘Stagionati’ World Cheese Awards, Londra (Inghilterra) 2014 – Super Gold Le Mondial du fromage et des produits laitiers, Tours (Francia) 2013 – Medaglia d’oro nella categoria ‘Pecorini’ World Cheese Awards, Birmingham (Inghilterra) 2012 – Medaglia d’oro nella categoria ‘Pecorini’

Cacio di Caterina
Un omaggio alle donne e all’antica arte casearia dei Fiorini, di cui Caterina Pandolfi mamma di Duilio, fondatore del Caseificio Il Fiorino, è stata protagonista. Dalla peculiare forma cilindrica il Cacio di Caterina è prodotto con latte di pecora prodotto da allevamenti selezionati in Maremma. Si riconosce per la pasta compatta, rigida e friabile e per il sapore deciso e prolungato. La stagionatura nella grotta naturale di Roccalbegna dona a questo Pecorino le tipiche muffe bianche e grigiastre che caratterizzano i prodotti della gamma Elite de Il Fiorino.

Caratteristiche:
DESCRIZIONE: Pecorino stagionato. ASPETTO: Forma cilindrica alta 19 cm circa e 21 cm di diametro. Scalzo dritto. Crosta liscia, regolare e oliata. SAPORE: Deciso, intenso e prolungato. STAGIONATURA: In cella per almeno 60 giorni, poi segue la stagionatura e il successivo affinamento nella Grotta naturale dei Fiorini. CURIOSITÀ: Il nome di questo formaggio rende omaggio a Caterina Pandolfi, lavoratrice instancabile e madre di Duilio Fiorini, fondatore del Caseificio Il Fiorino. E’ un omaggio alle donne che in passato, davanti al focolare a veglia, facevano il formaggio con il latte appena muto e ancora fragrante.

CONSIGLIATO A CHI… A chi ama i formaggi di elevata stagionatura, sapidità e intensità. SUGGERIMENTI DI UTILIZZO: Ideale da accompagnare come aperitivo o alla fine di un pasto con marmellata o miele

Gli abbinamenti
VINO: Da abbinare a vini strutturati, da bollicine a rossi di elevata gradazione Gustato a fine pasto è da  abbinare a vini dolci, come il Passito. MIELE: Di Melata. BIRRA: Birra al miele. MARMELLATA: Confettura di mele cotogne, Confettura di fichi. A TAVOLA: In purezza, da solo. IDEALE CON: Frutta secca, fichi, cachi e salumi toscani

Il Medagliere
Great Taste Awards – 2023 2 Stelle Le Mondial du Fromage et des produits laitiers, Tours (Francia) – 2023 Medaglia d’oro International Cheese Awards, Stafford (Inghilterra) – 2021 Medaglia di bronzo World Cheese Awards, Bergamo (Italia) – 2019 Medaglia di argento Le Mondial du fromage et des produits laitiers, Tours (Francia) 2019 – Medaglia di bronzo World Cheese Awards, Londra (Inghilterra – 2017 Medaglia di argento

Cacio di Venere
Pecorino stagionato con latte biologico di Maremma e con tartufo bianchetto biologico toscano prodotto da Stefania Calugi. Il gusto pieno del formaggio è rafforzato dalle speciali note del tartufo in un’armonia di sapori delicati e bilanciati. Il risultato è un gusto rotondo, intenso ed equilibrato dove i sapori del formaggio si fondono armoniosamente con i profumi e l’aroma del tartufo. A livello visivo, il colore della pasta è ambrato e marrone vivo nella parte esterna. Tra le particolarità c’è anche la forma, larga e non molto alta, per consentire una stagionatura più compatta e omogenea. e le forme pesano circa 8 kg.

Caratteristiche:
DESCRIZIONE: Pecorino stagionato con latte di pecora biologico di Maremma e tartufo bianchetto biologico toscano dell’azienda di Stefania Calugi. ASPETTO: Ha una forma larga e non molto alta, per consentire una stagionatura più compatta e omogenea. SAPORE: Un sapore delicato conferito dal latte ovino maremmano si mischia con il profumo intenso del tartufo. Il risultato è un prodotto bilanciato senza che un sapore prevalga sull’altro. STAGIONATURA: Stagiona per circa 10 mesi all’interno della grotta naturale dei Fiorini. CURIOSITÀ: Il Cacio di Venere è realizzato con latte biologico di altissima qualità, proveniente dai pascoli nei dintorni del caseificio di Roccalbegna alle pendici dell’Amiata. CONSIGLIATO A CHI… Ama il sapore e l’aroma del tartufo bianchetto. SUGGERIMENTI DI UTILIZZO: Perfetto per un risotto, per mantecare gnocchi o tagliolini. Ve lo consigliamo per arricchire una tartare di manzo oppure una pizza bianca.

Gli abbinamenti
VINO: Da gustare con Bollicine mediamente strutturate, profumate e mediamente persistenti per esaltare la tendenza dolce del formaggio. Ve lo consigliamo con Franciacorta, Trento DOP e Champagne Blanc de Blancs. MIELE: Di Acacia. BIRRA: Weiss bionda. MARMELLATA: Di Fichi. A TAVOLA: Con frutta secca e salumi. IDEALE CON: Da gustare da solo in purezza oppure a fettine sottilissime sopra una calda polenta crogiolata in forno

Il Medagliere
Great Taste Awards – 2023 2 Stelle Le Mondial du Fromage et des produits laitiers, Tours (Francia) – 2023 Medaglia d’argento International Cheese Awards, Londra (Inghilterra) – 2023 Medaglia d’argento International Cheese Awards, Nantwich (Inghilterra) – 2022 Medaglia d’oro miglior formaggio al tartufo International Cheese Awards, Nantwich (Inghilterra) – 2022 Medaglia d’oro World Cheese Awards 2022, Newport (Galles) – 2022 Medaglia d’argento International Cheese Awards, Stafford (Inghilterra) – 2021 Medaglia d’argento Great Taste Awards – 2021 1 Stella Le Mondial du fromage et des produits laitiers, Tours (Francia) – 2021 Medaglia d’oro

 

 

 

Cacio di Afrodite
Il Cacio di Afrodite è un pecorino semicotto stagionato, prodotto esclusivamente con il miglior latte di pecora proveniente dai pascoli della Maremma del nostro territorio. Si distingue per una forma lunga e si ottiene dopo una lunga stagionatura. È un formaggio dal gusto equilibrato, piacevole, armonico. La pasta è compatta con un’occhiatura fine e regolare. Il sapore è mediamente intenso, con sentori di latte e frutta secca. È evidente la dolcezza e il suo profumo lattico e di burro.

Caratteristiche:
DESCRIZIONE: Formaggio pecorino classico di lunga stagionatura. ASPETTO: Ha una forma larga e non molto alta, per consentire una stagionatura più compatta e omogenea. La pasta è compatta con un’occhiatura fine e regolare. SAPORE: Il sapore è mediamente intenso, con sentori di latte e frutta secca. CURIOSITÀ: Dopo il Cacio di Venere, l’Afrodite è il secondo pecorino dedicato alla dea dell’amore. CONSIGLIATO A CHI… Ama fare esperienze gustative piene, forti e al contempo equilibrate. SUGGERIMENTI DI UTILIZZO. Formaggio da meditazione, da gustare apprezzando la dolcezza e il profumo lattico e di burro.

Il Medagliere
Great Taste Awards – 2023 Golden Fork Great Taste Awards – 2023 3 Stelle International Cheese Awards, Londra (Inghilterra) – 2023 Medaglia d’oro Le Mondial du Fromage et des produits laitiers, Tours (Francia) – 2023 Medaglia d’oro International Cheese Awards, Nantwich (Inghilterra) – 2022 Medaglia d’argento Great Taste Awards – 2021 2 Stelle International Cheese Awards, Stafford (Inghilterra) – 2021 Medaglia d’argento World Cheese Awards 2021, Oviedo (Spagna) – 2021 Medaglia d’oro World Cheese Awards 2021, Oviedo (Spagna) – 2021 Medaglia d’oro

 

 

 

Semi stagionato del Fiorini
Il pecorino semi stagionato è uno dei classici de Il Fiorino “firmato” dal fondatore Duilio Fiorini. In Maremma viene soprannominato il “passoccio” perché è un cacio tradizionale dalla mezza maturazione. Stagiona in cella per almeno 45 giorni, un periodo fondamentale per acquisire quelle note tipiche che emergono all’assaggio: sapore equilibrato, sapido, rotondo e profumi mediamente intensi con note erbacee ed animali.

Caratteristiche:
DESCRIZIONE: Pecorino semi stagionato prodotto con latte di Maremma. ASPETTO: Forma cilindrica di circa 16 cm di diametro. Ha lo scalzo diritto e la crosta ben delineata e regolare. Pasta compatta e ben solubile. SAPORE: Sapido, rotondo ed equilibrato, di lunga durataa. STAGIONATURA: In cella refrigerata da 45 a 60 giorni. CURIOSITÀ: In Maremma viene soprannominato “il passoccio” perché è un classico della mezza stagionatura. CONSIGLIATO A CHI.. Vuole assaggiare un formaggio della tradizione casearia toscana, ma dalle caratteristiche uniche, con sapori e odori tipici del territorio. SUGGERIMENTI DI UTILIZZO: Ideale come secondo piatto, sia accompagnato con verdure di stagione che con frutta fresca. Perfetto da abbinare con le pere.
Gli abbinamenti
VINO: Chianti Classico. MIELE: Miele di Melata di bosco. BIRRA: Belgian Tripel. MARMELLATA: Marmellata di mele cotogne. A TAVOLA: Verdure di stagione e frutta fresca. IDEALE CON: Le pere

Il Medagliere
Great Taste Awards – 2023 1 Stella International Cheese Awards, Londra (Inghilterra) – 2023 Medaglia d’oro Le Mondial du Fromage et des produits laitiers, Tours (Francia) – 2023 Medaglia di bronzo World Cheese Awards di Birmingham – 2012 Medaglia d’oro Categoria ‘Pecorini’

 

Cacio di Giove
E’ un pecorino maturo prodotto esclusivamente con il miglior latte di pecora proveniente dai pascoli della Maremma con l’aggiunta di zafferano purissimo e di stimmi di Maremma. La pasta è compatta, di colore giallo paglierino, con evidenti tracce dal color oro al rosso aranciato, dovute alla presenza di pezzi di stimmi di zafferano; presenta un’unghia molto sottile con un’occhiatura fine e regolare. La struttura è solubile. Il sapore dolce del formaggio si unisce alle note delicate dello zafferano e il risultato è un gusto rotondo, intenso e bilanciato, dove l’intensità e la dolcezza del formaggio si fondono armoniosamente con i profumi e l’aroma dello zafferano.

Caratteristiche:
DESCRIZIONE: Pecorino stagionato. ASPETTO: Forma cilindrica, cm 16,5 circa di diametro, lo scalzo è diritto, la crosta è nera liscia e regolare. SAPORE: Sapidità e dolcezza sono bene equilibrate, si apprezzano sapori di fieno, frutta secca e un retrogusto lungo e persistente. STAGIONATURA: Almeno 90 giorni. CURIOSITÀ: Il nero della crosta rappresenta l’eleganza di questo pecorino, che è nell’elite dei formaggi de Il Fiorino. CONSIGLIATO A CHI… A chi ama i pecorini stagionati dal gusto saporito e dolce. SUGGERIMENTI DI UTILIZZO: è un formaggio, che invita ad essere assaggiato più volte, da gustare in purezza.

Gli abbinamenti
VINO: Vini rossi strutturati. MIELE: Miele d’eucalipto. BIRRA: Birra trappista. MARMELLATA: Confettura di pere. A TAVOLA: Come antipasto, accompagnato da salumi e pane toscano, come piatto unico o da gustare a fine pasto come formaggio da meditazione. IDEALE CON: Da gustare in purezza, accompagnato da un bicchiere di vino rosso strutturato e importante.

E per finire….

…creare il perfetto tagliere di formaggi, si può:

Può sembrare semplice, ma ci sono regole da seguire affinché la presentazione risulti accattivante e la degustazione armoniosa. Abbiamo chiesto ad Angela Fiorini qualche piccolo consiglio per regalarci un’esperienza di gusto unica e memorabile.

  1. Selezionare con cura i formaggi

Un tagliere perfetto si crea partendo dalla scelta della varietà di formaggi per tipologia di latte (vaccino, pecora o capra), di consistenza della pasta (dura, semidura e morbida); di sapori (dolci, piccanti, affumicati) e di provenienza geografica. Il consiglio di Angela per non rischiare di creare disarmonie gustative è quello di creare un tagliere con minimo 3 e massimo 5 tipologie di formaggio.

  1. Occhio alla quantità!

In estate soprattutto non esagerate con la quantità. Se il tagliere è presentato come unico antipasto, calcolare circa 60-80 grammi di formaggio per persona. Se invece si vuole servirlo a fine pasto, è meglio ridurre le quantità per evitare inutili sprechi.

  1. Scegliere il tagliere giusto

Optare per il classico tagliere di legno (non trattato) oppure se vuoi dare più risalto ai formaggi, scegliere l’ardesia, mentre per far risaltare anche la frutta e la verdura in abbinamento, il consiglio di Angela è quello di scegliere un vassoio di ceramica bianca. La base del tagliere deve essere ampia per non contaminare sapori e odori diversi.

  1. A ogni formaggio il suo taglio

Ogni tipologia di formaggio deve essere tagliata in maniera diversa. Quelli morbidi, in fette triangolari, quelli molto stagionati come il Parmigiano Reggiano o la Riserva del Fondatore, a scaglie, mentre i pecorini, a fette. Vanno sempre eliminate le croste non edibili. Per i formaggi a pasta dura, usare coltelli con lame lisce, mentre per quelli a pasta molle, lame scanalate per facilitare il taglio.

  1. Mai solo formaggi da soli

Più il tagliere sarà ricco di colori e meglio sarà presentato. Si possono abbinare i formaggi con frutta di stagione (uva, mele, pere, fichi o albicocche) o con frutta secca (noci, mandorle). Portare a tavola anche diverse tipologie di pane e grissini. Miele e marmellate si sposano perfettamente con i formaggi, ma vanno saputi abbinare.

  1. Dare agli ospiti indicazioni per ogni degustazione

Presentare brevemente agli ospiti i formaggi scelti e l’ordine con cui degustarli, per non sovrapporre le armonie di gusto. Il consiglio di Angela Fiorini è quello di iniziare con i formaggi più delicati e dolci, procedere poi con quelli più piccanti o affumicati. Prima di assaggiare, annusare il formaggio e farlo sciogliere leggermente in bocca per percepirne i sapori e le sensazioni.

  1. Attenzione alla temperatura

I formaggi devono essere serviti a temperatura ambiente per sprigionare appieno sapori e aromi. In estate consigliamo di togliere i formaggi dal frigo mezz’ora prima, in inverno almeno un’ora prima di servirli; poi, il tagliere perfetto si porta a tavola, disposto in cerchio per assaggiare tutto in senso orario. Buona degustazione!

CASEIFICIO IL FIORINO
Loc. Paiolaio
58053 Roccalbegna (GR)
Tel.: 0564 989059
www.caseificioilfiorino.it


Tipicità Evo 2023: dal Giappone a Macerata esplorando i linguaggi del cibo

La terza edizione di Tipicità Evo, in programma dal 19 al 22 ottobre, si apre al confronto internazionale percorrendo le traiettorie del gusto, tra tradizioni che diventano innovazioni, conoscenza ed assaggi di tipicità e “specie aliene”, umanesimo digitale e fusion tra culture, incrociando anche le arti ed il linguaggio della musica.

Molto nutrito il programma che, in quattro giorni, porterà a Macerata tanti ospiti e volti noti i quali, insieme a associazioni ed operatori economici della città, guideranno il pubblico verso scenari di futuro buono e sostenibile. Dall’auditorium della Biblioteca Mozzi Borgetti agli Antichi Forni, passando per piazze e luoghi animati dalle associazioni, con laboratori, banchi di degustazione, cacce al tesoro e visite guidate, tutto il centro storico di Macerata sarà coinvolto dall’onda lunga di Tipicità Evo.

Università di Macerata e CNR Irbim metteranno a disposizione la collaborazione scientifica ad un Festival che propone anche tanti momenti ludici, di spettacolo e di assaggio di sapori vicini e lontani. Tra i volti noti che accompagneranno la kermesse, Monica Caradonna e Peppone Calabrese, da Rai Linea Verde, ma anche Benedetta Rinaldi ed Angelo Mellone, anch’essi personaggi RAI.

Si parte giovedì 19 con il forum dell’accoglienza e dell’ospitalità, a cura di Confcommercio Marche Centrali, con l’apertura della mostra “Emozioni dell’anima” e con la prima giornata del circuito dei ristoranti aderenti a Tipicità Evo. Presso DiGusto prende avvio anche l’esotico pop restaurant NippoMediterraneo, con lo chef Takashi Kido. Sia mostra che proposte nei locali proseguiranno fino a domenica.

Venerdì 20, giornata caratterizzata da contenuti professionali! Apertura affidata ad Andrea Maria Antonini, assessore regionale all’agricoltura, con un incontro su “linguaggi del cibo e futuro delle Marche”, seguito da un focus su “Giovani ed opportunità del PSR Marche”. E ancora, approfondimento di Banco Marchigiano e Cassa Centrale Banca su “PNNR e settore agroalimentare” ed un talk show di Tipicità Evo su “Etica, scienza e tecnologia: i linguaggi del cibo”.

A partire da sabato mattina prende avvio una lunga due giorni di appuntamenti, presentazioni e degustazioni inconsuete. Tra tutti vanno segnalati: meeting di Coldiretti sull’educazione alimentare; il modello Shumei per l’agricoltura naturale; gli antichi e nuovi linguaggi del vino, a cura di AIS; incontro con la scrittrice Motoko Iwasaki dal titolo “Ingredienti e sentimenti dell’anima”, con degustazione; aperitivo goloso con “La trota e il Verdicchio”. Conclude l’intenso programma una serata al Teatro Lauro Rossi con il grande maestro e compositore giapponese Coba, che offrirà un viaggio dal sapore internazionale tra linguaggi, culture e musica.

La storia di Momotaro dal Sol Levante, tra cibo ed amicizia, aprirà la domenica di Tipicità Evo per bambini e famiglie. Nel pomeriggio degustazioni guidate di specie non autoctone, a partire da “La Louisiana alle porte di Roma ed “Assaggi Alieni”, a cura di CNR Irbim. Al Centrale si esploreranno “I linguaggi della birra” mentre Cesare Catà proporrà, presso l’Asilo Ricci, una lezione-spettacolo sulla sacralità del vino, a cura di Copagri.

Tipicità Evo è sede di tappa del Grand Tour delle Marche ed è organizzata dal Comune di Macerata in collaborazione con Regione Marche, Camera di Commercio delle Marche, insieme alle associazioni di categoria e ai partner privati della manifestazione.

Info www.tipicitaexperience.it

Credits:
Tipicità Evo è organizzata dal Comune di Macerata in collaborazione con Regione Marche, Camera di Commercio delle Marche e Università degli Studi di Macerata. È sede di tappa del Grand Tour delle Marche promosso da Tipicità ed ANCI Marche.

Partner:
Banco Marchigiano e Cassa Centrale Banca, Vere Italie, TAF, MGH, Alperia Group, Erede Rossi Silvio e 4fish, Edustar, Di Battista, Meridiana.

Associazioni e sodalizi che collaborano:
Accademia di Tipicità, AIS Marche, Amanuartes, Cia, Coldiretti Macerata, Confartigianato MC FM AP, Confcommercio Marche Centrali, CNA, Copagri Marche, CNR Irbim, Macerart&Tour, PIF-Premio Internazionale della Fisarmonica, Shumei-Associazione italiana.


Ein Prosit: al via uno degli eventi simbolo dell’enogastronomia in Italia e nel resto del mondo

Presentato dal Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, Sella Nevea e Passo Pramollo in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, l’Assessorato alle Attività Produttive, Promoturismo FVG, il Comune di Udine e Fondazione Friuli,è “Ein Prosit 2023″ a Udine: la ventiquattresima edizione della manifestazione che si terrà dal 18 al 22 ottobre, con un’anteprima a Trieste il giorno mercoledì 18, dedicata alla stampa estera e con il coinvolgimento di una accurata selezione degli chef del panorama italiano della 50 Best Restaurants, dal 19 al 22 ottobre, nella città di Udine. Sponsor della manifestazione sono Petra Farine, Ceretto, Allianz, Monograno Felicetti, Acqua Panna San Pellegrino, Illy caffè, Caspian Monarque, Electrolux Professional, Prontoauto.

Il Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, in collaborazione con Paolo Vizzari e Manuela Fissore, ha predisposto il programma della ventiquattresima edizione di Ein Prosit, un evento capace di mettere in relazione temi quali la cultura enogastronomica internazionale, la tradizione del vino e la conoscenza delle materie prime nella cucina attraverso un percorso articolato e fruibile dal pubblico di cene, degustazioni, masterclass, laboratori dedicati e incontri, per un totale di oltre 160 attività.

Ein Prosit, con il suo costante e crescente richiamo costituisce ormai uno degli eventi simbolo dell’enogastronomia in Italia e nel resto del mondo. Per il quarto anno l’evento si svolgerà non solo nel centro di Udine, ma coinvolgerà anche le realtà circostanti, con un calendario fitto di appuntamenti alla scoperta del mondo enogastronomico regionale e internazionale. Una edizione unica quella del 2023, che intende approfondire l’attuale realtà enogastronomica mondiale, in un connubio e intreccio di proposte mai realizzato prima.

Carlo Cracco, Quique DaCosta, Zaiyu Hasegawa, Niko Romito, Enrico Crippa, Mauro Uliassi, Norbert Niederkofler, Massimiliano Alajmo, Diego Rossi, Riccardo Camanini, Antonia Klugman, Ana Ros, Bruno Verjus, Pablo Rivero, Pia Leon, Moreno Cedroni, Christophe Pelè, Matias Perdomo, sono solo alcuni degli oltre 100 chef presenti.

Ein Prosit diventa una navicella di stupore e meraviglie che ogni anno atterra a Udine e in Friuli Venezia Giulia per trasformarla nella festa a cielo aperto della gastronomia contemporanea.

Ein Prosit porta in Friuli Venezia Giulia una sintesi prestigiosa degli apici della cucina e dell’enogastronomia mondiale; oltre 100 chef da oltre 20 paesi del mondo rappresentano un palinsesto internazionale che mette di diritto Udine, e il territorio regionale, al centro dell’interesse del fine dining internazionale. Saranno160 gli appuntamenti di questa edizione, dalle cene ai laboratori, degustazione, eventi speciali, tutte attività fruibili dal pubblico che giungerà a Udine da tutta l’Italia e dall’estero. Io sono Friuli Venezia Giulia sarà rappresentato negli abbinamenti con i piatti delle cene e in percorsi didattici realizzati nelle degustazioni, nei laboratori dove i prodotti regionali saranno protagonisti, ma anche nella straordinaria capacità di accoglienza che gli operatori, la città, i ristoranti ospitanti e il territorio regionale sanno garantire.

«Ein Prosit – spiega Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia – è un ciclo di eventi di eccellenza che rappresenta al tempo stesso un’esperienza e una vetrina. Prima di tutto è un’occasione imperdibile per assaggiare piatti e vini squisiti della tavola friulana in una vera e propria galleria di sapori, tra tradizione e innovazione, grazie a occasioni proposte nei locali che punteggiano Udine e i suoi dintorni. In secondo luogo, Ein Prosit, con il suo ricco programma di cene, degustazioni e laboratori, è una vetrina straordinaria per ‘Io Sono Friuli Venezia Giulia’, l’insegna che raccoglie il meglio dei nostri prodotti e della nostra cultura. Perché il cibo e il bere sono cultura in senso pieno e raccontano questa terra con un linguaggio diretto e profondo di cui sempre più persone al mondo si stanno accorgendo».

«Udine – racconta – l’Assessore Regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini – si ripropone quale capitale mondiale dell’alta gastronomia, con un fitto programma capace di coinvolgere, in Friuli Venzia Giulia e nel capoluogo friulano in particolare, i grandi nomi del fine dining mondiale. Ein Prosit è anche una vetrina delle eccellenze del Friuli-Venezia Giulia e del brand Io Sono Friuli Venezia Giulia. È una perla di rara bellezza che può̀ aiutare Udine a crescere dal punto di vista turistico».

«Ein Prosit è un’ottima occasione – sottolinea il Vice Sindaco e Assessore alle attività produttive del Comune di Udine, Alessandro Venanzi per far conoscere ad alto livello il meglio della nostra produzione enogastronomica. Negli intenti di questa amministrazione, Udine deve diventare il punto di riferimento per il mondo gastronomico regionale, la rappresentante di un territorio ricco, ambasciatrice di prodotti conosciuti e apprezzati anche a livello internazionale. Per questo, Ein Prosit è una rassegna su chi vogliamo puntare, allargando la platea di pubblico a cui si rivolge e offrendo la chance di poter carpire i segreti dei grandi chef stellati».

DEGUSTAZIONI GUIDATE, LABORATORI DEI SAPORI E CENE STELLATE IN UN PROGRAMMA CHE CONTA OLTRE 85 CHEF DI FAMA INTERNAZIONALE.

In cinque giorni oltre 160 eventi, fra cui cene che vedranno protagonisti i grandi chef, le degustazioni, gli incontri, i laboratori e le masterclass, presieduti da note personalità̀ del panorama giornalistico enogastronomico, operatori di settore ed alcuni tra i migliori cuochi di fama internazionale e con riconoscimenti autorevoli quali le stelle Michelin e 50 Best Restaurants Awards.

Il programma completo dell’evento è consultabile sul sito: www.einprosit.org

 

ITINERARI DEL GUSTO – da mercoledì 18 a domenica 22 ottobre

Gli “Itinerari del Gusto” sono l’incontro della grande cucina con regionali del Friuli-Venezia Giulia. Grandi Chef italiani ed internazionali animeranno gli eventi con le loro proposte, nelle quali la ricerca del dettaglio si fonde con la tecnica delle preparazioni di straordinario livello, permettendo ai molti appassionati di familiarizzare con la cucina ai suoi massimi livelli. Gli chef di questa edizione: Agustin Balbi, Alessandro Miocchi, Alessio Devidè, Alvaro Clavijo, Ana Ros, Andrea Berton, Andrea Tortora, Andrea Moscardino, Anthony Genovese, Antonia Klugmann, Antonio Biafora, Antonio Buono, Ascanio Brozzetti, Atshushi Tanaka, Begona Rodrigo, Floriano Pellegrino, Isabello Potì, Bruno Verjus, Carlo Cracco, Christophe Pelè, Ciccio Sultano, Ciro Scamardella, Corrado Assenza, Dabiz Munoz, Davide de Pra, Davide di Fabio, Diego Rossi, Enrico Crippa, Enrico Marmo, Errico Recanati, Eugenio Boer, Fabrizio Mellino, Federico Sisti, Federico Zanasi, Francesco Milicia, Francesco Sodano, Francesco Vincenzi, Gianluca Gorini, Giuseppe Iannotti, Lorenzo Stefanini, Benedetto Rullo, Stefano Terigi, Himanshu Saini, Antonio Iacoviello, Davide Garavaglia, Karime Lopez, Takahiko Kondo, Mattia Agazzi, Jacopo Ticchi, Jaime Pesaque, Jessica Rosval, Jorge Vallejo, Joris Bidendijk, Juan Pablo Clerici, Juan Camilo Quintero, Leonardo Fonseca, Maksut Askar, Manu Buffara, Maria Elena Marfetan, Massimiliano Alajmo, Massimo Bottura, Matias Perdomo, Matteo Metullio, Matteo Tagliapietra, Mauricio Zillo, Mauro Uliassi, Michele Lazzarini, Mitsuharu Tsumura, Moreno Cedroni, Nicolai Tram, Niko Romito, Nino Rossi, Norbert Niederkofler, Pablo Rivero, Paco Mendez, Paolo Griffa, Paolo Lopriore, Pia Leon, Quique DaCosta, Rahul Rana, Riccardo Camanini, Riccardo Canella, Riccardo Forapani, Richie Lin, Roy Caceres, Santiago Lastra, Tekuna Gachechiladze, Tiziana Francoforte, Tomas Bermudez, Valentino Cassanelli, Chiara Pavan, Francesco Brutto, Vicky Sevilla, Wicky Pryian, Yvonne Melli, Zaiyu Hasegawa. www.einprosit.org

DEGUSTAZIONI GUIDATE – da sabato 21 a domenica 22 ottobre

Un’occasione per conoscere e confrontarsi con prodotti di grande spessore qualitativo. L’obiettivo è quello di proporre un approccio corretto al vino, conducendo gli appassionati passo dopo passo nell’assaggio per meglio apprezzare la storia, le caratteristiche e le peculiarità̀ dei vini presentati e dei loro produttori. Tutte le degustazioni sono condotte da esperti del settore: Alberto Lupetti, Alessio Rozzi, Armando Castagno, Eugenio Signoroni, Francesco Annibali, Gae Saccoccio, Gianluca Castellano, Jacopo Cossater, Lorena Pravato, Matteo Gallello, Oscar Mazzoleni e Paolo Ianna. Il programma completo dell’evento è consultabile sul sito: www.einprosit.org

LABORATORI DEI SAPORI – sabato 21 e domenica 22 ottobre

Un viaggio fra i profumi ed i sapori del nostro Paese, in cui verranno proposti abbinamenti cibo-vino durante i laboratori e le masterclass, con vere e proprie escursioni tra i prodotti del patrimonio enogastronomico regionale e nazionale. Gli ospiti di questa edizione: Bepi Pucciarelli, Bernardo Pasquali, Chiara , Alfonso Isinelli, Quaglia & Piero Gabrielli, Corrado Assenza, Renato Grando, Roberta Galletti, Ascanio Brozzetti, Enrico Panzarasa, Francesca Baldereschi, Savio Del Bianco  Elisa De Nardo e Oscar Mariotti. Il programma completo dell’evento è consultabile sul sito: www.einprosit.org

APERITIVI – da giovedì 19 a domenica 22 ottobre

In questa ventiquattresima edizione ci accompagneranno nei pre-cena grandi nomi del mondo del pairing internazionali premiati, in alcuni casi dalla 50 best Bars: Bastien Rémillieux, Giacomo Scotti, Marco Penitenti, Aurelie Panhelleux, Luca Marcellin, Elena Stucchi, Luca Ardito, Martina Bonci, Massimo Borroni, Alessandro Mengoni e l’insostituibile Domenico Carella. Il programma completo dell’evento è consultabile sul sito: www.einprosit.org

Special Events. Molti anche gli eventi speciali tra cui spicca “dalle Ande all’Amazzonia”, in cui Virgilio Martines, n.1 50 Best Worlds Restaurants 2023 con il suo ristorante Central di Lima, racconterà le sue esperienze legate al territorio peruviano e con Alessandro Mannarino che a sua volta ci introdurrà nei suoi viaggi in quei territori. Tra gli altri ospiti ci saranno anche Daddy G Massive Attack ) e Trilok Gurtu.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:

Consorzio Tarvisiano
www.einprosit.org
consorzio@tarvisiano.org
tel. +39 0428 2392


I parchi e i sentieri più apprezzati d’Italia, secondo lo studio di "Holidu.it"

Con l’avvento dell’autunno si rafforza il richiamo della natura con le sue imperdibili meraviglie di cui il nostro Paese è pieno; se da un lato gli agriturismi risultano gettonatissimi in questa stagione, ne sono testimonianza anche i meravigliosi Parchi Nazionali che da nord a sud caratterizzano la nostra penisola. Ma quali sono i migliori Parchi Nazionali italiani? Holidu, uno dei maggiori portali di prenotazione di case e appartamenti vacanza d’Europa, ha realizzato la classifica dei top 25 Parchi Nazionali d’Italia del 2023 per numero di sentieri e gradimento.

Fonte e classifica completa di posizioni, dati intermedi e località di ciascun Parco Nazionale sono disponibili alla pagina: https://www.holidu.it/f/agriturismi-italia#migliori-parchi-nazionali

Stelvio Foreste Casentinesi e Gran Paradiso sul podio

Ogni parco nazionale offre un’opportunità unica per esplorare la bellezza naturale e la biodiversità dell’Italia, con paesaggi e habitat vari che invitano gli amanti della natura e gli escursionisti a scoprire la ricchezza del patrimonio naturale del nostro Paese.

Al primo posto della classifica si piazza il Parco Nazionale dello Stelvio, situato nelle Alpi Orientali tra Trentino-Alto Adige e Lombardia, nonché il più grande parco nazionale d’Italia che comprende una vasta area montuosa con paesaggi spettacolari e una ricca fauna selvatica, ben 215 sentieri e un punteggio di 4,8 su Google Maps. Medaglia d’argento è invece il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna sito tra Toscana ed Emilia-Romagna e noto per le sue foreste antiche, con alberi secolari e un ambiente naturale incontaminato oltre che per i suoi 128 sentieri e una valutazione di 4,8 su Maps. Terzo gradino del Podio è invece del Parco Nazionale del Gran Paradiso, il quale si estende tra Piemonte e Valle d’Aosta e che è noto per la sua popolazione di stambecchi e camosci, per i suoi 102 sentieri e per i suoi paesaggi alpini davvero mozzafiato. Al quarto posto si posiziona invece il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emilianocaratterizzato da una varietà di ecosistemi, una ricca biodiversità e dal maggior numero di sentieri per un Parco Nazionale italiano (ben 237), leggermente penalizzato dal punteggio su Maps che è di 4,7. A chiudere la top 5 troviamo il Parco Nazionale dei Monti Sibillini tra Marche e Umbria, con il suo imperdibile mix di montagne e altipiani, paesaggi naturali unici, tra cui spicca letteralmente il Monte Vettore, la vetta più alta della regione e 97 sentieri imperdibili.

Toscana, Lazio, Sardegna e Abruzzo col numero maggiore di Parchi Nazionali

Sono quattro le regioni italiane nel cui territorio sono presenti ben 3 Parchi Nazionali: una di queste regioni la Toscana (Foreste Cantinesi al secondo posto, Tosco-Emiliano al quarto e Arcipelago Toscano al 23mo), un’altra è il Lazio (Gran Sasso al sesto posto in comune con Abruzzo e Marche e il Parco Nazionale in comune con Molise e Abruzzo al settimo), l’Abruzzo (oltre ai due in comune con il Lazio, anche quello della Maiella al decimo posto) e la Sardegna (Orosei e Gennargentu al nono posto, La Maddalena all’11mo posto e Asinara al 20mo).

Altre 7 regioni hanno 2 Parchi Nazionali ciascuna: Emilia-Romagna (Foreste Casentinesi e Tosco-Emiliano), Piemonte (Gran Paradiso e Val Grande al 17mo posto), Marche (Monti Sibillini al quinto posto e Gran Sasso al sesto), Puglia (Gargano al 13mo posto e Alta Murgia al 19mo posto), Campania (Cilento, Vallo di Diano e Alburni al 14mo posto e Vesuvio al 22mo posto), Calabria (Pollino al 15mo posto e Aspromonte al 24mo) e Basilicata(Pollino al 15mo posto e Appennino Lucano al 25mo).

Altre 8 regioni con un Parco Nazionale ciascuna, tra cui segnaliamo il Parco nazionale dell’Isola di Pantelleria in Sicilia.

La classifica completa dei top 25 Parchi Nazionali italiani con i dati intermedi e le rispettive località sono disponibili alla pagina: https://www.holidu.it/f/agriturismi-italia#migliori-parchi-nazionali

 Metodologia:

La classifica è stata elaborata dal team di esperti di Holidu a partire dalla lista completa dei Parchi Nazionali italiani attualmente in funzione. Per questa lista sono state stilate due classifiche: la prima riguardante il numero di sentieri presenti in ciascun parco e la seconda sulla base del punteggio conseguito da ciascun parco su Google Maps. A parità di punteggio su Google Maps è stata data priorità ai Parchi con maggiore estensione. La classifica finale è stata elaborata come media dei dati delle due classifiche parziali. Prima di recarti in uno qualunque dei Parchi Nazionali, assicurati di informarti sulle regole, sugli animali e le piante in essi presenti e ai comportamenti migliori per preservarli al meglio. Inoltre, per la tua sicurezza, tieni d’occhio i pericoli, porta l’equipaggiamento giusto e informa l’ente responsabile del Parco dei tuoi piani.

 A proposito di Holidu: la missione di Holidu è quella di consentire agli host e agli ospiti di trarre il massimo beneficio da una casa vacanze rendendo semplici sia la ricezione da parte degli host che la prenotazione da parte degli ospiti. L’azienda offre un ampio catalogo di case vacanza ben curate e verificate al fine di rendere la prenotazione per gli ospiti libera da dubbi e piena unicamente della gioia che ogni viaggio sa regalare. Con il marchio Bookiply, la piattaforma di software e servizi consente ai proprietari di attirare più prenotazioni riducendo al minimo gli sforzi. I fratelli Johannes e Michael Siebers hanno fondato Holidu nel 2014. L’azienda, in rapida crescita, impiega 500 persone e ha sede a Monaco di Baviera. Inoltre può contare su uffici locali nelle più gettonate destinazioni di viaggio d’Europa.

I profili social di Holidu:

 


Doppia esclusiva nazionale per "Spirits&Colori" con Lucano AmaroZero e Gin Giass

Dalla storica azienda di Pisticci ai migliori locali d’Italia grazie alla collaborazione tra il Gruppo Lucano e il distributore reggiano, punto di riferimento della distribuzione di eccellenze nel mondo beverage e mixology.

Spirits&Colori e Lucano 1894 annunciano una nuova collaborazione. L’azienda di Reggio Emilia leader nell’importazione e distribuzione di bevande di alta qualità, si occuperà della distribuzione nel settore Ho.Re.Ca su tutto il territorio italiano di  Lucano Amaro Zero e Gin Giass, le nuove etichette del portfolio Lucano 1894.

 

Partito da un liquore nato dalla più profonda tradizione locale, Gruppo Lucano rappresenta una delle più importanti realtà nazionali nella produzione e commercializzazione di spirits, che ha saputo mantenere il suo “spirito” fondato sul rispetto della passione famigliare e della terra in cui è nato.

Lucano Amaro Zero, lanciato per la prima volta nel 2022, è una rivoluzionaria interpretazione senza alcool del celebre Amaro Lucano. Un prodotto unico in versione alcol free, pensato per rispondere alle esigenze di un consumatore sempre più attento al benessere ma che non vuole rinunciare al gusto unico dell’amaro, da consumare anche in quelle occasioni in cui non si può o non si vuole bere alcol.

Con la sua delicata tonalità aranciata, all’avvicinarsi al naso manifesta da subito la sua essenza mediterranea: i profumi di mirto, rosmarino e agrumi si fondono con eleganza alla nota di camomilla. Il risultato finale è un gusto intenso e amaricante, che ricorda le gradevoli note agrumate e floreali. È perfetto per essere gustato liscio freddo o con ghiaccio, oppure mixato per la creazione di cocktail e aperitivi analcolici freschi, realizzati con un pizzico di modernità.

Gin Giass è l’ultima recente acquisizione del Gruppo Lucano. Si tratta di un quality premium gin, realizzato con diciotto botaniche ed ingredienti naturali, senza l’aggiunta di nessun elemento artificiale. Il risultato è un prodotto gin aromatico, elegante e sorprendentemente versatile che può essere apprezzato da solo o in cocktail ricercati e assolutamente inediti. Un prodotto che stupisce per la sua reinterpretazione moderna del London Dry Gin che fonde sapientemente la tradizione con l’audacia dell’innovazione. Un distillato dalle sfumature eclettiche e sorprendenti, con un finale netto e rinfrescante che lascia un’immediata sensazione di freschezza. La selezione delle botaniche utilizzate per la sua creazione è stata effettuata con estrema cura per raggiungere un equilibrio perfetto tra note floreali, fruttate e speziate. Tra le principali botaniche spiccano il ginepro, il coriandolo e l’angelica, unite a ingredienti naturali come la scorza d’arancia, i petali di rosa e di arancio, il finocchio, il cardamomo e la cassia. L’aggiunta di karkadè, cipero, menta, verbena citrus, melissa e timo dona una straordinaria esplosione di sapori e profumi, rendendo la degustazione un percorso sensoriale unico, ideale per coloro che cercano un’esperienza innovativa e di altissima qualità.

Il primo brand di London Dry Gin 100% milanese

GIASS, che in dialetto meneghino significa proprio “giaccio”, è il primo brand milanese di London Dry Gin. Nato da una idea di cinque amici – Andrea e Simone Romiti, il bartender Richard D’Annunzio e gli imprenditori Francesco Niutta e Francesco Braggiotti – si tratta di un quality premium gin, realizzato con ingredienti naturali senza l’aggiunta di nessun elemento artificiale.

Diciotto le botaniche che lo compongono: bacche di ginepro, semi di coriandolo e radice di angelica; mela Golden e scorza di arancia essiccata per le note fruttate; petali di rosa, fiori di camomilla, violetta, arancio e carcadè per le note floreali; foglie di verbena Citrus, semi di cardamomo e foglie di melissa per le note citrate; mandorla di terra, foglie di menta e semi di finocchio per la mineralità e, infine, le note legnose di cassia e timo. Una formulazione complessa e studiata nei minimi dettagli, per dare a questo gin un bouquet di sapori armonici, naturali e perfettamente bilanciati.

 

GIASS viene prodotto in Trentino Alto Adige, in una storica distilleria delle più moderne strumentazioni dove si svolgono tutte le fasi di lavorazione. Le botaniche, provenienti principalmente dal Nord Italia e in particolare dalla fascia dolomitica, arrivano in singole confezioni sottovuoto per mantenere intatte le proprietà aromatiche e gustative. Liberate dagli involucri protettivi, vengono poi pesate e adagiate in una speciale cisterna di acciaio inox dalla quale si sviluppa il processo di infusione a freddo. Gli aromi rimangono tre giorni in macerazione prima della distillazione, che avviene usando alcol etilico solitamente di frumento al 96 per cento. L’infuso viene poi inserito in un alambicco Charentais, interamente in rame e, una volta raggiunto i 74.5°, inizia il processo di evaporazione. Il distillato così ottenuto, con la sola aggiunta di acqua pura di montagna, potrà ora essere portato alla gradazione alcolica finale di 42°, presupposto indispensabile per una nuova pausa. Il gin, infine, riposa per ulteriori 7 giorni in cisterne inox, prima di essere filtrato tramite pannelli di cellulosa naturale ed essere trasferito nelle caratteristiche bottiglie.

GIASS è custodito in un’elegante bottiglia serigrafata, ispirata alle geometrie della Galleria Vittorio Emanuele, mentre Il logo richiama il drago verde della vedovella, la tipica fontanella meneghina.

Quattro le referenze che compongono la linea: London Dry Gin, Amaro, Gin della Casa e Navy Strength.

L’accordo di distribuzione esclusiva nazionale è destinato a portare queste due eccellenze italiane a un pubblico ancora più ampio, grazie alla rete di distribuzione di Spirits&Colori e alla sua competenza nel settore delle bevande alcoliche. I consumatori avranno l’opportunità di scoprire e apprezzare appieno queste due straordinarie creazioni, coinvolgendo in ambito mixology una vasta platea di barman e bartender da anni sensibili alle proposte del distributore emiliano, punto di riferimento grazie a un catalogo di prodotti in cui trovano posto solo realtà in cui si fondono originalità, artigianalità, innovazione, creatività e territorio.

ABOUT Spirits&Colori è un’azienda italiana con sede a Reggio Emilia specializzata dal 2016 nella selezione, importazione e distribuzione sul territorio nazionale di distillati destinati a cocktail bar, trendy lounge bars e ristoranti. Il suo catalogo comprende un assortimento di elevata ricercatezza, caratterizzato da piccoli produttori di acclarata qualità a livello mondiali, capaci di stupire con i propri distillati i palati più esigenti.

ABOUT Lucano 1894 è la storica azienda che, partita da un liquore nato dalla più profonda tradizione locale, è diventata una dei più importanti gruppi nazionali nella produzione e commercializzazione di spirits. Un brand conosciuto in tutto il mondo che ha saputo mantenere il suo “spirito” fondato sul rispetto della passione famigliare e della terra in cui è nato. Amaro Lucano nasce a Pisticci (Matera) a fine ‘800 grazie all’intuizione del suo giovane fondatore Pasquale Vena; un amaro dal gusto equilibrato che riscuote un incredibile successo e che, anche dopo un momentaneo blocco della produzione durante la Seconda Guerra Mondiale, riprende la sua attività fino a diventare, a partire dagli anni ’80, noto in tutta Italia e a livello internazionale anche attraverso grandi campagne pubblicitarie con alla base il famoso claim: “Cosa vuoi di più dalla vita? Un Lucano!”. Oggi Lucano 1894 conta circa 50 dipendenti tra l’headquarter di Milano, gli stabilimenti di Pisticci Scalo e di Vico Equense – dove si produce la Limoncetta di Sorrento, un limoncello dall’alto livello qualitativo con alla base il Limone di Sorrento Igp dell’omonimo Consorzio di tutela – e i flagship di Matera e Pisticci dove, oltre alla produzione del famoso Amaro e di altre 15 etichette di spirits, insiste il museo aziendale “Essenza Lucano”. L’azienda è presente commercialmente ormai in più di 30 paesi nel mondo, conta una sede estera in UK ed una stabile collaborazione con la Coca-Cola HBC Italia alla quale ha affidato la distribuzione nel mercato ho.re.ca. in Italia. La famiglia Vena, ancora al timone e giunta alla quarta generazione, ha aperto l’ingresso a manager e consulenti di esperienza rimanendo attiva sul mercato internazionale a livello di operazioni straordinarie ed in costante crescita per numeri sul mercato e dati di bilancio.

SPIRITS&COLORI Srl
Via del Chionso,  14
42122 Reggio Emilia
Tel. 0522.506284
Fax 0522.513578
info@spiritsecolori.it


Bellezza e Design: nei weekend di ottobre, "VoiComeNoi" a Villa Bella di Bologna

L’elegante contesto di Villa Bella, dimora storica ottocentesca sulle prime colline di Bologna, ospita un vero e proprio universo “Health & Beauty”, con il progetto “VoiComeNoi”.

Saranno assai apprezzati gli interventi di molte affascinanti ed eleganti signore, tutte impegnate a vari livelli in questo articolato e multiforme progetto e tutte affermate professioniste nel campo del benessere, della medicina, dell’alimentazione e della nutrizione, anche del design, dell’arredo, dell’abbigliamento e del make-up femminile.

In un momento di ricerca di tutte le risposte sul web, VoiComeNoi si propone con un format “offline” che permette alle donne di tutte le età di avere le risposte giuste direttamente da esperti e personale medico legati al mondo della salute e della bellezza.

La location di Villa Bella disporrà per tutto il periodo autunnale delle installazioni d’arredo Lago by Matteuzzi, a conferma che un ambiente piacevole, in questo caso dal design estremamente raffinato, concorre al benessere psico-fisico di chi lo vive.

Il “VoiComeNoi” del primo weekend di ottobre, ha registrato un grande successo con la piacevolissima serata condotta da Donatella Luccarini e partecipata dalla dott.ssa Francesca Negosanti (direttore sanitario di Villa Bella, specializzata in dermatologia) Stefania Matteuzzi (Holder & Interior designer di Matteuzzi Arredamenti) Oriana Oddo (Monteil Paris) Massimo Infusino (Diego Dalla Palma) dott.ssa Ildegarda Gardini (psicologa) Carlotta Checchi (ceo e stilista Calla Lingerie) dott.ssa Daniela Alvergna (chinesiologo specialista in ginnastica posturale preventiva, compensativa e correttiva) Sonia Menichetti (ceo Msg Studio, co-Founder VoiComeNoi) Antonietta Mazzeo (founder Olioè) Maura Gigatti (consigliera regionale Donne del Vino Emilia Romagna) Angela Sini (Cantine Della Volta) Alessia Zambellini (nutrizionista e expert the longevity kitchen) Viviana Fabbri, Gino Fabbri (Maestro pasticcere) Elena Ceschelli (co-founder Bevande Futuriste).

Ed è già febbrile l’attesa per i prossimi fine settimana, occasioni per piacevolissimi viaggi nella conoscenza dei principali argomenti dell’universo femminile, attraverso incontri con noti professionisti del mondo della cosmesi, dell’alimentazione, della medicina estetica, della postura, della moda e dello stile.

Il modello femminile di riferimento è quello che i media hanno recentemente definito “Perennial”, donne che non si identificano per età anagrafica, ma per attitudine mentale, “evergreen” e sempre al passo con le novità.

La specificità delle materie trattate è allineata alle diverse fasce d’età alle quali il corso si rivolge:

The Woman to be (15-25 anni)

The Woman I am (26-45 anni)

The Woman I can still be (over 45)

VoiComeNoi è un progetto ideato per tutte le donne che desiderano migliorare la propria immagine e autostima, attraverso un percorso di tecniche di self-branding. La mission è quella di valorizzare ogni donna, con l’intento di creare una community al femminile legata al concetto di continuo miglioramento di sé.

Le materie trattate durante i quattro incontri in presenza a Villa Bella sono:

  • FONDAMENTALI:

○ Le 4 A del benessere (Dott.ssa Francesca Negosanti, Dott.ssa Greta Gardini – Villa Bella)

○ Beauty Routine (Oriana Oddo, Monteil Paris)

○ Integrazione alimentare (Elisa Cardoni, Absology)

○ Cura dentale (Prof.ssa Stefania Pernarella, ForHans)

  • CORRETTA POSTURA:

○ I benefici di una postura corretta (Dott.ssa Daniela Alvergna – Villa Bella)

○ Correzione difetti della camminata, esercizi di tecnica di camminata corretta, Catwalk Training (Sonia Menichetti, CEO Msg Studio, co-Founder VoiComeNoi)

  • SANA ALIMENTAZIONE:

○ Un dolce sano (Gino Fabbri Maestro Pasticcere)

○ I benefici dell’olio extra vergine di oliva (Oliè di Antonietta Mazzeo)

○ Donne del Vino Emilia Romagna (Maura Gigatti, Angela Sini, Irina Balym, Paola Gorgatti)

○ Acqua Cerelia è Official Water del progetto (Dott. Mauro Quadri)

○ Bevande Futuriste (Dott.ssa Elena Ceschelli)

○ The Longevity Kitchen

  • CONSAPEVOLEZZA DI SE’ EVIDENZIARE LE PROPRIE POTENZIALITA’:

○ Noi allo specchio (Carlotta Checchi – CEO e stilista Calla Lingerie)

○ Connessione mentale e sensualità (Dott.ssa Ildegarda Gardini – Villa Bella)

  • MAKE-UP AND HAIR CARE:

○ Self make-up (Massimo Infusino – MUA Diego Dalla Palma)

○ Dermopigmentazione correttiva (Leone Di Bello – Villa Bella)

○ Cura del Capello (Villa Bella)

 

VoiComeNoi racchiude quindi le fondamentali competenze che una donna può acquisire per valorizzarsi dalla testa ai piedi in un unico contenitore, al cui interno possono incontrare le competenze specifiche di 15 aziende e numerosi medici e ricercatori stimatissimi.
Qui di seguito raggruppiamo tutti i partner del progetto VoiComeNoi, che hanno, fin dagli albori, sostenuto questa iniziativa.

Sito web: https://voicomenoioffline.com
IG: @voicomenoi_valorizzarsioffline
FB: Voi Come Noi – Valorizzarsi offline


Dopo un’estate turistica di successo, sono tante le proposte dell’Alto Piemonte nella prossima stagione autunno inverno

Davvero ricca l’offerta del Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli dell’Ossola, dall’outdoor all’enogastronomia, dalla cultura al benessere, fino al MICE (fiere, meeting, congressi ed eventi). Ma ci sarà anche spazio per presentare le nuove forme di fruizione della destinazione: “Dai Laghi dell’alto Piemonte alle Valli dell’Ossola: quando i Territori diventano musei”, narrando le esperienze degli ecomusei, dei musei diffusi e dei percorsi culturali tematici locali.

Nella stessa settimana il Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli dell’Ossola accoglierà la Vibram® Ultra Traildel Lago d’Orta, una delle più importanti gare di trail running dello scenario italiano, che si corre sui sentieri intorno al Lago d’Orta, con quattro differenti percorsi da 18, 31, 55 e 100 km e un “vertical”. L’appuntamento è ad Omegna, dal 13 al 15 ottobre.

A fine ottobre è anche tempo di foliage. E in pochi luoghi dell’arco alpino, come nelle valli dell’Ossola, la colorazione delle foglie degli alberi assume toni così accesi e così caldi. Il modo migliore per accedere al magico mondo del foliage ossolano è quello di partire da Domodossola a bordo della Ferrovia Vigezzina-Centovalli, attraversando interamente la Val Vigezzo, dove numerosi sono i sentieri percorribili a piedi o in sella alla bicicletta, ammirando paesaggi unici e sorprendenti. Così come le diverse opportunità che si possono trovare, per esempio, in luoghi di grande fascino naturalistico, il Parco Naturale Alpe Veglia e Alpe Devero, il Parco Naturale dell’Alta Valle Antrona, la Valle Bognanco e la Valle Anzasca, che in queste settimane si infiammano dei colori dell’autunno.

«Arriviamo da una stagione estiva di grande successo, flussi che si attestano in linea con lo scorso anno e con incrementi di diverse nazionalità che, per l’alta stagione, hanno mostrato particolare preferenza per i nostri magnifici laghi e le nostre verdi valli ossolane – spiega Francesco Gaiardelli, presidente ATLL’interesse nei confronti della nostra destinazione coincide sicuramente con una ricettività e un’ospitalità di qualità, oltre che con una variegata offerta di esperienze outdoor tra laghi e monti, che spaziano dal trekking, ai percorsi bike, fino alle tante iniziative di turismo attivo. Questi risultati ci rendono orgogliosi e ci spronano ulteriormente a consolidare il brand della nostra destinazione e a intraprendere sempre più azioni promozionali su base nazionale e internazionale».

Con l’arrivo dell’inverno, il Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli dell’Ossola si pone l’obiettivo di replicare gli ottimi risultati turistici estivi, grazie alle proposte del comprensorio di Nevazzurra, che riunisce le stazioni sciistiche delle Valli dell’Ossola: Formazza, Devero, Divedro, Antrona, Anzasca, Vigezzo, passando per Domobianca e giungendo al Mottarone.  La stagione sportiva outdoor invernale sulle Alpi dell’Alto Piemonteinaugurerà a inizio dicembre, offrendo la possibilità di praticare diverse discipline in un contesto naturale incontaminato e in un’atmosfera a misura d’uomo. Sci alpino, sci di fondo, sci alpinismo, freeride, snowboard, ciaspole, snowpark, fat-bike: a ciascuno il suo sport preferito, con tante proposte anche per le famiglie con bambini.

Una vacanza nel Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli dell’Ossola si trasforma in un’esperienza che lascia il segno tra natura, relax, benessere, cultura e buon cibo.

Il Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli dell’Ossola in questi giorni è presente al “TTG Travel Experience” di Rimini presso la Regione Piemonte (Pad. C5 / 227-314) dall’11 al 13 ottobre p.v.

Tutte le informazioni su itinerari, novità e percorsi, unitamente al calendario degli eventi in programma, aggiornato quotidianamente, sono disponibili sul sito www.distrettolaghi.it


Mondo "Loison": una monografia di 175 pagine che si rinnova due volte l’anno

Anche quest’anno Dario Loison vuole sorprendere i suoi appassionati per rendere il Natale 2023 ancora più speciale con il catalogo Inverno, composto da 175 pagine, e la sua vasta selezione di gusti e collezioni. Chiamarlo semplicemente catalogo non rende giustizia a un lavoro titanico che viene rinnovato due volte all’anno – in inverno e primavera – seguendo l’approccio delle case di alta moda con le loro collezioni. Questa periodicità permette di presentare costantemente nuove proposte all’avanguardia, in linea con le ultime tendenze e in grado di soddisfare le aspettative dei clienti. Proprio come nel mondo della moda, il rinnovo del catalogo rappresenta un’opportunità per presentare creazioni fresche e innovative non solo per i dolci festivi, ma anche per l’intera linea continuativa di prodotti Loison.

ESPERIENZA IMMERSIVA IN TUTTO IL DOLCE MONDO LOISON

Realizzato da Sonia Design con toni bordeaux che trasmettono un’atmosfera elegante, calda e sobria, il catalogo Inverno 2023 è un’opera intensa di novità che abbracciano ogni aspetto del mondo dolce di Loison a partire dalle 17 Collezioni di Natale suddivise in 4 linee (Top, Magnum, Pasticceria, Tuttigiorni), esplorando poi tutto il mondo dei costituito da Biscotti, Torte, Filoni, Venezia, Slice.

Disponibile in versione cartacea e online (papers.loison.com), nelle prime pagine vengono esplorate tematiche fondamentali come la meticolosa produzione artigianale e il processo di lenta lavorazione (ci vogliono 72 ore per realizzare un Panettone Loison) svelando i segreti delle eccellenze aromatiche e degli ingredienti pregiati utilizzati. Il catalogo mette in luce il continuo impegno di Loison verso la sostenibilità, iniziato già dal 2007, il Loison Museum, un affascinante luogo che custodisce l’eredità culturale e la tradizione dell’arte della panificazione e della pasticceria classica. Inoltre, sono presentati i rivoluzionari spazi digitali di Loison attivi sin dal 1996 (loison.com, insolitopanettone.com, biscottiloison.com, museum.loison.com, papers.loison.com, shop.loison.com) simboli di innovazione nel mondo online, e la novità 2023: la Skill per Alexa, che offre un’esperienza completa e coinvolgente, e la pagina dedicata su Wikipedia.

NOVITÀ 2023: ESPLORA IL MONDO LOISON CON LA SKILL PER ALEXA E WIKIPEDIA

La skill Loison per Alexa rivela i segreti dietro la creazione dei prodotti, gli ingredienti di alta qualità selezionati e l’attenzione dedicata a ogni minimo dettaglio. Se si usa un dispositivo con schermo, si possono anche ammirare le foto dei dolci, degli ingredienti e del processo di produzione e anche le accurate confezioni firmate Sonia Design. Al termine del “tour” la skill fornirà poi un codice sconto da utilizzare per l’acquisto diretto sullo shop su shop.loison.com. Il marchio Loison amplia la sua reputazione con la pagina dedicata all’azienda su Wikipedia. Qui sono documentate informazioni oggettive che testimoniano dal 1997 la storia, i premi e i riconoscimenti ottenuti nel corso degli anni, oltre a una completa bibliografia delle pubblicazioni che citano e contribuiscono al valore Loison.

Novità 2023: la skill Loison di Alexa!

Uno strumento innovativo e divertente per trovare il dolce preferito e ricevere uno sconto del 30%. Basta un semplice comando: “Alexa, apri dolci italiani

Dario Loison è costantemente alla ricerca di nuove e innovative modalità per far conoscere i propri prodotti e, proprio con questo intento, ha pensato di realizzare la Skill Loison di Alexa, uno strumento straordinario che guida nel dolce mondo Loison

Cosa si può fare?

1. Scoprire i dolci Loison: attraverso una voce amichevole, potrai conoscere in dettaglio i vari prodotti, scoprendo le loro caratteristiche e gli ingredienti di alta qualità che li rendono così speciali.

2. Trovare il dolce perfetto: grazie all’intelligenza artificiale di Alexa, saranno suggeriti i giusti consigli per trovare il dolce Loison più adatto ai propri gusti. Che siate appassionati di cioccolato o amanti della frutta, Loison offre sempre opzioni straordinarie! Scopri di più da questo video.

DOLCIARIA A. LOISON SRL
Pasubio, 6
36030 Costabissara (VI) – Italy
Tel: +39 0444 557844
Fax: +39 0444 557869
Email: loison@loison.com

ORARI NEGOZIO
Dal Lunedì al Venerdì:
08:30 – 19:00
Sabato e domenica chiuso

ORARI UFFICIO
dal Lunedì al Venerdì: 8.30 – 18.00

RICHIEDI INFORMAZIONI
Ricorda che puoi contattarci direttamente
anche via e-mail (loison@loison.com)
e via telefono (+39 0444 557844)


ChinottISSIMO in Germania da protagonista del circuito internazionale del "food&beverage"

All’Anuga di Colonia l’azienda PNeri è pronta a conquistare buyer e consumatori di tutto il mondo con la grande tradizione del bere italiano, nelle bibite come negli amari. Appuntamento dal 7 all’11 ottobre allo stand Hall 7.1 stand B038/C039 per stupire i palati più classici e quelli alla ricerca di un gusto inimitabile, originale come la sua ricetta segreta.

ChinottIssimo conferma la propria presenza in uno dei più importanti eventi food&beveragedel panorama internazionale. Dal 7 all’11 ottobre sarà a Colonia per partecipare ad Anuga, appuntamento di livello mondiale che riunisce i principali player dell’industria alimentare e delle bevande.

Una tappa importante che si inserisce in un momento di crescita e sviluppo per la storica azienda PNeri impegnata a riportare sotto le luci dei riflettori un orgoglio italiano che dalle solide radici su cui si fonda, punta a un mercato internazionale in cui da oltre mezzo secolo è una celebrità, con una gamma di prodotti estremamente variegata, ma con un unico comune denominatore, l’essere 100% Made in Italy.

Dalla celebre bibita scura agli amari, fino alle toniche e alla mixology, il chinotto rimane un pezzo di storia e un vanto nazionale che ancora oggi stupisce i palati abituati ai gusti più classici al pari di quelli in cerca di aromi inediti ed estremamente contemporanei.

Tanti gli epiteti con cui è stato chiamato e grande la fama che l’ha accompagnato fin dal 1949 quando il giovane Pietro Neri decise di lanciare una bibita tutta italiana, il Chinotto. Frutto di una ricetta segreta che ancora oggi viene gelosamente preservata dal nipote Simone Neri proprio ad Anuga potrà far degustare tutta la qualità di un grande prodotto italiano.

 ChinottISSIMO, un piacere lungo oltre 70 anni si presenta come un prodotto dalla precisa identità, deciso, agrumato e arricchito da ben 53 erbe che lo rendono un prodotto inimitabile ancora oggi, preservato da Simone Neri, nipote del suo inventore Pietro e custode della ricetta originale segreta che consente di poter gustare a oltre 70 anni di distanza quel preciso mix di aromi che conferisce alla bevanda una piena riconoscibilità.

Icona di stile e distintivo nella scelta, oggi la bevanda ritorna ad affascinare il pubblico internazionale con il marchio ChinottISSIMO, l’unico vero Chinotto 100% Made in Neri, ideato e prodotto in Italia.

Altre delizie Made in PNeri: le bibite, superlative nel nome e nel gusto.

Ad accomunare questa gamma di bibite 100% italiane non è solo il superlativo nel nome, ma anche la qualità degli ingredienti e la ricetta esclusiva, grazie alla formula di Simone Neri che conferisce una precisa identità a ogni referenza. Da ArancISSIMA, con succo di arance rosse Sanguinelle a LimonISSIMO con succo di limone calabrese, da SpumISSIMA a GassosISSIMA, riprendono le toniche che hanno scritto la storia del bere italiano.

Gli amari, un trittico di elisir di ieri e di oggi

L’unicità di un amaro al chinotto si fa in 3 quando si parla di Amaro Neri l’unico al chinotto, grazie a una gamma completa per un piacere unico. L’Amaro Neri al chinotto è frutto di una ricerca delle migliori erbe di montagna, con un’artigianalità che prevede ancora oggi una raccolta manuale nel Parco Nazionale d’Abruzzo. L’Amaro Neri al chinotto e menta selvatica sprigiona il connubio perfetto delle erbe montane e tutta la freschezza della menta raccolta in quota. Completa il trittico l’Amaro Neri al chinotto fortemente amaro, dove la minore quantità di zucchero lascia spazio a una maggiore concentrazione di chinotto e alle erbe infuse e lasciate a decantare per dar vita a una fusione di aromi ancor più intensa e avvolgente.

Spirits ad alta gradazione di originalità

Accanto al chinotto e alle sue declinazioni, PNeri propone una linea di liquori di carattere, ideale per una mixology che punta all’originalità, ma anche alla qualità che si percepisce in ogni creazione. I liquori artiginali Made in Neri sono un poker d’assi del beverage come Gin, Genziana non filtrata, Genziana elisir d’ambra e Ratafià di amarene. Speziato e morbido, il Neri Dry Gin è frutto di una infusione a freddo che preserva i singoli sapori delle botaniche utilizzate, arricchendo i cocktail di aromi che ne connotano una precisa identità. Un contrasto ammaliante è quello garantito dalla Genziana non filtrata, dove l’assoluta artigianalità lascia al palato tutta la gradevolezza di un gusto dolce e la persistenza di un amaro garbato, ideale per cocktail variegati e decisamente originali. Non da meno l’intenso Elisir d’ambra, dove la radice di genziana rilascia un vivace retrogusto che denuncia una qualità data dalla natura e della lavorazione artigianale della radice di Genziana. Dolce e fruttata come una carezza si presenta all’assaggio la Ratafià di amarene di Montepulciano d’Abruzzo, delicata ed estremamente gradevole anche a un pubblico femminile o a palati in cerca di morbide percezioni dolci, rigorosamente naturali e che invitano al consumo come un richiamo irresistibile, sorso dopo sorso. Un componente prezioso per cocktail armonici e vellutati, perfetti per un momento conviviale.

Pneri è l’erede dell’azienda fondata da Pietro Neri nel 1949 e che fino alla fine degli anni ’60 ha commercializzato il primo chinotto italiano. Dopo la vendita dell’azienda, dello stabilimento e del marchio, la ricetta originale dei prodotti rimane ancora un segreto di famiglia gelosamente custodito dal nipote Simone Neri, titolare della società Pneri, riproposta a livello internazionale esattamente come una volta, una vera e propria miscela di chinotto, ma con elementi innovativi aggiunti alla ricetta classica. Simone, infatti, sotto la supervisione di nonno Pietro, ha sperimentato e aggiunto alla sua “famosa ricetta millenaria” ben 53 estratti officinali per creare ChinottISSIMO. I valori aziendali si fondando su qualità, tradizione, distintività e legame con il territorio, nel rispetto dell’ambiente e delle persone. (www.chinottissimo.com)


GUSTI.A.MO23… A Castelfranco Emilia conto alla rovescia per l’evento che celebra tutto il bello e il buono di Modena

La manifestazione organizzata da Piacere Modena torna in versione autunnale sabato 7 settembre a Castelfranco Emilia lungo la Via Emilia. Con un programma rigorosamente all’insegna di degustazioni, laboratori e occasioni di apprendimento attraverso il gioco.

L’edizione autunnale di Gusti.a.Mo23, Tutto il Bello e il Buono di Modena l’evento organizzato da Piacere Modena e patrocinato dalla Regione Emilia Romagna, dal Comune di Castelfranco Emilia, dalla Provincia di Modena e della Camera di Commercio di Modena, sarà una giornata che già si preannuncia straordinaria, dedicata al ruolo del cibo nella società, ma soprattutto alle eccellenze enogastronomiche e culturali modenesi.

La presentazione alla stampa si è tenuta nella Sala Gabriella Degli Esposti della Biblioteca Comunale di Castelfranco Emilia, alla presenza del Presidente di Piacere Modena Enrico Corsini, del Sindaco di Castelfranco Emilia Giovanni Gargano, del Presidente della Camera di Commercio di Modena Giuseppe Molinari, del Presidente dell’Associazione La San Nicola di Castelfranco Emilia Giovanni Degli Angeli e del Presidente del Consorzio Modena a Tavola, Stefano Corghi.

Con l’edizione autunnale di Gusti.a.Mo23 – ha affermato il Presidente di Piacere Modena Enrico Corsinivogliamo riportare l’attenzione sul cibo come esperienza per il consumatore finale. Ancora una volta infatti, abbiamo scelto di costruire un programma che rendesse il più possibile ogni visitatore protagonista in prima persona di un’esperienza degustativa unica. E, soprattutto, abbiamo pensato a come avvicinare e coinvolgere anche i consumatori del futuro, organizzando una serie di attività dedicate ai più giovani che potranno apprendere giocando e divertendosi”.

Il programma della giornata coniuga alla perfezione due elementi fondamentali per la Città di Castelfranco Emilia, l’eccellenza gastronomica e la cultura che sta dentro un elemento identitario del nostro territorio come il tortellino – commenta il Sindaco di Castelfranco Emilia Giovanni Garganoche rappresenta simbolicamente un vero e proprio abbraccio inclusivo a tutte le altre eccellenze enogastronomiche dell’Emilia Romagna. Potremmo quasi dire, con una sorta di slogan, che il 7 ottobre alla corte del tortellino si riuniscono tutte le eccellenze regionali“.

GUSTI.A.MO è un appuntamento ormai tradizionale che racconta la passione per la cultura culinaria del territorio modenese – afferma il Presidente della Camera di Commercio di Modena Ing. Giuseppe MolinariLa Camera di Commercio sostiene questo importante evento che, fin dalla prima edizione, ha riscosso notevole successo ed ha permesso ai turisti e ai modenesi stessi di scoprire le raffinatezze di una regione, l’Emilia Romagna, saldamente al primo posto tra le regioni a più alta vocazione food”.

Dunque, sabato 7 ottobre a Castelfranco Emilia “va in scena il Gusto nel cuore della Via Emilia”, con una ricca proposta di attività di gusto e arte e laboratori per famiglie. Si parte al mattino con le degustazioni teatralizzatedei prodotti DOP ed IGP di Modena a cura di Koiné (dalle 10 alle 12), con le quali ci si potrà immergere tra i sapori autentici dei prodotti made in Modena e si prosegue con il Laboratorio e degustazione finale del Tortellino Tradizionale di Castelfranco Emilia (dalle 12 alle 15) a cura dell’Associazione Maestre Sfogline di Castelfranco Emilia e dell’Associazione La San Nicola di Castelfranco.

Ampio spazio sarà dedicato ai più giovani; in particolare per i bambini dai 3 agli 11 anni è previsto il Laboratorio Sensoriale “Come in un sogno” (alle 15.30), curato da Lumaca Soc. Coop. Sociale, per esplorare la campagna modenese attraverso suoni evocativi, oggetti del passato e gustosi assaggi, ripercorrendo il ritmo naturale delle stagioni nella pianura Padana. Per i più grandicelli invece, dalle ore 16, l’ISS Spallanzani trasformerà la tradizione culinaria locale in un laboratorio creativo per le future generazioni di chef, chiamati a mettere le mani in pasta e sperimentare l’arte della cucina.

Sempre alle ore 16 andrà in scena una sfida culinaria divertente e gustosa con lo chef Stefano Corghi, Presidente del Consorzio Modena a Tavola, che inviterà i presenti a riprodurre – attraverso il Gioco della Cucina secondo lo chef Stefano Corghi o… secondo te?- la miglior ricetta “alla rovescia” utilizzando i prodotti DOP e IGP di Modena.

La giornata si chiuderà poi con un grande classico: le musiche, i racconti e le degustazioni emiliano romagnole di “E-Risalutami tuo fratello” con Andrea Barbi e Marco Ligabue, due ambasciatori delle 44 eccellenze DOP e IGP dell’Emilia Romagna, che coinvolgeranno i presenti nella grande festa finale di celebrazione del gusto, patrocinata dalla Regione Emilia Romagna.

www.instagram.com/piaceremodena
www.facebook.com/piaceremodena
www.piaceremodena.it/


A Bologna si sa, si mangia bene e, dal 1465, all’Osteria del Sole, si beve anche meglio!

Il maggior numero di primavere al sapor di vino l’ha vissuto proprio l’Osteria del Sole in Vicolo Ranocchi, nel ventre del Mercato di Mezzo, dove le strade portano i nomi degli antichi mestieri. All’epoca in cui in questo budello si vendevano le rane, l’Osteria del Sole a Bologna c’era già e si parla del 1465 e dintorni (più di mezzo millennio fa!) ancora prima della scoperta dell’America…  Difficile da credere, ma i primi documenti che parlano dell’Osteria del Sole risalgono proprio al XV secolo. Chissà quante vicende, quante persone sono passate da lì. Il “Sole” trasuda di storia e trasmette un senso di rispetto in chi varca la soglia d’ingresso, pur infondendo familiarità.  Sempre viaggiando nella storia bolognese, nel 1712, lo storico Giuseppe Maria Mitelli, raffigura con un’acquaforte il “gioco delle osterie di Bologna”: 59 in tutto, e “il Sole” occupava  la penultima casella. Questo gioco era simile a quello dell’oca e per divertimento, si potevano così provare vari locali e relativi piatti tipici che le osterie offrivano, anche se la scelta era scarsa, ma ognuna aveva la sua specialità, tranne al “Sole”, dove il mangiare, ce lo si portava da casa. L’osteria era, come lo è ancora adesso, luogo di ritrovo, dove si andava per stare con i propri pensieri o in compagnia, dimenticando per un attimo, impegni e le fatiche, facendo un viaggio nel tempo, intorno a un bicchiere di vino, con le gambe sotto agli storici tavoloni di legno… e si parlava, si discuteva e si giocava a carte, ma si faceva anche quello che si voleva….

Tante ovviamente le storie, gli aneddoti e le vicende che hanno visto l’Osteria del Sole quale scenografia: tra le più curiose, quella del 1879, quando per Bologna giravano tanti attivisti votati alla causa socialista e, tra di loro, c’era anche un tal Giovanni Pascoli (ancora non noto poeta).  Leggendo alcuni documenti e rapporti dell’epoca si è giunti alla conclusione che fu proprio all’Osteria del Sole, dove Pascoli e i suoi erano soliti riunirsi, che venne arrestato il poeta mentre era seduto a quei tavoli, con l’accusa di aver aderito alle idee socialiste…

1945: è da qui che parte la storia della famiglia Spolaore. Si narra che fu grazie a una vittoria ciclistica di un componente della famiglia di allora (lo zio Aldo Canazza) che si poté ottenere la licenza dell’osteria. Da allora successe nella gestione la nonna Adele, la matrona del tempio dedicato al vino, una donna di altri tempi. Poi fu Luciano, suo figlio, che come un geloso custode, tenne le redini del “Sole” fino al 2009… a questo punto la gestione familiare si trova ad un bivio. Venuto a mancare Luciano, non si sa che cosa sarà dell’Osteria del Sole: i  beneficiari dell’eredità devono tutti cambiare mestiere e abbandonare le vecchie vite per il bene del locale. Per fortuna, lo spirito che animava i predecessori, lo si ritrova in chi vive il presente.  Ed è stato così, che grazie all’aiuto di alcune istituzioni bolognesi, non senza difficoltà, i nuovi osti riescono a portare avanti il dolce “peso” e la responsabilità di un luogo per molti sacro, poiché quello è un monumento alla vita vissuta ogni giorno, alle persone, e all’uomo…

Oggi, a indicarne l’esistenza è un’insegna spartana su cui campeggia una sola parola: “vino”. Entrando, lo sguardo cade sul banco a mezzaluna di destra, dietro il quale lavorano il titolare, Luciano e sua moglie Daniela, su uno spazio rialzato  con un tavolo che sta di fronte e sugli intonaci bruni per il fumo e gli anni. Gli arredi sono ancora quelli degli inizi ‘900: panche, tavoloni in legno, sedie impagliate, graffiti alle pareti (lasciati da mani ignote) cartelli vari, anche di avvisi perentori…

Come sempre, all’ora di pranzo, al Sole, tutti si tuffano sui loro scartòzin (cartoccio) di affettati, formaggi, tranci di tonno, insalate o semplice crescenta (sfizioso prodotto da forno tipico della città petroniana: è una focaccia insaporita con cicciolini di prosciutto, che si taglia a quadrotti e si gusta al posto del pane, ottima con l’aperitivo) da accompagnare con quel che la fornitissima cantina propone in pronta beva. Una delle particolarità del locale è proprio il fatto che qui si ordina solo vino, mentre cibo e stuzzichini si portano da casa…

Il proprietario ha fama di burbero, ma col passar degli anni e con il crescere dell’interesse per l’osteria, è sempre più propenso a sorridere e a stringere mani. Per conquistarne la simpatia, è meglio non fare troppe domande, accomodarsi, ordinare un bicchiere – meglio una bottiglia – e lasciare che siano proprio questi a raccontare chi è Luciano: un oste con la “O” maiuscola, che ha trascorso la vita tra questi muri – ormai color tabacco –  facendo su e giù tra il banco di mescita e una cantina sterminata, che arriva a toccare le fondamenta dei Portici del Pavaglione rivolti su Piazza Maggiore (quasi 50 metri!). Il vino lo conosce da quando aveva 8 anni e aiutava il padre a riempire le bottiglie. La sua è una clientela tra le più varie: gente del vicino mercato, colletti bianchi e professionisti degli uffici del centro, gruppi di amici che fanno baldoria e anziani habitué, che non hanno perso il gusto della partita a carte e del buon bere.

A proposito:

Vini Neri: Chianti Docg – Gineprone; Lambrusco Concerto – Medici Ermete; Merià Bordolese – Serpaia di Endrizzi; Merlot-Rodaro; Pinot Nero – Tramin; Sangiovese di Romagna – Spalletti; Valpolicella Ripasso – Domìni Veneti;

Vini Bianchi: Baron de L – Ladoucette; Chablis 1er Cru “Cuvée Pic” 2005 – Albert Pic; Chablis-Regnard; Chardonnay – Soligo; Chardonnay-Trebbiano di Romagna- Spalletti; Friulano – Rodaro; Gewurztraminer – Tramin; Pinot Bianco – Tramin; Pinot Grigio – Vie de Romans; Pouilly Fumè – LaDoucette; Ribolla Gialla – Pitars; Sauternes- Chateau les Justices;

Vini Bianchi Frizzanti: Albana dolce-Cantina Zanotti protonotari Campi; Metodo Classico Brut Nature-Rodaro; Metodo Classico Brut Nature Rosè- Rodaro; Moscato D’asti – Michele Chiarlo; Pignoletto frizzante Doc-Medici Ermete; Prosecco Treviso Doc – Soligo; Spumante millesimato Brut-Coffele;

Champagne: Blanc de Blancs 2012- Roedere e Philippe Stark; Blanc de Blancs 2011 – Louis Roederer; Brut Premiere – Louis Roederer; Cristal 2012 – Louis Roederer; Demi Sec – Louis Roederer; Rosè 2012 – Louis Roederer et Philippe Stark;

Vini Liquorosi: Amaro d’Erbe- Tosolini; Kranebet – Rossi D’Asiago; Grappa – Vite d’oro Barricata; Madeira- Cossart Gordon; Nocino – Spalletti; Porto Riserva- Ramos Pinto; Whiskey – Jack Daniel’s;

Birre: Er Boqueron la Blanca; Menabrea Bionda;Theresianer premium Pils; Theresianer senza glutine; Theresianer Strong Ale.

Osteria del Sole
Vicolo Ranocchi, 1/d
Bologna BO

Dal Lunedì al Sabato
dalle 11.00 alle 21.30

Chiuso la Domenica

Tel.: 347 968 0171
www.osteriadelsole.it
info@osteriadelsole.it


“DOLO-VINI-MITI, il festival dei vini verticali”: alla scoperta della Val di Cembra e delle sue chicche enogastronomiche

Alla sua prima edizione, l’evento è in programma dal 6 al 15 ottobre.Vero e proprio omaggio alla viticoltura eroica, la rassegna si propone come un’occasione davvero speciale per avvicinare wine lovers e turisti a una valle di grande suggestione, fuori dalle più classiche rotte turistiche. A disposizione un ricco carnet di degustazioni, visite, trekking e approfondimenti culturali.

L’autunno può riservare grandi emozioni a chi ne sa apprezzare le atmosfere, i colori e i sapori. Meglio ancora se offre l’occasione di fare scoperte suggestive e inattese, in compagnia di un buon calice di vino e una specialità del territorio da degustare.

Perfettamente in linea con questa filosofia, la prima edizione di “DOLO-VINI-MITI: il festival dei vini verticali”. La rassegna, dedicata ai vini d’alta quota e ai prodotti di montagna, si svolgerà dal 6 al 15 ottobre in Val di Cembra e Val di Fiemme. A organizzarla è l’Associazione Turistica Valle di Cembra in collaborazione con l’Apt Fiemme Cembra.

Tra degustazioni e visite in cantina, sarà quindi un’occasione speciale per scoprire una valle ancora fuori dalle rotte turistiche classiche ma tutta da scoprire, approfittando di un periodo dell’anno particolarmente suggestivo. A ottobre la vendemmia è ormai conclusa, i viticoltori si concedono un po’ di meritato riposo e le vigne virano sulle splendide tonalità autunnali del giallo e del rosso, dando vita a uno spettacolo unico, da godere nel segno di un turismo “slow”.

DOLO-VINI-MITI vuol essere un omaggio “verticale” alla viticoltura eroica che caratterizza la Valle di Cembra, dove le vigne si arrampicano dal torrente Avisio su ripidi declivi, coprendo un dislivello di oltre 700 metri e disegnando, con i 708 km di muretti a secco entrati nel patrimonio immateriale dell’Unesco, un paesaggio incantevole. Dalle uve di queste vigne abbarbicate alla montagna, dove domina il porfido, nascono vini minerali e sapidi, da degustare anch’essi all’insegna della verticalità, vero e proprio filo conduttore delle svariate esperienze che compongono il ricco programma stilato per l’occasione.

Davvero non c’è che l’imbarazzo della scelta: dal Wine Trekking Gourmettour enogastronomico tra le baite e i vigneti della valle coordinato dallo chef stellato Alessandro Gilmozzi alle Caneve en Festa, un itinerario di degustazioni lungo i caratteristici “volti” del paese; dalle degustazioni verticali di Trento Doc, Muller, Riesling e Pinot Nero delle cantine del territorio ai trekking alla scoperta dei luoghi simbolo come le iconiche Piramidi di terra di Segonzano o le pievi quattrocentesche. Senza dimenticare tavole rotonde, convegni e presentazioni letterarie. Previste incursioni anche in Val di Fiemme, con due eventi-aperitivo in quota, con vista privilegiata sullo spettacolo delle Dolomiti.

Ultimo non per importanza, nei dieci giorni della manifestazione le aziende del territorio apriranno le porte a wine lovers e visitatori desiderosi di vedere da vicino i luoghi di produzione e condividere racconti e aneddoti della vita di campagna. In un momento magico come la fine della vendemmia.


One Sky One World: Un Cielo Un Mondo Festival degli Aquiloni per la Pace a cura di ARTEVENTO CERVIA

Dal 6 all’8 ottobre 2023 ARTEVENTO CERVIA celebra la giornata mondiale del volo degli aquiloni per la pace con una mostra degli aquiloni dal mondo, numerosi laboratori e un grande volo collettivo sulla spiaggia. Assoluta novità è la partnership tra ARTEVENTO e l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura
Dopo il successo della sua 43a edizione premiata in primavera del numero record di 600.000 visitatori, ARTEVENTO CERVIA presenta la prima edizione del suo nuovo spin off autunnale, intitolato One Sky One World – Un Cielo Un Mondo – Festival degli Aquiloni per la Pace in programma dal 6 all’8 ottobre 2023 fra il comparto dei Magazzini del Sale e la spiaggia di Cervia.

Il nuovo appuntamento firmato ARTEVENTO CERVIA, con la Media Partnership di RAI Pubblica Utilità, invita il pubblico a diventare protagonista di una mobilitazione creativa e di un’azione collettiva spettacolare intorno al tema dell’aquilone, simbolo di libertà, pace, unione e sostenibilità. L’obiettivo è omaggiare in modo originale lo spirito della giornata mondiale del volo degli aquiloni per la pace, che si svolge contemporaneamente in tutto il mondo nella seconda domenica di ottobre.
Per la prima volta One Sky One World sarà celebrato dunque proprio a Cervia, nella città riconosciuta come la capitale internazionale dell’arte eolica, grazie alla longevità e alla fama di ARTEVENTO.
Sarà una tre giorni ricca di eventi, tutti all’insegna della pace e della cooperazione interculturale: il grande volo collettivo degli aquiloni sulla spiaggia di Cervia; la mostra “Il giro del mondo in 80 aquiloni” al Magazzino del Sale Torre e numerosi laboratori per grandi e piccini.

Assoluta novità che conferma il ruolo centrale e l’expertise unica a livello mondiale e nazionale di ARTEVENTO CERVIA è la partnership tra la direttrice artistica Caterina Capelli e l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale – ICPI del Ministero della Cultura. Nell’ambito della tutela e della promozione delle culture dell’aquilone dal mondo sostenuta da ARTEVENTO CERVIA, nel corso di One Sky One World sarà infatti presentato il progetto di “Tutela e salvaguardia dei saperi e delle pratiche patrimoniali tradizionali di testimoni viventi a rischio di scomparsa” sviluppato dall’ICPI e dalla Scuola di Specializzazione Dea dell’Università degli Studi di Perugia (in convenzione con le Università degli Studi della Basilicata, di Firenze, di Siena e di Tosino) proprio intorno alle figura della Capelli, scelta come “testimone” in relazione allo storico festival.
Il patrimonio culturale non è fatto di solo monumenti e collezioni ma racchiude anche tutte le tradizioni, le arti dello spettacolo, i riti, le feste, la conoscenza di pratiche secolari. In questo patrimonio immateriale rientra l’arte eolica, un’arte che ha origini antiche risalenti al 800-600 A.C. Dal 1981 ARTEVENTO CERVIA promuove e salvaguardia questa storica forma d’arte, rappresentando il più longevo festival internazionale del mondo dedicato all’aquilone. Ed è proprio per questo che ARTEVENTO è stato scelto dall’ICPI come esempio virtuoso da promuovere e valorizzare attraverso il progetto.

One Sky One World: ieri e oggi in volo per un futuro di pace

Con One Sky One World ARTEVENTO CERVIA celebra l’omonima giornata mondiale di volo per la pace nata nel 1985, quando in occasione del Summit di Denver per il disarmo nucleare tra Reagan e Gorbačëv, l’aquilonista Jane Parker-Ambrose dipinse su un aquilone le bandiere degli Stati Uniti e dell’URSS insieme alla sagoma della cometa di Halley come buon presagio per un futuro di pace. L’anno successivo quello stesso aquilone venne consegnato al Comitato della Pace delle Donne Sovietiche a Mosca, accompagnato da una lettera firmata da 300 aquilonisti americani, canadesi, inglesi e giapponesi. Da allora, ogni seconda domenica di ottobre, gli aquilonisti del mondo celebrano quel gesto volando per la Pace.
Sono trascorsi molti anni da quel gesto e tuttavia il messaggio affidato a quel simbolo storico, l’aquilone, rimane ancora tristemente attuale, così come la necessità di parlare di disarmo, dialogo, fratellanza tra i popoli. ARTEVENTO vuole quindi rendere omaggio al gesto di Jane Parker Ambrose e richiamare l’attenzione sui pericoli dell’escalation militare, non solo facendo riferimento al conflitto in Ucraina, ma anche alle numerose guerre che coinvolgono attualmente più di 70 paesi e oltre 800 gruppi.

Con One Sky One World, ARTEVENTO CERVIA attraverso l’aquilone vuole inoltre porre l’attenzione sull’impatto delle sfide ambientali e dei cambiamenti climatici nei processi di costruzione di Pace, e lo fa partendo dall’edificio simbolo dell’ambito cittadino maggiormente colpito dalle recenti alluvioni in Emilia-Romagna: le Saline di Cervia. Durante la mobilitazione creativa di One Sky One World si parla dunque di Pace ma anche di salvaguardia del pianeta, di biodiversità e di lotta al cambiamento climatico, ponendo l’accento sugli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030.

In programma domenica 8 ottobre dalle 10.00 alle 18.00 ARTEVENTO CERVIA invita il pubblico a partecipare al grande volo collettivo per la pace. Oltre ad alcuni degli artisti più amati ospiti del Festival, sono chiamati a far volare i propri aquiloni nel cielo grandi e piccini. Una vera e propria azione collettiva colorata di tutte le tinte dell’arcobaleno per sottolineare l’importanza del diritto alla vita, alla pace e alla libertà.

La mostra degli aquiloni dal mondo

Ad arricchire il programma di One Sky One World sarà la mostra “Il Giro del Mondo in 80 Aquiloni” ospitata nel Magazzino del Sale Torre di Cervia. L’esposizione ospiterà una ricca selezione di aquiloni provenienti da tutto il mondo appartenenti alla collezione del Museo dell’Aquilone. La mostra proietta il pubblico in un viaggio alla scoperta dell’arte eolica presentando alcuni tra gli aquiloni provenienti dai paesi che hanno maggiormente contribuito allo sviluppo della sua millenaria storia. Al fianco dei modelli tradizionali, l’esposizione propone inoltre alcuni tra i più significativi artisti eolici contemporanei.

“Il Giro del Mondo in 80 Aquiloni” proseguirà fino al 29 ottobre 2023, con ingresso libero.

I laboratori di aquiloni

In occasione di One Sky One World, il Magazzino del Sale Torre di Cervia ospita una serie di laboratori didattici per bambini ed adulti. Tutti sono chiamati a costruire il proprio aquilone per la pace, per partecipare poi al grande volo collettivo di domenica 8 ottobre.

Per la prima volta ARTEVENTO CERVIA presenta inoltre un laboratorio di costruzione per adulti sotto la guida dell’artista del vento polacca Alicja Szalska, da anni ospite del Festival Internazionale dell’Aquilone. Realizzato in collaborazione con Cervia Social Food “RISVOLTO” Sartoria Sociale, il laboratorio per adulti (su prenotazione – durata 8 ore) consentirà̀ ai partecipanti di costruire in maniera professionale un aquilone Eddy di tessuto nylon e stecche di carbonio. Su ciascun aquilone sarà cucito l’iconico logo ufficiale della giornata mondiale One Sky One World, elaborato dal designer Andreas Grimm, in collaborazione con il tedesco Michael Steltzer, promotore in Europa e nel mondo del movimento pacifista ispirato al gesto di Jane Parker Ambrose.

I posti disponibili per i laboratori sono limitati. Prenotazioni sul sito www.artevento.com

Il programma completo con gli approfondimenti tematici e gli spettacoli realizzati in collaborazione con gli enti pubblici, le organizzazioni di volontariato, le ONLUS, i festival e i programmi di comunità amici di ARTEVENTO saranno pubblicati sul sito www.artevento.com e sui social della manifestazione

INFORMAZIONI UTILI

One Sky One World – Un Cielo Un Mondo – Festival degli Aquiloni per la Pace

DOVE: Magazzino del Sale Torre e Spiaggia di Cervia
QUANDO: dal 6 all’8 ottobre 2023

MOSTRA “Il Giro del Mondo in 80 Aquiloni”

DOVE: Magazzino del Sale Torre di Cervia
QUANDO: dal 6 al 29 ottobre 2023
ORARI: dal 6 all’8 ottobre orario continuato dalle 10.00 alle 23.00; dal 10 al 29 ottobre dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00. 9 ottobre 2023 chiuso.

Per visite guidate e laboratori per le scuole: artevento.kitefestival@gmail.com

CONTATTI
SITO: https://artevento.com/
FACEBOOK: https://www.facebook.com/festivalaquilonecervia/
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/artevento_cerviakitefestival/
YOTUBE: https://www.youtube.com/channel/UCCQv-5MAJEy-2DTIF57-6Fw/featured


Il Tour de “Le Terre del Tartufo” è lungo un mese! La campagna multicanale promuoverà il programma in Italia e all’estero

Dalle Marche all’Europa con l’irresistibile richiamo del pregiato tubero.

Le Terre del Tartufo esplora tutte le dimensioni del prezioso tubero e delle altre produzioni caratteristiche delle aree interne del maceratese.

INCONTRA i piccoli produttori, ASSAGGIA ed acquista le produzioni di altissima qualità introvabili nei consueti canali distributivi, SPERIMENTA nuovi abbinamenti sensoriali, approfondisci la cultura del territorio e della tradizione gastronomica locale.

Un grande spettacolo del gusto da vivere con tutti i sensi ben sintonizzati.

Immergersi nel cuore dell’Italia più autentica a due ore dalla city di Londra! Questo l’invito
della Marca di Camerino a vivere da protagonisti un intero mese di esperienze in questo lembo
immacolato delle Marche.

Questo progetto – sottolinea il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, in qualità di
capofila dell’operazione – nasce dalla volontà di valorizzare le suggestioni dell’autunno in un
territorio ricco di storia, cultura, natura ed enogastronomia, anche per un pubblico sensibile al
fascino della destagionalizzazione, come quello del nord Europa!”.
Dal 30 settembre al 28 ottobre – prosegue Gentilucci – sarà un susseguirsi di eventi nei
sette borghi che partecipano al progetto, trainati dall’irresistibile richiamo del tartufo di cui questo
territorio è ricco in ogni stagione!”.

Una campagna promozionale multicanale valorizzerà il programma nelle aree
metropolitane italiane e all’estero: Germania, Paesi Bassi, Austria, Paesi Scandinavi ed Inghilterra.
Per quanto riguarda quest’ultima, a Londra ci sarà una postazione fisica in un noto locale
marchigiano, Rossodisera Restaurant, con indicazioni e flyer per raggiungere le Marche con il volo
diretto che atterra all’aeroporto di Ancona-Falconara.
Tutti gli eventi e le info de “Le Terre del Tartufo in tour” sono reperibili sul sito ufficiale
www.terredeltartufo.it. Il progetto è risultato primo classificato nel bando di Regione Marche e
ATIM per la valorizzazione turistica delle aree colpite dal sisma. I comuni coinvolti sono: Bolognola,
Camerino, Fiastra, Monte Cavallo, Pieve Torina, Muccia e Serravalle del Chienti, con il supporto di
Coldiretti Macerata, Confcommercio Marche Centrali e Federalberghi Macerata.


"Maia Wine" presenta la Limited Edition con "Nh Collection" al Festival del Cinema di Venezia

La nuova creazione è stata velata durante la serata organizzato da To Share The Italian Good Living” in collaborazione con Bentley. La nuova bottiglia, dal design minimal ed elegante rivive in una ricetta studiata ad hoc per un pubblico lifestyle dal gusto internazionale che vede il Prosecco Doc ancora una volta presente in progetti di successo.

Un evento da ricordare, all’insegna del glamour tra bollicine, musica classica e dj set, quello che ha visto presentare in anteprima la nuova Limited Edition realizzata da Maia Wine in collaborazione con NH Hotel Collection. Lo scorso 9 Settembre il Giardino Segreto del Grand Hotel Palazzo dei Dogi si è animato nel corso del Festival del Cinema di Venezia con una serata riservata a sponsor, media, addetti ai lavori, influencer, personaggi del mondo dello sport, dello spettacolo e dell’imprenditoria.

Siamo molto orgogliosi di questa nuova e preziosa collaborazione. La tendenza degli ultimi anni del settore Ho.Re.Ca. ha portato molte catene a realizzare una propria Private Label. Con il gruppo Nh abbiamo voluto investire su una formula differente, consapevoli del fatto che, come accade da anni nel mondo della moda, anche il vino, purché brand, (e Maia ad oggi lo è a pieno titolo) possa valorizzare l’offerta al cliente attraverso la realizzazione di un’etichetta esclusiva e dal valore percepito, in linea con il posizionamento del partner. Nh è un gruppo globale con un cliente internazionale; la scelta quindi è caduta necessariamente sul Prosecco Doc che prende vita attraverso una ricetta studiata per un cliente dal gusto internazionale, realizzando uno spumante dal carattere versatile, un vino affascinante, sapido, dalle bollicine fini, setose e persistenti che riesce a conquistare il consumatore per leggerezza, note fruttate e grande accordo con il cibo. Un calice raffinato adatto per un momento di aperitivo o anche una cena informale”. Così Angelo Lella, ideatore di Maia Wine e promotore della partnership.

La strategia del gruppo è focalizzata sul segmento extra lusso, in particolare con il brand Anantara di Minor Hotels, spingendo molto per entrare anche in Italia nel mondo resort come obiettivo per il prossimo biennio. Contestualmente anche il lifestyle cresce, con nuove aperture sotto i brand Nhow e Avani.

Nel frattempo, anche l’ospitalità sta subendo una trasformazione significativa. Mentre la connettività e la personalizzazione del servizio sono ormai considerate standard, l’attenzione è ora rivolta all’offerta di un’esperienza indimenticabile da portare a casa. Il racconto delle storie si presenta come un elemento sorprendente che spazia dalla gastronomia alla cultura, mentre la personalizzazione del viaggio assume un ruolo sempre più centrale, aprendo sempre di più al pubblico esterno, compresi coloro che non soggiornano, offrendo loro l’opportunità di scoprire ambienti accoglienti e unici.

Maĩa Wine nasce da una visone condivisa, da un nuova chiave di lettura che vogliamo dare oggi al Metodo Italiano. Crediamo in un nuovo posizionamento per le bollicine del Nostro Paese, spesso relegate ad attore non protagonista, constantemente alla ricerca del volumi a scapito del valore. Maĩa diventa così la pioniera del nuovo Segmento Soft Luxury e lo fa grazie ad una bollicina elegante, raffinata, che rivive in un lifestyle tipicamente italiano, fatto di eventi, appuntamenti glamour, partnership con global brand del mondo del lusso ed experience esclusive. Figlia di una produzione artigianale e limitata, Maĩa poggia le proprie radici su da una strategia produttiva chiara e delineata, ovvero quella di mantenere nel tempo una crescita graduale, senza rincorrere i numeri, valorizzando la qualità , l’experience ed il fascino sensoriale che ruota attorno al nostro brand. Nel novembre 2021 il 50% dell’azienda viene acquistato dal gruppo Cielo e Terra Spa, realtà con oltre 100 anni di storia, presente in oltre 65 paesi nel mondo con oltre 40 milioni di bottiglie. Grazie all’ingresso di Cielo e Terra Spa: Maĩa, pur mantenendo fede al carattere artigianale che ne fonda le origini, riesce a soddisfare la richiesta di clienti di tutto il Mondo, contando sull’appoggio di una struttura moderna e innovativa e di una filiera completa che, partendo dall’allevamento delle vigne, arriva fino alla commercializzazione globale dei propri prodotti.

@MAIAWINE
@NHCOLLECTION
#MAIAWINE #NHCOLLECTION
#VENICEFILMFESTIVAL2023
#ITALIANGOODLIVING

WEB SITE: www.maiawine.it


Omnia Energy 3: un’azienda piena di energia... parola dei fratelli Moretti!

Tutto cominciò quando finimmo l’università – io e mio fratello, precisa il dottor Moretti – e ci chiedemmo cosa avremmo fatto nel nostro futuro….  Era il 2007 quando i fratelli Stephane e Nicolas, iniziarono un’attività ex novo nell’ambito del “risparmio energetico” allora quasi sconosciuto ai più, in pratica “energie rinnovabili”: prima impianti fotovoltaici, per i privati, poi anche per aziende e enti pubblici. Si erano arrangiati in un piccolo ufficio a Maniago (PN) adattando il garage dei genitori a magazzino… Facendo tutto con passione e tanta volontà, poi, in quanto a competenza, i fratelli Moretti, non scherzavano mica! Lo conferma il fatto che già un paio d’anni dopo, si trasferiscono nella zona industriale di Spilimbergo (PN) riunendo ufficio e magazzino, in 600 m², in affitto.

Nel 2010, si sono già fatti ben conoscere come “Omnia Energy3” e costruiscono una nuova sede in un capannone innovativo di 1000 m² (a energia zero). Poi, pur resistendo alla mancanza di incentivi sugli impianti fotovoltaici, tirano su un secondo capannone… e la quota di mercato si amplia notevolmente.
Adesso – siamo nel 2014 – Omnia Energy3 inizia la ristrutturazione aziendale adeguandosi alle necessità di mercato, ottenendo ottimi risultati nei vari settori di business raggiungendo i 3000 clienti. L’espansione continua e il consolidamento pure: l’Omnia Energy3 accresce la propria gamma di prodotti inserendo tutta l’impiantistica termoidraulica ed elettrica, certificandosi E.S.Co., sempre ottenendo ottimi risultati nei vari settori di business e, raggiunge i 4000 clienti.

Siamo ai nostri giorni: i fratelli Moretti sono coadiuvati da una decina di impiegati in ufficio, da altrettanti installatori altamente specializzati e diversi “commerciali”, seri ed affidabili (attivi in tutto il Triveneto) oltre a sei  figure professionali iscritte all’ordine (ingegneri, architetti, periti e geometri) tutti lavoratori di gran livello e giovani  (età media 30 anni circa) una squadra in grado di rispondere a qualsiasi richiesta ed esigenza della clientela con tempestività, professionalità e cortesia. Forti della loro struttura e del successo acquisito grazie all’assidua determinazione per raggiungere gli obiettivi, installano 3,5 MW di fotovoltaico commerciale e residenziale, sviluppano inoltre, il progetto Comunità Energetica Indipendente e portano il fatturato annuo a oltre 24 milioni di euro.

Omnia Energy 3 instaura solide partnership con aziende specializzate nel montaggio di carpenteria pesante, di rimozioni amianto, di opere edili e servizi tecnici e grazie alle sue risorse interne, è in grado di offrire ai propri clienti un vero servizio chiavi in mano che si distingue per competenza e qualità.

OMNIA ENERGY 3: PRIMA EROGAZIONE IN FVG CON SUPERBONUS 110%
Nel gennaio 2021, Omnia Energy 3 è la prima azienda in Friuli Venezia Giulia ad aver portato a compimento l’operazione di “cessione del credito fiscale” relativa al “Superbonus”.

Oggi Omnia Energy 3  è leader in regione:

  • più di 7000 impianti realizzati tra residenziali, commerciali e industriali
  • più di 80 MegaWatt di potenza installati
  • più di 90 persone che lavorano con dedizione

 

Interpellateli per:

“Crediamo che un utilizzo più consapevole delle risorse a nostra disposizione
possa renderci individui migliori e ci permetta di lasciare in eredità
alle generazioni future, un mondo più sostenibile.”
firmato: Stephane e Nicolas Moretti, titolari di Omnia Energy 3

 

 

OMNIA ENERGY³ SRL
Via Truppe Alpine 2, 33095
Zona Industriale Artigianale
San Giorgio della Richinvelda (PN)
Tel.: +39 0427 51487
info@omniaenergy.eu


A San Giorgio della Richinvelda, riunione su "L'Europa delle scienze e della cultura"

Incontro a San Giorgio della Richinvelda (PN) per dibattere il progetto “L’Europa delle scienze e della cultura” (Patrocinio IAI – Iniziativa Adriatico – Jonica – Forum intergovernativo per la cooperazione regionale) promosso dalla rete Borghi d’Europa, patrocinato dal Comune di San Giorgio della Richinvelda e da Confcooperative Pordenone. L’iniziativa d’informazione è volta alla valorizzazione, in ambito nazionale ed internazionale, del territorio del Friuli Occidentale e delle sue importanti attività. Tale progetto si protrarrà fino a dicembre del 2024.

Di seguito, brevi presentazioni dei partecipanti:

“L’importanza di questi incontri – dichiara Michele Leon sindaco del Comune di San Giorgio della Richinvelda (PN) – è notevole, per un territorio con queste caratteristiche (operosità e cooperative NDR). San Giorgio è un comune molto laborioso che non è mai uscito dai propri confini dal punto di vista mediatico e comunicativo, pur avendo tanto da raccontare. L’incontrarsi in queste riunioni, favorisce anche l’aprirsi e il parlare, cosa non innata nel carattere dei friulani, che invece, col vedersi spesso, riescono anche in questo… Quindi colgo l’occasione per ringraziare tutti i partecipanti per aver colto quelle che sono le potenzialità del nostro territorio, ma anche quello che è la tenacia, il carattere, la forza, della nostra gente e perché il sindaco rappresenta il paese e trova energia dagli stimoli e dalle critiche che muove proprio la gente. Amministrare nel 2023 è bello, ma non è facile. Incontrarsi e confrontarsi, proponendo e valutando progetti, aiuta a farci capire chi siamo, come siamo e dove vogliamo andare, anche con un po’ d’ambizione, il che, non guasta”.    

Cesare Bertoia – presidente Confindustria Alto Adriatico filiera agro alimentare – è il rappresentante della quinta generazione di una famiglia consortile le cui nobili origini risalgono al 1300.  Innovazione, cultura, tradizioni, amore e passione per la propria terra con colture biologiche a pieno campo, che il presidente produce all’interno del complesso di Casato Bertoia.  Per il presidente Bertoia è importante incontrarsi nell’aula consiliare del municipio di San Giorgio con i referenti di tante attività e settori diversi del territorio e confrontarsi con l’Amministrazione: “…perché qui si possa presentare un progetto, un progetto di squadra, fatto per evolvere un territorio, un progetto che non ha individualità, ma molte competenze e peculiarità, specie  nel settore agro alimentare, dove abbiamo tanto da dire.  Credo che un progetto come questo sia molto importante per divulgare un territorio, con quello che produce insieme alla propria gente.” Cesare Bertoia si occupa in Confindustria della filiera agro alimentare per caffè e dolciumi su Trieste, latte, formaggi, pizza su Pordenone e su Gorizia, con dinamiche e numeri importanti sul vino. Per Bertoia questo è un momento difficile, con le aziende in sofferenza per gli oneri finanziari triplicati nel giro di un anno, e che devono affrontare un mercato in calo perché la gente consuma molto meno. In più “Siamo legati al costo del denaro: aumentare i tassi con l’inflazione che è rimasta come era e i prezzi che sono aumentati ancora… la ricetta non è quella giusta. E la burocrazia, poi, dà il colpo di grazia: se ne parla, ma poi non si fa niente!”.

Marco e Simone Bortolus – Trattoria Pizzeria Al Grappolo a Sesto Al Reghena e pasticceria Dolcevita di Codroipo –
Simone ha vinto numerosi concorsi internazionali di pasticceria in Italia e all’estero – il suo panettone, l’anno scorso fu considerato fra più buoni d’Italia. L’impasto è tradizionale ma scompaiono uvette e canditi per lasciare posto alle arachidi: la sua creazione originale è il “Pan Gigio”, il felice incontro fra il panettone classico lombardo e i Bagigi friulani (arachidi) pensato, voluto e realizzato in base alla precisa filosofia gastronomica dello Chef patissier di Codroipo, quella di declinare i dolci classici della sua terra e innovando con la “linea salata creativa”, legata al territorio: ci sono anche i panettoni con speck e Montasio e pure la Pitina della Val Tramontina (polpetta di carne affumicata originaria delle Prealpi carniche, in Friuli Venezia Giulia). Naturalmente, grazie alle esperienze maturate nella sua vita professionale, Simone non ha abbandonato i prodotti della tradizione, primo fra gli altri, un panettone al gianduia, noci, pere e cioccolato, settantadue ore di lievitazione, per un’assoluta golosità.

Renata Pitton – presidente Consumo CRAI Rauscedo (PN)La Cooperativa di consumo di Rauscedo nacque dopo l’esperienza positiva dei Vivai Cooperativi Rauscedo, cooperativa sorta nel 1933. “C’era l’esigenza – ricorda la presidente Renata Pitton – di avere in paese un bar e punto vendita alimentare ben fornito che rispondesse alle richieste delle famiglie, gran parte delle quali impegnate nei lavori di produzione delle barbatelle per i vivai stessi“. Negli anni settanta, poi, il negozio di alimentari si stacca dal bar e si sposta nell’attuale sede, sempre in centro al paese, diventando un moderno supermercato fino ad aderire, negli anni al centro distribuzione Ama-Crai est di Montebelluna. Oggi la struttura è attenta al pensiero dei soci che si radunano in assemblee, proprio per discutere di problemi e prospettive, inoltre, svolge un duplice ruolo: ovviamente servire il paese come tradizionale supermercato e anche sviluppare una  funzione “sociale”, stando attenti al bisogno del momento (scuole e altri organismi pubblici) venendone a conoscenza proprio con incontri con l’amministrazione che conosce bene le realtà del territorio, dimostrando così che la Cooperativa CRAI è sempre efficiente e vitale.

Marco Marinello  – CAJ La chiocciola allevamento San Martino al Tagliamento –
L’elicicoltura è branca della zootecnia, è l’allevamento della chiocciola a scopo alimentare. Ha come obiettivo produrre quantità elevate di questi molluschi per poi venderli ad aziende ristorative interessate e a privati. Attualmente è diventata una realtà agricola riconosciuta dagli enti pubblici e istituzionali, molti dei quali hanno legiferato a favore, creando incentivi economici per la diffusione di tale produzione. In alcuni casi le lumache sono allevate per venderne anche le uova e/o la bava per la cosmesi.
Le chiocciole allevate possono essere raccolte tutto l’anno, anche se ne è sconsigliata la raccolta nei mesi invernali; sono messe poi a spurgare i liquidi in eccesso in gabbie o casse di legno per 10-15 giorni in un locale aerato, senza nessuna alimentazione, selezionate e infine confezionate.

Ivan Volpatti – presidente Cantina San Giorgio della Richinvelda –
Otto anni fa consiglieri e soci (un centinaio circa di aziende su 350 ettari dedicati a Prosecco, Pinot Grigio, Cabernet, Merlot e Traminer) rifondarono la Cantina (nata nel 1951) entrando a far parte della grande famiglia del Consorzio agrario Friuli Venezia Giulia, stabilendone il nuovo corso. Obiettivo: qualità totale della filiera enoica, dal vigneto alla cantina. “Vini San Giorgio”, mantenendo comunque la propria autonomia, compì una grande opera di riorganizzazione interna, operò l’innesto di nuove valide competenze, fece investimenti oculati e perseguì una scrupolosa politica commerciale, conseguendo – ad oggi – grazie anche all’entrata di nuovi soci, risultati economici tra i migliori del settore cooperativo (più di 9 milioni di fatturato 2022, quasi il doppio del 2021). Dunque, avvalendosi di solide basi e delle possibilità contributive, nazionali e europee, offerte alle cooperative agricole del settore vitivinicolo, la Cantina, alla destra del Tagliamento, ha rafforzato la presenza sul mercato e premiato sforzi e sacrifici della base sociale, creandosi una considerevole immagine e ponendosi prospettive fino a qualche anno fa, impensabili.

Fabio Dubolino – Confcooperative Pordenone – Confcooperative mette a disposizione delle cooperative aderenti e dei loro soci, servizi qualificati e specializzati per sostenerne e promuoverne lo sviluppo e la gestione delle attività. Confcooperative Pordenone si propone ad ogni cooperativa, come autorevole ed efficace supporto e riferimento.  Un esempio dell’ultim’ora, dell’operosità di Confcooperative (dell’agroalimentare, pesca, acquacoltura e del settore della distribuzione organizzata e del commercio di prossimità): Fedagripesca e Consumo Utenza hanno annunciato l’adesione al patto anti inflazione proposto dal Mimit (Ministero delle Imprese e del made in Italy)Le imprevedibili accelerazioni dei costi dell’energia e delle materie prime che preoccupano i cooperatori, impone un’azione congiunta di maggiore tutela ed accompagnamento del sistema imprenditoriale per poter attivare iniziative utili alla difesa delle imprese, delle famiglie e dei territori nei quali operano. Le due Federazioni hanno sottoscritto l’intesa in considerazione dell’importante azione di servizio che svolgono per la comunità: una funzione di coesione economica e sociale e di valorizzazione soprattutto nelle aree interne del Paese, al fine di promuovere e contenere gli effetti dell’inflazione ed avviare iniziative a tutela e difesa delle famiglie e della filiera produttiva – in particolare modo dei soci delle Cooperative agricole e della pesca -.

Pier Vito Quattrin – presidente Co.Pro.Pa. di Ovoledo di Zoppola “La patata friulana: origine, tradizione e qualità” –
Con circa 150 ettari coltivati a patata, distribuiti tra 118 aziende associate, la Cooperativa Produttori Patate, si pone ai vertici della graduatoria tra i centri di produzione di questa specie in Friuli Venezia Giulia.  Costituita nel 1988 dai soci della Latteria di Ovoledo di Zoppola, ha iniziato l’attività nel 1990 a Murlis di Zoppola, con quei soli soci, raccogliendo 6.000 quintali di patate.  Negli anni arrivarono nuovi membri, specie dalla Provincia di Pordenone. Nel 1993 venne trasferita l’attività in un nuovo capannone di proprietà della stessa Cooperativa, dotato di celle frigorifere per la conservazione di circa 35.000 q.li di tuberi.  Negli anni la produzione è aumentata gradualmente e costantemente (tranne nel 2003 – soli 37.000 q.li – per la siccità!). Attualmente gli associati sono un centinaio circa (delle province di Pordenone e Udine) e producono, oltre a patate, anche cipolle, fagioli, asparagi, cavoli, e altre verdure. Sono state fatte anche delle esperienze con carote e rape rosse. I prodotti sono lavati o spazzolati, confezionati e venduti in sacchi o buste.  I clienti sono principalmente in Friuli, un terzo circa in Emilia Romagna e Veneto e una piccola parte nel Lazio.  Ogni anno sono sperimentate nuove varietà per ricercare il meglio sotto il profilo produttivo, di conservazione e, non di meno, culinario.  Le patate della Co.Pro.Pa. sono prodotte dai propri soci nel rispetto di un disciplinare interno che limita l’uso di fertilizzanti, diserbanti e antiparassitari; alla raccolta sono effettuate analisi sui tuberi, sia chimiche sia organolettiche, per garantire a clienti e consumatori, che il prodotto non abbia residui di pesticidi di alcun genere. Da diversi anni vengono certificate con il marchio AquA.

Comune di San Giorgio della Richinvelda
Via Richinvelda, 15
33095 San Giorgio della Richinvelda (PN)
Telefono 0427968611
e-mail: protocollo@comune.sangiorgiodellarichinvelda.pn.it