Auguri a Dario Loison: 60 candeline e 30 anni al timone della pasticceria di famiglia!

Il 2022 segna due traguardi per il pasticcere di Costabissara: ha da poco spento le sue prime 60 candeline e festeggiato 30 anni alla guida del laboratorio di famiglia.

Dario Loison ha ripercorso la sua intensa storia aziendale dai primi anni difficili ai ricordi memorabili e alla recente entrata del figlio Edoardo in azienda.

Doppio anniversario dunque, che la redazione di Degusta festeggia con questa intervista:

Trent’anni in Loison è un bel traguardo, soprattutto quando hai sempre l’entusiasmo e la carica del primo giorno. Come è possibile?
Sono entrato in Loison che avevo 30 anni (era il 1 settembre 1992) ed è inevitabile, oggi che ho 60 anni, sentire diversamente il peso delle responsabilità e del fisico che cambia; mi rendo conto di non avere più la stessa capacità pro-attiva come qualche anno fa (credo sia normale che a 60 anni non si possa performare come a 30) ma la testa e l’entusiasmo sono sempre un energico motore. Il mio problema è gestire la mia creatività e imbrigliare il mio dinamismo mentale; oggi devo pensare a non fare troppo ma fare il giusto e bene, che non vuole dire mettere in ombra il mio entusiasmo perché fa parte della mia indole.

Come si fa ad essere un punto di riferimento credibile e affidabile nel settore?
Credo che in qualunque settore si è credibili se si lavora con trasparenza e onestà. Loison è un’azienda “del fare” con un profilo basso e alte prestazioni, e lascia parlare la concretezza dei fatti. Dal 2000 ha un bilancio in utile e ha sempre sviluppato in maniera costante e consolidata il proprio operato verso l’export: oggi siamo presenti in oltre 60 mercati stranieri e non è poco per una piccola azienda di dimensioni artigiane. Chiunque agisca con coscienza, con senso del dovere e in funzione dei propri clienti e collaboratori può essere un punto di riferimento credibile e affidabile (in qualunque settore).

Progettualità e visione: sono questi i segreti Loison?
In Loison c’è sempre una progettualità continua. Un esempio che mi viene in mente è stato quando abbiamo aperto nel 1995 il nostro primo punto vendita all’estero a Seoul (quando nel mondo alimentare non si sapeva nulla sui punti vendita all’estero) e a distanza di 30 anni abbiamo un portale dedicato per diffondere il gusto Loison in Sud Corea. Oggi in Loison con l’espansione logistica e organizzativa in atto le cose sono più elaborate. E’ possibile delegare, è vero, ma bisogna trovare persone che siano in grado di sposare i nostri progetti con cuore, piglio e onestà; dirò di più: il grande problema di oggi è riuscire a trovare risorse umane di qualità e mantenere costante il livello medio qualitativo, poiché l’inserimento di nuove risorse è sempre più articolato a causa della volatilità per il turn over, con una conseguente gestione del personale sempre meno strutturata nel tempo.

 

Come è cambiato il mondo della pasticceria in questi 30 anni e come si è evoluta Loison Pasticceri?
Il mondo della pasticceria è radicalmente cambiato. Se una decina di anni fa c’erano poche manifestazioni sui panettoni con test blindati a cui partecipavamo assieme a pochi altri produttori, oggi parliamo di centinaia di produttori e microproduttori (pasticceri, fornai, gelaterie, panifici, ristoranti, pizzaioli, ecc…), un allargamento che ha sicuramente giovato alla diffusione della cultura del panettone. Tutto ciò ci ha spinto verso un’innovazione continua sui gusti, sulla stabilità del prodotto, nel packaging e nella ricettazione di cui siamo consapevoli di essere trainanti con elementi innovativi unici: ad esempio siamo stati i primi a lanciare il panettone col vino passito nel 2002, alla grappa nel 2003, al caramello salato nel 2018 con ricettazione interna Loison frutto di ricerca e studi e della nostra creatività. La pasticceria è cambiata anche nella distribuzione: se 30 anni fa dovevo correre in lungo e in largo per chiedere di vendere un panettone a catene di prestigio come El Corte Inglés, oggi le posizioni si sono capovolte ed è El Corte Inglés che acquista direttamente da Loison. Come si traduce tutto questo? Che nel mare magnum delle proposte di pasticceria, probabilmente Loison è diventata ancora più affidabile e testate straniere come il Sunday Times chiedono informazioni e foto direttamente a Loison per parlare di Panettoni all’estero. Se è stato possibile tutto questo è anche grazie non solo all’innovazione continua ma anche grazie alla nostra passione digitale che sta diventando sempre più la nostra linea guida operativa.

Sono cambiati i gusti dei clienti?
Negli ultimi anni sono cambiate le dimensioni, con una preferenza verso confezioni più piccole, mentre i gusti si sono riposizionati su prodotti meno tradizionali e più innovativi perché abbiamo una ricca offerta in tal senso e il cliente è portato ad assaggiare nuovi gusti, alla scoperta di qualcosa di diverso. Faccio un esempio: se 10 anni fa su 10 referenze 2 erano classiche e 8 innovative e queste ultime fatturavano il 5% del totale, oggi le referenze innovative sono più che raddoppiate e rendono il 50% del fatturato. Oltre alla notevole varietà di gusti da qualche anno abbiamo inserito a catalogo anche le fette o la polvere di panettone, che ci permettono di andare più incontro ai nostri clienti per l’utilizzo versatile anche in cucina che a mio avviso sta creando una nuova tendenza tra i grandi chef. Qui ha giocato un ruolo strategico il nostro spazio digitale “Insolito Panettone”, progetto nato per gioco nel 2003 grazie alle collaborazioni con amici chef come Herbert Hintner, Peter Brunel e Danilo Angè ed evoluto nel 2009 in una piattaforma che unisce tutti gli attori del mondo enogastronomico, dagli appassionati ai grandi chef e produttori di vino, attraverso ricette dolci e salate a base di panettone e con abbinamento ai vini.

Ci sono dei ricordi per te indimenticabili?
Il primo è sicuramente il primo anno che abbiamo chiuso con bilancio positivo: era il 2000 e dopo anni di fatiche e sacrifici ho visto finalmente premiati tutti i nostri sforzi. Quando ho acquisito l’azienda di famiglia ho cominciato a dedicarmi alcuni giorni a settimana, era l’autunno del 1992: Sonia diversamente si impegnava in maniera totale. Poi dal 1994 sono entrato a tempo pieno e ho investito tutto me stesso e le cose sono un po’ cambiate, ma scontrandomi con la mia mente creativa che alzava sempre l’asticella sul pareggio economico e il break-even point diventava anno dopo anno un traguardo irraggiungibile. Dal 2000 il segno positivo in bilancio ci accompagna ininterrottamente. Non posso dimenticare inoltre la grande emozione quando il grande Luigi Veronelli in occasione di un articolo sul Corriere della Sera del 30 novembre 2003 a proposito della battaglia di tutela del Panettone tra De.Co. e Dop, scrisse che era meglio affidarsi alla Denominazione comunale ma con poche eccezioni: “Ho qualche rimpianto solo per alcuni panettoni out, quello della Pasticceria Loison di Costabissara.…” accanto a nomi di prestigio come Cova e Berti di Milano. Un altro momento molto importante è stato quando abbiamo avuto l’opportunità di realizzare la pasticceria di bordo in occasione dell’ultimo volo Alitalia di Papa Giovanni Paolo II e per gli anni successivi Loison è stato il panettone di riferimento in Vaticano. Non dimentichiamoci che anche la Famiglia Agnelli ha avuto modo di apprezzare il gusto Loison e che grazie a Carlin Petrini il nostro panettone ha conquistato persino Buckingham Palace. Posso dire che soddisfazioni ne abbiamo avute tante.

E quello più difficile?
Ironia della sorte è stato quando è stato valorizzato più il packaging che il prodotto, e il mio lavoro di pasticcere passava quasi in secondo piano! In verità ho capito che l’idea di unire a un ottimo prodotto una confezione studiata appositamente è stata vincente: una situazione sinergica dove 1 + 1 può fare anche 3, e questo grazie al grande lavoro di mia moglie Sonia.

Quanto è dolce il cuore di Dario Loison?
E’ sicuramente troppo dolce. Chi mi conosce sa che sono una persona molto disponibile, ma è naturale per me tendere una mano verso chi ne ha bisogno: ad esempio ho avuto il piacere di incontrare Monsignor Natale Paganelli, vescovo di Makeni (Sierra Leone), venuto appositamente a ringraziarci per l’attività benefica che facciamo con l’invio dei nostri prodotti a sostegno delle fasce più bisognose. Cerchiamo sempre di fare del bene ma senza divulgare.

Qual è il prodotto preferito da Dario Loison oggi?
In questo momento è la Tosa, che racchiude in ogni morso sensualità e pienezza. E’ l’evoluzione del Panettone al Caramello salato, quasi uno spin-off realizzato per dare continuità al gusto Loison tutto l’anno, che non è più limitato alle feste di Natale o di Pasqua, ma il dolce della domenica disponibile anche on line: solo per questo canale, infatti, abbiamo messo a disposizione nuovi prodotti frutto della nostra continua attività di ricerca e sviluppo.

Come saranno i prossimi anni con l’entrata in campo di Edoardo?
Saranno sicuramente più elaborati e complessi. Gli ultimi anni sono stati difficoltosi per noi come per qualsiasi attività: il Covid ha cambiato il mondo e il mondo sta cambiando in funzione del Covid a ritmi evoluti; anche la guerra alle porte dell’Europa sta modificando gli equilibri economici mondiali. Ma io sono una persona fondamentalmente propositiva, vedo molte sfide e progetti da affrontare e spero che mio figlio Edoardo voglia farlo insieme a me.

E cosa gli auguri?
A Edoardo gli auguro di capire quale sia l’attività che più gli piace e di raggiungere i suoi obiettivi. Non so se Loison Pasticceri sarà il suo futuro, io lo spero, vedo che si sta impegnando molto e sta trovando le sue soddisfazioni. Gli auguro con tutto il cuore di lasciare un segno del suo passaggio in Loison.

E un grande augurio lo fa la redazione di Degusta a Dario Loison e Famiglia!

LINEA TOP

ECCELLENTE FRESCHEZZA
Rappresenta l’eccellenza di casa Loison e si distingue per la scelta di ingredienti pregiati. Tutti con certificazione di origine controllata. Gli elementi di base come uova da galline allevate a terra, latte, burro e panna di montagna, nella linea top sono freschi. Gli altri ingredienti vengono selezionati in base alle eccellenze territoriali: dal fior di farina allo zucchero italiano, dal sale marino integrale di Cervia ai preziosi ingredienti aromatici, valutati con estrema cura e creatività.

REGALI AZIENDALI NATALE 2022

STRENNE NATALIZIE, CONFEZIONI E CESTI PER AZIENDE E DIPENDENTI: SCOPRI I DOLCI REGALI LOISON

I Dolci Regali aziendali Loison sorprendono alla vista per la loro raffinatezza e seducono il palato con una combinazione di gusti unici e autentici, che toccano il cuore. Le confezioni natalizie racchiudono i nostri Panettoni e Pandori artigianali, i gustosi dolci tradizionali ed i finissimi biscotti al burro. I cesti natalizi sono poi arricchiti con specialità della tradizione gastronomica italiana ed eccellenti vini, abbinati con cura e forniti da aziende rigorosamente selezionate. L’attenzione con cui realizziamo i nostri dolci è la stessa con cui prepariamo le confezioni natalizie, per offrire una scelta di regali per aziende e per dipendenti, amanti del gusto e del cibo gourmet, sempre più preziosa e raffinata.

Scopri le proposte Loison: (https://loison.com/regalie/)

Soluzioni per regali aziendali, create e già pronte, curate negli abbinamenti e uniche per eleganza e originalità delle confezioni.

 

Loison
SS Pasubio, 6
36030 Costabissara (VI) – Italy
Tel: +39 0444 557844
Fax: +39 0444 557869
loison@loison.com

ORARI NEGOZIO
Dal Lunedì al Venerdì: 08:30 –  19:30
Sabato: 08:30 –  18:00
Domenica 27/11 e 4-11-18/12: 09:00 –  18:00

APERTURE STRAORDINARIE
2-3-4-5 gennaio 2023  08:30-13:00 / 14:30 – 19:00
6 gennaio 2023  CHIUSO
7 gennaio 2023  08:30-13:00 / 14:30 – 18:00

ORARI UFFICIO
dal Lunedì al Venerdì: 8.30 – 18.00


“Fate la pizza, non la guerra” dice il pizzaiolo americano che soccorre i cittadini ucraini facendo quello che sa fare meglio: la Vera Pizza Napoletana

Si chiama Corey Watson, viene da Portland, Oregon e nell’estate del 2021 ha frequentato i corsi di AVPN – Associazione Verace Pizza Napoletana per oltre un mese. Ora è a Leopoli per offrire un aiuto concreto ai cittadini coinvolti nel conflitto con la Russia, preparando pizza e portando un sorriso in un momento tragico per tutti gli ucraini. Dopo aver lavorato per due mesi come volontario al confine tra Ucraina e Polonia con la World Central Kitchen, ONG dedita alla fornitura di pasti per rifugiati, ora Corey ha fondato la sua organizzazione, Pizza For Ukraine, con lo scopo di raccogliere fondi attraverso la piattaforma GoFundMe (https://www.gofundme.com/f/pizzaforukraine). Tra i suoi obiettivi, l’acquisto di un van o di un SUV per il trasporto di attrezzature da cucina e altre forniture dalla Polonia e l’assunzione di cittadini ucraini in qualità di collaboratori, fotografi e social media manager per documentare l’attività di Pizza For Ukraine e diffonderla in tutto il mondo.

“Da pochi giorni – si legge sulla pagina GoFundMe di Corey Watson – ho aperto la mia organizzazione Pizza For Ukraine, il cui motto è “Fate la Pizza, non la Guerra”. Il mio intento è quello di fornire un supporto concreto per tutti i cittadini ucraini sfollati, feriti, orfani e in servizio per difendere il Paese e di raccogliere fondi da tutto il mondo per proseguire nella mia missione. L’idea di base di Pizza For Ukraine è anche quella di organizzare eventi culturali che comprendano cibo, musica e arte per ricordare agli ucraini che sono parte dell’Europa, che non sono da soli. È il minimo che possiamo fare per un Paese che sta combattendo in prima linea per la democrazia”.

E non si è fatto attendere il sostegno di Associazione Verace Pizza Napoletana in favore del suo ex studente d’oltreoceano. AVPN ha infatti deciso di patrocinare l’iniziativa di Watson grazie anche alla partecipazione di Ooni, azienda leader nella realizzazione di forni per pizza e partner dell’Associazione, che ha donato due forni al fondatore di Pizza For Ukraine per aiutarlo nella sua missione umanitaria. Un contributo, quello di AVPN e Ooni, che testimonia ancora una volta come la pizza sia un elemento di unione e aggregazione anche in momenti dolorosi come quelli che sta vivendo il popolo ucraino.

“Per noi di AVPN è un autentico orgoglio – dichiara Antonio Pace, Presidente di Associazione Verace Pizza Napoletana – poter vantare tra i nostri ex allievi personalità generose come quella di Corey Watson. Non appena siamo venuti a conoscenza di Pizza For Ukraine non ci abbiamo pensato due volte e abbiamo deciso di dare il nostro miglior sostegno ad un’iniziativa coraggiosa e di grande nobiltà d’animo. Doveroso il ringraziamento anche ai nostri partner di Ooni che si sono messi immediatamente a disposizione per aiutare Watson, a cui tutti auguriamo di portare a termine con successo la sua straordinaria missione”.

Per sostenere l’iniziativa di Corey Watson e fare una donazione a Pizza For Ukraine, cliccare sul link https://www.gofundme.com/f/pizzaforukraine


Leguminaria: Appignano in festa con legumi & ceramiche dal 7 al 9 ottobre, nuova tappa del Grand Tour delle Marche

Degustare legumi proposti in ricette antiche e tradizionali, scoprire varietà in via di estinzione, pasteggiare in pregevoli manufatti di ceramica artigianale da riportare a casa come ricordo della festa. Sono solo alcuni tra i tanti motivi che ogni anno attirano migliaia di curiosi e gourmet ad Appignano (MC) per Leguminaria.

Promossa dal Comune e coordinata dalla locale Pro Loco, la manifestazione quest’anno celebra i venti anni con un’edizione organizzata nell’incantevole borgo storico cinto da antiche mura, con uno sconfinato panorama che spazia dagli Appennini al mare Adriatico.

Dal 7 al 9 ottobre Leguminaria propone un ricco programma di iniziative, menù ed intrattenimenti, che coinvolgono il visitatore nel clima festoso della cittadina. Al centro della tavola i legumi, che qui ad Appignano vengono abitualmente consumati da tanto tempo, molto prima che diventassero i protagonisti delle attuali diete nutraceutiche ed i più fotografati dagli instragrammer!

A Leguminaria ci sarà modo di conoscere ed assaggiare vere e proprie “super star di nicchia”, come il cece quercia, varietà che in passato era molto diffusa nelle Marche, ma che via via era andata quasi scomparendo e proprio qui ha trovato valenti agricoltori che l’hanno gradualmente reintrodotta. Interessantissimo anche il fagiolo solfì, con il suo colore giallo zolfo, la buccia finissima e delicata, il sapore caratteristico ed un’alta digeribilità. Queste prelibatezze potranno essere gustate, insieme alle preparazioni a base di lenticchia, nelle locande del centro storico, ser-vite da figuranti in costume.

La località è anche rinomata per la produzione artigianale di ceramiche e maioliche. A que-sto riguardo, Leguminaria ospita il concorso internazionale “CeramicAppignano” e sabato 8 ottobre sarà inaugurato il MArC-Museo dell’arte Ceramica di Appignano. Venerdì e sabato la Scuola Comunale di Ceramica offrirà interessanti laboratori a tema. Sabato sera, alle 20.00, spettacolare apertura del forno con una maestosa opera di ceramica ideata dai maestri vasai proprio per celebrare i venti anni dell’evento, mentre domenica sarà visitabile Borgo Ceramica-Mostra mercato delle ceramiche allestita lungo la via dei Vasai (B.go Santa Croce), insieme al mercatino delle tipicità che aprirà i battenti dalle 16.00 di sabato.

Sempre domenica, si svolge “legu-bike”, una pedalata che ben si concilia con la filosofia del benessere legata ai legumi ed alla qualità della vita di questi luoghi. “Passeggiando fra Arti e Mestieri”, infine, è un itinerario che dal “Museo de La Stanza del Telaio”, ove verrà raccontata la sto-ria della filiera “dalla fibra al filo” attraverso gli antichi strumenti per la lavorazione del tessuto, conduce alla Fonte del Coppo seguendo il percorso dell’Anello delle Lavandaie, per onorare la memoria di un passato che, fino al secolo scorso, ha visto all’opera le donne del borgo.

Leguminaria è una nuova tappa del Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi proposto da Tipicità insieme ad ANCI, con la collaborazione di Regione Marche e la partnership progettuale di Banca Mediolanum. Sulla piattaforma www.tipicitaexperience.it tutte le informazioni sugli eventi in programma ad Appignano nel fine settimana e le notizie per godere di tutte le attrattive del territorio.


Alle falde del “Vesuvio”… (in provincia di Treviso…) c’è la pizza migliore!

Si sa che l’Italia è il Paese della pasta, del gelato e della pizza, ma perché questa sia buona, bisogna saperla fare! Un mix di farina, acqua e lievito e l’impasto è spianato dal pizzaiuolo – nel nostro caso, Giuseppe Pozzobon da Volpago del Montello – che preme il dito sulla pasta e, se servono alcuni secondi perché il panetto ritorni liscio, allora è pronto.  Ma prima – sempre Giuseppe – ammacca il panetto spingendo l’aria presente nell’impasto dal centro verso l’esterno del disco, così per meglio contenere gli ingredienti della pizza che sono posti sopra: il pomodoro deve essere messo prima della cottura, gli altri, invece, come la mozzarella (meglio la Fiordilatte di latte vaccino italiano) e i salumi (prosciutto crudo e speck vanno messi sull’impasto solo dopo la cottura) e volendo, tanti altri ingredienti, ma vi preghiamo… non l’ananas! Il tutto è messo a cuocere nel forno a legna per qualche minuto a quasi 500°. Durante la cottura, il lievito trasforma gli zuccheri presenti nell’amido della farina in alcol e anidride carbonica, che fa crescere l’impasto e crea le classiche “bolle” (alveolatura). Anche i “puntini neri” dovuti alla cottura, le bruciature sulla pizza, sono un composto organico le cui molecole contengono atomi di carbonio idrogeno (i puntini neri sono idrocarburi aromatici).
Intanto che cuoce la mozzarella, si scioglie… (reazione di Maillard) in funzione degli zuccheri residui, del grado di maturazione subito dalla cagliata (pH di filatura) e da diverse altre reazioni… (ma non dilunghiamoci…).  Per evitare le bruciature del bordo e del fondo – ci svela il segreto Giuseppe – occorre collocare la pizza sempre nella stessa area, perché in quella zona il piano cottura risulta meno caldo e quando arriva la pizza cruda, non brucia, ma cuoce.

Dopo pochi minuti di cottura, si ottiene un prodotto gastronomico dal gusto intenso e armonico con il sapore caratteristico del pane ben cotto, mescolato all’acidulo del pomodoro, al sapido della mozzarella, al fresco del basilico, all’amaro e piccante dell’olio extra vergine di oliva.  Il profumo che emana la pizza pronta per essere gustata, nasce dalla fusione di tutti gli elementi (con l’origano e l’aglio se si ordina la “marinara”). La leggerezza e la digeribilità del tutto, sono il pregio essenziale.

Tutto ciò lo sanno bene alla Pizzeria Vesuvio – a Volpago del Montello in via Via Jacopo Gasparini, 23 – dove la pizza è in stile napoletano – è la titolare Silvia che ci spiega – sottile, con il cornicione (o “curdon” in napoletano) gonfio, dorato e con pochissime bolle e bruciature, sempre ben cotta e meglio condita. Già perché la pizza per essere buona e di bell’aspetto, deve essere stata ben preparata da mani esperte e Giuseppe, quelle mani, ce l’ha!

Silvia racconta che hanno inaugurato il locale il 4 novembre “anno Covid” e, per disposizioni governative, l’hanno chiuso il 6… dopo 2 giorni!  Eppure, con questi presupposti, con grande volontà, caparbietà e… “attributi”, hanno resistito e oggi sono ancora qui, con il locale pieno e i clienti contenti!  Contenti perché? – chiediamo a Silvia – “Perché qui trovano cose buone in un ambiente piacevole, pulito; il locale è ben visibile dalla strada, è dotato di parcheggio, i  camerieri sono cortesi e simpatici, specie la gentile Andrea (per l’occasione la chiamano anche Maria o, Gertrude per i clienti stranieri o, semplicemente “dottoressa” per via dei suoi trascorsi di fisioterapista) lei  dirige la sala e collega cucina – forno – clienti… .
Ma – continua Silvia – la ragione, per cui i clienti sono soddisfatti e ritornano spesso, è l’offerta che “Vesuvio” propone: a pranzo (dal martedì al venerdì) si può assaporare un gustoso menù fisso a base di piatti (porzioni abbondanti) tipici del territorio (con contaminazioni della cucina napoletana) e anche per le pizze che, come le facciamo noi – sottolinea orgogliosa Silvia – qui intorno, non le fa nessuno: oltre alle “classiche”, quelle napoletane, alla ricotta, alla salsiccia e friarielli, alle melanzane fritte e poi la pizza fritta e il calzone alla ricotta e salame piccante, queste pizze, qui a Volpago, le sappiamo fare solo noi. Poi – continua Silvia – ci sono i prodotti che usiamo – e qui c’è il motivo fondante del successo Vesuvio – ingredienti come la bufala affumicata e il salame napoletano, i liquori (distillati al sapore di limoncello, liquerizia, cocco, anice, melone, pistacchio, nocciola) arrivano direttamente dalle terre d’origine (da Gragnano e hinterland napoletano) per il Fiordilatte e la ricotta, invece, ci riforniamo dal caseificio di Roncade, per le verdure, da un’azienda agricola di Nervesa, i funghi, sono di una di Selva, i porcini, li prendiamo direttamente dai fungaioli cercatori e, dulcis in fundo, i dolci arrivano da giù, tranne la pastiera, quella la fa la suocera… Poi – conclude Silvia – i prezzi: tutto (dalla legna per il forno agli alimenti, la corrente elettrica e il gas) tutto è aumentato e non di poco, ma noi abbiamo mantenuto gli stessi prezzi ante Covid”.
Al Vesuvio, c’è “sole, pizza e mandolino”? Beh, qui, c’è solo la pizza, ma è proprio quella buona!

Pizzeria Vesuvio
Via Jacopo Gasparini, 23
31040 Volpago del Montello TV
Aperto ore 11,00 fino alle 14,00
Riapre ore 17,30 fino alle 23,00
Tel.: 0423 371656
vesuviosrlsgp@gmail.com


A Pederiva di Montebelluna, c’è la Bottega dei Sapori di Fabio!

Quello di Fabio Stefanon, vero “specialista gourmet”, è un piccolo ma fornitissimo supermercato che offre tanti prodotti selezionati che non si trovano dappertutto – quelli di alta qualità nel banco gastronomia e nel reparto latticini, sono punti di forza del negozio – tra gli altri: alimenti surgelati e freschi, bevande, dolci, verdura, frutta, articoli per la cura della persona e della casa, ecc.. L’offerta è molto diversificata per soddisfare tutte le esigenze e così, il giusto rapporto “qualità prezzo” è garantito!

La Bottega di Fabio è sulla strada che va da Poloniato  (Montebelluna) con direzione Venegazzù (appunto via Erizzo, 28); ci sono posti auto proprio davanti alle vetrine e come in tutti i supermercati, all’entrata ci si può dotare di pratico carrello. E, una volta dentro, sono tante le cose che si vorrebbero portare a casa. Ovviamente, come punto vendita aggregato Crai, la Bottega dei Sapori, è ben nota in paese, non solo per la cortesia e professionalità del titolare – Fabio – e del suo staff, ma anche per l’ampia scelta di prodotti tipici del territorio, dai formaggi del Grappa (anche quelli affinati al vino) ai salumi locali, alle specialità al tartufo e ai salumi di tutti i tipi. Recentemente sono stati riordinati anche il reparto ortofrutta e rivisto l’allestimento di alcune zone della sala: è in corso anche l’aggiornamento di un corner dedicato ai vini, del terroir, ma anche di ricercate etichette, tutto ciò per rendere il punto vendita ancora più ricco, accogliente e fruibile. Davvero ottimo il risultato.

Naturalmente Fabio ci tiene a puntualizzare che l’importante è la qualità di quanto propone, la provenienza, la freschezza e, non ultimo, anche i prezzi (che con i tempi che corrono…) sono molto importanti. E’ appassionante soffermarsi ad ammirare, scegliere, assaggiare e… mettere nel carrello, quanto si trova esposto nel rinnovato “bancone” frigo. Quasi 10 metri di squisitezze, con salumi (molti della Villani di Castelnuovo Rangone MO): “insaccati crudi” come salami, salsicce, cotechini e “cotti”, wurstel, zampone, mortadella, poi “i non insaccati” come speck, bacon, prosciutto crudo, bresaola, pancetta, lardo, prosciutto cotto e fesa di tacchino arrosto, compresi. E già questi, non sono pochi, ma poi, per ogni tipo, Fabio propone anche varianti “speciali”, magari più stagionati o meno, o aromatizzati, al vino o alle erbe…  C’è da considerare che solo di prosciutti, in Italia, ce ne sono una trentina di tipi, di cui una decina a marchio Igp o Dop, inoltre, sono le tante varietà di salame, come quelli veneti: il nostrano padovano o di Verona o come la soppressa vicentina, il salam di cueste, il friulano e quello di Sauris…

Sempre magistralmente esposti nel banco frigo, anche i formaggi… E qui, si apre un mondo: solo in Italia – Paese leader europeo e mondiale nella produzione casearia di qualità – dallo stagionato a quello a pasta molle, ai freschi spalmabili, ne esistono circa 500 varietà di cui oltre 300 riconosciuti d’origine protetta (DOP, PAT e IGP) 50 dei quali, protetti a livello europeo.  I più creati/richiesti sono i pecorini (formaggi fatti con latte di pecora) poi i vaccini, l’Asiago DOP, la Burrata, il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano DOP, la Fontina DOP, la Mozzarella di Bufala Campana, il Caciocavallo Silano DOP, tutti “caci” di cui Fabio conosce la storia, le tradizioni, l’impiego delle materie prime e i sistemi produttivi: basterà chiedergli lumi e lui sarà lieto di raccontarne vita, morte e miracoli.

Fabio vanta l’esperienza di quasi trent’anni di attività e una grande professionalità, competenza che lui gira a favore dei suoi clienti che coccola come amici di vecchia data ed è bravo a tenerseli stretti.  Clienti che pur con i cambiamenti negli anni delle abitudini, tentati dall’apertura dei tanti centri commerciali, dove si trova di tutto (una volta c’era molta meno scelta) lo premiano con la “fedeltà” e mantenendo con lui, un rapporto sempre amichevole, arrivando a scambiare consigli, suggerimenti e ricette, che poi Fabio fa sue, per approntare piatti di gastronomia che giornalmente propone in un nutrito assortimento, proprio realizzati in base alle preferenze, appunto, dei clienti stessi. Per prodotti più particolari, Fabio prepara dei piattini d’assaggio – gustosi stuzzichini – per fare conoscere ai clienti le novità. Tra queste: asparagi, carciofini e funghetti sottolio, radicchio locale, olive di ogni dove, castagne al miele, confetture naturali e salse sempre di gran qualità, per tutti i gusti.

Eh… sì, a LA BOTTEGA DEI SAPORI in via Erizzo, 28 a Biadene di Montebelluna – grazie alle bontà che vi si trovano e alla simpatia e disponibilità di Fabio e del suo staff – fare la spesa lì, è proprio un piacere!

CRAI – LA BOTTEGA DEI SAPORI rappresenta una catena di negozi alimentari e supermercati dell’Ama Crai Est, società cooperativa della grande distribuzione con sede a Montebelluna e punti vendita in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana e Marche, con un’esperienza di oltre 30 anni. La genuinità, la cordialità e l’atmosfera familiare sono le caratteristiche che contraddistinguono il marchio da altri simili. Se volete fare la spesa o semplicemente desiderate scoprire maggiori informazioni, il punto vendita consigliato è quello di Fabio Stefanon:

Via Erizzo, 26,
31044 Pederiva di Montebelluna TV
Tel.: 0423 601912
Aperto tutta la settimana
08:00 – 13:00 16:00 – 19:30/20,00
– esclusa la domenica –


Graz, dai vini alla frutta, dai formaggi alla carne… è proprio la capitale del gusto!

C’è un luogo in Austria dove si può mangiare davvero bene. Perché ci sono ristoranti di qualità e di tradizione, ma anche aziende agricole e artigiani dei sapori che investono sulle materie prime. E’ Graz, capoluogo della Stiria, patrimonio mondiale Unesco per il suo centro storico e il castello di Eggenberg, City of Design, sempre per l’Unesco, ma soprattutto città insignita del titolo di Capitale del Gusto, Genusshauptstadt, dal Ministero dell’Agricoltura austriaco già dal 2008. Un titolo conquistato grazie alla passione della città per la buona cucina, ai suoi ottimi ristoranti, agli chef innovativi, alla gran scelta di materie prime di altissima qualità – dai vini alla frutta, dai formaggi alla carne – che offrono le campagne che abbracciano il centro cittadino. Un titolo che Graz porta con orgoglio, anche perché i sapori, qui, sono fondamentali. Anche quello del vino che in Stiria è sinonimo di cultura, tradizione, innovazione, passione.

Sono più di 300 le aziende agricole nelle campagne intorno a Graz. La concentrazione più alta di tutta l’Austria. Moltissime sono biologiche, tante, quasi tutte, sono impegnate nel mantenere prodotti che fanno parte della cultura locale, varietà di verdure nate per crescere qui. Come l’insalata Grazer Krauthäuptel, la fresca e croccante lattuga grazese. O il prosciutto Vulkanland, affumicato con legno di faggio, affinato da almeno 6 mesi di attenta stagionatura. I carnosi fagioli Käfer, grossi e saporiti, da gustare, come vuole la tradizione, in insalata, ma perfetti anche per le zuppe e ottimi  in versione dolce. E poi la mela stiriana, dolce e succosa, il rafano, potente e vitaminico, perfetto per accompagnare i bolliti, e il pane, che in città è una vera religione. E poi, una vera chicca, l’olio di semi di zucca, che nasce dalla pressatura a freddo dei semi della zucca Cucurbita pepo. Tutelato con il marchio IGP aiuta il cuore, grazie alla ricchezza di omega3, vanta una buona quantità di vitamine, che supportano il sistema immunitario, e mantiene forti e puliti i vasi sanguigni. Ma, soprattutto, è buono. Ha un sapore intenso e profondo, con un retrogusto di nocciola. E si accompagna benissimo alle insalate, alle uova, al gelato alla vaniglia, alle zuppe.

Per fare degli acquisti  golosi ci sono piccole botteghe artigianali dei sapori, gastronomie gourmand, shop innovativi ma soprattutto i mercati dei contadini. Luoghi dove incontrare chi coltiva la terra, producendo ortaggi di qualità, chi alleva e ne ricava formaggi, salumi. Ma anche piccoli imprenditori che hanno inventato negozi “vitaminici” o banchetti dedicati ai dolci, sempre a base di materie prime coltivate localmente. Il mercato di Kaiser Josef Platz, vicino all’Opera è aperto tutti i giorni, ad eccezione della domenica, dalle 6 alle 13, ed è uno spettacolo anche semplicemente da visitare. Sempre ben frequentato, da chi va a fare la spesa come si è sempre fatto, con il cestino di vimini, è un’occasione per immergersi in un’atmosfera vivace, coinvolgente, vera. Ai banchi si possono chiedere informazioni, ricette, suggerimenti, anche legati alla coltivazione.

È sempre più frequentato anche il mercato contadino lungo il fiume Mur, a Lendplatz (aperto tutti i giorni, ad esclusione della domenica, dalle 6 alle 13). Più raccolto ma sempre ricco di preziose occasioni per ritrovare sapori autentici. E poi c’è lo shop contadino Stadtbauernladen, che tradotto letteralmente significa negozio cittadino dei contadini. Si trovano pagnotte appena sfornate, carni di maiale lavorate come da tradizione, marmellate, succhi, sciroppi, frutta e verdura, ma anche vini, liquori, biscotti e piccoli oggetti artigianali, dalle candele ai decori per rendere la casa più bella.

Non ci si può dimenticare del vino, che a Graz è onnipresente. E si gusta, anzi si degusta, in molte enoteche di grande qualità. Da Wein & Co 600 metri di design in pieno centro, si fanno golosi acquisti ma,  soprattutto,  si possono assaggiare più di 2000 bottiglie diverse, abbinando il vino a pranzi sfiziosi e deliziose cene con tre, cinque o sette portate.

Vinothek bei der Oper è la più antica enoteca cittadina, un luogo di delizie e rarità dove concedersi del tempo per sorprendersi e farsi consigliare dagli appassionati padroni di casa,  Eva e Karl Lamprecht.

Vale la pena fare una visita, poi, anche  da Der Steirer,  l’enoteca più creativa della città, dove scoprire i migliori vignaioli  locali, presentati in modo sempre originale, ma anche il meglio della produzione gastronomica regionale E poi, nell’omonimo ristorante, a fianco dello shop, si gustano i sapori stiriani più autentici, anche in versione tapas.

Imperdibile è pure Josef una vinoteca a due passi dal teatro dell’opera dove è di casa la Gemütlichkeit, parola tedesca che riassume il significato di comodità, comfort, star bene. Si bevono, e si possono acquistare, vini stiriani ma anche oli, sali, formaggi e tante specialità che arrivano delle campagne nei dintorni di Graz. Tutte le enoteche, poi, propongono presentazioni con i produttori, lezioni, degustazioni con sommelier

Ci sono anche sfiziosi ristoranti con superbe cantine, dove i piatti di chef creativi e innovativi sono sempre accompagnati da vini di alto livello,. Si può scegliere la trattoria tradizionale Stainzerbauer un locale specializzato nella cucina stagionale, con prodotti locali, dove trovare una cantina che è un vero scrigno dei tesori. C’è il Restaurant  Florian con i suoi piatti della tradizione austriaca, reintepretati, e la sua vasta scelta di vini, soprattutto locali. O Moin dove design e creatività, in cucina e negli arredi, accompagnano una  cantina interessante, ricca di proposte stiriane. C’è poi il prestigioso Landhaus Keller, nello splendido cortile rinascimentale del palazzo del governo regionale, dove la cucina stiriana raggiunge il suo apice, accompagnata sempre dai migliori vini dei produttori locali. Infine il ristorante Erzherzog Johann: raffinato ed elegante, segnalato da tutte le migliori guide, offre una cantina fornitissima, anche di  rarità.

Sino a fine estate, poi, il sapori stiriani  si gustano anche nel meraviglioso parco del Castello di Eggenberg. Il Café Pavillon Eggenberg,  all’interno del parco, tra un  prezioso giardino in stile inglese e un roseto storico di varietà rare, propone cestini da pic nic zeppi di delizie stiriane- dai pecorini in olio di semi di girasole con peperoni, cipollotti ed erbette fresche all’insalata stiriana con valeriana, patate, olio di semi di zucca e semi di zucca, per poi concludere con gli strudel di frutta o ricotta, accompagnati da una bottiglia di rosso o di bianco stiriano. Il cestino per due persone costa 70€, quello famigliare (due adulti e due bambini) 90€. Il castello si può raggiungere, dal centro, con il tram ma anche con la bici elettrica.

Ci sono anche ingredienti inattesi. Per chi cerca un evento che celebri una delle eccellenze stiriane, ancora poco conosciuto, c’è il Festival del Tartufo, dal 24 ottobre al 6 novembre 2022. Viene proposto un mercato del tartufo stiriano al Paradeishof, ma ci sono anche serate culinarie a tema (anche con tartufi di Alba, dell’Umbria e  istriani) ed battute di ricerca, nei boschi intorno alla città. Dedicate anche alla sostenibilità, alla tutela del patrimonio naturale

Infine c’è da segnalare un appuntamento imperdibile per gli amanti del vino. Il 9  novembre c’è il debutto dello Junker 2022, il vino novello. Un vino che non può essere servito prima del mercoledì precedente San Martino. Produttori, enoteche e Buschenschänken, le mescite di vino e dei prodotti “di casa” dei contadini, proporranno non solo il primo vino stagionale, spaziando dal  Moscato allo Schilcher, dallo Zweigelt al Welschriesling, ma anche musica, conferenze, mostre. Insomma, trasformeranno il vino novello in evento. E sarà un grande evento sul serio perché i produttori di vino stiriani sono ben 3000 e gli ettari di vigneti sono più di 4300 (www.steirischerwein.at).


Pasta Chelucci: un successo che dura da 110 anni  

La famiglia Chelucci produce pasta in modo artigianale fin dal 1912; l’azienda, fondata dal nonno Edoardo si trova ancora nello stabilimento storico nel borgo di Piteccio, presso una sorgente d’acqua purissima nello scenario delle colline pistoiesi.

La struttura originariamente ospitava una piccola cartiera, trasformata poi in lanificio e, infine, in pastificio, per mano di un tale Gualtierotti. Nel 1912 i fratelli Chelucci, Edoardo e Terzo, rilevarono l’attività ampliandola.

Dopo la seconda guerra mondiale, che costrinse la famiglia Chelucci a fermare la produzione e lasciare Piteccio (sfollati a Firenze) i Chelucci rientrarono in azienda, riattivarono la produzione e furono così una delle prime aziende del territorio pistoiese a riprendere l’attività. Negli anni ’70 anche il nipote di Edoardo, Giuseppe, decise di entrare in azienda, proprio come aveva fatto il padre Renato e, ancora oggi, ne è alla guida: da allora iniziò anche l’espansione sui mercati esteri. Il Pastificio esporta in Germania, Olanda, Francia, Spagna e Gran Bretagna, dove la pasta Chelucci è particolarmente apprezzata. Con il tempo, il mercato si è ulteriormente ampliato, si sono aggiunte l’Australia e la Repubblica Ceca.

Materie Prime di Qualità
La pasta Chelucci è espressione della migliore tradizione italiana. Dal semolato, alle uova, all’acqua utilizzata per l’impasto: tutto è scelto con cura e lavorato in maniera artigianale, in modo da mantenere inalterate le caratteristiche organolettiche delle materie e dare alla pasta un sapore totalmente naturale.

Lavorazione Artigianale
All’attenzione per le materie prime, si unisce la cura di tutto il processo di lavorazione: la pasta Chelucci è trattata esclusivamente come una volta, e lavorata con trafile in bronzo, che conferiscono al prodotto la giusta ruvidezza.

Le Specialità Chelucci
La pasta Chelucci è una eccellenza made in Italy venduta in tutta Italia ed esportata nel mondo. Oltre ai formati tradizionali di semola di grano duro e pasta all’uovo, la produzione Chelucci annovera anche i nuovi formati –“rugosi” per trattenere meglio il condimento – di grano antico Senatore Cappelli, macinato a pietra e di Farro puro toscano. Qualità e tradizione si uniscono per un gusto superiore, 100% toscano, che non teme confronti.

Pasta di semola di grano duro
Da semole di grano duro toscano altamente selezionate. Tra le specialità, prodotte con la consueta qualità, vi sono formati di pasta originali come “Le Bugie”, in onore di Pinocchio, o i “San Giovanni da Pistoia”, nati dalla fantasia dei ragazzi delle scuole medie e superiori della stessa provincia toscana. La “pasta del centenario” del pastificio Chelucci è un omaggio alle origini della produzione. Gli “Spaghetti lunghi” dal peso di 1 kg sono riproposti nella storica confezione di carta tipica degli anni ’50 e completamente confezionati a mano.

Pasta di semolato Cappelli
Pasta di grano antico lavorato a pietra certificato dall’Associazione Grani Antichi. Per questa pasta il grano è trasformato in semolato e poi lavorato all’interno del pastificio solo con sistemi tradizionali, per mantenere intatta la qualità superiore della materia prima. Questa specialità vanta straordinarie qualità nutrizionali: il grano non è modificato, quindi non contiene componenti OGM e il glutine in esso contenuto, è di alta qualità. Tutto ciò conferisce al prodotto ottime proprietà nutritive e un alto grado di digeribilità. Il grano antico Cappelli presenta una quota proteica e proprietà organolettiche uniche. Il Pastificio Chelucci produce vari formati di questo tipo di pasta: penne rigate, fusilli, stracci, strigoli, trenette.

Pasta all’uovo
Per una buona pasta all’uovo il segreto è la freschezza degli ingredienti unita all’alto numero di uova: ce ne vogliono ben cinque per ogni chilo di semola di grano duro. Recita così la ricetta tradizionale di Chelucci, che si tramanda fin dal 1912. Ancora oggi nel pastificio la pasta all’uovo è prodotta seguendo la stessa ricetta anche per lasagne, torchietti, farfalle, garganelli e poi per le matasse di pasta lunga, che sono “annidate” a mano e confezionate in modo artigianale.

Pasta di farro
Questa pasta è realizzata con solo puro farro 100% toscano macinato a pietra e lavorato poi secondo la tradizione tipica regionale. La trafilazione è al bronzo e l’essiccazione avviene a bassissime temperature, tra i 30 ed i 35 gradi.

La passione con cui il Signor Giuseppe Chelucci gestisce l’Azienda, contribuisce a rendere la pasta che produce unica e speciale nel sapore, nel valore nutrizionale e nel rispetto dell’ambiente. La pasta Chelucci è un prodotto di alta qualità, lavorato in modo totalmente artigianale, a partire dalla scelta delle materie prime e…
…TUTTO IL GUSTO DELLA QUALITÀ PUO’ ESSERE PRESTO A CASA VOSTRA! (www.pastificiochelucci.it)

Pastificio Chelucci
Via Valente 7
51100 Piteccio (PT)
Tel. 0573 42011
info@pastificiochelucci.it


Arriva il "RistorantOne II", la guida dei ristoranti firmata da One Express!

Sta per stupire con un nuovo volume ricco di curiosità, tra miti e leggende dei principali piatti delle cucine regionali tipiche, la guida che svela le storie e gli aneddoti segnalando altri 100 ristoranti e trattorie di tutta la Penisola.

Perchè forse non tutti sanno che… il babà non è nato a Napoli, ma dal re di Polonia, amante dei dolci e dei liquori che, senza denti, si inventò un dessert morbido e alcolato. Anche la carbonara pare derivi dalle “razioni k” degli americani, mentre la “cassoeula” fu suggerita da uno spagnolo innamorato di una domestica milanese. Il panettone era il “pan de Toni” – Toni, l’aiutante del cuoco di Galeazzo Visconti – mentre Lucrezia Borgia, con le sue bionde chiome, ispirò le tagliatelle…

E poi, sapete che il pan di Spagna è di origini genovesi? E, ancora, perché gli spaghetti alla Puttanesca si chiamano così? Quali differenze ci sono tra la porchetta umbra e quella di Ariccia? E il risotto alla milanese, com’è nato?

Insomma, il RistorantOne, lo sa! Per ogni regione ha esplorato i piatti più noti e ne ha raccontate le storie, con origini e curiosità. Anche questa volta – con la seconda edizione – ha scovato nuovi ristoranti per camionisti (dove, si sa che si mangia bene e non si spende troppo…) lì dove lasciarsi coccolare a suon di portate luculliane.

RistorantOne – la guida dei ristoranti su strada – interamente ideata e realizzata da chi ogni giorno percorre le principali arterie stradali d’Italia, da One Express, il Pallet Network italiano che ad oggi raccoglie nella propria rete oltre 130 aziende di autotrasporto dando vita a una realtà strutturata, capace di veicolare annualmente in tutto il Paese 2.800.000 bancali e di sostenere il tessuto produttivo nazionale mediante un servizio che si basa su valori come qualità, trasparenza, affidabilità e fiducia.

Dopo il successo internazionale riscosso dalla prima edizione, con 12.000 copie cartacee andate a ruba e decine di migliaia di download dal sito internet www.oneexpress.it per avere RistorantOne in formato digitale, il primo Pallet Network italiano per Qualità, si appresta a lanciare il secondo appuntamento di quella che è diventata a tutti gli effetti una collana collezionabile. Sarà quindi data presto alle stampe la seconda edizione che si preannuncia ancor più ghiotta e golosa della precedente. Viaggiando, infatti, in ogni angolo d’Italia per garantire sempre la massima efficienza del servizio, One Express ha continuato a rimanere incantata dalla bellezza di un Paese straordinario come l’Italia, dove tanti amici, insieme a quelli esteri, dopo la lettura del primo volume, fruito anche oltre confine grazie alla doppia lingua italiano e inglese,  hanno iniziato a chiedere informazioni, a cercare risposte e tante curiosità, perché, in ogni luogo, grazie a una diversità territoriale che ha reso il Belpaese un territorio unico al mondo, esistono storie, tradizioni, usi e costumi differenti e pure una grande ricchezza di piatti, dove ogni portata è un connubio di arte gastronomica e magia.
Per ogni assaggio, miti, leggende, aneddoti, tra corti e contadini, tra cuochi coraggiosi ed episodi fortunati, tra pratiche d’altri tempi e la saggezza popolare che hanno fatto di necessità virtù.

Un tale fascino che One Express ha voluto evidenziare e condividere nella seconda edizione di RistorantOne, per condurre i lettori alla scoperta di ogni regione.

Nel numero precedente sono state evidenziate alcune delle preziose perle che abbiamo incontrato sul nostro cammino – anticipa Roberto Taliani, Direttore Marketing e Comunicazione di One Express – ma questa volta abbiamo voluto stuzzicare l’appetito e la curiosità, spiegando perché un piatto è chiamato in quel modo o chi, nei secoli precedenti, lo ha inventato. Dopo la lettura di questo volume, i lettori sapranno da dove arrivano quell’antipasto, quella zuppa o pasta, quel secondo o dolce che tanto appassionano e in che modo, tra fantasia e realtà, sono arrivati fino a noi”.

Anche il secondo volume, realizzato in italiano e inglese, presenta una grafica semplice e intuitiva, con una panoramica per ciascun Affiliato e, accanto, la presentazione del ristorante o della trattoria di strada consigliata del medesimo territorio. La sezione culinaria include i seguenti dettagli esemplificati da legende chiare: i contatti con numero di telefono e indirizzo, gli orari di chiusura e apertura, l’eventuale presenza di servizi (toilette, parcheggio, pernottamento) un breve testo descrittivo in cui si sintetizzano peculiarità e virtù del locale.

L’idea del RistorantOne è nata durante la pandemia Covid-19 dal desiderio di sostenere l’economia del Paese, Del resto One Express, movimentando merci, offrendo centinaia di posti di lavoro, aiutando aziende a svilupparsi, alimentando i commerci con un indotto ridistribuito a livello locale, dimostra un impianto valoriale che varca anche i confini nazionali, grazie alla collaborazione con Network logistici internazionali, rendendo, di fatto, One Express un ambasciatore del Made in Italy e dei territori italiani.

RistorantOne si conferma dunque una vera e propria guida trasversale e multicanale, destinata a chi viaggia per lavoro o passione che promuove i territori italiani.
Gli apprezzamenti ricevuti per la precedente edizione, la gioia nel vederlo sotto braccio ai colleghi, sulle scrivanie degli Affiliati, nelle cabine dei camion degli autisti, il ricevere messaggi entusiasti da ogni parte da clienti – spiega Taliani – mi hanno fatto pensare con orgoglio a cosa significhi essere ambasciatori dell’Italia nel mondo, del farla conoscere e di scoprirla noi stessi, attraverso piatti che troviamo sulle nostre tavole e che spesso ignoriamo essere portatori di una cultura millenaria, di miti e leggende, storia e storie, vero patrimonio di sapori e saperi. Una sfida ambiziosa, quella di raccogliere la grande tradizione italiana di ogni regione e renderla golosa con le sue curiosità, stranezze e peculiarità, che come il precedente volume, non sarebbe stato possibile senza il sostegno del Presidente e del Cda, di tutti gli Affiliati del Network e dei Ristoratori, dei Collaboratori e dell’agenzia di comunicazione Borderline, che hanno permesso la realizzazione del secondo appuntamento con RistorantOne”.

 

One Express è dal 2008 il corriere espresso punto di riferimento nazionale per il trasporto di merci su pallet. Con 3 Hub localizzati in tutto il territorio nazionale (a Bologna, Milano, Napoli) e una fitta rete di collegamento, One Express garantisce consegne in 24/48/72 ore in Italia e in Europa, in base alla destinazione, grazie alla rete sinergica composta da oltre 150 membri tra Affiliati italiani e Partner europei.


Terra Madre Salone del Gusto: Spurring Action Worldwide

Organizzata da Slow Food, Regione Piemonte e Comune di Torino, Terra Madre Salone del Gusto (già Salone Internazionale del Gusto) è una manifestazione enogastronomica internazionale che riunisce ogni due anni a Torino produttori e artigiani del settore agroalimentare provenienti da tutto il mondo. L’evento si compone di una parte espositiva (il Mercato) e di altre attività quali conferenze, forum, laboratori, degustazioni guidate e lezioni di cucina.

LA SLOW FOOD YOUTH NETWORK LANCIA LA SECONDA EDIZIONE DEL TANK UN LABORATORIO GRATUITO DI SOCIAL-DESIGN

SLOW FOOD YOUTH NETWORK (SFYN) LASCERÀ LA SUA IMPRONTA IN QUESTA EDIZIONE DI TERRA MADRE SALONE DEL GUSTO CON LO SFYN TANK: UN LABORATORIO GRATUITO DI SOCIAL-DESIGN SU 5 DIVERSE TEMATICHE ALIMENTARI CON 50 CREATIVI PROVENIENTI DA TUTTO IL MONDO.

Il team della Slow Food Youth Network (Sfyn) ha un’area dedicata all’evento e ha organizzato molte attività interattive per tutti i suoi sostenitori provenienti da tutto il mondo. Quest’anno Sfyn ha deciso di riproporre un evento che ha riscosso grande successo nella scorsa edizione, e che contribuirà ad arricchire l’esperienza e lo scambio di conoscenze per tutti i visitatori: lo SFYN TANK, situato nell’Arena Berta Cáceres. Lo SFYN TANK con un programma di dibattiti, brainstorming, storytelling e progettazioni per capire come affrontare le crisi e le difficoltà del nostro mondo.

I 5 TEMI SCELTI PER IL TANK

  1. Accantonare i pesticidi – scelto dai nostri collaboratori svedesi per la presenza di questa problematica in Svezia.
  2. Decriminalizzare la sovranità alimentare in Kenya – scelto da SFYN Kenya per sensibilizzare su tale tematica, urgente nel loro paese.
  3. Supportare la catena alimentare locale – scelto da SFYN Messico, incentrato sul rapporto tra monocolture su larga scala e agricoltura locale.
  4. Consegne di prodotti alimentari: un’evoluzione al passo coi tempi – scelto da SFYN Tokyo per via dell’elevata richiesta di consegne di cibo nel Giappone.
  5. Proteggere le popolazioni ancestrali del mare e delle mangrovie – scelto da Slow Food Ecuador, come invito alla consapevolezza e alla solidarietà.

Slow Food Youth Network Terra Madre

Con la volontà di influire positivamente sul nostro sistema alimentare globale attraverso lo scambio aperto di competenze, il pensiero innovativo e un approccio progettuale, negli ultimi mesi la comunità ha chiesto di individuare i temi alimentari d’interesse per i giovani. Così, le comunità SFYN hanno selezionato 5 tematiche su cui discutere e sulle quali i tankers faranno sentire la loro voce.

«Sono estremamente entusiasta di lavorare con un team internazionale multidisciplinare a proposito di un tema che ci sta così a cuore – nel mio caso le filiere alimentari corte – collaborando con i colleghi attivisti di tutto il mondo. Sono convinto che giungeremo a soluzioni innovative, dal momento che tutti noi abbiamo visioni e prospettive diverse per via del nostro background, della nostra cultura e della nostra storia». Raúl Mondragón, Messico.

Proprio come ha fatto SFYN con il suo movimento “Disco Soup”, SFYN Tank dimostra il potere di avere buone idee e di essere circondati da persone motivate e creative. Lo SFYN TANK di quest’anno si è già rivelato un successo, riscuotendo un grande apprezzamento. Consultate il sito www.sfyntank.org per scoprire il programma esatto dello SFYN Tank per ogni giorno!

TERRA MADRE SALONE DEL GUSTO È ORGANIZZATO DALLA CITTÀ DI TORINO, DA SLOW FOOD E DALLA REGIONE PIEMONTE, CON IL PATROCINIO DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI, DEL MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA, DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E DELL’ANCI. L’EVENTO È STATO RESO POSSIBILE DAL SOSTEGNO DI AZIENDE CHE CREDONO NEI VALORI E NEGLI OBIETTIVI DELLA MANIFESTAZIONE, TRA CUI I MAIN PARTNER: IREN, LAVAZZA, PARMIGIANO REGGIANO, PASTIFICIO DI MARTINO, QBA – QUALITY BEER ACADEMY BY RADEBERGER GRUPPE, REALE MUTUA, UNICREDIT. CON IL SOSTEGNO DI CONSULTA DELLE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA DEL PIEMONTE E DELLA LIGURIA, FONDAZIONE COMPAGNIA DI SANPAOLO, FONDAZIONE CRT.


L’Italia vince al "Cus Cus Fest" dell’edizione del quarto di secolo

La location è San Vito Lo Capo (TP) estremità nord occidentale della Sicilia, protesa nel Mediterraneo, acque turchesi e smeraldo, spiaggia di sabbia finissima e acqua bassa per decine di metri – sita là, dal monte Monaco (e, dall’altra parte) al monte Cofano, cala del Bue Marino compresa – nota per la “tonnara del Secco”, i faraglioni di Scopello, per la riserva dello Zingaro, per lo Stagnone, dove assistere ai tramonti dal belvedere di Macari…

Questa è San Vito Lo Capo, conosciuta a livello internazionale, forse di più, per il “Cus Cus Fest”, che lì si perpetua da ben 25 anni (periodo Covid compreso).  Da solo “cus” non vuol dire nulla, solo con un altro “cus” fa capire di cosa si tratta e, non è solo il piatto della festa, ma lo stesso “cus cus” è festa, di amore e pace… (così recita lo show reel trasmesso dal palco Bia Theatre in piazza Santuario).
E per San Vito è superfluo dilungarsi sull’argomento cibo, specie per il “pesce” (pescato e cucinato…) protagonista della cucina almeno per quasi tutti i giorni dell’anno, tranne per la seconda e terza settimana di settembre che, gioco forza, sono dedicate in toto al “cus cus” – il piatto, si dice, creato in Cina, il più popolare del Marocco e del Nord Africa – e tipico del territorio siciliano, piatto povero per eccellenza, quello preparato nel trapanese (“u cùscusu”, in dialetto locale) è cotto a vapore in una pentola di terracotta smaltata, ma il condimento – a differenza del cus cus magrebino – è un brodo di zuppa di pesce. Il cus cus è offerto in tutte le forme e relative variabili nelle bancarelle delle vie di San Vito: nella Casa del Cous Cous al Waha sulla spiaggia (via Savoia) nella Sanvitese (Hotel Capo San Vito) e in quella dal Mondo (all’angolo tra via Regina Margherita e via Abruzzi).

Una volta provvisto di ticket (12€) il pubblico ha diritto a un piatto di cus cus tipico (dalla ricetta sanvitese: semola, carne o pesce e verdure dell’orto) o alle varianti delle tradizioni internazionali, a base di montone, pollo e carni miste, anche vegetariano (sono oltre 30 le ricette che si possono degustare…) adatte a tutti i palati – anche dei celiaci – poi, sempre grazie al ticket, un bicchiere di vino (o mezza d’acqua) un caffè (nell’Expo Village sul lungomare) e uno sconto di 0,50€ sui prodotti dello sponsor (indicati presso i vari punti vendita) e… è subito “Cus Cus Fest”: buon cibo, divertimento, talk and music gratuiti, grandi emozioni, tutto insieme: “Love never stop” è la parola d’ordine!

Il clou dell’evento è il Campionato del Mondo di Cous Cous: a confronto noti chef e studenti degli istituti alberghieri di otto paesi (Argentina, Brasile, Costa d’Avorio, Francia, Marocco, Palestina, Tunisia e Italia) che preparano in diretta le loro ricette e sono valutati da una giuria professionale e una popolare che, assaggiati i piatti, eleggono il campione del 2022.

Quest’anno, ha vinto la “Panzanella mediorientale: cous cous con gambero e gazpacho”, autore, Pierpaolo Ferracuti, chef e patron del ristorante stellato “Il Retroscena” di Porto San Giorgio (FM) che ha battuto il “cous cous che vuole essere un falafel” dello chef palestinese Shady Hasbun, ricetta che ha conquistato il premio Conad per “impatto zero e sostenibilità”.  Il vincitore del “Conad Next generation student contest” – campionato tra gli studenti degli istituti alberghieri italiani – è Erik Cinquerughe, diciottenne di San Cataldo di Caltanissetta,  dell’Euroform, Scuola Professionale dei Mestieri con la ricetta “abbracci cous cous”.  All’ivoriano Issouf Sanogo,  premio speciale UniCredit per la ricetta più originale e, per le quote rosa, premio speciale Amadori alla chef argentina Lola Macaroff per il miglior utilizzo del prodotto “carne” e alla chef tunisina Aissi Hajer (Cantina siciliana di Trapani) il premio “Don’t Touch” per l’autenticità del piatto e il rispetto della cultura di provenienza.  Tutti premiati dal sindaco di San Vito Lo Capo, Giuseppe Peraino e da Luciano Pollini (AD di “Bia cous cous”, main sponsor del festival).

A onorare il “Cus Cus Fest” la sera, in spiaggia, grande musica per tutti: ad aprire gli spettacoli, sabato 17 Eugenio Bennato, domenica Antonella Ruggero e i Musicanti e, durante la  settimana, Med Free Orkestra, Ermal Meta, Piero Pelù, Lello Analfino, Notte della Taranta, Shantel; domenica 25, a chiusura manifestazione, gli Agricantus. Contorno di eroico pubblico che ha resistito al fresco venticello…

Per amor di verità, una piccola coda critica, è dovuta: Degusta partecipò anni fa al Cus Cus Fest,  allora invitati dal sindaco (Matteo Rizzo) e dall’Associazione cereriana cuochi sanvitesi. La giuria era presieduta dal maestro Edoardo Raspelli, partecipata da colleghi quali la gentile conduttrice di Linea Blu, Donatella Bianchi e dall’esperta di food, Laura Ravaioli. Il confronto con l’evento di quest’anno, viene da sé… certo lo “spessore” non è lo stesso… oggi al posto dei maestri gourmet ci sono conduttori tv e disk jockey, al posto di specialisti enogastronomici, nomi anonimi, forse perché con  la globalizzazione, la “contaminazione” è inevitabile… ma – siamo positivi – c’è sempre tempo per fare meglio!

E se non siamo stati invitati a giudicare i piatti di cus cus in gara, o a assistere ai cooking show dei vari chef, o al “wine tasting” organizzato da Tenute Orestiadi, abbiamo comunque avuto la fortuna di conoscere Marco Bonanno, titolare dell’albergo sanvitese “Cocciu d’Amuri” e dell’enoteca e prodotti tipici “L’angolo diVino”, che con l’aiuto Francesco, ci ha fatto degustare il suo menù (cus cus escluso…): mortadella di asina con pistacchi di Bronte, porchetta (az. agr. Campo) e salamino al limone; Pecorino nero e stagionato piccante e un ottimo Primo sale, con pane ai cereali. Vini: Anymus di cantina Coppola (bianco frizzante ottenuto da un blend di uve Catarratto e Grecanico coltivate nei vigneti di Alcamo; brioso, con piacevoli ricordi floreali e fruttati a polpa bianca, perfetto per aperitivi e abbinato a antipasti di pesce e formaggi leggeri. Con questi, abbiamo preferito un vino Marsala secco di cantine Mothia, affinato in barrique, ovviamente tannico, consistente ed equilibrato, completo; ambrato, al naso intenso con sentori di frutta matura e note di legni nobili, al palato si presenta dolce, di buon corpo, avvolgente ed equilibrato, gustato anche con un “croccante” (miele mandorle e nocciole di Bronte) è veramente giusto!

Marco, si è poi offerto – novello Virgilio – di decantarci “altre” possibilità per soddisfare le papille gustative, a suon di primi piatti della tradizione sanvitese (e sicula in generale): davvero tanto ben di Dio, accompagnato da relativi “nettari”, sempre eccellenze locali, tutti degni di menzione, gustati tra il Gambrinus Longe Bar (via Savoia, 10) il Un Sorso di Sicilia (via Antonio Venza, 7) l’Alan Plaza Cocktail Bar Yogurterie & Restaurant  (piazza Santuario, 14) e il Bar Savoia.
In questo momento contingente, lo sforzo del nostro editore per sovvenzionare la trasferta dei giornalisti di Degusta a San Vito Lo Capo, è stato comunque ripagato: grazie a Marco Bonanno, che ha confermato la squisita (già nota) ospitalità siciliana!


Le domeniche, quelle belle (e buone) con il Treno di Dante a Marradi

Nuova proposta in occasione della rinomata “Sagra delle Castagne e del Marrone”
Per quattro domeniche consecutive in ottobre – 9, 16, 23 e 30 – il Treno di Dante (www.iltrenodidante.it) effettuerà una sosta straordinaria di circa un’ora e venti minuti a Marradi (FI) per permettere ai passeggeri di visitare il borgo collinare e partecipare alla celebre Sagra delle Castagne e del Marrone buono di Marradi.

Programma di viaggio. Partenza alle ore 8.50 con il Treno di Dante dalla stazione di Firenze SMN e arrivo a Marradi alle ore 10.53, dove il treno rimarrà fino alle 12.07.
Arrivo a Ravenna previsto alle ore 13.37, dopo le soste tecniche di Brisighella alle 12.27 e Faenza alle 12.42.

Da Ravenna si riparte alle 17.54 per arrivare a Firenze alle 21, dopo le soste tecniche a Faenza (18.33), Brisighella (18.48), Marradi (19.27), Borgo S. Lorenzo (20.15).

Come tutti gli anni, alla Sagra saranno presenti stand gastronomici che proporranno le tradizionali leccornie ottenuti da questi frutti simbolo dell’autunno: i tortelli di marroni, la torta di marroni, il castagnaccio, le marmellate di marroni, i marron glacé, i “bruciati” (caldarroste) ecc. Per le vie del paese saranno in vendita i classici prodotti del bosco e sottobosco, oltre che altri prodotti artigianali e gastronomici.

Arrivare alla Sagra di Marradi a bordo del “Centoporte”, un treno storico messo a disposizione dalla Fondazione FS Italiane, sarà un’esperienza unica e di sicuro coinvolgimento. Una festa nella festa, perché il Treno di Dante rappresenta un’esperienza di viaggio tra arte, cultura ed enogastronomia, all’insegna del turismo slow più autentico ed emozionale. I viaggiatori saranno accompagnati lungo la tratta ferroviaria da un’assistente di viaggio

che li seguirà nella loro esperienza narrando la storia dei luoghi toccati durante l’esilio dell’Alighieri e che più ne influenzarono l’esistenza e l’opera.

I biglietti per il Treno di Dante sono in vendita sul sito www.iltrenodidante.it.
Prezzi: singola tratta 38,00 €; andata e ritorno 56,00 € (sconti per i bambini e gratuità fino a 4 anni). Nelle 4 domeniche della Sagra di Marradi, l’ingresso all’evento è compreso nel biglietto di viaggio del Treno.

Il Treno di Dante è un progetto del 2021 voluto per i 700 anni della morte di Alighieri dalla Regione Emilia-Romagna e sviluppato da Apt Servizi Emilia-Romagna con Toscana Promozione Turistica. Organizzazione: Il Treno di Dante s.r.l.

info: 337 15.60.535
info@iltrenodidante.it


L’Osteria La Pesa, a San Martino Colle Umberto, è davvero “very very cool”!

E’ il classico bar sulla strada di grande passaggio, davvero come tanti altri, sennonché Monia (la titolare) e Monica con cuoche e altre collaboratrici, lo gestiscono come un vero locale stellato, un locale davvero “cool”!
Grazie alla posizione di cui gode – sulla strada a San Martino – è l’ideale per chi è di passaggio: ambiente semplice, pulito e familiare, con veranda e parcheggio, è il luogo perfetto per un incontro, un appuntamento, per un caffè o uno spuntino, per un aperitivo con stuzzichini o un pranzo veloce, ma mai niente di ordinario, anzi, la qualità degli ingredienti delle colazioni, dei primi piatti e delle pietanze è sempre di ottimo livello. I prodotti sono acquistati a km. zero, da fornitori che ormai conoscono le esigenze delle ragazze de La Pesa (difficilmente vanno al supermercato…) così come per la proposta relativi ai vini, specie quelli del territorio, sempre pronti, buoni e freschi: Müller Thurgau, Ribolla Gialla, Pinot Grigio, Verdiso, Prosecco DOC, DOCG, Brut Extra Dry, Lugana; per i rossi, tra gli altri, Cabernet e Wildbacher. Oltre alla clientela di passaggio, Monia e Monica, hanno “preso per la gola” anche gli abitanti della zona con le golose colazioni (paste, biscotteria e spremute fresche) con gli sfiziosi aperitivi (Spritz e pizzette, crostini, polpettine, tartine, salatini e finger food vari) e i ghiotti menù della tradizione che fanno di ogni piatto del giorno, una gran festa.

Sempre sorridenti e gentili, le ragazze, con il loro modo di fare invitano gli avventori a tornare, anche solo per un caffè. E i veri “gourmet” non mancano specie ogni venerdì, quando a La Pesa, la proposta è ancora più invitante: questa settimana, tagliata di manzo con rucola, grana e pomodorini e via di Cabernet o Wildbacher, a scelta!
Noi, ci siamo volentieri prestati a una degustazione di un paio di primi e un secondo: lasagne bresaola e rucola e spaghetti alla Amatriciana (con guanciale sfumato con vino bianco, pecorino, pepe macinato fresco o peperoncino) seguiti da golosi involtini di fettine di carne di vitello, con prosciutto crudo, foglia di salvia e, al loro interno, anche un bastoncino di carota e uno di sedano (che possono essere sostituiti con altre verdure in base alla stagione) rosolati in un fondo di olio e cipolla, poi sfumati col vino bianco e, infine cotti nel sugo di pomodoro.

Il tutto innaffiato da un onesto e buon Lugana Catulliano (metodo Pratello): al palato, minerale, equilibrato, leggermente aromatico e fresco, ideale per aperitivi e primi piatti, ma anche per carni alla griglia e pesce. Colore giallo con sfumature d’oro e velature di creta e riverberi brillanti, si presenta con sensazioni floreali e fruttate di medio corpo. Lime e mela Granny Smith sono predominanti, ma anche sentori di frutta a polpa gialla; in bocca l’equilibrio è sorretto da una fragrante contrapposizione di fiori bianchi e frutta.

Per gli altri giorni, la cucina de La Pesa, offre comunque una vasta scelta di primi e secondi di ricette della tradizione (in qualche caso “contaminate” grazie alla fantasia e all’esperienza della cuoca): Monia ci ha annunciato prossimamente “trippe della tradizione”, magari con polenta bianca di mais o, fegato di vitello alla veneta e cipolle…

Per le donne del Bar La Pesa, la prospettiva è quella di crescere e farsi conoscere da chi apprezza le buone ricette del territorio, offerte sempre con prodotti di qualità (che pagano  sempre) perché loro sono professionalmente molto capaci, tutte carine, eleganti e… con “un sorriso, un bacio e un caffè”… per tutti!

“Qui se va dadìo, grassie tose!”

Bar La Pesa
San Martino
Via Vittorio Veneto, 49
Colle Umberto TV


Vinoterapia: benessere e relax fra le vigne del Collio e nella Vinum SPA del Castello di Spessa

Le proprietà benefiche dei principi attivi delle uve e del vino sono alla base dei trattamenti e dei cosmetici della Vinum SPA del Castello di Spessa Golf Wine Resort & SPA di Capriva del Friuli nel Collio goriziano, interamente dedicata alla Vinoterapia. Ricavata nella zona delle antiche scuderie all’entrata del Castello, la Vinum Spa ha al suo interno una piscina con idromassaggio e all’esterno una seconda piscina e un grande idromassaggio esagonale panoramici. Aperta a tutti gli amanti del benessere, va ad arricchire l’offerta del resort immerso fra le vigne del Collio, la più pregiata zona vinicola del Friuli Venezia Giulia.

Tutto, nella SPA, riconduce all’uva e al vino: gli affreschi sulle pareti, i grandi tini per la vinoterapia, i massaggi con pietre calde ricavate dalla marna (il terroir del Collio ricco di sali e microelementi, da cui i vini traggono carattere, profumi, mineralità e freschezza unici), i nomi dei trattamenti, le essenze all’aroma di uva e mosto, le tisane benefiche derivate dalle foglie di vite e il succo d’uva depurativo. I trattamenti sono effettuati con cosmetici naturali agli estratti di uva e di vite creati appositamente per il Castello di Spessa Golf Wine Resort & SPA, così come l’olio di vinaccioli e al mosto d’uva per i massaggi, lo scrub corpo ai semi di vinaccioli, il fango antiage al mosto d’uva, il profumo d’ambiente. Un percorso è dedicato anche alla Grappaterapia, con trattamenti dall’azione antiossidante, antinfiammatoria e tonificante che si concludono con la degustazione di una delle grappe della tenuta.
Al piano terra il percorso inizia con un’ampia Sauna finlandese con stufa di maiolica, Bagno turco, Docce emozionali con cromoterapia, Percorso Kneipp con pietre dell’Isonzo (il fiume simbolo di queste terre), Showerbucket, Cascata del ghiaccio, Suite privè con tini per bagni al vino. Qui si trovano anche la piscina con idromassaggio e la zona relax con la Tisaneria, che si aprono con grandi vetrate sulle colline.

Al primo piano l’emozione continua in spazi preziosi dedicati ai massaggi, fino ad arrivare all’area VinumTherapia, cuore pulsante della SPA. Qui la vinoterapia si declina in ogni sua sfaccettatura, iniziando dalla suite panoramica I Tini con gli idromassaggi cromoterapici in grandi tini e continuando nella sala dedicata alla VinumTherapia, dove – dopo un bagno nel vino – si possono ricevere benefici e confortevoli trattamenti su lettini sensoriali a base di uva fresca e con cosmetici prodotti dalla lavorazione di uve del Castello. Infine ci si rilassa, sorseggiando un calice di vino, nella sala Le Botti, i cui arredi sono stati ricavati dal recupero di antiche botti.

Nell‘area esterna della Vinum Spa, incastonata fra il parco storico del Castello e il campo da golf, la bellezza della natura si fonde con dettagli esclusivi: la sauna finlandese, il piacere della piscina, i lettini a baldacchino, la vista panoramica dalla Relax Lounge, il rilassante idromassaggio circolare con vista sospeso tra l’azzurro del cielo e il verde dei prati, il bar bordo piscina dove sorseggiare succhi d’uva e i freschi e minerali vini del Castello, o concedersi un piacevole aperitivo. Con la bella stagione, il Summer Club è un piccolo eden nel verde e nella frescura per chi vuole trascorrere qualche ora, o l’intera giornata, di assoluto relax lontano dalla folla fra nuotate, bagni di sole, idromassaggi.

Il percorso della Vinoterapia continua volendo anche a tavola, al ristorante gourmet La Tavernetta al Castello, dove accanto ai tradizionali piatti d’alta cucina creati dallo Chef Antonino Venica, si possono richiedere anche salutari e golosi piatti vegetariani.

“L’esperienza multisensoriale nella Vinum SPA fa scoprire lo spirito più autentico e profondo della nostra terra, le straordinarie colline del Collio” commenta Loretto Pali, proprietario del resort, che ha voluto realizzare la SPA per completarne l’offerta, convinto che “nel vino c’è gioia, salute e bellezza”.

Vinum SPA
Via Spessa 1 – Capriva del Friuli (GO)
Tel: + 39 0481.808033 Cell. +39 389 095 0733
www.castellodispessa.it – vinumspa@castellodispessa.it


Bollicine di montagna, eccellenza internazionale

Per scoprirle e celebrarle, ecco il primo Trentodoc Festival. A Trento dal 7 al 9 ottobre sarà possibile scoprirlo grazie a degustazioni guidate, approfondimenti d’attualità, eventi serali, cooking tales, musica, dj set ed esperienze in città e nei vigneti. Tanti gli ospiti attesi per festeggiare questa eccellenza enologica
Anno dopo anno ha conquistato, grazie alla sua qualità, la scena nel mondo del vino italiano. È apprezzato sia dagli operatori di settore che dal pubblico finale. E così, per celebrare e diffondere ulteriormente la conoscenza delle peculiarità di questa eccellenza trentina, arriva il primo Trentodoc Festival, organizzato dall’Istituto Trento Doc e da Trentino Marketing in collaborazione con il Corriere della Sera. Tre giorni utili anche per rafforzare la proposta di enoturismo e delle altre tipicità agroalimentari. La città dal 7 al 9 ottobre si mette a disposizione di un territorio intero.

Un sito e un’App per conoscere Trentodoc e partecipare agli eventi
Degustazioni guidate oltre a “wine talks”, “cooking tales” e “sparkling stories” e “Trentodoc in Cantina”. Format diversi per attirare le tante curiosità e fornire approfondimenti destinati a creare inedite connessioni con il mondo dell’arte, dell’ecologia, della letteratura e del design. Il vino d’altro canto è un perfetto moltiplicatore sensoriale. Bollicine con le radici ben piantate a terra e sguardo puntato dritto sul futuro. Sarà infatti disponibile il sito www.trentodocfestival.it che presenterà gli appuntamenti, tutte le informazioni utili per vivere al meglio l’iniziativa e permetterà la prenotazione agli eventi (obbligatoria) e l’acquisto delle degustazioni a pagamento. Inoltre, sia per iOS che per Android c’è l’App Trentodoc che oltre a fornire il programma completo e le schede tecniche di tutti i Trentodoc per le degustazioni guidate, avrà anche la mappa interattiva per non perdersi neppure un momento del palinsesto e le informazioni per le visite in cantina con i punti di interesse turistici.

Degustazioni per scoprire il mondo delle bollicine di montagna
Per conoscere Trentodoc, sono state previste dodici degustazioni (a pagamento), guidate dai Migliori Sommelier d’Italia dell’Associazione Italiana Sommelier e dal primo Master of Wine italiano, che permettono di affrontare i tanti aspetti ad esso legati. E magari rispondere a dubbi, curiosità e domande del pubblico di amanti del buon bere. Il gusto Trentodoc è esaltato nelle bottiglie più grandi, come le magnum? Quali sono i diversi terroir di provenienza? L’e-commerce aiuta o danneggia il vino di qualità? Che peculiarità donano alle bollicine i vitigni coltivati ad alta quota? O la scelta di lasciare sui lieviti le bollicine di montagna oltre i 36 mesi? Fare vino oltre i 600 metri sul livello del mare può fare rima con imprenditoria femminile o giovanile?

Trentodoc in Cantina
All’interno del programma del Festival, da non perdere gli appuntamenti inseriti in “Trentodoc in Cantina, per conoscere le bollicine di montagna là dove nascono”: decine delle case spumantistiche associate all’Istituto accoglieranno infatti gli ospiti durante le tre giornate, mattino, pomeriggio e sera, con esperienze nei vigneti, cooking tales, laboratori didattici, degustazioni guidate, aperitivi, cene a tema e serate dj set.

I big in campo negli eventi serali

Che festa sia insomma. E a rendere l’esperienza davvero unica interverranno anche nomi famosi dello spettacolo e della cultura. Insieme per dimostrare come un prodotto enologico di qualità possa diventare traino per un intero territorio: sviluppare un sistema integrato che porti vantaggi diffusi. E allora c’è qualcosa di più magnetico che perdersi nelle riflessioni mai banali di Malika Ayane magari con delle bollicine in mano, o ridere insieme a Enrico Bertolino? L’autunno, a Trento, si presenta frizzante.

Trentodoc in città
Anche i locali della città e del territorio arricchiranno il programma del festival, organizzando nei propri spazi eventi, degustazioni, menù abbinati a Trentodoc e valorizzando al meglio questa preziosa eccellenza del territorio.

Trentodoc al Castello
Anche il Castello del Buonconsiglio, perla medievale del centro storico di Trento, aprirà le proprie porte per accogliere le bollicine di montagna con aperitivi, degustazioni e tanta musica, il 6 e 9 ottobre. Dalle 18 alle 24 saranno proposte in accompagnamento ad abbinamenti gastronomici.

www.trentodocfestival.it


Al via la “Vigna eccellente… ed è subito Isera” (dal 16 al 18 settembre p.v.)

Scoprire la Città del Vino di Isera, passeggiando tra cortili storici e vigneti nascosti del centro, a piedi o montando in sella a un e-bike, per esplorare tutto il territorio circostante. Approfondire la conoscenza del Marzemino, tra curiose degustazioni verticali o cene itineranti a palazzo. Lasciarsi cullare dalle note della musica, al tramonto o avvolti dalle suggestive luci dell’alba. Questo e molto altro è la nuova edizione de La Vigna Eccellente…ed è subito Isera. In programma, anche un forum dedicato al tema “Giovani, Agricoltura e Marzemino”, la sfilata dei trattori d’epoca e la rassegna enogastronomica tra i ristoranti della cittadina della Vallagarina.

Presentata in conferenza stampa la nuova edizione de “La Vigna Eccellente…ed è subito Isera”, manifestazione organizzata dal Comune di Isera, Città del Vino, con il supporto di Trentino Marketing, il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest e la collaborazione dell’APT Rovereto Vallagarina e Monte Baldo.

Il via venerdì 16 settembre, a partire dalle ore 19.00, con Vallagarina, di “cucina in cantina”, percorso enogastronomico organizzato dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino presso Palazzo Fedrigotti, dove i partecipanti potranno degustare specialità del territorio, proposte da ristoratori e produttori della zona e servite in abbinamento a Trentodoc, Marzemino e altri prodotti rappresentativi delle cantine locali. Il tutto sulle coinvolgenti note della Banda Storta.

Davvero ricco il programma di sabato 17 settembre. Alle ore 11.00, presso Castel Corno, l’Azienda Agricola De Tarczal propone una “Degustazione verticale vertiginosa”, con una selezione storica di Marzemino da apprezzare ammirando la meravigliosa e spettacolare vista sulla Vallagarina dall’antico maniero.
Dalle 16.00 alle 19.00 è invece tempo di “Tra vigneti, cortili e palazzi nascosti”, un percorso guidato in centro storico intervallato da soste golose: ad ogni tappa in degustazione un Marzemino Superiore di Isera in abbinata ad una selezione di prodotti gastronomici curati dai produttori di Isera con Gusto.

Alle 16.45, i più piccoli potranno intrattenersi con le attività ludiche e ricreative organizzate presso il Belvedere, mentre alle ore 18.00 prende il via il forum “Giovani, Agricoltura e Marzemino”, un momento di riflessione e confronto sulle prospettive dell’agricoltura locale alla luce del contesto e delle sfide che si stanno profilando a livello globale. Focus, in particolare, sulla viticoltura e, di conseguenza, sul Marzemino, vitigno simbolo della Vallagarina, sulle sue potenzialità e sul suo futuro.

Fine giornata sognante, alle 21.00, presso Castel Predaglia, località Casette, con il concerto del coro Bianche Zime.

Si inizia con un omaggio alla musica anche la giornata di domenica 18 settembre, alle ore 6.00, con il concerto all’alba Echoes, presso Lenzima di Isera, dove il gruppo Caronte riproporrà una selezione di brani dei Pink Floyd in chiave classica. Al termine, una golosa colazione trentina a base di pane e confettura di Marzemino e altre specialità.

Dalle 9.00 alle 16.00 si sale invece su due ruote in Piazza San Vincenzo per l’Enobike Tour alla scoperta di Isera, delle sue frazioni e dei suoi prodotti enogastronomici più rappresentativi, tra degustazioni e pranzo in agriturismo.

 

Nello stesso orario si svolgerà anche l’Eno Tractor Tour, esposizione e sfilata di trattori d’epoca in piazza San Vincenzo, con tappe enogastronomiche nelle cantine Marco Tonini viticoltore, De Tarczal e Spagnolli E.

Durante le tre giornate di manifestazione, inoltre, sarà possibile partecipare a Mangia e Bevi il Marzemino, ricette e abbinamenti proposti dai ristoratori di Isera – Locanda delle Tre Chiavi, Casa del Vino, Vineria De Tarczal, Ristorante TO N.Y. e Agriturismo Il Gallo – dedicati a questo vino.

La manifestazione è preceduta e accompagnata anche dalla rassegna A tutto Marzemino e Sapori d’Autunno (link), in programma dall’8 al 18 settembre: un ricco calendario di degustazioni, menù a tema, visite in cantine e nei vigneti in programma su tutto il territorio della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, tra Vallagarina, Valsugana, Lago di Garda, Piana Rotaliana, Altopiano della Paganella, Valle dei Laghi, Valle del Chiese e Trento.

La Vigna Eccellente… ed è subito Isera
www.isera-eventi.it


Golosaria: a Milano il gusto della distinzione

Dal 5 al 7 novembre, all’Allianz Mico – Milano Congressi, la 17^ edizione della rassegna dedicata al meglio dell’enogastronomia italiana. Con un focus sul bere miscelato

“Il Gusto della Distinzione”. È questo il claim scelto per la diciassettesima edizione di Golosaria Milano, la manifestazione di Paolo Massobrio e Marco Gatti dedicata all’agroalimentare italiano in programma da sabato 5 a lunedì 7 novembre negli spazi dell’Allianz MiCo – Milano Congressi.

Un evento impostosi a livello nazionale, che ogni anno porta nel capoluogo lombardo le migliori espressioni del saper fare italiano, valorizzando le eccellenze degli artigiani del gusto provenienti da ogni parte d’Italia.

Un tema, quello della distinzione, che è proprio del mood di Golosaria, dove negli anni hanno debuttato tantissime novità, tanto nel cibo quanto nel vino. Ma distinguersi implica anche “Colleganza”, una stretta relazione con gli attori della qualità in campo enogastronomico che coinvolge anche il mondo della ristorazione e delle botteghe artigiane recensite da 25 anni sul best seller ilGolosario.

Oltre alle tradizionali aree Food&Wine, novità di quest’anno sarà l’ingresso di Mixo, una nuova area dedicata esclusivamente al bere miscelato e alle sue molteplici interpretazioni, secondo le tendenze che stanno animando i locali di nuova concezione nelle piazze più quotate del settore: da Milano a Bologna, passando per Torino, Verona, Padova e molte altre ancora. Un evento nell’evento che per tre giorni si affiancherà al consueto palinsesto di appuntamenti con un programma a sé stante.

Assumerà poi sempre più importanza lo spazio dedicato al vino, che celebra anche il riconoscimento ai 100 migliori vini d’Italia secondo un gioco di Massobrio e Gatti per cui, da 21 anni, non vengono premiate le cantine che hanno ottenuto il riconoscimento negli anni precedenti. Uno sforzo non indifferente per fare emergere le novità in campo enologico, nel segno appunto della distinzione. Ma le cantine saranno protagonisti anche con le masterclass dedicate, oltre 12 durante l’intera manifestazione e con i riconoscimenti dedicati alle migliori esperienze dell’enoturismo.

Ci saranno poi i momenti dedicati alla distinzione del packaging sostenibile in collaborazione con Comieco e nell’area food, le isole dedicate ai territori: Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Calabria, Sicilia e altri territori emergenti fra Piemonte e Liguria che si affacceranno su Milano, portando la loro idea di distinzione.

Golosaria è anche l’appuntamento del debutto de “IlGolosario”, la guida alle mille e più cose buone d’Italia, che arriva al 25° anno di pubblicazione, con le sue mille pagine che sondano l’Italia della produzione artigianale e de IlGolosario ristoranti con oltre 3000 luoghi dove mangiare seguendo la valutazione dei faccini più o meno sorridenti.

COMUNICA Società Benefit S.r.l.
T. +39 0131 261670
F. +39 0131 261678
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L’Antica Osteria 1947: dalla Cecilia!

L’Antica Osteria 1947: dalla Cecilia!

Se siete nel trevigiano e vi trovate a passare nei pressi del castello di San Salvatore, sulla via (Mercatelli Mina) che porta al bivio con Susegana a sinistra, o, andando dritto, al Ponte della Priula, fate in modo che sia ora di pranzo oppure di cena e fermatevi all’ Antica Osteria 1947 (c’è pure un ampio parcheggio) non ve ne pentirete!

Molti che si sono già fermati una volta, prima o poi, trovano una scusa per ripassare di lì e tornare a degustare le squisitezze che propone la sempre gentile signora Cecilia!
Cecilia è la  titolare (coadiuvata da graziose e giovani collaboratrici) molto simpatica e di compagnia: si preoccupa sempre se va tutto bene e poi sa dare qualsiasi informazione (cosa non da tutti).
L’Antica Osteria 1947 è uno di quei posti della tipica tradizione locale, dove ci si accomoda in un ambiente comodo e tranquillo, arredato con semplicità, in toni chiari, senza troppe pretese, dove si è accolti sempre con un sorriso e dove “se magna ben e se spende un scheo (pochéto)”…

In un giorno normale, infrasettimanale, la proposta di fine estate è: gnocchetti di patate al ragù o al radicchio, ravioli burro e salvia, fettuccine alla lepre (ben condite) maccheroncini verdi alle erbe e salsiccia (possibilità di bis o tris di primi) seguiti da: osso buco in bianco con patate o con friggione (gustoso piatto di melanzane, peperoni, cipolla e pomodori) o ancora, grigliata mista, con carne sempre molto gustosa e tenera, pollo alla cacciatora e verdure fresche dell’orto; di venerdì, obbligatorio baccalà mantecato con polenta (!). Acqua e vino (nel caso uno “Svelato d’Artista”: un onesto Prosecco-Colfondo dell’azienda agricola Abbazia di Follina (TV) un bianchetto frizzante dei Colli Trevigiani, prodotto con uve Glera e una piccola quantità di Bianchetta e Perera, rifermentato in bottiglia. Colore giallo paglierino, ovviamente torbido, con una piacevole e persistente effervescenza, con note floreali e fruttate, soprattutto di pera e di mela, assieme ad una mineralità decisa e continua). Vino che rievoca la tradizione, riconoscibile per personalità e genuinità; (da considerare che il Colfondo, una volta imbottigliato, non c’è più modo di modificarlo o di correggerlo, si beve così com’è…).

Dai… “cavateve ‘na spissa”: andate all’Antica Osteria almeno una volta!
E poi va benissimo soprattutto per chi “se tira indrìo sul spéndare!” (per chi ha il braccino corto!)

Antica Osteria 1947
Via Mercatelli Mina, 34
31010 Colfosco di Susegana (TV)
Cell. 3884513246


E’ un quarto di secolo che in Sicilia si celebra il “Cus Cus Fest”

Sta per prendere il via la 25^ edizione del festival internazionale dell’integrazione culturale dedicato al “cus cus” che si svolgerà a San Vito Lo Capo (TP) dal 16 al 25 settembre, tra il lungomare, via Regina Margherita, via Savoia e il teatro in piazza Santuario, fino alla spiaggia (di sera, per i concerti).

Il cus cus (Triticum durum) il suo nome significa “tritato in minutissimi pezzi” perché nella versione più diffusa si presenta in piccoli granelli di semola di grano duro, lavorato con acqua e cotto al vapore. Il cous cous tradizionale, in commercio si trova ormai ovunque e può essere realizzato anche con cereali diversi come il farro o, anche “gluten free”, quindi con mais o riso. Non differisce nelle proprietà nutrizionali da quelle della pasta, ottenuta dallo stesso tipo di grano duro, ma contiene una quantità maggiore di acqua, assorbita durante la reidratazione e contiene una maggior quantità di fibre, che aumentano il senso di sazietà (ne bastano 40 grammi per avere un pasto completo e soddisfacente) riducono l’assorbimento dei grassi e del colesterolo, regolando la funzionalità dell’intestino e normalizzando la glicemia,  abbassa  l’indice glicemico. E’ un prodotto che entra nelle cucine di tutto il mondo, salubre, sostenibile e capace di intercettare le esigenze più diverse.

Questa edizione del Cous Cous Fest, festeggia il suo venticinquennale all’insegna dello slogan “Love never stops” riunendo, come da tradizione, paesi e culture diverse per promuovere la pace, lo scambio e la multiculturalità. Chef provenienti da tutto il mondo, ospiti e artisti saranno a San Vito Lo Capo per una dieci giorni di appuntamenti, sfide di cucina, degustazioni, concerti e incontri culturali.

Il Campionato del mondo di cous cous, il Bia Cous Cous World Championship, è il momento centrale del Cous Cous Fest: una gara tra chef internazionali all’insegna dello scambio e dell’integrazione. Quest’anno sono 8 le squadre di chef in gara provenienti da Argentina, Brasile, Costa d’Avorio, Francia, Italia, Marocco, Palestina e Tunisia.

Le sfide del Campionato, promosso da Bia CousCous, azienda produttrice di cous cous da oltre 15 anni al fianco del festival, si svolgeranno da giovedì 22 a sabato 24 settembre in piazza Santuario. Inoltre, quattro chef italiani si contenderanno la possibilità di diventare il Campione Italiano e partecipare al Campionato del Mondo come chef rappresentante l’Italia.

Anche 4 giovanissimi studenti degli istituti alberghieri di tutta Italia si metteranno alla prova e in 45 minuti dovranno realizzare una ricetta. Il vincitore affiancherà lo chef italiano durante il Campionato del Mondo. Gli chef realizzeranno live sul palco del Bia Theatre le ricette dei loro paesi e una giuria tecnica e una popolare degusteranno i piatti e decreteranno il Campione del mondo di cous cous 2022.

Durante i giorni del festival, degustazioni a non finire per tutti: oltre 30 ricette da assaggiare presso le Case del Cous Cous, dalla ricetta sanvitese a base di pesce, alle varianti più curiose delle tradizioni internazionali, a base di montone, pollo e carni miste, anche vegetariane e, ovviamente anche senza glutine.

Cooking show e talks
Piazza Santuario si trasforma in un teatro del gusto e dello spettacolo, ospitando cooking show, talks, lezioni di cucina, incontri, wine tasting. Il pubblico in platea potrà assistere ai tanti appuntamenti in programma ogni giorno e degustare ricette e vini siciliani. Ingresso fino esaurimento posti.

Expovillage
Tutti i giorni dalle ore 12 a mezzanotte un colorato “suq” dove trovare il meglio della vivace produzione artigiana e agroalimentare siciliana e mediterranea.

Dieci spettacoli gratuiti sulla spiaggia di San Vito Lo Capo: Dargen D’Amico, Eugenio Bennato, Paola Turci, Med Free Orkestra, Ermal Meta, Piero Pelù, Lello Analfino, Orchestra Notte Della Taranta, Shantel, Agricantus, Brama, Eman e Cordio.

Il Cous Cous Fest è organizzato dall’agenzia Feedback in partnership con il Comune di San Vito lo Capo, con il sostegno di Bia CousCous, Conad, Electrolux ed UniCredit e con il supporto del progetto “Don’t touch”, promosso dalla cooperativa sociale Badia Grande.

L’edizione di quest’anno, sotto l’aspetto prettamente musicale, si avvale della direzione artistica di Massimo Bonelli (massimobonelli.it), già direttore artistico del Concertone del Primo Maggio di Roma oltre che consulente discografico, event manager e produttore, e della sua iCompany (icompany.it), una delle realtà di riferimento della scena musicale attuale nazionale.

Il neo-direttore artistico, Bonelli, ha ideato un palinsesto di spettacoli orientato a riavvicinare l’evento al suo focus culturale originario, a cavallo tra folk, world, elettronica e reading di approfondimento tra parole e musica.

Queste le sue dichiarazioni: “Ho lavorato con entusiasmo alla costruzione di un cartellone artistico che riuscisse ad avvicinare il Cous Cous Fest ai valori su cui fu fondato 25 anni fa, a cavallo tra integrazione culturale, sperimentazione e intrattenimento. L’esigenza, condivisa con organizzatori e amministrazione comunale, è stata quella di imprimere all’evento questa nuova direzione senza tradire del tutto la vocazione spiccatamente pop delle sue più recenti edizioni. Credo sia un cartellone di profilo, sia dal punto di vista squisitamente spettacolare che in termini di offerta culturale. Mi ritengo dunque soddisfatto di questa prima tappa di avvicinamento alla nuova direzione musicale più ‘world’ che ritengo maggiormente adatta a raccontare il festival e che mi auguro possa essere pienamente e definitivamente abbracciata nelle prossime edizioni dell’evento.”

Novità dell’edizione di quest’anno saranno gli incontri con gli artisti, i Talk and music, una serie di interviste che vedranno protagonisti Paola Turci, Ermal Meta e Piero Pelù in un dialogo alla loro scoperta e riscoperta, anche e soprattutto oltre la musica.

“La grande musica dal vivo ritorna al Cous Cous Fest – spiega Giuseppe Peraino, sindaco di San Vito Lo Capo – e lo fa alla grande con un cartellone di dieci spettacoli gratuiti che si svolgeranno sulla spiaggia e sotto le stelle, in uno scenario incantevole. Sarà un’edizione speciale, che celebra l’importante anniversario dei 25 anni di storia del festival, segnando un ritorno al passato, alle origini culturali e artistiche dell’evento. ”

Ecco il cartellone completo con le relative date della 25^ edizione del Cous Cous Fest:

Venerdì 16 settembre

DARGEN D’AMICO in concerto
Il cantautorap, che sta portando in giro per l’Italia la sua hit “Dove si balla” lanciata al Festival di Sanremo, ha saputo inventare una chiave del tutto personale al rap, tra tradizione cantautorale italiana e una ricerca che attraversa i territori della musica classica e dell’elettronica per ricongiungersi al pop.

Sabato 17 settembre

EUGENIO BENNATO TARANTAPOWER in concerto
Dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare a Taranta power, oltre 50 anni di carriera dedicata alla ricerca della musica popolare dell’Italia meridionale.

Domenica 18 settembre

PAOLA TURCI – talk and music
Ernesto Assante incontra Paola Turci. Talento, coraggio, classe e determinazione. Una carriera unica, costellata di successi ottenuti attraverso diverse fasi artistiche che l’hanno vista, ogni volta, confermare ed accrescere la sua credibilità e il suo posto tra le più rilevanti artiste e musiciste italiane di sempre.

Lunedì 19 settembre

MED FREE ORKESTRA in concerto
Nata 12 anni fa nel quartiere romano di Testaccio da un’idea di Francesco Fiore, da sempre un melting pot di suoni e culture, da sempre vicina agli “ultimi” ha fatto della musica un luogo di aggregazione e di scambio.

Martedì 20 settembre

ERMAL META – talk and music
Tra i più grandi e apprezzati cantautori di oggi, autore, produttore, polistrumentista e cantante, ora anche scrittore con l’uscita del suo primo romanzo “Domani e per sempre”.

Aftershow @ EMAN + CORDIO
Eman, all’anagrafe Emanuele Aceto, è un cantautore dalla grande originalità compositiva, che incontra testi profondi, spesso veicolo di messaggi a carattere sociale o di denuncia, ma anche ironici e provocatori. Pierfrancesco Cordio, in arte Cordio, è un giovane cantautore catanese, scoperto da Ermal Meta, che ne ha curato la produzione artistica nella sua prima parte di carriera e che lo ha portato in tour come opening act nei suoi concerti per oltre 50 date in tutta Italia.

Mercoledì 21 settembre

PIERO PELÙ – talk “Spacca l’infinito”
Cantautore, frontman e co-fondatore dei Litfiba, ha pubblicato 20 album di studio e 7 album live vendendo oltre 7 milioni di copie. Grande performer, si è esibito in tutto il mondo e al Cous Cous Fest 2022 verrà a raccontarsi attraverso il suo Spacca l’infinito, il “romanzo di una vita” che ha recentemente pubblicato per Giunti editore.

Aftershow @ BRAMA
Brama, nome d’arte di Pierpaolo Saccomandi, nei suoi testi è spesso presente una reminiscenza acida del cantautorato italiano che si contrappone a un’estetica musicale appartenente alla scena elettronica europea.

Giovedì 22 settembre

LELLO ANALFINO in concerto
Frontman del gruppo siciliano Tinturia, nel corso degli anni si afferma come vero e proprio “animale da palcoscenico”. Un artista esaltante e coinvolgente per chi guarda le sue performance dal vivo. Un moderno folletto che non disdegna di trasformarsi in giullare per dire quello che pensa nelle sue canzoni.

Venerdì 23 settembre

ORCHESTRA POPOLARE NOTTE DELLA TARANTA in concerto
Una visione contemporanea ma sempre legata alla forza ancestrale della musica popolare e tribale del ritmo del tamburello, portata in tutto il mondo: dall’Argentina alla Cina, dagli Emirati Arabi al Cile.

Sabato 24 settembre

SHANTEL – dj set live on the beach
Uno degli artisti live più impressionanti del nostro tempo. Shantel interagisce con il pubblico e il pubblico lo adora per questo. Chi ha mai visto un concerto di Shantel lo sa: tutti danzeranno in modo estatico ed euforico.

Domenica 25 settembre

AGRICANTUS in concerto
La chiusura della 25° edizione del Cous Cous Fest è affidata al grande ritorno degli Agricantus, una delle band più iconiche della musica popolare siciliana e ospiti tra i più graditi delle primissime edizioni dell’evento, ormai un quarto di secolo fa. La band siciliana è certamente uno dei gruppi italiani più famosi sulla scena internazionale della world music prodotta in Italia. La loro è una miscela musicale particolare creata con strumenti tradizionali, elettronici, tecniche moderne ed arcaiche che trasportano l’ascoltatore in un viaggio in cui le tradizioni orali, le voci ed i rituali del Sud Italia e del Mediterraneo descrivono lontani territori musicali e di grande evocazione.

Dunque, non si può mancare…

via Libertà, 103
90143 Palermo (Italy)
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Feste di vendemmia: alla scoperta de “i sughitti” a Montecassiano

Nel periodo della vendemmia, il Grand Tour delle Marche esplora un’antica tradizione: la preziosa uva diviene alimento e rallegra la tavola con diverse, fantasiose preparazioni frutto della sapienza contadina. A Montecassiano, nei pressi di Macerata, da tempo immemorabile si fanno i “sughitti”, una polenta dolce preparata con mosto d’uva, farina di granturco, noci e l’esperta mano delle massaie, unita alla saggia pratica del “qui non si spreca nulla!”.

Dal 30 settembre al 2 ottobre, l’incantevole borgo dominante la valle del Potenza ospita la 47a edizione della Sagra dei sughitti, da quest’anno tappa del Grand Tour delle Marche, che rappresenta un’eccellente occasione per un’immersione golosa nelle tradizioni e negli antichi riti tipici del morbido paesaggio collinare marchigiano.

Tutto il fine settimana propone un susseguirsi di degustazioni, spettacoli ed animazioni, che esaltano convivialità, genuinità e piacere di stare insieme tra le mura medioevali del borgo “nel dì di festa” di leopardiana memoria.

Si comincia venerdì sera con la cena della vendemmia “co’ lo lesso”, ossia con svariati tagli di carni cotte a fuoco lento come da tradizione rurale, allietata da stornelli e con uno spettacolo in piazza Unità d’Italia dove è stata allestita addirittura una bellissima ed iconica vigna.

Sabato pomeriggio “Lo spettacolo dei Sughitti” viene narrato e fatto assaggiare dagli chef dell’Accademia di Tipicità in collaborazione con i professionisti del corso di laurea in Scienze Gastronomiche dell’Università di Camerino. A seguire un aperitivo in vigna. Sia sabato che domenica sera, cena in taverna con le pietanze della tipicità contadina maceratese, come i golosi vincisgrassi, accompagnata dalle rime degli stornellatori e dallo spettacolo in piazza, avvolti dalla vigna simbolo della manifestazione (domenica anche a pranzo, si consiglia la prenotazione al 338 1565783).

Ricco di proposte il programma di domenica, con la fiera d’autunno, tra artigianato, hobbistica e prodotti tipici. Dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 17:00 si apre la “caccia ai tesori arancioni”, a cura dell’Ufficio turistico in collaborazione con Bandiere arancioni del TCI-Touring Club Italiano. Per i più sportivi anche la possibilità di cimentarsi nella mezza maratona dei sughitti. Nel pomeriggio animazione per i più piccoli ed anche la ” Merenna co’ l’apittu”. A partire dalle 15.30, sfilata dei carri allegorici ed esibizione dei gruppi folkloristici e degli stornellatori. Da assaggiare, negli stand gastronomici, squisitezze tipiche del periodo, quali castagne, mosto ed il mitico vino cotto.

La “Sagra dei sughitti” è promossa dal Comune di Montecassiano in collabora-zione con la locale pro-loco. Tutte le info sul portale del Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi proposto da Tipicità e ANCI Marche in collaborazione con la Regione Marche e la partnership progettuale di Banca Mediolanum.

(www.tipicitaexperience.it)


34° edizione di SANA: a Bologna il principale palcoscenico del biologico e del naturale

SANA nasce nel 1988, prima fiera in Europa ad aprire al mondo biologico e del naturale è giunta alla sua 34° edizione consolidandosi anno dopo anno come il principale palcoscenico del biologico e del naturale.
La community B2B bio e naturale si dà appuntamento a SANA 2022, punto d’incontro strategico per produttori, distributori, buyer nazionali e internazionali, istituzioni e organismi di controllo. Dall’8 all’11 settembre p.v. SANA 2022 sarà l’appuntamento imprescindibile per presentare e scoprire le novità di settore, sviluppare nuove relazioni commerciali, analizzare i trend di mercato e tracciare le linee future di tutto ciò che appartiene al mondo del biologico, del naturale e del sostenibile.

A SANA il biologico e il naturale sono in mostra con tutte le novità del comparto. È l’unico evento in Italia dove trovare prodotti, laboratori, tutorial, seminari e approfondimenti per ognuna delle grandi aree merceologiche alle quali il Salone è dedicato: alimentazione, cosmesi e green lifestyle.

ESPLORARE
A SANA saranno presenti centinaia di piccoli marchi e pionieri e aziende che eccellono in queste tendenze: cibo naturale, biologico, vegetariano, vegan, ‘arricchito da’, ‘povero di’ e free from; alimenti e bevande salutari e gourmet, specialità DOP e IGP, tè e tisane; cosmesi biologica, naturale e cruelty free; rimedi erboristici, integratori, prodotti botanici e medicine complementari; prodotti di tendenza per la casa, l’abbigliamento e la vita sostenibile; prodotti per l’ospitalità, la ristorazione e il catering; packaging e nuove tecnologie.

SCOPRIRE
A SANA in evidenza i marchi emergenti e i prodotti novità. Cibi e bevande di qualità, prodotti per il benessere naturale e la vita sostenibile, da provare direttamente in fiera, incontrando i creatori e gli innovatori che stanno dietro ai brand. I migliori chef e food blogger cucineranno dal vivo a SANA! Si potrà approfittare di molte stuzzicanti esperienze di degustazione e di deliziosi cooking show, dedicati al mondo della colazione e dell’aperitivo, per conoscere i brand, assaggiare ed esplorare nuovi sapori.

IMPARARE
A SANA si potranno conoscere in anteprima le notizie sull’andamento del mercato e dei trend di settore, ascoltare e valutare i numerosi approfondimenti sulle mutevoli esigenze dei consumatori e le tendenze dell’industria alimentare e cosmetica.

FARE RETE
A SANA ogni anno partecipano decine di migliaia di visitatori. Sarà possibile condividere esperienze tra imprenditori e operatori che lavorano nei settori della grande distribuzione, di  erboristerie, parafarmacie e farmacie, dei negozi specializzati, della ristorazione, dell’ospitalità e della vendita al dettaglio. Sarà possibile ancora incontrare faccia a faccia i principali fornitori del settore biologico, naturale e sostenibile e sarà anche un modo comprovato per concludere accordi di fornitura o di distribuzione più vantaggiosi.

A SANA 2022 torna “SANA Novità”, l’iniziativa promossa da BolognaFiere per offrire alle aziende espositrici l’opportunità di esporre le loro ultime novità all’interno della mostra allestita al Centro Servizi, cuore del quartiere fieristico. In esclusiva per i buyer internazionali la possibilità di entrare subito in contatto con gli espositori e di vedere in anteprima i loro prodotti novità, nell’attesa di poterli toccare con mano durante i quattro giorni della manifestazione.

Agli stessi buyer sarà affidato il compito di assegnare un riconoscimento speciale ai prodotti in mostra. Il premio attribuito dai buyer – ne sarà assegnato uno per categoria merceologica: Food, Care & Beauty e Green Lifestyle – si aggiungerà a quello attribuito dai visitatori che nel corso della manifestazione potranno esprimere le proprie preferenze. I vincitori dei “SANA Award 2022” saranno annunciati domenica 11 settembre.

 

SANA 2022
34° SALONE INTERNAZIONALE DEL BIOLOGICO E DEL NATURALE
Naturalmente, Bio.
Bologna quartiere fieristico


A Sarnano la Festa del Ciauscolo e del salame spalmabile

Morbido, spalmabile e infinitamente gustoso! Questa la carta d’identità del Ciauscolo, salume di epoca romana con il curioso nome probabilmente derivato dal vocabolo “cibusculum”, che in latino significa piccolo cibo. Vera e propria icona della gastronomia marchigiana, è ottenuto da carni di suino finemente sminuzzate, aromatizzate e sottoposte ad un lungo periodo di stagionatura che ne preserva intatta la caratteristica morbidezza.

Il 10 e 11 settembre il ridente borgo di Sarnano, nelle alte terre maceratesi, celebra il pregiato salume nell’ambito di una pittoresca iniziativa, ricca di eventi, che evoca le antiche manifestazioni popolari di piazza: la Festa del Ciauscolo e del salame spalmabile.

“Sarnano – sottolinea il Sindaco Luca Piergentiliuno dei Borghi più belli d’Italia e Bandiera arancione del Touring, è rinomato centro di villeggiatura a ridosso dei Monti Sibillini, con una godibilità in tutte le quattro stagioni. L’affascinante “scrigno” del centro storico medioevale, le sorprendenti cascatelle, gli impianti sciistici e tanti percorsi bike e trekking rendono questa cittadina una vera e propria capitale del divertimento e del relax all’aria aperta!”.

Sabato 10 e domenica 11 settembre a Sarnano non ci sarà tregua per golosi e foodtrotter impegnati in un percorso del gusto tra i produttori del territorio, snodato lungo le vie del centro storico. Un’intera piazza diventa ristorante con piatti tipici “a tema Ciauscolo” e non mancheranno i truck protagonisti del cibo di strada, con le rivisitazioni in chiave moderna ed originale del rinomato salume.

L’area cocktail propone inediti drink con prodotti e distillati del territorio, mentre il mercatino di Piazza Artigiana mette in mostra le migliori produzioni della manualità locale. In programma anche performance di musica e folklore della tradizione marchigiana. In occasione della manifestazione, locali e strutture ricettive aderenti propongono proposte a tema e ci sarà la possibilità di conoscere il suggestivo centro storico con passeggiate guidate gratuite o di esplorare l’itinerario della Via delle Cascate Perdute (https://www.sarnanoturismo.it/).

La Festa del ciauscolo e del salame spalmabile, giunta alla terza edizione, è un evento ideato e organizzato da La Ricreazione, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Sarnano e di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo. Da quest’anno la manifestazione entra nel circuito del Grand Tour delle Marche, promosso da Tipicità e ANCI Marche in collaborazione con la Regione Marche e con la partnership progettuale di Banca Mediolanum (www.tipicitaexperience.it).


Vacanza in camper: gourmet e sostenibile con i consigli del Salone del Camper

Check list: cosa non deve mancare in cambusa.
Curiosi, appassionati e soprattutto sempre più gourmand. Il tempo in cui viaggiare in camper era sinonimo di soste veloci, panini al volo è passato. Oggi chi sceglie il veicolo ricreazionale fa una scelta di benessere e trasforma il viaggio in un itinerario di gusto, alla scoperta non solo delle bellezze, ma anche dei sapori della nostra penisola. Soste in agriturismo per provare le ricette della tradizione, ma soprattutto in fattorie, malghe, piccole produzioni con acquisti a km 0 per creare gustosi piatti, con materie prime d’eccezione. Perché cucinare in camper non è complicato e dà molte soddisfazioni. Soprattutto se si seguono i consigli del Salone del Camper che torna a Fiere di Parma dal 10 al 18 settembre 2022. Dagli itinerari del gusto, che portano alla scoperta dei piatti e dei prodotti tipici italiani dal Friuli Venezia Giulia al Molise, all’organizzazione della cucina agli alimenti essenziali da stivare in cambusa. Senza dimenticare uno degli appuntamenti più attesi del Salone del Camper: Cucinare in Camper. Dopo il successo dello scorso anno torna il format realizzato con la collaborazione dell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo: 9 giorni di show cooking con gli chef dell’associazione, per imparare i trucchi per realizzare in camper piatti semplici, ma sani, gustosi che valorizzano il territorio che si conosce viaggiando.

Strada dei vini e dei sapori dl Friuli Venezia Giulia-food@fabrice_gallina2020-1019

Il gusto in viaggio dal Friuli Venezia Giulia al Molise
Da nord a sud l’Italia è una riserva inestimabile di prodotti tipici, piatti di antica tradizione, sapori ritrovati. Il Salone del Camper di Fiere di Parma accompagna i visitatori in un itinerario ideale in camper attraverso le ricchezze delle più belle regioni italiane. Dai vini del Friuli Venezia Giulia al prosciutto crudo e gnocco fritto in Emilia Romagna, il famoso ciauscolo, il salume spalmabile Igp e le olive ascolane tipici delle Marche, gli arrosticini e lo zafferano più pregiato in Abruzzo o il peperone crusco in Basilicata, fino ad arrivare al Molise, una regione poco conosciuta, ma ricca di sapori.

Nature Bathing, Family&Taste, Astrotrekking tra i filari
La Strada dei vini e dei sapori del Friuli Venezia Giulia, propone itinerari curiosi per conoscere la regione attraverso le sue eccellenze e tipicità. Come il Nature Bathing, vere e proprie immersioni nel cuore della natura per ritrovare l’equilibrio interiore e il benessere: una rigenerante camminata a piedi nudi tra le vigne a scoprire i segreti delle viti assieme ai vignaioli, che si conclude con una degustazione dei vini della cantina in abbinamento a prodotti del territorio. Chi viaggia con i bambini può approfittare del Family&Taste, che coinvolge anche i più piccoli in laboratori in cucina per entrare in confidenza con le tradizioni culinarie della regione. Le cantine e le aziende del territorio organizzano poi pic-nic per assaggiare vini e birre artigianali in un contesto naturale, con passeggiate in vigna, spettacoli e iniziative curiose come l’astrotrekking in mezzo ai filari.

Il Molise, primo produttore di tartufo bianco in Europa
In una terra disegnata dagli antichi tratturi il Molise nasconde tesori enogastronomici. Dal mare all’entroterra si può sostare in camper nelle aree di sosta o nei campeggi in un itinerario a tappe che porta a conoscere i prodotti tipici di questa terra, da acquistare e assaporare lungo il viaggio. A partire dal vino, il Tintilia, un vitigno autoctono che regala un vino dal colore rosso intenso, che con il suo aroma di ciliegia e note speziate sembra riprendere i profumi della regione. Legato ancora a una tradizione antica è il pane molisano, che alcuni panifici producono ancora con le patate (tapane o patane in molisano), per una sofficità inconfondibile. Da assaggiare con i formaggi, tra i più amati e apprezzati d’Italia, come la stracciata di Carovilli, il caciocavallo di Agnone, il pecorino di Capracotta o con la Soppressata, un insaccato prodotto con carne di suino finemente macinata a cui viene aggiunto lardo e condita con sale e pepe in grani. Senza dimenticare il tartufo, un’istituzione in Molise, che è il primo produttore in Europa del tartufo bianco.

Credit – APC, Associazione Produttori Caravan e Camper

Agricampeggio e acquisti a km 0
Quando si visita un territorio fare incetta dei prodotti tipici è d’obbligo! Per questo partire con l’essenziale aiuta. La base per qualsiasi piatto c’è, le materie prime invece si scelgono a km zero. La vacanza in camper oltre a essere gourmet diventa così anche sostenibile. Non si trasportano inutilmente prodotti da una parte all’altra del paese, ma si acquistano sul posto. Scegliendo fattorie e piccole produzioni. Di tappa in tappa le soste culturali o gli itinerari nella natura vengono affiancati dalla ricerca del prodotto tipico, che fa conoscere l’unicità del territorio che si sta attraversando. Ecco quindi sfilare i migliori sapori del Bel Paese: farine pregiate, olio, vino, cereali di coltivazioni antiche, formaggi, ortaggi, salumi, conserve e sott’olio, frutta. Tutti prodotti da acquistare al volo e trasformare nella cucina del camper in delizioso piatto da assaporare davanti a un paesaggio unico, che lungo il tragitto ci ha catturato e spinto a fermarci.

Per la sosta, oltre a una delle tante aree sosta camper o un classico campeggio, si può scegliere l’agricampeggio, un agriturismo che mette a disposizione degli ospiti un’area di sosta e i servizi essenziali, come l’energia elettrica e i servizi igienici. Ci si sveglia al mattino in luoghi unici, nella natura, circondati dalla vita della campagna. Spesso si possono acquistare i prodotti necessari per una colazione sana: pane, formaggio, latte, burro, marmellate fatte in casa. Scoprire un prodotto della tradizione locale e decidere di trasformarlo in un piatto secondo una ricetta tipica del luogo nella cucina del proprio camper. Oppure fermarsi a pranzo o a cena in un ristorante tipico, per essere certi di conoscere appieno il luogo attraverso i suoi sapori.

“Gli amanti dell’abitar viaggiando prediligono lo slow travel – spiega Gloria Oppici, Project leader di Fiere di Parma -. Amano la natura, andare alla scoperta di piccoli borghi nascosti nel nostro paese. Non si accontentano di vedere nuovi posti, ma vogliono coglierne l’essenza, attraverso le persone che incontrano nel loro cammino e che gli fanno conoscere le tante sfumature di quel luogo. Accoglierli significa potenziare e dare valore all’intera filiera enogastronomica. Per questo sempre più agriturismi, ristoranti, ma anche cantine, fattorie e aziende agricole mettono a disposizione uno spazio per ospitare i camperisti in viaggio che decidono di fare una tappa da loro”.

Salone del Camper di Parma – Unione Ristoranti del Buon Ricordo – Ristoratori Luciano Spigaroli e Giovanna Guidetti

9 chef in 9 giorni animeranno lo show cooking del Salone del Camper
Spazi ridotti e attrezzatura minimale spaventano? Non si sa da dove cominciare per preparare un buon piatto? Niente paura. Dal 10 al 18 settembre 2022, torna al Salone del Camper di Parma, dopo il grande successo dello scorso anno, il format Cucinare in Camper: 9 giorni di show cooking realizzati in collaborazione con l’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, Associazione di Ristoranti che salvaguarda le tradizioni regionali italiane. Gli chef dell’associazione insegneranno, passo dopo passo, come preparare ricette semplici e sfiziose, valorizzando i prodotti locali che i camperisti possono trovare nei loro viaggi. A coordinare i lavori il segretario generale dell’Unione Ristoranti Buon Ricordo, Luciano Spigaroli del Cavallino Bianco di Polesine Parmense.

Attrezzatura basic, ma ben studiata
Lo spazio è piccolo, ma per poter preparare dei buoni piatti bastano pochi attrezzi, l’importante è che siano quelli giusti. E’ assolutamente da accantonare quindi l’idea di traslocare in camper la cucina di casa. Bastano un tagliere, un paio di coltelli, una pentola grande per la pasta e una più piccola per il sugo, scolapasta, una padella, la caffettiera. Un piccolo accorgimento utile: lo scolapasta può essere incorporato nella pentola oppure in silicone, due soluzioni decisamente salvaspazio!

Le stoviglie. Qui la scelta deve essere assolutamente green. Se l’usa e getta va messo al bando non è consigliabile nemmeno il piatto di porcellana che si usa a casa. Meglio optare per la melamina. Esistono soluzioni molto chic, che si possono abbinare nei colori anche alle tovaglie o tovagliette all’americana, da scegliere sempre in stoffa. Per gli strofinacci invece, così come per gli asciugamani è consigliabile la microfibra, occupa meno spazio e si asciuga in fretta. “Di design, pratica e funzionale. La cucina, nei veicoli ricreazionali, viene studiata nei minimi dettagli, per garantire comfort e facilità di utilizzo in uno spazio contenuto”, spiega Ludovica Sanpaolesi, direttrice generale di APC, l’Associazione Produttori Caravan e Camper. “La cucina di un veicolo ricreazionale è così ben organizzata e versatile che è ottimale sia per chi ne fa un uso limitato, sia per chi vuole cimentarsi in veri e propri manicaretti”.

Check list in camper: 5 ingredienti…per alleggerire la cambusa
Zucchero, sale, caffè, olio, aceto. Questo l’essenziale. O meglio l’indispensabile da portarsi dalla cucina di casa per poter poi preparare semplici e deliziosi piatti con gli ingredienti che si acquistano sul posto.

Gli altri alimenti che troveranno posto nella cambusa dovranno essere decisi in base al tipo di vacanza che si sceglie, alla durata del viaggio e alle personali esigenze. E’ preferibile rifornire la dispensa di pochi altri generi necessari soprattutto per le emergenze, come la pasta o prodotti in scatola in confezioni possibilmente piccole. Per gli irriducibili della “over cambusa” non mancheranno, sughi pronti, minestre in busta, scatolette di tonno, fette biscottate.

Una delle buone regole del camperista è quella di non partire troppo carichi, ci sono dei limiti di peso che non devono essere superati. E’ inutile quindi partire da casa carichi di bottiglie d’acqua, quando la si può acquistare in qualsiasi supermercato una volta arrivati o fare il pieno nell’area di sosta.

Info: Salone del Camper di Parma, Fiere di Parma, Viale delle Esposizioni 393 A, Parma tel. 0521 9961, www.salonedelcamper.it


FOOD ZURICH: 10 giorni con gusto, all’insegna del futuro dell’alimentazione

A Zurigo tra pochi giorni ritorna l’ormai classico appuntamento con FOOD ZURICH, giunto quest’anno alla sua settima edizione. Dall’8 al 18 settembre la città ritorna ad essere il principale hotspot culinario europeo, un luogo di ritrovo per intenditori, curiosi e famiglie. In questo 2022 il festival celebra la cultura del cibo in tutte le sue sfaccettature, dallo street food allo slow food sino al fine food e per questa edizione pone una domanda ad operatori del settore, appassionati di alimentazione e a tutti noi: “come sarà il futuro culinario?”

In questi 10 giorni piatti svizzeri sperimentali incontreranno ricette tradizionali e tendenze internazionali, chef affermati ed emergenti si confronteranno tra loro, rinomati ristoranti si apriranno a nuove proposte in ambito alimentare, il tutto con un comune denominatore: tutto ciò che metteremo nei nostri piatti dovrebbe rendere le persone più sane e, soprattutto, salvaguardare animali e ambiente. L’evento avrà inizio giovedì 8 settembre allo Jelmoli Food Market quando gli chef degli hotel 5 stelle zurighesi Alex Lake Zurich, Baur au Lac, Marriott Hotel, Storchen Zurich, Park Hyatt Zurich, The Dolder Grand e Widder Hotel, cucineranno e si confronteranno sul tema “Farm to table”.

Oltre 100 eventi si susseguiranno all’interno di un ricco programma che prevede location nei ristoranti, per le vie della città, nei musei, nei castelli e nelle case private. Molte saranno le occasioni che inviteranno a partecipare in prima persona piccoli e grandi intenditori: dai corsi di cucina, ai laboratori fino alle apprezzate degustazioni. Si potrà sperimentare “in diretta” il lato culinario dell’agricoltura urbana, ascoltare interventi stimolanti di esperti in materia, passeggiare per il mercato Slow Food, imparare a cucinare con il cibo avanzato, scambiare idee di persona con esperti culinari che stanno ripensando al nostro modo di mangiare, partecipare alla pratica della fermentazione delle verdure, raccogliere erbe urbane e conoscere l’arte di preparare piatti a base esclusivamente vegetale.  FOOD ZURICH è tutto questo e molto altro ancora, la partecipazione diretta di istituzioni come ETH (il rinomato Politecnico di Zurigo) e ZHAW (Università delle Scienze Applicate) è sinonimo infatti di “terreno fertile” anche per giovani, pionieri del settore e start-up per l’innovazione e la ricerca in campo alimentare.

In questi 10 giorni piatti svizzeri sperimentali incontreranno ricette tradizionali e tendenze internazionali, chef affermati ed emergenti si confronteranno tra loro, rinomati ristoranti si apriranno a nuove proposte in ambito alimentare, il tutto con un comune denominatore: tutto ciò che metteremo nei nostri piatti dovrebbe rendere le persone più sane e, soprattutto, salvaguardare animali e ambiente. L’evento avrà inizio giovedì 8 settembre allo Jelmoli Food Market quando gli chef degli hotel 5 stelle zurighesi Alex Lake Zurich, Baur au Lac, Marriott Hotel, Storchen Zurich, Park Hyatt Zurich, The Dolder Grand e Widder Hotel, cucineranno e si confronteranno sul tema “Farm to table”.

Oltre 100 eventi si susseguiranno all’interno di un ricco programma che prevede location nei ristoranti, per le vie della città, nei musei, nei castelli e nelle case private. Molte saranno le occasioni che inviteranno a partecipare in prima persona piccoli e grandi intenditori: dai corsi di cucina, ai laboratori fino alle apprezzate degustazioni. Si potrà sperimentare “in diretta” il lato culinario dell’agricoltura urbana, ascoltare interventi stimolanti di esperti in materia, passeggiare per il mercato Slow Food, imparare a cucinare con il cibo avanzato, scambiare idee di persona con esperti culinari che stanno ripensando al nostro modo di mangiare, partecipare alla pratica della fermentazione delle verdure, raccogliere erbe urbane e conoscere l’arte di preparare piatti a base esclusivamente vegetale.  FOOD ZURICH è tutto questo e molto altro ancora, la partecipazione diretta di istituzioni come ETH (il rinomato Politecnico di Zurigo) e ZHAW (Università delle Scienze Applicate) è sinonimo infatti di “terreno fertile” anche per giovani, pionieri del settore e start-up per l’innovazione e la ricerca in campo alimentare.

Nell’edizione 2022 inoltre i visitatori avranno un motivo in più per partecipare alla manifestazione e soggiornare in città: gli alberghi di Zurich City Hotels (Associazione alberghiera degli hotel in centro a Zurigo) offriranno infatti la seconda notte gratuita in entrambi i week-end, dal 9 al 12 settembre e dal 16 al 19 settembre 2022.

FOOD ZURICH si conferma uno dei tre festival gastronomici più grandi d’Europa, organizzato in una città che è un paradiso per gli appassionati di cibo. Dalla cucina di altissimo livello, ai classici svizzeri, passando per ristoranti internazionali e street food esotici, nella città sulla Limmat i buongustai trovano “pane per i loro denti”, con più di 2.900 ristoranti che fanno di Zurigo una delle città a più alta densità di ristorazione al mondo.

Zurigo
Al centro dell’Europa e della Svizzera, affacciata sull’omonimo lago, attraversata dal fiume Limmat e attorniata dalle Alpi, Zurigo propone un’offerta unica che coniuga più di 50 musei, oltre 100 gallerie d’arte, boutique di prestigio di stilisti internazionali e zurighesi, numerosi ristoranti e locali trendy in particolare nei vecchi quartieri industriali riconvertiti, intensa vita notturna, avvenimenti per adulti e bambini. Una delle città con la miglior qualità della vita al mondo, Zurigo si raggiunge da Milano in sole 3 ore e mezzo di treno e un’ora d’aereo.


Borghi Europei del Gusto: “Turismo sostenibile”, si può… si deve!

MISSION
Nel 2016 Vittorio Veneto era inserita nella rete dei Borghi Europei del Gusto.
Nell’aprile del 2019 Borghi d’Europa presentava presso la sede del Parlamento Europeo a Milano il progetto dei “10 Percorsi Internazionali” nel quadro del progetto “L’Europa delle scienze e della cultura – patrocinato da ESOF2020 e dalla IAI (Iniziativa Adriatico Jonica”, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella Regione Adriatico Jonica) -.
Ogni Percorso prevede la partecipazione di almeno cinque Paesi Europei e di cinque Regioni Italiane.

I PERCORSI
La Via della Letteratura e della Poesia: La Via dei Norcini
Le Vie del Formaggio: Le Vie del Caffè: I Mulini del Gusto, le Vie del Pane e le Vie della Pizza ; La Via della Birra: Eurovinum, Il Paesaggio della Vite e del Vino
Aquositas, Le Vie d’Acqua: I Borghi della Storia: Terre di Roma;
Le Ferrovie (non) dimenticate e la Mobilità Dolce: Le Montagna dell’Informazione
Collinando, Le Terre di Collina

Nel corso del 2021 e del 2022 i giornalisti e i comunicatori di Borghi d’Europa hanno visitato e visiteranno tutte le località inserite nei percorsi, costruendo così un viaggio del buon e bello vivere fondato sugli scambi culturali ed i principi dell’interculturalismo.

A fine agosto 2022 si è incontrato a Vittorio Veneto il gruppo di lavoro dei Percorsi Internazionali, per fare il punto sullo sviluppo dell’esperienza e tracciare il programma per il 2023.
Nel contesto di un reale “turismo sostenibile”, una capatina, non a caso in orario pranzo/cena, in un paio di “osterie” (leggi bar, cicchetterie, ristoranti) vittoriesi, dove ottimi vini si abbinano alle eccellenze della tradizione locale (sia originali che con lievi contaminazioni) tutto ciò, era dovuto… per la serie “I racconti del buon evento”:

Osteria Dante da Buba (via Dante Alighieri 14, 31029 Vittorio Veneto TV) titolare Roberto Buba Saccon: dal ristorante all’osteria per proporre a un target più ampio, informale e giovane, aperitivi con cicchetti preparati al momento, stuzzichini da “sbecottare”, oltre a ottime insalate con freschi ingredienti di stagione oltre al famoso tortino di verdure con salsina allo yogurt e alle squisite polpette di carne ai vari gusti. Ottima anche la scelta dei vini, sia italiani che stranieri, in particolare dei francesi. Dietro al banco, con l’istrionico Buba – che spesso elargisce massime riprese da Tiziano Terziari (giornalista e scrittore italiano dello scorso secolo, noto per la sua saggezza) – non mancano i cordiali sorrisi delle splendide collaboratrici. Infine, ma non meno importate, il perfetto rapporto qualità-prezzo!

Apertura con aringa dal gusto delicato, accompagnato da un’affumicatura naturale (top segret la composizione dei legni dolci per l’affumicatura). A seguire, una pancetta arrotolata molto soffice e poco speziata, una bresaola deliziosa con pane fresco e fragrante, ma vera protagonista della degustazione, è la trota salmonata di Alessio Tonini, presentata a fettine sottili accompagnata da una julienne di porro, che con i crostini “Buba”, è stato un vero piacere della tavola!

Peculiarità della trota in questione: elevata digeribilità, poche calorie e tutte derivanti da proteine (di cui è ricca) è povera di grassi (soprattutto insaturi e comprendenti Omega3); ha una buona carica di sali minerali (ferro e potassio) e vitamine (D, B1 e PP) si tratta dunque di prodotto sinonimo di salute e di equilibrio organolettico. In genere raggiunge il peso di 5 kg, è alimentata con mangimi scelti, contenenti tra l’altro piccoli crostacei, insetti e alghe ricche di “carotineide”, la sostanza che dà la colorazione rosa alle sue carni.

Alessio Tonini è il titolare dell’Itticoltura Tonini di Saletto di Piave (nel comune di Breda di Piave in provincia di Treviso) azienda agricola specializzata che si è presto affermata nel suo settore: “Il nostro obiettivo è riuscire ad implementare la nostra attività produttiva utilizzando ciò che l’ambiente circostante ci autorizza a fare” – dice -. La trota in questione, è pesce di acqua dolce che appartiene alla famiglia dei salmonidi ed è  “pesce sentinella” poiché vive e si riproduce soltanto in ambienti salubri con acqua pulitissima, fresca e ossigenata. E là, ove è sita l’azienda Tonini, lo spazio è punteggiato di fiumiciattoli e ruscelli, con acque limpide e pure, un vero contesto naturale d’eccezione! E’ un prodotto perfettamente rintracciabile in ogni momento del suo ciclo, dunque con origine garantita, cosa molto importante vista l’invasione di mercato di pesci di provenienze lontane, spesso incerte,  talune volte privi delle certificazioni necessarie a livello sanitario e di qualità. E’ da cucinare come si preferisce, meglio se con semplicità di cottura – al forno o in padella, o sotto sale (come per il branzino) – senza abusare di aromi e spezie che rischiano di coprire parzialmente il gusto delicato, ma deciso della trota. Così si ottiene l’esaltazione delle carni per assaporarne al meglio il gusto fino in fondo.  L’Itticoltura Tonini, con mirati interventi online e sulla stampa, produce servizi di comunicazione multimediale e dona materiale didattico – sull’acquacoltura e annessi – ai ragazzinii delle scuole elementari.

Abbinato alla trota, lievemente affumicata, per sua natura un po’ grassa, le “bollicine” sono di rigore: ci ha pensato Erik della cantina Moro (via Crede, 10 a Farra di Soligo TV) con il Menuz – giallo paglierino chiaro, profumi di lievito e crosta di pane, perlage fine ed elegante, aroma delicato, floreale e fruttato, gusto fine, sapido, persistente e armonioso – con il Ladin – giallo paglierino chiaro, perlage elegante, aroma floreale, molto fruttato, fine, sapido e armonioso e con il “colfond” Creda, giallo paglierino, torbido, con piacevole e persistente effervescenza, al naso, delicato, note floreali e fruttate, soprattutto di pera e di mela, ed una mineralità decisa e continua.

Questi vini – spiega Erik – vengono dai circa 3,5 ettari di vigne a bacca bianca, con piante di Glera – vitigno storicamente presente nel territorio trevigiano – poste su terreni calcareo argillosi con marne e arenarie. In vigna la coltivazione segue le regole dell’agricoltura convenzionale con particolare attenzione per l’ambiente e alcuni vecchi ceppi, risalenti agli anni ’70 e ‘ 80, sono allevati a “cappuccina modificato” (la potatura manuale e la piegatura dei tralci vengono effettuate in funzione delle fasi lunari): meno grappoli, ma uva più concentrata. In cantina le uve sono lavorate in purezza, trattate nel rispetto della materia prima per garantire al consumatore la massima espressione della qualità e per ottenere, ogni anno, circa 20.000 bottiglie tra Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG nelle versioni Prosecco Spumante Extra Dry DOCG, Spumante Brut “Prà Alt”, Prosecco Tranquillo “Beato”, Prosecco Frizzante “Bel Veder” e non manca il “colfondo”: il prosecco frizzante, secco e longevo della tradizione rurale delle colline di Valdobbiadene, Conegliano ed Asolo. Una fascetta di colore diverso per ogni annata differenzia le bottiglie rigorosamente chiuse con tappo a corona. E’ un vino “lento, rispettoso del tempo e dei tempi”, che mantiene una tipica fragranza e freschezza. L’Azienda Agricola Moro Sergio aderisce alla FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. L’organizzazione rappresenta e promuove i vignaioli che seguono direttamente tutta la filiera produttiva, dalla coltivazione della vigna, alla trasformazione dell’uva in vino, fino all’imbottigliamento e alla vendita.

L’Altropeo
(piazza Foro Boario, 13, 31029 Vittorio Veneto TV) di  Paola Fiorentelli (vera “craftwoman”) è la “dea ex machina” dell’Altropeo: con il physique du rôle della “PR”, sempre elegante, modo di fare affabile e convincente e l’evidente capacità di creare consenso per quanto propone agli avventori che – non pochi – frequentano l’osteria (anche caffè, pub, wine bar) del Foro Boario vittoriese. Un onere impegnativo, ma non troppo, se c’è lo chef Renato Marchionni che garantisce una cucina attenta alla tradizione regionale, con prodotti ricercati e di accertata provenienza, anche da cucina povera e contadina.
Location tranquilla a fianco al vecchio ospedale di Vittorio Veneto diventato ormai un monumento, con arredamento caldo e accogliente, con divani in vimini, poltrone in pelle, tavoli in legno e arredo esterno contemporaneo, il tutto dà una spiccata personalità che mette a proprio agio chiunque e le proposte del giorno segnalate su una bella lavagna menù…  già fanno aumentare la salivazione. Per aprire le ostilità, via di noccioline, pistacchi, rusticini, patatine e olive, anche ascolane e polpette varie, anche di pesce, tartine alici e baccalà con sugo rosso, mozzarelle in carrozza e altri stuzzichini ancora.

Poi quando il gioco si fa duro… Barchette (vassoi lunghi e stretti da disporre al centro della tavola) colme di finger food da mangiare a scotta dito: sarde in saor, crostini con baccalà mantecato alla vicentina con polenta, spezzatino di tenero vitello, radicchio e fagioli, formaggio e funghi, verdure grigliate (volendo, possibilità di primi e secondi) ma poi il clou: non a tutti piacciono le frattaglie, ma se la Paola porta una barchetta carica di… bicchierini pieni di trippa alla veneta in umido: mmmm… i mugolii diventano la colonna sonora della tavolata! E alla domenica, spiedo per tutti!

Per deglutire gustosamente il tutto, ovviamente ottima scelta di birre e vini, italiani e non… Provati un Traminac  D.O. (vino di qualità della Croazia orientale: colore giallo paglierino con venature verdognole, ricco e intenso al naso, con sentori di frutta a polpa bianca e fiori esotici. Al palato è fresco, sapido, morbido ed equilibrato. Aromi puliti e tipici di spezie, piacevole freschezza e bevibilità al palato. Ottimo abbinato a piatti speziati e molto profumati, speciale con zuppa di cipolle o con risotti, poi con  formaggi leggermente affumicati e carni bianche speziate);  poi un Verdiso di Collalto, con la sua fine nota acidula lo rende fra i vini più caratteristici e rappresentativi della terra trevigiana: giallo paglierino con leggeri riflessi verdognoli, al naso  note di frutta a polpa bianca, insieme a erba appena tagliata; freschissimo, sapido davvero beverino, ideale da aperitivo e in abbinamento ai pesci d’acqua dolce, alle torte salate estive e ai formaggi freschi); poi ottimo il Las Cuadras, uno spagnolo della Catalogna dal colore rosso rubino, limpido, impenetrabile, intenso e denso. Al naso schietto, fine, con sentori di prugna matura, ribes, liquirizia, spezie, pepe nero. Al gusto, di corpo, caldo, morbido, secco, fresco, leggermente sapido, giustamente tannico. Vino armonico, coerente, persistente, da abbinare a formaggi e salumi, anche alla porchetta); e ultimo, Le Monde, un ottimo Cabernet Sauvignon (note fruttate e speziate, al palato è piacevole, austero, mantiene un gradevole frutto sostenuto da una vellutata corposità. Abbinamento: a tutto pasto, è ideale con arrosti di carni rosse, brasati e selvaggina in generale).

Infine, dopo tutto, due grappe particolari: una, la De Negri plurivitigno (bianca tradizionale, da lungo invecchiamento in fusti di rovere, dall’eccezionale gusto, rotondo e pieno); l’altra, sempre De Negri, ma alla prugna (solo da aromi naturali, inconfondibile, ricorda nettamente il frutto, del cui succo contiene ben il 15%).

Davvero una cena piacevolissima e tutti felici contenti! Dunque… “Piacere di conoscerti, Paola!”

Associazione Culturale BORGHI d’EUROPA Piazzale Martesana 6 – Milano
Via Lussemburgo n.42 – Padova – tel.+39 3290422168
e-mail: info@italiadelgusto.com / borgaiolo@tiscali.it www.grandistoriedipiccoliborghi.blogspot.com


Max Gazzè, Beppe Carletti, Dente, Rumba de Bodas, Bandabardo’… torna La Notte del Liscio: 7a edizione sabato 3 e 10 settembre

La 7a edizione del festival dedicato al ballo tipico della Romagna e alle sue contaminazioni torna a Rimini e a Gatteo Mare (FC) per due sabati di folklore e allegria – A Rimini sabato 3 settembre Mirko Casadei e la sua POPular Folk Orchestra dedicano la serata centrale di “Balamondo World Music Festival 2022” al “Re del liscio” Raoul Casadei, con l’ospite d’eccezione Max Gazzè ad interpetrare, con la sua Orchestra, i grandi classici del liscio Casadei – Sabato 10 settembre a Gatteo Mare Moreno il Biondo e la sua Orchestra Grande Evento inaugurano la “Settimana del liscio” nel ricordo di Secondo Casadei duettando con grandi artisti come il rapper Moreno, Beppe Carletti, leader dei Nomadi e la neo scoperta di Italia’s Got Talent, Federico Martelli – Programma e info su www.notteliscio.it

“La “Notte del Liscio” (www.notteliscio.it, hashtag #notteliscio) torna in Romagna per riempire di musica e dell’emozione del ballo di coppia le piazze di Rimini e Gatteo Mare (FC), il paese natale del Maestro Secondo Casadei, nonché Capitale del Liscio e patria di “Romagna mia”, la canzone che ha dato il via al successo di questo genere, per due sabati consecutivi, il 3 e il 10 settembre.

Un appuntamento che rende omaggio alla forte cultura popolare della Romagna, a quella identità solare, positiva e accogliente, che contraddistingue questa terra. L’atmosfera quest’anno poi promette di essere ancora più calda, dal momento che si tornerà a ballare e ad abbracciarsi.

È al “Re del Liscio” Raoul Casadei che il figlio Mirko Casadei e la sua POPular Folk Orchestra dedicano La Notte del Liscio sabato 3 settembre a Rimini.

Piazza Cavour diventerà teatro del ballo folk romagnolo per la serata speciale della 7a edizione del Festival musicale Balamondo World Music Festival 2022, tre giorni di liscio e di sound internazionale (da venerdì 2 a domenica 4 settembre) sotto la direzione artistica di Mirko Casadei. Tutti gli ospiti saranno coinvolti nella sperimentazione e nella contaminazione con i classici della musica folk.

Se nelle scorse edizioni sono stati invitati a dialogare con la Mirko Casadei POPular Folk Orchestra artisti della scena internazionale, come Goran Bregovic, Simone Cristicchi, l’Orchestra Popolare della Notte della Taranta, la musica indipendente di Colapesce e Dimartino, il programma 2022 mette insieme la tradizione Casadei con Mirko Casadei e un grande nome del pop italiano, Max Gazzè, accompagnato dalla sua band di eccellenti musicisti, con Max Dedo ai fiati, Cristiano Micalizzi alla batteria, Clemente Ferrari alle tastiere, Daniele Fiaschi alle chitarre, e lo stesso Gazzè al basso.

In jam session con Mirko Casadei e la sua Orchestra, Gazzè interpreterà anche i grandi classici del Liscio Casadei.

Apriranno il Balamondo World Music Festival 2022 Cisco e la Bandabardò, venerdì 2 settembre, mentre Rumba de Bodas e Dente e Zibba saranno i protagonisti della serata conclusiva domenica 4.

Mirko Casadei con le sue sonorità rappresenta il segno identitario di una Romagna dove la musica è occasione di incontro, condivisione, relazioni artistiche e continua a immaginare questo suono come uno spazio di ricerca e di sperimentazione, rinnovando il senso del liscio come musica dove i ‘mondi collidono’.

Oltre a celebrare il grande Raoul Casadei, in questa edizione verrà omaggiato il “Maestro” Federico Fellini. Info e prenotazioni: 348.9491101; info@balamondo.it.

Sabato 10 settembre la 7a Notte del Liscio si sposterà a Gatteo Mare, per la serata introduttiva della “Settimana del liscio” (10-16 settembre), la kermesse con i migliori rappresentanti del folk emiliano-romagnolo.

L’appuntamento vedrà alternarsi sul palco dell’Arena Lido Rubicone, dalle 21, le voci più rappresentative della musica da ballo e le icone della musica italiana, insieme a Moreno il Biondo, patron dell’evento e la sua band, l’Orchestra Grande Evento, in collaborazione con il Meeting delle Etichette Indipendenti.

Proprio la sua orchestra, insieme alla “special guest” l’Orchestra “Concerto Cantoni”, coinvolgerà i presenti in uno straordinario gemellaggio tra musica da ballo tradizionale del folklore romagnolo e quella tradizionale della terra d’Emilia.

La serata avrà tra suoi grandi ospiti il rapper Moreno, in uno straordinario duetto con Moreno il Biondo che, oltre a rinnovare i brani della tradizione del liscio, porterà grandi sorprese nel duetto tra Moreno & Moreno.

Poi sarà la volta di Beppe Carletti, leader dei Nomadi, che con la sua fisarmonica duetterà con Moreno il Biondo sui brani tradizionali del liscio e racconterà in musica alcuni momenti della storica band.

A chiudere la serata sarà Federico Martelli, grande scoperta di quest’anno nel programma Italia’s Got Talent, che lo ha visto arrivare in finale grazie a “Bello Bello”, brano che ha riscosso un inaspettato successo anche sui social (oltre 2,5 milioni di visualizzazioni sul canale social del talent, piazzandosi primo in Top 50 Viral Italia su Spotify ed entrando nel weekend nella top 20 tendenze di Youtube). Insieme a Moreno, il cantante interpreterà in chiave rinnovata la storica “La Terra dei Cachi” realizzata da “Elio e Le Storie Tese”, di cui Moreno il Biondo ha realizzato l’arrangiamento nella versione “The Rimini Tapes”.

A condire il tutto, gli spettacoli di danza delle principali scuole di ballo romagnole, che, insieme agli ospiti, renderanno omaggio al Maestro Secondo Casadei, fondatore nel 1928 dell’orchestra Casadei e autore di centinaia di brani, tra cui “Romagna mia”, che sono entrati nel cuore della gente e continuano a far ballare intere generazioni.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria online. Info e prenotazioni a questo link: https://visitgatteomare.it/news/prenotazione-posti-arena-lido-rubicone/


Qui gli sport si imparano con i campioni Chechi, Rosolino e Cassarà

Dal 29 agosto al 4 settembre, tornano gli Experience Summer Camp, campi estivi per bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni, con istruttori specializzati e esperti. Qui la scelta di attività spazia tra camp multisport oppure tematici e tecnici, che si terranno nelle località dolomitiche della Val di Fassa, in Val di Fiemme e sull’Alpe Cimbra.

I camp sono pensati per passioni e predisposizioni diverse: in Val di Fassa sono proposti oltre 25 sport (arrampicata, mountain bike, golf, tennis, rugby, scherma…); nonché attività più creative (danza, musica, magia, fotografia, yoga con tutta la famiglia.

I professionisti in erba potranno perfezionarsi ai Camp più tecnici e negli Stage di alta qualificazione di nuoto, calcio, basket, equitazione. Oltre che dall’attività sportiva vera e propria le giornate saranno animate da tornei, giochi, passeggiate, spettacoli e balli. Ad accompagnare costantemente le giornate dei ragazzi sarà la natura del Trentino e, grazie a guide alpine ed esperti, impareranno a conoscere la flora, la fauna, le rocce delle Dolomiti, l’architettura dei paesi e la vita sugli alpeggi.

Istruttori “speciali”, anzi “olimpici”
In Val di Fassa, in particolare, il Summer Camp di Nuoto si avvarrà della presenza di tre icone del nuoto nazionale, Massimiliano Rosolino, Domenico Fioravanti e Nicolò Martinenghi, che seguiranno gli allenamenti dei ragazzi nelle piscine del parco acquatico Dolaondes di Canazei (www.experiencecamp.it/camp-tecnici/camp-nuoto-2/).

Sull’Altopiano della Paganella, nello scenario delle Dolomiti di Brenta, il campione olimpico Jury Chechi terrà un camp dedicato ai giovani appassionati di ginnastica artistica, il “Paganella Gym Camp”, della durata di una settimana, mentre altri camp estivi saranno dedicati alla MTB, al calcio, al rugby e all’equitazione (www.visitdolomitipaganella.it/it/jury-chechi-esperienze-paganella-gym-camp?_ga=2.71765527.528479181.1656312300-2084773389.1656053621).

Sull’Alpe Cimbra il “Folgaria Fencing Summer Camp”, rivolto ai giovani spadaccini, è tenuto dall’olimpionico di fioretto Andrea Cassarà in abbinamento a corsi di lingua inglese (www.alpecimbra.it/it/idee-vacanza/estate-bambini/folgaria-fencing-camp/1107-11811.html).

Il Milan Calcio organizza una settimana di camp estivo a Carisolo, con allenamenti guidati dai responsabili tecnici della squadra rossonera (www.campigliodolomiti.it/it/eventi/milan-junior-camp).

La squadra dell’Hellas Verona organizza invece un camp a Primiero, con allenamenti abbinati ad altre attività a carattere ludico e ricreativo (www.sanmartino.com/IT/hellas-summer-camp/).

L’ACF Fiorentina organizzerà il suo camp estivo a Canazei in Val di Fassa in concomitanza del ritiro a Moena, con la possibilità per i partecipanti di interagire anche con i calciatori della prima squadra, per un’esperienza ancora più memorabile (www.experiencecamp.it/camp-tecnici/fiorentina-summer-camp-calcio/).

In Val di Fiemme i ragazzi possono scegliere tra due camp molto divertenti: il “Bike Summer camp” che li vedrà impegnati in salite e discese in MTB e l’“English Sport camp” per imparare l’inglese divertendosi all’aria aperta (www.visitfiemme.it/it/italian-style-and-events/eventi/grandi-eventi/SCOTT-Bike-Summer-Camp-2022_e548643).


Il Buskers Festival torna per le strade di Ferrara!

E’ molto più di un festival di musica, il Ferrara Buskers è unione. Unione di arte, musica e culture diverse. Girare per il festival è un viaggio, un’esperienza in cui a ogni passo puoi scoprire un mondo nuovo.

Fino al 28 Agosto più di 100 artisti riempiranno le vie del centro storico di Ferrara dalle 19.00 fino alle 24.00. Dopo la mezzanotte il Festival continuerà con il Dopofestival al Parco Massari!

GLI ARTISTI

AMBRAMARIE, BANDARADAN, COSMONAUTIX, CURRAO, DAIANA LOU, DENMANTAU, EL KOTE, JPSON, KALLIDAD, KHUKH MONGOL, LEO MECONI, MAC DONALD’S FARMERS, MOSES, NATIVE YOUNG, OPAL OCEAN, PYRÒVAGHI, SLEEPWALKER’S STATION, THE TROUBLE NOTES, TRIBALNEED, TRIBUBU, TUPAHN, VERSADUO 432 HEARTS, AGNESE VALLE, ALESSANDRO CASOL, ALEX, ALEXELI DUO, ALICE ROSE, ALILEYA, ALVIN YONG, ANDREA DIDGERIDOOPLAYER, ANDREA SCABBIA, ANGELA FRANCESCONI, ASKE JULIUS, ASSOCIAZIONE ISAILIS, ASTRID, BALDO DEGLI UBALDI, BATTAGLIONE BATÀ, BRAMEA, CARICATURE BY BERNA, CHRISTOPHER DER HOFZAUBERER, CÍA. IDO LOCA, CINQUE UOMINI SULLA CASSA DEL MORTO, CLOWN LIVIO, COMPAGNIA OSIRIS, DANIEL GONÇALVES, DAUSHASHA, DIPLOMATICO E IL COLLETTIVO NINCO NANCO, DORETTA OTOMANTE, DRABA ORKESTAR, EGIN, EVA BOO, FANZINI PRODUCTIONS, FATHER&SON, FEDER, FLY JAZZ, FRASER AND TOOTS, GAIA MA, GASTÓN, GIANNI SCIAMBARRUTO, GIULIA MAZZA, GREX, HAIRYMANVANO, HANGÁCSI MÁRTON, HARBOUR MASTER FILIBUSTIERI, HODMADODDERY, I TAROCCHI CON GIUSEPPE, IL LUPO E LA FALENA, JOY, JUMBOREEL, KIMBERLY MCKEAN, LEGGERMENTE A SUD, LOQI, MAD EYES PRODUCTIONS, MAGALOT E MARÒ, MANTECA AL DENTE, MARAKATIMBA, MARCO VORABBI E LE DOVUTE PRECAUZIONI, MARIA NORINA LICCARDO, MARIAM SALLAM, MARIELLA GUERZONI, MARINA FATTORI, MARINA VIEL, MARTA BESANTINI, MATTEO CROCE, MONICA, MOVIMENTART, MUSICA MUTA, MYSTIC OWLS DUO, NICCOLÒ NARDELLI, NICOLAS, NILO (CLAUDIO SALVIETTI), NOI2, NONES CIRCO, NOT FOR ME JAZZ DUO, PACO MACHINE, PARADOXA, PATRIZIA CATANI, PER SE COMPANY, PETER JONES, PHILIPPA & MARLENE, PIANO BUSKER, PICUENTOS, POLVERE, PSYCODRUMMERS, RAGAZZINO, ROAMIN’ STREET BAND, SAFÍ TAROT, SARA FABI CANNELLA, SI PUÒ FARE BAND, SILICON VERONICA, SUMRAK, SWEET POPPIES, T.P.R. DOPPIO GIOCO, TA NÉA STRING QUARTET, THE BEETOOLS, THE CROWSROADS, THE POSITIVE BROTHERS, INC, THE WHITE WAVE, TITTI, TONI DIMONDI, TRICKSTER DUO, VILCABANDA SOUND SYSTEM, VLASHAJ BAND, WHY NOT?, ZAMBO SUPER PIZZA

Mostra mercato e altri spazi

Per la mostra mercato degli artisti artigiani sono istituiti i seguenti provvedimenti:

Largo Castello (da Controviale Cavour a Piazza della Repubblica): istituzione di divieto di fermata con validità dalle ore 8 del giorno 24 agosto 2022 alle ore 3 del giorno 29 agosto 2022 comprese le operazioni di allestimento e disallestimento;

Largo Castello (da Controviale Cavour a Piazza della Repubblica): istituzione di divieto di transito eccetto autorizzati alla manifestazione dalle ore 16.30 alle ore 1 del giorno successivo nelle giornate del 24 al 26 agosto 2022; nella giornata del 27 agosto dalle ore 10.30 alle ore 1 del giorno successivo; e domenica 28 agosto dalle ore 10 alle ore 24.

Mentre per il “Food village” a Piazza Castello è istituito il divieto di fermata e di circolazione (ammessi i veicoli dell’organizzazione) dalle ore 8 del giorno 24 agosto alle ore 18 del giorno 29 agosto 2022.

Per la Fiera dei Buskers invece, Piazza Travaglio sarà contrassegnata dai parcheggi a pagamento su stalli di sosta di colore blu e da stalli di colore giallo ove opera il mercato giornaliero, è istituito il divieto di transito e di fermata, ammessi gli autorizzati e/o gli operatori commerciali su area pubblica, nei giorni 24, 25, 26, 27 e 28 Agosto 2022, dalle ore 15.30 alle ore 2 del giorno successivo.

 

Strade chiuse

Le seguenti strade saranno chiuse nei giorni 24, 25, 26, 27 agosto 2022,
dalle ore 18 alle ore 01 del giorno successivo e domenica 28 agosto 2022 dalle ore 16 alle ore 24:

Controviale Cavour (dal c.n. 24 a Via Armari); Controviale Cavour (da Via Spadari a Largo Castello); Via Borgo dei Leoni (da Largo Castello a Via Padiglioni); Piazza Repubblica; Via della Luna (da Via Garibaldi e Via Malborghetto); Piazza Castello, Piazza Savonarola, Piazza Cattedrale, Piazza Municipale, Piazza Trento Trieste; Via Mazzini; Via Canonica;Via Contrari (da Via Canonica a Via De’ Romei); Via Voltapaletto (da Via Canonica a Via de’ Romei); Via Bersaglieri del Po; Via Adelardi;

Largo Castello

Corso Ercole I d’Este tratto da Largo Castello a Piazzetta Torquato Tasso Via Cairoli; Corso Martiri della Libertà; Via Garibaldi; Via Cortevecchia (da Corso Martiri della Libertà al c.n. 43); Corso Porta Reno (da Via C.Mayr a Piazza Trento Trieste); Via San Romano; Via Amendola; Piazza Gramsci; Via Ragno (da Corso Porta Reno a Via san Romano).

Sarà vietato transitare nei giorni 26, 27 agosto 2022 dalle ore 19.30 alle ore 1 del giorno successivo e nella giornata festiva del 28 agosto 2022 dalle ore 16 alle ore 22, nelle seguenti strade:

Corso Giovecca, da Largo Castello a Via Palestro, Largo Castello, da Corso Giovecca a Viale Cavour, Viale Cavour, da Largo Castello a Via Spadari, Corso E. I° d’Este – da Largo Castello a Piazza Torquato Tasso, Via Borgo dei Leoni – da Largo Castello a Via Padiglioni – Via Boldini

 

Dove parcheggiare gratis

Viale Cavour, carreggiata centrale nel tratto tra Via F. Berettae  Contrada della Rosa e tra Via Barriere e Via Ortigara: entrambi i lati saranno area di parcheggio con sospensione del divieto di fermata esistente, dalle ore 19.30 alle ore 1, del giorno successivo nei giorni 24, 25, 26, 27 Agosto 2022, ed il 28 Agosto 2022 dalle ore 16 alle ore 24.

 

A Viale Cavour, tratto da Corso Isonzo fino a via Barriere Ortigara, vengono salvaguardate le fermate bus presenti.

Per gli invalidi invece:

Viale Cavour, carreggiata centrale da Via F.Beretta a Via Spadari e da Via Armari a Contrada della Rosa, istituzione di area di sosta riservata a persone invalide con validità dalle ore 19.30 alle ore 1 del giorno successivo il 24, 25, 26, 27 Agosto 2022, ed il 28 agosto 20122 dalle ore 16 alle ore 24.

Corso Giovecca, lato civici dispari, tratto compreso tra Via Frescobaldi ed il civico numero 105: istituzione di area di sosta riservata a persone invalide con validità dalle ore 19.30 alle ore 1 del giorno successivo il 24- 25- 26 – 27 Agosto 2022 ed il 28 Agoso 2022 dalle ore 16 alle ore 24 con sospensione degli stalli a pagamento.

Via San Romano, lato civici dispari, tratto compreso tra la Via Baluardi ed il civico numero 145: istituzione di area di sosta riservata a persone invalide con validità dalle ore 19.30 alle ore 1 del giorno successivo il 24- 25- 26 – 27 Agosto 2022 ed il 28 Agoso 2022 dalle ore 16 alle ore 24

Per ciclomotori e motocicli

saranno istituiti parcheggi in via Spadari, presso i civi 4, 6 e 8, nei giorni del 24, 25, 26, 27 Agosto 2022, dalle ore 19.30 alle ore 1 del giorno successivo ed il 28 Agosto 2022 dalle ore 16 alle ore 24 con sospensione degli stalli di sosta a pagamento.

E in Corso Giovecca, lato civici dispari, nel tratto compreso tra il civico 105 e la Via Montebello: nei giorni 24, 25, 26, 27 Agosto 2022, dalle ore 19.30 alle ore 1 del giorno successivo ed il 28 Agosto 2022 dalle ore 16 alle ore 24

 

Variazioni ai bus

Sull’asse Giovecca Cavour (tratto da via Spadari a Via Palestro e Montebello), la circolazione sarà ammessa fino alle ore 19.30 dei giorni 24, 25, 26, 27 Agosto 2022; nella giornata del 28 agosto 2022 fino alle ore 15.30.

Via Cittadella, dal civico 12 al numero 20: istituzione del divieto di fermata, ammessi i bus di linea Tper con validità dalle ore 19.30 al termine servizio nei giorni 24, 25, 26, 27 Agosto 2022; nella giornata di domenica 28 Agosto 2022 dalle alle ore 15.30 a termine servizio.

ASSOCIAZIONE FERRARA BUSKERS FESTIVAL
via Mentessi 4  44121 Ferrara  tel. 0532 249337


Dal servizio di chef a domicilio alla visita guidata tra botteghe e sapori, le new entry gastronomiche nell’Alta Valtaro

Il bello delle terre di confine è che, erroneamente considerate ai margini della geografia convenzionale, si rivelano in realtà cuore e punto d’intersezione di culture e idee, metabolizzate e rielaborate per esprimere progetti ed esperienze originali. È esattamente questa la dinamica che ha portato l’Alta Valtaro a diventare il teatro di svariate novità in ambito enogastronomico, capaci di valorizzare la tradizione con la fantasia e il gusto per l’innovazione.

AbateWala
Nato da un progetto di riscoperta e approfondimento delle materie prime e dei piatti della tradizione locale e con un nome preso in prestito da un geniale monaco del monastero di Bobbio, AbateWala si è trasformato col tempo in un servizio di chef a domicilio di altissimo livello, dove sapori e ricerca sui prodotti del territorio si amalgamano per offrire un’esperienza indimenticabile. Ingredienti a km0, sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze valtaresi sono il vero carburante di una cucina mobile installata su un camioncino militare 4×4 che diventa il punto di partenza per la consegna direttamente a casa dei clienti di cene preparate sul momento. L’ultima novità introdotta dai fratelli Ciancolini sono le serate show cooking con cena inclusa, in cui cucina e storytelling si fondono per offrire ai presenti una full immersion gastronomica.
Tel. 334 1030149

Così è (se vi pare)
Altra ventata di novità nell’offerta culinaria dell’Alta Valtaro è poi arrivata con Alessandro Delnevo, borgotarese classe 1982, che dopo anni di esperienze ha coronato il sogno di tornare a casa con “Così è (se vi pare)”, un ristorante gourmet intimo ma allo stesso tempo informale, dove la materia prima è di qualità eccellente e viene lavorata con rispetto e creatività. Diplomato all’Alma, di cui ha frequentato sia il corso di tecniche di base sia il Corso Superiore di Cucina Italiana, da aprile 2019 ha ricoperto il ruolo di chef de partie nel ristorante stellato “Tano Passami l’Olio” a Milano e poi quello di chef a “Origano” a Parma, alla corte di Massimo Gatti, anch’egli di origine borgotarese.
Tel. 333 245 1088

Il Borgo di Tara
Tra boschi, prati e pascoli, un piccolo borgo di pietra risalente almeno al 1850 si è rivelato il contesto ideale per dare vita a Il Borgo di Tara, agriturismo vegano immaginato e realizzato da persone che di questo luogo si sono letteralmente innamorate. Priva di ingredienti di origine animale, la cucina comprende marmellate, conserve, tisane, succhi ed elisir digestivi autoprodotti. Un vero e proprio ritorno alla natura a Tovi di San Pietro, in un angolo incantevole avvolgente dell’Appennino Parmense.
Tel. 0525 98011

Cioccolateria Biolzi
Fondata nel 1979, la Cioccolateria Biolzi di Bedonia – dove è obbligatoria una tappa al Museo Vescovile – è una storia di famiglia, che vede oggi Marco Biolzi scrivere un nuovo capitolo mettendo a frutto la propria esperienza internazionale di pasticciere e la conoscenza dell’antica tradizione. Accanto a prodotti dolciari già presenti all’inizio del ‘900, la cioccolata è oggi diventata la specialità che riassume dà un sapore a una divorante passione. Tra i cult del catalogo, le tavolette d’autore Le Bimbe, le pratiche varianti da passeggio su stecco, la crema spalmabile e, ovviamente, le edizioni speciali per San Valentino.
Tel. 347 0172336

La Vecchia Compiano
Nella piazzetta di Compiano, inserito nella lista dei Borghi più belli d’Italia, anche grazie allo splendido castello, La Vecchia Compiano è un continuo e sentito omaggio alla cucina del territorio. Nel menu elaborato da Michela Biolzi, che qui aveva lasciato il cuore, antichissime ricette tramandate di generazione in generazione si alternano a piatti frutto di tecniche più contemporanee. Il km0, la cultura del territorio e la stagionalità sono i principi chiave di una filosofia che lega le proposte ai vari momenti dell’anno. Se l’autunno e l’estate portano ad esempio sulla tavola funghi porcini Igp di Borgo Val di Taro, tartufo nero della Vallato e tartufo bianco, la primavera è il momento dei funghi prugnoli. Nella cantina del palazzo, appartenuto al capo dai Dragoni ducali di Maria Luigia d’Austria, riposa una selezione di vini importante e sempre in evoluzione.
Tel. 393 3643001

GustaBorgo
Da questo excursus di novità, si intuisce come l’Alta Valtaro sia ricca di prodotti che chi viene in visita non può non assaggiare. È il presupposto che ha ispirato la nascita di GustaBorgo, visita guidata del sabato pomeriggio con la guida Giacomo Galli (Visit Emilia) lungo Via Nazionale a Borgo Val di Taro per parlare di gastronomia tipica e scoprire vecchie e nuove botteghe, degustando i sapori caratteristici della zona. A Borgo in Tavola, Cinzia racconta ad esempio della torta d’erbe di Borgo Val di Taro a base di bietola cruda, Parmigiano 30 mesi e olio, che ha imparato a preparare dalla nonna. In uno dei bar del centro, si assaggia la birra del Birrificio Turris, che firma anche varianti al sentore di miele e crosta di pane oppure alle more o alle castagne. In attesa dell’inaugurazione del Museo del Fungo del 17 settembre, Sofia spiega come l’amore per i miceti sia una questione di famiglia e illustra le specialità tematiche della Bottega del fungo. Sono invece Giovanni e Paola a ripercorrere la storia dell’artista dei dolci Maurizio Steckli, arrivato dall’Engadina a Borgo Val di Taro nel 1915 per dare il via a una produzione dolcissima che oggi ha un simbolo nell’Amor, wafer croccante alla crema di burro rotolata in mezzo alle mandorle. Il tour si conclude a “Le Bontà di Camisa, dal 1929”, dove i riflettori sono puntati su la “Baciocca”, torta di patate con base di foglia di castagne.

Fiere
Non sono certo novità ma riservano sempre piacevoli e golose sorprese le manifestazioni gastronomiche tradizionali del territorio. Il 17 e il 18 e il 24 e il 25 settembre 2022, torna a occupare i luoghi storici di Via Nazionale e dintorni la Fiera del Fungo di Borgo Val di Taro, grande evento di interesse internazionale, che ogni anno attira un pubblico sempre più numeroso con la sua combinazione di tipicità locali e ultime tendenze del settore food & wine.

Dal 30 settembre al 2 ottobre, Albareto riconquista il ruolo di cuore pulsante della Fiera Nazionale del Fungo Porcino, in un tripudio di voci desiderose di raccontare le storie dei sapori dell’Appennino. Nella versione di quest’anno, l’evento si concentra su un ricco mercato di prodotti alimentari e non, che partecipano alla straordinaria celebrazione del re del sottobosco.

 

Per informazioni: Turismo Valtaro
Tel: 0525 96796
e-mail: info@turismovaltaro.it
www.turismovaltaro.it


I SUONI DELLE DOLOMITI, GRANDE MUSICA SOTTO LE VETTE

Un mese di appuntamenti negli scenari più affascinanti delle Dolomiti trentine, raggiunti a piedi dal pubblico e dai musicisti che qui si esibiscono in concerti che spaziano dalla musica classica al jazz, dalla world music alla canzone d’autore. Dal 22 agosto al 23 settembre la ventisettesima edizione del Festival che sarà aperta dal tributo dei Radiodervish a Franco Battiato

A partire dal 22 agosto tornano sulle montagne del Trentino Patrimonio Mondiale UNESCO I Suoni delle Dolomiti, il festival che da ventisette anni porta in cima alle montagne trentine il meglio della musica internazionale

Ogni anno idee e sonorità nuove percorrono sentieri e pareti, ogni anno si aggiungono scenari nuovi, ogni anno torna la voglia di sperimentare e mettersi in gioco anche nel dialogo tra artisti, pubblico e natura. E ad ogni edizione migliaia di persone scoprono la montagna come luogo di meraviglia e incontro, come esperienza da ricordare e, soprattutto, da vivere. Musicisti e pubblico risalgono a piedi i sentieri fino a conche e prati, radure, vette dove il suono degli strumenti dialoga con il paesaggio circostante, gioca con l’eco, rende unico un giorno di sole, o insegue una folata di vento.

Il calendario di questa edizione, con 17 appuntamenti, si sviluppa dal 22 agosto al 23 settembre esplorando una montagna in grado di regalare colori e panorami come in pochi altri momenti dell’anno.

Lunedì 22 agosto a Malga Tassulla in val Nana, ai piedi del Monte Peller nelle Dolomiti di Brenta il festival si apre con il concerto-tributo a Franco Battiato di Radiodervish; due giorni dopo, a Camp Centener sopra Madonna di Campiglio, ad esibirsi sarà la cantautrice berlinese Alice Phoebe Lou.

Il programma della musica classica è aperto da una formazione d’eccezione, l’Amsterdam Sinfonietta, il 26 agosto sul Monte Agnello in val di Fiemme al cospetto del Gruppo del Latemar. Si prosegue il 2 settembre nelle Dolomiti di Brenta con l’Ensemble Zefiro, tra le più apprezzate formazioni di musica antica e barocca. Gipsy Baroque è l’originale e inedita rilettura del repertorio classico e antico propria di Vittorio Ghielmi e il Suonar Parlante Orchestra che si esibiscono il 5 settembre a Malga Canvere in val di Fiemme. I laghetti di Bombasel, sempre in Val di Fiemme, faranno invece da cornice al concerto del Trio Italiano d’Archi – formato da tre prime parti soliste dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai – in programma il 14 settembre, mentre venerdì 16 i prati di Vallesinella Alta nelle Dolomiti di Brenta accoglieranno l’ArdeTrio, che accosta bandoneon, violino e viola, per spaziare dal barocco al Tango Nuevo. E nell’ultimo appuntamento dedicato alla musica classica, il 19 settembre al rifugio Pertini ai piedi del Sassolungo, spazio per due giovani e già affermate artiste internazionali, per tecnica e repertorio, la violinista Alena Baeva e la violoncellista Anastasia Kobekina.

Nel mondo sempre più ricco di gruppi di canto a cappella, Accent si è ritagliato una propria nicchia e il loro repertorio ispirato alle magiche armonie del jazz sarà proposto il 31 agosto ai Prati Col sopra San Martino di Castrozza.

Sempre per il genere jazz, il 7 settembre al rifugio Cacciatore in val d’Ambiéz, si esibisce il duo Jean Luis Matinier (fisarmonica) & Kevin Seddiki (chitarra), con il progetto “Rivages”, una musica da camera vibrante, aperta all’incontro, per un viaggio tra stili ed epoche musicali diverse. Non c’è al momento un formato musicale che definisce lo stile di HalliGalli Quartet, tra swing, gipsy jazz, ritmi afro-americani e latini; di sicuro l’appuntamento sul Col Margherita del 9 settembre si annuncia come una “gioiosa festa” (che è poi la traduzione di Halli Galli). Il concerto del 18 settembre a Passo Lavazè, è un vero e proprio omaggio a Chick Corea, da parte di una formazione poliedrica che raccoglie le esperienze classiche, contemporanee e jazz di Andrea Dulbecco, Alessandro Bianchini, Marco Micheli, Nicola Angelucci.

Marco Paolini, insieme al chitarrista Alberto Ziliotto, sarà il protagonista dell’Alba delle Dolomiti, quest’anno ospitata nello scenario del Gruppo del Catinaccio al Prà Martin sul Ciampedìe il 29 agosto, con un progetto speciale, dedicato allo scrittore Luigi Meneghello.

Saranno invece le Dolomiti di Brenta ad accogliere i partecipanti del Trekking dei Suoni, in programma dal 10 al 12 settembre (a pagamento e su prenotazione) con l’altro progetto speciale di questa edizione, all’insegna della world music. Protagonista con Mario Brunello, Gevor Da bagyan  uno dei più grandi rappresentanti della tradizione Armena del duduk, piccolo strumento tradizionale ad ancia, che nel concerto conclusivo a Malga Brenta Bassa, si uniranno alle voci del National Chamber Choir of Armenia, una vera icona della cultura Armena, e dal Dabaghyan Duduk Trio per un evento nel segno della polifonia sacra europea, di canti e balli della tradizione popolare dell’antico continente.

Come l’apertura, anche la chiusura dell’edizione 2022 sarà nel segno della canzone d’autore e affidata a due grandi interpreti come Elio per l’omaggio a Enzo Jannacci insieme ad altri cinque musicisti, stravaganti compagni di viaggio, che formeranno un’insolita e bizzarra carovana sonora (21 settembre a Villa Welsperg – Pale di San Martino), e Max Gazzè (23 settembre in Val San Nicolò – Val di Fassa).

I Suoni delle Dolomiti è un progetto di comunicazione e di turismo culturale e ambientale ideato e curato da Trentino Marketing assieme alle Aziende per il Turismo della Val di Fassa, della Val di Fiemme, di San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi, della Val di Non, di Madonna di Campiglio e di Dolomiti-Paganella e con la collaborazione di Sat, Associazione Rifugi, MUSE, Guide Alpine del Trentino, Soccorso Alpino del Trentino, Croce Rossa del Trentino.
Direzione artistica di Mario Brunello

www.visittrentino.info/it/isuonidelledolomiti


Montaldo Roero: il “ponte dei sapori” e “montaldogs”, due eventi da vivere insieme

L’Amministrazione Comunale con piacere informa che anche quest’anno andrà in scena l’ormai celebre: “PONTE dei SAPORI”. La serata evento si terrà sabato 27 agosto 2022 alle ore 20.30 e la cornice sarà proprio il famoso ponte, ovvero una struttura architettonica costruita all’inizio degli anni 30 che verso il declinare degli anni 90 si è impreziosita della menzione: Ponte dei Sapori. Un ponte che unisce, lega e abbraccia la profondità dell’anima paesaggistica con il lavoro dell’uomo, il sudore, le tradizioni e il nuovo che avanza. Il Ponte di Montaldo Roero, tra le antiche rocche, ancora una volta si trasformerà e diventerà un grande salone con le tavole preparate sotto le stelle del Roero, circondato dal meraviglioso paesaggio che per l’occasione emanerà tutta la sua magia. Ad impreziosire la mise en place di ogni tavolo un centro tavola realizzato dai bambini di “Estate Ragazzi” in modo tale che tutta la comunità, anche i più piccini, si senta coinvolta per la grande festa.

Prima della cena

Aperitivo e carosello di finger food presso le “Isole dei Sapori

Menù della serata

Battuta al coltello

Insalatina di galletto, uvetta e raschera

Risotto gorgonzola e caramello

Arista di maiale con prugne

Torta alla nocciola con crema al moscato

Caffè e vini dei produttori di Montaldo Roero

La cena verrà accompagnata da canti popolari e dalla musica del sax di Gianluca Roagna

Catering a cura di: Antico Borgo – Monchiero (CN)

ticket di partecipazione 50 euro a persona

Tra le novità di quest’anno un pensiero enologico, da parte dell’Amministrazione Comunale, realizzato dai produttori di vino di Montaldo Roero a chi soggiornerà in paese per almeno due notti tra il 24 e il 28 agosto presso una delle strutture territoriali.

POCO BURRO CA’ D’ARTE – 328.2112873

CASA DELLE ROCCHE – 335.7070178

ROERO NOTTETEMPO – 335.1011277

CASA CHIAVASSA – 366.7436159

IL RICCIO E LA CASTAGNA – 347.4514021

SUL BRIC alloggi vacanze – 328.5716571

Festa canina senza distinzione di RAZZA

Torna quest’anno anche il gioioso evento dedicato agli amici a quattro zampe. Chiunque abbia un cane e avesse il piacere di vederlo protagonista può raggiungere Montaldo Roero domenica 28 agosto e portarlo a sfilare tra le vie del paese. Non ha alcuna importanza la razza, la taglia, il colore, la fede politica o religiosa, l’importante è che abbia quattro zampe e faccia BAU!!! Un pomeriggio di allegria con i nostri amici pelosi.

Bisognerà soltanto iscrivere il cane entro le 15,30 al “BAU POINT” che sarà posizionato all’ingresso del paese sul mitico ponte. Tra le 16.00 e le 18.00 sarà sufficiente passeggiare per le vie del paese (al guinzaglio per ovvi motivi), godendosi le rocche e quanto di piacevole verrà allestito per la festa. Una giura segreta e nascosta valuterà gli animali e alle 18.30 circa avverranno le premiazioni. Il più bello, il più simpatico, il più caratteristico, il taboj (pronuncia tabui) in onore ai cani da tartufo delle nostre terre e il più montaldese, ovvero il cane che più ci assomiglia!!!

Sarà divertente per i nostri amici a quattro zampe, per le persone che ci raggiungeranno e per noi tutti. Non mancate all’appuntamento con: MONTALDOGS.

Al momento dell’iscrizione ogni cane riceverà un collarino realizzato dai bimbi di “Estate Ragazzi” e non mancheranno altre sorprese e gadget. Ticket di partecipazione 5 euro a cane.

Il PONTE dei SAPORI e MONTALDOGS sono due degli appuntamenti che andranno in scena durante le giornate di festa di fine agosto a Montaldo Roero (CN). Venite a scoprire le bellezze delle rocche, a respirare l’aria pura, a passeggiare tra i castagneti secolari e le vigne prosperose, a nutrirvi della magia dei tipici “Ciabot”, a scoprire un mondo tanto agreste quanto rilassante da vivere tutto l’anno.

Vi aspettiamo a braccia aperte!!!

Amministrazione Comunale di Montaldo Roero (CN)
Informazioni e prenotazioni per la cena sul Ponte e per la partecipazione a Montaldogs:
017240053 – 3939879003
montaldo.roero@ruparpiemonte.it


Al mare, in Appennino o nelle città d'arte: Ferragosto da Piacenza a Rimini, dai parchi appenninici fino alle rive dell’Adriatico

Grande scelta per il Ferragosto 2022, per ragazzi e non più, famiglie e turisti: in spiaggia, un classico italiano che sulla riviera emiliano-romagnola viene declinato tra feste, concerti e fuochi d’artificio, oppure nelle città d’arte, pronte ad accogliere visitatori e turisti con aperture straordinarie e offerte speciali; e ancora, un Ferragosto immersi nella natura e nei borghi più belli del mondo!

In Emilia-Romagna chiunque può vivere come preferisce il giorno di festa dell’estate per antonomasia, grazie a un’offerta turistica variegata e trasversale.

Come ogni anno il 14 agosto Cervia festeggia il compleanno di Milano Marittima: quest’anno il concerto celebrativo sarà tenuto dalla Grande Orchestra “Città di Cervia”, la stessa che la mattina seguente (15 agosto) si esibirà in un esibizione all’alba sulle rive dell’Adriatico per continuare la festa  in spiaggia per il Ferragosto con gli autori nell’ambito di Cervia Ama il Libro.

A mettere in fila i più interessanti tra tutti gli appuntamenti e gli eventi in programma da Piacenza a Rimini, una guida di Travel Emilia-Romagna, il blog ufficiale del turismo in Emilia-Romagna.

Al confine tra i comuni di Cesenatico e Gatteo Mare, il ferragosto sarà scandito dalle note e dal ricordo del “Padre del liscio”, il grande maestro Raoul Casadei nato proprio il 15 di agosto: la Mirko Casadei POPular Folk Orchestra, accompagnata da ospiti d’eccezione, proporrà infatti delle inaspettate versioni dei grandi classici della tradizione romagnola sotto il cielo d’agosto.

La città di Rimini come ogni anno propone per la metà di agosto tante iniziative in programma. Il 13 agosto gli amanti della musica elettronica sono tutti invitati al Circoloco, il party ibizenco che approda sulla spiaggia della Rimini Beach Arena con dj nazionali e internazionali. Due giorni dopo (14 agosto) lo show si ripete, questa volta con il Social Music City che accoglie i più grandi dj techno riuniti, tra cui l’acclamato Paul Kalkbrenner. Immancabili la notte del 14 agosto i fuochi d’artificio, ancora più suggestivi se ammirati dalla Ruota Panoramica.

Le città d’Arte dell’Emilia-Romagna sono ottime mete da raggiungere, pronte per accogliere visitatori e turisti con aperture speciali ed eventi.

Per conoscere tutte le aperture dei musei statali dell’Emilia-Romagna è sufficiente consultare www.musei.emiliaromagna.beniculturali.it. Gran parte dei luoghi della cultura sono aperti per Ferragosto e organizzano eventi, mostre tematiche e visite guidate speciali.

Per gli amanti di escursioni e passeggiate in totale libertà, Ferragosto è un’ottima occasione per una escursione nei tanti Parchi naturali dell’Emilia-Romagna. Per saperne di più è a disposizione il sito regionale con l’elenco di tutti e 17 i parchi (nazionali e regionali).


Hausbrandt Trieste 1892 SpA: specialità caffè, birre e vini

A Trieste nasce nel 1892, il marchio “Specialità Caffè Hausbrandt”, la prima azienda che propone prodotti lavorati e confezionati in contenitori metallici sigillati già all’interno del proprio stabilimento.  Alla fine degli anni ’80, con la rivoluzione imprenditoriale apportata dal nuovo presidente, Martino Zanetti, il logo-tipo “Moka” divenne protagonista di uno sconvolgente restyling che ne ridisegnò i lineamenti in modo più raffinato e sobrio.  Più intenso nei colori del rosso e dell’oro, Moka si animò ancora di più sfoggiando una veste maggiormente comunicativa e attuale.

Hausbrandt si dota di infrastrutture, impianti e attrezzature, che tenendo conto del progresso tecnico e della ricerca scientifica sostenibili, favoriscono una vita sicura e salubre per i propri collaboratori, i propri clienti e, in generale, per la collettività, permettendo, allo stesso tempo,  una razionalizzazione dei costi di produzione. L’obiettivo più importante è l’ammodernamento impiantistico (iniziato nel 2016) in parte già realizzato con l’inserimento di numerosi nuovi macchinari tecnologicamente avanzati, ma, soprattutto, l’inaugurazione del nuovo polo logistico, il cui tetto, interamente ricoperto di pannelli fotovoltaici, consentirà di fornire l’energia residua agli stabilimenti produttivi.

Nel 2017 – 125 anni dopo la nascita – si inaugura il nuovo e tecnologico “Polo logistico Hausbrandt”, dove trovano spazio in un’unica realtà, i magazzini del caffè Hausbrandt (3000 mq)  delle birre Theresianer (1200 mq) e dei vini Col Sandago (oltre 500 mq).

Nel 2019 si completa il secondo grande rinnovamento della Corporade Identity con la presentazione del nuovo logo e di tutta l’immagine coordinata. Inoltre, incrementando la capillare rete distributiva, Hausbrandt, riesce a garantire una distribuzione del proprio caffè a livello internazionale.

Il perseguimento dell’eccellenza, frutto della costante selezione di referenze di elevata qualità, ha portato “Hausbrandt Trieste 1892 SpA” a ricoprire una posizione di rilievo nel mondo del caffè che travalica i confini nazionali contando oggi, Società anche in Austria e Slovenia.

Quando nella strategia di un’azienda si fissano obiettivi ambiziosi, ogni dettaglio diventa la chiave per il loro conseguimento. Tecniche agronomiche avanzate, selezione e miscela delle varietà più pregiate di caffè, tostatura monitorata da sistemi digitali: tanto lavoro in nome della qualità ha bisogno delle mani esperte di professionisti per giungere nella sua forma più inebriante al palato del consumatore.

Le preziose miscele di caffè si incontrano quindi perfettamente con macchine professionali, in grado di esaltarne al meglio le caratteristiche organolettiche e con la maestria di barman preparati e assistiti in ogni loro esigenza.

L’azienda di Martino Zanetti ha scelto di raggiungere il consumatore proprio attraverso la mediazione dei gestori dei bar più qualificati. La loro esperienza, il rapporto continuo con i consumatori, insieme a una costante assistenza tecnica del personale di vendita dell’Azienda, assicurano quel gusto, quell’aroma e quella fragranza che hanno reso il “Caffè Hausbrandt” noto in tutto il mondo.

Competenza, conoscenza perfetta delle metodologie di estrazione e tensione verso la perfezione del risultato: questi sono i requisiti di un locale di successo, perché il percorso verso la tazzina veramente eccellente, ruota attorno ai concetti forti della cultura del caffè. Così, quando i locali scelgono di servire Caffè Hausbrandt, condividendo lo spirito che da oltre un secolo anima l’Azienda, si specchiano in un modo di pensare che li coinvolge profondamente e li porta ad eccellere. Fornitore e cliente risultano legati da uno stretto vincolo che rafforza ed esalta ancor di più le caratteristiche del prodotto caffè.
Le aziende coprono così una posizione di rilievo nel mondo della torrefazione, in ambito Italiano e internazionale, selezionando solo referenze di qualità elevata per una costante ricerca dell’eccellenza.

Vincere con la strategia e la tradizione
Hausbrandt Trieste 1892 S.p.A. è rappresentata da una squadra di persone che opera nel rispetto della tradizione di azienda familiare e delle idee che hanno garantito il successo fino ad oggi, con una strategia ben precisa per continuare a vincere nel futuro: ogni giorno, Hausbrandt, si dedica a creare prodotti, servizi e soluzioni per il consumatore che abbiano un altissimo valore aggiunto, una qualità indiscutibile e che garantiscano la miglior brand-experience, nel rispetto dell’ambiente e del mondo intero.

H.TS. 1892 S.p.A.
Via Foscarini, 52 | Nervesa d.B. 31040 (TV) – Italy
Corporate Web Sites: hausbrandt.it | theresianer.it | colsandago.it
Phone: (+39) 0422 – 8891


Festa dell’Antica pizza cilentana & premio nazionale Giungano Cilentum (l’abbraccio del Cilento)

Fino all’11 agosto 2022 torna la Festa dell’Antica Pizza Cilentana a Giungano (Sa). La sedicesima edizione vedrà il debutto del Premio Nazionale Giungano Cilentum, nato per celebrare un territorio unico con il patrocinio del Comune di Giungano, L’Unione dei Comuni Paestum – Alto Cilento e del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il nome Giungano deriva dal latino Juncus simbolo dell’Unione, jungere, cioè legare, (il giunco è una pianta usata per fare ceste e legacci n.d.r.) e il Premio sarà infatti destinato a personaggi ed artisti del panorama internazionale, che hanno saputo unire la tradizione all’innovazione, creando legami importanti di contaminazione per la conservazione e l’evoluzione della memoria storica.

La tradizionale Festa invade il borgo di Giungano, con i suoi profumi e sapori antichi, rivalutandone la tradizione ma soprattutto, traghettandoli nel futuro con una solida e sorprendente capacità innovativa. Organizzata da Pietro Manganelli e Giuseppe Coppola dell’associazione Cilentum Pizza, la Festa si è ritagliata uno spazio di prim’ordine tra gli eventi estivi della Campania e quest’anno, così importante per la ripartenza, si arricchisce della direzione artistica di Michele Pecora, un cantastorie, un artigiano di parole che ha saputo, nella sua lunga e fortunata carriera, rimanere “a tempo con i tempi”, senza però rinunciare alle sue ballate, alla sua musica e a uno stile inconfondibile. Michele è nato ad Agropoli e non a caso, torna dove affondano le sue radici:

“Sono un figlio del Cilento; questa terra mi ha regalato la poesia e la forza della sua storia, del suo paesaggio, un senso profondo di appartenenza. Un punto di riferimento nella mia vita e nella mia carriera. La canzone che mi portò alla vittoria di Castrocaro era proprio la descrizione de La mia Casa, dove sono nato ed oggi, idealmente, vi faccio ritorno con la voglia di rendere merito ed onore a questa terra”.

Sei giorni intensi e profumati, per il palato, l’olfatto, gli occhi e il cuore, a Giungano, dove tutto fiorisce, si rinnova con l’enogastronomia cilentana e la buona musica.

A condurre il Festival, Melissa Di Matteo, artista poliedrica che collabora da sempre con i grandi nomi dello spettacolo, ideatrice di numerosi eventi culturali nazionali che con la sua energia coinvolgente farà gli onori di casa sul palco della kermesse.

Il cartellone degli ospiti musicali sarà un caleidoscopico viaggio nella musica popolare e contemporanea per attraversare dimensioni magiche ed incontaminate come quelle di Enzo Gragnaniello e Tony Esposito. Tantissime le sorprese ancora da svelare per questa Festa che vede insieme alle danze e tradizioni popolari, aprire le porte al Premio Giungano l’11 agosto che ospiterà personaggi straordinari della nostra Italia, eccellenze della cultura italiana in ogni sua espressionedalla musica, al giornalismo, all’enogastronomia, per un viaggio che affonda le sue radici nel passato così ci proietta con forza nel futuro con la tradizione cilentana. Apriranno il 6 agosto i Kiepò, il 7 Agosto Paola Salurso, Angelo Loia & Progetto Oiza, Francesco Citera, l’8 agosto un mix di suoni e culture popolari (le sue sonorità inconfondibili caratterizzano anche i grandi successi di Pino Daniele) e il ritmo travolgente di Tony Esposito,  il 9 Agosto i MusicaStoria, il 10 agosto Michele Pecora con tante novità musicali, riadattamenti di brani noti in una veste folk e tanti ospiti come il giovane cantautore calabrese Pasquale Sculco (dei Carboidrati di Amici). Giovedì 11 agosto, la musica di Enzo Gragnaniello e tanti ospiti che si faranno portavoce ed ambasciatori di questa grande Festa, in Italia.

La Festa sarà anche una vetrina importante per artisti e band emergenti (senza limiti di età) di Popular & World Music, che potranno iscriversi gratuitamente fino al 15 luglio al Premio Giungano, per proporre il proprio progetto artistico ad un ampio pubblico ed esperti del settore. (Info e iscrizioni sulla pagina Facebook e Instagram: Festa dell’Antica Pizza Cilentana di Giungano info@cilentumpizza.it).

La buona musica farà da colonna sonora ad una simpatica “sfida” che vedrà alternarsi dal 6 all’11 agosto ad un forno a legna nel centro storico, sei rinomati pizzaioli e chef (tra cui Valentino Tafuri, Cristian Torsiello stella Michelin, Michele Croccia, Cristian Santomauro, Pizzeria da Zero, Pietro Manganelli) con la loro proposta di Pizza Cilentana. Non una competizione ma la gioia di condividere un’esperienza divulgativa, di valore, nel rispetto della tradizione ma anche di crescita e apertura verso un futuro che ha sempre più bisogno di ricerca e senso di responsabilità nel settore enogastronomico. Tra gli ospiti del Premio l’11 agosto confermata anche la presenza del Maestro Pizzaiolo Errico Porzio, punto di riferimento per i veri cultori della pizza provenienti da tutta la Campania.

L’antica Pizza cilentana nasce dall’abbraccio, dall’unione della semola di grano duro con la farina di grano tenero, per un impasto unico nel suo genere con il quale si faceva il pane. Il sabato era un giorno di festa e scaldati i forni, si impastava l’antica pizza sia per verificare la temperatura del forno che per il piacere di riunire le famiglie nel giorno del riposo.

Ogni anno si rinnova la Festa di questa terra meravigliosa, del suo grano e le sue tradizioni.

“Il grano è la sostanza dei nostri pensieri, la terra produce il grano, l’uomo produce il sogno del grano ed è il sogno che consente il realizzarsi delle cose…L’Antica Pizza Cilentana a Giungano è Festa!”


Piemonte: Freisa, vitigno dell’anno 2022 (il Fresia o la Fresia?)

Una splendida dimora storica sabauda, un vitigno e, di conseguenza, un vino con secoli di vita alle spalle, una vigna metropolitana, la calda temperatura estiva e una vista su Torino affascinante. La Mole Antonelliana, simbolo della città, la grande Piazza Vittorio Veneto, il Monte dei Cappuccini, la Gran Madre di Dio e sullo sfondo le montagne e l’ovest, ovvero il passaggio di sempre verso la Francia, dove ai tempi della Torino Romana sorgeva la porta Segusina.

Sono forse attimi di surrealismo del passato, di pazzia del frigorifero come amava dire Lawrence Durrell, celebre scrittore britannico, nel definire la savia follia surrealista, o momenti di squisita realtà dei giorni nostri? Tutto vero e tutto reale, nulla di surreale. Una meravigliosa serata voluta e organizzata dall’Assessorato all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte insieme a VisitPiemonte nell’ambito delle iniziative di valorizzazione del freisa, vitigno dell’Anno 2022 del Piemonte. Lo scenario la Villa della Regina a Torino, Residenza Reale con il vigneto urbano coltivato a freisa, il vitigno storico autoctono piemontese diventa protagonista insieme ai produttori ed al Consorzio di tutela del Freisa di Chieri e Collina Torinese.

Con il Consorzio del Freisa anche il Consorzio di tutela del Barbera d’Asti e vini del Monferrato, il Consorzio di tutela vini Doc Pinerolese, il Consorzio di tutela vini Colli Tortonesi e il Consorzio di tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani. E poi i personaggi politici, i giornalisti, i tecnici del vino e gli ospiti: consumatori e appassionati.

Ma soprattutto c’è lui, il vino Freisa. Quando parliamo di vitigno freisa menzioniamo uno dei vitigni autoctoni piemontesi più importanti, basti pensare alla sua storia e alla sua qualità. Bisogna infatti tornare nel passato di alcuni secoli, nel 1500, quando era diffusa la sua coltivazione nell’area nord occidentale del Monferrato, tra le province di Asti e Torino, come attestano le citazioni del nome Freisa nei catasti del Comune di Chieri del secolo sedicesimo.
Una storia dunque di almeno 500 anni, così come appare dai documenti giunti ai giorni nostri. La sua presenza nei territori degli odierni Monferrato e Collina Torinese è sicuramente precedente, ma con altri nomi a indicarne l’uva locale. Ma come è stata possibile questa sopravvivenza della viticoltura e dell’enologia? Dalle invasioni barbariche che fecero seguito alla caduta dell’Impero Romano furono senza dubbio i monaci che, al sicuro dei loro templi religiosi, portarono avanti e tramandarono la coltivazione della vite e la produzione di vino richiesto sì per la celebrazione dell’Eucaristia, ma non solo. Per il vitigno freisa e altre uve di questo lembo di Piemonte racchiuso tra il fiume Po e il Monferrato si devono ringraziare i monaci Agostiniani dell’Abbazia di Vezzolano abili poi a diffonderne la coltivazione.
La sua diffusione si è poi allargata in tutta l’area astigiana, diventando nel tempo in molti comuni situati alla sinistra del fiume Tanaro il secondo vitigno coltivato dopo il barbera.
Oggi la superficie territoriale coltivata a freisa sul territorio piemontese è di circa 376 ettari, dai quali si producono i vini a denominazioni di origine controllata Freisa d’Asti, Freisa di Chieri, Piemonte Freisa, Colli Tortonesi Freisa, Pinerolese Freisa, Monferrato Freisa, Langhe Freisa. Parliamo di un totale complessivo di oltre 2 milioni di bottiglie prodotte da quasi 300 aziende vitivinicole.

L’evento è stato inserito in quello che viene definito come progetto “Vitigno dell’anno” nato dall’idea di raccontare e valorizzare i vitigni storici autoctoni della Regione Piemonte, in qualità di ambasciatori insieme agli altri prodotti agroalimentari di qualità.

Non si dimentichi infatti che Il Piemonte vitivinicolo si caratterizza per i vitigni autoctoni e i vini di qualità certificati, ecco perché si è voluto portare nel capoluogo il vitigno più torinese di tutti, scegliendo per il freisa una Residenza Reale, storicamente circondata dalla vigna. Una iniziativa che rientra a tutti gli effetti tra le azioni di marketing, presentazioni e degustazioni del vino Freisa durante l’anno per promuovere il vitigno e dare visibilità ai suoi territori di produzione con le sue tipicità e le aziende vitivinicole produttive.

Il Consorzio di Tutela e Valorizzazione delle DOC Freisa di Chieri e Collina Torinese, la cui Presidente è Marina Zopegni è nato nel 2002 e ha, come molti Consorzi, l’obiettivo di tutelare, valorizzare e promuovere i vini della collina Torinese. Inoltre si occupa di informare il consumatore e di curare gli interessi delle due denominazioni Freisa di Chieri e Collina Torinese.

Naturalmente ha poi il compito di svolgere le attività di vigilanza e promozione della viticoltura incoraggiandone le migliorie, sia nell’applicazione di sistemi di produzione più razionali ed ecocompatibili, sia nella produzione dei vini, mettendo a disposizione dei consorziati un’assistenza orientativa e tecnica oltre che di tutela legale nella protezione delle denominazioni.

Le denominazioni sono due: Freisa di Chieri dal 1973 e Collina Torinese nelle sue varie declinazioni dal 1999.
Il Consorzio associa oggi 8 aziende nelle province di Torino e di Asti.

Dalla serata evento di cui vi ho fatto menzione ho però voluto andare oltre. Non che fossi a digiuno in termini di vino Freisa, ci mancherebbe, ma la curiosità spinge sempre a volere scoprire qualcosa di nuovo, di apprezzabile, di comunicabile al pubblico. Ho pertanto raggiunto la città di Chieri per incontrare uno dei produttori di Freisa più rappresentativi nella sua cantina. Il nome non ha importanza, ciò che conta è il vino, e poi anche io ho un pizzico di savia pazzia del frigorifero.

Gustarsi un Freisa classico, storico, quello con le bolle, o per meglio dire frizzante, giusto per capirci con un risottino cucinato con fragole e Fresia è stato un vero piacere. Per non parlare dei Plin, l’agnolottino tipico piemontese preparato con le tre carni annaffiate dal vino Freisa in cottura, in abbinamento con un Freisa superiore.

Questa è una tipologia di vino che oggi si ottiene grazie alla ricerca effettuata nel tempo e all’innovazione tecnologica che consente di avere vini da lungo invecchiamento. Infine il Fresia dolce, quello che un tempo si chiamava amabile e dalla bassa gradazione, 5/6 gradi appena. A Chieri non puoi non abbinarlo alla tipica Focaccia di Chieri, un dolce tanto semplice quanto delizioso di cui ovviamente ho seguito tutte le fasi di preparazione in una delle pasticcerie più rinomate della città.

Una bella serata, una cantina con grandi vini e un’ottima cucina cosa chiedere di più dall’incontro con questo vino? Una domanda però c’è ancora: ma si dice il Freisa o la Freisa, alla piemontese? Una domanda alla quale in fondo non c’è risposta, in genere si tende a chiamare il freisa il vitigno e la Freisa il vino; sul territorio si ama il femminile riguardo al vino, forse per la finezza e l’eleganza, ma è anche un vino che al momento giusto esprime ruvidità e durezza da uomo, dunque maschile. Il o la poco cambia, fate come volete ma godetevelo perché merita e vi assicuro che non è surrealismo.

(Fabrizio Salce)

N.B.:
il nome del vitigno si scrive in minuscolo, mentre il nome del vino in Maiuscolo: Vitigno fresia e vino Freisa.
Ciò solo per amor di precisione e non per “supponenza”…


In vacanza con l’amico a quattro zampe…

Per chi ama viaggiare con il proprio cane, sono tante le mete ideali, sia d’estate che d’inverno. Per esempio, tra le Dolomiti, le montagne venete, dove si può passeggiare con il cane tra boschi e prati o di fronte a laghi dall’acqua cristallina, tutte mete perfette per chi vuole vivere una vacanza immersi nella natura e a tal proposito, la regione Veneto, propone un ampio ventaglio di paesaggi naturalistici, ancora oggi incontaminati e selvaggi, dove correre e giocare con il proprio animale. Anche la fascia collinare ospita splendidi borghi tra i quali perdersi in indimenticabili escursioni oltre alle famose ville venete che narrano ancora la storia di queste terre. I turisti si potranno rilassare anche presso le numerose località termali: il bacino euganeo, le terme di Recoaro e di Caldiero e numerose altre, tutte circondate da un buon numero di strutture turistiche “animali ammessi”.  Il Veneto vanta persino 6 aree protette naturali con spiagge dorate e acque limpide: un litorale che ottiene sempre “Bandiere Blu”; e pure lì, sulla costa, non mancano le strutture pet-friendly e le spiagge alle quali è possibile accedere anche con Fido o Fuffi. Molte le opportunità per trascorrere liete vacanze con il proprio cane, a Cortina d’Ampezzo:

Nella gara virtuosa con mare e città d’arte, anche la montagna si ritaglia il suo spazio: scelta dal 15% dei quasi 30 milioni di italiani in vacanza in questa estate 2022. Località rappresentativa, Cortina d’Ampezzo, con il suo bilancio positivo: molto bene giugno e luglio e con agosto che va verso il tutto esaurito con la grande spinta del turismo internazionale soprattutto dal nord Europa, ma anche dagli Stati Uniti. Permanenza media dai 5 ai 7 giorni e, ovviamente, c’è chi non rinuncia ad andare in vacanza con il proprio amico a quattro zampe; e Cortina si è attrezzata per accogliere questa particolare clientela.
In questi giorni saranno oltre 6 milioni gli italiani in vacanza con cane o gatto al seguito. E per le strade della “perla delle Dolomiti” è facile incontrare turisti col proprio animale.

Per qualcuno: “Qui a Cortina i nostri cani stanno proprio bene, visto che in città ci sono 40°…”.

Per qualcun altro: “Ottima l’accoglienza qui, per loro…”.

Sì, perchè qui non mancano gli alberghi che aprono le porte agli animali domestici: in Italia, sono il 12% del totale, ancora pochi, ma in crescita.
“Offriamo un servizio di dog sitting e camere predisposte per loro – è l’albergatore ampezzano  Gherardo Manaigo che spiega – poi abbiamo un welcome kit con pacchetto di benvenuto (bocconcini, osso da masticare, ecc.); suggerimenti per i percorsi a piedi; coperta per cani, asciugamano, ciotola per il cibo e l’acqua (disponibili anche per l’acquisto); inoltre, da prenotare alla reception, un servizio di passeggiata o di toelettatura (su richiesta) e, per ulteriori esigenze, nei pressi c’è un negozio specializzato. Per tutto ciò, è richiesto un supplemento di 20 euro a camera/cane – conclude Manaigo -. Per evitare spiacevoli sorprese è comunque bene rivolgersi al personale dedicato reperibile in zona.

Massimo Bordoni, volontario ENPA: “E’ importante informarsi preventivamente circa le ordinanze comunali (che cambiano da zona a zona) che magari precludono l’accesso agli animali in particolari aree e non dimenticare di avvisare sempre dove si intende andare con il “quattro zampe”.

Da considerare sempre che:
i cani devono essere tenuti al guinzaglio in tutte le aree pubbliche dell’hotel. Le eccezioni per ogni hotel si possono trovare nelle brochure dell’hotel stesso disponibile in struttura o sulla pagina web alla voce “Servizi & Informazioni”, del sito della struttura. Se si proviene da un altro Paese, si chiede di osservare i seguenti regolamenti nazionali:
Microchip | Certificato sanitario veterinario | Verificare che il cane non appartenga ad una razza per cui è proibito il viaggio dalla legge del paese di arrivo | Codice generale di comportamento in pubblico |
Eh beh, “noblesse oblige…”

Welcome Dogs
info: https://www.zampavacanza.it/nei-dintorni/cortina-dampezzo

(Antonio Farnè inviato Tg2 Rai)


Bionda, piatta e dolce: è la cipolla di Cureggio e Fontaneto

Un viaggio nel novarese alla scoperta di un prodotto storico della terra. A cavallo tra il 1800 e il 1900 dai Comuni di Cureggio e Fontaneto non era certo inusuale vedere carichi di cipolle che partivano in treno per raggiungere i mercati di Milano e Torino. Erano e sono tutt’oggi le cipolle bionde, piatte e a basso contenuto di acidità: praticamente dolci. I tempi sono cambiati e sappiamo tutti come per certi prodotti tipici delle varie zone del Bel Paese si sia rischiata l’estinzione. L’avvento industriale, la migrazione delle genti, una vita meno condita dalla malora portarono alla deriva tante coltivazioni che, per squisita fortuna, negli ultimi anni si sono riscoperte e rivalutate. Il declino che rivede la luce è portato dai passionari, dagli amanti delle proprie terre, dagli estimatori dei cibi buoni e sani. E’ successo anche in provincia di Novara dove, nella piana situata tra i fiumi Agogna e Sizzone, sorgono i Comuni di Cureggio e Fontaneto. Qui la terra è ottimale proprio per la coltivazione della cipolla; i terreni sono morenici e sabbiosi nonché ricchi di humus.

E’ stato un susseguirsi di eventi, quei frangenti di vita tanto piccoli quanto fondamentali, fatti di incontri, idee, proposte che ha portato la nostra cipolla a diventare nel giugno del 2013 un Presidio Slow Food. La filiera produttiva, biennale, non è diversa da altre tipologie di bulbose, durante i primi mesi dell’anno infatti vengono scelte le più belle e si mettono a dimora nella terra a bassa profondità perché, come dice la tradizione del luogo, devono sentire il suono delle campane. Poi con l’arrivo dell’estate si avrà il fiore che, una volta impollinato, darà i semi, ovvero l’oro nero. I semi vengono posti nel semenzaio, un luogo asciutto e fresco e nella primavera dell’anno successivo si avranno le piantine da trapiantare in campo aperto. Tra il mese di luglio e quello di agosto inizia la raccolta della bionda.

La raccolta avviene esclusivamente a mano e le cipolle, una volta estirpate dal terreno, posizionate in luoghi asciutti e arieggiati dove riposano per 15/20 giorni prima di essere immesse sul mercato. Per la produzione non vengono utilizzati prodotti chimici particolari e lo stesso diserbo viene praticato con mezzi meccanici ideati e costruiti dagli agricoltori più audaci.

A distanza di un paio di anni dall’ufficializzazione del Presidio Slow Food il gruppo di coltivatori della cipolla è diventato Comunità, inizialmente con 5 produttori divenuti poi 10 e oggi una ventina. La quantità prodotta si attesta sui 50/60 quintali all’anno in base alle annate a conferma che la rinascita può indubbiamente amplificarsi. Rimane un prodotto tipico di nicchia indiscutibilmente ma di altissima qualità. Ottima cruda la bionda si presta benissimo come ingrediente per svariate ricette, dalle più semplici e tradizionali, come la classica frittata, ma anche per piatti gourmet in quanto decisamente apprezzata dagli chef del territorio.

Per esempio è un ottimo ripieno per dei ravioli, magari poi arricchiti da una crema di formaggio caprino e della polvere di cacao, oppure cotta nel mosto di uva fragola o ancora utilizzata come ripieno tra due filetti di triglia. Piatti più ricercati ma decisamente interessanti che diventano ancora più piacevoli se accompagnati dai vini delle colline novaresi. Il tipico bianco Erbaluce, che qui prende il nome di Greco, oppure il celebre Nebbiolo, anche nella versione rosato.

Un prodotto della terra, riscoperto, coltivato e apprezzato; una tipicità contadina dolce, piatta e bionda che nel futuro prossimo potrà vedere la propria produzione ampliata, magari non tantissimo, solo un pochino, ma che comunque conserverà tutta la sua bontà e rimarrà un meraviglioso collante sociale per tante piccole realtà agricole. Quante peculiarità nobili può avere una semplice cipolla.

(Fabrizio Salce)


Festa del Prosciutto di San Daniele

Dal 26 al 29 agosto a San Daniele del Friuli in programma “Aria di Friuli Venezia Giulia”, la formula dedicata alla festa del Prosciutto di San Daniele e ai prodotti enogastronomici regionali.

Presentata ieri a Milano “Aria di Friuli Venezia Giulia”, la kermesse enogastronomica programmata dal 26 al 29 agosto nella città di San Daniele del Friuli. Aria di Festa, la storica manifestazione che da oltre 35 anni celebra il Prosciutto di San Daniele DOP nel luogo d’origine, ritorna – solo per quest’anno – a fine agosto integrandosi con la promozione dei principali prodotti enogastronomici e del territorio regionale, in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia.

La formula dell’evento non cambia nella sostanza e si arricchisce per promuovere, oltre al Prosciutto di San Daniele, anche gli altri principali prodotti dell’enogastronomia del territorio – tra cui il Formaggio Montasio DOP, i vini bianchi e i prodotti a marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” – creando un evento con forte attrazione turistica. Durante la quattro giorni saranno organizzate le molteplici attività che hanno caratterizzato anche le precedenti edizioni: laboratori di degustazione, in cui il Prosciutto di San Daniele sarà abbinato durante delle masterclass guidate ai vini, alle birre e agli altri prodotti DOP del territorio, stand enogastronomici e pic-nic, per gustare i prodotti locali nell’atmosfera conviviale del paese, e, infine, visite guidate alla scoperta delle bellezze architettoniche di San Daniele del Friuli e del territorio del Friuli Collinare.

“Aria di Friuli Venezia Giulia” racconterà l’intero territorio regionale non solo nella quattro giorni di kermesse a San Daniele del Friuli, ma anche attraverso una serie di appuntamenti organizzati lungo la Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia. Dal 22 al 25 e il 30 e 31 agosto, i riflettori si accenderanno di volta in volta su un diverso territorio della regione che proporrà un programma con diverse attività. Gli eventi diffusi offriranno ai visitatori l’occasione di vivere un’esperienza autentica tra cultura e tradizioni, di conoscere i prodotti locali, immergersi nella natura incontaminata e scoprire la storia della regione attraverso laboratori per bambini, esperienze outdoor ed enogastronomiche nonché eventi serali, ad animare un palinsesto pensato per ognuno dei sei itinerari che compongono la Strada del Vino e dei Sapori.

La manifestazione, solitamente calendarizzata nel mese di giugno, trova collocazione temporale, in via del tutto eccezionale ed esclusivamente per l’edizione 2022, a fine agosto così da superare le limitazioni legate alle capienze previste dai provvedimenti adottati per la gestione della situazione pandemica e per evitare sovrapposizioni con altre importanti iniziative promozionali del Consorzio.

«Aria di Friuli Venezia Giulia rappresenta un’importante occasione per il Consorzio e più in generale per la cittadina di San Daniele del Friuli di far conoscere e apprezzare la DOP friulana e il profondo legame con il suo territorio di origine e di produzione» ha affermato Mario Emilio Cichetti, Direttore Generale del Consorzio «Per il 2022 la storica manifestazione Aria di Festa viene arricchita dalla presenza della Regione Friuli-Venezia Giulia collocandosi eccezionalmente a fine agosto per promuovere in sinergia il comparto turistico ed enogastronomico regionale. L’evento, congiuntamente alle altre iniziative di comunicazione intraprese dal Consorzio, prosegue nell’obiettivo di rafforzare l’awareness del prodotto, avvicinando sempre più il consumatore al mondo del San Daniele, valorizzando tutte le componenti che lo rendono un importante rappresentante dell’agroalimentare italiano».

«Oggi portiamo nel cuore di Milano, in una piazza internazionale e una vetrina d’eccellenza, una delle nostre tipicità più internazionali, il prosciutto di San Daniele, un prodotto e un brand che sarà non solo protagonista della quattro giorni di kermesse, “Aria di FVG”, ma l’occasione attraverso la quale scoprire una terra ricchissima come il Friuli Venezia Giulia – sono le parole dell’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini -. Dal 22 al 31 agosto la nostra regione aprirà le porte ai numerosi visitatori che vorranno venire a conoscerci e ritrovarci: tanti gli appuntamenti organizzati lungo la Strada del Vino e dei Sapori e il mercato di “Io sono Friuli Venezia Giulia” allestito nella località simbolo, a rimarcare l’importanza che l’enogastronomia riveste per la nostra terra. Con PromoTurismoFVG stiamo mettendo a punto un palinsesto di eventi dedicati tra laboratori, pic-nic, visite guidate ed escursioni per far scoprire l’autenticità di questa destinazione, tra storia, cultura e tradizioni, prodotti locali, una varietà ricchissima di paesaggi e la sua natura incontaminata».

Info sull’evento: https://eventi.prosciuttosandaniele.it/aria-di-friuli-venezia-giulia/


Valle dello Stubai, buona vacanza a km 0

L’aumento della richiesta dei prodotti alimentari a km 0 è un fattore determinante nella crescita di un’economia regionale sostenibile. Da anni regioni tirolesi come la Valle dello Stubai lo incentivano e sostengono con proposte di turismo gastronomico rivolte ai propri ospiti. Ma ora uno studio apre a nuovi interessanti scenari.

Il Turismo incontra l’Agricoltura
Da uno studio del Centro di ricerca per il turismo e il tempo libero dell’Università di Innsbruck e dell’UMIT Tirol, pubblicato a maggio 2022, è emerso come nel Land Tirolo, turismo e agricoltura siano settori strettamente connessi chebeneficiano l’uno dell’altro e che contribuiscono alla conservazione del paesaggio e della tradizione culturale. Lo studio consolida l’obiettivo di perseguire i benefici che nascono della sinergia tra Turismo e Agricoltura anche nella nella Valle dello Stubai, dove da anni si valorizza la cucina con prodotti regionali e si sensibilizzano gli ospiti alla qualità del modello di produzione a km 0, attraverso visite guidate e degustazioni presso le aziende agricole, le malghe e i caseifici della valle, o offrendo la possibilità di acquistare direttamente dal produttore o al mercato contadino di Neustift. L’obiettivo supportato dallo studio è quello di potenziare con nuove soluzioni digitali la rete che lega le attività turistiche a quelle della filiera produttiva locale.

Prodotti locali della Valle dello Stubai: cosa e dove mangiare lungo gli itinerari, le visite, le degustazioni e i pic-nic sui pascoli.
Nella valle tirolese dello Stubai vige una vera e propria filosofia del gusto, emblema della quale è il sigillo verde“Stubaier Kostbarkeiten”, ovvero “Tesori gastronomici della Valle dello Stubai”. Appartengono a questo consorzio di qualità tutte le aziende locali, le malghe e i caseifici che producono secondo i metodi della tradizione e nel rispetto della natura, degli animali e dei consumatori e i ristoranti che servono in tavola questi prodotti.

Chi ama gli itinerari gastronomici, le degustazioni in malga, i mercati contadini, i deliziosi pic-nic sui verdi pendii trova nella Valle dello Stubai gustose rotte culinarie da seguire, destinato alle degustazioni o all’acquisto dei prodotti. Per assaggiare formaggi squisiti e derivati del latte come lo yogurt ai mirtilli e i gelati, bisogna mettersi in cammino verso la malga Schlickeralm che si trova nel comprensorio Schlick 2000.

Nella malga Fronebenalm, che si trova anche in Schlick 2000, ogni lunedì dalle 10.30 alle 11.30 fino al 29 agosto si può vivere la routine sull’alpe provando le esperienze della mungitura, del pascolo e degustando i prodotti tipici. I visitatori impareranno molte curiosità sulla lavorazione dei formaggi freschi di capra con olio all’aglio, sul tipico formaggio grigio tirolese, saporito e quasi del tutto privo di grassi, servito con cipolla fresca, aceto, olio e accompagnato dal pane casereccio. Tutti i prodotti si possono degustare e acquistare durante la visita. Oppure si possono comprare i cestini da pic-nic ricchi di prelibatezze fatte in casa al costo di 18 euro a persona, e fermarsi a mangiare sui pascoli, tra i boschi di abeti rossi e i prati in fiore di montagna.

Dal macellaio Bergmetzgerei Krösbacher a Fulpmes ogni giovedì alle 16 si gustano gratuitamente le specialità affumicate della Valle dello Stubai come la pancetta, la schlicker un tipo di salsiccia a lunga conservazione, varie specialità di selvaggina e molto altro.
All’apiario Bachertal, l’apicoltore Markus spiega l’apicoltura tipica dello Stubai e racconta la vita delle api e della produzione di miele, ogni giovedì alle ore 16.

Per un finale forte non manca che fare una visita guidata della distilleria di Anton Rogl e provare i famosi schnaps ogni lunedì dalle ore 16 alle 17. Per chi si interessa di vini presso Vinoribis si possono degustare 2-3 vini austriaci per scoprire di più sulle piccole ma pregiate regioni vinicole dell’Austria.

Per la vendita diretta dei prodotti di alta qualità della valle come verdure e patate fresche dello Stubai, uova di galline, succhi, yogurt, prodotti a base di miele, formaggio, pancetta, spezie, cereali, pasta fatta in casa, conserve, il pane fresco contadino e molto altro, ci si può recare da s’Gadile a Fulpmes oppure al Mercato contadino di Neustift, aperto ogni venerdì presso il padiglione musicale.

Pacchetti per vacanze gustose

L’offerta “Grandi piaceri nello Stubai” offre da 3 a 7 pernottamenti con prima colazione o mezza pensione in albergo o in appartamento senza trattamento, e fino a 6 voucher gastronomici del valore di 6 euro da spendere durante le escursioni di piacere, a partire da 99 euro a persona. L’offerta comprende anche un tour guidato in e-bike e altre escursioni a scelta tra quelle del programma settimanale. Pacchetto valido fino al 30 settembre 2022.

Tourismusverband Stubai Tirol
Stubaitalhaus Dorf 3
A-6167 Neustift i.St.
Tel. +43.501881.0, Fax +43.501881.199
info@stubai.at
http://www.stubai.at


THAT’S AMMMMORE!

Un fiume di passione che scorre dal Piemonte al Delta del Po

Giovedì 28 luglio alle ore 20:00

L’erbaluce di Caluso della storica Cantina Carlo Gnavi
coniugata nelle sfumature appassionate di Giorgio Gnavi

Scopri assieme a noi che cosa Vi aspetta…

Terrazza A-Mare

Aperitivo Carlo Magno

Cocktail a sorpresa by Giuseppe

***

Battuta di Fassona con ostrica rosa del Delta del Po panna acida e scalogno al lampone.

Sarde in saor

Robiolina di Roccaverano con pesca al pepe lungo

***

Cena placée con incantevole degustazione a cura di Giorgio Gnavi

Ravioli del plin ai borlotti con cozze di Scardovari e datterino piccante

Risotto Carnaroli del Delta del Po mantecato al peperone rosso spellato, alici di Pila marinate e melanzane della Lina alla brace profumate al basilico di casa

Calamari cacciaroli alla plancia con pancia di maialino glassata al miele
di spiaggia albicocca e carote

***

Dolcezza finale

Bonet al Vermouth Don Guglielmo

Cocktail finale GiorGIN.

Una serata di buon cibo e sensazioni da scoprire

              E, per qualunque richiesta, Isi & tutto il Team, sono come sempre a Vostra disposizione

InMarinetta è passione, emozione e fantasia

Per informazioni, prenotazioni, eventuali intolleranze o allergie,
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Via Po di Levante, 45010 Rosolina (Rovigo)
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Antichi romani e rime appenniniche nelle Alte Marche

Il 29, 30 e 31 luglio due eventi del Grand Tour delle Marche,tra Serra Sant’Abbondio e Sassoferrato. A tavola con gli antichi Romani? Declamare poesie in ottava rima appenninica? Un fine settimana nelle Alte Marche non è mai banale e scontato. I territori appenninici posti a cavallo tra le province di Ancona e Pesaro riescono sempre a sorprendere con proposte alternative rispetto alle méte massificate. Le Alte Marche comprendono nove Comuni: nell’ultimo week end di luglio saranno protagonisti Serra Sant’Abbondio e Sassoferrato, con la regia dell’Unione Montana del Catria e del Nerone.

Venerdì 29 luglio il borgo storico di Serra Sant’Abbondio (PU) ospita “Libera Poesia tra le mura”. Protetto dalle boscose pendici del monte Catria e custode del monumentale Monastero di Fonte Avellana, il paese accoglie per una serata poeti e cantastorie che declamano i propri componimenti in omaggio all’antica tradizione dell’ottava rima appenninica. A far da cornice alla recitazione dei versi, la musica folk e popolare del Duo Acefalo, grazie alla collaborazione con il Premio Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo.
Non mancheranno i sapori tipici proposti, insieme a vini e birre locali, dalla proloco nel “Paniere delle Alte Marche”, insieme al primo piatto che contraddistingue tradizionalmente Serra Sant’Abbondio: le pencianelle. L’originale ricetta sarà abbinata anche ad una proposta del piatto in forma innovativa, realizzata appositamente per l’occasione da Serena D’Alesio, chef dell’Accademia di Tipicità.

Sassoferrato (AN) è uno dei borghi più belli d’Italia, distante poco più di dieci minuti di auto da Serra Sant’Abbondio, raggiungibile anche con una piacevole pedalata in bicicletta o con l’e-bike. Nei giorni 29-30 e 31 luglio va in scena “295 a.C. Battaglia delle Nazioni”, una rievocazione storica della celeberrima battaglia del Sentinum.
Nel Parco archeologico di Sentinum, esteso nella piana su cui sorge Sassoferrato, è ancora ben visibile la struttura, con cardo e decumano, della città romana che dà il nome alla battaglia. Venerdì 29 si inizia con l’allestimento degli accampamenti: gli eserciti si preparano in abbigliamento storico. Si prosegue sabato 30, con dimostrazioni e attività degli eserciti, nonché con la cena “A tavola con il legionario romano”, nel corso della quale sarà possibile assaggiare alcuni piatti che fanno parte del patrimonio alimentare degli antichi Romani, da consumare a due passi dalle testimonianze archeologiche che consentono di calarsi completamente nelle atmosfere dell’epoca!
I due eventi sono sede di tappa del Grand Tour delle Marche 2022, proposto da Tipicità insieme ad ANCI, con la collaborazione di Regione Marche e la partnership progettuale di Banca Mediaolanum.

Nella piattaforma del Grand Tour delle Marche www.tipicitaexperience.it tutte le informazioni sulle iniziative, i locali tipici e le strutture di accoglienza per godere appieno della proverbiale ospitalità marchigiana.


L’estate 2022 a Cefalù, è già alta stagione!

Se ce ne fosse bisogno, anche da Cefalù (provincia di Palermo) una delle spiagge più ricercate della Sicilia, arriva la conferma che l’estate italiana sta ripartendo alla grande…

Da Isnart (Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio di e Unioncamere) e Report Confindustria, emergono dati più che positivi: +26% le camere vendute a giugno; ripartono e recuperano le città d’arte; trend positivo per la montagna, ma l’incremento più significativo lo fa registrare il mare: a luglio +63% e torna il turismo internazionale. Buone le prospettive per agosto. Sicilia tra le mete più gettonate e girando per Cefalù, lo si può capire molto chiaramente…

Cefalù, una spiaggia ritrovata, il mare di Sicilia, colori, luci, profumi, un arenile così pieno era da tempo che non si vedeva… “Tutto bene, una super estate quest’anno, la località è molto popolata, tanta gente, bel turismo, molte persone che si divertono… – è la bagnina Liliana Sansica che parla – Turisti che arrivano da tutta Europa, ma anche molti siciliani che hanno la seconda casa qui”.

Sicilia, meta tra le più gettonate del 2022: +12% rispetto all’anno scorso, seconda solo alla Puglia. Il segno + premia anche la ricettività.

“C’è voglia di esserci! Un’estate 2022 piena di turisti internazionali, ma anche una grossa presenza di italiani e anche un ritorno al mercato europeo che ha fatto la storia di questo paese negli ultimi trent’anni – dichiara Stefano Castiglia, albergatore cefaludese – In particolare è in evidenza il mercato francese, quello tedesco e l’inglese. I prezzi non sono aumentati, ma restano in linea con le stagioni precedenti e, come comparto, siamo riusciti a contenere l’aumento delle materie prime che non incidono sui prezzi ai consumatori”.

Per Daniela Mendola, guida turistica, dei tanti turisti che affollano l’isola, molti vengono da oltre oceano: “Sì per gli americani questi sono posti da non mancare se si arriva in Europa, specie la Sicilia con i suoi stupendi posti caratteristici, la devono visitare e assaggiare tutta!”.

Dopo aver apprezzato le splendide spiagge di sabbia finissima e il mare cristallino, al Lido (a due passi dalla città) o a capo Playa (per gli amanti dello sport) o, ancora, a Settefrati (per un’immersione nella natura) e avere ammirato il tramonto guardandolo attraverso la cosiddetta Porta Pescara (nella parte vecchia della città, vicino alla spiaggia e alla Marina, il porto antico, quello usato dai pescatori (anche set del film “Nuovo Cinema Paradiso”) per soddisfare le papille gustative, si può passeggiare tranquillamente per trovare i posti consigliati (i migliori spesso frequentati solo dai siciliani).

E camminando camminando, si può godere di una panoramica completa del centro storico, ricco di vicoli, stradine e vari elementi medievali, come quelli presenti lungo i pendii che vanno dalla Rocca a corso Ruggero, passando tra palazzi e monumenti, tra tipiche piazzette e chiese, come la magnifica cattedrale arabo-normanna (patrimonio UNESCO) senza mancare il bastione e il lavatoio medievale.  Quando già si avvertono gli invitanti odori dei cibi di strada, vuole dire che si è arrivati a qualche forno o antica taverna, o semplicemente si sta passando  vicino ad un “food truck” e allora… buon appetito”!

Il menù propone: panino con la milza, pane e panelle, crocchette, sfincione, bocconcino di pane cunsato (o con ricotta fresca e arancinette) o vari finger food crostino di pane, bruschette di caponata di melanzane e arancina (arrotondata si dice al femminile a Palermo) o arancino (più appuntito, si dice al maschile a Catania. Per comunque mettere insieme il pranzo con la cena… un’esperienza da fare assolutamente, è pranzare o cenare in una casa privata locale, con un cuoco casalingo certificato, che consiglia anche i giusti vini.  Una specie di “catering” esclusivo o per i più esigenti, un completo “banqueting”.

Allora potrete chiedere di farvi preparare un antipasto tipo “cacio all’argentiera” (caciocavallo fresco, aglio, olio d’oliva extravergine, sale, pepe, origano e aceto di vino) o un “risotto al prezzemolo”, o una “caponata di melanzane” (caponata da “capone”) o al “lampuga” (pesce dalla carne pregiata e asciutta) condita con la salsa agrodolce (nel tempo il popolo sostituì il pesce con le più economiche melanzane) maritata con ortaggi fritti, sugo di pomodoro, sedano, cipolla, olive e capperi, in salsa agrodolce. Per secondo, “carne murata” (esempio di cucina povera siciliana): murata perché la carne era chiusa all’interno del tegame con il coperchio che non si apriva più fino al termine della cottura. Poi in alternativa, “cotoletta all’aceto”, “polpette di ricotta”, “involtini di pesce spada”, “cozze gratinate”, “sarde a beccafico” e “fagioli alla menta”.

Cosa bere con tutto questo ben di Dio? Un Grillo Doc: gradazione alcolica:13.5°; colore: giallo paglierino; sentori: papaia, pesca bianca; vino di grande freschezza e aromaticità, proveniente da uno dei più rinomati vitigni dell’isola che si è splendidamente adattato alle condizioni pedoclimatiche della contrada Mandranova. Note agrumate e tropicali, sapientemente esaltate dal lavoro in vigna, si coniugano a un finale la cui dolcezza non risulta mai essere stucchevole; temperatura di servizio:12.0 °C; età ottimale: da 1 a 3 anni. Oppure un Benedè di Alessandro Di Camporeale; fermentazione per 15 gg. circa a bassa temperatura; affinamento: 6 mesi in vasca d’acciaio; gradazione alcolica:13.0°; colore: giallo paglierino; sentori: albicocca, pesca bianca; freschezza, morbidezza ed eleganza sono le caratteristiche salienti di questo vino piacevolmente complesso, dalle non comuni doti di vivacità e persistenza; temperatura di servizio:12.0 °C; età ottimale: da 1 a 3 anni. O ancora un Contessa Entellina Cabernet Sauvignon Doc: gradazione alcolica:14.0°, colore: rosso rubino; sentori: ciliegia, ribes, ribes nero; appeal lungo e persistente, con un gusto di tannini avvolgenti, per niente ruvidi che equilibrano una forza alcolica evidenziata con elegante determinazione; temperatura di servizio:18.0 °C; abbinamenti: formaggi piccanti, pasta al forno, salumi, selvaggina. E a fine pasto un Kaid Vendemmia Tardiva IGT di Alessandro Di Camporeale; vinificazione: macerazione per otto giorni circa, a temperatura controllata, affinamento: 15 mesi in barrique di rovere Allier e 6 mesi in bottiglia a temperatura costante; gradazione alcolica:13.0°; colore: rosso rubino; sentori: chiodo di garofano, ciliegia, cioccolato, pepe nero, ribes, tabacco; moderatamente dolce, ampio, di straordinaria complessità e persistenza, è un vino eccezionale di innata e impareggiabile classe; temperatura di servizio:16.0 °C; età ottimale: da 3 a 10 anni.

E per concludere il “pranzo street food” in dolcezza, “mostaccioli” semplici o ripieni di marmellata (possono essere ricoperti di cioccolato fondente, al latte o bianco) o se no, ci sono i dolci celeberrimi, squisitissimi, rinomatissimi, della pasticceria siciliana: la “frutta martorana”: pasta di mandole finemente modellata e colorata a perfetta riproduzione di frutta o ortaggi o pesci, il “cannolo”(termine dialettale che indica una sorta di rubinetto da cui esce la ricotta, tradizionalmente di pecora e la “cassata siciliana” (in realtà l’origine è araba, viene dalla cucina saracena e si chiamava “Quas’at”, bacinella grande e tonda) la sua preparazione richiede molta abilità nel mixare con ricotta e pan di Spagna, zucchero, limone, arancia amara, mandarino e mandorla, poi ci vuole molta bravura per i decori, barocchi e sontuosi… e molta calma per gustarsela come si deve…

Eh sì, nel centro di Cefalù c’è un turismo lento, curioso e ”bongustaio”… diverso da quello che affolla le spiagge. Comunque l’estate 2022 per Cefalù, è già alta stagione!

Centro informazioni turistiche
Piazza del Duomo, n° 9
90015 Cefalù  (PA)
Tel.: 327 196 5559

(Antonio Farnè inviato Tg2 Rai)


A Rimini l’itinerario del gusto “made in Romagna”

Le eccellenze eno-gastronomiche del territorio si ritrovano mercoledì 20 luglio alla Casina del Bosco di Marina Centro per l’evento “Avoglia! – 100% italiana”. In programma degustazioni gratuite della nuova birra Amarcord, dei vini Ottaviani, dei formaggi della Centrale del Latte di Cesena, della Farina della Casina di Bio’s Farm e delle Carni di SMP

Un omaggio alle eccellenze eno-gastronomiche della Romagna. É questa la mission di “Avoglia! – 100% italiana”, l’evento organizzato per mercoledì 20 luglio (dalle ore 19, ingresso libero) alla Casina del Bosco di Rimini, la location più indicata per celebrare la tradizione della buona cucina nostrana.

Il simposio culinario, che propone una ricca degustazione di prodotti tipici, è organizzato in collaborazione con il birrificio Amarcord che, per l’occasione, presenterà la “100% Italiana”, una birra di filiera nazionale che unisce il malto d’orzo da agricoltura sostenibile del Sud Italia ed il luppolo coltivato in Romagna grazie all’azione sapiente dell’acqua pura di fonte appenninica.

Alla prima edizione parteciperanno i principali produttori dell’area romagnola che – tra stagionalità ed eccellenze a “km 0” – presenteranno nei loro chioschetti dedicati “La dispensa dei casinari”, un prelibato itinerario del gusto che intende valorizzare le perle gastronomiche di un territorio che, dal mare alla collina, si è sempre identificato con i piaceri gaudenti della tavola.

Presenti anche i vini pregiati di Enio Ottaviani, i formaggi artigianali della Centrale del Latte di Cesena, la Farina della Casina prodotta da Bio’s Farm e le Carni Nazionali di SMP di Rimini.

“É sempre bello collaborare con fornitori e produttori che condividono gli stessi valori e la stessa etica del lavoro – spiegano Aris e Barbara, titolari della Casina del Bosco di Rimini -. Sono ormai tanti anni che collaboriamo con Amarcord, un’azienda a cui ci lega una comune visione su sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze 100% italiane. Quando abbiamo pensato a questo evento ci siamo detti: perché non coinvolgere chi la pensa come noi? Così é nato ‘Avoglia!’, una tipica esclamazione romagnola di gioia e felicità che vuole trasmettere la voglia di condivisione e, soprattutto, la passione per i prodotti genuini del nostro territorio”.

Casina del Bosco
Marina Centro
Viale Antonio Beccadelli, 15
47921 Rimini RN
Chiude alle ore: 00
Tel.: 0541 56295


Lampedusa, un vero paradiso, un ambiente che fa da traino al turismo sostenibile

Acqua turchese, fauna ricchissima, effetto di una posizione geografica strategica, incrocio tra i due rami del Mediterraneo, quello orientale e quello occidentale…

“Nelle Pelagie troviamo una fauna marina molto diversificata – spiega Antonella Di Gangi,  biologa Area Marina Protetta – c’è anche il passaggio della balenottera comune, in estate gli squali grigi formano un’aggregazione e sia Linosa che qui Lampedusa, sono siti di nidificazione per la tartaruga marina, la Caretta caretta e poi le Pelagie sono anche un importante punto per la riproduzione degli uccelli marini. Noi – area marina protetta – stiamo sviluppando un progetto che si chiama “Pelagie isole blu” (percorsi di turismo sostenibile per la corretta fruizione del mare) anche per cercare di destagionalizzare il turismo sull’isola e quindi, per non concentrarlo soltanto durante la stagione estiva”.

Lampedusa e le Pelagie sono anche questo, lo scrigno naturale di un inestimabile tesoro legato al mare. Volàno per un turismo sostenibile, attento all’ambiente, importante per l’economia dell’isola. L’obiettivo è quello di promuoverlo sempre di più. Le sue acque cristalline e mai troppo affollate, l’incredibile biodiversità, sono l’ideale per le immersioni e per lo snorkeling praticamente con qualsiasi condizione climatica, grazie anche all’interessante fondo marino dove è possibile incontrare qualsiasi tipo di pesce. Il punto più famoso in cui poter fare snorkeling è la “spiaggia dei conigli”, conosciuta e frequentata da tutti. Ma qualcosa di più particolare, è “Mare Morto”, una caletta ricca di grotte e insenature che accolgono numerose specie di flora marina. Altri punti da visitare sono Cala Creta (bellissimo il giardino arabo del Borgo) e Cala Pisana, con numerosi pesci in banchi, Cala Francese, Cala Maluk, Cala Spugne e Cala Galera, che ospitano sia flora che fauna marina da poter ammirare; a proposito di acque turchesi e bellissimo fondale, doverosa la menzione speciale per Cala Pulcino, davvero da non perdere. Per i più preparati e capaci, nella zona di Taccio Vecchio (parte nord dell’isola) si accede a una grotta profonda otto metri, dalle limpide acque blu-turchesi con una gola secca, profonda circa 30 metri, dove con un po’di fortuna si possono scorgere, nascosti tra le insenature, dentici e cernie. Tra i punti dell’isola, accessibili solo tramite barca, la caletta di Grottacce e Tabaccara, dove le acque sono talmente trasparenti e cristalline da poter vedere chiaramente l’ombra delle barche ormeggiate. Dopo la giornata al mare o un bel giro dell’isola (sul catamarano “Respiro”) tutti con le gambe sotto al tavolo…

Trattandosi di terra siciliana, ma che nel corso del tempo è stata molto influenzata da altre culture, qui il cibo è davvero qualcosa di unico. Comunque, protagonista di ogni piatto della cucina lampedusana, è, senza ombra di dubbio, il pesce!

Uno spazio a parte merita l’”alaccia” di Lampedusa che è pesce azzurro molto somigliante alla comune sardina, ma più tozza e più grande, con un’alta concentrazione di grassi insaturi (Omega 3).  Vive in grandi banchi, nel Mediterraneo meridionale e nel Canale di Sicilia e si pesca, da maggio a novembre, con i pescherecci che lasciano il porto di Lampedusa al calar del sole (fino agli anni ‘80 erano almeno una ventina le barche lampedusane usate per questa pesca, oggi, solo due)… e pescano con la lampara e il “cianciolo” (rete che non danneggia i fondali come invece quella a strascico). La ricetta tradizionale la vuole appena pescata e semplicemente fritta (come fanno a Lampedusa). Se no, sono messe a riposo sotto sale per 3/4 mesi circa; una volta estratte, lavate con una salamoia e messe sott’olio in vasetti di vetro o in scatole di latta. Ottime per antipasti o per arricchire i sughi, quelle sottolio, sono reperibili (e consigliate) tutto l’anno perché proprio gustosissime, come tutti i menù lampedusani…. Dunque: insalata di gamberi e menta, per antipasto e tra i primi, basta scegliere: spaghetti alla bottarga o ziti con sarde e finocchietto oppure pasta con le triglie alla Lampedusana o linguine ai frutti di mare e ancora il famoso Cous Cous di pesce e verdure. Per secondo il pesce spada all’acqua di mare o l’immancabile grigliata con il pescato del giorno e da non perdere, la “ghiotta” una stupenda zuppa di pesce!

Per innaffiare il tutto, le vigne autoctone, offrono strepitosi vini: tra i bianchi, da provare il Lighea (versione dry dello Zibibbo) ottimo con crudo di pesce, fritture e insalate gourmet e abbinato a tutto il pesce azzurro: vino 90% Nero d’Avola e 10% di varietà miste, viene affinato in barrique francese 14/16 mesi e ancora 12 mesi in bottiglia. Colore giallo paglierino brillante con riflessi verdognoli, al naso offre un bouquet ricco e fragrante dove alle classiche note di zagara si uniscono sentori agrumati (cedro e bergamotto) e di frutta esotica (litchi). Tra i rossi, il Sedàra, vincitore di premi Oscar qualità, prende il nome da uno dei protagonisti del romanzo “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Don Calogero Sedàra, la cui figlia Angelica va in sposa al nobile Tancredi, nome di altro vino locale)  ottima fusione fra i vitigni Cabernet Sauvignon, con un pizzico di nota mentolata. Il Sedàra (cantina  Donnafugata) denominazione Sicilia IGT, uvaggio Nero d’Avola in prevalenza, gradazione 13,5% vol., caratteristiche: fresco, fruttato, sapido, speziato. E importanti sono i vini liquorosi (malvasia, moscato passito di Pantelleria, marsala, zibibbo) il più speciale dei quali è il “Miscela di Zibibbo” (vinificato a Pantelleria) e Ansonica e Catarratto,  grado alcolico di 12,5% – 13% (che deve il suo nome a Lighea, la sirena incantatrice sempre del romanzo di Tomasi di Lampedusa)… Certo sono tutti ottimi per gustare i famosi cannoli o una granita e brioche e per concludere un pranzo in dolcezza – mai dimenticare –  Liquore al finocchietto o Rosolio alla cannella!

(Antonio Farnè inviato Tg2 Rai)


Isole Baleari: tutte le specialità, dalla paella alla sobrassada

La cucina delle Baleari è molto saporita e variegata, ricca di verdure, frutta e ortaggi. Senza dubbio però, è il mare a fornire il principale elemento di sussistenza che è alla base di quasi tutti i piatti della cucina delle isole.

Le quattro isole che compongono l’arcipelago delle Baleari ovvero Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera sono fra le più gettonate mete per le vacanze estive per la maggior parte dei cittadini europei.  Oltre alla movida notturna e le bellezze paesaggistiche, ognuna di queste isole offre una quantità indescrivibile di prodotti gustosi e piatti saporiti da gustare.

Passeggiando per le strade delle cittadine delle Baleari si possono gustare numerosi piatti tipici, i quali generalmente si basano sull’utilizzo di cereali, vegetali, legumi e pesce.

Queste le principali pietanze proposte durante l’incontro presso l’Hotel ME Milan il Duca che ha visto la presenza di Iago Negueruela, Consigliere dell’Economia, del Lavoro e del Turismo del Governo delle Isole Baleari. Questo momento di approfondimento è stato organizzato da esponenti del governo delle Baleari per diffondere l’idea che il turismo è al centro del sistema produttivo delle isole e oggi diventa sempre più necessario che il dibattito sullo sviluppo economico dell’arcipelago incorpori anche ulteriori variabili.

Partendo dai forni delle Baleari è proposta la coca, un incrocio tra pizza e focaccia ma senza l’utilizzo di formaggio. Generalmente questo prodotto da forno viene farcito con pomodoro, cipolle e peperoni ma talvolta la si può trovare in una versione dolce farcita con la crema all’uovo.

Altra specialità da provare assolutamente è la ensaimada, che rappresenta uno dei cibi più tipici delle Baleari. Preparato con un impasto lievitato ripieno di strutto, una caratteristica inconfondibile dell’ensaimada è la sua forma a spirale. Al suo interno l’impasto è formato da vari strati, dovuti alla sfogliatura con lo strutto, per creare un effetto simile alla pasta sfoglia.
La lievitazione è abbastanza lunga, per un totale di circa 14 ore, infatti solitamente la si prepara la sera prima e poi si inforna al mattino seguente.

La sobrassada è carne macinata e mescolata con spezie, lasciata a stagionare nei budelli, preparata durante la mattanza. Un mix di carne magra, grassa, sale, paprika dolce e piccante, consumata tradizionalmente durante tutto l’anno come prodotto povero (la carne fresca era riservata ai giorni di festa). E’ il salume tipico dell’isola di Maiorca tutelato come Indicazione geografica protetta (IGP) oggi è presente in tutte le Baleari.

Passando a piatti con l’utilizzo di pesce troviamo la caldereta de langosta: anticamente preparata a bordo delle barche, è una zuppa di mare con aragosta e pomodori, da consumare fredda, una volta ben addensata a distanza di qualche ora dalla cottura, con crostini di pane fritti nell’olio extravergine di oliva.

Infine non può mancare il piatto simbolo delle regioni spagnole ovvero la paella. Va ricordato però, che la paella è un piatto tradizionale di origine valenciana a base di verdure e carne; la versione “marinera” con pesce e frutti di mare, oppure quella “mixta” con carne e pesce sono delle evoluzioni successive e tecnicamente non potrebbero essere definite come vera “paella valenciana”.

(Lorenzo Zuelli)


Premio internalizzazione “Save the brand 2022” a Dario Loison “…per aver saputo guardare all’estero e per aver promosso il consumo del panettone tutto l’anno”

Si è tenuto il 4 luglio al Four Seasons di Milano, la premiazione “Save the Brand 2022“, giunto alla nona edizione. Organizzato da LC Publishing Group – con la sua testata digitale Foodcommmunity.it – il premio è dedicato agli imprenditori italiani nel settore Food & Beverage che si sono distinti per il valore che hanno creato intorno al proprio marchio.
A Dario Loison è stato assegnato il Premio Internazionalizzazione “Save The Brand 2022”  “per aver saputo guardare all’estero e per aver promosso il consumo del panettone tutto l’anno“.

Un premio di cui Dario Loison è particolarmente orgoglioso e che va ad affiancare i riconoscimenti FoodCommunity conquistati nel 2018: il premio Save the Brand “Best Practice Tradizione e Innovazione“ perché “L’azienda dolciaria dispone di una struttura produttiva e commerciale agile e all’avanguardia, capace di mantenere i solidi legami con la tradizione pasticcera più antica e di rispondere alla domanda di un mercato globale” e il Premio Food Story “FoodCommunity Awards“,  con la seguente motivazione: “Pasticceri da tre generazioni, esporta i suoi prodotti in 55 paesi. Le università di tutto il mondo studiano il “modello-Loison”, connubio tra tradizione e innovazione“.

 

Dolciaria A. Loison Srl
via Pasubio, 6
36030 Costabissara (VI) – Italy
Tel: +39 0444 557844
loison@loison.com


Vinum SPA nel Castello di Spessa, Golf Wine Resort & SPA

Le proprietà benefiche dei principi attivi delle uve e del vino sono alla base dei trattamenti e dei cosmetici della Vinum SPA del Castello di Spessa Golf Wine Resort & SPA di Capriva del Friuli nel Collio goriziano, interamente dedicata alla “vinoterapia”. Ricavata nella zona delle antiche scuderie all’entrata del Castello, la Vinum Spa ha al suo interno una piscina con idromassaggio e all’esterno una seconda piscina e un grande idromassaggio esagonale panoramici. Aperta a tutti gli amanti del benessere, va ad arricchire l’offerta del resort immerso fra le vigne del Collio, la più pregiata zona vinicola del Friuli Venezia Giulia.

Tutto, nella SPA, riconduce all’uva e al vino: gli affreschi sulle pareti, i grandi tini per la vinoterapia, i massaggi con pietre calde ricavate dalla marna (il terroir del Collio ricco di sali e microelementi, da cui i vini traggono carattere, profumi, mineralità e freschezza unici), i nomi dei trattamenti, le essenze all’aroma di uva e mosto, le tisane benefiche derivate dalle foglie di vite e il succo d’uva depurativo. I trattamenti sono effettuati con cosmetici naturali agli estratti di uva e di vite creati appositamente per il Castello di Spessa Golf Wine Resort & SPA, così come l’olio di vinaccioli e al mosto d’uva per i massaggi, lo scrub corpo ai semi di vinaccioli, il fango antiage al mosto d’uva, il profumo d’ambiente. Un percorso è dedicato anche alla “grappaterapia”, con trattamenti dall’azione antiossidante, antinfiammatoria e tonificante che si concludono con la degustazione di una delle grappe della tenuta.

Al piano terra il percorso inizia con un’ampia Sauna finlandese con stufa di maiolica, Bagno turco, Docce emozionali con cromoterapia, Percorso Kneipp con pietre dell’Isonzo (il fiume simbolo di queste terre), Showerbucket, Cascata del ghiaccio, Suite privè con tini per bagni al vino. Qui si trovano anche la piscina con idromassaggio e la zona relax con la Tisaneria, che si aprono con grandi vetrate sulle colline.

Al primo piano l’emozione continua in spazi preziosi dedicati ai massaggi, fino ad arrivare all’area VinumTherapia, cuore pulsante della SPA. Qui la vinoterapia si declina in ogni sua sfaccettatura, iniziando dalla suite panoramica I Tini con gli idromassaggi cromoterapici in grandi tini e continuando nella sala dedicata alla VinumTherapia, dove – dopo un bagno nel vino – si possono ricevere benefici e confortevoli trattamenti su lettini sensoriali a base di uva fresca e con cosmetici prodotti dalla lavorazione di uve del Castello. Infine ci si rilassa, sorseggiando un calice di vino, nella sala Le Botti, i cui arredi sono stati ricavati dal recupero di antiche botti.

Nell‘area esterna della Vinum Spa, incastonata fra il parco storico del Castello e il campo da golf, la bellezza della natura si fonde con dettagli esclusivi: la sauna finlandese, il piacere della piscina, i lettini a baldacchino, la vista panoramica dalla Relax Lounge, il rilassante idromassaggio circolare con vista sospeso tra l’azzurro del cielo e il verde dei prati, il bar bordo piscina dove sorseggiare succhi d’uva e i freschi e minerali vini del Castello, o concedersi un piacevole aperitivo. Con la bella stagione, il Summer Club è un piccolo eden nel verde e nella frescura per chi vuole trascorrere qualche ora, o l’intera giornata, di assoluto relax lontano dalla folla fra nuotate, bagni di sole, idromassaggi.

Il percorso della Vinoterapia continua volendo anche a tavola, al ristorante gourmet La Tavernetta al Castello, dove accanto ai tradizionali piatti d’alta cucina creati dallo Chef Antonino Venica, si possono richiedere anche salutari e golosi piatti vegetariani.

“L’esperienza multisensoriale nella Vinum SPA fa scoprire lo spirito più autentico e profondo della nostra terra, le straordinarie colline del Collio” commenta Loretto Pali, proprietario del resort, che ha voluto realizzare la SPA per completarne l’offerta, convinto che “nel vino c’è gioia, salute e bellezza”.

Vinum SPA
Via Spessa 1 – Capriva del Friuli (GO)
Tel: + 39 0481.808033 Cell. +39 ‎389 095 0733
www.castellodispessa.it
vinumspa@castellodispessa.it

Castello di Spessa Golf Wine Resort& SPA – Legato a nobili casate e illustri ospiti come Giacomo Casanova, il Castello di Spessa si trova nel cuore del Collio Goriziano, a Capriva del Friuli, ed è completamente circondato dalle vigne della tenuta a cui dà il nome, fra cui si snodano le 18 buche del Golf Country Club Castello di Spessa. Le sue origini risalgono al 1200. Oggi elegante Resort, ha una quindicina di suites arredate con mobili del’700 e dell’800 italiano e mitteleuropeo e, scavata nella collina sottostante il maniero, la più antica e scenografica cantina del Collio, dove invecchiano i pregiati vini della tenuta. Nel Gusto di Casanova, il Bistrot del Castello, si degusta una straordinaria selezione di prodotti del Friuli Venezia Giulia.  Dal restauro di una vecchia cascina ai piedi del castello è stata ricavata la Tavernetta al Castello, con un rinomato Ristorante Gourmand e 10 camere dall’atmosfera country. La Club House del Golf Country Club è ospitata in un antico rustico, con ampio dehors e un’ombreggiata terrazza: nel suo ristorante, l’Hosteria del Castello (aperta anche a chi non gioca a golf), la cucina rincorre la stagionalità e ricalca i sapori del territorio. In un casale affacciato sul green sono stati ricavati 8 Appartamenti nelle Vigne riservati al Digital Detox, arredati con caldo stile rustico e dedicati soprattutto ai golfisti e alle famiglie, e nel Casale in collina, il più appartato della tenuta, 10 stanze arredate in stile shabby chic che si affacciano su uno splendido paesaggio di vigneti e sul campo da golf.


Una vera e propria foresta - tra Romagna e Toscana - da visitare e vivere appieno

La Romagna non è solo mare e spiagge, ma anche natura, aria buona e possibilità di trascorrere le giornate in pieno relax, magari letteralmente immersi nel verde di una foresta secolare come quello del versante romagnolo delle Foreste Casentinesi – parco nazionale dal 1993 e dal 2017 patrimonio mondiale dell’Unesco – 36 mila ettari di natura incontaminata equamente divisa tra Romagna e Toscana a cavallo tra le province di Forlì Cesena, Arezzo e Firenze. Qui si avverte a ogni passo il respiro della natura tra flora e fauna, qui c’è di tutto: faggete e abetine e nelle quote più elevate, abete bianco e frassino maggiore, aceri, tiglio selvatico e olmo montano. Si possono trovare anche individui di tasso e agrifoglio, elementi rari e protetti in Emilia Romagna. Anche querceti nei boschi misti di latifoglie decidue; poi ci sono, il castagno, i carpini bianco e nero, l’acero opalo, arbusteti e cespuglietti, il mirtillo e il brugo, la ginestra dei carbonai, la felce aquilina, il prugnolo, il biancospino, la rosa selvatica, il ginepro comune, il pero selvatico e il sanguinello (monte Gabrendo).  E non mancano prati, pascoli e fiori… l’Anemone, la Sassifraga, la Genziana verna e la Viola di Eugenia, simbolo della flora italiana e caratteristica dei massicci appenninici dell’Italia centrale.

Per la fauna, manca solo l’orso, ci sono anche l’aquila reale, il lupo (una cinquantina di esemplari, suddivisi in 9 branchi) e la consistente presenza di ungulati: cinghiale, capriolo, daino e cervo oltre ad altre presenze accertate: volpe, lepre, talpa, europea e cieca, scoiattolo rosso, istrice e riccio.  E’ presente anche il gatto selvatico, un’assoluta novità per l’Appennino settentrionale.  Tra i volatili sono presenti ben 139 specie tra i presenti con regolarità e i nidificanti (tutte le varietà di Picchio comprese). Tra i rapaci diurni troviamo la già citata Aquila reale, il Gheppio e il Falco pellegrino, anche il pecchiaiolo, l’Astore, lo Sparviere e la Poiana.  Tra quelli notturni, oltre a Barbagianni, Civetta, Allocco e Gufo comune, troviamo anche il Gufo reale, purtroppo in drastico calo di presenze. In zona sono presenti anche Anfibi e Rettili: Salamandra pezzata, Salamandrina dagli occhiali, Geotritone italiano, diversi Tritoni, alpestre o montano, comune o punteggiato e crestato italiano; tra i rettili sono diffusi il Biacco, il Saettone, il Colubro liscio, la Biscia dal collare, la Vipera comune, la Lucertola muraiola e la campestre, il Ramarro occidentale e l’Orbettino.

La ricchezza faunistica maggiore delle Foreste Casentinesi è però quella più nascosta e sottovalutata relativa agli animali invertebrati, tra Carabidi, Cerambicidi e farfalle e falene. Occorre citare anche la popolazione del raro e protetto gambero di fiume, del granchio e l’eccezionale diversità di insetti xilofagi, come funghi e organismi coinvolti nei processi di degradazione e decomposizione del legno morto e necromassa al suolo, elementi fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi forestali.

Oltre a tale grande “ricchezza”, in questa estate torrida, qui si può trovare quel fresco che da altre parti manca e sono molti i turisti che si arrampicano fin quassù, proprio per questo motivo e che si dedicano alle tante possibilità escursionistiche possibili, a piedi o in mountain bike per i tantissimi sentieri che si possono percorrere per sfuggire alla calura che torna a soffocare città e pianure… magari per arrivare a qualche insediamento monastico come  l’eremo di Camaldoli (fondato nel 1012 da San Romualdo, che si ritirò in questo luogo circondato da foreste e nei pressi del quale c’è il delizioso laghetto artificiale Traversari di Camaldoli). Altro complesso monastico è quello di San Francesco d’Assisi a La Verna del 1213.

Perfino tracce indelebili di storia in questa foresta, citata da Dante nella Divina commedia e vista da famosi visitatori del passato come Ludovico Ariosto e San Francesco d’Assisi. Oggi è una delle aree naturalistiche meglio conservate d’Italia: “E’ un’area coperta al 90% da foreste – spiega Marco Menicucci, tenente colonnello dei Carabinieri Forestali – e quindi, di per sé, si conserva grazie a questa copertura forestale. Poi ci sono tanti ambienti ricchi di acqua e quindi di nicchie ecologiche adatte alla vegetazione e anche alla fauna, dunque, tante le biodiversità”.

Sede della Comunità del Parco
Palazzo Nefetti
via Nefetti, 3
47018 Santa Sofia – FC
tel. 0543 971375 – fax. 0543 973034
info@parcoforestecasentinesi.it

Antonio Farnè inviato Tg2 Rai


Da Matteo, dove Biella è gourmet

Quante volte mi è stato chiesto da amici e colleghi dove mangiare qui, dove magiare là, in città o paesi, al mare o in montagna. In alcune occasioni non ho avuto dubbi ed ho espresso al volo la mia opinione, in altre magari no e ci ho pensato qualche minuto in più. Ma in questo momento se qualcuno mi domandasse in riferimento alla città di Biella direi tranquillamente: da “Matteo”.

Biella, capoluogo della omonima provincia piemontese conta circa 45 mila abitanti, sorge ai piedi delle Prealpi omonime, allo sbocco delle valli dell’Elvo, dell’Oropa e del Cervo. Per anni indiscussa capitale dei filati è diventata provincia nel 1992.

Raggiungendo il cuore della città, dove l’altitudine misura 420 metri sul livello del mare, si giunge in una delle piazze più belle e ricche di storia: Piazza Duomo. Alla sinistra della Cattedrale di Santo Stefano, patrono della città, un antico palazzo ospita l’elegante bomboniera dei coniugi Marra. Sobria, fascinosa, raffinata ma senza fronzoli, la dimora accoglie con quella classe tutta sabauda il ristorante da “Matteo”. L’interno è decisamente elegante nella sua semplicità, condito da una piacevole nota di modernità. Alle pareti, di una delle sale, spiccano della grandi fotografie di personaggi famosi a livello internazionale. In un’altra una simpatica tappezzeria rende caldo e avvolgente l’ambiente.

Matteo ha alle sue spalle una storia tipicamente italiana, figlio di immigrati, padre siciliano e madre pugliese, degli anni della rinascita del nostro Paese. Poi c’è Francesca, sua moglie, di origine emiliana da sempre al suo fianco. Insieme propongono ai clienti quell’ambiente che, pur rimanendo decisamente informale, dona la rasserenante sensazione di sentirsi come a casa propria.

Discrezione è la parola d’ordine, il fil rouge del locale, in cui nulla è appariscente mentre la vera inquilina, non certo abusiva, è la concretezza. Professionale e garbata, attenta e sorridente, Francesca si muove in sala, sussurrando consigli ai clienti, senza mai fare valere la sua formazione di sommelier AIS. Discrezione dunque ma accompagnata da una carta dei vini di quelle consistenti, redatte con cura e conoscenza delle cantine piemontesi e non solo.

E la cucina? È il frutto delle esperienze di Matteo che è cresciuto in una famiglia di ristoratori. La classica storia italiana, appunto, che ha visto il giovane figlio di immigrati dal Meridione della Penisola, crescere a Torino sotto il mantello di mamma Fiat per poi spostarsi nel Biellese e respirare l’aria delle cucine del ristorante dei genitori.

Nel corso degli anni il suo percorso professionale si è arricchito e ben delineato, sono arrivati i locali gestiti in proprio e le meritate soddisfazioni. Gli studi all’alberghiero di Trivero e le esperienze professionali gli hanno invece consentito di affrontare un percorso declinato sul territorio biellese e non solo.

Partendo da Masserano e continuando all’Alba Marina di Valdengo, gestito dalla famiglia di Francesca dove nacque il connubio sentimentale e professionale. Trascorrono altri anni e la storia continua proprio con il nome di Matteo, dapprima in un locale con sede a Cossato, località famosa per avere dato i natali al celebre Ezio Greggio, poi a Biella vicino alla sede della Provincia per poi approdare, 9 anni fa nella sede attuale.

La cucina di Matteo è ancora oggi ricerca, una continua evoluzione che tende a demarcarsi dallo standard della cittadina laniera senza però scordare il territorio e i suoi sapori.

Tutto si esprime in mare e terra, una miscela ottimale di creatività ed elaborazione che porta a proporre alla clientela una sequenza di piatti mai banale. Quelle che definiamo contaminazioni o meglio ancora commistioni tra le diverse anime si fondono senza confondersi nella cucina di Matteo e Francesca.

La terra piemontese con sfumature modenesi si interseca nelle onde del Mediterraneo e consente di ritrovare nelle ricette ingredienti ambasciatori della filosofia di Matteo Marra.

Sul lato opposto della grande piazza, al civico 10, di recente ha preso vita il “Laboratorio di Matteo”, ovvero il complemento ideale di casa Marra. Bar, caffetteria e lounge per ogni momento di relax goloso della giornata, dove gustare brioche e croissant freschi sformati ogni mattina e, in stagione, panettoni e colombe che profumano intensamente l’ambiente. Inutile dire che è dal laboratorio che escono i dolci e i pani serviti nelle sale del ristorante; e dove si può trovare una selezione di etichette e di prodotti tipici del territorio, sapientemente selezionati, da consumarsi sul posto o da asporto.

Si, in questo momento non avrei dubbi se qualcuno mi chiedesse dove andare per stare bene a tavola a Biella. Darei una risposta: da Matteo e Francesca, lì a due passi dal Duomo, ma come a casa!

(Fabrizio Salce)

MATTEO – Piazza Duomo, 6 – Biella
https://matteocaffeecucina.it
info@matteocaffeecucina.it
LABORATORIO MATTEO – Piazza Duomo, 10 – Biella


Sicilia. Il calendario dell’esclusivo spettacolo teatrale nel cuore della Valle dei Templi: CONTINUA LE STOAI SIMPOSIO DEGLI DEI.  Per tutta l'estate, fino al 28 ottobre 2022: 36 appuntamenti in 4 mesi

Continua a Le Stoai, nella Valle dei Templi, il Simposio degli Dei, uno spettacolo esclusivo in tre atti che accompagnerà, con due appuntamenti a settimana, tutta l’estate siciliana fino al 28 ottobre 2022.

Un’esperienza unica che si ispira alla storia millenaria dell’antica Grecia, per valorizzare, attraverso l’arte e la cultura, la bellezza attuale del territorio. L’ambientazione infatti è quanto di più spettacolare si possa immaginare: la Valle dei Templi, il parco archeologico più esteso del mondo. In questa atmosfera magica e suggestiva si gusteranno gli autentici cibi dell’antica Grecia da cui la cucina siciliana tra origine e ne custodisce i sapori.

Teatro con cena ispirata all’antica Grecia

Sull’affascinate scenario della Valle dei Templi, il Simposio degli Dei è pronto a condurre lo spettatore attraverso arte, natura e cultura in una entusiasmante esperienza. Gustando cibi di una tradizione antica, ascoltando musiche dalle vibrazioni ancestrali e assistendo a danze rituali, si rivive il mitico incanto del mondo greco.

Lo spettacolo teatrale si compone di tre atti svolti in tre ambientazioni diverse. L’atto che dà inizio all’evento si svolge nel giardino tra gli ulivi secolari e mette in scena il rito, inteso come l’insieme dei gesti che congiungono uomini e dei. La parte centrale dello spettacolo è invece il simposio nella sala interna. Una cena a base di prodotti tipici dell’antica Grecia, ispirazione dell’attuale cucina tradizionale siciliana. Il tutto accompagnato da Ambrosia d’Uva, nettare di cui si nutrivano gli dei. Durante la degustazione gli attori continuano la recitazione tra i commensali, che possono interagire con loro dando vita a uno spettacolo ogni volta unico. Infine l’ultimo atto avviene nella terrazza all’aperto, ancora con la splendida vista sulla Valle dei Templi. È qui che racconti ed emozioni danno vita al mito.

I volti de Le Stoai

Dietro al grande progetto innovativo de le Stoai ci sono prima di tutto i suoi ideatori. Antonio Alba imprenditore e Simona Frenna attrice teatrale hanno messo insieme, da una parte, competenza nel settore turistico, dall’altra esperienza e passione per il teatro per dare vita al Simposio degli Dei. “Il nostro desiderio è offrire uno spettacolo capace di raccontare la nostra terra così preziosa e affascinante e la nostra storia così ricca e unica – spiega Antonio Alba – Attraverso il linguaggio teatrale vorremmo regalare un percorso esperienziale capace di emozionare lo spettatore che diventa il vero protagonista di uno spettacolo magico e indimenticabile”.

Regista dello spettacolo è Marco Savatteri che racconta così l’esperienza esclusiva: “Uno spettacolo nello spettacolo ispirato dalla storia millenaria della Valle dei Templi. Un “divertimento culturale” assicurato con il grande Zeus, sua moglie Era, la bella Afrodite, il possente Ercole e altri dei ed eroi mitici. Potrai partecipare ad un simposio come facevano i Greci, mangiare come loro e poi scoprirti protagonista di una performance esperienziale, in un luogo che esprime e racconta il sapore e l’odore della Sicilia”.

Alla “regia” del cibo c’è lo chef Rosario Matina, che si occupa dell’aspetto culinario dello spettacolo, con piatti che stupiscono i commensali grazie ai sapori dell’antica Grecia. Originario di Favara, Rosario Matina è da sempre appassionato alla storia delle tradizioni gastronomiche e culturali della Sicilia.

Informazioni tecniche

Simposio degli Dei è uno spettacolo stabile in tre atti con cena. Lo spettacolo si svolge alle ore 19.30 e dura circa 90 minuti. Di seguito le date previste.

Giugno: martedì 28 e giovedì 30. Luglio: mercoledì 6, venerdì 8, mercoledì 13, venerdì 15, mercoledì 20, venerdì 22, mercoledì 27, venerdì 29. Agosto: mercoledì 3, venerdì 5, martedì 9, giovedì 11, mercoledì 17, venerdì 19, mercoledì 24, venerdì 26, mercoledì 31. Settembre: venerdì 2, martedì 6, giovedì 8, mercoledì 14, venerdì 16, mercoledì 21, venerdì 23, mercoledì 28, venerdì 30. Ottobre: mercoledì 5, venerdì 7, mercoledì 12, venerdì 14, mercoledì 19, venerdì 21, mercoledì 26, venerdì 28.

Il costo del biglietto è di 75 €, per i bambini tra i 6 e i 12 anni il costo è di 50 €, comprensivo di cena a menu fisso con vini.

Nella Valle dei Templi, parco archeologico più esteso del mondo

Le Stoai, grazie alla sua posizione privilegiata, si affaccia direttamente sulla splendida Valle dei Templi. Con i suoi 1300 ettari, è il parco archeologico più esteso del mondo, dichiarato nel 1998 dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità. È custode di una straordinaria ricchezza monumentale e paesaggistica, a cui appartengono i resti dell’antica città greca di Akragas e il territorio circostante sino al mare.

(Foto del servizio a cura di Fabio Florio)

Info: Le Stoai – via Alfredo Capitano 1
Valle dei Templi, Agrigento
tel. 0922 437146
https://stoai.show/ 


Progetto biodiversità: SCHÄR invita i consumatori a piantare un seme virtuale per il futuro

Immaginate un meraviglioso campo agricolo ed una tavola imbandita attorniata di persone che chiacchierano piacevolmente e condividono i cibi più amati e appetitosi: sia nel campo, che a tavola, più c’è diversità, meglio è!

Ogni diverso seme ed ogni singola persona, nella propria unicità, apportano nutrimento, arricchimento e rafforzano le radici. Ecco perché quando parliamo di agricoltura, tutelare la diversità è fondamentale. La diversità delle colture purtroppo si sta fortemente riducendo e salvaguardarla è ogni giorno più importante. Per il nostro futuro, dei nostri figli e del nostro pianeta.

Coltiviamo preservando la biodiversità

Noi di Schär ci impegniamo ogni giorno per la biodiversità nell’agricoltura, per sostenere una maggiore diversità vegetale e per la riduzione delle monocolture che impoveriscono il suolo. Perché per avere prodotti buoni, sicuri e salubri, dobbiamo far grande attenzione all’ambiente in cui nascono e crescono le materie prime con le quali sono preparati.

Abbiamo capito che oltre a mais e riso, dobbiamo dare sempre più spazio alle colture minori come il miglio, il grano saraceno, il sorgo. Che scegliere per le nostre colture esclusivamente quelle aree dove le piante crescono e prosperano naturalmente, è meglio. E che le api e gli altri insetti impollinatori sono fondamentali e necessitano di protezione.

Field100: un solo campo, 100 colture diverse

Per celebrare i nostri primi 100 anni di attività e di attenzione alla diversità, abbiamo creato in Alto Adige, la nostra casa, Field100, uno dei campi più vari mai coltivati prima, che contiene ben 100 colture differenti in un unico appezzamento! Alcuni sono semi con una storia di 100 anni, altri sono utilizzati ancora oggi. Alcuni provengono dal nostro territorio, altri da tutto il mondo. Abbiamo scelto le varietà in grado di adattarsi alle condizioni del nostro specifico territorio, circondato dalle meravigliose Alpi. E per favorire l’impollinazione stiamo coltivando alcune tipologie di fiori selvatici tutt’intorno,

impreziosendo il campo di bellezza e diversità. Abbiamo anche installato in loco alcune videocamere! Chi è curioso di scoprire come procede la coltivazione e la crescita delle piante, potrà così comodamente seguire on line l’evoluzione del campo nelle varie stagioni e godersi le diverse e suggestive fioriture, visitando: drschaer.com/it/a/field100

Field100 è una promessa di attenzione alla biodiversità per i prossimi 100 anni. Field100: una piccola parte di un mondo migliore.

L’iniziativa internazionale speciale: un invito a piantare un seme per il futuro

Abbiamo pensato di dare la possibilità a tutti di partecipare a questo entusiasmante pro- getto ed abbiamo coinvolto oltre all’Italia ben 21 altri Paesi, tra cui Francia, Germania e USA: è infatti possibile accedere, da ogni parte del mondo, ad un campo virtuale, ricco di tante colture diverse (tra cui ad esempio lenticchie, sorgo, piselli, fagioli e miglio perlato) nel quale ognuno può scegliere il proprio seme e piantarlo accompagnandolo digitalmente con un breve messaggio relativo al desiderio/impegno per il futuro che desidera far germogliare; dando origine ad un autentico campo dei desideri! Per ogni seme virtuale pianta- to, il raccolto sarà conservato per un anno, grazie alla collaborazione con Crop Trust, un’organizzazione internazionale dedicata a conservare e a rendere disponibile la diversità delle colture in tutto il mondo, sempre e per tutti.

Per aderire all’iniziativa: seminaunfuturomigliore.schaer.com

Scegli il tuo seme piantalo insieme al tuo desiderio per il futuro.

Conserveremo il raccolto anno per 1 anno dal campo alla tavola, per offrirvi il meglio.

In collaborazione con i nostri partner, dai ricercatori, agli agricoltori fino ai mugnai, accompagniamo i nostri prodotti dal campo alla tavola. Per essere certi che i nostri prodotti siano di alta qualità e sicuri, ci affidiamo ad una rete di agricoltori e produttori selezionati che si concentra nel Nord Italia estendendosi anche in Europa.

Tanti semi per arricchire gli alimenti di varietà e gusto

I semi che coltiviamo sono quelli che danno origine agli ingredienti che poi ritrovate in molte delle nostre bontà gluten free. Miglio, avena, grano saraceno, sorgo, quinoa, amaranto, teff, lenticchie, semi di lino, di girasole, di chia: questi ed altri squisiti cereali, pseudo-cereali, legumi e semi che nascono in natura senza glutine vengono utilizzati per rendere speciali i nostri prodotti; sono infatti molto importanti perché regalano tante sfumature di sapore e al contempo tanti benefici per il nostro benessere perché contengono preziose sostanze (fibre, proteine, vitamine e minerali).

Confezioni che rispettano l’ambiente

Proteggere la natura è per noi sempre più essenziale. Lo facciamo in tutte le fasi della messa a punto dei nostri prodotti. Anche quando progettiamo la loro confezione. Ecco perché abbiamo scelto di usare solo gli imballi realmente necessari, usiamo carta certificata FSC, ossia ottenuta

salvaguardando le foreste e studiamo nuove soluzioni sempre più rispettose della natura. Inoltre, aiutiamo chi gusta le nostre bontà a smaltire correttamente gli involucri: è semplice contribuire tutti insieme alla salvaguardia dell’ambiente!

Schär, con il meglio di noi

Con una gamma di oltre 150 prodotti, Schär è il marchio storico del Gruppo Dr. Schär, pioniere e leader nel mercato italiano del senza glutine. Schär è sinonimo di prodotti di alta qualità, sicuri ed eccellenti nel gusto, pensati per unire al meglio le esigenze dietetiche e il piacere di mangiare. Grazie agli importanti investimenti del Gruppo in Ricerca e Sviluppo ed alla collaborazione costante con esperti del settore, Schär è in grado di offrire prodotti sempre migliori dal punto di vista organolettico. Chi sceglie i prodotti Schär, può inoltre contare su una consulenza qualificata e specifici servizi concepiti per affrontare in modo più semplice e sereno la vita senza glutine.

www.schaer.com