"VinoVip Cortina 2026" chiude con successo la sua quindicesima edizione
Il summit biennale di Civiltà del bere ha riunito sulle Dolomiti i grandi nomi dell'enologia italiana per due giornate di confronto, approfondimento e degustazioni, con la partecipazione di oltre 700 ospiti.
Il futuro del vino italiano passa dalla sua grande tradizione: è questo il filo conduttore che ha attraversato la quindicesima edizione di VinoVip Cortina, il summit biennale ideato e organizzato dalla rivista Civiltà del bere, andato in scena il 12 e 13 luglio in alcune delle location più iconiche di Cortina d'Ampezzo. La due giorni ha riunito sulle Dolomiti alcuni dei più autorevoli protagonisti del vino italiano, alternando momenti di confronto, approfondimento e degustazioni dedicate alle migliori espressioni dell'enologia nazionale.
Il talk show inaugurale, dal titolo "I tenori del vino italiano", ha aperto i lavori con una riflessione sul passato e sul futuro del comparto, mettendo a confronto quattro figure che hanno contribuito a scrivere la storia del vino italiano: Piero Antinori, Sandro Boscaini, Angelo Gaja e Fausto Maculan. Guidati da Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere, i protagonisti hanno affrontato i grandi temi che oggi interessano il settore. Si è discusso di come, tra le principali minacce per il panorama enologico, figurano l'impatto climatico (Gaja e Maculan), l'evoluzione dei consumi (Boscaini), nonché l'instabilità dei mercati, il rincaro dei costi e gli ostacoli burocratici (Antinori). È stato inoltre approfondito il tema del consumo giovanile, con un particolare richiamo alla moderazione.
A seguire, è stato consegnato a Marilisa Allegrini, presidente del Gruppo che porta il suo nome, il Premio Khail 2026, riconoscimento intitolato al fondatore di Civiltà del bere e destinato a chi si è distinto nella valorizzazione del vino italiano nel mondo.
La prima giornata è proseguita con l'approfondimento dedicato al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, durante il quale Alessandro Torcoli e il direttore del Consorzio di Tutela e Diego Tomasi hanno illustrato le più recenti evoluzioni della denominazione, analizzandone prospettive, sfide e opportunità. In particolare, Tomasi ha approfondito gli effetti dell’aumento delle temperature e della carenza idrica sull'espressione del terroir e le strategie di adattamento intraprese grazie alla raccolta dei dati che ha permesso una proiezione fino al 2100.
A seguire, il foyer dell'Alexander Girardi Hall ha ospitato una degustazione dedicata alle etichette di 23 aziende simbolo del territorio, offrendo agli operatori e agli appassionati un'occasione di approfondimento sulle diverse interpretazioni del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.
La giornata di lunedì si è aperta all'Hotel de la Poste con il walk-around tasting "I tre volti del Pinot e le loro espressioni", che ha esplorato le caratteristiche di Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero, con particolare attenzione al crescente interesse del mercato verso il Pinot bianco.
“È un piacere poter ospitare a Vinovip un banco d'assaggio di questo calibro, che permette di cogliere tutta la ricchezza e la versatilità di questa famiglia di vitigni davvero affascinanti” - ha commentato Torcoli - “dal Pinot bianco, al Pinot grigio, con le sue molteplici sfumature cromatiche, fino al Pinot nero nelle sue diverse interpretazioni stilistiche.”
Ad arricchire il percorso degustativo è stata anche la presenza del Consorzio Tutela Vini Collio, che ha presentato le produzioni di 21 aziende del territorio, insieme ad altre 24 realtà provenienti da tutta Italia.
Nel pomeriggio lo Chalet Tofane ha fatto da cornice al tradizionale Grand Tasting, appuntamento conclusivo della manifestazione che ha visto protagoniste 54 aziende selezionate da Civiltà del bere. Un walk-around tasting che ha permesso agli operatori del settore e agli appassionati di confrontarsi direttamente con i produttori, confermando ancora una volta VinoVip Cortina come uno degli appuntamenti di riferimento del panorama vitivinicolo italiano.
“Questa edizione di VinoVip ci ha emozionato particolarmente, perché è stata vissuta nello spirito delle origini, con incontri di alto livello in un’atmosfera irripetibile, con lo scenario delle montagne più belle del mondo” - ha dichiarato Alessandro Torcoli. E così la quindicesima edizione di VinoVip Cortina si è conclusa con oltre 700 ospiti, tra operatori del settore, buyer internazionali, giornalisti e appassionati provenienti dall'Italia e dall'estero, e circa 1200 bottiglie stappate.

L'appuntamento con VinoVip tornerà nel 2027 a Forte dei Marmi.
VinoVip 2026: i Protagonisti
Marilisa Allegrini • Andreola • Marchesi Antinori • Argiolas • Banfi • Berlucchi Franciacorta • Bortolomiol • Le Caniette • Castello di Querceto • Cesarini Sforza • Cleto Chiarli • Colli Ripani • Il Colombaio di Santa Chiara • Costa Arènte • Marco Felluga - Russiz Superiore • Fèlsina • Tenute Folonari • Fontanafredda • Fonzone • Nino Franco • Gabe Tenute • Isole e Olena • Kettmeir • Lamole di Lamole • Cantine Lvnae • Maculan • Le Manzane • Masciarelli • Masi Agricola • Mezzacorona • Monte Zovo • Pasqua Vini • Pio Cesare • Planeta • PuntoZero • Rottensteiner • Ruggeri • Tenuta San Guido • Tenuta Sant’Antonio • Sartori di Verona • Tedeschi • Cantina Terlano • Terra Moretti • Tinazzi • Tommasi • Cantina Tramin • Umani Ronchi • Varvaglione 1921 • Velenosi • Villa Bogdano 1880 • Villa Sandi • Vite Colte • Zorzettig • spirits: Castagner •
Agrifest 2026 è la festa del grano di Molini Pivetti per celebrare un decennio di filiera
La sede dello storico Molino di Renazzo, in provincia di Ferrara, si è trasformata per un giorno in una piazza di festa: oltre 60 agricoltori presenti, pizza sfornata al momento, musica dal vivo e la premiazione dei protagonisti della filiera certificata Campi Protetti Pivetti.
Molini Pivetti ha aperto le porte della propria sede di Renazzo (FE) per l'Agrifest 2026, la festa che ogni anno chiude la campagna grano e che quest'anno ha assunto un significato speciale: i dieci anni di Campi Protetti Pivetti, la filiera certificata che rappresenta il fiore all'occhiello del territorio.
L’appuntamento si è tenuto il 7 luglio scorso con oltre 60 agricoltori che vi hanno preso parte, insieme a dipendenti, agronomi, conferitori e operatori del settore, oltre alla famiglia Pivetti. La sede aziendale si è trasformata in una piazzetta vivacemente animata: pizza sfornata sul momento dai tecnici Molini Pivetti, birra, dolci e musica dal vivo hanno accompagnato la serata insieme alla lettura della "zirudela", il tradizionale componimento scherzoso in rima, scritto e recitato in dialetto da uno dei più giovani agricoltori della filiera.
Momento clou della festa è stata la cerimonia di premiazione degli agricoltori della filiera Campi Protetti Pivetti, a cui è stata consegnata una medaglia celebrativa in segno di riconoscimento e appartenenza a un progetto nato nel 2016 per offrire prodotti di origine e qualità tracciate in ogni fase produttiva. Tre i riconoscimenti assegnati: il Premio Qualità e il Premio Filiera, conferiti entrambi all'azienda agricola Pascolone, prima classificata, e il Premio Fedeltà a Vezzani Serse, vincitrice sul podio per il legame duraturo col molino e per aver creduto e contributo al progetto prima ancora del suo avvio.
Campi Protetti Pivetti è il progetto di innovazione agroalimentare più avanzato del territorio. Da dieci anni riunisce gli agricoltori attorno a un disciplinare rigoroso che garantisce qualità e tutela nella selezione e coltivazioni dei grani. È stata la prima filiera a essere certificata dall'ente internazionale CSQA e, con il marchio Campi Protetti Pivetti Sostenibile, una sua parte è oggi riconosciuta e certificata come "sostenibile". Da questo lavoro sono nate le linee di farine 100% emiliane Gran Riserva e Da Agricoltura Sostenibile.
Il progetto poggia su un rapporto costante tra gli agricoltori e gli agronomi di Molini Pivetti oltre ai partner tecnici, come xFarm Technologies, che garantisce il monitoraggio e la tracciabilità in tempo reale di ogni fase agricola; mentre la collaborazione con Yara Italia ha introdotto pratiche avanzate di fertilizzazione, grazie a un piano nutrizionale su misura per il grano tenero.
Per quest'ultima campagna grano, Campi Protetti Pivetti ha coinvolto 40 aziende agricole certificate per un totale di 1200 ettari di grano monitorato e 9000 tonnellate di grano conferito in molino.
La campagna grano 2026 è stata definita un'ottima annata: grano forte, con un buon valore proteico, buoni assorbimenti e stabilità, e valori pressoché nulli di micotossine (DON).
«La qualità del grano è decisamente superiore, sia dal punto di vista igienico sanitario, per i bassi livelli di micotossine (DON), che per il peso specifico, con livelli di contenuto di proteine variabile in base alle caratteristiche del terreno ed epoca di semina, ma comunque molto buono. Siamo soddisfatti» - ha dichiarato Alessandro Zucchi, agronomo e responsabile dei progetti di filiera di Molini Pivetti - .
Il marchio Campi Protetti Pivetti è oggi garanzia della totale salubrità dei grani 100% emiliani, selezionati e coltivati nelle province di Bologna, Modena e Ferrara. Con un approccio radicato su principi etici e orientato alla qualità e al rispetto dell'ambiente, Molini Pivetti continuerà a investire nelle migliori tecnologie guardando al futuro di Campi Protetti Pivetti con l'obiettivo di implementare, insieme agli agricoltori del territorio, un modello di filiera corta, controllata e sempre più sostenibile.

1875 - 2026, oltre 150 anni di farina in opera. Molini Pivetti, azienda di Renazzo in provincia di Ferrara, propone un’ampia scelta di farine di grano tenero fin dal 1875, anno in cui Valente Pivetti costruì il primo molino. Alla quinta generazione familiare, il molino resta l’anima del gruppo, simbolo di solidità e di impegno nel custodire e reinterpretare una tradizione che cambia e si rinnova nel tempo. La ricerca costante della massima qualità e l’introduzione di tecnologie all’avanguardia hanno permesso a Molini Pivetti di diventare un punto di riferimento assoluto dell’arte molitoria. Dal 2021 l’azienda ha racchiuso in un Manifesto di Sostenibilità il proprio impegno per una crescita responsabile e sostenibile attraverso i 4 pilastri di Agricoltura, Territorio, Responsabilità, Squadra. Dopo la presentazione del Report di Sostenibilità negli anni 2022 e 2024, l’azienda ha compiuto un ulteriore e significativo passo del percorso di responsabilità e trasparenza presentando, a dicembre 2025, il Bilancio di Sostenibilità relativo all’anno 2024, un documento che offre agli stakeholder una rappresentazione chiara e oggettiva degli obiettivi strategici di sostenibilità, evidenziando i progressi ottenuti in termini di riduzione degli impatti, uso efficiente delle risorse e miglioramento continuo dei processi produttivi.


Molini Pivetti SpA
Via di Renazzo, 67
44042 Cento FE
Tel. +39 051900003
www.molinipivetti.it
Padovaland diventa un'isola caraibica: decine di nuove palme per la stagione 2026 e tanto divertimento per tutti!

Dopo la storica acquisizione dei 162.000 metri quadrati dell'area, il parco acquatico di Padova inaugura l'estate consolidando il successo dello Spray Park “Jungle Beach”. Comfort tecnologico agli ombrelloni e offerta green per il “mare dei padovani”, adesso gli ombrelloni si possono prenotare anche via sito web.
Johnny Pozzi, titolare di Padovaland: «Oggi l'area verde offre un'ombra naturale e fresca, pare di essere in un’isola caraibica a due passi dal centro di Padova».
C’è un momento preciso in cui la pianificazione strategica di un’impresa si traduce in un’esperienza sensoriale immediata per il pubblico?
«Padovaland è e rimarrà sempre il mare dei padovani» - risponde il titolare Johnny Pozzi, che prosegue la tradizione avviata trentasette anni fa dal padre Enrico, pioniere in Italia nell'importazione degli scivoli dalla Spagna - «L'acquisto dell'area ci ha dato la stabilità per osare. Dopo lo Spray Park, quest'anno volevamo concentrarci sulla qualità ambientale e sull'illusione visiva: le decine di nuove palme caraibiche che non offrono solo un'ombra naturale e fresca nelle giornate più roventi, ma trasportano l'ospite in un ecosistema totalmente diverso, un villaggio turistico permanente dove staccare dalla routine lavorativa e multitasking della settimana».
Per Padovaland, lo storico parco acquatico di Padova nato nel 1989, quel momento coincide con l’apertura della nuova stagione 2026. Chi varcherà i cancelli del complesso di viale della Regione Veneto in questi primi fine settimana di luglio si troverà immerso in uno scenario radicalmente trasformato: grazie all'installazione di decine di nuove palme d'alto fusto all'interno dell'area verde, il parco sta procedendo con la sua metamorfosi estetica, assumendo a tutti gli effetti le sembianze di un’autentica isola caraibica a due passi dal centro cittadino.
Questa accelerazione sul fronte del paesaggio e del comfort rappresenta la naturale evoluzione della svolta storica avvenuta lo scorso anno, quando la proprietà ha acquistato da Interporto Padova Spa la piena titolarità dei 162.000 metri quadrati della superficie – comprensiva del grande lago della zona industriale e dell’ampio contorno verde – per un valore di 1,3 milioni di euro.

Il restyling esotico della stagione 2026 va a fare da perfetto contorno a “Jungle Beach”, lo Spray Park di ultima generazione inaugurato con numeri da record nell'estate 2025. L'attrazione, interamente dedicata alle famiglie e ai più piccoli, si conferma il cuore ludico del parco con la sua combinazione di giochi d'acqua, fontane, secchi d'acqua a ribaltamento e scenografie che richiamano la savana africana, il tutto adagiato sulla grande oasi di sabbia bianca finissima che ricrea fedelmente l'atmosfera marina in terraferma. Il tutto vicino al bar al Lago, recentemente ristrutturato e pronto a miscelare i migliori cocktail.
Accanto all'estetica, la direzione ha confermato e potenziato i servizi che garantiscono una totale sicurezza e serenità ai bagnanti. A partire da una innovazione tecnologica: basta corse per l’ombrellone, adesso si possono prenotare via App, definendo anche gli orari di arrivo. Qualche altro esempio? Cassette di sicurezza integrate: ogni singolo ombrellone è dotato di un sistema di custodia blindato per permettere ai visitatori di conservare smartphone, portafogli e oggetti personali durante i bagni o i momenti di relax. Confermata anche per questa stagione la Dog Area dedicata, per gli amici a quattro zampe resta attiva, su prenotazione, l'apposita area recintata e attrezzata con sdraio e ombrellone dedicati. Infine, va evidenziata la sostenibilità idrica e green: gli ombrelloni sono realizzati rigorosamente in paglia naturale, mentre l'intero impianto idraulico viaggia a pieno regime grazie al recente rinnovo delle pompe e delle reti di approvvigionamento per garantire il massimo risparmio d'acqua.

Con un'offerta che vanta 20 scivoli iconici – tra cui i celebri Kamikaze, la Treccia, il Toboga, la Pista Blanda e il Twin Slide – Padovaland si presenta ai blocchi di partenza del 2026 non più solo come un punto di riferimento per il tempo libero locale, ma come una vera e propria destinazione turistica capace di attrarre flussi organizzati e visitatori stranieri.
A testimoniare il forte radicamento nel tessuto economico del territorio è anche il rinnovo della storica partnership strategica con il gruppo Alìper: i clienti dei 120 supermercati del marchio della grande distribuzione potranno accedere al parco usufruendo di speciali ingressi agevolati attraverso la raccolta dei punti spesa. Ma non solo, sono state attivate anche altre importanti partnership commerciali per la vendita dei ticket in convenzione con aziende, enti e associazioni del territorio.


Viale della Regione Veneto 6 Padova
Tel. +39 049 8700130
Aperto tutti i giorni 10:00 / 18:00
www.parcopadovaland.it
Facebook di Padovaland
Arriva “Lavazza Moka Style” il gusto della tradizione in un gesto. Per il lancio, il brand celebra i piccoli riti quotidiani nei mercati di Milano e Genova
Lavazza presenta la nuova miscela in capsule compatibili con macchine Nespresso* Original: tutta l'intensità e l'aroma della moka racchiusi nella semplicità di un gesto. Per il lancio, il brand ha celebrato i piccoli riti quotidiani a Milano l'1 e il 2 luglio (presso il suggestivo Mercato Isola) e prossimamente - il 16, 17 e 18 luglio p.v. - anche nella storica cornice del Mercato Orientale di Genova.
Le nostre giornate non stanno mai ferme: si muovono rapide da un impegno all'altro, sempre di corsa. In questo flusso continuo, cresce il desiderio di pause che non siano semplici interruzioni, ma momenti che ci appartengono davvero, rituali tutti nostri.
Da questo scenario contemporaneo nasce Lavazza Moka Style, tra ritmo veloce e desiderio di tempo di qualità, tra tradizione e bisogni contemporanei. È la promessa di “Tutto il gusto della moka in un gesto”: un gesto semplice che reinterpreta il rituale della moka, capace di regalarci l’aroma familiare di sempre e un momento tutto per noi.
L’innovazione di Lavazza Moka Style è pensata per chi vuole ritrovare l’esperienza sensoriale e l’aroma della moka in una quotidianità contemporanea dove ogni giorno dobbiamo conciliare momenti per noi stessi con ritmi sempre più veloci. Le nuove capsule Lavazza compatibili con macchine Nespresso* Original racchiudono una miscela di pregiate qualità di Arabica e Robusta selezionate. La tostatura è studiata per esaltare le note di cacao, spezie e nocciole, supportando corpo e intensità, per risultare coerente con un profilo sensoriale vicino a quello della moka.
“Il consumatore moderno cerca la praticità, ma non vuole rinunciare all’esperienza di gusto della moka tradizionale. Con Moka Style offriamo proprio questo: un ponte ideale tra due mondi, parlando direttamente a chi oggi già alterna la capsula alla moka tradizionale”- dichiara Marco Barbieri, Marketing Director Italy di Lavazza - “Il nostro obiettivo è ampliare l’offerta per i nostri consumatori portando all’interno delle capsule compatibili con macchine Nespresso* Original un territorio di gusto che il consumatore apprezza da anni”.

Per presentare questa novità, Lavazza ha scelto una cornice originale, autentica e ricca di vita: il mercato. Uno spazio urbano fatto di relazioni, piccoli gesti e ritualità quotidiane.
In due tappe speciali tutti gli appassionati di caffè non solo potranno degustare il nuovo Lavazza Moka Style, ma saranno guidati alla scoperta del rituale più adatto a loro che verrà rappresentato in una digital postcard. Questo momento personalizzato potrà tradursi nell’ascoltare una playlist musicale, leggere un digital magazine o scoprire consigli ispirati al proprio segno zodiacale, momenti da concedersi per vivere meglio, grazie alla collaborazione speciale con l'astrologa Ginny Chiara Viola di “Una Parola Buona Per Tutti”. Perché anche l’astrologia, come il caffè, è un rito che si rinnova: non serve a prevedere il futuro, ma ad abitare meglio il presente.
Lavazza Moka Style diventa l'abilitatore di un nuovo modo di vivere la pausa caffè: un rito personale, una coccola quotidiana ed evocata con un solo, semplicissimo gesto.

Le prossime date della consumer activation: Genova: 16, 17 e 18 luglio, nella storica cornice del Mercato Orientale

Il viaggio di Lavazza Moka Style continua anche online: il nuovo rito del caffè è infatti protagonista di un racconto social coinvolgente che vede la partecipazione di una selezione di influencer ed esperti di lifestyle, pronti a condividere il proprio personalissimo momento "Moka Style".
* Lavazza non è affiliata né promossa o sponsorizzata da Nespresso
Il Gruppo Lavazza
Lavazza, fondata a Torino nel 1895, è un'azienda italiana produttrice di caffè di proprietà dell’omonima famiglia da quattro generazioni. Il Gruppo è oggi tra i principali protagonisti nello scenario globale del caffè, con un fatturato di oltre 3.9 miliardi di euro e un portfolio di marchi leader nei mercati di riferimento come Lavazza, Carte Noire, Merrild e Kicking Horse. È attivo in tutti i segmenti di business, presente in 140 mercati, con 9 stabilimenti produttivi in 5 Paesi. La presenza globale è frutto di un percorso di crescita che dura da più di 130 anni e gli oltre 30 miliardi di tazzine di caffè Lavazza prodotti all’anno sono oggi la testimonianza di una grande storia di successo, per continuare a offrire il miglior caffè possibile in qualsiasi forma, curando ogni aspetto della filiera, dalla selezione della materia prima al prodotto in tazza. Il Gruppo Lavazza ha rivoluzionato la cultura del caffè grazie ai continui investimenti in Ricerca e Sviluppo: dall’intuizione che ha segnato il primo successo dell’impresa – la miscela di caffè – allo sviluppo di soluzioni innovative per i packaging; dal primo espresso bevuto nello Spazio alle decine di brevetti industriali sviluppati. Un’attitudine a precorrere i tempi che si riflette anche nell’attenzione dedicata a temi economici, sociali e ambientali, da sempre considerati fondamentali per orientare la strategia aziendale. “Awakening a better world every morning” è il purpose del Gruppo Lavazza, che ha l’obiettivo di creare valore per gli azionisti, i collaboratori, i consumatori e le comunità in cui opera, unendo la competitività alla responsabilità sociale e ambientale.


Luigi Lavazza S.p.A.
Via Bologna 32 Torino
Centralino 011 23981
Servizio Clienti:
Tel. 800.124.535
www.lavazza.it
BOMBAY SAPPHIRE ® presenta Sparkling Lemon, il nuovo formato ready-to-drink
L’ultima novità nella categoria RTD (Ready to Drink "pronto da bere" si riferisce a bevande preconfezionate, prive di preparazione) è un cocktail al limone dal gusto vivace e frizzante in un pratico formato, miscelato con cura secondo gli stessi standard professionali dei bar.

BOMBAY SAPPHIRE® presenta l’ultima novità della gamma ready-to-drink del brand, la lattina di BOMBAY SAPPHIRE® Sparkling Lemon, disponibile in Italia e nel Regno Unito da giugno 2026.

Ispirato al celebre Bombay Sapphire Sparkling Lemon cocktail, il formato pronto da bere da 250ml regala una miscela dal perfetto equilibrio, in cui il gusto agrumato e vivace, ottenuto dalla miscela di limoni mediterranei, incontra il gusto deciso del ginepro e le delicate note speziate del BOMBAY SAPPHIRE® London Dry Gin infuso a vapore; ideale da gustare direttamente dalla lattina fredda o in un bicchiere con del ghiaccio e una spruzzata di limone fresco.

Alla base del BOMBAY SAPPHIRE® Sparkling Lemon RTD c’è il Bombay Sapphire® London Dry Gin, prodotto con 10 botaniche selezionate a mano provenienti da fornitori certificati sostenibili di tutto il mondo e realizzato secondo l’esclusivo processo di infusione a vapore di Bombay Sapphire®. Le sue vivaci note di ginepro e la sua delicata speziatura si uniscono all’infusione di limoni mediterranei, regalando al palato un carattere agrumato e vivace. Il tutto completato da una soda, per un gradevole profilo aromatico. Il risultato è un equilibrio di sapori naturali – allo stesso livello di un cocktail preparato dal proprio bartender di fiducia.
Natasha Curtin, Global VP di BOMBAY SAPPHIRE® commenta: “Il mercato dei Ready-To-Drink continua a guadagnare popolarità, registrando un aumento del 3% nel 2025 (Fonte: IWSR). Con Bombay Sapphire® Sparkling Lemon, la nostra gamma di prodotti ready-to-drink si arricchisce di una vivace alternativa che va ad aggiungersi all'originale Bombay Sapphire Gin & Tonic RTD, offrendo a tutti gli amanti del gin un'opzione fresca, dal gusto agrumato, in un pratico formato”.
BOMBAY SAPPHIRE® Sparkling Lemon è pensato per chi non vuole scendere a compromessi sulla qualità e sulla praticità. Da gustare idealmente con ghiaccio e guarnito da una fetta di limone, oppure direttamente dalla lattina ben fredda.
BEVI BOMBAY SAPPHIRE RESPONSABILMENTE.
©2026. BOMBAY SAPPHIRE E I SUOI SEGNI DISTINTIVI SONO MARCHI REGISTRATI.
Basato su una ricetta che risale al 1761, BOMBAY SAPPHIRE viene realizzato attraverso una combinazione unica di 10 botaniche accuratamente selezionate a mano da fornitori certificati sostenibili provenienti da tutto il mondo. La distillazione avviene presso Laverstoke Mill, nel sud dell’Inghilterra, attraverso un esclusivo processo di infusione a vapore che estrae delicatamente gli aromi naturali delle botaniche, conferendo al gin il suo caratteristico gusto vivace e versatile. La distilleria ha ottenuto nel 2014 la certificazione “Outstanding” da BREEAM® e, nel 2023, quella del Wildlife Habitat Council per l’impegno nella tutela della fauna e della biodiversità locali. Quest’anno, BOMBAY SAPPHIRE celebra la sua iconica bottiglia blu con la nuova campagna globale “Step Into The Blue”. La campagna globale invita il pubblico a immergersi in un mondo affascinante e blu, celebrando il ruolo del brand nel dare vita alla bellezza di ogni momento. Il brand BOMBAY SAPPHIRE fa parte del portfolio di Bacardi Limited, con sede centrale a Hamilton, Bermuda. Bacardi Limited fa riferimento al gruppo Bacardi, inclusa Bacardi International Limited.
www.bombaysapphire.com
Le Guaite del Gusto a Visso: la “Perla dei Sibillini” propone un ricchissimo programma esperienziale
Nel fine settimana 17-19 luglio una nuova tappa del Grand Tour delle Marche promette un’immersione esperienziale nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini con la manifestazione Le Guaite del Gusto (Il termine "guaite" significa "guardia" o "luogo di guardia" deriva dal provenzale per indicare sia le sentinelle (le persone addette alla sorveglianza) sia le torri o i punti sopraelevati strategici da cui si controllava il territorio).

Sarà proprio Visso (MC) città sede del Parco, ad offrire un ricco palinsesto di esplorazioni, eventi speciali, degustazioni inedite e performance che valorizzano la ricchezza e la magnificenza che storicamente caratterizzano questo incantato lembo d’Appennino.
Si comincia già nella serata di venerdì 17 luglio con lo sfizioso “Aperitrota”, appuntamento goloso che avrà come contesto proprio una troticoltura, dove il pregiato salmonide verrà proposto in modalità giovane e street food. Infatti, l’Alta Valnerina è nota per i suoi impianti di acquacoltura che qui trovano una collocazione ideale grazie alla ricchezza di acque fresche e cristalline che discendono dai monti circostanti.
Molte le iniziative che dal pomeriggio di sabato 18 luglio consentiranno a turisti, amanti della natura e delle identità locali, di vivere intensamente l’ambiente di montagna e l’antica storia di Visso, che in epoca medievale era organizzata in cinque Guaite, per l’appunto, le quali componevano il vasto territorio comunale. In programma un trekking d’alta quota con aperitivo finale in rifugio, l’apertura della nuova sala immersiva e la visita guidata al centro storico. Per famiglie e bambini sono previsti laboratori di arte creativa con tecniche e materiali naturali, insieme a performance e mini-lab artistici.
Alle 18:30 l’appuntamento “Ritorno in Piazza”, aperitivo speciale nella storica Piazza Martiri Vissani per celebrare la montagna attraverso interpretazioni gastronomiche tipiche, ma anche creative. A seguire, cena della tradizioneproposta dalla pro-loco che, insieme ad altre specialità della cucina casalinga, prevede la tipica ed esclusiva pasta chiamata “le cordelle”.

Nella mattinata di domenica 19 luglio, spazio alle attività sportive ed outdoor, con la Visso Bike Experience e con il Forest Bathing denominato “Bagno nei Sibillini”.
Alle ore 10:00 apertura del “Mercatino di montagna”, animato da dimostrazioni dal vivo e da laboratori di creatività manuale, realizzato in collaborazione con Confartigianato.
Alle ore 17:30 va in scena “Lo spettacolo dei Sibillini”, con la partecipazione di Monica Caradonna e Francesco Gasparri, conduttori di Linea Verde RAI.
Per tutto il fine settimana sarà possibile acquistare specialità locali, fare esperienze in fattorie di montagna, visitare acquacolture e assaggiare i piatti del territorio nei locali aderenti, così come approfittare delle invitanti proposte di soggiorno formulate dalle strutture ricettive del posto.
La manifestazione è organizzata dal Comune di Visso e da quest’anno entra a far parte del circuito del Grand Tour delle Marche, promosso da Tipicità ed ANCI Marche.

Info e prenotazioni:
www.tipicita.it
Ritual Club - Le Terrazze: alta cucina, architettura, natura e intrattenimento a Baja Sardinia
Mentre l’estate giunge nella sua fase centrale con le sue mete imperdibili e i nuovi trend, c'è un luogo senza tempo in Sardegna che continua da decenni a ridefinire con la sua identità intatta il concetto di sere estive, fondendo natura selvaggia, intrattenimento e alta cucina: il Ritual Club - Le Terrazze di Baja Sardinia.
Non si tratta di un semplice locale, ma di una storia che merita di essere raccontata.
Nato dal genio visionario di Andres Fiore nel 1970 all'interno di una grotta naturale a Baja Sardinia, il Ritual si presenta come un vero e proprio monumento scavato nella roccia, che fa della vegetazione circostante il suo arredo, in un dialogo costante che parla di rispetto e atmosfere magiche. Leggenda vuole che Andres abbia dormito nella grotta per una settimana prima di mettere a fuoco ciò che questo luogo è poi diventato. Una volta realizzato, il suo castello di granito non ha mai smesso di far risuonare nella notte la sua essenza, accogliendo fin da subito ospiti da tutto il mondo e volti di artisti, intellettuali e celebrità calamitati dalla forte attrazione che questo angolo di Sardegna ha iniziato a suscitare a partire proprio dagli anni ’70.
Oggi il Ritual continua a incantare non solo con il Club notturno, che negli anni ha attraversato tutte le evoluzioni del settore posizionandosi spesso come apripista per nuove tendenze e novità, ma anche grazie a Le Terrazze, il rooftop restaurant sospeso tra granito e macchia mediterranea che offre una delle viste più spettacolari dell'Isola. Con piatti raffinati pensati per soddisfare palati internazionali e allo stesso tempo essere leggeri e delicati, materie prime selezionate tra le eccellenze locali e di tutto il mondo e una scenografia naturale che non ha bisogno di particolari allestimenti, Le Terrazze nascono nel 2019 per iniziativa di Francesca Fiore, figlia di Andres, da oltre 20 anni alla guida di questo luogo che ha saputo far evolvere preservando la visione originaria del progetto voluto dal padre.

Dalla golden hour al buio della notte, il Ritual Club e Le Terrazze ospitano i visitatori non in un semplice luogo, ma in un’esperienza da vivere e sentire
Per il tramonto perfetto: l'ora ideale per vedere le rocce de Le Terrazze prendere vita attraversando diverse sfumature di colore. Il sole che cala lentamente colora il granito di rosa, arancione e oro, regalando uno dei panorami più romantici d'Italia.
Per una cena sotto le stelle: il ristorante all'aperto propone un viaggio gourmet che unisce la tradizione sarda a contaminazioni contemporanee. Ma prima che nel piatto, una cena a Le Terrazze inizia assaporando il profumo della vegetazione mediterranea intorno e godendo del cielo stellato come soffitto.
O per l'esclusività della notte: dopo la cena, l'atmosfera si trasforma giù, nel Ritual Club, che continua a ridefinire il concetto di intrattenimento notturno, fondendo l'atmosfera quasi mistica e ancestrale del luogo con la musica dei resident dj.

Ritual Club - Le Terrazze Baja Sardinia
Arzachena SP 59 per Porto Cervo
Tel. +39 0789 177 6677
Ristorante: reservation.terrazze@ritual.it
Club: reservation.club@ritual.it
C'è un nuovo modo di vivere la Romagna quest'estate!
Parte ufficialmente A SPASS – Discover Romagna by Bus, il progetto promosso da Visit Romagna e Start Romagnache, dal 3 giugno al 10 settembre 2026, trasforma il bus in uno strumento di esplorazione autentica del territorio romagnolo. Non un semplice servizio di trasporto, ma un sistema integrato di escursioni guidate che unisce mobilità sostenibile, cultura, enogastronomia, natura e tradizioni locali in un'unica esperienza accessibile a tutti.
Ogni mercoledì e giovedì sali a bordo e lasciati guidare alla scoperta di una Romagna fatta di storie, sapori, natura e incontri. Ogni viaggio è pensato per farti vivere il territorio senza pensieri, con il giusto mix di cultura, relax e divertimento.
PARTENZE DA: CATTOLICA - MISANO ADRIATICO – RICCIONE – RIMINI -
BELLARIA - IGEA MARINA - GATTEO MARE – CESENATICO -
CERVIA - MILANO MARITTIMA – LIDI RAVENNATI - LIDI DI COMACCHIO –
La Romagna che non ti aspetti, in un unico pass
A SPASS è molto più di una gita: è un modo nuovo, semplice e sorprendente di vivere la Romagna. Un’esperienza autentica, curiosa e divertente che ti porta dalla costa alle aree interne, tra borghi storici, rocche panoramiche, valli verdi, parchi naturali e tradizioni locali.
Il nome racconta già tutto: "andé a spass" in dialetto romagnolo significa passeggiare senza fretta, lasciarsi guidare dalla curiosità. Un invito a scoprire il territorio in modo lento, genuino e memorabile.
Pensato per il turista di oggi
A SPASS nasce da un'osservazione concreta: sempre più viaggiatori raggiungono la Riviera Romagnola in treno o in aereo, scegliendo consapevolmente di non usare. Il progetto risponde esattamente a questa esigenza, offrendo una soluzione completa, organizzata e sostenibile.
Guide specializzate, accompagnatori in lingua per i turisti stranieri, un calendario ricco e variegato: A SPASS è pensato per essere scelto senza esitazioni, anche da chi non conosce il territorio e vuole viverlo senza pensieri.
Il progetto si integra inoltre con lo SmartPass e il Rail SmartPass di Start Romagna (titoli di viaggio per usare liberamente bus e treni regionali durante tutta la vacanza) trasformando ogni soggiorno in un'esperienza di mobilità davvero libera e consapevole.
Un pass, cento possibilità
Con un unico ticket, a partire da 25 euro a persona e convenzioni dedicate alle famiglie, i visitatori hanno accesso a un programma di 100 escursioni verso 40 destinazioni distribuite lungo le vallate protagoniste del progetto: Valconca, Valmarecchia, Valle del Rubicone, Valle del Savio, Valle del Montone, Bassa Romagna, Valle del Lamone, Valle del Bidente, Valle del Senio e, naturalmente, il Parco del Delta del Po.
Due appuntamenti a settimana con formati diversi: itinerari di mezza giornata, uscite preserali, experience serali e giornate intere, pensati per adattarsi ai ritmi e ai desideri di ogni tipo di viaggiatore:
Dal 3 giugno al 10 settembre 2026
Ogni mercoledì e giovedì
Orari: mattino (9.00 – 13.00) - pomeriggio (18.00 – 23.00) - sera (20.30 – 00.30)
Giornata intera (9.00 – 18.30)
Luoghi di partenza: Lidi di Comacchio, Lidi Ravennati, Cervia, Cesenatico, Gatteo Mare, Bellaria Igea Marina, Rimini nord, Rimini sud, Riccione, Cattolica e Misano Adriatico.
Programma completo su visitromagna.it — sezione A SPASS.
Una rete che fa sistema
A SPASS non è un'iniziativa isolata. È il risultato di una collaborazione ampia tra Visit Romagna, Start Romagna, la Regione Emilia-Romagna, i Comuni coinvolti, le Camere di Commercio di Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna e Ferrara, e i Gruppi di Azione Locale Delta 2000, L'Altra Romagna e Valli Marecchia e Conca. Un sistema che lavora insieme per offrire ai visitatori qualcosa di più di una vacanza: un incontro autentico con un territorio straordinario.
Il Delta del Po: un paesaggio che non si dimentica
Riconosciuto Patrimonio UNESCO e zona umida tra le più importanti d'Europa, il Parco del Delta del Po è una delle destinazioni simbolo del progetto. Il caratteristico centro storico di Comacchio e le sue suggestive Valli diventano palcoscenico di un'esperienza condivisa che emoziona.
SCOPRI GLI APPUNTAMENTI A COMACCHIO:
Parco del Delta del Po e Comacchio. La piccola Venezia del Delta
Un universo di biodiversità, da osservare ad ogni passo. Riflessi dei canali, fascino dei casoni da pesca, e sapori autentici del Delta del Po
La mattina inizia con una piacevole passeggiata a Comacchio tra canali e scorci pittoreschi, ammirando i suoi luoghi più celebri come il Trepponti, il Ponte degli Sbirri, l’Antico Ospedale degli Infermi, immergendosi nelle atmosfere senza tempo del centro storico.
Si prosegue poi verso le Valli di Comacchio, un ambiente naturale di straordinaria bellezza, per una suggestiva navigazione tra specchi d’acqua e antichi casoni da pesca, testimonianza viva delle attività di un tempo.
Durante il percorso si può ammirare la ricca avifauna che popola questo straordinario ecosistema, in particolare la numerosa colonia di fenicotteri rosa. Al termine è prevista una degustazione di prodotti tradizionali in una location unica nel cuore delle Valli di Comacchio.
Servizi inclusi
- Guida in italiano ed inglese
- Navigazione
- Degustazione di prodotti locali
Quando
11 e 24 giugno
9 e 15 luglio
5 agosto
9 settembre
Orario
Dalle 9:00 alle 13 circa
Punti di partenza
Lido Estensi - Fermata bus Viale dei Tigli, ore 9:00
Porto Garibaldi - Fermata bus Viale dei Mille, ore 9:10
Lido Nazioni - Camping Tahiti Viale Libia 133°, ore 9:20
Costo
Infant (0-2 anni): gratuito
Bambino (fino a 12 anni): 15.00 EUR
Adulto: 25.00 EUR
Biglietto Famiglia:
per 1 adulto + 3 bambini paganti (bambini da 2 a 12 anni): 55.00 EUR
per 2 adulti + 2 bambini paganti: 65.00 EUR
per 2 adulti + 3 bambini paganti: 80.00 EUR
Comacchio e Parco del Delta del Po. Una città sull’acqua
Un viaggio tra ponti monumentali, antiche manifatture e i sapori autentici che raccontano l’anima del Delta
Durante una piacevole passeggiata lungo il centro storico di Comacchio si potranno ammirare i luoghi più iconici della città: il Trepponti, il Ponte degli Sbirri, l’Antico Ospedale degli Infermi, la Loggia del Grano e la Cattedrale di San Cassiano.
Si prevedrà la visita al Museo Delta Antico, dove il percorso espositivo ricco di reperti originali e installazioni multimediali e sensoriali accompagnerà il visitatore in un viaggio dalla civiltà etrusca di Spina all’epoca romana fino all’Altomedioevo.
Il percorso terminerà con la visita alla Manifattura dei Marinati, cuore delle tradizioni locali, con la sua spettacolare “Sala Fuochi” che racconta l’antico ciclo di lavorazione dell’anguilla.
Si terminerà con una degustazione di marinati prodotti all’interno della fabbrica.
Servizi inclusi
- Trasporto
- Guida in lingua italiana ed inglese
- Ingressi ai musei: Museo Delta Antico e Manifattura dei Marinati
- Degustazione presso Manifattura dei Marinati
Quando
3 e 17 giugno
1 e 30 luglio
13 e 26 agosto
Orario
dalle 9.00 alle 13.00 circa
Punti di partenza
Marina di Ravenna - Lungomare presso Rivaverde Easy Camping Village
Punta Marina Terme - Camping Adriano Family Collection
Ravenna Centro - Piazzale Aldo Moro (autostazione)
Costo
Infant (0-2 anni): gratuito
Bambino (fino a 12 anni): 15.00 EUR
Adulto: 25.00 EUR
Biglietto Famiglia:
per 1 adulto + 3 bambini paganti (bambini da 2 a 12 anni): 55.00 EUR
per 2 adulti + 2 bambini paganti: 65.00 EUR
per 2 adulti + 3 bambini paganti: 80.00 EUR
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Viale A. Manzoni, 6
Lido degli Estensi (FE)
Tel. +39 0533 307030
www.visitcomacchio.it

Bologna apre il viaggio di Agrofutura: due giorni per immaginare il domani dell'agroalimentare
Bologna torna al centro del dibattito sul futuro dell'agroalimentare italiano. È dalle Due Torri che riparte Agrofutura, il festival promosso da Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, che inaugura il tour nazionale 2026 con una due giorni dedicata a
innovazione, sostenibilità, cultura del cibo e valorizzazione del territorio. Un appuntamento che mette in dialogo istituzioni, imprese, ricerca, produttori e cittadini, con un programma ricco di incontri, laboratori, degustazioni e momenti di confronto aperti gratuitamente al pubblico su prenotazione.
Il cuore della manifestazione pulsa tra Palazzo Pepoli, sede del Museo della Storia di Bologna, e la serra allestita in piazza Minghetti, collegati simbolicamente dal Green Carpet, l'installazione vegetale che accompagna i visitatori lungo il percorso del festival. Un filo verde che racconta l'ambizione di Agrofutura: costruire un ponte tra tradizione e innovazione, coinvolgendo non solo gli addetti ai lavori ma l'intera comunità.
Ad alzare il sipario sull'edizione 2026 è stata la Business Conference ospitata nella Sala della Cultura di Palazzo Pepoli. Un laboratorio di idee pensato per mettere attorno allo stesso tavolo politica, finanza, università e imprese della filiera agroalimentare. Al centro della riflessione il ruolo di Bologna come polo dell'innovazione e le strategie per affrontare le grandi sfide del comparto: dalla transizione ecologica all'accesso al credito, fino alla formazione delle competenze necessarie per accompagnare il cambiamento.


Ad aprire i lavori sono stati i saluti dell'assessore comunale all'Agricoltura Daniele Ara, seguiti dagli interventi dell'eurodeputato Stefano Cavedagna e della segretaria alla Presidenza della Regione Emilia Romagna Manuela Rontini. A offrire uno sguardo originale sul rapporto tra uomo e natura è stata l'antropologa ed etnobotanica Valeria Margherita Mosca, prima dell'avvio dei tavoli tecnici dedicati ai temi più strategici del settore.
Tra i protagonisti della mattinata anche il rettore dell'Alma Mater Giovanni Molari, che ha posto l'accento sulla formazione e sulla valorizzazione del talento come leve decisive per la competitività dell'agricoltura italiana. Marco Lazzari, responsabile del servizio Agri Banking di Bper Banca, ha invece approfondito il tema dei finanziamenti e degli strumenti
economici indispensabili per sostenere gli investimenti delle imprese agricole.
Il confronto si è poi allargato alle esperienze del mondo produttivo. Davide Campagna, wellness creator e imprenditore digitale, ha raccontato il cibo come elemento capace di unire sport, salute e viaggio. Sul palco si sono alternati anche Claudio Pennucci di Inalca-Gruppo Cremonini, Paolo Bruni, presidente di Cso Italy, Massimo Cristiani, presidente del Consorzio Selenella e Manuela Pirazzini dell'Associazione nazionale delle Donne dell'Ortofrutta, mentre Claudia Rivadi Sanseverino ha guidato un approfondimento dedicato alla cultura del vino.
Tra gli appuntamenti più attesi, il dialogo tra lo chef Carlo Cracco e Filippo Polidori, amministratore delegato di Polidori & Partners, che hanno spiegato come la qualità delle materie prime emiliano-romagnole rappresenti il punto di partenza per fare impresa, innovare e competere sui mercati.
“La materia prima è fondamentale. Per noi è importante riuscire a trasmettere all’interno di una ricetta semplice o complessa un messaggio e un ricordo o un qualcosa che rimanga nel tempo – afferma Cracco -. In un ragù alla bolognese non puoi tanto andare fuori ‘dall’originale’. Quello che è fondamentale, nel mio caso, è riuscire a dargli un tocco vegetale per alleggerire tutta la parte di proteina… e l’alloro è buono e l’abbiamo usato bene….”.
Ma Agrofutura guarda anche al grande pubblico. In piazza Minghetti apre infatti Casa Carlino, una serra trasformata in spazio di incontro con talk, corsi tematici, degustazioni guidate e una nuova area dehors che permette di vivere il festival anche all'aperto. All'interno di Palazzo Pepoli debutta invece la Podcast Station, il nuovo format editoriale che ospita interviste dal vivo e contenuti destinati alle piattaforme digitali del network QN.

«Con Agrofutura vogliamo dare continuità a un racconto collettivo e necessario sull'agroalimentare italiano – ha spiegato Agnese Pini, direttrice di Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Luce! –. Ripartiamo da Bologna forti dei risultati della prima edizione, con l'obiettivo di costruire un festival ancora più aperto, inclusivo e capace di vivere la città anche nelle ore serali».
Dopo il debutto bolognese, il festival proseguirà il suo viaggio facendo tappa a Pesaro, Perugia, Firenze, Messina e Cremona, confermando la volontà di creare una rete nazionale dedicata al futuro dell'agricoltura e dell'agroalimentare. Un percorso che punta a raccontare un settore in continua evoluzione, dove innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze territoriali rappresentano le chiavi per affrontare le sfide dei prossimi anni.
N.B. Per partecipare alle attività di Agrofutura – a ingresso gratuito – basta cliccare sull’apposito pulsante all’indirizzo: quotidiano.net/agrofutura2026
Il Grand Tour delle Marche fa tappa a Castignano con “Percorso diVino” - new entry nel circuito promosso da Tipicità e ANCI Marche -

Quando il sole carezza le dolci colline e lo sguardo si spinge fino al Monte Conero, Castignano (AP) si mostra nel suo panoramico ruolo di terrazza naturale affacciata sulle Marche. È in questo scenario, nel cuore di Piazza San Pietro, che venerdì 3 luglio prende il via “Percorso diVino”, nuova tappa del Grand Tour delle Marche, il circuito promosso da Tipicità e ANCI Marche che racconta l’anima autentica della regione attraverso esperienze, comunità e produzioni identitarie.
Ad inaugurare la manifestazione sarà “Orizzonte diVino”, un brindisi-talk al tramonto che accompagnerà ospiti, appassionati e visitatori in un viaggio tra paesaggio, cultura e vitivinicoltura, offrendo uno sguardo privilegiato sul futuro del territorio e sulle sue eccellenze.
“Percorso diVino” è un vero e proprio itinerario esperienziale dedicato al mondo del vino piceno: un percorso tra calici, incontri con i produttori, specialità gastronomiche di strada, degustazioni guidate, cene esclusive e momenti musicali diffusi, pensato per coinvolgere turisti, gourmet e wine lover in un’atmosfera autentica e contemporanea.
L’evento animerà fino alla serata di sabato 4 luglio l’intero borgo di Castignano, suggestivo centro medievale posto in posizione panoramica tra le vallate del Tesino e del Tronto. Le sue origini affondano nell’epoca romana, mentre il tessuto urbano conserva ancor oggi le testimonianze del ruolo strategico svolto nel Medioevo quale importante polo agricolo e commerciale del Piceno.


Castignano è inoltre la patria dell’Anice Verde, riconosciuto Presidio Slow Food, coltivazione identitaria dalla quale nascono la celebre “anisetta ascolana”, liquori, tisane, prodotti dolciari e preparazioni gastronomiche. Un patrimonio agricolo e culturale che oggi si esprime anche attraverso visite ai campi in fioritura, percorsi didattici ed esperienze di turismo rurale.
Il borgo custodisce anche due tradizioni uniche nel panorama nazionale. La prima è Templaria, una delle rievocazioni storiche più affascinanti e coinvolgenti del centro Italia che valorizza l’antico legame con la cultura templare; si svolge ogni estate nel borgo storico, trasformando le sue vie in un autentico teatro a cielo aperto con spettacoli di fuoco, musica, convegni, mostre e taverne con menù medievali. Il festival si tiene tradizionalmente nel mese di agosto. Nello specifico, per il 2026, l'evento è in programma dal 17 al 21 agosto.
La seconda tradizione è “Li Moccule”, suggestivo rito di chiusura del Carnevale derivato dalla tradizione della Roma pontificia. La sera del Martedì Grasso, le luci pubbliche si spengono e un fiume di lanterne (antica tradizione di luminarie artigianali, sopravvissuta in questo borgo marchigiano dopo essere scomparsa dall'antico Carnevale Romano) che attraversa le vie del paese al ritmo della Catubba, antico tamburo della tradizione locale, dando vita a una celebrazione rimasta pressoché unica in Italia.
Organizzato dalla Pro Loco di Castignano con il sostegno del Comune, Percorso diVino entra quest’anno a far parte del Grand Tour delle Marche, rafforzando il ruolo del borgo come destinazione capace di coniugare paesaggio, cultura, produzioni di eccellenza e accoglienza esperienziale.

Per informazioni:
www.tipicita.it
La Guida del Gambero Rosso, al traguardo dei dieci anni, celebra le 77 migliori gelaterie italiane
In un settore che vale 5 miliardi di euro sono 39.000 punti vendita dedicati al gelato, oltre 9.200 le gelaterie specializzate mentre i restanti, sono bar e pasticcerie. La Lombardia è la regione con più laboratori (circa il 
del totale) seguita da Veneto ed Emilia Romagna. Tra i capoluoghi, Roma guida la classifica nazionale per numero di attività (quasi 1.400) seguita da Napoli, Milano e Torino. Tra le Guide del Gambero Rosso presentate recentemente a Napoli - per la prima volta ripensate in una formula digital first con contenuti più accessibili, consultazione più immediata e una nuova esperienza di lettura pensata per accompagnare appassionati e professionisti anche online - siamo stati attratti dalla Guida più golosa… quella alle Gelaterie d'Italia 2027 che, stavolta ha assegnato i fatidici “Tre Coni” a 77 sulle583 selezionate
che celebrano con il giusto tributo alla qualità assoluta e alla maestria artigianale, la passione e l’innovazione in un settore che sa valorizzare i prodotti del territorio, trasformando ogni assaggio in un’esperienza sensoriale/culturale unica.
Il settore del gelato in Italia vale 5 miliardi di euro, con 39.000 punti vendita di cui oltre 9.200 gelaterie specializzate, concentrati principalmente in Lombardia (con il 16,8% dei laboratori totali) seguita da Veneto e Emilia Romagna. Roma (con 1400 attività) e Napoli è in testa tra i capoluoghi. La Guida Gelaterie d'Italia 2027 del Gambero Rosso ha assegnato i "Tre Coni" a 77 eccellenze su 583 selezionate, tra quelle che offrono un’esperienza sensoriale/culturale unica. Dai laboratori storici alle realtà più giovani e d'avanguardia, l’Italia si conferma la capitale mondiale della "sottozero" d’autore. Non esiste un numero definito e ufficiale di gusti di gelato, poiché sono potenzialmente infiniti. Si stima che, combinando la fantasia dei maestri gelatieri e gli ingredienti locali, esistano circa 600 gusti nel mondo, che spaziano dai grandi classici alle creazioni gastronomiche più bizzarre. La suddivisione grossolana, è tra quelli alla frutta, che se realizzati con materie prime fresche hanno un discreto contenuto di antiossidanti e vitamine e quelli alle creme, con più proteine e calcio. Incredibilmente c’è pure il gelato più salutare in assoluto è il sorbetto alla frutta (realizzato senza zuccheri aggiunti) o il gelato artigianale a base di yogurt e frutta fresca. Essendo privi di panna e latte vaccino, risultano poveri di grassi saturi e facilmente digeribili.
Sono queste le migliori gelaterie d'Italia secondo il Gambero Rosso
Nel 2016 la Guida selezionava 300 gelaterie; oggi, su quasi il doppio delle strutture censite, sono 77 quelle che portano a casa i “Tre Coni”. In un mercato dove il termine “artigianale” non è sempre sinonimo di eccellenza, un grande gelato deve essere trasparente, naturale, contemporaneo e frutto di tecnica, ricerca e responsabilità. Proprio il senso di responsabilità è l'elemento che più contraddistingue i grandi maestri del settore. Si tratta di un impegno concreto verso un pubblico trasversale: il gelato non è un prodotto di lusso o esclusivo — anche se a volte i prezzi possono farlo pensare — ma deve essere un piacere alla portata di tutti.
LE 77 GELATERIE PREMIATE CON TRE CONI
A testimonianza di una scena dinamica e competitiva, cresce la qualità media del gelato: la selezione premia chi investe in materie prime, personale, ricerca, tecnica e trasparenza, non chi rincorre mode e standardizzazioni. I locali – perché sono le attività nella loro interezza, dal prodotto al servizio, fino all’ambiente, a essere recensite – come sempre vengono valutati con il “sistema dei Coni”, fino ai prestigiosi “Tre” assegnati alle eccellenze assolute. Un metodo, sviluppato in 40 anni di storia, che il Gambero Rosso applica a tutte le sue pubblicazioni, calandolo in modo specifico nelle diverse materie gastronomiche. La Lombardia predomina in guida sia per numero di attività recensite – e questo è uno specchio proporzionale dei numeri complessivi di botteghe sul territorio – sia per gelaterie premiate, seguita da Piemonte, Emilia-Romagna e Lazio. Sono 77 le gelaterie insignite dei Tre Coni quest’anno, in crescita rispetto al 2025. Tra i nuovi ingressi in vetta alla classifica, attività recenti o storiche, in ogni parte d’Italia, a testimoniare la cultura diffusa e radicata del gelato sulla Penisola: Papalele (Torino), Gelatina (Genova), Nano Labo (Camalò di Povegliano), Gelateria Da Simone (Noale), Biancamenta (Porto Recanati), Gelaterie Naturale Demetra(Assisi), Il Giubileo (Riccia), Crivella (Sapri), Gelizioso (Sarno), Emilio (Maratea) e Liparoti (Trapani).
I Premi Speciali
Non mancano i premi speciali dedicati ai talenti emergenti e alle realtà più innovative del panorama italiano: la Novità dell’Anno è The Rag, giovane insegna irpina guidata dal talentuoso Gian Paolo Capaldo. Va all’artigiana toscana Eleonora Prinzi, della gelateria Ele Gelati e Granite di Lucca, il premio speciale Hiber Gelatiere Emergente.
Tre insegne che sperimentano con coerenza sugli abbinamenti creativi tra dolce e salato meritano il Premio Speciale Iceteam 1927 Cattabriga Miglior Gelato Gastronomico: si tratta di 100% Naturale (Sestri Levante e Chiavari), di Capodilatte (Vicenza) e di Scilò Gelateria Contemporanea (Chieti). Mentre il Premio Speciale Agrimontana Gelato e Territorio illumina tre gelaterie che interpretano magistralmente il genius loci: Lolla Gelato (Viterbo e Bolsena), Gasparotto (Lacco Ameno) e Bar Ettore (Locri).
Altri due i nuovi riconoscimenti che abbiamo fortemente voluto in questa edizione: il premio speciale Inalpi Gambero Rosso 40 anni (è il nostro compleanno!), dedicato ad alcuni gelatieri che hanno segnato la storia del comparto: Alberto Marchetti, Giancarlo Timballo, Corrado Sanelli, Gianfrancesco Cutelli, Sergio Dondoli, Claudio Torcè e Antonio Cappadonia. Ognuno di loro, chi per visione tecnica, chi per capacità di divulgazione, chi per attitudine nel fare rete, merita l’applauso in un anno così importante per la nostra casa editrice.
Dulcis in fundo, il premio speciale Valrhona La Gelateria dell’Anno, all’insegna che condensa il meglio di un settore dalla lunga storia e dal luminoso futuro: qui arriviamo alle pendici dell’Etna, alla gelateria pasticceriaSanto Musumeci di Randazzo. Un’insegna che fa virtù di una preziosa eredità familiare e che, grazie al lavoro illuminato di Giovanna Musumeci, incarna quanto di meglio la gelateria contemporanea possa rappresentare, senza snaturarsi.
Le Migliori Gelaterie d’Italia 2027 - Gambero Rosso - pagg.392


Il Gruppo FINI propone alla stampa enogastronomica una dolcissima esperienza sul campo a Ravarino

Dall’albero al vasetto (rigorosamente in vetro trasparente) per documentare un'idea di comunicazione “operativa”. L’"Amarena Day" è un’iniziativa dell'Ufficio Marketing del Gruppo FINI S.p.A., pensata per mostrare dal vivo l’eccellenza produttiva dello stabilimento di Ravarino con una strategia di comunicazione che parte proprio dal campo.
Il Gruppo modenese opera su due fronti: la pasta fresca e secca ripiena (tortellini, tortelloni, ravioli e cappelletti) a brand “FINI” e “Mastri Pastai Bettini” e le conserve alimentari (passate, sughi, pesti) e confetture, con il marchio “Le Conserve della Nonna”. Qualche numero? Il Gruppo FINI S.p.A., storica azienda (dal 1912) fattura circa 67 milioni di euro (quasi il 60% solo con Le Conserve della Nonna) con un organico che varia tra i 100 e i 200 addetti concentrati in piena stagione per la lavorazione del pomodoro (da metà giugno a settembre) nel polo di Ravarino (MO). Il marchio nasce a inizio secolo scorso nella provincia di Modena, una terra ricca di valori e di tradizioni tramandate di generazione in generazione. Il brand è di proprietà del Gruppo FINI S.p.A., controllato dalla finanziaria italiana Holding Carisma (dottor Giovanni Cagnoli titolare di altre 25 aziende con un consolidato superiore ai 400 milioni di euro e più di 2000 dipendenti).
Tornando alle “conserve”, la ciliegia, cultivar/ecotipo locale è spesso confusa con la Prunus cerasus, la vera Amarena Brusca di Modena che ha ottenuto il riconoscimento IGP - Indicazione Geografica Protetta - (poiché prodotto tipico del territorio modenese); è frutta molto produttiva e perfetta per la trasformazione in confetture e composte (la differenza sta nella percentuale di frutta e nella quantità di zuccheri). Confettura: contiene almeno il 35-45% di frutta. La quantità di zucchero (o zuccheri totali) è più alta, superando solitamente il 45%. Il sapore è molto dolce e la consistenza è densa e gelatinosa. Composta: contiene un'altissima percentuale di frutta, che va dal 65% fino all'80-90%. Ha una quantità di zuccheri molto inferiore. Il sapore è più fresco e naturale e la consistenza risulta meno densa, più simile a quella della frutta passata.
A titolo informativo, riportiamo anche la definizione di “marmellata” che è una conserva alimentare gelificata di soli agrumi, acqua e zucchero, che per legge deve contenere almeno il 20% di frutta. Pur essendo spesso confusa nel linguaggio comune con confetture o composte, è regolata da una precisa distinzione normativa.
L'amarena, grazie al suo sapore marcato si distingue per precise caratteristiche scientifiche e gastronomiche: è più piccola e sferica, ha una polpa soda, è meno zuccherina e presenta un sapore marcatamente aspro, acidulo e con un retrogusto amarognolo. Come detto, è perfetta per confetture, sciroppi (le classiche amarene sciroppate Fabbri) liquori (come il maraschino) e per l’utilizzo in pasticceria. Invece la ciliegia comune (frutto del Prunus avium) è più grande, tondeggiante o a forma di cuore, con un colore che varia dal rosso chiaro al rosso scuro; è dolce, carnosa, succosa e ricca di zuccheri, ideale per il consumo fresco o per preparare dolci soffici e torte. Per il processo di produzione della confettura, proprio in Emilia Romagna, il miglior periodo per la raccolta delle amarene va da metà giugno a tutto il mese di luglio, a seconda dell’esposizione (continentale) climatica e della specifica varietà. I frutti sono pronti per essere staccati dal ramo quando raggiungono il colore rosso vivo, intenso o tendente al violaceo. Adesso!
Per l’evento “Amarena Day”, l’Azienda ha invitato giornalisti enogastronomici, esperti di food marketing, nutrizionisti e blogger, coinvolgendoli quali “testimoni oculari” per seguire l’intero processo produttivo, dalla raccolta e cernita della frutta nel momento del perfetto grado di maturazione (per garantire l’apporto ideale di zuccheri e pectina naturali) tramite scuotimento degli alberi, dopodiché (scartati i frutti acerbi o danneggiati) le ciliegie raccolte sono immesse in piccole vasche con acqua a temperatura controllata (12-16°C) e inviate allo stabilimento di Ravarino, dove dopo un’ulteriore e rigorosa selezione visiva, avviene il lavaggio: i frutti vengono ripuliti accuratamente da ogni residuo e portati (tramite nastri trasportatori) alla mondatura, eliminando piccioli, foglie e noccioli. Tramite apposite macchine, la frutta è tagliata e cotta – cottura sottovuoto in colonna a temperature ridotte (40-60°C) per preservare aromi e profumi originari, fino alla corretta consistenza – poi viene aggiunto zucchero e succo di limone (per regolarne l’acidità). Quanto resta dalla cottura viene “gelificato” (processo chimico-fisico in cui il tutto si trasforma in gel, passando dallo stato fluido al semisolido). Il processo si conclude con la fase del confezionamento (invasamento) – con la confettura che ancora calda viene inserita (a circa 80-85°C) in vasetti di vetro precedentemente sanificati in acqua bollente e sigillati con capsule nuove, lasciando uno spazio di testa di 1-2 cm dal bordo per favorire la formazione del sottovuoto durante il raffreddamento. È, prima con la pastorizzazione (immersione in acqua bollente per 20-30 minuti, che garantisce la conservazione sicura a lungo termine) e, subito dopo, con il controllo qualità (che verifica l’assenza del classico “clic clac” del tappo e la perfetta tenuta del sottovuoto) che i vasetti, ben chiusi e raffreddati, si possono portare in tavola – in totale sicurezza – con tutto il sapore della tradizione di una volta (…della Nonna).




Tale procedura produttiva si verifica e ripete da anni e anni (solo l'evoluzione tecnologica è andata di pari passo con i tempi) ma allora, perché chiamare “fior fiore” di professionisti ad assistere a cotanto show?
L’obiettivo è quello di fare raccontare ai giornalisti intervenuti, l’esperienza vissuta in prima persona, tramite storytelling efficaci — su carta stampata, web e TV — fungendo così - loro - da “testimoni” tra il mondo della produzione e i consumatori finali. Ma questa strategia di comunicazione non si limita a informare: la risposta del pubblico — positiva o negativa — orienterà le scelte future dell’Azienda e contribuirà a definire i trend di mercato. L’evento Amarena Day si conferma un perfetto frutto del marketing operativo del Gruppo FINI, ben congegnato per trasformare un processo produttivo in diverse storie capaci di raggiungere e coinvolgere i fruitori finali.

Terminato il processo di produzione, è il momento delle verifiche: la degustazione.
Le composte e le marmellate seguono le regole classiche dell’analisi sensoriale: si valuta la qualità della materia prima in un ambiente a luce naturale e si effettua l’analisi organolettica che si articola in esame visivo, su sfondo bianco per colore e consistenza; esame olfattivo, per intensità aromatica e freschezza; esame gustativo, a temperatura ambiente (18-20°C) per bilanciamento tra dolcezza, acidità, struttura e persistenza, e infine, pulizia del palato, con acqua o mela verde. Il prodotto deve presentare caratteristiche vivide e naturali, prive di note ossidate, fermentate o eccessivamente caramellate, garantendo un sapore persistente. Questa procedura garantisce una valutazione sensoriale oggettiva.
Sì ma… come deve essere la confettura di amarene dell’Emilia?
Grazie alla raccolta nel momento migliore della maturazione, alla lavorazione eseguita seguendo il metodo tradizionale e per ricreare il sapore autentico (il caratteristico gusto asprigno delle amarene rimane inalterato anche dopo la lunga cottura della frutta) si segue la ricetta classica (…della Nonna) in rapporto 1:1 (1 kg di frutta e 1 kg di zucchero per una conservazione sicura e una consistenza densa) aggiungendo solo succo di limone per esaltare la pectina naturale della frutta.

La nutrizionista presente – dott.ssa Samantha Biale – precisa che 100 g di confettura di amarene contengono zucchero, gelificante: pectina da frutta (che serve come addensante naturale) e acidificante: acido citrico (che equilibra il gusto e funge da correttore di acidità). Valori nutrizionali medi (per 100 g): frutta fresca al naturale: ~42–50 kcal; Carboidrati: ~10–12 g; Proteine: ~0,5–1 g; Grassi: ~0 g.
Confettura con zucchero: la bollitura concentra gli zuccheri naturali e l’aggiunta di zucchero fa impennare i carboidrati, portando a un apporto calorico e glicidico molto più alto. Valori: ~180–260 kcal; Carboidrati: ~45–63 g; Proteine: ~0,4–0,8 g; Grassi: ~0 g.
Infine la confettura di amarene de Le Conserve delle Nonna, si sposa ottimamente con la dolcezza della pasta frolla nella preparazione di gustosissimi dolci da forno. È ottima anche per la prima colazione spalmata sul pane, anche tostato o su fette biscottate ed è perfetta con cheesecake, yogurt e crostate tradizionali.
Per finire in dolcezza, ecco la ricetta della: CHEESECAKE ALLE AMARENE DELL’EMILIA
https://nonsolobuono.it/ricette/ricette-cdn/mini-cheesecake-con-confettura-di-amarena/
In conclusione i giornalisti - simpaticamente implicati nell’Amarena Day - sono stati invitati a scendere in campo nel frutteto (o "ceraseto" come dicono da Roma in giù...) dell’azienda agricola del signor Franco Azzarelli a Castelfranco Emilia (MO) anche titolare dell’agriturismo “La Lupa” (di cui riferiamo a parte) toccando così con mano l’intera filiera di confetture, composte e marmellate a marchio Le Conserve della Nonna. Per riprendersi dalle fatiche profuse (a guardare gli altri lavorare) gli stessi giornalisti, all’ora di pranzo, sono stati ben rifocillati presso il già citato agriturismo della zona, con una ricca degustazione a base di eccellenze del territorio (ovviamente, ispirate all’amarena). Con una successiva passeggiata lì, nel verde – per ridurre i picchi di glucosio nel sangue e evitare l’abbiocco incipiente – (attività post-prandiale) si è concluso l’Amarena Day de Le Conserve della Nonna. Gli intervenuti - gratificati professionalmente e per la squisita ospitalità ricevuta - ringraziano sentitamente.
Il Gruppo Fini SpA, società 100% italiana di proprietà di Holding Carisma, è una storica realtà produttiva dell’alimentare. FINI è un marchio di pasta fresca che rappresenta in Italia e nel mondo tutto il gusto della tradizione emiliana in cucina. Dal 1912 ad oggi l’originaria premiata salumeria-gastronomia di Modena del signor Telesforo Fini si è trasformata in un moderno pastificio che conta oltre 100 dipendenti ed esporta i suoi prodotti in 30 Paesi nel mondo, sempre all’insegna di tradizione, territorio e qualità. Le Conserve della Nonna, nell’ampia gamma di referenze tipiche di tutte le regioni italiane, offre passate, sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, con la sicurezza di un grande gruppo industriale.

Gruppo Fini SpA
Strada Albareto, 211
41122 Modena (MO)
Tel. +39 059 25 91 11
www.gruppofini.it
Una Lupa molto ospitale…
L'agriturismo La Lupa è un'azienda agricola e agrituristica immersa nella campagna modenese tra Castelfranco Emilia e la vicina Ravarino, con accoglienti camere e confortevoli appartamenti in un suggestivo complesso rurale ristrutturato con piscina dotata di solarium, idromassaggio, aree benessere (accessibile da giugno a inizio settembre). È una vera oasi di tranquillità, immersa tra campi e frutteti, con ampi spazi, ideale per soggiorni di relax e weekend romantici, anche per pranzi e eventi vari; La Lupa dispone di ottimo ristorante che propone cucina tradizionale emiliana.
L'agriturismo è anche perfetta base per gli ospiti più sportivi che utilizzano la bicicletta: da lì è possibile compenetrare il fascino discreto della campagna ed effettuare tragitti nell’entroterra (non troppo impegnativi e in sicurezza) che portano a zone umide tra i fiumi Panaro e Samoggia, o in aree storiche come l’imponente millenaria abbazia di Monteveglio dell'XI secolo (in loc. Castello‒Valsamoggia BO) che sorge su un suggestivo borgo fortificato e/o alla storica Villa Sorra, antica dimora nobile, in stile barocchetto (località Gaggio a nord di Castelfranco Emilia) un vero “museo en plein air” con parco e giardino all’inglese, manufatti romantici, vie d’acqua e poderi agricoli, tutto di grande interesse culturale e ambientale. Ma poi – partendo sempre da La Lupa – decine di altre destinazioni sono raggiungibili pedalando tra percorsi perfetti per essere esplorati proprio in bicicletta e, al ritorno, La Lupa offre un sicuro ricovero per le due ruote e (su richiesta) una colazione studiata per gli sportivi per somministrare le necessarie energie per ancora altri giri. (N.B. su richiesta anticipata è disponibile il servizio di noleggio biciclette).

Agriturismo di Franco Azzarelli
Via Cassola di Sopra 22
Castelfranco Emilia (MO)
Tel. +39 059 934591
www.lalupa.it
Sull'Adriatico - da Comacchio a Cattolica - va in scena "La Notte Rosa 2026" - Hit’s Summer (19-21 giugno)
La Romagna si prepara a dare ufficialmente il via all’estate italiana con la 21ª edizione della Notte Rosa, un evento diffuso coinvolge 40 comuni tra costa e entroterra con quasi 150 appuntamenti di musica, cultura, sport, benessere, divertimento assicurato per tutte le età.
Un lungo weekend di festa e musica. Dal 19 al 21 giugno, spiagge, piazze, borghi e luoghi simbolo della Romagna si trasformeranno in un grande palcoscenico a cielo aperto. La musica sarà il filo conduttore, con concerti live, DJ set e performance di artisti italiani nazionali e internazionali, uniti a eventiivi, iniziative per famiglie e spettacoli culturali. Il claim "Hit’s Summer" sintetizza il senso della manifestazione, unendo il dell’estate e le hit musicali che accompagnano le vacanze ei condivisi. Un’atmosfera di festa, energia, spensieratezza e accoglienza animerà il territorio, da Comacchio a Cattolica.

Grandi eventi e ospiti musicali
A Rimini torna l’RDS Summer Festival con Marvin, Prezioso, Erika, DJ Ross, MagicBox, Eiffel65 e un ospite a sorpresa. Il 20 giugno Achille Lauro, Clara, Francesco Renga, Malika Ayane, Serena Brancale, The Kolors, Sangiovanni e Frah Quintale si esibiranno in Piazzale Fellini
A Riccione il Kids Family Festival e RTL 1025 porteranno in scena J-Ax, Ditonellapiaga, Samurai Jay ed Eddie Brock. Kledi Kadiu firmerà lo spettacolo "Magia in movimento".
Cattolica vedrà il concerto di Jerry Calà e il Radio Gamma DJ Party, mentre a Ferrara si terrà il 105 Summer Festival, celebrando i 50 anni di Radio 105 con tanti ospiti musicali. Durante tutta la Riviera, a mezzanotte del 19 giugno, un simultaneo spettacolo pirotecnico illuminerà cielo di rosa.

Il programma prevede altri nomi come Dargen D’Amico, Fred De Palma, Paul Kalkbrenner, Nina Zilli, Venerus e Mario Venuti, oltre tradizionaleibizione delle Frecce Tricolori a Bellaria-Igea Marina il 21 giugno.
Musica, sport e natura
La Notte è più di musica: trekking, camminate all’alba, pedalate tra i fenicotteri e tante nella natura del Parco del Delta del Po e delle colline romagnole. La Pink di Rimini e le iniziative di yoga diffuso promuovono il benessere e la partecipazione attiva del pubblico.
Eventi per famiglie e bambini
Le famiglie avranno festival, laboratori, parate e spettacoli pensati per i più piccoli. Tra i momenti dedicati ci sono il Kids Family Festival a Riccione con laboratori e personaggi amati dai bambini, il Carnevale in Rosa a Bellaria-Igea Marina e Rimini, e la settimana dei bambini che offre attività educative e ludiche.
Anteprime del 18 giugno
La vigilia del weekend vede eventi come il 105 Summer Festival a Ferrara con artisti come Fedez, The Kolors e Baby K, la balera all’aperto di Rimini in Piazza Cavour, il tributo a Raffaella Carrà a Bellaria-Igea Marina, e molto altro.
Atmosfera diffusa e coinvolgente
La Notte Rosa 2026 vuole unire tutto il territorio, creando un’esperienza collettiva e immersiva, capace di raccontare le molte anime della Romagna, attraverso musica, arte, cultura, tradizione e natura. Il fenicottero rosa e la dj radiofonica del manifesto rappresentano questa fusione tra divertimento, musica entità territoriale.
Eventi culturali e di intrattenimento
Dal teatro di figura dedicato ai burattini emiliani a concerti di musica folk balkan, jazz e pop, fino a spettacoli di danza, performance di comici e serate nelle piazze con dj set, la varietà dei contenuti coinvolge interessi diversi e offre momenti per tutti.
Spettacoli pirotecnici e Le Albe in Rosa
Ogni notte si concluderà con spettacoli pirotecnici sincronizzati lungo la costa, un momentoico per il pubblico. Le Albe in Rosa, eventi musicali all’alba come quelli a Rimini con Mangoni o a Riccione con Venerus, arricchiscono la tradizione, creando atmosfere uniche.

Scoperta del territorio con “A SPASS”
Anche l’entroterra è protagonista con escursioni guidate visite a borghi, tradizioni locali, feste storiche e gastronomia, in un progetto che accompagna turisti e residenti alla scoperta delle eccellenze romagnole.
INTERVENITE E FATE INTERVENIRE!

Ufficio Stampa Apt Servizi
Tel. 0541-430.190
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Riapre il Parco Terme Merano con la Linea Salute per un’alimentazione sana, i piatti per iniziare al meglio la giornata e la nuova area giochi nel Parco per i bambini
Alto Adige. Il Parco Terme Merano quest’anno si arricchisce di novità imperdibili e tutte da scoprire. Nuovi piatti originali per cominciare la giornata alla grande alle Terme Merano! Sulla terrazza del Bistro, affacciati sulle piscine e sul Parco si gode un ottimo brunch prima di dedicarsi al relax alle Terme. E poi la nuova area giochidedicata al divertimento in sicurezza dei piccoli ospiti, mentre i genitori si godono il meritato relax.
Brunch & Terme, novità 2026
Il piatto sicuramente più completo e ricco è il Terme Brunch che comprende: due varietà di dolci fatti in casa: pancake soffice con miele, noci e banana, porridge allo strudel, yogurt cremoso con granola croccante, frutta fresca di stagione, uova strapazzate cremose, pane tostato, hummus di ceci, crema di formaggio alla paprika, cestino di pane, marmellata, burro al cacao. Il tutto da completare con salmone norvegese affumicato, avocado,cream cheese al limone, pane alle noci tostato fatto in casa oppure con selezione di salumi e formaggi. Il costo è di 32 euro ed è disponibile dal lunedì al sabato dalle 9 alle 11.30. Chi vuole può abbinare il brunch con l’ingresso giornaliero alle piscine delle Terme Merano e acquistare il pacchetto Brunch & Terme al costo di 55 euro.
Gli altri piatti per la colazione al Bistro
Dolce, salutare o classico: qual è il brunch ideale? Una panoramica tra gli altri nuovi piatti del Bistro dedicati alla colazione alle Terme. Risveglio dolce e delicato con Sweet Morning che prevede: porridge allo strudel, yogurt cremoso con granola croccante, pancake soffice con miele, noci e banana, frutta fresca di stagione, cestino di pane, marmellata, burro al cacao (15 euro). Il salutista può scegliere Healthy Choice con hummus di ceci, uova strapazzate cremose con pane, toast artigianale alle noci con salmone norvegese affumicato, cream cheese al limone e avocado, insalata di carote alle mandorle (18 euro). Infine, chi preferisse il gusto tradizionale trova The Classic Selection con hummus di ceci, uova strapazzate cremose con pane, crema di formaggio alla paprika, selezione di salumi e formaggi con toast artigianale alle noci, insalata di carote alle mandorle (18 euro).

Non solo brunch
Tra tuffi, relax e trattamenti, la fame si fa sentire durante la giornata alle Terme. Sono diverse le location che offrono una pausa golosa, tra cui il ristorante self-service, accessibile sia dall'interno che dall'esterno. Una vasta scelta: dalla pasta fresca ai piatti di pesce e carne, insalate e snack, toast e sandwich. Particolarmente vantaggioso, il Business Lunch è la pausa pranzo perfetta: gustosa, leggera e veloce, comprensiva di pasta fatta in casa, insalata croccante e acqua di sorgente filtrata a 18 euro. Tra gli altri ambienti a disposizione anche il chiosco, dove trovare gelati e snack veloci, mentre nel fine settimanaè aperto il padiglione della pinsa, amato soprattutto dai piccoli ospiti, dove degustare naturalmente un’ottima pinsa, focacce, gelati, succhi freschi e smoothie.
Nel pomeriggio dalle ore 16 è a disposizione anche il biglietto Aperitivo & Terme per concludere la giornata in bellezza! Uno spumante o cocktail e ingresso alle piscine fino alle 21: cinque ore di benessere (29 euro).

Nasce la Linea Salute di Terme Merano
Ingredienti freschi e locali con alto valore nutrizionale, cottura delicata per preservare aromi e vitamine, stagionalità e cucina sostenibile. Sono questi i criteri di scelta per creare la Linea Salute di Terme Merano, un concetto sviluppato in modo olistico dal team della Medical Area, in collaborazione con esperti qualificati, pensato per promuovere un’alimentazione sana, oltre a prevenzione, movimento e gestione consapevole dello stress.
Nel caso specifico, lo chef Stefano Cecco e la dietista Paola Vetturelli, insieme al team medico, hanno creato un menu che unisce competenza nutrizionale e piacere del gusto con piatti ben riconoscibili grazie al contrassegno della Linea Salute.
Un eccellente esempio di cucina vegetale moderna? Cavolfiore arrosto, mandorle in doppia consistenza, limone ed erbette. Una ricetta di equilibrio gustativo, perché unisce la dolcezza nocciolata del cavolfiore arrostito all’acidità del limone, con la nota amarognola e tostata delle mandorle. Un gioco di consistenze grazie alla morbidezza del cavolfiore che incontra la “doppia consistenza” delle mandorle. Tra le altre peculiarità: aromatico con le erbette fresche che elevano il piatto aggiungendo note balsamiche; antiossidante, ipocalorico e saziante, con i grassi buoni delle mandorle, vitamine e proteine vegetali.

Scivoli e percorsi per i bambini nel Parco
Il Parco di Terme Merano apre con una bella novità per le famiglie e soprattutto per i più piccoli: la nuova area giochi. Costruita prevalentemente con materiali sostenibili, tra cui robinia, una delle tipologie di legno tipiche dell’Alto Adige, l’area giochi è ora più ampia e spaziosa, con zone dedicate sia ai bambini più piccoli sia ai più grandi. Uno scivolo alto, un percorso con le corde, una pedana per saltare, giostre e giochi accompagnano il divertimento dei bambini in completa sicurezza, mentre i genitori si dedicano al relax nel Parco. L’area giochi è stata realizzata dall’azienda altoatesina Progart, specializzata da oltre 30 anni negli allestimenti per parco giochi.

In piscina e tra le tartarughe
Non c’è spazio per la noia alle Terme Merano, nemmeno per i bambini! Oltre alla nuova area giochi, rimangono le piscine dedicate ai più piccoli, con acqua riscaldata e bassa, sia nel Parco sia all’interno nella sala bagnanti. I bambini potranno avventurarsi anche nelle altre piscine, naturalmente con i propri genitori, e tra queste anche nel fantastico Bio Nature Pool che permette di nuotare in un vero e proprio laghetto balneabile naturale.
Tra le attrazioni più amate: il laghetto delle tartarughe. Visibili anche dal ponte che attraversa il Bio Nature Pool, i simpatici animaletti si lasciano osservare, mentre se ne stanno tranquilli in ammollo al sole. Le famiglie alle Terme possono approfittare del Biglietto famiglia: 2 adulti e 1 bambino sotto i 14 anni pagano 42 euro per 3 ore oppure 54 euro per tutto il giorno. Per ogni bambino aggiuntivo è previsto un costo di 10 euro.
Midweek Special
Numerose sono le strutture partner delle Terme Merano e tra queste anche il vicino Boutique & Design Hotel ImperialArt. Fino al 2 luglio 2026 si può scegliere il pacchetto Midweek Special che prevede il 5% di scontosulla prenotazione. L’offerta comprende: 3 pernottamenti, welcome drink, ingresso gratuito alle Terme Merano, Alto Adige Guest Pass per i trasporti pubblici, da 269 euro a persona.

Terme Merano
Piazza Terme 9
Tel. 0473.252000
www.termemerano.it
Al Cavaticcio l'estate profuma di menta d'acqua: chef Cesare Marretti racconta Bologna con un menù estivo alle erbe spontanee
La menta d'acqua diventa protagonista dell'estate bolognese al Parco del Cavaticcio. È attorno a questa pianta spontanea, simbolo degli ambienti umidi del territorio, che Cesare Marretti ha costruito il nuovo progetto gastronomico in sodalizio con il Consorzio dei Canali di Bologna, col patrocinio di Comune di Bologna, Quartiere Porto Saragozza e Bologna Estate. E per la serie “Più eventi nei parchi = Più sicurezza, meno degrado” l’istrionico chef contribuisce pure a recuperare il parco petroniano portando in quell’angolo di verde la sua cucina creativa, fresca e rigorosamente di stagione (attento a “madre natura e figlio orto”…). Quindi, torneranno i tavoli sull’erba e la Storia, poiché il progetto è orientato alla riscoperta di Bologna città d’acqua, raccontata anche attraverso i suoi canali.
(gli chef Cesare Marretti e Andrea Guida)
A giochi fatti ha raccolto unanimi lusinghieri consensi l’iniziativa che (giovedì sera 11 giugno nel parco prospiciente il MAMbo sito tra via Azzo Gardino, via del Porto, Don Minzoni e viale Pietramellara) ha celebrato la ricchezza della biodiversità locale, grazie all’iniziativa pensata, voluta e realizzata dallo chef fiorentino – già ben noto sotto alle Due Torri per il “Marrètt” (ex È Cesare) con cucina vegana e vegetariana, in via Urbana 5/F, per il “È Cucina Leopardi” ristorante con menù fisso in via Giacomo Leopardi e il “È Cucina Torino” cucina accessibile e creativa nel capoluogo piemontese. Inoltre Marretti, ha nelle sue disponibilità un'azienda agricola con mulino, vera miniera per la realizzazione del suo concept di cucina vegetale, creativa e di alta qualità a prezzi accessibili. Già l’anno scorso lo chef, si era dedicato alle attività estive temporanee di successo sempre al Giardino del Cavaticcio, nello stesso locale “Il Porto, i Canali e la Memoria dell’Acqua” dove appunto si è realizzata l’innovativa proposta di questa stagione e allora ebbe a subire una questione di lana caprina, poi risoltasi (comunque dopo il suo ricorso) - .
Poliedrico e sempre in grado di stupire, questa volta Cesare ha organizzato la serata con cena con ingredienti a base di erbe spontanee tipiche degli ambienti umidi di Bologna come malva, elicriso, crescione, aglio orsino e soprattutto menta d'acqua, vera protagonista, questa, della maggior parte delle portate proposte ai commensali (rappresentanti della stampa locale e di settore). Le erbe sono state lavorate e conservate nell'essiccatoio della tenuta dello chef per essere poi trasformate in molto gradevoli sostanze capaci di raccontare il paesaggio attraverso il gusto. Detta narrazione è cominciata con un soufflé di ricotta, parmigiano e menta (d’acqua) poi, spaghetti al pesto di basilico e menta, patate e pecorino, seguiti da tacadores (pesce d'acqua dolce) in salsa verde menta e ravanelli rosa con fagiolini; per chiudere, una torta di cioccolato fondente con (appunto…) menta d’acqua.
Ottima la selezione enologica: abbinamento per concordanza, con uno spumante extra dry dal sorso rotondo e suadente, ideale per l'evidente acidità, anche a tutto pasto; in abbinamento per contrasto, un Rosso di Montepulciano d'Abruzzo giovane e strutturato che ha esaltato i sapori del piatto (ripulendo le untuosità con i tannini).

N.B.: Un impiattamento curato ed elegante ha fatto da preludio a una degustazione eccellente che fin da subito ha messo d'accordo tutti. Il bilanciamento dei sapori è stato perfetto, con una doverosa menzione per la vibrante percezione di menta d'acqua che ha saputo rinfrescare e vivificare i piatti con gran classe. La proposta, ricercata, ben equilibrata, mai eccessiva anche dal punto di vista estetico e gustativo, ha ricevuto il corale plauso per l'armonia dell'insieme, esaltata da quella evidente - non invadente - nota di menta d'acqua che ha regalato al palato una freschezza tanto inaspettata quanto apprezzata. Il vero tocco di classe? Proprio la "scia" di menta percepita da tutti come un perfetto contrappunto aromatico.
In definitiva un’esperienza di grande levatura (NDR).

Dunque, davvero ammirevole l’opera dello chef che è diventato famoso grazie a “La Prova del Cuoco” (trasmissione di Rai Uno) che ha dimostrato di meritare la sua fama anche dal vivo, in una cucina approntata in un parco pubblico. cosa che (vista la sua fama, professionalità e fantasia) non stupisce più di tanto, o almeno non quanto stupisca l’Amministrazione locale che ha avallato il progetto e consentito la messa in opera di un evento che già a così poco tempo dalla presentazione, ha raccolto l'approvazione generale di critica e pubblico.
Questo l’aspetto più esteriore dell’iniziativa, ma esiste un’altra non meno importante questione da considerare: il Parco del Cavaticcio si è confermato non soltanto luogo di socialità e intrattenimento, ma anche spazio di valorizzazione culturale, capace di ospitare iniziative che mettono in dialogo gastronomia, sostenibilità ambientale e identità cittadina, poiché nell’ambito della stessa iniziativa, ha trovato spazio anche la mostra dedicata all'antico porto di Bologna e alla storia del Canale Cavaticcio, offrendo ai visitatori ulteriori occasioni di approfondimento e conoscenze specifiche.
Più che un semplice menù stagionale, quello firmato da Cesare Marretti diventa quindi un invito a riscoprire Bologna attraverso i suoi paesaggi nascosti, i profumi e le tradizioni, in un percorso che celebra la ricchezza della biodiversità locale e il valore della memoria custodita dalla natura. Altra valenza: l'organizzazione di questo evento ha innescato un importante processo di rigenerazione urbana a base culturale sovvertendo la percezione dell’ambiente e trasformando un'area tradizionalmente associata all’incuria, in un nuovo polo di attrazione e coesione. Con iniziative del genere, si accendono i riflettori sulle nostre periferie, si presidia il territorio, il degrado sparisce, arrivano le famiglie, l'intera comunità ne trae un grande beneficio (e, non ultimo, si soddisfano palati... anche i più esigenti). E se a gestire tali attività è un professionista privato - che paga regolarmente le tasse - rispetto a una gestione pubblica, è comunque sempre un vantaggio per tutti.
Le voci degli addetti ai lavori riferite alla cena di Marretti, raccolte durante un successivo evento, hanno sottolineano come, stavolta, “l’acqua del sindaco” ha fatto venire a galla un evento di notevole spessore… e – almeno in questo caso – l’Amministrazione, sicuramente, non ha fatto… un buco nell’acqua (…). Evviva!
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Il Porto, i Canali e la Memoria dell’Acqua
Passaggio Alinovi al Parco del Cavaticcio
da martedì a domenica
Prenotazioni: tel. 051 2750069
Cesare Marretti Instagram
M∀RRETT Instagram
È cucina Leopardi
In Rio Pusteria per trattarsi al meglio: viaggio nell’Alto Adige tra natura, sapori e sostenibilità. Momenti indimenticabili da vivere e raccontare
Ci sono luoghi che riescono ancora a sorprendere. Non per effetti speciali o attrazioni artificiali, ma per la loro capacità di restituire un senso di autenticità che altrove sembra essersi smarrito. L’Area Vacanze Sci e Malghe Rio Pusteria, a pochi chilometri da Bressanone, appartiene a questa categoria. Il primo indizio arriva ancora prima di raggiungere la destinazione. Sulle strade che risalgono la Val Pusteria si incontrano auto, camper e roulotte provenienti da ogni parte d’Europa. Tedeschi, belgi, olandesi, svizzeri e italiani. Tutti sembrano muoversi nella stessa direzione, attratti da un territorio che ha fatto dell’ospitalità e della sostenibilità i suoi punti di forza. Qui – oltre al periodo invernale, quando tutta la zona diventa il paradiso degli sport della neve – la primavera e l’estate hanno un significato particolare. È il tempo delle “Malghe in Fiore”, il programma che invita residenti e visitatori a rallentare, a riconnettersi con la natura e a riscoprire i ritmi autentici della montagna. Non una semplice proposta turistica, ma una filosofia di viaggio che si traduce in escursioni, attività all’aria aperta, incontri con i produttori locali, esperienze gastronomiche e momenti di benessere immersi in un paesaggio che sembra disegnato per rigenerare corpo e mente. Basta alzare lo sguardo per capire perché boschi fitti, prati punteggiati di fiori, laghi alpini, malghe adagiate sui pendii e, sullo sfondo, le cime delle montagne che dominano l’orizzonte. L’aria è pulita, leggera (certo diversa da quella che si respira in città...).
In bicicletta tra sentieri, rifugi e eccellenze da gustare
Uno dei modi migliori per scoprire questo territorio è senza dubbio la bicicletta. L’offerta è ampia e adatta a tutti, dagli appassionati di mountain bike ai semplici escursionisti. Non è nemmeno necessario arrivare con il proprio mezzo: tra Maranza e Valles sono disponibili diversi servizi di noleggio che consentono di partire immediatamente alla scoperta del territorio. Pedalare qui significa attraversare paesaggi in continuo mutamento. Si alternano boschi ombreggiati, prati aperti e panorami che si affacciano sulla Val Pusteria. Uno degli itinerari più interessanti si sviluppa per circa 40 chilometri con 600 metri di dislivello, attraversando Vandoies e Chienes fino a Brunico.
Lungo il percorso è obbligatoria una sosta al Caseificio Capriz di Vandoies di Sopra, una realtà che racconta perfettamente l’evoluzione dell’agricoltura di montagna altoatesina. Accompagnati dal responsabile vendite Sascha Russotti, si scopre come una produzione artigianale di dimensioni contenute con “numeri limitati”, sia riuscita a trasformarsi in un’eccellenza riconosciuta pensata, voluta, realizzata, cercata e acquistata, ben oltre i confini regionali con clienti, del posto, dei dintorni oltre ai “pochi” della Gran Bretagna (causa “Brexit” dal 2021) e ai molti di più di Germania, Belgio, Svizzera e Lussemburgo, senza contare tutti gli altri “caseofili” o “formaggiofili che dir si voglia, del resto d’Europa, Italia in primis. La visita al museo del formaggio è un’esperienza sorprendente. Nei locali sotterranei del bel negozio di gastronomia (con ogni ben di dio in mostra) tra forme in maturazione e in affinamento, le molte installazioni multimediali raccontano l’intero ciclo produttivo del latte caprino e vaccino. Il risultato è un percorso coinvolgente che permette di comprendere il valore di una filiera corta e sostenibile capace di generare qualità, occupazione e identità territoriale. Da notare che dietro alla Capriz Feincäserei – Formaggi d’alta quota - che fattura poco di più di 3 milioni di euro annui - ci sono, solo, poco meno di una ventina di validi operatori. Complimenti!

Il fascino senza tempo del Loden
A pochi passi dal caseificio un’altra tappa che racconta la cultura produttiva dell’Alto Adige è il “Loden Erlebniswelt”, uno stabilimento di 3.000 m². Entrare in questo museo esperienziale (tematico interattivo) significa compiere un viaggio nella storia di uno dei tessuti più iconici dell’arco alpino. Telai, filatoi, strumenti originali e documenti d’epoca illustrano il lungo percorso che porta dalla lana grezza della tosatura, alla cernita e selezione, dal lavaggio e sgrassatura dei velli, alla cardatura, compresa la pettinatura della lana a fibra lunga e allo scarto di quella corta, creando un nastro continuo (“tops”) per filati più fini e regolari per ottenere il celebre cappotto in loden. Questo processo utilizza - ancora oggi - calore, tensione e sapone per restringere e ispessire il tessuto fino al 66%. Il risultato è un tessuto denso e impermeabile, perfetto per il clima rigido e oggi considerato il primo "tessuto ad alte prestazioni".
La struttura di Chinez è tutta organizzata come un vero e proprio museo, con tanto di visita guidata proprio a cura della gentile proprietaria, appartenente alla quinta generazione di Famiglia Oberrauch-Zitt, di quei geni del cappotto, sicuramente più famoso al mondo che hanno contribuito a trasformare questo prodotto tradizionale in un simbolo internazionale di eleganza e qualità.

Camminare per ritrovare il ritmo della natura
Se la bicicletta consente di coprire grandi distanze, il passo lento dell’escursionismo permette invece di entrare in sintonia con il territorio. Le opportunità sono numerose. Sull’Alpe di Rodengo e Luson un itinerario panoramico conduce fino al Giogo d’Asta attraversando prati d’alta quota e regalando vedute spettacolari sulle montagne circostanti. Per chi cerca un’esperienza più intensa, l’escursione all’alba verso il rifugio Tiefrastenhütte rappresenta uno dei momenti più suggestivi dell’intero soggiorno. Dopo circa due ore di salita si raggiungono i 2.312 metri di quota e si viene accolti da una colazione alpina consumata davanti ad uno scenario che ripaga ampiamente la fatica ("solo questo, vale il viaggio..." - direbbe Bruno Barbieri, famoso chef bolognese...). Non mancano proposte dedicate al benessere e alla riconnessione con l’ambiente. Alla cascata di Vandoies di Sopra il cosiddetto “forest bathing” diventa un’esperienza sensoriale fatta di profumi, silenzi e suoni naturali. A Maranza, invece, le escursioni botaniche e le passeggiate erboristiche consentono di conoscere da vicino le piante spontanee della zona, spesso utilizzate nella tradizione gastronomica e officinale locale. Sono attività che vanno oltre il semplice trekking e che permettono di vivere la montagna in modo più consapevole e rispettoso.
Alpaca e lama: il paradiso dei più piccoli
Tra le esperienze più originali c’è sicuramente quella proposta dall’Hinterwalder hof di Maranza. Si tratta di un vero maso immerso nel verde (con accoglienti camere, Wi-Fi, colazione e deposito sci inclusi) gestito da Aziz e gentile signora che hanno creato una fattoria didattica che conquista immediatamente i bambini. Oltre agli animali da cortile (galline, anatre, quaglie, fagiani, qualche cavia e porcellino d’India) la vera attrazione sono gli alpaca e i lama: Timo, Adam, Mozart, Montoya, Litz, Pippo, Aram accompagnano i piccoli ospiti in tranquille passeggiate lungo i sentieri che circondano il maso (ideali per pet therapy). Animali docili, timidi ma curiosi e particolarmente adatti all’interazione con i cuccioli d'uomo, diventano protagonisti di un’esperienza che unisce gioco, educazione e contatto con la natura. Due le razze principali – spiega Aziz - l’Huacaya (manto soffice e gonfio, sembra un peluche) e il Suri (pelo lungo e liscio che forma dei “dreadlocks” riccioli come quelli dei “rasta”). I piccoli quadrupedi “simil cammello” (senza gobbe) sono usi allo “sputo” (meccanismo di difesa) pratica più dei lama che non degli alpaca (ma non se n’è visto uno sputare… NDR). L’iniziativa “Lama 2 Go” si svolge in due giri nelle vicinanze del maso: uno dalla durata di un’ora e l’altro, di quasi tre e con colazione compresa in malga (a base di salumi e formaggi). L’evento in sé rappresenta una delle attività più richieste dalle famiglie e conferma quanto l’offerta turistica locale sia attenta anche ai visitatori più giovani.
Ospitalità altoatesina ai massimi livelli
Quando si parla di Alto Adige, l’accoglienza gioca sempre un ruolo fondamentale. A Maranza una delle strutture che meglio interpreta questa tradizione è l’Hotel Edelweiss. La struttura – un 4* recentemente rinnovato – coniuga eleganza alpina e comfort contemporaneo a soli 300 metri dalle piste del comprensorio Gitschberg Jochtal. Le camere e le suite (tutte nuove) offrono ambienti raffinati, con materiali di pregio, mentre l’area Beauty & wellness rappresenta uno dei punti di forza dell’albergo, tra le più belle e meglio attrezzate di tutto l’Alto Adige: Spa & area benessere con piscine interne ed esterne, saune panoramiche, docce emozionali, bagno turco, zone relax e una suggestiva area “adults only”; all’ultimo piano c’è il solarium e si effettuano massaggi (classici, tipici dell’Alto Adige e “hotstone”- trattamento che sfrutta le proprietà terapeutiche delle pietre calde di basalto (roccia che mantiene a lungo il calore e che si effettua anche in acqua) che vengono posizionate dalle estetiste in punti specifici della schiena - poi, trattamenti viso e rigeneranti e pacchetti di bellezza disponibili. Oltre alle piscine (riscaldate) è piacevole lasciarsi andare in una grande vasca idromassaggio all’aperto (anche una fredda) poi tergersi nelle nuove sale rilassamento, su divani o lettini, tutto in un ambiente curatissimo in ogni dettaglio che consente di godere di momenti di assoluto benessere, con una vista
privilegiata sulle montagne circostanti. All’Edelweiss la proposta gastronomica si distingue per qualità e varietà. Lo chef Michael Plattner, con la sua “brigata”, valorizza gli ingredienti locali e i prodotti a chilometro zero, costruendo un dialogo equilibrato tra tradizione tirolese e influenze mediterranee, ma non mancano le specialità internazionali. Ogni giorno a pranzo piccolo menù (anche brunch) à la carte (a pagamento) poi (dalle 15.00 alle 17.00) torte e spuntino pomeridiano a buffet, sia con cibi dolci (torte, brioche, frutta) che salati (bevande escluse) e a cena, 5 portate a scelta: antipasti, piatti di pasta, secondi e dessert che fanno venire l’acquolina in bocca; per chi volesse, c'è anche una proposta vegetariana (no vegan). Insomma, all’Edelweiss, si gusta di tutto e di più... ogni pasto si trasforma in un percorso gastronomico capace di raccontare il territorio attraverso sapori autentici e presentazioni curate per godersi una vacanza volta a creare un ricordo memorabile… Complimenti a Famiglia Oberhofer - Oskar e Sonja che gestiscono la struttura con i figli Armin e Simon - un lavoro eccellente, progettazione ben eseguita che va oltre i confini di Maranza, ponendosi come modello per fare scuola a tutto l'Alto Adige.
Tappa obbligata per gli amanti della buona cucina
Per chi considera il cibo una componente essenziale del viaggio, una tappa obbligata è il ristorante Valsegg – Eggile, dal nome del vecchio “maso” (egger am boden cioè angolo piccolo e accogliente) che si trova all’interno del complesso Valsegg Luxury Chalets a Valles. Lì lo chef Davide Carbone propone, in un ambiente familiare e moderno, una cucina con i veri sapori della terra ispirati dai tesori della natura altoatesina e dalle regioni dell’Italia (meridionale) partendo dalle materie prime del territorio per costruire piatti moderni, equilibrati e creativi così, ogni giorno, al ristorante Eggile, in tavola c’è solo il meglio del meglio. Le influenze altoatesine dialogano con quelle del Sud Italia, dando vita a una gastronomia che cambia spesso e segue il ritmo delle stagioni. L’ambiente raccolto e elegante e l'attenzione per i dettagli rendono il locale meta apprezzata dagli ospiti “veri stammgäste” (clienti affezionati estimatori della struttura) e dai numerosi clienti che raggiungono Valles esclusivamente per sedersi proprio a un tavolo del decantato ristorante.

L’alternativa al pranzo al sacco gustato in quota
Per godere di un panorama indimenticabile, molti si svegliano all’alba e salgono in montagna con zaini, scarponi e alpenstock, affrontando fatiche improbe. Dopo il duro sforzo, ci si può rilassare mangiando in mezzo alla natura. Se il pranzo al sacco è finito strada facendo (…) o se si desidera mangiare comodamente con le gambe sotto al tavolo, c’è il rifugio in alta quota. Nel caso, il Runa Naturhotel all’Alpe di Rodengo e Luson, che si trova poco sotto i 2000 metri e rappresenta l’alpeggio più lungo d’Europa. Lì chef Alex offre i piatti della tradizione altoatesina, con ingredienti a chilometro zero, come taglieri di formaggi e salumi locali con Brezel, oppure piatti unici (in base a quanto propone "madre natura e figlio orto"…) oltre a canederli e primi di paste fresche, tutti annaffiati da Gewürztraminer, Müller-Thurgau e Sylvaner o i classici Pinot Bianco e Chardonnay, se no ci sono i “knödel”, i würstel in brodo caldo (vegetale o di carne) o asciutti, con abbondante burro fuso, salvia e parmigiano o ricotta affumicata grattugiata o con crauti e peperoni scottati in padella, o con bietoline e patate. Per i più esigenti, selvaggina o gulasch con spatzle, cipolle e paprika, accompagnati Lagrein o Schiava. Per gli indecisi, spizzichi (finger food) al bancone (banqueting) con una birra fresca e non si sbaglia mai. Infine, per i golosi, non si può perdere il classico tiramisù ai frutti di bosco o, meglio ancora, lo strudel di ricotta preparato secondo la ricetta di mamma Klara, magari con un distillato fatto in casa…
L’Alto Adige, destinazione modello per il turismo sostenibile
L’aspetto che più colpisce, però, è la coerenza con cui tutto il territorio interpreta il concetto di sostenibilità. L’Area Vacanze Rio Pusteria ha ottenuto il livello più elevato previsto dal Marchio Sostenibilità Alto Adige, riconoscimento sviluppato secondo gli standard internazionali del Global Sustainable Tourism Council.
Non si tratta di un’etichetta di facciata. La sostenibilità qui si traduce in azioni concrete: tutela del paesaggio, valorizzazione delle filiere locali, gestione responsabile delle risorse e promozione di una mobilità alternativa all’automobile.
Una strategia che ha contribuito a far entrare la destinazione nel circuito internazionale Green Destinations e che conferma l’Alto Adige tra i territori più avanzati al mondo nel campo del turismo sostenibile.
Una card per muoversi liberamente
A rendere ancora più semplice la permanenza contribuisce il nuovo Brixen Südtirol Guest Pass, recentemente introdotto in sostituzione della storica Almencard. La tessera è fornita gratuitamente dalle strutture aderenti all'iniziativa dell'Amministrazione locale e consente di utilizzare i mezzi pubblici, accedere a numerosi impianti di risalita in determinati periodi e visitare musei, piscine e altre strutture convenzionate. Uno strumento che favorisce una fruizione più sostenibile e intelligente del territorio, incoraggiando gli ospiti a scoprire l’intera area senza necessariamente utilizzare mezzi propri inquinanti (a meno che non siano veicoli a zero emissioni).
Il valore del tempo ritrovato
Lasciando Rio Pusteria si porta con sé molto più di qualche bella fotografia. Rimane la sensazione di aver visitato un luogo che ha saputo conservare la propria identità senza rinunciare all’innovazione. Qui la montagna non è soltanto uno sfondo da ammirare, è un ambiente da vivere con rispetto, attraverso esperienze autentiche, incontri genuini e una qualità dell’accoglienza che continua a rappresentare uno dei tratti distintivi dell’Alto Adige. Quando le "malghe sono in fiore", tra sentieri, sapori e panorami infiniti, Rio Pusteria riesce ancora a insegnare qualcosa di prezioso: il lusso più grande, oggi, è riuscire a rallentare…

Gitschberg Jochtal AG
Via Jochtal 1 Rio di Pusteria-Valles
Tel. +39 0472 886048
www.gitschberg-jochtal.com

Caseificio Capriz
Via Pusteria 139030 Vandoies
Alto Adige - Italia
Shop & Museo
Tel. +39 0472 869 268
www.capriz.it
Bistrot:
Tel. +39 349 2137017
www.pims-burger.com
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Hinterwalder Hof
Via Großberg 10- Maranza (BZ)
Tel. +39 0472 520161
Cell. +39 377 2173860
www.hinterwalderhof.com
Hotel Edelweiss
Via Specker, 2 Maranza BZ
Tel. 0472 520229
www.hotel-edelweiss.it

Ristorante Valsegg – Eggile
Via Unterlände 5 Valles
Rio di Pusteria (BZ)
Tel. +39 3887707444
Chiuso martedì
www.valsegg.it

Via della Malga 7
Alpe di Rodengo e Luson
Rodengo - Alto Adige
Tel. +39 0472 546016
www.naturhotel-runa.com
Nell’incomparabile cornice delle Dolomiti al via l’estate di benessere, sport e gusto all’Hotel Granbaita Dolomites
C’è un momento preciso in cui la Val Gardena cambia pelle. Accade quando l’ultimo silenzio dell’inverno lascia spazio al rumore leggero dei passi sui sentieri, quando i prati tornano a riempirsi di fiori alpini e le pareti delle Dolomiti scintillano al sole spiccando sul verde intenso dei boschi e mettono in scena lo straordinario spettacolo dell’enrosadira, accendendosi al tramonto di fantastiche tonalità di rosso, rosa e arancio. È allora che l’estate comincia davvero. Non con una data sul calendario, ma con il ritorno della vita all’aria aperta: le prime escursioni all’alba, le biciclette che risalgono i passi, le terrazze dei rifugi dove prendere il primo sole, quell’odore di legno e resina che accompagna le giornate che si stanno allungando. In Val Gardena l’estate che sta iniziando non è soltanto una stagione turistica, ma una dimensione che unisce natura, sport e identità alpina, tra sentieri panoramici, caratteristici paesi ai piedi delle cime patrimonio Unesco e tradizioni che convivono con l’ospitalità internazionale.In questo scenario unico, vacanze realmente ritempranti, di autentico relax e benessere psicofisico sono quelle che attendono gli ospiti de, elegante 5 stelle nel cuore di Selva di Val Gardena che, con la sua calda e raffinata accoglienza, interpreta in modo contemporaneo l’ospitalità e lo stile altoatesini. A rendere unico il soggiorno è l’inconfondibile stile di questo storico e conosciuto hotel di proprietà della famiglia Puntscher - Perathoner, la sua inimitabile ospitalità, il servizio attento e discreto, i 4.000 mq fra SPA e giardino con le piscine interna ed esterna collegate tra loro, la cucina gourmet salubre e ricercata con forti radici nella tradizione e una potente vena innovativa; e per gli ospiti E-MTB, attrezzature, escursioni con guida, yoga, pilates e... tradizione gastronomica!
Passeggiate e pedalate con guide dell’hotel
Le giornate iniziano con il sole che illumina le pareti dolomitiche e una ricchissima colazione gourmet e proseguono tra escursioni con guide private dell’hotel nel Parco naturale Puez-Odle, passeggiate nei boschi e tour panoramici in E-MTB lungo i tracciati della valle. Le biciclette elettriche di ultima generazione vengono fornite insieme a tutta l’attrezzatura necessaria. Un dettaglio che racconta perfettamente la filosofia della struttura: far vivere agli ospiti la montagna senza stress, e senza logistica complicata, condividendo con loro l’esperienza di chi la conosce bene. Tra i momenti più rilassanti ci sono le sessioni di yoga e pilatesorganizzate in giardino o in Vallunga, uno dei luoghi più iconici della Val Gardena. Qui il concetto di wellness cambia completamente prospettiva. Non è più soltanto cura del corpo, ma ricerca di una connessione più profonda con la naturacircostante. Il silenzio dei prati, il vento leggero e il profumo dell’erba alpina trasformano ogni attività in un rituale quasi meditativo.


Benessere alpino nella Savinela Spa
Il cuore dell’esperienza benessere è la Savinela Spa, oltre 2.000 mq dedicati alla rigenerazione fisica e mentale. Il nome deriva da un delicato fiore alpino che si trova in Vallunga e sintetizza perfettamente la filosofia della struttura: utilizzare le proprietà naturali degli elementi di montagna come elemento centrale di trattamenti e prodotti, ideali per la rémise en forme e per potenziare gli effetti benefici di passeggiate ed attività fisica nell’incomparabile cornice delle Dolomiti. L’impatto scenografico è immediato, con il design che sembra dissolversi nel paesaggio dolomitico: piscina interna ed esterna collegate tra loro, saune (da quella panoramica a quelle al legno e al cirmolo), bagno turco aromatico, accoglienti cabine per massaggi intitolate ai fiori di montagna, aree relaxsilenziose, il grande giardino per i bagni di sole nel verde. La Spa attinge alle proprietà naturali delle Dolomiti e delle sue erbe attraverso rituali ispirati alla tradizione alpina. Il trattamento al fieno, ad esempio, richiama antiche pratiche montane utilizzate per alleviare dolori muscolari e tensioni, mentre il rituale all’arnica diventa il perfetto recupero dopo una giornata trascorsa sui sentieri.

In tavola un emozionante percorso del gusto
Il benessere, al Granbaita, passa anche attraverso la cucina. La proposta gastronomica rappresenta uno dei must dell’hotel ed è affidata agli chef Marc Bernardi e Sofia Parduzzi, coppia nella vita e nel lavoro. La loro filosofia culinaria si basa sull’equilibrio tra radici territoriali e ricerca contemporanea, tra reinterpretazioni moderne della cucina di montagna, contaminazioni internazionali e valorizzazione delle materie prime del territorio. Nel ristorante principale dell’hotel gli ospiti possono scegliere tra percorsi differenti che cambiano quotidianamente. Da una parte il menu Montagna e Tradizione, dedicato ai grandi sapori alpini e alla memoria gastronomica del territorio, dall’altra il Menu Degustazione Granbaita, più creativo e aperto a contaminazioni internazionali, e il Menu à la carte con le sue le molte proposte. Il ristorante fine dining Granbaita Gourmet – aperto anche agli ospiti esterni- rappresenta il lato più esclusivo dell’esperienza culinaria. Soltanto sette tavoli, atmosfera raccolta, servizio impeccabile, regala un percorso gastronomico costruito come una vera esperienza sensoriale, un racconto del territorio reinterpretato attraverso tecnica, eleganza e creatività.

Pacchetti per sportivi e coppie
Per l’inizio dell’estate il Granbaita Dolomites ha messo a punto alcuni piacevoli pacchetti: per gli appassionati di Mountain Bike e per chi ama camminare, il pacchetto Hiking & Biking Paradise prevede stupende escursioni guidate a piedi e in MTB con guide certificate, mentre il Couples Retreat è stato pensato per una romantica fuga a due.
Granbaita Dolomites. Lusso, stile, calda accoglienza familiare, nato dalle idee e dai sogni della famiglia Puntscher-Perathoner, che l’aveva aperto in una posizione invidiabile nel centro di Selva di Val Gardena nel 1961 e ha deciso di rinnovarlo radicalmente negli ultimi 5 anni con un’impegnativa e riuscitissima ristrutturazione di classe che ha portato alla creazione di 56 fra stanze e suites, il 5 stelle Granbaita Dolomites interpreta in modo contemporaneo l’ospitalità e lo stile altoatesini, accogliendo gli ospiti con i suoi ambienti ampi e luminosi, rifiniti con amore e cura dei dettagli. Linee eleganti di legno, vetro e pietra che rievoca le Dolomiti che si scorgono al di là delle ampie vetrate, focolari che invitano al calore familiare, tessuti caldi e naturali per un progetto firmato dall’arch. Rudolf Perathoner, che ha saputo interpretare al meglio l’idea di ospitalità dei proprietari, sintetizzando innovazione e tradizione, contemporaneità e storicità, grazie ad un attento studio delle forme e una ricercata selezione dei materiali. Il progetto è stato insignito del Premio In/Architettura GlWillis Towers Watson dall’Istituto Nazionale di Architettura. Fra i must dell'hotel il ristorante fine dining Granbaita Gourmet firmato dagli Chef Marc Bernardi (gardenese) Sofia Parduzzi e la Savinela Spa, oltre 2000 m² di benessere alpino con piscina interna ed esterna. Uno sguardo sempre avanti senza dimenticare i valori della tradizione, la famiglia Puntscher-Perathoner da oltre 60 anni si dedica al genuino piacere dell’ospitalità.
Fra le mura dell’hotel si respirano familiarità, autenticità e un senso di benvenuto a casa. Carmen e Raphael con i figli Marco, Alexander e Anna curano personalmente ogni dettaglio per rendere la vacanza un’esperienza eccellente, convinti che anche un piccolo particolare la può trasformare in un ricordo carico di emozione.

Hotel Granbaita Dolomites
Str. Nives 11 Selva di Val Gardena (BZ)
Tel. +39 0471 795210
www.hotelgranbaita.com
[Alkemy]+ con Bobble Bobble per accelerare la crescita digitale del brand "BOB"

Affidate alla divisione di Alkemy Group che unisce creatività, design, media e commerce la gestione del canale global TikTok, la campagna di Influencer Marketing per TikTok e YouTube, e il coordinamento delle attività di Media Relation e digital PR per BOB, il bubble tea «ready to drink».
Bobble Bobble, azienda italiana specializzata nella produzione e commercializzazione di bubble tea e bevande innovative, affida ad [Alkemy]+ la gestione integrata delle attività di comunicazione e marketing digitale per BOB, leader nel settore del bubble tea ready to drink, con l’obiettivo di potenziarne presenza e rilevanza sui principali canali digitali e sui media.
Primo bubble tea confezionato in Europa, nato da una ricetta brevettata e disponibile a scaffale nelle principali catene della GDO, BOB unisce l'aroma originale del tè all'esplosione vivace delle boba di vero succo di frutta, una bevanda molto apprezzata in special modo dal target digital-native.
Con l’obiettivo di rafforzare awareness e brand personality del marchio BOB in modo distintivo e autentico, consolidarne il posizionamento distintivo nel segmento beverage della GDO e ampliarne la visibilità cross‑mediale, la collaborazione con Bobble Bobble si realizza grazie al contributo dei team di COSMIC e Connexia, i brand di [Alkemy]+ specializzati, rispettivamente, in produzione e distribuzione di contenuti video e in Media Relation, Influencer Marketing ed Event Management, che collaborano strettamente in un flusso sistemico di competenze complementari, e con una supervisione continua tra strategia, produzione di contenuti, Influencer Marketing e PR.
Il progetto prevede la gestione del canale TikTok global di BOB, lo sviluppo di campagne di Influencer Marketing su TikTok e YouTube, il coordinamento delle Media Relation a target lifestyle, business, marketing, trade, le attività di digital PR, con l’intento di costruire uno storytelling rilevante e in linea con la visione e i valori di Bobble Bobble, valorizzando l’identità del suo brand di punta attraverso un ecosistema composito di esperienze comunicative nuove, coerenti ed efficaci, guidate da un approccio sinergico capace di muoversi tra creatività, strategia e relazioni coi media e amplificare la «voce» dell’azienda.
“La scelta di affidarci ad [Alkemy]+ rappresenta un passo fondamentale per il futuro di BOB, il nostro Bubble Tea RTD. – dichiara Nicolò Ossino, CEO & Founder, con Simone Simonelli, di Bobble Bobble – Io e Simone siamo certi che, unendo le nostre competenze alla loro creatività, riusciremo a raccontare il nostro prodotto in modo ancora più incisivo e autentico. Siamo pronti a vedere i frutti di questa sinergia”.

“La partnership con Bobble Bobble conferma la capacità di [Alkemy]+ di lavorare mettendo a sistema competenze eterogenee, sviluppando progetti omnichannel di valore e coordinando media, marketplace, creatività e contenuti. – commenta Massimiliano Trisolino, Managing Director di [Alkemy]+ – Grazie al nostro approccio integrato, supportiamo con particolare entusiasmo realtà uniche e dinamiche come Bobble Bobble, che puntano alla costruzione di un’identità digitale solida e riconoscibile, vogliono innovare il proprio linguaggio e sperimentare format in linea con le tendenze più rilevanti del commerce, dando vita a una comunicazione capace di generare visibilità duratura presso media di riferimento, stakeholder B2B e community digitali”.

Bobble Bobble è la società che sviluppa e gestisce il brand BOB, marchio italiano leader nel settore del bubble tea ready to drink. Fondata da Simone Simonelli e Nicolò Ossino, l’azienda si distingue per un approccio strategico e creativo, volto a trasformare i trend globali in esperienze di consumo originali e di qualità. Dall’idea dei due fondatori nasce infatti il primo bubble tea confezionato in Europa, orgogliosamente prodotto in Italia e con caratteristiche qualitative e tecniche uniche nel loro genere. Grazie a una visione orientata all’innovazione e alla crescita sostenibile, Bobble Bobble, presente con BOB in migliaia di bar e supermercati in Italia e con un'espansione crescente anche all'estero, si conferma un punto di riferimento nell’industria del food & beverage, capace di integrare efficacemente prodotto, comunicazione e engagement con il pubblico.
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[ALKEMY]+ è la practice di Alkemy Group che unisce creatività, design, media e commerce, all’interno di un ecosistema di competenze progettato per accompagnare la crescita dei brand lungo l’intera filiera di valore. Annovera sotto un unico cappello tutte le realtà creative del Gruppo: Connexia, Cosmic, Design Group Italia e Witailer. Il Gruppo si struttura in tre aree di eccellenza: accanto ad [Alkemy]+, operano [Alkemy] Data.Tech.AI, specializzata nell’evoluzione di modelli di business potenziati dalla tecnologia e abilitati dall’AI, e [Alkemy] Retail Tech, focalizzata su software e tecnologia per il mondo Retail. Serve e valorizza trasversalmente l’intero ecosistema Alkemy Nova, la practice focalizzata sull’evoluzione dei modelli di customer engagement e loyalty. Con sede a Milano, oltre 2.000 professionisti e una presenza consolidata in Italia e Spagna, Alkemy Group supporta un portfolio di oltre 1.000 clienti in diversi mercati: Financial Services, Utility, Retail, Fashion & Luxury, Healthcare, Industrial, Telco, Sport & Media. Inoltre [Alkemy]+ opera con un approccio indipendente e un respiro internazionale supportando le aziende nello sviluppo di strategie di marketing e comunicazione integrate. www.alkemyplus.com
Weekend a Sutrio, fra i monti del Friuli Venezia Giulia, c’è la “Festa dei Cjarsòns”!
Evento da non perdere! 10 ricette, 10 associazioni del territorio, 10 modi di interpretare i Cjarsòns, il gustosissimo piatto antispreco dalle radici lontane e oggi simbolo della cucina carnica.
Sorta di golosi ravioli, un tempo il piatto della festa, i Cjarsòns, una leccornia tipica della montagna friulana tra le valli sono state solcate da tempo immemorabile da commerci, passaggi di persone, culture e idee che hanno fatto da trait d’union fra il mare Adriatico e l’Oltralpe, verso le attuali Carinzia e Baviera. La loro origine è legata ai “cramârs”, i venditori ambulanti di spezie che, dal ‘700, attraversavano a piedi le Alpi per vendere nei paesi germanici la loro preziosa ed esotica mercanzia acquistata a Venezia e riposta nella “crassigne”, una sorta di piccola cassettiera di legno che portavano a mo’ di zaino sulle spalle. Quando tornavano a casa, era festa grande e le donne preparavano i Cjarsòns, agnolotti con ripieno a base di ricotta impastata con una ricchissima varietà di ingredienti: spezie, frutta secca, uva sultanina, aromi orientali, erbe aromatiche… quanto insomma rimaneva sul fondo dei cassetti della crassigne, dato che nulla doveva essere sprecato.

Ancora oggi in Carnia moltissime sono le ricette dei Cjarsòns e il loro ripieno varia non solo da paese a paese ma anche da famiglia a famiglia: se ne contano oltre 50 variazioni. Ogni massaia, ogni ristorante ne ha la propria, utilizzando al meglio la dispensa e abbinando alle spezie ingredienti freschissimi quali mele, patate, spinaci, mentuccia, erbe primaverili. Tocco finale, il condimento: ont (burro fuso), una grattugiata di scuete fumade (ricotta affumicata) e spesso anche una spolverata di cannella. A questa golosa prelibatezza (un tempo il piatto della festa, ora diventato simbolo della gastronomia carnica) Sutrio, caratteristico borgo ai piedi del monte Zoncolan, dedica una festa, divenuta ormai fra i più tradizionali e attesi appuntamenti primaverili del Friuli Venezia Giulia. Quest'anno la Festa dei Cjarsòns raddoppia e si tiene nel week end del 6 (solo a cena) e 7 giugno (tutto il giorno).
Cjarsòns: percorso del gusto in 10 tappe
Negli angoli più caratteristici del paese saranno allestite sabato 6 per cena e domenica 7 giugno tutto il giorno (fino alle 18.00) 10 isole di degustazione dove 10 associazioni del territorio, in rappresentanza delle vallate della Carnia, proporranno ciascuno la propria ricetta tradizionale. Si potranno così confrontare fra loro i sapori inconsueti di questo cibo e conoscere le diverse anime che caratterizzano un piatto giocato fra salato e dolce che, pur avendo un’origine povera e popolare, è complesso e ricco d’ingredienti quanto un piatto di alta ristorazione, con una nota speziatadecisamente inconsueta nella gastronomia montana. In degustazione ci saranno cjarsòns salati o dolci, con l’involucro a base di patate o di pasta tirata semplicemente con farina 00, acqua e sale, insaporiti da erbe primaverili o con elaborati ripieni (come biscotti secchi, amaretti, cacao, uva sultanina, grappa, caffè e aromi di rhum, arancia e limone), con melissa e cipolla oppure con pere secche e carrube, oppure addirittura con piccole scaglie di cioccolato fondente e con altri ingredienti più o meno comuni. In abbinamento ai Cjarsòns, pregiati vini del Friuli Venezia Giulia, che saranno messi in mescita in 5 punti enoteca. Per produrre meno rifiuti la Pro loco di Sutrio, che organizza l’evento, invita a portarsi da casa il calice e le posate. Per risparmiare tempo e assicurarsi il posto si possono acquistare in prevendita online i voucher degustazione sul sito prolocosutrio.com, senza costi aggiuntivi. La prevendita termina sabato 6 giugno alle 13.00.
Mercatino, corsi di cucina, passeggiate botaniche
A fare da contorno agli stand gastronomici, un animato Mercatino con i prodotti del territorio, musica dal vivo e una serie di attività per grandi e piccoli che prenderanno il via fin dalla mattina di sabato 6 giugno. Fra gli appuntamenti, “ Impara a fare i cjarsòns”, un corso di cucina pratico con degustazione finale tenuto dalla foodblogger carnica Chiara Selenati (alle 10.00 e alle 16.00) in Sala Kaiser (viale Valcalda, 1 – Sutrio), la Passeggiata per famiglie per riconoscere fiori e foglie e i loro utilizzi e proprietà con Ursula Puntel, erborista, divulgatrice e custode di antiche tradizioni (alle 16.00) con ritrovo presso l’ufficio Pro Loco in Via Linussio 1, il Laboratorio del legno per bambine e bambini a cura dell’Associazione Spazio Famiglia (dalle 17.00) e, a conclusione della giornata concerto con “I Mercatovecchio” alle 21.30 nell’Ort di Sior Matie.
Domenica 7 giugno si ripeteranno il Corso per imparare a fare i cjarsòns (alle 10.00 e alle 16.00), la Passeggiata per famiglie per riconoscere fiori e foglie (alle 11.00), il Laboratorio del legno per bambine e bambini (dalle ore 11.00) e alle 14.30 si terrà l’incontro “Storie di Cjarsons: il racconto delle tradizioni racchiuse in un piatto” dedicato ai risultati del progetto Go!Pasta Fondo piccoli progetti (SPF) dedicato a GO! 2025 all’interno del programma Interreg Italia-Slovenija 2021-2027. L’evento si svolgerà in sala polifunzionale (via Roma 35/A) a ingresso libero.
(In caso di maltempo la Festa dei Cjarsòns sarà cancellata)

Per informazioni:
Pro Loco Sutrio
Via Linussio 1
Tel: 0433 778921
www.prolocosutrio.com
Em Sherif di Monte-Carlo: la gastronomia libanese ritorna dopo la chiusura stagionale con un menu ancora più gustoso
Em Sherif Monte-Carlo ha riaperto le porte nel cuore del prestigioso Hôtel de Paris Monte-Carlo, per la sua quinta stagione. Fondato da Mireille Hayek nel 2011, il gruppo Em Sherif non ha mai smesso di svilupparsi in tutto il mondo, esaltando tutti i sapori della gastronomia libanese da Beirut a Londra, passando per Doha. Nel 2022, il marchio si insedia a Monaco ed è Yasmina Hayek, figlia di Mireille, a prendere le redini in qualità di Chef Esecutiva di Em Sherif Monte-Carlo. Diplomata all’Institut Paul Bocuse, mette tutto il suo talento e il suo acuto senso dell’eccellenza al servizio del ristorante, perpetuandone così la storia familiare. Fortemente creativa, ogni stagione propone deliziose novità, come quest’anno e tra le altre grigliate, il Lobster (spiedini di coda di astice blu marinati, condimento al finocchio), il Lahmeh Black Angus (spiedini di manzo marinato Black Angus, chimichurri al zaatar) oppure lo Shawarma Lahmeh (stinco di agnello confit, carciofi, coriandolo).

Immancabile la squisita selezione di mezze caldi e freddi, dai tradizionali Hummus (purè di ceci, tahiné, limone, olio extravergine di oliva) e Muttabal (melanzana alla fiamma, tahiné, limone, melograno, olio extravergine di oliva) alle saporite Batata Harra (patate speziate, coriandolo) e al gustosissimo Halloumi (formaggio halloumi marinato grigliato, pomodori arrosto). Sul fronte dei dessert, il celebre Baklawa Em Sherif (baklawa croccante, variazione di pistacchi) torna in grande stile, accanto ad altre golose sorprese, come il Meghli (budino di farina di riso speziato, noci) o il Coconut Riz bi halib (budino di riso al latte di cocco, nougatine di riso soffiato, mango/passione, sorbetto al cardamomo).

Il tutto accompagnato da eccellenti cocktail signature, tutti disponibili anche in versione analcolica, come il Beirut Mule(rum, arak, agrume), l’Oasis on the rock (gin, tè verde, zenzero, verbena) o il Rose Royale (Champagne, saint-germain, lime, rosa).
Sulla bella terrazza affacciata sul Mediterraneo sarà possibile cenare ascoltando concerti di live music o DJ set (dal venerdì alla domenica e tutte le sere in luglio e agosto) o accedere alla Chicha Lounge Bar con le sue numerose proposte.
Per gli amanti del calcio, alcune partite della Coppa del Mondo FIFA 2026 saranno trasmesse all’interno dell’area lounge.
Il ristorante sarà ora accessibile dalla nuova entrata situata su Avenue de Monte-Carlo.
Informazioni pratiche:
Aperto tutti i giorni dalle 19:30 alle 22:15 – Tre servizi a luglio e agosto: 19:30, 21:30 e 23:30.
Menu à la carte o menu « Beirut Mon Amour »: 220 euro (bevande escluse e piccola pasticceria esclusa)
Informazioni e prenotazioni: +377 98 06 88 75 / Em Sherif Monte-Carlo - Restaurant Libanais Monaco | Monte-Carlo Société des Bains de Mer
Monte-Carlo Société des Bains de Mer incarna un nuovo approccio al bel vivere, unico al mondo, che unisce il gusto per il bello all’attenzione per il benessere. Il Resort offre agli ospiti il meglio del gioco nei suoi casinò ed un’esperienza di standing elevato nei celebri hotel e nelle Diamond Suites, senza dimenticare la buona tavola; si va dai ristoranti stellati ai concept internazionali, dando spazio anche alle specialità a chilometro zero. Non solo: durante la permanenza, i clienti possono toccare con mano moltissime eccellenze artistiche e culturali, ma anche dedicarsi allo sport, al benessere e allo shopping, fra un evento e l’altro. L’etica e la responsabilità sociale, due elementi che sono sempre più importanti, guidano il Gruppo: già dal 2007, Monte-Carlo Société des Bains de Mer ha aderito volontariamente ad una serie di regole in materia di transizione energetica e di gestione sostenibile delle risorse e dei rifiuti, con un occhio alla tutela delle filiere alimentari e delle risorse naturali del territorio. Quest’anno, il Gruppo, che è il datore di lavoro privato più importante di Monaco, ha lanciato la quarta edizione del proprio Codice Etico, riaffermando l’integrità e la responsabilità come suoi valori chiave in ogni ambito.

montecarlosbm.com
@Monte-Carlo Société des Bains de Mer
“Il Pane del Reno”: una nuova De.Co. sulla tavola… Questo sì, è pane per i nostri denti!
Il pane è molto più di un semplice alimento, è un simbolo di vita, benedizione e condivisione. È considerato un dono divino e il risultato del lavoro umano. Quando ci si trova davanti a una panetteria, si possono vedere diversi tipi di pane come rosette, ciabatte e baguette, oltre a molti pani regionali come il pugliese, il napoletano e l’integrale. Spesso sorge il dubbio su quale tipo scegliere, ma anche quando si decide, potrebbero esserci incertezze riguardo alla freschezza del pane, ovvero se sia "fresco", "surgelato" o di "conservazione prolungata".
Il pane fresco è prodotto continuamente e venduto entro 72 ore, mentre quello surgelato deve essere chiaramente contrassegnato e tenuto separato. In generale, il pane fresco artigianale è più costoso rispetto a quello surgelato presente nei supermercati. Tuttavia, il pane che sembra fresco al supermercato può essere industriale, surgelato e poi cotto in un secondo momento, quindi non è vero pane fresco. I prezzi del pane in Italia variano da 3,00 € a oltre 6,00 €/kg a seconda della tipologia e del luogo di vendita. Il pane speciale come integrale o di segale può costare anche oltre 9,00 €/kg.
È anche importante valutare la qualità del pane. Per una buona degustazione, si deve osservare la crosta e la mollica, che devono essere ben aderenti e di un colore avorio. Il pane fresco suona “vuoto” se colpito, mentre quello precotto tende a separarsi. Un buon pane richiede tempo per essere gustato, sviluppando un sapore complesso. L'analisi visiva mostra che il pane fresco ha una crosta irregolare, con spaccature naturali, mentre il pane precotto appare eccessivamente uniforme.
Toccando il pane fresco si nota una crosta friabile e una mollica elastica, mentre il pane precotto può risultare duro o molle. L'olfatto del pane fresco è intenso e profumato, mentre quello precotto è solitamente più debole. Infine, il gusto del pane fresco è complesso, mentre quello precotto è più insipido.
La Commissione industria del Senato ha approvato un disegno di legge per tutelare i consumatori e distinguere i diversi tipi di pane, imponendo severi requisiti di etichettatura e esposizione. Questa normativa non è ancora operativa, ma punta a valorizzare il pane artigianale e garantire trasparenza al consumatore, altrimenti, sarebbe meglio “levarsi il pane di bocca”.… e, a tal proposito, a Bologna c’è…
…“Il Pane del Reno”: una nuova De.Co sulla nostra tavola
L’Associazione dei Panificatori di Bologna e Provincia presenta un nuovo simbolo della propria identità gastronomica e culturale. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare il pane come elemento centrale della tradizione locale e di promuovere una filiera artigianale che unisce qualità, territorio e sostenibilità. Il progetto è promosso dall’Associazione Panificatori di Bologna e Provincia, punto di riferimento per la quasi totalità dei panifici cittadini e provinciali, oggi impegnata non solo nella rappresentanza della categoria, ma anche nella costruzione di una rete di servizi, supporto e innovazione per le imprese del settore.
Il pane del Reno che rappresenta un simbolo della panificazione bolognese nasce da una ricerca storica e gastronomica, unisce farine locali a basso tenore di glutine, acqua del bacino del Reno e la tipica lavorazione a pasta dura, che conferisce una mollica compatta e una crosta croccante.
L’Associazione Panificatori rappresenta oggi un punto di riferimento per la quasi totalità dei panifici della città e della provincia. Una realtà che si configura come una vera e propria rete di servizi, supporto e consulenza per le imprese associate. Il “Pane del Reno” nasce dalla volontà di restituire alla città un prodotto simbolo della propria identità gastronomica e culturale. Contestualmente, vuole promuovere il consumo del pane attraverso la creazione di un prodotto nuovo, identitario e profondamente legato alla storia e al territorio bolognese. Unisce il valore simbolico del Reno, il fiume che attraversa la città, la memoria del Forno Comunale voluto da Francesco Zanardi – il “Sindaco del Pane” – e le fonti storiche della tradizione locale, dando vita a una nuova specialità. È un pane di qualità, pensato per il consumatore moderno, realizzato con materie prime selezionate e filiera locale: farine di grano coltivato e macinato in Emilia Romagna, sale marino dolce di Cervia (ridotto all’1%) acqua dell’acquedotto (“acqua del Sindaco”) strutto di qualità o, in alternativa, olio extravergine d’oliva. Si presenta con una crosta croccante e mollica compatta e morbida, in formato da circa 400 g, venduto sfuso o pretagliato. Il prodotto è tutelato tramite Denominazione Comunale (De.Co.) con indicazione del Comune di produzione e del forno artigianale, valorizzando il ruolo e la maestria del panificatore. Il “Pane del Reno–Pan Boffetto” vuole essere un simbolo contemporaneo della cultura alimentare bolognese: un pane buono, genuino, sostenibile e capace di raccontare il territorio, oggi e nel futuro.
Sul sito il Capitolare e i Punti Vendita: https://associazionepanificatoribologna.it/pane-del-reno-de-co/
I protagonisti della conferenza stampa, così si sono espressi:

Antonio Di Benedetto - Presidente dell’Associazione Panificatori di Bologna:
“Con il Pane del Reno vogliamo riportare sulle tavole di Bologna un pane che racconti davvero il nostro territorio, le nostre tradizioni e il lavoro quotidiano dei forni artigiani. È un modo per dare identità e valore a un prodotto semplice ma fondamentale della nostra cultura alimentare”.

Roberto Fabbri - Titolare Dulca Srl Società forniture prodotti e materie prime
Il sostegno al progetto “Pane del Reno” nasce dalla volontà di affiancare concretamente i panificatori bolognesi nella valorizzazione della tradizione artigianale e delle eccellenze del territorio. Per Dulca, storica realtà specializzata nella distribuzione di prodotti e materie prime per la ristorazione, il pane rappresenta non soltanto un prodotto commerciale, ma un simbolo di identità, qualità e cultura gastronomica. Il progetto punta a creare una filiera sempre più consapevole, capace di unire innovazione e tradizione, sostenendo il lavoro quotidiano di forni e laboratori artigianali del territorio bolognese. L’obiettivo è quello di offrire ai professionisti del settore strumenti, ingredienti e competenze per mantenere alta la qualità delle produzioni locali e trasmettere alle nuove generazioni il valore del mestiere.
“Sostenere il Pane del Reno significa investire nella cultura artigianale del nostro territorio. Vogliamo continuare a essere un punto di riferimento per i professionisti della panificazione, aiutandoli a custodire tradizione, qualità e innovazione in un prodotto che racconta Bologna”.

Gabriele Maggiali - Direttore Commerciale Molini Pivetti S.p.A.:
“La farina non è più soltanto un ingrediente, ma il risultato di un percorso che parte dal campo e arriva fino al laboratorio artigianale. Oggi il vero valore sta nella qualità della filiera, nella sostenibilità e nella capacità di offrire ai professionisti prodotti affidabili, performanti e legati al territorio”.

Giancarlo Tonelli – Direttore Generale Confcommercio Ascom Bologna:
"Il Pane del Reno rappresenta molto più di un nuovo prodotto da forno: è un progetto che valorizza il lavoro quotidiano dei nostri panificatori, tutela la tradizione e rafforza l’identità gastronomica del territorio bolognese. La De.Co. riconosce il valore culturale ed economico di una filiera fatta di professionalità, qualità e legame con la comunità locale. Come Confcommercio Ascom Bologna crediamo che iniziative come questa siano fondamentali per sostenere le nostre imprese associate, promuovere il commercio di vicinato e trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio di saperi e sapori che rende unico il nostro territorio”.

L’Associazione Panificatori di Bologna e Provincia rappresenta la quasi totalità dei panifici di Bologna e provincia ed è oggi un punto di riferimento per il settore. Non è solo un ente di rappresentanza, ma una rete di servizi che offre supporto sindacale, assistenza normativa, formazione e consulenza alle imprese associate. Con radici storiche che risalgono al 1800, l’Associazione ha consolidato nel tempo il proprio ruolo, diventando nel dopoguerra una struttura autonoma di tutela e sviluppo della categoria. Oggi opera per valorizzare la tradizione artigianale del pane bolognese, promuovendo innovazione, qualità e competitività delle imprese del territorio, anche all’interno del sistema Confcommercio Ascom Bologna. www.associazionepanificatoribologna.it

Via Cesare Gnudi, 5 - 40127 Bologna BO
Tel. 051 374285 - 800 996 030
www.associazionepanificatoribologna.it
Sede ospitata all'interno di

Confcommercio Ascom Bologna
Strada Maggiore 23
40125 Bologna (BO)
Tel. 0516487411
www.ascom.bo.it
Se ne va il fondatore di Slow Food... R.I.P.
Se ne va il fondatore di Slow Food che ha contribuito a costruire una nuova idea di territorio, l’uomo del cibo “buono, pulito e giusto” che non era solto uno slogan legato al cibo, ma una visione politica e culturale del rapporto tra uomo e territorio anche a difesa di quelli piccoli, delle aree interne e della biodiversità in genere. Carlo Petrini, fondatore di Slow food (1986) lascia questo mondo a 76 anni. È mancato nella tarda serata di giovedì 21 maggio 2026, nella sua abitazione, a Bra, all’età di 76 anni.
Noto il suo amore per il bene comune, le relazioni tra esseri umani, per la natura e la biodiversità e per la sua creatura: Slow food la rete internazionale di Terra madre e l’Università degli studi di scienze gastronomiche di Pollenzo (2004). È stato, inoltre, co-fondatore delle comunità Laudato si’ (2017) ispirata all’enciclica di papa Francesco.
“Chi semina utopia, raccoglie realtà” - amava dire Petrini che sintetizzava così la sua vita -. Fermamente convinto che sogni e visioni, quando sono belli e giusti, sono capaci di coinvolgere con passione e possono essere realizzati. E lui sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, anche verso un concreto sociale, lavorando con le persone, con i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e “austera anarchia”. La sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua voglia di fare, saranno sempre di grande esempio.
R.I.P. ![]()
Il piacere di un’eccellenza italiana: l’espresso perfetto! Viaggio nel mondo "Essse Caffè" tra tradizione, innovazione e crescita globale
“Essse Caffè S.p.A.” è il marchio della torrefazione italiana fondata nel 1979 ad Anzola dell’Emilia (BO) dalla nota famiglia Segafredo - Francesco Segafredo, presidente assieme alle sorelle (Maria, Chiara e Cristina) - due anni dopo avere venduto la Torrefazione Segafredo alla altrettanto nota famiglia Zanetti (Beverage Group).
Il nome del brand racchiude un doppio significato legato alle sue “3 S”: la versione popolare le traduce da un ironico detto veneto secondo cui il caffè deve essere gustato Sentà (seduti) Scotà (scottante) e Scrocà (scroccato) contrapponendosi alle “3 C” napoletane (Caldo, Comodo, Carico). La versione ufficiale vuole che l’azienda interpreti formalmente le “3 S” nei suoi valori fondanti che ne riassumono la filosofia: Scienza, Sapienza e Specializzazione.
Bere il caffè - bevanda di 25ml in cui si concentra l’estrazione di più di 1950 aromi - è un rito (cultura antropologica) multisensoriale (vista della crema, olfatto dell’aroma, gusto e retrogusto) e di convivialità. Il bon ton - dedica un intero capitolo al caffè e alle relative “coffee experience” - : esige di gustarlo a piccoli sorsi senza soffiarci sopra, di mescolarlo sempre dall’alto verso il basso senza fare rumore e di bere l’acqua (gassata) prima della degustazione, per pulire il palato.
In quest’ottica di valorizzazione, Essse Caffè ha presentato alla stampa specializzata il rinnovato “Spazio Essse Caffè” nella splendida cornice dello storico Palazzo Tanari (nel cuore di Bologna) un hub per la cultura dell’espresso. Lo spazio è aperto al pubblico da sabato 23 maggio con un programma di attività dedicate alla cultura del caffè, degustazioni ed esperienze sensoriali, con l’obiettivo di rendere accessibile il sapere sull’espresso attraverso percorsi dedicati. Tra le novità introdotte dal restyling spicca la centralità del Tavolo degli Aromi, percorso immersivo e esperienza multisensoriale pensata per guidare visitatori e appassionati alla scoperta delle note aromatiche del caffè. Inoltre, sempre per i "coffee lover", pannelli, installazioni e contenuti dedicati all’universo dell’espresso, che raccontano il processo di torrefazione e pure la storia della famiglia Segafredo.


All’evento organizzato per la stampa specializzata, hanno partecipato come relatori i vertici di Essse Caffè:
figure chiave come il presidente Francesco Segafredo, il direttore generale Luca Cioffi, la responsabile qualità e standard internazionali Essse Caffè (e AD di IEI Istituto Espresso Italiano) Barbara Chiassai (anche rappresentante delle “donne del caffè”) e, per le istituzioni locali, l’assessore alla cultura del Comune petroniano, Daniele Dal Pozzo.
Nel contesto, il Coffee Master & Ambassador Vito Campanelli (più docente che formatore…) ha tenuto una sessione formativa per i presenti, coadiuvato da Thomas (al “tamburo” per la tostatura, atto che esala un milione di aromi volatili) e da Gustavo (collaboratore brasiliano per classificazione e filiera). L’obiettivo era comunicare l’identità del marchio Essse Caffè e promuovere i corsi di formazione per i professionisti del settore Ho.Re.Ca.. A conclusione dei lavori, è emersa l’importanza dell’azienda non solo nel vendere miscele pregiate, ma nel curare l’intera metamorfosi dal chicco alla tazzina per garantire il vero Espresso Italiano fonte di reddito (dal 40-45% dell’incasso) delle migliaia di baristi italiani e di quelli di tutto il mondo (leggi Paesi arabi, Israele, Russia e Cina, oltre agli Stati Uniti) che propongono l'Espresso Essse Caffè.
L’Evoluzione della Formazione
Dopo vent’anni di formazione itinerante e l’apertura nel 2005 del centro "La Classe di Essse" a Bologna, l’azienda ha lanciato la nuova Academy. Questa struttura offre percorsi che spaziano dalla caffetteria alla gestione economica aziendale con corsi gestiti da un team specializzato formato da Baristi Trainer: professionisti del settore Food & Beverage per l’insegnamento pratico di estrazione e gestione banco; Docenti dell'Area Caffè: esperti della materia prima certificati IiAC e SCA; Personal Bar Trainer: consulenti dedicati a sessioni mirate e con formule personalizzate direttamente nei locali dei clienti (anche per startup); Brand Ambassador: figure che uniscono competenze di caffetteria e comunicazione per rappresentare il marchio in fiere internazionali (es. Sigep). L’offerta formativa copre dai fondamentali della caffetteria fino alla miscelazione e all’alta pasticceria, sia in Italia che all’estero (area che genera quasi il 25% del fatturato).
Il Brand: numeri e crescita globale
Con l’obiettivo di esprimere l’eccellenza dell’espresso italiano, Essse Caffè oggi si avvale di 71 dipendenti, 103 agenti venditori, 9 certificazioni di qualità ottenute a garanzia dell'elevato standard dell'azienda, ed è presente con distributori in 60 Paesi del mondo.
Il fatturato ha raggiunto i 52,5 milioni di euro, registrando una crescita complessiva del +16,5% rispetto al 2024. I singoli canali mostrano ottime performance: l’Ho.Re.Ca. Italia cresce del +15%, il Vending/OCS del +12%, mentre l’estero traina l’espansione globale con un deciso +23,5%.
L’Arte del Blend e l’Offerta Prodotto
I blend (miscele di Arabica e Robusta) di Essse Caffè nascono da ricette segrete e dalla tostatura singola delle varietà - caffè monorigine (o single origin) è un caffè che origina da una precisa area geografica (che può essere una nazione, una specifica regione o persino un'unica piantagione) - . A differenza delle miscele che uniscono chicchi diversi per un gusto costante, il monorigine valorizza il territorio esaltandone le caratteristiche uniche perché l’espresso italiano è come il dialetto, ce n’è uno in ogni zona… e deve garantire un profilo aromatico costante nel tempo. Tra i prodotti più significativi, la Miscela Masini: il blend più iconico di Essse Caffè (nato nel 1952) certificato Espresso Italiano e molto apprezzato in pasticceria per cremosità e costanza qualitativa e le Linee Professionali e Domestiche: per queste, l'offerta include chicchi per i bar, macinati e capsule (linee Barocco, Infinito e Maestoso) anche per i caffettomani....
Il Sistema in Capsula
Tra le soluzioni per consumo domestico spiccano le due miscele più richieste (vendute in confezioni da 100 capsule):
Infinito (€ 24,50 | Valutazione ~4,4/5) espresso intenso e rotondo con note di cioccolato e spezie e Ideale (€ 24,60 | Valutazione ~4,2/5) composto da Arabica, Robusta e una selezione di decaffeinato che offre il corpo dell’espresso tradizionale, ma con il 50% in meno di caffeina, eliminando il tipico retrogusto amaro e astringente a favore di una maggiore dolcezza.
Mercati e trend
Il mercato internazionale del caffè (secondo al mondo per scambi) mostra attualmente una dinamica ribassista nel breve periodo, con prezzi tra $266 e $267 per libbra e un’elevata volatilità (3,5%). Gli analisti prevedono una stabilizzazione al ribasso grazie a un raccolto record in Brasile, stimato da CONAB e StoneX tra 75-76 milioni di sacchi (44-49 milioni solo di qualità Arabica).
Questo surplus di offerta guiderà il sentiment ribassista, spingendo i prezzi del contratto Coffee C verso l’area $260-265 entro fine 2026. Modelli macroeconomici stimano un consolidamento a un anno sui $260 attenuando il deficit strutturale del biennio precedente. Per seguire il mercato si utilizzano i futures della Borsa ICE o strumenti finanziari come l’ETC Wisdomtree Coffee su Borsa Italiana, prestando attenzione ai rischi di cambio e volatilità.
Visto e considerato quanto sopra, si evince che la cultura del caffè sta evolvendo ben oltre il tradizionale e veloce espresso bevuto distrattamente al bancone, grazie anche ad aziende di eccellenza come Essse Caffè!
N.B. Per approfondire ulteriormente la cultura del caffè in tutte le sfumature, ci si può riferire al portale ufficiale della SCA Italy (Specialty Coffee Association).
Per maggiori dettagli sui corsi e sulle figure specifiche, consultare la pagina ufficiale della “Formazione Essse Caffè”.

ESSSE CAFFÈ S.p.A.
Via Duilio Carpanelli 18/A
Anzola dell'Emilia – BO
Tel. +39 0516425711
Store Via Galliera 18/B
Tel. +39 0510496654
Tel. +39 345 9933696
www.esssecaffe.it
Il prossimo week-end ad Alba “Go Wine” celebra i vitigni autoctoni del Piemonte
Go Wine presenta l’ottava edizione della Festa del Vino dedicata ai Vitigni Autoctoni del Piemonte, in programma domenica 24 maggio p.v. nel centro storico di Alba.
Un evento di degustazione che rende omaggio alla grande ricchezza del vigneto piemontese: espressa attraverso i vitigni autoctoni, raccontati e proposti in assaggio alla presenza diretta dei produttori. La manifestazione si svolgerà lungo l’intera giornata, dalle ore 11.00 alle ore 19.00, trasformando il centro storico di Alba in un grande percorso di degustazione dedicato alla biodiversità viticola del Piemonte.
Un “viaggio” nel vigneto piemontese
La Festa del Vino nasce per valorizzare la ricchezza e la diversità del patrimonio ampelografico regionale, dando voce a varietà celebri e ad altre più rare, recuperate e rilanciate nel corso degli ultimi anni.
Oltre 40 vitigni saranno rappresentati nel corso della giornata, in un ideale viaggio attraverso il Piemonte del vino: dai vitigni più noti, come il Nebbiolo, la Barbera, il Dolcetto, l’Arneis o il Timorasso, fino a varietà meno conosciute e particolarmente affascinanti come Baratuciat, Bian Ver, Uvalino, Becuet, Caricalasino, Chatus, Rossese bianco e molte altre.
Un percorso che invita a scoprire non solo i vini, ma anche i territori, le storie e il lavoro delle cantine che custodiscono e interpretano questo straordinario patrimonio.
Il vino come incontro con le cantine
Le cantine partecipano all’evento incontrando direttamente il pubblico nei banchi d’assaggio che animeranno il centro storico della città.
Altri vitigni e vini saranno presentati in speciali enoteche tematiche, completando così il percorso della degustazione.
La Festa del Vino è anche un’occasione per vivere il vino come incontro, dialogo e racconto: un’opportunità per conoscere da vicino i produttori, ascoltare le storie delle aziende e approfondire il legame tra vitigno, paesaggio e identità territoriale.
Ospiti speciali: Vini del Portogallo e Vermentino in Italia
Nel segno dell’incontro e del confronto due enoteche tematiche racconteranno un grande vitigno autoctono dell’Italia e una realtà estera.
In Italia la scelta è caduta sul Vermentino: un vitigno che possiamo definire “tirrenico”, perché guarda al mare e si esalta in alcuni suoli (come il granito della Gallura in Sardegna).
Il 90% del vermentino in Italia arriva da Liguria, Toscana e Sardegna, alcune presenze si registrano anche in Umbria e Lazio.
Una selezione di etichette racconterà la sua presenza in diverse regioni e darà voce a importanti interpreti.
Il Portogallo è il Paese ospite di questa edizione: vanta una storia antica, è l’11° produttore di vini al mondo; regioni come Douro e Porto fanno il 20% del totale della produzione nazionale.
Una selezione di vini racconterà le principali aree viticole del Paese: dal nord del Vinho Verde al sud dell’Alentejo, la regione vinicola più grande.
Sono oltre 250 i vini autoctoni del Portogallo: ne presenteremo alcuni in una Enoteca esclusiva.
Tre masterclass per approfondire conoscenze
Alcune masterclass caratterizzeranno la giornata e toccheranno differenti temi: celebrando la ricorrenza dei 60 anni dal riconoscimento delle prime doc in Italia, ponendo un’attenzione ai vini del Portogallo, ospiti dell’evento.
Rivolgendo un’attenzione sulla Nascetta del Comune di Novello, approfondendo le caratteristiche di questo originale bianco di Langa.
Il programma delle masterclass
ore 11.30:
60 anni di Doc in Italia (1966-2026): Barolo, Barbaresco & more…
Evento inaugurale, degustazione di 6 vini
(Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino, Vernaccia di San Gimignano, Frascati, Ischia)
ore 15.00
Portogallo nel calice: territorio, storia, vitigni: dal Vinho verde, al Porto, all’Alentejo. Degustazione di 5 vini
ore 17.00
La Nascetta del Comune di Novello, bianco di Langa da scoprire, degustazione di 4 vini
Un evento di grande impatto, dove poter degustare in un unico contesto vini spesso introvabili, la possibilità di incontrare molte cantine al banco d’assaggio nello spirito della community di Go Wine che ha ideato l’evento.
Una masterclass (ore 11.30 prenotazione cliccando in fondo alla pagina), si propone di celebrare una ricorrenza importante: 60 anni nel 2026 dall'istituzione delle prime Doc. Dove campeggiano Barolo e Barbaresco, i grandi rossi di Langa, e altri importanti vini italiani.
Nel pomeriggio un'area lounge presenterà una selezione di tutte le denominazioni che, per prime in Italia, hanno ottenuto il riconoscimento della denominazione d'origine.
Oltre 90 cantine, 40 vitigni del Piemonte raccontati nei vini
Ecco l’elenco delle cantine piemontesi protagoniste della degustazione al banco d’assaggio e nelle sezioni enoteca:
Alberto Rizzo
Associazione Verduno è uno
Bosio Giuliano
Ca ed Curen
Cantine Vida
Cascina Corsico
Cascina Garera
Cascina del Pozzo
Cascina delle Rocche di Moncucco
Cascina Mucci
Cascina Paladin
Crota Cichin
Edoardo Olivetti
Erbalù
Gerlotto Fratelli
Ghiga
Ghera
La Tribuleira
L’Autin
Mauro Vini
Prufigà
Roggero
Scarzella
Tenuta Gaggino
Tenuta San Bernardo
Torchio 1953
Vigne dei Mastri
I vitigni rappresentati in degustazione:
Albarossa, Arneis, Avanà, Baratuciat, Barbera,
Becuet, Bian Ver, Bonarda, Brachetto, Bussanello,
Cari, Caricalasino, Cellerina, Cortese, Croatina,
Dolcetto, Erbaluce, Favorita, Freisa, Furmentin,
Gamba di Pernice, Grignolino, Malvasia,
Malvasia di Schierano, Malvasia Moscata,
Montanera, Moretto (Lambrusca di Alessandria),
Moscato, Nascetta, Nebbiolo, Nebbiolo di Dronero (Chatus),
Neretto di San Giorgio, Pelaverga piccolo,
Quagliano, Rossese bianco, Ruchè, Slarina,
Timorasso, Uva rara, Uvalino, Vespolina.
Alba, città del vino: la scelta di Alba come sede dell’evento non è casuale
La città rappresenta da sempre un punto di riferimento per il mondo del vino, per la presenza di importanti istituzioni formative e culturali, per il suo ruolo nel cuore di un territorio di eccellenza e per la capacità di accogliere e raccontare il vino in tutte le sue espressioni.
Per un giorno, il centro storico di Alba diventa una via del vino, luogo dove convergono vitigni, territori e storie diverse del Piemonte, in una festa che unisce degustazione, conoscenza e convivialità.
Come in ogni edizione, Go Wine promuoverà anche una iniziativa a favore della ricerca in campo vitivinicolo.
FESTA DEL VINO
i vitigni autoctoni del Piemonte
Dove:
Alba – centro storico
Quando:
Domenica 24 maggio 2026
Ore 11.00 – 19.00
Banchi d’assaggio con degustazione libera lungo l’intera giornata.
Costi e modalità di partecipazione
Degustazione al banco d’assaggio:
Pubblico: € 18,00
Soci Go Wine: € 15,00
Prenotando e pagando online in anticipo è possibile usufruire di una riduzione sul costo di ingresso:
Pubblico: € 15,00
Soci Go Wine: € 13,00
La prevendita consente inoltre di saltare la coda, ritirando direttamente calice e taschina per la degustazione. La degustazione al banco d’assaggio sarà omaggio per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine. (benefit non valido per i soci familiari)
È aperta la vendita online dei biglietti sul sito www.gowinet.it
Biglietti disponibili in cassa il giorno dell’evento, a quota piena
Masterclass
Coloro che sono interessati ad iscriversi alle Masterclass, possono compilare il form sul sito www.gowinet.it
Le prenotazioni saranno accettate sino ad esaurimento dei posti disponibili.
CAMPAGNA ASSOCIATIVA GO WINE
La degustazione al banco d'assaggio sarà gratuita per coloro che si assoceranno a Go Wine (benefit non valido per i soci familiari)
La Festa del Vino – I Vitigni Autoctoni del Piemonte si svolge con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.
Tutti gli aggiornamenti e il programma saranno pubblicati sul sito www.gowinet.it.
ALBA - Centro storico
Domenica 24 maggio 2026
Dalle 11:00 alle 19:00

Associazione Go Wine
Via Vida, 6 - 12051 Alba (CN)
tel. +39 0173 364631
www.gowinet.it
L’estate è qui: le proposte 2026 del Gruppo Monti Salute Più tra Villaggio della Salute Più, Porretta-Valverde e Bologna
L’estate 2026 del Gruppo Monti Salute Più si apre con una stagione che mette al centro natura, benessere e acqua termale, in un programma diffuso tra il Villaggio della Salute Più, Porretta-Valverde e le strutture wellness di Bologna. Un’offerta articolata che unisce giornate all’aria aperta, relax termale ed esperienze urbane dedicate alla cura di sé.
Ad aprire ufficialmente la stagione sarà il grande weekend inaugurale dell’Acquapark del Villaggio della Salute Più, a Monterenzio, nelle giornate del 29, 30 e 31 maggio. Per l’occasione sarà proposta una tariffa speciale di ingresso a 15 euro e a 5 euro per gli under 18, con acquisto consigliato online per facilitare l’accesso e la gestione delle presenze.
Anche nel 2026 il Villaggio punta su ciò che da sempre ne rappresenta l’identità: il legame con la natura. Colline, spazi aperti, piscine immerse nel verde e attività outdoor saranno il cuore di una stagione costruita attorno a relax, divertimento e benessere. Accanto all’offerta acquatica prenderà forma un ampio calendario di eventi che accompagnerà tutta l’estate, tra dj set, serate a tema, appuntamenti musicali, esperienze wellness, yoga, escursioni e attività dedicate alla vita all’aria aperta.
Grande attenzione sarà riservata anche alla ristorazione, pensata per accompagnare ogni momento della giornata. All’interno del Villaggio saranno presenti chioschi e punti ristoro per pause veloci, la Rotonda Express una spaghetteria che proporrà anche i fritti, il self service Panoramico e il ristorante à la carte Sillaro, dedicato a chi desidera un’esperienza gastronomica più completa. Ogni sera, a partire dalle 17.30, spazio inoltre all’“aperitime”, il momento dedicato all’aperitivo tra musica, relax e tramonti sulle colline.
Accanto all’offerta giornaliera, il Villaggio rafforza anche la propria dimensione di soggiorno. Le soluzioni per il pernottamento permetteranno infatti di trasformare la giornata in un weekend o in una permanenza più lunga immersa nella natura, ampliando l’esperienza tra benessere, relax e vita outdoor.
Sul piano dei servizi è confermata la navetta da Bologna attiva nei fine settimana, pensata per facilitare l’arrivo degli ospiti senza utilizzo dell’auto. È inoltre in corso un accordo con Bologna Welcome e Trenitalia Tper per favorire l’intermodalità e rendere il raggiungimento del Villaggio sempre più semplice e sostenibile, in un’ottica di mobilità ecologica nel weekend.

Dall’altra parte dell’Appennino
Dall’altra parte dell’Appennino, lungo la Strada delle Terme, la stagione coinvolgerà anche Porretta-Valverdee il territorio di Porretta Terme, dove le storiche acque termali accompagneranno l’estate tra natura, relax termale e valorizzazione del patrimonio termale locale.
Tra le iniziative previste figurano escursioni alle antiche gallerie ottocentesche e la riapertura estiva delle Terme Alte, con la storica sala bibite dedicata alle celebri acque salsobromoiodiche. Un ritorno che punta a valorizzare uno dei luoghi simbolo della tradizione termale Italiana.
Negli stessi giorni prenderà il via anche la stagione estiva di Porretta-Valverde, con la riapertura della piscina immersa nel verde e un programma di appuntamenti dedicati al relax e al benessere termale. Un contesto più raccolto, ma sempre fortemente legato alla natura, che accompagnerà l’estate con appuntamenti ed eventi pensati per valorizzare la dimensione del tempo lento.
Parallelamente, a Bologna prosegue l’offerta estiva urbana con piscine, solarium e spazi wellness dedicati a chi resta in città ma non rinuncia a momenti di benessere e rigenerazione.
L’estate 2026 del Gruppo Monti Salute Più sarà dunque costruita attorno a un’idea precisa: vivere il tempo libero tra terme, natura, benessere ed esperienze condivise, con proposte differenti ma unite dalla stessa acqua termale.

Il Villaggio della Salute Più è a Monterenzio, in Via Sillaro 27; tel. 051.929791, www.villaggiodellasalute.it
Le Terme di Porretta sono a Porretta Terme in Via Roma 5; tel. 0534.22062, www.termediporretta.it

www.gruppomontisalutepiu.it
“Le api non si salvano da sole: la loro sopravvivenza dipende dagli apicoltori”. Apicoltura Piana docet...

Il 20 maggio è stata istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite “La Giornata Mondiale delle api” per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza vitale degli insetti impollinatori per l'ecosistema, la biodiversità e la sicurezza alimentare.
Perché il 20 maggio? La data è stata scelta per via dell’attività biologica che negli ultimi giorni di maggio coincide con la fase fenologica di piena fioritura - o meglio, riferito proprio alle api, periodo di massimo bottinamento - che avviene nell'emisfero boreale. Poi anche perché il 20 maggio 1734 nacque Anton Janša allevatore e pittore sloveno, acclamato come pioniere e padre dell'apicoltura moderna. Nominato dalla corte imperiale austriaca primo maestro di apicoltura a Vienna, ha rivoluzionato il settore con studi pionieristici che continuano a influenzare gli apicoltori odierni. In suo onore, su proposta della Slovenia, le Nazioni Unite hanno mobilitato le autorità per un coinvolgimento attivo e nel 2017 hanno introdotto la Giornata Mondiale delle Api, che, appunto, si celebra ogni 20 maggio, in coincidenza con la data di nascita di Janša.
Inoltre questa ricorrenza si focalizza su diversi aspetti fondamentali:
- Il valore dell'impollinazione: le api e gli altri insetti impollinatori sono responsabili della riproduzione di oltre il 75% delle colture alimentari mondiali e del 90% delle piante selvatiche. Senza di loro, la biodiversità vegetale e la nostra sicurezza alimentare sarebbero a rischio.
- Le minacce: la giornata del 20 maggio serve a denunciare i pericoli che mettono a repentaglio la vita delle api, tra cui l'uso intensivo di pesticidi, i cambiamenti climatici, l'inquinamento e la distruzione degli habitat naturali.
- Azioni concrete: è un invito globale a tutelare l'ecosistema adottando pratiche agricole più sostenibili, riducendo l'uso di sostanze chimiche e piantando nei propri giardini o balconi fiori nettariferi per supportare il loro nutrimento.

In occasione della Giornata Mondiale delle api del 20 maggio, stabilita dall’ONU, per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sull'importanza vitale di questi insetti e sugli enormi rischi legati alla loro sopravvivenza, Apicoltura Piana invita a cambiare prospettiva: la sopravvivenza delle api - il cui ruolo per la biodiversità è fondamentale per il futuro del pianeta - è strettamente legata al lavoro quotidiano degli apicoltori, che garantiscono la salute delle colonie in un contesto ambientale sempre più complesso, senza il loro prezioso intervento, le api scomparirebbero.
Le popolazioni di impollinatori selvatici sono in forte diminuzione in molte aree del mondo. La conseguenza che ne deriva è la presenza e la conservazione delle api da miele che dipendono sempre più dall’attività umana: sono gli apicoltori a occuparsi della gestione sanitaria, della nutrizione, dello spostamento degli alveari e della selezione genetica. Senza questo intervento costante e specializzato, le api domestiche non riuscirebbero a far fronte a minacce come cambiamenti climatici, parassiti, perdita di habitat e pratiche agricole non sostenibili che stanno mettendo a rischio la loro sopravvivenza e, con essa, quella di interi ecosistemi e filiere alimentari.

“La narrazione romantica dell’ape che vola libera nei campi non corrisponde più alla realtà - afferma Massimo Mengoli, Amministratore Delegato di Apicoltura Piana - Dobbiamo essere chiari: oggi le api sono, in larga parte, il risultato del lavoro quotidiano degli apicoltori. Vivono perché qualcuno se ne prende cura. Per questo raccontare che “salvare le api” sia solo una questione ambientale rischia di essere un messaggio incompleto. Il vero nodo è economico e strutturale: se l’apicoltura non è sostenibile, gli apicoltori abbandonano. E senza apicoltori, semplicemente, le api non sopravviverebbero”.
Apicoltura Piana ha avviato diverse iniziative per favorire la sostenibilità economica del settore. Sul fronte del prezzo del miele, l’azienda ha sperimentato strumenti pensati per dare stabilità agli apicoltori italiani. Con il limite che senza un allineamento più ampio del mercato, incidere in modo isolato sui meccanismi di prezzo rimane estremamente difficile. Parallelamente, la realtà bolognese ha investito nell’innovazione sostenendo progetti come Melixa, un sistema di monitoraggio avanzato che fornisce in tempo reale dati preziosi sullo stato di salute della colonia, informazioni che permettono interventi tempestivi ed efficaci, senza interferire con l’attività delle api. Infine, con l’obiettivo di rafforzare la filiera, Apicoltura Piana è entrata nel capitale sociale di Apicoltura Comaro, realtà attiva nella gestione degli alveari e nella fornitura di mezzi tecnici agli apicoltori.
“Queste esperienze ci hanno reso ancora più consapevoli che la tutela delle api non si risolve con singole iniziative, ma richiede un lavoro costante e strutturale sull’intero settore - conclude Mengoli - Nella Giornata mondiale delle api, invitiamo dunque a spostare l’attenzione sulla sostenibilità di filiera, con la consapevolezza che il futuro delle api passa dalle persone che le allevano e le curano”.
Apicoltura Piana, fondata nel 1903 a Castel San Pietro Terme nel bolognese, da oltre un secolo lavora e confeziona miele, proponendo semilavorati e prodotti finiti, sia a marchio proprio che per conto di terzi. L’azienda dedica la massima attenzione alla selezione e al controllo qualità dei mieli in ogni fase, garantendo una produzione di altissima qualità. Oltre alla certificazione Kosher e Halal, l’azienda è certificata BIOAGRICERT, HACCP, UNI EN ISO 9001, IFS e BRC per la tutela dell’ambiente e dei consumatori. Lavora ogni anno 6 mila tonnellate di miele per presidiare il 20% del mercato italiano ed è conosciuta in tutto il mondo anche per l’attività di allevamento ed esportazione di api regine razza "ligustica mellifera".
Via G. P. Piana, 1450
Castel S. Pietro Terme (BO)
Telefono: +39 051 941205
FAX: +39 051 944652
www.apicolturapiana.com
35ª Mostra del Teroldego Rotaliano: tre giorni da protagonista per il “principe dei vini” del Trentino
Secondo appuntamento della rassegna Vini e Montagna: 35ª Mostra del Teroldego Rotaliano, tre giorni da protagonista per il “principe dei vini” del Trentino #1 35ª Mostra del Teroldego Rotaliano.
Dal 22 al 24 maggio p.v., Mezzocorona ospiterà l’appuntamento che da oltre trent’anni celebra il vino profondamente legato alla realtà locale e alle comunità che lo producono. Tre giorni di incontri, degustazioni ed esperienze pensati per offrire uno sguardo ampio su aspetti di storia, territorio e identità locale: un contesto sempre più strategico per il Trentino, capace di attrarre nuovi pubblici e di qualificare l’esperienza turistica, contribuendo a rafforzare il posizionamento della destinazione nel panorama enoturistico.
IL TEROLDEGO ROTALIANO
Il Teroldego Rotaliano, considerato il “principe dei vini trentini” e primo vino della regione a ottenere il riconoscimento DOC nel 1971, è profondamente legato alla Piana Rotaliana, l’area alluvionale a nord di Trento che comprende i comuni di Mezzocorona, Mezzolombardo e San Michele all’Adige. Coltivato in una zona circoscritta di circa 400 ettari, questo vitigno trova qui condizioni uniche: suoli alluvionali ricchi di ghiaia e sedimenti calcarei, che garantiscono un ottimo drenaggio, e un microclima particolarmente favorevole, grazie alla protezione delle pareti montuose e alla capacità del terreno di trattenere il calore. È in questo “fazzoletto di terra” che il Teroldego esprime al meglio le proprie caratteristiche,
diventando nel tempo uno dei simboli più riconoscibili dell’identità enologica trentina.
LA MOSTRA
Nata nel 1990, la Mostra è diventata nel tempo un’occasione di incontro tra generazioni, produttori e pubblico, mantenendo viva una narrazione che unisce dimensione agricola, culturale e sociale. Il programma coinvolgerà diversi luoghi di Mezzocorona, con Palazzo Martini come fulcro dell’evento e spazio dedicato alle degustazioni, agli incontri e al mercato del vino.
IL PROGRAMMA DELLA 35ª EDIZIONE
Venerdì 22 maggio
La Mostra del Teroldego Rotaliano prenderà il via venerdì 22 maggio, tagliando il nastro della sua 35ª edizione con un momento di apertura in programma alle ore 18.00, presso la Cantina Storica Rotari, dove si svolgerà l’inaugurazione ufficiale dell’evento, che costituirà il primo momento pubblico di incontro tra organizzatori, produttori e partecipanti.
La serata proseguirà alle 19.30 con “A tavola con il Teroldego”, una cena in abbinamento che proporrà un percorso gastronomico in cui i piatti del Ristorante Perbacco dialogheranno con il vino, in abbinamenti pensati per valorizzarne le diverse sfumature (50 euro a persona, pagamento in loco).
Sabato 23 maggio
La giornata di sabato 23 maggio si articolerà attraverso una serie di proposte che intrecceranno vino, natura e momenti di condivisione. In mattinata, dalle 9.30 alle 11.30, presso la Floricoltura Piazzera, si terrà il laboratorio “Rosa 360°”, dedicato alla storia, alla coltivazione e all’utilizzo della rosa, con aperitivo finale a base di Teroldego rosato (15 euro a persona). Nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 17.00, seguirà il laboratorio “Beauty Skincare Routine al profumo di rosa”, un’esperienza sensoriale tra natura e benessere (25 euro a persona). Nel corso del pomeriggio, Palazzo Martini diventerà il centro delle degustazioni guidate. Alle ore 15.00 avrà luogo “Teroldego e Sapori”, un percorso tra calici e cucina trentina in collaborazione con l’Associazione Cuochi del Trentino (25 euro a persona). Alle 17.00 seguirà la degustazione “La rivincita della Grappa, spirito ribelle”, dedicata al distillato del territorio tra tradizione e innovazione, in collaborazione con l’Istituto Tutela Grappa del Trentino (25 euro a persona). In serata, dalle ore 19.00, Palazzo Martini ospiterà “Wine&Music a Palazzo”, una proposta più informale che unirà degustazioni, finger food, cocktail a base grappa e musica dal vivo (ingresso libero, consumazioni a pagamento).

Domenica 24 maggio
Domenica 24 maggio la manifestazione si aprirà a un pubblico ampio con una giornata pensata per vivere il vino e il territorio a ritmo lento. Dalle ore 11.00 alle 18.00, Palazzo Martini ospiterà il “Mercato del Vino”, una giornata tra i produttori dedicata alla degustazione, all’incontro e alla scelta, con assaggi, vendita diretta, proposte street food e musica. Nei cortili e nei giardini del palazzo l’atmosfera sarà informale e rilassata, pensata per stare insieme (ingresso libero con cauzione calice). All’interno del Mercato troverà spazio anche “Donne Rose e Rosè”, a cura delle Donne del Vino del Trentino-Alto Adige, con un percorso sensoriale dedicato ai vini rosati, accompagnati da fiori e pane alle rose realizzati da Mito International. La mattina, dalle 9.00 alle 12.00, si svolgerà il “Giro del Vino 50” in bici con guida, un tour accompagnato tra vigneti e borghi lungo l’anello sud del percorso (partecipazione gratuita, possibilità di noleggio e bike a pagamento), con ritrovo presso Palazzo Martini e organizzazione a cura di Summer Bike.
Nel corso della giornata sono previste anche visite guidate a Palazzo Martini, alle ore 11.00 e alle 11:45, a cura della Biblioteca di Mezzocorona (partecipazione gratuita, prenotazione consigliata). Alle ore 14.00 sarà la volta del percorso interattivo “Caccia al Territorio”, un’esperienza di scoperta guidata da QR Code tra chiese, boschi, vicoli e cantine, con quiz e indovinelli dedicati a leggende, memorie storiche e curiosità locali (partecipazione gratuita senza prenotazione). Nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 18.00, Palazzo Martini accoglierà anche i più piccoli con i “Laboratori Fant’Arte”, attività creative dedicate ai bambini dai 5 ai 10 anni partecipazione gratuita, senza prenotazione).
La Mostra del Teroldego è il secondo degli appuntamenti della rassegna “Vini e Montagna”, nata per raccontare i vini del Trentino in quattro appuntamenti dedicati ai suoi vitigni identitari: Nosiola, Teroldego Rotaliano, Müller Thurgau e Marzemino. Quattro eventi in luoghi diversi, testimoni della varietà del paesaggio trentino, di cui i vigneti costituiscono una parte essenziale. Il primo evento, “DiVinNosiola”, si è tenuto dal 27 marzo al 10 aprile. In estate, in Valle di Cembra, sarà la volta della “Rassegna del Müller Thurgau” (3-5 luglio), mentre l’autunno sarà dedicato al Marzemino con “La vigna eccellente”, a Isera, dall’1 al 4 ottobre.
Per info, prenotazioni e dettagli sugli appuntamenti della Mostra del Teroldego Rotaliano visita la pagina sul sito VisitTrentino
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www.visittrentino.info
Malghe in Fiore: il fascino della primavera nell’Area Vacanze Sci e Malghe Rio Pusteria, tra natura autentica e sostenibilità certificata
Dal 16 maggio al 6 giugno p.v. un programma settimanale tra natura, gusto e attività all’aria aperta, per vivere la montagna in modo autentico e responsabile.
La montagna si risveglia lentamente, i prati tornano a fiorire e l’aria si fa più leggera. In questo scenario prende vita "Malghe in Fiore" il programma settimanale che invita a riscoprire il ritmo autentico della primavera nell’Area Vacanze Sci e Malghe Rio Pusteria, in una destinazione che ha ottenuto il più alto livello del Marchio Sostenibilità Alto Adige. Un invito a rallentare, respirare profondamente e lasciarsi guidare da un calendario di eventi pensato per tutti: escursioni, esperienze nella natura e momenti di benessere si intrecciano con le proposte gastronomiche delle baite e malghe contadine, valorizzando il legame diretto con un territorio tutto da scoprire.
MALGHE IN FIORE, UN PROGRAMMA SETTIMANALE TRA NATURA, MOVIMENTO E SAPORI GENUINI
Il calendario si sviluppa lungo tutta la settimana con appuntamenti ricorrenti tra il 18 maggio e il 5 giugno, capaci di unire attività outdoor, scoperta del territorio e tradizione gastronomica. Si parte il lunedì (18 e 25 maggio, 1° giugno) con il Bike & Cheese tour e-bike guidato: un itinerario di circa 40 km e 600 metri di dislivello che attraversa Vandoiese Chienes fino a Brunico, per poi rientrare a Rio di Pusteria. L’esperienza include una tappa al caseificio Capriz, con visita guidata e degustazione di formaggi locali. Ritrovo alle ore 9.30 presso la stazione ferroviaria di Rio di Pusteria, durata circa 5 ore. Il martedì (19 e 26 maggio, 2 giugno) è dedicato a un’escursione panoramica primaverile sull’Alpe di Rodengo e Luson fino al Giogo d’Asta: un percorso di circa 8,2 km e 466 metri di dislivello, con sosta in baita.
Ritrovo alle ore 9.40 al parcheggio Zumis, durata complessiva circa 7 ore. Il mercoledì (20 e 27 maggio, 3 giugno) si parte all’alba per un’escursione con colazione alpina a Terento: dopo circa due ore di salita si raggiunge il rifugio Tiefrastenhütte (2.312 m), dove gustare una colazione panoramica immersi nel silenzio dell’alta quota. Il percorso si sviluppa su circa 11 km e 900 metri di dislivello, con ritrovo alle ore 7.00 e una durata complessiva di circa 5 ore. Il giovedì (21 e 28 maggio, 4 giugno) è il momento del forest bathing alla cascata di Vandoies di Sopra: un’esperienza sensoriale di circa 2 ore per riconnettersi con la natura, tra i profumi del bosco, suoni e acqua con ritrovo alle ore 10.30. Il venerdì (22 e 29 maggio, 5 giugno) propone due esperienze complementari. Da un lato, “Meraviglie selvatiche”, escursione erboristica a Maranza, con raccolta di erbe spontanee, preparazione di un pranzo e realizzazione di un unguento naturale: un percorso di circa 6,5 km e 100 metri di dislivello, con ritrovo alle ore 9.00 e durata di circa 5 ore. Dall’altro, un’escursione guidata tra i meleti di Naz, con passeggiata, approfondimento e degustazione dedicata alla mela, simbolo dell’altopiano di Naz-Sciaves. Ritrovo alle ore 10.00, durata circa 1,5 ore. Tra gli highlights anche i bagni nel bosco e l’escursione botanica “Wild and Wonderful”, pensati per coinvolgere tutti gli ospiti alla ricerca di un contatto più profondo con l’ambiente circostante. Malghe in Fiore diventa così un invito a vivere la montagna nel momento della sua rinascita, quando ogni esperienza si trasforma in occasione per ritrovare equilibrio, benessere e autenticità.

SOSTENIBILITÀ: UN MODELLO CERTIFICATO E CONDIVISO
Nel contesto delineato dal Marchio Sostenibilità Alto Adige, promosso da IDM e basato sui criteri del Global Sustainable Tourism Council, l’Area Vacanze Sci e Malghe Rio Pusteria rappresenta una delle destinazioni turistiche che hanno raggiunto il livello più alto previsto. Un riconoscimento che riflette un impegno concreto e diffuso: gestione attenta delle risorse naturali, valorizzazione delle filiere locali e sviluppo di una mobilità sempre orientata alla riduzione dell’impatto ambientale. In questo quadro, la destinazione contribuisce al posizionamento dell’Alto Adige come riferimento internazionale nel turismo sostenibile, entrando anche nel circuito certificato da Green Destinations. Un modello recentemente valorizzato anche sulla scena internazionale dell’ITB di Berlino, dove l’Alto Adige si conferma tra i territori di riferimento globale per il turismo sostenibile.
ACCESSIBILITÀ E SERVIZI, ARRIVA IL NUOVO BRIXEN SÜDTIROL GUEST PASS
A partire da maggio 2026 entra in vigore il Brixen Südtirol Guest Pass, che sostituisce la precedente Almencard e amplia i servizi a disposizione degli ospiti. Messa gratuitamente a disposizione per tutta la durata del soggiorno nelle strutture aderenti, la card include l’utilizzo dei mezzi pubblici, degli impianti di risalita in determinati periodi e l’accesso a musei, piscine, campi da minigolf e ad altre strutture per il tempo libero distribuite sull’intero territorio.
Uno strumento che facilita gli spostamenti e contribuisce a rendere l’esperienza di soggiorno più fluida e accessibile, Gitschberg Jochtal s.p.a. - Via Jochtal 1 - 39037 - Rio di Pusteria-Valles - Südtirol - 0472 886048 - www.riopusteria.it incentivando una scoperta ampia e sostenibile della destinazione. In questo percorso, prosegue il percorso evolutivo con l’introduzione del nuovo marchio Brixen Südtirol – Dolomites Italy e del sito web dedicato, mentre il marchio storico
Gitschberg Jochtal/Rio Pusteria continuerà a esistere, mantenendo il proprio valore identitario.

Gitschberg Jochtal s.p.a.
Via Jochtal 1 Rio di Pusteria-Valles - Südtirol
Tel. 0472 886048 - www.riopusteria.it
“Il Cammino delle Identità” al Festival dello Sviluppo Sostenibile: il viaggio di Borghi d'Europa, prosegue con successo
Il 26 maggio a Monselice, a La Pignara (Podere Bio e Fattoria Medievale) al Festival dello Sviluppo Sostenibile va in scena “Il Cammino delle Identità” il viaggio di Borghi d'Europa, prosegue con successo nel cuore del “Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026” prende forma un progetto che intreccia cultura, territori e comunità locali: “Il Cammino delle Identità”, iniziativa dedicata alla valorizzazione dei piccoli centri italiani e delle loro tradizioni, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità sociale, ambientale e culturale.
Il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 è una grande manifestazione nazionale dedicata ai temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale, promossa dall’ASviS, cioè “Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile”, una rete nata nel 2016 proprio per aiutare l’Italia ad applicare l’Agenda 2030, che riunisce centinaia di soggetti italiani:

- università,
- enti di ricerca,
- associazioni,
- imprese,
- sindacati,
- fondazioni,
- organizzazioni del terzo settore.
L’obiettivo del Festival è sensibilizzare cittadini, istituzioni e imprese sui 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), promuovendo pratiche concrete per ambiente, inclusione sociale ed economia sostenibile e valorizzando il ruolo dei territori, comprese aree rurali e borghi storici, per creare una rete di iniziative culturali, scientifiche e partecipative.
Nel 2026 temi centrali sono l’accelerazione della transizione sostenibile in un contesto segnato da crisi climatiche, tensioni geopolitiche e trasformazione digitale; un focus particolare è anche dedicato all’intelligenza artificiale come strumento per favorire gli SDGs, usando grande attenzione ai rischi legati a equità e governance.
In questo ambito “Borghi d’Europa”, cura particolarmente il coinvolgimento dei piccoli comuni e dei borghi storici italiani ed europei nelle attività del Festival. Eventi culturali, turismo lento, valorizzazione del patrimonio locale, sostenibilità ambientale e rilancio delle comunità territoriali sono i temi dell’intervento di “Borghi d’Europa”.
Il Festival comprende:
- convegni e seminari;
- laboratori didattici;
- eventi culturali e artistici;
- iniziative ambientali;
- attività nelle scuole e università;
- progetti di turismo sostenibile e valorizzazione territoriale.
Il Festival è il principale strumento pubblico di ASviS perché serve a diffondere la cultura della sostenibilità
Durante il Festival:
- ASviS coordina gli eventi italiani;
- enti ONU e rappresentanti internazionali intervengono a conferenze e tavole rotonde;
- vengono presentati dati su clima, energia, disuguaglianze e sviluppo;
- scuole e comuni organizzano attività collegate agli SDGs;
- i borghi e i territori locali mostrano progetti sostenibili.
Un borgo può aderire organizzando:
- recupero di edifici storici con criteri green;
- turismo lento;
- comunità energetiche;
- mobilità sostenibile;
- educazione ambientale.
In questo modo il Festival collega: strategia globale ONU, coordinamento nazionale ASviS,iniziative concrete nei territori italiani.
L’evento si inserisce nel programma nazionale promosso dall’ASviS, che ogni anno coinvolge istituzioni, associazioni e cittadini in centinaia di appuntamenti dedicati all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
“Il Cammino delle Identità” non è soltanto un itinerario simbolico tra borghi e paesaggi italiani, ma rappresenta un vero laboratorio di idee e buone pratiche.
Al centro del progetto vi è la convinzione che i territori marginali possano diventare luoghi di innovazione sociale e culturale, capaci di generare nuove opportunità economiche senza rinunciare alla propria autenticità.
Un cammino iniziato nel 2020...


Associazione Culturale BORGHI d’EUROPA
www.borghideuropa.eu
“Trentodoc in Città” Bologna a Villa Zarri con oltre 190 etichette di bollicine di montagna
La manifestazione dedicata all’approfondimento del metodo classico trentino quest’anno si svolge a Bologna. Domenica 17 maggio, dalle 14 alle 19, a Villa Zarri di Castel Maggiore, Istituto Trentodoc e AIS Emilia porteranno nel Bolognese 63 case spumantistiche associate con oltre 190 etichette in mescita.
Per accompagnare il pubblico nell’esperienza di assaggio sarà inoltre disponibile l’App Trentodoc
Quest’anno è Bologna ad ospitare “Trentodoc in Città”, evento dedicato alla scoperta del metodo classico trentino e pensato per approfondire le caratteristiche e la varietà espressiva delle bollicine di montagna. La manifestazione, organizzata dall’Istituto Trento Doc in collaborazione con AIS Emilia, è un’occasione di incontro e degustazione rivolta ad appassionati, sommelier, operatori horeca e professionisti del settore wine & food, che potranno muoversi liberamente tra i banchi d’assaggio e conoscere da vicino le diverse interpretazioni del Trentodoc: sono 63 le case spumantistiche presenti con il proprio desk e oltre 190 le etichette in degustazione.
Ad arricchire il programma di “Trentodoc in Città Bologna”, nel pomeriggio ci terranno tre masterclass tematiche della durata di un’ora, dedicate ad alcuni dei temi più rappresentativi della denominazione: dosaggio zero, distretti di produzione e riserve. Gli incontri saranno guidati da tre Ambasciatori Trentodoc e vincitori del titolo di Miglior Sommelier d’Italia dell’Associazione Italiana Sommelier, ovvero Ilaria Lorini, Miglior Sommelier d’Italia AIS 2025, Andrea Gualdoni, Miglior Sommelier d’Italia AIS 2024, e Cristian Maitan, Miglior Sommelier d’Italia AIS 2023.
Per accompagnare il pubblico durante l’esperienza di degustazione sarà inoltre disponibile l’App Trentodoc, utile per orientarsi tra cantine, etichette e percorsi di assaggio.
Il programma delle masterclass:
Ore 14: “Zero compromessi, solo Trentodoc” - Degustazione guidata da Ilaria Lorini
Ore 16: “Trentodoc: tanti territori, una sola bollicina di montagna” - Degustazione guidata da Andrea Guardino
Ore 18: “Trentodoc Riserva: metodo, montagna e tempo” - Degustazione guidata da Cristian Maitan
Informazioni e accrediti
Le iscrizioni sono possibili solo online sul sito di AIS Emilia, all’indirizzo biglietteria.aisemilia.it/evento/TRENTODOCINCITTA_BOLOGNA
Ingresso banchi d’assaggio:
Pubblico: 25 euro, registrandosi sul sito
Soci AIS: ingresso gratuito, registrandosi sul sito
Per il calice di degustazione verrà richiesta una cauzione di euro 5 euro in contanti. L’importo verrà restituito integralmente al momento della riconsegna.
Accrediti operatoril: gli operatori del settore possono richiedere l’ingresso gratuito scrivendo a: trentodocincitta2026.bo@aisemilia.it
Stampa: per ottenere l’accredito stampa, inviare una mail a trentodocincitta2026.bo@aisemilia.it indicando testata di riferimento, numero di tessera dell’Ordine dei Giornalisti e ruolo professionale.
Content creator: per ottenere l’ingresso gratuito, inviare una mail a trentodocincitta2026.bo@aisemilia.it indicando social di riferimento, nome profilo, numero di follower e ruolo.
Masterclass: le masterclass sono riservate a chi ha già acquistato i biglietti per i banchi d’assaggio con le case spumantistiche. Dopo l’acquisto del biglietto verrà inviata automaticamente una mail con le istruzioni per iscriversi. Il costo di ciascuna masterclass è di 20 euro. È possibile iscriversi a una sola.
La partecipazione all’evento è riservata ad un pubblico adulto. Bere in modo responsabile fa apprezzare di più Trentodoc.

Le Case spumantistiche presenti:
Abate Nero | Altemasi | Balter | Bellaveder | Borgo dei Posseri | Cantina Aldeno | Cantina d’Isera | Cantina di Riva | Cantina Furletti Gabriele | Cantina Michele Sartori | Cantina Resom | Cantina Rotaliana di Mezzolombardo | Cantina Roverè della Luna Aichholz | Cantina Salìm | Cantina Salizzoni | Cantina Sociale di Trento | Cantina Toblino | Cantine Levii | Cembra cantina di montagna | Cenci Trentino | Cesarini Sforza Spumanti | Conti Bossi Fedrigotti | Corvée | De Vigili | Dolomis | Endrizzi | Etyssa

Via Ronco 1, 40013
Castel Maggiore (BO)
Tel. +39 051700604
www.villazarri.com
KM Kebab Mediterraneo celebra il primo anno di attività: un gran successo!
Martedì 12 maggio u.s. a Bologna, un incontro informale con degustazione per presentare il progetto nato per superare i pregiudizi sul kebab e valorizzarlo come prodotto gastronomico, culturale e contemporaneo. KM Kebab Mediterraneo si prepara a celebrare il suo primo anno di attività. Aperto il 5 giugno 2025 in Via San Mamolo 25/A, il locale nasce con un obiettivo preciso: cambiare il modo in cui il kebab viene percepito, raccontato e consumato, portandolo fuori dai luoghi comuni che troppo spesso lo associano a un prodotto anonimo, pesante o di bassa qualità. Il format dell’incontro rispecchia l’identità del locale: diretto, concreto, senza sovrastrutture. KM è un piccolo spazio urbano con otto sedute alte, pensato per un consumo veloce ma curato, dove il prodotto resta al centro. A raccontare il progetto Andrea Pastore, socio e responsabile del progetto KM Kebab Mediterraneo, in un dialogo aperto con i giornalisti, accompagnato da una degustazione.
“Il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento a Bologna per chi vuole mangiare un kebab diverso: più ragionato, più leggero, più curato. Non vogliamo dire che sia l’unico o l’originale. Vogliamo far capire che può essere fatto con attenzione, con una visione e con grande rispetto per il prodotto”.
Un kebab diverso, con il kebab al centro
KM nasce da un viaggio tra amici a Istanbul. L’aneddoto fondativo ha un’ironia semplice: durante quel viaggio, il tempo trascorso nei locali di kebab finisce per superare quello dedicato alle visite culturali. Da lì prende forma l’idea di portare a Bologna un progetto capace di rileggere il kebab con attenzione, rispetto e una precisa identità mediterranea. KM non rivendica il “vero kebab” né pretende di definirne una versione originale assoluta. Al contrario, sceglie di lavorare sul kebab come prodotto vivo, stratificato, attraversato da culture, ricette, geografie e contaminazioni. Da qui nasce un menu composto da roll mediterranei, ricette definite e riconoscibili che superano la logica del kebab “assemblato” al banco con le solite domande: “con o senza cipolla, con o senza piccante?”
Ogni roll è pensato come una ricetta completa, con un equilibrio preciso tra pane, carne, salse, verdure, acidità, spezie e consistenze.
Il lavash, il pane che cambia l’esperienza
Uno degli elementi centrali del progetto è il pane. KM utilizza pane armeno lavash, che arriva direttamente dall’Armenia: un pane sottile, elastico e leggero, capace di avvolgere gli ingredienti senza appesantire il morso e senza coprirne i sapori.
Il lavash non è un dettaglio tecnico, ma una parte fondamentale dell’identità del prodotto. La sua preparazione, il suo significato e la sua apparenza come espressione della cultura armena sono iscritti dal 2014 nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO. Tradizionalmente sottile e flessibile, il lavash è spesso servito arrotolato attorno a formaggi, erbe o carni, un utilizzo che dialoga naturalmente con il formato del roll scelto da KM. Proprio il pane è diventato, nel primo anno di attività, uno degli aspetti più apprezzati dai clienti: leggero, fragrante, riconoscibile, diverso dalla percezione comune del kebab servito in piadina o pane più spesso.
Roll mediterranei, salse e ricette: la proposta KM
Il menu di KM ruota attorno a ricette ispirate a diverse aree del Mediterraneo e del Medio Oriente, con carne di pollo e tacchino halal italiana, salse e ingredienti che richiamano tradizioni gastronomiche differenti.
Tra le proposte principali ci sono Il Turco, con hummus e ajvar, Il Greco, con tzatziki, feta e patatine, Il Libanese, con paté di frutta secca e peperoncino, tabulì e yogurt, Il Persiano, con taratour, melanzane, hummus, L’Egiziano, proposta vegana con falafel, salsa all’aglio e tabulì, e Il Cipriota, vegetariano, con halloumi fritto e hummus alle melanzane. A questi si è aggiunto stabilmente il KM Special Roll, inizialmente pensato come proposta speciale e poi entrato in menu dopo il successo ottenuto. Ispirato alla Giordania, il KM Speciallavora su una combinazione più ricca e decisa, con carne di pollo e tacchino in porzione generosa, peperoncino, salsa all’aglio, tabulì e melassa di melograno. Le salse sono uno dei tratti distintivi del locale. Non un accompagnamento secondario, ma una parte progettuale del menu. Il progetto KM non prevede l’utilizzo di ketchup, maionese o della classica “salsa yogurt” comunemente associata al kebab in Italia: una scelta precisa, nata dalla volontà di restare più vicini alla tradizione e all’identità gastronomica del prodotto. Al loro posto, KM lavora con preparazioni più coerenti con il racconto mediterraneo e mediorientale del kebab: hummus, ajvar, tzatziki, salsa all’aglio, acuka e vero yogurt turco. A queste si aggiunge la nuova Black KM, una salsa all’aglio nero dal colore scuro e dal gusto intenso. Una proposta volutamente più contemporanea, pensata come interpretazione signature del brand e come ulteriore elemento distintivo della ricerca sulle salse.
Il primo anno: un pubblico più ampio del previsto
Nel primo anno di attività, KM ha raccolto riscontri positivi sia nel consumo al locale sia attraverso i canali delivery, con valutazioni medie di 4,8 su Google, 4,6 su Deliveroo, 4,8 su Just Eat e il 99% di recensioni positive su Glovo. I roll più richiesti sono stati Il Greco e Il Turco, due ricette molto diverse ma entrambe immediate nella lettura del gusto. Il Greco, più vicino a sapori già familiari al pubblico, si è affermato come uno dei bestseller; Il Turco rappresenta invece il punto di partenza ideale del racconto KM, legato al viaggio in Turchia da cui nasce il progetto. A sorprendere è stata anche la risposta di una clientela più adulta rispetto all’immaginario abitualmente associato al kebab. Molti clienti si sono avvicinati a KM con curiosità, ma anche con qualche pregiudizio, per poi riconoscere soprattutto tre aspetti: la leggerezza del roll, la qualità del pane lavash e il lavoro sulle salse e sugli abbinamenti. Il risultato è un prodotto che non chiede di dimenticare il kebab, ma di guardarlo diversamente.
“KM è nato per dimostrare che il kebab può essere molto più di quello che siamo abituati a immaginare. Non ci interessava rivendicare il vero kebab o una versione originale assoluta: volevamo trattare questo prodotto con passione, rispetto e pulizia. Il primo anno ci ha confermato che molte persone aspettavano solo l’occasione giusta per cambiare punto di vista” - racconta Andrea Pastore, socio e responsabile di KM Kebab Mediterraneo - .

Dal delivery al locale: l’importanza dell’esperienza dal vivo
KM è presente sulle principali piattaforme di delivery — Deliveroo, Glovo e Just Eat — e il canale ha rappresentato una parte importante del primo anno di attività. Tuttavia, l’obiettivo del secondo anno è riportare sempre più attenzione sull’esperienza diretta nel locale. Mangiare un roll appena preparato, caldo, con il lavash ancora fragrante e le salse nel loro equilibrio ideale, resta il modo migliore per comprendere il progetto. l delivery permette a KM di raggiungere un pubblico ampio, ma il cuore dell’esperienza rimane l’assaggio sul posto. Un roll consumato appena servito mantiene al meglio temperatura, fragranza del lavash, equilibrio delle salse e consistenza degli ingredienti: è il modo più diretto per comprendere il progetto e la cura con cui ogni ricetta è stata costruita. Il locale, piccolo ma riconoscibile, è caratterizzato da un’estetica urbana e underground, con arredi in ferro arancione, dettagli blu, banco bianco e una comunicazione visiva netta. Un’identità pensata per raccontare uno street food contemporaneo, ordinato, curato e riconoscibile.
KeClub, collaborazioni e nuove ricette: il secondo anno di KM
L’anniversario diventa anche l’occasione per aprire una nuova fase. A maggio KM inaugura KeClub, una serie di appuntamenti serali pensati per trasformare il locale in un piccolo punto d’incontro tra food, musica e cocktail.
Gli eventi si terranno giovedì 14 e giovedì 28 maggio, dalle 19:30 alle 22:30, con DJ set, cocktail alcolici e analcolici in collaborazione con Velluto Bologna e una proposta speciale pensata per le serate: il KeCrunch, una pizza al padellino croccante con kebab, realizzata in collaborazione con Croosta di Piergiorgio Alla.
Anche qui, il punto di partenza è un pregiudizio molto italiano: quello della “pizza kebab” intesa come prodotto disordinato, pesante, poco curato. Con KeCrunch, KM lavora invece su una base croccante, una ricetta definita e un’idea precisa: portare lo stesso approccio usato sui roll anche su un nuovo formato, più conviviale e pensato per la sera. Il secondo anno sarà quindi dedicato a nuove ricette, collaborazioni, appuntamenti serali e allo sviluppo di un format che possa crescere senza perdere il proprio punto di partenza: fare del kebab un prodotto accessibile, riconoscibile e trattato con rispetto.

Indirizzo: Via San Mamolo 25/A, Bologna
Orari: tutti i giorni 12:00–14:30 e 19:00–22:30;
venerdì e sabato chiusura serale alle 23:00
Tel. 051 0421683
Delivery: Deliveroo, Glovo, Just Eat
Instagram: @kebabmediterraneo
www.kebabmediterraneo.
Aziende protagoniste del proprio settore, visitate a Tuttofood 2026
Tuttofood è la principale fiera B2B internazionale dedicata all'intero ecosistema dell'agroalimentare e delle bevande (Food & Beverage). L'evento si svolge nel polo di Fiera Milano a Rho, fungendo da hub globale in cui i produttori incontrato gli esperti conoscitori del settore come buyer, GDO e chef. L'evento Focus offre sul settore un approfondimento a livello professionale su tutta la filiera del cibo, dai prodotti freschi agli articoli di alta gamma, con un'enfasi speciale sul Made in Italy e sui trend globali (es. biologico, plant-based e mixology). Opportunità di business: è progettata esclusivamente per gli scambi commerciali (B2B), permettendo a importatori, grande distribuzione e negozi di scoprire nuovi fornitori ed effettuare ordini. Innovazione e Convegni: ospita centinaia di convegni, startup innovative e dibattiti incentrati sul futuro dell'alimentazione e sulla sostenibilità. Target: essendo una fiera dedicata agli operatori economici, l'ingresso è riservato ai professionisti del settore tramite l'acquisto di biglietti dedicati. Location: quartiere fieristico di Fiera Milano a Rho (MI). La manifestazione si tiene fino al 14 maggio. Per maggiori informazioni o per consultare il calendario completo degli espositori, visitare il Sito Ufficiale di Tuttofood - www.tuttofood.it -
ha visitato per gli interessati alcune aziende protagoniste del proprio settore:

Margherita S.p.A. insieme a Gusto Sorrento e Propizza a Tuttofood (Pad. 2 – Stand C09), presentandosi come un polo sinergico dedicato all’universo pizza, coordinato dall’arrivo di Giampiero Lippolis, nuovo Direttore Marketing. La collaborazione tra le tre realtà si rafforza, dando vita a un player unico di riferimento per Retail e MDD, grazie a un’offerta premium ampia e articolata che spazia da pizze e basi pizza fino a pinse, focacce e snack frozen. Tra i prodotti in evidenza, la nuova ‘A Margherita Napulì a marchio Re Pomodoro e le referenze per il banco frigo come Pinsa Margherita e Pinsa Prosciutto. Un progetto condiviso che unisce competenze complementari, innovazione e tradizione, con l’obiettivo di proporre al mercato soluzioni complete, flessibili e di alta qualità.

Margherita S.p.A., nata come piccola azienda a conduzione familiare, in 30 anni di esperienza Margherita è diventata una grande azienda con portata internazionale. Esperti pizzaioli creano migliaia di pizze stese e farcite a mano ogni giorno, poi surgelate e offerte al pubblico. Una storia imprenditoriale che mantiene viva la passione e il gusto autentico della pizzeria italiana. www.margherigroup.com
Gusto Sorrento S.p.A. è un produttore e distributore leader negli snack per pizza surgelati, con oltre vent'anni di esperienza. Unendo tradizione e innovazione, Gusto Sorrento ha l’obiettivo di offrire sapori e aromi autentici della cucina italiana, cercando il continuo miglioramento verso nuove opportunità di mercato. https://www.gustosorrento.it/
ProPizza Srl, fondata nel 2003 dalle famiglie Della Rocca & Falcone, ha iniziato a produrre basi pizza, pinsa e focaccia precotte e surgelate di alta qualità dopo un decennio di esperienza nel mondo delle pizzerie. La profonda conoscenza dei prodotti da forno ad alta idratazione e delle materie prime è stata la chiave della crescita costante e verticale dell'azienda nel corso degli anni. https://www.propizzafood.com
“Con ‘A Margherita Napulì continuiamo a evolvere la nostra proposta nel frozen, portando qualità e tradizione in una dimensione sempre più attuale – afferma Andrea Ghia, Amministratore Delegato di Margherita S.p.A. – Questo progetto rappresenta anche il valore della collaborazione: insieme a Gusto Sorrento e Propizza stiamo costruendo un sistema integrato capace di rispondere in modo ancora più efficace alle richieste del mercato”.
“La presenza congiunta si concretizza in uno spazio espositivo condiviso, simbolo di un percorso strategico che rafforza il posizionamento nel segmento premium. Una collaborazione strutturata, fondata su complementarità e visione comune nella creazione della più ampia e qualificata offerta nel mondo della pizza frozen” - illustra Giampiero Lippolis, Direttore Marketing del Gruppo - .

Il Gruppo Fini è tutto da gustare a Tuttofood: in assaggio le ultime novità, tra pasta ripiena integrale, legumi e confetture e sarà presente fino al 14 maggio 2026 (Padiglione 6, Stand C15) dove gli chef del Gruppo proporranno degustazioni e show cooking per far scoprire tutte le innovazioni, nel segno della tradizione e della qualità italiana. Nel ricco menù i visitatori potranno gustare tutte le golose novità dell’azienda di Modena. Tra queste, la prima linea integrale di pasta fresca ripiena.
FINI Le Ricette Integrali che apre un nuovo segmento nel banco frigo, i nuovi Ragù 100% Vegetali de Le Conserve della Nonna, insieme alle Lenticchie di Altamura IGP, il Mix di Ceci, Edamame e Fagioli Neri e il rinnovato Mix di Borlotti, Ceci e Tondini, chiudendo in dolcezza, ma non troppo, con la nuova Linea di Confetture light senza edulcoranti.




Il Gruppo Fini SpA, società 100% italiana di proprietà di Holding Carisma, è una storica realtà produttiva dell’alimentare. FINI è un marchio di pasta fresca che rappresenta in Italia e nel mondo tutto il gusto della tradizione emiliana in cucina. Dal 1912 ad oggi l’originaria salumeria-gastronomia di Modena si è trasformata in un moderno pastificio che conta oltre 100 dipendenti ed esporta i suoi prodotti in 30 Paesi nel mondo, sempre all’insegna di tradizione, territorio e qualità. Le Conserve della Nonna, nell’ampia gamma di referenze tipiche di tutte le regioni italiane, offre passate, sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, con la sicurezza di un grande gruppo industriale. Con questa partecipazione a Tuttofood Milano, il Gruppo Fini conferma la propria capacità di innovare nel solco della tradizione, interpretando le nuove esigenze dei consumatori e consolidando il proprio ruolo nel panorama alimentare italiano. - www.gruppofini.it -
De Angelis Food Group sarà presente a Tuttofood 2026 (Hall 4P – Stand H13) con un’offerta incentrata sull’innovazione nel fresco, puntando in particolare sui piatti pronti senza glutine refrigerati. Il segmento, sempre più strategico, viene sviluppato attraverso tecnologie proprietarie che garantiscono qualità, sicurezza e gusto, senza conservanti e con una shelf life estesa (o vita di scaffale prolungata). Il gluten free si conferma driver di crescita per l’azienda, inserendosi nel più ampio trend “free-from” (che dichiarano l'assenza di specifici ingredienti) e rispondendo alla domanda di soluzioni pratiche, inclusive e di qualità. Accanto a questa proposta, il Gruppo rafforza le sinergie tra pasta fresca e gastronomia e amplia il portafoglio con le referenze di Saordelmar, Raviolificio Poker e la linea beverage Verum. La fiera rappresenta così un’occasione per presentare una visione industriale orientata a sostenibilità, efficienza di filiera e innovazione continua.
De Angelis Food è la sintesi di un percorso di crescita fatto di passione, innovazione e dedizione alla qualità. Dal piccolo laboratorio di pasta fresca all’uovo, sorto nel 1983 a Villafranca (VR), la crescita costante porta alla costituzione di De Angelis Food Group, un gruppo dedicato a prodotti freschi e genuini. A De Angelis Food si affiancano Saor del Mar con specialità a base di pesce, Pastificio Regal con pasta fresca e le specialità regionali, le offerte gastronomiche di Emmefood, le bevande analcoliche e i succhi di frutta naturali Verum, la pasta fresca Poker, Emmefood e Momi con piatti pronti freschi e plant based (a base vegetale) De Angelis Usa–Sfoglini (West Coxsackie, New York) che in loco produce pasta secca. Un successo che punta ai 250 milioni di euro di fatturato nel 2030, guidato da valori come ricerca dell’eccellenza, artigianalità e italianità, visione globale e innovazione, ascolto del cliente e del mercato, attenzione all’alimentazione. www.deangelisfood.com

Mancin Nadia Srl a Tuttofood 2026 con soluzioni innovative per la ristorazione moderna, al Padiglione 2 – Stand P07. L’azienda veneta presenta una linea di buste gastronomiche ittiche refrigerate, già pronte all’uso, pensate per supportareristoranti e operatori a fronteggiare carenza di personale, aumento dei costi e difficoltà gestionali. Le preparazioni, che includono piatti legati alla cucina tradizionale italiana, consentono di ridurre tempi, sprechi e consumi energetici, garantendo al tempo stesso qualità e continuità del servizio. Una soluzione concreta per una ristorazione sempre più sotto pressione. La ristorazione è sotto pressione? A Tuttofood Mancin Nadia srl propone le buste gastronomiche ittiche che “salvano” tempo, costi e cucine. Al Padiglione 2, Stand P07 non semplici “piatti pronti”, ma una nuova filosofia operativa per servire in pochissimi minuti portate di mare autentiche, gustose e della migliore tradizione gastronomica italiana. Secondo Mancin Nadia Srl, il futuro del foodservice passerà sempre di più attraverso soluzioni intelligenti, ad alto contenuto di servizio, capaci di alleggerire il lavoro delle cucine senza rinunciare al gusto, alla riconoscibilità e all’identità gastronomica italiana. Una visione moderna, concreta e profondamente pragmatica.





Mancin Nadia Srl è un’azienda veneta con oltre 50 anni di esperienza nel seafood italiano, specializzata in semiconserve ittiche, prodotti marinati e gastronomia di mare refrigerata. Radicata nel territorio del Delta del Po e oggi protagonista di un importante percorso di evoluzione industriale, l’azienda ha recentemente investito in un moderno stabilimento produttivo ad alta efficienza, con standard elevati di sicurezza alimentare, automazione e controllo della catena del freddo. Guidata da una nuova generazione imprenditoriale, Mancin Nadia Srl unisce tradizione e innovazione sviluppando soluzioni avanzate per il retail e il canale Ho.Re.Ca. Tra i progetti più strategici spicca la linea di piatti ittici pronti refrigerati ad alto contenuto di servizio, pensata per rispondere alle esigenze della ristorazione contemporanea in termini di efficienza, riduzione degli sprechi e continuità qualitativa. Un modello produttivo e commerciale orientato al futuro, che valorizza la qualità della materia prima e l’identità gastronomica italiana, reinterpretando il seafood in chiave moderna e funzionale. - www.mancinnadia.com-

Milano, quartiere fieristico Fiera Milano a Rho
SS del Sempione, 28 20017 Rho (Milano)
Dall'11 al 14 maggio torna TuttoFood 2026 con centinaia di eventi dedicati alla filiera agroalimentare italiana e internazionale
L'evento è uno dei principali appuntamenti mondiali del settore agroalimentare, focalizzato su innovazione, sostenibilità e Made in Italy.
Da un primo “spoiler” possiamo anticipare che i trend food 2026 in Italia si concentrano su comfort food rivisitato (senza lattosio/glutine) sostenibilità concreta, porzioni ridotte e “Nostalgia Remix”. Dominano ingredienti naturali, fermentazioni, cucina fusion e proteine accessibili come pollo e maiale. La tecnologia, con AI e robot, supporta la ristorazione, mentre si riscoprono radici e sapori autentici.
C'è un momento in cui un settore smette di celebrarsi e inizia a interrogarsi: “Cosa e come mangeremo nel 2026?” I classici della tradizione italiana vengono reinterpretati con ingredienti premium e nuove texture, unendo ricordi d’infanzia e innovazione.
Ma quali saranno i trend gastronomici? Sapori globali e fusion creativa: dalle proteine “semplici” da bere ai mini piatti, snack strutturati, fino ai bocconcini pronti e alle porzioni in miniatura perché si rimpiccioliscono senza perdere valore simbolico o gastronomico (riducendo lo spreco e permettendo di assaggiare più proposte) e la cucina globale continuerà a influenzare i vari menù? Il boom di opzioni senza glutine e senza lattosio, specialmente nello street food. Contaminazioni gastronomiche sempre più spinte, come sushi burritos o tacos al tikka masala, che mixano culture diverse. Comunque sempre protagonisti, appunto, pollo e maiale, valorizzati da tecniche di cucina d’autore che trasformano materie prime comuni in piatti memorabili. Grande attenzione alla presentazione estetica dei piatti, pensata per essere condivisa. Poi ci sono i dolci mash-up esagerati, le dirty soda personalizzate, fino al contrasto "swavory". E cosa mangeremo per strada? E cosa berremo? Priorità alle esperienze multisensoriali con piatti che giocano su contrasti di sapori con texture inaspettate e bevande analcoliche personalizzate con sciroppi, creme e aromi (molto popolari sui social). Perchè poi c’è da dire che i consumatori chiedono prove concrete di sostenibilità, superando il semplice marketing. Insomma a Tuttofood 2026 tante le novità da non perdere… dall'11 al 14 maggio!

E a Tuttofood 2026 sono tante le offerte incentrate sull’innovazione nel fresco, puntando in particolare sui piatti pronti , anche senza glutine e refrigerati. Il segmento, sempre più strategico, viene sviluppato attraverso tecnologie proprietarie che garantiscono qualità, sicurezza e gusto, senza conservanti e con una shelf life ("vita di scaffale") estesa. Perché il gluten free si conferma driver di crescita per le aziende che lo propongono, inserendosi nel più ampio trend “free-from” (alimenti che soddisfano esigenze dietetiche legate a intolleranze, allergie o scelte salutistiche) e rispondendo alla domanda di soluzioni pratiche, inclusive e di qualità. Accanto a quanto proposto, vengono rafforzate le sinergie tra pasta fresca e gastronomia e ampliato il portafoglio con altre referenze pure integrate dalla linea beverage. La fiera Tuttofood rappresenta un’occasione per presentare una visione industriale orientata a sostenibilità, efficienza di filiera e innovazione continua.
Di seguito posizioni, punti di interesse e materiali di alcune aziende visitate in anteprima:
De Angelis Food SpA - Hall 4P – Stand H13
Presente con tutti i brand del gruppo (Saor del Mar, Poker, Verum), De Angelis porta un’offerta incentrata
sull’innovazione nel fresco, puntando in particolare sui piatti pronti senza glutine refrigerati, per
consumatori e canale Horeca. In stand, degustazione prodotti.
Cartella stampa completa: https://www.transfernow.net/dl/20260508rBUwWx3h
Gruppo Fini SpA - Pad. 6 - Stand C15
Presenta le tante novità, dalla pasta fresca ripiena integrale ai ragù vegetali, dai legumi alle confetture con -50% di zuccheri.
In stand gli chef proporranno degustazioni e show cooking, con un ricco menù e cadeau stampa.
Cartella stampa completa : https://www.transfernow.net/dl/20260508YxIF8SUS
Mancin Nadia Srl - Pad. 2 – Stand P07
Gamma buste pronte, piatti pronti refrigerati professionali pronti in pochi minuti per food service.
In stand, degustazione prodotti e cadeau stampa.
Cartella stampa completa: https://www.transfernow.net/dl/20260508mSZy424t
Margherita SpA - Pad. 2 – Stand C09
Margherita S.p.A. insieme a Gusto Sorrento e Propizza come un polo sinergico dedicato all’universo pizza.
In stand, degustazione e presentazione del nuovo Direttore Marketing Giampiero Lippolis.
Cartella stampa completa: https://www.transfernow.net/dl/20260508wWXz85U9

Milano, quartiere fieristico Fiera Milano a Rho
SS del Sempione, 28, 20017 Rho (Milano)
Tangenziale Ovest/A4 Venezia, A8 Varese, A9 Como
uscita Fieramilano, Pero-fieramilano
Fermata metropolitana Rho-Fieramilano (Linea Rossa M1)
Al via la stagione di Barricata Holiday Village, nel Parco del Delta del Po: orto dei 5 sensi e kids yoga in spiaggia
Il comfort della mobil home, l’esclusività del glamping, l’indipendenza del camping: ecco lo stile di vacanza anche per famiglie, i più piccoli, teen e junior club. È il 14 maggio 2026 la data scelta per la grande riapertura della stagione estiva di Barricata Holiday Village, il villaggio 5 stelle open air di Pagnan Group che sorge nel cuore del Delta del Po (RO). L’offerta, sempre di alto livello, spazia dal divertente e vivace parco acquatico alle spiagge, dalle casette immerse nel verde alle suggestive tende glamping, un lusso nella natura. Ma l’estate 2026 di Barricata Holiday Village è delle famiglie! Tantissime le novità per i piccoli e giovani ospiti di tutte le fasce d’età, con programmi coinvolgenti, divertenti e anche didattici.
Dall’orto sensoriale allo yoga per i più piccoli
Si può parlare di ecosostenibilità ai bambini? E si può coltivare un orto in spiaggia? La risposta a entrambe le domande è sì e Barricata Holiday Village è la location perfetta per l’Orto dei 5 sensi. L’iniziativa, ideata dal team di animazione Samarcanda e novità della stagione 2026, coinvolge i bambini più piccoli attraverso un percorso di 5 isole sensoriali. Dall’isola della vista dedicata ai colori di fiori, frutti e foglie, a quella dell’udito per ascoltare il suono del vento e dell’acqua, per imparare a distinguere i versi degli uccelli e degli altri piccoli animali. E ancora l’isola dell’olfatto dedicata a menta, basilico, lavanda e altre erbe aromatiche, l’isola del gusto per assaggiare e degustare consapevolmente i frutti della natura, l’isola del tatto per sentire tra le proprie mani le diverse consistenze di terra, semi, bucce. Ogni isola è l’occasione per diventare creativi e dare vita a qualcosa di concreto: disegni, collage, strumenti musicali naturali, sacchettini profumati, fino alla vera e propria semina.
Anche quest’estate non mancherà la simpatica mascotte Sunny, protagonista, tra le altre cose, della grande Caccia al tesoro che ha come tema il viaggio. Destinato a diventare l’evento più atteso dai bambini è il Sunny Party, l’appuntamento che ogni settimana richiama i piccoli ospiti e le loro famiglie in un momento di incontro, animazione e svago. Il teatro ospiterà musica, baby dance e giochi, che oltre a divertire, diventano un’opportunità per conoscersi e stringere nuove amicizie, da ritrovare magari anche la prossima estate. Infine, arriva il Kids Yoga, un modo originale, divertente e salutare per iniziare la giornata con un po’ di sano movimento, naturalmente adattato alla tenera età dei partecipanti.
Sfide in piscina, gare musicali e Party Flow
Barricata Holiday Village ha pensato anche ai ragazzini più grandi e agli adolescenti in vacanza con i genitori. Il team di animazione di Samarcanda ha messo a punto per loro un programma specifico che risponde in particolare alle esigenze relazionali di questa età.
I ragazzini possono contare sulle attività del Teen Club, dai giochi di ruolo come il Detective Mistery Hunt, alle sfide in piscina con Aqua Challenge, fino alle gare fisiche sulla sabbia tipo Survivor Beach per farli sentire davvero grandi!
Junior Club per gli adolescenti che si sfidano in gare musicali a squadre con tanto di costumi e Party Glow organizzato direttamente dai ragazzi, con musica, luci e cocktail analcolici. Interessante anche il Social Factory, un laboratorio per creare reel e short video del villaggio.
Esclusività e lusso nelle tende del glamping
È ciò che più caratterizza Barricata Holiday Village: il glamping, tende di ultima generazione immerse nella natura e complete di tutti i comfort, con spazi generosi, tecnologia innovativa, arredi raffinati. È qui che la libertà del campeggio incontra il glamour. Tra le ultime tende nate, giusto l’estate scorsa: le Safari, country suite disponibile nelle due versioni Loft e Deluxe, e le Boutique, dai toni caldi che richiamano l’Africa. Si tratta in entrambi i casi di lodge di lusso, dotati di un grande openspace con vani distinti da eleganti tendaggi divisori tra le camere e la zona giorno.
Dal 14 al 17 maggio il costo di 3 notti in tenda glamping parte da 195 euro; mentre dal 7 al 14 giugno una settimana in tenda glamping da 470 euro.

Comfort e spazi extra large in mobil home
Camere da letto con materassi ad alto comfort, bagni spaziosi e doccia con soffione a pioggia, cucina hi-tech dotata dei migliori elettrodomestici, eleganti terrazze arredate. Sono alcune delle caratteristiche delle mobil home di Barricata Holiday Village. Numerose sono le tipologie a disposizione, da scegliere a seconda ad esempio della posizione, più defilata o a due passi dalla spiaggia, con vista sul parco acquatico o comoda agli spazi dedicati allo sport. Anche le dimensioni variano molto, da minimo 4 persone nel Bellagio Small fino ai 9 posti letto delle Saturno 3XL, con una superficie interna di 46 mq e una terrazza di 27 mq. Ad accomunare le diverse soluzioni abitative c’è sicuramente l’ambiente naturale che le circonda, tra vialetti curati e fioriti, piante che assicurano ombra e frescura. E per godersi tutto ciò, un must immancabile è senza dubbio la terrazza, presente in tutte le tipologie di mobil home, attrezzata per godersi pranzo o cena outdoor. Tra le offerte da non perdere, dal 14 al 17 maggio la sistemazione di 3 notti in mobil home a partire da 160 euro per la linea standard, da 300 euro per la linea luxury. Dal 7 al 14 giugno una settimana in mobil home linea standard a partire da 370 euro, in mobil home linea luxury da 790 euro.
Camping, per chi vuole sentirsi libero
Le temperature miti fanno di maggio e giugno i mesi ideali anche per il camping. Una vacanza diversa, a stretto contatto con la natura e nella più completa indipendenza per assaporare libertà e autonomia. Gli spazi garantiscono comfort e una perfetta privacy grazie al recente ampliamento delle piazzole dell’area camping di Barricata Holiday Village. Spazi erbosi, a pochi passi dalla spiaggia, comodi ai servizi del villaggio. Tra gli interventi realizzati l’estate scorsa anche la creazione di innovative tensostrutture semi-ombreggianti e permeabili alla pioggia, integrate con il paesaggio e dal design che richiama la vela. Da non sottovalutare i servizi curati e all’avanguardia, l’area lavanderia attrezzata con lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie. Gli ospiti del camping possono usufruire di offerte davvero vantaggiose, grazie al pacchetto We love camping. Dal 14 al 22 maggio il costo per 2 notti in Piazzola Comfort parte da 54 euro, mentre 7 notti da 189 euro. Per tutto il mese di giugno 2026, invece, il costo di 7 notti in Piazzola Comfort parte da 275 euro, per chi preferisce la più ampia Piazzola Premium XL 7 notti da 280 euro.

Dal 1929 Pagnan Group
Pagnan Group è un’azienda veneta di lunga tradizione, presente nel tessuto imprenditoriale italiano dal 1929, fondata dal Cavaliere del Lavoro Romano Pagnan.
“A sharing value family company” è lo slogan scelto dalla famiglia veneta, che è cresciuta nel tempo senza mai perdere di vista i suoi valori fondanti: il rispetto per le persone, il territorio e l’ambiente, mettendo al centro relazioni, qualità, sostenibilità e benessere della comunità. Il gruppo opera attraverso 3 divisioni: turistica, agricola e immobiliare.
Nel settore turistico è presente con un’offerta diversificata e coerente. Gestisce i villaggi open-air Isaholidays in provincia di Venezia e Rovigo, tra cui Isamar Holiday Village, Barricata Holiday Village e Isaresidence Holiday Resort (8.000posti letto, 700.000 presenze, 50 ettari di estensione globale, oltre 450 dipendenti). Gestisce inoltre l’Hotel Plaza Venice e l’Anda Venice Hostel, entrambi di Venezia. Quest’ultimo è un ostello di ultima generazione che accoglie ogni anno 170.000 giovani provenienti da tutto il mondo, che ha ricevuto nel 2026 il premio come miglior ostello XL in Europa, miglior ostello d’Italia e tra i primi 10 ostelli in Europa (Hostelworld).
Il gruppo possiede nel settore agricolo oltre 20.000 ettari di terra coltivata con agricoltura rigenerativa, distribuiti tra Argentina e Italia (Veneto, Emilia Romagna e Toscana). Il portafoglio immobiliare del gruppo comprende anche un ex zuccherificio in provincia di Rovigo attualmente oggetto di totale recupero; una tenuta agricola di 800 ettari in Toscana (Tenuta Berignone in Val d’Elsa) e un noceto di 25 ettari; una vasta area ex deposito di cereali in provincia di Rovigo (che ospiterà un vasto impianto fotovoltaico); un intero edificio nel centro storico di Padova adibito a uffici e abitazioni; una villa complesso monumentale cinquecentesco alle porte di Padova, attualmente sede di rappresentanza di Kering Eywear Spa.


Info: Pagnan Group,
Barricata Holiday Village
Strada del Mare, 74 Porto Tolle (Ro)
Tel. +39 0426389270
www.villaggiobarricata.com
www.pagnangroup.com
I partner della Casa di Sant’Agata Bolognese accendono il weekend di Lamborghini Arena a Imola
La Lamborghini Arena 2026, in scena il 9-10 maggio all'Autodromo di Imola, si accende grazie ai suoi partner, trasformando il Village in un hub di lifestyle e innovazione. L'evento, unito al Super Trofeo Europa, celebra il brand con esposizioni, esperienze immersive e collaborazioni esclusive, riflettendo l'eccellenza e lo spirito della Casa di Sant'Agata. Dalle attività alle esperienze più immersive, partner e licenziatari renderanno il weekend di Imola ancora più dinamico e coinvolgente.
Lamborghini Arena è ormai alle porte. Il Village di Imola sarà lo spazio in cui il brand si racconta in tutte le sue dimensioni, attraverso le vetture, la community, l’energia del weekend e una selezione di partner e licenziatariselezionati per condividerne i valori. Realtà diverse, accomunate dalla stessa dedizione all’eccellenza, alla creatività e all’attenzione al dettaglio che definisce l’identità di Lamborghini, e che contribuiranno a rendere il Village ancora più vivo attraverso attività pensate per offrire ai visitatori momenti di svago e intrattenimento.
Ad accogliere il pubblico sarà Bridgestone, Official Partner di Lamborghini Arena 2026, con una presenza diffusa all’interno dell’evento che metterà in mostra quattro pneumatici sviluppati specificamente per Lamborghini: Potenza Sport, Potenza Race, Blizzak LM005 e Dueler All- Terrain AT002. I visitatori potranno inoltre mettersi alla prova sui simulatori di guida, con premi riservati ai giri più veloci del weekend. A completare l’esperienza, il Bridgestone Tyre Shop, dove i clienti avranno la possibilità di montare sulla propria vettura pneumatici Potenza Sport dedicati, progettati per esaltare le performance della gamma Lamborghini.
Arena avrà un’anima sportiva anche grazie a Babolat che porterà un campo da padel con momenti di coinvolgimento attivo, insieme a una prima anticipazione della prossima evoluzione della collaborazione con Lamborghini. Macron invece sarà presente con uno spazio dedicato alle collezioni di abbigliamento sviluppate insieme al brand.
Creatività, artigianalità e attenzione al dettaglio animeranno un’altra parte del Village. Tod’s porterà a Imola l’eccellenza italiana: uno dei suoi maestri artigiani sarà presente per mostrare le fasi di realizzazione dal vivo del Gommino, celebrando il valore del fatto a mano e dell’unicità. 24Bottles proporrà il format 24Lab Live, con attività artistiche e di personalizzazione per adulti e bambini. Mattel, con Hot Wheels, porterà nel Village una presenza dal carattere intergenerazionale, con una pista dedicata ai più piccoli e l’anteprima della nuova Lamborghini Temerario RC in scala 1:64. Pensato per collezionisti, il modello presenta una livrea esclusiva firmata da Mitja Borkert, che sarà possibile scoprire anche in versione reale. L’edizione limitata sarà disponibile dall’11 maggio. Il Village sarà anche uno spazio da vivere attraverso i sensi. Sonus faber porterà ad Imola un booth immersivo dedicato al suono, articolato in una lounge esperienziale dove sarà possibile scoprire l’expertise e l’artigianalità dei maestri del suono, oltre a vivere momenti di sound exeperience esclusivi pensati per valorizzare il sistema Il Cremonese Ex3me – Automobili
Lamborghini Edition e i sistemi audio sviluppati per Revuelto e Temerario. A contribuire a questa dimensione di accoglienza e convivialità sarà inoltre Lavazza, presente sia nelle aree pubbliche con un Airstream coffee truck, sia nelle hospitality con una proposta dedicata, arricchita da una coffee list specifica e da momenti come Taste the Fuel, pensati per accompagnare alcune pause.
Informazioni per i media dell’esperienza Arena
L’esperienza sarà infine elevata da un ambiente sonoro costruito attraverso la musica di Technics e l’utilizzo del giradischi realizzato in collaborazione con Lamborghini.
Ad arricchire il village di Lamborghini Arena figurano inoltre partner dedicati al benessere e alla cura della persona, pronti a offrire momenti esclusivi ai visitatori. 02H proporrà un’esperienza di rigenerazione immediata grazie alla possibilità di testare la criocamera, ideale per un break energizzante durante l’evento. OWAY in parallelo metterà a disposizione un servizio dedicato allo styling e consentirà di scoprire la propria linea di prodotti agri cosmetici. Tra le esperienze che arricchiranno il weekend ci sarà Vesaro, con i simulatori premium sviluppati in collaborazione con Lamborghini ed equipaggiati con volanti Moza Racing. Pensati per offrire un’esperienza di guida immersiva e ad alto contenuto tecnologico, saranno disponibili nell’hospitality dell’evento per sessioni di test dedicate, mentre ulteriori postazioni saranno accessibili anche presso il Museo, ampliando così le occasioni di contatto con il brand in chiave interattiva. In questo racconto troverà spazio anche Ducati che porterà al Village velocità, adrenalina e racing DNA attraverso i test ride della gamma, aggiungendo al racconto un ulteriore richiamo alla cultura motoristica italiana e alla comune passione per la performance che unisce i due brand. Pirelli sarà invece presente con un allestimento ispirato a Urus SE e a Essenza SCV12. A disposizione del pubblico un esperto di prodotto e un’attività interattiva dove i visitatori potranno mettere alla prova la rapidità dei loro riflessi. Infine, il percorso si aprirà a una riflessione più ampia sul rapporto tra creatività e sostenibilità. In questa direzione si inserisce il Gruppo Hera, che con il suo progetto artistico SCART porterà al Village i Super Robot paladini dell’ambiente realizzati con materiali di scarto provenienti delle linee produttive della Casa di Sant’Agata Bolognese. Un’installazione che non si limita a stupire, ma invita il pubblico a entrare in contatto con il progetto attraverso momenti di incontro e attività dedicate, aggiungendo all’esperienza del Village una dimensione culturale e educativa. Partner diversi, un unico filo conduttore. Ad Imola, il Lamborghini Arena Village è il luogo in cui il mondo del brand si rivela in tutta la sua ampiezza.

- Esperienze Immersive: Il Village ospita attività che vanno oltre l'automotive, creando un ecosistema dinamico tra tecnologia, lusso e motorsport.
- Brand Experience: I partner e licenziatari selezionati mostrano prodotti che integrano design e materiali ispirati alle vetture Lamborghini.
- Eccellenza e Lifestyle: Tra i protagonisti, collaborazioni nel campo delle prestazioni e dello stile, come le racchette da padel sviluppate con Babolat.
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Quando la pizza diventò impresa, comunità e riscatto sociale: l’incredibile storia di Luigi Giordano
Reportage da Tramonti, viaggio nel mondo dell’uomo che - molto prima dei franchising - aveva già rivoluzionato la pizza italiana:
“Non è solo una storia di pizza. È una storia di visione, comunità e ingegno.”
di Gianluigi Veronesi
Arrivare a Tramonti, scendendo dal Nord Italia, non significa semplicemente fare tanti chilometri. È un passaggio, in realtà. Quasi una trasformazione lenta, progressiva, che avviene mentre il paesaggio cambia e, insieme al paesaggio, cambia anche il tuo modo di guardare le cose. Dopo aver attraversato Napoli si comincia a salire verso la montagna. Le strade si restringono, le curve si moltiplicano, l’aria diventa più fresca, più ruvida, quasi più vera. I rumori si abbassano lentamente, il traffico resta lontano, e ad un certo punto ti accorgi che stai entrando in un luogo che il tempo non ha semplicemente conservato: lo ha protetto.
Esempio di un forno sociale della zona di Tramonti - credit Comune di Tramonti
Perché qui, a Tramonti, le mode non hanno modellato il territorio. Non lo hanno nemmeno sfiorato davvero. Così come non hanno nemmeno sfiorato le persone. Quassù resistono ancora parole che altrove vengono usate solo nei convegni o nelle campagne pubblicitarie: autenticità, sacrificio, coerenza, appartenenza, fatica. Ma qui non sono slogan. Sono materia quotidiana. Sono il carattere stesso delle persone. E infatti nessuno cerca di venderti una narrazione costruita. Nessuno recita una parte. Al contrario, tutti sembrano animati dal desiderio sincero di accompagnarti dentro l’anima autentica di questo territorio montano, disseminato tra tredici frazioni che si rincorrono tra boschi, vigneti, castagneti e vallate, custodendo storie di privazioni, emigrazione, lavoro durissimo e intuizioni straordinarie.
Storie come quella di Luigi Giordano, l’uomo che molti decenni fa diede vita, senza nemmeno saperlo, a quello che con simpatia mi viene da definire il “proto-franchising” della pizza italiana. Tramonti è una terra difficile. E questa difficoltà la percepisci subito. Fa quasi impressione pensare che, laggiù, a pochi chilometri in linea d’aria, esista la Costiera Amalfitana delle cartoline, degli yacht, degli hotel di lusso e del turismo internazionale. Qui invece, tra i seicento e i settecento metri d’altitudine, il paesaggio cambia radicalmente. Cambia il ritmo della vita. Cambia perfino la mentalità delle persone. Mi trovo in mezzo a uomini che non hanno frequentato master universitari o business school patinate, ma che hanno imparato il mestiere nei forni sociali, nelle stalle, nei caseifici, nelle vigne e dentro comunità dove il lavoro non era teoria ma sopravvivenza quotidiana. Qui il sapere passava di mano in mano, di padre in figlio, di famiglia in famiglia, passava tra le contrade e si diffondeva nelle frazioni, passando anche per campagne, vigneti, fazzoletti di terra terrazzati e forni comuni.
Raccolgo voci. Ascolto racconti.
Osservo gesti antichi che ancora sopravvivono senza bisogno di essere esibiti. E lentamente comprendo che a Tramonti la pizza non è mai stata soltanto pizza. È stata riscatto sociale, organizzazione economica, migrazione, identità culturale.
Tra tutti i nomi che emergono durante questo viaggio, uno ritorna continuamente con una forza diversa dagli altri. Non è necessariamente il più citato. È il più riconosciuto. Il nome che affiora quasi inevitabilmente ogni volta che si parla delle origini, delle partenze verso il Nord, delle prime pizzerie aperte lontano dalla Campania, delle famiglie tramontane che costruirono fortuna e lavoro fuori dalla propria terra. Luigi Giordano. La cosa più sorprendente qui, è che nessuno sente davvero il bisogno di introdurlo. Perché qui il nome di Luigi Giordano non appartiene soltanto alla memoria imprenditoriale del territorio. Appartiene alla memoria collettiva. È uno di quei nomi che sembrano già presenti nell’aria prima ancora di essere pronunciati.
A raccontarne la storia con particolare partecipazione è anche il vicesindaco di Tramonti, Vincenzo Savino, che ne parla non con il distacco istituzionale di chi espone una semplice vicenda amministrativa o storica, ma con il trasporto emotivo di chi sente di raccontare un uomo che appartiene profondamente all’identità stessa della comunità. Lo ascolto mentre ricostruisce episodi, intuizioni, partenze, sacrifici, dettagli, luoghi e nomi con una partecipazione quasi viscerale. Non c’è retorica nelle sue parole. Non c’è costruzione artificiale del racconto. C’è memoria viva. E mentre parla, comprendo definitivamente una cosa: la storia di Luigi Giordano non è soltanto la storia di un imprenditore della pizza. È la storia di come una piccola comunità montana sia riuscita, attraverso il lavoro, l’ingegno e il senso di appartenenza, a portare un pezzo di sé nel Nord Italia senza mai perdere la propria anima.
“Parlare di Luigi Giordano significa parlare di un personaggio straordinario”- racconta Savino, quasi rallentando il ritmo della voce - “Perché è uno di quei nomi che si fanno spazio da soli. Dietro non c’è soltanto una persona. C’è un’origine”.
Ed è vero. Più ascolti, più ti rendi conto che non sei davanti semplicemente alla biografia di un uomo. Sei davanti alla nascita di un sistema, un modello umano ed economico che, senza alcuna teoria scritta, finirà per anticipare dinamiche che oggi studieremmo nei corsi di management.
Per capire davvero la portata della figura di Luigi Giordano bisogna tornare indietro nel tempo, nell’Italia del dopoguerra. Un Paese ancora ferito, che cerca faticosamente di rialzarsi tra macerie, scarsità e ricostruzione. È un’Italia povera, concreta, dura. Un’Italia in cui nulla può essere sprecato. Ed è proprio in questo contesto che emerge la figura di Luigi Giordano.
“Non era un teorico, non era un accademico” - continua Savino - “Era un uomo pratico. Uno di quegli uomini immersi nella concretezza assoluta del lavoro quotidiano, ma capaci di vedere opportunità dove altri vedevano soltanto problemi”.
Giordano gestisce un caseificio. E come accade spesso in quegli anni, il vero problema non è produrre, ma vendere. Il prodotto invenduto rischia di diventare un peso economico insostenibile. Uno spreco quasi intollerabile in un’Italia che ancora conosce bene la fame e i sacrifici. Ed è esattamente lì che nasce l’intuizione. Una frase semplice. Brutale nella sua essenzialità. Eppure destinata a cambiare tutto.
“Quello che non vendo, lo trasformo”.
Dentro questa frase c’è già tutta la visione di Luigi Giordano. È qui che prende forma una delle intuizioni più rivoluzionarie della ristorazione moderna: la pizza da asporto. Non la pizza come fenomeno glamour o gastronomico, ma come risposta concreta ad un bisogno reale. Un prodotto semplice, accessibile, facilmente consumabile, perfetto per una società italiana che sta lentamente cambiando ritmo, abitudini e stile di vita. Ma l’intuizione, da sola, non basta mai. Serve la capacità di trasformarla in modello. Savino entra nel merito: “La prima pizzeria di Giordano nasce a Oleggio, vicino a una caserma militare” - prosegue Savino - “E non è una scelta casuale. È una scelta lucidissima. Dove c’è movimento, dove c’è passaggio continuo di persone, dove esistono flussi costanti, lì esiste domanda”.
Oggi questo principio appare quasi ovvio. Ma negli anni cinquanta non lo era affatto. E invece Luigi Giordano lo comprende con straordinario anticipo. Le sue pizze al taglio iniziano ad avere un successo immediato. Il modello funziona. Ma soprattutto, il modello è replicabile. Ed è proprio qui che Luigi Giordano compie il vero salto di qualità.
“Non si limita ad aprire pizzerie” - sottolinea Savino - “ma Costruisce un sistema, forma persone. Trasmette competenze. Affida gestione e responsabilità mantenendo però un controllo preciso della filiera e dell’identità del progetto. In un’epoca in cui il concetto stesso di rete organizzata è ancora embrionale, Luigi Giordano dà vita a qualcosa che oggi definiremmo senza esitazioni un proto-franchising”.
Ma sarebbe quasi riduttivo chiamarlo così. Perché qui non esistono manuali operativi, ma intuizione, pragmatismo, fiducia reciproca e senso di comunità.
Nasce così anche un nome destinato a diventare simbolico: Marechiaro. Un nome evocativo, profondamente identitario, capace di portare con sé tutto un immaginario napoletano fatto di mare, umanità, calore e appartenenza. Marechiaro non è semplicemente un’insegna commerciale. È un richiamo culturale. È quasi una bandiera. Savino prosegue il racconto: “Le pizzerie iniziano a moltiplicarsi: Oleggio, Casale Monferrato, Pordenone e molte altre realtà del Nord Italia. Ma nulla avviene casualmente. Ogni apertura sembra seguire una logica precisa: vicinanza
ai flussi, alle aree produttive, ai luoghi di passaggio, alle nuove geografie del lavoro italiano. È una crescita coerente, ordinata, sorprendentemente moderna. Tra gli anni cinquanta e settanta, ciò che era nato come soluzione a un problema produttivo si trasforma progressivamente in un fenomeno sociale. Oltre sessanta pizzerie, famiglie che si trasferiscono dal Sud al Nord, comunità che si ricompongono attorno ad un mestiere, identità che si spostano senza dissolversi. E c’è un dato che racconta tutto meglio di qualsiasi analisi sociologica: oltre il novanta per cento dei pizzaioli coinvolti in questa rete proviene da Tramonti. Non è una coincidenza. È un sistema culturale che si trasferisce, si replica, si rafforza. È la dimostrazione concreta che quando un territorio genera competenze autentiche, quelle competenze diventano patrimonio esportabile. Nacque così una rete umana ed economica impressionante” - prosegue Savino - “Una rete costruita non sui contratti, ma sulla fiducia. I compaesani che partivano verso il Nord non trovavano soltanto lavoro. Trovavano una comunità che li accoglieva, una struttura che li sosteneva, un sistema che permetteva loro di crescere”.
Qui la storia supera i confini della semplice ristorazione. Perché quei locali aperti nel Nord Italia non erano soltanto attività commerciali. Savino prosegue il racconto con voce quasi rotta: “Erano pezzi di Tramonti trapiantati nell’Italia industriale. Bisognerebbe quasi immaginarseli, quegli uomini. Partono dalla Costiera Amalfitana e si ritrovano improvvisamente immersi nella nebbia piemontese, nelle periferie lombarde, nei ritmi durissimi delle fabbriche del Nord degli anni cinquanta e sessanta. Molti lavorano fino a notte fonda. Dormono poco. Affrontano inverni rigidissimi lontani dal mare, dal sole e dalle montagne della loro terra. Eppure dentro quei locali portano qualcosa che va molto oltre il cibo: convivialità, profumo del fior di latte, portano impasti, vino, dialetti, umanità, gesti antichi, ortano il Mediterraneo dentro l’Italia operaia. In questo scenario che il fenomeno Marechiaro si consolida e si diffonde sempre di più. Non soltanto come rete commerciale, ma come simbolo identitario dei tramontani emigrati al Nord…tutto nasce dall’intelligenza pratica di un uomo con la terza elementare”.
Un dettaglio che oggi assume quasi una forza narrativa disarmante. Perché siamo abituati a pensare che il successo debba necessariamente passare attraverso business school, strategie sofisticate, linguaggi manageriali e modelli teorici complessi. La storia di Luigi Giordano racconta invece qualcosa di completamente diverso. Racconta l’esistenza di un’intelligenza popolare italiana capace di leggere il mercato in modo naturale, quasi istintivo. Una forma di imprenditoria profondamente umana. Giordano non sfruttava: formava. Non tratteneva: promuoveva. Non costruiva soltanto aziende: costruiva persone.
Un modello fondato sulla fiducia. Non sull’individualismo, ma sulla crescita collettiva. Ed è forse proprio questo il motivo per cui ancora oggi, a Tramonti, il suo nome continua ad essere pronunciato con rispetto autentico. Sono molti gli imprenditori che costruiscono aziende. Molto meno numerosi, invece, quelli che riescono a lasciare memoria.
Luigi Giordano, in questo contesto, non è solo un imprenditore. È un catalizzatore. Un uomo capace di trasformare una risorsa locale in un modello diffuso, anticipando logiche che oggi diamo per scontate, ma che allora erano pura avanguardia operativa.
Oggi lui non c’è più. Ma la sua visione sì.
La storica Pizzeria Marechiaro esiste ancora, viva, concreta, gestita dalla terza generazione. Non come reliquia, ma come attività reale, quotidiana, operativa. La sua storia è stata anche raccontata nel libro “L’uomo delle pizzerie”, ma la verità è che non ha bisogno di essere celebrata per continuare a esistere. È già scritta nei fatti. E allora, tornando a camminare tra questi luoghi, tra le voci raccolte, tra i racconti che si intrecciano, tutto diventa più chiaro. Tramonti non è solo un luogo geografico. È un’identità produttiva, culturale, sociale. Un sistema che ha saputo generare valore e diffonderlo ben oltre i propri confini. E al centro di questo sistema, ancora oggi, c’è lui. Luigi Giordano. Non come figura da commemorare, ma come origine concreta di un modello che ha attraversato il tempo.
PIZZACADEMY: QUANDO LE SCUOLE DELLA PIZZA SI INCONTRANO AI MONTI DI TRAMONTI
Uno degli aspetti più interessanti emersi durante questo viaggio-reportage a Tramonti riguarda la volontà, da parte dell’Associazione Pizza Tramonti e del territorio stesso, di trasformare la pizza non in terreno di competizione, ma in strumento di dialogo culturale e confronto professionale. Ed è esattamente questo lo spirito che ha animato la recente edizione della “PizzAcademy”, svoltasi il 21 aprile 2026 presso la storica pizzeria “Al Valico di Chiunzi”, luogo simbolico sospeso tra i Monti Lattari e la Costiera Amalfitana, quasi crocevia naturale tra mondi diversi. La vera forza dell’iniziativa non è stata soltanto celebrativa. Anzi. L’elemento più intelligente e moderno è stato probabilmente un altro: la volontà di mettere attorno allo stesso tavolo, allo stesso forno e allo stesso banco di lavoro una ventina di pizzaioli provenienti da differenti scuole italiane della pizza. Non soltanto maestri tramontini, dunque. Ma interpreti della scuola napoletana tradizionale, della contemporanea casertana, della romana, della salernitana e di altre importanti correnti dell’arte bianca italiana, eccoli di seguito, con il nome della loro pizzeria e il nome della pizza che hanno presentato in occasione della giornata di studio e confronto:
Robertino Cupo (Pizzeria Robertino Cupo, Palomonte, https://www.facebook.com/p/Robertino-Cupo-Pizza ), ha presentato la pizza “Coast to Coast” . Ingredienti principali: bufala del Cilento, carpaccio affumicato di tonno rosso, carciofi di Paestum, provola affumicata, bottarga, limone Amalfi, olio EVO;
Simone De Gregorio (La Bolla, Caserta, https://www.labollacaserta.it/ ) – ha presentato la pizza “Sentiero delle Formichelle”. Ingredienti caratterizzanti: ricotta di bufala, limone, acciughe, provola;
Jessica De Vivo (Napoli, https://www.instagram.com/jessica_de_vivo_/ ) ha presentato la pizza “Pizza al profumo di Costiera”: tonno rosso, pomodori gialli e rossi, provola, polvere di olive, basilico;
Carlo Fiamma (Amalfi, Pizzeria “Pizza e Cantina”, https://carlofiammapizzaecantina.it/ ) – ha presentato “A modo mio”: crema di pomodorino giallo, tonno rosso, cipolla caramellata, mollica fritta al limone, sfusato amalfitano;
Francesco Giordano (Ristorante Pizzeria Serenella, Brescia, https://www.facebook.com/Pizzeria.Serenella.Brescia/ ) – Ha presentato la “Pizza Peschiera”: multicereali con semi di finocchio, mozzarella doppia consistenza, insalata, olive, limone, noci, pomodori, riduzione al Tintore;
Vittorio Giordano (Pizzeria Giordano, Biella, https://ristorantepizzeriagiordano.it/) – Ha presentato la pizza “Tonno e dolcezza”: bianca con pomodorini, fior di latte, tonno, composta di cipolla rossa;
Vittorio & Graziano Giordano (Pizzeria ristorante Al Valico, Tramonti, https://www.ristorantealvalicodichiunzi.it/ ) hanno presentato una particolare pizza al metro, visto che questa è proprio la loro specialità. L’hanno chiamata “La Tramontana”: pizza al metro con salame e funghi chiodini al limone, guanciale, patate e provola;
Giuseppe Imperato (Pizzeria Il Porticciolo a Maiori) – ha presentato “Oro d’autunno”: fior di latte, castagne, pancetta, miele di castagno, finocchietto;
Roberto Luise (Robbbertone Pizza, Valmontone, https://robbbertonepizza.it/) – “Pala alla Papa”: zucchine alla romanesca, stracciata, alici, bottarga;
Vincenzo Amato (Revive Pizza & Bar, Pontedera, https://www.facebook.com/VincenzoAmatoChef/ ) ha presentato la pizza “La mia Tramonti”: pomodoro pelato, alici di Cetara, capperi, origano, olio EVO;
Giovanni Mandara (Piccola Piedigrotta, Reggio Emilia, https://www.piccolapiedigrotta.com/) ha presentato la pizza “Pizza Sudde”, questi gli ingredienti caratterizzanti: fior di latte, caciocavallo, salsiccia al finocchietto, polvere di olive;
Alfonso Simeone (Agriturismo Il Frescale, Tramonti, Via Fiscale, 84010 Tramonti, Telefono: 089 876317, https://www.facebook.com/ilfrescale/ ) ha presentato la pizza “L’invidia tra mare e monti”: crema di pecorino, provola, scarola, olive, acciughe, pinoli, limone, olio EVO;
David Vaccaro (Agriturismo Da Regina, Tramonti, https://www.agriturismodaregina.com/) ha presentato la “Pizza Regina”: crema di fave, provola, stracotto al Tintore, chips di pecorino;
Francesco Ferrara (pizzeria Bella Napoli, Vigevano, https://www.bellanapolivigevano.it/) ha presentato la “Tramonti 2.0”: provola affumicata, pomodorini confit, acciughe di Cetara, uovo marinato, confettura di limone;
Antonio Vuolo (Pizzeria Gran Morane https://www.facebook.com/ristorantegranmorareincontradaofficial/?locale=it_IT , Pizzeria Tramonti Indirizzo: Via Pietro Giardini, 333, 41124 Modena Telefono: 059 482 2872 https://www.instagram.com/popular/pizzeria-tramonti-modena/) ha presentato la pizza “La francescana”: base bianca, fior di latte, pomodori gialli e rossi, acciughe, limone, basilico;
Simone De Gregorio (fuoriprogramma) giovane e preparatissimo pizzaiolo casertano, ha presentato una pizza dolce, ovvero “Pizza dolce di mela annurca”. Pizzeria La Bolla, Caserta, www.labollacaserta.it
In un mondo spesso attraversato da personalismi, rivalità e contrapposizioni ideologiche tra “scuole” e tendenze, Tramonti ha invece scelto la strada della condivisione, del confronto tecnico e della contaminazione culturale. Sicuramente Luigi Giordano avrebbe voluto così Ma di tutto questo parleremo presto in modo più approfondito sempre sulle pagine di degusta.it

L’UOMO DELLE PIZZERIE
(Amelia Giordano - Edizioni Astragalo, Novara, 2023 - pagg. 140)
Un uomo partito "con la valigia di cartone" da Tramonti e diventato il primo "imprenditore" del business della pizza non solo a livello nazionale ma addirittura mondiale. La storia di un'Italia da ricostruire dopo la Guerra e della formidabile capacità di inventiva di una intera famiglia che con coraggio, passione e sacrificio lascia la sua terra d'origine e si trasferisce nel freddo e distaccato "Nord" alla ricerca di fortuna. Prima Milano, poi Oleggio e poi Novara. La storia di un ragazzo come tanti ma che con la propria fulgida visione imprenditoriale in quei tempi in cui tutto era ancora da inventare diventerà il primo "imprenditore" del business della pizza. La Storia di Luigi Giordano insegna che nessun sogno è mai troppo grande.
Biografia: Amelia Giordano è una dei figli di Luigi Giordano. Ha lavorato per tuttala vita nell'impresa di famiglia, portando avanti, con la medesima determinazione, le tradizioni ereditate dal papà.
Contatti: Gabriella De Paoli, Edizioni ASTRAGALO redazione@edizioniastragalo.it

(a cura di Gianluigi Veronesi)
A Tramonti il latte continua a trasformarsi in memoria gastronomica del territorio...
Al Valico di Chiunzi, dove il fior di latte racconta ancora la montagna
Viaggio nel piccolo Caseificio Al Valico, nel cuore dei Monti Lattari: un presidio silenzioso della cultura casearia di Tramonti (SA) dove, fra
lavorazioni artigianali, Fior di Latte, provole affumicate e antichi saperi contadini, sopravvive ancora l’anima più autentica della montagna campana
di Gianluigi Veronesi
Tra i molti richiami che hanno acceso la mia curiosità e mi hanno spinto a raggiungere l’areale di Tramonti il, nel cuore della provincia di Salerno, ce n’è stato uno più potente e suggestivo degli altri: il nome Monti Lattari. Un nome antico, evocativo, quasi poetico, che sembra profumare immediatamente di latte, di stalle, di pascoli e di caseifici di montagna. “Lattari”. Monti del latte. Monti che, da secoli, nutrono uomini, famiglie e territori.
Più approfondivo la storia di queste montagne e più capivo che quella suggestione iniziale non era affatto casuale. Il nome stesso dei Monti Lattari racconta infatti l’identità profonda di questo territorio. Per secoli queste alture hanno vissuto di allevamento bovino, transumanze, pascoli e produzione lattiero-casearia, molto prima che arrivassero il turismo internazionale, la narrazione glamour della Costiera Amalfitana o le moderne mode gastronomiche legate alla pizza gourmet.
Qui il latte non ha mai rappresentato semplicemente una materia prima. È stato economia rurale, sostentamento quotidiano, cultura contadina e identità sociale. Fra boschi, valloni, sentieri e strade percorse per generazioni da allevatori e contadini, sono nate famiglie di casari che hanno trasformato il latte in Fior di Latte, provole affumicate, ricotte, trecce e caciocavalli, costruendo nel tempo una delle più straordinarie tradizioni lattiero-casearie del Mezzogiorno italiano.
Per capire davvero Tramonti bisogna partire dal latte

È da qui che bisogna partire. Per comprendere davvero l’anima profonda di Tramonti, della sua civiltà contadina e persino della straordinaria epopea dei pizzaioli che da queste montagne partirono per conquistare il Nord Italia, bisogna fermarsi un momento e guardare i Monti Lattari. Non soltanto osservarli, ma ascoltarli. Proprio fra questi monti, salendo verso il Valico di Chiunzi, ho deciso di fermarmi in un piccolo caseificio di montagna che apparentemente potrebbe sembrare soltanto una semplice attività artigianale, ma che in realtà custodisce un frammento prezioso della memoria gastronomica di questo territorio: il Caseificio Al Valico. Bisogna arrivarci lentamente, senza fretta. La strada che sale verso Chiunzi sembra infatti voler preparare il visitatore a un cambio di ritmo. Si lasciano alle spalle il traffico, il rumore e la velocità nervosa della costa per immergersi progressivamente in un paesaggio più antico, quasi sospeso. Qui i Monti Lattari respirano ancora attraverso castagneti, terrazzamenti, vigne, piccoli orti e stalle.
Ed è proprio in questo scenario che si incontra il Caseificio Al Valico, storica attività della famiglia Campanile. Non stiamo parlando di un grande marchio industriale, né di una struttura costruita per stupire il turista con il marketing dell’autenticità. Al contrario. Il fascino di questo luogo nasce proprio dalla sua normalità quotidiana, dalla semplicità con cui, da decenni, qui si continua a fare ciò che in questi territori si è sempre fatto: trasformare il latte in prodotti gastronomici profondamente legati alla montagna. L’attività ebbe origine negli anni cinquanta ed è oggi portata avanti dalla terza generazione della famiglia Campanile. Entrando nel caseificio si percepisce immediatamente quella dimensione artigianale che molti cercano di imitare senza riuscirci davvero. Qui il tempo sembra avere ancora un rapporto diretto con i processi produttivi. Il Fior di Latte nasce da gesti ripetuti migliaia di volte, da mani che conoscono la pasta filata e da occhi capaci di capire consistenze e temperature senza bisogno di sofisticazioni inutili.
La produzione comprende Fior di Latte, provola affumicata, ricotta fresca, bocconcini, trecce, caciocavalli, primo sale e altri latticini della tradizione campana. Tutto parla il linguaggio dei Monti Lattari. Tutto conserva una coerenza territoriale oggi sempre più rara.
Anche la posizione geografica racconta qualcosa di profondo. Il Valico di Chiunzi non è soltanto un punto panoramico o un luogo di passaggio. Storicamente ha rappresentato una porta naturale fra la Costiera Amalfitana e l’Agro Nocerino-Sarnese. Per secoli uomini, muli, merci, vino, castagne e prodotti agricoli sono transitati da queste strade, facendo incontrare mondi diversi: il mare e la montagna, i pescatori e i contadini, i commercianti e i pastori.
E ancora oggi, in qualche modo, il piccolo caseificio continua a custodire questa funzione di collegamento fra territori, tradizioni e persone. Non stupisce quindi che venga spesso inserito nei percorsi dedicati al turismo esperienziale e gastronomico di Tramonti. Chi arriva quassù non cerca soltanto un prodotto da acquistare. Cerca un’autenticità che altrove sembra essersi perduta. Osservare la pasta filata che prende forma fra le mani di Antonio Campanile, titolare del caseificio insieme al figlio Salvatore, ascoltare le sue spiegazioni mentre “mozza” il Fior di Latte o intreccia trecce perfette, sentire il profumo della provola affumicata e raccogliere i racconti delle famiglie del posto significa entrare dentro una narrazione molto più ampia della semplice produzione casearia.
Chi attraversa i Monti Lattari e raggiunge il Valico di Chiunzi non dovrebbe limitarsi a fotografare il panorama della Costiera dall’alto. Dovrebbe fermarsi in questo piccolo caseificio, parlare con chi ogni giorno lavora il latte e portarsi via almeno un frammento di questa montagna. Perché acquistare un Fior di Latte del Caseificio Al Valico, una provola affumicata o una ricotta fresca prodotta quassù non significa semplicemente comprare un alimento. Significa portare sulla propria tavola un prodotto nato in uno dei territori più identitari della gastronomia campana, dove naturalità, freschezza quotidiana e tradizione continuano ancora oggi a vivere insieme. E forse è proprio questo il motivo per cui, tornando a valle, il sapore del Fior di Latte — con quella lieve punta di sale e con ancora nelle orecchie le parole di Antonio Campanile — resta nella memoria molto più a lungo del previsto. Perché dentro quel gusto non c’è soltanto latte, ma un intero territorio che continua ostinatamente a vivere attraverso le proprie tradizioni.
I prodotti del Caseificio Al Valico
Il Caseificio Al Valico, situato presso il Valico di Chiunzi nel territorio di Tramonti (SA) realizza una produzione artigianale fortemente legata alla tradizione casearia campana e dei Monti Lattari. La lavorazione si basa prevalentemente sulla trasformazione del latte vaccino in prodotti freschi e a pasta filata, con particolare attenzione alla manualità e alla freschezza quotidiana.
Fra le specialità prodotte figurano:
Fior di Latte di Tramonti. Prodotto simbolo del caseificio e dell’intero territorio tramontino. Caratterizzato da pasta filata morbida, struttura elastica, elevata succosità e profumi lattici
delicati. Storicamente utilizzato anche dai pizzaioli originari di Tramonti emigrati nel Nord Italia.
Provola affumicata. Formaggio a pasta filata sottoposto ad affumicatura tradizionale, dal gusto più intenso e persistente, con note aromatiche che richiamano legno e latte cotto.
Bocconcini di Fior di Latte. Piccole mozzarelle fresche da consumo rapido, apprezzate per delicatezza, freschezza e versatilità gastronomica.
Treccia fresca. Classica lavorazione intrecciata della pasta filata campana, dalla consistenza morbida ed elastica.
Ricotta fresca. Ottenuta dal siero residuo della lavorazione casearia, presenta texture cremosa, gusto dolce e delicato, tipico della ricotta tradizionale artigianale.
Caciocavallo. Formaggio stagionato della tradizione meridionale, a pasta filata compatta, con progressiva evoluzione aromatica durante la maturazione.
Caciotta. Formaggio da tavola semistagionato, dal gusto morbido e rotondo, espressione della tradizione contadina locale.
Primo Sale. Formaggio fresco a breve maturazione, delicato e leggermente sapido, tipico delle produzioni rurali del Sud Italia.
Burro artigianale. Realizzato dalla crema del latte lavorata secondo tecniche tradizionali, con profilo aromatico intenso e naturale.
Identità produttiva
La filosofia produttiva del Caseificio Al Valico si basa su:
- lavorazione artigianale quotidiana;
- filiera territoriale;
- tradizione casearia tramontina;
- valorizzazione del latte locale;
- forte legame con la cultura gastronomica dei Monti Lattari.
Una produzione che continua ancora oggi a rappresentare uno dei tasselli autentici della grande tradizione lattiero-casearia della Costiera Amalfitana e di Tramonti.

Caseificio "Al Valico" di Antonio Campanile
Tramonti - Salerno (Costiera Amalfitana)
Tel. 089 856205
Social: Facebook - Caseificio Al Valico
Instagram - @caseificioalvalicoCaseificio

(Gianluigi Veronesi)
Detroit: un viaggio tra patrimonio iconico e cultura alla scoperta dell’anima autentica della città

Dalla cultura afroamericana ai simboli dell’industria e dalle radici della Motown alla culla della techno, Detroit racconta la sua storia attraverso il suo patrimonio unico negli Stati Uniti. Negli ultimi anni la città capoluogo della contea di Wayne (principale centro dello Stato del Michigan) ha riconquistato l’attenzione internazionale, soprattutto attraverso il suo patrimonio culturale mettendo in mostra così la sua vera identità: dalle icone dell’automobile, ai musei di fama mondiale, passando per una scena musicale che ha plasmato la cultura globale, Detroit propone una finestra diretta sulla vita americana, dove le radici industriali incontrano nuove espressioni creative.
Luoghi storici e istituzioni culturali
Tra i monumenti più iconici della città si trova la Michigan Central Station, una storica stazione ferroviaria in stile Beaux-Arts, rimasta chiusa per decenni e restaurata in modo straordinario da Ford Motor Company, oggi ripensata come campus dedicato all’innovazione, alla mobilità e al coinvolgimento della comunità. Nel cuore della scena artistica cittadina si trova il Detroit Institute of Arts (DIA), uno dei principali musei degli Stati Uniti, che ospita oltre 65.000 opere di diverse epoche e culture. Più che un semplice museo, il DIA rappresenta un vero polo culturale, capace di collegare l’arte internazionale con l’identità locale. Particolarmente significativa è la presenza di opere italiane, tra cui lavori di maestri come Caravaggio, Tintoretto e Modigliani, che evidenziano il legame tra la tradizione artistica europea e il panorama culturale americano.

A breve distanza dal centro, il complesso The Henry Ford racconta la storia dell’ingegno americano attraverso l’Henry Ford Museum of American Innovation — un complesso articolato in tre parti che include Greenfield Village — dove esperienze immersive e ricostruzioni storiche permettono ai visitatori di vivere in prima persona momenti chiave della storia degli Stati Uniti.
Tra gli edifici più iconici della città, il Guardian Building, capolavoro Art Déco del 1929, incarna lo spirito ambizioso di Detroit, con interni caratterizzati da intricati mosaici e motivi ispirati alle culture dei nativi americani.
Cultura afroamericana e diritti civili
Detroit è anche uno dei centri più importanti della cultura afroamericana negli Stati Uniti. Il Charles H. Wright Museum of African American History è tra le principali istituzioni al mondo dedicate alla conservazione e alla valorizzazione della storia e della cultura afroamericana, offrendo esperienze immersive e programmi culturali profondamente radicati nell’identità della città. All’interno del complesso The Henry Ford si trova un altro luogo simbolico: la Jackson House, trasferita da Selma, Alabama, dove Martin Luther King Jr. e altri leader pianificarono le storiche marce per i diritti civili. Oggi rappresenta un punto di riferimento fondamentale per comprendere uno dei capitoli più importanti della storia americana.
Storia dell’automobile: un pilastro culturale
La storia dell’industria automobilistica è parte integrante dell’identità di Detroit. Il Ford Piquette Avenue Plant, costruito nel 1904, è il luogo di nascita della Ford Model T, che rivoluzionò la mobilità. Oggi il sito è conservato come museo, con ambienti originali che raccontano le origini dell’industria automobilistica.
La musica che ha cambiato il mondo: Motown e techno
A Detroit, la musica non è solo intrattenimento, ma una componente essenziale dell’identità cittadina. Qui è nato il sound Motown, che ha influenzato intere generazioni e lanciato artisti come Stevie Wonder e Marvin Gaye sulla scena globale. Il Motown Museum, attualmente in fase di grande ampliamento, riaprirà nel 2027 con nuovi spazi, tra cui un teatro, studi di registrazione e installazioni interattive.

Accanto a questo patrimonio, Detroit è anche la culla della musica techno. Il museo Exhibit 3000, il primo al mondo dedicato a questo genere, racconta la storia di un movimento nato qui negli anni ’80 e oggi influente a livello globale. Ogni primavera, il Movement Electronic Music Festival attira decine di migliaia di visitatori all’Hart Plaza, nel centro di Detroit, consolidando il ruolo della città come capitale mondiale della techno.
Quartieri creativi e comunità culturali
La cultura di Detroit si respira anche nei suoi quartieri. Midtown rappresenta il cuore artistico della città, mentre Eastern Market, uno dei più grandi mercati pubblici storici degli Stati Uniti, è un luogo di incontro per comunità, arte e gastronomia locale. Corktown, il quartiere più antico di Detroit, è diventato una destinazione vivace sia per i visitatori sia per i residenti, con ristoranti rinomati, negozi indipendenti e la recentemente restaurata Michigan Central Station al centro. Ad Hamtramck, uno dei quartieri più multiculturali della regione, convivono tradizioni provenienti da tutto il mondo, offrendo un’esperienza autentica tra cucina, musica e cultura.
Nuovi progetti e visione futura
Detroit continua a evolversi attraverso nuovi sviluppi urbani e culturali. Tra questi Hudson’s Detroit, un nuovo progetto nel cuore della città, e il Cosm Detroit, uno spazio immersivo innovativo dedicato a sport e intrattenimento che combina tecnologia e storytelling. Oggi Detroit si distingue come una destinazione capace di sorprendere i visitatori, dove ogni luogo — dai musei ai quartieri — contribuisce a raccontare una storia di innovazione, cultura e identità.
Visit Detroit è l’organizzazione ufficiale per la promozione turistica della regione composta dalle contee di Wayne, Oakland e Macomb e della città di Detroit, dedicata a valorizzare Detroit come destinazione di livello mondiale per viaggiatori leisure e business. Con l’obiettivo di mettere in luce la cultura dinamica della regione, la sua ricca storia e le sue attrazioni diversificate, Visit Detroit mira a favorire il turismo, la crescita economica e l’orgoglio della comunità. Visit Detroit è stata fondata nel 1896 come primo ufficio convention e visitatori al mondo e rappresenta oggi oltre 900 aziende associate.

VisitDetroit.com
Grazie a "Wine2Stay" il mercato tedesco ama l’enoturismo in Italia
Esperienzialità, autenticità, umanità: sono questi i valori che fanno la differenza nell’accoglienza in cantina secondo Wine2Stay
In un mercato in grande evoluzione, tra scenari internazionali complessi e calo dei consumi, l’enoturismo rappresenta un’interessante opportunità, capace di creare marginalità, ambasciatori a costo zero e liquidità immediata. In particolare, gli enoturisti provenienti dai mercati di lingua tedesca, Germania, Svizzera e Austria, sono un bacino in crescita. A dimostrarlo sono i dati presentati da Susanne Wess, fondatrice di Wine2Stay, piattaforma pensata per l’enoturismo di alta qualità. Ben l’87% acquista il vino in cantina al termine dell’esperienza, il 30% pianifica in anticipo le visite scegliendo con attenzione, il 61% include esperienze che abbinano vino e gastronomia e più del 50% associa l’Italia a vino e cucina. Per chi sceglie un’ospitalità completa, dalla visita alla degustazione fino al pernottamento, la spesa media per persona è di 180 euro. Due le categorie principali individuate, i Best Ager, tra i 45 e i 65 anni, con capacità di spesa buona e l’interesse a cultura, terroir e produzione, e i giovani, tra i 25 e i 45 anni, più interessati all’esperienzialità, alla sostenibilità ambientale e al lifestyle.
Entrambe cercano però autenticità e momenti unici, da ricordare, tanto che le cantine dovranno sempre più essere fornitrici di emozioni, come evidenziato da Domenico Tappero Merlo, produttore e vice direttore del Master in Comunicazione per il Settore Enologico dell’Università Sacro Cuore di Piacenza.

“Per i tedeschi, l’Italia è il paese dei sogni. – Afferma Susanne Wess – Amano il buon cibo, il buon vino e lo stile di vita ma incontrano spesso delle difficoltà per orientarsi nella scelta. Per questo abbiamo fondato Wine2Stay, pensato per fare incontrare le cantine che offrono un’accoglienza qualificata con i potenziali visitatori. Wine2Stay è una App e un sito, collegati con Google Maps, è storytelling, grazie a una redazione che racconta i territori del vino italiano, è Wine Community ed Eventi, è consulenza per le aziende. È la prima piattaforma internazionale dedicata in modo coerente e mirato all’enoturismo con pernottamento, che definisce un modello turistico di alta qualità in cui le cantine non sono semplici luoghi da visitare, ma vere e proprie destinazioni di soggiorno. L’attenzione è rivolta a quelle realtà vitivinicole in cui vino, architettura, gastronomia, paesaggio e ospitalità si fondono in un’esperienza di più giorni, andando ben oltre le classiche degustazioni o le visite giornaliere. Al centro resta l’incontro personale con i produttori. – Conclude la Wess– Attualmente la piattaforma si concentra sull’Italia, uno dei paesi leader dell’enoturismo a livello mondiale, con l’obiettivo di estendersi progressivamente a tutte le principali regioni vitivinicole europee e, in prospettiva, anche a livello globale”.
L’app è disponibile gratuitamente su Apple App Store e Google Play Store.
Apple App Store:
https://apps.apple.com/de/app/wine2stay/id6736354597?l=en-GB
Google Play Store:
https://play.google.com/store/apps/details?id=atjk.ventures.wine2stay&pcampaignid=web_share
Cos’è Wine2Stay?
Wine2Stay è la prima piattaforma internazionale dedicata in modo coerente e mirato all’enoturismo con pernottamento. Wine2Stay definisce un modello turistico di alta qualità in cui le cantine non sono semplici luoghi da visitare, ma vere e proprie destinazioni di soggiorno: con possibilità di alloggio, ristorazione tipica del territorio, spazi per eventi e infrastrutture per meeting e congressi. L’attenzione è rivolta a quelle realtà vitivinicole in cui vino, architettura, gastronomia, paesaggio e ospitalità si fondono in un’esperienza di più giorni, andando ben oltre le classiche degustazioni o le visite giornaliere. Al centro resta l’incontro personale con i produttori. Attualmente la piattaforma si concentra sull’Italia, uno dei paesi leader dell’enoturismo a livello mondiale, con l’obiettivo di estendersi progressivamente a tutte le principali regioni vitivinicole europee e, in prospettiva, anche a livello globale. Infrastruttura digitale per l’enoturismo internazionale Wine2Stay unisce un’app multilingue per dispositivi mobili a un sito web multimediale: insieme costituiscono l’ossatura digitale della piattaforma. L’app e il sito sono attualmente disponibili in inglese, tedesco e italiano; ulteriori lingue sono in fase di pianificazione e l’integrazione di funzionalità di intelligenza artificiale è già prevista. La piattaforma si rivolge principalmente agli appassionati di viaggi del vino, ma risulta interessante anche per operatori professionali dei settori vitivinicolo, turistico ed eventi. Oltre a contenuti editoriali curati, Wine2Stay offre ad esempio link di affiliazione e visibilità per enoteche, distributori ed e-commerce partner.

Regioni, origine e destination branding
La sezione magazine e reportage del sito consente a territori, consorzi e regioni vitivinicole di posizionarsi come destinazioni di enoturismo di alto livello. I contenuti redazionali mettono in luce origine, stile, contesto culturale e infrastrutture turistiche delle singole aree, rafforzandone l’identità e l’attrattività. Wine2Stay è inoltre l’unica piattaforma del settore a porre un forte accento sullo storytelling, inteso come strumento centrale per valorizzare le persone, le storie e l’identità dei territori. Questo approccio è ulteriormente rafforzato dalla collaborazione con alcuni dei più autorevoli esperti del mondo del vino italiano, che contribuiscono con raccomandazioni e contenuti di alto livello qualitativo.
Wine2Stay – la community che unisce gli amanti del vino
Wine2Stay si propone anche come community per gli appassionati di vino, oltre l’esperienza del viaggio. La piattaforma crea uno spazio per condividere il piacere del vino anche a casa, scambiarsi consigli da insider e stringere nuovi contatti. A questo si affiancheranno format ed eventi firmati Wine2Stay, tra cui appuntamenti di “wine dating” e incontri personali con i produttori.
L’enoturismo business come segmento B2B autonomo
Un ulteriore elemento distintivo di Wine2Stay è l’attenzione specifica al business wine tourism. Grazie a funzioni di filtro intelligenti, è possibile individuare cantine adatte a eventi di team building, meeting aziendali o conferenze in contesti esclusivi e non convenzionali.
Curata da competenze – qualità prima della quantità
Al centro di Wine2Stay opera un team di giornalisti specializzati in vino e viaggi, esperti di comunicazione e professionisti del mondo gourmet. Tutte le cantine presenti sulla piattaforma vengono selezionate, verificate e valutate personalmente. Wine2Stay non è volutamente un portale aperto o un semplice elenco, ma una piattaforma di qualità a forte impronta editoriale. Alla selezione delle strutture si affiancano inoltre raccomandazioni enologiche personalizzate.
Su Wine2Stay
Wine2Stay rappresenta qualità certificata, credibilità e una visione internazionale dell’enoturismo moderno – sia leisure che business. La crescita della piattaforma segue un principio chiaro: organico e sostenibile.
L’app è disponibile gratuitamente su Apple App Store e Google Play Store.
Apple App Store:
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Google Play Store:
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Susanne Wess
Veit-Stoß-Straße 5
80687 München
Deutschland
www.wine2stay.com
Primavera in Toscana: appuntamenti che aprono l’accesso a territori meno battuti ed esperienze da scoprire
La bella stagione si rivela tra petali e antiche sfide di balestrieri, cieli stellati e un pizzico di mistero, insolite passeggiate urbane, itinerari in bici e percorsi tra le vigne. La primavera in Toscana non si limita a segnare il ritorno della bella stagione: diventa una soglia privilegiata per attraversare la regione seguendo il ritmo degli eventi e di particolari attività. Occasioni diffuse, spesso radicate nella dimensione locale, che permettono di entrare in contatto con paesaggi, comunità e tradizioni, privilegiando anche aree meno frequentate e rivelando una
Toscana fatta di dettagli, storie e identità molteplici.
Per mettere a fuoco la varietà delle opportunità vale la pena fare una carrellata tra città e borghi, arrivando fino all’isola d’Elba. Denominatore comune: esperienze che mettono in relazione paesaggio, pratiche e racconto.
Fino al 2 maggio – Siena Incanta: la storia scorre, l’arte fiorisce con i percorsi tra acque e memoria
Sei visite guidate gratuite accompagneranno alla scoperta della città attraverso tre itinerari distinti, ognuno costruito attorno al sistema delle fonti storiche: Fonte Gaia e i suoi misteri, La Fonte nascosta, Fonte delle Monace. Passando per orti, palazzi e complessi monumentali, i percorsi restituiranno una lettura inedita di Siena, dove l’acqua diventa filo narrativo. Lungo i tragitti, gli acquerellisti dell’Associazione Italiana Acquerellisti saranno presenti per catturare la luce della città, mentre i canti popolari senesi chiuderanno ogni appuntamento, contribuendo a creare un momento immersivo nella tradizione locale. www.visitsiena.it
26 aprile – La Fiorucola (Gambassi Terme): petali, profumi e saperi verdi
Per un’intera giornata il borgo si trasformerà in un mercato a cielo aperto dedicato alla primavera, dove natura, tradizione e creatività si incontrano. Tra le vie sarà possibile scoprire piante e fiori, prodotti locali a chilometro zero, artigianato ispirato alla natura e attività legate all’orto e al giardinaggio. Non mancheranno momenti di scambio di semi e talee, installazioni floreali, contest e workshop pensati per adulti e bambini, in un’atmosfera accogliente che invita a vivere il paese all’aria aperta, lasciandosi guidare dai colori e dai profumi della stagione.
9 maggio – Serata astronomica al Piazzale dell’Astronomia (San Piero, Isola d’Elba): cielo, mito e osservazione
Occasione per un weekend al mare, in cui godersi l’Elba prima dei flussi estivi: in un contesto naturale caratterizzato da un cielo particolarmente limpido, l’esperienza permetterà di osservare le meraviglie del cosmo con telescopi professionali. Guidati da astrofili esperti, i partecipanti potranno imparare a riconoscere costellazioni e pianeti grazie anche all’utilizzo di puntatori laser, approfondendo temi come la mitologia delle stelle, i loro colori e le loro caratteristiche. Sarà possibile osservare, tra gli altri, gli anelli di Saturno, i satelliti di Giove e le fasi di Venere. L’appuntamento sarà arricchito da passeggiate notturne e percorsi storico-geologici, che accompagneranno attraverso antichi siti di estrazione del granito fino al Piazzale. www.parcoarcipelago.info
9 e 23 maggio – Passeggiata con delitto Pericolo nelle profondità: indizi, narrazione e ambienti nascosti
Un calendario dedicato al mistero e alla narrazione interattiva, in cui ogni appuntamento costruisce un racconto da vivere in prima persona. Che si tratti di passeggiate con delitto, escape room o momenti teatrali, con Gioca Mistero il pubblico sarà coinvolto in situazioni in cui nulla è come sembra: tra le proposte, il 9 e 23 maggio, al Rifugio Antiaereo della Martana: la passeggiata con delitto "Pericolo nelle profondità" offrirà la possibilità di esplorare un rifugio storico sotterraneo mentre si indaga su un caso, trasformando lo spazio in un ambiente narrativo dove ogni dettaglio può diventare un indizio. www.giocamistero.com
22–24 maggio – Sterro Appalla vol. 5 – Jurassic Chianti (tra Firenze e Siena): bici, strade bianche e spirito condiviso
Tre giorni dedicati al gravel, al touring e alla mountain bike lungo le strade sterrate del Chianti, con itinerari di diversa difficoltà pensati per adattarsi a livelli ed esperienze differenti. La partenza da Firenze condurrà verso un campo base immerso nel verde delle colline, attrezzato per accogliere tende, camper e van. Le giornate saranno scandite da percorsi tra i paesaggi collinari, momenti di ristoro, pasta party, workshop, incontri e attività ludiche, in un clima conviviale che unisce sport, esplorazione e condivisione. www.bbpgravelfirenze.it
24 maggio – Infiorata (Scarperia): disegni di fiori tra pietra e colore
Il centro storico si trasformerà in un grande tappeto di quadri floreali realizzati con petali e materiali naturali. Dopo una fase preparatoria che coinvolge attivamente la comunità, i disegni
vengono tracciati sulle pietre e successivamente riempiti con una paziente disposizione di fiori, lavorati e preparati la sera precedente. Il tema del 2026, dedicato a Collodi e alle avventure di Pinocchio, guiderà la composizione delle opere, creando una visione suggestiva e temporanea del borgo. https://prolocoscarperia.it
24 maggio – Balestro del Girifalco (Massa Marittima): sfida, corteo e precisione rituale
Una delle più importanti rievocazioni medievali della Toscana, che vede protagonisti i tre terzieri della città. Il corteo storico, composto da oltre 150 figuranti in abiti d’epoca, attraversa le vie fino a raggiungere la cattedrale di San Cerbone, dove si svolge la gara. I balestrieri, seguendo le regole degli antichi giochi di guerra, si sfidano nel tiro al “corniolo”, posto al centro del bersaglio. Un evento che unisce spettacolarità e rigore, restituendo la memoria storica attraverso suggestivi gesti codificati. www.societaterzierimassetani.it
30-31 maggio – Cantine Aperte (varie località): vigne, incontri e racconti di territorio
Un appuntamento diffuso che in Toscana assume una particolare valenza di scoperta anche perché porta a conoscere le Strade del Vino della regione: da Bolgheri al Chianti, fino a Carmignano e ai Colli di Luni. Tra filari e borghi, cantine storiche e realtà innovative accoglieranno i visitatori con degustazioni, visite guidate e incontri con i produttori. Un’occasione per attraversare il territorio attraverso i suoi sapori, scoprendo storie, pratiche e identità legate al mondo del vino.
31 maggio, 1 e 7 giugno – Maggiolata Lucignanese (Lucignano): carri fioriti e partecipazione collettiva I quattro rioni del borgo – animati da diverse attività nell’arco di tutto il periodo dell’evento - si sfideranno attraverso carri allegorici decorati con migliaia di fiori freschi, in una manifestazione che affonda le sue radici nella tradizione agricola. Le strade, i balconi e gli archi del paese saranno ricoperti di composizioni floreali, mentre la sfilata percorrerà l’intero anello del centro storico accompagnata da bande e gruppi folkloristici. A , la tradizionale “battaglia dei fiori”, momento corale in cui i petali diventano gesto festoso e simbolo di appartenenza.
Attraverso questo susseguirsi di appuntamenti, la Toscana primaverile si rivelerà come un mosaico di esperienze, che offrirà un punto di accesso diverso alla regione. Scegliere uno di questi eventi significherà quindi individuare non solo una data, ma una direzione di viaggio: il punto di partenza per costruire un break capace di unire autenticità, partecipazione attiva e uno sguardo più profondo sul territorio.

www.visittuscany.it
Al Vespucci di Milano, la seconda edizione di “Cibo, Vino e Ospitalità”
Grande successo per la seconda edizione di Cibo, Vino e e Ospitalità, la kermesse sul turismo e l’enogastronomia organizzata dall’Istituto Vespucci di Milano. Quest’anno la manifestazione si è tenuta nei giorni dal 21 al 23 aprile 2026 e ha visto avvicendarsi convegni e masterclass di altissimo spessore culturale nel settore. La prima giornata ha visto la presenza, in contemporanea di tre situazioni formative per le studentesse e gli studenti della scuola. Nella Sala Ricevimento 1, la conferenza di Rebecca Leibowitz, tour operator ed esperta di viaggi su misura; nella Sala Bar 2, la masterclass di Stefano Carenzi, ex studente del Vespucci e ora restaurant manager e sommelier del Dry Aged di Milano, una steak house dalle carni pregiate; nel salone principale, lo show cooking di Andrea Grimaldi, anch’egli ex studente Vespucci e attualmente sous chef del Melograno Garden Resort Toscana di San Vincenzo (LI) che ha proposto un piatto della cucina vegana e a seguire la masterclass di Francesco Amoruso, ex studente Vespucci, executive chef del ristorante Nomad di Milano con i suoi antipasti e finger food. Il 22 aprile, due sono state le occasioni d’incontro. In Sala 2 il workshop con la Fondazione De Marchi dove il presidente, Francesco Iandola e la dott.ssa Silvia Scaglioni hanno parlato del, “Benessere del piatto unico”. Nella Sala 1 la masterclass con l’ex studente Vespucci Andrea Amoruso, executive chef del ristorante Antico Albergo di Pioltello. Tre masterclass nell’ultima giornata di eventi, il 23 aprile, con l’intervento della dott.ssa Monica Ippoliti, direttore vendite e accoglienza dell’azienda vinicola marchigiana, Umani Ronchi. In parallelo il primo showcooking di cucina con l’ex allievo Vespucci, Andrea Calia, chef della Terrazza Gallia di Milano e a seguire, l’intervento di Simone Salvini, chef di fama internazionale e principale esecutore nel nostro Paese della cucina vegetale
o vegana. A chiudere la tre giorni del Vespucci il pranzo finale a cura dello chef Salvini con ospiti di alto livello della scena istituzionale milanese e nazionale.
“Queste sono occasioni importantissime - ha detto il dirigente scolastico, Luigi Costanzo, rivolgendosi con un saluto agli intervenuti e agli studenti presenti - che danno lustro alla nostra scuola dove rientrano, in qualità di formatori, i più validi tra i nostri ex studenti. Questi eventi offrono agli attuali studenti, la possibilità di apprendere, in diretta, non solo nuovi e particolari piatti da cucinare o prodotti delle eccellenze locali e nazionali, ma anche esperienze dal forte valore educativo di ragazzi che in questa scuola hanno iniziato a muovere i loro primi passi nell’ambito dell’accoglienza e della ristorazione”.
Nel suo intervento conclusivo, il dirigente ha voluto ringraziare i partner che hanno contribuito alla manifestazione: Coop Lombardia, Umani Ronchi - Viticoltori in Marche e Abruzzo, Fondazione De Marchi, Buono al Cubo, Mediterranea Bioveg e dall’Albero - l’alternativa vegetale al formaggio. Infine, un ringraziamento particolare è stato rivolto a tutti i docenti e agli altri operatori dell’istituto, che si sono prodigati nell’organizzazione e nella buona riuscita di tutta l’iniziativa con l’augurio di riproporre, sempre con nuovo e rinnovato impegno quella che sarà la terza edizione nel 2027.

(a cura di Michele Petrocelli)
PizzAcademy 2026 a Tramonti, dove la pizza italiana riscopre confronto, ricerca e identità condivisa
Sedici maestri pizzaioli si confrontano al Valico di Chiunzi (SA). Dalla scuola tramontina alla napoletana contemporanea, passando per le interpretazioni romana, casertana e salernitana, PizzAcademy trasforma Tramonti in un laboratorio culturale dell’arte bianca italiana, dove impasti, lievitazioni, territori e filosofie produttive differenti dialogano finalmente senza competizione, riportando la pizza al centro di una riflessione molto più ampia fatta di memoria, comunità, tecnica e visione.
Ci sono manifestazioni che nascono per creare visibilità e altre che invece nascono per creare cultura. La differenza si avverte immediatamente, quasi fisicamente, soprattutto in un settore come quello della pizza italiana che negli ultimi anni, parallelamente alla sua crescita mondiale, è stato spesso attraversato da personalismi, tifoserie, contrapposizioni tecniche e continue guerre di appartenenza tra scuole, correnti e filosofie di pensiero. Ed è forse proprio per questo motivo che la seconda edizione di PizzAcademy, svoltasi il 21 aprile presso il Valico di Chiunzi, nel cuore di Tramonti (SA) ha lasciato una sensazione profondamente diversa rispetto a molte altre iniziative legate all’universo dell’arte bianca.
Qui non si è respirata aria di competizione esasperata. Non c’era la ricerca ossessiva del protagonismo individuale, né la volontà di stabilire quale fosse la scuola superiore alle altre. Al contrario, il cuore stesso dell’evento è sembrato ruotare attorno ad un concetto oggi quasi rivoluzionario: il confronto autentico. Un confronto vero, tecnico, umano e culturale tra differenti interpretazioni della pizza italiana. L’idea promossa dall’Associazione Pizza Tramonti e dal suo presidente,
Antonio Erra, con la collaborazione del vice sindaco Vincenzo Savino (past president dell’associazione) è stata infatti quella di riunire nello stesso luogo alcune delle più importanti sensibilità contemporanee della pizza italiana, trasformando il Valico di Chiunzi in una sorta di laboratorio permanente dove tradizione, tecnica e identità territoriali potessero dialogare liberamente. E così, tra i Monti Lattari e la Costiera Amalfitana, si sono ritrovati pizzaioli provenienti da differenti scuole: quella tramontina, la napoletana tradizionale, la contemporanea casertana, la romana, la salernitana, la cilentana e altre ancora. Una scelta tutt’altro che casuale, perché il messaggio lanciato da Tramonti è apparso chiarissimo fin dal primo momento: la pizza italiana cresce davvero soltanto quando smette di chiudersi dentro le proprie tifoserie territoriali e torna invece a confrontarsi apertamente.
Durante l’intera giornata si sono alternati laboratori tecnici, degustazioni comparative, momenti di dibattito e dimostrazioni pratiche che hanno consentito ai presenti di osservare da vicino differenti approcci alla lavorazione degli impasti. Si è parlato di farine, di maturazioni lunghe, di idratazioni elevate, di gestione delletemperature, di cotture tradizionali e contemporanee, di biga e lievito madre, ma anche di territorialità delle materie prime e di rapporto tra pizza e identità culturale. Molto interessante, ad esempio, il confronto tra la storica impostazione tramontina (più rurale, montana e legata all’utilizzo di farine meno raffinate, integrali, e del finocchietto selvatico) e le interpretazioni più contemporanee della pizza napoletana e casertana, caratterizzate invece da impasti molto idratati, alveolature spinte e ricerca estrema della leggerezza. Ed è stato proprio questo dialogo
tra approcci differenti a rendere l’evento particolarmente intelligente: nessuno cercava di imporre una verità assoluta, tutti sembravano invece animati dalla curiosità professionale di osservare, capire, apprendere e condividere. Nel corso della manifestazione si sono alternati maestri pizzaioli come Vincenzo Amato, Giuseppe Adamo, Carmen Oliva, Antonio Vuolo, Alfonso Simeone, Roberto Luise, Jessica De Vivo, Francesco Giordano, Giovanni Mandara, Carlo Fiamma, Giuseppe Imperato, Vittorio e Graziano Giordano, Francesco Ferrara, Robertino Cupo, Simone De Gregorio, David Vaccaro e Antonio Erra, protagonisti di una lunga giornata di lavoro, assaggi, confronti tecnici e dialoghi continui attorno al forno.
E osservandoli lavorare diventava quasi evidente una cosa: PizzAcademy non era stata concepita come semplice manifestazione gastronomica, ma come luogo di ricerca collettiva. Una sorta di “officina culturale” della pizza italiana. Anche il contesto ha contribuito in modo determinante alla riuscita dell’evento. Il Valico di Chiunzi, storico punto di passaggio sospeso tra entroterra e Costiera Amalfitana, sembra infatti custodire ancora oggi un’anima profondamente autentica. Qui la pizza non nasce dentro le metropoli o le strategie di marketing contemporaneo. Nasce dentro una civiltà agricola e montana fatta di forni comunitari, caseifici, pane biscottato, vigneti terrazzati e famiglie che hanno trasformato il mestiere del pizzaiolo in strumento di riscatto sociale ed economico. Ed è impossibile comprendere davvero il senso di PizzAcademy senza collegarlo alla grande storia migratoria dei pizzaioli
tramontini. Da queste montagne partirono infatti centinaia di uomini destinati a diffondere la cultura della pizza nel Nord Italia e in Europa, dando vita a quella rete di relazioni, lavoro e comunità che ancora oggi rappresenta uno dei fenomeni più affascinanti dell’emigrazione gastronomica italiana. Non a caso, durante l’evento, si è parlato continuamente anche di memoria storica, di identità territoriale e di figure simboliche come Luigi Giordano, considerato da molti uno dei grandi anticipatori della moderna organizzazione imprenditoriale legata alla pizza. Ma forse l’aspetto
più bello di questa giornata è stato un altro ancora: in un’epoca nella quale troppo spesso il mondo della pizza appare frammentato in scuole rivali e linguaggi autoreferenziali, Tramonti ha scelto invece la strada opposta: quella della condivisione del sapere. E così il 21 aprile, al Valico di Chiunzi, non ha vinto unasingola scuola di pensiero. Ha vinto la voglia di confrontarsi, la curiosità professionale, il desiderio di migliorarsi reciprocamente. Ha vinto, soprattutto, l’idea che la pizza italiana possa continuare a crescere soltanto se rimane capace di ascoltare sé stessa senza trasformare le differenze in divisioni.
Accanto ai maestri pizzaioli e ai protagonisti del confronto tecnico andato in scena al Valico di Chiunzi, un ruolo importante è stato svolto anche dalle aziende partner che hanno scelto di sostenere PizzAcademy 2026, condividendone spirito, filosofia e visione culturale. Non semplici sponsor commerciali, ma realtà imprenditoriali che credono concretamente nella valorizzazione della pizza italiana come patrimonio gastronomico, culturale e identitario del nostro Paese. Ecco i loro nomi:
Molino Dallagiovanna (https://www.dallagiovanna.it/)
La Torrente (pelati, https://www.latorrente.it/)
Lavanderia Padana S.p.A. (noleggio tessile, https://www.lavanderiapadana.it/)
Goeldlin (abbigliamento da lavoro, https://goeldlincollection.it/)
Armatore Cetara (colatura, tonno, alici, https://www.armatorecetara.it/)
Terra di Mezzo (https://www.terradimezzotramonti.it/)
Le Formichelle (https://leformichelle.com/)
Caseificio Al Valico (https://www.facebook.com/caseificioalvalico/)

(a cura di Gianluigi Veronesi)
Dal cono al mondo: Babbi conquista 70 Paesi con innovazione, tradizione e gusto, dal 1952
Quella della Babbi Srl è la storia di un’impresa di famiglia inizialmente specializzata nella produzione di coni, cialde e ingredienti di alta qualità per la gelateria artigianale che comincia dal fondatore Attilio (nel 1952 a Cesena) che ebbe l’intuizione di creare specialità dolciarie uniche. È il 1955: inizia la produzione artigianale degli ingredienti per gelato; come i famosi Wafer Viennesi, inizialmente creati come omaggio natalizio per i clienti del gelato e così i Wafer Viennesi e i “Babbini” (caratterizzati da una struttura delicata e una ricca copertura di cioccolato) il fiore all’occhiello dell’azienda, estendendo la produzione alla pasticceria fine. Nel 1958: con Viennesi e Waferini si avvia la linea delle Specialità Dolciarie consolidandosi negli anni '60 '70 mantenendo sempre il carattere familiare e l’attenzione alla qualità artigianale romagnola.

Dopo Attilio, la Babbi viene ben gestita dal figlio Giulio - attualmente un bel signore ultra novantenne – che l’ha fatta crescere e espandere rapidamente. Nel 1991: la Babbi si trasferisce a Bertinoro (oggi ha 20.000 mq coperti su un’area di 40.000 mq); nel 1999: iniziano le produzioni a base di pistacchio. Verso il 2000 la Babbi consolida la sua presenza internazionale come marchio di eccellenza, trasferendo la produzione nello stabilimento di Bertinoro (FC) diventando un centro di innovazione, senza perdere le ricette originali. Guidata dai nipoti Carlo, Gianni e Piero e oggi insieme ai figli (la quarta generazione) – Andrea, Carlotta, Chiara, Filippo e Paolo – con immutata passione, la Babbi si impone anche sui mercati esteri, cominciando dalla Spagna, con la nascita della filiale di Barcellona nel 2006, seguita da quella in Germania nel 2019 e, nel 2025, dalla Babbi Middle East a Dubai. E poi… nel... 2027: creazione a Bertinoro del nuovo polo logistico: 8.000 mq coperti su un’area di 21.000 mq.
La Babbi Srl, registra una forte crescita, superando i 56 milioni di euro di fatturato confermandosi azienda dolciaria specializzata in ingredienti per gelateria e specialità pasticcere premium. Oggi Babbi è presente in oltre 70 Paesi, portando ovunque la stessa passione che animava Nonno Attilio: trasformare ingredienti semplici in momenti di piacere autentico, da condividere con chi si ama.
“Le mie creazioni sono il risultato di una costante ricerca, di un continuo sperimentare che ha saputo trasformare nobili ingredienti in specialità irripetibili”.

Oggi:

le Farcicream Babbi sono una linea di creme anidre (senza acqua) professionali ad alta qualità, dalla consistenza densa e vellutata. Sono specificamente progettate per la pasticceria, la cioccolateria e la gelateria artigianale, offrendo versatilità e stabilità sia a temperatura positiva che nel post-cottura.
Queste le caratteristiche principali delle Farcicream:
Tipologia di prodotto: creme anidre per garantire una lunga durata e una consistenza ideale che non inumidisce i prodotti da forno.
Utilizzi: ideali per farcire croissant, panettoni, torte, bigné, creare ganache, cremini o come ripieno post-cottura.
Gusti disponibili: La linea comprende principalmente Pistacchio (20-21%) Nocciola (20%) Gianduia (15% nocciole) e Bianca (ideale come base neutra o per aromatizzazioni).
Caratteristiche tecniche: hanno una struttura ferma ma cremosa, che le rende stabili e facili da lavorare nel laboratorio di pasticceria.
Novità: rappresentano un’evoluzione tecnica rispetto alle “Golose” Babbi (più fluide), essendo pensate proprio per la farcitura strutturata.
In sintesi, le Farcicream sono ingredienti tecnici pensati per portare l’eccellenza e il gusto del pistacchio e della nocciola Babbi all’interno delle preparazioni dolciarie, garantendo performance ottimali.

Dall'11 al 14 maggio p.v. il brand cesenate sarà protagonista a TUTTOFOOD 2026 - evento B2B di riferimento per il settore food & beverage organizzato da Fiere di Parma, con 10 padiglioni, 5.000 espositori (100.000 visitatori professionali) e con un forte focus su innovazione e filiera agroalimentare, Si svolgerà presso il quartiere fieristico di Milano Rho e nell'occasione Babbi (Pad. 12, Stand B09) presenterà l’anteprima del nuovo Catalogo Specialità Dolciarie e novità di prodotto come i Waferini alla Castagna e al Caramello Salato oltre a pack esclusivi e raffinati.
Tutti da provare!

Babbi S.r.l.
Via Caduti di via Fani 78/80
47032 Bertinoro (FC) Italy
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Macfrut 2026, la filiera dell’ortofrutta che crea ricchezza e che fa bene alla salute
Inizio decisamente maiuscolo per la 43esima edizione del Macfrut fiera internazionale dell’ortofrutta Made in Italy, al via nella prima giornata (martedì 21 aprile) sotto i migliori auspici. Grazie ai circa 19 miliardi di euro, pari al 27% della produzione agricola interna, che salgono a 60 miliardi considerando l’intera filiera (il 17% è il peso dell’Italia nel contesto dell’Unione Europea).
Inaugurata dal Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida – con i pari mansioni Nizar Hani, ministro dell’Agricoltura del Libano, Amjad Bader della Siria, insieme ai ministri della Repubblica Dominicana, dell’Agricoltura, Francisco Oliverio Espaillat Bencosme e del Commercio, Eduardo jose Sanz Lovaton. A fare gli onori di casa il presidente della Regione Emilia Romagna, Michele de Pascale, la sottosegretaria alla Presidenza, Manuela Rontini, l’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi e il sorridente Patrizio Neri, alla prima edizione da presidente di Cesena Fiera (società che organizza Macfrut) ottimista di natura - Neri - anche per le prospettive positive della grande rassegna che prende il via con tante aziende e associazioni presenti nonostante le incertezze geopolitiche (non si sono registrate disdette di espositori da oltreconfine, tra i circa 1.700 espositori (+28% dal 2025) confermando la forte rappresentanza internazionale (con il 40% di espositori esteri) così come sono confermati tutti gli 800 top buyer prenotati e gli importatori del nord-est Europa, sui quali la fiera ha concentrato un'intensa attività di promozione.
Prendono parte anche i grandi gruppi della distribuzione moderna come Conad, Coop e il Gruppo Végé oltre a dieci Regioni, con la Sicilia nel ruolo di partner grazie anche ai 263 mila ettari di superficie ortofrutticola - il 22% del nazionale - e anche leader nel biologico con circa 47 mila ettari coltivati, con un valore produttivo di circa 3 miliardi di euro.
I padiglioni del Rimini Expo Centre hanno registrato un’intensa affluenza sin dal primo giorno per proseguire anche nei successivi. Tanti gli eventi, un centinaio solo tra convegni e incontri tecnici, due campi prova da 2.500mq e un’area start-up con 25 progetti innovativi oltre ai momenti istituzionali come l’inaugurazione degli stand della Repubblica Dominicana (con Patrizio Neri - pres. Macfrut - e le autorità dello stato centroamericano) e del Perù (con Manuel Cacho-Sousa, Ambasciatore Perù) insieme a numerosi focus a partire dai prodotti simbolo della kermesse, Mango e Avocado (dalle grandi proprietà nutritive, salutistiche e dalle tante applicazioni industriali dei frutti trasformati) prodotti simbolo di Macfrut 2026, protagonisti di un mercato che supera gli 80 miliardi di dollari (l’area caraibica vanta esportazioni superiori ai 30 miliardi di dollari) e pure al centro dell’attenzione nella Mango Avocado Arena, in due eventi ospitati in nome dello slogan: ’Make it Juicy’.
Macfrut è la fiera internazionale dedicata al mondo ortofrutticolo. Un evento unico che racconta l’intera filiera, dal seme alla tavola: dai macchinari per la coltivazione alle serre e irrigazione, attraverso vivaismo, sementi, fertilizzanti, mezzi tecnici, biosolutions, spezie e piante medicinali, fino ad arrivare a produzione e commercio, con focus su macchinari e impianti per lavorazione, packaging e imballaggi, fino a logistica e servizi.
Non solo una fiera espositiva, ma una piattaforma di conoscenza e relazioni: qui contenuti ad alta densità, connessioni strategiche e innovazione applicata, si trasformano in valore concreto per tutta la filiera.

Rimini Expo Centre (Fiera di Rimini)
Ingresso Sud (Principale): Via Emilia, 155 Rimini
Ingresso Est: Via Costantino il Grande
Martedì 21 aprile 2026
Mercoledì 22 aprile 2026
Giovedì 23 aprile 2026
9:30 - 18:00 - martedì 21 e mercoledì 22 aprile 2026
9:30 - 17:00 - giovedì 23 aprile 2026
Nel cuore di Tramonti, dove il vino è memoria viva
C’è un momento, in certi viaggi, in cui si ha la netta sensazione di entrare dentro qualcosa di più grande. Non un luogo, ma una storia. Non un paesaggio, ma un’identità. È quello che accade a Tramonti, nel cuore più autentico della Costiera Amalfitana, quando si varca la soglia della Tenuta San Francesco. Qui non si viene semplicemente a degustare vino. Qui si viene a comprendere.
La storia che si può toccare (ma non sempre leggere)
“Noi abbiamo la storia… quella fisica, che puoi vedere e toccare. Ma non sempre quella scritta.”
Le parole di Giovanni Giordano, enologo, risuonano tra le botti e poi si fanno ancora più dense quando si arriva in vigna. È un’affermazione potente, quasi una dichiarazione identitaria. Perché a Tramonti la memoria non è custodita nei libri: è scolpita nei tronchi.
E quei tronchi parlano
Sono vigne antiche, alcune “prefillossera” (viti che non sono state innestate su radici americane per contrastare l’epidemia di fillossera del XIX secolo poiché i terreni sabbioso-vulcanici di Tramonti hanno impedito al parassita di attaccare le radici) sono contorte, nodose, monumentali. Non sono solo piante: sono architetture naturali, testimoni silenziosi di generazioni di viticoltori che hanno resistito al tempo, alle mode, alle crisi. Qui il vitigno simbolo è il Tintore. Un’uva che non concede nulla alla banalità, che porta dentro di sé carattere, profondità, identità.
Il cammino: dalla cantina alla vigna
La visita inizia nella cantina. Acciaio, precisione, controllo. Serbatoi lucidi, geometrie ordinate, la tecnologia al servizio della qualità. È il presente. Poi si esce. Si cammina. E tutto cambia. La luce diventa più intensa, l’aria più viva. Si arriva tra le vigne, e improvvisamente si capisce perché questo territorio non può essere raccontato solo con dati tecnici. Le piante sono basse, robuste, scolpite dal tempo. Alcune sembrano opere d’arte contemporanea, altre ricordano sculture primitive. Tutte hanno una cosa in comune: raccontano una storia che nessuna etichetta potrà mai contenere completamente.
È ISS: il vino come sintesi
Poi arriva il momento della bottiglia. È ISS. Un nome essenziale, quasi criptico, ma profondamente radicato. È il Tintore nella sua espressione più autentica, proveniente da vigne a piede franco, scampate alla fillossera, custodi di un patrimonio genetico e culturale rarissimo. La bottiglia, appoggiata tra i tronchi contorti della vigna, diventa simbolo perfetto: il prodotto finale che nasce da una materia viva, antica, irripetibile. Non è solo vino. È una dichiarazione.

Il valore vero: identità, non marketing
In un’epoca in cui il vino spesso si racconta attraverso storytelling costruiti, Tramonti rappresenta l’esatto contrario: uno storytelling che esiste già e che semmai deve solo essere tradotto, reso accessibile. Qui non c’è bisogno di inventare nulla. C’è bisogno di ascoltare. Ed è forse proprio questo il punto più interessante, anche dal punto di vista strategico: la forza di questo territorio non è nella comunicazione, ma nella sostanza. Il passo successivo, inevitabile, sarà trasformare questa storia fisica in una storia narrata, senza tradirne l’autenticità.
Un viaggio che resta
Si lascia la Tenuta San Francesco con una sensazione chiara: non si è partecipato a una degustazione, ma a un’esperienza culturale. Un viaggio dentro il tempo. Un incontro con un’Italia che resiste, che non si piega, che non si standardizza. E che, proprio per questo, oggi più che mai, ha un valore enorme. Perché in un mondo che corre verso l’omologazione, Tramonti rimane ostinatamente sé stessa.
Ed è questa la sua più grande forza.

Via Fieccia 84010 - TRAMONTI (SA)
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(a cura di Gianluigi Veronesi)
Tutti con il sindaco di Valdobbiadene, che ha fatto strada (letteralmente) a passo di Prosecco… fino a Shanghai!


In questo mese di aprile 2026, tra le iniziative di rilievo che animano le colline in provincia di Treviso - territorio riconosciuto Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 2019 come paesaggio culturale, dal valore eccezionale che combina elementi naturali e storico-antropologici caratterizzati dai “ciglioni” (terrazzamenti erbosi) e vigneti a “bellussera”, dove si celebra un esempio unico di interazione uomo-ambiente, con la viticoltura eroica che ha modellato il territorio - si celebra la “Primavera del Prosecco Superiore”.
Con mostre e degustazioni, eventi enogastronomici, passeggiate tra i vigneti (trekking/MTB) e visite guidate, è piacevolissimo tuffarsi tra Cartizze DOCG e tipicità locali, anche sulle colline di Vidor e Vittorio Veneto, spesso con la partecipazione delle comunità locali, come è il casale delle "Camminate del sindaco", appuntamento che è diventato così famoso da essere replicato (anche copiato) e riportato persino in Cina.
Si tratta delle “passeggiate” che il sindaco di Valdobbiadene (TV) - Luciano Fregonese - una volta a settimana, di sera, compie per circa un’ora e mezzo, nel verde del suo territorio, accompagnato da molti paesani. Da questa semplice attività aerobica, Fregonese è riuscito a trasformare un percorso personale di dimagrimento in evento comunitario di grande successo, che prosegue puntuale e sempre più frequentato nella zona di Conegliano-Valdobbiadene, tra le vigne del Prosecco DOCG allevate a Glera.
L’idea è nata (luglio 2024) dopo che il sindaco (alla guida della lista “Nuova Civica Valdobbiadene-Fregonese Sindaco”, al secondo mandato) è stato fatto bersaglio di un episodio di body shaming, con una scritta offensiva (“panzone”) apparsa su un muro del municipio della sua cittadina: allora gli fu suggerito di camminare regolarmente per calare di peso. E la cosa - è il caso di dire - prese corpo in modo tangibile e sostanziale, visto che grazie a tale attività settimanale il “sindaco camminatore” da allora (seguito da tanti compaesani molti dei quali avevano le sue stesse problematiche) è dimagrito di ben 28 Kg. (in poco più di due anni).

Questi momenti di “movimento” attivo e sano (la cui partecipazione è aperta a tutti) si svolgono solitamente di giovedì sera dalle 19 alle 20,30 circa, coinvolgendo spesso anche 200 partecipanti (tra cittadini, turisti e… appunto, cani) che ogni settimana arrivano da tutto il trevigiano continuando così a sostenere l’originale idea che, in effetti non è valida solo per dimagrire, ma anche come efficace strumento di marketing, come confronto comunitario e promozione del territorio. A dimostrazione di ciò, l’iniziativa è stata “esportata” con le stesse modalità, a Biella, per l’“Adunata degli Alpini”, in Costiera amalfitana, per “A piedi uniamo l’Italia” e, le camminate per dimagrire, sono diventate anche internazionali sbarcando pure in Argentina!
La sua guerra al peso è diventata famosa in tutto il mondo e lui - il sindaco - chiosa: “Mi sento molto meglio e non ho alcuna intenzione di smettere!”
A documentare le “scarpinate terapeutiche” non mancano immagini e commenti riportati dai social, dove peraltro sono anche segnalati, data, luogo e ora di ritrovo, di dette attività. Quindi, chi fosse interessato monìtori il profilo Facebook ufficiale “FregoneseSindaco”.
[Già che ci siamo, diamo voce fin da ora anche ad un’altra iniziativa, sempre con Fregonese e proseliti ambulanti: sabato 25 aprile p.v. in occasione della festività nazionale della Liberazione, è programmata la passeggiata "Rive in Mostra" con ritrovo alle 9:30 in Piazza Rovere a Col San Martino (TV) www.primaveradelprosecco.it]
La notizia delle passeggiate ha travalicato mari, monti e oceani arrivando addirittura in Cina, alle orecchie della gentile Pan Jing, vice direttrice della Shanghai Tower che, rimasta favorevolmente colpita, ha pensato ad un vero e proprio gemellaggio “Shanghai-Valdobbiadene” in segno di amicizia e scambio culturale. Così, incontrando il sindaco Fregonese al Vinitaly di Verona nei giorni scorsi, Pan Jing gli ha prospettato la possibilità di portare l’esperienza delle camminate venete nella metropoli cinese, effettuando stavolta una performance un po’ diversa dal solito, ma di sicuro effetto: una “maratona in verticale” da fare nel più alto grattacielo della Cina (il terzo al mondo) che misura 632 metri di altezza e al suo interno pullulano più di 15mila residenti: struttura icona di sostenibilità e tecnologia, caratterizzata da un design a spirale con rotazione di 120° e facciata in vetro a doppio strato. E così, il prossimo novembre, sindaco Fregonese e fedeli seguaci di scarpinate, sono attesi là, in Cina - per chi fosse interessato, l’indirizzo è: 501 di Yincheng Middle Rd, nel distretto di Pudong (Lujiazui) Shanghai -.



Monte-Carlo Beach presenta la nuova strepitosa stagione 2026
Vera istituzione nel panorama alberghiero della riviera da quasi un secolo, l’Hotel Monte-Carlo Beach ha riaperto le sue porte il 13 aprile, dopo la pausa invernale, per una nuova stagione dopo un rinnovamento avviato nel 2024 con l’arrivo di René Blino alla direzione generale. È nel 2025 che l’iconico Beach ha compiuto un’importante evoluzione, in particolare al Beach Club: un nuovo design firmato Dorothée Delaye, il posizionamento più esclusivo del ristorante Le Deck, l’arrivo di Maona Monte-Carlo from Mykonos to Monte-Carlo, la collaborazione con il designer Jacquemus e l’apertura dei campi da padel. Senza dimenticare, lato hotel, la stella conquistata dal Ristorante Elsa. In questa stagione, Monte-Carlo Beach prosegue su questa linea con, tra le novità, l’apertura di La Vigie Zanoni Monte-Carlo, la creazione della “cool room” Lamborghini Monaco e il ritorno dei grandi classici. Lo spirito di club, così distintivo del “beach”, si potrà vivere appieno fino all’11 ottobre p.v.
Dal 13 aprile, l’Hotel Monte-Carlo Beach accoglie gli ospiti nella sua esclusiva struttura con 41 camere affacciate sul Mediterraneo e nel suo celebre club, per dare il via a una nuova stagione. Clienti e membri si ritroveranno per continuare a vivere l’arte della gioia di vivere, immersi nello spirito di Club che rende questo luogo unico da quasi un secolo.
LO SPIRITO CLUB, IL MARCHIO DI FABBRICA DEL «BEACH»
Prima di diventare un albergo nel 1929, il Monte-Carlo Beach era innanzitutto un Club che, nel corso degli anni, si è imposto come un vero simbolo dell’Arte di Vivere mediterranea. Prendere il sole, passeggiare, nuotare… e giocare. Qui si coltiva il piacere del gioco: partecipare a un torneo di padel o alla competizione annuale di nuoto, che ha visto sfidarsi amichevolmente generazioni di monegaschi e clienti internazionali, è un vero must. I bambini potranno divertirsi al Monte-Carlo Kids Club by Petit VIP, con numerose attività sulla terraferma o in mare. Senza dimenticare i ricordi creati tra amici o in famiglia, durante un pranzo o una cena, festosi, casual, gastronomici o romantici. Lo spirito "Club" è questa miscela unica di convivialità, raffinatezza e spensieratezza, dove ogni giorno ha il sapore di un’estate eterna. Questa estate, l’esperienza si arricchisce con la "cool room" Lamborghini Monaco, che troverà posto vicino ai campi da padel, la nuova tavolozza di colori del pop-up Jacquemus e l’apertura di un nuovo ristorante sulla Pointe de La Vigie.
I SAPORI DELLA GASTRONOMIA ITALIANA A LA VIGIE ZANONI MONTE-CARLO
La grande novità della stagione 2026 è senza dubbio La Vigie Zanoni Monte-Carlo, all’estremità della penisola del Monte-Carlo Beach. È qui che lo chef stellato italiano Simone Zanoni aprirà i battenti a partire dal 12 giugno, proponendo una cucina italiana solare e golosa, preparata con prodotti freschi e di stagione. In menu, una bella varietà di paste, deliziose, entrées da condividere e un’ampia selezione di carni e pesci. Sui tavoli, piccoli vasetti di miele per arricchire i piatti con una nota dolce. In un ambiente solare, tra limoni e api, ci si delizierà a pranzo e a cena, in un’atmosfera conviviale e musicale.
La Vigie Monte-Carlo - Italian Restaurant Monaco | Monte-Carlo Société des Bains de Mer

UN INNO AL MARE A ELSA MARCEL RAVIN*
Premiato con una stella Michelin lo scorso anno, il ristorante Elsa, ora rinominato "Elsa Marcel Ravin", delizierà nuovamente i suoi ospiti con il Giardino Marino degli chef Marcel Ravin e Domenico D’Antonio. Il menu propone una cucina etica, sostenibile e impegnata, dove ogni prodotto, sapientemente lavorato, si inserisce in una filosofia rispettosa dell’ambiente e del benessere animale. Tra pesce fresco proveniente da pesca sostenibile, vegetali raccolti nel Domaine D’Agerbol e carni dai sapori marini, sulle alture di Roquebrune-Cap-Martin, il ristorante Elsa Marcel Ravin è un balcone affacciato sul Mediterraneo, per pranzi soleggiati o cene romantiche di fronte al mare.
Elsa Marcel Ravin - Mediterranean Restaurant | Monte-Carlo Société des Bains de Mer
GOLOSA ESTATE AL DECK
La cucina fresca e creativa dello chef Pascal Garrigues torna al Deck, nell’ambiente immaginato da Dorothée Delaye. È qui, nel cuore del Monte-Carlo Beach, di fronte alla piscina olimpionica e al suo iconico trampolino, che ci si ritrova per un pranzo soleggiato dai sapori estivi, prodotti freschi e di stagione. Da non perdere: gli Spaghetti alle aragoste fiammeggiate al cognac o gli Spaghetti di Gragnano, ricci di mare e bottarga. Senza dimenticare il banco del pesce con il suo eccellente pescato e i frutti di mare, le insalate fresche e i dessert golosi, come lo Yogurt Gelato e il
Gaspacho di frutti rossi, la Rosa di Grasse e l'Aloe Vera.
Le Deck - Restaurant Méditerranéen Monaco | Monte-Carlo Société des Bains de Mer
MAONA MONTE-CARLO, FROM MYKONOS TO MONTE-CARLO: SECONDA STAGIONE
Dopo il successo del 2025, Maona Monte-Carlo, From Mykonos to Monte-Carlo, torna dal 14 maggio con i suoi pranzi festosi, in omaggio alla cucina greca. Tzatziki, Moussaka, Souvlaki d’agnello, Loukoumades, Baklava e altre specialità dello chef Matia Zanolli delizieranno gli ospiti, insieme a cocktails originali come il Dionysos (Rum, Ananas, Sciroppo d’orzata al pistacchio) o l’Athena (Cordiale Tzatziki, Gin, Italicus). A partire dalle ore 16,00 l’atmosfera sale gradualmente con i DJ che si susseguiranno per tutta la stagione, con una line-up eccezionale: Carlita, Moojo e Demaya. A partire da giugno, lo spazio lounge sarà adornato con un allestimento firmato APM Monaco.
Maona Monte-Carlo | Monte-Carlo Société des Bains de Mer
Informazioni pratiche:
- Monte-Carlo Beach, Beach Club, Padel, Fitness e Pool Bar: aperto fino all’11 ottobre p.v.
- Le Deck: apertura fino al 27 settembre p.v. Servizio pranzo, 7 giorni su 7.
- Elsa Marcel Ravin*: apertura fino al 27 settembre, da martedì a sabato per pranzo e cena.
- Maona Monte-Carlo – From Mykonos to Monte-Carlo: apertura dal 14 maggio al 27 settembre – dalle 12:30 alle 19 (2 servizi: 12:30 /15).
Maggio, giugno e settembre: da giovedì a domenica – Luglio e agosto: da mercoledì a domenica.
- La Vigie Zanoni Monte-Carlo: apertura dal 12 giugno al 13 settembre – 7 giorni su 7 – Servizio pranzo e cena
- Accesso ai ristoranti del Monte-Carlo Beach via mare, con servizio navetta tra Port Hercule e Monte-Carlo Beach, 5 giorni su 7
fino al 20 giugno e dal 1 settembre all’11 ottobre, poi 7 giorni su 7 dal 21 giugno al 31 agosto.
- Sport nautici: apertura della base nautica il 1° maggio – Chiusura il 27 settembre
- Monte-Carlo Kids Club by Petit VIP: apertura nei weekend dalle 9 alle 18, dal 18 aprile al 28 giugno, poi 7 giorni su 7
dal 29 giugno al 30 agosto, dalle 10 alle 18. Accesso libero per gli ospiti del Monte-Carlo Beach Hotel.
- Prenotazioni: resort@montecarlosbm.mc | / Monte-Carlo Beach Monaco | Monte-Carlo Société des Bains de Mer

GRUPPO MONTE-CARLO SOCIETE DES BAINS DE MER
Monte-Carlo Société des Bains de Mer incarna un nuovo approccio al bel vivere, unico al mondo, che unisce il gusto per il bello all’attenzione per il benessere. Il Resort offre agli ospiti il meglio del gioco nei suoi casinò ed un’esperienza di standing elevato nei celebri hotel e nelle Diamond Suites, senza dimenticare la buona tavola; si va dai ristoranti stellati ai concept internazionali, dando spazio anche alle specialità a chilometro zero. Non solo: durante la permanenza, i clienti possono toccare con mano moltissime eccellenze artistiche e culturali, ma anche dedicarsi allo sport, al benessere e allo shopping, fra un evento e l’altro. L’etica e la responsabilità sociale, due elementi che sono sempre più importanti, guidano il Gruppo: già dal 2007, Monte-Carlo Société des Bains de Mer ha aderito volontariamente ad una serie di regole in materia di transizione energetica e di gestione sostenibile delle risorse e dei rifiuti, con un occhio alla tutela delle filiere alimentari e delle risorse naturali del territorio. Quest’anno, il Gruppo - che è il datore di lavoro privato più importante di Monaco - ha lanciato la quarta edizione del proprio Codice Etico, riaffermando l’integrità e la responsabilità come suoi valori chiave in ogni ambito.
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(credits: Monte-Carlo Société des Bains de Mer)
Per chi cerca un’atmosfera anni ’30 di livello a Bologna, con Jazz dal vivo e spettacoli di Burlesque… certo che c’è!

Sì, il King Cole di via Fondazza, è “tanta roba” (come si dice sotto alle Due Torri…) è il locale dove al piacere per il cibo e per bere bene, si associano show vari, esibizioni e performances tra una portata e l’altra, burlesque di qualità compreso. Si propone con la voluta impronta degli “speakeasies” degli Stati Uniti (del proibizionismo anni ‘30) quando vigeva il divieto totale di produzione, vendita e trasporto di alcolici. Oggi, la filosofia speakeasy rappresenta un ritorno alla raffinatezza dei luoghi discreti, mai affollati o caotici, dove di mangia e beve di qualità, dove si raccomanda di “parlare piano” mentre si assiste allo spettacolo con in mano il “ballon” dello Spritz (del Gin Tonic o del Margarita) o sorseggiando cocktail o long drink (o, per i più scafati, un Vesper Martini “shaken, not stirred”, agitato e non mescolato come sempre richiesto da tale Bond…) e mentre i più “gourmet”, si degustano le portate di una cena (meglio dire “esperienza enogastronomica”) del ricercato “menu gourmand”… Insomma, il King Cole propone la soluzione ideale per chi cerca una serata completa che unisca la buona cucina al divertimento, nella città gaudente (ogni riferimento a Sibari, in Calabria, non è voluto)…
C’è da dire che il King Cole si differenzia da altre attività che a Bologna uniscono già tavola (sotto alla quale mettere le gambe) a “tavole” (quelle del palcoscenico) perché sono locali “dinner show” concepiti con il format di piacevole intrattenimento che fondono una cena servita di alta qualità, con spettacoli dal vivo - musica, cabaret, danza, anche burlesque - proprio mentre gli avventori degustano le portate di una cena che così diventa una serata con evento multisensoriale, che spesso dura anche qualche ora e può evolvere in un dopocena danzante…






Oggi sono cocktail bar o “risto chic” o ancor meglio ristoranti esclusivi tipo “fine dining” (quasi stile “Maison Milano” o “Sublimotion” di Ibiza, dove il conto è sempre a 4 o più cifre…) eleganti, anche con arredamento lussuoso, curato nei dettagli, con luci, costumi e musica scenografica in un contesto intimo e riservato, dove aleggia in sottofondo musica jazz o swing a creare un’atmosfera retrò, che offrono mixology e dinner di alta qualità in attesa dello spettacolo vero e proprio. Ma i locali deputati, non sono più attività senza insegne esterne o nascosti dietro ingressi anonimi e accessibili solo con prenotazione (o parole d'ordine come si faceva un secolo fa…). Anzi, oggi godono della grande notorietà che social e noti testimonial sono in grado di offrire e che recensioni TV (in “specialty channels”) e su piattaforme tematiche dedicate, chef stellati propongono con golosi menù all’altezza, raccomandandoli calorosamente perché lì si offre un'esperienza sensoriale completa, dove il cibo è solo una parte di un servizio meticoloso e di un'atmosfera ricercata e lo spettacolo ogni volta dà il benvenuto con cantanti e ballerini, strip-teaseuse, funamboli e trapezisti… assolutamente da vedere
Menù: https://www.kingcoleclub.com/img/menu-food.pdf

Via Fondazza, 83a Bologna
tel. +39 389 311 8418
Sunday and Monday: Close
Tue-Wed: 19.30 - 01.30
Thu-Sat: 19.30 - 02.00
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Tortino sì… Tortino no?

Il Tortino Porretta (prodotto dolciario da forno della Corsini Giuliano & C. Snc con stabilimento in Granaglione BO) iconica merendina italiana ideata dal fornaio Dino Corsini e dalla moglie Vatuglia tra il 1946 e gli anni '50 a Porretta Terme (BO) nacque come evoluzione a monoporzione, di una torta locale, probabilmente tra le prime in Italia. Caratterizzato dal profumo di limone, il prodotto ha segnato la storia della pasticceria artigianale poi divenuta industriale.
Tutto cominciò con Dino Corsini che aprì la sua bottega a Porretta Terme nel 1935, iniziando nel 1946 a produrre la classica "Torta Porretta" (da 500/750 g.) venduta inizialmente anche a tranci. Per evitare sprechi, successivamente, utilizzò l’impasto avanzato per creare piccole torte monodose, dando vita alla versione antesignana delle moderne merendine. Nel 1969 la produzione si trasferì a Bologna, mantenendo la tradizione artigianale, per poi spostarsi a Granaglione (BO) dove avveniva il confezionamento ancora curato manualmente. Oltre al classico gusto - dal profumo di limone - negli anni sono stati introdotte varianti allo yogurt, al cacao e alla farina di castagne (dal 2019). Secondo recenti notizie il proprietario, dopo avere valutato diverse soluzioni, dal subentro di altri operatori, alla vendita, dal rilancio – compresa l’ipotesi di un punto vendita aperto al pubblico a Crespellano – anche per raggiunti limiti di età, da aprile 2026, ha purtroppo cessato l'attività, chiudendo il laboratorio di Granaglione denominato “Giulian Corsini Snc”. La chiusura dello stabilimento ha comportato il licenziamento di cinque lavoratrici (attualmente in disoccupazione Naspi) a cui la proprietà (famiglia Corsini) aveva prospettato la possibilità di mantenere il contratto a tempo indeterminato, qualora si fossero rese disponibili al trasferimento lavorativo presso la nuova sede di Crespellano, cosa non fattibile per nessuna di loro, a causa della difficoltà di spostamento da Porretta (e anche per via dei turni). Inoltre, la Giulian Corsini Snc ha tentato, per non licenziare le cinque dipendenti, di esplorare – con il supporto di Progetti di Impresa (servizio della Città metropolitana e del Comune di Bologna che offre supporto gratuito ad aspiranti imprenditori e neoimprese) – la fattibilità del “percorso di auto imprenditorialità” (workers buyout) opzione che le lavoratrici hanno comunque preferito non perseguire. Per le associazioni di categoria della zona, la chiusura del laboratorio di Granaglione, ha infierito un grave colpo al tessuto economico e occupazionale del territorio, peraltro già fragile. I sindacati Flai-Cgil e Cgil Bologna hanno duramente condannato la scelta, definendola "grave e irresponsabile" a causa dell’assenza dell’azienda dal tavolo di salvaguardia istituzionale e hanno ribadito la necessità di un ulteriore confronto sulle conseguenze sociali di questa decisione unilaterale. Ma con il marchio “Tortino Porretta” - acquisito dalla “Dino Corsini srl” (nipote del pasticcere fondatore, che sta concretizzando l’acquisizione) - la produzione continua in via G. Brodolini, 5 a Crespellano, Valsamoggia (BO). Lì si trova anche lo spaccio dolciario. Nonostante il cambio di sede, il classico “Tortino”, considerato la prima soffice merendina italiana aromatizzata al limone confezionata in monoporzioni da 40 g., potrà continuare ad essere nella disponibilità della clientela perché la proprietà, con l’intenzione di non disperdere il know-how finora acquisito ancora dall’allora piccolo stabilimento di Ponte della Venturina, pensa, prossimamente, di attivare un punto distributivo proprio a Porretta Terme per rifornire di prodotti dolciari di loro produzione, la clientela della zona.

La ricetta: basta un quarto d’ora per prepararsela con questi ingredienti: farina di grano tenero tipo 0, zucchero, uova, soja, lievito in polvere per dolci, olio di semi di soja, latte intero in polvere, lievitanti (difosfato disodico, carbonato acido di sodio); buccia di limone grattugiato, succo di mezzo limone, baccello di vaniglia naturale (in alternativa confezione di aroma alla vanillina da 0,5 grammi). Procedimento: in una ciotola unite la farina con il lievito e lo zucchero e il succo di mezzo limone con la scorza grattugiata, versare il latte, l’olio e mescolare; unire le uova e lavorare il composto fino a quando risulterà liscio, poi versare negli stampini lasciando 1 cm dalla superficie. Sistemare le tortine ottenute su una placca e cuocere in forno statico preriscaldato a 180° per circa 20-25 minuti. Quando la superficie risulta dorata, sfornare e lasciare intiepidire le tortine. Ricordare che contiene glutine. Poi si possono degustare a colazione, a merenda… sempre!



DINO CORSINI S.R.L
Via G. Brodolini, 4
Località Crespellano
Valsamoggia (BO) - ITALY
Tel. +39 051 969072
www.dinocorsini.it
Vinitaly 2026: il futuro del vino con la tradizione che evolve e l’eccellenza, in calici che conquistano

Ben cinque ministri della Repubblica italiana per il taglio del nastro della 58ª edizione di Vinitaly – la Fiera Internazionale del Vino e dei liquori – che si tiene a Veronafiere dal 12 al 15 aprile p.v.: con il sindaco della città scaligera, Damiano Tommasi, i ministri Antonio Tajani (Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) Francesco Lollobrigida (MASAF) Adolfo Urso (MIMIT) Alessandro Giuli (MiC) e il “neo” del turismo Gianmarco Mazzi, con il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il governatore del Veneto, Alberto Stefani, il presidente della Provincia Flavio Massimo Pasini oltre a Lamberto Frescobaldi (pres.Unione italiana vini) Giacomo Ponti (pres. Federvini) e Antonella Sberna (vicepres. Parlamento europeo).
Per Tajani: “Il nostro vino è di altissima qualità ed è il frontman dell’export italiano”, per Lollobrigida: “Ogni bottiglia racconta un territorio”, per Mazzi: “Il vino non è una bevanda, ma è una storia importante che unisce territori, comunità e generazioni” e per il padrone di casa Federico Bricolo (pres. VeronaFiere): “Siamo tutti uniti, dalle associazioni alla politica passando per consorzi e altri enti. Pochi altri settori riescono a farlo come noi. Dobbiamo avere la consapevolezza di essere al top nel mondo e di avere una capacità di innovare come pochi altri. Un mondo che unisce dà positività e ottimismo sul medio e lungo periodo e sulle sfide da affrontare”.
Presente anche Matteo Zoppas (pres. Agenzia Ice) che ha parlato degli scossoni che stanno avvenendo a livello economico per l’attuale situazione contingente e ha concluso auspicando il raggiungimento dell'obiettivo di passare dagli 8 ai 10 miliardi di export del vino.
Vinitaly si conferma il Salone Internazionale dei vini e distillati di riferimento per 4.000 aziende espositrici e buyer provenienti da più di 130 Paesi distribuiti su 100mila mq e 18 padiglioni. L'evento ospita i principali produttori italiani ed esteri, con un focus sull'evoluzione del settore nuovi mercati, sostenibilità e vini biologici, verso la totale qualità. Vinitaly è già operoso col “Fuorisalone” Vinitaly and the City da venerdì 10 a domenica 12 aprile che coinvolge il centro di Verona della città Unesco, con oltre 70 appuntamenti, tra degustazioni e visite guidate, evento dedicato al pubblico e agli appassionati: situazioni, incontri e degustazioni per raccontare il vino. Uno straordinario viaggio attraverso prodotti e territori per promuovere la cultura vitivinicola, ma anche per scoprire piazze, palazzi e location esclusive spesso inaccessibili.

Vinitaly è il luogo dove la filiera globale del vino si incontra per quattro giornate dedicate al business, al networking e alla condivisione di esperienze e competenze. Concorsi, premi e percorsi formativi valorizzano l’eccellenza dei produttori e offrono nuovi strumenti ai professionisti del settore. Un appuntamento unico che trasforma la città in una capitale internazionale del nettare degli dei, coinvolgendo anche i wine lover alla scoperta dei migliori vini italiani.
Presenze Regionali: protagonismo delle regioni italiane (es. Piemonte con oltre 700 mq, Abruzzo pad. 12).
Vinitaly Bio: Spazio dedicato ai vini biologici, incluso il collettivo.
Incontri e Convegni: Focus sui mercati del vino e sfide geopolitiche (convegno UGIVI il 12 aprile).
Tra gli eventi imperdibili figurano la degustazione d'eccellenza OperaWine (inaugurale) il debutto del salone della mixology Xcellent Spirits, l’area dedicata ai vini naturali, biologici e biodinamici e le degustazioni tecniche di Vinitaly Tasting.
Ecco nel dettaglio gli appuntamenti chiave di questa edizione 2026:
OperaWine (Gallerie Mercatali): evento di gala firmato Wine Spectator che seleziona le 150 migliori cantine italiane, diviso quest'anno in "Legacy Icon", "Classic" e "New Voices".
Xcellent Spirits (Nuovo): tensostruttura di 1000 mq dedicata alla mixology, distillati e "quasi-vino", con il "Temple Bar" che ospita bartender di rilievo.
Vinitaly Tasting - The DoctorWine Selection: degustazioni guidate di alto profilo per scoprire le eccellenze italiane.
MicroMega Wines: focus sui vini prodotti in piccolissime tirature e da vitigni rari.
Enolitech & Sol&Agrifood: rassegne parallele dedicate alla tecnologia in vigna/cantina e all'agroalimentare di qualità.
Appuntamenti "Alternativi" e Off-Fair
Summa di Alois Lageder: storico evento che si è tenuto dall'11 al 12 aprile, focalizzato sulla biodinamica.
ViniVeri / VinNatur: manifestazioni dedicate ai vini naturali e artigianali, che da anni rappresentano un'alternativa di successo al salone principale
Per gli importatori, i grossisti, i distributori, gli agenti, i responsabili acquisti GDO, gli enoteche e ancora per i ristoratori, gli albergatori, gli operatori nel campo catering, i baristi e/o i sommelier di professione, Vinitaly è l’occasione per entrare nel mondo di un network d’eccellenza che sviluppa relazioni per i business in un contesto internazionale, restando aggiornati sulle novità del settore vitivinicolo, sfruttando le possibilità di networking fornite dagli eventi Vinitaly, incontrando in prima persona i migliori produttori italiani ed esteri e degustando la varietà di prodotti direttamente in fiera, scoprendo Enolitech, il salone internazionale dedicato alle attrezzature del design, dei prodotti e delle tecnologie per la produzione di vino e birra (davvero non è poco…).
E anche quest'anno UGIVI (Unione Giuristi della Vite e del Vino) invita soci, amici, operatori e professionisti all'ormai tradizionale convegno.


Veronafiere, Verona
Centro congressi ed esposizioni
Viale dell'Industria 46
Orari: 9:30 - 18:00
(ultimo ingresso ore 17:00)
mercoledì 15 chiusura alle 16:30
www.vinitaly.com






















































