50 World's Best Restaurants 2025: vince il peruviano-giapponese Maido
Quest’anno, la cerimonia di premiazione del principale evento food a livello globale, si è svolta per la prima volta in Italia e per di più in Piemonte - regione vocata all’enogastronomia - a Torino, all’ombra della “Mole” al “Lingotto”, storica sede della Fiat.
Più di un migliaio gli ospiti intervenuti al famoso “contest”, centinaia i media specializzati, altrettanti gli chef da tutto il mondo… Dunque, è stato designato il migliore ristorante del
mondo 2025: secondo il 50 World's Best Restaurants, è il Maido di Lima (Perù) condotto dallo chef Mitsuharu Tsumura (nato a Lima da famiglia di Osaka in Giappone) meglio conosciuto come "Micha", chef che ha iniziato la sua carriera tra due mondi e oggi è un autorevole rappresentante della cucina “Nikkei” (forma di gastronomia ibrida che combina gli ingredienti locali del Perù trattati con tecniche peruviane e nipponiche) un modus operandi di successo, sempre al centro dei trend gastronomici globali. Micha non nasconde di “contaminare i suoi menù anche con componenti italiani come il pesto, il Parmigiano Reggiano e finanche il caro vecchio e buon minestrone…
Secondo classificato l'Asador Etxebarri di Atxondo, in Spagna e terzo, il Quintonil di Città del Messico. Altri premiati, il ristorante “Potong” di Bangkok, insignito dell'Highest New Entry Award e il “Ikoyi” di Londra, a cui è andato l'Highest Climber Award, mentre il “Maxime Frédéric”, di Parigi, si è aggiudicato il The World's Best Pastry Chef Award.
Alla fine in classifica sono nove i ristoranti asiatici a conferma della tendenza in essere… anche se la nostra cucina resta una delle più apprezzate da tutti… lo confermano noti chef stellati: per Massimo Bottura i quattro pilastri della cucina internazionale sono: l’italiana, la francese, la giapponese e la cinese – In Cina coesistono otto cucine regionali tra cui spicca quella della provincia cinese dello Jiangsu, con un piatto veramente speciale: il “pesce mandarino scoiattolo” originario di Suzhou - oltre alla gastronomia più influente, quella di Pechino con il piatto più rappresentativo, l’“anatra laccata alla pechinese” – . Anche per Enrico Crippal’italiana è tra le migliori cucine perché è semplice, schietta, piena di passione e di tradizioni e piace a tutti perché è di facile comprensione, pure per Massimiliano Alajmo, che la definisce esempio di bontà e bellezza, cosa che non denigra le altre.

Questi sono i rappresentanti dell’italica “comida” (leggi cucina) premiati: lo chef Riccardo Camanini del “Lido 84” di Gardone Riviera (BS) - 16° posto - ; Niko Romito, chef del “Reale” di Castel di Sangro (AQ) - classificato 18° - ; Enrico Crippa, del “Piazza Duomo” di Alba (CN) - 31° - ; e chef Mauro Uliassi dell’“Uliassi” di Senigallia (AN) - 50° - ; ristoranti che, guarda caso, erano presenti pure nell’edizione del World's Best Restaurants dell’anno scorso a Las Vegas… mentre non c’erano lo chef Massimiliano Alajmode “Le Calandre” di Rubàno (PD) e “Atelier Moessmer” dello chef Norbert Niederkofler di Brunico (BZ) grande esponente della “Cook the Mountain”… che quest’anno hanno ben figurato! Woodford Reserve Icon Awardper lo chef e ristoratore Massimo Bottura e la compagna Lara Gilmore premiati per l'Osteria Francescana, eletta The World's Best Restaurant nel 2016 e nel 2018 e per la guesthouse Casa Maria Luigia dimora intima e raccolta del XVIII secolo, situata nella campagna modenese, luogo ricco d'arte contemporanea, libri, auto e moto italiane storiche e una dispensa piena di deliziosi ingredienti emiliani… il loro “ buen ritiro”.

“Torino è la giusta capitale culinaria, insieme alla regione Piemonte, per il programma di eventi e per la cerimonia di premiazione di The World’s 50 Best Restaurants 2025 – ha affermato William Drew, direttore editoriale di The World’s 50 Best Restaurants – E adesso è arrivato il momento del 50 Best in Italia, dove la cultura del cibo e dell’ospitalità sono profondamente radicate in questa destinazione storica, epicurea e affascinante”.

Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha dichiarato: “Siamo estremamente lieti e orgogliosi di aver ospitato un prestigioso programma di eventi internazionali come The World’s 50 Best Restaurants 2025. Torino è stata sotto i riflettori di tutto il mondo. Un’occasione preziosa per valorizzare e promuovere l’enogastronomia della nostra regione, da sempre considerata una delle risorse più importanti per i turisti di tutto il mondo”.
Insomma, al 50 The World’s Best Restaurants 2025 non solo cibo, ma vere e proprie “experiences”…

www.theworlds50best.com
DIBALDO: i cocktail dell’estate - tre spirits d’autore per un’esperienza sensoriale unica
Per la stagione estiva, DIBALDO invita a vivere un viaggio sensoriale attraverso tre gin d’autore – AG 107,86, Nostradamus e Paracelso – che uniscono intensità aromatica, ricerca olfattiva e un approccio al bere consapevole. Distillati eleganti, puri e ricchi di carattere, ideali per una mixology sofisticata e senza compromessi.
Forte di una filosofia che unisce qualità premium e rigore produttivo DIBALDO si distingue nel panorama degli spirits contemporanei con un’identità unica: ogni prodotto nasce da un’attenta selezione di botaniche pregiate e dalla volontà di esprimere la natura autentica degli ingredienti, senza ricorrere a coloranti, additivi o zuccheri bruciati. Con una gradazione di 45% vol e un’altissima concentrazione aromatica, i gin DIBALDO permettono di creare cocktail equilibrati con quantità contenute di alcol, promuovendo una cultura del bere consapevole e raffinato.

AG 107,86
Un omaggio all’argento, elemento nobile della tavola periodica (simbolo AG, peso atomico 107,86), questo gin si presenta con un profilo deciso e cristallino. Le bacche di ginepro selvatico dominano l’impatto olfattivo, seguite da un bouquet mediterraneo di fiori, spezie e scorze di agrumi. Puro e pulito al palato, AG 107,86 è perfetto per essere servito freddo, liscio o in Gin Tonic essenziali e raffinati, con toniche neutre e ghiaccio abbondante.

NOSTRADAMUS
Un gin visionario, complesso e profondo, che prende ispirazione dalle profezie aromatiche dell’Oriente. Fiori di agrumi, rosa damascena, spezie orientali e erbe mediterranee si intrecciano in una sinfonia di aromi elegante e persistente. Grazie alla sua elevata concentrazione aromatica, Nostradamus è ideale anche con dosaggi ridotti: bastano 3 cl di prodotto per realizzare un Gin Tonic completo, equilibrato e sensorialmente avvolgente.

PARACELSO
Ispirato al celebre medico-alchimista, Paracelso è una fusione armonica di scorze di agrumi, erbe mediterranee e cortecce. Il risultato è un gin fresco, dinamico, con una marcata impronta mediterranea che evoca l’estate in ogni sorso. Come gli altri spirits della linea, Paracelso si distingue per la sua struttura aromatica intensa, capace di brillare anche in miscelazioni leggere e bilanciate.
Gli spirits DIBALDO non sono solo prodotti, ma autentiche espressioni dell’estro di Baldo Baldinini. Ogni distillato, ogni liquore, ogni bitter e aperitivo è il frutto di una ricerca meticolosa delle migliori
botaniche del mondo e di una dedizione assoluta all’armonia del risultato. I gin DIBALDO sono vere opere d’arte della distilleria, frutto di una tecnica che mescola sapienza
artigianale e innovazione creativa. Ogni bottiglia racchiude una sinfonia di botaniche, dove il ginepro si intreccia con note di agrumi, spezie ed erbe aromatiche, evocando paesaggi e sensazioni lontane.
Perfettamente bilanciati in termini di freschezza e complessità, i gin DIBALDO sono ideali per cocktail che siano allo stesso tempo un piacere per la vista, per l’olfatto e per il palato.

La realizzazione di uno spirit è un lento processo in divenire,
un viaggio all’interno dei vini e delle botaniche che lo compongono.

©2024 DIBALDO SRL
Via Pasquale Tosi, 302
Santarcangelo di Romagna (RN)
Tel. +039 0541 1480055
www.dibaldospirits.com
Consorzio Morellino di Scansano: territorio, visione e confronto al centro di Rosso Morellino 2025


Due giorni di incontri con la stampa, degustazioni e nuovi progetti per raccontare l’identità del Sangiovesedella costa, tra passato, presente e futuro della denominazione.
Il Morellino di Scansano è un vino identitario, frutto di una visione comune dei produttori e di una ricerca della qualità che lo rendono sempre più apprezzato sia in Italia che all’estero. Questo è quello che è emerso in occasione della nuova edizione di Rosso Morellino, evento organizzato dal Consorzio Morellino di Scansano per mettere in connessione la stampa specializzata, i produttori e partner istituzionali, con l'obiettivo di raccontare il presente della denominazione e condividere la visione futura di uno dei Sangiovese più autentici d’Italia: quello che nasce in un territorio unico, lungo la costa della Maremma toscana.
“Rosso Morellino è molto più di un evento promozionale – afferma Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio – è un’occasione di ascolto e confronto, un’esperienza viva all’interno della denominazione per comprenderne tutti i caratteri che si ritrovano poi nei nostri vini. Il Morellino di Scansano infatti è frutto di una visione condivisa tra i produttori e di un impegno concreto nella ricerca costante della qualità; è un vino di struttura e carattere, contraddistinto al tempo stesso da morbidi tannini e da una nota sapida che gli donano una sorprendente freschezza. Condividere dunque ciò che siamo oggi, e ciò che stiamo diventando consolida il nostro percorso di riconoscibilità e ci permette di lavorare molto bene nei mercati italiani e di aprire numerosi canali internazionali.”
A rafforzare questa crescita e consapevolezza c’è la recente approvazione da parte dell’Assemblea della nuova menzione “Superiore”, attualmente al vaglio delle autorità competenti, che si aggiunge alle già presenti “Annata” e “Riserva”. Si tratta di un importante passaggio normativo e simbolico, che avvalora ancora di più il posizionamento qualitativo della denominazione ed è sinonimo di una sempre maggiore selezione, cura e rispetto nella produzione vitivinicola dei soci.
“In un contesto mondiale che resta complesso e in continuo cambiamento, il nostro auspicio è quello di continuare a crescere con coerenza e visione, rimanendo fedeli alla nostra matrice territoriale ma capaci di parlare un linguaggio contemporaneo. La forza del Morellino sta proprio in questa sintesi: essere rispettoso della tradizione, profondamente identitario e, al contempo, in grado di dialogare con il mondo” conclude Bernardo Guicciardini Calamai.

InGravel: il territorio del vino si scopre in sella
Il Consorzio Morellino di Scansano abbraccia anche il mondo del cicloturismo grazie alla rinnovata collaborazione con InGravel, evento organizzato da Andrea Gurayev e Werner Peruzzo di Saturia Bike che il 13 e 14 settembre porterà sulle strade bianche della Maremma numerosi appassionati di gravel bike. Percorsi cicloturistici, degustazioni in vigna e soste tra i borghi renderanno anche quest’anno l’esperienza immersiva e autentica, coniugando sport, paesaggio e cultura del vino.
“Con InGravel – commenta Alessio Durazzi, direttore del Consorzio – valorizziamo il nostro territorio con un linguaggio nuovo, che sta raccogliendo molti consensi positivi e raggruppando sempre più appassionati. Quello del Morellino di Scansano è il primo Consorzio in Italia ad attivare questa collaborazione con InGravel e ne siamo orgogliosi: è un modo per coinvolgere tante persone che magari scoprono questo territorio per la prima volta proprio pedalando tra le vigne, prima di innamorarsi del nostro vino”.
Morellino Carousel e ReWine: i cocktail che raccontano la modernità e la versatilità del Morellino
Anche la mixology diventa strumento di narrazione per il Morellino di Scansano, grazie a Morellino Carousel e a ReWine, i cocktail firmati dal bartender Julian Biondi. Il primo, ispirato al Futurismo e alla “Giostra d’Alcool” di Prampolini, bilancia il Morellino con bitter, frutti rossi e gazzosa in un mix fresco e armonioso, in cui il vino resta protagonista e intorno ad esso viene costruita una struttura che tocca aspetti bitter, frizzanti, agrumati e fruttati, donando una complessità finale. ReWine, a base di Morellino Riserva, whiskey e angostura, si propone come espressione della versatilità di questo vino anche nelle sue versioni più affinate.
Porsche, Repower, TeamSystem e il Parco della Maremma: partner di un Consorzio sostenibile e innovativo
In occasione di Rosso Morellino, il Consorzio ha presentato la partnership con cinque realtà d’eccezione che sposano i suoi valori green, dedicati alla sostenibilità e all’innovazione. Oltre alla ormai assodata collaborazione con InGravel, il Morellino ha all’attivo un’attività con il team Porsche Firenze, fortemente impegnato nella mobilità sostenibile, Repower, attiva nelle soluzioni per la mobilità sostenibile ed efficientamento energetico, e TeamSystem, che ha affiancato il Consorzio ponendo le basi per nuovi progetti in ambito digitale e gestionale. Accanto a loro anche il Parco della Maremma, lungo la costa tirrenica: un’area protetta che conserva un prezioso mosaico di ambienti naturali tra pinete, paludi, dune e macchia mediterranea, che svolge un ruolo fondamentale nella tutela della biodiversità del territorio, ospitando specie rare di flora e fauna e promuovendo pratiche sostenibili di conservazione e turismo.
Grazie a queste sinergie, il Consorzio rafforza la propria strategia di comunicazione e promozione, raccontando un Morellino di Scansano che guarda al futuro con radici ben salde nel presente e una storia che continua a evolversi.

Consorzio Morellino di Scansano D.O.C.G
Sala degustazione vini in Scansano
Via XX Settembre, 36 Scansano (GR) IT
Tel. +39 0564.507710
www.consorziomorellino.it

(a cura di Gianluigi Veronesi)
La Libera Repubblica di Castel d’Emilio apre le porte al Veneto nel cuore delle Marche
Sabato 28 giugno evento speciale del Grand Tour delle Marche: la Libera Repubblica di Castel d’Emilioapre le porte al Veneto nel cuore delle Marche: in programma animazioni, degustazioni, spettacoli ed attrazioni varie. 
Ebbene sì, il Grand Tour delle Marche approda a Castel d’Emilio, piccolo borgo medievale risalente all’anno 1200, incastonato tra le colline della “Terra dei Castelli”, nel comune di Agugliano (AN). È qui, nel cuore delle Marche, che Enrico Friziero, già CEO di T-Trade Group, padovano di nascita e di cuore, ha dato vita ad un pezzo di Veneto. Il borgo era quasi dimenticato e abbandonato a sé stesso ma, grazie all’apertura di un “bacaro” Veneto e di un albergo diffuso (Relais Castel d’Emilio) che consta di tre case vacanza, si è riacceso il tipico spirito di un meeting place.
L’impronta veneta è tale che sabato 28 giugno il Grand Tour delle Marche fa tappa nella suggestiva località dedicando a questa “enclave veneta” un evento speciale e per l’occasione l’antico borgo si trasforma nella Libera Repubblica di Castel d’Emilio, dando vita ad un coinvolgente programma di animazioni, degustazioni, spettacoli ed attrazioni varie. L’inconsueta iniziativa celebra il confronto tra tipicità e identità locali ed inizierà alle 15.30 con una caccia al tesoro per le vie dell’abitato dal titolo “L’isola fantasma di Venezia”. Nel palco allestito in piazza, alle 18.00 andrà in scena lo spettacolo “La Geniale Cortigiana” di e con Cesare Catà, recitazione di Pamela Olivieri e musiche di Fabio Capponi. Veronica Franco (la “Geniale Cortigiana”, appunto) nata nel 1546 a Venezia, ha vissuto sulla linea di confine tra la “cortigiana onesta” e la “poetessa”. Figlia di una nobildonna di corte, fu avviata alla professione di cortigiana dalla madre, ma riuscì a distinguersi per la sua intelligenza, cultura e abilità letteraria ottenendo il titolo di “poetessa”.Gran finale alle 21.30 con Gazebo in concerto, un artista che non ha bisogno di presentazioni! Gazebo, pseudonimo di Paul Mazzolini, è un cantante, musicista, arrangiatore e produttore discografico italiano affermatosi negli anni Ottanta nel filone musicale della Italo disco. Nei primi anni di carriera è riuscito a vendere più di 12 milioni di dischi. Presso il Bacaro Busèto e Bottòn, nel corso dell’evento sarà possibile assaggiare alcune icone gastronomiche venete, come i “folpi” e le sarde in saor, insieme a “cicheti”, spritz leggendari, vini ed aperitivi che strizzano l’occhio anche a golose escursioni nelle Marche!
Per creare la giusta atmosfera non mancheranno figuranti in maschere veneziane del ‘700. Tutti gli spettacoli sono gratuiti, ma sarà presente una delegazione di Emergency alla quale sarà possibile destinare donazioni libere.

Tutte le info su www.tipicita.it
Con il solstizio d’estate è arrivata anche la Notte Rosa!

Dal 20 al 22 giugno la Romagna si trasforma in un gigantesco palcoscenico a cielo aperto- -Oltre 100 eventi tra concerti performance, installazioni e fuochi d’artificio Il cast dell’RDS Summer Festival a Rimini dal 20 al 21 giugno con Aiello, BigMama, Carl Brave, Cioffi, Clara, Elodie, Fedez, Gaia, Ghali, Olly, Sarah Toscano, Sophie and the Giants, Tananai – E ancora, musica e divertimento, nelle piazze della Romagna con Paolo Belli, Le Vibrazioni, Eiffel 65, Paolo Cevoli, Space Invaders, Clara, Mirko Casadei, Sfera Ebbasta, Kledi Kadiu, Michelle Hunziker, Roy Paci e tanti altri. Famiglie protagoniste: spettacoli, laboratori, baby dance e carnevali estivi. Dalle escursioni a Boscoforte e nelle Valli di Comacchio alla pedalata dei fenicotteri rosa, fino alle albe in barca a Cervia, il lato slow e naturalistico della Notte Rosa conquista grandi e piccini. La magia dei parchi divertimento si tinge di rosa: esperienze immersive per tutta la famiglia.
L’estate italiana parte dalla Romagna. Dal 20 al 22 giugno torna la Notte Rosa, che quest’anno celebra la sua ventesima edizione con il claim ideato da Claudio Cecchetto “HIT’S Summer”, confermandosi come l’appuntamento simbolo dell’estate. Per un intero weekend la riviera e le colline si animeranno con concerti gratuiti, spettacoli, performance, installazioni artistiche, fuochi d’artificio e albe mozzafiato, trasformando ogni angolo in un palcoscenico e ogni piazza in una pista da ballo.
La Notte Rosa è un’esperienza collettiva, una moltitudine di eventi diffusi dalle grandi città ai piccoli borghi, una vera e propria “rassegna delle emozioni” che unisce spiagge, colline, centri storici, locali, luoghi d’arte e di incontro, tutti accomunati da un unico filo conduttore: la voglia di ballare, cantare e divertirsi. Da sempre ingrediente essenziale della manifestazione, anche quest’anno la musica sarà grande protagonista con un cartellone capace di spaziare tra generi, stili e generazioni, per regalare a tutti – famiglie, giovani, bambini, adulti, turisti e residenti – tre giorni di puro entusiasmo, inclusione e voglia di stare insieme.
A rendere unica l’edizione 2025 sarà anche la coincidenza simbolica con il Solstizio d’estate: mai come quest’anno la Notte Rosa sarà la festa che apre ufficialmente la stagione estiva in Italia. Il claim “HIT’S Summer” lo sottolinea con forza: un gioco di parole tra i successi musicali (“hits”) e l’inizio esplosivo della stagione più attesa dell’anno.

“La Notte Rosa da sempre incarna al suo meglio la vocazione all’ospitalità e alla socialità della Romagna – commenta l’Assessora Regionale al Turismo Roberta Frisoni – e in questi 20 anni ha saputo cogliere tendenze e cambiamenti nelle mode e nella società, conservando intatta la sua identità e forza e offrendo sempre agli italiani un’originale occasione di intrattenimento per tutte le generazioni. Dietro a questo weekend di festa c’è il lavoro di un intero territorio, dalla Regione alle amministrazioni locali, dai comitati di quartiere agli albergatori, operatori balneari, ristoratori e tanti altri, tutti uniti per regalare un momento di svago e divertimento sano. Quest’anno l’occasione per far festa sarà duplice, con la concomitanza con il Solstizio d’Estate, con cui si celebra la vita e la danza tra la luce e la notte. Una festa che sancisce l’avvio di un’estate che offrirà costantemente ai nostri turisti un programma ricco di appuntamenti, dalla Riviera Romagnola allo splendido entroterra”.
“La musica è la voce dell’estate romagnola – dichiara Jamil Sadegholvaad, Presidente di Visit Romagna – e la Notte Rosa ne è la celebrazione più iconica. Sarà una festa popolare e autentica, dove ogni città e ogni comunità avranno la propria identità artistica ma tutte saranno unite nel segno dell’ospitalità, che da sempre è il marchio di fabbrica della nostra terra. Una Romagna che vibra canta e danza, per tutti e con tutti. La Notte Rosa è diventata l’inno dell’estate italiana. Non è solo un evento, è un’emozione collettiva, un linguaggio universale che passa attraverso le note, il ritmo, l’entusiasmo. È la Romagna che sa reinventarsi e divertire, senza età e senza confini”.
“Hit’s Summer è la nuova veste della Notte Rosa, pronta a celebrare i suoi primi 20 anni dal 20 al 22 giugno lungo tutta la Riviera Romagnola. Saranno oltre 100 gli eventi tra musica, cibo, sport e mare, per inaugurare ufficialmente l’estate italiana. Il simbolo di questa festa dell’estate è il fenicottero rosa: non originario della Romagna ma che da tempo ha scelto il nostro territorio, come i turisti che quando conoscono questa terra se ne innamorano e ci ritornano ogni anno. “Hit’s Summer” diventa così un grande festival diffuso, moderno erede Festivalbar, pronto a unire borghi e città in un’unica, travolgente festa d’inizio stagione. Che spettacolo!” ha concluso Claudio Cecchetto, Visit Ambassador.
E poi ci saranno le “Albe in Rosa”, tra i momenti più poetici e suggestivi della Notte Rosa: appuntamenti in riva al mare per salutare il nuovo giorno tra musica dal vivo, meditazione, spettacoli e momenti di riflessione collettiva. Un rito contemporaneo che unisce il ritmo della notte con la dolcezza del risveglio, in un’atmosfera sospesa tra festa e meraviglia.
Un lungo fine settimana dedicato alla famiglia
La Notte Rosa è un evento per tutti, anche per i bambini, con tanti momenti dedicati alle famiglie. Un lungo weekend ricco di sorprese, spettacoli e attività pensate per incantare i più piccoli e regalare gioia e divertimento. Dalle performance di artisti di strada, clown e acrobati ai tanti laboratori che verranno organizzati per dare spazio alla creatività ed alla fantasia, fino ai giochi ed alle attività all’aperto per un pieno di energia e divertimento. E ancora le immancabili baby dance sulla spiaggia che, inviteranno tutti a scatenarsi in balli e coreografie coinvolgenti e gli attesissimi incontri con i personaggi dei cartoni animati: i beniamini dei bambini prenderanno vita per regalare abbracci, sorrisi e foto ricordo indimenticabili.
Le emozioni dei parchi di divertimento e nelle discoteche, una grande festa itinerante che coinvolge la Romagna intera
La Notte Rosa 2025 contagia anche i parchi tematici della Riviera con iniziative speciali e atmosfere incantate per tutte le età. Italia in Miniatura celebra l’evento con una vera e propria Notte Rosa in Miniatura: la spiaggia di Rimini si colora di sabbia rosa, ballerini in miniatura danzano il liscio sotto l’Arco d’Augusto, mentre la Nave del Sole di Casadei solca le acque dell’Adriatico in scala. Il claim “HIT’S SUMMER” campeggia tra i vicoli felliniani e le fontane del parco zampillano in rosa per accogliere i visitatori in un mondo da sogno.
Anche l’Acquario di Cattolica si tinge di rosa: nelle serate del 20 e 21 giugno il Percorso Blu ospita creature marine dai colori vivaci, tra coralli, meduse e pesci tropicali. In programma le spettacolari cibature di pinguini, lontre, squali toro e trigoni, per un’esperienza immersiva tra natura e fascino.
Aquafan Riccione si prepara a sorprendere: aperto di giorno per tutto il weekend della Notte Rosa, regalerà una visione notturna iconica con l’M280, lo scivolo più imponente d’Europa, illuminato di rosa e visibile già dall’autostrada. Oltremare Riccione, con i suoi percorsi dedicati all’evoluzione dell’uomo e del pianeta, accoglierà i visitatori con la fontana dei delfini tinto-rosa, per un ingresso che è già una festa. A Miramare di Rimini già dai primi di giugno e resterà per tutta l’estate il parco ispirato al capolavoro di Lewis Carroll Alice in Wonderland, una esperienza immersiva tra specchi, labirinti e regine.
Chi indossa un capo rosa nelle giornate de La Notte Rosa avrà un prezzo scontato per Fiabilandia.
Anche Mirabilandia si unisce alla Notte Rosa: sabato 21 giugno risate e leggerezza con Valentina Persia e il format Comedy Central Live, per una serata all’insegna del divertimento travolgente nel parco divertimenti più grande d’Italia.
Le discoteche più iconiche sono pronte a offrire show spettacolari e ospiti di fama internazionale. Tra questi, alla Villa delle Rose, l’atmosfera si farà incandescente con tre serate consecutive: si parte venerdì 20 giugno con Wonderland 90, un tuffo nei mitici anni Novanta; sabato 21 sarà la volta dei leggendari The Martinez Brothers, mentre domenica 22 il palco sarà tutto per Vidaloca, tra reggaeton, trap e latin vibes. Il Carnaby Club raddoppia l’appuntamento: venerdì 20 giugno beach party gratuito al Cocobeach (Bagno 106B) con dj set, gadget, animazione e cocktail dedicato. A mezzanotte la festa proseguirà nel celebre club di Rivazzurra, per ballare fino all’alba. Al Beky Bay di Bellaria Igea Marina, sabato 21 giugno è in arrivo il Duo Bucolico, simbolo della Romagna più surreale e scanzonata, mentre domenica sarà la volta degli Exodus, per un concerto potente e senza compromessi. A Space Riccione, sabato 21 giugno saliranno in console Steve Angello b2b Sebastian Ingrosso, accompagnati da Supermarket e G.EM, per una notte elettronica d’eccellenza.
Accanto al calendario di eventi, si mobilita anche il mondo delle imprese locali. Confartigianato Imprese di Rimini celebra la Missione Notte Rosa, un’iniziativa social che documenta la partecipazione attiva degli associati: estetiste, panificatori, gelatai, operatori balneari – ognuno a modo suo – sta contribuendo a colorare di rosa la Riviera. Dalle vetrine addobbate ai prodotti tematici, la Notte Rosa si conferma come un’occasione preziosa per unire creatività, identità e accoglienza.
Diverse le iniziative di privati e commercianti organizzate in occasione della manifestazione, ad esempio a Porto Garibaldi (FE) in alcune attività sono in vendita delle magliette del Lido dedicate alla Notte Rosa il cui ricavato sarà investito per gli eventi estivi.
Voglia di muoversi e stare bene: la Notte Rosa tra sport, relax, benessere, arte e cultura...
Scatta la tua foto della Notte Rosa
Cos’è La Notte Rosa per te? Cosa rappresenta? Come ti stai preparando? Taggaci con una foto. Quelle più in linea con la festa dell’estate in Romagna verranno condivise. Il tema è libero. Puoi ritrarre un paesaggio, un luogo significativo, un monumento, un simbolo, un oggetto o te stesso/a. L’importante è che rappresenti il tuo legame con La Notte Rosa. Posta la foto nel tuo profilo, tagga @lanotterosa.it e utilizza l’hashtag #LaMiaNotteRosa (vanno bene anche foto di archivio). Le foto verranno condivise sulla pagina Instagram e Facebook di La Notte Rosa. La partecipazione è aperta a tutti fino al 31 luglio 2025.
Per info: il sito web (https://www.lanotterosa.it) offre un’esperienza intuitiva e ricca di contenuti: aggiornamenti sul programma, strumenti per pianificare il proprio soggiorno, mappe interattive e suggerimenti tematici.
27 giugno: alla Mole Vanvitelliana di Ancona Celebrazione del 25° anniversario della nascita della IAI (Iniziativa Adriatico Ionica)
L'impegno di Borghi d'Europa nel progetto “L'Europa delle scienze e della cultura” (Patrocinio IAI)
Il 2025 rappresenta il 25° anno dalla nascita della IAI (Iniziativa Adriatico Ionica), che è un forum intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico-ionica.
La IAI ha origine il 19 - 20 maggio 2000 con la firma ad Ancona, da parte dei Ministri degli Affari Esteri di 6 Paesi rivieraschi (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Slovenia), della “Dichiarazione di Ancona” sulla cooperazione regionale quale strumento di promozione della stabilità economica e politica e del processo di integrazione europea.
Ai 6 membri originari si sono aggiunti l’Unione di Serbia-Montenegro nel 2002 (in seguito alla scissione del 2006, sia la Serbia sia il Montenegro hanno mantenuto la membership nell’Iniziativa) e la Macedonia del Nord nel 2018, la cui adesione è stata promossa dall’Italia nel corso del suo anno di presidenza dell’Iniziativa (Giugno 2017 – Maggio 2018).
Ad oggi la IAI conta 10 membri, essendo la Repubblica di San Marino è entrata a far parte dell’Iniziativa nel 2019 durante la Presidenza montenegrina.
Le Presidenze annuali da giugno a maggio dell’anno successivo si susseguono in base all’ordine alfabetico.
La Regione Marche, in collaborazione con l’Iniziativa Adriatico Ionica, il Comune di Ancona, la Camera di Commercio delle Marche e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, organizza il 27 giugnole celebrazioni per il 25° Anniversario della Dichiarazione di Ancona. L’evento sarà l’occasione non solo per ricordare un passaggio storico fondamentale per la cooperazione tra i Paesi dell’Adriatico e dello Ionio, ma anche per rilanciare una visione condivisa verso il futuro, sostenendo con determinazione il processo di allargamento dell’Unione Europea ai Balcani Occidentali. In tale occasione celebreremo questi 25 anni di impegno comune e guarderemo insieme alle sfide e alle opportunità che ci attendono.
Borghi d'Europa e il progetto L'Europa delle scienze e della cultura
L' Associazione Culturale Borghi d'Europa ha promosso il progetto “L'Europa delle scienze e della cultura,” patrocinato da ESOF2020 e dalla IAI (Iniziativa Adriatico Jonica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella Regione Adriatico Jonica), per realizzare un percorso informativo sui temi della sostenibilità.
I Paesi inclusi nel progetto sono: Italia, Croazia, Slovenia, Austria, Macedonia del Nord, Montenegro, Albania, Bosnia Erzegovina, Grecia, Serbia e San Marino.
Le Regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Marche, Abruzzo, Puglia, Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia.
(Ufficio Stampa: a Milano).
Il progetto si è sviluppato negli ultimi cinque anni, finalizzando i propri interventi all'obiettivo di “informare chi informa” e permettere, così, una valorizzazione e una conoscenza delle iniziative delle Istituzioni Europee.
*A marzo del 2024, nella sede del Parlamento Europeo di Milano, si era tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI).
La presentazione del progetto, svoltasi il 5 marzo ‘24 presso la sede dell’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano
In occasione delle elezioni europee di giugno 2024, Borghi d'Europa e Parlamento Europeo hanno deciso di riavviare il progetto di collaborazione informativa, per promuovere la partecipazione dei cittadini dei Borghi Europei all'evento elettorale e dare una solidità internazionale alla rinnovata scelta degli 80 Borghi per il prossimo quinquennio. Borghi d'Europa ha scelto poi un numero cospicuo di borghi dalla rete BELC, Rete europea di consiglieri regionali e locali.
°Infine, a partire da gennaio 2025 Borghi d'Europa cura una campagna d'informazione internazionale sui temi del 25° Anno della nascita della IAI. A tutt'oggi la rassegna stampa (giugno 2025), comprende oltre 300 servizi informativi pubblicati. A marzo 2025 a Milano, presso il Ristorante Giannino 2 L'Angolo d'Abruzzo, sono stati presentati i Percorsi Internazionali del Gusto, compresi nel progetto IL CAMMINO DELLE IDENTITA'. Cinque le Aziende che hanno accompagnato il viaggio de Il Cammino delle Identità in questi ultimi anni : Oselladore Caffè (Rossano Veneto, Vicenza) – Torrefazione e La Bottega che realizza da molti anni cesti aziendali e confezioni per ogni ricorrenza e vende prodotti artigianali gastronomici di altissima qualità); Salumificio Spader (Via Europa Unita, 13, 31010 Mosnigo TV) e Azienda Vinicola Valmelina (Mosnigo di Moriago della Battaglia), che ricerca e mantiene vive le ricette e i metodi di lavorazione antichi, utilizzando la moderna tecnologia solo per garantire l’igiene e la costante qualità dei prodotti) ; Konsum srl (Cornuda-TV), che opera nei settori della segnaletica stradale e della commercializzazione di prodotti di antinfortunistica e pulizia. Laura Panizutti (Consulente finanziario e patrimoniale di Conegliano che sostiene il progetto di Eurosostenibilità nell'area dei temi della finanza etica e sostenibile); Oleificio Andreassi (Poggiofiorito), dal lontano 1878 e da cinque generazioni la famiglia Andreassi produce con cura ed amore uno squisito olio extravergine d'oliva. assicurando la bontà sempre genuina bontà del suo olio, di Poggiofiorito, Borgo del Gusto, in provincia di Chieti, tra l'Adriatico e la Maiella, in una zona di dolci colline.
A La Morra (Borgo del Gusto- Cuneo), l'Agricola Gian Piero Marrone propone in frazione Annunziata i suoi vini bianchi e rossi. “A La Morra, nel cuore delle Langhe, per vivere un’esperienza unica. Dai filari alla bottiglia, fino ad arrivare in tavola: il nostro ristorante è l’occasione perfetta per vivere e assaporare un territorio in tutta la sua interezza. Dopo trent’anni di consolidata esperienza nell’accoglienza in cantina e nella preparazione di deliziosi pranzi, Agricola Marrone apre le sue porte per il servizio serale. Atmosfera soft e accogliente, piatti raffinati e ricercati accompagnati dai nostri vini, per una cena davvero indimenticabile.”

Associazione Culturale BORGHI d’EUROPA
via Brunico 22 - Milano
Via Lussemburgo n.42 - Padova
tel.+39 3290422618
www.italiadelgusto.com
www.borghideuropa.eu
www.grandistoriedipiccoliborghi.blogspot.com
Tre chef, una storia condivisa: cena stellata a sei mani tra intrecci di gusto e memorie condivise

La sera del 23 giugno, tra le luci raffinate e soffuse del ristorante INEO, selezionato nel 2025 dalla Guida Michelin e all’interno dell’Anantara Palazzo Naiadi Rome Hotel, tre grandi interpreti della cucina contemporanea si ritrovano per un evento speciale: una cena a sei mani che celebra amicizia, condivisione e talento. Protagonisti di questa esperienza esclusiva saranno Heros De Agostinis, padrone di casa, Gianluca Renzi, chef del ristorante stellato “Cannavacciuolo Le Cattedrali” sulle colline del Monferrato e Delfo Schiaffino, alla guida del ristorante stellato “La Speranzina” sulle rive del Lago di Garda.

Un tempo colleghi nelle cucine di Heinz Beck, oggi uniti da una solida amicizia e da un percorso professionale condiviso, i tre chef si incontrano di nuovo per cucinare insieme come ai vecchi tempi. Sei portate (due per ciascuno) più un dessert firmato da Heros De Agostinis saranno serviti su un unico tavolo imperiale, in una serata pensata come un viaggio a più voci tra memorie, esperienze e visioni.
Il menù, accompagnato da una selezione di vini curata dal sommelier Federico Spagnolo, esalterà il dialogo tra stili, territori e creatività:
BENVENUTO DEGLI CHEF
Grissino vegetale con finto lardo – Gianluca Renzi
Cannolo “contro la Norma” – Delfo Schiaffino
Currywurst – Delfo Schiaffino
Pollo e peperoni – Heros De Agostinis
Salad – Heros De Agostinis
MENU DEGUSTAZIONE
Pomodori e pomodori ghiacciati – Gianluca Renzi
Storione bianco ai tre caviali, rafano, ponzu affumicato e menta – Delfo Schiaffino
Etna Bianco Contrada Volpare Maugeri 2023
Raviolini di muhammara e frutti di mare con baharat dello chef – Heros De Agostinis
Plin di gallina bianca piemontese, gorgonzola, funghi e zafferano – Gianluca Renzi
Chardonnay Mameri Vigna Stradele Scarbolo 2022
Morone del Mar Ligure, soppressata gentile rossa piccante, cetrioli e peperoni – Delfo Schiaffino
Anatra, finferli, ciliegie, datterino rosso e lattuga di mare – Heros De Agostinis
Pinot Nero Sancaba Tenuta di Trinoro 2021
DESSERT
Limone, basilico e cassis – Heros De Agostinis & Daniele De Santi
Moscato Rosa Castel Sallegg 2022

La cucina di Heros De Agostinis è una narrazione che parte dalle radici italiane e si apre al mondo, trasformando ogni ingrediente in un ponte tra culture e memorie. I suoi piatti parlano di viaggi e contaminazioni, di ricordi personali e tecniche internazionali, creando un’esperienza sempre emozionante e multisensoriale.
Gianluca Renzi si distingue per una cucina che unisce raffinatezza, innovazione e rispetto per le tradizioni piemontesi, in un equilibrio misurato tra semplicità e tecnica. Le sue creazioni esprimono una profonda conoscenza della materia prima e una sensibilità estetica capace di sorprendere nella sua apparente essenzialità.
Delfo Schiaffino, invece, firma piatti liberi nello spirito, poetici nella forma e rigorosi nell’esecuzione, dove il territorio diventa musa ispiratrice. La sua è una cucina di pensiero e di emozione, capace di fondere tecnicae natura con rara eleganza.
La cena del 23 giugno sarà la celebrazione di una storia condivisa, un rito di memoria e creatività, una sinfonia di gesti, sapori e ricordi. Un’esperienza viva, sincera, cucinata a sei mani da tre chef che, pur seguendo percorsi diversi, continuano a emozionare il pubblico con la forza della loro autenticità.
L'appuntamento è per le ore 20.00.
I posti sono limitati.
Anantara Roma Palazzo Naiadi Rome Hotel: Immerso nello splendore dell'antica Roma, Anantara Palazzo Naiadi Rome Hotel, membro di The Leading Hotels of the World e del circuito Virtuoso, si trova nel cuore di Piazza della Repubblica e vanta un'affascinante storia architettonica con elementi originali commissionati da Papa Clemente XI per il Vaticano nel 1705. L'edificio sorge sulle antiche Terme di Diocleziano, le cui fondamenta, piscine e mosaici sono visibili dal piano inferiore attraverso luminosi pavimenti in cristallo. L'hotel, con un totale di 232 camere e suite, ospita il ristorante fine dining INEO e la prima Spa Italiana firmata Anantara. Inoltre, la struttura dispone di una delle più grandi terrazze panoramiche con piscina nel centro di Roma e il celebre ristorante SEEN by Olivier che propone una cucina fusion mediterranea e brasiliana.
Per maggiori informazioni su Anantara Palazzo Naiadi Rome Hotel, chiamare +39 06 489 381 o visitare www.anantara.com/en/palazzo-naiadi-rome
Piazza della Repubblica 46 Roma
Tel.: +39 06 4893 8061
www.ineoroma.com
ineorestaurant@anantara-hotels.com
Orari di apertura:
Dal martedì al sabato, dalle 19:00 alle 23:00
Lunedì e domenica chiuso (anche dal 5 gennaio
al 3 febbraio e dal 10 agosto al 1 settembre 2025)

(a cura di Gianluigi Veronesi)
Tutta la famiglia in piscina
Veneto. L’esperienza gastronomica arricchisce la vacanza al Barricata Holiday Village nel Delta del Po.
Restyling per il camping: nuovi servizi igienici e area lavanderia con lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie.
Tra Spray Park, piscina laguna, party e spettacoli serali il divertimento è assicurato per tutte le età.
La vacanza in famiglia è al Barricata Holiday Village. Nel cuore del Parco Naturale del Delta del Po, Patrimonio dell’Umanità e Riserva della Biosfera Unesco, il villaggio a 5 stelle del gruppo Isaholidays offre soluzioni ideali per famiglie, tra tende glamping di ultima generazione e mobil home spaziose e accoglienti. I locali per la ristorazione sono attenti anche alle esigenze e ai gusti dei piccoli ospiti, mentre l’animazione qualificata organizza tante attività che rendono la vacanza indimenticabile. Ma è soprattutto il grande parco acquatico con il colorato e innovativo Spray Park il must irrinunciabile dell’estate.
Divertimento nello Spray Park
È il posto preferito dai bambini: il divertente e colorato Spray Park! Si tratta di uno spazio di 400 mq e 6 metri di altezza dedicato interamente a speciali giochi per tutte le età. Getti d’acqua, spruzzi, scivoli, botti basculanti e numerose altre attrazioni coinvolgono grandi e piccini in giochi d’acqua divertenti e interattivi, in un mix di tecnologia e creatività.
Altra attrazione di richiamo dell’esclusivo parco acquatico di Barricata Holiday Village è la grande piscina laguna. Il fondo morbido e le isole con spruzzi d’acqua ne fanno uno dei maggiori divertimenti per i piccoli ospiti, ma anche un ottimo luogo per i genitori per dedicarsi a relax e tintarella. A questo proposito, si può usufruire anche della nuova area solarium immersa nel verde dedicata al relax di tutta la famiglia. E poi lapiscina con scivolo, dove praticare anche il fitness in acqua, la vasca natatoria di 25 metri, vasche idromassaggio e solarium attrezzato completano la ricca offerta per una vacanza di puro divertimento.
Il tutto condito dalla simpatica e qualificata animazione con team internazionale e specializzato che offre ogni giorno un ricco programma di attività per tutte le età. Mini e Junior Club con pizza party, baby show, scuola di cucina, face painting, baby dance si alternano per rendere indimenticabili le giornate dei piccoli ospiti a Barricata Holiday Village. Il divertimento continua nel nuovo parco giochi tra tappeti elastici, pista di macchinine, giochi di realtà virtuale e zucchero filato, nei Pool, Beach e Color Party e negli spettacoli serali da non perdere.

Il riso del Delta e l’ostrica rosa di Scardovari
Dopo una giornata ricca di attività, passeggiate sulla spiaggia e tuffi in piscina, ad attendere gli ospiti di Barricata Holiday Village un ristorante sotto le stelle dove gustare un menu ricco e vario, sia a pranzo che a cena. È il Cressente, che propone primi piatti, grigliate di carne e pesce, pizza, sempre con un occhio di riguardo per i prodotti locali a km 0 e di prima qualità. Accanto ai piatti internazionali, quindi, si possono conoscere le eccellenze del posto, come il pesce fresco, il famoso riso del Delta del Po, cozze, vongole e soprattutto le celebri ostriche rosa della Baia di Scardovari.
Ma non è l’unico locale dedicato alla ristorazione. Per pause golose, all’insegna di panini, hamburger, pizza, insalatone, dolci e gelati, c’è Soravento, il pool bar a bordo piscina. Un ambiente giovane e trendy caratterizza invece il Beach Bar, il posto ideale per snack e aperitivi in spiaggia al tramonto e per ballare sotto le stelle.
Menù speciali sono dedicati ai bambini, che hanno a disposizione menù studiati su misura, preparati con ingredienti nutrienti e genuini, ma anche spazi per giocare in attesa che i genitori finiscano di cenare. Un’attenzione particolare anche verso chi soffre di allergie e intolleranze, con piatti che rispondono alle diverse esigenze.
Che sia in riva al mare o in un fresco dehor immerso nel verde, l’obiettivo rimane lo stesso: offrire un’esperienza gastronomica degna di un villaggio a 5 stelle!
Restyling per il camping di Barricata
L’estate 2025 ha portato una ventata di novità nel camping di Barricata Holiday Village, in posizione privilegiata, a pochi passi dalla spiaggia. Il restyling ha interessato l’area dei servizi igienici per un totale di 250 mq, a livello estetico, tecnico e funzionale.
Sono stati creati 3 ambienti separati, di cui due per gli adulti e uno per i bambini.
Lastre in gres in nuances “terra”, con inserimenti in mosaico Bisazza caratterizzano gli ambienti per gli adulti, bagni, docce e una grande area lavelli con specchi retroilluminati. Lo stile è contemporaneo con materiali di pregio e colorazioni naturali. Particolare attenzione è stata posta al consumo d’acqua, prevedendo rubinetteria elettronica di ultima generazione.
L’energia dei colori e l’originalità delle grafiche caratterizzano invece l’ambiente dedicato ai piccoli ospiti, con sanitari e lavelli ad altezze diverse per i bambini di tutte le età, fasciatoi e vasche per i più piccoli.
All’esterno, in zona separata, il progetto si completa con l’area lavanderia, suddivisa in 2 ambienti. Una laundrette con lavatrici e asciugatrici a gestione computerizzata e pagamento elettronico. Non è necessario l’uso di detersivi, le lavatrici provvedono al necessario attraverso un sistema che regola le corrette quantità di detergente a seconda del programma scelto. Quindi, oltre ad essere facili da usare, sono rispettose dell’ambiente.
Una seconda area con lavelli e lavastoviglie risponde alle esigenze delle tavolate più “impegnative”. Il tutto per rendere ancora più confortevole la vacanza!
Agosto 2025: eventi, serate e spettacoli sotto le stelle
Oasi di divertimento, libertà e meraviglia, Barricata Holiday Village in agosto diventa ancora più vivace! La natura del Parco del Delta del Po abbraccia una vacanza ricca di eventi, serate e spettacoli indimenticabili sotto le stelle per un’estate tutta da vivere. Special guests e live music, Pool e Beach Party, Ferragosto con giochi, premi e musica no-stop. Inoltre tutti i giorni tante attività per gli ospiti di tutte le età, dal miniclub al fitness fino allo sport.
Barricata Holiday Village ha messo a punto le offerte migliori accompagnate a una politica di cancellazione super flessibile, con cancellazione gratuita fino a 21 giorni prima dell'arrivo. Qualche esempio: dal 31 luglio al 7 agosto 2025 una settimana in camping a partire da 540 euro per 2 persone; una settimana in casa mobile a partire da 1230 euro per 4 persone; una settimana in glamping a partire da 1325 euro per 5 persone. Dal 9 al 16 agosto 2025 una settimana in camping a partire da 595 euro per 2 persone; una settimana in casa mobile a partire da 1495 euro per 4 persone; una settimana in glamping a partire da 1435 euro per 5 persone. Tutti i dettagli nel sito www.villaggiobarricata.com
Il Gruppo Isaholidays comprende Isamar Holiday Village a Isola Verde di Chioggia (Ve) e Barricata Holiday Village, nel cuore del Delta del Po (Ro). Isamar Holiday Village, fondato nel 1971, è un punto di riferimento dei villaggi vacanze in Europa. Immerso in un’area verde di 33 ettari affacciata sul mare, con ampia spiaggia privata, ha un grande parco acquatico, aree divertimento per i bambini e ragazzi, ristoranti e locali, attrezzature per attività sportive, centro benessere e animazione internazionale. Tra le attività principali quella di Isamar Diving Center, con corsi e possibilità di escursioni. Poco distante da Isamar si trova Isaresidence Holiday Resort, un complesso residenziale con 160 appartamenti di design, all’interno di un grande parco affacciato al mare con spiaggia privata, piscina, ristorante e con accesso a tutti i servizi di animazione e sport del vicino Villaggio. Barricata Holiday Village, nel cuore del Parco Naturale del Delta del Po, è il luogo ideale per chi vuole riscoprire il piacere di una vacanza a contatto con la natura. Spiagge, lagune, boschi e dune tutte da esplorare a cavallo, in barca o in bicicletta per poi tornare in un villaggio perfettamente attrezzato per un soggiorno all’insegna del relax, del gusto e del divertimento.

Gruppo Isaholidays
Tel. 041 5535811

Villaggio Isamar
www.villaggioisamar.com
booking@villaggioisamar.com #isamar
@isamar_village
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Villaggio Barricata
www.villaggiobarricata.com
booking@villaggiobarricata.com
#villaggiobarricata
@barricatavillage
Pighin, grandi vini del Collio e del Grave, ottimi anche col menù bolognese della Bottega di Franco
Quando in redazione arriva un invito per un pranzo di lavoro – “press lunch” dice chi parla bene – in genere (quasi sempre) tutti declinano perché già impegnati, poi, però, piano piano, “qualcuno” si informa di dove sarebbe detto convivio e (se il posto vale la candela) quasi a malincuore, annuncia: “Se proprio non va nessuno, ci vado io…” (offrendosi eroicamente...).
Beh, nei giorni scorsi nella nostra redazione è andata più o meno così. E quel “qualcuno” era il sottoscritto. Solo che, contrariamente a quanto si legge nei romanzi d’appendice, dove il volontario è sempre ammirato e stimato, in redazione, invece – gli altri – si sono scambiati sguardi d’intesa (e di compatimento) come per dirsi sottecchi: “Ci avremmo scommesso...”.

D’altra parte l’invito era veramente sfizioso perchè il pranzo era a "La Bottega di Franco a pochi minuti dal centro di Bologna, dimora un tempo di una contessa bolognese (quando via Agucchi era ancora aperta campagna) locale passato agli onori delle cronache per la sua “casa sull’albero” con i tavolini a tre metri e mezzo di altezza, posti in mezzo alle chiome di due grandi ippocastani… (per mangiare proprio immersi nella natura).
Deus ex machina di tutto ciò è Giacomo Saltarelli che - con Simone Ropa ai fornelli - fa “taffiare” davvero molto bene gli ospiti, con il loro menù vario e invitante e il servizio attento e ben organizzato. Dunque l’occasione era... intrigante! Ciliegina… il tutto era voluto e predisposto dalla Azienda agricola Pighin, nota cantina del Collio e del Grave (grandi vini bianchi di qualità) in trasferta per presentare le etichette più rappresentative dei propri vitigni, vere espressioni dell’identità e della ricchezza enologica di quel (benedetto!) territorio che è il Friuli…

Per non dilungarci oltre, al tavolo con Roberto Pighin e la stampa specializzata:

antipasto: polpetta di ceci su crema di piselli e verdurine croccanti, abbinato a un Ribolla Gialla DOC Friuli Brut: colore giallo paglierino con riflessi citrini; “perlage” fine e persistente; profumo delicata fragranza floreale di genziana e agrumata di “lime” e buccia d’arancio; sapore fresco, secco, sapido di delicata persistenza da servire in “flûte alla temperatura di 6°- 8° C, stappato al momento; ottimo come aperitivo, con fritture delicate, pesce crudo.


entrée: Baccalà in tre modi: fritto, mantecato e cotto, abbinato a un Pinot Grigio DOC Friuli Grave 2024: colore giallo paglia, con riflessi ambra chiari; fruttato e floreale, con note di banana, ananas e fiori di glicine; secco al palato, ha un grande corpo e equilibrio; da bere a temperatura compresa tra +11° e +12°C; da abbinare a piatti a base di pesce, ma anche con risotti e zuppe di verdure, con piatti leggeri di carne bianca e formaggi dal sapore delicato; ideale se consumato giovane ma conservato bene, mantiene o guadagna carattere nel corso di 2 o 3 anni.


primo piatto: mezzo pacchero di semola Felicetti al pesto leggero di basilico, polpa di granchio blue e ragù di seppia, abbinato a Malvasia DOC Collio 2024: colore giallo paglierino brillante con tonalità verdognole; profumo avvolgente impronta floreale di ginestra e camomilla ed erbe aromatiche come santoreggia, rosmarino, timo, frutta secca e scorza d’arancio; sapore sapido, di buona struttura, piacevolmente fresco e persistente al palato ideale consumato giovane, ben conservato al riparo dalla luce e sbalzi termici, aumenta di personalità e può durare 3-4 anni mantenendo armonia e tipicità; piacevole per l’aperitivo, gli antipasti di mare, i piatti a base di funghi e con carni bianche, pure ideale in qualsiasi momento della giornata.


secondo piatto: suprema di galletto ripiene di patate e asparagi su fungo cardoncello e maionese allo yogurt, abbinato a Soreli Bianco DOC Collio 2020: colore giallo paglierino intenso lucente; intrigante fragranza fruttata e floreale: riconoscibili l’albicocca, la pesca, seguiti da garbati sentori di acacia, zagara e camomilla; sapore fresco, senza asperità, di buona struttura con elegante persistenza aromatica ed equilibrata sapidità; da bere con pietanze a base di pesce, formati saporiti di media stagionatura, “flan” e sformatini di verdure; ben conservato, al riparo dalla luce e sbalzi termici, mantiene armonia e tipicità per un periodo di 3-4 anni.


fine pasto: selezione di Parmigiano Reggiano 30/36 mesi, abbinato a Picolit DOC Collio 2019 (mitico…): giallo dorato più o meno carico; avvolgente, intenso, fruttato con netti sentori di acacia, fresia, albicocche, pesca matura e note di mele; giustamente dolce, caldo, di stoffa, aristocratica, grande equilibrio e armonia, al palato concede lunghe e persistenti sensazioni aromatiche complesse; il Picolit notoriamente è vino da meditazione, ottimo col Parmigiano Reggiano “ben stagionato”… e in abbinamento con il “foie gras”, il gorgonzola servito con il miele, confetture di pere o di fichi, piacevole anche con dolci secchi a base di mandorle; mantiene armonia e tipicità per 3-4 anni
Infine, dessert vari e caffè...

La terra del Friuli Venezia Giulia, dove la famiglia ha messo le sue radici, è tra le più vocate al mondo per la produzione di vini a bacca bianca. Conosciuta per questo fino dai tempi dei romani. Ma è anche terra di confine, abitata da un popolo forgiato dal duro lavoro in campagna, necessaria premessa per un prodotto di qualità e in questo contesto l’Azienda agricola Pighin ha dato un notevole contributo…
Duecento ettari nella zona Friuli Grave D.O.C., appartenuti a una nobile famiglia friulana, sono il punto di partenza per i fratelli Luigi, Ercole e Fernando. Siamo nel 1963 e in quel decennio l’azienda, in forte , sceglie l’architetto di fama mondiale Gino Valle per la costruzione dei nuovi uffici e della moderna cantina a Risano. Negli stessi anni la produzione si allarga con l’ottenimento di trenta ettari e una cantina di vinificazione a Spessa di Capriva, nella rinomata zona Collio D.O.C..
Fernando Pighin, insieme alla moglie Danila e i suoi figli, nel 2004 ad acquisire totalmente le proprietà delle tenute, oggi condotte con grande passione, entusiasmo e osservanza per i valori della terra.


C’è un filo conduttore tra tutte le generazioni di uomini e donne Pighin: il rispetto per la terra.
Il “gallo” è la mascotte delle Cantine Pighin e protagonista delle sue etichette:

“Nutrite il gallo
e non sacrificatelo,
perché è consacrato
alla luna e al sole.”
- PITAGORA -
Simbolo legato alla terra, il gallo impersonifica la luce del sole.
È l’icona di nobile ruralità dell’azienda Pighin, segno inconfondibile
sull’etichetta di ogni bottiglia prodotta.
La Pighin partecipa ai principali eventi enologici nazionali e internazionali e i suoi vini sono presenti nel circuito HO.RE.CA. e reperibili nelle migliori enoteche (ulteriori info sul sito).

FERNANDO PIGHIN & FIGLI S. Agr. a R.L.
Viale Grado, 11/1 Fraz. Risano - 33050 Pavia di Udine (UD) Italy
Tel +39 0432.675.444 - Fax +39 0432.675.999 – www.pighin.co


La Bottega di Franco
Via Agucchi, 112 Bologna BO
12:30/14:00 - 20:00/23:00 (tutti i giorni)
Chiuso sabato a pranzo e tutta la domenica
Tel.: 051 311243
www.labottegadifranco.com
prenotazioni@labottegadifranco.com
A Pirano “Colloqui con i produttori di vino”: viaggio tra calici, parole e orizzonti di mare

Pirano, comune della Slovenia – dall’aspetto tipicamente veneziano – conta poco meno di 18mila abitanti ed è uno dei principali centri turistici della Slovenia che appartiene alla regione del Litorale-Carso: si affaccia sulla costa adriatica e lungo il litorale nord-occidentale della penisola istriana, a breve distanza dal confine traSlovenia e Croazia. La cittadina si sviluppa lungo il vertice di una piccola penisola, Punta Madonna, protesa pittorescamente sul mare Adriatico. Al livello marittimo, Pirano si trova nella parte sud-est del Golfo di Trieste, (già parte del Golfo di Venezia). Pirano confina a sud, lungo l'omonimo Vallone ("baia") e il fiume Dragogna, con la Croazia, a nord (nel mare) con l'Italia e a est con i comuni di Isola d'Istria e Capodistria. La massima elevazione è a 289 m s.l.m., costituita dal monte Mogoron. A Pirano, per tutta l’estate, hanno organizzato degli incontri che coniugano enologia e “bien vivre”: infatti ogni venerdì - fino al 26 settembre - un appuntamento settimanale unisce l’incanto del tramonto sull’Adriatico all’intensità di un sorso che racconta la fertile terra carsica. Nella boutique del vino dell’Hotel Piran, a Pirano, incantevole borgo marinaro dell’Istria Slovena, “I Colloqui con i produttori di vino” offrono molto più di una semplice degustazione: sono un invito a rallentare, ascoltare e vivere un’esperienza di autentico dialogo enologico.

Un produttore diverso - settimana dopo settimana - racconta la propria visione enologica, accompagnando i partecipanti in un percorso di degustazione guidata tra etichette selezionate, identitarie e votate alla sostenibilità.
Ricordiamo che tra i vini sloveni, troviamo vini bianchi e rossi di alta qualità. I principali vini rossi prodotti sono lo Zametna Crnina, il Franconia e il Portoghese, mentre tra i bianchi vi sono lo Chardonnay, il Sauvignon e il Riesling Italico. Altri vini tipici della Slovenia sono il Rebula, il Pinot Grigio, il Refosco e ilTeran. In Slovenia si produce anche il Cvicek, un assemblaggio di almeno quattro tipi di vino, dalla qualità non eccezionale, ma molto amato.
A chiudere l’esperienza, un calice di spumante sulla Terrace 99 dell’Hotel Piran, dove la vista è semplicemente magnifica, col sole che cala e accende di riflessi dorati il blu dell’orizzonte….
I vini di territori straordinari che tengono insieme tradizione, eccellenza e capacità di pensare al futuro sono gli aspetti più belli dell’evento e l’eterogeneità dei suoi protagonisti con grandi nomi come il Consorzio dell’Istria Slovena Vinakoper o come l’azienda spumantistica Radgonske Gorice e anche eccellenze a conduzione familiare quali R & D Korenika di Isola o Klenart di Capodistria. I vignaioli ospiti provengono da alcune delle zone più vocate della Slovenia, che definiscono terroir unici, condividendo in alcuni casi affinità climatiche e varietali, pur conservando identità distinte per suoli, stili e tradizioni produttive. Aree diverse, accomunate da una visione contemporanea della viticoltura, caratterizzata dalla ricerca di autenticità e capace di riflettere in ogni calice un paesaggio, una filosofia, una storia viva: l’Istria Slovena, terra solare e mediterranea, dove la vicinanza del mare modella vini intensi, sapidi e ricchi di personalità; Goriška Brda (Collio), patria di bianchi raffinati e rossi complessi, sintesi perfetta tra tradizione mitteleuropea e spirito innovativo; Kras (Carso) territorio estremo, dove la viticoltura sfida la roccia e la bora: suoli poveri e clima danno vini a bassa resa, ma di grande concentrazione aromatica, salinità e tensione; Bizeljsko–Sremič, una zona collinare al confine con la Croazia, dove il clima continentale e i suoli marnosi favoriscono bianchi eleganti e spumanti di carattere, spesso prodotti con metodo classico; e Štajerska (Stiria slovena) un’area fresca e ventilata, situata a nord-est della Slovenia, nota per la finezza aromatica dei suoi bianchi, con profili tesi, minerali e di grande precisione espressiva.

L’occasione ideale per qualche giorno di relax
Per chi cerca un’occasione per staccare o per una vacanza, concedendosi qualche giorno di relax, questo evento è la chiave di un soggiorno ideale, grazie anche all’offerta wellness di Portorose e della zona, tra le più complete d’Europa, con luoghi straordinari come la Thalasso Spa Lepa Vida, circondata dai poetici silenzi delle Saline di Sicciole. A : Le saline di Sicciole (in sloveno Sečoveljske soline) sono le saline più settentrionali dell'Adriatico, e quindi in generale le più a nord del mare Mediterraneo. Sono site nel comune di Pirano nella regione Carsico-litoranea, nell'estremità sud-occidentale della Slovenia, nel nord-ovest della penisola dell'Istria, alla foce del fiume Dragogna vicino all'insediamento di Sicciole. Nel 1993 dette saline, quali prima zona umida della Slovenia, sono state incluse nell'elenco delle località tutelate dalla “convenzione di Ramsar”.

Esse sono importanti quale importante intreccio di ecosistemi, che unisce le forme di transizione tra gli ecosistemi branchiali marini, quelli di acqua dolce e quelli di terraferma. La varietà delle specie di volatili che nidificano e svernano in questo ambiente è sostanzialmente maggiore rispetto ad altre aree. In base a questi accertamenti il governo della Slovenia ha proclamato nel 2001 le saline parco naturale, mentre l'area del museo delle saline è stata proclamata monumento culturale d'importanza nazionale. Oggi le saline sono l'ambiente umido di maggiore estensione della Slovenia (650 ettari) ed al contempo la località nazionale più importante dal punto di vista ornitologico. Il sale prodotto, denominato Sale di Pirano (in sloveno Piranska sol) è stato definito un prodotto alimentare tipico a livello europeo.
Il calendario degli appuntamenti

13.06.2025 – Vilij Bržan, Istria Slovena
20.06.2025 – Vinakoper, Istria Slovena
27.06.2025 – Constantini, Goriška Brda
04.07.2025 – Boris Lisjak, Carso
11.07.2025 – KlenArt, Istria Slovena
18.07.2025 – Rodica, Istria Slovena
25.07.2025 – Rodica Spirits, Istria Slovena
01.08.2025 – Familija Haloze, Stiria
08.08.2025 – Brič, Istria Slovena
15.08.2025 – Vina Movia, Goriška Brda
22.08.2025 – Santomas, Istria Slovena
29.08.2025 – Penine Rebula, Carso
05.09.2025 – Penine Istenič, Bizeljsko–Sremič
12.09.2025 – R & D Korenika, Istria Slovena
19.09.2025 – Marjan Simčič, Goriška Brda
26.09.2025 – Radgonske Gorice, Stiria
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www.portoroz.si/it

(a cura di Gianluigi Veronesi)
Salone del Camper di Parma - dal 13 al 21 settembre p.v. - nei padiglioni di Fiere di Parma – aperta la biglietteria on line –

Week end in camper: 5 idee per week end in Italia e all’estero, tra mare, lago, montagna, città e parchi.
Aperta la biglietteria on line della 16^ edizione del Salone del Camper , organizzata dal 13 al 21 settembre 2025 da Fiere di Parma in collaborazione con APC, Associazione Produttori Caravan e Camper . Sarà possibile acquistare il biglietto sia nel sito della manifestazione www.salonedelcamper.it che nel sito www.mailticket.it.
L'appuntamento fieristico è il momento più atteso dell'anno dalla community dei camperisti, occasione privilegiata di confronto ed incontro del settore, dove si potranno vedere tutte le novità, acquistare mezzi ricreazionali, parlare del futuro del comparto.
Il Salone del Camper avrà come di consueto il suo focus nel prodotto, ma dedicherà ampio spazio a 3 sezioni complementari: Area Shopping, Accessori e Percorsi e Mete . Uno spazio, quest'ultimo, ampio e molto curato, dedicato alle destinazioni turistiche, dalle regioni italiane ai paesi europei.
5 idee per un weekend in camper, in Italia ed Europa

In città a Gorizia, capitale europea della cultura 2025
Il camper è il compagno ideale per andare a conoscere piccole o grandi città ricche di cultura e di arte. Per l’anno in corso una meta da non perdere è Gorizia, capitale europea della cultura 2025 assieme a Nova Gorica: un evento storico che celebra l'unione tra Italia e Slovenia. Il progetto propone un ricco programma di eventi culturali, artistici e musicali per tutto l'anno. In città sono assolutamente da vedere il Castello, fortezza medievale con vista sulla città; Piazza della Transalpina, simbolo dell'unione tra Italia e Slovenia, con una targa che ricorda la caduta del muro che divideva Gorizia e Nova Gorica; Palazzo Coronini Cronberg, residenza storica con arredi d'epoca e un bel parco; il Parco della Pace e Monte Sabotino, luoghi legati alla Grande Guerra, e il Duomo dalle decorazioni barocche e un pulpito del ‘700.
In questa zona che si estende dall’Isonzo al confine nazionale, si percepisce non solo l’anima italiana ma anche un mix di quella slovena e asburgica, tanto che la città è trilingue. Il suo fascino di frontiera è anche simbolo di unione tra popoli diversi. Qui si possono scoprire paesaggi e luoghi della Grande Guerra, passeggiando tra i sentieri resi con il tempo monumenti alla memoria. Ma se invece si vuole vivere in mezzo al verde il Collio propone dolci colline, vigne e buon cibo: dalla jota (una zuppa a base di crauti, fagioli e patate) al gulasch (stufato di carne speziato), dagli strucchi (dolcetti ripieni di frutta secca e spezie) al frico (a base di formaggio Montasio e patate).
Al mare, vacanza attiva a Rimini
Rimini è una delle località balneari iconiche della costa adriatica, prediletta il sole, il mare, la movida, ma anche per le proposte di vacanza attiva in spiaggia. Qui si può fare colazione sul pedalò e poi la giornata tra gli oltre 100 micro-eventi, dal foot volley al karate, dal beach tennis allo spikeball, dal BeTable al Teqball. Per tutta l’estate, i bagni propongono calendari di appuntamenti dedicati al benessere: sessioni di power yoga, pilates, no gravity yoga e camminata metabolica, pilates e sup pilates; e ancora run training, crossfit, hyrox, functional mobility, calisthenics, zumba, cycling, gluteo power, total body, core taining, postura e flow.
Tra gli appuntamenti imperdibili, il Soulhands Festival, prima tappa del campionato italiano di surfskate, la gara di long board dancing su una pedana di 30 mq., Giocaestate con lezioni gratuite di aerobica, ginnastica e dance sulla sabbia e in riva al mare. Sulla spiaggia è anche possibile praticare tutto l’anno la tecnica del Nordic Walking, mentre nei numerosi centri nautici dislocati lungo la costa si possono noleggiare pedalò, mosconi a remi, SUP e paddle surf, barche a vela, gommoni, catamarani e windsurf per cavalcare le onde. Le ultime tendenze sono il wing surf o wing foil, wakeboard e il fly-fish. Una mostra diffusa fra circa 200 plancesulla spiaggia avrà come protagonista il progetto grafico “Ciao Rimini Ciao”, che trasforma l’arenile in un percorso espositivo.
Al parco, da Valeggio sul Mincio a Verona
Sempre di più sono amate le mete che regalano esperienze in giardini d’epoca e orti botanici storici. Il Parco Giardino Sigurtà a Valeggio sul Mincio è un’oasi ecologica conosciuta per le innumerevoli varietà botaniche presenti, ha una superficie di 600.000 metri quadrati e ospita il Labirinto, il Grande Tappeto Erboso, 18 laghetti e nel 2023 ha vinto il Garden Tourism Award come parco più bello al mondo. È famoso per le sue fioriture stagionali, tra cui la Tulipanomania in primavera, il Viale delle Rose in maggio e le ninfee e fiori di loto in estate. Ospita eventi culturali e naturalistici, come Pecoratosando, un'iniziativa dedicata alla tosatura delle pecore e alla lavorazione della lana. Nato da un progetto del conte Giuseppe Inga Sigurtà, in collaborazione con Adrian Fisher, ospita 1.500 piante di tasso, che disegnano un percorso su una superficie di 2.500 metri quadrati; al centro sorge una torre che si ispira a quella del parco Bois de Boulogne di Parigi: da qui si possono ammirare i Giardini Acquatici e la Grande Quercia che, con i suoi 400 anni d’età, rappresenta uno degli alberi più antichi del Parco. Altri luoghi di interesse sono: il Castelletto, la Meridiana Orizzontale, la Pietra della Giovinezza e l’Eremo. Il Giardino può essere scoperto a piedi, con golf-Cart elettrici, trenini panoramici o in bicicletta.
In montagna, tra i sentieri della Svizzera
Trail running, escursionismo, vie ferrate, parchi avventura, bici e mtb, la Svizzera offre 65.000 km di sentieri segnalati per esperienze in quota tra pascoli e boschi. Sono più di 800 le riserve forestali naturali, in cui i boschi crescono prevalentemente senza l’intervento dell’uomo e non vengono coltivati ormai da decenni. Sono aree particolari, tutelate e spesso accessibili ai visitatori: con i suoi 600 ettari il bosco di Bodmeren nel Canton Svitto, è considerato il più esteso bosco di abeti Rossicon dell’intero spazio alpino. È un ampio paesaggio carsico solcato da grotte, in cui un albero su tre ha tra i 250 e 400 anni, e il più vecchio addirittura 500 anni. La foresta di l’Ecorcha sorge su un ripido pendio sopra il lago omonimo. L’area ha un’estensione equivalente a 30 campi da calcio ed è coperta da abeti che raggiungono i 44 metri di altezza e i 450 anni di vita, ospita il sottobosco svizzero più ricco di specie, ed è sopravvissuta alla frana del 1749 da cui è nato il Lago de Derborence, il più giovane lago naturale d’Europa. Dal 1959 è riserva protetta. Con un’estensione di 5,5 ettaricirca, la foresta di Uaul Scatlè si trova al di sopra della località grigionese di Brigels, ad un’altitudine di circa 2.000 metri sul livello del mare, ed è la riserva protetta di abeti più alta d’Europa. E’ incastonata fra ripide fasce rocciose, campi di detriti e lingue di valanghe, da cui il nome “Scatlè”.
Al lago, a Villach in Austria
Sono una trentina i campeggi che si possono trovare a Villach in Austria, la maggioranza degli esercizi gode di ottime referenze sulla guida ADAC-Campingführer e alcuni dispongono anche di area Wellness o Spa. Nove strutture ricettive sono state insignite del marchio di qualità “Kärnten Qualitätssiegel”, un riconoscimento che il locale Ente del Turismo attribuisce in merito all’eccellenza dei servizi offerti. I campeggi sono distribuiti nell’intera regione turistica: sul Lago di Afritz, intorno al Lago di Faak, nell’area del Lago di Ossiach, nelle vicinanze di Villach e altri nella valle Gailtal. In alcuni casi si ha l’affaccio diretto sui laghi, con spiagge attrezzate per rilassarsi sulle rive: qui si può nuotare, e fare sport come canoa e kayak, vela, windsurf, sci nautico e stand up paddling (SUP). I più piccoli si possono divertire con le evoluzioni aeree dei rapaci al Castello di Landskron, o alla “Montagna delle Scimmie”, con i macachi giapponesi, dove si possono osservare da vicino, guidati da zoologi. Per chi vuole provare un po' di brivido c’è il parco avventura Familywald Ossiacher See, attrezzato con percorsi d’alta fune, tree walk e tree house e una Fly-line che attraversa tutto il bosco. Ma si può seguire anche la “Kletterwald” (percorso sospeso) sulla Gerlitzen Alpe e sulla Taborhöhe.
In tutta la Carinzia sono poi stati organizzati degli Slow Trail, percorsi "a ritmo lento", in totale 20 itinerari su sentieri che misurano meno di dieci chilometri, con un dislivello massimo di 300 metri, frazionabili in modo da risultare accessibili a tutti, anche a chi non ha preparazione atletica. Percorsi praticabili in meno di tre ore. A Villach ce ne sono quattro che si snodano attorno ai laghi, permettendo di passeggiare lungo acque: il sentiero “Bleistätter Moor”, quello del “Monastero di Werberg”, l’“Afritzer See” e i due percorsi del “Faaker See”.
In tutte le destinazioni citate è possibile trovare numerosi campeggi, villaggi e aree sosta camper, da raggiungere con la propria “casa” viaggiante: il camper!

Il Salone del Camper di Parma è la più importante fiera dedicata al caravanning e al turismo en plein air in Italia. Vi partecipano ogni anno i principali produttori europei di veicoli ricreazionali, i più famosi marchi della componentistica e dell'accessoristica e attrezzature per il campeggio. Appuntamento imperdibile per gli appassionati delle vacanze outdoor e del camper live-style è il secondo per importanza a livello europeo, con oltre 100.000 visitatori e un numero sempre crescente di mq espositivi e aziende presenti. Fiere di Parma è un quartiere fieristico di quattrocentomila metri quadrati, al centro dei poli della grande attività produttiva del Nord e del Centro Italia. Fiere di Parma è un quartiere fieristico di quattrocentomila metri quadrati, al centro dei poli della grande attività produttiva del Nord e del Centro Italia.

Salone del Camper di Parma
c/o Fiere di Parma
Viale Esposizioni 393 A - Parma
Tel. 0521 9961
Nostromo presenta Pro+Vital e Pro+Boost, le due nuove insalate "Mix&Go": equilibrio e gusto in formato sostenibile


Dall’elevato tenore proteico, appetitose e bilanciate dal punto di vista nutrizionale, le nuove insalate pronte sono perfette per una pausa pranzo ricca di sapore e benessere.
Con l'arrivo della bella stagione, cresce il desiderio di piatti freschi e leggeri, pronti in un attimo. “Nostromo”, storico brand di riferimento nel settore delle conserve ittiche, risponde a questa esigenza ampliando la sua gamma di insalate pronte "Mix&Go" con due nuove proposte: Pro+ Vital e Pro+ Boost, perfette per un pranzo bilanciato e saporito, da gustare in ufficio, a casa, o in qualunque altra occasione out-of-home.
Le nuove insalate Nostromo sono il risultato di ricette equilibrate, dal profilo nutrizionale completo, realizzate con ingredienti selezionati e genuini. Sono ideali per chi ha poco tempo da dedicare alla cucina, ma non vuole rinunciare a una pietanza proteica e saporita.
Mix&Go Pro+ Vital ricarica le energie grazie alle proteine del miglior Tonno Nostromo, abbinato a lenticchie, bulgur e un mix colorato e bilanciato di verdure, tra cui peperone rosso, mais, cipolla, carota, zucchina e pomodoro. Completano la ricetta semi di zucca e succo di limone, che dona una fresca nota mediterranea.
Un gusto intenso e sfizioso caratterizza anche Mix&Go Pro+ Boost, che combina sapientemente un binomio classico come tonno e fagioli, alla freschezza di pomodoro, carota, olive verdi e nere. Arricchita da avena e semi di zucca, questa insalata “apri e gusta” rappresenta un pasto completo e bilanciato.
Come le altre proposte della gamma Mix&Go, Fusion, Rustica, Mediterranea e Messicana, anche le nuove insalate pronte Nostromo sono racchiuse in una pratica confezione da 190 grammi. Inoltre, sono confezionate in modo sostenibile, senza plastica, utilizzando solo acciaio e carta riciclabile certificata FSC.
Pro+ Vital e Pro+ Boost della linea Nostromo Mix&Go sono disponibili in grande distribuzione al prezzo indicativo di 3,49 euro.

Grazie all’innovativa miscela di olio extravergine d’oliva e olio di lino, "Tonno Leggero" è la soluzione perfetta se cerchi leggerezza senza rinunciare al gusto. Tonno Leggero ha il 60% di grassi in meno rispetto alla media del contenuto in grassi sulla quantità netta delle conserve di tonno all’olio d’oliva dei principali attori del mercato. Dati di vendita Nielsen (febbraio 2024).

Nostromo (www.nostromo.it) è una marca storica nel mercato alimentare italiano. Fondata nel 1951 a Grado, è rinomata per pescare, selezionare e preparare solo il miglior tonno: compatto, tenero e saporito. Oggi è un’azienda moderna, focalizzata sull’innovazione e con un’ampia gamma di prodotti nella categoria delle conserve ittiche. Dal 1993 fa parte di Nauterra, una multinazionale spagnola con stabilimenti in tutto il mondo.
Nauterra (www.nauterra.com) è un'azienda alimentare globale il cui obiettivo è di avvicinare i consumatori a un'alimentazione sana pur mantenendo il meglio della natura. Fondata in Spagna nel 1940, l'azienda mantiene vivi i valori che sono stati il motore del Gruppo per oltre 80 anni di vita: tradizione, prodotti sani, innovazione continua, impegno e responsabilità. Presente in 68 Paesi, Nauterra rappresenta la passione per il mare e il suo impegno per la terra attraverso i suoi tre marchi principali, punti di riferimento per l'alimentazione di qualità, Calvo, Gomes da Costa e Nostromo. L'azienda ha più di 5.000 dipendenti, distribuiti in 7 paesi e con stabilimenti di produzione e imballaggio in Spagna, El Salvador e Brasile. Nauterra ha assunto 21 obiettivi, con un orizzonte di conformità al 2025, in materia di gestione responsabile in tre aree chiave per l'organizzazione: oceani, ambiente e persone. Inoltre, è firmatario del Global Compact delle Nazioni Unite, aderisce al Codice di Buone Pratiche Commerciali nelle Contrattazioni Alimentari ed è membro di Amfori, la principale associazione commerciale mondiale dedicata al commercio aperto e sostenibile.

NOSTROMO S.P.A.
Società per Azioni con Socio Unico
Sede legale: MODENA (MO)
Viale Virgilio 42-42/A/P
www.tonnonostromo.it
L'Ambasciatore del Belgio in Italia in visita al Choco-Story di Torino
Pierre-Emmanuel De Bauw ha scoperto il primo museo della rete internazionale inaugurato in Italia, un progetto che valorizza l'eccellenza dolciaria piemontese e la tradizione belga del cacao.
Una visita dal sapore speciale quella che lo scorso 4 giugno ha portato l'Ambasciatore del Belgio in Italia, Pierre-Emmanuel De Bauw, a visitare le sale del Museo del Cioccolato e del Gianduja Choco-Story di Torino. Accompagnato dal neonominato Console Onorario del Regno del Belgio a Torino, Giovanni Vittorio Giunipero di Corteranzo, il diplomatico ha potuto scoprire questo straordinario ponte culturale che unisce la tradizione belga del cioccolato con l'eccellenza piemontese. Ad accogliere gli ospiti d'onore Alberto Molinari, general manager di Puratos Italia, azienda con sede a Parma, parte di Puratos Group, multinazionale belga che offre ingredienti e soluzioni per panificazione, pasticceria e cioccolato, Pierangelo Rossetto direttore di Puratos e Beatrice Cagliero direttrice del Museo Choco-Story Torino, aperto poco meno di un anno fa in Via Paolo Sacchi 38, rappresenta il primo museo della rete internazionale Choco-Story ad aprire in Italia e il quindicesimo a livello mondiale.
Anche in questo caso, l’originale spazio espositivo nasce dalla passione e dalla visione di Eddy Van Belle, azionista ed ex presidente di Puratos Group, che ha fatto della passione per la storia del cioccolato la sua missione. Van Belle ha ideato il concept dei musei Choco-Story, già presenti in Belgio, Francia, Repubblica Ceca, Libano e Messico, con l'obiettivo di raccontare al grande pubblico l'affascinante evoluzione di questo alimento partendo dalla pianta del cacao sino alle moderne creazioni dolciarie.
Il percorso museale dedica particolare attenzione al profondo legame tra il Piemonte e la tradizione del cioccolato tanto che per la sede torinese il nome completo è diventato Museo del Cioccolato e del Gianduja. La seconda parte dell'esposizione racconta come la storia di Torino sia intrecciata indissolubilmente con quella del cacao: dalla prima licenza per commercializzare la bevanda al cioccolato, rilasciata nel 1678 da Madama Reale Giovanna Battista di Savoia Nemours, fino alla nascita del Gianduiotto a metà Ottocento, primo cioccolatino incartato al mondo e oggi riconosciuto come prodotto IGP.
Particolarmente affascinante la sezione dedicata alle macchine storiche di inizio Novecento, ancora perfettamente funzionanti, che testimoniano l'arte artigianale della lavorazione del cioccolato. Questi preziosi macchinari erano rimasti fino ad oggi nascosti nei laboratori della Pasticceria Pfatisch - Locale Storico d'Italia - e ora finalmente possono essere ammirati dal pubblico.
«In me questa visita suscita un sentimento di orgoglio, orgoglio per i legami tra il Belgio e il Piemonte resi possibili tramite il cioccolato, e orgoglio perché vedo il gruppo Puratos così attivo nella promozione del cioccolato qui in Italia» ha dichiarato l'Ambasciatore Pierre-Emmanuel De Bauw durante la visita - Alberto Molinari, general manager di Puratos Italia, nonché consigliere in diplomazia economica del Belgio, ha sottolineato l'importanza di questo momento - «È un grande onore e orgoglio avere qui oggi l'Ambasciatore del Belgio in Italia e poter mostrare il grande lavoro realizzato in questi mesi per creare questo posto unico in Italia. Questo Museo del Cioccolato esprime il profondo legame tra il cioccolato e la città di Torino, anzi il Piemonte e l'Italia intera. Il Belgio è uno dei paesi protagonisti quando si parla di cioccolato di qualità e aver realizzato questo museo grazie al Presidente di Puratos e alla famiglia Van Belle è motivo di grande orgoglio per tutti noi».

Francesco Ciocatto, proprietario della storica Pasticceria Pfatisch, ha evidenziato il successo dell'iniziativa: «È una cosa bellissima essere riusciti a realizzare questo museo del cioccolato che sta funzionando molto bene e attira molte persone. Pfatisch è un Locale Storico d'Italia e possedeva questi macchinari di inizio Novecento che era un peccato non poter esporre. La collaborazione con Eddy Van Belle ci ha permesso di creare questo museo come sta riscuotendo grande successo».
Il Choco-Story Torino offre un percorso immersivo attraverso oltre 700 oggetti della collezione personale di Van Belle, installazioni interattive, video storici e degustazioni, rendendo l'esperienza educativa e coinvolgente per visitatori di tutte le età. Il museo è aperto al pubblico con audioguide disponibili in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco.
Belgio e Italia, un solido rapporto commerciale
Il Belgio, situato strategicamente nel cuore dell’Europa, rappresenta per l’Italia un partner commerciale fondamentale grazie alla sua economia particolarmente aperta agli scambi internazionali e alla presenza di infrastrutture logistiche tra le più avanzate d’Europa, come il Porto di Anversa, gli aeroporti di Bruxelles, Charleroi e Liegi, e una rete autostradale e fluviale altamente sviluppata. Nel 2024 l’interscambio commerciale tra Italia e Belgio ha raggiunto un valore di 45,5 miliardi di euro. Le esportazioni italiane verso il Belgio sono state pari a 19,3 miliardi di euro, mentre le importazioni dal Belgio hanno raggiunto i 26,2 miliardi di euro, con un saldo commerciale negativo per l’Italia di circa 6,9 miliardi di euro. I prodotti alimentari importati dal Belgio in Italia non si limitano a materie prime di base, ma includono anche un’ampia varietà di prodotti trasformati, gourmet e specialità che spaziano dai formaggi, salumi e prodotti da forno a quelli tipici quale il cioccolato e le birre artigianali. Nel 2024 i principali settori delle esportazioni italiane verso il Belgio sono stati: articoli farmaceutici, chimico-medicinali (36,9%), macchinari e apparecchiature (10,9%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (9,0%), metalli (8,0%), mezzi di trasporto (6,8%) prodotti chimici (6,4%).

Choco-Story Torino, Museo del Cioccolato e del Gianduja
Via Paolo Sacchi 38 - 10128 Torino (TO)
Tel.+39 011 198 204 47
www.choco-story-torino.it
Isola d’Elba: splendide esperienze tra cielo, mare e terra

Dal safari in e-bike tra le antiche miniere alle immersioni nel relitto dell’Elviscot, pagaiando su un kayak trasparente lungo la Costa Bianca ed esplorando il mare con una battuta di whale watching in motobarca, fino all’osservazione delle stelle:
Cinque esperienze per vivere l’Elba a 360 gradi
L’Isola d’Elba è una destinazione che sorprende per la varietà di paesaggi e attività che offre: non solo spiagge e relax, ma anche natura, storia e avventura. Per chi desidera esplorarla in modo diverso, sono sempre più numerose le proposte che permettono di vivere l’isola con occhi nuovi, attraversandone i sentieri, le coste e i fondali, oppure alzando lo sguardo verso il cielo. Dall’adrenalina di un’immersione nel relitto dell’Elviscot alla magia di una serata sotto le stelle con esperti astrofili; dalle escursioni su un Crystal Kayak lungo la suggestiva Costa Bianca al safari in e-bike nel cuore del Parco Minerario, fino a salpare per una battuta di whale watching in motobarca: ecco cinque esperienze che uniscono sport, cultura e natura, offrendo modi alternativi e sostenibili per conoscere l’Elba nella sua dimensione più autentica.
Alla scoperta del relitto dell’Elviscot
Sulla costa sud-occidentale dell’Isola d’Elba, davanti alla spiaggia di Pomonte, si trova una delle mete subacquee più interessanti dell’arcipelago toscano: il relitto dell’Elviscot. Si tratta di un piccolo cargo mercantile italiano che nel 1972 si incagliò contro lo scoglio dell’Ogliera, affondando poco dopo vicino alla costa. Oggi, a oltre cinquant’anni dall’affondamento, il relitto è diventato un vero e proprio paradiso per gli appassionati di snorkeling e immersioni. L’Elviscot giace su un fondale sabbioso a una profondità di circa 12 metri, facilmente raggiungibile direttamente dalla riva, a nuoto, in kayak, in pedalò o con una breve escursione in barca. La sua posizione poco profonda e le acque trasparenti rendono questo sito ideale anche per i meno esperti: già facendo snorkeling è possibile ammirare il relitto, visibile chiaramente anche dalla superficie, per poi eventualmente immergersi in un mondo ricco di vita marina, tra banchi di pesci, alghe colorate e giochi di luce che filtrano tra le lamiere. Nuotare o immergersi tra i resti del relitto, ancora ben riconoscibili, costituisce un’esperienza suggestiva: è possibile esplorare la stiva e le varie sezioni della nave, fino alla sala macchine dove è ancora ben riconoscibile l’intero apparato motore e dove il tempo e il mare hanno creato un ricco ecosistema. Questa immersione è anche un viaggio nella memoria e nella storia: l’Elviscot rappresenta una testimonianza viva della navigazione commerciale del passato e racconta, attraverso i suoi resti, la forza della natura e il legame profondo tra l’Elba e il mare. Un vero museo a cielo aperto che unisce natura, storia e sport in uno degli angoli più iconici dell’isola.
A bordo del Crystal Kayak, sospesi sull’acqua limpida della costa bianca
Un’escursione in kayak trasparente lungo la costa settentrionale dell’Isola d’Elba è un’esperienza autentica e immersiva, che permette di esplorare fondali cristallini, osservare la vita marina e raggiungere calette nascoste. Il punto di partenza è la Spiaggia delle Ghiaie, a Portoferraio, celebre per i suoi ciottoli bianchi levigati dal mare e per la trasparenza delle sue acque. Da qui si costeggia la cosiddetta “Costa Bianca”, caratterizzata da fondali limpidi e spiagge bianche.
L’escursione si svolge a bordo del “Crystal Kayak”, il primo e unico kayak trasparente dell’Elba. Grazie alla sua struttura completamente trasparente, consente di osservare il fondale dando la sensazione di fluttuare sull’acqua. Il percorso tocca alcune delle calette più suggestive della zona: Cala dei Frati, con sabbia chiara e accessibile solo via mare; Padulella, racchiusa tra alte falesie bianche; Capo Bianco, con i suoi fondali di ciottoli bianchissimi che riflettono la luce, e Sottobomba, dall’aspetto selvaggio e incontaminato. Sono disponibili due opzioni di tour: una da un’ora, pensata per chi desidera un assaggio dell’esperienza, e una da due ore, che prevede anche una sosta per fare il bagno e rilassarsi nelle calette raggiunte. Le escursioni si svolgono in autonomia, con indicazioni fornite dallo staff all’inizio del percorso, e possono essere prenotate in diverse fasce orarie; il tramonto è particolarmente consigliato per chi desidera vivere un momento di grande suggestione. Per informazioni e prenotazioni: https://www.paddlelba.com/-1
Safari in Miniera: esplorare le antiche miniere dell’Elba in e-bike
Un’escursione in e-bike nel Parco Minerario dell’Isola d’Elba rappresenta un’occasione per scoprire un territorio ricco di testimonianze storiche e ambienti incontaminati. Grazie alle biciclette elettriche fornite da Safari in Miniera, è possibile pedalare senza fatica lungo sentieri immersi nella natura, spesso non accessibili con altri mezzi, vivendo un’esperienza attiva e immersiva adatta a ogni livello di preparazione.
Accompagnati da guide escursionistiche esperte, i partecipanti percorrono itinerari studiati per valorizzare il paesaggio e il patrimonio geologico dell’isola, con racconti, curiosità e approfondimenti che intrecciano storia, cultura e ambiente. Il tour proposto è in una delle mete più suggestive dell’intero parco: il Laghetto delle Conche, noto anche come Laghetto Rosso per via dell’intenso colore sanguigno delle sue acque. Questa tonalità di rosso è dovuta alla presenza di sali e ossidi di ferro che si depositano in uno scavo minerario ormai inattivo, creando uno scenario quasi surreale. Il percorso si snoda tra scavi antichi e moderni, tra la terra rossa e la polvere nera e brillante dell’ematite, offrendo scorci suggestivi e un viaggio nella storia mineraria dell’isola. Durante l’escursione, una guida ambientale escursionistica accompagna i partecipanti, condividendo aneddoti, racconti e approfondimenti sulla storia della miniera che rese l’Elba famosa in tutto il mondo. Minerali come ematite e pirite, protagonisti di questo paesaggi geologico unico, vengono osservati lungo il cammino. L’escursione include anche l’ingresso al Parco Minerario e la visita al Museo dei Minerali di Rio Marina, che conserva una ricchissima collezione di esemplari raccolti nella zona.L’attività è adatta a tutti ed è ideale per chi desidera esplorare l’isola in modo sostenibile e coinvolgente.
Avvistare le balene in una battuta di “whale watching” in motobarca 
A bordo della motobarca Mickey Mouse, ogni lunedì e giovedì da giugno a settembre, è possibile partecipare a un’esperienza di whale watching lungo la costa sud-est dell’Isola d’Elba. L’attività consente di esplorare le acque del Santuario Pelagos, la prima area marina protetta internazionale del Mediterraneo istituita da Italia, Francia e Principato di Monaco. L’escursione prende il via da Marina di Campo, e si svolge sotto la guida di una biologa marina certificata High Quality Whale Watching. Questo tratto di Mediterraneo, unico nel suo genere, ospita regolarmente otto specie di cetacei – tra cui stenelle, tursiopi, capodogli e balenottere comuni – e, occasionalmente, anche la foca monaca. L’escursione rappresenta anche un’occasione di sensibilizzazione ambientale: la guida specializzata fornirà nozioni sulle buone pratiche per responsabile e per una navigazione sostenibile, nel rispetto degli straordinari abitanti del mare.
Ammirare il cielo stellato con l’astroturismo
L’Isola d’Elba non è solo mare e spiagge: per scoprirla sotto una luce nuova, basta alzare lo sguardo verso il cielo. Grazie a una serie di attività dedicate all’astroturismo, è possibile vivere l’emozione dell’osservazione astronomica. Dal 2009 l’Associazione Astrofili di San Piero, nel comune di Campo nell’Elba, promuove attività di osservazione astronomica in diversi punti dell’isola, coinvolgendo residenti e visitatori in eventi che uniscono natura, scienza e cultura locale. Il cuore delle attività è il “Piazzale dell’Astronomia” di San Piero, un’area panoramica immersa nella macchia mediterranea, lontana dall’inquinamento luminoso e attrezzata con strumenti astronomici, meridiane e panchine per l’osservazione celeste. Da giugno a ottobre, ogni martedì e sabato, vengono organizzate escursioni notturne lungo i sentieri dell’isola. Il percorso parte dal centro storico di San Piero in Campo, un antico borgo situato su uno sperone granitico alle pendici del Monte Capanne, noto per la sua tradizione legata all’estrazione e alla lavorazione del granito, e si snoda verso la Piana di Castancoli, da cui si apre un ampio panorama sulla costa sud-occidentale dell’Elba e, nelle giornate più limpide, anche sulla Corsica. Le escursioni proseguono lungo le Vie del Granito, tra antichi luoghi di estrazione. Durante le passeggiate, gli astrofili elbani illustrano al pubblico la storia della città e le tradizioni locali, l’archeologia e la storia geologica dell’Isola e la sua natura, oltre ovviamente alle meraviglie del cielo. Un’ altra delle mete delle escursioni notturne è il sito archeologico di Sassi Ritti, situato a oltre 300 metri sul livello del mare, dove si trovano quattro monoliti megalitici risalenti all’età dei metalli. In agosto, durante le notti di luna piena, questo luogo diventa teatro di eventi speciali con osservazioni astronomiche, musica, spettacoli e degustazioni, in collaborazione con l’associazione culturale Le Macinelle.
Scegli il modo migliore per te: “Navigazione, volo o su strada”
L’Elba è un luogo tranquillo, lontano dalla terra ferma, circondato da una vastissima area marina protetta, un’isola lontana da tutto ma raggiungibile in tanti modi veloci. Scopri il migliore.
VIA MARE
Da Piombino, il porto toscano più vicino, si possono prendere traghetti di linea che compiono tratte di 1 ora (Blu Navy, Moby, Toremar) o anche mezzi più rapidi, come la compagnia Elba Ferries, che in soli 40 minuti trasporta passeggeri e auto nel porto principale dell’Elba, Portoferraio.
Per saperne di più: Traghetto > Charter >
VIA AEREA
È possibile raggiungere l’Elba partendo da diversi aeroporti europei o italiani. L’aeroporto dell’Elba è La Pila, posizionato praticamente al centro dell’isola.
PIANO VIAGGIO ASSISTITO
Prenotando una camera presso il Boutique Hotel Ilio avete diritto ad un servizio di pianificazione viaggio a cura del Personal Manager dell’albergo, un travel assistant a disposizione esclusivamente degli ospiti di Hotel Ilio. Nel caso, avete diritto ad offerte speciali sulle tratte (vedi gli special price nave, autonoleggio, taxitransfer, pernottamento) e ad una pianificazione del viaggio in ogni dettaglio, con la modalità di trasferimento che preferite.
Se amate comfort e velocità, il personal manager di Hotel Ilio potrà farvi viaggiare a bordo di un Aerotaxi o di un Elitaxi oppure potete giungere all’hotel attraverso una romantica crociera a bordo di yacht privato con personal skipper a disposizione.

www.visitelba.info
La tradizione alpina si rinnova: la linea Ottoz si presenta con un nuovo restyling grafico nel catalogo Spirits & Colori
Con etichette rinnovate, forme identitarie e una grafica che racconta il territorio, il brand parla ai nuovi appassionati di mixology e agli amanti della montagna, attraverso bottiglie che uniscono storia, gusto e design.
Una nuova veste per raccontare una storia antica: la linea Ottoz si rifà il look e si presenta nel catalogo Spirits & Colori con un restyling grafico accurato che coniuga eleganza contemporanea e fedeltà alle radici valdostane. L’identità visiva rinnovata valorizza l’anima storica di una delle distillerie più iconiche della Valle d’Aosta, rendendola ancora più riconoscibile e coerente con i gusti e le aspettative di oggi.
Nel cuore dell’offerta dell’azienda di Reggio Emilia, brilla infatti la stella alpina Ottoz, fondata nel 1902 da Laurent Ottoz, pioniere del Génépy. Oggi, sotto la guida delle Distillerie Saint Roch – Levi, il marchio si presenta con una nuova immagine grafica che ne esalta il carattere e ne rafforza la riconoscibilità, proiettando la storica distilleria verso nuovi orizzonti, senza rinunciare alla sua autenticità.
La presenza nella selezione di Spirits & Colori conferma la missione di raccontare la montagna attraverso prodotti d’eccellenza. Ma è la nuova identità visiva a segnare un passo importante: ogni bottiglia, dalla silhouette distintiva alla veste grafica rinnovata, diventa espressione tangibile di una tradizione che evolve, mantenendo intatta la passione originaria.
Spiccano il Genepy Classique – ora in una bottiglia dalla grafica raffinata ed essenziale – e la sua ricetta moderna, che integra la classica infusione idroalcolica con erbe balsamiche per un sorso fresco, immediato e versatile, pensato anche per la mixology contemporanea. Il nuovo packaging sottolinea questa doppia anima: autentica e innovativa. I suggerimenti di utilizzo in miscelazione sono nei cocktail Last Word, Bijou o Greenpoint.
Al vertice della gamma, Ebo Lebo Gran Riserva si distingue non solo per il profilo aromatico ricco, ma anche per l’elegante design che racconta anche visivamente il legame con il territorio. Composto da 42 botaniche – tra cui génépy e zafferano coltivati localmente – questo amaro pluripremiato (Miglior Amaro al Mondo ai World Liqueur Awards 2020) è il simbolo di una qualità che si vede e si assapora. Non meno affascinante il Genepy Elixir Centenario, riservato agli intenditori che si presenta in un packaging classico e autorevole, evocando la “Ancienne Recette” di inizio Novecento, mentre il Gin Ottoz, con le sue otto botaniche tra cui stella alpina e timo, si veste di uno stile pulito e moderno, pronto a farsi notare nei cocktail bar di nuova generazione.
Con questo restyling grafico, la linea Ottoz si conferma testimone di un'eredità viva, capace di parlare a nuove generazioni con un linguaggio visivo attuale, senza smarrire l’anima alpina che l’ha celebre. Contenuto e contenitore si fondono per raccontare, con stile, una storia lunga più di un secolo.
Spirits & Colori è un’azienda italiana con sede a Reggio Emilia specializzata dal 2016 nella selezione, importazione e distribuzione sul territorio nazionale di distillati destinati a cocktail bar, enoteche, hotel e ristoranti. Il suo catalogo comprende un assortimento di elevata ricercatezza, caratterizzato da piccoli produttori di acclarata qualità a livello mondiale, capaci di stupire i palati più esigenti con i propri

Distillati SPIRITS&COLORI Srl
Via del Chionso, 14 Reggio Emilia
Tel. 0522.506284 Fax 0522.513578
www.spiritsecolori.it
Finalmente c’è la “Sagra del Pane”! Quindi, impossibile non andare a Loreo!
Loreo è un comune italiano di poco più di 3mila anime nel laborioso Veneto, nella caratteristica provincia di Rovigo, con la natura e i suoi prodotti e il Parco Regionale Veneto del Delta del Po, a pochi chilometri dalla SS 309 Romea (che collega Ravenna a Mestre) e adiacente alla Ciclovia Adriatica, che attraverso 7 regioni, va da Trieste a Santa Maria di Leuca (1300 Km. ) e dalla SP 45 che collega Adria, Rosolina e Porto Viro, in direzione del Delta del Po. Il nome pare derivi da “Laurus” (alloro, pianta officinale sempreverde) abbondante nella zona, poi col suffisso “etum” divenne Lauretum e Lauredo, Loredo e infine Loreo. La Repubblica Veneta e il feudo Adriese costituivano una minaccia per gli imperatori franchi e tedeschi che cercarono di controllare questa area così strategica per il controllo dei traffici commerciali nell’Adriatico e non solo verso la pianura Padana, ma anche per tutto il resto di quella che mille anni dopo sarà l’Italia. Dal 1322 gli Estensi, signori di Ferrara, controllavano tutto il territorio tra Adige e Po (la Transpadana Ferrarese) ad eccezione del Delta, dove Venezia, che aveva Loreo caposaldo, cercava di allargare la sfera d’influenza. Nel 1379, anno in cui scoppiò la guerra di Chioggia tra la Repubblica di Genova e quella di Venezia, il castello di Loreo fu occupato dalle truppe genovesi e per oltre un mese il conflitto tra le due potenze marinare si spostò nell’area del Delta. Venezia la perse nel 1797 in seguito all'invasione dell'Italia da parte delle truppe di Napoleone Bonaparte nel 1796, invasione che portò tra l'altro Loreo a far parte del Distretto di Padova e del Dipartimento dell'Adriatico. Sconfitti i francesi, nel 1815 fu annessa come comune di seconda classe al Regno Lombardo-Veneto sotto l'Impero Austro-Ungarico, il quale riunificò i tre comuni col nuovo accorpamento di Rosolina e col passaggio alla Provincia di Venezia. Nel 1835 perde il territorio di Rosolina che torna comune autonomo di terza classe dal 1853. Con la sovrana risoluzione del 28 gennaio 1853, che definisce il compartimento territoriale delle provincie venete attivato col 1° luglio 1853, Loreo viene inserito nella provincia di Rovigo, capoluogo di mandamento e sede di pretura. Nel febbraio 1929 Loreo torna capoluogo del comune comprendente nuovamente anche Rosolina.
Oggi Loreo è una tranquilla località di provincia, con il naviglio che gli scorre di fianco, il municipio, la chiesa di Santa Maria Assunta, i negozi sotto a 440 metri di portici, il teatro parrocchiale; paese in cui la principale voce economica è l’agricoltura, ma ci sono anche una fabbrica per la zincatura a caldo, una cartiera, piccole industrie di pesce marinato e alcuni laboratori di abbigliamento e confezioni che - tutti - offrono posti di lavoro a tanti “loredani” (abitanti di Loreo) dei circa 3160 residenti.
Grazie alle scelte lungimiranti dell’attuale amministrazione (di centro-destra da inizio secolo!) guidata dal sindaco Moreno Gasparini – al terzo mandato consecutivo – anche presidente del Parco Regionale Veneto del Delta del Po, ultimamente, la voce “turismo” sta sovrastando le altre….
La cittadina è costeggiata dal Naviglio, canale che prende acqua a nord dal fiume Adige e la scarica a sud, attraverso le porte a vento, nel Canalbianco. Il Naviglio di Loreo è lungo una decina di chilometri e profondo poco meno di 4 metri. Negli ultimi tempi è diventato meta di numerosi amanti della pesca a spinnig (che si effettua con canna, mulinello ed esche artificiali per attirare pesci con il movimento dell’esca) e catturare breme, carpe e carassi, lucio perca, persici reali, black bass e l’aspio, che arriva dal vicino Po, tutte prede preferite dai concorrenti che ogni anno partecipano alla gara storica, la “Notturna” (di fine luglio, dalle 19,30 alle 22,30).

Altri importanti manifestazioni che attirano turisti di prossimità e non, sfiziosi gourmet e fancazzisti… caratterizzano la vita della tranquilla Loreo: a fine febbraio si festeggia la Beata Vergine della Carità con solenne processione (ultimamente) condotta da S.E. Pierantonio Pavanello (Vescovo di Adria e Rovigo). Fautori della cerimonia i componenti della Confraternita dei Flagellanti della santissima Trinità che ogni anno (alla vigilia della Trinità) celebrano l’antichissimo rito notturno al quale partecipano alcune centinaia di “fradèi” provenienti da ogni dove…. Dalla sua fondazione (1608) la cerimonia è rimasta inalterata nei secoli, mantenendo fascino e mistero.
A mezzanotte, i flagellanti sono richiamati dai rintocchi della campana dell'Oratorio, per la vestizione e il giuramento. Al termine, gli estranei escono dal duomo – altrimenti noto come Santuario della Beata Vergine della Carità o semplicemente chiesa dell'Assunta, situata in Piazza del Longhena – mentre i confratelli iniziano le “orazioni mentali” stabilite con rito segreto. Dopo (qualche ora) si avvia la processione: con i rossi cappucci calati sul capo, impugnando torce e candele accese, i flagellanti, incedono adagio, dietro al Cristo crocefisso e raggiungono la chiesa della Madonna del Pilastro (un paio di chilometri) restandovi - cantando e pregando i defunti (vigilia cimiteriale) - fino verso le cinque del mattino. Poi rientrano all'Oratorio, dove inizia la celebrazione della messa alla quale assistono anche le consorelle della Santissima Trinità (escluse dal rito notturno). Con la benedizione ai presenti del padre guardiano e con il saluto del priore, termina il rito notturno dell'antichissima Confraternita…. che ormai ha più di quattro secoli di vita e conta quasi 3mila iscritti, in maggioranza uomini.
Importante: sempre in ambito religioso –
Importante: sempre in ambito religioso – quest’anno, nel contesto della tradizionale “Sagra del Pane” - giovedì 19 giugno p.v. alle ore 21,00 presso il Teatro Centro Sociale di Loreo, organizzato ’Assessorato alla cultura con l’Azione Cattolica locali, il professor Luigi Gui (docente di sociologia dell’Università di Trieste) con don Roberto Ravazzolo (già assistente FUCI - Federazione Universitaria Cattolica Italiana - e direttore Centro universitario di Padova) incontrano i cittadini per dibattere su: “Il valore della libertà: un testimone di speranza, Evangelista Groppo” – nome di battaglia Matteo – partigiano morto a 27 anni nell’aprile del ‘45 a Sant’Angelo di Piove (PD).
Il teatro sociale del centro parrocchiale, mette in scena interessanti opere interpretate da e professionisti e meno, l’ultima delle quali è stata “Ciak si recita a Loreo”… C’è anche un evento riferito alla Tradizione Pasquale - tipica nel periodo: "competizione" a colpi di uova dipinte di rosso che si svolge sul sagrato della chiesa, dando luogo a una simpatica festa paesana. Poi, ancora, la Fiera di San Michele (a settembre) che dal 1224 è uno dei più importanti appuntamenti per la gente del Delta.
Veniamo all’evento clou che quest’anno sarà dal 18 al 22 giugno 2025 quando la comunità di Loreo celebrerà la 24ima edizione della “Sagra del Pane”, momento simbolo del territorio e della sua anima rurale. Iniziativa promossa dalla Pro Loco, in collaborazione con il Comune e il tessuto commerciale locale, la manifestazione è da anni uno degli appuntamenti più attesi dell’estate polesana.
Il sindaco Moreno Gasparini (a sinistra nella foto con Maurizio Drago - DragoPress) ha sottolineato l’importanza culturale dell’evento: “La Sagra del Pane è molto più di una festa. Negli ultimi anni abbiamo costruito consapevolezza del valore del nostro territorio, che va oltre l’agricoltura e la pesca: oggi il turismo, soprattutto quello esperienziale e sostenibile, è una risorsa concreta. Il Polesine è una riserva di biodiversità –N.B.: la Riserva di Biosfera Delta del Po, riconosciuta ufficialmente dal 2015, si estende su 15 Comuni, dei quali 9 in Veneto (Rosolina, Porto Viro, Taglio di Po, Adria, Ariano nel Polesine, Porto Tolle, Papozze, Corbola e Loreo) e 6 in Emilia-Romagna (Argenta, Codigoro, Comacchio, Mesola, Ostellato e Goro) con una popolazione complessiva di circa 120.000 abitanti e corrisponde sostanzialmente al Delta geografico – e la vacanza lenta che il mondo cerca può partire proprio da qui. Abbiamo un sistema pronto, una comunità viva, una storia che vale la pena raccontare”.
L’edizione di quest’anno introduce anche una novità significativa: un percorso esperienziale dedicato all’evoluzione del pane, che guiderà i visitatori tra passato e presente, mostrando come siano cambiati nei secoli strumenti, tecniche e significati legati al pane “cibo più universale”. Dalla mietitura manuale alle moderne macchine agricole, dalla panificazione tradizionale alle tecnologie odierne, la sagra offrirà una narrazione coinvolgente della storia del pane, specchio di un territorio che sa innovare senza dimenticare le proprie radici.
Protagonista assoluto sarà dunque il pane di Loreo, il “Panbiscotto” che affonda le radici nella tradizione contadina e che, negli anni `60, fu reso celebre dal maestro panificatore Giorgio Bellato che lo inventò. Oggi, la tradizione si perpetua con il panificio Fratelli Domeneghetti (nella foto, Cesare) che custodisce con passione i segreti della preparazione di questo pane unico nel suo genere. 
Il programma dell’edizione 2025 è stato illustrato dal presidente della Pro Loco Diego Siviero: la sagra si aprirà mercoledì 18 giugno con il trofeo del Salame, giunto alla sua decima edizione: una sfida tra produttori locali per decretare il miglior salame del buon contadino dell’anno.
Una vera festa di “Terra e Mare”: “Più di un evento è un progetto culturale e turistico che valorizza i prodotti locali e favorisce i produttori promuovendo il territorio…” – ha sottolineato il sindaco Gasperini, annunciando che alla serata parteciperanno ospiti istituzionali, autorità del luogo e un testimonial di lusso come il giornalista enogastronomico Gioacchino Bonsignore, autore del programma Mediaset “Gusto” che dell’arte del cucinare eccellente, se ne intende… Dunque, ecco perché non è possibile mancare alla Sagra del Pane di Loreo!


Loreo (RO)
Municipio
Via Arzeron 7
Comune: +39 0426 336801
Pro Loco: +39 327 1911528
www.visitloreo.it
L'Orso in Duomo: successo per la tappa messinese di The Sanpellegrino Table
Matteo La Spada e Aurora Mazzucchelli
Un incontro tra due mondi, due visioni della gastronomia, due protagonisti uniti dalla passione per la qualità e l’innovazione. Lo scorso lunedì 26 maggio all’Orso in Duomo, a Messina, si è svolta una tappa esclusiva del tour “The Sanpellegrino table” progetto promosso da Sanpellegrino, un viaggio sensoriale che ripercorre tutta la Sicilia dedicato al dialogo tra maestri pizzaioli e chef stellati. Una serata pensata per valorizzare il territorio attraverso il confronto diretto tra l’universo dell’arte bianca — in forte evoluzione soprattutto in Sicilia — e l’alta cucina contemporanea. Protagonisti della serata, infatti, sono stati Matteo La Spada — pizzaiolo e mente anche de L’Orso, L’Orso in Teglia e Blanco — e Aurora Mazzucchelli, chef una stella Michelin alla guida del ristorante Casa Mazzucchelli a Sasso Marconi, in provincia di Bologna.
Figlia di chef e cresciuta tra i fornelli del locale di famiglia aperto nel 1983, Aurora entra in cucina nei primi anni Duemila, dopo un decennio trascorso in sala insieme al fratello. Insieme hanno portato avanti l’attività di famiglia, reinterpretandone lo stile con sensibilità moderna e spirito di ricerca. Appassionata di lievitati e grande sostenitrice del lievito madre, la chef ha fatto di Casa Mazzucchelli un luogo d’incontro tra alta cucina e panificazione. Qui, il lievitato non è un semplice accompagnamento, ma un ingrediente centrale, capace di definire equilibrio, consistenza e identità del piatto. Una visione contemporanea e sperimentale, fuori dai canoni, che trasforma l’impasto in materia viva e narrativa. Con una madre siciliana e un padre bolognese, Aurora incarna nel suo lavoro una perfetta fusione di culture che si riflette anche nella proposta gastronomica della serata, dove Nord e Sud si incontrano in un racconto coerente e originale che ha trovato perfetta rappresentazione nella sua proposta per la serata, la pizza “Origine” dove ingredienti tipici della cucina bolognese, come il parmigiano reggiano e la mortadella, si sono incontrati con capisaldi del territorio siciliano come limone e mandorle.
«Il dialogo con Aurora è stato immediato — racconta Matteo La Spada — perché lei, oltre a essere una chef stellata, ha una grande esperienza con i lievitati. Abbiamo lavorato in perfetta sintonia, parlando la stessa lingua. Le nostre proposte sono nate partendo da tre cavalli di battaglia dei nostri locali, rielaborati su base Duomo: un impasto esclusivo, disponibile solo qui all’Orso in Duomo.»
La pizza "Duomo" è infatti una creazione distintiva firmata La Spada: friabile, croccante e morbida al tempo stesso, dal profilo aromatico unico. È realizzata con un blend di quattro farine selezionate, attraverso un processo produttivo di 32 ore che prevede tre fasi di cottura differenti. Il risultato è una pizza-non pizza, emblema di una nuova frontiera dell’impasto, pensata per valorizzare ogni singolo topping.
La serata è stata anche l’occasione per La Spada di presentare il suo pane in cassetta realizzato con semola di grano duro Margherito, varietà autoctona siciliana, in blend con farina tipo 0 (70% semola, 30% 0), e un mix di lievito madre e lievito di birra, a conferma della costante ricerca su impasti e fermentazioni. Il pane in cassetta è stato il protagonista di una deliziosa entrée: base di crema verde di prezzemolo, tartare di seppia e perlage di tartufo.
A rendere l’esperienza ancora più completa, il cocktail signature dell’Orso, lo “Stretto Sour” del bartender Daniele De Carolis: un drink fresco e aromatico a base di gin, cordiale mediterraneo al cetriolo, basilico e menta, rifinito con sale aromatizzato ai fiori di ibisco e pepe rosa. In abbinamento, i vini dell’azienda messinese Verzera, scelti per esaltare ogni proposta della serata.
Matteo La Spada
Classe 1978, messinese doc, nonostante un diploma di perito meccanico che sembra lo porti su altre strade, Matteo La Spada sviluppa la passione per la pizza nel 1999. Dopo l’esperienza in due noti locali messinesi e l’apertura del proprio, sempre in città, che gestisce per tre anni, nel 2014 approda a L’Orso, che aveva appena riaperto con l’attuale gestione. Viene da subito apprezzato per l’intraprendenza e la voglia di sperimentare e, per tale motivo, gli viene data carta bianca. Grazie a questa virtuosa collaborazione, allo studio e alla passione, sarà il primo a portare la pizza contemporanea a Messina.
Sono gli anni della formazione, attraverso veri e propri tour gastronomici che intraprende lungo tutto lo Stivale, sperimentando le pizze dei colleghi più noti ma, soprattutto, avvalendosi di consulenze importanti che lo formano anche mentalmente, come quelle di Piergiorgio Giorilli, Simona Lauri, Francesca Morandin, Renato Bosco, Marco Farabegoli, Jonathan Trombini. Ma, a suo dire, colui che ha rivoluzionato il suo modo di lavorare è Marco Lungo. Grazie alle sue amicizie con gli chef Giuseppe Biuso e Nino Ferreri che gli trasmettono nozioni di cucina, si appassiona anche al mondo dei topping. Questo lavoro di sperimentazione continua produce pizze mai banali che lo portano presto alla ribalta. “La mia passione per l'arte bianca - spiega La Spada - è nata 20 anni fa forse per gioco. Poi, pian piano, grazie alla formazione e alla ricerca, è diventato il mio lavoro. Oggi sono consapevole che per fare questo mestiere occorra passione, studio costante, conoscenza delle materie prime e soprattutto voglia di sperimentare. Ed è tenendo fede quotidianamente a questi dogmi con il lavoro mio e della mia squadra che sono arrivati anche i riconoscimenti, per me ulteriore conferma della giusta direzione intrapresa, oltre che stimolo a fare sempre meglio”. Le pizze di La Spada sono quasi sempre caratterizzate da lunghi tempi di lievitazione e alta idratazione degli impasti, oltre che dall'utilizzo esclusivo di farine di tipo
1 e integrali macinate a pietra che rendono i suoi prodotti altamente digeribili e friabili. A questo si aggiungono materie prime di altissima qualità, con un’attenzione particolare nei confronti dei produttori del territorio.
L'Orso in Duomo
Nel 2022 L’Orso si fa in quattro grazie all’arrivo dell’ultimo nato, L’Orso in Duomo. L’idea non era quella di creare una filiale in centro della nota pizzeria di via Calapso, bensì un ristorante che facesse dell’arte bianca il proprio punto di forza, un luogo accogliente e finemente arredato, dotato di una sessantina di coperti all’interno e altrettanti all’esterno, dove il cibo stesso fosse manifestazione della propria terra. L’Orso in Duomo si propone quindi come ambasciatore del territorio focalizzando la propria proposta su di esso, ma lasciando ampio spazio alla sperimentazione. Non più dunque un locale dove gustare semplicemente una buona pizza, ma un vero e proprio progetto che punta alla valorizzazione della provincia di Messina attraverso l’utilizzo della ricca offerta agroalimentare che essa offre, dalle vette dei Nebrodi e dei Peloritani fino ad arrivare ai due mari che la bagnano, lo Ionio e il Tirreno, senza tralasciare le isole. Offerta agroalimentare che, eccezion fatta per alcuni prodotti la cui notorietà ha ormai raggiunto ambiti extra siciliani, non è spesso conosciuta oltre i confini provinciali. Nasce così l’esigenza di creare una rete con i produttori locali partendo dalla loro conoscenza diretta e promuovendone il lavoro attraverso le proposte in carta. Ed è dunque con questo obiettivo che l’intero menù dell’Orso in Duomo, a partire dai condimenti fino ad arrivare alla carta dei vini e delle birre, parla fieramente messinese attraverso proposte che impiegano materia prima locale, laddove disponibile, senza tuttavia rinunciare a contaminazioni nei casi in cui il territorio, messinese e siciliano in generale, non dovesse offrire le proprie alternative.
(photos credits Serena Pantaleo)

L’Orso in Duomo
Piazza Duomo, 8 - Messina
Tel.: 090 9587066
Orari: 12-15.30/19-23.30
Giorno di chiusura: mai
Ferie: variabili
Carte di credito: tutte
Fb L’Orso in DUOMO
(@orsoinduomo)
IG @orsoinduomo
Ciliegia di Vignola IGP: una stagione di qualità in un contesto sfidante
Produzione di elevata qualità ma domanda superiore all’offerta: il Consorzio Vignola IGP rivede i piani promozionali. In un mercato europeo condizionato dalla scarsità di prodotto, resta centrale l’impegno per garantire tracciabilità, origine certificata e continuità di fornitura alle insegne.
Vignola è da sempre sinonimo di eccellenza cerasicola. Un comprensorio che si estende su 28 comuni tra le province di Modena e Bologna, dove la coltivazione della ciliegia rappresenta una tradizione radicata nel territorio e un patrimonio di competenze che affonda le radici nella storia agricola locale. Qui, grazie a tecniche colturali d’avanguardia e alla professionalità degli agricoltori, si ottengono frutti inconfondibili per pezzatura, lucentezza, consistenza e sapore. Il Consorzio di Tutela della Ciliegia di Vignola IGP, nato nel 1965 e riconosciuto ufficialmente nel 2012, rappresenta oggi circa 400 produttori su una superficie complessiva di circa 500 ettari.
A Vignola si è investito molto, negli ultimi anni, per garantire continuità e qualità: oltre il 40% della superficie è oggi coperta da impianti antipioggia, fondamentali per ridurre i danni da cracking, mentre nel nostro campo sperimentale abbiamo attivato sistemi multifunzionali che proteggono le piante anche da avversità come la “Drosophila suzukii”. Si tratta di interventi strutturali e innovativi pensati per tutelare una produzione che, anche quest’anno, si conferma di alto profilo.

La stagione 2025 si presenta, infatti, con volumi in linea con il potenziale produttivo dei nostri associati, ma in un contesto nazionale ed europeo segnato da una forte carenza di prodotto.
Proprio alla luce di questo scenario di mercato particolarmente complesso, non sarà possibile attivare – nei tempi e nei modi consueti – le campagne promozionali inizialmente programmate. Il Consorzio, da sempre orientato alla programmazione anticipata delle attività, si muove in modo responsabile e con realismo. Prendendo atto della disponibilità limitata di ciliegie di qualità, lo scenario attuale non consente di procedere con le normali attività promozionali programmate da parte delle strutture commerciali. Siamo consapevoli che i prezzi registrati sul mercato sono elevati, ma va chiarito che non si tratta di dinamiche speculative: è il mercato stesso, in presenza di un’offerta decisamente contenuta e di una domanda elevata, a determinare l’andamento delle quotazioni.


In questo contesto, la Ciliegia di Vignola IGP si conferma un punto di riferimento certo, perché unica nel panorama nazionale a garantire tracciabilità, origine certificata e un’eccellenza qualitativa riconosciuta.
In questa fase, pertanto, dal nostro punto di vista appare di fondamentale importanza rivolgerci direttamente all’anello più importante della nostra filiera, ovvero i consumatori finali. A tutti loro, vogliamo rinnovare l’invito a compiere sempre scelte consapevoli ed improntate alla qualità: continuate a premiare con la vostra fiducia la Ciliegia di Vignola IGP, l’unica in grado di garantire sulle vostre tavole la presenza di un prodotto d’eccellenza che può vantare standard qualitativi elevatissimi e certificati, di tracciabilità e sicurezza.
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Via dell'Agricoltura, 354
41058 Vignola (MO) Italia
www.consorziociliegiadivignolaigp.it
Nelle Langhe, polmone verde del Piemonte e richiamo irresistibile per un turismo lento, con l’inviato Rai Antonio Farnè

Una morbida alternanza di paesaggi collinari, vigneti, corsi d’acqua, borghi medievali, ricamo perfetto tra natura, storia, sapori… queste sono le Langhe, polmone verde del Piemonte, richiamo irresistibile per un turismo lento alla ricerca di sensazioni, stati d’animo, chiamatele se volete “esperienze sensoriali”… - è Antonio Farnè (inviato del Tg2 Rai) che descrive con enfasi quanto gli si para dinnanzi -.

“Serenità, cura del territorio, bellezza della natura: tutte sensazioni positive” – dice un intervistato.
“È sicuramente appagante perché riesce comunque a rispondere a tutto… quindi è una bella esperienza…” – dice un’altra intervistata.
Paesaggi unici che riempiono gli occhi e lo spirito; nel 2014 l’UNESCO ha riconosciuto le Langhe come patrimonio mondiale dell’umanità, oggi sono un brand turistico che attira visitatori da tutto il mondo: “Where do you come from?” – chiede Farnè a un turista –
“Svizzera” – gli risponde quello – “… e questo è davvero un posto magnifico, speciale”.
“Io vengo dall’Olanda, per me è un posto bello e pittoresco con le sue splendide colline…” – interviene una ragazza –.


Alba patria del tartufo bianco è la sua capitale ideale, ma questo è un territorio punteggiato da tanto altro: borghi storici, scorci suggestivi, sapori inconfondibili che meritano una sosta… come Monforte, borgo asserragliato nella sua austerità medievale; passeggiando senza fretta tra i suoi vicoli e le sue piazzette, ci si immerge in un’atmosfera senza tempo…
“È un posto meraviglioso, una vera sorpresa, noi non lo conoscevamo, siamo di Torino e l’abbiamo scoperto un po’ per caso” – “C’è un paesaggio meraviglioso, immerso nella natura, con monumenti storici bellissimi…”.

D’obbligo un passaggio anche in località La Morra, dove spicca la cappella più colorata d’Italia, antico rifugio dei vignaioli, oggi set privilegiato per self e foto ricordo:
“Tutta colorata così, tutta rifatta, davvero molto interessante” – chiosa un turista.
Poi c’è Barolo, dominata dall’imponente castello che risale al X secolo, ma soprattutto col nome che richiama l’omonimo vino, tesoro riconosciuto di questa terra, tra i prodotti più pregiati del Made in Italy. E proprio al vino Barolo, all’interno del castello è dedicato un museo, finestra che si spalanca su un profondo legame tra l’uomo, la terra e il frutto della vite.
“Beh, il Barolo necessitava di una casa – è Federico Scarzello, responsabile del museo del vino di Barolo (CN) che spiega – una casa comune e quindi ha un ruolo assolutamente simbolico per questo vino per cui si sono ancora conservate le cantine e qui è possibile toccare una storia che chiaramente oggi ha portato a quello che noi conosciamo, quindi il Barolo conosciuto in tutto il mondo”.
È Cristiana Grimaldi, dell’Enoteca regionale del Barolo che assaggia un sorso del più famoso dei vini langaroli: “Com’è?” – chiede Farnè alla sommelier – “È un classico Barolo 2015: un bel rosso granato, luminoso, caldo, molto persistente, con buonissimi profumi floreali…”

Langhe è una DOC riservata ad alcuni vini la cui produzione è consentita nella provincia di Cuneo:
Barolo DOCG, Barbaresco DOCG, Barolo Chinato DOCG, Dolcetto d’Alba DOC, Dolcetto di Dogliani Superiore DOCG e poi i vari Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Chardonnay, Sauvignon, Cabernet, Sauvignon, Merlot, Moscato, Pelaverga, Freisa, Favorita, Nascetta, Brachetto e la Grappa di Nebbiolo Millesimata.
Quello delle Langhe è l’unico disciplinare della zona ad avere una base ampelografica che include tutti i vitigni tradizionalmente coltivati nella zona. La Langhe DOC nasce nel 1994 con l’intento di riunire le diverse realtà geologiche e climatiche che rendono unico questo territorio.
Il Barolo è un vino da invecchiamento ed è tutelato dalla DOCG. Può essere commercializzato a partire dal primo gennaio del quarto anno successivo alla vendemmia, avendo trascorso un periodo di affinamento in botte di legno di almeno 18 mesi, ed eventualmente il seguito in bottiglia.



WiMu Museo del Vino a Barolo
Castello Comunale Falletti di Barolo
Piazza Falletti, 1 12060 Barolo (CN)
Tel. +39 0173 38 66 97
www.wimubarolo.it

Enoteca Regionale del Barolo
Assaggi & Boutique
Via Collegio Barolo – 12060 BAROLO (CN)
TELEFONO & INFOWHATSAPP
+39 3886262864
www.enotecadelbarolo.it

Antonio Farnè inviato Tg2 Rai
Al via la stagione dei Dinner Show di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori: il 17 giugno appuntamento nel parco storico del Castello di Spessa a Capriva del Friuli
Al via la stagione degli attesi Dinner Show firmati dagli chef Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, le 25 star della ristorazione che da 25 anni mettono in scena in luoghi di grande suggestione quanto di più raffinato propone in tavola il Friuli Venezia Giulia. Con gli chef, daranno vita alla raffinata Cene Spettacolo vignaioli e produttori agroalimentari d’eccellenza: in tutto, un’affiatata squadra di 72 realtà top level, portabandiera dell’eccellenza enogastronomica della regione.
Il primo degli appuntamenti più glam dell’estate friulana è martedì 17 giugno al Castello di Spessa a Capriva del Friuli, fra le colline del Collio Goriziano. Ad ospitare l'evento, che sarà un omaggio alla cucina di primavera, sarà il parco storico del castello con i suoi alberi secolari, i pergolati di glicine, le balconate affacciate sulle colline e sul tramonto. Una cornice da sogno per un appuntamento con l’alta ristorazione che non mancherà di stupire e che si svolgerà con il consueto format di successo.

Dopo il benvenuto all’imbrunire con gli eccellenti prodotti dei 16 artigiani del gusto partner del consorzio, inizierà per i presenti uno straordinario percorso del gusto in 26 tappe, firmate dagli chef dei ristoranti del gruppo che cucineranno in diretta davanti al pubblico inediti piatti ispirati alla primavera e ai suoi prodotti: AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca D’Isonzo, Alla Luna di Gorizia, All’Androna di Grado, Caffetteria Torinese di Palmanova, Campiello di San Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Casa Valcellina di Montereale Valcellina, Costantini di Collalto di Tarcento, Da Alvise di Sutrio, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta di Varmo, Enoteca di Buttrio, La Torre di Spilimbergo, Le Fucine di Buttrio, Lokanda Devetak di Savogna d’Isonzo, Mandi Parentesi Friulana di Lignano Sabbiadoro, Mondschein di Sappada, San Michele di Fagagna, Tre Merli di Trieste, Vitello d’Oro di Udine. Con loro, lo chef della Tavernetta al Castello, il ristorante della location che ospita l’evento.
In ciascuna postazione, accanto agli chef sarà presente un vignaiolo, che farà degustare i propri vini scelti come miglior abbinamento al cibo proposto e sarà a disposizione del pubblico per rispondere a domande e curiosità. In chiusura, ciascun ristorante e i pasticceri aderenti al consorzio presenteranno le loro personalissima interpretazione del dolce primaverile e saranno allestite postazioni per caffè e distillati.
I dettagli del menu saranno consultabili sul sito www.friuliviadeisapori.it.
La Cena spettacolo inizierà alle ore 19.30. Il prezzo è di 90 €.
I biglietti si possono acquistare nei ristoranti del gruppo, presso le segreterie del consorzio (info@friuliviadeisapori.it, tel. 0432 530052 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12) e del Castello di Spessa.
In caso di maltempo la cena si terrà il 18 giugno.

Gli appuntamenti successivi con i Dinner Show saranno l’8 luglio (quando il Consorzio festeggerà al Castello di Udine il 25° anniversario con grande evento, nel corso del quale ciascun ristorante presenterà il proprio piatto iconico - passato intatto fra tempi e mode - che lo rappresenta al meglio) e il 29 luglio, quando saranno di scena sulla spiaggia di Grado creazioni della cucina estiva, con lo sfondo del mare al tramonto.
Per informazioni: Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori
www.friuliviadeisapori.it - info@friuliviadeisapori.it - Tel 0432 530052
Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori
Al percorso gastronomico di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto, oltre che ai partner tecnici: insieme, il gruppo è il portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia.
I vignaioli e i distillatori eccellenti: Albino Armani, Castello di Spessa, Conte D'Attimis Maniago, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Gradis’ciutta, Jermann, La Viarte,Livio Felluga, Livon, Marco Felluga Russiz Superiore, Nero Magis, Pascolo, Petrussa, Picech, Sirch, Venica&Venica, Vistorta, Zidarich, Nonino Distillatori.
Gli artigiani del gusto: Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio; Consorzio produttori Olio Extravergine di Oliva del FVG; le confetture e i salumi dell’Azienda Agricola Sara Devetak; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; La Blave di Mortean; La Compagnia del Prosciutto; Pasta Natalino; le creazioni di Raviolo Factory di Villa Santina; Fonte Corte Paradiso (San Benedetto); il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; i pani e i dolci di Rizzo Caffè Bistrot di Tarcento; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; i gelati della Gelateria Nonno Carletto di Udine; il caffè di Oro Caffè di Udine; l’alga Spirulina dell’azienda agricola Spiruline di Cormòns.
I partner tecnici: Banca 360°; Globus noleggio attrezzature per catering di Pavia di Udine; GP Eventi di Buia; Logica; Lis Lavanderie di San Vito al Tagliamento; Monaco Ristorazione con le sue stoviglie monouso bio&compostabile di Udine; le stampe di qualità di Publicad di Udine.
In collaborazione con: Camera di Commercio di Pordenone-Udine, PromoTurismoFVG.

Grazie all’ IFSE, siglata un'importante partnership strategica per promuovere l'eccellenza del Made in Italy nel mercato asiatico
IFSE, prestigiosa Accademia di alta cucina ed enologia, e Unexpected Italian (UNIT) specialista nell'internazionalizzazione del vino italiano, hanno siglato un'importante partnership strategica per promuovere l'eccellenza del Made in Italy nel mercato asiatico.

IFSE, che vanta l’importante sede (oltre 1.200mq di laboratori) nel prestigioso Castello di Piobesi Torinese e UNIT, leader nella promozione e internazionalizzazione del vino italiano, annunciano una nuova collaborazione strategica. Grazie alla consolidata esperienza di IFSE nella formazione e nella divulgazione della cultura enogastronomica italiana e alla solida rete di operatori professionali, associazioni di settore e istituzioni italiane e locali sviluppata da UNIT Wine Tour, questa partnership rappresenta un'opportunità strategica per le aziende italiane che desiderano espandere la propria presenza internazionale. L’accordo si fonda su un impegno reciproco per creare sinergie che aumentino la visibilità e l’apprezzamento dei prodotti italiani attraverso eventi esclusivi, collaborazioni accademiche e iniziative commerciali. Unendo le proprie competenze e sfruttando le rispettive audience e canali di comunicazione, IFSE e UNIT si propongono di ampliare le opportunità di business per le aziende italiane nel mercato asiatico.

“Questa collaborazione consolida ulteriormente il nostro impegno nella promozione del Made in Italy a livello globale”- ha commentato il Direttore Generale IFSE Raffaele Trovato - “L’Asia rappresenta un mercato strategico, sempre più orientato verso la qualità e l’autenticità dei prodotti italiani. Grazie alla sinergia con UNIT, possiamo offrire alle nostre aziende partner un servizio aggiuntivo dedicato alla promozione e nuove opportunità di crescita e affermazione in un panorama internazionale in continua evoluzione."

"La partnership con IFSE nasce dalla consapevolezza della complementarità delle nostre competenze” - ha dichiarato Stefano Sermenghi CEO-Partner di Unexpected Italian - .
“IFSE eccelle nella formazione e nella promozione del Made in Italy, noi di UNIT vantiamo una profonda conoscenza del mercato asiatico e una rete di contatti consolidata, aspetti senza dubbio insostituibili nella nostra attività e nell’organizzazione delle tappe di UNIT Wine Tour. Questa sinergia con IFSE ci permette di offrire alle aziende italiane un supporto a 360 gradi, dalla formazione all'ingresso sul mercato, con un obiettivo comune: trasformare il Made in Italy enogastronomico in un ingrediente quotidiano sulle tavole dei consumatori, in ogni Paese. "
Questa partnership si configura come un vero acceleratore di opportunità, rafforzando la presenza del Made in Italy in Asia e aprendo nuovi scenari di crescita per i professionisti del settore.

www.ifse.it
www.unitwinetour.com
www.unexpecteditalian.it
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@IFSE_culinaryinstitute @
Di nuovo sul mercato la Mancin Nadia S.r.l. con i suoi ottimi piatti pronti, oggi soddisfa più di prima i palati più esigenti
Dalla sventurata parentesi dovuta all’incendio del gennaio 2023 che ha praticamente distrutto tutto e fermato le lavorazioni dell’Azienda del Basso Polesine che dava lavoro a poco meno di un centinaio di persone, bloccando ogni attività, sono trascorsi un paio d’anni e, adesso, completamente ristrutturata la Mancin Nadia S.r.l., riparte più forte di prima. Da evidenziare che nel periodo di fermo, per quanto possibile sono stati mantenuti i contatti con i clienti e i dipendenti hanno continuato a percepire il proprio stipendio… (chapeau!).

Per i titolari dell’Azienda, quel momento di grande difficoltà si è trasformato in una opportunità per ripensare l'intera struttura che nella ricostruzione si è potuta realizzare “meglio di prima” creando uno spazio non solo funzionale, ma anche rispettoso dell'ambiente e trasformando il modo di lavorare: il nuovo stabilimento è così passato da 5 a 6mila mq. e adesso comprende un magazzino automatizzato da 50mila posti pallet (tra i primi in Europa) completo di un decongelatore a radiofrequenza (per mantenere inalterate le proprietà organolettiche del pescato) e per il recupero del calore nell’ottica di un’economia circolare che permette di alimentare un sistema di riscaldamento a terra. Inoltre, con il nuovo impianto fotovoltaico è aumentata la produzione di energia pulita necessaria alle varie attività. E ancora, è stato installato un forno di ultima generazione per l’ottimizzazione dei flussi produttivi, grazie ai nuovi spazi e ai macchinari che aiutano la riduzione ulteriore degli sprechi, a migliorare la sicurezza sul lavoro e ad aumentare il benessere del personale. 
“L'avvio del nuovo stabilimento, segna un nuovo capitolo nella storia della Mancin Nadia S.r.l.. Questo non risulta solo un cambiamento strutturale, ma è a tutti gli effetti il simbolo del nostro impegno per il futuro” – asserisce Marco De Agostini, uno dei titolari durante la conferenza stampa di presentazione dell’inaugurazione formale che avverrà con tutti i crismi dell’ufficialità alla presenza di autorità (forse del governatore Zaia compreso) venerdì 30 maggio p.v. – .
Al tavolo dei relatori, presentati dal noto inviato del Tg2 Rai, Antonio Farnè in veste di moderatore, gli esponenti della famiglia: Marco, Michele e Fabio e con loro il direttore Paolo Pavani con Gianluigi Veronesimarketing manager e chef Fabio Tacchella famoso cuoco ricercatore e consulente gastronomico, perchè alla Mancin Nadia S.r.l. per le “proposte finali” si selezionano solo le migliori materie prime, si creano ricette ad alto contenuto di servizio che garantiscano bontà e gusto, ottenute con ingredienti salutari (e, non da meno, confezionate in packaging più sostenibile) si realizzano formati pensati per il consumo domestico e per i professionisti, senza mai venire meno al rispetto per l’ambiente.

Tutte soluzioni ideali per gli utilizzatori professionali di tavole calde e bar, per il banco aperitivi, con tanto di snack e per la ristorazione veloce, disponibili sia in secchiello richiudibile sia in vasche gastro nei diversi formati.
Tra quanto sapientemente prodotto, spicca la gamma dei “marinati”, con il giusto dosaggio di sapore, delicati e gustosi, pensati per ogni genere di consumatore, insieme a piatti come i filetti di sgombro al forno, gli spaghetti allo scoglio, il guazzetto di cozze e vongole (solo per fare qualche esempio) tutte proposte di ricette buone e genuine preparate con i prodotti del territorio. Mancin Nadia S.r.l. offre a chef, casalinghe e gourmet, tutte le materie prime, per realizzare le ricette tradizionali e così dare sfogo alla loro fantasia e così dilettarsi in cucina. La produzione dei prodotti ittici conservati - dai primi marinati fino alle più recenti proposte - è visionabile in un catalogo dettagliato e preciso reperibile sul sito www.mancinnadia.com destinato alla Grande Distribuzione Organizzata, alla ristorazione e all'Ho.re.ca..
Ma cosa rappresenta la “Mancin Nadia S.r.l.”?


L’azienda affonda le sue radici nella tradizione familiare grazie alle felici intuizioni di Martino De Agostini, oggi “lucido nonagenario” soddisfatto nel vedere la sua azienda ben gestita da figli e nipoti impegnati a migliorare la sua idea che si è sempre evoluta attraverso un continuo processo di innovazione per rispondere alle esigenze del mercato ittico in costante crescita e trasformazione. L’Azienda nasce nel 1983 nella suggestiva zona del Delta del Po, per volontà della Famiglia Mancin, specializzandosi nella conservazione di prodotti ittici, con un focus particolare su alici e anguille. Oggi, forte del know how acquisito, grazie alla guida esperta di Marco, Michele e Fabio (figli di Martino) la Mancin Nadia S.r.l. è diventata leader nella produzione di piatti pronti realizzati da veri chef (sia per il consumo domestico, sia per quello professionale) ricalcando le più famose ricette tipiche italiane a base di pesce. Con poco meno di un centinaio di dipendenti, in fabbrica, si lavorano oltre 2500 tonnellate di materie prime ittiche provenienti da tutto il mondo e se ne garantisce la distribuzione in modo rapido ed efficiente, sia a livello nazionale che internazionale. La forza della Mancin Nadia S.r.l. sono i prodotti ittici conservati (in particolare modo alici e anguille, patrimonio della suggestiva zona del Delta del Po) preparati da cuochi di grande esperienza che hanno saputo fare tesoro delle tradizioni locali con l’intento di migliorarle giorno dopo giorno e ampliando l’offerta dei piatti pronti fino a proporre un assortimento davvero ricco per soddisfare anche i palati più esigenti attraverso gustose pietanze di qualità, unitamente ad un elevato servizio.
(nella foto: Martino De Agostini, creatore della Mancin Nadia S.r.l. con il figlio Marco)
Nel 2015 la Mancin Nadia S.r.l. ha acquisito la società M.Gi.B. che dispone di un moderno impianto di depurazione di cozze e vongole, poi distribuite sul mercato quotidianamente. Da queste, l'Azienda polesana, ha creato la gamma freschissima denominata “Linea Frescovivo” diventando così un importante riferimento sia nella produzione di prodotti ittici conservati, sia nell'offerta di specialità gastronomiche per le insegne della Grande Distribuzione Organizzata, della ristorazione e per l’Ho.re.ca..
Tra i prodotti trattati dalla Mancin Nadia S.r.l., i “marinati” ne hanno rappresentato la storia, inserendola a pieno titolo tra le aziende leader del settore. Negli anni l’Azienda ha investito continuamente in ricerca e tecnologia, facendosi trovare pronta di fronte alle richieste dei moderni consumatori, sempre più esigenti in termini di sapore e benessere soltanto raffinando le tecniche di marinatura e rendendo i prodotti ancora più gustosi, piacevoli ed apprezzati. Questi miglioramenti hanno consentito di offrire quanto di più moderno ed equilibrato possibile, anche al mondo degli utilizzatori professionali.


Così, grazie alla specializzazione nella preparazione dei prodotti alimentari ittici marinati e non, la Mancin Nadia S.r.l. oggi è in grado di offrire al mercato diversi formati, aggiungendo agli storici “conservati” una gamma di molluschi bivalvi freschi (cozze, vongole, ostriche, canolicchi, fasolari, ecc.) dedicati al mondo della distribuzione moderna (anche delle pescherie) arricchendo, con una varietà crescente in vari formati (che ricalcano le più famose ricette tipiche italiane a base di pesce) la proposta per il consumo domestico e per quello professionale.
Per organizzare al meglio l’attività aziendale, è disponibile sul sito “www.mancinnadia.com” il “catalogo on line” per la consultazione in tempo reale dell’assortimento e della disponibilità dei prodotti, costi e tempi di consegna compresi.
La sfida adesso, è trovare il giusto equilibrio tra qualità, tradizione e innovazione, guardando al futuro con il sorriso di cui è capace la terza generazione della Mancin Nadia S.r.l. che… è già sul pezzo!

(Nella foto, la nuova generazione in azienda: da sinistra, Giulia De Agostini, Lorenzo Negri, Martina De Agostini, Andrea De Agostini)
Mancin Nadia S.r.l.
Via Romea Nuova, 53
Rivà di Ariano nel Polesine (RO) Italy
Tel. 0426.79311
www.mancinnadia.com

Gianfranco Leonardi)
La gustosa tradizione si rinnova per la 23ima volta: è il Brodetto di Fano... il più buono!
Il brodetto di Fano è un piatto storico e rappresentativo della cucina marinara italiana, in particolare della tradizione culinaria delle Marche. Questo piatto, che unisce il sapore del mare con ingredienti semplici e genuini, è un vero e proprio emblema della cucina di Fano, una città affacciata sull'Adriatico. La nascita del brodetto di Fano risale a secoli fa: originariamente preparato dai pescatori della zona per opportunità, visto che nasceva dalla necessità di utilizzare il pesce meno pregiato o di piccola taglia, che non era stato venduto al mercato. Comunque il risultato era sempre garantito: un delizioso piatto, davvero unico, fatto con pesce fresco e di stagione! Con il passare del tempo, quel brodetto è diventato il simbolo della cucina di Fano: la ricetta si è tramandata di generazione in generazione, diventando un pilastro della cultura culinaria fanese e, dunque, il piatto immancabile delle occasioni festive e dei ristoranti delle città marchigiane… e in onore di tale protagonista, è indetto l’evento del più gustoso week end tra maggio e giugno: da venerdì 30 maggio a lunedì 2 giugno, è di nuovo tempo di BRODETTOFEST!
L’evento più gustoso della riviera marchigiana è pronto a deliziarvi: torna per la 23^ edizione del BrodettoFest. Fano ospita il festival che celebra la ricetta tipica della tradizione marinara. BrodettoFest vi aspetta sul lungomare di Fano, per aprire con gusto l’estate 2025.
Magari essere di persona sul piatto, con le gambe sotto al tavolo, magari in un localino proprio a Fano (magari!) Se no, partecipare alla “Gara nazionale dei brodetti e delle zuppe di pesce” e scegliere tra le varie ricette pubblicate su https://www.brodettofest.com/gara/le-ricette/ quella che ci intriga di più… Le singole ricette potranno essere votate dagli utenti (giuria web) nel periodo di tempo fino al 23 maggio p.v.
Le prime 3 ricette più votate otterranno dei punti bonus nella sfida finale, come previsto dal regolamento.
Poi c’è la gara nella gara…
La gara prevede la creazione di una ricetta di “brodetto o zuppa di pesce”. Il piatto proposto può essere una variazione creativa di una ricetta tradizionale o inedita. Ideazione e tecnica di esecuzione sono libere. La gara è rivolta agli chef (professionisti, freelance e personal chef) provvisti di tutte le certificazioni necessarie allo svolgimento della professione. I concorrenti si sono iscritti gratuitamente al concorso entro il 13 aprile scorso inviando le personali ricette corredate di titolo, breve descrizione, elenco ingredienti e una fotografia del piatto pronto. La giuria tecnica – composta da esperti del settore, quali gastronomi, chef e giornalisti – ha scelto i primi 8 classificati che sono ammessi alla fase finale che si svolgerà a Fano (PU) il 31 maggio e 1° giugno p.v. e… vincerà la migliore (ricetta) del migliore (chef)!
8 finalisti prepareranno le ricette proposte in fase di iscrizione in una presentazione dal vivo (con la modalità del cooking show) fronteggiandosi ogni giorno a 4 chef (due a pranzo e due a cena) alla volta con un tempo massimo di 20 minuti. Ogni partecipante preparerà e presenterà la propria ricetta per la giuria di esperti e per il pubblico in sala!
Domenica 1° giugno, al termine dell’ultima sfida (inizio ore 20) si confronteranno i voti ottenuti da tutti gli chef e chi avrà ottenuto il punteggio più alto sarà decretato vincitore.
PUNTI BONUS
Una volta nominati gli 8 finalisti, le singole ricette verranno caricate sul sito e potranno essere votate dagli utenti (giuria web) nel periodo di tempo che va fino al 23 maggio p.v. Le prime 3 ricette più votate otterranno dei punti bonus nella sfida finale, come previsto dal regolamento.
Per ogni sfida della fase finale a Fano, il pubblico in sala potrà esprimere la propria preferenza tra i due piatti assaggiati. In base al numero di preferenze ottenute da ogni chef saranno assegnati dei punti bonus come previsto dal regolamento.
LA GIURIA DELLA 23ima EDIZIONE DEL BRODETTOFEST

Alberto Lupini (pres. Giuria) Diego Casali (QN) Sonia Peronaci Igles Corelli (chef)
PREMI
1° CLASSIFICATO
Titolo di “Campione italiano dei brodetti e delle zuppe di pesce 2025”
Produttore di ghiaccio
ANGELO PO / EB BUGARO
Kit coltelleria AMBROGIO SANELLI
Pubblicazione di un articolo dedicato sulla rivista “Italia a Tavola”
2° CLASSIFICATO
Titolo di “Vice Campione italiano dei brodetti e delle zuppe di pesce 2025”
Batteria completa di pentole MONETA Professional Finegres TFI – 12 pezzi
3° CLASSIFICATO
Kit coltelleria AMBROGIO SANELLI
Per tutti i partecipanti alla fase finale live a Fano l’attestato di partecipazione
INTANTO… FINO AL 25 MAGGIO 2025
“Aspettando il Brodetto” è l’iniziativa che invita il pubblico a vivere l’attesa del BrodettoFest attraversando un percorso gastronomico esclusivo e immergendosi nei sapori della tradizione locale. Fino al 25 maggio 2025, i ristoranti aderenti al circuito offriranno il brodetto, simbolo della cucina marinara marchigiana, a un prezzo speciale di 25€.
Promosso dalla Federazione dei Ristoratori di Pesaro e Urbino, Confesercenti e Camera di Commercio delle Marche, il progetto valorizza il brodetto come emblema culturale e prepara il terreno per la celebrazione del festival.
BRODETTO ALLA FANESE: STORIA DI UN PIATTO SIMBOLO DELLA TRADIZIONE MARINARA 
Il brodetto – che fa parte della storia di Fano, quanto cultura, mura, chiese e antiche vestigia – è nato a bordo dei pescherecci come piatto “povero”. Per realizzarlo, i pescatori utilizzavano i pesci non idonei alla vendita per dimensioni o perché rovinati dalle reti. Senza essere sfilettati venivano cucinati in un tegame con olio, cipolla, concentrato di pomodoro e aceto. Il tutto veniva accompagnato con il pane raffermo. Una ricetta semplice e versatile per un piatto che sarebbe potuto finire nel passato gastronomico marchigiano se Confesercenti Pesaro e Urbino non avesse avuto l’intuizione, di rilanciarlo, rendendogli onore, con il Festival e con l’iniziativa “FuoriBrodetto” che, per un mese, coinvolge i ristoranti di Pesaro e Urbino nel proporlo ad un prezzo convenzionato.
Ricetta del Brodetto alla fanese
INGREDIENTI
2 kg di pesce pulito (mazzole, rana pescatrice, gattuccio, tracina, razza, boccaincava, pesce san pietro, canocchie, seppie, scorfano)
0,25l di olio extravergine d’oliva
6 cucchiai di aceto di vino
2 bicchieri di acqua
1 tubetto di concentrato di pomodoro
1/4 di cipolla
1 spicchio d’aglio
una generosa quantità di pepe macinato al momento, sale q.b.
PROCEDIMENTO
Eviscerare e pulire il pesce
In una casseruola bassa e larga (circa cm 40 di diametro) soffriggere, in olio extravergine d’oliva, la cipolla e l’aglio tritati. Diluire il concentrato di pomodoro in acqua e aceto e aggiungerlo al soffritto.
Appena ripreso il bollore, aggiungere le seppie e poi gli altri pesci, eccetto le canocchie, in sequenza iniziando da quelli più grossi, salare, pepare e far cuocere per 20-25 minuti
Gli ultimi 5 minuti aggiungere le canocchie e servire ben caldo con fette di pane abbrustolito

BrodettoFest
Lido di Fano (PU)
Tel. 0721 54708
Cell. 392 6383731
www.brodettofest.it
A Stra, non solo Risi e Bisi, ma anche raffinata eleganza nel Museo Rossimoda della calzatura…

Fra tutte le belle ville neoclassiche, palladiane e non della Riviera del Brenta, spicca Villa Foscarini Rossi (di origine cinquecentesca, costituita da due fabbricati che si fronteggiano, entrambi con pianta veneziana e grandi trifore archivoltate) che ospita nel suo parco, eventi culturali e manifestazioni enogastronomiche e, al suo interno è sede del Museo della Scarpa, il più importante spazio espositivo permanente della calzatura italiana di grande suggestione, creato nel 1993 da Luigino Rossi, presidente dell’omonimo Calzaturificio (oggi facente parte del gruppo LVMH – Luis Vuitton Möet Hennessy) struttura inaugurata il 24 giugno di trent’anni fa, in occasione dell’anniversario dei cinquant'anni dell'azienda. Il museo, che si occupa di scarpe e storia del costume e che lancia nuove esperienze (tipo le tecniche di decorazione di Andy Warhol) è stato pensato, voluto e realizzato per rendere noti i segreti dell’antica arte manifatturiera della calzatura e lì vi raccoglie ed espone i pezzi più rappresentativi di una collezione di oltre 1350 modelli femminili di lusso – realizzate dall’inizio degli anni ’60 collaborando con le case di moda più prestigiose del mondo che affidano il proprio marchio per dare vita ad accessori di lusso che rispecchiano la loro essenza senza trascurare i rigidi vincoli della produzione e della calzabilità.
Nella “sala laboratorio” si può scoprire come si facevano le calzature nel passato e come si producono oggi. Lì, si possono vedere tutti gli strumenti necessari per produrre un paio di scarpe. Si può anche ammirare il tavolo del modellista di oggi, con la moltitudine di oggetti che concorrono alla creazione di un modello di moda: tacchi, suole, pellami preziosi, bozzetti, accessori, stampi e cartelle colori, solo per citarne alcuni. E sulla parete corrispondente sono appese le immagini dei passaggi fondamentali per creare calzature di lusso. Quelli esposti nel museo, sono tutti oggetti di “cult assolute”, frutto di lunga lavorazione per modello (anche 150 operazioni manuali per ogni capo) come quelle con il tacco disegnato per Fendi da Karl Lagerfeld, con il “tacco sospeso” che poggiava, incredibilmente, sul vuoto… o quelle col tacco disegnato per Dior da Roger Vivier (il più grande shoes designer di tutti i tempi) l’originale Virgule a forma di “virgola”, che così fece nascere un nuovo stile, o la Vipera Dorata di YSL inventate dallo stilista francese, dipinte d’oro o ancora gli altissimi stivali neri (realizzati con la pelle di ben 2 alligatori) o i mocassini per uomo della collezione Porsche Designer voluti proprio per guidare – tutti prodotti creati dall'azienda nel corso della sua attività, fondata nel 1947 da Narciso Rossi a Capriccio di Vigonza (PD) e portata avanti, sempre all’apice del successo, dal figlio Luigino e dai nipoti... Oggi è la gentilissima e molto competente Cristina Rossi che accoglie gli ospiti nel Museo e descrive loro le calzature più rappresentative che lasciano tutti affascinati… La visita alla collezione non segue un percorso obbligato. Gli ospiti possono quindi girare liberamente per le sale aiutandosi con la mappa del museo. Al piano terra sono esposte le collaborazioni con i brand Marc by Marc Jacobs, Vera Wang, Calvin Klein, Anne Klein, Richard Tyler, Andrea Pfister, Donna Karan, Nicholas Kirkwood e Porsche Design. Al primo piano, i prodotti per Christian Dior, Christian Lacroix, Kenzo, Ungaro, Yves Saint Laurent, Givenchy, Fendi, Genny, Celine, Loewe ed Emilio Pucci.



Inoltre Villa Foscarini Rossi è particolarmente adatta per svolgere shooting fotografici volti a valorizzare vari prodotti, grazie ai suoi ambienti luminosi, spaziosi e di grande prestigio. Contesti unici per chi desidera una location importante che offra sale affrescate che evocano l’atmosfera del passato, ideale come scenografia storica. Inoltre, gli ampi spazi naturali esterni, come il prato e il bosco, offrono scenari perfetti anche per chi necessiti di un contesto naturale.
(da visitare assolutamente!)
via Doge Pisani 1/2
30039 Stra – Venezia – Italia
Il servizio di guida va sempre
concordato e prenotato con
anticipo scrivendo a:
infomuseo@villafoscarini.it
o chiamando il numero:
Tel +39 049 9801091
Fax 049 9801589
www.villafoscarini.it
"Sentorisi e Sentobisi" (o Centorisi e Centobisi) perché per tradizione, ad ogni riso corrispondeva un biso…
Presentato a Stra con tutti i crismi dell’ufficialità il progetto "Sentorisi e Sentobisi", promosso dallo stesso Comune - col Distretto del Commercio "Stile e Qualità"- in collaborazione con il Comune di Noventa Padovana e coinvolgendo altresì le attività del territorio lungo la Riviera del Brenta in provincia di Venezia (in primis quelle ristorative) istituendo ufficialmente il piatto "simbolo" del Veneto - "Risi e Bisi" - a vero e specifico marchio rappresentante di Stra “perla tra acqua, ville, saperi e sapori…”. Stra è cittadina sita non lontano da Venezia e Padova nella zona famosa per le numerose bellissime ville venete, residenze dei nobili veneziani che furono costruite nelle aree agricole dei Domìni di Terraferma tra la fine del XV e il XIX secolo, tutte adornat
e con giardini, fontane, statue, affreschi, utilizzate come abitazioni estive, per la villeggiatura. Per illustrare il progetto nei suoi dettagli, la conferenza stampa è stata indetta negli uffici comunali di Stra - che hanno la fortuna di esercitare le mansioni amministrative nella bella Villa Loredan. Ebbene, lì, la locale Amministrazione, coadiuvata per la circostanza dagli attori del territorio, dirigenti, operatori artigiani, commercianti e sponsor, il sindaco, Andrea Salmaso (al tavolo dei relatori col vice, Roberto Guzzunato, la consigliera comunale Alice Angelon e quella regionale Roberta Vianello) ha presentato il marchio - "Sentorisi e Sentobisi" - il piatto, simbolo dell’iniziativa che coinvolge fattivamente pubblico (amministrazione locale) e privato (ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie) per promuovere tutto il territorio a livello turistico, culturale e enogastronomico in nome della tradizione nata ancora ai tempi della “Serenissima” (così si appellava la Repubblica di Venezia dal 697 al 1797); questo è stato ben spiegato agli astanti dallo storico dell’alimentazione del luogo, Leopoldo Simonato
– quando per il 25 aprile, ricorrenza dedicata a San Marco (patrono di Venezia) gli stratesi (o stratensi) erano uso portare al Doge in carica, un piatto, appunto, di “Risi e Bisi” (fatto con il riso coltivato nei terreni allagati grazie alle esondazioni controllate del fiume Brenta e con i piselli appena colti nei “broli” (orti o frutteti cinti da muri o siepi) delle ville aperte in concomitanza della bella stagione, quando i nobili proprietari, arrivavano dalla città, per passare poi lì la villeggiatura che cominciava ufficialmente il 13 giugno, festa di Sant’Antonio… Hanno poi espresso il parere per i settori che rappresentavano, Davide Iafelice, assessore sviluppo attività produttive e commercio di Noventa Padovana(PD) la dirigente Ricci della scuola professionale Dieffe di Padova, Ines Mazzetto della Banca Prealpi SanBiagio e Francesco Trentini, direttore di Villa Pisani, una delle ville più belle e più note del Veneto.


Dopo co tanta spiegazione e, per verificare quanto raccontato, de visu (meglio de gustus…) circa le proprietà organolettiche di “risi e bisi”, è stato improntato in loco, un vero “lunch” composto da gradevolissimi “finger food” – piccoli spuntini, stuzzichini, preparati proprio con riso e piselli come ingredienti principali: salati, dolci e pure base per gelato… – forniti dai produttori del posto (leggi fornai, pasticceri, gastronomie locali, tutti davvero di gran livello) e nei calici, un ottimo Prosecco 121° DOXE extra dry Terre del Dogato (giallo paglierino con riflessi verdognoli, cristallino, perlage molto fine di ottima persistenza; bouquet delicato e intenso con fragranze fruttate di mela verde, pera e pesca; sentori di fiori bianchi, anche d’acacia; corpo leggero, morbido con buona acidità viva che dà freschezza e vigore al gusto: ottimo per qualità e appropriatissimo all’uopo… Complimenti a Terre del Dogato!


Potendo, sarebbe tutto assolutamente da provare!
Dunque, visti i presupposti, è davvero a portata di mano l’obiettivo che si pone l’Amministrazione di Stra di trasformare “Sentorisi Sentobisi” in un evento annuale capace di attrarre turisti, curiosi e appassionati gourmet, creando nuove opportunità per le attività locali e rinforzare l’identità del proprio territorio, che di cose, da raccontare, da sentire e da gustare… ne ha! Auguri

Comune di Stra c/o Villa Loredan
Via Roma 1 Stra (VE)
Via Pisa, San Pietro di Strà - Riva destra
Tel: 041 5138296 - 348 4300324
www.rivieradelbrenta.biz

Terre del Dogado
Via Sabbiona, 100/a
Oriago di Mira (VE) Italy
tel. 041 5631863
www.terredeldogado.it
TuttoFood: Loison svela in anteprima il Natale 2025
Fino all'8 maggio, alla Fiera di Milano, Loison vi invita al Padiglione 6 - Stand C44 per un'anteprima sulle collezioni natalizie 2025 e la nuova linea continuativa BlackHabana.
Loison Pasticceri esporta in oltre 70 Paesi, con il 65% del fatturato realizzato all’estero e il 98% della produzione a marchio proprio. È tra i Campioni della Crescita 2024 secondo ITQF e La Repubblica A&F.
Certo protagonista tra i leader di TuttoFood, la manifestazione internazionale dedicata al Food & Beverageriservata agli operatori B2B, che si tiene alla Fiera di Milano fino a giovedì 8 maggio.
Anche quest'anno Loison Pasticceri accoglie buyer italiani e internazionali, giornalisti e food lovers presso lo stand Loison, progettato e firmato da Sonia Design, che richiama il fascino delle antiche pasticcerie dei primi anni del Novecento.
Questa edizione di TuttoFood sarà l'occasione perfetta per presentare in anteprima assoluta le novità del Catalogo Inverno Natale 2025 e la nuova linea continuativa BlackHabana, che dal celebre Panettone novità 2024 si è evoluto in deliziosi biscotti e una inedita edizione della torta Tosa. I visitatori avranno l'opportunità di assaggiare queste esclusive creazioni e scoprire la continua ricerca e l'innovazione che contraddistinguono la piccola azienda artigiana di Costabissara, in provincia di Vicenza.
TuttoFood giunge in un contesto che testimonia il costante impegno di Loison Pasticceri verso l'eccellenza e l'internazionalizzazione. L'azienda ha ricevuto importanti riconoscimenti per il suo successo nell'export, tra cui il “Premio Export Italia” dall’Associazione UniExportManager e il premio “Export Champions 2023” conferito da Il Sole 24 Ore e dal portale tedesco Statista. Questi premi sottolineano la solida e pluriennale capacità di Loison di crescere sui mercati internazionali, mantenendo elevata la qualità della produzione. Loison Pasticceri è inoltre entrata nella classifica Campioni della Crescita 2024, report stilato dall’Istituto Tedesco Qualità & Finanza (ITQF), in collaborazione con La Repubblica A&F.
I numeri di Loison Pasticceri raccontano una realtà artigianale dallo spirito profondamente internazionale: da oltre 30 anni esporta in tutto il mondo con il 65% dell’export realizzato in più di 70 paesi; 98% della produzione a marchio Loison, sinonimo di “valore” del brand gourmet. Con oltre 600 clienti diretti in tutto il mondo, l’azienda si distingue per una filiera corta e per un rapporto di fiducia e trasparenza con i propri partner.

Dario Loison, Sonia Pilla e tutto il team Loison vi aspettano numerosi fino all'8 maggio alla Fiera di Milano, per vivere insieme un’esperienza di dolce gusto firmata Loison.
Loison Pasticceri dal 1938: radici semplici, ingredienti genuini, dolci della tradizione: su questi valori si fonda la storia della famiglia Loison, quattro generazioni di pasticceri di Costabissara, in provincia di Vicenza. Tutto ha inizio nel 1938 con nonno Tranquillo, il primo ad amare l’arte della panificazione e a trasmetterla a papà Alessandro. Insieme trasformano il forno di famiglia in un’attività artigianale, inaugurando nel 1969 un nuovo laboratorio. Dal 1992 Dario Loison guida l’azienda, da pochi anni affiancato dal figlio Edoardo, mantenendo viva la dimensione artigiana e, al tempo stesso, ampliando la presenza sui mercati internazionali, sempre con lo sguardo rivolto al futuro. Ogni creazione Loison è il risultato di passione, tempo e ricerca: i dolci prendono vita dal lievito madre vivo, attraverso un lento processo di 72 ore di lavorazione con ingredienti accuratamente selezionati, tra cui eccellenze riconosciute come i Presìdi Slow Food. I numeri di Loison Pasticceri raccontano una realtà artigianale dallo spirito profondamente internazionale: da oltre 30 anni esporta in tutto il mondo con il 65% dell’export realizzato in più di 70 paesi; 98% della produzione a marchio Loison, sinonimo di “valore” del brand gourmet. Con oltre 600 clienti diretti in tutto il mondo, l’azienda si distingue per una filiera corta e per un rapporto di fiducia e trasparenza con i propri partner.

DOLCIARIA A. LOISON SRL
Pasubio, 6 Costabissara (VI) Italy
Tel: +39 0444 557844
Fax: +39 0444 557869www.loison.com

(a cura di Gianluigi Veronesi)
Fino al 4 maggio nel vento di Pinarella di Cervia, garriscono gli aquiloni di tutto il mondo, lì per la 45ima edizione di ARTEVENTO CERVIA

Gli aquiloni di tutto il mondo in volo sulla spiaggia di Pinarella di Cervia (RA) per celebrare il traguardo dei 45 anni di successi consecutivi! È la più completa e longeva rassegna di aquiloni d'arte del mondo che torna a Cervia con un'edizione ricca di novità…
Oltre 200 artisti del vento e campioni internazionali di volo acrobatico e più di 2000 appassionati da 50 paesisi incontrano nella capitale dell'aquilone per celebrare il mondo unito da un progetto di pace e fratellanza. Il Festival in questa ultima edizione celebra numerosi anniversari e accoglie ospiti internazionali di alto livello, costruendo un originale percorso di interventi artistici e testimonianze che si sviluppano in attività e spettacoli adatti ad un pubblico vasto ed eterogeneo.
Un festival unico e immersivo, dall'etica ambientalista e sostenibile sempre attento, grazie alle tematiche trattate, alla giustizia sociale e al pluralismo. ARTEVENTO CERVIA garantisce inoltre, l'inclusività attraverso spazi accessibili, fruibili e l'abbattimento di barriere fisiche e culturali.
Quest’anno, l’attenzione è dedicata soprattutto alle delegazioni dall’Oriente con un focus sull’Indonesia, Ospite d’Onore della 45ima edizione. Alla presentazione dell’aquilone della tradizione e del sapere legato all’antica pratica del volo si accompagnano approfondimenti sul folklore e sulle pratiche culturali di Bali e delle altre isole dell’arcipelago con un focus speciale sulle suggestive rappresentazioni di teatro danza, caratterizzate dai costumi esotici e dai riferimenti spirituali e mitologici.
Per questo anniversario è atteso, inoltre, il più alto numero di delegazioni in rappresentanza dei paesi orientali nei quali l’antica tradizione dell’aquilone ha raggiunto la massima ricchezza espressiva dall’origine della sua storia. Cambogia, Cina, Corea, Giappone, India, Indonesia, Malesia, Sri Lanka, Pakistan, Thailandia e Vietnam insieme per un messaggio di pace, inclusione, intercultura, salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità.
Artevento Cervia - Festival Internazionale dell’Aquilone - Ph. Wolfgang Beck
GRANDI CELEBRAZIONI nell'edizione 2025
80 anni dalla Liberazione. Il tema è messo in luce anche dal papavero, l’iconico fiore della memoria che ispirerà aquiloni, Giardini del Vento e laboratori per bambini
800 anni dal Cantico delle Creature di San Francesco, come inno alla pace nel mondo, alla natura e al prossimo, sancendo così la collaborazione con Fondazione Marcia PerugiAssisi
Tante le novità e gli ospiti attesi
il pescatore Vito Fiorino, soccorritore di 47 profughi eritrei in mare, e l'Orchestra del Mare di Arnoldo Mosca Mondadori, scelti come Premio Speciale per Meriti di Volo 2025
Per l’occasione, verrà proiettato il docu-film “A nord di Lampedusa” di Davide Demichelis e Alessandro Rocca dedicato al gesto di Fiorino e al destino di alcuni dei profughi soccorsi, e verrà riservato spazio agli approfondimenti curati dalle ONG ResQ People Saving People e Mediterranea
Connor Donar, finalista di America's Got Talent, testimonial dell'aquilone come emblema di benessere psicofisico, integrazione e liberà
Delegazione Maori dalla Nuova Zelanda: con la forza dirompente dell’haka e l’emozionante significato dei canti waiata, gli stessi maori onorati durante il 25 aprile / Anzac Day sono i migliori testimonial anche della sensibilizzazione contro la discriminazione dei migranti e la segregazione razziale; i Mutoid e l'approfondimento dedicato alla Mutoid Waste Company, con la presentazione del libro “Mutate or die. In viaggio con la Mutoid Waste Company” di Rote Zora e l’opera di alcuni artisti come il canadese Doghead
Pinarella - ARTEVENTO CERVIA Festival Internazionale dell'Aquilone
Il Festival delle meraviglie, con spettacoli mozzafiato, ambientato su un chilometro di spiaggia perfettamente servita e accessibile, ogni giorno lo spettacolo prevede un ricco programma di:
volo di aquiloni d’arte, etnici, storici e dal mondo, il volo dei giganti, con il display di air sculptures 3D esibizioni acrobatiche a ritmo di musica, Giardini del Vento, allestimenti eolici in riva al mare
laboratori didattici per bambini di circomotricità, e per adulti di aquiloni, mostre e installazioni ambientali, Fiera del vento, con mercatini, artigianato e curiosità, area giochi, food e ristorante di pesce in riva al mare, spettacoli notturni, “Bussa al Cielo e Ascolta il Suono” e "La notte dei Miracoli". Cervia’s Cup Campionato Italiano di Volo Acrobatico STACK Italia, dal 2 al 4 maggio
Contaminazione delle arti, con musica, teatro danza, puppetry e circo contemporaneo.
Noi ci siamo andati al seguito di Antonio Farnè – inviato del TG2 Rai:


Aria, sole, vento, il mare a pochi passi, sono le condizioni ideali per fare volare gli aquiloni…
“Sì, il vento è importante per qualsiasi forma e tipologia di aquiloni” dice uno degli “aquilonisti”…

Su questa spiaggia di Cervia, sono arrivati da tutto il mondo:
“Where’re you from?” – chiede Farnè agli astanti con in mano tanti fili collegati ad altrettanti aquiloni… –
Uno dal Colorado (USA) un altro dalla Malesia e dalla Colombia un altro ancora… (ma di romagnoli, non se ne vedono…)
“Solcare il cielo accende l’immaginazione?” – chiede Farnè –
“Sì, dà un senso di libertà, un’emozione che non si può descrivere” – gli risponde un tipo con i lunghi capelli bianchi –
“Si riesce ad esprimere noi stessi stando con i piedi a terra, però comunque, con la testa un po’ per aria…” – è una ragazza bruna a spiegare a Farnè perché è lì con il suo aquilone –
“Il vento può essere virtuale, conta anche l’abilità…?” – chiede Farnè –
“Dopo anni di esperienza, si riescono ad ottenere dei buoni risultati e delle grandi soddisfazioni” – gli risponde il primo interpellato –
Molte sono le congetture e le ipotesi, ancora oggi non accertate, per ricostruire la storia dell’aquilone, per individuarne l’inventore, la provenienza, troppe sono le leggende e le teorie tramandate nel corso dei secoli… Per la più realistica, pare che sia stato inventato in Cina nel VI secolo avanti Cristo (2500 anni fa) i primi esemplari furono realizzati e utilizzati a scopi militari e scientifici e in Europa arrivò grazie ai racconti di Marco Polo…
“Come è fatto un aquilone?” – domanda Farnè a quelli lì vicini a lui… 
“Normalmente in carta, però dipende dal vento oggi qui molti sono in tessuto”
“E sugli aquiloni volano anche messaggi da conservare” – dice Farnè rivolto a una giovane signora –
E lei, che è Caterina Capelli direttrice artistica del Festival degli Aquiloni di Cervia, quindi la più competente a rispondere, di rimando spiega: “Noi facciamo volare un ideale che è un messaggio di pace e fratellanza tra i popoli, perché sotto lo stesso cielo si è tutti uniti… –

IAT-R CERVIA, Torre San Michele
Tel. +39 0544 974400 / 0544 72424
www.discovercervia.com
(a cura di Antonio Farnè inviato TG2 Rai)
4 giorni di bike con il "Bike Festival" pronto a infiammare l’anima dei biker sul Lago di Garda!
Gare ricche di sfide, percorsi mozzafiato, adrenalina a mille metteranno le ali anche al tuo cuore. Al via della stagione c’è solo una parola d’ordine: esserci.
Unitevi alla community e scoprite tutta la magia di questo grande festival europeo.
Ma non solo bike ma anche relax e "dolce vita" tra gli sfondi pittoreschi delle montagne e il lago scintillante.
Scoprite tutti gli espositori dell'Area Expo!
Il cuore pulsante del Bike Festival? L’Area Expo! Oltre 150 stand con i migliori brand del mondo bike ti aspettano con novità, test prodotto, accessori, abbigliamento e tecnologie d’avanguardia.
Accesso all’expo con ENDU: tecnologia al servizio della community
Grazie alla preziosa collaborazione con ENDU e la sua innovativa piattaforma digitale, lo “sport network” dedicato al mondo dell’endurance e dell’outdoor – con un focus particolare su ciclismo, triathlon e running – da oggi è ancora più facile partecipare al nostro evento!
Quattro tour guidati per pedalare attraverso i paesaggi più belli del Garda Trentino
Prenotate il tour più adatto e partite alla scoperta del territorio oppure affinate la tecnica in una nuovissima skill area. Iscrivendovi riceverete il pass per l’area expo, così potrete concludere la giornata curiosando tra gli stand, partecipando a uno dei side events o rilassandoti nella food & chill area.
Expo Bike Riva del Garda
Nuova area per il Bike Festival Riva del Garda

La 31ª edizione del Bike Festival di Riva del Garda si svolgerà in una nuova area dedicata, situata a pochi passi dal lago. Questo spazio offre le condizioni ideali per dare continuità a questo storico evento e favorirne uno sviluppo sostenibile, a beneficio di visitatori, partecipanti ed espositori. Con grande entusiasmo, attendiamo l'arrivo di questa straordinaria edizione, in programma dall’1 al 4 maggio a Riva del Garda!
Tour guidati
Preparatevi a vivere esperienze ancora più epiche al Bike Festival Riva del Garda 2025! Le nostre guide esperte vi accompagneranno alla scoperta dei migliori trail del Garda Trentino. Il divertimento in sella è assicurato, ma non saranno da meno i piaceri del palato.
Bike Festival Shop
Nel Bike Festival Shop troverete prodotti eco-sostenibili perfetti come ricordo dell'evento, regalo per amici o per essere alla moda sulle due ruote. Dalle magliette in cotone organico ai calzini in filato riciclato: la selezione esclusiva è firmata da prestigiose aziende italiane.

Sabato 3 maggio 2025 | dalle 18:00 alle 22:00 - Area Expo
Open Night
Sabato sera apertura prolungata. Ci si becca tutti qui! È il momento di fare festa e farsi nuovi amici con un ricco programma pensato per scatenare tutto l’entusiasmo, tra musica, DJ, ottimi drink e mangiando al top.
Bike Festival Party
Sabato 3 maggio 2025 | dalle 22:00 - Spiaggia Olivi
Bike Festival Party
Anche la festa è imperdibile. Sabato sera si torna in pista: DJ set e Official Party del Bike Festival!
SICK! Show
Dal 1 al 4 maggio 2025 | Area Expo SICK! Show
Non perdete i SICK! Show - powered by Bikeflip marketplace: azione e adrenalina pura ogni giorno del Bike Festival Riva!

newsletter@gardatrentino.it;
info@gardatrentino.it;
info@bikefestivalriva.com;
Le Seychelles si trasformeranno nel palcoscenico di uno degli eventi sportivi più attesi dell’anno: la FIFA Beach Soccer World Cup™ 2025

Dal 1° all’11 maggio 2025, le Seychelles si trasformeranno nel palcoscenico di uno degli eventi sportivi più attesi dell’anno: la FIFA Beach Soccer World Cup™ 2025. Per la prima volta nella storia, questa prestigiosa competizione farà tappa in Africa, portando sull'arcipelago le 16 migliori squadre del mondo per sfidarsi in uno scenario da sogno.
La FIFA Beach Soccer World Cup 2025 si terrà presso la suggestiva Paradise Arena di Roche Caiman, situata sull'isola principale di Mahé. Questo evento segna una pietra miliare, poiché è la prima volta che la competizione viene ospitata in Africa, sottolineando la crescente popolarità del beach soccer nel continente.
La Paradise Arena è una struttura all'avanguardia, progettata per integrarsi armoniosamente con l'ambiente circostante. Circondata da spiagge di sabbia bianca e acque cristalline, offre uno sfondo mozzafiato per le partite, creando un connubio perfetto tra sport e natura.
Più di 30 partite emozionanti, con le stelle del beach soccer mondiale pronte a sfidarsi sotto il sole dell'Oceano Indiano. Oltre alla nazionale ospitante delle Seychelles, altre sette squadre si sono già qualificate per il torneo, tra cui Senegal, Mauritania, Tahiti, Portogallo, Spagna, Italia e Bielorussia. Le restanti otto squadre saranno determinate attraverso tornei di qualificazione nelle confederazioni Concacaf, Conmebol e Asia in questi giorni. Ma la FIFA Beach Soccer World Cup 2025™ non sarà solo sport: l’evento offrirà anche un'immersione nell’autentica cultura delle Seychelles, con spettacoli di danza tradizionale Moutya, Patrimonio immateriale dell'UNESCO, mostre d’arte locale e degustazioni della squisita cucina creola.
Dalle foreste tropicali rigogliose del Parco Nazionale Morne Seychellois, perfette per trekking e avventure all’aria aperta, fino ai fondali mozzafiato del Parco Marino di Sainte Anne, ideale per immersioni e snorkeling tra coralli e fauna marina esotica, le Seychelles offrono un’esperienza senza paragoni.
Le spiagge iconiche come Anse Lazio e Anse Source d’Argent, considerate tra le più belle del mondo, offriranno il perfetto equilibrio tra tranquillità e fascino naturale. Il tutto accompagnato da un’accoglienza d’eccellenza: gli ospiti potranno soggiornare in resort di lusso immersi nella natura, sperimentare il benessere delle spa fronte oceano e assaporare il meglio della cucina creola, tra sapori esotici e ingredienti freschissimi.
Il connubio tra sport, natura e ospitalità di alto livello renderà questa esperienza non solo un evento sportivo di rilevanza mondiale, ma un’occasione unica per scoprire una delle destinazioni più affascinanti e desiderate al mondo. Le Seychelles sono pronte ad accogliere turisti, appassionati di sport e viaggiatori di lusso per un’esperienza davvero irripetibile.
I biglietti per assistere ai match sono già disponibili sul sito ufficiale della FIFA, con pacchetti esclusivi che includono l’accesso agli incontri, esperienze per i tifosi e tanto altro. Inoltre, i fan potranno acquistare il pallone ufficiale del torneo, firmato Adidas, come ricordo di un evento storico.
“La FIFA Beach Soccer World Cup™ è un’incredibile opportunità per mostrare al mondo non solo il nostro spirito sportivo, ma anche la bellezza naturale e culturale delle Seychelles” ha dichiarato Bernadette Willemin, Direttore Generale Marketing Tourism Seychelles. “Siamo pronti a regalare un’esperienza indimenticabile a tutti i visitatori”.
Il 6 novembre 2024 è stato presentato il pallone ufficiale in un evento esclusivo alla presenza di rappresentanti FIFA e autorità locali, segnando l’inizio del countdown per questa edizione imperdibile. Il design vibrante del pallone riflette il ricco patrimonio del beach soccer e celebra il primo torneo FIFA ospitato alle Seychelles.
Se si ama lo sport, il mare cristallino e le esperienze esclusive, non si può mancare a questo appuntamento straordinario e prepararsi a vivere il calcio come mai prima d’ora.

La FIFA Beach Soccer World Cup 2025 è la 13a stagione della FIFA Beach Soccer World Cup.
Il prossimo torneo FIFA si terrà nel Paese dell'Africa orientale delle Seychelles.
La città di Victoria, alle Seychelles, accoglierà le migliori squadre di beach soccer del mondo.

Federation Internationale de Football Association
FIFA Strasse 20, P.O Box 8044 Zurich, Switzerland
www.fifa.com
Conosciuti da millenni… coltivati, cucinati e gustati, dei “turioni” si sa tutto: in Saccisica sono sempre protagonisti
Gli asparagi - piante erbacee perenni appartenenti alla famiglia delle Liliaceae (come aglio e cipolla); sono coltivati, appena seminati attecchiscono e danno frutto solo dopo il terzo anno e per altri 10/12 e selvatici, quelli che si trovano un po’ dappertutto e hanno sapore più intenso. Si raccolgono quando i germogli spuntano dalla terra (se no perdono tenerezza e sapore) già da gennaio, anche se il massimo della maturazione si ha in primavera. Per restare bianchi, non devono svolgere la funzione clorofilliana per cui, in campo, sono protetti dalla luce con teloni scuri. 6 le denominazioni di origine (tra Veneto, Emilia Romagna e una nel Lazio) per quelli verdi e per i bianchi (di cui la Germania è la prima produttrice mondiale); In Italia tra i più noti, quelli tipici della Liguria - asparago viola - da mutazione spontanea e dal sapore fruttato, lievemente amaro e consistenza morbida; poi c’è l’asparago bianco di Cesena, quello di Badoere e il verde di Altedo (FE). Morfologicamente sono costituiti per la maggior parte da acqua e hanno poche calorie - solo 28 kcal per 100 grammi - inoltre sono ricchi di fibre antiossidanti. Hanno anche indice glicemico molto basso, sono privi di colesterolo e di grassi dannosi e poveri di sodio. Contengono potassio e vitamine, soprattutto C e folati, sali minerali e sostanze antiossidanti. Altri caratterizzanti degli asparagi sono l’asparagina (amminoacido diuretico, responsabile del forte odore dell’urina quando si mangiano gli asparagi) la rutina e il glutatione. Numerose in definitiva le proprietà benefiche per la nostra salute: hanno qualità antinfiammatorie, rinforzano i capillari e favoriscono il microcircolo, regolano i livelli di glucosio, riducono la pressione arteriosa e sono diuretici e depurativi. In più, specie quelli selvatici, contengono triptofano, l’aminoacido che, metabolizzato e convertito in serotonina, è il responsabile del buonumore. Gli asparagi sono utilizzati anche in campo fitoterapico (tisane a base della radice) dando azione drenante e depurativa. Pochissime le controindicazioni: a parte per chi soffre di allergia specifica, gli asparagi hanno un elevato contenuto di purine e favoriscono l’incremento dell’acido urico (da evitare per chi soffre di attacchi di gotta, malattie reumatiche e di calcoli renali); il consumo eccessivo può portare a meteorismo e difficoltà digestive (specie se inseriti in un pasto abbondante). Nell’alimentazione del bambino non prima dei 3 anni. Insomma, gli asparagi - presi con buon senso - sono un vero toccasana!

Tra Padova e Chioggia c’è un angolino dal nome non proprio noto ai più – Saccisica, ampia pianura rurale attraversata da fiumi e innumerevoli canali che scorrono lenti verso il mare disegnando un paesaggio in equilibrio tra terra e acqua – zona che ricorda molto il mondo delle fiabe, con casoni stretti e alti (i Casoni della Fogolana) col tetto in arella così spiovente da somigliare a razzi pronti per andare sulla luna… Tutto intorno argini e prati e, da una parte il mare, la laguna di Venezia e dall’altra, canali e un fiume (il Bacchiglione con un'area di fitodepurazione) il tutto forma la Valle Millecampi (la zona lagunare nel territorio del Comune di Codevigo inserita nella lista dei siti Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO) dove terre e acque sono tutt’uno, dove la campagna è generosa (l’asparago bianco è il re della zona, il radicchio, il principe) dove la biodiversità è da proteggere, la memoria è da raccontare, dove i sapori sono da gustare perché, manco a dirlo (siamo in Italia…) e quindi anche lì, si mangia davvero benissimo!
Un esempio? Menù degustazione con i prodotti tipici e con l'Asparago di Conche (nel Casone Grande via Cason delle Sacche a Conche di Codevigo PD):


Codevigo (paese situato a sud-est del capoluogo - a 28 Km. da Padova, meno di 20 Km. da Chioggia, 42 Km. da Venezia, altrettanti a Rovigo - con poco più di 6 mila anime, tutta gente operosa e socievole) è il comune più orientale della provincia, nonché l'unico ad avere uno sbocco sulla laguna veneta (il così detto “mare di Padova”). Il Comune di Codevigo, attraverso l’Assessorato al Turismo ha organizzato un "Press-Day" con l’obiettivo di far conoscere e valorizzare il territorio comunale, le sue peculiarità ambientali, agricole e culturali, i prodotti tipici, nonché le progettualità strategiche per il suo sviluppo turistico. L’incontro si è svolto nei Casoni della Fogolana, all’interno del Casone Grande, sede fortemente simbolica, esempio di architettura rurale, immerso nella straordinaria cornice delle valli e della laguna meridionale veneziana, un luogo che rappresenta l’identità profonda di questa terra: sobrietà, bellezza essenziale, rapporto armonico tra uomo e natura.
Il sindaco di Codevigo Ettore Lazzaro: “L’Amministrazione Comunale di Codevigo sta avviando un importante progetto che guarda al futuro con un’idea forte di identità, qualità e sostenibilità. Abbiamo gettato le basi su cui lavorare nei nostri progetti per i prossimi anni, il nostro Comune vuole aprirsi al mondo attraverso i suoi valori più autentici. Stiamo lavorando su questo avviando relazioni importanti con i Comuni limitrofi, la Provincia, la Regione, l’Università di Venezia, le Istituzioni e le Strutture consortili. Ora è il momento di far conoscere il nostro bel territorio”.
L’assessore al Turismo del Comune di Codevigo Alessandra Crocco: “La giornata di oggi permette ai media un ‘assaggio’ di ciò che può offrire Codevigo, che costituisce un plus per turisti e viaggiatori: fermandosi, possono gustare le tipicità del territorio, organizzare percorsi nella natura, vivere momenti esperienziali caratterizzati anche dalla cultura. In occasione della 35a Festa dell’Asparago abbiamo organizzato il Trenino della Valle Millecampi che organizzerà un tour turistico in questo vasto territorio”.
Il presidente della Pro Loco di Codevigo Graziano Bacco: “La nostra Pro Loco promuove una serie di eventi culturali durante l’anno coinvolgendo tutte le frazioni. Tra le manifestazioni più importanti citiamo il Carnevale dei Millecampi in Notturna e l’importante appuntamento culturale del Codevigo Settembrino".
Ma Codevigo non è solo asparago. È un territorio che ha scelto di investire in un modello di turismo sostenibile fondato sulla lentezza, sull’autenticità e sul benessere delle persone. Nell'occasione sono state presentate alcune delle azioni strategiche in fase di avvio:
- la costituzione del Distretto del Commercio, per valorizzare le attività locali e renderle protagoniste di una rete attrattiva e accogliente e con l’avvio di una Mappa delle attrattività.
- il potenziamento della rete delle piste ciclabili, per favorire la mobilità dolce e la scoperta del territorio a ritmo lento;
- l’attivazione e l’utilizzo dei Casoni della Fogolana, che richiamano le antiche abitazioni contadine, come luoghi di accoglienza, esposizione, narrazione e incontro tra residenti, visitatori e turisti;
- la creazione di percorsi esperienziali legati al cibo, alla natura e alla memoria storica, in grado di coinvolgere famiglie, viaggiatori e scuole;
- il lancio di iniziative culturali legate alla figura di Alvise Cornaro, grande umanista del Rinascimento, che proprio a Codevigo visse parte della sua vita e maturò la sua rivoluzionaria visione sulla “Vita Sobria”, con l’avvio di un progetto di restauro del palazzetto Cornaro di proprietà del Comune di Codevigo.
Codevigo fa parte del Movimento Patto dei Sindaci e conta 14 frazioni collegate tra cui Conche che è conosciuta per le colture di asparagi, che hanno ottenuto il marchio ADC (Asparago Di Conche) e del radicchio. A queste importanti coltivazioni sono dedicate le due maggiori feste paesane: ad aprile-maggio, Festa dell'Asparago - promossa ed organizzata dal Gruppo Culturale e Ricreativo di Conche e, a settembre-ottobre Festa del Radicchio (Festa del Radecio come si dice lì, a Conche). Ovviamente in entrambi i casi, stand gastronomici con i piatti tipici e, forse, ricchi premi e cotillons... A pochi chilometri, altra frazione con il suo prodotto caratteristico, Cambroso, il paese del miele, ma di quello ne parleremo un’altra volta…

Ufficio Turismo Comune di Codevigo
Via Vittorio Emanuele III 33 Codevigo (PD)
turismo@comune.codevigo.pd.it
Oltre un milione di assaggi per 2000 ricette del Friuli Venezia Giulia e più di 35000 bottiglie stappate per deliziare il pubblico
Oltre un milione di assaggi serviti all'insegna dell'eccellenza e della valorizzazione del territorio, 185 eventi in 83 località di tutto il mondo in cui sono state promosse la cultura e l'enogastronomia del Friuli Venezia Giulia, oltre 2000 ricette create per deliziare il pubblico con piatti unici che hanno raccontato in modo inedito la storia culinaria regionale, più di 35000 bottiglie stappate, 1.383 le volte in cui vignaioli, artigiani del gusto e partner sono apparsi nei menù rendendo ogni esperienza irripetibile: questa, sintetizzata in numeri, la fotografia del consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori che quest'anno compie 25 anni.

“Da 25 anni raccontiamo la storia della nostra terra attraverso la cucina e i suoi vini” dice il presidente del consorzio Walter Filiputti e proprio questo è lo slogan scelto per accompagnare un anno di eventi che avrà il suo clou il 15 settembre con la Celebrazione ufficiale nelle sale della Fondazione Friuli.
L’equazione Cucina+Vino+Prodotti+Cultura = Turismo è alla base del progetto di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, da 25 anni portabandiera delle eccellenze enogastronomiche del Friuli Venezia Giulia, straordinario melting pot di genti, culture, cibi. Il Consorzio è un affiatatissimo gruppo composto da 72 aziende top-quality: 25 ristoratori che - dal mare Adriatico alle Alpi - sono portabandiera delle molteplici anime della cucina regionale, pensata e rielaborata da ciascuno secondo il proprio personalissimo percorso di ricerca; 24 tra vignaioli e distillatori e 16 artigiani del gusto a cui si affiancano 7 partner tecnici.
La storia

Tutto è nato il 12 settembre 2000, una data che avrebbe segnato una svolta per la ristorazione del Friuli Venezia Giulia. Aldo Morassutti, trattoria Da Toni a Gradiscutta, riunì al ristorante Là di Moret una decina di colleghi, mossi da una visione comune: promuovere e valorizzare la gastronomia locale. Invitò Walter Filiputti, esperto di enogastronomia e marketing, a presentare un programma. Quel giorno non solo nacque l’idea del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, ma venne posta la prima pietra di un progetto che avrebbe contribuito a collocare la ristorazione di qualità nel sistema di promozione del turismo. Le esigenze che spinsero alla creazione del Consorzio erano semplici, ma fondamentali: la necessità di dare una voce forte e unitaria alla ristorazione regionale creando una piattaforma per lanciare le eccellenze locali e di fare squadra. L’intuizione guardava oltre, al bene del territorio, con la consapevolezza fosse il vero tesoro comune da difendere e valorizzare. La Carta di fondazione del Consorzio, sottoscritta da 20 ristoranti, sanciva l’impegno a superare le individualità e lavorare, allo stesso tempo, per il bene collettivo. La componente territoriale fu il motore del successo del progetto, trasformando il panorama enogastronomico in un pilastro strategico per il turismo regionale, e aprendo le porte alla collaborazione con le Istituzioni locali, come la Camera di Commercio di Udine e di Pordenone-Udine, Promoturismo e i Comuni. L’aspetto culturale faceva parte dei programmi. Nel 2003, il Consorzio edita il suo primo libro, “Friuli Via dei Sapori” tradotto in 6 lingue. Nel 2011 ecco "I Solisti del Gusto" attraverso una narrazione che intreccia sapori e cultura dell’intera regione (in 3 lingue). A queste pubblicazioni si sono aggiunte 9 “Monografie golose” (tiratura di 20.000 copie) che sono state omaggiate ai clienti dei ristoranti, contribuendo a una diffusione capillare della conoscenza del territorio.

Gli eventi 2025
Il calendario si aprirà il 17 giugno al Castello di Spessa di Capriva con una ormai tradizionale Cena spettacolo, format oggi in gran voga di cui il Consorzio è stato pioniere, che vedrà i 25 chef cucinare in contemporanea davanti al pubblico un menù primaverile, affiancati dai vignaioli e dai produttori, per raccontare la propria terra attraverso cibi e vini.
L’8 luglio, il Consorzio festeggerà il 25° anniversario con grande evento al Castello di Udine, la città dove nel 2000 è stato fondato in collaborazione con la CCIAA di Udine presieduta allora da Enrico Bertossi. Ciascun ristorante presenterà il proprio piatto iconico - passato intatto fra tempi e mode - che lo rappresenta al meglio.
Il 29 luglio sarà di scena sulla spiaggia di Grado la Cena spettacolo dedicata alla cucina estiva con lo sfondo del mare al tramonto.
Il 15 settembre sarà dedicato alla Celebrazione dei 25 anni, che sarà ospitata nelle sale della Fondazione Friuli di Udine a partire dalle 17.00. Per l’occasione saranno presentati un video e un magazine che racconteranno in maniera agile e attraente la storia del Consorzio.

Le 72 imprese
I ristoranti: AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Ai Fiori di Trieste, Ai Tre Merli di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca D’Isonzo, Alla Luna di Gorizia, All’Androna di Grado, Caffetteria Torinese di Palmanova, Campiello di San Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Casa Valcellina di Montereale Valcellina, Costantini di Collalto di Tarcento, Da Alvise di Sutrio, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta di Varmo, Enoteca di Buttrio, La Torre di Spilimbergo, Le Fucine di Buttrio, Lokanda Devetak di Savogna d’Isonzo, Mandi Parentesi Friulana di Lignano Sabbiadoro, Mondschein di Sappada, San Michele di Fagagna, Vitello d’Oro di Udine.
Al percorso gastronomico di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto, oltre che ai partner tecnici: insieme, il gruppo è il portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia.
I vignaioli e i distillatori eccellenti: Albino Armani, Castello di Spessa, Conte D'Attimis Maniago, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Gradis’ciutta, Jermann, La Viarte, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga Russiz Superiore, Nero Magis, Pascolo, Petrussa, Picech, Sirch, Venica&Venica, Vistorta, Zidarich, Nonino Distillatori.
Gli artigiani del gusto: Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio; Consorzio produttori Olio Extravergine di Oliva del FVG; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Joland

a de Colò di Palmanova; La Blave di Mortean; La Compagnia del Prosciutto srl; Pasta Natalino; le creazioni di Raviolo Factory di Villa Santina; Fonte Corte Paradiso (San Benedetto); il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; i pani e i dolci di Rizzo Caffè Bistrot di Tarcento; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; i gelati della Gelateria Nonno Carletto di Udine; il caffè di Oro Caffè di Udine; l’alga Spirulina dell’azienda

agricola Spiruline di Cormòns.
I partner tecnici: le stampe di qualità di Publicad di Udine; Lis Lavanderie di San Vito al Tagliamento; GP Eventi di Buia; Globus noleggio attrezzature per catering di Pavia di Udine; Monaco Ristorazione con le sue stoviglie monouso bio&compostabile di Udine, Banca 360°; Logica.
In collaborazione con: Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Promo Turismo FVG.

Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori
Tel 0432 530052
www.friuliviadeisapori.it
Cultura gastronomica, innovazione e identità per un nuovo futuro condiviso è... Chef to Chef
CheftoChef presenta le attività 2025: formazione avanzata, Intelligenza Artificiale per mappare i sapori, nuovi areali enogastronomici e una rete sempre più forte tra cucina, territorio e comunità
Con oltre quindici anni di impegno nella valorizzazione della cultura enogastronomica emiliano-romagnola, CheftoChef si conferma punto di riferimento nel dialogo tra ristorazione, agricoltura, artigianato, formazione e identità territoriale. In un momento storico segnato da profonde trasformazioni sociali, climatiche ed economiche, l’Associazione rilancia il proprio ruolo con rinnovato slancio progettuale e visione strategica. Grazie alla collaborazione costante con la Regione Emilia-Romagna e altre istituzioni regionali, enti di ricerca, chef, produttori e attori culturali, CheftoChef punta a consolidare un modello di sviluppo gastronomico sostenibile e partecipato. Le attività previste per il 2025 tracciano un percorso concreto fatto di formazione avanzata, innovazione tecnologica e riscoperta delle radici locali.
Tra i nuovi progetti, la mappatura gastronomica dell’Emilia-Romagna attraverso l’analisi con l’Intelligenza Artificiale di oltre 1500 menù storici. Utilizzando il supercomputer Leonardo (attualmente al quarto posto tra i calcolatori più potenti del mondo) che si trova nel datacenter Cineca situato al Tecnopolo di Bologna, assieme al Prof. Davide Cassi, docente di Fisica della Materia all’Università di Parma, e all’associazione Menù Associati, si intende creare una mappa culturale e identitaria della cucina regionale, analizzando elementi comuni e differenze locali per valorizzare territori, prodotti e tradizioni.
Dalla collaborazione fra CheftoChef, Il lavoro dei contadini, Slow Food e Tempi di Recupero nasce il concetto di "areale enogastronomico", un approccio narrativo e operativo che ridefinisce il significato di territorio a partire dalle affinità culturali e produttive, non dai confini amministrativi. Al momento sono già due gli areali nella regione: i Rubiconi nel riminese/cesenate e le Faentine nel ravennate, dove si stanno sviluppando reti tra ristoratori, produttori, trasformatori, gastronomi, associazioni e cittadini. L’obiettivo è fornire strumenti narrativi condivisi per costruire identità locali autentiche, accessibili a residenti e visitatori anche attraverso incontri ed eventi, in fase di progettazione, non solo per gli addetti del settore ma anche per il grande pubblico.
Altro progetto, l’avvio della fase progettuale dell’ITS per Gastronomi Scientifici, un percorso di istruzione tecnica superiore rivolto a diplomati, pensato per colmare il divario tra mondo accademico (ad esempio la figura del tecnologo alimentare) e cultura gastronomica artigianale (quella dei cuochi). L’obiettivo è formare figure professionali capaci di integrare competenze pratiche e scientifiche, promuovendo l’innovazione nelle cucine e nel settore agroalimentare.
Oltre ai progetti, anche per il 2025 CheftoChef conferma un calendario ricco di appuntamenti, a partire dal Macfrut di Rimini dal 6 all’8 maggio per partecipare a una serie di incontri sul cibo che fa bene, seguito dal Wein tour di Cattolica (16-18 maggio). Centomani di questa terra, la festa dei soci e degli amici di CheftoChef, vuole consolidare il proprio format per diventare un evento ripetibile in regione con almeno 3 tappe: oltre all’edizione “classica” all’Antica Corte Pallavicina dei Fratelli Spigaroli a Polesine Zibello (PR), si sta lavorando anche per una prima edizione romagnola dell’evento a Villa Torlonia a San Mauro Pascoli (FC) e una a Bologna. Grazie al capillare lavoro dei soci Chef, Gourmet e Produttori presenti sul territorio, proseguono anche le Festemercato nelle Città della Gastronomia Cheftochef: il “Festival dell’anolino” a Fiorenzuola d’Arda (PC) dal 2 al 4 maggio; la festa dedicata ad “Acqua, Farine e Vini Fermentati” di Borgonovo Val Tidone (PC) “Fermento in Val Tidone” in programma il 2 giugno; sempre nel mese di giugno a Bomporto (MO) Rosso Rubino, la rassegna per la promozione del Lambrusco di Sorbara, mentre è in fase di programmazione la Festamercato dei salumi cotti a Russi (RA). Si sta inoltre lavorando per avviare una nuova Festamercato a Roncofreddo e Valli del Rubicone dedicata ai Formaggi della Romagna.
Inoltre, prosegue anche l’attività editoriale. Dopo il successo del volume “La Romagna dei ristoranti: storie di menu” a firma dei soci gourmet Maurizio Campiverdi e Franco Chiarini (Edizioni Moderna – Ravenna, 2024, per Menù Associati), in questo nuovo anno si realizzerà un volume “gemello” dedicato ovviamente all’Emilia.
Nel 2025 verrà rinnovato il protocollo d’intesa tra CheftoChef e la Regione Emilia-Romagna, confermando l’impegno su progetti comuni legati ad agricoltura, formazione, turismo e promozione del territorio, perché il valore dell’Associazione risiede nella sua capacità di produrre cultura gastronomica duratura, elemento chiave per la competitività e l’identità delle comunità locali.
A chiudere, il Presidente di CheftoChef, Max Poggi ha lanciato un appello al mondo della ristorazione e dell’artigianato gastronomico per coinvolgere nuove energie, giovani talenti e territori ancora poco rappresentati: «Il futuro dell’associazione passa dalla costruzione di una comunità viva, dinamica, aperta alla sperimentazione e radicata nei valori della condivisione e della qualità».
CheftoChef emiliaromagnacuochi, è l’associazione che riunisce i più rinomati cuochi e patron, i migliori produttori e fornitori di prodotti agroalimentari e i gourmets di riferimento dell’Emilia-Romagna.
Qui sotto, da sinistra: presidente è Massimiliano “Max” Poggi, vice presidente Massimo Bottura e Isa Mazzocchi, presidenti onorari: Igles Corelli e Massimo Spigaroli.

Chef to Chef la filosofia:
I cuochi, professionisti del gusto, al centro e al servizio della filiera. Imprese di ristorazione, di produzione e distribuzione insieme con le Istituzioni della regione possono andare nel mondo e far venire il mondo da noi. Una regione piattaforma gastronomica organizzata necessaria per un’immagine vincente. Iniziative locali di qualità con proiezioni regionali e sempre con l’accoppiata di ‘pari dignità’ chef/produttori. Filiere lunghe concettuali e alte professionalità si integrano nei territori dove ognuno farà la propria parte.
CHEF TO CHEF-EMILIAROMAGNACUOCHI
Associazione senza scopo di lucro
per la promozione e valorizzazione
della gastronomia in Emilia-Romagna
Via Stella, 22 Modena (MO)
www.cheftochef.eu
Wega Hotel Verona: eleganza, comfort e una nuova tappa nel successo di Velox Group
Una nuova prestigiosa struttura iper tecnologica, con un sistema di domotica integrata, nell’anno del suo 35° anniversario per il gruppo veronese che doppia la sua presenza nel mondo hotellerie e lancia l’ambiziosa divisione Five Stars dedicata al luxury
Nel cuore pulsante di Verona apre ufficialmente le sue porte Wega Hotel Verona, una raffinata struttura ricettiva che unisce il fascino della storicità veronese con il comfort contemporaneo, iper tecnologica, con un sistema di domotica integrata, proponendo un’esperienza di soggiorno esclusiva e indimenticabile. Situato in Via Valverde, in posizione strategica tra la stazione di Verona Porta Nuova (600 metri) e l'Arena di Verona (800 metri), Wega Hotel è la scelta ideale sia per chi viaggia per piacere sia per chi si trova in città per motivi di lavoro. Con 12 camere suddivise tra Junior Suite e Camere Superior, l’hotel è stato progettato per offrire il massimo del relax, combinando eleganza, funzionalità e comfort. Gli ambienti, moderni e sofisticati, sono impreziositi da arredi ricercati e dettagli contemporanei. Una vera oasi di tranquillità, perfetta per immergersi nella cultura e nella storia della città, passeggiando tra Piazza delle Erbe (1,2 km), la Casa di Giulietta (1,3 km) e le eleganti boutique del centro.
Questa apertura segna un momento importante per Velox Group, azienda veronese leader nell’housekeeping e nell’outsourcing alberghiero che nell’anno del suo 35° anniversario lancia un nuovo, ambizioso progetto: la divisione Five Stars, con l’obiettivo di sviluppare una rete di acquisizione e gestione di hotel di prestigio, tra cui strutture 5 stelle e 5L. La crescita di Velox Group è esponenziale: nel primo anno del suo piano industriale 2024-2030, l’azienda ha già superato gli obiettivi prefissati, dimostrando come il traguardo dei 100 milioni di euro di fatturato entro il 2030 sia perfettamente alla portata. Una crescita che si basa su forza organizzativa, visione strategica e capacità di intercettare le nuove tendenze dell’ospitalità di gamma.

Wega Hotel è la seconda struttura di Velox Group, un “Muraless in the city” con pareti ornate che lo collegano idealmente a Muraless Art Hotel, hotel-galleria d’arte unica nel suo genere di Castel d’Azzano (VR). Muraless, decorato con le opere di 50 tra i più celebri artisti nazionali e internazionali della street art, è stato accolto nella prestigiosa famiglia di WorldHotels Crafted del Gruppo BWH Hotels, a riconoscimento della sua eccellenza nel servizio e della sua unicità nel panorama dell’hôtellerie internazionale.
Velox Servizi, fondata a Verona nel 1990 da Gianmaria Villa, è un punto di riferimento a livello nazionale nell’ambito delle pulizie professionali. Gli elevati standard qualitativi, frutto di un aggiornamento continuo e dell’adozione delle più moderne tecnologie strumentali, consentono di gestire anche in maniera personalizzata e senza difficoltà grandi appalti e qualsiasi tipo di richiesta, avvalendosi di personale altamente qualificato. Velox è un'azienda certificata secondo i maggiori sistemi di qualità, per garantire la gestione dei processi con efficienza e la cura delle più stringenti normative

WEGA HOTEL VERONA
Via della Valverde 91 Verona
Tel. 045 1117 6443
www.wegahotelverona.com
Cinque Champagne per la tavola di Pasqua selezionati da Alberto Massucco
La Pasqua, momento di ritrovo e celebrazione, rappresenta l’occasione perfetta per un brindisi alla primavera, alle giornate che acquistano ore di luce, ai sapori della tavola fra tradizione e cambiamento. Lo champagne, il vino delle feste per antonomasia, diventa la scelta ideale per un aperitivo raffinato, ma anche per accompagnare un intero pasto.
Alberto Massucco, importatore di talentuosi vignerons Récoltant Manipulant e produttore raffinato ci suggerisce le “sue” 5 bottiglie delle feste:
AMC 100%: Chardonnay in purezza proveniente da villaggi Grand Cru della Côte des Blancs, viene fatto fermentare naturalmente insieme a vins de réserve e lasciato riposare sui lieviti

per 5 anni. Questo champagne rapisce per la sua freschezza, la sua finezza e mineralità. Profumi di fiori bianchi, al primo sorso è rotondo, vivace e persistente. Un viaggio che conduce, attraverso il suo fine perlage, verso note fragranti di pane e di brioche, capaci di donarsi morbidamente mantenendo viva la sua vivacità e persistenza.
Vitigni: 100% Chardonnay
Prezzo al pubblico: a partire da 75€
AMC, Mon Idée de Cramant 2014: l’essenza del Grand Cru di Cramant in uno Chardonnay in purezza. Vendemmia 2014, non è dosato per mantenere integra la naturale ricchezza di dettagli e la vibrante freschezza delle note gusto-olfattive. Oro al calice, naso intenso con note di pasticceria, frutta esotica e moka. Dieci anni sui lieviti.
Vitigni: 100% Chardonnay
Prezzo al pubblico: a partire da 150€

Gallois Bouchè, Fut Chene 2014: uve selezionate dai vigneti di famiglia a Vertus e frutto di un'unica vendemmia. Lo champagne viene affinato sui lieviti per non meno di 42 mesi e questo avviene con un tappo di sughero (bouchon liège) prima del rémuage e dégorgement manuali. Il dosaggio è pari a 2 g/l. Dal colore dorato brillante e dalle fini bollicine, conquista subito per la sua classe e vivacità. È ricco, elegante ed intenso, estremamente equilibrato in rotondità e tensione. Note di agrumi e ritorni minerali rendono questo champagne immediatamente piacevole.
Vitigni: 34% Pinot Noir; 66% Chardonnay
Prezzo al pubblico: a partire da 110€
Bonnevie Bocart, Meunier: le uve provengono da una vigna storica a Chambrecy, unicamente della vendemmia 2019. Dopo il tiraggio lo champagne ha maturato 30 mesi sui lieviti e il 35% della fermentazione è avvenuta in legno, fut de chêne. La malolattica non è svolta e lo champagne non è dosato. Il naso è molto espressivo e tutto incentrato sul frutto. Emana aromi di pesca, ribes, bergamotto e alcune note che ricordano il frutto della passione. Un accenno di fiori di tiglio e spezie leggermente pepate. La bollicina è fine e persistente. E’ uno champagne rotondo, ampio e strutturato con una bella spalla acida. Il finale è vellutato e prolungato da un accenno di salinità. Uno champagne di carattere che esprime tutta la complessità di Le Meunier.
Vitigni: 100% Chardonnay
Prezzo al pubblico: a partire da 50€

Jean Philippe Trousset, Anna T: complesso, fresco, con quella ricchezza e coinvolgente “grassezza” che richiama i grandi vini bianchi. Una spiccata personalità per il suo saper mediare tra un bianco di Borgogna e l’essere champagne. Viene prodotto con uve di Sacy bianche fermentate esclusivamente in legno (piccola botte e tonneaux), con la malolattica interamente svolta. È frutto per l’80% di una réserve perpétuelle delle annate dal 2009 tenuta in una specifica botte, più una parte di vini dell’ultima vendemmia. Seguono tre anni e mezzo sui lieviti. Il non essere dosato è solo la ciliegina sulla torta che conferma la bontà di questo piccolo gioiello.
Vitigni: 100% Chardonna
Prezzo al pubblico: a partire da 70€

Alberto Massucco Champagne
Località Piova 98- 10081 Castellamonte (TO)
www.albertomassuccochampagne.it
mob. + 39 335 6492936
“Il primo a prender fuoco fu Totò” ma non bastò per farsi dimenticare da tutti, anzi…

Bruno Damini ha dedicato gli ultimi sei anni trascorsi ad oggi per rievocare la storia di Giuseppe Masotola (fu Gaetano e Fava Angela - 1889/1970) “monsù Peppino” (il monsù era il capocuoco delle case aristocratiche) cuoco (e non chef) dalle cento vite, anche “cuoco errante” perché si trovò sempre in situazioni diverse dalla tipica cucina del classico ristorante: cominciò il suo itinere da lavapiatti e, imparando “assorbendo in silenzio e osservando come si muovevano le mani degli altri…” arrivò a prestare i suoi servigi finanche a noti rappresentanti del mondo dello spettacolo della prima metà del secolo scorso, come Beniamino Gigli (e per lui fu un piacere anche perché melomane dichiarato) e pure per Ingrid Bergman e Roberto Rossellini e ancora per Eduardo De Filippo. I suoi piatti – da cui trapelavano sempre gusti e caratteri napoletani, suo paese d’origine – li aveva preparati per molti nobili partenopei (per la principessa Rosina Pignatelli e anche per il conte Caetani) o a bordo delle navi della Regia Marina e addirittura sull’Elettra, il mitico yacht laboratorio di Guglielmo Marconi… Insomma un soggetto dalla vita certamente dinamica, anzi, proprio avventurosa, che ha vissuto in prima persona tanti avvenimenti riportati dai libri di storia e non dalla trincea, ma tra pentole e fornelli, fondamentali ausili per chi invece era proprio in prima linea…
Lui c’era anche durante il terremoto di Kanto del 1923 nell'isola giapponese di Honshū (150 mila vittime) imbarcato come “cuoco borghese” sull’incrociatore Calabria, lì per portare soccorso ai terremotati giapponesi. E c’era anche per la colonizzazione della Cirenaica, nella allora Libia italiana e in tante altre occasioni, monsù Peppino, comunque si faceva notare per la sua notevole bravura professionale. Tanto era conscio delle proprie capacità che, riferito alle sue ricette (che non amava trascrivere…) sosteneva: “Chiunque tenti di eseguirle non ripeterà mai il mio piatto, quello creato da me…”, perché (Masotola sic docuit) diceva che, come le opere d’arte sono irripetibili, anche un piatto, per simile che sia al mio, non avrà mai la consistenza (la tenerezza o meno) il colore, il gusto e il profumo uguali, non darà mai le sensazioni identiche al piatto fatto da me… - e non parlava senz’altro con alterigia -. 

Damini racconta che Masotola era uomo piuttosto passionale, dal carattere impulsivo, al punto che, al culmine di una crisi interiore, decise di chiudere col suo passato: “Sono morto prima di morire quando ho smesso di cucinare…” e arrivò, per questo, a bruciare lettere, fotografie, attestati e diplomi, tutte le testimonianze che avevano segnato la sua vita, perché per lui, non sono necessarie cose, oggetti per mantenere la memoria, questa, resta dentro noi e finisce con noi… Gesto, il suo, fatto forse più per richiamare l’attenzione che per annullarsi realmente - a parere di Damini - e, nel contesto, a prendere fuoco, la prima cosa fu una sua foto con l’attore Totò (da cui fu a sevizio) e che aveva conosciuto bene…. “Il primo a prender fuoco fu Totò” diventa così, a ragion veduta, il titolo del bel romanzo (Minerva Edizioni) presentato nei giorni scorsi a Bologna (alla Coop Zanichelli di piazza Galvani) con tanto di “timbracopie” (o “sigillo ex libris” o ancora “firmacopie” che dir si voglia) incluso per i presenti. Ma i ricordi, quelli non prendono fuoco, così come tanti avvenimenti - che Masotola avrebbe voluto cancellare - e che sono rimasti abbastanza in quantità, tanti che Damini ne ha potuto scrivere addirittura una biografia romanzata… Una narrazione sgranata tutta in prima persona, come fosse il diario dello stesso protagonista, perché lui – l’autore – che ebbe modo di incrociare il protagonista a Napoli da ragazzo, ha sentito il bisogno di entrare nello spirito di quel grande cuoco che, in modo lapidario, citava come suo mantra: “A morire, come a vivere, nessuno te lo insegna…”, che davvero è molto indicativo di chi, in tutti i modi, ha saputo ben vivere…. (GfL)
BRUNO DAMINI (da www.minervaedizioni.com): giornalista e scrittore, parmigiano di nascita, infanzia e adolescenza fra Parma e Napoli, bolognese d’adozione. Fino al 2014 direttore comunicazione e marketing di Nuova Scena - Arena del Sole - Teatro Stabile di Bologna. Predilige frequentare i ristoranti dalla parte delle cucine e agli inviti nei salotti preferisce quelli nelle cantine. Nella sua cucina e nella pratica yoga trova equilibri altrimenti inarrivabili. Da quando ha fatto il baciamano a Jeanne Moreau ha ricordi sfocati di tutto il resto. Fra le sue recenti pubblicazioni, i racconti Tarabàcli, Cose di case che non vale la pena ricordare (CasadeiLibri, 2014); Bologna ombelico di tutto (Minerva, 2016); L’uovo di Marcello. Fame e fama dalla voce di grandi attori (Minerva, 2019), da cui sono state tratte 18 puntate per Rai Radio3; Buttami in pentola. La cucina degli avanzi per trasformare le zucche in carrozze (Pendragon, 2019); I Fagioli Ribelli (Minerva, 2021), da cui è nato l’omonimo progetto nazionale di educazione terapeutica all’alimentazione per i pazienti pediatrici con Malattia Renale Cronica approvato dal bando “Scienza Partecipata” dell’Istituto Superiore di Sanità; Borìdola! Ai bambini che saremo. Favoletta morale, con la postfazione di Moni Ovadia (Minerva, 2023); Il mondo dei Fagioli Ribelli. Il diritto alla normalità dei bambini con MRC (Minerva, 2024).
Escursioni bike gratuite per la primavera a Lignano Sabbiadoro
La primavera è il momento ideale per riscoprire Lignano Sabbiadoro su due ruote: le giornate si allungano, i colori si fanno più vivi e l’aria mite invita a vivere il territorio all’aria aperta. Tra aprile e maggio, ecco le escursioni guidate in E-Bike gratuite alla scoperta di paesaggi naturali, scorci inediti e angoli autentici della località e dei suoi dintorni, accompagnati da guide escursionistiche professioniste.

Bike & Boat tour alla scoperta dell'Oasi di Vallevecchia (sabato 3 maggio)
Un’escursione che combina tratti ciclabili e navigazione alla scoperta dell’oasi di Vallevecchia, della Brussa e dei bacini di bonifica.
Partendo dal Bike Point si percorre la ciclabile lungomare fino al punto di attracco dell'X-River, a Lignano Riviera, per raggiungere Bibione. Da qui si attraversa l’intera località fino a Porto Baseleghe, dove il traghetto condurrà fino a Vallevecchia a Caorle. Sarà questo il punto di partenza per una suggestiva visita guidata dell’oasi naturalistica delimitata sui quattro versanti da acque marine, lagunari e fluviali e della località di Brussa, che ospita l’unica spiaggia rimasta completamente incontaminata della zona. Per il rientro verso Lignano Sabbiadoro si percorre l’area storica dei bacini di bonifica, tra natura e testimonianze del passato.
Per maggiori informazioni: https://lignanosabbiadoro.it/it/esperienze/Escursione-Lignano-Caorle-in-bici-e-barca/
Bike tour all'Oasi Naturalistica Val Grande di Bibione (lunedì 21 aprile e sabato 17 maggio)
Un itinerario in bicicletta che conduce all’interno dell’Oasi Naturalistica di Val Grande, per esplorare un’area protetta tra ambienti lagunari e zone umide.
Il tragitto parte dal Bike Point e segue la ciclabile lungomare fino al punto di attracco dell'X-River, a Lignano Riviera, da dove si attraversa il fiume Tagliamento in barca approdando poi sulla sponda di Bibione. Dopo un breve passaggio nella suggestiva area naturalistica del faro, si entrerà nel cuore della località per dirigersi verso l’Oasi di Val Grande, un’area naturale protetta che è composta da un’ampia varietà di biotopi che ospitano una ricca flora e fauna. Qui l’escursione proseguirà su percorsi normalmente chiusi al pubblico, regalando un’immersione autentica e fuori dai sentieri battuti per osservare il paesaggio e la biodiversità della valle, sempre in sella alla bicicletta. Il ritorno è previsto lungo lo stesso itinerario.
Per maggiori informazioni: lignanosabbiadoro.it/it/esperienze/escursione-bibione-val-grande/
Cycling the Countryside: slow tour tra i paesaggi dell'entroterra (sabato 31 maggio)
Questo tour propone un viaggio lento alla scoperta dei borghi di Precenicco e Palazzolo dello Stella, tra storia, cultura e natura.
Partendo dal Bike Point si percorre il corso del suggestivo fiume Stella, pedalando tra paesaggi verdi e atmosfere rilassanti fino a raggiungere il caratteristico borgo di Precenicco, dove la presenza di edifici storici e paesaggi rurali racconta il legame tra territorio, agricoltura e vie d’acqua. Il tour proseguirà in direzione di Palazzolo dello Stella, centro fluviale segnato da canali, edifici religiosi e tradizioni legate alla pesca, dove il percorso prevede tappe nei luoghi più rappresentativi, offrendo uno sguardo autentico sulla cultura locale.
Per maggiori informazioni: lignanosabbiadoro.it/it/blog/le-escursioni-in-bicicletta-gratuite-arrivano-anche-in-primavera/
Le escursioni sono completamente gratuite (compreso il noleggio E-Bike e casco).
La prenotazione è obbligatoria o presso il Bike Point vicino al Beach Village, o al numero +39 348 8734734, o scrivendo all'indirizzo e-mail news@lignanosabbiadoro.it.
Oltre alle escursioni in bicicletta, Lignano Sabbiadoro propone numerose esperienze e attività outdoor alla scoperta del territorio, per sfruttare al meglio i prossimi lunghi ponti primaverili. In allegato i dettagli.

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Ufficio Stampa Lignano Sabbiadoro
Tel. + 39 0289054160
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Villach – e la Carinzia – davvero attraente l’offerta turistica per l’imminente primavera e la prossima estate
Con la primavera ormai alle porte e la stagione estiva che seguirà, è tempo di cominciare a pensare alla destinazione per godersi al meglio le belle giornate e rilassarsi. La zona turistica di Villach – Lago di Faak e Lago di Ossiach – in Carinzia a pochi chilometri dal confine i
taliano di Tarvisio, con il suo territorio unico e ricco di luoghi da scoprire, è la destinazione ideale per rilassarsi nella bella stagione e vivere emozioni uniche.
Per gli amanti della natura, dell’attività all’aria aperta e dell’avventura, la zona turistica di Villach offre tante proposte adatte a tutti: dagli amanti dell’adrenalina a chi preferisce un ritmo più lento, e ancora a chi è curioso di scoprirne la storia, il cibo e i luoghi. È la meta ideale per chi viaggia da solo o in coppia, insieme agli amici o in famiglia, dove l’ospitalità e la grande attenzione per gli ospiti sono le peculiarità principali.
Per cosa è famosa Villach?
A Villach c’è da vedere lo Schillerpark, il parco, con aiuole sempre fiorite e busti scultorei, anche sede del più grande plastico di paesaggio in Europa: un rilievo in scala, di 182 mq, che rappresenta tutta la Carinzia. Inoltre, da considerare che la città offre più di 130 eventi unici con tradizioni locali e internazionali. Non ci si annoia mai! E naturalmente non ci si annoia di sicuro a tavola….

Quali sono i piatti tipici della Carinzia?
Cosa mangiare? Ecco i principali piatti tipici da assaggiare:
Gailtaler speck: è un prodotto IGP della salumeria montanara ottenuto con carne di suini di razza indigena (Large White e loro incroci, Duroc e incroci provenienti da programmi di allevamento riconosciuti della Carinzia).
Kärntner Brettljause: è un trionfo di salumi e formaggi locali, un viaggio nei sapori della Carinzia! Si tratta di un tagliere composto dalle specialità carinziane accompagnate da sottaceti e salse artigianali.
Kärntner Osterjause: prosciutto, uova, rafano e carne di renna, tradizionale piatto pasquale in attesa del Sabato Santo…
Kirchtagssuppe: è la “minestra dei giorni di festa”; è una zuppa “ecclesiastica” di cui si trovano già tracce negli scritti del XVII secolo…
Pane di Lesachtal: è un pane fresco, croccante e assolutamente da assaggiare anche perché squisito e pure nominato patrimonio culturale dall‘UNESCO!
Sasaka: antico spuntino dei boscaioli della Val Canale (nei comuni di Malborghetto, Pontebba e Tarvisio in provincia di Udine, ma anche di Carinzia e Slovenia). A base di lardo e pancetta stesa di suino sottoposti a speziatura di sale e pepe e bagnati con vino dove è stato posto a macerare aglio bianco; il tutto asciugato e affumicato, viene macinato insieme a cipolla cruda tritata, poi ben amalgamato si confeziona in vasi di vetro o in tubetti; infine è consumata spalmata su fette di pane di segale (e con ricotta acida, come antipasto).
Kärntner Nudeln: quasi il piatto nazionale della Carinza, è un piatto a base di ravioli con il ripieno di patate, ricotta ed erbette e questa è solo una delle tante varianti della tradizione locale.
E infine, Polenta: fritta, grigliata o al cucchiaio, la polenta è il piatto povero sempre ottimo nelle preparazioni di carne (costine di maiale, salsiccia, pollo e coniglio) ma anche di selvaggina come cervo o capriolo e pesce (anguilla merluzzo, baccalà e seppie o moscardini) ma forse l’abbinata più gustosa è con il classico, semplice ragù (di carni varie, pomodoro, soffritto di odori vari e vino bianco).
Inoltre, tanta verdura: carciofi, agretti, carote, asparagi, cavolo verza, puntarelle, cicoria, cavolfiore, valeriana, piselli, fave, indivia, ravanello, rapa e porro; e frutta: fragole, limoni, cedro, arance, pompelmi, kiwi, pere e mele. Sempre a livello gustativo, a Villach, dal 27 luglio al 3 agosto p.v. nell’ambito della Sagra di VillacherKirchtag, andrà in scena la tradizionale “Festa della birra”, quest’anno giunge all’ottantesima edizione, per tutti, per giovani e adulti e per tutti i gusti.
E cosa si beve?
La produzione vinicola carinziana viene da una “recente storia” di circostanze, purtroppo, tutte avverse: fino a metà del secolo scorso, vigneti aggrediti dalla peronospora e altre malattie fungine, annate sfavorevoli, raccolti scarsi, unitamente a dazi doganali e tasse troppo alte, annichilirono l’enologia locale. Poi con tanta buona volontà, un tal Herbert Gartner piantò delle viti nei terreni più adatti della valle del Lavanttal e così dall’inizio dell’anno 2000 il vino della Carinzia è rinato. Nel 2011 sono state prodotte per la prima volta più di 100mila bottiglie e oggi, se ne imbottigliano più di 500mila da uve di Sauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Bianco, Zweigelt, Donauriesling e di Moscato in fiore (questo particolarmente apprezzato e vincitore di diversi premi). Oggi, grazie anche all'Associazione dei viticoltori della Carinzia (fondata nel 2003) le viti sono curate in modo molto professionale e le produzioni di ottima qualità, ben apprezzate.
Oggi le produzioni più conosciute e apprezzate si trovano ai piedi del castello di Glanegg (circa due ettari a Sauvignon, Chardonnay, Pinot, Zweigelt, Donauriesling e Moscato) e nella tenuta vinicola del castello di Taggenbrunn (40 ettari) dove si trova l'impianto di lavorazione del vino più moderno dell'Austria che produce circa 200mila bottiglie all’anno. Il punto forte non è solo il vino del castello, che viene premiato ogni anno, ma la linea "Taste of Time", con il Gemischter Satz (vino di 20 vitigni diversi le cui uve sono pressate e vinificate insieme) e lo spumante Jacques Paagnier.
Il castello di Taggenbrunn è anche uno degli “hotel del vino” della Carinzia che oltre alla cantina comprende, un negozio di prodotti agricoli, un ristorante Heurigen, un granaio tardo-gotico per eventi (in particolare, matrimoni) e appunto l’hotel. Dal 2020, il castello ospita anche il nuovo Festival di Taggenbrunn: rassegna musicale dalla classica, al jazz, al contemporaneo, con gran programma variegato e star come Thomas Quasthoff, Tobias Moretti e Mark Seibert.
Come arrivare:
In treno: ogni giorno collegamenti diretti con le maggiori città italiane (es. Milano, Venezia, Udine, Trieste, Bologna, Firenze, Roma). Per dettagli e approfondimenti: www.obb-italia.com
In auto: per pianificare il viaggio consigliamo di utilizzare il cerca percorsi sul sito ufficiale della regione di Villach www.visitvillach.at.

Informazioni turistiche per il pubblico (in italiano):
Region Villach Tourismus GmbH
Peraustraße 32 Villach, Österreich
Tel.: +43 / (0)4242 / 42000 - 0
FN171412b I LG Klagenfurt
www.region-villach.at
Le NOMINATION del Premio ITALIAN CHEESE AWARDS ‘25 10^ edizione
Premio ai migliori formaggi nazionali prodotti con latte 100% italiano.
Risultati delle Selezioni per le Nomination
i 34 formaggi in FINALE!
Italian Cheese Awards ® ‘25 – 10^ edizione
Premio ai migliori formaggi nazionali
prodotti con latte 100% italiano
Risultati delle Selezioni per le Nomination dei 34 formaggi in FINALE!
Le NOMINATION sono state assegnate dal voto della degustazione del pubblico, in occasione di Formaggio in Villa ’25, sabato 12 e domenica 13 aprile ’25 alla Chiesa del Torresino a Cittadella sommato al giudizio della redazione del Premio.
* Elenco in ordine per categoria e alfabetico del nome del formaggio.
1 - Categoria Freschissimo
CremyMousse PugliaLat Puglia
Squacquerone di Romagna DOP Centrale del Latte di Cesena Emilia Romagna
Squacquerone di Romagna DOP Comellini Emilia Romagna
Squacquerone di Romagna DOP San Patrignano Emilia Romagna
*2 formaggi ex aequo
2 - Categoria Fresco 
Asiago DOP Fresco Prodotto della Montagna Pennar Asiago Veneto
Pecorino Forenza Il Parco delle Bontà Caggiano Summo Basilicata
Piccolo Giunco Garau Antonio Sardegna
3 - Categoria Pasta Molle
Giniz Capriz Alto Adige
Puzzone di Moena DOP El Mas Trentino
Stael de Cavra San Faustino Lombardia
4 - Categoria Pasta filata
Burrata Posticchia Sabelli Basilicata
Burrata di Bufala La Tenuta Bianca Campania
Cacio Calabro Carbone Calabria
Mozzarella di Bufala Campana DOP Il Casolare Campania
*2 formaggi ex aequo
5 - Categoria Pasta filata Stagionata
Caciocavallo La Massaia Puglia
Caciocavallo Lo Chalet del formaggio Campania
Caciocavallo stagionato Mangiapane Sicilia
6 - Categoria Semistagionato
Caprino di Puglia Il Carro Puglia
Formaggio Tipico Branzi stagionato Latteria Sociale di Branzi Lombardia
L'Antico di Civita di Bagnoreggio Alta Tuscia Lazio
7 - Categoria Stagionato
Asiago DOP Vecchio Prodotto della Montagna Finco Veneto
Brenta Selezione Oro Latterie Vicentine Veneto
Capo Branco La Mascionara Abruzzo
Montelupo La Casara di Roncolato Veneto
*2 formaggi ex aequ

8 - Categoria Stagionato oltre 24 mesi
A Mamma Erkiles Sardegna
Collina Veneta Stravecchio San Rocco Veneto
Fiore Sardo DOP Nuraghe Orta Sardegna
Grana Padano DOP Selezione da fieno Latteria San Pietro Lombardia
*2 formaggi ex aequo
9 - Categoria Aromatizzato
Orange Blu all'arancio Alta Mangiuria Campania
Pecorino al Timo Savino Puglia
Tauvl Malga Faggioli 1140 Veneto
10 - Categoria Erborinato
Brebiblù Argiolas Sardegna
Gorgonzola DOP dolce Arrigoni Arrigoni Battista Lombardia
Manhattan Latteria Moro Veneto
La Cerimonia di Premiazione, ovvero la FINALE si terrà ad ottobre 2025
Oltre alle 10 Categorie in concorso la redazione di Guru Comunicazione assegnerà i seguenti Premi speciali:
Premio al miglior derivato del latte
Premio al miglior formaggio di montagna
Premio alla carriera
Premio “Donne del latte”
Premio al Cheese Bar dell’anno - per le attività innovative di somministrazione che propongono formaggio
Premio al Caseificio dell’anno
Premio al Formaggio dell’anno
I Caseifici ed Affinatori possono presentare la propria candidatura inviando una presentazione corredata da immagini a segreteria@italiancheeseawards.it
ITALIAN CHEESE AWARDS®
Premio ai Migliori Formaggi Nazionali
Prodotti con Latte 100% Italiano
“Italian Cheese Awards” è un riconoscimento alle migliori produzioni casearie italiane autentiche, tipiche e artigianali realizzate con solo latte e caglio 100% italiano.
Il Premio è organizzato da “Guru Comunicazione”, società impegnata nella promozione del settore lattiero-caseario attraverso manifestazioni, incontri e appuntamenti tematici nazionali tra i quali “Made in Malga”, “Formaggio In Villa” e “Luxury Cheese”.
Vi segnaliamo gli eventi di GURU COMUNICAZIONE
MADE IN MALGA ’25 - 13^ edizione Evento nazionale dei formaggi di montagna
5-7 e 12-14 settembre ’25
www.madeinmalga.it
CASEIFICI OPEN DAY ’25 - I Caseifici italiani aprono le porte
27-28 settembre ’25
www.caseificiopenday.it

ITALIAN CHEESE AWARDS® 2023
Evento organizzato da Guru comunicazione srl
Via Verdi 113 Campodarsego PD
www.italiancheeseawards.it

Le sfumature della primavera in Slovenia, accostati al principe dei colori: il verde, che ricopre buona parte del Paese
Primavera è sinonimo di festa, della voglia di leggerezza dopo i lunghi mesi d’inverno. Del resto, l’abito verde scoperto dallo sciogliersi della neve e dal dissolversi del grigio invernale mostra coccarde floreali di tutti i colori, diversi da regione in regione. Le fioriture sono un elemento che immortala il senso della varietà di un Paese che, nonostante sia più piccolo della Lombardia, si distende dal Mediterraneo alle Alpi, dalle colline del Carso alle piane pannoniche, dove il verde propone ogni volta abbinamenti diversi.
Allo stesso modo, variegati sono anche i modi di viverlo, questo verde sloveno, con le attività più disparate: c’è chi, sognando le epocali scalate di Pogačar e Roglič (di nuovo alla partenza, dopo il successo del 2023, del Giro d’Italia, ndr), imbraccia con risultati più o meno discutibili il manubrio di una bici, muscolare o elettrica che sia, e si lascia guidare dal dolce ondeggiare delle strade slovene. C’è chi, di sella, preferisce quella equina, regalandosi un’esperienza tra i cavalli lipizzani, già noti e amati dalla casa imperiale asburgica. C’è, invece, chi preferisce accomodarsi direttamente sulla sedia di legno di una locanda tradizionale slovena, una gostlina, per gustare una cucina più verace o più ricercata, nel caso di uno dei 63 ristoranti inclusi nella Guida Michelin Slovenia; ma anche chi seduto, proprio, non ci riesce a stare, gli infaticabili camminatori di campagne e città (anche i city-break, intramontabili evergreen di questa stagione), le cui serate cominciano a popolarsi di eventi all’aperto, di mese in mese. Abbiamo deciso di raccontarvela per colori, questa primavera slovena, abbinando al verde delle singole destinazioni un altro colore, che ne rivela l’animo in questa stagione.
Verde–Oro: 200 anni di birra Laško 
Entra nel suo terzo secolo di attività il più antico birrificio sloveno: Laško, una birra talmente famosa che non tutti, fuori dalla Slovenia, sanno che il suo nome è anche quello della deliziosa cittadina, 13.000 anime a Nord-est di Lubiana, in cui viene prodotta. La casa produttrice della celebre Zlatorog (corno d’oro) celebra quindi il suo duecentesimo compleanno, che coincide quest’anno con la 60°esima edizione del Festival della Birra e dei fiori (11-13 luglio 2025), che trasformerà la città in una festa vibrante tra fiori, musica, buon cibo e, naturalmente, l’ottimo nettare dorato della birra Laško.
I più attenti al panorama benessere, invece, associano la località anche a un importante centro termale, quel Thermana Laško che propone, tra gli altri, e neanche a dirlo, bagni e massaggi alla birra, che utilizzano olio nutriente con l’aggiunta di luppolo, preparato con gli stessi ingredienti con cui si produce la Laško.
Poco lontana, la località di Žalec non è da meno: è diventata famosa, negli ultimi anni, per una fontana molto particolare, alla quale è possibile dissetarsi, invece che con l’acqua corrente, proprio con la birra. Sconsigliato rimettersi alla guida subito dopo!
Verde – turchese/rosso: un lago intermittente nel Carso
Proverbialmente, alla regione del Carso sloveno è associato il colore rosso: rosso come la sua terra friabile e bucherellata, rosso come i suoi Refosco e i suoi Teran che qui attecchiscono meglio che altrove, rosso come i tagli di crudo di Stanjel (San Daniele, proprio come il famoso prosciutto friulano!). Meno automatica, invece l’associazione con il turchese: forse è perché il turchese, qui, nei periodi più secchi dell’anno non c’è affatto. Il turchese del lago di Cerknica, uno dei più grandi laghi intermittenti d’Europa, che scompare ogni anno proprio a causa della natura carsica del terreno su cui poggia il suo bacino idrico. Se d’inverno, spesso, ci si può pattinare e in primavera invece è possibile attraversarlo in barca, nella stagione estiva, specie nel periodo in cui a tornare dominante è il rosso della terra, è possibile scrutarne ogni centimetro a piedi, tra fiori di tutti i colori, dal momento che l’acqua scompare del tutto. In questo misterioso luogo, infatti, hanno trovato il loro habitat molte specie animali ed è anche un vero paradiso per gli amanti della flora.
Verde – bianco/viola: la fioritura dello zafferano e il formaggio degli innamorati a Velika Planina
Nota stazione sciistica d’inverno a nord-est della città di Kamnik, con lo scioglimento delle nevi a primavera inoltrata, Velika Planina acquisisce un fascino tutto nuovo: per due settimane l’anno questa località, il cui nome significa “il grande pascolo”, si ricopre di un manto viola in occasione dell’annuale fioritura dello zafferano, qui endemico, che intervalla la netta dominanza del verde mentre in alto le creste prealpine sono ancora tinte di bianco. Ad arricchire ulteriormente la “palette”, l’abete rosso di cui sono fatti i particolarissimi tetti a spiovente del villaggio di pastori, uno dei più grandi d’Europa. Una curiosità, romantica e gustosa, su questa comunità, è la storia del formaggio Trnič, prodotto in forma di pera panciuta e a base di ricotta, panna e sale. Secondo la tradizione, infatti, i malgari preparavano una coppia di caci e lo donavano alle ragazze di cui erano innamorati in occasione dell’autunnale discesa dall’alpeggio. Il giovanotto ne teneva uno, donando l’altro alla ragazza prescelta, che poteva custodirlo anche per diversi anni. Se la ragazza accettava il dono, con ciò accettava anche la corte del pastore. Ogni anno, il 29 luglio, si celebra proprio qui a Velika Planina una festa in onore del Trnič.

Verde – giallo/ambrato: la cultura del miele nel Paese delle api
Le api sono da sempre una parte fondamentale della cultura e del modo di vivere degli sloveni: la piccola Repubblica è lo Stato al mondo con il più alto numero di apicoltori pro-capite. La Slovenia è anche il primo paese in cui l’apicoltura è diventata una vera e propria disciplina, grazie al personaggio diAnton Janša, il primo insegnante di apicoltura alla Corte di Vienna ai tempi dell’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo. Janša è stato un personaggio talmente influente in questo ambito che il suo compleanno, il20 maggio, è celebrato in tutto il mondo come laGiornata Mondiale dell’Apicoltura.Trattandosi di una pratica diffusa in tutto il Paese, il giallo/ambrato del miele è un colore che si trova un po’ dappertutto. A Radovljca, tuttavia, esiste un luogo molto particolare: unMuseo dell’apicoltura,doveda maggio a ottobreè possibile visitare, per grandi e piccini un vero alveare da osservazionecon api vive.Come naturale conseguenza di tutto questo, dal 2022 “L’apicoltura in Slovenia, uno stile di vita“ è stata inseritanella lista UNESCO del patrimonio culturale immateriale.


C.so Valdocco, 2 10122 TORINO
c/o COPERNICO GARIBALDI
Tel. +39 011 19273572
Nella città ducale tre giorni di Campionato Mondiale della Pizza 2025 e… ce ne sono per tutti
Parma è nota come la città universitaria, la capitale dell'ottimo prosciutto crudo e del Parmigiano Reggiano, ma in questi giorni, non solo… C’è un amore che dura da ben 32 anni tra Parma e il Campionato Mondiale della Pizza, che vuole ancora, per il 2025, la rappresentante della Food Valley emiliana, trasformata in teatro per pizzaioli provenienti da ogni angolo del globo – proprio da tutti i continenti – per una tre giorni - da martedì 8 a giovedì 10 aprile – che porta con sé tradizioni, tecniche e sapori unici. Dunque anche quest'anno al Palaverdi si sono sfidati in competizione con acqua, farina, lievito e sale (e non tutte condite solo con pomodoro, mozzarella e basilico…) il tutto in forno per circa… Beh, per questo si deve tener conto di variabili che spaziano dal tipo di forno al grado di idratazione dell’impasto e anche dalla tipologia di pizza che si vuole realizzare, comunque - in pizzeria anche a 450° o a casa nel ventilato a 220°- per solo alcuni minuti… e il piatto universalmente più conosciuto, mangiato e gradito… la pizza, è pronto!
Quest’anno il titolo di campione mondiale della Pizza nella sua 32esima edizione, tra 700 pizzaioli di 48 Paesi concorrenti, è stato assegnato aGiuseppe Balsomini titolare della pizzeria “Vizi da re” di Mazara del Vallo, applaudito dagli oltre 6000 visitatori presenti!
Non stiamo a ripetere il solito racconto della pizza Margherita che Raffaele Esposito dedicò alla regina di Savoia (anche chiamata Saline di Barletta) di passaggio a Napoli dalla sua Pizzeria Brandi nel giugno 1889e che divenne un fondamento nella storia della gastronomia mondiale tra le pietanza più deliziose, anche se – è di dominio pubblico – la pizza, intesa come pane schiacciato e condito, ha origini risalenti addirittura al Neolitico, riveduta e corretta nel corso dei secoli, anche dagli Etruschi (VIII a.C.) e poi in epoca romana(VIII secolo a.C. / V secolo d.C.) periodo in cui prese il nome latino di “pinsa”, che significa “schiacciata”, in riferimento alla forma e da cui deriverebbe, secoli dopo - finalmente - l’attuale termine “pizza”. No, non stiamo a ripeterci…
Noi abbiamo avuto la fortuna che l’inviato del TG2 Rai, Antonio Farnè, “per caso”… si trovasse proprio a Parma per documentare chi e come ha sbaragliato la concorrenza, quando ha imparato a fare la pizza e perché ha vinto su tutti gli altri pizzaioli?
Lasciamo che sia Farnè a parlare: “Rotonda, a tranci, rotonda, a spicchi, in piedi, a casa o al ristorante e se per i puristi esiste solo la Margherita, oggi davanti al forno a legna, la fantasia qui è andata davvero al potere: pizza “dolce” alla zuppa inglese rivisitata con crema pasticcera, cacao e aceto balsamico di Modena… pizza “contemporanea all’identità del territorio” condita con crema di pisello, crudo di Parma e Parmigiano reggiano… Dunque prodotto universale che si fa e si mangia in tutti i modi e in tutto il mondo.

Pizzaiolo da Città del Messico: “Quali sono le pizze preferite nel tuo Paese?” – domanda Farnè – “La Margherita napoletana” – risponde convinto José – “Quindi andate sul classico? – ancora Farnè a José – “Sempre classico, piace a tutti!” Il segreto, dicono, sta nell’impasto, in mani abili e ingredienti di qualità.
La conferma arriva dall’organizzatore ufficiale della manifestazione, Massimo Puggina: “Occorre utilizzare una buona farina, acqua, sale, lievito e olio, poi attendere il tempo di lievitazione”
Dal 2017 la pizza – patrimonio universale dell’UNESCO – è il cibo dei desideri
“Siamo sui 150 miliardi di euro all’anno” – è ancora l’organizzatore Puggina a spiegare – “È una cifra da PIL di una nazione…”

E non solo prepararle, infornarle e gustarle, ma anche spettacolo, con la pasta agitata, girata e lanciata in aria in modo acrobatico… “Qual è il segreto? – chiede Farnè a una bella pizzaiola che rotea con grande abilità un disco di pasta di pizza – “Tanto allenamento e tanta passione!” – chiosa lei…–
Tra gli altri premi, quello della categoria "Pizza più veloce" è stato aggiudicato “ancora…” a Giuseppe Amendola, pizzaiolo originario della Costiera Amalfitana, ancora perché questa è la settima volta consecutiva che il campano, con la sua straordinaria abilità, conquista questo titolo, a conferma di essere davvero il campione mondiale assoluto della categoria. Complimenti!
Anche questa edizione 2025 ha saputo esaltare la tradizione gastronomica italiana di cui la pizza è testimone mondiale presentandosi in modo tradizionale ma anche gourmet, con impasti alternativi, ma possibilmente sempre composta con ingredienti a chilometro zero e con tecniche d'avanguardia, confermando la propriaidentità non solo in apparenza, ma evolvendosi e continuando a stupire e a fare godere i palati di tutto il mondo.

(Antonio Farnè inviato Tg2 Rai)
Escursioni notturne e osservazioni guidate per scoprire l’isola d’Elba tra natura e stelle...
Astro turismo sui sentieri e sulla grande traversata elbana nella maggiore isola toscana che si conferma destinazione ideale per chi vuole vivere la magia del cielo stellato. 
Già, perché l’Isola d’Elba invita a scoprire il fascino del cielo stellato con una serie di attività dedicate all’astro turismo. Grazie all'impegno della locale Associazione Astrofili di San Piero (Campo nell’Elba) l’osservazione delle stelle diventa protagonista con escursioni notturne guidate tra i sentieri elbani e l’esperienza della “GTE al buio” (Grande Traversata Elbana). In arrivo anche il primo osservatorio astronomico permanente.
GTE AL BUIO: un’esperienza unica tra trekking e stelle
La Grande Traversata Elbana (GTE) è un percorso di trekking che passa su tutta la dorsale dell’isola, offrendo panorami naturali tra mare, colline e montagne. Solitamente percorsa di giorno, il prossimo 26 aprile, in occasione dellaInternational Dark Sky Week, si potrà partecipare alla “GTE al Buio”, un’esperienza affascinante che combina il trekking notturno con l'osservazione delle stelle.
Il percorso prevede il ritrovo alle ore 20.30 presso Colle Reciso, un rilievo situato nella parte centrale dell'isola e caratterizzato da una grande cava di calcare. Da lì, i partecipanti seguiranno un sentiero che si dirige verso Portoferraio, attraversando una ex strada militare immersa nella rigogliosa macchia mediterranea, tra lecci, corbezzoli ed eriche. Dopo un tratto di cammino, il gruppo farà ritorno su uno spiazzo panoramico dove gli Astrofili Elbanimetteranno a disposizione telescopi per l'osservazione del cielo notturno. La durata dell’escursione, adatta a tutti, è di circa tre ore. La partecipazione è su prenotazione sul sito infopark.sl3.eu, con un costo di 8 euro per gli adulti, 4 euro per i bambini dai 5 ai 12 anni, e gratuita per i bambini sotto i 5 anni.

Le attività di astroturismo sull’Isola d’Elba
Dal 2009, l'Associazione Astrofili di San Piero opera con passione sul territorio comunale di Campo nell’Elba e in altri Comuni elbani, organizzando incontri ed eventi presso il cosiddetto “Piazzale dell’Astronomia di San Piero”, un'area lontana dall’inquinamento luminoso e perciò perfetta per l’osservazione del cielo notturno. Nel tempo il luogo è stato arricchito con strumenti astronomici, meridiane e panchine panoramiche dedicate all’osservazione celeste. 
Da giugno a ottobre, ogni martedì e sabato, l’esperienza si arricchisce con escursioni notturne lungo i sentieri dell’isola, dove natura e astronomia si fondono. Partendo dal centro storico di San Piero in Campo, un antico borgo situato su uno sperone granitico alle pendici del Monte Capanne, noto per la sua tradizione legata all’estrazione e alla lavorazione del granito, il cammino prosegue poi verso la Piana di Castancoli, un’area pianeggiante da cui si apre un ampio panorama sulla costa sud-occidentale dell’isola, incluse le spiagge di Cavoli, Seccheto e la punta di Fetovaia e, nelle giornate limpide, anche sulla Corsica, visibile all’orizzonte. L’escursione conduce infine alle Vie del Granito, un itinerario che attraversa antichi luoghi di lavorazione del granito, dove sono ancora presenti testimonianze dell’attività estrattiva sviluppata nei secoli passati.
Durante le passeggiate, gli astrofili elbani illustrano al pubblico la storia della città e le tradizioni locali, l’archeologia e la storia geologica dell’Isola e la sua natura, oltre ovviamente alle meraviglie del cielo. Un’ altra delle mete delle escursioni notturne è Sassi Ritti, un sito archeologico composto da quattro monoliti megalitici situati a oltre 300 metrisul livello del mare. Si tratta di uno dei più suggestivi e antichi luoghi di culto delle popolazioni che abitarono l’isola durante l’età dei metalli. Il sito si trova su un pianoro da cui si può godere della vista dell'Isola di Montecristo. Nel mese di agosto, quando la luna piena illumina il paesaggio, a Sassi Ritti si tengono eventi speciali con osservazioni astronomiche accompagnate da musica, spettacoli e degustazioni, realizzati in collaborazione con l’Associazione culturale Le Macinelle.

Un progetto in espansione: il primo osservatorio astronomico permanente
L’Elba sta anche realizzando il suo primo osservatorio astronomico permanente. Il progetto renderà possibile non solo l’osservazione guidata degli astri, ma anche attività di ricerca e divulgazione scientifica, con il coinvolgimento di scuole e turisti. L’osservatorio sarà infatti un punto di riferimento per gli amanti del cielo, un vero e proprio polo scientifico dedicato alla ricerca astronomica e a supporto dell’astronomia professionale.
Turismo, cultura e sostenibilità
“L’astro turismo rappresenta un’importante opportunità per valorizzare l’Elba anche fuori stagione – commenta Niccolò Censi, responsabile Gat, Gestione Associata della promozione del turismo all’Elba – Il progetto punta a rafforzare l’attrattività turistica dell’isola attraverso un’offerta culturale innovativa che non solo arricchisce l’esperienza dei visitatori, ma contribuisce anche alla crescita del territorio. L’astro turismo, infatti, si integra perfettamente con le altre proposte culturali dell’isola, offrendo eventi che spaziano dall’osservazione delle stelle, alla musica, alla poesia e alla storia”.
“Il progetto nasce dalla volontà di creare uno spazio dedicato alla divulgazione scientifica e all’osservazione astronomica sull’isola – afferma Lello Tranchida, presidente dell’Associazione Astrofili di San Piero – valorizzando l’Elba attraverso esperienze autentiche e coinvolgenti, dove l’astro turismo e il trekking notturno diventano strumenti per far scoprire l’isola sotto una luce nuova”.

@VisitElbaIT – @visitelbaofficial

ASD ASTROFILI DI SAN PIERO ISOLA D’ELBA
Via delle Cave, 57034 San Piero In Campo LI
GIORNI DI ESPOSIZIONE:
martedì e sabato 21:30 – 23:30
Tel.: 348 4569999
www.piazzaledellastronomia.it
A Verona, prende il via il "Vinitaly 2025": il programma annunciato è già surclassato dai “dazi pazzi” di Trump…

Prevista la presenza dei ministri Ciriani, Urso, Lollobrigida e Giuli al Vinitaly 2025, con taglio del nastro della 57^ edizione, domenica 6 aprile, grazie al presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, con gli interventi di saluto del sindaco di Verona, Damiano Tommasi, del presidente della Provincia, Flavio Massimo Pasini, e la vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna, in rappresentanza delle istituzioni europee. Il salone internazionale dei vini e distillati si conferma evento di riferimento per la filiera strategica del settore vitivinicolo che vale complessivamente 45 miliardi di euro tra impatto diretto e indiretto, con esportazioni pari a 8,1 miliardi di euro. Il comparto dà lavoro a quasi un milione di persone e incide per l'1,1% sul Pil. L'internazionalità resta uno dei pilastri di Vinitaly ed è anche per questo che il "dazi pazzi" imposti dal presidente degli Stati Uniti, inevitabilmente surclasseranno il programma previsto della manifestazione.
Donald Trump ha imposto "dazi pazzi reciproci" nei confronti di oltre 100 Paesi di tutto il mondo: dalla Cina (34%) al Giappone (24%) al Regno Unito (10%) al Vietnam (46%) fino a Svizzera (31%) e Unione Europea (quindi anche noi…) col 20%. Si salvano dal “castigo” Russia e Corea del Nord (?). Per ora le prime reazioni hanno portato a "bruciare" 10 mila miliardi in capitalizzazioni sulle Borse mondiali… (per amor di precisione "bruciare miliardi in Borsa" non vuol dire distruggere moneta con reale perdita, ma indica quanti soldi passano di mano - NDR). Il paragone corre subito all’11 settembre 2001 e agli esordi del Covid (2020) quando prima crollò il prezzo del petrolio e poi schizzò quello dell’oro….
I settori dell’export verso gli Stati Uniti che saranno tassati pesantemente, sono quelli dei macchinari (13 miliardi) degli articoli farmaceutici (13 miliardi) dei mezzi di trasporto (8 miliardi) e dell’automotive (con aumenti fino a 20.000 dollari per alcune auto) dell’agro alimentare (con il caffè, il cioccolato e il vino…) dell’elettronica (con rincari su iPhone e TV) e dell’abbigliamento (dove marchi come Nike e Adidas subiranno duri colpi).

Per quanto ci riguarda, in totale sono stati considerati il 70% delle esportazioni europee verso gli USA pari a 370 miliardi di euro. Per la nostra prima ministra: “Basta allarmismo! Il panico è peggio dei dazi, fa molti più danni!”. Poi la Meloni ha invocato la parziale sospensione del Green Deal europeo (le iniziative strategiche per ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 per affrontare la crisi climatica globale) perché i dazi di Trump non colpiscono solo l’agro alimentare, ma, appunto, anche il settore automobilistico. La presidente del Consiglio ha citato la “clausola generale di salvaguardia” che prevede una deroga al Patto di stabilità e ha detto che presto un ragionamento va fatto proprio su questa possibilità.
Considerando soluzioni che coinvolgono i rapporti tra le valute, i meccanismi fiscali e i dettagli secondari, parrebbe che l’aliquota del 20% affibbiata all’Europa (Italia compresa) possa derivare dal rapporto import-export del 2024 - 531,6 miliardi, il primo e 333,4 miliardi l’altro. Il deficit ammonta a 198,2 miliardi e 198,2 rispetto a 531,6 rappresenta il 35-40% che poi diventa il 39% effettivo che secondo Trump sarebbe il dazio legittimo per l’Europa. A prescindere dai metodi – empirici o meno – i “dazi trumpiani” sono diventati titoli a 6 colonne sui quotidiani, “strilli” di apertura di telegiornali e giornali radio, argomenti principali di convegni, fiere e dunque anche del Vinitaly, che proprio nel giorno della sua inaugurazione, domenica 6 aprile, più di altri, accusa il coinvolgimento, visto che proprio vino, liquori, distillati e tutto lo scibile vario correlato, sono protagonisti a Verona, alla presenza di relativo ministro (Lollobrigida) compresi i testimonial accreditati, l’Alberto Tomba nazionale e le madrine di circostanza, l'ex campionessa Deborah Compagnoni e Simona Ventura (che si è sposata il 6 luglio scorso...). Trump, con questo atteggiamento (copywriter tutto suo, sembrerebbe) vuole proteggere l’industria nazionale dalla concorrenza straniera, con l’intenzione di “trattare poi” con i relativi interlocutori (leggi nazioni “daziate”) uno a uno, ottenendo, con la sua bravura di “negoziatore”, delle concessioni in cambio dai Paesi “castigati” (ovviamente a suo favore).
Questa ormai è una vera guerra commerciale, che coinvolge il mercato degli USA e tutti gli altri del pianeta… Chiaramente, quando ci si muove in ambito economico finanziario, i dati inseriti nel contesto, di riflesso, si modificano con effetto domino… Basti notare i numeri delle Borse di tutto il mondo in questi giorni – e quella che parrebbe una “rivalsa” (meglio vendetta?) per gli oltre 50 anni di ruberie subite dagli States (parole del tycoon) adesso, finalmente avrebbe trovato la “dovuta giustizia”… – inflazione a parte, che già si è messa a galoppare lì, oltre oceano… (ed è solo una delle conseguenze che a cascata si stanno mettendo in moto, le altre, arriveranno non appena le nazioni “punite” manifesteranno le loro reazioni ufficiali) – .
Nello specifico, il mondo enologico accusa il colpo e questi sono i numeri del coinvolgimento dei vini per regione – percentuale valore esportato (negli USA) contro valore in milioni di euro:
rossi dop piemontesi 31% - 121,10; bianchi dop trentini (Alto Adige) e friulani 48% - 137,80; rossi dop toscani 40% - 289,50; Prosecco dop 27% - 491,30; spumanti 24% - 568,00; fermi e frizzanti imbottigliati 25% - 1349,10; liquori 26% - 142,90.
Mentre la riffa continua con cifre esponenziali, proprio nei convegni nel contesto del Vinitaly, si ufficializzano i numeri che danno l’idea dei volumi del mercato italiano dopo il crollo del 2023, visto che la produzione è ripartita con vigore riguadagnando le posizioni che meritava: le esportazioni sono aumentate del 6% - fonte Nomisma - (meglio di Francia e Spagna) con il Prosecco aumentato di oltre l’11%. L’export del solo Veneto, sfiora i 3 miliardi di euro, la Toscana 1,248, il Piemonte 1,184, il Trentino Alto Adige 611,3, l’Emilia Romagna 464,5, la Lombardia 312,5, l’Abruzzo 268,6, la Puglia 231,7, il Friuli Venezia Giulia 226,2, la Sicilia 154,9, il Lazio 78, le Marche 61,1, la Campania 43.3, l’Umbria 32,7, la Sardegna 25, il Molise 9,3, la Calabria 5,4, la Valle d’Aosta 3,5 e la Basilicata 1,9. Per categoria l’export dall’Italia - variazione valori 2024 su 2023 (fonte Unicredit per Nomisma): spumanti8,9%; fermi e frizzanti imbottigliati 4,8%; grandi formati -10,6% (negativo); sfusi 2,9%; per un totale di 5,6% che in miliardi – solo export – corrisponde a 8 (8mila milioni!) e solo le etichette portabandiera del Made in Italy negli USA sono 131 (36 della Toscana, 19 del Piemonte, 18 del Veneto, 13 della Sicilia e 7 dellaCampania; e per tipo, Barolo 16, Brunello 11 come Chianti classico e Amarone Valpolicella.
Per la 57^ edizione dell’evento principe degli eventi viti vinicoli, nei 18 padiglioni, 4000 aziende dall’Italia e, da 140 nazioni, 30mila buyer internazionali (Stati Uniti compresi) 1200 sono i top buyer accreditati da 71 paesi (6 in più rispetto all’anno scorso) selezionati da Veronafiere SpA e Ice (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane). Tra le delegazioni più numerose dei super operatori selezionati dall’area extra Ue, in pole position ci sono quelle da Usa e Canada, seguite da Cina, UK, Brasile, ma anche da India, Singapore, Giappone e Corea del Sud. Mentre, per il continente europeo, primeggiano Germania, Svizzera, Nord Europa e l’area balcanica. Tra le novità specifiche sull’enoturismo, debutta il numero zero di Vinitaly Tourism, con la partecipazione di tour operator nazionali ed esteri specializzati da Stati Uniti, Spagna e Germania. Un progetto che, in prospettiva, potrebbe entrare anche nei palinsesti delle tappe estere della manifestazione in Asia, Sud e Nord America. Alla conferenza stampa di presentazione del Vinitaly, oltre ai vertici di Veronafiere con il vicepresidente Matteo Gelmetti, sono intervenuti Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare, Alessia Rotta, assessore al commercio e attività produttive del Comune di Verona e Matteo Zoppas, presidente Agenzia ICE.
3mila buyer americani hanno confermato la loro partecipazione alla manifestazione, professionisti che provengono da importanti aree degli Stati Uniti (tra cui Texas, Midwest, California, Florida e New York) e rappresentano circa il 10% del totale del piano di incoming 2025: “La presenza di un così numeroso contingente di operatori statunitensi è un segnale positivo per le aziende e per Vinitaly” – ha dichiarato Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere – “In un contesto economico incerto, ciò potrebbe influenzare la geografia del nostro export, ma mettiamo a disposizione la nostra piattaforma per facilitare eventuali accordi diretti tra imprese italiane e importatori e distributori, specialmente per il nostro primo mercato di destinazione extra-Ue”.
Da tenere in considerazione il programma del Vinitaly che prevede, oltre agli incontri b2b, una serata di networking dedicata agli operatori americani (martedì 8 aprile presso il Palazzo della Gran Guardia). Il mercato statunitense è fondamentale per il vino italiano, rappresentando il 24% dell'export enologico nazionale. Con l'introduzione dei nuovi dazi, i produttori potrebbero essere costretti ad assorbire parte dell'aumento dei costi per rimanere competitivi, con conseguenze negative sia per le aziende che per i consumatori. Il rischio è anche quello di perdere quote di mercato a vantaggio di competitor internazionali come Spagna (che ha già stanziato 14 miliardi per attutire il primo colpo dei dazi) Cile e Australia, appena meno colpiti dalle tariffe commerciali.
Intanto nei prossimi giorni del Vinitaly di tutto questo, se ne parlerà a iosa. Vediamo e sentiamo (mentre intanto degustiamo…) cosa ancora accadrà…
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Veronafiere S.p.A.
V.le del Lavoro 8 Verona
Tel. 045 8298111
www.veronafiere.it
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(GfL)
Colombe pasquali “Eleganza” e “Romantica”: due collezioni Loison molto ricercate e tanto sostenibili
Un dono che continua: colomba pasquale da gustare, eleganti confezioni da riutilizzare, ideali per conservare biancheria o come contenitori per accessori d'abbigliamento o piccoli oggetti.
“Abbiamo trasformato il packaging in qualcosa di più di una semplice confezione: un oggetto che rimane, che trova spazio nella vita quotidiana delle persone" - spiega Dario Loison - .
Per la Pasqua 2025, Loison rinnova il suo impegno nella creazione di involucri eleganti e sostenibili, presentando due nuove collezioni: “Eleganza” e “Romantica”. Le confezioni progettate da Sonia Designsono pensate per essere riutilizzate, dando vita a un vero e proprio "dono nel dono" che unisce estetica e funzionalità.
Il packaging riutilizzabile è una tendenza in forte crescita e da 35 anni Loison ne ha fatto un elemento distintivo della propria identità. Questa scelta va oltre l'estetica, rispondendo anche alla crescente domanda di soluzioni sostenibili.

ELEGANZA E PRATICITÀ NEL SACCHETTO IN COTONE GOFFRATO
IL PACKAGING. Unire praticità ed eleganza nell’organizzazione della casa e della valigia è fondamentale per chi ama l’ordine senza rinunciare allo stile. Il sacchetto multiuso della collezione Eleganza nasce anche per questo scopo: un raffinato accessorio funzionale ideale per contenere biancheria, costumi da bagno o fungere da porta scarpe durante i viaggi. Realizzato in cotone goffrato di alta qualità e resistente ai lavaggi, è impreziosito da un elegante fiocco con una perla, simbolo distintivo e amatissimo da Sonia Pilla (Design). Disponibile nelle tre classiche tonalità – verde, azzurro e lilla – rappresenta una soluzione sofisticata per chi desidera coniugare bellezza e praticità. Quattro sono i gusti della colomba pasquale proposti, nell'importante pezzatura da un chilogrammo: Colomba Classica A.D. 1552, il gusto della tradizione caratterizzato dall'impasto soffice ad alta digeribilità grazie al lievito madre e a 72 ore di lavorazione; al Mandarino, con Mandarino Tardivo di Ciaculli (Presidio Slow Food) per chi predilige gusti agrumati; Regal Cioccolato, un trionfo di tentazioni per gli amanti del cioccolato; Albicocca Basilico, il gusto nato nel 2024 con due ingredienti tradizionali ma assolutamente innovativi nell’abbinamento (a pag. 52-53 del catalogo Primavera 2025).
UN TUFFO NEL ROMANTICISMO CON IL COFANETTO IN TRAMA CAPITONNÈ
IL PACKAGING. La collezione Romantica erede della storica Cappelliera ovale, si reinventa in un nuovo cofanetto squadrato, pensato per unire praticità e versatilità. Progettato per un riutilizzo intelligente, si integra perfettamente negli armadi come raffinato contenitore per accessori d’abbigliamento. La sua struttura rigida, nella delicata tonalità lilla, è impreziosita da una trama capitonné, ispirata alle imbottiture utilizzate sin dal 1800 per divani, poltrone e testate di letti, aggiungendo un fascino senza tempo.

LA COLOMBA
A grande richiesta la Collezione Romantica si arricchisce con un poker di colombe tutte da un chilogrammo: Classica A.D. 1552 è inimitabile per il suo impasto morbido con lievito madre e ricco di scorze di arancia candita di Sicilia senza solfiti. Regal Cioccolato propone tre diverse espressioni del cioccolato: in gocce nell’impasto, in una morbida crema di farcitura e in una copertura di riccioli fondenti. La versione Caramello Salato, con una copertura di cioccolato bianco al caramello, un impasto impreziosito da gocce di cioccolato al latte e una golosa crema di caramello al burro salato. Pesca Nocciola, un incontro inaspettato tra la dolcezza avvolgente della pesca semi candita e l’eleganza croccante delle nocciole italiane (a pag. 54-55 del catalogo Primavera 2025).
Le colombe delle collezioni Eleganza e Romantica sono “sfornate” con ingredienti pregiati e con certificazione di origine controllata come latte, burro e panna di montagna, uova di gallina allevate a terra, fior di farina, sale marino integrale di Cervia, vaniglia naturale Mananara del Madagascar, Presidio Slow Food.
Qual è il modo migliore per tagliare e servire una colomba?

Si può davvero tagliare una colomba senza tradirne l’anima?
Senza violarne la sofficità con un coltello inadatto o con mani troppo impazienti?
E, soprattutto, esiste un modo per dividerla senza spezzarne la magia, ricordandoci che la dolcezza, come la felicità, va sempre condivisa?
Edoardo Loison svela tutti i segreti per farlo nel modo corretto con un video sul canale YouTube Loison Pasticceri.
video: https://www.youtube.com/watch?v=EWraU5M7Xrk
Loison Pasticceri dal 1938: radici semplici, ingredienti genuini, dolci della tradizione: su questi valori si fonda la storia della famiglia Loison, quattro generazioni di pasticceri di Costabissara, in provincia di Vicenza. Tutto ha inizio nel 1938 con nonno Tranquillo, il primo ad amare l’arte della panificazione e a trasmetterla a papà Alessandro. Insieme trasformano il forno di famiglia in un’attività artigianale, inaugurando nel 1969 un nuovo laboratorio. Dal 1992 Dario Loison guida l’azienda, da pochi anni affiancato dal figlio Edoardo, mantenendo viva la dimensione artigiana e, al tempo stesso, ampliando la presenza sui mercati internazionali, sempre con lo sguardo rivolto al futuro.Ogni creazione Loison è il risultato di passione, tempo e ricerca: i dolci prendono vita dal lievito madre vivo, attraverso un lento processo di 72 ore di lavorazione con ingredienti accuratamente selezionati, tra cui eccellenze riconosciute come i Presìdi Slow Food. I numeri di Loison Pasticceri raccontano una realtà artigianale dallo spirito internazionale: da oltre 30 anni esporta in tutto il mondo; più di 70 paesi conquistati con il gusto Loison; 97% della produzione a marchio Loison, sinonimo di “valore” del brand gourmet. Con oltre 500 clienti diretti in tutto il mondo, l’azienda si distingue per una filiera corta e per un rapporto di fiducia e trasparenza con i propri partner.

Loison Pasticceri dal 1938
Strada Statale Del Pasubio 6
Costabissara – Italy
Tel: +39 0444 557844
www.loison.com
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(a cura di Gianluigi Veronesi)
Terme Euganee: all’Ermitage Medical Hotel di Abano acque e fanghi, arte e natura integrati con la medicina nella principale area termale europea
Terme Euganee: all’Ermitage Medical Hotel di Abano acque e fanghi, arte e natura integrati con la medicina polispecialistica nella principale area termale europea
Primavera alle Terme, per ritrovare benessere e salute dopo i freddi mesi invernali. È questo, quando la natura si risveglia, il periodo più dolce per trarre il massimo dei benefici dalle acque e dai fanghi termali, con il loro potente potere terapeutico, disintossicante, antalgico. Le Terme Euganee, fra Abano Terme e Montegrotto, in provincia di Padova, sono la cornice ideale per una settimana all’insegna della salute o per un long weekend di prevenzione e benessere. Immerse nel verde dei Colli Euganei, tappezzate di vigneti da cui provengono pregiati vini e da fitti uliveti, costellate da incantevoli borghi (come Arquà Petrarca, Monselice, Este) sono l’area termale più grande d’Europa. Un vero e proprio mondo di benessere naturale, circondato dalle più belle città d’arte del Veneto, da Padova a Venezia. 
L’area termale più grande d’Europa
Le Terme Euganee, perfettamente attrezzate e con una rinomata tradizione di ospitalità, sono un unicum nel Vecchio Continente, grazie alla prodigiosa acqua termale che sgorga naturalmente dal sottosuolo a 87° C, i cui benefici erano sfruttati fin dal periodo romano. Ci vogliono quasi 30 anni di silenzioso fluire sottoterra, a 3.000 metri di profondità, perché si arricchisca via via di sali minerali fino a diventare acqua salso-bromo-iodica ipertermale e risalga nei pozzi termali della zona. Calda, ricca, piacevole e terapeutica, l'acqua termale viene utilizzata per la maturazione del fango, per le terapie inalatorie, nei bagni termali e nelle piscine dei numerosi hotel. L’acqua del bacino euganeo ha proprietà terapeutiche, antalgiche ed antinfiammatoriescientificamente certificate, e - in base alle più recenti ricerche - rafforza le difese immunitarie prevenendo molte patologie osteo articolari connesse con l’invecchiamento e lo stile di vita.
Il Benessere naturale integrato a Terme e Medicina, l’offerta innovativa di Ermitage Medical Hotel
Chi vuole trascorrere un periodo rigenerante all’insegna del vero benessere naturale, del relax, dell’attività motoria en plein air, nello storico e raffinato Ermitage Medical Hotel di Abano può ritagliarsi la propria vacanza termale su misura trasformando il suo soggiorno in un percorso di salute altamente qualificato e totalmente personalizzato. L’assistenza medico specialistica è garantita da un’equipe medica multidisciplinare ed in assoluta comodità, dato che tutti i servizi sia di salute (convenzionati con il SSN e quindi rimborsabili) che di benessere, sia termali che di diagnostica e medicina fisica e riabilitativa, sono interni al resort e perfettamente integrati con l’ospitalità alberghiera. Con i suoi 25.000 mq di estensione fra albergo e parco oltre 1000 mq di piscine termali naturalmente calde e aperte tutto l’anno con circuito relax e giochi d’acqua, l’hotel ha 3 sorgenti termali, da cui sgorgano oltre 10.000 litri d’acqua al minuto alla temperatura di oltre 80°C. Le acque salso bromo iodiche sono il cuore dell'attività dello stabilimento termale interno, dedicato al fango balneoterapia. Integralmente naturale, l’argilla bio-termale utilizzata dall’Ermitage proviene da un laghetto situato poco lontano, ad Arquà Petrarca. La sua maturazione in acqua termale dura almeno 60 giorni e gli conferisce le caratteristiche chimico-fisiche che lo rendono terapeutico, indicato per la cura e la prevenzione di dolori e invecchiamento osteo articolare è inoltre capace di favorire un salutare risveglio metabolico con effetti detossinanti ed antiedemigeni utilizzati nei programmi di salute preventiva e fitness di Ermitage. In piscina si possono seguire sedute di idro-chinesi terapia e programmi individuali di riabilitazione dedicati al recupero della funzione motoria e al riequilibrio posturale. Il tutto viene erogato sotto stretto controllo medico secondo criteri di evidenza scientifica, integrato con fitness e nutrizione e le più moderne terapie fisiche di tipo strumentale secondo i bisogni individuali di ogni singolo cliente.

Settimane e weekend di salute
Secondo la disponibilità di tempo ogni cliente può scegliere il proprio programma di vacanza e salute ad indirizzo riabilitativo o preventivo grazie ai pacchetti settimanali o dedicando il proprio tempo a relax e check up in un week end o in un long week end quando dispone di poco tempo.
Il Programma Termale Dolce, ad esempio, è l’ideale per la cura e la prevenzione naturale di dolori ed infiammazioni osteo-articolari: una salutare settimana dedicata alla terapia termale classica con il corollario di un’alimentazione sana, gustosa e calibrata, e con la possibilità di seguire, volendo, anche un regime detox o vegano (a partire da 1.130 € soggiorno e trattamenti termali inclusi). A fango-balneo terapia e inalazioni si può accedere con il solo pagamento del ticket previa presentazione di impegnativa SSN.
Integrando terme e medicina specialistica grazie al Programma Fit è possibile prevenire le malattie metaboliche e dello stile di vita, migliorando il quadro lipidico, aumentando la capacità aerobica e riducendo in modo duraturo ed efficacie i livelli di sovrappeso e grasso viscerale; i cicli di fango-balneo-terapia e massoterapia sono abbinati ad un programma nutrizionale e cardio fitness personalizzato secondo età e livello di fitness. Inoltre le esigenze specifiche dell’ospite ed i risultati raggiunti sono misurati il primo e l’ultimo giorno attraverso un check cardio vascolare che include analisi antropometriche, metaboliche ed ematochimiche. Il primo effetto visibile è un dimagrimento equilibrato e stabile, ma ancor più utile è aver educato il cliente ad un corretto stile di vita che lo accompagni dopo il rientro a domicilio per proseguire nell’ottenimento di migliori risultati, grazie alla semplicità di un metodo ‘learn by doing’, sperimentato comodamente in vacanza (7 notti in pensione completa da 2.305 € soggiorno trattamenti e check up inclusi).
Per chi ha poco tempo, è stato messo a punto il programma Otium, di breve durata (3 notti) ma efficace per il benessere muscolare e il rilassamento profondo, include consulenza medica e trattamenti masso-fisioterapici sia in palestra che in acqua termale (3 notti in pensione completa trattamenti inclusi da 760 €). O ancora i Weekend Check Up dedicati al benessere del cuore o del respiro che oltre al soggiorno includono i servizi di diagnostica ecografica e di laboratorio e la consulenza medico specialistica, comodamente in vacanza, senza attese, con tutto il confort garantito dal resort termale (da € 760 soggiorno e servizi medici inclusi. Novità 2025, da quest’anno per chi lo desidera in sede di check up sarà possibile valutare la propria età biologica in modo diretto con il supporto di un innovativo software di intelligenza artificiale in grado di interpretare oltre 40 parametri ematochimici.
Ermitage Medical Hotel, primo albergo medicale italiano è partner istituzionale delle migliori assicurazioni salute con cui opera in regime di convenzione diretta ed è impegnato in attività continuative di ricerca scientifica in ambiente termale in collaborazione l’Università degli studi di Padova.

Sport e vita attiva nel Parco naturale dei Colli Euganei
I benefici delle cure termali vengono potenziati da attività e sport all’aria aperta, nello scenario incontaminato del Parco naturale dei Colli Euganei, Patrimonio Umanità Unesco. Le salite e le discese, i sentieri che tagliano i boschi sono la palestra ideale per appassionati di trekking, corsa, bicicletta da strada, mountain bike o per chi vuole semplicemente fare delle belle camminate. L’hotel dispone di bike e e-bikesanche a pedalata assistita Per chi non se la sente di affrontare sulle due ruote le pendenze delle colline c’è un anello ciclabile di 64 km di lunghezza che permette di visitare le bellezze storiche-culturali della zona: il Giardino di Valsanzibio, Villa dei Vescovi a Luvigliano di proprietà del Fai, il Castello del Catajo, ilCastello e la Rocca di Monselice, la casa del Petrarca nel bellissimo borgo di Arquà Petrarca, la medievale abbazia di Praglia, solo per citarne alcuni. 
Cura, prevenzione e vacanza convivono armoniosamente all’Ermitage Medical Hotel. Gestito da quattro generazioni con professionalità e passione dalla famiglia Maggia, che vi ha trasmesso il proprio amore per l'ospitalità, è uno degli alberghi storici dell'area termale euganea (la più importante d'Europa). Situato nel Parco naturale regionale dei Colli Euganei, fra Abano Terme e Teolo in provincia di Padova, offre ai propri ospiti benessere e relax attraverso un'ampia gamma di cure termali, trattamenti di remise en forme e servizi innovativi completamente accessibili. Proposte arricchite dai risultati di una costante ricerca scientifica effettuata in collaborazione con importanti istituti italiani sotto la guida di studiosi di fama internazionale, come il prof. Fulvio Ursini (Ordinario di Biochimica e Scienza dell’alimentazione all’Università di Padova), prof. Stefano Masiero (fisiatra, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova), il prof. Angelo Antonini (neurologo, Università degli studi di Padova), il prof Domenico Corrado (specialista in Cardiologia Sportiva dell’Università di Padova), la dott.ssa Denisa Giardini (specialista per linfedema AIDMOV Losanna).
Dal 2010 Ermitage è Medical Hotel con un centro medico-specialistico di Riabilitazione e Medicina Fisica: un prodotto termale innovativo, in cui riabilitazione e prevenzione si coniugano alla vacanza. L'hotel ha fatto dell’accessibilità senza limiti la sua bandiera, adeguando accoglienza, servizi, assistenza e proposte relax alle esigenze di disabili e Over 65: dal 2017 è stato premiato ogni anno come miglior albergo italiano nell’accoglienza degli ospiti con deficit o disabilità motorie e in quella riservata ai Senior ai “Village For All Awards”, gli “Oscar dell’accessibilità”.
In collaborazione con l’Hospice Pediatrico di Padova, la famiglia Maggia ha creato il progetto Il Sogno di Eleonora ( www.ilsognodieleonora.it ), dedicato a bambini e ragazzi affetti da gravi patologie invalidanti, che vengono ospitati con la famiglia in una suite appositamente attrezzata, al fine di garantire un periodo di serena vacanza con programmi riabilitativi intensivi e mirati sotto controllo di specialisti, a titolo completamente gratuito.

Via Monteortone, 50 Abano Terme (PD)
Tel +39 049 8668111
ermitage@ermitageterme.it
www.ermitageterme.it
Giuseppe Verdi, grande figura centrale per cultura e attrazione
I piacentini si stanno attrezzando per rivitalizzare il grande maestro e uomo. Come comitato stiamo cercando tutte le sinergie e collaborazioni possibili. siamo aperti ad ogni supporto e sostegno per dare a Verdi quella "posizione e figura2 che merita nella cultura e nella attrazione turistica un piacentino di adozione e putativo di grande valore umano e morale. la sua filantropia, mecenatismo e beneficenza è stata molto ampia a Piacenza, Genova e Milano. Per questo che il comitato sta pensando alla grande, più di alto profilo, un impegno più di livello nazionale, allargando i confini strettamente cittadini perchè sia riconosciuta - al di la delle parole e immagini - la vera “piacentinità” del maestro.
Con il supporto dell'assessore alla cultura della città di Piacenza Christian Fiazza abbiamo deciso, come comitato, di individuare un brand-immagine identitario del comitato nazionale verdiano, con diverse strutture tecniche e scolastiche nazionali ed europee, ma soprattutto piacentine anche tramite un PCTO attivo già con il liceo artistico Cassinari. Senza dimenticare anche altre scuole provinciali e bussetane che possono essere coinvolte. Ovviamente, come Comitato, il tutto deve svolgersi con la partecipazione anche del sindaco e assessore del comune di Villanova dove si trova villa Sant'Agata e a tutti i comuni limitrofi già frequentati e vissuti da Verdi agricoltore. Questo il tema di un concorso di idee già lanciato e avviato. 
Si sta ragionando di sottoporre gli elaborati finali di questo progetto direttamente i piacentini che, individuando la formula maggiormente partecipata, possano tare ed esprimere un giudizio delle opere che già hanno passato una commissione o giuria di esperti e tecnici di grafica, disegno, immagine. Questo deve servire e aiutare anche a porre maggiore attenzione su tutto il materiale, opere, arredi in Villa Verdi e per questo ci impegniamo in primis perchè i tempi di riapertura di "casaVerdi" siano brevi.
Come comitato stiamo anche pensando a realizzare una mostra di cimeli, arredi, documenti, estratti, giornali, riviste che ci vengono segnalate e messe a disposizione da diversi privati appassionati di Verdi, compreso le lettere originali firmate da Verdi, al fine di comporre ed essere messe a disposizione di una "asta Verdi" fra collezionisti e appassionati in tempi brevi. Asta che potrebbe avere luogo in occasione di una mostra o esposizione o catalogazione archivistica delle opere e del maestro, magari in concomitanza - così spera il comitato - alla Trilogia delle opere verdiane al Municipale prevista per questo autunno nell'ambito del cartellone del Teatro.
Una ipotesi che ovviamente deve trovare conferma dalle autorità cittadine.
Il ricavato dell'asta, scorporato quanto dovuto e/o richiesto dai legittimi proprietari, potrebbe entrare nel fondo di ristrutturazione e gestione di Villa Verdi quando verrà aperta, come è già stato fatto per i 14 concerti nazionali di cui uno a Piacenza. Oppure potrebbe essere un fondo iniziale per realizzare - anche a Piacenza, finalmente! - un monumento dedicato all'Uomo Verdi in città di Piacenza. Come comitato osiamo proporre anche una localizzazione: davanti al Municipale?
Il tutto sarà dettagliato a breve. Il comitato auspica che il tutto avvenga sotto l'egida e il contributo dello stesso assessore alla cultura e ad altre figure piacentine, con tutti i risvolti attrattivi anche in ambito turistico e di rivitalizzazione che un evento "più sociale civile" può mettere in campo ed essere anche stimolo di approfondimento dei più giovani musicisti piacentini e di tutte le nuove generazione che " non conoscono bene" Giuseppe Verdi
Chi volesse più informazioni o avesse opere e documenti utili per il programma, può rivolgersi direttamente al comitato "Giuseppe Verdi, la sua epoca, la sua terra" che ha sede a Piacenza e una filiale già aperta a Busseto in corso Roma.

(articolo a cura di Giampietro Comolli)
“Gallina” apre - a Bologna in zona Barca - un nuovo negozio laboratorio di pasta fresca con squisitezze per tutti
L'apertura di “Gallina” con le sue eccellenze gastronomiche è stata voluta e realizzata da Cynthia Ravanelli e Dario Stagni, non nuovi a queste esperienze: dopo quelli di Castenaso (piccolo centro alle porte di Bologna, sulla San Vitale) e di Strada Maggiore, l’arteria cittadina che porta alle Due Torri, adesso c’è un nuovo punto di ritrovo per appassionati e food lovers petroniani (e non…) dove la "bolognesità" è di casa e lo spazio è dedicato alle tipiche proposte regionali. 
In via della Barca 36D – ci si arriva velocemente: dallo stadio Dall’Ara, imboccando (verbo adattissimo…) via della Barca, senza cambiare direzione fino all’incrocio con via Battindarno, sulla sinistra troviamo le due vetrine dell’attività di pasta fresca e gastronomia tipica emiliana, dove gli amanti della tradizione culinaria potranno acquistare delizie di pasta fresca e ripiena, preparate con ingredienti genuini e lavorate con le sapienti mani delle "sfogline" presenti in loco che sanno fare (tirare) la sfoglia e mandare in solluchero i buongustai creando tagliatelle verdi e gialle, cappelletti, tortellini, tortelloni e balanzoni, lasagne e caramelle e non manca la pasta secca come la gramigna, i maltagliati (e altri formati).
Il locale non è grandissimo, ma completo: laboratorio, magazzino, cucinotto e spazio espositivo con banco vendita e ai lati scansie e scaffali con prodotti gastronomici di varia provenienza, ma in gran parte locale/regionale, in nome di una tradizione culinaria molto sentita dai cittadini “bulgnais”…
L'attenzione alla qualità è il cuore pulsante di Gallina: un luogo per tutti i buongustai della città, dove ogni giorno la sfoglia viene tirata a mano per garantire freschezza e autenticità.

Per chi è alla ricerca di una pausa pranzo gustosa e veloce, Gallina propone anche piatti pronti di pura "bolognesità" e non solo, disponibili su ordinazione. Una soluzione perfetta per chi vuole concedersi un momento goloso di autentico sapore emiliano già pronto da asporto.
L’offerta non delude le aspettative nemmeno sotto l’aspetto prezzi - dettaglio non da poco - che vanno dai 25€ al kg. per le tagliatelle ai 40 per i tortellini (ricetta tipica: farina mix di “0” e semola rimacinata di grano duro, uova, lombo di maiale, prosciutto crudo, mortadella, Parmigiano Reggiano, noce moscata). Poi per i più pigri, i piatti pronti (take and way) come lasagne al ragù, tortelli burro e salvia, tortelloni burro e oro, gramigna alla salsiccia, ecc. (i prezzi vanno dai 12 ai 15€) e anche alcune pietanze e condimenti, sono disponibili a parte (brodo pronto compreso). Gallina propone quanto produce anche ai colleghi ristoratori di trattorie, bar e tavole calde e fredde anche su ordinazione. La spesa da Gallina si può fare in modo completo, perché lì troviamo anche prodotti artigianali del territorio, come la crescente, i formaggi, i così detti “freschi” dei casari locali, il pane di forno e sulle scansie del punto vendita sono sistemati prodotti come barattoli di legumi e verdure (giardiniera) di panificati: biscotti, torte, i grandi lievitati delle feste (panettoni e colombe) oltre a vini e distillati, tutti scelti con cura per esaltare il meglio dell’enogastronomia locale, tutto di noti e affidabili produttori. Per chi volesse approfittare, proprio adiacente alle vetrine di “Gallina” (in piazza Aldo Capitini) ogni martedì, si svolge un mercato rionale con merci di tutti i tipi, alimentari e non… I fautori di tutto ciò - Cynthia Ravanelli e Dario Stagni - per il momento si presentano al pubblico così, piano piano, anche considerando le esigenze della clientela, poi la proposta si allargherà, le possibilità non mancano e... Buon Appetito!

via della Barca 36D
Zona Barca – Bologna
Tel. 051 0567823
@gallina_sfogliabolognese
FASHION DIAMOND, ambiziosa Luxury Vodka griffata 100% Made in Italy
Già l’etimologia del nome - vodka - riporta all'aspetto, descrivendo il liquido limpido e trasparente, come simile all'acqua, dal gusto “leggero” e pulito, ma non certo per la gradazione alcolica, che in alcune varietà, supera agevolmente il 50%. Perché? Perché la vodka è un tipo di acquavite ottenuta dalla distillazione di cereali (orzo, segale, grano e patate). Storicamente è il distillato principe originario dell'Europa orientale, più di altri di Russia e Polonia e ultimamente pure della Svezia - oggi sono migliaia le distillerie che producono questa bevanda in quasi tutti i paesi del Nord Europa, nei quali sono tanti i consumatori, in nome di una tradizione che si tramanda da secoli - .
La vodka fu introdotta in Europa da Napoleone Bonaparte, che ebbe modo di conoscerla durante la campagna di Russia nel 1812 quale buon rimedio all'attacco del nemico più temibile, il freddo. Curiosamente nel secolo scorso, negli Stati Uniti d'America, la vodka sorpassò le vendite del locale bourbon whiskey, il liquore più bevuto dagli americani. E pur non appartenendo alla cultura italiana, sia la produzione che il consumo della vodka, a partire dalla fine del XX secolo, si sono imposti anche nel nostro Paese. Dunque, a pieno titolo, oggi si può definire la vodka come bevanda conosciuta, prodotta e consumata su scala mondiale.
Composta principalmente da acqua e alcool (etanolo presente tra il 37,5% e il 60% in volume) per contraddistinguere la propria qualità, la vodka deve avere due caratteristiche principali: scorrevolezza e morbidezza: non deve bruciare in bocca, né in gola e nemmeno nello stomaco, ma deve scorrere delicatamente nel corpo. E queste qualità - essenziali - più che in altre, devono spiccare nelle vodka “premium” - di alta qualità - .
Il prezzo della vodka varia significativamente, da alcuni euro finanche a centinaia, a causa dei diversi fattori che ne influenzano le prerogative, tra le quali, I tre principali aspetti da considerare sono la distillazione: per eliminare le impurità - la Vodka FASHION DIAMOND di alta qualità è distillata 7 volte (in modo continuo con alambicco a 5 colonne) - mentre le vodke economiche sono distillate anche solo una volta, per separare testa, cuore e coda della vinaccia (si capisce se si è nella produzione di testa o di cuore o di coda, in base alla temperatura del vapore) e riuscire a concedere un gusto capace di distinguersi per prestigio, raffinatezza e stile; il filtraggio: per eliminare i sentori sgraditi; un buon filtraggio - eseguito con tecniche avanzate, più volte con carbone attivo e anche con altri materiali pregiati - come per la FASHION DIAMOND che è fondamentale per migliorare il proprio gusto. Le vodke economiche utilizzano un solo semplice filtro di carbone attivo; l'acqua: essendo la componente principale (60%del contenuto) la qualità dell'acqua "prealpina" utilizzata per la FASHION DIAMOND è fondamentale e proprio per questo, le “vodka premium” investono nella ricerca delle migliori fonti d'acqua, a differenza delle marche economiche.
In sintesi, per scegliere una vodka di alta qualità, oggi basta affidarsi ad una per tutte: la FASHION DIAMOND - ideata e lanciata tre anni fa dal noto pioniere del “beverage”, Giulio Massimo Cario, nato in Svizzera, ma bolognese d’adozione - con il suo gusto fresco e irresistibile e… così morbida, questa Luxury Vodka è destinata a conquistare i palati più raffinati ed esigenti poiché non le manca nessuna delle peculiarità sopra esposte, anzi: la Vodka FASHION DIAMOND presta massima attenzione al numero di distillazioni e filtrazioni, oltre che alla tipologia dell’acqua utilizzata oltre che agli altri fattori, come gli ingredienti di base – nel suo caso 100% grano italiano - che possono influenzare la qualità e non sono secondari rispetto ai tre aspetti fondamentali (di cui sopra).
Al di là del contenuto alcolico, la produzione di vodka può essere distinta in due grandi categorie: la vodka pura e quella aromatizzata: perché può essere servita liscia, con fettina di agrumi o con oliva, o ciliegina rossa, oppure utilizzata come base per molti cocktail popolari, come il Bloody Mary, il Sex on the Beach, il Bullshot e l'arci noto Vodka Martini.
Esistono poi le bevande a base di vodka, tipicamente di gradazione alcolica notevolmente inferiore, prodotte con aromi alla frutta (per esempio limone, pesca o melone) che vanno però ascritte tra i liquori, in quanto di sapore “dolce”, bibite volute per avvicinarsi al mondo dei giovani, con aromi semplici e immediati quali vaniglia, caramello e anche pepe, oltre a quelle aromatizzate al miele, alla ciliegia e alle spezie (e pure all'erba del bisonte: la “Zubrówka”…).
La vodka comunque va bevuta liscia e fredda (non ghiacciata) per assaporarne meglio tutta la sua pienezza e va servita nel classico bicchiere (che non è a forma di provetta) ma un piccolo calice a pareti svasate per consentire di berla non tutto in un fiato e, magari, assumendola insieme a piccoli snack o con un sorso d'acqua (come fanno i sommelier nella degustazione). La vodka - in cucina - si presta anche alla preparazione di primi piatti: tipiche le penne combinate con la panna, o all’“arrabbiata” con l'aggiunta di vodka aromatizzata al peperoncino, cipolla e pancetta, o ancora “alla moscovita”: pasta, salmone affumicato, caviale, panna e vodka. Ottima anche per piatti solo a base di pesce, cheesecake o amari. I "pâtissier" (pastry chef) la utilizzano come ingrediente di ricette per dolci per rendere più friabile la crosta delle torte.
Dopo cotanto pistolotto, viene da sé che la FASHION DIAMOND, Vodka (di alta gamma) - prende vita con l’obiettivo di conquistare gli ambienti più esclusivi della moda e dei clubbing internazionali, precorrendo gli stili e le atmosfere di classe, sempre sofisticate, esprimendosi in termini di seduzione, sensualità e trasgressione: è la prima LUXURY VODKA dal carattere deciso e senza compromessi, ”UNICA”, perché diversa da qualsiasi altra, restando al contempo fedele al suo concept e rispettando i più elevati standard di qualità. Con la Vodka FASHION DIAMOND si beve la vera qualità perché nulla viene lasciato al caso! La scelta delle ottime materie prime, dell’acqua prealpina, le attente metodologie e le specifiche tecniche utilizzate per l’accurata fermentazione, la minuziosa distillazione e il meticoloso filtraggio, sono gli aspetti che contraddistinguono la FASHION DIAMOND dalle altre vodke – non proprio tante quelle veramente all'altezza – reperibili sul mercato.
Per creare un prodotto di così alto livello, la Vodka FASHION DIAMOND ha racchiuso dentro alla sua bottiglia - che non poteva essere altrimenti - elegante e sensuale, tutte le eccellenze dello Stivale, sfruttando il know-how di due secoli della distilleria friulana (dove è prodotta) e le materie prime di grande qualità utilizzate.
FASHION DIAMOND è la vodka che conquista il palato sopraffino e stimola i bevitori occasionali a scegliere sempre il meglio.

Mario Carli, campione mondiale barman, è brand ambassador di Fashion Diamond Luxury Vodka, protagonista del lusso e dell'eccellenza nella mixology; è un’icona del settore grazie alla sua creatività, precisione e agli oltre 20 anni di esperienza. La sua capacità di trasformare un semplice cocktail in un’esperienza sensoriale, lo ha reso un punto di riferimento nel panorama internazionale.

Michael Feldhaus, campione dei “PR” (public relations) è maestro di golf (PGAI) per cui fornisce assistenza integrale ai golfisti professionisti, facilitando loro l’accesso alle competizioni di livello superiore ed è titolare della MF Management che gestisce personaggi dello spettacolo e promoziona prodotti del lusso e attività meritevoli di attenzione – come la Fashion Diamond Luxury Vodka – negli ambienti che frequenta, dove qualità, quanto immagine, sono elementi prioritari.
(PH Silvia Bonanni)
...raccomanda sempre un consumo responsabile

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Brescia, la provincia dei laghi di Garda, d’Iseo e d'Idro: tre differenti modi di vivere la vacanza
Quella di Brescia è la provincia dei laghi, ognuno diverso per suggestioni, colori, panorami, attività da praticare. Sono i laghi di Garda, d’Iseo e d'Idro, perfetti per una gita o un week end primaverile o come meta per le vacanze. Perle dell’Italia settentrionale, a metà strada fra Milano e Venezia, da tutti e tre si raggiunge in breve tempo Brescia, città trendy e contemporanea, ricca d’arte e storia, un museo diffuso da scoprire vagabondando senza fretta nel suo incantevole centro storico. Con le loro diverse anime, i tre laghi rappresentano tre differenti modi di intendere la vacanza, perfetti per fare una ricarica di energia e di emozioni.

Lago di Garda, la Dolce Vita è qui!
Sorta di piccolo e incantevole mare, incastonato fra le ultime propaggini delle Alpi e la pianura, il Garda è il più esteso lago d’Italia e, in fatto di bellezza e glam, non teme rivali. La sua bellezza eccezionale, gli straordinari panorami, il clima mite e la sua connaturata ospitalità, hanno portato sulle sue rive a partire dalla seconda metà del Settecento poeti, scrittori, personalità dell’arte e della cultura, celebrities quali Goethe, Ugo Foscolo, Lord Byron e Henry Stendhal, Giosuè Carducci, James Joyce, David Herbert Lawrence, Ezra Pound, Franz Kafka e, recentemente, Leonardo DiCaprio. Emblematico è il caso del grande poeta Gabriele D'Annunzio, che trascorse gli ultimi 17 anni di vita al Vittoriale degli Italiani, la straordinaria dimora che si fece costruire a Gardone Riviera, ora divenuta uno dei musei più frequentati d’Italia. Oggi l’atmosfera glamour del Garda, il suo fascino senza tempo, le sue stupende spiagge, i suoi tesori storico artistici uniti a una ricchissima proposta di sport (è il regno della vela e del windsurf ed ha un Circuito Golfistico di primo livello) e di vita attiva, divertimenti e attività per grandi e piccoli, ne fanno una delle destinazioni italiane più amate dai turisti italiani e stranieri. Sono un’oasi di relax e benessere le Terme di Sirmione – SPA & Thermal Garden famose a livello internazionale ed eccellente – e per tutte le esigenze- l’ospitalità, con Hotel di charmee raffinati 5 stelle e lusso, campeggi superattrezzati e proposte di glamping esclusive, ristoranti sellati Michelin e caratteristiche trattorie dove gustare la deliziosa cucina lacustre.
Limonaie e giardini - Straordinaria la vegetazione mediterranea del Garda, lussureggiante di olivi, limoni, palme, cipressi, oleandri, viti, aranci e di assoluta qualità i prodotti che ne derivano e per i quali il Garda è noto a livello internazionale, ad iniziare da olio e vino. Alle suggestioni del mare il Garda unisce il fascino della montagna e della natura intatta del suo entroterra, protetta per larghi tratti da parchi e riserve. Uniche al mondo nel loro genere, sono le limonaie dell’Alto Garda (il punto più settentrionale del globo dove si coltivano i limoni) chiamate “giardini d'agrumi” per la loro bellezza. Ammirate da Goethe, sono il tratto distintivo del paesaggio dell’Alto Garda, da dove fin dal 1700 si esportavano limoni in tutt’Europa. La più grande, in funzione e aperta al pubblico, è la Pra de la fam a Tignale. Visite guidate e degustazioni di prodotti realizzati con agrumi sono proposte anche alle limonaie del Castel a Limone sul Garda e La Malora di Gargnano. Stupendi parchi punteggiano le rive del Garda, come quelli della Rocca di Lonato, dell’Isola del Garda che ne abbracciano la villa in stile neogotico veneziano, i giardini all’italiana di Villa Bettoni a Gargnano con scalinate, statue, fontane e i resti dell’antica limonaia. A Gardone Riviera imperdibile la visita ai 10 ettari del Parco del Vittoriale (straordinario intreccio di giardini ed edifici dove si trovano fra l’altro la prua della Nave Puglia e il Mausoleo del Vate) e al Giardino Botanico André Heller, un romantico Eden creato per volontà dell’artista multimediale austriaco Andrè Heller: fra oltre 3000 piante e fiori che ricreano diversi ambienti (dall’alpino al giapponese), giochi d’acqua, laghetti di ninfee collegati tra loro da un intreccio di sentieri punteggiati da angoli dove è possibile sedersi e godersi la natura, sono collocate opere di grandi artisti, fra cui Roy Lichtenstein, Keith Haring, Erwin Novak.
Fra arte, storia, natura - Le rive del Garda, baciate da un clima mite e mediterraneo, sono punteggiate da caratteristici borghi, castelli, ville Liberty e incantevoli cittadine, quali Sirmione, Desenzano, Lonato del Garda, Salò, Gardone Riviera, Limone sul Garda. Straordinaria la serie di suoi tesori d’arte e storia, dai resti delle Grotte di Catullo a Sirmione (che si estendono per oltre 2 ettari e sono l’esempio più grandioso di villa romana finora riportata alla luce nel Nord Italia) a quelli delle ville romane di Desenzano e Toscolano, dai castelli di Padenghe e Moniga a quello Scaligero di Sirmione che pare sorgere dall’acqua, dai musei (come quello Archeologico di Desenzano e il MuSa di Salò) alle pievi romaniche di Maderno, Sirmione e Padenghe e a venerati luoghi di culto come i panoramicissimi Santuario di Montecastello ed Eremo di San Valentino a Gargnano o l’Abbazia di Maguzzano a Lonato. Di straordinario fascino le Case Museo che fanno fare un tuffo indietro nel tempo, come il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera (eretto nel 1921 dal poeta Gabriele d’Annunzio, stupefacente complesso di edifici, vie, piazze immerso in stupendo parco di 10 ettari con un panoramico teatro all’aperto, è simbolo e memoria della “vita inimitabile” del poeta e delle sue imprese durante la Prima Guerra Mondiale) e la Casa del Podestà a Lonato del Garda (fra le più belle del Nord Italia, rimasta intatta con antichi arredi, opere d’arte, l’eccezionale biblioteca, fa parte del complesso monumentale della Fondazione Ugo Da Como che abbraccia la vicina Rocca visconteo veneta, fra le più imponenti fortezze lombarde, da cui si gode un panorama ineguagliabile sul lago).
Il fascino romantico e discreto del Lago d’Iseo, il “Lago di Christo”
Ogni lago è un mondo a sé e quello d’Iseo, abbracciato a sud dalle colline tappezzate di vigneti della Franciacorta, è tra i più affascinanti e romantici per la mutevolezza del paesaggio, per l’anfiteatro dei monti, per Monte Isola che ne spezza la liquida continuità e s’innalza verdissima dalle sue acque. A renderlo famoso in tutto il mondo è stato nell’estate 2016 Christo, il celeberrimo artista che l’ha scelto per la sua l’installazione “The Floating Piers”: una passerella galleggiante lunga 3 km, che - grazie a 200 mila cubi di polietilene ricoperti di tessuto giallo dalia - ha consentito al pubblico di camminare letteralmente sulle acque e di raggiungerla a piedi da Sulzano. Così il fascino romantico del Sebino e l’unicità di Monte Isola, la più grande isola lacustre abitata d’Europa, sono stati scoperti e apprezzati da visitatori giunti da tutto il mondo. Pescosissimo a conferma della purezza delle sue acque (che raggiungono i 251 metri di profondità), il lago - su cui spira una brezza costante- è l’ideale per chi ama la vela e il windsurf, il parapendio e il deltaplano, ma anche per chi da una vacanza chiede sport, relax e natura intatta. Natura e servizi sono complementari: hotel di charme e ottimi e ben attrezzati campeggi per chi ama il plein air, ristoranti e trattorie dove si gustano i genuini piatti della tradizione, un’accoglienza familiare e discreta. Il tutto nella cornice di cittadine dalla storia antica e piene di vita, come Iseo, Sulzano, Pisogne, ricche di tesori d'arte e storia tutti da scoprire (come il grande ciclo di affreschi realizzato tra il 1532 e il 1534 da Girolamo Romanino sul tema della Passione che decora il santuario di Santa Maria della Neve di Pisogne, battezzato “La Cappella Sistina dei Poveri”). Poco oltre, verso la Franciacorta, trovano spazio vigneti da cui proviene l’omonimo e prestigioso vino, re italiano fra i vini rifermentati in bottiglia, e campi da golf.
Sulle due ruote e in cammino - Moltissimi, e per tutte le esigenze, i percorsi per passeggiate e bike. Innanzitutto nella Riserva naturale delle Torbiere del Sebino, che in tarda primavera si copre di una straordinaria fioritura di rosate ninfee. Quasi 4 kmq di acqua, canne e vegetazione palustre, dove hanno trovato il loro habitat ideale migliaia di uccelli: un’oasi naturalistica unica nel suo genere in Europa, facilmente visitabile a piedi e sulle due ruote seguendo i percorsi con passerelle ben segnalati. Una delle escursioni più spettacolari e panoramiche si snoda nella Riserva Naturale delle Piramidi di Zone: questi maestosi pinnacoli sormontati da un macigno sono le piramidi di erosione più imponenti d’Europa. Per chi ama il camminar lento, l’antichissimo tracciato della Via Valeriana conduce alla scoperta di inaspettati tesori storico-artistici e scenari unici. Agli appassionati delle due ruote, sono assicurate pedalate indimenticabili sul tratto lacustre della Ciclovia dell’Oglio (ciclabile più bella d’Italia agli Italian Green Road Awards 2019): particolarmente scenografico il tratto fra Vello e Toline.
Monte Isola, l’isola lacustre abitata più grande d’Europa - Monte Isola è l’isola lacustre abitata più grande d’Europa, una vera montagna che - con 600 m di altitudine e 12,8 kmq di superficie - spicca verdissima al centro del lago. La si raggiunge facilmente con battelli di linea da varie località (il tragitto il più breve è da Sulzano) e una volta sbarcati ci si trova in un romantico e affascinante microcosmo con 12 caratteristici borghi, che si può scoprire solo a piedi, in bici o con piccoli bus pubblici, dato che le auto sono bandite. Ulivi e oleandri lungo la costa, fitti boschi di castagni e querce man mano si sale, l’isola offre ai visitatori splendide passeggiate: di tutto relax è quella che ne segue il perimetro, dove ci si imbatte in piccole spiagge isolate, ideali per prendere il sole e fare bagni. Due le sue vette, da cui si godono spettacolari scorci panoramici sul lago: su quella più alta si trova il Santuario della Madonna della Ceriola e sull’altra la rinascimentale Rocca Oldofredi Martinengo. Su Monte Isola si sono mantenuti alcuni lavori tradizionali, come intrecciare le reti, costruire i caratteristici naéc e altre piccole imbarcazioni, la pesca. Ottimi i ristoranti, che propongono le specialità locali principalmente a base di pesce, prime fra tutte le Sardine essiccate tradizionali di Monte Isola, presidio Slow Food, alla griglia (piccoli agoni essiccati al sole per una decina di giorni, messi sott’olio per qualche mese e poi c ucinati sulla brace) e il salame di Monte Isola leggermente affumicato.
La Festa di Santa Croce - Ogni cinque anni a Monte Isola, nei borghi di Carzano e Novale si svolge la tradizionale Festa di Santa Croce, spettacolare ed unica, che quest’anno si terrà domenica 14 settembre. Le strade dei due borghi sono addobbate con arcate di rami di pino su cui risaltano oltre 200.000 magnifici fiori di carta realizzati a mano dagli abitanti (soprattutto dalle donne) dell’isola. Forse fu il costo dei fiori freschi, un lusso insostenibile per gli isolani, a determinare la tradizione dei fiori di carta, che vengono confezionati tutt’oggi in gran segreto con procedimenti tramandati da famiglia a famiglia. Sono migliaia, di tutti i tipi, dalle rose ai grappoli di glicine, alle orchidee, imitati con tale precisione e abilità da essere confusi con quelli veri. Conosciuta anche come Festa dei Fiori, la festa celebra la ricorrenza della fine del colera: infatti, nel corso dell’800 gli abitanti colpiti dalla grave epidemia chiesero la grazia alla Santissima Croce, promettendo di onorarla con una grandiosa festa. La processione per il borgo con la S. Reliquia della Croce di Cristo domenica 14 è il momento clou dell’evento, ma i festeggiamenti durano per 8 giorni, dall’8 al 14 settembre.

Natura incontaminata, sport, plein air: il Lago d’Idro
Il Lago d’Idro è amato e frequentato da giovani e sportivi italiani e stranieri perché è una destinazione ideale per chi alla movida preferisce le vacanze lontano dalla folla, en plein air nella natura incontaminata, fra camping e villaggi molto ben attrezzati anche per il glamping, passeggiate e pedalate nel verde, sport slow ed estremi, attività all’aria aperta. Con i suoi 368 metri sul livello del mare, è il più alto tra i laghi prealpini lombardi ed è tagliato su misura per chi cerca una vacanza veramente libera, senza formalismi. Con in più il valore impagabile dell’autenticità di un luogo che ha mantenuto tradizioni, stili di vita, prodotti gustosi e genuini, che condivide con semplicità con gli ospiti, per un’esperienza che arricchisce il soggiorno. Incastonato fra le montagne della Valle Sabbia e le Prealpi, si trova al confine con il Trentino, ed è accarezzato da un vento costante che permette di praticare al meglio vela, surf e kitesurf. Le montagne che lo circondano sono inoltre la palestra ideale per gli amanti di mountain bike, ferrate sulla roccia, parapendio, canyoning e attività all’insegna della dinamicità e del divertimento.
La Rocca d’Anfo - Tra i monumenti simbolo della zona primeggia indubbiamente la Rocca d’Anfo, la più grande Fortezza Napoleonica d’Italia, che domina dall’alto il Lago d’Idro con una vista ineguagliabile. Oggi è sede di eventi culturali ed è visitabile con guida. Unica nel suo genere, è articolata in un insieme di fortificazioni che, nel tempo, si è esteso fino a conquistare 50 ettari di monte, su una fascia di terreno di forma triangolare incastonata tra la riva del lago d’Idro e il versante del monte Censo, fino a raggiungerne quasi la cima, con un dislivello che va dai 371 ai 1050 metri. Due i nuclei principali: la Rocca veneziana, la più antica, a sud e quella napoleonica, che orla la parte settentrionale della montagna. Visitarla è una piacevole e sportiva avventura e richiede scarponcini da trekking. Si può scegliere fra 2 itinerari di varia lunghezza, tutti percorribili solo con guida: il Percorso Napoleonico e il Percorso dalla Serenissima al Regno d'Italia.
Escursioni fra forti ed oasi naturalistiche - Moltissime le passeggiate ed escursioni, di vario genere di lunghezza e impegno, sia nei dintorni del lago che nella vicina Valle Sabbia. Ad esempio, val la pena di salire da Capovalle fino al Monte Stino e all’omonimo rifugio: fra il Lago d’Idro e il Lago di Garda, ideale per nordic walking, bici, MTB, moto, quad, parapendio, con una stupenda vista e un piccolo museo della 1° Guerra Mondiale. Un altro bel trekking sulle tracce della storia è l’Alta Via dei Forti che parte da Idro e segue le linee di fortificazione della Prima Guerra mondiale. Una sessantina di km, 5 tappe percorribili con facilità, in massima parte ciclabili, intorno al lago d’idro, tocca i principali siti fortificati del cosiddetto “Sbarramento Giudicarie”, progettato fin dai primi del ‘900 dal Regio Esercito Italiano, per sbarrare la via della Val Sabbia ad una eventuale invasione proveniente dalle valli Giudicarie. Fra i molti ambienti di particolare interesse naturalistico, meta ideale per passeggiate, spicca l’Area Naturale del Baremone, oasi di protezione faunistica con particolare interesse anche floristico e ambientale e, in Valle Sabbia, l’Altopiano di Cariadeghe. Divertente per grandi e piccoli, il Parco delle Fucine di Casto: tra ruscelli e cascate con rocce a strapiombo, offre itinerari con ponti tibetani, pareti per arrampicate, percorsi attrezzati per trekking e mountain bike.
Esperienze per una vacanza da fare (e da gustare) e negozi storic
Molte, divertenti, spesso inusuali, con proposte per grandi e piccoli, sono le esperienze possibili per tuffarsi nell’essenza di questi territori. Le si scopre sul sito www.visitbrescia.it, nelle sezioni MAKE e TASTE, dove si trovano anche tutte le indicazioni per poterle prenotare. Scorrerle significa farsi un’idea della ricchezza di opportunità di un territorio che consente di scoprire i segreti della carta fatta a mano sul Lago di Garda o di apprendere la tecnica per la creazione delle reti da pesca su quello d’Iseo, di immergersi nelle cantine della Franciacorta… La lista delle proposte è ricca e curiosa e in continuo aggiornamento.

I negozi storici rappresentano uno dei fiori all’occhiello della provincia di Brescia, che vanta un centinaio di Attività storiche e di tradizione riconosciute da Regione Lombardia, di cui un buon numero si trovano sui laghi. Si tratta di negozi, locali e botteghe caratterizzati da una continuità di almeno 40 anni nella gestione, nell’insegna e nel tipo di categoria merceologica, che hanno mantenuto arredi e attrezzature storici e sono per lo più collocati in strutture di pregio. Visitarli e farvi acquisti è un piccolo viaggio nella memoria, alla scoperta di persone, mestieri, abilità tramandate da generazione a generazione.

Via Luigi Einaudi 23
25121 Brescia (BS)
Tel. 030 240 0357
www.visitbrescia.it
Dopo il sold out delle prime due tappe, a Capurso continua il tour per affinare le tecniche di utilizzo del cioccolato
Prosegue l'iniziativa promossa da Puratos in provincia di Bari: il progetto guidato da Maurizio Santin fa tappa in Puglia con Alessandro Nirchio, technical advisor patisserie & chocolate.
Si tratta del "Belcolade Tour", l'iniziativa di Puratos Italia che sta portando l'eccellenza del cioccolato belga in giro per il Paese con grande successo. Dopo il tutto esaurito registrato nelle prime due tappe di Cuneo e Pagani, il viaggio alla scoperta del vero cioccolato belga fa ora tappa a Capurso, in provincia di Bari. L’appuntamento si terrà presso l’Innovation Center attivo all’interno dell’azienda partner di Puratos, Cascarano Vincenzo Srl. Il cuore del progetto sono le demo dal vivo, dove il talento e la creatività dei maestri pasticcieri di Puratos si fondono con la qualità superiore di un cioccolato realizzato con materie prime selezionate: dal cacao più pregiato al burro di cacao puro, fino alla vaniglia naturale. Queste masterclass rappresentano un'opportunità unica per i professionisti di osservare tecniche all'avanguardia e apprendere nuovi metodi di lavorazione che possono arricchire la loro offerta e distinguersi in un mercato sempre più esigente.

A guidare l’evento sarà sempre Maurizio Santin, customer experience & technical support manager di Puratos Italia, figura di spicco nel panorama della pasticceria italiana e volto noto al grande pubblico, che lavorerà fianco a fianco con Alessandro Nirchio, technical advisor patisserie & chocolate. Nirchio, con la sua esperienza e creatività, rappresenta un punto di riferimento nel panorama della pasticceria e cioccolateria contemporanea, e offrirà ai partecipanti preziosi spunti e tecniche innovative. La sua competenza specifica nella lavorazione del cioccolato e la sua capacità di combinare tradizione e innovazione saranno al centro di questa tappa pugliese, permettendo ai partecipanti di apprendere segreti e trucchi del mestiere difficilmente accessibili altrimenti. 
«Il successo delle prime due tappe, con tutti i posti disponibili esauriti in pochissimo tempo, conferma quanto sia forte l'interesse dei professionisti per l'eccellenza e l'innovazione - spiega Santin -. In ogni appuntamento reinventiamo in chiave moderna una torta della tradizione italiana, sviluppando anche una torta da forno e una pralina. Ogni partecipante torna a casa con un ricettario contenente tutte le 18 creazioni del tour, un patrimonio di idee e tecniche da cui trarre ispirazione».
Le demo rappresentano un'occasione unica per esplorare le potenzialità delle tre linee distintive del cioccolato Belcolade: la gamma Selection, che rappresenta l'autenticità del cioccolato belga con un'ampia scelta di fondenti, al latte e bianchi, pensati per garantire versatilità e qualità in ogni creazione; Origins, che trasporta in un viaggio sensoriale attraverso i terroir delle fave di cacao più pregiate al mondo, offrendo profili aromatici unici e riconoscibili; ed Expression, che apre le porte alla sperimentazione con proposte innovative nate dalla maestria degli esperti cioccolatieri. Durante l'evento, i partecipanti scopriranno come ottimizzare la lavorabilità e la fluidità del cioccolato per ottenere risultati impeccabili in ogni applicazione, dalla pralineria alla pasticceria moderna, dai lievitati ai dessert al piatto.
Il Belcolade Tour proseguirà presso la sede Finardi-Puratos a Casatico di Marcaria (Mantova) con Federico Gauli, per concludersi infine a Palermo, presso il Roma Cash, con Nicola Visceglia. Vista la grande richiesta registrata finora, l'azienda consiglia agli interessati di prenotare con largo anticipo per assicurarsi un posto nelle prossime tappe, contattando i rappresentanti Puratos della propria zona o visitando il sito ufficiale dell'azienda (www.puratos.it).
L'iniziativa conferma l'impegno di Puratos Italia nel supportare i professionisti del settore, offrendo non solo prodotti di alta qualità, ma anche formazione e ispirazione per elevare costantemente gli standard della pasticceria italiana. Inoltre, attraverso il programma Cacao-Trace, l'azienda porta avanti il suo impegno per la sostenibilità, garantendo un rapporto di collaborazione a lungo termine con le comunità agricole, formazione specializzata e un premio economico che si traduce in progetti concreti per i Paesi produttori. Un aspetto, quello della responsabilità sociale e ambientale, che sempre più consumatori e professionisti considerano fondamentale nelle loro scelte.

Puratos Italia S.r.l.
Via Fratelli Lumière, 37/A
-Quartiere S.P.I.P.-
43122 Parma (PR) Italia
Orari degli uffici
Lunedì - Giovedì
Dalle 8:00 alle 18:00
Venerdì: 8.00 alle 17:15
Tel. +39 0521 16021
www.puratos.it
Per i veri gourmet, sulla via Francigena, c’è uno Scoiattolo da… provare!


Posizionata a Costamezzana Noceto, nella provincia parmense (pram'zan, in dialetto) praticamente sul tragitto dall’immemore passato della via Francigena (da Canterbury (UK) a Roma e poi fino a Santa Maria di Leuca, toccando 5 stati, 16 regioni e più di 600 comuni) è intitolata, non a caso, al simpatico animaletto dei nostri boschi, Lo Scoiattolo. Si tratta di una trattoria rustica di campagna - come quelle tradizionali del secolo scorso - anche punto di incontro per i nativi del paesino che si ritrovano lì per una partita a carte e per bere un “buon rosso” come quello dei Colli di Parma Doc. La gestione è tradizionalmente familiare: due fratelli con rispettivi figli e nipoti; l’accoglienza, la cordialità e la gentilezza, dilaganti... la proposta gastronomica, irresistibile!
Piatti locali, semplici (e alcuni anche creativi) sono quelli della cucina tipica emiliana, in particolare di quella parmigiana (per fare un esempio di menù: salumi con giardiniera, pisarei e fasò, cinghiale con polenta e torte della casa - poco più di 60 euro in due - ).
Come gradiscono i buongustai, le porzioni sono sempre abbondanti e il bere non difetta mai, con una cantina che dispone di un centinaio di etichette tra nostrane ed estere.

La sala da pranzo è bella, ampia con immancabile camino; tovagliato e stoviglie in stile classico; i coperti sono 60 più 20 posti all’esterno nella bella stagione.


Il gestore Oliviero Rocca (anche sommelier) sempre sorridente, accoglie clienti, amici, turisti di passaggio (leggi “pellegrini”…) e propone loro quanto di più invitante e appetitoso possa approntare ai fornelli lo chef Stefano Rocca, con i prodotti di stagione del territorio, tutti ingredienti sempre di prima qualità – veramente a km. zero, con verdure e legumi dell’orto della casa – coltivati proprio come si faceva una volta. 

Scorrendo il menù, subito si attiva l’acquolina in bocca: tagliere di salumi con affettati tipo Coppa piacentina, Culatello di Zibello, salame Felino, Strolghino e spalla cotta di San Secondo compresa, prosciutto crudo di Parma 30 mesi con melone, tanto per intenderci (magari tutti accompagnati con gustose crescentine fritte)...

E via con i primi: anolini col ripieno di Parmigiano, maltagliati o tagliatelle (pasta all’uovo fatta in casa) o tortelli di zucca, crespella ai funghi porcini, lasagne ai carciofi, bomba di riso al fagiano, riso "in forma"... e molti altri, tutti squisiti…
Con le seconde portate troviamo, coniglio nostrano con polenta, roast beef di bovino Black Angus con rucola, bresaola della Valtellina, punta di vitello ripiena al forno, grigliata di costine braciola e salamino, costolette d’agnello alle erbe fini, spezzatino con patate al forno, arrosto con patate Duchessa, osso buco di vitello e un trionfo di porchetta!



E ci sono pure le “Escargot à la Bourguignonne” (le sei lumache cotte con burro, aglio e prezzemolo)
Tra le portate a base di pesce, a seconda dei periodi, troviamo le bavette all’astice, i garganelli alle seppie, farro con gamberetti, coda di rospo in guazzetto con pomodorini, carpaccio di polipo e pure polipo con patate.

Per concludere, tanti dolci: dalla panna cotta con frutti di bosco, alla torta millegusti o alle carote e noci e poi crostata amaretti e marmellata, ciambella con crema pasticcera, tiramisù e anche crème brûlé… (non mancano le torte dedicate per compleanni, cresime e matrimoni)...



Naturalmente, chiusura con caffè e “ammazza caffè”…


Se poi ci si sente ispirati, si può anche acquistare un "gratta e vinci" e sfidare la fortuna…
(e a qualcuno, è andata bene! Molto bene!)
A conferma delle competenze di Oliviero e per i meriti dello staff, la trattoria Lo scoiattolo – sempre disponibile per le canoniche cerimonie – è stata scelta per un simposio della Delegazione Salsese dell’Accademia Italiana della Cucina, lì ritrovatasi alla scoperta delle ricette antiche della tradizione locale…
... Se è poco!

Via Costa Pavesi 30
Costamezzana Noceto (PR)
Aperto fino alle ore 0.45
Tel. 0521629123
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