Il Natale firmato BABBI è più dolce che mai e all'insegna della tradizione artigianale

Dal 1952 l'azienda romagnola produce specialità dolciarie gourmet, raffinate creazioni di pasticceria artigianale frutto di ricerca, selezione, passione e massima attenzione alla qualità. Potrete non credere più a Babbo Natale, ma non potete non credere a Babbi Natale, perché il Natale è più magico se c’è Babbi sulla vostra tavola o sotto l'albero! Anche quest’anno, infatti, l’azienda di Bertinoro è pronta a stupire grandi e piccini con una prestigiosa linea personalizzata dedicata alle festività natalizie. Confezioni eleganti e raffinate che uniscono alla qualità, per cui Babbi è nota e apprezzata in tutto il mondo, quel calore e quel particolare sentiment che solo il Natale è in grado di trasmettere.


Scegliere Babbi significa scegliere 70 anni di esperienza, passione e artigianalità. Ogni prodotto è il risultato di una continua ricerca e innovazione, senza mai perdere di vista le radici della tradizione, in un mercato in costante evoluzione. Non solo, ma nel periodo natalizio, la qualità del marchio Babbi si impreziosisce di un ulteriore valore aggiunto: l’esclusività.

Un’esclusività che va incontro a tutti i gusti e coinvolge i prodotti più iconici dell’azienda. Siete forse dei patiti dei Viennesi Babbi, i celebri cuori di wafer con crema alla vaniglia avvolti da un finissimo strato di cioccolato fondente, che Eataly ha definito come “i wafer più buoni del mondo”? Allora la confezione “Viennesi Classico De Luxe Christmas Edition” fa assolutamente per voi: nove viennesi in un packaging a tiratura limitata disegnato in esclusiva dall’illustratrice Chiara Varotto, per festeggiare il Natale con una coccola di dolcezza in più ogni giorno.

In alternativa, se pensate che il Natale debba andare di pari passo con la solidarietà, potete optare per la confezioneViennesiProgetto Onlus Prime Center”, quindici Viennesi assortiti tra classici, al cioccolato fondente e al pistacchio, racchiusi in un’elegante scatola di latta decorata, parte del ricavato del cui acquisto sarà devoluto al Prime Center, il primo centro di prevenzione, riabilitazione, integrazione in medicina, realizzato dall’Istituto Oncologico Romagnolo. Se invece i vostri favoriti sono i Waferini Babbi, che si mangiano in un solo boccone, cosicché uno tira l’altro e non ci si stanca mai di mangiarli potete destreggiarvi tra un grande classico della tradizione Babbi, la confezione “Waferini Romagna Vaniglia e Nocciola”, la storica scatola di latta decorata con le immagini iconiche della Romagna, terra d’origine di queste bontà esaltate e premiate dal Gambero Rosso, e l’assortimento “Gran Waferino Dolci Pensieri”, una golosa collezione delle quattro varietà più apprezzate del fratello maggiore del Waferino, ossia cacao, vaniglia, nocciola e pistacchio, un’idea regalo semplice ma di sicuro effetto.

Babbi però, come Babbo Natale, pensa veramente a tutti. A coloro, per esempio, che vanno matti per il rito dell’albero: la scelta degli addobbi, la gioia di poter appendere personalmente la propria pallina preferita, quella che si possiede sin dall’infanzia, e, più in generale, a tutti i professionisti dell’abete natalizio Babbi dedica “Pallina Christmas Edition”, un altro capolavoro in esclusiva di Chiara Varotto, una delicata sfera decorata che contiene a scelta cinque Babbini in gusti assortiti oppure sei CuBon senza glutine in diverse versioni, per assaporare assieme attimi di festosa dolcezza.

Sono, infatti, i Babbini e i CuBon gli altri protagonisti del Natale firmato Babbi: i primi nella confezione “Babbini Bag Christmas Edition”, una sacca che riproduce l’inconfondibile cappello di Babbo Natale, dove potrete trovare sedici dei vostri wafer preferiti, ricoperti da un finissimo strato di cioccolato e declinati nei diversi gusti come fondente, caffè, nocciola, cocco, arachide e pistacchio, i secondi in una fantasia assortita di sedici praline in molteplici gusti, da quelle con copertura in cioccolato al latte e dal cuore tenero di pistacchio a quelle ricoperte di cioccolato fondente e farcite a seconda dei casi con zabaione, crema al cioccolato o alla nocciola.

E per quanti amano mettersi intorno ad un tavolo, magari con una tazza di tè fumante, giocando a tombola, a burraco o al Mercante in Fiera, Babbi propone la Dolcetorta, fragrante torta di wafer ricoperta di cioccolato al latte e ripiena di crema, a seconda dei casi, di pistacchio, di nocciola o di cioccolato fondente. Ovviamente, la ricca selezione di Cremadelizia, nei gusti cacao, pistacchio, nocciola suprema, gianduia suprema – rispettivamente con il 45% e il 48% di sole Nocciole Piemonte IGP – e fichi caramellati, sarà sempre a vostra disposizione per arricchire dolci casalinghi, panettoni o anche da mangiare da sola, al cucchiaio, magari in dolce compagnia quando le luci di casa, salvo quelle dell’albero di Natale, si sono spente.

E infine, last but not least, gli assortimenti di grandi dimensioni, per coloro che non sanno, o semplicemente non vogliono, scegliere tra un piacere e l’altro. In fondo quando se non sotto le feste ci si può concedere qualche golosità in più rispetto alla quotidianità? Ecco allora che interviene la “Collezione Classica”, un’elegante confezione contenente due Viennesi classici, due Viennesi al fondente, due Viennesi al pistacchio, tre Gran Waferino, dieci Babbini e sedici CuBon nei vostri gusti preferiti.

O ancora il “Dolce Scrigno”, l’originale bauletto in legno, altamente decorativo, contenente un'irresistibile selezione di specialità dolciarie Babbi, tra cui un sacchetto di dieci Viennesi Dolci Pensieri, una latta di Waferini Romagna, una Dolcetorta alla nocciola, dodici Babbini assortiti, otto Gran Waferini, una confezione di Waferone Ricetta di Attilio, un vasetto di Cremadelizia al pistacchio e una confezione famiglia di Cioccodelizia, la sublime cioccolata in tazza istantanea firmata Babbi per una calda coccola nelle fredde sere d’inverno.

Dulcis in fundo, i patiti del “verde”, potranno contare sulla Collezione Pistacchio, un assortimento completo di specialità Babbi a base del prezioso frutto secco, inclusivo di Viennesi, Gran Waferini, CuBon e Babbini tutti rigorosamente dalle tonalità di un bel verde acceso. 

 

L'AZIENDA

“… i miei Wafers, sono il risultato di una costante ricerca, di un continuo sperimentare, di un’applicazione seria, che ha saputo trasformare nobili ingredienti in specialità irripetibili. Solo puntando alla qualità si può raggiungere la perfezione.” Attilio Babbi

Dal 1952 Babbi produce specialità dolciarie gourmet, raffinate creazioni di pasticceria artigianale frutto di ricerca, selezione, passione e massima attenzione alla qualità. Il Waferino Babbi ripieno di crema è riconosciuto in tutto il mondo come eccellenza made in Italy: fragrante e goloso, con il suo gusto semplice e delicato, è un classico intramontabile, da sempre il fiore all'occhiello della produzione dolciaria Babbi insieme ai Viennesi, cuori di pregiati wafer con crema alla vaniglia avvolti da un finissimo strato di cioccolato fondente, la cui ricetta è tutt’oggi quella scritta da Nonno Attilio negli anni '60.  In pochi anni, la famiglia delle specialità Wafer si amplia e nascono bontà quali Babbini, Dolcetorta, Gran Waferini, Waferone, Bonette, Cubon, Cioccodelizia e le spalmabili Cremadelizia, che conquistano ben presto i palati gourmand in Italia e nel mondo. Inoltre, dall’esperienza Babbi nel mondo della pasticceria artigianale e dal know-how del team di maestri pasticceri Babbi, nasce Babbi Home Bakery, una linea di ingredienti senza glutine, moderni e versatili che si rivolge ad un pubblico casalingo. Oggi Babbi non è solo sinonimo di bontà gourmet in Italia, ma un marchio riconosciuto a livello internazionale, presente in oltre 70 paesi. Negli anni, infatti, ha compiuto passi significativi a livello globale: nel 2002 ha aperto i primi corner in Giappone, seguiti nel 2006 dall'inaugurazione di Babbi Helado Italiano a Barcellona, la prima filiale estera dell'azienda. Il percorso di espansione è proseguito con l'apertura del Babbi Café a Cesena nel 2017, il locale flagship dell'azienda, e nel 2019 con l'inaugurazione di Babbi GmbH – ad Augsburg - seconda filiale – e del Babbi Café a Kyoto. Nel 2020 è stato lanciato il primo canale e-commerce ufficiale shop.babbi.com, e nel 2025 verrà completato il nuovo polo logistico a Bertinoro, con una superficie coperta di 6.000 mq su un'area di 12.000 mq.

 

Stabilimento produttivo e uffici:
Via Caduti di via Fani 78/80
47032 Bertinoro (FC) Italy
+39 0543 448598
www.babbi.it


Loison per il panettone Fondazione AIRC e Jre-Italia

Per questo Natale, Fondazione AIRC e JRE Italia hanno voluto realizzare un panettone davvero speciale, novità esclusiva della campagna di Natale di Fondazione AIRC che ha l’obiettivo di sostenere la ricerca sui tumori che colpiscono i bambini e gli adolescenti. Il Panettone è stato realizzato da Loison Pasticceri su ricetta esclusiva ideata dagli chef JRE-Italia: un dolce della tradizione rivisitato in chiave contemporanea perché arricchito da un calibrato mix di spezie, studiato per esaltarne il gusto e prolungare la percezione degli aromi.

Quando Alberto Basso, presidente di JRE, ci ha proposto questa iniziativa con AIRC, ci siamo immediatamente attivati, insieme al team di chef JRE - ricorda Dario Loison, titolare di Loison Pasticceri -. Con prontezza e spirito pro-attivo, abbiamo collaborato alla creazione di un panettone speciale, arricchito da un calibrato mix di spezie, studiato per esaltarne il gusto e prolungare la percezione degli aromi. Un contributo essenziale e prezioso che solo chef di grande calibro possono offrire. Questa esperienza è stata fonte di grande soddisfazione per tutti i soggetti coinvolti – AIRC, JRE, Molini Fagioli e il nostro team – conclude Loison -. Ci auguriamo che, a fine campagna, questa iniziativa possa contribuire in modo significativo alla raccolta di fondi per sostenere la ricerca sui tumori pediatrici, portando gratitudine e soddisfazione a tutti.”
Un ringraziamento a tutti coloro che hanno aderito e sosterranno questa iniziativa facendo del bene... Con Gusto!

Il Panettone è disponibile sul sito ufficiale AIRC e nel circuito di tutti i ristoranti di JRE Italia.

 


l Natale di AIRC quest’anno è ancora più buono grazie al panettone realizzato con ingredienti di altissima qualità di Loison Pasticceri su ricetta esclusiva firmata dagli chef JRE- Jeunes Restaurateurs Italia e grazie al contributo di Molini Fagioli.

Questo Natale diventa ancora più buono con il primo panettone solidale di Fondazione AIRC, realizzato insieme ai JRE-Italia su ricetta esclusiva degli chef, ulteriore tassello di una decennale collaborazione sui temi della sana alimentazione e del gusto. Il progetto è nato dall’entusiasmo del Presidente Alberto Basso che ha coinvolto gli chef nell’ideare una speciale ricetta per AIRC, affidandone la realizzazione a Loison Pasticceri, con il contributo di Molini Fagioli la cui farina è stata inserita tra gli ingredienti del prodotto.

Il panettone sarà la strenna principale della prossima campagna Natale di Fondazione AIRC che ha l’obiettivo di sostenere la ricerca sui tumori che colpiscono i bambini. Ogni anno in Italia si stima che circa 1.400 bambini e ragazzi con meno di 14 anni siano colpiti dal cancro. Grazie al lavoro di medici e ricercatori, oggi la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi raggiunge quasi l’85%. Risultati importanti che però non ci possono bastare perché il nostro l’obiettivo è arrivare a curare tutti i piccoli pazienti, grazie allo sviluppo di terapie specifiche sempre più precise, efficaci e meno tossiche

Il panettone AIRC è un dolce della tradizione rivisitato in chiave contemporanea. Accanto agli ingredienti più classici, come l’uva sultanina, i canditi e il lievito madre, propone aromi sorprendenti: il mandarino tardivo di Ciaculli (presidio Slow Food), il miele millefiori di Sicilia, il sale marino di Cervia integrale, la vaniglia naturale del Madagascar, un pizzico di cardamomo e di pepe Jamaica.

Siamo molto soddisfatti di avere inserito nel nostro catalogo un prodotto di grande qualità grazie alla collaborazione con JRE-Italia – sottolinea Federica Gargiulo, Responsabile Corporate Fundraising Fondazione AIRC - Questo panettone contribuirà a rafforzare la nostra campagna Natale dedicata a sostenitori privati e alle aziende. L’obiettivo per noi resta quello di raccogliere il maggior numero di fondi da destinare ai progetti di ricerca sui tumori che colpiscono i bambini. Un ambito in cui AIRC è da sempre in prima linea, solo in quest’ultimo anno abbiamo investito circa 8,5 milioni di euro per 77 progetti di ricerca e borse di studio per contribuire a curare tutti i piccoli pazienti, anche quelli colpiti dai tumori più rari, grazie allo sviluppo di terapie specifiche sempre più precise, efficaci e meno tossiche. Un pensiero che donerà dolcezza a chi lo sceglierà; forza alla ricerca scientifica e speranza per i piccoli pazienti e per le loro famiglie”.

“Come associazione, come chef, siamo veramente felici di essere al fianco di Airc ancora una volta con un progetto nel quale crediamo fortemente e per cui ci siamo impegnati con grande convinzione. – spiega Alberto Basso, Presidente Jeunes Restaurateurs Italia - Questa iniziativa rappresenta un ulteriore, importante, tassello di un cammino condiviso e della volontà di poter dare un contributo concreto nel sostegno alla ricerca sui tumori infantili. Lo abbiamo fatto esprimendoci con quello che ci riesce meglio e più ci rappresenta, il cibo; ma soprattutto abbiamo scelto di realizzarlo attraverso un prodotto simbolo della condivisione presente sulle tavole natalizie degli italiani. Perché l’augurio è che, fetta dopo fetta, si possa fornire un supporto tale da riuscire a fare la differenza, affinché sia possibile dare continuità ai progetti di ricerca contro il cancro”.

A rappresentare l’impegno dei ricercatori AIRC la dottoressa Jolanda Sarno al lavoro presso Fondazione M. Tettamanti M. De Marchi Onlus: “Mi occupo del tumore più comune in età pediatrica, la leucemia linfoblastica acuta, studiandone sia la patogenesi che i meccanismi di resistenza ai trattamenti farmacologici. Il progetto di ricerca finanziato da AIRC ha lo scopo di approfondire le conoscenze attuali riguardo l’eterogeneità tumorale esistente sia a livello individuale che collettivo con lo scopo di identificare, in fasi precoci della malattia, i pazienti a maggior rischio di fallimento terapeutico e quindi proporre trattamenti farmacologici alternativi”.

DOVE TROVARE IL PANETTONE AIRC-JRE
Il panettone Fondazione AIRC JRE-Italia è disponibile sullo shop-online a partire da un contributo di 25 euro.

COME SOSTENERE AIRC
Scopri su airc.it/natale tutti i modi per sostenere i ricercatori AIRC impegnati su progetti sui tumori infantili: con una donazione libera, oppure con bonifico bancario, bollettino postale e da telefono fisso e cellulare al 45521.

 

(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)

 


Dall’idea dello chef Bastianich & Flower Good al catalogo di Spirits & Colori

Doppia new entry nello scenario italiano con un’autentica “pozione”: un gin unico che fonde l'ispirazione cosmopolita di Joe Bastianich con l'eccellenza artigianale italiana.
Sono pronti a rivoluzionare il panorama della mixology le due novità di Flower Good, un brand nato dalla collaborazione tra Joe Bastianich e Flower Farm. Questo progetto innovativo rappresenta un connubio perfetto tra modernità e tradizione italiana, con prodotti che esaltano artigianalità, innovazione e territorialità. Al centro di questa nuova avventura vi è l'utilizzo del puro olio essenziale di canapa, ingrediente chiave che infonde aromi intensi e un’esperienza sensoriale unica.


Gin Flower Good
è un distillato dove i terpeni della varietà di cannabis Holy Grail si co mbinano armoniosamente con ginepro, cardamomo, coriandolo e liquirizia. Con 42 gradi di gradazione alcolica, è morbido e aromatico. Le note di cardamomo emergono con forza, seguite dalle sfumature dolci della liquirizia. Il terpene Holy Grail conferisce freschezza balsamica, mentre una lieve nota agrumata di cannabis chiude la degustazione, lasciando spazio a ginepro e coriandolo.

Flower Good Tonic è un’acqua tonica agrumata e aromatica, impreziosita dalla varietà di cannabis High Level. Con note distintive di bergamotto e cedro, offre un equilibrio di sapori fresco e dissetante, grazie anche al suo moderato contenuto di zucchero. Si sposa magnificamente con il Gin Flower Good, dando vita ad un gin tonic inedito, un’autentica “pozione” che sorprende anche i palati più esigent

Il marchio, distribuito da Spirits & Colori, azienda nota per la sua selezione di distillati e soft drink d’eccellenza, promuove il Made in Italy, come sottolineato dallo slogan "Manifattura Italiana Cannabis", impresso su tutte le etichette, create dall’illustratore italiano Sergio Gerasi che con immagini a china anticipano l'eleganza e la raffinatezza dell’esperienza sensoriale.

I prodotti Flower Good affondano le radici nei campi di Puglia, il contesto ideale in cui ogni pianta di cannabis assorbe le essenze del territorio, infondendo nei prodotti note aromatiche che ricordano i profumi delle botaniche mediterranee.
Raffinato e alla moda, Flower Good celebra la bellezza delle tradizioni italiane attraverso una chiave innovativa, in cui ogni dettaglio riflette una dedizione incondizionata alla qualità e al gusto.


Caratteristiche del Gin Flower Good:

Botaniche: Ginepro, Cardamomo, Liquirizia, Coriandolo

Cannabis: Terpene Holy Grail e olio essenziale di canapa pura

Gradazione Alcolica: 42°

Note di Degustazione: Morbide e aromatiche, con note di cardamomo, liquirizia, freschezza balsamica e un finale agrumato di cannabis.

Usi Consigliati: Degustazione diretta o miscelata, abbinata a tonic water secca.

Caratteristiche della Flower Good Tonic:

Cannabis: Olio essenziale di canapa pura con terpene High Level

Note di Degustazione: Agrumato e aromatico, con sentori di bergamotto e cedro.

Usi Consigliati: Degustazione diretta o miscelata, perfetta con Gin Flower Good o un gin London Dry.


 Via del Chionso 14
42122 Reggio Emilia

Tel. 0522.506284
Fax 0522.513578
www.spiritsecolori.it

Spirits & Colori è un’azienda italiana con sede a Reggio Emilia specializzata dal 2016 nella selezione, importazione e distribuzione sul territorio nazionale di distillati destinati a cocktail bar, enoteche, hotel e ristoranti. Il suo catalogo comprende un assortimento di elevata ricercatezza, caratterizzato da piccoli produttori di acclarata qualità a livello mondiale, capaci di stupire i palati più esigenti con i propri distillati.


Terme di Merano: full immersion nel calore di sauna, MySpa e divertimento sulla neve, ecco il “Wintergarden”

Alto Adige. Le Terme di Merano presentano il nuovo giardino d’inverno, il Wintergarden, un ambiente nuovo, luminoso, elegante e confortevole, novità della stagione invernale 2024/25. Legno e vetro per una struttura comunicante con il Parco, di basso impatto ambientale e versatile. Caldo e confortevole d’inverno grazie al riscaldamento a pavimento, d’estate apre le sue vetrate per diventare un tutt’uno con l’esterno.

La vacanza alle Terme Merano continua tra gli ambienti esclusivi della sala bagnati, dell’area sauna e della My Spa.

 

 Nel giardino d’inverno delle Terme Merano

Novità della stagione invernale 2024 delle Terme Merano: il nuovo Wintergarden, elegante e luminoso grazie alle vetrate a tutta parete che danno sul Parco termale. Struttura fissa, in legno e vetro, a basso impatto ambientale, d’inverno è completamente chiuso, caldo grazie sicuramente al riscaldamento a pavimento, ma anche ai raggi del sole che nelle belle giornate contribuiscono a rendere confortevole l’ambiente. In estate invece le sue vetrate si aprono per creare continuità con l’esterno, trasformandolo in un fresco rifugio nel quale trovare refrigerio dal caldo.   Il giardino d’inverno rappresenta la perfetta pausa relax, nonché luogo ideale per una sosta gourmet al self-service: una chiacchierata tra amici e una coccola di gusto, appagati dalla vista sulla natura e le piscine esterne.

Nell’acqua termale e al caldo in sauna

Tra le numerose novità che ogni anno arricchiscono il complesso termale, ci sono anche dei punti fermi, i veri highlights delle Terme Merano. Appena varcato l’ingresso, è la sala bagnanti ad attrarre lo sguardo dei visitatori e a trasmettere un senso immediato di pace e benessere. Con gli elementi decorativi che galleggiano nell’aria, anche il tempo sembra sospeso tra le piscine e i lettini a bordo vasca, l’acqua termale piacevolmente calda.

L’area sauna è un altro degli ambienti in assoluto più apprezzati in inverno. Il calore che penetra nella pelle, il profumo degli oli essenziali che libera il respiro, il contrasto con l’acqua fredda della doccia. Il rituale della sauna rappresenta un toccasana per l’organismo e la sensazione di benessere è immediata su tutto il corpo sia che si scelga la classica finlandese dalle temperature elevate, sia che si preferisca il bagno di vapore. A questo proposito, assolutamente da non perdere il bagno di vapore al miele altoatesino che richiama il favo delle api, nell’architettura a celle esagonali, nei colori scelti e nell’illuminazione, nel profumo fruttato e nella musica di sottofondo che riporta il ronzio delle api. Per un tuffo in primavera!
Se invece preferite rimanere connessi con l’inverno, la suggestiva Sala della neve a -10°C è perfetta per il veloce raffreddamento del corpo dopo la sauna.

Un rilassante massaggio in MySpa

Una vacanza alle Terme Merano non può non prevedere una tappa rigenerante nella MySpa. I locali raffinati ed essenziali, lo staff preparato e l’ampia scelta di trattamenti danno il benvenuto a chi cerca un benessere completo ed esclusivo.

Gli sportivi in vacanza cercano sollievo in particolare nei massaggi specifici finalizzati ad alleviare tensioni e a distendere la muscolatura. È il caso ad esempio del Massaggio alla schiena, al collo e alla testa (76 euro) e del Massaggio con olio aromatico a scelta tra le diverse essenze di erbe altoatesine (50 min. 74 euro).

Il Massaggio schiena con pietre di lava calde mette insieme il benficio del calore il profumo dell’olio aromatico e una particolare tecnica di massaggio che rilassa i muscoli. Dopo il massaggio di 20 minuti anche 2 ore di relax alle Terme (55 euro). Il Pacchetto intensivo schiena ha inizio nella cabina a infrarossi (40 min), il cui calore penetra profondamente nella muscolatura della schiena. Il successivo massaggio, effettuato con tecniche mirate, viene personalizzato a seconda delle esigenze concentrandosi nelle diverse zone della schiena (50 min). A seguire 2 ore di relax alle Terme (99 euro).

Vacanza tra neve e musei

Merano offre diverse tipologie di vacanza per combinare il benessere e il relax con ciò che più piace! Gli sportiviad esempio possono dedicarsi all’attività sulla neve raggiungendo il vicino comprensorio sciistico Merano 2000, attraversola funivia che in soli 7 minuti porta alla splendida “terrazza di Merano”. Sci da discesa e snowboard, fondo e slittino, racchette da neve e passeggiate invernali: ognuno può dedicarsi allo sport preferito.

Benessere e cultura è un altro binomio che a Merano funziona, soprattutto in inverno. Dal Museo delle Donne con oggetti da collezione che documentano duecento anni di storia tutta al femminile, alla Kunsthaus sotto i Portici di Merano, piattaforma per l’arte contemporanea, la storia dell’arte locale e l’architettura. La visita al Palais Mamming Museum fornisce una panoramica sull’evoluzione storica della città, mentre il Castello Principesco ospita al suo interno, mobili d’uso quotidiano, suppellettili da cucina, ritratti, strumenti musicali e armi che riportano ad altri tempi. Gli appassionati possono visitare il Museo del vino a Castello Rametz, tra antiche attrezzature utilizzate per la viticoltura e degustazioni.

Tra le strutture partner delle Terme Merano, l’Hotel Westend propone diversi pacchetti in gennaio 2025 comprensivi di: 3 pernottamenti con prima colazione a buffet, 1 ingresso di 2 ore alle Terme Merano, 5% di sconto sui trattamenti nella MySpa, il tutto a partire da 231 euro a persona.

 


Info: TERME MERANO
Piazza Terme, 9  Merano BZ
Tel. 0473 2520
www.termemerano.it

 

(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)


Da uve Sangiovese e Montepulciano, nasce il “Rossino” per celebrare il patrimonio culturale della regione Marche

Grazie alla collaborazione con l'Azienda agricola De Leyva, immersa tra le colline del parco naturale del monte San Bartolo, nasce il "Rossino", vino che vuole celebrare il trentesimo anniversario dell'Orchestra sinfonica Rossini, simbolo della tradizione musicale italiana.
La presentazione si è svolta a Pesaro, davanti al teatro Rossini, tra appassionati di musica, di vino e di cultura locale.

Il vino Rossino è un blend (sapiente miscela di almeno due varietà di uve) esclusivo di Sangiovese eMontepulciano, due vitigni non casualmente radicati in terra marchigiana che portano con sé storie di passione, lavoro e tradizione, riflettendone i sapori del territorio.

L'Associazione italiana sommelier - AIS - lo ha raccontato come un vino che unisce vivacità e   versatilità alle note fruttate e fresche del Sangiovese che si fondono perfettamente con la struttura complessa e alla maestosità del Montepulciano, controproponendosi così alla raffinatezza che la musica rossiniana è capace, emozionando, di rappresentare.

La tiratura è limitata a 1000 bottiglie, rende così il Rossino, oltre ad un'opera d'arte, anche una rarità da collezionare attirando non solo amanti del vino, ma anche collezionisti e appassionati di musica e di rendere questo evento ancora più speciale, perché il protagonista è un vino che celebra non solo la musica di Rossini, ma anche il patrimonio culturale della regione marchigiana.

Le prime numerazioni saranno donate ai sindaci di Pesaro, Fano e Senigallia, città che ospiteranno l'esclusivo concerto di capodanno dell'orchestra.

Il vino sarà in vendita dal 1° dicembre al 15 gennaio, esclusivamente presso il temporary store dell'azienda De Leyva e in due enoteche selezionate di Fano e Senigallia.


Per le degustazioni:
Venerdì 18.00-23.30 Domenica 10 - 14.30
Strada della Romagna, 8  Pesaro PU, Marche - Italia

PUNTO VENDITA  cell. +39 351.5784427
C
ANTINA cell. + 39 340.0624899
www.aziendagricoladeleyva.it


Curry alternativo: la "carambola" incontra le spezie

La carambola, conosciuta anche come “starfruit” per la sua forma a stella, è un frutto esotico originario del Sud-est asiatico. La sua pelle sottile e gialla nasconde una polpa croccante e succosa, dal sapore delicatamente agrodolce con un retrogusto che ricorda una combinazione di mela, agrumi e pera. Questo frutto tropicale si presta a molteplici utilizzi in cucina, dalle insalate ai dolci, ma è l’incontro con le spezie del curry che lo rende particolarmente interessante.

Unire il frutto carambola al curry è un’idea che nasce dalla combinazione dei sapori agrodolci della frutta con le note speziate e aromatiche del curry. Il risultato è un piatto esotico, originale e ricco di contrasti, che stimola i sensi con la sua freschezza e il suo profumo avvolgente. Quando cucinato con curry, zenzero e latte di cocco, il piatto acquisisce una cremosità che si fonde perfettamente con la croccantezza della carambola. L’insieme di colori vivaci, profumi intensi e consistenze diverse, lo rende un piatto dal forte impatto sensoriale.

Ingredienti: Cosa serve per un curry esotico
Per preparare questo piatto, la scelta degli ingredienti è fondamentale. Ecco la lista completa:

  • Verdure di stagione: Carote, patate, zucchine o altre verdure di stagione che desideri.
  • Carambola: Il frutto principale, fresco e maturo.
  • Spezie: Curry, zenzero fresco o in polvere, curcuma per dare colore e sapore.
  • Latte di cocco: Per un tocco cremoso e avvolgente.
  • Altri ingredienti: Cipolla, aglio, olio d’oliva, sale e pepe per il soffritto.

 ingredienti combinati permettono di ottenere un piatto bilanciato, dove il dolce della carambola si sposa perfettamente con la speziatura del curry e la morbidezza del latte di cocco. Le verdure, in particolare, danno corpo e consistenza al piatto, mentre le spezie arricchiscono il sapore e offrono un’esperienza sensoriale unica.

Preparazione: come creare il piatto perfetto

La preparazione di questo curry esotico è semplice e veloce. Ecco i passaggi da seguire:

  1. Preparazione delle verdure: Inizia pelando e tagliando a cubetti le carote, le patate e le zucchine. Se vuoi un piatto più ricco, puoi anche aggiungere altri ortaggi a tua scelta.
  2. Soffritto delle spezie: In una padella larga, fai scaldare l’olio e aggiungi cipolla e aglio tritati finemente. Quando diventano traslucidi, aggiungi il curry, la curcuma e lo zenzero grattugiato. Lascia soffriggere per un paio di minuti, finché le spezie non rilasciano il loro aroma.
  3. Unione degli ingredienti: Aggiungi le verdure tagliate e mescola bene. Lasciale cuocere per circa 5-10 minuti, fino a che non iniziano a diventare tenere.
  4. Cottura finale: Versa il latte di cocco nella padella, aggiustando di sale e pepe. Copri e lascia cuocere a fuoco lento per altri 10-15 minuti, fino a quando le verdure sono ben cotte ma ancora croccanti.
  5. Consigli per la cottura: È importante non cuocere troppo le verdure, in modo che mantengano la loro consistenza. Il latte di cocco darà la cremosità, quindi aggiungilo gradualmente per ottenere la consistenza desiderata.

Consigli e varianti: personalizzare il curry esotico

Per ottenere un piatto che rispecchi al meglio i propri gusti, è possibile apportare alcune modifiche agli ingredienti e alle modalità di preparazione. Innanzitutto, è fondamentale scegliere verdure fresche e di stagione, che non solo assicurano un sapore migliore, ma garantiscono anche un maggiore apporto nutrizionale.

Le verdure possono variare in base alla disponibilità stagionale: ad esempio, oltre alle classiche carote, zucchine e patate, si possono utilizzare ortaggi come il cavolfiore o i fagiolini, che aggiungono una consistenza interessante. La scelta del curry, poi, è altrettanto importante: si può optare per una miscela più dolce e delicata, ideale per chi preferisce un piatto meno pungente, oppure scegliere un curry più piccante per chi ama un tocco di vivacità.

Per quanto riguarda le proteine, è possibile arricchire il curry con tofu, pollo o gamberi, che si adattano perfettamente alla cremosità del latte di cocco, aggiungendo sapore e sostanza al piatto. Infine, l’accompagnamento gioca un ruolo cruciale: un riso basmati profumato completerà il piatto, ma il curry può essere servito anche con del pane naan, che permette di raccogliere il condimento in modo perfetto. La ricetta, peraltro, si presta a diverse varianti anche in base alle preferenze dietetiche: per chi segue una dieta vegetariana o vegana, è sufficiente omettere le proteine animali, mentre chi desidera un piatto più ricco può aggiungere anche legumi come i ceci, per un abbinamento nutriente e completo.

Infine, il livello di difficoltà della ricetta è relativamente basso, rendendola accessibile anche a chi ha poca esperienza in cucina, ma allo stesso tempo permette di essere personalizzata facilmente, adattandola ai gusti individuali.

(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)


Grandi numeri per la Mortadella Bologna IGP

 

 

 

Vendite (+1,2%) ed export (+5,2%) in crescita per la Mortadella Bologna IGP con buoni incrementi in Francia (+6,1%), Spagna (+7,6%) e UK (+10,5%). Bene anche l’affettato (+3,8%)

 

Nei primi nove mesi del 2024 sono stati venduti quasi 25 milioni e mezzo di kg. Rispetto allo stesso periodo del 2023 le vendite sono cresciute dell’1,2% (dati forniti dall’organismo di controllo IFCQ certificazioni). L’affettato in vaschetta registra un aumento del 3,8%, confermando il gradimento della comodità del formato da parte del consumatore finale.

Sul fronte export, che rappresenta il 22,2% delle vendite totali, si registra una crescita del 5,2%. Nel dettaglio, il Regno Unito registra il maggior incremento percentuale pari a + 10,5%, seguito da Spagna +7,6%e Francia + 6,1%. Non è un caso che questi Paesi siano quelli in cui il Consorzio porta avanti attività di promozione e comunicazione destinate a opinion leader e consumatori finali. In particolare, in Francia, il Consorzio è impegnato con il progetto di promozione Deli Meat, che comprende un’articolata attività di PR, Advertising e promozione nel canale Ho.Re.Ca.

“Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti nei primi 9 mesi, poiché confermano la crescita delle vendite e dell’export della Mortadella Bologna, già riscontrata nei primi 6 mesi. Questo vuol dire che siamo in presenza non di fattori congiunturali ma strutturali. In altri termini, il valore percepito della Mortadella Bologna è solido e impermeabile a situazioni esterne. Nonostante la recente rimodulazione dei consumi delle famiglie italiane, infatti, la Mortadella Bologna non solo continua a far parte del carrello della spesa, ma aumenta le occasioni di acquisto e consumo” - afferma Guido Veroni, presidente del Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna.

In Italia, la GDO si conferma il principale canale di vendita con una quota del 55,1%, seguita dal Normal Trade col 27,1% e dal Discount col 17,7%.

 

La comunicazione dei dati di produzione e vendita è un’iniziativa che rientra nel programma di “DELI M.E.A.T. Delicious Moments European Authentic Taste”, il progetto promozionale e informativo che unisce tre consorzi agroalimentari per la tutela dei salumi DOP e IGP, cofinanziato dall’Unione Europea e rivolto al mercato italiano e francese. La campagna prevede la promozione delle seguenti eccellenze alimentari: Mortadella Bologna IGPSalamini Italiani alla Cacciatora DOPZampone Modena IGP e Cotechino Modena IGP con l’obiettivo di contribuire ad aumentarne il livello di conoscenza e riconoscimento e la competitività e il consumo consapevole in Italia e in Francia.

 

Il Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna si è costituito nel 2001, a seguito del riconoscimento dell’IGP alla Mortadella Bologna - avvenuto nel 1998 - e al conseguente avvio della certificazione da parte dei produttori. Il Consorzio, che ha come scopo la tutela e la valorizzazione della Mortadella Bologna IGP, in collaborazione con il Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali promuove la Mortadella Bologna IGP e svolge attività di difesa del marchio e della Denominazione dalle imitazioni e dalle contraffazioni. Il Consorzio garantisce un’alta qualità di base che ogni produttore migliora secondo la propria esperienza e professionalità. Un’attività costante che ha come unico obiettivo, che è anche la finalità di tutte le aziende, con i loro marchi, di garantire ai consumatori un prodotto dalle caratteristiche uniche per qualità e gusto, un prodotto ad alto valore nutrizionale, con una composizione di proteine nobili, minerali e grassi insaturi perfettamente in linea con le tendenze della moderna scienza nutrizionale.

 

 


Dalle Marche al Giappone, al via la missione di Tipicità!

Una delegazione di imprenditori, autorità istituzionali, accademici e giornalisti, tutti impegnati per la IX SCIM-Settimana della Cucina Italiana nel Mondo in ottica EXPO Osaka, dal 18 al 23 novembre. Tutti in Giappone dunque in occasione della rassegna tematica dedicata alla promozione della cucina e dei prodotti agroalimentari italiani di qualità, promossa dalla nostra rete di Ambasciate, Consolati, Istituti Italiani di Cultura.

Non solo cibo, ma anche manifattura, turismo, cultura e formazione al centro dell’iniziativa promossa dall’organizzazione di Tipicità con l’intento di sviluppare rapporti e relazioni utili alla migliore promozione della comunità marchigiana e, più in generale, dell’italianità.

Nell’occasione, Tipicità realizzerà un programma di iniziative promozionali propedeutiche all’Expo mondiale di Osaka 2025, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Tokyo, il Consolato Generale d’Italia ad Osaka, la Camera di Commercio Italiana in Giappone. Previsti appuntamenti anche con la prestigiosa Università Ritsumeikan ed al Mazda Museum di Hiroshima.

Della delegazione di Tipicità fanno parte imprenditori, istituti scolastici, Atenei, giornalisti ed i referenti di Regione Marche eComune di Fermo (ente capofila di Tipicità).

Da due anni l’organizzazione di Tipicità sta sviluppando connessioni con realtà giapponesi, nell’ottica di confronto e scambio finalizzati alla mutua conoscenza e allo sviluppo di relazioni economiche e culturali sempre più forti.

Infatti, già nel 2023 il Giappone è stato l’ospite d’onore ad Ancona per Tipicità in Blu ed a Macerata per EVO, proseguendo con un’iniziativa congiunta a Milano e poi nel 2024 a Fermo per Tipicità Festival, con l’intervento dell’Ambasciatore Mario Vattani, Commissario Generale per l’Italia ad Expo 2025, invitato dall’Assessore della Regione Marche Andrea Maria Antonini nel suo ruolo di coordinatore delle regioni italiane ad Expo 2025 Osaka.

In tali occasioni sono state attivate collaborazioni con istituzioni e consorzi a vari livelli: dall’Ambasciata del Giappone in Italia al Consolato Generale del Giappone a Milano, passando per l’Ente Nazionale del Turismo Giapponese ed il Consorzio del Kioke Miso.

Per il 2025 sono già programmate ulteriori iniziative nelle Marche in occasione della 33ª edizione di Tipicità Festival (Fermo, 7-9 marzo) e poi in Giappone per la settimana di protagonismo della Regione Marche nell’ambito di Padiglione Italia ad Expo Osaka, calendarizzata dal 1° al 7 giugno p.v..

 

(foto titolo -jjimmy-pessina-scaled)


Il primo panettone Loison con impasto al cacao, ha ottenuto il WineHunter Red Award

 
Anche la Tosa Cioccolatte non è da meno, aggiudicandosi il WineHunter Gold Award, e la novità 2024 BlackHabana, il primo panettone Loison con impasto al cacao che unisce cioccolato e rum cubano, ha ottenuto il WineHunter Red Award.

Ogni anno il Merano Wine Festival celebra selezionatissime eccellenze enogastronomiche italiane e internazionali e Loison Pasticceri sin dal 2016 è sempre stata una presenza costante e apprezzata in questo prestigioso evento. Anche per il 2024, infatti, la commissione di degustazione WineHunter diretta da Helmut Köcher ha nuovamente reso omaggio all’abilità di Loison Pasticceri, assegnando riconoscimenti che celebrano il costante impegno verso una qualità riconosciuta.

Novità assoluta è l’assegnazione del WINEHUNTER PLATINUM AWARD alla TOSA FONDENTE, con la seguente motivazione: “La Tosa Fondente ha raggiunto un livello di qualità straordinario, riflettendo i più alti standard promossi da The WineHunter. Si distingue per l'elevata competenza tecnica, ma riesce anche a catturare l’essenza del territorio di origine, narrando storie ed emozioni”. L'annuncio ufficiale è stato dato durante il Merano WineFestival, venerdì 8 novembre 2024 alle ore 17:30, presso il magnifico Pavillon Des Fleurs (conosciuto anche come “Salone degli Specchi”).


Anche la TOSA CIOCCOLATTE non è da meno, conquistando il WINEHUNTER GOLD AWARD, a testimonianza del costante impegno di Loison nel mantenere altissimi standard qualitativi e innovativi, in ogni stagione dell'anno.

Ma non finisce qui: la novità 2024 BLACKHABANA, il panettone che unisce cioccolato e rum cubano invecchiato 7 anni, ha conquistato il WINEHUNTER RED AWARD; è il primo panettone Loison con impasto al cacao, una vera innovazione nel mondo del panettone al cioccolato.

Loison Pasticceri si distingue per cinque dati chiave: 30 anni di export, una presenza in oltre 70 Paesi, più di 500 clienti diretti con una quota export superiore al 65% e il 97% delle vendite a marchio proprio, sinonimo di “valore” del brand gourmet. Solo cinque numeri che stanno in una mano, concreti, significativi, che identificano l’unicità di un’azienda senza bisogno di inutili parole.

 

(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)


«Perché non segnare con pietre d’inciampo il percorso della Via Francigena piacentina?»

L’idea lanciata da Giampietro Comolli durante la presentazione al PalabancaEventi del taccuino di viaggio “Via Francigena Italia e Vie Romee nella tratta Piacenza” edito dalla Banca locale – L’intervento dell’assessore comunale alla Cultura Christian Fiazza.

«La nostra Via Francigena era un po’ ammalata ma la stiamo curando con dei ricostituenti; tra questi ricostituenti, c’è senz’altro il Comitato Tratta Piacenza presieduto dal dott. Comolli. Dobbiamo lavorare in squadra per fare in modo che i pellegrini si sentano accolti. Cosa occorre? Ostelli, acqua, ombra, indicazioni chiare con una cartellonistica adeguata, passaggi in sicurezza. Un obiettivo sul quale convergere le azioni di Amministrazione comunale e provinciale, Banca, Associazioni per guardare al futuro con maggiore speranza». Questo il pensiero espresso dall’assessore alla Cultura del Comune di Piacenza, Christian Fiazza, intervenuto per un saluto alla presentazione del volume “Via Francigena Italia e Vie Romee nella Tratta Piacenza” (Edizioni Banca di Piacenza, stampa La Grafica), a cura del Comitato Tratta Piacenza delle Vie Romee e Francigena Italia, che si è tenuta in un’affollata Sala Corrado Sforza Fogliani del PalabancaEventi di via Mazzini.

Il curatore della pubblicazione (distribuita al termine dell’evento a tutti i partecipanti) Giampietro Comolli - che ha coordinato la serata - ha ringraziato l’Istituto di credito piacentino (presenti il presidente Giuseppe Nenna, il direttore generale Angelo Antoniazzi e il vicedirettore generale Pietro Boselli) per il rinnovato sostegno a un’iniziativa dell’Associazione, dopo quello assicurato per la realizzazione, lo scorso anno, della cartoguida della Via Francigena che attraversa il territorio provinciale. «La centralità del crocevia piacentino è nota da 2500 anni - ha sottolineato il dott. Comolli - Cinque infatti sono le strade che confluiscono nel nostro territorio riconosciute punti strategici dove tutti sono passati: da Annibale a Napoleone, con in mezzo papi, re, regine, imperatori, vescovi cristiani e naturalmente pellegrini». Percorrere la Francigena significa camminare sulla nostra storia. Ecco allora l’idea di questo almanacco - agile nel formato - che riporta a galla un bagaglio culturale del passato «come fattore utile per i pellegrini moderni» che saranno accompagnati dal Po all’Appennino Emiliano. Il moderatore ha quindi ricordato la nascita del Comitato, nel 2020, per sostenere la candidatura a patrimonio dell’umanità del percorso italiano della Via Francigena-Romea: «Non c’era più interesse verso questi cammini e avevamo constatato come Piacenza non sempre figurasse nelle cartine ufficiali della Via Francigena, che spesso saltavano da Orio Litta a Fidenza. Ci siamo fatti sentire e abbiamo iniziato a studiare le criticità di questi tragitti un tempo sicuri ma ora utilizzati da mezzi di trasporto diversi (camion, ferrovie, automobili). Ecco allora la necessità di individuare le pecche dei tracciati e le modifiche possibili per arrivare a percorsi agevolati, comodi, sicuri. Cosa che abbiamo fatto con la realizzazione della già citata cartoguida».

Venendo al Taccuino, il dottor Comolli - dopo aver precisato che nella cartina della copertina curata da Manrico Bissi è rappresentata non la provincia di Piacenza ma il distretto diocesano più ampio dei confini provinciali - ha evidenziato come «il pellegrinaggio oggi sia un modo per conoscere il territorio, il paesaggio, la cultura, anche nei piccoli dettagli e questa pubblicazione ha cercato di mettere insieme i temi, dando un taglio che fosse anche il risultato di uno spessore di alto profilo del nostro territorio».

Annamaria Carini, archeologa e ricercatrice, ha riassunto quanto trattato nel volume: le condizioni antropologiche e viabili prima e dopo i Romani. «Le strade - ha spiegato la studiosa - favoriscono i rapporti, veicolano idee e modelli culturali, rendono possibile lo scambio di materie prime e manufatti. Nella Preistoria queste strade erano “invisibili” perché essendo tracciati naturali non erano fissati al terreno. Ma la lavorazione a Piovesello di Cassimoreno, in comune di Ferriere, insieme al diaspro del Monte Lama, di un blocco di selce raccolto in Provenza, è indizio di una sorprendente mobilità degli Homo sapiens sapiens. Col Neolitico si registra un insediamento diffuso in Valtrebbia con contatti precoci tra Pianura Padana e costa ligure. In epoca romana le strade sono invece progettate e costruite: nel 187 a.C. il console Emilio Lepido fa costruire la Via Aemilia, di cui Piacenza è il capolinea occidentale, importante nodo viario sia terrestre che fluviale; nel 148 a.C. Piacenza è tappa della via di collegamento tra la Postumia e la Cisalpina».

A Manrico Bissi, presidente di Archistorica, il compito di illustrare lo sviluppo urbano della Piacenza medievale. «Come molte altre città - ha argomentato - anche la nostra visse un profondo regresso economico e culturale. La vitalità logistica di Piacenza, con il suo fitto sistema di arterie stradali, innescò la ripresa della città a partire dal secolo IX. Principale sostegno della crescita economica e sociale, le vie di comunicazione ebbero un peso determinante anche per l’espansione dell’antico castrum romano: la nuova Piacenza medievale nacque infatti in una fascia suburbana di borghi, sorti lungo le principali vie di transito. I quartieri extra-murari sorsero (a nord) in corrispondenza del porto fluviale (borgo Sant’Agense), alla confluenza (a est) tra le antiche vie consolari Aemilia e Postumia (borgo San Savino), in corrispondenza dell’ingresso (nord-ovest) della Via Aemilia da Milano (Borghetto), ma soprattutto a sud, dove si localizzavano l’ingresso della Postumia proveniente da Tortona, l’arrivo della strada per Pavia e l’innesto dei tracciati viari appenninici della Valtrebbia, della Valnure e della Valdarda (borghi di S. Brigida, S. Lorenzo, S. Antonino e S. Paolo). La prevalente crescita a sud (coerente con la presenza del Po sul versante nord della città) innescò lo spontaneo slittamento dei transiti umani e mercantili dall’antico decumano massimo alla nuova tangenziale meridionale esterna la quale, scartando il quadrangolo romano, prese ad attraversare borghi del versante sud raccordandoli con la strada per Pavia e con il lato parmense della Via Aemilia; il tracciato di questa nuova bretella suburbana (attuali vie Garibaldi, S. Antonino e Scalabrini) garantì una più diretta saldatura tra le strade valligiane e le antiche vie consolari ad ovest e ad est della città, e finì per coincidere con il percorso urbano della Via Francigena».

Tiziano Fermi, filologo medievalista dell’Archivio della Cattedrale, ha ricordato il compianto mons. Domenico Ponzini come ispiratore dei suoi studi e spiegato - attraverso la citazione di documenti («testimonianze, anche commoventi, di vita straordinaria con componenti religiose e spirituali molto forti») - per quale ragione nel territorio diocesano di Piacenza e Bobbio rientrino zone di province limitrofe, in particolare Parma (valli Taro e Ceno) e Genova. Nell’Archivio della Cattedrale di Piacenza ci sono 11 chartae private provenienti dalla Val Ceno, in particolare dalla pieve di San Pietro in Varsi, che testimoniano una politica patrimoniale da parte di questo centro episcopale che volle acquisire terreni nelle zone circostanti. Altro esempio citato, il più antico documento pubblico, il diploma del re longobardo Ilprando del 744, che confermava e assicurava al vescovo Tommaso il controllo sui monasteri della diocesi, tra i quali c’erano anche quelli di Tolla e di San Michele di Gravago, in Valtaro.
In chiusura il dottor Comolli ha spezzato una lancia per il turismo escursionistico di cammino («molto diffuso e accettato»), posto l’accento sulla nostra posizione geografica «che ci ha reso persone tradizionalmente ospitali, un’ospitalità verso i pellegrini che si è tradotta in ostelli, alberghi, osterie, fonti di una ricchezza gastronomica che ci è tuttora invidiata» e lanciato un’idea: «Perché non segnare con pietre d’inciampo il percorso piacentino della Via Francigena? Così chi viene, sa dove andare».

GLI AUTORI – Il Taccuino di viaggio delle Vie Romee nella tratta Piacenza è stato scritto a più mani. Ecco l’elenco degli autori: Adelaide Trezzini, Annamaria Carini, Tiziano Fermi, Manrico Bissi, Paolo Buscarini, Marco Corradi, Anna Maria Riva, Carlo Francou, Ettore Cantù, Silvio Barbieri, Mauro Steffenini, Riccardo Rocca, Sergio Efosi, Pietro Chiappelloni, Umberto Battini, Giacomo Nicelli, Domenico Ferrari Cesena, Giuseppe Noroni, Alessandra Toscani, Giampietro Comolli, Confagricoltura Piacenza. Disegni dell’illustratore piacentino Sergio Anelli.


È di un pasticcere spagnolo il panettone Campione del Mondo!

 

Il Natale non è ancora dietro l’angolo, ma già il “movimento globale” si è attivato: ad Asiago e in altri paesini del “presepe” alpino, i mercatini sono già frequentatissimi, con gente brulicante con pacchetti e pacchettini, in molte piazze già si installano gli alberi palle-dotati e, pure in cucina, si riempiono le dispense e si preparano i manicaretti natalizi. Il più importante per tradizione, è e resta, il Panettone e a Milano – nella sua patria – ha riscontrato un grande successo con finale sold out e numeri da record, la Coppa del Mondo del Panettone2024. Perché un concorso internazionale sul panettone? La Coppa del Mondo del Panettone non solo vuole intercettare le migliori produzioni del panettone artigianale nel mondo, ma anche creare un punto di incontro a livello internazionale tra professionisti, scuole di formazione e realtà di riferimento.

Così, dopo due anni di selezioni nazionali nei diversi stati, da Europa, Asia, America Latina, Stati Uniti e Australia, sono arrivati a Milano, in finale, 24 pasticceri per la categoria Panettone Tradizionale e 18 per la categoria Panettone al Cioccolato. Si sono incontrati/scontrati per fare valere ognuno la sua ricetta in occasione della IV edizione della Coppa del Mondo (CMP il concorso ideato dal Maestro Giuseppe Piffaretti con presidenti di giuria Iginio Massari (per il panettone tradizionale) e Ernst Knamm  Pastry Chef & Maître Chocolatier (per quello al cioccolato). Insindacabile (e imprevedibile) il giudizio finale che ha visto un panettone “straniero” prevalere largamente sugli altri e in particolare sui “nostrani”…. È quello di Ton Cortés(nome completo Daniel Jorda Jesús Machí) pasticcere spagnolo – già vincitore del “Panettone senza confini” – che ne ha presentato uno tradizionale, ma evidentemente così squisito, che si è portato a casa la Coppa!   Tre giorni intensi - dall’8 al 10 novembre - di presentazioni, masterclass e workshop, nella suggestiva location di Palazzo Castiglioni, con la possibilità di assaggiare e acquistare i panettoni, è il caso di dire, più buoni del mondo!

La Coppa del Mondo del Panettone artigianale è la più gustosa competizione dedicata al prodotto da forno avente la tipica forma cilindrica e che si mangia (e si regala) a Natale: deve essere a pasta morbida, a lievitazione naturale, a base di acqua, farina, burro, uova (tuorlo) con all’interno frutta candita, scorza di arancia o cedro e uvetta passa o, nelle versioni più golose, con cioccolato, pistacchi e ogni altro ben di Dio…

Se ne ha ricordo – sempre a Milano – dai tempi di Ludovico il Moro, verso la fine del XV secolo, anche se quello era più propriamente un “pane dolce”, ma fin da allora, simbolo del Natale! Quello noto a tutti noi, è quello che durante la fase di lievitazione si piega l'impasto su sé stesso per incorporare aria e migliorarne la struttura - pirlatura - passaggio che aiuta a creare la tipica alveolatura interna. Il panettone poi viene cotto e può essere sfornato dopo quasi un’ora se la crosta superiore è screpolata e tagliata in modo caratteristico - scarpatura - ma non si deve mai aprire il forno prima di inserire la sonda del termometro dritta al centro e se misura 94°/96°C allora è pronto. Poi il panettone va “impiccato” con appositi spilli. Deve rimanere 12 ore a testa in giù perché la struttura del glutine, a caldo, è instabile e grazie alla forza di gravità, così si riesce a mantenere integra la sua “cupola”.

Quando sembra pronto, l’importante è che non sia eccessivamente dolce, o troppo spesso “stodgy” (pesante, noioso) o dannatamente overexposed (troppo cotto, troppo brunito) e, se resiste imballato fino alla data di scadenza, poco prima basterà riempirlo di gelato…

I trend vorrebbero il Panettone sulle nostre tavole tutto l’anno, anche se comunque i periodi canonici restano fine e inizio anno e 3 febbraio per san Biagio che poi è sempre quello avanzato dal Natale… (e va bene anche se è leggermente raffermo ma deve essere stato benedetto…) che mangiamo come protezione contro mal di gola e raffreddori (in milanese si dice che "San Bias el benediss la gola e el nas").


“Frantoi Aperti” in Umbria per scoprire, celebrare, apprezzare l'“oro verde”…

Come sta andando?”- domanda Antonio Farnè, inviato del Tg2 a un raccoglitore di olive - “Sta andando bene. Quest’anno la qualità è ottima, sicuramente migliore di quella dell’anno scorso, è un’oliva integra…”.

Nel cuore della stagione dell’olio, la magia delle olive che diventano nettare, da ottobre a dicembre, un processo affascinante e antico, con numeri imponenti: intorno alle trecento mila tonnellate all’anno in Italia, è una regione che più di altre, ha fatto di questo preziosissimo prodotto non solo una risorsa, ma anche un simbolo.

Umbria, capitale dell’olio di qualità: 27 mila ettari del suo territorio sono destinati alla coltivazione dell’ulivo. 5 milioni e mezzo sono le piante coltivate in questa regione, 270 i frantoi coinvolti, rigorosamente extravergine di oliva, il top di gamma, l’olio umbro è prodotto Dop, certificazione che ne riconosce la qualità.

Quest’anno la produzione sta andando molto bene” – dichiara convinto il produttore Marco Petasecca Donati – “Noi abbiamo cominciato dal primo ottobre che abbiamo fatto la raccolta anticipata, la stagione si presenta molto abbondante dal punto di vista della quantità, grande qualità dell’olio e grande salubrità dell’oliva… Quest’anno abbiamo un prodotto molto genuino, sano e è questa la cosa più importante.” – “Da cosa dipende l’andamento di una stagione?” – chiede Farnè a Donati “È difficile trovare il nesso di casualità tra le condizioni climatiche e la qualità dell’olio. È un insieme di fattori che poi influenzano la qualità dell’olio. Quest’anno questa combinazione è molto positiva!

 

   

 

 

Non fa la differenza soltanto a tavola, l’olio è anche un valore aggiunto dal punto di vista turistico: tour, iniziative, degustazioni, un’offerta che trova la migliore sintesi nell’evento “Frantoi Aperti” con una quarantina di aziende coinvolte in giro per l’Umbria fino al 17 novembre a scoprire, celebrare, apprezzare il suo “oro verde”…

 

Ha l’obiettivo di portare tanti visitatori nei luoghi di produzione” – asserisce Daniela Tabarrini, direttore Strada dell’olio Dop dell’Umbria  – “per far scoprire la magia della spremitura. Tantissimi sono i visitatori dall’Umbria, da fuori Umbria, ma anche da diverse parti del mondo”.
Facciamo l’identikit del turista dell’olio” – propone Farnè – “È un turista attento, un turista appassionato di natura…” – gli risponde la Tabarrini – “…appassionato di buon vivere, di tradizioni, di piccoli borghi, di ruralità e, non di lusso, ma del vero lusso che è il buon vivere. Ovviamente, della buona tavola!

 

Lo vogliamo assaggiare?” –  domanda Farnè (non poco interessato…)  – “Assolutamente sì” –  gli risponde Donati  –  “I profumi sono molto intensi ed è un piacere in tutti i sensi assaggiare quest’olio meraviglioso”…

 

Antonio Farnè
inviato Tg2 Rai


Sono 14 i ristoratori ambasciatori dell’eccellenza "made in Serrapetrona"!

Dall’Ascolano al Pesarese, 14 i ristoratori che hanno ricevuto l’investitura di ambasciatore dell’eccellenza made in Serrapetrona!

A Serrapetrona (MC)  (La Sèrra in dialetto maceratese) avviato un percorso di valorizzazione del territorio attraverso le sue eccellenze vinicole: nel corso di un evento che ha unito istituzioni, comunità e protagonisti del mondo enogastronomico, l’Amministrazione comunale di Serrapetrona ha celebrato l’investitura di 14 ristoratori marchigiani, conferendo loro il titolo di “Ambasciatori della Vernaccia di Serrapetrona DOCG e del suo territorio”. Alla cerimonia, tenutasi nella suggestiva località del Maceratese, hanno partecipato il Governatore delle Marche Francesco Acquaroli, il Presidente della Provincia di Macerata Sandro Parcaroli ed il Sindaco di Serrapetrona Silvia Pinzi, insieme ai viticoltori del territorio.

       

Un’iniziativa che rappresenta l’inizio di un percorso di valorizzazione territoriale e culturale, ideato per promuovere le due eccellenze enologiche “Vernaccia di  DOCG” e “Serrapetrona DOC”. Il comune denominatore che unisce queste due espressioni del territorio è “la Vernaccia Nera”, un uvaggio biodiverso che, come sottolineato dall’enologo Giuseppe Camilli dell’AMAP, rappresenta un patrimonio irripetibile, un’unicità che accomuna i produttori dei due vini distinguendoli da tutti gli altri. Una tesi rafforzata da Alberto Mazzoni, direttore di IMT, e da Gianni Sagratini, Direttore del corso di laurea in Scienze gastronomiche dell’Università di Camerino, che hanno ribadito il valore delle produzioni autoctone e la loro valenza in chiave di pianificazione turistica.

Con la nomina dei suoi Ambasciatori, Serrapetrona rafforza la propria vocazione turistica e avvia un percorso di valorizzazione che vedrà intrecciarsi, in un appassionante storytelling, la fabula della Vernaccia DOCG alla trama del Serrapetrona DOC.

L’elenco dei nuovi “Ambasciatori”:

Roberta Bettucci - La Cantinella, Serrapetrona

Massimo Biagiali - Il Giardino, San Lorenzo in Campo

Michele Biagiola - Signore te ne ringrazi, Macerata

Luca Cavallini - Cavallini, San Severino Marche

Andrea De Carolis - Sandwich Time, Civitanova Marche

Rachele Cicconi - Petronius, Serrapetrona

Gian Marco Di Girolami - Blob cafè, Offida

Marco Guzzini - Di Gusto, Macerata

Matteo Malaspina – MyPizza, Fermo

Paolo Moreni - Il Cavaliere, Camerino

Giovanni Natalini - Da Lorè, Serrapetrona

Leonardo Pepa - Noi Restaurant, Civitanova Marche

Marco Scarpetta - Raphael Beach, Civitanova Marche

Barbara Settembri - Locanda dei Matteri, Sant'Elpidio a Mare


Amaro Silano premiato come eccellenza calabrese alla rassegna "Galarte"

 Nella cerimonia del 9 novembre tradizione, arte e cultura si fondono per celebrare il meglio del territorio. Un evento che è un omaggio all’autenticità e alla qualità che contraddistinguono un prodotto ambasciatore dei sapori e della cultura della Calabria nel mondo.

In occasione del prestigioso riconoscimento ottenuto al Concours Mondial de Bruxelles 2024, l’Amaro Silano è premiato come Eccellenza Calabrese durante la cerimonia della XXVII Edizione di “Galarte”. Questo tributo, assegnato su base meritocratica, è riservato alle realtà di spicco del territorio calabrese distintesi per l’eccellenza nel proprio settore.

L’evento, organizzato dall'Associazione "Club della Grafica" e patrocinato dalla Città di Montalto Uffugo e dal GAR – Gruppo Antropologico Rotese, si terrà sabato 9 novembre 2024, alle ore 17.30, nella splendida cornice di Palazzo Sant’Antonio, a Montalto Uffugo.

La rassegna “Galarte”, giunta ormai alla sua XXVII Edizione, rappresenta un’importante occasione di celebrazione dell’arte, della cultura e delle eccellenze produttive calabresi. La manifestazione, fin dalle sue origini, ha il compito di individuare e valorizzare quelle realtà che, grazie a talento e dedizione, contribuiscono a portare alto il nome della Calabria sia a livello nazionale che internazionale. Il Tavolo di Presidenza della Rassegna, promotore di questa iniziativa di valorizzazione, è composto da tre personalità di spicco nel panorama culturale e artistico: il Maestro Giacomo Vercillo, Presidente dell’Associazione “Club della Grafica”, insignito della Medaglia della Presidenza della Repubblica nel 1995; la Dott.ssa Rose Marie Surace, Presidente del Gruppo Antropologico Rotese, e la Dott.ssa , Consulente Marketing e Comunicazione e Giornalista internazionale, entrambe insignite della Medaglia del Senato della Repubblica al “Galarte”.

 

Dopo L’assegnazione della medaglia d'oro al Concours Mondial de Bruxelles nel corso del quale vengono valutati e classificati, da una giuria di esperti di varie nazionalità, i migliori distillati e liquori prodotti nel mondo, anche questo riconoscimento ci riempie di orgoglio, perché sa sempre ci sentiamo ambasciatori della nostra terra, portando nel mondo un prodotto calabrese, realizzato in Calabria da mani calabresi” commenta Domenico Maradei, General Manager di Amaro Silano e del Liquorificio 1864.

 

 

 

Comunicare la Calabria attraverso i nostri prodotti è un obiettivo importante e questo premio ci gratifica e ci spinge a continuare nella valorizzazione del territorio, perché è dalle erbe officinali della Sila, evochiamo con Amaro Silano i paesaggi di questa terra affascinante, mantenendo vivo il legame con tradizione e natura” chiosa Antonio Reda, Resp. Marketing di Liquorificio 1864.

 

 

 

Liquorificio 1864 nasce a pochi anni dopo l'Unità d'Italia, in Calabria. Nel 2005, un gruppo di imprenditori, guidato da Elvira, Antonella e Gianni Regina con Orlando Marcelletti, rifonda l’azienda per rilanciare le ricette originali e diffondere i sapori calabresi nel mondo. Oggi, Liquorificio 1864 propone prodotti tradizionali e innovativi, premiati a internazionale, mantenendo fede alle ricette storiche

 


 Fino al 12 novembre va in scena il 33° Merano WineFestival

 Fino al 12 novembre va in scena il 33° Merano WineFestival, la rassegna meranese si apre con le attesissime premiazioni dei prestigiosi The WineHunter Award Platinum, riconoscimento massimo riservato ai prodotti enogastronomici d’eccellenza - i migliori vini, birre, spirits e prodotti gastronomici selezionati nella guida The WineHunter - . Nella stessa giornata il festival conferirà a sette personalità di spicco anche le premiazioni The WineHunter Stars e il summit "Quo Vadis?", dedicato al futuro del settore vitivinicolo e agricolo della viticoltura, tra sostenibilità, innovazione e internazionalizzazione.

Tra le novità spiccano gli esclusivi incontri "Intrecci di Vite" nell’incantevole cornice del Castello Principesco.

Il Festival propone un programma ricco di novità: si parte con bio&dynamica & more, con 160 produttori italiani di vini biologici, biodinamici, SQNPI, Equalitas, Piwi, anfora e underwater; l’apertura della GourmetArena nella cornice liberty del Kurhaus con 130 aziende tra food, spirits e beer e il Mercato della Terra Slow Food in Piazza della Rena. In serata, le attesissime premiazioni dei WineHunter Award Platinum, che sveleranno le eccellenze enogastronomiche protagoniste della Guida The WineHunter 2024, con 5 riconoscimenti speciali ai produttori e la novità delle 7 WineHunter Stars. Da sabato 9 a lunedì 11 le giornate centrali di The Festival, con la presenza di 330 aziende vitivinicole italiane e 110 internazionali; martedì 12 conclusione all’insegna delle bollicine di Catwalk Champagne&More, con 120 eccellenze del metodo classico, tra maison francesi e italiane. E poi showcooking, presentazioni e masterclass, tra cui i 4 appuntamenti con “Intrecci di Vite” al Castello Principesco. Con WH Ambassador Exclusive Lounge e WH Buyers’ Club, Merano WineFestival si fa sempre più internazionale, in un connubio armonioso tra eleganza, cultura e business.

PREMIAZIONE DEI THE WINEHUNTER AWARD PLATINUM

Il Pavillon des Fleurs di Merano ospiterà la cerimonia di premiazione dei The WineHunter Award Platinum, il riconoscimento più alto della guida The WineHunter che viene assegnato alle eccellenze in campo enogastronomico che abbiano superato i 95 punti nelle 4 categorie Wine, Food, Spirits e Beer. La cerimonia sarà presentata da Maurizio Di Maggio (conduttore di Radio Monte Carlo). Nell’ambito della premiazione, il patron di Merano WineFestival Helmuth Köcher e il giornalista Andrea Radic conferiranno 5 riconoscimenti speciali al Genio, all’Innovazione, alla Conquista, alla Famiglia e al Territorio ad altrettante aziende enogastronomiche d’eccellenza.

THE WINEHUNTER STARS, I MAGNIFICI 7 DEL MONDO ENOGASTRONOMICO

Durante la cena di gala, la premiazione delle WineHunter Stars: il patron di Merano WineFestival Helmuth Köcher, consegnerà il riconoscimento a 7 personalità di spicco nel mondo del vino, capaci di illuminarlo con la loro passione, dedizione e straordinario impegno: Gianna Nannini riceverà la WineHunter Star come Wine Producer, Oscar Farinettisarà premiato come Communicator Star, Viviana Varese, vulcanica chef e imprenditrice della ristorazione, riceverà il premio Food Star. Come Winemaker Star sarà premiato Riccardo Cotarella. Anna Scafuri, caposervizio del Tg1 Economia, riceverà la WineHunter Star come Wine & Food Journalist, Stefano Vitale sarà premiato come miglior Wine Artist e infine a Valentina Bertini, corporate wine manager di Langosteria, il premio come miglior Wine Manager.

INTRECCI DI VITE: 4 EVENTI ESCLUSIVI AL CASTELLO PRINCIPESCO

Altra novità del 2024 sono le 4 masterclass “Intrecci di Vite”, organizzate in collaborazione con Liber Experience, nell’affascinante scenario del Castello Principesco. Oscar Farinetti è il moderatore di un incontro unico ed esclusivo fra Maurizio Zanella e Vittorio Moretti, per Cà del Bosco e Bellavista, le due aziende più rappresentative della Franciacorta in Italia e nel mondo. A seguire, il confronto tra due interpretazioni del Sangiovese, vitigno protagonista della grande enologia nazionale, con il Brunello di Montalcino di Donatella Cinelli Colombini e il Chianti Classico del Barone Francesco Ricasoli. Domenica 10 novembre nella masterclass delle 10.30 moderata da Marco Sciarrini saranno protagoniste due icone altamente rappresentative delle zone più vocate della produzione dei vini bianchi italiani come Silvio Jermann e Hans Terzer; alle 16.00, Simona Geri modererà l’appuntamento con due punti di riferimento dell’enologia italiana nel mondo come Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi e dell’Union Internationale des Enologues, e Renzo Cotarella, ad di Marchesi Antinori. L’iniziativa è sostenuta da Banca per il Trentino Alto-Adige; partner ufficiale per questi incontri speciali è Italesse, con il calice Etoilé Noir: uno dei calici sensoriali dell’azienda triestina, in vetro soffiato, curato nei dettagli per valorizzare al meglio i vini selezionati.

“QUO VADIS?”, IL SUMMIT “RESPIRO E GRIDO DELLA TERRA” SULL’EVOLUZIONE DELLA VITICOLTURA

Tema centrale della 33^ edizione del Merano WineFestival è l’interrogativo “Quo Vadis?”, un quesito che riguarda tutti gli attori del settore vitivinicolo, e più in generale agricolo, messi a dura prova da molteplici sfide quali la crisi climatica, la sostenibilità ambientale, l’apertura a nuovi mercati internazionali. Tematiche all’ordine del giorno che saranno affrontate nel summit “Respiro e Grido della Terra”: sei incontri in collaborazione con la International Viticulture and Enology Society nei quali saranno presentati approfondimenti scientifici sulle strategie di adattamento della viticoltura al clima che cambia, sui vini da varietà di uve resistenti, sulle innovazioni in tema di viticoltura e agricoltura sostenibile. A conclusione del summit, unManifesto sintetizzerà i contributi emersi durante gli incontri, tracciando alcune direttrici per l’evoluzione del comparto enogastronomico.

GLI APPUNTAMENTI DA NON PERDERE

In 5 giorni di Merano WineFestival sono decine gli appuntamenti che si susseguono, capaci di accontentare tutti i gusti. Alle 11.00 all’Hotel Terme Merano la cerimonia di premiazione “Nel segno di Zierock”, seguita alle 16.00 dalla masterclass a tema curata dal giornalista Angelo Carrillo. Appuntamento alle 16.30 con la masterclass “Espressione dei vitigni Piwi” a cura dell’enologo Nicola Biasi. In serata, al Kurhaus, andrà in scena la cena di gala con le premiazioni delle WineHunter Stars e la presentazione dei WineHunter Ambassador. Sabato 9 novembre alle ore 14.00 la consueta cerimonia d’apertura con sciabolata sulla scenografica passerella del Ponte delle Terme e, a seguire, la masterclass “Bolla contro Bolla” conOscar Farinetti, un confronto tra vari spumanti metodo classico italiani, alle 15:30 “Avanguardia nel Solco della Tradizione: Marrubium” con relatori Gabriele Gorelli e Mattia Vezzola e alle 16:30 “Underwater – vini sott’acqua” curata da Andrea Radic. Domenica 10 novembre alle 14.00 la masterclass “Dieci vini di razza in dressage” con Luca D'Attoma e Chiara Giannotti, alle 15.30 la presentazione della Guida “I Vini del Cuore” a cura di Olga Schiaffino, alle 16.30 la masterclass “Georgia 8000 years of history – Unique Qvevri wines in tasting” tenuta dal patron di Merano WineFestival Helmuth Köcher, infine alle 17.00 “Supertuscan on stage” con Emanuele Trono e Stefano Quaglierini. Lunedì 11 novembre l’Hotel Terme Merano ospiterà alle ore 11.00 la masterclass “Eccellenze dell’Albania” di Çobo Winery, moderata da Luca Gardini; alle 14.00 la masterclass “Gli Svitati” vedrà protagonisti gli ambasciatori del tappo a vite in Italia; infine, alle 17.00 la cerimonia di premiazione del 30° Premio Godio. Nella GourmetArena, si susseguiranno gli showcooking nelle aree dedicate alle regioni Campania e Abruzzo, mentre nel FuoriSalone di Corso della Libertà, saranno presenti l’area showcooking della regione Calabria e gli enti Consorzio del Sannio, Campania Felix e Terre d’Abruzzo. Martedì 12 novembre alle 16.30 nel Kursaal le premiazioni delle selezioni Nord di “Emergente Sala 2024” ai migliori maître e camerieri under 30 nella ristorazione italiana.

MERANO WINEFESTIVAL SUPPORTA “UN POZZO PER LA VITA”, PROGETTO DEL GRUPPO MISSIONARIO MERANO

Anche quest’anno Merano WineFestival sosterrà il Gruppo Missionario Merano e i suoi progetti di cooperazione allo sviluppo nel continente africano, destinando il ricavato delle Masterclass al progetto “Un pozzo per la vita”. Inoltre, il Gruppo Missionario Merano sarà presente al festival con l’iniziativa di beneficenza resa possibile dalla collaborazione di alcuni espositori che hanno donato dei vini pregiati. I fondi raccolti nell’ambito della 33ª edizione di Merano WineFestival finanzieranno la costruzione di un pozzo per l’acqua potabile nel villaggio di Guenkpota, nel sud del Benin.

 I NUMERI DEL 33° MERANO WINEFESTIVAL

5 giornate di festival, più di 1000 espositori, oltre 3000 vini in degustazione, 250 etichette nella WineHunter Area, oltre 5400 WineHunter Awards, 39 masterclass, 32 showcooking e 6 talk al Summit “Quo Vadis?”.

 


Tempo e spazio: “Centomani” celebra dieci anni tra tradizione e futuro gastronomico

Chef e produttori bolognesi fra i protagonisti dell’evento Tempo e spazio: “Centomani” celebra dieci anni tra tradizione e futuro gastronomico.
Il tema del tempo, con domande come “Cosa mangeremo fra vent’anni?” e quello dello spazio, con un’attenzione focalizzata sull'identità gastronomica di un areale regionale (l’Emilia-Romagna) hanno guidato la celebrazione del decennale dell’evento “Centomani di questa terra”, che si è svolto il 28 ottobre a Polesine Zibello (PR) ospiti dell’Antica Corte Pallavicina dei Fratelli Spigaroli, e soprattutto guideranno la progettazione del futuro dell’Associazione culturale CheftoChef.

 

Centomani si è confermata come una grande e importante festa dei cuochi, dei produttori delle tante eccellenze DOP e IGP e dei gastronomi emiliano-romagnoli. Fra questi i bolognesi: Mario Ferrara - Ristorante Scaccomatto agli Orti Bologna, il presidente di CheftoChef Massimiliano Poggi - Ristorante Massimiliano Poggi Trebbo e il vignaiolo Lodi Corazza di Ponte Ronca. Inoltre, erano presenti gli studenti dell’Istituto Alberghiero di Castel San Pietro Terme I.I.S. Bartolomeo Scappi.

 

 

Fra degustazioni, forum di approfondimento, cooking demo con gli oltre trenta chef presenti alla giornata, il mercato dei produttori e dei vignaioli con una ventina di aziende e consorzi, una delegazione delle Città della Gastronomia CheftoChef (Borgonovo Val Tidone PC, Russi RA, Roncofreddo/Valli del Rubicone FC) e una del Progetto RavennaFood/CheftoChef, la giornata baciata dal sole e da temperature primaverili, più che autunnali, ha visto la partecipazione di un nutrito pubblico di appassionati e di addetti del settore,

Il mondo accademico che ha partecipato attivamente ai forum – curati dai soci CheftoChef Massimo Suozzi e Franco Chiarini, sia dal punto di vista operativo sia per la gestione dei contenuti culturali - si è dimostrato di elevato livello di competenza e interesse, riconoscendo la necessità di un approccio approfondito e multidisciplinare. Patrizio Bianchi, dell’Università di Ferrara, ha esortato a proseguire in questa direzione, sottolineando l'importanza di integrare la formazione con le esigenze del settore. La presenza di accademici esperti in vari ambiti, come il Prof. Massimiliano Petracci (Università di Bologna) per l’agricoltura, il Prof. Franco Mosconi (Università di Parma) per i distretti produttivi e il Prof. Davide Cassi (Università di Parma) per la fisica della materia, è stata determinante per alimentare il dialogo con i cuochi. Inoltre, gli attori locali hanno testimoniato l'importanza di continuare esperienze territoriali come “I Rubiconi” e “Le Faentine”, collaborando con altre associazioni gastronomiche quali Slow Food, Il Lavoro dei Contadini e Tempi di Recupero, tutti sul palco di Centomani. Infine, ma non certo per importanza, i produttori virtuosi regionali, pilastri delle idee gastronomiche, giocheranno un ruolo cruciale nel consolidare il principio fondamentale della “trasparenza”, come ha sintetizzato Roberto Casali di Ecopesce «trasparenti come l’acqua del nostro mare».

 

«È giunto il momento di instaurare un nuovo rapporto con la Regione Emilia-Romagna, che deve riconoscere l'importanza della proposta del Prof. Cassi di avviare rogetto di ricerca scientifico sull'identità gastronomica della regione, pioniera nel settore dell'Agrifood e con forti legami con le avanguardie della Catalogna, fra le più prestigiose a livello internazionale», sottolineano Massimiliano Poggi e Michele Ceccarelli, rispettivamente Presidente e Segretario Generale di CheftoChef, a cui è affidato il compito di guidare lo sviluppo di questa rete di relazioni, sempre più complessa e articolata.

 

 

 


Unit Wine Tour è l’ideale veicolo “Professional Only” utile per condividere conoscenze e peculiarità dei Vini Italiani nei Paesi asiatici

Unexpected Italian, professionisti italiani del vino nelle terre di Gengis Khan 

Il team di Degusta, sempre attento, da anni, ai movimenti economici che avvengono nel mondo del vino, soprattutto all'estero, ha seguito con attenzione le attività di Unexpected Italian (UNIT), una realtà commerciale proattiva ed organizzata, che opera sui mercati esteri promuovendo il vino italiano in maniera totalmente differente.

Unexpected Italian , (UNIT) , ovvero italiano inaspettato, nome che stuzzica la fantasia e la curiosità. Dietro a questo nominativo, un gruppo affiatato di professionisti specializzati i quali, grazie alla loro passione per l’affascinante mondo del vino (e alla conoscenza profonda del settore), si mettono al servizio delle aziende vitivinicole italiane per accompagnarle, cum grano salis, verso i mercati esteri.

Tanto per citare un esempio, ecco il caso Mongolia. Nel paese caucasico di Gengis Khan (Asia Orientale) tra Russia e Cina, il 5 settembre scorso è andata in scena una 1a Assoluta Mondiale , organizzata proprio da UNIT, di un evento che nemmeno i francesi (che in Asia esportano 4,5 MLD euro di vino), sono riusciti mai ad improntare.

L’evento, si è svolto nel Venue Hotel SHANGRI-LA di Ulaanbaatar con Unexpected Italian a rappresentare l’Italia anche per l’Europa!  (UNIT é Member partner dell’EuroChamber Mongolia)

Unexpected Italian ha catturato la nostra attenzione perchè opera in modo singolare. È una struttura giovane, che nasce e cresce insieme alle analisi puntuali e dettagliate dei singoli mercati stranieri (.. sì, anche in questo caso i dati e la loro analisi e lettura risultano di fondamentale importanza)  ed è durante questa fase di studio che UNIT scopre che gli eventi del mondo del vino in Asia sono pochi e, spesso, anche reputati, dalle aziende coinvolte, come mal organizzati e con un’unica finalità: l’evento come fine e non come mezzo.

Proprio qui si inserisce UNIT, che pone le proprie radici esattamente in questo ragionamento. Quindi eventi, non come fine, ma come mezzo: da qui a decidere di dedicarsi all’organizzazione di eventi specifici, dedicati interamente al contatto con distributori e buyer del continente asiatico, il passo è stato breve. UNIT infatti ha dato vita a qualcosa che mancava e che ora rappresenta un punto fermo per i tanti che vogliono esportare vino.

   

Unit Wine Tour

La Mongolia è un grande paese (1.564.000 kmq) incastonato tra la Federazione Russa e la Cina. Un Paese democratico con un sistema parlamentare e pluripartitico. Popolazione in continua crescita, oggi di circa 3,5 milioni abitanti, il 30% ha meno di 30 anni e il 69% vive in Città, soprattutto nella Capitale Ulaan Bataar. La maggioranza è di religione buddista.

Il reddito medio di 5.200 euro annui equivale a un PPA potere di acquisto di 9.000 euro annui.
Il PIL del Paese sta crescendo a ritmi importanti: nel 2018 +7,6%, nel 2019 +5,5%.
Nel 2020, nonostante la Pandemia, si registrò un calo solo del -4.4%. Nel 2021 +1,6%, riprendendo nel 2022 +5%, nel 2023 +6,8% e le previsioni per il 2024 sono di +4,6%.

Nel 2021 è stata completata la costruzione del nuovissimo aeroporto Genghis Khan Airport, con una capacità di 3 milioni di passeggeri all’anno. Nel resto del Paese vi sono altri 25 aeroporti.
La Mongolia aderisce all’Organizzazione Mondiale del Commercio e la sua economia ha un elevato grado di apertura al commercio internazionale. La distribuzione commerciale si sta sviluppando negli ultimi anni con grandi centri commerciali, catene di supermercati e discount, il Modern trade, decine di supermercati, ipermercati e convenience stores, si trovano in particolare nella capitale ove si concentra oltre metà della popolazione. I vini di importazione si trovano nelle catene della distribuzione moderna, ma sempre più enoteche e negozi specializzati si sviluppano per la vendita di vini e altri alcolici.

I consumatori mongoli apprezzano i prodotti alimentari europei, vini compresi, considerati di qualità nettamente superiore a quelli che solitamente la Mongolia importa da Russia o Cina. Negli ultimi anni si vende vino, in Mongolia, anche via internet. Sono ancora poche le Aziende del vino francesi, italiane e di altri Paesi produttori, che esportano il vino in Mongolia. Questo si traduce in molte opportunità per le Aziende Italiane che si recheranno ad Ulaan Bataar con UNIT WINE TOUR 2024.

Non ci sono storie: UNIT WINE TOUR 2024 é il veicolo ideale (Professional Only) utile per formare e condividere le conoscenze e peculiarità dei Vini Italiani incontrando le Aziende e i Professionisti del Wine & Spirits e del Food & Beverage in Mongolia.

 La scheda:

UNIT mission
La mission di Unit è quella di creare eventi che siano dei facilitatori di business fra le aziende vitivinicole e gli importatori. La cura del dettaglio in ottica asiatica e non europa-centrica come missione per rompere le barriere.
UNIT visione
Supportano le aziende vitivinicole valorizzandone unicità e tipicità, esaltando valori, territori e tradizioni uniche che divengono meravigliosi racconti di vino
UNIT valori
Integrità, etica, lealtà e soprattutto fiducia nelle aziende partner, nel loro lavoro e nel loro modo di essere. È la base da cui partono ragionamenti e collaborazioni in casa UNIT

 


Unit Wine Tour
by Unexpected Italian s.r.l
Via Santa Chiara, 2  Bologna
www.unitwinetour.com

 

(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)


Press tour autunnale “Romagna Autentica”, un mondo di eccellenze toccate con mano (e messe sotto ai denti…)

La Romagna, è la zona italiana famosa per le spiagge, la musica e il divertimento, sì, ma non solo. Romagna, Autentica terra capace di accompagnare alla scoperta delle città d’arte e quelle dedicate al benessere con le sue terme, all’out door, per escursioni lungo centinaia di sentieri che salgono verso l’Appennino, ottimo coadiuvante per il fisico e i tanti cammini di pellegrinaggio, conforto per lo spirito…  Romagna, Autentica per l’accoglienza: c’è tutto quello che si può desiderare, afferente al turismo, per i propri momenti di svago, come per romantici week end e piacevoli vacanze, i suoi tantissimi eventi e pure qualcosa in più… qualcosa come il buon cibo e la buona cucina - vini inclusi - solo questi, “romagnoli”, costituiscono uno straordinario patrimonio! Romagna Autentica in ogni stagione offre a visitatori, turisti esploratori, gitanti di tutte le età, le varie espressioni del territorio: i suoi tesori – arte, monumenti, borghi, castelli e rocche – i suoi sapori – di mare sulla costa e di terra all’interno, in collina come in montagna – piatti golosi, quelli di una decina di chef stellati, che dopo le esperienze fatte in tutto il mondo, oggi - tornati alle radici - estrinsecano le loro doti nei propri “bwen re’tiro” (buon ritiro) in zona, approntando ghiotte creazioni, composte con i tesori del territorio - vere unicità - che le loro mani, molto erudite, usano per far gioire le papille gustative di fortunati gourmet!

                                        

La tanta ricchezza di questo regno, accontenterebbe anche il più ingordo sovrano, ma non “Romagna Autentica” del “GAL–L’Altra Romagna” (gruppo di azione locale composto da soggetti pubblici e privati pro sviluppo locale delle province di Forlì-Cesena e Ravenna) che, in collaborazione con “Destinazione Turistica Romagna” (ente pubblico per la valorizzazione e promo-commercializzazione turistica tramite strategie di comunicazione) e con “Visit Romagna” (organizzazione di promozione del turismo romagnolo) “sfruttano” i ristoratori, per poi comunicare, tramite i rispettivi mezzi (stampa quotidiana, riviste di settore, TV in rete e Sat, Web, Blog compresi) critiche e pareri raccolti da cui dedurre i dati che agenzie specializzate, organismi consortili e corporazioni, poi elaborano. In questo caso, il “press tour Romagna Autentica” (#Romagnautentica) per un turismo slow, esperienziale, sostenibile, rispettoso della cultura e della storia del territorio, riguardava il settore enogastronomico dunque, sono stati convocati i giornalisti più esperti del campo (meglio di cucina) per studiare la situazione e proporre le relative considerazioni, dopo aver toccato con mano (e pure messo sotto ai denti) alcuni degli oltre cinquanta prodotti tipici del territorio – vere eccellenze – questo, con la volontà di valorizzare la zona della Romagna interna: antica, rurale, genuina, coi suoi sapori e le sue tradizioni millenarie, fra gastronomia, artigianato e anche con il comparto “ospitalità” che ha un gran peso con la presenza di strutture per tutti i gusti e tutte le tasche, dunque, c’è tanto da vedere, da provare e da raccontare. Nel contesto di un fine settimana lungo - detti giornalisti - sono stati accompagnati dalla Valle del Rubicone a quella del Savio, attraversando le zone collinari del Forlivese e del Faentino, in giornate immerse in un’atmosfera autunnale con bruma, nuvole basse e pioggerella insistente, clima che ha reso anche più suggestive le visite presso i “luoghi del gusto”:

intanto a Sogliano (FC) patria dei produttori di formaggio di fossa, dove abbiamo troviamo Fosse Venturi, che ha proposto la visita alla “fossa” con gradevole degustazione di vari caci abbinati a piccoli salumi e confetture. Un ottimo Sangiovese superiore, ha aiutato a “pulire” il palato. Famiglia Venturi non si è improvvisata nell’attività, gli esordi risalgono ai primi del secolo scorso senza mai interrompersi, tranne durante il periodo bellico, allorquando alla fossa è stata “cambiata la destinazione d’uso”…  Dapprima si “fanno” i formaggi: vaccino, misto (50%pecora-50%mucca) bufala, pecorino; intanto si prepara la fossa: sanificazione, posizionamento delle canne, impagliatura pareti, installazione travi e assi alla base; poi il riempimento: si mettono in sacchetti di cotone i formaggi che si inseriscono sovrapposti dalla base fino al portello di apertura, in totale circa 7 mila formelle da 5/7 Kg. che stanno a “riposare” anche oltre 9 mesi (come i Grana, stagionati a temperature superiori ai 12°C che si caratterizzano per la crosta compatta e resistente); quelli a pasta molle, invece, che non maturano più di 60 giorni, sono stagionati a temperature di 2-8°C.  il Formaggio di Fossa Dop è celebrato per tutto il mese di novembre con una sagra per le vie del borgo fra assaggi e degustazioni.  www.fosseventuri.it

Visita allo storico laboratorio artigianale di produzione delle rinomate Teglie di Montetiffi nate per la cottura della piada “pane povero di Romagna” (G. Pascoli docet) usate anche per cuocere pane, verdure, caldarroste, dolci, pesce... Le Teglie (da “testo” di terracotta anche “teggia” in dialetto locale) sono create a mano da Maurizio Camilletti con la moglie Rosella. Cercano le terra giusta in zona e dopo un laborioso processo manuale, modellano i "dischi" in diversi formati: grandi per il camino, la stufa e il forno, piccoli per i fornelli a gas, li mettono ad asciugare e, dopo la cottura in forno, tornano sulle scalere per qualche giorno. La bottega è aperta a turisti, gruppi, scolaresche e, accordandosi, è possibile assistere alle varie fasi di lavorazione. Le Teglie di Montetiffi testimoniano un mestiere che raccoglie l’energia creativa che nasce dalla terra e per fare felice Maurizio (l’unico “tegliaio” rimasto) bisognerebbe trovare qualcuno intenzionato a portare avanti l’attività…. letegliedimontetiffi@libero.it

 

Chiusura della giornata ospiti dello chef Giorgio Clementi presso l’Osteria dei Frati a Roncofreddo (FC) piccolo borgo sulle colline tra Rimini e Cesena. Giorgio Clementi e Valentina Grandotti guidano l’Osteria dal 2012 dopo aver raccolto l’eredità di Renato Brancaleoni famoso affinatore di formaggi. L’ambiente è familiare e intimo, in inverno si sta in sala scaldati dalla stufa a legna, nei mesi estivi si cena all’aperto nel rigoglioso giardino o nella terrazza panoramica con vista sulla riviera romagnola. La cucina di Giorgio è fatta di studio, con ricette ispirate alla tradizione, ma con nuova vitalità e leggerezza, di crescita e qualità - presidi Slow Foode preparazioni artigianali - con un occhio attento alle stagioni e con grande cura dei dettagli. Menù: cappelletti affumicati prugne e cavolo nero annaffiati con Antiqua di Francesconi Paolo di Faenza (macerazione delle bucce in anfora); cappello del prete brasato al Sangiovese verze e olive con Sangiovese Appio; cremoso al mascarpone, crumble e gelato al caffè, con cialda al cacao, tutto innaffiato da Albana secco Codronchio (Fattoria Monticino Rosso)     http://www.osteriadeifrati.com

 

Pernottamento presso Palazzo Gessi room&breakfast a Tribola di Borghi (FC) in un casolare tipico primo ‘900 con bel giardino; sei camere semplici e confortevoli, ognuna con la sua particolarità; non mancano i principali servizi e comodità. La colazione a buffet è ricca e di qualità, con attenzione ai prodotti locali. A richiesta noleggio bike elettriche per escursioni sul territorio di proprietà della struttura; organizzazione di pranzi o cene da asporto; disponibile acquisto “Borsa Romagna Mia” con prodotti del territorio. Ideale punto di partenza per arrivare a: Cervia a solo 29 km... Cesenatico tra Rimini e Ravenna e il suo porto canale leonardesco, Cesena centro storico ricco di testimonianze storiche, Gambettola famosa per il suo Carnevale di Pasqua, Gradara la sua rocca e il suo castello, Longiano, tra Cesena e Rimini di origini medievali, Pennabilli in Val Marecchia, nel parco naturale del sasso Simone e Simoncello, Castello di Ribano di epoca medioevale, Rimini mare e la vita notturna, a Roncofreddo l’oratorio della Madonna della Misericordia, Riccione moda e la vita notturna, San Leo e la Repubblica di San Marino, Santarcangelo di Romagna città d’arte, Sogliano al Rubicone paese famoso per il formaggio di fossa, Savignano sul Rubicone per il ponte romano sul Rubicone dove Giulio Cesare pronunciò “Alĕa iacta est”.   www.palazzogessi.it

 

Alla Tenuta Casali a Mercato Saraceno (FC) si definiscono “agricoli, artigiani del vino e custodi della terra”: visita in un podere dove si pratica agricoltura biologica e sostenibile.
Coltiviamo leguminose a filari alterni – ci confida la padrona di casa Silviaper apportare sostanza organica in vigna evitando l’utilizzo di concimi non organici”. Preferiscono lavorazioni manuali del terreno sulla fila per favorire lo sviluppo delle viti e controllare le erbe infestanti su un’area di 20 ettari su antichi terrazzamenti fluviali, scelti per qualità del terreno, esposizione al sole e microclima (forti escursioni termiche) sugli 80  complessivi, situati nell’area di produzione Romagna Doc, all’interno della sottozona San Vicinio/Mercato Saraceno, nel punto mediano della Valle del Savio. I vini della Tenuta nascono da uve autoctone con una lunga storia, capaci di regalare grandi emozioni e sorsi di personalità e carattere. Di Sangiovese ne producono diverse interpretazioni grazie alla grande versatilità di una delle migliori uve del mondo. L’Albana, il Famoso e il Trebbiano rappresentano l’anima bianca del vino di Romagna: tre vitigni molto diversi tra loro, ma con in comune la stessa capacità di stupire riempiendo il calice di profumi e sapori tipici di questa terra. Il Cabernet Sauvignon - unico vitigno non autoctono, ma ormai diventato di casa in Romagna - completa alla grande la gamma della produzione.   www.tenutacasali.it

 

All’ora di pranzo, andiamo a San Piero in Bagno (FC) dall’allievo d’eccellenza del maestro Paolo Lopriore, lo chef Gianluca Gorini (Miglior Chef Emergente del Centro Italia 2012 e Chef Sorpresa dell’anno della Guida Identità Golose 2015, pure stella Michelin 2019) che ci ospita per farci assaggiare un menù degustazione e relativi vini. Ma prima di tutto lo chef si è presentato con uno straordinario fungo porcino che sembrava finto! E dopo averlo visto così “nature” l’avevamo già nel piatto, cotto non si sa come, tagliato per il lungo: al primo morso era leggerissimo, il cappello sembrava carta velina e il gambo, tenerissimo e saporitissimo… Davvero una gran bella entrée di stagione!  Poi chef Gorini ha dato il via alla “formalità” (…ci toccava…): battuta di cervo, miele di tarassaco, bergamotto, aneto e caffè; lepre al vino rosso, patate all’olio di carbonella, ginepro e more sott’aceto; pasta ripiena di cacciagione, brodo di funghi, alghe, verdure e spuntature; colombaccio scottato alla brace, estratto di alloro e cipolla al cartoccio; zuppa inglese “daGorini” caffè e piccola pasticceria. Sono stati serviti: “P” di Pertinello Metodo classico Dosaggio zero, Arcaica 2022 di Francesconi, Sangiovese Sup. Primo Segno Doc Sangiovese Sup. “2015, - Tregenda “R” Vendemmia Tardiva Villa Papiano Modigliana, RA. Presentazioni giustamente sofisticate, abbinamenti pregevoli e preparazioni semplici (all’apparenza). Trapelava la passione per il buon mangiare e la conoscenza dell'arte culinaria.
Risultato: formidabile!  www.dagorini.it

 

 

Per smaltire le calorie finora accumulate, niente di meglio che un bel giro a Civitella, nella valle del Bidente, all’agriturismo Campo Rosso, azienda agricola biologica e fattoria didattica immersa in un meraviglioso contesto. Lì si possono svolgere tantissime attività, ma forse la più intrigante, è la scuola di piadina (in dialetto “pida”) con Katia (Katia Sandri, agrichef, sommelier, guida equestre e titolare dell'agriturismo e dell'azienda agricola dal 2017, in predicato di partecipare con la figlia alla trasmissione “Il contadino cerca moglie” nel suo caso “marito”) donna che più multitasking non se ne conoscono… (tiene dietro alla fattoria, ai campi, agli animali di bassa corte oltre che a somarini, cavalli, capre - e poi all’albergo – nove camere – e al ristorante…). È lei che insegna anche a preparare deliziosi tortelli (piadine tipo ravioli farcite) e crescioni con erbe aromatiche selvatiche e fiori eduli che insegna a trovare e raccogliere nei prati lì intorno. Alcuni di noi si sono cimentati nell’operazione “novella zdora” con “buoni” risultati…  Comunque per i veri appassionati dell’arte culinaria, c’è il corso di “Team Cooking”, tutti insieme appassionatamente in cucina, usando i prodotti del territorio ed è sempre festa!   www.agriturismocamporosso.com

 

Serata con le gambe sotto al tavolo a La Campanara di Galeata (FC): una casa in sasso del 1500, facente parte di un complesso ecclesiastico con tanto di chiesa consacrata - Santa Maria dei Miracoli - e annesso campanile (da cui il nome). Osteria (un tempo canonica del paese) più locanda in un ambiente familiare confortevole con camere di charme immerse in una quiete irreale, quasi fuori dal tempo, che racconta secoli di storia coniugando il nuovo e l’antico. In cucina due professionisti: Alessandra Bazzocchi e Roberto Casamenti, una maestra e un geometra che hanno fatto la scelta della vita nel magico borgo medievale di Pianetto. Lui poi, è il classico soggetto che sa fare tutto: ottimo chef in cucina, bravissimo gestore dell’albergo, vignaiolo, giardiniere, barista e falegname… (da invidia!). Pochi piatti, rigorosamente stagionali, una cucina di casa senza artifizi, una rete di piccoli produttori del territorio (di vino compresi) che li affiancano con passione. Fuori dalla finestra l’orto didattico (aperto agli ospiti) e tutto intorno le colline dell’alta valle del Bidente, ricche di storia e di tradizioni legate alla terra e alla cucina. www.osterialacampanara.it

 

Da lì, attraversando la Valle del Montone si arriva a Dovadola dove in piazza Vittoria c’è la piccolissima bottega “Nel nome del pane” forno biologico di Cappelletti & Bongiovanni (altro punto vendita a Forlimpopoli) e un laboratorio-ufficio, dove panificano con metodo di economia locale solidale e sostenibile, formando una filiera fra chi coltiva, produce e trasforma, compreso chi compra e consuma. La signora Anna, che gestisce il negozio da quarant’anni, ci spiega che i loro prodotti da forno sono tradizionali e creati ispirandosi alla dieta del dr. Mozzi, fondata sull’alta digeribilità, la genuinità e la naturalezza. Intanto utilizzano solo farine di Grani Antichi e cereali a taglia alta, coltivati prima degli anni 60, non selezionati per il contenuto di glutine e tutti coltivati con metodo bio. Lo scopo è produrre per le persone, rispettando, al contempo, la natura. Sono un Panificio Certificato Biologico e le materie prime che utilizzano non contengono sostanze chimiche ed inquinanti per la madre Terra. Vogliono mantenere l’attività una realtà artigianale, perché credono che il miglior prodotto possibile e l’alta considerazione delle risorse umane siano i valori fondamentali dell’impresa. Preferiscono materie prime del territorio, per alimentare, implementare e sostenere l’economia locale creando progetti di filiera. www.nelnomedelpane.it

 

Pranzo Al Vecchio Convento a Portico di Romagna (FC) vera “perlina” (ina per le dimensioni…) splendente della vallata del Montone, con ricchezze storiche, artistiche, architettoniche “inimmaginabili” e scoperte grazie al professore Gurioli, preside in pensione che abita in paese e ne sa di ogni… (grande prof!). E dopo avere magnificato il posto, parliamo del “ricovero” a cui ci hanno destinati… Al Vecchio Convento è hotel 3 stelle in centro paese, ospitato in un antico palazzo ottocentesco (grazie alle recensioni di esimi colleghi, pare che offra il non plus ultra della cucina romagnola tipica): aspettativa creata! Le sale del ristorante sono state ricavate dal vecchio granaio e dalle cucine della casa padronale. I camini scaldano gli ospiti durante l’autunno e l’inverno. Subito fuori c’è il giardino interno - una vera chicca - dove godersi un pranzo o una cena nella bella stagione.  Ad accogliere gli avventori, la regina della casa, Marisa Raggi affabile signora che sprizza subito simpatia, in cucina, lo chef Giovanni Cameli, il figlio Matteo e i il team, per realizzare i menù che variano con le stagioni e con i prodotti freschi del territorio; in cantina, circa 150 etichette nazionali e internazionali, ma anche di vini della Romagna e della Toscana (alcune teorie, per i migliori abbinamenti, vogliono prodotti locali/vini locali).  Una volta a tavola si scopre che il menù è in gran parte dedicato al tartufo… (Apperò!). Nelle valli romagnole, non sono pochi coloro che si dedicano - Lagotto muniti - alla ricerca dello squisito fungo ipogeo e anche il Vecchio Convento ha la sua tartufaia (dove poi si potrà andare a vedere un momento di vita attiva dei “cavatori” con i loro amabili partner all’opera).  Crostini di crema di parmigiano e tartufo bianco, abbinati a un Blanc de Noirs Dosaggio Zero Pertinello; cappelletti di pernice e tartufo bianco, abbinati a un Tèra Fondo San Giuseppe 2022; tagliata di vacca vecchia portoghese tartufata, con Vigna Le Case di Ballardini 2022; funghi porcini fritti e patate al tartufo; torta di aglio nero fermentato e per finire; creme caramel di castagne, con Tregenda R! Albana passito Villa Papiano 2020 (caffè)…. Dunque? Aspettativa… superata alla grande! Per gli appassionati di vino, è possibile visitare la cantina centenaria de Al Vecchio Convento e scegliersi la giusta etichetta da gustare. Inoltre per i clienti dell’albergo si organizzano degustazioni ed escursioni enogastronomiche presso i vari produttori di vino e olio dei dintorni. Un consiglio? Approfittatene!  www.vecchioconvento.it

 

Una bella passeggiata nel bosco alla scoperta del foliage, nelle mille tinte del giallo, arancio, rosso, viola e marrone, al seguito della graziosa Nicoletta Conte, una vera giovane “truffle trainer” locale col suo “Lagottino”, che già vanta numerosi ritrovamenti (anche cospicui, di quelli che da un giorno all’altro, ti mandano a fare due settimane nei mari del Sud) e per non smentirsi, il riccio cagnolino, fa bella figura anche stavolta: tre pezzettini niente male nel giro di un’oretta! (oh, meglio che investire in Bot o Btp…).

 

 

La scarpinata del pomeriggio ha messo un discreto appetito a tutti… Quasi quasi una cenetta a Castrocaro Terme? Allora vale la pena scavallare la Valle del Montone in direzione “Salsubium” dalla antica storia! Meta finale, ristorante Essentia dove - ci hanno anticipato - ogni giorno lì propongono qualche nuova suggestione, che si scopre solo una volta seduti al tavolo… Siamo nel regno dello chef e patron Andrea Giacchini, castrocarese poco più che trentenne che dirige i lavori con la socia e compagna Jessica Spighi. Qualcuno (i soliti esimi nostri colleghi…) l’ha definito giovane romagnolo molto estroso e genuino, con tanto entusiasmo, energia e belle idee… Viene dall’Artusi di Forlimpopoli (Istituto alberghiero) con trascorsi a La Frasca di Milano Marittima, poi ha maturato una bella esperienza con lo chef Xavier Mathieu (stella Michelin) al ristorante Le Phébus & Spa Relais et Château in Provenza; a fine 2019 ha aperto il suo Essentia in un periodo decisamente difficile per tutti. Le credenziali sono “super”! Vediamo: gnudi di cipolla e fossa con un giovane Sauvignon Blanc; tagliolini di “strozzapreti”, burro affumicato, vaniglia e parmigiano con un’Albana secca di discreta struttura ed intensità; cappello del prete, chimichurri alle alghe e cime di rapa con un onesto Sangiovese Superiore; finale con pera appassita, gorgonzola e mandorle; cantuccini, tutto innaffiato con Albana passito.
(NB: dei vini non abbiamo avuto modo di vedere le etichette).     www.essentiaristorante.it


   

 

Per alloggiare nottetempo, siamo stati ospiti della Corte San Ruffillo a Dovadola. “Cercare un rifugio dell’anima dove trovare il tuo tempo…” questo è il benvenuto dellagentile Sara, la signora della Corte, la padrona di casa di una grande tenuta sulla collina di Dovadola, nell’Appennino Tosco-Romagnolo, tra le colline e le Foreste Casentinesi, nei borghi del buon vivere, dove con la natura che fa da sfondo, ci sono albergo (14 stanze fuori dal tempo e dentro il verde); sala convegni, ristorante, area benessere, piscine (con comfort di Spa) cantina (per i vini biologici scaturiti dal vigneto in loco) e anche la chiesa e tutto intorno cipressi e ippocastani, tra mura antiche del tredicesimo secolo e il minimal design di oggi. Un incanto! Peccato doversi defilare proprio adesso. Alla Corte San Ruffillo, c'è l'agriresort per i momenti e ricordi speciali: eventi e ospitalità tra natura, relax e architettura,  ideale per festeggiamenti personali o aziendali, in particolare adattissimo per i matrimoni: sposarsi in una cornice magica, immersi nella natura e nel design, con ogni confort, dalle prime luci dell’alba al cuore della notte, accompagnati, professionalmente in ogni istante, nel passo più importante della vita, con la libertà di festeggiare per giorni.   www.cortesanruffillo.it

 

Visita al CAB di Brisighella per una degustazione di pregiatissimo olio EVO, ottenuto da olive della varietà Nostrana di Brisighella - autoctona - da oltre 105 mila piante su oltre 450 ettari che disegnano il paesaggio delle colline di Brisighella nella valle del Lamone, nel periodo compreso fra l’inizio dell’invaiatura (fase della maturazione dei frutti, in cui avviene il viraggio di colore dell'epicarpo) e il 20 dicembre di ogni anno. Attualmente sono 630 i soci che conferiscono le olive al CAB di Brisighella. La raccolta avviene ancora oggi a mano, anche sui terreni in forte pendenza. Le olive sono sempre spremute entro 2 giorni (questo forse è uno dei segreti che rende quest’olio tanto speciale). La cooperativa nasce nel 1962 quando un gruppo di 16 agricoltori decide di collaborare per promuovere le produzioni vitivinicole e olearie del territorio. Da qui nasce la prima Dop italiana legata all’olio extravergine. Nel 1971 l’azienda si arricchisce del frantoio e realizza la prima molitura. L'Olio Extravergine di Brisighella nel 2022, è il Miglior olio Dop nella Oli d’Italia. Il Brisighella è olio molto pregiato - competitivo ed eco-sostenibile - di qualità superiore ed estratto a freddo, è ricco di polifenoli ed antiossidanti dalle caratteristiche esclusive e riconoscibili. Il prodotto è gestito dal Consorzio che ha per scopo la tutela, la promozione e la valorizzazione, nonché l’informazione del consumatore e la cura personale degli interessi relativi alla denominazione.

Quest’anno, per le note vicende climatiche, la resa è “ridicola” ma la qualità ottima” – afferma Cristina Tedesco, responsabile della rete commerciale della cooperativa CAB Terra di Brisighella accompagnandoci alla degustazione per l’analisi sensoriale (visiva, olfattiva e gustativa): assaggiamo l’olio lasciando che scorra su tutto il palato e pratichiamo lo “strippaggio” (si fa entrare l’aria in bocca tenendo i denti stretti). In questo modo il liquido si ossida e aderisce meglio alle papille gustative. Proviamo ad individuarne le caratteristiche mentre teniamo il bicchierino di vetro blu scuro stretto nel palmo nella mano, per mantenere la temperatura. Colore: verde smeraldo con riflessi dorati; odore: fruttato di oliva, si integra con le note di erba appena tagliata e pomodoro; l’aroma è intenso e delicato, ricorda il carciofino verde; le note dolci, amare e piccanti sono presenti in misura equilibrata e armonica. Sapore: sensazioni medio-intense sia di amaro che di piccante; acidità massima: (senza poterla valutare in termini tecnici) al gusto, mediamente acida; in definitiva ci pare ottimo olio il cui destino è finire nel condimento di pietanze ricercate, molto adatto su pesce, carne e selvaggina, ma anche su una onesta fetta di pane tiepida…

   

Pranzo e tour a Faenza, ospiti della famiglia TreRè: siamo in un agriturismo che è una moderna azienda vinicola, che persegue costantemente la qualità. Seguendo rigidamente le regole degli agriturismi, garantisce agli ospiti prodotti nati in loco o in aziende romagnole (comunque marchiati Dop o IGP). Si mangia nei locali interni ricavati dalla vecchia stalla, nel bellissimo patio e, nei mesi più caldi, anche nel giardino esterno. Il menù – seguendo il susseguirsi delle stagioni – cambia frequentemente, quasi di mese in mese. Da TreRè cercano di offrire varie scelte per ogni singola portata, curando molto la sostanza e l’aspetto, con l’obiettivo di recuperare le antiche ricette della tradizione culinaria locale. Fiore all’occhiello è la cantina, che viene da cinquant’anni di storia e grande passione per la vite che oggi fa imbottigliare i vini espressione del territorio per esportarli in tutto il mondo… Il più famoso è il “Sanzve’s” il Sangiovese di Romagna, vino schietto, esuberante, robusto e ospitale, allo stesso tempo aspro, sincero e delicato e che, secondo Massimiliano Fabbri (figlio della titolare) rappresenta il sangue e il carattere della gente di Romagna. Menù tipico: antipasti con salumi della zona, piadina e formaggi locali; primi “romagnoli” con pasta fatta a mano e secondi con tagliate di manzo e grigliate miste di carne; per i vegetariani, nessun problema: lasagne di verdure, ortaggi di stagione e friggione. Non mancano i dolci della tradizione.

 

 

Questo press tour ha fatto parte delle azioni previste dal Progetto di marketing territoriale e promozione integrata del territorio a cura del Gal-L’Altra Romagna e Visit Romagna denominato Romagna Autentica. L’iniziativa realizzata con l’ausilio di alcuni professionisti della comunicazione di tutta Italia, ha puntato a potenziare in chiave turistica, la valorizzazione delle aree interne di competenza del GAL-L’altra Romagna, comprensive di 25 Comuni e 8 vallate – Bidente, Lamone, Montone, Rabbi, Rubicone, Savio, Senio, Tramazzo – è stato finanziato con i fondi del piano di sviluppo rurale.

Come in tutti questi press tour, a cose fatte, si ringrazia chi ha reso possibile l’evento, chi si è adoperato per risolvere i non pochi grattacapi incontrati; si ringraziano le Aziende che hanno offerto l’ospitalità, i produttori di eccellenze e i colleghi (dal più esperto della comitiva, alla coppia di friulani, fino alla un po' sdegnosa signorina bolognese).  GfL

 


Sagra della Ciuìga: a San Lorenzo Dorsino l’evento dedicato all’insaccato Slow Food

L’appuntamento è dal 31 ottobre al 3 novembre, tra degustazioni, spettacoli, stand di prodotti tipici, menù a tema e musica. A inaugurare il calendario, la cena di anteprima con lo chef stellato Alessandro Bellingeri.

Il territorio di Dolomiti Paganella si prepara a celebrare la Sagra della Ciuìga, un salame unico in Italia, oggi diventato presidio Slow Food, che viene preparato esclusivamente nell’area di San Lorenzo Dorsino secondo una tradizione che risale al tardo Ottocento e che unisce abilmente la carne suina alle rape. L’appuntamento è dal dal 31 ottobre al 3 novembre tra i vicoli, nelle cantine e sotto i caratteristici vòlt di San Lorenzo.

Ad arricchire la manifestazione degustazioni, spettacoli, stand di artigianato e prodotti tipici trentini e locande gastronomiche gestite dalle associazioni di volontariato locale. Non mancheranno inoltre musica itinerante, sfiziosi menù a tema proposti dai ristoranti e passeggiate naturalistiche e culturali. Un’occasione speciale non solo per farsi conquistare dai sapori della tradizione contadina, quindi, ma anche per scoprire gli angoli più antichi di San Lorenzo, oltre che gli affascinanti colori dell’autunno.

A dare ufficialmente il via alle celebrazioni, sabato 2 novembre, sarà il “Taglio della Ciuìga”, la cerimonia di inaugurazione arricchita con le musiche e i suoni della Banda Sociale di Storo. Di seguito gli altri appuntamenti in programma.

Gli eventi speciali: tra chef stellati, autori e foliage

A inaugurare il calendario della Sagra della Ciuìga, sabato 26 ottobre, uno speciale evento di anteprima al Ristorante Beohotel: “A cena con una stella: il territorio in tavola”, un’esperienza gastronomica con lo chef stellato Alessandro Bellingeri che accompagnerà alla scoperta di piatti contemporanei, creativi ed eleganti, che passano il confine della classica cucina di montagna.

Giovedì 31 ottobre, si terrà invece il talk “A ciascuno il proprio Dio” con lo scrittore Francesco Vidotto. Autore di numerosi romanzi e scrittore di libri di montagna, Vidotto presenterà la sua più recente pubblicazione, in cui racconta la sua personale storia di ritorno alle cime. Una serata di riflessione, moderata dalla giornalista Fausta Slanzi, sull’importanza della presa di conoscenza di sé, della propria natura e dei propri valori.

 

 

Domenica 3 novembre doppio appuntamento speciale con “Slow Food in sagra”. Nel corso della mattinata, lo chef Paolo Betti, membro dell’Alleanza Slow Food Cuochi, accompagnerà in un viaggio culinario alla scoperta della versatilità in cucina della Ciuìga del Banale, tra assaggi dell’insaccato protagonista della sagra e di altri Presidi Slow Food del Trentino, accompagnati da vini dei Produttori Associazione Giudicarie in Bottiglia. Nel pomeriggio, invece, è il turno del Laboratorio del Gusto: un percorso di degustazione — tra formaggi, mieli, vino e altre produzioni delle Terre Alte — per conoscere saperi e sapori del territorio alpino e delle comunità di agricoltori e allevatori che lo tengono vivo. L’evento è a cura di Slow Food Trentino, con Marta Villa e Tommaso Martini.

 

 

Dolomiti Wine Experience: viaggio nel mondo del vino

La Sagra della Ciuìga incontra le cantine della Piana Rotaliana Königsberg con l’evento Dolomiti Wine Experience, pensato per accompagnare curiosi e appassionati alla scoperta di alcuni dei vini più celebri del territorio. Si parte venerdì 1 novembre con la cantina Rotari Mezzacorona, che, fondata nel 1904, è oggi una delle più dinamiche e moderne realtà dell’enologia trentina. Sabato 2 novembre è il turno di Cantina Villa Piccola, con i suoi preziosi vini che portano con sé i sentori e gli odori della piana, e con Maso Grener di Pressano, figlio di un territorio pregiato, capace di dare vini ricchi di carattere e longevità. Il 3 novembre, chiude le danze Cantina De Vigili, con i suoi prodotti che uniscono un’antica tradizione alla capacità di guardare al futuro.

 

La Ciuìga dei Balocchi: gli eventi per i bambini

La Sagra della Ciuìga è un evento dedicato anche ai più piccoli, tra spettacoli e laboratori dedicati organizzati in collaborazione con l’Associazione Noi Oratorio San Lorenzo. Tra i tanti il teatrino giapponese “I racconti del Kamishibai: gli animali della montagna” e lo spettacolo di burattini “Carciofonzola, quando l’amore vince”, entrambi in scena venerdì 1 novembre, ma anche il laboratorio manuale “Spaventapasseri siamo noi”, lo spettacolo dedicato ai racconti popolari “Uno, due, tre…Bandus!” e il teatro dei burattini “Cappuccetto Rosso”, tutti in programma per sabato 2. Domenica 3 novembre, infine, appuntamento con il laboratorio manuale “Case, casette e casotte del borgo” e con “Circenshow”, lo spettacolo con sketch di giocoleria, per far divertire grandi e piccini; entrambi verranno riproposti il 5 novembre.

Sabato 2 e domenica 3, l’appuntamento è con “Fantaborgo”, iniziativa che permette ai più piccoli di vivere avventure a contatto con gli animali e la natura, tra giri in sella agli asinelli, laboratori creativi e giochi di una volta.

Sagra in musica: gli appuntamenti musicali

Tutti i giorni, dal 31 ottobre al 2 novembre, le vie di San Lorenzo si riempiranno di musica dal vivo e intrattenimento. A questo, dal 1 al 3 novembre, si affiancheranno le esibizioni dei suonatori e danzatori viandanti per le strade del paese e gli appuntamenti di “Sagra in musica”. Il 2 novembre si parte con il concerto itinerante del Coro Canta Bont, il giorno successivo è invece il turno del concerto del coro alpino femminile di Gardolo “Signore delle Cime” e del concerto itinerante del Coro Voci Giudicariesi accompagnato dal Gruppo Musicale Artesòn.

Appuntamento speciale è quello di sabato 2 novembre con la Santa Messa nella Chiesa di San Lorenzo, animata per l’occasione dal coro di Liederkranz Marbach am Neckar, dal coro Cima d’Ambiez di San Lorenzo Dorsino e da quello Parrocchiale di San Lorenzo in Banale.

 

Passeggiate ed escursioni: l’autunno tra natura e cultura

Nel corso dell’evento non mancheranno le passeggiate alla scoperta del territorio. Si comincia venerdì 1 novembre con “Borgo con vista: la camminata dei belvedere”: una facile escursione con le guide locali tra la Villa di Berghi e il Dòs Beo, con la sua vista a picco sulla valle del Bondai colorata d’autunno e sui tetti di San Lorenzo Dorsino; l’appuntamento si ripeterà anche sabato 2 e domenica 3 novembre.

Per chi vuole immergersi nei colori della stagione, sabato 2 e domenica 3 novembre c’è inoltre “La passeggiata del foliage”, un’escursione in compagnia delle guide locali tra le antiche ville di Moline e Deggia per assistere al variopinto spettacolo del foliage e scoprire e fotografare la casetta che ogni stagione cambia colore (7 chilometri, 350 metri di dislivello). Negli stessi giorni, l’appuntamento è anche con “Borgo a due facce: tra sacro e profano”: la facile escursione, sempre in compagnia di guide locali, alla scoperta di Pergnano, Senaso e Dolaso per conoscere le storie di vita contadina e di devozione religiosa, tra chiese affrescate, dimore rurali e l’antico affumicatoio della Ciuìga.

Per chi cerca un’esperienza interamente dedicata a un’immersione nella natura, il 2 novembre l’appuntamento è invece al Parco del Respiro di Fai della Paganella con “Forest Bathing in Ri-Cognizione”: la passeggiata che unisce le tecniche dell’Orienteering sportivo con i principi del Clean Space, pratica di crescita personale outdoor. A questo seguirà, nel pomeriggio, “Autunno, castagne e vino!”, un'escursione di media difficoltà — adatta anche a famiglie con bimbi che camminano — durante la quale si salirà in Paganella attraverso il bosco, in una cornice dai mille colori autunnali e con una vista splendida sulla valle dell’Adige e del Lagorai. Per finire, castagne arrosto, vino e succo di mela caldo.

Il programma completo della Sagra della Ciuìga, con tutte le location, gli orari e i menù dei ristoranti e dei locali che aderiscono all’iniziativa sono disponibili sul sito di San Lorenzo Dorsino. Sabato 2 e domenica 3 novembre sarà inoltre attivo il “Trenino della Sagra”: un collegamento continuo dal Centro Sportivo Promeghin, dove lasciare la macchina, al cuore della manifestazione. Il servizio è gratuito.

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Chi è Dolomiti Paganella
DOLOMITI PAGANELLA: un territorio che nel suo piccolo racchiude la sorprendente natura del Trentino e offre indimenticabili esperienze in ogni momento dell'anno! In pochi minuti dall'uscita dell'autostrada si è già catturati da un ambiente di rara bellezza: le Dolomiti di Brenta che si specchiano nelle acque cristalline dei laghi di Molveno e Nembia, la Paganella che regala la vista più bella del Trentino a trekkers e sciatori, uno dei Borghi più belli d'Italia e ancora il Parco del Respiro, l'area faunistica, casa dei grandi carnivori delle Alpi e i caratteristici vigneti e meleti della Piana Rotaliana. 400 km di percorsi bike, innumerevoli sentieri per gli amanti del trekking, 40 parchi giochi, fattorie didattiche e sentieri tematici tra ampi prati e boschi, 50 km di piste da sci ampie e soleggiate, 1500 specie di piante, 125 strutture ricettive, 22 rifugi, oltre 40 cantine ed aziende agricole e ben 8.000 camosci che vivono nel Parco Naturale Adamello Brenta. L'Azienda per il Turismo Dolomiti Paganella, inoltre, è la prima in Italia e una delle prime in Europa a essere diventata una Società benefit per promuovere non solo le ricchezze e le bellezze del territorio, ma anche un nuovo modello di turismo all'insegna della sostenibilità e dell'attenzione verso la comunità residente.

 

 


Grandi Vini: Amarone della Valpolicella DOCG di Cantina Illasi


Cantina CADIS 1898: un sogno condiviso

La viticoltura è da sempre il risultato di tante “piccole storie” fatte da popolazioni che hanno conservato le più antiche tradizioni, un mosaico composto da comunità, valli e colline, memorie e culture che la storia ha consolidato nel tempo.Nella grande realtà del gruppo vitivinicolo CADIS 1898 ogni calice è il frutto di un sogno condiviso, di un appassionato lavoro di squadra, di un’esperienza affinata nel tempo.

Cantina CADIS 1898: le Cantine

Grazie ad un sistema di selezione delle uve all’avanguardia, CADIS 1898 oggi è in grado di differenziare la produzione per soddisfare al meglio un mercato sempre più esigente e complesso, offrendo un ventaglio che spazia dai vini per tutti i giorni, ai grandi vini destinati ai ristoranti, alle enoteche e ai wine bar più prestigiosi sia in Italia che nel resto del mondo.

 

 

 

 

 

Cantina CADIS 1898: i Brand

A completamento delle produzioni squisitamente delle Cantine del territorio, il gruppo Cadis 1898 produce e commercializza, con questi brand, un’ampia gamma di vini veneti, spumanti metodo charmat e metodo classico dal sapore internazionale e cosmopolita.

 

 

 

Amarone della Valpolicella DOCG di Cantina Illasi

Nato dalla paziente selezione delle uve Corvina, Corvinone e Rondinella, raccolte a mano sulle colline della Valpolicella, l'Amarone della Valpolicella DOCG di Cantina di Illasi è un vino pregiato che incarna l'essenza della tradizione vitivinicola veronese.

Questo percorso produttivo affonda le radici nel passato e prevede un attento appassimento delle uve sui graticci per circa tre mesi, un processo che concentra gli aromi e gli zuccheri, donando al vino una complessità e una profondità uniche. Successivamente, il mosto ottenuto viene fatto fermentare e maturare in botti di rovere per 24 mesi, acquisendo così la sua caratteristica struttura e rotondità.

Il risultato è un vino dal colore rosso rubino intenso, con riflessi granati, che al naso rivela un bouquet aromatico ricco e complesso: intense note fruttate di ciliegia, amarena e frutti di bosco si

intrecciano con piacevoli sfumature speziate e di cioccolato.

Frutto del lavoro appassionato di oltre 370 soci, l'Amarone della Valpolicella DOCG prodotto dalla Cantina di Illasi rappresenta un'eccellenza del territorio. La cantina, da sempre punto di

riferimento per la produzione di vini di qualità, ha saputo valorizzare al meglio il potenziale di queste uve autoctone, dando vita a un Amarone dalla personalità inconfondibile:
Formato: 750 ml; Alcool: 14.5%; Prezzo consigliato: 22.90€

 

 

Viale della Vittoria, 128 Soave (VR)
Tel: +39 045 6139811
ORARIO lunedì – venerdì
8.00 – 12.30 / 14.00 – 18.00
www.cadis1898.it


Spaghetti alla carbonara o polenta con salsiccia: pranzo da dieta? Sì, se lo prepara Chiara Manzi di “Cucina Evolution”!

L’autunno è entrato di prepotenza: temperature abbassate e pioggia… (tanta, troppa, meglio non parlarne…). Per gratificarsi, cosa c’è meglio di un bel piatto gustoso a pranzo? Ma sempre tenendo d’occhio la salute, dobbiamo trattenerci un po’: allora invece di un buon primo che in genere accontenta la gola, ma ha troppe calorie, spesso si propende per un appetitoso secondo col contorno. Ma ancora per non rischiare di aumentare il giro vita, dovremmo trattenerci e scegliere la classica “fettina e insalata” (mah). E se invece facessimo impazzire le nostre papille gustative appagando i sensi con una succulenta “carbonara” o una “polenta funghi e salsiccia”? Certo la soddisfazione sarebbe grande, ma poi, l’abbiocco dopo pranzo? E il senso di colpa? Niente di tutto questo, parola di Chiara Manzi che con il suo “Benessere in cucina” accontenta il palato e la bilancia!

La dottoressa Chiara Manzi, è nutrizionista che da anni, lavora insieme a grandi chef e pasticcieri italiani e non, per riformulare i piatti più golosi della nostra tradizione culinaria, seguendo le evidenze scientifiche della “nutrizione Antiaging” con il suo metodo scientifico “Cucina Evolution” applica la medicina culinaria a quella tradizionale italiana. Anziché sostenere diete che costringono ad evitare i cibi che amiamo, con questo sistema si possono cucinare ricette golose e salutari nel modo corretto. Un esempio? Un bel piatto di “spaghetti alla carbonara”: degustati personalmente nella versione di Chiara Manzi, hanno “gusto identico” a quello della ricetta romana originale, ma con meno di 100 kcal in totale! Gli “originali”, arrotolati alla forchetta, con la loro cremina di tuorli di uova, Pecorino romano e pepe nero, arricchiti di guanciale e spolverata finale ancora di Pecorino, fanno impazzire chiunque, ma danno in media 565 kcal (con 25 grammi di proteine, 79 gr di grassi). La versione “Chiara Manzi”, prevede la salsa fatta con un solo tuorlo d’uovo (sufficiente per condire due piatti di carbonara) a cui si aggiungono 20gr dell’acqua che sta per bollire e dove si buttano giù gli spaghetti (circa una tazzina da caffè) e con un minipimer si monta l’uovo; quando si gonfia e diventa soffice, si aggiungono 12 gr di “inulina Excellence Antiaging” che è la fibra che abbassa l’indice glicemico, ma soprattutto che dà la consistenza cremosa tipica del piatto originale, senza aggiungere calorie, anzi apportando fibre prebiotiche che fanno molto bene all’organismo (specie al sistema immunitario e a capelli e unghie). Montiamo ancora un pochino il tutto finché la salsa diventi densa, poi si aggiunge un pizzico di curcuma (che dà anche colore al sugo) e pepe nero, connubio che blocca la formazione di cellule grasse (…). Adesso si prende il guanciale e si sistema su carta assorbente nel microonde per un paio di minuti affinché diventi bello croccantino e si sciolga gran parte del grasso e si taglia fino fino; si “micrograttugia” il Pecorino che così prende molto volume (20gr riempiono un piattino da frutta). A questo punto si mette metà del guanciale e un po’ di pepe nero in una padella antiaderente, subito sopra la pasta appena scolata con un po’ di acqua di cottura e si salta tutto fino a quando non si assorbe l’acqua; si aggiunge la salsa cremosa montata, dopo avere spento il fuoco e il Pecorino e il guanciale rimasti… Uno spettacolo (a sole 100 kcal) provare per credere!

E già che ci siamo, prendiamo in considerazione anche “polenta funghi e salsiccia” piatto che ha meno calorie e più proteine di 100 grammi di “riso venere” condito con un cucchiaio di olio… (incredibile ma vero!): le parole d’ordine sono sempre: dosare, abbinare e cucinare nel modo corretto, qualsiasi cibo può diventare salutare compresi quelli che nell’immaginario collettivo sono pesanti, ipercalorici e indigeribili…
Intanto si soffriggono 400gr di funghetti in un cucchiaio di olio di oliva, spicchio d’aglio e prezzemolo e a parte si prepara la polenta (100 gr di farina di mais in acqua con 1gr di sale iodato) che può essere anche quella “veloce”; nel mentre si prepara la salsiccia (100gr meglio se artigianale, naturale e senza conservanti) sempre sistemata su carta assorbente (senza la pelle) e messa in microonde un paio di minuti per fare sciogliere il grasso (che resta nella carta) e renderla leggermente croccante. Frattanto si dispone la polenta a specchio nel piatto e si sistemano sopra i funghetti rosolati e ancora sopra, la salsiccia… La ricetta è pronta in pochi minuti ed è più salubre che mai, perché l’abbinamento tra funghi e farina di mais, abbassa l’indice glicemico e la salsiccia sgrassata, ha poche calorie. Un piatto goloso gradito a tutti che si mangia con gusto specie se preparato come suggerisce Chiara Manzi - nutrizionista e fondatrice della sua “Art joins Nurition Academy” - la strada più breve ed efficace per un vero “Benessere in cucina” vivendo felici, contenti e… sempre sani!

 

     

Per dubbi, chiarimenti e consigli,
i collaboratori di Chiara Manzi
rispondono al numero 0521 1640539
dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18
www.chiaramanzi.it


Sostenibilità nei ristoranti: le nuove pratiche per un futuro più verde

Negli ultimi anni, l'attenzione verso la sostenibilità è diventata una priorità anche nel settore della ristorazione. Ristoranti di ogni tipo stanno adottando misure per ridurre l'impatto ambientale e migliorare l'efficienza energetica. Questo cambiamento non solo risponde alla crescente consapevolezza dei consumatori, ma rappresenta anche una necessità per ridurre i costi operativi e ottimizzare le risorse. La sostenibilità in cucina passa attraverso diverse iniziative che toccano la gestione dei rifiuti, l'utilizzo di energie rinnovabili e il controllo intelligente degli sprechi.

Ridurre gli sprechi
Uno dei primi aspetti su cui i ristoratori si stanno concentrando è la riduzione degli sprechi alimentari. Il cibo non utilizzato rappresenta una delle principali fonti di impatto ambientale nel settore, sia per la produzione sia per lo smaltimento. Sempre più locali adottano politiche di recupero degli alimenti, donando l’eccesso a enti benefici o trasformandolo in compost. Inoltre, molti stanno sviluppando menù più snelli, con piatti che ottimizzano l’uso degli ingredienti disponibili, riducendo la necessità di scorte eccessive che potrebbero andare sprecate. Questa nuova attenzione verso il cibo sostenibile coinvolge anche la scelta di fornitori locali, riducendo le emissioni legate al trasporto degli ingredienti.

Risparmio energetico
Un altro elemento chiave è il risparmio energetico, che passa attraverso l'adozione di tecnologie più efficienti. I ristoranti moderni stanno aggiornando le loro attrezzature, optando per elettrodomestici di classe energetica avanzata. Forni, frigoriferi e lavastoviglie di ultima generazione permettono di consumare meno energia e ridurre le emissioni di gas serra. Alcuni locali hanno anche introdotto sistemi di monitoraggio dei consumi, che permettono di identificare picchi di utilizzo e correggere eventuali sprechi. In questo contesto, dunque, la domotica, come approfondito anche in questa pagina informativa dedicata, rappresenta un’innovazione in grado di giocare un ruolo fondamentale. Oltre a controllare e ottimizzare l'uso degli elettrodomestici in tempo reale riducendo ulteriormente l'impatto ambientale, quest’ultima sta rivoluzionando il mondo della ristorazione, migliorando l'esperienza complessiva dei clienti e permettendo di gestire in modo intelligente illuminazione, temperatura e sicurezza.

Energie rinnovabili per i ristoranti
L'adozione di energie rinnovabili è un’altra tendenza in crescita. Sempre più ristoranti stanno installando pannelli solari o turbine eoliche per alimentare parte delle loro operazioni, contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO2. Questi impianti, anche se richiedono un investimento iniziale significativo, rappresentano una soluzione a lungo termine per ridurre i costi energetici. Inoltre, alcune strutture stanno sperimentando l'utilizzo di biogas prodotto dai rifiuti alimentari, chiudendo così il cerchio della sostenibilità e trasformando i rifiuti in risorsa preziosa.

Gestione efficiente dell'acqua
La gestione dell'acqua è un altro aspetto fondamentale nella sostenibilità dei ristoranti. L'acqua è un elemento critico per molte attività quotidiane, dalla preparazione dei cibi alla pulizia delle stoviglie. L'installazione di sistemi che monitorano e ottimizzano l'uso dell'acqua, insieme a dispositivi che riducono lo spreco come i rubinetti a risparmio idrico, sta diventando una pratica comune. Anche la raccolta e il riutilizzo delle acque piovane per le attività non alimentari è un'opzione che molti stanno esplorando.

Packaging ecologico e coinvolgimento dei clienti
Infine, la sostenibilità nei ristoranti non riguarda solo la gestione delle risorse, ma anche l'esperienza dei clienti. Molti locali hanno introdotto packaging riutilizzabili per il take-away e il delivery, riducendo l'uso della plastica monouso. Inoltre, alcuni ristoranti stanno incentivando i clienti a portare i propri contenitori, offrendo sconti o altri vantaggi per chi adotta pratiche più ecologiche. Questo approccio coinvolge attivamente il consumatore nella riduzione dell'impatto ambientale, rendendo la sostenibilità una scelta condivisa.

 


Il Salone Nautico di Bologna, pur senza mare… è davvero un’importante manifestazione di settore!

Il Salone Nautico di Bologna, è a carattere internazionale e non ha niente da invidiare alle più blasonate esposizioni, che sì, godono di più notorietà perché eventi che si susseguono da anni e che in molti casi dispongono anche di banchine attrezzate dove le imbarcazioni sono proprio ormeggiate e da dove si può partire per effettuare le “prove in mare”, ma il Salone bolognese - evento solo espositivo - ha una valenza diversa: è stato voluto, pensato, organizzato e realizzato – da BolognaFiere Spa in collaborazione con SNIDI e pure Trenitalia         per fare conoscere ad una platea più interessata l’intera filiera della cantieristica d’imbarcazioni comprese tra i 5 e 18 metri… compresi produttori di accessori, rivenditori di motori marini e tutto il mondo dei relativi servizi, dunque un pubblico che non è quello del Nauticsud di Napoli, del Sottocosta di Pescara, dei vari “Nautico” di Puglia, Roma, Venezia e, ovviamente di Genova… ma, gli addetti ai lavori, sanno bene che è un pubblico scelto, interessato a quella che è la fetta di mercato dove si vende e si compra di più… E ciò, gli esperti l’hanno già valutato, visto che questo Salone ha ottenuto importanti riconoscimenti, come il “Blue Award”… (se è poco…). In questa quarta edizione, inaugurata il 12 ottobre e in corso di svolgimento fino a domenica 20 p.v. – con tutti i numeri progressivamente sempre in crescere dal 2021 – nei suoi padiglioni, in bella mostra, cantieri con imbarcazioni di tutti i tipi: unità da diporto, per scopi sportivi o ricreativi, natanti con lunghezza pari o inferiore ai 10 mt. e imbarcazioni di lunghezza compresa tra i 10 e i 18 mt. con scafi “plananti” e “dislocanti” (e relativi “semi”…) e tra loro espongono cantieri che non sempre si vedono nei saloni più importanti.

Tra tutti, non mancano motoscafi e cabinati e non (gozzi, pilotine) gommoni (anche con chiglia rigida, con cabina, con motori fuoribordo e pure con propulsore elettrico) lance (tutte aperte) bowrider (barca Runabout con timone disassato e da sei a dieci posti a sedere a prua) poi cruiser (cabinati da crociera) e cabin-cruiser (fuoribordo o entrobordo di piccole dimensioni con una cabina) Fisherman (per pesca di alto livello) Walkaround (con cabina e prendisole di prua e abitabilità del pozzetto di poppa) Trawler (per crociere di piccolo cabotaggio e che punta tutto sulla comodità) barche da pesca sportiva e pure qualche moto d'acqua
e una deliziosa “imbarcazioncina” che fa il verso all’auto Fiat 500tutte da qualsiasi prezzo - dai 15 mila euro in su (fino anche quelle da diverse centinaia di migliaia di euro…) – di lusso o spartane, con motori termici e/o elettrici, entrobordo o fuoribordo, scafi con uno o più motori, anche a elica subacquea che utilizzano la proiezione dell’acqua per avanzare (ovviamente non mancano quelle a remi…).

Dunque assistiamo ad una manifestazione che sta raccogliendo successo di pubblico mentre promuove la piccola e media nautica italiana da diporto sui mercati nazionale ed internazionale, che si trova almeno ad un’ora dal mare più vicino… ma che non si può dire – a pieno titolo – che non sia davvero un’importante manifestazione!

 


Piazza della Costituzione 4B Bologna BO
Orari:
Apre alle ore 10
Tel.: +39 324 549 0948
www.salonenauticobologna.it


SNIDI
Saloni Nautici Internazionali d'Italia Srl
Via dell’Arcoveggio 49/5 Bologna BO
Segreteria
Tel.: +39 324 549 0948
info@salonenauticobologna.it

BolognaFiere S.p.A.
Viale della Fiera, 20
Bologna BO Italy
Tel. +39 051 282111
Fax. +39 051 6374004
www.bolognafiere.it

 

(articolo a cura di Cristina Maccaferri)


Per Borghi d'Europa, Gorizia è cerniera d'Europa

Gorizia si trova all'estrema periferia orientale della pianura friulana  alle pendici del Carso, altopiano delle Alpi Giulie. E’ stata sempre considerata città di confine (spostato più volte prima e dopo la seconda guerra mondiale) ma oggi sta riscoprendo sempre più la sua funzione di contatto, fra Paesi che in realtà sono sempre stati divisi solo da ragioni politiche.
Oggi, essendo stata nominata, assieme alla gemella slovena Nova Gorica e alla tedesca Chemnitz, Città della Cultura 2025, essa si appresta a rivendicare questo suo ruolo di contatto fra popolazioni a lungo divise solo da ragioni di politica internazionali.
Anche sul piano agricolo la zona sembra voler sottolineare questa sua funzione di contatto con altre terre, italiane e non, riscoprendo e potenziando la cultura delle ciliegie e delle olive senza dimenticare naturalmente la produzione di vini di alta qualità, riconosciuta dal conferimento della “DOC Collio Goriziano

'IL CAMMINO delle IDENTITÀ' di Borghi d'Europa, nel tempo di GO25, Capitale Europea della Cultura Nova Gorica-Gorizia 2025

La rete internazionale Borghi d'Europa ha sviluppato negli ultimi anni molte iniziative di informazione dedicate alle Terre di Confine, sostenendo però la necessità di un superamento di questa ottica parziale.
Da una parte Nova Gorica, costruita da zero all'indomani della seconda guerra mondiale, una volta tracciato il confine divisivo tra Italia e Slovenia. Dall'altra Gorizia, centro culturale, amministrativo ed economico con una storia molto più antica. GO! Borderless incarna l'obiettivo di far risuonare all'unisono il patrimonio di una città modernista con l'eredità di una città millenaria. L'obiettivo di superare i loro confini, in un percorso di riconciliazione.
Per realizzarlo, il primo passo è stato sviluppare una strategia transfrontaliera innovativa, uno spiccato senso di coesione e uno sforzo comune di comunicazione. Tra due Paesi, due città e molte persone. GO! 2025 supera le barriere fisiche e culturali tra le nostre società, a dimostrazione che una governance transfrontaliera impatta positivamente sulla crescita delle periferie europee, tasselli irrinunciabili nel mosaico dell'Unione.Il programma culturale e artistico di GO! 2025 è il risultato di questa mission, con progetti unici che vanno oltre i confini e oltre l'ordinario (https://www.go2025.eu/it/chi-siamo-capitale-europea-della-cultura)

Sono ormai cinque anni che il progetto “L'Europa delle scienze e della cultura”, patrocinato da IAI (Iniziativa Adriatico Ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione Adriatico Ionica), propone dei Percorsi del Buon e Bello Vivere, proprio su questi temi.
Prendendo lo spunto da GO25, Capitale europea della cultura Nova Gorica-Gorizia 2025, Borghi d'Europa ha infatti deciso di realizzare un grande cammino di scoperta degli inediti del buon e bello vivere, chiedendo ai giornalisti e ai comunicatori del progetto "Borghi d'Europa” una collaborazione con questa azione, che si svolge in collaborazione con il Parlamento Europeo. Tale collaborazione consiste:

  • Nel visitare le comunità italiane e slovene
  • Nell’intervistare i protagonisti silenziosi delle diverse filiere produttive con un approccio multimediale, rispettoso della pluralità delle culture
  • Nel presentare i protocolli informativi raccolti nel prossimo appuntamento di Milano per un incontro di informazione a più voci
  • Nell’ “incrociare” le storie raccolte con le storie di altri borghi italiani ed europei inseriti nella rete internazionale di Borghi d'Europa

Il Format del Cammino prevede visite in tutti i Comuni del goriziano, nelle comunità slovene di Nova Gorica e dintorni e l'attivazione di rapporti con le iniziative di 'Torviscosa, i borghi e le città di Fondazione' e del Percorso d'informazione 2025 che si svolgerà a Cervignano del Friuli.

 

borghideuropa.eu

 

(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)


Doppio appuntamento per “Margherita”: con “ProPizza” alla conquista di Europa e Usa

L’azienda veneta consolida il proprio posizionamento con la presenza al SIAL di Parigi e al PLMA di Chicago, portando agli operatori del circuito internazionale una pizza buona come quella della pizzeria e una gamma di prodotti che copre ogni occasione di consumo. Dunque tutto il piacere della pizza buona come in pizzeria, si può gustare comodamente a casa, insieme a una ricca gamma di prodotti (a base pizza) per soddisfare qualsiasi occasione di consumo. Nel dinamico mondo della pizza surgelata e del bakery, Margherita srl, l’azienda di Fregona (TV) che può definirsi la più grande pizzeria d’Italia per la produzione rigorosamente artigianale, sarà protagonista di una doppia partecipazione fieristica internazionale: alla 60° edizione del SIAL di Parigi (Hall 5A Stand K106) dal 19 al 23 ottobre e successivamente al PLMA 2024 di Chicago (Italian Pavilion – Stand 1846) dal 17 al 19 novembre p.v.

Conosciuta a livello internazionale per la straordinaria qualità dei suoi prodotti, il focus principale dell'azienda è la produzione di pizze e snack refrigerati e surgelati che hanno conquistato il palato dei consumatori in Italia e in Europa, grazie a una pizza buona come quella di pizzeria. Un risultato frutto di un processo di preparazione interamente artigianale. L'impasto viene lavorato con cura e maestria, tirato e condito a mano, senza l'ausilio di processi automatici. Questo metodo garantisce la preservazione della struttura dell'impasto e una qualità superiore, data dalla maggiore idratazione e grande digeribilità che si distingue nettamente sul mercato. Anche l’abbondante farcitura trasforma ogni assaggio in un’esplosione di gusto e un tuffo nei sapori autentici della vera pizza italiana.

Una dedizione all’arte bianca premiata da insegne e consumatori di tutto il mondo per unagamma di prodotti ad alto contenuto di servizio in fascia premium che soddisfa primari rivenditori internazionali, rifornendo quotidianamente categorie congelate e refrigerate, con una soluzione da congelata a fresca che dalle pizze agli snack, fino al segmento bake-off. Dalle proposte classiche a quelle gourmet, non mancano anche le ricette su misura, grazie alla presenza di un Food Innovation Lab capace di sviluppare e testare nuovi prodotti e concetti attraverso lo scambio di esperienze da diversi mercati. Nascono così anche prodotti di marca e private label confezionate in tutti i tipi di packaging, sulla base delle esigenze dei diversi mercati Retail e Food Service.

Margherita si conferma il player di riferimento anche con l’innovazione derivante dalla collaborazione strategica e dell’unione di know-how, tecnologia e capacità produttiva tra l’azienda e ProPizza, leader di qualità nei prodotti pinsa, focaccia e basi per pizza, ampliando la propria gamma, completando così la propria offerta nella categoria della pizza surgelata premium.
Nasce così un nuovo format di pizza gourmet, nato da un'attenta ricerca e innovazione culinaria, rispondendo alle esigenze di praticità, ma capace di sorprendere i veri pizza-lovers per qualità e gusto.
Grazie al processo di lievitazione di 48 ore combinato ad un livello di idratazione dell’80%, la pinsa e le basi pizza garantiscono una leggerezza non comune, esaltando anche la croccantezza della crosta. L’impasto si distingue visivamente per la sua struttura ricca di alveoli che all’assaggio sprigionano i profumi conferiti dalla selezione di farine pregiate.

Il connubio tra Margherita srl e ProPizza presenta così un nuovo modo di apprezzare la pizza: meno tradizionale, più innovativo, sempre delizioso, una festa di sapori che rende omaggio alla qualità superiore dei suoi componenti, per un'esperienza da vivere e condividere. Affiancando l’apprezzata gamma “Metodo Doppia Lievitazione”, l’ampliamento di gamma arricchisce e diversifica l’offerta gourmet di Margherita srl, trovando una nuova espressione che unisce tradizione e innovazione, artigianalità e tecnologia.  La scelta di operare con ProPizza nasce dalla condivisione di caratteristiche distintive di ogni referenza, come l’utilizzo d’ingredienti scelti, l’accuratezza e l’artigianalità della lavorazione, il rispetto della tradizione, con l’obiettivo di realizzare nuovi formati e prodotti pienamente rispondenti alle più recenti ed esigenti richieste dei consumatori.

La partecipazione al SIAL di Parigi e al PLMA di Chicago rappresenta per Margherita Srl una straordinaria opportunità di affermare la propria presenza sui mercati internazionali. Non è, infatti, solo un'azienda, ma una realtà unica, caratterizzata da oltre 400 persone, impegnate a garantire l'eccellenza in ogni fase della produzione. In collaborazione con la società di produzione Prodal Srl di San Donà di Piave (VE) e ProPizza di Pescara (PE) insieme alla società di distribuzione Margherita (Schweiz) AG di Spreitenbach (CH) l'azienda forma un solido e coeso network che consente di offrire prodotti di altissima qualità su scala internazionale.

Margherita srl, nata dall’esperienza di Fabrizio Taddei e costituita nel 2001 a Fregona (TV), è un’azienda con 4 stabilimenti produttivi e 400 persone impiegate a produrre pizze e snack di alta qualità per la PL e, con il proprio brand Re Pomodoro, nel canale Horeca, con prodotti distribuiti in più di 30 Paesi a livello internazionale. Insieme alla società di produzione Prodal Srl di San Donà di Piave, Italia, e alla società di distribuzione Margherita (Schweiz) AG di Spreitenbach, CH, Margherita, genera un fatturato di circa 85 milioni di euro. www.margheritasrl.it

 


       Margherita Srl
Via dell'Industria
Fregona (Tv)
Tel. +39 0438 915081
Fax +39 0438 585715
www.margheritasrl.it


Breve viaggio - sognando - nell’empireo delle hypercar nostrane...

Abbiamo seguito l’inviato del TG2, Antonio Farnè, in quella che gode di notorietà come famosa “Motor Valley”, il distretto industriale e culturale italiano situato in Emilia Romagna, perchè terra di marchi automobilistici come Ferrari, Maserati, Lamborghini, Pagani, Dallara, De Tomaso, senza contare quelli di moto, Ducati, Moto Morini, Bimota e altri, compresi brand di “start-up” che spuntano sempre in zona all'arrembaggio del mercato, sull’onda dei più famosi. Ognuna di queste “factory” destina una nicchia (e neppure tanto piccola a dire il vero…) alla produzione di supercar e pure “hypercar”, autovetture da sogno capaci di elevatissimi livelli di potenza, di performance iperboliche, con accelerazioni da 0 a 100 km/h spesso inferiori ai 2,5 secondi e che possono superare i 350 km/h di velocità… (finora prestazioni possibili con “realtà aumentata” o solo con trucchi cinematografici…) auto prodotte in tiratura limitata e con prezzi molto superiori a quelli delle sportive già “inaccessibili” ai più e, spesso, anche ai nababbi che se le potrebbero permettere, ma restano senza, perché il più delle volte, dette “auto”, non ancora presentate al grande pubblico, sono già tutte vendute…

In questo ambito, seppur elitario, esiste un variegato potpourri di auto disseminate per il globo terracqueo: c’è la Hennessey Venom F5, hypercar americana che conta su un V8 di 7,4 litri da 1.800 CV e velocità di 437,1 km/h voluta e realizzata per sovrastare la Tuatara - prodotta sempre in USA dalla SSC North America - che esibisce un motore V8 5.9 litri bi-turbo flat-plane (sistema di derivazione aeronautica che regola la spinta che va dal basso verso l'alto) con 1.370 CV di potenza massima e con velocità superiore alle 300 miglia orarie (ovvero 482,8 km/h) record stabilito nel 2021. Auto, queste, proposte a un prezzo base di circa 1,5/2 milioni di euro. Inoltre  segnaliamo anche la Koenigsegg AGERA/RS con la versione standard e una potenza erogata, di circa 960 CV che può scattare da 0 a 100 km/h in 3 secondi e raggiungere una velocità massima dichiarata di 447,49 km/h (prezzo circa 2,5 milioni di euro) e pure le bellissime Bugatti: la Chiron Super Sport 300+ con il motore W16 - 8 litri e i suoi 1.600 CV che raggiunge i 490,48 km/h (prezzo attorno ai 3,5 mio) e la Bolide, sempre di Casa Bugatti, capace di sfiorare i 500 km/h (se alimentata a benzina a 110 ottani) perché con i 1825 CV e il peso di soli 1.240 kg., è modello pensato esclusivamente per la circolazione su pista. Comunque i 40 esemplari creati  sarebbero in vendita a 4,5 milioni di euro (l'uno) ma non sono ancora in commercio, poiché le consegne inizieranno a fine 2024 (probabilmente già tutti venduti)…

  

Tra queste vetture speciali, ce ne sono già in “trend elettrico” (con una notevole efficienza energetica pari all'85%-90%) cioè sono le più eco compatibili, ma non le solite note Tesla, Lucid, Polestar, NIO, Xpeng, ma le più “hyper” artigianali, come la Estrema Fulminea, realizzata dalla Estrema Automobili, fabbrica di veicoli elettrici dal 2020, sita a Grugliasco (TO) fondata dall’imprenditore Gianfranco Pizzuto, già cofondatore e finanziatore di Fisker Automotive. Estrema Fulminea è realizzata in soli 61 esemplari, ognuno al prezzo di quasi 2 milioni di euro, tasse escluse. L’auto può contare su 4 motori elettrici, uno per ruota, in grado di erogare complessivamente ben 1.500 kW (2.040 CV) e di accelerare da 0 a 320 km/h in meno di 10 secondi. Per la batteria è stata scelta la soluzione "ibrida" che abbina le celle allo stato solido ai supercondensatori che servono per gestire le alte richieste di energia durante le fasi di accelerazione.

     

Beh, terminato l’excursus nel nirvana degli appassionati delle auto da sogno, torniamo con i piedi per terra (ma, mica tanto poi…) al seguito di Farnè che è tra i fortunati partecipanti alla presentazione dell’ultima Ferrari (nata dall’idea di Adriano Raeli) in quel di Maranello, la "F 80" (F250 nel progetto). Ce la mostra con dovizia di particolari e completa di spiegazioni a cura del responsabile Centro stile Ferrari, arch. Flavio Manzoni, che per questo ringraziamo.

La guardi e ti appare subito come una supercar capace di regalare emozioni a tinte forti: è l’ultimo oggetto del desiderio targato Ferrari, si chiama F 80, istinto e potenza degni del cavallino rampante. Grande lavoro nella ricerca dei materiali, soluzioni tecniche e aerodinamiche adottate dai tecnici di Maranello per questa ultima interpretazione del concetto di hypercar prevista in tre diverse declinazioni: una versione coupé stradale, una variante spider e un’esclusiva versione XX destinata all’uso in pista.

Il propulsore è un V8 biturbo da 3.0 litri (lo stesso 2.9 delle Ferrari 296 GTB e della 499P) abbinato a un sistema ibrido plug-in; con i suoi 1200 CV complessivi è la vettura stradale più potente mai uscita dai cancelli dell’azienda di Maranello. Velocità massima 350 km/h, da 0 a 100 in poco più di 2”, grazie al motore termico e ai tre propulsori elettrici, è vettura full hybrid (per una guida eco-friendly senza la necessità di colonnine di ricarica) ha cambio tipo formula 1 a doppia frizione e 8 rapporti. La trazione, fornita dai 4 motori, è integrale e senza la retromarcia, disponibile questa, con l’inversione di polarità del motore elettrico tra endotermico e cambio. A governare la dinamica della F80, numerose dotazioni tecnologiche che la rendono sempre più sofisticata in termini di innovazione e eccellenza tecnica; telaio monoscocca in fibra di carbonio per un’aerodinamica mai così estrema per una vettura omologata, con sospensioni a doppio braccio oscillante e al retrotreno la soluzione più “classica” del multilink; ha frontale particolarmente elaborato con generose prese d’aria; al posteriore un pronunciato diffusore e il sistema di scarico centrale è in posizione rialzata. Un dettaglio che un po’ sorprende è l’assenza di un grande alettone posteriore (elemento spesso presente in versioni hyper) sostituito da un‘ala mobile che ha funzione di aerofreno e DRS (lo stesso sistema che attivano i piloti di F1 quando si trovano a meno di un secondo dall’auto che li precede). Non mancano elementi attivi all’anteriore per equilibrare il carico aerodinamico e un preciso lavoro fatto al sottoscocca, con diversi generatori di vortice, per migliorare il flusso sotto alla vettura. Nuovo il volante (ereditato dalla 499P usato nel mondiale endurance FIA WEC) con struttura a farfalla brevettata negli Stati Uniti, dotato di manettini, pulsanti e levette varie….

  

Lo stile non è partito come un’idea preconcetta – dichiara l’arch. Flavio Manzoni responsabile del Centro stile Ferrari al microfono di FarnèL’idea della forma è nata poco a poco, man mano che io e i miei collaboratori del Centro stile abbiamo capito quali erano le prerogative di progetto di questa vettura. Quindi era fondamentale comprendere appieno le ragioni e dopo attribuire la forma che fosse più giusta e appropriata.”

 Vettura omologata per due persone anche se l’effetto monoposto è assicurato, l’abitacolo garantisce un’ottima abitabilità sia per il driver che per il passeggero.

È disegnata attorno al pilota come fosse un guanto – precisa l'arch. Manzoni - e questo abitacolo è stato pensato inizialmente come una monoposto, poi abbiamo detto, proviamo a vedere cosa succede se affianchiamo al pilota un sedile passeggero che rimane quasi dissimulato nelle finizioni (i componenti collocati all'interno dell'abitacolo come plancia porta strumenti, tunnel centrale, imperiale, ecc.) dell’abitacolo…”

 

 

Ponte ideale tra passato e presente, la F80 esce 40 anni dopo la mitica GTO, prima supercar della Casa di Maranello; sarà prodotta in serie limitata a 799 esemplari, il prezzo per ora è top segret. (variabile anche in funzione delle richieste di personalizzazione dei fortunati acquirenti) i più informati parlano di circa 2 milioni di euro, ma - manco a dirlo… - tutta la produzione, è già prenotata…

Guidarla sarà un’emozione un po’ come succede con tutte le Ferrari? – chiede Farnè a ManzoniEsatto, è come portare il brivido della pista sulla strada, con dei livelli di emozione di performance, di velocità e di potenza incredibili”.

 

Via Paolo Ferrari, 85 Modena, Italy
Tel. +39 059 4397979 
www.ferrari.com

 

Per chi fosse rimasto a bocca asciutta - “forse”… - c’è la possibilità di rifarsi con un altro gioiello della tecnica automobilistica che si fabbrica a poca distanza da Maranello, nel comune di San Cesario sul Panaro (MO): in Casa Pagani Automobili, dove, puta caso, proprio oggi, viene presentata dal fondatore e chief designer, l’esimio imprenditore argentino con cittadinanza italiana, Horacio Pagani, la “Utopia” che di diritto si inserisce ai primi posti tra le hypercar da sogno con radici nella Motor Valley

 

Allora sempre “pilotati” dal buon Farnè – oggi ahi lui, sotto pressione… – ci appropinquiamo a conoscere anche l’ultimo modello - la roadster - descritto proprio dal titolare:
Più di quattromila disegni stilistici, dieci modelli in scala, un modello per la galleria del vento, due modelli in scala 1:1 e innumerevoli idee, ricerche e sperimentazioni su otto prototipi completi per un lavoro di team durato più di sei anni. Ci abbiamo messo la passione, lo sforzo ed il sacrificio, nell’intento di creare qualcosa senza tempo e all’avanguardia della tecnologia. Dopo essere stato completamente assorbito da questo faticoso processo creativo, l’ideale rappresentato dal progetto è divenuto, per me, talmente intimo che qualsiasi tentativo di descriverlo mi sarebbe sembrato inadeguato...” – parole di Pagani.

Di fronte a una vettura del genere, c’è solo da chiedersi dove finisca l’“utopia” e dove inizi la realtà, o viceversa; il nome è il suo biglietto da visita: “roadster Utopia”, ultima nata di Casa Pagani, l’azienda modenese che mette su strada quattro ruote da sogno. Motore biturbo Mercedes-AMG V12 cilindri, 864 CV di pura potenza, velocità massima dichiarata dalla Casa limitata a 350 km/h, per garantire il piacere di guida, il cambio è rigorosamente manuale a 7 rapporti; rispetto alla sorella maggiore (uscita due anni fa) questa ha il tetto apribile. Non siamo più nel segmento “supercar”, qui si entra in un’altra dimensione, quella delle “hypercar”…  Esclusività, designer e innovativa cura maniacale dei dettagli, è un prodotto di straordinaria qualità artigianale. È tutta in fibra di carbonio, il peso in eccesso è stato “asciugato” in modo da incrementare le prestazioni, ampie possibilità di personalizzazione a seconda delle esigenze del cliente.

 

Delle volte faccio questa battuta: le nostre macchine sono “macchine inutili”… si schermisce così Horacio Pagani, deus ex machina della sua famosa car factory, al microfono di Antonio Farnè – "Inutili"  perché questa non è la macchina che ti serve per portare i figli a scuola...  Il cliente che spende tutto questo denaro in una vettura deve essere seguito, per lui ci vuole un vestito su misura, quindi noi cerchiamo di interpretare quello che genera la passione nel cliente…”.

Anche la sicurezza non è un optional: secondo gli standard americani più alti in assoluto sono stati effettuati oltre 50 crashtest con la prima vettura, con il sistema “Cyber™ Tyre Pirelli” che permette agli pneumatici “sensorizzati” di dialogare tramite microchip con l’elettronica di bordo e fornire in tempo reale, dati vitali sulle condizioni della strada. Insomma, un’auto nata per stupire come tutte quelle figlie del sogno visionario di Horacio Pagani, l’imprenditore artista che negli anni ’80 dalla Pampa argentina è approdato nel cuore della Motor Valley italiana.

Il suo sogno d’infanzia era quello di realizzare l’auto più bella del mondo, ma la più bella è sempre l’ultima? – domanda Farnè a PaganiQuesto l’ho detto quando ero bambino, adesso non mi permetto di dirlo ancora e nemmeno di giudicare dal punto di vista estetico le nostre macchine. Per ogni macchina posso garantire che ce la mettiamo tutta per farla diventare anche molto bella e qualche volta ce la facciamo proprio, qualche volta un po’ meno, ma ce la mettiamo sempre tutta!

Edizione limitata a 130 esemplari – già tutti venduti – costo a partire da 3,1 milioni di euro, come dire: per molti rimarrà un’Utopia

La Pagani è nota come eccellenza mondiale del Made in Italy, con 25 anni di storia, 254 dipendenti, 30 dei quali al reparto ricerca e sviluppo; fattura  circa 150 milioni di euro, importi sempre in crescita sugli anni precedenti, grazie alle sue vetture gran turismo, prodotte a una media di circa venti/trenta auto/anno realizzate interamente a mano nel suo “atelier” e personalizzabili in toto dai clienti, con i migliori materiali in circolazione e, ovviamente, tutte vendute a prezzi “proporzionali”. Anche perché le Pagani, vanno forte, molto forte!

 

 

 

PAGANI AUTOMOBILI  S.P.A.
Via dell'Artigianato, 5  Vill. La Graziosa
San Cesario sul Panaro (MO) Italy
Tel.: 0815152313 - 059 952811 - 059 9528001
www.pagani.com

 

(Antonio Farnè inviato Tg2 Rai)

 


Barcolana 2024: 3 giorni 2 notti per mare: è la regata più grande del mondo!

La Barcolana è ufficialmente la regata più grande del mondo. Lo ha certificato il Guinness World Record.... La Barcolana, la regata velica internazionale del Golfo di Trieste, è una manifestazione storica che si tiene ogni anno ad ottobre. Quest'anno si svolgerà dal 4 al 13 ottobre 2024.
Nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, deve il suo nome completo di Regata Coppa d'Autunno Barcolana al fatto che da sempre si tiene nella seconda domenica di ottobre, a conclusione della stagione agonistica (l’anno scorso alla regata più grande del mondo, erano iscritte 1.773 imbarcazioni).

 

Vince chi arriva primo in tempo reale. È la formula "magica" della Coppa d'Autunno, trovata non da quattro amici al bar, come nella canzone di Gino Paoli, ma da un piccolo gruppo di appassionati del porticciolo di Barcola che chiedono, quasi con il cappello in mano, alle Autorità della Fiv di poter fare una regata. Domenica la regata inizia la mattina e dura fino al primo pomeriggio (ma dipende dal meteo). Dopo la regata si parte per tornare a Venezia dove si arriverà verosimilmente la sera tardi o in nottata. In ogni sport a squadre c'è un modo di augurare buona fortuna: nella vela si augura buon vento (e mare calmo)!

 

Ecco il percorso della Barcolana56 presented by Generali, confermato rispetto alla precedente edizione. Si tratta di un quadrilatero a vertici fissi posizionato nel Golfo di Trieste, della lunghezza totale di 13 miglia nautiche.

La partenza è fissata alle ore 10.30 di domenica 13 ottobre p.v. e la linea è posizionata tra Barcola e Miramare; si procede per 210 gradi, per 4,3 miglia nautiche, fino a raggiungere la prima boa, quindi segue un disimpegno di 0,90 miglia, per 332 gradi. Da Boa 2 a Boa 3, al largo del Castello di Miramare, si naviga per 4 miglia, quindi si torna verso Barcola, lungo la costa, per 2,3 miglia. Al largo del Faro della Vittoria inizia la fase finale della regata, che conduce gli equipaggi all’arrivo: si naviga per 160 gradi fino a raggiungere, dopo un miglio e mezzo, la Diga del Porto Vecchio, dove, di fronte alla piazza dell’Unità, è posizionato l’arrivo della regata.

PRIME REGATE venerdì 11 ottobre alle ore 14:00, al rientro in banchina alle 18 faremo la notturna nel Molo Audace, al tramonto, sotto i riflettori di tutti gli stand sui moli, sarà un’esperienza davvero suggestiva! Sabato 12 mattina, seconda giornata di regata. Domenica 13 ore 10 la 56ª Barcolana.

Vi partecipano imbarcazioni di tutti i tipi e dimensioni… e a proposito di mole, tra le altre c’è pure  l’Azzam di 182 metri, pare costata più di 600 milioni di dollari, costruita solo in 4 anni, può raggiungere i 31,5 nodi di velocità grazie a 2 turbine a gas e 2 motori diesel che sviluppano una potenza 94.000 cv; attualmente detiene tutti i record come categoria di yacht più lungo, più costoso e più veloce

 

Justonearth (progetto di monitoraggio satellitare lanciato in collaborazione con Italtab) grazie alla tecnologia di precisione e all’utilizzo di Satelliti e AI, sta monitorando la carbon footprint della 56esima edizione di Barcolana, analizzandola con i propri algoritmi, con l’obiettivo di conoscere e capire l’impatto dell’evento, cercando di migliorare giorno per giorno. Questi sono i risultati delle rilevazioni di giovedì 10 ottobre.

 

 

Per i marinai gourmet (ma anche per organizzatori e turisti...)

illycaffè, cui è affidata la direzione artistica per la realizzazione del poster della Barcolana, ha scelto di collaborare con uno dei più importanti designer dei nostri tempi, Stefan Sagmeister, per il manifesto della 56.a edizione dell’evento, donando a Barcolana la possibilità di celebrare attraverso l’arte il concept dell’evento, “Energie Positive”.

 

Il manifesto 2024

Il manifesto si traduce nell'intreccio tra un’infografica e un quadro antico a olio raffigurante una donna. L’artista ha scelto di riprodurre delle vele di colori diversi creando una connessione con il tema “Energie Positive”, e di dimensioni diverse a rappresentare l'evoluzione delle partecipazioni a Barcolana degli ultimi 55 anni. La figura femminile invece, richiama il progresso nel tempo del ruolo della donna nella competizione velica, da semplice spettatrice a grande protagonista.

 

 

 

 

Women in Sailing

Women in Sailing racconta la presenza in Barcolana di veliste, scienziate, donne che vivono il mare con profonda passione: dare loro evidenza e rilevanza permette di mostrare come il percorso verso la gender equality – in mare e a terra – è già iniziato. Insieme al Presenting Partner Generali puntiamo a ispirare le giovani donne affinché intraprendano qualsiasi professione e sfida, perché non esistono lavori “da maschi” o “da femmine”, né in mare né a terra.


La festa d’autunno di ItaliaSquisita sul lago di Garda

Stelle di Lago
La festa d’autunno di ItaliaSquisita sul lago di Garda

Con l’arrivo dell’autunno, ItaliaSquisita chiude la stagione degli eventi con una grande festa di beneficenza sul lago di Garda. Il 21 ottobre 2024, dalle ore 19:00, la Rocca di Lonato farà da sfondo a Stelle di Lago. Grandi firme della ristorazione stellata Michelin, maestri della pasticceria, giovani emergenti e mixologist saranno chiamati a celebrare la grande cucina del territorio.

Dopo la festa di fine estate “Fermento in Langa”, ItaliaSquisita prosegue il suo viaggio per la Penisola con un nuovo evento all'insegna della grande gastronomia, fra tradizione e alta cucina, raccontando ancora una volta la cultura culinaria italiana attraverso gli ingredienti, i professionisti e i territori del Belpaese. All’interno di questa nuova festa si alterneranno tanti protagonisti, in un susseguirsi di assaggi creativi e non, salati e dolci, cotti e crudi, per regalare un’esperienza da sogno a tutto il pubblico gourmet presente

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Tantissimi amuse bouche (pietanza consumata prima degli antipasti) che andranno a creare un menu irripetibile, anche questa volta a sostegno di una nobile causa: l’intero ricavato sarà infatti devoluto in beneficenza alla Fondazione Ugo Da Como, ente culturale senza scopo di lucro che fa capo a un eccezionale complesso monumentale di cui fanno parte, oltre la Rocca viscontea veneta, monumento nazionale dal 1912, anche la Casa Museo con la Biblioteca, il parco e i giardini.
Nata per volontà testamentaria del senatore Ugo Da Como (1869-1941) con lo scopo di “giovare agli studi, svegliando nei giovani l’amore alle conoscenze”, la Fondazione promuove interventi di tutela, conservazione, promozione e valorizzazione dei beni e delle collezioni artistiche; organizza attività culturali ed editoriali incentivando gli studi dedicati al territorio bresciano e benacense; patrocina e sostiene residenze destinate a studiosi, ricercatori e artisti e svolge servizi educativi e di studio concernenti l’attività museale e la gestione del patrimonio culturale in collegamento con il mondo della scuola e dell’Università.

 

 


Per partecipare

→ italiasquisita.net
→ eventi@italiasquisita.net
→ +39 02 252071

  

STELLE DI LAGO

I protagonisti della serata

Cucina

Mattia Bianchi - Amistà*, Corrubbio (VR)

Maurizio Bufi – Ristorante Il Fagiano* - Grand Hotel Fasano, Gardone Riviera (BS)

Stefano Cerveni - Due Colombe*, Borgonato (BS)

Mattia Cicerone - Roco's Lab, Salò (BS)

Matteo Felter - Ristorante Osteria Felter alle Rose, Salò (BS)

Arianna Gatti - Ristorante Forme, Brescia

Giuliana Germiniasi - Ristorante Capriccio*, Manerba del Garda (BS)

Alfio Ghezzi - Senso Lake Garda, Limone sul Garda (BS)

Terry Giacomello - Ristorante NIN*, Brenzone sul Garda (VR)

Takeshi Iwai & Claudio Liu - IYO*, Milano

Andrea Leali - Ristorante Casa Leali, Puegnago del Garda (BS)

Vincenzo Manicone - Ristorante Tancredi, Sirmione (BS)

Giancarlo Perbellini - Casa Perbellini 12 Apostoli**, Verona

Matteo Rizzo - Ristorante Il Desco*, Verona

Giacomo Sacchetto - Iris Ristorante, Verona

Pasquale Tozzi – Ristorante Il Pescatore - Grand Hotel Fasano, Gardone Riviera (BS)

Pasticceria

Annalisa Borella - Annalisa Borella Consulting

Federico Di Giusto - La Rucola 2.0*, Sirmione (BS)

Angelica Micali – Ristorante Oseleta*, Cavaion Veronese (VR)

Mixologist

Andrea Cason - Bartenders Academy Italia, Bussolengo (VR)

Irene Menegon - Villa Cortine Palace Hotel, Sirmione (BS)

Filippo Morandi & Federico Fregoni - Aeolus, Gargnano (BS)

Rama Redzepi - Grand Hotel Fasano, Gardone Riviera (BS)


ARTEVENTO: a Cervia dallo storico festival al museo dell’aquilone tra arte, didattica ed intercultura

Dall’omaggio al Giappone con la grande mostra che celebra il gemellaggio tra il Museo dell’Aquilone e il Museo Tako-No-Hakubutsukan di Tokyo, fino al Festival degli Aquiloni per la Pace One Sky One World e alla parata con la Fondazione PerugiAssisi, dall’11 al 22 ottobre 2024 Cervia - Magazzino del Sale Torre & Spiaggia.

La magica atmosfera di ARTEVENTO torna a incantare la Città di Cervia, situata alle porte meridionali del Parco del Delta del Po, con l’evento autunnale che chiude la programmazione del suo 44esimo anno con l’appuntamento “One Sky One World" - Festival degli Aquiloni per la Pace con la Parata per la Pace e la mostra “Il Giro del Mondo in 80 Aquiloni” in programma dall’11 al 22 ottobre p.v. tra il comparto dei Magazzini del Sale e la spiaggia.

La manifestazione più colorata della Romagna dialogherà con il Ministero della Cultura, Antoniano Bologna, Fondazione PerugiAssisi e tante altre voci istituzionali e civili unite nel promuovere un linguaggio di pace, inclusione e solidarietà attraverso la pratica dell’arte del vento e la salvaguardia delle sue tradizioni dal mondo fra la spiaggia, il porto canale e i suggestivi spazi del centro storico.

Già organizzatore dal 1981 del “Festival Internazionale dell’Aquilone” più longevo del pianeta, e delle attività espositive itineranti, didattiche e divulgative del primo Museo dell’Aquilone d’Europa, ARTEVENTOconferma il suo ruolo di eccellenza italiana nel mondo a promozione dell’aquilone come patrimonio immateriale dell’umanità. Infatti, il progetto diretto da Caterina Capelli è oggetto di uno studio specifico dell’ICPI del Ministero della Cultura. Con l’appuntamento autunnale ARTEVENTO vuole omaggiare in modo originale lo spirito della giornata mondiale One Sky One World, che si svolge contemporaneamente in tutto il mondo nella seconda domenica di ottobre, invitando il pubblico a diventare protagonista di una mobilitazione creativa e di un’azione collettiva spettacolare intorno al tema dell’aquilone, simbolo di libertà, pace, unione e sostenibilità. Un ricco calendario di eventi ed attività per adulti e piccini nel cuore pulsante della città romagnola con 3 giorni di spettacolo di volo sulla spiaggia e 12 giorni di laboratori didattici, conferenze, visite guidate, musica e approfondimenti sviluppati intorno al nuovo episodio della rassegna espositiva itinerante a cura del Museo dell’Aquilone, ambientata al Magazzino del Sale Torre e intitolata “Il Giro del Mondo in 80 Aquiloni – speciale Tako No Hakubutsukan Museo dell’Aquilone di Tokyo”.

Highlight di questa edizione sarà anche la Parata per la Pace, organizzata per la prima volta in collaborazione con la Fondazione PerugiAssisi per consacrare la recente adesione di ARTEVENTO al “tavolo della pace” della storica marcia per i diritti umani, che vedrà protagonisti Antoniano Bologna e i bambini del Piccolo Coro.

ONE SKY ONE WORLD
Dall’11 al 13 ottobre con il Festival degli Aquiloni e la Parata per la Pace Magazzino del Sale Torre & Spiaggia Cervia

Ispirato al leggendario gesto dell’attivista americana Jane Parker Ambrose che consegnò a Regan eGorbaciov un aquilone come simbolo dell’unità dei popoli nello stesso cielo durante il Summit sul disarmo nucleare di Seattle del 1985, il titolo della manifestazione One Sky One World ammicca all’esito che il festival si propone, incentivando l’attivazione di buone pratiche collettive connesse alla valorizzazione della partecipazione a progetti condivisi. L’obiettivo è celebrare l’omonima giornata mondiale di volo per la pace - la quale si svolge in contemporanea la seconda domenica di ottobre in ogni Paese del mondo - rafforzando il senso di comunità e di inclusione e favorendo il dialogo interculturale attraverso la costruzione di un linguaggio di Pace e solidarietà promosso dall’aquilone, poetico simbolo della libertà. Il programma prevede tre giornate di volo sulla spiaggia di Cervia in Lungomare Gabriele D’Annunzio, con il villaggio del festival allestito sulla battigia per offrire la perfetta sintesi autunnale delle attrazioni più amate di ARTEVENTO, fra laboratori didattici e giochi per bambini, mercatino degli aquiloni e performance degli artisti ospiti, il tutto in contemporanea con il primo weekend di apertura della mostra nel vicino Magazzino del Sale Torre.

Climax della manifestazione sarà la giornata di domenica 13 ottobre che entrerà nel vivo con la Parata per la Pace organizzata per la prima volta in collaborazione con Fondazione PerugiAssisi per consacrare la recente adesione di ARTEVENTO al “tavolo della pace” della storica marcia per i diritti umani, che si svolge in Umbria da oltre 60 anni e della quale l’associazione cervese sostiene la candidatura per il riconoscimento a patrimonio dell’umanità. Ospiti d’eccezione della giornata saranno Antoniano Bologna e i bambini del Piccolo Coro portavoce del messaggio di speranza scritto nel vento. Accompagnata dalle note della musica dal vivo e ormai caratterizzata dalla bandiera gigante realizzata dal Centro Pace di Cesena, la parata attraverserà il centro storico per giungere sulla spiaggia della Capitale Mondiale dell’Aquilone, celebrando nel modo più gioioso possibile la storica giornata mondiale del volo per la pace.

MUSEO DELL’AQUILONE IN MOSTRA

Dall ’11 al 22 ottobre Magazzino del Sale Torre Mostra, laboratori e approfondimenti dedicati al Giappone celebrando così il gemellaggio tra il Museo dell’Aquilone e il Museo Tako-No-Hakubutsukan di Tokyo. Anche quest’anno, ad arricchire il programma di One Sky One World sarà il quarto episodio della mostra “Il Giro del Mondo in 80 Aquiloni”, dedicata all’esposizione temporanea di una selezione delle opere della collezione cresciuta in 44 anni a latere del Festival e tutelata dal marchio “Museo dell’Aquilone”.  Realizzata in media partnership con Rai News, Rai Pubblica Utilità e TGR, la mostra è inserita nell’ambito del progetto dell’ICPI del Ministero della Cultura e dalla Scuola di Specializzazione DEA dell’Università di PerugiaTutela e salvaguardia dei saperi e delle pratiche patrimoniali tradizionali di testimoni viventi a rischio di scomparsa”, che riconosce autorevolezza a livello internazionale alla direttrice artistica di ARTEVENTO Caterina Capelli nell’assicurare il processo di riconoscimento del valore dell’aquilone come patrimonio culturale immateriale.

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Alludendo al romanzo di Jules Verne e al valore antropologico dell’ammaliante oggetto volante, la mostra trova spazio ancora una volta all’interno del Magazzino del Sale Torre di Cervia, l’affascinate monumento di archeologia industriale costruito nel 1691 per lo stoccaggio dell’oro bianco. In questo contesto suggestivo, dall’11 al 22 ottobre prenderà vita un’esposizione interamente dedicata al Giappone e realizzata con il patrocinio dell’Istituto Giapponese di Cultura in Italia, di ASCIG Associazione Scambi Culturali Italia e Giappone e della Japan Kite Association.

La mostra sancisce il prestigioso gemellaggio tra la collezione del Museo dell’Aquilone e il Tako-No-Hakubutsukan Museo dell’Aquilone di Tokyo, presentando per la prima volta in Europa più di 20 aquiloni in arrivo dalla leggendaria istituzione di Tokyo per volontà del suo Direttore Masaaki Modegi e del collezionista Kenzo Suzuki. Per l’occasione verranno messe in mostra anche preziose opere giovanili in miniatura di Makoto Oyhe da Toyama e di alcuni fra i più importanti Maestri del Vento del Sol Levante come Masaaki Sato e Kengo Nagata, autori dell’aquilone insetto di Nagoya e Yukjo Akiyama, inventore dell’aquilone cinetico, solo per citarne alcuni.

La mostra invita il visitatore ad intraprendere un viaggio alla scoperta della storia, dei materiali e della filosofia implicita in una pratica che affonda le sue radici nella notte dei tempi, rendendo omaggio al Paese che più di ogni altro ha sviluppato la tradizione dell’aquilone in una straordinaria varietà di forme e significati. Dedicata anche a una profonda riflessione sul valore della sostenibilità ambientale e destinata a divenire itinerante per il prezioso messaggio didattico e divulgativo trasmesso, la mostra approfondisce il tema dei materiali tradizionali usati – carta washi e bambù – ed è anche per questo motivo la perfetta occasione per presentare la nuova prestigiosa partnership di ARTEVENTO con AIMSC Associazione Italiana Musei della Stampa e della Carta, attraverso l’intervento della sua Presidente Nella Poggi Parigi avente per oggetto il legame tra storia della carta e storia dell’aquilone.

Quella di quest’anno differisce dalle precedenti edizioni per il fatto di rappresentare un primo tangibile progresso nella direzione suggerita dal progetto ministeriale che allude in prima istanza all’urgenza di salvaguardare la collezione attraverso lo sviluppo di un Centro di Formazione o di un Museo stabile, in grado di sprigionare potenzialità divulgative e didattiche ancora inespresse.

Per prenotare visite guidate, laboratori o richiedere informazioni sul programma visita il sito www.artevento.com o scrivi a: info@artevento.com

INFORMAZIONI UTILI:
ARTEVENTO AUTUNNO. DALLO STORICO FESTIVAL AL MUSEO DELL’AQUILONE
DOVE: Cervia - Magazzino del Sale Torre & Spiaggia
QUANDO: dall’11 al 22 ottobre 2024


ARTEVENTO 

Via Uberti, 33
Cesena (FC) Italy
+39 054721501 |
www.artevento.com


Gruppo Felsineo a "Mortadella Please 2024" con il progetto Open Food Factory per un’alimentazione bilanciata e consapevole

Degustazioni in piazza e un tour guidato nelle due aziende del Gruppo, Felsineo Società Benefit e FelsineoVeg Società Benefit, focalizzato su nutrizione e benessere, per far conoscere come nascono i prodotti all’insegna dei principi di innovazione, trasparenza e sostenibilità, che guidano l’agire del gruppo alimentare bolognese.
A  per rinnovare il valore di una nutrizione equilibrata, trasparente e sostenibile. Gruppo Felsineo sarà tra i protagonisti della 16ª edizione dell’evento dedicato al prodotto simbolo della tradizione gastronomica bolognese, che si terrà dall’11 al 13 ottobre p.v. nel centro di Zola Predosa (BO).

 

Una doppia presenza quella dell’azienda. Per tutta la durata della manifestazione sarà nella piazza centrale di Zola Predosa con uno stand gastronomico, dove sarà possibile degustare tutto il sapore intenso e l’alta qualità che caratterizzano le mortadelle Felsineo. Domenica 13 ottobre, si apriranno inoltre le porte di Felsineo SB e FelsineoVeg SB per un percorso guidato.  Il tema centrale, che farà da filo conduttore ai tour, sarà la “Via dei Consumatori” e l’obiettivo di beneficio comune relativo a ‘Benessere e Nutrizione’.

Gruppo Felsineo ha, infatti, scelto 9 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) definiti all’Onu nell’Agenda 2030, inserendoli in quattro percorsi: La Via della Filiera, la Via dell’Ambiente, la Via della Vicinanza e la Via dei Consumatori. Le aziende del Gruppo, inoltre, in qualità di Società Benefit, hanno definito all’interno dei propri statuti sette finalità specifiche di beneficio comune, tra le quali appunto ‘Benessere e Nutrizione’, che guidano il loro agire sostenibile.

 Il tour si snoderà attraverso diverse postazioni, consentendo di approfondire il progetto di educazione alimentare Open Food Factory, la piattaforma sviluppata insieme a nutrizionisti ed esperti che traduce in iniziative educative concrete uno degli obiettivi di beneficio comune del Gruppo, promuovendo l’adozione di un’alimentazione equilibrata e stili di vita attivi all’insegna del benessere psicofisico. Durante il percorso si potranno approfondire anche temi legati alla tracciabilità e all’importanza di un’etichettatura chiara grazie alla tecnologia blockchain e scoprire le innovazioni e le caratteristiche sia delle mortadelle tradizionali che dei prodotti 100% plant based di FelsineoVeg.

“Riteniamo che innovazione e tradizione possano convivere in un'ottica di sostenibilità e trasparenza – ha dichiarato Emanuela Raimondi, AD di Gruppo Felsineo - A Mortadella Please rinnoviamo quindi il nostro impegno per la valorizzazione di una cultura alimentare sana, equilibrata e sostenibile ispirata alla salute e al benessere. Il progetto di educazione alimentare Open Food Factory concretizza uno dei nostri obiettivi di beneficio comune “Qualità, benessere e sicurezza alimentare” trasferendo informazioni chiare e dettagliate per garantire scelte alimentari consapevoli e promuovere uno stile di vita sano e attivo”.

Gruppo Felsineo, dal 1963, è sinonimo di mortadella di alta qualità. Da sempre attenta a coniugare tradizione e innovazione, l’azienda seleziona le migliori materie prime che, grazie a un’esperienza maturata in quattro generazioni, vengono lavorate per realizzare prodotti genuini, naturali e gustosi. Nel 2016 è stata inaugurata FelsineoVeg, l’azienda del Gruppo che risponde alle nuove tendenze di consumo con Good&Green, la linea di affettati vegetali e biologici che consente di disporre di un’alternativa alla carne o semplicemente di bilanciare la dieta in modo vario ed equilibrato con il giusto apporto di proteine 100% vegetali. Gruppo Felsineo è fortemente impegnato sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale. Le iniziative sviluppate dall’azienda, che vedono il coinvolgimento di dipendenti, filiera e stakeholder, sono raccolte nel Bilancio di Sostenibilità redatto annualmente. In coerenza con l’attenzione e il rispetto a comunità e ambiente, dal 17 dicembre 2021, Felsineo S.p.A. e FelsineoVeg S.r.l. sono diventate Società Benefit.

 


Gruppo Felsineo Società Benefit

Via C. Masetti 8-10 Zola Predosa (BO)
+39 051 3517011 

 

(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)


Loison è pronto per il Natale: 18 collezioni suddivise in 4 linee di prodotto…

Tema 2024 sono le atmosfere d’inverno per un catalogo che si rinnova 2 volte l’anno e che svela 18 collezioni suddivise in 4 linee di prodotto.
Non solo Panettoni ma uno sguardo a 360 gradi su Biscotteria, Torte, Veneziane, Filoni e Panettone in fette. Una monografia che racconta con date e fatti la lungimiranza digitale, rivela i numeri del successo internazionale e documenta l’impegno concreto verso la sostenibilità.

TEMA NATALE 2024: ATMOSFERE E INCANTO D'INVERNO

Ogni nuovo catalogo Loison è sempre una dolce e suggestiva scoperta: anche l’edizione Inverno 2024 non è da meno grazie alla copertina color verde bosco che subito introduce il tema del Natale: Atmosfere d’inverno. Per Sonia Pilla - art director di Loison Pasticceri, firma del Brand Sonia Design, moglie di Dario Loison - l'inverno è un mondo incantato, dove la neve ammanta la terra in un soffice abbraccio, come una madre protettiva. È un tempo di tranquillità, di silenzio, di raccoglimento. Un momento per rifugiarsi nel proprio nido, nella casa calda e accogliente, circondati dai ricordi del passato e dai sogni per il futuro.

 

NEWS

il primo panettone Loison con impasto al cacao che unisce cioccolato e rum cubano: un Panettone con 3 declinazioni di cru monorigine sudamericano: una farcitura di cioccolato fondenteinebriato dal rum cubano invecchiato 7 anni; un impasto al cacao arricchito ulteriormente da gocce di cioccolato fondente. Nasce da un connubio audace e raffinato il primo panettone con impasto al cacao di Loison, una vera innovazione nel mondo del panettone al cioccolato: BlackHabana. Il suo nome esotico evoca già l'anima caraibica che lo contraddistingue, un incontro armonioso tra la tradizione italiana del panettone e il fascino del “Ron Cubay Añejo 7 años”. L'aroma del rum cubano invecchiato 7 anni, con il suo sapore profondo e speziato che richiama note di caffè, cuoio e tabacco, persiste, anzi si amplifica con le 3 declinazioni di cru monorigine sudamericano che caratterizzano questo panettone: al taglio, BlackHabana rivela una farcitura di cioccolato fondente inebriato dal rum, mentre l'impasto, fedele alla sua tradizione, si fonde perfettamente (nel sapore e nel colore) con il pregiato cru monorigine, amplificato da gocce di cioccolato uniformemente distribuite, che assicurano un'esperienza sensoriale unica a ogni morso. BlackHabana si declina in 3 versioni di peso per soddisfare ogni esigenza e in due raffinati packaging "firmati" Sonia Design che esaltano il suo pregio.
Per le varianti da 1 chilo e da 600 grammi, un incarto color cioccolato fondente avvolge la confezione, richiamando l'ingrediente principe del panettone. Il logo in lamina color rame si coordina perfettamente con il nastro a fiocco piatto e il charm con la lettera L, simbolo di Lusso, Love e Luxury, valori che contraddistinguono il marchio Loison.
La versione da 750 grammi vanta una scatola rigida color cioccolato fondente, impreziosita da una maniglia doppio raso color rame. Il sigillo tono su tono che trattiene il pendaglio, completa l'eleganza della confezione. Ogni formato di BlackHabana rappresenta un'idea regalo perfetta, capace di stupire con la sua raffinatezza e conquistare con il suo gusto inimitabile.

 

OLTRE IL PANETTONE: UN INVITO A ESPLORARE TUTTO IL DOLCE UNIVERSO LOISON

Un'esperienza immersiva estesa per 175 pagine raccolte in un catalogo realizzato a firma Sonia Desgin. Più che un semplice strumento di vendita è una vera e propria monografia che,  come le collezioni d'alta moda, si rinnova due volte l'anno, svelando 18 collezioni suddivise in 4 linee di prodotto: Top, Magnum, Pasticceria e Tuttigiorni. Oltre ai lievitati natalizi che hanno reso celebre in tutto il mondo Loison Pasticceri, il nuovo catalogo è un invito a esplorare l'universo Loison a 360 gradi: dalla Biscotteria al burro alle Torte, dai Filoni alle Veneziane fino alle irresistibili Slice di panettone.

FOTOGRAFIE DI STORIE CHE PORTANO AL CUORE DELLA TRADIZIONE

Le foto introduttive del Catalogo Inverno 2024 non sono semplici immagini, ma vere e proprie storie da scoprire. Ogni scatto è un raggio di calore, un invito alla serenità, un tuffo nel cuore della tradizione. Si comincia con le immagini di Dario e Sonia, uniti da un sorriso in due ritratti che parlano di sogni condivisi e traguardi raggiunti dopo un lungo cammino fatto insieme. Un'immagine che testimonia l'unione e la dedizione che sono alla base di ogni creazione Loison. E poi la foto del lievito madre, protagonista indiscusso dei lievitati Loison, che emerge avvolto dalla stoffa come un tesoro prezioso, simbolo di vita che nasce e sempre si rinnova.

E ancora le immagini dei preziosi ingredienti, non più semplici elementi disposti in modo asettico, ma avvolti da un'atmosfera casalinga d'altri tempi. Attorniati da strumenti di cucina di una volta, raccontano storie di ricette tramandate, di gesti sapienti, di sapori autentici. Perché per Loison sfornare dolci è un'arte che si nutre di amore e pazienza. Ogni pagina e ogni fotografia del catalogo Inverno 2024 sono un frammento di un mondo fatto di profumi inebrianti, di sapori genuini, di calore umano. Un mondo che Loison invita ad esplorare, pagina dopo pagina, assaporando la tradizione e la passione che si celano in ogni creazione.

TUTTI I NUMERI DEL SUCCESSO LOISON

Disponibile sia in versione cartacea che online, il catalogo Inverno 2024 racconta, anche in inglese e francese, le tappe fondamentali della storia Loison dal 1938 ad oggi, i cui grandi numeri, inusuali per un'attività a dimensione artigianale, testimoniano la vocazione internazionale:

  • oltre 70 paesi conquistati con il gusto;
  • 97% dei prodotti realizzati sono a marchio Loison, sinonimo di “valore” del brand gourmet;
  • più di 500 clienti diretti in tutto il mondo, a testimonianza di una filiera corta e di un rapporto di fiducia e trasparenza con i propri partner;
  • fatturato oltre 13 milioni di euro di cui il 63% di vendite dirette all’estero, valore che conferma l’attitudine all’internazionalità di Loison Pasticceri

 

LOISON E SOSTENIBILITÀ: DAL 2007 IMPEGNO CONCRETO E DOCUMENTATO CON I FATTI

Oltre a svelare i segreti di un processo di lavorazione lenta e accurata (72 ore per realizzare un Panettone Loison), il nuovo Catalogo Inverno evidenzia il costante impegno di Loison verso la sostenibilità. Loison Pasticceri è pioniere della gestione sostenibile con un impegno continuo, concreto e documentato con i fatti:

  • dal 1995 Loison aderisce al mondo di Slow Food con l’obiettivo di salvaguardare le piccole produzioni di eccellenza gastronomica minacciate dall’agricoltura industriale, dal degrado ambientale e dall’omologazione.
  • dal 2007 l’impianto di depurazione ogni anno tratta 300 m3 di acque reflue.
  • dal 2007 Loison applica lo Standard BRC Food alla propria produzione con l’obiettivo di realizzare pasticceria in conformità con le leggi e gli standard tecnici vigenti in Italia, in Europa e nei Paesi extra CEE.
  • nel 2011 viene realizzato un impianto fotovoltaico da 99 Kw.
  • nel 2017 l’impianto fotovoltaico viene implementato a 144 Kw con un’auto-produzione del fabbisogno energetico del 50% che comporta una riduzione delle emissioni di anidride carbonica equivalente alla piantumazione di 750 nuovi alberi.

La sostenibilità ambientale di Loison inoltre si riflette anche sulle scelte in materia di packaging: le shopper Loison, ad esempio, sono realizzate in PET riciclato da bottiglie di plastica. Inoltre Loison ha a fortemente a cuore l’arte del riutilizzo, pratica che porta avanti con confezioni e accessori studiati per avere un secondo destino.

LUNGIMIRANZA DIGITALE E ARTIGIANALITÀ: L’EVOLUZIONE ONLINE DI LOISON

Il Catalogo Inverno dedica ampio spazio alla presenza web iniziata nel 1996. Già allora, Loison si distingueva per la sua lungimiranza, anticipando l'era digitale con un sito web istituzionale in inglese, sebbene composto da sole sei pagine. Nel corso degli anni, questo pioniere digitale ha ampliato la sua presenza online con ben 6 piattaforme digitali dedicate, ciascuna focalizzata su un aspetto specifico dell’universo Loison: insolitopanettone.com, biscottiloison.com, museum.loison.com, loison.com.comunicati-stampa, papers.loison.com e shop.loison.com, che rappresentano un modello d’avanguardia tecnologica.

Novità in Loison è la skill per Alexa, che racconta come vengono “sfornati i dolci Loison”, mettendo in risalto gli ingredienti selezionatissimi e la cura per i dettagli. Utilizzando un dispositivo con schermo, è possibile vedere le foto dei dolci, degli ingredienti, del processo di lavorazione e delle confezioni, che sono piccole opere d’arte. Al termine del “tour”, la skill potrà inviare via email un codice sconto per l'acquisto diretto sullo shop online di Loison, disponibile in 10 paesi UE.

Il marchio Loison, infine, rafforza la sua reputazione con una pagina dedicata su Wikipedia, dove sono documentate informazioni oggettive che raccontano la storia dell’azienda dal 1997, i premi e i riconoscimenti ottenuti nel corso degli anni, oltre a una bibliografia completa delle pubblicazioni che citano e valorizzano Loison.

 


Loison Pasticceri dal 1938
DOLCIARIA A. LOISON Srl
Pasubio, 6 – Costabissara
Vicenza – Italy
Tel: +39 0444 557844
www.loison.com

 

(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)

 


Inaugurata l’“Oasi Termale” sotto alle Due Torri: salute, bellezza e enogastronomia!

Momento propizio per la nuova inaugurazione delle Terme di San Petronio a cura del Gruppo Monti Salute Più: ora, rinnovate con una serie di nuovi servizi – giuste per lo stress incombente dei tanti bolognesi logorati dal traffico cittadino (leggi “cantieri stradali”) dalle notizie truculenti di cronaca, di politica e pure di sport… –  in prossimità della festa del Patrono di Bologna, il 4 ottobre, in via Irnerio 12/A, ha aperto ufficialmente le porte dei nuovi spazi l'”Oasi Termale, per diventare “rifugio di benessere per il corpo e la mente”, luogo dove rilassarsi e rigenerarsi attraverso esperienze termali innovative e, in più, dove rifocillare e soddisfare anche la gola, con una salutare gastronomia
Per i frequentatori, a disposizione nella nuova area termale, c’è il reparto del ringiovanimento fisico, i bagni “inferno-paradiso”, la cascata ionica per la rivitalizzazione, la piscina di San Petronio (con idromassaggi curativi e il “pozzo smeraldo”).  A completamento dell’Oasi, Il Centro dispone anche del “bosco degli ulivi”, una perla green nel cuore di Bologna, area destinata ad eventi esclusivi.

Tra le novità proposte, spicca il reparto del ringiovanimento fisico:
“Innanzi tutto il servizio fondamentale è quello del ringiovanimento del nostro corpo, delle nostre cellule e del nostro percorso flebologico… questo è il fatto fondamentale - afferma sempre convincente il professor Antonio Monti, direttore scientifico e  vero deus ex machina del Gruppo Monti Salute Più - Tutti gli altri servizi sono importanti, ma complementari, cioè possono aiutare le gambe, aiutare per certi tipi di dolori, però noi abbiamo preso tutto lo studio della fisica e della biochimica applicata al corpo umano, fondamentalmente in funzione del ringiovanimento a cui ognuno di noi aspira… - e precisa: - Tutto questo grazie alle acque del territorio, dal Villaggio della Salute Più (Monterenzio) fino a Bologna da una parte e fino al Corno alle scale, dall’altra, con la possibilità di piacevoli soggiorni turistici che rendono allettante l’offerta di tutta la zona”
Da notare che il prof. Monti è dimostrazione vivente di quanto asserisce, visto che se pur di presenza ha un portamento giovanile e vigoroso, è già ottuagenario e deve la sua prestanza fisica al suo stile di vita e…  anche a quell’ora mattutina che dedica al nuoto in piscina costantemente da anni… (complimenti prof!)

 

Terme, ambulatori e diagnostica a pochi passi dalle Due Torri e dalla stazione Centrale, hanno una storia legata all’acqua, che comincia da lontano: il primo impianto termale - in età romana - fu fondato dall’Imperatore Augusto e da lì, si arrivò fino a metà Novecento, con le acque salutari di Corticella. E la storia è continuata fino al terzo millennio, con l’avvento del Gruppo Monti Salute Più che, dalle storiche Terme Felsinee, ha inaugurato le “Terme San Petronio” con l’impiego di acqua termale bicarbonato-solfato-calcica, riconosciuta dal Ministero della Salute per l’idropinoterapia, acqua ricca di oligoelementi, che combattono i processi di acidificazione del corpo, a partire dalla pelle. Tutto questo è stato possibile grazie all’ingegnosa e onerosa opera tecnica che, grazie a una conduttura sotterranea di 5 Km. realizzata nel 2011, che utilizza gli antichi canali rinascimentali per la lavorazione della seta, ha portato l’acqua termale fino al Centro di via Irnerio (in piena Bologna) dove oggi, in un vasto complesso sanitario che comprende un polo diagnostico di eccellenza nazionale, ambulatori specialistici e un presidio di medicina fisica e riabilitazione, le Terme San Petronio continuano la tradizione, offrendo ai fruitori, pacchetti termali, wellness termale, fitness termale, trattamenti vari e cure di bellezza anche a tariffa agevolata, pensati per soddisfare le diverse esigenze dei clienti:

 

 

Pacchetto aziende: ideale per meeting, team building e cene aziendali.

Pacchetto eventi: perfetto per celebrare compleanni, anniversari, addii al celibato e nubilato.

Pacchetto famiglia: dedicata alla domenica mattina, con accesso alle terme e gustoso pranzo.

 

 

 

Andiamo a migliorare e riqualificare l’offerta delle Terme di San Petronio - è il general manager Graziano Prantoni che spiega le novità – Abbiamo fatto interventi importanti in tempi ristretti, per dare corpo all’idea dell’oasi termale, che tiene assieme le Terme di San Petronio con i servizi legati al benessere, alla longevità, al ringiovanimento e con “Irnerio 10”, dove c’è la nostra ristorazione con la “cucina termale” che  utilizza l’acqua ricca di minerali che dà molti benefici. Terme e alimentazione sono elementi imprescindibili per migliorare il proprio stile di vita - e conclude: - …senza contare il valore strategico del Gruppo che punta a valorizzare il territorio e incrementarne il turismo…”.

E, dopo avere soddisfatto le esigenze del corpo, a conferma del fatto che “Mens sana in corpore sano” (Giovenale docet…NDR) l’Oasi Termale offre una serie di aperture serali, il venerdì e il sabato, per coloro che desiderano combinare il relax delle terme con una cena di alta qualità presso il “Ristorante Irnerio10”, dedicato espressamente alla cucina termale del benessere, grazie ai piatti innovativi (come la pasta fresca arricchita dai micronutrienti termali e la carne ubriaca alla birra termale) e alle prelibatezze della tradizione bolognese. E, ad allietare le cene, il venerdì sera, i clienti del ristorante si possono gustare musica dal vivo e dj set.

Dunque, il Gruppo Monti Salute Più, si propone quale leader del settore salute, benessere e scienza applicata alla cura della persona con i suoi Centri: Terme dell’Agriturismo - Villaggio della Salute Più (via Sillaro 27 Monterenzio (BO) Tel. e fax reception: 051.929791 www.villaggiodellasalute.it); Terme Felsinee (via di Vagno 7 Bologna Tel. 051.6198484 e fax 051.563950); Terme San Luca - Pluricenter (via Agucchi 4/2 angolo via Emilia Ponente a Bologna Tel. 051.382564); Terme Acquabios (via Garibaldi 110 Minerbio (BO) Tel. 051.876060) e… sabato 12 ottobre, alle Terme di Porretta (via Roma, 5 nel comune di Alto Reno Terme della città metropolitana di Bologna, dal lunedì al sabato - ore 8.30-19, la domenica e festivi ore 9-19 - con la piscina termale con acqua salsobromodica alla temperatura di 32°C, dagli effetti rilassanti e antiflogistici.)… la festa continua!

 

 

PER INIZIARE: Tartare di fassona, Tortino di parmigiano, coulis alle pere e croccante di Parma, Carne salada del Villaggio della Salute Più e misticanza di fior di cappero, Friggione bolognese e crostini di pane;

I PRIMI PIATTI: Tagliatelle al ragù della tradizione, Passatelli asciutti funghi porcini e petali di tartufo nero, Tortellini in brodo di cappone, Tortellini in crema di parmigiano reggiano, Gramigna paglia e fieno salsiccia e zafferano, Risotto pere e gorgonzola;

 

 

 

PER CONTINUARE: Tagliata di Chianina sale e rosmarino, Guancia di vitello in riduzione di birra termale, Petroniana al tartufo nero, Coniglio farcito, Ventaglio di verdure con tomino;  CONTORNI: Patate al forno, Verdure del giorno, Cicoria saltata al peperoncino, Insalata mista;

 

 

                         PER FINIRE IN DOLCEZZA: Panna cotta al naturale in salsa al caramello, Mascarpone della casa con scaglie di    fondente,Tenerina di cioccolato con mascarpone, Zuppa inglese.

 

 

 

 

 

I VINI: https://www.grupposalutepiu.it/wp-content/uploads/2023/12/carta-dei-vini-irnerio10.pdf

 

 

Ristorante Irnerio10
Via Irnerio, 10 – Bologna
Tutti i giorni: ore 7-15
Venerdì e sabato: ore 7-15 e 19.30-22.30
Tel. 331 8089715
www.irnerio10.it

 


Terme San Petronio - Antalgik - Bodi
Via Irnerio 12/A - Bologna
Tel. 051.246534
www.termesanpetronio.it

 


A Bologna va in scena la 12ima edizione de “Il Festival del Tortellino”!

Domenica 6 ottobre p.v. sotto alle Due Torri, si perpetua l’evento dedicato ai tortellini, piatto principe bolognese, organizzato da “Tour-Tlen” - associazione che nasce nel 2013 grazie a 16 grandi chef e ristoratori - oggi sono 20 - che, con passione, volevano mettere in evidenza (e sotto ai denti dei gourmet…)  il grande patrimonio gastronomico di Bologna -. Da allora la tradizione si è modificata solo nel novembre 2020 quando la “sfoglia”, la preparazione base, venne certificata “De.Co.” (Denominazione Comunale per attestare il legame del prodotto al territorio comunale). La farina per la “fontana” in genere è farina 00 di grano tenero, ma molti adoperano anche farine tipo 1 macinate a pietra, addizionate al 50% con quella bianca oppure di semola di grano duro rimacinata (ogni chef/sfoglina ha la sua ricetta…) mixata a uova, acqua e burro. Naturalmente, per la preparazione, importantissimo è il ripieno (anche qui si apre un mondo a sentire le possibili variazioni con le quali, ristoratori e “zdore” (padrone di casa bolognesi, soprattutto in cucina) riempiono il “quadratino” di pasta (dimensione da 2,5 a 4 cm. e di 5 g. di peso) con il composto di lombo di maiale rosolato al burro, prosciutto crudo, vera mortadella di Bologna, formaggio Parmigiano Reggiano, uova di gallina e odore di noce moscata. Questo vuole la ricetta del vero Tortellino, ossia de “la farcia” che da secoli si prepara e si gusta a Bologna, in famiglia e nei ristoranti. La ricetta ufficiale, che con atto notarile, la “Dotta Confraternita del Tortellino” e l’“Accademia Italiana della Cucina” hanno depositato il 7 dicembre 1974, presso la Camera di Commercio di Bologna, affinché le origini e le tradizioni tipiche fossero conservate e non si perdessero nel tempo. Infine, il tutto è messo in brodo - esclusivamente di carne di manzo (doppione) e gallina ruspante (a Bologna no cappone!) con sedano, carota, cipolla e sale.

Leggenda narra che il famoso oste di Castelfranco Emilia, “slumando” dal buco della serratura l’ombelico di una bella cliente, s’inventò una pasta fresca ripiena, che ricordasse tale  bell'ombelico.  Quella poi diventerà must della cucina emiliana, in particolare proprio di Bologna e Modena, città che ancora oggi, si contendono la paternità di quello "vero" dal gusto classico e tradizionale… pasta ripiena entrata a far parte del patrimonio gastronomico di tutto lo stivale (nonché ricetta tipica del giorno di Natale).

A Bologna, il 6 ottobre prossimo, dalle 11.30 alle 21.45 nella splendida cornice di Palazzo Re Enzo, i professionisti del gusto proporranno al pubblico 20 gustose ricette, “annaffiate” con i vini del Consorzio Vini Colli Bolognesi (oltre 100 etichette di 19 cantine socie) e “spolverate” con Parmigiano Reggiano (24 mesi dei 9 caseifici produttori della provincia di Bologna); dunque, non solo tortellini come piatto tradizionale - ovviamente in brodo - ma anche al sapore di mare o di montagna, alle erbette piuttosto che ai sapori dell’orto, anche nella squisita variante “fritti”…. Di seguito ne spoileriamo alcuni:

 

Carlo Alberto Borsarini della Lumira di Castelfranco (MO) locale storico gestito da oltre mezzo secolo dalla famiglia Borsarini; è il presidente dell'Associazione Tour-Tlen e presenterà il tortellino “tricolore” alle verdurine, esibito in un barattolo di vetro;

 

I tortellini fritti (che hanno stregato il sottoscritto) sono di Max Mascia (nipote dei fratelli Marcattilii) attuale chef del Ristorante San Domenico di Imola;

 

        Francesco Carboni chef e proprietario del ristorante Acqua Pazza (BO) bolognese doc, già vincitore del “Miglior Tortellino” nella categoria “creativi” (con il ripieno di pesce) presenterà i “Purple Truffle” con sfoglia di rapa e prodotti del bosco;

 

                          Casa Merlò, locale di Francesco Tonelli e Dario Picchiotti da Sacerno, autori dei tortellini col ripieno di patate in guazzetto di polpo;

 

 

Yuri Ansaloni del Noi Al Mercato delle Erbe (BO) presenterà i Tortellini bolognesi De.Co. in brodo di manzo e cappone, molto simili a quelli
di Lucia Antonelli, sempre classicissimi, in brodo di manzo e gallina;  

 

                    Tomasz Platt Jerzy, dell’Emi di Calderara di Reno (BO) presenterà i “Tortellini dal cuore pugliese” con salsiccia, patate su crema di cime di rape e caciocavallo;

Alessandro Gozzi con Fabio Berti e – Trattoria Bertozzi (BO) – col “Tortellino in 3P” con panna, prosciutto e piselli;

 

 

                                                     Cynthia Ravanelli e Dario Stagni del Darcy (BO) proporranno i Tortellini vegetariani, con pane e Parmigiano Reggiano, cipolla e saba;

 

Tortellini alla crema di zafferano con prosciutto di Parma croccante, sono quelli di Demis Aleotti della Bottega Aleotti di Crevalcore (BO);

 

                                                 Alberto Guidetti, della Luna Rossa di Palata Pepoli (BO) preparerà Tortellini gamberi e mortadella al profumo di funghi porcini;

 

Pasquale Troiano della Cantina Bentivoglio (BO) offrirà i Tortellini alle tre salse colorate;

 

                                  Tortellini a balûs con crema di Parmigiano Reggiano e tartufo uncinato, sono quelli di Vincenzo Tatoli del Ristorante a Balûs (BO);

 

 

Classici e tradizionali al brodo di gallina, sono quelli di Luca Fava dell’Agriturismo Mastrosasso di Savigno (BO);

 

                                                                                                           Ivan Poletti di Polpette e Crescentine (BO) proporrà quelli tradizionali in brodo di cappone;

 

 

Federico Pettazzoni del Comfort Home Restaurant di Stiatico (BO) Tortellini al Parmigiano Reggiano;

 

                                 Stefano Aldegretti del Barkalà di Marghera (VE) - è quello che viene da più lontano di tutti - e si porterà dietro i Tortellini al ragù con gocce di saba…

 

Alla fine saranno preparati e offerti ai visitatori gourmet, più di mille Kg. di tortellini (!) più di 10 mila assaggi (!!). Il prezzo del biglietto di accesso comprende o un piatto di tortellini, o un panino alla Mortadella Felsineo (Selezione tOur-tlen) o un dolce (tra quelli proposti dalle 4 squadre di pasticceri presenti); un calice di  bollicine (probabilmente il “Carlo”, nuovo spumante presentato in onore del compianto patron della Cantina Gaggioli); il tutto offerto a 5,50 euro o, col ticket da 5 consumazioni a 25 euro in totale. Nel contesto dell’evento, merchandising ufficiale e il ricavato della vendita degli oggetti (insieme a una parte del ricavato dell'intero evento) devoluto alla Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli.  Buon appetito!

 

 


 

 

 

www.tourtlen.it

 

(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)

 

 


Trionfo d'oro per “Amaro Silano” alla Spirits Selection del Concours Mondial de Bruxelles

 

 

Primo posto per l'antico e leggendario liquore al prestigioso concorso internazionale. Un trionfo nell’evento internazionale di riferimento degli SPIRITS provenienti dai quattro angoli del mondo che segna un importante riconoscimento per il più antico amaro di Calabria che ha saputo mantenere intatta la sua tradizione e autenticità per oltre 160 anni.

E’ appena stata pubblicata la notizia ufficiale della conquista del podio di Amaro Silano, aggiudicandosi la medaglia d'oro al prestigioso Concorso Internazionale Spirits Selection di Bruxelles, tenutosi a settembre in CINA a Renhuai.

La Spirits Selection è l’annuale appuntamento internazionale del Concours Mondial de Bruxelles nel corso del quale vengono valutati e classificati, da una giuria di esperti di varie nazionalità, i migliori distillati e liquori prodotti nel mondo. L’assegnazione della medaglia d'oro rappresenta il coronamento di una lunga storia di qualità e dedizione. Questo concorso, considerato uno dei più importanti a livello mondiale per il settore degli alcolici, ha riconosciuto nell'antico Amaro Silano non solo la qualità della sua produzione, ma anche l’unicità della sua tradizione.

Con questo trionfo, Amaro Silano mantiene alto il nome della Calabria, e ribadisce il suo ruolo di ambasciatore di una cultura millenaria fatta di sapori autentici e di un forte legame con la terra. Un sorso di questo amaro è, in fondo, un sorso di storia, di natura e di passione pienamente riconosciutaci in Italia e nel mondo, grazie a una importante presenza anche oltreoceano. Questo riconoscimento alla Spirit selection by Concours Mondial de Bruxelles rappresenta pertanto una conferma per la crescita e il gradimento dei consumatori che ci preferiscono in tutta Italia, in Europa fino a Stati Uniti e Australia. Un premio che va a tutta l’azienda per i risultati raggiunti e per quelli che grazie all’impegno di tutti e al lavoro di squadra potremo raggiungere” commenta così il lusinghiero risultato, Domenico Maradei, General Manager di Amaro Silano e del Liquorificio 1864.

Amaro Silano è un prodotto tutto calabrese, realizzato in Calabria da mani calabresi. Creato nel 1864 da Raffaello Bosco utilizzando erbe officinali della Sila, una zona montuosa ricca di natura incontaminata. Ogni sorso evoca i paesaggi di questa terra affascinante, le cui erbe aromatiche donano al prodotto il suo sapore unico, mantenendo vivo il legame con tradizione e natura.

Amaro Silano continua così il suo cammino, raccontando, attraverso il suo sapore, una storia lunga oltre un secolo e mezzo e confermandosi, ancora una volta, come uno dei più grandi protagonisti del panorama internazionale degli amari - sottolinea Antonio Reda, Resp. Marketing di Liquorificio 1864 - Il segreto del successo di Amaro Silano risiede nella unicità della sua ricetta, rimasta fedele a quella originale. E la “brand awareness” (notorietà della marca - NDR) del prodotto celebra questa unicità attraverso le campagne “Fuori Dal Branco” sia online che offline in tutte le stagioni, con eventi e occasioni che interpretano i caratteri di un infuso ultracentenario.

Attraverso un processo di lenta macerazione, nove erbe si fondono tra loro, sprigionando un sapore intenso e inconfondibile. È proprio questa miscela armoniosa, insieme alla cura e alla passione che accompagnano la produzione artigianale nel territorio d’origine, a rendere Amaro Silano un simbolo di eccellenza nel panorama dei liquori e un simbolo della Calabria nel mondo che di fatto già è un primato in qualità del più antico amaro di Calabria).

Del resto, Amaro Silano è autentico, come le terre selvagge da cui proviene, passionale come le tradizioni di un popolo fiero, deciso come lo sguardo di un lupo, temprato come i tronchi secolari della Sila, intenso, come le erbe aromatiche che lo compongono.


Liquorificio 1864 nasce a pochi anni dopo l'Unità d'Italia, in Calabria. Nel 2005, un gruppo di imprenditori, guidato da Elvira, Antonella e Gianni Regina con Orlando Marcelletti, rifonda l’azienda per rilanciare le ricette originali e diffondere i sapori calabresi nel mondo. Oggi, Liquorificio 1864 - mantenendo fede alle ricette storiche - propone prodotti tradizionali e innovativi, riconosciuti a livello internazionale, con prestigiosi premi.

TORVISCOSA, i borghi e le città di fondazione

Renzo Lupatin, giornalista e presidente di Borghi d'Europa ha creato un Comitato delle Città & dei Borghi di Fondazione, all'interno del Percorso Internazionale Borghi della Storia.

I Percorsi Internazionali sono inseriti nel progetto L'Europa delle scienze e della cultura, Patrocinato dalla IAI (Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica)

 

“Una città di fondazione è un insediamento urbano nato non spontaneamente, ma sulla base di una precisa volontà politica e di un progetto urbanistico. In genere, le città di fondazione sono costruite nella parte fondamentale, detta "nucleo di fondazione", tramite un intervento unitario realizzato in tempi brevi e con una precisa conformazione geometrica, spesso caricata di significati simbolici e modelli ideali “

 

Il Comune di Torviscosa ha concesso il Patrocinio all'iniziativa, proponendo fra il 2024 e il 2025

un programma di incontri di informazione, con l'invito alle comunità di partecipare e raccontare la propria storia, al fine di 'informare chi informa'.

Lo scopo è quello di dare voce a borghi e città poco conosciute, aprendole alla comunicazione e

all'incontro con giornalisti e comunicatori.

 

Il programma comprende :
- I villaggi operai ottocenteschi e novecenteschi relativi a insediamenti industriali o minerari :

Crespi d'Adda (BG-Lombardia),Villaggio Appiani (TV), Piazzola Città del Lavoro di Paolo Camerini (PD)

i nuovi insediamenti urbani fondati nel ventennio fascista, specie negli anni trenta ( Vigonza, le città di fondazione dell'Agro Pontino) le "città aziendali", o company towns, nate infatti come insediamenti a completamento delle infrastrutture produttive di una grande azienda ( Torviscosa, Tresigallo, Metanopoli, Villanova-Santa Margherita di Portogruaro, Alvisopoli, ecc. ).

Ogni incontro (a cadenza mensile) prevede :

l'intervento dei rappresentanti di altri Borghi ;

il racconto della Storia del Borgo invitato;

la degustazione di eccellenze della filiera agroalimentare (Percorsi del Gusto) ;

le interviste multimediali realizzate dai giornalisti di Borghi d'Europa;

la realizzazione di rassegne stampa documentate (almeno 20 servizi informativi multimediali pubblicati a tappa a livello locale-regionale, nazionale ed internazionale)

L'iniziativa ' Torviscosa e i borghi e le città di fondazione', verrà presentata a Milano.

Alcuni dei Borghi invitati:

Vigonza (PD)

Candiana (PD)

Piazzola sul Brenta (PD)

Treviso- Oderzo (Villaggio Appiani)

Città di Fondazione dell'Agro Pontino (Littoria, Pomezia, Aprilia, Sabaudia e Latina )

Tresigallo (Fe)

Bertinoro

Predappio

Fossalta di Portogruaro (Villanova Santa Margherita e Alvisopoli)

Fertilia ( Alghero-Sardegna)

Crespi d'Adda (Lombardia)

 

 

 

 


Vini rari: tra passione e rivoluzione digitale

Il mondo del vino, da sempre simbolo di raffinatezza e tradizione, ha da tempo attratto non solo gli appassionati della buona tavola, ma anche i collezionisti, che vedono in alcune etichette un vero e proprio investimento, nonché una forma di culto per la qualità e la rarità di alcune bottiglie.

Il collezionismo di vini pregiati, in questo senso, ha saputo svilupparsi in maniera significativa negli ultimi decenni, diventando una nicchia di mercato in costante crescita e, al tempo stesso, un mondo in cui la passione si mescola con l'esclusività.

Vini pregiati e ricercati dai collezionisti

Tra i vini più ambiti e ricercati dai collezionisti figurano alcune delle etichette più rare e prestigiose del panorama internazionale. La Borgogna, ad esempio, è celebre per la sua produzione di vini di altissima qualità come il Romanée-Conti, considerato uno dei vini più costosi al mondo, così come il Domaine Leroy Musigny Grand Cru, entrambi esempi di eccellenza enologica che richiamano l'attenzione di chiunque desideri possedere una bottiglia che rappresenti non solo un bene di consumo, ma anche un pezzo di storia e artigianato enologico.

Al di fuori della Francia, tornando in patria, alcune regioni come la Toscana con il celebre Sassicaia o il Brunello di Montalcino, trovano anch'esse spazio tra le scelte dei collezionisti, attratti sia dalla fama internazionale di queste etichette, sia dall'elevata qualità garantita dal tempo e dalla maestria con cui questi vini vengono prodotti.

Trovare queste bottiglie pregiate non è sempre semplice, ma oggi esistono diverse opzioni per gli amanti del vino. Le aste internazionali, ad esempio, rappresentano una via privilegiata, con lotti di vini rari venduti a prezzi molto elevati, mentre alcuni rivenditori specializzati propongono l’acquisto diretto dai produttori, con offerte dedicate e anteprime riservate agli iscritti a club esclusivi.

Ad ogni modo, il tempismo nel collezionismo è tutto, motivo per cui bisogna essere certi di disporre della giusta liquidità in tempi rapidi. Per chi desidera accedere a queste bottiglie senza disporre immediatamente della somma richiesta, le piattaforme di credito possono essere la migliore opzione per non attendere tempi troppo lunghi. In questo contesto, si possono preferire i siti che permettono di pianificare le rate tramite la simulazione di prestito online, garantendo una soluzione finanziaria flessibile e personalizzata.

Inoltre, per chi volesse sperimentare con i mercati virtuali, negli ultimi anni si è assistito all’aumento di portali di trading di vini rari, un'opportunità unica per i collezionisti di acquistare e vendere bottiglie in un contesto sicuro e regolamentato, amplificando le possibilità di accesso a etichette altrimenti introvabili.

L’evoluzione del collezionismo nel mondo del vino

Il collezionismo di vini non è rimasto immune ai cambiamenti tecnologici e alle nuove frontiere aperte dal digitale. L'evoluzione del settore ha infatti portato alla nascita di nuovi strumenti e opportunità per gli appassionati. In particolare, la creazione di cantine virtuali e l'introduzione del concetto di vino nel metaverso rappresentano oggi una delle più grandi novità.

Attraverso piattaforme digitali, gli appassionati e i collezionisti possono ora acquistare, conservare e scambiare vini pregiati senza la necessità di disporre fisicamente delle bottiglie. Questi sistemi permettono non solo una conservazione ottimale delle etichette più rare, grazie a condizioni di conservazione ideali gestite da esperti, ma offrono anche la possibilità di fruire del vino come bene di investimento, con la possibilità di monitorare in tempo reale l’andamento del valore delle proprie bottiglie.

Come evidenziato in recenti articoli del settore, le cantine virtuali stanno rivoluzionando il modo in cui il vino viene collezionato e scambiato. Secondo gli ultimi report, infatti, queste nuove tecnologie non solo facilitano l’accesso a bottiglie rare, ma aprono la strada a nuove forme di investimento, sfruttando il metaverso per creare spazi di incontro virtuali tra appassionati e produttori.

Si prospetta un futuro in cui la degustazione stessa potrebbe essere organizzata a distanza, con bottiglie condivise in ambienti digitali capaci di coniugare esperienza fisica e virtuale in modi fino a poco tempo fa inimmaginabili.


"Sagra dei sughitti": l’autunno si fa dolce con la 49ima edizione della tradizionale festa di Montecassiano

Una tre giorni immersiva nel gusto, con una tradizione che si sta tramandando ai giovani.
Autunno, tempo di dolcezze, e a Montecassiano (MC) l’inizio di ottobre annuncia l’arrivo de “li sughitti”, una ghiottoneria che fornisce una piacevole occasione per un’immersione nelle variopinte e morbide colline marchigiane che, in attesa del “foliage”, in questo periodo iniziano a tingersi di tenui sfumature.
Il suggestivo centro marchigiano, uno dei Borghi più Belli d’Italia ed anche Bandiera Arancione, dal 4 al 6 ottobre celebra la quarantanovesima edizione della Sagra dei Sughitti, una festa speciale dedicata ad un dessert atavico che è molto più di una semplice specialità gastronomica.

La tradizione de li sughitti, infatti, è intimamente connessa alla cultura della raccolta dell’uva e della vendemmia, incarnando lo spirito di oculata gestione dei beni della terra tipico della civiltà contadina, che è condensato nel motto “in campagna non si butta via niente”.

Ma in cosa consiste questa golosità? In una dolcissima polentina che oggi definiremmo “veg”, in quanto i suoi ingredienti sono tutti di origine vegetale, vale a dire granoturco, noci e mosto d’uva. Una squisitezza che dallo scorso anno è riconosciuta con la denominazione comunale (De.Co.).

La festa ha inizio venerdì sera, il 4 ottobre, con l’apertura di un’esclusiva mostra, nonché di locande e taverne, con la storica “cena co’ lo lesso”, tradizionale preparazione a fuoco lento delle carni locali, accompagnata dagli stornelli del Duo Acefalo. A seguire poesie e narrazioni in dialetto, ambientate… in cucina.

Sabato pomeriggio, 5 ottobre, iniziano i laboratori per bambini dedicati ai “lavoretti d’autunno”. Giovani ancora protagonisti della tradizione nello show cooking “Sughitti experience”, giocoso confronto tra massaie locali e i giovani talenti dell’ISS Alberghiero “Einstein-Nebbiadi Loreto. In serata aprono nuovamente le taverne, le cantine e le locande. Accanto alle pietanze tipiche, in scena i cantastorie di Passo di Treia ed il laboratorio di balli e passi della tradizione. Si chiude nella centrale piazza Unità d’Italia con “Folkantina in concerto”.

Gran finale domenica 6 ottobre quando, già dal mattino, sarà protagonista la storica fiera d’autunno, con bancarelle d’artigianato, hobbistica e prodotti tipici, insieme al tradizionale carro trainato da buoi che sfilerà lungo le vie del paese.

 Durante la giornata, insieme alle taverne, animazione per i più piccoli tra le vie e le piazzette di Montecassiano, con possibilità di esperienze inconsuete come la “merenna co’ l’apittu” e il carretto del nuovo gelato ai sughitti. Possibilità di effettuare visite guidate alle pregevoli attrattive del borgo, ma anche di assistere ad una videoproiezione dedicata proprio ai mitici sughitti. Momento clou della festa alle 15:30, con la partenza dei carri allegorici, l’esibizione dei gruppi folkloristici e la riproposizione “live” della tradizionale vendemmia.

La Sagra dei sughitti, promossa dalla Proloco di Montecassiano e supportata dall’Amministrazione comunale, è sede di tappa del Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi studiato da Tipicità in collaborazione con ANCI Marche, che da maggio a dicembre racconta la regione attraverso i più significativi momenti di festa che animano le comunità e i borghi marchigiani.

 

Tutte le info relative ad eventi ed iniziative
si possono reperire su: www.tipicita.it

 

 


Le degustazioni di Gowine: i vini dell’Emilia Romagna

Prima di raccontare della nuova degustazione promossa da Gowine a Milano con focus sul patrimonio enologico dell’Emilia Romagna, la redazione della Testata Borghi d’Europa esprime sincero cordoglio verso la gente della stessa regione emiliano- romagnola, colpita da una nuova forte ondata di maltempo il 19 Settembre c.m. .

L’incontro di degustazione si è svolto presso l’Nh Collection Touring Hotel di Milano in zona Repubblica e rivolto come sempre sia ad operatori del settore che ai wine lovers, pronti ad approfondire meglio vini e terroir diversi dell’ Emilia Romagna attraverso interessanti assaggi.

Questa degustazione targata Gowine, come sempre ben organizzata e strutturata, ha visto presenti 5 realtà vitivinicole, oltre a una fornita selezione di etichette nella parte Enoteca, con protagonisti sia rossi che bianchi emiliano-romagnoli, alcuni autoctoni, che grazie all’abilità e pazienza di alcuni coraggiosi produttori sono stati rilanciati.

Delle Cantine direttamente presenti, Borghi d’Europa è rimasta colpita dai vini di Monte delle Vigne, dai Colli Parmigiani di Ozzano Taro, come il Rubina Spumante Brut Rosè (100% Barbera) e da Callas, Malvasia di Candia Aromatica in purezza e dai vini dell’Azienda Vitivinicola La Torretta di Alta Val Tidone (Pc).

E ancora della Cantina Terre Rosse di Vallania di Zola Predosa (Bo) due declinazioni dell’autoctono locale Pignoletto: lo Spumante Metodo Classico 995 (uve di Pignoletto selezionate) e il Bianco Fermo Malagò, profumato e con buon corpo, ed infine dell’Azienda Agricola Torre Fornello di Ziano Piacentino (Pc) apprezzati lo Spumante Metodo Charmat Brut Ortrugo Doc dei Colli Piacentini e l’insolito (per il territorio dove viene prodotto) ed elegante Spumante Metodo Classico Olubra (90& uva Marsanne, 10% Malvasia di Candia Aromatica).

Nella sezione Enoteca invece apprezzati:

-Lambrusco di Sorbara Riserva Spumante Brut LaRiserva 2022 di Paltrinieri di Bomporto (Mo)

-Romagna Albana Secco Vitalba 2023 di Tre Monti di Imola (Bo)

-Ravenna Igt Nero del Bufalo Merlot 2023 dell'Azienda Nero del Bufalo di Sant'Agata Sul Santerno (Ra)

-Barbarossa Riserva Igt Forlì Vigna Dosso (rara uva autoctona a bacca nera) di Fattoria Paradiso di Bertinoro (Fc)

-Bucamante Igt Malbo Gentile 2016 (altra rara uva autoctona a bacca nera) di cantina del Frignano di Serramazzoni (Mo)

In alto i calici!

Alessio Dalla Barba

 

(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)


29 settembre 2024: Cittaslow celebra la giornata internazionale del buon vivere slow

Bellano, nuovo comune Cittaslow: viaggio tra gli appuntamenti autunnali di alcune tra le Cittaslow dell’Emilia Romagna. E ancora: la pace, altra grande protagonista di Cittaslow.
Così si allarga ancora il circuito Cittaslow International che vede l’ingresso della città metropolitana turca di Antalya, Samobor in Croazia, le cinesi Yunping, Longbo e Nan’ao, e la cittadina di Chihshang a Taiwan. Per quanto riguarda l’Italia, new entry di Bellano in provincia di Lecco. Diventano così 301 le Cittaslow distribuite in tutto il mondo, una rete d’eccellenza per la realizzazione di progetti e attività a servizio dei cittadini e dell’ambiente, di uno stile di vita più sostenibile e slow. A questo proposito, domenica 29 settembre 2024 si terrà la 15ª edizione della Giornata internazionale del buon vivere slow: tutte le Cittaslow sono già al lavoro, da Wando in Sud Corea fino a Chiaverano in Piemonte.

Vivere bene e slow

La Giornata internazionale del buon vivere slow permette a tutti i Comuni coinvolti di realizzare attività che aiutino a promuovere la filosofia Cittaslow. Il valore della lentezza positiva, l’importanza dell’economia circolare, la resilienza e la giustizia sociale, e poi la sostenibilità e la cultura, sono alcuni dei principi che si trasformano in azioni concrete nel territorio.
Ecco perché Cittaslow promuove le diverse manifestazioni a tema organizzate nei vari comuni per l’occasione. Si va dal mercato Cittaslow con i produttori locali all’assemblea pubblica che spieghi i cardini dell’essere Cittaslow nelle diverse comunità, alla mostra fotografica. Domenica 29 settembre 2024, così come nei giorni prima e dopo, è tutto un fiorire di iniziative, da quelle di educazione civica nelle scuole agli orti didattici, alle rassegne artistiche, musicali, con artigiani e artisti di strada, produttori di cibo a chilometro zero, fino ai workshop sulla sostenibilità e il paesaggio. Un’occasione unica per toccare con mano i valori di Cittaslow e allo stesso tempo conoscere un territorio.
www.discoveringbellano.eu

Bellano e il Museo del Latte

Un nuovo comune italiano entra a far parte della rete Cittaslow: Bellano. Il comune lombardo, in provincia diLecco, ha risposto positivamente a oltre settanta requisiti, legati alle politiche energetiche e ambientali, infrastrutturali e sulla qualità urbana, agricole turistiche e artigianali, per l’ospitalità e la formazione, la coesione sociale e la capacità di creare partenariati.
Città animate da uomini curiosi del tempo ritrovato, ricche di piazze, di teatri, di botteghe, di caffè, di ristoranti, di luoghi dello spirito, di paesaggi non violati, di artigiani affascinanti, dove l’uomo ancora riconosce il lento, benefico succedersi delle stagioni, ritmato dalla genuinità dei prodotti, rispettosi del gusto e della salute, della spontaneità dei riti” recita il Manifesto Cittaslow.
E a questo proposito, tra le diverse attrazioni che la località offre, a Vendrogno di Bellano si trova il Museo del Latte e della storia della Muggiasca (MUU). Si tratta di un museo etnografico nato nel 2008 con l’obiettivo di conservare e tramandare reperti e tradizioni legati alla vita e alla cultura materiale della Muggiasca, con una particolare attenzione alle fasi della lavorazione del latte. Non a caso il museo occupa i locali della ex-latteria turnaria, per quasi un secolo adibiti alla trasformazione del latte. L’intento del MUU, perfettamente in linea con la filosofia Cittaslow, è quello di promuovere una visione condivisa e sostenibile del territorio e dello sviluppo, come sintesi di economia e cultura. Oltre al latte, altri 4 itinerari conducono i visitatori tra diverse tematiche del bosco, della vita nei campi, del lavoro nella stalla, della casa e dei lavori femminili di una volta, oltre che di alcuni episodi di storia della Muggiasca. Tra le principali attrazioni turistiche del paese, anche il percorso guidato all’Orrido di Bellano. Una gola naturale creata 15 milioni di anni fa dall’erosione del torrente Pioverna e del Ghiacciaio dell’Adda che, nel corso dei secoli, hanno modellato la roccia in gigantesche marmitte, tetri anfratti e suggestive spelonche. Un sistema di passerelle ancorate sulle alte pareti a picco sull’acqua permette di visitare lo stretto canyonregalando un panorama suggestivo e un’emozione unica.
www.santarcangelodiromagna.info

Museo Gonzaga, Novellara
Artigianato e gastronomia, l’autunno in Emilia Romagna

Il clima favorevole e i prodotti enogastronomici di stagione fanno dell’autunno un ottimo periodo per godersi le manifestazioni di paese. Abbiamo raccolto qualche spunto dalle Cittaslow dell’Emilia Romagna che propongono diversi eventi per l’autunno ispirati ai prodotti tipici. Nella Cittaslow Santarcangelo di Romagna il 28 e il 29 settembre 2024 si tiene la Fiera di San Michele. Tradizione antica, la fiera ospita ogni anno 200 espositori del mondo dei prodotti agricoli, dell’artigianato, attrezzature e animali da compagnia. Non solo, le giornate di festa sono anche l’occasione per organizzare iniziative dedicate agli animali, far conoscere imprese agricole e prodotti locali, valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico del territorio e promuovere stili di vita e scelte eco-friendly. Nella Cittaslow Novellara, domenica 13 ottobre 2024 nella suggestiva cornice della Rocca dei Gonzaga si tiene l’imperdibile Novellara Balsamica, mostra mercato dei produttori locali, del buon cibo e dell'antiquariato. Ispirata alla grande tradizione dell’aceto, la festa prevede anche la scoperta delle varie fasi di preparazione dell’aceto e la visita all’acetaia.
La Cittaslow Borgo Val Di Taro si trasforma in un’oasi di sapori per la 49ª edizione della Fiera del Fungo di Borgotaro IGP nei weekend del 14-15 e 21-22 settembre 2024. Banchi enoagroalimentari mettono in mostra l’eccellenza dei prodotti locali, dai funghi, simbolo indiscusso della fiera, ai formaggi, salumi e vini. Il mercatino dell’ingegno offrirà opere artigianali uniche e originali, mentre il mercato non alimentare presenterà una varietà di prodotti, da abbigliamento ad articoli per la casa. E poi ancora raduni e attività pensate per i più piccoli.


Borgo Val Di Taro
Anche la pace, protagonista di Cittaslow

Tra i principi guida di Cittaslow ci sono anche la giustizia sociale e la pace, mai come in questo periodo tornata purtroppo tema di grande attualità. Durante l’Assemblea di Cittaslow International appena conclusasi a Città Sant’Angelo, in Abruzzo, si è parlato anche di pace, grazie alla testimonianza di Stefano Giaquinto, sindaco della città di Caiazzo. Un lungo percorso di dolore e riconciliazione, iniziato nel 1943 con la Strage di Monte Carmignano compiuta dall’esercito tedesco con l’uccisione di 22 persone e il successivo gemellaggio con la comunità di Ochtendung in Germania, la patria dell’ufficiale tedesco responsabile dell'eccidio. I primi comprensibili dubbi hanno lasciato il posto nel tempo, grazie a incontri, scambi culturali e dialoghi sinceri, a una straordinaria occasione di avvicinamento, a dimostrare come la volontà di pace possa trasformare il dolore in speranza. Ecco perché rientra a pieno titolo tra gli appuntamenti autunnali anche la Festa della pace della Cittaslow Pellegrino Parmense, in Emilia Romagna, il 21 e 22 settembre 2024. Due giorni per discutere e confrontarsi sulle problematiche della guerra e per approfondire allo stesso tempo le tante dimensioni della pace.

Cittaslow, Città del Buon Vivere

Lentezza positiva, economia circolare, resilienza, sostenibilità e cultura, giustizia sociale. Sono alcuni dei principi guida di Cittaslow, associazione che raggruppa piccoli comuni e città, fondata nel 1999 a Orvieto. L'obiettivo delle Città del Buon Vivere, il cui slogan è “innovation by tradition”, è quello di preservare lo spirito della comunità, trasmettendo memoria e conoscenza alle nuove generazioni, per renderle consapevoli del loro patrimonio culturale. Ma anche promuovere e applicare innovazione tecnologica, di sistema e gestione, a favore della sostenibilità.

Oggi Cittaslow è un marchio di qualità presente in 88 comuni italiani, connessi alla rete internazionale di 300 città, distribuite in 33 paesi. Un circuito di eccellenza, che vede ogni anno la realizzazione di progetti che concretamente migliorano la vita dei cittadini e del pianeta.


Info: Cittaslow:
tel. +39 0763341818
www.cittaslow.it


VOLTERRAGUSTO: “Tartufo, legame tra uomo e natura” e Volterra torna capitale del tartufo bianco e dei sapori di Toscana

Conto alla rovescia cominciato per la nuova attesissima edizione di VOLTERRAGUSTO, evento che che come ormai da tradizione riempirà di sapori ed iniziative per tutta la famiglia l'autunno toscano nei due fine settimana del 26-27 OTTOBRE e ancora dell'1-3 NOVEMBRE 2024.

Tema celebrato quest'anno dalla manifestazione il connubio tra UOMO E NATURA, che farà da filo conduttore di un calendario sempre ricchissimo di spunti ed occasioni per conoscere ed immergersi a tutto tondo in uno dei territorio più ricchi ed affascinanti di Toscana.

Nella suggestiva cornice nuova edizione per l'evento clou dell'autunno toscano che fa di Volterra (PI) una vetrina di sapori, cultura e divertimento con la XXVI Mostra Mercato del Tartufo Bianco e dei prodotti tipici della Valdicecina offerti da alcuni luoghi simbolo della città di Volterra, splendida e suggestiva roccaforte etrusca, a fare gli onori di casa sarà come sempre il pregiato tartufo locale, protagonista della MOSTRA MERCATO DEL TARTUFO BIANCO E DEI PRODOTTI TIPICI DELL’ALTA VALDICECINA. Ad affiancarlo tanti piccoli produttori del territorio ma non solo che porteranno in assaggio salumi , formaggi, vini, dolci, confetture, cioccolato e molto altro ancora, in un goloso viaggio che offrirà anche tanti momenti di approfondimento attraverso laboratori, show cooking e degustazioni guidate.

Come sempre tantissime e per tutti i gusti le iniziative collaterali che abbracceranno dentro e fuori mura la città: TREKKING URBANIche sveleranno una Volterra quanto mai misteriosa ed inedita, visite guidate alla scoperta di prodotti, l'esibizione del GRUPPO STORICO, SBANDIERATORI E MUSICI CITTÀ DI VOLTERRA, il pittoresco Consiglio dei Priori, l'immancabile battuta di CACCIA AL TARTUFO PALIO DEI CACI VOLTERRANI in collaborazione con il in compagnia dei tartufai e dei loro inseparabili segugi

Fra i momenti più attesi della rassegna la consegna del PREMIO ARRO, destinato ogni anno a chi in ambito professionale si sia distinto nell'opera di divulgazione della cultura della buona tavola: la cerimonia di premiazione avverrà come da tradizione allapresenza del Sindaco e degli organizzatori della rassegna nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo dei Priori. Questo e molto altro ancora da vivere nei due weekend di VOLTERRAGUSTO: un programma da scoprire sul sito della manifestazione che offrirà tanti motivi per trascorrere giornate di gusto e relax in uno degli angoli più suggestivi della regione.   

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 ORARI:
SABATO dalle 15 alle 20
TUTTI GLI ALTRI GIORNI dalle 10 alle 20 

Ufficio Turistico “Volterra, Valdicecina”:
Per info e aggiornamenti: www.volterragusto.com
Tel. 0588-86099

(contributo della LR 50/95) e la Camera di Commercio della Toscana Nord- Ovest, con la collaborazione de la Fisar – Delegazione storica di Volterra, il Club Unesco Volterra, CNA, l’Ufficio Turistico Comunale, la Pro-Volterra, Slow Food, il Consiglio dei Priori , l'Associazione Vignaioli Volterra, GF GIAN, il Centro Commerciale Naturale, Confcommercio e Confesercenti, Distretto Rurale e Biologico della Val di Cecina e altre associazioni cittadine. Grazie al contributo indispensabile della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra.


Il 64° Salone Nautico Internazionale di Genova 2024 al Waterfront di Levante: sempre un grande evento!

Proprio in concomitanza con l’avventura di Luna Rossa Prada Pirelli, che in questi giorni sta disputando per la quinta volta la finale delle Selezioni Challenger per l'America's Cup, la Coppa delle Ghinee, si è aperto il 64° Salone nautico internazionale di Genova, che è sempre una delle principali fiere mondiali dedicate alla nautica da diporto che si svolge nel capoluogo ligure con cadenza annuale – quest’anno a settembre, nell’area del Waterfront di Levante, in piazzale Kennedy dal 19 al 24 con orario 10:00/18:30 – (in precedenza si svolgeva nel mese di ottobre e, ai suoi inizi, a febbraio). Inoltre, il salone, è piattaforma globale di confronto istituzionale, tecnico e di mercato per tutto il compartimento che rappresenta la filiera della nautica da diporto, dai grandi yacht alle imbarcazioni più piccole, passando dall'accessoristica, ai servizi e ai porti. Evento che torna così a essere sotto i riflettori del palcoscenico dello yachting mondiale… settore che, dalla produzione alla vendita, implica 200mila posti di lavoro (+7% dal 2022) e che,  negli ultimi otto anni, ha triplicato il fatturato toccando gli 8,4 miliardi di euro a fine 2023 (record storico).

Inaugurato dall’onorevole La Russa che ha definito la manifestazione "Un regalo all'Italia", che solo "Dieci anni fa era in recessione e considerato roba per ricchi e oggi è molto diverso", questo per bocca del sindaco Marco Bucci, mentre il viceministro ai trasporti Edoardo Rixi ha accennato al "decreto sulla nautica" atteso da anni…  Ma in definitiva si tratta di un appuntamento irrinunciabile sia per il mercato internazionale della nautica e per gli appassionati del mare. Sei giorni di nautica, design, tecnologia, innovazione e sostenibilità, oltre che una piattaforma globale di confronto istituzionale, tecnico e di mercato per tutto il settore.  Un simbolo del Paese e del Made in Italy nel mondo, questo 64° salone nautico internazionale è espressione di un patrimonio unico, capace di coniugare storia, conoscenza, competenza, saper fare, design, tecnologia, innovazione, ricerca, sviluppo e business. Una realtà capace di coniugare la solidità del passato con la visione del futuro, affermandosi come modello di evento all’avanguardia, efficace e concreto.
Tanti gli eventi nell’evento: il fitto programma della giornata inaugurale del Salone si è chiuso con il seminario “Nautica Fisco e Dogane”, il tradizionale appuntamento a cura di Confindustria Nautica per fare il punto sulla normativa fiscale, doganale e di settore in atto. L’incontro ha aperto, insieme al convegno inaugurale e al Boating Economic Forecast, il programma di convegni del Salone Nautico FORUM24 che gode del patrocinio della Commissione europea, a conferma della completezza e autorevolezza dell’attività convegnistica che Confindustria Nautica svolge anche a livello europeo.

Quest’anno l’appuntamento dedicato all’approfondimento delle normative fiscali e doganali ha acceso un focus sull’abrogazione del testo unico doganale e sui risvolti del passaggio alla normativa unionale sul settore nautico. Al convegno di inaugurazione ha partecipato il Direttore centrale delle dogane Roberto Alesse, poi nel pomeriggio nella Sala Forum, l’intervento di Claudio Oliviero, Direttore Ufficio della direzione dogane dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, che si è confrontato con Sara Armella, di Armella & Associati, Ezio Vannucci, di Moores & Rowland Partner e Carolina Villa, Vicepresidente Assagenti, moderati da RobertoNeglia, Responsabile Rapporti Istituzionali Confindustria Nautica. Nel corso del convegno il Direttore Oliviero ha rassicurato gli operatori del settore in merito alla prosecuzione della validità e applicazione delle procedure individuate dai documenti di prassi, che erano per lo più di semplificazione per l'attività del comparto, anche a seguito della cessazione di validità del TULD (documento che attesta la libera circolazione delle merci nell'Unione Europea e viene utilizzato quando si devono raggiungere territori di paesi membri della UE che non fanno parte del Territorio continentale dell'Unione Europea). L’abrogazione del testo unico nazionale apre anche a prospettive di semplificazione ad esempio, come sottolineato da Ezio Vannucci di Moore & Rowland Partner, la possibilità di allineare la normativa italiana a quella dei vicini francesi in tema dell’annullamento delle garanzie fideiussorie per i lavori di refitting (riparazione, il fissaggio, il ripristino, il rinnovamento, la riparazione e il rinnovamento di una vecchia imbarcazione).

 

Su questo il Direttore Oliviero ha rassicurato: “Gli strumenti ci sono, dobbiamo utilizzarli e quindi anche in tema di garanzie si può lavorare quantomeno per migliorare rispetto anche alla Circolare del 2020”.  In conclusione del convegno il Direttore Oliviero ha dato disponibilità ha un tavolo di confronto con Confindustria Nautica finalizzato a individuare quegli interventi che possano chiarire l’applicazione della normativa unionale e mettere le imprese italiane in condizione di competere al meglio con quelle di altri Paesi. Appuntamento per l’aggiornamento su detti argomenti è per la 65° edizione del Salone nautico.

Al salone nautico di Genova la terza edizione del “World Yachting Sustainability” forum organizzato da Ibi e Confindustria nautica. Tra i temi trattati gli effetti delle “Esg”( Environmental, Social, Governance, rating di sostenibilità che esprime l'impatto ambientale, sociale e di governance di una impresa o di una organizzazione) sulla nautica e la sua filiera nel breve e lungo termine e le strategie che plasmeranno l'industria di domani. Alla tavola rotonda, moderata da Ed Slack, caporedattore di IBI, sono intervenuti Margherita Sacerdoti, Investor Relations & Sustainability Ferretti Group; Erik Stromberg, Vice-President Power & Motor Yacht Development Beneteau Group, Nicola Pomi, Director of Global Yacht Business Volvo Penta, Paolo Moretti, CEO di RINA Services e Andrea Guido Technical & New Product Development di Sanlorenzo Yacht. Ed Slack ha poi invitato a partecipare al talk anche Dan Lenard, co-fondatore dello studio di progettazione Nuvolari Lenard, il quale ha portato la sua esperienza come progettista di megayacht, settore dell’industria spesso stigmatizzato.
È importante comunicare cosa c’è dietro la comunicazione di uno yacht”- ha affermato lo yacht designer -“soprattutto mettere in evidenza l’alto livello di tecnologia che ai vari livelli viene applicata per la realizzazione di questi opere uniche”.
Infine Lenard, ha presentato il suo progetto Vela Code e la sua visione per un domani più ecosostenibile che coinvolge il problema dell’assorbimento della CO2 da parte degli Oceani, oggi poco evidenziato. Con detto progetto le aziende potranno navigare portando in giro il loro messaggio green. Il team di esperti sta lavorando al progetto dal 2019; si auspicano collaborazioni anche con le università di tutto il mondo.

Le Start-Up protagoniste: confermando sul campo la volontà di guardare ad un futuro più sostenibile, il Salone Nautico Internazionale di Genova punta anche quest’anno sulle più promettenti Start-Up che mettono in campo il proprio know-how nel settore della nautica. Sul palcoscenico della Terrazza del Padiglione Blu, nell’ambito dell’evento “Start-Up innovative della nautica” a cura di Confindustria Nautica, sono state presentate dodici Start-Up – cinque delle quali presenti al Salone con stand espositivi nell’area “Tech Trade” del padiglione B superiore – hanno partecipato grazie alla collaborazione tra Confindustria Nautica e Agenzia ICE per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Sono: Captayn, Easysea, FUTUR-E, EHYFA e Novac a cui si aggiungono, PoliMI - NUGAE S.R.L., PoliTo - Sailing Team, SCIA SERVICES S.R.L., SEAform, SYSTEM INNOVATION GROUP, VOLTA Structural Energy, Watermill. Un’attività che consente il consolidamento dell’eccellenza del Made in Italy di settore, offrendo ogni anno, al mondo della nautica da diporto, obiettivi centrali e sviluppo di nuovi e innovativi progetti. Differenti le tematiche e gli ambiti di applicazione: dalle app intuitive e accessibili per la manutenzione delle imbarcazioni, ai super-condensatori modellabili, ai giovani brand che progettano accessori nautici innovativi e intelligenti, alle motorboat avanguardiste, fino ai rivestimenti delle carene che combattono l’inquinamento marino.

Rinnovato l’appuntamento della FIV con il Salone, quest’anno arricchito dalla medaglia d’oro delle Olimpiadi di Parigi 2024 Marta Maggetti, affiancata da un’altra "super campionessa" olimpica, come Marta sulle tavole, Alessandra Sensini, direttore tecnico giovanile, con il Presidente della FIV Francesco Ettorre e il direttore tecnico Michele Marchesini. Un appuntamento per celebrare Marta, e i sei ori vinti ai Campionati del Mondo juniores di luglio sul Garda. Successi, questi, arrivati grazie all’ottimo lavoro di dirigenti, tecnici ed atleti italiani. In visita al Salone anche l’altra medaglia d’oro della vela a Parigi, quella di Ruggero Tita e Caterina Banti, la seconda dopo quella di Tokyo.
E ancora, il Salone Nautico Internazionale di Genova ha ospitato la presentazione della 16ma edizione della 151 Miglia-Trofeo Cetilar, la regata d’altura in programma il 30 maggio 2025, con la consueta organizzazione di un Comitato di circoli formato dallo Yacht Club Repubblica Marinara di Pisa, Yacht Club Punta Ala e Yacht Club Livorno. Sul palco dell'Eberhard & Co. Theatre, i rappresentanti dei club organizzatori – dopo aver ricevuto il saluto della Presidente della Federazione Italiana Vela Francesco Ettorre, sempre presente alla partenza della 151 Miglia  – hanno illustrato nel dettaglio tutte le grandi novità di questa nuova edizione, a partire dalla nuova rotta della regata, riassunta perfettamente nel claim “Sea Change”. In chiusura dell’evento, a cura della rivista "Barche", “Offshore mania” con la presentazione del nuovo trailer del podcast in compagnia degli autori e un confronto con i protagonisti degli anni d’oro dell’offshore.

Naturalmente l’aspetto più affascinante del Salone Nautico Internazionale di Genova sono le imbarcazioni… ma con tutta la buona volontà di cui disponiamo, non potremmo mai inserire in queste pagine accurate descrizioni con fotografie e tabelle tecniche delle centinaia di modelli esposti negli stand e presenti in acqua… Quindi, per questo, segnaliamo il link del sito dell’esposizione e, buona lettura!  https://salonenautico.com/lista-imbarcazioni/

Per “deformazione professionale” non possiamo tralasciare l’aspetto che coinvolge la “cambusa”… anche considerando la necessità di rifocillarsi di coloro che camminano senza tregua tra gli stand per tutto il giorno...
... e per i più esigenti:

Blue Restaurant by Razzo
Razzo, ristorante contemporaneo attivo dal 2019, in occasione del Salone Nautico propone con il suo primo pop-up restaurant menu composto da appetizer, paste, crudi di pesce e una vasta selezione di vini e cocktail e promette di regalare un’esperienza gastronomica di altissima qualità, dove ogni piatto esalta sapori autentici con un tocco di innovazione. Presso il Blue Restaurant by Razzo, è possibile prenotare un tavolo per aperitivi, pranzi, cene o privatizzazioni esclusive del locale e del suo garden. Per info e prenotazioni: +39 346 3761473.


Ristorante Ermana
La cucina di pesce a km 0 arriva al Salone Nautico in banchina E. Il pescato del giorno, cucinato direttamente sulla barca dallo chef e pescatore Emanuele Frecceri, comprende dal tradizionale fritto ai crudi di pesci, passando per la pasta tradizionale ligure con il sugo fresco. La raffinata selezione di bollicine Italiane e la bellissima visuale a 360° sul Salone rendono ancora più unico e speciale ogni momento.
Ermana – Cucina di Pesce è aperto tutti i giorni dalle ore 12.
Consigliata la prenotazione 346 5177661.

Ristoranti vicino a Fiera Mare
Pasticceria Dria - Drago D'oro - Kaiseki Sushi Restaurant - Pizzeria Pinseria 23 Febbraio - Mon Bistrot - Becco Fin - Poldo's pub - Il Mondo – ecc. ecc.

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https://salonenautico.com
Per informazioni generali:
Tel. +39 010 5769811
Cell. +39 375 537097  

 
(articolo di Gianluigi Veronesi)

 

 


"All’Antico Vinaio" apre a Bologna e dedica una sua schiacciata proprio alla città delle Due Torri

Per celebrare l'apertura in una città simbolo della cucina italiana, il fondatore della catena Tommaso Mazzanti ha ideato una edizione limitata col nome proprio di “Bologna”, che potrà essere gustata nell'ampio locale con 75 posti a sedere, in una atmosfera di confort e relax.

Il fondatore Tommaso Mazzanti ha tagliato il nastro giovedì 19 settembre alle ore 11,30: per l’occasione ha lanciato la schiacciata "limited edition" con mortadella, scaglie di Parmigiano Reggiano e Aceto Balsamico di Modena Igp.
Nel centro storico di Bologna, a due passi dalle celebri Due Torri, uno dei simboli più iconici della città, ha aperto un nuovo locale "All'Antico Vinaio" in via Santo Stefano 6/a per proporre a bolognesi e non una nuova avventura gastronomica della schiacciata più famosa del mondo.
Per celebrare l’apertura in una città simbolo della cucina italiana, il fondatore della catena Tommaso Mazzanti ha ideato una edizione limitata col nome proprio di "Bologna", che potrà essere gustata nell’ampio locale con 75 posti a sedere, in una atmosfera di confort e relax.

Mortadella, scaglie di Parmigiano Reggiano e Aceto Balsamico di Modena IGP, invecchiato in barrique di rovere. Questi gli ingredienti scelti, e, essendo Bologna la patria della mortadella, i clienti avranno l'opportunità di scegliere tra due delle migliori varianti di questo celebre salume: la "Mortadella Due Torri", caratterizzata dall'elevata qualità dei tagli di suino e da una ridotta quantità di lardelli, che le conferisce una consistenza più magra e delicata e la "Mortadella Favola", vincitrice del titolo di miglior mortadella, apprezzata per il suo sapore unico e la sua lavorazione artigianale.          

E non mancano golose alternative: schiacciata con carpaccio di manzo, crema di pistacchio, stracciatella, granella di nocciole e altre come la favolosa, la più famosa de All’Antico Vinaio (a base di “sbriciolona di Montespertoli”, pecorino, crema di carciofi e melanzane grigliate) poi l’inferno, la schiacciata dedicata a Ron Howard (il regista fan della bottega fiorentina...) con porchetta toscana, crema piccante, melanzane, zucchine e rucola e ancora  la schiacciata del boss, la Dante, la summer… ce ne sono per tutti i gusti!

Questa nuova apertura si inserisce in una politica di grande espansione in Italia e all’estero del marchio All’Antico Vinaio. Inoltre, per questa nuova sede sono stati creati 20 nuovi posti di lavoro.

 


via Santo Stefano, 6° Bologna
Per info scrivere sms a:
+ 39 3332690704 


È l'ozono la soluzione per sconfiggere i batteri della “Listeria” che contaminano l’insalata lavata e pronta al consumo

La “Listèria monocytogenes” (deve il suo nome al medico britannico Joseph Lister) è un genere di batteri “Gram-positivi”, che comprende sei specie che attaccano principalmente il sistema immunitario degli umani. Sono microbi ampiamente distribuiti nell'ambiente e possono contaminare alimenti crudi come i vegetali (insalate in primis) e in particolare il latte e i suoi derivati. La Listeria si elimina a temperature superiori a 65° C (sicuramente con l’ebollizione) ma si deve tenere in considerazione che la contaminazione dei cibi può avvenire anche dopo la cottura degli alimenti e prima del loro confezionamento. Il progetto O3 Fresh Cut 360 rappresenta una svolta per garantire la sicurezza alimentare, mettendo in luce una soluzione efficace per il lavaggio dei prodotti freschi, garantendo una riduzione della carica microbica, senza residui chimici, migliorando la “shelf life” (vita di scaffale) fino a 15 giorni, eliminando il “biofilm” (aggregazioni di microorganismi che formano sottili pellicole aderenti alle superfici) nelle tubature e consente il riutilizzo delle acque trattate, il riciclo delle acque di lavaggio, con una significativa riduzione dell’impatto ambientale, migliorando la sostenibilità e riducendo i costi operativi.
Dunque, con il “Progetto O3 Fresh Cut 360” minori costi e più sicurezza in IV Gamma, grazie all'ozono utilizzato nel lavaggio delle insalate confezionate in sacchetti di cellophane e pronte al consumo in vendita nella GDO.

 “Progetto O3 Fresh Cut 360” è stato sviluppato grazie alla collaborazione tra la Stazione Sperimentale per l'Industria delle Conserve Alimentari (SSICA), il CFT Group e MET Ozone Experts, azienda di Bologna e operante a livello internazionale nel settore della tecnologia ozono-applicata. L’obiettivo principale del progetto, ottimizzare il processo di lavaggio delle insalate attraverso l'uso dell'ozono, riducendo l’impiego di prodotti chimici convenzionali e garantendo al contempo la qualità del prodotto e il riciclo delle acque di lavaggio. Tra le finalità chiave del progetto, il lavaggio con ozono per valutarne l'efficacia nel ridurre la carica microbica e batterica sulle insalate, senza l’utilizzo di altri agenti chimici. Altro focus è stata l’eliminazione del biofilm, esaminando la capacità dell'ozono nel rimuoverlo dalle condotte idriche rispetto ai metodi tradizionali. Altrettanto importante è stato il recupero delle acque, verificando la possibilità di riutilizzare quelle di lavaggio trattate con ozono per altri processi aziendali, contribuendo a una maggiore sostenibilità, oltre alla riduzione dei costi di gestione.
La misurazione dell’ozono in acqua ha dimostrato come nel processo di lavaggio, la concentrazione dell’ozono ha prolungato la shelf life del prodotto fino a 15 giorni, mantenendo intatte le proprietà organolettiche e, al quindicesimo giorno, il monitoraggio ambientale, ha dimostrato che la carica batterica – senza avere alterato i limiti di sicurezza - risultava ancora al di sotto del 50% dei valori stabiliti dalle normative, assicurando pure condizioni di lavoro sicure per gli operatori.
In merito al lavaggio dei prodotti, i test microbiologici hanno confrontato tre metodi di lavaggio (solo ozono, acido peracetico, combinazione dei due), evidenziando come l’ozono si conferma particolarmente efficace nel ridurre la carica microbica senza lasciare residui, sebbene la combinazione con acido peracetico abbia raggiunto i risultati migliori.

Determinante si è rivelata anche l’eliminazione del biofilm nelle tubature: il trattamento con ozono ha infatti mostrato buoni risultati nella riduzione del biofilm, in particolare quando combinato con acido peracetico, superando l'efficacia dei metodi tradizionali.

Nel recupero delle acque di lavaggio, le analisi chimiche e microbiologiche sulle acque trattate con ozono hanno confermato il rispetto dei parametri di legge per la potabilità, aprendo la strada al loro riutilizzo in altri processi industriali, riducendo così il consumo di risorse idriche e i relativi costi gestionali.

La macchina utilizzata nel progetto - progettata dalla MET Ozone Experts - è stata fondamentale per monitorare e ottimizzare l'utilizzo dell'ozono nell'acqua. Questo dispositivo ha permesso di analizzare in tempo reale la qualità dell'acqua e dosare con precisione la quantità di ozono necessaria per garantire l’efficacia del trattamento.

Grazie ai dati ottenuti è stato possibile dimostrare come l’integrazione dell’ozono nel processo produttivo abbia permesso all’azienda di ridurre l’uso di agenti chimici convenzionali, diminuendo l’impatto ambientale e migliorando l’efficienza operativa. Grazie alla possibilità di riciclare le acque di lavaggio, si è registrato un abbattimento del consumo di risorse idriche, contribuendo a rendere il sistema produttivo più sostenibile. Inoltre, l’adozione di queste tecnologie innovative ha avuto un impatto positivo sull’immagine aziendale, rafforzando la reputazione dell'azienda come leader nell'adozione di pratiche ecologiche e rispettose dell’ambiente.

 

MET Ozone Experts è un'azienda di Bologna, player di riferimento nella progettazione di generatori e impianti a ozono totalmente made in Italy. Con un approccio orientato all'individuazione di soluzioni su misura, l'azienda è in grado di operare in qualsiasi settore interpretando di volta in volta situazioni ed esigenze specifiche. Dall'ambito medicale a quello agroalimentare, dal settore dei trasporti a quello della sanificazione degli ambienti, MET Ozone Experts propone un ampio ventaglio di prodotti e di soluzioni in grado di valorizzare le capacità sanitizzanti e deodorizzanti dell'ozono nell'ottica di un'economia e di una produzione sempre più attenta all'impatto ambientale.

Via Emilia, 458 -
Maggio, Ozzano (BO) – Italy
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Il Grand Tour delle Marche fa tappa a Potenza Picena: sessantaduesima edizione per il "Grappolo d’oro"

Sessantaduesima edizione per il Grappolo d’oro: dieci giorni di festa con un ricchissimo programma di eventi. Con il Grappolo d’Oro il Grand Tour delle Marche fa tappa a Potenza Picena (MC), panoramico balcone naturale affacciato sul mare Adriatico, dove da più di sessant’anni si perpetua la tradizionale festa che celebra la tradizione contadina, con particolare riferimento ad usi e costumi della raccolta dell’uva e della vendemmia.

 

Ricchissimo il programma degli eventi allestito per questa memorabile edizione, la sessantaduesima! Dal 20 al 29 settembre, il suggestivo centro storico della cittadina si veste a festa, trasformandosi in un teatro a cielo aperto dove, tra drappi, festoni ed addobbi, si alternano locande, artisti di strada, buon cibo, ottimo vino, musica dal vivo, bancarelle, spettacoli e soprattutto tanto divertimento!

L’evento di apertura è programmato per le 18:00 di venerdì 20 settembre con un vernissage dedicato all’Arte della biodiversità condotto dal noto presentatore televisivo RAI Beppe Convertini: un racconto delle molteplici sfaccettature che, non a caso, caratterizzano l’unica regione d’Italia con il nome al plurale: le Marche!

L’Auditorium Scarfiotti, nell’ex Chiesa di Sant’Agostino, farà da cornice ad uno storytelling immersivo, con l’intervento di tanti personaggi ed entità che contribuiscono ad alimentare il patrimonio biodiverso di questa regione attraverso un’attenta opera di manutenzione e cura tesa alla salvaguardia ed alla valorizzazione delle varietà locali. L’appuntamento si concluderà con un omaggio gustoso alla biodiversità, attraverso degustazioni proposte dalle “vergare” della Pro Loco in abbinamento ai vini delle cantine potentine.

Il Grappolo d’oro è un’iniziativa organizzata dalla Pro Loco di Potenza Picena, supportata dall’Amministrazione Comunale, con il contributo di Camera di Commercio delle Marche e Regione Marche. Da diversi anni la manifestazione è sede di tappa del Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi studiato da Tipicità in collaborazione con ANCI Marche che vede nel ruolo di partner progettuale Banco Marchigiano e che, da maggio a dicembre, racconta la regione attraverso i più significativi momenti di festa che animano le comunità e i borghi marchigiani.

 

Piazza Matteotti
(Potenza Picena)
+39 0733 671758
www.prolocopotenzapicena.it


Tutte le informazioni su www.tipicita.it.


Vendemmia 2024 intensa per cantina Stajnbech tra maturazione anticipata, ritmi di raccolta e gran espressione sensoriale

Una vendemmia all'insegna di una natura da interpretare e dai tempi anticipati, con maturazione precoce, ritmi di raccolta veloci e una densa concentrazione di profumi e struttura.
La riflessione sull'andamento dell'annata 2024, da Stajnbech, avviene già a vendemmia in corso, quando si raccolgono, oltre ai frutti, anche i dati sulle condizioni meteo che hanno registrato abbondante piovosità e clima fresco a maggio e giugno, per poi avere un’esplosione delle temperature a metà/fine luglio. Fortunatamente, quest’anno, non si sono riscontrati danni da grandine nei vigneti e ciò ha consentito di raccogliere interamente le uve.

Il caldo sopra la media stagionale del mese di agosto ha accelerato la maturazione rispetto all’annata 2023: ben dodici giorni di anticipo per riuscire a mantenere l’acidità nelle uve, e per produrre così vini con una buona freschezza ed eleganza, ma anche con struttura grazie all’elevato grado zuccherino.

Le quantità sono quelle previste – spiega Rebecca Valent enologa e seconda generazione di Borgo Stajnbech - perché pensiamo che una pianta di vite equilibrata ogni anno produce più o meno la stessa porzione, nonostante sia stata un’annata in cui le piogge primaverili hanno rallentato l’allegagione di tutta la frutta. Rispettiamo al massimo quello che ci dà la nostra terra, suolo composto principalmente dal caranto, che essendo molto povero produce poca uva ma molto concentrata, che darà vini profumati ma anche ben strutturati”.

Il caldo anomalo delle ultime settimane da un lato aiuta ad aumentare i gradi zuccherini dell’uva, dall’altro preoccupa poiché costringe a una raccolta molto veloce: la tempestività in questo caso è fondamentale per preservare i profumi, specialmente per i vini bianchi, ma anche la freschezza delle uve. Si predilige sempre la vendemmia notturna per poterle raccogliere a temperature consone per una vinificazione pulita.

Per il momento siamo contenti di come siamo riusciti a gestire l’annata – commenta infine  che è giunto alla sua 56a vendemmiae poiché ogni annata non è mai uguale alla precedente, questa si farà scoprire man mano con il passare dei mesi e con l’evoluzione dei vini.”

È un’azienda vitivinicola a conduzione familiare situata a Pramaggiore (VE), tra Venezia e Trieste, nel cuore di una terra dal ricco passato, anticamente chiamata il Vigneto della Serenissima.
Risale al 1990 il primo vigneto piantato da Giuliano Valent e Adriana Marinatto, che poi nel 1991 fondano la cantina. Nata dall’ambizione di raccontare una storia in un bicchiere di vino, questa realtà veneta si distingue per la cura meticolosa riservata ad ogni fase della produzione. Da sempre infatti, Giuliano e Adriana hanno scelto di puntare alla qualità, ricercando costantemente l’eccellenza, applicando una filosofia che crede nel valore di un prodotto sincero e genuino, e nella passione per il proprio lavoro. Uno stile perfettamente racchiuso nel motto di famiglia: “Coltiviamo Armonie”. Le armonie per Stajnbech sono quelle della natura ma anche delle persone che condividono i medesimi valori di professionalità e dedizione, uniti all’amicizia e al senso di condivisione, tutti elementi che risuonano tra vigneti, cantina e azienda come in una grande sinfonia corale. L’area in cui sorge la cantina, al confine tra Veneto e Friuli, gode di un clima temperato che unito al suolo ricco di argille grigie consentono alla vite la sua massima espressione. Dai 17 ettari di uve di proprietà, rigorosamente selezionate, si producono vini artigianali di altissima qualità, ottenuti ponendo molta attenzione al rispetto dell’ambiente sotto il segno dell’ecocompatibilità, in vigneto come in cantina.  I vini si distinguono per la spiccata personalità che sanno esprimere e raccontano le tradizioni enologiche del Veneto, coniugandole coi gusti internazionali. Le linee di produzione si dividono in Superiori e Classici ai quali si aggiungono anche le bollicine con il nuovo metodo classico pas dosé. Negli anni, Stajnbech si è affacciata con successo al mercato internazionale, dove oggi gode di un posizionamento ben definito. La personalità dei vini ha conquistato nel tempo un pubblico di esperti e intenditori, raccogliendo importanti consensi ai più prestigiosi concorsi enologici.

 

 

Borgo Stajnbech s.S. Agr.
Via Belfiore, 109
Belfiore di Pramaggiore (VE)
Tel +39 0421 799 929
Fax +39 0421 203 427
www.borgostajnbech.com 


Da Porto Selvaggio a La Pelosa: le 10 spiagge italiane che dominano Instagram

L’Italia, da sempre una delle mete turistiche più apprezzate, offre spiagge mozzafiato in numerose regioni, spesso scelte come destinazione per le vacanze estive. Con la conclusione del periodo delle ferie di agosto, è il momento ideale per scoprire le spiagge più apprezzate grazie allo studio di Preply sulle spiaggie più popolari su Instagram.

Sud Italia: dove si trovano le spiagge più amate

La Sardegna, rinomata meta estiva, si aggiudica il primo posto tra le 30 spiagge analizzate, con 9 spiagge che figurano tra le più popolari. A seguire la Sicilia con 5 spiagge e la Puglia con 4, mantenendo lo stesso ordine anche considerando le prime 10 della classifica.

Nella classifica generale al quarto posto troviamo la Toscana con 3 spiagge, pur non comparendo nella top 10. Seguono la Calabria e la Campania, entrambe con 2 spiagge, con la Calabria inclusa nella top 10 e la Campania al di fuori. Alcune regioni si posizionano con una sola spiaggia, mentre altre come Emilia-Romagna e Basilicata restano fuori, nonostante possano offrire spiagge e bellezze naturali di grande valore.

Spiaggia dei Conigli e Scala dei Turchi fuori dalla top 10, sul podio due spiaggie sarde

In fondo alla classifica, con 65.537 post, si posiziona la suggestiva spiaggia rocciosa di Porto Selvaggio in Puglia. Risalendo di una posizione, troviamo una spiaggia sarda, con quasi 10.000 pubblicazioni in più. Molto vicine a quest’ultima, all’ottavo e nono posto, si posizionano la Spiaggia di Tropea e la Grotta della Poesia. La prima famosa per la vista mozzafiato dalla rupe di tufo su cui sorge l'antica città, mentre la seconda è nota per essere stata un riferimento per Virgilio nel descrivere lo sbarco di Enea nell’Eneide. Al sesto posto troviamo poi con 78.594 post un ulteriore cala sarda.

Ripercorrendo a ritroso la top 5, al quinto posto si colloca una spiaggia siciliana seguita dalla Baia del Silenzio in Liguria, unica spiaggia del Nord Italia presente nella top 10.

Arriviamo infine alle prime tre posizioni: al terzo posto Cala Luna (92888 post), celebre per le bellissime grotte e per aver ospitato alcune scene del film ‘Travolti da un insolito destino’; al secondo la spiaggia di Mondello (104.366 post), incastonata tra le due riserve naturali di Capo Gallo e Monte Pellegrino; e infine al primo posto La Pelosa, vincitrice indiscussa della classifica con ben 127.702 post.

 

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Metodologia:
Per realizzare il nostro studio, abbiamo utilizzato come riferimento diverse liste di spiagge più popolari in Italia. Sulla base di questa lista, abbiamo identificato l'hashtag più utilizzato su Instagram per ciascuna spiaggia e analizzato il numero di pubblicazioni associate a ogni hashtag. I dati sono stati raccolti ad Agosto 2024.
Riguardo a Preply Preply è una piattaforma per l'apprendimento delle lingue online che mette in contatto insegnanti e centinaia di migliaia di studenti in 180 paesi nel mondo. Il suo database contiene più di 40.000 insegnanti che insegnano oltre 50 lingue, supportati da un algoritmo di apprendimento automatico che consiglia i migliori per ciascuno studente. Nata negli Stati Uniti nel 2012 da tre fondatori ucraini, Kirill Bigai, Serge Lukyanov e Dmytro Voloshyn, Preply è cresciuta passando dall’essere un team di 3 persone a una società di oltre 600 dipendenti di 62 nazionalità diverse, con uffici a Barcellona, New York e Kiev.

 

(articolo a cura di Cristina Maccaferri)

 

 


RIFLESSI firma uno showcooking stellato presso il ristorante Indaco ad Ischia

Da sempre attiva nel promuovere le bellezze del patrimonio italiano, il legame con il suo territorio d’origine e le eccellenze del made in Italy, ancora una volta RIFLESSI ha saputo stupire creando qualcosa di unico, di magico. L’azienda - affermata realtà nel settore dell’arredo di design Made in Italy - ha portato in scena in una delle location ischitane più suggestive un’esclusiva Special Dinner con show cooking, in un’armonia perfetta tra design d’eccellenza ed arte culinaria, nel segno della migliore tradizione italiana.
L’evento si è svolto presso il Regina Isabella Resort, unica struttura 5 Stelle Lusso dell’isola, all’interno del ristorante stellato Indaco guidato dallo Chef Pasquale Palamaro, insignito di una Stella Michelin dal 2013. Il ristorante, che prende il nome dai riflessi indaco che le acque circostanti assumono al crepuscolo, ha accolto gli ospiti della serata nell’incantevole darsena privata, sotto le stelle della pittoresca baia di Lacco Ameno. A rendere ancora più affascinante il setting, un grande fascio di luce che proiettava il logo di Riflessi sulla scogliera retrostante.

Durante la serata lo Chef Palamaro, affiancato da Nello Iervolino - Pastry Chef, ha deliziato gli ospiti con un menu gourmet e ha dato vita ad un indimenticabile showcooking reso possibile dalle straordinarie funzionalità dei tavoli smart di RIFLESSI. Protagonisti della kermesse sono stati i tavoli Shangai e Paradise con induzione integrata nel piano in ceramica di The Top Marazzi, le cui lastre ceramiche sono perfettamente performanti con il sistema ad induzione sviluppato da RIFLESSI. L’allestimento della location ha portato in scena anche intimi salottini creati con le collezioni Soleil, Ring e Lumiere, le sedie Carmen e Nova Comfort, la nuova libreria Iron, il tavolo Sabino con base Onda e piano in ceramica sodalite blu, oltre a diverse proposte di illuminazione fra cui la serie Allegra nelle versioni da appoggio e piantana con piastra LED ricaricabile con cavo USB. La straordinaria sinergia all’insegna dell’eccellenza Made in Italy ha visto il coinvolgimento di due partner: il Pastificio Di Martino, nota azienda che da 3 generazioni produce pasta di Gragnano IGP fatta con grano 100% italiano, mentre la cantina Fonzone Winery si è occupata della selezione dei vini proposti in abbinamento durante la serata.

 

 

 

    RIFLESSI SRL
    C.DA CUCULLO, Z.I
    66026 ORTONA - ITALY
    www.riflessi.it

 


Pedalando tra “Ville Castelli Dimore”

Veneto. Charme ed eleganza incontrano attività outdoor nella natura: vacanze esclusive anche per gli appassionati di bicicletta nelle residenze venete.
Bike tour sul Monte Grappa, sulle Colline del Prosecco e lungo l’antica via Romana nel Delta del Po.

Vacanze esclusive in residenze storiche di charme per gli amanti delle pedalate lente e dei paesaggi naturali. È la proposta di alcune delle residenze di Ville Castelli Dimore, 35 location spettacolari distribuite in tutto il territorio Veneto, dove trascorrere una vacanza attiva a contatto con la natura.

Suite prestigiose e raffinate immerse nel verde, una ricca colazione e poi si parte, in sella alla bicicletta, alla scoperta del territorio circostante. In questo caso, ad esempio, della zona del Monte Grappa, delle Colline del Prosecco e del Delta del Po. In ogni residenza è possibile noleggiare la bicicletta e farsi consigliare sugli itinerari cicloturistici vicini.

 

Bike tour sul Monte Grappa e sui colli della provincia di Vicenza

Sono numerosi gli itinerari che attraversano il paesaggio del Monte Grappa, da percorrere in mountain bike o bici gravel. Siamo nelle Prealpi Venete, in un’area che comprende 25 comuni distribuiti tra le province di Belluno, Treviso e Vicenza. Non solo il Massiccio del Grappa, il territorio si estende, tra i fiumi Piave e Brenta, alle aree pedemontane fino alle colline e all’alta pianura che lo collegano alla Pianura Padana.

Proprio ai piedi del Monte Grappa, a Romano d’Ezzelino (VI), si trova Villa Stecchini, un’elegante residenza del 1600 che affianca all’ospitalità autentica, l’esperienza di una degustazione dei prodotti di produzione propria. Circondata da un incredibile parco di 16.000 metri quadri, la Villa mette a disposizione degli ospiti suite arredate a tema e un servizio di ristorazione che strizza l’occhio anche agli amanti della bicicletta: colazioni sportive e merende rinforzate sono alcune delle proposte che riserva ai bikers che soggiornano in Villa. Non solo, sono garantiti anche deposito e assistenza per bici, noleggio, guide autorizzate e percorsi per mountain bike o e-bike.

A 30 minuti di auto si può visitare il Castello di Thiene, una prestigiosa dimora quattrocentesca dal grande valore museale. Le sale conservano intatti affreschi, mobilio e quadri d'epoca mantenendo inalterato il carattere originale del Castello. All’esterno il parco storico si estende per 12.000 mq. La visita si svolge in autonomia con il proprio smartphone inquadrando i QR code installati nei vari punti di interesse sia nelle sale che nel parco.

A Barbarano Mossano (VI), su una collina ai piedi dei Colli Berici si trova Villa di Montruglio. La vista spazia dalparco di piante secolari che la circonda, ai boschi e vigneti. Gli ospiti qui trovano un luogo di pace e armonia, per dedicarsi a tour in bicicletta, arte e natura, ma anche alle degustazioni dei vini della casa.

In bicicletta tra le Colline del Prosecco

Da Villa Stecchini, gli appassionati della due ruote possono raggiungere Villa Premoli direttamente in bicicletta, a meno di 20 km. Nonostante la vicinanza, il paesaggio cambia, siamo in provincia di Treviso, a Cavaso del Tomba, e Villa Premoli si affaccia sulle Colline del Prosecco. Raffinata dimora, costruita nel XVII secolo e rinata, oggi, dopo sette anni di attento e rispettoso restauro, è anche agriturismo di charme con suite tutte diverse tra loro, ognuna con un proprio colore dominante e antichi arredi di famiglia, abbinati a moderni e ricercati oggetti di design. E per concludere con bellezza gli ospiti possono assaggiare un Prosecco Asolo DOCG biologico di altissima qualità. I ciclisti possono dedicarsi a un bike tour tra le Colline del Prosecco alla scoperta delle bellezze dell’area prealpina trevigiana, pedalando in cresta per godersi il panorama, tra ripidi pendii e dolci vallate ricche d’acqua, distese di vigneti e campi coltivati. A poco più di 30 minuti d’auto si possono visitare Villa San Liberale e Villa Guarnieri, entrambe a Feltre. Residenza di fine Seicento Villa San Liberale è l’ambiente ideale per dedicarsi una pausa di benessere, approfittando dell’area wellness realizzata nei luoghi suggestivi delle cantine e del parco secolare di quasi nove ettari. Nella vicina Villa Guarnieri, una ex stalla trasformata ospita oggi una Cantina di vinificazione. Ottime le degustazioni di vini locali e tradizionali, frutto della passione e della dedizione dei proprietari. A una cinquantina di chilometri, a Susegana, sorge il signorile e imponente Castello di San Salvatore, emblema del panorama trevigiano, e la sua storica Cantina Conte Collalto, una realtà vitivinicola d’eccellenza tra le più antiche in Italia. All’interno delle storiche cantine di inizio ‘900, attraverso la visita guidata, si potrà scoprire la storia che da oltre mille anni lega la Famiglia Collalto alla produzione del vino. Si potranno conoscere i vitigni autoctoni e le tecniche di vinificazione, per poi degustare i vini nella Sala del Vino dal fascino magico e antico.

Lungo l’antica via Romana nel Delta del Po

Nel Polesine, nel cuore del Delta del Po, si trova l’isola di Ariano. Il territorio, in origine paludoso e alluvionale, nel tempo è stato difeso da forti argini che oggi rappresentano il modo migliore per spostarsi in bicicletta e scoprire il territorio. Un itinerario ad anello permette di percorrere l'antica via Romana, tra musei tematici, complessi sistemi di idrovore e siti archeologici.

Proprio qui, a Taglio del Po (RO), si trova Villa Ca’ Zen, una tenuta di campagna del Settecento, sostenibile e accogliente, dall’architettura sobria ed essenziale. Le 9 suite, suddivise tra l'ala est e ovest, offrono un soggiorno davvero suggestivo, inoltre, per chi preferisce, proprio all'ingresso della corte sorgono 2 rustici indipendenti. Il modo più bello, silenzioso e rispettoso per scoprire le terre che circondano la Tenuta Ca' Zen e il Delta del Po è proprio la bicicletta. Il territorio pianeggiante si presta perfettamente a escursioni su due ruote, adatte a tutti i livelli di preparazione. Immersi nella natura, si possono godere di paesaggi incontaminati e percorsi suggestivi.

A una cinquantina di chilometri si può visitare Villa Badoer di Fratta Polesine (RO), patrimonio Unesco. La residenza palladiana è composta da un corpo centrale e due barchesse, che chiudono a semicerchio il prato antistante. La scalinata centrale e le due laterali, la facciata monumentale con le colonne e il frontone, il salone centrale e gli affreschi pregiati arricchiscono la visita di questa villa cinquecentesca.

Più o meno alla stessa distanza, ma verso Padova, a Brugine, si trova invece Villa Roberti, tra i più suggestivi esempi del Rinascimento pittorico veneto. Si può abbinare una visita guidata a uno dei numerosi eventi che vengono organizzati nel corso dell’anno, tra concerti e spettacoli teatrali, lezioni di yoga e mercatini di oggetti vintage e antiquariato.

Ville Castelli Dimore, soggiorni esclusivi nella bellezza

Eleganti ville immerse nel verde, imponenti castelli testimoni della storia e affascinanti dimore antiche. Sono le residenze esclusive che danno vita a Ville Castelli Dimore, progetto nato nel 2023 per far conoscere questi autentici gioielli custoditi nel territorio veneto. 35 location perfette dove trascorrere vacanze indimenticabili, esperienze speciali ed eventi esclusivi per vivere il fascino senza tempo di residenze raffinate e di charme.

Autenticità, qualità e ospitalità sono i valori, nonché i punti di forza, che guidano la rete d’impresa Ville Castelli Dimore: queste residenze esclusive, che da sempre arricchiscono il territorio, diventano oggi location da vivere in prima persona, mete speciali dove trascorrere la propria vacanza, luoghi in cui regalarsi momenti indimenticabili di relax. È il sogno che diventa realtà, la bellezza a portata di vacanza.

Oggi le residenze di Ville Castelli Dimore sono scelte in particolare per soggiorni esclusivi all’insegna dell’arte e della cultura, dell’eleganza e della natura, ma anche dei sapori veneti. Tutta la vacanza nella stessa residenza, oppure più residenze per la stessa vacanza: è un’alternativa altrettanto interessante. Si possono creare itinerari tematici che combinano diverse strutture per visitare con l’occasione posti differenti, sempre in Veneto. Oppure mettere insieme esperienze uniche a seconda delle attività culturali che si preferiscono o degli eventi enogastronomici in programma. Molte residenze organizzano durante l’anno visite, passeggiate, attività, degustazioni e vivere in prima persona questi appuntamenti è il modo perfetto per assaporare l’autenticità della vacanza, che ogni giorno si rinnova e si arricchisce di nuove emozioni.

Info: Ville Castelli Dimore
https://www.villecastellidimore.com/it

 

(articolo a cura di Gianluigi Veronesi)


23 settembre Giornata Europea del Biologico: “Il Futuro del Biologico: Impatti Positivi e Prospettive di Crescita”

“Il Futuro del Biologico: Impatti Positivi e Prospettive di Crescita”, che si svolgerà il prossimo 23 settembre p.v. presso la Sala Delle Armi, Palazzo Malvezzi, Via Zamboni, 22, Università di Bologna. Questo evento gratuito è parte della manifestazione “L'Università si tinge di verde” e celebra la Giornata Europea del Biologico. La Giornata, promossa da IFOAM OE e istituita dalla Commissione europea, nasce per celebrare il settore, sensibilizzare sulle caratteristiche e sui benefici del bio e per valutare i progressi della transizione agroecologica verso l’obiettivo del raggiungimento del 25% di superficie coltivata a biologico entro il 2030. 

L'incontro mira ad esplorare i benefici e le prospettive del settore biologico attraverso una serie di interventi e discussioni con esperti del settore. La giornata proseguirà con una tavola rotonda che coinvolgerà rappresentanti di aziende e associazioni economiche attive nel settore biologico. 

Al termine dell’evento, sarà offerto un aperitivo con prodotti EcorNaturaSì e Probios, creando così un’opportunità di networking informale e di celebrazione della Giornata Europea del Biologico.

 


AssoBio è l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici e naturali. AssoBio ricerca rapporti di collaborazione e il confronto con tutte le organizzazioni, enti e organismi che perseguano finalità convergenti con le proprie. AssoBio si impegna a progettare e condurre interventi di rappresentanza della comunità imprenditoriale del settore agroalimentare biologico (imprese dell’agroindustria e della distribuzione) nei diversi ambiti istituzionali, direttamente e anche attraverso la partecipazione attiva ad organismi interprofessionali e di consultazione.
Indirizzo: Piazza dei Martiri, 1  Bologna BO
Telefono: +39 n0514228881
Fax: +39 051.422.8880
www.assobio.it


FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio. La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
www.federbio.it

 

 

 

 


Il Prosecco Superiore scalza lo Champagne alla 81ima Mostra del Cinema di Venezia

Un grande risultato della squadra veneta: la bollicina ufficiale è Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, l'unico vino ufficiale da cerimonia sullo scenario della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia alla quale partecipano, oltre ad un nutrito numero digrandi star del cinema mondiale, che arrivano da tutto il mondo con il loro seguito, tra registi, produttori e operatori cinematografici, anche più di 3000 giornalisti accreditati. 

La presenza del Prosecco Superiore Docg, è proprio un grande risultato poichè, dopo tanti anni scalza la maison francese più iconica, la Moet et Chandon del gruppo LVMH (Louis Vuitton Moët Hennessy) leader mondiale del lusso con più di 60 marchi prestigiosi, tra i quali altri Champagne come Krug.

Alla Terrazza Biennale e in tutti gli altri locali della mostra, si beve, non solo "Veneto", ma un prodotto frutto di un fazzoletto di terra unico al mondo, composto da 15 comuni situati nelle colline a nord di Treviso. È bene ricordarsi di imparare a distinguere il Prosecco Superiore Docg da quello Doc dai colori delle fascette delle capsule: la Docg è di color giallo-ocra oro e la Doc, azzurro-verdognolo. Alla mostra però c'è solo quello Docg!
Allora si brinda con un doppio cin cin, magari in Terrazza Biennale e con lo chef Tino Vettorello, uno dei grandi promotori di questo sensazionale gemellaggio veneto.
Tenetevi informati! su queste pagine!

 

       
(articolo di Maurizio Potocnick)