Tra inverno e primavera: il Carnevale rituale dell’Istria croata

Maschere tradizionali, sfilate urbane e roghi simbolici animano la “quinta stagione” tra città e borghi della penisola, nell’Istria croata, il Carnevale è molto più di una ricorrenza: è un autentico momento rituale, conosciuto localmente come la “quinta stagione”: un periodo in cui l’ordine quotidiano si capovolge, le maschere prendono simbolicamente il potere e le comunità celebrano, attraverso riti antichi e gesti collettivi, la fine dell’inverno e l’attesa della primavera. Fino a metà febbraio, città e borghi della penisola croata fanno rivivere questa tradizione con sfilate, cerimonie simboliche e feste che intrecciano satira, memoria e identità locale.

Pula (Pola): il Carnevale urbano tra rito e spettacolo
A Pola, il Carnevale si esprime in una dimensione urbana, dove il centro storico e i quartieri diventano palcoscenici di una festa collettiva. Dopo l’avvio simbolico del periodo carnevalesco, il cuore delle celebrazioni è rappresentato dalla grande sfilata dei gruppi mascherati, in programma il 7 febbraio. Il corteo attraversa la città partendo dall’Arena romana - uno dei monumenti più riconoscibili dell’Istria - per poi proseguire verso la Porta Aurea (Arco dei Sergi), tra carri allegorici, costumi satirici e musica. Il Carnevale di Pola continua l’8 febbraio, quando le maschere raggiungono i quartieri di Valmade e Montegrande, rafforzando il legame tra festa e comunità locale. La conclusione arriva il 17 febbraio, con uno dei riti più significativi del Carnevale istriano: il processo e il rogo del Pust, il fantoccio che incarna simbolicamente tutte le difficoltà e le sventure dell’anno appena trascorso. Con la sua distruzione rituale, la città saluta il Carnevale e si prepara all’inizio della Quaresima.

Carnevale di Buzet(Pinguente): la festa della comunità e il rito dell’Igra na ruh
Nel nord dell’Istria, Buzet (Pinguente) è uno dei centri più rappresentativi del Carnevale tradizionale. Qui la “quinta stagione” coinvolge l’intero territorio, con un susseguirsi di eventi che animano la cittadina e i paesi dei dintorni. Il momento più atteso è la grande sfilata in maschera di Buzet, in programma il 15 febbraio, che richiama ogni anno circa mille maschere e numerosi carri allegorici, espressione di una creatività legata alla satira popolare. Accanto alla sfilata principale, il 16 febbraio è dedicato ai più piccoli con la sfilata in maschera per bambini, mentre il 18 febbraio si svolge uno dei riti più affascinanti e singolari dell’intero Carnevale istriano: l’Igra na ruh. Questo antico gioco popolare, che si tiene lungo la strada tra Sv. Ivan e Most, affonda le sue origini in una leggenda locale legata ai mugnai della valle del fiume Mirna (quieto in italiano) e culmina nel simbolico lancio delle corna. Si narra infatti che un tempo i proprietari dei mulini fossero divisi da una grande rivalità. La tensione durò a lungo, finché un giorno, nel pieno delle festività carnevalesche, si ritrovarono tutti insieme in maschera per condividere una cena a base di montone. Dopo il banchetto, qualcuno afferrò le corna dell’animale e, lanciandole via, proclamò la fine delle ostilità. I mugnai accolsero il gesto con entusiasmo e da quel momento, ogni anno, si rinnova il rito del lancio delle corna nel giorno del Mercoledì delle Ceneri. Nella stessa giornata, con la bruciatura del Fantoccio e la restituzione delle chiavi alle autorità civili, il Carnevale si chiude ufficialmente.

Labin (Albona): maschere tradizionali e riti di passaggio
Ad Albona, sulla costa orientale dell’Istria, il Carnevale conserva un carattere fortemente rituale e identitario. Protagoniste assolute sono le maschere della Labinjonska kompanija – domoća folšarija, custodi di una tradizione che si tramanda da generazioni. Durante la quinta stagione, queste figure guidano simbolicamente la città e i villaggi circostanti, trasformando il Carnevale in un rito di passaggio collettivo. Dopo settimane di eventi diffusi nei borghi dell’entroterra, il momento culminante è “Albona sotto le maschere”, in programma il 14 febbraio, quando la città si riempie di costumi tradizionali e maschere satiriche. La chiusura del Carnevale avviene il 17 febbraio, con il processo e la bruciatura di Messer Carnevale in Piazza dei Minatori, ovvero il responsabile di tutti i mali dell’anno passato: un gesto carico di significato, che affida al fuoco tutto ciò che deve essere lasciato alle spalle prima dell’arrivo della primavera.

 

I dolci del Carnevale: memoria, gesti e sapori
Nell’Istria croata il Carnevale si racconta anche attraverso la cucina, custode di gesti antichi e ricette tramandate. Le fritule sono le protagoniste indiscusse di questo periodo: piccole frittelle morbide e profumate, preparate in occasione delle feste e condivise durante le sfilate e i ritrovi comunitari. Accanto a loro non mancano le kroštule, sottili strisce di pasta fritta, croccanti e leggere, spolverate di zucchero e simili alle chiacchiere italiane.

Questi dolci non sono solo una golosità stagionale, ma parte integrante del rito carnevalesco: preparati nelle case, offerti agli ospiti e consumati nelle piazze, accompagnano la quinta stagione della regione come simbolo di convivialità e continuità culturale.

 


Buzetski karneval
Riva 1, 52420 Buzet, Croazia
Tel: +385 52 662 343
www.tz-buzet.hr


Ci siamo: al via il grande spettacolo delle Olimpiadi Invernali 2026! Ma cosa mangiano gli atleti a Milano e a Cortina? (Piatti stellati e Tiramisù…)


Il via ufficiale ai Giochi è stato dato dal nostro Presidente della Repubblica, arrivato a San Siro, al Meazza (lo stadio centenario di Inter e Milan) in autobus con al volante Valentino Rossi, per l’occasione anche “pilota presidenziale” (così il campione di moto più vincente di tutti i tempi, è riuscito a vincere anche alle Olimpiadi…). Poi lo spettacolare evento (grazie anche a più di un migliaio di volontari…) si è svolto tra le esibizioni di insigni artisti internazionali, in parallelo tra Milano e Cortina (in nome di due regioni – Lombardia e Veneto – e di due province autonome, Trento e Bolzano – che hanno unito le loro forze per realizzare questa edizione dei Giochi, per 3500 atleti impegnati, provenienti da 93 Paesi (con una partecipazione femminile da record) - con balletti e performance artistiche entusiasmanti, fino alla parata festosa dei campioni. Per l’impegno richiesto (su tutti i fronti…) questi Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 hanno presentato numeri in forte crescita rispetto alle stime iniziali del 2019: l’impatto economico è stato stimato superiore ai 5 miliardi di euro (ca il  56% coperto da Stato italiano e Regione Lombardia) per realizzare 98 grandi opere, 47 impianti sportivi e 51 infrastrutture di trasporto (valore ca 3 miliardi di euro) - con costi che hanno subito l’inflazione e i rincari dei materiali e, comunque, molto dello “sforzo profuso” rimarrà a disposizione del territorio, a perpetua fruizione e memoria (per i trasporti, con migliori collegamenti tra Lombardia e Veneto, con circa 3,5 miliardi di euro spesi in totale, per i collegamenti ferroviari e stradali (tangenziali e messa in sicurezza di strade e gallerie ad uso delle  aree montane) e con la riqualificazione sportiva, per le strutture esistenti, ma anche per la creazione di nuove opere modulari). Il ritorno economico non sarà solo immediato, ma legato all’impatto sul turismo (significativo incremento nei 12/18 mesi post evento) e allo sviluppo strutturale, perciò si stima un impatto di circa 6,1 miliardi di euro…). Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) contribuisce con circa 845 milioni di euro (entrate da sponsorizzazioni, biglietteria e merchandising).

 

 

 

E in occasione di questi XXV Giochi Olimpici Invernali, tra le “Case” di ogni nazione, la “madre” è Casa Italia Milano Cortina 2026 Musa, luogo d’incontro tra atleti, pubblico e istituzioni, così come  le sedi di Cortina e Livigno, dove sport, cultura, arte, architettura e design raccontano l’identità italiana fino al 22 febbraio p.v. (e oltre) riferimento concreto per gli atleti, luogo pure dove gli stessi…  mangiano…
Ma cosa si mangia alle Olimpiadi?

Beh… fondamentalmente ogni partecipante mangia quello che vuole: ma ci sono quelli che “seguono” le istruzioni dei preparatori atletici e degli allenatori e, ci sono quelli che “devono” mangiare ciò che viene loro “consigliato”… (in particolare - voci… - indicano gli atleti dei paesi asiatici) non mancano i vegetariani/vegani/crudisti/fruttariani... ecc. ecc..

Comunque, tutti quelli che passano da Casa Italia, prima o poi consumano pasta, lasagne, pizza, mozzarella e Tiramisù (sono i piatti più richiesti) oltre a opzioni specifiche come i prodotti locali e salumi che sono tra i cibi preferiti e funzionali: tra questi, grande successo riscuotono le specialità che raccontano il territorio: risotto alla milanese e la polenta, servita con formaggi, funghi o spezzatino, pizzoccheri valtellinesi, canederli di Cortina e particolarmente richiesta è la Bresaola della Valtellina IGP, amata per l’alto contenuto proteico e la magrezza della polpa. L'importante per gli atleti che il cibo garantisca energia e digeribilità grazie anche alla solita ampia varietà proposta dalla cucina italiana, che dà grande attenzione alle proporzioni dei nutrienti (carboidrati, grassi, proteine) attenendosi sempre al modello della Dieta Mediterranea, caratterizzata da un alto apporto di carboidrati complessi, un uso moderato di proteine (sia animali che vegetali) e da una buona quantità di grassi, prevalentemente monoinsaturi meglio se derivati dall'olio extravergine di oliva.

Ovviamente, precedenza assoluta ai prodotti biologici e a chilometri zero”!
I così detti piatti tipici italiani: stellati e Tiramisù?… Dalle lasagne, alla polenta, al risotto, pizza e proprio Tiramisù, compresi, riscuotono grande successo tra gli atleti internazionali (tutto documentato dai social…).
Naturalmente importante è la dieta strategica pre-gara: gli atleti ne seguono una mirata alla massima digeribilità, privilegiando, appunto, i carboidrati complessi per l'energia e riducendo grassi e proteine pesanti prima delle competizioni.

 

Qualche delegazione, come la giapponese, utilizza la speciale dieta "Victory Project", un supporto nutrizionale basato su aminoacidi, riso, soba e udon, per bilanciarsi con il resto del menù (in pratica una dieta mediterranea all'orientale...).

 

 

Un aspetto importante che denota un certo grado di civiltà è riservato alla “sostenibilità”: una parte fondamentale è il recupero del cibo non consumato, gestito in collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare e con altre organizzazioni, che si attivano per ridurre gli sprechi. Dall’analisi dei nutrienti principali nei menù sono stati riscontrati carboidrati (50-60% delle calorie giornaliere da pasta, pane, riso, cereali integrali, pizza) per fornire energia a rilascio graduale. Grassi (25-35% delle calorie giornaliere) da olio extravergine di oliva (principale fonte) formaggi, pesce, noci e carne, prodotti ad alto contenuto di acidi grassi monoinsaturi (acido oleico) e insaturi, con un consumo moderato di quelli saturi. Proteine (10-20% delle calorie giornaliere) da pesce (molto presente al Sud) carne, legumi (lenticchie, fagioli) latticini (formaggi, yogurt) uova. Questo perché il modello tradizionale italiano punta su un ottimo equilibrio tra proteine animali e vegetali, spesso combinando cereali e legumi. Esempio di macronutrienti in un menù tipico è la pasta al pomodoro e il pesce, menù ricco di carboidrati complessi, con proteine medie e grassi sani dell’olio EVO; poi secondi di carne e/o pesce con verdure, per un alto apporto proteico e di grassi abbinati a legumi e cereali (es. pasta e fagioli) ottima fonte di proteine vegetali e fibre elevate, specialmente se integrali e aggiunti a sali minerali e vitamine: calcio (formaggi) ferro (carne, legumi) potassio e vitamine (frutta e verdura). Completa il tutto ben bilanciato, una quota importante di verdura e frutta(50%) carboidrati (25%) e proteine (25%).

Nell’universo dieta menù italiano, la biodiversità alimentare è importante per assicurare tutto quello che serve al corpo degli atleti per stare in salute. Questo perché la grande varietà di alimenti a base di ortaggi e frutta consumati nel loro periodo di maturazione naturale, assicura il massimo del contenuto in vitamine, minerali e antiossidanti utili proprio nel momento dell’anno in cui crescono e in cui sono anche più saporiti, colorati e profumati, pronti per essere preparati   velocemente per molti piatti, sempre diversi in tutte le stagioni, gratificando il palato e essendo pure una valida alleata della linea.

Tornando agli aspetti di sostenibilità, questa “dieta” rappresentata da cereali, legumi e verdura, che rispetto agli alimenti di origine animale richiede un minor impiego di risorse naturali e di emissioni di gas serra, procura un impatto ambientale inferiore, dovuto anche alla dimensione delle porzioni della tradizione mediterranea, che sono tendenzialmente moderate e al consumo di molti cibi freschi e non trasformati (o minimamente). In sintesi, la dieta degli atleti a Milano Cortina 2026 è un mix di performance scientifica e promozione delle eccellenze gastronomiche italiane, adatte a qualsiasi regime, sia normo, che ipocalorico o ipercalorico e ciò sempre con grande soddisfazione per i fruitori!

Dunque: viva le Olimpiadi Milano Cortina 2026

 

FONDAZIONE MILANO CORTINA 2026
Piazza Tre Torri 3 Milano  Italy
www.olympics.com/it/milano-cortina-2026


A Bologna, Arte Fiera ritorna...

Arte Fiera ritorna, dal 6 all’8 febbraio p.v., dopo la brillante edizione nel 2025, che ha visto le più prestigiose gallerie italiane e i più importanti collezionisti darsi appuntamento a Bologna. Con la nuova direzione artistica di Davide Ferri, affiancato da Enea Righi, che ricopre il ruolo di direttore operativo, si apre idealmente un nuovo ciclo. “Cosa sarà” è il titolo di questa edizione.

Arte Fiera, la più longeva tra le fiere d’arte italiane, è tornata ad essere un appuntamento e un riferimento imprescindibile per il sistema dell’arte del nostro Paese, un ruolo che le appartiene sin dalla sua nascita, nel 1974. Pur con diversi cambiamenti – un rinnovato team di curatori, un nuovo progetto per il padiglione del “moderno” e una diversa articolazione delle sezioni curate – la fisionomia di Arte Fiera 49 vuole riaffermare e rafforzare questa identità, celebrando l’arte italiana in tutte le sue multiformi e sfaccettate componenti: un sistema policentrico, polifonico, eterogeneo, capace di svilupparsi con la stessa intensità nei grandi e piccoli centri, e a diverse latitudini: Bologna, in questo senso – e così anche Arte Fiera –, svolge storicamente un ruolo di collegamento e cerniera tra Nord e Sud del nostro Paese.

Il titolo di questa edizione, “Cosa sarà”, sottende uno slancio e una proiezione verso il futuro; un grado di imponderabilità, di desiderio di rinnovare il “formato fiera”; un rimando a quella componente di mistero che tiene il pubblico di collezionisti e appassionati visceralmente legati alle opere d’arte del presente.

La fedeltà che lega il pubblico ad Arte Fiera sprigiona un calore dato dalla lunga frequentazione degli spazi della fiera: i due padiglioni che tradizionalmente la ospitano, illuminati dall’inizio alla fine da una luce diurna, costituiscono una partitura dove le proposte che affondano in un Novecento storico (pad. 26) dialogano con il contemporaneo e le ricerche delle ultime generazioni (pad. 25).

La nuova identità visiva, ideata da “Al mare”. Studio, rilancia la suggestione del titolo: vagamente pop e, insieme, minimalista ed elegante, trasforma il bollino che da sempre contraddistingue l’identità di Arte Fiera in un segno in movimento, che innalzandosi da una ipotetica linea d’orizzonte diventa vero e proprio sole nascente.

Cinque sezioni, nuovi curatori

Alla Main Section di Arte Fiera, suddivisa come sempre in arte storicizzata e contemporaneo, si affiancano cinque sezioni curate e su invito, con alcune significative novità.

Fotografia e dintorni” è il nuovo nome della sezione dedicata al medium fotografico ed è affidata a partire dalla prossima edizione a Marta Papini, curatrice indipendente che dal 2024 cura Radis, il progetto di arte pubblica promosso dalla Fondazione CRT per l’arte. La sezione racconta la fotografia da una prospettiva ampia, che include autori storicizzati e giovani talenti, ricerca formale e approccio concettuale, così come l’intersezione con altri media.

Multipli” – per la prima volta a cura di Lorenzo Gigotti, editor, co-fondatore e co-direttore editoriale di NERO – attraversa un ampio spettro di linguaggi e formati (litografie, libri d’artista, pezzi di design, grafiche, fotografie, ma anche edizioni audio e nuovi media), raccontando come, in Italia e all’estero, una parte significativa della scena artistica stia adottando pratiche orientate alla riproducibilità e all’accessibilità. Un approccio che mira a dar vita a forme di mercato più aperte e inclusive, capaci di coinvolgere pubblici nuovi.

Pittura XXI” – affidata per la prima volta a Ilaria Gianni, critica e curatrice e co-direttrice artistica dello spazio indipendente IUNO, Roma – riscopre la pittura come linguaggio del presente in una stagione in cui questo medium si è potentemente riaffermato sulla scena dell’arte, e include alcune delle ricerche più emblematiche, svolte da artisti di generazioni diverse, emergenti e mid-career, italiani e internazionali, dal 2000 a oggi.

Prospettiva”, al suo secondo anno di vita, è nuovamente a cura di Michele D’Aurizio, critico e curatore indipendente. La sezione è dedicata alle ricerche creative delle nuove generazioni e si articola in presentazioni monografichepromosse da gallerie emergenti, con meno di dieci anni di attività, e da gallerie strutturate ma con un programma di ricerca.

Ventesimo+” è il nuovo progetto per il padiglione del moderno, rivolto alle gallerie che operano nell’ambito di un Novecento storico. È dedicato all’arte italiana e internazionale dall’inizio del XX secolo a oggi, ed è affidato ad Alberto Salvadori, critico e curatore, direttore e fondatore di Fondazione ICA di Milano. “Ventesimo+” mette al centro la pratica del collezionare indicandone possibili modi e declinazioni all’insegna dell’eclettismo e della trasversalità, e guardando allo sviluppo di ogni collezione come fenomeno specifico, particolare e identitario.

Collaborazioni e partnership

Si rinnova anche per il 2026 la collaborazione fra Arte Fiera e Fondazione Furla per la performance; a curare il programma di azioni dal vivo sarà nuovamente Bruna Roccasalva, Direttrice artistica della Fondazione. Il progetto, giunto alla quarta edizione, conferma la volontà di Fondazione Furla e Arte Fiera di sviluppare insieme il lavoro sulla performance, presente ad Arte Fiera fin dalle origini e divenuto un elemento distintivo della manifestazione bolognese.

Arte Fiera è lieta di annunciare che BPER, già Main Partner di Arte Fiera dell’edizione 2025, prosegue con il suo impegno a favore della manifestazione. La Banca si conferma dunque una realtà attenta alla promozione dell'arte, della cultura e della creatività, nella convinzione che questi valori siano un volano di crescita per cittadini e territori e strumenti importanti di inclusione sociale.

Prosegue inoltre l’attivo rapporto di collaborazione con ANGAMC, l'Associazione Nazionale Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea, con cui Arte Fiera ha aperto un tavolo di confronto permanente.

Arte Fiera Bologna 2026 si tiene dal 6 all'8 febbraio 2026 (con preview su invito il 5 febbraio) presso i padiglioni 25 e 26 del quartiere fieristico BolognaFiere. La 49ª edizione conferma il focus sull'arte moderna e contemporanea.

Quartiere Fieristico di Bologna
Padiglioni 25 e 26
SEZIONI Main Section - Fotografia e dintorni
Ingresso Costituzione
Viale della Fiera, 20 Bologna BO
www.artefiera.it

ORARI DI INGRESSO
SPECIAL PREVIEW SU INVITO
giovedì 5 febbraio: dalle 11.00 alle 12.00
PREVIEW A INVITO
giovedì 5 febbraio: dalle 12.00 alle 17.00
VERNISSAGE A INVITO
giovedì 5 febbraio: dalle 17.00 alle 21.00
VENERDÌ 6 FEBBRAIO:
- dalle ore 11.00 alle ore 12.00 riservato VIP
- dalle ore 12.00 alle ore 19.00 apertura al pubblico
SABATO 7 e DOMENICA 8: dalle 11.00 alle 19.00


Inverno slow in Carnia nel comprensorio dello Zoncolan, grandi e piccoli tra ciaspolate sotto le stelle, land art e laboratori creativi

Nel cuore dell’inverno, il comprensorio dello Zoncolan sulle Alpi Carniche si trasforma in un palcoscenico unico dove la neve non rappresenta solo un richiamo irresistibile per gli sportivi, ma diventa anche la scenografia ideale per chi desidera vivere esperienze slow, immerse in atmosfere candide e avvolte da silenzi ovattati. Qui, ogni passo è un invito a rallentare, ad assaporare la quiete e a lasciarsi sorprendere dalla bellezza autentica del paesaggio. Il fondovalle, con i suoi sentieri che si snodano tra boschi e scorci panoramici, offre l’opportunità perfetta a chi è alla ricerca di una connessione profonda con la natura e con l’anima genuina di queste terre. In questo scenario, il calendario di Visit Zoncolan di febbraio si distingue per la ricchezza di proposte pensate per coinvolgere adulti e bambini. Le attività, pensate per stimolare lo spirito d’avventura e la voglia di scoperta, spaziano da escursioni e ciaspolate a iniziative che invitano a scoprire la cultura e le tradizioni locali, offrendo esperienze indimenticabili a chiunque scelga di esplorare questi luoghi.

Ciaspolate sotto le stelle e trekking

Per chi ama l’andamento lento sono organizzate ciaspolate in quota sullo Zoncolan, che si snodano in cresta alla scoperta non solo di paesaggi incantevoli, ma anche dei segreti della neve raccontati dalle guide. Regalano poi emozioni uniche le Ciaspolate sotto le stelle, immersi nella magia del bosco: l’itinerario si snoda lungo dolci sentieri, con le vette che fanno da cornice al cammino fino alla Malga di Val di Collina, adagiata su un balcone panoramico, da cui si coglie tutta la suggestiva atmosfera invernale della Carnia. Alla portata di tutti sono i Trekking invernali, passeggiate a piedi con guida lungo sentieri del fondovalle.

Alla scoperta delle erbe invernali e di magiche opere di land art

Nonostante la natura paia addormentata, l’inverno è anche stagione di passeggiate in fondovalle per imparare a riconoscere e utilizzare la flora invernale, in particolare fiori, foglie, frutti, radici, cortecce, preziose resine, con preziosi suggerimenti su come impiegarli in cucina o in tazza (in programma il 7 e il 21 febbraio). Coinvolgenti sono poi le facili Passeggiate nel bosco tra natura e creatività, che stimolano i sensi e aiutano a connettersi con la natura: nel silenzio e nella bellezza del paesaggio montano, ci si incammina lungo un percorso punteggiato da sorprendenti opere di land art, realizzate con materiali naturali e perfettamente integrate nell’ambiente (ogni venerdì, sabato e domenica).

Attività per la famiglia

Non mancano le attività dedicate alle famiglie, ad  iniziare dalle avventurose (ma semplicissime e alla portata di tutti, grandi e piccoli) e divertenti Passeggiate notturne nel bosco con le lanterne che si concludono con golose degustazioni di prodotti locali in una location suggestiva e misteriosa: un'avventura perfetta per tutta la famiglia che porta a esplorare la bellezza nascosta della foresta di notte, sotto il manto stellato e alla sola luce delle lanterne a petrolio (tutti venerdì, sabato e domenica, dalle 17,30). E poi le visite in stalla per familiarizzare con gli animali e la vita rurale, degustare il formaggio e anche con la possibilità di provare a mungere le mucche (sabato e domenica mattina, dalle 9,45) e l’emozionante Experience di avvicinamento al cavallo per grandi e piccoli, dalla cura del cavallo e la sua sellatura in scuderia, alla passeggiata in sella, che si conclude con pranzo tipico all’Agriturismo Randis di Piano d'Arta (sabato e domenica mattina, dalle 10.30).
Per i più piccoli, i Laboratori sulla neve sono pensati per far vivere ai bambini la stagione invernale in modo attivo e coinvolgente, tra giochi di gruppo e costruzione di pupazzi di neve. Il 17 febbraio si terrà il Laboratorio di Carnevale, un’esperienza creativa nella natura che stimola fantasia e manualità: i bambini esploreranno il bosco raccogliendo materiali naturali per realizzare una maschera unica, decorata con foglie, pigne, rami e colori. Un’attività educativa e divertente che unisce gioco, creatività e scoperta dell’ambiente naturale.

Passeggiate in fondovalle fra storia e tradizioni

Per chi ama storia e tradizioni, emozionante è la visita alla Casa delle 100 finestre di Mione a Ovaro, imponente palazzo storico che affascina per la sua architettura unica e le storie che racconta. Oppure piacevoli sono le Passeggiate alla scoperta dei vecchi borghi e mestieri di Paluzza tra storie, aneddoti, tradizioni e ricette di Carnia (con tappa all’antica Segheria Veneziana), quelle al Zardin dai Siors (ombroso bosco di faggi e abeti con vista su Paluzza) con sorpresa gastronomica finale, o quelle alla scoperta di Cercivento con le sue dimore signorili del XVIII secolo, accompagnata da degustazione di prodotti locali.

Le Experience sono prenotabili direttamente su www.visitzoncolan.com/experience - Sempre sul sito, si trovano tutti i dettagli relativi a ogni escursione. Disponibilità di attrezzatura a noleggio. Su richiesta, inoltre, è sempre possibile organizzare esperienze su misura o fissare date extra calendario.


Rete d'imprese Visit Zoncolan
Via R. Linussio, 1 Sutrio (UD)
Tel. (+39) 0433/778921
Whatsapp (solo chat):
(+39) 389-2340928
Dal lunedì al sabato
dalle 8.30 alle 12.00
dalle 14.00 alle 18.00
www.visitzoncolan.com


Per chi non se ne fosse accorto... è Carnevale!

È cominciato il febbraio 2026 che porta con sé il Giovedì Grasso (12 febbraio) il giorno simbolico per festa e con le sfilate in molte città italiane. Domenica di Carnevale (15 febbraio) e il Martedì Grasso il 17 febbraio (fine del Carnevale secondo il rito romano) ma le date esatte dipendono anche dalle regioni, variando da 2 giorni (lunedì 16 e martedì 17) a una settimana o più, con alcune regioni e città (come Bolzano) che offrono una pausa più lunga, spesso dal 14 al 22 febbraio, includendo il weekend. Pause più lunghe (fino a 9 giorni) in Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Valle d'Aosta, Piemonte (spesso dal 14 al 18 febbraio o più). Caso speciale la Lombardia per le differenze tra rito romano (16-17 febbraio) e rito ambrosiano (21 febbraio, Sabato Grasso).

Il Carnevale è “festa mobile” ogni anno inizia e finisce in date diverse, in genere comincia 70 giorni prima della Domenica di Pasqua che quest'anno sarà il 5 aprile (è la domenica che si chiama Settuagesima). Quindi, quest'anno si comincia il 1 Febbraio  e si conclude tradizionalmente con il Mercoledì delle Ceneri, che cade il 18 febbraio p.v.

Nel mezzo si collocano le tre giornate principali che sono: il Giovedì grasso, il 12 febbraio, l'effettiva domenica di Carnevale, il 15 febbraio e il Martedì grasso il 17 febbraio.

Ma non in tutta Italia si festeggia negli stessi giorni

Per vis del rito Ambrosiano, seguito dalla diocesi di Milano (con l'esclusione dell'enclave di Monza che segue il rito Romano) il Carnevale si festeggia più avanti rispetto a quello romano, prolungandosi fino al sabato grasso, ovvero il sabato successivo al mercoledì delle Ceneri. Nel 2026, i festeggiamenti si concluderanno il 21 febbraio, spostando l'inizio della Quaresima alla prima domenica successiva. Ma perché il Carnevale a Milano finisce dopo e dura 4 giorni in più? Osservato nella maggior parte dell'arcidiocesi di Milano e in alcune delle diocesi vicine, il Carnevale Ambrosiano prende il nome dal santo patrono di Milano, Sant'Ambrogio e prevede che l'ultimo giorno di Carnevale non sia il Martedì Grasso che decreta la fine del Carnevale celebrato con il rito romano, bensì il successivo Sabato Grasso. Se infatti il rito romano - nel resto d'Italia - prevede che la Quaresima inizi il giorno che precede il Mercoledì delle Ceneri, secondo quello ambrosiano la Quaresima ha inizio la domenica successiva.

La tradizione popolare giustifica questa discrepanza temporale tra Carnevale Romano e Ambrosiano riconducendo la stessa a un pellegrinaggio compiuto dal vescovo di Milano, Ambrogio. Egli, partendo, assicurò agli abitanti della città meneghina il suo ritorno in tempo per le celebrazioni del Carnevale. Ma la promessa non fu mantenuta. La città dunque, per poter attendere il vescovo, prolungò di qualche giorno i festeggiamenti.

Poi c’è chi fa sempre festa

Tra le varie considerazioni, anche la data di Pasqua 2026, che cade domenica 5 aprile (Pasquetta lunedì 6 aprile): l'occasione perfetta per staccare e partire. Che si voglia il mare caldo, un city break iconico o un tour su misura, non mancano le offerte personalizzate e sui social, i consigli pratici per sfruttare al meglio il periodo di Pasqua e i vari ponti (appunto Pasqua - 4 giorni con 1 di ferie – la festa dei Lavoratori: venerdì 1° maggio – la festa della Repubblica: martedì 2 giugno; con 1 giorno di ferie (lunedì 1 giugno) si hanno 4 giorni dal 30 maggio al 2 giugno, un vero weekend lungo – poi Ferragosto: sabato 15 agosto, weekend pieno – e l'Immacolata Concezione: martedì 8 dicembre – 4 giorni con 1 di ferie – più il super ponte tra Natale 2026 e Capodanno 2027 per chi sfrutta il weekend di Santo Stefano e l'ultimo dell'anno

 

I dolci tradizionali di Carnevale in Italia, per tradizione, seguono le varie zone, ma prevalentemente sono fritti, simbolo questo, di abbondanza, prima della Quaresima, periodo di restrizione. I più iconici sono: le sfrappole in Emilia-Romagna, le chiacchiere diffuse in Lombardia, Campania, Puglia, Sicilia, i cenci in Toscana, i galani o crostoli in Veneto e Friuli-Venezia Giulia, le bugie in Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta, le frappe in Lazio, Umbria, e Marche) sottili nastri di pasta fritti, ricoperti di zucchero a velo; le castagnole, morbide palline fritte (o al forno) talvolta ripiene di crema o ricotta, lefrittelle (tipiche veneziane) spesso arricchite con uvetta o pinoli, le zeppole e la cicerchiata, palline di impasto fritte e unite dal miele, tipiche del Centro-Sud e ancora, i Krapfen, diffusi soprattutto al Nord, bomboloni ripieni di crema o marmellata e il Sanguinaccio, crema di cioccolato, tradizionalmente accompagnata alle chiacchiere.

I dolci di Carnevale, solitamente fritti, zuccherati o ripieni, si abbinano perfettamente con vini dolci, aromatici, spumanti o passiti che ne bilanciano la grassezza e ne esaltano il sapore. Le scelte includono le classiche bollicine:Moscato d'Asti, Asti Spumante, Vin Santo, Passito di Pantelleria, Prosecco brut per contrasto o i rossi dolci come il Sangue di Giuda.

 

Con chiacchiere, bugie, cenci, frappe e sfrappole (fritti secchi): vini spumante dolci (Asti Spumante) Moscato d'Asti, oppure Prosecco per chi preferisce un contrasto più secco.

Con frittelle, castagnole, tortelli (fritti morbidi): passiti importanti (Passito di Pantelleria) Malvasia, o vini dolci fermi che profumano di miele e agrumi.

Dolci al forno o farciti: vin Santo, che si sposa bene anche con la schiacciata alla fiorentina.

Comunque in genere la regola base vuole vino dolce con piatto dolce.

Le bollicine (spumanti) sono eccellenti per pulire la bocca dall'unto della frittura.

Per dolci molto complessi o speziati, si possono considerare vini passiti (magari veneti come il Torcolato).

Se si preferisse qualcosa di diverso dal vino, un'ottima alternativa sarebbe un sidro di mele dolce o, per chi ama i sapori decisi, un bicchierino di liquore all'anice (o Strega) spesso usati anche nella preparazione degli stessi dolci, ma per un pur sempre ottimo abbinamento, sono da considerare anche i liquori artigianali locali specifici… (limoncelli  o nocini) vari prodotti ottenuti attraverso la macerazione o l’infusione di erbe aromatiche, radici, fiori e spezie, in una base alcolica, poi addolcita con sciroppo di zucchero, tutti elisir con una gradazione tra 20 e 45°, questi liquori artigianali (o industriali) combinano tradizione, profumi intensi e proprietà digestive.


"Antica Bottega del Vino" a Cortina d'Ampezzo: il nuovo locale nella perla delle Dolomiti

A pochi giorni dall’apertura ufficiale del 30 dicembre, l’Antica Bottega del Vino di Cortina d’Ampezzo si afferma come uno dei nuovi punti di riferimento enogastronomico della località ampezzana, in un momento chiave di avvicinamento ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

L’Antica Bottega del Vino di Cortina, proprio come l’originaria sede veronese, è proprietà di dieci aziende che fanno parte dell’associazione di Famiglie Storiche: Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi e Zenato. Il nuovo locale ampezzano di Corso Italia 147 nasce da un progetto completo di ristrutturazione di uno spazio di 300 metri quadrati, che può accogliere fino a 80 ospiti. L’atmosfera tipicamente montana è pensata per dialogare con il contesto architettonico di Cortina e allo stesso tempo richiamare il fascino senza tempo della storica Bottega di Verona. La cantina, da sempre cuore pulsante della Bottega, custodisce oltre 1.500 etichette, selezionate per raccontare l’eccellenza del vino italiano e internazionale.

È proprio attorno a questa identità che prende forma il menù ampezzano, concepito come naturale estensione di quello veronese. La cucina valorizza piatti iconici, capaci di amalgamare territorio e tradizione. Tra i più apprezzati, la guancia brasata all’Amarone, simbolo della cucina veronese, e il Mont d’Or fuso con tartufo nero, piatto conviviale che dialoga perfettamente con l’atmosfera alpina.

I vini veronesi si sono confermati come i più apprezzati, con Amarone e Ripasso della Valpolicella tra le etichette di maggiore successo, rafforzando il legame con la sede di Verona e il territorio d’origine della Bottega.

A commentare l’accoglienza riservata alla nuova sede è il direttore generale Luca Nicolis: “Il grande interesse dimostrato fin dai primi giorni dopo l’apertura ci ha confermato che Cortina era pronta ad accogliere il nostro progetto. L’attenzione e la curiosità del pubblico ampezzano ci hanno fatto sentire subito parte della città e ci hanno trasmesso entusiasmo e motivazione. Guardiamo ora con grande fiducia ai Giochi Olimpici Invernali: sarà un momento unico per Cortina e per tutto il territorio, e siamo felici di poterci arrivare con una Bottega già viva, riconosciuta e capace di parlare a un pubblico internazionale”.

Con uno sguardo rivolto a Milano Cortina 2026, l’Antica Bottega del Vino di Cortina si prepara a diventare un luogo di incontro tra culture, territori e appassionati, portando in alta quota l’eccellenza gastronomica e vinicola che da oltre un secolo rappresenta Verona nel mondo.

Antica Bottega del Vino
Nata nel 1500 durante la Repubblica di Venezia, Antica Bottega del Vino prende il suo attuale nome nel 1890 con i Fratelli Sterzi, che mantengono l’affascinante stile ottocentesco, caldo e caratteristico che vediamo ancora oggi. Il locale diventa così uno dei punti di riferimento per la scena culturale di fine Ottocento e per gli amanti del vino, accogliendo ai suoi tavoli poeti, musicisti, letterati e artisti come Boccioni, ma anche giornalisti che vi si rifugiavano dopo una giornata in redazione. Nel 1957 il locale venne acquistato dalla famiglia Rizzo-Grigolo e si concentrò soprattutto sull’attività di ristorazione fino al 1987 quando arrivarono sulle scene Severino Barzan, che successivamente portò il modello della Bottega a New York con Giovanni Pascucci suo socio. La proprietà nel 2010 passa nelle mani delle allora undici Famiglie Storiche, che acquisiscono la Bottega del Vino salvaguardando la tradizione enologica del luogo simbolo di Verona. Il locale oggi è proprietà di dieci aziende che fanno parte dell’associazione: Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi e Zenato.

Famiglie Storiche
Famiglie Storiche è un’Associazione nata nel giugno del 2009 dall’unione di dieci storiche cantine della Valpolicella e che oggi conta tredici soci: Allegrini, Begali, Bertani, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre D’Orti, e Zenato. Tutti i membri sono prestigiose aziende vitivinicole che da generazioni sono testimoni attive del “mondo Amarone” e che condividono la stessa visione, basata su storia, artigianalità, legame col territorio e volontà di aumentare la conoscenza nazionale e internazionale dei vini prodotti in Valpolicella. Dieci aziende di Famiglie Storiche sono oggi proprietarie dell'Antica Bottega del Vino di Verona.

 


Antica Bottega del Vino di Cortina
Corso Italia, 147
Cortina d'Ampezzo BL
Tel. +39 0436 055601
RISTORANTE
Aperto tutti i giorni
dalle 12:00 alle 14:40
e dalle 19:00 alle 22:40
www.bottegavini.it

 


Antica Bottega del Vino di Verona
Via Scudo di Francia, 3 VR
Tel. +39 045 8004535
RISTORANTE
Aperto tutti i giorni
dalle 12:00 alle 14:40
e dalle 19:00 alle 22:40.
(nelle sole serate di Opera dalle 18:30)
www.bottegavini.it/verona

 


Livigno celebra il mese olimpico con un viaggio continentale in Alpine Wellness di Aquagranda

Nel cuore dell’inverno alpino, Livigno rinnova il suo legame con lo spirito olimpico attraverso un’esperienza che unisce benessere, performance ed emozione. Per tutto il mese di febbraio, Alpine Wellness di Aquagranda propone “Un Viaggio Continentale”, un programma speciale che, ogni mercoledì, celebra uno dei cerchi olimpici e il continente che rappresenta.

Un percorso che trasforma il mondo del benessere in racconto, attraversando culture, paesaggi ed energie diverse, e che trova nel “mercoledì wellness” il suo momento di massima espressione: apertura prolungata fino a mezzanotte, una maggiore intensità di esperienze e una partecipazione che rende questa giornata il cuore pulsante della settimana.

 

A legare tutte le serate è il messaggio universale dello sport: unità, condivisione e rispetto. Alle 20:30, ogni mercoledì, lo show AufgussCitius, Altius, Fortius – Communiter” diventa il simbolo di questo viaggio. Il titolo significa “Più veloce, più in alto, più forte – insieme”: una rilettura contemporanea del motto olimpico tradizionale, arricchita dal termine Communiter per sottolineare il valore dello stare insieme e dell’uguaglianza tra popoli, continenti e culture.

Accanto ai mercoledì tematici, ogni giorno resta centrale anche il rituale delle 18:30, che per tutto il mese si ispira al mondo olimpico, accompagnando gli ospiti in un percorso quotidiano di connessione tra sport, benessere e atmosfera alpina.

Mercoledì 4 febbraio il viaggio inizia dall’Europa, culla delle Olimpiadi moderne e simbolo di equilibrio tra storia, eleganza e strategia. Dalle Alpi innevate alle città d’arte, il continente europeo ispira una giornata fatta di precisione, controllo e bellezza senza tempo. Le atmosfere richiamano la solidità delle tradizioni e la cultura del gesto atletico, celebrando l’Europa come luogo in cui la disciplina incontra l’emozione. La serata rende omaggio anche all’Italia e al percorso verso Milano Cortina 2026, con un richiamo al motto “IT’s Your Vibe”, che invita ciascuno a vivere lo spirito olimpico in modo personale e autentico. Vengono celebrati grandi campioni europei che hanno segnato la storia dello sport, tra cui Deborah Compagnoni, Alberto Tomba, Arianna Fontana, Giuliano Razzoli, Ole Einar Bjørndalen e Nadia Comăneci.

Mercoledì 11 febbraio è dedicato all’Africa, il cerchio nero del ritmo e dell’energia. Calda, intensa e vitale, la serata porta ad Aquagranda il battito profondo di un continente che vive di forza, coraggio ed energia primordiale. Le atmosfere richiamano la savana, il deserto e le grandi metropoli, in un susseguirsi di sensazioni che parlano di movimento continuo e resilienza. Al centro del racconto il motto “Africa Welcomes, Dakar Celebrates”, simbolo dei Youth Olympic Games 2026, che segna un momento storico: per la prima volta un evento olimpico nel continente africano. La serata rende omaggio a atleti simbolo di resistenza e determinazione come Abebe Bikila, Eliud Kipchoge, Wayde van Niekerk, Hicham El Guerrouj e Caster Semenya.

Mercoledì 18 febbraio il viaggio attraversa le Americhe, il cerchio rosso della forza senza limiti. Dalle grandi città del Nord America ai colori intensi del Sud, il continente americano è protagonista di una giornata dedicata alla velocità, alla determinazione e alla libertà di espressione. Il racconto si sviluppa attorno all’idea di viaggio e connessione, con un omaggio al significato Pan-American, che unisce Nord, Centro e Sud America in un’unica esperienza. Il momento simbolico della serata è il rituale ispirato al percorso della fiamma olimpica, che idealmente attraversa il continente da Alaska a Patagonia. Tra gli atleti celebrati figurano Lindsey Vonn, Mikaela Shiffrin, Shaun White, Tessa Virtue e Chloe Kim.

Mercoledì 25 febbraio il percorso si conclude con Asia e Oceania, i cerchi giallo e verde dell’equilibrio e della libertà. Da un lato l’Asia, con la sua disciplina, l’armonia e la ricerca dell’equilibrio; dall’altro l’Oceania, simbolo di libertà, creatività e contatto profondo con la natura. Le atmosfere si muovono tra meditazione e leggerezza, in un’esperienza che invita a rallentare e ritrovare il centro. Il riferimento al motto di Tokyo 2020, “United by Emotion”, rafforza il messaggio conclusivo del mese: lo sport e il benessere come linguaggio universale, capace di unire emozioni diverse. La serata celebra atleti come Yuzuru Hanyu, Ayumu Hirano, Kim Yuna, Nico Porteous e Zoi Sadowski-Synnott.

 

Con “Un Viaggio Continentale”, Aquagranda Alpine Wellness e Livigno trasformano il mese olimpico in un’esperienza che va oltre il relax, raccontando il wellness come arte dell’esperienza alpina, dove energia, stile ed emozione si incontrano ad alta quota.

Il programma completo delle giornate e dei rituali è disponibile sul sito ufficiale di Aquagranda Alpine Wellness: www.aquagrandalivigno.com.

Alpine Wellness Aquagranda rimane aperta a tutti: anche durante il periodo olimpico e con la presenza di Casa Italia, il centro accoglie liberamente turisti e visitatori, permettendo a tutti di vivere il mese olimpico in prima persona.

Aquagranda
Via Rasia – Livigno (SO)
+39 0342 970277
www.aquagrandalivigno.com


MSC Crociere guarda al futuro con la nuova brand campaign "Best Holiday Ever”

 

MSC Crociere ha presentato il nuovo piano industriale 2026: entro il 2035 la flotta di MSC Crociere arriverà a contare 35 unità. Già nel 2026 è previsto l'ingresso di MSC World Asia, che porterà la flotta a 24 navi. Proseguono inoltre, presso i cantieri STX di Saint-Nazaire, i lavori di costruzione di MSC World Atlantic, il cui debutto è programmato per il 2027.
L'investimento complessivo destinato alla realizzazione delle 12 nuove navi ammonta a 13 miliardi di euro, un impegno che consentirà alla Compagnia di proseguire il proprio percorso di crescita ed espansione a livello globale, ampliando ulteriormente l'offerta di destinazioni, itinerari e servizi di bordo.
MSC Crociere guarda al futuro: 35 navi in flotta entro il 2035 e il debutto di MSC World Asia a novembre 2026 e prende il via la nuova brand campaign “Best Holiday Ever

Entro il 2035 la flotta di MSC Crociere arriverà a contare 35 unità. Già nel 2026 è previsto l'ingresso di MSC World Asia, che porterà la flotta a 24 navi. Proseguono inoltre, presso i cantieri STX di Saint-Nazaire, i lavori di costruzione di MSC World Atlantic, il cui debutto è programmato per il 2027.

L'arrivo di MSC World Asia nel 2026 e di MSC World Atlantic nel 2027 rappresenta un ulteriore passo nella continua espansione della nostra flotta, che entro il 2035 raggiungerà 35 navi. L'investimento strategico in nuove unità della classe World Class e nella rivoluzionaria piattaforma New Frontier riflette il nostro impegno a offrire esperienze di crociera senza pari e a rafforzare la leadership globale di MSC Crociere. Ogni nuova nave non è solo un simbolo di innovazione tecnologica e sostenibilità, ma anche una straordinaria opportunità per contribuire all'economia e ai posti di lavoro nei cantieri e nei territori in cui operiamo” - tanto ha dichiarato Leonardo Massa Vice President Southern Europe divisione crociere del Gruppo MSC -

 

Per la prima volta MSC Poesia navigherà in Alaska portando con sé il suo esclusivo nuovo concept di lusso, l'MSC Yacht Club, nell'ambito di uno dei più importanti interventi di rinnovamento mai realizzati nella storia della compagnia che ha interessato anche la nave MSC Magnifica. Gli ospiti che saranno a bordo di MSC Poesia per la stagione inaugurale in Alaska potranno esplorare per la prima volta la maestosità dell'”Ultima Frontiera”, con i suoi paesaggi spettacolari, la fauna selvatica e il ricco patrimonio culturale delle popolazioni native, con itinerari che includono Ketchikan, Icy Strait Point, Tracy Arm e Juneau (Alaska), oltre a Victoria(Columbia Britannica (Canada).

 

"MSC Poesia porterà il suo nuovo volto in Alaska, offrendo agli ospiti un'esperienza senza pari a bordo dell'MSC Yacht Club. Questo importante intervento di rinnovamento rappresenta un passo significativo nella nostra visione di crociere di lusso all-inclusive, unendo comfort esclusivo, servizi su misura e destinazioni straordinarie. Sono convinto che i paesaggi spettacolari dell'Alaska diventeranno presto una delle mete più affascinanti per i nostri ospiti, consolidando MSC Crociere come punto di riferimento nell'eccellenza e nell'innovazione del settore, arricchita dall'eleganza e dal lusso dell'MSC Yacht Club.” - ha dichiarato Luca Valentini, Direttore Commerciale di MSC Crociere - .

Nel Mediterraneo, invece, già a partire da quest'estate, si aggiungeranno due nuove destinazioni: Syros, raggiunta da MSC Lirica, perla delle Cicladi, conquista con il suo mare dalle intense sfumature di blu, le iconiche case bianche e un patrimonio architettonico e artistico di straordinario valore, che ne fanno un autentico gioiello del Mediterraneo. A questa si affianca Marmaris, affascinante località della costa sud-occidentale della Turchia, dove il Mar Egeo incontra il Mediterraneo dando vita a uno scenario naturale di rara bellezza. La destinazione sarà toccata ogni settimana da MSC Divina, offrendo agli ospiti un'esperienza che unisce natura, cultura e atmosfere cosmopolite. Tra le novità più attese, MSC Opera navigherà tutto l'anno nel Sud dei Caraibi, con nuovi itinerari pensati sia per la stagione invernale 2026/2027 sia per l'estate 2027. Per la prima volta, MSC Crociere offrirà crociere in quest'area anche nei mesi estivi e rafforzerà la propria presenza in inverno con due navi, dando così agli ospiti la possibilità di vivere il fascino dei Caraibi in ogni periodo dell'anno.

MSC Opera sarà protagonista della nuova proposta MSC nella regione, con partenze da La Romana, nella Repubblica Dominicana, a partire dal 16 novembre 2026, e con un'operatività continuativa per tutto l'anno. Da aprile 2027, si aggiungerà un secondo porto di imbarco, Fort-de-France, capitale della Martinica, importante punto di accesso ai Caraibi francesi e facilmente raggiungibile anche dall'Europa. Le crociere avranno una durata di 7 notti, con la possibilità di scegliere anche la formula "butterfly”, che consente di unire due viaggi consecutivi per una vacanza di 14 notti, visitando destinazioni diverse ogni settimana. Durante l'inverno 2026/2027 anche MSC Seaview offrirà crociere di 7 notti da Fort-de-France verso destinazioni quali Pointe-à-Pitre (Guadalupa), Philipsburg (Sint Maarten), St. John's (Antigua e Barbuda), Basseterre (Saint Kitts e Nevis), Roseau (Dominica), Bridgetown (Barbados), Kingstown (Saint Vincent e Grenadine), Saint George (Grenada) e Castries (Saint Lucia).

Forte del crescente successo di MSC Crociere in Italia, un brand sempre più scelto da chi sogna una vacanza all'insegna del relax e della scoperta, è stata annunciata la presenza della Compagnia durante il programma La Ruota della Fortuna, come premio ufficiale della Ruota delle Meraviglie. L'iniziativa è in programma per sette settimane consecutive, da lunedì 19 gennaio a domenica 8 marzo, per un totale di 49 puntate. Nel corso delle puntate andrà in onda una clip di circa 8–10 secondi, pensata per raccontare il premio in palio, che verrà poi assegnato attraverso la busta della Ruota delle Meraviglie.

Ogni settimana sarà dedicata a una destinazione diversa: in totale saranno presentate sette mete, ciascuna valorizzata da una clip personalizzata, realizzata appositamente per accompagnare ogni settimana di programmazione. A chiudere l'incontro la nuova Brand Campaign globale di MSC Crociere, "Best Holiday Ever”, sviluppata in partnership con McCANN, uno dei principali network pubblicitari a livello internazionale. La campagna propone una rivisitazione dell'iconico brano dei Jackson 5, "ABC” che si trasforma in "MSC" reinterpretato in chiave contemporanea per raccontare l'idea di vacanza secondo MSC Crociere.

La nuova campagna pubblicitaria globale "BEST HOLIDAY EVER”

MSC Crociere invita gli ospiti a progettare la propria vacanza ideale, lasciando spazio anche a quei momenti inaspettati che rendono ogni crociera davvero memorabile. Nel 2026, la Compagnia opererà con 23 navi moderne, che faranno scalo in oltre 300 destinazioni in tutto il mondo; la flotta salirà a 24 unità con l'arrivo di MSC World Asia.
La nuova campagna globale celebra ciò che rende unica una vacanza firmata MSC Crociere: esperienze gastronomiche autentiche, spettacoli internazionali di alto livello per tutte le età e una vasta scelta di destinazioni e porti di imbarco da esplorare. Al centro del racconto, però, c'è soprattutto l'idea che la vera magia della vacanza si nasconda nei momenti non programmati. Sviluppata in partnership con McCANN, uno dei principali network pubblicitari a livello mondiale, la campagna propone una reinterpretazione dell'iconico brano dei Jackson 5, "ABC”, arricchita da testi inediti che raccontano la varietà di esperienze e servizi disponibili a bordo delle navi MSC Crociere. Energica, gioiosa e immediatamente riconoscibile, la colonna sonora rafforza lo spirito di scoperta, calore e ospitalità del brand, rinnovando un grande classico in perfetta sintonia con il messaggio della campagna.

Per scoprire l'ultima campagna del brand MSC Crociere, andate su: [https://youtu.be/FIa0L2HdgvQ]
Dal piacere di sorseggiare un caffè sul balcone della propria cabina, ammirando la bellezza inattesa della fauna marina, al condividere una cena e nuove amicizie, fino al ritrovare il proprio spirito più giocoso all'Aquapark: a bordo delle navi MSC Crociere gli ospiti sono accolti con una calda ospitalità, che lascia loro il tempo per vivere i momenti più preziosi,  quelli che spesso non si possono programmare.

 


Tel. Assistenza (Italia):
848.24.24.90
assistenzaclienti@msccrociere.it
www.msccrociere.it


Forno Salomoni: dalla montagna alla città, una storia di pane che profuma di casa, famiglia e tradizione

Farina, acqua e passione: il piacere di gusti da riscoprire morso dopo morso, perché l’autenticità ha ancora il sapore delle cose fatte con amore, pazienza e rispetto per la tradizione e così la montagna bolognese incontra la città petroniana: il Forno Salomoni di Monghiroro ha aperto un punto vendita a Bologna. L’inaugurazione del nuovo Forno Salomoni, sotto le Due Torri - in via Dagnini 30/B - con relativo taglio del nastro tricolore, è avvenuta alla presenza di Barbara Panzacchi, sindaca di Monghidoro (BO).

E’ un’attività a cui tengo molto – ha spiegato Daniela Marchioni titolare della nuova panetteria – e che aiuterò a crescere in questi anni, fatta di persone vere e autentiche, come i prodotti che ogni notte vengono sfornati nel laboratorio di Monghidoro e che adesso sono anche a disposizione dei cittadini di Bologna”.

Una bella storia di una famiglia che dal lavoro dei campi e dall’impegno dell’arte bianca ha saputo passare di generazione in generazione i segreti della più autentica tradizione emiliana, dalla nonna alla mamma, fino al figlio - Mattia - che oggi compie questo grande passo.

Il Forno Salomoni, nuova insegna che porta nel cuore di Bologna i sapori autentici e la tradizione artigianale dell’Appennino bolognese, nasce dall’esperienza di oltre 40 anni del Panificio Salomoni, realtà storica di Monghidoro riconosciuta per la produzione quotidiana di pane fragrante, ma anche di prodotti da forno con lievitazioni rispettate, con croste che cantano e molliche che profumano di grano vero e specialità locali come pizza in teglia, semplice e generosa, ma anche crescente fragrante che sa di merende condivise e tavole lunghe.

Nato come panificio a conduzione familiare, il Panificio Salomoni ha saputo coniugare l’artigianalità delle ricette tradizionali con uno sguardo alla modernità del servizio, portando nei propri prodotti la qualità del grano dei propri campi.

Con l’apertura del nuovo Forno Salomoni a Bologna, l’azienda amplia la propria offerta urbana con una vasta gamma di prodotti rigorosamente artigianali: dal pane fragrante cotto ogni notte, ai dolci tipici dell’Appennino, dalla pasta fresca e ripiena, fatta con la sfoglia, tirata a mano come una volta, sottile e viva, da cui prendono forma i tortellini e i tortelloni della tradizione, lasagne, ricche e avvolgenti, comprese, come le tagliatelle, ruvide al punto giusto per trattenere ogni sugo. Non mancano le tipicità montanare più autentiche: gli zuccherini, semplici e rassicuranti, parlano di feste di paese e colazioni lente, le raviole, con il loro cuore goloso, sanno di mani esperte e ricette custodite gelosamente, le peschine e i vellutini, che accolgono il mattino con delicatezza, mentre gli spumini riportano all’infanzia, a quei dolci leggeri che sembravano nuvole e facevano sorridere senza motivo. E poi le crostate, generose e sincere, buone come quelle della mamma e della nonna, dove ogni fetta è un abbraccio.

Ogni proposta riflette l’impegno nella lavorazione manuale e nella cura delle materie prime, per restituire gusti genuini e inconfondibili, capaci di evocare i sapori di una volta.

 

 

 

Il nuovo punto vendita in via Dagnini, 30/B a Bologna rappresenta un importante passo nello sviluppo dell’azienda, portando nella città un luogo dove la tradizione della panificazione e dolciaria si fonde con l’eccellenza artigianale dell’Appennino, in più, in città, con il ritmo urbano e le giornate veloci, si può sempre contare su uno spazio dove poter rallentare, dove riscoprire il valore del fatto a mano, del tempo speso bene e del gusto che non ha bisogno di effetti speciali per farsi ricordare.
(Provare per credere!)

 

 

 

 

 

Il Forno Salomoni offre anche un servizio di consegna puntuale direttamente a domicilio o nella location prescelta. In questo modo, ogni prodotto arriva fresco e pronto da servire e gustare, per godere appieno l’evento senza preoccupazioni.

 

 

 

Forno Salomoni
Via A. Tedeschi, 15 Monghidoro (BO)
Tel 051 6555325- Orario negozio:
da lunedì a sabato dalle 5.00 alle 12.30

Panificio Salomoni
Via Dagnini, 30/B Bologna
Tel. 051 6230935 - 377 3420446
www.panificiosalomoni.com 


Sigep World 2026: The World Expo for Foodservice Excellence: 47ima edizione di golose eccellenze

 

Da ormai 45 anni, SIGEP WORLD rappresenta un evento essenziale per conoscere le più recenti innovazioni e tendenze nel settore Foodservice. Qui al Rimini Expo Centre – il quartiere fieristico di Rimini con ingressi principali in Via Emilia 155 e eventi collegati anche in altre zone, come l’ex Cinema Astoria, durante la settimana fieristica – è possibile scoprire materie prime, ingredienti, macchinari, tecnologie, attrezzature, arredamento, soluzioni di packaging e servizi.
L'evento offre uno spazio unico in cui interagire con aziende ed esperti del settore, discutere gli sviluppi del comparto e creare opportunità di business, networking e aggiornamento professionale.

Resterà in scena fino a martedì 20 gennaio questa 47ª edizione del SIGEP con tutte le filiere relative a: gelato, pasticceria, cioccolato, panificazione, caffè e pizza, mostrando produzioni, tecnologie, mercati, innovazioni e nuove tendenze, con un forte focus sull’artigianalità italiana e sull’internazionalizzazione. Sì perché questo evento è sempre più internazionale, con oltre 1300 espositori da decine di Paesi e una crescita stimata della partecipazione estera di circa il 30% rispetto all’anno scorso. Vi partecipano buyer da circa 75 nazioni che portano focus sui mercati globali e sulle nuove opportunità di business e quest’anno l’India si presenta come “Guest Country”.

Il gelato artigianale rimane al centro dell’attenzione, con tecnologie, ingredienti e nuove tendenze per le catene e l’ospitalità moderna. Iniziative come “What is Gelato?” e hub tematici dedicati a digitalizzazione, prodotti surgelati e bar innovativi sono tra i contenuti chiave.
Programmi specifici per buyer, incontri B2B e networking tra aziende italiane e internazionali favoriscono lo scambio commerciale e nuove collaborazioni globali.
Altre iniziative significative sono: masterclass, dimostrazioni, concorsi e spazi dedicati all’innovazione e alle tendenze dell’ospitalità di alta gamma.
Noi abbiamo seguito le divagazioni sul tema dell’inviato di Rai2 - Antonio Farnè - che della sua panoramica al Sigep, ne ha fatto un vero spettacolo trasmesso nella rubrica "TG2 Italia-Europa" condotta dalla gentile Marzia Roncacci, con approfondimenti sulla pasticceria italiana e le tradizioni dolciarie italiane (patrimonio UNESCO) un settore che vale 40 miliardi di euro….

L’evento è stato ufficialmente inaugurato oggi a Rimini, con il taglio del nastro – è Antonio Farnè che parla – segnando l'inizio dell'expo internazionale per il settore del foodservice, presenti la ministra per le disabilità, Alessandra Locatelli, il governatore Emilia Romagna, Michele de Pascale, Lorenzo Galanti, direttore generale di ICE Agenzia, Juri Magrini, assessore alle attività economiche del Comune di Rimini e Maurizio Renzo Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group (organizzatore e proprietario di SIGEP). Lunedì 19 gennaio sarà invece in fiera il ministro MASAF, Francesco Lollobrigida.

La manifestazione - vero scrigno di tesori del Made in Italy -  si propone come piattaforma globale per le tante eccellenze del settore – prosegue Farnè per le novità in ambito foodservice, ponendo l’accento su innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione riferito a oltre 1.300 brand espositivi dei compartimenti del gelato artigianale, della pasticceria, del cioccolato, caffè, panificazione e pizza comprese, settori che vedono la partecipazione di e buyer da tutto il mondo, settore non solo di dimensioni globali, ma in grado di muovere interessi e cifre molto significative.

A tal proposito Farnè chiama in causa Flavia Morelli (Exhibition manager) la direttrice operativa del SIGEP: “Il sigep ha un valore straordinario, se sommiamo i valori di gelateria, pasticceria, del mondo della panificazione, del caffè e della pizza, perché SIGEP World è tutto questo, parliamo di 40 miliardi di euro… Per la gelateria noi siamo leader al mondo, per l’artigianale per gli  ingredienti, per le macchine… basti pensare che in Europa ci sono 65mila gelaterie di cui 39mila in Italia, poi questo è un settore che si esporta sempre più all’estero, anche perché lì il gelato non è scontato che sia conosciuto come da noi…

E Farnè le replica: “Insomma un impatto importantissimo e decisivo anche a livello internazionale…

Assolutamente, tutte le aziende sono qui questi cinque giorni per fare conoscere i loro prodotti ai mercati internazionali – continua Flavia Morelli – aspettiamo buyers da 160 Paesi. Nella pasticceria si stanno sempre più cercando prodotti “premium”, a partire dal panettone che è veramente un prodotto iconico made in Italy…”  

Farnè ringrazia e congeda la dottoressa Morelli responsabile operativa dell’evento e torna sull’argomento principe - il gelato - chiamando in causa un importante testimonial: il presidente dell’Associazione gelatieri italiani, il maestro gelatiere Vincenzo Pennestrì:

Gelato vuol dire gusti, tradizione, innovazione, allora quali sono quelli che vanno per la maggiore, anche in vista dell’estate?” – “Diciamo che i gusti tradizionali la fanno da padrona – specifica Pennestrì – Poi c’è la tendenza a ridurre gli zuccheri anche fino al 40% in meno, aggiungendo fibre che sono più salutistiche… - e ancora Farnè rivolto a Pennestrì -

“Naturalmente stiamo parlando del gelato artigianale, qual è il segreto del buon gelato?” -
Il segreto è la materia prima – di rimando Pennestrì – “Migliori sono le matterie prime messe dentro al gelato, migliore sarà il gelato… Per i gusti, andrà sempre di più la frutta, specie quella esotica: il mango sta crescendo moltissimo, come pure passion fruit e l’altra frutta esotica…”.


Questa l’importanza e le suggestioni del gelato italiano. Poi l’inviato del Tg2 descrive la situazione lì a Rimini Expo Centre: gli interventi dei protagonisti dell’evento (imprenditori, espositori, specialisti del settore) sottolineano come SIGEP sia una vetrina internazionale per prodotti, tecnologie e tendenze del “fuoricasa” (foodservice) l’ecosistema che include prodotti, ingredienti, attrezzature, tecnologie, arredi e soluzioni per bar, pasticcerie, gelaterie, panifici e ristoranti, dove a questa importante manifestazione si presentano innovazioni, tendenze e opportunità di business per professionisti del settore. E nel contempo le telecamere indugiano, zoomando, sui golosi particolari delle vetrine che ostentano gelati, paste, brioches, pizze e pizzette, sfilatini e rosette, chicchi e tazzine di caffè, stecche, tavolette, barrette e praline a base cioccolato… Nell’altro padiglione – in verità molto meno partecipato – gli esperti incentrano focus sui mercati esteri e sulle opportunità di export, con particolare menzione della crescita della presenza internazionale rispetto alle edizioni precedenti, sul valore strategico dell’evento per rafforzare la visibilità internazionale del Made in Italy gastronomico, per offrire spunti di sviluppo economico e networking tra aziende e buyer internazionali.

Ancora Antonio Farnè: “Dopo la gelateria, adesso spazio ad una esperienza sensoriale, quella che ci offre la pasticceria… E in questo percorso ci accompagna un grande maestro, Iginio Massari, ambasciatore della pasticceria nel mondo… Maestro, parliamo di tendenze: in quale direzione va la nostra pasticceria in questo momento? – “Beh, senz’altro va – gli risponde Massari – “Va in un mondo complesso… è una pasticceria più leggera che le persone possono scegliere al momento, come i maritozzi ideati da mio figlio, qualcosa di particolare, maritozzi con 5mila diversità e il cliente se lo sceglie al momento, non c’è niente di più innovativo…”.

Farnè:Un mese fa la cucina italiana ha ottenuto un importantissimo riconoscimento dall’UNESCO, ecco, la pasticceria italiana che ruolo ha giocato nel conseguimento di questo traguardo?
Massari: “Vorrei ricordare che il mondo dolce occupa il 33% del mondo dell’alimentazione, uno spazio molto importante soprattutto per la condivisione: un piatto di spaghetti te lo puoi mangiare da solo, il dolce consacra i pasti sacri e profani, con molte persone, non c’è niente di più condiviso che il mondo del dolce… Abbiamo due icone principali – continua Iginio Massari - il Panettone e il Tiramisù che è speciale non solo per il morale ma che ti tira su anche il fisico…” –
E Farnè prosegue chiedendo: “Qual è l’ingrediente a cui non rinuncerebbe mai per fare un prodotto di qualità?” –
Per qualcuno forse non è un ingrediente, ma per me, per fare prodotti di qualità, c’è un ingrediente fondamentale: le competenze!”.

Farnè conclude il suo intervento in diretta con “Italia-Europa” su Rai2 ricordando che si è parlato di gelateria e pasticceria, ma SIGEP è molto altro, cioccolato, panificazione, caffè, pizza, poi macchinari, tecnologie, attrezzature, packaging e se ne parlerà (se ne degusterà) fino a martedì 20 gennaio a Rimini.
Se potete, andate!

 


Quartiere Fieristico di Rimini
Via Emilia, 155 - Rimini (RN)
www.sigep.it


CLAI a Marca con i suoi classici e le novità: qualità e innovazione per collaborazioni di valore

Il 14 e 15 gennaio a Bologna l’evento dedicato alla private label che per la Cooperativa di Imola rappresenta oltre il 20% del fatturato salumi. Allo stand una selezione dei prodotti più richiesti da questo mercato in crescita, con la Passita di Romagna ancora protagonista. In vetrina anche le Fragranze di Salame, i nuovi salumi aromatizzati realizzati assieme al maestro delle essenze Baldo Baldinini. Per l’export l’obiettivo 2026 sono gli Stati Uniti. Confermati i due grandi testimonial del sorriso Max Mariola e Paolo Cevoli

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Il nuovo anno è appena cominciato e, come da tradizione, è già in arrivo il primo momento fieristico di prestigio. A BolognaFiere il 14 e 15 gennaio torna Marca, l’appuntamento internazionale dedicato alla marca commerciale e giunto alle 22esima edizione. CLAI è pronta a contribuire ancora una volta al successo di questo grande evento che ospiterà migliaia di protagonisti di un mercato in continua espansione. La private label occupa ormai una quota superiore al 20% del fatturato della stessa Cooperativa agroalimentare di Imola, confermando una progressione che continua ormai da tempo.

ALLO STAND CLAI TANTE ECCELLENZE A PARTIRE DALLA PASSITA
In vetrina a BolognaFiere ci saranno per CLAI i classici della salumeria italiana come i salami Milano, Napoli, Ungherese e una selezione di regionali piccanti, insieme a un’eccellenza del territorio come la Passita di Romagna. E proprio la tipica salsiccia romagnola rappresenta uno dei prodotti di riferimento per la realtà imolese perché racchiude in sé i valori cardine dell’azienda, come la filiera 100% italiana, la sostenibilità e l’attenzione al benessere del consumatore e dell’ambiente. Questa specialità viene sottoposta a una breve e delicatissima stagionatura mirata a ottenere un prodotto tenero, dolce e con una facile pelabilità che lo rendono adatto al consumo in tutti i momenti della giornata.

A MARCA ANCHE LA NOVITÀ FRAGRANZE DI SALAME
Marca sarà per CLAI anche il primo momento di presentazione in un evento fieristico delle Fragranze di Salame, i salami aromatizzati in grado di stimolare suggestioni di gusto completamente inedite. Cinque novità che sono il risultato di un percorso cominciato nel 2023 con un obiettivo: creare una linea di prodotto realmente nuova, distintiva e dal respiro più ampio possibile. Al talento del team CLAI – che ha permesso di raggiungere un livello unico, con un progetto completamente originale per il mercato dei salumi – si è aggiunta la capacità di Baldo Baldinini, un maestro delle essenze, abile a lavorare su più piani, come quello gustativo, quello olfattivo e quello emotivo. Il lavoro congiunto ha reso possibile ottenere la sfumatura di qualità necessaria alla creazione di un bouquet di essenze (Basilico, Profumi Mediterranei, Alchermes, Fiori d’Arancio e Cardamomo) capaci di dar vita a nuove esperienze di gusto. Da sottolineare che una delle singolarità di ogni versione, come già avviene nel campo dei profumi, è la composizione di un mix di più aromi, allo scopo di esaltare quello principale e coinvolgere tutti i sensi dei consumatori.

«Il risultato è un sentore totale e puro che non si può fare a meno di avvertire in tutta la sua profondità – conferma Gabriele Gardini, Ricerca & Sviluppo CLAI –. Chiunque abbia provato in passato a gustare un qualsiasi salame aromatizzato, pensiamo a quelli al vino ad esempio, difficilmente ne avrà potuto apprezzare un profumo particolarmente evocativo. Con quelli realizzati da CLAI l’esperienza sarà totalmente diversa».

Inopportuno, dunque, fare paragoni. «Esistono già diversi salami aromatizzati e varie esperienze in tal senso – prosegue Gardini –. In CLAI, grazie al lavoro fatto insieme a Baldinini, siamo riusciti ad applicare essenze molto più complesse e pure, con un’impronta significativamente più forte. Si tratta del primo salame che propone aromi all’interno del suo stesso prodotto. Un conto è aggiungere spezie nell’impasto, altra cosa è creare un impasto ad hoc, come è stato fatto in questo caso. Ci piace pensare che questo progetto possa contribuire a  cambiare il modo di interpretare l’aromatizzazione nel campo dei salumi».

DI CAPUA (DIRETTORE VENDITE): COLLABORAZIONI CON CHI CONDIVIDE LA NOSTRA VISIONE DI QUALITÀ
Prodotti della tradizione, dunque, novità e numeri che, per quanto riguarda il 2025 appena concluso, arridono alla Cooperativa di Imola. «Sebbene il mercato dei salami in Italia abbia fatto registrare una flessione nel 2025, CLAI su questo versante è cresciuta in doppia cifra – sottolinea Francesco Di Capua, direttore vendite Italia Salumi CLAI –. Un risultato che è la diretta conseguenza della distintività della nostra proposta. Elementi come la filiera integrata, l’italianità, le lunghe stagionature, l’expertise e la professionalità degli operatori, ci permettono di generare un’attenzione crescente nei nostri confronti, in particolare nel canale Gdo. Sono in aumento le richieste di collaborazione per le nostre proposte, come confermato da alcune trattative in corso, e già in fase avanzata, che rafforzeranno ulteriormente il nostro impegno. È un piacere e un orgoglio dar vita a percorsi di crescita condivisa con realtà allineate alla nostra visione e alla nostra tensione continua verso la qualità».

SOLA (DIRETTORE COMMERCIALE CARNI): PRONTI A COGLIERE OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO
E, a proposito di crescita, alle parole di Di Capua si aggiungono quelle di Marco Sola, il direttore commerciale Carni CLAI: «Noi siamo votati alla crescita – conferma – vogliamo sempre fare di più e meglio. Il mercato, soprattutto bovino, è in un momento che alcuni definiscono di “crisi”. Ecco, noi preferiamo parlare di “metamorfosi”. E quando ci sono profondi cambiamenti in corso, c’è chi arretra e chi, invece, riesce a cogliere nuove opportunità di sviluppo. La qualità, la solidità aziendale, la ricerca continua e la capacità di rispondere prontamente alle nuove sollecitazioni di mercato sono elementi che oggi possono fare una grande differenza. Per questo motivo CLAI può guardare al 2026 con fiducia e consapevolezza».

UNA FILIERA INTEGRATA E 100% ITALIANA
Come anticipato dai due manager, tra le principali distintività di CLAI spicca senz’altro la scelta strategica e identitaria della Filiera 100% Italiana, un impegno concreto che garantisce l'origine certificata delle materie prime e valorizza l'intera produzione zootecnica dei soci allevatori. Un modello di filiera integrata che permette di controllare ogni fase del processo produttivo, dai campi alla tavola, assicurando tracciabilità, trasparenza, qualità e rispetto per il territorio.

FUSO (EXPORT DIRECTOR): STIAMO COSTRUENDO PRESENZA SOLIDA NEL MERCATO USA
Centrale in questo contesto è anche il fronte export. Per CLAI le vendite oltreconfine rappresentano il 20% del fatturato, mentre il private label occupa una quota del 10% del totale.
«Cresciamo in tanti Paesispiega Alessio Fuso, Export director CLAI – In Germania l’incremento è a doppia cifra, ma i riscontri sono buoni anche in Inghilterra e Spagna. Qualche oscillazione in più per quanto riguarda la Francia, ma l’anno si è chiuso in positivo. La vera novità del 2026 sarà il mercato americano: stiamo costruendo le basi per avere una presenza solida, con un progetto di distribuzione diretta, in quello che è il terzo mercato mondiale per la salumeria italiana, dopo Francia e Germania. In più, vogliamo rafforzarci all’interno di mercati europei in cui al momento abbiamo una presenza al di sotto del potenziale. Penso ad esempio ai Paesi Bassi, alla Scandinavia, all’Europa dell’Est e all’area mediterranea».

MAX MARIOLA E PAOLO CEVOLI, GLI AMBASSADOR DEL SORRISO DI CLAI

Per CLAI, quindi, non possono esistere prodotti davvero buoni se non sono capaci anche di fare del bene e di donare un sorriso a ogni persona incontrata. È una filosofia che deve permeare tutte le attività e essere condivisa a ogni livello dell’organizzazione. Proprio per questo motivo sono stati scelti come brand ambassador del marchio CLAI due volti molto noti e apprezzati, lo chef Max Mariola e l’attore Paolo Cevoli.

La scelta è ricaduta su di loro perché, oltre a rispecchiare valori fondamentali dell’identità CLAI – come la serietà nel lavoro, la costante ricerca della qualità e del “saper fare”, insieme alla capacità di rappresentare il senso di comunità e di legame con il territorio – riescono sempre a trasmettere un sorriso a chi li segue. Un elemento essenziale per il mondo CLAI, poiché richiama direttamente l’obiettivo di portare ogni giorno gioia sulle tavole dei consumatori attraverso la bontà e l’eccellenza dei prodotti.

 

 


Clai S.c.a.
Via Gambellara 62/A
Sasso Morelli di Imola (BO) I
Tel. +39 0542 55711
www.clai.it


MARCA - by BolognaFiere – il business food in GD a Bologna il 14 e 15 p.v.

Si è aperta oggi a Bologna la 22ª edizione di MARCA by BolognaFiere & ADM, la fiera internazionale dedicata alla Marca del Distributore e punto di riferimento per l’intero ecosistema della MDD. Ad aprire la manifestazione, gli interventi istituzionali di Gianpiero Calzolari (presidente BolognaFiere) Mauro Lusetti (presidente ADM) e del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Marca by BolognaFiere & ADM è l’unica fiera italiana dedicata alla marca commerciale, la grande vetrina dove si espongono i prodotti dell’eccellenza italiana a marca del distributore. La fiera è organizzata da BolognaFiere in collaborazione con ADM, l’Associazione della Distribuzione Moderna. Si tratta di un evento chiave a Bologna per il settore del Food nella Grande Distribuzione (GD) focalizzato su Marchi del Distributore (MDD) che si tiene annualmente a gennaio – quest’anno (2026) - con la 22isima edizione programmata per il 14 e 15 gennaio presso i padiglioni di BolognaFiere, l’ideale piattaforma per incontrare produttori e innovazioni nel settore food e non food, con sezioni dedicate come MARCA Fresh (eccellenza del fresco)  MARCA Tech, MARCA Trend e MARCA Awards (packaging, logistica).

La “marca del distributore” è sempre più apprezzata dagli italiani con le vendite dell’anno 2025 che sono senz’altro di gran rilievo: oltre 31,5 mld, +6,8%.

Marca” è importante per il Food in GD perché presenta le ultime innovazioni di prodotto e le tendenze (es. attraverso Fresh, Tech, Trend e Awards) perché offre un programma di convegni e analisi di mercato (come il Rapporto MARCA di Circana e Osservatorio Non Food GS1 Italy) e perché permette di scoprire soluzioni innovative dalle aziende, come Intrapan con i suoi prodotti per il banco frigo (evidenziato dalle notizie dell’evento stesso, come afferma il sito ufficiale “marca.it”).

Oltre 9 consumatori su 10 si fidano dei prodotti a “Marca del distributore” (MDD). Sud e Isole motore della crescita, vola il fatturato delle aziende MDD partner. I dati TEHA (The European House – Ambrosetti) per ADM (Associazione Distribuzione Moderna) anticipano il rapporto del convegno di apertura di MARCA by BolognaFiere & ADM 2026. L’edizione 2026 di Marca by _BolognaFiere & ADM con 28 insegne, +19% di superficie espositiva e con una crescita media sempre del 19% in tutte le aree della manifestazione. ADM, l’unica manifestazione che presidia l'intera filiera della marca privata, vedrà 28 insegne protagoniste con una crescita media sempre del 19% in tutte le aree della manifestazione: dagli espositori del food a quelli del non food, dall'area MARCA Fresh, che ha registrato un'eccezionale crescita risultando raddoppiata, a MARCA Tech (packaging, logistica e servizi a monte per la Marca del Distributore).

Il Ministro MASAF - (Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste) -  Francesco Lollobrigida è intervenuto all'inaugurazione della fiera della Distribuzione Moderna Organizzata (DMO) sottolineando il ruolo della marca del distributore come "firma" e "garanzia" del Made in Italy, evidenziando come l'evento sia cruciale per il settore e per valorizzare i prodotti italiani.  La sua presenza conferma l'importanza strategica del settore per il Ministero dell'Agricoltura e della Sovranità Alimentare. Il suo discorso si è inserito nel contesto dell'evento, che si svolge fino al 15 gennaio a Bologna con la partecipazione di autorità istituzionali per discutere le tendenze e le strategie del retail.
Per Lollobrigida, Marca 2026 è un momento decisionale per la DMO, dove si definiscono strategie e si anticipano i trend. Il ministro ha poi collegato la marca del distributore all'eccellenza italiana, vedendola come un sigillo di qualità.

 

La Marca del Distributore è oggi una leva industriale capace di generare valore economico e occupazione – ha dichiarato Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere -  “I dati presentati confermano come la MDD non sia più solo una risposta alla convenienza, ma un modello che integra qualità e innovazione lungo tutta la filiera produttiva. MARCA by BolognaFiere & ADM nasce e cresce  con questa ambizione: essere la piattaforma di riferimento dove industria e distribuzione si incontrano per costruire sviluppo, sostenere il Made in Italy e accompagnare i cambiamenti dei consumi. L’edizione 2026, con una presenza sempre più ampia delle insegne e un rafforzamento di tutte le aree espositive, testimonia un settore dinamico e una filiera che guarda al futuro

 

 

BolognaFiere SpA
Viale della Fiera, 20
40127 Bologna (BO)
www.bolognafiere.it


“Margherita S.p.A.” a Marca 2026 presenta «‘A Margherita Napulì by Re Pomodoro» ispirata alla tradizione napoletana della pizza

L’azienda si presenta insieme a Gusto Sorrento e Propizza, ponendosi insieme come players di riferimento per Retail e MDD per ampiezza e varietà di gamma, con una novità assoluta che affianca pizze, basi pizza, pinse e snack pizza frozen che coniugano tradizione e innovazione, rispondendo alle nuove esigenze del consumo senza rinunciare all’autenticità.

 Una novità assoluta per Margherita S.p.A. che annuncia la propria partecipazione a Marca 2026, a BolognaFiere, dove al Padiglione 29 – Stand B/17, presenterà in forma congiunta con Propizza e Gusto Sorrento l’intera gamma di pizze, basi pizza, pinse, focacce e snack frozen di alta qualità. 3 centri di eccellenza italiani insieme per costituire un punto di riferimento per ampiezza e varietà di gamma per il mondo Retail e MDD, anche con prodotti custom. Protagonista sarà il brand Re Pomodoro che amplia il proprio universo con il lancio di una novità assoluta, Re Pomodoro ‘A Margherita Napulì, una nuova pizza che introduce una ulteriore anima all’interno della proposta frozen, affiancando le già consolidate Gourmet Doppia Lievitazione e Ariosa. Un’evoluzione che conferma la vocazione del marchio, ovvero portare nel consumo domestico una pizza experience superiore, ispirata ai diversi stili e alle molteplici interpretazioni dell’arte bianca italiana, capace di sorprendere il consumatore. A’ Margherita Napulì è una pizza dal profilo inedito che rende omaggio alla tradizione napoletana più autentica. L’impasto, ispirato alla scuola campana, si distingue per il cornicione alto e scioglievole, cotto su pietra refrattaria ad altissima temperatura per pochi minuti, per garantire una struttura leggera, una texture equilibrata e un’esperienza sensoriale che richiama quella della pizzeria.

Con Re Pomodoro Napulì introduciamo un prodotto che interpreta in modo contemporaneo uno dei simboli più iconici della cucina italiana – dichiara Andrea Ghia, Amministratore Delegato di Margherita S.p.A. –. È un passo coerente con la nostra visione: continuare a innovare nel frozen valorizzando qualità, know-how produttivo e rispetto della tradizione”.

Ma non è tutto. Il Marca sarà l’occasione per anticipare agli ospiti altre novità retail dedicate al banco frigo, come la Pinsa Margherita e la Pinsa Prosciutto, estendendo l’offerta ad alta idratazione con un prodotto pronto, pre-farcito con ingredienti selezionati, pratico e veloce da preparare.

A "Marca", per la prima volta, le aziende Margherita, Propizza e Gusto Sorrento si presenteranno unite come un unico partner italiano per la Pizza Premium, inaugurando un innovativo layout espositivo condiviso. Questa scelta rappresenta il primo passo di un percorso strategico che conferma l’impegno delle tre realtà nel costruire la più ampia offerta di prodotti pizza premium, valorizzando grazie a una collaborazione stretta, coordinata e complementare, un rapporto sinergico e integrato volto a rafforzare la loro presenza nel mercato e a proporre soluzioni di alta qualità ai clienti.

Margherita S.p.A., nata dall’esperienza di Fabrizio Taddei e costituita nel 2001 a Fregona (TV), è un’azienda con 5 stabilimenti produttivi e quasi 500 persone impiegate, produttrice di pizze e snack di alta qualità per la PL e con il proprio brand Re Pomodoro, con prodotti distribuiti in più di 30 Paesi a livello internazionale. Insieme alla società alla società di distribuzione Margherita (Schweiz) AG di Spreitenbach, CH, genera come Margherita Group un fatturato di circa 97 milioni di euro.

 

 


Margherita S.p.A. a socio unico
Via dell'Industria, 11
31010 Fregona (TV)
Tel. +39 0438 915081
www.margheritagroup.com


"Il Commino delle identità" - a cura dei Borghi d'Europa -

Il Molise nei Percorsi Internazionali di Borghi d'Europa

 L'Associazione Culturale Borghi d'Europa promuove da oltre quindici anni una rete di borghi e territori poco conosciuti, al fine di valorizzarne il patrimonio  culturale, ambientale, artistico, enogastronomico, economico e scientifico attraverso progetti ed iniziative di informazione finalizzate ad 'informare chi informa'. La rete internazionale Borghi d'Europa, nel quadro del progetto L'Europa delle scienze e della cultura, patrocinato da ESOF2020 e dalla IAI (Iniziativa Adriatico Jonica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella Regione Adriatico Jonica), propone un percorso informativo sui temi della sostenibilità nel settore del turismo. Giornalisti e Comunicatori visiteranno nel 2026 in incognito i luoghi del Molise, attivando la collaborazione con la stampa locale, autentica 'sentinella' e testimone nelle comunità locali. Il 'format' prevede la partecipazione di comunicatori e giornalisti della stampa locale, regionale, nazionale ed europea; interviste a rappresentanti delle istituzioni e associazioni locali, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni europee, ecc.; la realizzazione di rassegne stampa multimediali (radio, tv, stampa, online e social); il dono di materiali didattici alle scuole dei territori coinvolti. I Paesi inclusi nel progetto sono: Italia, Croazia, Slovenia, Austria, Svizzera, Montenegro, Albania, Bosnia Erzegovina, Grecia, Serbia e Repubblica di San Marino. Le Regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Marche, Abruzzo, Puglia, Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia. Con Ufficio Stampa: a Milano.

 

L'Abruzzo nella IAI (Iniziativa Adriatico Ionica) – L'Oleificio Andreassi di Poggiofiorito viene riconfermato nei progetti europei –
l'inserimento nel tour internazionale Il Cammino delle Identità gennaio 05 - 2026

L'Abruzzo è una regione che fa parte dell'Iniziativa Adriatico Ionica (IAI) un'organizzazione internazionale che promuove la cooperazione regionale tra i paesi che si affacciano sul Mar Adriatico e Mar Ionio. L'IAI è nata nel 2000 come forum intergovernativo e il suo segretariato permanente ha sede presso il Ministero degli Affari Esteri italiano.
In particolare, l'Abruzzo è coinvolto nell'ambito dell'obiettivo di cooperazione territoriale europea, attraverso il Programma di cooperazione transnazionale Adriatico Ionico (ADRION) 2014-2020. Questo programma mira a favorire lo scambio di esperienze e conoscenze, migliorando la governance e promuovendo la crescita economica nella regione, anche attraverso la creazione di posti di lavoro. Le origini dell'IAI risalgono anche alla strategia marittima per il Mar Adriatico e il Mar Ionio, adottata dalla Commissione Europea nel 2012. Il Consiglio Europeo del 2012 ha inoltre invitato la Commissione a rafforzare la cooperazione nell'area.

In sintesi, l'Abruzzo partecipa attivamente all'IAI, contribuendo agli obiettivi di cooperazione e sviluppo sostenibile nella regione Adriatico-Ionica.
Proprio per queste ragioni i giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno riconfermato l'Oleificio Andreassi di Poggofiorito nei progetti europei, dopo aver fatto partecipare l'Azienda alle iniziative del 25° Anniversario della nascita della IAI, che si sono tenute nel giugno 2025, nel Nordest ( a Rossano Veneto-VI) e ad Ancona.
La motivazione : "Oleificio Andreassi (Poggiofiorito), dal lontano 1878 e da cinque generazioni la famiglia Andreassi produce con cura ed amore uno squisito olio extravergine d'oliva. assicurando la bontà sempre genuina del suo olio, di Poggiofiorito, Borgo del Gusto, in provincia di Chieti, tra l'Adriatico e la Maiella, in una zona di dolci colline."
Poggiofiorito è un comune italiano di 798 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte dell'Unione dei comuni della Marrucina.
I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa lo hanno conosciuto grazie alle degustazioni dell'olio e dei vini dell 'Oleificio Andreassi, del comm. Matteo Andreassi.

Nel 2026 l'Oleificio Andreassi rappresenterà l'Abruzzo nel tour europeo Il Cammino delle Identità, che toccherà 10 Regioni Italiane e 10 Paesi E.uropei.
"La notizia – commenta Renzo Lupatin, giornalista presidente di Borghi d'Europa- è giunta al Comm. Matteo Andreassi, proprio in queste ore. E' una grande soddisfazione per noi, poter sviluppare la collaborazione informativa con Aziende di grande sesibilità e Cultura. L'Oleificio non ha mai fatto mancare il proprio sostegno alle campagne di educazione alimentare che Borghi d'Europa realizza per le comunità scolastiche dei Territori coinvolti"

 

La piattaforma informativa I Borghi del gusto nel 2026 – Il Partenariato di informazione di Laura Panizutti, Consulente finanziario e patrimoniale di Conegliano

Nel 2026 la rete Borghi d’Europa rilancerà nel progetto L’Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica ) la piattaforma informativa I Borghi del Gusto. I primi 40 Borghi della rete furono scelti nel 2018, in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio culturale. Nel 2019 il progetto fu presentato nella sede del Parlamento europeo di Milano, con la ‘costruzione’ di ben 13 Percorsi internazionali dedicati alle diverse filiere.
Nel 2024, in occasione delle elezioni europee, i Borghi salirono a 80, grazie alla collaborazione informativa con il Parlamento Europeo.

In tutte le diverse tappe del progetto – ricorda Renzo Lupatin, giornalista e presidente di Borghi d’Europa – ci ha accompagnato come partner di informazione Laura Panizutti, Consulente Finanziario e Patrimoniale di Conegliano.”

Accettando, allora, il partenariato di informazione che mi era stato proposto – commenta Laura Panizutti - ho potuto vivere su due binari questa esperienza: il binario della sostenibilità (i temi della finanza etica e sostenibile) e il binario di un viaggio del gusto alla scoperta dei territori europei meno conosciuti. Se oggi possiamo presentare i Percorsi Internazionali nella loro struttura attuale, è perchè non è mai venuta a mancare la 'voglia' di continuare, con passione e competenza, quel viaggio.

60 saranno i borghi visitati in incognito in Italia e in Europa, 60 i dossier informativi che verranno rigorosamente documentati in rassegne stampa a cadenza mensile.

Il racconto – continua Lupatin - verrà condiviso con i protagonisti delle storie raccolte nelle comunità, che si scambieranno anche le esperienze nel corso di incontri multimediali ad interviste”.

La rete internazionale Borghi d'Europa, nel quadro del progetto L'Europa delle scienze e della cultura, patrocinato da ESOF2020 e dalla IAI (Iniziativa Adriatico Jonica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella Regione Adriatico Jonica), ha proposto un percorso informativo sui temi della sostenibilità. I Paesi inclusi nel progetto sono: Italia, Croazia, Slovenia, Austria, Svizzera, Montenegro, Albania, Bosnia Erzegovina, Grecia, Serbia e Repubblica di San Marino. Le Regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Marche, Abruzzo, Puglia, Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia. Con Ufficio Stampa: a Milano

Dobbiamo - conclude Panizutti - cambiare radicalmente il nostro atteggiamento nei confronti della Terra: possiamo certamente trarne il nostro nutrimento, ma solo rispettandone l’equilibrio complessivo. Non si tratta solo di piantare un alberello o due, né di mettere un filtro in più negli scappamenti delle nostre automobili: dobbiamo fare in modo che quanto prendiamo dalla terra le sia restituito: dalla rotazione delle culture alla riforestazione, dalla pesca controllata, all’uso di energie rinnovabili. Prima di fare qualsiasi cosa dobbiamo fare un attento studio di danni e benefici, cercando di massimizzare i primi e minimizzare o meglio risarcire con azioni positive gli ultimi, in modo da mantenere un equilibrio naturale complessivo. Ecco la funzione di questa nostra comunicazione sarà appunto quella di far conoscere e valorizzare l’azione di chi opera non perdendo di vista questo impegno a mantenere l’equilibrio naturale.

L'Europa delle Scienze e della Cultura - Patrocinio IAI) - Galičnik, Macedonia del Nord, nella rete dei Borghi del Gusto

Il progetto L'Europa delle scienze e della cultura Patrocinio IAI (Iniziativa Adriatico Ionica Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica) propone un dossier informativo sulla Macedonia del Nord. In questo contesto i giornalisti di Borghi d'Europa hanno scelto di inserire il Villaggio di Galičnik nella rete dei Borghi del Gusto. Nel cuore della zona dei Mijaci, sulle colline di Bistra, si trova
Galičnik
, uno dei più affascinanti villaggi montani, famoso anche oltre confine per i suoi ricchi pascoli, per i gustosi kaškaval (formaggio giallo) e sirenje (formaggio bianco), ma anche per la perizia dei suoi abitanti nel campo dell’edilizia. Galičnik è caratteristica non solo per la particolare ubicazione a un’altitudine di circa 1400 metri slm, ma anche per l’aspetto originale e autentico delle abitazioni. La maestria nell’edilizia degli abitanti di questa zona è nota in varie città europee, dove i muratori di Galičnik hanno dimostrato un’ottima padronanza di questo mestiere. In questo villaggio è stata mantenuta l’architettura rurale originale, le vecchie case di pietra sono state ristrutturate e le nuove si edificano nel rispetto delle forme tradizionali. Le case sono di due o tre piani e mantengono le sembianze di quelle costruite fra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.
I documenti storici più antichi che citano Galičnik risalgono al X secolo. Si ritiene che nell’antichità fosse un insediamento di pastori e anche nei secoli successivi la pastorizia è rimasta la principale attività degli abitanti di Galičnik. Oggi il villaggio si popola solo nei mesi estivi, quando gli abitanti sparsi in giro per il mondo tornano nella terra di origine e in particolare a luglio, quando molti turisti vengono ad assistere alla tradizionale “Galička Svadba” (Nozze di Galičnik). Oltre all’architettura tipica e al ricco patrimonio culturale, Galičnik rappresenta anche un’esperienza indimenticabile grazie alla sua natura incontaminata, dove ancora oggi non è raro imbattersi in una mandria di cavalli selvatici al galoppo lungo le colline. Il clima mediterraneo rende questo terreno particolarmente fertile e anche se gli inverni spesso sono rigidi e la neve può rimanere fino a maggio, in primavera e in estate la natura si risveglia e propone uno spettacolo che, in armonia con l’opera dell’uomo, vi regalerà una vista mozzafiato.

Note informative
L'Iniziativa adriatico-ionica (IAI o AII) è un'organizzazione internazionale nata nel 2000; ne sono membri i paesi che si affacciano sui mari Adriatico e Ionio. È un forum intergovernativo per la cooperazione regionale nella Euroregione adriatico-ionica, che ha lo scopo di promuovere l'allargamento dell'Unione europea nei paesi balcanici. Il suo segretariato permanente ha sede nella città di Ancona, storico avamposto tra l'Europa occidentale, la Grecia e i Balcani, nella cinquecentesca Cittadella.

 

 

Il Cammino delle Identità 2025-26 - "Perchè abbiamo scelto di partire dalla storia e dalle storie di Ca' Lustra Zanovello"

"Da quasi 50 anni Ca' Lustra si dedica con impegno ed entusiasmo alla vitivinicultura euganea, avendo come obiettivo la qualità: un cammino appassionante in una terra unica per valenze naturali e storiche". Linda Zanovello, insieme al fratello Marco, porta avanti l'azienda fondata nel 1977 da Franco Zanovello: 25 ettari a vigneto con altri 15 a uliveto, bosco e pascolo, tutti all'interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, suddivisi in numerosi 'cru' dai particolari caratteri pedoclimatici.

Proprio a queste esperienze hanno voluto riallacciarsi i giornalisti di Borghi d'Europa che, fin dal 1989avevano voluto intraprendere un viaggio del gusto con la rete giornalistica L'Italia del Gusto e la rivista L'Etichetta diretta da Luigi Veronelli.

Il fiorire di iniziative di informazione, la nascita del progetto l'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica), il crescere di percorsi internazionali per 'informare chi informa', trovano la loro ispirazione più profonda e una corrispondenza strutturale con la filosofia e le storie di Ca' Laustra Zanovello.

La conoscenza del Territorio, lo studio e la sperimentazione incessanti, il credo nella sostenibilità e nella coltivazione biologica, riportano direttamente alla identità dell'Azienda:

"Nella grande cantina sottomonte si lavora seguendo gli stessi principi 'naturali': vinificazioni tradizionali con fermentazioni spontanee, nessuna chiarifica e utilizzo di solfiti ridotti al minimo."

"Potevamo ricordare Luigi Veronelli con i soliti riti, cospargendo di chiacchiere inutili la Sua storia -osserva Renzo Lupatin, giornalista e presidente di Borghi d'Europa - . Qualche bevuta, qualche manifestazione con discorsi di circostanza e via....  No, ci siamo detti, la strada è di ripartire dalle esperienze reali, dalla vita dei Territori "

        Bottiglie Linea Zanovello

Ca' Lustra divide la sua produzione in tre linee: Vini Ca' Lustra Selezioni Zanovello e Prove d'Autore.Insieme compongono un ritratto della ricchezza e complessità del territorio, sempre rispettando la filosofia aziendale: vini bianchi rossi e dolci di pronta beva o più strutturati e longevi, tradizionali o sperimentali. Prodotti tipici completano l'offerta: olio extra vergine di oliva, sale aromatico grappa miele confetture e altro ancora. Il viaggio del gusto di Borghi d'Europa propone una selezione di prodotti e produttori locali, per interpretare al meglio i Colli Euganei.

"Sono diversi anni – racconta Bruno Sganga, giornalista, già coordinatore delle iniziative editoriali del Maestro - che Luigi Veronelli (Gino per chi aveva vera amicizia e confidenza con lui) ci ha lasciati ed una volta per tutte sia chiaro che siamo tutti debitori a Veronelli. Lo sono i consumatori a cui ha saputo raccontare “camminando la Terra” in modo esemplare ed unico, come i vari protagonisti del settore agroalimentare ed enogastronomico, verso questa figura leggendaria ed autentico uomo di cultura. Lo siamo tutti dall’enogastronomo antesignano e moderno insieme, al giornalista polemico, al fine scrittore, all’editore coraggioso, al conduttore televisivo precursore del settore, oltre che al filosofo ed anarchico sui generis. Ho vissuto quasi quindici anni a fianco dell’uomo Veronelli nel pieno degli anni più entusiasmanti: dalla sua “L’Etichetta” e le millanta sue Guide, in un ruolo che mi consentiva, soprattutto per amicizia e fiducia, tra marketing e redazione, viaggiando ovunque con lui, d’intervenire e conoscere ogni minimo particolare della sua vita professionale ed anche umana. Sorrido quando negli ultimi tempi leggo od ascolto di gente che lo cita, mette immagini con lui o sbandiera lettere, per evidenziare che “conosceva” Veronelli… pur di poterlo citare e vantarsene. Ma Gino era cordiale ed aperto con tutti, come dimostrava nella sua “Corrispondenza pubblica e violata” a cui dedicava ore ed ore, pur quando lontano dalla dimora bergamasca.

VERONELLIANA è il percorso che Borghi d'Europa dedica a Luigi Veronelli, nel progetto di collaborazione informativa con il Parlamento Europeo e che ha nel Territorio dei Colli Euganei un suo riferimento storico e culturale preciso.

 

 

San Marino, antica terra della libertà: piccola Repubblica, grandi vini!

Tutto iniziò con un uomo straordinario, un tagliapietre originario forse della Dalmazia, di nome Marino, che nel IV secolo d.C., cercando di sfuggire alla persecuzione dei cristiani, si rifugiò sul monte Titano, dove edificò una chiesa dedicata a San Pietro - insieme all’amico Leone - e vi formò una comunità cristiana di cui era diacono che nel tempo divenne la Repubblica di San Marino. Marino vivendo da eremita, sosteneva l’indipendenza e la libertà e poco prima di morire, il 3 settembre 366 d. C., (giorno che lì viene ancora oggi celebrato come festa nazionale) lasciò la sua eredità spirituale con la famosa citazione: “Relinquo vos liberos ab utroque homine” (vi lascio liberi da ogni potere umano). Riconosciuta come la Repubblica più antica del mondo, per la lunga storia di governo autonomo e leggi antiche (fin dal XIII secolo) vanta il suo centro storico e il monte Titano come patrimonio dell'umanità UNESCO, testimoniando la storia di una repubblica da sempre libera. L’entrata nel centro storico è indicata da un cartello che recita: “qui si entra nella terra della libertà”. Il motto “Libertas” e la Statua della Libertà, l’hanno resa un rifugio storico per chi cercava autonomia e appunto libertà, come successe a Giuseppe Garibaldi che vi ottenne “asilo e un po’ di pane” (vicenda nota come “scampo garibaldino”)…

Grandi vini nei calici del Titano
I vini autoctoni di San Marino si basano sui vitigni rossi (Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc) che danno l’ottimo Sangiovese e sui vitigni bianchi (Biancale, Ribolla, Moscato, Chardonnay) da cui, Biancale, Ribolla e Moscato, affiancati dai vini internazionali Cabernet e Merlot, producendo pure rossi strutturati (Brugneto e Tessano) e bianchi aromatici (Roncale) oltre agli spumanti (Titano, Briza) e al passito Oro dei Goti. Questi prodotti, spesso con Identificazione d’Origine (I.d.O.) rispecchiano il territorio e sono simili a quelli delle vicine Romagna e Marche (con la “Cantina San Marino” come principale produttore).

Vini Rossi
Sangiovese di San Marino (I.d.O.): è il rosso più rappresentativo, spesso strutturato, di colore rosso rubino intenso, fresco e fruttato, al naso con sentori di frutti rossi (mora, mirtillo ciliegia, lampone) a volte speziati e di vaniglia, mentre al palato è morbido, armonico, equilibrato, con tannini presenti (nobili); buona l’acidità e la persistenza; adatto a carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati, con versioni più strutturate (Brugneto, Superiore) che evolvono verso note più complesse come cuoio e tabacco.
Brugneto di San Marino (I.d.O.): vino rosso fermo, iconico della Repubblica sammarinese, prodotto principalmente da uve Sangiovese 100% (o quasi) a volte affinato in botte; caratterizzato da colore rosso rubino intenso che vira al granato con l’invecchiamento, profumo fruttato (mora, mirtillo, ciliegia) con note speziate e vanigliate e gusto strutturato, morbido, armonico, con tannini dolci e buona persistenza; ideale con carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati.
Tessano di San Marino (I.d.O.): vino rosso con Sangiovese (min 50%) corposo e strutturato, affinato in legno, dal carattere elegante e dal colore rosso rubino intenso con riflessi granata, profumi complessi di frutti rossi, vaniglia, liquirizia e caffè, con sapore asciutto, morbido, armonico e persistente, con tannini nobili ed equilibrio di acidità, ideale per accompagnare carni rosse e selvaggina.
Sterpeto: vino rosso (Rosso di San Marino DOC) un blend di Sangiovese con Merlot, Cabernet Sauvignon, ecc., dedicato ai primi Capitani Reggenti; vino strutturato e fruttato con uve internazionali (Cabernet, Merlot).

Vini Bianchi
Biancale di San Marino (I.d.O.): vino bianco secco, fermo, aromatico, fresco e sapido, dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, che offre profumi fini di fiori e frutta, con note che possono ricordare l’uva in fiore e sentori agrumati; presenta un gusto equilibrato, morbido ma strutturato, con un finale leggermente amarognolo, ideale con antipasti e piatti di pesce.
Roncale di San Marino (I.d.O.): vino bianco secco, fermo (simile al Biancale) 100% Ribolla di San Marino, dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini, profumi fini e delicati di fiori (acacia, ginestra) frutta (agrumi, pera, mela) erbe aromatiche e un sapore fresco, asciutto, sapido, di buona struttura con un retrogusto leggermente amarognolo. È prodotto con vinificazione e affinamento in acciaio inox. Ottimo come aperitivo e con piatti di pesce.
Ribolla di San Marino (I.d.O.): vino bianco secco, fresco, sapido e aromatico, dal colore giallo paglierino, con profumi delicati di fiori (acacia, ginestra) e frutta (agrumi, mela, pera); di buona struttura e acidità vivace, che la rendono versatile; secco, frizzante o spumantizzata, valorizzando la sua minerali e freschezza, tipiche del vitigno autoctono Grechetto Gentile.
Caldese di San Marino (I.d.O.): vino bianco fermo (spesso in miscela con altri) prodotto da uve Ribolla e Chardonnay, caratterizzato da colore paglierino intenso, profumo fine e complesso (note di frutta esotica, fiori, vaniglia) e un sapore armonico, vellutato e persistente con buona acidità e struttura, spesso affinato in legno. È ideale con primi saporiti, carni bianche speziate e formaggi stagionati, servito a 10-12°C, rispetta specifiche norme di produzione e imbottigliamento.
Moscato Vivace di San Marino (I.d.O.): vino bianco dolce aromatico (prodotto anche spumante) si presenta giallo paglierino brillante con perlage fine, offrendo aromi di frutta (pesca, pera) e fiori (salvia, arancio) con un gusto dolce, fresco, equilibrato e aromatico, spesso con note sapide, prodotto principalmente da uve Moscato Bianco.

Vini Speciali e Spumanti
Oro dei Goti: vino passito dolce, prodotto da uve Moscato stramature, caratterizzato da un colore giallo dorato intenso con riflessi ambrati, un profumo complesso di fiori gialli, frutta esotica (albicocca, arancia) miele, mandorla e spezie (cannella) e un sapore dolce, vellutato e persistente, con buona acidità che bilancia la dolcezza, retrogusto di frutta secca e note di pasticceria, servito fresco (8-10°C) con dolci o formaggi erborinati.
Titano Spumante: vino bianco spumante brut, prevalentemente a base di Chardonnay (spesso 100%) caratterizzato da un colore giallo paglierino, perlage fine e persistente, profumi floreali e fruttati (mela, pera, pesca bianca) con sentori di lievito o crosta di pane e un gusto secco, morbido, fresco, sapido e ben bilanciato dall’acidità. È prodotto a fermentazione naturale o con metodo Charmat, con una maturazione sui lieviti che ne arricchisce il bouquet.
Briza: spumante brut rosé (prodotto dal Consorzio Vini Tipici di San Marino) è un vino fresco, secco e morbido, dal colore rosato con perlage fine, che offre profumi di rosa, agrumi, ciliegia e note di lievito, abbinabile ad aperitivi, pesce e carni bianche, servito fresco (6-8°C).
Valdragone: bianco e frizzante, fresco e leggero, colore giallo paglierino e riflessi verdognoli, profumi delicati di fiori e frutta (pera) gusto secco, sapido, vivace, ma equilibrato con morbidezza e acidità, ottimo come aperitivo e con pesce e antipasti di mare. È prodotto da uve Biancale e Chardonnay (in alcune versioni) fermentato in acciaio e rifermentato sui lieviti per un breve periodo, con alcol 11,5-12,5%.
Grillet: (spesso riferito a Château Grillet, un’AOC francese) è un bianco a fermentazione naturale,  strutturato e aromatico, non frizzante di natura, ma con un'effervescenza che può derivare da fermentazioni secondarie (come nel caso di alcuni vini di San Marino, definiti proprio “frizzanti”)  caratterizzato da colore giallo paglierino, profumi intensi di frutta bianca e fiori (pesca, albicocca, fiori bianchi) e gusto secco, sapido, minerale e vivace, con note di miele, agrumi e talvolta legno, ottimo con pesce o crostacei.

…Prosit!

 


Giovanni Tamburi

Purtroppo tra le vittime del rogo scoppiato nel “Le Constellation” di Crans Montana (CH) la notte di Capodanno, c’è anche il giovanissimo bolognese Giovanni Tamburi. Giovanni è figlio di Giuseppe, titolare della “F.lli Rinaldi 1957 S.p.A.” importazione e distribuzione di vini e spirits, azienda a lungo importante inserzionista pubblicitaria di Degusta (in particolare con il prodotto Champagne Jacquart grazie alla collaborazione con il compianto Piero Valdisserra, marketing della F.lli Rinaldi 1957 SpA) a cui la nostra Testata è legata da lunga e sincera amicizia.

Come si dice in questi casi, non ci sono parole per comunicare il dolore percepito, ma la redazione di Degusta si sente in dovere di trasmettere il proprio cordoglio nel modo più rispettoso e discreto possibile e unirsi al lutto della famiglia, per dimostrare vicinanza, sostegno e profonda partecipazione, ricordando affettuosamente Giovanni.

Anche Bologna si è stretta alla famiglia Tamburi: sabato, con una veglia - "Insieme alla mamma nella speranza" - un momento di preghiera con la comunità scolastica del liceo Augusto Righi, frequentato da Giovanni e domenica pomeriggio, nella chiesa di Sant’Isaia a Bologna pregando con don Vincenzo Passarelli, insegnante di religione di Giovanni, presenti anche la sorella Valentina e le nonne Letizia Sassoli de' Bianchi e Teresa Nanni. Anche Monsignor Stefano Ottani (in questi giorni a Gerusalemme) ha appreso la tragica notizia che “la lontananza geografica fa sentire ancora più forte il dolore della sua famiglia e in particolare della madre Carla e noi ci uniamo a lei lungo questa via dolorosa per sostenerla nell'attesa e nella speranza” – parole di mons. Stefano Ottani di cui Giovanni era parrocchiano – . E pure S.Em. cardinale Matteo Maria Zuppi ha espresso solidarietà per confortare spiritualmente e mitigare la “Sofferenza ingiusta” (parole sue) che sta vivendo la famiglia in questo momento e tutti coloro che conoscono Giovanni.

Ancora un pensiero di conforto e le più sentite condoglianze alla famiglia da parte della redazione tutta di Degusta

 

 


La Ponca conquista riconoscimenti nazionali ed internazionali: la Malvasia 2022 tra i vini più premiati

Con punteggi eccellenti ricevuti dai più autorevoli critici, La Ponca si conferma una delle cantine più apprezzate del territorio alle pendici del Collio. Premiata per la sua autenticità e la capacità di esprimere nel bicchiere l’anima delle Colline di Scriò.

A soli quattro anni dall’avvio del nuovo percorso guidato da Alex Maccan, la cantina La Ponca si conferma tra le realtà più apprezzate della zona alle pendici del Collio, raccogliendo riconoscimenti nazionali e internazionali che valorizzano il lavoro avviato nel 2021, basato su un approccio essenziale e rispettoso della materia prima. La Malvasia 2022, con i suoi sentori iodati, le note balsamiche e la sua piacevole acidità, si è affermata come una delle etichette più premiate dell’anno: ha ottenuto il WineHunter Gold, è entrata tra le eccellenze dell’edizione 2026 de Le Guide de L’Espresso con 94 punti e ha ricevuto 90 punti dal critico americano James Suckling.

Anche il Friulano 2022 si è distinto, ottenendo il WineHunter Rosso, 95 punti nella Guida Vini e Ristoranti de L’Espresso e un punteggio di 91 punti, assegnato in modo unanime da James Suckling, Vinous eWinemag, che lo ha inserito nella Top 100 dei Migliori Vini Italiani. Il Sauvignon 2022 a sua volta ha conquistato il WineHunter Rosso e 90 punti sia da Winemag che dal critico Antonio Galloni. Lo Chardonnay 2022 è stato premiato con 90 punti da James Suckling, che ne ha apprezzato equilibrio e sapidità. A completare il quadro, l’unico rosso della cantina, lo Schioppettino 2020, ha ottenuto 93 punti da James Suckling, il punteggio più alto assegnato dal critico a un vino de La Ponca, a conferma della sua qualità e della sua complessità aromatica. Il vino sprigiona profumi di frutti di bosco, mora e lampone, accompagnati da una marcata nota speziata. Inbocca è strutturato, piacevolmente caldo e con tannini equilibrati; il retrogusto richiama la frutta matura e chiude con un persistente finale pepato, già percepito all’olfatto.

 

 filosofia produttiva di La Ponca si basa sull’equilibrio tra terra, uomo e natura e sul principio del “meno è meglio”, con interventi essenziali sia in vigna che in cantina, nel rispetto della biodiversità e della materia prima. Ne derivano vini che puntano ad esprimere con immediatezza e autenticità il carattere del territorio.

Questi riconoscimenti confermano la direzione intrapresa negli ultimi anni e rafforzano l’impegno della squadra, che continua a lasciarsi guidare dalla terra per creare vini capaci di restituire nel bicchiere l’anima delle Colline di Scriò.

 

 

 

 

 

 


Tenuta La Ponca
Località Scriò, 10
Dolegna del Collio GO Italy
www.laponca.com

 


Gli esperti di "food astrology" predicono le tendenze dell'anno nuovo!

Alla fine – ebbene sì… – anche Degusta ha ceduto alle lusinghe di chef, buongustai e gourmet vari che ci chiedevano novità e anticipazioni dell'enogastronomia nel 2026 entrante…

E allora - da professionisti quali siamo - abbiamo fatto le cose come si doveva: ci siamo affidati a veri esperti di "food astrology" che, tramite ricercate procedure e diverse forme di divinazione (mantica) interpretando presagi naturali – sempre in ambito culinario – come la lettura dei fondi del caffè (Segafredo, Lavazza, Borbone e Pellini) il volo e il canto degli uccelli (quali fagiano alla cacciatora, anatra all’arancia, pernice guanciale e zucca, quaglia lardellata, piccione alla Rossini e beccaccia in salmì) unitamente all'analisi  delle frattaglie (aruspicina) di vari animali di bassa corte, cercando poi conferme consultando oracoli (come quelli di Delfi con le Pizie) e delle Sibille (Amaltea compresa, la Cumana) studiando anche i fenomeni celesti, infine hanno interpretato i “segni” che possono guidarci/vi a prendere decisioni nel 2026, sempre in nome della buona cucina... naturalmente!
In prima battuta la risposta è stata questa: "Le previsioni astrologiche per il 2026 indicano che l'alimentazione sarà fortemente influenzata dai transiti dei pianeti "lenti" ("slow food" never "fast") dunque, suggeriamo un approccio al settore che unisca benessere emotivo e vigore fisico". Poi gli specialisti sono scesi nello specifico ed ecco le linee guida alimentari previste dalla "food astrology":

 

  1. Prima metà dell'anno: Nutrizione Emotiva (Giove in Cancro)
    Fino a giugno 2026, Giove rimane nel segno del Cancro, enfatizzando il legame tra cibo ed emozioni.
    Focus: Diete che coccolano lo stomaco e favoriscono la digestione.
    Consigli: privilegiare "comfort food" in versioni sani alimenti idratanti e ricette della tradizione familiare. È un periodo ideale per disintossicarsi da cibi processati a favore di ingredienti freschi e locali.
  1. Seconda metà dell'anno: Energia e Metabolismo (Giove in Leone). Dal 1° luglio 2026, Giove entra in Leone, mentre Saturno si stabilizza in Ariete, spostando l'energia sui segni di Fuoco.
    Focus: Diete proteiche e vitalizzanti per sostenere un aumento dell'attività fisica e del carisma personale.
    Consigli: integrare alimenti che sostengano il sistema cardiovascolare e la circolazione. L'enfasi sarà sulla "dieta solare": molta frutta, verdura di stagione e pasti che celebrano la convivialità, ma senza eccessi calorici.
  1. Tendenze Generali e "Astrodiet".  Il 2026 sarà come Diete Plant-Based: si prevede un'ulteriore spinta verso regimi alimentari ricchi di legumi, cereali integrali e olio extravergine d'oliva, in linea con l'evoluzione della dieta mediterranea. Consapevolezza (Mindful Eating): con i cambiamenti di Urano e Nettuno, l'attenzione si sposta sulla connessione mente-corpo. Non si tratterà solo di cosa mangiare, ma di adottare abitudini che facciano sentire bene allo specchio e migliorino l'umore.

Gli esperti indicano il 2026 come un "anno uno" per nuovi stili di vita: Alimentazione Consapevole e Benessere Intestinale

Il 2026 segnerà un'evoluzione della cucina salutare, non più focalizzata solo sulle calorie, ma sulla salute del microbioma (DNA/RNA codice genetico).

Ingredienti chiave: alimenti fermentati (come il miso e aceti "vivi") fibre naturali e cibi adattogeni (erbe, radici e funghi, che aiutano il corpo a resistere e adattarsi ai vari tipi di stress - fisico, mentale, emotivo - riequilibrando le funzioni fisiologiche e rafforzando le difese. Tra i più noti ci sono Ashwagandha, Ginseng, Rodiola, Basilico sacro (Tulsi) Maca, Cordyceps e Reishi, usati da secoli nelle medicine tradizionali come l'Ayurveda per migliorare energia, concentrazione e sistema immunitario) in pratica, elementi per la gestione dello stress.
Bevande: cresce il consumo di cocktail a basso contenuto alcolico (low-ABV) e di alternative al tè matcha, come l'Hojicha (tè verde tostato).


Consigli Rapidi per Elemento:

Segni di Fuoco (Ariete, Leone, Sagittario): necessitano di diete anti-infiammatorie per bilanciare l'eccesso di energia.

Segni di Terra (Toro, Vergine, Capricorno): dovrebbero puntare sulla regolarità e sulla qualità delle materie prime.

Segni d'Aria (Gemelli, Bilancia, Acquario): beneficeranno di pasti leggeri e frequenti per nutrire il sistema nervoso.

Segni d'Acqua (Cancro, Scorpione, Pesci): devono prestare attenzione alla ritenzione idrica, preferendo cibi drenanti.

 

                                                                                                                     
Consigli generali per tutti i segni:

Flessibilità e Coraggio: abbracciare l'incertezza e agire con determinazione per cogliere le nuove possibilità.

Introspezione e Strategia: usare la saggezza delle stelle per fare scelte mirate verso il successo, come suggerito da Virgilio.

Lasciare Andare: l'anno che comincia invita a liberarsi di ciò che non serve più per fare spazio al nuovo, specialmente per i segni fissi.


Buon Anno a Tutti!

 


Dopo la cena della Vigilia, dopo il pranzo di Natale e in attesa del cenone dell’ultimo dell’anno, "ricicliamo" quanto possibile…

Per l’80% dei organizzatori (con le mani in pasta) e i fruitori (con le gambe sotto ai tavoli) di pranzi e cenoni – in ottemperanza al senso di rispetto per il cibo e l’ambiente – quello che è avanzato dagli imbanditi deschi durante le festività, insieme a quanto, già pronto, ma che non si è fatto in tempo ad ingerire, si può/deve “riciclare” assolutamente mai buttare!

Alla fine non è poco quello che resta da cenoni e banchetti luculliani di quei giorni di festa quindi, l’imperativo è trasformare gli “avanzi” in nuovi piatti e congelare ciò che non si consumerà a breve, applicando in generale la regola delle 4/5 R: Riduzione, Riuso, Riciclo, Recupero, (Rifiuti) questo per ridurre gli sprechi e gestire correttamente tutti i “materiali” - commestibili e non - imballaggi compresi (carta, vetro, polistirolo e plastiche varie) per il riciclo differenziato riducendo per quanto possibile anche l’impatto ambientale, in nome e per conto dei princìpi dell’economia circolare

Più chef, intervistati proprio sull’argomento, sono stati trovati preparatissimi e hanno “sfornato” consigli e indicazioni sul da farsi…

D’altronde da sempre le buone abitudini in merito, si tramandano da madre in figlia e da nonni a nipoti, educando al riutilizzo di ciò che “avanza” sul desco, in particolare nelle occasioni in cui c’è tanta abbondanza per festeggiamenti vari, poiché è nella natura umana la tradizione antropologica che lega cibo e convivialità ai momenti speciali, quelli che creano le aspettative culturali in cui ci si concede di più per gratificarsi: la disponibilità di cibo (specie in passato) era  connessa al rilascio di dopamina (legata al piacere) trasformando così il cibo in un vero e proprio rito di celebrazione e condivisione, specie quando il pasto è più ricco del solito e diventa ricompensa “sociale e individuale”, ma anche per ragioni evolutive connesse ai legami collettivi, per rinforzare i rapporti tra le persone, amici e parenti, invitati a condividere i piaceri di quelle tavole (anche per ottenere un conforto psicologico). E se per cucinare occorrono arte e passione, per riciclare, è la creatività il maggiore talento da utilizzare…

Detto ciò, per essere più chiari (terra terra) facciamo qualche esempio che magari – specie per i più giovani – potrà essere occasione di imparare qualcosa che non si sapeva prima, sulla natura di pasta maritata, polpettoni, focacce, insalatone, torte salate e chi più ne ha…

In linea di massima si sgrana (tagliare a pezzetti) l’avanzo di carne (sia bollito che arrosto) si mette in padella con della frutta secca piuttosto che con castagne sminuzzate, si aggiungono scaglie di Parmigiano o Pecorino, si arricchisce con un po’ di maionese e senape e si bagna con aceto (che ha pure azione anti batterica) mescolando lentamente il tutto finché non diventa morbido e traslucido (senza bruciare)  circa 10-15 minuti, creando così una base saporita, ottima per molti piatti (copywriter chef Giuseppe Gasperoni)

Per esperienza (e per sentito dire da alcuni ristoratori - di trattorie non proprio stellate - che abitualmente “riciclano” con l’alibi della famosa “doggy bag”, sappiamo che ciò che resta in quantitativi maggiori, sono i primi e gli arrosti: la pasta, si può trasformare magari in una ghiotta “tiella”, pasticcio, torta salata o rustica legata alle tradizioni regionali, più famosa a Gaeta (Lazio) e in Puglia: formata da due dischi di pasta morbida (tipo pizza) che racchiudono ripieni “di terra” (polpettine o macinato o ragù) o “di mare” (polpo, scarola, alici, ecc.) messi a cuocere in un tegame di terracotta; per la pasta ripiena - ravioli, agnolotti, tortellini - la soluzione migliore è la variazione in “putting” (cucinare in forno magari con l’aggiunta di un po’ di besciamella e portare subito la teglia ancora bollente in tavola, lasciarla riposare qualche minuto se necessario (soprattutto per pasta o tortini) evitando così di impiattare individualmente: è la soluzione ideale per lasagne, pasta al forno, gratin di patate, torte salate e persino dessert, sfruttando contenitori come pirofile in ceramica e o vetro che possano andare direttamente dal forno alla tavola (meglio se con manici per comodità) è un modo di proporre gli “avanzi”, molto “confidenziale”, che trasmette un’idea di calore, condivisione e informalità, perfetta per pranzi in famiglia o buffet tra intimi.

Tra le altre “trasformazioni” segnaliamo gli anelletti al forno: pasta con ragù, piselli, uova sode e mozzarella, sempre serviti direttamente dalla pirofila; le patate gratinate: spesso condite con aglio, rosmarino e parmigiano, cotte fino a doratura; pizzette e salatini: piccoli rustici soffici da mangiare caldi; involtini di broccoli: praticamente broccoli cotti, farciti con prosciutto e formaggio, rosolati.

Per la carne arrosto, si può tritarla e usarla per polpette (fritte o arrosto) per frittatine e pasticci di pasta, per ragù, o ripieni per torte salate e sformati vari (meglio se con patate). Per il pesce - salmone o pesci lessati o arrostiti - si possono trasformare in frittate, mousse, o aggiungere a pasta e risotti come “sughi”. Per riciclare zampone, cotechino e lenticchie occorre unire il tutto a pasta o a riso, o arricchire calde zuppe. Per resti di bollito e carni lessate, anche in questo caso si realizzano polpette o si usano come ripieni per zucchine, patate o simili, o per arricchire minestre.

Anche la frutta secca in eccesso si può impiegare tritando noci, mandorle, nocciole per ornare crostate, o da unire a biscotti o dolci o creme.

Per quello che non si riesce a cucinare subito, con i dovuti accorgimenti (si riempiono contenitori specifici, meglio se di vetro o in sacchetti adatti) si congelano porzioni di cibo cotto (pasta, arrosti, sughi) da usare - con soddisfazione - nei giorni a venire, previo scongelamento (dal -15 al + 4 in modo lento).

Sempre in ambito riutilizzo, è importante pure il “riciclo degli imballaggi” come carta e cartone: si differenziano scatole di panettone, di pandoro, di cioccolatini, i nastri, i vari sacchetti, da quelli di cartone colorati a quelli di cellophane alimentari, si separano i materiali (carta, plastica, vetro, bottiglie e vasetti, nastro adesivo) e si conferisce ogni tipologia nel raccoglitore appropriato per il riciclo.

Tutto ciò per rispettare la priorità fondamentale della gestione sostenibile dei rifiuti (dopo la riduzione) che si posiziona al vertice dell’economia circolare, perché il riuso viene prima del riciclo, poiché dare una nuova vita a un oggetto nella sua forma originale e allungare la vita dei prodotti, riduce la necessità di materie prime vergini e diminuisce i rifiuti destinati a discariche o inceneritori. Questo modo è più efficiente della trasformazione in un nuovo materiale e previene la produzione degli scarti in partenza, riduce l’inquinamento e fa risparmiare risorse come l’energia necessaria per estrarre, produrre e trasportare nuovi beni, rappresentando un risparmio significativo e attenendosi così alla normativa europea - in linea con il Green Deal europeo e supportando i piani come il PNRR in Italia - perché dette direttive promuovono attivamente il riuso come strategia chiave per la prevenzione dei rifiuti e - cosa da non poco conto - adottare gesti quotidiani come riparare, condividere, scambiare o acquistare usato, trasforma un gesto individuale in un impatto collettivo e virtuoso.
In sintesi – dall’arrosto alla polpetta fino alla gestione degli imballaggi – parliamo di una responsabilità comune che si traduce in azioni concrete per un pianeta più sano, pilastro essenziale per la transizione ecologica.

 

(Credit photo testatina: Vadym Terelyuk)


Il santo Natale in Italia, si festeggia di più a tavola!

Si ha notizia del primo “festeggiamento” del Natale ad Alessandria d’Egitto nell’anno 425. Ripresero poi le feste i cristiani come “sole invictus” dall’imperatore Aureliano in poi, culminate -  anni dopo - con le “Saturnalie” (antiche feste romane dedicate al dio Saturno, celebrate a dicembre - originariamente il 17, poi estese - ) festa democratica che annullava le differenze tra servi, schiavi e padroni, in cui si consentiva il gioco d’azzardo (normalmente proibito) e iniziò l’usanza di scambiarsi piccoli doni… Nel tempo si cominciò a festeggiare il genetliaco di Gesù, in particolare a tavola, concedendosi cibi più pregiati della consuetudine che richiedevano procedure più complicate.

Il nostro Paese, con le sue mille culture e storie regionali, celebra le feste attraverso una straordinaria varietà gastronomica: a cambiare non sono soltanto gli orari, ma anche gli ingredienti, le preparazioni e persino i simbolismi dei piatti. In comune rimangono solo alcune certezze: la frutta secca, considerata benaugurante e i dolci iconici come panettone e pandoro. Il Natale a tavola in Italia si divide principalmente tra Nord, Centro e Sud: al Nord, il culmine dei festeggiamenti si concentra sul pranzo di Natale, il 25 dicembre, con sapori forti e cotture lunghe: piatti ricchi di carne, pasta ripiena e dolci come panettone/pandoro. Menù: Antipasti freddi, salumi e formaggi, primi di pasta ripiena, tortellini in brodo, agnolotti, casoncelli, secondi di carne, bolliti, arrosti, accompagnati da salse e insalata russa, per finire con panettone (Lombardia) o pandoro (Veneto).

Sulle tavole della Valle d’Aosta si celebra la carne, con la “carbonade” (manzo stufato nel vino rosso) a rappresentare uno dei piatti più identitari del periodo. Non mancano sfiziosità come i crostini al miele, accompagnati da salumi locali di capra e pecora.

In Piemonte le feste significano agnolotti in primis e bollito misto, servito con le salse tradizionali come bagnet verd e bagnet ross. La Lombardia custodisce una tradizione inaspettata: l’anguilla, spesso cotta al cartoccio, protagonista della Vigilia in molte famiglie. In Liguria, invece, prevale la leggerezza del mare: ravioli di pesce, verdure e il celebre cappon magro, un imponente piatto di pesce e ortaggi stratificati. In Veneto convivono polenta e baccalà mantecato, mentre il lesso con le salse rimane un must del 25 dicembre. In Friuli Venezia Giulia il freddo invernale porta in tavola la brovada e muset, rape macerate nella vinaccia servite con cotechino. In Trentino-Alto Adige, canederli, capriolo e strudel, ma anche del ricco zelten, un pane dolce a base di frutta secca e canditi.

Nel Centro Italia, trionfa la pasta ripiena, pesce e arrosti importanti: in Emilia Romagna da sempre è regina la pasta fresca: tortellini, passatelli e lasagne sono i protagonisti assoluti del pranzo del 25, a seguire carni bollite e arrosti. Tuttavia, esistono zone come Modena dove per la Vigilia è tradizione il “di pesce” con spaghetti a base di tonno, sgombro e acciughe. Nel Lazio il 24 si porta in tavola baccalà fritto, fritto misto di verdure e il simbolico capitone. A Roma non mancano la storica minestra di pesce, la pasta e broccoli in brodo di arzilla e gli spaghetti con le alici. Il giorno di Natale si passa alla carne: abbacchio al forno, cappelletti in brodo e bollito misto sono riti tramandati di generazione in generazione. In Toscana si aprono le danze con i crostini ai fegatini e si prosegue con arrosti di faraona, anatra o cappone ripieno. Nelle Marche dominano i maccheroncini di Campofilone, mentre in Umbria spiccano i cappelletti ripieni spesso anche di cappone e piccione. In Abruzzo il pranzo si arricchisce di lasagne e zuppe agnello arrosto.  Imperdibili i caggionetti, dolcetti fritti ripieni di castagne o mandorle.

Il Sud vuole la cena della Vigilia del 24 dicembre come la più importante, ma seguendo il precetto di "magro" in ampie tavolate per un Natale di mare, pesce, fritti, frattaglie rituali e dolci sorprendenti come struffoli e roccocò: la Campania accoglie il Natale con un patrimonio gastronomico ricchissimo. La Vigilia è dominata dal pesce: spaghetti "avvongole" e naturalmente il capitone, scelto per un’antica tradizione simbolica che lo associa alla vittoria sul male; per finire, le immancabili Zeppole. Il 25 dicembre si passa a zuppe, struffoli, roccocò e molta frutta secca. In Basilicata le feste portano in tavola zuppe di verdure come scarole e cardi in brodo di tacchino, oltre al baccalà lesso e alle scarpedde, sfoglie fritte ricoperte di miele. In Calabria si celebrano i riti natalizi con salumi e primi semplici ma saporiti come spaghetti con mollica e alici, oltre al pesce stocco e al capretto accompagnato dai broccoli tipici. La Puglia porta sulle tavole pettole, frittelle che possono essere salate o dolci, oltre all’anguilla arrostita e al baccalà fritto. L’agnello al forno con i lampascioni che rappresentano le ricette più identitarie.

Nelle isole la tradizione è rispettata tra pasta ripiena, mare e dolci storici: in Sardegna i culurgiones e i malloreddus dominano la tavola natalizia, mentre in Sicilia i profumi sono quelli di arance, aringhe, pasta con le sarde e beccafico. Lo sfincione è un must delle feste, così come i dolci: buccellati, cassate e cannoli, Struffoli, Mustazzoli.
Onde evitare possibili "ingolfamenti" per tutte le regioni, si raccomandano passeggiate - senza eccedere - per smaltire le (in)digestioni...

Poi, tutti sotto all’albero per il canonico scambio dei doni e… Auguri!


Le feste di Natale a Bologna, sono grandi feste!

Ha preso il via la nuova campagna promozionale dedicata alla città come meta da scoprire durante le feste di Natale in tutta la sua bellezza, all’insegna del claim “Bologna per le Feste. La bellezza imprevista” – In programma una serie di spot tv e radiofonici: da 10 secondi in onda per 3 settimane - fino al 27 dicembre - per 135 passaggi su La7, e per 105 passaggi su La7 Cinema, e durante le trasmissioni di Lilly Gruber, Enrico Mentana, Corrado Augias, Giovanni Floris e Corrado Formiglispot radio da 30 secondi in onda fino al 31 dicembre su tutte le frequenze di Radio Bruno (oltre 1.300.000 ascoltatori nel giorno medio) – Gli spot rimandano alla pagina dedicata a Bologna per le feste sul sito bolognawelcome.com che riunisce tutte le iniziative e le proposte per il periodo festivo – La campagna, a cura di Apt Servizi Emilia-Romagna, interesserà anche il web con annunci su siti e profili social – L’efficacia dell’iniziativa è stata valutata attraverso la misurazione delle reali visite dei turisti alla città.

L’intensa campagna promozionale su tv, radio e online, dedicata a Bologna come città da scoprire durante le feste di Natale in tutta la sua meraviglia con lo slogan “Bologna per le Feste. La bellezza imprevista”, tramite spot tv, radio e annunci web, ha richiesto un investimento complessivo di 100.000 euro.

«Dopo il grande tennis della Coppa Davis, Bologna torna protagonista delle festività natalizie – ha  sottolineato l’assessora Regionale a Turismo, Commercio e Sport Roberta Frisoni – con un’efficace campagna, dalla grafica contemporanea, che invita all’inaspettato, alla bellezza e alla sorpresa, tra grande cultura, tradizione e buona tavola. Una campagna multilivello, pianificata attentamente che vede il lavoro sinergico della Regione tramite Apt Servizi e il territorio».

«Le grandi mostre di Michelangelo, Bartolomeo Cesi e Graphic Japan, le visite dedicate intorno alla Garisenda, le prime importanti riqualificazioni del centro storico grazie ai lavori del tram – dichiara Mattia Santori, presidente del Territorio Turistico Bologna-Modena con questa campagna celebriamo non solo la bellezza di Bologna sotto le feste, ma una storia di resilienza e vitalità, che a Bologna concilia la vocazione culturale della città con l’esigenza di innovare e internazionalizzarsi».

 

«Bologna è attrattiva durante tutto l’anno, ma sotto le feste è ancora più magica” - afferma Daniele Ravaglia, presidente della –Grazie al lavoro sinergico di operatori e istituzioni, ci aspettano settimane ricche di eventi e iniziative, e non vediamo l’ora che turisti e bolognesi scoprano tutte le sorprese che la città ha in serbo per loro in questo periodo. Bologna è una città dinamica, in continuo rinnovamento, capace in ogni angolo di suscitare meraviglia. La campagna natalizia è imperniata proprio su questo, e siamo grati alla Regione Emilia-Romagna che, con il suo supporto, ci aiuta a promuoverla ancora meglio durante le Feste».

La Campagna, promossa da Apt Servizi Emilia-Romagna, prevede uno spot tv da 10 secondi in onda per 3 settimanefino al 27 dicembre, per 135 passaggi su La7, e per 105 passaggi su La7 Cinema.

Il break pubblicitario sarà trasmesso anche nei momenti di punta del “prime time”, quando la rete registra i maggiori picchi di telespettatori, e nel corso delle trasmissioni “Otto e Mezzo” di Lilly Gruber, “Propaganda Live”, il Tg di Enrico Mentana, “La Torre di Babele” di Corrado Augias, “Di Martedì” di Giovanni Floris e “Piazza Pulita” di Corrado Formigli. Nello spot si susseguono, sullo sfondo di una suggestiva grafica, che mixa toni viola, celeste e lilla, immagini flash del centro storico, con le luci di Natale, e dei simboli della città - la Fontana del Nettuno, le Due Torri e l’iconico piatto di tortellini in brodo - assieme a rimandi a due originali mostre in corso: “Michelangelo e Bologna” e “Graphic Japan. Da Hokusai al Manga”.

Un secondo spot da 30 secondi sarà in onda fino al 31 dicembre su tutte le frequenze di Radio Bruno, con diffusione in Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia, Piemonte, per oltre 1.300.000 ascoltatori nel giorno medio.

All’interno dell’operazione promozionale natalizia prevista anche una campagna digitale, con annunci su siti web e profili social, capace anche di misurare le visite reali alla città, in modo da verificare l’efficacia della campagna nell’aver contribuito ad aumentare l’interesse verso la città e gli arrivi di turisti.

Tutta la campagna tv, radio e web rimanda alla pagina dedicata Bologna per le feste sul sito bolognawelcome.com che riunisce tutte le iniziative e le proposte per il periodo festivo.


APT Servizi Emilia Romagna
P.le Fellini 3 47921 Rimini
Tel. 0541 430 111 / 0541 430190

Apt Servizi srl (sede di Bologna)
Viale Aldo Moro, 38 Bologna BO
Tel. 051 420 2611

 


Il Pappagallo vola sulle colline bolognesi della Valsamoggia

  

Il volo del Pappagallo approda sulle colline della Valsamoggia, portando con sé tutto il prestigio della tradizione centenaria che da più di un secolo celebra l’eccellenza gastronomica bolognese.

Michele Pettinicchio - il deus ex machina - inaugura un nuovo capitolo, intraprendendo una nuova avventura lungo la Strada del Vino, iniziata sullo scorcio dell’estate. Reinterpreta con sensibilità contemporanea i codici che hanno reso celebre il Ristorante e custodisce i segreti delle preziose ricette, il calore raffinato e accogliente della boiserie, la cura minuziosa per i dettagli e l’accurata selezione delle materie prime, con un'attenzione particolarmente focalizzata sui produttori del territorio.

Il locale, facilmente raggiungibile da Bologna, dispone di parcheggio privato e di un dehors che con la bella stagione regala agli ospiti serate piacevoli immersi nel verde, per cene rilassanti e suggestive.

La tradizione viva e autentica rivive dunque nei piatti che hanno fatto la storia del Pappagallo: i celebri “tortellini d’oro” al mignolo restano protagonisti indiscussi, scrigni di sapore serviti nel classico doppio brodo di cappone o nella versione “goccia d’oro”, storica ricetta nata proprio dal fondatore del Pappagallo.

La Cucina è sincera e preserva i capisaldi che hanno reso il Pappagallo famoso e apprezzato nel mondo.

    

Arricchiscono il menu le crescentine, come proposta golosa e molto richiesta, ma con una ricetta rispettosa della memoria e perfezionata nel suo equilibrio tra sapore e leggerezza, accompagnata da affettati del Salumificio Franceschini di Castello di Serravalle (BO) e formaggi a filiera corta di alta qualità.

 

Tra i vini del territorio Michele Pettinicchio ha scelto, per accompagnare il menu degustazione riservato alla stampa, i vini del Colli Bolognesi dell’Azienda Agricola Isola di Monte San Pietro.

Per rispondere alle esigenze di aziende e professionisti del territorio, è stata introdotta una nuova proposta smart per il pranzo infrasettimanale: un menu pensato per una pausa veloce, ma appagante, in un ambiente elegante, accogliente e mai eccessivamente formale.

Il locale interno ospita 40 coperti, che possono raddoppiare usufruendo degli spazi nel dehors.

Dunque, nel segno della tradizione e dell'alta qualità, buon appetito!

 


Ristorante Al Pappagallo

📍 Via Provinciale 12  Crespellano (BO)

Chiuso il lunedì

📅 Martedì – Sabato: 12.30 – 14.30 | 19.30 – 22.00

🌞 Domenica: 12.30 – 14.30

🌐 www.ristorantealpappagallo.it

📞 Info e Prenotazioni (+39) 346 3404748


Riconoscimento globale: l'Avvento di Rovigno tra i più belli d'Europa e affascinanti del mondo


Importanti riconoscimenti internazionali da The Times (UK) e Luxury Travel Magazine (USA), che hanno inserito la cittadina croata ai vertici dell’offerta festiva: Rovigno (Rovinj).

Rovigno conquista così la scena internazionale del turismo invernale grazie a due prestigiosi riconoscimenti che ne confermano il fascino durante il periodo dell’Avvento: il quotidiano britannico The Times e il magazine statunitense Luxury Travel Magazine hanno inserito la città istriana tra le mete natalizie più suggestive d’Europa e del mondo.

Il reportage pubblicato da TheTimes.com, testata che raggiunge oltre 32 milioni di lettori mensili, colloca Rovigno tra i 29 migliori mercatini di Natale d’Europa. Nell’articolo “29 of the Best Christmas Markets in Europe” viene celebrato il fascino del centro storico, la bellezza delle sue strade acciottolate e l’atmosfera unica che avvolge la città durante il periodo festivo. Nonostante il clima mite, il mercatino di Natale di Rovigno viene descritto come un tripudio di spirito natalizio, grazie agli stand ricchi di specialità locali, di prodotti artigianali e a un ricco programma di eventi musicali e attività per tutte le età.

A questo prestigioso risultato si aggiunge la selezione da parte di LuxuryTravelMagazine.com, che include Rovigno tra i mercatini di Natale più affascinanti al mondo nel servizio “The World’s Most Charming Christmas Markets”. Il portale statunitense affianca Rovigno a destinazioni come Monaco e Newport Beach, riconoscendone l’eleganza, la magia e la capacità di offrire esperienze autentiche e di alta qualità.

«Si tratta di un risultato straordinario delle nostre attività sul mercato britannico. Siamo orgogliosi che il fascino di Rovigno sia stato riconosciuto a livello internazionale e che l’Istria si confermi una destinazione capace di offrire storie natalizie uniche», ha dichiarato Denis Ivošević, direttore dell’Ente turistico della Regione Istriana. Ivošević ha ricordato inoltre che, oltre a Rovigno e Parenzo  -entrambe offrono escursioni in barca lungo la costa, assaggi di prodotti tipici (vino, olio, tartufi) e visite all'entroterra ricco di borghi medievali come Montona e Grisignana - tutta l’Istria propone un ricco calendario di eventi durante il periodo dell’Avvento, grazie all’eccellente organizzazione delle destinazioni e alla proficua collaborazione tra settore pubblico e privato.

Questo riconoscimento internazionale rafforza ulteriormente il posizionamento di Rovigno e dell’Istria come destinazioni da vivere tutto l’anno, valorizzando la strategia di promozione di esperienze autentiche e di qualità.

                                                          

 

 

 

 

 

 

 

Ente per il turismo della città di Rovinj-Rovigno, Trg na mostu 2, 52210 Rovinj
T: +385 52 811 566, +385 52 813 469    F: +385 52 816 007    www.rovini-tourism.hr


Speciale Natale: ACTION! La Charity limited edition firmata Kabir Bedi

A 50 anni dal lancio della serie originale di “Sandokan”, andata in onda per la prima volta nel gennaio del '76, Kabir Bedi presenta “ACTION!”, Special Edition da lui firmata e per questo da collezione, che si appresta a diventare un cult per fan e appassionati di tutto il mondo.

Si tratta di una Magnum da 1,5 L di Prosecco DOC Extra Dry Biologico, realizzata in collaborazione con Ponte1948, una della realtà più dinamiche e importanti del panorama vinicolo internazionale, e Care To Action, ONG veneziana che dal 1991 opera in India a sostegno dell’infanzia, delle donne e delle comunità vulnerabili e marginalizzate.

L'etichetta fortemente evocativa e iconica ha origine da un mandala ovvero un diagramma simbolico di origine sanscrita che rappresenta l'universo, con un centro da cui si sviluppa un disegno geometrico concentrico e simmetrico. Diffuso nelle culture indiane e tibetane, è usato come oggetto di meditazione e sviluppo spirituale, ma è stato introdotto anche in psicologia da Carl Jung come simbolo di unità e del . Disegnare o colorare un mandala può favorire calma, concentrazione, equilibrio interiore e scoperta del proprio io più profondo. Dal centro del mandala svetta il muso di una tigre dorata, emblema di forza e chiaro riferimento all'eroico personaggio di Salgari interpretato da Bedi, che con la sua firma ha apposto il proprio inestimabile sigillo a questo mitico progetto.

Perfetta come regalo o da condividere con amici e parenti a Natale, la bottiglia è acquistabile nelle Enoteche Ponte e online all'indirizzo “shop.ponte1948.it” con il 20% del ricavato devoluto a Care To Action per raggiungere oltre 1.300 bambini degli slum di Vijayawada attraverso il programma “Edu-Care”, che non è uno slogan, non è un imperativo imposto dall'alto, non è una semplice parola. È lavoro assieme alle comunità per mettere in sicurezza bambini fragili; è intervento rodato dagli anni per garantire il bene più prezioso, l'Istruzione; è un modo di promuovere lo sviluppo dal basso con e per i bambini dell'India.

Sono davvero felice di contribuire a questa iniziativa, frutto del valore professionale e umano di una grande azienda quale è Viticoltori Ponte, e dell'inesauribile, preziosissimo impegno di Care To Action di cui dal 2018 sono Global Ambassador” – dice  Kabir Bedi  –

 

Viticoltori Ponte S.r.l.
Via Verdi, 50 Ponte di Piave (TV)
Tel. +39 0422 858211www.ponte1948.it

 

 


Ovse-CevesUni: andamento e scelte dei consumatori prima e durante le SS. Feste 2025-2026

dal 1991 è impegnato in ricerca analisi indagini sui mercati e sui consumi per stabilire l'andamento e le scelte dei consumatori prima e durante le SS.Feste 2025-2026. Una azione supportata da più di 30 anni di dati e tabelle grazie a 1150 referenti (in calo purtroppo) nazionali e sparsi in 63 paesi del mondo che raccolgono elementi e dati che sono trasmessi al centro elaborazione Ceves-Uni (Centro Studi Uni Analisi Ricerca Mercati Consumi Alimentari) di Piacenza (Italia).
L’analisi riguarda solo i prodotti (cibo-vino-spumanti) italiani consumati in previsione e stimati per le prossime feste. La prima segnalazione 2025 riguarda il ritardo delle scelte da parte degli acquirenti finali. Gli stessi importatori ed esportatori, grossisti e distributori, pur avendo anticipato di qualche giorno la proposta e allestimento degli scaffali e le offerte online, sono rimasti spiazzati per il non-avvio immediato di ordini, acquisti. occorre risalire alla SS.Feste del 2001-2002, oppure del 2008-2009 e del 2012-2013 per avere la stessa situazione generale e particolarmente in Italia. Inoltre questo ritardo, ieri come oggi, è associato ad un aumento di prezzi sugli scaffali non in linea con le previsioni e aspettative del consumatore. Sicuramente l'inflazione è in forte calo, le tredicesime poco o tanto in aumento sono arrivate per milioni di consumatori, la situazione macroeconomica è molto favorevole al sistema Italia (fatta eccezione per alcuni casi industriali di vecchia data mai risolti), la stabilità politica consente alcune certezze di prospettiva...eppure i consumi sono ridotti, concentrati sui beni primari di assoluta principale necessità con una divagazione solo per spese occasionali di viaggio e vacanze. Si può dire che le SS.Feste 2025-2026 in Italia sono caratterizzate più da una richiesta turistica che alimentare fuori dall'ordinario o per l'effimero. Ovvio che l'aumento dei costi di produzione e dei fattori di mercato, le diverse priorità incidono enormemente. Sicuramente l'aumento generalizzato dei prezzi sullo scaffale ha frenato i pre-ordini e i pre-acquisti spostando gran parte degli "atti" negli ultimi giorni. L'incertezza del domani causa i conflitti troppo vicini inoltre non aiutano. Ma senza scandalo e terrorismo, nel senso che i prodotti di primo prezzo e i premium (in tutti i settori alimentari, gastronomici ma anche elettronici, servizi persona e vestiario) mantengono lo standard degli ultimi anni, anche se sono privilegiati quelli indispensabili sia come regalo che come uso individuale. In questa condizione generale vanno meglio gli acquisti e consumi in horeca (anche se i giovani continuano a non bere vino) e fuori casa, rispetto che quelli domestici: in 5 anni il consumo domestico sotto i 65 anni si è dimezzato. Il consumo nazionale di vino&spumanti è sceso sotto i 29,5 litri pro-capite/anno.  Non c'è un crollo, ma una ricomposizione del paniere e del carrello, compreso vini, spumanti, alimenti. In Italia, per esempio, sono sicuramente non diminuiti i pranzi e le cene previste fuori casa e soprattutto in zone turistiche dell'inverno alle porte, mentre gli scaffali per le prime festività di dicembre non sono stati svuotati come previsto. Sembra quasi che vi sia una diffusa e generale scelta di "consumare meno" di tutto e a tutti i costi. Ovvio se guardiamo alle medie dei prezzi sullo scaffale di alcuni prodotti "simbolo" delle SS.Feste: rispetto al 2023-2024-2025 i torroni sono aumentati di prezzo fra il 10 e il 18%, a parte le eccezioni come Prosecco o altri vini di prima fascia, l'incremento di una bottiglia di bollicine è oggi del 8-12%; per i panettoni la crescita è ancora maggiore se si abbina alla riduzione di peso (difficile trovare panettoni di 1000 grammi) e sfiora il 18-24% di media sempre. Per tutti l'incremento è spesso giustificato da un eccesso di variabilità di tipologie, ingredienti e confezionamenti in linea con nuove tendenze salutistiche, sostenibili, resilienti come viene scritto sulle confezioni. Anche questo fine anno conferma il non-consumo di vino da parte della generazione Z: ma dai dati raccolti da CevesUni anche le bollicine no-alcol non hanno fatto passi da gigante colmando il gap contro il consumo di alcol. Forse il vino-vero resta tale se con alcol, ma in misura ridotta. occorre quindi una politica di prospettiva totalmente diversa.

Ecco in sintesi i dati economici di questo dicembre 2025-gennaio2026: 

i volumi nazionali (quantità di bottiglie stappate e consumate) sono fermi di due anni, si registrano oscillazioni interne allo stesso settore e comparto e fra diverse famiglie, fra nord e sud. I valori invece sono in crescita, ma i fatturati crescono molto meno. Il margine maggiore di guadagno risiede nelle grandi aziende o insegne di distribuzione che sanno acquistare molto bene. Anche online i prezzi sono aumentati, meno, ma i fatturati non salgono. Scaffali sempre più ricchi di etichette e tipologie, anche straniere a prezzi decisamente competitivi: a 5-7 euro si acquistano vini fermi francesi ottimi. La gamma Prosecco ha perso qualche marchio, il Valdobbiadene invece ha visto crescere etichette molto di qualità ma con prezzi fra 7-10 euro la bottiglia, molto competitivi con le bollicine del "metodo tradizionale" come Franciacorta e Trento che non perdono colpi (soprattutto nel fuori casa) ma con prezzi non in crescita. Bene alta Langa, mentre battuta d'arresto per le etichette provinciali e regionali che restano a consumo kmZero. In crescita le bollicine italiane premium, in calo gli Champagne medio-bassi.  Anche i "pacchi dono" hanno ridotto il prezzo medio riducendo il numero di ingredienti. In questo mese i vini fermi bianchi e rossi segnano il passo, i rossi più dei bianchi. Fra i bianchi bene il Lugana, Grillo, Soave, Verdicchio, Vermentino, Vernaccia Toscana, tutti a Denominazione d'Origine. Nei fatidici 35 giorni di fine anno in Italia, non supereremo le 90 bottiglie di bollicine stappate con un controvalore al consumo superiore a 1 mld/euro (+7%). Quasi il 74% delle bottiglie concentrate a Capodanno. All'estero Ovse-Ceves registra una variabilità fra paese e paese molto accentuata partendo da una incognita in Usa (primo mercato estero per i vini italiani) dove le importazioni sono arrivate, i prezzi sono in crescita del 12% (concordato fra produttore e importatore), ma difficile capire come e cosa acquisteranno gli Americani. Meglio in altri paesi anche se il Prosecco Doc segna un anno di riflessione e riposizionamento: bene in Sud America e in Asia ma i numeri erano molto piccoli. Sono 163 i paesi esteri destinatari di bollicine italiane: circa 240 milioni di tappi voleranno per l'ultimo dell'anno targati tricolore per 2 miliardi di dollari di valore al consumo.

 


(a cura di
Giampietro Comolli, pres. OVSE
Osservatorio Economico Vini e Spumanti)


Senigallia città Gourmet… anche a Natale!

 

Ritorna l’evento che racconta la città attraverso i suoi sapori: è  "Senigallia Città Gourmet – Speciale Natale" che si svolgerà il 19 dicembre 2025 al Foro Annonario, celebrando le eccellenze enogastronomiche del territorio marchigiano. Oltre a questo, la città ospita un Villaggio di Natale con prodotti tipici e diversi ristoranti propongono menù speciali per le feste ed è attivo pure un mercatino con stand di artigianato artistico, prodotti tipici e dolci.

La Venere Nera approda al Foro Annonario, per raccontare, far gustare e giocare con il pubblico.

Al già ricchissimo programma eventi che caratterizza Senigallia si aggiunge una nuova “puntata” di Senigallia Città Gourmet, iniziativa che tradizionalmente si svolge al termine della stagione estiva ospitando racconti e sapori da tutt’Italia. In questa occasione si veste a festa e dedica un pomeriggio, quello di venerdì 19 dicembre dalle 17:00 in poi, ai prodotti di Senigallia e dell’intero territorio marchigiano.

Senigallia Città Gourmet-Speciale Natale! questa la denominazione ufficiale dell’edizione invernale dell’evento, sarà condotto dalla giornalista di viaggio Erika Mariniello, che accompagnerà i gastronauti in un virtuale giro attraverso la regione a bordo della scenografica Venere Nera, sul palco della quale si alterneranno chef e produttori che elargiranno preziosi consigli e idee gustose per le imminenti festività. Tra i protagonisti della giornata il maître chocolatier Alberto Simionato, lo chef Davide Moioli dell’Accademia di Tipicità con un momento realizzato in collaborazione col Consorzio di Tutela del Vitellone bianco dell’Appennino centrale IGP, i pasticceri Mattia Casabianca e Matteo Cecchini, il duo di pizza maker Luca Santarelli e Leo Rocchetti e tanti altri personaggi che ruotano intorno al mondo del cibo d’eccellenza.

Tra cioccolato di qualità, Vernaccia di Serrapetrona ed altri prodotti tipici del territorio, l’evento si caratterizzerà come una grande festa dei sapori. Ma non finisce qui!

Come da tradizione, è risaputo che il Natale è fatto per giocare e divertirsi! Infatti, nel corso del pomeriggio, il pubblico presente sarà chiamato a diventare protagonista dello spettacolo grazie a tanti momenti di giocoche, mettendo alla prova la conoscenza del territorio e delle sue eccellenze, permetteranno di vincere gustosissimi premi gourmet.

Senigallia Città Gourmet-Speciale Natale è parte del Grand Tour delle Marche promosso da Tipicità ed ANCI Marche.

 

 

 

 

 

 


Per informazioni: tipicita.it
Tel. 0737 685623

 

 

 

 


Il re della sfoglia… goduriosissimo! Con una goduria in più: due nuovi panettoni artigianali!

È passato già un anno da quando Beniamino e Nathan Baleotti hanno aperto l’accogliente Gastronomia a Castel Maggiore (BO) un ampio spazio multifunzionale dedicato alla pasta fresca e altre preparazioni pronte, rilevando la gestione di un locale già esistente, rinnovandone completamente gli ambienti. Grande novità di stagione i “goduriosissimiPanettoni, preparati con cura e grande creatività dal Re della Sfoglia: al caramello salato con nocciole e albicocca, Rhum e cioccolato. In vendita dal 15 dicembre, nel formato da 1 kg, al costo di 40 euro.

Una bottega di grande successo, frequentata sia da chi acquista pasta e cibo pronto da asporto, sia da chi decide di consumare sul posto piatti espressi.

Protagonisti, a seconda della stagione, pasta fresca e dolci della tradizione, da acquistare o consumare in loco. 60 mq di spazio commerciale dedicato alla vendita e tavoli per chi si vuole concedere una pausa pranzo o una veloce cena post lavoro. Il locale può ospitare fino a 40 coperti. Adiacente al locale una grande cucina laboratorio. La pasta viene venduta fresca o conservata e pastorizzata in sacchetti in ATM, per essere conservata fino a 15 giorni.

Oltre ai piatti della tradizione i celebri Tortellini, ricetta segreta tramandata dalla Nonna Clarice, Tortelloni,Lasagne, Balanzoni, Tagliatelle, la grande ricetta di famiglia recuperata, la “pappa nel sacco” (un impasto di farina e parmigiano cotto in un sacchetto di tela o di carta alimentare direttamente nel brodo, scaloppine alla Petroniana, Torta di Tagliatelle, il Pane di San Petronio. Si possono riscoprire i Tortelli del Cardinale Lambertini, creati in suo onore nel ‘700, per il Vescovo di Bologna Prospero Lambertini, che poi diventerà Papa Benedetto XIV. Un tortellone, un tempo fatto con la sfoglia alla mortadella ma ora da molti scimmiottata con la rapa rossa, e farcito con mortadella, ricotta e spezie.

L’anima della gastronomia è Beniamino Baleotti, ormai conosciuto anche a livello nazionale come “Il Re della Sfoglia”. Dall’Ottobre del 2014 infatti ha partecipato a programmi televisivi, iniziando da una sfida televisiva in cui si cercava di coronare lo “sfoglino” di Rai 2. Ha partecipato a Detto Fatto, programma televisivo di grande successo di Rai 2 condotto da Caterina Balivo, poi da Serena Rossi e da Bianca Guaccero. Il pubblico si è subito innamorato della simpatia, del metodo di preparazione “all’antica”. Ha successivamente partecipato a programmi come Cotto e Mangiato, Ricette di Italia e molti altri.

Diventare il Re della Sfoglia in tv ha aperto un nuovo mondo e nuove opportunità e grande visibilità sui principali canali social, con milioni di visualizzazioni, che cura personalmente. È vincente il tono brillante e confidenziale con cui vengono date indicazioni, ricette “furbe” e soprattutto fare riscoprire ai numerosi followers, soprattutto giovani, piatti dimenticati e sapori della tradizione che si preparavano nelle famiglie. La passione lo ha portato ad avere riconoscimenti e titoli come SFOGLINO D'ORO, MATTARELLO D'ORO, TAGLIATELLA D’ORO, che giustificano l’incoronazione come RE DELLA SFOGLIA.

Molti mi scrivono quanto siano goduriosi i miei piatti” - e da qui ha coniato i celebri intercalari dialettali, che sono divenuti i “pay off”: “goduriosissimo” - “mo socc’mél che smaialata”.
Quarto di sette figli, grazie agli insegnamenti di Nonna Clarice, nonna paterna, ha imparato i segreti della sfoglia e del mangiar sano, passando i pomeriggi a casa della nonna, mentre i fratelli preferivano andare a giocare all'aria aperta o in palestra dal padre.

Una vera e propria vocazione fare soprattutto lo “sfoglino”. I genitori, Laura e Bruno Baleotti nel 1995decisero di trasformare la casa colonica di proprietà in agriturismo, l'Agriturismo Le Ginestre, dove promuove la tradizione culinaria del territorio e lo slow food. Da 6 anni Beniamino gestisce anche un negozio con laboratorio di pasta fresca al mattarello a Pianoro, in piazza dei Martiri 4/b, dove l’apertura ha suscitato molto interesse non solo nei pianoresi ma anche nei bolognesi e zone limitrofe. Dal 2011 Beniaminoha portato fuori dai confini la sua arte, in Lussemburgo, dove ha tenuto i primi corsi di sfoglia in lingua francese, per volare poi in Cina e Buenos Aires, ma l'esperienza più interessante è stata in Giappone, a contatto con la tradizione culinaria, storica e familiare nipponica, dove però ha portato l’arte della sfoglia alla camera di Commercio del Giappone. Ha pubblicato un manuale di cucina dedicato alla sfoglia al mattarello, per ottenere una sfoglia da Re, con un ripieno “godurioso”, fino a varianti di sfoglia per chi soffre di intolleranze alimentari o allergie. “Il Re della sfoglia, 80 gustose ricette” Edizioni Pendragon.

Reel e ricette si trovano anche sui principali social network: Instagram, Tik Tok, Facebook e Youtube, come @redellasfoglia o Beniamino Baleotti. Una carriera fatta di lavoro, ma anche di passioni, come quella per l'arpa, strumento dal suono soave che tocca le corde del cuore.

LA CUCINA è LA MIGLIORE ESPRESSIONE D'ARTE, DI PASSIONE E DI AFFETTO PER LE PERSONE A CUI SI VUOLE BENE, CHE VA FATTA CON AMORE.
“CON DELLA ROBA BUONA SI FA DELLA ROBA BUONA”

 

 

Il Re della Sfoglia
Via Gramsci, 6
Castel Maggiore – Bologna
Tel. 051711175 – 3201522737
aperto dal lunedì al venerdì
dalle 10.00 alle 14.30 e
dalle 17.30 alle 20.00
sabato 10.00 / 14.30


Da Nuova Delhi la Cucina italiana designata patrimonio immateriale dell'Umanità Unesco

La scelta dell'Unesco di riconoscere la cucina italiana patrimonio immateriale dell'Umanità – tra quelle di Cina, Francia, Spagna ecc. – segna una svolta nella storia dei riconoscimenti gastronomici dell'Unesco: è la prima volta che viene premiata una tradizione culinaria nella sua globalità, superando l'approccio adottato in passato, incentrato su singole pratiche o tecniche.

Il Comitato intergovernativo dell'Organizzazione, riunito a Nuova Delhi, ha approvato l'iscrizione della candidatura della 'Cucina italiana fra sostenibilità e diversità bio-culturale', confermando la valutazione preliminare positiva dello scorso novembre. Applausi sono arrivati all'annuncio dalla delegazione italiana presente in sala e guidata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Il Presidente del Consiglio Meloni: “Orgoglio per riconoscimento a cucina italiana, primi al mondo! Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell'umanita' è uno storico riconoscimento che onora il popolo italiano e celebra la nostra identità". Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un messaggio video trasmesso durante i lavori del comitato intergovernativo Unesco a Nuova Delhi. "E' con grande emozione e orgoglio che l'Italia accoglie questa decisione", ha sottolineato Meloni nel messaggio.

Con l'ingresso della cucina italiana, salgono a 20 gli elementi italiani iscritti nella Lista del patrimonio immateriale, che comprende circa 800 elementi in 150 Paesi. Tra i precedenti riconoscimenti Unesco già attribuiti all'Italia figurano la Dieta Mediterranea (2013, bene transnazionale), la Vite ad alberello di Pantelleria (2014), l'Arte del pizzaiuolo napoletano (2017) e la Cerca e cavatura del tartufo (2021). Considerata un modello di inclusività e sostenibilità, la cucina italiana viene valorizzata come pratica quotidiana capace di unire comunità diverse, tutelare la biodiversità, ridurre gli sprechi e riflettere la ricchezza culturale dei territori.

"La cucina italiana è memoria, è identità di un popolo: ogni piatto racconta una storia. È un gesto che viene tramandato di famiglia in famiglia, in 60 milioni di cucine italiane diverse, ma riunite tutte attorno a un grande rito collettivo, dal Piemonte fino alla Sicilia. Un rito che si ripete di generazione in generazione". Ad affermarlo è lo chef pluristellato Massimo Bottura, interpellato dall'Adnkronos, nel descrivere cosa rappresenta per lui la cucina italiana.

Non solo, la cucina italiana è per chef Massimo Bottura "un linguaggio universale fatto di sapori, di gesti antichi, che permette di condividere valori, appartenenza a un paese ed è anche pratica sociale perché in Italia - spiega Bottura - il pasto non è solo nutrimento, ovvero 'io mangio perché ho fame', non è così. In Italia significa riconoscersi parte di una famiglia, di una comunità e discutere, celebrare, creare legami, litigare, fare pace. È un teatro quotidiano". "

"Non c'è nessun Paese che ha così tanto da raccontare come l'Italia in materia di cucina. Questo riconoscimento però servirà ad accendere un ulteriore focus sul made in Italy agroalimentare" - è il commento dello chef, tre stelle Michelin, Heinz Beck (rilasciato all'Adnkronos) - "Non parliamo di un'unica cucina ma di tante regioni, di tante ricette e tradizioni e poi di tanti prodotti e soprattutto di svariate tecniche" e se "qualcuno riduce la cucina italiana a pasta e pizza oggi si deve ricredere. La cucina italiana è molto di più, è cultura e tradizione, ha un patrimonio immenso e si merita veramente questo riconoscimento".

"Questo risultato, a mio modestissimo parere, dovrebbe servire a far sì che la gente conosca la cucina tradizionale e regionale italiana, quella che comunemente viene identificata con la cucina ‘della nonna’ ma non solo, in realtà esiste una cucina italiana moderna estremamente ricca, molto spinta, come quella, ad esempio, di Massimo Bottura che fa cucina moderna ispirata alla tradizione” - ad affermarlo è Cristina Bowerman, chef stellata, commentando con l'Adnkronos la conquista della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco - .

"Io credo che il riconoscimento dell'Unesco sia un po' come una laurea honoris causa perché di fatto di fatto la cucina italiana è estremamente richiesta, è apprezzata e ricercata nel mondo. Va da sé che oltre alla possibilità di visitare l'Italia per il patrimonio artistico c'è la seconda ragione che è quella del mangiare. Dunque, è una laurea honoris causa quasi per acclamazione, che la cucina italiana si merita", afferma Raffaele (Raf) Alajmo, manager del ristorante di famiglia 'Le Calandre' a Rubano (PD) che con il fratello lo chef Massimiliano Alajmo (Max) ha conquistato le tre stelle Michelin - "E chissà che questa onorificenza riesca a proteggere e a difendere i veri valori della cucina italiana nel mondo, di tanti colleghi che la portano e cercano di farla nel miglior modo possibile e riescano a farli distinguere da tutto il 'fake Italian' che gira" evidenzia Alajmo e se tutto da questo "nasca, non dico una certificazione, un qualcosa che identifichi le vere cucine italiane da quelle finte, sarebbe bellissimo. La cucina italiana è in evoluzione continua, è in movimento...


Piatto del Buon Ricordo 2026, ancora un evento da favola

A poco più di sessanta anni da quell’aprile del 1964 che vide la nascita del Buon Ricordo, ancora una volta abbiamo assistito a una celebrazione viva, partecipata e spumeggiante. Il 25 novembre scorso presso le Officine del Volo di Milano è andata in scena la sessantaduesima edizione del Piatto del Buon Ricordo, l’evento dell’Associazione di ristoratori più antica d’Italia. In un salone strapieno di invitati e rappresentanti della stampa, la kermesse si è dipanata con la presentazione della Guida 2026 dell’Associazione e con l’assegnazione del Piatto del Buon Ricordo d’Oro che questo’anno è stato stato assegnato a Giulia Ghiretti, campionessa paralimpica, oro alle scorse Olimpiadi di Parigi 2024. Come ha tenuto a ribadire il presidente dell’Associazione, Cesare Carboni, motivando la decisione del riconoscimento: “Nel mondo della cucina, come nello sport, i grandi risultati nascono da ingredienti semplici ma essenziali: impegno, costanza, dedizione; Giulia Ghiretti incarna questi valori con purezza e forza straordinarie. Per aver dimostrato che il coraggio può diventare esempio, che la passione può diventare ispirazione e che il talento può diventare orgoglio collettivo, l’Associazione Ristoranti del Buon Ricordo le assegna il Piatto del Buon Ricordo d’Oro 2025, tributo alla sua storia e alla sua energia contagiosa, un vero sapore d’Italia”. Tornando alla ristorazione, la Guida 2026 propone cinque nuove entrate e quattro cambi piatto: per i primi si affermano: La Serra Bistrot di Vezio (Lecco) con L’uovo della Serra, il Ristorante Al Capitano di Porto San Giorgio (Fermo) con Linguine allo Scucchiarì, il Ristorante La Corte degli Dei di Agerola (Napoli) con Il cappuccio del monaco, il Ristorante La Rosa Bianca di Aquara (Salerno) con Cavato allo stracotto di pomodoro e cacioricotta di capra e il Ristorante Nostrana di Portland (Oregon, Stati Uniti) con Insalata Nostrana. Per i cambi piatto il 2026 vedrà le nuove proposte come il Coniglio di Carmagnola ripieno della nonna Dantina dell’Osteria La Lanterna a Cressogno (Como), gli Gnocchi di patate ripieni al bitto DOP con bresaola IGP dell’Hotel Sassella Ristorante Jim a Grosio (Sondrio), la Purea di fave con cavatelli ai frutti di mare del Ristorante il Poeta Contadino a Alberobello (Bari) e il Cinghiale “Genuino” delle Mainarde alla Tintilia della Locanda Belvedere a Rocchetta Volturno (Isernia).

Per conoscere da vicino i Ristoranti del Buon Ricordo e le loro specialità, si può consultare il sito www.buonricordo.it o sfogliare la Guida 2026 (in distribuzione gratuita da gennaio 2026 nei ristoranti associati) dove sono segnalati anche gli Hotel che hanno al loro interno un ristorante del Buon Ricordo. Ad ogni locale viene dedicata una pagina con in calce un QR Code che riporta al sito del ristorante, in modo che si possono avere tutte le informazioni a portata di click. Buona lettura e… buon appetito a tutti!

 

 

 

 

 

Via Trento, 49
43122 Parma (PR) Italy
Tel.: 0039 0521 70 65 14
www.buonricordo.it

 


(a cura di Michele Petrocelli)


Al via il secondo anno del Panettone AIRC con JRE-Italia: Loison Pasticceri rinnova l’impegno

Dopo il grande successo del 2024, il panettone di Fondazione AIRC torna tra conferme e novità per rendere il Natale 2025 ancora più buono.
Protagonista resta l’altissima qualità degli ingredienti selezionati da Loison Pasticceri seguendo la ricetta esclusiva ideata dagli chef JRE-Jeunes Restaurateurs Italia.
Cresce il formato del prodotto che passa da 500 a 750 grammi. Il Natale di Fondazione AIRC è ancora più buono grazie al panettone solidale realizzato con ingredienti di altissima qualità dai maestri Loison Pasticceri dal 1938 su ricetta esclusiva firmata dagli chef JRE- Jeunes Restaurateurs Italia. Il progetto nato lo scorso anno ha riscosso immediatamente un grande successo andando esaurito in poche settimane. Per il 2025 il panettone AIRC torna con alcune novità: il formato passa da 500 a 750 grammi.


Fin da subito con Alberto Basso e con gli chef JRE ci siamo impegnati per una ricerca di materie prime che potessero dare un gusto particolare a questo panettone così speciale – conferma Dario Loison, titolare di Loison Pasticceri dal 1938 -. Oltre alla valorizzazione del lievito naturale attraverso una specifica farina rinforzata che prevede lunghe lievitazioni, abbiamo inserito un’uva categoria 11 cioè una sultanina molto bianca e particolarmente ricca di succo. Inoltre, abbiamo confermato l’utilizzo del mandarino tardivo di Ciaculli, che è una grossa peculiarità del made in Italy, essendo una nicchia di produzione siciliana. Aspetto questo che abbiamo scelto di enfatizzare con l’inserimento nella ricetta di un olio, sempre di origine siciliana. Tutti gli ingredienti sono stati selezionati con grande attenzione e cura per arrivare a realizzare un prodotto di cuore e di gusto che possa rallegrare le nostre tavole per il prossimo Natale e insieme contribuire a portare nuove risorse ai ricercatori di Fondazione AIRC.

Il Panettone Solidale AIRC (disponibile per l’acquisto sul sito ufficiale di AIRC) è ancora più buono perché realizzato con ingredienti di altissima qualità dai maestri Pasticceri Loison, su ricetta esclusiva firmata dagli chef JRE- Jeunes Restaurateurs Italia. Accanto agli ingredienti più classici, come l’uva sultanina e i canditi, questo panettone si arricchisce di aromi sorprendenti: il mandarino tardivo di Ciaculli, il miele millefiori di Sicilia, il sale dolce marino di Cervia integrale, la vaniglia naturale del Madagascar, un pizzico di cardamomo e di pepe Jamaica. Il tutto impreziosito dal lievito madre, dalla farina Molini Fagioli, frutto dei grani più pregiati e lavorati artigianalmente, e dall’olio extravergine di oliva di Coppini Arte Olearia ottenuto con cura e tracciabile dal frantoio alla tavola. Un ottimo dolce della tradizione rivisitato in chiave contemporanea che contribuisce attivamente alla ricerca AIRC, supportando una iniziativa benefica. Un caloroso ringraziamento va a chi ha già aderito al progetto e a quanti vorranno sostenerlo.

 

 

 

 

 

 

 


DOLCIARIA A. LOISON SRLVia
Pasubio, 6 Costabissara (VI) Italy
Tel: +39 0444 557844
Fax: +39 0444 557869
www.loison.com                                                                                                                                                  

(a cura di Gianluigi Veronesi)


Bahía Blanca, Buenos Aires e Ushuaia: tremila chilometri di Argentina per la missione di “Tipicità”

Tre città, tremila chilometri e una settimana di incontri ad alta intensità. La missione di Tipicità in Argentina, nell’ambito della SCIM-Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, si è trasformata in un vero laboratorio di diplomazia della crescita e di sostegno alla candidatura della cucina italiana a Patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO.

Oltre venti i componenti della delegazione italiana - sottolinea Angelo Serri, direttore di Tipicità - tra istituzioni, imprese, sistema bancario, mondo universitario e dell’istruzione secondaria. Un grande operazione realizzata su impulso del Consolato Generale d’Italia a Bahía Blanca, città legata a Fermo da uno storico gemellaggio”.

Il Console Generale d’Italia a Bahia Blanca, Nicola Bazzani, richiamando le parole del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, evidenzia che la Settimana della Cucina Italiana rappresenta uno dei grandi valori identitari del nostro Paese, un efficace strumento per promuovere il nostro soft power nel mondo e un tassello fondamentale della diplomazia della crescita per sostenere le nostre imprese in ogni settore. E ciò è particolarmente significativo nel sud dell’Argentina, specifica il Console Generale, in virtù della gran voglia di Italia qui presente.

Questa importante missione - dichiara il sindaco Paolo Calcinaro - trasforma un’amicizia istituzionale in uno strumento attivo di promozione del nostro territorio e delle nostre imprese. L’Argentina ama le nostre produzioni e intrattiene con le Marche rapporti profondi e consolidati. Si apre così un ponte concreto di opportunità che guarda al futuro e dà seguito alle relazioni ed alle idee di collaborazione maturate in questa intensa settimana”.

Bahía Blanca: incontri istituzionali e “Tipicità Experience
A Bahía Blanca la delegazione italiana è stata ricevuta ufficialmente dall’intendente Federico Susbielles che ha incontrato un ampio parterre di stakeholder locali (soggetti interessati) nel corso di un workshop ospitato dal municipio. In agenda anche la serata di gala “Tipicità Experience: immersione nello stile e nei “sapori italiani”, dedicata alle attrattive turistiche, alle eccellenze manifatturiere e alle prelibatezze enogastronomiche marchigiane.

 

Grande partecipazione ha registrato il festival “Sapori d’Italia”, dove migliaia di visitatori hanno potuto degustare i piatti dell’Accademia di Tipicità, scoprire prodotti e creatività delle Marche ed ammirare, attraverso i materiali promozionali, paesaggi, borghi e itinerari inconsueti.

Buenos Aires: incontro con l’ambasciatore e una serata del Made in Italy declinata “Made in Marche
A Buenos Aires l’ambasciatore d’Italia in Argentina, Fabrizio Nicoletti, insieme al console generale d’Italia a Bahía Blanca, Nicola Bazzani, ha accolto il sindaco Paolo Calcinaro, il prorettore dell’Università di Camerino e Presidente del CUIA, Emanuele Tondi, ed il direttore di Tipicità, Angelo Serri.

L’incontro ha preceduto una raffinata serata del Made in Italy, declinata “Made in Marche”, nello storico Circolo Italiano di Buenos Aires: protagoniste le creazioni gastronomiche dell’Accademia di Tipicità, affiancate da moda, gioielli, design e proposte turistiche del territorio.

 

 

 

 

Ushuaia: un messaggio al mondo dalla città più australe
La missione si è conclusa simbolicamente “alla fine del mondo”. Ad Ushuaia, in Patagonia, la delegazione marchigiana, accolta dall’Agenzia Consolare Onoraria presso la Camara Hotelera Gastronomica de Tierra del Fuego, di fronte a un pubblico numeroso e partecipe ha ribadito il valore universale della cucina italiana. Un messaggio forte, lanciato dalla città  australe del pianeta alla vigilia del verdetto UNESCO sulla candidatura del patrimonio gastronomico italiano

 

Tutte le info su www.tipicita.it

 

 

 

 

 

 

 


Dopo i successi di “Infinite Group”, arrivano quelli di “Ager Patris”: ma sono più freschi e fruttati, questi…

Più per passione che per reddito, l’imprenditore veneto Patrizio Bof - guida di Infinite Group - in considerazione dell’impegno e delle energie profuse nell’ambito delle sue abituali attività, nel poco tempo libero di cui dispone, ha scelto di rilassarsi riconnettendosi con la natura in quel di Santa Maria in Colle, in una bella tenuta nel territorio di Asolo DOCG, sulle colline del Montello e, appunto, di Asolo, zona che vanta oltre duemila anni di storia e che, proprio in quel fondo, racchiude i resti di una villa di età pre romana, con tanto di vasi, anfore e monili pre cristiani, lì rinvenuti. L’area, ha un grande valore storico e dunque va tutelata per renderla disponibile per le generazioni future. Si trova proprio tra 300 ulivi e 80 cipressi, dove ci sono anche 4 ettari a vigneto, che da quelle parti vogliono dire: uve Glera = Prosecco!
Riscoprendo così un legame profondo con la terra, con il ciclo delle stagioni e le antiche pratiche artigianali di un mestiere ancestrale, mr. Bof, sicuramente prima di mettere piede in vigna, si sarà documentato acquisendo conoscenze pratiche e teoriche sulla coltivazione della vite e sull’enologia (l’arte e la scienza della vinificazione). Lui, per deformazione professionale, intraprendendo un percorso di più di quattro anni, ha progettato e realizzato ogni dettaglio per potere presentare un prodotto di qualità, garantito e certificato fin dal conferimento in cantina.

Certo gli è piaciuto vincere facile, visto che in zona il vino si fa col background della Scuola enologica di Conegliano che, con il metodo Martinotti (o Charmat, processo di spumantizzazione che prevede la seconda fermentazione in autoclave, a differenza del Metodo Classico che la fa in bottiglia) si ottengono vini freschi e fruttati, appunto, come il Prosecco. Quando è ora – in genere a metà settembre – la vendemmia è manuale e rispettosa della maturazione ottimale delle uve, garantendo così vini di qualità, acquistabili e degustabili dagli ospiti, anche nell’Ager Patris Lounge, al piano terra dell’Atrium (via San Gaetano, 113/A Montebelluna TV).
Per chi non lo sapesse Ager Patris significa “la tenuta del padre” e rappresenta l’intento di valorizzare la tradizione, i sapori e il territorio (come si legge nel sito web dell’azienda https://agerpatris.com) e la Lounge, è lo spazio annesso alla Cantina, dedicato proprio alle degustazioni, in particolare del vino biologico Asolo Prosecco Superiore DOCG extra brut e degli altri: l’extra dry, il Gran Cuvée Rosé brut e l’Asolo Prosecco Superiore DOCG sui lieviti (gergalmente, Colfond certificato biologico IT-BIO-004).
Vino di grandi soddisfazioni questo "Colfond", ma anche impegnativo, perché, una volta imbottigliato, non c’è più modo di modificarlo o di correggerlo, si beve così com’è… E, come si beve?
Il Prosecco “col fondo” si beve a seconda che si desideri un vino limpido, o torbido: per servirlo “limpido”, occorre lasciare la bottiglia in verticale e poi versare lentamente, scaraffando il torbido se si vuole ossigenare il vino. Per gustarlo “torbido”, bisogna agitare la bottiglia prima della mescita, per rimettere i lieviti in sospensione, ottenendo un vino più robusto e con sentori più intensi… e, Prosit!

Naturalmente i lavori ben eseguiti, con un approccio sostenibile e biologico e in nome del rispetto per il territorio, danno sempre ottimi risultati: in questo caso, hanno ottenuto il premio Wine Without Walls per l’“Ager Patris sui lieviti” che è stato dichiarato come uno dei tre migliori vini nella categoria spumanti biodinamici-biologici dalla prestigiosa selezione enologica 5StarWines organizzata da Vinitaly. Congratulazioni allora alla Cantina Ager Patris e complimenti a Patrizio Bof, per lui, un altro successo!

 

 

                                                                     V I N I  by A G E R  P A T R I S 

 

 

 

 

 

 

Sui Lieviti
Dalle uve Glera dei vigneti dei colli asolani, spumante velato (metodo Charmat – Martinotti) con lieviti indigeni selezionati, dà piacevoli sensazioni dall’antico metodo di affinamento sui lieviti. Perfetto con la tradizionale sopressa veneta, morbida e speziata e con la frittura di pesce. Colore giallo paglierino intenso, aroma fragrante con note fruttate e delicati sentori di lievito, leggero perlage fine e persistente. (https://agerpatris.com/wp-content/uploads/2024/02/Scheda-Tecnica-ROSE_NEW.pdf)

 

 

 

 

 

Extra Brut
Dalle uve Glera dei vigneti dei colli asolani, vendemmiate a mano (metodo Charmat – Martinotti).  Ideale con crostacei, frutti di mare e carni bianche e accompagna mirabilmente antipasti di mare e pasticceria secca.Colore giallo paglierino scarico, aroma fresco, aromatico, armonico, gusto fresco e minerale, profumo armonico con sentori di mela e pesca matura, perlage fine e persistente. (https://agerpatris.com/wp-content/uploads/2024/02/Scheda-Tecnica-BRUT_NEW.pdf)

 

 

 

 

 

Extra Dry
Dalle uve Glera dei vigneti dei colli asolani, con intensi profumi floreali e netto sentore di mela, pera e fiori d’acacia. Aperitivo irresistibile perfetto con pesce crudo al vapore e piccola pasticceria. Colore giallo paglierino scarico, gustosecco, vellutato, elegante, perlage fine e persistente. (https://agerpatris.com/wp-content/uploads/2024/02/Scheda-Tecnica-BRUT_NEW.pdf)

 

 

 

 

Gran Cuvée Rosé
Dalle vigne Raboso del Piave della provincia di Treviso, vendemmiato a metà ottobre (Metodo Charmat – Martinotti); aperitivo elegantissimo, ottimo da tutto pasto, ideale abbinato a sushi, crostacei, crudités e con frutti di bosco freschi. Colore rosa tenue con riflessi viola, sinuoso e persistente, con una buona impronta acida che dona freschezza; nel complesso è armonico con perlage sinuoso e persistente, sentori di rosa canina e lampone. (https://agerpatris.com/wp-content/uploads/2024/02/Scheda-Tecnica-ROSE_NEW.pdf)

 

 


Cantina Ager Patris
Via San Gaetano, 113/A
Montebelluna (TV)
Tel 0423 1916503
www.agerpatris.com
sales@agerpatris.com

 

 

 


1224 Restaurant Cortina: apertura ufficiale il 5 dicembre 2025

La cucina di Federico Rovacchi e l’ospitalità del team di Baita Piè Tofana approdano nel cuore di Cortina d’Ampezzo, negli spazi del Grand Hotel Savoia ed è festa per tutti!
È fissata per venerdì 5 dicembre p.v. la data di apertura ufficiale del nuovo 1224 Restaurant Cortina, che porta il team di Baita Piè Tofana nel cuore di Cortina d’Ampezzo all'interno dello storico Grand Hotel Savoia –A Radisson Collection. Il nome del ristorante è un riferimento alla sua ubicazione - 1224 è l'altitudine in metri cui è ubicato e “Cortina” indica la località in cui si trova.

La cucina dello chef Federico Rovacchi, con il patron Michel Oberhammer e la maître Elisa Prudente, è pronta a dare vita a una nuova fase per la scena gastronomica di Cortina d’Ampezzo.

Originario di Reggio Emilia, il maestro Rovacchi, ha un’importante esperienza formativa al ristorante “St. Hubertus” di Norbert Niederkofler. Il suo stile di cucina reinterpreta la tradizione con un approccio contemporaneo, ponendo l’accento su ingredienti locali e stagionali, senza disdegnare contaminazioni anche logiche. Al 1224 Restaurant Cortina, chef Rovacchi continuerà a proporre una cucina personale, raffinata e contemporanea, aperta al dialogo tra territorio e influenze internazionali. Tra le proposte simbolo spiccano, la reinterpretazione del grande classico francese - il Rossini al mare - con suggestioni marine (pan brioche alle alghe, filetto di manzo alla brace, foglia di spinaci, seppiolina alla brace, scaloppa di foie gras, salsa teriyaki) cui abbinare calici di buoni vini rossi strutturati e tannici, tipici della regione del Veneto, come l’Amarone della Valpolicella e i vini della Valpolicella Superiore e Ripasso, che sono corposi e adatti all’invecchiamento. La grigliatura e la ricchezza della carne, richiedono vini con sufficiente alcol e tannini, perfetti per piatti saporiti come un Barolo o un Brunello di Montalcino, eccellenti per carni succulente, ma se la cantina ne dispone, una gran bella figura, la farebbero anche un Barbera d'Asti, un Nebbiolo, un  Barolo e, perché no? Un Chianti Classico… Altro piatto prelibato, è la celebre Lumaca, con note terrose e profonde e pure l’iconico Cappelletto al Parmigiano, che enfatizza l’armonia e l’equilibrio degli ingredienti, un delizioso e indimenticabile omaggio alle origini emiliane (reggiane) dello chef!

Cambia il luogo, ma non cambia la nostra anima” sottolinea lo chef Rovacchi. “Il 1224 sarà un laboratorio di idee, un luogo dove raccontare il gusto attraverso esperienze capaci di sorprendere, emozionare e far stare bene.” Con lui, la stessa squadra che ha fatto di Baita Piè Tofana un riferimento nella scena gastronomica ampezzana: la sous chef Nicole Groff (formazione IFPA, alta formazione professionale a Roncegno, centro d’eccellenza) la maître Elisa Prudente (da commis di sala al Tivoli di Cortina, fino al St. Hubertus - 3 stelle Michelin di Norbert Niederkofler) e il wine and food lover, sommelier Paolo Cantafio, tutti insieme pronti a guidare gli ospiti in un percorso gastronomico e enologico coerente e ricercato, supportato da una carta dei vini con oltre 700 etichette tra italiane e internazionali.
Nel frattempo, Baita Piè Tofana continuerà a far parte della visione del gruppo e – oltre che ai canonici prossimi mesi invernali –  tornerà ad accogliere gli ospiti anche nella stagione estiva 2026.        

                                                             

1224 Restaurant Cortina
via Roma 62, Cortina d'Ampezzo BL
presso Grand Hotel Savoia
Tel. +39 344 6926 033
www.1224restaurantcortina.it
Prenotazioni:
info@1224restaurantcortina.it


Experience in Carnia, fra i monti del Friuli Venezia Giulia per Vivere la montagna ad andamento lento

Con Visit Zoncolan, ciaspolate, escursioni nei boschi al lume di lanterna, nella fattoria diffusa (e molto altro) anche per i bambini e godersi tutti insieme la montagna invernale. Dove? Fra i monti del Friuli Venezia Giulia, attorno al Monte Zoncolan in Carnia, la montagna non è soltanto un luogo, è una presenza viva, autentica, intima. È uno spazio che accoglie, che si lascia esplorare in ogni stagione e che, d’inverno, si veste di una luce bianca e pura, trasformandosi in un vero paradiso per chi ama la neve e non solo per chi scia.

Gli sciatori hanno a disposizione 23 chilometri di piste ampie e divertenti, baciate dal sole, sempre innevate con caratteristici rifugi dove gustare la più genuina e tradizionale cucina carnica. Ma la magia dello Zoncolan non si ferma agli sci: avvolge anche chi sceglie ritmi lenti, chi cerca emozioni nuove, chi desidera entrare in contatto con l’essenza più autentica di una montagna che, qui, è ancora a misura d’uomo. Una montagna che non si mostra, ma si rivela. La neve, in Carnia, non è semplicemente un tappeto bianco su cui scivolare, è una cornice, un’atmosfera, un soffio di silenzio. È il pretesto perfetto per vivere esperienze slow, dove i suoni diventano ovattati e il tempo sembra rallentare. Di giorno o di sera, come alternativa alle piste o come inconsueto après-ski, la montagna si svela in mille modi diversi: basta saperla ascoltare.

 Con Visit Zoncolan, la rete d’imprese che unisce i Comuni di Ovaro, Comeglians, Ravascletto, Paluzza, Sutrio e Treppo-Ligosullo, si apre un poliedrico ventaglio di possibilità. Il calendario EXPERIENCE, che si rinnova ogni mese, è un invito a lasciarsi coinvolgere da appuntamenti guidati da professionisti appassionati: esperienze irresistibili, adatte a ogni età, a ogni gamba, a ogni aspettativa. E se questo non bastasse, con appena due partecipanti si può creare un’escursione su misura: quando si vuole, come si vuole, dove si vuole. Sempre più persone desiderano vi

vere la montagna in maniera accessibile, semplice, profonda. Ecco perché il programma EXPERIENCE – che rientra all’interno del progetto PNRR “Il Bosco nel Borgo – Il Borgo nel Bosco” - propone molte attività anche a fondo valle o con partenze già in quota: iniziative pensate per chi non cerca performance, ma connessione. Una connessione autentica con la natura, con la neve, con la storia di queste montagne magnifiche.

Lontano dalla folla, con le racchette ai piedi, si entra in un’altra dimensione. Le ciaspolate portano a scoprire angoli silenziosi e incantati, boschi che sembrano custodire segreti antichi, radure che si aprono come pagine bianche. Si cammina piano, respirando l’aria frizzante che riempie i polmoni, ascoltando il suono della neve fresca che scricchiola sotto i passi. Ogni curva del sentiero diventa una scoperta, ogni silenzio un’emozione. Spesso il cammino conduce verso un rifugio dove il calore di un sorriso e il profumo di prodotti locali, cioccolata calda, frutta sotto spirito, sapori autentici amplificano la meraviglia.

E quando il giorno lascia spazio alla notte, la magia raddoppia. Le ciaspolate notturne sono esperienze che restano nel cuore: camminare sotto il cielo stellato, tra ombre leggere e bagliori di neve, significa ritrovare un rapporto primordiale con la montagna, con sé stessi, con il ritmo lento della natura. E per chi vuole vivere un’emozione davvero unica, ci sono le lanternate nel bosco: avventure affascinanti per grandi e piccoli. Si avanza nel buio, guidati solo dalla luce calda delle lanterne a petrolio, mentre la neve riflette una brillantezza tutta sua. Il bosco si anima di suoni leggeri (il passo felpato degli animali, il fruscio del vento, lo scricchiolio deciso degli scarponi…) E alla fine, ad attendere i partecipanti ci sono degustazioni di prodotti locali in luoghi suggestivi come la medievale Torre Moscarda. Quest’anno, la Lanternata di Capodanno illuminerà la notte del 31 dicembre, con partenza alle 18: un modo poetico e condiviso per salutare l’anno che finisce e accogliere quello nuovo nella quiete della montagna.

Per chi desidera conoscere più da vicino la storia e l’anima della Carnia, imperdibile è la visita alla Casa delle 100 finestre di Mione, lo splendido Palazzo Micoli Toscano di Ovaro. Un edificio ottocentesco che custodisce affreschi, arredi antichi, storie e segreti. La sua facciata candida, punteggiata dal verde di 107 finestre, sembra un grande libro aperto: un tesoro prezioso da scoprire.

E le famiglie? In Carnia trovano il loro piccolo e genuino paradiso. Dai laboratori sulla neve ai percorsi narrativi che uniscono fiabe, movimento e natura, dalle avventure nella Fattoria didattica – dove i bambini scoprono la vita rurale tra galline, stalle, formaggi e attività pratiche – fino alle cavalcate sui pony all’Agriturismo Randis di Arta Terme (che per gli adulti organizza emozionanti trekking a cavallo nella neve).

Qui ogni età trova la sua magia, ognuno trova un modo per sentirsi parte di queste montagne.

Sul sito www.visitzoncolan.com sono disponibili tutti i dettagli tecnici delle escursioni e le modalità di prenotazione online. Per chi non dispone dell’attrezzatura, è possibile noleggiare ciaspole, torce e racchette da neve direttamente in loco.

 


Per informazioni:
Visit Zoncolan
Tel. +39 0433778921
www.visitzoncolan.com 


Le “stelle” della Guida rossa arrivano e vanno, ma… quanto contano?

Tiberio Timperi e Maria Soave annunciano dal banco di Mattina news (Rai1) la triste vicenda: “Ha perso la stella! Gianfranco Vissani ha perso la stella Michelin… non sappiamo se stia rosicando o meno, ma la stella non c’è più”… La ferale notizia, però, pare non avere scalfito minimamente il maestro Vissani (13 gennaio 1951 a Civitella del Lago già Civitella de' Pazzi – ci sarà un nesso con l’estro degli artisti? NDR – frazione del comune di Baschi, provincia di Terni) chef accreditato a buon donde, nei più qualificati alberghi e ristoranti italiani e non, che presenziava da mo’ sulla autorevole Guida Michelin - conquistò la prima stella nel 1998 e la seconda nel 1999, ridefinendo la scena gastronomica italiana, confermandosi protagonista della “cucina italiana” (e oltre…) - . Antonia Varini (inviata di Rai1) è andata a intervistare Vissani sull’argomento: “Non mi interessa più di tanto, va bene così, vado avanti, come ho fatto sempre – sottolinea con convinzione il maestro – Noi siamo come Picasso e Van Gogh, facciamo un quadro, poi c’è chi lo apprezza e chi non lo apprezza. Io vado avanti e vi aspetto tutti!”… Già nel novembre 2019, la Guida rossa gli aveva tolto l'altra stella, provocandogli una reazione polemica – “Se fa male perdere la stella? No, assolutamente… Poi la guida non è fatta per gli italiani, ma solo per gli stranieri: russi, tedeschi…” questa volta nessuna polemica, soltanto molta amarezza…


Non conosciamo ancora le motivazioni che hanno portato gli ispettori dell’autorevole Guida alla decisione di “sgravare” il ristorante Casa Vissani (già Ristorante Il Padrino) a Baschi, a meno di un’ora da Terni, che ripropone una gastronomia con un accentuato valore della propria storia pregressa per affermarne una nuova al passo con i tempi e che si proietta verso un futuro inclusivo e sostenibile; nei sette/otto tavoli della Sala Classic, gli ospiti possono degustare piatti d’autore con prestigiosi vini di tutto il mondo e nel mentre seguire i cuochi che lavorano al di là del vetro con il Maestro che elabora le proprie inimitabili creazioni - con la Proposta Grande da 7 portate, oppure quella Piccola da 4 - che hanno fatto della stessa Casa, il ristorante gourmet per antonomasia che tutti conosciamo.  E poi c’è il TerritOri che si dedica alla cucina delle tradizioni, appunto dei territori italiani, con una formula più familiare e accessibile (in €…) ma sempre improntata a classe e buongusto nella intrigante Sala Rock, dove il servizio è dinamico e cortese, la carta dei vini più contenuta, compresa una esclusiva selezione di birre umbre…

 

Tornando alle stelle Michelin, è logico che gratifichino e lusinghino i locali cui vengono assegnate e ovviamente, dispiaccia loro sempre se revocate; ad oggi, in Italia, sono 393 i ristoranti “stellati”, di cui 33 nuovi a una stella, 2 a 2 stelle e uno a 3 stelle, questi, immatricolati proprio il 19 novembre u.s. durante la presentazione della 71ima edizione della prestigiosa Guida, al Teatro Regio di Parma.  Nel corso dell’anno solare la “galassia” è rivalutata di continuo, previo visite anonime da parte degli ispettori che confermano o revocano l’assegnazione di dette stelle - se la qualità del ristorante non mantiene gli standard richiesti, come gli ingredienti (di prima qualità) la preparazione dei piatti, il gusto e la coerenza della cucina, la costanza delle prestazioni e pure il lavoro di squadra che è considerato determinante -.  L’agognato riconoscimento è assegnato al ristorante e non al singolo chef, perché rappresenta il risultato del lavoro di squadra di tutta la brigata di cucina, per cui, se il capo lascia il ristorante, porta con sé le sue esperienze, ma non può portarsi via la stella che, per mandato, è legata alla struttura e all'eccellenza complessiva del locale.

 

 

Tornando a Vissani, il suo ristorante a Baschi, a parere di chi lo frequenta, non pare sostanzialmente avere subito dei cambiamenti tali da considerare cali nelle portate o di prestazioni o di qualità nei piatti per perdere l'unica stella che gli era rimasta: per il menù “PrendoTutto” del TerritOri, il più a buon mercato, si spendono 85 € a persona (bevande escluse) presso Casa Vissani, invece, i prezzi sono più elevati: il menù per il Capodanno 2025 è di 250 € a persona (mentre il cenone di Pasqua 2025 costava 155 € a persona, bevande ed extra sempre esclusi).

Comunque il Maestro umbro – neo de-stellato –  è in buona compagnia: perde una delle 2 stelle Michelin lo storico Miramonti L'altro a Concesio di Brescia, nonché uno dei ristoranti più longevi, con la stella dal 1959, Arnaldo Clinica Gastronomica a Rubiera (Reggio Emilia) e non confermano la stella Michelin neanche al ristorante Porta di Basso a Peschici (Foggia) e allo Zum Lowen a Tesimo di Bolzano che risulta chiuso dopo la morte della chef Anna Matscher (e riaperto con una nuova formula).  Anche Josè Restaurant-Tenuta Villa Guerra di Torre del Greco (Napoli) perde la stella dopo la chiusura e la riapertura in nuova veste. Restano senza stella anche i ristoranti Terrambra a Capolona ad Arezzo e l’Abbruzzino a Catanzaro perché chiusi; il The Cook a Genova, il  Luigi Lepore a Lamezia Terme (Catanzaro) l’Osteria Arbustico a Paestum (Salerno) e il Bros a Lecce, questi la perdono perchè trasferitisi; il Vite a Lancenigo (Treviso) il Felix Lo Basso home & restaurant a Milano, l’Accursio a Modica (Ragusa) L'Acciuga a Perugia, L'Arcade a Porto San Giorgio nelle Marche, il Sud a Quarto (Napoli) il Re Maurì a Salerno per rinnovo e il Magorabin a Torino, perchè chiuso. Il ristorante l’Essenza di Terracina (Latina) ha chiuso dopo il crollo del soffitto che ha causato la morte della sommelier Mara Severin alla quale Giulia Tavolaro del Maxi di Vico Equense (Napoli) ha dedicato il premio speciale Michelin Service Award 2026.

Occorre considerare che – tolti i motivi per chiusura o riapertura in altra forma - i criteri di valutazione per l’assegnazione o meno del riconoscimento, sono riferiti alla qualità degli ingredienti, all'armonia dei sapori, alla padronanza delle tecniche, oltre che alla personalità dello chef e soprattutto alla coerenza nel tempo e dell'intero menù, tutte variabili soggette a ovvi mutamenti (o anche alle soggettive valutazioni degli ispettori…).

Tuttavia, dopo i “bocciati” una menzione ai meritevoli, è dovuta: in cima alla classifica c'è Cracco con il suo omonimo ristorante di Milano che (dal sito) “offre piatti che fondono la tradizione milanese alla sperimentazione creativa”… poi c’è l’Osteria Francescana (Modena) Le Calandre a Rubano (PD) Da Vittorio a Brusaporto (BG) l’Enrico Bartolini al Mudec (Milano) La Pergola (Roma)  l’Enoteca Pinchiorri (Firenze) il Piazza Duomo (Alba) Villa Crespi a Orta San Giulio (NO) il Reale Castel di Sangro (AQ) l’Uliassi di Senigallia (AN) e l’Atelier Moessmer di Norbert Niederkofler a Brunico (BZ) – l’elenco completo, anche suddiviso per regione e province o tipologia di stella, è disponibile online sul sito guide.michelin.com – .

Nel novero delle doverose citazioni del caso, c’è Joël Robuchon lo chef che ha raggiunto il record di ben 32 stelle Michelin! È stato il “cuoco del secolo” (scorso) della guida Gault & Millau nel 1989 e anche nominato nel 1976 “Meilleur Ouvrier de France” (miglior lavoratore di Francia) ricordato per il format di ristorazione più conviviale e accessibile, l’“Atelier”; purtroppo Robuchon è deceduto nel 2018; ottenne l’impressionante numero di stelle per i vari ristoranti condotti durante tutta la sua carriera a Parigi, Tokyo, Hong Kong, Las Vegas e Bangkok.

Per chiudere in gloria, in questo bailamme, dobbiamo celebrare la nostra cucina italiana che, con il parere tecnico positivo dell’UNESCO, proprio entro la fine di quest’anno dovrebbe essere iscritta nella “lista dei patrimoni immateriali dell’umanità”, la decisione definitiva spetta al Comitato intergovernativo dell’UNESCO, che si riunirà a New Delhi dall’8 al 13 dicembre 2025.

(Va’ mo là! NDR).

 

 


Guida Michelin
www.guide.michelin.com


La Carbonara più buona di Tokyo è quella dello Chef Yoshiaki Yaguchi

Come la “Carbonara” ha conquistato il Giappone, diventando il sugo di pasta preferito dalle famiglie giapponesi?

Si è conclusa poche ore fa la finale della 16ª edizione del Gran Concorso di Cucina (Campionato GCC 2025)la competizione culinaria organizzata il 21 novembre a Tokyo, dalla Camera di Commercio Italiana in Giappone (ICCJ) rivolta agli chef giapponesi specializzati in cucina italiana.

A trionfare è stato lo chef Yoshiaki Yaguchi del ristorante Cielo e Mare, che ha avuto la meglio sul rivale chef Yuya Kikuchi del ristorante Scarpetta, conquistando il palato del pubblico – che ha potuto votare la sua proposta preferita, degustandola durante l'evento – e in particolare degli chef Stefano Dal Moro, Cristiano Pozzi e Gianluca Casasola, giudici della finale. Anche i circa 80 presenti, tra cui giornalisti e food influencer, hanno potuto assaggiare i piatti dei due finalisti ed esprimere il proprio voto.

 

Dopo la lasagna della scorsa edizione, il tema di quest'anno è stata la pasta alla carbonara. Piatto che si dice essere stato inventato in Italia nel dopoguerra, dall'incontro tra gli ingredienti delle razioni militari americane (uova in polvere e pancetta) e i prodotti locali italiani. La carbonara si è diffusa in Giappone negli anni ‘80, portando a tavola un gusto ricco e cremoso a cui il palato giapponese era molto poco abituato creando un vero e proprio boom. Negli anni la carbonara si è talmente radicata nella quotidianità giapponese da divenire il piatto italiano per antonomasia ed è stata rivisitata in tantissime versioni "itameshi", termine che ora si riferisce a piatti italiani che sono stati fusi con sapori e/o ingredienti giapponesi. Inoltre, secondo una ricerca condotta nel 2024, più del 40% delle famiglie giapponesi afferma che quello alla carbonara è il sugo per la pasta preferito. Sicuramente, quindi, un piatto che ha saputo far breccia nel cuore dei giapponesi.

 

Più di 70 gli chef partecipanti a questa edizione, che nel mese di settembre hanno inviato le proprie ricette per la preselezione. Otto chef sono stati selezionati dalla giuria e hanno avuto accesso alla semifinale, tenutasi lo scorso 20 ottobre. In quell'occasione, così come per la finale, gli chef hanno avuto un'ora di tempo per preparare due piatti: una versione tradizionale della pasta alla carbonara e una versione innovativa.

Chef Yaguchi diventa così il 16esimo vincitore del Gran Concorso di Cucina. In premio per lui, oltre al trofeo, i premi degli sponsor dell'evento: due pentole Agnelli, un grembiule Egochef e un set Bialetti Dolce & Gabbana Blue Mediterraneo Moka Express.

Gran Concorso di Cucina ha fatto parte delle iniziative ICCJ per la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo.

 

 

 

Il vincitore del Campionato GCC 2025, lo chef Yoshiaki Yaguchi, è un rinomato chef di Tokyo specializzato in tempura in stile Edo, un'arte che ha perfezionato dopo 22 anni di formazione sotto il maestro chef Tetsuya Saotome di Mikawa Zezankyo. La sua filosofia culinaria combina tecniche tradizionali con un tocco personale, utilizzando sempre ingredienti stagionali freschissimi. Nil suo ristorante, Tempura Yaguchi ( (天婦羅やぐち) - una stella Michelin ottenuta nel 2022 - si trova nel quartiere di Ningyocho, Chuo-ku, a Tokyo, in un'area nota per il suo legame con le tradizioni culturali del periodo Edo

 

 

 


In un Trentino imbiancato, a Madonna di Campiglio in zona Grostè e sul Ghiacciaio della Presena, oggi si apre la stagione dello sci!

La nevicata della scorsa notte ancora in corso in diverse zone della provincia ha conferito un aspetto invernale a tutto il Trentino dove nel weekend si metteranno di nuovo in movimento gli impianti di risalita per accogliere i primi sciatori della stagione. Nei successivi fine settimana ulteriori aperture in altri comprensori.

 E anche quest’anno, ad inaugurare la nuova stagione bianca è Madonna di Campiglio dove si può sciare nella parte più alta della skiarea dolomitica, quella del Grostè, regalando agli appassionati la possibilità di godersi le prime discese della stagione. Gli impianti aperti saranno la Cabinovia Grostè 1° e 2° tronco, Seggiovia Grostè, Pista Graffer fino alla stazione intermedia.

Probabile apertura anche della Seggiovia Rododendro. Il prezzo dello skipass nelle due giornate è di 29 euro.

Sempre oggi -  sabato 22 novembre - impianti in funzione anche sul Ghiacciaio Presena che si presenta in condizioni ottimali. Il costo dello skipass giornaliero per questa primissima parte di stagione sul ghiacciaio Presena è di 43 euro.

Già dai successivi weekend, se il meteo si manterrà favorevole, per temperature o ulteriori possibili nevicate, altre skiarea trentine metteranno in funzione gli impianti e apriranno le prime piste.

In particolare, da venerdì 28 novembre sarà agibile l’intera skiarea di Madonna di Campiglio con apertura continuata e da sabato 29 primi impianti e piste aperti anche in Paganella e nelle skiarea di Fiemme - Obereggen.

Nel primo weekend di dicembre (4-5) invece, le prime aperture a Folgarida Marilleva, Pinzolo, Peio, Folgaria Lavarone, Monte Bondone, San Martino di Castrozza e in tutte le skiarea della Val di Fassa. Buona neve!

Prudenza in montagna specie in inverno!

Come vivere la montagna con i consigli di chi la ama e la conosce, perché la montagna regala in ogni stagione forti emozioni e una grande varietà di sport da praticare. In inverno poi si può sciare in pista, salire pendiiinnevati con gli sci d’alpinismo, passeggiare a piedi o con le ciaspole e arrampicare su magnifiche cascate di ghiaccio! L'importante è avvicinarsi a queste discipline con prudenza e con un approccio consapevole e attento.

Non tutte le attività sono adatte a ciascuno di noi, occorre saper valutare bene il proprio livello di preparazione, di esperienza nell’utilizzo dell’attrezzatura e conoscenza del territorio e del manto nevoso. Ricordate che il pericolo valanghe varia in base all’inclinazione del pendio, alla presenza o meno di bosco, alla temperatura esterna e alla forza del vento… Per questo motivo è necessario affidarsi all’esperienza e ai consigli delle guide alpine e di chi vive e lavora in montagna e che raccomandano di effettuare qualsiasi attività con almeno un altro compagno di avventura!

Per aiutare a tenere a mente il comportamento corretto da adottare in montagna in inverno, ci si può sempre rivolgere a: Associazione Rifugi del Trentino, Collegio delle Guide Alpine, Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, SAT (Società degli Alpinisti Tridentini) Fondazione Dolomiti Unesco, Collegio Provinciale Maestri di Sci del Trentino, PAT e Forze dell’Ordine.

Buona neve!

 


   trentino.wetransfer.com


La strategia Loison tra valore artigiano e mercati internazionali: il patron Dario Loison ci risponde

Dario Loison racconta - in una breve intervista - come cultura del prodotto, innovazione digitale e attenzione al servizio abbiano dato forma a un’impresa che guarda lontano.

 

  • ...dalla biscotteria al burro e i panettoni artigianali fino all'è-commerce…

Certo, dalla selezione diretta delle materie prime alla digitalizzazione dei processi e allo sviluppo dell’e-commerce, abbiamo trasformato la nostra esperienza artigianale in un modello di crescita solido e coerente. Qualità, efficienza e lungimiranza guidano oggi Loison Pasticceri dal 1938 in oltre 70 Paesi”.

QUALITA' RICONOSCIUTA


  • Loison è riconosciuta per l’eccellenza degli ingredienti e l’eleganza del packaging: come riuscite a coniugare qualità intrinseca e qualità percepita per conquistare i gusti dei clienti?

Riusciamo a coniugare qualità intrinseca e qualità percepita attraverso una strategia che unisce una minuziosa cura della materia prima, grande artigianalità e identità distintiva

La qualità intrinseca nasce dalla selezione diretta degli ingredienti migliori: acquistiamo frutta fresca dai produttori che lavorano su misura per noi, ad esempio per la canditura, garantendo così un controllo totale della filiera. Questo approccio ci consente di ottenere un ingrediente personalizzato e di altissimo livello, che si traduce in un prodotto dal gusto unico.

Parallelamente, la qualità percepita viene costruita attraverso un packaging elegante e riconoscibile, firmato dalla direzione creativa di Sonia Pilla. L’attenzione al design, ai materiali e ai dettagli - dal fiocco al colore - trasmette al cliente un’esperienza sensoriale completa, che va oltre il gusto e comunica valore, raffinatezza e unicità”.

  • Come riuscite a rafforzare la presenza nei mercati italiani ed esteri e a distinguervi dagli altri produttori gourmet?

Crediamo che la differenza stia nella coerenza e nella capacità di raccontare il nostro prodotto.

Questa sinergia tra sostanza e forma rafforza la nostra presenza sui mercati italiani ed esteri, parlando un linguaggio universale fatto di eccellenza e bellezza

In un settore sempre più competitivo, il nostro modo di distinguerci non è gridare più forte, ma raccontare con equilibrio e stile la nostra identità, offrendo un prodotto che sa emozionare prima con gli occhi, poi con il palato”.

 

RISCHIO DAZI E BARRIERE

L’export vale circa il 65% del giro d’affari.

  • Come affrontate i rischi legati ai dazi e alle barriere commerciali che possono cambiare rapidamente nei mercati (come ad esempio negli Stati Uniti) per proteggere margini e quote di mercato?

L’export rappresenta per noi il vero valore aggiunto: oltre il 65% della nostra produzione viene venduto all’estero. In pratica, due prodotti su tre raggiungono più di 70 Paesi, dove serviamo direttamente oltre 600 clienti internazionali. Questo modello operativo ci permette di conoscere a fondo i nostri interlocutori, comprenderne i bisogni e offrire un supporto concreto nella gestione di problematiche doganali, commerciali e di penetrazione dei mercati. Grazie alle moderne attività di scouting digitale e alla condivisione di informazioni strategiche, applichiamo il modello “one to one” che ci consente di instaurare un contatto diretto, efficace e produttivo. Questo dialogo continuo si traduce in un servizio di altissimo livello riconosciuto dai clienti. La nostra forte propensione verso l’estero ci permette di affrontare con maggiore agilità eventuali barriere e dazi doganali. Pur non potendo superare ogni ostacolo - alcune dogane restano particolarmente rigide - nella maggior parte dei casi riusciamo a gestire e risolvere efficacemente queste criticità.

Un esempio significativo riguarda i dazi statunitensi: per noi non rappresentano una barriera insormontabile. La qualità del servizio che offriamo fa sì che i clienti ci preferiscano rispetto ad aziende meno reattive. Questo approccio proattivo e personalizzato è uno dei pilastri della nostra crescita internazionale”.

 

GESTIONE DELLA STAGIONALITA'

  • Considerando che una parte significativa del fatturato è ancora legata alla stagionalità natalizia, come state sviluppando la linea continuativa per estendere questo successo durante tutto l’anno?

Oggi circa il 65% del fatturato deriva dalla campagna di Natale, mentre la Pasqua contribuisce per circa il 15–20%. Il restante 15–20% proviene da prodotti che ci consentono di superare la stagionalità e di avviare nuove progettualità durante tutto l’anno. Tornando alle origini, non dimentichiamo che papà Alessandro produceva circa l’85% dei suoi prodotti tutto l’anno e solo il 15–20% era legato al Natale. Oggi, grazie all’ampio patrimonio di ricettazione storica, abbiamo un enorme potenziale di crescita: le basi ci sono, le idee anche. Il nostro obiettivo nei prossimi anni è ampliare la presenza sul mercato oltre i periodi festivi. Questa strategia passa attraverso i biscotti al burro, che stanno registrando un forte incremento, ma anche attraverso il filone, le torte Tosa* e le Veneziane: prodotti non stagionali, venduti in modo continuativo e capaci di garantire sviluppo e stabilità”. E, visto il periodo, non possiamo non citare la nuova creazione: il panettone artigianale PeachMary®”.!**

 


*
La Torta Tosa è un viaggio tra tradizione e innovazione, una creazione che nasce da un’attenta ricerca di gusto e da una profonda cura artigianale. Un dolce unico che racconta l’evoluzione della pasticceria Loison attraverso nuove ispirazioni e accostamenti sorprendenti. Video: https://www.youtube.com/watch?v=sS8gS9qPn_8

 

 

 

**Dario Loison presenta la sua nuova creazione: PeachMary®, panettone artigianale frutto di 72 ore di paziente lavorazione, impreziosito da pesche semicandite, crema alla pesca e delicate  di rosmarino. Un dolce dal carattere ricercato, pensato per chi ama le novità senza rinunciare alla tradizione. Video: https://www.youtube.com/watch?v=5YseOhr3ftY

 

E-COMMERCE E DIGITALE 

  • L’e-commerce oggi rappresenta oltre il 4% del fatturato 2024, un risultato notevole per un’azienda di dimensione artigianale come loison pasticceri dal 1938. quali sono gli obiettivi per far crescere ulteriormente questo canale nei prossimi anni?

Il digitale in Loison risale al 1996. Fin dall’inizio lo abbiamo interpretato come uno strumento per dialogare in modo nuovo, veloce e immediato, aumentando efficienza ed efficacia.

Abbiamo perseguito questa strada con coerenza, creando una disintermediazione virtuosa che ci ha permesso di raccontare e condividere il valore del nostro lavoro direttamente con il cliente.

Questa visione ci ha portato a sviluppare un e-commerce proprietario, attivo da circa otto anni, che oggi genera circa mezzo milione di euro di fatturato: un risultato di assoluto rilievo nel panorama nazionale. Inizialmente focalizzato sul B2C, il canale è stato successivamente integrato con il B2B, consentendo una gestione più efficiente e un aggiornamento costante dei dati aziendali.

La nostra dimensione digitale si è rivelata quindi fondamentale per valorizzare il nostro lavoro e rafforzare il vantaggio competitivo di Loison sul mercato”.

LOISON, IL MERCATO MONDO

  • Si punta a rafforzare la presenza in Europa o a esplorare nuovi mercati extra-ue?

Stiamo rafforzando la nostra presenza in Europa – considerata a tutti gli effetti un mercato interno – in particolare con i Paesi dell’Europa centrale, spesso, e paradossalmente, più semplici da raggiungere e servire rispetto ad alcune aree del Sud Italia.

, stiamo ampliando la nostra presenza nei mercati extraeuropei. L’obiettivo prioritario è consolidare i rapporti già avviati in Paesi che serviamo da oltre 30 anni ma anche in nuovi come Senegal, Sudafrica e Polinesia Francese, dove, al secondo anno di attività, gli ordini sono già raddoppiati. Il consolidamento e il rafforzamento delle relazioni commerciali restano la nostra priorità strategica. Allo stesso tempo, dedichiamo attenzione anche ai mercati più piccoli, promuovendo una politica commerciale mirata e dinamica in Europa, supportata dallo sviluppo dello shop online e del canale B2B”.

VISIONE STRATEGICA

  • In un mercato in rapido cambiamento – tra trend di consumo, evoluzione del retail e normative estere – su quale orizzonte sono pianificate le strategie e su quali settori verranno concentrate le risorse nei prossimi 24 mesi?

La visione strategica è senza dubbio la leva che fa la differenza per noi. Non affrontiamo mai un mercato o un cliente pensando solo alla vendita immediata: cerchiamo sempre di elaborare strategie di medio-lungo periodo, credendo nello sviluppo del cliente e in una collaborazione duratura. Oggi il mercato cambia rapidamente, ma grazie al digitale abbiamo una visione globale. Il nostro ruolo nell’export ci permette di anticipare le esigenze dei mercati e pianificare le azioni di marketing con maggiore attenzione e valore.

Questa modalità riguarda anche la gestione interna della produzione, sempre più digitalizzata, con un monitoraggio costante della qualità e verifiche rapide degli standard aziendali, necessarie per rispondere alle richieste dei mercati.

L’innovazione digitale è quindi un pilastro della nostra visione strategica, rendendo il lavoro più snello, veloce e vincente. Crediamo fortemente in tutto questo e destiniamo risorse significative in vari digital project per integrare i più avanzati concetti di impresa connessa.

 

DOLCIARIA A. LOISON SRL
SS Pasubio, 6 Costabissara (VI) Italy
Tel: +39 0444 557844
Fax: +39 0444 557869
www.loison.com


(a cura di Gianluigi Veronesi)


Vittoria di “Itàli – Cronache fra Terra e Mare” alla Spirits Selection 2025


Medaglia d’argento
per il london gin dry di Liquorificio 1864 che racchiude in una bottiglia suggestiva tutti gli aromi della Calabria.

E’ appena stata pubblicata la notizia ufficiale della conquista della medaglia d’argento

di “Itàli – Cronache fra terra e mare”, aggiudicandosi il podio al prestigioso Concorso Internazionale Spirits Selection del Concours Mondial de Bruxelles, l’annuale appuntamento internazionale in cui vengono valutati e classificati, da una giuria di esperti di varie nazionalità, i migliori distillati e liquori prodotti nel mondo.

L’assegnazione della medaglia d’argento rappresenta il coronamento di una lunga storia di qualità e dedizione del Liquorificio 1864. Questo concorso, considerato uno dei più importanti a livello mondiale per il settore degli alcolici, ha riconosciuto la particolarità del london gin dry decisamente identitario che racchiude nel bicchiere un omaggio alla Calabria arcaica, chiamata Italia molto prima che diventasse il nome stesso dell’intera Penisola. ITÀLI – Cronache Fra Terra e Mare, è infatti un gin che rende omaggio alla Calabria e alla storia millenaria del popolo che la abitava nel XIII sec a.C. e che rappresenta la genesi di quello che nel tempo sarà il nome dell’intera odierna nazione “Italia”. Questo distillato celebra le radici della regione attraverso ingredienti iconici. Il primo contatto con ITÀLI è come un soffio di vento che arriva dal mare, carico dei sentori del ginepro che richiama i paesaggi tra Tirreno e Ionio. Al naso si percepiscono note di lavanda, bergamotto e peperoncino, arricchite da tocchi boschivi come le gemme di pino, evocando i panorami montuosi della Sila.


Un gin che racconta una terra fiera e autentica. – www.italigin.it

 

Con questo trionfo, Liquorificio 1864 mantiene alto il nome della Calabria e ribadisce il suo ruolo di ambasciatore di una cultura millenaria fatta di sapori autentici e di un forte legame con la terra. Questo riconoscimento alla Spirit selection by Concours Mondial de Bruxelles è un premio che va a tutta l’azienda per i risultati raggiunti e per quelli che grazie all’impegno di tutti e al lavoro di squadra potremo raggiungere” - commenta il risultato, Antonio Reda, resp. marketing di Liquorificio 1864 -.

Questo riconoscimento conferma il percorso intrapreso da Liquorificio 1864, marchio storico nato poco dopo l’Unità d’Italia e oggi simbolo dell’eccellenza artigianale calabrese che nel 2024 ha ottenuto l’ingresso ufficiale nella Unione Imprese Centenarie Italiane (UICITALIA), a conferma del valore storico e culturale dell’azienda. Guidata dal Gruppo Regina, insieme a Orlando Marcelletti, l’azienda ha saputo fondere tradizione e visione imprenditoriale, riportando alla luce antiche ricette e dando vita a nuovi prodotti dal carattere distintivo” dichiara Domenico Maradei, general manager di Amaro Silano e del Liquorificio 1864 -.

 

 

Liquorificio 1864 nasce a pochi anni dopo l’Unità d' Italia, in Calabria. Nel 2005, un gruppo di imprenditori, guidato da Elvira, Antonella e Gianni Regina con Orlando Marcelletti, rifonda l’azienda per rilanciare le ricette originali e diffondere i sapori calabresi nel mondo. Oggi, Liquorificio 1864 propone prodotti tradizionali e innovativi, premiati a livello internazionale, mantenendo fede alle ricette storiche.

 

 


Liquorificio 1864
Contrada Felicetti, 41 Int. 1
Figline Vegliaturo Cosenza
Tel. 0984 837697
www.liquorificio1864.it

 

 


GustaPorto: tre quiz per scoprire i “superpoteri dell’Adriatico”

Dal 15 novembre, al via un contest sul mondo della pesca. In palio una cena per due insieme ad un vero pescatore professionista.

Non si ferma GustaPorto, il progetto promosso dal Comune di Civitanova Marche con il co-finanziamento del GALPA nell’ambito del programma FEAMPA, che in questi ultimi mesi dell’anno sfida il pubblico del web mettendolo alla prova sulla conoscenza del mare, in particolare dell’Adriatico, e della stagionalità del pesce.

 

Il primo questionario è disponibile dal 15 novembre 2025: cinque domande tutte dedicate al mondo della pesca. Il pubblico avrà a disposizione due settimane per partecipare: tra tutti coloro che avranno risposto correttamente verrà estratto il vincitore di una cena per due, accompagnati da un autentico pescatore che, per l’occasione, si vestirà da chaperon del mare!

Al questionario del 15 novembre ne seguiranno altri due: uno il 1° dicembre e l’altro il 15 dello stesso mese, con le medesime modalità.

Ogni sessione del contest metterà in palio una speciale cena adriatica in un diverso locale tipico marinaro della città.

 

Il regolamento è disponibile sul sito www.tipicita.it

Per partecipare subito al contest cliccare qui: https://tipicita.bio/gustaporto

 


Il "Tipicità Gran Tour delle Marche" è un circuito di eventi che,
da maggio 2025 a gennaio 2026, valorizza le eccellenze
enogastronomiche, artigianali e culturali della regione Marche.
L'evento, che si svolge in vari comuni della regione, presenta
diverse tappe, tra cui l'apertura a Ancona con "Tipicità in Blu"
e la conclusione a Camerino con la "Festa del Torrone".

 

 


Tenuta Stella, là sul Collio, dal campo alla tavola… brilla davvero!

Non unicamente produttori di vino e coltivatori di vita che hanno scelto il terroir del Collio per i suoi vitigni autoctoni, unici e capaci di esprimere vini affascinanti e mai scontati, che emozionano ogni volta che li si assapora”…

...così recita il mantra dei titolari della Tenuta Stella che mette in evidenza subito lo stile di vita e la loro mission. La tenuta sorge a Scriò, frazione di Dolegna del Collio (GO) su una terra severa, arida (fortemente alcalina) con rocce stratificate di marna e arenaria di origine marina (flysch o “ponca” in friulano) circondata da boschi, con le Alpi Giulie e le montagne slovene a nord e, a meno di 40 km. l’Adriatico che, con la Bora, mitiga il clima di quel territorio straordinario per la viticoltura, situato proprio in collina da dove si gode una vista spettacolare: non solo vigneti terrazzati ad anfiteatro, ma anche il resto del Friuli. Oltre le cime dei filari, infatti, gli occhi del visitatore si perdono fino all'orizzonte e, nelle giornate limpide, si vede pure il mare. Visitare la Tenuta Stella significa condividere la bellezza del luogo, accendere tutti i sensi e soprattutto entrare in quel mondo scegliendo di vivere un momento unico e speciale, magari sorseggiando un calice di Friulano Riserva DOC Collio prodotto con uve Tocai Friulano (coltivate su un terreno Marne e arenarie, allevato Guyot, con esposizione a Sud-Ovest, 150 m s.l.m.; la fermentazione è  condotta da lieviti indigeni in botti) oppure, un buon Merlot Riserva DOC Collio, uve Merlot (lavorate su terreno Marnoso arenario, allevamento Guyot, esposizione Est, 250m s.l.m.;   fermentazione condotta da lieviti indigeni in botti di legno francese) o ancora - proprio per i più esigenti - degustare un Ribolla Gialla Riserva 2021: colore ambrato intenso con riflessi dorati che al naso offre un bouquet ricco di profumi di albicocca disidratata, scorza d'arancia e cedro candito, arricchito di note di vaniglia e liquirizia; al palato è vino secco, fresco, corposo e complesso, con una lunga persistenza aromatica. Da notare che parliamo di un vino che ha conquistato la medaglia d’argento al Decanter World Wine Awards 2025, una delle competizioni più prestigiose al mondo, giudicata da esperti internazionali e con migliaia di vini in gara da ogni continente. Questo prestigioso premio conferma il valore dell’impegno quotidiano profuso dalla Tenuta Stella , fatto di scelte coerenti, selezioni meticolose, di rispetto del vitigno in nome dell’agricoltura biologica, insomma, vini sempre prestigiosi, trattati in tutte le fasi, con “guanti bianchi”… Complimenti

 

Il deus ex machina di tutto ciò è il Cavalier Sergio Stevanato (classe 1943) fondatore, presidente e tuttora al timone di una prestigiosa e affermata azienda padovana di successo a livello internazionale (la Nuova Ompi).
Stevanato aveva la passione, anzi, un vero e proprio amore per i vini del Collio e così, nel 2009, acquistò un primo appezzamento di terra, appunto, sul Collio e vi fondò l’azienda vitivinicola dandole lo stesso nome del laboratorio artigianale di famiglia - "Soffieria Stella"- (specializzata nella produzione di flaconi in vetro) visto che proprio dalla soffieria iniziò il successo di famiglia Stevanato, quindi battezzò la cantina del Collio, "Tenuta Stella".
Stevanato, indirizzando da subito l’attività ad una produzione d'eccellenza, cominciò a coltivare vitigni autoctoni, attento a preservare in ogni modo il territorio, contribuendo al mantenimento di quell’ecosistema delicato e unico, allevando le vigne senza l'impiego di pesticidi o concimi chimici, evitando l'uso di fitofarmaci sulle viti e non utilizzando prodotti di origine animale.  Perseguì invece i dettami dell'agricoltura biologica (Regolamento Europeo 203/2012 - Reg. CE 848/18) vinificando nel totale rispetto della natura, sempre prediligendo il lavoro manuale, la qualità alla quantità (seppur con una minor resa per ettaro) ma comunque producendo vini biologici, buoni e genuini (anche Vegan friendly).

 

 

È stata la vendemmia 2016 la prima a dare vini con certificazione biologica, introdotti poi nel mercato all'inizio del 2018 per dar modo agli aromi fermentativi di lasciare spazio alle note conferite dal terroir. A tal proposito, in Tenuta Stella, si attua un metodo nutrizionale delle piante, fatto attraverso il fogliame, che assicura il rispetto dell’ambiente mediante la riduzione dei fertilizzanti applicati al suolo che si traduce in minori emissioni di CO2 nell’atmosfera, mantenendo quantità e qualità della produzione. Così nell’annata 2020 è stata certificata una riduzione delle emissioni pari all’85,16% rispetto a quanto ottenibile se fosse stata adottata la concimazione tradizionale consigliata dal disciplinare di produzione integrata valido nella regione di Friuli Venezia Giulia.
Le vigne “Stellate” non sono dotate di impianti di irrigazione e così il consumo d’acqua è limitato al minimo necessario per le procedure di lavaggio di attrezzature e contenitori.
Nella 2022 il report tecnico per la certificazione Diversity Ark (marchio che valuta e certifica le aziende agricole, la loro gestione e la vitalità dell’agro-ecosistema per promuovere la biodiversità e la sostenibilità) ha assegnato ai vigneti della Tenuta, 80 punti, con la motivazione: “buono e compatibile con un’agricoltura che rispetta e valorizza l’ambiente in cui viene svolta”.

Inoltre, in maniera circolare, ogni anno entro la fine dell’autunno, tutti i sottoprodotti derivanti dai processi di vinificazione (raspi, vinacce e fecce) sono ridistribuiti in vigna a scopo agronomico come ammendanti e concime. E ancora, sono stati recentemente installati sul tetto della cantina pannelli a energia solare e la relativa energia prodotta è utilizzata per alimentare tutta l’azienda agricola. Il passo successivo, sarà la sostituzione dei macchinari agricoli a vantaggio di nuovi modelli a ridotto consumo energetico.


La strada verso una agricoltura sostenibile è appena all'inizio, ma in Tenuta Stella continueranno a percorrerla convinti e forti dei nuovi obiettivi prefissati da raggiungere in tutte le fasi della filiera di produzione, dal campo alla tavola.

A condurre l’azienda oggi sono Erika Barbieri - enologa - di origine piemontese e Alberto Faggiani - agro tecnologo - friulano. Sono loro che accolgono gli ospiti in cantina.

Questa la molteplicità proposta da Tenuta Stella:

Classici: Friulano, Ribolla Gialla, Malvasia, Pinot Nero, Sdencina Rosso;

 Riserve: Friulano Riserva, Ribolla Gialla Riserva, Merlot Riserva;

 Bolle: Ribolla Gialla Pas Dosé, Tanni Pas Dosé.

Ed è adesso il momento migliore per una visita in loco con una piacevole degustazione: in autunno il Collio è magia: foliage, colori caldi, profumi intensi e vini che raccontano la stagione

Tenuta Stella invita a vivere tutto questo. Una gran bella esperienza!

Tenuta Stella
Via Sdencina, 1 Dolegna del Collio GO – Italy
tel. +39 3387875175/+39 3358486016)
www.tenutastellacollio.it

 


Bagni di Notte Girogustando – Fish Edition alle Piscine Termali Theia di Chianciano Terme

La grande cucina toscana incontra il benessere termale nella cornice dei Bagni di Notte, La storica rassegna enogastronomica Girogustando, appuntamento che da oltre vent’anni unisce ristoratori, territori e culture del gusto, fa tappa a Chianciano Terme per una serata d’eccezione alle Piscine Termali Theia, con la “Fish Edition” in programma sabato 15 novembre 2025, all’interno della suggestiva cornice dei Bagni di Notte.

Una serata tutta toscana, quest’anno, dove protagonista sarà  Eleonora Della Lena, titolare del ristorante L’Ambientino del Pescatore di Marina di Grosseto.

Originaria proprio di Chianciano Terme, Eleonora torna nella sua città natale per realizzare  un menu  in collaborazione con Roberta Giommoni e Barbara Rubani alle Piscine Termali Theia. Un ritorno alle origini che rende l’appuntamento ancora più simbolico: il mare della Maremma incontra le acque termali di Chianciano, in un dialogo di sapori, emozioni e memorie condivise.

Girogustando, promosso da Confesercenti Siena con il progetto Vetrina Toscana, è ormai una tradizione della cultura gastronomica toscana. La formula delle cene “a quattro mani” celebra la qualità dei prodotti locali e la creatività dei ristoratori, creando occasioni uniche di incontro e di scoperta.

La scelta delle Piscine Termali  per il secondo anno consecutivo come palcoscenico di questa edizione non è casuale: Bagni di Notte è uno dei format più amati e iconici del centro termale, capace di unire il fascino delle acque calde illuminate dalle stelle a un’atmosfera rilassata e coinvolgente. In questo contesto, la cena diventa un’esperienza multisensoriale dove il benessere termale si fonde con la creatività gastronomica, trasformando l’appuntamento in un viaggio tra sapori, profumi e suggestioni.

Il menu proporrà piatti ispirati al mare e alla tradizione toscana, come i pici al sugo di pesce sfilettato con pomodorini confit, il filetto di orata in salsa di agrumi con ratatouille di verdure al forno e una mousse al mascarpone e cantucci come dolce finale. I piatti saranno accompagnati da vini selezionati AIS Siena, in un perfetto abbinamento con la cucina mediterranea della serata.

Partecipare a questa edizione di Girogustando significa vivere un’esperienza completa di gusto e benessere, riscoprendo il piacere della convivialità in uno dei luoghi simbolo di Chianciano Terme.

Le prenotazioni sono ancora aperte sul sito www.piscinetermalitheia.it : Bagni di Notte Speciale Girogustando Fish Edition – cena servita, posti limitati

 TERME DI CHIANCIANO

Le Terme di Chianciano sono conosciute in tutta Italia grazie ai benefici delle loro acque termali; attualmente i loro servizi si possono suddividere tra quelli proposti dall’ Institute for Health Terme di Chianciano, e quelli di benessere e relax, come le Piscine Termali Theia e la SPA Terme Sensoriali.

Grandi spazi immersi nel verde come quelli del Parco Acqua Santa, con le sue sale moderne e storiche e il suo bistrot completano l’offerta per un nuovo concetto di salute e benessere, che consente di rilassarsi e concedersi del tempo per sé.

Terme di Chianciano “Institute for Health” è una vera e propria clinica della salute termale, ed offre un’ampia gamma di programmi personalizzati per la prevenzione, la diagnosi, e la riabilitazione per molteplici patologie o stati di malessere psicofisico.

I programmi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione proposti dall’Institute for Health prevedono l’integrazione delle Acque termali di Chianciano all’interno di innovativi percorsi clinici, diagnostici e riabilitativi, al fine di amplificarne l’efficacia in maniera naturale: i programmi prevedono inoltre piani alimentari personalizzati, elementi di diagnostica genetica e metabolica all’avanguardia, protocolli di esercizio fisico personalizzato, oltre a sessioni di terapie complementari e medicina naturale.

L’equilibrio tra gli elementi che costituiscono la base dell’approccio alla salute di Terme di Chianciano Institute for Health concorre al raggiungimento dei corretti stili di vita e di migliori livelli di salute, equilibrio e benessere psicofisico della persona.

Terme di Chianciano è parte del gruppo Terme & Spa Italia che, fondato a Roma nel 2021, riunisce alcuni dei più importanti siti termali e spa del territorio nazionale grazie all’esperienza sviluppata con l’acquisizione del complesso di Terme di Saturnia – icona nel mondo dell’ospitalità e del benessere immersa nella maremma toscana. Il gruppo Terme & Spa Italia _di cui fanno parte Terme di Saturnia Natural Destination, Monticello The Entertainment SPA e De Montel - Terme Milano_ ha l’obiettivo di soddisfare la crescente domanda di salute e benessere del territorio nazionale grazie allo sviluppo di servizi, protocolli ed esperienze di benessere innovativi che completano le attività tradizionali del settore.

Parco Acqua Santa di Terme di Chianciano
Viale Roma, 103, 53042 Chianciano Terme SI
Apre alle ore 10 Tel. 0578 68501
www.termedichianciano.it
prenotazione@termedichianciano.it


A Bologna, fine settimana in nome dei Vignaioli Indipendenti FIVI… Offre BolognaFiere!

Dal 15 al 17 novembre p.v. BolognaFiere ospita la quattordicesima edizione del “Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti FIVI” dedicato ad appassionati e operatori del settore, vede la partecipazione di circa 1000 vignaioli provenienti da tutte le regioni italiane (994 per la precisione…) oltre a 3 delegazioni di vignaioli europei in rappresentanza delle associazioni nazionali appartenenti a CEVI – Confédération Européenne des Vignerons Indépendants e anche a 28 olivicoltori indipendenti soci FIOI. L'evento offre degustazioni, masterclass e incontri dedicati al vino artigianale di qualità. In concomitanza, sabato 15 novembre, oltre 50 locali di Bologna e provincia resteranno con le cucine aperte fino a mezzanotte: è la "Notte bianca della ristorazione" evento promosso da Confcommercio Ascom Bologna proprio in occasione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti (FIVI. Molti dei locali aderenti all'iniziativa, sono affiliati all'Associazione Mescitori Organizzati (AMO) che nelle serate, già da venerdì 14, poi sabato 15 e domenica 16, nell’occasione propongono eventi speciali con Buccia, Camera a Sud, Caffè Pathé, Cantinella, La Fastuchera, Noi Quelli di Cantina Bentivoglio, Tricheco Vineria e Via con me, alla presenza dei vignaioli FIVI.

Per ospitare espositori e pubblico, BolognaFiere mette a disposizione una superficie di quasi 40.000 metri quadrati, distribuiti su 4 padiglioni: ai vignaioli saranno riservati il 29 dove è allestita un'area interamente dedicata alla gastronomia con proposte della tradizione di diverse regioni italiane e il 30, mentre il 26 e il 28 saranno dedicati al food e ai servizi al pubblico (dove si trova il ristorante di Vecchia Malga con menu alla carta). Nella galleria centrale si trovano il caffè di Espresso Bolognese e i gelati artigianali di Gelateria Gianni, inoltre trovano spazio i partner e gli sponsor del Mercato dei Vini e l’immancabile stand istituzionale FIVI, con le t-shirt e altri gadget firmati ‘Vignaioli Indipendenti’ e subito lì fuori, anche 14 food truck e un'ampia zona con panche e tavoli. Anche quest’anno il programma del Mercato dei Vini sarà arricchito da 4 Masterclass targate FIVI.
Il filo conduttore di quest’anno è “Vino, vigne, Vignaioli: una storia di famiglia”.


(il manifesto ufficiale è stato realizzato dall'illustratrice bolognese Sarah Mazzetti)

 

Il costo di ogni singola Masterclass è di 25 euro. Attenzione: il biglietto non è rimborsabile e non sostituisce il biglietto di ingresso del Mercato dei Vini.

In occasione del Mercato dei Vini saranno, inoltre, annunciati i vincitori del Premio Leonildo Pieropan 2025, dedicato alla memoria di uno dei pionieri di FIVI, e del Premio Vignaiolo come noi, che negli ultimi due anni è stato assegnato al cantante e musicista Stefano Belisari in arte Elio, e al capitano della Virtus Pallacanestro Bologna, Marco Belinelli.

Le Masterclass sono realizzate in collaborazione con ALMA, il più autorevole centro per l’alta formazione in Cucina e nell’Ospitalità italiana a livello internazionale.

Si ringraziano per la collaborazione FIOI – Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti e PAU – Panificatori Agricoli Urbani. Il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti è un evento FIVI  organizzato da BolognaFiere, con il patrocinio del Comune di Bologna e di Confcommercio Ascom Bologna. Media Partner: QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno.

…e tutto questo sarà replicato anche nei prossimi 3 anni! (accordo già sottoscritto ufficialmente dalle parti)

 

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BolognaFiere S.p.A.
Viale della Fiera, 20
40127 Bologna Italy
www.bolognafiere.it

 


Una serata così non si faceva da mai. Ma poi da “Veneto Artist” a Castione si andò e allora, tutto si gustò…

In provincia di Treviso, subito fuori porta, in mezzo tra Castelfranco Veneto e Bassano del Grappa, si trova Castione (frazione di Lòria) dal passato antico, era tappa dei sentieri degli Ezzelini. Oggi è paese custode di storia e antiche tradizioni, riconosciuto per l'economia agricola e per l'arte del giardinaggio.
Ma lì c’è anche Enrico Calderaro ed il suo team, con Alberto (DL) “frontman” del Veneto Artist (via Villa, 37) locale dedicato al gusto, alla convivialità e alla passione per la buona cucina fatta di sapori genuini, ingredienti selezionati, il tutto in un’atmosfera accogliente proprio per offrire un'esperienza autentica.

Enrico, giovane sì, ma che sa il fatto suo: dopo la laurea in gestione dell’ospitalità, si è svezzato a Londra (all’hotel The Ritz) poi si è trasferito in Spagna a lavorare per l’arci noto Albert Adrià (fratello di Ferran, quello del famoso El Bulli…) dopodiché, grande trasferta in Nuova Zelanda, dov’è stato a capo di un piccolo ristorante raffinato, poi esperienze à go go: Hong Kong, Copenaghen, Los Angeles, 6 mesi in Messico e, già che c’era, stage in Perù (al Mayta, uno tra i 50 migliori ristoranti del mondo!) senza farsi mancare un buon tirocinio in Giappone presso il ristorante Zeniya Kanazawa (2 stelle Michelin) e, per finire l’”excursus”, c’è anche l'hotel Kulm di St. Moritz, nella vicina confederazione elvetica (CH).

Tornato alle sue radici (a Castione di Lòria) oggi Enrico si esprime e realizza al Veneto Artist, per la gioia delle papille gustative di chi riesce ad assaporare i frutti di quanto ha appreso in giro per il mondo. Dunque, da non perdere – la prima domenica di ogni mese – via di Gran bollito misto (tanta roba!): musetto/cotechino, lingua, punta di petto, testina di vitello e altri tagli (in base a quanto fornisce la macelleria). In abbinamento: Pearà veronese (pane raffermo grattugiato, unito a midollo di bue, tutto in brodo di manzo e gallina, “abbondante” pepe nero macinato, olio EVO e sale) oltre ai classici, salsa verde, giardiniera della casa e cren. Se questo piatto “stuzzica”, allora, non bisogna mancare agli altri “gustosissimi” appuntamenti: – tutti i martedì serapasta e fagioli, trippe in rosso e polenta (con acqua, calice di vino e caffè… 25 euro!)…. Comunque la scelta è ben variegata: trota marinata alla barbabietola, mela verde, insalatina e cipolla agro; crema di Sbrise (salsa preparata con funghi porcini o  pleurotus usata come condimento per pasta, risotti o sul pane e/o crostini) cardoncelli scottati, sopressa e polenta; e ancora funghi ma con polenta e cuore di manzo, gamberi in saor e anche cappelletti all’anatra, tagliatelle cacao e lepre, linguine alle vongole e mezze maniche con capesante e radicchio, gnocco zucca e morlacco (formaggio a pasta molle leggermente occhiata, una volta detto “Formajo dei Puareti”); baccalà mantecato, paté di fegatini, tartare di manzo, crocchetta di san Daniele, maltagliati di cavallo, bigolo in salsa, tortelli all’anatra, con pomodorini e burrata; seppia nostrana con zucchine croccanti, datterini, aceto, sambuco, basilico, finocchietto, menta e sesamo… Tutte preparazioni eseguite da mani giovani, ma già molto esperte, tutte ricette con ingredienti di stagione a chilometri zero, tutte ottime e genuine. Al Veneto Artist, con Enrico e Alberto, bisogna provarle tutte… per credere (!) anche cucinarsi direttamente, sulla griglia in ghisa posta sul proprio tavolo (con tanto di cappa aspirante per i fumi) la pietanza che si preferisce!

Poi, perché il companatico sia tale, si può accompagnarlo con i prodotti panificati di Marco de “El buongustaio” (via Maestro Ceccon, 2 Loreggia PD www.elbuongustaio.it) che di esperienza nel settore ne ha di certo:  Marco, dopo il diploma da novello cuoco, ha viaggiato per ben 8 anni, il tempo necessario per metabolizzare l’idea di specializzarsi nel mondo dei panificati e, dopo aver acquisito il relativo master, ha aperto un panificio artigianale che rispecchia la sua visione della cucina e della qualità.

Dopo il pane, tra i pregevoli prodotti che si usano da Veneto Artist, non potevano mancare quelli dell’Oleificio Andreassi, azienda a trazione familiare di tradizione abruzzese molto apprezzato sul mercato nazionale e internazionale (l’olio in questione trova spazio anche sulla regale tavola di S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco). Alla guida dell’Azienda c’è Matteo, da due generazioni frantoiano e pure mastro oleario (l’equivalente dell’enologo delle cantine vinicole). Con lui anche le due figlie, Maria Rita e Mariangela.  Oltre all’EVO l'olio extravergine di oliva ottenuto mediante un sistema di lavorazione a freddo (secondo tradizione) con olive selezionate, Leccino, Gentile, Frantoio e Muraiolo, raccolte a mano, all’Oleificio Andreassi si producono anche oli aromatizzati al peperoncino, all’aglio, al basilico, al tartufo e tanto altro. Si realizzano anche saponi, stick labbra, crema viso e corpo, tutti prodotti in collaborazione con un’industria farmaceutica. (Piazzetta S. Matteo 6 Poggiofiorito Chieti www. olioandreassi.it).

Ma con tutto questo ben di dio, cosa si beve al Veneto Artist? L’offerta è ampia e variegata e non si limita ai soli pregevoli bianchi di zona frutto della “Glera”, ma si stappano anche bottiglie di Lambrusco Mantovano della Cantina di Fondo Bozzole, azienda agricola a Poggio Rusco (via Bozzole, 12 MN www.fondobozzole.it) vino biologico (prodotto dal 2013 con grande attenzione all'ambiente): il Cocai, Lambrusco rosé, ottenuto dalla prima spremitura in pressa soffice della varietà Salamino (“pressa soffice” così dalle bucce si estrae poco colore…). “Al Cocài” (in mantovano) si presenta rosato abbastanza carico e brillante, con una bolla fine e persistente, sprigiona toni di frutta rossa che accompagnano la freschezza di beva; ottimo per aperitivi, con piatti freschi, estivi, insalatone, risi freddi o insalate di farro, pesce ai ferri, fritti misti o per fare un’ottima sangria. Poi c’è l’Incantabiss, ottenuto da uve Ruberti allevate a “Guyot” (varietà autoctona Mantovana): rosso rubino con riflessi purpurei, spuma vivace e non evanescente; al naso, profumi minerali e di frutta rossa leggermente macerata, in particolare fragola, intenso e fine in bocca, uno dei Lambrusco più apprezzati per morbidezza e fragranze tipiche come la ciliegia.  Alberto - in veste di sommelier del Veneto Artist - poi suggerisce anche i vini DOC dei Colli Euganei che si producono (con l’olio extra vergine di oliva) all’Azienda agricola Il Pianzio (Via Pianzio, 66 Galzignano Terme PD www.ilpianzio.it). Tra gli altri, ottimo il loro Moscato ottenuto dopo lunghi affinamenti, dai sentori freschi e agrumati che lasciano spazio a note morbide e balsamiche importanti; colore giallo paglierino tenue e brillante, non lascia trasparire la complessità che riserva all’olfatto, è vino intenso, fine ed elegante, si abbina a vellutate e risotti di zucca o con gli asparagi bianchi della zona, adatto per carni bianche e pesce crudo (da provare con il sushi, magari con nighiri e sashimi di branzino o salmone).

In tema di vini, sicuramente anche i ragazzi del Veneto Artist, si sono affidati a lei – gent.ma Monica – della Poggiana F.lli srl (via Quartier Cremona, 63 Rosà VI www.poggiana.com) azienda specializzata in importazione e distribuzione vini, con particolare attenzione alla valorizzazione dei vitigni autoctoni e dei vini biologici e biodinamici. La loro consulenza è necessaria per garantire al cliente (professionista del beverage) un ambiente sicuro dove operare le proprie scelte, considerando le realtà più esclusive che riescono ad esprimere al meglio la relazione tra terreno, vitigno e uomo. Poggiana F.lli srl si occupa anche di formazione attraverso corsi di degustazione per appassionati, con serate a tema per personale di sala e addetti del settore.

Altra azienda (a conduzione famigliare fondata nel 1981) con prestigiosi prodotti presenti nella cantina di Veneto Artist, è la Santa Eurosia s.r.l. (via Cima, 8 San Pietro di Barbozza Valdobbiadene TV www.santaeurosia.it) che, assecondando le potenzialità della natura, dà risultati di assoluta eccellenza: Valdobbiadene DOCG e Superiore di Cartizze, con la sua presa di spuma lunga e curata, ripaga con un prodotto unico, prorompente che dona sensazioni di forza e gioventù. Il loro Cartizze, qualcuno dice si beva anche in paradiso… Vinificato in bianco mediante pressatura
soffice, giallo paglierino, dal perlage fine e persistente, intensamente fruttato con note floreali, gusto amabile, fresco ed equilibrato. Da degustare!

A concludere questa digressione che incensa Veneto Artist (perché effettivamente lo merita!) c’è “La Bottega di Oselladore” (via Roma, 99 Rossano Veneto VI www.oselladorecaffe.it) nata per volontà dell’omonima famiglia nel 1963 a Schiavon, Vicenza. I prodotti che propone sono il frutto del lavoro di due generazioni dedite al gusto e tradizioni italiane. Con un team composto per la maggioranza da donne si creano sempre nuovi prodotti e combinazioni enogastronomiche da utilizzare a titolo di prestigiosi cadeaux, regali aziendali, ceste natalizie tutti personalizzabili anche facendosi consigliare dai vari personal food-shopper sempre a disposizione.

Per dare un tocco cosmopolita al Veneto Artist, anche  merci varie direttamente dalla Croazia – le ha portate il direttore dell’Ufficio Turismo di Buje (Turistička zajednica grada Buja 1. Svibnja 2, Buje HR www.coloursofistria.com) sig. Valter Bassanese: vino (specie bianchi “simil Collio” vista la posizione) olio, visti gli uliveti, confetture varie, visti gli alberi da frutto, poi il prosciutto, proprio speciale quello di Buje e altri prodotti gourmet, da acquolina… oltre a voucher turistici per soggiorni vacanze in riviera o sui declivi croati e istriani.

C’è anche un altro modo di concludere una bella serata allorché essersi piacevolmente rimpinzati di buon cibo e ottimi vini, dopo un caldo caffè – per chi è avvezzo al “fumo di qualità” – ci sta anche un sigaro Nostrano del Brenta, gentilmente fornito da Mr. Cristian Bertocello. È il prodotto finale dell’importante monocoltura che germoglia nelle “masiere” (terrazzamenti a secco creati per sostenere i ripidi pendii della montagna rendendoli coltivabili) della Val Brenta organizzati almeno da quattro secoli dai monaci Benedettini che usavano le foglie del tabacco a scopi officinali: la stessa foglia con cui, oggi, si fa il sigaro Nostrano del Brenta (sempre compatto mai duro) che quando si fuma - magari in buona compagnia - al pari di un importante distillato, crea un’atmosfera particolare,  mentre lo si porta alle labbra e si aspira lentamente, si gusta e poi si fa uscire il fumo denso dalla bocca: l’atteggiamento di chi se lo gode diventa rilassato e contemplativo, il momento è di vero piacere e totale appagamento, il respiro si fa profondo, lo sguardo si perde assorto in un leggero senso di compiacimento… È il Sestiere il sigaro tra i più apprezzati per complessità e note balsamiche e floreali, mentre per l'eleganza e la morbidezza, c'è il Doge e, per il profilo che ricorda gli Avana caraibici (Cohiba, Montecristo, Partagàs e Romeo y Juleta) e per la sua persistenza, c'è il Clandestino; per chi cerca qualcosa di più deciso, c'è il Benedettino che è davvero un'ottima scelta per marcare un ricordo indelebile. Insomma, il Nostrano del Brenta è senz'altro un'esperienza positiva, un modo per sottolineare l'importanza e il significato di un evento emozionante. (ovviamente se ne raccomanda un consumo consapevole NDR)

…E vista l’occasione, se avventori, clienti occasionali e habitué lo consentono - sempre al Veneto Artist di Castione di Lòria - si  parla di tutto e, approfittando della presenza sempre di Cristian Bertoncello, si possono affrontare anche discorsi che potrebbero sembrare impegnativi lì per lì, fatti in un ristorante (con il cucchiaio nella minestra e il flûte di bollicine di fronte) ma che comunque “intrigano”, perché quando si parla dei “fatti nostri” (quando si va in tasca alla gente) si desta l’attenzione, quale che sia il contesto in cui ci si trovi.
Tra i motivi che mi hanno portato a lavorare per Banca Mediolanum - è Bertoncello che parla - c’è indubbiamente la spiccata attenzione che questo gruppo rivolge al tema della sostenibilità: la sostenibilità in Mediolanum ha l'obiettivo di sviluppare un'attività solida e, appunto, sostenibile a lungo termine, ed è parte integrante dei valori e della cultura della Banca, che mira a generare valore aggiunto per tutti gli stakeholder (individui, gruppi o organizzazioni che hanno un interesse, diretto o indiretto, nel successo di un'azienda o di un progetto e che possono influenzare le sue attività; ci sono “stakeholder interni” (dipendenti e azionisti) e “esterni” (clienti, fornitori, banche e la comunità locale - NDR). Il successo di questi - continua Bertoncello - garantisce infatti la sostenibilità del business del Gruppo. Questo approccio alla gestione responsabile dell'azienda si concretizza nel modo di operare, nell'attenzione e nella centralità del cliente, nel modo in cui Mediolanum supporta i propri dipendenti, rispetta l'ambiente e contribuisce allo sviluppo della comunità in cui è inserita. Banca Mediolanum privilegia infatti l'adozione di soluzioni innovative che riducano al minimo i consumi o prevedano l'utilizzo di risorse a ridotto impatto ambientale. Questo perché dal 2021 Banca Mediolanum aderisce al Programma Global Compact dell'ONU, iniziativa delle Nazioni Unite che incoraggia le imprese di tutto il mondo a creare un quadro economico, sociale ed ambientale che possa promuovere un'economia mondiale sana e sostenibile, che garantisca a tutti l'opportunità di condividerne i benefici. A tale scopo, Mediolanum si impegna a condividere, sostenere e applicare nelle proprie sfere di influenza un insieme di dieci princìpi  relativi ai diritti umani, agli standard lavorativi, alla tutela dell’ambiente e alla lotta contro la corruzione”.
In parole semplici si concepisce il business non solo come mero risultato economico in quanto senza sensibilità e tutela dell’elemento sociale ed ambientale l’economia stessa, così come la intendiamo, rischierebbe di scomparire con l’intera umanità. Tutto questo per introdurre le motivazioni valide per affidarsi a Banca Mediolanum: per la sua solidità bancaria, l'unione di consulenza personalizzata con strumenti digitali efficienti e l'ampia gamma di prodotti e servizi come il banking online e mobile, fino a quelli più strutturati come investimenti, previdenza e assicurazioni, con l'accento su un modello che mira a unire la relazione umana del consulente ("Family Banker") con la praticità della tecnologia. Interessante, no?

Davvero notevole e molto gradevole nella sua atmosfera accogliente, il convivio da Veneto Artist, degustazioni comprese…- con gli attori della ristorazione che si ringraziano per la fattiva disponibilità dimostrata -  Mille grazie!

 

Veneto Artist Via Villa, 37
Castione di Loria TV
Telefono: 375 803 6636
Chiude alle ore 22:30
Social:


L’inverno a Villach: non solo sci, ma anche escursionismo, tradizione e wellness. Questo e molto di più nel cuore della Carinzia

Vacanze invernali a stretto contatto con la natura, piste assolate con panorami mozzafiato e rigeneranti bagni termali in uno tra i centri benessere più rilassanti: queste alcune delle tante esperienze che attendono tutti coloro che scelgono di passare giorni di relax nella zona turistica di Villach.

Che meraviglia l’inverno, con il suo tempo lento, trascorso insieme alle persone a cui si vuole

bene. Ancora più suggestivo se si ha la neve che scricchiola sotto i piedi, con il sole in viso

e che illumina valli e montagne, l’aria che profuma di cannella e vin brûlé. Se ci aggiungiamo

il crepitio del fuoco nel camino e piscine termali fumanti... tutto è ancora più idilliaco. No,

non è un sogno: è la zona turistica di Villach.

 

 

Qui ricca l’offerta invernale: i due comprensori sciistici dell’Alpe Gerlitzen e del Dreiländereck, il Parco Naturale del Monte Dobratsch che d’inverno sembra incantato, i mercatini dell’Avvento che accendono di migliaia di luci il pittoresco centro storico della città di Villach e un centro termale moderno ma allo stesso tempo ricco di storia e tradizione. Senza dimenticare le rive dei laghi di Ossiach e di Faak addormentati nell’inverno, e tanti albergatori accoglienti e gentili.

Alpe Gerlitzen: un sogno sulla neve... con qualcosa in più!

L’Alpe Gerlitzen è un vero e proprio “pacchetto completo”: neve garantita dal 29 novembre

2025 al 6 aprile 2026 grazie a moderni impianti di innevamento, 53 km di piste, 12 km di

itinerari sciistici non battuti, 34 discese, 21 impianti di risalita e 12 km di sentieri per

escursioni invernali. Ciò che rende unica l’Alpe Gerlitzen è la sua posizione: a 1.911 metri di altitudine, si è davvero “in cima al mondo”! A pochi minuti d’auto da Villach, gli impianti portano

quasi verso il sole, aperti su un panorama a 360° che va dal Großglockner alle Alpi Giulie, fino al

Lago Wörthersee. Una pausa in una delle 15 baite e ristoranti è l’occasione perfetta per

lasciar vagare lo sguardo e gustare le specialità enogastronomiche carinziane.

Per preservare la bellezza di questo paradiso naturale, si utilizzano tecnologie all’avanguardia e veicoli di ultima generazione per preparare le piste in modo ecologico. Gli impianti di innevamento sono altamente efficienti, e tutti funzionano con il 100% di energia verde.

Altro punto a favore: la funivia Kanzelbahn apre già alle 08:15, e da Arriach-Klösterle si

parte dalle 08:30! Un’occasione per gli sciatori più incalliti che non vedono l’ora di alzarsi dal letto e di scivolare sulle piste immacolate. Anche l’arrivo è eco-friendly: durante le vacanze, la Gerlitzen Alpe è raggiungibile senza auto, gratuitamente con skibus o S-Bahn se in possesso di uno skipass valido.

Infine, da non dimenticare che l’Alpe Gerlitzen è stata premiata da Skiresort.de come "Miglior comprensorio sciistico 2025 nella categoria Extra Classe–comprensori fino a 60 km".

Il luogo perfetto per iniziare (o ricominciare!). Unica in Carinzia, l’AlpeGerlitzen vanta il sigillo di qualità “Welcome Beginners”, un riconoscimento nazionale austriaco che viene dato ai comprensori ritenuti migliori per chi inizia o riprende a sciare.

Piste larghe, scuole specializzate in tre località e una struttura ben organizzata fanno di questo comprensorio il luogo perfetto per famiglie e principianti. Molto apprezzato è il pacchetto “Imparare a sciare in 3 giorni – garantito” per adulti (a partire da 210,00 euro per persona, dai 14 anni in su). Maggiori info: visitvillach.at

Imparare a sciare in 3 giorni E dopo una giornata attiva sulle piste, non c’è niente di meglio che rilassarsi nel tepore dell’acqua calda. Con il biglietto combinato “Sci & Terme” da 2, 3 o 4 giorni, possibile unire sport e benessere. Compreso nel prezzo dello skipass c’è infatti l’accesso all’area FUN del centro termale delle KärntenTherme. Il modo migliore per chiudere la giornata in bellezza, tra spa, scivoli e tanto relax. Salvo diverse condizioni del meteo, l’apertura degli impianti è attesa per il 29 novembre 2025 (fino al 6 aprile 2026)

BENTORNATO DREILÄNDERECK!

L’inverno 2025 della zona turistica di Villach–Lago di Faak-Lago di Ossiach ha una grande novità.

Il comprensorio sciistico del Dreiländereck torna operativo! Situato al confine tra Austria, Italia e Slovenia – da cui il suo nome “monte tra tre confini” – è la meta ideale per famiglie e amanti della natura. Qui si possono trovare 15 km di piste, 7 impianti, una suggestiva vista sulle Alpi Giulie e sul

Dobratsch, un’area per principianti, pista panoramica di pattinaggio su ghiaccio e sentieri per camminate invernali. Naturalmente non manca una proposta per una pausa golosa: il ristorante panoramico in quota e laDreiländereck-Hütte, rustica e autentica, con cucina Alpe-Adria.

Da provare qui: ciaspolate, scialpinismo e uscite notturne con gli sci sotto le stelle.

Sicuramente adatto ai più adrenalinici la novità dell’inverno 2025/26, ovvero i

voli tandem invernali con professionisti di Fly South Side e Adventure Wings (Info: flysouthside-paragliding.com | adventure-wings.com).

Da ricordare che prenotando una vacanza nell’area Faaker See o Arnoldstein, i bambini fino a 15 anni ricevono lo skipass gratis per il Dreiländereck, se accompagnati da un adulto e con Erlebnis CARD (valido dal 7 gennaio 2026 fino a fine stagione).

RELAX AL THERMENRESORT WARMBAD-VILLACH

Ricaricare le energie dove l’acqua termale sgorga da secoli. Al ThermenResort Warmbad-Villach, la sorgente è viva e benefica: allevia dolori e infiammazioni dell’apparato muscolare. Oltre all’acqua termale, qui si trovano hotel di alto livello, un centro cure e terapie, una spa con centro estetico e ristorazione di altissimo livello e qualità. Senza dimenticare l’esterno, dove il parco naturale Warmbad-Villach è perfetto per passeggiate tra boschi e radure storiche.

ARIA PURA A BAD BLEIBERG

Nel villaggio di cura alpino Bad Bleiberg, a 920 metri di quota, l'aria salubre e l’ambiente naturale si combinano con cure mirate per la salute. Tra i servizi offerti si trovano le grotte terapeutiche (Heilstollen) - dove la temperatura costante di C e umidità quasi al 100% sono ideali per le vie respiratorie – e le crio-camere a - 110 °C che stimolano la circolazione e rafforzano il sistema immunitario. Per una pausa rigenerante, imperdibile pernottare all’Hotel Vivea, BLEIB BERG Mayr Retreat o in uno dei tanti albergatori ospitali.

MAGIA D’INVERNO NEL PARCO NATURALE DEL MONTE DOBRATSCH

Visitare il Parco Naturale del Monte Dobratsch è come entrare in un mondo incantato. Tra

alberi innevati e scorci mozzafiato, qui si trova un’oasi di pace immersa nella natura più

incontaminata e pura. Dal 2002 – anno in cui sono stati chiusi gli impianti di risalita di quello che un tempo era un comprensorio sciistico - qui si pratica un turismo dolce e lento, a tutela dell’ambiente

montano e di tutto il suo prezioso ecosistema. Spazio dunque a camminate, ciaspolate e scialpinismo. Accanto a queste attività si trovano anche piste per slittini e sci di fondo presso il centro della Villacher Alpen Arena. Immancabile naturalmente la proposta enogastronomica con i rifugi Gipfelhaus, Rosstratt’n e Aichingerhütte. Punti di partenza per tutte le esperienze sono i parcheggi Rosstratte (fine della Alpenstraße) e Alpengarten.

VILLACHER ADVENT: UNA CITTÀ SOTTO UNA VOLTA DI LUCI

Dal 14 novembre, il profumo di vin brûlé, pan di zenzero e castagne invaderà nuovamente il pittoresco centro storico di Villach. Questo perché verrà inaugurato il tanto amato mercatino natalizio del Villacher Advent.Come in una perfetta cartolina invernale, incorniciata da montagne innevate e specchi d’acqua ghiacciati, Villach incanta i sensi: lo sguardo si perde tra le luci che adornano la città, il palato si delizia con specialità tipiche, l’olfatto è stuzzicato dai dolci tradizionali e dalle spezie natalizie, mentre l’artigianato locale offre tantissime idee per regali autentici e originali. Ogni giorno il mercatino apre le sue caratteristiche casette in legno, adornate da luci e decorazioni, con il classico presepe a grandezza naturale, creando così un’atmosfera gioiosa e accogliente per grandi e piccoli. Per informazioni: www.villacheradvent.at

TANTA MAGIA IN PIÙ CON LA ERLEBNIS CARD

La Erlebnis CARD invernale (14 novembre2025–6 aprile 2026) è gratuita per gli ospiti delle strutture convenzionate e offre:

Ingresso gratuito alla KärntenTherme (2h–1 volta per soggiorno);

Escursioni guidate, eventi culturali, pattinaggio, boulder;

Uso gratuito di skibus, S-Bahn, bus del Parco Naturale;

Sconti e vantaggi presso molti partner.

Info: www.visitvillach.at

WINTER KÄRNTEN CARD

Con la Winter Kärnten Card (3 novembre 2025–3aprile 2026) siha accesso a un mondo di vantaggi:

Salita/discesa in funivia (senza attrezzatura sportiva) sulla Gerlitzen o il Dreiländereck;

Sci alpinismo con biglietto dedicato;

Fino a 3 ingressi gratuiti alla Villacher Alpen Arena (sci di fondo);

Visita al museo minerario Terra Mystica & Montana;

Gita in bus al magico Parco Naturale Dobratsche tanto altro.

La Winter Kärnten Card è a pagamento acquistabile per tre giorni nel periodo dell’avvento oppure per una o due settimane. Un modo imperdibile per vivere l’inverno in tutte le sue sfumature!

Info: www.kaerntencard.at
Attenzione: programmi e iniziative potrebbero essere soggette a modifiche.

Per informazioni:

www.visitvillach.at/it

Come arrivare:

In treno: ogni giorno collegamenti diretti con le maggiori città italiane (es. Milano, Venezia,

Udine, Bologna, Firenze, Roma). Per dettagli e approfondimenti: www.dbitalia.it e www.obbitalia.com o www.oebb-italia.com

In auto: per pianificare il viaggio consigliamo di utilizzare il cerca percorsi sul sito ufficiale

della regione di Villach www.visitvillach.at

 


Informazioni turistiche (in italiano):
Region Villach Tourismus
GmbH Peraustraße 32
9500 Villach, Österreich


Fra i monti della Carnia, in Friuli Venezia Giulia, Paluzza e Sutrio a misura di famiglia (e camminatori curiosi) grazie ai percorsi narrativi che uniscono fiabe, natura e movimento all’aria aperta

Per andare alla loro scoperta una mappa, il kit gioco “Il Bosco nel Borgo” e una web app.

Camminare giocando, facendosi incuriosire da antiche tradizioni, andando alla scoperta di luoghi e storie: l’invito viene da Paluzza e Sutrio, due piccoli ed incantevoli borghi carnici della Valle del But (in Friuli Venezia Giulia) che hanno ideato inconsueti “percorsi narrativi” che uniscono fiabe, natura e movimento lento all’aria aperta tra borghi e boschi. Percorsi che si possono fare tutto l’anno, ma che l’autunno con la sua esplosione di caldi colori riveste di una particolare magia.

Storie che camminano

I sei anelli escursionistici di Paluzza e Sutrio, già esistenti e segnalati, sono stati arricchiti da un lavoro di caratterizzazione narrativa che li trasforma in esperienze di racconto e scoperta. Ogni sentiero ora ha un proprio filo conduttore: dalla Strada delle macchine idrauliche che attraversa Paluzza, tocca la Segheria di Toni (antica segheria veneziana di Casteons) e la storica Farie di Checo di Cercivento, fino al Percorso degli Sbilfs di Sutrio, che conduce tra aziende agricole, ruscelli e borghi operosi, dove gli gnomi del folklore locale si aggirano curiosi tra i prati e gli orti.

Gli anelli, progettati per famiglie e camminatori non esperti, sono pensati come esperienze lente e accessibili, che uniscono il piacere del movimento alla scoperta culturale. Offrono a genitori, bambini e visitatori la possibilità di vivere la montagna in modo semplice ma profondo, senza bisogno di preparazione tecnica o attrezzatura, favorendo la curiosità e l’ascolto. Non sono soltanto passeggiate: sono storie da percorrere, ognuna animata da un personaggio dell’immaginario carnico e da gesti e suoni che i partecipanti imparano a ripetere lungo il cammino. Le storie del gioco non sono solo di accompagnamento, ma diventano un incoraggiamento durante il percorso e una forma di esperienza aumentata: per i bambini, che trovano nella narrazione uno stimolo al coraggio e alla curiosità, e per gli adulti, che riscoprono il piacere di lasciarsi guidare dall’immaginazione e dal racconto condiviso.

Questi percorsi favoriscono la condivisione, permettendo alle famiglie di crescere insieme nell’amore per i borghi, per la loro storia e per la natura che li circonda. L’anello di Paluzza Zardin dai Siors – Il percorso del buio che non c’è più, ad esempio, invita a superare le proprie paure seguendo il Salvan, spirito del bosco, proseguendo idealmente il filo narrativo che lega ogni anello: esperienze diverse ma unite dal desiderio di esplorare, crescere e condividere. Allo stesso modo, il Percorso delle sorelle in volo accompagna i visitatori attraverso i boschi colpiti dalla tempesta Vaia e le Maine di Sutrio, dove la natura racconta la forza della rinascita e il legame profondo tra fiaba e realtà, preparando il terreno per l’esperienza di gioco che segue.


La mappa e la web app, due strumenti complementari

Per esplorare il territorio ed incamminarsi lungo questi percorsi, sono stati messi a punto una mappa, un kit gioco (che si possono ritirare gratuitamente presso l’Ufficio Turistico Paluzza o la Pro Loco Sutrio) ed è stata aggiornata la web app. Il tutto rientra nell’ambito del progetto di rigenerazione culturale e sociale “Il Bosco nel Borgo – Il Borgo nel Bosco” promosso dai Comuni di Paluzza e di Sutrio, che racconta il valore intrinseco del legno ed è finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU.

La mappa illustrata “Il Bosco nel Borgo – Il Borgo nel Bosco” è un invito a muoversi tra Paluzza e Sutrio in autonomia: può essere utilizzata da chi desidera passeggiare scoprendo i sei anelli, i punti di interesse naturalistico, storico e culturale, oltre a curiosità e suggerimenti per le soste panoramiche. È un primo strumento di orientamento e di ispirazione per chi vuole conoscere i borghi e la loro storia.

La mappa e la web app lavorano in sinergia per accompagnare il visitatore lungo il percorso. Mentre la mappa restituisce una visione d’insieme del territorio e indica i punti di partenza dei sei anelli, l’app – sviluppata da Hibou (www.hiboucoop.org) con i contenuti sui percorsi curati da Creaa (www.creaa.it) – arricchisce l’esperienza con approfondimenti digitali per ogni tappa: curiosità storiche, descrizioni dei luoghi, elementi interattivi e aggiornamenti sugli eventi locali. Il passaggio dalla mappa all’app è fluido e naturale: la prima orienta il cammino, la seconda lo amplia, permettendo di scoprire dettagli e racconti che rendono il percorso più vivo e coinvolgente. L’app arricchisce così l’esperienza sul campo, rendendo il racconto vivo e multimediale, senza sostituirsi alla dimensione fisica e sensoriale del cammino.

Il kit gioco “Il Bosco nel Borgo”

Il kit gioco “Il Bosco nel Borgo” integra la mappa e la arricchisce con una dimensione narrativa e interattiva. Il kit comprende le schede delle storie, una per ciascun anello, e le carte personaggio con le figure del folklore carnico – come l’Agana, il Salvan, la Strie o Silverio – che animano i percorsi. Ogni tappa diventa una piccola scena teatrale dove i bambini impersonano i personaggi e gli adulti leggono, narrano e interpretano. È un’esperienza ideale per le famiglie che vogliono scoprire i borghi con i propri figli ma anche per chi cerca un’attività rilassante e immersiva, capace di unire movimento, natura e cultura.
I percorsi sono tutti facilmente accessibili, con durate comprese tra una e tre ore e difficoltà bassa.


www.comune.paluzza.ud.it


A novembre tornano ad aprirsi gli “appassimenti di Serrapetrona”. Appassimenti & cocktail: due domeniche che trasformano il gusto in esperienza!

Appassimenti & cocktail è la celebrazione di un vino che racconta un territorio e incarna rituali di convivialità e condivisione che si celebra domenica 9 e domenica 16 novembre a Serrapetrona (MC) che torna a raccontare la sua Vernaccia Nera attraverso due giornate di festa - con “Appassimenti Aperti” - nelle quali segreti e profumi delle cantine si schiudono ai tanti visitatori che ogni anno accorrono per vivere, nella spettacolare cornice del borgo avvolto dal suggestivo abbraccio dei foliage, un’esperienza quasi mistica!

 

Si tratta di un accesso raro al cuore della Vernaccia Nera, vitigno coltivato su superfici limitatissime e intimamente legato a Serrapetrona. Qui nascono due vini identitari: la Vernaccia di Serrapetrona DOCG, riconoscibile per profumi di frutti rossi maturi e spezie esotiche, quali sono pepe e cannella, ed il Serrapetrona DOC, espressione ferma e più antica di questo territorio. Nel borgo medievale sarà possibile assaggiare il vino direttamente dai produttori, visitare le cantine, incontrare chi lavora l’uva: in una significazione accezione, “scoprire la filiera”. Gli appassimenti resteranno – “ça va sans dire” – “aperti” e visitabili dalle 10:00 alle 19:00 per permettere agli appassionati d’inebriarsi dei dolci profumi che raccontano tutto il valore di un vino che è icona di un territorio. Dalle 14:00 è previsto un servizio navetta gratuito per raggiungere le diverse aziende.

 

Accanto al misticismo che sa regalare una visita agli appassimenti, il Grand Tour delle Marche introduce “Vernacciology”, un corner dedicato ad una “visione laterale” che trasformerà la Vernaccia di Serrapetrona DOCG in wine cocktail. Miscelazioni essenziali che rispettano il carattere del vino e ne esaltano freschezza, nota speziata e profondità cromatica, con botaniche e garnish ispirati al territorio: un sapore tradizionale che incontra traiettorie contemporanee!

Appassimenti Aperti” diventa così doppio sguardo: la nascita del vino, vista da dentro, e la sua evoluzione contemporanea. L’evento, organizzato dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT) in collaborazione con Comune e Pro Loco di Serrapetrona, è tappa ufficiale del Grand Tour delle Marche promosso da Tipicità e ANCI Marche. Tutte le informazioni su programma, cantine, degustazioni e navetta sono disponibili su www.tipicita.it

 

Dove, Come, Quando 

Gli orari:
Le degustazioni in piazza e le visite in cantina saranno possibili dalle ore 10 alle ore 19, senza prenotazione

Raggiungere le cantine:
Le navette per gli appassimenti partiranno dalle ore 14 in via A. Moro. Il servizio è gratuito

Le degustazioni:
Sia in piazza che nelle varie cantine è possibile acquistare il kit con calice, tasca porta bicchiere e buono per le degustazioni

I camperisti:
Serrapetrona è un piccolo borgo. Fermatevi nel parcheggio di via Serrone

 


Treviso l'Altra, il Percorso di Borghi d'Europa per gli spiriti inquieti e liberi! A Refrontolo, l'Osteria Maresciallo

 

Correva l’anno del Signore 1976 e l’Arci-Uisp del Veneto pubblicava un libro destinato a ravvivare il dibattito civile e culturale del territorio: “Treviso l’Altra”.

I testi di Giorgio Dalla Barba e le fotografie di Antonio De Marco si accompagnavano agli interventi di Andrea Zanzotto, Franco Batacchi, Giangiacomo Cappellaro, Roberto Paronetto, per raccontare una Treviso ‘diversa’, ‘altra‘, per l’appunto.

Un esperimento: il libro visto come veicolo di cultura socializzante e quindi sottratto ai consueti circuiti di élite, per essere consegnato alla gente, come strumento di lavoro per una approfondita ricerca sulla realtà della Marca.
Testi ed immagini non indugiavano quindi nella sterile esaltazione degli aspetti paesisticamente più noti: cercano invece di scavare sotto la superficie dell’apparente per mettere a fuoco i problemi, le contraddizioni di un ambiente che – al contrario di quanto avviene nelle solite rievocazioni trionfalistiche, ove impera la ‘cartolina’- ha per protagonista l’uomo.

Così il libro diede origine a una fitta rete di incontri: basti ricordare quello di Oderzo, al Circolo dei Quattro Cantoni di Gina Roma, proprio la sera in cui si verificò il terremoto in Friuli (6 maggio). Ebbene, la rilettura dello straordinario intervento di Andrea Zanzotto (“Conoscere il passato e il presente per meglio preparare il futuro“) ha convinto i giornalisti e i comunicatori di Borghi d’Europa, a riproporre un itinerario di conoscenza su ‘quei’ temi, visti oggi.

 

Rinasce così il Percorso Treviso l’Altra:

“Conoscere il passato e il presente per meglio preparare il futuro

Ripubblicazione dell’intervento di Andrea Zanzotto

La Vera Geografia: 

Oderzo, Punto perso nell’universo

C’era una volta il Montello

La città del Giorgione e…

Treviso e le Rotte del Cagnan

Rifugi Urbani: il dio ombra

Ad una rocca

Il Piave e i suoi miti

La storia di Nonno Agostin

Così, ritrovare l’umano nelle sue radici, salvare le peculiarità delle piccole patrie regionali e locali, indagarne il passato, la “memoria” in relazione con la struttura ambientale lungo il decorso storico, servirà a conoscerne meglio i problemi dell’oggi per affrontarli con maggiore energia e chiarezza di idee…Conoscere il vero volto della madre terra, o della propria piccola terra, nel quale restano impressi i segni del lavoro, tanto spesso sanguinoso, delle moltitudini oppresse nel passato, e che insieme conserva l’autorità di una armonia creata dalla natura e anche dall’uomo, è di estrema importanza, perché costituisce una ben solida base per dar fiducia a una scommessa positiva sul futuro ” (Andrea Zanzotto)

Chissà quante volte ci siamo fermati sulla Crevada alla Osteria il Maresciallo, sempre a bordo della solita scassatissima Topolino, ai tempi dello studentato, impegnati come eravamo a cambiare il mondo…. O, forse, cercavamo una dimensione diversa, più a misura d’uomo. Erano gli anni delle
letture importanti (la Bibbia di quel periodo era Marcuse): l’osteria ci sembrava il tempio laico ove celebrare quella diversità.

Sandro e la moglie Giada non hanno mutato di molto l’aspetto dell’Osteria.

Il rito dell’ombra, del calice di vino, sorbito con gli amici prima di cena, ogni giorno dell’anno, acquista il valore di una celebrazione della propria autonomia. Puntualmente tra le diciotto e trenta e le ventuno – con minore numero di adepti anche tra le dodici e le tredici le osterie si affollano di operai, di artigiani, di contadini, di intellettuali iniziati, e le discussioni fioriscono, mentre in giro si susseguono le mescite”. Perchè l’Osteria è proprio questo, il luogo della comunicazione, il foro del tribuno del popolo, l’agorà dei non sottomessi alla massificazione. Qui si discute, si beve, si cerca solidarietà e consiglio, ci si sente partecipi in una microsocietà priva di gerarchie e pregna di spirito comunitario. (Ulderico Bernardi – Una Cultura in estinzione).

Se poi il vino è buono, i panini semplicemente favolosi, i taglieri di formaggi e salumi
dal sapore d’altri tempi, l’Osteria diventa il tempio laico dell’autonomia della cultura popolare.
Sia che si parli di politica o di sport, l’importante è esserci, partecipare.

Questo, oltre alle buone cose, è quel che troviamo al Maresciallo.
Nebbia in Valpadana, ombre in Osteria“. Sia ben chiaro, non le osterie rifatte, luccicanti di plastica e altre diavolerie, capaci di rifilarti tramezzini industriali e vini bolsi e dove si ripete il rito della comunicazione silente, che passa soltanto attraverso i telefonini…

Ciro Cristofoletti sintetizzava in una sestina:

Scende su faggi e roveri – la neve fina fina,
miseria per i poveri – pei ricchi cocaina:
catarro nei ricoveri – musiche a Cortina

 

 

CONTATTI
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redazione : info@italiadelgusto.com


Golosaria Milano verso la ventesima edizione, dal 1° al 3 novembre 2025 a Fiera Milano Rho

Sarà il Gusto della Contemporaneità il tema della 20esima edizione di Golosaria Milano in programma a Fiera Milano Rho (padiglione 1) da sabato 1 a lunedì 3 novembre 2025. La crescita della manifestazione in un arco di tempo di quattro lustri vedrà dunque una celebrazione speciale quest’anno, con oltre 400 aziendeattese, sia nello spazio Wine dove spiccano nomi di assoluto rilievo nel panorama vitivinicolo nazionale sia nel grande spazio del Food che accoglierà salumi, formaggi e dolci, fra cui i migliori panettoni proposti da ben 15 pasticcerie dalla Valtellina alla Sicilia. E poi tante specialità scovate in ogni regione d’Italia.
L’unicità di Golosaria è la scoperta di chi ha saputo innovare, partendo una intuizione, per cui quest’anno, da scoprire, saranno soprattutto i piccoli produttori che, puntando sulla tradizione, sono diventati contemporanei” - spiega il fondatore e organizzatore Paolo Massobrio.

Chicche da scoprire. Tanti i produttori di cibo fra i più curiosi che arrivano da tutta Italia: le mitiche alici di Fuscaldo (CS) si confronteranno con le ostriche italiane; dal Friuli ecco il Kombucha di Crave, antichissima bevanda fermentata riconosciuta come elisir di lunga vita e le specialità di Macino Fine Food, ottenute dagli scarti agricoli come vinacce, trebbie di birra e mele friulane. Durante la kermesse potrete trovare anche il carciofino “grosso come una moneta da 5 centesimi” di Menchi, tesoro violetto mignon delle colline marchigiane, ma anche provocazioni per i palati più curiosi come il gelato al gorgonzola di Sottozero Pennestrì. Arriva anche Serenella, la crema spalmabile dell’Acetaia Sereni, con nocciole dell’Alta Modena e aggiunta di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop. Infine, il debutto della Pasta metodo Massi e la prima volta di Fratelli Branca Distillerie. Tra le istituzioni saranno presenti la Regione Lombardia, con uno spazio dedicato all’anno olimpico, accanto alla Regione Piemonte e alla Liguria che metteranno in risalto le loro eccellenze in aree show cooking dedicate. E così gli ampi spazi di Regione Calabria con ARSAC e quelli al debutto della CCIAA del Molise. Mentre la CCIAA di Torino valorizzerà il riconoscimento “Maestri del Gusto di Torino e provincia” con tre laboratori dedicati alle loro eccellenze.

Le Guide. Già affollata l’area dedicata alle cucine di strada, alle prese con lo sviluppo del tema dedicato alla contemporaneità. Nello spazio Agorà, cuore della fiera che si estende su 17mila metri quadrati, già attesi mille ristoratori e cuochi per la presentazione della guida IlGolosario Ristoranti 2026, ma anche le migliori botteghe d’Italia recensite sul libro ammiraglio IlGolosario e i 10 Comuni d’Italia virtuosi scelti da Golosaria e Comieco nel segno del gusto e della sostenibilità. Paolo Massobrio, nel giorno di apertura, porterà sul palco anche i campioni de IlGolosario, ovvero le aziende che meglio hanno interpretato il tema di quest’anno, mentre col collega Marco Gatti si andrà alla proclamazione dei 100 vini migliori d’Italia, 24esima edizione, da assaggiare fra i produttori dell’area wine o nella grande Enoteca di Golosaria. La Lombardia sarà presente nello spazio Wine con cinque Consorzi di Tutela afferenti ad Ascovilo (Consorzio Garda Doc, Consorzio Tutela Valcalepio, Consorzio Montenetto, Consorzio Vino Doc San Colombano, Consorzio Vini Igt Terre Lariane) più lo spazio dedicato al Buttafuoco Storico, il Piemonte avrà un’enoteca dedicata alla Barbera e, nel proprio spazio farà conoscere altri vini e altri prodotti sotto il marchio Piemonte IS. Importante la presenza delle cantine calabresi, ben 15, ma anche di Friuli Venezia Giulia, Veneto e Toscana. Come ogni anno, non mancheranno le quattro masterclass collettive che ospiteranno i Top Hundred 2025 per le categorie dei Rossi, dei Bianchi, degli Spumanti e i 5 vini proclamati Top dei Top.

Sponsor e Partner. A confermare l’alto profilo di Golosaria possiamo vantare le presenze di: Lauretana, l’acqua più leggera d’Europa che porterà nel proprio stand il trofeo originale del Giro d’Italia, ma anche Grana Padano che si annuncia come il formaggio delle Olimpiadi; quindi le farine di Petra di Molino Quaglia, artefici di una rivoluzione nel mondo della pizza contemporanea;  Comieco partner storico di Golosaria che quest’anno premia i 10 comuni virtuosi nella pratica del riciclo sotto l’egida de IlGusto Circolare; quindi Banco BPM che ha adottato i vini Top Hundred 2025 e AGN Energia a cui è stato affidato il premio alle 12 più belle esperienze di enoturismo in Italia. La contemporaneità si manifesterà anche nei servizi con la presenza per la prima volta a Golosaria di Cortilia, che curerà uno showcooking ispirato alla sua filosofia di filiera corta.

Per i più piccoli. Fra le novità di questa edizione, lo spazio di educazione alimentare dedicato ai bambini, con due laboratori al giorno a cura de Le Bontà di Rudy e le storie di Mamma Oca. Ma ci sarà anche uno spazio per gli appassionati di barbecue, grazie all’iniziativa di Agribrianza, che pure allestirà Golosaria il clima natalizio, mentre gli arredi di tutta la fiera, dall’area agorà degli showcooking ai winetasting, saranno a cura di Themalibero. Ad appoggiare la kermesse ci sarà la diffusione mediatica grazie ai Media partner: Il Giorno, Mi-Tomorrow, Italia a Tavola, Discoradio, Telelombardia e Rushnet.

La mostra dei vent’anni. Una mostra fotografica racconterà vent’anni di Golosaria dentro al Gusto. L’innovazione che va a braccetto con la contemporaneità trae origine da una corretta interpretazione del concetto di tradizione, da sempre punto di forza di Golosaria in vent’anni di percorso. Da quel primo appuntamento del 2006 che vide la partecipazione di Bottura, Cracco e Scabin, a segnare un momento storico: la nascita della Nuova Cucina Italiana. Nel 2007 con la prima edizione all'Hotel Melià, si scatta la fotografia di un fenomeno: la birra artigianale, che di lì a poco avrebbe cambiato il panorama nazionale. Gli anni successivi sono stati un susseguirsi di attenzioni alle nuove tendenze. Nel 2008, si accendono le luci sulle De.Co. (Denominazioni Comunali) per il valore identitario che rappresentano, mentre nel 2009 si mettono in luce le "Professioni del futuro" con la “Latteria del futuro” e la “Panetteria da ascolto”, esempi di negozi ibridi che oggi popolano le piazze. Ma si è parlato anche di contaminazione e integrazione alimentare, portando come esempio piatti esteri realizzati con materie prime italiane (dal kebab al sushi). Nel 2010 viene lanciata “L’idea del cavolo” per incentivare l’iniziativa di adottare i negozi di montagna da parte dei negozi di città. Nel 2012 è l'anno della "pizza contemporanea", e Golosaria continua a crescere cambiando location per accogliere un pubblico sempre più vasto: dal Palazzo del Ghiaccio a Superstudio Più dove viene lanciato il movimento di appassionati del barbecue. Il 2015 segna l'arrivo di Golosaria al Mi.Co. - Milano Congressi col debutto della guida Gatti Massobrio - Taccuino dei Ristoranti d'Italia che diventerà IlGolosario Ristoranti, che nel 2023 sarà affiancato al Golosario Wine Tour creando un trittico di pubblicazioni, partite con IlGolosario Prodotti che di fatto ha ispirato il nome di Golosaria. L'attenzione ai temi sociali e all'innovazione continua, dacché nel 2018 si firma il "Manifesto della bottega italiana" e nel 2019 si esplora il tema "Il cibo che ci cambia". Il 2020, segnato dalla pandemia, vede l'evento milanese svolgersi in forma digitale per lanciare un messaggio di fiducia a un mondo, quello dell’enogastronomia e della ristorazione, messo a dura prova dal lockdown e dal distanziamento obbligatorio. Dopo il ritorno in presenza, le edizioni recenti hanno esplorato temi come la "la Colleganza" (2021) e "la Distinzione" (2022). Nel 2023, la rassegna si è concentrata sul binomio "Tradizione è Innovazione", mentre il 2024 segna un nuovo passaggio, con lo spostamento nella nuova e più grande sede di Fiera Milano Rho, per celebrare "Territori, identità e futuro". Un percorso di vent'anni, dal salotto iniziale alla grande fiera, sempre all'insegna del Gusto della Contemporaneità.

Mobilità. I principali mezzi di trasporto per raggiungere la manifestazione restano la linea M1 della metropolitana (fermata Rho Fiera) e le linee del passante ferroviario (Trenord) e l’Alta Velocità (Italo). La disponibilità totale di parcheggi auto nel quartiere di Fiera Milano Rho è di oltre 10.000 posti auto.

Ventesima edizione della manifestazione che racconta il meglio dell’agroalimentare italiano,
tra produttori storici e start up innovative.
Vivete questa esperienza, a Fiera Milano Rho!

FOOD. Il mercato della manifestazione: 200 produttori di altissima qualità

CUCINE DI STRADA. Lo street food di qualità

WINE. 150 cantine selezionate dai giornalisti Paolo Massobrio e Marco Gatti

ENOTECA DI GOLOSARIA. Banco d'assaggio con oltre 100 etichette selezionate

AREE EVENTO

AGORÀ. Il palco principale della rassegna, destinato a talk, approfondimenti e premiazioni

WINE TASTING. Degustazioni guidate per approfondire il mondo del vino italiano

SHOW COOKING. I migliori prodotti della manifestazione interpretati dagli chef​​​​​​

AREA BIMBI. Lab del gusto per i più piccoli a cura Le Bontà di Rudi e Mamma Oca

 

 


GOLOSARIA 2025
Fiera Milano Rho
strada statale Sempione, 28 - Rho (MI)
Sabato 1° novembre 2025, dalle 12.00 alle 21.00 (ultimo ingresso alle 20.00)
Domenica 2 novembre 2025, dalle 10.00 alle 20.00 (ultimo ingresso alle 19.00)
Lunedì 3 novembre 2025, dalle 10.00 alle 17.00 (ultimo ingresso alle 16.00)
Info - Tel. +39 0131 261670 - biglietti e programma in aggiornamento su www.golosaria.it


A proposito di panettone... PeachMary®: ecco la novità che sfida i sapori con pesca e rosmarino

PeachMary, quando la dolcezza della pesca incontra l’audacia del rosmarino

Certe degustazioni non sono semplici assaggi: sono viaggi.E quando ho aperto la confezione verde salvia del nuovo Panettone PeachMary firmato Loison, ho capito subito che stavo per partire per una destinazione diversa, dove la tradizione del Natale incontra la leggerezza dell’estate italiana.

La prima impressione: un profumo che spiazza e seduce

Appena sollevato il coperchio rigido – un piccolo scrigno ispirato alle tavole botaniche di un tempo – un profumo intenso mi ha avvolto.
Non il classico sentore di burro e vaniglia che accompagna ogni grande panettone, ma un accordo nuovo, spiazzante e seducente: la pesca matura e solare che abbraccia la nota balsamica del rosmarino. Un incontro inedito, che sorprende per equilibrio. Il dolce non invade, l’erbaceo non domina. È una danza, più che un contrasto.

Passiamo al taglio: la poesia della lievitazione lenta

La fetta rivela una trama fitta e ariosa, di un giallo dorato luminoso, segno di una lievitazione paziente e naturale.
Le pesche semicandite, tagliate in piccoli petali ambrati, si fondono con la mollica umida e profumata; la crema alla pesca, aggiunta dopo la cottura, è una carezza vellutata.
E poi arriva il rosmarino, discreto ma inconfondibile: una lama di freschezza che pulisce il palato, stimola la salivazione e invita a un secondo boccone.

La texture: una sinfonia tattile

Soffice, elastico, quasi setoso. Il Panettone PeachMary si scioglie lentamente, rilasciando aromi che si evolvono al contatto con il calore della bocca.
Le note burrose del latte e della panna freschi, la vaniglia Bourbon del Madagascar e il sale dolce di Cervia completano la struttura gustativa, rendendola tridimensionale.
È un panettone che si “ascolta” mentre si assaggia: inizia dolce, poi vira verso il fresco, infine chiude con un’eco balsamica che rimane impressa.

Un concept che racconta coraggio e cultura      

Ci vuole audacia per mettere il rosmarino in un panettone eh? Ma Dario Loison ci ha abituati alle sfide, ve lo assicuro (avete mai provato il suo Blackhabana?) .
Con PeachMary non ha semplicemente voluto “aromatizzare” un lievitato, bensì portare l’estate dentro il Natale: la memoria di un frutteto maturo e il ricordo di un rametto aromatico appena colto nel giardino di casa.
È una provocazione gentile, un invito a uscire dai binari della consuetudine, ma senza perdere la grazia dell’equilibrio.

Un’esperienza multisensoriale

Mentre lo degustavo, ho percepito qualcosa che va oltre la dimensione dolciaria: un’idea di lusso gentile, fatta di materie prime etiche e tempo artigianale.
Le 72 ore di lavorazione, le uova da allevamento a terra, il burro e la panna freschissimi, la vaniglia presidio Slow Food: tutto parla di cura, di rispetto, di verità.
E il packaging – elegante, sobrio, botanico – è la cornice perfetta. Ogni dettaglio, dal nastro in doppio raso al logo dorato, racconta una storia di bellezza discreta.

Degustazione e abbinamenti

Il PeachMary è un panettone che si presta a diverse letture: da meditazione, da dessert, da scoperta.
L’ho trovato straordinario con un calice di Champagne Blanc de Blancs, in particolare un Ruinart o un Pierre Gimonnet, dove la mineralità e la spuma fine esaltano la freschezza del rosmarino. Per chi ama le suggestioni più calde, consiglio l’abbinamento con un Passito di Pantelleria DOC, oppure con un Recioto di Soave: la dolcezza del vino avvolge la pesca, mentre l’erbaceo del rosmarino trova equilibrio nella nota ammandorlata. E se volete osare, provatelo con un vino da meditazione come un Marsala Vergine o un Vin Santo toscano: in quel caso il PeachMary si trasforma in una piccola sinfonia di aromi, un dolce da fine pasto che diventa esperienza.

Ovviamente non è sufficiente questo mio scritto per capire di cosa stiamo parlando, ma spero che le mie osservazioni vi abbiano fatto venire la famosa acquolina in bocca. La riflessione finale è la seguente: In un mercato spesso saturo di repliche,Loison firma un panettone che osa e convince, restando fedele alla propria anima artigianale e al contempo aprendo una nuova stagione del gusto. Il PeachMary non è solo un dolce: è un messaggio. Un invito a ricordare che la tradizione non muore quando cambia, ma quando smette di emozionare.

 

Loison Pasticceri dal 1938
Strada Statale Del Pasubio 6
Costabissara – Italy
Tel: +39 0444 557844
www.loison.com

  

 

(a cura di Gianluigi Veronesi)


Cena a 4 mani con gli Chef Marc Bernardi e Leandro Luppi, domenica 2 novembre a Selva di Val Gardena

 

 

From Lake Garda to the Dolomites: questo il filo conduttore della cena a 4 mani che si terrà domenica 2 novembre al Selva di Val Gardena. Registi saranno gli Chef Marc Bernardi del Ristorante Granbaita Gourmet e Leandro Luppi del Ristorante Vecchia Malcesine.ristorante Granbaita Gourmet di Oltre che nel Ristorante fine dining dell’hotel aperto a chi non vi alloggia, il menu ideato dai due chef sarà servito anche per gli ospiti che soggiornano in albergo, senza costo aggiuntivo se nel soggiorno è inclusa la formula mezza pensione.

 

Marc Bernardi, gardenese doc, cresciuto tra la Val Gardena e Mantova, porta in cucina l’essenza di due mondi gastronomici distanti e complementari. Da un lato le Dolomiti, con i loro sapori intensi, i formaggi, la selvaggina e le erbe di montagna; dall’altro la Pianura Padana, con il riso, i tortelli e una tradizione agricola che parla di abbondanza e convivialità. Il suo stile si fonda su una filosofia semplice: partire dal prodotto, esaltarne l’identità senza mascherarla, raccontare in ogni piatto una storia che unisca stagioni e territori. Le verdure sono la nota fresca, i colori del paesaggio agricolo; le proteine, poi, diventano il fulcro narrativo, con cotture lente e tecniche raffinate. La sua cucina è identitaria e personale, rifiuta etichette rigide e si nutre di contaminazioni e di un’idea precisa: circolarità delle materie prime, meno piatti in carta ma di una qualità altissima, frutto di scelte consapevoli. Il 90% delle verdure proviene da contadini dell’Alto Adige in un rapporto diretto con chi coltiva e raccoglie, la pasta all’uovo viene fatta in casa, le carni sono cucinate con il forno Josper a carbone, che dona cotture autentiche e sapori antichi. Il risultato è una cucina sincera, essenziale e allo stesso tempo innovativa: un equilibrio perfetto tra la solidità delle radici locali e la curiosità di chi non smette mai di guardare oltre i confini.

Eclettico, vulcanico, istrionico e determinato, Leandro Luppi è lo Chef-Patron della Vecchia Malcesine, una stella Michelin. Di origine altoatesina, ha saputo da subito interpretare e fare proprie le materie prime del territorio lacustre. Mantenendo fede al suo personale approccio creativo, non gioca con le sfumature dei sapori, ma va deciso per la sua strada, senza mediazioni. Di sicuro Leandro non è uno chef convenzionale. Non è uomo da sfumature ma da tinte forti, non è da sapori leziosi e ruffiani ma dall’impatto deciso e coerente. Di lui dice: “Sono una persona che fa lo chef. Non voglio essere identificato per quello che faccio ma per quello che sono”. E non aggiunge altro. Non ce n'è bisogno. Non ne ha bisogno.

Non lavora con la singola materia, lui lavora con tutto il territorio, nel senso più profondo ed assoluto del termine. Calandosi nell’identità del luogo e del prodotto, lo destruttura; si approccia ad esso con la mente libera ed astraendosi dal consueto utilizzo, si ritrova, con la sua visione, nella tradizione. Questa direzione permette a Leandro di confrontarsi con il cibo in un passaggio ancora successivo, che va oltre il mestiere del cuoco. Superando la trasformazione della materia si concentra più sui concetti dai quali non prescinde: il processo, la pulizia, l’essenzialità ed il sapere che diventa sapore assoluto.

Atmosfera ovattata, mise en place ricercata, servizio ineccepibile, il Granbaita Gourmet ha soli 7 tavoli per offrire la possibilità di fare un’esperienza culinaria straordinaria nel massimo del comfort. I posti sono limitati e la cena va prenotata.

 

 

Granbaita Dolomites. Lusso, stile, calda accoglienza familiare

Nato dalle idee e dai sogni della famiglia Puntscher-Perathoner, che l’aveva aperto in una posizione invidiabile nel centro di Selva di Val Gardena nel 1961 e ha deciso di rinnovarlo radicalmente negli ultimi 5anni con un’impegnativa e riuscitissima ristrutturazione di classe che ha portato alla creazione di 56 fra stanze e suites, il 5 stelle Granbaita Dolomites interpreta in modo contemporaneo l’ospitalità e lo stile altoatesini, accogliendo gli ospiti con i suoi ambienti ampi e luminosi, rifiniti con amore e cura dei dettagli. Linee eleganti di legno, vetro e pietra che rievoca le Dolomiti che si scorgono al di là delle ampie vetrate, focolari che invitano al calore familiare, tessuti caldi e naturali per un progetto firmato dall’arch. Rudolf Perathoner, che ha saputo interpretare al meglio l’idea di ospitalità dei proprietari, sintetizzando innovazione e tradizione, contemporaneità e storicità, grazie ad un attento studio delle forme e una ricercata selezione dei materiali. Il progetto è stato insignito del Premio In/Architettura GlWillis Towers Watson dall’Istituto Nazionale di Architettura. Fra i must dell'hotel il ristorante fine dining Granbaita Gourmet firmato dagli Chef Marc Bernardi(gardenese) e Sofia Parduzzi e la Savinela Spa, oltre 2000 m² di benessere alpino con piscina interna ed esterna. Uno sguardo sempre avanti senza dimenticare i valori della tradizione, la famiglia Puntscher-Perathoner da oltre 60 anni si dedica al genuino piacere dell’ospitalità. Fra le mura dell’hotel si familiarità, autenticità e un senso di benvenuto a casa. Carmen e Raphael con i figli Marco, Alexander e Anna curano personalmente ogni dettaglio per rendere la vacanza un’esperienza eccellente, convinti che anche un piccolo particolare la può trasformare in un ricordo carico di emozione

 


Hotel Granbaita Dolomites
Str. Nives 11, Selva di Val Gardena (BZ)
Dolomiti - Alto Adige – Italia
Tel. +39 0471 795210
Fax +39 0471 795 080ù
www.hotelgranbaita.com