A Sarnano la Festa del Ciauscolo e del salame spalmabile
Morbido, spalmabile e infinitamente gustoso! Questa la carta d’identità del Ciauscolo, salume di epoca romana con il curioso nome probabilmente derivato dal vocabolo “cibusculum”, che in latino significa piccolo cibo. Vera e propria icona della gastronomia marchigiana, è ottenuto da carni di suino finemente sminuzzate, aromatizzate e sottoposte ad un lungo periodo di stagionatura che ne preserva intatta la caratteristica morbidezza.
Il 10 e 11 settembre il ridente borgo di Sarnano, nelle alte terre maceratesi, celebra il pregiato salume nell’ambito di una pittoresca iniziativa, ricca di eventi, che evoca le antiche manifestazioni popolari di piazza: la Festa del Ciauscolo e del salame spalmabile.
“Sarnano – sottolinea il Sindaco Luca Piergentili – uno dei Borghi più belli d’Italia e Bandiera arancione del Touring, è rinomato centro di villeggiatura a ridosso dei Monti Sibillini, con una godibilità in tutte le quattro stagioni. L’affascinante “scrigno” del centro storico medioevale, le sorprendenti cascatelle, gli impianti sciistici e tanti percorsi bike e trekking rendono questa cittadina una vera e propria capitale del divertimento e del relax all’aria aperta!”.
Sabato 10 e domenica 11 settembre a Sarnano non ci sarà tregua per golosi e foodtrotter impegnati in un percorso del gusto tra i produttori del territorio, snodato lungo le vie del centro storico. Un’intera piazza diventa ristorante con piatti tipici “a tema Ciauscolo” e non mancheranno i truck protagonisti del cibo di strada, con le rivisitazioni in chiave moderna ed originale del rinomato salume.
L’area cocktail propone inediti drink con prodotti e distillati del territorio, mentre il mercatino di Piazza Artigiana mette in mostra le migliori produzioni della manualità locale. In programma anche performance di musica e folklore della tradizione marchigiana. In occasione della manifestazione, locali e strutture ricettive aderenti propongono proposte a tema e ci sarà la possibilità di conoscere il suggestivo centro storico con passeggiate guidate gratuite o di esplorare l’itinerario della Via delle Cascate Perdute (https://www.sarnanoturismo.it/).

La Festa del ciauscolo e del salame spalmabile, giunta alla terza edizione, è un evento ideato e organizzato da La Ricreazione, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Sarnano e di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo. Da quest’anno la manifestazione entra nel circuito del Grand Tour delle Marche, promosso da Tipicità e ANCI Marche in collaborazione con la Regione Marche e con la partnership progettuale di Banca Mediolanum (www.tipicitaexperience.it).
Vacanza in camper: gourmet e sostenibile con i consigli del Salone del Camper
Check list: cosa non deve mancare in cambusa.
Curiosi, appassionati e soprattutto sempre più gourmand. Il tempo in cui viaggiare in camper era sinonimo di soste veloci, panini al volo è passato. Oggi chi sceglie il veicolo ricreazionale fa una scelta di benessere e trasforma il viaggio in un itinerario di gusto, alla scoperta non solo delle bellezze, ma anche dei sapori della nostra penisola. Soste in agriturismo per provare le ricette della tradizione, ma soprattutto in fattorie, malghe, piccole produzioni con acquisti a km 0 per creare gustosi piatti, con materie prime d’eccezione. Perché cucinare in camper non è complicato e dà molte soddisfazioni. Soprattutto se si seguono i consigli del Salone del Camper che torna a Fiere di Parma dal 10 al 18 settembre 2022. Dagli itinerari del gusto, che portano alla scoperta dei piatti e dei prodotti tipici italiani dal Friuli Venezia Giulia al Molise, all’organizzazione della cucina agli alimenti essenziali da stivare in cambusa. Senza dimenticare uno degli appuntamenti più attesi del Salone del Camper: Cucinare in Camper. Dopo il successo dello scorso anno torna il format realizzato con la collaborazione dell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo: 9 giorni di show cooking con gli chef dell’associazione, per imparare i trucchi per realizzare in camper piatti semplici, ma sani, gustosi che valorizzano il territorio che si conosce viaggiando.

Strada dei vini e dei sapori dl Friuli Venezia Giulia-food@fabrice_gallina2020-1019
Il gusto in viaggio dal Friuli Venezia Giulia al Molise
Da nord a sud l’Italia è una riserva inestimabile di prodotti tipici, piatti di antica tradizione, sapori ritrovati. Il Salone del Camper di Fiere di Parma accompagna i visitatori in un itinerario ideale in camper attraverso le ricchezze delle più belle regioni italiane. Dai vini del Friuli Venezia Giulia al prosciutto crudo e gnocco fritto in Emilia Romagna, il famoso ciauscolo, il salume spalmabile Igp e le olive ascolane tipici delle Marche, gli arrosticini e lo zafferano più pregiato in Abruzzo o il peperone crusco in Basilicata, fino ad arrivare al Molise, una regione poco conosciuta, ma ricca di sapori.
Nature Bathing, Family&Taste, Astrotrekking tra i filari
La Strada dei vini e dei sapori del Friuli Venezia Giulia, propone itinerari curiosi per conoscere la regione attraverso le sue eccellenze e tipicità. Come il Nature Bathing, vere e proprie immersioni nel cuore della natura per ritrovare l’equilibrio interiore e il benessere: una rigenerante camminata a piedi nudi tra le vigne a scoprire i segreti delle viti assieme ai vignaioli, che si conclude con una degustazione dei vini della cantina in abbinamento a prodotti del territorio. Chi viaggia con i bambini può approfittare del Family&Taste, che coinvolge anche i più piccoli in laboratori in cucina per entrare in confidenza con le tradizioni culinarie della regione. Le cantine e le aziende del territorio organizzano poi pic-nic per assaggiare vini e birre artigianali in un contesto naturale, con passeggiate in vigna, spettacoli e iniziative curiose come l’astrotrekking in mezzo ai filari.

Il Molise, primo produttore di tartufo bianco in Europa
In una terra disegnata dagli antichi tratturi il Molise nasconde tesori enogastronomici. Dal mare all’entroterra si può sostare in camper nelle aree di sosta o nei campeggi in un itinerario a tappe che porta a conoscere i prodotti tipici di questa terra, da acquistare e assaporare lungo il viaggio. A partire dal vino, il Tintilia, un vitigno autoctono che regala un vino dal colore rosso intenso, che con il suo aroma di ciliegia e note speziate sembra riprendere i profumi della regione. Legato ancora a una tradizione antica è il pane molisano, che alcuni panifici producono ancora con le patate (tapane o patane in molisano), per una sofficità inconfondibile. Da assaggiare con i formaggi, tra i più amati e apprezzati d’Italia, come la stracciata di Carovilli, il caciocavallo di Agnone, il pecorino di Capracotta o con la Soppressata, un insaccato prodotto con carne di suino finemente macinata a cui viene aggiunto lardo e condita con sale e pepe in grani. Senza dimenticare il tartufo, un’istituzione in Molise, che è il primo produttore in Europa del tartufo bianco.
Credit – APC, Associazione Produttori Caravan e Camper
Agricampeggio e acquisti a km 0
Quando si visita un territorio fare incetta dei prodotti tipici è d’obbligo! Per questo partire con l’essenziale aiuta. La base per qualsiasi piatto c’è, le materie prime invece si scelgono a km zero. La vacanza in camper oltre a essere gourmet diventa così anche sostenibile. Non si trasportano inutilmente prodotti da una parte all’altra del paese, ma si acquistano sul posto. Scegliendo fattorie e piccole produzioni. Di tappa in tappa le soste culturali o gli itinerari nella natura vengono affiancati dalla ricerca del prodotto tipico, che fa conoscere l’unicità del territorio che si sta attraversando. Ecco quindi sfilare i migliori sapori del Bel Paese: farine pregiate, olio, vino, cereali di coltivazioni antiche, formaggi, ortaggi, salumi, conserve e sott’olio, frutta. Tutti prodotti da acquistare al volo e trasformare nella cucina del camper in delizioso piatto da assaporare davanti a un paesaggio unico, che lungo il tragitto ci ha catturato e spinto a fermarci.
Per la sosta, oltre a una delle tante aree sosta camper o un classico campeggio, si può scegliere l’agricampeggio, un agriturismo che mette a disposizione degli ospiti un’area di sosta e i servizi essenziali, come l’energia elettrica e i servizi igienici. Ci si sveglia al mattino in luoghi unici, nella natura, circondati dalla vita della campagna. Spesso si possono acquistare i prodotti necessari per una colazione sana: pane, formaggio, latte, burro, marmellate fatte in casa. Scoprire un prodotto della tradizione locale e decidere di trasformarlo in un piatto secondo una ricetta tipica del luogo nella cucina del proprio camper. Oppure fermarsi a pranzo o a cena in un ristorante tipico, per essere certi di conoscere appieno il luogo attraverso i suoi sapori.
“Gli amanti dell’abitar viaggiando prediligono lo slow travel – spiega Gloria Oppici, Project leader di Fiere di Parma -. Amano la natura, andare alla scoperta di piccoli borghi nascosti nel nostro paese. Non si accontentano di vedere nuovi posti, ma vogliono coglierne l’essenza, attraverso le persone che incontrano nel loro cammino e che gli fanno conoscere le tante sfumature di quel luogo. Accoglierli significa potenziare e dare valore all’intera filiera enogastronomica. Per questo sempre più agriturismi, ristoranti, ma anche cantine, fattorie e aziende agricole mettono a disposizione uno spazio per ospitare i camperisti in viaggio che decidono di fare una tappa da loro”.

Salone del Camper di Parma – Unione Ristoranti del Buon Ricordo – Ristoratori Luciano Spigaroli e Giovanna Guidetti
9 chef in 9 giorni animeranno lo show cooking del Salone del Camper
Spazi ridotti e attrezzatura minimale spaventano? Non si sa da dove cominciare per preparare un buon piatto? Niente paura. Dal 10 al 18 settembre 2022, torna al Salone del Camper di Parma, dopo il grande successo dello scorso anno, il format Cucinare in Camper: 9 giorni di show cooking realizzati in collaborazione con l’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, Associazione di Ristoranti che salvaguarda le tradizioni regionali italiane. Gli chef dell’associazione insegneranno, passo dopo passo, come preparare ricette semplici e sfiziose, valorizzando i prodotti locali che i camperisti possono trovare nei loro viaggi. A coordinare i lavori il segretario generale dell’Unione Ristoranti Buon Ricordo, Luciano Spigaroli del Cavallino Bianco di Polesine Parmense.
Attrezzatura basic, ma ben studiata
Lo spazio è piccolo, ma per poter preparare dei buoni piatti bastano pochi attrezzi, l’importante è che siano quelli giusti. E’ assolutamente da accantonare quindi l’idea di traslocare in camper la cucina di casa. Bastano un tagliere, un paio di coltelli, una pentola grande per la pasta e una più piccola per il sugo, scolapasta, una padella, la caffettiera. Un piccolo accorgimento utile: lo scolapasta può essere incorporato nella pentola oppure in silicone, due soluzioni decisamente salvaspazio!
Le stoviglie. Qui la scelta deve essere assolutamente green. Se l’usa e getta va messo al bando non è consigliabile nemmeno il piatto di porcellana che si usa a casa. Meglio optare per la melamina. Esistono soluzioni molto chic, che si possono abbinare nei colori anche alle tovaglie o tovagliette all’americana, da scegliere sempre in stoffa. Per gli strofinacci invece, così come per gli asciugamani è consigliabile la microfibra, occupa meno spazio e si asciuga in fretta. “Di design, pratica e funzionale. La cucina, nei veicoli ricreazionali, viene studiata nei minimi dettagli, per garantire comfort e facilità di utilizzo in uno spazio contenuto”, spiega Ludovica Sanpaolesi, direttrice generale di APC, l’Associazione Produttori Caravan e Camper. “La cucina di un veicolo ricreazionale è così ben organizzata e versatile che è ottimale sia per chi ne fa un uso limitato, sia per chi vuole cimentarsi in veri e propri manicaretti”.
Check list in camper: 5 ingredienti…per alleggerire la cambusa
Zucchero, sale, caffè, olio, aceto. Questo l’essenziale. O meglio l’indispensabile da portarsi dalla cucina di casa per poter poi preparare semplici e deliziosi piatti con gli ingredienti che si acquistano sul posto.
Gli altri alimenti che troveranno posto nella cambusa dovranno essere decisi in base al tipo di vacanza che si sceglie, alla durata del viaggio e alle personali esigenze. E’ preferibile rifornire la dispensa di pochi altri generi necessari soprattutto per le emergenze, come la pasta o prodotti in scatola in confezioni possibilmente piccole. Per gli irriducibili della “over cambusa” non mancheranno, sughi pronti, minestre in busta, scatolette di tonno, fette biscottate.
Una delle buone regole del camperista è quella di non partire troppo carichi, ci sono dei limiti di peso che non devono essere superati. E’ inutile quindi partire da casa carichi di bottiglie d’acqua, quando la si può acquistare in qualsiasi supermercato una volta arrivati o fare il pieno nell’area di sosta.
Info: Salone del Camper di Parma, Fiere di Parma, Viale delle Esposizioni 393 A, Parma tel. 0521 9961, www.salonedelcamper.it
FOOD ZURICH: 10 giorni con gusto, all’insegna del futuro dell’alimentazione
A Zurigo tra pochi giorni ritorna l’ormai classico appuntamento con FOOD ZURICH, giunto quest’anno alla sua settima edizione. Dall’8 al 18 settembre la città ritorna ad essere il principale hotspot culinario europeo, un luogo di ritrovo per intenditori, curiosi e famiglie. In questo 2022 il festival celebra la cultura del cibo in tutte le sue sfaccettature, dallo street food allo slow food sino al fine food e per questa edizione pone una domanda ad operatori del settore, appassionati di alimentazione e a tutti noi: “come sarà il futuro culinario?”

In questi 10 giorni piatti svizzeri sperimentali incontreranno ricette tradizionali e tendenze internazionali, chef affermati ed emergenti si confronteranno tra loro, rinomati ristoranti si apriranno a nuove proposte in ambito alimentare, il tutto con un comune denominatore: tutto ciò che metteremo nei nostri piatti dovrebbe rendere le persone più sane e, soprattutto, salvaguardare animali e ambiente. L’evento avrà inizio giovedì 8 settembre allo Jelmoli Food Market quando gli chef degli hotel 5 stelle zurighesi Alex Lake Zurich, Baur au Lac, Marriott Hotel, Storchen Zurich, Park Hyatt Zurich, The Dolder Grand e Widder Hotel, cucineranno e si confronteranno sul tema “Farm to table”.
Oltre 100 eventi si susseguiranno all’interno di un ricco programma che prevede location nei ristoranti, per le vie della città, nei musei, nei castelli e nelle case private. Molte saranno le occasioni che inviteranno a partecipare in prima persona piccoli e grandi intenditori: dai corsi di cucina, ai laboratori fino alle apprezzate degustazioni. Si potrà sperimentare “in diretta” il lato culinario dell’agricoltura urbana, ascoltare interventi stimolanti di esperti in materia, passeggiare per il mercato Slow Food, imparare a cucinare con il cibo avanzato, scambiare idee di persona con esperti culinari che stanno ripensando al nostro modo di mangiare, partecipare alla pratica della fermentazione delle verdure, raccogliere erbe urbane e conoscere l’arte di preparare piatti a base esclusivamente vegetale. FOOD ZURICH è tutto questo e molto altro ancora, la partecipazione diretta di istituzioni come ETH (il rinomato Politecnico di Zurigo) e ZHAW (Università delle Scienze Applicate) è sinonimo infatti di “terreno fertile” anche per giovani, pionieri del settore e start-up per l’innovazione e la ricerca in campo alimentare.
In questi 10 giorni piatti svizzeri sperimentali incontreranno ricette tradizionali e tendenze internazionali, chef affermati ed emergenti si confronteranno tra loro, rinomati ristoranti si apriranno a nuove proposte in ambito alimentare, il tutto con un comune denominatore: tutto ciò che metteremo nei nostri piatti dovrebbe rendere le persone più sane e, soprattutto, salvaguardare animali e ambiente. L’evento avrà inizio giovedì 8 settembre allo Jelmoli Food Market quando gli chef degli hotel 5 stelle zurighesi Alex Lake Zurich, Baur au Lac, Marriott Hotel, Storchen Zurich, Park Hyatt Zurich, The Dolder Grand e Widder Hotel, cucineranno e si confronteranno sul tema “Farm to table”.
Oltre 100 eventi si susseguiranno all’interno di un ricco programma che prevede location nei ristoranti, per le vie della città, nei musei, nei castelli e nelle case private. Molte saranno le occasioni che inviteranno a partecipare in prima persona piccoli e grandi intenditori: dai corsi di cucina, ai laboratori fino alle apprezzate degustazioni. Si potrà sperimentare “in diretta” il lato culinario dell’agricoltura urbana, ascoltare interventi stimolanti di esperti in materia, passeggiare per il mercato Slow Food, imparare a cucinare con il cibo avanzato, scambiare idee di persona con esperti culinari che stanno ripensando al nostro modo di mangiare, partecipare alla pratica della fermentazione delle verdure, raccogliere erbe urbane e conoscere l’arte di preparare piatti a base esclusivamente vegetale. FOOD ZURICH è tutto questo e molto altro ancora, la partecipazione diretta di istituzioni come ETH (il rinomato Politecnico di Zurigo) e ZHAW (Università delle Scienze Applicate) è sinonimo infatti di “terreno fertile” anche per giovani, pionieri del settore e start-up per l’innovazione e la ricerca in campo alimentare.
Nell’edizione 2022 inoltre i visitatori avranno un motivo in più per partecipare alla manifestazione e soggiornare in città: gli alberghi di Zurich City Hotels (Associazione alberghiera degli hotel in centro a Zurigo) offriranno infatti la seconda notte gratuita in entrambi i week-end, dal 9 al 12 settembre e dal 16 al 19 settembre 2022.
FOOD ZURICH si conferma uno dei tre festival gastronomici più grandi d’Europa, organizzato in una città che è un paradiso per gli appassionati di cibo. Dalla cucina di altissimo livello, ai classici svizzeri, passando per ristoranti internazionali e street food esotici, nella città sulla Limmat i buongustai trovano “pane per i loro denti”, con più di 2.900 ristoranti che fanno di Zurigo una delle città a più alta densità di ristorazione al mondo.
Zurigo
Al centro dell’Europa e della Svizzera, affacciata sull’omonimo lago, attraversata dal fiume Limmat e attorniata dalle Alpi, Zurigo propone un’offerta unica che coniuga più di 50 musei, oltre 100 gallerie d’arte, boutique di prestigio di stilisti internazionali e zurighesi, numerosi ristoranti e locali trendy in particolare nei vecchi quartieri industriali riconvertiti, intensa vita notturna, avvenimenti per adulti e bambini. Una delle città con la miglior qualità della vita al mondo, Zurigo si raggiunge da Milano in sole 3 ore e mezzo di treno e un’ora d’aereo.
Borghi Europei del Gusto: “Turismo sostenibile”, si può… si deve!
MISSION
Nel 2016 Vittorio Veneto era inserita nella rete dei Borghi Europei del Gusto.
Nell’aprile del 2019 Borghi d’Europa presentava presso la sede del Parlamento Europeo a Milano il progetto dei “10 Percorsi Internazionali” nel quadro del progetto “L’Europa delle scienze e della cultura – patrocinato da ESOF2020 e dalla IAI (Iniziativa Adriatico Jonica”, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella Regione Adriatico Jonica) -.
Ogni Percorso prevede la partecipazione di almeno cinque Paesi Europei e di cinque Regioni Italiane.
I PERCORSI
La Via della Letteratura e della Poesia: La Via dei Norcini
Le Vie del Formaggio: Le Vie del Caffè: I Mulini del Gusto, le Vie del Pane e le Vie della Pizza ; La Via della Birra: Eurovinum, Il Paesaggio della Vite e del Vino
Aquositas, Le Vie d’Acqua: I Borghi della Storia: Terre di Roma;
Le Ferrovie (non) dimenticate e la Mobilità Dolce: Le Montagna dell’Informazione
Collinando, Le Terre di Collina
Nel corso del 2021 e del 2022 i giornalisti e i comunicatori di Borghi d’Europa hanno visitato e visiteranno tutte le località inserite nei percorsi, costruendo così un viaggio del buon e bello vivere fondato sugli scambi culturali ed i principi dell’interculturalismo.

A fine agosto 2022 si è incontrato a Vittorio Veneto il gruppo di lavoro dei Percorsi Internazionali, per fare il punto sullo sviluppo dell’esperienza e tracciare il programma per il 2023.
Nel contesto di un reale “turismo sostenibile”, una capatina, non a caso in orario pranzo/cena, in un paio di “osterie” (leggi bar, cicchetterie, ristoranti) vittoriesi, dove ottimi vini si abbinano alle eccellenze della tradizione locale (sia originali che con lievi contaminazioni) tutto ciò, era dovuto… per la serie “I racconti del buon evento”:
Osteria Dante da Buba (via Dante Alighieri 14, 31029 Vittorio Veneto TV) titolare Roberto Buba Saccon: dal ristorante all’osteria per proporre a un target più ampio, informale e giovane, aperitivi con cicchetti preparati al momento, stuzzichini da “sbecottare”, oltre a ottime insalate con freschi ingredienti di stagione oltre al famoso tortino di verdure con salsina allo yogurt e alle squisite polpette di carne ai vari gusti. Ottima anche la scelta dei vini, sia italiani che stranieri, in particolare dei francesi. Dietro al banco, con l’istrionico Buba – che spesso elargisce massime riprese da Tiziano Terziari (giornalista e scrittore italiano dello scorso secolo, noto per la sua saggezza) – non mancano i cordiali sorrisi delle splendide collaboratrici. Infine, ma non meno importate, il perfetto rapporto qualità-prezzo!
Apertura con aringa dal gusto delicato, accompagnato da un’affumicatura naturale (top segret la composizione dei legni dolci per l’affumicatura). A seguire, una pancetta arrotolata molto soffice e poco speziata, una bresaola deliziosa con pane fresco e fragrante, ma vera protagonista della degustazione, è la trota salmonata di Alessio Tonini, presentata a fettine sottili accompagnata da una julienne di porro, che con i crostini “Buba”, è stato un vero piacere della tavola!
Peculiarità della trota in questione: elevata digeribilità, poche calorie e tutte derivanti da proteine (di cui è ricca) è povera di grassi (soprattutto insaturi e comprendenti Omega3); ha una buona carica di sali minerali (ferro e potassio) e vitamine (D, B1 e PP) si tratta dunque di prodotto sinonimo di salute e di equilibrio organolettico. In genere raggiunge il peso di 5 kg, è alimentata con mangimi scelti, contenenti tra l’altro piccoli crostacei, insetti e alghe ricche di “carotineide”, la sostanza che dà la colorazione rosa alle sue carni.
Alessio Tonini è il titolare dell’Itticoltura Tonini di Saletto di Piave (nel comune di Breda di Piave in provincia di Treviso) azienda agricola specializzata che si è presto affermata nel suo settore: “Il nostro obiettivo è riuscire ad implementare la nostra attività produttiva utilizzando ciò che l’ambiente circostante ci autorizza a fare” – dice -. La trota in questione, è pesce di acqua dolce che appartiene alla famiglia dei salmonidi ed è “pesce sentinella” poiché vive e si riproduce soltanto in ambienti salubri con acqua pulitissima, fresca e ossigenata. E là, ove è sita l’azienda Tonini, lo spazio è punteggiato di fiumiciattoli e ruscelli, con acque limpide e pure, un vero contesto naturale d’eccezione! E’ un prodotto perfettamente rintracciabile in ogni momento del suo ciclo, dunque con origine garantita, cosa molto importante vista l’invasione di mercato di pesci di provenienze lontane, spesso incerte, talune volte privi delle certificazioni necessarie a livello sanitario e di qualità. E’ da cucinare come si preferisce, meglio se con semplicità di cottura – al forno o in padella, o sotto sale (come per il branzino) – senza abusare di aromi e spezie che rischiano di coprire parzialmente il gusto delicato, ma deciso della trota. Così si ottiene l’esaltazione delle carni per assaporarne al meglio il gusto fino in fondo. L’Itticoltura Tonini, con mirati interventi online e sulla stampa, produce servizi di comunicazione multimediale e dona materiale didattico – sull’acquacoltura e annessi – ai ragazzinii delle scuole elementari.
Abbinato alla trota, lievemente affumicata, per sua natura un po’ grassa, le “bollicine” sono di rigore: ci ha pensato Erik della cantina Moro (via Crede, 10 a Farra di Soligo TV) con il Menuz – giallo paglierino chiaro, profumi di lievito e crosta di pane, perlage fine ed elegante, aroma delicato, floreale e fruttato, gusto fine, sapido, persistente e armonioso – con il Ladin – giallo paglierino chiaro, perlage elegante, aroma floreale, molto fruttato, fine, sapido e armonioso e con il “colfond” Creda, giallo paglierino, torbido, con piacevole e persistente effervescenza, al naso, delicato, note floreali e fruttate, soprattutto di pera e di mela, ed una mineralità decisa e continua.

Questi vini – spiega Erik – vengono dai circa 3,5 ettari di vigne a bacca bianca, con piante di Glera – vitigno storicamente presente nel territorio trevigiano – poste su terreni calcareo argillosi con marne e arenarie. In vigna la coltivazione segue le regole dell’agricoltura convenzionale con particolare attenzione per l’ambiente e alcuni vecchi ceppi, risalenti agli anni ’70 e ‘ 80, sono allevati a “cappuccina modificato” (la potatura manuale e la piegatura dei tralci vengono effettuate in funzione delle fasi lunari): meno grappoli, ma uva più concentrata. In cantina le uve sono lavorate in purezza, trattate nel rispetto della materia prima per garantire al consumatore la massima espressione della qualità e per ottenere, ogni anno, circa 20.000 bottiglie tra Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG nelle versioni Prosecco Spumante Extra Dry DOCG, Spumante Brut “Prà Alt”, Prosecco Tranquillo “Beato”, Prosecco Frizzante “Bel Veder” e non manca il “colfondo”: il prosecco frizzante, secco e longevo della tradizione rurale delle colline di Valdobbiadene, Conegliano ed Asolo. Una fascetta di colore diverso per ogni annata differenzia le bottiglie rigorosamente chiuse con tappo a corona. E’ un vino “lento, rispettoso del tempo e dei tempi”, che mantiene una tipica fragranza e freschezza. L’Azienda Agricola Moro Sergio aderisce alla FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. L’organizzazione rappresenta e promuove i vignaioli che seguono direttamente tutta la filiera produttiva, dalla coltivazione della vigna, alla trasformazione dell’uva in vino, fino all’imbottigliamento e alla vendita.

L’Altropeo
(piazza Foro Boario, 13, 31029 Vittorio Veneto TV) di Paola Fiorentelli (vera “craftwoman”) è la “dea ex machina” dell’Altropeo: con il physique du rôle della “PR”, sempre elegante, modo di fare affabile e convincente e l’evidente capacità di creare consenso per quanto propone agli avventori che – non pochi – frequentano l’osteria (anche caffè, pub, wine bar) del Foro Boario vittoriese. Un onere impegnativo, ma non troppo, se c’è lo chef Renato Marchionni che garantisce una cucina attenta alla tradizione regionale, con prodotti ricercati e di accertata provenienza, anche da cucina povera e contadina.
Location tranquilla a fianco al vecchio ospedale di Vittorio Veneto diventato ormai un monumento, con arredamento caldo e accogliente, con divani in vimini, poltrone in pelle, tavoli in legno e arredo esterno contemporaneo, il tutto dà una spiccata personalità che mette a proprio agio chiunque e le proposte del giorno segnalate su una bella lavagna menù… già fanno aumentare la salivazione. Per aprire le ostilità, via di noccioline, pistacchi, rusticini, patatine e olive, anche ascolane e polpette varie, anche di pesce, tartine alici e baccalà con sugo rosso, mozzarelle in carrozza e altri stuzzichini ancora.
Poi quando il gioco si fa duro… Barchette (vassoi lunghi e stretti da disporre al centro della tavola) colme di finger food da mangiare a scotta dito: sarde in saor, crostini con baccalà mantecato alla vicentina con polenta, spezzatino di tenero vitello, radicchio e fagioli, formaggio e funghi, verdure grigliate (volendo, possibilità di primi e secondi) ma poi il clou: non a tutti piacciono le frattaglie, ma se la Paola porta una barchetta carica di… bicchierini pieni di trippa alla veneta in umido: mmmm… i mugolii diventano la colonna sonora della tavolata! E alla domenica, spiedo per tutti!
Per deglutire gustosamente il tutto, ovviamente ottima scelta di birre e vini, italiani e non… Provati un Traminac D.O. (vino di qualità della Croazia orientale: colore giallo paglierino con venature verdognole, ricco e intenso al naso, con sentori di frutta a polpa bianca e fiori esotici. Al palato è fresco, sapido, morbido ed equilibrato. Aromi puliti e tipici di spezie, piacevole freschezza e bevibilità al palato. Ottimo abbinato a piatti speziati e molto profumati, speciale con zuppa di cipolle o con risotti, poi con formaggi leggermente affumicati e carni bianche speziate); poi un Verdiso di Collalto, con la sua fine nota acidula lo rende fra i vini più caratteristici e rappresentativi della terra trevigiana: giallo paglierino con leggeri riflessi verdognoli, al naso note di frutta a polpa bianca, insieme a erba appena tagliata; freschissimo, sapido davvero beverino, ideale da aperitivo e in abbinamento ai pesci d’acqua dolce, alle torte salate estive e ai formaggi freschi); poi ottimo il Las Cuadras, uno spagnolo della Catalogna dal colore rosso rubino, limpido, impenetrabile, intenso e denso. Al naso schietto, fine, con sentori di prugna matura, ribes, liquirizia, spezie, pepe nero. Al gusto, di corpo, caldo, morbido, secco, fresco, leggermente sapido, giustamente tannico. Vino armonico, coerente, persistente, da abbinare a formaggi e salumi, anche alla porchetta); e ultimo, Le Monde, un ottimo Cabernet Sauvignon (note fruttate e speziate, al palato è piacevole, austero, mantiene un gradevole frutto sostenuto da una vellutata corposità. Abbinamento: a tutto pasto, è ideale con arrosti di carni rosse, brasati e selvaggina in generale).

Infine, dopo tutto, due grappe particolari: una, la De Negri plurivitigno (bianca tradizionale, da lungo invecchiamento in fusti di rovere, dall’eccezionale gusto, rotondo e pieno); l’altra, sempre De Negri, ma alla prugna (solo da aromi naturali, inconfondibile, ricorda nettamente il frutto, del cui succo contiene ben il 15%).
Davvero una cena piacevolissima e tutti felici contenti! Dunque… “Piacere di conoscerti, Paola!”
Associazione Culturale BORGHI d’EUROPA Piazzale Martesana 6 – Milano
Via Lussemburgo n.42 – Padova – tel.+39 3290422168
e-mail: info@italiadelgusto.com / borgaiolo@tiscali.it www.grandistoriedipiccoliborghi.blogspot.com
Max Gazzè, Beppe Carletti, Dente, Rumba de Bodas, Bandabardo’… torna La Notte del Liscio: 7a edizione sabato 3 e 10 settembre
La 7a edizione del festival dedicato al ballo tipico della Romagna e alle sue contaminazioni torna a Rimini e a Gatteo Mare (FC) per due sabati di folklore e allegria – A Rimini sabato 3 settembre Mirko Casadei e la sua POPular Folk Orchestra dedicano la serata centrale di “Balamondo World Music Festival 2022” al “Re del liscio” Raoul Casadei, con l’ospite d’eccezione Max Gazzè ad interpetrare, con la sua Orchestra, i grandi classici del liscio Casadei – Sabato 10 settembre a Gatteo Mare Moreno il Biondo e la sua Orchestra Grande Evento inaugurano la “Settimana del liscio” nel ricordo di Secondo Casadei duettando con grandi artisti come il rapper Moreno, Beppe Carletti, leader dei Nomadi e la neo scoperta di Italia’s Got Talent, Federico Martelli – Programma e info su www.notteliscio.it

“La “Notte del Liscio” (www.notteliscio.it, hashtag #notteliscio) torna in Romagna per riempire di musica e dell’emozione del ballo di coppia le piazze di Rimini e Gatteo Mare (FC), il paese natale del Maestro Secondo Casadei, nonché Capitale del Liscio e patria di “Romagna mia”, la canzone che ha dato il via al successo di questo genere, per due sabati consecutivi, il 3 e il 10 settembre.
Un appuntamento che rende omaggio alla forte cultura popolare della Romagna, a quella identità solare, positiva e accogliente, che contraddistingue questa terra. L’atmosfera quest’anno poi promette di essere ancora più calda, dal momento che si tornerà a ballare e ad abbracciarsi.
È al “Re del Liscio” Raoul Casadei che il figlio Mirko Casadei e la sua POPular Folk Orchestra dedicano La Notte del Liscio sabato 3 settembre a Rimini.
Piazza Cavour diventerà teatro del ballo folk romagnolo per la serata speciale della 7a edizione del Festival musicale Balamondo World Music Festival 2022, tre giorni di liscio e di sound internazionale (da venerdì 2 a domenica 4 settembre) sotto la direzione artistica di Mirko Casadei. Tutti gli ospiti saranno coinvolti nella sperimentazione e nella contaminazione con i classici della musica folk.
Se nelle scorse edizioni sono stati invitati a dialogare con la Mirko Casadei POPular Folk Orchestra artisti della scena internazionale, come Goran Bregovic, Simone Cristicchi, l’Orchestra Popolare della Notte della Taranta, la musica indipendente di Colapesce e Dimartino, il programma 2022 mette insieme la tradizione Casadei con Mirko Casadei e un grande nome del pop italiano, Max Gazzè, accompagnato dalla sua band di eccellenti musicisti, con Max Dedo ai fiati, Cristiano Micalizzi alla batteria, Clemente Ferrari alle tastiere, Daniele Fiaschi alle chitarre, e lo stesso Gazzè al basso.
In jam session con Mirko Casadei e la sua Orchestra, Gazzè interpreterà anche i grandi classici del Liscio Casadei.

Apriranno il Balamondo World Music Festival 2022 Cisco e la Bandabardò, venerdì 2 settembre, mentre Rumba de Bodas e Dente e Zibba saranno i protagonisti della serata conclusiva domenica 4.
Mirko Casadei con le sue sonorità rappresenta il segno identitario di una Romagna dove la musica è occasione di incontro, condivisione, relazioni artistiche e continua a immaginare questo suono come uno spazio di ricerca e di sperimentazione, rinnovando il senso del liscio come musica dove i ‘mondi collidono’.
Oltre a celebrare il grande Raoul Casadei, in questa edizione verrà omaggiato il “Maestro” Federico Fellini. Info e prenotazioni: 348.9491101; info@balamondo.it.
Sabato 10 settembre la 7a Notte del Liscio si sposterà a Gatteo Mare, per la serata introduttiva della “Settimana del liscio” (10-16 settembre), la kermesse con i migliori rappresentanti del folk emiliano-romagnolo.
L’appuntamento vedrà alternarsi sul palco dell’Arena Lido Rubicone, dalle 21, le voci più rappresentative della musica da ballo e le icone della musica italiana, insieme a Moreno il Biondo, patron dell’evento e la sua band, l’Orchestra Grande Evento, in collaborazione con il Meeting delle Etichette Indipendenti.
Proprio la sua orchestra, insieme alla “special guest” l’Orchestra “Concerto Cantoni”, coinvolgerà i presenti in uno straordinario gemellaggio tra musica da ballo tradizionale del folklore romagnolo e quella tradizionale della terra d’Emilia.
La serata avrà tra suoi grandi ospiti il rapper Moreno, in uno straordinario duetto con Moreno il Biondo che, oltre a rinnovare i brani della tradizione del liscio, porterà grandi sorprese nel duetto tra Moreno & Moreno.
Poi sarà la volta di Beppe Carletti, leader dei Nomadi, che con la sua fisarmonica duetterà con Moreno il Biondo sui brani tradizionali del liscio e racconterà in musica alcuni momenti della storica band.

A chiudere la serata sarà Federico Martelli, grande scoperta di quest’anno nel programma Italia’s Got Talent, che lo ha visto arrivare in finale grazie a “Bello Bello”, brano che ha riscosso un inaspettato successo anche sui social (oltre 2,5 milioni di visualizzazioni sul canale social del talent, piazzandosi primo in Top 50 Viral Italia su Spotify ed entrando nel weekend nella top 20 tendenze di Youtube). Insieme a Moreno, il cantante interpreterà in chiave rinnovata la storica “La Terra dei Cachi” realizzata da “Elio e Le Storie Tese”, di cui Moreno il Biondo ha realizzato l’arrangiamento nella versione “The Rimini Tapes”.
A condire il tutto, gli spettacoli di danza delle principali scuole di ballo romagnole, che, insieme agli ospiti, renderanno omaggio al Maestro Secondo Casadei, fondatore nel 1928 dell’orchestra Casadei e autore di centinaia di brani, tra cui “Romagna mia”, che sono entrati nel cuore della gente e continuano a far ballare intere generazioni.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria online. Info e prenotazioni a questo link: https://visitgatteomare.it/news/prenotazione-posti-arena-lido-rubicone/
Qui gli sport si imparano con i campioni Chechi, Rosolino e Cassarà
Dal 29 agosto al 4 settembre, tornano gli Experience Summer Camp, campi estivi per bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni, con istruttori specializzati e esperti. Qui la scelta di attività spazia tra camp multisport oppure tematici e tecnici, che si terranno nelle località dolomitiche della Val di Fassa, in Val di Fiemme e sull’Alpe Cimbra.
I camp sono pensati per passioni e predisposizioni diverse: in Val di Fassa sono proposti oltre 25 sport (arrampicata, mountain bike, golf, tennis, rugby, scherma…); nonché attività più creative (danza, musica, magia, fotografia, yoga con tutta la famiglia.
I professionisti in erba potranno perfezionarsi ai Camp più tecnici e negli Stage di alta qualificazione di nuoto, calcio, basket, equitazione. Oltre che dall’attività sportiva vera e propria le giornate saranno animate da tornei, giochi, passeggiate, spettacoli e balli. Ad accompagnare costantemente le giornate dei ragazzi sarà la natura del Trentino e, grazie a guide alpine ed esperti, impareranno a conoscere la flora, la fauna, le rocce delle Dolomiti, l’architettura dei paesi e la vita sugli alpeggi.

Istruttori “speciali”, anzi “olimpici”
In Val di Fassa, in particolare, il Summer Camp di Nuoto si avvarrà della presenza di tre icone del nuoto nazionale, Massimiliano Rosolino, Domenico Fioravanti e Nicolò Martinenghi, che seguiranno gli allenamenti dei ragazzi nelle piscine del parco acquatico Dolaondes di Canazei (www.experiencecamp.it/camp-tecnici/camp-nuoto-2/).
Sull’Altopiano della Paganella, nello scenario delle Dolomiti di Brenta, il campione olimpico Jury Chechi terrà un camp dedicato ai giovani appassionati di ginnastica artistica, il “Paganella Gym Camp”, della durata di una settimana, mentre altri camp estivi saranno dedicati alla MTB, al calcio, al rugby e all’equitazione (www.visitdolomitipaganella.it/it/jury-chechi-esperienze-paganella-gym-camp?_ga=2.71765527.528479181.1656312300-2084773389.1656053621).
Sull’Alpe Cimbra il “Folgaria Fencing Summer Camp”, rivolto ai giovani spadaccini, è tenuto dall’olimpionico di fioretto Andrea Cassarà in abbinamento a corsi di lingua inglese (www.alpecimbra.it/it/idee-vacanza/estate-bambini/folgaria-fencing-camp/1107-11811.html).
Il Milan Calcio organizza una settimana di camp estivo a Carisolo, con allenamenti guidati dai responsabili tecnici della squadra rossonera (www.campigliodolomiti.it/it/eventi/milan-junior-camp).
La squadra dell’Hellas Verona organizza invece un camp a Primiero, con allenamenti abbinati ad altre attività a carattere ludico e ricreativo (www.sanmartino.com/IT/hellas-summer-camp/).
L’ACF Fiorentina organizzerà il suo camp estivo a Canazei in Val di Fassa in concomitanza del ritiro a Moena, con la possibilità per i partecipanti di interagire anche con i calciatori della prima squadra, per un’esperienza ancora più memorabile (www.experiencecamp.it/camp-tecnici/fiorentina-summer-camp-calcio/).
In Val di Fiemme i ragazzi possono scegliere tra due camp molto divertenti: il “Bike Summer camp” che li vedrà impegnati in salite e discese in MTB e l’“English Sport camp” per imparare l’inglese divertendosi all’aria aperta (www.visitfiemme.it/it/italian-style-and-events/eventi/grandi-eventi/SCOTT-Bike-Summer-Camp-2022_e548643).
Il Buskers Festival torna per le strade di Ferrara!
E’ molto più di un festival di musica, il Ferrara Buskers è unione. Unione di arte, musica e culture diverse. Girare per il festival è un viaggio, un’esperienza in cui a ogni passo puoi scoprire un mondo nuovo.
Fino al 28 Agosto più di 100 artisti riempiranno le vie del centro storico di Ferrara dalle 19.00 fino alle 24.00. Dopo la mezzanotte il Festival continuerà con il Dopofestival al Parco Massari!

GLI ARTISTI
AMBRAMARIE, BANDARADAN, COSMONAUTIX, CURRAO, DAIANA LOU, DENMANTAU, EL KOTE, JPSON, KALLIDAD, KHUKH MONGOL, LEO MECONI, MAC DONALD’S FARMERS, MOSES, NATIVE YOUNG, OPAL OCEAN, PYRÒVAGHI, SLEEPWALKER’S STATION, THE TROUBLE NOTES, TRIBALNEED, TRIBUBU, TUPAHN, VERSADUO 432 HEARTS, AGNESE VALLE, ALESSANDRO CASOL, ALEX, ALEXELI DUO, ALICE ROSE, ALILEYA, ALVIN YONG, ANDREA DIDGERIDOOPLAYER, ANDREA SCABBIA, ANGELA FRANCESCONI, ASKE JULIUS, ASSOCIAZIONE ISAILIS, ASTRID, BALDO DEGLI UBALDI, BATTAGLIONE BATÀ, BRAMEA, CARICATURE BY BERNA, CHRISTOPHER DER HOFZAUBERER, CÍA. IDO LOCA, CINQUE UOMINI SULLA CASSA DEL MORTO, CLOWN LIVIO, COMPAGNIA OSIRIS, DANIEL GONÇALVES, DAUSHASHA, DIPLOMATICO E IL COLLETTIVO NINCO NANCO, DORETTA OTOMANTE, DRABA ORKESTAR, EGIN, EVA BOO, FANZINI PRODUCTIONS, FATHER&SON, FEDER, FLY JAZZ, FRASER AND TOOTS, GAIA MA, GASTÓN, GIANNI SCIAMBARRUTO, GIULIA MAZZA, GREX, HAIRYMANVANO, HANGÁCSI MÁRTON, HARBOUR MASTER FILIBUSTIERI, HODMADODDERY, I TAROCCHI CON GIUSEPPE, IL LUPO E LA FALENA, JOY, JUMBOREEL, KIMBERLY MCKEAN, LEGGERMENTE A SUD, LOQI, MAD EYES PRODUCTIONS, MAGALOT E MARÒ, MANTECA AL DENTE, MARAKATIMBA, MARCO VORABBI E LE DOVUTE PRECAUZIONI, MARIA NORINA LICCARDO, MARIAM SALLAM, MARIELLA GUERZONI, MARINA FATTORI, MARINA VIEL, MARTA BESANTINI, MATTEO CROCE, MONICA, MOVIMENTART, MUSICA MUTA, MYSTIC OWLS DUO, NICCOLÒ NARDELLI, NICOLAS, NILO (CLAUDIO SALVIETTI), NOI2, NONES CIRCO, NOT FOR ME JAZZ DUO, PACO MACHINE, PARADOXA, PATRIZIA CATANI, PER SE COMPANY, PETER JONES, PHILIPPA & MARLENE, PIANO BUSKER, PICUENTOS, POLVERE, PSYCODRUMMERS, RAGAZZINO, ROAMIN’ STREET BAND, SAFÍ TAROT, SARA FABI CANNELLA, SI PUÒ FARE BAND, SILICON VERONICA, SUMRAK, SWEET POPPIES, T.P.R. DOPPIO GIOCO, TA NÉA STRING QUARTET, THE BEETOOLS, THE CROWSROADS, THE POSITIVE BROTHERS, INC, THE WHITE WAVE, TITTI, TONI DIMONDI, TRICKSTER DUO, VILCABANDA SOUND SYSTEM, VLASHAJ BAND, WHY NOT?, ZAMBO SUPER PIZZA
Mostra mercato e altri spazi
Per la mostra mercato degli artisti artigiani sono istituiti i seguenti provvedimenti:
Largo Castello (da Controviale Cavour a Piazza della Repubblica): istituzione di divieto di fermata con validità dalle ore 8 del giorno 24 agosto 2022 alle ore 3 del giorno 29 agosto 2022 comprese le operazioni di allestimento e disallestimento;
Largo Castello (da Controviale Cavour a Piazza della Repubblica): istituzione di divieto di transito eccetto autorizzati alla manifestazione dalle ore 16.30 alle ore 1 del giorno successivo nelle giornate del 24 al 26 agosto 2022; nella giornata del 27 agosto dalle ore 10.30 alle ore 1 del giorno successivo; e domenica 28 agosto dalle ore 10 alle ore 24.
Mentre per il “Food village” a Piazza Castello è istituito il divieto di fermata e di circolazione (ammessi i veicoli dell’organizzazione) dalle ore 8 del giorno 24 agosto alle ore 18 del giorno 29 agosto 2022.
Per la Fiera dei Buskers invece, Piazza Travaglio sarà contrassegnata dai parcheggi a pagamento su stalli di sosta di colore blu e da stalli di colore giallo ove opera il mercato giornaliero, è istituito il divieto di transito e di fermata, ammessi gli autorizzati e/o gli operatori commerciali su area pubblica, nei giorni 24, 25, 26, 27 e 28 Agosto 2022, dalle ore 15.30 alle ore 2 del giorno successivo.
Strade chiuse
Le seguenti strade saranno chiuse nei giorni 24, 25, 26, 27 agosto 2022,
dalle ore 18 alle ore 01 del giorno successivo e domenica 28 agosto 2022 dalle ore 16 alle ore 24:
Controviale Cavour (dal c.n. 24 a Via Armari); Controviale Cavour (da Via Spadari a Largo Castello); Via Borgo dei Leoni (da Largo Castello a Via Padiglioni); Piazza Repubblica; Via della Luna (da Via Garibaldi e Via Malborghetto); Piazza Castello, Piazza Savonarola, Piazza Cattedrale, Piazza Municipale, Piazza Trento Trieste; Via Mazzini; Via Canonica;Via Contrari (da Via Canonica a Via De’ Romei); Via Voltapaletto (da Via Canonica a Via de’ Romei); Via Bersaglieri del Po; Via Adelardi;
Largo Castello
Corso Ercole I d’Este tratto da Largo Castello a Piazzetta Torquato Tasso Via Cairoli; Corso Martiri della Libertà; Via Garibaldi; Via Cortevecchia (da Corso Martiri della Libertà al c.n. 43); Corso Porta Reno (da Via C.Mayr a Piazza Trento Trieste); Via San Romano; Via Amendola; Piazza Gramsci; Via Ragno (da Corso Porta Reno a Via san Romano).
Sarà vietato transitare nei giorni 26, 27 agosto 2022 dalle ore 19.30 alle ore 1 del giorno successivo e nella giornata festiva del 28 agosto 2022 dalle ore 16 alle ore 22, nelle seguenti strade:
Corso Giovecca, da Largo Castello a Via Palestro, Largo Castello, da Corso Giovecca a Viale Cavour, Viale Cavour, da Largo Castello a Via Spadari, Corso E. I° d’Este – da Largo Castello a Piazza Torquato Tasso, Via Borgo dei Leoni – da Largo Castello a Via Padiglioni – Via Boldini
Dove parcheggiare gratis
Viale Cavour, carreggiata centrale nel tratto tra Via F. Berettae Contrada della Rosa e tra Via Barriere e Via Ortigara: entrambi i lati saranno area di parcheggio con sospensione del divieto di fermata esistente, dalle ore 19.30 alle ore 1, del giorno successivo nei giorni 24, 25, 26, 27 Agosto 2022, ed il 28 Agosto 2022 dalle ore 16 alle ore 24.
A Viale Cavour, tratto da Corso Isonzo fino a via Barriere Ortigara, vengono salvaguardate le fermate bus presenti.
Per gli invalidi invece:
Viale Cavour, carreggiata centrale da Via F.Beretta a Via Spadari e da Via Armari a Contrada della Rosa, istituzione di area di sosta riservata a persone invalide con validità dalle ore 19.30 alle ore 1 del giorno successivo il 24, 25, 26, 27 Agosto 2022, ed il 28 agosto 20122 dalle ore 16 alle ore 24.
Corso Giovecca, lato civici dispari, tratto compreso tra Via Frescobaldi ed il civico numero 105: istituzione di area di sosta riservata a persone invalide con validità dalle ore 19.30 alle ore 1 del giorno successivo il 24- 25- 26 – 27 Agosto 2022 ed il 28 Agoso 2022 dalle ore 16 alle ore 24 con sospensione degli stalli a pagamento.
Via San Romano, lato civici dispari, tratto compreso tra la Via Baluardi ed il civico numero 145: istituzione di area di sosta riservata a persone invalide con validità dalle ore 19.30 alle ore 1 del giorno successivo il 24- 25- 26 – 27 Agosto 2022 ed il 28 Agoso 2022 dalle ore 16 alle ore 24
Per ciclomotori e motocicli
saranno istituiti parcheggi in via Spadari, presso i civi 4, 6 e 8, nei giorni del 24, 25, 26, 27 Agosto 2022, dalle ore 19.30 alle ore 1 del giorno successivo ed il 28 Agosto 2022 dalle ore 16 alle ore 24 con sospensione degli stalli di sosta a pagamento.
E in Corso Giovecca, lato civici dispari, nel tratto compreso tra il civico 105 e la Via Montebello: nei giorni 24, 25, 26, 27 Agosto 2022, dalle ore 19.30 alle ore 1 del giorno successivo ed il 28 Agosto 2022 dalle ore 16 alle ore 24
Variazioni ai bus
Sull’asse Giovecca Cavour (tratto da via Spadari a Via Palestro e Montebello), la circolazione sarà ammessa fino alle ore 19.30 dei giorni 24, 25, 26, 27 Agosto 2022; nella giornata del 28 agosto 2022 fino alle ore 15.30.
Via Cittadella, dal civico 12 al numero 20: istituzione del divieto di fermata, ammessi i bus di linea Tper con validità dalle ore 19.30 al termine servizio nei giorni 24, 25, 26, 27 Agosto 2022; nella giornata di domenica 28 Agosto 2022 dalle alle ore 15.30 a termine servizio.
ASSOCIAZIONE FERRARA BUSKERS FESTIVAL
via Mentessi 4 44121 Ferrara tel. 0532 249337
Dal servizio di chef a domicilio alla visita guidata tra botteghe e sapori, le new entry gastronomiche nell’Alta Valtaro
Il bello delle terre di confine è che, erroneamente considerate ai margini della geografia convenzionale, si rivelano in realtà cuore e punto d’intersezione di culture e idee, metabolizzate e rielaborate per esprimere progetti ed esperienze originali. È esattamente questa la dinamica che ha portato l’Alta Valtaro a diventare il teatro di svariate novità in ambito enogastronomico, capaci di valorizzare la tradizione con la fantasia e il gusto per l’innovazione.
AbateWala
Nato da un progetto di riscoperta e approfondimento delle materie prime e dei piatti della tradizione locale e con un nome preso in prestito da un geniale monaco del monastero di Bobbio, AbateWala si è trasformato col tempo in un servizio di chef a domicilio di altissimo livello, dove sapori e ricerca sui prodotti del territorio si amalgamano per offrire un’esperienza indimenticabile. Ingredienti a km0, sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze valtaresi sono il vero carburante di una cucina mobile installata su un camioncino militare 4×4 che diventa il punto di partenza per la consegna direttamente a casa dei clienti di cene preparate sul momento. L’ultima novità introdotta dai fratelli Ciancolini sono le serate show cooking con cena inclusa, in cui cucina e storytelling si fondono per offrire ai presenti una full immersion gastronomica.
Tel. 334 1030149

Così è (se vi pare)
Altra ventata di novità nell’offerta culinaria dell’Alta Valtaro è poi arrivata con Alessandro Delnevo, borgotarese classe 1982, che dopo anni di esperienze ha coronato il sogno di tornare a casa con “Così è (se vi pare)”, un ristorante gourmet intimo ma allo stesso tempo informale, dove la materia prima è di qualità eccellente e viene lavorata con rispetto e creatività. Diplomato all’Alma, di cui ha frequentato sia il corso di tecniche di base sia il Corso Superiore di Cucina Italiana, da aprile 2019 ha ricoperto il ruolo di chef de partie nel ristorante stellato “Tano Passami l’Olio” a Milano e poi quello di chef a “Origano” a Parma, alla corte di Massimo Gatti, anch’egli di origine borgotarese.
Tel. 333 245 1088

Il Borgo di Tara
Tra boschi, prati e pascoli, un piccolo borgo di pietra risalente almeno al 1850 si è rivelato il contesto ideale per dare vita a Il Borgo di Tara, agriturismo vegano immaginato e realizzato da persone che di questo luogo si sono letteralmente innamorate. Priva di ingredienti di origine animale, la cucina comprende marmellate, conserve, tisane, succhi ed elisir digestivi autoprodotti. Un vero e proprio ritorno alla natura a Tovi di San Pietro, in un angolo incantevole avvolgente dell’Appennino Parmense.
Tel. 0525 98011
Cioccolateria Biolzi
Fondata nel 1979, la Cioccolateria Biolzi di Bedonia – dove è obbligatoria una tappa al Museo Vescovile – è una storia di famiglia, che vede oggi Marco Biolzi scrivere un nuovo capitolo mettendo a frutto la propria esperienza internazionale di pasticciere e la conoscenza dell’antica tradizione. Accanto a prodotti dolciari già presenti all’inizio del ‘900, la cioccolata è oggi diventata la specialità che riassume dà un sapore a una divorante passione. Tra i cult del catalogo, le tavolette d’autore Le Bimbe, le pratiche varianti da passeggio su stecco, la crema spalmabile e, ovviamente, le edizioni speciali per San Valentino.
Tel. 347 0172336

La Vecchia Compiano
Nella piazzetta di Compiano, inserito nella lista dei Borghi più belli d’Italia, anche grazie allo splendido castello, La Vecchia Compiano è un continuo e sentito omaggio alla cucina del territorio. Nel menu elaborato da Michela Biolzi, che qui aveva lasciato il cuore, antichissime ricette tramandate di generazione in generazione si alternano a piatti frutto di tecniche più contemporanee. Il km0, la cultura del territorio e la stagionalità sono i principi chiave di una filosofia che lega le proposte ai vari momenti dell’anno. Se l’autunno e l’estate portano ad esempio sulla tavola funghi porcini Igp di Borgo Val di Taro, tartufo nero della Vallato e tartufo bianco, la primavera è il momento dei funghi prugnoli. Nella cantina del palazzo, appartenuto al capo dai Dragoni ducali di Maria Luigia d’Austria, riposa una selezione di vini importante e sempre in evoluzione.
Tel. 393 3643001
GustaBorgo
Da questo excursus di novità, si intuisce come l’Alta Valtaro sia ricca di prodotti che chi viene in visita non può non assaggiare. È il presupposto che ha ispirato la nascita di GustaBorgo, visita guidata del sabato pomeriggio con la guida Giacomo Galli (Visit Emilia) lungo Via Nazionale a Borgo Val di Taro per parlare di gastronomia tipica e scoprire vecchie e nuove botteghe, degustando i sapori caratteristici della zona. A Borgo in Tavola, Cinzia racconta ad esempio della torta d’erbe di Borgo Val di Taro a base di bietola cruda, Parmigiano 30 mesi e olio, che ha imparato a preparare dalla nonna. In uno dei bar del centro, si assaggia la birra del Birrificio Turris, che firma anche varianti al sentore di miele e crosta di pane oppure alle more o alle castagne. In attesa dell’inaugurazione del Museo del Fungo del 17 settembre, Sofia spiega come l’amore per i miceti sia una questione di famiglia e illustra le specialità tematiche della Bottega del fungo. Sono invece Giovanni e Paola a ripercorrere la storia dell’artista dei dolci Maurizio Steckli, arrivato dall’Engadina a Borgo Val di Taro nel 1915 per dare il via a una produzione dolcissima che oggi ha un simbolo nell’Amor, wafer croccante alla crema di burro rotolata in mezzo alle mandorle. Il tour si conclude a “Le Bontà di Camisa, dal 1929”, dove i riflettori sono puntati su la “Baciocca”, torta di patate con base di foglia di castagne.

Fiere
Non sono certo novità ma riservano sempre piacevoli e golose sorprese le manifestazioni gastronomiche tradizionali del territorio. Il 17 e il 18 e il 24 e il 25 settembre 2022, torna a occupare i luoghi storici di Via Nazionale e dintorni la Fiera del Fungo di Borgo Val di Taro, grande evento di interesse internazionale, che ogni anno attira un pubblico sempre più numeroso con la sua combinazione di tipicità locali e ultime tendenze del settore food & wine.
Dal 30 settembre al 2 ottobre, Albareto riconquista il ruolo di cuore pulsante della Fiera Nazionale del Fungo Porcino, in un tripudio di voci desiderose di raccontare le storie dei sapori dell’Appennino. Nella versione di quest’anno, l’evento si concentra su un ricco mercato di prodotti alimentari e non, che partecipano alla straordinaria celebrazione del re del sottobosco.
Per informazioni: Turismo Valtaro
Tel: 0525 96796
e-mail: info@turismovaltaro.it
www.turismovaltaro.it
I SUONI DELLE DOLOMITI, GRANDE MUSICA SOTTO LE VETTE
Un mese di appuntamenti negli scenari più affascinanti delle Dolomiti trentine, raggiunti a piedi dal pubblico e dai musicisti che qui si esibiscono in concerti che spaziano dalla musica classica al jazz, dalla world music alla canzone d’autore. Dal 22 agosto al 23 settembre la ventisettesima edizione del Festival che sarà aperta dal tributo dei Radiodervish a Franco Battiato
A partire dal 22 agosto tornano sulle montagne del Trentino Patrimonio Mondiale UNESCO I Suoni delle Dolomiti, il festival che da ventisette anni porta in cima alle montagne trentine il meglio della musica internazionale
Ogni anno idee e sonorità nuove percorrono sentieri e pareti, ogni anno si aggiungono scenari nuovi, ogni anno torna la voglia di sperimentare e mettersi in gioco anche nel dialogo tra artisti, pubblico e natura. E ad ogni edizione migliaia di persone scoprono la montagna come luogo di meraviglia e incontro, come esperienza da ricordare e, soprattutto, da vivere. Musicisti e pubblico risalgono a piedi i sentieri fino a conche e prati, radure, vette dove il suono degli strumenti dialoga con il paesaggio circostante, gioca con l’eco, rende unico un giorno di sole, o insegue una folata di vento.
Il calendario di questa edizione, con 17 appuntamenti, si sviluppa dal 22 agosto al 23 settembre esplorando una montagna in grado di regalare colori e panorami come in pochi altri momenti dell’anno.

Lunedì 22 agosto a Malga Tassulla in val Nana, ai piedi del Monte Peller nelle Dolomiti di Brenta il festival si apre con il concerto-tributo a Franco Battiato di Radiodervish; due giorni dopo, a Camp Centener sopra Madonna di Campiglio, ad esibirsi sarà la cantautrice berlinese Alice Phoebe Lou.
Il programma della musica classica è aperto da una formazione d’eccezione, l’Amsterdam Sinfonietta, il 26 agosto sul Monte Agnello in val di Fiemme al cospetto del Gruppo del Latemar. Si prosegue il 2 settembre nelle Dolomiti di Brenta con l’Ensemble Zefiro, tra le più apprezzate formazioni di musica antica e barocca. Gipsy Baroque è l’originale e inedita rilettura del repertorio classico e antico propria di Vittorio Ghielmi e il Suonar Parlante Orchestra che si esibiscono il 5 settembre a Malga Canvere in val di Fiemme. I laghetti di Bombasel, sempre in Val di Fiemme, faranno invece da cornice al concerto del Trio Italiano d’Archi – formato da tre prime parti soliste dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai – in programma il 14 settembre, mentre venerdì 16 i prati di Vallesinella Alta nelle Dolomiti di Brenta accoglieranno l’ArdeTrio, che accosta bandoneon, violino e viola, per spaziare dal barocco al Tango Nuevo. E nell’ultimo appuntamento dedicato alla musica classica, il 19 settembre al rifugio Pertini ai piedi del Sassolungo, spazio per due giovani e già affermate artiste internazionali, per tecnica e repertorio, la violinista Alena Baeva e la violoncellista Anastasia Kobekina.
Nel mondo sempre più ricco di gruppi di canto a cappella, Accent si è ritagliato una propria nicchia e il loro repertorio ispirato alle magiche armonie del jazz sarà proposto il 31 agosto ai Prati Col sopra San Martino di Castrozza.
Sempre per il genere jazz, il 7 settembre al rifugio Cacciatore in val d’Ambiéz, si esibisce il duo Jean Luis Matinier (fisarmonica) & Kevin Seddiki (chitarra), con il progetto “Rivages”, una musica da camera vibrante, aperta all’incontro, per un viaggio tra stili ed epoche musicali diverse. Non c’è al momento un formato musicale che definisce lo stile di HalliGalli Quartet, tra swing, gipsy jazz, ritmi afro-americani e latini; di sicuro l’appuntamento sul Col Margherita del 9 settembre si annuncia come una “gioiosa festa” (che è poi la traduzione di Halli Galli). Il concerto del 18 settembre a Passo Lavazè, è un vero e proprio omaggio a Chick Corea, da parte di una formazione poliedrica che raccoglie le esperienze classiche, contemporanee e jazz di Andrea Dulbecco, Alessandro Bianchini, Marco Micheli, Nicola Angelucci.
Marco Paolini, insieme al chitarrista Alberto Ziliotto, sarà il protagonista dell’Alba delle Dolomiti, quest’anno ospitata nello scenario del Gruppo del Catinaccio al Prà Martin sul Ciampedìe il 29 agosto, con un progetto speciale, dedicato allo scrittore Luigi Meneghello.
Saranno invece le Dolomiti di Brenta ad accogliere i partecipanti del Trekking dei Suoni, in programma dal 10 al 12 settembre (a pagamento e su prenotazione) con l’altro progetto speciale di questa edizione, all’insegna della world music. Protagonista con Mario Brunello, Gevor Da bagyan uno dei più grandi rappresentanti della tradizione Armena del duduk, piccolo strumento tradizionale ad ancia, che nel concerto conclusivo a Malga Brenta Bassa, si uniranno alle voci del National Chamber Choir of Armenia, una vera icona della cultura Armena, e dal Dabaghyan Duduk Trio per un evento nel segno della polifonia sacra europea, di canti e balli della tradizione popolare dell’antico continente.
Come l’apertura, anche la chiusura dell’edizione 2022 sarà nel segno della canzone d’autore e affidata a due grandi interpreti come Elio per l’omaggio a Enzo Jannacci insieme ad altri cinque musicisti, stravaganti compagni di viaggio, che formeranno un’insolita e bizzarra carovana sonora (21 settembre a Villa Welsperg – Pale di San Martino), e Max Gazzè (23 settembre in Val San Nicolò – Val di Fassa).

I Suoni delle Dolomiti è un progetto di comunicazione e di turismo culturale e ambientale ideato e curato da Trentino Marketing assieme alle Aziende per il Turismo della Val di Fassa, della Val di Fiemme, di San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi, della Val di Non, di Madonna di Campiglio e di Dolomiti-Paganella e con la collaborazione di Sat, Associazione Rifugi, MUSE, Guide Alpine del Trentino, Soccorso Alpino del Trentino, Croce Rossa del Trentino.
Direzione artistica di Mario Brunello
www.visittrentino.info/it/isuonidelledolomiti
Montaldo Roero: il “ponte dei sapori” e “montaldogs”, due eventi da vivere insieme
L’Amministrazione Comunale con piacere informa che anche quest’anno andrà in scena l’ormai celebre: “PONTE dei SAPORI”. La serata evento si terrà sabato 27 agosto 2022 alle ore 20.30 e la cornice sarà proprio il famoso ponte, ovvero una struttura architettonica costruita all’inizio degli anni 30 che verso il declinare degli anni 90 si è impreziosita della menzione: Ponte dei Sapori. Un ponte che unisce, lega e abbraccia la profondità dell’anima paesaggistica con il lavoro dell’uomo, il sudore, le tradizioni e il nuovo che avanza. Il Ponte di Montaldo Roero, tra le antiche rocche, ancora una volta si trasformerà e diventerà un grande salone con le tavole preparate sotto le stelle del Roero, circondato dal meraviglioso paesaggio che per l’occasione emanerà tutta la sua magia. Ad impreziosire la mise en place di ogni tavolo un centro tavola realizzato dai bambini di “Estate Ragazzi” in modo tale che tutta la comunità, anche i più piccini, si senta coinvolta per la grande festa.

Prima della cena
Aperitivo e carosello di finger food presso le “Isole dei Sapori”
Menù della serata
Battuta al coltello
Insalatina di galletto, uvetta e raschera
Risotto gorgonzola e caramello
Arista di maiale con prugne
Torta alla nocciola con crema al moscato
Caffè e vini dei produttori di Montaldo Roero
La cena verrà accompagnata da canti popolari e dalla musica del sax di Gianluca Roagna
Catering a cura di: Antico Borgo – Monchiero (CN)
ticket di partecipazione 50 euro a persona
Tra le novità di quest’anno un pensiero enologico, da parte dell’Amministrazione Comunale, realizzato dai produttori di vino di Montaldo Roero a chi soggiornerà in paese per almeno due notti tra il 24 e il 28 agosto presso una delle strutture territoriali.
POCO BURRO CA’ D’ARTE – 328.2112873
CASA DELLE ROCCHE – 335.7070178
ROERO NOTTETEMPO – 335.1011277
CASA CHIAVASSA – 366.7436159
IL RICCIO E LA CASTAGNA – 347.4514021
SUL BRIC alloggi vacanze – 328.5716571

Festa canina senza distinzione di RAZZA
Torna quest’anno anche il gioioso evento dedicato agli amici a quattro zampe. Chiunque abbia un cane e avesse il piacere di vederlo protagonista può raggiungere Montaldo Roero domenica 28 agosto e portarlo a sfilare tra le vie del paese. Non ha alcuna importanza la razza, la taglia, il colore, la fede politica o religiosa, l’importante è che abbia quattro zampe e faccia BAU!!! Un pomeriggio di allegria con i nostri amici pelosi.
Bisognerà soltanto iscrivere il cane entro le 15,30 al “BAU POINT” che sarà posizionato all’ingresso del paese sul mitico ponte. Tra le 16.00 e le 18.00 sarà sufficiente passeggiare per le vie del paese (al guinzaglio per ovvi motivi), godendosi le rocche e quanto di piacevole verrà allestito per la festa. Una giura segreta e nascosta valuterà gli animali e alle 18.30 circa avverranno le premiazioni. Il più bello, il più simpatico, il più caratteristico, il taboj (pronuncia tabui) in onore ai cani da tartufo delle nostre terre e il più montaldese, ovvero il cane che più ci assomiglia!!!
Sarà divertente per i nostri amici a quattro zampe, per le persone che ci raggiungeranno e per noi tutti. Non mancate all’appuntamento con: MONTALDOGS.
Al momento dell’iscrizione ogni cane riceverà un collarino realizzato dai bimbi di “Estate Ragazzi” e non mancheranno altre sorprese e gadget. Ticket di partecipazione 5 euro a cane.
Il PONTE dei SAPORI e MONTALDOGS sono due degli appuntamenti che andranno in scena durante le giornate di festa di fine agosto a Montaldo Roero (CN). Venite a scoprire le bellezze delle rocche, a respirare l’aria pura, a passeggiare tra i castagneti secolari e le vigne prosperose, a nutrirvi della magia dei tipici “Ciabot”, a scoprire un mondo tanto agreste quanto rilassante da vivere tutto l’anno.
Vi aspettiamo a braccia aperte!!!

Amministrazione Comunale di Montaldo Roero (CN)
Informazioni e prenotazioni per la cena sul Ponte e per la partecipazione a Montaldogs:
017240053 – 3939879003
montaldo.roero@ruparpiemonte.it
Al mare, in Appennino o nelle città d'arte: Ferragosto da Piacenza a Rimini, dai parchi appenninici fino alle rive dell’Adriatico
Grande scelta per il Ferragosto 2022, per ragazzi e non più, famiglie e turisti: in spiaggia, un classico italiano che sulla riviera emiliano-romagnola viene declinato tra feste, concerti e fuochi d’artificio, oppure nelle città d’arte, pronte ad accogliere visitatori e turisti con aperture straordinarie e offerte speciali; e ancora, un Ferragosto immersi nella natura e nei borghi più belli del mondo!

In Emilia-Romagna chiunque può vivere come preferisce il giorno di festa dell’estate per antonomasia, grazie a un’offerta turistica variegata e trasversale.
Come ogni anno il 14 agosto Cervia festeggia il compleanno di Milano Marittima: quest’anno il concerto celebrativo sarà tenuto dalla Grande Orchestra “Città di Cervia”, la stessa che la mattina seguente (15 agosto) si esibirà in un esibizione all’alba sulle rive dell’Adriatico per continuare la festa in spiaggia per il Ferragosto con gli autori nell’ambito di Cervia Ama il Libro.
A mettere in fila i più interessanti tra tutti gli appuntamenti e gli eventi in programma da Piacenza a Rimini, una guida di Travel Emilia-Romagna, il blog ufficiale del turismo in Emilia-Romagna.
Al confine tra i comuni di Cesenatico e Gatteo Mare, il ferragosto sarà scandito dalle note e dal ricordo del “Padre del liscio”, il grande maestro Raoul Casadei nato proprio il 15 di agosto: la Mirko Casadei POPular Folk Orchestra, accompagnata da ospiti d’eccezione, proporrà infatti delle inaspettate versioni dei grandi classici della tradizione romagnola sotto il cielo d’agosto.
La città di Rimini come ogni anno propone per la metà di agosto tante iniziative in programma. Il 13 agosto gli amanti della musica elettronica sono tutti invitati al Circoloco, il party ibizenco che approda sulla spiaggia della Rimini Beach Arena con dj nazionali e internazionali. Due giorni dopo (14 agosto) lo show si ripete, questa volta con il Social Music City che accoglie i più grandi dj techno riuniti, tra cui l’acclamato Paul Kalkbrenner. Immancabili la notte del 14 agosto i fuochi d’artificio, ancora più suggestivi se ammirati dalla Ruota Panoramica.

Le città d’Arte dell’Emilia-Romagna sono ottime mete da raggiungere, pronte per accogliere visitatori e turisti con aperture speciali ed eventi.
Per conoscere tutte le aperture dei musei statali dell’Emilia-Romagna è sufficiente consultare www.musei.emiliaromagna.beniculturali.it. Gran parte dei luoghi della cultura sono aperti per Ferragosto e organizzano eventi, mostre tematiche e visite guidate speciali.
Per gli amanti di escursioni e passeggiate in totale libertà, Ferragosto è un’ottima occasione per una escursione nei tanti Parchi naturali dell’Emilia-Romagna. Per saperne di più è a disposizione il sito regionale con l’elenco di tutti e 17 i parchi (nazionali e regionali).

Hausbrandt Trieste 1892 SpA: specialità caffè, birre e vini
A Trieste nasce nel 1892, il marchio “Specialità Caffè Hausbrandt”, la prima azienda che propone prodotti lavorati e confezionati in contenitori metallici sigillati già all’interno del proprio stabilimento. Alla fine degli anni ’80, con la rivoluzione imprenditoriale apportata dal nuovo presidente, Martino Zanetti, il logo-tipo “Moka” divenne protagonista di uno sconvolgente restyling che ne ridisegnò i lineamenti in modo più raffinato e sobrio. Più intenso nei colori del rosso e dell’oro, Moka si animò ancora di più sfoggiando una veste maggiormente comunicativa e attuale.

Hausbrandt si dota di infrastrutture, impianti e attrezzature, che tenendo conto del progresso tecnico e della ricerca scientifica sostenibili, favoriscono una vita sicura e salubre per i propri collaboratori, i propri clienti e, in generale, per la collettività, permettendo, allo stesso tempo, una razionalizzazione dei costi di produzione. L’obiettivo più importante è l’ammodernamento impiantistico (iniziato nel 2016) in parte già realizzato con l’inserimento di numerosi nuovi macchinari tecnologicamente avanzati, ma, soprattutto, l’inaugurazione del nuovo polo logistico, il cui tetto, interamente ricoperto di pannelli fotovoltaici, consentirà di fornire l’energia residua agli stabilimenti produttivi.
Nel 2017 – 125 anni dopo la nascita – si inaugura il nuovo e tecnologico “Polo logistico Hausbrandt”, dove trovano spazio in un’unica realtà, i magazzini del caffè Hausbrandt (3000 mq) delle birre Theresianer (1200 mq) e dei vini Col Sandago (oltre 500 mq).
Nel 2019 si completa il secondo grande rinnovamento della Corporade Identity con la presentazione del nuovo logo e di tutta l’immagine coordinata. Inoltre, incrementando la capillare rete distributiva, Hausbrandt, riesce a garantire una distribuzione del proprio caffè a livello internazionale.

Il perseguimento dell’eccellenza, frutto della costante selezione di referenze di elevata qualità, ha portato “Hausbrandt Trieste 1892 SpA” a ricoprire una posizione di rilievo nel mondo del caffè che travalica i confini nazionali contando oggi, Società anche in Austria e Slovenia.

Quando nella strategia di un’azienda si fissano obiettivi ambiziosi, ogni dettaglio diventa la chiave per il loro conseguimento. Tecniche agronomiche avanzate, selezione e miscela delle varietà più pregiate di caffè, tostatura monitorata da sistemi digitali: tanto lavoro in nome della qualità ha bisogno delle mani esperte di professionisti per giungere nella sua forma più inebriante al palato del consumatore.
Le preziose miscele di caffè si incontrano quindi perfettamente con macchine professionali, in grado di esaltarne al meglio le caratteristiche organolettiche e con la maestria di barman preparati e assistiti in ogni loro esigenza.
L’azienda di Martino Zanetti ha scelto di raggiungere il consumatore proprio attraverso la mediazione dei gestori dei bar più qualificati. La loro esperienza, il rapporto continuo con i consumatori, insieme a una costante assistenza tecnica del personale di vendita dell’Azienda, assicurano quel gusto, quell’aroma e quella fragranza che hanno reso il “Caffè Hausbrandt” noto in tutto il mondo.
Competenza, conoscenza perfetta delle metodologie di estrazione e tensione verso la perfezione del risultato: questi sono i requisiti di un locale di successo, perché il percorso verso la tazzina veramente eccellente, ruota attorno ai concetti forti della cultura del caffè. Così, quando i locali scelgono di servire Caffè Hausbrandt, condividendo lo spirito che da oltre un secolo anima l’Azienda, si specchiano in un modo di pensare che li coinvolge profondamente e li porta ad eccellere. Fornitore e cliente risultano legati da uno stretto vincolo che rafforza ed esalta ancor di più le caratteristiche del prodotto caffè.
Le aziende coprono così una posizione di rilievo nel mondo della torrefazione, in ambito Italiano e internazionale, selezionando solo referenze di qualità elevata per una costante ricerca dell’eccellenza.
Vincere con la strategia e la tradizione
Hausbrandt Trieste 1892 S.p.A. è rappresentata da una squadra di persone che opera nel rispetto della tradizione di azienda familiare e delle idee che hanno garantito il successo fino ad oggi, con una strategia ben precisa per continuare a vincere nel futuro: ogni giorno, Hausbrandt, si dedica a creare prodotti, servizi e soluzioni per il consumatore che abbiano un altissimo valore aggiunto, una qualità indiscutibile e che garantiscano la miglior brand-experience, nel rispetto dell’ambiente e del mondo intero.

H.TS. 1892 S.p.A.
Via Foscarini, 52 | Nervesa d.B. 31040 (TV) – Italy
Corporate Web Sites: hausbrandt.it | theresianer.it | colsandago.it
Phone: (+39) 0422 – 8891

Festa dell’Antica pizza cilentana & premio nazionale Giungano Cilentum (l’abbraccio del Cilento)
Fino all’11 agosto 2022 torna la Festa dell’Antica Pizza Cilentana a Giungano (Sa). La sedicesima edizione vedrà il debutto del Premio Nazionale Giungano Cilentum, nato per celebrare un territorio unico con il patrocinio del Comune di Giungano, L’Unione dei Comuni Paestum – Alto Cilento e del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il nome Giungano deriva dal latino Juncus simbolo dell’Unione, jungere, cioè legare, (il giunco è una pianta usata per fare ceste e legacci n.d.r.) e il Premio sarà infatti destinato a personaggi ed artisti del panorama internazionale, che hanno saputo unire la tradizione all’innovazione, creando legami importanti di contaminazione per la conservazione e l’evoluzione della memoria storica.

La tradizionale Festa invade il borgo di Giungano, con i suoi profumi e sapori antichi, rivalutandone la tradizione ma soprattutto, traghettandoli nel futuro con una solida e sorprendente capacità innovativa. Organizzata da Pietro Manganelli e Giuseppe Coppola dell’associazione Cilentum Pizza, la Festa si è ritagliata uno spazio di prim’ordine tra gli eventi estivi della Campania e quest’anno, così importante per la ripartenza, si arricchisce della direzione artistica di Michele Pecora, un cantastorie, un artigiano di parole che ha saputo, nella sua lunga e fortunata carriera, rimanere “a tempo con i tempi”, senza però rinunciare alle sue ballate, alla sua musica e a uno stile inconfondibile. Michele è nato ad Agropoli e non a caso, torna dove affondano le sue radici:
“Sono un figlio del Cilento; questa terra mi ha regalato la poesia e la forza della sua storia, del suo paesaggio, un senso profondo di appartenenza. Un punto di riferimento nella mia vita e nella mia carriera. La canzone che mi portò alla vittoria di Castrocaro era proprio la descrizione de La mia Casa, dove sono nato ed oggi, idealmente, vi faccio ritorno con la voglia di rendere merito ed onore a questa terra”.
Sei giorni intensi e profumati, per il palato, l’olfatto, gli occhi e il cuore, a Giungano, dove tutto fiorisce, si rinnova con l’enogastronomia cilentana e la buona musica.
A condurre il Festival, Melissa Di Matteo, artista poliedrica che collabora da sempre con i grandi nomi dello spettacolo, ideatrice di numerosi eventi culturali nazionali che con la sua energia coinvolgente farà gli onori di casa sul palco della kermesse.
Il cartellone degli ospiti musicali sarà un caleidoscopico viaggio nella musica popolare e contemporanea per attraversare dimensioni magiche ed incontaminate come quelle di Enzo Gragnaniello e Tony Esposito. Tantissime le sorprese ancora da svelare per questa Festa che vede insieme alle danze e tradizioni popolari, aprire le porte al Premio Giungano l’11 agosto che ospiterà personaggi straordinari della nostra Italia, eccellenze della cultura italiana in ogni sua espressionedalla musica, al giornalismo, all’enogastronomia, per un viaggio che affonda le sue radici nel passato così ci proietta con forza nel futuro con la tradizione cilentana. Apriranno il 6 agosto i Kiepò, il 7 Agosto Paola Salurso, Angelo Loia & Progetto Oiza, Francesco Citera, l’8 agosto un mix di suoni e culture popolari (le sue sonorità inconfondibili caratterizzano anche i grandi successi di Pino Daniele) e il ritmo travolgente di Tony Esposito, il 9 Agosto i MusicaStoria, il 10 agosto Michele Pecora con tante novità musicali, riadattamenti di brani noti in una veste folk e tanti ospiti come il giovane cantautore calabrese Pasquale Sculco (dei Carboidrati di Amici). Giovedì 11 agosto, la musica di Enzo Gragnaniello e tanti ospiti che si faranno portavoce ed ambasciatori di questa grande Festa, in Italia.

La Festa sarà anche una vetrina importante per artisti e band emergenti (senza limiti di età) di Popular & World Music, che potranno iscriversi gratuitamente fino al 15 luglio al Premio Giungano, per proporre il proprio progetto artistico ad un ampio pubblico ed esperti del settore. (Info e iscrizioni sulla pagina Facebook e Instagram: Festa dell’Antica Pizza Cilentana di Giungano info@cilentumpizza.it).
La buona musica farà da colonna sonora ad una simpatica “sfida” che vedrà alternarsi dal 6 all’11 agosto ad un forno a legna nel centro storico, sei rinomati pizzaioli e chef (tra cui Valentino Tafuri, Cristian Torsiello stella Michelin, Michele Croccia, Cristian Santomauro, Pizzeria da Zero, Pietro Manganelli) con la loro proposta di Pizza Cilentana. Non una competizione ma la gioia di condividere un’esperienza divulgativa, di valore, nel rispetto della tradizione ma anche di crescita e apertura verso un futuro che ha sempre più bisogno di ricerca e senso di responsabilità nel settore enogastronomico. Tra gli ospiti del Premio l’11 agosto confermata anche la presenza del Maestro Pizzaiolo Errico Porzio, punto di riferimento per i veri cultori della pizza provenienti da tutta la Campania.

L’antica Pizza cilentana nasce dall’abbraccio, dall’unione della semola di grano duro con la farina di grano tenero, per un impasto unico nel suo genere con il quale si faceva il pane. Il sabato era un giorno di festa e scaldati i forni, si impastava l’antica pizza sia per verificare la temperatura del forno che per il piacere di riunire le famiglie nel giorno del riposo.
Ogni anno si rinnova la Festa di questa terra meravigliosa, del suo grano e le sue tradizioni.
“Il grano è la sostanza dei nostri pensieri, la terra produce il grano, l’uomo produce il sogno del grano ed è il sogno che consente il realizzarsi delle cose…L’Antica Pizza Cilentana a Giungano è Festa!”
Piemonte: Freisa, vitigno dell’anno 2022 (il Fresia o la Fresia?)
Una splendida dimora storica sabauda, un vitigno e, di conseguenza, un vino con secoli di vita alle spalle, una vigna metropolitana, la calda temperatura estiva e una vista su Torino affascinante. La Mole Antonelliana, simbolo della città, la grande Piazza Vittorio Veneto, il Monte dei Cappuccini, la Gran Madre di Dio e sullo sfondo le montagne e l’ovest, ovvero il passaggio di sempre verso la Francia, dove ai tempi della Torino Romana sorgeva la porta Segusina.
Sono forse attimi di surrealismo del passato, di pazzia del frigorifero come amava dire Lawrence Durrell, celebre scrittore britannico, nel definire la savia follia surrealista, o momenti di squisita realtà dei giorni nostri? Tutto vero e tutto reale, nulla di surreale. Una meravigliosa serata voluta e organizzata dall’Assessorato all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte insieme a VisitPiemonte nell’ambito delle iniziative di valorizzazione del freisa, vitigno dell’Anno 2022 del Piemonte. Lo scenario la Villa della Regina a Torino, Residenza Reale con il vigneto urbano coltivato a freisa, il vitigno storico autoctono piemontese diventa protagonista insieme ai produttori ed al Consorzio di tutela del Freisa di Chieri e Collina Torinese.
Con il Consorzio del Freisa anche il Consorzio di tutela del Barbera d’Asti e vini del Monferrato, il Consorzio di tutela vini Doc Pinerolese, il Consorzio di tutela vini Colli Tortonesi e il Consorzio di tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani. E poi i personaggi politici, i giornalisti, i tecnici del vino e gli ospiti: consumatori e appassionati.
Ma soprattutto c’è lui, il vino Freisa. Quando parliamo di vitigno freisa menzioniamo uno dei vitigni autoctoni piemontesi più importanti, basti pensare alla sua storia e alla sua qualità. Bisogna infatti tornare nel passato di alcuni secoli, nel 1500, quando era diffusa la sua coltivazione nell’area nord occidentale del Monferrato, tra le province di Asti e Torino, come attestano le citazioni del nome Freisa nei catasti del Comune di Chieri del secolo sedicesimo.
Una storia dunque di almeno 500 anni, così come appare dai documenti giunti ai giorni nostri. La sua presenza nei territori degli odierni Monferrato e Collina Torinese è sicuramente precedente, ma con altri nomi a indicarne l’uva locale. Ma come è stata possibile questa sopravvivenza della viticoltura e dell’enologia? Dalle invasioni barbariche che fecero seguito alla caduta dell’Impero Romano furono senza dubbio i monaci che, al sicuro dei loro templi religiosi, portarono avanti e tramandarono la coltivazione della vite e la produzione di vino richiesto sì per la celebrazione dell’Eucaristia, ma non solo. Per il vitigno freisa e altre uve di questo lembo di Piemonte racchiuso tra il fiume Po e il Monferrato si devono ringraziare i monaci Agostiniani dell’Abbazia di Vezzolano abili poi a diffonderne la coltivazione.
La sua diffusione si è poi allargata in tutta l’area astigiana, diventando nel tempo in molti comuni situati alla sinistra del fiume Tanaro il secondo vitigno coltivato dopo il barbera.
Oggi la superficie territoriale coltivata a freisa sul territorio piemontese è di circa 376 ettari, dai quali si producono i vini a denominazioni di origine controllata Freisa d’Asti, Freisa di Chieri, Piemonte Freisa, Colli Tortonesi Freisa, Pinerolese Freisa, Monferrato Freisa, Langhe Freisa. Parliamo di un totale complessivo di oltre 2 milioni di bottiglie prodotte da quasi 300 aziende vitivinicole.

L’evento è stato inserito in quello che viene definito come progetto “Vitigno dell’anno” nato dall’idea di raccontare e valorizzare i vitigni storici autoctoni della Regione Piemonte, in qualità di ambasciatori insieme agli altri prodotti agroalimentari di qualità.
Non si dimentichi infatti che Il Piemonte vitivinicolo si caratterizza per i vitigni autoctoni e i vini di qualità certificati, ecco perché si è voluto portare nel capoluogo il vitigno più torinese di tutti, scegliendo per il freisa una Residenza Reale, storicamente circondata dalla vigna. Una iniziativa che rientra a tutti gli effetti tra le azioni di marketing, presentazioni e degustazioni del vino Freisa durante l’anno per promuovere il vitigno e dare visibilità ai suoi territori di produzione con le sue tipicità e le aziende vitivinicole produttive.
Il Consorzio di Tutela e Valorizzazione delle DOC Freisa di Chieri e Collina Torinese, la cui Presidente è Marina Zopegni è nato nel 2002 e ha, come molti Consorzi, l’obiettivo di tutelare, valorizzare e promuovere i vini della collina Torinese. Inoltre si occupa di informare il consumatore e di curare gli interessi delle due denominazioni Freisa di Chieri e Collina Torinese.
Naturalmente ha poi il compito di svolgere le attività di vigilanza e promozione della viticoltura incoraggiandone le migliorie, sia nell’applicazione di sistemi di produzione più razionali ed ecocompatibili, sia nella produzione dei vini, mettendo a disposizione dei consorziati un’assistenza orientativa e tecnica oltre che di tutela legale nella protezione delle denominazioni.
Le denominazioni sono due: Freisa di Chieri dal 1973 e Collina Torinese nelle sue varie declinazioni dal 1999.
Il Consorzio associa oggi 8 aziende nelle province di Torino e di Asti.
Dalla serata evento di cui vi ho fatto menzione ho però voluto andare oltre. Non che fossi a digiuno in termini di vino Freisa, ci mancherebbe, ma la curiosità spinge sempre a volere scoprire qualcosa di nuovo, di apprezzabile, di comunicabile al pubblico. Ho pertanto raggiunto la città di Chieri per incontrare uno dei produttori di Freisa più rappresentativi nella sua cantina. Il nome non ha importanza, ciò che conta è il vino, e poi anche io ho un pizzico di savia pazzia del frigorifero.
Gustarsi un Freisa classico, storico, quello con le bolle, o per meglio dire frizzante, giusto per capirci con un risottino cucinato con fragole e Fresia è stato un vero piacere. Per non parlare dei Plin, l’agnolottino tipico piemontese preparato con le tre carni annaffiate dal vino Freisa in cottura, in abbinamento con un Freisa superiore.
Questa è una tipologia di vino che oggi si ottiene grazie alla ricerca effettuata nel tempo e all’innovazione tecnologica che consente di avere vini da lungo invecchiamento. Infine il Fresia dolce, quello che un tempo si chiamava amabile e dalla bassa gradazione, 5/6 gradi appena. A Chieri non puoi non abbinarlo alla tipica Focaccia di Chieri, un dolce tanto semplice quanto delizioso di cui ovviamente ho seguito tutte le fasi di preparazione in una delle pasticcerie più rinomate della città.
Una bella serata, una cantina con grandi vini e un’ottima cucina cosa chiedere di più dall’incontro con questo vino? Una domanda però c’è ancora: ma si dice il Freisa o la Freisa, alla piemontese? Una domanda alla quale in fondo non c’è risposta, in genere si tende a chiamare il freisa il vitigno e la Freisa il vino; sul territorio si ama il femminile riguardo al vino, forse per la finezza e l’eleganza, ma è anche un vino che al momento giusto esprime ruvidità e durezza da uomo, dunque maschile. Il o la poco cambia, fate come volete ma godetevelo perché merita e vi assicuro che non è surrealismo.
(Fabrizio Salce)

N.B.:
il nome del vitigno si scrive in minuscolo, mentre il nome del vino in Maiuscolo: Vitigno fresia e vino Freisa.
Ciò solo per amor di precisione e non per “supponenza”…
In vacanza con l’amico a quattro zampe…
Per chi ama viaggiare con il proprio cane, sono tante le mete ideali, sia d’estate che d’inverno. Per esempio, tra le Dolomiti, le montagne venete, dove si può passeggiare con il cane tra boschi e prati o di fronte a laghi dall’acqua cristallina, tutte mete perfette per chi vuole vivere una vacanza immersi nella natura e a tal proposito, la regione Veneto, propone un ampio ventaglio di paesaggi naturalistici, ancora oggi incontaminati e selvaggi, dove correre e giocare con il proprio animale. Anche la fascia collinare ospita splendidi borghi tra i quali perdersi in indimenticabili escursioni oltre alle famose ville venete che narrano ancora la storia di queste terre. I turisti si potranno rilassare anche presso le numerose località termali: il bacino euganeo, le terme di Recoaro e di Caldiero e numerose altre, tutte circondate da un buon numero di strutture turistiche “animali ammessi”. Il Veneto vanta persino 6 aree protette naturali con spiagge dorate e acque limpide: un litorale che ottiene sempre “Bandiere Blu”; e pure lì, sulla costa, non mancano le strutture pet-friendly e le spiagge alle quali è possibile accedere anche con Fido o Fuffi. Molte le opportunità per trascorrere liete vacanze con il proprio cane, a Cortina d’Ampezzo:

Nella gara virtuosa con mare e città d’arte, anche la montagna si ritaglia il suo spazio: scelta dal 15% dei quasi 30 milioni di italiani in vacanza in questa estate 2022. Località rappresentativa, Cortina d’Ampezzo, con il suo bilancio positivo: molto bene giugno e luglio e con agosto che va verso il tutto esaurito con la grande spinta del turismo internazionale soprattutto dal nord Europa, ma anche dagli Stati Uniti. Permanenza media dai 5 ai 7 giorni e, ovviamente, c’è chi non rinuncia ad andare in vacanza con il proprio amico a quattro zampe; e Cortina si è attrezzata per accogliere questa particolare clientela.
In questi giorni saranno oltre 6 milioni gli italiani in vacanza con cane o gatto al seguito. E per le strade della “perla delle Dolomiti” è facile incontrare turisti col proprio animale.
Per qualcuno: “Qui a Cortina i nostri cani stanno proprio bene, visto che in città ci sono 40°…”.

Per qualcun altro: “Ottima l’accoglienza qui, per loro…”.
Sì, perchè qui non mancano gli alberghi che aprono le porte agli animali domestici: in Italia, sono il 12% del totale, ancora pochi, ma in crescita.
“Offriamo un servizio di dog sitting e camere predisposte per loro – è l’albergatore ampezzano Gherardo Manaigo che spiega – poi abbiamo un welcome kit con pacchetto di benvenuto (bocconcini, osso da masticare, ecc.); suggerimenti per i percorsi a piedi; coperta per cani, asciugamano, ciotola per il cibo e l’acqua (disponibili anche per l’acquisto); inoltre, da prenotare alla reception, un servizio di passeggiata o di toelettatura (su richiesta) e, per ulteriori esigenze, nei pressi c’è un negozio specializzato. Per tutto ciò, è richiesto un supplemento di 20 euro a camera/cane – conclude Manaigo -. Per evitare spiacevoli sorprese è comunque bene rivolgersi al personale dedicato reperibile in zona.
Massimo Bordoni, volontario ENPA: “E’ importante informarsi preventivamente circa le ordinanze comunali (che cambiano da zona a zona) che magari precludono l’accesso agli animali in particolari aree e non dimenticare di avvisare sempre dove si intende andare con il “quattro zampe”.
Da considerare sempre che:
i cani devono essere tenuti al guinzaglio in tutte le aree pubbliche dell’hotel. Le eccezioni per ogni hotel si possono trovare nelle brochure dell’hotel stesso disponibile in struttura o sulla pagina web alla voce “Servizi & Informazioni”, del sito della struttura. Se si proviene da un altro Paese, si chiede di osservare i seguenti regolamenti nazionali:
Microchip | Certificato sanitario veterinario | Verificare che il cane non appartenga ad una razza per cui è proibito il viaggio dalla legge del paese di arrivo | Codice generale di comportamento in pubblico |
Eh beh, “noblesse oblige…”
Welcome Dogs
info: https://www.zampavacanza.it/nei-dintorni/cortina-dampezzo
(Antonio Farnè inviato Tg2 Rai)
Bionda, piatta e dolce: è la cipolla di Cureggio e Fontaneto
Un viaggio nel novarese alla scoperta di un prodotto storico della terra. A cavallo tra il 1800 e il 1900 dai Comuni di Cureggio e Fontaneto non era certo inusuale vedere carichi di cipolle che partivano in treno per raggiungere i mercati di Milano e Torino. Erano e sono tutt’oggi le cipolle bionde, piatte e a basso contenuto di acidità: praticamente dolci. I tempi sono cambiati e sappiamo tutti come per certi prodotti tipici delle varie zone del Bel Paese si sia rischiata l’estinzione. L’avvento industriale, la migrazione delle genti, una vita meno condita dalla malora portarono alla deriva tante coltivazioni che, per squisita fortuna, negli ultimi anni si sono riscoperte e rivalutate. Il declino che rivede la luce è portato dai passionari, dagli amanti delle proprie terre, dagli estimatori dei cibi buoni e sani. E’ successo anche in provincia di Novara dove, nella piana situata tra i fiumi Agogna e Sizzone, sorgono i Comuni di Cureggio e Fontaneto. Qui la terra è ottimale proprio per la coltivazione della cipolla; i terreni sono morenici e sabbiosi nonché ricchi di humus.

E’ stato un susseguirsi di eventi, quei frangenti di vita tanto piccoli quanto fondamentali, fatti di incontri, idee, proposte che ha portato la nostra cipolla a diventare nel giugno del 2013 un Presidio Slow Food. La filiera produttiva, biennale, non è diversa da altre tipologie di bulbose, durante i primi mesi dell’anno infatti vengono scelte le più belle e si mettono a dimora nella terra a bassa profondità perché, come dice la tradizione del luogo, devono sentire il suono delle campane. Poi con l’arrivo dell’estate si avrà il fiore che, una volta impollinato, darà i semi, ovvero l’oro nero. I semi vengono posti nel semenzaio, un luogo asciutto e fresco e nella primavera dell’anno successivo si avranno le piantine da trapiantare in campo aperto. Tra il mese di luglio e quello di agosto inizia la raccolta della bionda.
La raccolta avviene esclusivamente a mano e le cipolle, una volta estirpate dal terreno, posizionate in luoghi asciutti e arieggiati dove riposano per 15/20 giorni prima di essere immesse sul mercato. Per la produzione non vengono utilizzati prodotti chimici particolari e lo stesso diserbo viene praticato con mezzi meccanici ideati e costruiti dagli agricoltori più audaci.

A distanza di un paio di anni dall’ufficializzazione del Presidio Slow Food il gruppo di coltivatori della cipolla è diventato Comunità, inizialmente con 5 produttori divenuti poi 10 e oggi una ventina. La quantità prodotta si attesta sui 50/60 quintali all’anno in base alle annate a conferma che la rinascita può indubbiamente amplificarsi. Rimane un prodotto tipico di nicchia indiscutibilmente ma di altissima qualità. Ottima cruda la bionda si presta benissimo come ingrediente per svariate ricette, dalle più semplici e tradizionali, come la classica frittata, ma anche per piatti gourmet in quanto decisamente apprezzata dagli chef del territorio.
Per esempio è un ottimo ripieno per dei ravioli, magari poi arricchiti da una crema di formaggio caprino e della polvere di cacao, oppure cotta nel mosto di uva fragola o ancora utilizzata come ripieno tra due filetti di triglia. Piatti più ricercati ma decisamente interessanti che diventano ancora più piacevoli se accompagnati dai vini delle colline novaresi. Il tipico bianco Erbaluce, che qui prende il nome di Greco, oppure il celebre Nebbiolo, anche nella versione rosato.
Un prodotto della terra, riscoperto, coltivato e apprezzato; una tipicità contadina dolce, piatta e bionda che nel futuro prossimo potrà vedere la propria produzione ampliata, magari non tantissimo, solo un pochino, ma che comunque conserverà tutta la sua bontà e rimarrà un meraviglioso collante sociale per tante piccole realtà agricole. Quante peculiarità nobili può avere una semplice cipolla.
(Fabrizio Salce)
Festa del Prosciutto di San Daniele
Dal 26 al 29 agosto a San Daniele del Friuli in programma “Aria di Friuli Venezia Giulia”, la formula dedicata alla festa del Prosciutto di San Daniele e ai prodotti enogastronomici regionali.
Presentata ieri a Milano “Aria di Friuli Venezia Giulia”, la kermesse enogastronomica programmata dal 26 al 29 agosto nella città di San Daniele del Friuli. Aria di Festa, la storica manifestazione che da oltre 35 anni celebra il Prosciutto di San Daniele DOP nel luogo d’origine, ritorna – solo per quest’anno – a fine agosto integrandosi con la promozione dei principali prodotti enogastronomici e del territorio regionale, in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia.
La formula dell’evento non cambia nella sostanza e si arricchisce per promuovere, oltre al Prosciutto di San Daniele, anche gli altri principali prodotti dell’enogastronomia del territorio – tra cui il Formaggio Montasio DOP, i vini bianchi e i prodotti a marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” – creando un evento con forte attrazione turistica. Durante la quattro giorni saranno organizzate le molteplici attività che hanno caratterizzato anche le precedenti edizioni: laboratori di degustazione, in cui il Prosciutto di San Daniele sarà abbinato durante delle masterclass guidate ai vini, alle birre e agli altri prodotti DOP del territorio, stand enogastronomici e pic-nic, per gustare i prodotti locali nell’atmosfera conviviale del paese, e, infine, visite guidate alla scoperta delle bellezze architettoniche di San Daniele del Friuli e del territorio del Friuli Collinare.

“Aria di Friuli Venezia Giulia” racconterà l’intero territorio regionale non solo nella quattro giorni di kermesse a San Daniele del Friuli, ma anche attraverso una serie di appuntamenti organizzati lungo la Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia. Dal 22 al 25 e il 30 e 31 agosto, i riflettori si accenderanno di volta in volta su un diverso territorio della regione che proporrà un programma con diverse attività. Gli eventi diffusi offriranno ai visitatori l’occasione di vivere un’esperienza autentica tra cultura e tradizioni, di conoscere i prodotti locali, immergersi nella natura incontaminata e scoprire la storia della regione attraverso laboratori per bambini, esperienze outdoor ed enogastronomiche nonché eventi serali, ad animare un palinsesto pensato per ognuno dei sei itinerari che compongono la Strada del Vino e dei Sapori.
La manifestazione, solitamente calendarizzata nel mese di giugno, trova collocazione temporale, in via del tutto eccezionale ed esclusivamente per l’edizione 2022, a fine agosto così da superare le limitazioni legate alle capienze previste dai provvedimenti adottati per la gestione della situazione pandemica e per evitare sovrapposizioni con altre importanti iniziative promozionali del Consorzio.
«Aria di Friuli Venezia Giulia rappresenta un’importante occasione per il Consorzio e più in generale per la cittadina di San Daniele del Friuli di far conoscere e apprezzare la DOP friulana e il profondo legame con il suo territorio di origine e di produzione» ha affermato Mario Emilio Cichetti, Direttore Generale del Consorzio «Per il 2022 la storica manifestazione Aria di Festa viene arricchita dalla presenza della Regione Friuli-Venezia Giulia collocandosi eccezionalmente a fine agosto per promuovere in sinergia il comparto turistico ed enogastronomico regionale. L’evento, congiuntamente alle altre iniziative di comunicazione intraprese dal Consorzio, prosegue nell’obiettivo di rafforzare l’awareness del prodotto, avvicinando sempre più il consumatore al mondo del San Daniele, valorizzando tutte le componenti che lo rendono un importante rappresentante dell’agroalimentare italiano».
«Oggi portiamo nel cuore di Milano, in una piazza internazionale e una vetrina d’eccellenza, una delle nostre tipicità più internazionali, il prosciutto di San Daniele, un prodotto e un brand che sarà non solo protagonista della quattro giorni di kermesse, “Aria di FVG”, ma l’occasione attraverso la quale scoprire una terra ricchissima come il Friuli Venezia Giulia – sono le parole dell’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini -. Dal 22 al 31 agosto la nostra regione aprirà le porte ai numerosi visitatori che vorranno venire a conoscerci e ritrovarci: tanti gli appuntamenti organizzati lungo la Strada del Vino e dei Sapori e il mercato di “Io sono Friuli Venezia Giulia” allestito nella località simbolo, a rimarcare l’importanza che l’enogastronomia riveste per la nostra terra. Con PromoTurismoFVG stiamo mettendo a punto un palinsesto di eventi dedicati tra laboratori, pic-nic, visite guidate ed escursioni per far scoprire l’autenticità di questa destinazione, tra storia, cultura e tradizioni, prodotti locali, una varietà ricchissima di paesaggi e la sua natura incontaminata».
Info sull’evento: https://eventi.prosciuttosandaniele.it/aria-di-friuli-venezia-giulia/
Valle dello Stubai, buona vacanza a km 0
L’aumento della richiesta dei prodotti alimentari a km 0 è un fattore determinante nella crescita di un’economia regionale sostenibile. Da anni regioni tirolesi come la Valle dello Stubai lo incentivano e sostengono con proposte di turismo gastronomico rivolte ai propri ospiti. Ma ora uno studio apre a nuovi interessanti scenari.
Il Turismo incontra l’Agricoltura
Da uno studio del Centro di ricerca per il turismo e il tempo libero dell’Università di Innsbruck e dell’UMIT Tirol, pubblicato a maggio 2022, è emerso come nel Land Tirolo, turismo e agricoltura siano settori strettamente connessi chebeneficiano l’uno dell’altro e che contribuiscono alla conservazione del paesaggio e della tradizione culturale. Lo studio consolida l’obiettivo di perseguire i benefici che nascono della sinergia tra Turismo e Agricoltura anche nella nella Valle dello Stubai, dove da anni si valorizza la cucina con prodotti regionali e si sensibilizzano gli ospiti alla qualità del modello di produzione a km 0, attraverso visite guidate e degustazioni presso le aziende agricole, le malghe e i caseifici della valle, o offrendo la possibilità di acquistare direttamente dal produttore o al mercato contadino di Neustift. L’obiettivo supportato dallo studio è quello di potenziare con nuove soluzioni digitali la rete che lega le attività turistiche a quelle della filiera produttiva locale.

Prodotti locali della Valle dello Stubai: cosa e dove mangiare lungo gli itinerari, le visite, le degustazioni e i pic-nic sui pascoli.
Nella valle tirolese dello Stubai vige una vera e propria filosofia del gusto, emblema della quale è il sigillo verde“Stubaier Kostbarkeiten”, ovvero “Tesori gastronomici della Valle dello Stubai”. Appartengono a questo consorzio di qualità tutte le aziende locali, le malghe e i caseifici che producono secondo i metodi della tradizione e nel rispetto della natura, degli animali e dei consumatori e i ristoranti che servono in tavola questi prodotti.
Chi ama gli itinerari gastronomici, le degustazioni in malga, i mercati contadini, i deliziosi pic-nic sui verdi pendii trova nella Valle dello Stubai gustose rotte culinarie da seguire, destinato alle degustazioni o all’acquisto dei prodotti. Per assaggiare formaggi squisiti e derivati del latte come lo yogurt ai mirtilli e i gelati, bisogna mettersi in cammino verso la malga Schlickeralm che si trova nel comprensorio Schlick 2000.
Nella malga Fronebenalm, che si trova anche in Schlick 2000, ogni lunedì dalle 10.30 alle 11.30 fino al 29 agosto si può vivere la routine sull’alpe provando le esperienze della mungitura, del pascolo e degustando i prodotti tipici. I visitatori impareranno molte curiosità sulla lavorazione dei formaggi freschi di capra con olio all’aglio, sul tipico formaggio grigio tirolese, saporito e quasi del tutto privo di grassi, servito con cipolla fresca, aceto, olio e accompagnato dal pane casereccio. Tutti i prodotti si possono degustare e acquistare durante la visita. Oppure si possono comprare i cestini da pic-nic ricchi di prelibatezze fatte in casa al costo di 18 euro a persona, e fermarsi a mangiare sui pascoli, tra i boschi di abeti rossi e i prati in fiore di montagna.

Dal macellaio Bergmetzgerei Krösbacher a Fulpmes ogni giovedì alle 16 si gustano gratuitamente le specialità affumicate della Valle dello Stubai come la pancetta, la schlicker un tipo di salsiccia a lunga conservazione, varie specialità di selvaggina e molto altro.
All’apiario Bachertal, l’apicoltore Markus spiega l’apicoltura tipica dello Stubai e racconta la vita delle api e della produzione di miele, ogni giovedì alle ore 16.
Per un finale forte non manca che fare una visita guidata della distilleria di Anton Rogl e provare i famosi schnaps ogni lunedì dalle ore 16 alle 17. Per chi si interessa di vini presso Vinoribis si possono degustare 2-3 vini austriaci per scoprire di più sulle piccole ma pregiate regioni vinicole dell’Austria.
Per la vendita diretta dei prodotti di alta qualità della valle come verdure e patate fresche dello Stubai, uova di galline, succhi, yogurt, prodotti a base di miele, formaggio, pancetta, spezie, cereali, pasta fatta in casa, conserve, il pane fresco contadino e molto altro, ci si può recare da s’Gadile a Fulpmes oppure al Mercato contadino di Neustift, aperto ogni venerdì presso il padiglione musicale.

Pacchetti per vacanze gustose
L’offerta “Grandi piaceri nello Stubai” offre da 3 a 7 pernottamenti con prima colazione o mezza pensione in albergo o in appartamento senza trattamento, e fino a 6 voucher gastronomici del valore di 6 euro da spendere durante le escursioni di piacere, a partire da 99 euro a persona. L’offerta comprende anche un tour guidato in e-bike e altre escursioni a scelta tra quelle del programma settimanale. Pacchetto valido fino al 30 settembre 2022.
Tourismusverband Stubai Tirol
Stubaitalhaus Dorf 3
A-6167 Neustift i.St.
Tel. +43.501881.0, Fax +43.501881.199
info@stubai.at
http://www.stubai.at
THAT’S AMMMMORE!
Un fiume di passione che scorre dal Piemonte al Delta del Po
Giovedì 28 luglio alle ore 20:00
L’erbaluce di Caluso della storica Cantina Carlo Gnavi
coniugata nelle sfumature appassionate di Giorgio Gnavi
Scopri assieme a noi che cosa Vi aspetta…
Terrazza A-Mare
Aperitivo Carlo Magno
Cocktail a sorpresa by Giuseppe
***
Battuta di Fassona con ostrica rosa del Delta del Po panna acida e scalogno al lampone.
Sarde in saor
Robiolina di Roccaverano con pesca al pepe lungo
***
Cena placée con incantevole degustazione a cura di Giorgio Gnavi
Ravioli del plin ai borlotti con cozze di Scardovari e datterino piccante
Risotto Carnaroli del Delta del Po mantecato al peperone rosso spellato, alici di Pila marinate e melanzane della Lina alla brace profumate al basilico di casa
Calamari cacciaroli alla plancia con pancia di maialino glassata al miele
di spiaggia albicocca e carote
***
Dolcezza finale
Bonet al Vermouth Don Guglielmo
Cocktail finale GiorGIN.
Una serata di buon cibo e sensazioni da scoprire
E, per qualunque richiesta, Isi & tutto il Team, sono come sempre a Vostra disposizione

InMarinetta è passione, emozione e fantasia
Per informazioni, prenotazioni, eventuali intolleranze o allergie,
chiamare il numero 345 031838
Via Po di Levante, 45010 Rosolina (Rovigo)
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Antichi romani e rime appenniniche nelle Alte Marche
Il 29, 30 e 31 luglio due eventi del Grand Tour delle Marche,tra Serra Sant’Abbondio e Sassoferrato. A tavola con gli antichi Romani? Declamare poesie in ottava rima appenninica? Un fine settimana nelle Alte Marche non è mai banale e scontato. I territori appenninici posti a cavallo tra le province di Ancona e Pesaro riescono sempre a sorprendere con proposte alternative rispetto alle méte massificate. Le Alte Marche comprendono nove Comuni: nell’ultimo week end di luglio saranno protagonisti Serra Sant’Abbondio e Sassoferrato, con la regia dell’Unione Montana del Catria e del Nerone.

Venerdì 29 luglio il borgo storico di Serra Sant’Abbondio (PU) ospita “Libera Poesia tra le mura”. Protetto dalle boscose pendici del monte Catria e custode del monumentale Monastero di Fonte Avellana, il paese accoglie per una serata poeti e cantastorie che declamano i propri componimenti in omaggio all’antica tradizione dell’ottava rima appenninica. A far da cornice alla recitazione dei versi, la musica folk e popolare del Duo Acefalo, grazie alla collaborazione con il Premio Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo.
Non mancheranno i sapori tipici proposti, insieme a vini e birre locali, dalla proloco nel “Paniere delle Alte Marche”, insieme al primo piatto che contraddistingue tradizionalmente Serra Sant’Abbondio: le pencianelle. L’originale ricetta sarà abbinata anche ad una proposta del piatto in forma innovativa, realizzata appositamente per l’occasione da Serena D’Alesio, chef dell’Accademia di Tipicità.
Sassoferrato (AN) è uno dei borghi più belli d’Italia, distante poco più di dieci minuti di auto da Serra Sant’Abbondio, raggiungibile anche con una piacevole pedalata in bicicletta o con l’e-bike. Nei giorni 29-30 e 31 luglio va in scena “295 a.C. Battaglia delle Nazioni”, una rievocazione storica della celeberrima battaglia del Sentinum.
Nel Parco archeologico di Sentinum, esteso nella piana su cui sorge Sassoferrato, è ancora ben visibile la struttura, con cardo e decumano, della città romana che dà il nome alla battaglia. Venerdì 29 si inizia con l’allestimento degli accampamenti: gli eserciti si preparano in abbigliamento storico. Si prosegue sabato 30, con dimostrazioni e attività degli eserciti, nonché con la cena “A tavola con il legionario romano”, nel corso della quale sarà possibile assaggiare alcuni piatti che fanno parte del patrimonio alimentare degli antichi Romani, da consumare a due passi dalle testimonianze archeologiche che consentono di calarsi completamente nelle atmosfere dell’epoca!
I due eventi sono sede di tappa del Grand Tour delle Marche 2022, proposto da Tipicità insieme ad ANCI, con la collaborazione di Regione Marche e la partnership progettuale di Banca Mediaolanum.

Nella piattaforma del Grand Tour delle Marche www.tipicitaexperience.it tutte le informazioni sulle iniziative, i locali tipici e le strutture di accoglienza per godere appieno della proverbiale ospitalità marchigiana.
L’estate 2022 a Cefalù, è già alta stagione!
Se ce ne fosse bisogno, anche da Cefalù (provincia di Palermo) una delle spiagge più ricercate della Sicilia, arriva la conferma che l’estate italiana sta ripartendo alla grande…
Da Isnart (Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio di e Unioncamere) e Report Confindustria, emergono dati più che positivi: +26% le camere vendute a giugno; ripartono e recuperano le città d’arte; trend positivo per la montagna, ma l’incremento più significativo lo fa registrare il mare: a luglio +63% e torna il turismo internazionale. Buone le prospettive per agosto. Sicilia tra le mete più gettonate e girando per Cefalù, lo si può capire molto chiaramente…

Cefalù, una spiaggia ritrovata, il mare di Sicilia, colori, luci, profumi, un arenile così pieno era da tempo che non si vedeva… “Tutto bene, una super estate quest’anno, la località è molto popolata, tanta gente, bel turismo, molte persone che si divertono… – è la bagnina Liliana Sansica che parla – Turisti che arrivano da tutta Europa, ma anche molti siciliani che hanno la seconda casa qui”.
Sicilia, meta tra le più gettonate del 2022: +12% rispetto all’anno scorso, seconda solo alla Puglia. Il segno + premia anche la ricettività.
“C’è voglia di esserci! Un’estate 2022 piena di turisti internazionali, ma anche una grossa presenza di italiani e anche un ritorno al mercato europeo che ha fatto la storia di questo paese negli ultimi trent’anni – dichiara Stefano Castiglia, albergatore cefaludese – In particolare è in evidenza il mercato francese, quello tedesco e l’inglese. I prezzi non sono aumentati, ma restano in linea con le stagioni precedenti e, come comparto, siamo riusciti a contenere l’aumento delle materie prime che non incidono sui prezzi ai consumatori”.
Per Daniela Mendola, guida turistica, dei tanti turisti che affollano l’isola, molti vengono da oltre oceano: “Sì per gli americani questi sono posti da non mancare se si arriva in Europa, specie la Sicilia con i suoi stupendi posti caratteristici, la devono visitare e assaggiare tutta!”.
Dopo aver apprezzato le splendide spiagge di sabbia finissima e il mare cristallino, al Lido (a due passi dalla città) o a capo Playa (per gli amanti dello sport) o, ancora, a Settefrati (per un’immersione nella natura) e avere ammirato il tramonto guardandolo attraverso la cosiddetta Porta Pescara (nella parte vecchia della città, vicino alla spiaggia e alla Marina, il porto antico, quello usato dai pescatori (anche set del film “Nuovo Cinema Paradiso”) per soddisfare le papille gustative, si può passeggiare tranquillamente per trovare i posti consigliati (i migliori spesso frequentati solo dai siciliani).
E camminando camminando, si può godere di una panoramica completa del centro storico, ricco di vicoli, stradine e vari elementi medievali, come quelli presenti lungo i pendii che vanno dalla Rocca a corso Ruggero, passando tra palazzi e monumenti, tra tipiche piazzette e chiese, come la magnifica cattedrale arabo-normanna (patrimonio UNESCO) senza mancare il bastione e il lavatoio medievale. Quando già si avvertono gli invitanti odori dei cibi di strada, vuole dire che si è arrivati a qualche forno o antica taverna, o semplicemente si sta passando vicino ad un “food truck” e allora… buon appetito”!
Il menù propone: panino con la milza, pane e panelle, crocchette, sfincione, bocconcino di pane cunsato (o con ricotta fresca e arancinette) o vari finger food e crostino di pane, bruschette di caponata di melanzane e arancina (arrotondata si dice al femminile a Palermo) o arancino (più appuntito, si dice al maschile a Catania. Per comunque mettere insieme il pranzo con la cena… un’esperienza da fare assolutamente, è pranzare o cenare in una casa privata locale, con un cuoco casalingo certificato, che consiglia anche i giusti vini. Una specie di “catering” esclusivo o per i più esigenti, un completo “banqueting”.
Allora potrete chiedere di farvi preparare un antipasto tipo “cacio all’argentiera” (caciocavallo fresco, aglio, olio d’oliva extravergine, sale, pepe, origano e aceto di vino) o un “risotto al prezzemolo”, o una “caponata di melanzane” (caponata da “capone”) o al “lampuga” (pesce dalla carne pregiata e asciutta) condita con la salsa agrodolce (nel tempo il popolo sostituì il pesce con le più economiche melanzane) maritata con ortaggi fritti, sugo di pomodoro, sedano, cipolla, olive e capperi, in salsa agrodolce. Per secondo, “carne murata” (esempio di cucina povera siciliana): murata perché la carne era chiusa all’interno del tegame con il coperchio che non si apriva più fino al termine della cottura. Poi in alternativa, “cotoletta all’aceto”, “polpette di ricotta”, “involtini di pesce spada”, “cozze gratinate”, “sarde a beccafico” e “fagioli alla menta”.
Cosa bere con tutto questo ben di Dio? Un Grillo Doc: gradazione alcolica:13.5°; colore: giallo paglierino; sentori: papaia, pesca bianca; vino di grande freschezza e aromaticità, proveniente da uno dei più rinomati vitigni dell’isola che si è splendidamente adattato alle condizioni pedoclimatiche della contrada Mandranova. Note agrumate e tropicali, sapientemente esaltate dal lavoro in vigna, si coniugano a un finale la cui dolcezza non risulta mai essere stucchevole; temperatura di servizio:12.0 °C; età ottimale: da 1 a 3 anni. Oppure un Benedè di Alessandro Di Camporeale; fermentazione per 15 gg. circa a bassa temperatura; affinamento: 6 mesi in vasca d’acciaio; gradazione alcolica:13.0°; colore: giallo paglierino; sentori: albicocca, pesca bianca; freschezza, morbidezza ed eleganza sono le caratteristiche salienti di questo vino piacevolmente complesso, dalle non comuni doti di vivacità e persistenza; temperatura di servizio:12.0 °C; età ottimale: da 1 a 3 anni. O ancora un Contessa Entellina Cabernet Sauvignon Doc: gradazione alcolica:14.0°, colore: rosso rubino; sentori: ciliegia, ribes, ribes nero; appeal lungo e persistente, con un gusto di tannini avvolgenti, per niente ruvidi che equilibrano una forza alcolica evidenziata con elegante determinazione; temperatura di servizio:18.0 °C; abbinamenti: formaggi piccanti, pasta al forno, salumi, selvaggina. E a fine pasto un Kaid Vendemmia Tardiva IGT di Alessandro Di Camporeale; vinificazione: macerazione per otto giorni circa, a temperatura controllata, affinamento: 15 mesi in barrique di rovere Allier e 6 mesi in bottiglia a temperatura costante; gradazione alcolica:13.0°; colore: rosso rubino; sentori: chiodo di garofano, ciliegia, cioccolato, pepe nero, ribes, tabacco; moderatamente dolce, ampio, di straordinaria complessità e persistenza, è un vino eccezionale di innata e impareggiabile classe; temperatura di servizio:16.0 °C; età ottimale: da 3 a 10 anni.

E per concludere il “pranzo street food” in dolcezza, “mostaccioli” semplici o ripieni di marmellata (possono essere ricoperti di cioccolato fondente, al latte o bianco) o se no, ci sono i dolci celeberrimi, squisitissimi, rinomatissimi, della pasticceria siciliana: la “frutta martorana”: pasta di mandole finemente modellata e colorata a perfetta riproduzione di frutta o ortaggi o pesci, il “cannolo”(termine dialettale che indica una sorta di rubinetto da cui esce la ricotta, tradizionalmente di pecora e la “cassata siciliana” (in realtà l’origine è araba, viene dalla cucina saracena e si chiamava “Quas’at”, bacinella grande e tonda) la sua preparazione richiede molta abilità nel mixare con ricotta e pan di Spagna, zucchero, limone, arancia amara, mandarino e mandorla, poi ci vuole molta bravura per i decori, barocchi e sontuosi… e molta calma per gustarsela come si deve…
Eh sì, nel centro di Cefalù c’è un turismo lento, curioso e ”bongustaio”… diverso da quello che affolla le spiagge. Comunque l’estate 2022 per Cefalù, è già alta stagione!
Centro informazioni turistiche
Piazza del Duomo, n° 9
90015 Cefalù (PA)
Tel.: 327 196 5559
(Antonio Farnè inviato Tg2 Rai)
A Rimini l’itinerario del gusto “made in Romagna”
Le eccellenze eno-gastronomiche del territorio si ritrovano mercoledì 20 luglio alla Casina del Bosco di Marina Centro per l’evento “Avoglia! – 100% italiana”. In programma degustazioni gratuite della nuova birra Amarcord, dei vini Ottaviani, dei formaggi della Centrale del Latte di Cesena, della Farina della Casina di Bio’s Farm e delle Carni di SMP

Un omaggio alle eccellenze eno-gastronomiche della Romagna. É questa la mission di “Avoglia! – 100% italiana”, l’evento organizzato per mercoledì 20 luglio (dalle ore 19, ingresso libero) alla Casina del Bosco di Rimini, la location più indicata per celebrare la tradizione della buona cucina nostrana.
Il simposio culinario, che propone una ricca degustazione di prodotti tipici, è organizzato in collaborazione con il birrificio Amarcord che, per l’occasione, presenterà la “100% Italiana”, una birra di filiera nazionale che unisce il malto d’orzo da agricoltura sostenibile del Sud Italia ed il luppolo coltivato in Romagna grazie all’azione sapiente dell’acqua pura di fonte appenninica.
Alla prima edizione parteciperanno i principali produttori dell’area romagnola che – tra stagionalità ed eccellenze a “km 0” – presenteranno nei loro chioschetti dedicati “La dispensa dei casinari”, un prelibato itinerario del gusto che intende valorizzare le perle gastronomiche di un territorio che, dal mare alla collina, si è sempre identificato con i piaceri gaudenti della tavola.

Presenti anche i vini pregiati di Enio Ottaviani, i formaggi artigianali della Centrale del Latte di Cesena, la Farina della Casina prodotta da Bio’s Farm e le Carni Nazionali di SMP di Rimini.
“É sempre bello collaborare con fornitori e produttori che condividono gli stessi valori e la stessa etica del lavoro – spiegano Aris e Barbara, titolari della Casina del Bosco di Rimini -. Sono ormai tanti anni che collaboriamo con Amarcord, un’azienda a cui ci lega una comune visione su sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze 100% italiane. Quando abbiamo pensato a questo evento ci siamo detti: perché non coinvolgere chi la pensa come noi? Così é nato ‘Avoglia!’, una tipica esclamazione romagnola di gioia e felicità che vuole trasmettere la voglia di condivisione e, soprattutto, la passione per i prodotti genuini del nostro territorio”.
Casina del Bosco
Marina Centro
Viale Antonio Beccadelli, 15
47921 Rimini RN
Chiude alle ore: 00
Tel.: 0541 56295
Lampedusa, un vero paradiso, un ambiente che fa da traino al turismo sostenibile
Acqua turchese, fauna ricchissima, effetto di una posizione geografica strategica, incrocio tra i due rami del Mediterraneo, quello orientale e quello occidentale…
“Nelle Pelagie troviamo una fauna marina molto diversificata – spiega Antonella Di Gangi, biologa Area Marina Protetta – c’è anche il passaggio della balenottera comune, in estate gli squali grigi formano un’aggregazione e sia Linosa che qui Lampedusa, sono siti di nidificazione per la tartaruga marina, la Caretta caretta e poi le Pelagie sono anche un importante punto per la riproduzione degli uccelli marini. Noi – area marina protetta – stiamo sviluppando un progetto che si chiama “Pelagie isole blu” (percorsi di turismo sostenibile per la corretta fruizione del mare) anche per cercare di destagionalizzare il turismo sull’isola e quindi, per non concentrarlo soltanto durante la stagione estiva”.
Lampedusa e le Pelagie sono anche questo, lo scrigno naturale di un inestimabile tesoro legato al mare. Volàno per un turismo sostenibile, attento all’ambiente, importante per l’economia dell’isola. L’obiettivo è quello di promuoverlo sempre di più. Le sue acque cristalline e mai troppo affollate, l’incredibile biodiversità, sono l’ideale per le immersioni e per lo snorkeling praticamente con qualsiasi condizione climatica, grazie anche all’interessante fondo marino dove è possibile incontrare qualsiasi tipo di pesce. Il punto più famoso in cui poter fare snorkeling è la “spiaggia dei conigli”, conosciuta e frequentata da tutti. Ma qualcosa di più particolare, è “Mare Morto”, una caletta ricca di grotte e insenature che accolgono numerose specie di flora marina. Altri punti da visitare sono Cala Creta (bellissimo il giardino arabo del Borgo) e Cala Pisana, con numerosi pesci in banchi, Cala Francese, Cala Maluk, Cala Spugne e Cala Galera, che ospitano sia flora che fauna marina da poter ammirare; a proposito di acque turchesi e bellissimo fondale, doverosa la menzione speciale per Cala Pulcino, davvero da non perdere. Per i più preparati e capaci, nella zona di Taccio Vecchio (parte nord dell’isola) si accede a una grotta profonda otto metri, dalle limpide acque blu-turchesi con una gola secca, profonda circa 30 metri, dove con un po’di fortuna si possono scorgere, nascosti tra le insenature, dentici e cernie. Tra i punti dell’isola, accessibili solo tramite barca, la caletta di Grottacce e Tabaccara, dove le acque sono talmente trasparenti e cristalline da poter vedere chiaramente l’ombra delle barche ormeggiate. Dopo la giornata al mare o un bel giro dell’isola (sul catamarano “Respiro”) tutti con le gambe sotto al tavolo…

Trattandosi di terra siciliana, ma che nel corso del tempo è stata molto influenzata da altre culture, qui il cibo è davvero qualcosa di unico. Comunque, protagonista di ogni piatto della cucina lampedusana, è, senza ombra di dubbio, il pesce!
Uno spazio a parte merita l’”alaccia” di Lampedusa che è pesce azzurro molto somigliante alla comune sardina, ma più tozza e più grande, con un’alta concentrazione di grassi insaturi (Omega 3). Vive in grandi banchi, nel Mediterraneo meridionale e nel Canale di Sicilia e si pesca, da maggio a novembre, con i pescherecci che lasciano il porto di Lampedusa al calar del sole (fino agli anni ‘80 erano almeno una ventina le barche lampedusane usate per questa pesca, oggi, solo due)… e pescano con la lampara e il “cianciolo” (rete che non danneggia i fondali come invece quella a strascico). La ricetta tradizionale la vuole appena pescata e semplicemente fritta (come fanno a Lampedusa). Se no, sono messe a riposo sotto sale per 3/4 mesi circa; una volta estratte, lavate con una salamoia e messe sott’olio in vasetti di vetro o in scatole di latta. Ottime per antipasti o per arricchire i sughi, quelle sottolio, sono reperibili (e consigliate) tutto l’anno perché proprio gustosissime, come tutti i menù lampedusani…. Dunque: insalata di gamberi e menta, per antipasto e tra i primi, basta scegliere: spaghetti alla bottarga o ziti con sarde e finocchietto oppure pasta con le triglie alla Lampedusana o linguine ai frutti di mare e ancora il famoso Cous Cous di pesce e verdure. Per secondo il pesce spada all’acqua di mare o l’immancabile grigliata con il pescato del giorno e da non perdere, la “ghiotta” una stupenda zuppa di pesce!
Per innaffiare il tutto, le vigne autoctone, offrono strepitosi vini: tra i bianchi, da provare il Lighea (versione dry dello Zibibbo) ottimo con crudo di pesce, fritture e insalate gourmet e abbinato a tutto il pesce azzurro: vino 90% Nero d’Avola e 10% di varietà miste, viene affinato in barrique francese 14/16 mesi e ancora 12 mesi in bottiglia. Colore giallo paglierino brillante con riflessi verdognoli, al naso offre un bouquet ricco e fragrante dove alle classiche note di zagara si uniscono sentori agrumati (cedro e bergamotto) e di frutta esotica (litchi). Tra i rossi, il Sedàra, vincitore di premi Oscar qualità, prende il nome da uno dei protagonisti del romanzo “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Don Calogero Sedàra, la cui figlia Angelica va in sposa al nobile Tancredi, nome di altro vino locale) ottima fusione fra i vitigni Cabernet Sauvignon, con un pizzico di nota mentolata. Il Sedàra (cantina Donnafugata) denominazione Sicilia IGT, uvaggio Nero d’Avola in prevalenza, gradazione 13,5% vol., caratteristiche: fresco, fruttato, sapido, speziato. E importanti sono i vini liquorosi (malvasia, moscato passito di Pantelleria, marsala, zibibbo) il più speciale dei quali è il “Miscela di Zibibbo” (vinificato a Pantelleria) e Ansonica e Catarratto, grado alcolico di 12,5% – 13% (che deve il suo nome a Lighea, la sirena incantatrice sempre del romanzo di Tomasi di Lampedusa)… Certo sono tutti ottimi per gustare i famosi cannoli o una granita e brioche e per concludere un pranzo in dolcezza – mai dimenticare – Liquore al finocchietto o Rosolio alla cannella!
(Antonio Farnè inviato Tg2 Rai)
Isole Baleari: tutte le specialità, dalla paella alla sobrassada
La cucina delle Baleari è molto saporita e variegata, ricca di verdure, frutta e ortaggi. Senza dubbio però, è il mare a fornire il principale elemento di sussistenza che è alla base di quasi tutti i piatti della cucina delle isole.
Le quattro isole che compongono l’arcipelago delle Baleari ovvero Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera sono fra le più gettonate mete per le vacanze estive per la maggior parte dei cittadini europei. Oltre alla movida notturna e le bellezze paesaggistiche, ognuna di queste isole offre una quantità indescrivibile di prodotti gustosi e piatti saporiti da gustare.
Passeggiando per le strade delle cittadine delle Baleari si possono gustare numerosi piatti tipici, i quali generalmente si basano sull’utilizzo di cereali, vegetali, legumi e pesce.
Queste le principali pietanze proposte durante l’incontro presso l’Hotel ME Milan il Duca che ha visto la presenza di Iago Negueruela, Consigliere dell’Economia, del Lavoro e del Turismo del Governo delle Isole Baleari. Questo momento di approfondimento è stato organizzato da esponenti del governo delle Baleari per diffondere l’idea che il turismo è al centro del sistema produttivo delle isole e oggi diventa sempre più necessario che il dibattito sullo sviluppo economico dell’arcipelago incorpori anche ulteriori variabili.

Partendo dai forni delle Baleari è proposta la coca, un incrocio tra pizza e focaccia ma senza l’utilizzo di formaggio. Generalmente questo prodotto da forno viene farcito con pomodoro, cipolle e peperoni ma talvolta la si può trovare in una versione dolce farcita con la crema all’uovo.
Altra specialità da provare assolutamente è la ensaimada, che rappresenta uno dei cibi più tipici delle Baleari. Preparato con un impasto lievitato ripieno di strutto, una caratteristica inconfondibile dell’ensaimada è la sua forma a spirale. Al suo interno l’impasto è formato da vari strati, dovuti alla sfogliatura con lo strutto, per creare un effetto simile alla pasta sfoglia.
La lievitazione è abbastanza lunga, per un totale di circa 14 ore, infatti solitamente la si prepara la sera prima e poi si inforna al mattino seguente.

La sobrassada è carne macinata e mescolata con spezie, lasciata a stagionare nei budelli, preparata durante la mattanza. Un mix di carne magra, grassa, sale, paprika dolce e piccante, consumata tradizionalmente durante tutto l’anno come prodotto povero (la carne fresca era riservata ai giorni di festa). E’ il salume tipico dell’isola di Maiorca tutelato come Indicazione geografica protetta (IGP) oggi è presente in tutte le Baleari.
Passando a piatti con l’utilizzo di pesce troviamo la caldereta de langosta: anticamente preparata a bordo delle barche, è una zuppa di mare con aragosta e pomodori, da consumare fredda, una volta ben addensata a distanza di qualche ora dalla cottura, con crostini di pane fritti nell’olio extravergine di oliva.
Infine non può mancare il piatto simbolo delle regioni spagnole ovvero la paella. Va ricordato però, che la paella è un piatto tradizionale di origine valenciana a base di verdure e carne; la versione “marinera” con pesce e frutti di mare, oppure quella “mixta” con carne e pesce sono delle evoluzioni successive e tecnicamente non potrebbero essere definite come vera “paella valenciana”.
(Lorenzo Zuelli)
Premio internalizzazione “Save the brand 2022” a Dario Loison “…per aver saputo guardare all’estero e per aver promosso il consumo del panettone tutto l’anno”
Si è tenuto il 4 luglio al Four Seasons di Milano, la premiazione “Save the Brand 2022“, giunto alla nona edizione. Organizzato da LC Publishing Group – con la sua testata digitale Foodcommmunity.it – il premio è dedicato agli imprenditori italiani nel settore Food & Beverage che si sono distinti per il valore che hanno creato intorno al proprio marchio.
A Dario Loison è stato assegnato il Premio Internazionalizzazione “Save The Brand 2022” “per aver saputo guardare all’estero e per aver promosso il consumo del panettone tutto l’anno“.

Un premio di cui Dario Loison è particolarmente orgoglioso e che va ad affiancare i riconoscimenti FoodCommunity conquistati nel 2018: il premio Save the Brand “Best Practice Tradizione e Innovazione“ perché “L’azienda dolciaria dispone di una struttura produttiva e commerciale agile e all’avanguardia, capace di mantenere i solidi legami con la tradizione pasticcera più antica e di rispondere alla domanda di un mercato globale” e il Premio Food Story “FoodCommunity Awards“, con la seguente motivazione: “Pasticceri da tre generazioni, esporta i suoi prodotti in 55 paesi. Le università di tutto il mondo studiano il “modello-Loison”, connubio tra tradizione e innovazione“.
Dolciaria A. Loison Srl
via Pasubio, 6
36030 Costabissara (VI) – Italy
Tel: +39 0444 557844
loison@loison.com
Vinum SPA nel Castello di Spessa, Golf Wine Resort & SPA
Le proprietà benefiche dei principi attivi delle uve e del vino sono alla base dei trattamenti e dei cosmetici della Vinum SPA del Castello di Spessa Golf Wine Resort & SPA di Capriva del Friuli nel Collio goriziano, interamente dedicata alla “vinoterapia”. Ricavata nella zona delle antiche scuderie all’entrata del Castello, la Vinum Spa ha al suo interno una piscina con idromassaggio e all’esterno una seconda piscina e un grande idromassaggio esagonale panoramici. Aperta a tutti gli amanti del benessere, va ad arricchire l’offerta del resort immerso fra le vigne del Collio, la più pregiata zona vinicola del Friuli Venezia Giulia.
Tutto, nella SPA, riconduce all’uva e al vino: gli affreschi sulle pareti, i grandi tini per la vinoterapia, i massaggi con pietre calde ricavate dalla marna (il terroir del Collio ricco di sali e microelementi, da cui i vini traggono carattere, profumi, mineralità e freschezza unici), i nomi dei trattamenti, le essenze all’aroma di uva e mosto, le tisane benefiche derivate dalle foglie di vite e il succo d’uva depurativo. I trattamenti sono effettuati con cosmetici naturali agli estratti di uva e di vite creati appositamente per il Castello di Spessa Golf Wine Resort & SPA, così come l’olio di vinaccioli e al mosto d’uva per i massaggi, lo scrub corpo ai semi di vinaccioli, il fango antiage al mosto d’uva, il profumo d’ambiente. Un percorso è dedicato anche alla “grappaterapia”, con trattamenti dall’azione antiossidante, antinfiammatoria e tonificante che si concludono con la degustazione di una delle grappe della tenuta.
Al piano terra il percorso inizia con un’ampia Sauna finlandese con stufa di maiolica, Bagno turco, Docce emozionali con cromoterapia, Percorso Kneipp con pietre dell’Isonzo (il fiume simbolo di queste terre), Showerbucket, Cascata del ghiaccio, Suite privè con tini per bagni al vino. Qui si trovano anche la piscina con idromassaggio e la zona relax con la Tisaneria, che si aprono con grandi vetrate sulle colline.
Al primo piano l’emozione continua in spazi preziosi dedicati ai massaggi, fino ad arrivare all’area VinumTherapia, cuore pulsante della SPA. Qui la vinoterapia si declina in ogni sua sfaccettatura, iniziando dalla suite panoramica I Tini con gli idromassaggi cromoterapici in grandi tini e continuando nella sala dedicata alla VinumTherapia, dove – dopo un bagno nel vino – si possono ricevere benefici e confortevoli trattamenti su lettini sensoriali a base di uva fresca e con cosmetici prodotti dalla lavorazione di uve del Castello. Infine ci si rilassa, sorseggiando un calice di vino, nella sala Le Botti, i cui arredi sono stati ricavati dal recupero di antiche botti.
Nell‘area esterna della Vinum Spa, incastonata fra il parco storico del Castello e il campo da golf, la bellezza della natura si fonde con dettagli esclusivi: la sauna finlandese, il piacere della piscina, i lettini a baldacchino, la vista panoramica dalla Relax Lounge, il rilassante idromassaggio circolare con vista sospeso tra l’azzurro del cielo e il verde dei prati, il bar bordo piscina dove sorseggiare succhi d’uva e i freschi e minerali vini del Castello, o concedersi un piacevole aperitivo. Con la bella stagione, il Summer Club è un piccolo eden nel verde e nella frescura per chi vuole trascorrere qualche ora, o l’intera giornata, di assoluto relax lontano dalla folla fra nuotate, bagni di sole, idromassaggi.
Il percorso della Vinoterapia continua volendo anche a tavola, al ristorante gourmet La Tavernetta al Castello, dove accanto ai tradizionali piatti d’alta cucina creati dallo Chef Antonino Venica, si possono richiedere anche salutari e golosi piatti vegetariani.
“L’esperienza multisensoriale nella Vinum SPA fa scoprire lo spirito più autentico e profondo della nostra terra, le straordinarie colline del Collio” commenta Loretto Pali, proprietario del resort, che ha voluto realizzare la SPA per completarne l’offerta, convinto che “nel vino c’è gioia, salute e bellezza”.

Vinum SPA
Via Spessa 1 – Capriva del Friuli (GO)
Tel: + 39 0481.808033 Cell. +39 389 095 0733
www.castellodispessa.it
vinumspa@castellodispessa.it
Castello di Spessa Golf Wine Resort& SPA – Legato a nobili casate e illustri ospiti come Giacomo Casanova, il Castello di Spessa si trova nel cuore del Collio Goriziano, a Capriva del Friuli, ed è completamente circondato dalle vigne della tenuta a cui dà il nome, fra cui si snodano le 18 buche del Golf Country Club Castello di Spessa. Le sue origini risalgono al 1200. Oggi elegante Resort, ha una quindicina di suites arredate con mobili del’700 e dell’800 italiano e mitteleuropeo e, scavata nella collina sottostante il maniero, la più antica e scenografica cantina del Collio, dove invecchiano i pregiati vini della tenuta. Nel Gusto di Casanova, il Bistrot del Castello, si degusta una straordinaria selezione di prodotti del Friuli Venezia Giulia. Dal restauro di una vecchia cascina ai piedi del castello è stata ricavata la Tavernetta al Castello, con un rinomato Ristorante Gourmand e 10 camere dall’atmosfera country. La Club House del Golf Country Club è ospitata in un antico rustico, con ampio dehors e un’ombreggiata terrazza: nel suo ristorante, l’Hosteria del Castello (aperta anche a chi non gioca a golf), la cucina rincorre la stagionalità e ricalca i sapori del territorio. In un casale affacciato sul green sono stati ricavati 8 Appartamenti nelle Vigne riservati al Digital Detox, arredati con caldo stile rustico e dedicati soprattutto ai golfisti e alle famiglie, e nel Casale in collina, il più appartato della tenuta, 10 stanze arredate in stile shabby chic che si affacciano su uno splendido paesaggio di vigneti e sul campo da golf.
Una vera e propria foresta - tra Romagna e Toscana - da visitare e vivere appieno
La Romagna non è solo mare e spiagge, ma anche natura, aria buona e possibilità di trascorrere le giornate in pieno relax, magari letteralmente immersi nel verde di una foresta secolare come quello del versante romagnolo delle Foreste Casentinesi – parco nazionale dal 1993 e dal 2017 patrimonio mondiale dell’Unesco – 36 mila ettari di natura incontaminata equamente divisa tra Romagna e Toscana a cavallo tra le province di Forlì Cesena, Arezzo e Firenze. Qui si avverte a ogni passo il respiro della natura tra flora e fauna, qui c’è di tutto: faggete e abetine e nelle quote più elevate, abete bianco e frassino maggiore, aceri, tiglio selvatico e olmo montano. Si possono trovare anche individui di tasso e agrifoglio, elementi rari e protetti in Emilia Romagna. Anche querceti nei boschi misti di latifoglie decidue; poi ci sono, il castagno, i carpini bianco e nero, l’acero opalo, arbusteti e cespuglietti, il mirtillo e il brugo, la ginestra dei carbonai, la felce aquilina, il prugnolo, il biancospino, la rosa selvatica, il ginepro comune, il pero selvatico e il sanguinello (monte Gabrendo). E non mancano prati, pascoli e fiori… l’Anemone, la Sassifraga, la Genziana verna e la Viola di Eugenia, simbolo della flora italiana e caratteristica dei massicci appenninici dell’Italia centrale.

Per la fauna, manca solo l’orso, ci sono anche l’aquila reale, il lupo (una cinquantina di esemplari, suddivisi in 9 branchi) e la consistente presenza di ungulati: cinghiale, capriolo, daino e cervo oltre ad altre presenze accertate: volpe, lepre, talpa, europea e cieca, scoiattolo rosso, istrice e riccio. E’ presente anche il gatto selvatico, un’assoluta novità per l’Appennino settentrionale. Tra i volatili sono presenti ben 139 specie tra i presenti con regolarità e i nidificanti (tutte le varietà di Picchio comprese). Tra i rapaci diurni troviamo la già citata Aquila reale, il Gheppio e il Falco pellegrino, anche il pecchiaiolo, l’Astore, lo Sparviere e la Poiana. Tra quelli notturni, oltre a Barbagianni, Civetta, Allocco e Gufo comune, troviamo anche il Gufo reale, purtroppo in drastico calo di presenze. In zona sono presenti anche Anfibi e Rettili: Salamandra pezzata, Salamandrina dagli occhiali, Geotritone italiano, diversi Tritoni, alpestre o montano, comune o punteggiato e crestato italiano; tra i rettili sono diffusi il Biacco, il Saettone, il Colubro liscio, la Biscia dal collare, la Vipera comune, la Lucertola muraiola e la campestre, il Ramarro occidentale e l’Orbettino.
La ricchezza faunistica maggiore delle Foreste Casentinesi è però quella più nascosta e sottovalutata relativa agli animali invertebrati, tra Carabidi, Cerambicidi e farfalle e falene. Occorre citare anche la popolazione del raro e protetto gambero di fiume, del granchio e l’eccezionale diversità di insetti xilofagi, come funghi e organismi coinvolti nei processi di degradazione e decomposizione del legno morto e necromassa al suolo, elementi fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi forestali.
Oltre a tale grande “ricchezza”, in questa estate torrida, qui si può trovare quel fresco che da altre parti manca e sono molti i turisti che si arrampicano fin quassù, proprio per questo motivo e che si dedicano alle tante possibilità escursionistiche possibili, a piedi o in mountain bike per i tantissimi sentieri che si possono percorrere per sfuggire alla calura che torna a soffocare città e pianure… magari per arrivare a qualche insediamento monastico come l’eremo di Camaldoli (fondato nel 1012 da San Romualdo, che si ritirò in questo luogo circondato da foreste e nei pressi del quale c’è il delizioso laghetto artificiale Traversari di Camaldoli). Altro complesso monastico è quello di San Francesco d’Assisi a La Verna del 1213.
Perfino tracce indelebili di storia in questa foresta, citata da Dante nella Divina commedia e vista da famosi visitatori del passato come Ludovico Ariosto e San Francesco d’Assisi. Oggi è una delle aree naturalistiche meglio conservate d’Italia: “E’ un’area coperta al 90% da foreste – spiega Marco Menicucci, tenente colonnello dei Carabinieri Forestali – e quindi, di per sé, si conserva grazie a questa copertura forestale. Poi ci sono tanti ambienti ricchi di acqua e quindi di nicchie ecologiche adatte alla vegetazione e anche alla fauna, dunque, tante le biodiversità”.
Sede della Comunità del Parco
Palazzo Nefetti
via Nefetti, 3
47018 Santa Sofia – FC
tel. 0543 971375 – fax. 0543 973034
info@parcoforestecasentinesi.it
Antonio Farnè inviato Tg2 Rai
Da Matteo, dove Biella è gourmet
Quante volte mi è stato chiesto da amici e colleghi dove mangiare qui, dove magiare là, in città o paesi, al mare o in montagna. In alcune occasioni non ho avuto dubbi ed ho espresso al volo la mia opinione, in altre magari no e ci ho pensato qualche minuto in più. Ma in questo momento se qualcuno mi domandasse in riferimento alla città di Biella direi tranquillamente: da “Matteo”.
Biella, capoluogo della omonima provincia piemontese conta circa 45 mila abitanti, sorge ai piedi delle Prealpi omonime, allo sbocco delle valli dell’Elvo, dell’Oropa e del Cervo. Per anni indiscussa capitale dei filati è diventata provincia nel 1992.
Raggiungendo il cuore della città, dove l’altitudine misura 420 metri sul livello del mare, si giunge in una delle piazze più belle e ricche di storia: Piazza Duomo. Alla sinistra della Cattedrale di Santo Stefano, patrono della città, un antico palazzo ospita l’elegante bomboniera dei coniugi Marra. Sobria, fascinosa, raffinata ma senza fronzoli, la dimora accoglie con quella classe tutta sabauda il ristorante da “Matteo”. L’interno è decisamente elegante nella sua semplicità, condito da una piacevole nota di modernità. Alle pareti, di una delle sale, spiccano della grandi fotografie di personaggi famosi a livello internazionale. In un’altra una simpatica tappezzeria rende caldo e avvolgente l’ambiente.
Matteo ha alle sue spalle una storia tipicamente italiana, figlio di immigrati, padre siciliano e madre pugliese, degli anni della rinascita del nostro Paese. Poi c’è Francesca, sua moglie, di origine emiliana da sempre al suo fianco. Insieme propongono ai clienti quell’ambiente che, pur rimanendo decisamente informale, dona la rasserenante sensazione di sentirsi come a casa propria.
Discrezione è la parola d’ordine, il fil rouge del locale, in cui nulla è appariscente mentre la vera inquilina, non certo abusiva, è la concretezza. Professionale e garbata, attenta e sorridente, Francesca si muove in sala, sussurrando consigli ai clienti, senza mai fare valere la sua formazione di sommelier AIS. Discrezione dunque ma accompagnata da una carta dei vini di quelle consistenti, redatte con cura e conoscenza delle cantine piemontesi e non solo.
E la cucina? È il frutto delle esperienze di Matteo che è cresciuto in una famiglia di ristoratori. La classica storia italiana, appunto, che ha visto il giovane figlio di immigrati dal Meridione della Penisola, crescere a Torino sotto il mantello di mamma Fiat per poi spostarsi nel Biellese e respirare l’aria delle cucine del ristorante dei genitori.
Nel corso degli anni il suo percorso professionale si è arricchito e ben delineato, sono arrivati i locali gestiti in proprio e le meritate soddisfazioni. Gli studi all’alberghiero di Trivero e le esperienze professionali gli hanno invece consentito di affrontare un percorso declinato sul territorio biellese e non solo.
Partendo da Masserano e continuando all’Alba Marina di Valdengo, gestito dalla famiglia di Francesca dove nacque il connubio sentimentale e professionale. Trascorrono altri anni e la storia continua proprio con il nome di Matteo, dapprima in un locale con sede a Cossato, località famosa per avere dato i natali al celebre Ezio Greggio, poi a Biella vicino alla sede della Provincia per poi approdare, 9 anni fa nella sede attuale.
La cucina di Matteo è ancora oggi ricerca, una continua evoluzione che tende a demarcarsi dallo standard della cittadina laniera senza però scordare il territorio e i suoi sapori.
Tutto si esprime in mare e terra, una miscela ottimale di creatività ed elaborazione che porta a proporre alla clientela una sequenza di piatti mai banale. Quelle che definiamo contaminazioni o meglio ancora commistioni tra le diverse anime si fondono senza confondersi nella cucina di Matteo e Francesca.
La terra piemontese con sfumature modenesi si interseca nelle onde del Mediterraneo e consente di ritrovare nelle ricette ingredienti ambasciatori della filosofia di Matteo Marra.
Sul lato opposto della grande piazza, al civico 10, di recente ha preso vita il “Laboratorio di Matteo”, ovvero il complemento ideale di casa Marra. Bar, caffetteria e lounge per ogni momento di relax goloso della giornata, dove gustare brioche e croissant freschi sformati ogni mattina e, in stagione, panettoni e colombe che profumano intensamente l’ambiente. Inutile dire che è dal laboratorio che escono i dolci e i pani serviti nelle sale del ristorante; e dove si può trovare una selezione di etichette e di prodotti tipici del territorio, sapientemente selezionati, da consumarsi sul posto o da asporto.
Si, in questo momento non avrei dubbi se qualcuno mi chiedesse dove andare per stare bene a tavola a Biella. Darei una risposta: da Matteo e Francesca, lì a due passi dal Duomo, ma come a casa!
(Fabrizio Salce)
MATTEO – Piazza Duomo, 6 – Biella
https://matteocaffeecucina.it
info@matteocaffeecucina.it
LABORATORIO MATTEO – Piazza Duomo, 10 – Biella
Sicilia. Il calendario dell’esclusivo spettacolo teatrale nel cuore della Valle dei Templi: CONTINUA LE STOAI SIMPOSIO DEGLI DEI. Per tutta l'estate, fino al 28 ottobre 2022: 36 appuntamenti in 4 mesi
Continua a Le Stoai, nella Valle dei Templi, il Simposio degli Dei, uno spettacolo esclusivo in tre atti che accompagnerà, con due appuntamenti a settimana, tutta l’estate siciliana fino al 28 ottobre 2022.
Un’esperienza unica che si ispira alla storia millenaria dell’antica Grecia, per valorizzare, attraverso l’arte e la cultura, la bellezza attuale del territorio. L’ambientazione infatti è quanto di più spettacolare si possa immaginare: la Valle dei Templi, il parco archeologico più esteso del mondo. In questa atmosfera magica e suggestiva si gusteranno gli autentici cibi dell’antica Grecia da cui la cucina siciliana tra origine e ne custodisce i sapori.

Teatro con cena ispirata all’antica Grecia
Sull’affascinate scenario della Valle dei Templi, il Simposio degli Dei è pronto a condurre lo spettatore attraverso arte, natura e cultura in una entusiasmante esperienza. Gustando cibi di una tradizione antica, ascoltando musiche dalle vibrazioni ancestrali e assistendo a danze rituali, si rivive il mitico incanto del mondo greco.
Lo spettacolo teatrale si compone di tre atti svolti in tre ambientazioni diverse. L’atto che dà inizio all’evento si svolge nel giardino tra gli ulivi secolari e mette in scena il rito, inteso come l’insieme dei gesti che congiungono uomini e dei. La parte centrale dello spettacolo è invece il simposio nella sala interna. Una cena a base di prodotti tipici dell’antica Grecia, ispirazione dell’attuale cucina tradizionale siciliana. Il tutto accompagnato da Ambrosia d’Uva, nettare di cui si nutrivano gli dei. Durante la degustazione gli attori continuano la recitazione tra i commensali, che possono interagire con loro dando vita a uno spettacolo ogni volta unico. Infine l’ultimo atto avviene nella terrazza all’aperto, ancora con la splendida vista sulla Valle dei Templi. È qui che racconti ed emozioni danno vita al mito.

I volti de Le Stoai
Dietro al grande progetto innovativo de le Stoai ci sono prima di tutto i suoi ideatori. Antonio Alba imprenditore e Simona Frenna attrice teatrale hanno messo insieme, da una parte, competenza nel settore turistico, dall’altra esperienza e passione per il teatro per dare vita al Simposio degli Dei. “Il nostro desiderio è offrire uno spettacolo capace di raccontare la nostra terra così preziosa e affascinante e la nostra storia così ricca e unica – spiega Antonio Alba – Attraverso il linguaggio teatrale vorremmo regalare un percorso esperienziale capace di emozionare lo spettatore che diventa il vero protagonista di uno spettacolo magico e indimenticabile”.
Regista dello spettacolo è Marco Savatteri che racconta così l’esperienza esclusiva: “Uno spettacolo nello spettacolo ispirato dalla storia millenaria della Valle dei Templi. Un “divertimento culturale” assicurato con il grande Zeus, sua moglie Era, la bella Afrodite, il possente Ercole e altri dei ed eroi mitici. Potrai partecipare ad un simposio come facevano i Greci, mangiare come loro e poi scoprirti protagonista di una performance esperienziale, in un luogo che esprime e racconta il sapore e l’odore della Sicilia”.
Alla “regia” del cibo c’è lo chef Rosario Matina, che si occupa dell’aspetto culinario dello spettacolo, con piatti che stupiscono i commensali grazie ai sapori dell’antica Grecia. Originario di Favara, Rosario Matina è da sempre appassionato alla storia delle tradizioni gastronomiche e culturali della Sicilia.

Informazioni tecniche
Simposio degli Dei è uno spettacolo stabile in tre atti con cena. Lo spettacolo si svolge alle ore 19.30 e dura circa 90 minuti. Di seguito le date previste.
Giugno: martedì 28 e giovedì 30. Luglio: mercoledì 6, venerdì 8, mercoledì 13, venerdì 15, mercoledì 20, venerdì 22, mercoledì 27, venerdì 29. Agosto: mercoledì 3, venerdì 5, martedì 9, giovedì 11, mercoledì 17, venerdì 19, mercoledì 24, venerdì 26, mercoledì 31. Settembre: venerdì 2, martedì 6, giovedì 8, mercoledì 14, venerdì 16, mercoledì 21, venerdì 23, mercoledì 28, venerdì 30. Ottobre: mercoledì 5, venerdì 7, mercoledì 12, venerdì 14, mercoledì 19, venerdì 21, mercoledì 26, venerdì 28.
Il costo del biglietto è di 75 €, per i bambini tra i 6 e i 12 anni il costo è di 50 €, comprensivo di cena a menu fisso con vini.
Nella Valle dei Templi, parco archeologico più esteso del mondo
Le Stoai, grazie alla sua posizione privilegiata, si affaccia direttamente sulla splendida Valle dei Templi. Con i suoi 1300 ettari, è il parco archeologico più esteso del mondo, dichiarato nel 1998 dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità. È custode di una straordinaria ricchezza monumentale e paesaggistica, a cui appartengono i resti dell’antica città greca di Akragas e il territorio circostante sino al mare.
(Foto del servizio a cura di Fabio Florio)
Info: Le Stoai – via Alfredo Capitano 1
Valle dei Templi, Agrigento
tel. 0922 437146
https://stoai.show/
Progetto biodiversità: SCHÄR invita i consumatori a piantare un seme virtuale per il futuro
Immaginate un meraviglioso campo agricolo ed una tavola imbandita attorniata di persone che chiacchierano piacevolmente e condividono i cibi più amati e appetitosi: sia nel campo, che a tavola, più c’è diversità, meglio è!
Ogni diverso seme ed ogni singola persona, nella propria unicità, apportano nutrimento, arricchimento e rafforzano le radici. Ecco perché quando parliamo di agricoltura, tutelare la diversità è fondamentale. La diversità delle colture purtroppo si sta fortemente riducendo e salvaguardarla è ogni giorno più importante. Per il nostro futuro, dei nostri figli e del nostro pianeta.

Coltiviamo preservando la biodiversità
Noi di Schär ci impegniamo ogni giorno per la biodiversità nell’agricoltura, per sostenere una maggiore diversità vegetale e per la riduzione delle monocolture che impoveriscono il suolo. Perché per avere prodotti buoni, sicuri e salubri, dobbiamo far grande attenzione all’ambiente in cui nascono e crescono le materie prime con le quali sono preparati.
Abbiamo capito che oltre a mais e riso, dobbiamo dare sempre più spazio alle colture minori come il miglio, il grano saraceno, il sorgo. Che scegliere per le nostre colture esclusivamente quelle aree dove le piante crescono e prosperano naturalmente, è meglio. E che le api e gli altri insetti impollinatori sono fondamentali e necessitano di protezione.
Field100: un solo campo, 100 colture diverse
Per celebrare i nostri primi 100 anni di attività e di attenzione alla diversità, abbiamo creato in Alto Adige, la nostra casa, Field100, uno dei campi più vari mai coltivati prima, che contiene ben 100 colture differenti in un unico appezzamento! Alcuni sono semi con una storia di 100 anni, altri sono utilizzati ancora oggi. Alcuni provengono dal nostro territorio, altri da tutto il mondo. Abbiamo scelto le varietà in grado di adattarsi alle condizioni del nostro specifico territorio, circondato dalle meravigliose Alpi. E per favorire l’impollinazione stiamo coltivando alcune tipologie di fiori selvatici tutt’intorno,
impreziosendo il campo di bellezza e diversità. Abbiamo anche installato in loco alcune videocamere! Chi è curioso di scoprire come procede la coltivazione e la crescita delle piante, potrà così comodamente seguire on line l’evoluzione del campo nelle varie stagioni e godersi le diverse e suggestive fioriture, visitando: drschaer.com/it/a/field100
Field100 è una promessa di attenzione alla biodiversità per i prossimi 100 anni. Field100: una piccola parte di un mondo migliore.

L’iniziativa internazionale speciale: un invito a piantare un seme per il futuro
Abbiamo pensato di dare la possibilità a tutti di partecipare a questo entusiasmante pro- getto ed abbiamo coinvolto oltre all’Italia ben 21 altri Paesi, tra cui Francia, Germania e USA: è infatti possibile accedere, da ogni parte del mondo, ad un campo virtuale, ricco di tante colture diverse (tra cui ad esempio lenticchie, sorgo, piselli, fagioli e miglio perlato) nel quale ognuno può scegliere il proprio seme e piantarlo accompagnandolo digitalmente con un breve messaggio relativo al desiderio/impegno per il futuro che desidera far germogliare; dando origine ad un autentico campo dei desideri! Per ogni seme virtuale pianta- to, il raccolto sarà conservato per un anno, grazie alla collaborazione con Crop Trust, un’organizzazione internazionale dedicata a conservare e a rendere disponibile la diversità delle colture in tutto il mondo, sempre e per tutti.
Per aderire all’iniziativa: seminaunfuturomigliore.schaer.com
Scegli il tuo seme piantalo insieme al tuo desiderio per il futuro.
Conserveremo il raccolto anno per 1 anno dal campo alla tavola, per offrirvi il meglio.
In collaborazione con i nostri partner, dai ricercatori, agli agricoltori fino ai mugnai, accompagniamo i nostri prodotti dal campo alla tavola. Per essere certi che i nostri prodotti siano di alta qualità e sicuri, ci affidiamo ad una rete di agricoltori e produttori selezionati che si concentra nel Nord Italia estendendosi anche in Europa.

Tanti semi per arricchire gli alimenti di varietà e gusto
I semi che coltiviamo sono quelli che danno origine agli ingredienti che poi ritrovate in molte delle nostre bontà gluten free. Miglio, avena, grano saraceno, sorgo, quinoa, amaranto, teff, lenticchie, semi di lino, di girasole, di chia: questi ed altri squisiti cereali, pseudo-cereali, legumi e semi che nascono in natura senza glutine vengono utilizzati per rendere speciali i nostri prodotti; sono infatti molto importanti perché regalano tante sfumature di sapore e al contempo tanti benefici per il nostro benessere perché contengono preziose sostanze (fibre, proteine, vitamine e minerali).
Confezioni che rispettano l’ambiente
Proteggere la natura è per noi sempre più essenziale. Lo facciamo in tutte le fasi della messa a punto dei nostri prodotti. Anche quando progettiamo la loro confezione. Ecco perché abbiamo scelto di usare solo gli imballi realmente necessari, usiamo carta certificata FSC, ossia ottenuta
salvaguardando le foreste e studiamo nuove soluzioni sempre più rispettose della natura. Inoltre, aiutiamo chi gusta le nostre bontà a smaltire correttamente gli involucri: è semplice contribuire tutti insieme alla salvaguardia dell’ambiente!
Schär, con il meglio di noi
Con una gamma di oltre 150 prodotti, Schär è il marchio storico del Gruppo Dr. Schär, pioniere e leader nel mercato italiano del senza glutine. Schär è sinonimo di prodotti di alta qualità, sicuri ed eccellenti nel gusto, pensati per unire al meglio le esigenze dietetiche e il piacere di mangiare. Grazie agli importanti investimenti del Gruppo in Ricerca e Sviluppo ed alla collaborazione costante con esperti del settore, Schär è in grado di offrire prodotti sempre migliori dal punto di vista organolettico. Chi sceglie i prodotti Schär, può inoltre contare su una consulenza qualificata e specifici servizi concepiti per affrontare in modo più semplice e sereno la vita senza glutine.
www.schaer.com
A Sant’Elpidio a Mare arriva "Enosophia"
Il Grand Tour delle Marche accende i riflettori su Sant’Elpidio a Mare (FM), dove si svolge un fine settimana di incontri, Italia autentica, borghi in festa e genuina convivialità, con percorsi del gusto guidati dalle vibrazioni aggreganti del nettare di Bacco.
Il 16 e 17 luglio, la suggestiva località marchigiana accoglie un’edizione inedita di “Enosophia”, promossa dal Comune ed animata dalla genuinità e dall’impegno dei sodalizi cittadini. Sabato 9 è in programma un’anteprima, una Cena Enoitinerante che permette di esplorare il borgo degustando appetitosi piatti, proposti da diversi locali, abbinati ai vini del territorio.
Sabato 16 grande serata a suon di brindisi, con lo spettacolo del comico Gianluca Impastato, a cura dell’associazione Di Arte in Vino, mentre nel pomeriggio di domenica 17 è previsto un incontro dedicato al genio rinascimentale Andrea Bacci, incentrato sulle culture pratiche di vino, dal passato ad oggi, nonché una degustazione in piazza Matteotti.

Eclettico esploratore del sapere, estensore del primo vero trattato sul vino, il Bacci è stato anche filosofo, medico e scrittore. Si autodefinì Andrea Baccius Philosophus, Medicus Elpidianus et Civis Romanus.
Imperdibile, nell’occasione di una visita a Sant’Elpidio a Mare, un’esperienza gastronomica nel ristorante “La Locanda dei Matteri”di Barbara Settembri, lady chef dell’Accademia di Tipicità.
Circolare, sostenibile, etico per natura, autentico e non replicabile, l’universo-vino può simboleggiare una bussola per tracciare la giusta rotta. Non a caso, proprio Enosophia è il primo evento del Grand Tour 2022 per aderire alla sfida al cambiamento climatico lanciata con AWorld, con la partnership progettuale di Banca Mediolanum.
Nella piattaforma del Grand Tour delle Marche www.tipicitaexperience.it tutte le informazioni sugli eventi in programma, i luoghi da visitare e le specialità da conoscere, per costruirsi la propria, esclusiva esperienza di visita nelle Marche.
Il programma completo su www.enosophia.it
Reggio Emilia: storia, arte e gastronomia
E’ la città del Tricolore dalla fine del XVIII secolo, del vessillo che divenne la bandiera nazionale, ma è anche città ricca di storia, nota per la sua gastronomia e per l’alta qualità della vita. E’ di origine romana, adagiata sull’antica via consolare che ancora oggi si chiama “via Emilia”, ma è più famosa proprio per la nostra “bandiera” che, nella sala del palazzo settecentesco, ancora oggi adibito a municipio, nacque ufficialmente il 7 gennaio 1797.

Lo conferma Mario Gobbi, capufficio stampa del Comune di Reggio Emilia: “Il primo Tricolore nacque per decreto dell’assemblea della Repubblica Cispadana appena nata, che comprendeva i deputati delle città di Bologna, Ferrara, Modena e appunto, Reggio Emilia, confermando che l’unità nazionale, già in embrione in quel periodo, era fondata sulle “municipalità”… La spina dorsale del nostro Paese sono le città.”
Nella stessa piazza del municipio si può ammirare il duomo: l’impianto è romanico, all’interno un incrocio di stili dovuto alle numerose ricostruzioni. A poca distanza l’intatta maestosità del teatro Valli, edificato a metà del XIX secolo. Il cuore di Reggio svela un altro tesoro tutto da scoprire: i chiostri di san Pietro, meraviglioso esempio di complesso monumentale del 500.

Francesca Castellini, autorevole guida turistica spiega meglio: “Qui c’è il chiostro “piccolo”, tipico esempio di architettura rinascimentale realizzato su progetto di Bartolomeo Spani e Leonardo Pacchioni, mentre gli affreschi, datati tra il 1524-26, sono opera di Simone Fornari.” Poi c’è il chiostro “grande” e sebbene la sua costruzione fu iniziata 15 anni dopo il “piccolo”, l’architettura è completamente diversa: in questo luogo, l’architettura è completamente “manierista” e il progetto è stato realizzato da Giulio Romano”.
La vocazione culturale di Reggio Emilia attraversa i secoli e abbraccia anche l’arte contemporanea: tracce ben visibili e di grande importanza come la “collezione Maramotti” che racchiude una selezione di oltre 200 opere di artisti del secondo ‘900 in esposizione permanente. La collezione ha aperto al pubblico nel 2007 proprio nella sede storica della società Max Mara, dal desiderio del fondatore del brand, Achille Maramotti. Cè anche una sezione dedicata al reggiano Luigi Ghirri, maestro della fotografia d’autore, ospitata nel palazzo dei Musei.
Maria Montanari, responsabile dei musei civici di Reggio: “In occasione del trentennale della morte dell’artista Ghirri, l’attenzione è incentrata sul progetto, in scala diversa, del parco “Italia in miniatura” che per lui rappresentava le tematiche filosofiche ed estetiche che poi ha sviluppato nell’arco della sua produzione. In particolare ha sviluppato la riduzione in scala del “reale”, un po’ l’essenza della fotografia che riduce in scala il reale in cui viviamo”.
In questa terra ricca di storia e tradizioni senza tempo, non può mancare una sosta dedicata ai sapori…
Il noto ristoratore Alberto Paolo Pancaldi, si riferisce ai “cappelletti”: “Sono la ricchezza reggiana classica, in questo caso cucinati con la crema di Parmigiano Reggiano, poi c’è l’”erbazzone” un’altra specialità reggiana, forse non tanto conosciuti fuori da Reggio, è una torta salata fatta di spinaci, bietole, naturalmente i salumi emiliani e il re dei formaggi che è il Parmigiano Reggiano”.
Il tutto rigorosamente irrigato dalle “bollicine” del Lambrusco: quello prodotto nella provincia di Reggio Emilia, ha la caratteristica principale di essere un vino frizzante, che nella tradizione andava incontro a una rifermentazione spontanea in bottiglia nel periodo primaverile: ha personalità, profumi, persistenza, bella colorazione rosso rubino molto intensa, frutta matura al palato, tutti caratteri propri che caratterizzano il Lambrusco Reggiano che deriva dall’uvaggio tra Lambrusco Salamino, Lambrusco Marani, Ancellotta, Maestri, Montericco, Malbo Gentile.

Anche questo prodotto della terra reggiana, vanta una storia antica: già i Romani avevano osservato la vocazione enologica della zona avendo avuto modo di apprezzare i talenti della vite Lambrusca “maritata” all’olmo. I grappoli di quella vite davano corpo a un vino frizzante che sempre accompagnava i piatti della cucina tipica anche di allora che nell’economia locale aveva già un peso importante. Oggi è generalmente vinificato in rosso o in rosato anche se con i nuovi disciplinari è possibile produrre uno spumante bianco da uve lambrusche. La gradazione alcolica complessiva minima naturale è di gradi 11%, sapore asciutto o amabile, non molto di corpo, armonico, fresco e gradevole. E’ venduto anche sfuso in damigiana presso le cantine della provincia. Il Lambrusco, servito giovane e bevuto nella primavera successiva alla vendemmia, si accompagna perfettamente alle lasagne al sugo di carne, ai lessi, allo zampone, al cotechino e ai salumi, ma sempre servito fresco e stappato al momento, tenendo la bottiglia leggermente inclinata in avanti.
(Antonio Farnè inviato Tg2 Rai)
Quattro passi tra i vini della Valle di Susa: Avanà, Becquét, Baratuciat
Se nel centro di Torino percorrete per intero la via Garibaldi, lasciandovi alle spalle piazza Castello e dirigendovi verso piazza Statuto, significa che state camminando su quello che al tempo della Torino romana era il Decumano. Da Est vi dirigete verso Ovest e ad un certo punto vi troverete dove allora sorgeva la porta Segusina. L’Ovest, il passaggio per attraversare le Alpi e giungere in Francia o, al contrario, come fecero i primi uomini della dinastia dei Savoia.
La città di riferimento che si trova sul cammino verso il confine è Susa, perla delle Alpi Cozie, un tempo chiamata Segusium, proprio in epoca romana, poi Segusia, Secusia e infine Susa. Susa e la sua bellissima Valle lunga un’ottantina di chilometri. Gli scorci panoramici di montagna, le tradizioni, i sapori e i vini.
Sulla presenza della vite in Valle di Susa non vi è nessun documento dell’epoca romana, si ritiene che la viticoltura fece la sua comparsa probabilmente a partire dal II secolo avanti Cristo lungo il versante sinistro della Bassa Valle e nella pianura intorno a Susa.

E’ nel “Testamento di Abbone” risalente al 739, che troviamo invece diverse località con vigne annesse, molte delle quali possono identificarsi con gli attuali Comuni di Gravere, Chiomonte, Giaglione e con parte del circondario di Susa. L’economia del settore vitivinicolo Valsusino nel corso dei secoli ha alternato fasi di floridezza ad altre di crisi. Infatti, la vitivinicoltura locale avrebbe potuto soccombere con l’attacco della fillossera, i conflitti bellici mondiali e l’industrializzazione della Bassa Valle, ma è stata più forte la volontà degli uomini che hanno sfidato le difficili condizioni ambientali di questo territorio montano.
Nel 1997 è nata la Denominazione di Origine Controllata Valsusa, a riconoscimento di chi ha investito la propria vita in quella che amiamo definire viticoltura eroica. Lavori manuali e tecniche tradizionali sono il denominatore comune poiché le viti crescono tra rocce e muretti in pietra che immagazzinano il calore diurno per poi restituirlo durante le ore notturne. I terrazzamenti che permettono di ricavare terreni coltivabili laddove la pendenza è troppo forte caratterizzano il paesaggio.
Numerosi sono i vitigni coltivati, ma Avanà e Becquét forniscono vini dalla forte identità territoriale di montagna e rappresentano il vero emblema di questa terra.
Il Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione della DOC Valsusa, nato nel 1999, opera sotto il profilo tecnico e dell’immagine; ha il compito di vigilare sul rispetto del disciplinare di produzione e difendere la denominazione dal plagio. Funziona anche da supporto tecnico ed amministrativo per le aziende socie e tiene i rapporti istituzionali e di promozione generale della Denominazione di origine, anche fuori dal territorio regionale e nazionale.
La Denominazione di origine controllata “Valsusa” è riservata al vino rosso ottenuto da uve provenienti da vigneti aventi nell’ambito aziendale la seguente composizione ampelografica: Avanà, Barbera, Becquét, Dolcetto e Neretta cuneese da soli o congiuntamente: minimo 60%; altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, da soli o congiuntamente, per il restante 40% iscritti nel Registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino, approvato con decreto ministeriale 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti.
La denominazione “Valsusa” con la specificazione di uno dei seguenti vitigni: Baratuciat (unico bianco); Avanà; Becquét, è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti aventi, in ambito aziendale, la corrispondente composizione ampelografica per almeno 85%, possono concorrere le uve di altri vitigni a bacca di colore analogo da soli o congiuntamente, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte per un massimo del 15%, iscritti nel Registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino, approvato con decreto ministeriale 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti.
La zona di produzione del vino “Valsusa DOC” comprende l’intero territorio amministrativo dei seguenti comuni della Provincia di Torino: Almese, Borgone di Susa, Bruzolo, Bussoleno, Caprie, Chianocco, Chiomonte, Condove, Exilles, Giaglione, Gravere, Mattie, Meana di Susa, Mompantero, Rubiana, San Didero, San Giorio di Susa, Susa, Villarfocchiardo.
La produzione complessiva attuale è di circa 80.000 bottiglie/anno commercializzate in parte direttamente in valle, presso le aziende, in parte sui mercati di Torino e provincia; alcune partite sono anche destinate ai clienti esteri, in particolare tedeschi.
Le denominazioni: Valsusa Doc, Valsusa Doc Avanà, Valsusa Doc Baratuciat, Valsusa Doc Becquét.
Le Aziende associate al Consorzio: ‘L Garbin Chiomonte, Casa Ronsil Chiomonte, Clarea Chiomonte Isiya Exilles, Martina Giaglione, Occitania Mattie.
In alcune delle cantine si possono gustare i vini in abbinamento ai piatti della cucina. Per esempio, presso l’Azienda Agricola “Martina” di Giaglione, potete trovare l’agriturismo “Crè Seren” che propone i piatti della tradizione utilizzando prodotti propri o di altre aziende Valsusine e dispone di 25 posti letto. Il tutto sempre all’insegna di forti passioni, sogni e speranze.
Oppure alla cantina “L Garbin” un bed & breakfast con due camere che si affacciano su un panorama d’eccezione e ora anche un ristorante. Marmellate e dolci fatti in casa completano un’accoglienza all’insegna della genuinità e del rispetto della natura. Oltre all’attività vinicola, si producono zafferano, mandorle, miele di castagno e millefiori e si conducono sperimentazioni sull’olivicoltura in montagna.
Per quanto riguarda i vini è doveroso sottolineare la spiccata territorialità che si riscontra nel bicchiere; piacevolissimo l’Avanà, raffinato il Becquét e deliziosa espressione enologica il Baratuciat. Vini che meritano di essere conosciuti ed apprezzati.
L’Avanà è un’antica uva autoctona dalla cui spremitura si ottiene un vino dal colore rosso rubino tendente al chiaro, i profumi sono decisamente freschi e richiamano la frutta e fiori primaverili; un vino di pronta beva dal retro gusto mandorlato che si consiglia di bere giovane.
Il Becquét è un vitigno più rustico anche se delicato soprattutto per l’oidio. Il vino che si ottiene rispetto all’Avanà è più corposo, dal colore rosso intenso e con note eleganti al palato. Un tempo utilizzato in blend con l’Avanà, proprio per dare corpo, oggi lo si trova in purezza e si addice all’invecchiamento.
Mentre il Baratuciat, al mio palato vera sorpresa di piacevolezza, è un’uva bianca dal colore verde giallo con sfumature dorate. Anch’esso vitigno autoctono del territorio dal quale si ottiene un bianco profumato e delicato, fresco e gioviale; interessate come aperitivo e ottimo compagno per piatti di pesce e più “modernamente” parlando del sushi.
(Fabrizio Salce)
“Fellini e Rimini, tra memoria e sogno”. Il nuovo video di Stefano Accorsi omaggia il Maestro riminese
“Fellini e Rimini, tra memoria e sogno ” è il nuovo videoracconto con cui Stefano Accorsi – testimonial dell’Emilia Romagna – torna oggi, mercoledì 6 luglio sui suoi canali social (seguiti da oltre 1 milione di followers), per rendere omaggio al genio del regista Federico Fellini e alla magia di Rimini, sua città natale (). Quella Rimini che il Maestro stesso aveva definito “pastrocchio confuso, pauroso, tenero”, filtrata nei suoi film dal suo sguardo sognatore e visionario e dalla sua nostalgica memoria. La città da cui si è allontanato da ragazzo, ma da cui non si è mai separato affettivamente, perché per lui era “la terra dove si desidera sempre ritornare”.

Così la voce di Accorsi descrive, nel filmato di poco più di 2 minuti, alcuni dei luoghi tanto cari al regista, frutto di memorie a volte trasfigurate dalla sua immaginazione: il Grand Hotel, la favola del lusso e dello sfarzo orientale, il ponte di Tiberio, sul quale le auto della Mille Miglia sfrecciavano verso Piazza Cavour, il Cinema Fulgor, dove Fellini vide il suo primo film e scoprì la magia della settima arte (immortalato nel suo celebre film “Amarcord”), il molo di Rimini e il mare d’inverno – “Rimini, con questo grande respiro, questo vuoto aperto del mare”, come lui stesso la definiva – una presenza fissa in quasi tutti i suoi film, a testimonianza dei suoi malinconici ricordi. E infine, il neonato Fellini Museum, museo diffuso con le sedi di Castelsismondo e Palazzina Valloni “cucite” insieme dallo spazio aperto di Piazza Malatesta con la panca circolare, il velo d’acqua e il Bosco dei nomi, citazioni da alcune delle più celebri pellicole del Maestro, da 8 e 1⁄2 ad Amarcord (https://www.fellinimuseum.it/).
“Fellini, attraverso i suoi film, ha fatto di Rimini una regione dell’anima, una dimensione della memoria” – racconta Accorsi nel filmato. “Intorno alla sua città e ad alcuni luoghi magici Fellini costruisce un’idea universale di bellezza, un luogo ideale, filtrato dai suoi ricordi e dalle sue visioni”, prosegue l’attore.
“Una Rimini sognata, spesso non del tutto fedele alla realtà, ma come si può mettere a freno la fantasia di un mago abituato a maneggiare i sogni, un inventore dell’irreale? Perché nulla si sa, tutto si immagina”.
E poi conclude: “Siamo andati a cercare Rimini in Fellini e Fellini in Rimini, perché tutto nel cinema di Fellini è un’evocazione della città e tutto, nella città di Rimini, ci parla ancora oggi di Federico”.
Uno dei luoghi più evocativi e rappresentativi del cinema e del genio di Federico Fellini è il Fellini Museum(https://www.fellinimuseum.it/), terminato nel dicembre 2021. Un museo diffuso che si sviluppa su tre punti cardine del centro storico di Rimini: Castel Sismondo, rocca del XV secolo al cui progetto contribuì Filippo Brunelleschi; Palazzina Valloni, sede del celebre cinema Fulgor, un edificio di origine settecentesca, e Piazza Malatesta, una grande area urbana, con installazioni artistiche, un velo d’acqua a rievocare l’antico fossato del castello e una grande panca circolare che, come nel finale di “8½”, vuole essere un inno alla vita e alla voglia di stare assieme.

Il videoracconto – pubblicato anche sui canali social di promozione turistica dell’Emilia Romagna, @inEmiliaRomagna e su Lepida Tv (https://www.lepida.tv/) – rientra nel progetto web triennale 2020-2023 di promozione turistica “Via Emilia”, realizzato da Apt Servizi Emilia-Romagna con la collaborazione delle 3 Destinazioni turistiche regionali – Visit Emilia, Territorio Turistico Bologna-Modena e Visit Romagna.
I primi 50 anni del Museo delle Palafitte
Il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro, nato attorno al sito palafitticolo dell’Età del Bronzo – patrimonio UNESCO – festeggia i 50 anni di storia. Era il settembre 1972 quando il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro aprì per la prima volta le sue porte. Un Museo che nasceva come un antiquarium, ossia come contenitore ed espositore di reperti a tutela del sito archeologico scoperto nel 1929, quando il livello del lago fu abbassato per i lavori di collegamento della centrale idroelettrica di Riva del Garda. Sulla sponda meridionale affiorò inaspettatamente una distesa di oltre diecimila pali, testimonianza di una delle più grandi stazioni preistoriche scoperte fino ad allora in Italia, nonché una delle più importanti – ancora oggi – in Europa. Questa scoperta ebbe subito una grande risonanza. La prima importante campagna di scavo, nel 1937, esplorò una superficie di circa 4.000 m2 e portò alla luce oltre 12.000 pali e tantissimi reperti. L’interesse fu tale da causare l’arrivo di numerosi visitatori che iniziarono non solo a frequentare l’area archeologica per curiosità, ma anche trarne un profitto con vere e proprie “cacce al tesoro” per raccogliere souvenir o per vendere dei reperti a turisti e appassionati. Per mettere fine a questo processo di spoliazione già negli anni ’50, si ipotizzò la costruzione di un edificio museale presso l’area archeologica.

Oggi il Museo è un vivace polo culturale capace di rendere “pop” anche la preistoria, di aprire nuove reti di relazione dentro e fuori il territorio e raccontare con linguaggi sempre nuovi la vita quotidiana dell’Età del Bronzo, proponendo tra ricostruzioni e resti originali del villaggio palafitticolo (2.200-1350 a.C.), un viaggio nel tempo alla scoperta dei nostri antenati preistorici. Nel biennio 2018-2019 il museo è stato oggetto di una profonda ristrutturazione che ne ha modificato e rinnovato sia gli spazi interni sia quelli esterni. Il restauro dell’edificio, l’aggiunta del nuovo blocco vetrato (che amplia gli spazi a un totale di 421 metri quadrati) e la realizzazione di una nuova struttura a pergolato esterna ha creato un nuovo ambiente non solo per gli oggetti ma anche per le persone. Il Museo ha ottenendo anche la certificazione di ecosostenibilità LEED® livello “Gold”. Il claim adottato per i 50 anni del Museo, “Ledro 50. Dove la preistoria è più blu”, vuole richiamare proprio l’antico legame tra le popolazioni palafitticole e il bacino lacustre che nel 1929 restituì a tutto il mondo un villaggio sospeso su oltre 10 mila pali.

Reperti eccezionali, scoperte sorprendenti
Da ormai una decina d’anni il Museo delle Palafitte ha dato avvio a una stagione di ricerca capace di gettare nuova luce sul popolamento preistorico della valle di Ledro. Nel 2011 è stato scoperto il sito d’alta quota di Pozza Lavino (Tremalzo – 1800 metri), che retrodata la prima frequentazione dell’area a circa 10.000 anni fa; sono stati poi scoperti una decina di nuovi siti nel fondovalle. Questo non significa che si sia abbandonata l’attenzione sugli straordinari materiali ritrovati dal 1929 nel sito palafitticolo: le ricerche condotte negli ultimi cinque anni si sono infatti concentrate su alcuni di questi.
Il pane di Ledro
Come una pagnotta di 4000 anni fa al centro di un progetto congiunto di Museo, Università degli Studi di Trento, Associazione Panificatori della Provincia di Trento, Camera di Commercio. Analisi microscopiche permetteranno di capire la composizione di questo pane e di riprodurre, con la Scuola di Arte Bianca di Rovereto, l’antica ricetta, dando nuova vita a questo alimento e creando un cibo …senza età!
Palafittando 2022
Il Museo compie 50 anni, mentre la rassegna estiva “Palafittando” giunta alla 26° edizione, pone al centro del programma i festeggiamenti per il cinquantesimo che animeranno l’estate ledrense. A partire da sabato 9 luglio le rive del lago di Ledro – piccolo gioiello dei laghi trentini da cui affiorano i resti originali delle abitazioni degli uomini dell’Età di Bronzo – e il territorio circostante, puntellato dei siti di interesse storico, archeologico e naturalistico che compongono la Rete Museale Ledro (ReLED), si animeranno con eventi musicali, visite guidate, laboratori “biodiversi” e approfondimenti storici e scientifici.
Orari e tariffe
Aperto tutti i giorni: luglio-agosto: 10-18; settembre: 9 –17.
Biglietto intero: € 4,50 – Ridotto: € 3,50
Biglietto famiglia: € 4,50 / € 9 (1 o 2 genitori con minorenni).
Gratuito per bambini sotto i 14 anni.
Prenotazione consigliata per laboratori e visite guidate allo 0464.508182.
Info su: https://www.palafitteledro.it/
Museo delle Palafitte del Lago di Ladro
Via al Lago, 1 – 38067 Ledro loc. Molina (TN)
Tel.: +39 0464 508182
Mail: museo.ledro@muse.it
Storia, arte e fede al ristorante Al Pappagallo di Bologna
“Nuovo e antico nella tradizione e nel mio presente.
Sempre e per sempre il grande Ristorante di Bologna amata”
Pupi Avati

Il Ristorante al Pappagallo custodisce i valori della nobile gastronomia petroniana e con le radici ben salde nella tradizione ha saputo rinnovarsi ancora con il nuovo Chef Executive Corrado Parisi, che costruisce l’avanguardia con la profonda conoscenza delle tecniche e delle materie.
Armonia tra ossequio del passato e visione contemporanea.
La lunga storia del Ristorante ha attraversato le generazioni, conquistando, nel suo percorso ultracentenario ben 23 stelle Michelin. I contenuti del Pappagallo hanno riacquistato il rinomato splendore negli ultimi 5 anni, grazie all’entusiasmo e alla dedizione dei due imprenditori visionari che hanno ricercato e rielaborato il menu delle origini, Michele Pettinicchio ed Elisabetta Valenti. Il grande progetto di rinascita, concentrato sul recupero del passato, studiato, analizzato e attualizzato nel rispetto della lezione fornita dagli antichi ricettari e dal geniale lavoro dello storico fondatore, Giovanni Zurla, poggia sulle fondamenta del Pappagallo. Michele Pettinicchio, imprenditore di successo nella moda, ha approfondito la tecnica di preparazione, tenendola rigorosamente riservata, dell’iconico tortellino con passione e maniacale e cura del dettaglio e della memoria avendo sempre presenti l’equilibrio delle consistenze, materie prime di assoluta qualità, procedimenti e passaggi fondamentali del brodo o delle salse di condimento. La fama del Ristorante gravita attorno al tortellino, espressione di memoria storica, conoscenza, sperimentazione e abilità manuale. Simbolo della tradizione bolognese, questa piccolo scrigno di sapore si è guadagnato nel 2019 il riconoscimento del Tortellino D’Oro, di cui detiene ancora il titolo. I tortellini del Pappagallo, realizzati a mano, con amore, nell’esclusivo laboratorio, sono minuscoli,“al mignolo”, come detta la tradizione sono protagonisti del “Menu della Memoria dedicato a Vittorio Zurla”, serviti con il classico doppio brodo di cappone, oppure, reinterpretando il ricettario nato proprio al ristorante, proposti in “goccia d’oro”, una sapiente mantecatura di tuorlo d’uovo e crema di Parmigiano, che li rende miracolosamente digeribili. In goccia d’oro, “Pappagallo Style” le celebri lasagne a sfoglia gialla con la besciamella Mornay che contiene il tuorlo dell’uovo.
Lo sguardo verso il futuro e la volontà degli imprenditori di conferire al locale una impronta di respiro internazionale, ha portato i titolari a puntare la bussola verso l’eccellenza, scegliendo come Chef Executive Corrado Parisi, che con il suo Menu d’autore ha impresso nella cucina del Pappagallo la sua inconfondibile e rinomata cifra stilistica, fatta di creatività, tecnica evoluta, e profondo senso etico nell’ottica della sostenibilità. La scelta dei titolari è ricaduta su uno chef completo, in grado di trasferire le sue profonde conoscenze del cibo nelle preparazioni, e di rinnovare anche le mise en place.
Da bambino ho sempre sognato di diventare uno chef.
Oggi sono… Corrado Parisi”
Corrado ha scelto di approdare al Ristorante Al Pappagallo. Lo aveva sentito menzionare quando era bambino, ne era stato conquistato e aveva sognato di far parte di un grande progetto proprio qui. La mano creativa di Corrado Parisi conferisce un deciso imprinting alla nuova stagione del Pappagallo, portando ulteriore approfondimento alle ricette tradizionali e una grande ventata di novità, energia e ricerca. I suoi piatti riservano particolare attenzione alle materie e alla cottura così come all’apporto calorico. I piatti infatti devono essere “belli, buoni e salutari”. La filosofia dell’ecosostenibilità si traduce nel contenimento degli sprechi, nell’impiego delle carni di animali da cortile e di verdure di stagione che hanno maggior qualità e costi contenuti.
Il nuovo menu stagionale è territoriale e si serve della tradizione, attua il recupero totale della materia prima, usando l’ingrediente al 90% E’ una cucina che comincia a strizzare l’occhio al vegetale, molto più elaborata tecnicamente, una autentica cucina d’autore in cui c’è totale sensibilità per la materia prima, attenzione all’apporto energetico, senza grassi aggiunti. Non si superano le 800 calorie se sei consumano tre piatti. Il vegetale dunque è la nuova frontiera, attraverso ricerche approfondite per arrivare al prodotto di qualità. La spesa è fatta attentamente e in ottica futura nel menu verrà dichiarato l’impatto ambientale di ogni piatto. L’ecosostenibilità secondo Parisi deve essere reale. Fare arrivare le materie da troppo lontano implica la filiera di trasporto inquinante.
Vengono privilegiate le cotture a bassa temperatura sotto sale e sotto cereali, con consumo quotidiano, La spesa viene fatta quotidianamente nel circondario in quanto il trasporto delle materie prime rientra nei criteri di selezione delle materie nell’ottica della sostenibilità.
Da Ingegnere Alimentare lo studio dei piatti è complesso e approfondito, approdando tuttavia a una cucina comprensibile “I miei piatti devono essere facilmente leggibili da tutti”.
‘‘Il cibo è la lingua elementare di ogni società. Adoro rileggere il passato delle massaie in cucina, incontrare i produttori delle materie che utilizzo in cucina, ascoltare la natura, proiettare i miei piatti nel futuro: scompongo e ricompongo nel rispetto del gusto e dei profumi mediterranei”. Uno chef “maniacale” alla costante ricerca di del perfetto equilibrio del piatto, senza rinnegare le origini, ma interpretandole con le conoscenze di oggi, con quel tocco di “imperfezione” che conferisce artigianalità. I suoi menu sono divertenti, golosi e innovativi. “La tradizione non è un vincolo, ma un punto di partenza” anche nelle preparazioni dei piatti tradizionali, per i quali è riservata particolare attenzione alla cottura.
Tra le novità proposte dallo CHEF percorsi di degustazione con vini in abbinamento dai titoli suggestivi: Piccolo Racconto, Poesia, Romanzo, Ritratti di Verdure.
Tra le proposte estive, fresche, leggere e ricercate, oggi in degustazione:
Gambero Rosso, tartare di gamberi rossi di Sicilia, limone semi candito, genziana, gelato e crumble di Parmigiano Reggiano d.o.p.; Pesca, Rombo e Foie Gras, pesca noce, testa e coda di rombo prezzemiolata in cassetta, ciliegie di foie gras, carote e meliloto; Galletta di Grano, galletta di grano fermentato, verdure di stagione, pomodoro affumicato, consistenze di mandorle, crema di zucchine alla scapece e lamponi; Assoluto di melanzana, tataki di melanzana, prosciutto e bacon di melanzana, tufo di acqua di melanzane, il suo caviale e cagliata di fico; Riso, “Riserva San Massimo” al basilico, mantecato alla provola affumicata, cremoso di pomodorini arrostiti, cozze limone, semi candito, burrata e calamaretti scottati. Infine la versione dolce del tortellino secondo Parisi: Tortellini cioccolato e amaretto, in brodo di pesche e gelato al basilico.
Non può mancare il Menu delle Origini, che mantiene in auge la grande fama del Ristorante, servito nella Torre degli Alberici, in cui è offerto un servizio a orario continuato, dalle 11.00 alle 19.30, con una cucina di matrice “nazionale”, 7 giorni su 7, una “cucina di famiglia”, golosa e sorprendente, con piatti che variano a seconda della stagione e della disponibilità delle materie, vini locali e atmosfera informale. Una cucina equilibrata e digeribile, popolare, che si distinguerà in modo netto dalle elaborazioni d’autore del Ristorante, nel quale saranno sempre presenti le classiche tagliatelle al ragù, lasagne alla bolognese e gli iconici tortellini, i grandi piatti che hanno fatto la storia del Pappagallo.
Ristorante Al Pappagallo
Piazza della Mercanzia, 3
40125 Bologna BO
Telefono: 353 404 4221
Menu: alpappagallo.it
Prenotazioni: alpappagallo.it
TUTTI I SAPORI DI INNSBRUCK
Innsbruck (Austria). Insoliti itinerari gourmet alla scoperta dei sapori della cucina tirolese, con ciclovia del gusto: 30 km e 25 stazioni golose e colazione in cabinovia, Food Tour, Pic nic in quota.

Conoscere Innsbruck attraverso i suoi sapori e la sua cucina sarà un’esperienza assolutamente nuova. Itinerari insoliti e decisamente gourmet portano alla scoperta dei piatti e dei prodotti tipici della regione. Sapori della tradizione da scoprire con la Ciclovia del gusto, 30 km su 2 ruote con 25 tappe golose oppure con i Food Tour attraverso i vicoli di Innsbruck, per scoprire nuove e seducenti interpretazioni della cucina casalinga tirolese. Per chi cerca qualcosa di veramente insolito c’è la colazione gourmet…in cabinovia!
Ciclovia del gusto
Sul soleggiato altopiano di Mieming si snoda uno dei percorsi più caratteristici della Regione di Innsbruck, la Ciclovia del gusto. Un tracciato semplice, senza particolari dislivelli, lungo circa 30 km. Si può noleggiare in paese una bicicletta a pedalata assistita e partire lungo la ciclabile del gusto, dove sono ben segnalate le 25 stazioni in cui fermarsi, assaggiare e acquistare i prodotti tipici tirolesi direttamente dai contadini. Miele artigianale, frutta fresca, ma anche uova, formaggio fatto con il latte delle mucche di questi pascoli, speck, pane appena sfornato, dolci, senza dimenticare le famose snaps.
Tra una pedalata e l’altra, circondati da un paesaggio incantevole, è possibile riempiere il cestino della bicicletta e procurarsi tutto il necessario per un indimenticabile pic nic sul prato, circondati dalle montagne e coccolati da tante cose buone da gustare.

25 soste golose
Tante le tappe golose che si possono fare per riempire il proprio cestino, non resta che scegliere! Immancabile una fermata al mercato degli agricoltori Raiffeisen-Lagerhaus, che si tiene a Mieming il venerdì dalle 15.00 alle 17.00 e il sabato dalle 8.00 alle 11.00. Si possono trovare tutti i prodotti dei contadini del posto: pane, uova, pancetta, salsicce, carne, latte, burro, formaggio d’alpeggio, formaggio di capra e yogurt, verdure, distillati di frutta, grappa, miele. Chi ama lo speck, particolarmente saporito e gustoso in Tirolo, non può saltare il pregiato salumificio Speck Mair a Telfs, dove lo speck viene affumicato con legno di faggio, preparato con pepe, ginepro e aglio di Tarrenz. Sempre a Telfs si trova una manifattura biologica di senape, dove i semi di senape vengono macinati a freddo con una macina di granito. Si possono assaggiare e acquistare 16 qualità di senape, da quella alle erbe aromatiche a quella al cioccolato e chili o allo zenzero (www.weber-senf.at). Speck e tanti altri prodotti tipici si trovano a Mieming, da Dismas, dove la famiglia Alber coltiva i campi e alleva maiali, producendo sul posto vari tipi di speck e salsicce crude, oltre a gestire un piccolo e raffinato negozio all’interno della fattoria. Specializzata nella produzione di latte, yogurt e burro è invece la fattoria Michelerhof, con i suoi pascoli sempre nelle colline di Mieming.
Merita una visita la splendida Abbazia di Stams, un monastero cistercense costruito nel XIII secolo. Nel 1593 fu in parte distrutto da un incendio e questo portò a una ricostruzione e a un ampliamento in stile barocco. L’Abbazia è anche un luogo dove si tramandano i sapori della tradizione con la produzione di grappe, liquori, dolci e marmellate. Il negozio del monastero propone diverse varietà di marmellate preparate dai monaci con la frutta di queste terre, pregiati liquori, distillati pluripremiati e molti altri prodotti tipici. Un suggerimento speciale: non perdete il delizioso pane cotto nel forno a legna da fratello Franz, che lo prepara fresco più volte alla settimana.

Food Tour, Picnic in quota e… cabinovia gourmet!
Quest’anno, nella regione di Innsbruck, la vacanza avrà un profumo nuovo! Quello dei sapori della tradizione tirolese, da conoscere con esperienze insolite e gustose. A Innsbruck, sul Patscherkofel, la funivia panoramica non serve solo per raggiungere l’alta quota della maestosa montagna che domina la città, ma consente anche di gustare, lungo il tragitto, una deliziosa prima colazione!
Sorvolando il bellissimo panorama montano fino alla vetta si può iniziare la giornata con una sontuosa colazione, ricca di prodotti tipici e fare il carico di energie, pronti poi anche per le escursioni più impegnative.
Gli amanti del trekking, che però non disdegnano le soste golose, possono scegliere come meta in quota la Nordkette, la suggestiva montagna di Innsbruck, dove godersi un particolarissimo picnic a oltre 2.000 metri. Si prende la Nordkettenbahnen che parte dal centro della città e si scende alla fermata Seegrube. Una volta arrivati basta ritirare lo zaino da picnic, precedentemente prenotato, già pronto e dotato di tutti gli accessori, per poi accomodarsi in un posticino immerso nel verde e gustare una ricca merenda a base di formaggio montano, speck e molte altre ghiottonerie.
Le passeggiate golose proseguono anche in città con gli straordinari Food tour di Innsbruck. Lungo il percorso di queste particolari visite guidate è possibile scoprire sia la città che l’arte culinaria tirolese.
Innsbruck Tourismus
tel. +43-512-59850
office@innsbruck.info
www.innsbruck.info
MORTADELLA BOLOGNA IGP: APPROVATO IL NUOVO DISCIPLINARE DI PRODUZIONE
Tra le novità: ancora meno sale, più proteine e ricetta più semplice
A seguito di un previsto lungo iter burocratico, il 22 giugno 2022 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il nuovo Disciplinare di produzione della Mortadella Bologna IGP che recepisce le modifiche proposte dal Consorzio a febbraio 2021 e l’approvazione dell’Unione Europea dello scorso 9 giugno.
“L’esigenza della modifica del Disciplinare di produzione è nata con l’obiettivo di adeguare l’IGP ai nuovi stili alimentari dei consumatori, all’evoluzione tecnologica delle aziende e proseguire così il percorso di valorizzazione dell’immagine, anche percepita, della Mortadella Bologna IGP. Un percorso di miglioramento qualitativo già avviato dal Consorzio a partire dalla precedente modifica del Disciplinare che aveva eliminato il glutammato e introdotto l’utilizzo di soli aromi naturali” – dichiara Guido Veroni, presidente del Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna che prosegue – “Tra le principali modifiche ci sono infatti l’introduzione del contenuto massimo di sale al 2,8%, l’aumento del contenuto minimo di proteine, che raggiunge il 14,5% e l’esplicitazione del divieto, peraltro già praticato dalle aziende, di utilizzo di polifosfati, coadiuvanti tecnologici e sostanze con effetti coloranti, in modo da avere una ricettazione ancora più semplice e naturale”.
Un ulteriore modifica introdotta nel nuovo Disciplinare è il limite massimo dello 0,3% di aromi naturali, gli unici consentiti in questa produzione, utilizzabili nella preparazione dell’impasto.
Con questo nuovo Disciplinare di produzione si conferma il ruolo del Consorzio di tutela di garante della qualità della Mortadella Bologna IGP, tenendo sempre sotto osservazione i mercati e i nuovi trend che si manifestano, e di interprete dei cambiamenti in atto, con lo studio e l’elaborazione di soluzioni ad hoc condivise e collaudate con le aziende produttrici.
Il Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna
Il Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna si è costituito nel 2001, a seguito del riconoscimento dell’IGP alla Mortadella Bologna – avvenuto nel 1998 – e al conseguente avvio della certificazione da parte dei produttori. Il Consorzio, che ha come scopo la tutela e la valorizzazione della Mortadella Bologna IGP, in collaborazione con il Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali promuove la Mortadella Bologna IGP e svolge attività di difesa del marchio e della Denominazione dalle imitazioni e dalle contraffazioni.
Il Consorzio garantisce un’alta qualità di base che ogni produttore migliora secondo la propria esperienza e professionalità. Un’attività costante che ha come unico obiettivo, che è anche la finalità di tutte le aziende, con i loro marchi, di garantire ai consumatori un prodotto dalle caratteristiche uniche per qualità e gusto, un prodotto ad alto valore nutrizionale, con una composizione di proteine nobili, minerali e grassi insaturi perfettamente in linea con le tendenze della moderna scienza nutrizionale.
Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa: Augusto Cosimi
cosimi@isitsalumi.it

Viaggio nell'Italia del vino. Osservatorio Enoturismo: normative, buone pratiche e nuovi trend
Il 13 luglio prossimo, alle ore 11.00, in sala Zuccari a Palazzo Giustiniani a Roma, presentazione nuovo manuale sull’enoturismo “Viaggio nell’Italia del vino Osservatorio Enoturismo: normative, buone pratiche e nuovi trend”. Scritto dal senatore Dario Stefàno e da Donatella Cinelli Colombini con le Associazioni Città del vino e Le Donne del Vino sulla base dell’indagine appositamente condotta da Nomisma-Wine Monitor. Saranno presenti il Presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti Casellati e i ministri Bonetti, Garavaglia e Patuanelli.
Il libro è frutto del lavoro congiunto delle Associazioni Città del vino, Le Donne del Vino e del senatore Stefàno e contiene gli esiti dell’indagine di Nomisma-Wine Monitor su 92 comuni e 150 cantine. Dopo l’intervento del presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Franco Di Mare guiderà la presentazione a cui prenderanno parte Elena Bonetti, ministro per le Pari opportunità e la famiglia, Massimo Garavaglia, ministro del Turismo, Stefano Patuanelli, ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, il senatore Dario Stefàno, Roberta Garibaldi, Ad Enit, Riccardo Cotarella, presidente nazionale Assoenologi, Donatella Cinelli Colombini, presidente Associazione nazionale Le Donne del Vino, Angelo Radica presidente Associazione nazionale Città del Vino, Denis Pantini e Roberta Gabrielli di Nomisma – Wine Monitor.

Il libro e l’indagine mettono in rilievo il nuovo ruolo delle donne nell’enoturismo italiano: dall’indagine fatta nelle 150 cantine, emerge che sono donne l’80% di chi fa marketing e comunicazione, il 51% di chi è impegnato nel commerciale, il 76% di chi declina il vino nell’ambito turistico, mentre solo il 14% rimane impegnato in vigna e in cantina. Anche sul lato della domanda, si registra – sempre secondo i produttori – un aumento delle donne tra gli enoturisti.
Senza dimenticare gli impatti economici che la leva dell’enoturismo è in grado di generare: per le aziende che hanno partecipato all’indagine, il 13% del fatturato complessivo può essere ricondotto a tale attività (degustazioni, hospitality, vendita diretta). Un punto importante su cui riflettere e che può portare ad azioni di rilancio e ulteriore sviluppo in particolare per le realtà di più piccole dimensioni.
Lo scenario italiano, composto da imprese di produzione e territori del vino, viene presentato con il quadro normativo aggiornato e nella sua attualità post covid, evidenziando come le opportunità costituite dall’interesse dei visitatori diano origine a un diffuso e fitto reticolo di investimenti, aggiornamenti tecnologici e sperimentazioni. Azioni che potrebbero ottenere maggiori esiti se coordinate da una regia nazionale capace di fornire dati puntuali e indirizzare i flussi in modo omogeneo.
Sarà possibile seguire l’incontro anche online. Il link sarà disponibile il giorno prima della presentazione.
Accredito giornalisti: francesca.mangone@senato.it
Luglio "Pink&Love": ed è subito “Notte Rosa”!
Dall’1 al 3 luglio la Riviera Romagnola sarà il più grande palcoscenico rosa e a cielo aperto d’Italia. Torna infatti la Notte Rosa l’evento clou della Romagna che dopo 17 anni è capace sempre di rinnovarsi. Con oltre 100 artisti presenti questa nuova edizione offre davvero un vastissimo programma di grandi eventi e concerti, per lo più gratuiti, che spaziano dalla musica pop al rock, dalla classica al jazz.
Tanti i nomi illustri del panorama musicale italiano, tra questi molte le donne protagoniste che si alterneranno sui palchi: da Patty Pravo a Fiorella Mannoia, da Malika Ayane a Giusy Ferreri, da Alice a Marina Rey, da Cristina d’Avena a Elettra Lamborghini.
Sarà il claim Pink&Love che racchiude un messaggio di leggerezza, armonia, unione, nel rispetto di tutte le differenze a segnare il vero e unico Capodanno dell’estate.
Si parte quindi il 1° luglio per un fine settimana unico e irripetibile: 110 km di costa con oltre 200 spettacoli, concerti, performance, happening, installazioni, fuochi d’artificio, musica, luci, wellness e trekking. Eventi per tutti, giovani, famiglie, sportivi, amanti del buon cibo e appassionati di cultura.
Il territorio romagnolo si propone nella sua interezza con tanti eventi legati da un filo “rosa” capace di unire entroterra, costa, cultura, musica, borghi, castelli e innovazione.
Le province di Ferrara, Forlì e Cesena, Ravenna e Rimini insieme agli operatori pubblici e privati propongono un fine settimana in pink, con monumenti, piazze, spiagge, strade completamente illuminati. Un effetto suggestivo, emozionante e di allegria che ogni anno si rinnova e arricchisce.
LA PINK &LOVE SI ACCENDE CON IL GRANDE SPETTACOLO DI FUOCHI D’ARTIFICIO
Sarà la mezzanotte di venerdì 1° luglio ad accendersi con il grande spettacolo di fuochi d’artificio su tutta la riviera romagnola in contemporanea.
PINK & LOVE RICCA DI MUSICA POP, ROCK, JAZZ E CLASSICA
Il programma di questa nuova “Notte Rosa” offre un ricco calendario di appuntamenti, per lo più gratuiti, con grandi eventi e concerti di musica pop, rock e jazz.
La novità di questa 17ª edizione della Notte Rosa sarà il connubio con il Tim Summer Hits, la nuova e grande kermesse musicale targata Rai2, che celebra il ritorno della musica live in Tv, condotta da Andrea Delogu e Stefano De Martino. Sarà, infatti, proprio Rimini ad ospitare le ultime due tappe del TIM Summer Hits. Venerdì 1 e sabato 2 luglio, la Delogu e Stefano De Martino porteranno il palco dell’evento televisivo musicale dell’estate in Piazzale Fellini a partire dalle ore 21.00 e faranno scatenare ed emozionare il pubblico con la musica dei più importanti artisti della scena musicale italiana.
Tanti gli ospiti attesi nel corso delle due serate televisive che sarà possibile rivedere in prima serata su Rai2 da giovedì 28 luglio. Tra questi: Alex, Ana Mena, Annalisa e Boomdabash, Arisa, Bob Sinclair, Clementino, Ermal Meta, Fabrizio Moro, Federico Rossi, Francesca Michielin, Francesco Renga, Franco 126 e Loredana Berte, Gabry Ponte & Lumix, Gianmaria, Giusy Ferreri, J-Ax e Shade, Lda, Luche’, Luigi Strangis, Malika Ayane, Matteo Bocelli, Nina Zilli, Pristiess, Raf, Rhove, Rkomi, Rocco Hunt & Elettra Lamborghini, Rovere e Chiamamifaro, Silvia Salemi, Le Vibrazioni, Willie Peyote.
La grande musica sarà ovunque la grande protagonista lungo i 110 Km di costa, per addentrarsi nell’entroterra tra borghi, castelli e colline.
Si parte il 1° luglio alle 22.00 con Elettra Lamborghini ai Lidi di Comacchio (viale Jugoslavia), Giusy Ferreridalle 22.00 in Piazza Andrea Costa a Cesenatico, Fiorella Mannoia a Gatteo (alle 21.30 all’Arena Lido Rubicone, ingresso a pagamento), Dodi Battaglia dei Pooh, artista che in più di 50 anni di carriera ha sviluppato un suo personale sound, sarà alle 21.00 all’Arena Arcobaleno di San Mauro Mare.
A Rimini, appuntamento in Piazzale Kennedy con RDS 100% Grandi Successi, radio partner dell’estate romagnola, che porterà tanta musica e divertimento: i DJ Set di Claudio Guerrini e Roberta Lanfranchi e Matteo Episanimeranno tutti i giorni la piazza dalle 18.30. La postazione RDS 100% Grandi Successi ospiterà anche il 2 luglio, dalle 22.00, Discoradio Party: la festa itinerante con tutte le hit più ritmate dagli anni ’90 ad oggi, mixate da Edo Munari e Matteo Epis con l’animazione di Valentina Guidi e Don Cash.
Classe, eleganza e raffinatezza saranno a Misano Adriatico con Malika Ayane. L’artista milanese si esibirà nella Piazza della Repubblica dalle 21.30 non solo con i suoi grandi classici, ma anche gli ultimi successi. In questo viaggio musicale e armonico Malika sarà accompagnata da una band di eccezione.
Sabato 2 luglio approda Elrow, dalle ore 16.00, sul palco della Rimini Beach Arena a due passi dal mare. La Notte Rosa prosegue sempre sabato 2 luglio con altri importanti nomi del panorama musicale italiano: i The Kolors alle 22.00 saliranno sul palco del Lido delle Nazioni (in viale Jugoslavia) a Comacchio.
Sempre il 2 luglio, per omaggiare Franco Battiato a poco più di un anno dalla sua scomparsa, il Ravenna Festival presenta alle 21.00 la “Messa arcaica” e “Canzoni mistiche” sul palco del Pala de Andrè (v.le Europa 1) dove si esibiranno alcuni dei più stretti collaboratori e amici che hanno lavorato al fianco del grande cantautore, come Juri Camisasca, Alice e Simone Cristicchi (per info e acquisto biglietti ravennafestival.org). Il medesimo evento si svolgerà anche a Rimini il 3 luglio in occasione della Sagra Musicale Malatestiana.
Il 2 luglio alle 21.30 a Ferrara in una location d’eccezione e di grande fascino storico, il Giardino della Certosa monumentale, l’Orchestra Città di Ferrara e il Coro Polifonico Santo Spirito si esibiranno nel concerto “Mozart, le donne, gli amori”.
Patty Pravo torna in concerto dal vivo il 2 luglio con “Bionda”, spettacolo imperdibile di una delle più grandi interpreti della canzone italiana che dalle 21.00 porterà sul palco della Piazza 1° Maggio di Cattolica successi, ricordi, aneddoti e contributi video.
A Bellaria Igea-Marina il 3 luglio grande attesa per l’arrivo dell’amatissima Cristina D’Avena che ripercorrerà la sua carriera con alcuni dei suoi più grandi successi. Saranno presenti tanti ospiti per una serata all’insegna dell’intrattenimento, musica e colore dedicati a tutta la famiglia. Appuntamento al Porto canale alle ore 21.00. Ingresso gratuito.
Ancora musica dai borghi al mare, dalle strade alle piazze, dalla collina alla sabbia.
Venerdì 1°luglio a Cesenatico, serata all’insegna del Dance of the Lunatics, musiche per orchestra a plettro del XX e XXI secolo. Sempre a Cesenatico la Notte Rosa si colorerà di allegria e musica con il vulcanico spettacolo live dei Moka Club che portano la loro musica dance anni ’70 e repertorio ’80 – ’90. L’appuntamento con il divertimento puro è sabato 2 luglio ore 21.30 in Piazzale Michelangelo a Valverde di Cesenatico sul lungomare Carducci.
Mentre a Tresignana ci sarà la TresinFesta 2022 con le selezioni di Miss Italia, Endmay in concerto.
Tra Cervia e Milano Marittima, tanti gli eventi: venerdì 1° luglio alle 21.30 a Cervia in Piazza Garibaldi spettacolo della SG Big Band di Aalen in concerto. Mentre con “Jazz in the city” si animeranno le vie e le strade di Milano Marittima (dalle 19 alle 23). Sabato 2 luglio sempre alle 21.30 a Cervia, in Piazza Garibaldi concerto di Lorenzo Semprini & 44 Band. Tra la Via Emilia e il West è uno spettacolo di canzoni italiane, originali e rivisitazioni, in cui Lorenzo Semprini, storico leader di Miami & The Groovers e la sua 44 band (composta da 7 musicisti) che porterà lo spettatore a viaggiare per le strade italiane con un panorama americano di suoni e storie.
Sabato 2 luglio a Gatteo (Arena Lido Rubicone alle 21.30) le più grandi hit della musica internazionale e italiana, passate e attuali, interpretate e arrangiate dagli OxxxA con un sound potente e carico di contagiosa energia.
A Bellaria Igea-Marina al Beky Bay la Notte Rosa sarà magica grazie al New York Ska – Jazz Ensemble il 1° luglio per una serata all’insegna della musica e del divertimento con una band che quando sale sul palco sa sempre stupire. Sempre a Bellaria Igea-Marina il concerto della band “Fuori Tempo” si svolgerà sabato 2 luglio e darà vita ad una serata di note frizzanti.
A Misano Adriatico il 2 luglio JBees in concerto nella piazza della Repubblica. Un tuffo nella disco music italiana degli anni ’70, ’80 e ’90.
Il 2 e 3 luglio sul lungomare Spadazzi di Miramare di Rimini coinvolgente appuntamento di tango dedicato agli emozionanti e seducenti balli argentini con Notte Rosa della Milonga.
La musica classica sarà protagonista il 3 luglio alle 21.00 dell’evento in programma al Pala de André di Ravennacon il grande pianista e direttore tedesco Christoph Eschenbach che dirige l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini portando in scena al Pala de André di Ravenna il Concerto per violino di Mieczyslaw Weinberg e la Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Pëtr Il’ic Cajkovskij. Sul palco il virtuoso violinista Gidon Kremer.
PINK & LOVE, CON LE SUGGESTIVE ALBE IN ROSA
Non è Notte Rosa senza gli eventi all’alba. Al sorgere del sole la riviera adriatica sarà teatro di una esplosione di luci, suoni e colori per dare il benvenuto al nuovo giorno.
Domenica 3 luglio torna l’atteso appuntamento con i suggestivi concerti all’alba: a Riccione Marina Rei si esibirà all’interno della rassegna “Albe in controluce” alle 5.15, mentre a Rimini sulla spiaggia di Rimini terme (v.le Principe di Piemonte, 56) Fabrizio Bosso e Raphael Gualazzi suoneranno insieme a importanti jazzisti italiani e all’Orchestra Rimini Classica un repertorio di sonorità particolarmente emozionanti e in sintonia con l’atmosfera dell’alba.
Anche Ferrara sarà teatro dell’alba in rosa. Alla Certosa Monumentale “Alba di suoni”, il quartetto di sassofoni del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, alle 6.00 si esibirà in un concerto informale nel Giardino della Certosa. Sempre in provincia di Ferrara, a Codigoro, Musica e Parole all’Alba a cura di Kontemp Musik di Mezzogoro e Letture di Milena Medici del gruppo Gad Amici del Teatro.
Bertinoro festeggia l’alba della Notte Rosa alle 5.33 in Piazza Libertà con “Le Galline Pensierose” di Luigi Malerba lette da Valerio Corzani e la musica dell’Ensemble La Lusignola.
PINK&LOVE È ANCHE SPORT, FOOD, WINE E WELLNESS
La Notte Rosa oltre che concerti è tanto altro: eventi culturali, appuntamenti sportivi e intrattenimento per bambini e mercatini. Un cartellone di iniziative per tutti i gusti.
Torna a Riccione il 1° luglio Riccione 100 anni in punta di piedi Gran Gala della danza. 15 scuole e accademie si alterneranno per omaggiare con l’ars gracias artis i 100 anni di Riccione e fare da preview alla 15° edizione del Festival del Sole, con esibizioni di balletto classico, moderno, contemporaneo, acrobatico, hip hop, street dance. Il 3 luglio, Festival del Sole con il Gran Gala di apertura: 2000 atleti sfileranno per le vie di Riccione fino piazzale Roma dove sul palco si alterneranno artisti locali ed internazionali con esibizioni di ginnastica e danza.
Tra gli appuntamenti clou quello dall’1 al 3 luglio a Misano Adriatico. Nella terra della Riders’ Land si corre al Misano World Circuit di Misano Adriatico, il GT World Challenge – Sprint Cup 2022, uno dei più prestigiosi eventi automobilistici del panorama internazionale al quale parteciperanno quest’anno ospiti d’eccezione, come Valentino Rossi e Daniel Pedrosa (tutte le info su www.misanocircuit.com – ingresso a pagamento).
A Faenza una serata di parole e musica con “Parlami di Fausto” per ricordare Fausto Gresini, fondatore della scuderia faentina Gresini Racing. Tra gli ospiti interverranno Loris Caporossi, Angelo Dal Pane e Carlo Florenzano per raccontare l’uomo, il pilota, il team manager e imprenditore, nella suggestiva cornice di Piazza Nenni. Durante la serata sarà presentato il libro “Fausto Gresini. Storia di sognatore”. – Officine Editore – a lui dedicato. Conduce Sergio Sgrilli.
A Forlimpopoli, città che ha dato i natali al grande gastronomo Pellegrino Artusi, sarà la Festa Artusiana a celebrare con il suo ricco programma la Notte Rosa con tante iniziative di valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche, rivisitate in chiave rosa.
La Festa Artusiana a Forlimpopoli sarà un omaggio alla Notte Rosa nella serata del 3 luglio con uno show cooking per celebrare la buona cucina nella Corte della Rocca.
Sarà, inoltre, proiettato anche un film all’insegna del buon vivere e dello stare insieme, valori tipici e identificativi del nostro territorio (www.forlimpopolicittartusiana.it).
Venerdì 1 e sabato 2 luglio, la spiaggia di Rimini diventa protagonista della Notte Rosa con “Un mare di Rosa”. 7 km di “promenade” di sabbia illuminata (dal bagno 1 al bagno 150) tra spettacoli di fuoco e show, avvolti da un’atmosfera sospesa tra magia e sogno, con punti di degustazione in riva al mare. Un suggestivo percorso illuminato da migliaia di lucine. Per l’occasione “Un mare di vino” incontrerà la Notte Rosa con le migliori etichette locali del Consorzio Strada dei Vini e dei Sapori dei colli di Rimini. Rebola, bianchi, rossi e frizzanti si aggiungono ai Pink Drinks offerti dai “chiringuiti” e dai punti ristoro sulla spiaggia, accompagnati dal pesce dell’Adriatico.
Sempre a Rimini, nel centro storico (1 e 2 luglio dalle 19.30) con Evoteca si parte alla scoperta delle bollicine rosa: degustazione guidata da sommelier professionisti di tre vini spumante che richiamano le sfumature di rosa.
A Bellaria Igea Marina è tempo di Dream Flower, dalle 16 del 2 luglio primo appuntamento con gli aperitivi itineranti, che salpa dal porto canale ogni sabato pomeriggio fino al 27 agosto (prenotazione obbligatoria).
La Notte Rosa abbraccia anche la natura. È in programma a Ferrara una piacevole escursione in bicicletta sulla Destra Po con rientro in barca sul Po di Volano. Itinerario ad anello, con partenza e rientro a Ferrara, che si svolge con inter modalità bici-barca.
A Codigoro il 1° luglio si svolgerà una Passeggiata al tramonto con percorso naturalistico alla foce del Po di Volano, alla scoperta degli angoli più suggestivi della foce del fiume che si getta nella grande Sacca di Goro. Seguirà la visita a Torre della Finanza, antica torre di guardia pontificia, con degustazione di prodotti tipici.
All’Oasi di Campotto (FE) venerdì 1° luglio una suggestiva visita guidata in Eco-Shuttle per ammirare lo spettacolo del tramonto sulle Valli di Argenta, tra canneti, piante, animali, suoni e colori e osservare un magnifico paesaggio illuminato dalle luci del tramonto. (Info e prenotazioni: 0532808058 info@vallidiargenta.org)
Quest’anno la notte rosa sposa il wellness con una serie di appuntamenti sul benessere.
A Coriano un’alba in forma con “Yoga, camminata all’alba, wellness e natura”. Si parte alle 6.30 con una speciale seduta di yoga e saluto al sole, a seguire una camminata di 7 km. Il dress code è rigorosamente in rosa.
Il 3 luglio a Bagno di Romagna alle 9: “Anelli di Aria”, due escursioni organizzata dall’associazione Aria per inaugurare i sentieri Anelli di Aria nel territorio del lago di Acquapartita.

PINK&LOVE INCONTRA LA CULTURA
L’insoliTourimini torna alla Notte Rosa con una anticipazione nelle giornate di mercoledì 29 e giovedì 30 giugno con “Visite Guidate Teatralizzate” nel centro storico. Una occasione di scoprire in modo divertente e originale una Rimini “inusuale”, passando attraverso i quartieri meno conosciuti, ascoltando curiosità e aneddoti, mentre coinvolgenti “incursioni teatrali” durante il percorso coinvolgono i partecipanti. (Prenotazione obbligatoria: 3491074979)
Con la Notte Rosa si dà il via anche al Coconino Fest (Ravenna) che celebra la “nona arte” del fumetto. Nel corso dell’evento, attraverso mostre, incontri e performance che si terranno ogni giorno da venerdì 1 a domenica 3 luglio dalle ore 18 circa, la casa editrice Coconino Press – Fandango porterà a Ravenna alcune delle autrici e degli autori più amati del fumetto contemporaneo.
Nell’ambito degli appuntamenti culturali della Notte Rosa e a conclusione del settimo centenario dantesco di Rimini e dei territori malatestiani, vi saranno diverse iniziative dedicate a “Buon compleanno Francesca da Rimini”. Il 1° luglio 1795, tra l’altro è la data in cui appare a Firenze la prima opera letteraria stampata a lei dedicata, nella quale viene chiamata per la prima volta Francesca da Rimini e non da Polenta. Una data che segna l’incipit del suo mito di eroina che ha attraversato il romanticismo internazionale grazie a più di 2000 artisti e a migliaia di opere in una ogni forma espressiva. Alla Corte di Palazzo Gambalunga, venerdì 1° luglio alle 21.30, “Melodie d’amore nella città di Francesca”.
Sabato 2 luglio alle 17.30, parte la Passeggiata culturale Rimini Felliniana con visita al Fellini Museum. Un’occasione per conoscere la città che ha dato i natali a Federico Fellini, la città dei sogni, del divertimento, del mare. La visita guidata parte dalla sede Palazzo del Cinema Fulgor del Fellini Museum, il nuovo museo che mette in luce, con una modalità espositiva coinvolgente, l’opera e la figura di Federico Fellini, regista tra i più importanti al mondo.
A Riccione per la Notte Rosa Sotto il sole di Riccione prosegue la mostra di Steve McCurry, Icons. A Villa Mussolini (viale Milano, 31), ingresso a pagamento.
Fino al 30 luglio Mercato Centro Cultuale di Argenta (Piazza Marconi) è esposta la mostra di arte contemporanea di Enzo Esposito “Opere recenti 2008-2022”, promossa in collaborazione con l’Associazione Capit di Ravenna.
A San Giovanni in Marignano domenica 3 luglio alle 21 Itinerari Letterali presenta Mina. Tra storia, mito, musica e voce Speciale “La Notte Rosa” è un omaggio alla più grande cantante italiana di sempre, alla donna, fuori dagli schemi.
A Ferrara, il 1° luglio, il Castello Estense, simbolo storico, culturale ed artistico della città sarà illuminato di rosa. Il giorno successivo è prevista una apertura serale straordinaria fino alle 23.30.
Sarà il ventesimo compleanno della filodrammatica Lele Marini l’evento della Notte Rosa di Santarcangelo di Romagna. Per festeggiare l’attività della Compagnia all’Arena Supercinema/Parco Clementino sabato 2 luglio si svolgerà una cena e di seguito lo spettacolo.
PINK & LOVE FOR CHILDREN
La Notte Rosa è per tutti. Tanti gli appuntamenti dedicati ai più piccoli come la Notte Rosa per i Bambini. Una delle più grandi e meglio conservate fortificazioni malatestiane, la Rocca di Verucchio, si tinge di rosa e il primo luglio organizzerà una serata dedicata a bambini e famiglie, con giochi e giocolieri per grandi e piccini.
A Coriano il 1° luglio alle 21.30 “Pane, burro e burattini”con la compagnia Nasinsù e il giorno successivo fiabe e letture animate di libri per ragazzi a cura della Compagnia Fratelli di Taglia, musicate dal vivo da Massimo Modula e Giacomo De Paoli, il tutto allietato da pic nic sull’erba del parco. Quest’anno a Bellaria Igea Marina la Notte Rosa diventa Carnevale in Rosa con sfilate di carri allegorici e cortei mascherati per le vie cittadine: venerdì 1 a Igea sabato 2 a Bellaria
Il programma e le informazioni sulla Notte Rosa sono sempre aggiornati su www.lanotterosa.it.
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Estate 2022: panorama rovente per l’agricoltura…
Agricoltura, uno dei settori più colpiti dalla siccità; a Reggio Emilia è a rischio un terzo della produzione nazionale. Reggio Emilia, cuore della pianura Padana, della “food valley”, anche la filiera alimentare è minacciata, compresa quella del Parmigiano Reggiano, una delle eccellenze del made in Italy, con 4 milioni di forme prodotte all’anno. La siccità brucia i foraggi – 30% in meno – e con questo caldo le bovine mangiano meno, quindi producono meno latte, è una reazione a catena. Per quanto riguarda il foraggio, gli allevatori ricorrono agli stoccaggi, ma in prospettiva l’emergenza potrebbe esplodere con le tavole che rischiano di svuotarsi dei nostri prodotti agroalimentari.
Cosa fare, come fare se non piove, è la domanda fatta a Alessandro Bezzi, importante allevatore della zona…
“Abbiamo una siccità che, così non ce la ricordiamo davvero da tempo… neanche quella del 2003 che, sì è vero che è stato un anno siccitoso, ma abbiamo avuto il tempo che è “iniziato lungo” – commenta Bezzi – ma quest’anno, è una cosa che fa proprio paura, perché il 10 di giugno eravamo già in crisi d’acqua. Bisogna cominciare a pensare a qualcosa di diverso, iniziando a fermare, dove è possibile, l’acqua a monte con dei bacini, con degli accumuli, per poterne usufruire in estate. La problematica del bisogno dell’acqua – conclude Bezzi –comincia a partire da metà giugno e si protrae fino alla fine di agosto”.

L’aggiornamento della situazione a cura di Arpae – Agenzia prevenzione ambiente energia Emilia Romagna – a mercoledì 29 giugno, sostiene che il presente mese di giugno si presenta con precipitazioni molto inferiori alle attese e con temperature superiori alla norma. In Emilia Romagna i dati indicano che a giugno è piovuto molto meno delle attese climatiche, circa il 75% in meno rispetto al clima di riferimento. Valori questi, tra i più bassi, dal 1961 ad oggi. Per il deficit idrico grave in tutta la regione e per il permanere della grave siccità, la Regione, ha dichiarato il 21 giugno scorso, lo stato di crisi regionale e, a proposito di ciò, la richiesta ufficiale dello stato di emergenza nazionale, è stata firmata e inviata questa mattina dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi e al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio.
Situazione critica dunque anche per le colture in campo, aggravata non solo dalla mancanza di precipitazioni, ma anche dalle alte temperature registrate nel mese di giugno, molto superiori alla norma (circa + 3°C per le massime giornaliere). Le elevate temperature, unite alla carenza di precipitazioni hanno aumentato l’evapotraspirazione delle piante (circa 15 mm in più rispetto alla norma) peggiorando ulteriormente il bilancio idro climatico che solitamente si registra a fine estate (quasi ovunque inferiore al 5° percentile, tra i più bassi degli ultimi 20 anni) e l’acqua disponibile nei terreni rimane molto inferiore alla norma.
Per quanto riguarda i fiumi regionali, al momento si osservano portate ovunque in diminuzione. Le medie mensili parziali di giugno per i principali corsi d’acqua, risultano inferiori alle medie storiche del periodo di riferimento in tutto il territorio regionale, quelle del fiume Po, risultano decisamente inferiori alle medie storiche del lungo periodo e confrontabili con i minimi storici.

Arpae prosegue i monitoraggi e intensifica le attività istituzionali per fornire pieno supporto agli Enti preposti alla gestione della risorsa idrica.
(Antonio Farnè, inviato Tg2 Rai)
DORMIRE TRA LE OPERE D’ARTE
Alto Adige. Oltre 2.000 quadri e sculture al Romantik Hotel Turm***** di Fiè allo Sciliar. La passione e il fascino del volo negli ambienti dell’hotel e le tavole scomposte di Stephan Pramstrahler.
Varcata la soglia del Romantik Hotel Turm ci si trova in una vera e propria galleria d’arte! Il 5 stelle di Fiè allo Sciliar, nel cuore dell’Alpe di Siusi, delizia i suoi ospiti con oltre 2.000 opere d’arte, tra quadri e sculture. Qualche nome? Giorgio De Chirico, Renato Guttuso, Salvador Dalì, Klimt e potremmo continuare. Fino a uno strepitoso Picasso appeso alla parete del bar Oswald von Wolkenstein.
Opere d’arte e bellezza
I profili inconfondibili di Picasso, uno nel bar dell’hotel e un altro sopra il tavolino dedicato a grappe e liquori. Il dinamismo dei cavalli di Aligi Sassu nell’angolo buffet della prima colazione. I caratteristici manichini di De Chiriconella sala ristorante. E poi tantissimi altri capolavori che ricoprono le pareti di sale e stanze. Ci si perde letteralmente, camminando tra i corridoi, a leggere le firme delle opere d’arte e a scovare altri tesori da ammirare in un luogo così insolito per l’arte.
Gran parte della collezione proviene da Karl Pramstrahler, mecenate appassionato d’arte che ha lasciato al Romantik Hotel Turm circa 2.000 dipinti a olio, acquarelli e litografie. Il figlio Stephan, proprietario dell’hotel, ha ereditato la stessa passione e negli anni ha arricchito la serie con altre opere, anche scultoree. Tra gli artisti anche Renato Guttuso, Salvador Dalì, Klimt, Joseph Beuys, Oskar Kokoschka, Otto Dix, Paul Klee.
Una volta alla settimana Stephan guida i propri ospiti in una visita esclusiva alle opere d’arte presenti in hotel. Quadro dopo quadro, ogni capolavoro sprigiona meraviglia ed emana bellezza tutt’intorno. Basta lasciarsi toccare dall’arte per esserne completamente conquistati.

Il fascino del volo
Ci sono le torri: del gufo e dei falchi. Ci sono le camere matrimoniali: gallo cedrone e gazza. E poi ci sono le suite: vista da astore, nido dell’aquila, usignolo, cornacchia grigia, volo dello sparviero, civetta, del gufo e del corvo. E anche i vini: Corax, il nome scientifico del corvo imperiale, Pica che sta per gazza, Tetrix, ovvero fagiano di monte, e infine Bubo il gufo reale.
La passione per gli uccelli e il volo è indiscussa al Romantik Hotel Turm! Da ragazzo, Stephan Pramstrahler, il proprietario dell’hotel, è cresciuto con Rocky, un corvo imperiale come compagno di giochi. Poi è arrivato un gufo di nome Olga e ultimamente è il falco Hermine a fargli compagnia. Passione che l’ha portato addirittura ad essere campione italiano di deltaplano.
Ed è così che nella Spa si possono provare i massaggi in una speciale location che simula il volo. Un letto ad acqua particolarmente alto per dare l’impressione di essere sospesi, candele posizionate a diverse altezze che accompagnano in volteggi immaginari, suoni di sottofondo trasmessi attraverso l’acqua sottostante che richiamano il volo.
Un sottofondo musicale con il cinguettio degli uccelli e il gorgoglio del ruscello anche nella Grotta Salinascavata nella roccia, con isole di relax flottanti e un vero corso d’acqua che l’attraversa.
Stupire, dalla storia alla tavola
È una vera e propria filosofia, quella che sta dietro al pensiero di Stephan Pramstrahler: andare oltre la logica, a volte contro! Ribaltare i punti di vista, rompere la routine, uscire dagli schemi preconfezionati. Mischiare stili, accostare elementi solitamente distanti, creare abbinamenti insoliti, giocare con i sensi. In una parola: stupire.
È quello che succede quando ci si sposta da un ambiente all’altro. L’hotel è strutturato come un magnifico labirinto dove le cose sembrano non essere dove te le aspetti. La ricca storia del Romantik Hotel Turm contribuisce a creare livelli diversi che si mescolano tra loro, dal momento che differenti periodi storici hanno lasciato la propria traccia. Dalle mura in pietra del XIII secolo alle inconfondibili torri, fino alle terrazze situate a varie altezze.
Stupore autentico è quello che si prova anche davanti alle tavole scomposte di Stephan Pramstrahler. In certe serate speciali, infatti, posate e bicchieri vengono disposti sul tavolo in modo artistico e originalissimo. Una vera e propria arte di apparecchiare la tavola, non nello stile classico noto, ma che ben rispecchia il genio creativo dell’albergatore.

Romantik Short tra food e wellness
Weekend lungo o giorni infrasettimanali? Qualsiasi sia la formula scelta, il pacchetto “Romantik Short” permette di godersi 3 pernottamenti da giovedì a domenica oppure 4 pernottamenti da domenica a giovedì. Valida per tutta l’estate, l’offerta del Romantik Hotel Turm, struttura dei Vinum Hotels Alto Adige/Südtirol, comprende: sistemazione in camera doppia gallo cedrone, trattamento di mezza pensione con menu “Romantik” a 4 portate oppure menu “1001 calorie”, aperitivo di benvenuto nella cantina scavata nella roccia, romantica cena di fine vacanza con un menu degustazione a 5 portate e abbinamento vini. Incluso nel pacchetto anche: 1 rilassante bagno Cleopatra nella vasca dell’Imperatore con bicchiere di spumante con massaggio completo, 1 trattamento viso “Aromatic” della linea Guinot, 1 piacevole bagno alle vinacce con massaggio all’olio di vinacciolo su pietra calda. Il tutto a partire da 893 euro a persona.

Info: Romantik Hotel Turm*****
Piazza Chiesa 9, Fiè allo Sciliar (BZ)
tel. 0471 725014
www.hotelturm.it
A Rovigo, “Spazio Picot”… c’è!
È stata inaugurata sabato 25 u.s. Spazio Picot, la nuova sede rodigina dell’omonima agenzia di comunicazione. Il brindisi di apertura è avvenuto alla presenza del Prefetto Vicario di Rovigo, Rosa Correale, dell’assessore regionale Cristiano Corazzari, della consigliera regionale Simona Bisaglia e di molti sindaci provenienti da tutto il Polesine. Numerosa anche la partecipazione di altre autorità e della popolazione che ha apprezzato questo nuovo servizio alla comunità.

Picot, società nata nel 2014, specializzata in storytelling, comunicazione e valorizzazione territoriale, così come nell’organizzazione di eventi, ha scelto via Umberto Maddalena per aprire la sua nuova sede, dopo anni di esperienza nazionale e internazionale. Un territorio che affascina e che merita di essere conosciuto per le sue eccellenze, per le icone e per le tante sfaccettature nascoste, valorizzabili attraverso una comunicazione strategica delle attività produttive presenti sul territorio e un turismo lento, attento e curioso.

Nel nuovo colorato quartier generale cittadino, troverete la fondatrice, Fiammetta Benetton:
laurea in comunicazione, è sul pezzo da quando aveva 18 anni: bella, competente e “tosta” nel senso più lusinghiero del termine. E’ giornalista televisiva da 20 anni, ama sperimentare continuamente e mettersi sempre in gioco. Specialista in inchieste e interviste, si entusiasma per il “giornalismo on the road”. Adesso studierà le esigenze dei clienti polesani per offrire loro una strategia comunicativa capace di raccontare brand e storie di successo, nel modo più completo e attinente alle svariate esigenze.
Allora… buon lavoro!

“Spazio Picot”: info@spaziopicot.com
anche su Facebook e Instagram.
IL PORTICCIOLO RIAPRE CON L'EXECUTIVE CHEF RICCARDO CANELLA
Il 27 giugno Cipriani, A Belmond Hotel, Venezia, ha riaperto il primo dei suoi gioielli gastronomici, “Il Porticciolo”, affacciato sulla magnifica laguna veneziana.
Il leggendario hotel celebra la nuova stagione estiva con la presentazione dell’Executive Chef Riccardo Canella. La nomina dello chef Canella determinerà la reinvenzione di ciascun ristorante, a partire da Il Porticciolo.

UN’ELEGANTE CUCINA DI MARE NEL CUORE DI VENEZIA
Il rinomato ristorante e oyster bar all’aperto sono pronti ad accogliere nuovamente gli ospiti, residenti e non, sulla splendida terrazza. Il Porticciolo è operativo tutti i giorni a pranzo e presto accoglierà prenotazioni anche per la cena. Sarà disponibile un facile accesso dal mare grazie al servizio gratuito con lo shuttle privato dell’hotel da Piazza San Marco. Inoltre, è disponibile un pontile privato per gli ospiti che arrivano con la propria imbarcazione.
Lo spazio, che può ospitare fino a 70 persone, si estende sulla laguna veneziana con una vista ininterrotta sull’isola di San Giorgio, offrendo un’esperienza memorabile per crogiolarsi nelle calde giornate estive e nelle miti serate stellate.
Nella vetrina d’ingresso del ristorante sono esposti i pesci e frutti di mare dell’Adriatico che arrivano giornalmente dalla barca di un pescatore di fiducia, anticipando le meraviglie dei piatti del menu.
Qui, lo chef Riccardo ha introdotto una nuova straordinaria proposta, caratterizzata da sapori regionali ben definiti ed autentici, fondendo la tradizione culinaria italiana e veneziana con la sua filosofia di cucina.
L’esperienza gastronomica de Il Porticciolo vuole esaltare la qualità dei prodotti del territorio con i migliori ingredienti stagionali. I piatti rispecchiano l’eleganza e la bellezza della posizione del ristorante, con la sua vista panoramica sulle acque della splendida laguna veneziana.
Il “RI.SOTTO ACQUA” comprende una selezione di pesce e frutti di mare dell’Adriatico, accompagnati da un pesto di erbe ed olio di alghe. Lo chef Riccardo descrive questa creazione come “una tensione invertita, dove l’elemento – il plancton – che vive in profondità del mare, viene elevato alla superficie del piatto. Servito con riso Carnaroli cotto in un leggero brodo di pesce ridotto, richiama una purezza, che nasconde le meraviglie del nostro mare, con stratificazioni di sapori che mettono in risalto l’essenza di ogni singolo ingrediente.”
Tra gli altri piatti vi sono la “CALAMARATA DI TONNO ROSSO DELL’ADRIATICO”, preparata con tre tipi diversi di pomodori, l’ “INSALATA D’AMARE”, un’insalata di mare con peperone crusco, e il “CRUDO DI MARE” con ostriche, scampi, gamberi rossi, capesante e quello che il mercato ha da offrire. Un omaggio alla Dolce Vita è rappresentato da “LIMONE AMARCORD”, un “limone Sfusato Amalfitano” scavato e riempito con il suo sorbetto, un infuso di amazake (riso fermentato) e condito con un sale di olive verdi e pistacchi pralinati.
La carta dei vini offre una curata selezione di vini locali e Champagne pregiati: un’ampia scelta di annate di Dom Pérignon, Krug e Ruinart, compreso il Dom Pérignon 2012 al calice. La carta propone anche vini locali del Veneto e delle regioni circostanti.

Aperto tutti i giorni a pranzo dalle 12:30 alle 16:00
(orari per la cena da confermare).
Prenotazioni: Tel. +39 041 2408517
Chef Riccardo Canella:
di origine veneta, ha iniziato la sua carriera al fianco di maestri come Gualtiero Marchesi e Massimiliano Alajmo. Entrambi gli hanno trasmesso un’attenzione quasi ossessiva per la materia prima: “ascoltare” gli ingredienti per scoprirne la vera essenza. Riccardo ha trascorso gli ultimi 6 anni della sua carriera lavorando al ristorante tre stelle Michelin Noma di Copenaghen, iniziando con uno stage, per crescere, fino a diventare uno dei “sous chef” di René Redzepi. Ha trascorso gli ultimi 3 anni di quest’esperienza nella cucina di prova, facendo parte del “cuore pulsante” creativo del ristorante. Nominato executive chef del Cipriani, A Belmond Hotel, nel marzo 2022, Riccardo Canella condivide la sua saggezza e creatività alla guida dei ristoranti della struttura, tra cui il ristorante Il Porticciolo.
Belmond:
è stato pioniere di eccezionali viaggi di lusso per oltre 46 anni, sviluppando una passione per viaggi autentici attraverso un portfolio di esperienze uniche in alcune delle destinazioni più affascinanti del mondo. Dall’acquisizione dell’iconico Hotel Cipriani a Venezia nel 1976, Belmond ha continuato a perpetuare la leggendaria arte del viaggio, accompagnando i viaggiatori più esigenti in esperienze mozzafiato. Il suo portfolio raggiunge 24 Paesi con 45 straordinarie proprietà che includono il famoso treno “Venice Simplon-Orient-Express”, remoti rifugi sulla spiaggia come Cap Juluca ad Anguilla, deliziose località italiane come lo “Splendido” a Portofino, o impareggiabili passaggi d’entrata a meraviglie naturali mondiali come l’Hotel das Cataratas all’interno del Parco Nazionale di Iguazù in Brasile. Dai treni alle chiatte fluviali, dai safari lodge agli hotel, ogni struttura offre un’esperienza unica con una propria storia da raccontare. L’essenza del marchio “Belmond” è costruita sul suo patrimonio, artigianalità, ed autentico e genuino servizio. Belmond considera il proprio ruolo come quello di un custode di un’eredità senza tempo, dedicandosi a preservare i propri beni attraverso sensibili e continui piani di restauro. Belmond fa parte del gruppo leader mondiale del lusso LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton.
www.belmond.com
Glamping al mare nel Parco del Delta del Po
Vacanza eco-chic nella natura del Parco del Delta del Po (RO). “Vacanza glamping” al Barricata Holiday Village, nel cuore del Parco del Delta Po, riserva della Biosfera Unesco per scoprire il “grande fiume” a cavallo, su 2 ruote o in barca.
Tra dune, spiagge e canneti, a ridosso del grande fiume, sorge il Parco del Delta del Po, uno dei più importanti patrimoni naturalistici del nostro Paese, Riserva della Biosfera Unesco. Qui, nascosto in un immenso parco verde affacciato al mare, si trova Barricata Holiday Village, il rifugio ideale per chi ama le vacanze a contatto con la natura, in un contesto naturalistico affascinante e unico al mondo. Un paradiso da vivere con il tocco natural chic del glamping, le tende dal risvolto glam sempre più ricercate. Novità della stagione le nuove Safari Loft e Boutique.
L’estate 2022 è glamping!
Il glamping (dalle parole inglesi camping e glamour, indica il campeggio con tende di lusso) si prepara a essere il protagonista della prossima estate e Barricata si fa trovare pronto. Il villaggio, tra i promotori in Italia di questo stile di vacanza, propone per l’estate 2022 le nuove Safari Loft e Boutique. Splendidi lodge di ultima generazione con veri e propri letti con materasso e lenzuola promettono una vacanza in campeggio, ma dal risvolto decisamente più glam. L’interno è un grande openspace con vani distinti da ricercati tendaggi divisori tra le camere e la zona giorno. La dotazione comprende 2 camere da letto, bagno e una terza cameretta in soppalco per ospitare in tutto 6 persone. La zona giorno è composta da cucina a vista e area living, con ampie vetrate che danno su terrazza e area verde di pertinenza. Tutti gli ambienti sono climatizzati. Una vera vacanza di lusso, che abbraccia il lato migliore del campeggio: la sensazione unica e straordinaria di essere veramente immersi nell’ambiente e che invita alla scoperta del verde e delle spiagge incontaminate.
Alla scoperta del Parco del Delta del Po con Villaggio Barricata
Barricata è il luogo ideale per chi ama vacanze avventurose e fuori dall’ordinario, una vera immersione nella natura, in un contesto unico: il Parco Naturale del Delta del Po, Riserva della Biosfera Unesco. Il mondo che lo circonda nasconde tanti tesori che Barricata Holiday Village farà scoprire ai suoi ospiti con escursioni e itinerari insoliti e fuori dalle rotte del turismo di massa, che andranno ad affiancare quelli classici perché la vacanza in quest’angolo di natura incontaminata diventi indimenticabile.
Un viaggio nella terra strappata al mare
Il Parco del Delta del Po, con il suo inconfondibile intreccio di terre e acque, di isole e canali è Riserva della Biosfera dell’Unesco. Una vasta area geografica di circa 140 mila ettari, con una popolazione di 120 mila abitanti, che dal Veneto arriva fino a Ravenna, in un susseguirsi di ambienti, tra boschi, valli d’acqua dolce e salmastre, saline, dune e pinete di rara bellezza. Un vero e proprio mosaico di ecosistemi, che con oltre 300 specie di uccelli segnalate negli ultimi decenni, di cui oltre 150 nidificanti e più di 180 svernanti, fa del Parco del Delta del Po una delle aree ornitologiche più rilevanti d’Europa.
Tutti gli itinerari del Delta
Uno degli scorci più belli è la Sacca di Scardovari. E’ la laguna più ampia del Delta, meta conosciuta per la pesca, per la raccolta delle vongole e per le “peociare”, gli allevamenti delle cozze. Ha una fauna eccezionalmente ricca. Nelle sue oasi, tra canneti, paludi, campi di riso e erba medica si incontrano rapaci, gabbiani, sterne, passeriformi, ibis, gru e anatre. Facile da visitare in barca, la si può ammirare nel suo complesso solo percorrendo in bici la strada panoramica arginale che costeggia tutta la Sacca, forniti di binocolo per osservare da vicino gli uccelli. Tutt’intorno alla laguna, l’infilata di palafitte con le barche colorate legate ai pali di sostegno dà un tocco fiabesco al paesaggio. Gli amanti delle due ruote possono noleggiare le biciclette direttamente al villaggio e farsi consigliare uno dei tanti tracciati che si snodano tra argini e dune. Tra questi il percorso ad anello, circa 70 km, che partendo da Porto Tolle – Cà Tiepolo fa il giro completo dell’isola della Donzella, toccando la Sacca di Scardovari.
Il nuovo maneggio del Ranch del mare
Scoprire il Parco del Po a cavallo è un’esperienza unica, perché ci si sente in perfetta sintonia con la natura. Ranch del Mare di villaggio Barricata accompagna gli ospiti tra dune, argini e canneti in luoghi difficilmente raggiungibili in un altro modo, che regalano paesaggi indimenticabili: distese di erba medica e lavanda, tramonti sul mare, infilate di barche e cavane che sembrano perdersi nell’infinito. Villaggio Barricata è la meta ideale per gli amanti dell’equitazione, che qui possono portare in vacanza anche il loro cavallo, ospite al Ranch del Mare. E se un giorno il tempo non è dei migliori da quest’anno c’è la possibilità di approfittare del nuovo maneggio coperto,1.000 mq, a cui si aggiunge la scuderia con 22 box con paddock comunicante, il campo in sabbia di 1.100 mq, il campo in erba di 4.500 mq, il tutto circondato da 2 ettari di paddock.

Il Blu del mare, il viola della lavanda
Il paesaggio della Sacca di Scardovari negli ultimi anni è ancora più affascinante. Il blu del mare si scontra con il viola intenso dei campi di lavanda. Un’enorme distesa che ricorda i paesaggi della Provenza francese, dove viene prodotto il primo olio essenziale di lavanda del Delta del Po. Un’escursione alla Sacca di Scardovari non può escludere una visita qui. E’ il paesaggio perfetto per scattare foto incredibili, ma anche per passeggiate immersi nel profumo rilassante della lavanda, con il mare all’orizzonte e come sottofondo il suono degli uccelli che abitano questo ambiente protetto.
Ostrica rosa, dal Delta ai ristoranti stellati
La Sacca di Scardovari è la più grande laguna del Delta, l’habitat ideale per la coltivazione dei molluschi, come vongole veraci e mitili. La sua produzione più famosa, pregiata e apprezzata è l’ostrica rosa del Delta del Po, che qui vengono coltivate con un metodo innovativo ed ecocompatibile che arriva dalla Francia. Un prodotto particolarmente apprezzato tanto da venire chiamato Perla del Delta e che ha trovato posto nelle tavole dei ristoranti stellati.
L’ostrica rosa del Delta del Po è chiamata così grazie alle striature sul guscio di colore rosa prodotte dai raggi solari. Appena la si assaggia si nota subito l’esplosione di sapore, con una consistenza quasi croccante che rilascia via via la sua freschezza. La principale differenza tra le ostriche rosa e le altre è strettamente legata all’ambiente di Scardovari, che consente una maturazione molto più veloce rispetto alla Francia, all’Irlanda o all’Olanda, i più noti luoghi di eccellenza nella produzione di questi molluschi. L’ostrica rosa del Delta del Po infatti matura in meno di un anno e mezzo rispetto ai 3 o 4 anni della media.
Barricata è Bandiera Blu
Un mare sempre più blu. Barricata Holiday Village si estende su una superficie di 12 ettari ed è prospiciente a due grandi spiagge: Spiaggia delle Conchiglie, una spiaggia privata lunga un chilometro e Spiaggia Barricata, un lungo arenile incontaminato. Entrambe le spiagge del villaggio hanno ricevuto l’ambita bandiera blu, per qualità delle acque, delle spiagge e la valorizzazione delle aree naturalistiche. Un riconoscimento che premia l’attenzione del villaggio nei confronti del luogo magico che lo ospita. Barricata è il rifugio ideale per chi ama le vacanze a contatto con la natura, in un contesto naturalistico affascinante e unico al mondo. Il luogo perfetto per riprendersi dopo un lungo periodo di isolamento, con ampi spazi che regalano un distanziamento naturale, senza difficoltà. Il Villaggio, seguendo gli alti standard che lo caratterizzano, ha studiato un nuovo piano organizzativo per garantire vacanze e divertimento in tutta sicurezza.
Soggiorno minimo 2 notti, 4 persone, tutti i servizi inclusi a partire da:
Glamping Lodge tent da 135 euro
Glamping, Luxury da 205 euro
Le offerte comprendono l’utilizzo di tutti i servizi del villaggio: accesso al Parco Acquatico con piscine adatte anche ai più piccoli, idromassaggio, animazione diurna e serale, mini e junior club, palestra, campi da calcetto, tennis, tiro con l’arco, beach volley, corsi sportivi collettivi, WI-FI gratuito in aree pubbliche, servizio di sicurezza 24H.
Gruppo Isaholidays
Tel. 041 5535811;
Villaggio Barricata:
www.villaggiobarricata.com,
booking@villaggiobarricata.com;
#villaggiobarricata;
instagram @barricatavillage
Estate fra benessere, vita attiva e buona tavola
Proviamo a fare un piccolo viaggio, in cui fantasia e realtà alla fine del percorso si ritrovino in perfetta sintonia. Immaginiamo dunque una vacanza arricchita da ingredienti di qualità e piacevoli. Per esempio un luogo dove il benessere e le coccole siano di casa, dove giornalmente si possa fare una vita dinamica, ricca di attività naturalistiche, infine dove la cucina si riveli particolarmente intrigante e gustosa.
Fantasia? Solo ed esclusivamente sogno? Neanche per idea! Ecco che allora oggi vi segnalo il posto giusto affinché tutto il nostro pensiero si trasformi in eccellente realtà.
Iniziamo con la calda e raffinata accoglienza di uno storico hotel di famiglia splendidamente ristrutturato, aggiungiamoci il piacere e il benessere di una deliziosa Spa di 2.000 mq e delle piscine interna ed esterna con acqua calda, e condiamo con una ricercata cucina gourmet con forti radici nella tradizione e una potente vena innovativa. Il tutto magnificamente incorniciato dalle Dolomiti dove la vita è più che attiva e lo sport unico e indimenticabile.
In poche parole vi parlo dell’Hotel Granbaita Dolomites, raffinato 5 stelle nel cuore di Selva di Val Gardena di proprietà della famiglia Perathoner – Puntscher, in grado di regalare ai propri ospiti un’estate realmente ritemprante, di vero relax e benessere psicofisico. Il tutto in uno scenario che non ha paragoni, l’incantevole Val Gardena, fra le mete Top della montagna a livello internazionale.
Giornalmente si possono fare Camminate, pedalate, svolgere attività fisica, immergersi in scenari mutevoli e ammalianti che si traducono in un toccasana per la salute e per lo spirito. Dall’hotel vengono organizzati con regolarità spettacolari tour in E-MTB e camminate guidate gratuite con l’accompagnamento delle guide private dell’hotel. In estate, si sale anche più in alto, ad ammirare le fioriture dei rododendri o a camminare ai piedi delle ripide pareti di roccia di alcune fra le più belle cime dolomitiche, con vedute spettacolari.
Gli amanti delle due ruote possono pedalare lungo tracciati panoramici di vario livello, compresa la mitica Sella Ronda, ovvero il giro delle 4 vallate Ladine: il tutto senza bisogno di preoccuparsi se non si hanno con sé bicicletta ed attrezzatura adeguata per le escursioni, dato che l’hotel mette a disposizione gratuitamente tutto l’occorrente, dalle Mountain Bike elettriche d’ultima generazione a caschetti, bastoncini e zaini da camminata.

L’appartata Vallunga, con i suoi verdissimi prati punteggiati da fioriture, fra cui spicca la delicata savinela da cui prende il nome della Spa del Granbaita Dolomites. La valle è il luogo ideale per praticare yoga e pilates, di cui vengono organizzate coinvolgenti sessioni. In alternativa, si tengono anche nel grande giardino che abbraccia l’hotel, il luogo del relax, dei bagni di sole, delle nuotate nell’ampia piscina con acqua a 30° collegata da un passaggio a quella interna. Ambedue le piscine hanno le acque rivitalizzate secondo il Metodo GRANDER, che ne esalta le caratteristiche naturali e gli effetti positivi.
Fra i molti trattamenti adatti alla bella stagione, ci sono ad esempio il Sacred Nature Ritual (peeling corpo e viso, maschera e massaggio completo con l’utilizzo di prodotti di origine naturale e certificazione biologica) o il Rituale all’arnica ideale per rilassare le contratture e la muscolatura dopo una passeggiata (bagno alle rose nella vasca in legno, peeling al fieno, massaggio parziale con oli di arnica e piacevole relax con dolci biscotti di casa al miele). Ma questa è soltanto una piccola parte dei tanti servizi che offre la Spa. Ve la lascio scoprire e godere meglio in prima persona.

Vi accenno invece qualcosa della cucina perché all’Hotel Granbaita Dolomites la tavola è sempre in festa, giocata fra la reinterpretazione della cucina tradizionale altoatesina e le raffinate proposte della cucina mediterranea e internazionale, fra cui gli ospiti possono liberamente scegliere facendosi ispirare dal una quarantina di piatti del Menu à la carte compreso nel trattamento di mezza pensione.
Alla guida della cucina c’è l’Executive Chef Andrea Moccia, che ha messo a punto anche un gustosissimo Menu Vital di sole 500 calorie, che cambia di giorno in giorno, ideale per chi volesse approfittare della vacanza e perdere peso.
Vera chicca dell’hotel è il Ristorante Granbaita Gourmet, che a soli 3 anni dall’apertura è già diventato portabandiera della più raffinata e innovativa tavola della Val Gardena. Aperto anche agli ospiti esterni, ha soli 7 tavoli per offrire a chi vi cena il massimo del comfort e dell’esclusività. Il pregevole arredamento è decisamente contemporaneo di design, la mise en place ricercata, l’atmosfera soft, il servizio attento e impeccabile, da provare per vivere un’esperienza del gusto. Lo Chef Andrea Moccia ama attingere alla stagionalità e giocare con mano sicura e creativa fra i prodotti locali ed eccellenze italiane e straniere, dando vita a un percorso del gusto emozionante.
Le camere sono molto ampie e gli ambienti luminosi, rifiniti con amore e cura dei dettagli. Linee eleganti di legno, vetro e pietra che rievoca le Dolomiti che si scorgono al di là delle grandi vetrate, e poi focolari che invitano al calore familiare, tessuti caldi e naturali.
Un progetto di ristrutturazione che interpreta al meglio l’idea di ospitalità sintetizzando innovazione e tradizione, contemporaneità e storicità, grazie ad un attento studio delle forme e una ricercata selezione dei materiali.
Poche righe per sottolineare che la fantasia iniziale è vivibile e godibile veramente, il luogo, l’hotel, i servizi benessere, le attività all’aperto, la buona cucina tutto ciò che occorre per respirare una vera vacanza e non solo sognarla.
(Fabrizio Salce)
Hotel Granbaita Dolomites
Str. Nives 11, Selva di Val Gardena (BZ)
Tel. +39 0471 795210
www.hotelgranbaita.com
info@hotelgranbaita.com
Due cuori e una vigna. I migliori Wine Resort per soggiorni romantici e gourmet con vista sui filari
“Il vino prepara i cuori e li rende più pronti alla passione” scriveva Ovidio già duemila anni fa. Quale miglior luogo di un wine resort allora per concedersi un soggiorno romantico… dalla Sicilia all’Alto Adige esistono luoghi incantevoli, immersi tra i filari di vite, che offrono esperienze autentiche legate alla natura, al buon cibo e a calici da intenditori.
Tra le vigne della Val di Noto
Il vino è una questione di famiglia al Baglio Occhipinti, raffinata tenuta siciliana, da sempre legata alla produzione del vino, intrisa di storia e del profumo del mosto che si diffonde negli oltre dieci ettari di campagna della Val di Noto. Il Baglio offre 12 camere con vista sui filari di vite e sui monti Iblei; pranzi in vigna; esclusive cooking class di cucina tipica delle nonne, ogni settimana si mangia e si discute con un produttore vitivinicolo, e si può visitare la cantina dell’icona siciliana dei vini naturali Arianna Occhipinti – sorella della padrona di casa Fausta – facendo una degustazione di vini del territorio.
Tel. 349 3944359, www.bagliocchipinti.com

Sulle colline del Prosecco
Il verde paesaggio delle dolci colline del Prosecco Patrimonio dell’Umanità UNESCO si spalanca davanti agli occhi degli ospiti del Romantik Relais d’Arfanta a Tarzo (TV), romantica casa di campagna che custodisce 7 esclusive suite tutte diverse e arredate con mobili artigianali, tessuti di seta, vasche in marmo e pavimenti in legno, proprio in mezzo ai filari. L’esperienza nel vigneto è continua: rilassati nella piscina all’aperto vista vigna; lungo la strada del Prosecco Superiore D.O.C.G. pedalando in bicicletta; partecipando alle diverse escursioni e degustazioni nelle migliori cantine in cui scoprire i segreti e le origini del Prosecco DOCG.
Tel. 0438 933861, www.romantikhotels.com
Sulla Strada del Vino
Da una storica cantina, nel cuore del centro storico di Caldaro (BZ), sulla Strada del Vino, dove il paesaggio si dipinge di vigneti e frutteti e dello scintillante Lago di Caldaro immerso fra le montagne, è nato il Romantik B&B Art Hotel Jagdhof. Una casa dallo spirito antico, che si affaccia su un giardino mediterraneo e sul lago. Il cuore dell’hotel è la cantina Torgglkeller – inaugurata nel 1969 – con fiori colorati su sedie di legno, pavimenti in pietra, oggetti vintage originali, arredi storici che catapultano in un viaggio nel tempo, impreziosito dai sapori intensi della cucina tipica, e dalle antiche ricette di famiglia. A Caldaro si vive la cultura del vino e sono tanti gli eventi ad esso legati, oltre alla possibilità di partecipare a visite guidate tra le cantine e al Museo del vino dell’Alto Adige. Il sentiero del vino conduce ai vitigni attorno al paese. La Bellavita SPA propone trattamenti con i cosmetici vinPellis, realizzati con le varietà di vitigno Schiava, Lagrein e Gewürztraminer, da cui vengono estratte vitamine pregiate come il resveratrolo, l’antiossidante della buccia dell’acino d’uva e altri ingredienti che migliorano l’elasticità della pelle.
Tel. 0471 963421, www.romantikhotels.com
Il vigneto nel bosco
È l’orgoglio della famiglia Waldner, la Tenuta vinicola Eichenstein del Romantik Hotel Oberwirt di Marlengo (BZ), capolavoro architettonico in legno e pietra perfettamente integrato tra idilliaci vigneti, che si estendono per 4 ettari su un pendio assolato a 550 metri di altitudine circondato dal bosco. I profumi seducenti dei cuvée “Gloria Dei” e “Baccara” e quello dolce dei Sauvignon conquistano tutti i sensi, tra visite guidate ed approfondimenti enologici. Una suite di 200 metri quadri con sauna a infrarossi e piscina esterna è la perla del soggiorno nella tenuta, le cui ampissime vetrate regalano una vista impareggiabile sui filari e sui boschi. Le varietà di Sauvignon, Chardonnay e Riesling sono coltivate e imbottigliate dal padrone di casa Josef Waldner, che ha ereditato una tradizione radicata nella sua famiglia da generazioni.
Tel. 0473 222020, www.romantikhotels.com
Nel vigneto di 800 anni
Due suite esclusive, dove il design incontra la storia, in un’azienda vinicola che da 800 anni è immersa tra le vigne. Le antiche mura del Maso Grottner del Romantik Hotel Turm prestigioso 5 stelle di Fiè allo Sciliar (BZ) del marchio di lusso Pearls by Romantik, raccontano della passione per il vino della famiglia Pramstrahler, la quale con l’aiuto del famoso vignaiolo Markus Prackwieser, produce vini eccellenti, i cui nomi richiamano mitici volatili, come il Pinot bianco Pica, il Gewürztraminer Tetrix, il Sauvignon Bubo e il Pinot nero Corax. Le viti crescono tra i 450 e i 600 metri in un microclima inconsueto ad un passo dalle Dolomiti, dando origine a vini complessi dalle note vivaci e minerali. L’emozione di soggiornare al Maso Grottner, circondati dallo storico vigneto, passa per ambienti raffinati con pavimenti in quarzite argentea e una vasca da bagno freestanding ricavata in un’antica botte, rifugio perfetto per le coppie alla ricerca di un’esperienza unica. Si cena nel ristorante panoramico (con vista sullo Sciliar) del Romantik Hotel Turm, che vanta anche una suggestiva cantina scavata nella roccia.
Tel. 0471 725014, www.romantikhotels.com
Parte IL BUON PAESE, un viaggio degli oltre quindici anni di Borghi d'Europa
Inizia nell’ultima settimana di giugno il nuovo percorso informativo di Borghi d’Europa interamente dedicato alle storie delle località inserite nel progetto “L’Europa delle scienze e della cultura” (Patrocinio IAI-Iniziativa Adriatico Jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica).
Nel mese di agosto IL BUON PAESE si occuperà de “Le Rotte del Cagnan” a Treviso, ripercorrendo i viaggi dei giornalisti e dei comunicatori di quella scapigliatura intellettuale che aveva resuscitato il giornale satirico il Cagnan (il roseo foglio).

“Il Cagnan”, visto con gli occhi della storia, è molto più di un giornale. È il manifesto di una filosofia di vita, di quella trevigiana in modo speciale. Rileggere oggi questo foglio, che definire satirico è limitare nella sua importanza, significa aprire una grande finestra sulla storia e sulla società trevigiana della prima metà del Novecento. Un palcoscenico a tutto campo dove si muovono protagonisti grandi e piccoli. Il “foglio rosa” È diventato uno dei documenti fondamentali di quella che chiamiamo “trevigianità”. Era il trionfo della “ciàcola”, che dà il sale alla vita. Lo sapevano i suoi autori quando affermavano che ” Il Cagnan ” è lo spirito che anima Treviso: nato con i trevigiani, vive da secoli perché è espressione di questa città.
Per conoscere la parte della storia trevigiana più nascosta, bisogna dunque scorrere queste colonne. Dove, sotto la satira, si celano gli aspetti che i documenti ufficiali, e in primis la “stampa seria”, non ci hanno mai rivelano. Sante Rossetto (giornalista, scrittore e storico) ha pubblicato, tra l’altro, la stampa a Treviso; Gli annali di Giulio Trento (Olschki, 1989); per la storia del giornalismo; Treviso dal XVII secolo all’unità (1996); Totila l’immortale – il re dei Goti che sfidò l’impero romano – (Canova, 1999); Razza trevigiana; Dalla DC a Gentilini (Piazza, 2002); per Cierre ha pubblicato “Il Gazzettino” e La società veneta (2004) e La rivoluzione silenziosa. Società e dissenso giovanile nella Marca negli anni Sessanta (2006); del 2005 è il fortunato romanzo memorialistico “Le stagioni perdute” (Piazza); è autore di numerosi saggi di storia veneta dei secoli XVII e XVIII.
Ma questa “cavalcata” (che si concluderà entro il 30 dicembre) renderà conto anche delle iniziative di informazione che si sono realizzate nei diversi contesti europei e costituirà un bilancio degli oltre quindici anni di Borghi d’Europa.
L'estate è arrivata alle Terme di Porretta
Dal 24 giugno ogni sera fino a fine agosto un ricco calendario di eventi a ingresso libero.
Sarà un’estate fresca, verde e piena di vita: nello storico parco delle Terme di Porretta inizia Estate Najadi, che prende il nome dalle ninfe del mito e testimonia la volontà del Gruppo Monti Salute Più di ridare vita al complesso termale in tutte le sue parti.
Sono già partiti infatti i lavori che porteranno alla valorizzazione del parco storico grazie al recupero delle tre cupole (chiamate appunto “najadi”) per la realizzazione di altrettante piscine termali, e a una nuova spa all’aperto.
Dal 24 giugno il parco ospiterà ogni sera dalle 17 un chiosco per aperitivi nel verde, cocktail party e slow dinner. Ci sarà inoltre fino a fine agosto un programma denso di eventi e spettacoli, tutti a ingresso libero.
I visitatori troveranno davvero di tutto: serate di cinema all’aperto in collaborazione con l’Associazione Porretta Cinema, notti con dj set, l’aperitivo letterario con gli autori, i talk show di eTV, il ballo liscio.

I visitatori troveranno davvero di tutto: serate di cinema all’aperto in collaborazione con l’Associazione Porretta Cinema, notti con dj set, l’aperitivo letterario con gli autori, i talk show di eTV, il ballo liscio.
Numerosi gli appuntamenti con ospiti illustri della scena bolognese:
- 25 giugno tributo a Lucio Dalla con Iskra Menarini e Teo Ciavarella
- 2 luglio cabaret con Giorgio Comaschi
- 8 luglio Federico Aicardi in concerto
- 9 luglio Miss Italia con elezione Miss Terme di Porretta
- 15 luglio Valentina Mattarozzi & band
- 30 luglio El V & The Gardenhouse
- 1° agosto Gem Boy
- 6 agosto Fausto Carpani
- 8 agosto teatro circense con La Sbrindola Show
- 9 agosto Andrea Mingardi
- 11 agosto King Kong Five – Manu Chao Tribute
- 13 agosto Alex Visi
- 16 agosto cabaret con il Dondarini Show
L’appuntamento è al parco delle Terme di Porretta in Via Roma 5, comune di Alto Reno Terme (BO). Info e prenotazioni: Tel. 0534.22062, estate@termediporretta.it
L’evento gode del patrocinio del Comune di Alto Reno Terme. Il programma completo è sul sito www.termediporretta.it/estate
5 itinerari per l’estate siciliana
Archeologico, letterario, artistico, naturalistico, enogastronomico: qual è il tuo percorso? Sicilia. L’Alba Palace**** di Favara, a pochi chilometri dalla Valle dei Templi di Agrigento, propone un’estate culturale alla scoperta del territorio.
Un antico palazzo ottocentesco costruito attorno a un’abside del ‘700, recuperato in chiave contemporanea. È l’Alba Palace**** di Favara, a pochi chilometri da Agrigento e dalla Valle dei Templi.
Un lavoro di recupero sapiente, un restyling profondo ma nel pieno rispetto della tradizione. Grazie alla suavisione lungimirante, Antonio Alba ha fatto dell’Alba Palace un perfetto connubio tra storia e contemporaneità, dove le tracce del passato si fondono armoniosamente agli elementi moderni. Non a caso, nel 2017 l’Alba Palace riceve il Premio Internazionale di Architettura e design e l’anno successivo l’architetto Mario Cucinella, curatore del padiglione Italia, lo seleziona per la Biennale di Venezia.
Non stupisce quindi la proposta dell’estate 2022: conoscere il territorio circostante attraverso itinerari tematici culturali. Alla scoperta delle tracce che nel tempo archeologia, letteratura, arte, natura e cibo hanno impresso in questa zona di Sicilia così ricca e suggestiva.

Itinerario archeologico, dalla Valle dei Templi a Le Stoai
Non si può che partire dall’archeologia per avvicinarsi al territorio agrigentino. Ad appena 15 minuti di auto dall’Alba Palace sorge infatti la Valle dei Templi, il parco archeologico più esteso del mondo. Un territorio vastissimo, 1300 ettari che ospitano i resti ben conservati di 10 templi dorici, 3 santuari e numerose necropoli e fortificazioni.
Dal 1998 Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco, è un’incredibile testimonianza del periodo ellenico, custode di una straordinaria ricchezza monumentale e paesaggistica, a cui appartengono i resti dell’antica città greca di Akragase il territorio circostante sino al mare.
Visitare la Valle dei Templi sarà come fare un tuffo nel passato, nella storia dell’antica cultura greca. L’esperienza sarà ancora più completa partecipando all’esclusivo spettacolo teatrale e musicale de Le Stoai. L’evento, programmato per tutta l’estate 2022, inizia nel giardino tra gli ulivi secolari, per poi spostarsi nella sala interna e continuare con una degustazione di prodotti tipici dell’antica Grecia, oggi alla base della cucina tradizionale siciliana. Il tutto accompagnato da Ambrosia d’Uva, nettare di cui si nutrivano gli dei. Durante la degustazione gli attori continuano la recitazione tra i commensali, che possono interagire con loro dando vita a uno spettacolo ogni volta unico. La rappresentazione si conclude nella terrazza all’aperto, ancora con la splendida vista sulla Valle dei Templi.
Un’esperienza unica, immersiva e interattiva, che si ispira alla storia millenaria dell’antica Grecia, per valorizzare, attraverso l’arte e la cultura, la bellezza attuale del territorio.
Itinerario letterario, da Il Gattopardo a Montalbano
Luigi Pirandello, Giuseppe Tomasi di Lampedusa con Il Gattopardo, Leonardo Sciascia. Per arrivare ai giorni nostri con Andrea Camilleri e il suo Montalbano. Sono solo alcuni dei grandi letterati che hanno scritto di questi luoghi legandoli per sempre a personaggi, atmosfere, emozioni.
I cercatori della città immaginaria de Il Gattopardo, Donnafugata, possono raggiungere, in meno di mezz’ora d’auto dall’Alba Palace, la città di Palma di Montechiaro che ha ispirato Giuseppe Tomasi di Lampedusa per l’ambientazione di alcune delle pagine più note del libro.
La bella Agrigento, nonché sua città natale, è invece al centro delle opere di Luigi Pirandello. Dal centro storico alla Valle dei Templi, spingendosi nei dintorni dell’agrigentino, da Porto Empedocle e Villaseta fino a Comitini e Aragona, tutte località a meno di 15 km dall’Alba Palace.
Agrigento e Porto Empedocle, suo paese natale, sono anche i luoghi a cui pensava Andrea Camilleri mentre scriveva i romanzi di Montalbano.
Itinerario artistico: Farm Cultural Park a Favara
Gli appassionati di arte potranno rimanere nella vivace cittadina di Favara che ospita, oltre all’Alba Palace Hotel, anche il Farm Cultural Park. Una galleria d’arte a cielo aperto, nonché vivace cantiere artistico, che ha reso Favara nota come punto di riferimento per l’arte contemporanea del sud Italia. Inaugurato nel 2010, nasce con l’intento di valorizzare il centro storico e di dare nuova vita ai Sette Cortili, all’epoca in stato di abbandono. Oggi questi stessi luoghi sono spazi di socialità e abitare temporaneo e ospitano mostre permanenti di pittura, fotografia, musica ed eventi di ogni genere. Tra gli artisti anche architetti, designer, musicisti e creativi che hanno proposto le loro opere facendo dei Sette Cortili la seconda attrazione turistica della provincia di Agrigento dopo la Valle dei Templi.
Itinerario naturalistico, non solo spiagge
È normale associare la vacanza nell’agrigentino con il mare e le sue splendide spiagge. Ma dal punto di vista naturalistico c’è molto di più. Il territorio offre una ricca biodiversità che spazia dalla costa alle campagne, fino alla catena dei Monti Sicani con percorsi trekking e passeggiate nel verde.
Suggestiva è la Riserva Naturale Torre Salsa, a mezz’ora circa di auto dall’Alba Palace. L’Oasi WWF si estende su un’area di oltre 700 ettari, tra Siculiana Marina ed Eraclea Minoa. Il paesaggio incontaminato si sviluppa lungo 6 km di costa con falesie, dune e spiagge incontaminate.
Da visitare sicuramente il famoso Giardino della Kolymbethra, all’interno della Valle dei Templi. Si tratta di un piccolo gioiello naturalistico, rinato grazie al FAI Fondo Ambiente Italiano, caratterizzato da una grande varietà arborea. Dalla tipica vegetazione della macchia mediterranea all’agrumeto con limoni, mandarini e aranci, anche appartenenti ad antiche varietà. Fino a mandorli, carrubi e fichi d’india.
Itinerario enogastronomico: Museo della Mandorla siciliana
Non si può parlare di Sicilia senza entrare nel campo dell’enogastronomia. Favara stessa è detta la “Città dell’Agnello” per il suo caratteristico dolce tipico a base di mandorle e pistacchi.
Del resto, in questo settore l’Alba Palace è un vero specialista! Il ristorante Le Traveggole è presente dal 2014 nella Guida Michelin e inserito nella selezione delle Eccellenze di Sicilia della Guida di Repubblica. La cucina, affidata alla chef Francesca Restivo, assicura esperienze culinarie esclusive e prodotti di altissima qualità provenienti dal territorio. In uno splendido ipogeo agrigentino trova posto invece la Cantina che custodisce una ricca e pregiata selezione di etichette.
Ma rimanendo a Favara, c’è un altro gioiello da scoprire: il Museo della Mandorla siciliana. Fondato da Antonio Alba, permette di conoscere la storia del mandorlo, proprietà, raccolta e lavorazione, fino all’utilizzo del frutto in pasticceria e più in generale in cucina. Promosso da Marzipan, si propone come centro per la promozione delle eccellenze gastronomiche e agroalimentari siciliane.
Info: Alba Palace****
Via Belmonte 21 Favara (AG)
tel. +39 0922.437146
www.albapalace.com
Le Stoai – via Alfredo Capitano 1
Valle dei Templi, Agrigento
https://stoai.show/












































































































































































































































































