Antichi romani e rime appenniniche nelle Alte Marche

Il 29, 30 e 31 luglio due eventi del Grand Tour delle Marche,tra Serra Sant’Abbondio e Sassoferrato. A tavola con gli antichi Romani? Declamare poesie in ottava rima appenninica? Un fine settimana nelle Alte Marche non è mai banale e scontato. I territori appenninici posti a cavallo tra le province di Ancona e Pesaro riescono sempre a sorprendere con proposte alternative rispetto alle méte massificate. Le Alte Marche comprendono nove Comuni: nell’ultimo week end di luglio saranno protagonisti Serra Sant’Abbondio e Sassoferrato, con la regia dell’Unione Montana del Catria e del Nerone.

Venerdì 29 luglio il borgo storico di Serra Sant’Abbondio (PU) ospita “Libera Poesia tra le mura”. Protetto dalle boscose pendici del monte Catria e custode del monumentale Monastero di Fonte Avellana, il paese accoglie per una serata poeti e cantastorie che declamano i propri componimenti in omaggio all’antica tradizione dell’ottava rima appenninica. A far da cornice alla recitazione dei versi, la musica folk e popolare del Duo Acefalo, grazie alla collaborazione con il Premio Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo.
Non mancheranno i sapori tipici proposti, insieme a vini e birre locali, dalla proloco nel “Paniere delle Alte Marche”, insieme al primo piatto che contraddistingue tradizionalmente Serra Sant’Abbondio: le pencianelle. L’originale ricetta sarà abbinata anche ad una proposta del piatto in forma innovativa, realizzata appositamente per l’occasione da Serena D’Alesio, chef dell’Accademia di Tipicità.

Sassoferrato (AN) è uno dei borghi più belli d’Italia, distante poco più di dieci minuti di auto da Serra Sant’Abbondio, raggiungibile anche con una piacevole pedalata in bicicletta o con l’e-bike. Nei giorni 29-30 e 31 luglio va in scena “295 a.C. Battaglia delle Nazioni”, una rievocazione storica della celeberrima battaglia del Sentinum.
Nel Parco archeologico di Sentinum, esteso nella piana su cui sorge Sassoferrato, è ancora ben visibile la struttura, con cardo e decumano, della città romana che dà il nome alla battaglia. Venerdì 29 si inizia con l’allestimento degli accampamenti: gli eserciti si preparano in abbigliamento storico. Si prosegue sabato 30, con dimostrazioni e attività degli eserciti, nonché con la cena “A tavola con il legionario romano”, nel corso della quale sarà possibile assaggiare alcuni piatti che fanno parte del patrimonio alimentare degli antichi Romani, da consumare a due passi dalle testimonianze archeologiche che consentono di calarsi completamente nelle atmosfere dell’epoca!
I due eventi sono sede di tappa del Grand Tour delle Marche 2022, proposto da Tipicità insieme ad ANCI, con la collaborazione di Regione Marche e la partnership progettuale di Banca Mediaolanum.

Nella piattaforma del Grand Tour delle Marche www.tipicitaexperience.it tutte le informazioni sulle iniziative, i locali tipici e le strutture di accoglienza per godere appieno della proverbiale ospitalità marchigiana.


L’estate 2022 a Cefalù, è già alta stagione!

Se ce ne fosse bisogno, anche da Cefalù (provincia di Palermo) una delle spiagge più ricercate della Sicilia, arriva la conferma che l’estate italiana sta ripartendo alla grande…

Da Isnart (Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio di e Unioncamere) e Report Confindustria, emergono dati più che positivi: +26% le camere vendute a giugno; ripartono e recuperano le città d’arte; trend positivo per la montagna, ma l’incremento più significativo lo fa registrare il mare: a luglio +63% e torna il turismo internazionale. Buone le prospettive per agosto. Sicilia tra le mete più gettonate e girando per Cefalù, lo si può capire molto chiaramente…

Cefalù, una spiaggia ritrovata, il mare di Sicilia, colori, luci, profumi, un arenile così pieno era da tempo che non si vedeva… “Tutto bene, una super estate quest’anno, la località è molto popolata, tanta gente, bel turismo, molte persone che si divertono… – è la bagnina Liliana Sansica che parla – Turisti che arrivano da tutta Europa, ma anche molti siciliani che hanno la seconda casa qui”.

Sicilia, meta tra le più gettonate del 2022: +12% rispetto all’anno scorso, seconda solo alla Puglia. Il segno + premia anche la ricettività.

“C’è voglia di esserci! Un’estate 2022 piena di turisti internazionali, ma anche una grossa presenza di italiani e anche un ritorno al mercato europeo che ha fatto la storia di questo paese negli ultimi trent’anni – dichiara Stefano Castiglia, albergatore cefaludese – In particolare è in evidenza il mercato francese, quello tedesco e l’inglese. I prezzi non sono aumentati, ma restano in linea con le stagioni precedenti e, come comparto, siamo riusciti a contenere l’aumento delle materie prime che non incidono sui prezzi ai consumatori”.

Per Daniela Mendola, guida turistica, dei tanti turisti che affollano l’isola, molti vengono da oltre oceano: “Sì per gli americani questi sono posti da non mancare se si arriva in Europa, specie la Sicilia con i suoi stupendi posti caratteristici, la devono visitare e assaggiare tutta!”.

Dopo aver apprezzato le splendide spiagge di sabbia finissima e il mare cristallino, al Lido (a due passi dalla città) o a capo Playa (per gli amanti dello sport) o, ancora, a Settefrati (per un’immersione nella natura) e avere ammirato il tramonto guardandolo attraverso la cosiddetta Porta Pescara (nella parte vecchia della città, vicino alla spiaggia e alla Marina, il porto antico, quello usato dai pescatori (anche set del film “Nuovo Cinema Paradiso”) per soddisfare le papille gustative, si può passeggiare tranquillamente per trovare i posti consigliati (i migliori spesso frequentati solo dai siciliani).

E camminando camminando, si può godere di una panoramica completa del centro storico, ricco di vicoli, stradine e vari elementi medievali, come quelli presenti lungo i pendii che vanno dalla Rocca a corso Ruggero, passando tra palazzi e monumenti, tra tipiche piazzette e chiese, come la magnifica cattedrale arabo-normanna (patrimonio UNESCO) senza mancare il bastione e il lavatoio medievale.  Quando già si avvertono gli invitanti odori dei cibi di strada, vuole dire che si è arrivati a qualche forno o antica taverna, o semplicemente si sta passando  vicino ad un “food truck” e allora… buon appetito”!

Il menù propone: panino con la milza, pane e panelle, crocchette, sfincione, bocconcino di pane cunsato (o con ricotta fresca e arancinette) o vari finger food crostino di pane, bruschette di caponata di melanzane e arancina (arrotondata si dice al femminile a Palermo) o arancino (più appuntito, si dice al maschile a Catania. Per comunque mettere insieme il pranzo con la cena… un’esperienza da fare assolutamente, è pranzare o cenare in una casa privata locale, con un cuoco casalingo certificato, che consiglia anche i giusti vini.  Una specie di “catering” esclusivo o per i più esigenti, un completo “banqueting”.

Allora potrete chiedere di farvi preparare un antipasto tipo “cacio all’argentiera” (caciocavallo fresco, aglio, olio d’oliva extravergine, sale, pepe, origano e aceto di vino) o un “risotto al prezzemolo”, o una “caponata di melanzane” (caponata da “capone”) o al “lampuga” (pesce dalla carne pregiata e asciutta) condita con la salsa agrodolce (nel tempo il popolo sostituì il pesce con le più economiche melanzane) maritata con ortaggi fritti, sugo di pomodoro, sedano, cipolla, olive e capperi, in salsa agrodolce. Per secondo, “carne murata” (esempio di cucina povera siciliana): murata perché la carne era chiusa all’interno del tegame con il coperchio che non si apriva più fino al termine della cottura. Poi in alternativa, “cotoletta all’aceto”, “polpette di ricotta”, “involtini di pesce spada”, “cozze gratinate”, “sarde a beccafico” e “fagioli alla menta”.

Cosa bere con tutto questo ben di Dio? Un Grillo Doc: gradazione alcolica:13.5°; colore: giallo paglierino; sentori: papaia, pesca bianca; vino di grande freschezza e aromaticità, proveniente da uno dei più rinomati vitigni dell’isola che si è splendidamente adattato alle condizioni pedoclimatiche della contrada Mandranova. Note agrumate e tropicali, sapientemente esaltate dal lavoro in vigna, si coniugano a un finale la cui dolcezza non risulta mai essere stucchevole; temperatura di servizio:12.0 °C; età ottimale: da 1 a 3 anni. Oppure un Benedè di Alessandro Di Camporeale; fermentazione per 15 gg. circa a bassa temperatura; affinamento: 6 mesi in vasca d’acciaio; gradazione alcolica:13.0°; colore: giallo paglierino; sentori: albicocca, pesca bianca; freschezza, morbidezza ed eleganza sono le caratteristiche salienti di questo vino piacevolmente complesso, dalle non comuni doti di vivacità e persistenza; temperatura di servizio:12.0 °C; età ottimale: da 1 a 3 anni. O ancora un Contessa Entellina Cabernet Sauvignon Doc: gradazione alcolica:14.0°, colore: rosso rubino; sentori: ciliegia, ribes, ribes nero; appeal lungo e persistente, con un gusto di tannini avvolgenti, per niente ruvidi che equilibrano una forza alcolica evidenziata con elegante determinazione; temperatura di servizio:18.0 °C; abbinamenti: formaggi piccanti, pasta al forno, salumi, selvaggina. E a fine pasto un Kaid Vendemmia Tardiva IGT di Alessandro Di Camporeale; vinificazione: macerazione per otto giorni circa, a temperatura controllata, affinamento: 15 mesi in barrique di rovere Allier e 6 mesi in bottiglia a temperatura costante; gradazione alcolica:13.0°; colore: rosso rubino; sentori: chiodo di garofano, ciliegia, cioccolato, pepe nero, ribes, tabacco; moderatamente dolce, ampio, di straordinaria complessità e persistenza, è un vino eccezionale di innata e impareggiabile classe; temperatura di servizio:16.0 °C; età ottimale: da 3 a 10 anni.

E per concludere il “pranzo street food” in dolcezza, “mostaccioli” semplici o ripieni di marmellata (possono essere ricoperti di cioccolato fondente, al latte o bianco) o se no, ci sono i dolci celeberrimi, squisitissimi, rinomatissimi, della pasticceria siciliana: la “frutta martorana”: pasta di mandole finemente modellata e colorata a perfetta riproduzione di frutta o ortaggi o pesci, il “cannolo”(termine dialettale che indica una sorta di rubinetto da cui esce la ricotta, tradizionalmente di pecora e la “cassata siciliana” (in realtà l’origine è araba, viene dalla cucina saracena e si chiamava “Quas’at”, bacinella grande e tonda) la sua preparazione richiede molta abilità nel mixare con ricotta e pan di Spagna, zucchero, limone, arancia amara, mandarino e mandorla, poi ci vuole molta bravura per i decori, barocchi e sontuosi… e molta calma per gustarsela come si deve…

Eh sì, nel centro di Cefalù c’è un turismo lento, curioso e ”bongustaio”… diverso da quello che affolla le spiagge. Comunque l’estate 2022 per Cefalù, è già alta stagione!

Centro informazioni turistiche
Piazza del Duomo, n° 9
90015 Cefalù  (PA)
Tel.: 327 196 5559

(Antonio Farnè inviato Tg2 Rai)


A Rimini l’itinerario del gusto “made in Romagna”

Le eccellenze eno-gastronomiche del territorio si ritrovano mercoledì 20 luglio alla Casina del Bosco di Marina Centro per l’evento “Avoglia! – 100% italiana”. In programma degustazioni gratuite della nuova birra Amarcord, dei vini Ottaviani, dei formaggi della Centrale del Latte di Cesena, della Farina della Casina di Bio’s Farm e delle Carni di SMP

Un omaggio alle eccellenze eno-gastronomiche della Romagna. É questa la mission di “Avoglia! – 100% italiana”, l’evento organizzato per mercoledì 20 luglio (dalle ore 19, ingresso libero) alla Casina del Bosco di Rimini, la location più indicata per celebrare la tradizione della buona cucina nostrana.

Il simposio culinario, che propone una ricca degustazione di prodotti tipici, è organizzato in collaborazione con il birrificio Amarcord che, per l’occasione, presenterà la “100% Italiana”, una birra di filiera nazionale che unisce il malto d’orzo da agricoltura sostenibile del Sud Italia ed il luppolo coltivato in Romagna grazie all’azione sapiente dell’acqua pura di fonte appenninica.

Alla prima edizione parteciperanno i principali produttori dell’area romagnola che – tra stagionalità ed eccellenze a “km 0” – presenteranno nei loro chioschetti dedicati “La dispensa dei casinari”, un prelibato itinerario del gusto che intende valorizzare le perle gastronomiche di un territorio che, dal mare alla collina, si è sempre identificato con i piaceri gaudenti della tavola.

Presenti anche i vini pregiati di Enio Ottaviani, i formaggi artigianali della Centrale del Latte di Cesena, la Farina della Casina prodotta da Bio’s Farm e le Carni Nazionali di SMP di Rimini.

“É sempre bello collaborare con fornitori e produttori che condividono gli stessi valori e la stessa etica del lavoro – spiegano Aris e Barbara, titolari della Casina del Bosco di Rimini -. Sono ormai tanti anni che collaboriamo con Amarcord, un’azienda a cui ci lega una comune visione su sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze 100% italiane. Quando abbiamo pensato a questo evento ci siamo detti: perché non coinvolgere chi la pensa come noi? Così é nato ‘Avoglia!’, una tipica esclamazione romagnola di gioia e felicità che vuole trasmettere la voglia di condivisione e, soprattutto, la passione per i prodotti genuini del nostro territorio”.

Casina del Bosco
Marina Centro
Viale Antonio Beccadelli, 15
47921 Rimini RN
Chiude alle ore: 00
Tel.: 0541 56295


Lampedusa, un vero paradiso, un ambiente che fa da traino al turismo sostenibile

Acqua turchese, fauna ricchissima, effetto di una posizione geografica strategica, incrocio tra i due rami del Mediterraneo, quello orientale e quello occidentale…

“Nelle Pelagie troviamo una fauna marina molto diversificata – spiega Antonella Di Gangi,  biologa Area Marina Protetta – c’è anche il passaggio della balenottera comune, in estate gli squali grigi formano un’aggregazione e sia Linosa che qui Lampedusa, sono siti di nidificazione per la tartaruga marina, la Caretta caretta e poi le Pelagie sono anche un importante punto per la riproduzione degli uccelli marini. Noi – area marina protetta – stiamo sviluppando un progetto che si chiama “Pelagie isole blu” (percorsi di turismo sostenibile per la corretta fruizione del mare) anche per cercare di destagionalizzare il turismo sull’isola e quindi, per non concentrarlo soltanto durante la stagione estiva”.

Lampedusa e le Pelagie sono anche questo, lo scrigno naturale di un inestimabile tesoro legato al mare. Volàno per un turismo sostenibile, attento all’ambiente, importante per l’economia dell’isola. L’obiettivo è quello di promuoverlo sempre di più. Le sue acque cristalline e mai troppo affollate, l’incredibile biodiversità, sono l’ideale per le immersioni e per lo snorkeling praticamente con qualsiasi condizione climatica, grazie anche all’interessante fondo marino dove è possibile incontrare qualsiasi tipo di pesce. Il punto più famoso in cui poter fare snorkeling è la “spiaggia dei conigli”, conosciuta e frequentata da tutti. Ma qualcosa di più particolare, è “Mare Morto”, una caletta ricca di grotte e insenature che accolgono numerose specie di flora marina. Altri punti da visitare sono Cala Creta (bellissimo il giardino arabo del Borgo) e Cala Pisana, con numerosi pesci in banchi, Cala Francese, Cala Maluk, Cala Spugne e Cala Galera, che ospitano sia flora che fauna marina da poter ammirare; a proposito di acque turchesi e bellissimo fondale, doverosa la menzione speciale per Cala Pulcino, davvero da non perdere. Per i più preparati e capaci, nella zona di Taccio Vecchio (parte nord dell’isola) si accede a una grotta profonda otto metri, dalle limpide acque blu-turchesi con una gola secca, profonda circa 30 metri, dove con un po’di fortuna si possono scorgere, nascosti tra le insenature, dentici e cernie. Tra i punti dell’isola, accessibili solo tramite barca, la caletta di Grottacce e Tabaccara, dove le acque sono talmente trasparenti e cristalline da poter vedere chiaramente l’ombra delle barche ormeggiate. Dopo la giornata al mare o un bel giro dell’isola (sul catamarano “Respiro”) tutti con le gambe sotto al tavolo…

Trattandosi di terra siciliana, ma che nel corso del tempo è stata molto influenzata da altre culture, qui il cibo è davvero qualcosa di unico. Comunque, protagonista di ogni piatto della cucina lampedusana, è, senza ombra di dubbio, il pesce!

Uno spazio a parte merita l’”alaccia” di Lampedusa che è pesce azzurro molto somigliante alla comune sardina, ma più tozza e più grande, con un’alta concentrazione di grassi insaturi (Omega 3).  Vive in grandi banchi, nel Mediterraneo meridionale e nel Canale di Sicilia e si pesca, da maggio a novembre, con i pescherecci che lasciano il porto di Lampedusa al calar del sole (fino agli anni ‘80 erano almeno una ventina le barche lampedusane usate per questa pesca, oggi, solo due)… e pescano con la lampara e il “cianciolo” (rete che non danneggia i fondali come invece quella a strascico). La ricetta tradizionale la vuole appena pescata e semplicemente fritta (come fanno a Lampedusa). Se no, sono messe a riposo sotto sale per 3/4 mesi circa; una volta estratte, lavate con una salamoia e messe sott’olio in vasetti di vetro o in scatole di latta. Ottime per antipasti o per arricchire i sughi, quelle sottolio, sono reperibili (e consigliate) tutto l’anno perché proprio gustosissime, come tutti i menù lampedusani…. Dunque: insalata di gamberi e menta, per antipasto e tra i primi, basta scegliere: spaghetti alla bottarga o ziti con sarde e finocchietto oppure pasta con le triglie alla Lampedusana o linguine ai frutti di mare e ancora il famoso Cous Cous di pesce e verdure. Per secondo il pesce spada all’acqua di mare o l’immancabile grigliata con il pescato del giorno e da non perdere, la “ghiotta” una stupenda zuppa di pesce!

Per innaffiare il tutto, le vigne autoctone, offrono strepitosi vini: tra i bianchi, da provare il Lighea (versione dry dello Zibibbo) ottimo con crudo di pesce, fritture e insalate gourmet e abbinato a tutto il pesce azzurro: vino 90% Nero d’Avola e 10% di varietà miste, viene affinato in barrique francese 14/16 mesi e ancora 12 mesi in bottiglia. Colore giallo paglierino brillante con riflessi verdognoli, al naso offre un bouquet ricco e fragrante dove alle classiche note di zagara si uniscono sentori agrumati (cedro e bergamotto) e di frutta esotica (litchi). Tra i rossi, il Sedàra, vincitore di premi Oscar qualità, prende il nome da uno dei protagonisti del romanzo “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Don Calogero Sedàra, la cui figlia Angelica va in sposa al nobile Tancredi, nome di altro vino locale)  ottima fusione fra i vitigni Cabernet Sauvignon, con un pizzico di nota mentolata. Il Sedàra (cantina  Donnafugata) denominazione Sicilia IGT, uvaggio Nero d’Avola in prevalenza, gradazione 13,5% vol., caratteristiche: fresco, fruttato, sapido, speziato. E importanti sono i vini liquorosi (malvasia, moscato passito di Pantelleria, marsala, zibibbo) il più speciale dei quali è il “Miscela di Zibibbo” (vinificato a Pantelleria) e Ansonica e Catarratto,  grado alcolico di 12,5% – 13% (che deve il suo nome a Lighea, la sirena incantatrice sempre del romanzo di Tomasi di Lampedusa)… Certo sono tutti ottimi per gustare i famosi cannoli o una granita e brioche e per concludere un pranzo in dolcezza – mai dimenticare –  Liquore al finocchietto o Rosolio alla cannella!

(Antonio Farnè inviato Tg2 Rai)


Isole Baleari: tutte le specialità, dalla paella alla sobrassada

La cucina delle Baleari è molto saporita e variegata, ricca di verdure, frutta e ortaggi. Senza dubbio però, è il mare a fornire il principale elemento di sussistenza che è alla base di quasi tutti i piatti della cucina delle isole.

Le quattro isole che compongono l’arcipelago delle Baleari ovvero Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera sono fra le più gettonate mete per le vacanze estive per la maggior parte dei cittadini europei.  Oltre alla movida notturna e le bellezze paesaggistiche, ognuna di queste isole offre una quantità indescrivibile di prodotti gustosi e piatti saporiti da gustare.

Passeggiando per le strade delle cittadine delle Baleari si possono gustare numerosi piatti tipici, i quali generalmente si basano sull’utilizzo di cereali, vegetali, legumi e pesce.

Queste le principali pietanze proposte durante l’incontro presso l’Hotel ME Milan il Duca che ha visto la presenza di Iago Negueruela, Consigliere dell’Economia, del Lavoro e del Turismo del Governo delle Isole Baleari. Questo momento di approfondimento è stato organizzato da esponenti del governo delle Baleari per diffondere l’idea che il turismo è al centro del sistema produttivo delle isole e oggi diventa sempre più necessario che il dibattito sullo sviluppo economico dell’arcipelago incorpori anche ulteriori variabili.

Partendo dai forni delle Baleari è proposta la coca, un incrocio tra pizza e focaccia ma senza l’utilizzo di formaggio. Generalmente questo prodotto da forno viene farcito con pomodoro, cipolle e peperoni ma talvolta la si può trovare in una versione dolce farcita con la crema all’uovo.

Altra specialità da provare assolutamente è la ensaimada, che rappresenta uno dei cibi più tipici delle Baleari. Preparato con un impasto lievitato ripieno di strutto, una caratteristica inconfondibile dell’ensaimada è la sua forma a spirale. Al suo interno l’impasto è formato da vari strati, dovuti alla sfogliatura con lo strutto, per creare un effetto simile alla pasta sfoglia.
La lievitazione è abbastanza lunga, per un totale di circa 14 ore, infatti solitamente la si prepara la sera prima e poi si inforna al mattino seguente.

La sobrassada è carne macinata e mescolata con spezie, lasciata a stagionare nei budelli, preparata durante la mattanza. Un mix di carne magra, grassa, sale, paprika dolce e piccante, consumata tradizionalmente durante tutto l’anno come prodotto povero (la carne fresca era riservata ai giorni di festa). E’ il salume tipico dell’isola di Maiorca tutelato come Indicazione geografica protetta (IGP) oggi è presente in tutte le Baleari.

Passando a piatti con l’utilizzo di pesce troviamo la caldereta de langosta: anticamente preparata a bordo delle barche, è una zuppa di mare con aragosta e pomodori, da consumare fredda, una volta ben addensata a distanza di qualche ora dalla cottura, con crostini di pane fritti nell’olio extravergine di oliva.

Infine non può mancare il piatto simbolo delle regioni spagnole ovvero la paella. Va ricordato però, che la paella è un piatto tradizionale di origine valenciana a base di verdure e carne; la versione “marinera” con pesce e frutti di mare, oppure quella “mixta” con carne e pesce sono delle evoluzioni successive e tecnicamente non potrebbero essere definite come vera “paella valenciana”.

(Lorenzo Zuelli)


Premio internalizzazione “Save the brand 2022” a Dario Loison “…per aver saputo guardare all’estero e per aver promosso il consumo del panettone tutto l’anno”

Si è tenuto il 4 luglio al Four Seasons di Milano, la premiazione “Save the Brand 2022“, giunto alla nona edizione. Organizzato da LC Publishing Group – con la sua testata digitale Foodcommmunity.it – il premio è dedicato agli imprenditori italiani nel settore Food & Beverage che si sono distinti per il valore che hanno creato intorno al proprio marchio.
A Dario Loison è stato assegnato il Premio Internazionalizzazione “Save The Brand 2022”  “per aver saputo guardare all’estero e per aver promosso il consumo del panettone tutto l’anno“.

Un premio di cui Dario Loison è particolarmente orgoglioso e che va ad affiancare i riconoscimenti FoodCommunity conquistati nel 2018: il premio Save the Brand “Best Practice Tradizione e Innovazione“ perché “L’azienda dolciaria dispone di una struttura produttiva e commerciale agile e all’avanguardia, capace di mantenere i solidi legami con la tradizione pasticcera più antica e di rispondere alla domanda di un mercato globale” e il Premio Food Story “FoodCommunity Awards“,  con la seguente motivazione: “Pasticceri da tre generazioni, esporta i suoi prodotti in 55 paesi. Le università di tutto il mondo studiano il “modello-Loison”, connubio tra tradizione e innovazione“.

 

Dolciaria A. Loison Srl
via Pasubio, 6
36030 Costabissara (VI) – Italy
Tel: +39 0444 557844
loison@loison.com


Vinum SPA nel Castello di Spessa, Golf Wine Resort & SPA

Le proprietà benefiche dei principi attivi delle uve e del vino sono alla base dei trattamenti e dei cosmetici della Vinum SPA del Castello di Spessa Golf Wine Resort & SPA di Capriva del Friuli nel Collio goriziano, interamente dedicata alla “vinoterapia”. Ricavata nella zona delle antiche scuderie all’entrata del Castello, la Vinum Spa ha al suo interno una piscina con idromassaggio e all’esterno una seconda piscina e un grande idromassaggio esagonale panoramici. Aperta a tutti gli amanti del benessere, va ad arricchire l’offerta del resort immerso fra le vigne del Collio, la più pregiata zona vinicola del Friuli Venezia Giulia.

Tutto, nella SPA, riconduce all’uva e al vino: gli affreschi sulle pareti, i grandi tini per la vinoterapia, i massaggi con pietre calde ricavate dalla marna (il terroir del Collio ricco di sali e microelementi, da cui i vini traggono carattere, profumi, mineralità e freschezza unici), i nomi dei trattamenti, le essenze all’aroma di uva e mosto, le tisane benefiche derivate dalle foglie di vite e il succo d’uva depurativo. I trattamenti sono effettuati con cosmetici naturali agli estratti di uva e di vite creati appositamente per il Castello di Spessa Golf Wine Resort & SPA, così come l’olio di vinaccioli e al mosto d’uva per i massaggi, lo scrub corpo ai semi di vinaccioli, il fango antiage al mosto d’uva, il profumo d’ambiente. Un percorso è dedicato anche alla “grappaterapia”, con trattamenti dall’azione antiossidante, antinfiammatoria e tonificante che si concludono con la degustazione di una delle grappe della tenuta.

Al piano terra il percorso inizia con un’ampia Sauna finlandese con stufa di maiolica, Bagno turco, Docce emozionali con cromoterapia, Percorso Kneipp con pietre dell’Isonzo (il fiume simbolo di queste terre), Showerbucket, Cascata del ghiaccio, Suite privè con tini per bagni al vino. Qui si trovano anche la piscina con idromassaggio e la zona relax con la Tisaneria, che si aprono con grandi vetrate sulle colline.

Al primo piano l’emozione continua in spazi preziosi dedicati ai massaggi, fino ad arrivare all’area VinumTherapia, cuore pulsante della SPA. Qui la vinoterapia si declina in ogni sua sfaccettatura, iniziando dalla suite panoramica I Tini con gli idromassaggi cromoterapici in grandi tini e continuando nella sala dedicata alla VinumTherapia, dove – dopo un bagno nel vino – si possono ricevere benefici e confortevoli trattamenti su lettini sensoriali a base di uva fresca e con cosmetici prodotti dalla lavorazione di uve del Castello. Infine ci si rilassa, sorseggiando un calice di vino, nella sala Le Botti, i cui arredi sono stati ricavati dal recupero di antiche botti.

Nell‘area esterna della Vinum Spa, incastonata fra il parco storico del Castello e il campo da golf, la bellezza della natura si fonde con dettagli esclusivi: la sauna finlandese, il piacere della piscina, i lettini a baldacchino, la vista panoramica dalla Relax Lounge, il rilassante idromassaggio circolare con vista sospeso tra l’azzurro del cielo e il verde dei prati, il bar bordo piscina dove sorseggiare succhi d’uva e i freschi e minerali vini del Castello, o concedersi un piacevole aperitivo. Con la bella stagione, il Summer Club è un piccolo eden nel verde e nella frescura per chi vuole trascorrere qualche ora, o l’intera giornata, di assoluto relax lontano dalla folla fra nuotate, bagni di sole, idromassaggi.

Il percorso della Vinoterapia continua volendo anche a tavola, al ristorante gourmet La Tavernetta al Castello, dove accanto ai tradizionali piatti d’alta cucina creati dallo Chef Antonino Venica, si possono richiedere anche salutari e golosi piatti vegetariani.

“L’esperienza multisensoriale nella Vinum SPA fa scoprire lo spirito più autentico e profondo della nostra terra, le straordinarie colline del Collio” commenta Loretto Pali, proprietario del resort, che ha voluto realizzare la SPA per completarne l’offerta, convinto che “nel vino c’è gioia, salute e bellezza”.

Vinum SPA
Via Spessa 1 – Capriva del Friuli (GO)
Tel: + 39 0481.808033 Cell. +39 ‎389 095 0733
www.castellodispessa.it
vinumspa@castellodispessa.it

Castello di Spessa Golf Wine Resort& SPA – Legato a nobili casate e illustri ospiti come Giacomo Casanova, il Castello di Spessa si trova nel cuore del Collio Goriziano, a Capriva del Friuli, ed è completamente circondato dalle vigne della tenuta a cui dà il nome, fra cui si snodano le 18 buche del Golf Country Club Castello di Spessa. Le sue origini risalgono al 1200. Oggi elegante Resort, ha una quindicina di suites arredate con mobili del’700 e dell’800 italiano e mitteleuropeo e, scavata nella collina sottostante il maniero, la più antica e scenografica cantina del Collio, dove invecchiano i pregiati vini della tenuta. Nel Gusto di Casanova, il Bistrot del Castello, si degusta una straordinaria selezione di prodotti del Friuli Venezia Giulia.  Dal restauro di una vecchia cascina ai piedi del castello è stata ricavata la Tavernetta al Castello, con un rinomato Ristorante Gourmand e 10 camere dall’atmosfera country. La Club House del Golf Country Club è ospitata in un antico rustico, con ampio dehors e un’ombreggiata terrazza: nel suo ristorante, l’Hosteria del Castello (aperta anche a chi non gioca a golf), la cucina rincorre la stagionalità e ricalca i sapori del territorio. In un casale affacciato sul green sono stati ricavati 8 Appartamenti nelle Vigne riservati al Digital Detox, arredati con caldo stile rustico e dedicati soprattutto ai golfisti e alle famiglie, e nel Casale in collina, il più appartato della tenuta, 10 stanze arredate in stile shabby chic che si affacciano su uno splendido paesaggio di vigneti e sul campo da golf.


Una vera e propria foresta - tra Romagna e Toscana - da visitare e vivere appieno

La Romagna non è solo mare e spiagge, ma anche natura, aria buona e possibilità di trascorrere le giornate in pieno relax, magari letteralmente immersi nel verde di una foresta secolare come quello del versante romagnolo delle Foreste Casentinesi – parco nazionale dal 1993 e dal 2017 patrimonio mondiale dell’Unesco – 36 mila ettari di natura incontaminata equamente divisa tra Romagna e Toscana a cavallo tra le province di Forlì Cesena, Arezzo e Firenze. Qui si avverte a ogni passo il respiro della natura tra flora e fauna, qui c’è di tutto: faggete e abetine e nelle quote più elevate, abete bianco e frassino maggiore, aceri, tiglio selvatico e olmo montano. Si possono trovare anche individui di tasso e agrifoglio, elementi rari e protetti in Emilia Romagna. Anche querceti nei boschi misti di latifoglie decidue; poi ci sono, il castagno, i carpini bianco e nero, l’acero opalo, arbusteti e cespuglietti, il mirtillo e il brugo, la ginestra dei carbonai, la felce aquilina, il prugnolo, il biancospino, la rosa selvatica, il ginepro comune, il pero selvatico e il sanguinello (monte Gabrendo).  E non mancano prati, pascoli e fiori… l’Anemone, la Sassifraga, la Genziana verna e la Viola di Eugenia, simbolo della flora italiana e caratteristica dei massicci appenninici dell’Italia centrale.

Per la fauna, manca solo l’orso, ci sono anche l’aquila reale, il lupo (una cinquantina di esemplari, suddivisi in 9 branchi) e la consistente presenza di ungulati: cinghiale, capriolo, daino e cervo oltre ad altre presenze accertate: volpe, lepre, talpa, europea e cieca, scoiattolo rosso, istrice e riccio.  E’ presente anche il gatto selvatico, un’assoluta novità per l’Appennino settentrionale.  Tra i volatili sono presenti ben 139 specie tra i presenti con regolarità e i nidificanti (tutte le varietà di Picchio comprese). Tra i rapaci diurni troviamo la già citata Aquila reale, il Gheppio e il Falco pellegrino, anche il pecchiaiolo, l’Astore, lo Sparviere e la Poiana.  Tra quelli notturni, oltre a Barbagianni, Civetta, Allocco e Gufo comune, troviamo anche il Gufo reale, purtroppo in drastico calo di presenze. In zona sono presenti anche Anfibi e Rettili: Salamandra pezzata, Salamandrina dagli occhiali, Geotritone italiano, diversi Tritoni, alpestre o montano, comune o punteggiato e crestato italiano; tra i rettili sono diffusi il Biacco, il Saettone, il Colubro liscio, la Biscia dal collare, la Vipera comune, la Lucertola muraiola e la campestre, il Ramarro occidentale e l’Orbettino.

La ricchezza faunistica maggiore delle Foreste Casentinesi è però quella più nascosta e sottovalutata relativa agli animali invertebrati, tra Carabidi, Cerambicidi e farfalle e falene. Occorre citare anche la popolazione del raro e protetto gambero di fiume, del granchio e l’eccezionale diversità di insetti xilofagi, come funghi e organismi coinvolti nei processi di degradazione e decomposizione del legno morto e necromassa al suolo, elementi fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi forestali.

Oltre a tale grande “ricchezza”, in questa estate torrida, qui si può trovare quel fresco che da altre parti manca e sono molti i turisti che si arrampicano fin quassù, proprio per questo motivo e che si dedicano alle tante possibilità escursionistiche possibili, a piedi o in mountain bike per i tantissimi sentieri che si possono percorrere per sfuggire alla calura che torna a soffocare città e pianure… magari per arrivare a qualche insediamento monastico come  l’eremo di Camaldoli (fondato nel 1012 da San Romualdo, che si ritirò in questo luogo circondato da foreste e nei pressi del quale c’è il delizioso laghetto artificiale Traversari di Camaldoli). Altro complesso monastico è quello di San Francesco d’Assisi a La Verna del 1213.

Perfino tracce indelebili di storia in questa foresta, citata da Dante nella Divina commedia e vista da famosi visitatori del passato come Ludovico Ariosto e San Francesco d’Assisi. Oggi è una delle aree naturalistiche meglio conservate d’Italia: “E’ un’area coperta al 90% da foreste – spiega Marco Menicucci, tenente colonnello dei Carabinieri Forestali – e quindi, di per sé, si conserva grazie a questa copertura forestale. Poi ci sono tanti ambienti ricchi di acqua e quindi di nicchie ecologiche adatte alla vegetazione e anche alla fauna, dunque, tante le biodiversità”.

Sede della Comunità del Parco
Palazzo Nefetti
via Nefetti, 3
47018 Santa Sofia – FC
tel. 0543 971375 – fax. 0543 973034
info@parcoforestecasentinesi.it

Antonio Farnè inviato Tg2 Rai


Da Matteo, dove Biella è gourmet

Quante volte mi è stato chiesto da amici e colleghi dove mangiare qui, dove magiare là, in città o paesi, al mare o in montagna. In alcune occasioni non ho avuto dubbi ed ho espresso al volo la mia opinione, in altre magari no e ci ho pensato qualche minuto in più. Ma in questo momento se qualcuno mi domandasse in riferimento alla città di Biella direi tranquillamente: da “Matteo”.

Biella, capoluogo della omonima provincia piemontese conta circa 45 mila abitanti, sorge ai piedi delle Prealpi omonime, allo sbocco delle valli dell’Elvo, dell’Oropa e del Cervo. Per anni indiscussa capitale dei filati è diventata provincia nel 1992.

Raggiungendo il cuore della città, dove l’altitudine misura 420 metri sul livello del mare, si giunge in una delle piazze più belle e ricche di storia: Piazza Duomo. Alla sinistra della Cattedrale di Santo Stefano, patrono della città, un antico palazzo ospita l’elegante bomboniera dei coniugi Marra. Sobria, fascinosa, raffinata ma senza fronzoli, la dimora accoglie con quella classe tutta sabauda il ristorante da “Matteo”. L’interno è decisamente elegante nella sua semplicità, condito da una piacevole nota di modernità. Alle pareti, di una delle sale, spiccano della grandi fotografie di personaggi famosi a livello internazionale. In un’altra una simpatica tappezzeria rende caldo e avvolgente l’ambiente.

Matteo ha alle sue spalle una storia tipicamente italiana, figlio di immigrati, padre siciliano e madre pugliese, degli anni della rinascita del nostro Paese. Poi c’è Francesca, sua moglie, di origine emiliana da sempre al suo fianco. Insieme propongono ai clienti quell’ambiente che, pur rimanendo decisamente informale, dona la rasserenante sensazione di sentirsi come a casa propria.

Discrezione è la parola d’ordine, il fil rouge del locale, in cui nulla è appariscente mentre la vera inquilina, non certo abusiva, è la concretezza. Professionale e garbata, attenta e sorridente, Francesca si muove in sala, sussurrando consigli ai clienti, senza mai fare valere la sua formazione di sommelier AIS. Discrezione dunque ma accompagnata da una carta dei vini di quelle consistenti, redatte con cura e conoscenza delle cantine piemontesi e non solo.

E la cucina? È il frutto delle esperienze di Matteo che è cresciuto in una famiglia di ristoratori. La classica storia italiana, appunto, che ha visto il giovane figlio di immigrati dal Meridione della Penisola, crescere a Torino sotto il mantello di mamma Fiat per poi spostarsi nel Biellese e respirare l’aria delle cucine del ristorante dei genitori.

Nel corso degli anni il suo percorso professionale si è arricchito e ben delineato, sono arrivati i locali gestiti in proprio e le meritate soddisfazioni. Gli studi all’alberghiero di Trivero e le esperienze professionali gli hanno invece consentito di affrontare un percorso declinato sul territorio biellese e non solo.

Partendo da Masserano e continuando all’Alba Marina di Valdengo, gestito dalla famiglia di Francesca dove nacque il connubio sentimentale e professionale. Trascorrono altri anni e la storia continua proprio con il nome di Matteo, dapprima in un locale con sede a Cossato, località famosa per avere dato i natali al celebre Ezio Greggio, poi a Biella vicino alla sede della Provincia per poi approdare, 9 anni fa nella sede attuale.

La cucina di Matteo è ancora oggi ricerca, una continua evoluzione che tende a demarcarsi dallo standard della cittadina laniera senza però scordare il territorio e i suoi sapori.

Tutto si esprime in mare e terra, una miscela ottimale di creatività ed elaborazione che porta a proporre alla clientela una sequenza di piatti mai banale. Quelle che definiamo contaminazioni o meglio ancora commistioni tra le diverse anime si fondono senza confondersi nella cucina di Matteo e Francesca.

La terra piemontese con sfumature modenesi si interseca nelle onde del Mediterraneo e consente di ritrovare nelle ricette ingredienti ambasciatori della filosofia di Matteo Marra.

Sul lato opposto della grande piazza, al civico 10, di recente ha preso vita il “Laboratorio di Matteo”, ovvero il complemento ideale di casa Marra. Bar, caffetteria e lounge per ogni momento di relax goloso della giornata, dove gustare brioche e croissant freschi sformati ogni mattina e, in stagione, panettoni e colombe che profumano intensamente l’ambiente. Inutile dire che è dal laboratorio che escono i dolci e i pani serviti nelle sale del ristorante; e dove si può trovare una selezione di etichette e di prodotti tipici del territorio, sapientemente selezionati, da consumarsi sul posto o da asporto.

Si, in questo momento non avrei dubbi se qualcuno mi chiedesse dove andare per stare bene a tavola a Biella. Darei una risposta: da Matteo e Francesca, lì a due passi dal Duomo, ma come a casa!

(Fabrizio Salce)

MATTEO – Piazza Duomo, 6 – Biella
https://matteocaffeecucina.it
info@matteocaffeecucina.it
LABORATORIO MATTEO – Piazza Duomo, 10 – Biella


Sicilia. Il calendario dell’esclusivo spettacolo teatrale nel cuore della Valle dei Templi: CONTINUA LE STOAI SIMPOSIO DEGLI DEI.  Per tutta l'estate, fino al 28 ottobre 2022: 36 appuntamenti in 4 mesi

Continua a Le Stoai, nella Valle dei Templi, il Simposio degli Dei, uno spettacolo esclusivo in tre atti che accompagnerà, con due appuntamenti a settimana, tutta l’estate siciliana fino al 28 ottobre 2022.

Un’esperienza unica che si ispira alla storia millenaria dell’antica Grecia, per valorizzare, attraverso l’arte e la cultura, la bellezza attuale del territorio. L’ambientazione infatti è quanto di più spettacolare si possa immaginare: la Valle dei Templi, il parco archeologico più esteso del mondo. In questa atmosfera magica e suggestiva si gusteranno gli autentici cibi dell’antica Grecia da cui la cucina siciliana tra origine e ne custodisce i sapori.

Teatro con cena ispirata all’antica Grecia

Sull’affascinate scenario della Valle dei Templi, il Simposio degli Dei è pronto a condurre lo spettatore attraverso arte, natura e cultura in una entusiasmante esperienza. Gustando cibi di una tradizione antica, ascoltando musiche dalle vibrazioni ancestrali e assistendo a danze rituali, si rivive il mitico incanto del mondo greco.

Lo spettacolo teatrale si compone di tre atti svolti in tre ambientazioni diverse. L’atto che dà inizio all’evento si svolge nel giardino tra gli ulivi secolari e mette in scena il rito, inteso come l’insieme dei gesti che congiungono uomini e dei. La parte centrale dello spettacolo è invece il simposio nella sala interna. Una cena a base di prodotti tipici dell’antica Grecia, ispirazione dell’attuale cucina tradizionale siciliana. Il tutto accompagnato da Ambrosia d’Uva, nettare di cui si nutrivano gli dei. Durante la degustazione gli attori continuano la recitazione tra i commensali, che possono interagire con loro dando vita a uno spettacolo ogni volta unico. Infine l’ultimo atto avviene nella terrazza all’aperto, ancora con la splendida vista sulla Valle dei Templi. È qui che racconti ed emozioni danno vita al mito.

I volti de Le Stoai

Dietro al grande progetto innovativo de le Stoai ci sono prima di tutto i suoi ideatori. Antonio Alba imprenditore e Simona Frenna attrice teatrale hanno messo insieme, da una parte, competenza nel settore turistico, dall’altra esperienza e passione per il teatro per dare vita al Simposio degli Dei. “Il nostro desiderio è offrire uno spettacolo capace di raccontare la nostra terra così preziosa e affascinante e la nostra storia così ricca e unica – spiega Antonio Alba – Attraverso il linguaggio teatrale vorremmo regalare un percorso esperienziale capace di emozionare lo spettatore che diventa il vero protagonista di uno spettacolo magico e indimenticabile”.

Regista dello spettacolo è Marco Savatteri che racconta così l’esperienza esclusiva: “Uno spettacolo nello spettacolo ispirato dalla storia millenaria della Valle dei Templi. Un “divertimento culturale” assicurato con il grande Zeus, sua moglie Era, la bella Afrodite, il possente Ercole e altri dei ed eroi mitici. Potrai partecipare ad un simposio come facevano i Greci, mangiare come loro e poi scoprirti protagonista di una performance esperienziale, in un luogo che esprime e racconta il sapore e l’odore della Sicilia”.

Alla “regia” del cibo c’è lo chef Rosario Matina, che si occupa dell’aspetto culinario dello spettacolo, con piatti che stupiscono i commensali grazie ai sapori dell’antica Grecia. Originario di Favara, Rosario Matina è da sempre appassionato alla storia delle tradizioni gastronomiche e culturali della Sicilia.

Informazioni tecniche

Simposio degli Dei è uno spettacolo stabile in tre atti con cena. Lo spettacolo si svolge alle ore 19.30 e dura circa 90 minuti. Di seguito le date previste.

Giugno: martedì 28 e giovedì 30. Luglio: mercoledì 6, venerdì 8, mercoledì 13, venerdì 15, mercoledì 20, venerdì 22, mercoledì 27, venerdì 29. Agosto: mercoledì 3, venerdì 5, martedì 9, giovedì 11, mercoledì 17, venerdì 19, mercoledì 24, venerdì 26, mercoledì 31. Settembre: venerdì 2, martedì 6, giovedì 8, mercoledì 14, venerdì 16, mercoledì 21, venerdì 23, mercoledì 28, venerdì 30. Ottobre: mercoledì 5, venerdì 7, mercoledì 12, venerdì 14, mercoledì 19, venerdì 21, mercoledì 26, venerdì 28.

Il costo del biglietto è di 75 €, per i bambini tra i 6 e i 12 anni il costo è di 50 €, comprensivo di cena a menu fisso con vini.

Nella Valle dei Templi, parco archeologico più esteso del mondo

Le Stoai, grazie alla sua posizione privilegiata, si affaccia direttamente sulla splendida Valle dei Templi. Con i suoi 1300 ettari, è il parco archeologico più esteso del mondo, dichiarato nel 1998 dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità. È custode di una straordinaria ricchezza monumentale e paesaggistica, a cui appartengono i resti dell’antica città greca di Akragas e il territorio circostante sino al mare.

(Foto del servizio a cura di Fabio Florio)

Info: Le Stoai – via Alfredo Capitano 1
Valle dei Templi, Agrigento
tel. 0922 437146
https://stoai.show/ 


Progetto biodiversità: SCHÄR invita i consumatori a piantare un seme virtuale per il futuro

Immaginate un meraviglioso campo agricolo ed una tavola imbandita attorniata di persone che chiacchierano piacevolmente e condividono i cibi più amati e appetitosi: sia nel campo, che a tavola, più c’è diversità, meglio è!

Ogni diverso seme ed ogni singola persona, nella propria unicità, apportano nutrimento, arricchimento e rafforzano le radici. Ecco perché quando parliamo di agricoltura, tutelare la diversità è fondamentale. La diversità delle colture purtroppo si sta fortemente riducendo e salvaguardarla è ogni giorno più importante. Per il nostro futuro, dei nostri figli e del nostro pianeta.

Coltiviamo preservando la biodiversità

Noi di Schär ci impegniamo ogni giorno per la biodiversità nell’agricoltura, per sostenere una maggiore diversità vegetale e per la riduzione delle monocolture che impoveriscono il suolo. Perché per avere prodotti buoni, sicuri e salubri, dobbiamo far grande attenzione all’ambiente in cui nascono e crescono le materie prime con le quali sono preparati.

Abbiamo capito che oltre a mais e riso, dobbiamo dare sempre più spazio alle colture minori come il miglio, il grano saraceno, il sorgo. Che scegliere per le nostre colture esclusivamente quelle aree dove le piante crescono e prosperano naturalmente, è meglio. E che le api e gli altri insetti impollinatori sono fondamentali e necessitano di protezione.

Field100: un solo campo, 100 colture diverse

Per celebrare i nostri primi 100 anni di attività e di attenzione alla diversità, abbiamo creato in Alto Adige, la nostra casa, Field100, uno dei campi più vari mai coltivati prima, che contiene ben 100 colture differenti in un unico appezzamento! Alcuni sono semi con una storia di 100 anni, altri sono utilizzati ancora oggi. Alcuni provengono dal nostro territorio, altri da tutto il mondo. Abbiamo scelto le varietà in grado di adattarsi alle condizioni del nostro specifico territorio, circondato dalle meravigliose Alpi. E per favorire l’impollinazione stiamo coltivando alcune tipologie di fiori selvatici tutt’intorno,

impreziosendo il campo di bellezza e diversità. Abbiamo anche installato in loco alcune videocamere! Chi è curioso di scoprire come procede la coltivazione e la crescita delle piante, potrà così comodamente seguire on line l’evoluzione del campo nelle varie stagioni e godersi le diverse e suggestive fioriture, visitando: drschaer.com/it/a/field100

Field100 è una promessa di attenzione alla biodiversità per i prossimi 100 anni. Field100: una piccola parte di un mondo migliore.

L’iniziativa internazionale speciale: un invito a piantare un seme per il futuro

Abbiamo pensato di dare la possibilità a tutti di partecipare a questo entusiasmante pro- getto ed abbiamo coinvolto oltre all’Italia ben 21 altri Paesi, tra cui Francia, Germania e USA: è infatti possibile accedere, da ogni parte del mondo, ad un campo virtuale, ricco di tante colture diverse (tra cui ad esempio lenticchie, sorgo, piselli, fagioli e miglio perlato) nel quale ognuno può scegliere il proprio seme e piantarlo accompagnandolo digitalmente con un breve messaggio relativo al desiderio/impegno per il futuro che desidera far germogliare; dando origine ad un autentico campo dei desideri! Per ogni seme virtuale pianta- to, il raccolto sarà conservato per un anno, grazie alla collaborazione con Crop Trust, un’organizzazione internazionale dedicata a conservare e a rendere disponibile la diversità delle colture in tutto il mondo, sempre e per tutti.

Per aderire all’iniziativa: seminaunfuturomigliore.schaer.com

Scegli il tuo seme piantalo insieme al tuo desiderio per il futuro.

Conserveremo il raccolto anno per 1 anno dal campo alla tavola, per offrirvi il meglio.

In collaborazione con i nostri partner, dai ricercatori, agli agricoltori fino ai mugnai, accompagniamo i nostri prodotti dal campo alla tavola. Per essere certi che i nostri prodotti siano di alta qualità e sicuri, ci affidiamo ad una rete di agricoltori e produttori selezionati che si concentra nel Nord Italia estendendosi anche in Europa.

Tanti semi per arricchire gli alimenti di varietà e gusto

I semi che coltiviamo sono quelli che danno origine agli ingredienti che poi ritrovate in molte delle nostre bontà gluten free. Miglio, avena, grano saraceno, sorgo, quinoa, amaranto, teff, lenticchie, semi di lino, di girasole, di chia: questi ed altri squisiti cereali, pseudo-cereali, legumi e semi che nascono in natura senza glutine vengono utilizzati per rendere speciali i nostri prodotti; sono infatti molto importanti perché regalano tante sfumature di sapore e al contempo tanti benefici per il nostro benessere perché contengono preziose sostanze (fibre, proteine, vitamine e minerali).

Confezioni che rispettano l’ambiente

Proteggere la natura è per noi sempre più essenziale. Lo facciamo in tutte le fasi della messa a punto dei nostri prodotti. Anche quando progettiamo la loro confezione. Ecco perché abbiamo scelto di usare solo gli imballi realmente necessari, usiamo carta certificata FSC, ossia ottenuta

salvaguardando le foreste e studiamo nuove soluzioni sempre più rispettose della natura. Inoltre, aiutiamo chi gusta le nostre bontà a smaltire correttamente gli involucri: è semplice contribuire tutti insieme alla salvaguardia dell’ambiente!

Schär, con il meglio di noi

Con una gamma di oltre 150 prodotti, Schär è il marchio storico del Gruppo Dr. Schär, pioniere e leader nel mercato italiano del senza glutine. Schär è sinonimo di prodotti di alta qualità, sicuri ed eccellenti nel gusto, pensati per unire al meglio le esigenze dietetiche e il piacere di mangiare. Grazie agli importanti investimenti del Gruppo in Ricerca e Sviluppo ed alla collaborazione costante con esperti del settore, Schär è in grado di offrire prodotti sempre migliori dal punto di vista organolettico. Chi sceglie i prodotti Schär, può inoltre contare su una consulenza qualificata e specifici servizi concepiti per affrontare in modo più semplice e sereno la vita senza glutine.

www.schaer.com


A Sant’Elpidio a Mare arriva "Enosophia"

Il Grand Tour delle Marche accende i riflettori su Sant’Elpidio a Mare (FM), dove si svolge un fine settimana di incontri, Italia autentica, borghi in festa e genuina convivialità, con percorsi del gusto guidati dalle vibrazioni aggreganti del nettare di Bacco.

Il 16 e 17 luglio, la suggestiva località marchigiana accoglie un’edizione inedita di “Enosophia”, promossa dal Comune ed animata dalla genuinità e dall’impegno dei sodalizi cittadini. Sabato 9 è in programma un’anteprima, una Cena Enoitinerante che permette di esplorare il borgo degustando appetitosi piatti, proposti da diversi locali, abbinati ai vini del territorio.

Sabato 16 grande serata a suon di brindisi, con lo spettacolo del comico Gianluca Impastato, a cura dell’associazione Di Arte in Vino, mentre nel pomeriggio di domenica 17 è previsto un incontro dedicato al genio rinascimentale Andrea Bacci, incentrato sulle culture pratiche di vino, dal passato ad oggi, nonché una degustazione in piazza Matteotti.

Eclettico esploratore del sapere, estensore del primo vero trattato sul vino, il Bacci è stato anche filosofo, medico e scrittore. Si autodefinì Andrea Baccius Philosophus, Medicus Elpidianus et Civis Romanus.

Imperdibile, nell’occasione di una visita a Sant’Elpidio a Mare, un’esperienza gastronomica nel ristorante “La Locanda dei Matteri”di Barbara Settembri, lady chef dell’Accademia di Tipicità.

Circolare, sostenibile, etico per natura, autentico e non replicabile, l’universo-vino può simboleggiare una bussola per tracciare la giusta rotta. Non a caso, proprio Enosophia è il primo evento del Grand Tour 2022 per aderire alla sfida al cambiamento climatico lanciata con AWorld, con la partnership progettuale di Banca Mediolanum.

Nella piattaforma del Grand Tour delle Marche www.tipicitaexperience.it tutte le informazioni sugli eventi in programma, i luoghi da visitare e le specialità da conoscere, per costruirsi la propria, esclusiva esperienza di visita nelle Marche.

 

Il programma completo su www.enosophia.it


Reggio Emilia: storia, arte e gastronomia

E’ la città del Tricolore dalla fine del XVIII secolo, del vessillo che divenne la bandiera nazionale, ma è anche città ricca di storia, nota per la sua gastronomia e per l’alta qualità della vita. E’ di origine romana, adagiata sull’antica via consolare che ancora oggi si chiama “via Emilia”, ma è più famosa proprio per la nostra “bandiera” che, nella sala del palazzo settecentesco, ancora oggi adibito a municipio, nacque ufficialmente il 7 gennaio 1797.

Lo conferma Mario Gobbi, capufficio stampa del Comune di Reggio Emilia: “Il primo Tricolore nacque per decreto dell’assemblea della Repubblica Cispadana appena nata, che comprendeva i deputati delle città di Bologna, Ferrara, Modena e appunto, Reggio Emilia, confermando che l’unità nazionale, già in embrione in quel periodo, era fondata sulle “municipalità”… La spina dorsale del nostro Paese sono le città.”

Nella stessa piazza del municipio si può ammirare il duomo: l’impianto è romanico, all’interno un incrocio di stili dovuto alle numerose ricostruzioni. A poca distanza l’intatta maestosità del teatro Valli, edificato a metà del XIX secolo. Il cuore di Reggio svela un altro tesoro tutto da scoprire: i chiostri di san Pietro, meraviglioso esempio di complesso monumentale del 500.

Francesca Castellini, autorevole guida turistica spiega meglio: “Qui c’è il chiostro “piccolo”, tipico esempio di architettura rinascimentale realizzato su progetto di Bartolomeo Spani e Leonardo Pacchioni, mentre gli affreschi, datati tra il 1524-26, sono opera di Simone Fornari.” Poi c’è il chiostro “grande” e sebbene la sua costruzione fu iniziata 15 anni dopo il “piccolo”, l’architettura è completamente diversa: in questo luogo, l’architettura è completamente “manierista” e il progetto è stato realizzato da Giulio Romano”.

La vocazione culturale di Reggio Emilia attraversa i secoli e abbraccia anche l’arte contemporanea: tracce ben visibili e di grande importanza come la “collezione Maramotti” che racchiude una selezione di oltre 200 opere di artisti del secondo ‘900 in esposizione permanente. La collezione ha aperto al pubblico nel 2007 proprio nella sede storica della società Max Mara, dal desiderio del fondatore del brand, Achille Maramotti. Cè anche una sezione dedicata al reggiano Luigi Ghirri, maestro della fotografia d’autore, ospitata nel palazzo dei Musei.

Maria Montanari, responsabile dei musei civici di Reggio: “In occasione del trentennale della morte dell’artista Ghirri, l’attenzione è incentrata sul progetto, in scala diversa, del parco “Italia in miniatura” che per lui rappresentava le tematiche filosofiche ed estetiche che poi ha sviluppato nell’arco della sua produzione. In particolare ha sviluppato la riduzione in scala del “reale”, un po’ l’essenza della fotografia che riduce in scala il reale in cui viviamo”.

In questa terra ricca di storia e tradizioni senza tempo, non può mancare una sosta dedicata ai sapori…
Il noto ristoratore Alberto Paolo Pancaldi, si riferisce ai “cappelletti”: “Sono la ricchezza reggiana classica, in questo caso cucinati con la crema di Parmigiano Reggiano, poi c’è l’”erbazzone” un’altra specialità reggiana, forse non tanto conosciuti fuori da Reggio, è una torta salata fatta di spinaci, bietole, naturalmente i salumi emiliani e il re dei formaggi che è il Parmigiano Reggiano”.

Il tutto rigorosamente irrigato dalle “bollicine” del Lambrusco: quello prodotto nella provincia di Reggio Emilia, ha la caratteristica principale di essere un vino frizzante, che nella tradizione andava incontro a una rifermentazione spontanea in bottiglia nel periodo primaverile: ha personalità, profumi, persistenza, bella colorazione rosso rubino molto intensa, frutta matura al palato, tutti caratteri propri che caratterizzano il Lambrusco Reggiano che deriva dall’uvaggio tra Lambrusco Salamino, Lambrusco Marani, Ancellotta, Maestri, Montericco, Malbo Gentile.

Anche questo prodotto della terra reggiana, vanta una storia antica: già i Romani avevano osservato la vocazione enologica della zona avendo avuto modo di apprezzare i talenti della vite Lambrusca “maritata” all’olmo. I grappoli di quella vite davano corpo a un vino frizzante che sempre accompagnava i piatti della cucina tipica anche di allora che nell’economia locale aveva già un peso importante.  Oggi è generalmente vinificato in rosso o in rosato anche se con i nuovi disciplinari è possibile produrre uno spumante bianco da uve lambrusche. La gradazione alcolica complessiva minima naturale è di gradi 11%, sapore asciutto o amabile, non molto di corpo, armonico, fresco e gradevole. E’ venduto anche sfuso in damigiana presso le cantine della provincia. Il Lambrusco, servito giovane e bevuto nella primavera successiva alla vendemmia, si accompagna perfettamente alle lasagne al sugo di carne, ai lessi, allo zampone, al cotechino e ai salumi, ma sempre servito fresco e stappato al momento, tenendo la bottiglia leggermente inclinata in avanti.

(Antonio Farnè inviato Tg2 Rai)


Quattro passi tra i vini della Valle di Susa: Avanà, Becquét, Baratuciat

Se nel centro di Torino percorrete per intero la via Garibaldi, lasciandovi alle spalle piazza Castello e dirigendovi verso piazza Statuto, significa che state camminando su quello che al tempo della Torino romana era il Decumano. Da Est vi dirigete verso Ovest e ad un certo punto vi troverete dove allora sorgeva la porta Segusina. L’Ovest, il passaggio per attraversare le Alpi e giungere in Francia o, al contrario, come fecero i primi uomini della dinastia dei Savoia.
La città di riferimento che si trova sul cammino verso il confine è Susa, perla delle Alpi Cozie, un tempo chiamata Segusium, proprio in epoca romana, poi Segusia, Secusia e infine Susa. Susa e la sua bellissima Valle lunga un’ottantina di chilometri. Gli scorci panoramici di montagna, le tradizioni, i sapori e i vini.

Sulla presenza della vite in Valle di Susa non vi è nessun documento dell’epoca romana, si ritiene che la viticoltura fece la sua comparsa probabilmente a partire dal II secolo avanti Cristo lungo il versante sinistro della Bassa Valle e nella pianura intorno a Susa.

E’ nel “Testamento di Abbone” risalente al 739, che troviamo invece diverse località con vigne annesse, molte delle quali possono identificarsi con gli attuali Comuni di Gravere, Chiomonte, Giaglione e con parte del circondario di Susa. L’economia del settore vitivinicolo Valsusino nel corso dei secoli ha alternato fasi di floridezza ad altre di crisi. Infatti, la vitivinicoltura locale avrebbe potuto soccombere con l’attacco della fillossera, i conflitti bellici mondiali e l’industrializzazione della Bassa Valle, ma è stata più forte la volontà degli uomini che hanno sfidato le difficili condizioni ambientali di questo territorio montano.

Nel 1997 è nata la Denominazione di Origine Controllata Valsusa, a riconoscimento di chi ha investito la propria vita in quella che amiamo definire viticoltura eroica. Lavori manuali e tecniche tradizionali sono il denominatore comune poiché le viti crescono tra rocce e muretti in pietra che immagazzinano il calore diurno per poi restituirlo durante le ore notturne. I terrazzamenti che permettono di ricavare terreni coltivabili laddove la pendenza è troppo forte caratterizzano il paesaggio.

Numerosi sono i vitigni coltivati, ma Avanà e Becquét forniscono vini dalla forte identità territoriale di montagna e rappresentano il vero emblema di questa terra.

Il Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione della DOC Valsusa, nato nel 1999, opera sotto il profilo tecnico e dell’immagine; ha il compito di vigilare sul rispetto del disciplinare di produzione e difendere la denominazione dal plagio. Funziona anche da supporto tecnico ed amministrativo per le aziende socie e tiene i rapporti istituzionali e di promozione generale della Denominazione di origine, anche fuori dal territorio regionale e nazionale.

La Denominazione di origine controllata “Valsusa” è riservata al vino rosso ottenuto da uve provenienti da vigneti aventi nell’ambito aziendale la seguente composizione ampelografica: Avanà, Barbera, Becquét, Dolcetto e Neretta cuneese da soli o congiuntamente: minimo 60%; altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, da soli o congiuntamente, per il restante 40% iscritti nel Registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino, approvato con decreto ministeriale 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti.

La denominazione “Valsusa” con la specificazione di uno dei seguenti vitigni: Baratuciat (unico bianco); Avanà; Becquét, è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti aventi, in ambito aziendale, la corrispondente composizione ampelografica per almeno 85%, possono concorrere le uve di altri vitigni a bacca di colore analogo da soli o congiuntamente, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte per un massimo del 15%, iscritti nel Registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino, approvato con decreto ministeriale 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti.

La zona di produzione del vino “Valsusa DOC” comprende l’intero territorio amministrativo dei seguenti comuni della Provincia di Torino: Almese, Borgone di Susa, Bruzolo, Bussoleno, Caprie, Chianocco, Chiomonte, Condove, Exilles, Giaglione, Gravere, Mattie, Meana di Susa, Mompantero, Rubiana, San Didero, San Giorio di Susa, Susa, Villarfocchiardo.

La produzione complessiva attuale è di circa 80.000 bottiglie/anno commercializzate in parte direttamente in valle, presso le aziende, in parte sui mercati di Torino e provincia; alcune partite sono anche destinate ai clienti esteri, in particolare tedeschi.

Le denominazioni: Valsusa Doc, Valsusa Doc Avanà, Valsusa Doc Baratuciat, Valsusa Doc Becquét.

Le Aziende associate al Consorzio: ‘L Garbin Chiomonte, Casa Ronsil Chiomonte, Clarea Chiomonte Isiya Exilles, Martina Giaglione, Occitania Mattie.

In alcune delle cantine si possono gustare i vini in abbinamento ai piatti della cucina. Per esempio, presso l’Azienda Agricola “Martina” di Giaglione, potete trovare l’agriturismo “Crè Seren” che propone i piatti della tradizione utilizzando prodotti propri o di altre aziende Valsusine e dispone di 25 posti letto. Il tutto sempre all’insegna di forti passioni, sogni e speranze.

Oppure alla cantina “L Garbin” un bed & breakfast con due camere che si affacciano su un panorama d’eccezione e ora anche un ristorante. Marmellate e dolci fatti in casa completano un’accoglienza all’insegna della genuinità e del rispetto della natura. Oltre all’attività vinicola, si producono zafferano, mandorle, miele di castagno e millefiori e si conducono sperimentazioni sull’olivicoltura in montagna.

Per quanto riguarda i vini è doveroso sottolineare la spiccata territorialità che si riscontra nel bicchiere; piacevolissimo l’Avanà, raffinato il Becquét e deliziosa espressione enologica il Baratuciat. Vini che meritano di essere conosciuti ed apprezzati.

L’Avanà è un’antica uva autoctona dalla cui spremitura si ottiene un vino dal colore rosso rubino tendente al chiaro, i profumi sono decisamente freschi e richiamano la frutta e fiori primaverili; un vino di pronta beva dal retro gusto mandorlato che si consiglia di bere giovane.

Il Becquét è un vitigno più rustico anche se delicato soprattutto per l’oidio. Il vino che si ottiene rispetto all’Avanà è più corposo, dal colore rosso intenso e con note eleganti al palato. Un tempo utilizzato in blend con l’Avanà, proprio per dare corpo, oggi lo si trova in purezza e si addice all’invecchiamento.

Mentre il Baratuciat, al mio palato vera sorpresa di piacevolezza, è un’uva bianca dal colore verde giallo con sfumature dorate. Anch’esso vitigno autoctono del territorio dal quale si ottiene un bianco profumato e delicato, fresco e gioviale; interessate come aperitivo e ottimo compagno per piatti di pesce e più “modernamente” parlando del sushi.

(Fabrizio Salce)


“Fellini e Rimini, tra memoria e sogno”. Il nuovo video di Stefano Accorsi omaggia il Maestro riminese 

“Fellini e Rimini, tra memoria e sogno ” è il nuovo videoracconto con cui Stefano Accorsi – testimonial dell’Emilia Romagna – torna oggi, mercoledì 6 luglio sui suoi canali social (seguiti da oltre 1 milione di followers), per rendere omaggio al genio del regista Federico Fellini e alla magia di Rimini, sua città natale (). Quella Rimini che il Maestro stesso aveva definito “pastrocchio confuso, pauroso, tenero”, filtrata nei suoi film dal suo sguardo sognatore e visionario e dalla sua nostalgica memoria. La città da cui si è allontanato da ragazzo, ma da cui non si è mai separato affettivamente, perché per lui era “la terra dove si desidera sempre ritornare”.

Così la voce di Accorsi descrive, nel filmato di poco più di 2 minuti, alcuni dei luoghi tanto cari al regista, frutto di memorie a volte trasfigurate dalla sua immaginazione: il Grand Hotel, la favola del lusso e dello sfarzo orientale, il ponte di Tiberio, sul quale le auto della Mille Miglia sfrecciavano verso Piazza Cavour, il Cinema Fulgor, dove Fellini vide il suo primo film e scoprì la magia della settima arte (immortalato nel suo celebre film “Amarcord”), il molo di Rimini e il mare d’inverno – “Rimini, con questo grande respiro, questo vuoto aperto del mare”, come lui stesso la definiva – una presenza fissa in quasi tutti i suoi film, a testimonianza dei suoi malinconici ricordi. E infine, il neonato Fellini Museum, museo diffuso con le sedi di Castelsismondo e Palazzina Valloni “cucite” insieme dallo spazio aperto di Piazza Malatesta con la panca circolare, il velo d’acqua e il Bosco dei nomi, citazioni da alcune delle più celebri pellicole del Maestro, da 8 e 1⁄2 ad Amarcord (https://www.fellinimuseum.it/).

“Fellini, attraverso i suoi film, ha fatto di Rimini una regione dell’anima, una dimensione della memoria” – racconta Accorsi nel filmato. “Intorno alla sua città e ad alcuni luoghi magici Fellini costruisce un’idea universale di bellezza, un luogo ideale, filtrato dai suoi ricordi e dalle sue visioni”, prosegue l’attore.

“Una Rimini sognata, spesso non del tutto fedele alla realtà, ma come si può mettere a freno la fantasia di un mago abituato a maneggiare i sogni, un inventore dell’irreale? Perché nulla si sa, tutto si immagina”.

E poi conclude: “Siamo andati a cercare Rimini in Fellini e Fellini in Rimini, perché tutto nel cinema di Fellini è un’evocazione della città e tutto, nella città di Rimini, ci parla ancora oggi di Federico”.

Uno dei luoghi più evocativi e rappresentativi del cinema e del genio di Federico Fellini è il Fellini Museum(https://www.fellinimuseum.it/), terminato nel dicembre 2021. Un museo diffuso che si sviluppa su tre punti cardine del centro storico di Rimini: Castel Sismondo, rocca del XV secolo al cui progetto contribuì Filippo Brunelleschi; Palazzina Valloni, sede del celebre cinema Fulgor, un edificio di origine settecentesca, e Piazza Malatesta, una grande area urbana, con installazioni artistiche, un velo d’acqua a rievocare l’antico fossato del castello e una grande panca circolare che, come nel finale di “8½”, vuole essere un inno alla vita e alla voglia di stare assieme.

Il videoracconto – pubblicato anche sui canali social di promozione turistica dell’Emilia Romagna, @inEmiliaRomagna e su Lepida Tv (https://www.lepida.tv/) – rientra nel progetto web triennale 2020-2023 di promozione turistica “Via Emilia”, realizzato da Apt Servizi Emilia-Romagna con la collaborazione delle 3 Destinazioni turistiche regionali – Visit Emilia, Territorio Turistico Bologna-Modena e Visit Romagna.  


I primi 50 anni del Museo delle Palafitte

Il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro, nato attorno al sito palafitticolo dell’Età del Bronzo – patrimonio UNESCO – festeggia i 50 anni di storia. Era il settembre 1972 quando il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro aprì per la prima volta le sue porte. Un Museo che nasceva come un antiquarium, ossia come contenitore ed espositore di reperti a tutela del sito archeologico scoperto nel 1929, quando il livello del lago fu abbassato per i lavori di collegamento della centrale idroelettrica di Riva del Garda. Sulla sponda meridionale affiorò inaspettatamente una distesa di oltre diecimila pali, testimonianza di una delle più grandi stazioni preistoriche scoperte fino ad allora in Italia, nonché una delle più importanti – ancora oggi – in Europa. Questa scoperta ebbe subito una grande risonanza. La prima importante campagna di scavo, nel 1937, esplorò una superficie di circa 4.000 m2 e portò alla luce oltre 12.000 pali e tantissimi reperti. L’interesse fu tale da causare l’arrivo di numerosi visitatori che iniziarono non solo a frequentare l’area archeologica per curiosità, ma anche trarne un profitto con vere e proprie “cacce al tesoro” per raccogliere souvenir o per vendere dei reperti a turisti e appassionati. Per mettere fine a questo processo di spoliazione già negli anni ’50, si ipotizzò la costruzione di un edificio museale presso l’area archeologica.

Oggi il Museo è un vivace polo culturale capace di rendere “pop” anche la preistoria, di aprire nuove reti di relazione dentro e fuori il territorio e raccontare con linguaggi sempre nuovi la vita quotidiana dell’Età del Bronzo, proponendo tra ricostruzioni e resti originali del villaggio palafitticolo (2.200-1350 a.C.), un viaggio nel tempo alla scoperta dei nostri antenati preistorici. Nel biennio 2018-2019 il museo è stato oggetto di una profonda ristrutturazione che ne ha modificato e rinnovato sia gli spazi interni sia quelli esterni. Il restauro dell’edificio, l’aggiunta del nuovo blocco vetrato (che amplia gli spazi a un totale di 421 metri quadrati) e la realizzazione di una nuova struttura a pergolato esterna ha creato un nuovo ambiente non solo per gli oggetti ma anche per le persone. Il Museo ha ottenendo anche la certificazione di ecosostenibilità LEED® livello “Gold”. Il claim adottato per i 50 anni del Museo, “Ledro 50. Dove la preistoria è più blu”, vuole richiamare proprio l’antico legame tra le popolazioni palafitticole e il bacino lacustre che nel 1929 restituì a tutto il mondo un villaggio sospeso su oltre 10 mila pali.

Reperti eccezionali, scoperte sorprendenti
Da ormai una decina d’anni il Museo delle Palafitte ha dato avvio a una stagione di ricerca capace di gettare nuova luce sul popolamento preistorico della valle di Ledro. Nel 2011 è stato scoperto il sito d’alta quota di Pozza Lavino (Tremalzo – 1800 metri), che retrodata la prima frequentazione dell’area a circa 10.000 anni fa; sono stati poi scoperti una decina di nuovi siti nel fondovalle. Questo non significa che si sia abbandonata l’attenzione sugli straordinari materiali ritrovati dal 1929 nel sito palafitticolo: le ricerche condotte negli ultimi cinque anni si sono infatti concentrate su alcuni di questi.

Il pane di Ledro
Come una pagnotta di 4000 anni fa al centro di un progetto congiunto di Museo, Università degli Studi di Trento, Associazione Panificatori della Provincia di Trento, Camera di Commercio. Analisi microscopiche permetteranno di capire la composizione di questo pane e di riprodurre, con la Scuola di Arte Bianca di Rovereto, l’antica ricetta, dando nuova vita a questo alimento e creando un cibo …senza età!

Palafittando 2022

Il Museo compie 50 anni, mentre la rassegna estiva “Palafittando” giunta alla 26° edizione, pone al centro del programma i festeggiamenti per il cinquantesimo che animeranno l’estate ledrense. A partire da sabato 9 luglio le rive del lago di Ledro – piccolo gioiello dei laghi trentini da cui affiorano i resti originali delle abitazioni degli uomini dell’Età di Bronzo – e il territorio circostante, puntellato dei siti di interesse storico, archeologico e naturalistico che compongono la Rete Museale Ledro (ReLED), si animeranno con eventi musicali, visite guidate, laboratori “biodiversi” e approfondimenti storici e scientifici.

Orari e tariffe
Aperto tutti i giorni: luglio-agosto: 10-18; settembre: 9 –17.

Biglietto intero: € 4,50 – Ridotto: € 3,50
Biglietto famiglia: € 4,50 / € 9 (1 o 2 genitori con minorenni).
Gratuito per bambini sotto i 14 anni.

Prenotazione consigliata per laboratori e visite guidate allo 0464.508182.
Info su:
https://www.palafitteledro.it/

Museo delle Palafitte del Lago di Ladro
Via al Lago, 1 – 38067 Ledro loc. Molina (TN)
Tel.: +39 0464 508182
Mail: museo.ledro@muse.it


Storia, arte e fede al ristorante Al Pappagallo di Bologna

Nuovo e antico nella tradizione e nel mio presente.
Sempre e per sempre il grande Ristorante di Bologna amata”
Pupi Avati

Il Ristorante al Pappagallo custodisce i valori della nobile gastronomia petroniana e con le radici ben salde nella tradizione ha saputo rinnovarsi ancora con il nuovo Chef Executive Corrado Parisi, che costruisce lavanguardia con la profonda conoscenza delle tecniche e delle materie.

Armonia tra ossequio del passato e visione contemporanea.
La lunga storia del Ristorante ha attraversato le generazioni, conquistando, nel suo percorso ultracentenario ben 23 stelle Michelin. I contenuti del Pappagallo hanno riacquistato il rinomato splendore negli ultimi 5 anni, grazie allentusiasmo e alla dedizione dei due imprenditori visionari che hanno ricercato e rielaborato il menu delle origini, Michele Pettinicchio ed Elisabetta Valenti. Il grande progetto di rinascita, concentrato sul recupero del passato, studiato, analizzato e attualizzato nel rispetto della lezione fornita dagli antichi ricettari e dal geniale lavoro dello storico fondatore, Giovanni Zurla, poggia sulle fondamenta del Pappagallo. Michele Pettinicchio, imprenditore di successo nella moda, ha approfondito la tecnica di preparazione, tenendola rigorosamente riservata, delliconico tortellino con passione e maniacale e cura del dettaglio e della memoria avendo sempre presenti lequilibrio delle consistenze, materie prime di assoluta qualità, procedimenti e passaggi fondamentali del brodo o delle salse di condimento.  La fama del Ristorante gravita attorno al tortellino, espressione di memoria storica, conoscenza, sperimentazione e abilità manuale. Simbolo della tradizione bolognese, questa piccolo scrigno di sapore si è guadagnato nel 2019 il riconoscimento del Tortellino DOro, di cui detiene ancora il titolo. I tortellini del Pappagallo, realizzati a mano, con amore, nellesclusivo laboratorio, sono minuscoli,al mignolo”, come detta la tradizione sono protagonisti del Menu della Memoria dedicato a Vittorio Zurla”, serviti con il classico doppio brodo di cappone, oppure, reinterpretando il ricettario nato proprio al ristorante, proposti in goccia doro”, una sapiente mantecatura di tuorlo duovo e crema di Parmigiano, che li rende miracolosamente digeribili. In goccia doro, Pappagallo Style” le celebri lasagne a sfoglia gialla con la besciamella Mornay che contiene il tuorlo delluovo.

Lo sguardo verso il futuro e la volontà degli imprenditori di conferire al locale una impronta di respiro internazionale, ha portato i titolari a puntare la bussola verso leccellenza, scegliendo come Chef Executive Corrado Parisi, che con il suo Menu dautore ha impresso  nella cucina del Pappagallo la sua inconfondibile e rinomata cifra stilistica, fatta di creatività, tecnica evoluta, e profondo senso etico nellottica della sostenibilità. La scelta dei titolari è ricaduta su uno chef completo, in grado di trasferire le sue profonde conoscenze del cibo nelle preparazioni, e di rinnovare anche le mise en place.

Da bambino ho sempre sognato di diventare uno chef.
Oggi sono… Corrado Parisi

Corrado ha scelto di approdare al Ristorante Al Pappagallo. Lo aveva sentito menzionare quando era bambino, ne era stato conquistato e aveva sognato di far parte di un grande progetto proprio qui. La mano creativa di Corrado Parisi conferisce un deciso imprinting alla nuova stagione del Pappagallo, portando ulteriore approfondimento alle ricette tradizionali e una grande ventata di novità, energia e ricerca. I suoi piatti riservano particolare attenzione alle materie e alla cottura così come allapporto calorico. I piatti infatti devono essere belli, buoni e salutari”. La filosofia dellecosostenibilità si traduce nel contenimento degli sprechi, nellimpiego delle carni di animali da cortile e di verdure di stagione  che hanno maggior qualità e costi contenuti.

Il nuovo menu stagionale è territoriale e si serve della tradizione, attua il recupero totale della materia prima, usando lingrediente al 90% Euna cucina che comincia a strizzare locchio al vegetale, molto più elaborata tecnicamente, una autentica cucina dautore in cui c’è totale sensibilità per la materia prima, attenzione allapporto energetico, senza grassi aggiunti. Non si superano le 800 calorie se sei consumano tre piatti. Il vegetale dunque è la nuova frontiera, attraverso ricerche approfondite per arrivare al prodotto di qualità. La spesa è fatta attentamente e in ottica futura nel menu verrà dichiarato limpatto ambientale di ogni piatto. Lecosostenibilità secondo Parisi deve essere reale. Fare arrivare le materie da troppo lontano implica la filiera di trasporto inquinante.

Vengono privilegiate le cotture a bassa temperatura sotto sale e sotto cereali, con consumo quotidiano, La spesa viene fatta quotidianamente nel circondario in quanto il trasporto delle materie prime rientra nei criteri di selezione delle materie nellottica della sostenibilità.

Da Ingegnere Alimentare lo studio dei piatti è complesso e approfondito, approdando tuttavia a una cucina comprensibile I miei piatti devono essere facilmente leggibili da tutti”.

‘‘Il cibo è la lingua elementare di ogni società. Adoro rileggere il passato delle massaie in cucina, incontrare i produttori delle materie che utilizzo in cucina, ascoltare la natura, proiettare i miei piatti nel futuro: scompongo e ricompongo nel rispetto del gusto e dei profumi mediterranei”. Uno chef maniacale” alla costante ricerca di del perfetto equilibrio del piatto, senza rinnegare le origini, ma interpretandole con le conoscenze di oggi, con quel tocco di imperfezione” che conferisce artigianalità. I suoi menu sono divertenti, golosi e innovativi. La tradizione non è un vincolo, ma un punto di partenza” anche nelle preparazioni dei piatti tradizionali, per i quali è riservata particolare attenzione alla cottura.

Tra le novità proposte dallo CHEF percorsi di degustazione con vini in abbinamento dai titoli suggestivi: Piccolo Racconto, Poesia, Romanzo, Ritratti di Verdure.

Tra le proposte estive, fresche, leggere e ricercate, oggi in degustazione:

Gambero Rosso, tartare di gamberi rossi di Sicilia, limone semi candito, genziana, gelato e crumble di Parmigiano Reggiano d.o.p.; Pesca, Rombo e Foie Gras, pesca noce, testa e coda di rombo prezzemiolata in cassetta, ciliegie di foie gras, carote e meliloto; Galletta di Grano, galletta di grano fermentato, verdure di stagione, pomodoro affumicato, consistenze di mandorle, crema di zucchine alla scapece e lamponi; Assoluto di melanzana, tataki di melanzana, prosciutto e bacon di melanzana, tufo di acqua di melanzane, il suo caviale e cagliata di fico; Riso, “Riserva San Massimo” al basilico, mantecato alla provola affumicata, cremoso di pomodorini arrostiti, cozze limone, semi candito, burrata e calamaretti scottati. Infine la versione dolce del tortellino secondo Parisi: Tortellini cioccolato e amaretto, in brodo di pesche e gelato al basilico.

Non può mancare il Menu delle Origini, che mantiene in auge la grande fama del Ristorante, servito nella Torre degli Alberici, in cui è offerto un servizio a orario continuato, dalle 11.00 alle 19.30, con una cucina di matrice nazionale”, 7 giorni su 7, una cucina di famiglia”, golosa e sorprendente, con piatti che variano a seconda della stagione e della disponibilità delle materie, vini locali e atmosfera informale. Una cucina equilibrata e digeribile, popolare, che si distinguerà in modo netto dalle elaborazioni dautore del Ristorante, nel quale saranno sempre presenti le classiche tagliatelle al ragù, lasagne alla bolognese e gli iconici tortellini, i grandi piatti che hanno fatto la storia del Pappagallo.

Ristorante Al Pappagallo
Piazza della Mercanzia, 3
40125 Bologna BO
Telefono: 353 404 4221
Menu: alpappagallo.it
Prenotazioni: alpappagallo.it


TUTTI I SAPORI DI INNSBRUCK

Innsbruck (Austria). Insoliti itinerari gourmet alla scoperta dei sapori della cucina tirolese, con ciclovia del gusto: 30 km e 25 stazioni golose e colazione in cabinovia, Food Tour, Pic nic in quota.

Conoscere Innsbruck attraverso i suoi sapori e la sua cucina sarà un’esperienza assolutamente nuova. Itinerari insoliti e decisamente gourmet portano alla scoperta dei piatti e dei prodotti tipici della regione. Sapori della tradizione da scoprire con la Ciclovia del gusto, 30 km su 2 ruote con 25 tappe golose oppure con i Food Tour attraverso i vicoli di Innsbruck, per scoprire nuove e seducenti interpretazioni della cucina casalinga tirolese. Per chi cerca qualcosa di veramente insolito c’è la colazione gourmet…in cabinovia!

 Ciclovia del gusto
Sul soleggiato altopiano di Mieming si snoda uno dei percorsi più caratteristici della Regione di Innsbruck, la Ciclovia del gusto. Un tracciato semplice, senza particolari dislivelli, lungo circa 30 km. Si può noleggiare in paese una bicicletta a pedalata assistita e partire lungo la ciclabile del gusto, dove sono ben segnalate le 25 stazioni in cui fermarsi, assaggiare e acquistare i prodotti tipici tirolesi direttamente dai contadini. Miele artigianale, frutta fresca, ma anche uova, formaggio fatto con il latte delle mucche di questi pascoli, speck, pane appena sfornato, dolci, senza dimenticare le famose snaps.

Tra una pedalata e l’altra, circondati da un paesaggio incantevole, è possibile riempiere il cestino della bicicletta e procurarsi tutto il necessario per un indimenticabile pic nic sul prato, circondati dalle montagne e coccolati da tante cose buone da gustare.

 

25 soste golose
Tante le tappe golose che si possono fare per riempire il proprio cestino, non resta che scegliere! Immancabile una fermata al mercato degli agricoltori Raiffeisen-Lagerhaus, che si tiene a Mieming il venerdì dalle 15.00 alle 17.00 e il sabato dalle 8.00 alle 11.00. Si possono trovare tutti i prodotti dei contadini del posto: pane, uova, pancetta, salsicce, carne, latte, burro, formaggio d’alpeggio, formaggio di capra e yogurt, verdure, distillati di frutta, grappa, miele.  Chi ama lo speck, particolarmente saporito e gustoso in Tirolo, non può saltare il pregiato salumificio Speck Mair a Telfs, dove lo speck viene affumicato con legno di faggio, preparato con pepe, ginepro e aglio di Tarrenz.  Sempre a Telfs si trova una manifattura biologica di senape, dove i semi di senape vengono macinati a freddo con una macina di granito. Si possono assaggiare e acquistare 16 qualità di senape, da quella alle erbe aromatiche a quella al cioccolato e chili o allo zenzero (www.weber-senf.at). Speck e tanti altri prodotti tipici si trovano a Mieming, da Dismas, dove la famiglia Alber coltiva i campi e alleva maiali, producendo sul posto vari tipi di speck e salsicce crude, oltre a gestire un piccolo e raffinato negozio all’interno della fattoria. Specializzata nella produzione di latte, yogurt e burro è invece la fattoria Michelerhof, con i suoi pascoli sempre nelle colline di Mieming.

Merita una visita la splendida Abbazia di Stams, un monastero cistercense costruito nel XIII secolo. Nel 1593 fu in parte distrutto da un incendio e questo portò a una ricostruzione e a un ampliamento in stile barocco. L’Abbazia è anche un luogo dove si tramandano i sapori della tradizione con la produzione di grappe, liquori, dolci e marmellate. Il negozio del monastero propone diverse varietà di marmellate preparate dai monaci con la frutta di queste terre, pregiati liquori, distillati pluripremiati e molti altri prodotti tipici. Un suggerimento speciale: non perdete il delizioso pane cotto nel forno a legna da fratello Franz, che lo prepara fresco più volte alla settimana.

Food Tour, Picnic in quota e… cabinovia gourmet!
Quest’anno, nella regione di Innsbruck, la vacanza avrà un profumo nuovo! Quello dei sapori della tradizione tirolese, da conoscere con esperienze insolite e gustose. A Innsbruck, sul Patscherkofel, la funivia panoramica non serve solo per raggiungere l’alta quota della maestosa montagna che domina la città, ma consente anche di gustare, lungo il tragitto, una deliziosa prima colazione!

Sorvolando il bellissimo panorama montano fino alla vetta si può iniziare la giornata con una sontuosa colazione, ricca di prodotti tipici e fare il carico di energie, pronti poi anche per le escursioni più impegnative.

Gli amanti del trekking, che però non disdegnano le soste golose, possono scegliere come meta in quota la Nordkette, la suggestiva montagna di Innsbruck, dove godersi un particolarissimo picnic a oltre 2.000 metri. Si prende la Nordkettenbahnen che parte dal centro della città e si scende alla fermata Seegrube. Una volta arrivati basta ritirare lo zaino da picnic, precedentemente prenotato, già pronto e dotato di tutti gli accessori, per poi accomodarsi in un posticino immerso nel verde e gustare una ricca merenda a base di formaggio montano, speck e molte altre ghiottonerie.

Le passeggiate golose proseguono anche in città con gli straordinari Food tour di Innsbruck. Lungo il percorso di queste particolari visite guidate è possibile scoprire sia la città che l’arte culinaria tirolese.

Innsbruck Tourismus
tel. +43-512-59850
office@innsbruck.info
www.innsbruck.info


MORTADELLA BOLOGNA IGP: APPROVATO IL NUOVO DISCIPLINARE DI PRODUZIONE

Tra le novità: ancora meno sale, più proteine e ricetta più semplice
 A seguito di un previsto lungo iter burocratico, il 22 giugno 2022 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il nuovo Disciplinare di produzione della Mortadella Bologna IGP che recepisce le modifiche proposte dal Consorzio a febbraio 2021 e l’approvazione dell’Unione Europea dello scorso 9 giugno.

“L’esigenza della modifica del Disciplinare di produzione è nata con l’obiettivo di adeguare l’IGP ai nuovi stili alimentari dei consumatori, all’evoluzione tecnologica delle aziende e proseguire così il percorso di valorizzazione dell’immagine, anche percepita, della Mortadella Bologna IGP. Un percorso di miglioramento qualitativo già avviato dal Consorzio a partire dalla precedente modifica del Disciplinare che aveva eliminato il glutammato e introdotto l’utilizzo di soli aromi naturali” – dichiara Guido Veroni, presidente del Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna che prosegue – “Tra le principali modifiche ci sono infatti l’introduzione del contenuto massimo di sale al 2,8%, l’aumento del contenuto minimo di proteine, che raggiunge il 14,5% e l’esplicitazione del divieto, peraltro già praticato dalle aziende,  di utilizzo di polifosfati, coadiuvanti tecnologici e sostanze con effetti coloranti, in modo da avere una ricettazione ancora più semplice e naturale”.

Un ulteriore modifica introdotta nel nuovo Disciplinare è il limite massimo dello 0,3% di aromi naturali, gli unici consentiti in questa produzione, utilizzabili nella preparazione dell’impasto.

Con questo nuovo Disciplinare di produzione si conferma il ruolo del Consorzio di tutela di garante della qualità della Mortadella Bologna IGP, tenendo sempre sotto osservazione i mercati e i nuovi trend che si manifestano, e di interprete dei cambiamenti in atto, con lo studio e l’elaborazione di soluzioni ad hoc condivise e collaudate con le aziende produttrici.

Il Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna
Il Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna si è costituito nel 2001, a seguito del riconoscimento dell’IGP alla Mortadella Bologna – avvenuto nel 1998 – e al conseguente avvio della certificazione da parte dei produttori. Il Consorzio, che ha come scopo la tutela e la valorizzazione della Mortadella Bologna IGP, in collaborazione con il Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali promuove la Mortadella Bologna IGP e svolge attività di difesa del marchio e della Denominazione dalle imitazioni e dalle contraffazioni.

Il Consorzio garantisce un’alta qualità di base che ogni produttore migliora secondo la propria esperienza e professionalità. Un’attività costante che ha come unico obiettivo, che è anche la finalità di tutte le aziende, con i loro marchi, di garantire ai consumatori un prodotto dalle caratteristiche uniche per qualità e gusto, un prodotto ad alto valore nutrizionale, con una composizione di proteine nobili, minerali e grassi insaturi perfettamente in linea con le tendenze della moderna scienza nutrizionale.

Per ulteriori informazioni:

Ufficio Stampa: Augusto Cosimi
cosimi@isitsalumi.it


Viaggio nell'Italia del vino. Osservatorio Enoturismo: normative, buone pratiche e nuovi trend

Il 13 luglio prossimo, alle ore 11.00, in sala Zuccari a Palazzo Giustiniani a Roma, presentazione nuovo manuale sull’enoturismo “Viaggio nell’Italia del vino Osservatorio Enoturismo: normative, buone pratiche e nuovi trend”.  Scritto dal senatore Dario Stefàno e da Donatella Cinelli Colombini con le Associazioni Città del vino e Le Donne del Vino sulla base dell’indagine appositamente condotta da Nomisma-Wine Monitor.  Saranno presenti il Presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti Casellati e i ministri Bonetti, Garavaglia e Patuanelli.

Il libro è frutto del lavoro congiunto delle Associazioni Città del vino, Le Donne del Vino e del senatore Stefàno e contiene gli esiti dell’indagine di Nomisma-Wine Monitor su 92 comuni e 150 cantine. Dopo l’intervento del presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti CasellatiFranco Di Mare guiderà la presentazione a cui prenderanno parte Elena Bonetti, ministro per le Pari opportunità e la famiglia, Massimo Garavaglia, ministro del Turismo, Stefano Patuanelli, ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, il senatore Dario Stefàno, Roberta Garibaldi, Ad Enit, Riccardo Cotarella, presidente nazionale Assoenologi, Donatella Cinelli Colombini, presidente Associazione nazionale Le Donne del Vino, Angelo Radica presidente Associazione nazionale Città del Vino, Denis Pantini e Roberta Gabrielli di Nomisma – Wine Monitor.

Il libro e l’indagine mettono in rilievo il nuovo ruolo delle donne nell’enoturismo italiano: dall’indagine fatta nelle 150 cantine, emerge che sono donne l’80% di chi fa marketing e comunicazione, il 51% di chi è impegnato nel commerciale, il 76% di chi declina il vino nell’ambito turistico, mentre solo il 14% rimane impegnato in vigna e in cantina. Anche sul lato della domanda, si registra – sempre secondo i produttori – un aumento delle donne tra gli enoturisti.

Senza dimenticare gli impatti economici che la leva dell’enoturismo è in grado di generare: per le aziende che hanno partecipato all’indagine, il 13% del fatturato complessivo può essere ricondotto a tale attività (degustazioni, hospitality, vendita diretta). Un punto importante su cui riflettere e che può portare ad azioni di rilancio e ulteriore sviluppo in particolare per le realtà di più piccole dimensioni.

Lo scenario italiano, composto da imprese di produzione e territori del vino, viene presentato con il quadro normativo aggiornato e nella sua attualità post covid, evidenziando come le opportunità costituite dall’interesse dei visitatori diano origine a un diffuso e fitto reticolo di investimenti, aggiornamenti tecnologici e sperimentazioni. Azioni che potrebbero ottenere maggiori esiti se coordinate da una regia nazionale capace di fornire dati puntuali e indirizzare i flussi in modo omogeneo.

Sarà possibile seguire l’incontro anche online. Il link sarà disponibile il giorno prima della presentazione.

Accredito giornalisti: francesca.mangone@senato.it


Luglio "Pink&Love": ed è subito “Notte Rosa”!

Dall’1 al 3 luglio la Riviera Romagnola sarà il più grande palcoscenico rosa e a cielo aperto d’Italia. Torna infatti la Notte Rosa l’evento clou della Romagna che dopo 17 anni è capace sempre di rinnovarsi. Con oltre 100 artisti presenti questa nuova edizione offre davvero un vastissimo programma di grandi eventi e concerti, per lo più gratuiti, che spaziano dalla musica pop al rock, dalla classica al jazz.

Tanti i nomi illustri del panorama musicale italiano, tra questi molte le donne protagoniste che si alterneranno sui palchi: da Patty Pravo a Fiorella Mannoia, da Malika Ayane a Giusy Ferreri, da Alice a Marina Rey, da Cristina d’Avena a Elettra Lamborghini.

Sarà il claim Pink&Love che racchiude un messaggio di leggerezza, armonia, unione, nel rispetto di tutte le differenze a segnare il vero e unico Capodanno dell’estate.

Si parte quindi il 1° luglio per un fine settimana unico e irripetibile: 110 km di costa con oltre 200 spettacoli, concerti, performance, happening, installazioni, fuochi d’artificio, musica, luci, wellness e trekking. Eventi per tutti, giovani, famiglie, sportivi, amanti del buon cibo e appassionati di cultura.

Il territorio romagnolo si propone nella sua interezza con tanti eventi legati da un filo “rosa” capace di unire entroterra, costa, cultura, musica, borghi, castelli e innovazione.

Le province di Ferrara, Forlì e Cesena, Ravenna e Rimini insieme agli operatori pubblici e privati propongono un fine settimana in pink, con monumenti, piazze, spiagge, strade completamente illuminati. Un effetto suggestivo, emozionante e di allegria che ogni anno si rinnova e arricchisce.

LA PINK &LOVE SI ACCENDE CON IL GRANDE SPETTACOLO DI FUOCHI D’ARTIFICIO

Sarà la mezzanotte di venerdì 1° luglio ad accendersi con il grande spettacolo di fuochi d’artificio su tutta la riviera romagnola in contemporanea.

PINK & LOVE RICCA DI MUSICA POP, ROCK, JAZZ E CLASSICA

Il programma di questa nuova “Notte Rosa” offre un ricco calendario di appuntamenti, per lo più gratuiti, con grandi eventi e concerti di musica pop, rock e jazz.

La novità di questa 17ª edizione della Notte Rosa sarà il connubio con il Tim Summer Hits, la nuova e grande kermesse musicale targata Rai2, che celebra il ritorno della musica live in Tv, condotta da Andrea Delogu e Stefano De Martino. Sarà, infatti, proprio Rimini ad ospitare le ultime due tappe del TIM Summer Hits. Venerdì 1 e sabato 2 luglio, la Delogu e Stefano De Martino porteranno il palco dell’evento televisivo musicale dell’estate in Piazzale Fellini a partire dalle ore 21.00 e faranno scatenare ed emozionare il pubblico con la musica dei più importanti artisti della scena musicale italiana.

Tanti gli ospiti attesi nel corso delle due serate televisive che sarà possibile rivedere in prima serata su Rai2 da giovedì 28 luglio. Tra questi: Alex, Ana Mena, Annalisa e Boomdabash, Arisa, Bob Sinclair, Clementino, Ermal Meta, Fabrizio Moro, Federico Rossi, Francesca Michielin, Francesco Renga, Franco 126 e Loredana Berte, Gabry Ponte & Lumix, Gianmaria, Giusy Ferreri, J-Ax e Shade, Lda, Luche’, Luigi Strangis, Malika Ayane, Matteo Bocelli, Nina Zilli, Pristiess, Raf, Rhove, Rkomi, Rocco Hunt & Elettra Lamborghini, Rovere e Chiamamifaro, Silvia Salemi, Le Vibrazioni, Willie Peyote.

La grande musica sarà ovunque la grande protagonista lungo i 110 Km di costa, per addentrarsi nell’entroterra tra borghi, castelli e colline.

Si parte il 1° luglio alle 22.00 con Elettra Lamborghini ai Lidi di Comacchio (viale Jugoslavia), Giusy Ferreridalle 22.00 in Piazza Andrea Costa a Cesenatico, Fiorella Mannoia a Gatteo (alle 21.30 all’Arena Lido Rubicone, ingresso a pagamento), Dodi Battaglia dei Pooh, artista che in più di 50 anni di carriera ha sviluppato un suo personale sound, sarà alle 21.00 all’Arena Arcobaleno di San Mauro Mare.

A Rimini, appuntamento in Piazzale Kennedy con RDS 100% Grandi Successi, radio partner dell’estate romagnola, che porterà tanta musica e divertimento: i DJ Set di Claudio Guerrini e Roberta Lanfranchi e Matteo Episanimeranno tutti i giorni la piazza dalle 18.30. La postazione RDS 100% Grandi Successi ospiterà anche il 2 luglio, dalle 22.00, Discoradio Party: la festa itinerante con tutte le hit più ritmate dagli anni ’90 ad oggi, mixate da Edo Munari e Matteo Epis con l’animazione di Valentina Guidi e Don Cash.

Classe, eleganza e raffinatezza saranno a Misano Adriatico con Malika Ayane. L’artista milanese si esibirà nella Piazza della Repubblica dalle 21.30 non solo con i suoi grandi classici, ma anche gli ultimi successi. In questo viaggio musicale e armonico Malika sarà accompagnata da una band di eccezione.

Sabato 2 luglio approda Elrow, dalle ore 16.00, sul palco della Rimini Beach Arena a due passi dal mare. La Notte Rosa prosegue sempre sabato 2 luglio con altri importanti nomi del panorama musicale italiano: i The Kolors alle 22.00 saliranno sul palco del Lido delle Nazioni (in viale Jugoslavia) a Comacchio.

Sempre il 2 luglio, per omaggiare Franco Battiato a poco più di un anno dalla sua scomparsa, il Ravenna Festival presenta alle 21.00 la “Messa arcaica” e “Canzoni mistiche” sul palco del Pala de Andrè (v.le Europa 1) dove si esibiranno alcuni dei più stretti collaboratori e amici che hanno lavorato al fianco del grande cantautore, come Juri Camisasca, Alice e Simone Cristicchi (per info e acquisto biglietti ravennafestival.org). Il medesimo evento si svolgerà anche a Rimini il 3 luglio in occasione della Sagra Musicale Malatestiana.

Il 2 luglio alle 21.30 a Ferrara in una location d’eccezione e di grande fascino storico, il Giardino della Certosa monumentale, l’Orchestra Città di Ferrara e il Coro Polifonico Santo Spirito si esibiranno nel concerto “Mozart, le donne, gli amori”.

Patty Pravo torna in concerto dal vivo il 2 luglio con “Bionda”, spettacolo imperdibile di una delle più grandi interpreti della canzone italiana che dalle 21.00 porterà sul palco della Piazza 1° Maggio di Cattolica successi, ricordi, aneddoti e contributi video.

A Bellaria Igea-Marina il 3 luglio grande attesa per l’arrivo dell’amatissima Cristina D’Avena che ripercorrerà la sua carriera con alcuni dei suoi più grandi successi. Saranno presenti tanti ospiti per una serata all’insegna dell’intrattenimento, musica e colore dedicati a tutta la famiglia. Appuntamento al Porto canale alle ore 21.00. Ingresso gratuito.

Ancora musica dai borghi al mare, dalle strade alle piazze, dalla collina alla sabbia.

Venerdì 1°luglio a Cesenatico, serata all’insegna del Dance of the Lunatics, musiche per orchestra a plettro del XX e XXI secolo. Sempre a Cesenatico la Notte Rosa si colorerà di allegria e musica con il vulcanico spettacolo live dei Moka Club che portano la loro musica dance anni ’70 e repertorio ’80 – ’90. L’appuntamento con il divertimento puro è sabato 2 luglio ore 21.30 in Piazzale Michelangelo a Valverde di Cesenatico sul lungomare Carducci.

Mentre a Tresignana ci sarà la TresinFesta 2022 con le selezioni di Miss Italia, Endmay in concerto.

Tra Cervia e Milano Marittima, tanti gli eventi: venerdì 1° luglio alle 21.30 a Cervia in Piazza Garibaldi spettacolo della SG Big Band di Aalen in concerto. Mentre con “Jazz in the city” si animeranno le vie e le strade di Milano Marittima (dalle 19 alle 23). Sabato 2 luglio sempre alle 21.30 a Cervia, in Piazza Garibaldi concerto di Lorenzo Semprini & 44 Band. Tra la Via Emilia e il West è uno spettacolo di canzoni italiane, originali e rivisitazioni, in cui Lorenzo Semprini, storico leader di Miami & The Groovers e la sua 44 band (composta da 7 musicisti) che porterà lo spettatore a viaggiare per le strade italiane con un panorama americano di suoni e storie.

Sabato 2 luglio a Gatteo (Arena Lido Rubicone alle 21.30) le più grandi hit della musica internazionale e italiana, passate e attuali, interpretate e arrangiate dagli OxxxA con un sound potente e carico di contagiosa energia.

A Bellaria Igea-Marina al Beky Bay la Notte Rosa sarà magica grazie al New York Ska – Jazz Ensemble il 1° luglio per una serata all’insegna della musica e del divertimento con una band che quando sale sul palco sa sempre stupire. Sempre a Bellaria Igea-Marina il concerto della band “Fuori Tempo” si svolgerà sabato 2 luglio e darà vita ad una serata di note frizzanti.

A Misano Adriatico il 2 luglio JBees in concerto nella piazza della Repubblica. Un tuffo nella disco music italiana degli anni ’70, ’80 e ’90.

Il 2 e 3 luglio sul lungomare Spadazzi di Miramare di Rimini coinvolgente appuntamento di tango dedicato agli emozionanti e seducenti balli argentini con Notte Rosa della Milonga.

La musica classica sarà protagonista il 3 luglio alle 21.00 dell’evento in programma al Pala de André di Ravennacon il grande pianista e direttore tedesco Christoph Eschenbach che dirige l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini portando in scena al Pala de André di Ravenna il Concerto per violino di Mieczyslaw Weinberg e la Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Pëtr Il’ic Cajkovskij. Sul palco il virtuoso violinista Gidon Kremer.

PINK & LOVE, CON LE SUGGESTIVE ALBE IN ROSA

Non è Notte Rosa senza gli eventi all’alba. Al sorgere del sole la riviera adriatica sarà teatro di una esplosione di luci, suoni e colori per dare il benvenuto al nuovo giorno.

Domenica 3 luglio torna l’atteso appuntamento con i suggestivi concerti all’alba: a Riccione Marina Rei si esibirà all’interno della rassegna “Albe in controluce” alle 5.15, mentre a Rimini sulla spiaggia di Rimini terme (v.le Principe di Piemonte, 56) Fabrizio Bosso e Raphael Gualazzi suoneranno insieme a importanti jazzisti italiani e all’Orchestra Rimini Classica un repertorio di sonorità particolarmente emozionanti e in sintonia con l’atmosfera dell’alba.

Anche Ferrara sarà teatro dell’alba in rosa. Alla Certosa Monumentale “Alba di suoni”, il quartetto di sassofoni del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, alle 6.00 si esibirà in un concerto informale nel Giardino della Certosa. Sempre in provincia di Ferrara, a Codigoro, Musica e Parole all’Alba a cura di Kontemp Musik di Mezzogoro e Letture di Milena Medici del gruppo Gad Amici del Teatro.

Bertinoro festeggia l’alba della Notte Rosa alle 5.33 in Piazza Libertà con “Le Galline Pensierose” di Luigi Malerba lette da Valerio Corzani e la musica dell’Ensemble La Lusignola.

PINK&LOVE È ANCHE SPORT, FOOD, WINE E WELLNESS

La Notte Rosa oltre che concerti è tanto altro: eventi culturali, appuntamenti sportivi e intrattenimento per bambini e mercatini. Un cartellone di iniziative per tutti i gusti.

Torna a Riccione il 1° luglio Riccione 100 anni in punta di piedi Gran Gala della danza. 15 scuole e accademie si alterneranno per omaggiare con l’ars gracias artis i 100 anni di Riccione e fare da preview alla 15° edizione del Festival del Sole, con esibizioni di balletto classico, moderno, contemporaneo, acrobatico, hip hop, street dance. Il 3 luglio, Festival del Sole con il Gran Gala di apertura: 2000 atleti sfileranno per le vie di Riccione fino piazzale Roma dove sul palco si alterneranno artisti locali ed internazionali con esibizioni di ginnastica e danza.

Tra gli appuntamenti clou quello dall’1 al 3 luglio a Misano Adriatico. Nella terra della Riders’ Land si corre al Misano World Circuit di Misano Adriatico, il GT World Challenge – Sprint Cup 2022, uno dei più prestigiosi eventi automobilistici del panorama internazionale al quale parteciperanno quest’anno ospiti d’eccezione, come Valentino Rossi e Daniel Pedrosa (tutte le info su www.misanocircuit.com – ingresso a pagamento).

A Faenza una serata di parole e musica con “Parlami di Fausto” per ricordare Fausto Gresini, fondatore della scuderia faentina Gresini Racing. Tra gli ospiti interverranno Loris Caporossi, Angelo Dal Pane e Carlo Florenzano per raccontare l’uomo, il pilota, il team manager e imprenditore, nella suggestiva cornice di Piazza Nenni. Durante la serata sarà presentato il libro “Fausto Gresini. Storia di sognatore”. – Officine Editore – a lui dedicato. Conduce Sergio Sgrilli.

A Forlimpopoli, città che ha dato i natali al grande gastronomo Pellegrino Artusi, sarà la Festa Artusiana a celebrare con il suo ricco programma la Notte Rosa con tante iniziative di valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche, rivisitate in chiave rosa.

La Festa Artusiana a Forlimpopoli sarà un omaggio alla Notte Rosa nella serata del 3 luglio con uno show cooking per celebrare la buona cucina nella Corte della Rocca.

Sarà, inoltre, proiettato anche un film all’insegna del buon vivere e dello stare insieme, valori tipici e identificativi del nostro territorio (www.forlimpopolicittartusiana.it).

Venerdì 1 e sabato 2 luglio, la spiaggia di Rimini diventa protagonista della Notte Rosa con “Un mare di Rosa”. 7 km di “promenade” di sabbia illuminata (dal bagno 1 al bagno 150) tra spettacoli di fuoco e show, avvolti da un’atmosfera sospesa tra magia e sogno, con punti di degustazione in riva al mare. Un suggestivo percorso illuminato da migliaia di lucine. Per l’occasione “Un mare di vino” incontrerà la Notte Rosa con le migliori etichette locali del Consorzio Strada dei Vini e dei Sapori dei colli di Rimini. Rebola, bianchi, rossi e frizzanti si aggiungono ai Pink Drinks offerti dai “chiringuiti” e dai punti ristoro sulla spiaggia, accompagnati dal pesce dell’Adriatico.

Sempre a Rimini, nel centro storico (1 e 2 luglio dalle 19.30) con Evoteca si parte alla scoperta delle bollicine rosa: degustazione guidata da sommelier professionisti di tre vini spumante che richiamano le sfumature di rosa.

A Bellaria Igea Marina è tempo di Dream Flower, dalle 16 del 2 luglio primo appuntamento con gli aperitivi itineranti, che salpa dal porto canale ogni sabato pomeriggio fino al 27 agosto (prenotazione obbligatoria).

La Notte Rosa abbraccia anche la natura. È in programma a Ferrara una piacevole escursione in bicicletta sulla Destra Po con rientro in barca sul Po di Volano. Itinerario ad anello, con partenza e rientro a Ferrara, che si svolge con inter modalità bici-barca.

A Codigoro il 1° luglio si svolgerà una Passeggiata al tramonto con percorso naturalistico alla foce del Po di Volano, alla scoperta degli angoli più suggestivi della foce del fiume che si getta nella grande Sacca di Goro. Seguirà la visita a Torre della Finanza, antica torre di guardia pontificia, con degustazione di prodotti tipici.

All’Oasi di Campotto (FE) venerdì 1° luglio una suggestiva visita guidata in Eco-Shuttle per ammirare lo spettacolo del tramonto sulle Valli di Argenta, tra canneti, piante, animali, suoni e colori e osservare un magnifico paesaggio illuminato dalle luci del tramonto. (Info e prenotazioni: 0532808058 info@vallidiargenta.org)

Quest’anno la notte rosa sposa il wellness con una serie di appuntamenti sul benessere.

A Coriano un’alba in forma con “Yoga, camminata all’alba, wellness e natura”. Si parte alle 6.30 con una speciale seduta di yoga e saluto al sole, a seguire una camminata di 7 km. Il dress code è rigorosamente in rosa.

Il 3 luglio a Bagno di Romagna alle 9: “Anelli di Aria”, due escursioni organizzata dall’associazione Aria per inaugurare i sentieri Anelli di Aria nel territorio del lago di Acquapartita.

PINK&LOVE INCONTRA LA CULTURA

L’insoliTourimini torna alla Notte Rosa con una anticipazione nelle giornate di mercoledì 29 e giovedì 30 giugno con “Visite Guidate Teatralizzate” nel centro storico. Una occasione di scoprire in modo divertente e originale una Rimini “inusuale”, passando attraverso i quartieri meno conosciuti, ascoltando curiosità e aneddoti, mentre coinvolgenti “incursioni teatrali” durante il percorso coinvolgono i partecipanti. (Prenotazione obbligatoria: 3491074979)

Con la Notte Rosa si dà il via anche al Coconino Fest (Ravenna) che celebra la “nona arte” del fumetto. Nel corso dell’evento, attraverso mostre, incontri e performance che si terranno ogni giorno da venerdì 1 a domenica 3 luglio dalle ore 18 circa, la casa editrice Coconino Press – Fandango porterà a Ravenna alcune delle autrici e degli autori più amati del fumetto contemporaneo.

Nell’ambito degli appuntamenti culturali della Notte Rosa e a conclusione del settimo centenario dantesco di Rimini e dei territori malatestiani, vi saranno diverse iniziative dedicate a “Buon compleanno Francesca da Rimini”. Il 1° luglio 1795, tra l’altro è la data in cui appare a Firenze la prima opera letteraria stampata a lei dedicata, nella quale viene chiamata per la prima volta Francesca da Rimini e non da Polenta. Una data che segna l’incipit del suo mito di eroina che ha attraversato il romanticismo internazionale grazie a più di 2000 artisti e a migliaia di opere in una ogni forma espressiva. Alla Corte di Palazzo Gambalunga, venerdì 1° luglio alle 21.30, “Melodie d’amore nella città di Francesca”.

Sabato 2 luglio alle 17.30, parte la Passeggiata culturale Rimini Felliniana con visita al Fellini Museum. Un’occasione per conoscere la città che ha dato i natali a Federico Fellini, la città dei sogni, del divertimento, del mare. La visita guidata parte dalla sede Palazzo del Cinema Fulgor del Fellini Museum, il nuovo museo che mette in luce, con una modalità espositiva coinvolgente, l’opera e la figura di Federico Fellini, regista tra i più importanti al mondo.

A Riccione per la Notte Rosa Sotto il sole di Riccione prosegue la mostra di Steve McCurry, Icons. A Villa Mussolini (viale Milano, 31), ingresso a pagamento.

Fino al 30 luglio Mercato Centro Cultuale di Argenta (Piazza Marconi) è esposta la mostra di arte contemporanea di Enzo Esposito “Opere recenti 2008-2022”, promossa in collaborazione con l’Associazione Capit di Ravenna.

A San Giovanni in Marignano domenica 3 luglio alle 21 Itinerari Letterali presenta Mina. Tra storia, mito, musica e voce Speciale “La Notte Rosa” è un omaggio alla più grande cantante italiana di sempre, alla donna, fuori dagli schemi.

A Ferrara, il 1° luglio, il Castello Estense, simbolo storico, culturale ed artistico della città sarà illuminato di rosa. Il giorno successivo è prevista una apertura serale straordinaria fino alle 23.30.

Sarà il ventesimo compleanno della filodrammatica Lele Marini l’evento della Notte Rosa di Santarcangelo di Romagna. Per festeggiare l’attività della Compagnia all’Arena Supercinema/Parco Clementino sabato 2 luglio si svolgerà una cena e di seguito lo spettacolo.

PINK & LOVE FOR CHILDREN

La Notte Rosa è per tutti. Tanti gli appuntamenti dedicati ai più piccoli come la Notte Rosa per i Bambini. Una delle più grandi e meglio conservate fortificazioni malatestiane, la Rocca di Verucchio, si tinge di rosa e il primo luglio organizzerà una serata dedicata a bambini e famiglie, con giochi e giocolieri per grandi e piccini.

A Coriano il 1° luglio alle 21.30 “Pane, burro e burattini”con la compagnia Nasinsù e il giorno successivo fiabe e letture animate di libri per ragazzi a cura della Compagnia Fratelli di Taglia, musicate dal vivo da Massimo Modula e Giacomo De Paoli, il tutto allietato da pic nic sull’erba del parco. Quest’anno a Bellaria Igea Marina la Notte Rosa diventa Carnevale in Rosa con sfilate di carri allegorici e cortei mascherati per le vie cittadine: venerdì 1 a Igea sabato 2 a Bellaria

Il programma e le informazioni sulla Notte Rosa sono sempre aggiornati su www.lanotterosa.it.

Inoltre, è possibile scaricare gli stickers di Pink & Love dal sito e utilizzarli con gli amici sui social fb, instagram. Una Notte rosa più social che mai! Scarica e invia ai tuoi amici gli stickers de La Notte Rosa! – La notte rosa

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Estate 2022: panorama rovente per l’agricoltura…

Agricoltura, uno dei settori più colpiti dalla siccità; a Reggio Emilia è a rischio un terzo della produzione nazionale. Reggio Emilia, cuore della pianura Padana, della “food valley”, anche la filiera alimentare è minacciata, compresa quella del Parmigiano Reggiano, una delle eccellenze del made in Italy, con 4 milioni di forme prodotte all’anno. La siccità brucia i foraggi – 30% in meno – e con questo caldo le bovine mangiano meno, quindi producono meno latte, è una reazione a catena. Per quanto riguarda il foraggio, gli allevatori ricorrono agli stoccaggi, ma in prospettiva l’emergenza potrebbe esplodere con le tavole che rischiano di svuotarsi dei nostri prodotti agroalimentari.

Cosa fare, come fare se non piove, è la domanda fatta a Alessandro Bezzi, importante allevatore della zona…

“Abbiamo una siccità che, così non ce la ricordiamo davvero da tempo… neanche quella del 2003 che, sì è vero che è stato un anno siccitoso, ma abbiamo avuto il tempo che è “iniziato lungo” – commenta Bezzi – ma quest’anno, è una cosa che fa proprio paura, perché il 10 di giugno eravamo già in crisi d’acqua. Bisogna cominciare a pensare a qualcosa di diverso, iniziando a fermare, dove è possibile, l’acqua a monte con dei bacini, con degli accumuli, per poterne usufruire in estate. La problematica del bisogno dell’acqua – conclude Bezzi –comincia a partire da metà giugno e si protrae fino alla fine di agosto”.

L’aggiornamento della situazione a cura di Arpae – Agenzia prevenzione ambiente energia Emilia Romagna – a mercoledì 29 giugno, sostiene che il presente mese di giugno si presenta con precipitazioni molto inferiori alle attese e con temperature superiori alla norma. In Emilia Romagna i dati indicano che a giugno è piovuto molto meno delle attese climatiche, circa il 75% in meno rispetto al clima di riferimento. Valori questi, tra i più bassi, dal 1961 ad oggi. Per il deficit idrico grave in tutta la regione e per il permanere della grave siccità, la Regione, ha dichiarato il 21 giugno scorso, lo stato di crisi regionale e, a proposito di ciò, la richiesta ufficiale dello stato di emergenza nazionale, è stata firmata e inviata questa mattina dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi e al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio.

Situazione critica dunque anche per le colture in campo, aggravata non solo dalla mancanza di precipitazioni, ma anche dalle alte temperature registrate nel mese di giugno, molto superiori alla norma (circa + 3°C per le massime giornaliere). Le elevate temperature, unite alla carenza di precipitazioni hanno aumentato l’evapotraspirazione delle piante (circa 15 mm in più rispetto alla norma) peggiorando ulteriormente il bilancio idro climatico che solitamente si registra a fine estate (quasi ovunque inferiore al 5° percentile, tra i più bassi degli ultimi 20 anni) e l’acqua disponibile nei terreni rimane molto inferiore alla norma.

Per quanto riguarda i fiumi regionali, al momento si osservano portate ovunque in diminuzione. Le medie mensili parziali di giugno per i principali corsi d’acqua, risultano inferiori alle medie storiche del periodo di riferimento in tutto il territorio regionale, quelle del fiume Po, risultano decisamente inferiori alle medie storiche del lungo periodo e confrontabili con i minimi storici.

Arpae prosegue i monitoraggi e intensifica le attività istituzionali per fornire pieno supporto agli Enti preposti alla gestione della risorsa idrica.

(Antonio Farnè, inviato Tg2 Rai)


DORMIRE TRA LE OPERE D’ARTE

Alto Adige. Oltre 2.000 quadri e sculture al Romantik Hotel Turm***** di Fiè allo Sciliar. La passione e il fascino del volo negli ambienti dell’hotel e le tavole scomposte di Stephan Pramstrahler.

Varcata la soglia del Romantik Hotel Turm ci si trova in una vera e propria galleria d’arte! Il 5 stelle di Fiè allo Sciliar, nel cuore dell’Alpe di Siusi, delizia i suoi ospiti con oltre 2.000 opere d’arte, tra quadri e sculture. Qualche nome? Giorgio De Chirico, Renato Guttuso, Salvador Dalì, Klimt e potremmo continuare. Fino a uno strepitoso Picasso appeso alla parete del bar Oswald von Wolkenstein.

Opere d’arte e bellezza
I profili inconfondibili di Picasso, uno nel bar dell’hotel e un altro sopra il tavolino dedicato a grappe e liquori. Il dinamismo dei cavalli di Aligi Sassu nell’angolo buffet della prima colazione. I caratteristici manichini di De Chiriconella sala ristorante. E poi tantissimi altri capolavori che ricoprono le pareti di sale e stanze. Ci si perde letteralmente, camminando tra i corridoi, a leggere le firme delle opere d’arte e a scovare altri tesori da ammirare in un luogo così insolito per l’arte.

Gran parte della collezione proviene da Karl Pramstrahler, mecenate appassionato d’arte che ha lasciato al Romantik Hotel Turm circa 2.000 dipinti a olio, acquarelli e litografie. Il figlio Stephan, proprietario dell’hotel, ha ereditato la stessa passione e negli anni ha arricchito la serie con altre opere, anche scultoree. Tra gli artisti anche Renato Guttuso, Salvador Dalì, Klimt, Joseph Beuys, Oskar Kokoschka, Otto Dix, Paul Klee.

Una volta alla settimana Stephan guida i propri ospiti in una visita esclusiva alle opere d’arte presenti in hotel. Quadro dopo quadro, ogni capolavoro sprigiona meraviglia ed emana bellezza tutt’intorno. Basta lasciarsi toccare dall’arte per esserne completamente conquistati.

Il fascino del volo
Ci sono le torri: del gufo e dei falchi. Ci sono le camere matrimoniali: gallo cedrone e gazza. E poi ci sono le suite: vista da astore, nido dell’aquila, usignolo, cornacchia grigia, volo dello sparviero, civetta, del gufo e del corvo. E anche i vini: Corax, il nome scientifico del corvo imperiale, Pica che sta per gazza, Tetrix, ovvero fagiano di monte, e infine Bubo il gufo reale.

La passione per gli uccelli e il volo è indiscussa al Romantik Hotel Turm! Da ragazzo, Stephan Pramstrahler, il proprietario dell’hotel, è cresciuto con Rocky, un corvo imperiale come compagno di giochi. Poi è arrivato un gufo di nome Olga e ultimamente è il falco Hermine a fargli compagnia. Passione che l’ha portato addirittura ad essere campione italiano di deltaplano.

Ed è così che nella Spa si possono provare i massaggi in una speciale location che simula il volo. Un letto ad acqua particolarmente alto per dare l’impressione di essere sospesi, candele posizionate a diverse altezze che accompagnano in volteggi immaginari, suoni di sottofondo trasmessi attraverso l’acqua sottostante che richiamano il volo.

Un sottofondo musicale con il cinguettio degli uccelli e il gorgoglio del ruscello anche nella Grotta Salinascavata nella roccia, con isole di relax flottanti e un vero corso d’acqua che l’attraversa.

Stupire, dalla storia alla tavola
È una vera e propria filosofia, quella che sta dietro al pensiero di Stephan Pramstrahler: andare oltre la logica, a volte contro! Ribaltare i punti di vista, rompere la routine, uscire dagli schemi preconfezionati. Mischiare stili, accostare elementi solitamente distanti, creare abbinamenti insoliti, giocare con i sensi. In una parola: stupire.

È quello che succede quando ci si sposta da un ambiente all’altro. L’hotel è strutturato come un magnifico labirinto dove le cose sembrano non essere dove te le aspetti. La ricca storia del Romantik Hotel Turm contribuisce a creare livelli diversi che si mescolano tra loro, dal momento che differenti periodi storici hanno lasciato la propria traccia. Dalle mura in pietra del XIII secolo alle inconfondibili torri, fino alle terrazze situate a varie altezze.

Stupore autentico è quello che si prova anche davanti alle tavole scomposte di Stephan Pramstrahler. In certe serate speciali, infatti, posate e bicchieri vengono disposti sul tavolo in modo artistico e originalissimo. Una vera e propria arte di apparecchiare la tavola, non nello stile classico noto, ma che ben rispecchia il genio creativo dell’albergatore.

Romantik Short tra food e wellness
Weekend lungo o giorni infrasettimanali? Qualsiasi sia la formula scelta, il pacchetto “Romantik Short” permette di godersi 3 pernottamenti da giovedì a domenica oppure 4 pernottamenti da domenica a giovedì. Valida per tutta l’estate, l’offerta del Romantik Hotel Turm,  struttura dei Vinum Hotels Alto Adige/Südtirol, comprende: sistemazione in camera doppia gallo cedrone, trattamento di mezza pensione con menu “Romantik” a 4 portate oppure menu “1001 calorie”, aperitivo di benvenuto nella cantina scavata nella roccia, romantica cena di fine vacanza con un menu degustazione a 5 portate e abbinamento vini. Incluso nel pacchetto anche: 1 rilassante bagno Cleopatra nella vasca dell’Imperatore con bicchiere di spumante con massaggio completo, 1 trattamento viso “Aromatic” della linea Guinot, 1 piacevole bagno alle vinacce con massaggio all’olio di vinacciolo su pietra calda. Il tutto a partire da 893 euro a persona.

Info: Romantik Hotel Turm*****
Piazza Chiesa 9, Fiè allo Sciliar (BZ)
tel. 0471 725014
www.hotelturm.it


A Rovigo, “Spazio Picot”… c’è! 

È stata inaugurata sabato 25 u.s. Spazio Picot, la nuova sede rodigina dell’omonima agenzia di comunicazione. Il brindisi di apertura è avvenuto alla presenza del Prefetto Vicario di Rovigo, Rosa Correale, dell’assessore regionale Cristiano Corazzari, della consigliera regionale Simona Bisaglia e di molti sindaci provenienti da tutto il Polesine. Numerosa anche la partecipazione di altre autorità e della popolazione che ha apprezzato questo nuovo servizio alla comunità.

Picot, società nata nel 2014, specializzata in storytelling, comunicazione e valorizzazione territoriale, così come nell’organizzazione di eventi, ha scelto via Umberto Maddalena per aprire la sua nuova sede, dopo anni di esperienza nazionale e internazionale.
Un territorio che affascina e che merita di essere conosciuto per le sue eccellenze, per le icone e per le tante sfaccettature nascoste, valorizzabili attraverso una comunicazione strategica delle attività produttive presenti sul territorio e un turismo lento, attento e curioso.

Nel nuovo colorato quartier generale cittadino, troverete la fondatrice, Fiammetta Benetton:

laurea in comunicazione, è sul pezzo da quando aveva 18 anni: bella, competente e “tosta” nel senso più lusinghiero del termine. E’ giornalista televisiva da 20 anni, ama sperimentare continuamente e mettersi sempre in gioco. Specialista in inchieste e interviste, si entusiasma per il “giornalismo on the road”. Adesso studierà le esigenze dei clienti polesani per offrire loro una strategia comunicativa capace di raccontare brand e storie di successo, nel modo più completo e attinente alle svariate esigenze.
Allora… buon lavoro!

“Spazio Picot”: info@spaziopicot.com
anche su Facebook e Instagram.


IL PORTICCIOLO RIAPRE CON L'EXECUTIVE CHEF RICCARDO CANELLA

Il 27 giugno Cipriani, A Belmond Hotel, Venezia, ha riaperto il primo dei suoi gioielli gastronomici, “Il Porticciolo”, affacciato sulla magnifica laguna veneziana.

Il leggendario hotel celebra la nuova stagione estiva con la presentazione dell’Executive Chef Riccardo Canella. La nomina dello chef Canella determinerà la reinvenzione di ciascun ristorante, a partire da Il Porticciolo.

UN’ELEGANTE CUCINA DI MARE NEL CUORE DI VENEZIA
Il rinomato ristorante e oyster bar all’aperto sono pronti ad accogliere nuovamente gli ospiti, residenti e non, sulla splendida terrazza. Il Porticciolo è operativo tutti i giorni a pranzo e presto accoglierà prenotazioni anche per la cena. Sarà disponibile un facile accesso dal mare grazie al servizio gratuito con lo shuttle privato dell’hotel da Piazza San Marco. Inoltre, è disponibile un pontile privato per gli ospiti che arrivano con la propria imbarcazione.

Lo spazio, che può ospitare fino a 70 persone, si estende sulla laguna veneziana con una vista ininterrotta sull’isola di San Giorgio, offrendo un’esperienza memorabile per crogiolarsi nelle calde giornate estive e nelle miti serate stellate.

Nella vetrina d’ingresso del ristorante sono esposti i pesci e frutti di mare dell’Adriatico che arrivano giornalmente dalla barca di un pescatore di fiducia, anticipando le meraviglie dei piatti del menu.
Qui, lo chef Riccardo ha introdotto una nuova straordinaria proposta, caratterizzata da sapori regionali ben definiti ed autentici, fondendo la tradizione culinaria italiana e veneziana con la sua filosofia di cucina.

L’esperienza gastronomica de Il Porticciolo vuole esaltare la qualità dei prodotti del territorio con i migliori ingredienti stagionali. I piatti rispecchiano l’eleganza e la bellezza della posizione del ristorante, con la sua vista panoramica sulle acque della splendida laguna veneziana.

Il “RI.SOTTO ACQUA” comprende una selezione di pesce e frutti di mare dell’Adriatico, accompagnati da un pesto di erbe ed olio di alghe. Lo chef Riccardo descrive questa creazione come “una tensione invertita, dove l’elemento – il plancton – che vive in profondità del mare, viene elevato alla superficie del piatto. Servito con riso Carnaroli cotto in un leggero brodo di pesce ridotto, richiama una purezza, che nasconde le meraviglie del nostro mare, con stratificazioni di sapori che mettono in risalto l’essenza di ogni singolo ingrediente.”

Tra gli altri piatti vi sono la “CALAMARATA DI TONNO ROSSO DELL’ADRIATICO”, preparata con tre tipi diversi di pomodori, l’ “INSALATA D’AMARE”, un’insalata di mare con peperone crusco, e il “CRUDO DI MARE” con ostriche, scampi, gamberi rossi, capesante e quello che il mercato ha da offrire. Un omaggio alla Dolce Vita è rappresentato da “LIMONE AMARCORD”, un “limone Sfusato Amalfitano” scavato e riempito con il suo sorbetto, un infuso di amazake (riso fermentato) e condito con un sale di olive verdi e pistacchi pralinati.

La carta dei vini offre una curata selezione di vini locali e Champagne pregiati: un’ampia scelta di annate di Dom Pérignon, Krug e Ruinart, compreso il Dom Pérignon 2012 al calice. La carta propone anche vini locali del Veneto e delle regioni circostanti.

Aperto tutti i giorni a pranzo dalle 12:30 alle 16:00
(orari per la cena da confermare).
Prenotazioni: Tel. +39 041 2408517

Chef Riccardo Canella:
di origine veneta, ha iniziato la sua carriera al fianco di maestri come Gualtiero Marchesi e Massimiliano Alajmo. Entrambi gli hanno trasmesso un’attenzione quasi ossessiva per la materia prima: “ascoltare” gli ingredienti per scoprirne la vera essenza. Riccardo ha trascorso gli ultimi 6 anni della sua carriera lavorando al ristorante tre stelle Michelin Noma di Copenaghen, iniziando con uno stage, per crescere, fino a diventare uno dei “sous chef” di René Redzepi. Ha trascorso gli ultimi 3 anni di quest’esperienza nella cucina di prova, facendo parte del “cuore pulsante” creativo del ristorante.  Nominato executive chef del Cipriani, A Belmond Hotel, nel marzo 2022, Riccardo Canella condivide la sua saggezza e creatività alla guida dei ristoranti della struttura, tra cui il ristorante Il Porticciolo.

Belmond:
è stato pioniere di eccezionali viaggi di lusso per oltre 46 anni, sviluppando una passione per viaggi autentici attraverso un portfolio di esperienze uniche in alcune delle destinazioni più affascinanti del mondo. Dall’acquisizione dell’iconico Hotel Cipriani a Venezia nel 1976, Belmond ha continuato a perpetuare la leggendaria arte del viaggio, accompagnando i viaggiatori più esigenti in esperienze mozzafiato. Il suo portfolio raggiunge 24 Paesi con 45 straordinarie proprietà che includono il famoso treno “Venice Simplon-Orient-Express”, remoti rifugi sulla spiaggia come Cap Juluca ad Anguilla, deliziose località italiane come lo “Splendido” a Portofino, o impareggiabili passaggi d’entrata a meraviglie naturali mondiali come l’Hotel das Cataratas all’interno del Parco Nazionale di Iguazù in Brasile. Dai treni alle chiatte fluviali, dai safari lodge agli hotel, ogni struttura offre un’esperienza unica con una propria storia da raccontare. L’essenza del marchio “Belmond” è costruita sul suo patrimonio, artigianalità, ed autentico e genuino servizio. Belmond considera il proprio ruolo come quello di un custode di un’eredità senza tempo, dedicandosi a preservare i propri beni attraverso sensibili e continui piani di restauro. Belmond fa parte del gruppo leader mondiale del lusso LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton.
www.belmond.com


Glamping al mare nel Parco del Delta del Po

Vacanza eco-chic nella natura del Parco del Delta del Po (RO). “Vacanza glamping” al  Barricata Holiday Village, nel cuore del Parco del Delta Po, riserva della Biosfera Unesco per scoprire il “grande fiume” a cavallo, su 2 ruote o in barca.

Tra dune, spiagge e canneti, a ridosso del grande fiume, sorge il Parco del Delta del Po, uno dei più importanti patrimoni naturalistici del nostro Paese, Riserva della Biosfera Unesco. Qui, nascosto in un immenso parco verde affacciato al mare, si trova Barricata Holiday Village, il rifugio ideale per chi ama le vacanze a contatto con la natura, in un contesto naturalistico affascinante e unico al mondo. Un paradiso da vivere con il tocco natural chic del glamping, le tende dal risvolto glam sempre più ricercate. Novità della stagione le nuove Safari Loft e Boutique.

L’estate 2022 è glamping!

Il glamping (dalle parole inglesi camping e glamour, indica il campeggio con tende di lusso) si prepara a essere il protagonista della prossima estate e Barricata si fa trovare pronto. Il villaggio, tra i promotori in Italia di questo stile di vacanza, propone per l’estate 2022 le nuove Safari Loft e Boutique. Splendidi lodge di ultima generazione con veri e propri letti con materasso e lenzuola promettono una vacanza in campeggio, ma dal risvolto decisamente più glam. L’interno è un grande openspace con vani distinti da ricercati tendaggi divisori tra le camere e la zona giorno. La dotazione comprende 2 camere da letto, bagno e una terza cameretta in soppalco per ospitare in tutto 6 persone. La zona giorno è composta da cucina a vista e area living, con ampie vetrate che danno su terrazza e area verde di pertinenza. Tutti gli ambienti sono climatizzati. Una vera vacanza di lusso, che abbraccia il lato migliore del campeggio: la sensazione unica e straordinaria di essere veramente immersi nell’ambiente e che invita alla scoperta del verde e delle spiagge incontaminate.

Alla scoperta del Parco del Delta del Po con Villaggio Barricata
Barricata è il luogo ideale per chi ama vacanze avventurose e fuori dall’ordinario, una vera immersione nella natura, in un contesto unico: il Parco Naturale del Delta del Po, Riserva della Biosfera Unesco. Il mondo che lo circonda nasconde tanti tesori che Barricata Holiday Village farà scoprire ai suoi ospiti con escursioni e itinerari insoliti e fuori dalle rotte del turismo di massa, che andranno ad affiancare quelli classici perché la vacanza in quest’angolo di natura incontaminata diventi indimenticabile.

Un viaggio nella terra strappata al mare
Il Parco del Delta del Po, con il suo inconfondibile intreccio di terre e acque, di isole e canali è Riserva della Biosfera dell’Unesco. Una vasta area geografica di circa 140 mila ettari, con una popolazione di 120 mila abitanti, che dal Veneto arriva fino a Ravenna, in un susseguirsi di ambienti, tra boschi, valli d’acqua dolce e salmastre, saline, dune e pinete di rara bellezza. Un vero e proprio mosaico di ecosistemi, che con oltre 300 specie di uccelli segnalate negli ultimi decenni, di cui oltre 150 nidificanti e più di 180 svernanti, fa del Parco del Delta del Po una delle aree ornitologiche più rilevanti d’Europa.

Tutti gli itinerari del Delta
Uno degli scorci più belli è la Sacca di Scardovari. E’ la laguna più ampia del Delta, meta conosciuta per la pesca, per la raccolta delle vongole e per le “peociare”, gli allevamenti delle cozze. Ha una fauna eccezionalmente ricca. Nelle sue oasi, tra canneti, paludi, campi di riso e erba medica si incontrano rapaci, gabbiani, sterne, passeriformi, ibis, gru e anatre. Facile da visitare in barca, la si può ammirare nel suo complesso solo percorrendo in bici la strada panoramica arginale che costeggia tutta la Sacca, forniti di binocolo per osservare da vicino gli uccelli. Tutt’intorno alla laguna, l’infilata di palafitte con le barche colorate legate ai pali di sostegno dà un tocco fiabesco al paesaggio. Gli amanti delle due ruote possono noleggiare le biciclette direttamente al villaggio e farsi consigliare uno dei tanti tracciati che si snodano tra argini e dune. Tra questi il percorso ad anello, circa 70 km, che partendo da Porto Tolle – Cà Tiepolo fa il giro completo dell’isola della Donzella, toccando la Sacca di Scardovari.

Il nuovo maneggio del Ranch del mare
Scoprire il Parco del Po a cavallo è un’esperienza unica, perché ci si sente in perfetta sintonia con la natura. Ranch del Mare di villaggio Barricata accompagna gli ospiti tra dune, argini e canneti in luoghi difficilmente raggiungibili in un altro modo, che regalano paesaggi indimenticabili: distese di erba medica e lavanda, tramonti sul mare, infilate di barche e cavane che sembrano perdersi nell’infinito. Villaggio Barricata è la meta ideale per gli amanti dell’equitazione, che qui possono portare in vacanza anche il loro cavallo, ospite al Ranch del Mare. E se un giorno il tempo non è dei migliori da quest’anno c’è la possibilità di approfittare del nuovo maneggio coperto,1.000 mq, a cui si aggiunge la scuderia con 22 box con paddock comunicante, il campo in sabbia di 1.100 mq, il campo in erba di 4.500 mq, il tutto circondato da 2 ettari di paddock.

Il Blu del mare, il viola della lavanda
Il paesaggio della Sacca di Scardovari negli ultimi anni è ancora più affascinante. Il blu del mare si scontra con il viola intenso dei campi di lavanda. Un’enorme distesa che ricorda i paesaggi della Provenza francese, dove viene prodotto il primo olio essenziale di lavanda del Delta del Po. Un’escursione alla Sacca di Scardovari non può escludere una visita qui. E’ il paesaggio perfetto per scattare foto incredibili, ma anche per passeggiate immersi nel profumo rilassante della lavanda, con il mare all’orizzonte e come sottofondo il suono degli uccelli che abitano questo ambiente protetto.

Ostrica rosa, dal Delta ai ristoranti stellati
La Sacca di Scardovari è la più grande laguna del Delta, l’habitat ideale per la coltivazione dei molluschi, come vongole veraci e mitili. La sua produzione più famosa, pregiata e apprezzata è l’ostrica rosa del Delta del Po, che qui vengono coltivate con un metodo innovativo ed ecocompatibile che arriva dalla Francia. Un prodotto particolarmente apprezzato tanto da venire chiamato Perla del Delta e che ha trovato posto nelle tavole dei ristoranti stellati.
L’ostrica rosa del Delta del Po è chiamata così grazie alle striature sul guscio di colore rosa prodotte dai raggi solari.  Appena la si assaggia si nota subito l’esplosione di sapore, con una consistenza quasi croccante che rilascia via via la sua freschezza. La principale differenza tra le ostriche rosa e le altre è strettamente legata all’ambiente di Scardovari, che consente una maturazione molto più veloce rispetto alla Francia, all’Irlanda o all’Olanda, i più noti luoghi di eccellenza nella produzione di questi molluschi. L’ostrica rosa del Delta del Po infatti matura in meno di un anno e mezzo rispetto ai 3 o 4 anni della media.

Barricata è Bandiera Blu
Un mare sempre più blu. Barricata Holiday Village si estende su una superficie di 12 ettari ed è prospiciente a due grandi spiagge: Spiaggia delle Conchiglie, una spiaggia privata lunga un chilometro e Spiaggia Barricata, un lungo arenile incontaminato. Entrambe le spiagge del villaggio hanno ricevuto l’ambita bandiera blu, per qualità delle acque, delle spiagge e la valorizzazione delle aree naturalistiche. Un riconoscimento che premia l’attenzione del villaggio nei confronti del luogo magico che lo ospita. Barricata è il rifugio ideale per chi ama le vacanze a contatto con la natura, in un contesto naturalistico affascinante e unico al mondo. Il luogo perfetto per riprendersi dopo un lungo periodo di isolamento, con ampi spazi che regalano un distanziamento naturale, senza difficoltà. Il Villaggio, seguendo gli alti standard che lo caratterizzano, ha studiato un nuovo piano organizzativo per garantire vacanze e divertimento in tutta sicurezza.

Soggiorno minimo 2 notti, 4 persone, tutti i servizi inclusi a partire da:

Glamping Lodge tent da 135 euro

Glamping, Luxury da 205 euro

Le offerte comprendono l’utilizzo di tutti i servizi del villaggio: accesso al Parco Acquatico con piscine adatte anche ai più piccoli, idromassaggio, animazione diurna e serale, mini e junior club, palestra, campi da calcetto, tennis, tiro con l’arco, beach volley, corsi sportivi collettivi, WI-FI gratuito in aree pubbliche, servizio di sicurezza 24H.

 

Gruppo Isaholidays
Tel. 041 5535811;
Villaggio Barricata:
www.villaggiobarricata.com,
booking@villaggiobarricata.com;
#villaggiobarricata;
instagram @barricatavillage


Estate fra benessere, vita attiva e buona tavola

Proviamo a fare un piccolo viaggio, in cui fantasia e realtà alla fine del percorso si ritrovino in perfetta sintonia. Immaginiamo dunque una vacanza arricchita da ingredienti di qualità e piacevoli. Per esempio un luogo dove il benessere e le coccole siano di casa, dove giornalmente si possa fare una vita dinamica, ricca di attività naturalistiche, infine dove la cucina si riveli particolarmente intrigante e gustosa.

Fantasia? Solo ed esclusivamente sogno? Neanche per idea! Ecco che allora oggi vi segnalo il posto giusto affinché tutto il nostro pensiero si trasformi in eccellente realtà.

Iniziamo con la calda e raffinata accoglienza di uno storico hotel di famiglia splendidamente ristrutturato, aggiungiamoci il piacere e il benessere di una deliziosa Spa di 2.000 mq e delle piscine interna ed esterna con acqua calda, e condiamo con una ricercata cucina gourmet con forti radici nella tradizione e una potente vena innovativa. Il tutto magnificamente incorniciato dalle Dolomiti dove la vita è più che attiva e lo sport unico e indimenticabile.

In poche parole vi parlo dell’Hotel Granbaita Dolomites, raffinato 5 stelle nel cuore di Selva di Val Gardena di proprietà della famiglia Perathoner – Puntscher, in grado di regalare ai propri ospiti un’estate realmente ritemprante, di vero relax e benessere psicofisico. Il tutto in uno scenario che non ha paragoni, l’incantevole Val Gardena, fra le mete Top della montagna a livello internazionale.

Giornalmente si possono fare Camminate, pedalate, svolgere attività fisica, immergersi in scenari mutevoli e ammalianti che si traducono in un toccasana per la salute e per lo spirito. Dall’hotel vengono organizzati con regolarità spettacolari tour in E-MTB e camminate guidate gratuite con l’accompagnamento delle guide private dell’hotel. In estate, si sale anche più in alto, ad ammirare le fioriture dei rododendri o a camminare ai piedi delle ripide pareti di roccia di alcune fra le più belle cime dolomitiche, con vedute spettacolari.

Gli amanti delle due ruote possono pedalare lungo tracciati panoramici di vario livello, compresa la mitica Sella Ronda, ovvero il giro delle 4 vallate Ladine: il tutto senza bisogno di preoccuparsi se non si hanno con sé bicicletta ed attrezzatura adeguata per le escursioni, dato che l’hotel mette a disposizione gratuitamente tutto l’occorrente, dalle Mountain Bike elettriche d’ultima generazione a caschetti, bastoncini e zaini da camminata.

L’appartata Vallunga, con i suoi verdissimi prati punteggiati da fioriture, fra cui spicca la delicata savinela da cui prende il nome della Spa del Granbaita Dolomites. La valle è il luogo ideale per praticare yoga e pilates, di cui vengono organizzate coinvolgenti sessioni. In alternativa, si tengono anche nel grande giardino che abbraccia l’hotel, il luogo del relax, dei bagni di sole, delle nuotate nell’ampia piscina con acqua a 30° collegata da un passaggio a quella interna. Ambedue le piscine hanno le acque rivitalizzate secondo il Metodo GRANDER, che ne esalta le caratteristiche naturali e gli effetti positivi.

Fra i molti trattamenti adatti alla bella stagione, ci sono ad esempio il Sacred Nature Ritual (peeling corpo e viso, maschera e massaggio completo con l’utilizzo di prodotti di origine naturale e certificazione biologica) o il Rituale all’arnica ideale per rilassare le contratture e la muscolatura dopo una passeggiata (bagno alle rose nella vasca in legno, peeling al fieno, massaggio parziale con oli di arnica e piacevole relax con dolci biscotti di casa al miele). Ma questa è soltanto una piccola parte dei tanti servizi che offre la Spa. Ve la lascio scoprire e godere meglio in prima persona.

Vi accenno invece qualcosa della cucina perché all’Hotel Granbaita Dolomites la tavola è sempre in festa, giocata fra la reinterpretazione della cucina tradizionale altoatesina e le raffinate proposte della cucina mediterranea e internazionale, fra cui gli ospiti possono liberamente scegliere facendosi ispirare dal una quarantina di piatti del Menu à la carte compreso nel trattamento di mezza pensione.

Alla guida della cucina c’è l’Executive Chef Andrea Moccia, che ha messo a punto anche un gustosissimo Menu Vital di sole 500 calorie, che cambia di giorno in giorno, ideale per chi volesse approfittare della vacanza e perdere peso.

Vera chicca dell’hotel è il Ristorante Granbaita Gourmet, che a soli 3 anni dall’apertura è già diventato portabandiera della più raffinata e innovativa tavola della Val Gardena. Aperto anche agli ospiti esterni, ha soli 7 tavoli per offrire a chi vi cena il massimo del comfort e dell’esclusività. Il pregevole arredamento è decisamente contemporaneo di design, la mise en place ricercata, l’atmosfera soft, il servizio attento e impeccabile, da provare per vivere un’esperienza del gusto. Lo Chef Andrea Moccia ama attingere alla stagionalità e giocare con mano sicura e creativa fra i prodotti locali ed eccellenze italiane e straniere, dando vita a un percorso del gusto emozionante.

Le camere sono molto ampie e gli ambienti luminosi, rifiniti con amore e cura dei dettagli. Linee eleganti di legno, vetro e pietra che rievoca le Dolomiti che si scorgono al di là delle grandi vetrate, e poi focolari che invitano al calore familiare, tessuti caldi e naturali.

Un progetto di ristrutturazione che interpreta al meglio l’idea di ospitalità sintetizzando innovazione e tradizione, contemporaneità e storicità, grazie ad un attento studio delle forme e una ricercata selezione dei materiali.

Poche righe per sottolineare che la fantasia iniziale è vivibile e godibile veramente, il luogo, l’hotel, i servizi benessere, le attività all’aperto, la buona cucina tutto ciò che occorre per respirare una vera vacanza e non solo sognarla.

(Fabrizio Salce)

Hotel Granbaita Dolomites
Str. Nives 11, Selva di Val Gardena (BZ)
Tel. +39 0471 795210
www.hotelgranbaita.com
info@hotelgranbaita.com


Due cuori e una vigna. I migliori Wine Resort per soggiorni romantici e gourmet con vista sui filari

“Il vino prepara i cuori e li rende più pronti alla passione” scriveva Ovidio già duemila anni fa. Quale miglior luogo di un wine resort allora per concedersi un soggiorno romantico… dalla Sicilia all’Alto Adige esistono luoghi incantevoli, immersi tra i filari di vite, che offrono esperienze autentiche legate alla natura, al buon cibo e a calici da intenditori.

Tra le vigne della Val di Noto

Il vino è una questione di famiglia al Baglio Occhipinti, raffinata tenuta siciliana, da sempre legata alla produzione del vino, intrisa di storia e del profumo del mosto che si diffonde negli oltre dieci ettari di campagna della Val di Noto. Il Baglio offre 12 camere con vista sui filari di vite e sui monti Iblei; pranzi in vigna; esclusive cooking class di cucina tipica delle nonne, ogni settimana si mangia e si discute con un produttore vitivinicolo, e si può visitare la cantina dell’icona siciliana dei vini naturali Arianna Occhipinti – sorella della padrona di casa Fausta – facendo una degustazione di vini del territorio.
Tel. 349 3944359, www.bagliocchipinti.com

Sulle colline del Prosecco

Il verde paesaggio delle dolci colline del Prosecco Patrimonio dell’Umanità UNESCO si spalanca davanti agli occhi degli ospiti del Romantik Relais d’Arfanta a Tarzo (TV), romantica casa di campagna che custodisce 7 esclusive suite tutte diverse e arredate con mobili artigianali, tessuti di seta, vasche in marmo e pavimenti in legno, proprio in mezzo ai filari. L’esperienza nel vigneto è continua: rilassati nella piscina all’aperto vista vigna; lungo la strada del Prosecco Superiore D.O.C.G. pedalando in bicicletta; partecipando alle diverse escursioni e degustazioni nelle migliori cantine in cui scoprire i segreti e le origini del Prosecco DOCG.
Tel. 0438 933861, www.romantikhotels.com

Sulla Strada del Vino

Da una storica cantina, nel cuore del centro storico di Caldaro (BZ), sulla Strada del Vino, dove il paesaggio si dipinge di vigneti e frutteti e dello scintillante Lago di Caldaro immerso fra le montagne, è nato il Romantik B&B Art Hotel Jagdhof. Una casa dallo spirito antico, che si affaccia su un giardino mediterraneo e sul lago. Il cuore dell’hotel è la cantina Torgglkeller – inaugurata nel 1969 – con fiori colorati su sedie di legno, pavimenti in pietra, oggetti vintage originali, arredi storici che catapultano in un viaggio nel tempo, impreziosito dai sapori intensi della cucina tipica, e dalle antiche ricette di famiglia. A Caldaro si vive la cultura del vino e sono tanti gli eventi ad esso legati, oltre alla possibilità di partecipare a visite guidate tra le cantine e al Museo del vino dell’Alto Adige. Il sentiero del vino conduce ai vitigni attorno al paese. La Bellavita SPA propone trattamenti con i cosmetici vinPellis, realizzati con le varietà di vitigno Schiava, Lagrein e Gewürztraminer, da cui vengono estratte vitamine pregiate come il resveratrolo, l’antiossidante della buccia dell’acino d’uva e altri ingredienti che migliorano l’elasticità della pelle.
Tel. 0471 963421, www.romantikhotels.com

Il vigneto nel bosco

È l’orgoglio della famiglia Waldner, la Tenuta vinicola Eichenstein del Romantik Hotel Oberwirt di Marlengo (BZ), capolavoro architettonico in legno e pietra perfettamente integrato tra idilliaci vigneti, che si estendono per 4 ettari su un pendio assolato a 550 metri di altitudine circondato dal bosco. I profumi seducenti dei cuvée “Gloria Dei” e “Baccara” e quello dolce dei Sauvignon conquistano tutti i sensi, tra visite guidate ed approfondimenti enologici. Una suite di 200 metri quadri con sauna a infrarossi e piscina esterna è la perla del soggiorno nella tenuta, le cui ampissime vetrate regalano una vista impareggiabile sui filari e sui boschi. Le varietà di Sauvignon, Chardonnay e Riesling sono coltivate e imbottigliate dal padrone di casa Josef Waldner, che ha ereditato una tradizione radicata nella sua famiglia da generazioni.
Tel. 0473 222020, www.romantikhotels.com

Nel vigneto di 800 anni

Due suite esclusive, dove il design incontra la storia, in un’azienda vinicola che da 800 anni è immersa tra le vigne. Le antiche mura del Maso Grottner del Romantik Hotel Turm prestigioso 5 stelle di Fiè allo Sciliar (BZ) del marchio di lusso Pearls by Romantik, raccontano della passione per il vino della famiglia Pramstrahler, la quale con l’aiuto del famoso vignaiolo Markus Prackwieser, produce vini eccellenti, i cui nomi richiamano mitici volatili, come il Pinot bianco Pica, il Gewürztraminer Tetrix, il Sauvignon Bubo e il Pinot nero Corax. Le viti crescono tra i 450 e i 600 metri in un microclima inconsueto ad un passo dalle Dolomiti, dando origine a vini complessi dalle note vivaci e minerali. L’emozione di soggiornare al Maso Grottner, circondati dallo storico vigneto, passa per ambienti raffinati con pavimenti in quarzite argentea e una vasca da bagno freestanding ricavata in un’antica botte, rifugio perfetto per le coppie alla ricerca di un’esperienza unica. Si cena nel ristorante panoramico (con vista sullo Sciliar) del Romantik Hotel Turm, che vanta anche una suggestiva cantina scavata nella roccia.
Tel. 0471 725014, www.romantikhotels.com


Parte IL BUON PAESE, un viaggio degli oltre quindici anni di Borghi d'Europa

Inizia nell’ultima settimana di giugno il nuovo percorso informativo di Borghi d’Europa interamente dedicato alle storie delle località inserite nel progetto “L’Europa delle scienze e della cultura” (Patrocinio IAI-Iniziativa Adriatico Jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica).

Nel mese di agosto IL BUON PAESE si occuperà de “Le Rotte del Cagnan” a Treviso, ripercorrendo i viaggi dei giornalisti e dei comunicatori di quella scapigliatura intellettuale che aveva resuscitato il giornale satirico il Cagnan (il roseo foglio).

“Il Cagnan”, visto con gli occhi della storia, è molto più di un giornale. È il manifesto di una filosofia di vita, di quella trevigiana in modo speciale. Rileggere oggi questo foglio, che definire satirico è limitare nella sua importanza, significa aprire una grande finestra sulla storia e sulla società trevigiana della prima metà del Novecento. Un palcoscenico a tutto campo dove si muovono protagonisti grandi e piccoli. Il “foglio rosa” È diventato uno dei documenti fondamentali di quella che chiamiamo “trevigianità”. Era il trionfo della “ciàcola”, che dà il sale alla vita. Lo sapevano i suoi autori quando affermavano che ” Il Cagnan ” è lo spirito che anima Treviso: nato con i trevigiani, vive da secoli perché è espressione di questa città.

Per conoscere la parte della storia trevigiana più nascosta, bisogna dunque scorrere queste colonne. Dove, sotto la satira, si celano gli aspetti che i documenti ufficiali, e in primis la “stampa seria”, non ci hanno mai rivelano. Sante Rossetto (giornalista, scrittore e storico) ha pubblicato, tra l’altro, la stampa a Treviso; Gli annali di Giulio Trento (Olschki, 1989); per la storia del giornalismo; Treviso dal XVII secolo all’unità (1996); Totila l’immortale – il re dei Goti che sfidò l’impero romano – (Canova, 1999); Razza trevigiana; Dalla DC a Gentilini (Piazza, 2002); per Cierre ha pubblicato “Il Gazzettino” e La società veneta (2004) e La rivoluzione silenziosa. Società e dissenso giovanile nella Marca negli anni Sessanta (2006); del 2005 è il fortunato romanzo memorialistico “Le stagioni perdute” (Piazza); è autore di numerosi saggi di storia veneta dei secoli XVII e XVIII.

Ma questa “cavalcata” (che si concluderà entro il 30 dicembre) renderà conto anche  delle iniziative di informazione che si sono realizzate nei diversi contesti europei e costituirà un bilancio degli oltre quindici anni di Borghi d’Europa.


L'estate è arrivata alle Terme di Porretta

Dal 24 giugno ogni sera fino a fine agosto un ricco calendario di eventi a ingresso libero.

Sarà un’estate fresca, verde e piena di vita: nello storico parco delle Terme di Porretta inizia Estate Najadi, che prende il nome dalle ninfe del mito e testimonia la volontà del Gruppo Monti Salute Più di ridare vita al complesso termale in tutte le sue parti.

Sono già partiti infatti i lavori che porteranno alla valorizzazione del parco storico grazie al recupero delle tre cupole (chiamate appunto “najadi”) per la realizzazione di altrettante piscine termali, e a una nuova spa all’aperto.

Dal 24 giugno il parco ospiterà ogni sera dalle 17 un chiosco per aperitivi nel verde, cocktail party e slow dinner. Ci sarà inoltre fino a fine agosto un programma denso di eventi e spettacoli, tutti a ingresso libero.

I visitatori troveranno davvero di tutto: serate di cinema all’aperto in collaborazione con l’Associazione Porretta Cinema, notti con dj set, l’aperitivo letterario con gli autori, i talk show di eTV, il ballo liscio.

I visitatori troveranno davvero di tutto: serate di cinema all’aperto in collaborazione con l’Associazione Porretta Cinema, notti con dj set, l’aperitivo letterario con gli autori, i talk show di eTV, il ballo liscio.

Numerosi gli appuntamenti con ospiti illustri della scena bolognese:

  • 25 giugno tributo a Lucio Dalla con Iskra Menarini e Teo Ciavarella
  • 2 luglio cabaret con Giorgio Comaschi
  • 8 luglio Federico Aicardi in concerto
  • 9 luglio Miss Italia con elezione Miss Terme di Porretta
  • 15 luglio Valentina Mattarozzi & band
  • 30 luglio El V & The Gardenhouse
  • 1° agosto Gem Boy
  • 6 agosto Fausto Carpani
  • 8 agosto teatro circense con La Sbrindola Show
  • 9 agosto Andrea Mingardi
  • 11 agosto King Kong Five – Manu Chao Tribute
  • 13 agosto Alex Visi
  • 16 agosto cabaret con il Dondarini Show

L’appuntamento è al parco delle Terme di Porretta in Via Roma 5, comune di Alto Reno Terme (BO). Info e prenotazioni: Tel. 0534.22062, estate@termediporretta.it

L’evento gode del patrocinio del Comune di Alto Reno Terme. Il programma completo è sul sito www.termediporretta.it/estate


5 itinerari per l’estate siciliana

Archeologico, letterario, artistico, naturalistico, enogastronomico: qual è il tuo percorso? Sicilia. L’Alba Palace**** di Favara, a pochi chilometri dalla Valle dei Templi di Agrigento, propone un’estate culturale alla scoperta del territorio.

Un antico palazzo ottocentesco costruito attorno a un’abside del ‘700, recuperato in chiave contemporanea. È l’Alba Palace**** di Favara, a pochi chilometri da Agrigento e dalla Valle dei Templi.

Un lavoro di recupero sapiente, un restyling profondo ma nel pieno rispetto della tradizione. Grazie alla suavisione lungimirante, Antonio Alba ha fatto dell’Alba Palace un perfetto connubio tra storia e contemporaneità, dove le tracce del passato si fondono armoniosamente agli elementi moderni. Non a caso, nel 2017 l’Alba Palace riceve il Premio Internazionale di Architettura e design e l’anno successivo l’architetto Mario Cucinella, curatore del padiglione Italia, lo seleziona per la Biennale di Venezia.

Non stupisce quindi la proposta dell’estate 2022: conoscere il territorio circostante attraverso itinerari tematici culturali. Alla scoperta delle tracce che nel tempo archeologia, letteratura, arte, natura e cibo hanno impresso in questa zona di Sicilia così ricca e suggestiva.

Itinerario archeologico, dalla Valle dei Templi a Le Stoai
Non si può che partire dall’archeologia per avvicinarsi al territorio agrigentino. Ad appena 15 minuti di auto dall’Alba Palace sorge infatti la Valle dei Templi, il parco archeologico più esteso del mondo. Un territorio vastissimo, 1300 ettari che ospitano i resti ben conservati di 10 templi dorici, 3 santuari e numerose necropoli e fortificazioni.

Dal 1998 Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco, è un’incredibile testimonianza del periodo ellenico, custode di una straordinaria ricchezza monumentale e paesaggistica, a cui appartengono i resti dell’antica città greca di Akragase il territorio circostante sino al mare.

Visitare la Valle dei Templi sarà come fare un tuffo nel passato, nella storia dell’antica cultura greca. L’esperienza sarà ancora più completa partecipando all’esclusivo spettacolo teatrale e musicale de Le Stoai. L’evento, programmato per tutta l’estate 2022, inizia nel giardino tra gli ulivi secolari, per poi spostarsi nella sala interna e continuare con una degustazione di prodotti tipici dell’antica Grecia, oggi alla base della cucina tradizionale siciliana. Il tutto accompagnato da Ambrosia d’Uva, nettare di cui si nutrivano gli dei. Durante la degustazione gli attori continuano la recitazione tra i commensali, che possono interagire con loro dando vita a uno spettacolo ogni volta unico. La rappresentazione si conclude nella terrazza all’aperto, ancora con la splendida vista sulla Valle dei Templi.

Un’esperienza unica, immersiva e interattiva, che si ispira alla storia millenaria dell’antica Grecia, per valorizzare, attraverso l’arte e la cultura, la bellezza attuale del territorio.

Itinerario letterario, da Il Gattopardo a Montalbano
Luigi Pirandello, Giuseppe Tomasi di Lampedusa con Il Gattopardo, Leonardo Sciascia. Per arrivare ai giorni nostri con Andrea Camilleri e il suo Montalbano. Sono solo alcuni dei grandi letterati che hanno scritto di questi luoghi legandoli per sempre a personaggi, atmosfere, emozioni.

I cercatori della città immaginaria de Il Gattopardo, Donnafugata, possono raggiungere, in meno di mezz’ora d’auto dall’Alba Palace, la città di Palma di Montechiaro che ha ispirato Giuseppe Tomasi di Lampedusa per l’ambientazione di alcune delle pagine più note del libro.

La bella Agrigento, nonché sua città natale, è invece al centro delle opere di Luigi Pirandello. Dal centro storico alla Valle dei Templi, spingendosi nei dintorni dell’agrigentino, da Porto Empedocle e Villaseta fino a Comitini e Aragona, tutte località a meno di 15 km dall’Alba Palace.

Agrigento e Porto Empedocle, suo paese natale, sono anche i luoghi a cui pensava Andrea Camilleri mentre scriveva i romanzi di Montalbano.

Itinerario artistico: Farm Cultural Park a Favara
Gli appassionati di arte potranno rimanere nella vivace cittadina di Favara che ospita, oltre all’Alba Palace Hotel, anche il Farm Cultural Park. Una galleria d’arte a cielo aperto, nonché vivace cantiere artistico, che ha reso Favara nota come punto di riferimento per l’arte contemporanea del sud Italia. Inaugurato nel 2010, nasce con l’intento di valorizzare il centro storico e di dare nuova vita ai Sette Cortili, all’epoca in stato di abbandono. Oggi questi stessi luoghi sono spazi di socialità e abitare temporaneo e ospitano mostre permanenti di pittura, fotografia, musica ed eventi di ogni genere. Tra gli artisti anche architetti, designer, musicisti e creativi che hanno proposto le loro opere facendo dei Sette Cortili la seconda attrazione turistica della provincia di Agrigento dopo la Valle dei Templi.

Itinerario naturalistico, non solo spiagge
È normale associare la vacanza nell’agrigentino con il mare e le sue splendide spiagge. Ma dal punto di vista naturalistico c’è molto di più. Il territorio offre una ricca biodiversità che spazia dalla costa alle campagne, fino alla catena dei Monti Sicani con percorsi trekking e passeggiate nel verde.

Suggestiva è la Riserva Naturale Torre Salsa, a mezz’ora circa di auto dall’Alba Palace. L’Oasi WWF si estende su un’area di oltre 700 ettari, tra Siculiana Marina ed Eraclea Minoa. Il paesaggio incontaminato si sviluppa lungo 6 km di costa con falesie, dune e spiagge incontaminate.

Da visitare sicuramente il famoso Giardino della Kolymbethra, all’interno della Valle dei Templi. Si tratta di un piccolo gioiello naturalistico, rinato grazie al FAI Fondo Ambiente Italiano, caratterizzato da una grande varietà arborea. Dalla tipica vegetazione della macchia mediterranea all’agrumeto con limoni, mandarini e aranci, anche appartenenti ad antiche varietà. Fino a mandorli, carrubi e fichi d’india.

Itinerario enogastronomico: Museo della Mandorla siciliana
Non si può parlare di Sicilia senza entrare nel campo dell’enogastronomia. Favara stessa è detta la “Città dell’Agnello” per il suo caratteristico dolce tipico a base di mandorle e pistacchi.

Del resto, in questo settore l’Alba Palace è un vero specialista! Il ristorante Le Traveggole è presente dal 2014 nella Guida Michelin e inserito nella selezione delle Eccellenze di Sicilia della Guida di Repubblica. La cucina, affidata alla chef Francesca Restivo, assicura esperienze culinarie esclusive e prodotti di altissima qualità provenienti dal territorio. In uno splendido ipogeo agrigentino trova posto invece la Cantina che custodisce una ricca e pregiata selezione di etichette.

Ma rimanendo a Favara, c’è un altro gioiello da scoprire: il Museo della Mandorla siciliana. Fondato da Antonio Alba, permette di conoscere la storia del mandorlo, proprietà, raccolta e lavorazione, fino all’utilizzo del frutto in pasticceria e più in generale in cucina. Promosso da Marzipan, si propone come centro per la promozione delle eccellenze gastronomiche e agroalimentari siciliane.

 

Info: Alba Palace****
Via Belmonte 21 Favara (AG)
tel. +39 0922.437146
www.albapalace.com

Le Stoai – via Alfredo Capitano 1
Valle dei Templi, Agrigento
https://stoai.show/


MANGIARE SANO PER AFFRONTARE L’ESTATE: L’HEALTHY BAKERY DI FABIO TUCCILLO

Sì ai carboidrati. Per una dieta mediterranea, sana e bilanciata, basta scegliere gli alimenti giusti.
Demonizzati, sostituiti o del tutto eliminati, i carboidrati, un tempo immancabili sulle tavole degli italiani, sono diventati il “nemico giurato” di chi segue diete ipocaloriche e low carb. Perché rinunciare al pane o alla pizza, se preparati in modo artigianale e con ingredienti selezionati? La dieta mediterranea, sana e sostenibile, confermata per il quinto anno consecutivo la migliore al mondo nella classifica dell’US News & World Report, è incentrata proprio sulla corretta scelta ed abbinamento degli alimenti, tra i quali i cereali integrali, il pane e la pasta.

Il Bakery chef Fabio Tuccillo, racconta, attraverso i suoi prodotti, quanto un particolare tipo di farina, la corretta lievitazione e la giusta quantità di acqua in un impasto, accompagnati ovviamente da ingredienti genuini, possano contribuire ad un regime nutrizionale bilanciato ed anche ad un’azione preventiva per alcune malattie.

Questi i temi trattati dal Bakery chef nella trasmissione di Canale 9 Mattina in Salute, dove ha presentato le sue ricette healthy per la rubrica “La Prevenzione nel piatto”.

“Un pasto equilibrato deve essere leggero, ma allo stesso tempo deve darci l’energia giusta per affrontare la giornata e l’estate” afferma Fabio Tuccillo. “Il segreto per un regime dietetico controllato è scegliere i prodotti giusti, che siano sani, nutrienti, ma anche gustosi, che possano essere apprezzati da tutti e in particolare dai giovani, sempre più attenti ad una corretta alimentazione. Farine di cereali, di tipo 1, di Chia e lievito madre, accompagnati da ingredienti freschi, da sempre consigliati nella dieta mediterranea, generano dei prodotti da forno che rispondono perfettamente a questa esigenza e che, in un’ottica di prevenzione, garantiscono un’alimentazione varia ed equilibrata, che può assicurare i nutrienti necessari a preservare le nostre difese immunitarie.”

È proprio in quest’ottica che, grazie alla collaborazione con l’oncologo dott. Crescenzo Muto e della biologa nutrizionista dott.ssa Silvana Di Martino, è nata la Pizza “anti-cancro”, definita così dagli stessi specialisti per enfatizzarne le caratteristiche nutritive ed antiossidanti, presentata da Fabio Tuccillo in occasione del Convegno “Prevenzione & Friends. Cultura, Scienza ed Arti figurative per la diffusione della Conoscenza per la Prevenzione delle Malattie”, in collaborazione con Lions Clubs International. L’impasto di questa pizza “speciale” è realizzato con lievito madre e farina di tipo 1, meno raffinata, più digeribile rispetto alla farina 00 e ad alto contenuto di fibre. In aggiunta, ingredienti selezionati e ricchi di agenti antiossidanti, quali fiordilatte di Agerola, friarielli con aglio e peperoncino, pomodorini gialli Corbarino, olive di Caiazzo, olio extra-vergine di oliva, mandorle e maggiorana.

In vista delle temperature più calde è sempre bene privilegiare una dieta variegata, ricca di acqua, frutta, verdure, ma anche pasta e pane, alimenti alla base della dieta mediterranea, che mangiati nelle giuste quantità, contribuiscono all’apporto di nutrienti essenziali per il nostro organismo e delle calorie necessarie per bilanciare il dispendio energetico giornaliero.

“Condivido da anni i benefici della dieta mediterranea, perché è l’unica che può essere seguita per lunghi periodi, utile perché diamo al nostro organismo tutti quegli elementi fatti di macro e micronutrienti che da soli non riusciremmo a produrre” afferma la dott.ssa Silvana Di Martino.

“L’apporto di grassi buoni come quelli del pesce, Omega 3 e 6, insaturi e di origine vegetale, di lecitina e fitosteroli, aiuta anche a combattere l’aumento dei trigliceridi nel sangue e a diminuire il contenuto di colesterolo, con vantaggi sul sistema cardiovascolare. Previene e cura le malattie metaboliche e l’obesità. Attenzione però a non incorrere negli errori più comuni della dieta mediterranea contemporanea, come il consumo in eccesso di pasta industriale, pane bianco, farine e zucchero raffinati, la scarsa attenzione ad oli e condimenti e alla stagionalità dei prodotti.”

Pani alla curcuma, al grano saraceno, alla crusca, ai semi di Chia e quinoa, alla zucca, tutti fatti con lievito madre, sono alimenti consigliati, per le loro qualità e benefici per la salute.

In particolare, il grano saraceno, fonte di vitamine, contrasta gonfiori e grasso addominale; aiuta a ridurre glicemia e colesterolo, prevenendo problemi cardiovascolari e diabete; ha effetti positivi contro la cellulite e protegge da stress e ansia. Anche la crusca è consigliata per perdere peso e per tenere sotto controllo il colesterolo. In più allevia l’irritabilità; svolge attività di prevenzione oncologica e migliora l’attività cardiaca, i processi metabolici e l’attività riproduttiva. I semi di Chia infine, ricchi di calcio, di acidi grassi essenziali, Omega 3 e Omega 6, aiutano a controllare i processi infiammatori, ad un corretto sviluppo del sistema nervoso e a ridurre il rischio di disturbi cardiovascolari.

Anche le barrette multicereali ai frutti rossi, dalle note proprietà antiossidanti, o i dolci per la colazione, senza grassi e zuccheri aggiunti e senza conservanti, come quelli realizzati dal Bakery chef Tuccillo, possono essere dei sani e gustosi alleati per una dieta healthy e bilanciata. Perché rinunciare, quindi?

Il Bakery chef Fabio Tuccillo è titolare della Tuccillo Bakery, che gestisce insieme a suo fratello Gianfranco, socio dell’attività e ideatore del progetto insieme al padre Antonio. Nata nel 2014, la Panetteria Tuccillo si è evoluta nel corso degli anni, associando alla produzione di pane e panini, anche la pasticceria e gli altri prodotti da forno, che oggi la rendono riconoscibile come Bakery per un vasto pubblico, sia di clienti privati che Ho.re.ca.


Dinner Show dei 21 “Solisti del Gusto” di “Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori”

Torna martedì il 28 giugno al tramonto sul lungomare di Grado, l’atteso appuntamento di alta cucina più glam dell’estate, la Cena Spettacolo di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, il noto gruppo delle 21 star della ristorazione, che – secondo un format di successo collaudato ormai da una ventina di anni – mette in scena in luoghi di grande suggestione, quanto di più raffinato propone in tavola il Friuli Venezia Giulia. L’appuntamento è alle 19.30 sul Lungomare Nazario Sauro: a dare all’evento un fascino particolare sarà il tramonto del sole, che si vedrà lentamente calare all’orizzonte, alle spalle delle postazioni dei ristoratori.

Il Dinner Show sarà una sorprendente cena con un raffinatissimo menu in omaggio alla cucina dell’estate, liberamente interpretata dagli chef dei ristoranti del gruppo, i “Solisti del Gusto” che cucineranno in diretta, davanti al pubblico piatti di alta creatività creati appositamente per la serata: AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca D’Isonzo, All’Androna di Grado, Caffetteria Torinese di Palmanova, Campiello di San Giovanni Al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Collalto di Tarcento, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta di Varmo, Enoteca di Buttrio, La Subida di Cormòns, La Taverna di Colloredo Monte Albano, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di Savogna d’Isonzo, Mondschein di Sappada, San Michele di Fagagna, Vitello d’Oro di Udine. Accanto a loro altrettanti vignaioli, che proporranno il perfetto abbinamento cibo-vino. L’ouverture – così come la chiusura con i dolci, i gelati, il caffè e i distillati – sarà affidata ai 19 artigiani del gusto, ovvero piccoli e grandi produttori agroalimentari di livello assoluto, uniti a ristoratori, vignaioli e a 6 partner tecnici attorno al progetto di valorizzazione del cibo, dei prodotti e del territorio del Friuli Venezia Giulia, delle cui eccellenze enogastronomiche il gruppo è portabandiera.

I dettagli del menu saranno consultabili sul sito www.friuliviadeisapori.it.
La Cena Spettacolo inizierà alle 19.30. È gradito l’abito elegante.

Il costo è di 70 € e i biglietti si possono acquistare nei ristoranti del gruppo oppure alla segreteria del consorzio (info@friuliviadeisapori.it, Tel. 0432 530052 di mattina).
In caso di maltempo l’evento si terrà il 29 giugno.


Rebola, il vino “made in Rimini”

Da uva “Grechetto gentile” (Grechetto: dai vitigni pertinenti al gruppo dei “Greci”, cioè vitigni dalle caratteristiche ampelografiche diverse, utilizzati nel Medioevo per produrre vini molto simili a quelli importati nell’Italia meridionale attraverso la Magna Grecia o dal Mediterraneo orientale) di recente, la ricerca scientifica, ha verificato l’identità di quest’uva con il Pignoletto diffuso sui Colli Bolognesi e con il Grechetto di Todi tipico dell’Umbria.

“La Rebola è vino fresco, croccante, vellutato, con note molto sapide, proprio perché legato al nostro mare Adriatico… – assicura Massimo Lorenzi, produttore vitivinicolo della zona che col fratello Davide è alla guida della cantina Enio Ottaviani, a San Clemente, in Romagna – Questo vino è un vero tour operator: la bottiglia, unica, con la scritta in rilievo sul vetro “Rimini”, fa promozione turistica perché va sulle tavole del mondo e così si è cominciato a ragionare, non più a comparti stagni, ma il mare ha cominciato a dialogare con l’entroterra”.

Fra il blu del mare e il verde intenso delle colline dell’entroterra, “lui” si chiama Rebola: le prime tracce di questo vitigno a bacca bianca risalgono al XIV secolo. A lungo dimenticato, è arrivato al punto di rischiare di estinguersi, ma, grazie alla creatività geniale e un po’ visionaria di alcuni viticoltori locali, è stato ripreso e così la Rebola è tornata sulle tavole.

Finalmente a gennaio 2021, 16 produttori della provincia di Rimini, si sono messi assieme per rilanciare a tutti gli effetti, la Rebola… La zona è divisa in tre territori: San Clemente, Coriano e Verucchio, dunque, se dici Rebola, dici Rimini – afferma deciso Lorenzi -.
Prodotto identitario per un territorio intero, valorizzato, come spesso accade, anche attraverso il vino. E se siamo nella riviera romagnola, tutto è più grande, più bello, più buono!

Fascinazione del mito di Rimini, località famosa e rinomata in tutta Europa, grazie ai suoi 15 km di splendide spiagge di sabbia, grazie alla miriade di hotel e agli altrettanti bar e ristoranti e, adesso, pure con il suo vino “dedicato”! Rimini è voglia di vivere l’estate e, quale migliore rappresentante dell’arenile riminese se non Gabriele Pagliarani (bagno 26 di Rimini) può alzare il calice di Rebola per fare un brindisi alla bella stagione già incalzante?

La Rebola è complemento naturale del pesce dell’Adriatico… – è il ristoratore Massimiliano Masini che ne motiva, a ragion veduta, l’abbinamento con i piatti in cui il pesce è protagonista…- E’ romagnolo, fresco, estivo, il “vino di Rimini”, si abbina a diversi piatti, tra cui il mitico antipasto freddo di pesce, oppure a uno spaghetto alle vongole, il primo tipico del nostro territorio (nelle versioni rossa e/o bianca) – è  Masini a parlare –  ma è consigliato anche con tanti altri piatti di pesce e, non solo… (perché, con piadina rucola e squacquerone… no?)

Mentre in spiaggia a Rimini, è già tutto pronto per dare il benvenuto a milioni di turisti, sulle prospicienti colline, si guarda già alla prossima vendemmia, ma a che punto è l’uva, lo afferma con cognizione di causa Massimo Lorenzi: “La stagione è molto calda, poco piovosa, solitamente si comincia a vendemmiare verso il 20 di agosto con i bianchi, ma quest’anno,  prevediamo un anticipo di almeno una settimana…”

Certificazione: DOP; tipologia: fermo; colore: bianco; sapore e odore: fruttato; vitigni: Pignoletto, minimo 85% e 15% Biancame, Mostosa e Trebbiano Romagnolo. Max. per ettaro: 110 q.li con resa in vino massima del 70% (50% per il tipo passito). Il vino Rebola tipo “secco”  va dal paglierino chiaro al lievemente dorato. Ha un odore caratteristico, delicatamente fruttato e un sapore asciutto, armonico, di caratteristica morbidezza. Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50%. Temperatura di degustazione: 10 °C.

Le aziende che propongono Rebola di Rimini sono: Cantina Fiammetta, Fattoria del Piccione, Enio Ottaviani Winery, Tenuta Santini, Fattoria Poggio San Martino, Ca’ Perdicchi, Agriturismo San Rocco, Podere dell’Angelo, Vini San Valentino, Cantina Pastocchi, Agricola I Muretti, Tenuta Santa Lucia, , Cantina Franco Galli, Podere Vecciano, Le Rocche Malatestiane Rimini e  Agriturismo Case Mori.

(Antonio Farnè inviato Tg2 Rai)


MAMOIADA: il regno dei vini sardi di montagna

Mamoiada è un paese di 2500 abitanti immerso nella natura maestosa della Barbagia di Ollolai e a pochi chilometri dal capoluogo Nuoro, famoso soprattutto per il suo carnevale e le splendide maschere dei Mamuthones.

Mamoiada vanta una delle più alte concentrazioni al mondo di cantine vinicole per abitante: 200 cantine familiari, che producono vino per autoconsumo e 33 che imbottigliano regolarmente, per un totale di 400.000 bottiglie all’anno. Da segnalare l’alta concentrazione di giovani e donne tra gli oltre cento addetti del settore che investono le loro risorse nel territorio e che fanno di Mamoiada un paese in controtendenza rispetto all’esodo giovanile di tanti paesi del centro Sardegna.

Potendo vantare un clima assolutamente perfetto per la vinificazione, con forti escursioni termiche, buona piovosità, terreni costituiti da disfacimenti granitici, altezza media dei vigneti a 730 m s.l.m., ottima ventilazione e con una estensione vitata di circa 350 ettari, Mamoiada è diventata oggigiorno meta di appassionati di vino da tutta Italia ed Europa.

I Vini di Mamoiada, principalmente Cannonau, ma anche l’autoctono vitigno a bacca bianca Granazza prodotta anche con lunghe macerazioni sulle bucce, sono ormai da tempo presenti nelle principali guide specialistiche con riconoscimenti di assoluto rilievo.

A tutela della qualità dei vini prodotti, 70 viticultori del paese si sono consorziati nell’associazione “Mamojà” che garantisce un disciplinare molto rigoroso ed incentrato sulla esclusiva provenienza locale delle uve, sull’utilizzo di soli lieviti indigeni nelle fermentazioni e su tecniche tradizionali e sostenibili di produzione e di trasformazione.

Per preservare l’unicità dei migliori vigneti è stato utilizzata la classificazione in cru, localmente detti “Ghirada”, a garanzia della peculiarità dei singoli appezzamenti di vigna che spesso sono molto vecchi e addirittura, in alcuni casi,  di oltre un secolo!

Per chi volesse immergersi nella cultura enologica locale, il paese offre interessanti possibilità per gli appassionati di enoturismo con la presenza della fornitissima enoteca “la Rossa” di Andrea Cosseddu, anch’egli produttore di vino, e l’ottima osteria “Abbamele” dello chef Mauro Ladu, nonché di numerosi ristoranti, pizzerie e negozi tradizionali.

Naturalmente il centro del paese è disseminato di cantine vinicole presso le quali potrete fermarvi per degustare i loro magnifici vini di montagna e fare acquisti.

(Andrea Spagna)

Associazione Culturale Mamojà
Via Vittorio Emanuele II
08024 Mamoiada (NU)
ac.mamoja@gmail.com


Palazzo di Varignana entra nel mondo del vino

Presentato il progetto enologico che propone quattro varietà̀ di vini nati per alimentare il dialogo tra natura e paesaggio delle colline bolognesi. Apre le porte anche la nuova cantina, con un programma di degustazioni ed esperienze pensate per vivere in armonia tra terra, cielo e sapori autentici.

Già, perché dopo aver messo a dimora 150.000 alberi di olivo e aver prodotto alcuni tra gli extra vergine più premiati d’Italia, Palazzo di Varignana entra oggi nel mondo del vino.
Viene così svelato il progetto enologico avviato nel 2017 con la messa a dimora dei primi vitigni, arrivato oggi a contare 50 ettari vitati, per una prima produzione di quattro varietà di vini: per consegnare al pubblico i profumi, i sapori e le sfumature del particolarissimo terroir delle colline di Varignana:

– Pinot Nero IGT Rubicone, un perfetto equilibrio tra piacevolezza, tannicità e freschezza, con un finale persistente e con un retrogusto balsamico.

– Sangiovese Superiore Romagna DOC, dal colore rosso rubino intenso, al naso esprime sentori di ciliegia e piccoli frutti rossi e neri sublimati da note alla liquirizia.

– Chardonnay IGT Rubicone un vino ammaliante che si apre con intensi sentori di fiori gialli e cedro, mentre nel bicchiere libera un intenso profumo di frutti tropicali.

– Villa Amagioia Spumante Metodo Classico Brut dagli aromi delicati di agrumi e caratterizzato da note di spezie dolci in bocca risulta equilibrato, fresco e sapido.

Si apre un nuovo capitolo nella storia di questo marchio, che in pochi anni si è affermato nel settore food con la produzione di prodotti di eccellenza e degli ormai celebri oli extravergine: monovarietali e blend. Nato dalla volontà di Carlo Gherardi di costruire un rapporto di armonia tra territorio, agricoltura, servizi di ospitalità e benessere per la persona, Palazzo di Varignana si appresta oggi a definire il proprio approccio al mondo del vino, con un corollario di esperienze attorno alla cantina, pensate per alimentare il rapporto tra vino e contesto naturale.
“Una parte importante delle mie passioni personali per la natura è da tempo diventata l’occasione per lasciare un’eredità al futuro – afferma Carlo Gherardi, fondatore di Palazzo di Varignana – l’agricoltura, l’agronomia, l’amore per la terra mi ha spinto in questi anni a cercare un nuovo equilibrio tra paesaggio e bellezza, mettendo a dimora antiche varietà d’olivo, collezioni di alberi rari, mandorleti e frutti dimenticati; coltivazioni di zafferano o di goji; orti di erbe aromatiche. Oggi presento un nuovo capitolo di questo desiderio di natura, cultura, bellezza e sapore. Il progetto enologico di Palazzo di Varignana ci spinge ancora una volta a unire la tecnica con la sensibilità per dare vita a una linea di vini bianchi e rossi, che avremo la pazienza di accompagnare nella loro maturazione.”

Il progetto enologico
Il progetto enologico di Palazzo di Varignana muove i primi passi nel 2017 sotto la guida dell’enologo Giovanni Sordi, ed inizia con la messa a dimora di alcuni vitigni storici del territorio come il Sangiovese.
A questi si è aggiunto il Pinot Nero, per realizzare il desiderio di produrre uno spumante metodo classico blanc de noir. Quest’ultima cultivar, la più sensibile e delicata ma allo stesso tempo complessa ed elegante è quella che ha dato maggiori soddisfazioni. Dimostrando che, il mosaico di suoli che caratterizza le colline di Varignana, uniti al particolare microclima, trasmettono al Pinot Nero caratteristiche uniche.
Ad oggi si contano 50 ettari di vigneto, poste in un anfiteatro naturale caratterizzato da un microclima originalissimo dovuto al rapporto tra la moderata altitudine e l’orografia del territorio: stretto tra i calanchi e le colline lussureggianti di oliveti. Una culla ideale per la viticoltura.

Palazzo di Varignana ha scelto di produrre vini rossi senza solfiti aggiunti seguendo la costante tensione verso la naturalezza che caratterizza l’intera filosofia di approccio alla terra del resort. Per ottenere un vino realmente unico, capace di esprimere i sapori della propria terra è infatti necessario ascoltare il respiro originale della terra, intervenendo il meno possibile. Si tratta quindi di un lavoro che punta al recupero delle conoscenze antiche e che vede la sua buona riuscita nelle abilità dei viticoltori, della cura della pianta e nell’attenzione ai dettagli durante i travasi, passaggi fondamentali nella lavorazione del vino.

La cantina di Palazzo di Varignana
Fiore all’occhiello del progetto enologico è la realizzazione di una nuova cantina semi ipogea, incastonata tra l’Anfiteatro della vigna e il sistema di dimore storiche del resort di Palazzo di V arignana.
La cantina si avvale di vasche in cemento per la vinificazione dei vini fermi, mentre per l’elaborazione delle basi spumante è stato scelto di utilizzare vasche di acciaio inox. La barricaia è mantenuta ad una temperatura costante di 14°C e, sotto le sue imponenti volte in mattoni rossi, ospita le botti in legno di rovere francese per l’affinamento di rossi più strutturati. Non solo produzione e attesa per la maturazione dei vini, ma anche luogo dove conoscere e condividere. La Cantina di Palazzo di Varignana propone infatti una serie di occasioni per vivere il rapporto tra paesaggio e gusto, ricuciti in un unico gesto nella terrazza sulla vigna, una location d’eccezione per perdere lo sguardo tra le colline emiliane.
Alla scoperta dei vini di Palazzo di Varignana con le “Esperienze in cantina”
Un ricco programma di degustazioni sensoriali è stato costruito per favorire il godimento dei nuovi vini immersi nel paesaggio di Varignana con le “Esperienze in cantina” dove le degustazioni sono accompagnate da una selezione di taglieri di formaggi e affettati pensati per esaltare il rapporto tra tavola e spirito e godere in compagnia della vera Emilia.

Degustazione sensoriale di olio extravergine: un gioco di accostamenti tra oli monocultivar, blend, un pane fragrante e le verdure raccolte nell’Orto Giardino del Rio Rosso. A concludere l’esperienza un brindisi con il vino di Palazzo di Varignana. Prezzo: 15 €

Degustazione di vino en plein air: un assaggio dei vini del resort accompagnati dai prodotti del territorio come il pane con farina di semi d’uva, le mandorle e le nocciole dell’orto.
Prezzo: 17 €

– Per un’esperienza a 360 gradi è possibile scegliere la Degustazione Superior che comprende due calici a scelta di vino bianco o rosso e due assaggi oli Extravergine d’oliva o la Degustazione Premium con due calici di vino bianco, due calici di vino rosso e due assaggi oli extravergine d’oliva. In abbinamento alle degustazioni di oli e vini una proposta food con i prodotti a km0 dell’azienda agricola. Prezzo da 25€ a 35 €

Degustazione di vino e olio con pranzo e passeggiata: un viaggio sensoriale che inizia con una passeggiata accanto ai vitigni fino all’Anfiteatro naturale sul lago e che prosegue con un percorso di degustazione dell’olio extravergine d’oliva e del vino di Palazzo di Varignana. Un pranzo all’Aurevo Restaurant termina la giornata con un omaggio all’oro verde delle terre del resort. Prezzo: Adulti 64 € / Bambini 32

I vini di Palazzo di Varignana e le loro caratteristiche

Pinot Nero IGT Rubicone
Il mosaico di suoli tipico del paesaggio dei calanchi che circondano le colline di Palazzo di Varignana trasmettono al Pinot Nero caratteristiche uniche. La concentrazione dalle argille azzurre e l’espressione aromatica delle sabbie gialle, generano un vino complesso ed elegante in grado di esaltare tutto il potenziale di questo territorio. Il vino si presenta con un elegante colore rosso rubino. Il naso si apre con sentori di viola e piccoli frutti rossi maturi. Nel bicchiere si percepiscono intriganti note speziate e balsamiche. Al palato il vino è ampio e vellutato, un perfetto equilibrio delle sue componenti ne esalta la piacevolezza, il finale persistente riprende la frutta e le note balsamiche percepite al naso. Prezzo: 14,00€

Sangiovese Superiore Romagna DOC

I vigneti di Palazzo di Varignana sorgono su un’area di confine dove le tipiche colture emiliane incontrano quelle romagnole, nasce qui il nostro Sangiovese, un vino capace di cogliere la storia del territorio. La veste è di rosso rubino intenso, al naso esprime sentori di ciliegia e piccoli frutti rossi e neri sublimati da note eteree alla liquirizia. Al palato il vino si presenta voluminoso, equilibrato con una vibrante parte tannica, che racconta l’anima della terra di Varignana. Il finale sapido e persistente richiama gli aromi percepiti al naso. Prezzo: 14,00 €

Chardonnay IGT Rubicone

Lo Chardonnay nel territorio di Palazzo di Varignana ha trovato la collocazione ideale per poter esprimere le qualità che hanno reso famoso questo vitigno nel mondo. La complessità di suoli e le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte esaltano il potenziale aromatico di questo vitigno, producendo così un vino unico e suadente. L’abito è di color giallo paglierino acceso. Al naso è avvolgente e si apre con intensi sentori di fiori gialli e cedro, nel bicchiere libera profumi di frutti tropicali arricchiti da eleganti note minerali di gesso e pietra focaia. Al palato è succoso, con una buona acidità che ne celebra la bevibilità, il finale è sapido e il retro-olfatto riprende gli aromi percepiti al naso. Prezzo: 14,00 €

Villa Amagioia Spumante Metodo Classico Brut

L’essenza di Palazzo di Varignana si esprime in tutte le sue peculiarità con il Villa Amagioia Metodo Classico blanc de noir. Il Pinot Nero attraverso le moderne tecniche di vinificazione e spumantizzazione racconta perfettamente tutto il potenziale di questo territorio. Si presenta di un color dorato brillante e luminoso con un perlage fine e persistente. Al naso esprime aromi delicati di agrumi e note di spezie dolci. In bocca è equilibrato, fresco e sapido.
Prezzo: 18,00€

Tutte le varietà di vini di Palazzo di Varignana possono essere acquistate online nella sezione e-commerce del sito www.palazzodivarignanafood.com, oltre che nello shop e nei ristoranti all’interno del resort.

Palazzo di Varignana: una storia di ospitalità, natura, cultura, benessere, cultura, benessere e buon gusto. Avvolto dalla magia silenziosa dei colli bolognesi, Palazzo di Varignana domina dall’alto il paese da cui prende il nome. Cuore del Resort è Palazzo Bentivoglio, castello di campagna dalle quattro tradizionali torri datato 1705, ristrutturato rispettando il fascino della sua storia. L’edificio storico principale è circondato da un borgo contemporaneo costruito in pietra, secondo un’architettura coerente ed armonica col paesaggio circostante. Attorno al complesso si estendono 30 ettari di terreno suddivisi tra vasti spazi verdi, parchi, fonti d’acqua e panorami mozzafiato. Un modello di ospitalità originale e sostenibile che vanta 140 camere, una SPA unica e originale, dove Oriente e Occidente si intersecano in perfetto equilibrio e uno splendido Giardino Ornamentale, inserito nel prestigioso network Grandi Giardini Italiani. Completano il quadro i tre ristoranti del resort, con proposte culinarie che spaziano dalla cucina fine dining a quella più tradizionale, i percorsi sportivi anche all’aperto, le sette ampie piscine esterne e gli eleganti spazi dedicati a cerimonie, eventi e congressi con innovative dotazioni tecnologiche. Il percorso di recupero che ha ispirato la rinascita di Palazzo Bentivoglio ha coinvolto nel tempo anche il territorio circostante: Palazzo di Varignana ha scelto infatti di recuperare antiche cascine trasformandole in Ville di lusso – 5 ad oggi, 7 entro il 2024 – e valorizzarne la ricchezza avviando una propria azienda agricola, un insieme di terreni che sono arrivati oggi a 500 ettari, da cui nascono prodotti a Km zero di alta qualità. Fiore all’occhiello di questa storia è la vocazione a ripristinare le antiche varietà di olivi, che estendendosi oggi in 200 ettari (oltre 150mila piante) consentono di produrre un olio extravergine di oliva di altissima qualità che ha ottenuto premi e riconoscimenti in tutto il mondo.

PALAZZO DI VARIGNANA S.R.L
40024 VARIGNANA
CASTEL SAN PIETRO TERME (BO) – ITALY
TEL +39 051 19939917 – FAX +39 051 19938380
FOOD@PALAZZODIVARIGNANA.COM
WWW.PALAZZODIVARIGNANA.COM

 

 

 

 


Terra e mare in un sorso di vino...

La promozione della Doc Erice attraverso vini eleganti e dalla marcata identità, rispettosi della storia e al contempo dalla spiccata contemporaneità. Utilizzando responsabilmente le risorse naturali al fine di avere una decisa riduzione dell’intervento dell’uomo. La filosofia operativa delle Cantine Fazio si concentra sul valore del territorio e della sua gente, su di un lavoro che rispetta la natura, la biodiversità; un lavoro che vuole lasciare un futuro migliore alle nuove generazioni. E’ un vero racconto di un angolo di Sicilia attraverso i vini, il mondo agricolo e paesaggistico. Dedizione e amore per l’arte della viticoltura.E’ una bella storia quella della casa vinicola Fazio, una storia legata all’impegno e alla passione di una famiglia che da quattro generazioni coltiva la vite e produce vini che esprimono al meglio il terroir di origine. Non è dunque un caso se negli ultimi vent’anni la Cantina è diventata un punto di riferimento per il sistema del vino siciliano, sia a livello nazionale che internazionale. Oggi, i vini, sono infatti presenti sui mercati di oltre venti paesi nel mondo.

Per tornare al territorio vi parlo di un anfratto di terra siciliana a dir poco affascinante, basti pensare alla bellezza dello Stagnone di Marsala, alla saline che arrivano fino a Trapani, alle incantevoli isole Egadi. E poi l’entroterra, la suggestiva Erice che domina dall’alto la campagna e i vigneti, vigneti impreziositi da differenti condizioni pedoclimatiche e posizionati a diverse altitudini che variano dai 250 ai 700 metri sul livello del mare. La Doc Erice appartiene ad un territorio leggendario ricco di testimonianze storiche e scorci naturalistici. E’ qui che nel corso dei secoli la vite, insieme all’ulivo e al grano, ha contribuito a dare identità.
Vigneti collinari, micro-zone, microclimi e una viticoltura di prossimità per una terra storicamente vocata alla produzione vitivinicola. Ai suoli molto scuri calcareo argillosi si sposa un clima fresco e ventilato, mentre la vicinanza del mare conferisce alla terra caratteristiche davvero uniche. Le uve si arricchiscono di profumi, freschezza in un armonioso abbraccio tra sapida e acidità.

I vigneti aziendali sono stati impiantati dopo l’attenta valutazione dell’esposizione e della composizione dei terreni. La loro estensione si anima alle pendici del monte Erice per una superficie pari a 45 ettari toccando più Comuni della zona. La coltivazione della vite è condotta con sistemi a cordone speronato per il Cabernet-Sauvignon e il Merlot, ad alberello per il Catarratto e Guyot per i restanti vitigni.
La Casa Vinicola Fazio ha da sempre affiancato ai vitigni autoctoni anche varietà internazionali. Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Grillo, Catarratto, Carricante e Insolia, ma anche Müller Thurgau, Chardonnay, Syrah, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot. In tutte le varietà messe a dimora si riscontrano aromi gradevoli, armonici, caratteristici ed eleganti, con note fruttate, floreali e vegetali.
Un processo scandito dal ritmo della natura e dal susseguirsi dei cicli stagionali pone l’arco temporale della vendemmia tra la prima decade di agosto per le uve a bacca bianca, per inoltrarsi sino a tutto il mese di settembre con la raccolta delle uve nere.

I vini si distinguono per la fedeltà alle caratteristiche varietali delle uve, ma anche per l’approccio moderno e innovativo delle lavorazioni in cantina. Eleganti e ricercati, espressione del patrimonio ampelografico della Doc Erice. Sono vini che racchiudono i colori e i profumi delle terre di Sicilia. Le etichette esprimono una cultura del vino contemporanea senza tralasciare l’antico legame con la civiltà della vite, che qui affonda le sue radici in una tradizione millenaria. Dai bianchi freschi e fruttati ai rossi morbidi ed eleganti, fino agli spumanti ricercati e versatili, prodotti con metodo Charmat. Piacevolissimi vini che regalano agli appassionati una esperienza esclusiva e coinvolgente, attraverso sensazioni uniche destinate a perdurare nel tempo. La piacevolezza di bere vini figli di una terra che nelle sue sfumature abbraccia fraternamente sogno e realtà.

(Fabrizio Salce)


6^ edizione Borderwine: vino naturale, 70 vignaioli e oltre 250 etichette. Domenica 19 e lunedì 20 giugno a Villa Manin Passariano (UD)

Tutto pronto per il Salone Transfrontaliero del Vino Naturale: la 6^ edizione di Borderwine dà appuntamento per domenica 19 e lunedì 20 giugno a tutti gli amanti del vino prodotto “secondo natura” nello splendido parco di Villa Manin di Passariano frazione di Codroipo (UD) che ospiterà i vignaioli, le degustazioni, le proposte food, la musica e gli altri eventi. Saranno circa 70 i produttori presenti tra Friuli Venezia Giulia, Italia, Austria, Slovenia, Francia e Spagna per oltre 250 etichette in degustazione.
Da non perdere le degustazioni speciali come la verticale di Ribolla di Radikon, o la masterclass guidata da Gaetano Saccoccio che torna a Borderwine per far scoprire tutti i segreti di Lino Maga, volto del Barbacarlo, il vino diventato “mito” nell’Oltrepò pavese. E poi la degustazione di ReValpo, l’associazione che unisce sette produttori della Valpolicella che condividono un’idea di produzione che rispetta gli antichi ritmi della terra. Ad accompagnare i calici, ovviamente l’offerta gastronomica firmata Borderwine che ha selezionato le eccellenze del territorio dal FVG: non possono mancare le focacce e le proposte che uniscono FVG e Puglia di Mamm di Udine, per poi passare alla pizza romana e pluripremiata di Tajo (Udine), alla cucina naturale del Ristorante Al Tiglio di Moruzzo (UD), fino ai piatti del Bistrot Mimì e Cocotte di Trieste e a quelli di Anna Barbina, chef dell’Osteria Contemporanea di Lavariano (UD).

PAROLE AL VINO, domenica ore 20
Sul palco di Borderwine “Parole al vino”, lo spettacolo di Francesco Quarna e Maurizio Rossato, due protagonisti della programmazione di Radio Deejay, che unisce vino e poesia: un emozionante intreccio di musica e parole dei grandi autori della letteratura contemporanea, scelti in base al loro rapporto con il vino e con il territorio. Ogni spettacolo di “Parole al vino”, infatti, è unico perché viene costruito in base al luogo in cui va in scena, e quindi ai vini che vengono prodotti, agli autori locali o scegliendo le opere di chi ci ha vissuto. Oltre al vino e alla poesia, un altro elemento fondamentale dello spettacolo è la musica: l’intero incontro è accompagnato da un sottofondo musicale che immerge il pubblico in un affascinante viaggio fatto di parole ed emozioni.
I criteri per poter partecipare come produttori a Borderwine rimangono gli stessi: scelta dei terreni, rispetto della loro biodiversità, esclusione di qualsiasi tipo pesticidi, additivi o di manipolazione chimica o fisica. Produrre vino naturale per Borderwine significa guardare al futuro non solo dell’enologia, ma dell’agricoltura in genere, opponendosi alla logica che vuole una produzione continua e massiccia ad ogni costo.

Borderwine è organizzato grazie a Regione FVG, Promoturismo FVG, ERPAC, Camera di Commercio di Pordenone e Udine, Civibank, Gustai.it, Slowfood FVG, Ass. culturale Arsura, Ass. ReValpo, Biodynamic farmers of Italy, Natura delle Cose, Associazione Alberghi “Chiavi in Mano” di Udine, Ass. RicercArti, ASD E4RUN.

VILLA MANIN: un po’ di storia
Grandioso e armonico complesso settecentesco, oggi sede di importanti mostre d’arte di livello internazionale. È una delle ville venete più grandi d’Italia e fu la prestigiosa dimora dei nobili Manin, tra cui Lodovico, ultimo doge della Repubblica di Venezia. Fu proprio qui che, nel 1797, Lodovico dovette assistere alla firma del Trattato di Campoformido con cui Napoleone decretò la fine della Serenissima.
La villa è aperta al pubblico solo in occasione di mostre ed eventi, mentre è sempre visitabile il parco monumentale all’inglese che la circonda, una vera e propria oasi di 18 ettari che custodisce alberi secolari e statue allegoriche. Il giardino dei conti Manin nasce per incantare: appena lo vide, Goldoni ne rimase entusiasta. «Un soggiorno degno di un re» scrisse nelle sue memorie.

                                                                            BORDERWINE 2022 – I VIGNAIOLI

 Friuli Venezia Giulia

  1. Terre Pianca
  2. Villa Job
  3. Radikon
  4. San Lurins
  5. Dario Princic
  6. Terpin
  7. Le Due terre
  8. Ronco Severo
  9. Vini La Badie
  10. Alberto Lot
  11. Feudo dei Gelsi
  12. Zidarich

Nord Est

  1. Boschera Winkler (Veneto)
  2. Costadilà (Veneto)
  3. Terre di pietra (Veneto)
  4. Il monte caro (Veneto)
  5. Yeasteria (Veneto
  6. La venta (Veneto)
  7. Corte bravi (Veneto)
  8. Radoar (Trentino Alto Adige)
  9. Agricola Montenigo (Veneto)

Nord ovest

  1. Carussin (Piemonte)
  2. Rocco di Carpeneto (Piemonte)
  3. Casa Caterina (Lombardia)
  4. Castello di Stefanago (Lombardia)
  5. Vinicea (Piemonte)
  6. Fabrizio Iuli (Piemonte)
  7. La Ricolla (Liguria)
  8. Perego & Perego (Lombardia)

Centro Sud

  1. McCalin (Abruzzo)
  2. Podere Anima Mundi (Toscana)
  3. Tenuta Ca’ Sciampagne (Marche)
  4. Val di Buri (Toscana)
  5. Podere San Biagio (Abruzzo)
  6. Beppe fiorilla (Sicilia)
  7. Ferracane (Sicilia)
  8. Barraco Francesca (Sicilia)

Slovenia

  1. Stemberger
  2. Nando
  3. Kmetija Stekar
  4. Matej Svara
  5. Klabjan
  6. Klinec
  7. Uou
  8. Kristian Keber
  9. Zorjan
  10. Gordia
  11. Rencel
  12. Resa

Austria

  1. Sternberg
  2. Brett

Le cantine di Wine Indipendent

  1. Lammidia (Abruzzo)
  2. Indigeno (Abruzzo)
  3. Jacopo Stigliano (Emilia Romagna)
  4. Bevilacqua (Abruzzo)
  5. Ombretta Agricola (Veneto)
  6. Canlibero (Campania)
  7. Gismondi Campania)
  8. Sete (Lazio)
  9. Colombaia (Toscana)
  10. Edoardo Sacchetto (Veneto)
  11. Daniel Dage (Francia)
  12. Muster (Austria)
  13. Malauva (Umbria)

 

 

 

 


Viaggio nel gusto con il Treno di Dante tra Firenze e Ravenna

Un’esperienza di viaggio unica tra enogastronomia, cultura, arte, all’insegna del turismo slow a bordo di un treno storico sulle tracce del Sommo Poeta. Un’esperienza di viaggio unica, tra enogastronomia, arte, cultura all’insegna del turismo slow a bordo di un treno storico, che attraversa il cuore dell’Appennino Tosco-Romagnolo alla scoperta delle terre che Dante Alighieri visitò nel suo cammino tra Firenze e Ravenna. Un percorso incantevole che coniuga celebri città d’arte e borghi medievali completamente immersi nella natura. Ma anche un viaggio nel gusto, alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche che si possono trovare lungo il passaggio del Treno di Dante (www.iltrenodidante.it), pronto a ripartire in questa estate 2022 i sabati e le domeniche fino al 10 luglio e dal 27 agosto al 30 ottobre (escluso il 10 settembre), con una corsa straordinaria martedì 1° novembre. 136 km (da Firenze a Ravenna) a bordo di un treno detto “Centoporte”, messo a disposizione dalla Fondazione FS Italiane, che viaggia sulla linea ferroviaria Faentina, la prima in Italia ad attraversare gli Appennini, si presenta con tre ambienti: uno aperto per la classe standard (all’epoca terza classe), con i caratteristici interni di legno, la prima e la seconda classe con i divani imbottiti e dettagli Liberty, per complessivi 230 posti a cui si aggiungono il vagone postale e la motrice storica. Oggi di treni con queste caratteristiche ne rimangono solo pochi esemplari in Italia e sono considerati dei veri e propri gioielli nella storia del trasporto passeggeri, venendo concessi al pubblico solo per occasioni speciali come questa.

L’itinerario enogastronomico del Treno di Dante
Il treno parte da Firenze, la città dove Dante è nato nel 1265. La città offre tantissimi luoghi da visitare che raccontano il Poeta, tra cui la Casa di Dante e la vicina Chiesa di Santa Margherita, dove il Poeta incontrò Beatrice, che la tradizione vuole sia sepolta qui. E ancora il profilo del Poeta scolpito sul pavimento della piazzetta della Chiesa, mentre la maschera di Dante è custodita a Palazzo Vecchio. Cosa mangiare: i semplici piatti tipici, dalla bistecca alla “Fiorentina” alta e al sangue, ai primi come la Pappa al pomodoro e la Ribollita. Nei chioschi si ordina il Lampredotto, due fette di pane di toscano abbracciano una trippa cotta a puntino. Cosa bere: oltre al fiorentino Chianti Docg, anche gli altri celebri toscani come il Brunello di Montalcino Docg e il Nobile di Montepulciano Docg.
Si prosegue verso Vaglia, il primo comune del Mugello (Fi), per poi raggiungere la prima fermata di Borgo San Lorenzo (Fi). Cosa mangiare: gli Zuccherini del Mugello, biscottini tondi, bucati nel mezzo, profumati di anice, e il Pane del Mugello, senza sale come da antica tradizione artigianale. Cosa bere: per diversificare “la bevuta” precedente, il Chianti Classico Docg, invecchiamento minimo di 24 mesi. Il treno poi riparte verso Ronta (Fi), Scarperia e San Piero a Sieve (Fi) – due paesi uniti da sempre e dominati dalla famiglia dei Medici – per continuare sulle colline di Vicchio che ha dato i natali a Giotto e Beato Angelico. Oltrepassato Crespino del Lamone (Fi) – borgo noto per la qualità dell’acqua e le fontane – il treno prosegue e sosta a Marradi (Fi), la cittadina appenninica dove nacque il poeta Dino Campana. Cosa mangiare: il Marrone del Mugello IGP, base di tanti squisiti dolci e la Farinata con le Leghe, fatta con cavolo nero, farina di mais e fagioli. Cosa bere: una produzione, coraggiosa e difficile, vista la zona montana, è quella del Pinot Nero e la Malvasia.

Tappa successiva a Brisighella (Ra), patria del nobile Olio Extra Vergine d’Oliva “Brisighella Dop” e del Carciofo Moretto, piccolo e rustico, mai modificato geneticamente e che cresce solo qui: nei versanti più esposti al sole dei calanchi gessosi. Da bere: siamo entrati in Romagna è inizia anche il viaggio nei tanti vitigni di questa terra. Partiamo con il bianco Pagadebit Doc. Deve il suo nome perché in passato i mezzadri vignaioli riuscivano a pagare i debiti con questa uva, dalle rese sempre ottime. Ottimi anche i Trebbiano di Romagna Doc. Arriviamo a Faenza (Ra), famosa in tutto il mondo per la ceramica artistica. Da mangiare la pasta tipica della città: i Curzul. Il termine significa laccetti di scarpe, per via della forma. Sono stringhe a sezione quadrata, più spessi e più corti dei tagliolini. Il sugo per i Curzul è quello rosso allo Scalogno di Romagna Igp, meglio ancora se con le carni di Mora Romagnola, una antica razza suina autoctona. Da bere: siamo nel cuore della produzione dei due vini simboli della Romagna, il re Sangiovese Doc e la regina Albana Docg nelle versioni secco, dolce, passito e spumante, ma anche l’autoctono Centesimino (o Savignon Rosso). Infine Ravenna, la città in cui il Sommo Poeta completò la composizione del ciclo della Commedia e trascorse gli ultimi anni della sua vita fino alla morte nel 1321. Qui si erge la Tomba del poeta vicino alla quale sono stati inaugurati recentemente il Museo e la Casa dedicati al Poeta. Da mangiare: la Piadina romagnola Igp, il più famoso degli street food, preparata espressa nei variopinti chioschi, farcita con Squacquerone di Romagna Dop o salumi e affettati tipici. Senza dimenticare Cappelletti, Strozzapreti, Tagliatelle al ragù e Spoja lorda (è un modo dialettale per descrivere quando il ripieno in una pasta è scarso e perciò s’intende che la sfoglia è appena sporcata), carni di razze autoctone e sano Pesce Azzurro dell’Adriatico. Da bere, gli autoctoni rossi della “bassa” Tundè Igt e Burson Igt.
Nelle giornate di domenica (3 luglio, 10 luglio, 28 agosto, 4 settembre, 11 settembre, 18 settembre, 25 settembre, 2 ottobre, 9 ottobre, 16 ottobre, 23 ottobre, 30 ottobre, 1 novembre) il Treno di Dante parte da Firenze alle ore 8.50 per giungere a Ravenna in mattinata (ore 11.57) dove rimarrà in sosta in stazione sino alla ripartenza, prevista per le ore 17.54. Quattro le fermate intermedie: Borgo San Lorenzo, Marradi, Brisighella e Faenza, tutti luoghi che hanno segnato la vita di Dante.
Nelle giornate di sabato, invece, si può scegliere la nuova formula “crociera”. In questo caso vi sono tre soste tecniche e la sosta prolungata (1 ora e 30) a Brisighella (2 luglio, 27 agosto, 24 settembre, 8 ottobre, 22 ottobre) o Faenza (9 luglio, 3 settembre, 17 settembre, 1 ottobre, 15 ottobre, 29 ottobre). Con la formula “crociera” i viaggiatori possono completare l’acquisto con le opzioni di escursione/degustazioni nelle due città, tra le quali: degustazioni di olio o gelato tradizionale e visita al Borgo Medievale di Brisighella (uno dei più belli d’Italia), la scoperta delle tradizioni ceramiche artistiche e della neoclassica città di Faenza.
Il servizio sul Treno di Dante è, inoltre, personalizzato e di alta qualità: su ogni vettura è presente un’assistente di viaggio che si occupa di accompagnare i viaggiatori nella loro esperienza e narrare la storia dei luoghi toccati durante l’esilio dell’Alighieri, che più ne influenzarono l’esistenza e l’opera. I biglietti per il Treno di Dante sono in vendita sul sito www.iltrenodidante.it. Prezzi: singola tratta 38,00 €; andata e ritorno 56,00 € (sconti per i bambini e gratuità fino a 4 anni). Sul sito sono in vendita anche molti pacchetti turistici a completamento del viaggio, tra i tanti: Alla scoperta dei luoghi Danteschi di Ravenna; Dante e i Mosaici Bizantini di Ravenna; Benessere e relax a Faenza; Ceramiche, Mosaici e luoghi Danteschi fra Faenza e Ravenna; In collina in Romagna fra Faenza e Brisighella; Sapori di montagna e luoghi danteschi fra Marradi e Ravenna.
Il Treno di Dante è un progetto del 2021 voluto per i 700 anni della morte di Alighieri dalla Regione Emilia-Romagna e sviluppato da Apt Servizi Emilia-Romagna con Toscana Promozione Turistica. Organizzazione: Il Treno di Dante s.r.l.

Per informazioni:
cell. 337 15.60.535
info@iltrenodidante.it


"Senju restaurant" a Milano, Oriente e Occidente, si incontrano

A pochi passi da Corso Buenos Aires, in viale Abruzzi 19 a Milano da trent’anni c’è il ristorante Senju. Un punto di riferimento per gli amanti della buona cucina giapponese e fusion asiatica, di proprietà della famiglia Hu. Oggi questo locale si presenta rinnovato in ogni direzione: dall’architettura e il design interno e, soprattutto, con il proprio menù che si arricchisce di specialità della cucina giapponese di altissimo livello.
Il ristorante Senju di Milano ha una storia riconosciuta e apprezzata nel capoluogo meneghino contraddistinta da un’alta professionalità nel campo della ristorazione etnica, cinese i primi anni, giapponese e fusion da oltre 20 anni.

Il ristorante Senju, che riprende il nome da uno dei più tipici luoghi della ristorazione di Tokyo, ha rinnovato il proprio design con un approccio stilistico in linea con le location contemporanee più in voga nel Paese del Sol Levante mentre, l’arricchimento culinario si esprime in una grande varietà di piatti della tradizione, dagli Uramaki farciti di salmone e avocado e tempura di gambero, i Sashimi e i Sushi, i Temaki e le zuppe e poi gli speciali di Senju dove la fusion cuisine celebra la sua eccellenza e dove il Giappone incontra i prodotti della nostra tradizione mediterranea come nel Color Roll con fragola e granella di pistacchi o nel Rucola Roll a base di tonno e rucola e ancora con il sashimi di gambero di Mazara su letto di stracciatella e burrata pugliese. Entrando, chiedete di Lisa, anzi no, sarà lei ad accogliervi, in un’atmosfera elegante e rilassante che rende il ristorante Senju il posto ideale per una cena romantica o tra amici, accompagnata da personale simpatico e professionale. Il ristorante è aperto dal martedì alla domenica, anche a pranzo, e i menu, sia serale che diurno sono a prezzo fisso con la formula All You Can Eat. Non vi resta che provare, di sicuro ritornerete.

(Michele Petrocelli)

Senju, creative oriental cuisine
Viale Abruzzi, 19 – Milano
Tel. 02 29512705
senjurestaurant.wixsite.com/senjurestaurant


La sirenetta di Golfo Aranci

La Sirenetta più famosa al mondo è senza dubbio la Sirenetta di Copenaghen, icona e simbolo della capitale danese e vera attrazione per i tanti turisti in visita: si tratta di una scultura bronzea, alta 1,25 metri, dal peso di 175 chilogrammi, raffigurante una piccola sirena seduta su uno scoglio ed è sistemata dal 1913 all’ingresso del porto di Copenaghen, che si affaccia sul mar Baltico.
La sirenetta raffigura la protagonista di una delle più celebri fiabe del grande scrittore danese Hans Christian Andersen, ed è un tributo ad uno dei più famosi favolisti del mondo.

Dal 2013 (cent’anni dopo la sirenetta di Copenaghen) è nata una sirenetta in Sardegna e precisamente a Golfo Aranci che colpisce molto i tanti visitatori. Anch’essa è una statua in bronzo, opera dello scultore nuorese Pietro Longu, di  più rilevanti dimensioni: è alta 3,50 metri e pesa ben 6,5 quintali; è posizionata all’ingresso del magnifico lungomare contornato da due file di alte palme e ricco di locali, negozi, giochi e giardini.

La Sirenetta di Golfo Aranci rappresenta una donna slanciata, alta e seducente che rimane nascosta sotto il mare e due volte al giorno emerge dalle acque (alle 11.30 e alle 19.00 nel periodo estivo), accompagnata dal suono di antichi e tradizionali canti sardi, che seducono e affascinano decine di visitatori ogni giorno.

La Sirenetta sarda che completa il lungomare turistico collegato alle stupende spiagge sabbiose e al piacevolissimo panorama di Golfo Aranci, costituisce, con l’ampliamento edilizio e la creazione di tante attività commerciali, la riuscita trasformazione dell’antico borgo.

Golfo Aranci, creato da pescatori ponzesi e porto di attracco di navi traghetto, i cui passeggeri una volta scesi si dirigevano subito verso più note località sarde è divenuto oggi una attraente e frequentata stazione e meta di turisti italiani e stranieri.

(Cesare Spagna)


Si festeggia su un fazzoletto d’erba, con un cestino colmo di leccornie e in buona compagnia…

È il simbolo della bella stagione e della convivialità: il Pic-Nic, da godersi all’aria aperta, rigorosamente insieme a fidi compagni d’avventura golosa. Spensieratezza, prelibatezze e perché no, un contesto suggestivo in cui imbandire la tavola, pardon… la tovaglia: sotto gli ulivi di un baglio siciliano, sul morbido tappeto d’erba di una villa veneta del 17° secolo o nel parco di un hotel per buongustai, con vista sulle vette dell’Alto Adige. Il 18 giugno, per la giornata mondiale dedicata alla merenda gourmet.

Il pic-chic nel baglio siciliano
Sulla tovaglia candida fanno bella mostra di sé posate e candelieri d’argento, ceramiche fatte a mano e cuscini con trame preziose… al Baglio Occhipinti si apparecchia per terra, sotto gli ulivi, tra i filari di vite o sui prati della grande tenuta di 10 ettari immersa nella campagna ragusana (RG). In questo luogo unico, il pic-chic ha il sapore speciale delle delizie che arrivano dall’orto, del pane appena sfornato, dei salumi e formaggi locali e dei piatti della tradizione della cucina siciliana delle nonne. Pesce d’uovo alla ricotta, scaccia ragusana cotta nel nostro forno a legna, sfincione, pomodori dell’orto ripieni, pane cunzato (pane tradizionale di grano duro “cunzato” con olio extravergine di oliva di tonda iblea, pecorino locale, pomodorino, acciuga, origano e basilico), degustazione di formaggi locali (Ragusano Dop, pecorino pepato, capra locale), crudité di verdure dell’orto con intingoli, accompagnati dal vino SP68 Rosso di Arianna Occhipinti e, dulcis in fundo biscottini di mandorla da gustare con Marsala De Bartoli. Il cestino vintage non racchiude soltanto l’occorrente per un delizioso pranzo all’aria aperta, ma anche l’opportunità di trascorrere momenti speciali, nella bellezza dell’antica tenuta, seguendo il ritmo lento della natura. Il prezzo è di 50 euro per persona. (Tel. 349 3944359 www.bagliocchipinti.com)

Le déjeuner sur l’herbe nella villa veneta
Le rive del Brenta erano la meta di villeggiatura prediletta dai nobili veneziani che amavano passeggiare tra gli splendidi giardini delle Ville Palladiane. Ancora oggi questi luoghi, a pochi chilometri da Venezia, rappresentano la destinazione ideale per chi vuole lasciarsi alle spalle lo stress e immergersi in un paesaggio affasciante dove gustare un raffinato pic-nic, come quello raffigurato nel famoso quadro di Manet. Il Romantik Hotel Villa Margherita di Mira (VE) ospitato in una villa del 17° secolo, prepara un cestino colmo di delizie: salmone affumicato, insalata di Kamut alle verdure, mini sandwich lattuga e formaggio e polpettine di tonno, accompagnati dalle bollicine del Prosecco locale o dell’acqua. I manicaretti si possono gustare anche nel grande parco dell’hotel. Il prezzo del cestino è di 65 euro a persona, e include l’uso delle biciclette per una bellissima gita lungo il fiume, per ammirare le Ville Palladiane. (Tel. 041 4265800, www.romantikhotels.com)

Pic-nic sulle rive del laghetto di ninfee
Al Romantik Hotel Stafler di Vipiteno (BZ), nel grande parco, sotto l’ombra di alberi secolari e sulle rive del laghetto di ninfee, il “cestino” per il pic-nic è preparato con amore e con materie prime eccellenti dallo chef Peter Girtler e dalla sua brigata di cucina. Le proposte tra cui scegliere sono due: il picnic “Stafler” che include insalata di melone con prosciutto crudo, involtini di salmone, insalata di pasta e verdure, insalata di pollo con salsa al tonno, insalata di salsiccia, chicken wings con salsa al peperoncino, vari pani con crema alle erbe, spiedini di frutta, frullato della stagione, acqua fresca e una dolce sorpresa finale, proposto a 35 euro per persona. Oppure il picnic “Stafler De Luxe” che comprende pomodorini con mozzarella, insalata di gamberi e cetrioli, salmone affumicato con crema di rafano, tartare di manzo con Schüttelbrot, vitello tonnato, vari pani con ricotta alle erbe, selezione di formaggi locali, bacche della stagione guarniti, petit fours, frullato della stagione, acqua & una dolce sorpresa, a 45 euro per persona. Su richiesta vengono preparati anche piatti speciali e per bambini. (Tel. 0472 771136, www.romantikhotels.com)

Il cestino dove vuoi
La famiglia Spigaroli, famosa nel mondo per il prelibato Culatello di Zibello, è da sempre votata alla propria terra, a cui continua a ispirarsi sia per i piatti dei ristoranti di famiglia – lo stellato Antica Corte Pallavicina, Al Cavallino Bianco e Hosteria del Maiale, tutti a Polesine Parmense (PR), sulle rive del fiume Po – sia per un rito primaverile irrinunciabile: il pic-nic. Sul negozio on line www.salumianticacortepallavicina.it/shop/ è possibile acquistare un bellissimo cestino in vimini che contiene le eccellenze gastronomiche della Bassa parmense, che viene spedito in tutta Italia, così da poter gustare la merenda dove si vuole. Il cesto contiene: una vaschetta di Culatello di Zibello affettato, un salame Spigarolino, due pezzi di Parmigiano Reggiano, uno di Vacche Rosse e uno di Pianura, una bottiglia di Tamburen bollicine rosato, una colomba Pasquale amarene e arancia, un vasetto di confettura extra di ciliegie, praline di cioccolato al latte e una tovaglia con logo Antica Corte Pallavicina. Il costo è di 80 euro (https://www.salumianticacortepallavicina.it/shop/).


Premio Award Top Italia Comunicators, congratulazioni al nostro Giampietro Comolli!

Il 31 maggio è avvenuta la consegna degli Award Top Comunicators italiani. Fra i 28 premiati, immeritatamente,  anche il sottoscritto, unico piacentino presente e unico rappresentante di tutto il mondo dell’enologia, della viticoltura e della cultura del vino a tavola e al consumo nazionale. Una nomination espressa dal Club della Comunicazione Marketing Manager Italia composta da 46.500 associati. Una grande soddisfazione personale.

Di seguito il comunicato stampa ufficiale dell’organizzazione e del presidente del Club Danilo Arlenghi.

Conferita la targa agli eccellenti comunicatori: Luciano Fontana, direttore Corriere della Sera, Paolo

Liguori direttore editoriale TGCom24, Fernando Proce Radio 101, Giuseppe Brindisi conduttore Tg 4 e

Zona Bianca, Gianluigi Nuzzi conduttore di Quarto Grado, Angelo Macchiavello inviato di guerra per

Mediaset, Giampietro Comolli enologo esperto mondo e della qualità del vino, Fabrizio Pregliasco

virologo fra gli altri

Milano, 31 maggio 2022, aula magna università Meier

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Responsabilità per Giuseppe Brindisi, Verità per Piero Chiambretti, Sostenibilità Nutrizionale per Giorgio

Santambrogio, Correttezza per Fabrizio Pregliasco, Educazione per Alberto Brandi, Coerenza per Luciano

Fontana, Serietà per Marino Bartoletti, Leggerezza e Spensieratezza per Paolo Liguori, Trasparenza per

Angelo Perrino, Semplicità per Angelo Macchiavello, Immediatezza per Luca Levati, Bellezza per Miky

Degni, Libertà per Fernando Proce, Ascolto per Germano Lanzoni, Umorismo per Zap e Ida, Avanguardia

per Gianluigi Nuzzi, Cultura e Impegno per Andrea Zucca, Affidabile per Gaspare Borsellino, Coadiuvante

Terapeutica per Giampietro Comolli, Sensibilità per Biagio Maimone

Queste le diverse e dichiarate e personali parole chiave che identificano la comunicazione del futuro

secondo il mondo e il canale professionale che rappresentano e che occupano: dettato di un grande

imprinting culturale quello apportato dai vincitori esperti comunicatori.

"La comunicazione è vita, la vita è comunicazione. Ruota attorno a noi 24 ore su 24 . Dunque la

comunicazione è la struttura portante delle relazioni professionali e dell'agire umano. Coloro che ne sono

espressione massima hanno ricevuto l’autorevole riconoscimento dal ClubMC dalle mani delle Donne

Marketing e Donne Comunicazione attualmente in carica" ha affermato   il Presidente Danilo  Arlenghi,  in

veste di padrone di casa, il quale  ha dato il via alla cerimonia, condotta da Sheila Capriolo.

I premiati hanno ricevuto la targa, a turno, da: Cristina Cossa, Direttore Marketing Rigoni di Asiago, Miriam

Forte, Presidente Gruppo Miriam Forte Consulting , Laura Morino , Titolare Morino Studio, Marilena

Manzoni, Comunicazione Marketing Unicredit, Laura Adami, L.V. Relazioni Pubbliche. L’evento è stato

organizzato dal Club del Marketing e della Comunicazione,  in collaborazione con Party Round  Green

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Premiati in ordine di consegna e presenza

Giuseppe Brindisi conduttore TG4 Zona Bianca Rete 4 giornalista conduttore per giornalismo cronaca

Fabrizio Pregliasco medico virologo per la categoria divulgazione medica

Piero Chiambretti per la categoria conduzione televisiva sportiva brillante “umoristica”

Luciano Fontana per la categoria quotidiani nazionali direttore del Corriere della Sera

Marino Bartoletti per la categoria informazione nazionale come divulgatore e professore universitario

Simone Rugiati per informazione e divulgazione gastronomica e culinaria chef in televisione

Miky Degni per comunicazione non convenzionale artista e pubblicitario titolare agenzia

Alberto Brandi per la categoria giornalismo e conduzione programmi sportivi direttore di Mediaset Sport

Paolo Liguori per categoria direttori telegiornale opinionista direttore editoriale di TgCom 24

Gianluigi Nuzzi per categoria giornalismo di inchiesta conduttore Mediaset Rete 4

Angelo Perrino per quotidiani online direttore Affaritaliani

Germano Lanzoni per la categoria cinematografica attore protagonista “Mollo tutto e apro un ciringhito”

Angelo Macchiavello per il giornalismo da inviato in territori di guerra per Mediaset

Gaspare Borsellino per il mondo delle agenzie di stampa quale direttore Italpress

Fernando Proce per speaker radio nazionali e conduttore Radio 101

Giorgio Santambrogio per comunicazione BtoC e Ad Gruppo Vegè

Giampietro Comolli per formazione cultura enologica Vite&Vino e tutela prodotti Dop e Igp nazionali

Zap e Ida per categoria comunicatori vignettisti disegnatori umoristici

Andrea Zucca per comunicazione e marketing BtoB e presidente gruppo L’Ippogrifo mktg

Luca Levati per le radio locali italiane conduttore Radio Lombardia

Biagio Maimone per comunicazione uffici stampa e direzione marketingjournal Maimone Communication

Premiati ma assenti

Paolo Mieli per la conduzione, opinionista e divulgazione televisiva sulla storia

Peppe Vessicchio per comunicazione musicale quale direttore d’orchestra

Bobo Vieri per la vincente comunicazione sportiva sui social

Alessandro Cecchi Paone per categoria divulgazione scientifica opinionista

Michele Scognamiglio per il mondo della medicina patologo docente scrittore nutrizionista divulgatore

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Ufficio Stampa ClubMC
Roberto Sassaroli

Al momento della consegna, alle domande del presidente del Club Danilo Arlenghi,  in sintesi,  ho così motivato il premio:

<< Onorato e felice del premio personale che dedico a tutto il mondo del vino italiano che grazie anche alla comunicazione, pr, marketing ha raggiunto i risultati e i successi in Italia e nel mondo accrescendo qualità, valore, notorietà, riconoscimenti. Tutti i giornalisti e comunicatori del vino per 40 anni hanno diffuso notizie vere, non false e non di comodo, con la certezza che la empatia, l’onestà e la verità sono una garanzia e pagano sempre>>.

Rispondendo alla domanda di rito e specifica rivolta a tutti i premiati da Arlenghi di come deve essere la comunicazione giornalistica del futuro per il comparto vino nazionale, <<….ho sottolineato che qualunque canale comunicativo e giornalistico sul vino deve puntare su una informazione culturale al  lettore-consumatore, meglio se con espressioni effervescenti semplici dirette, ma con frasi tipiche del mondo giovanile e sempre eticamente corrette, soprattutto con contenuti da  “coadiuvante terapeutica”,   ovvero come dice la migliore dieta mediterranea… un calice di vino a pasto fa bene alla salute e allo spirito, come abbiamo visto in epoca pandemica… ma senza andare oltre, senza uscire dalla misura e dal contesto di consumo>>

(Giampietro Comolli)


Bollicine in Trentino

Prova di degustazione comparativa tra “bollicine” del territorio Trentino
condotta dal sommelier AIS Luca Salizzoni (enologo e responsabile di produzione) presso palazzo Roccabruna a Trento, dimora rinascimentale del XVI secolo (alle spalle del duomo) oggi sede dell’Enoteca provinciale del Trentino, alla presenza di giornalisti specializzati.

Moser 51,151 brut – realizzato con sole uve Chardonnay, accuratamente selezionate e raccolte a mano nei terreni situati presso l’anfiteatro di vigneti di Maso Warth, a un’altitudine di 350 metri e in Valle di Cembra a altitudini comprese tra 400-700 metri. E’ una cuvée Brut distintiva per le note fresche e la piacevolezza di beva. Perlage fine. Colore giallo paglierino, profumo con note fresche e fragranti, sapore: al palato secco, fresco, con buona sapidità e persistenza.

Ferrari Maximun blanc de blanc – Perlage di notevole persistenza, colore, luminoso giallo paglierino, profumo, di grande intensità. Le note fruttate tipiche dello Chardonnay preludono a piacevoli sentori di crosta di pane e nocciola conferiti dagli oltre 36 mesi di affinamento sui lieviti; sapore fresco e di grande finezza, rende il sorso invitante ed appagante. Il lungo finale regala sfumature di agrumi e sensazioni minerali.

Dolomis 36 Brut nature Riserva – Con fine perlage e colore giallo brillante, all’olfatto si esprime con squillanti note di agrumi, fiori e spezie che si confermano nel gusto: tridimensionale, dinamico e rinfrescante grazie alla netta impronta minerale. Dalla personalità agrumata, è reattivo, dritto, ampio e purissimo. Presenta un finale rinfrescante grazie alla sua netta impronta minerale.

Abate Nero Trentodoc “Domini Nero” Millesimato 2013 – Giallo paglierino brillante. Perlage finissimo e persistente, profumato; all’olfatto: un fruttato fine ed elegante di pesca bianca e piccoli frutti rossi accompagnati da sentori di fresche erbe di montagna e mineralità. Un vino “verticale” in cui le sensazioni tattili di sapidità e freschezza dominano inizialmente, lasciando via via aprirsi la strada, in perfetta armonia, a persistenti fragranze fruttate.

Brut Rotari Flavio – Prodotto da sole uve Chardonnay con maturazione sui lieviti di almeno 60 mesi. Brut di grande struttura, dalle note aromatiche intense e persistenti, dal perlage estremamente fine. Profuma di agrumi, albicocca e pesca gialla con un accenno di aromi di nocciola, lievito e miele. Ideale per tutto pasto, si sposa soprattutto con piatti importanti a base di pesce e crostacei, formaggi e secondi piatti succulenti a base di carni bianche.

 Pisoni Brut Rosé Trentodoc – Spumante Metodo Classico dal colore rosa antico per la presenza di Pinot nero che, assieme alla permanenza superiore a 24 mesi in fresche cantine, conferisce a questo prodotto aroma e finezza inconfondibili. Si presenta con un colore rosato buccia di cipolla abbastanza chiaro e con perlage molto fine, continuo e persistente. Al naso il vino è fresco, pulito e di media intensità con riconoscimenti floreali, vegetali e fruttati.

NDR: fuori gara un Trento DOC assaggiato presso l’Azienda agricola de Vescovi Ulzbach: il Vervè Riserva Extra Brut: metodo classico dedicato al Centenario della Cantina, solo 2.100 preziose bottiglie del personalissimo Trentodoc riserva, una composizione unica come i vigneti di Roveré della Luna Aichholz da cui proviene – vigneti che si estendono su circa 420 ettari di superficie, interamente iscritti alle DOC Trentino, Alto Adige, Teroldego Rotaliano, Lago di Caldaro/Kalterersee e Valdadige -. La vendemmia è effettuata rigorosamente a mano, la pressatura soffice dei grappoli interi avviene seguendo le lavorazioni tradizionali del Metodo Classico. Il mosto fermenta in acciaio, barriques e tonneaux di rovere francese, dove rimane in affinamento fino alla primavera successiva. Seguono le fasi di preparazione della cuvée e rifermentazione in bottiglia. Dopo di che la maturazione sui lieviti si protrae per oltre 60 mesi e le fasi conclusive prevedono la sboccatura e l’aggiunta della liqueur d’expedition (sciroppo di dosaggio che viene aggiunto nella fase finale di preparazione dello spumante dopo la sboccatura).  50% Pinot nero 25% Chardonnay 25% Pinot bianco, un blend inusuale che lo rende elegante e cremoso, dalla struttura decisa in grado di valorizzare tantissime pietanze dai primi ai secondi di pesce e carni bianche, anche molto complessi. 60 mesi sui lieviti infondono un carattere raffinato e suadente a questo Trento Doc mentre l’utilizzo di sole uve Pinot Nero gli dona corpo e struttura.

I piacevoli sentori fruttati, un perlage persistente e il caratteristico colore rosa antico sono la predetta combinazione per un aperitivo o una cena importante. Colore: spicca una nota dorata intensa, dalla grande concentrazione e dal nobile perlage. Profumo: il ventaglio olfattivo è da subito molto complesso e stratificato, offre richiami di miele, di mango e un mix di spezie orientali, tra le quali curcuma e curry. Lentamente nel calice emergono note di un delicato fumé. Sensazione gustativa: all’assaggio mostra una struttura ricca, armonica ed avvolgente che va a terminare in una scia lunga ed appagante.

(info@csrovere1919.it)


Turismo anche “sociale”: un esempio di Italia aperta al prossimo

Farini è là, dove l’Appennino occhieggia alla Liguria… Ci si arrampica lungo i tornanti della Val Nure, è una delle valli principali dei Colli Piacentini che si trova tra la Val d’Arda e la Val Trebbia; è molto amata dagli escursionisti: offre infatti paesaggi e percorsi meravigliosi per appassionati di trekking, mountain bike e motociclismo, specialmente nel suo versante montuoso, poi, lì tra immensi vigneti la zona boschiva è ricca di abeti bianchi e pini mugo, ci sono faggi, castagni, noccioli e frassini, lì crescono mirtilli, lamponi e diverse varietà di funghi; è anche l’ambiente ideale per scoiattoli, falchi, poiane e gufi ed è pure zona mineraria, già nota all’epoca dei Romani… Farini fa parte dei magici Borghi Piacentini, quegli insediamenti antichi e ben conservati come il castello di Riva, quello di Vigolzone, come la rocca di Podenzano e, del famosissimo castello di Grazzano Visconti, che è proprio nei dintorni, autentico maniero che è rimasto esattamente com’era nel XIV secolo e per questo usato spesso come set per produzioni cinematografiche!
Beh, una volta arrivati a Farini, si scopre un piccolo mondo, intriso di umanità.

“Siamo 156 volontari appartenenti al comitato di Piacenza – dice Angelo Zanellotti, coordinatore Croce Rossa gruppo Farini – siamo attivi dal 1983 e da allora è stato tutto un crescendo; la gente ha visto che questo servizio era utile, che serviva alla popolazione, quindi c’è stata tanta adesione da parte di giovani e non più giovani, comunque degli abitanti del territorio di Farini; abbiamo a disposizione 8 mezzi”.

Gli abitanti del paese sono poco più di mille, i volontari Croce Rossa, come ha detto il coordinatore, 156, è il 15% della popolazione, la percentuale in assoluto più alta a livello nazionale. Un dato che fa di Farini, la capitale italiana del volontariato. Volontariato da queste parti è declinato al plurale, il volano principale è la Croce Rossa ma l’impegno solidale tocca vari settori: il sociale, i trasporti, la protezione civile, i giovani fino alle piccole azioni quotidiane, come la consegna dei medicinali oppure della spesa direttamente a casa dei cittadini più fragili. Gente diversa, storie diverse, ma con un unico filo conduttore: il bene comune.
Qualcuna tra i volontari di Farini afferma che è una cosa che voleva fare da una vita finito l’impegno con i figli… e finalmente adesso che i figli sono grandi, ha esaudito questo desiderio, qualcun’altra dice che voleva sentirsi utile per la sua comunità e questa è stata la sua scelta più gratificante di sempre, per qualcun altro ancora, visto che c’è bisogno di tutti, si è messo a disposizione della Croce Rossa e soprattutto del paese…

Il volontariato poi può essere anche una questione di famiglia: padre madre e i due figli, tutti insieme a fare volontariato… perché è stata una scelta dovuta al fatto che la famiglia ha origini di questo bellissimo posto e così è sembrato giusto lasciare un po’ dell’operato di tutta la famiglia nel Comune…

E dove non si arriva con i mezzi a quattro ruote, si ricorre ai “quadrupedi”, tranquilli cavalli che si usano per la ricerca dei dispersi, nei boschi e in zone impervie, dove si fa fatica con altri mezzi.

Un’unica grande famiglia, specchio di un’Italia che non si volta dall’altra parte: questa è Farini, sempre pronti per un nuovo intervento!

(Antonio Farnè inviato Tg2 Rai)

CRI Sede di Farini
Viale dei Sassi Neri – 29023 Farini (PC)
Tel. 0523.910289
e-mail: cri.farini@cripiacenza.it


AL VIA LA 1000 MIGLIA 2022

L’edizione numero 40 della rievocazione della Corsa storica, che coincide con la decima 1000 Miglia organizzata da “1000 Miglia Srl”, tornerà ad attraversare l’Italia in senso orario dal 15 al 18 Giugno p.v..

Nata nel 1927 come gara di velocità dall’intuizione di Giovanni Canestrini, Franco Mazzotti, Renzo Castagneto e Aymo Maggi, la 1000 Miglia è oggi la corsa di regolarità per auto storiche che attraversa gli scenari unici dell’Italia più bella.

Un viaggio tra il calore del pubblico e l’entusiasmo dei partecipanti, nel solco dello spirito audace e innovatore delle origini.

Un’esperienza di una settimana, quattro giorni di gara per pezzi unici di arte e design in movimento, lungo il classico percorso da Brescia a Roma e ritorno.

I dettagli della 1000 Miglia 2022

Tappa 1 – Mercoledì 15 Giugno
Dopo la partenza da Brescia le auto si dirigeranno verso il Lago di Garda, prima Salò poi Desenzano del Garda e Sirmione da dove sfileranno attraversando il Parco Giardino Sigurtà, Mantova e Ferrara e raggiungere Cervia-Milano Marittima per la fine della prima giornata.

Tappa 2 – Giovedì 16 Giugno
Dalla località sulla costa di fine tappa 1, il percorso prevede una deviazione verso Forlì, la salita verso San Marino, la discesa verso l’interno fino a Passignano sul Trasimeno, il passaggio a Norcia per concludere la tappa con la passerella romana di Via Veneto.

Tappa 3 – Venerdì 17 Giugno
La tappa più lunga della Corsa, dopo la partenza da Roma vedrà le vetture risalire verso Ronciglione, poi Siena da dove, via Pontedera e Cascina, si viaggerà in direzione Viareggio e raggiungere Parma e decretare chiusa la terza giornata.

Tappa 4 – Sabato 18 Giugno
L’ultima giornata impegnerà subito le vetture con una serie di prove nel circuito di Varano de’ Melegari, per transitare poi da Salsomaggiore Terme, Stradella, Pavia per raggiungere l’Autodromo di Monza dove, in collaborazione con MIMO Milano Monza Motor Show, gli equipaggi metteranno alla prova la loro abilità con i cronometri e pressostati sulla pista che celebra il centenario del GP di Formula 1.

Prima di giungere al traguardo di Brescia, le auto in gara saluteranno Bergamo in un simbolico anticipo del gemellaggio che nel 2023 vedrà le due città unite nel progetto Brescia-Bergamo Capitale della Cultura.

La Leonessa d’Italia culla della Freccia Rossa

Dal 1927 la 1000 Miglia si identifica nella città delle sue origini: Brescia. Il luogo che è passato, presente e futuro, anima e cuore della Corsa, luogo di partenza e arrivo sin dalla prima edizione.

Brescia e i quattro moschettieri

La Leonessa d’Italia deve molto a Giovanni Canestrini, Franco Mazzotti, Aymo Maggi e Renzo Castagneto, i “Quattro Moschettieri” che hanno dato vita a quella che, ancora oggi, è conosciuta come “la Corsa più bella del mondo”.

Una storia iniziata a Milano, con l’accensione della prima scintilla nell’inverno del 1926, e cresciuta nel tempo attraverso evoluzioni e momenti straordinari, per arrivare ai giorni nostri. Grazie ai fondatori, dal 1927 i luoghi e il nome della città sono in maniera indissolubile legati alla Freccia Rossa.

Renzo Castagneto, il Deus ex machina della 1000 Miglia

Dalla fine degli anni Venti, Renzo Castagneto, dal suo ufficio di Direttore dell’Automobile Club di Brescia, ha retto le fila di un’organizzazione immensa, lunga 1.600 km, mantenendo i contatti con Case automobilistiche e piloti di tutto il mondo. Nonostante un carattere tutt’altro che facile, l’organizzatore godeva di grandissima considerazione, intrattenendo rapporti e sfoggiando un notevole intuito che incontrava i gusti del pubblico.

Le indiscusse capacità organizzative di Castagneto dimostrate con la 1000 Miglia lo hanno portato, nel tempo, al timone della Targa Florio, del Gran Premio d’Italia, del Giro d’Italia ciclistico fino alla Tripoli-Tobruk. Ma è a Brescia e alla Corsa che il suo nome rimane legato.

L’allestimento e il pubblico di Brescia

Castagneto si era attivato in modo che Brescia proponesse manifestazioni collaterali a sostegno della Corsa, arredando la città con i colori della Freccia Rossa, esposti su bandiere, striscioni, fiaccole e luminarie.

Grande era stato il successo riscosso dall’allestimento di piazza della Vittoria, con gli ombrelloni e le caratteristiche transenne di legno, al punto che la piazza era risultata essere la più fotografata in Italia di quegli anni, aggiungendo lustro e fama alla città e alla 1000 Miglia.

La cittadinanza poteva vivere la Corsa anche da lontano, grazie agli altoparlanti che ne diffondevano la cronaca e ai tabelloni che esponevano le classifiche su corso Zanardelli. Negli anni si sono susseguite altre manifestazioni in città, dai concorsi ai cortei di ragazzi, alle esposizioni, al conio di medaglie, l’emissione di francobolli, fino addirittura alla “Mille Miglia per piccioni viaggiatori”. L’atmosfera creata da Castagneto, alla quale aveva contribuito l’internazionalità degli ospiti, ha reso Brescia, per una settimana, ciò che il “direttore” voleva: la Capitale dell’automobilismo mondiale.

Le punzonature tra il 1927 e il 1931

Tra i luoghi più rappresentativi della Freccia Rossa c’è piazza Vittoria, dove ha luogo la cerimonia della punzonatura.

Dal momento che i lavori di realizzazione della piazza erano iniziati solo nel 1929, le prime edizioni della Corsa hanno vissuto la preparazione nel “recinto della Birreria Wührer”, non molto lontano da viale Venezia che da sempre ospita la partenza della 1000 Miglia. Nel 1931, o forse già dal 1930, probabilmente per la necessità di maggior spazio a causa del più elevato numero di concorrenti, la punzonatura si era trasferita al Foro Boario, a sud di viale Venezia.

La nascita di Piazza Vittoria

Non si dovette aspettare a lungo perché la punzonatura trovasse la sua ubicazione definitiva. I lavori per la realizzazione di piazza Vittoria durarono meno di tre anni e l’intervento, che modificò radicalmente il volto del cuore cittadino, rappresentò la soluzione definitiva ai problemi di spazio legati alle fasi preparatorie della 1000 Miglia.

A conclusione dei lavori e senza aspettare l’inaugurazione ufficiale, tenutasi nel novembre del 1932 in occasione della visita di Benito Mussolini, ad aprile Renzo Castagneto trasferì a piazza Vittoria le operazioni di punzonatura, vetrina e passerella per i personaggi famosi, non solo del mondo automobilistico, che arrivavano a Brescia.

Bruno Boni: il Sindaco della 1000 Miglia

Nel secondo dopoguerra, l’allora sindaco di Brescia, Bruno Boni, comprese subito l’importanza e l’utilità di una manifestazione di interesse mondiale per la collettività, diventando così uno dei più fervidi sostenitori della 1000 Miglia in Italia e affiancando Renzo Castagneto nell’organizzazione della Corsa.

Così, mentre Castagneto, sulla pedana di legno di viale Venezia, sventolava la bandiera a scacchi dell’arrivo, a Boni era riservato il via. Il Sindaco della 1000 Miglia, al posto del Tricolore solitamente utilizzato per la partenza delle corse, optò per sventolare una bandiera bianca e azzurra con i colori della città.


Strade di vini, sapori e paesaggi nel bellissimo Trentino

Il Trentino Alto Adige confina con la Svizzera e l’Austria. E’ famoso per il luogo più freddo d’Italia e dell’Europa Meridionale, per l’Altopiano delle Pale di San Martino, per il caratteristico lago di Resia con il campanile che spunta dall’acqua e il giardino pensile dei Ciucioi a Lavis (l’antico giardino Bortolotti, nella piana Rotaliana).  In questo angolo di paradiso alpino-mediterraneo, al centro tra Bolzano, Verona e Padova, la vegetazione cresce rigogliosa con oleandri, palme, vitigni e olivi incorniciati da imponenti montagne e dallo specchio d’acqua dolce più grande d’Italia, il Garda. L’alternanza di brezze temperate e fredde crea condizioni eccellenti sia per la vite che per l’olivo, frutti della terra già noti a Celti e Romani che qui misero a dimora i primi vigneti e oliveti oltre 2000 anni fa. È la regione con i castelli medievali, come Castel Tirolo, Castel Roncolo e Castel d’Appiano. Comprende parte delle Dolomiti, con la vetta più alta, Punta Penia, cime dentellate in pietra calcarea che al tramonto riverberano colori spettacolari. Trento, ne è il capoluogo, ospita palazzi rinascimentali con facciate affrescate e nel suo centro c’è il Castello del Buonconsiglio, nota sede di collezioni d’arte.  Così, con tale dote, la zona che va dalla Piana Rotaliana al Lago di Garda, dall’Altopiano della Paganella alla Valle dei Laghi, dall’Altopiano di Pinè fino alla Vallagarina, arrivando in Valsugana e, infine, nella città di Trento, è facile capire perché il Trentino sia amatissimo da gourmet e bongustai: è per questo che lì sono davvero tante le iniziative, tra aperitivi, degustazioni, visite in cantina, cene a tema e esperienze da vivere in giornata, a piedi, in bicicletta o in treno, sempre con gustose soste enogastronomiche, come propone La Strada del Vino e dei Sapori del Trentino con il programma che organizza.

Il Trentino è zona di ricche tradizioni, ancora di più per le contaminazioni che storicamente l’hanno pervasa, dunque, grazie a quanto si produce, coltiva e alleva, è estremamente vocato all’enogastronomia: doveroso citare qualche eccellenza: la “spressa” delle Giudicarie DOP – formaggio che nasce nei masi con quello che rimaneva dalla produzione del burro della Val di Fiemme, delle Valli Giudicarie, della Val Rendena e della Valle del Chiese, la mela della Val di Non: qui se ne producono 300 mila tonnellate, pari al 15% della produzione nazionale e al 5% di quella europea, poi la carne salada che era l’alimento dei ricchi e quindi si cercava di conservarla il più a lungo possibile, mettendola in salamoia insieme a acqua, sale e aromi vari, lo speck, lo stracotto(anche di somarino) i wurstel e crauti e… due fette di pane nero farcite di speck affumicato, no?

E i “caci”?  Beh, c’è il Puzzone di Moena DOP, uno dei pochi formaggi a crosta lavata in Italia, forse il più conosciuto, “merito” dell’odore decisamente impegnativo, che però viene compensato da un sapore morbido e intenso, dalla lunga persistenza, ci sono anche il Grana, meglio noto come Trentingrana che appartiene alla famiglia del Grana Padano, la cui produzione è concentrata soprattutto nella Valle di Non, poi  il Dolomiti, a pasta molle e cruda (che si trova anche in alcuni comuni del Veneto) I’Asiago, il Vezzena, il Fontal, la ricotta e il mascarpone.  Ci sono ancora, altre chicche: il broccolo di Torbole, non particolare solo per il suo colore, che più che al verde mira al giallo, ma perché ortaggio che cresce solo nei comuni di Torbole e Linfano. Se ne usano anche le foglie, per fare gnocchi o zuppe; gli asparagi di Zambana (comune sparso di Terre d’Adige); il botiro di Primiero è il burro degli alpeggi di Primiero, famoso da secoli per la sua qualità (a Venezia esisteva addirittura la confraternita dei “butirranti”); gli “spätzle” (piccoli gnocchetti di forma allungata e grumosa, di colore bianco o verde a seconda dell’impasto (o con formaggio o con spinaci); la ciuiga del Banale, il “salume della povertà” (tipico dei comuni di Dorsino e di San Lorenzo in Banale) in cui, del maiale, una volta si utilizzavano solo le parti meno nobili, ora invece anche quelle migliori. Si mangia con le rape cotte. Insaccate e affumicate, le ciuighe si consumano bollite oppure, dopo una maturazione più lunga, a fette, come i normali salumi.

Altre eccellenze “mangiarecce” da non omettere, sono: la Lucanica, la selvaggina, le castagne, i funghi, il miele, le confetture (speciale quella di corniola, piccolo frutto selvatico simile alla ciliegia) la farina per polenta, i canederli, il gulasch, i dolci al cucchiaio, il cioccolato, i krapfen, i frutti di bosco e le tisane per gli infusi alla frutta.
Inevitabile però considerare che la ricchezza più grande del Trentino, sono i vigneti!  Tanti, di tutti i tipi, spettacolari quelli ad anfiteatro e in altura, quindi uve e vini prodotti da secoli, grazie al clima perfetto e ai diversi terroir, caratterizzati da terreni profondi alluvionali con costituenti importanti di sabbia e limo, ma anche con “scheletro” (i frammenti più grossolani delle particelle che formano il suolo) prevalentemente più ricco di ciottoli e argilla, perfetto soprattutto per i rossi a taglio bordolese (Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot). Salendo di quota, si trovano terreni con importante componente calcarea che dona aromaticità, finezza e sapidità ai vini bianchi che sono di carattere, di grande eleganza e verticalità… come lo Chardonnay, varietà destinata alla produzione degli spumanti Metodo Classico (leggasi Trento DOC) e il Müller Thurgau, il Nosiola (unico vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino) il Traminer e ancora Sauvignon, Riesling, Pinot Grigio e Bianco.

Doveroso degustare un Largiller Nosiola del 2013 dei Vigneti delle Dolomiti, uno dei migliori cru per la produzione di Nosiola nell’intera Valle dei Laghi; viene da uve prodotte e selezionate nel vigneto in località “Argiller”. Dopo una pressatura soffice, per estrarre lentamente un mosto di alta qualità, segue una macerazione leggera sulle bucce. Fermenta in grandi botti di rovere, dove è affinato per oltre 6 anni prima dell’imbottigliamento dove vi resta per alcuni mesi e quindi, a quasi 7 anni dalla vendemmia, il vino è finalmente pronto. Questo “Largiller” è prodotto solo nelle migliori annate, quando la qualità delle uve esprime la massima potenzialità. (Chapeau! NDR). Com’è? Colore giallo paglierino con brillanti riflessi dorati, al naso è intenso e complesso: ha lievi sfumature fruttate di pompelmo e mela verde, soffici tocchi floreali, ginestra e tiglio selvatico e, sul finale, un delicato ricordo di nocciola. Al palato, presenta una struttura equilibrata, ha ottima persistenza, è fine ed elegante, con sentori di legno e minerali. Da degustare in ampi calici a una temperatura di servizio di 10-12°, è indicato per pesce, carni bianche e funghi. Per i “rossi” la fanno da padrone, Teroldego, Marzemino, Lagrein, Cabernet e Merlot e, in seconda battuta (non per qualità ma solo per notorietà): Corbera, Negrara, Pavana, Rossara e San Lorenzo, oltre ad altri vini che vale la pena scoprire visitando le varie cantine e parlando con i produttori, sempre felici di presentare e far assaporare i loro “gioielli”.

In Trentino, grazie al microclima unico che caratterizza la zona, si ottiene un olio pregiato di prima scelta, particolarmente apprezzato. Grazie anche alle iniziative sapientemente organizzate da La Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito della proposta “Esperienze di gusto”, si sono potuti incontrare i produttori del Frantoio Agraria di Riva, della Madonna delle Vittorie e dell’OlioCru, all’Hosteria Toblino, che hanno presentato e fatto degustare il loro “oro da tavola”, con la complicità del Panificio Tecchiolli.  Molte altre sono le opportunità che l’Associazione organizza, “cucite su misura” dell’ospite in base alle sue esigenze. Interessante anche la proposta dei “Weekend in cantina” , con cui le azienda aprono le porte delle loro cantine e ospitano i winelovers nei loro vigneti. Qualche esempio? Martinelli,De Vescovi Ulzbach, Donati Marco, Zeni Roberto, Distilleria Casimiro, Cantine Mezzacorona-Rotari, Endrizzi, Roverè della Luna Aichholz, De Vigili, Rotaliana di Mezzolombardo, Distilleria Bertagnolli, Dorigati, Marzadro, Gaierhof Azienda Vinicola, Tenute Sajni Fasanotti, Villa Corniole, Vivallis. Una menzione particolare va alla famiglia di Albino Armani, produttori di spumanti metodo classico e Gewürztraminer, Chardonnay, Marzemino e Pinot nero, fin dal 1600! Oltre quattro secoli dedicati, di padre in figlio, nel rispetto di quella terra e delle persone che vi vivono, per modificare, lavorare e rendere sempre migliori quei terreni che oggi danno prodotti di eccelsa qualità. Tutti i loro vini sono certificati con il protocollo SQNPI che riconosce la totale sostenibilità della filiera. Le bottiglie col logo dell’”ape” fanno bene all’ambiente e a chi lo abita.

Altra imprescindibile citazione per le distillerie concentrate in zona Santa Massenza (nel comune di Vezzano) ormai identificata come il “paese della grappa”, l’acquavite di vinaccia ricavata da uve prodotte e vinificate esclusivamente in Italia che, dagli anni ’70 – grazie all’accurata selezione delle materie prime e dell’adozione e ottimizzazione dell’”alambicco discontinuo a bagnomaria”, ideato dal ramiere (manco a dirlo…) trentino, Tullio Zadra – quando allora era poco considerata, è arrivata ai nostri giorni come vera eccellenza dell’“alcoholic beverage”.  I produttori che hanno aderito alle iniziative de La Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, sono stati: l’Azienda agricola Giovanni Poli S. Massenza, quella di Francesco Poli e la Maxentia, la cui gentile padrona di casa, ha ricordato che le distillerie del posto, a dicembre, diventano protagoniste della “notte degli alambicchi accesi”, evento che celebra con una grande festa, storia e curiosità del famoso distillato.

Naturalmente quando si organizzano manifestazioni per fare conoscere e promozionare le eccellenze del territorio, tutte le attività che conservano una costante tensione verso la tradizione, combinata con la ricerca e l’innovazione continua, si mettono in gioco: tra le altre, lo Scrigno del duomo, in pieno centro a Trento (wine bar e ristorazione gourmet) la Cantina Mori Colli Zugna in Vallagarina, con innovativa sede ipogea dove si lavorano le uve conferite da 600 soci e l’Associazione Tutela Marroni di Castione, sull’altopiano di Brentonico, zona nota per la “Festa della castagna” di fine ottobre quando, in concomitanza con la raccolta dei marroni (dalle ottime qualità organolettiche, di pezzatura e pelabilità) si organizzano corsi, convegni, musica, e un menù dedicato con prodotti tipici e attività varie, in gran parte gestite  dall’ecclettico Fulvio Viesi, presidente dell’Associazione Marroni Castione di Brentonico (già assessore del Comune di Brentonico, con trascorsi da mediano del “Monte Baldo calcio” e ex atleta del Crus Pedersano). Vero esperto botanico, anche “innestino provetto” e appassionato di alberi centenari, specie – ovviamente – se castagni… Viesi sta lavorando a un disegno di legge in ambito “agricoltura” (che ha già preso la via del Parlamento) di  cui sentiremo parlare presto…

Dunque, in Trentino, molte idee, tutte semplici e ben chiare, per gestire un gioco di squadra vincente che pone le basi per produzioni d’eccellenza nel pieno rispetto dell’ambiente.
E i risultati… si vedono!

(Gf Leonardi)

 P.S. Tutto sopra indicato, descritto e consigliato, grazie a: LA STRADA DEL VINO E DEI SAPORI DEL TRENTINO
Associazione composta da 330 soci: enti ed aziende produttive riuniti dal comune intento di valorizzare la propria terra attraverso la scoperta del territorio – tra storia, cultura e tradizioni – e dei suoi prodotti enogastronomici. La Strada del Vino e dei Sapori del Trentino è un percorso ideale, una raccolta di prodotti di eccellenza, un mondo di piaceri per il palato. In quest’affascinante territorio, che passa da un ambiente mediterraneo a un paesaggio tipicamente alpino, oltre alle stuzzicanti produzioni gastronomiche si incontrano le eccellenze dell’enologia locale.
Tel. 0461921863 – info@stradavinotrentino.com – www.tastetrentino.it/vino – www.stradavinotrentino.info – #stradavinotrentino


“Festival del pesce d’acqua dolce” a Torbole ed Arco. Eventi, show cooking con chef importanti e incontri nei 4 giorni nell’alto Garda trentino

Per far scoprire e rilanciare il pesce di lago e della migliore itticoltura locale dal 26 al 29 maggio 2022 si tiene nei Comuni di Nago-Torbole ed Arco nell’alto Garda Trentino l’evento che promuove un’Acquacoltura sostenibile e qualitativamente sicura. Il Festival è ideato dall’Associazione

Club dei Sapori e organizzato da Edi House, società che si occupa di editoria ed eventi.

Il Festival del Pesce d’Acqua Dolce – Freshwater Fish Week’ organizzato dall’Associazione Club dei Sapori vuole sottolineare tre punti importanti, tali da evidenziare che non si tratta di un evento solo locale ma che abbina allo spettacolo per il pubblico anche la conoscenza dei prodotti ittici del lago e del territorio con un apporto qualificato al settore della ristorazione, dei prodotti locali d’alta gamma e del mondo dell’ospitalità gardesana e trentina.

Il Festival vuole fare conoscenza ai neofiti e al miglior utilizzo in cucina del Pesce d’Acqua Dolce, mettendone in risalto le qualità organolettiche insieme alle zone produttive, che danno le maggiori garanzie al consumatore.

Oggi tra i consumatori italiani emerge un cambiamento dell’opinione in termini positivi nei confronti del pesce di allevamento: si parla sempre più frequentemente di sostenibilità e di attenzione all’ambiente.

Gli chef protagonisti dell’evento

Gli chef che tra storytelling, show cooking e convegni si alternano in queste giornate sono, in ordine alfabetico:

Peter Brunel, chef stellato Michelin che lavora ad Arco, sarà presente quale relatore al convegno del 28.05. La sua cucina è raffinata, tesa ad una continua ricerca. Chef Brunel proporrà nel ristorante che porta il suo nome, ad Arco, un menù “dedicato a valorizzare il pesce di lago” composto da: un aperitivo con cevice di lago, insalata nizzarda, macaron di Trentingrana e ortaggi all’agro accompagnato dal vino Trento DOC; un antipasto con uova e olio del Garda; un secondo piatto, tra mare e lago “Pensando ad un baccalà” con merluzzo e salmerino, patata e broccolo di Torbole; infine, come dessert, un dolce di lago “Limone” con limone, yuzu e verbena; per concludere la moka secondo Omkafé. Il tutto ad un prezzo tutto incluso davvero molto competitivo.

Isidoro Consolini, di Torri del Benaco, uno dei primi ed esperti chef creativi, sa esaltare i sapori di tutti i pesci gardesani, abbinandolo agli oli del lago più adatti e alle erbe officinali del Baldo. Presenterà al Festival i “Pesci del Garda nel prato”, con salmone, trote bianche e rosa e lavarello, puntando alla realizzazione di un piatto sostenibile, dall’estetica raffinata e green che possa conferire la giusta rilevanza all’esaltazione dei sapori del pesce di lago.

Marcello Franceschi, trentino di Madruzzo, cuoco professionista da molti anni e insegnante negli ‘alberghieri’, ama la creatività in cucina e sa stupire con accostamenti sempre nuovi. Al Festival presenterà la “Sarda di lago en sisam” ripiena di molche (nel dialetto trentino significa il residuo solido, composto dalla buccia e dalla polpa delle olive, che si ottiene dalla spremitura durante la produzione dell’olio extravergine), con cipolla marinata all’aceto balsamico trentino, olio evo, crostone di pane all’oro di Storo e peperoncino trentino in agrodolce.

Ivo Miorelli, chef e patron del ristorante La Terrazza, torbolano doc, è nato nel ristorante di famiglia ed ha sempre creduto nella cucina del pesce del Garda mantenendo la tradizione con rivisitazioni anche di pesci “poveri” che sa far apprezzare. Al Festival lvo proporrà il suo piatto “Bigoi alla torbolana” un primo piatto semplice e appetitoso, ritrovato nell’archivio storico di Innsbruck, pubblicato in un giornale del 1874 quando Torbole era nell’Impero Austro Ungarico. Nella ricetta classica dei bigoi alla torbolana gli ingredienti protagonisti sono: sarde sotto sale, olio extravergine di oliva e prezzemolo.

Fiorenzo Perremuto, nato a Trento da padre siciliano e mamma veneta (cuoca) è Executive Chef al Cerana Relax Hotel di Madonna di Campiglio. Abbina le eccellenze del territorio ai sapori mediterranei e spesso utilizza del pesce di lago, il salmerino in particolare. chef Fiorenzo porterà il suo piatto “In fondo al lago”, una tartare di trota e agrumi arricchita con mango, yogurt acido, rapa agra, maionese di trota, gel di limone, il dressing Ulidea del Garda con Salicornia (detta asparago di mare), infine, per concludere, una granita al Gin Vento e cetriolo con una presentazione speciale.

Dove si tengono gli eventi

Il ‘Festival del Pesce d’Acqua Dolce – Freshwater Fish Week’, ideato dal giornalista Giulio Biasion, è promosso e organizzato da Edi House e dall’Associazione Club dei Sapori con i patrocini della Provincia Autonoma di Trento, Trentino Marketing, i comuni di Nago-Torbole ed Arco e l’Apt Garda Dolomiti e la Comunità del Garda.

Numerose le aziende che hanno aderito quali la FIPE nazionale, Confcommercio, Internorm, i produttori Astro ed Armanini, la Cooperativa l’Agraria, Assocentro Arco, il Consorzio Garda Dop, SDG Scatolificio del Garda, ed altri.

Il ‘Festival’, si tiene presso la Colonia Pavese di Torbole dal pomeriggio di giovedì 26 maggio sino alla sera di domenica 29 maggio. Due momenti didattici pomeridiani precedono i momenti d’assaggio: sono rivolti agli operatori, agli studenti ed al pubblico. ‘Laboratori’ che porranno il loro focus sui vari prodotti ed anche storie di prodotti, incontri con chef, pescatori del lago, giornalisti, dietologi del calibro di Evelina Flachi, ben nota ai telespettatori per le sue presenze su Rai 1.

I temi dei convegni

27 maggio, ore 10.00 – Convegno alla Colonia Pavese, Passeggiata dell’Ora – Torbole sul tema:

“Acquacoltura, biodiversità e varietà del pesce di lago”. Intervengono: ; l’Ass. Filippo Gavazzoni della Comunità del Garda; Leonardo Pontalti, Ufficio Faunistico Provincia Autonoma di Trento; Ivano Confortini, esperto ittico Regione Venetoil Direttore di Astro Diego Coller. Modera il prof. Giovanni Garavaglia, del Club dei Sapori.

28 maggio, ore 10,00 – Convegno presso l’ex Casinò di Arco sul tema:

“Qualità organolettiche e peculiarità del pesce di lago e d’itticoltura”. Intervengono Evelina Flachi, specialista in Scienza dell’Alimentazione – consulente RAI 1, il Prof. Livio Parisi, esperto di itticoltura e ristoratore, lo chef stellato Peter Brunel dell’omonimo ristorante ad Arco, modera il giornalista Luigi Caricato, direttore di OlioOfficina.

Fish Art in mostra

Non manca uno spazio per l’arte con la piccola personale ‘CALEMBOUR’ una quindicina di divertenti ed ironici acquarelli tematici che l’artista Francesco Faina, appassionato del tema ittico, ha ideato per i visitatori del Festival ed esposti nella sede della Colonia Pavese.


MOTOR VALLEY FEST 2022 - “THE ART OF INNOVATION” Si è alzato il sipario sulla quarta edizione con il convegno inaugurale

La Motor Valley accetta la sfida della transizione verso il powertrain elettrico e l’innovazione dei carburanti E-fuel e Bio-fuel, senza perdere di vista la performance delle vetture, cercando di sfruttare le tecnologie più avanzate e la digitalizzazione per costruire auto e moto sempre più sicure e affascinanti nel design, per continuare a emozionare i driver di tutto il mondo e rimanere al  “forefront” del settore automobilistico internazionale. Il Convegno Inaugurale al Teatro Pavarotti-Freni di Modena – e il taglio ufficiale del nastro nel Cortile d‘Onore dell’Accademia Militare – hanno dato lo start alla quarta edizione del Motor Valley Fest, il grande festival a cielo aperto nella Terra dei Motori.

Un parterre di altissimo livello – con esperti, top manager, imprenditori e rappresentanti del mondo delle istituzioni – si è confrontato sulle tematiche più stringenti del settore automotive.

Nell’Opening Conference tre keynote, speaker internazionali, hanno tratteggiato le tendenze del settore mobility e automotive, Andreas Cornet, senior partner McKinsey ha evidenziato come gli anni ’20 del nuovo millennio stabiliranno il corso della mobilità a livello globale: «Il passaggio all’elettrico cambierà l’intera architettura della costruzione di una vettura, ma la Motor Valley potrà trovare soluzioni per continuare a restare al top nel mercato, contribuendo alla spinta tecnologica».
Da parte sua, Johannes-Joerg Rueger, Bosch CEO Engineering e Board Member Automotive si è interrogato sull’impatto che la transizione ecologica avrà sulle auto sportive: «Dobbiamo mantenere intatto il DNA delle sport cars, perché non è vero che le vetture del futuro riserveranno meno emozioni a chi le guiderà. La trasformazione dell’industria ci sarà: dovremo utilizzare la tecnologia al meglio». Come esempio il manager ha citato la guida assistita, «da sviluppare per aumentare la sicurezza dei veicoli».
Christian Richter, Google Director Global: ha premuto sull’acceleratore, prospettando un futuro in cui una “big machine” raccoglierà e imparerà da tutti i “data” collezionati dai nostri spostamenti, acquisti e ricerche online, per profilare un perfetto cliente per eCommerce e Omnichannell, in un mix ideale per le aziende. E la stessa Machine Learning contribuirà a migliorare il conto economico della realizzazione di una vettura.
Il Convegno Inaugurale nella seconda parte ha lasciato spazio al Motor Valley Top Table, dove hanno dialogato  Livia Cevolini, CEO Energica Motor Company, Claudio Domenicali, amministratore delegato Ducati Motor Holding S.p.A.  Enrico Galliera chief marketing and commercial officer Ferrari S.p.A., Horacio Pagani, fondatore & chief designer Pagani Automobili, Francesco Tonon, Maserati head of global product planning & product marketing e Stephan Winkelmann, presidente and CEO Automobili Lamborghini.
Livia Cevolini (Energica), da pioniera dell’elettrico, si è detta contenta della nascita delle nuove tecnologie, ammettendo di sentirsi «a proprio agio fuori dalla comfort zone, nel limbo del futuro».
Per Enrico Galliera (Ferrari) «Ci attende una sfida epocale: possiamo reagire in molti modi e Ferrari ha scelto di vedere in questa challenge un’opportunità di crescita ma anche di divertimento. Al di là del contributo all’abbassamento delle emissioni di CO2, dobbiamo pensare all’esempio che diamo come aziende della Motor Valley, conosciute in tutto il mondo. Abbiamo tutte le carte in regola per affrontare il futuro. Resta ferma la nostra missione: costruire vetture che donano emozioni».
Sulla stessa linea Claudio Domenicali (Ducati): «Il motore elettrico è affascinante e ci spinge a cercare nuove soluzioni, legate ad aspetti come il raffreddamento. Con nuove sfide arrivano anche nuove competenze e noi di Ducati sviluppiamo moto ma puntiamo anche sul capitale umano».
Per Stephan Winkelmann (Lamborghini) il futuro è già tracciato: «Nei prossimi due anni sarà ibrida la completa gamma Lamborghini. E nel 2028 produrremo la prima auto completamente elettrica. Questo pone davanti ad altre sfide. I nostri clienti si aspettano da una vettura elettrica una performance superiore a quella con motore a scoppio».
Come sa bene Maserati. «Abbiamo prodotto una GT Full Electric, la Folgore», ha detto Francesco Tonon (Maserati), «e nel 2025 una intera nostra gamma, nel segmento più legato al lifestyle sarà così». In apertura del convegno i saluti istituzionali del sindaco della città di Modena Gian Carlo Muzzarelli: «Abbiamo bisogno di un’atmosfera come quella del Motor Valley Fest per ritrovare energia», ha sottolineato il primo cittadino. «La guerra in Ucraina ha stravolto i piani e quindi dobbiamo riassestare una strategia per affrontare le sfide della transizione: energetica, tecnologica, ecologica e digitale, ma anche del lavoro». A seguire, l’intervento del Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini: «La guerra ha acuito gli effetti di quella pandemia energetica che sta mettendo tutti in difficoltà, alla pari di quella sanitaria. Abbiamo bisogno di provare a scommettere su una ripartenza. L’Emilia-Romagna ha sempre affrontato le sfide della sorte: qui da noi dopo il terremoto è stato ricostruito il 95% di ciò che era crollato». Come il sindaco di Modena e il presidente della Regione Emilia-Romagna hanno più volte sottolineato, questo importante cambio di passo è reso possibile grazie anche alle azioni di Governo previste, e alle quali ha fatto riferimento nel corso del suo intervento il Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri Manlio Di Stefano: «Raccontare le eccellenze passa anche da eventi come il Motor Valley Fest. Come Governo lo stiamo facendo attraverso la più grande campagna di comunicazione valoriale del brand Made in Italy. II Governo italiano è al fianco della Motor Valley, front runner del Made in Italy nel mondo». «Questa è l’edizione della maturità per il Motor Valley Fest» ha detto il Presidente della Camera di Commercio di Modena Giuseppe Molinari, che ha definito quello del grande festival a cielo aperto nella Terra dei Motori «un format ideale e dalla collocazione ottimale nel territorio emiliano-romagnolo che, con il suo tessuto di lavoratori-imprenditori rispecchia questa maturità». Pier Carlo Padoan, Presidente UniCredit, ha dichiarato: «Anche per l’edizione 2022, UniCredit conferma con entusiasmo il proprio sostegno al Motor Valley Fest. Un’iniziativa che coniuga diversi aspetti per il nostro Gruppo: dall’impegno per la valorizzazione del territorio al supporto del settore automotive. Il tutto in un’ottica di sempre maggiore focalizzazione sui temi della sostenibilità e dell’innovazione. Siamo orgogliosi di prendere parte a questo progetto che conferma il nostro impegno come partner di riferimento per le imprese e le comunità. E di consolidare la sinergia con controparti di rilievo, acceleratori per lo sviluppo sostenibile del business e dell’economia locale, motori della crescita».

Il Motor Valley Fest – THE ART OF INNOVATION è realizzato da Regione Emilia-Romagna, APT Servizi Emilia-Romagna, Comune di Modena, Associazione Motor Valley Development, MUNER, Meneghini & Associati, con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ICE Agenzia, Camera di Commercio di Modena, Fondazione di Modena, in partnership con Anfia, UNRAE sezione veicoli industriali, Autopromotec, ACI, Bologna Fiere – Motor Show. L’evento è anche finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione FSC 2014-2020.

Main sponsor: UniCredit
Partner dell’evento: Bosch, Accenture.
Media Partner internazionale: Wall Street Journal
Sul sito web www.motorvalley.it  e i canali social dell’evento sarà possibile visualizzare tutte le informazioni aggiornate relative all’edizione 2022


Dopo due anni di stop si riaccende la magia di Villapapeete: sabato 28 maggio riapre a Milano Marittima il “giardino sonoro” più glamour d'Italia

Dopo ormai due lunghi anni a luci spente si riaccendo i riflettori sul giardino sonoro più glamour d’Italia.

Sabato 28 maggio aprono i cancelli di Villapapeete e il prestigioso giardino musicale si vestirà nuovamente a festa per intrattenere e fare divertire tutti i suoi ospiti provenienti, come di consueto, da tutte le parti d’Italia e non solo.

Grandi novità e nuove coreografie per rendere lo spettacolo dentro lo spettacolo ancor più… mozzafiato.

Aperta fin dalla cena, Villapapeete accoglierà tutti nella sontuosa piscina con un aperitivo ricco di prelibatezze per poi dare vita ad un vero e proprio dinner show  contornato da coreografie da mille una notte.

Dopo la mezzanotte  i migliori dj-producer italiani ed internazionali accompagneranno il divertimento fino alle prime luci dell’alba.

VILLAPAPEETE:
Via Argine destro Savio,15 Savio di Ravenna Milano Marittima
Infoline e prenotazioni: 3351275444
info@villapapeete.com