È cominciato il febbraio 2026 che porta con sé il Giovedì Grasso (12 febbraio) il giorno simbolico per festa e con le sfilate in molte città italiane. Domenica di Carnevale (15 febbraio) e il Martedì Grasso il 17 febbraio (fine del Carnevale secondo il rito romano) ma le date esatte dipendono anche dalle regioni, variando da 2 giorni (lunedì 16 e martedì 17) a una settimana o più, con alcune regioni e città (come Bolzano) che offrono una pausa più lunga, spesso dal 14 al 22 febbraio, includendo il weekend. Pause più lunghe (fino a 9 giorni) in Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Valle d’Aosta, Piemonte (spesso dal 14 al 18 febbraio o più). Caso speciale la Lombardia per le differenze tra rito romano (16-17 febbraio) e rito ambrosiano (21 febbraio, Sabato Grasso).

Il Carnevale è “festa mobile” ogni anno inizia e finisce in date diverse, in genere comincia 70 giorni prima della Domenica di Pasqua che quest’anno sarà il 5 aprile (è la domenica che si chiama Settuagesima). Quindi, quest’anno si comincia il 1 Febbraio  e si conclude tradizionalmente con il Mercoledì delle Ceneri, che cade il 18 febbraio p.v.

Nel mezzo si collocano le tre giornate principali che sono: il Giovedì grasso, il 12 febbraio, l’effettiva domenica di Carnevale, il 15 febbraio e il Martedì grasso il 17 febbraio.

Ma non in tutta Italia si festeggia negli stessi giorni

Per vis del rito Ambrosiano, seguito dalla diocesi di Milano (con l’esclusione dell’enclave di Monza che segue il rito Romano) il Carnevale si festeggia più avanti rispetto a quello romano, prolungandosi fino al sabato grasso, ovvero il sabato successivo al mercoledì delle Ceneri. Nel 2026, i festeggiamenti si concluderanno il 21 febbraio, spostando l’inizio della Quaresima alla prima domenica successiva. Ma perché il Carnevale a Milano finisce dopo e dura 4 giorni in più? Osservato nella maggior parte dell’arcidiocesi di Milano e in alcune delle diocesi vicine, il Carnevale Ambrosiano prende il nome dal santo patrono di Milano, Sant’Ambrogio e prevede che l’ultimo giorno di Carnevale non sia il Martedì Grasso che decreta la fine del Carnevale celebrato con il rito romano, bensì il successivo Sabato Grasso. Se infatti il rito romano – nel resto d’Italia – prevede che la Quaresima inizi il giorno che precede il Mercoledì delle Ceneri, secondo quello ambrosiano la Quaresima ha inizio la domenica successiva.

La tradizione popolare giustifica questa discrepanza temporale tra Carnevale Romano e Ambrosiano riconducendo la stessa a un pellegrinaggio compiuto dal vescovo di Milano, Ambrogio. Egli, partendo, assicurò agli abitanti della città meneghina il suo ritorno in tempo per le celebrazioni del Carnevale. Ma la promessa non fu mantenuta. La città dunque, per poter attendere il vescovo, prolungò di qualche giorno i festeggiamenti.

Poi c’è chi fa sempre festa

Tra le varie considerazioni, anche la data di Pasqua 2026, che cade domenica 5 aprile (Pasquetta lunedì 6 aprile): l’occasione perfetta per staccare e partire. Che si voglia il mare caldo, un city break iconico o un tour su misura, non mancano le offerte personalizzate e sui social, i consigli pratici per sfruttare al meglio il periodo di Pasqua e i vari ponti (appunto Pasqua – 4 giorni con 1 di ferie – la festa dei Lavoratori: venerdì 1° maggio – la festa della Repubblica: martedì 2 giugno; con 1 giorno di ferie (lunedì 1 giugno) si hanno 4 giorni dal 30 maggio al 2 giugno, un vero weekend lungo – poi Ferragosto: sabato 15 agosto, weekend pieno – e l’Immacolata Concezione: martedì 8 dicembre – 4 giorni con 1 di ferie – più il super ponte tra Natale 2026 e Capodanno 2027 per chi sfrutta il weekend di Santo Stefano e l’ultimo dell’anno

 

I dolci tradizionali di Carnevale in Italia, per tradizione, seguono le varie zone, ma prevalentemente sono fritti, simbolo questo, di abbondanza, prima della Quaresima, periodo di restrizione. I più iconici sono: le sfrappole in Emilia-Romagna, le chiacchiere diffuse in Lombardia, Campania, Puglia, Sicilia, i cenci in Toscana, i galani o crostoli in Veneto e Friuli-Venezia Giulia, le bugie in Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, le frappe in Lazio, Umbria, e Marche) sottili nastri di pasta fritti, ricoperti di zucchero a velo; le castagnole, morbide palline fritte (o al forno) talvolta ripiene di crema o ricotta, lefrittelle (tipiche veneziane) spesso arricchite con uvetta o pinoli, le zeppole e la cicerchiata, palline di impasto fritte e unite dal miele, tipiche del Centro-Sud e ancora, i Krapfen, diffusi soprattutto al Nord, bomboloni ripieni di crema o marmellata e il Sanguinaccio, crema di cioccolato, tradizionalmente accompagnata alle chiacchiere.

I dolci di Carnevale, solitamente fritti, zuccherati o ripieni, si abbinano perfettamente con vini dolci, aromatici, spumanti o passiti che ne bilanciano la grassezza e ne esaltano il sapore. Le scelte includono le classiche bollicine:Moscato d’Asti, Asti Spumante, Vin Santo, Passito di Pantelleria, Prosecco brut per contrasto o i rossi dolci come il Sangue di Giuda.

 

Con chiacchiere, bugie, cenci, frappe e sfrappole (fritti secchi): vini spumante dolci (Asti Spumante) Moscato d’Asti, oppure Prosecco per chi preferisce un contrasto più secco.

Con frittelle, castagnole, tortelli (fritti morbidi): passiti importanti (Passito di Pantelleria) Malvasia, o vini dolci fermi che profumano di miele e agrumi.

Dolci al forno o farciti: vin Santo, che si sposa bene anche con la schiacciata alla fiorentina.

Comunque in genere la regola base vuole vino dolce con piatto dolce.

Le bollicine (spumanti) sono eccellenti per pulire la bocca dall’unto della frittura.

Per dolci molto complessi o speziati, si possono considerare vini passiti (magari veneti come il Torcolato).

Se si preferisse qualcosa di diverso dal vino, un’ottima alternativa sarebbe un sidro di mele dolce o, per chi ama i sapori decisi, un bicchierino di liquore all’anice (o Strega) spesso usati anche nella preparazione degli stessi dolci, ma per un pur sempre ottimo abbinamento, sono da considerare anche i liquori artigianali locali specifici… (limoncelli  o nocini) vari prodotti ottenuti attraverso la macerazione o l’infusione di erbe aromatiche, radici, fiori e spezie, in una base alcolica, poi addolcita con sciroppo di zucchero, tutti elisir con una gradazione tra 20 e 45°, questi liquori artigianali (o industriali) combinano tradizione, profumi intensi e proprietà digestive.