Attems Sauvignon Blanc Cicinis Collio Doc, nel cuore del Friuli

Debutta la nuova annata 2020, ricca di elegante complessità aromatica perché Cicinis è considerato un classico del territorio e il vino simbolo di Attems. L’azienda si trova proprio nel cuore del Friuli e racchiude in sé un territorio unico e una cantina concepita per valorizzare al massimo il frutto della vigna: così nascono dei vini perfetta espressione di un terroir autentico come quello friulano. Dal 2000 la tenuta è di proprietà della famiglia Frescobaldi che continua a guidarla nel rispetto delle sue intrinseche peculiarità.

Attems si estende nel comprensorio del Collio Goriziano, la parte più orientale della regione. Questo territorio collinare, esposto a sud e protetto dai venti freddi del nord dalla cerchia delle Prealpi Giulie, è da sempre un’area particolarmente vocata alla viticoltura tanto che, alla fine dell’Ottocento, fu una delle prime regioni viticole italiane ad aver introdotto e valorizzato, accanto alla varietà autoctona della Ribolla Gialla, altri nobili vitigni quali Sauvignon, Pinot Grigio e Chardonnay, coltivati nei 44 ettari di vigneti ad un’altitudine media di 130 metri s.l.m.

Il Sauvignon Blanc da cui nasce Cicinis cresce nella zona denominata Collio, in particolare sull’omonimo colle, Cicinis, ai piedi del Monte Calvario (Podgora), il cui suolo principale è la “ponca”, di origine marina, la sua composizione risale a milioni di anni fa ed è costituita da arenarie, sabbia e limo, con alternanze di marna. Si tratta di un terreno perfetto per la viticoltura, dona infatti caratteristiche aromatiche uniche al vino ed una spiccata sapidità. La collina su cui è stato messo a dimora il vigneto Cicinis trae giovamento dalla luce riflessa dal vicino Mare Adriatico, dalle fresche brezze che giungono dall’arco alpino, poco distante e dai boschi, tutti elementi che caratterizzano il clima di questa area e che si ritrovano nella complessa aromaticità del sorso.

A raccontare Cicinis è Daniele Vuerich, enologo dell’azienda, volto giovane, dinamico, con un curriculum di grande esperienza: “nel bicchiere si presenta con un colore giallo paglierino, limpido ed elegante con riflessi vegetali che si ritrovano poi nel suo bouquet composito con sentori di salvia, menta e bosso seguiti da note avvolgenti di agrumi e papaya, a seguire le sensazioni speziate di vaniglia, moka e fiori bianchi. Al palato è vibrante, grazie a un’acidità verticale che esalta le note agrumate e bilancia armoniosamente le percezioni di pane tostato e mandorla. Nel finale emergono accenni di lime, mora bianca e l’inconfondibile sensazione sapida dei vini che nascono nel Collio goriziano, che amiamo e tuteliamo ogni giorno”.

Note di Vendemmia: l’Annata 2020
L’inverno 2020 è stato molto equilibrato, senza mai raggiungere temperature troppo basse. Un marzo mite lasciava presagire un possibile inizio germogliamento anticipato, con il terreno che, riscaldandosi rapidamente, ha stimolato la ripresa vegetativa. Contrariamente alle previsioni i Sauvignon hanno germogliato in linea con la media storica.
I mesi di maggio ed aprile, piuttosto asciutti, hanno fatto sviluppare con regolarità i giovani germogli di Sauvignon Blanc, la fioritura è terminata i primi di giugno, che poi è stato il mese più piovoso dell’estate, ma, grazie alle correnti d’aria che hanno costantemente ventilato i vigneti ed alle tempestive sfogliature in pre-chiusura grappolo, si è avuto un microclima ideale che ha garantito la perfetta fioritura e la conseguente formazione dei giovani grappoli.
Il corretto bilanciamento idrico dei mesi estivi, con regolari piogge alternate a periodi asciutti, ha contribuito a mantenere, un ideale bilanciamento tra zuccheri ed acidi organici.
La raccolta del Sauvignon Blanc è iniziata il 27 agosto: grappoli spargoli con una buccia spessa e croccante. Il raccolto è proseguito nel pieno rispetto dei tempi di maturazione di ogni singola porzione del colle, vendemmiata al raggiungimento della massima espressione aromatica.

Note tecniche
L’uva, raccolta all’alba, è stata pressata intera, con la massima delicatezza. Il mosto fiore che se ne ricava viene lasciato illimpidire con una decantazione statica, per 24 ore. Segue quindi la fermentazione alcolica che avviene per il 50% nei serbatoi in cemento a forma d’uovo, esclusivamente dedicati a questo vino, per il 10% in barrique nuove e per il restante 40% in barriques e tonneaux di secondo e terzo passaggio. Questi saranno i recipienti nei quali il Cicinis affinerà, arricchendosi grazie alla permanenza sulle fecce totali, fino alla preparazione del vino all’imbottigliamento. Durante questi 9 mesi, il vino matura a basse temperature, non svolgendo la fermentazione malolattica.

Con le radici ben salde nella storia e lo sguardo rivolto al futuro, Attems, nel comprensorio del Collio Goriziano, la parte più orientale del Friuli, interpreta il territorio con una visione autentica e contemporanea che si traduce in una gamma di vini pregiati, dalla personalità elegante e fortemente identificativa di un’area vitivinicola particolarmente vocata. Ad un’altitudine media di 130 metri s.l.m., 44 ettari di vigneti, proprietà dal 2000 della famiglia Frescobaldi, sono coltivati a Ribolla Gialla, Sauvignon Blanc, Pinot Grigio e Chardonnay. I vini: Cicinis – Collio DOC, Sauvignon Blanc, elegante e inteso; Trebes – Collio DOC, Ribolla Gialla, vibrante acidità e solida struttura Pinot Grigio Ramato – Friuli DOC, morbido e agrumato, Pinot Grigio – Friuli Doc; Sauvignon Blanc – Venezia Giulia IGT, Chardonnay – Venezia Giulia IGT, Ribolla Gialla – Venezia Giulia IGT.


CANOVA RESTAURANT BY SADLER

Uno dei ristoranti più attesi del 2022 apre al Baglioni Hotel Luna di Venezia

 

Prosegue la partnership di successo con lo Chef Claudio Sadler, che dopo avere conquistato l’ambita Stella Michelin presso il ristorante gourmet “Gusto by Sadler” del Baglioni Resort Sardegna, arriva a Venezia nella rinnovata cornice del Baglioni Hotel Luna, a due passi da Piazza San Marco.

Una costante ricerca dell’armonia, della semplicità e della leggerezza e sostenibilità: questa è la filosofia culinaria dello Chef Sadler che, insieme al Resident Chef Gennaro Balice, firma il nuovo menù dell’esclusivo Canova Restaurant by Sadler. La proposta culinaria del ristorante è un sapiente e sofisticato equilibrio tra tradizione e innovazione, un delicato equilibrio tra fedeltà alle tradizioni della cucina regionale italiana e reinterpretazioni illuminate dalla creatività e dalla sensibilità artistica dello chef. Tra i suoi piatti signature la triglia gratinata con caponatina, patata americana e brodetto veneziano; pasta fresca burro e salvia fermentata, con calamaretti spillo e aroma di nocciole.

A completare la rinnovata offerta gastronomica dell’hotel più antico della Serenissima, anche il Canova Bistrot, ove gustare i classici della tradizione regionale italiana serviti in un ambiente più informale. Infine il Canova Bar – oggetto di un recente restyling caratterizzato da un ampio bancone, tavoli con inserti in ottone bruniti e poltrone rivestite con tessuti classici di Rubelli – è la location ideale per sorseggiare un ottimo caffè o concedersi un aperitivo prima di cena.

“Quella con lo Chef Claudio Sadler è una collaborazione di cui sono estremamente felice. La prima stagione estiva del Ristorante Gusto by Sadler al Baglioni Resort Sardegna è stata molto positiva e sono certo che anche i veneziani e tutti gli ospiti che in arrivo a Venezia apprezzeranno la sua cucina moderna e salutare” – afferma Guido Polito, CEO Baglioni Hotels & Resorts e continua –

“Sono sempre stato affascinato dal mondo dell’Hotellerie e l’occasione di collaborare con il brand Baglioni Hotels & Resorts mi è piaciuta fin da subito. Venezia è una città incredibile, un centro internazionale di incontri speciali, e io non potevo perdere l’opportunità di portare anche qui la mia filosofia di cucina. Ci prodigheremo per far sì che in questo storico hotel i nostri piatti trasformino i sogni dei clienti in momenti di gustoso piacere” – (Chef Claudio Sadler)

Per prenotazioni
Email: fb.lunabaglioni@baglionihotels.com

Orari
Canova Restaurant by Sadler: aperto da martedì a domenica, dalle 19.30 alle 22:30
Canova Bistrot: aperto tutti i giorni dalle 12.00 alle 15.00, lunedì dalle 19.30 alle 22.30
Canova Bar: aperto tutti i giorni, dalle 11.00 alle 24.00


Al via l’edizione 2022 di Aria di San Daniele

Il tour itinerante, che porta in giro per l’Italia il Prosciutto di San Daniele, partirà da Roma il 22 marzo e nel corso dell’anno farà tappa in diverse città dello Stivale.
Dopo il successo delle scorse edizioni, Aria di San Daniele è pronto a ripartire per il quinto anno. Grazie a un calendario ricco di appuntamenti, Aria di San Daniele si articolerà attraverso una serie di eventi organizzati all’interno di locali selezionati – ristoranti, enoteche e osterie – per presentare e promuovere il Prosciutto di San Daniele DOPai consumatori e agli operatori del settore Ho.Re.Ca. Durante ogni evento sarà possibile degustare il San Daniele affettato a macchina o a mano da tagliatori esperti e gustarlo nelle ricette proposte dai locali. Un’occasione unica per conoscere le caratteristiche distintive e le qualità che si celano in ogni fetta di Prosciutto di San Daniele. Il Consorzio rinnova il format itinerante Aria di San Daniele con la prima tappa a Roma dal 22 al 24 e poi dal 28 al 30 marzo. Ad aprile il tour si sposterà a Torino dal 10 al 13 e dal 19 al 21 e, infine, a Bergamo, dal 26 al 28. La manifestazione itinerante approderà dal 3 al 10 maggio a Milano, a cui seguirà la città di Verona dal 15 al 18 maggio.
Aria di San Daniele proseguirà nel centro-sud nella seconda metà dell’anno facendo tappa nelle città di Perugia, Bari, Matera, Napoli e Palermo.

«Aria di San Daniele rappresenta un’importante occasione per il Consorzio per far conoscere e apprezzare i valori del San Daniele DOP all’interno di uno dei principali settori, il comparto Ho.Re.Ca.» afferma Mario Emilio Cichetti, Direttore Generale del Consorzio «Le prime quattro edizioni del tour, avviato nel 2017, hanno generato oltre 200 serate aperitivo nelle principali città italiane e riprenderà dopo aver subito lo stop nel 2020 e dopo la versione ridotta dello scorso anno».

Tutti gli aggiornamenti sul calendario delle tappe di Aria di San Daniele sono disponibili sul sito eventi.prosciuttosandaniele.it


Palazzo di Varignana presenta il nuovo Executive Chef Davide Rialti

Il resort nei colli bolognesi sceglie Davide Rialti per curare l’offerta gastronomica dei suoi ristoranti. Attenzione al territorio con i prodotti a km 0 di Palazzo di Varignana per una cucina anti spreco e una speciale proposta benessere nel menù “Healthy Balance”.
Davide Rialti è il nuovo Executive Chef di Palazzo di Varignana, esclusivo resort e azienda agricola immersa nei colli bolognesi. Lo chef, classe 1986 originario di Firenze, prende le redini dell’offerta gastronomica del resort: dall’Aurevo Restaurant dove si sperimenta una cucina contemporanea olio centrica, alla trattoria Le Marzoline, dove va in scena la tradizione gastronomica emiliana; dal banqueting per gli eventi fino a supervisionare la riapertura del ristorante “fine dining Il Palazzo” (mangiare bene e in maniera raffinata) del quale è prevista l’inaugurazione nel mese di giugno.
Dopo una vasta esperienza in ambito alberghiero in importanti catene luxury – dal Rocco Forte Hotel Savoy a Firenze, al Byblos Art Hotel Villa Amistà di Verona, dallo Sheraton di Bolzano e San Clemente Palace Kempinski a Venezia, fino al Resort Castelfalfi di Montaione – il cuoco toscano approda a Palazzo di Varignana per arricchire con la propria expertise internazionale la linea gastronomica già impostata dalla squadra di chef creativi del resort.

Pralina di patata Bologna e crudo di mora romagnola: la filosofia gastronomica
L’incontro tra lo chef e Palazzo di Varignana nasce dal comune amore per la valorizzazione del territorio, da sempre al centro della filosofia del resort. I prodotti a km 0 dell’azienda agricola, tra cui il pluripremiato olio extravergine di oliva, sono i protagonisti delle nuove carte, da quelle dei ristoranti alla banchettistica. Nei suoi piatti i prodotti della terra vengono utilizzati interamente nell’ottica di una cucina anti spreco.

“La mia idea di cucina è fortemente legata al concetto di rispetto della materia prima, che cerco sempre di utilizzare interamente. Oltre che di un impegno etico contro lo spreco alimentare, per me si tratta anche di un esercizio creativo quotidiano, una piccola sfida con me stesso alla ricerca di idee sempre nuove, nel segno del gusto e della sostenibilità.”

Aurevo Restaurant: tutto intorno all’olio
Immerso nel verde del parco, incastonato in pareti a vetrate e affacciato sulla piscina, l’Aurevo Pool Restaurant rappresenta il cuore dell’offerta ristorativa del resort. Qui Davide Rialti propone un menù contemporaneo, che mette al centro la valorizzazione dell’olio extravergine di oliva di Palazzo di Varignana. L’oro verde di queste terre da semplice condimento diventa così ingrediente principe dei piatti, come nell’agnello in lenta cottura all’aglio e olio extravergine di Varignana o nel riso Carnaroli mantecato alle acciughe e olio “Claterna”, composta di lime e polvere di spinaci. La ricerca dell’executive chef incontra la genuinità della filiera corta, in un menù in cui non mancano le suggestioni internazionali, come nel salmone marinato con succo di rapa rossa, cialda di riso soffiato e salsa di avocado, venendo così incontro ai gusti della variegata clientela del resort.

Executive Chef Davide Rialti e dottoressa Annamaria Acquavivia, con il Menù Healthy Balance: benessere e gusto
Ad arricchire ulteriormente la proposta dell’Aurevo Restaurant è il menù Healthy Balance, nato dalla collaborazione di Davide Rialti con la dottoressa Annamaria Acquaviva, health coach di Palazzo di Varignana. Il risultato è un menù dal basso impatto glicemico, studiato per essere facilmente digeribile, supportare il sistema immunitario, favorire il riposo. Tutti i piatti sono personalizzabili secondo le diverse esigenze degli ospiti. Per un’esperienza capace di unire gusto, nutrizione, benessere e rigenerazione.
“La nutrizione rappresenta uno dei cinque pilastri della salute del metodo scientifico che applico a Palazzo di Varignana – spiega la dott.ssa Acquaviva – insieme ad armonia interiore, attività fisica, riposo, integrazione alimentare e cosmetica. L’equilibrio di questi fattori è la chiave per raggiungere il massimo del proprio potenziale benessere psicofisico e risplendere di una forma inedita di bellezza. Grazie alla collaborazione con l’executive chef Davide Rialti, nasce un menù gourmet che appaga il palato, la vista e il benessere. Il menù Healthy Balance bilancia l’apporto di macronutrienti e vitamine, sali minerali ed è ricco di sostanze fitochimiche antiossidanti.”

PALAZZO DI VARIGNANA
VIA CA’ MASINO, 611A
40024 VARIGNANA
CASTEL SAN PIETRO TERME (BO) – ITALY
TEL +39 051 19939917 – FAX +39 051 19938380
FOOD@PALAZZODIVARIGNANA.COM
WWW.PALAZZODIVARIGNANA.COM


All’interno di una storica dimora, il piacere della cucina: I Due Buoi, dal centro alla Villa

Sono trascorsi pochi mesi dall’ultimo servizio televisivo che ho avuto il piacere di girare nel Monferrato, ed oggi eccomi ancora qui, con i piedi e il palato su questa storica terra piemontese. Mi trovo nel Comune di Olivola (AL) e non ci sono arrivato per caso ma per il piacere di incontrare la cucina di un giovane chef friulano che in Piemonte crea, sperimenta, azzarda, propone. Un lavoro fatto con serietà, passione, professionalità e quella dovuta porzione di amore per il proprio lavoro.
Sto parlando del ristorante gourmet I Due Buoi che ha avviato la stagione all’interno di Villa Guazzo Candiani. Lo chef Marco Molaro. Villa Guazzo Candiani è una dimora storica del XVI secolo dove vissero i Marchesi del Monferrato e in seguito i conti Candiani e Curioni Guazzi. Le sue sale sono piacevolmente affrescate e i pavimenti sono ancora gli originali dell’ottocento. La fontana nel parco e un cappella sconsacrata, un tempo luogo privato di culto dei Conti e oggi sito ideale per la celebrazione di riti civili, impreziosiscono ulteriormente la location.

Ma le sorprese non sono finite. Chi raggiunge la Villa può, prima del pranzo e della cena, prenotare una deliziosa visita dell’Infernot. La parola Infernot, dal dialetto piemontese, significa un luogo sotterraneo scavato a mano in passato nella roccia, nel tufo o, come in questo caso, nella pietra da Cantoni tipica del Monferrato. Un tempo adibiti per la conservazione dei cibi e dei vini, oggi gli Infernot sono meta turistica di prim’ordine e quello della Villa è uno dei più grandi presenti in Piemonte e tra quelli di spicco del circuito ufficiale riconosciuto dall’Unesco.
Non manca poi una bellissima terrazza panoramica sulla quale, con l’arrivo della bella stagione, sarà possibile pranzare o cenare, magari e perché no, per un’occasione davvero speciale. Il ristorante è dunque posizionato su di un piccolo angolo di paradiso impreziosito dalla vista sulle colline di questo anfratto Sabaudo.

Ma torniamo alla cucina e allo chef. Essendo nel cuore del Monferrato Marco Molaro propone un percorso dove vengono valorizzati al meglio i prodotti piemontesi, consentendo agli ospiti di vivere un’esperienza completa, una miscela golosa tra la sua cucina e la sua filosofia. L’intento di Marco è quello di riuscire a trasmettere concretezza, cercando il più possibile di fare comprendere l’importanza delle materie prime. La qualità degli ingredienti è fondamentale ed è giusto renderli protagonisti nel piatto.

Per quanto riguarda invece il ristorante è doveroso ricordarne la recente storia. La proprietà ha sempre ambito a seguire un percorso di alta qualità motivo per cui lo storico ristorante di Via Cavour in Alessandria ha cambiato la sua sede trasferendosi nella Villa. Tutto questo consente oggi di avere due realtà ristorative attive, con due distinte identità: il Bistrot Cavour resta nelle pertinenze dell’hotel Alli Due Buoi Rossi ad Alessandria, con una cucina tipica piemontese e materie prime selezionate dal mondo agricolo della regione, mentre in Villa Guazzo Candiani possiamo abbracciare la proposta gourmet firmata I Due Buoi, caratterizzata da ricerca e innovazione dei prodotti e della loro trasformazione.
Il ristorante è dolcemente vivibile nelle tre sale principali della Villa, dove si respira la storia e la tradizione.
I Due Buoi sono dunque un riferimento per le ricorrenze e le famiglie, ma è anche un posto dove trascorrere del tempo in un luogo elegante e magico. Tra le novità nei prossimi mesi troveremo allestita una stanza in cui gli ospiti potranno degustare caffè espressi o preparati con il metodo ad estrazione, una selezione di vermouth tipici piemontesi, ma anche gin e rhum scelti accuratamente.

Ma se qui, alla Villa, non ci sono arrivato per caso, cosa avrò gustato? Intanto vi dico che sono stato accolto con grande professionalità dal maître e sommelier Devis Castello e da gentilissimi giovani camerieri mentre Marco, nella sua cucina, mi stava preparando piatti decisamente intriganti.
Ho così potuto gustarmi il Cardo Gobbo di Nizza Monferrato servito con limone alla marocchina, arachidi e liquirizia. Un club sandwich di capasanta, midollo alla brace e caviale. Uno spaghettone Benedetto Cavalieri con cicale di mare, aglio, jalapeño (peperoncino di media grandezza) e sommacco (pianta appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae). Un delizioso piccione con pere e mosto di Barbera. Per concludere con una tarte tatin di sedano rapa e gelato alla ricotta di bufala.

Questi sono solo alcuni dei sapori, delle proposte di Marco Molaro che ho assaggiato con piacere durante la mia visita. Leggendo vi renderete subito conto che stiamo parlando di un chef che sì, ama la territorialità, ma con le giuste disgressioni che gli consentono di mettere sul fuoco fantasia e creatività. I prodotti del luogo, alcuni famosi e rinomati, ma anche tutti quegli ingredienti che impreziosiscono il ristorante donando piacevolezza ai clienti che amano la cucina gourmet.
Per quanto riguarda la carta dei vini vi dico solo che la selezione territoriale è decisamente interessante, e non mancano etichette pregiate di altre regioni italiane ed estere. Ma per il bere lascio a voi il piacere della scoperta. Un tour nel Monferrato, un pranzo o una cena di livello, un buon vino, una dimora storica e un tuffo nel passato del luogo all’interno dell’Infernot. Tutto questo è il ristorante I Due Buoi di Olivola.

(Fabrizio Salce)

I Due Buoi
Via Vittorio Veneto, 23, 15030 Olivola AL
Telefono: 366 254 9251
Prenotazioni: thefork.it
www.iduebuoi.it


Riparte la Campagna Promozionale Germania 2022 della Romagna

Seconda tranche di programmazione per la Campagna promozionale 2022 sui mercati di lingua tedesca di Apt Servizi Emilia Romagna e Visit Romagna, che prevede complessivamente tra gennaio e giugno oltre 1.000 passaggi, spot tv in prime time che garantiranno 115 milioni di contatti e 1.500 passaggi sulla Web TV di “Wetter.com – Da maggio anche una campagna web sui canali social della Promozione Turistica Regionale con 5 nuovi video promozionali del testimonial tedesco Tom Wlaschiha (protagonista nella quarta stagione di Stranger Things che inizierà a fine maggio) e la riattivazione del treno giornaliero Monaco-Rimini con fermata intermedia a Cesena, da parte di Deutsche Bahn (con promozione della Romagna sui suoi canali cartacei e online)  – L’Assessore Regionale al Turismo Andrea Corsini: “Ci sono segnali incoraggianti sui viaggi outgoing del mercato tedesco per l’estate 2022, come ci confermano i risultati dell’annuale ricerca di mercato FUR-Reiseanalyse, presentata proprio questa mattina dalla piattaforma digitale di ITB Berlino 2022 e la German Travel Association, che sottolinea come il picco di prenotazioni da parte delle famiglie tedesche si sia spostato da gennaio a febbraio fino a tutto marzo, con il nostro spot programmato proprio in questo periodo” – Il Presidente di Visit Romagna e Sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad: “Vogliamo posizionarci con forza nei mercati europei di prossimità come Germania, Austria e Svizzera e intensificare le azioni di promozione rivolte al mercato tedesco“ – Sulla piattaforma https://www.emiliaromagnawelcome.com/de la Regione ha già predisposto nuove proposte 2022 per il mercato tedesco

Prosegue a marzo la Campagna Promozionale Germania 2022 di APT Servizi e Visit Romagna avviata a gennaio, con una seconda tranche di azioni promozionali mirate e strategiche verso la destinazione Romagna. L’obiettivo è di intercettare il desiderio di vacanze dei tedeschi, che con l’avvicinarsi della bella stagione danno segnali incoraggianti di voler tornare a viaggiare verso le mete romagnole.
«Ci sono segnali incoraggianti sui viaggi outgoing del mercato tedesco per l’estate 2022 – sottolinea l’Assessore al Turismo della Regione Emilia-Romagna, Andrea Corsini – come ci confermano i risultati dell’annuale ricerca di mercato FUR-Reiseanalyse, presentata proprio questa mattina dalla piattaforma digitale di ITB Berlino 2022. Segnali confermati anche dall’Associazione dell’industria turistica tedesca (German Travel Association), che sottolinea come il picco di prenotazioni da parte delle famiglie tedesche si sia spostato, quest’anno, da gennaio a febbraio fino a tutto marzo, con il nostro spot programmato proprio in questo periodo. L’attività promozionale si arricchirà poi dei bellissimi video che andranno online sui canali social della Promozione Turistica Regionale da maggio. E grazie al Treno Monaco-Rimini, con fermata a Cesena, la vacanza in Romagna sarà ancora più vicina alla Germania».
«Vogliamo posizionarci con forza -dichiara il Presidente di Visit Romagna e Sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad- nei mercati europei di prossimità come Germania, Austria e Svizzera e intensificare le azioni di promozione rivolte al mercato tedesco, così come il ritorno del treno Rimini – Monaco, sono una via concreta per raccontarci e attirare flussi. Gli scenari per l’estate ci dicono che i turisti di lingua tedesca hanno desiderio di tornare a muoversi, a viaggiare e a rilassarsi e che la tendenza tra i tedeschi è quella di andare in vacanza in mete più vicine e sicure, con la vacanza balneare in cima alla classifica».
A proposito di vacanze, sul sito https://www.emiliaromagnawelcome.com/de la Regione ha già predisposto per il mercato tedesco nuove proposte per la stagione 2022.

Si riattiva la campagna sulla web TV di Wetter.com
Ricomincia oggi (lunedì 7 marzo) fino a venerdì 8 aprile, la campagna in co-branding con Wetter.com iniziata a gennaio, con lo spot sulla web TV di Wetter.com. La pianificazione prevede oltre 1.000 passaggi televisivi su canali tv nazionali (PRO 7, SAT 1, KABEL EINS) e su canali specializzati (SIXX, Sat 1 GOLD, PRO 7 MAXX, Kabel 1 Doku), con una programmazione concentrata tra gennaio e giugno 2022 (1° flight gennaio, 2° flight marzo, 3° flight giugno), sulle fasce orarie più strategiche, dalle 20 alle 23. Una campagna che garantirà complessivamente 115 milioni di potenziali contatti e oltre 1.500 passaggi sulla Web TV di “Wetter.com”.
Riprende anche la campagna online sul sito di Wetter.com con “traffic driver” (banner) che rimandano ad un’apposita landing page dedicata all’offerta di vacanza per famiglie (e non solo), in Romagna. Lo spot tv, che vede una famiglia tedesca godersi una vacanza “Dolce Vita style” in Romagna –  “raccontata” in 20 secondi attraverso una sequenza di vivaci immagini tra sole, mare, suggestivi panorami e l’immancabile cibo romagnolo – è stato girato in Romagna ad agosto 2020 da Norbert Kneißl, regista berlinese scomparso da pochi mesi, che ha lavorato a produzioni come Bourne Supremacy e Mission Impossible III e ha realizzato spot per clienti quali Siemens, Coca Cola e Sony Music. Lo spot è inoltre sulle piattaforme social di Apt Emilia Romagna per la diffusione online (canale You Tube e Facebook) https://ytube.io/3OT3

A maggio proseguono le attività della Campagna Promozionale Germania 2022
Continua la collaborazione tra l’Emilia-Romagna e l’attore tedesco Tom Wlaschiha, apprezzato sia in Germania che a livello internazionale per i suoi ruoli in film come Trono di Spade e Jack Ryan, e che comparirà nella quarta stagione della celebre serie Netflix “Stranger Things” in partenza a fine maggio. Una prima serie di 5 video, realizzata in Romagna la scorsa estate con Wlaschiha, sarà online sui canali social media della Promozione Turistica Regionale da maggio. È prevista una seconda serie di riprese con l’attore tedesco, che saranno effettuate questa volta in Emilia a maggio 2022. L’operazione è finalizzata al posizionamento e all’incremento dell’indice di notorietà della Riviera Adriatica, e più ampiamente delle eccellenze turistiche del brand Emilia-Romagna, con l’obiettivo di integrare e rafforzare il messaggio promozionale veicolato dalla campagna TV.
Per l’estate sarà anche riattivato il collegamento ferroviario Monaco-Rimini (+70% di passeggeri sul 2020), con fermata intermedia a Cesena, da parte di Deutsche Bahn, che promuoverà la tratta su tutti i suoi canali informativi cartacei (flyer e newsletter) e online, attraverso una campagna di banner promozionali. Il collegamento sarà operativo tutti i giorni, dal prossimo 26 maggio fino all’11 settembre, grazie al rinnovato accordo tra Deutsche Bahn, Österreichische Bundesbahnen, Apt Servizi Emilia-Romagna e Visit Romagna. I biglietti si possono acquistare sulla piattaforma www.bahn.de nella sezione Europa Spezial Italien.

www.aptservizi.com


L’ARTE CASEARIA A TASTE FIRENZE

C’è già aria di primavera e soprattutto tanta voglia di recuperare i lunghi mesi di forzata inattività con gli eventi in presenza! La Casearia Carpenedo si prepara a due importanti appuntamenti del mondo del food dove porterà in degustazione le sue punte di diamante, il BLU61® ed ilBASAJO®, entrambi freschi di riconoscimenti internazionali, oltre a numerosi altri prodotti rappresentativi della propria produzione.
A TASTE Firenze, dal 26 al 28 marzo alla Fortezza da Basso, l’azienda trevigiana sarà presente al Padiglione Centrale al piano terra allo Stand C/17.  La manifestazione presenta il meglio delle eccellenze enogastronomiche italiane, ammesse solo a seguito di una selezione curata da una apposita commissione di esperti degustatori. Una tre giorni imperdibile per un viaggio immersivo alla scoperta delle aziende più interessanti che rappresentano territorio, passione artigiana e innovazione.

A seguire dal 1 al 4 aprile tra le antiche mura di Cittadella (Padova), la 10° edizione di FORMAGGIO IN VILLA, mostra mercato nazionale a ingresso libero dei migliori formaggi, Salone dell’alta Salumeria, Salone dei Vini di cantine emergenti e prodotti gourmand.
Il Blu61®, tra i migliori 12 formaggi in assoluto al Salon du Fromage di Parigi, nonché Platinum Award 2021 di Wine Hunter, è un erborinato di latte vaccino pastorizzato, affinato in vino Raboso passito veneto IGT con un top di mirtilli rossi in crosta. Peculiare per la sua eleganza ed armonia, ha una pasta cremosa con venature diffuse; sprigiona una sorprendente sinfonia di profumi e ha un gusto intenso ma equilibrato e mai pungente nel sapore di frutti rossi e nella struttura dal sentore tipicamente dolce del Raboso passito. Si abbina bene coi passiti rossi. Ideale anche semplicemente appoggiato sul pane, ottimo come fine pasto per la sua unicità, o come ingrediente di una ricetta speciale: Risotto agli Asparagi e Blu61. Dolcezza e sapidità in un piatto che diventa un must per i pranzi con gli amici.

Il Basajo®, che ha conquistato il Super Gold al World Cheese Award di Parigi, è un erborinato di latte crudo ovino affinato in pregiato vino passito bianco con uva passa. Il primo tra gli erborinati lavorato, a partire dal 2008, col Metodo Carpenedo; un formaggio sincero, che non scende a compromessi, con un impatto gustativo di grande complessità e piacevolezza, frutto dell’operosità di mani sapienti e di giovani intuizioni. Riuscire a combinare perfettamente la forza del latte di pecora e la dolcezza del vino passito bianco è il risultato di due generazioni di maestri elaboratori, capaci di regalare emozioni per il palato e per la mente.
Ad entrambi gli eventi sarà possibile degustare anche altri prodotti della gamma; Dolomitico, Blugins, Vento d’Estate, Ubriaco al Prosecco Briscola, BaroneRosso, Luna di Miele e il Burro Carpenedo.
Il percorso evolutivo de La Casearia Carpenedo è segnato da alcuni pilastri come cuore, visione creativa, originalità e grande visione. Una realtà veneta che ha saputo unire il sapere artigiano con un’intensa attività di ricerca e sperimentazione, puntando sempre all’eccellenza nel segno del rispetto della migliore materia prima, ispirandosi al racconto e insegnamento delle antiche tradizioni contadine ma allo stesso tempo tenendo il passo con l’innovazione.

La Casearia Carpenedo, riconosciuta come primo laboratorio di affinamento di formaggi in Italia, nasce dalla grande visione creativa del suo fondatore Antonio Carpenedo, fin da bambino animato da una fortissima passione.  Quella sviluppata da Carpenedo, lavorando materie prime selezionate con cura e regalando profumi e sentori unici, è una vera e propria arte, una narrazione ogni volta diversa, frutto di una estrema sensibilità e amore per la famiglia e per la vita. La storia dell’azienda ha inizio nei primi del 1900 quando suo padre Ernesto Carpenedo iniziò come “casoin” (in dialetto veneto, pizzicagnolo), in un negozio di alimentari a Preganziol (Treviso). Il figlio cresce nella bottega del padre e negli anni ’60 inizia a gestire un piccolo caseificio in provincia di Treviso dove con l’aiuto di un amico tecnico casaro impara l’arte del formaggio da autodidatta. Nel 1965 Antonio fu uno dei primi ad esportare fuori dalla provincia di Treviso e poi in altre regioni la “Casata Carpenedo” oggi conosciuta ed apprezzata come Casatella Trevigiana Dop. Il ’76 segna l’inizio di un’altra avvincente sfida, quella di affinatore, con la riscoperta di un’antica tradizione contadina della zona del Piave, ossia riporre il formaggio sotto le vinacce durante la vendemmia. Fu allora che si iniziarono a produrre le prime forme di formaggio affinato in vino e vinaccia con il nome di Ubriaco, che divenne un marchio registrato di proprietà esclusiva dell’azienda. Da allora Antonio esprime a pieno la sua innata creatività e forte visione trasformando l’azienda nel primo laboratorio di affinamento caseario riconosciuto in Italia. Dall’utilizzo delle vinacce, passa alla sperimentazione di nuovi ingredienti come fieno, foglie di noce, pepe, spezie, birra, liquori e molti altri che oggi compongono il vasto repertorio dei “Formaggi di Cantina”. Oggi l’azienda è guidata dai figli Ernesto, Direttore di Produzione ed Alessandro, Direttore Commerciale che con grande impegno e caparbietà sono riusciti ad inserirsi nel mercato internazionale, tanto che i loro prodotti oggi sono presenti in 25 paesi nel mondo.

La Casearia Carpenedo
Via Santandrà, 17
31050 Camalò di Povegliano (TV)
Tel. +39 0422 872178
Mail: info@lacasearia.com
Web: www.lacasearia.com


Grazie a Gruppo Monti Salute Più e Inail, rivivono le Terme di Porretta

Firmato a fine febbraio, l’accordo vede coinvolti diversi soggetti per il rilancio dell’intero complesso termale di Porretta. Inail ha acquisito la struttura delle “terme basse” (attive fino a fine 2021) e le naiadi (cupole nel parco). Il Gruppo Monti Salute Più, già proprietario del circuito delle 5 Terme di Bologna, ha acquistato Tema srl, titolare delle concessioni per lo sfruttamento delle acque termali e la gestione della struttura termale e poliambulatoriale. Di proprietà Tema srl anche la struttura alberghiera ex Castanea, che sarà ristrutturata con un progetto condiviso con Inail e le strutture termali delle “Puzzole”, di Porretta Vecchia e delle “terme alte” (straordinario esempio di liberty, già tra i luoghi del cuore del FAI). Dal punto di vista occupazionale, non solo sarà confermato e mantenuto l’attuale personale ma si punterà anche ad ampliare e qualificare la platea degli operatori.
L’operazione di rilancio sarà supportata anche da adeguate strategie di promo-comunicazione che andranno a inquadrare un territorio transappenninico fra Bologna, Firenze, Porretta e Villaggio della Salute Più. L’obiettivo sarà quello di mettere digitalmente in rete l’offerta turistica di tutta l’area racchiusa in questo “quadrifoglio”, di immediato e sicuro interesse per una platea nazionale e internazionale.

Le tappe del progetto
Sabato 2 aprile, dopo alcuni lavori di sistemazione, manutenzione e formazione del personale, riapriranno le “terme basse”. Lo stabilimento termale diventa il primo e unico centro nazionale di riabilitazione e cura per pazienti Inail, che potranno quindi recarsi a Porretta da tutta Italia per la cura termale di patologie legate al lavoro. Inail sosterrà i costi per i viaggi e il soggiorno, mentre il Servizio sanitario nazionale sosterrà le cure lea (livelli essenziali di assistenza). Le 14 tipologie di acque sulfuree e salsobromoiodiche del complesso saranno inoltre impiegate per nuovi servizi all’avanguardia (dalle algie del sistema muscolo-scheletrico, in particolare della colonna vertebrale alle disfunzioni respiratorie, anche post Covid19, dai deficit cognitivi alle affezioni dermatologiche come psoriasi, ferite, ecc.). Queste cure mirate saranno al centro di pacchetti con pernottamento come settimane del benessere e soggiorni ‘remise-en-forme’, per rilanciare il comparto del turismo termale. Entro l’estate è previsto un intervento di riqualificazione del parco termale, con la creazione di una piscina termale scoperta (una vera “spiaggia termale”), il recupero delle naiadi con relative piscine per famiglie, una fangaia, sabbiature, percorsi idropinici, punto ristoro, ecc. Una delle cupole diventerà inoltre una spa termale riservata al potenziamento di salute, bellezza e ‘antiage’, in sinergia con la parte clinica delle terme che si occuperà di medicina estetica, forma fisica e invecchiamento positivo.

Sempre entro l’estate è prevista l’inaugurazione della via termale Porretta – Villaggio della Salute Più, percorso ciclopedonale con 15 diramazioni che portano a luoghi di particolare interesse naturalistico, storico e culturale attraversando Val Sillaro, Vidiciatico, Lizzano, Corno alle scale. Questa rete costituirà un punto di partenza per il turismo green, che negli anni di pandemia ha visto un interesse crescente, e permetterà di valorizzare un territorio già molto ricco di proposte coinvolgendo le numerose realtà e aziende del luogo. Nel biennio 2023-2024 si completerà e sarà inaugurato l’hotel ex Castanea (struttura di qualità a 4 stelle) collegato alle terme basse, e sarà messo a regime un progetto di valorizzazione del villaggio termale di Porretta. L’obiettivo è quello di riaprire progressivamente tutte le eccellenze del luogo, spesso dimenticate, come le terme Puzzole (con piscina, acquascivoli, palestre ed eventi), la galleria ottocentesca che collega il parco al Santuario della Madonna del Ponte, il Grottino Chini, le vasche in marmo per i bagni sulfurei, ecc

La campagna di comunicazione della Regione
La Regione Emilia-Romagna attraverso Apt servizi promuove anche quest’anno le terme dell’Emilia- Romagna, con una campagna promozionale sui media – radio e stampa – nazionali. L’investimento regionale di circa 200mila euro, prevede anche serate promozionali e webinar informativi riservati agli operatori turistici. La promozione regionale raggiunge il clou ne “La notte celeste”, prevista fine giugno, la festa dedicata al benessere e alla salute che ha per protagonista il mondo delle terme e delle acque termali, con una serie di eventi e di proposte a tema, giunta quest’anno alla decima edizione.


SUPER FIT di  EXQUISA: tornare in forma con gusto con il menù approvato dal nutrizionista

EXQUISA, specialista dei Freschi Cremosi, si è rivolta a un’esperta della nutrizione per sottolineare quanto sia importante, piacevole ed efficace tornare in forma con il sorriso, nel rispetto della propria salute. Perché per EXQUISA il benessere dei suoi consumatori è al centro della sua mission.
“Le regole corrette per perdere peso sono facili da seguire e non hanno nulla a che vedere con la preparazione di pietanze noiose e punitive – afferma la Dottoressa Giulia Bevilacqua, Farmacista Consulente Nutrizionale Master Nutrifor – il benessere a tavola arriva dal semplice ma corretto mix di gusti, colori e profumi. Tornare alla forma desiderata è possibile con un’alimentazione varia e appagante, selezionando tra le proprie preferenze tutto ciò che coniuga leggerezza e bontà, in quantità proporzionate al reale fabbisogno individuale”.
Un piano alimentare vario e “sartoriale” verrà seguito volentieri più a lungo per raggiungere e consolidare i risultati ottenuti: nessuna privazione, solo alternative sane, genuine, senza coloranti e conservanti, ma ricche di sapore e principi nutritivi, che offrano ad ogni pasto il giusto apporto di carboidrati, proteine e lipidi.  “Tra le fonti proteiche da privilegiare, oltre a carni bianche, pesce azzurro e uova, raccomando i latticini e i legumi, – continua la Dottoressa Bevilacqua – spesso ridotti al minimo, trascurando evidenze scientifiche di fondamentale importanza: il latte e i suoi derivati aiutano il sistema immunitario e sono fondamentali per migliorare le performance sportive, aumentano il senso di sazietà, migliorano l’umore, il benessere psicologico e la capacità cognitiva. Mentre i legumi, comunemente classificati come alimenti che fanno “gonfiare”, sono tra i nutrienti più completi esistenti in natura, un concentrato di preziosi minerali come ferro e potassio, proteine vegetali e fibre che sfiammano le mucose intestinali e ripuliscono il colon dalle tossine, agevolando il transito intestinale. Inoltre, il loro indice glicemico molto basso riduce i livelli di insulina nel sangue, aiutando a mantenersi in forma senza ingrassare.”

 

Ecco quindi il menu Super Fit di EXQUISA ispirato ai consigli dell’esperta, 4 deliziose ricette da preparare con:

  • Fresco Cremoso al gusto Capra e Light- con il 43% di grasso in meno rispetto al Classico. È il delizioso formaggio spalmabile ricco di proteine, dal gusto morbido e delicato, che racchiude tutta la bontà del latte fresco dalle Prealpi Bavaresi – disponibile anche in altre 4 gustose varianti – Classico, Senza Lattosio, Fitline, alle Erbe.
  • NOA Hummus di Ceci la sfiziosa crema vegetale ricca di proteine vegetali, fibre e antiossidanti, disponibile in 4 gusti, due dei quali selezionati per questo menu, Ceci&Avocado e Ceci&Erbe, dalle inebrianti note aromatiche e con il 100% di Olio di Oliva che esalta il gusto di ogni pietanza:

Le ricette di EXQUISA sono realizzate da Tiziana Colombo, in arte social @nonnapaperina www.nonnapaperina.it

Bruschetta Con Pomodori e Hummus Ceci&Avocado
(Ingredienti per 4 persone):
4 fette di pane in cassetta
1 confezione di NOA Hummus Ceci&Avocado
Una manciata di spinacini
2 pomodori
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
q.b. di sale
q.b. di pepe
210 kcal a porzione

Preparazione

Iniziate lavando e tagliando i pomodori a rondelle e passateli sulla griglia per pochi minuti. Lavate gli spinacini in abbondante acqua e asciugateli. Infine, tostate leggermente le fette di pane.
Presentazione: spalmate un ricco strato Hummus Ceci&Avocado NOA sul pane tostato, posizionate le fette di pomodoro grigliato e adagiate le foglie di spinacini. Completate la bruschetta con un cucchiaio d’olio, e sale e pepe.

Pasta alla crema di Broccoli e spalmabile alla Capra (Ingredienti per 4 persone):
350 g di calamarata consentita
250 g di broccoli
80 g di Exquisa Fresco Cremoso alla Capra
un pizzico di sale e pepe
q.b. di fiori e foglioline di origano fresco
390 Kcal a porzione

Preparazione

Pulite e lavate le cime dei broccoli sotto l’acqua corrente, immergetele in una pentola con acqua in ebollizione e fate cuocere per dieci minuti. Nel frattempo, fate cuocere la calamarata in un’altra pentola con acqua leggermente salata. Scolate i broccoli e frullateli con un po’ di acqua di cottura fino ad ottenere una crema simile alla purea; setacciatela in modo da renderla uniforme e mettetela in una ciotola insieme al Fresco Cremoso alla Capra di Exquisa, qualche foglia sminuzzata di origano e pepe macinato. Mescolate il tutto per amalgamare bene e ottenere una crema omogenea. Scolate la pasta, conditela con la crema di broccoli e formaggio e servitela guarnita con origano e un filo d’olio.

Zucchine Ripiene Con Hummus E Quinoa

(Ingredienti per 6 persone):
6 zucchine tonde
140 g di NOA Hummus Ceci&Erbe
100 g di quinoa
10 pomodorini ciliegini gialli
1 scalogno
1 uovo
30 g di nocciole tostate
1 cucchiaino di erbe aromatiche
1/2 cucchiaino di paprika dolce
50 ml di olio extravergine d’oliva
un pizzico di sale e pepe

250 kcal a porzione

Preparazione

Per l’esterno. Togliete le calotte dalle zucchine, svuotate l’interno usando uno scavino per prelevare la polpa che metterete da parte, lessate l’esterno in acqua leggermente salata.  Lasciate cuocere in acqua il tempo necessario per ammorbidirsi, quindi scolate le zucchine e passatele in un tegame con un po’ d’olio.
Per il ripieno. Sciacquate bene i semi di quinoa e metteteli in una pentola molto grande con acqua abbondante, coprite con un coperchio e cuocetela per 15 minuti. Raggiunta la cottura scolatela, condite con un po’ di olio e sale e lasciate raffreddare. Tagliate i pomodorini e lo scalogno e tagliate entrambi a fettine sottili e aggiungeteli alla polpa in un tegame con un po’ di olio insieme alle erbe aromatiche sminuzzate, la paprika dolce, sale e pepe. Tritate le nocciole in modo grossolano e in una ciotola trasferite il contenuto del tegame, poi aggiungete le nocciole tritate, la quinoa, l’uovo e NOA Hummus Ceci&Erbe. Mescolate il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo con cui riempire le zucchine.
Applicate a ciascuna la sua calotta e mettetele su una teglia con carta forno. Fate cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per 30 minuti.

Cestini Di Riso Soffiato Con Cioccolato Al Cocco E Mirtilli

(Ingredienti per 6 cestini):
80 g di riso soffiato
180 g di cioccolato fondente
200 g di Exquisa Fresco Fresco Light
30 ml di latte di cocco
100 g di panna fresca di latte
Semi di mezza bacca di vaniglia
50 g di zucchero a velo o 30 ml di miele
50 g di mirtilli
q.b. di cocco rapè e scaglie di cocco
q.b. di foglioline di menta
270 kcal a porzione

Preparazione

Iniziate facendo sciogliere il cioccolato fondente al microonde o con il metodo a bagnomaria. Poi mescolatelo insieme al riso soffiato fino a quando il composto non sarà diventato omogeneo. Trasferite questo composto dentro dei pirottini di silicone e fate in modo che aderisca completamente ai bordi del pirottino e al fondo. Conservate i pirottini in freezer per 10 minuti.
Per la farcia: mescolate insieme il Fresco Cremoso Light di Exquisa, il latte di cocco, lo zucchero a velo e la vaniglia. Lavorate il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo. Poi montate la panna e aggiungetela al composto ottenuto.
Presentazione: riempite una sac à poche con la farcia e distribuitela su ogni cestino di riso.
Decorate con il cocco rapè e le scaglie di cocco ed infine guarnite il cestino con i mirtilli freschi e qualche fogliolina di menta.

COMPANY PROFILE
EXQUISA appartiene al Gruppo Karwendel, fondato in Baviera nel 1909 da una famiglia di imprenditori locali, oggi alla sua terza generazione: un impegno di oltre 100 anni nella trasformazione del latte per ottenere prodotti di assoluta qualità e freschezza. Presente in Italia dal 2005 con la sua sede a Bolzano, EXQUISA è stata la prima azienda a lanciare il formaggio fresco spalmabile Senza Lattosio sul mercato italiano. La sua produzione è particolarmente indicata per una dieta sana ed equilibrata, nel rispetto di elevati standard di freschezza, naturalità, affidabilità, genuinità e innovazione, che sono gli stessi principi guida dell’azienda bavarese. Dall’esordio nel mondo dei formaggi spalmabili negli anni Sessanta, nascono i Freschi Cremosi dalle Prealpi Bavaresi, i Fiocchi di Latte Freschi, le soffici Mousse di formaggio Miree, Exquisa SKYR, le basi fresche Mulino Bertotti e, nella costante attenzione rivolta alle nuove esigenze del consumatore, l’azienda valica i confini del mondo lattiero caseario, specializzandosi nel sapiente impiego di ingredienti vegetali per la produzione degli Hummus Vegetali NOA a base di ceci. Un’evoluzione che oltre a decretare EXQUISA “Specialista dei Freschi Cremosi”, arricchisce una gamma di prodotti sempre più varia, ideale per la creazione delle più svariate proposte dolci e salate e per soddisfare i gusti più diversi. EXQUISA distribuisce i suoi prodotti attraverso i canali GDO, Discount e Food service, ed è uno dei marchi che collabora maggiormente con i più noti distributori italiani nella realizzazione di prodotti Private Label.


Supporto e prodotto di alta qualità

Oggi, prima ancora di parlarvi di eccellenze per il palato, apro con piacere una parentesi dedicata ad un supporto innovativo ideale proprio per il confezionamento di alcune specialità gastronomiche. Ma andiamo con ordine. Facile scrivere supporto: ma di cosa si tratta? Intanto diciamo che è asettico, refrattario agli odori, leggero e riciclabile. E’ Albatross, ovvero un film di polistirene composito termo fuso, senza adesivi interni, color oro o argento, ideato appositamente per il contatto diretto con gli alimenti. In termini più semplicistici Albatross è un vassoio, di bell’aspetto, che garantisce prestazioni ottimali, diversissime da quelle dei tradizionali supporti di cartone plastificato per alimenti. E’ il frutto di una lunga ricerca tecnologica da parte di Rotostampa, azienda pioniera nelle stampe su film plastici, e di prove industriali mirate a verificare l’affidabilità del prodotto. Un supporto stabile, privo di rilasci, inattaccabile dalle muffe e in grado di non assorbire umidità, oli e grassi dagli alimenti.

“I vassoi tradizionali in cartone plastificato possono assorbire, a contatto con alimenti ricchi di grassi, sostanze organiche e umidità e nel tempo deformarsi”, spiega Franco Arici, AD di Rotostampa, storica azienda di Lainate (MI) specializzata nella stampa in rotocalco su materiali flessibili e Albatross si rivela come un nuovo tipo di vassoio alimentare green, ideale per il confezionamento del salmone affumicato e di prodotti salati. Ma anche di torte, semifreddi e cibi surgelati. Nel segno di una produzione eco-friendly.
Generalmente i vassoi tradizionali in cartone plastificato,  possono assorbire sostanze organiche e umidità e nel tempo deformarsi. Non solo, trattandosi di materiali compositi, non sono conferibili nella raccolta differenziata. Al contrario Albatross rimane integro, garantendo così il mantenimento della qualità del prodotto, ed è riciclabile al 100%. In più, una volta lavato, può essere anche riutilizzato a livello domestico come vassoio o piatto di servizio. Un supporto innovativo sunto di una tecnologia tutta italiana di prodotti di altissima qualità.
Infatti, tra i primi ad averne intuita l’importanza e a sceglierne l’utilizzo nel confezionamento del salmone c’è l’affumicheria artigianale Sapor Maris di Ladispoli, alle porte di Roma: “Preoccuparsi della sicurezza alimentare dei consumatori significa anche utilizzare packaging di qualità”, asserisce Massimo Borzelli, titolare di Sapor Maris.  Vi parlo di un’azienda a conduzione familiare specializzata in produzioni di nicchia di salmone, pesce spada, tonno e altre specie ittiche del Mediterraneo mediante lavorazioni effettuate rigorosamente a mano. Vere e proprie chicche di altissima qualità da assaporare.

Per l’affumicheria Sapor Maris è di fondamentale importanza preoccuparsi della sicurezza alimentare dei consumatori, e ciò significa anche utilizzare packaging di qualità. Il valore aggiunto derivante dall’utilizzo di un supporto come Albatross è nella serenità: ovvero impiegare un prodotto certificato che offra maggiori garanzie nel contatto diretto con l’alimento. Questo vale ancora di più nel caso del salmone affumicato, sia che si presenti come pre affettato o intero.

Le confezioni sottovuoto tendono infatti a comprimere il prodotto e nei casi di tipologie molto grasse, come quella del salmone norvegese, può avvenire che vengano rilasciate piccole quantità di olio: il fatto che non vengano assorbite (insieme all’umidità) dal vassoio sottostante, prevenendo ogni possibile rilascio di sostanze, garantisce la salubrità del prodotto e della confezione.
I supporti Albatross sono disponibili in 13 diversi formati base, con bordo semplice per prodotti salati e bordo orlato per dolci, sono tutti personalizzabili su richiesta. Inoltre vi ricordo ancora che è stabile, privo di rilasci (come attestato dal CSI spa, polo internazionale di servizi testing, ispezione e certificazione di IMQ Group).

(Fabrizio Salce)

info Albatross:
www.rotostampa.it

info affumicheria artigianale Sapor Maris:
www.sapormaris.it


Al via "Cartoline dalla Romagna" nuovo progetto del Consorzio Vini di Romagna

Che la Romagna e i romagnoli non finiscano mai di sorprenderci e di stupirci è cosa nota. Parliamo, di fatto, di gente laboriosa, sempre pronta a voler fare, con innata e vincente capacità di ospitare, di far sentire il cliente ospite e far stare bene le persone. Tutto questo in uno dei territori più belli del nostro paese, dove la cultura del bello e del buon vivere regna. E non mancano mai le iniziative ed eventi capaci di coinvolgere persone di ogni dove. Uno di questi è certamente “Cartoline dalla Romagna” nuovo progetto del Consorzio Vini di Romagna Il nuovo progetto che ha l’obiettivo di promuovere vini, aziende e territorio, coinvolge quasi 400 attività locali e vede protagonisti i produttori romagnoli di vino. Il portale (www.cartolinedallaromagna.it) da pochi giorni online e in continua implementazione, raccoglie in una mappa 100 cantine, i punti culturali d’interesse, quasi 200 ristoranti e 80 botteghe storiche e artigianali che ospitano i vini della Romagna e celebrano questa meravigliosa terra, tra il verde delle colline e l’azzurro del mare, passando dalla rigogliosa pianura.

La presidente del Consorzio Vini di Romagna, Ruenza Santandrea, afferma: «Siamo partiti da un’idea di Romagna che è nel cuore di tutti, per coniugarla poi al presente, soprattutto sui social e sui media tradizionali con un’idea grafica innovativa e giovane, che incuriosisca e invoglia a visitare e conoscere un sistema vino-territorio che promuove l’eccellenza dei produttori: tutti e ognuno, con la loro unicità e il loro modo di accogliere e fare vino. Perché la Romagna è un luogo ospitale e i suoi panorami innumerevoli e suggestivi, così come i borghi nei quali la storia ha lasciato splendide tracce e gli splendidi siti ricchi di arte e di cultura. E il vino è uno dei simboli felici che la contraddistingue e la racconta».

Nelle cantine e nei punti di interesse sono state distribuite le prime Cartoline dalla Romagna in formato cartaceo. Un invito a chi vive questa terra e a chi vi viene in visita e considera il vino uno dei migliori testimoni per comprendere l’identità dei luoghi e dei protagonisti. Un approccio che vuole mettere in luce la qualità dei vini romagnoli, per un crescente interesse soprattutto da parte delle generazioni più giovani e un forte desiderio di convivialità.

Perché proprio le cartoline? Prosegue la Presidente: «Cercavamo un simbolo-pretesto che prendesse vita da immagini storiche per poi via via declinarle al presente e al futuro, per portare a conoscere i nostri luoghi d’arte, cultura e villeggiatura e un binomio cibo e vino imprescindibile. Un elemento, le cartoline, che ancora oggi risulta interessante per le generazioni più giovani, anche se trasferite nel mondo digitale, sulle bacheche di Instagram o sui profili di Facebook. Per questo l’approccio è inteso in una duplice direzione: la ricerca di personaggi, arte e storia dei nostri paesi e città e un segno di colore che contrasta, risveglia lo sguardo e ci porta in una dimensione altra, viva, con un linguaggio che richiama l’arte pop, per trasmettere convivialità e gioia».
Dal 1962 il Consorzio Vini di Romagna riunisce cantine, aziende vinicole e produttori di vino allo scopo di tutelare la produzione della Romagna, sostenendo la qualità dei vini, l’equilibrio dei prezzi e la valorizzazione del prodotto e del suo territorio.

(Gianluigi Veronesi)

CONSORZIO VINI DI ROMAGNA
Sede operativa Via Tebano 45
48018 Faenza (RA)
Tel: 0546-28455
Email: info@romagnavini.it


Silvia, l’ex campionessa di calcio femminile, ama e produce gran vino

Silvia Fuselli oggi è la titolare de Le Vigne di Silvia, azienda vitivinicola con sede a Bolgheri. Realtà nata da pochi anni, ma punta all’eccellenza con una visione chiara e consapevole. Per questa ragione ha deciso di affidarsi all’esperienza e alla competenza di uno dei più importanti distributori italiani: Vino & Design. Dietro a ogni vino, a ogni etichetta, c’è un mondo fatto di ricerche, scoperte e grandi storie. Lo sa bene Vino & Design, azienda di Reggio Emilia riconosciuta in Italia come uno dei principali distributori di “best wine”. Una realtà che dal 1999 seleziona e distribuisce vini pregiati provenienti da produzione nazionali e internazionali che puntano alla qualità e non scendono a compromessi con la tradizione. Un percorso di eccellenza che spesso di vigna in vigna si imbatte in esperienze imprenditoriali su cui vale la pena soffermarsi. Una di queste, tutta al femminile, è quella di Silvia Fuselli, titolare dell’azienda vitivinicola “Le vigne di Silvia”, che dopo una carriera nel calcio professionistico (ha vestito 53 volte la maglia della nazionale italiana, ha vinto cinque scudetti, due Coppe Italia e sei Supercoppe italiane) ha realizzato uno dei suoi sogni di bambina: quello di fare la contadina. Un’avventura imprenditoriale che ha il sapore della libertà e custodisce il sogno di chi, dopo aver viaggiato tanto, ha capito che tornare è importante quanto andare via. “Questo percorso – racconta Silvia – è iniziato al termine della mia carriera calcistica, ma le sue radici sono ben più profonde e hanno a che vedere con la tradizione della mia famiglia”. Negli anni cinquanta il nonno lasciò Recanati per stabilirsi a Bolgheri doveva aveva acquistato alcuni terreni dal marchese Incisa della Rocchetta. Nella splendida terra cantata dal Carducci dove “i cipressi sono alti e schietti” avviò un’attività agricola che sarà poi portata avanti dai genitori di Silvia che per anni si sono dedicati con successo alla produzione di ortaggi, in particolar modo basilico. Nel 2014 il successivo passaggio di testimone. “In ricordo della passione di nonno Silvio per il vino, mio padre – spiega l’ex calciatrice – ha deciso di procedere all’impianto di un nuovo vigneto di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, seguito, pochi anni dopo, anche da quello di Vermentino. Questa volta però siamo state io e mia sorella Stefania a prendere in mano la nuova attività agricola rinnovando la tradizione di una famiglia che affonda le proprie radici nell’amore per la terra”.
Dunque un progetto che nasce dal cuore, dalla passione ma che gode di una visione consapevole e chiara. I 15 ettari di terreno, dei quali 5 vitati, sono coltivati secondo il metodo biologico e la scelta dei vitigni, tra Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Vermentino e Verdicchio, è legata alle tipicità del territorio e alla volontà di produrre vini di grande freschezza ed eleganza. La campionessa ha così siglato una tripletta di alta gamma, con tre vini tutti di caratteristiche ben definite. “Giochessa” è il Vermentino dalla forte personalità e dall’identità spiccata, “Artemio” invece è un DOC Bolgheri rosso da uvaggio Cabernet Sauvignon, solare, mediterraneo, con un carattere unico, frutto di meticolose attenzioni in vigna e cantina.

Infine “Itinerante”, un elegante Toscana Cabernet Franc che nella splendida e vocata campagna di Bolgheri ha trovato il suo terroir di elezione. “La nostra azienda dal punto di vista vitivinicola è nata da poco ed è in continua evoluzione, – conclude Silvia –  la volontà di migliorarsi ci ha spinto a scegliere Vino & Design per poter intraprendere un percorso di valore e di grande qualità a livello nazionale. Una partnership importante e che ci sta consentendo di raccogliere i primi risultati in termini di visibilità e diffusione”.

Vino & Design è un’azienda con sede a Reggio Emilia tra i principali leader del settore della distribuzione vitivinicola. Fondata nel 1999 dall’imprenditore e sommelier olandese Dick ten Voorde rappresenta un punto di riferimento per il settore Ho.Re.Ca e per le enoteche più rinomate d’Italia grazie a un catalogo eccellente che comprende un vasto e variegato assortimento di vini pregiati provenienti da tutto il mondo. Nel 2016 l’azienda si è sviluppata creando la divisione Spirits & Colori che si dedica con molto successo alla mixology rifornendo cocktailbar e trendy loungebar.

 

 

 

 

 

 

 


A Arcevia “si va a polenta” con il “mays ottofile” di Roccacontrada

E’ la sedicesima edizione del singolare evento basato sulla riscoperta di un eccellente prodotto locale, il “mays ottofile di Roccacontrada”, varietà autoctona di granturco dal quale, con la macinatura a pietra, si ottiene una farina di grande pregio, ingrediente principe per la preparazione di una prelibata quanto esclusiva polenta.

Il vivo della manifestazione – che si svolgerà nelle domeniche 20, 27 febbraio e 6, 13, 26, 27 marzo 2022 – si sviluppa tra undici ristoranti e agriturismi dislocati sul territorio comunale, nei quali  sono proposti menù a prezzo fisso composti da piatti realizzati con il mays ottofile, menù arricchiti da altri prodotti tipici della rinomata gastronomia locale e abbinati al celeberrimo Verdicchio dei Castelli di Jesi, il vino bianco più premiato dalle Guide italiane.
I locali coinvolti sono i seguenti: Agriturismo il Leccio, Fattoria Bio Casale Venezia, Il Rustico, La Baita, La Cantina di Bacco, La Grotta di Loretello, Le Betulle, Osteria Nido dell’Astore, Park Hotel, Piccolo Ranch, Pinocchio, Stazione di Rosta.

Arcevia è anche terra di castelli e negli oltre 125 chilometri quadrati del suo territorio se ne contano ben nove, incantevoli piccoli borghi medievali fortificati, arroccati sulle alture a dominio delle sottostanti vallate: Avacelli, Castiglioni, Caudino, Loretello, Montale, Nidastore, Palazzo, Piticchio e San Pietro in Musio, tutti meritevoli di essere visitati.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Arcevia – nel rispetto delle normative di sicurezza vigenti – è sede di una tappa speciale del “Grand Tour delle Marche”, il circuito di eventi realizzato da Tipicità e ANCI Marche in collaborazione con Regione Marche e con la partnership progettuale di Banca Mediolanum e Mediolanum Private Banking.

www.tipicitaexperience.it


Il prosciutto di San Daniele, una vera eccellenza!      

Nel 1961, a opera di un gruppo composto da produttori di prosciutto, imprenditori e altre personalità di rilievo della comunità di San Daniele del Friuli, è stato costituito il Consorzio che, a oggi, associa tutti i trentuno produttori del Prosciutto di San Daniele.
Il Consorzio detiene il disciplinare di produzione, vigilando sulla sua corretta applicazione, e tutela il marchio affinché non vi siano abusi o usi illegittimi del nome, del marchio stesso e dei segni distintivi della DOP. Inoltre, promuove e valorizza la conoscenza e la diffusione del Prosciutto di San Daniele ed è impegnato nell’attuare iniziative per il perfezionamento e il miglioramento qualitativo, attraverso servizi di assistenza e consulenza per i soci produttori.

Il Prosciutto di San Daniele è un prosciutto crudo stagionato riconosciuto come prodotto a Denominazione di Origine dal 1970 dallo Stato italiano con la legge n. 507 e come prodotto a Denominazione di Origine Protetta – DOP – dall’Unione Europea dal 1996, in cui non è utilizzato nessun tipo di additivo o conservante.
Il Prosciutto di San Daniele è realizzato, nei trentuno stabilimenti produttivi aderenti al Consorzio, solo ed esclusivamente a San Daniele del Friuli, in Friuli-Venezia Giulia, comune della provincia di Udine che sorge al centro dell’anfiteatro morenico, sulle prime alture delle Prealpi a 252 metri sopra il livello del mare, misura circa trentacinque chilometri quadrati e conta poco più di 8.000 abitanti. Qui i venti freddi provenienti dalle Alpi Carniche si incontrano con le brezze dell’Adriatico, in un ambiente dove l’umidità e la temperatura sono regolate dalle acque del fiume Tagliamento. Tutto ciò crea condizioni uniche e irripetibili per la stagionatura. Il Prosciutto di San Daniele è prodotto con solo due ingredienti: cosce di suino italiano selezionate e sale marino, a cui si aggiunge il particolare microclima di San Daniele del Friuli. Le cosce di suino provengono, come previsto dal disciplinare, dagli oltre 3000 allevamenti ubicati nelle regioni del Centro Nord Italia (Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Marche, Umbria, Toscana, Lazio, Abruzzo).
I suini sono alimentati con cereali nobili e siero di latte e allevati con metodi che rispettano il loro benessere; al momento della macellazione devono pesare mediamente 160 chilogrammi e avere almeno nove mesi di vita.

Le fasi della lavorazione vedono le cosce arrivare a San Daniele del Friuli entro quarantotto ore dalla macellazione, devono avere un peso non inferiore ai 12 chilogrammi, e sono subito sottoposte a un controllo preliminare di conformità.
Tutte le lavorazioni si svolgono all’interno dei prosciuttifici aderenti al Consorzio e comprendono: il raffreddamento (per favorire la perdita di umidità) e la rifilatura; la salatura, in cui le cosce rimangono coperte di sale per un numero di giorni pari al loro peso; la pressatura, che permette di far penetrare al meglio il sale e di conferire alle cosce la tradizionale forma a chitarra; il riposo, periodo che dura fino al quarto mese dall’inizio della lavorazione in cui le cosce rimangono a riposo in apposite sale. Terminato detto periodo, le fasi che seguono sono: il lavaggio e l’asciugamento; la sugnatura, che prevede l’applicazione di un impasto, la sugna, a base di farina di riso e grasso sulla porzione non coperta dalla cotenna per mantenerla morbida; la stagionatura, che si prolunga fino al compimento del tredicesimo mese dall’inizio della lavorazione; la marchiatura, per la quale l’organo di controllo IFCQ Certificazioni esegue i controlli che verificano la rispondenza dei prosciutti ai requisiti prescritti dal disciplinare. Solo i prosciutti che rispettano tutti i parametri sono certificati e su di essi è impresso a fuoco il marchio del Consorzio. Durante l’intera lavorazione vengono effettuati i tradizionali controlli periodici, tra cui la puntatura con l’osso di cavallo e la battitura, ovvero la percussione della cotenna, che monitorano l’evoluzione del prodotto.
L’intera filiera produttiva del Prosciutto di San Daniele deve rispettare una serie di regole, rese obbligatorie dal disciplinare di produzione, costituito dalla legge italiana e dai regolamenti dell’Unione Europea, e deve sottostare a un severo sistema di controllo attuato da un ente terzo rispetto ai produttori, IFCQ Certificazioni, autorizzato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Il Consorzio invece svolge attività di vigilanza, in qualità di organismo di tutela, per difendere la denominazione in Italia e nel mondo affinché non vi siano abusi o usi illegittimi del nome, del marchio e dei segni distintivi della DOP.

Il Prosciutto di San Daniele presenta dei segni distintivi che lo contraddistinguono. Lo zampino che, oltre mantenere inalterata l’integrità biologica della coscia, agevola il drenaggio dell’umidità. Il marchio a fuoco del Consorzio impresso sulla cotenna è costituito dalla denominazione in forma circolare, dalla stilizzazione del prosciutto con le lettere SD al centro e dal codice numerico di identificazione del produttore. Il tatuaggio dell’allevamento, ovvero un codice alfanumerico costituito dalla sigla della provincia in cui si trova l’allevamento, il numero identificativo dell’allevamento e una lettera che indica il mese di nascita del suino. Il segno del macello, un timbro a fuoco che riporta la sigla PP e il codice identificativo del macello, composto da una lettera e da due cifre. Il sigillo di inizio lavorazione, composto dalla sigla D.O.T. (Denominazione di Origine Tutelata) e dalla data che indica l’inizio della lavorazione.  Il colore della fetta è rosso-rosato nella parte magra e bianco candido nel grasso di contorno e nel grasso intramuscolare. L’aroma è delicato e diventa persistente con il protrarsi della stagionatura; si possono individuare sfumature tostate, di crosta di pane, note di frutta secca e malto d’orzo. Il sapore è delicato, con la sapidità e gli aromi tipici della carne stagionata; alla masticazione la fetta è morbida, non unta e si scioglie in bocca. Il Prosciutto di San Daniele è un’ottima fonte di proteine nobili, di vitamine, in particolare B1, B6 e PP, e di sali minerali, soprattutto fosforo, zinco, rame, ferro e potassio; fra i grassi prevalgono quelli monoinsaturi. Per il suo alto valore nutrizionale e la sua facile digeribilità, è indicato in qualsiasi tipo di dieta, anche in quelle ipocaloriche e di sportivi, bambini e anziani.

La produzione del Prosciutto di San Daniele DOP nel 2021 è pari a 2.630.000 cosce lavorate nei 31 stabilimenti provenienti dai 45 macelli che trasformano la materia prima proveniente dai 3.626 allevamenti di suini italiani. Il fatturato totale ha raggiunto i 350 milioni di euro. La quota di export rispetto alla produzione totale è pari al 18%, con oltre 4 milioni di chilogrammi di prodotto indirizzato al mercato extra italiano. Il 57% delle quote totali è destinato all’Unione Europea. I Paesi che detengono la quota più rilevante per l’esportazione del Prosciutto di San Daniele DOP sono: Francia, Stati Uniti, Germania, Australia, Belgio, Svizzera, Austria, Brasile, Canada, Giappone, Regno Unito, Lussemburgo e Paesi Bassi. Segnali di apprezzamento arrivano da Romania, Polonia, Slovenia, Ucraina e Repubblica Ceca. La produzione di pre-affettato in vaschetta conta 23,1 milioni di vaschette certificate.

CONSORZIO DEL PROSCIUTTO DI SAN DANIELE
Via Ippolito Nievo, 19
33038 San Daniele del Friuli (UD)

www.prosciuttosandaniele.it


Gianpiero Cravero: Novara e dintorni nel piatto

In provincia di Novara, all'Osteria Contemporanea di Gianpiero Cravero: ecco l'esperienza gastronomica di Fabrizio Salce, giornalista agroalimentare e conduttore televisivo 

…Ho bisogno di sedermi in un luogo sereno, di riposare e di contemplare, di comprendere che ho un corpo e un’anima. Non ho voglia di gente che non conosce il modo di mangiare o di bere; che vive per procura attraverso i social; che si muove come fantasmi; che vota a destra o a sinistra a seconda se la pentola è piena o mezza vuota. Ed per questo che cerco la pace interiore al tavolo di uomo che nel suo locale, attraverso la cucina, mi concederà ciò di cui necessito.  La cucina è una cosa seria: un’arte. E’ conoscenza, applicazione, intelligenza è la voglia di creare nel rispetto degli ingredienti e dei palati.
Solo 6 Km dal centro di Novara. Mi trovo infatti nel Comune di Caltignaga dove Gianpiero Cravero mi attende nella sua “Osteria Contemporanea”. Lo chef, classe 1960, è un novarese allo stato puro. Il suo legame con prodotti e produttori del suo comprensorio lo ha reso uno professionista di riferimento non solo per il territorio. Gianpiero è l’anima dell’Osteria Contemporanea posizionata sulla strada che porta ai laghi e che gestisce dal 1984.

Nella foto: Gianpiero Cravero, classe 1960 novarese doc, sin da ventenne nutre un'autentica passione per la cucina di tradizione.

Il ristorante oggi brilla di una nuova luce dopo la ristrutturazione andata in scena poco prima dell’arrivo del Covid. 60 coperti nella sala principale, 20 posti nella saletta privata, spesso usata anche per eventi degustativi con i prodotti locali. E poi un grande giardino en plein air che circonda interamente la struttura. L’Osteria Contemporanea si caratterizza per la cura dell’ambiente e del servizio, da una assoluta attenzione alla qualità e all’originalità delle materie prime, tutto accomunato dal calore di un contesto rilassato e informale.
La cucina respira l’influenza del territorio circostante immerso tra le risaie, arricchito dai profumi dei vini delle colline novaresi e noto in tutto il mondo per essere la patria di tanti formaggi tra cui il Gorgonzola DOP. Lo chef Cravero, supportato da uno staff giovane tutto al femminile, interpreta la tradizione lasciando spazio alla creatività. Il pane e la pasta sono fatti in casa e i piatti sono realizzati con ingredienti sempre freschi e di prima qualità reperiti principalmente tra quelli della sua terra.
Non solo la carne di razza piemontese o la tipica Paniscia novarese, Cravero punta anche sul pescato sempre accompagnato da salse e vellutate realizzate con verdure e ingredienti stagionali. Spazio anche alle carni bianche come faraona, agnello e quaglie. Tra i dolci non manca ovviamente la golosa tradizione piemontese fatta di Bunet, Tortino di nocciole, Pera al Moscato, Tartufini al Gianduja insieme ai semifreddi e alle crostate casalinghe.

E’ indubbiamente un locale ideale per un pranzo o una cena di livello gourmet tra le mura domestiche. La carta delivery, è oggi una sorta di “best of” che comprende i piatti più richiesti dai clienti. Gianpiero non mi delude e trovo nei suoi piatti quella spensieratezza che è linfa per le mie ore spensierate.
Mi godo i rocher di riso Artemide, a seguire un delizioso risottino con gamberi preparato alla sua maniera. Passo poi ad un piacevole mix di pesci soltanto lessati e serviti con verdure. Apprezzo un piatto tipico della zona: il Tapulone. Ci sono i dolci e la piccola pasticceria. Abbino alle ricette del vino bianco dei Colli Novaresi e della pregiata Vespolina rossa.

Gusto il mio pranzo e al contempo ascolto la passione di Gianpiero nel raccontarmi tutti i piatti, quelli che ho assaporato e quelli che proverò dalla carta la prossima volta. Tradizione, certamente, ma anche tanta fantasia e capacità con ingredienti territoriali e non. E poi la disponibilità di questo chef, classe 1960, che della cucina ne ha fatto il suo cocchio d’oro.

(Fabrizio Salce, giornalista agroalimentare e conduttore televisivo)


Fascino e mistero della foresta norvegese in un gin

Spirit & Colori porta in Italia Bareksten, London Dry Gin  autentico e senza compromessi, realizzato dopo cinque anni di sperimentazioni e ricerche da uno dei migliori “distiller” al mondo: Stig Bareksten. Espressione pura della terra scandinava e della sua natura incontaminata, questo spirit morbido, gustoso, si presenta al mondo della “mixology” come base ideale per la miscelazione classica e sperimentale. Già perché nei cocktail bar e lounge bar della Norvegia è il più amato, il più richiesto, è proprio il gin per antonomasia. In Italia invece rappresenta ancora un prodotto di nicchia, ma destinato a uscire presto allo scoperto e, per conquistare il pubblico italiano ha deciso di affidarsi in esclusiva alla competenza di Spirits & Colori, azienda italiana con sede a Reggio Emilia specializzata nella selezione, importazione e distribuzione sul territorio nazionale di distillati di alta qualità e provenienti da tutto il mondo. Una realtà che ha solide basi nel mondo del beverage e nasce dall’esperienza di Vino & Design, azienda fondata nel 1999 dall’imprenditore olandese Dick ten Voorde, oggi ai vertici della distribuzione vitivinicola in Italia. Bareksten ha un fascino irresistibilee un carattere estremo. È come la terra selvaggia da cui proviene e che racconta, a partire da un packaging che è storytelling allo stato puro, la Norvegia e la sua foresta oscura, gotica e drammatica. Un mondo puro e incontaminato che ha ispirato il suo creatore, Stig Bareksten, personaggio iconico, senza eguali, oggi tra i migliori distillatori al mondo.

Un traguardo raggiunto dopo un lungo percorso a tappe. Dietro l’imponenza ruvida di quest’uomo, capelli lunghi da amante del metal, folta barba da vichingo, si celano diverse anime e storie. Quella di un bambino cresciuto in una famiglia sempre a stretto contatto con la natura, quella di un pugile talentuoso ma non abbastanza per sfondare, quella di un barman che dopo aver raggiunto una certa notorietà abbandona il banco per inseguire un sogno: creare il miglior gin al mondo. E così è stato. Dopo 5 anni di prove ed esperimenti condotti a partire da un’antica ricetta del 1800, il grande Stig partorisce e consegna al mondo del beverage la sua creatura che nasce senza compromessi questo London Dry Gin. La bottiglia nero opaco attraversata da alberi contorti e disegnati con tratti di nero lucido contiene ben 26 botaniche, di cui 19 di provenienza norvegese, alcuni delle quali selezionate e coltivate direttamente da Stig. L’orgoglio di rappresentare il territorio è un tratto costante del brand, obiettivo perseguito anche grazie alla distilleria di proprietà, la Det Norske Brenneri, con sede a Berger che occupa manager tutti italiani. Qui i semilavorati provenienti da altre aziende sono banditi e ogni fase della produzione si basa esclusivamente su materie prime trattate e trasformate internamente, come accade con la base dell’alcol puro ottenuto dalle patate norvegesi. Un processo virtuoso che conduce a un risultato d’eccellenza, un gin (alc. 46% in vol.) morbido, estremamente piacevole al palato, dal sapore fresco e netto di ginepro accompagnato da altri aromi floreali e fruttati.

Proprietà grazie alle quali lo spirit si presta molto bene alla miscelazione, sia per la preparazione di cocktail classici come “gin tonic” e “gin martini” che per la realizzazione di nuove creazioni.
“Oggi il mercato del gin è saturo, ricco di prodotti di qualità – commenta Simone Bodini, Global brand ambassador e brand manager Bareksten – in una situazione di questo genere ciò che fa la differenza è il gusto soggettivo del consumatore che siamo certi di poter avvicinare e conquistare. Bareksten, ha tutte le caratteristiche giuste per far innamorare il pubblico italiano: una storia autentica che non ti stanchi mai di ascoltare, un fondatore carismatico, un packaging dal grande impatto visivo e il gin che lavora bene, con botaniche giuste, con la netta predominanza di ginepro, valore che molti gin attuali stanno perdendo a causa della preferenza verso altri bouquet floreali”.
“Contiamo di raddoppiare il fatturato – conclude Andrea Tumiotto, direttore commerciale estero Bareksten – e siamo certi che il mercato italiano per la sua particolarità distributiva, sia quello giusto per avere ottimi risultati. In questo percorso, poi, abbiamo il sostegno esclusivo di un partner di eccellenza come Spirit & Colori, una realtà importante del mondo del beverage”.

Spirits & Colori  è un’azienda italiana con sede a Reggio Emilia specializzata dal 2016 nella selezione, importazione e distribuzione sul territorio nazionale di distillati destinati a cocktail bar, trendy lounge bar  e ristoranti. Il suo catalogo comprende un assortimento di elevata ricercatezza, caratterizzato da piccoli produttori di acclarata qualità a livello mondiali, capaci di stupire con i propri distillati i palati più esigenti.


A Savigno l’ottimo tartufo per la tavola dei gourmet

Il tartufo (fungo Ascomycota sotterraneo, genere Tuber) il 21 dicembre dell’anno appena trascorso – finalmente (…) – è stato riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale e iscritto nella lista rappresentativa “Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali”.  La candidatura era stata inoltrata ben otto anni fa da Lucia Borgonzoni, sottosegretario al Mibac e dalle Associazioni dei tartufai, tra cui la Federazione Nazionale Tartufai Italiani e l’Associazione Nazionale Città del Tartufo, Pro loco e Tartófla di Savigno comprese, al Ministero della Cultura e a quello dell’Agricoltura. La pregiata trifola, la cui crescita dipende da fattori stagionali, oltre che ambientali, si forma nel sottosuolo a una profondità di circa 60 cm (eccezionalmente fino a un metro) ed è preziosa, vista la rara reperibilità. Si conosce l’esistenza del tartufo già dai tempi biblici di Giacobbe (1600 a.C.) e del faraone Cheope, che gradiva un “simil-tartufo” cotto nel grasso d’oca, poi nell’antica Roma, era presente sulla tavola di Lucullo, uomo dei proverbiali stravizi per il cibo e l’arte del banchettare, per rientrare in scena nel Rinascimento con Caterina De’ Medici, a cui va il merito di averlo portato alla corte di Francia, fino al 1788, quando il medico torinese Vittorio Pico descrive il tartufo “bianco” chiamandolo “Tuber magnatum” (tartufo dei potenti) da cui il nome botanico. Più recente testimone della sua storia è Giacomo Morra, ristoratore di Alba che nel 1929 rende il tartufo bianco alimento di culto internazionale, eleggendolo protagonista degli eventi di richiamo gastronomici e turistici. Oggi il tartufo per la legge italiana del 1985, in etichetta deve solo evidenziare la varietà, non la provenienza. Da qui i prezzi che abbracciano un range che va a seconda della forma, del colore e della provenienza: i tartufi bianchi sono più costosi perchè sono rari, hanno la stagione breve, non si congelano bene e sono più saporiti; i tartufi neri (tuber melanosporum) costano meno perché hanno la stagione più lunga, sono congelabili e meno rari.  I prezzi si aggirano intorno ai 2000 euro al Kg (200 € l’etto) anche se a inizio stagione 2021 le quotazioni – per il caldo estivo e la siccità – hanno portato quello bianco a toccare i 4000 € al Kg per le pezzature più grandi. Per i tartufi neri, il più costoso è di Norcia (PG) mentre il più economico è il “nero uncinato”, prezzi, dai 200 ai 500 euro al Kg (20/50 € l’etto).  In un ristorante medio, per gustare il tartufo bianco, si spendono in media 250 euro l’etto (calcolando circa 30/35 € per una spolverata di 10 g da aggiungere al prezzo della portata). Sarebbe importante chiedere sempre che la “grattata” sia effettuata davanti a voi e, magari, dopo avere ben odorato il tartufo (che deve avere sentori di miele, fieno e aglio, equilibrati tra loro). Nota di colore: al Cipriani di Montecarlo (ristorante del Principato di Monaco di Flavio Briatore) il tartufo bianco arriva a costare anche 600 euro l’etto… (con tanto di fattura di acquisto del grossista messa “online”…).

Dopo Alba e Acqualagna, c’è anche Savigno, posto sulla collina bolognese, dove ogni anno a novembre si svolge il Festival internazionale del tartufo bianco (paese che dal gennaio 2014 è una delle cinque municipalità del nuovo comune di Valsamoggia) inserito a pieno titolo come “capitale della trifola”. Finito il più prezioso “Pico Magnatum” in questo periodo lì, si trova il “tartufo nero” dal gusto e dal profumo caratteristici. Il 25 gennaio scorso, è stata organizzata la “Première Truffle Meat” una vera e propria “experience” del pregiato tubero.
Amedeo, rappresentante della quarta generazione dei Mongiorgi – vera istituzione a Savigno con l’attività di famiglia di macelleria e salumeria dal 1898 – divenuta “Bottega Storica della regione Emilia Romagna” sita sotto i portici della piazza centrale (in via Marconi n° 2) – con la madre Anna e il padre Guido, ha ampliato l’attività con un reparto gastronomico e una cantina che sono diventati grande richiamo per i buongustai provenienti da ogni dove, che arrivano per assaporare le ricette realizzate secondo le antiche tradizioni locali, tra cui le tante rinomate specialità a base di tartufo bianco pregiato e tartufo nero di Savigno.

La “chicca”, a tal proposito, è la “costata al nero di Savigno” una preparazione – novità del panorama gastronomico – con il “truffle-factor” (il fattore tartufo) che ha dato risultati sorprendenti, usato nella crema di frollatura con burro chiarificato, che permette di realizzare una maturazione lenta e gustosa della carne di bovino di razza Bianca modenese. E qui si apre un mondo… perché la carne in questione è davvero di qualità eccelsa: i capi sono selezionati direttamente da Guido, scelti in piccoli allevamenti della zona, di cui segue personalmente tutti i passaggi della filiera: dal pascolo per l’alimentazione degli animali (risorse cerealicole e foraggiere e fonti proteiche vegetali) fino al giusto tempo di frollatura, per finire con la “marezzatura” (le piccole venature e chiazze di grasso bianco) all’interno del tessuto muscolare, che altro non è che la percentuale di tessuto adiposo in essa contenuta, grasso che gioca un ruolo fondamentale poi durante la fase della cottura. Quando ci si riferisce alla scelta dei tagli di maggiore pregio, la marezzatura è elemento di gran qualità della carne, qualità dovuta in principio, al benessere dell’animale allevato. Il tutto poi, realizzato con l’ausilio di un frigorifero “speciale” dove la carne si frolla per oltre 70 giorni.

Poi il taglio è cotto sulla brace del camino a temperatura controllata, nel burro al tartufo nero – appunto, di Savigno – perché il burro dà un gusto più intenso e protegge la carne dall’ossidazione, impedendone la disidratazione, evitando anche la rifilatura e lo scarto che si produce col classico “dry aging” (metodo di frollatura a secco, non  con sacchettini sottovuoto, ma con lungo periodo di refrigerazione ad umidità controllata e che asciuga superficialmente la carne, che in 5/8 settimane, cede fino al 20% di liquidi) dopo di che la costata è marmorizzata alla perfezione, tenera e pronta per la griglia o la padella…  Ovvio che il risultato sia eccellente…

L’aspetto, il profumo e il sapore, sono perfetti, ma di certo è impossibile descriverne il gusto,  quello va solo assaporato con le gambe sotto al tavolo, magari proprio a Casa Mongiorgi a Savigno (!) ottima occasione per degustare anche le altre specialità di un possibile menù: antipasto:  salame, artigianale a grana grossa (…a km “buono” come dice Guido) genuino, senza conservanti o altre sofisticazioni con focaccia e grissini, preparati dalla chef Anna; primo: tortellini con ripieno classico, ma senza il lombo suino e senza noce moscata, serviti in brodo di Bianca modenese, davvero saporiti, tanto da poterli mangiare senza Parmigiano; secondo: “Picanha frollata con @suntorywhisky”, ottenuta dopo un percorso che dura 45 giorni dove il whisky conferisce ancora più gusto a un taglio già eccellente di suo;  il tutto accompagnato e da un “rosso” di quel buono (ottimo anche questo) della fornita cantina della Casa e, per concludere in dolcezza, un cono con mascarpone, perle di aceto balsamico al tartufo e generoso tartufo bianco e (per quei pochi che non gradissero il buon tubero) in alternativa, degustazione dei dolci più apprezzati nel 2021: cannolo siciliano, zuppa inglese e mini torta di caffè e cioccolato… Eh?
(GfL)

051 670 8152
info@labottegadelmacellaio.com


“San Valentino” in Emilia-Romagna: dirsi “ti amo” davanti alle grandi opere d’arte

In Regione per San Valentino si può stupire la dolce metà e celebrare il sentimento più nobile con una dichiarazione ricca di passione e romanticismo: ammirando Venere e Cupido a Modena o Amore e Psiche a Parma; davanti a una delle fotografie che ritraggono la passione tra Frida Kahlo e Diego Rivera in mostra a Bologna; davanti alla Pieve San Valentino nel reggiano; al cospetto della monumentale installazione dedicata all’amore dei cavalieri nel Castello di Ferrara; a Ravenna di fronte alla statua di Guidarello, avvolto da una leggenda che fa impazzire tutte le donne del mondo; infine a Rimini contemplando la scena del celebre bacio tra Marcello Mastroianni e Anita Ekberg nella “Dolce vita”.

Un modo originale e carico di intensità per dire ti amo all’amato/a in occasione della festa degli innamorati? Dichiararsi al cospetto di un’opera d’arte – un dipinto, una scultura, ma anche una fotografia – che celebri questo grande sentimento.

Tra Musei, Castelli e Palazzi antichi, ogni città d’Arte dell’Emilia-Romagna custodisce almeno una grande opera che evoca l’emozione del grande amore. Il 14 febbraio non solo i più romantici potranno scegliere queste mete per incantare la dolce metà, ma ogni coppia che sceglie di trascorrere la festa degli innamorati in una città dell’Emilia-Romagna, potrà immergersi in un’esperienza fatta di atmosfera e suggestione, tra passeggiate mano nella mano nelle piazze o lungo gli antichi porticati dei magnifici centri storici e una cena deliziati dai tanti piatti tipici che si possono gustare in ristoranti stellati, osterie tipiche e accoglienti enoteche.

Ecco le proposte per un originale San Valentino tra Piacenza e Rimini

Piacenza
Un luogo romantico dove dichiarazione d’amore è la Galleria d’arte Moderna Ricci Oddi, nello specifico di fronte al quadro dipinto da Sartorio Giulio Aristide nel 1895 dal titolo “Sirena o abisso verde”. La composizione è costruita intorno alla figura della sinuosa sirena dai lunghi capelli rossi e dalla pelle diafana che cinge il corpo del giovane pescatore che si protende dalla barca per toccarla. Un racconto di amore e passione, una tela di forte impatto erotico e passionale che non può lasciare indifferente nessun innamorato.

Parma

Tra i miti più interpretati del Romanticismo vi sono Amore e Psiche. Lei è una bellissima principessa venerata da tutti tanto da fare invidia alla Dea Venere che le manda Cupido perché la faccia innamorare dell’uomo più brutto e avaro della Terra e sia coperta dalla vergogna di questa relazione, ma il dio sbaglia mira e la freccia d’amore colpisce invece il proprio piede ed egli si innamora perdutamente della fanciulla. Una storia raccontata magistralmente nella tela “Amore e Psiche” custodita alla Pilotta di Parma. L’artista Francesco Scaramuzza rende perfettamente il sentimento romantico espresso dall’abbraccio dei due amanti. Davanti a questo quadro è impossibile non lasciarsi andare e dire “ti amo” alla dolce metà (complessopilotta.it/opera/amore-e-psiche/).

Reggio Emilia

La Pieve di San Valentino è una delle più antiche della Diocesi di Reggio Emilia, la sua fondazione con impianto romanico tra i più belli della Regione risale al VII secolo. Siamo sulle splendide colline dell’Appennino emiliano dove una gita romantica è d’obbligo per poi fermarsi di fronte a questa antichissima Pieve che conserva nel nome la celebrazione dell’amore. Si può scegliere di sugellare il proprio amore davanti alla facciata decorata con guglie e rosoni oppure di entrare per dichiararsi di fronte all’altare maggiore ornato dalla preziosa pala di Benvenuto Tisi, detto “il Garofalo”, che la dipinse nel 1517 (www.comune.castellarano.re.it/vivi-castellarano/mappa-della-citta-2/arte-e-cultura-edifici-storici/san-valentino/la-pieve-di-s-valentino/)

Modena
Certo è che Venere e Cupido sono i simboli dell’amore più conosciuti nell’iconografia classica e rappresentano l’innamoramento nell’immaginario collettivo. Quale luogo allora è più adatto per una dichiarazione di quello che ospita due grandi opere che vedono protagonisti questi miti. Sono due i quadri esposti negli stupendi spazi della Galleria Estense di Modena. Avvolti da un’atmosfera piena di romanticismo, le due celebri tele attendono gli innamorati per una promessa d’amore. Una tela è quella che ritrae “Venere e Cupido” nella visione dell’artista Annibale Carracci. Dipinto nel 1592, il quadro raffigura la Dea intenta a guardare Cupido, come ad invitarlo a benedire l’amore di chi li osserva. L’altro dipinto è il capolavoro di Guercino: “Venere, Cupido e Marte” datato 1633. In questo magnifico quadro, tra una Venere svestita e Marte in armatura è il gesto di Cupido, mentre sta per far partire la sua freccia proprio verso lo spettatore, a colpire nel segno (gallerie-estensi.beniculturali.it/galleria-estense-modena/)

Bologna
Quella tra Frida Kahlo e Diego Rivera è una delle storie d’amore più famose e appassionate del mondo. Ed è proprio questa emozionante relazione uno dei temi della mostra “Frida Kahlo. The experience” a Palazzo Belloni a Bologna. L’esposizione, aperta fino al 28 febbraio, mostra tutte le fasi della vita dell’artista messicana attraverso una selezione unica e rivelatrice di fotografie. Tra queste, anche l’incontro con l’amore della sua vita, il pittore Rivera. Il consiglio è di abbandonarsi alla visione di queste immagini che celebrano un amore ricco di passione e di coraggio e davanti alle quali non si può che decidere di dichiarare i propri sentimenti al partner. Da vedere anche il documentario sull’amore tra i due artisti di Sky Arte, media partner dell’evento, dal titolo “Artists in Love” (fridakahlotheexperience.com)

Ferrara
“Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori – Umanità” è la mostra di Sara Bolzani e Nicola Zamboni che presenta in chiave ariostesca un monumentale gruppo scultoreo esposto, fino al 5 giugno, nei giardini del Castello Estense di Ferrara. Nel cortile infuria la battaglia tra le sculture in mostra: vi sono concitati duelli, cavalieri atterrati, altri in sella a destrieri impennati, guerriere pronte a scoccar frecce, un saraceno con la scimitarra, un musulmano a cavallo accompagnato da donne velate ma, soprattutto, due combattenti che hanno abbandonato le armi per dedicarsi all’amore. Davanti a questa imponente opera è facile appassionarsi e dichiararsi alla dolce metà (www.castelloestense.it/it/il-castello/le-donne-i-cavallier-l2019arme-gli-amori).

Ravenna
L’amore e la sua celebrazione è al centro della leggenda che accompagna da sempre la Statua di Guidarello, custodita al MAR, Museo dell’Arte di Ravenna. Scolpita da Tullio Lombardo nel 1525, rappresenta il famoso condottiero ravennate che giace morto con la sua armatura sulla lastra tombale. Da sempre oggetto di grande attenzione, l’opera scultorea spicca per la ricercata e morbida espressività del volto, che ogni donna vuole baciare. Complice il fascino del cavaliere, la leggenda narrava che le donne che avrebbero baciato il Guidarello si sarebbero sposate entro l’anno, mentre le donne già sposate avrebbero partorito un figlio “altrettanto bello come il giovane guerriero”. Pare che oltre cinque milioni di donne, nel corso di due secoli, abbiano baciato il volto del Guidarello, tanto che la città ha dovuto vietarlo, e che vengano recapitate ogni anno centinaia di lettere d’amore e di mazzi di rose. Scegliere quest’opera come luogo dove dichiarare il proprio amore non può che essere estremamente romantico e anche di buon auspicio (www.mar.ra.it/ita/).

Rimini
Tra sogno e poesia, è un omaggio all’amore l’immagine iconica che vede un giovane Marcello Mastroianni accarezzare le labbra di Anita Ekberg immersi nell’acqua di Fontana di Trevi per poi baciarla appassionatamente. Sono i fotogrammi del film “La Dolce Vita”, diventato un cult del cinema mondiale, che rivivono nelle installazioni audiovisive nel nuovo Fellini Museum a Castel Sismondo. Il consiglio è di visitare il Museo nella sua interezza, concepito in un allestimento immersivo e partecipativo che mette al centro di tutto l’opera del grande regista e la sua arte, ma anche la sua vita e il suo grande amore, tornando a noi, per Giulietta Masina (www.fellinimuseum.it).

Apt Servizi cultura@aptservizi.com


Oggi è la Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare

Il 5 febbraio 2022 ricorre la IX Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, nata per portare l’attenzione del consumatore e, più in generale, dell’opinione pubblica, sulle quantità di cibo non consumato e buttato ogni giorno nei rifiuti.

In tale occasione sono stati diffusi i dati del Rapporto ‘Il caso Italia’ 2022 di Waste Watcher International per iniziativa della campagna Spreco Zero di Last Minute Market e dell’Università di Bologna, su monitoraggio Ipsos. Il Rapporto mostra dei dati in controtendenza rispetto all’ultimo biennio, infatti, torna a crescere lo spreco di cibo tra gli italiani interrompendo un trend positivo che si era affermato soprattutto durante la fase più acuta della pandemia. Durante l’ultimo anno, in Italia, 7 miliardi di euro sono stati buttati nei rifiuti, una cifra che corrisponde allo sperpero annuo di 1.866.000 tonnellate di cibo (un aumento di circa il 15% in più rispetto dell’anno precedente). In media, a settimana, gli italiani gettano nella spazzatura circa 595,3 grammi di cibo, ovvero 30,956 kg annui (circa il 15% in più dell’anno precedente, in cui si sono gettati via 529,3 grammi di cibo). La top 5 degli alimenti più sprecati è rimasta pressoché invariata rispetto all’anno precedente. In prima posizione troviamo la frutta fresca (25,5 grammi), seguita da insalate (21,4 grammi), pane fresco (20,0 grammi), verdure (19,5 grammi) e cipolle, aglio, tuberi (18,7 grammi). Chi spreca più cibo in Italia? I dati del Rapporto si accentuano al Sud (+18% di spreco rispetto alla media nazionale), nelle famiglie senza figli (+12%), nei ceti medio-bassi (+12%), nei ceti popolari (+7%) e nei comuni medi (+8%).
Tra le cause che stanno alla base dello spreco alimentare si notano piccole differenze rispetto all’anno scorso. In particolare, quest’anno, alla domanda “Perché la mia famiglia spreca?” il 47% degli intervistati afferma di dimenticarsene, trovando il prodotto scaduto/deteriorato. Invece, alla domanda: “Perché le altre famiglie sprecano?” la maggioranza degli intervistati (45%) ritiene che acquistino troppo cibo.
In merito, invece, a quelle che sono le strategie anti-spreco attuate dalle famiglie italiane, possiamo notare in generale, meno della metà degli italiani attua una strategia anti-spreco durante la fase di acquisto del cibo. In particolare, il 41% dichiara di acquistare prodotti a lunga scadenza e frequentemente prodotti freschi. A seguire, il 36% fa affidamento a un’organizzazione del frigorifero/dispesa per tenere sotto controllo la scadenza dei prodotti oppure acquista confezioni di cibo in piccoli formati. Invece, durante la fase di consumo del cibo, l’86% degli intervistati dichiara di mangiare prima il cibo deperibile oppure di valutare attentamente le quantità necessarie prima di cucinare. L’85% afferma di conservare il cibo avanzato, di mangiare tutto ciò che si è preparato oppure di controllare se gli alimenti scaduti possano essere ancora consumati.  Quali sono i provvedimenti che possono aiutare le famiglie e i singoli ad adottare comportamenti virtuosi nella lotta allo spreco di cibo? L’89% degli intervistati ritiene fondamentale l’istruzione nelle scuole, l’85% sostiene che sia utile mostrare ai cittadini gli effetti negativi dello spreco alimentare ha sull’ambiente e sull’economia, un altro 83% pensa che si potrebbero migliorare le etichette sulle modalità di consumo.


Aspettando il Festival di Fermo, Tipicità Endless Experience ad Expo Dubai

Varate le nuove date di Tipicità Festival, in programma al Fermo Forum dal 2 al 4 aprile, a febbraio l’EXPO di Dubai fungerà da anteprima internazionale per la manifestazione marchigiana. Infatti, con la presentazione della Regione Marche è partito ufficialmente il progetto Marche: Land of Excellence, la settimana delle Marche a Dubai con l’eccellenza del “saper fare” e la capacità di innovare.

La Regione Marche sarà presente all’Expo di Dubai con uno straordinario calendario di eventi che, dal 21 al 26 febbraio,  consentirà ad oltre 30 imprese marchigiane, insieme alle eccellenze del  mondo accademico, di promuovere il “saper fare” del nostro territorio, con un focus su tematiche quali alimentazione e sostenibilità,  distretto biologico delle Marche,  blockchain per la tracciabilità della catena agroalimentare, soluzioni abitative innovative e cantieristica di lusso ”, le parole di Mirco Carloni, Vicepresidente e Assessore alle Attività Produttive della Regione. “La giornata delle Marche, si svolgerà il 21 febbraio 2022 ed è prevista la partecipazione di Roberto Mancini, testimonial della Regione Marche”.

Tra i progetti approvati e supportati dalla Regione Marche anche quello proposto dall’organizzazione di Tipicità, insieme alla quale imprenditori ed amministratori partner di Tipicità saranno a Dubai tra il 19 ed il 22 febbraio, con un intenso programma di iniziative ed incontri realizzati in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi Uniti. Riflettori puntati sulla Tipicità Endless Experience, con la presentazione di un inedito “cofanetto phygital” che, attraverso un calibrato mix di opportunità fisiche e digitali, simboleggia le opportunità di valorizzare le eccellenze locali nel contesto globale.

Con la voce inconfondibile di Marco Ardemagni di Radio Rai e l’autorevole commento di Gioacchino Bonsignore, caporedattore del TG5, la Tipicità Endless Experience sarà protagonista di un evento ufficiale ad Expo Dubai nell’Accademia di Padiglione Italia, in collegamento con illustri personaggi che interpretano il #vivereallitaliana nel mondo.

Una vera e propria tecnologia, quella sviluppata in questi due anni dall’equipe di Tipicità, che ci ha consentito di crescere anche in un periodo così difficile e di sviluppare nuovi format promozionali per le produzioni territoriali e per le destinazioni turistiche locali”,  ha affermato Angelo Serri, direttore di Tipicità, il quale ha aggiunto: “A Padiglione Italia questa innovazione è piaciuta e per noi è una grande soddisfazione poter rappresentare la nostra regione e il nostro Paese anche a Dubai!”.

L’intenso lavoro sviluppato in questi anni a favore del territorio fermano e marchigiano trova un suo concreto punto di atterraggio in questa iniziativa che, grazie al lavoro di squadra, ci consente di presentarci in un contesto mondiale con le carte in regola per suscitare l’interesse della comunità internazionale” sottolinea il Sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro.

L’obiettivo di questa operazione è di agire insieme localmente e proiettarci uniti nel mondo per affrontare con ordine e determinazione le sfide crescenti del contesto globale!”, ha dichiarato Marco Moreschi, Direttore Generale di Banco Marchigiano. Per promuovere concretamente le opportunità di crescita e sviluppo delle imprese locali, l’istituto di credito mette a disposizione delle aziende che seguiranno il progetto di Tipicità a Dubai uno speciale percorso finanziario.


Maia Wine lancia il primo Avatar NFT al mondo legato a un brand del vino

L’eccellenza della spumantistica italiana varca le nuove frontiere del metaVerso da protagonista, pronta ad offrire un’experience esclusiva e memorabile anche nel digitale

 

Costruito sul marchio dell’azienda Maia Wine che vede raffigurata la ninfa MAIA, prende vita un avatar che partendo da un’ispirazione classica si proietta nel Metaverso. Un brand dinamico, già  pioniere del segmento Soft Luxury negli spumanti italiani che ancora una volta si lancia in una nuova avventura tutta digitale e dal sapore futuristico.

Angelo Lella, socio fondatore di UNited STudio e co-fondatore di MAIA Wine, afferma che “Mai come oggi l’evoluzione del mondo e dei suoi sistemi corre alla velocità della luce. Le cose cambiano e con esse le persone ed il modo di vivere la realtà  con le relative esperienze ed emozioni. Le generazioni si stanno accorciando, mai avrei pensato che avremmo sviluppato una collezione di avatar per un mondo del futuro. Quand’ero piccolo giocavo con le macchinine, le mie nipoti di 4 anni sono dei piccoli geni del tablet e forse i miei figli avranno un avatar tutto loro nel Metaverso. Non so cosa accadrà, ma in quello cha accadrà  vogliamo essere protagonisti. Per questo siamo molto felici di lanciare la nostra prima collezione di NFT creata da un nuovo team digitale che seguirà  nei prossimi anni progetti e intuizioni legate al MetaVerso, agli NFT ed alla blockchain in generale.”

Una visione condivisa anche da Isabel Tonelli – Brand Ambassador Maia Wine e Art Director Del Progetto Nft: “Il metaverso sarà  sempre più parte della nostra quotidianità  nel futuro. Sarà  sempre più  comune acquistare beni intangibili, che andranno a far parte della vita nel metaverso; dove design, fashion, eventi ed arte troveranno spazio, senza avere limiti fisici o d’immaginazione. Maia ha voluto credere in questa rivoluzione, per  senza dimenticare la vita reale: infatti con l’acquisto di un nostro Nft, si avrà  accesso anche a moltissimi benefit, fra i quali inviti esclusivi ad  eventi per la community, partecipazioni ad experience internazionali, creazioni esclusive del brand, accesso a premi e Limited Edition”.


Un San Valentino da trascorrere “Come al cinema”

Fino al 6 febbraio è possibile ordinare la nuova box Effettocavada che, con i suoi ingredienti, ricette ed extra, è il regalo perfetto per la festa degli innamorati.
Il giorno di San Valentino è alle porte ed è giunto il momento di pensare ai regali da scambiarsi. Gli amanti dei prodotti enogastronomici d’eccellenza non possono farsi sfuggire la nuova box Effettocavada “Come al cinema”, l’idea regalo perfetta per il proprio innamorato.

 

La box “Come al cinema” è pensata per quelle serate passate davanti alla televisione, sintonizzati sul proprio servizio di streaming preferito, per una maratona di film mentre si sgranocchia qualcosa di goloso. La box contiene snack e bevande già pronte per il consumo e alcuni ingredienti da impiegare in cucina per la realizzazione di numerose ricette. Nello specifico “Come al cinema” include: due barattoli di popcorn salati e uno di popcorn al caramello di Fun Food Italia, una lattina di birra Pils Ragasola e una di birra Ipa Filos del birrificio Toladolsa, due bottigliette di drink Organic Bitter Lemon e due di Organic Passion Fruit di Limestone, una confezione di mix per pizza e una di farina per pizza di Rieper, 1 l di latte di montagna UHT di Mila, un sacchetto di triangoli di legumi e origano di Legù, una confezione con trenta cannucce in carta di Fackelmann, una copia del libro Downton Abbey: Il libro ufficiale dei cocktail pubblicato da Panini Comics e quattro ricette inedite studiate da Stefano Cavada in cartoncino plastificato.

 

La prevendita è attiva fino a domenica 6 febbraio ed è possibile preordinare la box “Come al cinema” sul sito effettocavada.it al prezzo di 49,90 €, senza alcun vincolo di abbonamento. Tuttavia, fino a domenica 16 gennaio si può godere della Wonder Week, una settimana di sconti, e acquistare la box a 44,90 €. Per godere dei privilegi della Wonder Week non serve inserire codici promozionali, il prezzo della box, una volta che quest’ultima è aggiunta al carrello, è già scontato.

Le box saranno spedite martedì 8 febbraio e recapitate, con le spese di spedizione gratuite, direttamente a casa dell’acquirente entro il giorno di San Valentino.

 

Effettocavada è il nuovo progetto del cuoco e food influencer altoatesino Stefano Cavada. L’idea nasce dal desiderio di fare da tramite tra il consumatore finale e il produttore, grazie anche alle richieste dei suoi oltre 80.000 follower, attraverso la creazione di box mensili tematiche contenti ingredienti di qualità, prodotti particolari, indispensabili utensili da cucina e curiosi extra.

 

«Sono un grande appassionato di film e del grande schermo – afferma Stefano Cavada –, per questo la box “Come al cinema” è stata ideata per quei momenti di relax da trascorrere sul divano guardando la propria pellicola preferita o durante una maratona di serie tv, proprio come se si fosse seduti su una poltroncina di una sala cinematografica, circondati dal profumo dei popcorn ancora caldi. Le ricette che ho ideato sono un omaggio a quei piatti che, come la pizza, non possono mai mancare in una tranquilla serata film».

A proposito di Stefano Cavada

Stefano Cavada, trascorsi alcuni anni di vita a Londra e Parigi, è rientrato in Alto Adige, la sua terra, con l’intenzione di raccontare e condividere le ricette e le tradizioni del proprio territorio. Negli anni Stefano si è specializzato nella produzione di svariati progetti legati al mondo della cucina. Dallo sviluppo delle ricette alla realizzazione di contenuti digitali, tra i quali fotografie e video, apprezzati fin da subito da un crescente pubblico appassionato e che ha saputo lasciarsi emozionare da ricette e paesaggi.

https://www.effettocavada.it

Stefano Cavada è un food influencer e cuoco altoatesino, autore de La mia cucina altoatesina. 45 ricette per ogni occasione (2019) e Il mio natale altoatesino. 60 ricette per il periodo più magico dell’anno(2021), entrambi pubblicati da Athesia. Da anni condivide ricette spesso ispirate alla tradizione altoatesina. Non solo grazie ai suoi canali social: ha infatti prestato il suo volto alla tv. Nel 2018, su La7d, ha condotto SelfieFood e nel 2019, su Rai 3 Alto Adige, ha presentato Food (R)evolution; inoltre, nel 2020, ha partecipato ad alcune puntate de La Prova del Cuoco su Rai 1.