Tra antiche vie romane, stube gotiche e design contemporaneo, l’Hotel Weisses Kreuz di Burgusio, indissolubilmente legato alla famiglia Theiner, custodisce un nuovo modo di vivere la montagna in autunno: un’esperienza fatta di tempo ritrovato, sapori autentici, benessere e natura, con i paesaggi dell’Alta Val Venosta che si accendono con le sfumature calde del foliage e invitano a riscoprire il piacere di un ritmo più personale.
Un rifugio per momenti di piacere e di assoluto relax in un complesso storico dalle atmosfere uniche. Nel cuore di Burgusio, piccolo borgo dell’Alta Val Venosta, l’Hotel Weisses Kreuz – Adults Only si integra con discrezione nelle architetture del centro storico, custodendo una storia secolare legata alla famiglia Theiner. Nel corso del tempo l’edificio è stato foresteria, fattoria, negozio di alimentari, ristorante e albergo, fino alla trasformazione in un raffinato hotel di charme guidato oggi dalla giovane proprietaria Mara Theiner. Che, con la supervisione dello studio di architettura Marx/Ladurner, ha riportato a nuova vita due edifici storici, in un progetto capace di unire memoria e contemporaneità, offrendo agli ospiti (a partire dai 14 anni) un’esperienza in cui il fascino del passato dialoga con il comfort alpino e il design più attuale.
L’ospitalità del Weisses Kreuz nasce da un’eredità familiare che Mara Theiner porta avanti con la stessa cura e attenzione al dettaglio della nonna, in un contesto oggi caratterizzato da un team a prevalenza femminile e da una filosofia fondata sulla personalizzazione dell’accoglienza.

Antiche vie romane, stube gotiche e stanze rinascimentali convivono con linee moderne e materiali contemporanei, trasformando il Weisses Kreuz in qualcosa di più di un Design Hotel: un rifugio d’autore dove storia, benessere e bellezza si incontrano. Affacciato sulla piazza principale di Burgusio, l’hotel sorprende con le sue 37 suite, gli ambienti dal fascino senza tempo e l’AUREA MEA Spa, con piscina a sfioro riscaldata tutto l’anno e una vista privilegiata sull’abbazia di Monte Maria e sull’Ortles, la vetta più alta dell’Alto Adige.
Qui il tempo segue un ritmo diverso: gli ospiti possono scegliere tra il piacere del relax e le esperienze nella natura della Val Venosta, una valle autentica dove ritrovare spazio, energia e un nuovo equilibrio con il proprio tempo.

“Al Weisses Kreuz si può praticare l’arte del dolce far niente, che per molti, complice lo stile di vita frenetico che conducono nella propria routine, è difficile da attuare. Ma noi ci impegniamo offrendo loro il contenitore ideale per riuscirci. Mi piace dire che qui gli ospiti devono ‘abbandonarsi ed essere’, godersi lo spettacolo della natura e la vita del paese che scorre lenta, tra i suoi vicoletti angusti, con il contadino che lavora e il falegnameche taglia la legna. Da noi non si fa, semplicemente, una vacanza: il soggiorno qui è qualcosa che agisce più in profondità ed è molto simile al vecchio concetto di villeggiatura. Un momento di vera pausa dalle attività quotidiane, una straordinaria occasione per riprendere fiato e forze. In montagna e nella valle. Per pedes e per pedales (a piedi o in bicicletta). Per il corpo e lo spirito” – spiega la proprietaria, Mara Theiner – .
LA DEPENDANCE ANSITZ ZUM LÖWEN
La dependance Ansitz zum Löwen, è un edificio storico di oltre 800 anni, tutelato dalle Belle Arti, restaurato con minuziosa cura per preservare elementi originali come il legno di cembro secolare, gli affreschi murali e i soffitti a cassettoni. Questi dettagli storici si integrano armoniosamente con bagni moderni e arredi di design in un suggestivo contrasto, reso ancora più scenografico dalla scelta del calcestruzzo a vista, dell’intonaco grezzo e del vetro per le parti ristrutturate.
“Ogni stanza ha una sua personalità, un pezzo unico in cui elementi antichi e tocchi contemporanei creano un contrasto affascinante. Ciò che è antico e ciò che abbiamo realizzato ex novo si nota in modo chiaro“, spiega sempre Mara Theiner, erede di una struttura che ha visto la luce grazie alla passione della nonna, ma è rimasta chiusa per oltre 40 anni, in attesa della sua vera vocazione. Ansitz zum Löwen comprende 9 suite, tutte diverse e tutte di epoche differenti (una è addirittura del XIII secolo), ma dietro ogni porta si nasconde sempre un piccolo segreto che racconta la sua storia: un soffitto in legno vecchio di secoli e artisticamente intagliato, una parete decorata, un bagno nell’antico affumicatoio, un chiavistello originale.
L’AREA BENESSERE “AURA MEA”
Il piacere di rallentare trova nella “AURA MEA” la sua massima espressione: 1.300 metri quadrati di benessere sospesi tra design, materiali naturali e panorami alpini. Un percorso che conduce dalle saune in cirmolo e abete alla piscina infinity di 20 metri con vista panoramica, fino all’idromassaggio panoramico esterno, con lo sguardo che spazia dalla vetta del Piz Lun all’imponente massiccio dell’Ortles fino ai vigneti dell’Abbazia di Monte Maria e del Castello del Principe, un tempo sede vescovile. La Silence Lounge di questa Spa adults only è come un guscio che avvolge tutto di piacevole pacatezza, con la luce dolce delle candele e i lettini ad acqua riscaldati che invitano al riposo. Il relax è assicurato anche nel giardino d’inverno, con vetrate panoramiche e comode sdraio. Nella Spa è possibile usufruire di trattamenti benessere personalizzati, massaggi e rituali pensati per favorire il relax e il benessere, avvolti dalle essenze di arnica, pino ed erbe di montagna. Nella Private Spa – con vasca idromassaggio, cabina a raggi infrarossi e letto a baldacchino – la coppia può scegliere tra vari pacchetti: il “Wellness da sogno per 2“, ad esempio, include un peelingcompleto, un bagno rilassante e un massaggio, il tutto accompagnato da un bicchiere di prosecco e frutta fresca.
IL RISTORANTE FINE DINING “MAMESA”
storia, design e ospitalità su misura, anche la tavola diventa un racconto del territorio. È questa la filosofia del “MaMesa“, il ristorante Fine Dining dell’Hotel Weisses Kreuz, nato dalla visione condivisa di Mara Theiner e dello Chef Marc Bernhart. Mesa” è un termine che in lingua retoromanza significa “tavolo”. Il prefisso “Ma” rappresenta un omaggio ai nomi dei due giovani proprietari. Con soli 6 tavoli, invita a vivere un’esperienza intima e sensoriale, riassunta nel motto “Sei tavoli. Cinque sensi. Innumerevoli sapori, moltissime consistenze e interpretazioni sorprendenti”.
Glocal è il motto del ristorante: global, but local. Una cucina raffinata e innovativa che guarda al mondo senza dimenticare le proprie radici, dove ingredienti locali, tecniche contemporanee e suggestioni internazionali convivono in equilibrio: un connubio di sapori locali sudtirolesi, provenienti da coltivazioni sostenibili, con il savoir-faire della tradizione francese e un tocco esotico di influenze thailandesi e giapponesi. Tutto questo si traduce in piatti che vanno in profondità, con sapori forti, decisi, moderni, che sfruttano tutto quello che la natura può offrire. L’obiettivo? Risvegliare delle emozioni. L’attenzione alle materie prime è unica: lo speck, per esempio, viene fatto in casa con i suini Durocallevati in proprio e fa bella mostra di sé nelle teche di stagionatura presenti nel ristorante, ma anche il miele biologico e i bovini Wagyu sono prodotti dall’azienda agricola dello chef. Accanto ai prodotti locali, dal pane Vinshger Paarl alla pera Palabir passando per l’albicoccca della Val Venosta, spazio a eccellenze da tutto il mondo, come il luccio dell’Atlantico, le capesante norvegesi, il curry thailandese, il gambero rosso di Mazara del Vallo.
La pasticceria è il regno di Kay Baumgardt, che ha bandito lo zucchero bianco dalle sue creazioni e usa tecniche innovative che esaltano la naturale dolcezza dei prodotti. Il suo motto? Pensare fuori dagli schemi, aprire nuovi orizzonti e sorprendere sempre. Ad accogliere gli ospiti del ristorante, oltre al servizio impeccabile, un’atmosfera intima e ovattata: si cena in una “scatola” di vetro, negli spazi di un ex-fienile, che incornicia un panorama incredibile, che si riflette in modo affascinante (anche) sull’esperienza culinaria.
AUTUNNO ACTIVE AL WEISSES KREUZ
I dintorni di Burgusio sono un invito all’esplorazione. La Val Venosta svela il suo volto più autentico nell’Abbazia di Monte Maria, la più alta d’Europa, dove la biblioteca moderna dialoga con secoli di spiritualità benedettina. Per chi cerca l’essenza borghigiana, Glorenza si offre come un gioiello medievale tra i più piccoli al mondo, perfettamente conservato, raggiungibile dal Weisses Kreuz con una piacevole camminata di circa un’ora dall’hotel o in bicicletta, luogo ideale per godersi un gelato tra le cinta murarie, il vicolo porticato e la vivace piazza.
Lungo le rogge secolari (“Waale“), si possono fare diverse passeggiate perfette anche per i meno sportivi: raggiungibili a piedi dall’albergo, i Waalwege (“Sentieri delle rogge”), circa una ventina, furono realizzati per consentire ai guardiani delle rogge di controllare agevolmente lo scorrere delle acque. Oppure si può scegliere il Sentiero del Sole (Sonnensteig), molto facile da percorrere: inizia poco prima dell’abbazia di Monte Maria, passa dal paese di Burgusio e prosegue attraverso campi e rogge fino a Spondigna.
Facili e abbordabili anche le passeggiate lungo il vicinissimo e delizioso lago naturale di San Valentino alla Muta (il percorso è di 5 km circa ed è costellato di panchine e tavoli per picnic) o lo scenografico Lago di Resia (il percorso è di 15 km circa ed è percorribile anche in bicicletta) che ospita il celebre Campanile della Vecchia Curon, testimone silenzioso della cittadina che venne sommersa dall’acqua a causa della costruzione della diga.
Il Weisses Kreuz organizza diverse escursioni ogni settimana. Tra queste, l’uscita mattutina per vedere l’alba sul Watles: si cammina per circa un’ora e mezza e si viene ricompensati da una vista unica sulla Val Venosta e sul gruppo dell’Ortles.
Chi ama la bici può percorrere la celebre Ciclabile della Val Venosta, che dal Passo Resia (a 1.500 m.s.l.m), al confine con l’Austria, porta fino a Merano ed è parte della rotta della Via Claudia Augusta. Passa dal Lago di Resia, da San Valentino alla Muta e prosegue per Burgusio, Clusio e Glorenza fino alla cittadina meranese. Voglia di adrenalina? Nella zona escursionistica di Watles, proprio sopra Burgusio, si può provare il parapendio.
Per i fan dell’allenamento indoor, l’hotel offre un’area fitness climatizzata, con attrezzature Technogym. Nella sala yoga e meditazione vengono invece organizzate lezioni di yoga 3 volte alla settimana con l’insegnante Annalisa, che accompagna principianti e avanzati nelle discipline Aatha, Ashtanga, Flow o Vinyasa. C’è anche la possibilità di partecipare a un retreat (ritiro, periodo di pausa) di 4 giorni dedicati per esempio all’introspezione in movimento.
GLI INDIRIZZI SEGRETI DI MARA THEINER: IL CUORE DELLA TRADIZIONE
Per chi desidera allontanarsi dai circuiti battuti, il consiglio “insider” di Mara Theiner porta al Solis, balcone naturale sul sentiero Sonnensteig, dove l’accoglienza di Sonja si sposa con gnocchi all’aglio orsino e taglieri di Marende d’autore. Per gli amanti del vino, la meta è il Josmoarhof a Castelbello, dove il giovane Sebastian produce uno Chardonnay eroico su pendenze estreme. Infine, per il “miglior Kaiserschmarrn dell’Alta Val Venosta”, la visita d’obbligo è alla Malga di Planol. In centro a Glorenza, imperdibile una sosta per il pranzo da Flurin, ospitato in una torre del Duecento, uno dei monumenti più antichi della cittadina, che fu adibita a carcere dal 1825 al 1931. Qui lo chef Thomas Ortler propone un interessante menu che cambia mensilmente per seguire le stagioni e la disponibilità degli ingredienti, squisitamente locali.
L’AFFASCINANTE STORIA DEL WEISSES KREUZ
Era il 1871 quando Josef Theiner acquistò il Weisses Kreuz e il terreno adiacente alla struttura, che si trova sulla Via Claudia Augusta, leggendaria via del commercio del periodo romano, che collegava il nord al sud. Lo utilizzò parzialmente come negozio e ancora oggi la famiglia Theiner viene definita “i Kroumer” ovvero “i bottegai” dagli abitanti di Burgusio. Nonostante i due terribili conflitti mondiali, i Theiner sono riusciti a far crescere le attività e nel 1950 il Weisses Kreuz comprendeva una moderna fattoria, una bottega, un’enoteca e un ristorante. Fu proprio allora che Kurt Theiner e sua moglie Maria Blass rilevarono l’attività. Kurt si rivelò un imprenditore lungimirante e già negli anni ’60 sognava di costruire una piscina, in tempi in cui avere l’acqua corrente in paese non era cosa scontata. Il primo telefono di Burgusio appare proprio al Weisses Kreuz e i Theiner sono i primi a guidare un veicolo a motore nell’Alta Val Venosta. Nel 1964 Kurt e Maria rinunciano alla fattoria e ammodernano il ristorante e il negozio: la struttura dispone di 7camere, solitamente affittate a commercianti di passaggio ma iniziano ad arrivare anche i primi villeggianti dalle città, in particolare da Milano. Dopo la tragica scomparsa di Kurt, nel 1970, Maria si ritrova a dirigere da sola il Weisses Kreuz insieme ai suoi quattro figli: Beate, Elke, Thomas e Joachim. Nel 1974 entra nella sua vita il poliziotto Karl Theiner(omonimo): anche lui è visionario, sogna di aprire un bar tutto suo e per finanziarselo vende a Maria la sua proprietà ovvero una vecchia casa di circa 800 anni situata proprio dall’altro lato della strada. Fatta valutare da un esperto, ecco la sorpresa: la Ansitz zum Löwen, è uno degli edifici più belli di tutta la Val Venosta. Nel 1985 Maria cede l’attività ai figli Thomas e Joachim. Nel 1999 il sogno di Kurt diventa realtà: viene creato un grande centro benessere con piscina e un garage sotterraneo. Nel 2011 la Ansitz zum Löwen si risveglia da suo letargo e con l’aiuto degli architetti Stephan Marx e Elke Ladurner, in collaborazione con l’Ufficio dei Beni Culturali dell’Alto Adige, viene creata una simbiosi unica tra la costruzione storica e l’architettura contemporanea. Nel 2013 viene rinnovato anche l’hotel: reception, bar, ristorante, area wellness, camere e suite. L’hotel e la tenuta zum Löwen crescono insieme e danno forma, piacevolmente, al centro di Burgusio. Nel 2022 Mara Theiner, la nipote di nonna Maria, e lo chef Marc Bernhart concedono ancora più spazio al relax e ai piaceri culinari inserendo una infinity pool di 20 metri, una nuova area giardino, il giardino d’inverno, sala fitness, area yoga e soprattutto il ristorante fine dining MaMesa, fiore all’occhiello della struttura.
COME ARRIVARE
In auto: dal Brennero, prendere l’autostrada in direzione Bolzano e uscire a Bolzano Sud. Poi seguire la superstrada in direzione Merano (circa 45 km). La superstrada passa nella strada della Val Venosta, che si segue in direzione Passo Resia fino a quando non si svolta a sinistra per Burgusio (circa 65 km). Seguire quindi la piccola strada del paese sempre dritto, passare la latteria e svoltare a destra dopo la Raiffeisenbank. Dopo circa 100 metri si è sulla piazza del paese e si vede l’Hotel Weisses Kreuz sulla destra. È possibile parcheggiare la macchina in uno dei parcheggi nei pressi dell’hotel.
Suggerimento green – in treno: la stazione ferroviaria è quella di Malles. Da lì si prende l’autobus per Burgusio. L’autobus 274 collega la località con la città di Merano, che dista quasi 60 chilometri, mentre la linea 273 con Passo Resia.
Tariffe: a partire da 260 euro a notte per due adulti in una stanza doppia con prima colazione.

Hotel Weisses Kreuz
– Adults Only ****S –
Burgusio 82 Burgusio-Malles
Tel. 0473 881307
www.weisseskreuz.it






