Il 66° Salone Internazionale Nautico è l’occasione perfetta per scoprire anche un’altra Genova. DEGUSTA Network ha selezionato 9 tappe gastronomiche tra osterie, ristoranti ed enoteche dove assaporare la città più autentica. E, prima di ripartire, qualche indirizzo giusto per portarsene a casa un pezzetto.

Ci sono eventi che si visitano e città che, approfittando di quegli eventi, meritano di essere vissute. Il Salone Nautico Internazionale di Genova, in programma dall’1 al 6 ottobre 2026, appartiene decisamente alla seconda categoria.
Giunto alla 66ª edizione, il Salone è uno degli appuntamenti di riferimento della nautica internazionale e una delle grandi vetrine del Made in Italy. Non è soltanto un luogo dove ammirare yacht da sogno: è il punto d’incontro fra cantieri, progettisti, aziende della componentistica, designer, operatori, appassionati e armatori, pure quelli futuri…

La formula è quella ormai consolidata dei “cinque Saloni in uno”: Yacht & Superyacht, Sailing World, Boating Discovery, TechTrade e Living the Sea. A questi si aggiungono incontri, convegni, innovazione, design e soprattutto la possibilità – elemento distintivo di Genova – di effettuare prove delle imbarcazioni direttamente in mare.

PERCHÉ ANDARE AL SALONE
Anche chi non sta pensando di acquistare uno yacht può trovare più di un motivo per visitarlo. Il Salone permette di vedere da vicino dove sta andando la nautica: nuovi materiali, motorizzazioni, elettronica di bordo, design e soluzioni sempre più attente alla sostenibilità. E consente di entrare, almeno per una giornata, in un universo nel quale tecnologia, artigianalità, bellezza e cultura mediterranea del mare si incontrano.


Il tutto avviene nel rinnovato Waterfront di Levante, in una città che con il mare ha costruito nei secoli la propria identità.
Ed è proprio qui che entra in gioco il nostro invito: completare l’esperienza del Salone andando alla scoperta di Genova anche attraverso i suoi sapori.
Perché una giornata trascorsa tra yacht, innovazione, design e cultura del mare può diventare l’occasione per vivere la città in maniera ancora più autentica e immersiva. Basta lasciare per qualche ora pontili e Waterfront e addentrarsi nei caruggi, sedersi a tavola, entrare in un’enoteca o in una bottega storica e scoprire quanto il mare, la storia e il territorio abbiano plasmato anche la straordinaria identità gastronomica genovese.
In fondo, andar e a Genova per il Salone e ripartire senza avere assaggiato la città significherebbe vivere soltanto una parte dell’esperienza.

 

IL “FUORI SALONE” SECONDO NOI DI DEGUSTA

Terminata la visita, lasciatevi alle spalle yacht e pontili e addentratevi nella città. Genova è perfetta per un piccolo viaggio gastronomico: caruggi, botteghe, trattorie, antiche sciamadde (botteghe del cibo di strada) ristoranti e vinerie raccontano una cucina fortemente identitaria.

Pesto, focaccia, farinata, pansoti con salsa di noci, mandilli, cima, acciughe, stoccafisso accomodato, buridda, cappon magro, coniglio alla ligure e torte di verdura. Nel bicchiere, Vermentino, Pigato, Bianchetta Genovese, Coronata e Rossese: vini figli di una terra stretta fra montagna e mare.
Abbiamo scelto nove indirizzi, divisi fra osterie, ristoranti ed enoteche, per costruire il nostro personale “Fuori Salone del gusto”.

TRE OSTERIE: LA GENOVA CHE SI MANGIA

SÀ PESTA – Via dei Giustiniani 16R – tel. 010 2468336
Entrare da Sà Pesta significa entrare in un pezzo di storia genovese. Farinata, torte di verdura con prescinsêua (formaggio fresco e cremoso a base di latte vaccino) acciughe ripiene, polpettoni e altre preparazioni della tradizione raccontano la cucina popolare di Zena!
Perché andarci: per l’atmosfera e per conoscere una delle più autentiche espressioni della vecchia cucina dei caruggi.
Spesa indicativa: 25-40 euro a persona.


TRATTORIA UGO DAL 1969
– Via dei Giustiniani 86R – tel. 010 2469302
Nel cuore dei caruggi, è un solido riferimento per chi cerca cucina genovese senza troppe concessioni alle mode. Pesto, pansoti al sugo di noci, minestrone genovese, acciughe ripiene, buridda, baccalà e stoccafisso ne raccontano bene l’identità.
Perché andarci: perché è una trattoria vera, frequentata e informale.
Spesa indicativa: 30-45 euro.

ANTICA OSTERIA DI VICO PALLA – Vico Palla 15R – tel. 010 2466575
A due passi dal Porto Antico, è uno degli indirizzi più interessanti per concentrare in una cena un piccolo corso accelerato di gastronomia ligure: specialità di mare e numerosi piatti della tradizione genovese caratterizzano la proposta.
Perché andarci: per l’ampiezza della cucina tipica e per la posizione, ideale dopo una giornata trascorsa tra mare e centro storico.
Spesa indicativa: 35-50 euro.

TRE RISTORANTI: LA TRADIZIONE SI FA ELEGANTE

IL GENOVESE – Via Galata 35R – tel. 010 8692937
Il nome è già una dichiarazione programmatica. Qui la cucina regionale viene recuperata attraverso le antiche ricette popolari e una particolare attenzione alle materie prime. Pesto preparato con Basilico Genovese DOP, gnocchi, ravioli, minestrone, stoccafisso e specialità della tradizione compongono un menù profondamente ligure.
Perché andarci: per ritrovare una cucina genovese rigorosa in un ambiente più curato rispetto alla trattoria classica.
Spesa indicativa: 40-60 euro.

 

LE RUNE – Salita Inferiore di Sant’Anna 13R – tel. 010 594951 / 349 1728910
Una Genova gastronomica più contemporanea, ma ancora perfettamente riconoscibile. Il menù cambia con le stagioni e combina radici liguri, creatività e attenzione alla materia prima.
Perché andarci: per vedere come la cucina del territorio possa evolvere senza perdere il proprio accento.
Spesa indicativa: 45-65 euro.

 

 

ZEFFIRINO – Via XX Settembre 20 – tel. 010 591990
Un nome storico della ristorazione genovese, indissolubilmente legato al pesto e a una cucina ligure di impostazione più elegante. Mandilli, preparazioni al basilico, pesce e ricette della tradizione ne hanno costruito nel tempo l’identità.
Perché andarci: per concedersi una versione più importante e raffinata dell’esperienza gastronomica genovese.
Spesa indicativa: 60-100 euro.

 

 

TRE ENOTECHE: LA LIGURIA NEL BICCHIERE

ALTIVINI ENOTECA EROICA – Via Interiano 11R – tel. 340 7842355
Un indirizzo particolarmente coerente con lo spirito travelfood: il vino diventa uno strumento per conoscere territori, vignaioli e produzioni meno scontate.
Perché andarci: per chi ama scoprire bottiglie artigianali e produttori fuori dai percorsi più commerciali.
Spesa indicativa: 15-30 euro per degustazione o aperitivo.

ENOCLUB GENOVA – Via San Donato 7R – tel. 010 0926198
Nel cuore del centro storico, una sosta raccolta e informale per passare dalla cucina al calice, circondati dai caruggi.
Perché andarci: per un aperitivo o un dopocena nella Genova antica.
Spesa indicativa: 15-30 euro.

PAUL VINERIA – Via di Canneto il Curto 36R – tel. 010 2468708
Una piccola vineria immersa nel tessuto del centro storico, ideale per chi preferisce il rapporto diretto con bottiglie e territorio ai wine bar più costruiti.
Perché andarci: per una sosta fra un caruggio e l’altro e per farsi consigliare qualcosa di interessante da bere o portare a casa.
Spesa indicativa: 10-25 euro.

E PRIMA DI RIPARTIRE, PORTATEVI A CASA UN PO’ DI GENOVA
Una città gastronomica si può assaggiare, ma anche mettere in valigia. E allora, prima di lasciare Genova, vale la pena concedersi un’ultima tappa nelle botteghe giuste.
Primo fra tutti, naturalmente, il pesto genovese fresco. Ma attenzione: fra un pesto qualsiasi e un grande pesto la distanza può essere notevole. Qualità del basilico, extravergine, pinoli e formaggi sono il punto di partenza; freschezza, equilibrio e lavorazione fanno il resto.
Un indirizzo da segnare è ROSSI 1947 – Via Galata 30R – tel. 010 564332, storica realtà genovese dove acquistare pesto e numerose specialità gastronomiche. Curiosamente si trova proprio di fronte al ristorante Il Genovese: una sosta a tavola può quindi concludersi con una piccola spesa da portare a casa. Nel cuore dei caruggi, in Via San Pietro della Porta 1R – tel. 339 6457168, merita una sosta PESTOBENE: pesto fresco, ma anche pandolce, canestrelli, olio, trenette, trofie e croxetti. E per chi, tornato a casa, volesse affrontare seriamente il rito del pesto, si possono acquistare persino mortaio in marmo e pestello in legno.
Particolarmente comodo per chi arriva in città per il Salone è infine PESTO PER AMORE, presente anche al Porto Antico, in Calata Salumi: propone pesto fresco e anche soluzioni pensate per chi deve riportarlo a casa.


LA VALIGIA GOLOSA DI DEGUSTA: 7 COSE DA PORTARE A CASA

1. Pesto genovese – inevitabile. Se lo scegliete fresco, informatevi bene sulla conservazione durante il viaggio.
2. Focaccia genovese – da acquistare possibilmente la mattina della partenza. Sottile, fragrante, sapida e unta al punto giusto: il vero problema sarà riuscire a farla arrivare a casa.
3. Olio extravergine ligure – delicato ed elegante, perfetto sul pesce e sulle verdure.
4. Olive taggiasche – piccole, saporite e versatili, al naturale o sott’olio.
5. Trofie, trenette e croxetti – perché un grande pesto ha bisogno della pasta giusta.
6. Salsa di noci – meno celebre fuori dalla Liguria, ma fondamentale per ricreare a casa un altro grande classico: i pansoti.
7. Pandolce, canestrelli e biscotti del Lagaccio – il lato dolce della valigia genovese, decisamente più semplice da trasportare.
E se amate il mare anche a tavola, aggiungete acciughe liguri sotto sale o sott’olio: un altro piccolo concentrato di Mediterraneo.

 

SALONE NAUTICO 2026: COME ARRIVARE (E DOVE LASCIARE L’AUTO)
Un ultimo consiglio prima di partire: organizzate anche l’arrivo. Nei giorni del Salone il traffico nella zona della Foce e del Waterfront può essere intenso e, soprattutto nelle ore di punta, cercare parcheggio a ridosso della Fiera rischia di trasformarsi in un’inutile perdita di tempo.

IN TRENO: PROBABILMENTE LA SOLUZIONE PIÙ COMODA
Per chi arriva da fuori Genova, Genova Brignole è la stazione ferroviaria più pratica. Nelle precedenti edizioni AMT ha predisposto collegamenti dedicati fra Brignole e il Salone, affiancati dalle normali linee urbane. Anche Genova Piazza Principe è collegata al centro e alla rete del trasporto pubblico cittadino.
Il nostro consiglio? Se potete raggiungere Genova comodamente in treno, lasciate l’auto a casa: arriverete in centro e potrete combinare molto facilmente Salone, caruggi e le tappe gastronomiche che abbiamo selezionato.

IN AUTO: NON È NECESSARIO ARRIVARE FINO AI CANCELLI
Chi preferisce l’automobile può naturalmente cercare parcheggio nella zona della Foce e del Waterfront, ma durante il Salone la soluzione più intelligente può essere lasciare la vettura un po’ più lontano e completare il percorso con i mezzi pubblici.

Nell’edizione 2025 AMT aveva attivato la formula Ticket Park + Bus nelle Zone Blu di Foce, Albaro, Carignano e Centro: il forfait giornaliero comprendeva la sosta e il viaggio di andata e ritorno verso il Salone per un massimo di tre persone.
Tra le alternative vicine alla manifestazione si trovano il Parcheggio Waterfront in piazzale Kennedy, praticamente a ridosso della Fiera, e il Parcheggio Vittoria in Piazza della Vittoria, particolarmente interessante per la vicinanza alla stazione di Brignole.

TRE SOLUZIONI “PARK & GO” DA TENERE D’OCCHIO
Per l’edizione precedente AMT aveva individuato tre parcheggi d’interscambio particolarmente utili:
Piastra Genova Est – comoda per chi arriva dall’autostrada attraverso l’uscita Genova Est. Si lascia l’auto e si prosegue con il trasporto pubblico verso Brignole e la zona del Salone.
Buozzi-Dinegro – strategica soprattutto per chi arriva da Genova Ovest: permette di lasciare l’auto e utilizzare metropolitana e mezzi pubblici per proseguire verso il centro e la Fiera.
Molo Archetti a Genova Pegli – è la soluzione più curiosa e, per un Salone Nautico, certamente la più coerente: nelle precedenti edizioni era previsto l’interscambio con il collegamento via mare, compatibilmente con le condizioni meteorologiche. Lasciare l’auto e arrivare verso il centro navigando è già un piccolo anticipo dello spirito della giornata.

E SE ARRIVASSIMO… VIA MARE?
Non sarebbe affatto fuori luogo. In diverse edizioni del Salone sono stati organizzati collegamenti speciali via battello verso l’area fieristica e AMT dispone inoltre del servizio Navebus che collega Pegli con il Porto Antico.
Per il 2026 sarà quindi particolarmente interessante verificare se verranno riproposti collegamenti marittimi dedicati, eventuali navette speciali e formule integrate parcheggio + trasporto.
IMPORTANTE: orari, tariffe, navette e servizi straordinari vengono definiti in prossimità della manifestazione. Prima di partire consigliamo quindi di verificare sul sito ufficiale del Salone Nautico Internazionale e sui canali AMT Genova il piano mobilità definitivo previsto dall’1 al 6 ottobre 2026.
Il consiglio di DEGUSTA rimane semplice: meno tempo in coda, più tempo al Salone. E soprattutto più tempo per godersi Genova.

DAL WATERFRONT AI CARUGGI, IL VIAGGIO CONTINUA
Il Salone Nautico Internazionale 2026 può così diventare molto più di una visita fieristica. La mattina si sale a bordo delle barche che interpretano il futuro del mare; la sera si entra nei vicoli di una delle più affascinanti città portuali del Mediterraneo.
E ci si accorge che esiste un filo invisibile che unisce le due esperienze. È il mare.
Lo ritroviamo negli yacht ormeggiati al Waterfront, ma anche nelle acciughe e nello stoccafisso arrivati per secoli attraverso il porto; nel basilico coltivato sulle alture, nell’olio delle Riviere, nei vini prodotti su terrazze che guardano il Mediterraneo.
Per questo il suggerimento di DEGUSTA è semplice: se venite a Genova per il Salone Nautico, concedete alla città almeno una sera in più. E magari lasciate un piccolo spazio libero nel bagagliaio. Perché dopo avere scoperto come navigheremo domani, vale la pena scoprire anche come Genova mangia e beve da secoli. E, portarne a casa un po’…                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           

 

(immagine di testata)

 

                 

                                                                                                                                        

        (a cura di  Gianluigi Veronesi  e  Gianfranco Leonardi)