Tutto nacque dal sogno di Rolando Valentini, che nel 1966 acquistò il panificio di Via Saffi 1 a Bologna, una storia giunta oggi alla terza generazione: una lunga avventura di artigianalità costruita ogni giorno tra appuntamenti notturni per le prime sfornate attese dai nottambuli e in mattinata dagli  studenti, lì per la merenda e poi dalle tante famiglie bolognesi che hanno accompagnato l’attività in questi sei decenni.
Sì, perché correva l’anno 1966, Rolando Valentini aveva 25 anni e un sogno che coltivava da tempo: avere un forno tutto suo. Aveva messo da parte un milione di lire, una cifra importante per quei tempi e così finalmente poté acquistare quel panificio all’angolo tra via dello Scalo e via Saffi (vicino alla circonvallazione, a Porta Saffi) davanti al quale, da ragazzo, passava in bicicletta con la gerla piena di pane.
È da quel sogno che nasce la storia del Forno Valentini, una storia che oggi raggiunge un traguardo speciale: 60 anni di attività e un nome, “Al mi Furner”, che in pochi non conoscono. Sei decenni in cui il pane è rimasto al centro del lavoro e della vita della famiglia, attraversando cambiamenti economici, sociali e generazionali senza perdere il valore più importante: quello di una bottega profondamente legata a Bologna e al suo quartiere. Sessant’anni dopo, il Forno Valentini è a tutti gli effetti una bottega storica che ha saputo resistere al tempo e alla modernità, attraversando epoche, mode e trasformazioni della città senza mutare quella passione artigiana che ha guidato la famiglia fin dal primo giorno.
Il mondo intorno è cambiato, le abitudini si sono modificate, i consumi e il modo di vivere la città pure, ma il profumo del pane, frutto del lavoro quotidiano nel laboratorio per produrre i formati storici della panetteria bolognese, sono rimasti immutati: rosette, sfilatini, ciabatte, oltre a barillini, montasù, mustafà, spolette e rondini, senza dimenticare la “coppia”, i ragnini o le crocette (dalla complessa lavorazione a nodi e tagli centrali) il tipico “pane del Reno” (pagnotta oblunga o in cassetta con mollica compatta e crosta croccante) e ancora le golose “streghe” (sottili sfoglie di pane croccante e fragrante, nate in origine per testare la temperatura dei forni a legna). Poi, che dire della crescenta? Il pane salato tradizionale, arricchito con cubetti di pancetta o pezzetti di prosciutto: una vera ghiottoneria!

 

Basterebbe questo assortimento per giustificare la “coda” davanti al negozio ogni mattina, ma bisogna aggiungere anche la gentilezza e la simpatia di chi sta dietro al bancone, che rinforza quel rapporto diretto con la clientela che è parte integrante dell’identità de “Al mi Furner”.
All’inizio Rolando condivise il progetto con il fratello Nino e con le rispettive mogli, Gina e Anna, confermando così l’effettiva validità di un’esperienza imprenditoriale costruita sul lavoro quotidiano e sulla collaborazione familiare, secondo una tradizione che appartiene alla storia stessa dei panifici bolognesi. Nel 1978 entrò in società anche il figlio di Rolando, Nico, dando avvio a quel passaggio generazionale che negli anni diventerà uno degli elementi distintivi dell’impresa. Nel 1986, dopo la liquidazione della quota del fratello Nino, entrò in società Franca, moglie di Nico.

L’attività ferve e a metà degli anni Novanta arriva una svolta importante: la famiglia Valentini ottiene il permesso per aprire e vendere i propri prodotti anche durante la notte.
Una conquista che contribuisce a rendere il Forno Valentini un luogo particolare nella memoria di Bologna. Da quel momento, infatti, il panificio diventa un punto di riferimento per chi vive la città nelle ore più tarde, quando le strade si svuotano e nei laboratori cominciano i lavori per preparare le prime produzioni della giornata. E così, negli anni, davanti a quel bel (e buon) locale sono passate intere generazioni di bolognesi. Tanti studenti, giovani e meno giovani, compresi i famosi “biassanot” (dal dialetto letteralmente “chi mastica la notte”) tutti in trepidante attesa delle prime sfornate di bomboloni caldi ripieni, paste e cornetti, brioches, treccine e girelle con uvetta o cioccolato.


A questi si aggiungevano i prodotti salati – focacce, crescentine, crescioni semplici o ripieni, calzoni, pizzette e rustici caldi ideali per lo spuntino notturno – oltre naturalmente al pane caldo fumante, appena uscito dal forno, il cui effluvio si sentiva fin dai viali di circonvallazione.
Un rito semplice, diventato oggi per molti un ricordo legato agli anni della giovinezza e alla vita notturna della città, capace di accompagnare generazioni diverse e di mantenere nel tempo un rapporto diretto, quasi familiare, con chi entra dalla porta di Via Saffi, 1 a Bologna.
La storia continua con l’ingresso della terza generazione. Nel 2006 arriva Simone, figlio di Nico e Franca.
Sei anni più tardi, nel 2012, è la volta del fratello Leonardo. Il forno diventa così una vera impresa familiare costruita sulla continuità, nella quale competenze, ricette, conoscenze del mestiere e rapporto con la clientela passano di padre/madre in figlio/a.

E, la signora Maria – che è certa di trovare da Al mi Furner sempre qualità e cortesia – ringrazia! E poi… perché a Bologna, la notte è piccola, ma la voglia di bomboloni caldi (da generazioni) è sempre grande!


Al Mi Furner
(Forno Valentini)
Via Aurelio Saffi, 1
40131 Bologna (BO)
Tel. +39 051 550054