Il silenzio che avvolge la montagna, i colori accesi del foliage, il piacere di trascorrere giornate a ritmo lento, tra laghi, borghi, cantine, assaporando ogni attimo, ogni sfumatura, ogni nuovo profumo, ogni nuova emozione.
Un altro cielo, un altro colore, un altro profumo nell’aria più fresca, un’altra atmosfera…un’altra “bella stagione” da scoprire. È questo l’autunno in Trentino. Il momento migliore per apprezzare il silenzio e i colori della natura, che ci accompagnano mentre percorriamo i sentieri in quota, verso i numerosi rifugiche prolungano l’apertura, circondati da una policromia di colori che accendono i boschi.
Pennellate di colori che trasmettono emozioni anche mentre si passeggia in riva ai laghi, dai più grandi, ancora balneabili, a quelli in quota, o pedalando lungo la rete dei percorsi ciclabili, le “green road” trentine più volte premiate per la loro bellezza, o sui più recenti tracciati dedicati al “gravel”. Nei Parchi naturali, invece, allo spettacolo del foliage si aggiunge quello particolare dei “bramiti”, i versi quasi ancestrali dei rituali d’amore del cervo, signore delle foreste.
In Trentino l’autunno è soprattutto periodo di raccolti, dalle mele alle olive, alle castagne e di vendemmie e, nelle vallate alpine, delle feste per il ritorno dal soggiorno estivo sugli alpeggi di mucche, pecore e capre. Atmosfere speciali che animano le località di montagna, o i borghi del vino, da vivere nell’allegria vivace delle manifestazioni che celebrano l’eccellenza dell’agroalimentare di questa terra, come il Trentodoc Festival dedicato alle bollicine di montagna, Autumnus, il Mese del Gusto nelle località del Garda trentino e le altre decine di appuntamenti che scandiscono i weekend tra settembre e novembre.
La “bella stagione” delle Terre Alte
Le Dolomiti trentine trasformate in un palcoscenico di colori caldi, silenzi profondi e esperienze autentiche. Dai rifugi alpini ancora aperti ai trekking panoramici tra foliage dorati, passando per weekend benesseree sapori locali da gustare sopra le nuvole. Un invito a rallentare, respirare e riscoprire la montagna nella sua stagione più intima e suggestiva.

Tempo di “desmontegade” (la transumanza celebrata alla fine dell’estate)
Scendono dai pascoli in quota dove hanno trascorso l’estate brucando le erbe migliori: mucche, pecore, capre, cavalli, con al seguito i cani che hanno vegliato su di loro. E con loro i malgari, spesso giovani, eppure custodi di gesti e saperi antichi, che per secoli hanno scandito la vita sulle Alpi. Saliti in quota all’inizio dell’estate con le mandrie, ora le riportano a “casa” e la festa ha inizio.
Nei borghi si festeggiano vendemmie e raccolti 

I borghi si animano con feste e sagre dedicate ai prodotti della stagione: zucche, patate, funghi, castagne, ortaggi bio, insieme alle antiche ricette contadine tornano protagonisti: tra mercatini e piatti da gustare all’aperto o negli avvolti. Per scoprire, tra un morso e l’altro, il legame profondo tra cibo, cultura, territorio e tradizione.

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