La menta d’acqua diventa protagonista dell’estate bolognese al Parco del Cavaticcio. È attorno a questa pianta spontanea, simbolo degli ambienti umidi del territorio, che Cesare Marretti ha costruito il nuovo progetto gastronomico in sodalizio con il Consorzio dei Canali di Bologna, col patrocinio di Comune di Bologna, Quartiere Porto Saragozza e Bologna Estate. E per la serie “Più eventi nei parchi = Più sicurezza, meno degrado” l’istrionico chef contribuisce pure a recuperare il parco petroniano portando in quell’angolo di verde la sua cucina creativa, fresca e rigorosamente di stagione (attento a “madre natura e figlio orto”…). Quindi, torneranno i tavoli sull’erba e la Storia, poiché il progetto è orientato alla riscoperta di Bologna città d’acqua, raccontata anche attraverso i suoi canali.

(gli chef Cesare Marretti e Andrea Guida)

A giochi fatti ha raccolto unanimi lusinghieri consensi l’iniziativa che (giovedì sera 11 giugno nel parco prospiciente il MAMbo sito tra via Azzo Gardino, via del Porto, Don Minzoni e viale Pietramellara) ha celebrato la ricchezza della biodiversità locale, grazie all’iniziativa pensata, voluta e realizzata dallo chef fiorentino – già ben noto sotto alle Due Torri per il “Marrètt” (ex È Cesare) con cucina vegana e vegetariana, in via Urbana 5/F, per il “È Cucina Leopardi” ristorante con menù fisso in via Giacomo Leopardi e il “È Cucina Torino”  cucina accessibile e creativa nel capoluogo piemontese. Inoltre Marretti, ha nelle sue disponibilità un’azienda agricola con mulino, vera miniera per la realizzazione del suo concept di cucina vegetale, creativa e di alta qualità a prezzi accessibili. Già l’anno scorso lo chef, si era dedicato alle attività estive temporanee di successo sempre al Giardino del Cavaticcio, nello stesso locale “Il Porto, i Canali e la Memoria dell’Acqua” dove appunto si è realizzata l’innovativa proposta di questa stagione e allora ebbe a subire una questione di lana caprina, poi risoltasi (comunque dopo il suo ricorso) – .

Poliedrico e sempre in grado di stupire, questa volta Cesare ha organizzato la serata con cena con ingredienti a base di erbe spontanee tipiche degli ambienti umidi di Bologna come malva, elicriso, crescione, aglio orsino e soprattutto menta d’acqua, vera protagonista, questa, della maggior parte delle portate proposte ai commensali (rappresentanti della stampa locale e di settore). Le erbe sono state lavorate e conservate nell’essiccatoio della tenuta dello chef per essere poi trasformate in molto gradevoli sostanze capaci di raccontare il paesaggio attraverso il gusto. Detta narrazione è cominciata con un soufflé di ricotta, parmigiano e menta (d’acqua) poi, spaghetti al pesto di basilico e menta, patate e pecorino, seguiti da tacadores (pesce d’acqua dolce) in salsa verde menta e ravanelli rosa con fagiolini; per chiudere, una torta di cioccolato fondente con (appunto…) menta d’acqua.
Ottima la selezione enologica: abbinamento per concordanza, con uno spumante extra dry dal sorso rotondo e suadente, ideale per l’evidente acidità, anche a tutto pasto; in abbinamento per contrasto, un Rosso di Montepulciano d’Abruzzo giovane e strutturato che ha esaltato i sapori del piatto (ripulendo le untuosità con i tannini).

N.B.: Un impiattamento curato ed elegante ha fatto da preludio a una degustazione eccellente che fin da subito ha messo d’accordo tutti. Il bilanciamento dei sapori è stato perfetto, con una doverosa menzione per la vibrante percezione di menta d’acqua che ha saputo rinfrescare e vivificare i piatti con gran classe. La proposta, ricercata, ben equilibrata, mai eccessiva anche dal punto di vista estetico e gustativo, ha ricevuto il corale plauso per l’armonia dell’insieme, esaltata da quella evidente – non invadente – nota di menta d’acqua che ha regalato al palato una freschezza tanto inaspettata quanto apprezzata. Il vero tocco di classe? Proprio la “scia di menta percepita da tutti come un perfetto contrappunto aromatico.
In definitiva un’esperienza di grande levatura (NDR).

 

Dunque, davvero ammirevole l’opera dello chef che è diventato famoso grazie a “La Prova del Cuoco” (trasmissione di Rai Uno) che ha dimostrato di meritare la sua fama anche dal vivo, in una cucina approntata in un parco pubblico. cosa che (vista la sua fama, professionalità e fantasia) non stupisce più di tanto, o almeno non quanto stupisca l’Amministrazione locale che ha avallato il progetto e consentito la messa in opera di un evento che già a così poco tempo dalla presentazione, ha raccolto l’approvazione generale di critica e pubblico.
Questo l’aspetto più esteriore dell’iniziativa, ma esiste un’altra non meno importante questione da considerare: il Parco del Cavaticcio si è confermato non soltanto luogo di socialità e intrattenimento, ma anche spazio di valorizzazione culturale, capace di ospitare iniziative che mettono in dialogo gastronomia, sostenibilità ambientale e identità cittadina, poiché nell’ambito della stessa iniziativa, ha trovato spazio anche la mostra dedicata all’antico porto di Bologna e alla storia del Canale Cavaticcio, offrendo ai visitatori ulteriori occasioni di approfondimento e conoscenze specifiche.

Più che un semplice menù stagionale, quello firmato da Cesare Marretti diventa quindi un invito a riscoprire Bologna attraverso i suoi paesaggi nascosti, i profumi e le tradizioni, in un percorso che celebra la ricchezza della biodiversità locale e il valore della memoria custodita dalla natura. Altra valenza: l’organizzazione di questo evento ha innescato un importante processo di rigenerazione urbana a base culturale sovvertendo la percezione dell’ambiente e trasformando un’area tradizionalmente associata all’incuria, in un nuovo polo di attrazione e coesione. Con iniziative del genere, si accendono i riflettori sulle nostre periferie, si presidia il territorio, il degrado sparisce, arrivano le famiglie, l’intera comunità ne trae un grande beneficio (e, non ultimo, si soddisfano palati… anche i più esigenti). E se a gestire tali attività è un professionista privato – che paga regolarmente le tasse – rispetto a una gestione pubblica, è comunque sempre un vantaggio per tutti.

Le voci degli addetti ai lavori riferite alla cena di Marretti, raccolte durante un successivo evento, hanno sottolineano come, stavolta, “l’acqua del sindaco” ha fatto venire a galla un evento di notevole spessore… e – almeno in questo caso – l’Amministrazione, sicuramente, non ha fatto… un buco nell’acqua (…). Evviva!

 

 


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