Bologna torna al centro del dibattito sul futuro dell’agroalimentare italiano. È dalle Due Torri che riparte Agrofutura, il festival promosso da Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, che inaugura il tour nazionale 2026 con una due giorni dedicata a innovazione, sostenibilità, cultura del cibo e valorizzazione del territorio. Un appuntamento che mette in dialogo istituzioni, imprese, ricerca, produttori e cittadini, con un programma ricco di incontri, laboratori, degustazioni e momenti di confronto aperti gratuitamente al pubblico su prenotazione.

Il cuore della manifestazione pulsa tra Palazzo Pepoli, sede del Museo della Storia di Bologna, e la serra allestita in piazza Minghetti, collegati simbolicamente dal Green Carpet, l’installazione vegetale che accompagna i visitatori lungo il percorso del festival. Un filo verde che racconta l’ambizione di Agrofutura: costruire un ponte tra tradizione e innovazione, coinvolgendo non solo gli addetti ai lavori ma l’intera comunità.

Ad alzare il sipario sull’edizione 2026 è stata la Business Conference ospitata nella Sala della Cultura di Palazzo Pepoli. Un laboratorio di idee pensato per mettere attorno allo stesso tavolo politica, finanza, università e imprese della filiera agroalimentare. Al centro della riflessione il ruolo di Bologna come polo dell’innovazione e le strategie per affrontare le grandi sfide del comparto: dalla transizione ecologica all’accesso al credito, fino alla formazione delle competenze necessarie per accompagnare il cambiamento.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti dell’assessore comunale all’Agricoltura Daniele Ara, seguiti dagli interventi dell’eurodeputato Stefano Cavedagna e della segretaria alla Presidenza della Regione Emilia Romagna Manuela Rontini. A offrire uno sguardo originale sul rapporto tra uomo e natura è stata l’antropologa ed etnobotanica Valeria Margherita Mosca, prima dell’avvio dei tavoli tecnici dedicati ai temi più strategici del settore.

Tra i protagonisti della mattinata anche il rettore dell’Alma Mater Giovanni Molari, che ha posto l’accento sulla formazione e sulla valorizzazione del talento come leve decisive per la competitività dell’agricoltura italiana. Marco Lazzari, responsabile del servizio Agri Banking di Bper Banca, ha invece approfondito il tema dei finanziamenti e degli strumenti economici indispensabili per sostenere gli investimenti delle imprese agricole.

 

Il confronto si è poi allargato alle esperienze del mondo produttivo. Davide Campagna, wellness creator e imprenditore digitale, ha raccontato il cibo come elemento capace di unire sport, salute e viaggio. Sul palco si sono alternati anche Claudio Pennucci di Inalca-Gruppo Cremonini, Paolo Bruni, presidente di Cso Italy, Massimo Cristiani, presidente del Consorzio Selenella e Manuela Pirazzini dell’Associazione nazionale delle Donne dell’Ortofrutta, mentre Claudia Rivadi Sanseverino ha guidato un approfondimento dedicato alla cultura del vino.

Tra gli appuntamenti più attesi, il dialogo tra lo chef Carlo Cracco e Filippo Polidori, amministratore delegato di Polidori & Partners, che hanno spiegato come la qualità delle materie prime emiliano-romagnole rappresenti il punto di partenza per fare impresa, innovare e competere sui mercati.
La materia prima è fondamentale. Per noi è importante riuscire a trasmettere all’interno di una ricetta semplice o complessa un messaggio e un ricordo o un qualcosa che rimanga nel tempo – afferma Cracco -. In un ragù alla bolognese non puoi tanto andare fuori ‘dall’originale’. Quello che è fondamentale, nel mio caso, è riuscire a dargli un tocco vegetale per alleggerire tutta la parte di proteina… e l’alloro è buono e l’abbiamo usato bene….”.
Ma Agrofutura guarda anche al grande pubblico. In piazza Minghetti apre infatti Casa Carlino, una serra trasformata in spazio di incontro con talk, corsi tematici, degustazioni guidate e una nuova area dehors che permette di vivere il festival anche all’aperto. All’interno di Palazzo Pepoli debutta invece la Podcast Station, il nuovo format editoriale che ospita interviste dal vivo e contenuti destinati alle piattaforme digitali del network QN.

 

«Con Agrofutura vogliamo dare continuità a un racconto collettivo e necessario sull’agroalimentare italiano – ha spiegato Agnese Pini, direttrice di Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Luce! –. Ripartiamo da Bologna forti dei risultati della prima edizione, con l’obiettivo di costruire un festival ancora più aperto, inclusivo e capace di vivere la città anche nelle ore serali».

Dopo il debutto bolognese, il festival proseguirà il suo viaggio facendo tappa a Pesaro, Perugia, Firenze, Messina e Cremona, confermando la volontà di creare una rete nazionale dedicata al futuro dell’agricoltura e dell’agroalimentare. Un percorso che punta a raccontare un settore in continua evoluzione, dove innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze territoriali rappresentano le chiavi per affrontare le sfide dei prossimi anni.

 

N.B. Per partecipare alle attività di Agrofutura – a ingresso gratuito – basta cliccare sull’apposito pulsante all’indirizzo: quotidiano.net/agrofutura2026