Il Foro Annonario di Senigallia ha registrato il pubblico delle grandi occasioni per l’inaugurazione della XXIII edizione di Pane Nostrum, il Salone Nazionale dei Lievitati. L’evento, svoltosi dal 9 all’11 ottobre 2026, ha trasformato la città marchigiana in un hub strategico per professionisti, artigiani e grandi interpreti dell’arte bianca. La cerimonia ha visto la partecipazione di un parterre istituzionale e associativo di massimo profilo, a testimonianza del valore economico e culturale che la manifestazione riveste per la regione e per il comparto agroalimentare italiano. Al taglio del nastro erano presenti il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il Sottosegretario alla Presidenza Silvia Luconi, il Sindaco di Senigallia Massimo Olivetti, la Senatrice Elena Leonardi e il Presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini. Il mondo associativo e di categoria è stato rappresentato da Valentino Berni (Cia) Giacomo Bramucci (Confcommercio) Roberto D’Intino (Assipan) e Massimiliano Polacco (Confcommercio). Presenti anche gli eurodeputati Carlo Ciccioli e Matteo Ricci, i consiglieri regionali Maurizio Mangialardi e Corrado Canafoglia, il Vicepresidente di Slow Food Marche Federico Varazi e la dirigente scolastica dell’IIS Panzini, Laura Fagioli.

 

La centralità della formazione e lo sviluppo economico della filiera
«Stiamo lavorando affinché le Marche diventino un punto di riferimento per il mondo dei lievitati, con Senigallia come palcoscenico d’eccellenza di questo percorso», ha dichiarato Massimiliano Polacco, Direttore di Confcommercio Marche Centrali. Polacco ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare le competenze professionali nei comparti della panificazione, pasticceria, pizzeria e ristorazione. L’investimento sui giovani, incarnato dalla stretta sinergia con l’Istituto Panzini, rappresenta la chiave di volta per generare nuove opportunità occupazionali e favorire il ricambio generazionale in un settore che coniuga la qualità artigianale all’innovazione dei processi. Polacco ha inoltre evidenziato come Pane Nostrum, giunto al traguardo della 23ª edizione generale e della 5ª come Salone Nazionale, sia molto più di una vetrina commerciale: è un presidio culturale in grado di intercettare le nuove tendenze di consumo, offrendo momenti di alta formazione per le imprese del territorio.


L’artigianato come motore di internazionalizzazione e rilancio territoriale
Il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha elogiato il salone definendolo un’eccellenza che valorizza l’identità regionale, traducendo la qualità delle materie prime in esperienze legate alla salute e al benessere. Secondo Acquaroli, il lavoro dei maestri artigiani custodisce un patrimonio di saperi fondamentale per la coesione delle comunità locali. La valorizzazione della filiera dei lievitati può fungere da volano economico non solo per i centri urbani principali, ma anche per il rilancio dei borghi storici dell’entroterra, incrementando la competitività dei prodotti marchigiani sui mercati internazionali e destagionalizzando i flussi turistici.
A fare eco alle parole del Governatore è stato il Sindaco di Senigallia, Massimo Olivetti, il quale ha sottolineato l’alto valore simbolico della scelta del Foro Annonario, luogo deputato fin dall’antichità allo scambio e alla vendita dei prodotti agricoli. Riunire artigiani e professionisti del food in questa storica piazza significa rinsaldare il legame tra la città, le sue radici e il suo tessuto produttivo. Olivetti ha ribadito l’impegno dell’amministrazione nella promozione territoriale integrata, identificando nel turismo enogastronomico una risorsa strategica trainante per l’intera economia locale durante tutto l’anno.

Un salone specializzato tra business e cultura gastronomica
Nato originariamente dalla filiera agricola e artigiana della panificazione, Pane Nostrum ha vissuto negli anni una profonda metamorfosi, ampliando i propri confini alla pasticceria, pizzeria, ristorazione e al canale Ho.Re.Ca., strutturandosi come un vero e proprio salone professionale del food. L’edizione vede la partecipazione di circa 50 espositori provenienti da ogni parte d’Italia, i quali animano gli spazi del Foro Annonario e di Piazza Manni con aree espositive nettamente profilate. Il layout della manifestazione ha previsto una netta divisione strategica tra le aree di business: L’area B2B è dedicata agli operatori professionali, con focus su materie prime d’eccellenza, macchinari di ultima generazione, tecnologie di cottura e servizi integrati per le imprese. L’area B2C è aperta al pubblico e agli appassionati, con un’ampia selezione di prodotti da forno artigianali, proposte a lievitazione naturale e referenze specializzate per il settore del gluten-free.

A Pane Nostrum, sono stati esposti e presentati prodotti legati all’arte bianca, alla panificazione tradizionale e all’innovazione.
Tipologie di prodotti esposti:
  • Pane artigianale e lievitati: Pani tradizionali e regionali realizzati con lievito madre e cereali antichi.
  • Prodotti dolciari e da forno: Grandi lievitati, panettoni [0.8] (come quelli del maestro Achille Zoia o interpretati con ricette speciali) e viennoiserie.
  • Specialità gastronomiche e tipicità: Olive, vasetti e taralli pugliesi e prodotti da forno artigianali

Il programma tecnico e scientifico della manifestazione
Il palinsesto di Pane Nostrum si articola attraverso format specifici pensati per il trasferimento di competenze. Presso l’ex Centro IAT sono concentrate le attività dell’Area Masterclass, che ospita laboratori tecnici di alto livello guidati da professionisti e rivolti alla formazione specialistica. Lo spazio “Un Caffè con i Maestri” funge invece da piattaforma per tavole rotonde, convegni e presentazioni, offrendo un momento di confronto sulle dinamiche economiche del comparto.
Grande attenzione è riservata alla Temporale Bakery, un laboratorio live in cui maestri dell’arte bianca si alternano in dimostrazioni pratiche dal vivo, mostrando l’applicazione di tecniche tradizionali e metodologie innovative. In Piazza Manni trova spazio il “Village Arte, Sport e Cultura“, promosso da ASC con la Federazione Italiana Imprenditori Sportivi (FIIS) ed Ebisport. Questo spazio esplora l’interconnessione tra alimentazione, attività fisica e tutela della salute. Il coinvolgimento delle famiglie è garantito dall’area “Piccoli Fuori Salone“, allestita nel Giardino del Fico presso il Palazzetto Baviera per i laboratori didattici dei più giovani. Il palinsesto ha dedicato la giornata di sabato al valore strategico del raccolto, alla nutrizione e al nuovo patto tra ristorazione e benessere, evidenziato dal convegno realizzato in collaborazione con Fipe, Confsalute e l’Inrca, volto ad approfondire il ruolo della qualità alimentare nel benessere individuale. La kermesse si è chiusa con il gran finale di domenica 11 ottobre, giornata dedicata alle attese premiazioni ufficiali e ai focus tecnici incentrati sui segreti produttivi dei grandi maestri lievitatori.

Struttura organizzativa e network di partner
La realizzazione del Salone Nazionale dei Lievitati è frutto di una collaudata macchina organizzativa coordinata da Confcommercio Marche e Cia Ancona, con il contributo istituzionale della Regione Marche, del Comune di Senigallia, di “Let’s Marche” e Fell Senigallia. L’evento è stato finanziato mediante le risorse del Fondo di Rotazione dell’Accordo per la coesione 21-27 della Regione Marche. La segreteria organizzativa è stata affidata a First Class.

Il network dei partner riflette l’alto valore tecnico e scientifico della manifestazione:

  • Media Partner: Italia a Tavola, testata di riferimento per il settore Ho.Re.Ca. e l’enogastronomia nazionale.
  • Partner Bancario: Banco Marchigiano.
  • Partner Tecnici: Bugaro, Uova Aurora e Italforni.
  • Partner Scientifici: Università Politecnica delle Marche, Università di Camerino e il progetto Sharper.
  • Official Coffee Partner: Caffè Izzo.

L’evento si è avvalso del supporto operativo di una fitta rete di realtà collegate al settore dei lievitati un pilastro dello sviluppo economico e della cultura gastronomica locale.

Scienza della nutrizione e focus imprese: il nuovo corso di Pane Nostrum
La giornata di sabato ha sancito un cambio di paradigma per la manifestazione, uscendo dai confini del mero laboratorio artigianale per abbracciare la complessità della filiera nutrizionale. Al centro dei lavori, il convegno dedicato al binomio tra agricoltura e salute, che ha gettato le basi per un’alleanza strategica tra ristoratori, medici e professionisti dello sport. Un approccio sistemico che punta a inserire la ristorazione all’interno di una rete attiva a sostegno del benessere collettivo.
«Questo salone si conferma un punto di riferimento studiato per la crescita dei professionisti» ha commentato Massimiliano Polacco, Direttore di Confcommercio Marche «Non una semplice vetrina, ma un laboratorio di idee e una scuola a cielo aperto dove le competenze generano valore economico, coinvolgendo anche i giovani talenti dell’IIS Panzini». Una visione d’impresa condivisa dal Direttore Fipe Confcommercio, Roberto Calugi, che ha esortato gli operatori a investire nel confronto associativo: «È lo scambio continuo che trasforma un artigiano della panificazione, della pasticceria o della pizzeria in un vero imprenditore capace di dare un futuro al proprio mestiere».

La domenica dei grandi maestri: focus tecnico e tendenze
Il palinsesto domenicale ha richiamato una fitta platea di addetti ai lavori grazie a masterclass e panel tecnici di altissimo profilo. Tra i momenti clou della giornata:

  • L’evoluzione della pizza:Il maestro Alberto Farina ha esplorato la contemporaneità degli impasti con il focus gastrosofico “In Biga we trust”.
  • Alta pasticceria: Claudio Marcozzi, membro dell’AMPI (Accademia Maestri Pasticceri Italiani), ha tracciato le nuove linee guida della pasticceria moderna.
  • Economia circolare: Spazio all’innovazione sostenibile con il talk sulla birra artigianale prodotta dal recupero del pane raffermo.
  • Grandi Lievitati: Sessione tecnica sulla viennoiserie con i fratelli Bigoni, i segreti della crescia fogliata di Vanni Valci e la lectio magistralis di Achille Zoia, padre del panettone moderno e co-autore dello storico volume “Cresci”.

Identità territoriale: Confcommercio premia le 20 migliori pizzerie marchigiane
Il salone si è chiuso con la celebrazione della “marchigianità” negli impasti. Prendendo le mosse dal volume “Cronache di pizza. Le Marche in 20 pizzerie” (Giaconi Editore), firmato dai giornalisti Andrea Bevilacqua e Antonio Fucitoù.  Confcommercio Marche ha premiato venti insegne d’eccellenza che si sono distinte per la capacità di legare la tecnica di panificazione alle materie prime locali, sintetizzando il concetto espresso dal maestro Franco Pepe nella prefazione: «Nelle Marche, il forno sa di mare, di monti e di campagne».

La mappa geopolitica dei riconoscimenti sul territorio ha visto una distribuzione capillare:

  • Ancona (6 premi): Avalon, Aia Moroder, Capriccio, Cavò Lieviti e Distillati, Legàmi, Mezzometro.
  • Pesaro e Urbino (3 premi): Farina, Bambagia, Bubini Pizza e Food.
  • Fermo (4 premi): Mamma Rosa, Controluce, Alberto Farina (e una quarta insegna del territorio).
  • Macerata (2 premi): Lievitaria, Duca.
  • Ascoli Piceno: 5 insegne inserite nel palmarès finale della kermesse.

In definitiva – XXXIII edizione di Pane Nostrum – un gran successo. Complimenti!