Dal 16 al 18 ottobre p.v. con “Tarabà” si celebrano il pesce negletto, la cucina sostenibile e le eccellenze del territorio, con sfide ai fornelli, cooking show e vini siciliani, in nome dell’identità mediterranea. Nel prossimo week end Cefalù (PA) ospita la prima edizione del “Festival del Mare e della Cucina Sostenibile“.  Focus dell’evento, il valore del pescato locale, la creatività della ristorazione e una sfida gastronomica che coinvolge i ristoranti del territorio, giudicati dai presenti, turisti gourmet e locali. Booking show, incontri, percorsi educativi e degustazioni per completare il ricco programma.

C’è un patrimonio del Mediterraneo che merita di tornare protagonista sulle tavole: quello delle specie ittiche meno conosciute, spesso trascurate dal mercato e dalla ristorazione, ma capaci di raccontare la ricchezza biologica del mare, la memoria delle comunità costiere e il valore di una filiera legata alla pesca locale. È da questa consapevolezza che nasce “Tarabà (o Tarab, termine di origine araba (طرب) che non ha un equivalente diretto nelle lingue occidentali; descrive quel momento o la trasformazione interiore che si prova quando si vive un profondo stato di estasi, un rapimento emotivo, un trasporto interiore generato dall’ascolto di una musica o di una poesia o di qualcosa che dà un grande piacere NDR) – Il Festival del Mare e della Cucina Sostenibile” alla sua prima edizione,  in programma a Cefalù, la cittadina normanna dove per tre giorni, si trasformerà il lungomare in luogo di incontro tra gastronomia, cultura marinara e sostenibilità, con un calendario che intreccia competizioni culinarie, cooking show, degustazioni, attività sportive e momenti di approfondimento. L’obiettivo è restituire centralità al cosiddetto “pesce negletto”: specie ittiche meno richieste o meno presenti nei menu, ma che possono contribuire a diversificare i consumi e a valorizzare il pescato disponibile, nel rispetto degli equilibri degli ecosistemi marini.

Promossa dall’Amministrazione comunale di Cefalù in collaborazione con l’Agenzia Feedback e sostenuta dall’Assessorato all’Agricoltura e foreste della Regione Siciliana-Dipartimento Pesca, la manifestazione ambisce a costruire un dialogo concreto tra pescatori, operatori della filiera, ristoratori e consumatori. Non soltanto una festa del gusto, dunque, ma un progetto di valorizzazione territoriale che riconosce nella cucina uno strumento per raccontare il mare, le sue risorse e le tradizioni che ne accompagnano la storia.

«Tarabà sarà un’occasione per riscoprire ciò che il Mediterraneo offre, anche attraverso quelle specie che per troppo tempo sono rimaste ai margini delle tavole e per raccontare una cucina capace di valorizzare il pescato locale senza rinunciare a ricerca e creatività» – ha sottolineato il sindaco di Cefalù, Daniele Salvatore Tumminello -.
Una visione che mette in relazione identità, gastronomia e sostenibilità, chiamando l’intera filiera a partecipare a un’esperienza condivisa

Il Mare Ritrovato: la sfida gastronomica dei ristoranti cefaludesi

Il cuore della manifestazione sarà la RistoChallenge “Il Mare Ritrovato”, un percorso pensato per coinvolgere direttamente la ristorazione locale e il pubblico, trasformando la riscoperta delle specie ittiche meno utilizzate in una sfida di creatività e competenza gastronomica.
La prima fase del progetto ha coinvolto i ristoranti aderenti, invitati a proporre uno o più piatti ispirati al mare e realizzati con pesce negletto pescato locale. Le preparazioni saranno sottoposte al giudizio dei clienti, che le degusteranno nei locali predetti ed esprimeranno la propria preferenza attraverso una piattaforma digitale.
Il contest ha acceso i riflettori su dodici insegne della scena gastronomica cefaludese: 22 Cucina isolana, Al Corallo, Al solito posto, Galleria, Il Carretto, Il Duomo Bistrot, Le Chat Noir, Le Petit Tonneau, Locanda del Marinaio, Osteria del Duomo, Tinchitè Baglio e Tinchitè Taverna. Una partecipazione che restituisce la varietà dell’offerta cittadina e sottolinea il ruolo dei ristoratori nella promozione di una cultura alimentare più consapevole.

La fase conclusiva porterà la competizione fuori dalle cucine dei ristoranti, sul lungomare, dove i finalisti saranno chiamati a confrontarsi dal vivo davanti a una giuria tecnica. Tra i protagonisti della valutazione figurano Davide Ventimiglia, sous-chef di Alessandro Borghese e volto di Food Network, Gianni Marino, cuoco noto al grande pubblico per la partecipazione alla quattordicesima edizione di MasterChef Italia, e Vincenzo Russo, professore di psicologia dei consumi e neuromarketing all’Università IULM di Milano.

La sfida non si esaurisce nella ricerca del piatto più convincente. Il suo significato più profondo risiede nella capacità di dimostrare come specie meno celebrate possano diventare protagoniste di una cucina contemporanea, attenta alla materia prima, alle tecniche di preparazione e alla valorizzazione del territorio. Il pesce negletto diventa così un’occasione per ripensare il menu, ampliare la conoscenza del consumatore e restituire dignità gastronomica a risorse spesso rimaste ai margini delle preferenze commerciali.

Cooking show e cultura gastronomica: il territorio sale in cattedra

Tarabà, oltre a competizione tra chef e professionisti si propone come programma dedicato alla divulgazione e al confronto per raccontare le potenzialità del pescato locale attraverso dimostrazioni culinarie e degustazioni. Nell’area experience allestita sul lungomare, i cooking show offriranno al pubblico l’opportunità di osservare da vicino tecniche, lavorazioni e interpretazioni contemporanee della cucina di mare.
Tra gli appuntamenti in calendario, sabato 17 ottobre, alle 10.30, il programma prevede EduSport Inclusion, un’esperienza di trekking alla Rocca di Cefalù che mette in relazione attività fisica, natura e condivisione. L’escursione (biglietto intero di 5 euro e ridotto di 2,50 euro) intende trasformare il movimento in uno strumento di incontro e partecipazione. Seguirà alle 13.00 un appuntamento dedicato all’educazione alimentare e ai corretti stili di vita. Al centro del confronto, il valore nutrizionale del pescato locale e la necessità di compiere scelte alimentari informate, imparando a selezionare, cucinare e consumare il pesce con attenzione alla salute e alle risorse marine.


Sempre sabato 17, ma alle 17.30, spazio anche al progetto “Mercato della voce dal mare alla tavola”, promosso dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia “A. Mirri”. All’incontro sono annunciate la direttrice generale Francesca Di Gaudio, la dott.ssa Daniela Lo Monaco e l’assessora comunale alla Pesca, Salva Mancinelli. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di sensibilizzazione sul valore del prodotto ittico e sull’importanza di una corretta informazione lungo tutta la filiera, dal momento della pesca fino al consumo.

 

Domenica 18 ottobre è previsto l’intervento dello chef Ignazio Morgante dello Zayt Restaurant, chiamato a interpretare la cultura culinaria cefaludese attraverso un piatto capace di condensare sapori, ingredienti e suggestioni del territorio. Un’occasione per raccontare una cucina che trova nella qualità della materia prima e nella conoscenza della tradizione i propri punti di forza, senza rinunciare alla ricerca.

 

EduFood Inclusion: alimentazione consapevole, sport e partecipazione

La sostenibilità, nella visione di Tarabà, non riguarda soltanto la scelta degli ingredienti o le tecniche di cucina. Coinvolge anche l’educazione alimentare, la salute e la capacità di costruire occasioni di partecipazione accessibili a pubblici diversi.
In questa prospettiva si colloca EduFood Inclusion, il progetto promosso dall’Asp di Trapani per diffondere i principi della dieta mediterranea, incoraggiare stili di vita equilibrati e promuovere l’inclusione sociale.
Questi appuntamenti sono passaggi significativi perché allargano il significato della cucina sostenibile: non soltanto questione di approvvigionamento o di tecnica gastronomica, ma un percorsi culturali che coinvolgono il consumatore e lo rendono parte attiva del cambiamento.

Dal mare alla vigna: i vini che raccontano la Sicilia occidentale

Accanto al pescato e alle interpretazioni della cucina cefaludese, va da sé che il racconto di Tarabà possa estendersi al patrimonio vitivinicolo della Sicilia occidentale, un territorio in cui vitigni autoctoni, tradizione agricola e vocazione mediterranea si traducono in vini dalla forte identità. Un valore che completa la narrazione gastronomica dell’isola e offre numerose possibilità di abbinamento con il pesce locale.
Di seguito (NDR) alcune indicazioni dei più noti vini, ideali in abbinamenti con i menu dell’evento:

Tra i bianchi, il Grillo si distingue per i profumi agrumati, le note di erbe mediterranee e una piacevole impronta sapida, caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto alla cucina di mare. Storicamente legato alla produzione del Marsala, è oggi uno dei protagonisti della rinascita dei bianchi secchi siciliani. Il Catarratto, tra i vitigni a bacca bianca più diffusi dell’isola, esprime freschezza, richiami alla scorza di limone e una struttura versatile, ideale per accompagnare diverse preparazioni a base di pesce. L’Inzolia, conosciuta anche come Ansonica, offre invece un profilo più morbido, con sfumature floreali e sentori di frutta secca. Lo Zibibbo, o Moscato d’Alessandria, completa il panorama con la sua intensità aromatica, declinata tanto in versioni secche quanto in vini passiti di grande concentrazione.

Sul versante dei rossi, il Nero d’Avola racconta la Sicilia attraverso aromi di frutta rossa matura e spezie, mentre il Perricone, antico vitigno autoctono noto anche con il nome di Guarnaccia, propone vini più austeri e tannici, oggi oggetto di un rinnovato interesse da parte dei produttori. Serviti alla giusta temperatura e scelti in funzione della preparazione, alcuni rossi di maggiore freschezza possono accompagnare anche piatti di mare strutturati, pesce azzurro alla brace e ricette con pomodoro e condimenti intensi. Un posto speciale spetta al Marsala DOC, simbolo della storia enologica trapanese. Nelle tipologie Oro, Ambra e Rubino, declinate nelle versioni secca, semisecca e dolce, questo vino liquoroso rappresenta una delle espressioni più riconoscibili del patrimonio siciliano. La sua complessità trova spazio soprattutto negli abbinamenti con formaggi stagionati, preparazioni agrodolci e dessert della tradizione.
A delineare la varietà del territorio concorrono denominazioni come Alcamo DOC, Erice DOC, Monreale DOC, Contessa Entellina DOC e Delia Nivolelli DOC, accanto alle più ampie Sicilia DOC e Terre Siciliane IGT: un mosaico di aree produttive, vitigni e interpretazioni che testimonia la ricchezza della viticoltura isolana, tra colline, fasce costiere ed escursioni termiche capaci di influenzare il profilo delle uve. In questo contesto, il vino non è un semplice accompagnamento, ma parte integrante della cultura gastronomica mediterranea. Dai bianchi freschi e sapidi, ideali per esaltare le preparazioni più delicate, ai rossi di maggiore equilibrio, fino ai vini liquorosi che raccontano secoli di storia, il calice diventa un ulteriore strumento per valorizzare il territorio e la sua cucina.

Una nuova narrazione per Cefalù

Con Tarabà, Cefalù punta a consolidare il proprio ruolo di destinazione capace di unire bellezza paesaggistica, tradizione marinara e cultura gastronomica. Il festival mette al centro una risorsa spesso data per scontata, il pesce meno conosciuto, e la trasforma in un’occasione per ripensare il rapporto tra mare, ristorazione e consumo.
La RistoChallenge, con i cooking show, gli incontri divulgativi e le iniziative dedicate all’inclusione compongono un programma nel quale il gusto si intreccia con la conoscenza e la responsabilità. A questo racconto si affianca quello del patrimonio vitivinicolo siciliano, espressione di una cultura agricola che dialoga da sempre con la cucina e con le tradizioni delle comunità locali.
Il gran finale di domenica 18 ottobre sarà dedicato alla proclamazione del vincitore della RistoChallenge Il Mare Ritrovato, suggellando tre giornate in cui la cucina diventa strumento di promozione territoriale e il pescato locale torna protagonista. Perché riscoprire il mare significa anche imparare a guardarlo con occhi nuovi: conoscere le specie meno celebrate, riconoscere il valore delle filiere locali e lasciare che tradizione e creatività dialoghino nel piatto. E significa anche riscoprire i sapori che nascono dalla terra, dalle vigne e dal lavoro dei produttori. Ed è proprio con questa ambizione che a Cefalù, Tarabà nasce – in nome di una grande cultura gastronomica – un ponte tra memoria e futuro, nel segno di un Mediterraneo da conoscere, rispettare e assaporare.

 

N.B. grazie a Google impariamo che Cefalù (Čifalù in siciliano) è un comune costiero nel nord della Sicilia, città metropolitana di Palermo (a 70 Km.) con circa 14mila abitanti. È anche nota per la cattedrale normanna del XII secolo simile a una fortezza, con elaborati mosaici bizantini e alte torri gemelle. Nelle vicinanze, il Museo Mandralisca offre mostre archeologiche e una pinacoteca con un ritratto di Antonello da Messina. Le spiagge di Mazzaforno e Settefrati si trovano a ovest. Cefalù è tra i borghi più belli d’Italia e meta tra le più suggestive di tutta l’Isola… Nei dintorni: Lascari – 7,0 km (verso ovest, lungo la costa); Gratteri – 8,1 km (sulle alture dell’entroterra); Isnello – 9,8 km (nel Parco delle Madonie, famoso per il parco astronomico); Campofelice di Roccella – 11,9 km (centro costiero verso ovest); Pollina – 12,6 km (borgo costiero e medievale verso est); Castelbuono – 13,0 km (noto per il Castello dei Ventimiglia e i prodotti dolciari); Collesano – 14,2 km (borgo medievale nel Parco delle Madonie).