Il via ufficiale ai Giochi è stato dato dal nostro Presidente della Repubblica, arrivato a San Siro, al Meazza (lo stadio centenario di Inter e Milan) in autobus con al volante Valentino Rossi, per l’occasione anche “pilota presidenziale” (così il campione di moto più vincente di tutti i tempi, è riuscito a vincere anche alle Olimpiadi…). Poi lo spettacolare evento (grazie anche a più di un migliaio di volontari…) si è svolto tra le esibizioni di insigni artisti internazionali, in parallelo tra Milano e Cortina (in nome di due regioni – Lombardia e Veneto – e di due province autonome, Trento e Bolzano – che hanno unito le loro forze per realizzare questa edizione dei Giochi, per 3500 atleti impegnati, provenienti da 93 Paesi (con una partecipazione femminile da record) – con balletti e performance artistiche entusiasmanti, fino alla parata festosa dei campioni. Per l’impegno richiesto (su tutti i fronti…) questi Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 hanno presentato numeri in forte crescita rispetto alle stime iniziali del 2019: l’impatto economico è stato stimato superiore ai 5 miliardi di euro (ca il  56% coperto da Stato italiano e Regione Lombardia) per realizzare 98 grandi opere, 47 impianti sportivi e 51 infrastrutture di trasporto (valore ca 3 miliardi di euro) – con costi che hanno subito l’inflazione e i rincari dei materiali e, comunque, molto dello “sforzo profuso” rimarrà a disposizione del territorio, a perpetua fruizione e memoria (per i trasporti, con migliori collegamenti tra Lombardia e Veneto, con circa 3,5 miliardi di euro spesi in totale, per i collegamenti ferroviari e stradali (tangenziali e messa in sicurezza di strade e gallerie ad uso delle  aree montane) e con la riqualificazione sportiva, per le strutture esistenti, ma anche per la creazione di nuove opere modulari). Il ritorno economico non sarà solo immediato, ma legato all’impatto sul turismo (significativo incremento nei 12/18 mesi post evento) e allo sviluppo strutturale, perciò si stima un impatto di circa 6,1 miliardi di euro…). Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) contribuisce con circa 845 milioni di euro (entrate da sponsorizzazioni, biglietteria e merchandising).

 

 

 

E in occasione di questi XXV Giochi Olimpici Invernali, tra le “Case” di ogni nazione, la “madre” è Casa Italia Milano Cortina 2026 Musa, luogo d’incontro tra atleti, pubblico e istituzioni, così come  le sedi di Cortina e Livigno, dove sport, cultura, arte, architettura e design raccontano l’identità italiana fino al 22 febbraio p.v. (e oltre) riferimento concreto per gli atleti, luogo pure dove gli stessi…  mangiano…
Ma cosa si mangia alle Olimpiadi?

Beh… fondamentalmente ogni partecipante mangia quello che vuole: ma ci sono quelli che “seguono” le istruzioni dei preparatori atletici e degli allenatori e, ci sono quelli che “devono” mangiare ciò che viene loro “consigliato”… (in particolare – voci… – indicano gli atleti dei paesi asiatici) non mancano i vegetariani/vegani/crudisti/fruttariani… ecc. ecc..

Comunque, tutti quelli che passano da Casa Italia, prima o poi consumano pasta, lasagne, pizza, mozzarella e Tiramisù (sono i piatti più richiesti) oltre a opzioni specifiche come i prodotti locali e salumi che sono tra i cibi preferiti e funzionali: tra questi, grande successo riscuotono le specialità che raccontano il territorio: risotto alla milanese e la polenta, servita con formaggi, funghi o spezzatino, pizzoccheri valtellinesi, canederli di Cortina e particolarmente richiesta è la Bresaola della Valtellina IGP, amata per l’alto contenuto proteico e la magrezza della polpa. L’importante per gli atleti che il cibo garantisca energia e digeribilità grazie anche alla solita ampia varietà proposta dalla cucina italiana, che dà grande attenzione alle proporzioni dei nutrienti (carboidrati, grassi, proteine) attenendosi sempre al modello della Dieta Mediterranea, caratterizzata da un alto apporto di carboidrati complessi, un uso moderato di proteine (sia animali che vegetali) e da una buona quantità di grassi, prevalentemente monoinsaturi meglio se derivati dall’olio extravergine di oliva.

Ovviamente, precedenza assoluta ai prodotti biologici e a chilometri zero”!
I così detti piatti tipici italiani: stellati e Tiramisù?… Dalle lasagne, alla polenta, al risotto, pizza e proprio Tiramisù, compresi, riscuotono grande successo tra gli atleti internazionali (tutto documentato dai social…).
Naturalmente importante è la dieta strategica pre-gara: gli atleti ne seguono una mirata alla massima digeribilità, privilegiando, appunto, i carboidrati complessi per l’energia e riducendo grassi e proteine pesanti prima delle competizioni.

 

Qualche delegazione, come la giapponese, utilizza la speciale dieta “Victory Project“, un supporto nutrizionale basato su aminoacidi, riso, soba e udon, per bilanciarsi con il resto del menù (in pratica una dieta mediterranea all’orientale…).

 

 

Un aspetto importante che denota un certo grado di civiltà è riservato alla “sostenibilità”: una parte fondamentale è il recupero del cibo non consumato, gestito in collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare e con altre organizzazioni, che si attivano per ridurre gli sprechi. Dall’analisi dei nutrienti principali nei menù sono stati riscontrati carboidrati (50-60% delle calorie giornaliere da pasta, pane, riso, cereali integrali, pizza) per fornire energia a rilascio graduale. Grassi (25-35% delle calorie giornaliere) da olio extravergine di oliva (principale fonte) formaggi, pesce, noci e carne, prodotti ad alto contenuto di acidi grassi monoinsaturi (acido oleico) e insaturi, con un consumo moderato di quelli saturi. Proteine (10-20% delle calorie giornaliere) da pesce (molto presente al Sud) carne, legumi (lenticchie, fagioli) latticini (formaggi, yogurt) uova. Questo perché il modello tradizionale italiano punta su un ottimo equilibrio tra proteine animali e vegetali, spesso combinando cereali e legumi. Esempio di macronutrienti in un menù tipico è la pasta al pomodoro e il pesce, menù ricco di carboidrati complessi, con proteine medie e grassi sani dell’olio EVO; poi secondi di carne e/o pesce con verdure, per un alto apporto proteico e di grassi abbinati a legumi e cereali (es. pasta e fagioli) ottima fonte di proteine vegetali e fibre elevate, specialmente se integrali e aggiunti a sali minerali e vitamine: calcio (formaggi) ferro (carne, legumi) potassio e vitamine (frutta e verdura). Completa il tutto ben bilanciato, una quota importante di verdura e frutta(50%) carboidrati (25%) e proteine (25%).

Nell’universo dieta menù italiano, la biodiversità alimentare è importante per assicurare tutto quello che serve al corpo degli atleti per stare in salute. Questo perché la grande varietà di alimenti a base di ortaggi e frutta consumati nel loro periodo di maturazione naturale, assicura il massimo del contenuto in vitamine, minerali e antiossidanti utili proprio nel momento dell’anno in cui crescono e in cui sono anche più saporiti, colorati e profumati, pronti per essere preparati   velocemente per molti piatti, sempre diversi in tutte le stagioni, gratificando il palato e essendo pure una valida alleata della linea.

Tornando agli aspetti di sostenibilità, questa “dieta” rappresentata da cereali, legumi e verdura, che rispetto agli alimenti di origine animale richiede un minor impiego di risorse naturali e di emissioni di gas serra, procura un impatto ambientale inferiore, dovuto anche alla dimensione delle porzioni della tradizione mediterranea, che sono tendenzialmente moderate e al consumo di molti cibi freschi e non trasformati (o minimamente). In sintesi, la dieta degli atleti a Milano Cortina 2026 è un mix di performance scientifica e promozione delle eccellenze gastronomiche italiane, adatte a qualsiasi regime, sia normo, che ipocalorico o ipercalorico e ciò sempre con grande soddisfazione per i fruitori!

Dunque: viva le Olimpiadi Milano Cortina 2026

 

FONDAZIONE MILANO CORTINA 2026
Piazza Tre Torri 3 Milano  Italy
www.olympics.com/it/milano-cortina-2026