Quando in redazione arriva un invito per un pranzo di lavoro – “press lunch” dice chi parla bene – in genere (quasi sempre) tutti declinano perché già impegnati, poi, però, piano piano, “qualcuno” si informa di dove sarebbe detto convivio e (se il posto vale la candela) quasi a malincuore, annuncia: “Se proprio non va nessuno, ci vado io…” (offrendosi eroicamente…).
Beh, nei giorni scorsi nella nostra redazione è andata più o meno così. E quel “qualcuno” era il sottoscritto. Solo che, contrariamente a quanto si legge nei romanzi d’appendice, dove il volontario è sempre ammirato e stimato, in redazione, invece – gli altri – si sono scambiati sguardi d’intesa (e di compatimento) come per dirsi sottecchi: “Ci avremmo scommesso…”.

D’altra parte l’invito era veramente sfizioso perchè il pranzo era a “La Bottega di Franco a pochi minuti dal centro di Bologna, dimora un tempo di una contessa bolognese (quando via Agucchi era ancora aperta campagna) locale passato agli onori delle cronache per la sua “casa sull’albero” con i tavolini a tre metri e mezzo di altezza, posti in mezzo alle chiome di due grandi ippocastani… (per mangiare proprio immersi nella natura).
Deus ex machina di tutto ciò è Giacomo Saltarelli che – con Simone Ropa ai fornelli – fa “taffiare” davvero molto bene gli ospiti, con il loro menù vario e invitante e il servizio attento e ben organizzato. Dunque l’occasione era… intrigante! Ciliegina… il tutto era voluto e predisposto dalla Azienda agricola Pighin, nota cantina del Collio e del Grave (grandi vini bianchi di qualità) in trasferta per presentare le etichette più rappresentative dei propri vitigni, vere espressioni dell’identità e della ricchezza enologica di quel (benedetto!) territorio che è il Friuli…

Per non dilungarci oltre, al tavolo con Roberto Pighin e la stampa specializzata:

antipasto: polpetta di ceci su crema di piselli e verdurine croccanti, abbinato a un Ribolla Gialla DOC Friuli Brut: colore giallo paglierino con riflessi citrini; “perlage” fine e persistente; profumo delicata fragranza floreale di genziana e agrumata di “lime” e buccia d’arancio; sapore fresco, secco, sapido di delicata persistenza da servire in “flûte alla temperatura di 6°- 8° C, stappato al momento; ottimo come aperitivo, con fritture delicate, pesce crudo.


entrée: Baccalà in tre modi: fritto, mantecato e cotto, abbinato a un Pinot Grigio DOC Friuli Grave 2024: colore giallo paglia, con riflessi ambra chiari; fruttato e floreale, con note di banana, ananas e fiori di glicine; secco al palato, ha un grande corpo e equilibrio; da bere a temperatura compresa tra +11° e +12°C; da abbinare a piatti a base di pesce, ma anche con risotti e zuppe di verdure, con piatti leggeri di carne bianca e formaggi dal sapore delicato; ideale se consumato giovane ma conservato bene, mantiene o guadagna carattere nel corso di 2 o 3 anni.


primo piatto: mezzo pacchero di semola Felicetti al pesto leggero di basilico, polpa di granchio blue e ragù di seppia, abbinato a Malvasia DOC Collio 2024: colore giallo paglierino brillante con tonalità verdognole; profumo avvolgente impronta floreale di ginestra e camomilla ed erbe aromatiche come santoreggia, rosmarino, timo, frutta secca e scorza d’arancio; sapore sapido, di buona struttura, piacevolmente fresco e persistente al palato ideale consumato giovane, ben conservato al riparo dalla luce e sbalzi termici, aumenta di personalità e può durare 3-4 anni mantenendo armonia e tipicità; piacevole per l’aperitivo, gli antipasti di mare, i piatti a base di funghi e con carni bianche, pure ideale in qualsiasi momento della giornata.


secondo piatto: suprema di galletto ripiene di patate e asparagi su fungo cardoncello e maionese allo yogurt, abbinato a Soreli Bianco DOC Collio 2020: colore giallo paglierino intenso lucente; intrigante fragranza fruttata e floreale: riconoscibili l’albicocca, la pesca, seguiti da garbati sentori di acacia, zagara e camomilla; sapore fresco, senza asperità, di buona struttura con elegante persistenza aromatica ed equilibrata sapidità; da bere con pietanze a base di pesce, formati saporiti di media stagionatura, “flan” e sformatini di verdure; ben conservato, al riparo dalla luce e sbalzi termici, mantiene armonia e tipicità per un periodo di 3-4 anni.


fine pasto: selezione di Parmigiano Reggiano 30/36 mesi, abbinato a Picolit DOC Collio 2019 (mitico…): giallo dorato più o meno carico; avvolgente, intenso, fruttato con netti sentori di acacia, fresia, albicocche, pesca matura e note di mele; giustamente dolce, caldo, di stoffa, aristocratica, grande equilibrio e armonia, al palato concede lunghe e persistenti sensazioni aromatiche complesse; il Picolit notoriamente è vino da meditazione, ottimo col Parmigiano Reggiano “ben stagionato”… e in abbinamento con il “foie gras”, il gorgonzola servito con il miele, confetture di pere o di fichi, piacevole anche con dolci secchi a base di mandorle; mantiene armonia e tipicità per 3-4 anni
Infine, dessert vari e caffè…

La terra del Friuli Venezia Giulia, dove la famiglia ha messo le sue radici, è tra le più vocate al mondo per la produzione di vini a bacca bianca. Conosciuta per questo fino dai tempi dei romani. Ma è anche terra di confine, abitata da un popolo forgiato dal duro lavoro in campagna, necessaria premessa per un prodotto di qualità e in questo contesto l’Azienda agricola Pighin ha dato un notevole contributo…
Duecento ettari nella zona Friuli Grave D.O.C., appartenuti a una nobile famiglia friulana, sono il punto di partenza per i fratelli Luigi, Ercole e Fernando. Siamo nel 1963 e in quel decennio l’azienda, in forte , sceglie l’architetto di fama mondiale Gino Valle per la costruzione dei nuovi uffici e della moderna cantina a Risano. Negli stessi anni la produzione si allarga con l’ottenimento di trenta ettari e una cantina di vinificazione a Spessa di Capriva, nella rinomata zona Collio D.O.C..
Fernando Pighin, insieme alla moglie Danila e i suoi figli, nel 2004 ad acquisire totalmente le proprietà delle tenute, oggi condotte con grande passione, entusiasmo e osservanza per i valori della terra.


C’è un filo conduttore tra tutte le generazioni di uomini e donne Pighin: il rispetto per la terra.
Il “gallo” è la mascotte delle Cantine Pighin e protagonista delle sue etichette:

“Nutrite il gallo
e non sacrificatelo,
perché è consacrato
alla luna e al sole.”
– PITAGORA –
Simbolo legato alla terra, il gallo impersonifica la luce del sole.
È l’icona di nobile ruralità dell’azienda Pighin, segno inconfondibile
sull’etichetta di ogni bottiglia prodotta.
La Pighin partecipa ai principali eventi enologici nazionali e internazionali e i suoi vini sono presenti nel circuito HO.RE.CA. e reperibili nelle migliori enoteche (ulteriori info sul sito).

FERNANDO PIGHIN & FIGLI S. Agr. a R.L.
Viale Grado, 11/1 Fraz. Risano – 33050 Pavia di Udine (UD) Italy
Tel +39 0432.675.444 – Fax +39 0432.675.999 – www.pighin.co


La Bottega di Franco
Via Agucchi, 112 Bologna BO
12:30/14:00 – 20:00/23:00 (tutti i giorni)
Chiuso sabato a pranzo e tutta la domenica
Tel.: 051 311243
www.labottegadifranco.com
prenotazioni@labottegadifranco.com






