Ci sono luoghi che riescono ancora a sorprendere. Non per effetti speciali o attrazioni artificiali, ma per la loro capacità di restituire un senso di autenticità che altrove sembra essersi smarrito. L’Area Vacanze Sci e Malghe Rio Pusteria, a pochi chilometri da Bressanone, appartiene a questa categoria. Il primo indizio arriva ancora prima di raggiungere la destinazione. Sulle strade che risalgono la Val Pusteria si incontrano auto, camper e roulotte provenienti da ogni parte d’Europa. Tedeschi, belgi, olandesi, svizzeri e italiani. Tutti sembrano muoversi nella stessa direzione, attratti da un territorio che ha fatto dell’ospitalità e della sostenibilità i suoi punti di forza. Qui – oltre al periodo invernale, quando tutta la zona diventa il paradiso degli sport della neve – la primavera e l’estate hanno un significato particolare. È il tempo delle “Malghe in Fiore”, il programma che invita residenti e visitatori a rallentare, a riconnettersi con la natura e a riscoprire i ritmi autentici della montagna. Non una semplice proposta turistica, ma una filosofia di viaggio che si traduce in escursioni, attività all’aria aperta, incontri con i produttori locali, esperienze gastronomiche e momenti di benessere immersi in un paesaggio che sembra disegnato per rigenerare corpo e mente. Basta alzare lo sguardo per capire perché boschi fitti, prati punteggiati di fiori, laghi alpini, malghe adagiate sui pendii e, sullo sfondo, le cime delle montagne che dominano l’orizzonte. L’aria è pulita, leggera (certo diversa da quella che si respira in città…).
In bicicletta tra sentieri, rifugi e eccellenze da gustare
Uno dei modi migliori per scoprire questo territorio è senza dubbio la bicicletta. L’offerta è ampia e adatta a tutti, dagli appassionati di mountain bike ai semplici escursionisti. Non è nemmeno necessario arrivare con il proprio mezzo: tra Maranza e Valles sono disponibili diversi servizi di noleggio che consentono di partire immediatamente alla scoperta del territorio. Pedalare qui significa attraversare paesaggi in continuo mutamento. Si alternano boschi ombreggiati, prati aperti e panorami che si affacciano sulla Val Pusteria. Uno degli itinerari più interessanti si sviluppa per circa 40 chilometri con 600 metri di dislivello, attraversando Vandoies e Chienes fino a Brunico.
Lungo il percorso è obbligatoria una sosta al Caseificio Capriz di Vandoies di Sopra, una realtà che racconta perfettamente l’evoluzione dell’agricoltura di montagna altoatesina. Accompagnati dal responsabile vendite Sascha Russotti, si scopre come una produzione artigianale di dimensioni contenute con “numeri limitati”, sia riuscita a trasformarsi in un’eccellenza riconosciuta pensata, voluta, realizzata, cercata e acquistata, ben oltre i confini regionali con clienti, del posto, dei dintorni oltre ai “pochi” della Gran Bretagna (causa “Brexit” dal 2021) e ai molti di più di Germania, Belgio, Svizzera e Lussemburgo, senza contare tutti gli altri “caseofili” o “formaggiofili che dir si voglia, del resto d’Europa, Italia in primis. La visita al museo del formaggio è un’esperienza sorprendente. Nei locali sotterranei del bel negozio di gastronomia (con ogni ben di dio in mostra) tra forme in maturazione e in affinamento, le molte installazioni multimediali raccontano l’intero ciclo produttivo del latte caprino e vaccino. Il risultato è un percorso coinvolgente che permette di comprendere il valore di una filiera corta e sostenibile capace di generare qualità, occupazione e identità territoriale. Da notare che dietro alla Capriz Feincäserei – Formaggi d’alta quota – che fattura poco di più di 3 milioni di euro annui – ci sono, solo, poco meno di una ventina di validi operatori. Complimenti!

Il fascino senza tempo del Loden
A pochi passi dal caseificio un’altra tappa che racconta la cultura produttiva dell’Alto Adige è il “Loden Erlebniswelt”, uno stabilimento di 3.000 m². Entrare in questo museo esperienziale (tematico interattivo) significa compiere un viaggio nella storia di uno dei tessuti più iconici dell’arco alpino. Telai, filatoi, strumenti originali e documenti d’epoca illustrano il lungo percorso che porta dalla lana grezza della tosatura, alla cernita e selezione, dal lavaggio e sgrassatura dei velli, alla cardatura, compresa la pettinatura della lana a fibra lunga e allo scarto di quella corta, creando un nastro continuo (“tops”) per filati più fini e regolari per ottenere il celebre cappotto in loden. Questo processo utilizza – ancora oggi – calore, tensione e sapone per restringere e ispessire il tessuto fino al 66%. Il risultato è un tessuto denso e impermeabile, perfetto per il clima rigido e oggi considerato il primo “tessuto ad alte prestazioni”.
La struttura di Chinez è tutta organizzata come un vero e proprio museo, con tanto di visita guidata proprio a cura della gentile proprietaria, appartenente alla quinta generazione di Famiglia Oberrauch-Zitt, di quei geni del cappotto, sicuramente più famoso al mondo che hanno contribuito a trasformare questo prodotto tradizionale in un simbolo internazionale di eleganza e qualità.

Camminare per ritrovare il ritmo della natura
Se la bicicletta consente di coprire grandi distanze, il passo lento dell’escursionismo permette invece di entrare in sintonia con il territorio. Le opportunità sono numerose. Sull’Alpe di Rodengo e Luson un itinerario panoramico conduce fino al Giogo d’Asta attraversando prati d’alta quota e regalando vedute spettacolari sulle montagne circostanti. Per chi cerca un’esperienza più intensa, l’escursione all’alba verso il rifugio Tiefrastenhütte rappresenta uno dei momenti più suggestivi dell’intero soggiorno. Dopo circa due ore di salita si raggiungono i 2.312 metri di quota e si viene accolti da una colazione alpina consumata davanti ad uno scenario che ripaga ampiamente la fatica (“solo questo, vale il viaggio…” – direbbe Bruno Barbieri, famoso chef bolognese…). Non mancano proposte dedicate al benessere e alla riconnessione con l’ambiente. Alla cascata di Vandoies di Sopra il cosiddetto “forest bathing” diventa un’esperienza sensoriale fatta di profumi, silenzi e suoni naturali. A Maranza, invece, le escursioni botaniche e le passeggiate erboristiche consentono di conoscere da vicino le piante spontanee della zona, spesso utilizzate nella tradizione gastronomica e officinale locale. Sono attività che vanno oltre il semplice trekking e che permettono di vivere la montagna in modo più consapevole e rispettoso.
Alpaca e lama: il paradiso dei più piccoli
Tra le esperienze più originali c’è sicuramente quella proposta dall’Hinterwalder hof di Maranza. Si tratta di un vero maso immerso nel verde (con accoglienti camere, Wi-Fi, colazione e deposito sci inclusi) gestito da Aziz e gentile signora che hanno creato una fattoria didattica che conquista immediatamente i bambini. Oltre agli animali da cortile (galline, anatre, quaglie, fagiani, qualche cavia e porcellino d’India) la vera attrazione sono gli alpaca e i lama: Timo, Adam, Mozart, Montoya, Litz, Pippo, Aram accompagnano i piccoli ospiti in tranquille passeggiate lungo i sentieri che circondano il maso (ideali per pet therapy). Animali docili, timidi ma curiosi e particolarmente adatti all’interazione con i cuccioli d’uomo, diventano protagonisti di un’esperienza che unisce gioco, educazione e contatto con la natura. Due le razze principali – spiega Aziz – l’Huacaya (manto soffice e gonfio, sembra un peluche) e il Suri (pelo lungo e liscio che forma dei “dreadlocks” riccioli come quelli dei “rasta”). I piccoli quadrupedi “simil cammello” (senza gobbe) sono usi allo “sputo” (meccanismo di difesa) pratica più dei lama che non degli alpaca (ma non se n’è visto uno sputare… NDR). L’iniziativa “Lama 2 Go” si svolge in due giri nelle vicinanze del maso: uno dalla durata di un’ora e l’altro, di quasi tre e con colazione compresa in malga (a base di salumi e formaggi). L’evento in sé rappresenta una delle attività più richieste dalle famiglie e conferma quanto l’offerta turistica locale sia attenta anche ai visitatori più giovani.
Ospitalità altoatesina ai massimi livelli
Quando si parla di Alto Adige, l’accoglienza gioca sempre un ruolo fondamentale. A Maranza una delle strutture che meglio interpreta questa tradizione è l’Hotel Edelweiss. La struttura – un 4* recentemente rinnovato – coniuga eleganza alpina e comfort contemporaneo a soli 300 metri dalle piste del comprensorio Gitschberg Jochtal. Le camere e le suite (tutte nuove) offrono ambienti raffinati, con materiali di pregio, mentre l’area Beauty & wellness rappresenta uno dei punti di forza dell’albergo, tra le più belle e meglio attrezzate di tutto l’Alto Adige: Spa & area benessere con piscine interne ed esterne, saune panoramiche, docce emozionali, bagno turco, zone relax e una suggestiva area “adults only”; all’ultimo piano c’è il solarium e si effettuano massaggi (classici, tipici dell’Alto Adige e “hotstone”- trattamento che sfrutta le proprietà terapeutiche delle pietre calde di basalto (roccia che mantiene a lungo il calore e che si effettua anche in acqua) che vengono posizionate dalle estetiste in punti specifici della schiena – poi, trattamenti viso e rigeneranti e pacchetti di bellezza disponibili. Oltre alle piscine (riscaldate) è piacevole lasciarsi andare in una grande vasca idromassaggio all’aperto (anche una fredda) poi tergersi nelle nuove sale rilassamento, su divani o lettini, tutto in un ambiente curatissimo in ogni dettaglio che consente di godere di momenti di assoluto benessere, con una vista
privilegiata sulle montagne circostanti. All’Edelweiss la proposta gastronomica si distingue per qualità e varietà. Lo chef Michael Plattner, con la sua “brigata”, valorizza gli ingredienti locali e i prodotti a chilometro zero, costruendo un dialogo equilibrato tra tradizione tirolese e influenze mediterranee, ma non mancano le specialità internazionali. Ogni giorno a pranzo piccolo menù (anche brunch) à la carte (a pagamento) poi (dalle 15.00 alle 17.00) torte e spuntino pomeridiano a buffet, sia con cibi dolci (torte, brioche, frutta) che salati (bevande escluse) e a cena, 5 portate a scelta: antipasti, piatti di pasta, secondi e dessert che fanno venire l’acquolina in bocca; per chi volesse, c’è anche una proposta vegetariana (no vegan). Insomma, all’Edelweiss, si gusta di tutto e di più… ogni pasto si trasforma in un percorso gastronomico capace di raccontare il territorio attraverso sapori autentici e presentazioni curate per godersi una vacanza volta a creare un ricordo memorabile… Complimenti a Famiglia Oberhofer – Oskar e Sonja che gestiscono la struttura con i figli Armin e Simon – un lavoro eccellente, progettazione ben eseguita che va oltre i confini di Maranza, ponendosi come modello per fare scuola a tutto l’Alto Adige.
Tappa obbligata per gli amanti della buona cucina
Per chi considera il cibo una componente essenziale del viaggio, una tappa obbligata è il ristorante Valsegg – Eggile, dal nome del vecchio “maso” (egger am boden cioè angolo piccolo e accogliente) che si trova all’interno del complesso Valsegg Luxury Chalets a Valles. Lì lo chef Davide Carbone propone, in un ambiente familiare e moderno, una cucina con i veri sapori della terra ispirati dai tesori della natura altoatesina e dalle regioni dell’Italia (meridionale) partendo dalle materie prime del territorio per costruire piatti moderni, equilibrati e creativi così, ogni giorno, al ristorante Eggile, in tavola c’è solo il meglio del meglio. Le influenze altoatesine dialogano con quelle del Sud Italia, dando vita a una gastronomia che cambia spesso e segue il ritmo delle stagioni. L’ambiente raccolto e elegante e l’attenzione per i dettagli rendono il locale meta apprezzata dagli ospiti “veri stammgäste” (clienti affezionati estimatori della struttura) e dai numerosi clienti che raggiungono Valles esclusivamente per sedersi proprio a un tavolo del decantato ristorante.

L’alternativa al pranzo al sacco gustato in quota
Per godere di un panorama indimenticabile, molti si svegliano all’alba e salgono in montagna con zaini, scarponi e alpenstock, affrontando fatiche improbe. Dopo il duro sforzo, ci si può rilassare mangiando in mezzo alla natura. Se il pranzo al sacco è finito strada facendo (…) o se si desidera mangiare comodamente con le gambe sotto al tavolo, c’è il rifugio in alta quota. Nel caso, il Runa Naturhotel all’Alpe di Rodengo e Luson, che si trova poco sotto i 2000 metri e rappresenta l’alpeggio più lungo d’Europa. Lì chef Alex offre i piatti della tradizione altoatesina, con ingredienti a chilometro zero, come taglieri di formaggi e salumi locali con Brezel, oppure piatti unici (in base a quanto propone “madre natura e figlio orto”…) oltre a canederli e primi di paste fresche, tutti annaffiati da Gewürztraminer, Müller-Thurgau e Sylvaner o i classici Pinot Bianco e Chardonnay, se no ci sono i “knödel”, i würstel in brodo caldo (vegetale o di carne) o asciutti, con abbondante burro fuso, salvia e parmigiano o ricotta affumicata grattugiata o con crauti e peperoni scottati in padella, o con bietoline e patate. Per i più esigenti, selvaggina o gulasch con spatzle, cipolle e paprika, accompagnati Lagrein o Schiava. Per gli indecisi, spizzichi (finger food) al bancone (banqueting) con una birra fresca e non si sbaglia mai. Infine, per i golosi, non si può perdere il classico tiramisù ai frutti di bosco o, meglio ancora, lo strudel di ricotta preparato secondo la ricetta di mamma Klara, magari con un distillato fatto in casa…
L’Alto Adige, destinazione modello per il turismo sostenibile
L’aspetto che più colpisce, però, è la coerenza con cui tutto il territorio interpreta il concetto di sostenibilità. L’Area Vacanze Rio Pusteria ha ottenuto il livello più elevato previsto dal Marchio Sostenibilità Alto Adige, riconoscimento sviluppato secondo gli standard internazionali del Global Sustainable Tourism Council.
Non si tratta di un’etichetta di facciata. La sostenibilità qui si traduce in azioni concrete: tutela del paesaggio, valorizzazione delle filiere locali, gestione responsabile delle risorse e promozione di una mobilità alternativa all’automobile.
Una strategia che ha contribuito a far entrare la destinazione nel circuito internazionale Green Destinations e che conferma l’Alto Adige tra i territori più avanzati al mondo nel campo del turismo sostenibile.
Una card per muoversi liberamente
A rendere ancora più semplice la permanenza contribuisce il nuovo Brixen Südtirol Guest Pass, recentemente introdotto in sostituzione della storica Almencard. La tessera è fornita gratuitamente dalle strutture aderenti all’iniziativa dell’Amministrazione locale e consente di utilizzare i mezzi pubblici, accedere a numerosi impianti di risalita in determinati periodi e visitare musei, piscine e altre strutture convenzionate. Uno strumento che favorisce una fruizione più sostenibile e intelligente del territorio, incoraggiando gli ospiti a scoprire l’intera area senza necessariamente utilizzare mezzi propri inquinanti (a meno che non siano veicoli a zero emissioni).
Il valore del tempo ritrovato
Lasciando Rio Pusteria si porta con sé molto più di qualche bella fotografia. Rimane la sensazione di aver visitato un luogo che ha saputo conservare la propria identità senza rinunciare all’innovazione. Qui la montagna non è soltanto uno sfondo da ammirare, è un ambiente da vivere con rispetto, attraverso esperienze autentiche, incontri genuini e una qualità dell’accoglienza che continua a rappresentare uno dei tratti distintivi dell’Alto Adige. Quando le “malghe sono in fiore“, tra sentieri, sapori e panorami infiniti, Rio Pusteria riesce ancora a insegnare qualcosa di prezioso: il lusso più grande, oggi, è riuscire a rallentare…

Gitschberg Jochtal AG
Via Jochtal 1 Rio di Pusteria-Valles
Tel. +39 0472 886048
www.gitschberg-jochtal.com

Caseificio Capriz
Via Pusteria 139030 Vandoies
Alto Adige – Italia
Shop & Museo
Tel. +39 0472 869 268
www.capriz.it
Bistrot:
Tel. +39 349 2137017
www.pims-burger.com
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Hinterwalder Hof
Via Großberg 10- Maranza (BZ)
Tel. +39 0472 520161
Cell. +39 377 2173860
www.hinterwalderhof.com
Hotel Edelweiss
Via Specker, 2 Maranza BZ
Tel. 0472 520229
www.hotel-edelweiss.it

Ristorante Valsegg – Eggile
Via Unterlände 5 Valles
Rio di Pusteria (BZ)
Tel. +39 3887707444
Chiuso martedì
www.valsegg.it

Via della Malga 7
Alpe di Rodengo e Luson
Rodengo – Alto Adige
Tel. +39 0472 546016
www.naturhotel-runa.com






