Questo sito utilizza cookie tecnici per consentire la fruizione ottimale del sito e cookie di profilazione di terze parti per mostrare pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso all'installazione di qualsiasi cookie clicca sul pulsante "Scopri di più". Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie

Gianluigi Veronesi

Gianluigi Veronesi

Gianluigi Veronesi

Massimo Bottura presenta il suo “Cavallino”

Ferrari inaugura un nuovo capitolo del ristorante Cavallino dando nuova luce alla location storica di via Abetone Inferiore, di fronte all'ingresso dello stabilimento di Maranello, grazie alla collaborazione con Massimo Bottura e l'architetto India Mahdavi.
Ulteriore espressione della passione e dell’eccellenza del brand, questo luogo custodisce ancora oggi, tra le sue mura originarie, le emozioni, i successi e i ricordi che hanno segnato la storia della Ferrari, evocando le origini stesse dell'azienda e lo spirito pionieristico del fondatore Enzo Ferrari.
Il Cavallino è un protagonista e un simbolo integrante della leggenda Ferrari fin dal 1942, qui Enzo Ferrari riceveva a pranzo i suoi collaboratori, i clienti e gli amici più stretti nella sala privata dove amava guardare il Gran Premio.
La rilettura contemporanea di questo spazio riporta in prima linea l’iconicità e l'autenticità di un luogo della leggenda di Maranello. Il Cavallino abbraccia una visione di ospitalità per offrire a tutti la possibilità di entrare nell'universo Ferrari, di respirare le stesse atmosfere e gli stessi ideali che nel corso di quasi 75 anni hanno guidato il fondatore e tutti coloro che hanno contribuito attivamente alla costruzione della leggenda. Allo stesso modo offre la visione di Massimo Bottura della tradizione italiana vista in chiave contemporanea e non nostalgica.
Anche nella sua nuova concezione, il Cavallino continua a preservare ed esaltare lo spirito e le caratteristiche distintive del suo territorio di origine. La modenesità e il senso di appartenenza e partecipazione saranno percepibili attraverso ogni ambiente, ogni piatto e ogni elemento di un progetto inclusivo che riflette il perfezionismo e la cura espressa dal lavoro di Ferrari e del team Francescana in un'ospitalità confortevole e accessibile.
Massimo Bottura descrive il Cavallino come “una nuova prospettiva e un nuovo modo di far vivere la cucina modenese”. Al Cavallino la tradizione è protagonista, la storia e l'identità del territorio sono riviste in chiave contemporanea, per esaltare il meglio del passato nei sapori del presente e del futuro. “E’ una cucina buona, sana, con una storia dietro ogni piatto; è una cucina a cui non si può dire di no.”
Lo spazio è stato integralmente ristrutturato e riprogettato dall’architetto, designer e scenografa India Mahdavi, invitata a rivitalizzare l’identità del luogo, il suo design, l’architettura degli interni e il giardino, in un equilibrio di comfort e gusto che celebra e valorizza lo stile di vita italiano. Nella vecchia casa colonica, con una nuova facciata rossa, India Mahdavi ha giocato con il tradizionale vocabolario decorativo della trattoria italiana e di tutti i suoi codici architettonici ispirandosi al mondo Ferrari, al suo spirito di conquista e alla sua audacia, con giocosa eleganza.

Il ristorante sarà aperto al pubblico a partire da martedì 15 giugno, è possibile riservare un tavolo on line sul sito: www.ristorantecavallino.com

So di Buono

Mi presento:

mi chiamo So di Buono e sono la nuovissima bevanda vegetale di Almaverde Bio.
Ho un gusto DELICATO e NATURALE proprio COME PIACE A TE!
Contengo Avena e Mandorle italiane. Sono perfetta per tutta la famiglia!
Mettimi alla prova, vedrai che schiuma per il tuo cappuccino!
Provami anche nelle tue ricette dolci o salate!! ?
Cosa aspetti?

So Di Buono - Bevanda Vegetale 750ml | Biologica2.99 €   2,69 €
Acquistala Subito
Su Almaverde Bio Shop per ogni ordine superiore a €39 la spedizione è sempre gratuita!

La forza di un marchio
Almaverde Bio Italia è un consorzio di produttori italiani nato nel 2000 da un sogno e da una scelta: ritrovare un rapporto più naturale ed evoluto tra l’uomo e la terra e portare i frutti di questo impegno sulle tavole degli italiani, sotto forma di cibo più sano, sicuro e buono. Almaverde Bio Ambiente SpA, è una delle 10 imprese dell'agroalimentare italiano con una comprovata esperienza nel settore biologico, nata per gestire la distribuzione di alimenti biologici della categoria ‘ambiente’ – che non hanno bisogno di temperatura controllata - in sinergia con i prodotti freschi della grande tradizione Almaverde Bio. Con un assortimento completo di alimenti biologici, Almaverde Bio Ambiente copre in modo efficace tutti i settori merceologici.
La forza di un marchio - Almaverde Bio Ambiente 
L’anima ce l’aveva già suggerito e l’intelligenza ce lo conferma: l’ambiente è un sistema interconnesso, dove ogni scelta ha una conseguenza. Siamo i primi costruttori del nostro benessere e di quello del pianeta di cui siamo parte. Coltivare, raccogliere, trasformare e produrre secondo il biologico è un impegno di consapevolezza e responsabilità di cui siamo ogni giorno orgogliosi. Almaverde Bio produce alimenti biologici con una particolare attenzione alla ricerca e all’innovazione. Oltre a garantire gli standard di qualità e sicurezza che solo un’industria produttrice può assicurare, diamo molto valore alla formulazione di ricette equilibrate e innovative, con ingredienti di alta qualità e caratterizzate da plus salutari, come per esempio prodotti biologici che sono anche senza glutine, senza latte o privi di allergeni.

Almaverde Bio Ambiente SpA
Via Nullo Baldini 26
Alfonsine, RA 48011
Italy

INSOMNIA: an unexpected tasting journey

A poco più di un anno di distanza dall’apertura del suo apprezzatissimo DESSERT BAR MILANO, con cui ha inaugurato un nuovo modo di esprimere il dessert, il giovane e talentuoso Federico Rottigni, visionario creator e pastry chef dall’indole sperimentatrice e anticonformista, presenta “INSOMNIA – An unexpected tasting journey”, un secret show tutto da scoprire, un percorso multisensoriale senza precedenti, un viaggio sorprendente nel mondo delle visioni e dei sogni più reconditi. 
Entrate, accomodatevi, mettete da parte i cellulari. Il sipario si alza, lo spettacolo sta per cominciare.
“INSOMNIA” è un vero e proprio spettacolo teatrale d'avanguardia, un “dessert dining show” di intrattenimento e di interazione che reinterpreta in maniera contemporanea il ruolo dell’oste.  Federico Rottigni assume le vesti di un vero e proprio mattatore che, con l'ausilio delle attrezzature di scena, rompe la cosiddetta “quarta parete” e accompagna gli spettatori in un “unexpected tasting journey” fatto di sapori, musica, suoni, profumi e sensazioni. Uno spettacolo emozionale costruito intorno ai dessert e pensato per trasportare l'ospite in una dimensione altra, dislocata al di fuori del tempo e dello spazio, metafisica, surreale e sinestetica. Un’esperienza multisensoriale con cui il pastry chefmette sul piatto sé stesso e trasferisce agli ospiti quanto stimolato in lui da ogni singola creazione, condividendo ricordi, sensazioni e memorie di una vita trascorsa orgogliosamente da outsidere da anticonformista, alla costante ricerca del bello e del piacere. 

“INSOMNIA – An unexpected tasting journey” unisce le due attività che Federico Rottigni più ama fare al mondo: creare eccellenti esperienze gastronomiche e stare in mezzo alle persone, dando forza al rapporto umano e alla connessione con chi si ha davanti. Considerarlo meramente come il nuovo menù di DESSERT BAR MILANO, aperto a gennaio 2020, è riduttivo. Piuttosto, “INSOMNIA” ne è la naturale evoluzione, il perfezionamento della filosofia su cui si basa, che si fortifica e si articola giorno dopo giorno, in un processo di metamorfosi continua, una transizione inevitabile tra passato e presente, separati ma interdipendenti. 
Il menù di “INSOMNIA” si delinea come un’incredibile secret show che verrà svelato poco alla volta: cinque sono i “momenti”, ognuno dei quali costituisce una tappa diversa, intensa e sorprendente di un percorso di circa un'ora e mezza durante il quale il cliente diventa il protagonista di una storia che prende forma e avanza nella fantasia e nello stesso spazio che lo circonda, mentre le emozioni più recondite riemergono e si susseguono in una serrata cadenza; otto sono i posti a sedere, sviluppati attorno a un lungo bancone di marmo dove Federico, supportato dal suo staff, disegna ogni piatto davanti ai suoi ospiti. 
L'esperienza gastronomica è di altissimo livello da un punto di vista tecnico, intellettuale e percettivo, l'emotività è la protagonista assoluta. Ogni piatto nasce da un'emozione e viene costruito attorno ad essa, definendone successivamente gli elementi più pragmatici – ingredienti e sapori – che più possono descriverla e valorizzarla, ed è accompagnato ogni volta da un particolare drink, alcolico o analcolico a scelta dell'ospite, che riflette o completa il dessert. Con l'arrivo di ogni creazione, anche l'ambiente cambia, in un gioco di luci, suoni e profumi ideati dal pastry chef, in una fortissima sinestesia sensoriale. Per Federico la vera conquista del piacere passa per il 95% dal cervello, ed è solo stimolando tutti i sensi e contaminandoli tra di loro che può aiutare i suoi commensali a raggiungerlo. 
A costituire un piccolo assaggio di “INSOMNIA – An unexpected tasting journey” è il trailer, scritto da Federico Rottigni, Alessandro My e Giulia Achenza (che cura anche la regia).
https://vimeo.com/542695214
Una “pillola”, una serie di indizi, un'anticipazione stimolante del viaggio nel fantasioso mondo di Federico Rottigni nel quale il cliente sarà accolto. Nulla sarà svelato più del dovuto, “INSOMNIA” è qualcosa che solo vivendo si può comprendere in pieno.

“Right here, right now”
Coraggiosa, anticonvenzionale e decisamente fuori dagli schemi è anche la comunicazione che sta alla base di “INSOMNIA – An unexpected tasting journey”. Con la possibilità di esprimersi fisicamente con quanto per molto tempo è stato solo un'idea astratta, Federico Rottigni ha radicalmente cambiato l'approccio con il mondo dei social, che lo ha visto protagonista negli ultimi anni. 

«Ritengo che oggi troppo venga solo raccontato e forse neanche vissuto – racconta Federico – è giunto il momento di fare parlare quello che noi proponiamo e per poterlo fare devi essere qui e adesso!». Da qui la quasi totale scomparsa dai social e l'assenza di qualsiasi comunicazione esterna – stampa o video – delle sue creazioni. Nulla che porti il potenziale ospite a vedere o a pensare qualcosa che potrebbe non essere come Federico l'ha immaginata, o ad avere preconcetti, quasi a voler scrivere la storia su di un foglio bianco.
Il suo modo di comunicare è solo attraverso il “mood” che è in grado di suscitare ogni sua creazione, che d'altronde si presenta come un insieme di molti componenti – non solo culinari – e quindi impossibili da trasferire allo spettatore in toto.
Due esempi in tal senso sono “CROSTATA APPARENTE”, un dessert che nasce dall'idea di sintetizzare il ricordo del dolce della nonna per eccellenza, indelebile per tutti, utilizzando sapori e aromi che rimandano inconsciamente a quel momento, e “0,01% MYSELF”, una creazione “spaziale” e misteriosa, che prende ispirazione dalla connessione diretta e personale tra noi e l'universo.
Una scelta comunicativa sicuramente non convenzionale ma perfettamente coerente con l'idea che ruota intorno al concetto di “INSOMNIA”, una condizione imprescindibile a cui deve attenersi anche il cliente stesso, che sarà invitato a non realizzare foto e/o video. Il desiderio di Federico, infatti, è che ciascun partecipante sia completamente assorbito e coinvolto da ciò sta vivendo e non si lasci deconcentrare da elementi esterni e accessori, che possono fungere da ostacolo o distrazione. Solo affidandosi ai propri cinque sensi si potrà catturare e imprimere per sempre nella memoria i momenti che si susseguiranno nel corso dell’esperienza e che diventeranno così unici e irripetibili per ciascun partecipante, quasi a costituire una storia personale per ognuno, che si snoda da quello principale ma che ne mantiene inalterato il messaggio da veicolare.
Essenziale per la riuscita della rappresentazione è il luogo in cui essa prende vita. Un secret show come “INSOMNIA” non potrebbe essere tale senza un secret place in cui essere messo in scena, in grado di custodirne l'anima e di metterne in pratica la filosofia. Un legame viscerale e metonimico, quello tra “INSOMNIA” e DESSERT BAR MILANO, il luogo da cui il viaggio di Federico Rottigni è iniziato, che assume la funzione di intimo e moderno teatro in cui accogliere lo spettatore, invitato a prendere posto ed esperire con tutto sé stesso lo spettacolo che viene messo in scena. Un locale sobrio, minimale, posizionato a pochi passi dal centro di Milano ma allo stesso tempo nascosto agli sguardi più superficiali, volutamente poco appariscente ma comunque estremamente elegante e sofisticato. Un luogo autoreferenziale ma senza etichetta, con una personalità ben definita ma allo stesso tempo camaleontica, perfetto per fornire a ciascun “momento” lo scenario perfetto in cui essere vissuto nella tua totalità. In questo spazio, l'animo artistico e creativo del giovane pastry chef si materializza davanti ai commensali, dando vita a uno show unico costruito intorno ai suoi dessert. Il richiamo al mondo dello spettacolo si evince anche dall’architettura stessa del locale, in cui archetipici tipici del teatro vengono destrutturati e sintetizzati all'interno del locale, come le importanti tende color ottanio che disegnano un sipario ideale attorno all'esperienza gastronomica, in uno spazio impreziosito dalle tonalità di oro sulle sedute e nella posateria. Il lungo bancone di marmo bianco è stato costruito su misura per creare una distanza ideale tra gli ospiti e Federico, mantenendo la cosiddetta “distanza sociale” e garantendo ai commensali la propria intimità, seppur coinvolti attivamente nello spettacolo.  Il cibo è, in ogni caso, il protagonista assoluto, la cui importanza viene sottolineata anche dall’illuminazione, capace di modularsi a ogni creazione dando vita a un'atmosfera sempre nuova e diversa. 

BIOGRAFIA
Federico Rottigni nasce a Milano nel 1990. La sua infanzia è segnata da un grande amore per il cibo e per i lavori manuali e creativi, che lo portano a studiare grafica, illustrazione, cinema e fotografia. 
La sua più grande passione rimane comunque la cucina e così, poco più che ventenne, lascia gli studi alla NABA, la nuova Accademia delle Belle Arti, per perseguire il suo vero sogno. L'incontro con Gualtiero Marchesi segna il primo passo importante verso quello che sarà il suo futuro professionale: «Se vuoi diventare un bravo cuoco, prima diventa un bravo pasticcere. Quando domerai i processi e le materie con la tecnica di un bravo pasticcere, cucinare sarà uno scherzo» – gli consiglia il Maestro. Federico segue il suo consiglio e da quel momento la pasticceria non la lascia più. Intraprende uno stage di sei mesi nella pasticceria milanese di Ernst Knam, poi diventati due anni, e prosegue la sua formazione professionale a Villa Crespi, il ristorante due stelle Michelin di Antonino Cannavacciuolo a Orta San Giulio. Decisivo è il periodo a Palazzo Parigi, a Milano, dapprima al fianco di Carlo Cracco per l'apertura del ristorante all'interno dell'hotel, poi nel laboratorio di Pasticceria affiancando Pascal Piermattei. Gli anni più intensi della vita lavorativa di Federicosono stati all'Excelsior Hotel Gallia, a Luxury Collection Hotel, dove per due anni è stato Head Pastry Chef dello storico hotel, e al Château Monfort, Relais & Châteaux nel cuore di Milano, lavorando per la sede meneghina del ristorante Venissa di Burano (VE). La sua necessità di uscire dagli schemi e allargare i propri orizzonti lo porta poi a volare in Norvegia, dove lavora prima al Lysebu, un piccolissimo hotel di lusso nel cuore della foresta, e poi nella città di Oslo presso il prestigioso Hotel Bristol. Dopo dieci lunghi anni di “gavetta”, apre il Dessert Bar Milano. È solo qui in questo luogo, che lui ama definire “sospeso nel tempo”, che finalmente riesce a coniugare il suo passato e presente artistico e culinario in quello che sarà il suo futuro professionale. Il locale rappresenta l’evoluzione di Federico come pastry chef e come persona, il naturale prosieguo del suo percorso umano e professionale. Un luogo nato dal sogno e dalla volontà – figlia di un pizzico di follia e tanto coraggio – di esprimersi al 100%, finalmente libero da qualsiasi imposizione.

DESSERT BAR MILANO
Sito web: https://www.dessertbarmilano.com
Instagram: https://www.instagram.com/dessertbarmilano/
Facebook: https://www.facebook.com/dessertbarmilano

La Ferriera: dai fabbri al relax

Sono le dolci acque del torrente Faltona a stimolare il racconto di oggi. Ne ascolto il suono melodioso e continuo, osservo la loro limpidezza che accarezza la roccia, abbraccio il silenzio che sollecita i ricordi. Sono immerso nella natura del Casentino in un luogo dove i rumori della quotidianità sono lontani, dove la pace regna e ti avvolge, dove posso ritemprare corpo e mente, spirito e anima. E’ una pausa, una parentesi rilassante, lo è per me che ho raggiunto questo posto, ma può esserlo anche per voi se verrete a vivere dal vivo ciò che oggi scrivo. Mi trovo tra il comune di Castel Focognano e quello di Talla in quella parte di Toscana aretina forse meno blasonata ma al contempo affascinante, gustosa e sonora. A Talla infatti la tradizione vuole che vi sia nato Guido Monaco ovvero l’inventore della moderna notazione musicale.  
Mi sono immerso nel verde dei boschi a circa 300 metri di altezza e, sulla sponda sinistra del torrente, ho trovato un’antica “Ferriera” dalla storia secolare. Non si esclude infatti che qui, già nel secolo XVI, la Ferriera del Bonano (il suo nome) fosse attiva con i fabbri e gli attrezzi del tempo, mossi dalle acque del Faltona. L’acqua è la forza motore che per centinaia di anni ha dato vita alle botteghe, agli opifici, alle officine che hanno trasformato la storia dell’uomo.
Qui ho trovato il vecchio mulino a pale, i camini, gli ingranaggi, le pulegge e i grandi magli, tutti attrezzi usati ancora fino ai primi decenni del 1900. E allora ritorno al 1912, l’anno dell’affondamento del Titanic, dell’esplosione dello stile floreale, detto anche Liberty, l’anno in cui il fabbro Paolo Cariaggi acquista la Ferriera e con i figli Edison e Orfeo ne porta avanti la tradizione.
Alla Ferriera, che con il tempo vedrà sorgere sopra di lei la casa dei fabbri, si producevano attrezzi per il lavoro agricolo: vanghe, zappe, vomeri, erpici. E poi per l’operato dei lavoratori della pietra: mazze, scalpelli, martelli. Un lavoro duro ambientato in condizioni difficili, la cui luce nei mesi freddi dell’inverno, fino all’arrivo di una dinamo, era il solo fuoco delle forge. 
La vecchia officina dei fabbri è stata sapientemente restaurata, così come la casa dei fabbri che oggi è un bellissimo B&B di classe dove soggiornare e godersi un piacevole relax. Potete trovare tre stanze eleganti, una confortevole piscina, deliziosi spazi comuni e la pace della natura. Circondati dai boschi e da un bellissimo uliveto potrete ascoltare anche voi la voce del torrente e, perché no, nei giorni di calura immergervi nelle sue fresche acque.
A pochi chilometri di distanza ci sono città d’arte importanti come Arezzo, o la più piccola Bibbiena diventata città della fotografia, paesaggi che hanno ancora il sapore della scoperta e posti dove rifocillarvi al meglio con i sapori locali. A proposito di sapori, oggi mi ha raggiuto alla Ferriera la chef Francesca Bartoli di Talla e mi ha preparato delle straordinarie tagliatelle fatte in casa condite con funghi porcini e salsiccia toscana locale. Ve lo dico con piacere perché è un’altra esperienza che potrete vivere voi stessi qui, presso il B&B. Questo regno di silenzio e tranquillità, dove prendersi tutto il tempo per rilassarsi, meditare, riconnettersi con la natura e stemperare gli affanni, è stato fortemente voluto e realizzato da due imprenditori veneti che lo hanno ristrutturato a puntino. Parlo di Susanna Ponzin e Isidoro Rebatto che, pur avendo un trascorso imprenditoriale di tutt’altra natura, hanno ridato lustro al Podere Casanova e alla Ferriera. Loro, costruttori e gestori di centrali idroelettriche, proprio in occasione della costruzione di un centrale adiacente alla Ferriera hanno pensato di acquisirla in toto e riproporla come “buen retiro di charme” al pubblico. 
Hanno fatto un bellissimo lavoro, motivo per cui non resta che venire a provare ciò che sto vivendo io in questa meravigliosa giornata casentinese, durante la quale solo la natura, la pace e il buon cibo, mi faranno da compagni ottimali.
(Fabrizio Salce)

Nel cuore della provincia di Reggio Emilia, aperitivi, picnic e i “mercoledì rosé”

Una tenuta immersa nel verde, circondata da vigne, una villa del Cinquecento, un’acetaia storica, lo sguardo che si perde tutt’intorno, abbracciando la provincia di Reggio Emilia, un’atmosfera unica e affascinante a far da cornice: questa è Venturini Baldini, realtà enoica dolcemente adagiata sulle colline matildiche, zona di Lambruschi speciali e non solo.  Qui – a partire dal 5 giugno – riprenderanno gli appuntamenti tra le vigne. L’inaugurazione – proprio sabato 5 stesso - è realizzata in collaborazione con Vini e Vinili, agenzia che organizza eventi nei palazzi e luoghi storici di Reggio Emilia per vivere e far vivere la città e il territorio. L’ingresso è gratuito, ma è necessario registrarsi su Eventbrite, per permettere di gestire i flussi di persone e garantire il giusto distanziamento. A disposizione degli ospiti quattro food truck dove acquistare l’aperitivo o la cena da accompagnare con i vini biologici della tenuta. Un bel telo da portarsi dietro e stendere sull’erba, scegliendo l’angolo di natura preferito, voglia di divertirsi e tanta musica con i vinili degli Euronettuno, ecco gli ingredienti perfetti per la serata. L’appuntamento verrà bissato anche il 24 luglio con le stesse dinamiche. In calendario il 13 giugno la giornata dedicata ai Picnic in famiglia, organizzati in collaborazione con Pause e Reggio Children. Pause è il laboratorio di ricerca di Fondazione Reggio Children dedicato al gusto e al benessere, in cui la relazione col cibo si fa poli sensoriale e creativa. Quale miglior partner per Venturini Baldini per organizzare una giornata dedicata ai bambini e a mamma e papà, un’intera domenica pensata per le famiglie, con molte attività in programma per i più piccoli – dai burattini alla lettura delle fiabe, passando per i corsi di cucina per grandi e piccini – a un menù dedicato, da consumare sui prati come un vero pic-nic (per motivi di sicurezza ognuno dovrà portarsi il proprio plaid).
Inoltre, dal 16 giugno riprenderanno - per tutta l’estate - i consueti appuntamenti con i “Mercoledì Rosé”, con accompagnamento musicale di primordine. Tra le guest star canore, Channing Banks, cantante dance di fama mondiale, che 10 anni fa dalla California si è trasferita a Quattro Castella ed è ormai reggiana d’adozione. Sarà lei ad animare musicalmente le serate del 16 giugno, 28 Luglio e 25 agosto. Il 23 giugno invece a salire sul palco tra le vigne sarà Il Sestetto, e per finire 3 date (30 giugno, 14 luglio e 18 agosto) vedranno protagonista il David Estrada Quartet, un gruppo che regala Jazz d’autore incentrato sulla reinterpretazione di brani dal mondo Pop-Soul rivisitati in chiave Jazz e Latin, con contaminazioni che creano atmosfere calde e rarefatte giocate sugli arrangiamenti e sulla suadente voce del crooner, David Estrada – da cui appunto il gruppo prende il nome -  cileno e reggiano d’adozione.

Al via anche l’“Apericena” del venerdì e la domenica “Pizza e Bollicine” per chi ama sperimentare.
L’estate è ormai alle porte, è tempo di relax e divertimento, in particolare dopo un periodo di chiusure e distanziamento come quello che si sta vivendo. Come direbbe Dante, finalmente, toneremo “a rivedere le stelle”.

Tutti gli eventi sono prenotabili tramite Eventbrite
https://venturinibaldini.it
http://acetaiadicanossa.it

La Guida Michelin premia otto ristoranti della Svizzera italiana

Ormai ci siamo, l’ora della tanto agognata cena al ristorante è arrivata: anche in Svizzera i locali hanno il nullaosta per riaprire i battenti e invitare gli ospiti a sedersi a una tavola imbandita. L'attività in cucina torna frenetica soprattutto a Lugano, perché giusto quest'anno la più grande città del Ticino ha visto insignire di una stella ben tre nuovi ristoranti.
Gli ispettori sono rimasti colpiti dall’eccellente livello gastronomico delle cucine dirette da Domenico Ruberto, I Due Sud (Hotel Splendide Royal); Luca Bellanca, META; e Cristian Moreschi, Principe Leopoldo (Hotel Villa Principe Leopoldo). 
“Con queste tre new entry fra i ristoranti stellati della selezione 2021, Lugano dimostra un’evoluzione gastronomica finora ineguagliata e si propone, di fatto, come la nuova destinazione edonista per i buongustai”, ha dichiarato la Guida Michelin in riferimento alla nomina dei tre nuovi ristoranti stellati sul Lago di Lugano. Un altro punto di riferimento per i buongustai a Lugano è lo chef Frank Oerthle del ristorante Galleria Arté al Lago (Grand Hotel Villa Castagnola), dove una stella Michelin splende già dal 2011. Nota per le sue teste coronate è anche la località di villeggiatura di Ascona sul Lago Maggiore. Qui vale la pena far visita a Rolf Fliegauf nel suo Ristorante Ecco (Hotel Giardino Ascona), premiato con due stelle Michelin, allo chef stellato Marco Campanella in La Brezza (Hotel Eden Roc) e a Matthias Roock nella Locanda Barbarossa (Hotel Castello del Sole), che oltre alla conferma del riconoscimento concesso alla sua cucina ha ricevuto anche una stella verde Michelin – un simbolo dei ristoranti che considerano il lavoro sostenibile come il proprio vessillo. La squadra dei cuochi stellati in Ticino è completata dallo chef Lorenzo Albrici e dalla sua Locanda Orico, un piccolo ristorante con una grandiosa cucina nel capoluogo ticinese, che si è affermato da tempo come fiore all’occhiello della gastronomia a Bellinzona. ticino.ch/stelle

Lugano – La nuova mecca dei palati raffinati
Lugano, la più grande città del Ticino, ha fatto scalpore quest’anno per l’aggiunta di ben 3 nuovi nomi alla lista dei ristoranti insigniti di una stella Michelin. Una ragione in più per visitare l'incantevole città sulle rive del Ceresio. Il pacchetto "Lugano à la carte" offre la possibilità di pernottare in uno dei cinque hotel a 5 stelle di Lugano e di deliziarsi con due cene gourmet di 4 portate con abbinamento di vini ticinesi, una presso la struttura in cui si soggiorna e l'altra in uno degli altri quattro hotel aderenti all'iniziativa (il trasferimento al ristorante scelto è incluso nel prezzo). All'arrivo in albergo, inoltre, gli ospiti trovano ad attenderli in camera una bottiglia di vino ticinese. Il pacchetto può essere prenotato tutto l'anno in ognuno degli hotel partecipanti – Splendide Royal, Villa Principe Leopoldo, Grand Hotel Villa Castagnola e The View, a Lugano; Swiss Diamond Hotel, a Morcote – al prezzo complessivo di CHF 1'790.– per due persone con pernottamento in elegante camera doppia. https://www.luganoregion.com/de/angebote/lugano-a-la-carte

Luca Bellanca – Gault&Millau 2021: "Rivelazione dell'anno in Ticino"
La Gault&Millau 2021 lo ha proclamato la "rivelazione dell'anno in Ticino", la Guida Michelin gli ha per la prima volta aggiudicato 1 stella. Luca Bellanca del Ristorante Meta (15 punti Gault&Millau) a Lugano ha di che essere orgoglioso. Italiano di nascita, ha girato il mondo in lungo e in largo – e la sua filosofia culinaria ne porta il segno. La chiama "Med-Fusion" e in essa fa confluire cucina mediterranea e note esotiche, caratterizzate da deliziose pietanze e marinature gustosamente inconsuete. Ogni piatto è concepito prestando la massima attenzione alla qualità, alla freschezza e alla stagionalità degli ingredienti ed è preparato con meticoloso impegno e inesauribile passione. Il Ristorante Meta è situato nel moderno Palazzo Mantegazza, nel quartiere di Lugano Paradiso, e attraverso l'ampia vetrata e dalla terrazza offre una vista spettacolare sul lago. All'eccellente cucina e all'ambiente raffinato si aggiunge l'impeccabile servizio, al tempo stesso disinvolto e professionale. Il menu degustazione di 6 portate è offerto al prezzo di CHF 130.–. Metaworld.ch

Domenico Ruberto – Un'anima e due regioni
I Due Sud. Un nome, un programma. Perché il ristorante – premiato con 16 punti dalla Gault&Millau 2021 e per la prima volta anche con 1 stella Michelin – dello Splendide Royal, hotel di lusso di Lugano dalla lunga storia, invita a intraprendere un viaggio gastronomico dal sud della Svizzera al sud dell'Italia. Con impareggiabile maestria, il capocuoco Domenico Ruberto combina la cucina tipica della sua terra di origine, la Calabria, con la tradizione culinaria del Ticino, dove si è stabilito per lavoro. Ricordi di infanzia e sapori di altri tempi variamente reinterpretati sono per lo chef fonte di ispirazione per una cucina dal carattere del tutto personale. Le prelibatezze frutto del suo genio, che molto devono agli influssi mediterranei, sono sempre elaborate con ingredienti freschi e di stagione, acquistati presso agricoltori, allevatori e produttori che Ruberto conosce e seleziona personalmente, con l'obiettivo di offrire ai suoi ospiti esperienze gastronomiche indimenticabili. Il menu degustazione "Il Pomodoro che non c'è", offerto tutto l'anno al prezzo di CHF 168.–, è un'eccellente dimostrazione della filosofia culinaria del maestro. E per coloro che sono pronti ad affidarsi ciecamente all'estro dello chef c'è "Domenico a mano libera", un menu di 10 portate dal prezzo di CHF 198.–. La proposta del ristorante comprende anche altri menu con prezzo variabile da CHF 98.– a CHF 218.–. www.splendide.ch

Cristian Moreschi – Cucina gourmet ed eleganza affacciate sul lago di Lugano
A ricevere la sua prima stella Michelin è stata anche la cucina di Cristian Moreschi, re dei fornelli al Ristorante Principe Leopoldo (16 punti Gault&Millau). Il locale è la punta di diamante del prestigioso hotel a 5 stelle Villa Principe Leopoldo, membro della rinomata associazione Relais & Châteaux. Frutto della ristrutturazione di una dimora nobiliare dei primi del Novecento, l'albergo è situato in località Collina d'Oro e offre una vista incomparabile sul lago e sulla città di Lugano. Braccio destro del capocuoco per alcuni anni, Moreschi è al timone del Principe Leopoldo dall'estate del 2019. Le sue origini italiane si rispecchiano in una cucina prettamente mediterranea, in cui dominano ingredienti di pregiata qualità scelti con estrema cura e plasmati in un'esplosione di sapori. Claudio Recchia e Gabriele Speziale, maître e sommelier dalla lunga esperienza, garantiscono un servizio di sala assolutamente perfetto, mentre all'eleganza dell'ambiente e alla meravigliosa terrazza affacciata su Lugano, dalla quale si ha una delle migliori vedute panoramiche della città, va il merito di sommare bellezza a bontà. Specificamente pensato per i buongustai è il pacchetto "Piacere per il palato", che comprende un soggiorno di due notti in junior suite, una ricca prima colazione a buffet, una sorpresa di benvenuto, un cesto di frutta fresca di stagione, una scatola di cioccolatini svizzeri e una cena di 8 portate, bevande incluse, servita nel raffinato ristorante gourmet Principe Leopoldo, con le creazioni dello chef stellato Cristian Moreschi. Prezzo a partire da CHF 520.–. www.leopoldohotel.com

Frank Oerthle – Quando la cucina gourmet incontra l'arte contemporanea
A pochi passi dal Grand Hotel Villa Castagnola, lambito dalle acque del lago e affacciato sul golfo di Lugano, sorge il Ristorante Galleria Arté al Lago, di proprietà dell'albergo. La magnifica vista e la straordinaria atmosfera fanno da sfondo alla presentazione, ogni sei mesi, di opere e sculture di artisti contemporanei di fama internazionale. Non meno artistica è la cucina gourmet del capocuoco, Frank Oerthle, responsabile di tutto ciò che avviene tra pentole e fornelli all'Arté dalla sua inaugurazione, nel 2002, e autore di inedite delizie e delicate creazioni che sorprendono gli ospiti con un mosaico di sapori e sensazioni. Nel 2008, lo chef ha visto riconosciuta per la prima volta la sua maestria con il conferimento di 16 punti Gault Millau, cui è seguita, nel 2011, una stella Michelin. Tedesco di nascita, vive da oltre 25 anni in Ticino, di cui ama celebrare la moderna cucina mediterranea a base di prodotti regionali. In ogni periodo dell'anno, il suo team compone piatti in cui confluiscono gli aromi e i colori tipici della stagione ed elabora spettacolari ricette a base di pesce e frutti di mare. A chi desidera combinare il gusto dell'arte culinaria dello chef Frank Oerthle con il fascino delle opere esposte al ristorante Galleria Arté consigliamo il menu degustazione di 6 portate al prezzo di CHF 135.–. www.villacastagnola.com

Mattias Roock – Farm to Table: dove il gusto incontra la sostenibilità
Che sia uno dei migliori chef del Paese, Mattias Roock lo ha già ampiamente dimostrato. E in questo 2021 ne offre un'ulteriore conferma – la quarta – fregiandosi di 18 punti Gault&Millau e di 1 stella Michelin. Quest'anno, peraltro, ha visto aggiungersi ai riconoscimenti ottenuti una nuova distinzione: la stella verde Michelin – un premio riservato alle strutture che prestano un contributo straordinario in favore di una maggiore sostenibilità e di un uso particolarmente attento delle risorse nel settore della ristorazione. Una causa che Mattias Roock ha molto a cuore e che sostiene con convinzione. Lo chef di origini tedesche tiene dal 2017 le redini della cucina nell'hotel a 5 stelle Castello del Sole Beach Resort & Spa, ad Ascona. Le creazioni di Roock e del suo team hanno una decisa componente locale, regionale e stagionale. Ciò si deve anche a una fortunata circostanza: l'immediata prossimità dell'azienda agricola Terreni alla Maggia, di proprietà dell'albergo. Qui, nella fertile area del delta della Maggia, crescono viti, cereali e Loto, varietà di riso molto popolare da queste parti. Sempre sulle terre dell'hotel, inoltre, il capocuoco coltiva un proprio orto, dove ha piantato erbe rare e frutti esotici. Anche a ciò si deve l'intrinseca naturalità della cucina di Roock, che con "Sapori del nostro orto", uno speciale menu disponibile nelle varianti a 5, 6 o 7 portate, rispettivamente al prezzo di CHF 180.–, CHF 195.– e CHF 210.–, conquista indistintamente ospiti e critici gastronomici. Un ruolo chiave nel successo del ristorante va riconosciuto anche a Sergio Bassi, maître e sommelier, che come nessun altro riesce a offrire agli ospiti della Locanda Barbarossa un'esperienza culinaria di gran classe. Grazie alle sue raccomandazioni, i calici si colmano di nettari capaci di accompagnare le creazioni di Roock con eleganza e finezza – vini dalla presenza indispensabile, eppure mai invadente. Per gli intenditori e i buongustai che desiderano concedersi un piccolo regalo, il Castello del Sole ha in serbo l'offerta "Gourmet 18 punti Mattias Roock". Valida dal 12 settembre al 31 ottobre 2021, include un soggiorno di tre notti con prima colazione, un aperitivo con champagne al bar Bassa Selim, una cena di 6 portate alla Locanda Barbarossa (18 punti Gault&Millau e 1 stella Michelin), pranzo al ristorante Parco Saleggi o cena à la carte al ristorante Tre Stagioni durante gli altri giorni e alla partenza un omaggio di arrivederci da parte di Mattias Roock. Prezzo: CHF 972.– a persona in camera doppia. www.castellodelsole.com

Rolf Fliegauf – Un artigiano della haute cuisine
Premiato con 18 punti Gault&Millau e 2 stelle Michelin, il ristorante Ecco dell'hotel Giardino, ad Ascona, è da anni un punto di riferimento per i veri gourmet. Il capocuoco, Rolf Fliegauf, è stato lo chef più giovane mai insignito con 2 stelle Michelin. La sua "cucina aromatica" sorprende e conquista – e ha radici lontane: già da bambino, il piccolo Rolf amava passare il tempo tra pentole e fornelli nel ristorante dei genitori. Era il preludio di un brillante avvenire: oggi, infatti, è uno degli chef più premiati della Svizzera. Basti pensare che la Guida Michelin gli ha assegnato 2 stelle sia per il ristorante Ecco ad Ascona sia per il locale omonimo a St. Moritz. Cosa contraddistingue la sua cucina? La mirabile capacità di fondere in sé raffinata arte artigiana ed equilibrata individualità e di combinare un'anima prettamente regionale con uno stile indiscutibilmente internazionale. Rolf Fliegauf maneggia texture e temperature con la destrezza di un musicista che fa scivolare le dita sulla tastiera di un pianoforte. Ama sperimentare. Sebbene sia un illustre rappresentante della haute cuisine, non perde mai il contatto con la cucina popolare. Lui stesso la chiama "cucina aromatica purista". "La cucina aromatica preserva il sapore originale di ogni ingrediente", spiega. "Attraverso la sapiente combinazione dei componenti, ne metto in risalto le note distintive". Sulle pagine del giornale tedesco "Welt am Sonntag", un critico gastronomico lo ha definito "uno dei più grandi chef della sua generazione". Chi desidera averne personalmente la prova è invitato a sedersi a tavola al ristorante Ecco e a gustare il menu di 6 portate al prezzo di CHF 240.– a persona. www.giardino.ch

Marco Campanella – La grandezza in cucina
Dall'estate 2018, Marco Campanella sorprende con le sue creazioni gli ospiti del ristorante La Brezza (1 stella Michelin, 17 punti Gault&Millau), nel lussuoso hotel a 5 stelle Eden Roc di Ascona. È considerato uno dei giovani talenti più promettenti del panorama gastronomico attuale. Nel 2019 è stato nominato "rivelazione dell'anno in Ticino" dalla guida gastronomica Gault&Millau, poco dopo ha ricevuto la sua prima stella Michelin e nel 2020 è stato inquadrato come "chef d'hotel dell'anno" nella classifica stilata da Bilanz. Tedesco di nascita, italiano di sangue, viene da una famiglia di gastronomi e ha imparato il mestiere dai migliori chef della Svizzera. Per un anno ha perfezionato le sue competenze come cuoco capo partita al fianco dello chef stellato Andreas Caminada, al ristorante Schloss Schauenstein (3 stelle Michelin, 19 punti Gault&Millau). Poi, ha trovato un nuovo mentore in Rolf Fliegauf, passato alla storia per essere stato lo chef più giovane mai insignito con 2 stelle Michelin. Quindi, dopo due stagioni come chef in seconda nel ristorante Igniv di Caminada, a St. Moritz, nel 2018 Campanella ha firmato come capocuoco presso il ristorante La Brezza dell'hotel Eden Roc, ad Ascona. Chef attento e responsabile, per la realizzazione delle sue ricette Campanella usa innanzitutto ingredienti di provenienza regionale. Fa volentieri ricorso, per esempio, al lucioperca e al coregone del Lago Maggiore, ai pomodori dei contadini dei dintorni o ai cetrioli della Vallemaggia. Sul suo menu si alternano innovative creazioni dal sapore mediterraneo a piatti prettamente vegetariani. Campanella lavora con estrema cura ai suoi concept. I segreti dell'arte culinaria vegana, per esempio, li ha appresi dal cuoco a 2 stelle Andreas Krolik, al ristorante Lafleur di Francoforte. Dalla collaborazione con la nutrizionista londinese Rhaya Jordan, d'altro canto, trae spunti con una solida base scientifica per un'alimentazione ricca di nutrienti ma facilmente digeribile. Chi desidera sperimentare in prima persona l'innovativa cucina stellata di Marco Campanella non ha che da recarsi al ristorante La Brezza, dove avrà modo di scegliere da un menu di 4 portate al prezzo di CHF 120.– a un menu di 7 portate al prezzo di CHF 165.–. www.edenroc.ch

La Locanda Orico - il fiore all'occhiello dell’arte culinaria di Bellinzona 
La Locanda Orico è un piccolo ristorante con una grande cucina che si trova nel cuore della città, ai piedi di Castelgrande. Ha ricevuto il riconoscimento di una stella Michelin e 16 punti Gault Millau ed è il fiore all’occhiello dell’arte culinaria della città. La passione per la cucina dello chef Lorenzo Albrici è iniziata fin da bambino, quando passava le vacanze esplorando ogni angolo dell’Hotel dei nonni. La sua ricetta per il successo è un connubio tra gusto italiano e idee ispirate alla cucina francese, che gli permette di creare piatti sorprendenti, presentati ad arte sul piatto. Gli ospiti prendono posto in due sale, piccole ed eleganti, in cui tra luci soffuse e un arredamento discreto potrete lasciarvi viziare dalle specialità culinarie dello chef e dalla professionalità del servizio. A chi vuole lasciare carta bianca allo chef stellato si consiglia il menù di degustazione, da cinque o sei portate, al prezzo di 125-140 franchi svizzeri. A pranzo è possibile gustare la cucina di Lorenzo Albrici anche per un pranzo d’affari con un menù a partire da 50 franchi svizzeri. www.locandaorico.ch

Podere Casanova: dove è facile stare bene

Le storie delle persone mi sono sempre piaciute. Le storie vere, vissute. Storie di uomini e donne che hanno dato vita ai loro sogni, alcuni reconditi altri alla luce del sole. Sogni e desideri che hanno richiesto impegno, sacrifici, sofferenze e tanti investimenti di tempo e denaro. Gente tenace che non si è fermata di fronte alle problematiche: burocratiche, territoriali, finanziarie che siano. Persone caparbie e capaci. E il mio lavoro impreziosito da tanti anni di viaggi da sud a nord dell’Italia me ne ha fatte incontrare e abbracciare molte, in situazioni e momenti straordinariamente diversi. Storie di squisita follia e di rara genialità, di lacrime e sorrisi ma sempre ricche di emozioni e sensazioni uniche. Le ho ascoltate con immenso piacere, davanti ad un buon bicchiere di vino o ad un piatto della tradizione, al calar del sole dopo una giornata di lavoro o durante le riprese televisive tra una inquadratura e l’altra. Di molte di loro ne ho scritto e raccontato.
La storia di cui vi parlo oggi è una miscela di terra, vino, arte, sapori e ospitalità. Siamo in Toscana, in quel lembo di territorio dove pulsa la Docg del vino Nobile di Montepulciano. Montepulciano, un paese ricco di fascino, circondato dai vigneti dove regna sovrano il sangiovese. Quanti ricordi di lavoro e di amicizia ho in quel dolce borgo storico che nel tempo ha rubato l’anima a tanti personaggi famosi. Tra loro il Casanova, che quando vi giunse ne restò ammaliato e non si risparmiò certo nell’ubriacarsi di arte di cultura, di paesaggi fantastici e gentilezza popolare. Tra i tanti uomini che con lo scorrere dei secoli hanno soggiornato a Montepulciano cito il celebre seduttore veneziano perché è a lui che è dedicato il podere di cui vi racconto in questa storia di vino e di vita. Scendendo dal borgo e dirigendosi verso nord est, superata la frazione Acquaviva, quasi al confine con l’Umbria, si trova la località Tre Berte, qui ha sede il Podere Casanova: con il podere la storia di Susanna Ponzin e Isidoro Rebatto. Sono loro che, pur avendo un trascorso imprenditoriale di tutt’altra natura, hanno acquistato e nel tempo ampliato il Podere Casanova ridandogli quel lustro e quell’importanza che merita nel panorama delle aziende vitivinicole poliziane. Susanna e Isidoro sono veneti e, come il celebre avventuriero veneziano, secoli dopo, di questa terra toscana ne sono più che innamorati. Hanno così messo in campo la loro esperienza lavorativa per dare vita ad un progetto di qualità nel rispetto della sostenibilità. Avrete ben compreso che il loro background non ha a che vedere con il nettare degli Dei ma appartiene al settore della geotermia e delle energie rinnovabili. Costruttori e gestori di centrali idroelettriche Susanna e Isidoro sono cultori dell’energia pulita e del combattere lo spreco di risorse, ed è in quest’ottica che operano e investono nel podere.
Il podere è immerso nei vigneti adiacenti al bosco, ha una bella cantina, un’ampia e luminosa sala degustazione e un caldo e accogliente agriturismo composto da tre appartamenti indipendenti ognuno dei quali ha un nome specifico: Girasole, Vigna e Glicine. Dopo l’acquisto, come ho detto, i due imprenditori, in pochi anni, hanno provveduto al miglioramento e all’ingrandimento della struttura costruendo una nuova cantina, acquisendo ulteriori vigneti e il reimpianto di altri, edificando all’interno della vecchia cantina l’agriturismo. Dalle centrali al buon vino. Oggi Podere Casanova è una realtà che annovera la sua prima vendemmia nel 2015 e il primo imbottigliamento nel 2017 nonché la conversione in bio certificata a partire dalla vendemmia 2021. Conta 16 ettari in parte a Montepulciano in località Argiano tutti intorno al Podere, e in parte, 9 ettari di cui 3 a uliveto, nella località di Castel Focognano denominata “La Ferriera”: di quest’ultima ve ne racconterò nel breve futuro l’affascinate storia. Dalle vigne del podere alzando gli occhi in lontananza si gode della splendida vista di Montepulciano: un quadro degno del più eccelso pittore.  Al podere si lavora con il sangiovese ma anche con il canaiolo, il cabernet franc, il merlot, lo chardonnay, il grechetto, il verdello, il petit verdot e lo syrah e si producono 9 etichette che portano la firma del noto enologo Franco Bernabei di fama mondiale. Tra i vini in produzione vi segnalo il rinomato Nobile di Montepulciano denominato Settecento, sangiovese in purezza al 100%. Il Rosso di Montepulciano, 85% di sangiovese e la rimanenza merlot o cabernet. Un bianco fermo chiamato Euforia, chardonnay, grechetto, verdello e due metodi Charmat. Uno denominato Bulles Brut, chardonnay, grechetto, verdello e un rosé, Caterina Rosé, 80% sangiovese, 20% chardonnay, grechetto, Verdello. Il mercato della cantina si divide oggi in 50% nazionale e 50% internazionale mentre i vini li ho degustati e li ho trovati decisamente interessanti, piacevoli e ben realizzati. Il Nobile mi ha particolarmente sorpreso: ben strutturato e al contempo di ottima e semplice beva. Ma il Podere Casanova non è solo vino, chi lo ha già vissuto lo sa bene, chi invece avrà il piacere di viverlo nel prossimo futuro potrà godere della spensieratezza, del rilassamento e dei buoni sapori. Passeggiate e pedalate all’aria aperta, pic nic tra le vigne e cene tra i filari particolarmente romantiche, tour dei vigneti accompagnati da una guida, visite in cantina, percorsi a cavallo o in Vespa. Volendo si possono anche seguire dei corsi di cucina con tanto di abbinamenti cibo-vino, imparando a preparare una semplice pappa al pomodoro, un flan o piatti della tradizione toscana più ricercati. Non c’è che da scegliere come trascorrere al meglio il proprio soggiorno. A pochi chilometri di distanza i due piccoli laghi di Montepulciano e di Chiusi, poco più distante il Trasimeno. Non manca poi la possibilità di pianificare escursioni nei luoghi e nelle città limitrofe di interesse storico-artistico. Per dirla in poche parole il Podere Casanova risulta meta ottimale per chi vuole stare bene su questo territorio. Un’altra storia, due persone che di una passione ne hanno fatto un stile di vita, che dal passato imprenditoriale differente vivono oggi un presente ricco di fascino, proiettati in un futuro dal sapore di sfida e di vino eccellente.
(Fabrizio Salce)

Carciofo astigiano del Sorì, tenero, buono e con poco spreco

Carlotta ha una sua regola ben precisa, durante la stagione di raccolta, maggio e giugno, carciofi a tavola almeno due volte alla settimana, se si può anche tre. E fa bene Carlotta perché i carciofi sono buoni e fanno bene ai reni, al fegato, all’apparato digerente. Sono poco calorici, diuretici e validissimi alleati per combattere il colesterolo. 
I carciofi hanno una storia secolare e sono originari del bacino del mediterraneo, con molta probabilità sono dei derivati del carduccio spontaneo nell’Europa meridionale, Africa del nord e Asia occidentale.
Parliamo di una pianta dal forte e longevo apparato radicale, dal fusto di colore grigio verdognolo, decisamente robusto e che può superare il metro in altezza. Le foglie in maggioranza basali sono ampie mentre le infiorescenze, eduli, sono sviluppate in capolini. I fiori si presentano di colore azzurro violetto e risultano ermafroditi, il frutto, chiamato seme è un achenio. 
Le varietà coltivate si dividono in inermi e spinose e in verdi o violetti, e si coltivano trapiantando i carducci.
L’Italia è uno dei più grandi produttori al mondo di carciofi e le varietà presenti sui nostri territori sono davvero tante: carciofo romano, sardo, di Empoli, di Chioggia, di Albenga senza contare quelli che troviamo in regioni come la Puglia e la Sicilia. Contrariamente a ciò che si può pensare anche nel sud del Piemonte c’è un particolare ecotipo di carciofo decisamente interessante.
E’ il carciofo astigiano del sorì, conosciuto anche come semplice astigiano o Valtiglionese della Val Tiglione. La sua storia è secolare, risale al XV secolo ed è ricca di sfumature piacevoli, intanto perché un tempo era un prodotto destinato solo ai ricchi, coltivato in ville e castelli dai nobili, e poi perché ancora oggi lo si può trovare con facilità all’inizio dei filari dei vigneti: a differenza di altre zone vitate dove troviamo le rose. 
Infatti il sorì altro non è che il termine dialettale con cui si indicano i punti collinari dove si coltivano le vigne migliori, ovvero terreni che hanno l’esposizione a sud, sud est, sud ovest e che risultano come habitat ideale per una produzione tipica consona agli ambienti mediterranei.
L’areale produttivo del carciofo del sorì è costituito proprio dalle colline astesane nell’anfratto delineato dal fiume Tanaro e dai torrenti Tiglione e Belbo. A parte le piante che troviamo vicino ai filari delle vigne le carciofaie, quelle vere in produzione, le troviamo su suoli drenanti e vengono rinnovate con regolarità ogni dieci anni circa. Le piante, che possono raggiungere il metro e mezzo di altezza, non necessitano di irrigazione producono carciofi ovoidali allungati privi di spine: ogni pianta può dare anche dieci capolini.
La raccolta avviene manualmente e i carciofi sono dolci e teneri e poche sono le foglie che si devono eliminare; il carciofo del sorì si presta come ingrediente per svariate ricette, è ottimo anche sott’olio e come elemento per un piacevole liquorino; ma la morte sua è crudo servito con olio evo, sale e pepe e qualche scaglia di formaggio grana. 
Tornando alla sua storia è doveroso raccontare che furono i furbi contadini a trafugarlo in modo tale che diventasse una delizia per tutti e non solo per i benestanti, e lui, l’arcicioc, come si chiama in loco, ha ricambiato con sapore, salute e rendita. Naturalmente lo si può gustare tutto l’anno se lo mettiamo appunto sott’olio o in freezer.
Di recente il carciofo del sorì è diventato un presidio Slow Food e un gruppetto di giovani agricoltori ha ripreso la sua coltivazione che, dopo una buona produzione fino agli anni cinquanta, ha vissuto negli ultimi decenni un declino sostanzioso, soprattutto perché, essendo un tardivo, arriva sul mercato quando le varietà del sud Italia sono a fine stagione e hanno un prezzo più basso. 
E’ per questo motivo sostanzialmente che nel tempo si è persa la produzione importante relegando i capolini a coltura con destinazione famigliare, mentre oggi il Presidio ha nel suo intento la voglia di ridare valore al carciofo, sia in termini di reddito per gli agricoltori che in quelli storico ed enogastronomico.
L’inizio della rinascita dei pregiati e saporiti capolini si è realizzato anche grazie al prezioso contributo di Egidio Gagliardi di Mombercelli che ha donato ai giovani produttori i carducci per il trapianto. Egidio è un agricoltore vecchio stampo, gentile e disponibile, ma soprattutto oltre ad essere memoria storica del carciofo, è un grande esperto in materia. Sua figlia Laura, nel loro agriturismo presso l’azienda agricola, tra i vari piatti della tradizione locale propone delle tagliatelle condite con una carbonara di carciofi da paura: da provare assolutamente!
In tutta sincerità, come amo dire in questi casi, ho conosciuto Laura ed Egidio di recente, girando un servizio giornalistico per la TV, così come ho conosciuto uno dei giovani produttori che crede fermamente nella rinascita definitiva del carciofo del sorì. E’ Stefano Scavino un laureato in architettura che a Costigliole d’Asti lavora nella sua azienda agricola e dove ha dato vita ad un bella carciofaia che produce capolini di altissima qualità: un giovane che preferisce la vita agricola rispetto a quella d’architetto. A noi non resta che augurare a tutti loro buon lavoro e fare come Carlotta: mangiarne tanti!
(Fabrizio Salce)

Il mondo della Robiola di Roccaverano DOP: la Scuola

Cogliamo l’occasione per segnalare che la Scuola della Roccaverano a partire dal Primo Maggio terrà le porte aperte il sabato e la domenica. Nel mese di giugno sarà invece operativa dal giovedì alla domenica. La domenica ci sarà sempre presente un produttore aderente al Consorzio di Tutela con le sue Robiole a disposizione per il pubblico; mentre durante le altre giornate la presenza sarà a cura della responsabile della promozione. Presso la Scuola della Roccaverano, ambientata all’interno della vecchia Scuola Elementare e situata sulla piazza del delizioso Comune della langa astigiana di Roccaverano, non solo si possono acquistare le Robiole, ma avere anche tutte le informazioni sull’intera filiera produttiva e sul territorio di produzione. Non dimentichiamo che parliamo di un anfratto di Piemonte, parte in provincia di Asti e parte in quella di Alessandria, decisamente ricco di scorsi panoramici, testimonianze storiche e sapori unici.

Il pettirosso Rob-In torna a volare
Anche il progetto del pettirosso Rob-In torna a spiegare le ali nel vento di langa. Sono state calendarizzate 4 degustazioni, presso la Scuola, il terzo sabato del mese a partire da giugno. Solo quello di settembre con molta probabilità sarà spostato per via del ritorno anche della grande kermesse dedicata ai formaggi di Bra, ovvero Cheese. Rob-In coinvolge altre produzioni locali di qualità: Vino, Vermouth Torino, Salumi, Cereali, Ceci, Nocciole, Miele, Zafferano e Dolci, motivo per cui le degustazioni saranno decisamente interessanti.
La finalità del pettirosso è proprio quella di promuovere una terra che in buona parte coincide con il territorio della “Unione Montana Langa Astigiana Val Bormida” e della “Langa Astigiana tra Monferrato, Appennino Ligure e Alpi”, un comprensorio molto vasto, ma morfologicamente e dal punto di vista paesaggistico, decisamente simile e unito e con un’alta vocazione agricola. La Robiola di Roccaverano DOP è il motore di questa iniziativa che purtroppo per la pandemia ha subito una battuta d’arresto. C’è però sempre tutta l’intenzione e la voglia di continuare a volare, in un volo libero e gustoso.

Ancora Robiole in beneficienza
Così come è già successo nei mesi passati il Consorzio di Tutela ha pensato di donare 40 Robiole al Centro Vaccinale di Acqui Terme (AL).

(Fabrizio Salce)

Consorzio per la Tutela del Formaggio "Robiola di Roccaverano" - Home | Facebook

Piccolo Derthona: piccolo si, ma già Grande il nuovo vino Timorasso della Cantina di Tortona

Ora di pranzo. La cameriera si allontanò furtivamente quando i commensali incominciarono a parlare di vino. La donna non era molto sicura di conoscere tutti i nomi delle bottiglie accuratamente stivate nella cantina dell’albergo e temeva di fare brutta figura. Certo, aveva seguito dei corsi, delle degustazioni prima di essere assunta nel prestigioso locale, ma i quattro personaggi seduti al tavolo davano tutta l’impressione di essere degli esperti in materia. Si riavvicinò e tirò un lungo sospiro di sollievo quando udì il più giovane dire che avrebbe bevuto con grande piacere un bianco piemontese: un Timorasso.
Si, quel vino lo conosceva molto bene e non solo perché ne era arrivata da pochi giorni una nuova espressione direttamente dalla Cantina di Tortona. Sorrise ai clienti e forte della consapevolezza di essere preparata si permise di consigliarla in quanto, nell’assaggiarlo, lo aveva trovato un Timorasso delizioso, profumato, fresco e decisamente interessante. Ideale per il pranzo, ma anche come aperitivo o semplicemente per un gradevole momento in compagnia di buoni amici. E’ il “Piccolo Derthona” ovvero la nuova proposta enologica della Cantina di Tortona, un vino per il quale si procede alla raccolta manuale delle uve intorno al 20 di settembre. Per la criomacerazione occorrono 6 ore in atmosfera inerte, mentre la fermentazione avviene a temperatura controllata. Seguono poi 6 mesi di affinamento su fecce fini costantemente risospese e, naturalmente, stiamo parlando di uva Timorasso 100%. Il Timorasso è un nobile storico vitigno, simbolo per eccellenza dei Colli Tortonesi, quei colli in cui i terreni ricchi di argille arenacee terziarie originate dalla formazione di Zebedassi, sono il suo ambiente prediletto. Il “Piccolo Derthona” si contraddistingue per il colore paglierino carico e al naso si presenta fruttato e minerale, si distinguono i profumi di albicocca e ananas e si percepisce la pietra focaia.
Al palato è decisamente pieno, avvolgente, equilibrato e la sua freschezza è lunga e piacevole. Conserva tutta l’importanza del Timorasso unita ad ampie note di gentilezza e semplicità. Si potrebbe dire che è un Timorasso giovane, meno impegnativo rispetto ai più classici che richiedono invecchiamenti più pronunciati; così come lo si potrebbe definire un vino più vocato alla facile beva, ma in realtà, e questo sorprende chi lo assaggia, è un grande Timorasso ottimo per svariate occasioni. Il “Piccolo Derthona” rientra nella collezione Torre della Cantina di Tortona e auspichiamo, in tutta sincerità, che venga abbracciato e selezionato da tutti coloro che amano bere bene, anche in modo più sottile, ma pur sempre raffinato.
Il Timorasso è veramente un prezioso vino bianco del Piemonte al punto che i colleghi giornalisti della stampa tedesca lo hanno definito il “Barolo Bianco”. E non solo, il “Barolo Bianco” ha stimolato proprio chi produce Barolo nelle Langhe ad investire nelle terre dei celebri Colli Tortonesi per produrre il grande bianco. Oggi non ci dilunghiamo su altri temi, sia pure molto importanti e di notevole soddisfazione per noi, con gioia invece comunichiamo che c’è il “Piccolo Derthona” che attende di essere conosciuto ed apprezzato, bevuto ed abbinato a piatti sfiziosi e lo facciamo proprio nell’anno del 90esimo compleanno della Cantina. Ma di questo traguardo storico ve ne parleremo nel prossimo futuro con altre sorprese, novità ed iniziative legate alla grande Festa che stiamo progettando.
La Cantina di Tortona, Vignaioli del Tortonese dal 1931, è oggi una realtà che conta circa 180 soci operativi su 280 ettari, produce oltre 400 mila bottiglie all’anno e poi vino in bag in box e, come dalla nascita, vino sfuso. Non solo Timorasso, ma anche Barbera, Cortese, Dolcetto, Bonarda, Croatina, Favorita, Chardonnay, Cellerina ed altri ancora.
Siamo una Cantina che continua a lavorare per valorizzare vino e territorio, storia e tradizioni, innovazione e modernità. Grazie di tutto cuore a coloro che ci daranno voce con le proprie pubblicazioni perché pensiamo anche noi che: senza comunicazione non c’è informazione. Buon Timorasso a tutti.

(Fabrizio Salce)

Cantina di Tortona
Via Muraglie Rosse, 5 15057 Tortona (AL) Italia
www.cantinaditortona.it

Rivista mensile cartacea e Ipad - Newsletter quindicinale - Trasmissione tv - Eventi live

Tipicità e turismo enogastronomico, cucina del territorio, ristoranti e ristoratori, chef, vini e vigneron, hotellerie, itinerari turistici, trend di mercato, cultura e lifestyle.

Contatti

Degusta Srl
Via Francesco Cilea, 10
40141
Bologna (BO)
PI 03533051201
marketing@degusta.tv