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Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

Nel comparto vitivinicolo nasce “Legàmi di Vite”

Nasce “Legàmi di Vite”, importante contratto di sviluppo “green” nel comparto vitivinicolo dell’Emilia-Romagnache prevede interventi per oltre 115 milioni di euro di cui 81 milioni sul versante ambientale. Il progetto, con il coordinamento di Enoteca Regionale e il supporto tecnico della società Artemis e dello Studio Salami, è stato presentato al Ministero dello Sviluppo Economico per il tramite di Invitalia. Vi hanno aderito le più importanti realtà regionali cooperative, rappresentative di 12 mila imprese agricole socie, per un totale di 470 mila tonnellate di uva lavorata (il 61 % della produzione dell’Emilia Romagna, dato 2019) e di 3.400.000 ettolitri di vino imbottigliato all’anno. Numeri importanti anche sotto il punto di vista occupazionale, con ben 1.232.000 giornate/lavoro agricolo e con circa 2.800 unità impiegate nelle cantine. Le aziende aderenti al progetto sono: Caviro Extra, Caviro, Agrintesa, Cantina Forlì Predappio, Cantina di Carpi e Sorbara, Terre Cevico, Le Romagnole, Medici Ermete, Cantine Riunite & Civ, Enomondo.
Obiettivo del contratto è lo sviluppo di una filiera sostenibile e circolare, anche con la messa a punto di un protocollo ambientale. Un nuovo modello virtuoso di integrazione e aggregazione per valorizzare al meglio l’immagine del vino regionale, ottenuto con il supporto dalla Regione Emilia Romagna con gli Assessorati allo Sviluppo economico e green economy e all'Agricoltura e agroalimentare ed Art-Er. 
“Questo progetto strutturato di filiera internazionale sostenibile - affermano gli assessori regionali Vincenzo Colla (Sviluppo economico) e Alessio Mammi (Agricoltura) - testimonia una maturità d’impresa non scontata per un comparto che dà lavoro a migliaia di persone e vanta prodotti enologici di grande qualità con numeri ed export davvero significativi, oltre a una rete commerciale tra le più evolute nel Paese per l’agroalimentare. Il progetto, che la Regione sostiene e promuove, ha caratteristiche davvero innovative per il contesto nazionale: cooperative e aziende, che di norma competono, hanno avuto l’intelligenza e la lungimiranza imprenditoriale di mettersi insieme e strutturarsi per essere ancora più forti, mantenendo un fortissimo legame con il territorio, gli agricoltori e i produttori, salvaguardando la qualità dei loro prodotti e creando al contempo le condizioni per stare su un mercato sempre più globalizzato. Un progetto davvero capace di raccontare e attuare il modo di fare impresa e creare lavoro del nostro territorio, coerente con una direttrice strategica del Patto per il Lavoro e per il Clima, poiché investe sull’economia circolare in un’idea di riciclo, recupero e riuso della materia prima utilizzata, che è il grappolo d’uva”.
Il totale degli interventi sarà superiore ai 115 milioni di euro, di cui oltre 81 milioni sul versante ambientale (circa il 70% sul totale dell’investimento - spiega il presidente di Enoteca Regionale, Giordano Zinzani -. Una cifra straordinaria che dimostra l’impegno e la volontà della filiera vitivinicola dell’Emilia-Romagna di essere protagonista consapevole del futuro, non solo del settore ma, più in generale, di un’economia sempre più circolare e rispettosa dell’ambiente. Una quota importante dell’investimento servirà anche per proiettare le aziende regionali verso un’industria 4.0, digitalizzata e con un alto grado di innovazione tecnologica. Il tutto si tradurrà anche in un aumento occupazionale stimato in circa 70 nuove assunzioni”.
Gli interventi che saranno realizzati in Emilia-Romagna saranno molteplici, tra i quali la trasformazione di prodotti agricoli del settore vitivinicolo e loro sottoprodotti (circa 67.000 tonnellate/anno derivanti dai processi di vinificazione) in acido tartarico naturale e biocarburanti avanzati, efficientamento energetico nei processi produttivi, riduzioni dei gas effetto serra, riduzione dell’impatto ambientale dei processi, realizzazione e potenziamento di sistemi di depurazione delle acque reflue in uscita dagli stabilimenti (attualmente 560 mila m3/anno di reflui da attività agroalimentare ceduti in depurazione), miglioramento dei sistemi di confezionamento e di stoccaggio. Oltre ovviamente a un ampliamento della capacità produttiva. 

www.enotecaemiliaromagna.it

La fortuna di essere Italiani! (by Oscar Farinetti)

Video di Farinetti - riproposto in pompa magna sul web (e Whatsapp) - con i sottotitoli in inglese, con il ruolo di diffondere l’italianità nel mondo.
In questo momento abbiamo bisogno più che mai di sentirci italiani – però se il video di Visit Italy (video in cui il fondatore di Eataly elogia l’Italia, ci fa inorgoglire) ma ahimè non tutti i dati sono veritieri.
Intanto, doverosa premessa: l’intervento di Oscar Farinetti è del maggio 2015 (convegno Mediolanum)! Una clip della durata di dieci minuti in cui da tutto il mondo, si arriva all’Italia: 0,50% della superficie del mondo - 0,83%  della popolazione mondiale - 7.000 specie di vegetali mangiabili - 58.000 specie animali (4.2000 di terra aria, 10.500 acqua salata e 5.500 di acqua dolce) - 1.200 vitigni autoctoni - 533 cultivar di olive - 140 cultivar di grano duro - il 70% del patrimonio artistico del mondo!
Partiamo dall’ultimo dato: il 70% del patrimonio artistico del mondo nello 0,50% della superficie del mondo (da varie fonti risulta invece che sia non più dello 0,2% delle terre emerse, mari esclusi. Anche perché, considerando che 0,5 moltiplicato per 200 fa 100, ciò significherebbe che la Terra è 200 volte l’Italia. Un dato quantomeno improbabile…).
È vero che il patrimonio culturale italiano è importantissimo, ma non esiste una stima che valuti una percentuale a paragone col resto del mondo.
E’  vero che per l’UNESCO siamo il paese (con la Cina) – come dicevamo prima –  con il maggior numero di siti Unesco. Ma la Spagna ne ha 48, la Germania 46 e la Francia 45, giusto per citare 3 Nazioni europee, non così tanti di meno rispetto all’Italia. Certo, i numeri dell’Unesco vogliono dire poco, il nostro patrimonio è immenso, verissimo, ma come può dimostrare una veloce ricerca online quel 70% è campato per aria. Al momento i beni tutelati come patrimonio mondiale sono in totale 1121, di cui 869 beni culturali, 213 naturali e 39 misti, capirete che noi coi nostri 55 non arriviamo neppure a farne un 10%. E in Italia altri posti diventeranno Patrimonio dell’Unesco, infatti a Viggiano a breve sarà candidato Il Sacro Monte di Viggiano, i suoi sentieri e le sue feste.  Ne abbiamo tanti, siamo il primo paese al mondo per siti ritenuti di valore mondiale, accontentiamoci di quello (ed evitiamo di strafare).

Centoquaranta tipi di grano? E negli Stati Uniti solo sei? Ma scusate, il grano da qualche anno si classifica, secondo lo studio di Van Slageren, in sei gruppi, quindi i tipi di grano possibile sono sei, tutte le altre sono sottospecie. Da dove salterebbero fuori i centoquaranta tipi di grano presenti in Italia? Non è che si tratta delle stesse sei famiglie e dei loro cultivar? Allora anche negli Stati Uniti andrebbero rifatti i conti, no?
Un’Italia così tanto più ricca di animali, 58.000 specie animali, degli altri Paesi non è facile da immaginare, anche semplicemente guardandosi intorno. E i dati scientifici raccontano un’altra storia: solo nella foresta amazzonica, in Brasile, ci sono 3 milioni di insetti e altri invertebrati, 1.294 specie di uccelli, 380 di rettili, 427 di anfibi, 419 di mammiferi, 3.000 di pesci. Per non parlare della varietà di fauna marina che può contenere la grande barriera corallina australiana. Anche il dato sulla Cina andrebbe verificato, considerando che si estende per 9,7 milioni di chilometri quadrati tra foreste, praterie, ecosistemi d’acqua dolce, laghi d’acqua salata e zone umide costiere. Difficile che i cinesi si arrabbino per le parole di Farinetti, più probabile che sorridano. Le specie vegetali: nel mondo si contano circa 350.000 differenti specie vegetali; è vero, in Italia ne abbiamo circa 7600 (fonte  Ministero dell’ambiente) ma quelle proprie del nostro territorio sono poco più di un migliaio. E considerando quante ce ne sono nel mondo è facile che ci siano paesi che abbiano tante specie autoctone quante ne abbiamo noi. Un dato veramente vicino alla realtà è lo 0,83% della popolazione mondiale, sarebbe più corretto lo 0,80% ma è passabile. Con cifre non esatte,  la disinformazione farebbe male se poi ti confronti con la realtà.
È importante accorgersi che non siamo migliori di tanti altri posti al mondo, di bello c’è che siamo italiani e all’estero ci amano molto per questo.
Non siamo il paese con la maggiore biodiversità al mondo, al massimo potremmo essere quelli che ne hanno di più in Europa (pur mancando le basi per affermarlo con certezza). L’orgoglio non deve vincere sui numeri e sulla geografia. Possiamo essere fortunati a essere italiani per la nostra storia, la nostra cultura, per il rinascimento che è nato in Italia, con il cinema, il cibo, la moda e varie altre cose, ma le nostre condizioni bio-climatiche non sono uniche: ci sono anche tanti altri Paesi, nell’area del Mediterraneo…

Restiamo uniti e restiamo Italiani, ciò deve valere ancora di più in questo periodo di lotta contro il  Coronavirus e ringraziamo Oscar Farinetti per  l'intervento riproposto sul web per infondere fiducia agli italiani, ma alla fine della storia ne usciremo contro il Coronavirus anche senza esagerare su ciò che effettivamente siamo. Molte cose descritte da Farinetti sono indubbiamente vere e siamo tutti fieri che un personaggio pubblico come lui le racconti. Infine il video in questione... guardatelo per sana gloria italiana e cultura personale che non guasta mai: https://youtu.be/Wf0B-xByAOo

 

 

La vacanza in Emilia Romagna sempre più a portata di smartphone

Nuova veste grafica, layout pensato per i mobile devices e approccio maggiormente “user friedly” per il portale di promozione turistica regionale, che è stato completamente rinnovato nelle sezioni e nella funzionalità generale – Le informazioni del portale organizzate secondo le fasi che di solito caratterizzano la decisione della meta di vacanza: scoprire cosa offre il territorio, farsi ispirare, conoscere cosa si può fare e pianificare il viaggio - Per l’utente più avventuroso previsto anche un test per trovare il viaggio perfetto.

La vacanza si pianifica -e vive- sempre di più direttamente sul proprio smartphone e gli strumenti di promozione turistica si mettono al passo.

Nuova veste grafica e nuova funzionalità per il sito di promozione turistica regionale www.emiliaromagnaturismo.it, gestito da Apt Servizi Emilia Romagna, che ha subìto un completo restyling per migliorare la user experience soprattutto da dispositivi mobili, e ottimizzare la personalizzazione dell’esperienza di vacanza in Emilia Romagna.

Oggigiorno oltre il 70% degli accessi al sito avviene da smartphone, quindi l’attenzione dei programmatori è stata principalmente rivolta a rendere ancora più user friendly la consultazione da mobile devices. Ma non si è trascurato chi naviga da desktop: chi accede da computer dispone di un menù in posizione centrale con le medesime sezioni di quello “a panino” impiegato dai mobile users. Anche contenutisticamente il sito presenta un approccio nuovo: non più la canonica presentazione delle informazioni; al suo posto un approccio che si basa sulle fasi che ogni utente effettua prima di mettersi in viaggio: scoprire cosa offre il territorio, farsi ispirare da proposte e idee, conoscere gli eventi in programma e pianificare la propria esperienza di vacanza. L’utente può quindi avvicinarsi all’Emilia Romagna partendo dai suoi interessi personali (arte&cultura, natura&outdoor, riviera, sport, terme&benessere, Food Valley, Motor Valley, Wellness Valley, MICE), oppure procedere alla scoperta della Regione per località o ancora attraverso le sue destinazioni turistiche. Anche la millenaria Via Emilia, che attraversa tutta la Regione da sud est a nord ovest dandole -unica in Italia- anche il nome, può diventare un utile “navigatore satellitare”. Navigando su www.emiliaromagnaturismo.it ci si può lasciar ispirare dalla sezione Via Emilia RoadTrip, con focus dedicati alle 10 Città d’Arte toccate dall’antica via romana e proposte di viaggio ad hoc. Si può scegliere tra oltre 100 itinerari dalle 24 alle 72 ore per famiglie, coppie o amici/viaggiatori individuali, a seconda degli interessi o esperienze. Una volta decisa la meta, si potranno conoscere tutti gli eventi ospitati nella destinazione finale (da mostre e concerti a sagre e festival, passando per eventi sportivi e culturali, fiere e congressi e tanto altro) e rimanere aggiornati con le ultime news turistiche. Il portale è collegato con il blog ufficiale TravelEmiliaRomagna, quotidianamente aggiornato con nuovi contenuti (oltre 1000) ispirazionali e informativi (relativi a città d'arte, borghi e castelli, enogastronomia, turismo lento e benessere, motori, eventi) su tutto ciò che accade. Grazie alla sezione Pianifica il tuo viaggio si dispone, prima di partire, di tante informazioni pratiche (materiale informativo da scaricare, riferimenti degli Uffici di Informazione Turistica locali, previsioni meteo in collaborazione con Arpae, elenco strutture ricettive regionali) e persino dare un’occhiata alle webcam per verificare di persona le condizioni atmosferiche.
Per l’utente più curioso ed “avventuriero” è stato previsto un test per trovare il viaggio ideale (sotto forma di itinerario), basato sulla risposta a tre domande: quante notti, con chi viaggi e cosa preferisci fare in vacanza. Scelta la destinazione di vacanza, sarà infine possibile anche prenotare direttamente dal sito il proprio soggiorno, grazie al collegamento con www.emiliaromagnawelcome.com, portale che presenta una vasta offerta di esperienze di vacanza in tutta la Regione. www.emiliaromagnaturismo.it è anche una app, sia in versione IOs che Android, che impiega la geolocalizzazione per fornire info utili a chi si trova già sul luogo della propria vacanza. Per chi volesse mantenersi costantemente aggiornato su quanto avviene in Emilia Romagna, ci si può iscrivere alla newsletter che ogni mese promuove i principali eventi e fornisce spunti utili per il prossimo viaggio in Regione e seguire gli account social (Facebook, Instagram, Twitter, YouTube) di inEmiliaRomagna. I contenuti del sito sono realizzati e costantemente aggiornati grazie al prezioso supporto degli stakeholder interni del SiTur - sistema informativo regionale per il turista (SITur) con le 21 Redazioni Locali e le 3 Destinazione Turistiche. Il CMS (Content Management System, sistema di gestione dei contenuti) utilizzato per www.emiliaromagnaturismo.it è un open source customizzato per trovare la soluzione a tutte le esigenze di un portale turistico istituzionale regionale ed è stato realizzato da Altrama Italia Srl. Il sito è completamente a norma AGID (Agenzia per l’Italia Digitale), ed è stato creato rispettando i temi (layout), la grafica e i componenti indicati nelle linee guida. La sezione dedicata al “Dove Dormire” è stata realizzata grazie alla collaborazione con il Servizio statistica e sistemi informativi geografici regionale, mentre quella “Meteo” si è avvalsa della collaborazione di Arpae (Agenzia Regionale Prevenzione, Ambiente ed Energia della Regione Emilia-Romagna). La Regione, al fine di assolvere al suo compito informativo istituzionale, ha deciso inoltre di rendere fruibili i contenuti informativi del sito rilasciandoli con licenza CC-BY (licenza Creative Commons) tramite la sezione “Open Data”, che sarà attiva a breve corredata di tutte le informazioni di utilizzo.

 QUIN è la prima filiera della quinoa italiana e sostenibile

Dalla coltivazione alla trasformazione della materia prima in pasta, birra e altri derivati. È questa l'attività del brand QUINnato dall'intuizione del giovane titolare dell’azienda agricola Tundo Sebastiano, di Argenta (FE)
Dal Sud America alle tavole di tutto il mondo 

È il percorso che negli ultimi anni ha visto l'ascesa della quinoa, pianta erbacea oggi annoverata tra i “super food” in virtù d'importanti proprietà nutritive e salutari. Una diffusione d'impatto mondiale che ha però determinato in Perù e Bolivia, paesi d'origine dello pseudo cereale, gravi problemi in termini di sfruttamento di terreno, risorse e persone. Ed è proprio a partire da questa consapevolezza che l’Az. Agr. Tundo Sebastiano con sede a San Biagio di Argenta (FE) da sempre protagonista di un modello di agricoltura etico e sostenibile, ha deciso di creare “QUINR”, la filiera italiana della quinoa. Un'idea e un progetto che ha trovato nel Pre Parco del Delta del Po un territorio ideale e nel giovane titolare, l’innovatore di un progetto ambizioso molto concreto. 
L'attività di QUINR è interamente dedicata alla coltivazione e trasformazione della quinoa e dei prodotti da essi derivati. Nelle fertili Valli del Mezzano, il “grano de oro” (così lo definivano gli Inca e i Maya) è trattato nel rispetto costante dei rigidi protocolli della coltivazione biologica, oltre che dei principi di conservazione e rotazione dei terreni, nell’ottica di generare un prodotto che oltre ad avere eccellenti caratteristiche nutrizionali e gusto-olfattive, sia anche eticamente sostenibile. La varietà coltivata si caratterizza per un basso contenuto di saponine – sostanza amara che ricopre naturalmente la maggior parte dei chicchi coltivati all'estero – e per questa ragione non è decorticata,  consentendo il mantenimento di tutte le proprietà integrali del chicco: concentrazione di minerali e fibre, un sapore molto più profondo e ricco. 
Successivamente alla coltivazione, allo stoccaggio e alla selezione, il prodotto viene trasformato in pasta e altri prodotti derivati come la birra. Infatti, orgoglio e fiore all'occhiello di questa fase di trasformazione è anche e soprattutto la realizzazione della Quinoa birrificata, un prodotto unico e naturalmente senza glutine. Tra le birre nate in casa QUINR ricordiamo Quinoa IPA, Quinoa Maqui e infine Quinoa Ale, dal delicato profumo di luppolo e dal sapore bilanciato. 
Con la massima attenzione alla qualità e alla sicurezza alimentare QUINR ha scelto dunque di produrre e commercializzare solo quinoa italiana, a garanzia dei clienti che intendono nutrirsi in modo sano e responsabile. Per la vendita e la commercializzazione della quinoa - chicchi, farina e prodotti da essa derivati - è stato creato un sito e-commerce www.quinitalia.com. Un portale dove non solo è possibile sfogliare l'ampio catalogo di prodotti ma anche approfondire le origini e le caratteristiche di questo straordinario alimento. Cultura del prodotto e del buon cibo si fondono in un’offerta variegata e in continuo ampliamento, per rispondere alle richieste di un pubblico in continua crescita, esigente e che pone grande attenzione alla qualità.

 QUINR è un brand di proprietà dell’Az. Agr. Tundo Sebastiano con sede a San Biagio di Argenta. Guardando con massima attenzione alla sostenibilità alimentare, QUINR ha creato la prima filiera italiana della quinoa. Dalla coltivazione al raccolto, fino alla trasformazione della materia prima, l'azienda si impegna a consegnare al mercato un prodotto orgogliosamente italiano, affidabile e di altissima qualità. www.quinitalia.com è l'e-commerce dedicato alla vendita dei prodotti a marchio “QUINR”

www.quinitalia.com

"Non sono quelli delle stelle". Stare semplicemente bene a tavola, tra sapori e storie della cucina...

Presentazione “on line” di una guida atipica, redatta non certo per tessere in modo referenziale elogi alle “stelle” (chef e famosi gourmet) – come recita il titolo – che già discettano dai tanti canali televisivi, dove sono intenti a redarguire remissivi apprendisti, facendosi comunque pubblicità. Nella guida sono considerate trattorie e ristoranti a conduzione familiare, con belle storie, protagoniste di vicende della tradizione, non locali che propongono “junk food” o bizzarri menù etnici, con in sottofondo la musica a palla.... Una selezione che promuove i ristoratori veri rappresentanti della nostra cucina italiana, quelli che portano in tavola la pasta tipica, i bolliti, gli arrosti, le grigliate, gli sformati, quelli che, appena si entra, lì, nell’ambiente, si respira l’odore del brodo o di soffritto, dove si parla tutti sottovoce e la colonna sonora è un pacato brusio... Nella guida “Non sono quelli delle stelle” sono tutti raggruppati per Regione e Province, con i dati essenziali e una breve storia/recensione per ognuno, tutti impaginati per essere letti con interesse e curiosità, perché scorrendo le varie note si ripercorre la storia delle zone, dei prodotti locali, delle abitudini di una volta, spesso nate dal bisogno del momento (come durante la guerra…) per non sprecare nulla, per gustare al meglio anche i piatti meno sofisticati, quelli proprio “poveri”, come li preparavano i nostri nonni ogni giorno e che si gustavano in famiglia in nome della buona accoglienza e del cibo (sempre) eccellente… Come quando si beveva il vino buono in tazza e allora sì che si facevano le cose per bene! In più la guida offre una carrellata interessante sugli imprenditori, i commercianti, i viticultori, sugli autentici protagonisti dell’agroalimentare nel Nordest, tutti intenti a lavorare sempre con passione per stare semplicemente bene a tavola, tra sapori e storie della cucina del Veneto, del Trentino e del Friuli Venezia Giulia (anche in previsione dell’auspicabile “dopo Covid”).  Da quelle 256 pagine, emergono le radici e la necessità d’innovazione che animano le vicende di protagonisti come Arrigo Cipriani – uno degli autori – con la sua storia, divenuta oggi leggenda (ottantaquattro anni vissuti intensamente, ristoranti sparsi in tutto il mondo e quella autorevolezza ottenuta esportando un marchio del made in Italy che evoca i favolosi anni cinquanta, anni in cui Hemingway divenne cliente fisso dell’Harry’s Bar - fondato dal padre Giuseppe nel 1931-). Per Cipriani la regola è che in cucina non si devono complicare le cose semplici, ma rendere semplici quelle complicate… perchè non c’è niente da inventarsi: la buona cucina, è prima di tutto quella di servizio – sia in famiglia che al ristorante – e deve comunque soddisfare i commensali e i clienti, non appagare solo la vanità e l’immodestia della cuoca (in casa) o quella dello chef (al ristorante).  La guida vuole mettere in evidenza il grande potenziale di cui possiamo disporre/fruire e, per Edoardo Pittalis – l’altro autore – “Possiamo trasformare il cibo nel nostro oro, farne una ricchezza, come l’arte e come il turismo. Siamo un’eccellenza mondiale in materia e, talvolta, ce ne dimentichiamo”.  Fondamentali per la guida i due coautori, Maurizio Drago, Gian Nicola Pittalis con un manipolo di infaticabili recensori, che hanno selezionato e schedato oltre duecento locali del Nordest, impegnandosi con passione pur in un momento “particolare” (per la nota pandemia…) lavorando per i lettori curiosi e per gli esperti, raccogliendo i pareri di chi ha segnalato il proprio giudizio sulle proposte assaggiate (ricevuta del conto alla mano) in semplicità, senza fronzoli, come si scrive la nota per fare la spesa. In modo essenziale. Guida “da avere”!

(GfL)

 

Titolo:  “Non sono quelli delle stelle”
Anno: 2020

Testi di: Autori vari
Collana: Guide
Pagine: 256 pagine a colori
Formato: 14 x 21 cm
Confezione: brossura
ISBN: 978-88-8435-231-6
Prezzo: 13.70 €
Editore: Antiga Edizioni
Sede Legale, Redazione, Amministrazione e Magazzino
Via delle Industrie, 1 I – 31035 Crocetta del Montello (TV)
tel. +39 0423 6388 - fax +39 0423 638900
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Parte dal Comune di Monselice il Concorso letterario “Donna chi sei”

L’assessore alle Politiche Sociali Franca Fama e la presidente Commissione Pari Opportunità Tatiana Mazzucato: “Mai come in questi ultimi mesi le donne sono state resilienti di fronte alla pandemia”. Lo ha detto con forza la presidente delle Pari Opportunità del Comune di Monselice (Padova) Tatiana Mazzucato. In questi mesi - ha sottolineato - le donne hanno avuto un ruolo altissimo e si sono reinventate nel lavoro, a casa con i figli e tantissimo altro”. Purtroppo sono ancora l’anello debole di questa società. L’assessore Francesca Fama ha sottolineato che il Comune di Monselice ha voluto sensibilizzare questo tema. Pertanto la Commissione Pari Opportunità in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali e al Turismo del Comune di Monselice ha dato il “via” al Concorso Letterario a premi “Donna chi sei”. Possono partecipare tutti senza distinzione di età, sesso e nazionalità. Le finalità sono quelle della promozione e cultura delle pari opportunità tramite la letteratura nelle sue forme espressive. Il premio si articola in due sezioni: narrativa e poesia. Per la narrativa si prevede la presentazione di un componimento in prosa per un testo non superiore a cinque cartelle. Il racconto può essere liberamente composto in forma letteraria, diario, storia umoristica, sentimentale, drammatica, noir. Ogni autore potrà inviare al massimo 2 racconti, ma ne verrà selezionato solo uno.

La presidente Commissione Pari Opportunità di Monselice Tatiana Mazzucato

Per la poesia la partecipazione prevede la presentazione di un componimento e ogni autore potrà partecipare con un massimo di tre poesie (limite 30 versi ciascuna) ma ne potrà essere selezionata solo una. Gli elaborati dovranno pervenire al Comune di Monselice entro il 31 MAGGIO 2021 tramite PEC all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., con raccomandata AR indirizzata al Comune di Monselice – Commissione Pari Opportunità , Piazza San Marco 1 35043 Monselice PD. Una apposita giuria selezionerà gli elaborati. Ai primi classificati per ogni sezione (narrativa e poesia) andrà la somma di € 500,00 più targa, ai secondi € 250 più targa, ai terzi la targa più una riproduzione di un dipinto di  Van Gogh. Ai primi dieci classificati verrà inoltre regalata una visita guidata per due persone al Castello di Monselice  e a tutti sarà rilasciato un  attestato di partecipazione al Premio.

La locandina del concorso letterario Donna chi sei

L’assessore alle Politiche Sociali Francesca Fama e la presidente della Commissione Pari Opportunità Tatiana Mazzucato hanno sottolineato l’importanza di sensibilizzare e  valorizzare  il ruolo della donna attraverso queste forme culturali, soprattutto in un periodo così delicato come questo della pandemia. Entrambi auspicano che questo Premio nazionale possa ripetersi anche nei prossimi anni. Erano presenti alla conferenza stampa, oltre all’assessore alle Politiche Sociali Francesca Fama e alla presidente della Commissione Pari Opportunità Tatiana Mazzucato anche il responsabile della biblioteca del Comune di Monselice Flaviano Rossetto, la presidente della Pro Loco cittadina Maria Grazia Canazza, il prof. Riccardo Ghidotti e la consigliera Silvia Muttoni.

www.comune.monselice.padova.it 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
tel. 0429.783026

Dal click al piatto in soli due minuti

Con Paf il Gruppo Fini rivoluziona il modo di gustare la pasta fresca ripiena. La tradizione si evolve rispondendo alle necessità dei nuovi consumatori. Buoni come sempre, smart e digital come vuole la cucina di oggi. 
All’interno di uno scenario di mercato radicalmente mutato, che vede un consumatore “più smart”, sempre alla ricerca di gusto e di praticità in cucina, con sempre meno tempo a disposizione per cucinare e con l’abitudine a mettersi ai fornelli con l’aiuto ormai immancabile del web, in cerca di ispirazione e di condivisione, nasce il  nuovo marchio Paf, che si rivolge a chi, abituato alla velocità dettata dalla modernità, non vuole rinunciare al piacere di un piatto cardine della cucina italiana. 
Nato originariamente nel 1967, ma ancora perfettamente attuale, il nuovo marchio PAF presenta in anteprima un’innovativa linea di pasta fresca ripiena dalle qualità tecniche e organolettiche di indubbio valore e di livello elevato: due referenze di tortellini, alla carne e al prosciutto crudo e una di ravioli ricotta e spinaci, rispettivamente con il 40 e 50% di ripieno, avvolto in una sottilissima sfoglia laminata, ottenuta da farine 100% italiane e con il 30% di uova da galline allevate a terra.
Il brand è stato oggetto di un forte restyling in un’ottica di essenzialità, modernità e dinamicità, senza rinunciare al legame con storicità e tradizione. Particolarmente innovativo e differenziante sarà anche il system grafico della linea: come key visual della confezione troviamo, infatti, un cronometro, a suggerire in modo immediato la brand promise della linea, ovvero la preparazione in soli due minuti: PAF IN 2 MIN! Praticità nella preparazione e velocità di cottura sono quindi le promesse rivolte a un target giovane che vuole mettersi a tavola rapidamente, ma senza rinunciare a un prodotto di valore, ad alto livello organolettico, con tortellini e ravioli buoni come sempre, ma mai così veloci. Il packaging giocherà, inoltre, sulle trasparenze e su tre colori pastello diversi, uno per ogni referenza, in modo da creare una palette cromatica di sicuro impatto, una novità assoluta sugli scaffali della pasta fresca volta a colpire e attirare l’occhio del consumatore. Nell’ottica del servizio al consumatore si punta forte anche sul proporre la cottura direttamente in padella con il sugo, che consente un’esperienza di consumo ancora più veloce e sorprendente. In questo modo è possibile portare in tavola un piatto di pasta ripiena pronto in pochi minuti, senza bisogno di preparare il brodo o fare bollire l’acqua in pentola, con evidente risparmio di tempo e fatica e con un minore spreco di acqua e detersivi, quindi con particolare attenzione anche all’impatto ambientale. A rivoluzionare la tradizione però non sono solo i tempi di cottura, ma anche il modo di comunicare e di interagire con il consumatore. L’esperienza che nasce dal trend degli ultimi mesi indica che diversi nuovi target di consumatori si sono cimentati ai fornelli proprio in questo periodo: se il consumo fuori casa è compromesso o ridotto da smart working e limitazione di orari, gli under 40 non rinunciano a preparare e a mangiare piatti gustosi, facili e veloci da cucinare, sempre più spesso aiutandosi con internet, che abbonda ormai di tutorial, video-ricette e trasmissioni on line.  Paf si dimostra qui rivoluzionario anche nella comunicazione, riportando sul pack un QR Code, attraverso il quale si accederà a una vera e propria digital kitchen del brand, un portale con ricette dedicate, realizzate in collaborazione esclusiva con Al.ta Cucina, la mediatech food company con la più importante e attiva community di amanti del food in Italia: 4 milioni di follower e 1 miliardo di visualizzazioni, con una forte attenzione alla creazione di contenuti legati al brand. A cura di Al.ta Cucina sarà, infatti, un recipe hub, ovvero un portale dedicato in esclusiva a Paf, in cui troveranno spazio attività speciali e ricette “always on”, prodotte e condivise sui diversi canali social. A disposizione degli utenti anche tutorial di cucina con approccio innovativo e semplice. 
Diciamo addio quindi ai pesanti libri di cucina o ai vecchi ricettari, ora basterà un semplice click per tuffarsi in un mare di ispirazioni e idee che coniugano tradizione e modernità con un pizzico di fantasia e tanta praticità, per un pubblico giovane non solo a livello anagrafico, ma anche nel mood nel cucinare. Questa innovativa formula di branded content vuole raccontare un marchio che si rinnova non solo nell’estetica, ma anche nella formula con cui si propone, rileggendo in chiave moderna un classico della cucina italiana, rispondendo alle necessità e alle tendenze dei nuovi decisori d’acquisto, incontrando così studenti, single, giovani coppie, donne e uomini con una vita dinamica, coinvolgendoli costantemente. Se la tavola è anche gioia e divertimento, Paf interpreta perfettamente questi nuovi concetti, cavalcando anche il crescente trend della gamification, ingaggiando il consumatore attraverso contest e giochi, a partire da una challange che sarà lanciata sul portale di Al.ta Cucina già da marzo 2021 e che vedrà 16 food blogger impegnati a sfidarsi a colpi di ricette e fantasiose proposte per la community dei propri follower. Attraverso questo approccio, nel corso del 2021 saranno, infatti, messe in pista altre attività digital rivolte al consumatore finale sulla vasta community attivata, con una strategia mirata a spingere l’acquisto del prodotto PAF in tutte le aree dove il prodotto sarà distribuito.

Il Gruppo Fini SpA, società a socio unico di proprietà 100% Holding Carisma, è una storica realtà produttiva dell’alimentare nel nostro Paese. La società è titolare dei marchi Fini, nato nel 1912 ad opera di Telesforo Fini nel cuore dell’Emilia, Le Conserve della Nonna, tradizionale realtà di Ravarino (MO) e PAF. FINI è un marchio di pasta che rappresenta in Italia e nel mondo tutto il gusto della tradizione emiliana in cucina. Le Conserve della Nonna, nell’ampia gamma di referenze tipiche di tutte le regioni italiane, offre sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, con la sicurezza di un grande gruppo industriale. Gruppo Fini detiene il marchio PAF legato alla storica azienda veronese di gnocchi e pasta fresca; nel 2021 Gruppo Fini ha avviato un processo di rilancio del marchio coniugando la storicità con i trend di consumo delle nuove generazioni creando una forte discontinuità nel mercato della pasta fresca. 

Con Oxir al via la rivoluzione agricola globale

Riducendo l'utilizzo di sostanze chimiche, l'innovativa tecnologia realizzata in sinergia da MET e G.R. GAMBERINI - vincitrice del bando Horizon 2020 - pone le basi per un'agricoltura sicura, rispettosa sia dell'ambiente che degli operatori, ma anche del consumatore finale. Una partnership per affrontare le sfide dell'agricoltura moderna e rispondere alla richiesta di un approccio ecologico sempre più urgente e in grado di salvaguardare la salute dell'intera collettività. In tale contesto, con un ruolo di assoluto protagonista, si innesta detta collaborazione tra MET e G.R. GAMBERINI, entrambe aziende con sede a Bologna, ma operanti a livello internazionale. La prima è specializzata nella progettazione di generatori ad ozono con applicazione in diversi settori industriali; la seconda invece, con oltre 50 anni di esperienza, è leader nella realizzazione di macchine a servizio dell'agricoltura, come impolveratori, atomizzatori e gruppi di diserbo. 
La sfida raccolta in sinergia da entrambe le realtà è ambiziosa e complessa, delineata dalla stessa FAO (Food and Agricolture Organization) che continua a denunciare una situazione che non può più essere ignorata. Gli studi dell'organizzazione internazionale hanno evidenziato che negli ultimi anni, causa globalizzazione, commercio e cambiamenti climatici, si è registrata una crescita esponenziale di parassiti e malattie transfrontaliere, nonché la riduzione della resilienza nei sistemi di produzione causata da decenni di agricoltura intensiva. Tale stato di cose non solo determina gravi conseguenze per l'agricoltura, in termini di perdite economiche e sprechi di risorse, ma minaccia anche la sicurezza alimentare e di conseguenza la salute di tutti i consumatori. 
Per garantire una buona qualità della vita, l'agricoltura e i suoi prodotti devono essere sicuri, sani e sostenibili. Una necessità e una richiesta che MET e G.R. GAMBERINI hanno raccolto creando OXIR, una tecnologia innovativa che utilizza ozono (O3) disciolto in acqua, il più potente ossidante che esiste in natura ad azione non selettiva, per il controllo delle malattie e della salute delle colture sia in serra che in campo aperto. Dopo numerosi investimenti, in termini di ricerca e sviluppo, le prime sperimentazioni condotte in serra su varie tipologie di colture hanno dato risultati promettenti, aprendo nuovi scenari per un'agricoltura etica e sostenibile, rispettosa tanto dell'ambiente quanto del consumatore finale. 
OXIR che si presenta in due configurazioni adattabili alle esigenze degli utenti (fissa e mobile), consentirà agli agricoltori europei di risparmiare 6.000 euro all'anno, grazie alla riduzione delle sostanze chimiche e della manodopera. Sulla base di queste potenzialità e premesse, il valore innovativo di tale prodotto è stato riconosciuto anche dalla Comunità Europea che ha deciso di finanziarlo nell'ambito del prestigioso e ambìto programma di ricerca e innovazione Horizon 2020. 
L’Italia ha dunque la possibilità, grazie alla partnership tra Met e G.R. Gamberini, di rivoluzionare il mondo agricolo a carattere globale. Una rivoluzione che con la riduzione della deriva, la minore immissione di agenti chimici nelle colture, preserva terreni, falde acquifere, ma anche la salute dei milioni di addetti ai lavori che quotidianamente operano in campo. Una riduzione dell’impatto ambientale di cui beneficia anche la popolazione, poiché un minor ricorso alla chimica ne minimizza anche la presenza nei cibi, con i residui che spesso superano la soglia massima consentita e tollerabile dall’organismo. Oxir non è dunque una semplice miglioria o un progetto che vuole far eco alle istanze “ecofriendly” sempre più pressanti da parte dell’opinione pubblica, ma uno strumento efficace da offrire a istituzioni e player internazionali per il superamento di una criticità che desta forti preoccupazioni.
Oxir è dunque un risultato che dimostra l’eccellenza delle aziende nazionali e il potenziale esprimibile in ogni settore, grazie alla visione avveniristica di un’imprenditoria ancora capace di interpretare le necessità di un mondo in rapida evoluzione. 
Da Bologna parte dunque una grande rivoluzione agricola destinata a cambiare il concetto stesso di agricoltura a livello globale!

Met Srl è un'azienda di Bologna, player di riferimento nella progettazione di generatori e impianti a ozono totalmente made in Italy. Con un approccio orientato all'individuazione di soluzioni su misura l'azienda è in grado di operare in qualsiasi settore interpretando di volta in volta situazioni ed esigenze specifiche. Dall'ambito medicale a quello agroalimentare, dal settore dei trasporti a quello della sanificazione degli ambienti, Met Srl propone un ampio ventaglio di prodotti e di soluzioni in grado di valorizzare le capacità sanitizzanti e deodorizzanti dell'ozono nell'ottica di un'economia e di una produzione sempre più attenta all'impatto ambientale.

G.R. Gamberini nasce a Bologna alla fine degli anni 60' specializzandosi nella progettazione di tecnologie al servizio dell'agricoltura come impolveratori, atomizzatori e gruppi di diserbo. Oggi dopo oltre 50 anni di esperienza l'azienda è conosciuta in tutto il mondo grazie alla produzione di macchine agricole affidabili, performanti e personalizzate, espressione di un autentico made in Italy. Fiore all'occhiello dell'azienda sono le impolveratrici pneumatiche che presentano la gamma più completa sul mercato, mentre le nuove frontiere sono rappresentate dalle innovative macchine ad acqua ozonizzata.

Nasce il coltello Gastronom

Artigianalità e design si fondono con efficienza e funzionalità per dar vita ad una gamma di coltelli in grado di soddisfare le esigenze, in cucina, del professionista e dell’appassionato. La prima gamma si compone di cinque referenze, ciascuna studiata per un uso specifico.
I coltelli Gastronom sono il frutto della sintesi della cultura del coltello nella tradizione gastronomica coniugata alla tecnologia più avanzata. Si tratta di prodotti essenziali e moderni che da attrezzi ancestrali sono evoluti in strumenti di precisione per la valorizzazione del cibo. Sono realizzati artigianalmente e ciascun coltello è rifinito a mano per raggiungere il massimo livello qualitativo.

Gastronom nasce a Firenze nel 2020 con un obiettivo preciso: creare prodotti essenziali, tecnologici ed estremamente efficienti. Il tutto partendo dallo studio del tipo di taglio necessita ciascuna materia prima in cucina. A questo si aggiungono alcuni fattori importanti: il design, l’ergonomicità e la praticità. Una delle caratteristiche che rendono i coltelli Gastronom unici è il sistema brevettato che permette di sganciare il manico in modo che le due parti, quella metallica e quella in materiale plastico, possano essere pulite separatamente. Questo per igienizzare al meglio ogni coltello.
«I coltelli Gastronom – ha spiegato Davide Santini, Ceo dell’azienda - non sono “uno” strumento, ma “lo” strumento che ogni cuoco deve avere. È infatti anche grazie alle sue qualità che chi cucina riesce a comprendere la consistenza, la texture e la qualità della materia che viene lavorata. Il primo taglio libera i profumi e rivela le caratteristiche del cibo, la freschezza di frutta e verdura, la fragranza del pane, la consistenza di un salume o di un formaggio. Per questo, operazioni di questo tipo, non possono essere affidate ad un coltello qualunque».
Gastronom, per i propri coltelli, ha scelto l’acciaio N690Co prodotto in Austria da Bohler-Uddeholm. 

Grazie ad un’attenta ingegnerizzazione, condotta da esperti, sono state valorizzate le caratteristiche, individuati gli spessori, gli angoli di arrotatura e i piani di affilatura ideali. Il tutto finalizzato al superamento dei test nell’utilizzo anche in condizioni critiche. L’acciaio N690Co è caratterizzato da altissime qualità, ottime caratteristiche tecniche ed eccellenti proprietà che lo rendono il prodotto ideale per realizzare lame di coltelli e strumenti chirurgici.
La linea dei primi coltelli Gastronom (in vendita anche online sul sito) è composta da cinque referenze: 
Total Cut, il coltello versatile e multiruolo in grado di svolgere la maggior parte delle preparazioni in cucina, Heavy Cut, un trinciante grande, maneggevole e preciso, perfetto per la maggior parte degli impieghi, Green Cut, ideale per le verdure e gli ortaggi, Bread Cut, studiato per i cibi che presentano una superficie esterna resistente ed un interno morbido, e Fine Cut per l’utilizzo di precisione nei piccoli tagli e nelle incisioni, sia decorative che per il condimento. 

www.gastronomknives.com

Idee regalo dedicate al giorno più romantico dell’anno

“A San Valentino, dillo con Franciacorta”! 14 febbraio, come ogni anno puntuale, incurante di pandemie e restrizioni, arriva la festa degli innamorati. Di questi tempi duri, che ancor più hanno dimostrato l’importanza degli affetti, cosa fare per rendere speciale questo giorno? Se lo sono chiesti anche a “La Montina”, storica cantina produttrice di vino Franciacorta in provincia di Brescia. “Da diverso tempo diamo ai nostri clienti la possibilità di personalizzare le bottiglie preferite incidendo la propria dedica sul vetro. È un’idea molto apprezzata perché lascia la libertà di rendere unico ogni pezzo, che è inciso con tecnica laser da esperte mani artigiane" spiega Jessica Giovanessi, responsabile comunicazione La Montina. In occasione di San Valentino arriva però una novità, che aggiunge un pizzico di colore alla realizzazione delle bottiglie. Insieme al suo artigiano di fiducia: La Montina ha studiato due grafiche a tema, che non solo saranno incise sul vetro, ma anche dipinte a mano. Due disegni dallo stile diverso, che potranno essere riprodotti su bottiglie di vari formati e tipologie. Inoltre, chi sceglierà queste bottiglie come dono, potrà decidere di racchiuderle in diverse confezioni, corredate ad esempio di calici da degustazione e altri accessori per il vino. L’intera gamma di Franciacorta e idee regalo La Montina è disponibile sia per l’acquisto in negozio fisico - presso l’enoteca aziendale di Via Baiana 17 a Monticelli Brusati (BS) - che online su www.lamontina.com.
E per chi preferisse regalare un’esperienza da vivere insieme al proprio innamorato? "Nessun problema - spiega Jessica Giovanessi - Data la situazione incerta tra chiusure e zone di vario colore, dalla cantina abbiamo deciso di rendere disponibili dei buoni regalo a data aperta. Questo significa che sarà possibile donare una visita guidata in cantina con degustazione, da svolgere non appena sarà possibile farlo, senza preoccuparsi della scadenza. I buoni si possono acquistare sia presso la nostra enoteca, che online, direttamente dal nostro sito www.lamontina.com”.

La Montina - Tel. 030 653278 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.lamontina.com  

Le Tenute La Montina di Monticelli Brusati sono fra le aziende storiche della Franciacorta. Le vigne aziendali sviluppano su di una superficie vitata di circa 72 ettari, dislocati in 7 Comuni della Franciacorta. Vigneti, con giacitura preminentemente collinare, impiantati su terreni calcarei e limo-argillosi con una resa circa di 100 quintali per ettaro con densità di 5.400/7.000 ceppi per ettaro. La cantina si estende per 7.450 m² sotterranei, il che garantisce tutto l’anno la minore escursione termica possibile (attorno ai 13°- 16°) e condizione ottimale per la giusta maturazione dei Franciacorta. La produzione media è di 380.000 bottiglie annue. Distributore nazionale La Montina: RINALDI 1957 SPA www.rinaldi.biz

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