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Gianluigi Veronesi

Gianluigi Veronesi

Gianluigi Veronesi

Lungo la Via Francigena...

Via Francigena è una strada percorsa da pellegrini, mercanti, soldati che univa l’Europa del nord a Roma e fino a Gerusalemme. Come altri itinerari storici, si propone oggi come escursione di un turismo lento, di cammino, ciclopedonale, culturale e paesaggistico. Il tragitto italiano consta di 1800 km, 90 tappe, circa 300 comuni coinvolti dalla val d’Aosta alla Puglia. Tre tappe, circa 80 km, si svolgono sul territorio piacentino, dal guado del fiume Po ai passi appenninici tosco-emiliani. A Piacenza si è costituito il primo comitato scientifico della Via Francigena Italia che intende sostenere le Istituzioni pubbliche in appoggio al riconoscimento di patrimonio Unesco. Prima iniziativa del comitato – composto da esponenti di primo piano della cultura, etica, morale, storia, paesaggio locale di cui è referente il piacentino Giampietro Comolli – è quella di affiancare i 9 sindaci dei comuni attraversati dal cammino antico: Alseno, Calendasco, Carpaneto, Fiorenzuola, Piacenza, Pontenure, Cadeo, San Giorgio, Rottofreno. Il sodalizio intende essere supporto di valorizzazione e promozione della “Tratta Piacenza” e proporre azioni concrete di sicurezza per i fruitori del cammino, trovare luoghi di sosta e servizi, tutelare la antica storia degli itinerari piacentini e dei simboli architettonici, convittuali e produttivi nel distretto francigeno piacentino. Dai primi studi – compiuti anche grazie alla documentazione libraria e cartografica messa a disposizione dalla Banca di Piacenza, che ha offerto un supporto di segreteria – dei documenti archivistici dell’alto medioevo (IV-XIV secolo d.C.) emerge una distintiva e autentica “funzione” della Tratta Piacenza. Una funzione peculiare non presente in altre tappe europee per gli snodi dei vari cammini a seconda delle epoche storiche, una produzione alimentare autentica e unica “di cibo resiliente e conservato”, una ospitalità diffusa sostenibile e sussidiaria, la presenza dei “mistadelli”, icone convoglianti e traccianti sulla Via Francigena Piacentina.

(Giampietro Comolli)

Olià, l’olio voluto dalle donne per le donne

La femminilità e la creatività trovano oggi un’esplicita espressione attraverso un nuovo olio extravergine d’oliva, leggero e delicato, pensato e voluto dalle donne per il pubblico femminile.
Prodotto da olive Biancolilla, una delle varietà autoctone più antiche della Sicilia, Olià è un olio dal gusto gentile, elegante come l’animo delle donne che lo hanno desiderato concependone l’intero progetto produttivo nonché l’innovativo ed elegante packaging.  Olià è seducente e coinvolgente ed emoziona con le sfumature rosate e le linee sinuose della sua bottiglia, un vero “cadeau” dedicato all’universo femminile. Parliamo di un olio decisamente delicato atto ad arricchire i piatti di una cucina dai sentori mediterranei. 
Olià è idea integrante di un’azione profonda e dal più ampio respiro, partorita, promossa e portata avanti proprio dalle donne, quelle donne che lavorano all’interno di uno storico marchio italiano: Premiati Oleifici Barbera (Palermo) di cui in passato con piacere mi occupai per la televisione.
Non solo, il progetto si sviluppa in collaborazione con Arcidonna
, associazione nazionale nata a Palermo nel 1986, che opera con l'obiettivo di promuovere la libertà e le pari opportunità delle donne. In che modo? Semplice, valorizzando la loro creatività e identità, combattendo le discriminazioni, esaltando la sensibilità e le competenze: dando voce ai problemi delle donne. A tal proposito dobbiamo sottolineare che parte dei proventi di Olià saranno infatti devoluti proprio ad Arcidonna.  
Olià è il frutto della solidarietà e ha lo scopo di valorizzare lo spirito d’iniziativa e l’identità femminile, ovvero le donne dell’azienda, quelle lavoratrici che sono il cuore pulsante della nota realtà produttiva siciliana e che ricoprono oltre il 60% delle maestranze. 
Per rimarcare l’importanza del mondo femminile il lancio di Olià è stato supportato da una campagna fotografica, firmata da Giovanni Filippi, che ha visto coinvolte come protagoniste ben 20 donne siciliane, tra imprenditrici, giornaliste, chef e attrici legate all’associazione Arcidonna, che hanno prestato il loro volto per promuovere il prodotto dedicato alle donne e ai valori delle pari opportunità. 
Più che rappresentative le parole della Presidente di Arcidonna Valeria Ajovalasit: “Quando Manfredi Barbera, amministratore delegato della Manfredi Barbera & Figli S.p.A. e consigliere nazionale di Federolio, mi parlò di questo progetto produttivo dedicato alle donne lo trovai subito interessante anche perché anch’io, sull’isola di Ustica e in Maremma, produco olive e olio”. 
In effetti la Presidente conosce molto bene con quanta cura e dedizione bisogna lavorare per mantenere la tradizione produttiva e quanto ci si deve impegnare per trasferirla alle nuove generazioni. 
Anche Arcidonna ha sempre guardato con grande interesse al mondo agricolo e alla trasformazione agroalimentare di qualità. Olio, vino, agrumi, le donne in Sicilia hanno saputo conseguire risultati di prim’ordine, non solo come imprenditrici, ma anche come professioniste, dando valore aggiunto alla visione d’innovazione e di ricerca continua. Olià è figlio di questa cultura”. 
L’olio extra vergine di oliva OLIÀ è prodotto con un processo di estrazione a freddo, ottenuto entro e non oltre le 12 ore dalla raccolta. E’ indubbiamente un olio di grande levatura, contraddistinto dal suo colore giallo oro, con un marcato sentore erbaceo e leggere e piacevoli note piccanti sul finale. 
E’ prodotto di nicchia, realizzato in edizione limitata, con una tiratura iniziale pari a 5.000 bottiglie, ma è anche vero che l’azienda è pronta ad aggiungere un ulteriore produzione che entrerà in commercio sui mercati italiani e internazionali dal mese di dicembre.
La confezione si presenta al pubblico con note essenziali e delicate, linee sinuose per la bottiglia mentre l’etichetta di colore rosa pastello ricorda decisamente l'universo femminile. Viene realizzata in carta perlata antiolio e l’etichetta impreziosita da serigrafie e lamina in oro rosa. 
Olià è dunque buono al palato, al volontariato e alla voglia di fare bene e del bene… Olià è donna!!!

Fabrizio Salce

Le gustosissime ricette di Natale dei migliori chef del Principato

Per rallegrare il prossimo Natale, “Monte-Carlo Société des Bains de Mer” propone diverse ricette da portare in tavola, create dai migliori Chef della Costa Azzurra. Quattro portate, quattro diversi Chef e quattro idee che impreziosiranno il Natale 2020 per portare il ristorante a casa propria. Un mix di colori, sapori e profumi provenienti da più parti del mondo regaleranno alle tavole vestite a festa una marcia in più dal tocco gourmet.

CAPESANTE, BARBABIETOLE E NOCCIOLE DEL PIEMONTE
Si comincia con un antipasto dall'aroma e dai colori raffinati, in cui le capesante vengono valorizzate dallo Chef Jean Philippe Borro nella ricetta del ristorante Le Vistamar, situato all'Hôtel Hermitage Monte-Carlo.
Una preparazione così unica e ricercata per i palati più fini.

https://asset.montecarlosbm.com/styles/emag_article_image_text_quote_image_desktop/s3/media/image/Coquilles%20Saint-Jacques%2C%20betteraves%20et%20noisettes%20du%20pi%C3%A9mont.jpg.jpeg?itok=HLcf5IOxINGREDIENTI

PER 4 PERSONE

3 Kg di capesante

100 g di burro

30 g di nocciole del Piemonte in polvere

60 gr di panko

38 gr di malto

50 gr di burro semi-salato

Ingredienti per guarnire

1kg di barbabietole

1kg di sale grosso

100 gr di nocciole del Piemonte

20 gr di aceto di Xérès

15 gr di burro semi-salato

Legno di faggio

Ingredienti del condimento

18 cl panna da cucina

1,25 gr di agar agar

0,25 gr di more

0,25 gr di caviale

Una presa di caviale di limone
Sgusciare le capesante, togliere la barba e il corallo, risciacquare e mettere da parte.
Lavare la barbabietola e coprirla con un mix di sale grosso e acqua. Cuocere poi in forno a 180° C per due ore e mezzo/tre. Una volta cotte, togliere la crosta di sale e tagliare a fette molto sottili. Preparare il crumble di nocciole per guarnire: mescolare tutti gli ingredienti a freddo e sabbiare. Cuocere il crumble al forno a 160°C per sei minuti.
Preparazione della crema: portare a ebollizione la crema liquida con l'agar agar, lasciare raffreddare per un'ora circa, poi mixare il tutto con un frullatore a immersione, aggiungere il caviale e il caviale di limone.
Saltare le capesante rapidamente in una padella su ogni lato.
Friggere leggermente la barbabietola nel burro semi-salato e glassare la padella con l’aceto.
Presentazione: Disporre le capesante e il crumble in una fondina sopra un velo di di crema.
Posizionare le fette di barbabietole e aggiungere un velo di crema e un po' di zest di limone.

SPAGHETTI ALL’OLIO DI MANDJA, TARTUFO NERO E FRUTTO DELLA PASSIONE
Per il primo sarà lo  Chef Marcel Ravin ad ispirare la tavola. Uno dei migliori chef della sua generazione, Ravin, con uno stile innovativo, orchestra con passione la cucina del Blue Bay. Nei suoi piatti c’è un po’ della sua Martinica, una dose di creatività e un amore infinito per il gusto.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

400 g di spaghetti

2 suprêmes di cappone

100 g guanciale o pancetta

5 tuorli d'uovo

pepe nero selvatico del Madagascar in grani

Un bicchiere di vino bianco

40 g di pecorino tartufato grattugiato

parmigiano grattugiato

8 cl di olio di Mandja

2 frutti della passione

Stufare le suprêmes di cappone a fuoco basso, tagliare il guanciale o pancetta e aggiungere nella padella del cappone. Cuocere per 5 minuti. Togliere il cappone, tagliare a striscioline e conservare. Aggiungere  alla padella con la pancetta il vino bianco e sfumare.
Cuocere gli spaghetti al dente.
Sbattere i tuorli d'uovo con i formaggi grattugiati, il pepe frantumato, l'olio di Mandja e qualche cucchiaio d'acqua di cottura per creare un’emulsione.
Scolare la pasta, amalgamare tutti gli ingredienti in una padella per legare la salsa.
Trasferire nel piatto da portata e grattugiare il tartufo nero. Per ultimo aggiungere qualche goccia di olio di Mandja e un cucchiaio per ogni commensale di polpa di frutto della passione.

FILETTO ALLA WELLINGTON

La rivisitazione del famoso Filetto alla Wellington è nella mani dello Chef dell’Elsa, Benoît Witz, una delle figure in primo piano della cucina gastronomica del Principato.

INGREDIENTI PER 2 PERSONE

2 filetti di manzo da 180 gr ciascuno

2 fette di foie gras d'anatra da 30 grammi

2 rotoli di pasta sfoglia 

100 gr di scalogno

6 cl di aceto balsamico

25 cl di vino rosso

15 gr di tartufo nero

160 gr di funghi

20 gr di burro

60 gr di panna fresca

1/2 limone 

1 uovo

1 carota 

1 rapa 

1 gambo di sedano  

1/2 mela cotogna 

1 piccola cipolla  

1/2 mela 

2 teste di fungo  

1 cucchiaio d’olio

Sale e pepe

Insalata

Cuocere le fette di foie gras d'anatra su ogni lato in una padella a fuoco vivo, metterle da parte.
Nella stessa padella, cuocere il filetto di manzo molto velocemente su ogni lato, quindi condire a piacimento.  Questi due cotture devono rimanare piuttosto crude. Lasciare raffreddare e mettere da parte in frigo. 
Nella stessa padella cuocere a fuoco basso 100gr di scalogno per 2/3 minuti, sale e pepe. Sfumare con aceto balsamico e vino rosso. Ridurre fino ad ottenere 2 cucchiai per persona di succo. Mettere da parte.

Duxelle ai funghi: pulire i funghi e tagliarli a dadini, tagliare 50 gr di scalogno. Sciogliere il burro in una pentola capiente a fuoco basso; aggiungere lo scalogno, poi i funghi, salare e pepare. Sfumare con la panna e un po' di succo di limone, cuocere per 5 minuti fino a quando la crema si riduce, lasciare raffreddare.
Preparate le verdure e la frutta: lavare, sbucciare e tagliare tutto in due parti. Cuocere insieme in una padella a fuoco medio con un po' di olio, in modo da colorare leggermente.
Sbattere il tuorlo d'uovo con un po' di sale e zucchero.

Preriscaldare il forno a 180°. Stendere la pasta sfoglia su carta da forno e tagliare un quadrato di 18cm. Mettere al centro la fettina di foie gras, la metà di tartufo a fettine sottili, il filetto di manzo e 2 cucchiai di duxelle ai funghi. Piegare ogni angolo della pasta e chiudere, spennellare con il tuorlo d'uovo. 

Ripetere lo stesso procedimento con il secondo filetto di manzo.
Mettere in forno a 180° per 12-15 minuti. Questo punto definisce la cottura del filetto: più lo si lascia in forno e più all'interno sarà cotto. La pasta sfoglia dovrà essere dorata e il filetto di manzo caldo all'interno - Chef’s Tip: per controllare la cottura utilizzare uno stuzzicadenti.
Tagliare la pasta sfoglia in due, disporre le verdure intorno e l'insalata. Spruzzare del succo di limone.

TRONCHETTO ARROTOLATO AL LAMPONE E VANIGLIA
Per concludere il menù natalizio, un originale e gustosissimo dessert proposto dal ristorante LE GRILL, situato presso l’Hotel de Paris Monte-Carlo,  dal delicato mix di sapori e consistenze.

INGREDIENTI PER UN TRONCHETTO PER 8 PERSONE
Crema alla vaniglia

600 gr di latte

½  baccello di vaniglia

90 gr di tuorlo d'uovo

150 gr di zucchero

60 gr di farina di riso

360 gr di mascarpone

150 gr di lamponi freschi

Biscotto Gioconda

270 gr di polvere di mandorle

270 gr zucchero a velo

135 gr di tuorli d'uovo

270 gr di uova

535 gr di albumi d'uovo

320 gr di zucchero

213 gr di farina

Crumble

175 gr di burro

225 gr di zucchero

325 gr farina

Biscotto Gioconda
Preriscaldare il forno a 180°. Montare con il frullatore: la polvere di mandorle, zucchero a velo e aggiungere pian piano le uova intere e i tuorli. Mettere da parte. Successivamente montare a neve gli albumi e aggiungere con lo zucchero. Unire delicatamente gli albumi montati alla prima miscela e aggiungere delicatamente la farina servendosi di una spatola. Stendere l'impasto su una teglia. Cuocere per circa 5 minuti.

Crema alla vaniglia
Fare bollire il latte con il baccello di vaniglia. Mescolare i tuorli con lo zucchero e la farina di riso. Cuocere come fosse una crema pasticciera. Aggiungere i fogli di gelatina, messi precedentemente bagno nell'acqua fredda. Aggiungere il mascarpone e mixare. Conservare al fresco.

Crumble
Mettere in una ciotola il burro ammorbidito e lavorato, aggiungere zucchero, farina e mescolare a mano. Cuocere per 20 minuti a 150°.
Procedimento: stendere la crema alla vaniglia sul foglio di biscotto. Disporre i lamponi freschi tagliati in due e arrotolare. Ricoprire il tronchetto con il resto della crema. Spolverare con il crumble. Decorare con qualche lampone fresco.

 

GRUPPO MONTE-CARLO SOCIÉTÉ DES BAINS DE MER
Monte-Carlo Société des Bains de Mer offre dal 1863 un’arte di vivere inedita, un resort unico al mondo con 4 casinò tra i quali il prestigioso Casinò di Montecarlo, 4 hotel (Hôtel de Paris Monte-Carlo, Hôtel Hermitage Monte-Carlo, Monte-Carlo Beach, Monte-Carlo Bay Hotel & Resort), le Thermes Marins Monte-Carlo, 30 ristoranti di cui 5 collezionano complessivamente 7 stelle nella Guida Michelin. Centro principale della vita notturna, il Gruppo offre una gamma straordinaria di eventi. All’inizio del 2019 il Gruppo Monte-Carlo Société des Bains de Mer ha concluso 4 anni di trasformazioni dedicate all’Hôtel de Paris Monte-Carlo e alla creazione di un nuovo quartiere al centro della Place du Casino, One Monte-Carlo : residence di standing elevato, negozi e ristoranti e un centro congressi. La visione di Monte-Carlo Société des Bains de Mer: fare di Monte-Carlo l’esperienza più esclusiva in Europa.

 Monte-Carlo Société des Bains de Mer
T.377 98 06 64 14 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

I vini della Cantina di Tortona anche on line

Mancano pochi sorsi di buon vino e saranno novanta gli anni di storia della Cantina di Tortona. Ma non è ancora tempo di compleanni, oggi è piuttosto il momento di augurare a tutti Buone Feste, e la Cantina lo fa rivolgendosi ai clienti, alla stampa, alle Istituzioni, agli uomini e alle donne che lavorano per continuare a dare vita ad un viaggio che dura da nove decenni.
Un tour iniziato in un periodo storico non facile, grazie alla caparbietà di un ristretto gruppo di produttori. Anni in cui l’uva aveva poco valore e chiedeva a gran voce di essere collocata in una dimensione più consona.
Un frangente storico in cui lo spopolamento delle campagne era consuetudine. Fu la volontà di quei 38 produttori che diedero il via al percorso che oggi consente a questa realtà enologica piemontese di parlare, non senza un pizzico di orgoglio, del proprio operato e dei propri vini.
Il territorio di riferimento sono i colli tortonesi o colline tortonesi posizionati nella parte sud orientale della provincia di Alessandria. I colli si delineano su di una fetta ampia del Tortonese e una più piccina del Novese. Un anfratto meraviglioso della regione Piemonte al confine con la Liguria, la Lombardia e l’Emilia Romagna.
Parliamo della terra che si contraddistingue per grandi specialità gastronomiche come il tartufo, lo storico formaggio Montébore, il pregiato salume Nobile del Giarolo e i dolci frutti come le ciliegie, le pesche e le fragole. Un territorio che varia dai 122 ai 471 metri sul mare, ricco di testimonianze architettoniche del passato, armonioso e impreziosito da panorami unici.
Questa è anche la terra che ha dato i natali a Pellizza da Volpedo l’autore del celeberrimo “Quarto Stato”, nelle sue opere i paesaggi naturali evidenziano la bellezza dei calanchi e dei castagneti, ma anche l’alto valore culturale dei castelli e delle pievi romaniche.
Storia, arte, territorio, cultura e vini, è questa la miscela fondamentale della Cantina di Tortona, un presente al quale i suoi responsabili vorrebbero con immenso piacere invitare un pubblico sempre più ampio a prenderne parte. Motivo per cui, proprio in occasione delle Feste Natalizie, si sono attivati con un nuovo sito on line con il quale informare, comunicare ed evidenziare il lavoro che viene svolto con amore e tenacia. I vini prodotti: Barbera, Dolcetto, Timorasso, Cortese, Favorita, Moscato. Differenti in sfumature in base alle peculiarità dei terreni; realizzati con le più moderne tecnologie e piacevolissimi al palato. Sul nuovo sito si possono reperire tutte le specifiche per ogni referenza e in futuro ve ne parleranno con toni ancora più approfonditi. Naturalmente, sempre on line sul nuovo sito, potrete scegliere quali acquistare e gustare: meglio se in buona compagnia. E’ stato un anno imprevedibile e decisamente difficile per tutti ma la tenacia dei primi fondatori della Cantina è viva oggi come novant’anni fa. La Cantina e il suo gruppo di lavoro ci crede e vi dice: AUGURI!!!
(Fabrizio Salce) 

www.cantinaditortona.it

“DiPC”:  “Di Piacenza” o “Di Pancetta e Cioccolato”… come volete!

Tra le tante cose che il mondo invidia all’Italia c’è sicuramente la sua capacità di creare, con uno stile unico e non replicabile, prodotti che solo l’ingegno italiano può pensare di progettare. Per facilità tutto questo da sempre è conosciuto come “Made in Italy”. 
Nel nostro caso l’idea di realizzare l’inedito connubio tra cioccolato e pancetta è dovuta all’estro e all’ingegno di un maestro pasticcere di Piacenza, Aldo Scaglia titolare dell’azienda Creazioni Dolciarie di Falicetto. Il nostro non è nuovo a sperimentazioni dolciarie, avendo già abbinato il cioccolato ai più diversi ingredienti: peperoni, semi di girasole, arachidi salate. Ma mai prima d’ora aveva pensato di andare oltre ogni immaginazione, sposare il cioccolato fondente con un salume DOP piacentino, la pancetta. All’idea ha fatto seguire immediatamente i fatti, rivolgendosi ad un’azienda del Consorzio dei Salumi DOP Piacentini che, per iniziare le prove, ha fornito tre Pancette piacentine con diversa stagionatura, per dar modo di verificare quale fosse la migliore da utilizzare per questo inedito abbinamento. Dopo aver bilanciato gli ingredienti, sono usciti dal laboratorio “Falicetto” i primi prototipi dei cioccolatini alla Pancetta piacentina DOP. Alla sperimentazione è seguita la prova del nove, il giudizio dei consumatori. I più scettici non ci crederanno, ma il consenso è stato unanime, il particolare connubio esalta il palato. Il gusto vellutato del cioccolato fondente avvolge un ripieno, frutto di una combinazione di raffinate creme in puro cioccolato fondente, con l'aggiunta di una croccante Pancetta piacentina DOP. Si realizzano così giochi di sapori ben equilibrati ed estremamente piacevoli.
A questo punto il Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini è stato interpellato per dare l’autorizzazione all’utilizzo della denominazione tutelata Pancetta Piacentina DOP tra gli ingredienti del cioccolatino e iscrivere l’azienda Falicetto nell’apposito registro degli utilizzatori della denominazione.
Così la cioccolateria Falicetto, dopo tanti prodotti tradizionali che caratterizzano Piacenza, da oggi va ad annoverare tra i propri prodotti innovativi l’originale cioccolatino DiPC.
A spiegare il significato del nome è lo stesso Aldo Scaglia: “Abbiamo scelto di chiamarlo ‘DiPC’ un acronimo per indicare l’origine: ‘Di Piacenza’, o i protagonisti della ricetta: Di Pancetta Piacentina DOP e Cioccolato. DiPC indica anche la resistenza delle aziende piacentine che guardano al futuro con ottimismo, cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno, come il carattere dei piacentini che della discrezione fanno il loro pregio e che sapranno apprezzare questo matrimonio insolito, ma sicuramente curioso ed elegante, che porterà un po’ di Piacenza nel mondo”.
Antonio Grossetti, Presidente del Consorzio Salumi DOP Piacentini afferma: “Da sempre ammiro chi ha una fantasia creativa nel proprio lavoro, ma devo ammettere che fino ad immaginare un cioccolatino con la Pancetta piacentina tra gli ingredienti non mi ero mai spinto. Devo confessare che quando Aldo Scaglia ha illustrato il suo progetto, mi sono subito reso conto del talento, della capacità e della determinazione della persona con cui mi stavo relazionando e ho avuto da subito la sensazione che sarebbe uscito un risultato importante. In questo caso, siamo orgogliosi di affermare che i salumi piacentini si possono consumare dall’antipasto al dolce senza mai perdere di vista la qualità” 

Le Palline Per Pizza Surgelate di Molino Spadoni

Le Palline Per Pizza Surgelate di Molino Spadoni sono studiate per offrire soluzioni pratiche e altamente efficienti a pizzaioli e gestori. Un prodotto di servizio dalla qualità elevata e sempre costante, che permette di servire alla propria clientela una pizza buona e fragrante senza la necessità di impegnare tempo e risorse nella preparazione degli impasti.  

FRAGRANTI, GUSTOSE E LEGGERE
Tutte le palline sono realizzate con pasta madre, un impasto di farina e acqua, naturale e genuino, che garantisce tanti vantaggi:

-           permette di ottenere un’alveolatura più sviluppata e irregolare e una mollica con una struttura migliore, caratteristiche che si traducono in una fragranza ottimale;

-           conferisce al prodotto finale un profumo e un gusto più intensi e caratteristici;

-           migliora la digeribilità e la tolleranza al glutine.

Il risultato? Un prodotto che ha il sapore autentico e la leggerezza di una pizza da veri professionisti. 

RESA OTTIMALE E QUALITÀ ELEVATA 
Quando pizzaioli e gestori preparano l’impasto da zero, mescolando farina, acqua e lievito, fattori variabili come l’umidità, la scorretta conservazione degli ingredienti o le errate proporzioni possono pregiudicare il risultato finale, ma con le Palline Surgelate non si corre alcun rischio: l’expertise di Molino Spadoni nella preparazione e produzione di farine e panificati è garanzia di uno standard qualitativo costante e di una resa ottimale, in qualsiasi condizione ambientale. Una soluzione pratica e performante, che consente di evitare gli sprechi e che offre una gestione semplice anche in assenza di personale altamente qualificato.

MASSIMA SICUREZZA 
Le palline vengono surgelate subito dopo la preparazione, conservando intatte tutte le loro caratteristiche di

fragranza e sapore, e offrendo le garanzie
di sicurezza di un procedimento industriale.

DISPONIBILI IN PIÙ VARIANTI 
Le Palline per Pizza Surgelate di Molino Spadoni sono disponibili in più varianti, tutte preparate con pasta madre:

-           CLASSICHE;

-           CON IMPASTI ALTERNATIVI: soia, 7 cereali, Khorasan Kamut, farro integrale, carbone vegetale;

-           SENZA GLUTINE: in panetto quadrato facilmente distinguibile. 

È così possibile soddisfare gusti ed esigenze diversi e arricchire il menù del proprio locale senza la necessità di realizzare tanti impasti, con la difficoltà di gestire farine che derivano da grani differenti e hanno comportamenti particolari in termini di coesione e lievitazione. Con le Palline Surgelate di Molino Spadoni preparare una pizza particolare alla soia o una leggera al farro integrale diventa facile e veloce, anche per piccoli numeri.


PRATICHE DA GESTIRE
Le palline surgelate sono pratiche da gestire: basta scongelarle a temperatura ambiente o in frigorifero, secondo le indicazioni riportate sulla confezione, e poi procedere con la stesura. Le palline scongelate dal giorno prima possono resistere fino a tre giorni in frigo a temperatura +4°C. Inoltre, gli impasti non impiegati nel servizio possono avere una seconda “vita”: unendo tre palline, si può ottenere un filone di pane.  

www.molinospadoni.it

Appena inaugurato un gran 5 stelle: il Falkensteiner Hotel Kronplatz

Falkensteiner Hotels & Residences è lieta di annunciare l’apertura del nuovissimo Falkensteiner Hotel Kronplatz, situato a Riscone nelle immediate vicinanze di Brunico (Bz). Si tratta di un cinque stelle appartenente alla Premium Collection Falkensteiner, ed è un hotel delle categorie “Adults Only” (ospiti ammessi dai 14 anni compiuti in su) e “Attività & Sport” (ovvero struttura dedicata agli amanti delle attività stagionali sia indoor che outdoor). L’hotel si trova a pochi minuti a piedi dagli impianti di risalita che da Riscone portano sulla cima del Plan De Corones, la montagna più amata da chi pratica gli sport invernali. Immerso in un impressionante panorama montano, l’hotel si presenta come un vero e proprio gioiello di design progettato dall'architetto Matteo Thun, che ha realizzato una struttura innovativa e ricca di novità.
"Siamo molto lieti di inaugurare nella terra da cui proveniamo un nuovo hotel che vuole introdurre un concetto di ospitalità evoluto e dedicato agli amanti della montagna che non si accontentano di una semplice visita di questa zona alle porte delle Dolomiti. Allo stesso tempo, siamo felici di dare un prezioso contributo a tutta alla crescita di tutta l’area, con questo hotel che sarà aperto per 365 giorni all’anno", afferma Otmar Michaeler, CEO del gruppo alberghiero Falkensteiner.  Uno dei punti forti del Falkensteiner Hotel Kronplatz è sicuramente quello della proposta di esperienze in un contesto montano come quello del Plan De Corones dove sono davvero abbondanti le possibilità di divertimento, esplorazione, pratica sportiva, gastronomia e lifestyle. Per questo ci sarà un Experience Concierge completamente dedicato a confrontarsi con gli ospiti per rispondere alle loro esigenze e per proporre loro esperienze su misura di ogni tipo. Ma non ci saranno solo esperienze elettrizzanti ad attendere gli ospiti. Con la prima Acquapura Mountain SPA e la sua filosofia dei quattro elementi della natura di montagna - roccia, acqua di fonte, sole di alta quota e aria di montagna - gli ospiti in cerca di relax potranno godere di tantissimi servizi di alto livello nel centro benessere, a partire da una parete sa scalata artificiale interna che attraversa tutto un edificio in altezza, alle due piscine: una al coperto di 25 metri e una rooftop riscaldata e sfioro all’aperto, con vista sul Plan De Corones. Una serie di trattamenti e rituali di benessere che saranno proposti esclusivamente in questo hotel, rendono poi l’esperienza del relax ancor più legata al territorio. Oltre allo spettacolare design del complesso alberghiero, i cui quattro edifici sono dedicati alle 4 differenti stagioni, con 97 camere & suite ultramoderne, luminose e accoglienti, il Falkensteiner Hotel Kronplatz, sviluppa anche un nuovo concept gastronomico che include la cucina regionale con l’introduzione di piatti e alimenti provenienti da paesi lontani. La filosofia di 7Summit Slow Food crea una simbiosi tra la cucina dell'Alto Adige e i piatti più rappresentativi delle aree del pianeta che custodiscono alcune tra le vette più famose, dal Giappone al Perù, dal Tibet alla Tanzania. Chef internazionali provenienti da queste aree del mondo saranno ospiti di mese in mese e lavoreranno insieme al team guidato dall’Executive Chef Reinhard Daverda. In occasione dell’apertura, tra le varie offerte ce n’è una pensata per gli abitanti del Trentino Alto Adige, la “Opening Special” che propone uno sconto del 15% per due notti in camera doppia deluxe con pensione a ¾ 7Summit e 2 trattamenti Acquapura Mountain SPA. Ulteriori informazioni: https://www.falkensteiner.com/it/hotel-kronplatz/openingspecial.

IL GRUPPO FALKENSTEINER 
FMTG - Falkensteiner Michaeler Tourism Group AG è una delle aziende leader nel turismo nel settore privato, presente in 7 paesi europei: unisce Falkensteiner Hotels & Residences con gli attuali 27 hotel di 4 e 5 stelle, 3 strutture con appartamenti e un Premium Camping, e il marchio FMTG Development e Michaeler & Partner, un consulente per lo sviluppo di progetti turistici. La storia risale al 1957 quando Maria e Josef Falkensteiner inaugurarono una pensione in Val Pusteria (Alto Adige). In poco più di 60 anni, da un piccolo hotel a conduzione familiare è nato un gruppo di successo con circa 2.500 collaboratori distribuiti in 31 strutture, per un totale di oltre 4.500 camere. Gli hotel sono situati nei seguenti Paesi: Italia, Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Serbia e Montenegro. 

UN ANNO DA FUTURPERA: PROBLEMATICHE E PROSPETTIVE

UN ANNO DA FUTURPERA: PROBLEMATICHE E PROSPETTIVE

 

INTRODUCE E MODERA

PAOLO BRUNI / PRESIDENTE CSO ITALY

PROGRAMMA

SALUTI DI 
ANDREA MORETTI / PRESIDENTE FERRARA FIERE CONGRESSI

La situazione produttiva delle pere nel 2020 tra prospettive e criticità

ELISA MACCHI / DIRETTORE CSO ITALY

Organizzazione inteprofessionale pera: le attività a sostegno del settore

GIANNI AMIDEI / PRESIDENTE OI PERA

Innovazione e ricerca per il rilancio della pericoltura emiliano-romagnola

ALVARO CROCIANI / DIRETTORE CRPV

UGO PALARA / COORDINATORE TECNICI OI PERA

            

TAVOLA ROTONDA

ALAN FABBRI / SINDACO DI FERRARA

STEFANO CALDERONI / PRESIDENTE FUTURPERA

ALBANO BERGAMI / FRUTTICOLTORE

ADRIANO ALDROVANDI / PRESIDENTE SOC. OPERA

ALESSANDRO ZAMPAGNA / DIRETTORE ORIGINE GROUP

ALBERTO ANCORA / PRESIDENTE FEDERCHIMICA-AGROFARMA

MINO TARICCO / COMMISSIONE AGRICOLTURA AL SENATO

GUGLIELMO GOLINELLI / COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

FELICE ASSENZA / DIRETTORE GENERALE MIPAAF

ALESSIO MAMMI / ASSESSORE AGRICOLTURA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

GIUSEPPE BLASI /CAPO DIPARTIMENTO DIPEISR MIPAAF 

PAOLO DE CASTRO / EUROPARLAMENTARE

 

ISCRIZIONI

Il convegno è gratuito si svolgerà solamente online ed è necessaria la registrazione!

 

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Muletta, Grignolino e Grissia: eccellenze monferrine

Si chiama “Muletta” ed un pregiato salume tipico del Monferrato. Del suo nome non abbiamo certezze, sembrerebbe che sia stato coniato dai soldati piemontesi di ritorno dalla grande guerra in ricordo del termine “Mula” che a Trieste viene usato per indicare la ragazza. Ma se del nome abbiamo solo supposizioni della bontà e della qualità dell’insaccato ci sono delle certezze. Per la sua produzione vengono infatti utilizzate carni suine di prima scelta e lavorati tagli pregiati come la coscia, la spalla, il culatello. Un’altra particolarità della “Muletta” si evidenzia nel fatto che viene insaccata, come budello naturale, esclusivamente nell’intestino cieco, e questo significa che possiamo avere una sola “Muletta” per ogni capo animale. La tipologia di budello rende il nostro salume presentabile al pubblico con una forma ovoidale mentre il suo peso può variare dai 600 grammi ad oltre il chilo. Come accade sempre con i prodotti artigianali è chiaro che ogni produttore ha la sua ricetta personalizzata, motivo per cui le Mulette possono differenziarsi al taglio della fetta nelle sfumature di sapore, nella grandezza della grana macinata e nella concia. Si produce con un buon 80% di carne e il restante 20% di grasso di pancetta, la si stagiona per un minimo di sei mesi ma possiamo tranquillamente lasciare trascorrere un anno e anche più prima di godercela a tavola. Oltre alle carni vengono usate per l’impasto le spezie, le erbe, il sale, l’aglio e il buon vino del territorio, in genere Barbera.
Il suo sapore è decisamente interessante, delicato, ma al contempo le note di speziato lo rendono presente, decisamente appagante per il palato. È un piacevole salume, oggi una De. Co. (denominazione comunale) che deve essere gustata in compagnia di altri due ingredienti monferrini. Ecco allora abbinare alle fette di “Muletta”, tagliate a coltello e non troppo spesse, un pane tipico del luogo: la “Monferrina” detta “Grissia”, un pane a pasta dura dal doppio impasto. Un pane di altri tempi, visto la lunga lavorazione che richiede e la sua consistenza; di sicuro un pane molto buono che si sposa perfettamente con il salume. La “Monferrina” ha una forma particolare, questo grazie alla bravura dei panettieri artigiani, una figura che ricorda due chiocciole unite insieme alle estremità posteriori. Grazie alla pasta dura può essere conservata per alcuni giorni e le due punte finali della forma, per via della gradevole croccantezza, vengono storicamente usate per strofinarci sopra lo spicchio d’aglio. In poche parole per fare quella che in dialetto piemontese viene chiamata “sòma d’aj” un’antica usanza gastronomica popolare.
Un buon salume abbinato ad un buon pane fa sì che occorra il terzo personaggio in scena e in bocca, dunque un buon vino! Siamo nel Monferrato e allora Grignolino. Il Grignolino è uno dei vini tipici di quest’area, una terra di dolci colline che si estende nelle province di Asti e di Alessandria. Grignolino d’Asti e Grignolino del Monferrato Casalese. Vitigno autoctono che prende il nome dal termine dialettale dei vinaccioli: “Gragnola”, difficile da lavorare, sia in vigna che in cantina. Un piccola quantità di questo vino è anche prodotta in provincia di Cuneo: doveroso menzionarlo.
In questo caso con la “Muletta” e la “Grissia” è lampante che ci si orienti sul Grignolino del Monferrato Casalese pertanto dobbiamo ricordare che proprio Casale Monferrato, provincia di Alessandria, all’inizio del 1900 contava un centinaio di cantine e, siccome allora la provincia di Asti non esisteva, era questa la più vitata d’Italia. Il Grignolino è un rosso che sposa benissimo anche il pesce, meglio ancora se cucinato in umido. Muletta, Grissia e Grignolino, tre eccellenze di questa terra del sud del Piemonte, tre piacevolezze che vi segnalo con grande affetto, da gustare sul territorio, ma anche da acquistare per portarsele a casa e da condividere con persone care. Perché si sa: pane, salame e vino… vogliono sempre un amico vicino!

(Fabrizio Salce)

L’isola di El Hierro in Travel 2021 di Lonely Planet

L’isola di El Hierro è stata inserita nella lista “Best in Travel 2021” nella categoria “diversità̀” per la sua anima ambientalista che la fa essere una destinazione multigenerazionale che conquista viaggiatori di ogni età e dai gusti più disparati. L'isola più̀ piccola dell'arcipelago delle Canarie è un paradiso di sostenibilità grazie all'introduzione rivoluzionaria di energie rinnovabili, programmi di riciclaggio innovativi e promozione della mobilità elettrica.
Segnata dai contrasti tra le sue aride terre vulcaniche e i suoi paesaggi di vegetazione lussureggiante e dalla ricchezza dei suoi fondali, l'isola di El Hierro è stata dichiarata dall’UNESCO Riserva della Biosfera nel 2000 e nel 2014 Geoparco. Da allora, ha invitato i visitatori a scoprire tutto il suo fascino naturale, dal rispetto alla conservazione dell'ambiente. Il simbolo dei suoi sforzi per diventare un punto di riferimento mondiale è la centrale idroelettrica di Gorona del Viento, che combina l'energia generata dai suoi mulini con quella prodotta da una cascata tra due bacini artificiali. Questa struttura innovativa è già stata in grado di soddisfare il consumo totale di elettricità dell'isola per lunghi periodi di tempo.
La sua politica “zero rifiuti”, la raccolta e la produzione di prodotti “bio” e un piano di mobilità - incentrato sulla conversione di veicoli che utilizzano combustibili fossili in veicoli elettrici - fanno dell’isola un pioniere di questi aspetti. El Hierro è un vero laboratorio di energia pulita e campagne a favore della consapevolezza ecologica. Questo impegno per l'autosufficienza e per la ricerca di soluzioni innovative è impresso nella storia dei suoi abitanti, che fin dall'antichità hanno considerato sacro l'albero di “Garoé”, capace di assorbire l'acqua dalle frequenti nebbie dell'isola.

www.elhierro.travel
https://www.spain.info/it/regione/el-hierro-isola/

Ulteriori informazioni:
www.goronadelviento.es

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