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Da secoli sulle tavole della colazione pasquale marchigiana la “Casciotta d’Urbino” Dop È una preziosa opera d'arte, ovvero fatta ad arte da maestri casari, veri custodi delle nostre tipicità gastronomiche e dell'ambiente. Un formaggio nato dal latte di animali liberi, sani e felici che compone la tavola della tradizione pasquale marchigiana insieme ad altri ingredienti speciali come “crescia” al formaggio, uova e frittata di erbe e ciauscolo. È la Casciotta d’Urbino Dop, eccellenza agroalimentare italiana e marchigiana, simbolo della provincia di Pesaro e Urbino, il primo formaggio ad aver conquistato la Denominazione di Origine Protetta.Protagonista di una storia d’amore secolare con il suo ambasciatore più illustre, Michelangelo Buonarroti, la Casciotta d’Urbino Dop divenne una specialità distintiva marchigiana con il signore del Ducato di Urbino, Federico da Montefeltro, che decise di proteggere il suo territorio dalle scorrerie dei pastori transumanti agevolando l’uso dei pascoli per gli allevatori locali. La produzione di…

La gestione doganale preventiva ha permesso a One Express - corriere espresso  nazionale per trasporto di merci su pallet - di superare le problematiche derivanti dall’attivazione della nuova frontiera, varando un modello operativo che apre nuovi scenari per la logistica nazionale 
Che l’impatto della Brexit potesse creare problemi era quasi scontato, ma le immagini delle file di camion al confine tra Francia e Inghilterra hanno dato l’idea di quale sia stato il disagio. Tante le problematiche, prima fra tutte la gestione doganale che ha comportato una drastica riduzione degli scambi commerciali. C’è chi però ha saputo trasformare le difficoltà in nuove opportunità. E’ il caso di One Express, il primo Pallet Network italiano - con 3 hub nazionali, a Bologna, Milano e Napoli - che con una gestione doganale preventiva ha saputo mantenere ottime tempistiche di consegna e creare un modello provvidenziale per il Made in Italy. 
Il tessuto produttivo nazionale ha subito il passaggio traumatico che ha comportato forti cali nell’import-export. Un duro colpo per le aziende italiane, anche davanti al rifiuto di importanti gruppi, colti impreparati dalla situazione. Al contrario, One Express ha governato il sovraccarico di lavoro, come confermato da Andrea Scarabelli – Area Manager Europa - Responsabile dello Sviluppo Rete Affiliati Europa: “Siamo stati uno dei pochi, se non l’unico, pallet network europeo ad accettare la sfida Brexit a livello di sede centrale mentre molti altri pallet network europei non si sono attrezzati o hanno demandato tutto a loro affiliati spedizionieri. Abbiamo garantito le spedizioni con cadenze plurisettimanali, nonostante la maggiore rigidità delle dogane e l’inesperienza dei destinatari e/o dei mittenti nella produzione dei documenti esatti”. 
La chiave del successo è stata la richiesta a clienti e Affiliati di una lavorazione preventiva delle fatture, determinanti per l’operazione doganale, così da poterle controllare per facilitarne l’accettazione. 

“Abbiamo assicurato la continuità anche in ambito food muovendoci per tempo – spiega Scarabelli - Il nostro Network ha tra le merceologie più frequenti il cibo e il vino, per cui abbiamo superato l’ostacolo in modo da gestire queste referenze”. 
Strategica è stata anche la collaborazione con Simarco del gruppo Palletforce, tra i maggiori player del Regno Unito nella tratta Sud Europa-Inghilterra. Come indica Alessandro Gagliardelli, Resp. Customer Service Europa & Contenzioso: “Abbiamo vissuto un cambiamento epocaleconstatando una grande impreparazione generale. One Express, insieme al partner inglese, ha gestito ogni singola pratica, ponendosi come intermediario tra tutti gli attori della catena logistica”. 
Il magazzino doganale, un operatore di primo livello e personale dedicato con un know-how specifico ha fluidificato le spedizioni, anche delle commodity e persino dell’e-commerce che in periodo di pandemia ha avuto un forte implemento. Una capacità che con la creazione di un modello gestionale avanzato delinea nuovi scenari per gli operatori “Davanti al forfait di molti spedizionieri -  precisa Gagliardelli -  la soluzione varata da One Express sta aprendo nuove e importanti opportunità, tra cui l’inserimento all’interno di una nicchia di mercato in forte sviluppo per il Regno Unito, solitamente gestita da operatori doganali, consolidando volumi e valori”.

One Express è dal 2007 il corriere espresso punto di riferimento nazionale per il trasporto di merci su pallet. Con 3 Hub localizzati in tutto il territorio nazionale (a Bologna, Milano, Napoli) e una fitta rete di collegamento, One Express garantisce consegne in 24/48/72 ore in Italia e in Europa, in base alla destinazione, grazie alla rete sinergica composta da oltre 120 Affiliati in tutta la Penisola.

 

Addio Vinitaly anche per il 2021. Per il secondo anno consecutivo la pandemia del Covid ferma una delle  più importanti rassegne internazionali  del vino e la città di Verona rimane sbigottita per un altro colpo inferto all’ economia, non solo della città ma dell’intera regione e del comparto a livello nazionale. “Incertezze e protrarsi dei divieti”, il motivo dell’annullamento di Vinitaly Sbigottito anche il presidente di Verona Fiere Maurizio Danese che in conferenza stampa ha dichiarato l’ennesimo (drammatico) rinvio. “Le permanenti incertezze sullo scenario nazionale ed estero e il protrarsi dei divieti ci hanno indotto a riprogrammare definitivamente la 54a edizione del Vinitaly nel 2022”. Una scelta dolorosa, una scelta di responsabilità dinanzi a uno scenario incerto, ha aggiunto il presidente.  Un susseguirsi di date e di spostamenti dal 2020… L’evento, più volte spostato in avanti, era stato fissato dal 20 al 23 giugno 2021 (https://veneziaedintorni.it/vinitaly-2021-si-sposta-da-aprile-a-giugno/ a firma di Tiziano Argazzi). La…

In provincia di Cuneo, dove le dolci colline del Roero iniziano a declinare verso la pianura, sorge il comprensorio territoriale di Ceresole d’Alba. E’ una pianura fertile che si alterna con sobrietà alla fascia boschiva. Nel centro del paese, porta del Roero arrivando da Torino, è situato il castello: un’antica residenza dei Roero di Ceresole. Le altre importanti testimonianze artistiche sono le due chiese settecentesche: quella dei Disciplinanti di San Bernardino e quella di San Giovanni Battista santo patrono del paese. Oggi il Comune, posto a 300 metri sul livello del mare, conta circa duemila abitanti. Nella tradizione gastronomica di Ceresole d’Alba primeggia la pregiata tinca. Qui, l’allevamento della tinca, tipico della zona, un areale chiamato “pianalto”, è storicamente accertato già dal XIII secolo, quando, tra le varie gabelle, si faceva obbligo agli abitanti di fornire una certa quantità di tinche. I documenti storici relativi alla cruenta battaglia di Ceresole del 14 aprile 1544 tra francesi e spagnoli evidenziano la razzia di tinche, da parte delle truppe di una fazione nel momento del ritiro, e la distruzione di alcune peschiere. La storia narra inoltre che sul territorio un tempo giacevano vari laghi detti appunto peschiere. Abbondavano tutti di ottimi pesci e le loro acque servivano anche per l’irrigazione dei campi e l’abbeveraggio del bestiame. L’assenza di corsi d’acqua importanti ha storicamente costretto i contadini di queste terre a raccogliere l’acqua piovana in invasi scavati nella nuda terra. Sul territorio c’era poi in discreta quantità di frumento, meliga, uva, frutta e fieno. Era in estate che per vie delle scarse piogge e il prelievo per l’irrigazione si registrava l’abbassamento del livello dell’acqua nelle peschiere, motivo per cui a settembre venivano prosciugate del tutto e il pesce pescato e consumato. Il raccolto ittico era però rappresentato da pesci di piccola pezzatura poiché presi e consumati completamente ogni anno. E’ dunque da questa necessità che deriva la tradizione di consumare la tinca a Ceresole: piccoli pesci di circa 100/120 g cucinati fritti o posti in carpione. La frittura era tipica dei momenti di festa, mentre il carpione era l’unico sistema per conservare le tinche per qualche giorno. La tinca appartiene alla famiglia dei Ciprinidi, pesci a scheletro osseo. Da adulta ha una lunghezza media compresa tra 20 e 30 cm e un peso sui 200/300 g. La taglia media è 1/1,5 kg, ma in alcuni casi può anche arrivare a pesare 3/4 kg. Il pesce presenta un corpo ovale, allungato, ricoperto da piccole squame e da abbondante secrezione di muco. Ai lati della bocca sono presenti due barbigli. Il dorso ha una colorazione verdastra tendente al bruno, mentre i fianchi e l'addome sono giallo oro. La particolare colorazione dorata, determinata da fattori ambientali e genetici, è la caratteristica più nota della Tinca di Ceresole. Come già detto Ceresole è un Comune dell’areale del “pianalto” ovvero un lembo di territorio che abbraccia più località e tocca le province di Torino, Asti e Cuneo. Tra i paesi più conosciuti c’è il Comune di Poirino. Ecco perché la dicitura corretta del nostro pesce è: Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino. Stiamo parlando di una produzione ittica che nel 2008 ha ottenuto il riconoscimento europeo di prodotto a Denominazione Protetta, mentre prima del raggiungimento di tale menzione la tinca rientrava nel paniere dei prodotti tipici della provincia di Torino dal 2002. Per quanto riguarda la DOP c’è un Consorzio al quale aderiscono alcuni piccoli produttori mentre per la tinca di Ceresole, pur essendo sempre una tinca gobba della specie “Tinca Tinca”, è attivo il presidio Slow Food. La più alta produzione di questa specialità lacustre è proprio concentrata a Ceresole ma non rientra nel Consorzio. Come è accaduto per molte tipicità anche la tinca nel corso del tempo ha perso la sua valenza ed è solo grazie al coraggio di alcuni imprenditori agricoli che negli ultimi decenni il suo allevamento è stato riscoperto e valorizzato. I ristoranti della zona l’hanno inserita nuovamente nei loro menù e le sagre paesane hanno cercato di far conoscere il prodotto anche attraverso i media. Oggi i bacini che ospitano le tinche sono vere e proprie vasche di acquacoltura, dove però la tinca vive liberamente. L’acqua degli invasi è controllata e sostituita regolarmente e il ciclo produttivo si è evoluto nella direzione più consona al fine di avere di un prodotto di qualità. La stagione della pesca si apre in primavera, aprile/maggio, e si conclude in ottobre. La pesca avviene principalmente con il “rabast” (strascico): dopo aver raccolto le reti le tinche vengono selezionate manualmente e quelle che non rispondono ai requisiti di pezzatura richiesti dal mercato vengono rimesse in acqua. Il 23 gennaio 2003 è nata L’Associazione “Amici della Tinca di Ceresole d’Alba” che ha come oggetto esclusivo della propria attività la valorizzazione del pesce e dell’ambiente naturale che la ospita. Le caratteristiche principali relative alla “Tinca di Ceresole” sono: la tecnica tradizionale di allevamento nelle peschiere, la cura delle peschiere stesse, l’utilizzo degli avannotti provenienti dal territorio del Pianalto, la pezzatura tradizionale al consumo di 80/120 g, ovvero il peso ideale per la frittura e il carpione. Naturalmente non sono solo i ristoranti locali ad apprezzarla, per esempio a Roddino (CN) Isaia Biella, un bravissimo chef, la utilizza per la realizzazione di svariate ricette, sempre abbinata a differenti ingredienti tipici di questo lembo di Piemonte: gli asparagi del Roero, il peperone di Carmagnola, l’aglio di Caraglio, le nocciole Piemonte, ed altri ancora. Isaia ama cucinare anche le tinche di pezzatura più consistente, intendo quelle da 400/500 g, per le quali i tempi di attesa della crescita del pesce possono arrivare ai 4 anni. Predilige le tinche di Ceresole allevate dal produttore più rinomato dell’intero pianalto: Giacomo Mosso. La tinca di Ceresole è dunque un ottimo ingrediente per molti piatti prelibati, le sue carni, sono magre, tenere e saporite. La terra che ospita le peschiere è costituita maggiormente da un’argilla che, contrariamente a quanto si possa pensare, non conferisce al pesce il sapore fangoso così come, luogo comune popolare, le spine delle tinche non sono così presenti nelle carni come si tende ad ipotizzare. E’ un prodotto agricolo di valore che può servire da leva di sviluppo importante oltre che per i giovani agricoltori che hanno optato per questa scelta coraggiosa, anche per tutto il paese al fine di consentire una crescita per l’immagine e una maggiore valorizzazione del suo patrimonio di produzioni tipiche locali. 

(Fabrizio Salce)

            

Giovedì 25 marzo l’Emilia Romagna celebra il Sommo Poeta con iniziative istituzionali, letterarie, espositive, performative e didattiche, sia online che “dal vivo”. Gli eventi tra Ravenna, Rimini, Faenza, Forlì e Forlimpopoli, Castel San Pietro, Parma e Modena. L'edizione 2021 è anche la più significativa perché avviene nel settecentesimo anniversario della morte.Flashmob, mostre online, terzine dantesche via whatsapp, concerti in streaming, conferenze con illustri dantisti. La Pandemia non ferma l’Emilia Romagna, che così celebra Dante e la Divina Commedia. Il 25 marzo, giorno del Dantedì, è la data che gli studiosi riconoscono come inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia e che viene riconosciuta a livello nazionale come giornata dedicata al Sommo Poeta. Nell’anno delle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante, l'edizione del 2021 del Dantedì rappresenta uno dei più importanti omaggi alla cultura italiana nel mondo. In Emilia Romagna, dove Dante trascorse buona parte della sua vita, si articolano…
Dolci piaceri della tradizione, per non rinunciare al benessere, nemmeno in “zona rossa”. Seconda Pasqua di restrizioni, a causa del Covid, che costringerà tutti gli Italiani a stare in casa, ancora una volta, durante le festività. Come fare ad addolcire un po’ queste lunghe giornate di lockdown? Ci ha pensato il maître chocolatier Gennaro Bottone, che rinnovando la tradizione dolciaria pasquale con un tocco di “golosa” innovazione, porterà comunque nelle nostre case il gusto e l’originalità della pasticceria artigianale.Diverse le proposte per una Pasqua 2021 all’insegna del gusto e della qualità delle materie prime, che abbinate ad una sapiente lavorazione artigianale, sono tradotte in autentiche delizie per il palato. A partire dalla colomba, che il maestro Bottone reinterpreta nella sua “Colomba Gran Cioccolato”, la novità di quest’anno.Lievitazione naturale, burro di centrifuga, impasto al cacao con note di pasta d’arancia, gocce di cioccolato al latte e fondente e ricoperta da uno strato di cioccolato fondente…

Simone Dalla Valle (nella foto) è un uomo pragmatico, che “guarda e vede oltre”. Dal 2017 è presidente dell’O.P. Eurocirce, una cooperativa agricola con sede a Terracina, in provincia di Latina. Classe 1981, Dalla Valle da sempre è stato vicino alle tematiche agricole, in particolare a quelle dell’associazionismo, avendo ereditato dalla famiglia la passione, i valori e... i sacrifici che questa attività comporta. Eurocirce si trova nell’Agro Pontino, ai confini con il Parco Nazionale del Circeo: un ampio comprensorio da sempre vocato all’agricoltura. Qui i fattori pedo-climatici garantiscono condizioni ideali per la produzione di verdura e frutta di alta qualità. Nel 2020 Eurocirce ha sviluppato un fatturato superiore ai 25 milioni di euro, con 37 mila tonnellate di ortofrutta conferita da 100 soci su una superficie complessiva di 400 ettari. Il presidente ci descrive come questa importante struttura ortofrutticola è nata, cresciuta e quali sono gli obiettivi dell’immediato futuro.

Presidente Dalla Valle, com’è nata Eurocirce?
Dobbiamo tornare indietro nel 1979, quando il consorzio Eurocirce raggruppò sei

cooperative, realtà agricole situate nei comuni di Sabaudia, San Felice Circeo e Terracina,
con l’obiettivo di unire le forze per commercializzare i loro prodotti. Il consorzio cresceva e si
pensò di costruire nuovi spazi per la raccolta, il confezionamento, la logistica e
l’amministrazione. Nel 2007 Eurocirce si insediò nei nuovi stabilimenti di Terracina.
I produttori agricoli avevano compreso che, aggregandosi, avrebbero potuto ottenere
importanti sinergie operative e, di conseguenza, operare con maggiori probabilità di
successo nel mercato globale. In tutti questi anni, però, Eurocirce ha sempre mantenuto un
occhio vigile, o meglio un severo controllo, sull’alto livello qualitativo della frutta e verdura
coltivate dalla base sociale. L’intera produzione, infatti, viene raccolta e subito portata nello
stabilimento, dove viene selezionata, confezionata e spedita quotidianamente, per giungere
nelle migliori condizioni di freschezza nei negozi e supermercati.

Cosa rappresenta oggi Eurocirce?
Oggi Eurocirce può contare su 100 soci, tutti produttori agricoli, che coltivano

complessivamente una superficie di 400 ettari. Gran parte della produzione ortofrutticola
(circa il 60 per cento) viene coltivata in serra. Dobbiamo sottolineare che abbiamo investito
molto per ottimizzare le produzioni con la dotazione degli impianti tecnologici più moderni e
all’avanguardia. Possiamo contare poi su oltre 20 mila metri quadrati di superficie coperta,
con 200 dipendenti e collaboratori, per la lavorazione e lo stoccaggio dei prodotti freschi,
che ogni giorno inviamo sui mercati generali e alla GDO.

Cosa assicurate ai vostri consumatori finali?
Eurocirce è impegnata a garantire che ogni giorno giungano prodotti di ottima qualità sulle

tavole dei consumatori. L’attenzione della nostra intera filiera verso le esigenze e le
aspettative della clientela e dei consumatori finali è massima e si concretizza nel continuo
monitoraggio dell’intera dinamica del comparto ortofrutticolo, così da fornire sempre
risposte esaurienti alle mutevoli richieste del mercato. Per questo effettuiamo audit interni
ed esterni a intervalli regolari e a sorpresa per verificare la piena conformità dei prodotti, della
filiera di lavorazione, degli imballaggi, del personale, in definitiva dell’intero processo produttivo.

Dove vengono commercializzati i vostri prodotti?
Eurocirce commercializza la propria produzione in tutta Italia, in particolare nei mercati del
Centro e del Nord Italia. Inoltre inviamo partite di ortofrutta sui principali mercati europei,
tra cui Germania, Francia, Polonia e Paesi nordici.

E sul livello qualitativo dei vostri prodotti?
Eurocirce è riconosciuta come Organizzazione di Produttori ai sensi del reg. CEE 123/2007.

L’obiettivo che perseguiamo ogni giorno e per il quale ci adoperiamo costantemente è
garantire al consumatore finale un prodotto sano e di ottima qualità e siamo convinti che,
avvalendoci della nostra esperienza, della ricerca e dello sviluppo di soluzioni legate ai
nostri processi produttivi, coadiuvati dalla tecnologia, possiamo raggiungere il nostro
obiettivo. Senza contare che il passaparola legato all’alta qualità della produzione
ortofrutticola di Eurocirce è stato finora il nostro miglior biglietto da visita e il messaggio
pubblicitario più efficace.

Come è organizzata e su quali referenze può contare la vostra filiera di produzione?
Eurocirce dispone delle certificazioni BRC, GLOBAL, GAP, GRASP, IFS. Possiamo fornire

alla GDO la nostra ortofrutta fresca, oltre a offrire prodotti in vassoio.
I nostri produttori conferiscono una quarantina di referenze tra frutta e verdura. Quelle
maggiormente coltivate sono le zucchine, i fiori di zucca, le angurie, le carote, i cavoli rapa,
i cetrioli, i fagiolini, le melanzane, i pomodori, i ravanelli bianchi lunghi e i peperoni.

Quali sono le prospettive di Eurocirce?
Il fatturato nel 2020 è stato soddisfacente, avendo sviluppato un fatturato di oltre 25

milioni di euro. Siamo dispiaciuti però per la rimuneratività ancora troppo bassa delle
nostre produzioni, minacciate peraltro anche dalla dura concorrenza spagnola, favorita
dall’anticipo dei loro tempi di maturazione per “invadere” i mercati italiano e
internazionale. In ogni caso, noi continuiamo a nutrire grande fiducia nel nostro lavoro: ne
sono prova tangibile i continui investimenti che insistiamo imperterriti a fare nelle nostre
aziende agricole, puntando sulla qualità delle produzioni e sul biologico.
Stiamo puntando a far crescere le giovani generazioni per superare le difficoltà di qualsiasi
cambio generazionale. Nella nostra compagine sociale, inoltre, possiamo contare anche
innumerevoli donne, imprenditrici agricole di notevole passione e spessore tecnico; una ha
appena 23 anni. Il punto di forza di Eurocirce è di produrre la miglior verdura e la migliore frutta.
La nostra prima, grande soddisfazione è sapere che il nostro cliente e, quindi, anche il consumatore
finale siano contenti (e ci ringraziano) per i prodotti sani e gustosi che abbiamo fornito.

Per ultima, la domanda più intrigante: dall’incalzante globalizzazione agronomica avete potuto
cogliere qualche novità vegetale da coltivare nell’Agro pontino e proporre al mercato?
So che siete molto attenti sul fronte delle innovazioni merceologiche...
In effetti sul fronte della ricerca agronomica siamo molto impegnati a individuare nuove

specie o varietà da testare e proporre, in caso positivo, al mercato. Proprio in questi mesi,
stiamo vivendo un momento di grande fervore sperimentale e, pur essendo obbligato a
mantenere una certo riserbo, qualche primizia mi sento “obbligato” a fornirla.
La prima novità è la Radice di Prezzemolo: quasi sconosciuta in Italia, Eurocirce detiene il
monopolio nazionale della sua produzione (l’unico altro paese produttore è il Portogallo) e
la esporta con successo in Polonia, Romania e altri paesi dell’Est. Rigonfie e carnose, le radici
del prezzemolo ricordano nell’aspetto una carota bianca o una pastinaca, ma il loro sapore è molto
più elegante e raffinato, tendente quasi alla nocciola, tanto da farne un ingrediente prezioso in cucina.
Il secondo prodotto è la Barbabietola Rossa. Molto apprezzata in Centro Italia e nei paesi del nord
Europa, questo tubero possiede molteplici proprietà nutrizionali e fitoterapiche. La sua povertà di
calorie e l’opposta ricchezza di sali minerali (ferro, calcio, potassio, fosforo e sodio) e vitamine del
gruppo B e C ne esaltano le proprietà depurative, remineralizzanti e digestive. L’ultima novità è
rappresentata dal pak-choi o cavolo cinese: una interessante varietà di brassicacea, diffusa in
Estremo Oriente. Questo super alimento di origine orientale è caratterizzato dal sapore delicato
e lievemente amarognolo con un profumo piacevole. Presenta foglie carnose e croccanti, che
ricordano quelle delle bietole, e gambi allungati, simili al sedano. Dal punto di vista nutrizionale
si contraddistingue per l’alta concentrazione di vitamine del gruppo A e C, dal buon contenuto
di sali minerali, come calcio e fosforo, fibre e proteine, senza dimenticare che il pak-choi è un
alimento ipocalorico dal notevole potere antinfiammatorio.

Intervista a cura di “DragoPress”
Agenzia di Comunicazione Giornalistica
www.dragopress.it

O.P. Eurocirce
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04019 Terracina (LT) Italia

Presentati dal Consorzio di tutela i dati del 2020 che confermano un andamento positivo e una sostanziale tenuta per il settore: 17.621 capi bovini certificati, 3180 allevatori, 1079 macellerie, 119 laboratori di lavorazione e 80 operatori commerciali attivi sul territorio. Il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP ha ottenuto nel 1998 l’Indicazione Geografica Protetta, primo marchio di qualità per le carni bovine fresche approvato dall’Unione Europea per l’Italia. Una IGP che certifica la carne prodotta dalle razze tipiche dei territori dell’Appennino centrale: Chianina, Marchigiana e Romagnola per animali nati e allevati nelle aziende di detta area tipica e sottoposti ai controlli per le verifiche del rispetto del disciplinare di produzione, venduti nei punti vendita autorizzati.L’impatto della pandemia L’annus horribilis 2020 ha interessato anche il Vitellone Bianco IGP senza, però, incidere in maniera particolarmente grave. Un calo fisiologico c’è stato, venendo meno il mercato relativo al consumo fuori casa e alla ristorazione scolastica e…
E’ di questi giorni il debutto della nuova cassa CPR System in area test, all’Iper La Grande I di Rozzano sul Naviglio (Milano). La nuova cassa nasce da un percorso di ricerca e sviluppo durato due anni che ha visto coinvolte importanti istituzioni scientifiche nazionali tra cui il Politecnico di Milano che ha messo a punto progetto e design ed anche dall’esigenza di rinnovamento espresso dalla Grande Distribuzione per migliorare la caratterizzazione delle aree espositive del reparto ortofrutta.Il leitmotiv della nuova cassa CPR è la sostenibilità, sia ambientale sia economica.Questo tema, che da sempre ha caratterizzato l’attività di CPR, oggi diventa ancora più determinante ed orientato a perseguire gli obiettivi dell’Agenda Europea 2030.La cassa, di colore neutro, rispetto alla precedente, ha un peso minore, che va dal 4 al 9% e  una base più bassa di 5 mm, inoltre presenta una leva per l’ apertura e la chiusura facilitata.La minore altezza…

Crescono le richieste del consumatore e Andrea Rossi, direttore commerciale di Verde Intesa, commenta: “La ricerca di nuovi ingredienti in cucina non trova impreparati i produttori agricoli, che rispondono puntuali alle nuove tendenze del mercato”.
È boom di richieste di fiori di zucchina (che più generalmente sono chiamati “fiori di zucca”) da parte dei consumatori.
I fiori di zucchina vanno consumati il prima possibile, affinché non appassiscano. Si possono cucinare in pastella fritti o ripieni oppure si possono utilizzare per condire una pasta o la pizza. Oltre che protagonisti di queste preparazioni classiche, ora i fiori di zucchina sono ingredienti di nuove ricette della moderna cucina italiana.
Essi contengono vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C e acido folico, inoltre sono ricchi di calcio e poveri di grassi. 

Verde Intesa risponde alla domanda di mercato
“Attualmente registriamo un buon indice qualitativo e un andamento sostenuto della domanda per i fiori di zucchina” - ha commentato il direttore commerciale di Verde Intesa, Andrea Rossi -  “con le nostre aziende agricole che si adeguano alle esigenze del mercato, rispondendo pienamente alle richieste dei consumatori”.

La coltivazione delle zucchine, e quindi dei fiori di zucchina, impegna alcune realtà produttive in Nord Italia, tra Piemonte Lombardia e Veneto e in Sicilia. Verde Intesa sta inoltre avviando una collaborazione di rilievo con un’importante OP nell’Agro Pontino, nel Lazio, per la fornitura di questa prelibata specialità vegetale nei periodi primaverile e invernale.

La cura nella fase di raccolta
La fase di raccolta è difficile: in campagna, infatti, gli operatori di Verde Intesa raccolgono i fiori all’alba, con poca luce e prima del sorgere del sole. I boccioli vengono poi delicatamente riposti in casse che contengono circa 300 pezzi. Subito vengono portati allo stabilimento per la pulizia, il controllo e il confezionamento; in giornata sono infine inviati alla clientela.

I fiori evidenziano un netto dimorfismo sessuale, quindi sono sia maschili sia femminili. 
Gli agricoltori devono stare attenti a distinguerli e a raccoglierli dalla pianta (per evitare il mancato sviluppo delle zucchine). I fiori femminili sono quelli da cui si sviluppa il  frutto per cui l’inflorescenza  non può essere staccata prima che il frutto giunga a maturazione. I fiori maschili della zucchina, invece, crescono su peduncoli e non entrano nella fase di fruttificazione: l’unica loro funzione riguarda il pistillo, più lungo, che trattiene il polline, indispensabile alla fecondazione.
A livello gustativo non c’è alcuna differenza tra il fiore di zucca maschile e quello femminile: in ogni caso il prodotto deve arrivare prima possibile sui tavoli del consumatore finale perché il tempo di conservazione è piuttosto breve (2-4 giorni).

www.verdeintesa.it

La Colomba al Caramello salato è il nuovo gusto di primavera che conquista già dall’aspetto voluttuoso: una copertura di cioccolato bianco e nocciole Piemonte Igp e farcito con la crema al Caramello salato Made in Loison. Il nuovo gusto fa parte della collezione Genesi che raccoglie i sapori classici Made in Loison.Pasqua 2021, il nostro mood: la primavera con gli occhi dell'artistaAttraverso i vostri occhi, Sonia Design vi offre l’interpretazione della primavera da parte di alcuni artisti del ‘900 che hanno espresso le loro emozioni interiori, utilizzando il mondo magico dei colori donato dai fiori. Ognuno a suo modo, con diversi tratti, a espressione della propria personale sensibilità, ha interpretato la natura floreale.A questo tema Sonia Design ha dedicato 3 collezioni: SOGNO, FANTASIA, EVASIONIPasqua le Collezioni TOP 2021 Dalla tradizionale Colomba gusto classico ai ricercati gusti gourmet come la colomba al mandarino di Ciaculli (Presidio Slow Food) le collezioni dedicate alla Pasqua 2021 riuniscono l’eccellenza…
Mercoledì 17 marzo, giorno di San Patrizio, Teeling Whiskey da Dublino non rinuncia a festeggiare e lancia un’iniziativa internazionale mettendo in palio la sua Teeling Whiskey Bike.La distilleria dublinese invita semplicemente ad iscriversi alla sua newsletter a questo indirizzo http://eepurl.com/hrYXY9 per provare a rientrare tra i fortunati vincitori.Teeling Whiskey è distribuito in Italia da Rinaldi 1957 che per la stessa giornata, il 17 marzo, lancia un appuntamento sulla sua pagina Instagram Rinaldi_1957 per parlare di Teeling, della sua filosofia e dei suoi ottimi Whiskey artigianali che stanno riscuotendo grande successo.Teeling ha una range di premium e pluri premiati Irish whiskey (il 24 anni è stato annunciato vincitore nel 2019 del titolo di miglior single malt al mondo).Teeling Whiskey anche nel 2021 ha vinto in tutte le categorie nei “World Whiskies Awards” e la Teeling Whiskey Distillery vince anche quest'anno il titolo di “visitor attraction of the year” per l'Irlanda. I whisky premiati sono 4…
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