Questo sito utilizza cookie tecnici per consentire la fruizione ottimale del sito e cookie di profilazione di terze parti per mostrare pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso all'installazione di qualsiasi cookie clicca sul pulsante "Scopri di più". Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie

Gianfranco Leonardi

Notizie in evidenza

Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

Peter in Florence: il London Dry Gin tutto toscano

Probabilmente non tutti sono a conoscenza che il ginepro migliore del mondo cresce in Toscana. Ecco perché nel momento in cui Patrick Hoffer, un inglese che vive a Firenze e grande appassionato di gin, se ne rende conto decide di dare vita a una distilleria in grado di produrre solo ed esclusivamente il distillato a base di ginepro: la prima in Italia!
Ci sono altre realtà nel nostro paese che producono il gin ma in parallelo ad altre tipologie di distillati.
Nel 2017 è dunque nata la “Peter in Florence”, il nome è un omaggio al padre Peter, anche lui amante del celebre distillato. Il luogo individuato per realizzare il tutto è il Podere Castellare di Pelago, di proprietà di Patrizio Pandolfi, socio in affari di Hoffer.  Il podere, che oggi è anche un piacevole resort, è adagiato sulle colline fiorentine proprio su un territorio dove crescono le erbe botaniche migliori per aromatizzare il gin. 
Non si esclude che il Podere Castellare sia stato edificato tra il 1100 e il 1200, così come tante dimore fiorentine ancora esistenti, di certo sappiamo che i genitori di Pandolfi lo acquistarono negli anni ’50. Con il passare del tempo l’antica struttura è stata trasformata in azienda agricola con 35 ettari di terreno dove attualmente si coltivano piante particolari, tra cui l’iris e il ginepro, due ottimi ingredienti tradizionali per la produzione del gin. Il podere è oggi addirittura un confortevole eco resort, i mobili delle stanze e degli appartamenti sono realizzati dall’unica falegnameria biologica d’Italia, ed è qui che Patrick e Patrizio hanno pensato di dare valore alle coltivazioni e di riprendere in modo innovativo una tradizione che stava scomparendo. E’ cosa risaputa che nella zona del podere in passato i contadini facevano uso di distillatori per i loro consumi, ed ecco che allora all’interno della vecchia cantina del podere è attivo oggi il luogo dove si produce gin di eccellenza. 
Il territorio di Peter in Florence annovera una lunga tradizione in fatto di produzione del gin, si parte dai monaci dell’Abbazia di Vallombrosa, edificata nel lontano 1036, grandi coltivatori di erbe mediche e botaniche; si attraversa il medioevo e si giunge alla soppressione napoleonica. A Vallombrosa si utilizzano ancora oggi le antiche ricette del 1400 e lo stesso processo di macerazione posizionando le bacche di ginepro in infusione. 
Sia Peter in Florence che i gin di Vallombrosa sono decisamente rappresentativi di Firenze, ma con una differenza sostanziale: il gin di Vallombrosa volge al passato e alla tradizione, Peter in Florence guarda e vive il presente e l’innovazione. Peter in Florence è un distillato che collochiamo come London Dry Gin.  Questa tipologia di gin è pregiata, viene distillata tramite corrente di vapore in modo tale da estrarre gli oli aromatici più profumati e qualitativamente migliori scartando invece quelli meno profumati.
Peter in Florence risulta come un vero in tributo a Firenze, è un gin elegante che pone al centro l’iris, fiore simbolo e icona della città, fiore di cui vengono utilizzati la radice, come vuole la da tradizione, e i petali, pratica decisamente più rara. E’ un piacevolissimo gin classico, che osserva le regole del London Dry Gin, ma allo stesso tempo è innovativo, per via dell’uso delle varie botaniche utilizzate per la sua produzione: ben 14 in tutto. Oltre al già citati ginepro e iris, si uniscono la scorza di bergamotto fresca, quella di limone essiccata, le bacche di rosa, i fiori di lavanda e di rosmarino freschi, la radice di angelica, il coriandolo, le mandorle amare. Quasi tutte coltivate qui, presso il Podere Castellare, mentre quelle non prodotte in loco sono comunque biologiche e arrivano da piccoli produttori locali specializzati. C’è poi uno speciale alambicco per Peter in Florence, è stato realizzato in esclusiva da Green Engineering, un’azienda di Colle Val d’Elsa: è in pratica una versione ridotta dello storico alambicco Carterhead utilizzato per la produzione di alcuni tra i migliori gin al mondo. Il suo design rispecchia quello originale del 1831, mentre le innovative caratteristiche tecnologiche lo rendono all’avanguardia, è unico in Italia e permette il controllo, con un altissimo grado di precisione, di tutti i parametri fondamentali della distillazione: dal grado alcolico, alla densità e alla temperatura, garantendo una elevata qualità del prodotto finale. Non solo, parliamo dell’unico alambicco sul territorio nazionale che utilizza l’infusione a vapore, questa pratica consente di avere un’estrazione delicata e naturale degli olii essenziali e degli aromi.La ricetta del gin, creata da master distiller italiani, prevede processi di distillazione che combinino in modo sapiente infusione liquida e infusione a vapore. Storicamente parlando la “vapour infusion” fu introdotta da Thomas Dakin mediante un alambicco Carterhead, tale progetto è stato reinterpretato proprio per Peter in Florence utilizzando le migliori tecnologie.Peter in Florence è un gin di primissima qualità che appaga appieno il gusto e il palato degli amanti del buon gin: elegante, armonioso, secco e presente, ottimo davvero. Firenze può esserne orgogliosa!

(Fabrizio Salce)

“Fiori nella rocca”: mostra mercato di piante e fiori rari 

Dal 28 al 30 maggio si terrà nella storica cornice della quattrocentesca Rocca di Lonato del Garda (Brescia) la XIII edizione di Fiori nella Rocca, la raffinata rassegna primaverile di giardinaggio che negli anni è ormai diventata uno fra gli appuntamenti nazionali più attesi dagli appassionati del settore. Particolarmente attesa quest’anno, dato che molti eventi sono stati cancellati a causa della pandemia e sarà l'unica fra le principali mostre florovivaistiche della penisola ad essere confermata per la primavera: un preciso segno di rinascita e ripartenza che la Fondazione Ugo Da Como (organizzatrice della rassegna, assieme al Garden Club Brescia) ha voluto dare non solo per il comparto florovivaistico, ma anche per quello dei musei e degli appuntamenti speciali organizzati nei luoghi di cultura. Si ripeterà dunque la magia di questa affascinante manifestazione, che unisce al fascino di piante e fiori rari quello di storia ed arte, grazie alla sua stupenda cornice, la Rocca di Lonato, Monumento nazionale dal 1912, dalle cui mura si gode di un’incantevole vista sul bacino del Basso Garda. I visitatori avranno la possibilità di scoprire ed acquistare le novità presentate dai vivaisti per rendere incantevoli giardini e terrazze e, nello stesso tempo, potranno visitare una delle principali fortificazioni del Nord Italia e l’affascinante complesso museale della Fondazione Ugo Da Como in cui è inserita, con i giardini e la straordinaria Casa-museo del Podestà.

Piante rare e antiche

A Fiori nella Rocca sarà presente una qualificatissima rappresentanza dei più importanti vivaisti, coltivatori e ricercatori di essenze rare italiani, tra cui i più noti produttori di erbacee perenni, rose antiche e inglesi, peonie, garofanini, pelargoni, iris, salvie e lavande, orchidee, cactacee, piante grasse ed acquatiche, ortensie, camelie, bulbi, piante da orto, aromatiche e medicinali piccoli frutti, frutti antichi , ulivi, palmizi, agrumi dalla Sicilia, aceri. Rispetto gli anni passati, si tratterà di un’edizione necessariamente ridotta a causa delle limitazioni imposte dalle normative anti Covid, e non saranno presenti espositori di oggettistica da giardino. A disposizione dei visitatori, un servizio gratuito di cariolaggio per le piante acquistate fino al parcheggio di carico e scarico della merce. Gli ingressi andranno prenotati dal sito  www.fiorinellarocca.it e dovranno essere rispettate le regole di distanziamento e d’obbligo della mascherina.

Passeggiate naturalistiche per i bambini

Per dare ai genitori la possibilità di girovagare in tutta tranquillità fra gli espositori, sarà dedicato anche quest’anno ai bambini l’Hortus Conclusus. Non attività, come di consueto, ma Passeggiate naturalistiche alla scoperta di erbe e fiori spontanei e in vaso, ibridi e variegati. I piccoli impareranno i nomi volgari e scientifici delle specie botaniche selezionate tra le peculiarità dei espositori e scopriranno anche la flora spontanea, che in particolar modo in primavera colora le mura della Rocca. Riservate ai bimbi dai 6 ai 12 anni (che verranno affidati alla guida), le passeggiate vanno prenotate. Il costo è di 5€ da saldare all'Infopoint della rassegna (punto di ritrovo per la passeggiata). Dureranno circa un'ora e mezza e si terranno sabato 29 alle 15.00 e domenica 30 alle 10.00 e alle 15.00.

 

Visita alla Casa del Podestà

Fiori nella Rocca sarà l’occasione per scoprire i tesori della Casa del Podestà, fra le più interessanti case-museo italiane, dove si visitano 20 ambienti completamente arredati con mobili e suppellettili antichi, in cui sono esposte preziose collezioni di dipinti, maioliche e porcellane. Imperdibile, la sua magnifica Biblioteca che custodisce circa 50.000 volumi tra cui importanti codici miniati, autografi e libri antichi illustrati. Dimora all’inizio del ‘900 del Senatore Ugo Da Como, ora fa parte con la Rocca (ai cui piedi si trova) del patrimonio della Fondazione che ne porta il nome. Le visite guidate sono prenotabile direttamente alla biglietteria del museo. Posti limitati.

BIGLIETTO D’INGRESSO
Euro 5,00
Sotto i 14 anni gratis

 ORARI DI APERTURA
Venerdì 28 maggio dalle 14 alle 18
Sabato 29 e domenica 30 maggio dalle 9 alle 18 

COME ARRIVARE
In auto: Autostrada A4 Milano-Venezia – uscita Desenzano del Garda – 4 Km in direzione Lonato
in treno: linea ferroviaria Milano-Venezia – stazione di Lonato oppure da Desenzano del Garda-Sirmione, proseguendo in pullman fino a Lonato

 INFORMAZIONI e PROGRAMMA DETTAGLIATO
Tel. +39 030 9130060 - www.fiorinellarocca.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Pagina facebook “Fiori nella Rocca”

 

 

 

In Trentino, il risveglio dolce nella natura

Tutte le attività per riattivare dolcemente il corpo dopo il “letargo” invernale: passeggiate intorno ai laghi e lungo i sentieri, per ritrovare equilibrio e vitalità al tepore del primo sole. Il Trentino è una terra di laghi alpini dai riflessi smeraldo e distese di foreste che in primavera si colorano del verde delle gemme. Con oltre il 30% del territorio tutelato grazie a tre parchi naturali e ad un sistema diffuso di aree protette, e gruppi montuosi di pregio naturalistico e paesaggistico unici, a partire dalle Dolomiti inserite dall’Unesco tra i Patrimoni mondiali dell’Umanità, qui la natura è sempre protagonista. Quella stessa natura indispensabile per ricaricarsi e per ritrovare il proprio equilibrio.

Wellness retreat per la bella stagione
Gli specchi d’acqua e le valli del Trentino sono l’ideale per chi cerca una ricarica di benessere a contatto con la natura. Abbinando poi la cura nell’alimentazione all’attività fisica, e, tra una camminata e l’altra, inserendo anche una sessione di yoga. Di seguito alcune proposte di itinerario “remise en forme”.
Non si tratta di una semplice escursione, ma di una vera e propria immersione nelle fitte faggete attorno al Lago di Cei: durante l’esperienza “Il Fruscio dei Passi” si potrà respirare la foresta e ascoltare la natura dei boschi della Vallagarina. L’escursione si dirige dalle sponde del lago verso Malga Cimana e, attraverso un laboratorio guidato, si prosegue, accompagnati da una guida e counselor professionista, lungo un percorso di progressiva immersione nella dimensione sonora della natura. L’ascolto profondo del linguaggio del bosco servirà a risvegliare il senso dell’udito e a sintonizzarsi, infine, con la vita dell’ambiente circostante.
In Valsugana, a Roncegno Terme, ci si prende cura di sé attraverso la disconnessione dal digitale. Ogni tanto è necessario staccare la spina e riuscire a riprendere il contatto con noi stessi. Questa proposta di weekend Digital Detox prevede 3 giorni di immersione nella natura e nel silenzio, presso il Rifugio Serot nella Catena del Lagorai. In compagnia del coach Alessio Carciofi, si impareranno pratiche di digital detox e mindfulness, per recuperare l’equilibrio interiore e stabilire un rapporto consapevole con il digitale.
La primavera, stagione in cui gli alberi si ricoprono di foglie, è anche il periodo ideale per la pratica del forest bathing. Il Parco del Respiro a Fai della Paganella è una vasta area boschiva ricca di abeti rossi, pini, larici e specialmente faggi, gli alberi che più di altri rilasciano nell’aria delle sostanze vegetali benefiche, chiamate monoterpeni. Perché sia efficace, il “bagno nel bosco” deve durare qualche ora, e l’ideale è immergere il proprio corpo in uno stato di concentrazione e rilassamento, ed il risultato è qui garantito ammirando il magnifico panorama delle Dolomiti di Brenta. Le essenze benefiche, l’aria ionizzata, il respiro profondo, persino la predominanza del colore verde, tutto concorre al benessere psicofisico.
A San Martino di Castrozza una nuova area dedicata al relax ed al fitness è stata allestita ai Giardini Belvedere Enrica, con vista sul maestoso panorama delle Pale. Non lontano dal centro abitato, raggiungibile facilmente anche in bicicletta, il parco è stato attrezzato per la pratica di varie attività, compresa una pedana per lo yoga. Quest’oasi di benessere prevede degli spazi per l’acqua therapy, con un bagno Kneipp, l’aromaterapia e alcuni percorsi multisensoriali. Il percorso salute si conclude con una zona solarium per il relax, un’area pic-nic e un balcone panoramico sospeso.
Escursioni a bassa quota e salutari passeggiate nella naturaCon l’arrivo della primavera è tempo di uscire dal letargo invernale e rimettersi in forma. L’ideale è intraprendere delle passeggiate nella natura, meglio se a ritmo lento, per ammirarne l’infinita bellezza. Ecco alcune facili escursioni per scoprire le valli trentine, appena terminati i rigori dell’inverno.
Un grande classico sul Garda trentino, con il suo caratteristico clima mite, è il sentiero Busatte-Tempesta. Con ben 400 scalini, necessari a superare i punti più impervi, il percorso si snoda su un ripido costone a picco sul lago, attraverso una fitta vegetazione tipicamente mediterranea. L’esercizio fisico della passeggiata, adatta a tutti, si accompagna alla vista meravigliosa sul lago, che si gode da tutto il percorso.
La romantica Stradina dei pescatori, sulle sponde del Lago di Levico, offre anche l’opportunità di un percorso benessere attrezzato. Partendo dalla spiaggia libera presso il Parco Segantini, ci si fa guidare dalle tabelle segnaletiche lungo un itinerario di 2,5 km, con panchine e cartelli che suggeriscono una serie di esercizi, costantemente immersi nella quiete della natura.
In Primiero si trova l’Anello Family Green Way: percorribile a piedi o anche in bicicletta, attraversa l'intera vallata alla scoperta di borghi e tradizioni. Interamente tabellato, può essere effettuato in entrambi i sensi di marcia lungo i suoi 20 km. Il tragitto ad anello permette di godere del meraviglioso panorama sulle Pale e sulle Vette Feltrine, passando anche all’interno dei centri storici della valle, ricchi di edifici antichi.
Il “Respiro degli Alberi” è un percorso tematico di arte contemporanea, in cui le vere opere d’arte sono gli alberi. Siamo sull’Alpe Cimbra, nel caratteristico abitato di Lanzino, e da qui l’itinerario ha inizio per svilupparsi su una facile strada forestale, con arrivo ad un punto panoramico che si affaccia sulla profonda Valle del Centa e l'Alta Valsugana. Da una brillante idea di Giampaolo Osele, architetto e scultore lavaronese, il percorso è un invito a scoprire le tradizioni cimbre seguendo le suggestioni dell'ambiente che si sposano con quelle dell'arte. Ogni scultura, infatti, si fonde con il bosco che c’è intorno, dimostrando come la natura sia essa stessa arte. L’escursione è ideale per famiglie con bambini e affrontabile anche con il passeggino.

Lambrusco, “lo stile italiano” dall’aperitivo ai pasti: il New York Times online esalta il nettare emiliano

Bere quotidiano, stile italiano” è il titolo dell’articolo, a firma Rebekah Peppler, sulla versione online del celebre quotidiano Usa (circa 33.5 milioni di visitatori unici mensili) che esalta la versatilita’ del nettare emiliano come scelta ideale con l’arrivo della stagione calda.

The great thing about Lambrusco is that you can drink it all day, and then you can drink it all night” sottolinea Cassie Davis, general manager di  Voodoo Vin (enoteca di Los Angeles specializzata in vini naturali), intervistata dall’autrice. L’articolo traccia una breve storia dello “sparkling wine” italiano, esaminando le caratteristiche dei vini ottenuti dalle piu’ impiegate tra le sue 60 varietà di uve (dal secco Sorbara al tannico e fruttato Grasparossa passando per il Salamino), per poi consigliarlo anche come base per un originale Spritz. 

Perfetto connubio, per pasto, dei cibi ricchi di sapore dell’Emilia Romagna, dal Parmigiano Reggiano a Gnocco Fritto e salumi -conclude Peppler- con una bottiglia di Lambrusco si può facilmente indugiare sin oltre al tramonto.

https://www.nytimes.com/2021/05/10/dining/drinks/lambrusco-spritz.html-- 


www.aptservizi.com

Ferrara nel web con “FEEL THE HISTORY”:  la sua anima rinascimentale alla Corte degli Este

Una sezione web con sette videoracconti e una roadmap, online e cartacea, con cinque suggestivi itinerari, da percorrere a piedi o in bicicletta, che toccano 44 luoghi rinascimentali, tra noti e meno conosciuti, della città e dei suoi dintorni (https://www.ferrarainfo.com/it/rinascimento/) - Sono gli strumenti contemporanei che accompagnano il turista alla scoperta dell’anima rinascimentale di Ferrara, frutto del progetto “FEEL THE HISTORY, Ferrara Capitale del Rinascimento” voluto dal Comune di Ferrara e finanziato da Visit Romagna in collaborazione con Apt Servizi Emilia-Romagna – Un viaggio tra le bellezze della città che ancora oggi si nutre dei fasti di 500 anni fa, attraverso preziose opere, pregiati palazzi, antiche strade e tradizioni di un’epoca tra le più floride e magnifiche del passato (www.ferrarainfo.com/it/rinascimento/)
Un tuffo nel Rinascimento, un viaggio nel cuore di una città che vive, oggi come allora, i fasti della Corte estense, attraverso una sezione web con le eleganti immagini di sette video, una roadmap (online, ma anche cartacea) con cinque suggestivi itinerari da percorrere a piedi o in bicicletta e tre focus di approfondimento (www.ferrarainfo.com/it/rinascimento/).
“FEEL THE HISTORY, Ferrara Capitale del Rinascimento” è il progetto sviluppato da APT Servizi Emilia Romagna, in stretta collaborazione con l'Assessorato al Turismo del Comune di Ferrara e Visit Romagna (nell’ambito dei Progetti di Promozione Turistica Locale PTPL 2020), finanziato dalla Regione Emilia Romagna, che mira a diffondere la magnificenza racchiusa nel rinascimento ferrarese, e rispondere con una proposta innovativa al desiderio di vacanza di Italiani e stranieri.

Ferrara è una destinazione dove tradizione e storia si mescolano e questa nuova proposta turistica è stata studiata per vivere una vacanza di pura bellezza, nella città che fu la culla di un periodo storico tra i più floridi del passato. Il progetto, sviluppato in italiano e in inglese, parte dalle eleganti immagini di sette video racconti che narrano come Ferrara viva, oggi come allora, le atmosfere dei Duca d’Este, grazie ai monumenti rimasti intatti nel tempo e alla forte tradizione rinascimentale che ancora si può assaporare a tavola e nelle atmosfere delle feste storiche. 
Gli stessi luoghi sono raccolti in cinque itinerari che si snodano per la città e le sue campagne, grazie a una cartoguida, scaricabile online e anche cartacea, che tocca 44 luoghi rinascimentali. Si parte dal Castello estense nel centro di Ferrara, diventato Patrimonio mondiale Unesco dell’Umanità nel 1995, verso l’Addizione Erculea con i suoi magnifici palazzi i giardini e le piazze; dalle atmosfere del Ghetto ebraico dove indagare il fecondo dialogo culturale degli ebrei nel periodo rinascimentale si arriva al MEIS, il Museo sulla Shoa. Ecco poi i mirabili affreschi del Salone dei Mesi a Palazzo Schifanoia, per poi andare alla scoperta dei sontuosi palazzi cittadini; si esce dal centro per raggiungere le Delizie costruite dai duchi d’Este intorno alla città, oggi riconosciute dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. E poi tre focus di approfondimento: sui fasti de Palio di Ferrara, che ancora oggi come nel 1471 si celebra per l’investitura ducale di Borso d’Este; sulla cucina rinascimentale arrivata ai giorni nostri grazie agli scritti di Cristoforo da Messisbugo, chef della corte Estense (sono evidenziati 5 piatti: i Cappellacci di Zucca, la Coppia e il Pasticcio Ferrarese, la Salama da Sugo e il Panpepato); sugli originali effetti cromatici della ceramica graffita, arte che si sviluppò presso la Corte Estense e che ancora oggi si può trovare nelle botteghe artigiane.  Video, mappa e tutti gli approfondimenti sono disponibili in un’apposita sezione all’interno del sito del Comune di Ferrara al link https://www.ferrarainfo.com/it/rinascimento/ La Sezione conta di una struttura ottimizzata per mobile, composta da una homepage a cui sono collegate 5 pagine itinerario fornite di mappe google geolocalizzate e 3 pagine di contenuti.
Il progetto sarà promosso con una campagna di web marketing attraverso gli account social della regione Emilia-Romagna, settore turismo fB, Instagram, YouTube e una campagna Google Ads per posizionamento della sezione Ferrara Rinascimentale del sito FerraraInfo sul motore di ricerca Google.
La roadmap con 5 itinerari, 44 luoghi rinascimentali e 3 focus
La cartoguida degli itinerari è stata anche stampata in 7.000 copie in due distinte edizioni, in lingua italiana inglese ed è disponibile negli IAT della città. La scelta dell’Agenzia Expansion Group che l’ha realizzata, è stata quella di rappresentare il Rinascimento ferrarese attraverso la produzione d’illustrazioni originali, una per ogni itinerario, monumento e focus oltre a una rappresentazione in bianco e nero di ogni palazzo e monumento. I 5 itinerari sono: “Ferrara Città ideale” (il piano urbanistico di Biagio Rossetti), “A corte con gli Estensi (dal Castello ai Palazzi), “Attraverso la Ferrara ebraica” (visita al Ghetto ebraico e al Meis), “Le meraviglie della pittura estense” (dal neo restaurato ciclo di affreschi del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia alla quadreria della Pinacoteca Nazionale), “Il Paesaggio delle Delizie” (dalle Dimore patrizie entro le mura alle magioni sul territorio). I tre focus si occupano di: “Trionfi e Tornei (le rievocazioni storiche: il palio, il carnevale, ecc.), “La Ceramica amata dagli Este” (l’artigianato artistico), “A tavola con Messibugo” (la tradizione gastronomica di orgine rinascimentale). 

I video racconti degli itinerari Ferrara feel the history
L’Agenzia ferrarese “Le immagini” ha realizzato 7 video racconti, della durata di un minuto, che anticipano la bellezza dei luoghi toccati dagli itinerari. Dal Castello estense, con i suoi abitanti illustri e le vicende che si sono svolte tra le sue mura, alla città progettata da Biagio Rossetti e realizzata da Ercole I; dalle scene dipinte sulle pareti dal Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia alle feste rinascimentali; dalla città ebraica, con il ghetto, il cimitero alla nuovissima struttura del MEIS; dalla gastronomia, con le specialità che si possono assaggiare in città e che risalgono alla tradizione di Cristoforo da Messisbugo alle ceramiche tipiche del Rinascimento, fino alle Delizie estensi e al loro paesaggio culturale che ha donato un’impronta indelebile al territorio.

I video si possono scaricare dal link: https://we.tl/t-S25q2Lw8CK

www.aptservizi.com

Con Re Pomodoro, a casa come in pizzeria

Il brand di Margherita srl stupisce operatori e pubblico con una gamma di pizze e snack surgelati e refrigerati totalmente realizzati a mano. L’icona del gusto italiano completa l’offerta Retail e Ho.Re.Ca. con prodotti ad alto indice di gradimento.
Re Pomodoro risponde alle richieste di un pubblico sempre più desideroso di gustare a casa, al bar o in hotel una pizza buona come quella appena fatta in pizzeriaMargherita srl, azienda che da Fregona, in provincia di Treviso, si è a pieno diritto conquistata il titolo di essere “La più grande pizzeria d’Italia”. Nata nel 1991 dall’esperienza di Fabrizio Taddei, vero maestro dell’arte bianca che dal 1972 non smette di proporre un’icona del gusto italiano con un’azienda conosciuta a livello internazionale per la sua unicità. Nei quattro stabilimenti produttivi, infatti, operano quotidianamente 350 pizzaioli esperti che dopo un anno di formazione possono definirsi i veri artefici di una tecnica perfetta come il risultato, pizze e snack surgelati e refrigerati che già dal primo sguardo ricordano la genuinità e il sapore della pizza italiana di pizzeria. 
Del resto, non potrebbe essere altrimenti, dal momento che ogni singolo prodotto è realizzato esclusivamente e completamente a mano, dalla stesura della pasta alla farcitura, ricordando così all’assaggio esattamente il gusto caratteristico della pizza appena sfornata in pizzeria.  https://www.margheritarepomodoro.it/il-valore-del-sapore/
Se Re Pomodoro è un marchio riconosciuto a livello internazionale come un’eccellenza del Made in Italy, l’investitura a regina delle pizzerie italiane di Margherita srl è la naturale conseguenza di una qualità che si esprime in ogni aspetto, dalla continua ricerca delle migliori materie prime al rigoroso rispetto dei tempi di lievitazione e di preparazione, fino alla manualità acquisita dopo mesi di continuo perfezionamento da veri artigiani della pizza. Solo così l’azienda può garantire tutta la bontà dell’autentica tradizione italiana. 
Immersa in un paradiso naturale, tra i vigneti del Prosecco e la verdeggiante foresta del Cansiglio, la seconda più estesa d’Italia, Margherita srl è circondata da acque alpine e un’aria pura, ingredienti speciali che rendono le proposte Made in Fregona dei veri capolavori del gusto. Nessun segreto, ma cinquant’anni di esperienza che si rinnova giorno dopo giorno, dal primo impasto del 1972 alla sede iniziale del 1991, fino agli attuali quattro siti produttivi. https://www.margheritarepomodoro.it/azienda/
Una dedizione all’arte bianca premiata da insegne e consumatori di tutto il mondo per quella capacità unica e inimitabile di generare stupore ed entusiasmo a ogni assaggioUna gamma di prodotti ad alto contenuto di servizio in fascia premium che soddisfa primari rivenditori internazionali, rifornendo quotidianamente categorie congelate e refrigerate, con una soluzione da congelata a fresca che dalle pizze agli snack, fino al segmento bake-off, senza l’aggiunta di additivi, lascia inalterati sapori e proprietà nutrizionali attraverso un processo di abbattitura che porta dal forno alla temperatura di - 20°. Dalle proposte classiche a quelle gourmet, non mancano anche le ricette su misura, grazie alla presenza di un Food Innovation Lab capace di sviluppare e testare nuovi prodotti e concetti attraverso lo scambio di esperienze da diversi mercati. Nascono così anche di marca e private label confezionate in tutti i tipi dipackaging, sulla base delle esigenze dei diversi mercati Retail e Food Service.
Il continuo scambio di sapere ha permesso a Margherita srl di acquisire un know-how di altissimo valore, capace di tradursi in veri prodotti italiani che quotidianamente giungono sulle tavole delle persone in tutto il mondo, con la certezza di garantire una qualità estrema e una passione condivisa tra team, clienti e pubblico. Le caratteristiche organolettiche ricreano immediatamente l’atmosfera della vera pizzeria: il lievito madre garantisce una totale digeribilità, mentre la stesura manuale dell’impasto rende ogni singolo prodotto unico, inimitabile, dove il fattore umano e l’esperienza del singolo pizzaiolo ne assicurano la massima qualità. Anche la farcitura, abbondante e con prodotti del territorio, sprigiona profumi e aromi che trasformano ogni assaggio in un’esplosione di gusto e un tuffo nei sapori autentici della vera pizza italiana.  https://www.margheritarepomodoro.it/un-video-per-farvi-scoprire-il-mondo-margherita-srl/
Stupisce la nuovissima pizza a doppia lievitazione, novità assoluta che porta sul mercato tutto il profumo e la fragranza della vera pizza italiana gourmet: in versione fresca e surgelata, è la sola capace di trasformare la cucina di casa in una vera pizzeria italiana di alto livello. Il doppio impasto con lievito madre a lievitazione 24 ore garantisce un’eccezionale sviluppo dell’impasto, rendendolo ancora più saporito e digeribile. La miscela di farine e grani antichi riporta alla mente profumi e sapori inconfondibili. La lavorazione effettuata completamente a mano, frutto dell’esperienza dei maestri pizzaioli, è la garanzia di una stesura perfetta e un’alveolatura ben sviluppata, indice di un’ottima idratazione e lievitazione. Il cornicione extra alto, morbido dentro e croccante fuori, porta alla mente la migliore rappresentazione della pizza come in pizzeria.  
Un prodotto di eccellenza che si inserisce pienamente nell’ampia e variegata offerta Made in Fregona, caratterizzata dalle pizze fresche confezionate in atm con shelf life di 30 giorni a quelle della gamma classica dai gusti tradizionali e lievitazione con lievito madre. Sempre a base di pizza e con le medesime caratteristiche organolettiche si affiancano anche gli snack pizza, surgelati per il banco del libero servizio o bake off, dove fantasia, esperienza e manualità dei pizzaioli prendono forma in calzoni ripieni di sapori, Pizzycotti con strati prelibati, sfilatini sfiziosamente farciti, fruste e molte altre ghiotte idee, rispondendo a tutti i gusti e a tutte le modalità di consumo, anche con proposte bio.
Bastano infatti solo pochi minuti in forno o in padella per godere del piacere di una buona pizza di pizzeria, ma gustata comodamente tra le mura domestiche, piuttosto che per una pausa fuori casa. 

Margherita srl è nata nel 1991 come società a conduzione familiare, dall’esperienza di Fabrizio Taddei che nel 1972 iniziò la sua carriera nel mondo della pizza. A Fregona, in provincia di Treviso, l’azienda è immersa in un contesto ambientale particolarmente salubre e suggestivo, tra i vigneti del Prosecco e la maestosa foresta del Cansiglio, seconda foresta d’Italia. Il suo brand "Re Pomodoro" è conosciuto a livello internazionale per la qualità dei suoi prodotti realizzati rigorosamente a mano: pizze e snack surgelati e refrigerati di qualità premium. Con 4 stabilimenti produttivi, 350 addetti e 45 milioni di fatturato, può definirsi a pieno titolo “La più grande pizzeria d’Italia”. 

Margherita s.r.l.
Via dell'industria 11
31010 Fregona (TV)- Italia
Tel. +39 0438 915081
fax. +39 0438 585715

 

Itinerari da percorrere a piedi o in bici, tra Emilia e Romagna

Il comprensorio turistico formato dai territori di Imola (BO) e Faenza (RA) propone piacevoli esperienze tra natura incontaminata e parchi attrezzati, rocche secolari e luoghi di cultura, ospitali agriturismi a aziende di vino e prodotti tipici.
Anche quella del 2021 sarà sicuramente un’estate diverse dalle solite. Il motivo è, purtroppo, noto a tutti. L’estate 2021, dopo quella del 2020, sarà quindi all’insegna del distanziamento sociale e del rispetto delle numerose norme atte a contenere e limitare la diffusione del Covid-19. Un territorio dove poter trascorrere una piacevole vacanza, o anche solo una giornata di relax, senza il rischio d’incontrare masse chiassose di persone (con gli annessi rischi per la salute) è sicuramente il comprensorio turistico di Imola e Faenza, a cavallo fra Emilia e Romagnafra le province di Bologna e di Ravennatra la nota Riviera adriatica e le città d’arte di Bologna, Ferrara ma anche di Firenze (nella sua parte appenninica il comprensorio confina con la Toscana). Perché la tipologia di questo territorio e dei suoi luoghi (tra natura incontaminata e parchi attrezzati, rocche secolari e luoghi di cultura, ospitali agriturismi) porta a un distanziamento “naturale” delle persone.Per ben accogliere i visitatori, anche in queste circostanze “anomale” da Coronavirus, sono stati realizzati 8 itinerari da percorrere a piedi e 8 in biciletta (da strada, mtb o anche e-bike, tutte noleggiabili direttamente in loco). Si tratta di itinerari di diverse tipologie, per soddisfare le esigenze dei più allenati, ma anche per famiglie con bambini, per vivere un’autentica esperienza in questo territorio ancora tutto da scoprire.

A PIEDI
Imola intorno al famoso Autodromo Enzo e Dino Ferrari, che è recentemente tornato a ospitare la F1, per ammirare le curve e i tratti della pista in cui si sono disputate tante gare di auto e moto, nonché il memoriale dedicato al pilota brasiliano Ayrton Senna; il Parco secolare delle Acque Minerali con tante specie arboree, le fontane storiche e il Monte Castellaccio dove sono stati trovati reperti preistorici oggi conservati al museo Scarabelli di Imola. Inoltre, è possibile effettuare anche visite in pista (su prenotazione) e sperimentare il brivido della guida di un’auto da corsa con i simulatori. Lunghezza 5,8 km. Dislivello 120 m.

Casalfiumanese, lungo il sentiero botanico Luca Ghini, per ammirare anche Villa Manusardi, tipica villa padronale ottocentesca con grande parco rimasto quasi immutato, la Chiesa Romanica di Riviera, con annesso convento, edificata nel XIV Secolo. Lunghezza 8 km. Dislivello 340 m.
Borgo Tossignano lungo fiume, per visitare anche il cinquecentesco Palazzo Baronale sede del centro visite “I Gessi e il Fiume”, del Parco della Vena del Gesso Romagnola. Inoltre, alla Casa del Fiume ci sono i percorsi didattici per famiglie e piccoli gruppi e le escursioni guidate sono un’occasione unica per una mezza giornata o una giornata alla scoperta del Parco della Vena del Gesso Romagnola. Lunghezza 5,2 km. Dislivello 50 m.
Tra boschi e castagneti nel borgo di Castel del Rio. Lungo il percorso si costeggiano bellissimi castagneti, tipici dell’Appennino, che si coltivano qui da oltre 500 anni e da cui proviene il Marrone di Castel del Rio IGP. A Castel del Rio, il cinquecentesco Palazzo degli Alidosi ospita il Museo del Castagno e il Museo della Linea Gotica. Lunghezza 5,6 km. Dislivello 250 m.Da Villa Vezzano fino a Torre del Marino. Come molte delle torri che svettano su queste colline, la Torre del Marino aveva uno scopo difensivo e di avvistamento e fu costruita nel XV Secolo dalla famiglia Naldi. Un luogo incantevole dove poter anche incontrare i sapori del territorio con degustazioni guidate. Lunghezza 5,4 km. Dislivello 190 m.
La collina di Oriolo dei Fichi. La Torre di Oriolo (visitabile i pomeriggi di sabato, domenica e festivi e durante gli eventi) è unica nel suo genere per la sua pianta esagonale con 2 angoli retti. Fu costruita nel 1476 dai Manfredi di Faenza in luogo di una precedente fortificazione. Il Sentiero dell’Amore che conduce alla Torre, un tempo percorso militare, oggi è luogo di pace e poesia. Negli agriturismi che circondano la Torre è possibile degustare i pregiati vini e cibi locali, ma anche partecipare a corsi per fare la piadina e la sfoglia. Lunghezza 4,8 km. Dislivello 170 m.
Il Sentiero dell'Olio a Brisighella. Siamo in uno dei “Borghi più pelli d’Italia”, con un centro storico caratterizzato dalla Rocca Manfrediana, dalla Torre dell’orologio e dalla Via degli Asini (una via sopraelevata porticata). Il Museo Ugonia conserva molte delle opere che il pittore e litografo ha dedicato alla natura e alla storia del paese. La romanica Pieve di San Giovanni in Ottavo (Pieve di Tho) conserva nella cripta una pietra da frantoio di epoca romana. L’olio extravergine di Brisighella è stato tra i primi ad aver ottenuto, nel 1996, il prestigioso riconoscimento di DOP, prodotto da varietà autoctone coltivate già in epoca romana. Possibile la degustazione guidata dell’olio di Brisighella o degli altri numerosi prodotti locali, come i salumi di Mora Romagnola e il Carciofo Moretto. Lunghezza 7,6 km. Dislivello 110 m.
Il Sentiero degli Abissi nel Parco della Vena del Gesso Romagnola (Centro Visite Ca’ Carnè, Brisighella). Il Parco presenta molte interessanti caratteristiche dovute alla particolare conformazione di questa roccia: abissi, inghiottitoi, doline, grotte (alcune anche visitabili, su prenotazione con guida). Esemplari di fauna e flora sopravvivono qui grazie al microclima che i gessi assicurano. Il Parco Museo Geologico Cava del Monticino, non lontano dal centro visite, offre un’interessante visione di queste rocce e con affascinanti diorami presenta specie di animali preistorici. Da non perdere anche la cava di Lapis Specularis di Ca’ Toresina, risalente all’epoca romana. Lunghezza 3 km. Dislivello 210 m.

IN BICICLETTA
Imola da scoprire. Lo storico Autodromo Enzo e Dino Ferrari, con la scultura in memoria del pilota Ayrton Senna. Il parco ottocentesco delle Acque Minerali realizzato all’interno del circuito dopo la scoperta di sorgenti di acque sulfuree è oggi luogo per relax e sport. Al suo interno anche un sito preistorico, il Monte Castellaccio. Nel centro storico di Imola: la Cattedrale di San Cassiano e l’imponete Rocca Sforzesca, splendido esempio di architettura fortificata tra Medioevo e Rinascimento. Il Canale dei Molini, opera idraulica di 42 km che risale probabilmente all’età romana, serviva al funzionamento dei mulini e per l’irrigazione. Lunghezza: 14 km. Dislivello: 80 m. Tempo: circa 1,30 ore. 

Imola-Dozza, percorso tra le dolci colline. Partendo da Imola (vedere itinerario precedente), si arriva successivamente al borgo medievale di Dozza, una galleria d’arte all’aperto con le sue opere sui muri esterni delle case lasciati delle varie edizioni della Biennale del Muro Dipinto. La medievale Rocca Sforzesca, trasformata da Caterina Sforza in castello fortificato e adibito in seguito a residenza nobiliare, ospita nelle cantine l’Enoteca Regionale Emilia Romagna, vetrina dei vini regionali (circa un migliaio in esposizione) e dei prodotti tipici in vendita e degustazione. Lunghezza: 19,8 km. Dislivello: 220 m. Tempo: circa 2,30. 
Di valle in valle: Dozza città d’arte e Castel San Pietro Terme città slow. Percorso collinare molto panoramico con tappa a Dozza, per poi proseguire verso Castel San Pietro Terme, lungo la valle del fiume Sillaro. Castel San Pietro, nota località termale, ha una vocazione per le attività all’aria aperta come golf ed escursioni a piedi e in bicicletta. Nel centro storico, il Cassero segna la nascita della città, nel 1199. Modificato più volte nei secoli, ospita oggi il Teatro Comunale. Lunghezza: 16,3 km. Dislivello: 400 m. Tempo: circa 3 ore. 
Borgo Tossignano, lungo la Vallata del Santerno. Alla scoperta della vallata del Santerno tra i calanchi ed il fiume, tra gli alberi da frutto e gli ulivi, un percorso nell’area del Parco della Vena del Gesso Romagnola. Dal centro del paese di Borgo Tossignano, lungo il percorso che segue il fiume, scoprendo la storia del borgo per poi salire a Tossignano ad ammirare la Riva di San Biagio, visibile da Tossignano, è uno degli scorci più caratteristici della Vena del Gesso Romagnola. Lunghezza: 15,7 km. Dislivello: 290 m. Tempo: circa 2 ore. 
Faenza e le sue colline, un’escursione che unisce le suggestioni dell'arte e della storia e il paesaggio collinare decorato da vigneti e frutteti. Da vedere lungo il percorso: la Torre di Oriolo in splendida posizione panoramica, ha una singolare pianta pentagonale. A Faenza, il Museo Internazionale delle Ceramiche presenta la storia della ceramica dall'Età Precolombiana ai giorni nostri e conserva pezzi, tra gli altri, di Fontana, Picasso, Chagall. Nel centro di Faenza: l'elegante piazza del Popolo, il Museo dell'Età Neoclassica in Romagna Palazzo Milzetti, le botteghe degli artigiani ceramisti. Lunghezza: 34 km. Dislivello: 400 m. Tempo: circa 3,30 ore.
Il borgo medievale di Brisighella, tra gessi e calanchi. Brisighella, uno dei “Borghi più belli d’Italia” e famosa per il suo pregevole olio extravergine DOP, ha un centro medievale caratteristico e ricco di sorprese. Si toccano i monumenti più interessanti prima di uscire sulle colline che sovrastano la zona termale, per godersi la vista del borgo e dei suoi tre colli. Lunghezza 19 km. Dislivello: 260 m. Tempo: circa 2,30 ore. 
Riolo Terme e la Valle del Senio. La Rocca di Riolo Terme, appartenuta a Caterina Sforza, con il Museo del Paesaggio dell’Appennino Faentino. La mura a sbalzo con la suggestiva veduta sulla valle del Senio. Lo Stabilimento Termale, del 1870, con eleganti padiglioni in stile Liberty immersi in un parco secolare dispone anche di una moderna Spa. Lunghezza: 25 km. Dislivello: 430 m. Tempo: circa 3 ore.
Casola Valsenio, storie di bici. La Casa Museo Il Cardello, dove ha vissuto gran parte della sua vita lo scrittore faentino Alfredo Oriani, è un raro e splendido esempio di casa signorile romagnola dell’Otto/Novecento, perfettamente conservata e immersa in un bel parco. Alfredo Oriani è considerato il padre del cicloturismo: nel 1897 affrontò da solo un viaggio di un mese tra Romagna e Toscana, al termine del quale scrisse uno dei suoi libri più amati, “La bicicletta”. Nel Museo è conservata la sua inseparabile bicicletta. Il Giardino delle Erbe “Augusto Rinaldi Ceroni” è un orto botanico specializzato in piante officinali, dove ne vengono coltivate quasi 500 varietà. Qui è possibile effettuare visite guidate alla scoperta dei segreti delle piante e laboratori sulla distillazione e la preparazione delle tisane. Da provare, nei ristoranti di Casola Valsenio, gli originali menù alle erbe aromatiche, ai fiori e ai frutti dimenticati dell’autunno. Lunghezza: 12,5 km. Dislivello: 450 m. tempo: circa 2.30 ore. 
Ogni itinerario (a piedi o in bici) può essere arricchito con esperienze che contribuiscono ad approfondire la conoscenza del territorio e lo fanno "vivere" in maniera più completa e originale. Come visite "narrate" ai borghi e alle rocche, degustazioni di vini e dei prodotti locali in locations suggestive o accoglienti agriturismo, piccoli e curiosi musei, esposizioni di artisti internazionali, visite a grotte naturali, sempre in compagnia di esperti che sapranno raccontarne ai visitatori segreti e curiosità dei luoghi. 

www.imolafaenza.it/experience
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
tel. 0542 25413 / 0546 71044

“Modena Funghi” entra in Verde Intesa

Agricola Rinaldi,  fungaia modenese tra le migliori d’Italia: il Gruppo, presieduto da Paolo Rinaldi, è leader nel mercato degli champignon.
Il gruppo “Modena Funghi” di Cavezzo (MO) è entrato in Verde Intesa con l’Agricola Rinaldi, azienda leader nella produzione di funghi, soprattutto champignon, con un fatturato che nel 2020 ha superato i 5 milioni di euro e una produzione annua di 15mila quintali di funghi. Alla guida di una delle principali fungaie italiane c’è la seconda generazione dei Rinaldi. Paolo, attuale presidente del Gruppo, è il figlio di Amilcare, coltivatore innovatore capace di cogliere i cambiamenti del mercato e sviluppare una moderna impresa fungicola. 

La nascita di Agricola Rinaldi
“Già alla  fine anni settanta era presente la tendenza a valorizzare i prodotti a km zero – sottolinea il presidente Paolo Rinaldi -  In particolare, una grossa azienda alimentare modenese, cercava di sensibilizzare i produttori a coltivare funghi”. 
Amilcare Rinaldi e altri colleghi del territorio, attirati dalla possibilità di entrare in un nuovo mercato, decisero così di intraprendere la strada della coltivazione di funghi, iniziando prima a coltivarli nel fienile, poi in una serra. In poco tempo ha iniziato così a svilupparsi la coltivazione degli champignon, la varietà preponderante nella zona di Modena. 
“Adesso - precisa Paolo Rinaldi -  all’interno della filiera sono presenti anche produttori di altre specie fungicole”.

Amilcare Rinaldi e il desiderio di crescere innovando
A distanza di quasi 10 anni,  Amilcare  Rinaldi ha dato  avvio alla seconda svolta. Grazie al diploma del figlio Paolo in micologia, l’azienda ha la possibilità di coltivare i funghi spontanei nella stagione estiva, un titolo necessario per certificare e quindi commercializzare questo tipo di referenza. Nello stesso periodo, Amilcare Rinaldi intuì la necessità di fare un passo verso l’innovazione portando in azienda sistemi di tecnologia avanzata. Erano gli anni in cui tutti i produttori guardavano l’Olanda che usava una tecnologia computerizzata per la coltivazione e, quindi, con l’utilizzo di particolari software e strutture metalliche con pannelli si imposero i primi prototipi di capannoni. Erano strutture più tecniche, con climatizzazione, sia per il caldo che per il freddo, che permettevano alle aziende di coltivare 365 giorni all’anno. 
Quando Paolo Rinaldi è entrato a far parte dell’azienda, ha gradualmente iniziato a sviluppare la Modena Funghi, lanciata poi nel 1999 soprattutto per ovviare all’impossibilità come azienda agricola di commercializzare oltre il 50% della propria produzione. Già a partire dal 1997 avevano iniziato un percorso verso la grande distribuzione (GDO) e qualche anno prima, nel 1994, con dei piccoli supermercati, che all’epoca erano ancora agli inizi, come Rossetto o il Gruppo Brendolan. 
La necessità di ampliare l’offerta è arrivata proprio su richiesta della stessa GDO che imponeva anche la fornitura di altre referenze. Questo ha reso necessario mettere in filiera più aziende, alcune già in contatto con l’Agricola Rinaldi, altre da certificare per dar vita alla Modena Funghi e alla possibilità di commercializzare una maggior percentuale della produzione fungina.

Il consolidamento nel mercato del Nord d’Italia
Per il Gruppo Rinaldi, Verona rappresenta da sempre il mercato principale, dopo Bologna, Padova e Parma. Prima i supermercati acquistavano tutto dai mercati agricoli, poi pian piano le aziende sono state fidelizzate guardando solo al supermercato. Sino a 30 anni fa si vendeva quasi totalmente ai mercati ortofrutticoli, poi si è giunti a lavorare direttamente con i supermercati. 

Il Gruppo Rinaldi verso la sostenibilità ambientale

Nel 2010, anche a fronte delle prime sfide del risparmio energetico, il Gruppo Rinaldi ha optato per un ampliamento di azienda,  sviluppando  un’attività di risparmio energetico  investendo  su un impianto fotovoltaico producendo oltre il 65 per cento di energia elettrica.  Nel 2016, Paolo Rinaldi, insieme alle due figlie Giulia, responsabile marketing, e Alessandra, laureanda in agraria,  ha preso la decisione di compiere degli investimenti finanziari e ampliare la gamma dell’offerta commerciale, per comprendere, oltre ai funghi freschi, anche tutta la quarta gamma.  Maria Grazia, moglie di Paolo, ha portato avanti con successo lo sviluppo di una linea burger, con la realizzazione di un laboratorio alimentare, attrezzato con tecnologie all’avanguardia e in grado di fornire un prodotto di alta qualità, entrando nel settore vegetale e gluten free (con la collaborazione  di primarie  aziende). Il laboratorio alimentare si avvale dell’azoto liquido come abbattitore, perchè consente un’ottimizzazione del processo: una volta cotto, infatti, il prodotto viene raffreddato a meno 170 °C in breve tempo, così da ridurre al minimo l’esposizione a cariche batteriche o a muffe.

Dal mercato dei vegetariani e vegan ai millennial

Con l’apertura del laboratorio alimentare, la famiglia Rinaldi si è aperta al mercato vegano, vegetariano e senza glutine. L’arricchimento della gamma con prodotti nuovi e innovativi ha presupposto anche la creazione di un nuovo pack dotato di codice a barre bidimensionale o QR code in etichetta, in grado di aprire un collegamento ipertestuale col sito web di Modena Funghi e dialogare con la generazione dei millennial. 

La commercializzazione dell’intera gamma dall’Italia ai Paesi arabi
Il Gruppo Rinaldi attualmente lavora in Italia con i più importanti  gruppi  distributivi nazionali. Uscendo dal mercato italiano, l’azienda modenese lavora ormai da diversi anni con la Germania e con l’Inghilterra, riuscendo a triangolare anche verso i Paesi arabi, dove il fungo è assai apprezzato nella loro cultura alimentare. 

Ottimismo per il prossimo anno
Il Gruppo Rinaldi commercializza ogni anno circa 15.000 quintali di funghi, mentre il fatturato raggiunge i 5 milioni all’anno per la Modena Funghi e circa 1,6 milione per Agricola Rinaldi. Il Gruppo è in costante crescita perché si allarga la base clientelare, qualcuno persino a doppia cifra;l’ortofrutta invece, nonostante la crescita sembri più contenuta, ha comunque registrato picchi di aumento soprattutto nel periodo iniziale del Covid per poi stabilizzarsi. Il momento migliore resta quello da settembre a Pasqua dove le punte più alte sono a inizio settembre, merito della presenza di numerose sagre. A Natale è trainante, poi dopo, si arriva al periodo pasquale, quindi, in modo naturale, inizia la discesa fino ad arrivare all’estate, dove si stabilizza a un terzo.  Dal punto di vista commerciale, precisa Paolo Rinaldi, l’azienda non ha registrato un influsso negativo, anzi  - soprattutto nelle prime settimane della pandemia -  c’è stato un aumento delle vendite e ancora oggi i numeri sembrano confermare la crescita su buoni livelli. 

www.verdeintesa.it

Il "baldacchino" della pandemia del 1630, in mostra a Bologna

Fino al 18 luglio p.v., la Raccolta Lercaro - presso l'Istituto Veritatis Splendor - espone nelle proprie sale, il “Baldacchino votivo” fatto costruire dai cittadini bolognesi al termine della terribile epidemia di peste del 1630 e, dal 1634, utilizzato per le processioni di ringraziamento alla Vergine del Rosario. Realizzato in velluto, seta, fili d’oro e d’argento, il prezioso manufatto è composto da una copertura in cangiante seta azzurra trapuntata di stelle dorate e da 4 bandinelle laterali su cui sono ricamati e dipinti, su disegni di scuola reniana (del Guido Reni) i santi protettori delle singole Corporazioni locali. Straordinariamente conservato, si presenta come il risultato di un minuziosissimo lavoro di artigianato artistico capace di armonizzare sapientemente padronanza della tecnica e devozione religiosa. Oggi, nel cuore della seconda primavera segnata dal Coronavirus, la Raccolta Lercaro vuole offrire al pubblico non solo la fruizione di un capolavoro cittadino, ma anche e soprattutto un’occasione concreta per mettere in rapporto il tempo presente con quello passato e con tutto il suo portato umano e culturale, giunto a noi sotto forma di storia collettiva e tradizioni.

«La peste del 1630 scosse la città dalle fondamenta. Alla fine di ottobre si contarono in città più di 20.000 casi su una popolazione residente di circa 60.000 abitanti. Durante i mesi dell’epidemia, soprattutto da maggio a settembre, l’organizzazione sanitaria ed economica della Città vide indiscusso protagonista il cardinale legato Bernardino Spada. Accanto a lui, a capo dei lazzaretti,  il gesuita Angelo Orimbelli e gli “assunti di sanità”, un gruppo di nobiluomini che affiancavano il Cardinale nella gestione dell’epidemia. Colpisce ancora oggi e meravigliò i contemporanei l’apertura mentale del legato pontificio che provò a governare l’epidemia con regole moderne, che abbiamo ritrovato oggi, nella nostra epidemia dell’anno 2020. Purtroppo, come riconobbero qualche anno dopo anche coloro che si erano mostrati freddi davanti alle scelte sanitarie operate dal Cardinale, gli effetti non si videro come avrebbero potuto perché le regole furono spesso boicottate. Si dispose per tempo un cordone sanitario intorno alla Città, controllando gli ingressi di persone e merci. Nei lazzaretti si applicarono precise norme igieniche e gli operatori sanitari indossavano guanti, camice e mascherina, che erano cambiati dopo ogni ingresso al lazzaretto per il trasporto di ammalati. Fatto il servizio e prima di cominciarne un altro, si toglievano i vestiti e indossavano altri camici, altri guanti e altre mascherine. Gli abiti indossati erano esposti all’aria per le successive 24 ore. Gli infermieri - i vituperati “monatti” milanesi - prima di lasciare il servizio, che durava 15 giorni, restavano in quarantena per altrettanto tempo in un’area del lazzaretto a ciò dedicata. Si potrebbe dire che, dove mancava la prova scientifica del bene operare, subentrava l’osservazione sperimentale. Le disposizioni emanate diventeranno “preziose reliquie, anzi sacrosanti oracoli, per la salute della Posterità saranno le sue regole […]”. Un auspicio in parte immediatamente recepito con le pubblicazioni che seguirono nello stesso 1631, ma poi dimenticate fino al XX secolo, quando riemersero attraverso i lavori di Luigi da Gatteo e Antonio Brighetti. Il Cardinale e il suo gruppo di lavoro hanno avuto la capacità di superare i dettami della conoscenza vigente e, senza entrare nel merito della discussione teorica, hanno imposto delle nuove regole di comportamento accompagnate da un inusuale stile di vita. Le disposizioni dello Spada, infatti, non si traducono in semplice “grida”, ma diventano norme da doversi osservare e sulle quali il Cardinale vigilerà personalmente. Capolavoro finale di questa attenzione è la prima processione di ringraziamento, svoltasi il 27 dicembre 1630. Il Cardinale, benché non si registrassero più decessi ed i lazzaretti fossero stati chiusi, non voleva abbassare la guardia. La processione, ormai inderogabile, avviene in maniera straordinariamente moderna, diremmo oggi, a numero chiuso. La città è rappresentata attraverso esponenti di categoria che sono i soli a poter entrare nella chiesa di san Domenico, dove è esposto, per la prima volta, il “pallione del voto” (grande pala) di Guido Reni, appena eseguito e voluto dalla Città. I cittadini riprendono una vita del tutto normale solo nel febbraio del 1631. Si aprono le botteghe e si riorganizza la vita sociale ed economica. I bolognesi, attraverso le Corporazioni, intendono lasciare dei segni duraturi a ricordo dell’epidemia. Lo fanno da subito con il dipinto del Reni e, quattro anni dopo, nel 1634, con una vera festa di ringraziamento. La Vergine del Rosario, a cui si erano rivolti, viene portata in piazza Maggiore e da qui processionalmente torna in san Domenico sotto un baldacchino appositamente ricamato e donato dalle “Arti” della città. Tutte le forze economiche contribuiscono e sono rappresentate sul baldacchino attraverso i santi protettori ricamati e dipinti sulle bandinelle laterali».

Franco Faranda, Le Arti e la peste a Bologna: il Baldacchino votivo del 1634. Riflessioni ai tempi del Coronavirus, Bologna, Il Mulino, 2021.

L’opera, recentemente recuperata grazie all’intervento dei Rotary cittadini e poi tornata nella basilica di san Domenico, dove è custodita per conto della proprietà (Fondo Edifici di Culto), normalmente non è fruibile dal pubblico. 
Oggi, mentre l’epidemia di Coronavirus fatica a essere debellata, questo “dono” ricorda l’altra grande epidemia, l’impegno della città e soprattutto la capacità di ripartire dal bello.

Si ringraziano:
il Fondo Edifici di Culto, la Soprintendenza competente e il convento di san Domenico per la disponibilità al prestito, Manuela Farinelli, per i controlli conservativi e Paolo Dalla, per la realizzazione dell’allestimento.

Orari: martedì e mercoledì: 15-19. Giovedì e venerdì: 10-13 / 15-19. Venerdì 7 maggio 2021, in occasione di Art City: 10-13 / 15-21.30. Chiuso nel fine settimana e nei festivi infrasettimanali (fino al permanere dell’emergenza sanitaria).

L’Istituto Veritatis Splendor è il frutto permanente del Congresso Eucaristico Nazionale del 1997, nato dalla sinergia fra l’Arcidiocesi di Bologna e la Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro, e da queste promosso e sostenuto.  Al suo interno, la collezione d’arte della Raccolta Lercaro, che nasce dall’unione delle opere personali acquisite dal cardinale Giacomo Lercaro (arcivescovo di Bologna dal 1952 al 1968) con quelle che artisti, collezionisti o semplici estimatori, nel tempo, gli hanno voluto donare in segno di profonda stima. Il primo “dono” risale al 1971 ed è rappresentato dall’omaggio di quattro artisti bolognesi (Aldo Borgonzoni, Pompilio Mandelli, Enzo Pasqualini, Ilario Rossi) al Cardinale in occasione del suo 80° compleanno. È questo l’evento da cui si origina l’idea di aprire a tutti la fruizione delle opere allestendole nelle sale di villa san Giacomo, la residenza del Cardinale sulle colline bolognesi. Negli anni successivi, la graduale apertura a un pubblico sempre più ampio e l’incrementarsi delle donazioni rendono necessario l’ordinamento secondo criteri museografici. A un primo lavoro svolto da Franco Solmi segue la direzione artistica di Marilena Pasquali che, nel 2003, cura anche il trasferimento nell’attuale sede, ristrutturata grazie al contributo della Fondazione Carisbo. Infine, nel 2008, S. E. Mons. Ernesto Vecchi, Presidente della Fondazione Lercaro, nomina direttore artistico Andrea Dall’Asta SJ, il quale, nel rispetto dell’originario assetto della collezione secondo il concetto di Wunderkammer (camera delle meraviglie), ripensa l’allestimento come espressione di un dialogo attivo tra antico e contemporaneo.   La collezione permanente oggi comprende opere di Giacomo Manzù, Arturo Martini, Francesco Messina, Mimmo Paladino, Vittorio Tavernari, Giovanni Boldini, Georges Rouault, Ettore Spalletti e molti altri. Tra le opere di pittura e grafica, lavori di Giacomo Balla, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Antonio Mancini, Giorgio Morandi, Adolfo Wildt. Questi dialogano con alcune pregevoli opere antiche, tra cui un tondo in gesso raffigurante una Madonna del Latte (fine XV-XVI secolo) e tre arazzi di manifattura fiamminga (fine XVI-inizio XVII secolo).


www.raccoltalercaro.it
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Istituto Veritatis Splendor 
Via Riva di Reno, 57, 40122 Bologna BO
 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

I luoghi di fede dell’Emilia Romagna sono ancora più accessibili

E’ online il Portale www.monasteriemiliaromagna.it: abbazie, cattedrali, monasteri e altri luoghi di culto delle 15 Diocesi dell’Emilia Romagna sono da oggi online, raccontati da un portale ricco di informazioni, proposte ed esperienze turistiche (www.monasteriemiliaromagna.it) – L’Assessore Regionale al Turismo Andrea Corsini: “C’è grande interesse verso i luoghi di culto della Regione, un patrimonio di storia, cultura e atmosfere raccolte che oggi possiamo condividere con il maggior numero di persone, grazie ad un efficiente portale in costante evoluzione”. Mons. Mosciatti “Valorizziamo la vocazione alla bellezza della nostra regione”
Per tutti coloro che sono alla ricerca di un’esperienza all’insegna della spiritualità, ma anche per gli appassionati di arte ed architettura sacre, dall’Emilia Romagna arriva una importante novità: alcuni dei più belli e storici luoghi di culto di tutta la Regione sono da oggi consultabili grazie a un pratico portale ricco di informazioni, approfondimenti e proposte di esperienze (www.monasteriemiliaromagna.it).

Il sito, che verrà costantemente aggiornato con i contenuti provenienti dai territori, porta alla scoperta di alcune delle più suggestive strutture tra abbazie, cattedrali, pievi e monasteri delle 15 Diocesi Regionali, assieme a itinerari tematici (oggi presenti le prime 4 proposte: Itinerario Francescano, Itinerario Domenicano, Itinerario delle 15 cattedrali in Emilia Romagna con georeferenziazione delle cattedrali sulla mappa, itinerario benedettino), musei collegati ad altrettanti luoghi di culto, e indicazioni sui 18 Cammini per Viandanti e Pellegrini dell’Emilia Romagna. Non manca una sezione dedicata ai Santi, come San Francesco e San Vicinio (a cui sono intitolati altrettanti Cammini regionali) San Martino e San Domenico, di cui quest’anno si celebra il Giubileo (per gli 800 anni dalla morte). 
«La fitta collaborazione con la Conferenza Episcopale della Regione Emilia Romagna, l’Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della CEI e le Diocesi regionali -sottolinea Andrea Corsini, Assessore Regionale al Turismo dell’Emilia Romagna- da cui sono nati il Circuito Regionale dei Cammini e la fortunata esperienza di “Monasteri Aperti”, continua a dare ottimi risultati. La manifestazione nelle prime due edizioni ci ha confermato il grande interesse del pubblico verso i luoghi di culto della Regione. Un patrimonio di storia, cultura e atmosfere raccolte che oggi possiamo condividere con il maggior numero di persone, grazie ad un efficiente portale in costante evoluzione». 
“La nostra Regione possiede un’incredibile vocazione alla bellezza - evidenzia mons. Giovanni Mosciatti, vescovo di Imola e delegato della Conferenza Episcopale Regionale per il turismo, sport e tempo libero- del tutto idonea a sintetizzare e rappresentare millenni di storia, di culture, di tradizioni, di economie. In questo tempo di resilienza, rendere fruibili al grande pubblico luoghi e comunità significa donare un’esperienza di senso a chiunque, perché dalla bellezza si possa riprendere il cammino quotidiano”.
Il portale sarà supportato da una campagna promozionale web sui canali social della Promozione Turistica Regionale. 
All’interno del portale presenti anche una sezione su “eventi ed esperienze” -con attività caricate dagli operatori turistici e dai referenti territoriali che offrono proposte lungo gli itinerari e nei luoghi di fede- e una dedicata alle “feste di natura popolare legate alla spiritualità e all’enogastronomia” (con focus sulle ricette di derivazione religiosa, dalla Piada dei Morti alla Pagnotta di San Vicinio). 
In homepage una sezione “Diario” offre spunti, curiosità ed approfondimenti su alcuni dei luoghi del sacro e sugli itinerari che li attraversano e sono presenti anche video a tema, come quello dedicato all’evento Monasteri Aperti o quello sulla Via dei Linari. I luoghi sacri possono anche essere ricercati per Diocesi. 

Ufficio Stampa Apt Servizi Emilia Romagna tel.0541/430190 www.aptservizi.com

Rivista mensile cartacea e Ipad - Newsletter quindicinale - Trasmissione tv - Eventi live

Tipicità e turismo enogastronomico, cucina del territorio, ristoranti e ristoratori, chef, vini e vigneron, hotellerie, itinerari turistici, trend di mercato, cultura e lifestyle.

Contatti

Degusta Srl
Via Francesco Cilea, 10
40141
Bologna (BO)
PI 03533051201
marketing@degusta.tv