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Gianfranco Leonardi

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Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

"Romagnoli Dop": Paolo Cevoli raddoppia

"Romagnoli Dop" - quasi quattordici milioni di visualizzazioni per la serie web - riuscitissima operazione di promozione territoriale, pensata, voluta e realizzata da Paolo Cevoli, l’imprenditore (rampollo di albergatori) con l'hobby del cabaret. Nell'estate del 2020 la seconda serie. Cevoli, Bonaccini, Corsini, è il tris d’attacco per la presentazione - al tredicesimo piano del palazzo della Regione di via Aldo Moro a Bologna - del bis di “Romagnoli Dop”:  

Paolo Cevoli, alias Palmiro Cangini (assessore alle “attività varie ed eventuali” di Roncofritto) alias Teddi Casadey (imprenditore “controparte” di Cangini, che possiede il “Glorioso Maialificio Casadey Srl) alias Lotar (che si presenta a torso nudo, in tunica leopardata e con il fez in testa) alias Olimpio Pagliarani (soprannominato “Il lepro di Viserbella”, mitico motociclista…) alias Yuri (supertifoso di Valentino Rossi) oltre a tanti altri “alias”… 

Andrea Corsini (romagnolo Dop di Cervia) dal dicembre 2014 assessore della Giunta della Regione Emilia Romagna, con deleghe alle politiche per la qualificazione e lo sviluppo del sistema turistico e strutture ricettive, alla promozione turistica, allo sviluppo della portualità turistica, alle politiche per lo sviluppo del termalismo, alla qualificazione e sviluppo delle attività commerciali, alla programmazione delle politiche regionali in materia di centri agro-alimentari, alla tutela dei consumatori/utenti, consumo sostenibile e al demanio marittimo.

Stefano Bonacini, governatore dell’Emilia Romagna - modenese di nascita - eletto presidente della Regione Emilia Romagna nel novembre 2014 e dal dicembre 2015 presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Attualmente in corsa per il secondo mandato (elezioni il 26 gennaio prossimo) in competizione con Lucia Borgonzoni della Lega. 

Con la serie dei "Romagnoli Dop" di 13 puntate trasmesse finora via web, il protagonista Paolo Cevoli, mettendoci faccia e cuore, ha raccontato chi sono i “veri Romagnoli”. Tra questi, anche un gruppo di coreani, un lavapiatti nero che parla in dialetto romagnolo (!) e i ragazzi di san Patrignano… Tra maggio e agosto sono state ben 14 milioni le visualizzazioni delle clip che Cevoli ha trasmesso sui suoi canali Youtube e Facebook (avvalendosi dello staff dell’APT per  produzione e montaggio) per raccontare le caratteristiche della gente di Romagna, con le testimonianze di circa duecento alla fine, tra imprenditori, artisti, cuochi, scrittori, ma anche turisti (pure stranieri) e persone comuni. E se i primi ad appassionarsi alle lezioni sono stati gli stessi romagnoli - il 40,5% delle persone raggiunte proviene proprio dall’Emilia Romagna - la platea digitale si è presto allargata anche a tutta Italia con ben il 59,5% da Lombardia, Lazio, Veneto e Piemonte. Circa 360mila sono state le interazioni generate complessivamente, di cui oltre 12mila con commenti in pratica tutti positivi (99%). In onda a cadenza settimanale, ogni puntata era caratterizzata da un tema, con un episodio iniziale a spiegare il progetto, realizzato in collaborazione con APT Servizi Emilia-Romagna e Visit Romagna. Puntate che restano lì, sul web, a disposizione di chiunque voglia vederle e rivederle, anche una di seguito all’altra… Per Cevoli, il vero Romagnolo Dop, si riconosce nella triade “sburonaggine, patachismo e ignorantezza”, ma di volta in volta anche da altre caratteristiche, o meglio pregi, come la vocazione all’ospitalità, la passione per “è mutor” (la motocicletta) per l’”azdòra”, il “mangiare”, compreso il divertimento: dal liscio e le gite in motonave, alle discoteche e la vita di spiaggia. Tra gli ospiti: Gianni Morandi, Rudy Zerbi, Giuseppe Giacobazzi, Gianni Fantoni, Kevin Schwantz, Roberto Mercadini, Davide Cassani, Guido Meda, Andrea Mingardi, Aldo Drudi, Duilio Pizzocchi, Andrea Vasumi. 
Con la presentazione è stato ufficialmente confermato che la prossima estate Cevoli andrà a cercare e premiare con un “attestato di romagnolità”, personaggi famosi e non, che incarnano lo spirito e l’animo della Romagna “…solatìa, dolce paese, cui regnarono Guidi e Malatesta; cui tenne pure il Passator cortese, re della strada, re della foresta e dei suoi abitanti” (dall’ultima strofa de La Romagna di Giovanni Pascoli). Un’anteprima delle nuove puntate (online da giugno 2020) si avrà in occasione del Web Marketing Festival di Rimini - il più grande evento sull'Innovazione Digitale e Sociale - in scena lì dal 4 al 6 giugno 2020.

(GfL)

Adria Ferries a sostegno delle popolazioni albanesi colpite dal terremoto

Adria Ferries attiva una unità di crisi interna per emergenze sanitarie e umanitarie dopo il fortissimo terremoto di magnitudine 6.4 che ha colpito la costa settentrionale dell'Albania la scorsa notte alle ore 2:54 (ora locale). Secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) italiano e del servizio geologico statunitense USGS, il sisma ha avuto epicentro a circa 10 km dalla città di Durazzo e a 31 dalla città di Tirana, provocando decine di vittime e gravissimi danni al territorio. 
Visto il profondo legame che da tempo unisce  Adria Ferries alla Terra delle Aquile, la Compagnia di Navigazione italiana ha deciso di attivare al proprio interno una unità di crisi per dare immediato riscontro e supporto a ogni richiesta di carattere umanitario o di emergenza sanitaria che dovesse pervenire e mettendosi a disposizione delle autorità ed istituzioni Italiane e Albanesi.
La rete agenziale portuale della Compagnia  è stata allertata ed è pronta a trasmettere alla sede centrale ogni richiesta pervenuta localmente.
Il nucleo sarà guidato e coordinato dal Dott. Roberto Mataloni, dalla Dott.ssa Michela Rossi e dal Dott. Gabriele Ubaldi che gestiranno ogni richiesta e necessità inerenti le operazioni di assistenza alle popolazioni colpite dal sisma.
La Compagnia ha inoltre disposto l’apertura di un conto corrente dedicato, a supporto concreto della popolazione albanese vittima di questa terribile tragedia.
Seguiranno aggiornamenti in merito alla donazione. 

Info:
BENEFICIARIO: ADRIA FERRIES S.p.A.
BANCA: UBIBANCA S.p.A. — Sede di Ancona
IBAN: IT 29V 03111 02684 000 000 002 557
CAUSALE: AIUTI PER IL TERREMOTO IN ALBANIA

"STYLE & WINE": storia di donne tra moda e vino a Monselice

L’Assessorato alle Attività produttive del Comune di Monselice, l’Associazione dei Commercianti ASCOM di Monselice con il progetto MET (Monselice E’ Tempo di Sviluppo) in collaborazione con la Camera di Commercio di Padova organizzano l’evento “Style & Wine” con il coinvolgimento de “Le vignaiole euganee e beriche”  di “Un tocco al Vino” e dell’AIS (Associazione italiana Sommelier). Durante il periodo natalizio, dal 7 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020 i negozi del centro storico di Monselice ospiteranno le  prestigiose cantine al “femminile” dei vicini Colli Euganei e Berici: un connubio vincente tra moda e vino. L’evento è organizzato dal MET (Monselice E’ Tempo di Sviluppo), un progetto di Ascom, appoggiato e presentato dal comune di Monselice, il cui obiettivo è quello di incrementare l’ attrazione nel centro cittadino della Città della Rocca.  Le attività di vendita al dettaglio fanno “rete” attivando una  animazione territoriale che sappia attirare l'interesse di cittadini e turisti, promozionando così le attività del comparto terziario, con  un evento che non mancherà di individuare la Città della Rocca come uno dei luoghi più interessanti dell'intero panorama provinciale. Dato che la "moda è donna" le cantine che hanno sposato l'iniziativa sono le vignaiole di "un tocco al vino", giovani imprenditrici dei Colli Euganei e Berici che stupiranno tutti con i loro prodotti. L'evento si terrà dal 7 dicembre al 6 gennaio e prevede l'esposizione delle bottiglie di 13 cantine d'eccellenza "al femminile" così da arricchire le vie del centro cittadino creando un vero e proprio "percorso" attraverso i 13 negozi che le ospiteranno. Inoltre nelle date del 12 dicembre  e del 19 dicembre,  presso la Sala della Loggetta in via del Santuario, 3 a Monselice, avranno luogo due interessanti degustazioni guidate dalle stesse "vignaiole" con la collaborazione di sommelier AIS che riusciranno, con la loro maestria, ad avvicinare e coinvolgere il pubblico interessato a questo affascinante mondo, dove la presenza femminile gioca un ruolo quotidiano e fondamentale in azienda. Ad accompagnare i diversi calici nelle due serate, saranno i formaggi dell'Azienda Agricola Valdolmo di Pernumia della signora Franca Giora.  Quindi, oltre al vino, anche il cibo è legato al nostro territorio e… anch'esso "donna"...

(GfL)

Premio “Innovazione nella Tradizione” alla Fattoria Zivieri

A meno di un anno di distanza dalla sua inaugurazione (avvenuta a marzo di quest’anno) la Fattoria Zivieri, ramo dell’omonima macelleria, con sede a Zola Predosa (BO) dedicato alla produzione di salumi artigianali di filiera, ha ottenuto il suo primo riconoscimento: la mortadella di cinghiale della Fattoria si è aggiudicata il primo premio nella categoria “Innovazione nella Tradizione” del Concorso Nazionale del Salume d’eccellenza Pepe e Sale. Domenica 17 novembre, a Sovicille (SI) una giuria di esperti ha riconosciuto alla mortadella di cinghiale Zivieri la capacità di sorprendere il palato con un gusto tipico di un salume d’eccellenza.
“Ci fa particolarmente piacere – dichiara Aldo Zivieri nel corso della premiazione – ricevere questo riconoscimento proprio con la nostra mortadella di cinghiale che simbolicamente rappresenta due importanti impegni intrapresi dalla nostra azienda: la valorizzazione della carne di selvaggina cacciata in selezione e il recentissimo laboratorio, la Fattoria Zivieri appunto, che abbiamo creato un anno fa per la produzione esclusiva di salumi artigianali di filiera, primo fra tutti la mortadella tradizionale…a cui abbiamo fatto seguire la mortadella di cinghiale, il salame rosa e i salumi che da sempre caratterizzano la nostra Azienda”. La famiglia Zivieri, dal 2013, su input e con il sostegno dell’Ausl di Bologna, della Città Metropolitana, l’Università di Bologna e Confcommercio Ascom, sta portando avanti – primo caso in Italia – la filiera della selvaggina cacciata in selezione all’interno dei piani di contenimento faunistico della regione Emilia-Romagna, commercializzando quelle carni che altrimenti sarebbero solo “patrimonio indisponibile dello Stato”. La creazione di questa filiera ha reso possibile, invece, la conoscenza e la diffusione di carni che, provenendo da capi cresciuti in totale libertà, godono di proprietà e valori nutrizionali molto importanti.

Cinque stelle per il nuovo Borgobrufa SPA

Novità in Spa: Sauna panoramica, Cristalli di neve e Stanza relax sensoriale. Per la coppia la Private Spa “Sorgente della Natura”: benessere e natura per il nuovo Resort di Torgiano (PG) con la Spa più grande dell’Umbria. Brillano le cinque stelle sul nuovo Borgobrufa Spa Resort di Torgiano, in Umbria, fresco di restyling. Al centro dell’offerta la Spa con i suoi 3.000 metri quadrati, il centro benessere più grande dell’Umbria, che per l’occasione riapre con nuovi ambienti e trattamenti. Accanto alle novità, alcuni punti fermi: la natura che incanta lo sguardo grazie alla splendida posizione del Borgobrufa; il territorio umbro che con i suoi prodotti tipici entra nella Spa, oltre che nella cucina. E infine l’atmosfera di quiete, romanticismo e charme che avvolge il Borgobrufa Spa Resort e regala ai suoi ospiti una vacanza indimenticabile.
Sauna panoramica e Cristalli di neve
3.000 metri quadrati, 60 trattamenti personalizzati specifici per lui e per lei, 19 persone altamente qualificate: sono questi alcuni dei numeri della nuova Spa Borgobrufa.Benessere e natura. Sì perché, anche dalla Spa, il panorama sulle dolci colline umbre, sui terreni coltivati a vigneti e olivi, riempie lo sguardo e rilassa lo spirito. Quando ci si abbandona, ad esempio, nella piscina con acqua riscaldata, aperta tutto l’anno. Porte subacquee scorrevoli collegano la parte interna a quella esterna, mentre nella vasca giochi d’acqua, botti idromassaggio e getti relax offrono un totale benessere. Vista mozzafiato anche per la nuova Sauna panoramica grazie alle ampie vetrate, mentre il profumo delle erbe, abbinato al benefico calore, inebria i sensi nella Sauna della natura e nel Bagno di vapore. Ma la vera novità è Cristalli di neve: l’ambiente, con temperatura massima di 12°C, ideale per il raffreddamento del corpo e la riattivazione della circolazione sanguigna, in contrasto con la calda temperatura delle saune. Essenze naturali, musica meditativa e illuminazione policromatica caratterizzano il Vitarium; cromoterapia personalizzata e una calda pioggia filiforme animano la Aemotio Spa; alta concentrazione salina nel Tempio del sale. Ampliata con il nuovo restyling anche l’area relax pensata per il riposo. Accanto all’originale Stanza delle stelle e alla Stanza del camino, una nuova ala ospita l’Area relax panoramica e la Stanza relax sensoriale. Ambienti studiati per favorire meditazione, calma e rilassamento, attraverso l’uso attento di colori, illuminazione e musica.
Sorgente della Natura
È la nuova Private Spa del Borgobrufa Spa Resort. Accanto agli ambienti benessere dedicati alla coppia, “Acqua e fiori”, “Tesori del borgo”, “Le mille e una notte”, la Spa mette a disposizione degli innamorati anche “Sorgente della Natura”, la nuova Private Spa dove provare il rituale “Battito dell’eternità”. Un viaggio fuori dal tempo per ritornare alla fonte primordiale della vita, all’origine dell’essere. Un massaggio in cui il battito delle mani muoverà il corpo al fluire della leggerezza, avvolti dalla brezza e dai suoni che culleranno la mente (110 min. 149 euro a persona). Tra i trattamenti più richiesti che contraddistinguono il Borgobrufa, rimane a disposizione di chi ama le tipicità del territorio il rituale premiato con l’Oscar Green: “Bellezza umbra”. All’interno della Private Spa “Tesori del Borgo”, le eccellenze locali in sinergia tra loro sono protagoniste di questo viaggio nella cura della bellezza del corpo e del benessere psico-fisico. Un percorso di depurazione e rilassamento con pediluvio, sauna e bagno in vasca imperiale, accompagnato dalla degustazione Oscar Green. Fra i trattamenti compresi nel pacchetto: impacco corpo ai vinaccioli, peeling viso al burro di nocciole, massaggio schiena alle gocce del borgo, massaggio gambe alle more, massaggio viso rilassante e anti-age al tartufo bianco (160 min. 219 euro a persona).
New Life 2019
Il Borgobrufa Spa Resort è nuovo in tutto… anche nei pacchetti! “New Life 2019” è la proposta ideale per scoprire tutte le novità del Resort. L’offerta, valida fino al 20 dicembre 2019 (esclusi festività e ponti), comprende: 2 pernottamenti in camera matrimoniale Comfort, 2 prime colazioni a buffet, angolo vital, 2 cene di tre portate servite a scelta dal menù del ristorante/bevande escluse, utilizzo giornaliero di tutti i servizi del “Mondo delle Acque” e del “Mondo delle Saune”, 1 massaggio rigenerante “I feel good” per corpo e anima al cioccolato (75 min.), 1 ingresso al Bagno salino (25 min.), kit benessere con morbido accappatoio, telo e ciabattine, utilizzo del campo da tennis su prenotazione. Il tutto a partire da 425 euro a persona. Compreso nel pacchetto, il Bagno salino è un rituale suggestivo di purificazione e rilassante galleggiamento. Nella piscina, grazie all’alta concentrazione salina, il corpo fluttuerà cullato da musica e cromoterapia. Il percorso continua con il relax nell’area del sale, dove il vapore favorisce la respirazione e libera la mente.

Info: Borgobrufa SPA Resort 
Via del Colle 38, Torgiano (PG) 
tel. 0759883– www.borgobrufa.it

Al Palazzo Rosso di Neive

“Chi dice Piemonte, pensa subito al paesaggio collinare esteso a sud del Tanaro, sogna anzitutto una ghiotta cucina che ne esprima il sentimento; e quando alla finestra la nebbia vela il paesaggio, sente i profumi del tartufo e del mosto, sogna di essere sull’alto colle di Neive a guardare la distesa immensa delle colline e, giù in fondo, le montagne innevate, dal Monte Rosa al Monviso. A questo punto l’afferra una gran voglia di agnolotti e brasato, di carne e tartufo, di polenta e spezzatino. Allora dice alle montagne: “state lì e aspettate” ed entra nella locanda di Tonino e Claudia ove il sogno diventa realtà.”
Questo incantevole pensiero fu scritto tanti anni fa da Giovanni Goria, celebre gastronomo e scrittore astigiano, un avvocato legato alla terra e all’agricoltura delle colline. Quando lui entrava a far parte dell’Accademia Italiana della Cucina io nascevo: era il 1962. Nella sua lunga carriera ha ricoperto innumerevoli cariche legate al settore della buona tavola, ha scritto e raccontato con maestria e passione il lavoro della gente, le tradizioni, i sapori e il buon gusto.Io in quella locanda di Neive, conosciuta ed amata dai migliori gourmet professionisti e dai tantissimi clienti, ci sono stato in più occasioni ed ogni volta è stata un’emozione. L’eleganza dei locali storici di un antico palazzo, dove i camerieri ti servivano con i guanti bianchi, la straordinaria cucina tipica di Claudia Francalanci e il gran cuore di Tonino Verro l’avevano resa meta indiscutibile per i palati più raffinati. Era “La Contea”, era la locanda dove ti sentivi veramente bene: per la tavola e per l’amicizia.
A Neive, splendido borgo annoverato tra i più belli d’Italia, dove cresce persino il cappero sugli storici muraglioni, ci sono tornato con piacere per conoscere una deliziosa soluzione per il soggiorno. Si chiama “small hotel” Al Palazzo Rosso. Il piccolo hotel è ambientato all’interno di un palazzo del XVII secolo, completamente ristrutturato nel 2016, e offre al turista quattro camere matrimoniali, tre standard e una più spaziosa. Ogni stanza è dotata di bagno privato, aria condizionata e cassetta di sicurezza, inoltre nelle tre standard gli ambienti sono impreziositi da un caminetto. Nella ristrutturazione del palazzo sono stati mantenuti in originale alcuni particolari: soffitti in legno, porte, pavimenti e scale. Le camere si affacciano sulla piazza principale del borgo antico, un luogo delizioso in tutte le stagioni dell’anno, ricco di ristoranti, bar, enoteche e dalla terrazza posizionata all’ultimo piano si può godere di una gradevole vista sulle colline circostanti; quelle colline patrimonio UNESCO dal 2014 e tanto amate da Giovanni Goria. Al piano terra del palazzo è stato allestito un piccolo negozietto dove si possono acquistare i vini della cantina Cà Barun e oggetti di interior design, inoltre spesso vengono organizzate degustazioni ed eventi d’arte.
Ho menzionato con un pizzico di timore e la dovuta riverenza Giovanni Goria perché anche la titolare del Palazzo Rosso è astigiana, si chiama Benedetta Bona, una gentilissima padrona di casa, e come il maestro gastronomo di Neive ne è decisamente innamorata. L’antica dimora è stata acquistata con il compagno di vita, Peter Thomsen, un simpaticissimo danese che ama produrre vino a pochi chilometri di distanza: Cà Barun è la sua cantina, ma questa è un’altra storia che vi racconterò in un’altra occasione.
Che bello ricordare Claudia e Tonino, i pranzi e le cene consumate in loro compagnia, ricordare “La Contea” e allo stesso tempo, citando due astigiani, scrivere del piccolo hotel, lo “small hotel” di Benedetta e Peter. Se raggiungete quelle magiche colline, quel borgo incantevole, se avete voglia di sentire quei profumi di cose buone fatelo e soggiornate Al Palazzo Rosso: al risveglio la colazione avrà un sapore ancora più intenso.

Fabrizio Salce

Una fetta di Culatello (di Zibello) per un sacco di plastica

Il progetto di Massimo Spigaroli, sindaco del Comune di Polesine Zibello, sarà presentato il 24 e 25 novembre al Teatro Pallavicino. “Abbiamo raggiunto l’84,1% di raccolta differenziata collocandoci in Emilia-Romagna al quinto posto tra comuni inferiori a 5.000 abitanti”- dichiara Spigaroli – “Essere un comune virtuoso ci consente ora di destinare le nostre energie al suo Bosco Fluviale per liberarlo dalle plastiche e dai rifiuti portati dalle piene dal Po e a tutte le emergenze del territorio. Lo faremo con un semplice gesto, raccogliendo quanto sta contaminando l’ambiente, evitando così che torni al fiume e arrivi al mare”. Il suo è un lungo viaggio e come ogni viaggio che si rispetti è fatto di incontri: il pioppo, il salice bianco, l’ontano nero, l’olmo e la rosa del cucù. Parliamo della plastica e con lei delle altre varietà di rifiuti che durante le piene del Po, viaggiano sospinti dalle correnti del fiume, insinuandosi nel Bosco Fluviale di Polesine Zibello e nei suoi 400 ettari di vegetazione e biodiversità. Quando le acque si ritirano, le plastiche e i rifiuti rimangono lì, vessilli multiformi e contemporanei di un comportamento ancora poco rispettoso dell’ambiente. Pronti a proseguire verso la foce con la nuova piena che verrà. D’altra parte il Po raccoglie la plastica di 20 milioni di persone, del 40% del Pil nazionale di 4 regioni,13 province e di 6mila depuratori. Parte da qui il progetto di Massimo Spigaroli, neo sindaco del Comune di Polesine Zibello. L’obiettivo, ripulire il Bosco Fluviale  e il territorio - tornato ad essere tra l’altro sosta di uccelli migratori come le gru - chiamando in campo il simbolo più illustre del territorio: il Culatello di Zibello DOP. Nobilitato da personaggi come D’Annunzio, il culatello deve la sua fama mondiale a questa terra: alla saggezza antica dei masalén (termine usato nella Bassa per norcino) e alla bontà di un clima umido e nebbioso favorito proprio dal Po. Così quando il Po chiama in soccorso, Polesine Zibello risponde con il progetto  “Una fetta di culatello di Zibello per un sacco di plastica” che sarà presentato durante il convegno di domenica 24 novembre  alle ore 15.30 presso il Teatro Pallavicino di Zibello. Ad aprire l’incontro la lettera di saluto della ministra delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo Teresa Bellanova. Seguiranno gli interventi di Massimo Spigaroli, ideatore del progetto, Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, Stefano Bonaccini, presidente Regione Emilia Romagna, Meuccio Berselli, segretario generale Autorità distrettuale del Fiume Po - Riserva Mab Unesco Po Grande, Patrizio Bianchi, assessore all’istruzione Regione Emilia Romagna, Paolo Andrei, rettore dell’università di Parma, Michele Guerra, assessore alla cultura del Comune di Parma e Massimo Bergami, professore ordinario di Organizzazione Aziendale Università di Bologna. Legambiente interverrà con il videomessaggio del suo presidente Stefano Ciafani. A moderare l’incontro Claudio Rinaldi, direttore della Gazzetta di Parma.
Abbiamo raggiunto l’84,1% di raccolta differenziata - afferma Massimo Spigaroli - collocandoci in Emilia-Romagna al quinto posto tra  comuni inferiori a 5000 abitanti . Essere un comune virtuoso ci consente ora di  destinare le nostre energie al suo Bosco Fluviale per liberarlo dalle plastiche e dai rifiuti portati dalle piene dal Po e a tutte le emergenze del territorio. Lo faremo con  un semplice gesto, raccogliendo quanto sta contaminando l’ ambiente evitando così che torni al fiume e arrivi al mare.”  Un circolo vizioso che può essere interrotto ad un patto, “ fare squadra dai cittadini, alle scuole dalle istituzioni alle aziende” per promuovere anche in queste aree di golena turismo, cultura e tradizione. In tal senso, il progetto prevede una sezione tecnica in programma sempre alTeatro Pallavicino lunedì 25 novembre a partire dalle ore 10.00 cui prenderanno parte l'Autorità distrettuale del Fiume Po, la Regione Emilia Romagna, l’Università di Parma, Iren, Legambiente, Destinazione Turistica Emilia e Parma, io ci sto!.  Tra gli interventi anche EmiliAmbiente, Confagricoltura Parma, Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori e le Associazioni venatorie.
Leggera, resistente, economica, la plastica ci ha innegabilmente  cambiato la vita. Dall’elettronica fino ai trasporti, senza considerare che sono in plastica il 45% dei biomateriali utilizzati in medicina (protesi, organi artificiali) inattaccabile da muffe, parassiti e batteri. Il problema è il suo smaltimento e la cattiva gestione da parte dell’uomo che ne ha fatto una delle forme di inquinamento più invasive e durature (può rimanere nell’ambiente anche per 400 anni, eccezion fatta per le plastiche biodegradabili che, però, iniziano a diffondersi soltanto adesso). Il “marine litter” (i detriti marini) resta sicuramente una dei problemi ambientali più gravi del nostro tempo. Si stima infatti che oltre l'80% sia composto da plastiche e microplastiche, e gran parte di queste arrivano in mare trasportate dai corsi d’acqua. Il fiume Po, in particolare, riversa nel mare Adriatico in una sola ora sotto forma di microplastiche circa 460 chili di rifiuti l'equivalente del peso di un orso polare (fonte: AICA Associazione internazionale per la comunicazione ambientale). 
L’iniziativa del Comune Polesine Zibello è stata sostenuta dall’Autorità distrettuale del Fiume Po, dal Consorzio di tutela del Culatello di Zibello, EmiliAmbiente, Fidenza Village, Iren, Legambiente, Parma, io ci sto! Università di Parma. E ancora Coldiretti, Confagricoltura Emilia Romagna  e CIA-Confederazione Italiana Agricoltori.

La Murada: veri piatti tipici agordini!

E’ proprio come una baita in tipico stile alpino, molto accogliente con arredamento caratteristico in legno. E’ sulla strada che va a Cortina da una parte e a Alleghe dall’altra, all'incrocio che da Caprile porta ad Arabba, ci si arriva anche scendendo dalla Marmolada, ma è pure vicino ai Serrai di Sottoguda e poco lontano dal Sacrario Militare di Livinallongo. Insomma, è impossibile non trovare La Murada. C’è anche un ampio parcheggio e non distante, un parco giochi pubblico per bambini.  E’ il locale consigliato a chi vuole mangiare qualcosa al volo durante un giro in moto o una passeggiata (servizio bar) ma anche a chi vuole portare la famiglia o gli amici a mangiare qualcosa di tipico comodamente sistemati nelle salette (di cui una soppalcata) con tavoli ben apparecchiati ed è ideale pure per una coppia, magari per mangiare nella grande terrazza con vista sulle splendide Dolomiti agordine. Lo staff, molto gentile – composto da Nicola, Federico e la bravissima Lorena  –  è sempre lieto di accogliere i clienti affamati… proponendo loro un ricco menù di specialità locali: antipasti vari tra cui il “tagliere tipico”, poi deliziosi primi (sempre porzioni abbondati): ottimi Cassunziei alla Lastesana o alle erbette (fatti con pasta all'uovo fresca fatta in casa, con ripieno altrettanto fresco) gnocchi (fatti in casa) con gorgonzola e noci, pappardelle al ragù di cervo in bianco (o ai funghi) e tagliatelle ai porcini, ravioli, vasta scelta di Canederli: sia in brodo che al burro fuso o ai funghi o allo speck o agli spinaci (è piatto più trentino che veneto, ma viva le contaminazioni!). E non mancano le zuppe: da assaggiare quella d’orzo. Poi le pietanze: il Pastin (salsiccia speziata) con patate al forno, spezzatino di manzo o di cervo, cervo anche in salmì con polenta, poi grigliata mista con verdure grigliate, polenta con finferli, cavolo cappuccio con olio e cumino. Tra tutti il più tipico è il “piatto Murada” composto da formaggio di malga, salame nostrano, un canederlo, soppressa nostrana veneta alla piastra, cavolo cappuccio, polenta e patate al forno… 
Tanti infine i dolci che accontentano i più golosi: sono fatti in casa, come lo strudel di mele e pinoli e la torta Sacher. Da abbinare al companatico c’è una curata carta dei vini, ma anche birre: alla spina, ma anche non filtrata tedesca, della zona di Augusta, da provare!  E per finire, chiedete un buon Bombardino, utile anche per digerire il conto… sempre in linea per la zona e assolutamente giusto per rapporto qualità-prezzo. Il locale di solito è pieno, dunque, affrettatevi!

Ristorante La Murada 
località Saviner di Laste, 87 
32020 Rocca Pietore BL
tel. 0437 723997
aperto fino a mezzanotte 
chiuso lunedì 

(GfL)

 

A Bologna prende il via un grande e originale concept store dedicato alla salute e al benessere!

Inaugurato a Bologna il "Salute Più concept Store" in via Irnerio 10/L, accanto alle Terme San Petronio - Antalgik. Nel nuovo store del Gruppo Monti Salute Più i prodotti del benessere: profumi naturali ispirati alla storia bolognese del XVIII secolo,  dermocosmesi termale che dà bellezza alla pelle e nel settore del food&beverage del Villaggio della Salute Più, una delle più grandi novità nel campo della nutrizione, il Saltapasto, primo prodotto da forno sostitutivo di un pasto, studiato assieme al CIG – Centro interdipartimentale “L. Galvani” dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. E ancora le proposte della “Via della Seta Bolognese”, che riprende le antiche vie di commercio percorse dal 1200 al 1700 con fantastici prodotti dalla texture unica, sfruttando il know-how scientifico del Gruppo Monti Salute Più, da 50 anni attivo nel settore sanitario e del wellness. Dalle terme romane a quelle di terza generazione, dalla seta rinascimentale all’ecofashion, dalla tradizione gastronomica al food&beverage salutistico, una via moderna che porta idee concrete per uno stile di vita di salute e benessere.
Dalla storia, al futuro, da Bologna, per tutti, in via Irnerio 10/L, oltre al Salute Più concept store è possibile trovare altri due importanti servizi: la spa termale, le cui proposte sono il dimagrimento grazie alla dieta mitocondriale®, la remise-en-forme, la bellezza grazie alle metodiche della medicina estetica e le Terme San Petronio, ricche di esperienze termali e percorsi wellness, con 10 protocolli di cure balneoterapiche. Ecco che da Bologna parte una nuova visione integrata tra prodotti, bellezza e salute, grazie alla sinergia di tutte queste proposte, concentrate in un unico luogo. 
Per festeggiare l’evento dell’inaugurazione del “Salute Più concept Store" di via Irnerio a Bologna, il prof. Antonio Monti con il general manager Graziano Prantoni, ha offerto un pranzo a medici, collaboratori, giornalisti e amici al “Villaggio della Salute Più (via Sillaro, 27 a Monterenzio BO). Dunque dopo un breve viaggetto da Bologna per i più, tra le colline, passando per Castel San Pietro, su una bella strada, si arriva al grande parcheggio del Villaggio. Accolti gentilmente dal personale, in una sala convegni del posto, gli ospiti - tra loro anche autorità civili e militari - hanno assistito a una breve “lezione” del Professore – che ha ricordato quanto importante sia lo “stile di vita” da seguire per arrivare a tarda età (testualmente 100 – 120 anni) “ancora in salute” – coadiuvato dal dottor Di Girolamo che ha illustrato le nuove tecniche di diagnostica per immagini disponibili presso il Polo diagnostico BODI (1500 mq c/o le Terme San Petronio-Antalgik  a Bologna, struttura fornita di apparecchiature all’avanguardia della GE Healthcare e per questo divenuta uno dei centri di eccellenza dell'imaging diagnostico in Italia). Subito dopo, tutti con le gambe sotto i tavoli della grande sala del ristorante (uno dei tre attivi nel Villaggio). Per i più curiosi: entrée di puntarelle e acciughe, di seguito, lasagnette vegetariane; per secondo, dopo una trionfale sfilata del carrello tra i tavoli per raccogliere il tripudio degli astanti (tanti!) porchetta in bellavista (allevata in soccida, cresciuta libera, alimentata con mangimi biologici, foraggi e cereali prodotti in azienda!) con patate bio “al cartoccio” sempre del territorio. In abbinamento, vini dei Colli d’Imola Doc e per dolce torta di riso con sbuffo di panna montata. Per finire - dopo un simpatico sketch della bella showgirl bolognese Chiara Sani - gli amari della casa, pardon… del Villaggio: una ricca scelta di distillati di varie erbe, tutte, manco a dirlo, del territorio della Val Sillaro.  

(GfL)

CICERCHIA ED ANTICHE TRADIZIONI A SERRA DE’ CONTI!

Nei giorni 22, 23 e 24 novembre il Grand Tour delle Marche fa tappa a Serra de’ Conti (AN), suggestivo borgo di stampo medioevale racchiuso da una possente cinta muraria ed adagiato tra i dolci colli trapunti di vigneti. Siamo nel territorio di un’autentica eccellenza, il Verdicchio dei Castelli di Jesi, ma per celebrare la Festa della Cicerchia, un legume povero che in passato ha contraddistinto la cultura alimentare di questo angolo delle Marche. La Festa rappresenta la penultima tappa del Grand Tour delle Marche 2019, promosso da Tipicità ed ANCI Marche con la partnership strategica di Banca Mediolanum e Mediolanum Private Banking. 
La cicerchia è un legume antico che per tanto, troppo tempo, è caduto nell’oblìo, accantonato per far posto ad altri alimenti più ricchi, ma che oggi ritorna prepotentemente alla ribalta in virtù delle sue proprietà nutritive e delle proteine nobili che racchiude. Un’autentica icona dello stile di vita mediterraneo che, da un ventennio, viene celebrata nel penultimo weekend di novembre, grazie all’Associazione Festa della Cicerchia nata a Serra de’ Conti proprio per diffonderne la conoscenza. 
Per l’occasione, le cantine, le grotte, le locande e le osterie del caratteristico centro storico, si trasformano in altrettanti locali presso i quali degustare oltre cento ricette della tradizione gastronomica marchigiana. Al centro dell’attenzione, naturalmente, sfiziosi piatti a base di cicerchia, tra i quali: polenta preparata con farina derivata dal “prezioso” legume, tagliatelle al ragù di cicerchia e, soprattutto, cicerchia cucinata con la ricetta tradizionale e servita dentro ad una “pagnotta” di pane scavata al suo interno per contenere l’appetitosa zuppa.
Ci saranno anche i presidi slow food, il Friuli Venezia Giulia, in qualità di comunità ospite, e gli “agricoltori custodi della biodiversità” con le loro tipicità: cipolla di Suasa, favetta di Fratterosa, pomodoro da Serbo,…, ed anche “l’officina dei mestieri”, che mostrerà i manufatti dell’artigianato di tradizione.
Tutte le informazioni sull’iniziativa, le attrattive turistiche del territorio e le proposte di ospitalità, sono consultabili sull’applicazione di Tipicità e sulla piattaforma www.tipicitaexperience.it.

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