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Gianfranco Leonardi

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Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

Il nuovo equilibrio tra volumi e prezzi nel mercato vini della distribuzione moderna 

Presentata a Vinitaly Special Edition la ricerca dell’IRI – La ricerca completa e gli interventi di Conad, Coop, MD, Federvini e Unione Italiana Vini.

La ricerca dell’IRI, presentata oggi a Vinitaly Special Edition, mostra una fase di doppio riequilibrio del mercato dei vini nella Distribuzione Moderna perché le vendite a volume nel 2021 si confrontano con la crescita abnorme del 2020, segnato dalla pandemia, mentre le vendite a valore stanno crescendo già da anni recuperando prezzi che erano troppo bassi nella DM.

Nei primi 9 mesi del 2021 le vendite di vino e bollicine sono aumentate del 2% a volume e del 9,7% a valore: sono stati venduti 12 milioni di litri in più, rispetto allo stesso periodo del 2020, e incassati 200mila euro in più. E ’importante analizzare l’andamento del comparto vini più bollicine per formati: le bottiglie Doc da 0,75lt sono cresciute del 4,8% a volume (+10,8% a valore), quelle IGP del 3,6% (a valore +8,1%). In calo le vendite a volume dei brik (-5,6%), del bag in box (-2,4%), dei vini confezionati in plastica (-14,3%). Le bottiglie da 0,75lt di vino e bollicine della Marca del Distributore crescono del 3,0% (+6,0 a valore), ma calano nel dato globale del 2,9% (+0,9% a valore). Va sottolineato che le vendite delle bollicine (+27,1% a volume) trainano l’intero comparto dei vini nella Distribuzione Moderna, ma anch’esse si stanno assestando dopo il 2020, passando da un +45% a volume del primo trimestre 2021 al +28,7% del secondo e al +9,9% del terzo. Un discorso a parte va fatto per l’on line, un canale ancora piccolo nella Distribuzione Moderna (DM), con una quota di mercato a volume dello 0,9%, ma che cresce di più del 50% rispetto al 2020 e del triplo rispetto al 2019.

Il 2021 sarà dunque un anno di consolidamento che mostrerà in che misura la DM saprà trarre vantaggio dalla grande affluenza dei consumatori nei suoi punti vendita nel 2020 e dall’entrata a scaffale di alcune cantine una volta dedicate al solo canale Horeca (ristoranti, bar e affini).

“La maggior crescita a valore rispetto al volume - ha detto Virgilio Romano, Business Insight Director IRI - dipende da vari fattori che si intrecciano, dando luogo al gap fra i due indicatori: nel lungo periodo assistiamo ad una continua evoluzione del consumatore che compra prodotti con prezzo medio più alto, nel breve periodo assistiamo al rimbalzo verso il 2020 che ha premiato i vini che lo scorso anno sono stati svantaggiati dalla emergenza pandemica. Aggiungiamo le variazioni nelle dinamiche promozionali, canali che crescono più di altri e possibili variazioni di prezzo al pubblico e abbiamo gli ingredienti che assieme spiegano la distanza tra crescita a valore e crescita a volume”.

La ricerca IRI è stata commentata, nel corso della tavola rotonda di Vinitaly Special Edition organizzata da Veronafiere, dai relatori della DM e delle associazioni delle cantine.

Un intervento particolarmente atteso è stato quello del rappresentante della catena discount MD Spa, anche perché il canale dei Discount è arrivato a una quota nel mercato dei vini del 26% a volume e del 15,5% a valore.

“MD ha potenziato il proprio scaffale vini inserendo etichette di pregio e un’ampia scelta di Docg, Doc, Igt, vini locali e biologici – ha detto Giuseppe Cantone, Direttore Commerciale MD SpA - L’assortimento è stato razionalizzato puntando su nuovi trend che prediligono vini versatili come la Ribolla gialla, prodotto di forte interesse, Prosecchi come Pas Dosè e Rosè ed Extra Dry difficili da trovare e per questo particolarmente fidelizzanti e Prosecchi di facile abbinamento come il Brut. Oltre a fidelizzare i clienti offrendo la certezza di acquistare un prodotto di qualità al miglior prezzo, l’obiettivo è attrarne di nuovi rendendo il vino una famiglia di richiamo e garantendo controlli attraverso analisi qualitative e organolettiche che lo rendano il più possibile costante durante l’anno”.

Anche Conad ha operato sull’assortimento, come riferito da Alessandra Corsi, Direttrice marketing prodotto e marca del distributore: “Conad cresce a valore quasi il doppio rispetto al mercato nell’anno corrente, non soltanto grazie all’espansione della rete che ci ha permesso di lavorare sui punti vendita di maggiori dimensioni con un’offerta più ampia e profonda, ma anche per il rinnovato assortimento focalizzato sulla premiumizzazione, che comprende anche tipologie di prodotto un tempo presenti esclusivamente nella ristorazione”.

“L’intensità promozionale delle categorie spumanti e vini tipici è rimasta pressoché invariata – ha osservato nel suo intervento Francesco Scarcelli, Responsabile Beverage Coop Italia - mentre è aumentato il prezzo medio del vino: avendo lavorato con listini in continuità col 2020, questo incremento non è dovuto quindi ad aumenti, ma a un cambio del mix assortimentale e di scelte fatte dal consumatore che predilige maggiormente prodotti e denominazioni di qualità superiore. Nel 2021 stiamo registrando in Coop un’ulteriore crescita a doppia cifra per il mondo spumanti (+18%), una relativa stabilità per il mondo del vino tipico (+2%) e una flessione dei vini da tavola (-9%)”.

“L'evoluzione e la specializzazione dello scaffale della DM, già in atto da tempo, è stata stimolata dalla situazione Covid e in pochi mesi si sono visti cambiamenti molto significativi – ha sottolineato Marcello Ancarani, rappresentante di Federvini (Direttore Vendita Italia del Gruppo Santa Margherita) - Si è implementato un dialogo indispensabile con il consumatore,  con attività promo non solo sul prezzo, ma con messaggi  su scaffale e web. Non va trascurato anche il ‘dialogo’ indiretto e sinergico con il canale Horeca”.

 “Seppure la crescita sia rallentata in termini di volume, la ricerca dell’IRI mostra come il consumatore abbia continuato a premiare i profili più qualitativi – ha detto Enrico Gobino, rappresentante di Unione Italiana Vini (Direttore Marketing Gruppo Mondodelvino) - il principio di ‘meno quantità, più qualità’ sembra diventata una caratteristica che contraddistingue anche il canale DM. Un’ottima base di confronto tra produttori e catene distributive per qualificare l’offerta a favore del consumatore”.

Le Conserve della Nonna lancia il web contest “Sfida la nonna”

La campagna firmata da BTREES coinvolge da questo mese social e sito anche con attività di influencer marketing. 

Chi riuscirà a fare ricette buone come quelle della nonna? Lo sapremo nei prossimi mesi, quando conosceremo i vincitori del concorso lanciato sui social media di Le Conserve della Nonna. 

I temi scelti per le ricette con cui partecipare seguono le 4 portate principali di un pasto: lantipasto (ottobre e novembre), il primo piatto (dicembre e gennaio), il secondo piatto (febbraio e marzo), il dessert (aprile e maggio). Ogni mese, un influencer lancerà la sfida realizzando un piatto e invitando gli utenti a partecipare al gioco facendo lo stesso e caricando la ricetta sul sito www.sfidalanonna.it. La regola è solo una: interpretare con creatività il tema del mese utilizzando un prodotto Le Conserve della Nonna. 

I vincitori saranno selezionati mensilmente da una giuria e potranno aggiudicarsi: una box di prodotti, la pubblicazione della ricetta in un esclusivo ricettario firmato dallex direttore progetti speciali del Cucchiaio DArgento, Stefano Caffarri e una giornata tra campi e stabilimento per assistere alla raccolta e lavorazione delle amarene, un modo unico per immergersi nel mondo autentico de Le Conserve della Nonna.

Con questa attività vogliamo diffondere il più possibile la conoscenza della ampia gamma dei prodotti Le Conserve della Nonna e farne apprezzare ai nostri consumatori qualità e versatilità in cucina. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo deciso di investire fortemente sul digitale, prima facendo il restyling del sito internet e poi con questa sfida che vedrà coinvolti 8 influencer e unimportante firma del mondo della gastronomia come quella di Caffarri. E non vediamo lora di far vivere una giornata unica ai vincitori” ha dichiarato Luigi Famulari, Responsabile Marketing di Gruppo Fini.  

“È una sfida ambiziosa: da sempre la cucina della nonna è considerata insuperabile, grazie ai sapori e ai profumi che appartengono alla nostra infanzia e, per questo, portatori di un valore affettivo intoccabile. Vogliamo che il concorso sia percepito come un gioco alla portata di tutti gli appassionati, più che come una competizione. In fondo Le Conserve della Nonna sono sinonimo di buona cucina e convivialità” ha spiegato Linda Botti, Content Strategist di BTREES.

 

A Tolentino è Questione di Pelle!

Nella clip per l’EXPO di Dubai è uno dei simboli scelti da Gabriele Salvatores per celebrare il “saper fare” italiano. Stiamo parlando della pelle!

Questo materiale che nelle sue molteplici forme e creazioni identifica da sempre, in Italia e nel mondo, l’operoso centro di Tolentino, viene “celebrato” nel weekend 23-24 ottobre con Questione di pelle, un’iniziativa che esplora il saper fare marchigiano ed italiano, creando nuove metriche tra il grande patrimonio della tradizione e formule di fruizione innovative adeguate alle nuove sensibilità.

Promossa dall’Amministrazione Comunale di Tolentino in collaborazione la Pro Loco TCT, con operatori ed associazioni cittadine, nel pomeriggio di sabato 23 propone un’Expo itinerante che si snoda tra piazze e vie del centro storico, disegnando una vera e propria mappa esperienziale fruibile dagli ospiti con un semplice QR code.

Un percorso nella materia che dà vita a creazioni artistiche, ad iniziare proprio dalle forme della pelle, passando per l’intreccio della paglia, per giungere alla lavorazione della carta e ad altri simboli del Made in Marche. Le botteghe del centro storico ospiteranno artigiani e personaggi del “saper fare” insieme alle loro creazioni.

Protagonista anche il cibo “da passeggio” in numerose postazioni del gusto, con alla ribalta i sapori autunnali: caldarroste, polenta, tartufo, fritti e cresce marchigiane, insieme ai vini da vitigni autoctoni.

Domenica 24 ottobre, dalle 17.00, al Teatro Politeama andrà in scena il talk show “Il futuro della materia”. Consistenze, gusti, sostenibilità ed innovazioni che delineano gli attuali scenari del fashion e dell’artigianato, della ricerca e dello sviluppo di nuove soluzioni, ma anche dell’alimentazione e dell’attenzione all’impronta ambientale. Il talk si concluderà con una degustazione dedicata a “Le consistenze del cibo”, a cura dell’Accademia di Tipicità, con lo chef tolentinate Alessandro Campetella.

Questione di Pelle è una tappa del Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi di Tipicità ed ANCI Marche che, grazie alla partnership progettuale con Banca Mediolanum, è stato inserito su AWorld, l’app selezionata dalle Nazioni Unite a supporto della campagna contro il cambiamento climatico ActNow.

Stimolare comportamenti quotidiani che minimizzino l’impronta ambientale e sensibilizzino sugli aspetti sociali, utilizzando la bussola degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 ONU: questa la mission dell’app, che dopo soli 10 mesi dal lancio ha già promosso, in tutto il mondo, oltre 3 milioni di azioni individuali virtuose. 

Diventando membro del “Team Grand Tour delle Marche”, si partecipa alla challenge anche a Tolentino, scoprendo gli eventi e contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo della sfida: 30.000 buone azioni entro il 14 novembre (Diventa un membro del team).

Tutte le info sulla manifestazione su: www.tipicitaexperience.it.

Nel Garda Trentino è il tempo…dell’olio 

Oltre 100.000 olivi su 500 ettari di terreno: questi sono i numeri che descrivono l’olivicoltura nel Garda Trentino, la zona più settentrionale al mondo tra quelle di produzione tradizionale dell'olio d'oliva. Questo patrimonio inestimabile viene celebrato il prossimo 24 ottobre in un nuovo evento, Frantoi Aperti

Una domenica per imparare, per dialogare. Per assaggiare l’olio extravergine d’oliva prodotto nel Garda Trentino durante visite guidate e percorsi sensoriali in sei frantoi del territorio che apriranno le loro porte gratuitamente a tutti gli interessati.

Un vero percorso del gusto, che puoi percorrere anche in sella a una bicicletta! Non solo: numerosi ristoranti locali da venerdì 22 a domenica 24 ottobre prepareranno piatti e menu tematici dedicati all’oro verde del Garda Trentino.
Nel fine settimana dell'evento alcuni ristoranti selezionati della zona presenteranno piatti e menu tematici.

Una lunga tradizione
Oltre 100.000 olivi su 500 ettari di terreno: questi sono i numeri che descrivono l’olivicoltura nel Garda Trentino, la zona più settentrionale al mondo tra quelle di produzione tradizionale dell'olio d'oliva. Il microclima favorevole che caratterizza la zona a nord del Lago di Garda permette infatti di produrre un olio di prima scelta anche a queste latitudini. Una lavorazione artigianale che vanta radici lontane. E che trova traccia anche in numerosi manoscritti antichi, a partire dai versi del poeta Virgilio fino alle opere di Gabriele D’Annunzio. Una storia che racconta con orgoglio di un territorio dal clima mediterraneo, sul quale si affacciano vette alpine. Una tradizione vissuta di raccolto in raccolto, dalla potatura alla spremitura.

Un oro verde e salutare
Da secoli l’ulivo viene coltivato nel rispetto della natura sui terrazzamenti dell’Alto Garda. Tra le varietà di olive del Garda Trentino spicca la Casaliva, una specie autoctona molto pregiata. Se ne ricava un olio extravergine dal colore verde-dorato e dal profumo di mandorle verdi, carciofi ed erbe selvatiche. L’olio extravergine è ricco di polifenoli, acidi grassi monoinsaturi e di vitamina A ed E, utili sia per il mantenimento di ossa forti che per la pelle. Inoltre previene l’insorgenza di malattie cardiovascolari e il diabete. È la base della dieta mediterranea e le sue proprietà lo rendono un ottimo condimento del quale i nutrizionisti consigliano un uso quotidiano.

PROGRAMMA

Le attività si svolgeranno dalle 10 alle 18. L'ingresso è libero e gratuito. Per poter accedere agli spazi interni è necessario esibire il Green Pass.

Acetaia del Balsamico Trentino
Visite guidate al Frantoio con spiegazione del processo produttivo e degustazioni guidate con abbinamenti di olio extra Vergine d’oliva e Balsamico Trentino (durata circa 30'): ore 16.00 / ore 17.00 

Le visite possono essere effettuate anche in tedesco e inglese. Durante tutto l'evento il punto vendita è sempre attivo.

È richiesta la prenotazione tramite mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefono +39 0464 550064

Agraria Riva del Garda Cantina&Frantoio
Visite guidate in frantoio con successiva degustazione di oli extra vergine d'oliva abbinati a prodotti tipici (durata circa 1h e 30'): ore 10.00 italiano – tedesco / ore 12.00 italiano – inglese/

ore 14.00 italiano – tedesco / ore 16.00 italiano - inglese

Massimo persone per orario: 25  

È richiesta la prenotazione tramite il sito

Durante tutto l'orario dell'evento, il negozio è aperto ed è sempre possibile assaggiare l'olio al banco di assaggio in negozio 

Frantoio Ivo Bertamini
Apertura continua dalle 10.00 alle 18.00 con presentazione del frantoio e degustazione olio (durata circa 20').

Le visite si terranno solo in lingua italiana e verrà consegnato un piccolo omaggio agli ospiti.

Non è richiesta la prenotazione. 

Madonna delle Vittorie
Visite guidate in frantoio con presentazione del territorio e degustazione finale d’olio extravergine d’oliva (durata circa 1h e 30'):

ore 10.00 italiano – tedesco

ore 14.30 italiano

ore 16.00 italiano

Massimo persone per orario: 12

È richiesta la prenotazione tramite mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Durante tutto l'orario dell'evento, il negozio è aperto ed è sempre possibile assaggiare l'olio al banco di degustazione in negozio.

Maso Bòtes
Dalle 10.00 alle 18.00 percorso libero su 4 postazioni

1.    Spiegazione dell'olivicultura tradizionale nell'olivaia storica di Arco e la storia dell'Olif de Bòtes.

2.    Visita al frantoio e spiegazione (gruppi di max 4/5 persone ogni 30')

3.    Degustazione oli e prodotti tipici al Maso Bòtes

4.    Spiegazione della possibilità di convivenza tra l'apicoltura e un modello sostenibile di olivicoltura biologica.

Possibilità di visita al frantoio e spiegazione anche in tedesco e inglese.

Maso Bòtes è facilmente raggiungibile da Varignano a piedi (ca.15/20 minuti) o in bici.

Per ulteriori info scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonare a +39 0464 791014. Non è richiesta la prenotazione.

OlioCRU
ore 10.00 Corsa di trail running /passeggiata dal punto vendita di Succò di Arco agli uliveti, in collaborazione con ASD Gente Fuori e in bici con collettivo Pepe Cooter

ore 13.00 Stop and go a Succò (Arco) con degustazione di prodotti tipici e birra Impavida. Rientro al frantoio OlioCRU con degustazione finale olio e pane di molche realizzato da Backificio

ore 14.00 Visita al Frantoio OlioCRU in Via Maso Belli 1/B a Riva del Garda con degustazione finale di OlioCRU "Nuovo", il nostro novello di primissima spremitura, pan di molche e focaccia artigianale con Olive Powder realizzata da uno dei panificatori più talentuosi in Italia, Backificio di Lana.

È consigliata la prenotazione tramite mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Durante tutto l'orario dell'evento si terranno visite continuative presso il frantoio OlioCRU con orario  9:00 18:00 con percorso sensoriale guidato da personale qualificato. Possibilità di assaggio del nostro OlioCRU Nuovo, il novello di primissima spremitura con “pan di molche” e focaccia artigianale con Olive Powder preparati da Backificio di Lana. Non è richiesta la prenotazione.

 

Ron Santiago de Cuba™ arricchisce la gamma con un nuovo Rum Anejo 8 anni

Subito dopo il rilancio delle 3 varianti di Ron Santiago de Cuba, arriva un prodotto completamente nuovo sul mercato in Inghilterra, Germania, Italia, Paesi baltici e naturalmente a Cuba.

“Ron Santiago De Cuba Anejo 8 anni” vuole reinventare e diversificare ulteriormente la scelta, ed è allo stesso tempo una nuova perla nel mondo del Rum cubano invecchiato. Una deliziosa creazione liquida che celebra il valore dell’attuale ottava generazione dei Maestri del Ron della città di Santiago de Cuba.

Si unisce a Carta Blanca, Extra Anejo 11 anni e 12 anni, tutti prodotti da Corporacion Cuba Ron e distribuiti grazie alla collaborazione tra una filiale europea di Diageo e la società Cuba Ron.

Dayalan Nayager, Direttore di Diageo Gran Bretagna, Justerini&Brooks e Ron Santiago S.A. ha commentato: “siamo lieti di presentare il nuovo Rum Santiago de Cuba Anejo 8 anni. Vediamo un’incredibile opportunità nel mondo premium tra i nostri mercati chiave in Europa e in Gran Bretagna – entrambi eccellenze nella categoria del rum. In particolare, in Gran Bretagna, il mercato del rum premium sta crescendo del 79%, anno dopo anno, grazie ai consumatori che ricercano nuovi marchi.

Invecchiato per almeno 8 anni, il suo liquido è indubbiamente liscio e delicato con una naturale dolcezza all’olfatto. Prende vita sul palato con delle note intense, ma perfettamente bilanciate grazie al tempo passato a maturare nelle botti di quercia bianca, così come si notano sentori di miele, vaniglia, cacao e frutta tropicale. 

Ron Santiago de Cuba™ è il rum amato dai consumatori cubani, apprezzato dagli intenditori di rum cubano e solitamente riconosciuto come la più alta espressione di questa importante tradizione. Santiago de Cuba™ si trova nel cuore di un microclima unico, dove la terra fertile, i mari dei Caraibi e il sole cocente si combinano per creare l'ambiente perfetto per un rum che ha un profilo aromatico naturalmente dolce e morbido. Questo raro ambiente geografico è conosciuto come "La Cuna (la culla) del Ron Ligero Cubano" ) da oltre 150 anni. 

Tutti i rum Santiago de Cuba™ sono distillati dalla melassa ottenuta dalla ricca canna da zucchero coltivata solo in questa specifica regione e sono tutti invecchiati in botti di rovere bianco, accuratamente selezionate per garantire un invecchiamento ottimale. I Maestros Roneros – i maestri del Ron Cubano, autentiche celebrità a Cuba e non solo - utilizzano miscele dalle riserve invecchiate e selezionate dal magazzino di invecchiamento, la “Nave Don Pancho”, noto come la "Cattedrale del rum cubano". Le botti - alcune in uso da più di 70 anni - lì riposano, venendo anche «cullate» dal passaggio del treno (che venne introdotto nel 1837, prima che in Spagna, paese del quale l’isola caraibica era allora colonia).  

Il maestro del Ron Santiago de Cuba Rum, Tranquilino Palencia Estruch (“Tano”) afferma: “Il nuovo Anejo 8 anni è indubbiamente un rum dalla regione di Santiago de Cuba. L’aroma ci invade dall’apertura della bottiglia. La combinazione di sapore e aroma di questo nuovo liquido è perfettamente bilanciato e unico. Da esperto di rum cubano, sono estremamente orgoglioso di quello che abbiamo creato. Vogliamo che questo sia il riferimento per il rum cubano invecchiato 8 anni”. 

Ron Santiago de Cuba è imbottigliato ad un grado alcolico del 40%. Tutte le indicazioni sull’invecchiamento si basano sull'età del liquido più giovane nella miscela. 

Santiago de Cuba™ è distribuito in Italia in esclusiva da Rinaldi 1957 di Bologna.

Instagram: @ronsantiagodecuba 

Website: www.ronsantiagodecuba.com

Curiosità  
Il rapporto tra Italia e Cuba è noto che sia iniziato proprio dalla scoperta dell’Isola da parte di Cristoforo Colombo, che in quei luoghi portò la canna da zucchero. Durante i secoli XVI, XVII e XVIII si diffusero nelle Antille diversi metodi per produrre e per miscelare il Ron; a Cuba, grazie all'aiuto di innovazioni tecniche europee e locali venne sviluppato un prodotto di aroma e di gusto così raffinato che prese il nome di Ron ligero, in opposizione ai distillati più pesanti di altre provenienze caraibiche. Questo metodo di distillazione, di invecchiamento e di miscela sviluppatosi a Cuba, e in particolare a Santiago de Cuba™, continua a rappresentare ancora oggi la più alta espressione della tecnica di fabbricazione del Ron ligero Cubano. Santiago de Cuba è anche la capitale culturale di Cuba e molti la reputano anche dei Caraibi.

RINALDI 1957
Rinaldi oggi ha superato i 64 anni di storia e rappresenta una società di sviluppo di Brand e di distribuzione specializzata nel canale On Trade, a cui si affidano oltre novemila clienti che ricercano qualità e servizio d’eccellenza. Giuseppe Tamburi, Marcello de Vito Piscicelli, Valerio Alzani, Gabriele Rondani sono alla guida della società che, oltre a un ricco portafoglio di distillati e liquori, vanta un ingente portafoglio vini pari al 40% del fatturato. Tra gli spirits che meglio rappresentano Rinaldi 1957, non mancano autentici leader internazionali d’immagine, quali i rum Don Papa, Centenario; il Brandy spagnolo di lusso Cardenal MendozaPorto Taylor’s, Cognac Hine, Armagnac Janneau, CalvadosBoulard, Whisky Teeling, GlenfarclasDouglas LaingBatida de coco Mangaroca.  Negli ultimi anni a fianco delle pluripremiate grappe Nannoni e Pilzer, si sono aggiunti il gin GinepraioAmaro Formidabile, il Vermouth OSCAR.697 che compongono il “Negroni Formidabile”, un intramontabile cocktail rivisitato da Rinaldi. Kamiki, Kura Kirin Fuji Sonroku, Vodka Imperial Gold (la più venduta in Russia nel segmento premium), Tequila Viviana e Los Tres Tonos, mezcal Tier.  Dal 1999 l’azienda Rinaldi commercializza direttamente un qualificatissimo assortimento di vini italiani e stranieri, di medio-alto profilo ma anche di grande bevibilità, capaci di rappresentare il loro territorio, tra cui lo Champagne Jacquart, gli Spumanti Franciacorta La Montina e il Prosecco Valdobbiadene e DOC “Serre di Pederiva” e un ricco portafoglio di prodotti italiani d’eccellenza, tra cui si possono trovare i vini dell’azienda H.Lun, la più antica cantina privata dell'Alto Adige, i vini del cuore del Chianti di Castello Vicchiomaggio, il Verdicchio di Matelica della cantina Belisario, o il Barolo Monvigliero della cantina di Pietro Rinaldi. Questi sono solo alcuni dei preziosi prodotti distribuiti in Italia da questa importante realtà e se ne possono trovare molti altri consultando la parte dedicata del sito web dell’azienda: Concilio, Branko, Valpantena, Gaggioli, Villa di Corlo, Celli, Le Lupinaie, Poggio Rubino, Casa di Terra, Contesa, Marianna, Poderi Parpinello e le birre artigianali Apec.

   
L’azienda è presente su Facebook e Instagram dal 2017 proprio come “Rinaldi 1957”, nome che è stato poi è andato sempre più a identificare la nuova realtà societaria.    

 www.facebook.com/Rinaldi1957    www.instagram.com/Rinaldi_1957 

EXPO DUBAI: APERTO LO SPAZIO POLIFUNZIONALE DI FIERE DI PARMA, RISTORANTE E AREA A DISPOSIZIONE DELLE AZIENDE ITALIANE MEating Italy

Dopo Expo Milano, Fiere di Parma si ripete a Expo Dubai. Con l’inaugurazione odierna dell’Expo di Dubai, è stato aperto anche lo spazio “MEating Italy”, allestito e gestito da Fiere di Parma come hub di visibilità e business matching per le aziende agroalimentari italiane, le loro associazioni e istituzioni. Uno spazio polifunzionale posizionato nel cuore di Expo, a pochi metri dalla Piazza centrale, su cui sorge la grande cupola di Al Wasl, in prossimità dei principali padiglioni europei e quindi del Padiglione Italia.

“MEating Italy”, che sarà aperto tutti i giorni per i 6 mesi di Expo, funzionerà come Fine Dining Restaurant, servendo solo prodotti italiani che i clienti potranno vedere esposti come opere d’arte in un contesto elegante e contemporaneo. Spesso però si trasformerà, parzialmente o totalmente, per ospitare eventi privati delle aziende italiane che potranno invitare e accogliere i loro clienti per far vivere loro un’esperienza in Expo personalizzata ed esclusiva.

Nel corso di un incontro stampa virtuale tenutosi oggi da Dubai, è intervenuto Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma, che ha detto: “La nostra soddisfazione è proporzionale allo nostra ambizione di volersi superare dopo Expo Milano. La nostra missione con Cibus è supportare, insieme a Federalimentare, l’export del Made in Italy Agroalimentare in tutti i modi: con la fiera fisica a Parma, con le piattaforme on line che lanciammo già prima del Covid, partecipando ai vari Expo.  Il nostro Paese ha un patrimonio unico non solo di prodotti, ma anche di imprenditori e manager che anche qui a Dubai, grazie al nostro spazio MEating Italy, potranno fare meglio il loro prezioso lavoro.

Nella foto  un’immagine di MEating Italy 

Capriglio: un cuore di Peperone

Viaggiando per l’Italia non è certo inusuale imbattersi in prodotti tipici la cui produzione non solo è limitata, ma è stata negli anni oggetto di riscoperta e salvaguardia. Ortaggi, frutti, legumi tutte realtà che un tempo, diciamo fino agli anni 50/60 del secolo scorso erano motivo di reddito e sostentamento per le popolazioni dei territori di provenienza. 

Poi l’avvento e lo sviluppo industriale fu indiscutibilmente complice dello spopolamento delle aree rurali e il confine con la perdita di queste produzioni agricole si assottigliò fino a diventare quasi impercettibile. Le industrie, specialmente delle città del nord Italia, ma anche i cambiamenti dei sistemi di coltivazione, l’arrivo sui territori di prodotti da altre regioni ad un prezzo più conveniente e la modernità che avanzava implacabile con i suoi risvolti positivi e al contempo negativi. Tutti elementi basilari per la perdita di tanti frutti.

E’ stato soltanto grazie agli anziani dei piccoli paesi, dei borghi che hanno continuato, più per passione e rispetto delle tradizioni che per motivi economici, a portare avanti in piccoli appezzamenti le loro coltivazioni che oggi molte varietà sono state recuperate salvate. Persone che hanno conservato gelosamente semi e piante.

L’ultimo di questi prodotti particolari in ordine cronologico che ho incontrato sul mio cammino di lavoro è stato il Peperone di Capriglio. Capriglio è una piccola località in provincia di Asti, in zona è famosa per avere dato i natali a “Mamma Margherita” ovvero la mamma di Don Bosco, e il Peperone è piccino e si contraddistingue per la sua deliziosa forma simile ad un piccolo cuore.

E’ piccolo, vero, ma può arrivare a pesare anche 150 grammi a conferma che è un ortaggio carnoso, dalla pelle sottile e facilmente digeribile. I semi sono stati recuperati proprio dagli anziani del posto e oggi si sono affacciati alla sua produzione alcuni giovani.

Non tanti per la verità, meno di 10, ma indubbiamente dalla valenza fondamentale per la conservazione e la tutela del piccolo cuore. Un segno positivo che magari nel tempo si potrà tradurre in stimolo per altri che vorranno cimentarsi in questa tipologia di coltivazione.

Da 10 anni il Peperone di Capriglio è un Presidio Slow Food e in cucina si presta come ingrediente ottimale per svariate ricette. Ideale per essere ripieno, grazie alla carnosità e alla forma, magari con la carne, come si usa qui nell’astigiano, ma anche di riso erbe e formaggio, oppure arricchito con dei misti di verdure dell’orto sullo stile delle caponatine. Si presta molto bene anche alla conservazione in barattolo con olio aglio e timo.

Nei mesi freddi si selezionano i semi che daranno le piantine. Le stesse piantine vengono messe a dimora nel mese di maggio e alla fine di agosto si inizia con la raccolta. Stiamo parlando di una varietà tardiva motivo per cui in alcune annate la raccolta si protrae fino a metà novembre.

La produzione totale è molto limitata e varia dai 20 ai 30 quintali annui. Il mercato si basa principalmente sui privati della zona e sui ristoranti ma anche il Peperone di Capriglio un tempo raggiungeva mercati importanti come quelli delle grandi città. Spesso veniva coltivato sugli stessi terreni su cui cresceva il grano e questa rotazione era benessere per i contadini e per la terra stessa.

Oggi è tutto diverso ma il sapore del Peperone è alquanto interessante, il suo aspetto e i vispi colori giallo e rosso lo rendono bello alla vista e buono al palato. Tagliato a pezzi e intinto nell’olio e sale, magari accompagnato da un acciuga, è il degno antipasto delle tradizioni campagnole piemontesi, il classico pinzimonio che apre la danza dei desideri dello stomaco stuzzicando la fame.

Un incontro piacevole e saporito, un abbraccio affettuoso ad un prodotto della terra che per fortuna non abbiamo perso e che, con tutto il cuore, spero di ritrovare presto con altri giovani indaffarati per la sua coltivazione e produzione.

Un piccolo grande “Cuore” che con la sua bontà mi ha incuriosito: quella bontà che “Mamma Margherita” ha predicato e regalato per tutta la vita.

Fabrizio Salce

B U O N E F E R I E !

 

Da parte dell'editore, del direttore e di tutti i collaboratori che hanno contribuito fino ad oggi a veicolare comunicazioni del mondo dell'enogastronomia con tutti gli interessati, dagli addetti ai lavori, produttori e allevatori, ai responsabili di associazioni commerciali e turistiche, fino ai ristoratori, chef e gourmet e per concludere, con i lettori - tutti - dagli assidui a quelli per caso... 

 

B U O N E  F E R I E   E   A R R I V E D E R C I !

 

 

Un guanciale tra le macine

Chi come il sottoscritto per motivi di lavoro trascorre buona parte della vita tra un albergo e un hotel, un bed and breakfast e un appartamento, ciò che sto per raccontare può tranquillamente essere compreso e condiviso. Premesso che in tanti anni di attività e dopo avere soggiornato in migliaia di strutture io possa affermare con serenità che la media qualitativa in Italia è decisamente buona, ci sono posti e posti. 
Mi spiego meglio. Molti dei luoghi in cui ho passato una o più notti francamente proprio non me li ricordo, e non per mancanza di rispetto o per lo stato di senilità che avanza, ma semplicemente perché non mi hanno regalato nessuna emozione. E' come quando assaporo un piatto, non mi interessa chi lo ha cucinato, se uno chef blasonato o la signora Maria dell’agriturismo: mi deve emozionare e allora lo ricordo con piacere.  Ecco perché di tante strutture ricettive non rammento il colore dei tendaggi, la posizione della televisione, il profumo delle saponette, i balconi e le finestre, di alcune non ricordo neanche dove siano, geograficamente parlando. Ma qualche volta succede l’esatto contrario, non solo memorizzo come un hard disk ma ne parlo con enfasi e con soddisfazione elargisco consigli in merito agli amici e chiaramente a chi mi legge.  Mi è successo di recente, per esempio, di avere preso alloggio presso un vecchio mulino ad acqua al confine tra la Liguria e la Toscana, tra le Alpi Apuane e il mare, in quella terra affascinante chiamata Lunigiana. Vi parlo del territorio di Casano di Ortonovo, Luni (SP) in cui potete trovare anche voi il Casale Amati. Il casale è come una ricetta dagli equilibrati ingredienti: storia, fascino, quiete, servizi, ospitalità e gentilezza.  E’ in realtà una lunga storia che vide la luce nel lontano 1300 quando il piccolo frantoio ad acqua, con macine di pietra, lavorava grazie all’acqua del fiume Parmignola. Verso la fine del 1700 il proprietario, Marchese Amati ampliò la struttura suddividendola in parte per la produzione dell’olio e in parte, come si direbbe oggi, come casa vacanze: vi soggiornava la Marchesa Eloisa Franchina Ingolotti, bisnonna degli attuali proprietari. La spremitura delle olive si è protratta fino alla metà del 1900, quando gli italiani si trovavano al bar per vedere “lascia o raddoppia”, per essere poi fermata definitivamente e il casale trasformato totalmente in abitazione.  Si arriva ai nostri tempi e nel 2016 con l’ultima ristrutturazione, eseguita dalla famiglia con meticolosità e tanta attenzione, il vecchio frantoio ha cambiato look ed è diventato un luogo di soggiorno in cui respirare tutta la storia che possiede tra ingranaggi di legno e torchi, macine e attrezzi del passato. In poche parole un luogo che regala emozioni come un abbraccio affettuoso. Tre appartamenti ideali per le famiglie, eleganti e sobri allo stesso tempo, spaziosi e caldi, in cui nulla è lasciato al caso, ma tutto ricorda ciò che è stato e come è stato vissuto. Sono ambienti armoniosi che consentono di estraniarsi dal mondo circostante e con la mente di rivivere l’antica nobiltà rurale. In una di queste stanze - nota storica - fu ospitato per tre notti Giuseppe Mazzini durante una fuga dalle autorità per via delle sue idee politiche. Gli interni, ma anche gli esterni, il pregevole e ampio giardino, con i suoi ulivi e la conformazione tipica del secolo scorso. E poi arbusti, piante rare e da frutto che donano un’atmosfera rilassante tra le verdi colline del comprensorio anche solo per vivere un fine settimana in armonia con la natura. Come se non bastasse, tenete presente che parlo di un casale posizionato a due passi dal mare, da dove si possono raggiungere le 5 Terre, o Viareggio, giusto per citare due punti strategici di grande richiamo turistico. Personalmente vi consiglio di non trascurare i borghi circostanti come Ortonovo e Nicola: due chicche preziose posizionate su due colli da dove godersi un panorama romantico e indimenticabile sul mare. E poi c’è Luni con il parco archeologico romano, le dolci spiagge e tutte le comodità dei giorni nostri. Per la cena, un salto al ristorante la Chioccia d’Oro, da Laura Venturini a Luni Mare, dove assaporare la buona carne e le verdure negli ampi spazi aperti e per il pranzo si va all’agriturismo La Sarticola a Casano dove la cucina è impreziosita dalle ricette tipiche locali e l’ombra e l’aria fresca non mancano.  Annaffiate il tutto con dell’ottimo Vermentino Colli di Luni di Bosoni e, se vi avanza tempo, andate a visitare la sua bellissima cantina perché è a pochi chilometri e ne vale la pena: è veramente molto bella.
Del mio soggiorno al casale, del mio guanciale tra le macine ho un ricordo armonioso e caldo così come dei borghi che vi ho citato, delle persone che ho incontrato, a partire dagli amministratori di Luni, dei sapori che ho gustato. La scarpazza, la schiacciatina, la panissa, i ravioli di pesto, le carni alla griglia, gli sgabei con i salumi e i formaggi nostrani della Val di Vara e, infine, la deliziosa torta di riso dolce.
Il Vermentino classico, ma anche quello nero che ben si sposa con la cucina locale. Gli elementi per una deliziosa vacanza su questa terra, credo non manchino, dalla storia alla cucina, dai borghi alle strutture di ricezione turistica, dal mare alle località blasonate che il mondo ci invidia. 
Per avere tutte le informazioni dettagliate consultate il sito di Luni Turismo. 
(Fabrizio Salce)

Luni Turismo
www.lunitursimo.it

Casale Amati
www.casaleamati.com

Emilia Romagna: sul web ”StrongER”, Andrea Delogue racconta le ripartenze

StrongER, più forte. Gioca sulle iniziali dell’Emilia Romagna il titolo del nuovo format web con protagonista Andrea Delogu, testimonial della Regione dallo scorso anno, che fino a dicembre racconterà storie di ripartenza nel post pandemia lungo la millenaria Via Emilia. 

La prima delle otto puntate in programma a cadenza mensile, un format che incrocia podcast, video intervista e story di Instagram, sarà online sui canali social della conduttrice televisiva e radiofonica nativa di Cesena (con un seguito di più di 600.000 follower) e su quelli del turismo regionale 

Tema della puntata sarà una realtà che, più di altre nel nostro paese, vede la ripartenza dopo un lungo stop: i teatri. In Emilia Romagna sono attive più di 200 strutture e operano numerose compagnie di fama internazionale, come i riminesi Motus, i cui fondatori Enrico Casagrande e Daniela Nicolò - direttori nel biennio 2019-2021 di Santarcangelo dei Teatri, altra eccellenza regionale- saranno al centro del primo episodio di StrongER. 

Santarcangelo dei Teatri è il più antico festival italiano dedicato alle arti della scena contemporanea (è nato nel 1971) e uno dei più significativi appuntamenti europei nell’ambito del teatro e della danza. Elementi distintivi della manifestazione sono da sempre l’internazionalità delle presenze artistiche e il rapporto con lo spazio pubblico di Santarcangelo e con la collettività dei suoi cittadini. Fondato nel 1991 a Rimini, il gruppo teatrale nomade e indipendente Motus, esploso negli anni Novanta con spettacoli di grande impatto emotivo e fisico (che gli hanno valso diversi riconoscimenti, tra cui tre premi UBU), sa prevedere e raccontare le più aspre contraddizioni del presente, creando tendenze sceniche iper contemporanee, e interpretando autori come Beckett, DeLillo, Genet, Fassbinder, Rilke, Pasolini e Shakespeare. Il lavoro artistico della compagnia - che ha sempre al centro i temi del confine fisico, geografico, mentale e della libertà di attraversarlo - è caratterizzato anche da un intenso programma formativo di incontri pubblici, lezioni e masterclass presso atenei italiani e stranieri. 

«“La parola "ritorno" è centrale per me in questo progetto - dichiara Andrea Delogu - non solo perché dopo tanti mesi abbiamo finalmente la possibilità di tornare a fare quello che amavamo e che ci è mancato così tanto - tornare a teatro, al cinema, in mezzo alla gente, tornare alle nostre vite - ma anche perché mi ha permesso di entrare in contatto con le eccellenze e le storie della mia terra. Ringrazio quindi il turismo dell’Emilia Romagna per aver contribuito a questo ritorno alla mia "Itaca", sia reale che interiore».

Il secondo episodio di StrongER avrà invece per tema l’enogastronomia, con interviste a Lara Gilmore, ideatrice assieme al marito Massimo Bottura del progetto Food for Soul, Filippo Polidori, deus ex machina dei più innovativi progetti food degli ultimi anni (da Rimini Street Food ad Al Meni, passando per la ristorazione con food truck nel tour del Jova Beach Party) e Aurora Mazzucchelli, chef emiliana artefice della trasformazione del ristorante di famiglia (il Marconi a Sasso Marconi, nel bolognese), da locale degli anni '80 a indirizzo di cucina d'autore contemporanea. 

StrongER proseguirà fino a dicembre con altre tematiche, dalla musica ad arte e musei, passando per il cinema. Il format è promosso da Apt Servizi Emilia Romagna, in collaborazione con le Destinazioni Turistiche Regionali, e realizzato dalla casa di produzione The Solo House, con la regia di Olga Torrico. 

 da mercoledì 7 luglio: www.facebook.com/EmiliaRomagnaTourism.IT

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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