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Gianluigi Veronesi

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Gianluigi Veronesi

Gianluigi Veronesi

Carciofo astigiano del Sorì, tenero, buono e con poco spreco

Carlotta ha una sua regola ben precisa, durante la stagione di raccolta, maggio e giugno, carciofi a tavola almeno due volte alla settimana, se si può anche tre. E fa bene Carlotta perché i carciofi sono buoni e fanno bene ai reni, al fegato, all’apparato digerente. Sono poco calorici, diuretici e validissimi alleati per combattere il colesterolo. 
I carciofi hanno una storia secolare e sono originari del bacino del mediterraneo, con molta probabilità sono dei derivati del carduccio spontaneo nell’Europa meridionale, Africa del nord e Asia occidentale.
Parliamo di una pianta dal forte e longevo apparato radicale, dal fusto di colore grigio verdognolo, decisamente robusto e che può superare il metro in altezza. Le foglie in maggioranza basali sono ampie mentre le infiorescenze, eduli, sono sviluppate in capolini. I fiori si presentano di colore azzurro violetto e risultano ermafroditi, il frutto, chiamato seme è un achenio. 
Le varietà coltivate si dividono in inermi e spinose e in verdi o violetti, e si coltivano trapiantando i carducci.
L’Italia è uno dei più grandi produttori al mondo di carciofi e le varietà presenti sui nostri territori sono davvero tante: carciofo romano, sardo, di Empoli, di Chioggia, di Albenga senza contare quelli che troviamo in regioni come la Puglia e la Sicilia. Contrariamente a ciò che si può pensare anche nel sud del Piemonte c’è un particolare ecotipo di carciofo decisamente interessante.
E’ il carciofo astigiano del sorì, conosciuto anche come semplice astigiano o Valtiglionese della Val Tiglione. La sua storia è secolare, risale al XV secolo ed è ricca di sfumature piacevoli, intanto perché un tempo era un prodotto destinato solo ai ricchi, coltivato in ville e castelli dai nobili, e poi perché ancora oggi lo si può trovare con facilità all’inizio dei filari dei vigneti: a differenza di altre zone vitate dove troviamo le rose. 
Infatti il sorì altro non è che il termine dialettale con cui si indicano i punti collinari dove si coltivano le vigne migliori, ovvero terreni che hanno l’esposizione a sud, sud est, sud ovest e che risultano come habitat ideale per una produzione tipica consona agli ambienti mediterranei.
L’areale produttivo del carciofo del sorì è costituito proprio dalle colline astesane nell’anfratto delineato dal fiume Tanaro e dai torrenti Tiglione e Belbo. A parte le piante che troviamo vicino ai filari delle vigne le carciofaie, quelle vere in produzione, le troviamo su suoli drenanti e vengono rinnovate con regolarità ogni dieci anni circa. Le piante, che possono raggiungere il metro e mezzo di altezza, non necessitano di irrigazione producono carciofi ovoidali allungati privi di spine: ogni pianta può dare anche dieci capolini.
La raccolta avviene manualmente e i carciofi sono dolci e teneri e poche sono le foglie che si devono eliminare; il carciofo del sorì si presta come ingrediente per svariate ricette, è ottimo anche sott’olio e come elemento per un piacevole liquorino; ma la morte sua è crudo servito con olio evo, sale e pepe e qualche scaglia di formaggio grana. 
Tornando alla sua storia è doveroso raccontare che furono i furbi contadini a trafugarlo in modo tale che diventasse una delizia per tutti e non solo per i benestanti, e lui, l’arcicioc, come si chiama in loco, ha ricambiato con sapore, salute e rendita. Naturalmente lo si può gustare tutto l’anno se lo mettiamo appunto sott’olio o in freezer.
Di recente il carciofo del sorì è diventato un presidio Slow Food e un gruppetto di giovani agricoltori ha ripreso la sua coltivazione che, dopo una buona produzione fino agli anni cinquanta, ha vissuto negli ultimi decenni un declino sostanzioso, soprattutto perché, essendo un tardivo, arriva sul mercato quando le varietà del sud Italia sono a fine stagione e hanno un prezzo più basso. 
E’ per questo motivo sostanzialmente che nel tempo si è persa la produzione importante relegando i capolini a coltura con destinazione famigliare, mentre oggi il Presidio ha nel suo intento la voglia di ridare valore al carciofo, sia in termini di reddito per gli agricoltori che in quelli storico ed enogastronomico.
L’inizio della rinascita dei pregiati e saporiti capolini si è realizzato anche grazie al prezioso contributo di Egidio Gagliardi di Mombercelli che ha donato ai giovani produttori i carducci per il trapianto. Egidio è un agricoltore vecchio stampo, gentile e disponibile, ma soprattutto oltre ad essere memoria storica del carciofo, è un grande esperto in materia. Sua figlia Laura, nel loro agriturismo presso l’azienda agricola, tra i vari piatti della tradizione locale propone delle tagliatelle condite con una carbonara di carciofi da paura: da provare assolutamente!
In tutta sincerità, come amo dire in questi casi, ho conosciuto Laura ed Egidio di recente, girando un servizio giornalistico per la TV, così come ho conosciuto uno dei giovani produttori che crede fermamente nella rinascita definitiva del carciofo del sorì. E’ Stefano Scavino un laureato in architettura che a Costigliole d’Asti lavora nella sua azienda agricola e dove ha dato vita ad un bella carciofaia che produce capolini di altissima qualità: un giovane che preferisce la vita agricola rispetto a quella d’architetto. A noi non resta che augurare a tutti loro buon lavoro e fare come Carlotta: mangiarne tanti!
(Fabrizio Salce)

Il mondo della Robiola di Roccaverano DOP: la Scuola

Cogliamo l’occasione per segnalare che la Scuola della Roccaverano a partire dal Primo Maggio terrà le porte aperte il sabato e la domenica. Nel mese di giugno sarà invece operativa dal giovedì alla domenica. La domenica ci sarà sempre presente un produttore aderente al Consorzio di Tutela con le sue Robiole a disposizione per il pubblico; mentre durante le altre giornate la presenza sarà a cura della responsabile della promozione. Presso la Scuola della Roccaverano, ambientata all’interno della vecchia Scuola Elementare e situata sulla piazza del delizioso Comune della langa astigiana di Roccaverano, non solo si possono acquistare le Robiole, ma avere anche tutte le informazioni sull’intera filiera produttiva e sul territorio di produzione. Non dimentichiamo che parliamo di un anfratto di Piemonte, parte in provincia di Asti e parte in quella di Alessandria, decisamente ricco di scorsi panoramici, testimonianze storiche e sapori unici.

Il pettirosso Rob-In torna a volare
Anche il progetto del pettirosso Rob-In torna a spiegare le ali nel vento di langa. Sono state calendarizzate 4 degustazioni, presso la Scuola, il terzo sabato del mese a partire da giugno. Solo quello di settembre con molta probabilità sarà spostato per via del ritorno anche della grande kermesse dedicata ai formaggi di Bra, ovvero Cheese. Rob-In coinvolge altre produzioni locali di qualità: Vino, Vermouth Torino, Salumi, Cereali, Ceci, Nocciole, Miele, Zafferano e Dolci, motivo per cui le degustazioni saranno decisamente interessanti.
La finalità del pettirosso è proprio quella di promuovere una terra che in buona parte coincide con il territorio della “Unione Montana Langa Astigiana Val Bormida” e della “Langa Astigiana tra Monferrato, Appennino Ligure e Alpi”, un comprensorio molto vasto, ma morfologicamente e dal punto di vista paesaggistico, decisamente simile e unito e con un’alta vocazione agricola. La Robiola di Roccaverano DOP è il motore di questa iniziativa che purtroppo per la pandemia ha subito una battuta d’arresto. C’è però sempre tutta l’intenzione e la voglia di continuare a volare, in un volo libero e gustoso.

Ancora Robiole in beneficienza
Così come è già successo nei mesi passati il Consorzio di Tutela ha pensato di donare 40 Robiole al Centro Vaccinale di Acqui Terme (AL).

(Fabrizio Salce)

Consorzio per la Tutela del Formaggio "Robiola di Roccaverano" - Home | Facebook

Piccolo Derthona: piccolo si, ma già Grande il nuovo vino Timorasso della Cantina di Tortona

Ora di pranzo. La cameriera si allontanò furtivamente quando i commensali incominciarono a parlare di vino. La donna non era molto sicura di conoscere tutti i nomi delle bottiglie accuratamente stivate nella cantina dell’albergo e temeva di fare brutta figura. Certo, aveva seguito dei corsi, delle degustazioni prima di essere assunta nel prestigioso locale, ma i quattro personaggi seduti al tavolo davano tutta l’impressione di essere degli esperti in materia. Si riavvicinò e tirò un lungo sospiro di sollievo quando udì il più giovane dire che avrebbe bevuto con grande piacere un bianco piemontese: un Timorasso.
Si, quel vino lo conosceva molto bene e non solo perché ne era arrivata da pochi giorni una nuova espressione direttamente dalla Cantina di Tortona. Sorrise ai clienti e forte della consapevolezza di essere preparata si permise di consigliarla in quanto, nell’assaggiarlo, lo aveva trovato un Timorasso delizioso, profumato, fresco e decisamente interessante. Ideale per il pranzo, ma anche come aperitivo o semplicemente per un gradevole momento in compagnia di buoni amici. E’ il “Piccolo Derthona” ovvero la nuova proposta enologica della Cantina di Tortona, un vino per il quale si procede alla raccolta manuale delle uve intorno al 20 di settembre. Per la criomacerazione occorrono 6 ore in atmosfera inerte, mentre la fermentazione avviene a temperatura controllata. Seguono poi 6 mesi di affinamento su fecce fini costantemente risospese e, naturalmente, stiamo parlando di uva Timorasso 100%. Il Timorasso è un nobile storico vitigno, simbolo per eccellenza dei Colli Tortonesi, quei colli in cui i terreni ricchi di argille arenacee terziarie originate dalla formazione di Zebedassi, sono il suo ambiente prediletto. Il “Piccolo Derthona” si contraddistingue per il colore paglierino carico e al naso si presenta fruttato e minerale, si distinguono i profumi di albicocca e ananas e si percepisce la pietra focaia.
Al palato è decisamente pieno, avvolgente, equilibrato e la sua freschezza è lunga e piacevole. Conserva tutta l’importanza del Timorasso unita ad ampie note di gentilezza e semplicità. Si potrebbe dire che è un Timorasso giovane, meno impegnativo rispetto ai più classici che richiedono invecchiamenti più pronunciati; così come lo si potrebbe definire un vino più vocato alla facile beva, ma in realtà, e questo sorprende chi lo assaggia, è un grande Timorasso ottimo per svariate occasioni. Il “Piccolo Derthona” rientra nella collezione Torre della Cantina di Tortona e auspichiamo, in tutta sincerità, che venga abbracciato e selezionato da tutti coloro che amano bere bene, anche in modo più sottile, ma pur sempre raffinato.
Il Timorasso è veramente un prezioso vino bianco del Piemonte al punto che i colleghi giornalisti della stampa tedesca lo hanno definito il “Barolo Bianco”. E non solo, il “Barolo Bianco” ha stimolato proprio chi produce Barolo nelle Langhe ad investire nelle terre dei celebri Colli Tortonesi per produrre il grande bianco. Oggi non ci dilunghiamo su altri temi, sia pure molto importanti e di notevole soddisfazione per noi, con gioia invece comunichiamo che c’è il “Piccolo Derthona” che attende di essere conosciuto ed apprezzato, bevuto ed abbinato a piatti sfiziosi e lo facciamo proprio nell’anno del 90esimo compleanno della Cantina. Ma di questo traguardo storico ve ne parleremo nel prossimo futuro con altre sorprese, novità ed iniziative legate alla grande Festa che stiamo progettando.
La Cantina di Tortona, Vignaioli del Tortonese dal 1931, è oggi una realtà che conta circa 180 soci operativi su 280 ettari, produce oltre 400 mila bottiglie all’anno e poi vino in bag in box e, come dalla nascita, vino sfuso. Non solo Timorasso, ma anche Barbera, Cortese, Dolcetto, Bonarda, Croatina, Favorita, Chardonnay, Cellerina ed altri ancora.
Siamo una Cantina che continua a lavorare per valorizzare vino e territorio, storia e tradizioni, innovazione e modernità. Grazie di tutto cuore a coloro che ci daranno voce con le proprie pubblicazioni perché pensiamo anche noi che: senza comunicazione non c’è informazione. Buon Timorasso a tutti.

(Fabrizio Salce)

Cantina di Tortona
Via Muraglie Rosse, 5 15057 Tortona (AL) Italia
www.cantinaditortona.it

LAGO firma il ristorante H2O di Andrea Berton alle Maldive

Dopo aver arredato Cocoon Maldives, il primo design hotel Five Star Friendly nell’arcipelago maldiviano inaugurato dal tour operator italiano Azemar nel 2016, il brand italiano di design LAGO torna nell’Oceano Indiano e fornisce gli arredi per H2O, il nuovo ristorante subacqueo nato all’interno del resort You & Me by Cocoon dello chef stellato Andrea Berton.
Situato nell’atollo di Raa alle Maldive, il nuovo ristorante è guidato da Andrea Berton - una stella Michelin presso il ristorante Berton Milano e una presso il ristorante Berton al Lago - e si presenta con ampie vetrate immerse nei fondali corallini della laguna che consentono agli ospiti di cenare circondati dalla flora e dalla fauna sottomarine. 
Gli arredi sono stati realizzati appositamente da LAGO con cura sartoriale al fine di adattarsi al contesto originale del ristorante e ricalcano lo stile del resort Cocoon Maldives. Per dare all’ambiente una sensazione di leggerezza sono stati, infatti, scelti i tavoli della collezione Air, sospesi su impercettibili gambe di vetro e rivestiti da piastrelle in ceramica dipinte a mano. La predominanza dei colori scuri, presenti sia nei tavoli che nelle sedie Dangla rivestite in pelle color grafite, accentua e valorizza in modo emozionale le cromie e le sfumature tipiche dell’ambiente marino.
«Il design di LAGO è caratterizzato da linee pulite e un’estetica minimale - spiega lo chef Andrea Berton - per questo trovo che sia molto simile alla mia filosofia di cucina: il connubio che si crea tra gli arredi e i piatti che propongo valorizza ulteriormente l’esperienza complessiva che proponiamo ai clienti». 
«Le esperienze sono sempre più centrali nelle nostre vite - racconta Daniele Lago, CEO & Head of Design di LAGO SpA -. In questo senso il nostro design contribuisce a rendere l’esperienza di H2O un momento unico per l’esaltazione della natura in cui è immerso. Siamo molto felici di continuare la collaborazione con Alessandro Azzola e di accogliere nel nostro network lo chef Andrea Berton, con i quali abbiamo avuto l’opportunità di portare ancora una volta i nostri arredi nel cuore dell’oceano Indiano».
Con questo nuovo progetto LAGO conferma la collaborazione con il tour operator Azemar con cui condivide un’idea di ospitalità empatica e attenta al viaggiatore, in grado di farlo sentire a casa in qualsiasi parte del mondo sia.

 nella foto: a sinistra Andrea Berton, chef stellato del ristorante Berton Milano, Alessandro Sciarrone, chef resident di H2O e Giovanni De Ambrosis, corporate chef del Gruppo Cocoon.

 LʼAZIENDA
Nata come impresa artigianale, LAGO nel tempo ha saputo ritagliarsi una sua identità precisa diventando un marchio innovativo nel panorama del design italiano. Dal 2006 sotto la conduzione di Daniele Lago, fortemente orientata al design, l'azienda diventa una delle più interessanti rivelazioni degli ultimi anni. La visione allargata del design come disciplina che produce senso e non solo prodotti, in grado di innovare tutta la filiera, ha reso possibile l'affermazione di LAGO come azienda all'avanguardia, capace di proporre nuove visioni e modelli per l'abitare. Più che prodotti, l'azienda progetta alfabeti e chiama il fruitore finale a utilizzarli, creando un design partecipativo, bottom-up, che si arricchisce delle energie che provengono dall'utente finale. LAGO si propone di fare del design uno strumento di trasformazione sociale, per creare ambienti che entrino in risonanza con chi li vive. Prova concreta di questo intento è la creazione di una rete di luoghi e persone, LAGO DESIGN NETWORK, in cui il design LAGO migliora l'esperienza in luoghi come negozi e abitazioni, uffici e musei, ristoranti e alberghi, generando nuove relazioni e opportunità di business. Tutti questi luoghi sono connessi tra di loro dal potente motore digitale dell’azienda che conta su Facebook più di un milione di fan.

Arrosticini, arrosticelli dall’Abruzzo con amore, anche on line

Lo scorso anno in un articolo definii Maurizio e Agnese: il “Re” e la “Regina” degli Arrosticini. Lo feci con estrema convinzione e oggi con altrettanta fermezza ribadisco il concetto. Lo faccio perché Maurizio Cutropia e Agnese Volpone, marito e moglie dal 2002, non solo sono due belle persone, ma anche perché i loro Arrosticini sono una vera prelibatezza. Simboli indiscussi della Regione Abruzzo gli Arrosticini, come tutte le ricette che appaiono semplici a prima vista, richiedono un’ottima esperienza in materia e che nulla venga lasciato all’improvvisazione durante la loro lavorazione. Non mi dilungo sulla storia del celebre spiedino, ne ho già scritto allora, ci tengo invece ricordare che Maurizio e Agnese li realizzano esclusivamente con carni pregiate di alta qualità di ovini adulti allevati secondo regole precise e ferree. La carne, tagliata a cubetti e infilata nel legno, viene alternata da grasso nobile, mentre per la cottura si utilizza il carbone tipo cannellino che dona ai bocconcini morbidezza e fragranza conferendone un sapore unico e particolarmente avvolgente. Ecco perché gli Arrosticini del “Re” e della “Regina” sono straordinari, perché rispecchiano tutte le caratteristiche di un prodotto popolare, artigianale, rispettoso delle sue origini: dalla selezione delle pecore, solo razze autoctone alimentate in modo naturale senza mangimi o derivati, fino alla cottura sulla canalina. Ma per gustarmeli devo per forza raggiungere Maurizio e Agnese in Abruzzo? E qui viene il bello dei nostri due Monarchi. Se volete cuocerveli e gustarveli direttamente a casa potete tranquillamente andare sul loro sito www.bracevia.it e ordinarli on line. Non solo, potrete anche acquistare tutto l’occorrente più idoneo proprio per la cottura a regola d’arte dei pregiati Arrosticini. Inoltre, se oltre agli arrosticini desiderate altri tagli di carne ovina, potrete scegliere tranquillamente cosa acquistare. La consegna sul territorio nazionale avviene dal Martedì al Venerdì entro le 24/48 ore dalla spedizione. Per le consegne in Sicilia, Calabria e Sardegna occorrono 48/72 ore dal giorno di spedizione. Dal 2021 sono stati ampliati i giorni di consegna e inserito anche il Sabato. Grazie alla spedizione con kit refrigerati, la carne viene custodita all’interno di scatole di polistirolo con ghiaccio in gel, adatte a preservarne la catena del freddo, per evitare ogni tipo di contaminazione e prolungarne la durata in frigorifero. E allora sbizzarritevi con: hamburger, costolette, tagliata, entrecôte, bistecchine di castrato tutto rigorosamente di carne ovina. E poi, sempre sul sito, trovate i kit composti di Bracevia, così avrete la possibilità di ordinare più specialità con un trattamento di riguardo. Tornando ai nostri Arrosticini, prodotto tipico della tradizione pastorale e transumante dei popoli abruzzesi e senza dubbio uno dei primi cibi di strada della tradizione italiana, Maurizio e Agnese li propongono in differenti versioni: quelli di fegato, cipolla e peperoncino, i classici e quelli fatti a mano. Credetemi, tutti deliziosi, morbidi, saporiti e stuzzicanti. Sul sito, oltre a trovare tutte le informazioni sui prodotti, sui costi, sugli accessori per la cottura, sui tempi e sulle modalità di consegna, avrete inoltre anche la possibilità di dialogare con Bracevia via mail o, se preferite, tramite Whatsapp. In poche parole: non manca nulla. Maurizio ed Agnese da molto tempo partecipano ai grandi eventi di piazza più importanti della penisola dove il cibo di strada è una presenza gradita e insostituibile. Fiere, sagre, saloni, eventi e manifestazioni, con il loro stand e con la loro simpaticissima Fiat 500 che si trasforma in supporto per le canaline della cottura e con la quale raccontano l’Abruzzo. Per questa tematica purtroppo dobbiamo ricordare il momentaneo fermo per via della pandemia da Covid. Ricordo però anche il servizio Catering per aziende, privati e, perché no, per i matrimoni. Non si esclude poi di parlare presto di “Franchising” ma tutto avverrà a suo tempo. Oggi invece dal sito possono acquistare le famiglie, ma anche i ristoratori, motivo per cui, se avete un’attività ricettiva come trattoria, ristorante, agriturismo o simile, Bracevia può effettuare forniture di prodotti con prezzi riservati. E, molto importante, con la certezza che nel raggio di 30 km dall’ubicazione dell’attività interessata, al fine di garantire l’esclusiva dei prodotti Bracevia a tutta pecora, non verranno forniti gli stessi prodotti ad altre attività attinenti a quella in oggetto. Non mi dilungo oltre, ricordo invece cosa scrisse uno degli Abruzzesi storici più conosciuti, Gabriele D’Annunzio: “gli Arrosticini altro non sono che Il Piacere”. E allora non fatevelo mancare: basta un click per il puro piacere d’Abruzzo.  
(Fabrizio Salce)

www.bracevia.it

Ciclovia del Sole

Sono partiti i lavori per il collegamento ciclabile “provvisorio” da Osteria Nuova (Sala Bolognese) a Bologna attraverso strade secondarie e a basso traffico per i cicloturisti che potranno raggiungere in sicurezza il capoluogo regionale. In attesa dell’apertura della “Ciclovia del Sole” sull’ex ferrovia Bologna-Verona da Mirandola a Osteria Nuova (Sala Bolognese) che renderà di fatto percorribile da Bolzano alle porte di Bologna il grande itinerario ciclabile europeo Eurovelo7 Capo Nord-Malta, la Città metropolitana di Bologna ha avviato in questi giorni i lavori che collegheranno la Ciclovia al capoluogo con un itinerario provvisorio.

La connessione ciclabile definitiva tra Osteria Nuova e Bologna, già progettata, finanziata e che verrà realizzata nei prossimi anni, prevede la realizzazione del sovrappasso della linea ferroviaria Bologna-Verona, l’attraversamento di Calderara di Reno (BO) un percorso a nord dell’Aeroporto nella fascia boscata e quindi l’arrivo a Bologna lungo la sponda ovest del fiume Reno. Per permettere però alla mobilità ciclistica locale e ai cicloturisti che percorreranno la Ciclovia del Sole di arrivare in sicurezza fino al capoluogo già dall’apertura del 13 aprile si è deciso di realizzare un itinerario alternativo e temporaneo che, attraverso strade secondarie e a basso traffico adeguatamente segnalate, offrirà ai cicloturisti un'alternativa diretta e sicura per raggiungere il capoluogo regionale senza dover ricorrere necessariamente all'inter modalità.  Lungo questo tracciato si stanno facendo in questi giorni interventi leggeri e di rapida realizzazione, che riguardano essenzialmente l'utilizzo di segnaletica verticale di direzione e l'applicazione di segnaletica orizzontale per la moderazione della velocità, la riconoscibilità dell'itinerario cicloturistico e la tutela dei ciclisti.
L'itinerario temporaneo parte dalla stazione di Osteria Nuova (Sala Bolognese) attraversa il paese lungo il suo asse viario principale, via Gramsci e raggiunge la SP568 - via Persicetana - attraverso la via Ferrovia. I ciclisti saranno indirizzati da cartelli e pittogrammi, pedalando su corsie ciclabili di nuova concezione inserite direttamente in carreggiata con linea tratteggiata e transitabili dalle automobili.
Per collegare via Ferrovia a via Sacernia è invece in corso di realizzazione un percorso ciclabile sterrato dedicato e provvisorio, che occuperà una fascia di circa 3 m a sud-ovest della Persicetana nelle attuali aree agricole, in accordo con i proprietari delle aziende attraversate.
Il percorso proseguirà poi verso la località di Sacerno percorrendo via Sacernia, una strada scarsamente trafficata, dove la sicurezza della promiscuità ciclo-veicolare sarà garantita dall'abbassamento del limite di velocità, dall'aggiunta di pittogrammi a terra con il logo della Ciclovia e dall'inserimento di bande rumorose.
I medesimi interventi di segnalamento e moderazione della velocità a tutela dell'utenza lenta saranno ripetuti lungo via di Mezzo Ponente e via Bacciliera, fino a raggiungere la stazione FS di Lavino di Mezzo, oltre la quale si sottopassa via Umbro Lorenzini (cosiddetta tangenziale di Lavino e Anzola) proseguendo lungo le vie Libertà e Dante, fino a raggiungere la via Emilia Ponente, dove si raccorderà con le ciclabili emergenziali recentemente realizzate dal Comune di Bologna fino alla località La Pioppa. L’itinerario che porterà a Bologna sarà anch’esso caratterizzato da interventi di segnaletica verticale e si attesterà principalmente su connessioni ciclabili esistenti. Dalla località La Pioppa attraverserà il quartiere di Borgo Panigale lungo gli assi di via Martin Luther King, Pasteur, Nani e Sciesa, per poi scendere a sud della via Emilia, in direzione est, attraverso gli assi di via del Faggiolo e Togliatti. I cicloturisti attraverseranno poi il quartiere Saragozza e raggiungeranno il centro del capoluogo attraverso gli assi di via Valdossola e via Sabotino.

Bologna Welcome
Piazza Nettuno, 1
40124 Bologna - Bologna
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Deco Industrie dona 1.000 colombe pasquali Fornai Pasticceri

Deco Industrie dona 1.000 colombe pasquali Fornai Pasticceri e numerosi prodotti per la detergenza a marchio Scala a chi è in difficoltà. La donazione si inserisce in una serie di attività con la quale Deco celebra il suo 70esimo compleanno. 
E in queste ore si sono svolte le consegne delle colombe pasquali Fornai & Pasticceri e altri prodotti per la detergenza a marchio Scala che Deco Industrie ha donato a chi è in difficoltà.
Per il suo settantesimo compleanno, la Cooperativa romagnola ha voluto omaggiare dei suoi prodotti alcune delle realtà locali più attive per la difesa delle donne e delle famiglie in difficoltà: l’associazione Demetra di Lugo, Linea Rosa di Ravenna, Sos Donna di Faenza, Centro Donna di Ferrara che le destineranno alle case rifugio da loro gestite, oltre alla Protezione Civile di Forlimpopoli che distribuisce beni di prima necessità.
Tra i destinatari degli omaggi anche la rete di associazioni di We Are One 2020 – Ripartiamo Insieme condotta dal Bologna FC1909 (di cui Deco, attraverso il suo marchio Scala è sleeve sponsor di maglia) che ha portato i doni ad Arca della Misericordia, associazione attiva per il sostegno a famiglie in situazione di fragilità lavorativa, abitativa e sociale. 
Questa iniziativa rientra tra le attività che Deco Industrie ha avviato nel 2021 per celebrare il suo 70esimo anno di vita e che proseguiranno anche nei prossimi mesi.

The Gin Way incontra Carbogang per dare vita a Carboidratami

Per celebrare il Carbonara Day e il Gin and Tonic Day, il team di The Gin Way ha dato vita a “Carboidratami”, una mistery box realizzata in collaborazione con Carbogang. Una maniera inedita di gustare un piatto di pasta alla carbonara in abbinamento a un gin tonic. The Gin Way (www.theginway.com) la start-up italiana che ha fatto conoscere “il nuovo modo di bere gin” grazie alle mistery box in abbonamento focalizzate su gin premium italiani, ha dato vita, in collaborazione con Carbogang, a Carboidratami. Il progetto, ideato per celebrare due ricorrenze speciali - il Carbonara Day di martedì 6 aprile e il Gin and Tonic Day di venerdì 9 aprile - non solo rappresenta un incontro tra gin e pasta alla carbonara, ma l’unione delle forze di due giovani realtà che hanno fondato su una passione la propria attività. 
Dal 6 al 12 aprile, sul sito www.carboidratami.it, sarà possibile ordinare una delle 150 box prodotte in edizione limitata. All’interno il cliente potrà trovare il classico contenuto proposto da The Gin Way (un gin appositamente selezionato per l’abbinamento, le toniche, i garnish, gli snack e qualche originale gadget) affiancato dal carbokit per 4/5 persone composto da una confezione di pasta, guanciale artigianale stagionato 90 giorni, pecorino romano DOP e pepe nero del Madagascar. Visto che sarà necessario spadellare nella box si potrà trovare anche un grembiule realizzato appositamente per l’iniziativa.
Carbogang (www.carbogang.com) proprio come The Gin Way, è una realtà giovane lanciata nel 2017 da quattro ragazzi trentini, Emanuele Riccardo Costella, Sebastiano Dalsasso, Alessio Tomarelli e Alex Valle, con la passione per il cibo, e in particolare per la carbonara, piatto che amano ma lontano dalla tradizione culinaria della loro terra d’origine. Un altro comune denominatore di The Gin Way e Carbogang è inoltre quello della costante ricerca di quei prodotti che fanno dell’Italia un’eccellenza in ambito enogastronomico. Le box saranno messe in vendita, unicamente nella fascia temporale che va dal 6 al 12 aprile, ad un prezzo imbattibile: 79,00 euro (spese di spedizione incluse). La consegna delle box di Carboidratami, con corriere espresso, avrà luogo dal giorno seguente la chiusura della promozione, ovvero dal 13 aprile.
«La sinergia con Carbogang – affermano Alessio Maccione, Cesare Zavattaro e Sabrina Sinigaglia, fondatori di The Gin Way – è nata in modo spontaneo. Siamo due realtà che parlano a un pubblico molto simile che ha, tra le tante, una cosa in comune: la condivisione di un momento tra le mura di casa non incentrato su qualcosa di pronto e veloce, ma legato ad un concetto di qualità e che richiede una preparazione. Nelle case italiane la cucina, come luogo fisico, è il punto di raccolta della famiglia. Anche nelle cene tra amici è usuale gironzolare attorno a chi cucina con un bicchiere in mano: cosa c’è quindi di meglio di un gin tonic mentre sfrigola il guanciale di maiale?».

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www.carboidratami.it

 

Da secoli la colazione pasquale marchigiana con la “Casciotta d’Urbino” Dop

Da secoli sulle tavole della colazione pasquale marchigiana la “Casciotta d’Urbino” Dop

È una preziosa opera d'arte, ovvero fatta ad arte da maestri casari, veri custodi delle nostre tipicità gastronomiche e dell'ambiente. Un formaggio nato dal latte di animali liberi, sani e felici che compone la tavola della tradizione pasquale marchigiana insieme ad altri ingredienti speciali come “crescia” al formaggio, uova e frittata di erbe e ciauscolo. È la Casciotta d’Urbino Dop, eccellenza agroalimentare italiana e marchigiana, simbolo della provincia di Pesaro e Urbino, il primo formaggio ad aver conquistato la Denominazione di Origine Protetta.
Protagonista di una storia d’amore secolare con il suo ambasciatore più illustre, Michelangelo Buonarroti, la Casciotta d’Urbino Dop divenne una specialità distintiva marchigiana con il signore del Ducato di Urbino, Federico da Montefeltro, che decise di proteggere il suo territorio dalle scorrerie dei pastori transumanti agevolando l’uso dei pascoli per gli allevatori locali. La produzione di piccole forme rotonde, morbide e dal sapore delicato si affinò fino ad arrivare agli anni ’60 del secolo scorso quando le “vergare”, donne di casa del pesarese dedite all’allevamento del bestiame, coniarono l’odierna formula magica: latte ovino 70-80% e latte vaccino 30-20%.
Oggi, questa formula magica è protetta dal Disciplinare di Produzione, garante anche della definizione e del rispetto delle regole di lavorazione casearia fondamentali per ottenere un formaggio di alta qualità e buono come da tradizione. Per tutelarne l’eccellenza, al Disciplinare si affianca il Consorzio di Tutela Casciotta d’Urbino Dop che si occupa anche della sua promozione e valorizzazione.
La Casciotta d’Urbino Dop, regina della tavola già dal XV-XVI secolo, è inconfondibile sin dal nome che la distingue dalla classica caciotta grazie alla caratteristica “S”, frutto di un fortunato errore di trascrizione di un impiegato ministeriale del ‘500.
Ma anche il gusto è altrettanto inconfondibile: dolce e delicata, ha il sapore del burro e del latte fresco col quale viene prodotta. Friabile e molle, all’olfatto è fragrante e aromatica. Una vera perla, versatile e perfetta per impreziosire le ricette …e le colazioni più diverse!

CONSORZIO TUTELA CASCIOTTA DI URBINO DOP
Via Cerbara, 81 - 61030 COLLI AL METAURO (PS) Italy 
Tel. e Fax +39 0721 87981 
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Simone Dalla Valle presenta l’O.P. Eurocirce...

Simone Dalla Valle (nella foto) è un uomo pragmatico, che “guarda e vede oltre”. Dal 2017 è presidente dell’O.P. Eurocirce, una cooperativa agricola con sede a Terracina, in provincia di Latina. Classe 1981, Dalla Valle da sempre è stato vicino alle tematiche agricole, in particolare a quelle dell’associazionismo, avendo ereditato dalla famiglia la passione, i valori e... i sacrifici che questa attività comporta. Eurocirce si trova nell’Agro Pontino, ai confini con il Parco Nazionale del Circeo: un ampio comprensorio da sempre vocato all’agricoltura. Qui i fattori pedo-climatici garantiscono condizioni ideali per la produzione di verdura e frutta di alta qualità. Nel 2020 Eurocirce ha sviluppato un fatturato superiore ai 25 milioni di euro, con 37 mila tonnellate di ortofrutta conferita da 100 soci su una superficie complessiva di 400 ettari. Il presidente ci descrive come questa importante struttura ortofrutticola è nata, cresciuta e quali sono gli obiettivi dell’immediato futuro.

Presidente Dalla Valle, com’è nata Eurocirce?
Dobbiamo tornare indietro nel 1979, quando il consorzio Eurocirce raggruppò sei

cooperative, realtà agricole situate nei comuni di Sabaudia, San Felice Circeo e Terracina,
con l’obiettivo di unire le forze per commercializzare i loro prodotti. Il consorzio cresceva e si
pensò di costruire nuovi spazi per la raccolta, il confezionamento, la logistica e
l’amministrazione. Nel 2007 Eurocirce si insediò nei nuovi stabilimenti di Terracina.
I produttori agricoli avevano compreso che, aggregandosi, avrebbero potuto ottenere
importanti sinergie operative e, di conseguenza, operare con maggiori probabilità di
successo nel mercato globale. In tutti questi anni, però, Eurocirce ha sempre mantenuto un
occhio vigile, o meglio un severo controllo, sull’alto livello qualitativo della frutta e verdura
coltivate dalla base sociale. L’intera produzione, infatti, viene raccolta e subito portata nello
stabilimento, dove viene selezionata, confezionata e spedita quotidianamente, per giungere
nelle migliori condizioni di freschezza nei negozi e supermercati.

Cosa rappresenta oggi Eurocirce?
Oggi Eurocirce può contare su 100 soci, tutti produttori agricoli, che coltivano

complessivamente una superficie di 400 ettari. Gran parte della produzione ortofrutticola
(circa il 60 per cento) viene coltivata in serra. Dobbiamo sottolineare che abbiamo investito
molto per ottimizzare le produzioni con la dotazione degli impianti tecnologici più moderni e
all’avanguardia. Possiamo contare poi su oltre 20 mila metri quadrati di superficie coperta,
con 200 dipendenti e collaboratori, per la lavorazione e lo stoccaggio dei prodotti freschi,
che ogni giorno inviamo sui mercati generali e alla GDO.

Cosa assicurate ai vostri consumatori finali?
Eurocirce è impegnata a garantire che ogni giorno giungano prodotti di ottima qualità sulle

tavole dei consumatori. L’attenzione della nostra intera filiera verso le esigenze e le
aspettative della clientela e dei consumatori finali è massima e si concretizza nel continuo
monitoraggio dell’intera dinamica del comparto ortofrutticolo, così da fornire sempre
risposte esaurienti alle mutevoli richieste del mercato. Per questo effettuiamo audit interni
ed esterni a intervalli regolari e a sorpresa per verificare la piena conformità dei prodotti, della
filiera di lavorazione, degli imballaggi, del personale, in definitiva dell’intero processo produttivo.

Dove vengono commercializzati i vostri prodotti?
Eurocirce commercializza la propria produzione in tutta Italia, in particolare nei mercati del
Centro e del Nord Italia. Inoltre inviamo partite di ortofrutta sui principali mercati europei,
tra cui Germania, Francia, Polonia e Paesi nordici.

E sul livello qualitativo dei vostri prodotti?
Eurocirce è riconosciuta come Organizzazione di Produttori ai sensi del reg. CEE 123/2007.

L’obiettivo che perseguiamo ogni giorno e per il quale ci adoperiamo costantemente è
garantire al consumatore finale un prodotto sano e di ottima qualità e siamo convinti che,
avvalendoci della nostra esperienza, della ricerca e dello sviluppo di soluzioni legate ai
nostri processi produttivi, coadiuvati dalla tecnologia, possiamo raggiungere il nostro
obiettivo. Senza contare che il passaparola legato all’alta qualità della produzione
ortofrutticola di Eurocirce è stato finora il nostro miglior biglietto da visita e il messaggio
pubblicitario più efficace.

Come è organizzata e su quali referenze può contare la vostra filiera di produzione?
Eurocirce dispone delle certificazioni BRC, GLOBAL, GAP, GRASP, IFS. Possiamo fornire

alla GDO la nostra ortofrutta fresca, oltre a offrire prodotti in vassoio.
I nostri produttori conferiscono una quarantina di referenze tra frutta e verdura. Quelle
maggiormente coltivate sono le zucchine, i fiori di zucca, le angurie, le carote, i cavoli rapa,
i cetrioli, i fagiolini, le melanzane, i pomodori, i ravanelli bianchi lunghi e i peperoni.

Quali sono le prospettive di Eurocirce?
Il fatturato nel 2020 è stato soddisfacente, avendo sviluppato un fatturato di oltre 25

milioni di euro. Siamo dispiaciuti però per la rimuneratività ancora troppo bassa delle
nostre produzioni, minacciate peraltro anche dalla dura concorrenza spagnola, favorita
dall’anticipo dei loro tempi di maturazione per “invadere” i mercati italiano e
internazionale. In ogni caso, noi continuiamo a nutrire grande fiducia nel nostro lavoro: ne
sono prova tangibile i continui investimenti che insistiamo imperterriti a fare nelle nostre
aziende agricole, puntando sulla qualità delle produzioni e sul biologico.
Stiamo puntando a far crescere le giovani generazioni per superare le difficoltà di qualsiasi
cambio generazionale. Nella nostra compagine sociale, inoltre, possiamo contare anche
innumerevoli donne, imprenditrici agricole di notevole passione e spessore tecnico; una ha
appena 23 anni. Il punto di forza di Eurocirce è di produrre la miglior verdura e la migliore frutta.
La nostra prima, grande soddisfazione è sapere che il nostro cliente e, quindi, anche il consumatore
finale siano contenti (e ci ringraziano) per i prodotti sani e gustosi che abbiamo fornito.

Per ultima, la domanda più intrigante: dall’incalzante globalizzazione agronomica avete potuto
cogliere qualche novità vegetale da coltivare nell’Agro pontino e proporre al mercato?
So che siete molto attenti sul fronte delle innovazioni merceologiche...
In effetti sul fronte della ricerca agronomica siamo molto impegnati a individuare nuove

specie o varietà da testare e proporre, in caso positivo, al mercato. Proprio in questi mesi,
stiamo vivendo un momento di grande fervore sperimentale e, pur essendo obbligato a
mantenere una certo riserbo, qualche primizia mi sento “obbligato” a fornirla.
La prima novità è la Radice di Prezzemolo: quasi sconosciuta in Italia, Eurocirce detiene il
monopolio nazionale della sua produzione (l’unico altro paese produttore è il Portogallo) e
la esporta con successo in Polonia, Romania e altri paesi dell’Est. Rigonfie e carnose, le radici
del prezzemolo ricordano nell’aspetto una carota bianca o una pastinaca, ma il loro sapore è molto
più elegante e raffinato, tendente quasi alla nocciola, tanto da farne un ingrediente prezioso in cucina.
Il secondo prodotto è la Barbabietola Rossa. Molto apprezzata in Centro Italia e nei paesi del nord
Europa, questo tubero possiede molteplici proprietà nutrizionali e fitoterapiche. La sua povertà di
calorie e l’opposta ricchezza di sali minerali (ferro, calcio, potassio, fosforo e sodio) e vitamine del
gruppo B e C ne esaltano le proprietà depurative, remineralizzanti e digestive. L’ultima novità è
rappresentata dal pak-choi o cavolo cinese: una interessante varietà di brassicacea, diffusa in
Estremo Oriente. Questo super alimento di origine orientale è caratterizzato dal sapore delicato
e lievemente amarognolo con un profumo piacevole. Presenta foglie carnose e croccanti, che
ricordano quelle delle bietole, e gambi allungati, simili al sedano. Dal punto di vista nutrizionale
si contraddistingue per l’alta concentrazione di vitamine del gruppo A e C, dal buon contenuto
di sali minerali, come calcio e fosforo, fibre e proteine, senza dimenticare che il pak-choi è un
alimento ipocalorico dal notevole potere antinfiammatorio.

Intervista a cura di “DragoPress”
Agenzia di Comunicazione Giornalistica
www.dragopress.it

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