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“In Marinetta” è attività di ristorazione di livello all’insegna della passione e per la cucina e per il suo territorio: il paradiso del Delta del Po veneto. Le preparazioni suggerite da In Marinetta si identificano con i prodotti delle lagune dell’Alto Adriatico e gli orti sabbiosi siti nelle terre del Delta, tipici per freschezza e sapidità uniche che, trasformate dalle sapienti mani e dalla fervida fantasia dello Chef Executive Alessio Bottin, valorizzano al meglio, stagione per stagione, il patrimonio della natura circostante. Le ingegnose opere di bonifica hanno reso il Delta del Po fertile, creato un’ottima economia agricola e una fiorente attività di pesca, facendolo così divenire un distretto ittico, tra i più importanti d’Europa, riconosciuto dal “Mab Unesco” come “Riserva della Biosfera”. 
Isi Coppola è il ”deus ex machine” dell’In Marinetta e con innata “sea food passion” – coadiuvata dallo chef Alessio e dalla maître Ilaria – sceglie i prodotti della terra, rispettandone i tempi giusti per godere appieno della migliore unicità – e il pescato del giorno – recuperato là dove le acque del grande fiume (Po) incontrano il mare – presentando così, squisiti menù che si possono assaporare nell’elegante, ampio salone con veranda dotata di caratteristico “bilancione” esterno (per la pesca, detto padellone o trabucco) ma anche stando comodamente assisi nella terrazza panoramica o nel Bistrot del mare, per godere, a fine giornata, dei tramonti bellissimi che si riflettono sull’acqua, magari “cicchettando” tra amici sorseggiando un venetissimo Spritz, un buon calice di vino con un occhio di riguardo per le produzioni italiane, in particolare per quelle che parlano di territorio, o una dissetante birra artigianale, magari la bionda Arsura (4 gradi e mezzo) una lager del birrificio artigianale friulano “620 passi”, chiara leggera, molto beverina.  Isi Coppola, sempre perfetta padrona di casa, è molto attenta alla scelta dei vini da abbinare alla pluralità gastronomica dei menù che propone: da quelli provenienti da zone costiere e vulcaniche, valorizzando i tanti vitigni dal “terroir” spesso dimenticato (l’identità per Isi viene prima di tutto…) perché in questo modo si può assaporare qualcosa di unico… Un posto di rilievo è dedicato alle “bollicine” da uve italiane, anche insolite, provenienti da tutte le regioni (e non mancano quelle francesi) e ai vini “naturali” e “non filtrati”, tutti si abbinano magnificamente ai piatti suggeriti e preparati dallo chef Alessio.
L’“Associazione Borghi d’Europa” ha promosso presso l’Ittiturismo In Marinetta, un incontro con giornalisti del settore - invitati per l’occasione in qualità di “tester”- per valutare l’offerta culinaria, la professionalità e le competenze dello chef Alessio e del suo staff, nell’imminenza delle feste di fine anno. Il benvenuto - tra riprese televisive e interviste - è a base di anguilla nostrana (debitamente “sgrassata” con un procedimento particolare e quanto meno efficace) appoggiata su una base di polenta bianca e decorata con gocce di succo di melagrana, accompagnata dalla “Fipa”, birra rossa, sempre della “620 passi” della Laguna di Marano (UD) una “Indian ale” da 6° ambrata, luppolata con luppoli americani, sentori di frutta tropicale e pompelmo. La gentile Isi, presenta l’”entrée”, composta da un tris di classici “saor”, alla veneziana (unione di cipolla, uvetta e pinoli): uno con sarda di Pila (tipica della zona del Polesine) con cipolla bianca di Rosolina, uno di canestrelli con cipolla dorata di Chioggia e il terzo, di “zucca violina” con cipolla di Tropea. In abbinamento: “bollicina” chardonnay Calepino “100% non dosato” metodo classico Castelli di Calepio, del Valcalepio BG (tra l’Oglio e l’Adda); colore giallo paglierino, perlage fine e persistente, profumo fruttato, fresco ed invitante è ottimo come aperitivo e con crostacei e molluschi. Davvero speciale per detta entrée. In attesa del piatto principale, degustazione - graditissima - di “ostriche rosa de Tarbouriech” presentata dal referente Alessio Greguoldo, che spiega come avviene l’allevamento innovativo da cui risulta un eccezionale prodotto, di altissima qualità, dal guscio pulito e privo di parassiti, con carni consistenti dal sapore impareggiabile. Allevate nel mare Mediterraneo col metodo “a sospensione”, le ostriche rosa sono attaccate a funi, dosandone l’esposizione all’aria e al sole, simulando così l’alternanza delle maree, per un periodo di ben 36 mesi. E' il momento del protagonista: il risotto alle vongole veraci lavorato ad arte dallo chef Alessio: da riso Carnaroli Delta del Po IGP (pregiato prodotto delle terre alluvionali e salmastre del rodigino in cui è coltivato) questo riso tiene ottimamente la cottura: ha gusto lievemente sapido, è ottimo con il pesce, specie con le vongole… Nel caso, queste, sono fornite da Ivan Padovan (anche socio dell’In Marinetta) AD della Soc. agricola “Regina” allevamento di vongole veraci di laguna e di lupino di acqua di mare (nella zona del basso Polesine): Ivan spiega che l’approvvigionamento del seme, trattato e gestito, porta alla migliore tipologia di vongola – depurata e non spurgata – con notevoli risultati qualitativi per dimensioni e gusto…. Il risotto con i succulenti  molluschi, è ornato con minuscolo rametto di timo e un filo d’olio, appunto allo stesso delicato sentore. Lo accompagna una Albana Santa Lucia, DOCG secco, vino “bio dinamico” colore giallo paglierino con decisi riflessi dorati, al naso fine e intenso, con note fruttate, floreali e speziate; è rotondo e morbido, con lunga persistenza e finale leggermente minerale. Anche da meditazione. Ideale per piatti di pesce saporiti, al forno e al cartoccio, crostacei, frutti di mare, risotti di pesce, carni bianche e formaggi stagionati. Per terminare in dolcezza, Isi propone una crema così detta “belga” da classica ricetta della nonna (dessert assolutamente italiano, meglio, napoletano) delizioso mix tra creme caramel e panna cotta: cottura a “bagnomaria”, corretto con un pizzico di caffè e di cacao, servito su guscio di frolla, con lamponi, posati su yogurt greco… Altra dolce proposta, un panettone chiamato “veneziana” è della tradizione polesana (del panificio Finotti & Pan di Zucchero di Porto Viro RO) contornato da mascarpone a forma di “spumino” con una, davvero notevole, “mostarda di mele cotogne” (direttamente dalle cucine dell’In Marinetta)… Altre specialità della Casa che Isi consiglia di gustare in questo periodo dell’anno, sono: “cotechino e baccalà” (made in follia dello chef Alessio - parole di Isi…-) piatto della tradizione e dell’innovazione nel rispetto del territorio (presentato con successo al Festival del baccalà) realizzato con riduzione di acqua di ostriche e accompagnato da flan di spinaci e patate, con rafano fresco; abbinato a fresche bollicine o, preferendo, con una birra artigianale nera, l’Imperial stout, leggermente affumicata (torbata) da 6°,08 ultima arrivata di casa “620 passi”,  svezzata proprio per le prossime feste natalizie. Altra proposta - da non perdere - la “guancetta di maialino del Delta” (da piccoli suini allevati in zona allo stato semi brado) carni brasate al Moscato Giallo dei Colli Euganei e capesante dell’Alto Adriatico, pietanza che ha raccolto importanti consensi a Golosaria (evento dedicato alle eccellenze enogastronomiche italiane che si svolge in autunno a FieraMilanoCity) accompagnato da un “Fortana del Bosco Eliceo Frizzante 2004”, il re delle sabbie (vino autoctono della Doc della zona Bosco Eliceo, a ridosso dell'Adriatico, tra il Po di Goro a nord e Ravenna a sud) appena tannico, sapido e fresco, si abbina ai salumi tipici ferraresi come la Salamina da sugo e anche a anguilla e fritture; per gli appassionati della birra, raccomandata la Cortona Belgian “620 passi” (ale rossa 6°,4) davvero speciale, come giustamente la decanta a pieno titolo il titolare del birrificio friulano, Roberto Regeni. Sempre perfetta!

(GfL)

In Marinetta Ittiturismo Sea Food Passion
Via Po di Levante, 2a - 45010 Rosolina RO
Aperti tutto l’anno tranne gennaio e febbraio
Tel. 3450318387 - www.inmarinetta.it 
Prenotazioni: thefork.it

Mancano pochi giorni a Natale e al Grand Hôtel Sitea datato 1925 (storico e prestigioso simbolo di Torino) l’atmosfera  è calda e accogliente: mi attendono degli amici, dei colleghi, la cucina dello chef stellato Fabrizio Tesse e i vini di una giovane cantina, l’Autin, che ha i suoi vigneti a cavallo tra le Provincie di Torino e di Cuneo. Giovane, perché la sua avventura è iniziata solo nel 2010, ma con le basi già impostate per un interessante futuro. A dare vita al progetto enologico i cugini Mauro Camusso e Pier Giorgio Gasca, che purtroppo oggi non è più con noi. Una scommessa, anzi, una sfida da affrontare su terreni dalle condizioni pedoclimatiche non così scontate per la coltura della vite, soprattutto se oltre alle uve a bacca rossa ci si cimenta anche con le bianche di carattere internazionale e autoctone. Ma se è vero che le componenti fondamentali per produrre un buon vino sono il vitigno, il terreno, il clima e il lavoro dell’uomo, non possiamo tralasciare un altro elemento: il piacere del fare anche dove è più difficile. Sette ettari di vigneto dislocati sulle due provincie con una varietà di terroir che spazia dall’origine morenica alluvionale al sabbioso e ghiaioso per poi arrivare all’argilla. Anche il clima non è uniforme, più mite e temperato nella zona del Comune di Barge più freddo e con elevate escursioni termiche a pochi chilometri di distanza nei Comuni di Campiglione e Bibiana. E grazie a queste differenze che si possono bene alternare le colture tra le uve rosse e quelle bianche. La serata ha inizio. CI accomodiamo ai quattro grandi tavoli che sono stati a noi riservati. La “mise en place”, chiaramente natalizia, riscalda ulteriormente il gradevole momento. La prima uscita dalla cucina, appetizer di benvenuto, e un Eli Brut Rosé Metodo Classico aprono le danze. I vigneti della cantina vengono coltivati secondo la certificazione “bio” proprio dall’ultima vendemmia 2019, intervenendo solo in casi estremi ma con tecniche esclusivamente meccaniche e biologiche. La vendemmia si effettua rigorosamente a mano e le pratiche di intervento, pur essendo all’altezza dei tempi di oggi, richiamano il forte legame con il passato e le tradizioni tramandate dalle vecchie generazioni.  Arrivano ai commensali gli altri piatti firmati da Tesse ai quali vengono abbinati i vari vini prodotti dalla cantina. Assaggio due bianchi fermi: il Cupa d’Or (Sauvignon 100%) e il Verbian (Bian ver 100%). Il Bian ver è un antico vitigno un tempo diffuso in Francia in Savoia e Vallese oggi quasi del tutto scomparso in territorio transalpino ma che ha trovato invece un buona dimora nella area italiana della Val Chisone in provincia di Torino. Ai due vini vengono abbinati un carpaccio di baccalà all’albese e un risotto Carnaroli al topinambur con gocce di leggera “bagna caoda”. Il Verbian in tutta sincerità mi piace molto, lo trovo aromatico e delicato e sono contento che gli amici dell’Autin abbiano deciso di lavoralo e valorizzarlo. Non assaggerò tutte le etichette della cantina ma nel degustare i vini che mi vengono serviti e nel chiacchierare con i collaboratori di Mauro Camusso non è difficile comprendere che la loro attività, attenta e accorta, rispetta le regole ferree della natura; il sapere attendere i cicli, i ritmi, le differenze pur similari tra le varie annate. C’è quel rispetto misto all’amore per la vigna, per il lavoro, per una terra dove da secoli si coltiva amando quegli acini generosi. Il piatto che segue richiama la cucina tradizionale piemontese con la dovuta rivisitazione adeguata alla serata: il cappello del prete cotto a lungo nel ReNero (un vino dell’Autin di cui vi parlerò a breve) arricchito da chips di radici amare e una composta di patate e nocciole. Attenzione a non confondere il cappello del prete piemontese, per il quale si utilizza carne bovina (il muscolo della spalla), con quello emiliano per il quale si adoperano carni di maiale. Alla ricetta viene abbinato l’ultimo nato in cantina: il ReNero, ovvero un Pinot nero (Piemonte Doc) affinato per almeno sei mesi in barrique di secondo passaggio. A completare il nostro incontro una bavarese al mascarpone con zuppetta di panettone alla quale si accosta una Malvasia moscata, un bianco passito denominato Passi di Gio in memoria di Pier Giorgio Gasca. L’Autin, la giovane cantina, produce anche Il Pellengo (Riesling 100% - Bianco) il Rubellus (assemblaggio uve autoctone - Rosato) il Pinerolese Rosso Finisidum (assemblaggio uve autoctone - Rosso), il Pinerolese Bonarda Gemma Vitis (Bonarda 100% - Rosso), il Pinerolese Barbera El Merlu (Barbera 100% - Rosso) e il Eli Brut Metodo Classico (Pinot nero, Chardonnay, Bian ver – Spumante bianco). Una sfida per una nuova cantina… per una nuova realtà dell’area di produzione del Pinerolese Doc. 

Fabrizio Salce

Dopo il grandioso successo del MIRACLE BURGER e del WONDER BURGER, le polpette di carne "non carne" servite in deliziosi “burger bun” artigianali con semi di sesamo, Beyond Meat sceglie “The Meatball Family” per presentare per la prima volta in Italia - in esclusiva -  il suo ragù realizzato con verdure e totalmente animal-free.
«Ormai da sei mesi proponiamo questi prodotti innovativi nei menù dei nostri punti vendita di Milano, e sosteniamo con forza un deciso cambiamento verso la scelta di prodotti realizzati senza uccidere animali ma senza rinunciare ai sapori della classica cucina italiana», spiega Roberto Galli, fondatore con Diego Abatantuono della catena The Meatball Family, «confortati dalla straordinaria risposta positiva dei nostri clienti, abbiamo deciso di lanciare per primi il ragù fatto con la miglior carne etica che esista sul mercato proponendolo con pasta fresca e anche con pasta “gluten free”».
Pasta al Ragù | Beyond Meat
«Già con i nostri MIRACLE E WONDER BURGER», prosegue Roberto Galli, «i clienti di The Meatball Family hanno potuto constatare che non esiste praticamente alcuna differenza di sapore, consistenza e aspetto tra una tradizionale polpetta di carne e questo miracolo realizzato dall’uomo con proteine vegetali simili nel sapore a quelle degli animali, riproducendo in tutto e per tutto la sensazione che la carne dà in bocca quando la si mangia. Lo stesso risultato l'abbiamo ottenuto con il ragù, un condimento che fa parte della tradizione gastronomica del nostro paese, e abbiamo ottenuto una pietanza da leccarsi i baffi...»
Utilizzare proteine vegetali in alternativa alle classiche polpette, hamburger e ragù di carne animale è uno dei fattori più importanti che si possano considerare per avere un rilevante impatto positivo sui cambiamenti climatici. L’utilizzo di materia prima vegetale, infatti, porta a una riduzione del consumo di acqua (-99%) suolo (93%) energia (-50%) e all’abbattimento delle emissioni di gas serra (-90%) rispetto a quelle prodotte dall’allevamento animale.
I prodotti Beyond Meat non contengono colesterolo, soia, OGM o antibiotici, sono gluten-free e possiedono meno grassi rispetto alle carni rosse di origine animale.
Gli ingredienti principali del ragù vegetale sono, oltre alla Beyond Meat, polpa di pomodoro, olio di semi di girasole, cipolla, carote, sedano, vino rosso e sale.
The Meatball Family propone un'OCCASIONE UNICA per venire ad assaporare questo e tanti altri suoi prodotti a prezzi vantaggiosissimi:
LA CENA SOLIDALE CON LE POLPETTE IN SALDO che si terrà lunedì 23 dicembre 2019 dalle ore 20:00, nell'occasione sconti al pubblico e gli esuberi di produzione verranno donati alla ONLUS Pane Quotidiano.

La prima tappa dei WineHunter Events 2020 dall’1 al 3 febbraio pv, porta tra i palazzi storici senesi una selezionata produzione italiana wine&food. La cornice unica della città medievale, simbolo della viticoltura italiana, inaugura l’anno di appuntamenti enogastronomici dedicati a operatori del settore e appassionati, firmato dal “cacciatore di vini” Helmuth Köcher.

Il nuovo anno di The WineHunter riparte dal contesto storico-artistico dei palazzi senesi con la 5^ edizione di Wine&Siena – Capolavori del gusto. Voluto dal Patron di Merano WineFestival Helmuth Köcher e da Confcommercio di Siena, Camera di Commercio di Arezzo Siena e Comune di Siena, l’evento immerge produttori e visitatori nella celebre città toscana ad alta vocazione vinicola, dove il patrimonio culturale sposa le migliori produzioni enologiche premiate da The WineHunter Award. Un percorso tra location uniche come la Rocca Salimbeni, sede di Banca Monte dei Paschi, il Palazzo Comunale, il Grand Hotel Continental Siena – Starhotels Collezione, il Palazzo del Rettorato dell’Università degli Studi di Siena, Palazzo Sansedoni, sede della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e, per la prima volta, Palazzo Squarcialupi Santa Maria della Scala, che diventa la location principale delle degustazioni enogastronomiche. 

Wine&Siena 2020

La manifestazione si apre venerdì 31 gennaio con lo Small Plates Dinner a Palazzo Squarcialupi  in cui sono protagonisti i ristoratori senesi e i loro piatti tipici in abbinamento ai vini presenti a Wine&Siena. Dall’1 al 3 febbraio, Palazzo Squarcialupi – Santa Maria della Scala ospita i percorsi enogastronomici, una rassegna di case vinicole provenienti da tutta Italia, ma non solo. Tra i produttori italiani grande spazio alla Toscana. Oltre ai vini, anche selezionatissimi produttori tra Food, Spirits e Beer di cui è possibile avere un’anteprima sul sito ufficiale.

Wine&Siena 2020

Durante l’evento, operatori del settore e appassionati del mondo del vino potranno conoscere e degustare vini e prodotti gourmet d’eccellenza, oltre a partecipare a seminari e degustazioni guidate che approfondiscono alcune tematiche su distillati, birra e olio d’oliva. Torna, come ogni anno, l’asta di beneficenza al Grand Hotel Continental Siena – Starhotels Collezione, grazie alla collaborazione con Rotary Siena, Siena Est e Rotaract Siena. Le Wine Masterclasses coinvolgono invece il Palazzo Sansedoni – Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

Wine&Siena 2020

Spazio anche all’approfondimento con due convegni al Palazzo del Rettorato dell’Università degli Studi di Siena con esperti professori e ricercatori dell’Università degli Studi di Siena per un focus su opportunità e sfide per il mondo del vino.

Tra le novità 2020, la giornata di lunedì 3 febbraio dedicata agli operatori del settore e alla stampa per degustare e scoprire nuovi prodotti e conoscere le aziende produttrici.

per accredito:
https://wineandsiena.com/accredito-operatori/

per acquisto biglietti:
https://meranowinefestival.midaticket.it

 

Un lago romantico incorniciato da affascinanti montagne, un posto unico con eventi per tutti nel raggio di 15 km: dal mercatino di Natale di Arco tradizionale agli eventi per i bimbi con la Casa di Babbo Natale e l’Accademia degli Elfi, dall’originale mercatino nel Borgo Medievale di Canale allo sfizioso Villaggio del Gusto per i più golosi. Un solo territorio, tanti eventi diversi per una vacanza irripetibile nel periodo più magico dell’anno. Le calde luci dorate che fanno atmosfera, le finestre delle case illuminate, i mercatini di Natale che riscaldano il cuore e sullo sfondo di questa “cartolina” c’è lui, il lago di Garda! Il Natale sul Garda Trentino ha un fascino che non ha eguali. 
MERCATINI DI NATALE
L’atmosfera natalizia è più viva che mai sul lago di Garda Trentino con l’apertura dei mercatini di Arco e Canale di Tenno. La festa più magica dell’anno ad Arco porta, sui palazzi storici, una narrazione tecnologicamente innovativa in video mapping e tutto intorno tante bancarelle ricolme di prodotti locali e regali da mettere sotto l’albero. Mentre a Canale di Tenno, un piccolo borgo annoverato nel prestigioso club dei Più belli d’Italia, il profumo di tradizione riecheggia nelle vecchie stalle adibite a bancarelle dove potrete entrare e respirare l’aria più autentica e genuina del Natale, quella vera! 
ACCADEMIA DEGLI ELFI
Volete far vivere un sogno al vostro bambino e farlo diventare ELFO, ossia l'aiutante speciale di Babbo Natale? Iscrivetelo subito all' Accademia degli Elfi e vivrà un intero e magico fine settimana in sua compagnia! 
CASA DI BABBO NATALE
A Riva del Garda c’è anche la Casa di Babbo Natale! La dimora di Santa Claus è l’ideale per spedire la letterina, assaporare le delizie di Natalina e conoscere Babbo Natale in persona! 
GASTRONOMIA
Il Natale nel Garda Trentino si colora di profumi e sapori tipicamente trentini. Al Villaggio di Natale "Di Gusto in gusto" di Riva del Garda, si potranno scoprire, degustare e acquistare le migliori eccellenze del territorio coccolati da una magica atmosfera natalizia. Mentre nei Ristoranti del Garda Trentino potrete gustare i sapori e i piatti della cucina locale realizzati dagli chef con prodotti tradizionali! Una festa di profumi, sapori tipici e genuini, menu con gustosi prodotti ed eccellenze locali per una Vacanza con Gusto anche in inverno.

Nella sede dell’Europarlamento un incontro per protestare contro il “labelling” anglosassone - o come il Nutri-Score francese - che classifica i nostri formaggi, prosciutti e oli d’oliva di qualità, come “poco sani”… Ancora la Gran Bretagna si fa notare per idee, diciamo originali… E a ruota seguono i cugini francesi… Si tratta del sistema di etichettatura “a semaforo”, che da oltre Manica - e da oltre Alpe con il nutri-score - si sta diffondendo in altri Stati europei (già in  Belgio, Germania e Spagna): è un bollino verde, giallo o rosso che decreta se un cibo è buono o cattivo per la salute di chi lo consuma, basandosi solo sulla percentuale di sale, zuccheri e grassi che contiene… Non considerando gli aspetti salutistici nel suo insieme di prodotti che sono sane eccellenze (specie quelle Dop e Igp) realizzate secondo rigidi disciplinari che ne fanno cibi ricercati, anelati, invidiati e (per questo) falsificati in tutto il mondo con grottesche imitazioni che danneggiano i clienti fruitori (che non conoscono gli “originali”) e naturalmente i “veri produttori”…   A stabilire gli standard sul cibo è il Codex (ente congiunto di Fao e Oms) che sta discutendo una proposta sui principi guida universali per lo sviluppo di etichette “a semaforo” (e/o nutri-score) diffuse in decine di Paesi. Gian Lorenzo Cornedo (già ambasciatore d'Italia in Canada) è il rappresentante permanente del nostro Paese all’Oms, ha inviato una lettera criticando quei profili nutrizionali necessari per il funzionamento dell’etichettatura interpretativa fronte-pacco e le stesse etichette a semaforo inglesi e il nutri-score francese.
Aziende (come Danone e Findus) e catene di supermercati (come Auchan e Carrefour) hanno accettato l’etichettatura in territorio francese, ma sono contrari all’applicazione in Italia, per motivi economici o perché questi argomenti prevalgono sugli interessi dei consumatori.
Paolo De Castro, Primo vicepresidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, ha commentato l’offensiva in favore di un’etichetta alimentare trasparente e corretta, che non condizioni la scelta del consumatore. Con lui, nella sede dell’Assemblea europea, la collega europarlamentare Elisabetta Gardini, Coldiretti, Federalimentare e Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare.
De Castro auspica l’apertura di un tavolo di discussione per raggiungere un nuovo sistema armonizzato di valutazione e qualificazione dei valori nutrizionali degli alimenti, capace di dare informazioni veritiere e complete ai consumatori e che possa essere adottato in tutti gli Stati Membri.  E’ davvero paradossale che il “labelling a semaforo” penalizzi con un “bollino rosso” l’olio extra vergine di oliva rispetto a un olio di semi vari, il Parmigiano Reggiano o il Grana Padano Dop rispetto a un formaggio prodotto senza latte e così anche per altre eccellenze quali il prosciutto di Parma o il San Daniele, rispetto ad altri prodotti “misconosciuti” invece “promossi” con il “bollino verde” (!) anche se evidentemente non all’altezza dei tratti salutistici dei nostri Dop e Igp. 
Il Parlamento europeo ha già espresso la sua contrarietà a questi sistemi di etichettatura, chiedendo a grande maggioranza - per arginare quest’ulteriore attacco alle nostre ricchezze alimentari - uno schema europeo di indicazione dell’origine dei prodotti alimentari, come già sperimentato in Italia grazie all’azione del governo. 
Ancora non ci sono evidenze sulla questione da parte di istituzioni quali il Ministero della Salute e quello delle Politiche agricole, che almeno dovrebbero considerarla e prendere una posizione… Anche il Crea – il più importante ente italiano di ricerca sull’agroalimentare, che sul proprio sito dichiara che ogni giorno mette in campo tutte le forze per accrescere la produttività e la competitività del comparto e per garantire la massima tutela del nostro territorio…–  (ente con 2 mila impiegati alle dirette dipendenze del ministero) non prevede tra gli oltre seicento progetti di ricerca che ha in corso di verifica, uno studio sull’etichettatura nutrizionale interpretativa. 
Intanto - forse proprio per questa azione europea? - in questi ultimi tempi si è evidenziato un notevole calo delle vendite di oli, formaggi e prosciutti italiani Dop e Igp…

(GfL)

La città di Aterno, ovvero Pescara, diventerà per 4 giorni, dal 23 al 26 gennaio 2020, la capitale dei vini spumeggianti italiani. Infatti sta per prendere vita la seconda edizione dell’evento SPUMANTITALIA, che si ripropone un anno dopo sempre nella accogliente terra di Abruzzo, territorio con una enogastronomia di primo piano: grandi vini per tradizione e una cucina antica sempre di attualità con sapori chiari.
Erede – come dice qualcuno – del Forum Spumanti d’Italia di Valdobbiadene che per 10 anni, dal 2004 al 2013, ha “spinto” una tipologia di vino poco nota verso l’olimpo del vino mondiale, oggi  leader con l’Universo Prosecco e porta bandiera dell’enologia made in Italy nel mondo.  Un evento-momento che ruota attorno ai principali contenuti e temi del settore e alla degustazione guidata da grandi esperti delle più importante etichette nazionali, divise fra vini ottenuti con il metodo tradizionale classico e il metodo italiano, denominati  così da anni da un grande esperto e deus ex-machina delle bollicine italiane come Giampietro Comolli, uno dei partner di Bubble’s Italia, contrario ad usare i minimali martinotti o charmat. Finalmente l’Italia spumantistica alza la testa e si pone come guida mondiale di un metodo di produzione. Comolli, per chi ancora non lo sapesse, è stato prima artefice del successo dei vini oltrepadani piacentini e pavesi, poi dei consorzi di tutela di Gavi e di Bolgheri, direttore generale strategico di tutto il gruppo Ferrari-Lunelli di Trento, consulente di altre imprese spumantistiche italiane e francesi, ha diretto i primi 9 anni di vita del Franciacorta creando il brand e le strategie ancora oggi in vigore, ha diretto per 9 anni Altamarca-Colline del Prosecco e le prime 8 edizioni del forum spumanti d’Italia a Valdobbiadene. Dal 1991 è anche fondatore e presidente dell’osservatorio economico OVSE dei vini spumeggianti italiani e del centro studi CEVES ricerche cibo-vini speciali italiani: due istituzioni che sono punto di riferimento per 34 enti mondiali,  decine di giornalisti del settore e decine di aziende italiane.  SPUMANTITALIA accoglie i vini ottenuti con i due metodi, separando riflessioni, confronti, deduzioni, prospettive, bilanci, indirizzi, ponendo l’attenzione sulle peculiarità di ognuno in un parterre ristretto e mirato, sull’evoluzione e sull’interesse dei mercati, come ci ha confidato proprio Comolli che condurrà alcuni talk show.  La kermesse prevede giornate di lavoro aperte a tutti gli attori della filiera durante le quali i partecipanti potranno condividere le proprie esperienze e visioni riguardo un modo produttivo e di consumo nazionale diverso da tutti gli altri paesi del mondo, dice Comolli. L’Italia fonda le radici nella biodiversità colturale e produttiva, dal metodo ancestrale alle varianti tecnologiche piemontesi rispetto a quelle trevigiane, ancora più diverse dalla millenaria tradizione effervescente etrusco-emiliana e dalle antiche formule latine-romane. Una storia spumantistica italiana che dura oramai da 2200 anni. Un programma fitto e variegato che si racchiude nel bellissimo concetto di festa effervescente italiana ricca di incontri, dibattiti e degustazioni, coordinate da un comitato tecnico di prestigio e che coinvolgerà l’intera città di Pescara con eventi e serate tematiche. Il tutto si svolge all’ Hotel Esplanade (piazza-giardini I° Maggio sul lungomare, https://www.esplanade.net/it-it). Il via giovedì 23 gennaio con “Master Bubble’s Sparkling Wines”, dalle ore 15.30 alle ore 18: un corso speciale innovativo di alta formazione con degustazione guidata finale da super-docenti e l’uso – in primis come ci confida comolli – delle schede sensoriali separate per ogni metodo produttivo.  Da venerdì a domenica, dalle 9,30 del mattino alle 16,30 nel pomeriggio, partono tavole rotonde, degustazioni, masterclass sull’Abruzzo effervescente e su tanti vini e temi, da nord a sud dell’Italia “assolutamente #spumeggiante”. Inoltre alla libreria Feltrinelli (in via Trento-via Milano) presentazione dei romanzi gialli di Paolo Mastri e Alessandro Reali, naturalmente con assaggio di bollicine.  Alla prevista cena di gala saranno consegnati i diversi premi. Occasione per presentare le 10 super-etichette selezionate da Bubble’s Italia Magazine per l’anno 2019 pubblicate sulla rivista “Bubble’s #8”.  Sabato arricchito dal banco d’assaggio riservato all’Ho.Re.Ca., aperto dalle 17 alle 19.30, a seguire il “Rosè Bubble’s by Night” con musica e bollicine fino all’una di notte. Domenica 26 gennaio banco d’assaggio dedicato al pubblico, dalle ore 10 alle ore 20, e in contemporanea su prenotazione l’eccezionale masterclass “Quota 100 mesi e oltre” con inizio alle 11.30. Aperta anche l’Enoteca Bubble’s che proporrà vini particolari ai wine lovers. Tutta la città di Pescara – dichiarano gli organizzatori – sarà coinvolta a iniziare dai negozi, con degustazioni, inviti, gadget e premi, in collaborazione con il Comune di Pescara Assessorato alle attività produttive, le associazioni Confcommercio e Confesercenti. I ristoranti proporranno particolari menù studiati per esaltare gli spumanti italiani e, alle ore 18 di ogni giorno dello svolgimento del Festival, verranno organizzati aperitivi e degustazioni nelle enoteche. Organizzazione di Bubble’s Italia in collaborazione con consorzio di tutela dei vini d’Abruzzo, il comune di Pescara, Andrea Zanfi Editore, Aliante Business Solution, ABS Wine&Spirits e Assoenologi. 

Per ulteriori informazioni 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.spumantitalia.it

(Gianluigi Veronesi)

Il Philiaz è un ristorante che permette l’esperienza unica di compiere il giro del mondo attraverso una cucina multietnica. Attingendo al celebre romanzo di Jules Verne – Il Giro del Mondo in 80 giorni – nasce a Caldaro (BZ) un ristorante il cui tema dominate è “il viaggio”. Il Philiaz, nome di fantasia creato per ricordare il protagonista del romanzo Phileas Fogg, è un nuovo concept restaurant che permette di “viaggiare” attraverso il mondo assaggiando piatti che si ispirano ai molti posti visitati dal protagonista del romanzo, come Suez, Bombay, Hong Kong, San Francisco, New York, Londra...
Il ristorante (con una superba vista lago) è diviso in due sale: nella prima, la sala Fix (nome del poliziotto del romanzo), si possono degustare piatti esotici à la carte, come il Philiaz Kebap “Persian Art”, i “Cook Island Tiger Shrimps”, i “Korean Tacos” e diversi variazioni di “Dim Sum”, creati dal giovane team di cucina con i resident chefs (Chef di cucina: Martin Crnomarkovic e Jens Liefke, Chef de partie: Daniele Lampis, Manuel Zenoiani, Kebba Sowe).
Nella seconda, la sala Auda (come l’amata del Signor Fogg), si alternano chef provenienti da diversi Paesi del mondo che ogni due mesi offrono un menù particolare e raffinato, come lo Chef Guest Anirudh Arora (Londra) o Serban Mihai Pavel, del Bodil di Copenhagen.
“Era un uomo che doveva aver viaggiato dappertutto, per lo meno con la mente”. Questa una delle celebri frasi del romanzo che parafrasata potrebbe diventare: “Era un uomo che doveva aver viaggiato dappertutto, per lo meno con il gusto”. Seguendo alla lettera queste indicazioni, al Philiaz di Caldaro si viaggia per il globo assaporando piatti completamente diversi e originali, accompagnati da una cantina completa di oltre 100 etichette, con, ovviamente produttori altoatesini, ma anche con i migliori vini di aziende estere. Inoltre, il Philiaz è un interessante Cocktail Bar, dove si possono degustare ottimi drink dopo cena, oltre ad essere un locale disponibile a ospitare eventi e ricevimenti. Signature drinks, con creazioni internazionali (Originals e Classics), creati dai bartender Lorenzo Mattei e Matthias Mair, come per esempio l’Espresso Martini 2.0. oppure il Philiaz Flip, creato utilizzando ingredienti stagionali (attualmente mela, cannella, mandarino, melograna ...). Completano l’atmosfera del locale un soundtrack stile lounge, house, electro e un concetto di illuminazione particolare (interior nero).
Infine, da mercoledì 4 dicembre, il Philiaz è uno dei primi ristoranti in Europa “cashless”; ovvero, non saranno più accettati pagamenti in contanti per poter offrire un servizio più trasparente, veloce, sicuro e puntuale.

Philiaz, new eatery, craft cocktail Bar & Lounge 
Tel.: (0039) 0471 962904
Katrin Hölzl
Mob. 338-4682590
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  www.philiaz.com

 

Per l’ottavo anno consecutivo, Perù ha conquistato il titolo di "Migliore Destinazione Culinaria al Mondo" durante i World Travel Awards 2019 (WTA) tenutosi a Muscat, in Oman.  La vittoria di questo premio è stata il coronamento di un 2019 strepitoso, in cui la cucina peruviana si è posizionata ai vertici delle classifiche culinarie mondiali ottenendo numerosi riconoscimenti. Inoltre, sempre quest’anno, due dei più importanti ristoranti del Perù, Maido e Central, si sono classificati tra i primi dieci nella classifica dei "50 Best Restaurants". 
Con la sua tradizione di oltre 3000 anni, la gastronomia peruviana guarda da sempre al futuro con una sola premessa: adattarsi ai gusti, agli interessi e alle esigenze dei consumatori di tutto il mondo in modo etico e sostenibile. 
L’intero bagaglio enogastronomico peruviano è stato tramandato di generazione in generazione, fondendosi durante il passare dei secoli con le tradizioni culinarie importate in Perù dalle altre parti del mondo. Così, sono nate e si sono affermate le numerose cucine di contaminazione che caratterizzano il Perù, come la cucina Nikkei, in cui la tradizione peruviana e giapponese si fondono, o quella Chifa, che nasce dal mix della cucina cinese e peruviana.
La cucina peruviana si distingue poi anche per l'uso dei superfood, che crescono spontaneamente o vengono coltivati in diverse parti del territorio: con i loro alti valori nutrizionali e le qualità benefiche per la salute, sono richiesti in tutto il mondo. Tra i più ricercati ci sono semi, tuberi, radici secche, frutti andini e cereali.
Il premio di "Miglior Destinazione Culinaria al Mondo" si aggiunge anche ad un altro riconoscimento che la cucina peruviana ha ottenuto negli ultimi tempi, quello di "Migliore Destinazione Culinaria del Sud America" del 2019. Inoltre, ben undici ristoranti peruviani figurano nella classifica dei "50 Best Latin America" 2019, tra cui anche Maido e Central, che hanno conquistato un posto anche tra i 50 migliori ristoranti del mondo.
Oltre a questo riconoscimento, il Perù è stato eletto "Migliore destinazione culturale nel mondo" e Machu Pichu si è distinta come "Migliore località turistica nel mondo".

Aman Venice è lieta di annunciare la nomina dello chef di fama internazionale e detentore di 3 stelle Michelin, Norbert Niederkofler, nella veste di “consultant chef”.
Mantenendo il ruolo di Executive Chef presso il ristorante St Hubertus del Rosa Alpina Hotel and Spa, a partire dal 2 dicembre scorso, lo Chef si dedica alla creazione dei menù di Aman Venice, compresi quelli del ristorante Arva, in collaborazione con Dario Ossola, Executive Chef dell’hotel. Noto per la sua visione culinaria “Cook the Mountain” – secondo cui cucina solamente con prodotti locali, traendo ispirazione dal territorio in cui lavora e valorizzando ogni parte degli ingredienti – Chef Niederkofler interpreterà la sua filosofia portandola sulle coste di Venezia per curare una serie di piatti e menù dal tema “Cook the Lagoon”. 
Rimanendo fedele all’impegno di Aman Venice nei confronti della sostenibilità e credendo in una cucina etica e pulita, Niederkofer lavorerà al fianco dello Chef Ossola, relazionandosi con fornitori locali, agricoltori e pescatori, in modo da poter sempre usufruire dei prodotti stagionali e freschi del Mercato di Rialto, della laguna di Venezia e delle sue isole. Arva rappresenta un’esperienza gastronomica unica basata su tecniche inventive della cucina italiana, a partire da ingredienti semplici a chilometro zero, cucinati in modo raffinato, ma essenziale. Concepito dallo Chef Ossola e ora integrato da cinque nuovi piatti creati dallo Chef Niederkofler, il nuovo menù includerà ricette secondo la filosofia di Arva e quella del nuovo Chef. La carta cambierà a seconda delle stagioni offrendo un’interpretazione moderna dei classici della cucina veneziana.
L’arrivo dello Chef Niederkofler nella brigata della cucina dell’Aman Venice è perfettamente in linea con l’impegno di Arva nell’ interpretare le tradizioni culinarie italiane, note per la celebrazione di piatti stagionali preparati da prodotti ottenuti in modo sostenibile. Questo stile di cucina è influenzato dai cuochi italiani che preparavano i loro piatti unicamente a partire da cio’ che era disponibile negli orti, nelle foreste e nelle acque locali, utilizzando la loro comprensione istintiva dei sapori e la creatività della necessità, per preparare piatti originali e confortanti da condividere con gli amici e la famiglia.
In occasioni speciali nel corso dell’anno, Chef Norbert unirà le proprie forze a quelle di un altro rinomato chef, cucinando a quattro mani nuovi piatti secondo la filosofia ‘Cook the Lagoon”. Il menù degustazione verrà adattato per ogni evento a seconda degli ingredienti stagionali disponibili, con la possibilità di abbinare vini ad ogni portata. “Sono onorato di lavorare con una realtà iconica come Aman Venice e sono entusiasta di poter collaborare con un team di così grande talento. Non vedo l’ora di esplorare la ricca varietà di ingredienti che la laguna veneziana offre e di creare piatti autentici che rispecchino fedelmente la filosofia di Arva oltre che la mia idea di cucina etica. Sono anche felice di portare il concetto ‘Cook the Mountain’ fuori dal suo habitat naturale, mostrando la sua universalità e la sua capacità di adattamento”, dichiara lo Chef Niederkofler sulla sua nomina. Originario dell’area di Bolzano in Sud Tirolo, Norbert ha girato il mondo perefezionando la sua arte prima di arrivare al Rosa Alpina come Executive Chef nel 1994. Da allora, ha messo sotto i riflettori mondiali la proposta culinaria dell’hotel offrendo prodotti stagionali con un’enfasi sulla sostenibilità. L’impegno dello Chef a utilizzare esclusivamente ingredienti locali implica un grande lavoro di ricerca sull’area, per instaurare rapporti con i produttori e gli agricoltori locali, e l’esigenza di essere creativi e innovativi con gli ingredienti, un approccio che ha giustamente chiamato ‘Cook the Mountain’, divenuto rapidamente famoso e che ha portato lo chef e il St Hubertus ad aggiudicarsi la terza stella Michelin nel 2017. ‘Cook the Mountain’ ha trovato anche una “casa”, un luogo fisico dove esprimersi al meglio, con l’apertura di AlpiNN – Food Space & Restaurant (Kronplatz, Brunico) a dicembre 2018.
Aman Venice è una tappa imperdibile per gli amanti della gastronomia, essendo un punto fermo della scena culinaria dal lancio di Arva nel 2017, e poi con l’introduzione di Palazzo Kitchen Table a inizio 2019. Sia gli ospiti dell’hotel che i visitatori sono benvenuti a provare i sempre rinnovati menù stagionali.

Norbert Niederkofler
Nato a Lutago, nel cuore delle Dolomiti, Norbert Niederkofler è cresciuto nel resort sciistico di famiglia. Di conseguenza, trascorreva molto tempo esplorando l’ambiente circostante e i prodotti naturali del territorio che vi crescevano in abbondanza, dal sapore pieno e deciso. È qui che ha iniziato a sviluppare il suo interesse per l’alimentazione, che lo spinge a formarsi in gastronomia. Dopo aver concluso gli studi presso una scuola di cucina in Germania, assume cariche in alcune delle città più rinomate dal punto di vista culinario, come Londra, Zurigo, Milano, Monaco e New York. Durante questi viaggi inizia a sviluppare il proprio stile personale, che sogna di riportare nella sua terra madre. La fortuna lo assiste e nel 1994 a Norbert viene offerta la possibilità di gestire la cucina del Rosa Alpina Hotel & Spa di San Cassiano, alla base delle Dolomiti. Norbert inizia a far suoi i principi di una cucina più etica basata sui rapporti umani: dai produttori, al territorio, agli ospiti. Inizia anche a dedicarsi a progetti con un impatto sociale e nel 2015, assieme a Paolo Ferretti, fonda Mo-Food, la start- up utilizzata per gestire i suoi progetti futuri. Quello di più grande successo che riassume anche il suo approccio è CARE’s – The ethical Chef Days, che dal 2016 promuove un approccio etico alla cucina fuori dalle mura dei ristoranti. Questo impegno permette a Norbert di ricevere la terza stella Michelin nel 2017, come dice lui con “barbabietole e patate”. Come conseguenza naturale, Norbert apre AlpiNN – Food Space & Restaurant nel 2018, la “casa di Cook the Mountain”. In questa location con un panorama unico a 2.275 mt sopra il livello del mare, giovani chef trasmettono attraverso il loro menù accessibile i veri e autentici sapori della montagna. A luglio 2019 Norbert entra nella lista di “The World’s 50 best Restaurants, alla 116a posizione con il ristorante St. Hubertus.

Aman
Aman viene fondata nel 1988 con l’idea di costruire una collezione di luoghi d’accoglienza intimi caratterizzati dall’ospitalità calda e discreta di un’elegante casa privata. Il primo, Amanpuri (luogo di pace) a Phuket, Tailandia, ha introdotto il concetto, e da allora Aman è cresciuto fino a contare 32* oasi di pace sotto forma di hotel e resort in 22 destinazioni nel mondo. L’introduzione di Aman Skincare nel 2018 prosegue il viaggio olistico oltre i perimetri delle oasi Aman. Offrendo un viaggio rilassante attraverso un ambiente aromatico dove riposare e staccare da tutto, Aman Skincare rappresenta lo spirito di Aman in un flacone. Confermando l’impegno di Aman di fornire ai propri ospiti esperienze culturali uniche e di valore, Atma, lanciato nel 2019, organizza eventi esclusivi ispirati alle destinazioni Aman e concepiti per unire mente, corpo e spirito.

*In Bhutan, Cambogia, Cina, Repubblica Dominicana, Francia, Grecia, Indonesia, India, Italia, Giappone, Laos, (Messico 2020) Montenegro, Marocco, Filippine, Turchia, Turks & Caicos, USA (New York 2020) e Vietnam.

AMAN VENICE
Palazzo Papadopoli
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Sestiere San Polo
Venezia 30125, Italy
Tel: +39 041 2707333
For reservations: +39 041 2707714 
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