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News

Guai a farne a meno, perché non è solo la mela al giorno a togliere il medico di torno! Ci sono tanti frutti che rappresentano un’autentica riserva di vitamine e nutrienti utilissimi al nostro organismo. Arance, kiwi, clementine, mandarini, pere, mele, melagrane, c’è un tesoro di vitamine in questi frutti, acquistabili al supermercato, dal fruttivendolo o dall’ambulante di fiducia  e quasi tutti hanno origine italiana. Gli areali produttivi da dove proviene la maggior parte dei volumi al momento si trovano in Calabria e Puglia.  Ricche di proprietà per la salute e il benessere dell’organismo, come tutti gli agrumi, sono una buona fonte di vitamine, soprattutto A e C oltre a sali minerali come potassio, calcio, magnesio e fosforo. Grazie alla loro composizione, sono utili per diminuire il rischio cardiovascolare e per rafforzare le difese del sistema immunitario. Per questo, sono ritenute alleate contro l’influenza e gli attacchi virali. In cucina, possono essere consumate fresche oppure adoperate per originali primi come risotto e pastasciutta oppure per accompagnare secondi sia di carne sia di pesce. Sono molto usate anche nella preparazione di creme, granite, sorbetti e torte. Dando uno sguardo più in generale al mercato ortofrutticolo, le arance sono principalmente italiane, siciliane, anche se c’è una minor percentuale anche di prodotto spagnolo. La varietà maggiormente presente è la Navelina, nel vivo della campagna commerciale, reperibile a condizioni convenienti. Inoltre, si notano i primi arrivi del Tarocco, ma siamo agli inizi e il rapporto qualità prezzo non è ancora ai livelli consueti, ma progressivamente migliorerà. Poi ci sono mandarini e clementine, i due frutti si somigliano, ma esistono delle differenze significative: consistenza della polpa, sapore, aspetto. La nascita del mandarino, secondo gli storici, risale a ben 3mila anni fa in Giappone; invece le clementine nascono dall’innesto del mandarino su una pianta di arancio amaro e sono di origine molto recente. La scorza delle clementine vira verso il colore rosso, il frutto è molto turgido, succoso e dolce. Il mandarino ha una scorza più gialla, più spessa, un gusto aspro. Sia i mandarini che le clementine hanno ottime caratteristiche nutrizionali. Entrambi contengono molta vitamina C. Le clementine però hanno un minore contenuto calorico: 47 calorie per 100 grammi, contro le 53 calorie dei mandarini. Per contro i mandarini sono più ricchi di fibra. Al mercato si trovano anche kiwi gold, con polpa gialla e rossi, una nuova varietà che sta riscuotendo sempre più interesse da parte dei consumatori. Sono apprezzati perché hanno un alto grado zuccherino e bassa acidità. I prezzi sono maggiori rispetto alla Hayward perché i quantitativi sono limitati e la richiesta nella massa è cauta. È sempre piuttosto sostenuto il valore di mercato delle pere (causa i danni dovuti alla cimice asiatica) ma la qualità è molto buona per effetto di un’accurata selezione. 
A fronte di prezzi superiori rispetto al solito si può mangiare un prodotto soddisfacente. È ampia, invece, l’offerta delle mele e i rapporti qualità-prezzo sono convenienti. Per l’uva da tavola aumenta la disponibilità di Aledo spagnola, specie tardiva che caratterizza il periodo. Rimane più che valida la varietà Italia: stiamo parlando di quotazioni superiori alla media perchè in questo periodo dell’anno è necessario effettuare molta selezione a fronte di volumi ridotti. Poi ci sono le melagrane, italiane, spagnole, turche... i prezzi del prodotto italiano sono alti, anche se la qualità e salubrità italiana…. Beh.. non c’è paragone!
Contro i rigorosi freddi e le basse temperature invernali, una buona dose di vitamine può aiutarci a stare meglio e a prevenire i malanni di stagione. Buona frutta a tutti. 

Gianluigi Veronesi

La decisione di ampliare la gamma con le nuove referenze è stata frutto di un percorso naturale che rispecchia perfettamente la tradizione agricola emiliano-romagnola di areali vocati e di sapienza produttiva. Molti pataticoltori sono anche produttori di cipolle e vista l’eccellenza che il Consorzio rappresenta per la produzione pataticola, si è voluto esaltare lo stesso metodo di produzione virtuoso, già applicato alle nostre patate, anche alle nuove referenze. Le Cipolle condividono, infatti, gli stessi canoni delle Patate Selenella: “qualità, sicurezza, italianità, salubrità e sostenibilità ambientale”. Le cipolle sono un alimento base in moltissime ricette. Nonostante ciò ancora oggi sono sottovalutate e in alcuni casi anche trascurate in cucina, ma non fate questo errore! La scelta di una buona cipolla è alla base per la buona riuscita del vostro piatto e può fare la differenza tra un piatto banale e uno che vi riempirà di complimenti. Attenzione però, non occorre solo optare per una buona cipolla, ma si deve utilizzare la giusta cipolla e per questo Selenella offre una gamma intera e completa tra cui scegliere: la rossa, la gialla e la bianca. La rossa si caratterizza per il suo gusto dolce, delicato ed è ottima per essere mangiata cruda, quindi perfetta nelle insalate e perchè no, anche nei sandwich e per le composte. La gialla grazie alla sua versatilità si presta molto bene alla cottura che la rende via via più dolce e morbida. É la protagonista perfetta per ottenere i migliori soffritti e il meglio di sé lo sprigiona quando è utilizzata come base per i ragù di carne, o nelle torte di verdure, senza dimenticare il suo impiego in salse, stufati, o minestre. La bianca, pungente e saporita, è la regina incontrastata del forno. Ora che sapete tutto, scegliete cosa preparare e correre a insaporire le vostre ricette con le cipolle Selenella! 
Guardate le ricette sul ricettario “www.selenella.it/ricette”.

Gianluigi Veronesi

L’edizione 2020 del SIGEP di Rimini ha collezionato l’ennesimo successo, con padiglioni stracolmi di visitatori e il tutto esaurito registrato sin dal primo giorno, quando poco dopo l’inaugurazione mattutina e l’apertura dei tornelli, tutti i parcheggi erano già esauriti. Proprio come esauriti erano i posti a sedere sui vari treni regionali che in tanti anni di manifestazione non si erano mai visti così pieni.  La kermesse riminese è stata utile per i tanti operatori del settore Ho.re.ca, hotellerie, ristorazione, bar, gelato, caffè, creme, frutta secca, pasticceria e non solo . Fra stand enormi e piccoli desk espositivi, aree di esibizione pratica e ring di discussioni, gare e concorsi, l’evento ha saputo intrattenere anche il visitatore più esigente, senza contare che le degustazioni, assaggi e assaggini abbondavano in ogni dove. E proprio fra una degustazione e l’altra mi è capitato qualcosa di inatteso, stupendomi piacevolmente nel bere un caffè. Nel 2020 è ancora possibile stupirsi bevendo un caffè? Con una industria trasformatrice della materia prima estremamente evoluta, che ha raggiunto livelli altissimi, e macchine da caffè tecnologicamente all’avanguardia, non dovremmo aspettarci più nulla oltre il buono o il buonissimo che ci è già capitato di bere in tante altre occasioni? Eppure, nello stand Pellini, caratterizzato da un angolo bar attrezzato da una macchina da caffè Sanremo, ho potuto assaggiare un caffè straordinario. Degustato rigorosamente senza zucchero e senza essere mescolato, ho gustato un caffè buono, pieno, cremoso, intenso, insomma, quali altri aggettivi potrei usare per descrivere questo capolavoro firmato Pellini? Come può un caffè sorprenderti così tanto, quando meno te lo saresti aspettato ? Eppure è successo. Onestamente, di fronte ad un caffè offerto,  quante volte avete pensato “non sto ad assaggiare tanto uno vale l’altro” . Lo confesso, è successo anche a me, ma questa volta ho imparato a ricredermi. E ora non riesco a dimenticare quella sensazione aromatica , quell’assaggio mi è rimasto impresso, così senza rendermene conto mi sono accorto che da quando ho vissuto questa esperienza,  mi capita di pensare più spesso a un buon caffè. Prima non mi succedeva così di frequente... mi vengono in mente anche le tante frasi e gli slogan pubblicitari, legati al caffè, che ho sentito e risentito in tanti anni di radio e televisione, ve li ricordate? Non posso farci niente, ma ora, fra i tanti, quello più ricorrente, inutile dirlo, è “particolare inconfondibile”, uno slogan che non scorderò più. 

Gianluigi Veronesi

Anche l’Emilia Romagna, con la sua offerta turistica, dal 22 al 26 gennaio sarà presente a Madrid, alla quarantesima edizione di FITUR (Feria Internacional de Turismo) con undici operatori turistici regionali: sono del Piacentino (1), Parmense (3), Bolognese (4), Forlivese (1), Ravennate (1), Riminese (1). 
La rassegna fieristica internazionale madrilena è uno dei principali appuntamenti turistici d’inizio anno e leader per i mercati dell’America Latina. L’evento, che nel 2019 ha registrato 253.490 visitatori, ospiterà quest’anno circa 930 espositori.
Lo stand dell’Emilia Romagna, in area Enit e coordinato da Apt Servizi Emilia Romagna, ospiterà 11 operatori turistici regionali che provengono uno dal Piacentino (Only4u Travel Experiences-Gazzola), 3 dal Parmense (Argante Viaggi-Colorno, Parma Incoming, Parma Point), 4 dal Bolognese (Bologna Welcome DMC, Monrif Hotels, Petroniana Viaggi e Turismo, Vivara Viaggi), uno dal Forlivese (Borgo Condé Wine Resort), uno dal Ravennate (Ias Tourist-Cervia) e uno dal Riminese (Malatesta Viaggi-Rimini). A Madrid sarà presente anche una rappresentanza della Destinazione Turistica “Emilia”.
L’Emilia Romagna è ben collegata alla Spagna con una serie di voli sull’Aeroporto di Bologna. Sono dieci le città spagnole che hanno voli di linea annuali con il “Marconi”: Alicante, Barcellona, Fuerteventura, Lanzarote, Madrid, Malaga, Santander, Siviglia, Tenerife, Valencia. Questi collegamenti aerei hanno diverse frequenze settimanali (con 4 voli giornalieri per Barcellona e 4 per Madrid) e, durante l’estate, lo scalo di Bologna è collegato, più volte alla settimana, anche con altre quattro città spagnole: Gran Canaria, Ibiza, Palma, Mahon.
Nel 2019, questo importante numero di voli nello scalo di Bologna, ha fatto registrare 1.302.254 passeggeri, da e per la Spagna, con un aumento del +7,7 per cento rispetto al 2018.Lo stand regionale a FITUR Madrid sarà personalizzato con alcune immagini dedicate alle città d’arte, all’offerta balneare e alla Food Valley dell’Emilia Romagna. E un grande pannello presenterà i grandi eventi 2020-21 in Emilia Romagna: “Parma Capitale Italiana della Cultura 2020”; il “Motor Valley Fest” di Modena (14-17 maggio); i cento anni dalla nascita del regista Federico Fellini; i duecento anni dalla nascita del padre della cucina regionale italiana Pellegrino Artusi, nonché le iniziative Ravennati legate all’avvicinarsi ai 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, celebrati nel 2021.

Il gruppo agroalimentare F.lli Romagnoli SpA - azienda famosa per la produzione e commercializzazione di patate - ha ufficialmente lanciato sul mercato una nuova patata più salutare o, per dirlo alla Carlin Petrini, una patata buona, pulita e giusta: è 100% italiana, priva di residui chimici e adatta a tutti gli usi in cucina, innovativa anche nel packaging (che è riciclabile). La Romagnoli F.lli Spa dunque porterà sui banchi dell’ortofrutta della grande distribuzione la patata “Residuo Zero èVita”, novità frutto del lavoro di ricerca portato avanti con Legambiente e Università degli Studi della Tuscia, già reperibile in alcune delle principali catene distributive del Nord e Centro Italia. Ma cosa significa patata Residuo Zero? si tratta di patate 100% italiane, prodotte esclusivamente da aziende agricole certificate GLOBALG.A.P. prive di residuo di prodotti chimici ammessi per legge al di sotto dei limiti di determinazione analitica (0,01 ppm) e residui di sostanze fitosanitarie autorizzate all’impiego in agricoltura biologica (ai sensi dell’allegato II del Reg. CE 889/2008) nei limiti massimi del 50% del Residuo Massimo Ammesso.
Tutto questo, grazie all’impiego di pratiche agricole che seguono uno specifico disciplinare produttivo, nel quale è previsto l’utilizzo di molecole chimiche a bassissima residualità. Un progetto che si inserisce a pieno titolo nelle attività portate avanti da anni dall’Azienda, volte a promuovere un nuovo modello di pataticoltura sostenibile. La patata Residuo Zero èVita è adatta a tutti gli usi in cucina, è disponibile in pratiche confezioni da 1 kg per rispondere al meglio alle esigenze del consumatore moderno ed evitare gli sprechi ed è innovativa anche nel packaging: realizzato in carta e biopolimeri derivanti da fonti vegetali, interamente riciclabile, dai colori – magenta e giallo – che la rendono distintiva e accattivante. La nuova patata ideata dalla Romagnoli F.lli SpA è inoltre certificata dall’ente Check Fruit , uno degli Organismi leader in Italia nel settore della certificazione e ispezione nel comparto agroalimentare. “L’ottenimento di questo importante risultato è stato possibile grazie ad un lavoro di ricerca e sperimentazione durato tre anni – sottolinea Giulio Romagnoli, amministratore delegato Romagnoli F.lli Spa –  e di un processo continuo di ascolto del consumatore, oggi sempre più attento a scegliere prodotti buoni e gustosi, ma anche salutari, sicuri e sostenibili dal punto di vista ambientale”. In un mondo dove la sicurezza e la salubrità degli alimenti sono sempre più ricercate, questa patata, sana e pulita, è certamente arrivata nel momento giusto, rispondendo alle aspettative di un consumatore sempre più esigente ed attento alla sua salute e a quella del nostro pianeta. 

Gianluigi Veronesi

E’ il titolo di una straordinaria mostra inaugurata il 7 dicembre 2019 presso il Museo Civico Archeologico di Bologna, che rimarrà aperta fino al 24 maggio 2020. 
La mostra si propone di condurre i visitatori in un itinerario attraverso le terre degli Etruschi, popolo dell'Italia antica vissuto tra il IX e il I secolo a.C. non in una sola “Etruria”, ma in molteplici territori compresi tra le pianure del Po fino alla Campania e al Vesuvio, che ci hanno lasciato numerose testimonianze di insediamenti, di urbanizzazione, di arredi funerari e domestici, frutto della cultura di una grande società. Nella loro lingua chiamavano se stessi Rasenna o Rasna (nome in origine di questo popolo, probabilmente derivato da un eponimo, un personaggio).
Da Marzabotto a Spina, a Bologna (fondata dagli Etruschi col nome di Felsina) scendendo a Volterra, Vetulonia, Orvieto, Tarquinia, Cerveteri, fino a raggiungere Monte Vetrano (Salerno) la mostra è una eccezionale esposizione di materiali votivi, urne, statue, accessori di uso domestico, monili splendidi, in particolare le suppellettili, gli utensili, i monili, per rendere piacevole la vita quotidiana di allora.
Ben 1400 gli oggetti e i reperti provenienti da 60 musei ed enti italiani ed internazionali presentati in mostra, alcuni dei quali esposti per la prima volta.
La mostra si collega poi naturalmente alla ricchissima sezione etrusca del Museo Archeologico di Bologna, che costituisce quindi l’ideale appendice della esposizione in corso.
Di grande interesse anche l’ampio e ricco catalogo della stessa mostra, pubblicato da Electa.

Cesare Spagna

Info:
etruschibologna.it
www.museibologna.it/archeologico

     

È tutto pronto per il Campionato Italiano di Pasticceria Seniores 2020, che formerà il Team Italia della prossima Coupe du Monde de la Pâtisserie di Lione: appuntamento lunedì 20 gennaio 2020 al Sigep di Rimini con veri e propri fuoriclasse della pasticceria italiana, in un'occasione di confronto unica che metterà in luce abilità e competenze di ciascun candidato. I vincitori comporranno la squadra che rappresenterà l'Italia a livello mondiale alla competizione lionese del 2021, sotto l'egida del Club Italia Coupe du Monde de la Pâtisserie, realtà nata nel 2000 proprio per selezionare, preparare ed accompagnare la delegazione del Belpaese alla grande sfida. A contendersi la prestigiosa partecipazione, sette talenti italiani che si sfideranno in tre categorie: zucchero, cioccolato e ghiaccio. Conosciamoli uno ad uno.

Virginio Casantini - Categoria: zucchero
Viterbese, nato nel 1976 e figlio d'arte, è primo premio per il gusto alla Coppa Italia della pasticceria nel 2015; docente a diversi livelli, dal 2011 insieme alla sorella Katia – con cui gestisce la pasticceria di famiglia e altri due punti vendita – realizza la mostra "Chocolart", con opere di cioccolato ogni anno a diverso tema. La sua formazione, iniziata da giovanissimo, è proseguita negli anni con diversi Maestri di fama internazionale (Capuano, Giovannini, Klein, Malizia...).

Fatima Lucchese - Categoria: cioccolato
A Brentonico (TN) gestisce la sua pasticceria "La Perla Nera": Fatima Lucchese, classe 1976, si appassiona all'arte del dolce già all’età di 12 anni. Studia e si specializza seguendo corsi con grandi Maestri (Iginio Massari, Stefano Laghi...) e vince, nel corso della sua carriera, diversi premi; tra i più recenti, il primo posto della StrudelCup 2019 di Folgaria e il primo posto al Festival del Gelato Artigianale di Reggio Calabria nel 2018.

Daniele Mascia - Categoria: cioccolato
Daniele Mascia ha 35 anni, ma già notevole esperienza in tutti i settori della cucina, in particolare nella pasticceria. Piemontese d'origine, veneziano d'adozione (attualmente responsabile di pasticceria presso la "Rosa Salva") è dinamico e attivo, con occhio attento alle tendenze e all'assidua ricerca di crescita professionale.

Alessandro Petito - Categoria: zucchero
Alessandro Petito intraprende la strada della panificazione a 16 anni nell'attività di famiglia. Si dedica poi alla pasticceria, in un percorso di crescita e ricerca costanti. Oggi, a 28 anni, annovera tra i riconoscimenti due primi posti a Sigep 2017 (Miglior torta al cioccolato d'Italia, Miglior pièce in zucchero artistico) e il titolo di vice Campione Italiano di Pasticceria Seniores nello stesso anno.

Massimo Pica - Categoria: cioccolato
A Milano gestisce la pasticceria che porta il suo nome, ma è anche fondatore e docente della Pica Pastry School. Medaglia d’argento alla Coupe du Monde Culinarie (Lussemburgo), categoria pièce in cioccolato, Pica nel corso degli anni si è formato, tra gli altri, con Omar Busi, Antonio Bachour, Loretta Fanella, Stefano Laghi. 

Lorenzo Puca - Categoria: zucchero
Già team italiano a Lione 2019, Lorenzo Puca nasce a Pescara nel 1989. Fin da piccolo ha la passione per la pasticceria. Frequenta le migliori scuole d’Italia con grandi maestri; nel 2015 si aggiudica il premio speciale per miglior dessert al cioccolato al Campionato Italiano di Pasticceria Seniores. Nello stesso anno partecipa al talent show televisivo di RAI 2 “Il Più Grande Pasticciere” classificandosi secondo.

Andrea Restuccia - Categoria: ghiaccio
Classe 1993, Restuccia ha all'attivo numerosi successi: nel 2019 ha rappresentato l'Italia alla Coupe du Monde; nel 2016 vince il concorso di pasticceria organizzato da Icam per festeggiare i 70 anni; nello stesso anno conquista il Primo premio “Campione di Pasticceria Senior 2016”, al quale ha partecipato con il suo dolce “Perla Nera”.

Il Club Italia
Allo scopo di formare adeguatamente il team italiano per l'evento mondiale di Lione, nell'aprile 2000 è stato istituito il Club Coppa del Mondo di Pasticceria - Selezione Nazionale Italia, con la finalità di selezionare, preparare ed accompagnare la squadra e la delegazione italiana a Lione. Tutte le attività di promozione, selezione ed allenamento sono possibili grazie al sostegno e alla collaborazione di un insieme di Aziende che credono nell'iniziativa, alle quali è fornita in cambio ampia visibilità attraverso gli strumenti e le occasioni consentite dalla promozione dell'evento. Di anno in anno si manifesta l’esigenza di attivare, a cura della segreteria e della presidenza, azioni e comunicazioni tese a fidelizzare e consolidare la loro presenza, nonché a reclutare nuove adesioni. I soci fondatori del Club Italiano sono: Agrimontana, CAST Alimenti, CON.PA.IT. (Confederazione Pasticceri Italiani), Pasticceria Internazionale (Chiriotti Editore) e Valrhona.

La palestra: CAST Alimenti
Tutte le squadre che hanno gareggiato per la Coppa del Mondo di Pasticceria si sono allenate presso la scuola CAST Alimenti, che vanta di ben 18 titoli mondiali. Il training center dei professionisti e di tutte le squadre di cucina, pasticceria, gelateria e panificazione che partecipano a concorsi nazionali ed internazionali, dove è inoltre presente la segreteria ufficiale del Club Italia.

Ufficio Stampa CLUB COUPE DU MONDE DE LA PÂTISSERIE - SELEZIONE NAZIONALE ITALIA
DRG COMUNICAZIONE – tel. +39.0523.364107 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.t

 

Dall’1 al 4 marzo a Carrara Fiere arriva la 40esima edizione di uno degli appuntamenti di riferimento per l’ospitalità italiana. Tirreno C.T. insieme a Balnearia, negli ultimi anni ha rivoluzionato anche il modo di vivere la spiaggia italiana. In programma ci sono decine di appuntamenti. E’ il salone nel salone. Tirreno C.T. (Carrara Fiere 1 - 4 marzo 2020) con l’edizione 2020 tocca un traguardo che fa di questa una delle fiere più longeve di un settore che coinvolge ristoranti, bar, alberghi, pizzerie, gelaterie, pasticcerie. «Abbiamo raggiunto un traguardo importante grazie al successo conquistato anno dopo anno dalla manifestazione diventata garanzia dell’incontro qualificato fra domanda e offerta di questo settore che è sempre più in divenire. Un successo che conferma l’ormai abituale presenza di grandi marchi che di anno in anno rinnovano la loro fiducia all’evento prenotando gli spazi con largo anticipo e scegliendo Tirreno C.T. per lanciare le loro principali novità di mercato», commenta, Paolo Caldana, fondatore di Tirreno Trade promotrice dell’evento.  
Punto di riferimento degli incontri B2B per il Centro Italia. La manifestazione, come ha sottolineato Caldana, in questi anni è diventata un vero e proprio punto di riferimento grazie alla continua crescita di consensi. Sia in termini di offerta commerciale con oltre 430 espositori in rappresentanza di quasi 900 marchi, sia in termini di pubblico con 62mila presenze che caratterizzano il successo della quattro giorni apuana. Tra i 40mila metri quadrati dei padiglioni di Carrarafiere, Tirreno CT ha il suo vero cuore nell’incontro qualificato fra domanda e offerta di questo settore per dare vita ad un importante uno scambio business-to-business tra gli operatori del Centro e Nord Italia.
Confronto, dimostrazioni e competizioni. Nella quattro giorni della passata edizione, si sono tenuti oltre 100 appuntamenti di approfondimento, tra seminari, cooking show, convegni, tavole rotonde che hanno fatto, e fanno, della fiera un grande momento di formazione e aggiornamento professionale per pasticceri, pizzaioli, ristoratori, barman. La fiera è un momento di confronto con i tanti eventi collaterali che ogni anno arricchiscono un programma denso di convegni, seminari e workshop, master gratuiti per professionisti, incontri con esperti di settore, campionati nazionali e internazionali di pasticceria, cucina, gelateria, pizzeria e barman promossi dalle relative associazioni di categoria oltre a degustazioni e dimostrazioni per tutti gli operatori. Tra questi le proposte dello spazio della Fucina dei Saperi Sapori e Conoscenze con la presenza di personaggi e ricette della tradizione italiana per dare visibilità alla manualità e ai racconti di questa professione. Le eccellenze del food&beverage in una unica fiera. A caratterizzare ogni edizione dell'evento grandi marchi del food&beverage italiano ed propongono non soltanto la semplice esposizione delle novità e dei prodotti di punta, ma anche presentazioni e momenti di approfondimento. Dal pane alla pizza, dai prodotti lavorati e semilavorati per la cucina alle forniture alberghiere, passando per la gelateria e la pasticceria. Un’intera area dedicata al caffè e alle innovazioni del settore grandi impianti. Inoltre tutto ciò che riguarda le attrezzature per la tavola, bar, gelateria e pasticceria fino all’arredo contract per interni ed esterni, compresi tappezzerie e arredo bagno. Ormai da qualche anno hanno preso sempre più piede operatori del settore wine and beverage. A partire dai migliori prodotti per il lavoro dei mixology e dei barman, rappresentati dalle principali associazioni di categoria, passando per tutto il settore emergente delle birre artigianali. Presente un’ampia selezione poi di aziende vitivinicole, ma anche distillerie, rappresentate direttamente dai produttori. Le associazioni dei sommelier promuoveranno come sempre numerose degustazioni tematiche condotte da esperti del settore per fare dei focus sui vitigni e sui territori di provenienza.
Balnearia, il meglio per l’ospitalità in spiaggia. Prosegue il legame con Balnearia, il salone professionale dell’outdoor design, benessere ed attrezzature balneari che fanno di Tirreno CT un unico grande evento di riferimento per il segmento dell'accoglienza, dalla ristorazione al wellness, dallo street food all'hotellerie per arrivare all’ospitalità in spiaggia. Giunta alla 21esima edizione, Balnearia, vede nei propri spazi rappresentato il meglio del settore merceologici oltre ad essere da sempre anche un importante momento di incontro per tutti gli operatori. Grazie al coinvolgimento delle associazioni e delle organizzazioni sindacali di categoria, ci saranno anche in questa edizione numerose opportunità di informazione e confronto sulle più sentite tematiche del settore.
Tirreno C.T. e Balnearia sono organizzate da TirrenoTrade Srl con la collaborazione di enti regionali, provinciali e associazioni di categoria. Importante la stretta collaborazione con la Camera di Commercio di Massa Carrara. Per informazioni sulla fiera e per poter partecipare come espositori o visitatori www.tirrenoct.it

Quanto conta la vestizione di una bottiglia? A dieci anni dall’introduzione della nuova “immagine” Famiglia Olivini ha scelto di optare per un leggero restyling di etichette e packaging. Sì perché famiglia Olivini produce vino dagli anni settanta in un territorio vocato alla vinificazione del Lugana. Lo ha sempre fatto e continuerà a farlo con grande passione, la stessa che si tramanda tra generazioni.  L’azienda, che ha recentemente inaugurato l’ampliamento della nuova cantina, con il passaggio di consegne ai nipoti avvenuto nel 1999 ha iniziato un percorso che l’ha portata, esattamente dieci anni fa, a dotarsi di una identità grafica e di stile capace di distinguersi. Nel 2009 hanno fatto il loro esordio le prime etichette (e le nuove bottiglie) che vedevano protagoniste delle righe orizzontali, intervallate da fasce in lamina dorata e con cromie capaci di evocare il contenuto: tonalità di verde per il Lugana Doc, marrone pastello per il Demesse Vecchie, rosa antico e viola per il Lugana Doc Rosé metodo classico e un esplicito richiamo all’oro per il Lugana Doc brut metodo classico.
A distanza di dieci anni da questo importante cambiamento, supportata dalla stessa agenzia che aveva curato il design (la Novaidea di Selva del Montello, nel trevigiano) famiglia Olivini ha scelto di evolvere e di dare vita a un leggero restyling delle sue etichette: alle righe orizzontali, che sono diventate un chiaro segno distintivo, si sono affiancate delle righe leggermente oblique in grado di conferire, senza stravolgere l’identità, la sensazione di qualcosa che fasciasse la bottiglia stessa.
«Siamo ben consapevoli – ha spiegato Giovanni Olivini, direttore della cantina – di vivere in un mondo innovativo dove l’immagine e la riconoscibilità sono essenziali. Per questo abbiamo creato un’immagine moderna, ma che al tempo stesso ci appartenesse. Quando dieci anni fa optammo per le righe fu per una semplice volontà di proporre qualcosa di nuovo, diverso dalle comuni etichette del vino, qualcosa di estremamente moderno».
A proposito di Famiglia Olivini la storia della cantina prende vita dalla passione di un imprenditore bresciano per la campagna. Era il 1970 quando tutto ebbe inizio e quello che un tempo era forse solo un hobby oggi, grazie al passaggio di consegne ai nipoti nel 1999, è un progetto in continua crescita ed evoluzione.
Giorgio, Giordana e Giovanni - i nipoti - scelgono quotidianamente di condividere un legame che i genitori Graziella e Giulio da anni sentono per questa terra. Una passione sincera, la stessa che la famiglia ripone per l’attività siderurgica, per un patrimonio trasmesso dai nonni.
Il percorso dell’azienda si lega a quello professionale dell’enologo Antonio Crescini che da oltre vent’anni segue l’attività in vigna e la produzione in cantina. Produzione che è diversificata nei Lugana Doc (che comprende il metodo classico) il Chiaretto, rosé e i vini rossi. La gamma si completa con tre grappe e un olio.

Società Agricola Olivini S.S.
Località Demesse Vecchie, 2 San Martino della Battaglia 
25015 Desenzano del Garda (BS)
Tel +39.030.9910268 - Fax +39.030.9108961

Seconda edizione di “SpumantItalia” che prosegue nella logica di promozione, valorizzazione, conoscenza e informazione dell’opera immane e straordinaria, iniziata con  il Forum Spumanti Italia a Valdobbiadene, dalla prima edizione del 2004 fino a quella del 2012 che ha aperto un mondo nazionale e una visione internazionale alla spumantistica regionale, industriale italiana. Ma i tempi sono cambiati, così variano i contenuti e le formule: 8 anni dopo si propone un evento diverso dove la componente promozione e informazione fa un passo indietro a vantaggio della valorizzazione culturale e degli approfondimenti tematici. Va bene assaggiare, benissimo le guide da quella specifica edita da Veronelli editore negli anni 2007-2009 utilissima per predisporre un primo elenco separato di etichette di “vini con presa di spuma”. Ma con quale metodo il vino “crea e trattiene la spuma” per poi esplodere? Oggi la spumantistica tricolore è ai vertici mondiali, nel 2004  si era ancora molto in salita, con qualche bella realtà territoriale, ma tutto da fare: c’era ancora una vasta gamma di “pinottini” e “spumantini” che oggi sono finiti. O quasi e perché? E’ vero che l’Universo Prosecco ha dato un contributo di elevazione della scala dei valori? E’ vero che ha contribuito a eliminare molti spumantini industriali fatti “ su comanda” dai distributori esteri e nazionali?  Oggi tutte le regioni italiane producono vini spumeggianti sia VSQ che DOC ma con una precisa origine o di vitigno autoctono o di tradizione rispolverata. Un esempio estremo è il Lambrusco ottenuto con il metodo tradizionale ancestrale classico oppure il vitigno sconosciuto come il Susumaniello o l’Ortugo e un vitigno notissimo come il Nebbiolo che si fa bollicina.  Tutti motivi in più per guardare alle biodiversità, alle realtà locali, alle etichette di uve autoctone, ai territori e non a vecchie classificazioni con una attenzione diversa, di pregio e di ricchezza, non come un problema. Il tempo dell’arroccamento in difesa di scelte autonome, forti, assolute è finito. Certe realtà sono consolidate e definite come Franciacorta e Trento, compreso le differenze Docg e doc. Il festival degli spumanti di Pescara vuole guardare lontano, parlare con tutte le figure della filiera per accrescere il valore soprattutto sul mercato italiano: il mercato interno chiede vini spumanti. Ci sono? Dove? E’ un dibattito aperto che dura dal 23 al 26 gennaio prossimo all’Hotel Esplanade di Pescara. Si partirà con un incontro “master magistralis” dalle 17 alle 20 di giovedì 23 gennaio, come anteprima di tanti contenuti e temi: un po’ di storia, un po’ di teoria, tanto per ricordarci come si producono le bollicine italiane e poi un assaggio guidato di 6 etichette eccezionali. Incontro solo su prenotazione.
Giampietro Comolli è l’artefice di questa anteprima: “Il master-magistralis Bubble's Italia è una anteprima riservata , solo su prenotazione,  per ricordare "tutte" le diversità storiche, culturali, tecniche, degustative, enologiche, territoriali delle bollicine italiane rispetto a tutte le altre produzioni nel mondo, dalla Francia alla Spagna, dove i vitigni utilizzati sono 6-7 per ogni paese. In Italia oggi si contano 40 vitigni spumantizzati, sia metodo italiano (no Charmat o Martinotti per favore) e metodo tradizionale classico (esatta definizione del metodo) oltre a una interessante linea di “frizzanti” ancestrali che sono una peculiarità separata. E’ nota la mia contrarietà a fare un “mescolone” unico di tutte le tipologie e metodi, ma per comprendere bene le differenze occorre averle tutte davanti contemporaneamente”.
Una biodiversità che è un patrimonio assoluto: difficile da comunicare, difficile da governare, ma totalmente in linea con la soggettività dei gusti dei consumatori. Anche in questo sta il successo dei vini spumeggianti tricolori nel mondo. In degustazione guidata a Pescara si utilizzeranno schede sensoriali differenti per tipologia e metodo. Un passo avanti rispetto alla uniformità di recettori, pesi, voti e giudizi di vini che sono totalmente diversi e non paragonabili.  Un difetto? Un pregio? Una peculiarità dagli altri? Un patrimonio nazionale? Tutti temi che gli appassionati presenti, produttori ed enologi, giornalisti e consumatori… potranno liberamente affrontare. In ogni caso l’enoteca Bubble’s offrirà ottimi assaggi a tutti per tenersi… in forma e aggiornati.

Giampietro Comolli

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