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News

È tutto pronto per il Campionato Italiano di Pasticceria Seniores 2020, che formerà il Team Italia della prossima Coupe du Monde de la Pâtisserie di Lione: appuntamento lunedì 20 gennaio 2020 al Sigep di Rimini con veri e propri fuoriclasse della pasticceria italiana, in un'occasione di confronto unica che metterà in luce abilità e competenze di ciascun candidato. I vincitori comporranno la squadra che rappresenterà l'Italia a livello mondiale alla competizione lionese del 2021, sotto l'egida del Club Italia Coupe du Monde de la Pâtisserie, realtà nata nel 2000 proprio per selezionare, preparare ed accompagnare la delegazione del Belpaese alla grande sfida. A contendersi la prestigiosa partecipazione, sette talenti italiani che si sfideranno in tre categorie: zucchero, cioccolato e ghiaccio. Conosciamoli uno ad uno.

Virginio Casantini - Categoria: zucchero
Viterbese, nato nel 1976 e figlio d'arte, è primo premio per il gusto alla Coppa Italia della pasticceria nel 2015; docente a diversi livelli, dal 2011 insieme alla sorella Katia – con cui gestisce la pasticceria di famiglia e altri due punti vendita – realizza la mostra "Chocolart", con opere di cioccolato ogni anno a diverso tema. La sua formazione, iniziata da giovanissimo, è proseguita negli anni con diversi Maestri di fama internazionale (Capuano, Giovannini, Klein, Malizia...).

Fatima Lucchese - Categoria: cioccolato
A Brentonico (TN) gestisce la sua pasticceria "La Perla Nera": Fatima Lucchese, classe 1976, si appassiona all'arte del dolce già all’età di 12 anni. Studia e si specializza seguendo corsi con grandi Maestri (Iginio Massari, Stefano Laghi...) e vince, nel corso della sua carriera, diversi premi; tra i più recenti, il primo posto della StrudelCup 2019 di Folgaria e il primo posto al Festival del Gelato Artigianale di Reggio Calabria nel 2018.

Daniele Mascia - Categoria: cioccolato
Daniele Mascia ha 35 anni, ma già notevole esperienza in tutti i settori della cucina, in particolare nella pasticceria. Piemontese d'origine, veneziano d'adozione (attualmente responsabile di pasticceria presso la "Rosa Salva") è dinamico e attivo, con occhio attento alle tendenze e all'assidua ricerca di crescita professionale.

Alessandro Petito - Categoria: zucchero
Alessandro Petito intraprende la strada della panificazione a 16 anni nell'attività di famiglia. Si dedica poi alla pasticceria, in un percorso di crescita e ricerca costanti. Oggi, a 28 anni, annovera tra i riconoscimenti due primi posti a Sigep 2017 (Miglior torta al cioccolato d'Italia, Miglior pièce in zucchero artistico) e il titolo di vice Campione Italiano di Pasticceria Seniores nello stesso anno.

Massimo Pica - Categoria: cioccolato
A Milano gestisce la pasticceria che porta il suo nome, ma è anche fondatore e docente della Pica Pastry School. Medaglia d’argento alla Coupe du Monde Culinarie (Lussemburgo), categoria pièce in cioccolato, Pica nel corso degli anni si è formato, tra gli altri, con Omar Busi, Antonio Bachour, Loretta Fanella, Stefano Laghi. 

Lorenzo Puca - Categoria: zucchero
Già team italiano a Lione 2019, Lorenzo Puca nasce a Pescara nel 1989. Fin da piccolo ha la passione per la pasticceria. Frequenta le migliori scuole d’Italia con grandi maestri; nel 2015 si aggiudica il premio speciale per miglior dessert al cioccolato al Campionato Italiano di Pasticceria Seniores. Nello stesso anno partecipa al talent show televisivo di RAI 2 “Il Più Grande Pasticciere” classificandosi secondo.

Andrea Restuccia - Categoria: ghiaccio
Classe 1993, Restuccia ha all'attivo numerosi successi: nel 2019 ha rappresentato l'Italia alla Coupe du Monde; nel 2016 vince il concorso di pasticceria organizzato da Icam per festeggiare i 70 anni; nello stesso anno conquista il Primo premio “Campione di Pasticceria Senior 2016”, al quale ha partecipato con il suo dolce “Perla Nera”.

Il Club Italia
Allo scopo di formare adeguatamente il team italiano per l'evento mondiale di Lione, nell'aprile 2000 è stato istituito il Club Coppa del Mondo di Pasticceria - Selezione Nazionale Italia, con la finalità di selezionare, preparare ed accompagnare la squadra e la delegazione italiana a Lione. Tutte le attività di promozione, selezione ed allenamento sono possibili grazie al sostegno e alla collaborazione di un insieme di Aziende che credono nell'iniziativa, alle quali è fornita in cambio ampia visibilità attraverso gli strumenti e le occasioni consentite dalla promozione dell'evento. Di anno in anno si manifesta l’esigenza di attivare, a cura della segreteria e della presidenza, azioni e comunicazioni tese a fidelizzare e consolidare la loro presenza, nonché a reclutare nuove adesioni. I soci fondatori del Club Italiano sono: Agrimontana, CAST Alimenti, CON.PA.IT. (Confederazione Pasticceri Italiani), Pasticceria Internazionale (Chiriotti Editore) e Valrhona.

La palestra: CAST Alimenti
Tutte le squadre che hanno gareggiato per la Coppa del Mondo di Pasticceria si sono allenate presso la scuola CAST Alimenti, che vanta di ben 18 titoli mondiali. Il training center dei professionisti e di tutte le squadre di cucina, pasticceria, gelateria e panificazione che partecipano a concorsi nazionali ed internazionali, dove è inoltre presente la segreteria ufficiale del Club Italia.

Ufficio Stampa CLUB COUPE DU MONDE DE LA PÂTISSERIE - SELEZIONE NAZIONALE ITALIA
DRG COMUNICAZIONE – tel. +39.0523.364107 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.t

 

Dall’1 al 4 marzo a Carrara Fiere arriva la 40esima edizione di uno degli appuntamenti di riferimento per l’ospitalità italiana. Tirreno C.T. insieme a Balnearia, negli ultimi anni ha rivoluzionato anche il modo di vivere la spiaggia italiana. In programma ci sono decine di appuntamenti. E’ il salone nel salone. Tirreno C.T. (Carrara Fiere 1 - 4 marzo 2020) con l’edizione 2020 tocca un traguardo che fa di questa una delle fiere più longeve di un settore che coinvolge ristoranti, bar, alberghi, pizzerie, gelaterie, pasticcerie. «Abbiamo raggiunto un traguardo importante grazie al successo conquistato anno dopo anno dalla manifestazione diventata garanzia dell’incontro qualificato fra domanda e offerta di questo settore che è sempre più in divenire. Un successo che conferma l’ormai abituale presenza di grandi marchi che di anno in anno rinnovano la loro fiducia all’evento prenotando gli spazi con largo anticipo e scegliendo Tirreno C.T. per lanciare le loro principali novità di mercato», commenta, Paolo Caldana, fondatore di Tirreno Trade promotrice dell’evento.  
Punto di riferimento degli incontri B2B per il Centro Italia. La manifestazione, come ha sottolineato Caldana, in questi anni è diventata un vero e proprio punto di riferimento grazie alla continua crescita di consensi. Sia in termini di offerta commerciale con oltre 430 espositori in rappresentanza di quasi 900 marchi, sia in termini di pubblico con 62mila presenze che caratterizzano il successo della quattro giorni apuana. Tra i 40mila metri quadrati dei padiglioni di Carrarafiere, Tirreno CT ha il suo vero cuore nell’incontro qualificato fra domanda e offerta di questo settore per dare vita ad un importante uno scambio business-to-business tra gli operatori del Centro e Nord Italia.
Confronto, dimostrazioni e competizioni. Nella quattro giorni della passata edizione, si sono tenuti oltre 100 appuntamenti di approfondimento, tra seminari, cooking show, convegni, tavole rotonde che hanno fatto, e fanno, della fiera un grande momento di formazione e aggiornamento professionale per pasticceri, pizzaioli, ristoratori, barman. La fiera è un momento di confronto con i tanti eventi collaterali che ogni anno arricchiscono un programma denso di convegni, seminari e workshop, master gratuiti per professionisti, incontri con esperti di settore, campionati nazionali e internazionali di pasticceria, cucina, gelateria, pizzeria e barman promossi dalle relative associazioni di categoria oltre a degustazioni e dimostrazioni per tutti gli operatori. Tra questi le proposte dello spazio della Fucina dei Saperi Sapori e Conoscenze con la presenza di personaggi e ricette della tradizione italiana per dare visibilità alla manualità e ai racconti di questa professione. Le eccellenze del food&beverage in una unica fiera. A caratterizzare ogni edizione dell'evento grandi marchi del food&beverage italiano ed propongono non soltanto la semplice esposizione delle novità e dei prodotti di punta, ma anche presentazioni e momenti di approfondimento. Dal pane alla pizza, dai prodotti lavorati e semilavorati per la cucina alle forniture alberghiere, passando per la gelateria e la pasticceria. Un’intera area dedicata al caffè e alle innovazioni del settore grandi impianti. Inoltre tutto ciò che riguarda le attrezzature per la tavola, bar, gelateria e pasticceria fino all’arredo contract per interni ed esterni, compresi tappezzerie e arredo bagno. Ormai da qualche anno hanno preso sempre più piede operatori del settore wine and beverage. A partire dai migliori prodotti per il lavoro dei mixology e dei barman, rappresentati dalle principali associazioni di categoria, passando per tutto il settore emergente delle birre artigianali. Presente un’ampia selezione poi di aziende vitivinicole, ma anche distillerie, rappresentate direttamente dai produttori. Le associazioni dei sommelier promuoveranno come sempre numerose degustazioni tematiche condotte da esperti del settore per fare dei focus sui vitigni e sui territori di provenienza.
Balnearia, il meglio per l’ospitalità in spiaggia. Prosegue il legame con Balnearia, il salone professionale dell’outdoor design, benessere ed attrezzature balneari che fanno di Tirreno CT un unico grande evento di riferimento per il segmento dell'accoglienza, dalla ristorazione al wellness, dallo street food all'hotellerie per arrivare all’ospitalità in spiaggia. Giunta alla 21esima edizione, Balnearia, vede nei propri spazi rappresentato il meglio del settore merceologici oltre ad essere da sempre anche un importante momento di incontro per tutti gli operatori. Grazie al coinvolgimento delle associazioni e delle organizzazioni sindacali di categoria, ci saranno anche in questa edizione numerose opportunità di informazione e confronto sulle più sentite tematiche del settore.
Tirreno C.T. e Balnearia sono organizzate da TirrenoTrade Srl con la collaborazione di enti regionali, provinciali e associazioni di categoria. Importante la stretta collaborazione con la Camera di Commercio di Massa Carrara. Per informazioni sulla fiera e per poter partecipare come espositori o visitatori www.tirrenoct.it

Quanto conta la vestizione di una bottiglia? A dieci anni dall’introduzione della nuova “immagine” Famiglia Olivini ha scelto di optare per un leggero restyling di etichette e packaging. Sì perché famiglia Olivini produce vino dagli anni settanta in un territorio vocato alla vinificazione del Lugana. Lo ha sempre fatto e continuerà a farlo con grande passione, la stessa che si tramanda tra generazioni.  L’azienda, che ha recentemente inaugurato l’ampliamento della nuova cantina, con il passaggio di consegne ai nipoti avvenuto nel 1999 ha iniziato un percorso che l’ha portata, esattamente dieci anni fa, a dotarsi di una identità grafica e di stile capace di distinguersi. Nel 2009 hanno fatto il loro esordio le prime etichette (e le nuove bottiglie) che vedevano protagoniste delle righe orizzontali, intervallate da fasce in lamina dorata e con cromie capaci di evocare il contenuto: tonalità di verde per il Lugana Doc, marrone pastello per il Demesse Vecchie, rosa antico e viola per il Lugana Doc Rosé metodo classico e un esplicito richiamo all’oro per il Lugana Doc brut metodo classico.
A distanza di dieci anni da questo importante cambiamento, supportata dalla stessa agenzia che aveva curato il design (la Novaidea di Selva del Montello, nel trevigiano) famiglia Olivini ha scelto di evolvere e di dare vita a un leggero restyling delle sue etichette: alle righe orizzontali, che sono diventate un chiaro segno distintivo, si sono affiancate delle righe leggermente oblique in grado di conferire, senza stravolgere l’identità, la sensazione di qualcosa che fasciasse la bottiglia stessa.
«Siamo ben consapevoli – ha spiegato Giovanni Olivini, direttore della cantina – di vivere in un mondo innovativo dove l’immagine e la riconoscibilità sono essenziali. Per questo abbiamo creato un’immagine moderna, ma che al tempo stesso ci appartenesse. Quando dieci anni fa optammo per le righe fu per una semplice volontà di proporre qualcosa di nuovo, diverso dalle comuni etichette del vino, qualcosa di estremamente moderno».
A proposito di Famiglia Olivini la storia della cantina prende vita dalla passione di un imprenditore bresciano per la campagna. Era il 1970 quando tutto ebbe inizio e quello che un tempo era forse solo un hobby oggi, grazie al passaggio di consegne ai nipoti nel 1999, è un progetto in continua crescita ed evoluzione.
Giorgio, Giordana e Giovanni - i nipoti - scelgono quotidianamente di condividere un legame che i genitori Graziella e Giulio da anni sentono per questa terra. Una passione sincera, la stessa che la famiglia ripone per l’attività siderurgica, per un patrimonio trasmesso dai nonni.
Il percorso dell’azienda si lega a quello professionale dell’enologo Antonio Crescini che da oltre vent’anni segue l’attività in vigna e la produzione in cantina. Produzione che è diversificata nei Lugana Doc (che comprende il metodo classico) il Chiaretto, rosé e i vini rossi. La gamma si completa con tre grappe e un olio.

Società Agricola Olivini S.S.
Località Demesse Vecchie, 2 San Martino della Battaglia 
25015 Desenzano del Garda (BS)
Tel +39.030.9910268 - Fax +39.030.9108961

Seconda edizione di “SpumantItalia” che prosegue nella logica di promozione, valorizzazione, conoscenza e informazione dell’opera immane e straordinaria, iniziata con  il Forum Spumanti Italia a Valdobbiadene, dalla prima edizione del 2004 fino a quella del 2012 che ha aperto un mondo nazionale e una visione internazionale alla spumantistica regionale, industriale italiana. Ma i tempi sono cambiati, così variano i contenuti e le formule: 8 anni dopo si propone un evento diverso dove la componente promozione e informazione fa un passo indietro a vantaggio della valorizzazione culturale e degli approfondimenti tematici. Va bene assaggiare, benissimo le guide da quella specifica edita da Veronelli editore negli anni 2007-2009 utilissima per predisporre un primo elenco separato di etichette di “vini con presa di spuma”. Ma con quale metodo il vino “crea e trattiene la spuma” per poi esplodere? Oggi la spumantistica tricolore è ai vertici mondiali, nel 2004  si era ancora molto in salita, con qualche bella realtà territoriale, ma tutto da fare: c’era ancora una vasta gamma di “pinottini” e “spumantini” che oggi sono finiti. O quasi e perché? E’ vero che l’Universo Prosecco ha dato un contributo di elevazione della scala dei valori? E’ vero che ha contribuito a eliminare molti spumantini industriali fatti “ su comanda” dai distributori esteri e nazionali?  Oggi tutte le regioni italiane producono vini spumeggianti sia VSQ che DOC ma con una precisa origine o di vitigno autoctono o di tradizione rispolverata. Un esempio estremo è il Lambrusco ottenuto con il metodo tradizionale ancestrale classico oppure il vitigno sconosciuto come il Susumaniello o l’Ortugo e un vitigno notissimo come il Nebbiolo che si fa bollicina.  Tutti motivi in più per guardare alle biodiversità, alle realtà locali, alle etichette di uve autoctone, ai territori e non a vecchie classificazioni con una attenzione diversa, di pregio e di ricchezza, non come un problema. Il tempo dell’arroccamento in difesa di scelte autonome, forti, assolute è finito. Certe realtà sono consolidate e definite come Franciacorta e Trento, compreso le differenze Docg e doc. Il festival degli spumanti di Pescara vuole guardare lontano, parlare con tutte le figure della filiera per accrescere il valore soprattutto sul mercato italiano: il mercato interno chiede vini spumanti. Ci sono? Dove? E’ un dibattito aperto che dura dal 23 al 26 gennaio prossimo all’Hotel Esplanade di Pescara. Si partirà con un incontro “master magistralis” dalle 17 alle 20 di giovedì 23 gennaio, come anteprima di tanti contenuti e temi: un po’ di storia, un po’ di teoria, tanto per ricordarci come si producono le bollicine italiane e poi un assaggio guidato di 6 etichette eccezionali. Incontro solo su prenotazione.
Giampietro Comolli è l’artefice di questa anteprima: “Il master-magistralis Bubble's Italia è una anteprima riservata , solo su prenotazione,  per ricordare "tutte" le diversità storiche, culturali, tecniche, degustative, enologiche, territoriali delle bollicine italiane rispetto a tutte le altre produzioni nel mondo, dalla Francia alla Spagna, dove i vitigni utilizzati sono 6-7 per ogni paese. In Italia oggi si contano 40 vitigni spumantizzati, sia metodo italiano (no Charmat o Martinotti per favore) e metodo tradizionale classico (esatta definizione del metodo) oltre a una interessante linea di “frizzanti” ancestrali che sono una peculiarità separata. E’ nota la mia contrarietà a fare un “mescolone” unico di tutte le tipologie e metodi, ma per comprendere bene le differenze occorre averle tutte davanti contemporaneamente”.
Una biodiversità che è un patrimonio assoluto: difficile da comunicare, difficile da governare, ma totalmente in linea con la soggettività dei gusti dei consumatori. Anche in questo sta il successo dei vini spumeggianti tricolori nel mondo. In degustazione guidata a Pescara si utilizzeranno schede sensoriali differenti per tipologia e metodo. Un passo avanti rispetto alla uniformità di recettori, pesi, voti e giudizi di vini che sono totalmente diversi e non paragonabili.  Un difetto? Un pregio? Una peculiarità dagli altri? Un patrimonio nazionale? Tutti temi che gli appassionati presenti, produttori ed enologi, giornalisti e consumatori… potranno liberamente affrontare. In ogni caso l’enoteca Bubble’s offrirà ottimi assaggi a tutti per tenersi… in forma e aggiornati.

Giampietro Comolli

Prodotti e collaborazioni ad alto valore aggiunto

Il Gruppo Fini SpA porta le sue eccellenze a “Marca 2020”, a Bologna il 15 e 16 gennaio prossimi. Grazie a qualità, servizio e sostenibilità, si conferma il partner ideale per le insegne e protagonista nella prestigiosa vetrina fieristica dedicata a buyer e operatori del mondo retail e della GDO.
Manca poco, dunque, all’appuntamento con Marca, il Salone Internazionale dei prodotti a Marca del Distributore, la due giorni sul mondo “private label”  organizzata da BolognaFiere dove ci sarà anche il Gruppo Fini SpA con i suoi celebri brand Fini e Le Conserve della Nonna, presso il padiglione 26, stand C/75. Il momento espositivo non sarà solo l’occasione per far conoscere al pubblico specializzato le sue variegate referenze di pasta fresca, passate, sughi e pesti, confetture e composte, ma anche l’opportunità per illustrare i punti di forza di una realtà che, grazie alla lunga esperienza maturata, si  dimostra un partner perfetto per le insegne e il retail.  
Tra i caratteri distintivi spicca la qualità, fondata su un’accurata selezione delle migliori materie prime, ricette autentiche della tradizione italiana e proposte in linea con le nuove esigenze nutrizionali. Fattori che consentono al Gruppo Fini di consegnare al mercato prodotti di grande valore, dal gusto e dall’aspetto inconfondibili, pienamente rispondenti alle preferenze di consumo dell’acquirente moderno, offrendo un’ampia selezione anche in private label. 
Il merito di questa flessibilità e della convinta predilezione per la collaborazione a lungo termine con i fornitori e le insegne deriva dalla solida expertise a livello produttivo, dalla collaborazione del team R&D dedicato per ogni cliente e dai numerosi prodotti personalizzabili al 100%, assicurando un’origine e un’identità territoriale rintracciabili nel prodotto finale, con un costante controllo e nel pieno rispetto della sostenibilità, ottenuta grazie all’impiego di materie prime del territorio, alla realizzazione di pack 100% riciclabili e all’utilizzo di fonti di energia rinnovabili.
Numerose, dunque, le evidenze che testimoniano come Gruppo Fini SpA sia un referente privilegiato per il mondo PL, grazie alla capacità di fare proprie le istanze del mondo consumer e di quello retail, coniugando domanda e offerta in una gamma prodotti a  filiera corta e controllata, elemento distintivo e caratterizzante di approfondite indagini di mercato volte a garantire a scaffale referenze ad alto valore aggiunto.
Gruppo Fini SpA sarà dunque protagonista a Marca 2020, forte di una notorietà e un’esperienza anche sui mercati d’oltralpe che lo rendono un interlocutore ideale anche della GDO estera in maniera estremamente competitiva, non solo in termini economici, ma anche di servizio, in formati e forniture con il giusto equilibrio tra modernità e tradizione.

Gruppo Fini S.p.A. a socio unico
Sede Legale: Via Confine, 1583 – Ravarino (MO)
Amministrazione: Via Albareto, 211 – Modena
Tel. +39059259111 – Fax +39059259251
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“In Marinetta” è attività di ristorazione di livello all’insegna della passione e per la cucina e per il suo territorio: il paradiso del Delta del Po veneto. Le preparazioni suggerite da In Marinetta si identificano con i prodotti delle lagune dell’Alto Adriatico e gli orti sabbiosi siti nelle terre del Delta, tipici per freschezza e sapidità uniche che, trasformate dalle sapienti mani e dalla fervida fantasia dello Chef Executive Alessio Bottin, valorizzano al meglio, stagione per stagione, il patrimonio della natura circostante. Le ingegnose opere di bonifica hanno reso il Delta del Po fertile, creato un’ottima economia agricola e una fiorente attività di pesca, facendolo così divenire un distretto ittico, tra i più importanti d’Europa, riconosciuto dal “Mab Unesco” come “Riserva della Biosfera”. 
Isi Coppola è il ”deus ex machine” dell’In Marinetta e con innata “sea food passion” – coadiuvata dallo chef Alessio e dalla maître Ilaria – sceglie i prodotti della terra, rispettandone i tempi giusti per godere appieno della migliore unicità – e il pescato del giorno – recuperato là dove le acque del grande fiume (Po) incontrano il mare – presentando così, squisiti menù che si possono assaporare nell’elegante, ampio salone con veranda dotata di caratteristico “bilancione” esterno (per la pesca, detto padellone o trabucco) ma anche stando comodamente assisi nella terrazza panoramica o nel Bistrot del mare, per godere, a fine giornata, dei tramonti bellissimi che si riflettono sull’acqua, magari “cicchettando” tra amici sorseggiando un venetissimo Spritz, un buon calice di vino con un occhio di riguardo per le produzioni italiane, in particolare per quelle che parlano di territorio, o una dissetante birra artigianale, magari la bionda Arsura (4 gradi e mezzo) una lager del birrificio artigianale friulano “620 passi”, chiara leggera, molto beverina.  Isi Coppola, sempre perfetta padrona di casa, è molto attenta alla scelta dei vini da abbinare alla pluralità gastronomica dei menù che propone: da quelli provenienti da zone costiere e vulcaniche, valorizzando i tanti vitigni dal “terroir” spesso dimenticato (l’identità per Isi viene prima di tutto…) perché in questo modo si può assaporare qualcosa di unico… Un posto di rilievo è dedicato alle “bollicine” da uve italiane, anche insolite, provenienti da tutte le regioni (e non mancano quelle francesi) e ai vini “naturali” e “non filtrati”, tutti si abbinano magnificamente ai piatti suggeriti e preparati dallo chef Alessio.
L’“Associazione Borghi d’Europa” ha promosso presso l’Ittiturismo In Marinetta, un incontro con giornalisti del settore - invitati per l’occasione in qualità di “tester”- per valutare l’offerta culinaria, la professionalità e le competenze dello chef Alessio e del suo staff, nell’imminenza delle feste di fine anno. Il benvenuto - tra riprese televisive e interviste - è a base di anguilla nostrana (debitamente “sgrassata” con un procedimento particolare e quanto meno efficace) appoggiata su una base di polenta bianca e decorata con gocce di succo di melagrana, accompagnata dalla “Fipa”, birra rossa, sempre della “620 passi” della Laguna di Marano (UD) una “Indian ale” da 6° ambrata, luppolata con luppoli americani, sentori di frutta tropicale e pompelmo. La gentile Isi, presenta l’”entrée”, composta da un tris di classici “saor”, alla veneziana (unione di cipolla, uvetta e pinoli): uno con sarda di Pila (tipica della zona del Polesine) con cipolla bianca di Rosolina, uno di canestrelli con cipolla dorata di Chioggia e il terzo, di “zucca violina” con cipolla di Tropea. In abbinamento: “bollicina” chardonnay Calepino “100% non dosato” metodo classico Castelli di Calepio, del Valcalepio BG (tra l’Oglio e l’Adda); colore giallo paglierino, perlage fine e persistente, profumo fruttato, fresco ed invitante è ottimo come aperitivo e con crostacei e molluschi. Davvero speciale per detta entrée. In attesa del piatto principale, degustazione - graditissima - di “ostriche rosa de Tarbouriech” presentata dal referente Alessio Greguoldo, che spiega come avviene l’allevamento innovativo da cui risulta un eccezionale prodotto, di altissima qualità, dal guscio pulito e privo di parassiti, con carni consistenti dal sapore impareggiabile. Allevate nel mare Mediterraneo col metodo “a sospensione”, le ostriche rosa sono attaccate a funi, dosandone l’esposizione all’aria e al sole, simulando così l’alternanza delle maree, per un periodo di ben 36 mesi. E' il momento del protagonista: il risotto alle vongole veraci lavorato ad arte dallo chef Alessio: da riso Carnaroli Delta del Po IGP (pregiato prodotto delle terre alluvionali e salmastre del rodigino in cui è coltivato) questo riso tiene ottimamente la cottura: ha gusto lievemente sapido, è ottimo con il pesce, specie con le vongole… Nel caso, queste, sono fornite da Ivan Padovan (anche socio dell’In Marinetta) AD della Soc. agricola “Regina” allevamento di vongole veraci di laguna e di lupino di acqua di mare (nella zona del basso Polesine): Ivan spiega che l’approvvigionamento del seme, trattato e gestito, porta alla migliore tipologia di vongola – depurata e non spurgata – con notevoli risultati qualitativi per dimensioni e gusto…. Il risotto con i succulenti  molluschi, è ornato con minuscolo rametto di timo e un filo d’olio, appunto allo stesso delicato sentore. Lo accompagna una Albana Santa Lucia, DOCG secco, vino “bio dinamico” colore giallo paglierino con decisi riflessi dorati, al naso fine e intenso, con note fruttate, floreali e speziate; è rotondo e morbido, con lunga persistenza e finale leggermente minerale. Anche da meditazione. Ideale per piatti di pesce saporiti, al forno e al cartoccio, crostacei, frutti di mare, risotti di pesce, carni bianche e formaggi stagionati. Per terminare in dolcezza, Isi propone una crema così detta “belga” da classica ricetta della nonna (dessert assolutamente italiano, meglio, napoletano) delizioso mix tra creme caramel e panna cotta: cottura a “bagnomaria”, corretto con un pizzico di caffè e di cacao, servito su guscio di frolla, con lamponi, posati su yogurt greco… Altra dolce proposta, un panettone chiamato “veneziana” è della tradizione polesana (del panificio Finotti & Pan di Zucchero di Porto Viro RO) contornato da mascarpone a forma di “spumino” con una, davvero notevole, “mostarda di mele cotogne” (direttamente dalle cucine dell’In Marinetta)… Altre specialità della Casa che Isi consiglia di gustare in questo periodo dell’anno, sono: “cotechino e baccalà” (made in follia dello chef Alessio - parole di Isi…-) piatto della tradizione e dell’innovazione nel rispetto del territorio (presentato con successo al Festival del baccalà) realizzato con riduzione di acqua di ostriche e accompagnato da flan di spinaci e patate, con rafano fresco; abbinato a fresche bollicine o, preferendo, con una birra artigianale nera, l’Imperial stout, leggermente affumicata (torbata) da 6°,08 ultima arrivata di casa “620 passi”,  svezzata proprio per le prossime feste natalizie. Altra proposta - da non perdere - la “guancetta di maialino del Delta” (da piccoli suini allevati in zona allo stato semi brado) carni brasate al Moscato Giallo dei Colli Euganei e capesante dell’Alto Adriatico, pietanza che ha raccolto importanti consensi a Golosaria (evento dedicato alle eccellenze enogastronomiche italiane che si svolge in autunno a FieraMilanoCity) accompagnato da un “Fortana del Bosco Eliceo Frizzante 2004”, il re delle sabbie (vino autoctono della Doc della zona Bosco Eliceo, a ridosso dell'Adriatico, tra il Po di Goro a nord e Ravenna a sud) appena tannico, sapido e fresco, si abbina ai salumi tipici ferraresi come la Salamina da sugo e anche a anguilla e fritture; per gli appassionati della birra, raccomandata la Cortona Belgian “620 passi” (ale rossa 6°,4) davvero speciale, come giustamente la decanta a pieno titolo il titolare del birrificio friulano, Roberto Regeni. Sempre perfetta!

(GfL)

In Marinetta Ittiturismo Sea Food Passion
Via Po di Levante, 2a - 45010 Rosolina RO
Aperti tutto l’anno tranne gennaio e febbraio
Tel. 3450318387 - www.inmarinetta.it 
Prenotazioni: thefork.it

Mancano pochi giorni a Natale e al Grand Hôtel Sitea datato 1925 (storico e prestigioso simbolo di Torino) l’atmosfera  è calda e accogliente: mi attendono degli amici, dei colleghi, la cucina dello chef stellato Fabrizio Tesse e i vini di una giovane cantina, l’Autin, che ha i suoi vigneti a cavallo tra le Provincie di Torino e di Cuneo. Giovane, perché la sua avventura è iniziata solo nel 2010, ma con le basi già impostate per un interessante futuro. A dare vita al progetto enologico i cugini Mauro Camusso e Pier Giorgio Gasca, che purtroppo oggi non è più con noi. Una scommessa, anzi, una sfida da affrontare su terreni dalle condizioni pedoclimatiche non così scontate per la coltura della vite, soprattutto se oltre alle uve a bacca rossa ci si cimenta anche con le bianche di carattere internazionale e autoctone. Ma se è vero che le componenti fondamentali per produrre un buon vino sono il vitigno, il terreno, il clima e il lavoro dell’uomo, non possiamo tralasciare un altro elemento: il piacere del fare anche dove è più difficile. Sette ettari di vigneto dislocati sulle due provincie con una varietà di terroir che spazia dall’origine morenica alluvionale al sabbioso e ghiaioso per poi arrivare all’argilla. Anche il clima non è uniforme, più mite e temperato nella zona del Comune di Barge più freddo e con elevate escursioni termiche a pochi chilometri di distanza nei Comuni di Campiglione e Bibiana. E grazie a queste differenze che si possono bene alternare le colture tra le uve rosse e quelle bianche. La serata ha inizio. CI accomodiamo ai quattro grandi tavoli che sono stati a noi riservati. La “mise en place”, chiaramente natalizia, riscalda ulteriormente il gradevole momento. La prima uscita dalla cucina, appetizer di benvenuto, e un Eli Brut Rosé Metodo Classico aprono le danze. I vigneti della cantina vengono coltivati secondo la certificazione “bio” proprio dall’ultima vendemmia 2019, intervenendo solo in casi estremi ma con tecniche esclusivamente meccaniche e biologiche. La vendemmia si effettua rigorosamente a mano e le pratiche di intervento, pur essendo all’altezza dei tempi di oggi, richiamano il forte legame con il passato e le tradizioni tramandate dalle vecchie generazioni.  Arrivano ai commensali gli altri piatti firmati da Tesse ai quali vengono abbinati i vari vini prodotti dalla cantina. Assaggio due bianchi fermi: il Cupa d’Or (Sauvignon 100%) e il Verbian (Bian ver 100%). Il Bian ver è un antico vitigno un tempo diffuso in Francia in Savoia e Vallese oggi quasi del tutto scomparso in territorio transalpino ma che ha trovato invece un buona dimora nella area italiana della Val Chisone in provincia di Torino. Ai due vini vengono abbinati un carpaccio di baccalà all’albese e un risotto Carnaroli al topinambur con gocce di leggera “bagna caoda”. Il Verbian in tutta sincerità mi piace molto, lo trovo aromatico e delicato e sono contento che gli amici dell’Autin abbiano deciso di lavoralo e valorizzarlo. Non assaggerò tutte le etichette della cantina ma nel degustare i vini che mi vengono serviti e nel chiacchierare con i collaboratori di Mauro Camusso non è difficile comprendere che la loro attività, attenta e accorta, rispetta le regole ferree della natura; il sapere attendere i cicli, i ritmi, le differenze pur similari tra le varie annate. C’è quel rispetto misto all’amore per la vigna, per il lavoro, per una terra dove da secoli si coltiva amando quegli acini generosi. Il piatto che segue richiama la cucina tradizionale piemontese con la dovuta rivisitazione adeguata alla serata: il cappello del prete cotto a lungo nel ReNero (un vino dell’Autin di cui vi parlerò a breve) arricchito da chips di radici amare e una composta di patate e nocciole. Attenzione a non confondere il cappello del prete piemontese, per il quale si utilizza carne bovina (il muscolo della spalla), con quello emiliano per il quale si adoperano carni di maiale. Alla ricetta viene abbinato l’ultimo nato in cantina: il ReNero, ovvero un Pinot nero (Piemonte Doc) affinato per almeno sei mesi in barrique di secondo passaggio. A completare il nostro incontro una bavarese al mascarpone con zuppetta di panettone alla quale si accosta una Malvasia moscata, un bianco passito denominato Passi di Gio in memoria di Pier Giorgio Gasca. L’Autin, la giovane cantina, produce anche Il Pellengo (Riesling 100% - Bianco) il Rubellus (assemblaggio uve autoctone - Rosato) il Pinerolese Rosso Finisidum (assemblaggio uve autoctone - Rosso), il Pinerolese Bonarda Gemma Vitis (Bonarda 100% - Rosso), il Pinerolese Barbera El Merlu (Barbera 100% - Rosso) e il Eli Brut Metodo Classico (Pinot nero, Chardonnay, Bian ver – Spumante bianco). Una sfida per una nuova cantina… per una nuova realtà dell’area di produzione del Pinerolese Doc. 

Fabrizio Salce

Dopo il grandioso successo del MIRACLE BURGER e del WONDER BURGER, le polpette di carne "non carne" servite in deliziosi “burger bun” artigianali con semi di sesamo, Beyond Meat sceglie “The Meatball Family” per presentare per la prima volta in Italia - in esclusiva -  il suo ragù realizzato con verdure e totalmente animal-free.
«Ormai da sei mesi proponiamo questi prodotti innovativi nei menù dei nostri punti vendita di Milano, e sosteniamo con forza un deciso cambiamento verso la scelta di prodotti realizzati senza uccidere animali ma senza rinunciare ai sapori della classica cucina italiana», spiega Roberto Galli, fondatore con Diego Abatantuono della catena The Meatball Family, «confortati dalla straordinaria risposta positiva dei nostri clienti, abbiamo deciso di lanciare per primi il ragù fatto con la miglior carne etica che esista sul mercato proponendolo con pasta fresca e anche con pasta “gluten free”».
Pasta al Ragù | Beyond Meat
«Già con i nostri MIRACLE E WONDER BURGER», prosegue Roberto Galli, «i clienti di The Meatball Family hanno potuto constatare che non esiste praticamente alcuna differenza di sapore, consistenza e aspetto tra una tradizionale polpetta di carne e questo miracolo realizzato dall’uomo con proteine vegetali simili nel sapore a quelle degli animali, riproducendo in tutto e per tutto la sensazione che la carne dà in bocca quando la si mangia. Lo stesso risultato l'abbiamo ottenuto con il ragù, un condimento che fa parte della tradizione gastronomica del nostro paese, e abbiamo ottenuto una pietanza da leccarsi i baffi...»
Utilizzare proteine vegetali in alternativa alle classiche polpette, hamburger e ragù di carne animale è uno dei fattori più importanti che si possano considerare per avere un rilevante impatto positivo sui cambiamenti climatici. L’utilizzo di materia prima vegetale, infatti, porta a una riduzione del consumo di acqua (-99%) suolo (93%) energia (-50%) e all’abbattimento delle emissioni di gas serra (-90%) rispetto a quelle prodotte dall’allevamento animale.
I prodotti Beyond Meat non contengono colesterolo, soia, OGM o antibiotici, sono gluten-free e possiedono meno grassi rispetto alle carni rosse di origine animale.
Gli ingredienti principali del ragù vegetale sono, oltre alla Beyond Meat, polpa di pomodoro, olio di semi di girasole, cipolla, carote, sedano, vino rosso e sale.
The Meatball Family propone un'OCCASIONE UNICA per venire ad assaporare questo e tanti altri suoi prodotti a prezzi vantaggiosissimi:
LA CENA SOLIDALE CON LE POLPETTE IN SALDO che si terrà lunedì 23 dicembre 2019 dalle ore 20:00, nell'occasione sconti al pubblico e gli esuberi di produzione verranno donati alla ONLUS Pane Quotidiano.

La prima tappa dei WineHunter Events 2020 dall’1 al 3 febbraio pv, porta tra i palazzi storici senesi una selezionata produzione italiana wine&food. La cornice unica della città medievale, simbolo della viticoltura italiana, inaugura l’anno di appuntamenti enogastronomici dedicati a operatori del settore e appassionati, firmato dal “cacciatore di vini” Helmuth Köcher.

Il nuovo anno di The WineHunter riparte dal contesto storico-artistico dei palazzi senesi con la 5^ edizione di Wine&Siena – Capolavori del gusto. Voluto dal Patron di Merano WineFestival Helmuth Köcher e da Confcommercio di Siena, Camera di Commercio di Arezzo Siena e Comune di Siena, l’evento immerge produttori e visitatori nella celebre città toscana ad alta vocazione vinicola, dove il patrimonio culturale sposa le migliori produzioni enologiche premiate da The WineHunter Award. Un percorso tra location uniche come la Rocca Salimbeni, sede di Banca Monte dei Paschi, il Palazzo Comunale, il Grand Hotel Continental Siena – Starhotels Collezione, il Palazzo del Rettorato dell’Università degli Studi di Siena, Palazzo Sansedoni, sede della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e, per la prima volta, Palazzo Squarcialupi Santa Maria della Scala, che diventa la location principale delle degustazioni enogastronomiche. 

Wine&Siena 2020

La manifestazione si apre venerdì 31 gennaio con lo Small Plates Dinner a Palazzo Squarcialupi  in cui sono protagonisti i ristoratori senesi e i loro piatti tipici in abbinamento ai vini presenti a Wine&Siena. Dall’1 al 3 febbraio, Palazzo Squarcialupi – Santa Maria della Scala ospita i percorsi enogastronomici, una rassegna di case vinicole provenienti da tutta Italia, ma non solo. Tra i produttori italiani grande spazio alla Toscana. Oltre ai vini, anche selezionatissimi produttori tra Food, Spirits e Beer di cui è possibile avere un’anteprima sul sito ufficiale.

Wine&Siena 2020

Durante l’evento, operatori del settore e appassionati del mondo del vino potranno conoscere e degustare vini e prodotti gourmet d’eccellenza, oltre a partecipare a seminari e degustazioni guidate che approfondiscono alcune tematiche su distillati, birra e olio d’oliva. Torna, come ogni anno, l’asta di beneficenza al Grand Hotel Continental Siena – Starhotels Collezione, grazie alla collaborazione con Rotary Siena, Siena Est e Rotaract Siena. Le Wine Masterclasses coinvolgono invece il Palazzo Sansedoni – Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

Wine&Siena 2020

Spazio anche all’approfondimento con due convegni al Palazzo del Rettorato dell’Università degli Studi di Siena con esperti professori e ricercatori dell’Università degli Studi di Siena per un focus su opportunità e sfide per il mondo del vino.

Tra le novità 2020, la giornata di lunedì 3 febbraio dedicata agli operatori del settore e alla stampa per degustare e scoprire nuovi prodotti e conoscere le aziende produttrici.

per accredito:
https://wineandsiena.com/accredito-operatori/

per acquisto biglietti:
https://meranowinefestival.midaticket.it

 

Un lago romantico incorniciato da affascinanti montagne, un posto unico con eventi per tutti nel raggio di 15 km: dal mercatino di Natale di Arco tradizionale agli eventi per i bimbi con la Casa di Babbo Natale e l’Accademia degli Elfi, dall’originale mercatino nel Borgo Medievale di Canale allo sfizioso Villaggio del Gusto per i più golosi. Un solo territorio, tanti eventi diversi per una vacanza irripetibile nel periodo più magico dell’anno. Le calde luci dorate che fanno atmosfera, le finestre delle case illuminate, i mercatini di Natale che riscaldano il cuore e sullo sfondo di questa “cartolina” c’è lui, il lago di Garda! Il Natale sul Garda Trentino ha un fascino che non ha eguali. 
MERCATINI DI NATALE
L’atmosfera natalizia è più viva che mai sul lago di Garda Trentino con l’apertura dei mercatini di Arco e Canale di Tenno. La festa più magica dell’anno ad Arco porta, sui palazzi storici, una narrazione tecnologicamente innovativa in video mapping e tutto intorno tante bancarelle ricolme di prodotti locali e regali da mettere sotto l’albero. Mentre a Canale di Tenno, un piccolo borgo annoverato nel prestigioso club dei Più belli d’Italia, il profumo di tradizione riecheggia nelle vecchie stalle adibite a bancarelle dove potrete entrare e respirare l’aria più autentica e genuina del Natale, quella vera! 
ACCADEMIA DEGLI ELFI
Volete far vivere un sogno al vostro bambino e farlo diventare ELFO, ossia l'aiutante speciale di Babbo Natale? Iscrivetelo subito all' Accademia degli Elfi e vivrà un intero e magico fine settimana in sua compagnia! 
CASA DI BABBO NATALE
A Riva del Garda c’è anche la Casa di Babbo Natale! La dimora di Santa Claus è l’ideale per spedire la letterina, assaporare le delizie di Natalina e conoscere Babbo Natale in persona! 
GASTRONOMIA
Il Natale nel Garda Trentino si colora di profumi e sapori tipicamente trentini. Al Villaggio di Natale "Di Gusto in gusto" di Riva del Garda, si potranno scoprire, degustare e acquistare le migliori eccellenze del territorio coccolati da una magica atmosfera natalizia. Mentre nei Ristoranti del Garda Trentino potrete gustare i sapori e i piatti della cucina locale realizzati dagli chef con prodotti tradizionali! Una festa di profumi, sapori tipici e genuini, menu con gustosi prodotti ed eccellenze locali per una Vacanza con Gusto anche in inverno.

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