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Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

17 gennaio: giornata Mondiale della Pizza! 

Pino Daniele cantava: “Fatte ‘na pizza c’a pummarola ‘ncoppa / vedrai che il mondo poi ti sorriderà”.

Lunedì 17 gennaio si festeggia il tredicesimo “World Pizza Day”, fissato nel giorno di Sant’Antonio Abate, perché protettore di mugnai, fornai e pizzaioli, in coincidenza, quest'anno 2022, con la festa “Blue Monday”, cioè il giorno più triste dell'anno, che così  - proprio grazie alla pizza - perde gran parte della sua valenza... 

La pizza è uno dei prodotti gastronomici italiani (e napoletani in particolare) più apprezzati e diffusi al mondo e i più noti pizzaioli, celebrano questa ricorrenza sbizzarrendosi realizzando tradizionali ricette, tra topping di stagione e abbinamenti inaspettati.

Per mangiare una pizza si usano 39 muscoli (quindi è meglio che andare in palestra…) e altrettanti per farla, “ammaccandola” perché in dialetto napoletano ammaccare vuol dire stendere, chiaro riferimento alla nobile arte di “stendere”, con pochi e sapienti gesti, la pagnottella di pasta di pizza. La pizza deve avere il bordo alto, l’impasto morbido e quando si piega, non si deve spezzare. 

Naturalmente è anche qualcosa di più di un impasto di acqua e farina condito con olio e pomodoro e cotto al forno a legna, ma se risulta bassa e croccante, alta e spugnosa, se è cotta in teglia o arrotolata, eccetera e talora condita con ananas o gorgonzola, o  fichi e pecorino, o con scarola cruda e bufala, o pesto e ricotta, anche con baccalà e datterini, o come quella all’”inglese, con bacon, uova, funghi e fagioli, o come quella creata in Finlandia (ironicamente -  chissà perché in omaggio a Berlusconi - farcita con carne di renna affumicata e cipolla, o ancora, la Candy Cane (sfornata a Chicago) sulla quale sono sciolti i tipici bastoncini di zucchero americani in occasione del Natale, o quella indiana, che vuole l’impasto tenuto in salamoia e poi farcito con zenzero, carne di montone, paneer e ricotta del subcontintente asiatico e come non citare la “paludosa Florida” con salsicce di alligatore, filetti di pitone e gambe di rana… e in Missouri esiste anche la variante con le cavallette… tutte “vere aberrazioni”. 

Torniamo a noi: per i puristi esistono solo due vere pizze: la Margherita e la Marinara e in occasione del “Deliveroo Pizza Contest”(“Deliveroo” porta i piatti di ristoranti e pizzerie della città direttamente nelle case delle persone) è stato chiesto, attraverso un sondaggio sul suo canale Instagram, ai clienti più fedeli, di esprimere la preferenza sul tipo e sul gusto della pizza preferita, sia con farciture classiche che più creative…  A vincere è stata la pizza “napoletana” con cornicione, che ha chiaramente prevalso nella finale raccogliendo l’80% delle preferenze contro il 20% andato dalla pizza romana “scrocchiarella”, buona seconda. Più staccate invece lo “sfincione” siciliano (sugo di pomodoro e abbondante caciocavallo su un impasto molto soffice e molto gustoso) e la pizza “al padellino” (specialità di Torino con la doppia lievitazione dell'impasto e la cottura al forno all’interno di una piccola padella o tegame, reso antiaderente mediante un velo d'olio d'oliva) che nelle semifinali della competizione hanno registrato rispettivamente il 28% e il 13% dei consensi. Dunque, per i gusti, prima, pizza Margherita classica che si conferma (come sempre) la regina delle pizze, seguono sul podio la Diavola e la Capricciosa, poi a ruota nella classifica, le altre: Marinara, Bufala, Napoli, Wurstel, Quattro formaggi, Salsiccia e Ortolana.

La pizza è stata pure candidata dall’Italia come “Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco”, scelta perché "rappresenta l’Italia in tutto il mondo". La candidatura dell'arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano è già stata riconosciuta nel 2017 dall'Unesco come patrimonio culturale dell'umanità e ha anche l’obiettivo di evitare "contraffazioni" come la "pizza american-style".

La pizza – è ormai noto –  è alimento che può dirsi completo grazie ai carboidrati complessi della sua base (alla presenza di triptofano nell’impasto della pizza) alle proteine dalla mozzarella, ai lipidi dell’olio extra vergine e alle vitamine del gruppo B che la compongono. Poi, se consumata con moderazione, può contribuire a migliorare il nostro umore, non solo per la sua bontà o perché è generalmente associata a momenti di convivialità in famiglia e con gli amici, ma anche perchè oltre a regalare energia, incrementa i livelli di serotonina e influenza la produzione dei neurotrasmettitori legati al benessere, regalandoci una sensazione di serenità diffusa.  Nelle abitudini di molti italiani la pizza sostituisce un pasto (una volta la settimana) ma come sempre, è bene non esagerare (specie per chi è in regime ipocalorico per sovrappeso) anche se, in assenza di patologie o intolleranze, la pizza è davvero adatta a tutti!

Nota di colore: Luciana Littizzetto in un suo monologo in “Col cavolo”: - Una volta se dicevi: “Andiamo a mangiarci una pizza?” intendevi esprimere questo concetto: andiamo a mangiare una cosa semplice, veloce e poco costosa. Adesso è l'esatto contrario. Ti sbatti per ore, paghi una mazzata e devi romperti la testa per scegliere come minimo in un elenco di 50 pizze - 

La Romagna punta sulla Campagna Promozionale Germania 2022

E’ in tv da questa settimana la Campagna promozionale sui mercati di lingua tedesca di Apt Servizi Emilia Romagna e Visit Romagna: previsti 1.050 passaggi tv in prime time che garantiranno 115 milioni di contatti e 1.500 passaggi sulla Web TV di “Wetter.com – L’Assessore Regionale al Turismo Andrea Corsini: “Dobbiamo mantenere alta l’attenzione dei tedeschi nei confronti della Romagna, una meta facile da raggiungere per chi viaggia dalla Germania in auto, aereo o in treno”  – Il Presidente di Visit Romagna Jamil Sadegholvaad: “Fondamentale partire presto con la promozione, la Romagna simbolo della Dolce Vita per i Tedeschi”

Il 2022 per l’Emilia Romagna si apre all’insegna della promozione turistica sui mercati di lingua tedesca: è partita questa settimana la campagna TV, in co-branding con Wetter.com (il più popolare sito meteo tedesco), che prevede uno spot con 1.050 passaggi televisivi su canali tv nazionali (PRO 7, SAT 1, KABEL EINS) e su canali specializzati (SIXX, Sat 1 GOLD, PRO 7 MAXX, Kabel 1 Doku), con una programmazione concentrata, nei mesi di gennaio, marzo e giugno 2022, sulle fasce orarie più strategiche, dalle 20 alle 23, che garantirà 115 milioni di potenziali contatti in Germania. Protagonista dello spot, in onda da lunedì 10 gennaio, una vera famiglia tedesca - padre, madre e tre figli - proveniente da Monaco di Baviera. Lo spot di 20 secondi, girato in Romagna, si conclude con il claim: “Nichts liegt näher” (Niente di più vicino!) e verrà diffuso sulle piattaforme online di Apt Emilia Romagna con una campagna sui canali You Tube e Facebook: https://ytube.io/3OT3

«La tendenza tra i Tedeschi evidenziata dalle ricerche (dati UNWO-World Tourism Organisation) è quella di andare in vacanza in mete più vicine e sicure -sottolinea l’Assessore Regionale al Turismo Andrea Corsini- spendendo di più e soggiornando più a lungo rispetto al periodo “pre-pandemico”. In questo senso la Romagna è agevolata rispetto alle destinazioni a lungo raggio e i dati positivi della stagione 2021 l’hanno dimostrato. Il Covid non ha eliminato la voglia di viaggiare, anzi. Sappiamo da studi di settore che il 49% degli intervistati ha dichiarato di avere risparmiato dall’inizio della pandemia e che non avranno problemi ad utilizzare i risparmi per andare in vacanza nel corso del 2022 (dati novembre 2021 Booking.com). Sarà importante, da parte degli operatori turistici, riuscire a garantire una certa “flessibilità” nei confronti dei clienti, come già avvenuto nelle due passate stagioni estive, visto che la possibilità di modificare le date di viaggio è, attualmente, tra le priorità dei viaggiatori».

«Lo spot Tv -evidenzia il Presidente di Visit Romagna, Jamil Sadegholvaad- rilancia la Romagna come terra della Dolce Vita, un leit motiv fondamentale per la comunicazione sui mercati di lingua tedesca. Dal punto di vista dell’offerta turistica, è importante ora che anche gli operatori producano proposte coordinate per aumentare le chance per la prossima stagione, valorizzando al massimo anche il collegamento ferroviario da Monaco di Baviera, con fermate a Bologna, Cesena e Rimini, frutto del rinnovato accordo tra Deutsche Bahn, Apt Servizi Emilia-Romagna e Visit Romagna».

Felsineo S.p.a. e FelsineoVeg S.r.l. diventano Società Benefit

La transizione delle due aziende sancisce l’impegno del Gruppo alimentare in ambito Corporate Social Responsability che si concretizza nello sviluppo di azioni in grado di generare un impatto positivo su filiere, comunità e ambiente.

Zola Predosa (BO), 10 gennaio 2022 – Felsineo S.p.a. e FelsineoVeg S.r.l. hanno completato il percorso di costituzione come Società Benefit, in linea con quanto previsto dalla legge n. 208 del 28 dicembre 2015 (art. 1 commi 376 e ss.).

L’acquisizione del nuovo status, ufficiale dal 17 dicembre 2021, è frutto della scelta compiuta ormai da tempo da parte del Gruppo di definire la fattibilità delle proprie attività anche attraverso un’attenta valutazione degli impatti che queste determinano in termini di sostenibilità sociale e ambientale. 

L’impegno di Felsineo S.p.a e FelsineoVeg S.r.l. in qualità di Società Benefit viene declinato a molteplici livelli: verso i dipendenti e collaboratori, all’interno della filiera, presso le comunità e nei confronti dell’ambiente.

Per quanto riguarda le risorse interne, le aziende del Gruppo puntano a tutelare e valorizzare dipendenti e collaboratori, garantendo elevati livelli di benessere, salute e sicurezza, offrendo inoltre opportunità di crescita professionale e personale.

Nell’ambito di filiera, in collaborazione con i fornitori, il ruolo di società benefit si traduce in uno sforzo continuo per garantire sostenibilità, trasparenza e sicurezza dei processi, assicurando tracciabilità e provenienza delle materie prime.

L’attenzione verso le comunità si concretizza in attività di sensibilizzazione sugli elementi distintivi dei prodotti e sulla promozione di stili di vita basati su un’alimentazione sana e nutriente. Particolarmente intenso è l’impegno verso le nuove generazioni, attraverso iniziative di coinvolgimento sui temi dello sviluppo sostenibile, dell’educazione al consumo e dello spreco alimentare.

Infine, la tutela dell’ambiente è il valore guida che dà corpo a tutte le azioni intraprese lungo la catena del valore. La riduzione dei consumi e delle emissioni, lo sviluppo di processi ispirati ai principi dell’economia circolare e la scelta di packaging sostenibili sono le aree sulle quali si concentra maggiormente l’attenzione delle aziende di Gruppo Felsineo.

“La trasformazione in Società Benefit è per noi un passaggio importante nella nostra storia. Intensificheremo il nostro impegno nel coltivare relazioni fondate sulla fiducia, la trasparenza e il rispetto, con persone e territorio. Crediamo fortemente nel ruolo sociale delle aziende e desideriamo davvero che le nostre attività di ogni giorno abbiano un impatto positivo per tutti e siano pienamente sostenibili per l’ambiente”, ha commentato Emanuela Raimondi, Amministratore Delegato di Gruppo Felsineo.

Gruppo Felsineo, dal 1963, è sinonimo di mortadella di alta qualità. Da sempre attenta a coniugare tradizione e innovazione, l’azienda seleziona le migliori materie prime che, grazie a un’esperienza maturata in quattro generazioni, vengono lavorate per realizzare prodotti genuini, naturali e gustosi. Nel 2017 è stata inaugurata FelsineoVeg, l’azienda del Gruppo che risponde alle nuove tendenze di consumo con Good&Green, la linea di affettati vegetali e biologici che consente di disporre di un’alternativa alla carne o semplicemente di bilanciare la dieta in modo vario ed equilibrato con il giusto apporto di proteine 100% vegetali. Gruppo Felsineo è fortemente impegnato sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale. Le iniziative sviluppate dall’azienda, che vedono il coinvolgimento di dipendenti, filiera e stakeholder, sono raccolte nel Bilancio di Sostenibilità redatto annualmente. In coerenza con l’attenzione e il rispetto a comunità e ambiente, dal 17 dicembre 2021, Felsineo S.p.A. e FelsineoVeg S.r.l. sono diventate Società Benefit.

Slow o adrenaliniche? 300 km. sulle montagne bresciane

L'aria pura, i suoni attutiti, i panorami mozzafiato, l'accoglienza autentica, i sapori genuini sono gli ingredienti per una vacanza invernale senza pari sulle montagne bresciane, dove la neve è divertimento e relax in una cornice di natura incontaminata e di amplissimi spazi, mai troppo affollati. I 7 comprensori sciistici della provincia (Pontedilegno-Tonale, Maniva Ski, Borno Ski Area, Montecampione, Val Palot, Aprica-Corteno Golgi, Piana del Gaver) permettono a ciascuno di vivere la montagna invernale secondo la propria indole e le proprie passioni, dalla discesa al fondo, dallo scialpinismo allo snowboard, dalle attività adrenaliniche a quelle slow. 300 i chilometri di piste e tante le proposte oltre agli sport bianchi più tradizionali: provare l’ebbrezza dello sleddog, passeggiare nei boschi innevati con le ciaspole, avventurarsi fuori dai sentieri più battuti in sella a una motoslitta di ultima generazione o seguendo panoramici itinerari di sci alpinismo… Eccone alcune. Non dimenticando che con 171.000 ettari di bosco, Brescia vanta il territorio con la più grande superficie boschiva della Lombardia, cornice ideale per vivere anche d’inverno una vacanza all'aria aperta in mezzo alla natura, vero toccasana soprattutto in questo periodo che si passa troppo tempo al chiuso e con poco ricambio d’aria.

Vivere la neve al chiaro di luna

Ciaspolate e sciate in notturna sono un’avventura veramente unica per tuffarsi nella magia dell’inverno nel silenzio più assoluto, sotto un cielo di stelle o una soffice nevicata.  Adrenalinica è la discesa sulla Superpanoramica del Baradello nel comprensorio Aprica-Corteno Golgi, la pista illuminata più lunga d’Europa: lunga 6 km, è aperta alternativamente agli appassionati di discesa (quindi funziona anche l’impianto di risalita) o a quelli di scialpinismo e ciaspole (è solamente illuminata), secondo un calendario consultabile sul sito di apricaonline. Passeggiate guidate con le ciaspole e sciate sotto le stelle si possono fare poi nel comprensorio Pontedilegno-Tonale ( dove vengono organizzati  anche tour notturni in motoslitta con cena in rifugio, dove si gustano i migliori piatti tradizionali della montagna accompagnati da eccellenti vini bresciani e da grappe artigianali), nella zona del Maniva e sui monti di Borno.

Sleddog, slitte, pattini per divertirsi a ogni età

Come nel Grande Nord, provare l’ebbrezza di guidare una slitta trainata da una muta di Alaskan Husky: a proporlo è il team di Maniva Sleddog, che ha tracciato un emozionante percorso panoramico tutto curve, dolci saliscendi e divertenti varianti miste, fra i boschi e le radure innevate del monte Maniva. L’esperienza del “Battesimo allo Sleddog” è alla portata di tutti: prima di partire viene impartita una breve introduzione ai comandi principali che bisogna assolutamente conoscere per condurre la slitta e poi via da soli in totale sicurezza, sempre seguiti dal team di istruttori, che carica sulla sua motoslitta eventuali bambini (dai 3 agli 8 anni). Per far divertire i più piccini su bob e slitte in totale sicurezza, lontano da ogni pericolo, ideali sono le attrezzatissime aree ad essi dedicate, come il Fantaski Tonale e il Campo scuola bob di Maniva Ski, dove fra l’altro si può anche noleggiate tutta l’attrezzatura in loco. Divertente per bambini e adulti è scivolare con leggerezza sui pattini: a Borno lo si può fare con qualsiasi condizione metereologica, sulla pista pattinaggio coperta di località Dassa.

La montagna vista dall’alto: tour in elicottero e arrampicate sulle cascate ghiacciate

Librarsi nell’aria e abbracciare dall’alto il panorama delle montagne innevate: un’esperienza indimenticabile che si può fare salendo a bordo di un elicottero. Tour in elicottero, organizzati con partenza dall’eliporto di Temù in Alta Valle Camonica, offrono la possibilità di contemplare le cime innevate dell’Adamello e le piste del comprensorio Pontedilegno-Tonale da una prospettiva decisamente unica. Sempre per un inconsueto punto di vista dall’alto, le arrampicate sulle cascate di ghiaccio sono sicuramente fra le attività invernali più impegnative ed eccitanti : ce ne sono di bellissime  in Valle Sabbia, dove – con l’assistenza di guide qualificate – si può provare ad arrampicarsi  con corde e ramponi su queste straordinarie e scenografiche palestre naturali, un’attività riservata ai supersportivi e a chi è ben preparato in questa disciplina. 

Adrenalina con le fat bike e lo snowkite, immersione nella natura con lo sci alpinismo

Il comprensorio Pontedilegno-Tonale è una vera fucina di idee per vivere la montagna invernale all’insegna dello stupore e dell’entusiasmo. Tra le esperienze adrenaliniche di tendenza, riflettori puntati quest’inverno  sulle fat bike, a cui sono dedicate ben due piste riservate per pedalare sulla neve fresca e affrontare ripidi pendii in sicurezza. Di grande successo anche lo snowkite, inedita accoppiata vela più sci o snowboard che permette di scivolare sul manto innevato lasciandosi guidare dal vento. Il tutto con il supporto degli istruttori della Nikite Snowkite School, una delle principali scuole italiane di questa disciplina. Chi invece ama immergersi nella natura, lontano da tutti, trova sulle montagne bresciane panoramici itinerari dove praticare lo sci alpinismo con la dovuta prudenza e con l’attrezzatura adeguata prevista dalle recente normativa. Nella Borno Skiarea, vari stupendi percorsi collegano i diversi comuni dell’Altopiano del Sole: uno dei più famosi ed apprezzati è quello che da Borno conduce al Passo Varicla a 2097 metri d’altitudine. La sezione locale del CAI organizza escursioni di varia difficoltà in compagnia di esperti che trasformeranno una giornata sulla neve in una vera e propria esperienza, unica e indimenticabile.

Dormire in un igloo

Salire in alta quota, godersi una meravigliosa giornata di sci sulla neve sfruttando i 100 chilometri di piste in uno dei panorami più belli delle Alpi e, invece di riscendere a valle all’imbrunire, trasformare la notte in un’esperienza onirica da ricordare a lungo: sul Ghiacciaio Presena, nel comprensorio Pontedilegno-Tonale, a 2.750 metri di altezza, sono state create accanto al Rifugio Capanna Presena 3 lussuose camere-igloo dotate di ogni comfort (e una originale cantina di ghiaccio) che offrono l’emozione di  vivere in modo totalizzante il rapporto con la neve e la montagna. Ideate dallo scultore Ivan Mariotti e dal suo team, sono delle vere opere d'arte “temporanea”, dato che saranno fruibili solo fino a primavera quando inevitabilmente si scioglieranno. La temperatura interna delle stanze è sui 4 gradi e i letti sono  rigorosamente di ghiaccio: sulla loro base vengono posti un materasso in pvc, una coperta per isolare termicamente e un normale materasso. Su di esso viene poi collocato un piumino inserito dentro a calde coperte di flanella. Il risultato è straordinario: dormire all'interno dell'igloo, anche grazie alla suggestiva illuminazione assicurata da lampade a led, risulta comunque molto confortevole. Tanto più che gli ospiti hanno a disposizione i servizi di alto livello dell’adiacente Capanna Presena, totalmente ristrutturata e con una bella SPA.

Qualità&prezzo

Una vacanza nei comprensori sciistici bresciani concilia qualità e prezzo, impianti di risalita all’avanguardia e skipass accessibili. Per saperne di più, basta consultare il sito https://neve.visitbrescia.it/. Chi si iscrive alla  newsletter, oltre a ricevere informazioni utili, riceve uno sconto del 10% per l’acquisto di uno skipass valido per un giorno in ogni comprensorio aderente, fino alla chiusura degli impianti della stagione 21/22.

 

Per informazioni: www.visitbrescia.it

San Silvestro all’Osteria Francescana! 

Per dire addio al 2021 e accogliere il 2022 veramente con “gusto” si può andare a cena la notte di San Silvestro all’Osteria Francescana di chef Massimo Bottura, ristorante 3 Stelle Michelin a Modena. Ma quanto costa e cosa prevede il menu di Capodanno? Solo 1000 euro a persona… ma si compone di 10 portate, accompagnate da 8 calici.

Il menu proposto da chef Massimo Bottura all’Osteria Francescana è un viaggio virtuale in giro per il mondo, tra Sudamerica (con i mini tacos di gamberi rossi, la caipirinha calda e fredda, il fish and chips on the beach), Asia (dal “Pink Russian” al “Midnight in Tokyo”, ma anche “Black Pepper Lobster” e “Clamgyetang”) e Moldavia (con il dolce tipico “Gugutsa’s Hat” a base di ricotta e ciliegie) per poi far ritorno in Italia con il più classico dei classici a Capodanno, cioè il panettone con le lenticchie.

Il menu di Capodanno 2022 dell’Osteria Francescana di chef Bottura è il seguente:

Mini tacos di gamberi rossi

Caipirinha calda e fredda

Fish and Chips on the Beach

(con Comtes de Champagne magnum Taittinger 2004)

Pink Russian

Anguilla alla brace, caviale, creme fraîche, brodo acido di shiso, lamponi e rapa rossa

(con Trebbiano d’Abruzzo Valentini 2014)

Midnight in Tokyo

Soba tiepida di grano saraceno, pesto mediterraneo e baccala

(con Trebbiano d’Abruzzo Valentini 2014)

Black Pepper Lobster

Astice in salsa leggera al pepe in stile singaporiano

(con Ribolla Gialla Gravner 2011)

La Vie en Rose

Spugnole ripiene di cotechino in brodo acido di prugne e rose

(con Riesling Molitor 1989)

Clamgyetang

Dumpling di maiale e vongole, zuppa di pollo e tartufo bianco

(con Valpolicella dal Forno 2010)

Anatra Certosino

Petto d’anatra in salsa di agrumi e spezie

(con Valpolicella dal Forno 2010)

Mooncake

Cosce d’anatra, frutta secca, foie gras e tartufo nero

Omaggio a Marcello Mastroianni

Gugutsa’s Hat

Ricotta e ciliegie

(con Picolit Marco Sara 2013)

Panettone e lenticchie

Crema leggera di arancia e lenticchie

(con Champagne Grand Cru Pierre Legras).

….e… Buon Anno 2022!

Il cenone di fine anno di Antonino Cannavacciuolo

Il ristorante Villa Crespi del noto chef Antonino Cannavacciuolo, in occasione di Capodanno, offre un menu speciale per il Cenone: piatti prelibati per trascorrere la notte di San Silvestro all’insegna del gusto. Ma quanto costa e cosa prevede il menu di Capodanno di Cannavacciuolo?

Il menu per il Cenone di Capodanno 2022 a Villa Crespi costa 350 euro a persona, bevande escluse. L’esperienza gastronomica all’interno dello spettacolare locale di Orta San Giulio, in provincia di Novara, si apre con lo stuzzichino dello chef e prosegue con scampi di Sicilia alla pizzaiola e acqua di polpo e tartare di tonno, lime, acqua di mozzarella e cocco.

Tra i piatti del menu di Capodanno di Villa Crespi ci sono anche: sedano rapa, aglio nero e frutto della passione; gnocchetti di baccalà, vongole e alghe marine; linguina di Gragnano, calamaretti, salsa al pane di segale; suprema di piccione, fegato grasso al grué di cacao, salsa al Banyuls.

Nel menu non può mancare lo zampone, uno dei piatti tipici di Capodanno: Cannavacciuolo lo serve con brodo di lenticchie e scampo in tempura. Per quanto riguarda i dolci, invece, la carta prevede pre dessert, dessert Villa Crespi e piccola pasticceria con babà e code di aragosta.

Villa Crespi sorge sulle rive del Lago d’Orta: doppia stella Michelin, il locale è stato inserito nell’elenco dei migliori ristoranti d’Italia del 2022 stilato dal Gambero Rosso. La spettacolare struttura di Orta San Giulio, inoltre, ha ottenuto il primo posto nella prestigiosa classifica 50 Top Italy Luxury dedicata ai migliori hotel con ristorante di lusso del nostro Paese.

Cannavacciuolo è uno degli chef più importanti e popolari d’Italia e del mondo, amato dal grande pubblico per le partecipazioni a svariati programmi televisivi. Nel corso del 2021 Cannavacciuolo ha aperto un nuovo ristorante: Lacqua Countryside a Tacciano, frazione del Comune di Vico Equense.

Il menu di Capodanno 2022 di Villa Crespi dello chef Antonino Cannavacciuolo è il seguente:

Stuzzichino dello Chef

Scampi di Sicilia alla pizzaiola, acqua di polpo

Tartare di tonno, lime, acqua di mozzarella e cocco

Sedano rapa, aglio nero e frutto della passione

Gnocchetti di baccalà, vongole, alghe marine

Linguina di Gragnano, calamaretti, salsa al pane di segale

Suprema di piccione, fegato grasso al gruè di cacao, salsa al Banyuls

Zampone, brodo di lenticchie, scampo in tempura

Pre dessert

Dessert Villa Crespi

Piccola pasticceria, babà e code di aragosta

…e Buon 2022!

AVPN: il disciplinare dell'Associazione apre alla pizza fritta

L’appendice messa a punto in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II. E non manca l’attenzione per il sociale: AVPN allieterà le Feste dei più bisognosi del Binario della Solidarietà, gestito dalla Caritas Diocesana di Napoli, grazie all’Associazione Camminare Insieme. 

Assegnate le prime 8 tabelle di certificazione ad altrettante pizzerie storiche. La consegna ufficiale lunedì 17 gennaio in occasione della seconda edizione del Vera Pizza Day.

Per i cinefili, l’immagine di riferimento è quella di Sophia Loren che - nel celebre film di Vittorio De Sica “L'oro di Napoli” - interpreta la moglie di un pizzaiolo intenta a vendere pizze fritte nel dopoguerra napoletano. Per i milioni di amanti dello street food è semplicemente un prodotto iconico, di quelli che tutti - almeno una volta nella vita - vogliono assaggiare per conservarne il ricordo. Per molti pizzaioli è decisamente qualcosa di più che una seppur valida alternativa alla classica pizza. Per AVPN (Associazione Verace Pizza Napoletana) un quid plus che non poteva non trovare spazio nell’ambito del disciplinare.

“Da anni l’Associazione è impegnata nella promozione e nella valorizzazione della Vera Pizza Napoletana - ha spiegato Antonio Pace, Presidente AVPN - E dopo tanti anni di successi e riconoscimenti era necessario, da parte nostra, procedere alla tutela di un'altra eccellenza del food partenopeo: la pizza fritta. Abbiamo pertanto voluto aggiungere un’appendice al Disciplinare Internazionale della Vera Pizza Napoletana dedicata alla pizza fritta, descritta nelle sue due varianti di forma tonda e a mezzaluna (calzone), nei suoi ingredienti di base, nella tipicità della stesura e della chiusura ed infine nella tecnica e nelle caratteristiche di frittura”. 

Per questo motivo AVPN ha scelto di fare della pizza fritta la protagonista della seconda edizione del Vera Pizza Day, in programma lunedì 17 gennaio 2022.  Sarà questa l’occasione per consegnare ufficialmente le prime 8 tabelle di certificazione alle friggitorie che hanno fatto la storia della pizza fritta, a quelle che negli ultimi anni hanno spinto con l’apertura di nuovi locali alla diffusione di questo prodotto e alle pizzerie che hanno riservato alla pizza fritta un ruolo di pari livello, se non superiore, rispetto a quella al forno. La scelta del numero di tabelle assegnate non è casuale ma dovuta ad un numero si collega alla pizza fritta, storicamente venduta nei bassi con la formula di “oggi a 8”, ossia la mangio oggi e la pago tra otto giorni. In ordine alfabetico le tabelle sono state assegnate a: Antica Friggitoria Masardona, Antica Pizza Fritta da Zia Esterina Sorbillo, Guglielmo Vuolo, Isabella De Cham Pizza Fritta, La Figlia del Presidente, Pizza Fritta Famiglia Surace da più di 100 anni, Pizzeria De’ Figliole e Starita a Materdei.

Preziosa, nell’appendice che AVPN ha dedicato alla pizza fritta, la collaborazione tra l’Associazione e il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli.

“Questa certificazione si inserisce in un contesto di rivalutazione, dal punto di vista scientifico e nutrizionale, della frittura - ha dichiarato la Professoressa Paola Vitaglione, ordinario di Fisiologia del Dipartimento - Il cibo fritto non fa male alla salute se preparato in maniera corretta, se non se ne abusa e se il suo consumo si accompagna ad un pattern alimentare sano e un adeguato livello di attività fisica. A queste condizioni anche due volte a settimana si può cedere al piacere di un buon fritto!”. 

Quindi pochi consigli ma da seguire con attenzione: immergere l’alimento in olio extravergine di oliva o in olio di semi (preferibilmente quello di girasole ad alto contenuto di acido oleico o arachidi) ad una temperatura che non raggiunga mai il punto di fumo, applicando un ricambio frequente dell’olio. Queste semplici regole oltre a garantire proprietà sensoriali come la croccantezza e flavour caratteristici, migliorano gli aspetti nutrizionali del prodotto perché riducono la quantità di olio assorbiti dall’alimento e la formazione di sostanze indesiderate che possono derivare dall’ossidazione dei grassi. 

Ma aldilà dell’aspetto legislativo e di quello salutistico, la pizza fritta è collegata anche ad aspetti sociali che non sono sfuggiti all’Associazione Verace Pizza Napoletana, tanto più in un periodo come quello delle feste di fine-inizio anno dove talvolta un gesto e un’attenzione particolare possono fare davvero la differenza.

Da Treviso il Buon Natale del Maestro Massimo Albanese

Forte di titoli come il “Miglior Panettone del Veneto” nel 2010, della “Migliore Focaccia” nel 2016 e per il migliore Tiramisù di Treviso, Mo. Max (maestro accademico AMPI) con il suo staff professionale, è l’accreditato autore di ottimi “gioielli” artigianali natalizi fatti con ingredienti di qualità, cercati e selezionati con cura - senza aggiunta di aromi, coloranti e conservanti, preparati con “lievito madre” e 50 ore di lievitazione - che offrono la massima garanzia di freschezza entro trenta giorni dalla data di produzione. Sono soffici, golosi, davvero buonissimi e proposti in diversi gusti e vari formati (da 1, 2 e 4 chili): il “Giada”, quello “tradizionale” uvetta e canditi; il “Topazio”, al “cioccolato al latte e caffè” poi non manca  quello al “cioccolato fondente”. E ancora ci sono: il “Perla”, focaccia veneziana, l’”Ambra” alle noci e cioccolato, il “Pirite” ai 3 cioccolati e l’”Occhio di tigre, arancia, cioccolato fondente e cannella… connubio davvero da provare e dunque anche una grande idea regalo per chi  vuole farsi ricordare durante le feste di fine anno!

Ovviamente non manca il classico “pandoro” – oltre al “Diamante” e al “Nadalin” – c’è il “Pan delle Feste”, che è una via di mezzo tra pandoro e focaccia: in realtà è il progenitore del pandoro ed è fatto in uno stampo di carta a forma di stella a 8 punte e ha una glassatura realizzata con mandorle, nocciole e pinoli, veramente molto soffice… Altri classici della Pasticceria Max per le feste natalizie sono: il “Tronchetto”, goloso e ricco di cioccolato e le “Casette in pan di miele”, a base di farina, miele, mandorle, arancia candita, spezie e zucchero. 

Oltre alle vere e proprie collezioni che variano con il susseguirsi delle stagioni, alla arci nota pasticceria di Treviso, ci sono i dolci storici di Max come la “Bignolata”, la “Rivoli”, il “Millefoglie”, il Tropical, che non mancano mai durante tutto l’anno, come la linea di pasticcini salati adatti a aperitivi o spuntini sfiziosi, compresa la serie di pasticcini “vegani” per soddisfare il desiderio di dolce di chi ha scelto di mangiare alimenti privi di sostanze animali e derivate, con un ulteriore attenzione all’uso di farine integrali, biologiche o anche di altri cereali, per offrirne la degustazione anche a chi soffre di intolleranze al grano. 

Tra le proposte di Max, anche un variopinto assortimento di “Macarons” dai gusti più disparati e un ampio numero di cremosissime, raffinate, eleganti praline. La scelta nel panorama “cioccolato” continua con 10 tipologie di nocciolati, più di 25 possibilità di scelta nella gamma di tavolette con cacao di diverse origini e aromatizzazioni interessanti e gli immancabili “spalmabili” per gli irriducibili del “pane e cioccolato”. E, daccapo: cremini a trancio per golose merende e girelle di gianduia, per un divertente e giocoso fine pasto in famiglia o con amici e la biscotteria dolce e salata, la pasticceria mignon, i confetti, i dolci da passeggio e tutto quanto possa soddisfare anche i palati più esigenti della clientela affezionata e dei tanti che conoscono il Maestro Max attraverso i vari “social” e che, alla prima occasione, non potranno fare a meno di assaggiare qualcuna delle sue tantissime delizie. 

(GfL)

Pasticceria Max Strada Sant’Angelo, 75 
31100 Treviso  Tel. 0422 400 209 Cell. 3296276797

Orari:
Da Martedì a Sabato
Mattino: 7:30-13:00
Pomeriggio: 15:00-20:00
Domenica e Festivi
Mattino: 7:30-13:00
Pomeriggio: 15:00-19:00
Chiuso il Lunedì

Pasticceria Max Centro storico
Via Canova, 10 
31010 Treviso  Tel: 04221780170 Cell. 3296276797

Orari:
Da Martedì a Domenica
Dalle 7:30 alle 20:00
(orario continuato)
Chiuso il Lunedì

QR Photo Gallery inaugura “Portici di Bologna, patrimonio di cultura e identità”

I Portici Bolognesi da pochi mesi sono Patrimonio dell’umanità. Per celebrare il riconoscimento dell’Unesco, le associazioni fotografiche TerzoTropico-APS e Tempo e Diaframma APS in collaborazione con il Comune di Bologna e con Confcommercio ASCOM, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo e Gruppo Hera hanno ideato e allestito una mostra fotografica, che ha avuto anche il patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Bologna e dell’ordine dei giornalisti.

La mostra sarà esposta fino al 15 gennaio presso QR Photo Gallery, in via Sant’Isaia 90 (a Bologna) e sarà accompagnata da un Catalogo dal titolo “Portici di Bologna, patrimonio di cultura e identità” (Edizioni Minerva) dove potrete leggere interviste e racconti di bolognesi illustri e sconosciuti.

Quali sono le differenze rispetto agli altri lavori già pubblicati sul tema? La mostra e il catalogo non analizzano semplicemente il punto di vista urbano e architettonico, in questo lavoro non si celebrano primati come il portico più lungo, il più alto o il più largo, perché l’occhio attento dei fotografi si è posato sulle persone che abitano, vivono e lavorano sotto e sopra i portici. Cristina Ferri, Luana Gugliotta, Ivano Adversi e Gabriele Fiolo, hanno immortalato i portici nella loro dimensione sociale, più che strutturale. Accanto alle immagini troverete interviste e racconti dei cittadini curate da Lara Mariani e Rita Bartolomei.

Presenti il primo cittadino, Matteo Lepore, ma anche l’arcivescovo Matteo Maria Zuppi, il sovrintendente del teatro comunale Fulvio Macciardi e il professor Marco Cammelli. Insieme a loro i titolari di attività storiche come la libreria Nanni, il bar Billi, la cioccolateria Majani, ma anche e soprattutto cittadini, abitanti e studenti.

Il valore artistico-culturale dei portici è inscindibile da quello sociale che ha influenzato nei secoli il carattere dei bolognesi. Sono un punto di incontro, un luogo vivo che ospita bar, ristoranti, negozi, teatri e persino cinema. Partendo da questo presupposto, le associazioni TerzoTropico-APS e Tempo e Diaframma APS, che operano nel campo della fotografia con particolare attenzione al reportage sociale e all’evoluzione del territorio, hanno sviluppato questo progetto cercando scene di vita quotidiana, cogliendo i cambiamenti della città. Lo scopo della mostra e del volume fotografico è narrare la vita che fermenta sotto i portici. Non solo quelli dichiarati Patrimonio dell’umanità, sia chiaro. Il loro sguardo ha viaggiato lungo tutto il centro storico e anche in periferia. I portici di Bologna sono uno stile di vita. Un luogo che attraversa l’intera città, in cui condividere i momenti della quotidianità, in qualsiasi condizione climatica. Sono nati secoli fa per prolungare lo spazio abitativo privato, oggi sono classificati come proprietà privata ad uso pubblico e rappresentano un modello sociale di integrazione e comunicazione unico.

VIRGOLETTATI DALLA CONFERENZA STAMPA DEL 9 DICEMBRE

Gabriele Fiolo, fotografo e curatore della mostra

“Abbiamo lavorato sul patrimonio umano che è ospitato dal patrimonio dell’Unesco. Il portico, in centro come in periferia, rappresenta il simbolo dell’integrazione comunitaria. I portici sono come i ponti che tendono ad unire le persone sotto di loro. In questo lavoro non siamo stati solo fotografi, abbiamo usato la fotografia per conoscere le persone”.

Cristina Berselli, presidente di TerzoTropico e curatrice della mostra

“I portici sono l’identità di Bologna e li abbiamo voluti immortalare nei loro aspetti comuni e quotidiani: abbiamo fotografato e intervistato residenti, studenti, commercianti e ne sono uscite storie molto belle che sono raccontate non solo nel catalogo, ma anche in mostra attraverso alcuni striscioni che contengono stralci delle interviste. Inoltre, abbiamo coinvolto nel lavoro alcuni ragazzi del Liceo Enrico Fermi che hanno realizzato dei video coordinati dal professor Fabio Muci, video veloci e frizzanti nello stile tipico dei ragazzi della quarta e quinta liceo. E per dare un aspetto social, oltre che sociale, all’iniziativa abbiamo creato un finto portico dove i visitatori della mostra sono invitati a farsi una foto con hashtag #viviiportici. La foto che otterrà più like verrà premiata con un catalogo”.

Roberto Mugavero, editore del catalogo

“Chi mi conosce sa che sono innamorato della mia città. Sono nato sotto i portici, li ho calpestati e lì ho ricevuto la carezza di padre Marella. A San Luca da studente ci sono andato prima e dopo gli esami, così come prima e dopo un’importante partita del Bologna. Come ha detto il cardinale Matteo Maria Zuppi, il portico di San Luca è un piccolo cammino di Santiago e in generale i portici sono una città nella città. Per questo motivo il 15 dicembre quando avrò l’onore di andare dal Papa, tra i tanti libri che ho pubblicato, gli porterò proprio questo”.

Rossella fino, Funzionario del Dipartimento Cultura e Promozione della Città

“Patrimonio mondiale dell’Unesco sono sicuramente i portici, ma anche chi li abita. Il vero patrimonio sono le persone che abitano una città inclusiva, dove c’è cultura, impresa e commercio. Nelle motivazioni alla candidatura c’era anche il valore sociale dei portici, l’utilizzo sociale che se ne fa e per noi era importante sostenere chi lo racconta. E in questa mostra tutto questo viene ben rappresentato”.

Giancarlo Tonelli, direttore di Ascom

“Il portico è un modo di intendere la bolognesità e quando ci hanno invitato a supportare questa iniziativa abbiamo accolto immediatamente la proposta. Abbiamo dovuto fare una grande selezione tra i nostri associati, ma abbiamo individuato le attività più caratteristiche che si spalmavano sul territorio”. 

I curatori della mostra sono disponibili per approfondimenti e interviste. Invio una selezione di fotografie, ma se fossero necessarie ce ne sono altre disponibili.

 

Orari della mostra:

da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle ore 19. Sabato dalle ore 9 alle ore 14

Sabato 11 dicembre 2011 e sabato 15 gennaio dalle ore 9 alle ore 20

Domenica 12 dicembre ultimo appuntamento dei Mercatini al Castello

Domenica 12 dicembre ultimo appuntamento dei Mercatini al Castello

Il Natale è alle porte e non c’è modo migliore per prepararsi a festeggiarlo se non quello di immergersi nella magica atmosfera che si respira passeggiando per mercatini.

Lo sanno bene a Frontone (PU), piccolo borgo alle falde dell’Appennino umbro-marchigiano, dove nel periodo prenatalizio sono aperti al pubblico i Mercatini di Natale nella suggestiva location del Castello della Porta, fortezza simbolo dalla quale si gode uno sconfinato panorama che dalla sottostante vallata si spinge fino al mare e alla Repubblica di San Marino. 

Per domenica 12 dicembre è previsto l’appuntamento conclusivo dell’iniziativa “Nel Castello di Babbo Natale”, che quest’anno ha proposto quattro giornate dense di eventi: un itinerario emozionante tra arte, cultura e sapori delle Alte Marche, che si snoda attraverso il borgo e che soddisfa grandi e piccini.

Tra le antiche mura castellane si potranno acquistare specialità gastronomiche, oggettistica e manufatti realizzati dagli artigiani del territorio, ma sarà anche possibile partecipare a laboratori creativi di ceramica e decorazione per bambini, i quali potranno confidare i propri desideri a Babbo Natale in persona!

Nelle vie intorno al Castello, inoltre, a partire dalle 16:00, giochi, musica e artisti di strada animeranno la serata, insieme a uno spettacolo speciale di sculture sul ghiaccio e alle scene del Presepe Vivente di Paravento di Cagli.  

Per assaporare fino in fondo l’atmosfera natalizia, oltre a un punto ristoro con castagne e vin brulè, i visitatori potranno assaggiare la tradizionale Crescia DE.CO. di Frontone, disponibile nei ristoranti del paese che la propongono nei loro menù.

L’iniziativa, organizzata dal Comune e dalla Pro Loco di Frontone nel rispetto delle normative di sicurezza vigenti, è sede di tappa del Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi promosso da Tipicità e ANCI Marche in collaborazione con Regione Marche e con la partnership progettuale di Banca Mediolanum e Mediolanum Private Banking.

Info e programma: www.tipicitaexperience.it

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