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Furti in albergo, un fenomeno in crescita

Furti in albergo, un fenomeno in crescita

Per contrastare i furti gli alberghi fanno di tutto, arrivando a inserire negli accappatoi microchip che suonano uscendo dalla struttura, oppure a legare fra loro le grucce appendiabiti fissandole alla barra interna degli armadi ma non c’è niente da fare:

non c’è modo di evitare che i clienti si portino via qualcosa al termine del soggiorno. I “furti” sono in genere di poco conto, ma il trend è inarrestabile

, e i clienti sembrano inclini a trafugare gli oggetti più impensabili. La classifica l’ha stilata Jetcost: si parte dai prodotti da bagno ( i più rubati), poi gli asciugamani, le lampadine e le batterie del telecomando tv. E per impossessarsi indebitamente dell’oggettistica alberghiera gli ospiti rivelano infinite risorse creative: c'è chi sfila asciugamani, accappatoi o bottigliette dei liquori dal carrello degli addetti alle pulizie quando sono nei corridoi per rifare le camere e chi prende piatti, posate e vassoi dagli avanzi del servizio in camera lasciati fuori dalle stanze. C’è anche chi arriva in albergo con cacciaviti e simili per staccare le maniglie delle porte, gli asciugacapelli, i portasciugamani, gli specchi, perfino i piccoli elettrodomestici della camera. C’è chi ha rubato i battiscopa, schermi piatti di mini TV, penne, cavatappi, accessori da scrivania in pelle con relativi blocchi, matite ecc.

Un altro classico è il furto della Bibbia: evidentemente, chi la ruba, così religioso non è! Quasi immancabile il furto delle bevande: si riempiono le bottigliette vuote del minibar con acqua, tè o altri liquidi e si richiude bene il tappo. Nemmeno i minibar di ultima generazione dotati del sensore che rileva quando la bottiglia è prelevata (e la addebita sul conto della camera) riescono a fare da deterrente. E dall’innocua sottrazione del flacone di shampoo si arriva ai furti veri e propri: dai business center non spariscono solo le risme di carta, ma anche le stampanti e i computer. E non è tutto: anche i quadri, soprattutto quelli di piccole dimensioni, spariscono da stanze e corridoi, le tende o il bollitore; inoltre, grazie alla colazione continentale sempre più in voga negli hotels di tutta Europa, alcuni clienti, attirati ed estasiati da tanto ben di Dio alimentare messo a disposizione, fanno la spola fra il tavolo della colazione e il buffet per riempire, apparentemente inosservati, sporte di cibo da portare a casa o portarsi in viaggio. Dall’indagine di Jetcost emerge che gli ospiti più propensi a commettere “furti” (o forse i più sinceri nell’ammetterli) sono gli spagnoli e gli italiani (e te pareva??!!), l’81% e il 79% dei quali ha ammesso di essersi portato via qualcosa da un hotel. I più onesti, almeno a parole, sono invece i danesi e gli olandesi: l’88 e l’85%, rispettivamente, ha dichiarato di non aver mai sottratto nulla. Fatto sta che la maggior parte di questi reati resta impunito se non, addirittura, sconosciuto.

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