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STORO (TRENTINO) 4° FESTIVAL DELL’ORO DI STORO

STORO (TRENTINO) 4° FESTIVAL DELL’ORO DI STORO

Storo, borgo prealpino fondato dal popolo Retico, posto fra  le Dolomiti Trentine, il fiume Chiese, il lago di Ledro verso Madonna di Campiglio,

ospita la 4^ edizione del festival della polenta. Storo sempre più “distretto” della farina di granoturco, “l’oro di Storo”, sempre più bandiera di una cultura dell’alimentazione tradizionale. Week-end di assaggi per strada – sabato 29 e domenica 30 settembre scorsi – chioschi di polenter hanno preparato al momento le polente per il giudizio del pubblico. Storo è la capitale della polenta italiana, un piatto povero che si arricchisce di ingredienti e novità, grazie all’impegno della pro loco, del Comune, del consorzio turistico Bim Chiese e della Coop Agri90.

Sabato sera presso il salone di Agri ’90, la grande cooperativa creata e voluta dal presidente Vigilio Giovannelli, tuttora a capo di una realtà che raccoglie, lavora e vende il prodotto di 350 ettari coltivati a granoturco oltre che a frutti del sottobosco coinvolgendo oltre 200 coltivatori, ha ospitato la tavola rotonda con protagonista una decina di giovani coltivatori e agricoltori che hanno deciso di restare in montagna, dove hanno creato imprese e start-up in agricoltura vera, quella fatta con le materie prime reali della terra, tradizione e innovazione e  hanno parlato delle loro esperienze. Dalla tradizione all’innovazione: l’agricoltura di montagna come arma vincente per le giovani generazioni. Val di Ledro protagonista dei robot nella stalla di mungitura, in valle del Chiese un moderno allevamento ittico dedicato anche al recupero dei salmerini alpini, a Darzo un’impresa moderna di fragole; giovani laureate donna di Borgo Chiese gestiscono le malghe di famiglia per le mucche al pascolo; a Sella Giudicarie un altro giovane fa formaggi solo stagionati; come chi gestisce i propri alveari e fa il miele; a Lomaso si allevano asini per la produzione di prodotti cosmetici, a Storo giovani laureati stanno riportando vecchie coltivazioni come la canapa per l’olio e la farina; un altro giovane di Ledro, in pista con le birre artigianali  e tante altre esperienze, recentissime, sono state raccontate dai giovani protagonisti. “Che la notorietà della farina e della polenta di Storo, come leader e capofila, abbia stimolato altre iniziative e start-up nel mondo agricolo? – ha chiesto Giampietro Comolli, esperto di distretti produttivi Doc e turistici – Che una leadership forte in ambiente rurale e di montagna favorisca nuove strade e stimoli progetti collaterali a integrazione? – ha incalzato Comolli - Che un brand unico di successo e diffuso sul territorio favorisca innovazione e occupazione e altre eccellenze che possono fare turismo, lavoro, economia?” - domande cui la tavola rotonda ha dato una risposta con le considerazioni finali di  Gianluca Barbacovi, presidente della Coldiretti Trentino e Luis Durnwalder, ospite d’onore, già Presidente della Provincia autonoma di Bolzano. Il giornalista Walter Nicoletti ha moderato l’incontro. Giampietro Comolli, presidente della giuria nazionale a Storo, economista di distretti produttivi, ha sottolineato il valore nutritivo e alimentare della polenta, come base di migliaia di ricette tipiche e stagionali di territori italiani collinari e montani, spesso rappresentando un incentivo economico locale e una ottima coltivazione in tutti i terreni. Inoltre, per i naturali aspetti dietetici e alimentari e anche salutistici, per alcuni consumatori rappresenta “…un mix di dieta mediterranea e dieta continentale, un sano equilibrio, importante anche per chi soffre di allergie alimentari “.

Domenica la giuria, di esperti e nutrizionisti, storici delle cultura a tavola, ha designato la “polenta dell’anno” fra le tante sfide all’ultima trisa e… è stata festa grande!

 

Gianfranco Leonardi

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