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Una scappatella a Bologna da fare davvero!

Una scappatella a Bologna da fare davvero!

Tempo di primavera, tempo di piacevoli week end… e allora perché non permettersi qualcosa di particolare

, anche di esclusivo (ma alla portata di molti) coniugando cultura e storia con romantica enogastronomia? Eliminiamo l’auto (il problema traffico e parcheggi) arriviamo con un bel Freccia (o Italo) praticamente già in centro a Bologna… Percorriamo tutta via dell’Indipendenza, sotto ai “famosi” portici (con qualunque tempo: al riparo da sole o da pioggia…) facciamo felice la nostra partner fermandoci davanti alle vetrine dei negozi di abbigliamento, di scarpe, delle gioiellerie, delle librerie, di oggetti d’arte. Dopo una canonica mezzoretta, arriviamo in vista della fontana del Nettuno del Giambologna (di recente ristrutturata) in piazza Re Enzo, con il palazzo della borsa alla nostra destra, prospiciente palazzo d’Accursio (sede dell’Amministrazione comunale) e di fronte si allarga piazza Maggiore, sulla quale si specchia il frontale “incompiuto” della basilica di san Petronio, la chiesa gotica costruita in mattoni più grande del mondo, la sesta più grande d'Europa (dopo san Pietro in Vaticano, saint Paul a Londra, la cattedrale di Siviglia, il duomo di Milano e il duomo di Firenze). San Petronio vale una visita se non altro per vedere il quattrocentesco dipinto di Giovanni da Modena (in stile apocalittico tardo-gotico) che rappresenta l’inferno dantesco e dove il profeta Maometto è ritratto vecchio, con la barba bianca, circondato da peccatori, seminudo, legato e torturato da un demone – forse una raffigurazione “politicamente scorretta” per quei musulmani “integralisti” (leggi estremisti islamici) che ha causato situazioni imbarazzanti e anche a rischio e che per questo, ha incluso san Petronio tra gli “obiettivi sensibili” in ambito terroristico. Da vedere anche la “meridiana del Cassini”, la più lunga del mondo al coperto, le quattro croci della cristianità e due organi tra i più importanti al mondo…). Di fronte, il lungo porticato c’è la”Pavaglione” e più in là, si apre piazza Cavour, con le sue curate aiuole e davanti, la Galleria più illustre della città – appunto Galleria Cavour – zona “sdruscio” di classe davanti alle vetrine delle più affermate griffe della moda.  Giusto perché ci si potrebbe essere seccata la gola, proseguendo per le viuzze del centro, con il mercato coperto e i negozi di golosità tipiche della gastronomia che ha reso famosa Bologna, si potrebbe pensare ad un gustoso aperitivo…  Lì c’è anche l’osteria del Sole, la più antica che c’è… (dove ci si porta il companatico da casa e si beve il vino “di quel buono” che servono!

Poco distante – da non mancare assolutamente! – il complesso monumentale di santa Maria della Vita, con il gruppo plastico del "Compianto del Cristo Morto" in terracotta… Da lì a via Rizzoli, è un attimo: e sullo sfondo si staglia la vista delle due famose “Torri”. Costruite alla fine dell'XI secolo quando in città se ne contavano oltre un centinaio, torri e case-torri (l’Asinelli, 97 metri è la più alta e la Garisenda, poco meno di 50 metri, è un po’ pendente). Se non siamo già laureati è meglio evitare l’escursione al piano alto dell’Asinelli (per tradizione chi sale i 500 e passa gradini non si laurea più…). Pochi passi e si arriva in piazza santo Stefano, il salotto buono di Bologna, con la basilica delle “7 chiese” (costruite una dentro l’altra e, nella cripta, c’è la colonna alla quale fu legato nostro Signore quando fu fustigato). Attraversando strada Maggiore, passando dal portico più antico della città  – con le tre frecce ancora piantate tra le capriate – arriviamo al “ghetto ebraico”, zona pedonale, con stradine strette e ciottolato “realisticamente” originale. Tra queste, percorrendo via Oberdan e girando in via Altabella, proprio dietro la Curia arcivescovile, ci si para di fronte un’altra torre celebre, patrimonio architettonico e storio della città: la Prendiparte.  Altrimenti conosciuta, per le caratteristiche architettoniche, come Coronata (per la “risega” – sbalzo dello spessore della muratura posta a 50 metri d’altezza).  Alta 59,5 metri, eretta intorno al 1150, i proprietari di allora, i ricchissimi Prendiparte (pare con le stesse origini dei Pico della Mirandola) possedevano anche l’intero isolato, compreso tra le attuali via Rizzoli, Fossalta, Caduti di Cefalonia e sant’Alò (nel quale lavoravano ben 218 servi). Nel corso dei secoli, la proprietà passò di mano ripetute volte, così come le destinazioni d’uso: da mensa a seminario fino a carcere per i condannati per reati contro la Chiesa.  Oggi è Bed and Breakfast (per l’accreditata guida “Lonely Plant”, è ai primi posti della classifica più esclusiva del mondo! Dotata di dodici camere (leggi suites) e di meravigliosa terrazza panoramica con veduta sui rossi tetti petroniani, sulla facciata della basilica di san Petronio e, in lontananza, i colli bolognesi e il santuario della Madonna di san Luca! (Cosa chiedere di più?). Per tutto questo e per la squisita ospitalità di gran classe che viene offerta dal proprietario – l’ecclettico Matteo Giovanardi – è meta ricercatissima per il turismo di lusso e per tutti coloro che hanno la pazienza di mettersi in fila, (vista la sempre lunga lista di prenotazioni) per una visita guidata dal pian terreno fino alla guglia e per indugiare piacevolmente per una sosta enogastronomica anche al lume di candela!

Aperta in occasione del “Torri Tour” (o degli eventi che la proprietà organizza) la Prendiparte è disponibile per chi vuole  apprezzarne l’unicità e viverne le coinvolgenti emozioni; è possibile farvi visita concordando un appuntamento ad hoc con il padrone di casa.

Un esempio?

MARTEDÌ 10 APRILE 2018, ORE 20.00

Appuntamento in Torre tra gastronomia e cultura:

per i partecipanti, visita guidata dalla piazzetta sino alla terrazza panoramica attraverso i dodici piani della Torre, accompagnati da racconti, aneddoti e proverbi recitati da Roberto Serra, apprezzato docente di dialetto, bolognese.

Sosta per degustare una tagliatella (al ragù) preparata artigianalmente dalla Chef Carla Cavicchioli, accompagnata da un buon calice di vino.

L’evento ha una durata complessiva di 1 ora e 30 minuti circa e un costo promozionale di 30 euro a persona (si consigliano scarpe comode)

Per info e prenotazioni (prenotazione obbligatoria - max 30 partecipanti):

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Matteo Giovanardi +39 335 5616858

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Come servizio riservato agli ospiti che pernottano nella torre è possibile gustare una esclusiva cena all’interno delle antiche stanze. Per meglio ricreare la giusta atmosfera tutto è stato ideato e organizzato come in una residenza privata: la cucina di casa, una tavola apparecchiata con cura con porcellane e vetri dal gusto discreto, un’attenzione particolare ai dettagli e agli  allestimenti volutamente sobri. E’ possibile scegliere il programma che meglio si adatta ai  desideri e alle aspettative degli ospiti.

Il primo livello prevede l’uso della cucina per gustare il piacere di preparare da sé le portate da servire personalmente al partner…

Il secondo livello prevede un tavolo con apparecchiatura di gala al piano IV e da un tavolo buffet di servizio: è possibile gustare una cena informale (con un impegno moderato) con una riuscita assolutamente garantita. Il padrone di casa provvede ad acquistare varie preparazioni dalle migliori gastronomie e pasticcerie cittadine. Accompagnamento musicale assicurato da valido impianto stereo.

  • Menù Self Buffet

Il terzo livello è per chi pretende il meglio. La cuoca Carla Cavicchioli sarà presente per approntare con estro e con ricerca accurata di materie prime di stagione una cena con varie portate: un ristorante di charme aperto solamente per voi.

A meno che non venga espressamente richiesto non saranno utilizzati per nessuna ragione cibi surgelati. Le paste alimentari sono prodotte dalla cuoca stessa la quale impiegherà metodi di cottura legati alla tradizione e con un uso attento e limitato all’indispensabile di grassi.

  • Menù Gala

A richiesta è possibile degustare un menù integralmente caratteristico bolognese.

 

Gianfranco Leonardi

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