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Turismo “per tutti”

Turismo “per tutti”

Nell’ambito del settore promozione turistica esistono due “nicchie” ben presenti e molto ricercate che fanno parte anche del “sociale” per quanto si propone e, da questo, si misura anche il grado di civiltà dei Paesi.

Parliamo del turismo sociale, per i “diversamente abili” e per la “Terza età”.
La regione Veneto è la più in vista per tali argomenti: prima regione d’Italia e sesta in Europa, per beni culturali, artistici, paesaggisti e ambientali “fruibili da tutti” e con il progetto “Turismo sociale e inclusivo” è riuscita a migliorare notevolmente il prodotto turistico nazionale. Applicando le normative adatte alle città d’arte e ai suoi litorali centra a ragion veduta, l’obiettivo di essere la regione con il più lungo litorale accessibile (80 Km.) sicuro e inclusivo d’Italia, sviluppando e favorendo l’offerta di viaggio, vacanza e soggiorno delle località balneari venete destinata alle persone con disabilità fisiche, motorie e/o sensoriali.
L’iniziativa supportata da un budget di 650 mila euro complessivi viene attuata in collaborazione con le Aziende Ulss dei territori costieri: la n. 4 “Veneto Orientale”, capofila del progetto in considerazione della sua vocazione turistica ed esperienza in ambito di medicina turistica internazionale, la n. 5 “Polesana” e la n. 3 “Serenissima”.
I comuni coinvolti sono quelli di San Michele al Tagliamento (Bibione) Caorle, Eraclea, Jesolo, Cavallino-Treporti, Venezia (Lido) Chioggia, Rosolina e Porto Tolle, che, insieme, nel 2016 hanno registrato ben 25 milioni di presenze... Nel periodo le aziende socio sanitarie del litorale hanno operato per trasformare il concetto di “vacanze sicure” in “vacanze in salute”, puntando non solo all’assistenza medica, ma sviluppando l’azione anche in termini di produzione del benessere - consigli per la salute e maggior attenzione ai bisogni delle persone diversamente abili -. L’esempio più efficace per verificare tale filosofia è la “Spiaggia di Nemo” a Jesolo, dove sono riusciti a rendere il litorale non solo più facilmente accessibile, ma anche più accogliente, rispondendo alle esigenze di una potenziale clientela - tutt’altro che trascurabile - facendo sistema per rispondere alle esigenze di chi ha problemi di mobilità ridotta o altre forme di disabilità e anche di creare le condizioni per una maggior funzionalità delle spiagge per gli anziani e le famiglie con bambini. Parliamo di ben 37 milioni di turisti, di cui 4 milioni italiani. L’Unione Europea ha calcolato che l’11% della popolazione, sia costituita da persone affette da disabilità permanente, che in molti casi dispongono di tempo libero e propensione al viaggio, con un potere d’acquisto analogo a quello di altre fasce di popolazione. Promuovendo un turismo capace di coniugare sviluppo economico e nuovi modelli sociali, il Veneto sarà in grado di attrarre, anche in ambito internazionale, un pubblico più vasto. Dunque migliorare l’accessibilità, potenziare i servizi, consentire una fruizione completa dei luoghi di svago e di vacanza, non è solo un gesto di grande civiltà, non è solo la risposta a una domanda turistica, ma è anche un approccio operativo per qualificare complessivamente un’offerta davvero vincente.
Nei giorni scorsi - dal 25 al 27 marzo - a Treviso, presso la Sala Borsa Merci della CCIAA, nell’ambito della XVII edizione BTSA e della X edizione BTTE si è fatto il punto sulla situazione. A conclusione dell’evento, il “Workshop turistico” animato da una forte affluenza di operatori professionali: del turismo alberghiero ed extralberghiero, di Agenzie di viaggio e Tour operator, di Centri termali e del benessere, degli Enti locali, di Società di servizi e della mobilità, delle Associazioni e dei Consorzi e delle Aziende di Promozione Turistica, oltre a 50 buyer (italiani ed esteri) provenienti da diversi Paesi Europei, USA e Russia compresi. Non sono mancate le più importanti Associazioni e Federazioni nazionali del settore associativo (FITeL, ANLA, ANCeSCAO) tutte votate a fare diventare l’Italia sempre più “civile”.
(Gf Leonardi)

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