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La “droplet” che fa traboccare il vaso… è francese!

La “droplet” che fa traboccare il vaso… è francese!

E’ viva più che mai la diatriba per i nostri prodotti del settore agroalimentare che da lungo tempo sono sotto attacco per l’“italian sounding” (l’imitazione dei prodotti italiani) con valori che raggiungono i 26 miliardi di euro… (per ogni nostro prodotto autentico ce ne sono 2 e mezzo falsi!). Nel 2019 con un milione e trecento mila aziende (più di due milioni e mezzo di addetti) abbiamo esportato 50 miliardi di euro tra cibi e vini (accoppiata che vale 460 miliardi di euro)… Approfittando dello stato delle cose riferito al “Coronavirus” ultimamente molti Stati prendono inopportuni provvedimenti per cautelarsi da accidentali rischi di contaminazioni, come ha fatto la Cina (da che pulpito…) che per limitare eventuali casi dovuti al nuovo virus, ha chiuso le nostre importazioni di ortaggi, frutta e vino, portando i valori economici in questi giorni a un evidente (quanto congruo) calo del 12%!  E gli USA non sono stati a guardare, incrementando la loro politica - volta a favorire i numerosi prodotti “farlocchi” (a imitazione dei nostri) - e, da metà dello scorso gennaio hanno attivato dazi per 3 miliardi su pasta, vino e olio italiani… e adesso stanno studiando altri provvedimenti prendendo a pretesto l’alibi del batterio del momento…  In Grecia, per consentire le regolari importazioni di Grana Padano, è stato espressamente richiesto un bollino “virus free”… 
C’è anche da evidenziare che l’argomento non si esaurisce con gli alimenti, ma considera pure attrezzature, abiti, libri, equipaggiamenti vari che, quando provenienti da casa nostra, sono bloccati per pretestuose “quarantene” alle frontiere, alle dogane, in porti e aeroporti internazionali, sempre per il “timore di contagio”… timore assolutamente infondato, poiché è dimostrato scientificamente che il Coronavirus, si tramette esclusivamente per contagio umano: ciò avviene solo da persona a persona, con le ormai famigerate goccioline… le “droplets”! 
Ciliegina sulla torta: in questi giorni, il programma satirico “Groland Le Zapoi” (una specie di “Striscia la notizia”) trasmesso da una delle principali pay tv francesi (Canal+) ha ripetutamente messo in onda un video della durata di 20 secondi, che mostrava un pizzaiolo – con i tipici tratti dell’italiano “sfigato” come è spesso visto dai cugini d’oltre Alpe: brutto, triste, baffi e barba incolta – che, mentre sfornava una “pizza corona” (ambiguamente intitolata al “covid-19”) per un colpo di tosse, ci sputava sopra del muco (verdastro e schiumoso…) “contaminando schifosamente” il piatto forse più tipico della tradizione gastronomica italiana! Di certo quel video avrebbe voluto suscitare ilarità, ma, invece di risultare ironico, è parso disgustoso e ha lasciato sbigottiti telespettatori, addetti ai lavori e politici, pubblicitari e creativi internazionali compresi. Ovvie le proteste per quella che la nostra Coldiretti definisce “una pugnalata alle spalle per colpire il made in Italy agroalimentare” anche in considerazione dei 5 miliardi di euro (valore record delle nostre esportazioni in Francia nel 2019). Canal+ ha già ritirato la clip shock e si è scusata per la trasmissione di quella sequenza di pessimo gusto (che comunque, ha fatto il giro del mondo)… (per la cronaca la risposta ironica italiana non si è fatta attendere "sfornando" una "pizza notre dame".... irrimediabilmente bruciata...).  
Con l’acume che gli è proprio, Luigi Di Maio interpreta questa situazione come “tentativo di concorrenza sleale che non siamo disposti ad accettare…” e ha attivato la nostra ambasciata a Parigi. Per Giorgia Meloni si è trattato di “immondizia anti-italiana”, per Mara Carfagna “Il video è una schifezza… Nessuno può denigrare l’Italia e i prodotti italiani”. Per fortuna è intervenuta anche la ministra agricola Teresa Bellanova: per lei detto video è “vergognoso e raccapricciante” e ha precisato che l’Italia manda in giro per il mondo, solo cibi sempre di altissima qualità… (il problema così dovrebbe essere liquidato - o quasi - del tutto). Meno male che una volta tanto, popolo e politici, sono tutti d’accordo!  
(GfL)

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