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Vai al SIGEP e ti innamori…

Vai al SIGEP e ti innamori…

L’edizione 2020 del SIGEP di Rimini ha collezionato l’ennesimo successo, con padiglioni stracolmi di visitatori e il tutto esaurito registrato sin dal primo giorno, quando poco dopo l’inaugurazione mattutina e l’apertura dei tornelli, tutti i parcheggi erano già esauriti. Proprio come esauriti erano i posti a sedere sui vari treni regionali che in tanti anni di manifestazione non si erano mai visti così pieni.  La kermesse riminese è stata utile per i tanti operatori del settore Ho.re.ca, hotellerie, ristorazione, bar, gelato, caffè, creme, frutta secca, pasticceria e non solo . Fra stand enormi e piccoli desk espositivi, aree di esibizione pratica e ring di discussioni, gare e concorsi, l’evento ha saputo intrattenere anche il visitatore più esigente, senza contare che le degustazioni, assaggi e assaggini abbondavano in ogni dove. E proprio fra una degustazione e l’altra mi è capitato qualcosa di inatteso, stupendomi piacevolmente nel bere un caffè. Nel 2020 è ancora possibile stupirsi bevendo un caffè? Con una industria trasformatrice della materia prima estremamente evoluta, che ha raggiunto livelli altissimi, e macchine da caffè tecnologicamente all’avanguardia, non dovremmo aspettarci più nulla oltre il buono o il buonissimo che ci è già capitato di bere in tante altre occasioni? Eppure, nello stand Pellini, caratterizzato da un angolo bar attrezzato da una macchina da caffè Sanremo, ho potuto assaggiare un caffè straordinario. Degustato rigorosamente senza zucchero e senza essere mescolato, ho gustato un caffè buono, pieno, cremoso, intenso, insomma, quali altri aggettivi potrei usare per descrivere questo capolavoro firmato Pellini? Come può un caffè sorprenderti così tanto, quando meno te lo saresti aspettato ? Eppure è successo. Onestamente, di fronte ad un caffè offerto,  quante volte avete pensato “non sto ad assaggiare tanto uno vale l’altro” . Lo confesso, è successo anche a me, ma questa volta ho imparato a ricredermi. E ora non riesco a dimenticare quella sensazione aromatica , quell’assaggio mi è rimasto impresso, così senza rendermene conto mi sono accorto che da quando ho vissuto questa esperienza,  mi capita di pensare più spesso a un buon caffè. Prima non mi succedeva così di frequente... mi vengono in mente anche le tante frasi e gli slogan pubblicitari, legati al caffè, che ho sentito e risentito in tanti anni di radio e televisione, ve li ricordate? Non posso farci niente, ma ora, fra i tanti, quello più ricorrente, inutile dirlo, è “particolare inconfondibile”, uno slogan che non scorderò più. 

Gianluigi Veronesi

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