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Le “etichette-semaforo” penalizzano il cibo Made in Italy… Facciamo subito qualcosa!

Le “etichette-semaforo” penalizzano il cibo Made in Italy… Facciamo subito qualcosa!

Nella sede dell’Europarlamento un incontro per protestare contro il “labelling” anglosassone - o come il Nutri-Score francese - che classifica i nostri formaggi, prosciutti e oli d’oliva di qualità, come “poco sani”… Ancora la Gran Bretagna si fa notare per idee, diciamo originali… E a ruota seguono i cugini francesi… Si tratta del sistema di etichettatura “a semaforo”, che da oltre Manica - e da oltre Alpe con il nutri-score - si sta diffondendo in altri Stati europei (già in  Belgio, Germania e Spagna): è un bollino verde, giallo o rosso che decreta se un cibo è buono o cattivo per la salute di chi lo consuma, basandosi solo sulla percentuale di sale, zuccheri e grassi che contiene… Non considerando gli aspetti salutistici nel suo insieme di prodotti che sono sane eccellenze (specie quelle Dop e Igp) realizzate secondo rigidi disciplinari che ne fanno cibi ricercati, anelati, invidiati e (per questo) falsificati in tutto il mondo con grottesche imitazioni che danneggiano i clienti fruitori (che non conoscono gli “originali”) e naturalmente i “veri produttori”…   A stabilire gli standard sul cibo è il Codex (ente congiunto di Fao e Oms) che sta discutendo una proposta sui principi guida universali per lo sviluppo di etichette “a semaforo” (e/o nutri-score) diffuse in decine di Paesi. Gian Lorenzo Cornedo (già ambasciatore d'Italia in Canada) è il rappresentante permanente del nostro Paese all’Oms, ha inviato una lettera criticando quei profili nutrizionali necessari per il funzionamento dell’etichettatura interpretativa fronte-pacco e le stesse etichette a semaforo inglesi e il nutri-score francese.
Aziende (come Danone e Findus) e catene di supermercati (come Auchan e Carrefour) hanno accettato l’etichettatura in territorio francese, ma sono contrari all’applicazione in Italia, per motivi economici o perché questi argomenti prevalgono sugli interessi dei consumatori.
Paolo De Castro, Primo vicepresidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, ha commentato l’offensiva in favore di un’etichetta alimentare trasparente e corretta, che non condizioni la scelta del consumatore. Con lui, nella sede dell’Assemblea europea, la collega europarlamentare Elisabetta Gardini, Coldiretti, Federalimentare e Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare.
De Castro auspica l’apertura di un tavolo di discussione per raggiungere un nuovo sistema armonizzato di valutazione e qualificazione dei valori nutrizionali degli alimenti, capace di dare informazioni veritiere e complete ai consumatori e che possa essere adottato in tutti gli Stati Membri.  E’ davvero paradossale che il “labelling a semaforo” penalizzi con un “bollino rosso” l’olio extra vergine di oliva rispetto a un olio di semi vari, il Parmigiano Reggiano o il Grana Padano Dop rispetto a un formaggio prodotto senza latte e così anche per altre eccellenze quali il prosciutto di Parma o il San Daniele, rispetto ad altri prodotti “misconosciuti” invece “promossi” con il “bollino verde” (!) anche se evidentemente non all’altezza dei tratti salutistici dei nostri Dop e Igp. 
Il Parlamento europeo ha già espresso la sua contrarietà a questi sistemi di etichettatura, chiedendo a grande maggioranza - per arginare quest’ulteriore attacco alle nostre ricchezze alimentari - uno schema europeo di indicazione dell’origine dei prodotti alimentari, come già sperimentato in Italia grazie all’azione del governo. 
Ancora non ci sono evidenze sulla questione da parte di istituzioni quali il Ministero della Salute e quello delle Politiche agricole, che almeno dovrebbero considerarla e prendere una posizione… Anche il Crea – il più importante ente italiano di ricerca sull’agroalimentare, che sul proprio sito dichiara che ogni giorno mette in campo tutte le forze per accrescere la produttività e la competitività del comparto e per garantire la massima tutela del nostro territorio…–  (ente con 2 mila impiegati alle dirette dipendenze del ministero) non prevede tra gli oltre seicento progetti di ricerca che ha in corso di verifica, uno studio sull’etichettatura nutrizionale interpretativa. 
Intanto - forse proprio per questa azione europea? - in questi ultimi tempi si è evidenziato un notevole calo delle vendite di oli, formaggi e prosciutti italiani Dop e Igp…

(GfL)

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