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Acetaie Aperte il 30 settembre 2018

Acetaie Aperte il 30 settembre 2018

Domenica 30 settembre le porte di 30 acetaie della provincia di Modena si sono aperte al pubblico per una nuova edizione di Acetaie Aperte,

la manifestazione divulgativa più famosa del territorio, organizzata dai due consorzi di tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP e del Tradizionale di Modena DOP. E’ stata l’occasione per conoscere i luoghi, le storie, i personaggi e le peculiarità dell’Aceto Balsamico di Modena IGP e del Tradizionale DOP, attraverso degustazioni del prezioso condimento in abbinamento ad altri prodotti tipici, visite guidate ai luoghi di produzione, ma anche sorprese tutte da scoprire, preparate per l’occasione dalle singole acetaie con protagonista l’Aceto Balsamico. La produzione del “Modena IGP” nel 2017 è stata di 97,5 milioni di litri, +3% rispetto all’anno precedente e del 5% rispetto a due anni fa. L’Aceto Balsamico di Modena IGP nel 2016 ha rappresentato circa il 99% dei volumi certificati in termini di valore alla produzione – con 385 milioni di euro incidenti per il 5,8% sul totale del comparto Food certificato DOP e IGP – e il 26% del totale esportazioni del comparto Food a Indicazione Geografica con 882 milioni di euro. Il valore al consumo è stato di circa un miliardo di euro. La produzione del “Balsamico Tradizionale di Modena DOP” è stata di 10.000 litri, il 10% in più dell’anno precedente, corrispondente ad un valore al consumo di circa 10 milioni di euro. “Acetaie aperte è ormai presente nei circuiti di turismo enogastronomico da molti anni – commenta la presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, Mariangela Grosoli – e rappresenta un ottimo viatico per dare un’identità forte ad un prodotto che, come un’opera d’arte diventa attrattore di flussi turistici. Se oggi siamo di fronte a un crescente incoming turistico, che porta benefici non solo alle singole aziende, ma al territorio tutto, è anche grazie a iniziative come questa”.

E noi abbiamo fatto visita a, forse, la più rappresentativa delle aziende produttrici dei due tipi di “Balsamico”, l’“Aceto Balsamico del Duca” le cui origini risalgono alla fine del XIX secolo quando Adriano Grosoli, proprietario di una Premiata Salumeria fondata nel 1891, iniziò la vendita di specialità alimentari di sua produzione: salumi, insaccati, carni, Parmigiano Reggiano, Lambrusco e, appunto, Aceto Balsamico. Dal 1974 famiglia Grosoli decise di dedicarsi esclusivamente alla produzione di Aceto Balsamico di Modena e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Negli anni  ‘80 sono entrate nella direzione e gestione dell’azienda le figlie Mariangela e Alessandra e che ancora oggi continuano ad operare con la stessa passione ed esperienza che si tramandata da 4 generazioni. La sede storica – ora dedicata all’invecchiamento di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena – è situata in un complesso sviluppatosi intorno ad un’antica fornace edificata intorno al 1600. Nel 1992 è stato aperto un nuovo stabilimento, ulteriormente ampliato nel 2004, al quale è stata affiancata una elegante palazzina uffici nel 2008. Nei nuovi locali sono stati collocati i tini di rovere e le “barrique” destinati alla maturazione e all’invecchiamento dell’Aceto Balsamico di Modena IGP.

Nel 1974 Adriano Grosoli decise di associare al proprio prodotto l’immagine del Duca Francesco I D’Este, il più famoso e appassionato produttore ed estimatore di quel “balsamo” molto apprezzato alla corte degli Estensi. Ancora oggi quel ritratto, dipinto da Velazquez, che  è parte integrante del “brand” Aceto del Duca, è conservato nella Galleria Estense di Modena. Nel 1986 la famiglia Grosoli si è occupata del restauro della preziosa opera d’arte e nel 2010 ne ha finanziate messa in sicurezza e realizzazione della nuova cornice. Il terremoto che ha colpito Modena nel 2012 ha danneggiato anche alcune strutture della Galleria Estense: la famiglia Grosoli, insieme ad altri illustri modenesi, ancora una volta è stata al fianco della Soprintendenza nell’azione di “crowdfunding”, lanciata a New York con una esposizione straordinaria del dipinto del Velasquez. Con il ricavato si è potuto realizzare il nuovo basamento antisismico del busto in marmo di Francesco I, realizzato dal Bernini. L’azienda è tra i soci sostenitori dell’Associazione Amici della Galleria Estense.

L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena a Denominazione di Origine Protetta, rappresenta l’eccellenza della terra modenese e, in termini economici, vale 1 miliardo di euro.

Un condimento dal sapore inimitabile, perfettamente equilibrato tra il dolce e l’agro, con gradevole e armonica acidità, piacevole corposità e profumo caratteristico e indimenticabile: un’esperienza unica! L’Aceto Balsamico del Duca si gusta a gocce sul Parmigiano Reggiano, sulle fragole e sul gelato (sulla crema) oppure a fine pasto, come digestivo. E’ disponibile nelle due varianti “Capsula Bordeaux” (invecchiato minimo 12 anni) e “Capsula Oro” (con oltre 25 anni di invecchiamento) nella esclusiva bottiglia da 100 ml disegnata da Giugiaro, come disposto dal Disciplinare di produzione. È ora proposto in un packaging di lusso: un raffinato cofanetto, con etichetta in lamina oro 24 carati (Extra-vecchio) o in puro peltro (per il prodotto invecchiato 12 anni), che racchiude anche un utile versatore ed un libretto esplicativo con la storia, il metodo produttivo e l’utilizzo del prodotto.

 

Gianfranco Leonardi

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