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Perché “FICO” si chiama così

Perché “FICO” si chiama così

"Avevamo pensato al grande spazio attiguo al Caab - ci spiega il prof. Andrea Segrè - e prospicente la facoltà di Agraria dell’Università di Bologna

, svuotarlo e utilizzarne l’area di “picking” (termine della logistica che indica l’azione di selezionare e prelevare parzialmente materiali da un’unità e destinarlo ad altre) dove i grossisti scaricavano frutta e verdura, riempirlo di terra e costruirvi le filiere… Per esempio: per fare la pasta occorre il grano duro, poi il mulino, il pastificio...”- dichiara il prof. Segré - “l’intenzione era di voler valorizzare un luogo e bene pubblico dandogli una destinazione in campo agroalimentare. Era una soluzione eccessiva per ospitare un vero mercato, ma ottimale per ricalcare il format di Eataly: una parte centrale coperta e nell’altra, appunto, le filiere, per far vedere al pubblico il cibo che nasce dai campi, è lavorato e trasformato e, solo successivamente, arriva nel piatto.
Il 30 novembre 2012 siamo andati - continua il prof. - io e Bonfiglioli (Alessandro Bonfiglioli, direttore generale di Caab) con il rendering di Google maps della zona Roveri e dell’area Caab per proporre a Oscar Farinetti l’idea di creare una “Cittadella del cibo e della sostenibilità” (la sostenibilità sarebbe stata la fase successiva al cibo pronto, per ottimizzare e non sprecare…) spostando gli operatori del mercato in una struttura attigua. Farinetti ha preso atto della nostra presentazione e ci ha chiesto qualche giorno per rifletterci su, poi convinto, ci ha risposto che trovava il progetto interessante, a condizioni che noi trovassimo le risorse per realizzarlo. Il nome del complesso doveva essere “Fico” acronimo di “Fabbrica italiana contadina”. Siamo rimasti perplessi subito: Fabbrica? Ma sono produzioni agricole! Contadina? Io, preside di agraria, preparo imprenditori… Ma la debita delucidazione di Farinetti, di buon grado ci ha convinti: “Fabbrica contadina” è un po’ un ossimoro, la contraddizione del creare buoni prodotti di imprenditori agricoli. E poi non sarà solo “Fico”… ma più precisamente “FICO Eataly World” e questo nome prenderà!  
Ne abbiamo parlato anche a Tiziana Primori (poi amministratore delegato di Fabbrica Italiana Contadina) e tutti convinti siamo partiti.
Ogni tanto ripenso alla “Cittadella del cibo…” ma poi mi persuado che Fico mi ha già preso di più!

 

Gianfranco Leonardi

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