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E FICO PARTE ALLA GRANDE!

E FICO PARTE ALLA GRANDE!

Quasi in un migliaio a Bologna tra stampa e addetti ai lavori per la vernice per Fico Eataly World

, la Disneyland dei bongustai, il parco agroalimentare che è già pronto per l'apertura ufficiale al pubblico di mercoledì 15 novembre, per cui si è già prenotato anche il premier Gentiloni. Svelati in conferenza stampa aneddoti e retroscena del progetto che ha visto la realizzazione dopo soli 5 anni dalla stesura, un vero record, ammette Oscar Farinetti, deus ex machina del “giochino” organizzato insieme al Comune di Bologna, la società di gestione del Parco, la Fondazione Fico, Prelios Sgr, che ha istituito e gestisce il Fondo Pai -Parchi agroalimentari italiani- per la sua realizzazione e con Caab (centro agro alimentare bolognese).
Fico - Fabbrica Italiana Contadina – ha “fregato” sul tempo Lione in Francia - che si sta organizzando per diventare a tutti gli effetti la “cittadella del cibo in Europa” (si parla di un investimento di 240 miliardi di euro) - ha meravigliato per prodotti proposti anche il mercato di Rungis (a 6 Km. da Parigi) il mercato del fresco più grande del mondo, è più grande del mercato di Tisukiji (Giappone) che però tratta esclusivamente pesce (con le più svariare tipologie, dalla più economica sardina al caviale super lusso) è più variegato nell’offerta e  sorprende lo  Shiling night market Tapei Taiwan, che dalle 4 del pomeriggio fino a mezzanotte propone pollo fritto e “tempura” da gustare passeggiando, o il Chatuchak di Bangkok, dove le  bancarelle di ogni tipo di prodotto commestibile, sono oltre 15.000! E per non andare troppo lontano, basta arrivare al Rastro di Madrid, con le sue innumerevoli prelibatezze culinarie… Sono mille all’anno gli eventi dedicati al “food” nei cento paesi più importanti del mondo e l’Italia, ne è il cuore… L’Italia è  paese con il più alto numero di aziende biologiche al mondo, il paese con più prodotti “certificati” al mondo, il paese con la cucina più sana al mondo… (e ahimè il paese con i prodotti più imitati/contraffatti al mondo!).

Ma Fico è un’altra cosa: è un “Expo permanente” - a ingresso gratuito – (per ora) il più grande parco agroalimentare del mondo dove – per voce di Oscar Farinetti – per raccontare il cibo si comincia dall’inizio, dalla terra, non dagli chef che propongono i piatti pronti ai clienti e, nei 100mila metri quadrati di questa cittadella del cibo, ci sono campi per la coltivazione delle materie prime, stalle per bovini da carne (romagnole, maremmane, podoliche e chianine) per ovini, caprette comprese ed equini, cavalli e asinelli, tutti lì a brucare fieno come fossero a “casa loro”… E dal grano alla farina, con la fabbrica di pasta che fa 20 quintali, tra tagliatelle, tortellini, spaghetti e minestrine al giorno e così il birrificio (da acqua e malto e orzo) la spremitura dell’olio (dalle olive schiacciate con antiche macine a pietra) il sorbetto e il gelato (da acqua, zucchero e frutta). E’ un luogo dove partendo dall’ingrediente originale, si arriva al cibo trasformato e alla tavola, al mercato e in mezzo – lì a Fico- ci sono anche un teatro, un cinema, un centro congressi e soprattutto sei giostre a tema, proprio come al luna park! E proprio come al parco dei divertimenti vanno i giovani, Farinetti auspica che a Fico arrivi almeno mezzo milione all’anno di studenti in visita (sui 9 milioni italiani) che possano rendersi conto di com’è concretamente il mondo agro alimentare. A regime si auspica che siano 6 milioni i visitatori da tutto il mondo. Un obiettivo davvero ambizioso, quanto importante, ma possibile visto che “le mura le abbiamo abbattute il secolo scorso - parole del sindaco di Bologna, Virgnio Merola in conferenza stampa - adesso servono i ponti perché arrivi gente qui a Fico, che non è la mecca del consumismo, ma il luogo dove si impara l'educazione alimentare, perché, si sa che siamo quello che mangiamo e lo diremo da qui agli stranieri e sarà la nostra piccola vendetta per gli “spaghetti alla bolognese”…  Con il sindaco anche Andrea Segré, professore ordinario del dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari nonché presidente del Caab e della Fondazione Fico che ha parlato di come riutilizzare il centro agroalimentare nato da una costola del Caab, la moderna struttura realizzata per promuovere il commercio all’ingrosso dei prodotti agroalimentari ed i servizi logistici relativi, sito alle porte di Bologna (in via Canali) dal 1999, ma che vanta origini che risalgono addirittura al medioevo, sempre per promuovere il made in Italy da Bologna.

Fico Eataly, con le sue 40 aziende e consorzi, piccole imprese e start up di giovani, piccoli laboratori per prodotti della tradizione made in Italy, rappresentandone le filiere: latte e animali, cereali, ortofrutta, condimenti, dolci e bevande di ogni tipo - in primis vino -.  

Per arrivare a Fico sono previsti mezzi speciali e all’interno ci si può spostare anche su biciclette (di nota marca italiana, presente anche in uno stand dedicato alle 2 ruote) bici a 3 ruote, dotate di portapacchi anteriore e posteriore (uno dei quali frigorifero).

Molte le autorità a presentare ai giornalisti questo grande progetto che dovrebbe attrarre milioni di visitatori da tutto il mondo racchiudendo l’eccellenza dell’enogastronomia italiana. Tra i presenti, oltre al patron della creatura agroalimentare Oscar Farinetti, anche lo chef Joe Bastianich, con incarico - per sua voce - di “parcheggiatore"… (scherza lui).

A far girare tutto l’ambaradan, 700 dipendenti diretti e 4000 con l’indotto…

Qualche nome tra gli espositori? A rappresentare il mondo della carne, delle uova e del pesce a FICO, saranno il Prosciutto di Parma di Ruliano; i salumi calabresi di Madeo; i salumi di cinta senese di Savigni; la mortadella di Bologna dell’omonimo Consorzio (con Alcisa); i salumi della Bassa parmense di Antica Ardenga; la carne di Zivieri e de La Granda; le uova di Eurovo; il pesce di LPA Group. La filiera lattiero-casearia sarà rappresentata dal Consorzio del Parmigiano Reggiano e quello del Grana Padano, da Granarolo e dai formaggi freschi di Mambelli. Il mondo dei cereali sarà visibile con due mulini – per la semola, di Selezione Casillo e per la farina, del Forno di Calzolari, che produrrà anche pane e prodotti da forno – la pasta secca all’uovo della Campofilone (di Enzo Rossi) la pasta fresca della start up Sfogliamo, la pasta di Gragnano del Pastificio Di Martino, il riso di Grandi Riso.

La filiera ortofrutta e conserve vedrà protagonisti la frutta in barattolo di Roboqbo, le patate di Pizzoli, i tartufi Urbani, le spezie di Elika, i sughi della Dispensa di Amerigo.

Vino, birra e olio saranno prodotti, da Cevico per il vino, Baladin per la birra e Roi per l’olio.

Il mondo dei dolci sarà rappresentato dal cioccolato di Venchi, dal gelato Carpigiani, il miele Conapi, il caffè Lavazza, i confetti William Di Carlo, le caramelle Fallani, la liquerizia Amarelli, la pasticceria Palazzolo e il panettone Balocco.

Tra le imprese coinvolte nella realizzazione del parco bolognese ci sono anche i più prestigiosi produttori di macchinari e attrezzature di lavorazione per gli alimenti – Alfa Laval, Travaglini, Magnabosco Group, Adriatic Sea, Partisani e IFI - mentre la realizzazione delle aree esterne con campi e allevamenti è stata affidata a Il Raccolto.

 Okay, il più e (e di più) è fatto adesso mancano solo milioni di visitatori da tutto il mondo, per vedere, imparare e gustare le eccellenze dell’enogastronomia italiana, dal campo alla forchetta...
in bocca al lupo Fico!

 

 

FICO Eataly World

www.eatalyworld.it

Via Paolo Canali, 8 – 40127 Bologna (BO)

Gianfranco Leonardi

 

 

 

 

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