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Esempi da seguire, UCIMA e ACIMAC

Esempi da seguire, UCIMA e ACIMAC

Cena degli auguri, bilancio 2016 e previsione 2017 per l’Ucima - Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il Confezionamento e l'Imballaggio (anche dei prodotti alimentari nostrani) - che ha invitato dirigenti, collaboratori e stampa nella bellissima sede di Villa Marchetti a Baggiovara

(MO).

Il presidente Enrico Aureli, ha salutato gli intervenuti alzando il calice (Pinot nero vinificato in bianco, niente da invidiare ai cugini “spumanti”…) e a ragion veduta ha reso grazie all’anno che sta per chiudersi – con le ottime performance sul mercato italiano che hanno fatto registrare una crescita del +10,4% (raggiungendo i 1.318 milioni di euro) – e salutato il 2017 che si apre con la presunzione – secondo i dati raccolti dal Centro Studi Ucima – di superare il giro d’affari di settore arrivando ai 6.300 milioni di euro. “Siamo molto soddisfatti dell’andamento del mercato italiano, che rimane per tutte le aziende un’importante palestra per testare le più avanzate tecnologie sviluppate” - ha dichiarato il presidente di Ucima, Enrico Aureli - “Siamo inoltre fiduciosi che questo trend positivo possa continuare anche il prossimo anno grazie alle agevolazioni previste nel Piano Industry 4.0 varato dal Governo e dal Ministro Calenda che ha confermato, ancora una volta, la sua attenzione verso il manifatturiero italiano”. Meno brillanti invece i risultati delle vendite oltreconfine che restano stabili (-0,1% sul 2015 pari, in valori assoluti, a 4.997 milioni di Euro). Al discorso di Aureli si è affiancato Paolo Sassi, presidente di Acimac (associazione delle imprese italiane produttrici di impianti, macchine, semilavorati, materie prime e servizi per l'industria ceramica in genere) “Ci auguriamo - commenta - che il piano straordinario voluto dal Governo possa dare un nuovo impulso agli investimenti dei nostri clienti. Le crisi socio-economiche diffuse a macchia di leopardo in vari Paesi mondiali – ha proseguito Sassi - ci rendono moderatamente positivi. Con gli elementi previsionali in nostro possesso ad oggi, riteniamo pertanto plausibile un mantenimento dei livelli di fatturato registrati alla fine di quest’anno (più di 2 mld di euro!).”
Perciò è stata una cena gustosa e allegra per questa nostrana realtà vera eccezione che “conferma la regola” nell’attuale momento contingente. Per i meno avvezzi alle note finanziarie, spieghiamo che Ucima è l'associazione nazionale di categoria che riunisce, rappresenta e assiste i costruttori italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l'imballaggio di merci varie, che raggruppa oltre 100 aziende, tra le più rappresentative del settore e dislocate su tutto il territorio nazionale – moltissime delle quali si dedicano al confezionamento, all’imballaggio, spesso personalizzati, di tutte le eccellenze tipiche del panorama alimentare italiano: in particolare della pasta, dei vini e dei salumi, dei prodotti sotto vuoto.
Ucima è l'unico soggetto interlocutore del settore: esercita attività di rappresentanza con enti ed istituzioni nazionali ed internazionali e di fatto contribuisce al rafforzamento e al progresso delle aziende. Non per piaggeria, ma il +2% del giro d’affari totale del 2016 (6.300 milioni di euro) lo si deve anche alla evidente professionalità dell’ Ucima.
Tornando al momento conviviale del tradizionale incontro di fine anno - per ovvia deformazione professionale (nostra) - dopo un’entrée con salate ripiene di zucchine e funghi, gnocco fritto con prosciutto di Parma e tigelline col pesto, si è passati dai tortelli erbette, noci e funghi, alla arista con salsa di pera e patate arrosto, per concludere con una delizia di semifreddo al lampone davvero buonissima. Tutto abbinato al già menzionato Pinot nero vinificato in bianco, un Lambrusco secco nostrano e “bollicine” italiane per il brindisi finale di buon auspicio per la conferma della leadership mondiale delle tecnologie made in Italy anche per il 2017. In bocca al lupo Ucima e Acimac!

 

 

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