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Gianluigi Veronesi

Gianluigi Veronesi

Gianluigi Veronesi

Enoteca Regionale Emilia Romagna protagonista al Convegno dell’AIS

In questo 2021 il 54esimo Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier si svolgerà a Bologna dal 19 al 21 novembre. Un’occasione così importante per il settore enologico italiano, e non solo, non poteva non avere un coinvolgimento diretto di Enoteca Regionale Emilia Romagna, che sarà, infatti, impegnata su più fronti, oltre a quello istituzionale (ha dato anche il proprio patrocinio all’evento, assieme a Regione Emilia Romagna e Comune di Bologna).

A partire dalle due Masterclass by Enologica in programma a Palazzo Re Enzo sabato 20 alle ore 11 e alle ore 13. Due appuntamenti aperti al pubblico (costo biglietto 25 € intero e 20 € ridotto, acquistabili anche online https://www.clappit.com/biglietti-ais-italia/showProductList.html) nel corso dei quali sarà possibile scoprire o riscoprire, conoscere o approfondire la conoscenza di alcuni dei vini simbolo dell’Emilia-Romagna, una regione capace di esprimere un patrimonio enologico formato da 19 DOC, 2 DOCG e 9 IGT/IGP. Le Masterclass saranno condotte da Maurizio Manzoni, Responsabile Mostra Permanente di Enoteca Regionale Emilia Romagna.

Sempre sabato 20, il Presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna, Giordano Zinzani, sarà fra i relatori del congresso nazionale “Futurismo Enogastronomico”, in programma all’Oratorio San Filippo Neri alle ore 11. Un confronto sul futuro futuribile della ristorazione e dell’educazione alimentare al quale parteciperanno, oltre a Zinzani: il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Patrizio Bianchi, l’Assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, la foodblogger e conduttrice tv Chiara Maci, Giuseppe Sportelli dell’Associazione Maître Italiana Ristoranti e Alberghi - AMIRA, lo chef Presidente di CheftoChef Massimiliano Poggi. Modera il conduttore televisivo Patrizio Roversi.

Inoltre, Enoteca Regionale si è anche occupata della selezione e della fornitura dei vini per la cena di benvenuto alla quale parteciperanno i delegati AIS di tutte le regioni d’Italia e per l’appuntamento Tramonto di Vino di domenica 17, che concluderà di fatto il Convegno.

«Il compito di Enoteca Regionale è quello di promuovere i vini dell’Emilia-Romagna in tutto il mondo, anche con gli eventi fieristici che ora stanno ripartendo. La nostra è una regione di eccellenze e non potevamo mancare al Congresso Nazionale AIS – sottolinea il Presidente Zinzani – È importante che l’evento si svolga qui a Bologna, città che da diversi anni ospita anche Enologica, il Salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia Romagna, che speriamo possa tornare nel 2022 dopo due anni di stop forzato causa pandemia. La nostra volontà c’è tutta, ecco perché abbiamo voluto “dedicare” le nostre due Masterclass proprio a Enologica, speriamo ci siano anche le condizioni per poterlo fare».

Consorzio Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP e Chef Academy: al via la partnership

A novembre e dicembre tre lezioni dedicate ai tagli, alle caratteristiche nutrizionali e al riconoscimento del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP. 

Al via la partnership tra il Consorzio tutela Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP e Chef Academy, Accademia Internazionale di Cucina e Pasticceria, di Terni attraverso un ciclo di lezioni dedicate ai tagli, alle caratteristiche nutrizionali e al riconoscimento della carne certificata. L’attività di formazione vedrà protagonisti gli aspiranti Chef e operatori di sala e si svolgerà ogni giovedì, dal 18 novembre fino al 2 dicembre, alla presenza di Andrea Petrini, direttore del Consorzio tutela Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, e di un macellaio associato.

Gli appuntamenti didattici. Il ciclo di lezioni permetterà agli studenti di acquisire competenze operative (macellazione, taglio, confezionamento) e conoscenze scientifiche relative alla tipologia di razze, classificazione e genetica. L’esperienza degli addetti alla macellazione del Consorzio tutela Vitellone Bianco dell'Appennino IGP, affiancati durante le lezioni didattiche dai professionisti della Chef Academy, consentiranno ai futuri cuochi e agli addetti ai reparti della macellazione nel settore GDO di rafforzare abilità e conoscenze utili a professionalizzare gli studenti ai massimi livelli.

“La qualità della materia prima e la valorizzazione del territorio - afferma Ronny Albucci, direttore di Chef Academy - sono elementi distintivi della collaborazione tra il Consorzio e la Chef Academy che consentirà di formare a elevati livelli professionali i futuri operatori della ristorazione e dei reparti macelleria della GDO. La nostra è la più grande Accademia del Centro Italia e formiamo allievi provenienti da tutto il mondo nei nostri laboratori di avanguardia grazie al supporto dei migliori Maestri e Chef Stellati”.

“Le partnership come quella con Chef Academy - aggiunge Andrea Petrini, direttore del Consorzio tutela Vitellone Bianco dell'Appennino IGP - sono fondamentali per il nostro Consorzio per far conoscere ai professionisti di domani, ai cuochi e agli addetti ai reparti di macellazione, le caratteristiche e le peculiarità che rendono uniche le nostre carni certificate, provenienti esclusivamente dalle razze Marchigiana, Romagnola e Chianina, e l’importanza dell’utilizzo dei prodotti tipici del territorio con certificazioni di qualità, quali sono i prodotti a marchio DOP e IGP”.

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Tutti i sapori tipici della Dieta delle Isole Baleari

L’UNESCO ha dichiarato la Dieta mediterranea Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, su proposta di Italia, Spagna, Grecia e Marocco, definendola “un insieme di competenze, conoscenze, riti, simboli e tradizioni, che vanno dal paesaggio alla tavola”. Gustosa e nutrizionalmente bilanciata, questa cucina è tipica anche delle Isole Baleari. 
Anche se le Isole Baleari sono note per il mare cristallino e la natura incontaminata, l’arcipelago rappresenta un vero e proprio mondo di possibilità anche durante le stagioni fredde. Non a caso, lo sviluppo dei Segmenti Turistici Strategici (SET) punta alla destagionalizzazione del tradizionale turismo estivo attraverso cultura, sport, ecoturismo e turismo sportivo, gastronomia, lusso, MICE (Meetings, Incentives, Conferences, Exhibitions) salute e benessere. Le quattro isole che formano le Baleari (Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera) hanno non solo un vasto patrimonio artistico e storico, ma anche una forte cultura enogastronomica tipicamente Mediterranea, legata alla terra, alle radici e alle caratteristiche di ciascuna delle isole, che ha dato a ciascuna di esse un sigillo d’identità basato sull’autenticità, la qualità e la tradizione, con prodotti di alta qualità come l’olio, l’ensaimada o la sobrassada (tra i tanti che compongono la cucina tradizionale delle Baleari). Infatti, il carattere insulare dell’arcipelago, insieme al clima mite tutto l’anno, produce un’ampia varietà di prodotti autentici e tradizionali. Quest’anno ricorrono 11 anni dalla dichiarazione UNESCO della Dieta Mediterranea come “patrimonio immateriale dell’umanità” e, per celebrare questa ricorrenza, AETIB - l’Agenzia di Strategia Turistica delle Isole Baleari - fa conoscere l’arcipelago come mèta turistica di cui godere anche grazie alla sua deliziosa cucina tipicamente Mediterranea.

CIBI E LE BEVANDE TRADIZIONALI DELLA CUCINA DELL’ARCIPELAGO

1. Le olive

La Spagna è uno dei maggiori produttori mondiali di olive, anche se non sono facili da coltivare. Un ulivo può impiegare dai sette ai dieci anni per produrre il suo primo raccolto: durante questi anni, il giovane albero deve essere curato e annaffiato. Dall’età di circa 20 anni, l’albero diventa più produttivo e produce frutti  allo stato grezzo: questi devono prima essere annaffiati più volte, per ridurre le sostanze amare, e poi diventano commestibili. Un’oliva matura si riconosce dal suo colore nero. Le olive verdi, invece, stanno per maturare. Le olive sono di solito conservate in olio per proteggerle dai parassiti e per farle durare più a lungo. È possibile trovare questo frutto in molti piatti spagnoli, ma ancora più spesso nell’olio. I tour e le degustazioni di oli d’oliva locali includono visite guidate ai frantoi, per conoscere il processo di produzione.

2. Il vino

Le isole Baleari sono una terra di vigneti, le cui vigne sono state molto apprezzate fin dall’epoca romana. Il modo migliore per conoscerli è visitare le cantine e vedere in prima persona come il vino arriva dalla vigna alla bottiglia. Il vitigno dominante a Maiorca è il Manto Negro, le cui uve spesse producono un vino che può invecchiare molto bene nelle botti. Tra le Isole Baleari, anche Ibiza è utilizzata per la viticoltura: il vino rosso di Ibiza è molto raro da trovare sul mercato. Si tratta di un vino corposo, luminoso e con un lungo finale. Anche i vini bianchi di Ibiza sono altrettanto rari, abbastanza freschi ed equilibrati nel gusto. L’uva principale utilizzata è il Macabeo. La terza regione vinicola più importante delle Baleari è Formentera: su quest’isola, la viticoltura è uno dei settori agricoli principali, anche se la superficie viticola copre solo 60 ettari circa. Il vitigno più famoso di Formentera è una varietà di colore rosso chiamata Monastell. Il vino che ne risulta ha un corpo piacevole, è robusto e ha un bel colore viola. Le Baleari hanno circa 1.350 ettari di vigneti distribuiti tra le quattro isole. Le caratteristiche geografiche di ciascuna isola, insieme a un clima favorevole, danno luogo a diversi tipi di vini dal sapore incomparabile: Vino de la Tierra Mallorca (con cantine ad Alaró, Algaida, Andratx...), Vino de la Tierra Serra de Tramuntana-Cost Nord, Vino de la Tierra Isla de Menorca (con cantine a Ciutadella o Alaoir, tra le altre) Vino de la Tierra Ibiza (con cantine a Sant Antoni de Portmany e Santa Eulària des Riu) e Vino de la Tierra de Formentera (con cantine a Pilar de la Mola e Cap de Barbaria). Le isole Baleari hanno anche due denominazioni di origine, D.O. Binissalem e D.O. Pla i Llevant, legate alla tradizione vinicola.

3. Il formaggio Mahòn DOP

Un noto e gustoso prodotto delle isole Baleari viene da Minorca. Qui, dal 1985, si produce il Formaggio Mahón Menorca&quot che prende il nome dalla capitale ed è un formaggio a pasta dura fatto con latte di mucca. Il latte è addensato a bassa temperatura e poi battuto in una pressa per formaggi. Dopo che il formaggio è pressato, per dargli la sua tipica forma quadrata con angoli e bordi arrotondati, viene messo in una salamoia a maturare secondo i metodi di produzione tradizionali dell’isola. Dopo la maturazione, il prodotto finale ha una crosta soda, giallo-marrone e può essere acquistato in diversi gradi di maturazione. Le mucche per la produzione di latte vivono e pascolano sull’isola grazie alle temperature miti. Le temperature di Minorca sono diverse da quelle delle isole vicine: con 600 mm di pioggia all’anno, le precipitazioni sono abbondanti dall’autunno alla primavera. Inoltre, le temperature difficilmente superano i 30 gradi in estate, mentre, in inverno, oscillano tra i 5 e i 10 gradi. Anche la rugiada del mattino aiuta le piante da foraggio e, di conseguenza, anche le mucche.

4. Hierbas Ibicencas

Questa bevanda è tipica delle isole Baleari come il caffè fa parte della tradizione italiana. Hierbas è un tipo di liquore che si beve dopo quasi ogni pasto, soprattutto a Ibiza e Formentera. Si produce in diversi modi e ha diversi sapori: a volte è più dolce, a volte meno, e i colori possono variare molto. La ricetta del liquore viene solitamente tramandata di generazione in generazione, e spesso anche come segreto di famiglia. Per farlo da soli, serve ½ litro di liquore di anice dolce e la stessa quantità di liquore di anice secco. A seconda della dolcezza desiderata, si può variare leggermente la quantità. Poi, occorre combinare la miscela con uno o due rametti di rosmarino, camomilla, menta, timo, citronella, melissa, foglie di finocchio selvatico e rametti di ginepro. Infine, bisogna aggiungere una foglia d’arancia e una di limone, ognuna con un po’ di buccia di frutta affilata. Infine, serve solo un p’ di pazienza: la miscela deve restare in infusione per circa 1 anno!

5. Le mandorle di Maiorca IGP

Con l’ndicazione Geografica Protetta (IGP) che garantisce la qualità di questi frutti, le mandorle di Maiorca sono un ingrediente ricorrente nei piatti e nei dolci tipici dell’isola.  Si possono trovare in piatti come la zuppa di mandorle arrostite o gli escaldum (un tipico piatto di pollo). Tuttavia, è spesso nei dolci che le mandorle sono utilizzate con la massima creatività e maestria: alcuni esempi sono il gató (un pan di spagna solido con mandorle macinate) e i dolci natalizi maiorchini (come il tambor d’ametlla o gli amargos). È impossibile visitare l’interno dell’isola senza incontrare chilometri e chilometri di mandorleti. Durante la fioritura dei mandorli, a gennaio e febbraio, i campi si trasformano in un suggestivo spettacolo visivo caratterizzato da una coperta bianca con alcune macchie rosa.

6. Il sale

Nelle isole di Maiorca, Ibiza e Formentera, da secoli il sale si estrae dall’acqua di mare, creando una suggestiva immagine di pozze d’acqua e piccole montagne bianche. Qui, migliaia di uccelli trovano riposo e cibo durante i loro viaggi intercontinentali, e intorno ai bacini d’acqua c’è una vegetazione abituata al vento e al sale. Un paradiso per i birdwatcher e gli escursionisti o per coloro che vogliono imparare i segreti della produzione del sale durante una visita guidata. Maiorca è la patria del pregiatissimo Flor de Sal:questo sale è il più puro, con oltre 80 oligoelementi necessari al nostro organismo, e allo stesso tempo il più usato dai grandi chef per condire le loro creazioni. Per scoprire i segreti della produzione di sale, e i valori naturali di questo prezioso ecosistema, è possibile visitare le saline di Es Trenc attraverso visite guidate della durata di 40 minuti circa. Per scoprire le modalità d’ingresso nelle isole Baleari consultare il sito safetourism.illesbalears.travel/en

illesbalears.travel
safetourism.illesbalears.travel
illessostenibles.travel

Il dolce Natale di Forno Bonomi

Sei dessert monoporzione realizzati con la buona pasticceria di montagna dai celebri Pastry Chef FIC

La buona pasticceria di montagna rallegra il Natale insieme alla Federazione Italiana Cuochi: Forno Bonomi regala 6 esclusive ricette nate dalla partnership con FIC, coniugando tradizione e innovazione, per portare una allegra ventata di nuove dolcezze nell’attesa della festa più bella dell’anno.

Descrizione generata automaticamenteIl trend del dessert monoporzione dal design brioso e attraente, espressione di creatività e raffinatezza celebra tutta la magia del Natale per arricchire tavole tradizionali e mise en place festose e deliziare i commensali: la collezione di proposte Natale Forno Bonomi by FIC è tutta da scoprire e realizzare, passo dopo passo, con la guida e i segreti di 3 rinomati maestri pasticceri FIC - Alessandro Laudadio, Roberto Pisciotta e Antonio Dell’Orto - che hanno scelto la più accurata selezione di specialità Forno Bonomi per celebrare il Natale italiano con delizie da veri gourmand. Al centro di ogni creazione il cuore pulsante di emozioni e ricordi legate al vissuto personale di feste gioiose e memorabili, trascorse nell’abbraccio del calore familiare. 

Le proposte, complete di ricette, sono state raccolte in una brochure digitale, on line dal primo dicembre sul sito di Forno Bonomi, scaricabile gratuitamente e promossa attraverso post sponsorizzati sui social: un omaggio ai food lover più creativi che, sempre dalla piattaforma web, potranno seguire i video tutorial originali degli autori e cimentarsi nell’arte pasticciera più coinvolgente.

FORNO BONOMI, primo al mondo per la produzione di savoiardi, è il Laboratorio di Montagna situato a Roverè Veronese, sull’altopiano della Lessinia, a 940mt di altitudine. Dal 1850, la piccola attività artigianale di famiglia si è trasformata nella grande azienda di oggi che sforna anche Amaretti, sfogliatine classiche e mignon, dolci della tradizione come la Torta Frolla di Verona, frollini, frolle al burro, basi per pasticceria, Kit Tiramisù e tante altre delizie. L’assortimento completo sarà disponibile da dicembre in una veste grafica completamente rinnovata, che inaugura l’entusiasmante collaborazione con FIC, dedicata all’invenzione più creativa e fantasiosa dei dessert natalizi.

La Partnership con La Federazione Italiana Cuochi

La Federazione Italiana Cuochi, organismo di rappresentanza nazionale dei Cuochi e dei Professionisti dell’attività culinaria che ne sostiene lo sviluppo, la formazione e la promozione anche a livello internazionale, ha conferito a FORNO BONOMI il logo “APPROVATO DA FIC” per la base Millefoglie, i Savoiardi e gli Amaretti, best seller di gamma. Un “sigillo” autorevole di qualità e italianità a testimonianza di una stretta collaborazione con uno degli enti più accreditati nel food, che decreta il valore aggiunto del prodotto a beneficio del consumatore.

www.fornobonomi.com                  

@fornobonomi          

Forno Bonomi, di Roverè Veronese sull’altopiano dei Monti Lessini, è una family company e vanta il primato mondiale nella produzione del savoiardo. Guidato dai figli di Umberto, che riuscì ad espandere la piccola attività di famiglia nata nel 1850 con lo storico panificio di montagna a Velo Veronese, oggi Forno Bonomi lavora h 24 a 940 m di altitudine. L’ azienda, oltre ai savoiardi, sforna ricette di antica sapienza artigianale come la Torta frolla di e tante altre Verona e piccole bontà come sfoglie e amaretti. Forno Bonomi occupa 170 dipendenti, di cui il 90% locali, producendo ogni giorno 900 quintali di prodotto finito, grazie a un ciclo produttivo continuo, alimentato da fonti 100% rinnovabili e totalmente automatizzato. Su un fatturato di 56 milioni di euro, la quota export mondiale è del 59%.

Nuova Guida 2022 dell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo

Il presidente Cesare Carbone e il segretario generale Luciano Spigaroli, presenteranno la Nuova Guida 2022 dell'Unione Ristoranti del Buon Ricordo, il 30 novembre pv alle ore 19,30 presso le Officine del Volo, via Mecenate 76/5 a Milano.

Sarà l'occasione per fare conoscere 7 nuovi Soci, 11 nuove specialità e nuovi Partners.

 

Unione Ristoranti del Buon Ricordo

58 anni di storia - 11 nuove specialità - 7 nuovi ristoranti -  4 cambio specialità - 

12 partner - 109 insegne in Italia e nel mondo

 

 

A Sutrio, farine di Flor - mulini, farine e delizie della Carnia

Domenica 21 novembre 2021 a Sutrio Formandi - Sapori e formaggi di montagna Farine di Flor - Mulini, farine e delizie della Carnia Festa del gusto in Carnia, protagonisti i formaggi di malga,

le antiche farine di montagna, i piatti della tradizione e le birre artigianali.

Fra le curiosità, l’asta dei formaggi di malga.

Sarà una festa del gusto e della più autentica e genuina tradizione gastronomica montana domenica 21 novembre a Sutrio, incantevole borgo della Carnia, ai piedi del monte Zoncolan, con un doppio appuntamento dedicato ai formaggi di malga e alle farine, due prodotti d’eccellenza di queste incontaminate montagne del Friuli Venezia Giulia. Solitamente programmati in due diverse date, quest’anno Formandi - Sapori e formaggi di montagna e Farine di Flor- Mulini, farine e delizie della Carnia - organizzati in collaborazione fra Pro Loco di Sutrio, Caseificio Sociale Alto But e Cooperativa Malghesi della Carnia e Val Canale – si terranno nella medesima giornata, trasformando Sutrio in vero e proprio gustoso laboratorio di sapori della tradizione en plein air. 

Farine di Flor - Mulini, farine e delizie della Carnia

Le antiche farine e i loro molteplici e gustosi impieghi in campo gastronomico saranno al centro di Farine di Flor. In Carnia, infatti, nonostante le condizioni climatiche poco favorevoli, venivano coltivati fin dal Medioevo grano, orzo, grano saraceno (pajan), segale e, dalla metà del 1700 il granoturco, che finì col soppiantare tutti gli altri cereali.  Per macinarli, i corsi d’acqua si punteggiarono di piccoli mulini, alcuni dei quali sono ancora oggi funzionanti. In tempi recenti, alcuni agricoltori hanno con passione e impegno rivalorizzato vecchi cereali dai sapori dimenticati, che la manifestazione farà scoprire. Nelle caratteristiche vie e nelle piazzette del centro storico 8 paesi della Carnia si cimenteranno nella preparazione diantichi piatti della tradizione che hanno come protagonista le farine: gustarli per alcuni sarà un ritorno al passato, capace di risvegliare vecchi ricordi, per altri (soprattutto i giovani) sarà un'assoluta e gustosa novità. Ad accompagnarli, le pregiate birre di 4 birrerie artigianali del Friuli Venezia Giulia (Bondai di Sutrio, Casamatta di Enemonzo, Dimont di Cedarchis, Villa Chiarzis di Nespoledo di Lestizza). 

Tra i piatti, Cercivento proporrà l’Antipast das Stries (il cui nome si rifà alla leggenda, cantata anche dal Carducci, che narra degli incontri segreti sul “Pian delle Streghe” sul Monte Tenchia tra le streghe locali e quelle nordiche) a base di Polente rustiche cul muset (cotechino), Pan neri di siale cun la “Varhackara” (pesto tipico di Timau, composto in prevalenza da lardo bianco, speck, pancetta affumicata e qualche piccolo segreto del produttore spalmato su una fetta di pane di segale), Pan di farine di forment dûr cunt’une fetute di argjel (pane di grano duro con una fettina di lardo). Tra i particolarissimi sapori da provare ci saranno, tra gli altri, la Meste Cuinciade, gnocco al cucchiaio fatto con latte e una miscela di farine, condito con burro fuso, ricotta affumicata e accompagnato da una fetta di salame (Sutrio), i  Gnocs di Cjistinies, gnocchi di castagne (Ligosullo), i Blecs cul Cjavrul, maltagliati con sugo di capriolo (Ovaro) e i tradizionalissimi Toc in Braido (polentina morbida con intingolo di Forni Avoltri) e  Polente, Muset e Caput, polenta taragna, cotechino e cappucci carnici (Cabia).

Durante tutta la giornata, il Mulin Di Croce a Cercivento aprirà le sue porte al pubblico per visite gratuite. 

Formandi – Sapori e formaggi di montagna

Sempre domenica 21 novembre, una straordinaria selezione di formaggi di malga della montagna friulana sarà in degustazione e in vendita nella piazzetta del Municipio. 20 malghe della Carnia, del Canal del Ferro-Val Canale e del Pordenonese si presentano insieme per far conoscere la qualità dei loro prodotti e raccontare al largo pubblico il loro impegno a tutela della montagna e delle attività della tradizione. Nel pomeriggio, alle 16.00, si terrà nella Sala Kaiser Zoncolan un’inconsueta Asta di formaggi di malga (Green Pass necessario), che darà la possibilità di aggiudicarsi forme particolarmente pregiate e solitamente introvabili. Rivolta principalmente agli addetti ai lavori (ristoranti, agriturismo, negozi di formaggi ed alimentari) interessati ad acquistare i prodotti della monticazione 2021 già in parte introvabili o pezzature speciali, l’asta sarà aperta anche al pubblico, che potrà assistervi ed acquistare, volendo, le forme. Alle 17.30, prima della chiusura dell’asta, è in programma uno Show Cooking con degustazione.

Per informazioni: Pro Loco Sutrio - Tel: 0433778921 - www.prolocosutrio.com - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - https://facebook.com/proloco.sutrio/  

In Trentino cresce la famiglia dei “Borghi più belli”

Il viaggio tra tradizioni, antiche pietre, architetture rurali, segni del sacro e dell’uomo alla scoperta dei “Borghi più belli d’Italia” si arricchisce in Trentino di nuove tappe. A inizio novembre, infatti, il Consiglio direttivo dell’Associazione ha accolto le proposte del Comitato Scientifico deliberando l’ammissione di 12 nuovi Borghi all’interno dell’Associazione e tra questi anche quelli trentini di Luserna / Lusérn e Pieve Tesino.

In totale quindi sono ora otto i borghi trentini nell’Associazione I Borghi più belli d’Italia. I due nuovi entrati si aggiungono a Mezzano, Vigo di Fassa, Canale di Tenno, Rango, Bondone e San Lorenzo - Dorsino. Appartati tra le montagne, questi piccoli borghi storici sono inconfondibili con le loro storie, le architetture tipiche, il grande patrimonio di tradizioni e anche di sapori. Andiamo dunque a conoscere le peculiarità dei nuovi borghi.

Luserna/Lusérn, un piccolo paesino di montagna a 1.333 m, localizzato a Sud Est di Trento, rappresenta ormai l’ultima isola dove la lingua cimbra, un antico Bavarese, viene ancora correntemente parlata dal 90% della popolazione. Appartato e immerso in una cornice naturale di grande bellezza si colloca sul confine centro-meridionale di un grande alpeggio che si snoda nelle zone tra Folgaria, Lavarone e Passo Vezzena.

Si occupano della salvaguardia, della promozione e della valorizzazione della cultura cimbra il Centro Documentazione Lusérn/ Dokumentationszentrum Lusérn, che si propone come sede museale con sezioni dedicate alla storia e alle tradizioni, alla Grande Guerra, alla fauna locale e ai forni fusori dell’Età del Bronzo. La Casa museo "Haus von Prükk" è l’emblema delle tradizioni di questa minoranza: è nata dal restauro conservativo di un antico maso che aveva mantenuto inalterate nel tempo le proprie caratteristiche di dimora contadina ottocentesca.

E proprio in questo luogo così identitario il prossimo 26 dicembre è in programma l’evento Natale alla Haus: grazie ai numerosi figuranti che per l'occasione indosseranno i costumi tradizionali, per un giorno questo edificio ritornerà ad ospitare la vera cultura e le tradizioni cimbre: il filò davanti al fuoco accesso, gli agnellini e vitellini nella stalla, le merlettaie con i loro tomboli, la preparazione dei dolcetti, il lavoro del legno e il racconto delle antiche leggende. E poi i bambini intoneranno, con le loro voci bianche, antiche melodie. Ad accogliere gli ospiti un fumante thé caldo e i biscotti che le nonne di Luserna preparavano per le feste di Natale

Il borgo di Pieve Tesino è noto per aver dato i natali allo statista Alcide De Gasperi (1881-1954) al quale è dedicato il Museo Casa Degasperi. Allungato sulle falde meridionali del cono selvoso del monte Silana che lo difende dai venti del nord, ai suoi piedi si allarga la bellissima conca tesina con le sue interessanti colline moreniche. Pieve, così detto perché da immemorabile data è sede della Chiesa Pievana della valle, si apre a ventaglio ai piedi del Bosco di Santa Maria, ed è disposto su brevi terrazzamenti collegati tra loro da strade trasversali selciate ancora in parte dai "ciottolini" raccolti nel greto del vicino torrente Grigno (affluente del Brenta), e nella parte alta, da ardite scalinate in granito. Conserva ancora la testimonianza del suo intenso e illustre passato negli edifici e nei portali, che risalgono persino al Quattrocento. A segnare profondamente la storia di Pieve e del Tesino furono i venditori ambulanti girovaghi che con le loro stampe artistiche, da questo altopiano raggiunsero i più disparati angoli del mondo, fondando negozi e divenendo anche editori. Oggi il Museo per via raccoglie le testimonianze di quella epopea da più prospettive, di chi partiva per percorrere a piedi itinerari impensabili e delle famiglie che restavano affrontando sfide non meno dure. Si trova all’interno di Casa Buffa Giacantoni, nel centro storico di Pieve Tesino, edificio abitato da venditori di stampe per generazioni. Prodotto tipico del Tesino sono “le Verde”, dei crauti preparati sminuzzando i cavoli cappucci e sottoponendoli a fermentazione lattica, da consumare fredde e condite.

I Mercatini di Natale nei Borghi più belli 

E tra poche settimane nei borghi di Rango, Canale di Tenno e Vigo di Fassa si accenderanno le luci e torneranno a rivivere le tradizioni del Natale, direttamente nei portici, nei vòlti e nelle piazzette e in altri angoli caratteristici.

A Rango il mercatino sarà aperto nei weekend a partire dal 14 novembre e anche nei giorni 26, 29 e 30 dicembre per proporre un viaggio gastronomico tra i prodotti dei Borghi più belli d’Italia, per ascoltare le melodie natalizie sotto i portici, o partecipare ai laboratori dedicati alle decorazioni natalizie con materiali naturali e di recupero. A Canale di Tenno, tra le case in pietra aggrappate sul fianco della montagna, il mercatino sarà aperto nel cuore del borgo medievale nei giorni 27 e 28 novembre e poi tutti i sabati e le domeniche fino al 18 e 19 dicembre, con tante bancarelle, collocate nelle cantine e negli avvolti delle abitazioni, colme di prodotti tipici locali e di oggetti confezionati con passione da abili artigiani e hobbisti, oltre ai sapori di questo angolo di Trentino qui rappresentati dalla “carne salada e fasoi”, piatto tipico che risale al 1500. E davvero grazioso il Mercatino di Natale allestito nel cuore di Vigo di Fassa, nei giorni dal 4 al 7 dicembre e dal 18 al 31 dicembre (escluso il giorno di Natale) dalle 15.30 alle 18.30. Nelle casette in legno si potranno ammirare e acquistare prodotti realizzati a mano ed originali idee regalo: addobbi natalizi in materiali naturali, dipinti, suppellettili artigianali, tessuti, creazioni per la casa e decorazioni.

Isole Baleari: biodiversità unica 

Formata da quattro isole – Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera – ubicate nel cuore del Mediterraneo, l’arcipelago delle Isole Baleari è un paradiso di bellezza indescrivibile con parchi, coste bagnate da acqua cristallina e un panorama inimitabile. Attraverso iniziative come il Decreto per la conservazione della Posidonia Oceanica, l’Agenzia per la Strategia del Turismo delle Isole Baleari (AETIB) punta a tutelare la biodiversità unica dell’arcipelago.

Il patrimonio naturale delle Isole Baleari è un esempio di coesistenza tra essere umano e natura, una meravigliosa opera d’arte naturale scolpita in un ambiente paesaggistico che si fonde con le tradizioni e le culture delle popolazioni locali. Spazi idilliaci come la Sierra de Tramontana, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, l'Albufera de es Grau a Minorca o la Posidonia nelle Pitïusas, tra le altre meraviglie, sono un esempio delle meraviglie naturali e paesaggistiche di cui si può godere nelle Isole Baleari.

Per queste ragioni, il governo delle Isole Baleari ha promosso una serie di iniziative con l’obiettivo di tutelare le bellezze naturali dell’arcipelago.

Le bellezze naturali delle Isole Baleari

Nel 2011 l’UNESCO ha proclamato la splendida Sierra de Tramontana di Maiorca “Patrimonio dell’Umanità”. Si tratta di un’impressionante massiccio di oltre 90km, che forma la spina dorsale dell’isola da Nord a Sud. Lungo la Sierra si trovano due laghi – il Gord Blau ed il Cuber – e le splendide vette di Puig Major, Teix, Massenella e Tomir. Il paesaggio rurale è dominato da antichi terrazzamenti in pietra ed imponenti pareti rocciose, dove ulivi centenari, piegati dal vento, la fanno da padrone. Lungo la Sierra sono molti i luoghi che vale la pena visitare: piccoli paesi, villaggi e cittadine, che nascondono l’essenza della cultura e della storia di Maiorca. La Sierra è testimone dell’incontro tra la cultura Islamica e quella Occidentale: gli antichi sistemi di irrigazione infatti, che fanno delle terrazze della Sierra un panorama davvero unico, sono quelli portati dalla dominazione araba.

Anche Minorca offre ai visitatori meravigliose bellezze naturali. Tra queste, impossibile non citare l'Albufera de es Grau, il parco naturale più importante di Minorca con oltre 5.000 ettari ricchi di specie vegetali e con centinaia di animali fra uccelli acquatici (anatidi, aironi, cormorani) e rapaci (falco pescatore e aquila stivale). Nel 1993 Minorca è stata dichiarata “Riserva della Biosfera” dall’Unesco: l’Albufera de es Grau è uno dei punti chiave della Riserva, che ospita un parco naturale, cinque riserve naturali, una riserva marina e diciannove zone di ANEI-Aree Naturali di Speciale Interesse. 

Ma il vero segreto del variegato ecosistema nelle Isole Baleari risiede in una pianta marina: la Posidonia Oceanica. Questa pianta non è un’alga, ma ha fusto, radici e fiore ed è la protagonista principale dei fondali marini delle coste di Formentera, potendola incontrare fino a 30 o 40 metri di profondità. La sua forma ed estensione tingono di verde grandi zone della costa e favoriscono una ricca vita marina, sia vegetale che animale. 

La Posidonia Oceanica non solo aiuta a riparare i fondali marini ed a proteggere le spiagge, prevenendo l’erosione del litorale sottomarino, ma il suo ruolo più importante è la grande capacità di generare ossigeno (essendo una vera e propria pianta). Non è un caso, quindi, che le praterie di Posidonia che si estendono tra le saline di Ibiza e Formentera siano state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1999.

Le iniziative a tutela della biodiversità nelle Isole Baleari

Una delle iniziative più importanti intraprese dal governo delle Isole Baleari per tutelare le bellezze naturali dell’arcipelago è il Decreto per la conservazione della Posidonia Oceanica. L'obiettivo del decreto sulla conservazione della Posidonia Oceanica, approvato nell'estate 2018, è quello di creare una normativa che renda le attività umane compatibili con la protezione di questa specie e del suo habitat, stabilendo un quadro giuridico omogeneo e regolando gli usi e le attività che possono influire su di essa. 

La Posidonia Oceanica è una pianta marina a crescita molto lenta, endemica del Mar Mediterraneo, di straordinaria importanza biologica ed ecologica, che forma estese praterie intorno alle isole Baleari. Infatti, le Baleari sono la comunità autonoma con la più grande superficie di praterie di Posidonia oceanica in Spagna, precisamente il 50% del totale. Questa specie è la principale fonte di biodiversità marina nelle isole Baleari. 

Al giorno d'oggi, lo sfruttamento delle acque principalmente legato all’attività umana – sia dal punto di vista degli impatti da terra (scarichi, costruzioni, ecc.), sia dalle attività in mare (pesca, navigazione, ecc.) – ha portato alla luce esempi di impatti che possono mettere in pericolo lo stato ottimale di conservazione della Posidonia. Così, una regolamentazione adattata alla realtà delle Baleari è necessaria per rendere l'esistenza delle attività umane compatibile con la protezione e la conservazione della specie e del suo habitat.

Una seconda iniziativa a tutela della biodiversità nelle Isole Baleari coinvolge la meno conosciuta delle isole dell’arcipelago: Cabrera. L’isola è la più grande di un arcipelago composto di 19 isole e isolotti, denominato “Parco Nazionale Marittimo-Terrestre di Cabrera”. L'arcipelago di Cabrera è oggi il più grande parco nazionale marino-terrestre della Spagna, visto che è stata approvata la legge per aumentare la sua area protetta da 10.000 a quasi 90.000 ettari, rendendolo il più grande parco nazionale marino del Mediterraneo occidentale.

Questo parco dichiarato “nazionale” nel 1991, si trova a sud di Maiorca ed è composto da un'isola principale, Cabrera Gran, e 18 isole minori, di cui Illa dels Conills è la più importante. Il parco darà la massima protezione legale alle specie in pericolo tra cui coralli, delfini e balene.

 

 

Con il Treno Natura per scoprire il ''Diamante Bianco'': il Tartufo Bianco delle Crete Senesi

Da Siena e Grosseto a San Giovanni d’Asso con il Treno Natura per scoprire il ''Diamante Bianco'': il Tartufo Bianco delle Crete Senesi. 
Due corse con una locomotiva a vapore - domenica 14  e 21 novembre -  immersi nei paesaggi invisibili dalle normali strade, su una linea ferroviaria dimenticata

Raggiungere San Giovanni d’Asso, alla scoperta del tartufo bianco delle Crete Senesi, su un convoglio d’epoca sospinto da una locomotiva a vapore. Nei due weekend della Mostra  Mercato dedicata al “Diamante bianco" (13-14 e 20-21 novembre), il trasferimento fino a San Giovanni d’Asso diventa un viaggio indietro nel tempo.

La linea, una volta, era la via “veloce” che portava ai paesi sperduti fra le Crete senesi, fino alle pendici del monte Amiata, collegandoli a Siena e Grosseto. Oggi la “Asciano – Monte Antico” è diventata la ferrovia simbolo di un nuovo turismo “slow” per riscoprire le emozioni di viaggiare a bordo di un treno a vapore immersi in paesaggi incontaminati. 

E’ un modo diverso per raggiungere lo splendido borgo di San Giovanni d’Asso e degustare il prelibato Tartufo Bianco delle Crete Senesi: un treno a vapore d’epoca restaurato percorre una linea quasi dimenticata capace di regalare scorci unici delle colline toscane, invisibili da qualsiasi strada. 

Il declino della ferrovia “Asciano-Monte Antico”, chiusa oltre venti anni fa perché attraversava un territorio poco abitato e senza fabbriche, ha fatto nascere un treno turistico unico nel suo genere che riporta indietro le lancette del tempo e che si è conquistato un posto importante nel cuore delle persone che scelgono di visitare le Crete senesi.

Per chi non vuole perdersi questa avventura con la locomotiva a vapore d’epoca del Treno Natura, ci sono due corse a disposizione. La prima parte dalla stazione ferroviaria di Siena domenica 14 novembre alle ore 8.55. 

Passando da Buonconvento e Monte Antico, alle pendici dell’Amiata, dalle zone del Brunello di Montalcino, raggiunge San Giovanni d’Asso alle 11.15, giusto in tempo per iniziare la visita della Mostra – mercato e pranzare negli stand gastronomici dello Square Food o in uno dei ristoranti che offrono menù a base di tartufo bianco, Brunello, vino Doc Orcia e tanti altri prodotti tipici. Alle 16.25 il treno riparte alla volta di Siena concludendo l’anello fra Val d’Orcia e Crete passando per Asciano. Il rientro a Siena è previsto alle 17.35.

Domenica 21 novembre si replica, partendo questa volta dalla stazione ferroviaria di Grosseto alle ore 9,00. Si attraversa la valle dell’Ombrone fino ad entrare nella Val d’Orcia per raggiungere Monte Antico. L’arrivo a San Giovanni è previsto alle ore 11,05. In questo caso il treno ripercorre la stessa tratta per tornare a Grosseto. La partenza per Grosseto è prevista alle 16,10 (il ritorno è con treno storico a trazione diesel) e l’arrivo in stazione alle 18.11.

Il programma potrebbe subire leggere variazioni, per questo è preferibile chiedere sempre conferma prima della partenza. I posti sono limitati ed è necessario prenotare (tel. 0577 48003, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Fondazione FS ha attivato misure e iniziative in materia di prevenzione della diffusione del Coronavirus. Sono state potenziate le attività di sanificazione e disinfezione a bordo con l’installazione di dispenser con  disinfettante per le  mani. Il personale è stato dotato dei sistemi di protezione necessari  ed è stato introdotto un nuovo criterio di prenotazione dei posti che, mantenendo invariato il comfort, garantisce il rispetto delle distanze di sicurezza con la capieza limittata al 70%..

La Mostra mercato di San Giovanni d’Asso offre due week end (13-14 e 20-21 novembre) per degustare, acquistare, conoscere e anche cercare direttamente questo prezioso fungo ipogeo. Insieme al tartufo bianco delle Crete Senesi, i visitatori potranno conoscere e apprezzare le altre grandi eccellenze di questo territorio come l’olio extravergine di oliva, il formaggio pecorino, il vino della Doc Orcia, il Brunello di Montalcino, il miele. Dalla “cerca” del tartufo e le visite al museo a lui dedicato, al giro dei frantoi, al cibo di strada, alle cene di gala (sabato 13 e 20), le degustazioni libere e guidate, tutto è stato pensato per condurre i visitatori all’interno di un territorio unico, ricco di tradizioni, prodotti di qualità e di un ruralità ancora genuina dove l’uomo è protagonista.


www.tartufodisangiovannidasso.it

A Zurigo "progetto Hotel Noël" con dieci artisti in dieci alberghi diversi

Al via il 25 novembre, con l’inizio del magico periodo natalizio zurighese, il progetto Hotel Noël. Dieci artisti locali allestiranno e decoreranno, con le loro opere, una camera in ciascuno dei dieci hotel zurighesi selezionati, trasformando la città in un grande albergo diffuso dove l’arte sarà protagonista. Le stanze possono essere prenotate già da ora sul sito noelzurich.com e saranno disponibili per pernottamenti dal 26 novembre al 26 dicembre. Durante questo periodo le stanze dell’Hotel Noël diverranno il punto di partenza ideale per scoprire una Zurigo dall’atmosfera incantata.

Milano, 03 novembre. Dieci camere pensate e decorate da dieci diversi artisti in dieci alberghi zurighesi, questo sarà l’evento natalizio dell’anno a Zurigo, una sorta di “pop-up hotel” che sarà attivo per tutto il periodo dell’Avvento. Una nuova esperienza ricettiva da vivere a partire dal 26 novembre fino al 26 dicembre, dove artisti, illustratori, designer e videoartisti daranno vita a mondi creativi, nei quali gli ospiti potranno immergersi.

Al Luxus Boutique-Hotel Storchen, Alain Kupper presenta il suo concept “Home is where we celebrate the ordinary”, mentre al 25hours Hotel Langstrasse, Schoenstaub invia in una capsula del tempo negli anni Settanta per gli amanti del design. Se Martina von Meyenburg e i suoi angeli dell’Hotel Krone fanno sognare tutti quelli che credono della magia del Natale, le amabili creature fantastiche dell’illustratore Philipp Dornbierer (Yehteh) cullano nel sonno i visitatori dell’Hotel Marktgasse. All’Hotel Sedartis di Thalwil, la coppia di artisti Husmann/Tschaeni ha creato una caverna invernale per immergere gli ospiti in un mondo pieno di colori e di bellezze naturali. Sebastian Utzni fonde il sole, la luna e le stelle per il Glockenhof creando una stanza dove tutti i filosofi si sentono a casa chiamata ‘the sky is the limit’. All’Hotel Greulich Corso Bertozzi consente agli ospiti di esplorare un magico mondo invernale con giochi di luce, mentre Matthias Gubler proietta videocollage su temi contemporanei di Zurigo sul soffitto di una stanza del Plattenhof. Per il Sorell Hotel St. Peter, Benjamin Solt ha creato tratti e forme geometriche, dando vita a una camera per gli amanti della linearità. Il collage tridimensionale di Myriam Gämperli (in arte Mizzo) all’Hotel Helvetia è un concentrato di energia creativa dove il tema del Natale si fonde con i temi della femminilità, della nascita, i nuovi inizi e la fuga. Tutte le camere con i concept degli artisti sono visibili online su noelzurich.com

Il progetto pop-up “Hotel Noël – 10 Ways to Experience Christmas in Zurich” è stato ideato da Zurigo Turismo in collaborazione con artisti e hotel locali. Grazie a questa partnership stanno sorgendo in città alloggi suggestivi che fungeranno da punto di partenza ideale per esplorare la magica Zurigo in versione natalizia, con la sua prestigiosa offerta fatta di gastronomia, shopping, arte e cultura. “Siamo felici che nei prossimi giorni gli zurighesi risveglino lo spirito natalizio, assopito lo scorso anno. Dopo le difficoltà del Natale 2020, ora la situazione è decisamente migliore: gli ospiti – si spera numerosi – possono già prepararsi al meglio per il Natale programmando di visitare diversi luoghi della città, come il Wienachtsdorf (villaggio del Natale) sulla Sechseläutenplatz, la Weihnachts-Insel (isola del Natale) sul Bauschänzli o lo Zauberpark (parco magico) all’aeroporto di Zurigo”, spiega Martin Sturzenegger, Direttore di Zurigo Turismo. 

L’albergo diffuso “Hotel Noël” sarà “aperto” dal 26 novembre al 26 dicembre 2021. Le prenotazioni possono essere effettuate già a partire da fine ottobre su noelzurich.com. In occasione dell’inaugurazione del pop-up hotel, che avverrà il 25 novembre, nelle 10 camere si terrà un vernissage in presenza degli artisti coinvolti nell’iniziativa dove si avrà l’opportunità di conoscere i loro concept e le loro ispirazioni creative.

Un’occasione in più per visitare Zurigo nel periodo dell’Avvento è data dall’offerta per raggiungere la città elvetica in treno (in solo 3 ore e mezzo da Milano) denominata Promo Città Svizzere, disponibile dal 23 ottobre e valida per viaggiare dal 20 novembre al 20 dicembre 2021 sui treni Eurocity Italia-Svizzera verso Zurigo. Il prezzo della tariffa è di 25 euro a tratta per la 2° classe e 45 euro a tratta per la 1° classe da Milano. Il prezzo da Genova è di 30 euro per la 2° classe e di 50 euro per la 1° classe. La tariffa è a posti limitati, non è rimborsabile né modificabile. I biglietti per la Promo Città Svizzere si possono acquistare solo su territorio italiano presso le biglietterie di stazione, sul sito www.trenitalia.com, tramite l’App Trenitalia (selezionando il nome dell’offerta denominata PROMO SVIZZERA) e nelle agenzie di viaggio abilitate.

Approfondimenti su artisti, camere e hotel

Hotel Restaurant Bar Helvetia

Mizzo (Myriam Gämperli)

Sorell Hotel St. Peter             

Benjamin Solt

Hotel Krone Pop-up

Martina von Meyenburg

Design & Boutique Hotel Plattenhof

Matthias Gubler

Hotel Marktgasse

Yehteh (Philipp Dornbierer)

Hotel Sedartis

Husmann&Tschaenni

Storchen Zürich

Alain Kupper

25hours Hotel Zürich Langstrasse

schoenstaub

Glockenhof Zürich

Sebastian Utzni

Greulich Design & Lifestyle Hotel

Corso Bertozzi

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