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Il buon Radicchio di Chioggia

Il buon Radicchio di Chioggia

Il radicchio di Chioggia – località sita a sud della laguna veneta, anche detta “Piccola Venezia” – in dialetto locale è chiamato
“radicio de Ciosa” o anche “rosa di Chioggia”.

Scientificamente si descrive come “erbacea biennale” a ciclo di coltivazione annuale,
della famiglia delle Asteraceae. Si tratta di una particolare specie di radicchio, appartenente al gruppo delle cicorie, noto per le
sue proprietà e per il suo buon gusto. Il radicchio chioggiotto è il risultato di una selezione partita dal “radicchio variegato di
Castelfranco” ed è la varietà più coltivata grazie alla capacità di adattarsi a molte condizioni climatiche. E’ prodotto nelle
tipologie “precoci” (aprile-luglio) e “tardiva” (settembre-marzo) e a differenza di quello trevigiano, ha forma rotonda, sferica,
foglie screziate di colore rosso vinaccia con nervature centrali bianche verdastre allargate alla base; peso medio 300-400 gr. al
cespo. Pur essendo composto d’acqua per più dell’85%, ha robusta consistenza. Per composizione chimica ha alto tasso di
potassio, fosforo, calcio e magnesio, ha notevole contenuto proteico riferito alla parte secca, ha bassi livelli calorici (circa 12 Kcal
per 100 grammi di prodotto) in compenso è ricco di fibre, di vitamine e di sali minerali, ha proprietà antiossidanti, antiradicali,
diuretiche, depurative e digestive; al gusto è croccante, risulta leggermente amarognolo e per questo è sicuramente adatto e
consigliato per tutte le diete. La varietà di Chioggia è stata selezionata negli anni '30 dall'incrocio del radicchio trevigiano (la cui
coltivazione invece risale al XV secolo) e l'indivia (Cichorium endivia, pianta commestibile chiamata anche scarola). Le tecniche di
selezione naturale di questo vegetale si sono raffinate intorno agli anni '50, ottenendo piante a foglia screziata, di maggiore
resistenza ai parassiti e più facilmente conservabili. Vegeta in autunno, è molto sensibile ai freddi invernali e come tutti i radicchi,
richiede attenzione per la semina e costanti apporti idrici. Per una corretta coltivazione si consiglia il “trapianto” da agosto a
ottobre, la “densità” ideale di 8-9 piante/mq., concimi minerali idro-solubili o a lenta cessione. Ha una buona tolleranza alla
siccità e alle gelate, ma occorre fare attenzione ai ristagni idrici. La raccolta avviene dopo 60-80 giorni dal trapianto. Oltre alla
zona chioggiotta, è coltivato anche in altri comuni delle province di Padova, Rovigo e Venezia ed esportato in tutta Europa. Il
Radicchio di Chioggia é IGP dal 27 ottobre 2008, con l’iscrizione nel “registro delle denominazioni di origine protette e delle
indicazioni geografiche protette”. Per il consumo deve presentarsi esente da macchie, da bruciature o da attacchi di animali,
pulito, tagliato, di aspetto fresco, privo di umidità esterna anormale, privo di odori o sapori estranei. Si consuma soprattutto
crudo, ma al palato dà molto gusto anche cotto, bollito, alla brace e usato per condimento di paste e risotti… e per questo esistono
moltissime ricette.

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