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News dal network Degusta

Da domenica 31 maggio in Emilia-Romagna possono riaprire centri termali e centri benessere ed è consentita l'attività di funivie, funicolari e seggiovie. Lo prevede l’ordinanza del presidente della Regione Stefano Bonaccini, che fissa le linee guida. 
Obbligatorio garantire le misure igieniche e comportamentali utili a contenere la trasmissione del Coronavirus. Prima dell’accesso potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendolo in caso di temperatura maggiore di 37,5 °C. Evitare eventuali raggruppamenti di persone e regolamentare i flussi negli spazi comuni, di attesa e nelle varie aree nel rispetto del distanziamento interpersonale (almeno 1 metro per non appartenenti allo stesso nucleo familiare o conviventi). 
Nel bolognese il Villaggio della Salute Più di Monterenzio (BO) riparte con un rinnovato entusiasmo e con tante novità che interessano in particolar modo la sicurezza, la pulizia e le politiche di prenotazione: aspetti ormai imprescindibili per una vacanza rilassante e al contempo responsabile. Oltre alla cancellazione gratuita della prenotazione fino a due giorni prima dell’arrivo, senza perdita del deposito cauzionale, al Villaggio della Salute Più è stato messo a punto un piano preciso per garantire agli ospiti il relax nel rispetto delle raccomandazioni Oms e delle normative di sicurezza: disinfezione e pulizia accurata di camere, cucina e ambienti comuni con prodotti professionali e certificati, sanificazione giornaliera dei lettini prendisole, distanze di sicurezza, personale medico pronto per ogni necessità, possibilità di misurare la temperatura, mascherine e igienizzanti utilizzati dal personale. E ancora, prenotazione on line del biglietto Acquapark e numero chiuso per garantire sicurezza e distanziamento, trattamento dell'acqua delle piscine con ozono, menù del ristorante consultabile dagli ospiti direttamente sul cellulare, sono solo alcune delle accortezze prese dalla direzione a tutela della salute dei cittadini. Al Villaggio della Salute Più, grazie al metodo Gruppo Monti Salute Più, tutta la persona viene coinvolta in un’esperienza di benessere completo e profondo. Protagonista è la preziosa acqua termale solfato-calcica con le sue proprietà benefiche per l’organismo, ma anche la natura incontaminata, che con i suoi paesaggi distende corpo e mente. Acqua termale solfato-calcica, movimento, medicina e alimentazione: sono questi i quattro principi su cui si basano i trattamenti della Beauty Farm delle Terme dell’Agriturismo al Villaggio della Salute Più. Un percorso di rigenerazione fisica e mentale, una sosta di totale benessere, in un luogo magico e affascinante, dove è possibile immergersi contemporaneamente nelle acque termali e nella natura incontaminata grazie all'innovativa architettura in vetro e legno. Per quanti desiderino potenziare la propria salute, al Villaggio della Salute Più c'è anche il “Centro residenziale di Cure Antiage e Saninforma 120” che propone soggiorni settimanali per mettere in atto prestazioni esclusive anti-invecchiamento e realizzare un cammino serio verso la longevità “Saninforma 120”. A tale scopo, vengono coniugate le tecniche naturali (cure termali, fitness, etc.) e le cure più aggiornate della scienza medica, per energizzare e sinergizzare le 6 funzioni rigenerative dei sistemi nervoso centrale (encefalo e ormoni di regolazione), cardiocircolatorio, respiratorio e metabolico. Solo così si può realizzare un vero stile di vita che è in grado di combattere l'invecchiamento e prolungare la longevità. Infine, alle Terme dell'Agriturismo, oltre alle classiche Cure Termali in convenzione SSN, vengono applicati i protocolli più avanzati di Balneoterapia: balneoterapia osteoarticolare e muscolo-scheletrica, balneoterapia recettoriale-encefalica (RCR). 
Per info e prenotazioni: Villaggio della Salute Più, via Sillaro 27 – Bologna (uscita A14 Castel San Pietro Terme, poi seguire la provinciale Sillaro in direzione Sassoleone per 15 km). Tel. 051.929791. Sito web: www.villaggiodellasalute.it.

(GfL)

È Ruenza Santandrea la nuova Presidente del Consorzio Vini di Romagna, è stata eletta all’unanimità dal rinnovato CdA e succede a Giordano Zinzani che lascia dopo quattro mandati triennali consecutivi, ben 12 anni. Mercoledì 27 maggio si è svolta l’assemblea annuale dei soci del Consorzio Vini di Romagna. Un’assemblea particolarmente importante in quanto prevedeva anche il rinnovo delle cariche per il triennio 2020-2022. Come da prassi è stato il Consiglio d’Amministrazione appena eletto a nominare il nuovo presidente. All’unanimità le preferenze sono state espresse per Ruenza Santandrea, nome noto e molto apprezzato nel panorama vinicolo regionale, nazionale ed europeo per gli importanti incarichi ricoperti in questi ultimi quindici anni nel settore. La Santandrea, prima presidente donna nella storia del Consorzio Vini di Romagna in 58 anni dell’ente (è stato fondato nel 1962).
«Consapevole di andare a ricoprire questo importante ruolo in un momento storico decisamente complicato per il vino romagnolo, e non solo, spero nell’impegno di tutti per dare nuovo slancio al nostro settore – dichiara la neo Presidente Santandrea – Tutti possono fornire il proprio contributo e assieme dobbiamo iniziare a ragionare, da subito, su quali azioni e quali strategie mettere in campo per promuovere i nostri vini, figli di un territorio ricco di cultura, tradizioni, gastronomia. Ringrazio quindi per la fiducia espressa dal CdA nei miei confronti e adesso al lavoro, uniti e compatti. Solo così riusciremo a valorizzare i nostri prodotti, ben oltre il Covid-19».
Ad affiancare la Santandrea nei lavori del Consorzio Vini di Romagna saranno i riconfermati Vice Presidenti Scipione Giuliani (Poderi dal Nespoli, Civitella di Romagna) e Mauro Sirri (Celli, Bertinoro) e il nuovo Consiglio d’Amministrazione formato da: Francesco Bordini (Villa Papiano, Modigliana), Silvia Casali (Tenuta Casali, Mercato Saraceno), Fabio Castellari(Cantina di Faenza, Faenza), Andrea Achille Emiliani (Agrintesa, Faenza), , Riccardo Maraldi (Caviro, Faenza), Roberto Monti (Cantina Forlì-Predappio, Forlì), Alessandro Morini (Poderi Morini, Faenza), Marco Nannetti (Terre Cevico, Lugo), David Navacchia (Tre Monti, Imola), Alberto Perdisa (Insia – Palazzona di Maggio, Ozzano dell’Emilia), Enrico Prugnoli (Cantina Sociale di Cesena, Cesena), Daniele Rossi (Cantina dei Colli Romagnoli, Faenza), Sandro Santini (Tenuta Santini, Coriano), Roberto Sarti (Caviro, Faenza), , Matteo Vingione (Cavim, Sasso Morelli).
Faentina, classe 1954, sposata, con due figli e due nipoti, Ruenza Santandrea prima di ricoprire il ruolo di Presidente del Gruppo Cevico e delle società controllate dal 2005 al 2017, svolgeva attività professionale soprattutto come consulente di direzione e di sindaco revisore, collaborando alla costituzione di importanti consorzi del mondo produttivo.
Durante la presidenza di Cevico, è anche responsabile del settore vino nazionale dell’Alleanza delle Cooperative, lanciando Vivite, il festival del vino cooperativo, e promuovendo il coordinamento europeo cooperativo del vino con francesi e spagnoli.
Ha partecipato al gruppo dei cinque esperti che hanno lavorato per il Ministero dell’Agricoltura alla realizzazione del padiglione vino di Expo Milano 2015. Inoltre, ha ricoperto diversi ruoli in associazioni di sindacati d’impresa, sia a livello territoriale sia nazionale. Ha ricevuto il premio Romagna Wine Festival di “Profeta in patria” e il premio “Voice of Wine 2019” alla WBWE di Amsterdam per il lavoro svolto a sostegno del mondo vinicolo europeo. Dopo aver lasciato la presidenza di Cevico al termine del quarto mandato, e con essa anche gli incarichi collegati sia a livello societario sia sindacale, ha ricoperto il ruolo di Presidente di “Bolè srl”, società nata per produrre e lanciare lo spumante ottenuto da Romagna Trebbiano DOC; incarico tutt’ora in corso.

“Italiani, volete lavorare in vigna? Preparatevi, imparate, c’è lavoro per tutti!” L’appello viene da Marco Simonit, CEO di Simonit&Sirch Vine Master Pruners, che interviene nel dibattito suscitato dalla notizia che Martin Foradori Hofstätter, famoso vignaiolo di Termeno, ha addirittura dovuto noleggiare un aereo per far arrivare dalla Romania un gruppo di lavoratrici specializzate nel lavoro in vigna, non trovando personale altrettanto competente in Italia.
“Il problema sta emergendo in modo drammatico in questo momento di pandemia, che ha bloccato le frontiere - dice Marco Simonit- La natura non si ferma, le aziende hanno bisogno di manodopera preparata e specializzata nelle vigne e non la trovano in Italia, perché gli italiani snobbano questi lavori, nonostante si parli tanto di ritorno all’agricoltura, di lavoro green eccetera.”
“Dal 2009 abbiamo aperto la Scuola Italiana di Potatura della Vite ed ora i corsi sono anche on line - specifica – Per chi vuole imparare un lavoro qualificato, e quindi anche ben retribuito, ci sono tutti gli strumenti per poterlo fare. Da anni stiamo formando squadre di manodopera specializzata per le principali aziende vinicole del mondo, che ricorrono alla nostra consulenza perché sono ben consapevoli che il lavoro nei vigneti (che sono il loro grande patrimonio) non può essere affidato a personale impreparato. ”
“Si sostiene che dopo questa pandemia bisognerà ripartire dalla terra e dall’agricoltura, che torneranno centrali, e io sono pienamente d’accordo – continua-  Ma gli italiani sono assenti. Bisogna ricreare un “saper fare in vigna” che stanno perdendo e che viene quindi necessariamente affidato a stranieri. Cosa che ad esempio non succede in Francia, dove le capacità in vigna sono altrettanto importanti di quelle in cantina, e il personale addetto ai lavori agricoli è locale, ha una grande esperienza e preparazione ed è un valore aggiunto di un’azienda. “
“Voglio essere chiaro - conclude deciso -  Non è solo una questione di emergenza post Covid 19, ma un discorso più generale e molto serio, che va affrontato una volta per tutte.  Per creare un vero Made in Italy del vino, bisogna ripartire da qui, riprendendo a lavorare fra i filari. Un lavoro sostenibile, local, senza impatto ambientale, sano perché fatto all’aria aperta e, in questi tempi, anche sicuro perché è facile mantenere il distanziamento. Non posso che ribadire: preparatevi, imparate. Nelle aziende vinicole c’è lavoro fin che ne volete!”

Info: SIMONIT&SIRCH
www.simonitesirch.it
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Tel. +39 0432.752417

Dopo la “Fase 1”, la prima settimana di maggio, che ha fatto riaprire cartolibrerie, librerie, negozi di articoli per l’infanzia e alcune attività legate alla silvicoltura (per la produzione di combustibile) da oggi, 18 maggio 2020, parte la “Fase 2”, con le cautele del “decreto Cura Italia” imposte dai “dpcm”, le cautele consigliate e le ovvie – gli Italiani, dopo il “lockdown”, tornano alla vita quasi “normale” o per lo meno provano a riprendere le attività di sempre (i più fortunati) lì da dove le avevano lasciate 63 giorni fa. Ma per non pochi, si tratterà di vivere un momento nuovo, chi in grandi difficoltà economiche e anche senza il lavoro di prima, o peggio, chi senza un familiare, un amico, un conoscente che il Covid-19, si è portato via. 
Per i dipendenti statali e di grandi aziende, poco è cambiato, con la garanzia dello stipendio regolarmente incassato, per chi messo in cassa integrazione è cambiato poco, per le attività d’impresa, i commercianti e le partite IVA che hanno richiesto finanziamenti o aspettato il contributo governativo, per loro, molto è cambiato… 
Detto Covid-19 (acronimo dall'inglese COronaVIrus Disease 19 o malattia respiratoria acuta da SARS-CoV-2) ci lascia il bilancio più tragico dal dopo guerra – e dopo la peste di manzoniana memoria (che nel XVII secolo fece 1.100.000 morti sui circa 4 milioni di abitanti dell’Italia di allora…) e il famigerato “vibrione” del colera del 1973 – perché oggi nel mondo la pandemia ha coinvolto 4 milioni e mezzo di persone (i più, adulti e terza età) e dall'inizio dell'epidemia i morti sono oltre 300 mila (cifra in divenire per le tante situazioni ancora in fase acuta in Brasile, Nord America, Russia e ancora in Oriente…) - dati OMS, fonte “Health Emergency Dashboard” - in Italia più di 225 mila i casi, di cui 68 mila i positivi, 125 mila i guariti e quasi 32 mila i decessi, nella maggior parte dei casi in Nord Italia…  
Il (maledetto) patogeno, dopo i primi contagi, l’impennata della curva e il raggiungimento del picco, tenderebbe ad azzerarsi in poco più di due mesi - ciò attestato dagli studiosi – e si esaurirebbe in circa 70 giorni, indipendentemente dalle misure restrittive adottate per contrastarlo. 
Il presidente del consiglio Giuseppe Conte, ha cercato di arginare le conseguenze di questo enorme “casino” affidandosi ai pareri (spesso discordi) di esperti: virologi, psicologi, sociologi, manager, con l’obiettivo di limitare i danni e cercare di trovare soluzioni (spesso a titolo personale) questo lamenta l’opposizione, le cui proposte, non sono state considerate.  
Da oggi - lunedì 18 maggio 2020 - a riaprire sono i negozi di vendita al dettaglio, molti ristoranti (ma non tutti - per loro scelta - per le poco chiare linee guida diramate solo 24 ore fa…) bar, gelaterie e pasticcerie, pub, parrucchieri, centri estetici, tutti tenuti all’obbligo di sanificazione, di indossare mascherine, di fare utilizzare gel igienizzanti ai clienti, al tracciamento digitale con controlli a campione, specie per il rispetto del “distanziamento sociale” fintantoché cure o vaccini, garantiranno un minimo di tranquillità. Inoltre non servirà più l’autocertificazione (se non per gli spostamenti interregionali) e, finalmente, sarà possibile incontrarsi tra amici. Per le altre attività (palestre, piscine, cinema e teatri, organizzazioni di eventi) - a parte qualche regione - si dovrà attendere il 3 giugno p.v. sempre che nel frattempo non accadano - deprecabili - situazioni allarmanti che potrebbero bloccare detta “Fase 2”. L’obiettivo finale è andare tutti in vacanza al mare a ferragosto, per qualcuno con un contributo a fondo perduto di 500 euro (sperando che non succeda come per i 600 euro destinati a parecchie “partite IVA” che li aspettano ancora). Per gli addetti ai lavori delle riviere, restrizioni in termini di spazio, ombrelloni distanziati, colazioni, pranzi e cene take away con conseguenza di fatturati dimezzati (sempre che non si raddoppino i prezzi per fare tornare i conti… soluzione da biasimare). Conti che comunque non tornano per il comparto più colpito dal gran “pandemonio” (è proprio il caso di dirlo): il turismo, voce che pesa per il 13% del PIL… che con le frontiere chiuse, i viaggi aerei interdetti, la paura dilagante del contagio e l’atmosfera che si respira, senza la serenità per intraprendere un viaggio di piacere.     
Lungi da noi l’intenzione di fomentare polemiche sulle scelte effettuate dal Governo per i settori che professionalmente più ci competono – turistico, ristorazione, alberghiero, dall’agricoltura (regolarizzazione dei migrati) fino al vitivinicolo – settori che vedono i provvedimenti presi, a detta degli addetti ai lavori, “perfettibili” per usare un termine diplomatico. Non è facile se non si vive la realtà specifica, capirne i problemi e, ancora meno facile è trovare valide soluzioni ai problemi che si sono finora accumulati…  L’auspicio è di vedere effettiva la ripresa e per questo facciamo i dovuti scongiuri perché non si verifichi l’“ondata di ritorno autunnale” del Coronavirus (incrociamo le dita e tutto il resto…).
(GfL)

Il tessuto imprenditoriale della Regione Veneto è caratterizzato soprattutto dalla grande produttività delle PMI, vero motore della nostra economia e custodi delle tradizioni più autentiche del territorio veneto. Una produttività storicamente basata sull’eccellenza, capace di alte prestazioni a breve e lungo termine. L’impresa eccellente veneta è anche risorsa sociale, che genera effetti positivi a supporto di politiche di sistema.
Abbiamo recentemente assistito alla gara di solidarietà delle aziende venete nell’emergenza COVID-19. Numerose iniziative lanciate da imprenditori che hanno deciso di reagire al meglio, con lo spirito d’eccellenza che li contraddistingue, pronti a ripartire più forti di prima.
Ispiranti da tanta ammirevole tenacia e generosità, abbiamo voluto stringerci al loro fianco, raccogliere e diffondere le loro storie, lanciando un appello ai professionisti del settore della comunicazione, per fornire i nostri servizi a titolo gratuito, contribuendo a nostro modo al rilancio del tessuto produttivo veneto.

IL VENETO NON SI ARRENDE

Dalla campagna è nata una rete di aziende che hanno scelto di ripartire e puntare in alto, usufruendo dell’aiuto di professionisti che Drago Press mette a loro disposizione, ricambiando con una donazione a sostegno della Fondazione Ricerca Biomedica Avanzata Onlus, V.I.M.M., impegnata in prima linea nella lotta al Corona Virus.
Drago Press (tel. 0429 532238 - fax 0429 1760276 mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. mette a disposizione ufficio stampa, digital strategist, grafico pubblicitario, videomaker, projet manager, event organizer, riviste di settore e canali social. 
Ripartiamo insieme!

GRETA, La Mozzarella di Bufala Campana Dop che ama l’ambiente

Fabrizio Salce

Una vera e propria chicca di sapore all’interno di una nuova confezione. E’ la Mozzarella di Bufala Campana DOP dello storico Caseificio ABC di Vitulazio in
provincia di Caserta. Un packaging e un marchio “Greta” che abbina un nuovo prodotto con la più profonda intenzione di tutelare il pianeta iniziando dalle
piccole cose di tutti i giorni. Per essere più chiari: ridurre la plastica! Ovvero un tema al quale i giovani si stanno sempre più avvicinando a sostegno
dell’ambiente. E’ la “generazione Z” ed è l’esercito di ragazze e ragazzi che chiedono più attenzione verso il nostro mondo, che non nascondono le loro preoccupazioni
sull’attuale impatto ambientale che la vita di oggi con i suoi stili comportamentali imprime. Chiedono ad alta voce rispetto per la terra, prodotti
sempre più naturali che abbiano nel loro processo produttivo un bassissimo impatto sull’ambiente in cui viviamo.
Il progetto “Greta" ha dunque come obiettivo l’attuazione di una politica aziendale del tutto ambientale, sostenibile, che si finalizzi al “No Plastic More”.
La Mozzarella “Greta” è confezionata nei barattoli di vetro e carta ed è a zero ossigeno al fine di evitare contaminazioni esterne. Non solo, il contenitore di
carta all’interno è dotato di una pellicola sottile che rende impermeabile l’interno del barattolo riciclabile secondo la disposizione normativa Europea
CPAP/81. “Greta” è pertanto una Mozzarella che può vantare, oltre alla bontà e alla qualità, un packaging decisamente innovativo vocato ad allungare la vita
del prodotto escludendo contaminazioni esterne e salvaguardando la tutela del consumatore.
Ma perché “Greta”? L’idea del progetto è nata da uno studio relativo ai consumi delle nuove generazioni. Chi sono i nuovi consumatori? Cosa si aspettano per il
futuro? E come influenzeranno le strategie di marketing delle aziende nei prossimi anni? Chi sono e come lavoreranno i rivenditori? Sono interrogativi
molto seri che si pongono le aziende, quelle realtà produttive che non possono non tenere conto del fenomeno GRETA THUMBERG e del suo movimento
legato ai cambiamenti climatici.
Sono le nuove generazioni, ragazze e ragazzi di 15/20 anni nati con il digitale, che cercano informazioni su tutto, chiaramente anche sui prodotti alimentari.
Utilizzano tecnologia e dispositivi, e il loro linguaggio va compreso, interpretato, si orientano su social più consoni alle loro generazioni, utilizzano sistemi di
comunicazione stando attenti alla privacy. Bisogna pertanto parlare la loro lingua. Le aziende devono avere questa consapevolezza che la “generazione Z”
e costantemente connessa motivo per cui Brand & Retailer dovranno mettere a punto strategie innovative idonee alle loro esigenze e che, al contempo,
riescano a creare una determinata fidelizzazione. Questi ragazzi/e che usano e useranno mezzi sempre più veloci, che in poche
righe digitali vogliono info chiare e dettagliate, esigono rispetto per il pianeta, richiedono trasparenza, vogliono prodotti sostenibili; e allora bisogna essere                                                                                                                                                                          in grado di produrre e comunicare pensando che ognuno è figlio del suo tempo.

”Greta” è la Mozzarella che guarda avanti,                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        nel rispetto del gusto straordinario che solo una grande Mozzarella di Bufala può offrire al mercato:                                                                                                                                                                                                                                                        perché si sarà sempre più digitali, ma il gusto rimane il gusto. Un buon Tablet funziona meglio se c’è una buona Tavola.

A.B.C. Allevatori Bufalini Casertani – Via Appia km. 196,400 – 81041 Vitulazio (CE)
Per informazioni: tel.+39 0823 621560

La pasta, quella buona al femminile

Fabrizio Salce

La pasta, vicino alla pasta, lontano dalla pasta, guardando o mangiando…è sempre pasta e la pasta è la pasta. Quella buona, quella unica, inconfondibile. Quella che vai oltre al piacere del palato, ne assapori retaggi e tradizioni, passione ed emozione. La pasta della storia di una terra, di un popolo, di secoli di impasti e trafilature, di essiccare e cuocere. Per la strade, tra i bambini, in mezzo ai sorrisi e agli schiamazzi, tra i capelli bianchi delle nonne e i baffi degli uomini: tra i visi mediterranei di donne bellissime. Una pasta che non ha eguali per eleganza di sapore perché nasce nella città della pasta: Gragnano!

Ed è a Gragnano che la storia ci racconta dei mulini e dei mugnai della costiera amalfitana che fin dal medioevo trasformavano il grano in farina commercializzandola con Napoli allora sprovvista di strutture di molitura. Ma ben presto quelli stessi uomini divennero esperti pastai e la produzione di pasta di semola dura di prima qualità prese forma grazie anche alle condizioni climatiche ottimali per l’asciugatura. Furono gli eventi del tempo che imposero un lento ma radicale abbandono della costa da parte di quelle genti per trovare nella zona tra Gragnano e Stabia una nuova ubicazione geografica dove portare avanti la prelibata attività centenaria.

Dal passato ai giorni nostri per una pasta e un progetto imprenditoriale che parla al femminile: è il “PASTIFICIO ARTIGIANALE DUCATO D’AMALFI GRAGNANO”. Nato ad ottobre 2019, il Pastificio rappresenta un pregiato esempio di impresa in rosa. Alla sua realizzazione ci hanno pensato cinque donne: Chiara, Tullia, Anna, Antonella e Daniela, donne unite dall’amore per le proprie radici, per Gragnano. E’ una sorta di sfida, dicono, affinché il pastificio sia in grado di respirare il nuovo con l’antico, le tradizioni con le moderne tecnologie.

Il Ducato D'Amalfi Gragnano è pertanto un pastificio specializzato nella produzione artigianale di Pasta di Gragnano IGP. Per la sua preparazione viene utilizzato solo grano 100% italiano e l’acqua proveniente dalle sorgenti dei Monti Lattari. L'impasto esige da tradizione trafile in bronzo e rispetta la tecnica dell'essiccazione lenta a bassa temperatura. Il tempo di essiccazione della pasta può variare dalle 24 alle 36 ore ma per alcuni formati speciali si attendono le 50 ore; il confezionamento avviene rigorosamente a mano.

Con una pasta 100% grano italiano, essiccata a bassa temperatura, si ha un prodotto vivo e naturale che conserva tutti i principi nutritivi, possiede una particolare fragranza, valorizza ogni condimento conservando un sapore unico. Un prodotto di altissima qualità. Anche per il confezionamento della pasta si osservano determinate regole, vengono infatti utilizzate scatole biodegradabili impreziosite da un design che pensa al futuro guardando al passato. Una confezione moderna dai colori blu e verde, il mare e la montagna, ma che riporta anche un antico quadro che parla di storia.

Le donne si sa, hanno un’altra sensibilità, e allora ecco che il pastificio diventa una meta da visitare, perché vedere la lavorazione della pasta dal vivo significa osservare un’arte unica in ogni suo passaggio. Dai reparti di lavorazione si passa all’interno di un’ampia sala degustazione dove gli ospiti possono usufruire di un ristorante da 100 posti in sala e di altri 40 su di un terrazzo dal quale si gode una splendida vista sul Vesuvio. Il piacere non è chiaramente solo per gli occhi, il palato può deliziarsi con tre tipologie di pasta condite in modi differenti e preparate da chef di prim’ordine.

Ma non solo, un’altra sfida delle cinque protagoniste consiste proprio nell’aver creato un pastificio diverso anche dal punto di vista dell’atmosfera, per questo hanno pensato al progetto “Pasta Experience” una vera e propria esplorazione multimediale e multisensoriale nella Pasta di Gragnano IGP, un’immersione nella realtà virtuale della Gragnano del Novecento, attraverso i visori VR in 4D. Esperienza unica.

Degustazioni e visite non sarebbero nulla senza una produzione qualitativamente parlando al top, motivo per cui per lo sviluppo del pastificio è stato coinvolto il maestro pastaio Don Vincenzo di Massa. Più che un maestro si dice sia un mago del settore che dall’età di 14 anni ha le mani nella semola oltre ad essere una memoria storica della città di Gragnano.

Un altro elemento fondamentale per la produzione di una grande pasta di Gragnano IGP è l’acqua. Da sempre le civiltà si sono sviluppate sulle rive dei fiumi e anche per la città di Gragnano e la sua Valle dei Mulini bagnata dal torrente Vernotico, alimentato dalle sorgenti dei Monti Lattari, il destino non è stato differente. Inserita in un paesaggio e in una atmosfera affascinante la falda acquifera è pura, povera di calcare e di cloro: elementi molto importanti per il processo produttivo.

Un pastificio eccellente che produce pasta eccellente, 35 formati tra i quali spaghettoni, pasta mista, ziti, spaghetti alla chitarra, paccheri, candele corte, vesuvio, rigatoni e tanti altri. Presso il punto shop aziendale e direttamente on line sul sito la possibilità di acquistarli e volendo una confezione speciale da ben tre kg con all’interno le tipologie di pasta preferite dal cliente.

“PASTIFICIO ARTIGIANALE DUCATO D’AMALFI GRAGNANO” una storia di un tempo e dei giorni nostri, da Amalfi al mondo via Gragnano, grazie alla caparbietà e alla grande volontà delle donne: perché la pasta, sappiatelo, è donna!

                                                                                                                                              

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ARRIVA LA NUOVA LINEA DI BEVANDE ALLA FRUTTA DEDICATE AI BAMBINI:

CON PIU’ FRUTTA, SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI E IN CONFEZIONE SOSTENIBILE SENZA CANNUCCIA


ALMAVERDE BIO LANCIA LA NUOVA LINEA DI BEVANDE ALLA FRUTTA DEDICATE AI BAMBINI: CON PIU’ FRUTTA, SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI E IN CONFEZIONE SOSTENIBILE SENZA CANNUCCIA

Almaverde Bio, il marchio leader del biologico italiano punta sempre di più sull’innovazione, sia di prodotto che di packaging nel rispetto di ambiente e salute.

La nuova linea di bevande del Consorzio Almaverde Bio Italia,  si compone di tre gusti molto apprezzati: pesca, mela e ace. Queste nuove proposte  sono state sviluppate mantenendo il più possibile le caratteristiche organolettiche degli ingredienti a cui non sono stati aggiunti zuccheri (contengono naturalmente gli zuccheri della frutta). La linea è dedicata soprattutto ai bambini  ed è l’ideale a colazione o a merenda: ogni bevanda infatti è caratterizzata da un’altissima quantità di frutta utilizzata che va dall’80% per i gusti mela e ace fino all'85% per il gusto pesca. Alla frutta vengono aggiunti solo acqua e aromi naturali che assicurano tutta la freschezza della natura e avvicinano i bambini al consumo garantendo un basso apporto calorico (35 Kcal).  

Le confezioni saranno distribuite in pack da tre brik da 200ml ciascuno, realizzati con materie prime rinnovabili e vegetali. L’attenzione all’ambiente è un valore primario per il brand: con questi nuovi prodotti si vuole progressivamente rinunciare alle cannucce di plastica a favore del sistema di apertura Pull Tab.

La nuova linea di bevande senza zuccheri aggiunti Almaverde Bio, disponbile in distribuzione a partire dal mese di maggio 2020,  si propone come scelta salutare ed etica per un’alimentazione sana e alla portata di tutti.

A partire da MAGGIO 2020 puoi acquistarlo anche direttamente, accedendo a questo link, https://shop.almaverdebio.it/   

Ode al Demesse Vecchie Lugana Doc Prodotto con le uve di un vigneto di oltre cinquant’anni, questo vino di Famiglia Olivini si sposa, in tavola, con primi e secondi piatti a base di pesce. Lo chef Fabrizio Albini del “Bianca sul Lago” ha ideato una ricetta, facile da replicare anche a casa, da abbinare a questa etichetta. Tra le referenze della cantina Famiglia Olivini, che da cinquant’anni esatti produce vino in un territorio, quello posto a sud del Lago di Garda, vocato alla vinificazione del Lugana, merita sicuramente una particolare attenzione il Demesse Vecchie. Si tratta di un Lugana DOC in purezza prodotto esclusivamente dalle uve raccolte, dopo una surmaturazione in pianta e una successiva selezione dei grappoli, in un vigneto di oltre cinquant’anni, di proprietà dell’azienda. Il lungo affinamento sulle fecce nobili ed il successivo riposo in bottiglia regalano al vino profumi eleganti e maturi. Di questa cru solo…
Mentre scrivo c’è un tiepido sole primaverile, guardo attraverso la finestra che dà sul retro della casa e penso a mio padre che mi ha lasciato tre anni fa. Mio padre aveva un amico, un vero amico, che grazie a Dio è ancora vivo e che, come mio padre, era arrivato a Torino alla fine degli anni 50: nel 1959. Anni di immigrazione, di rilancio del paese, di lavoro e sacrifici, di affetti lasciati e tante speranze. Anni duri, lavoro e stringere i denti. Michele classe 1942, l’amico di papà, era ed è ancora un artista: è un ciabattino straordinario. E’ una delle persone più belle che io abbia avuto la fortuna e l’onore di conoscere. Michele è figlio di una terra magica, ancora da scoprire, da conoscere e respirare, vivere e gustare. Michele è molisano. Il Molise, la terra degli Osci, gli antichi abitanti della regione ai quali subentrarono…
BERKEL FRA ARTE E DESIGN Il brand di affettatrici più conosciute al mondo mette sul mercato i pezzi unici della Volano B114 con cui ha celebrato il proprio 120° anniversario   È “l’affettatrice” per antonomasia, nata a Rotterdam nel 1898 dal genio di Wilhelmus Van Berkel, macellaio con la passione per l’ingegneria meccanica, ma anche perché grazie al suo design unico ed elegante è diventata una vera e propria icona in tutto il mondo. Perfetta nella sua linearità, la Volano Berkel è l’oggetto del desiderio per molti appassionati e collezionisti, uno “strumento” di uso quotidiano assunto a opera d’arte tanto da essere esibito nei loft dei nuovi grattacieli come pezzo di design industriale, o nelle cucine e nelle sale dei ristoranti in quanto simbolo di convivialità e di eccellenza Made in Italy. Ed è proprio a lei, alla mitica Volano B114 che nell’ottobre del 2018, in occasione del proprio centoventesimo anniversario, Berkel ha…
A Pasqua le colombe Loison volano con lo Shop on line     Si avvicina Pasqua e nonostante l’oggettiva condizione d’emergenza in Italia, il laboratorio artigiano Loison è sempre operativo in totale sicurezza. Racconta Dario Loison: "siamo determinati a rispondere a questa situazione con estrema positività, efficienza e soluzioni immediate, attitudini che da sempre caratterizzano il nostro modo di operare. Dobbiamo avere forza d’animo e azione straordinaria - continua Loison - per tutti noi, per i nostri clienti che vivono questo momento in modalità differenti, e per i nostri dipendenti e collaboratori garantendo loro condizioni sanitarie corrette e in regola». Il nostro Shop on line in questo momento si sta rivelando uno strumento perfetto ed efficace, che permette di far arrivare il nostro prodotto a chiunque in maniera capillare e fluida, con una completa disintermediazione». Dario Loison ha di suo un carattere positivo che riesce a vedere il lato costruttivo anche nelle situazioni difficili, facendo tesoro delle esperienze per elaborarle…
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