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Gianfranco Leonardi

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Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

Busseto Festival Guareschi “Don Camillo & Peppone” 2019

Il viaggio all’interno di un microcosmo che diventa un universo a se stante, fisico e letterario. Questo era il rapporto profondo tra Giovannino Guareschi e i luoghi teatro dei suoi racconti. Con le sue parole: “Bisogna precisare che, per me, il Po comincia a Piacenza. Il fatto che da Piacenza in su sia sempre lo stesso fiume non significa niente: anche la Via Emilia, da Piacenza a Milano, è sempre la stessa strada; però la Via Emilia è quella che va da Piacenza a Rimini. Non si può fare un paragone tra un fiume e una strada perché le strade appartengono alla storia e i fiumi alla geografia. E con questo? La storia non la fanno gli uomini: gli uomini subiscono la storia come subiscono la geografia”. Il Po e la Via Emilia, la geografia e la storia:  il Mondo piccolo di Guareschi appartiene a entrambe le dimensioni, rappresenta la loro stessa fusione. Viaggiare attraverso il Mondo piccolo è allo stesso tempo viaggiare attraverso lo spazio e attraverso il tempo. Per questo la seconda edizione del Busseto Festival Guareschi, che si terrà nel borgo della Bassa Parmense (non a caso tra il Po e la via Emilia) dal 9 novembre all’8 dicembre, sarà particolarmente incentrata sull’esplorazione del territorio emiliano-romagnolo e delle sue mitologie, in costante rimando con l’attività dello scrittore italiano più tradotto al mondo. Il programma del festival prevede la proiezione del film “Don Camillo e i giovani d’oggi” e di altre pellicole meno note ma decisive per comprendere la poetica di Guareschi, tratte da racconti sceneggiati da lui stesso (“Gente così” di Fernando Cerchio) o rivisitati successivamente (“Il decimo clandestino” di Lina Wertmüller e “Il marito in collegio” di Maurizio Lucidi). Le proiezioni saranno introdotte da critici, intellettuali, figure istituzionali, giornalisti accomunati dalla passione per il “Mondo piccolo”. Tra questi, l’ex vescovo di Ferrara Sua Eccellenza Monsignor Luigi Negri, il presidente di Lazard Italia e di Allianz Carlo Salvatoril’avvocato Riccardo Gotti Tedeschi, lo scrittore e saggista Marcello Veneziani, il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti, il direttore del Quotidiano Nazionale Michele Brambilla, il direttore di Oggi Umberto Brindani, il direttore di Qui Touring Silvestro Serra, il direttore di Ciak Flavio Natalia. E ancora: Filiberto Molossi, critico cinematograficoPaolo Barbaro, storico della fotografia, lo sceneggiatore del Don Camillo a fumetti Davide Barzi, Adriano Fruch disegnatore del Don Camillo a fumetti. Il festival si svolgerà nel piccolo, sontuoso teatro d’opera di Busseto. L’ingresso alle proiezioni è libero (consigliata la prenotazione del posto allo 0524 92487 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).
Durante l’intero periodo del festival sarà poi visitabile presso la Sala dell’Accademia del Comune di Busseto la mostra “Route 77- in bicicletta lungo la via Emilia” , ideata da Egidio Bandini, giornalista e saggista, direttore del Festival, presidente del Gruppo Amici di Giovannino Guareschi. L’esposizione ricostruisce il tour che Guareschi compì in bicicletta nel 1941 da Piacenza a Rimini, e che costituì una vera e propria immersione in quello che sarebbe stato il Mondo Piccolo dei suoi personaggi. Inoltre nei giorni di sabato 9, 16, 23, 30 novembre, sarà possibile partecipare a una visita guidata presso la Casa Archivio Guareschi di Roncole Verdi (frazione di Busseto), dove Guareschi visse a lungo e che rappresenta un vero e proprio tempio della memoria guareschiana. A fare da guida d’eccezione di questo viaggio nel tempo, storico e letterario, sarà Alberto Guareschi, figlio dello scrittore. Infine, nel mese di novembre tutte le trattorie della Bassa Parmense, in fermento per il contemporaneo “November Porc” -partner del festival- dedicheranno all’evento un menu che avrebbe certamente messo d’accordo Don Camillo e Peppone. In questo modo il Busseto Festival Guareschi si propone come una vera e propria esperienza di viaggio multifattoriale, tra cultura, turismo e gastronomia. Un’esperienza tesa a valorizzare le eccellenze della terra emiliana.
Busseto Festival Guareschi, a cura di ATER Associazione Teatrale Emilia Romagna, è un progetto del Comune di Busseto, in collaborazione con November Porc, all’interno del programma del Comitato Guareschi - Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica - con il contributo di Destinazione Turistica Emilia - Regione Emilia Romagna. Il Busseto Festival Guareschi è con Parma2020 Capitale italiana della Cultura. I film sono stati gentilmente messi a disposizione da Mediaset.

Di seguito i virgolettati dei soggetti istituzionali coinvolti: 

“In quella tonaca scura da prete si esorcizzano le nostre paure, si nascondono i peccati importanti, si respirano le delicate speranze; mentre quel fazzolettone annodato al collo spinge alle rivalse, anela al coraggio da troppo sopito, crede nel cuore dell'uomo. Così siamo noi, così è il Busseto Festival Guareschi: omaggio al canto universale di Giovannino”. 
Giancarlo Contini, Sindaco di Busseto. 

Giovannino Guareschi è uno dei figli più illustri della nostra regione, un intellettuale assurto a notorietà nazionale e internazionale. Dopo le celebrazioni dello scorso anno per il cinquantennale della morte, celebrazioni ricche di importanti eventi e iniziative, Busseto si conferma, con la seconda edizione del Festival, punto di riferimento essenziale per la valorizzazione della figura di Guareschi. Mi piace poi ricordare che la Regione Emilia-Romagna ha fatto la sua parte dando vita, tra l’altro, al percorso Le terre di Peppone e Don Camillo, presentato nel marzo scorso, nell’ambito del progetto sul cineturismo legato alla scoperta dei luoghi in cui i grandi autori, come appunto Guareschi, hanno sviluppato la loro arte”. 
Andrea Corsini, Assessore al Turismo, Regione Emilia Romagna 

"Destinazione Turistica Emilia sostiene il Festival Guareschi a Busseto perché ritiene che il cineturismo sia uno dei prodotti turistici da promuovere in quanto consente di riconnettere i tre vettori fondamentali della attrattività dei nostri territori, cioè cultura, ambiente ed enogastronomia. Non a caso il comarketing  tra il Busseto Festival Guareschi  e November Porc è  originato  proprio da questa consapevolezza. Ci sono altre ragioni per  plaudire all’iniziativa ossia la sua collocazione in un periodo di tradizionale flessione del turismo e  dunque l'ambizione di concorrere alla destagionalizzazione e la sua capacità  di far parlare di luoghi - quelli lungo il Fiume Po - di straordinaria bellezza, ma di non facile lettura poiché, come diceva lo stesso Guareschi, sono per definizione "l'antipittoresco". Ora questi luoghi hanno ricevuto un riconoscimento importante la qualifica MAB UNESCO”.
Natalia Maramotti, Presidente Destinazione Turistica Emilia 

WIZZ AIR SPOSA L’INIZIATIVA “MOVEMBER 2019” e trova i baffi a bordo

Wizz Air, la più grande compagnia aerea low cost dell’Europa Centrale e Orientale, ha aderito con la partecipazione di tutti i suoi impiegati, personale di cabina e di volo, al movimento Movember del 2019 per promuovere uno stile di vita sano al fine di sensibilizzare l’importanza della salute maschile. Movember, termine nato dalla fusione della parola baffi (in inglese mo) e novembre, è la principale organizzazione globale impegnata a cambiare il volto della salute degli uomini. Evento annuale che consiste nel farsi crescere i baffi durante il mese di novembre. Movember ha come obiettivo principale quello di catalizzare l’attenzione sui problemi di salute maschile come il cancro alla prostata, il cancro ai testicoli e il tema del suicidio. Il cancro alla prostata è il secondo tumore più diffuso negli uomini in tutto il mondo; se preso in tempo, il tasso di sopravvivenza al carcinoma prostatico è superiore al 98%, scoperto tardi, il tasso di sopravvivenza scende sotto il 26%. Dai 40 anni o più, si deve tenere controllato il livello di PSA. Quest’anno, per la prima volta, Wizz Air lancia un concorso interno a tutti i colleghi di sesso maschile, inclusi impiegati d’ufficio, cabina e equipaggio di volo, per partecipare al contest della crescita dei baffi.

Johan Eidhagen, Chief People Officer di Wizz Air, afferma che: “Fondare una compagnia aerea attenta a tematiche come la sostenibilità significa anche promuovere uno stile di vita sano e sensibilizzare i nostri colleghi. Ecco perché abbiamo deciso di unirci a questo movimento nel 2019 e far crescere i nostri baffi. Sono orgoglioso che il team WIZZ abbia preso parte a questa grande iniziativa per aiutare gli uomini a comprendere l’importanza di regolari controlli sanitari. Invitiamo anche i nostri illustripasseggeri di sesso maschile a unirsi ai nostri sforzi non solo mettendo i loro rasoi nei cassetti per un mese, ma facendo un selfie con il nostro equipaggio maschile econdividendolo con gli hashtag #Movember2019 e #WIZZMovember sui loro profili social. Invitiamo i passeggeri a scoprire tutti i baffi WIZZ a bordo.

Wizz Air è la più grande compagnia aerea a basso costo dell’Europa Centrale e Orientale, opera con una flotta di 120 aeromobili Airbus A320 e A321 e offre oltre 700 rotte da 25 basi, che collegano 152 destinazioni attraverso 44 Paesi. In Wizz Air un team di oltre 5.000 professionisti dell’aviazione offre un servizio di alto livello e prezzi molto bassi facendo di Wizz Air la scelta preferita di più di 38 milioni di passeggeri negli ultimi 12 mesi. Wizz Air è quotata alla borsa di Londra (WIZZ) ed è inclusa negli indici FTSE 250 e FTSE All-Share. Wizz Air è registrata sotto l’International Air Transport Association (IATA), Operational Safety Audit (IOSA), lo standard di riferimento globale per il riconoscimento della sicurezza di una compagnia aerea. La compagnia ha recentemente ricevuto il più alto rating 7 stelle per la sicurezza da airlineratings.com, l’unica agenzia al mondo per la sicurezza e la classificazione dei prodotti, e nel 2019 - Airline of the Year by Air Transport Awards, l’unico premio internazionale che riconosce i protagonisti più importanti dell’anno nelle principali categorie dell’industria aerospaziale. Wizz Air possiede una delle flotte aeree più giovani al mondo, secondo gli ultimi dati forniti da CH-AVIATION, intelligence provider svizzero per le compagnie aeree.

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Gianfranco Leonardi

Una bontà destinata a crescere ancora

Pieno successo per Le Conserve della Nonna che dopo il Quality Award 2019 si prepara a un ulteriore ampliamento di gamma: con sola frutta italiana e zucchero di filiera nazionale, lo storico marchio del Gruppo Fini si conferma protagonista nella categoria nel segmento delle confetture extra.
In attesa di nuove referenze già in fase di studio, altro valore aggiunto arriva per le confetture di Le Conserve della Nonna, brand fondato nel 1973 a Ravarino (MO) e oggi in forza al Gruppo Fini.  Già a marzo l’azienda modenese si era aggiudicata il prestigioso Quality Award 2019 per le confetture, disponibili nelle varianti di gusto ciliegia dell’Emilia, fichi, amarene dell’Emilia, pesca, albicocca, fragole, arancia, more, frutti di bosco e sapore. Il premio è il risultato di una valutazione diretta da parte di 300 consumatori chiamati a giudicare vari componenti del prodotto nel suo complesso (gli ingredienti, l’aspetto, il sapore, la consistenza, il profumo, ecc…) nel corso di rigorosi “blind test” che avvengono in laboratori indipendenti specializzati nell’analisi sensoriale che portano ad un importante riconoscimento a garanzia della bontà dei prodotti, attribuito direttamente dai consumatori che dimostrano di riconoscerne l’estrema qualità. Caratteristica distintiva della gamma è la proposta di confetture realizzate con solo 2 ingredienti 100% italiani: frutta italiana fresca di stagione lavorata appena raccolta e zucchero grezzo di barbabietola italiano da filiera certificata, grazie alla partnership siglata con Italia Zuccheri. A questi fattori si aggiungono le altissime percentuali di frutta, tra le più alte del mercato, arrivando a superare in alcune referenze il 150% in quanto è utilizzato il tradizionale procedimento di concentrazione per evaporazione termica, ovvero una lunga cottura del frutto che consente di eliminare l’acqua contenuta nella frutta, per ottenere una consistenza ricca e cremosa, non gelificata, senza l’utilizzo di pectina aggiunta, esattamente come una buona confettura fatta in casa! Per quanto riguarda il trend più importante in questo mercato, ovvero quello delle confetture “healthy” e a basso contenuto di zuccheri, Le Conserve della Nonna è stato tra i primi brand, già nel 2015, a lanciare sul mercato una linea di composte realizzate con zucchero d’uva e arricchite con ingredienti funzionali come la curcuma, lo zenzero e le fave di cacao. 
L’azienda è attualmente impegnata in ulteriori ricerche e progetti per arricchire la linea con nuove referenze seguendo i gusti di maggiore richiamo.

Cronaca di una gustosa “maialata”

In macchina con simpatici amici, accompagnati da un tiepido sole primaverile, ci immergiamo nel panorama bucolico delle colline bolognesi e da Bologna - Zola Predosa, passando per Calderino, fino a Monte Pastore, Tolé e Cereglio, arriviamo a Rocca di Roffeno (frazione del comune di Castel d’Aiano). Lì Dario Zappòli - titolare del caseificio Santa Lucia - ci aspetta, con altri amici, per portare a termine un’impegnativa missione: dedicarci a una gustosa “maialata”! Per carità, niente di osceno: trattasi di tradizionale festa contadina che segue, appunto la “festa” fatta al maiale… (per le cui fasi tecniche, per non intaccare la gioiosa atmosfera del momento, vi rimandiamo al sito https://it.wikipedia.org/wiki/Macellazione). 

Dario è nel cortile interno, di fronte ad un capiente calderone posto sopra a un fuoco di legna
mentre, con una ramina (d’epoca) maneggia la “testina” che è stata immersa ore prima (già pulita e sbollentata). Vi ha aggiunto un po’ di farina per evitare la formazione di grumi e del succo di limone perché la carne non si scurisca. Tutto intorno si diffonde il classico odore di “bollito” che stimola l’appetito… Dario, conscio di ciò, ha allestito un lungo tavolo con tanti coperti e bottiglie di Pignoletto e Sangiovese. Al centro, non poteva mancare un piattone con scaglie di parmigiano - sua maestà il Nero - un bel piatto di “fiocco” (o fiocchetto, salume che si ottiene dalla coscia posteriore del suino, quando al termine della disossatura si ottengono due tagli di carni, uno più grande e più ricco di grasso che è destinato alla produzione del “culatello” e uno più piccolo e più magro che, lavorato, diviene il “fiocchetto”) e un capace vassoio di ciccioli secchi (o greppole) ottenuti dalla lavorazione della pancetta del maiale il cui grasso viene tagliato a dadini, messo a cuocere a fuoco lento e dopo 6 ore di cottura, quando i dadini diventati rosa, galleggiano, vengono strizzati per eliminare il liquido, che poi altro non è che strutto, infine sono messi in una pressa e più si strizzano, più diventano croccanti; si insaporiscono con aromi quali pepe, noce moscata, cannella e alloro, a piacere del norcino che li prepara e… alla fine, si divorano con gran piacere per il palato.
Beh, tornando alla testina, adesso è proprio pronta: Dario la estrae dal calderone e la appoggia delicatamente su un mezzo tronco cavo e inclinato (per fare scorrere i sughi in un catino) e ne separa le membra con mano sicura. I più “scafati” subito allungano la forchetta per assicurarsi i “guancelli” (parti prelibate della guancia) che condiscono con una salamoia preparata apposta per insaporirla ulteriormente. Qualcun altro cerca le parti della testina che, si sa, sono vere prelibatezze (naso, orecchie…) e il contenuto del pentolone, finisce in un batter d’occhio! Niente paura, Dario è già pronto a gestire la situazione: invita tutti gli amici a mettere le gambe sotto il grande tavolo e subito arrivano piatti di cotechino tagliato a fette e fagioli cannellini in umido, poi una stupenda ricotta, che esala un odore di latte e erbette, impossibile da spiegare… Dulcis in fundo: un’ottima torta Margherita (a base di uova, farina e zucchero con vaniglia e limone) che qualcheduno taffia facendo la zuppetta nel bicchiere col vino (veri gourmet!). Caffè e grappa per tutti a sugellare la consuetudine della “maialata” di quest’anno!
Questo “rito” si ripete tutte le volte che si “immola” un suino che - è importante ricordare - da queste parti, dove, tra l’altro, si producono Parmigiano Reggiano e la specialità “sua maestà il Nero” (…) i maiali sono nutriti anche con siero di latte (residuo della caseificazione) latte che viene dalle vacche che pascolano lì, in prati - per disciplinare - interdetti a concimi chimici ed erbicidi, quindi, con una alimentazione che più sana non si potrebbe!
Per la serie le cose buone finiscono sempre troppo presto… per non dimenticare quei sapori gustati, appena fuori dalla “degusteria”, c’è lo spaccio del caseificio! La gentile signora Valeria, da brava padrona di casa, descrive ai clienti i prodotti che fanno bella vista di sé nel banco frigo - tortellini e tortelloni, lasagne e torte di ricotta, ovviamente Parmigiano di varie pezzature e stagionature - Nero in primis – e altri formaggi, a pasta fresca, molle, filata, cruda, cotta e di varie stagionature, oltre a salumi e carni di ogni tipo - insomma un vero paradiso per bongustai!
Sua Maestà il Nero è un eccezionale formaggio grana di montagna, chiamato così perché ricoperto all'esterno con carbone vegetale e cera d'api, cosa che rende il formaggio morbido, gustoso, fragrante e più digeribile. In passato si usavano metodi ereditati dai frati Cappuccini per ottenere un formaggio di montagna dalla crosta più sottile e l'invecchiamento era rallentato con cenere e olio, permettendo così di ottenere la stessa fragranza del formaggio a crosta dura. È un ottimo formaggio da gustare pasteggiando e, grattugiato, è ideale per dare più gusto a ogni piatto. Perfetto l'abbinamento con pere, miele, noci e, soprattutto, con uva.

Caseificio Santa Lucia di Pieve di Roffen o
produzione di Parmigiano Reggiano e formaggi di montagna
caciotte - mozzarelle - burro pastorizzato - ricotta ecc…
via S. Lucia, 19 Rocca di Roffeno 40034 CASTEL D’AIANO (BO)
tel. e Fax ufficio : 051912701 tel. negozio: 051912906
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Dolcezze per tutti… vegani compresi


Monella Vegan è l’ultima tentazione golosa nata in casa Comprital - leader per innovazione nel settore degli ingredienti per gelato -. Si tratta di una crema spalmabile al cioccolato e nocciola senza ingredienti di origine animale. È una delle novità che l’azienda ha portato al Sigep di Rimini, il più grande Salone Internazionale del settore. Firma la ricetta esclusiva Emanuele Di Biase, il più grande “pastry chef vegano” al mondo, docente dell’accademia del gelato Atheneum Comprital.
Comprital si riconferma il player più dinamico e innovativo nel settore: per questa azienda il gelato non è solamente un dolce, ma uno stile di vita che ci accompagna anche nelle nostre scelte etiche. Un atteggiamento che ha permesso a Comprital di essere davvero pioniere, intercettando un trend in crescita, proponendo per primo una gamma completa di gelati vegan, dei vegan tour e dei “kit di comunicazione” dedicati al tema, organizzando per prima dei corsi sull’argomento tenuti dal già citato Emanuele Di Biase.
La linea Vegan affianca un altro prodotto di punta dell’azienda di Settale (Milano): si tratta di “IceFIt” una linea che strizza l’occhio al wellness, dedicata agli atleti e a chi desidera restare in forma. Le pratiche barrette, nei gusti vaniglia, cioccolato, caramello e yogurt alla fragola, contengono il doppio delle proteine e meno della metà dei grassi. Gli ingredienti non cambiano: latte, zucchero e panna, senza aggiunta di dolcificanti intensivi ed emulsionanti. Ecco perché IceFit mantiene intatti il sapore, la consistenza e il piacere del gelato artigianale. E già che ci siamo, confermiamo per l’anno da poco cominciato, un importante restyling nella gamma di topping e variegati . Con “Be the top” 27 gusti classici e moderni che soddisfano le aspettative più elevate, innalzando il livello di ogni creazione. Un prodotto che diventa anche un contest rivolto a pasticceri e gelaterie.

Sito Comprital

Scrambler Ducati Food Factory, il cibo su due ruote

A Bologna, sulla via Stalingrado, là dove osano i nativi, ma anche i forestieri diretti in fiera, lì poco più avanti dell’AC Hotel, prima della Balena, del Roadhouse e dell’Unipol a fianco di Dondi Mobili, proprio lì, su 500 mq. (parking ben dotato) ora sorge il polo emergente della ristorazione metropolitana giovane ed eclettica: lo Scrambler Ducati Food Factoring, ovvero la prima “food experience della Land of Joy”… 

Cos’è? E’ il locale perfetto per fare sentire a casa propria tutti gli appassionati “scrambleristi” e non solo, dedicato alla ristorazione di qualità, pensato e voluto dal famoso brand di Borgo Panigale (in collaborazione e con il sostegno di “Sviluppi Urbani Group”, società bolognese specializzata in “retail”- vendita al dettaglio-) e realizzato per soddisfare le esigenze del target “Ducatisti”: qualità, originalità e passione declinati per fare godere gola e palato - con menu di eccellenze - ma anche la vista - con mostre d’arte - l’udito - con musica sempre scelta - e il tatto - per toccare con mano i gadget e gli accessori Ducati, lì visionabili ed acquistabili - …se è poco…

Quindi Scrambler Ducati, locale con la stessa filosofia e la stessa atmosfera è capace con le sue anime di proporre pizzeria gourmet light, bistrot e shop per capi d’abbigliamento e accessori proprio Scrambler. Ed è in cucina che Scrambler Ducati Food Factory libera la fantasia e il gusto, con rivisitazioni creative della tradizione emiliano-romagnola e molte altre gustose proposte:

Il menu clicca per leggere il menu

Le pizze: dalle classiche alle più creative lievitano naturalmente con la pasta madre, sono arricchite con vero pomodoro pelato, materie prime d’eccellenza e formaggi tipicamente italiani. Anche “al taglio”, da condividere per almeno due persone: rettangolari, su basi bianche o basi rosse a richiesta con due gusti diversi, sono servite già tagliate su una pala in legno.

Le piadine: le tradizionali, con impasto fatto in casa e farcite con salumi e formaggi italiani di primissima qualità, non hanno niente da invidiare alle “originali romagnole”.

E… anche i piatti di Bologna: i tortellini di pasta fresca fatti a mano con ingredienti di qualità dei migliori fornitori emiliano-romagnoli… (tra i quali Villani Salumi - che da cinque generazioni crea ogni giorno prodotti artigianali, speciali -).

Naturalmente come trend vuole, anche per Scrambler Ducati Food Factory esiste già l’App – The Taste of Joy – creata per gli amanti del “moto&streetfood” (sia per Android che iOS)

Con la dovuta scaramanzia auguriamo ogni bene a Scrambler Ducati Food Factory di Bologna e un grande in bocca al lupo per gli altri locali Scrambler che presto saranno inaugurati in giro per il mondo! (GfL)

Scrambler Ducati Food Factory

Via Stalingrado, 27/6, 40128 Bologna
scrambler ducati food factory

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