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Gianfranco Leonardi

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Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

Da “Dussin”, incontro al vertice!

Vero e proprio incontro al vertice tra i notabili dei rispettivi settori, con il coordinamento dell’Associazione Borghi d’Europa che organizza “incontri specialistici” come questo, patrocinati dalla IAJ (Iniziativa Adriatico-Jonica, forum intergovernativo per la cooperazione nella regione adriatico-jonica).  Ritrovo a Piavon - territorio opitergino - nel noto ristorante e locanda “Dussin” – sempre in attenta osservanza delle norme stabilite dal DPCM anti Covid 19 – ospiti di Nereo Dussin che, con moglie, figli e competenti collaboratori, gestisce il locale di famiglia, avviato dal papà Alfeo che storicamente si è dedicato alla nobile cucina di pesce, proponendo piatti della tradizione marinara di ascendenze caprulane (da Caorle) sempre eccezionali per freschezza e qualità del pescato. Il Dussin (recentemente ristrutturato, 2 ampie sale per oltre un centinaio di coperti, arredato con buon gusto ed eleganza) ha trovato in questi ultimi anni un suo preciso spazio gastronomico, continuando la tradizione dell’alta cucina con un menù che spazia tra polenta e schie, capesante alla veneta, gransoporo (granchio parente della granceola) con verdure di stagione, tagliolini con i go, risottini marinari, fagottini con scampi e asparagi o funghi o radicchio di Treviso e ancora pesce al forno, al sale o alla griglia a legna. Dulcis in fundo: panna cotta alla liquirizia, gustosi semifreddi, tradizionale tiramisù trevigiano, crostate ai frutti di bosco o con confetture fatte in casa, sfogliatina alla crema Chantilly, mousse di yogurt alla frutta fresca (mhmm…).  Ampia e apprezzabile la scelta dei vini. E qui si apre un mondo: dal Prosecco di Conegliano Valdobbiadene – rappresentato per l’occasione dagli Spumanti Daldin, “il Prosecco ad arte”,   metodo Charmat, vinificazione in bottiglia, un DOCG a 6 gr di residuo zuccherino! L’Azienda nota per le “donne Daldin” perchè 30 anni fa, Norma e Lena insieme alla Maculan di Vicenza, in Veneto, erano chiamate le “donne del vino”… oggi a mantenere viva la tradizione, c’è anche la figlia Alessandra (e il marito Oscar, è l’unico uomo…) – fino ai migliori vini delle terre del Piave, a quelli del Trentino Alto Adige e della Franciacorta. Poi ci sono i friulani, per i quali, erano presenti al “vertice”, Fabian Korsic (Vinoteca colli San Floriano) e Gianluca Pelizzon (Villa Vasi) ad impersonificare il “Collio”, territorio con il suolo composto dalla “ponca” (marne e arenarie stratificate che originano dall’epoca geologica eocenica) terreno che nutre e arricchisce le viti, donando ai vini che vi si producono, tratti distintivi di mineralità e salinità che li rendono unici. Lì si ottengono Collio bianco, Friulano, Ribolla Gialla, Malvasia (Somnja) e Merlot, comunque… tanta roba!  Fabian Korsic è in Giasbana (Jazbine in sloveno) nel cuore del Collio. Lì famiglia Korsic vive da molte generazioni. In quella zona dove le correnti calde del mare Adriatico mantengono l'uva asciutta e, le Alpi Giulie a nord, la proteggono dalle correnti fredde e dalle piogge. In quel “cru” nasce cresce ed è raccolta con cura e dedizione l’uva che, dopo un meticoloso processo di lavorazione, dà vita ai vini Korsic. Gianluca Pelizzon, invece, è in località Villa Vasi a pochi chilometri a nord di Gorizia, alle falde del monte Sabotino (609 metri, Sabotin Park Miru in sloveno) che domina parte della pianura isontina del Collio: 20 ettari a vigneto dove Gianluca si sta avvicinando al “biologico”; lui è all’esordio nel mondo commerciale con le sue 4 etichette (graficamente molto belle, rappresentano la sua storia familiare).
Tornando a Dussin, oltre al ristorante, c’è di più… c'è la locanda: camere organizzate per un soggiorno completo e piacevole (per non fumatori) in stile moderno, comode, spaziose, eleganti, insonorizzate, dotate di aria condizionata, TV satellitare e, fuori, parcheggio videosorvegliato. Il tocco di Nereo si nota, ovviamente, per la prima colazione (consumata in saletta colazioni e/o in camera): un tripudio di delizie caserecce, con torte, biscotti, miele e confetture. Per le note vicende, Dussin propone anche servizio “take away” (tel. 0422752130) sempre attento al protocollo di sicurezza anti Coronavirus: distanza di sicurezza, guanti, mascherine e igienizzante per le mani. 

A conclusione dei “lavori” (con gradevolissima degustazione comprendente antipasto di crudités in pinzimonio con salsa di senape e con verdure pastellate, spaghetti integrali alla chitarra al nero di seppia con moscardini, canocchie in bellavista gratinate e semifreddo al pistacchio con amarena, tutto innaffiato dall’Extra Dry Daldin, Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG (giallo paglierino luminoso dai riflessi verdi, perlage fine e persistente, elegante, delicato, fruttato e floreale, al gusto, fresco, armonioso e delicato) da Ribolla gialla di Villa Vasi (giallo prevalentemente paglierino, aroma delicato e floreale, molto profumato e armonioso) e Tocai  Korsic (giallo paglierino con riflessi dorati, cristallino, abbastanza consistente; al naso è fine, intenso, con sentori di mandorla, mela, grafite e sul finire, note speziate e balsamiche)... lo scopo del vertice è raggiunto: l’obiettivo di “fare rete” per favorire gli scambi culturali e istituzionali che valorizzino e promuovano la conoscenza e lo sviluppo delle culture locali in tutte le loro espressioni è acquisito e confermato anche dai prossimi appuntamenti già programmati per il 2021… Apperò i Borghi d’Europa!

Ristorante Locanda Dussin 
Via Maggiore 60  Piavon di Oderzo (TV)
a 5 km dall'uscita autostradale A4 di Cessalto (TV) in direzione Oderzo

Tel. 0422752130 Mobile 3477210172 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Spumanti Dal Din Srl
Via Monte Grappa 29  Vidor (TV)
Tel. 0423987295
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 Korsic Vini
Loc. Giasbana 11 San Floriano del Collio (GO) 
Tel. 3489112824

Az. agricola Villa Vasi di Pelizzon Gianluca
Località Villa Vasi 15  Gorizia (GO) 
Tel. 3477800077
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Ottimo il panettone del maestro Gennaro Bottone: è anche “anti stress”!

Dall’incontro delle fave di cacao Ecuador più pregiate con le amarene candite e semi-candite Agrimontana, nasce una nuova creazione natalizia, buona, “smart” e solidale. 
Chi dice che il panettone è una “tentazione” fine a se’ stessa, da consumare solo come dessert delle feste natalizie?
Se ad un impasto a lievitazione naturale, fatto con lievito madre e burro italiano fresco di centrifuga, aggiungiamo amarene candite e semi-candite, massa e fave di cacao, il risultato è una specialità di alta pasticceria artigianale, che per le sue proprietà benefiche rappresenta un valido alleato contro l’insonnia e lo “stress”. L’idea è del maître chocolatier Gennaro Bottone, che dal 1979 delizia i palati dei partenopei e non solo con i suoi prodotti, che uniscono l’onestà artigianale alla fantasia e all’arte delle sue creazioni e che trovano perfetta rappresentazione nella novità 2020: il panettone con fave di cacao Ecuador Aruntam e amarene candite e semi-candite Agrimontana.
Pregiati ingredienti, che per la loro caratteristica acidità consentono al palato di percepire la finezza, la rotondità e persistenza dei sapori, che portano nei confini del territorio campano il calore ed i profumi del Sud America. Un gusto unico, reso tale anche dagli indiscussi aspetti benefici dei suoi ingredienti. È ormai noto infatti che, grazie alla presenza di flavonoidi e in particolare di una sostanza chiamata “epicatechina”, il cacao è in grado di svolgere un potente effetto antiossidante e un’azione vaso-dilatante, contribuendo a contrastare la depressione e lo stress. A placare gli stimoli stressori della vita quotidiana vengono però in aiuto anche le amarene, che in pochi sanno combattano l’insonnia, una proprietà confermata anche da diversi studi scientifici, tra cui quello della Lousiana State University. Le amarene contengono infatti la melatonina, molecola prodotta anche dal nostro organismo e responsabile del ritmo sonno-veglia.
“Sia chiaro, non si tratta di una cura miracolosa – afferma il maestro Bottone – ma di un modo naturale e gustoso per regalare attimi di dolcezza alla nostra maniera, infondendo benessere fisico e soprattutto mentale. L’idea era di creare qualcosa, che potesse aiutare a superare l’ansia da Covid o anche solo semplicemente quella da “corsa ai regali”, rendendo questo Natale più “smart” ma anche di poter contribuire a regalare un sorriso ai bambini che non potranno godersi a pieno le feste natalizie. Non un semplice panettone, ma un panettone “buono” in tutti i sensi. Un cadeau originale, per chiudere in dolcezza un anno che ci ha lasciato tanto amaro in bocca”.
In più con l’acquisto di ogni panettone, fino al 24 dicembre 2020, nei punti vendita Dolce Idea Gennaro Bottone, sarà donato un cioccolatino di alta qualità artigianale. Tutti i cioccolatini simbolicamente raccolti saranno poi consegnati ad alcune associazioni di volontariato che operano sul territorio, che si occuperanno di distribuirli a famiglie in difficoltà, per donare un po’ di dolcezza nel periodo natalizio soprattutto a quei bambini che non hanno la possibilità di viverlo a pieno. Bottone ha pensato però anche a tutti coloro che non potranno passare il Natale con i propri cari a causa delle restrizioni che questo difficile periodo comporta, lanciando il servizio Smart Christmas, attraverso la piattaforma e-commerce sul sito www.gennarobottone.it. Lo shop online di Gennaro Bottone garantirà nel periodo natalizio l’invio delle sue dolci creazioni a chiunque le desideri, anche con la possibilità di allegare un messaggio personalizzato, per una Christmas-list familiare o aziendale, comoda, veloce ed in tutta sicurezza.  

Dolce Idea Gennaro Bottone
La passione per il cioccolato del maestro Gennaro Bottone, nasce sin da piccolo, nella pasticceria del padre, dove imparò a “sporcarsi le mani”. Una passione che ha dato vita ad un prodotto di qualità, composto da materie prime selezionate attentamente per creare qualcosa di unico. Praline, confetti, creme spalmabili, tavolette, torroni, uova di Pasqua, colombe, panettoni, tartufi e gelati di Bottone sono esempi di puro artigianato che, da più di 40 anni, raccontano una storia di amore e dedizione.

Cortina Fashion Weekend 2020

Vuole essere un forte segno di fiducia nel futuro e di coraggio, questo Cortina Fashion Weekend 2020. Dal 4 all'8 dicembre, a Cortina va in scena la “moda”, ma con un abito differente dal solito. La Regina delle Dolomiti, nota per il glamour dei suoi eventi, cambia abito e, come tutte le dive si adatta al momento e si rimbocca le maniche, proprio come i suoi abitanti. La manifestazione, arrivata alla sua decima edizione e organizzata dall’Associazione Cortina For Us, è stata voluta e sostenuta da tutti i suoi soci: imprenditori, commercianti del territorio, albergatori e impiantisti desiderosi di mostrarsi attivi e predisposti al mutuo soccorso. Ecco, quindi, che la sinergia instaurata negli anni con il Comune di Cortina d'Ampezzo e con Fondazione Cortina 2021, organizzatrice dei Mondiali di sci alpino in programma dal 7 al 21 febbraio, si è dimostrata fondamentale per questo complesso 2020. Il sostegno e la collaborazione tra le parti risultano, infatti, imprescindibili in un momento come quello che stiamo vivendo. Si è deciso di confermare questo appuntamento, nonostante le difficoltà e le restrizioni causate dall’emergenza sanitaria, per raggiungere un grande obiettivo: aiutare in maniera concreta, sostenendo la Onlus bellunese Insieme si Può, nel suo progetto Povertà a casa nostra. Un supporto ad alcune famiglie del territorio, ormai alla soglia della povertà, nelle spese essenziali, come: i trasporti, le cure mediche, le bollette e la spesa alimentare.
“Etica e coscienza” sono, infatti, le parole chiave che hanno guidato l'ideazione di tutto l'evento. Sono state escluse dal programma tutte le occasioni che avrebbero potuto generare assembramento e la proposta finale rispetta e sostiene ogni direttiva presente nell’ultimo DPCM. Un progetto, quindi, di stampo digital quello di quest’anno, che “avrà luogo” soprattutto sui Social! Molte le iniziative messe a punto da Cortina For Us, che verranno pubblicate e condivise agli inizi di dicembre con tutti i loro follower: video, interviste, giochi e tanti altri format che riusciranno a farci amare questa terra ancora di più, facendoci scoprire il suo legame con l'affascinante mondo della moda. In loco, invece, durante il ponte dell'Immacolata, il paese si vestirà per celebrare le feste insieme ai residenti e ai fortunati turisti che ogni anno, in questo periodo, riempiono le seconde case e gli hotel della Valle. Installazioni di video mapping e diversi ledwall decorreranno Corso Italia, donandogli una luce natalizia con l’augurio di infondere speranza negli animi dei passanti. Fondamentale il supporto ricevuto da Fondazione Cortina 2021, che ancora una volta crea sinergie con le realtà locali per il territorio stesso: gli allestimenti di questa edizione del Fashion Weekend infatti saranno curati dal Comitato Organizzatore dei Mondiali di sci alpino. Il blu, l'oro e il tricolore, insieme all’iconico fiocco di neve e allo scudetto, vestiranno il centro del paese per tutta la stagione invernale in arrivo.
Rehegoo Music, nota etichetta discografica inglese, sarà anche per questa edizione partner dell'evento, curando la regia musicale con un programma che animerà il centro cittadino fino alla fine delle feste natalizie. Anche quest'anno, durante il Fashion Weekend, Rehegoo Music premierà con una borsa di studio il vincitore del concorso “Miglior Compositore” istituito dal Conservatorio Cesare Pollini, di Padova. Tra gli sponsor confermati UnipolSai, agenzia Zandonella, sempre al fianco dell'associazione Cortina For Us nella promozione del territorio ampezzano.

Gianpietro Ghedina, Sindaco del Comune di Cortina d'Ampezzo
"Con Cortina Fashion Weekend si inaugura ufficialmente la stagione invernale di Cortina d'Ampezzo. È un appuntamento che riversa nel cuore di Cortina il glamour, la ricercatezza e l'eleganza esclusiva e che attrae ogni anno ospiti nazionali e internazionali di gran pregio. 
In questo anno, però, assume una dimensione particolare, che ha richiesto uno sforzo notevole per la realizzazione di un format senza precedenti. Vivremo un'edizione totalmente virtuale e multimediale, che ci garantirà il piacere di gustarne l'atmosfera in piena sicurezza e di continuare a trasmettere i valori del Made in Italy, di cui Cortina, da sempre, rappresenta un baluardo per i suoi più alti livelli di artigianato, di ricerca e di creatività.”

Valerio Giacobbi, Amministratore Delegato Fondazione Cortina 2021
"Il Fashion Weekend di Cortina sta diventando ormai una bella "tradizione italiana". Già solo farlo, con tutte le condizionalità imposte dalla situazione che viviamo, è un segnale di fiducia e speranza che viene lanciato al territorio, ma anche al Paese e al mondo del turismo, un settore così gravemente colpito da questa pandemia. È in questo spirito che Fondazione Cortina 2021 sposa in particolare quest'anno il progetto, al fine di creare un clima positivo e di ottimismo verso i prossimi Mondiali che porteranno Cortina alla ribalta mondiale per 15 giorni e verso cui continuiamo a lavorare con tutte le forze".

Franco Sovilla, Presidente di Cortina For Us
“La spinta a portare avanti il Fashion Weekend ce l'hanno data tutti i soci e i rappresentanti delle nostre collaborazioni, che a gran voce hanno chiesto di tenere viva Cortina, preoccupati sicuramente dello scenario che potrebbe delinearsi a breve giro, con un mondiale di sci alle porte. Il desiderio comune è che tutto vada per il meglio, non solo per i singoli, ma per tutto il sistema Cortina”.
L'Associazione Cortina For Us, attiva da oltre 6 anni, è composta da commercianti, imprenditori, artigiani e liberi professionisti del territorio, uniti nel desiderio di fare da collante fra le diverse realtà locali. I soci operativi, tutti volontari, si occupano da sempre di ideare, organizzare eventi che promuovano la Regina delle Dolomiti.

www.cortinaforus.it
Facebook_Instagram: cortinaforus

"Sosteria" una sosta da fare... a Oderzo

Maurizio Mattion e Valeria Donadi hanno di certo il background giusto per la ristorazione: basta seguirli sui “social” per rendersi conto del loro fermento creativo… Sono  marito e moglie - sommelier Fisar lui e AIS lei - hanno combinato i reciproci atout e si sono sbizzarriti creando la “Sosteria”, un ristorante enoteca davvero particolare in centro a Oderzo (TV) in una calle laterale di via Umberto I.  A vederlo, il locale (ristrutturato di recente) è à la page: dispone di tre sale più “salottino relax”, inserito in un mix sapiente e curato tra arredamento minimal chic contemporaneo e look neoclassico. A uno sguardo più attento, tanti sono i dettagli particolari che esplicitano la personalità dei coniugi conduttori, che offrono le loro competenze agli amici - gourmet habitué e avventori casuali -. Naturalmente tutto funziona al meglio perché coadiuvati da uno staff all’altezza, guidato dall’egregio chef Lodovico de Crignis – carnico purosangue e campione del mondo di “Tenerina”… –.  Sui tavoli, tovagliette stampate ad hoc personalizzate con la storia e le opere dei pittori Opitergini… (in questi giorni si leggono stralci dei canti della Divina commedia) posate in stile Opera e bicchieri da acqua Bilia (trasparenti con pallina dentro) molto trendy. Certo quello che conta di più, è la proposta… Nel nostro caso dopo il benvenuto (Prosecco Brut sorelle Bronca Valdobiadene) un assaggio di formaggi erborinati in bellavista (caci di Moro Formaggi,  affinatori di eccellenza) accostati a miele, mostarda, gherigli di noce, ribes e due fettine di “Valvenosta” e di seguito un piatto di ravioli con radicchio di Treviso e ricotta affumicata, arredato con foglia di tardivo e polpa di arancia, il tutto annaffiato da un buon Pinot Grigio Veneto IGT Terre Di San Rocco di Roncade (giallo paglierino con riflessi grigio verdi, profumo deciso, intenso, di buona complessità̀ e finezza. Al naso spicca la susina e la frutta matura… Al palato è morbido con buona freschezza e mineralità decisa, il finale è lievemente ammandorlato) in alternativa si potevano scegliere dei vini dell’Azienda Agricola La Ponca, Dolegna del Collio. Non avendo più tempo, prima di accomiatarci, abbiamo chiuso la squisita degustazione con un dolce di stagione: un connubio di cioccolato e castagne con salsina di agrumi, davvero originale e buonissimo! Buonissimo anche il vino dolce bianco (passito) che l’accompagnava: un Recioto di Soave DOCG (colore dorato e profumo di canditi, pesca sciroppata e miele millefiori). Maurizio e Valeria propongono in questo periodo invernale anche pasta e fagioli alla veneta (vegan), “bigoi” in salsa, pasta all’uovo con le sarde desalate, ravioli di porcini e scampi, tagliatelle fatte in casa con ragù d'anatra, oltre a bruschetta con pomodori e olive taggiasche e classico tagliere di salumi; tra i secondi, dalla tradizione locale, baccalà e trippa (in tecia) oltre ai più ricercati brasato al Raboso con polentina di Mortegliano, tagliata di tonno rosso con zucchine grigliate. Ampia la scelta dei dessert… poi il caffè, servito con pasticcini e per chiudere, un distillato, magari un Rhum, con una selezione di cioccolato fondente di alta qualità internazionale. Comunque tutti noi - giornalisti enogastronomici e delegazione dei Borghi Europei del Gusto al completo - abbiamo davvero molto gradito la piacevole “sosta”:  per l’ambiente, l’atmosfera, la musica in sottofondo, le luci giuste, per il rapporto amichevole instaurato con i coniugi Mattion, davvero belli, bravi e sempre all’altezza! Al di là del pranzo – visto che la cena per ora è interdetta causa Covid – è valsa la pena fare anche una passeggiata turistica per la città: Oderzo vanta un’importante storia millenaria. Al tempo che fu, si chiamava Opitergium. Scavi archeologici effettuati nel XX secolo, hanno portato alla luce reperti risalenti a diversi secoli avanti Cristo: il più suggestivo è sicuramente il Foro Romano di età augustea e, tra piazza Grande e piazza Castello è ancora visibile un tunnel con pavimentazione esposta a muro. Un’indiscrezione storiografa vuole che 2000 anni fa, i soldati romani (della decima regio Venetia et Histria) proprio originari di questo territorio, siano stati i “carnefici” della crocifissione di Gesù Cristo… Poi Oderzo ha dato il primo Doge a Venezia, il leggendario Paolo Lucio Anafesto. Dai fasti alla decadenza fino, in tempi più recenti, nel XIX secolo, quando un gran numero di abitanti è emigrato da Oderzo verso il Piemonte, il Belgio, l'Argentina, il Canada, l'Australia e forse i più, in Brasile, dove davvero hanno saputo distinguersi: ancora oggi lì ci sono musei, monumenti e opere d’arte, fondati, dedicati e organizzate da opitergini… Nel XX secolo le famiglie Belli e Berti, collezionando opere d’arte, fecero la storia artistica del territorio, storia che continua ancora oggi. In via Garibaldi 63 si trova il museo archeologico intitolato a Eno Bellis, grande studioso della città che annovera anche Alberto Martini, artista precursore del surrealismo, capofila di una lunga lista di pittori veneti. Oggi Oderzo fa concorrenza a Bologna per la peculiarità dei portici… - secondo il TCI (Touring Club Italiano) - Oderzo è la “Città più porticata d’Italia”. Giampaolo Pansa l’ha resa protagonista del suo romanzo “Il sangue dei vinti” e ancora, Oderzo è sede di eventi ricorrenti che – ahinoi, per l’attuale situazione Coronavirus – sono stati rimandati: ogni giugno “Opitergium Rievocazione Storica”, nella piazza del Foro Romano e da maggio a dicembre, “Opera in Piazza”: che richiama da più di 20 anni, per esibirsi, artisti e personaggi di fama internazionale.  Quindi Oderzo, di sicuro vale più di una “capatina” dopo di che - nostro consiglio spassionato - bisogna fare una bella e buona sosta, proprio alla Sosteria, per mandare il palato... in sollucchero!
(GfL)

Sosteria - ristorante enoteca
Calle Eno Bellis, n.7 Oderzo (TV) 
Tel. 0422 722117 Cell. 347 4052919

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Westward, il Single Malt americano più premiato al mondo

Durante quest'anno il viaggio di Rinaldi 1957 non si è fermato, così come la ricerca e selezione di brand realmente premium. Dalla stessa distilleria di Aviation Gin, in Oregon, è disponibile nel mercato Italiano un Single Malt che gli intenditori di Whisky hanno potuto assaggiare negli Stati Uniti e in selezionati locali nel mondo. Grazie alla filosofia del “minimal distilling”, la distilleria Westward, fondata nel 2004 a Portland, in Oregon, rappresenta la punta di diamante dei single malt prodotti negli USA.   In aggiunta alla sua lunghissima storia e alle sue tradizioni ancestrali, il whisky americano si distingue dagli altri per la sua grande caratterizzazione e per il senso d’innovazione. Al di là dei suoi brand iconici, il Paese è ben conosciuto per le sue distillerie artigianali come Westward, con sede a Portland (Oregon) da Thomas Mooney e Christian Krogstad. Questi due pionieri hanno pensato al loro single malt sedici anni fa, ispirati dalla cultura, dal clima e dagli ingredienti naturali dell’America del NordOvest. In particolare, il nome Westward vuol dire letteralmente “verso ovest". Solo dopo è arrivata la produzione del famoso gin Aviation.

L’American Single Malt più premiato
Westward è l’American Single Malt più premiato: tra gli altri riconoscimenti, spiccano una doppia Medaglia d’Oro ottenuta alla San Francisco World Spirits Competition 2020, un risultato di 93 centesimi alla Ultimate Spirits Challenge, un punteggio di 94 centesimi di Wine Enthusiast e una presenza nelle prime posizioni nella lista del Wall Street Journal sui migliori American Single Malts.

Un lungo, lento processo da ingredienti locali
In Westward si insegue la perfezione creando il gusto in un lento processo. Fermentato come una birra, Westward American Single Malt è quindi distillato come uno Scotch e invecchiato come un bourbon.

  1. In Westward, tutto parte dall’orzo che cresce primariamente negli stati dell’Oregon e Washington. Esso viene maltato per creare una birra American Ale utilizzando lieviti di birra e una lenta fermentazione a bassa temperatura. Alla Westward Distillery poi la birra viene distillata due volte in pot still che i mastri distillatori hanno disegnato per creare un distillato robusto. I distillatori trasformano così la loro fresca, saporita birra in whisky. 
  2. Westward viene fatto invecchiare fino alla perfezione in Oregon dove estati caldissime e secche e inverni freddi e umidi rappresentano il clima ideale per invecchiare un grande whisky. 
  3. Il whisky invecchia in botti di quercia americane vergini, leggermente tostate, selezionate per accentuare pienezza e rotondità. Infine, il whisky viene spostato dalle grandi botti in lotti più piccoli per raggiungere il profilo tipico di gusto di Westward – ben bilanciato e pieno. Westward è imbottigliato senza filtrazione a freddo e senza nessun tipo di additivo per mantenere tutta la sua texture e complessità.

L'Oregon è famoso per la sua meravigliosa Costa del Pacifico, per i suoi vulcani, laghi immensi e deserti senza fine, ma è anche rinomato per le sue birre artigianali. Questa cultura ha influenzato enormemente Thomas Mooney e Christian Krogstad, che hanno scelto un lievito di birra per le loro fermentazioni lente e a basse temperature. In più, Miles Munroe, Distillatore di Westward, è un mastro birraio. Tutti i passaggi della produzione di Westward vengono eseguiti per esaltare l’espressione aromatica della materia prima: l’orzo.
Costantemente alla ricerca della perfezione, i due fondatori sono guidati dalla filosofia del “minimal distilling": sono fermi e risoluti nel non scendere a compromessi sulla distillazione e grazie a questo sono diventati negli anni un punto di riferimento per la distillazione artigianale americana. Sono anche co-fondatori dell’American Single Malt Whiskey Commission.

Note di degustazione
Molto espressivo, Westward American Single Malt si distingue per la sua grande ricchezza aromatica. Elegantemente dominato da sentori fruttati, riporta allo stesso tempo note di cereali e di vaniglia cremosa, il tutto accompagnato da una punta di spezie dolci. Lungo e persistente, il finale è marcato dal legno e spezie dolci con un leggerissimo sentore affumicato e di cioccolato fondente.

GRADO ALCOLICO                45% ABV 

PREZZO AL PUBBLICO         79€ per 70 CL in confezione regalo di cartone e metallo

RINALDI 1957
Rinaldi oggi ha superato i 61 anni di storia e rappresenta una società di sviluppo di Brand e di distribuzione specializzata nel canale On Trade, a cui si affidano oltre novemilaclienti che ricercano qualità e servizio d’eccellenza.  Giuseppe Tamburi, Marcello de Vito Piscicelli, Valerio Alzani, Gabriele Rondani sono alla guida della società che, oltre a un ricco portafoglio di distillati e liquori, vanta un ingente portafoglio vini pari al 40% del fatturato.
Tra gli spirits che meglio rappresentano Rinaldi 1957, non mancano autentici leader internazionali d’immagine, quali i rum Don Papa, HSE, Barbancourt e Centenario; il Brandy spagnolo di lusso Cardenal Mendoza, Porto Taylor’s, Cognac Hine, Armagnac Janneau, Calvados Boulard, Whisky Teeling, Glenfarclas, Douglas Laing, Batida de coco Mangaroca.  Negli ultimi anni a fianco delle pluripremiate grappe Nannoni e Pilzer, si sono aggiunti il gin Ginepraio, Amaro Formidabile, il Vermouth OSCAR.697 che compongono il “Negroni Formidabile”, un intramontabile cocktail rivisitato da Rinaldi. Kamiki, Kura e Kirin Fuji Sonroku, Vodka Imperial Gold (la più venduta in Russia nel segmento premium), Tequila Viviana e Los Tres Tonos, mezcal Tier.  Dal 1999 l’azienda Rinaldi commercializza direttamente un qualificatissimo assortimento di vini italiani e stranieri, di medio-alto profilo ma anche di grande bevibilità, capaci di rappresentare il loro territorio, tra cui lo Champagne Jacquart, gli Spumanti Franciacorta La Montina e il Prosecco Valdobbiadene e DOC “Serre di Pederiva” e un ricco portafoglio di prodotti italiani d’eccellenza, tra cui si possono trovare i vini dell’azienda H.Lun, la più antica cantina privata dell'Alto Adige, i vini del cuore del Chianti di Castello Vicchiomaggio, il Verdicchio di Matelica della cantina Belisario, o il Barolo Monvigliero della cantina di Pietro Rinaldi. Questi sono solo alcuni dei preziosi prodotti distribuiti in Italia da questa importante realtà e se ne possono trovare molti altri consultando la parte dedicata del sito web dell’azienda: Concilio, Branko, Valpantena, Gaggioli, Villa di Corlo, Celli, Le Lupinaie, Poggio Rubino, Casa di Terra, Contesa, Marianna, Poderi Parpinello e le birre artigianali Apec. L’azienda è presente su Facebook e Instagram dal 2017 proprio come “Rinaldi 1957”, nome che è stato poi è andato sempre più a identificare la nuova realtà societaria.    

  www.facebook.com/Rinaldi1957    www.instagram.com/Rinaldi_1957 

Molino Rachello, un bell'esempio nel mondo molitorio

L’anno scorso, di questi tempi, i “canadesi” – invitati dall’Associazione Meridionale Cerealisti – si sono presentati ad Altamura (BA) la capitale del “granaio d’Italia” (con la Sicilia) per un’azione diretta di “pubbliche relazioni” e promuovere così il grano che più di altri vanta  gran qualità… Nell’occasione è uscita la news (che news non è,  perché cosa nota agli addetti ai lavori) che il grano a Manitoba, sia fatto maturare col “doping” (leggi glifosato) comunque al di sotto dei limiti di sicurezza fissati dall’Unione Europea, limiti che (insinuazione?) la UE, ha elevato proprio per consentire a detto grano di essere importato e commercializzato anche in Europa… C’è da considerare il momento di pesante crisi in cui versa il settore del grano duro specie nel Mezzogiorno d’Italia: da 2 anni il prezzo al quintale è di 4-5 euro sotto il costo di produzione, che in quelle zone si attesta intorno ai 22-23 euro circa al quintale - secondo la Cia (Confederazione italiana agricoltori) il prezzo ultimamente si è tenuto stabile sui 27-28 euro al quintale… Ciò vuol dire che un agricoltore (se ha terreno di proprietà) vende il proprio raccolto a 1.050 euro all’ettaro, avendo avuto costi per 850 euro (…).   Speculazione al ribasso che potrebbe addirittura crescere quando le importazioni, che si concentrano nel periodo a ridosso della raccolta, influenzano i prezzi di un mercato non sempre “trasparente”… anche per il grano bulgaro che arriva via mare a Bari (migliaia di tonnellate!) “triangolato” da navi battenti bandiera di Singapore o della Turchia, grano, questo, che con il prezzo e la qualità di quello canadese, proprio non ha niente a che spartire! 
In questo “variegato” contesto, non per fortuna, ma per professionalità e competenze, brilla un nome che è sinonimo di ottima reputazione: Molino Rachello!
Parliamo dell’apice della piramide del grano tenero, con una produzione di oltre 2000 quintali di macinato al giorno ottenuti dalla migliore selezione dei grani e con le più innovative tecnologie di lavorazione e rigorosi controlli qualitativi, che danno vita a farine genuine, sicure e dalle elevate qualità nutrizionali, farine fornite a centinaia di panifici artigianali, pizzerie e industrie alimentari. Questa la cronistoria: gli albori risalgono all’ormai lontano 1855 comprovati da una copia dell'“istromento” - l'atto notarile della compravendita di un terreno - che segna l'avvio dell’attività di Molino Rachello. Un'antica storia di mugnai che, in realtà, ha avuto origine molto anni prima.  Andrea Rachello - 90 anni oggi - rappresenta la quarta generazione, lui affitta un Molino a Cendon di Silea, nella provincia di Treviso e l’anno dopo, i figli, Carlo e Giovanni, decidono di acquistarlo. Dopo 50 anni di attività molitoria, nasce la “Ditta F.lli Rachello s.n.c. di Andrea e Giuseppe Rachello” e l’attività si trasferisce a Musestre di Roncade nel cuore del Parco Naturale del Fiume Sile. Nel 1992 il Molino F.lli Rachello s.a.s. ottiene la certificazione di qualità ISO 9001 (secondo molino del Nord-Est ad ottenerla) e quella per la macinazione di cereali Biologici; alla produzione convenzionale si aggiunge anche la farina biologica (oggi una delle linee fiore all’occhiello dell’azienda). Nel 2006 la capacità produttiva arriva a oltre 2.000 quintali di grano tenero macinato al giorno, con un’altissima qualità di servizio e di prodotto fornita a centinaia di panifici artigianali e di industrie alimentari. Nel 2011 l’installazione di un impianto fotovoltaico da 160Kw/h, permette di ridurre le emissioni di Co2 e nel 2015, il progetto “Oasi Rachello” di filiera tracciata 100% italiana è formalizzato ufficialmente tramite un disciplinare, che dichiara anche la visione aziendale di sostenibilità a 360°, sia dal punto di vista ambientale che socio-economica. Nel 2016 ulteriore ampliamento dell’impianto fotovoltaico a 210Kw/h e nel 2018 l’implementazione di un Progetto Sostenibilità in collaborazione con Assindustria Venetocentro di Treviso, per limitare ancor di più l’impatto ambientale e rendere gli interi processi aziendali sempre più ecosostenibili. Oggi, presso il Molino, la nuova generazione di Rachello, con la passione e l’attenzione per la qualità intatte, tutto è sempre al 100% italiano e  al 100% tracciabile.  I numeri: 3 regioni, 30 aziende agricole, 1 team di agronomi dedicato, 1 progetto di agricoltura sostenibile con disciplinare, certificazione ISO 22005, 10 farine 100% italiane.  Il Molino garantisce una filiera con materia prima di eccellenza grazie al grande rispetto nei confronti del territorio e dell’ambiente, poiché solo da terre, acque ed aria non inquinate possono nascere cereali sani, in grado di dare vita a farine genuine e naturali, rese così adatte alle diverse destinazioni d’uso.  Per questo da sempre il Molino predilige progetti ecosostenibili, selezionando zone agricole in aree naturali o protette - Oasi Rachello -  favorendo gli agricoltori che scelgono coltivazioni biologiche e non OGM e impegnandosi in particolare con coltivatori locali, con i quali fa rete, per prendersi cura del benessere dei clienti.  I maestri dell’Arte Bianca che hanno scelto di affidarsi a dette Oasi, contribuiscono a fornire un prodotto finale di qualità superiore e dalle proprietà uniche e gli agronomi, costantemente presenti, assistono gli agricoltori nell’applicazione del concordato disciplinare di coltivazione per garantire elevati standard. In un momento economicamente difficile, nel settore del grano, ce ne fossero di molini Rachello!
(GfL)

Molino Rachello srl
di Roncade, Via Everardo, 51, 31056 Musestre TV

 “Vino e Grande distribuzione di fronte al cambiamento”

 “Vino e Grande distribuzione di fronte al cambiamento” è il titolo della 16° edizione della tavola rotonda tematica organizzata da Veronafiere. Originariamente programmata in aprile a Vinitaly 2020, si terrà invece lunedì 23 novembre, dalle ore 11,00 alle 12,30, on line nell’ambito della manifestazione Wine2Wine Exhibition (https://www.vinitaly.com/it/wine2wineexhibition/).
Sarà presentata la ricerca elaborata da IRI per Vinitaly che analizza l’andamento delle vendite del vino italiano nel canale della Grande distribuzione (Gdo) nei primi 10 mesi del 2020, con tendenze discontinue tra primavera, estate e autunno, causate dall’intensità variabile della pandemia Covid. Favorite anche dalla chiusura, totale o parziale, di ristoranti, bar e affini (il canale Horeca), le vendite del vino sono complessivamente aumentate nella Gdo del 6,5% a volume.  Saranno esaminati l’andamento dei vari formati, dei vini a denominazione d’origine, degli spumanti e del prosecco in particolare, del vino a marchio del distributore (MDD), del vino biologico ed altro ancora. Il dibattito che seguirà la presentazione della ricerca cercherà di individuare le tendenze d’acquisto dei consumatori, di prefigurare lo scenario del 2021 e le possibili sinergie tra cantine e insegne della Grande Distribuzione.
“Insieme alla presentazione delle ricerche di mercato del nostro Osservatorio Vinitaly Nomisma Wine Monitor, abbiamo fortemente voluto inserire la tavola rotonda sul vino nella Grande distribuzione – ha dichiarato Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere – Una iniziativa che completa il quadro del mercato per la community del vino che si riunirà in questa edizione speciale di Wine2Wine digital, relativamente a un canale che in questo anno contrassegnato dalla pandemia globale ha ampliato il suo assortimento, anche nel comparto dei vini a denominazione d’origine”.
La tavola rotonda sarà aperta dalla presentazione della ricerca da Virgilio Romano, Business Insight Director di IRI e seguita dagli interventi dei discussant, con la conduzione di Luigi Rubinelli, Direttore di RetailWatch: Federvini, Mirko Baggio (Responsabile vendite canale Gdo Italia di Villa Sandi) - Unione Italiana Vini, Enrico Gobino (Marketing Director del Gruppo Mondodelvino Spa) - Carrefour, Gianmaria Polti, Responsabile Beverage - Conad, Alessandra Corsi, Direttore marketing dell'offerta e MDD - Coop Italia, Francesco Scarcelli, Responsabile Vini, Birre, Bevande Alcoliche - Gruppo Selex, Fabio Sordi, Direttore commerciale - 
La tavola rotonda è gratuita e aperta a tutti.

Per collegarsi sarà sufficiente collegarsi al link seguente:
https://www.vinitaly.com/it/wine2wine-exhibition-digital-edition/?utm_source=Fanini&utm_campaign=Wine2Wine20&utm_term=26&utm_content=digitaledition

La XIX edizione del Festival del cinema di Porretta Terme confermata interamente in streaming,

La diciannovesima edizione del Festival del Cinema di Porretta Terme
confermata in streaming dall’1 all’8 dicembre sulla piattaforma Mymovies.com. Premio alla carriera ai Manetti Bros. Confermato il Premio assegnato dalla giuria giovani
 e la possibilità di vedere pellicole e documentari inediti. La diciannovesima edizione del Festival del cinema di Porretta Terme in programma dall’1 all’8 dicembre è confermata interamente in streaming, grazie alla piattaforma Mymovies.com. 
Una nuova dimensione, quella online che doveva costituire solamente una parte del Festival ma che a seguito dell’aggravarsi della situazione pandemica in corso, ha visto gli organizzatori a dover rinunciare ad una edizione in presenza. Da un lato, aumenta così, la possibilità di raggiungere un pubblico ancora più ampio.
Il tradizionale percorso monografico sarà dedicato a Marco e Antonio Manetti, meglio conosciuti come i MANETTI BROS, con un webinar e un film on line.
Confermato, nonostante le scuole secondarie di secondo grado siano in modalità DADanche il premio della giuria giovani, ridotto per motivi logistici nel numero dei componenti a 20 studenti.
Restano parte del programma del Festival, la mostra fotografica dedicata a Giulietta Masina volto immagine di quest’anno (inaugurazione e visione on line domenica 29 novembre), la seconda edizione del Premio Petriil Concorso “Fuori dal giro”“uno sguardo altrove” e la possibilità di vedere Fuga di Pablo Larraín.  
Per arricchire l’offerta on line si aggiungono anche le proiezioni di film del passato come per la serie DOCUMENTARI MALTRATTATI, Via Tasso di Luigi Di Gianni.

PREMIO ALLA CARRIERA E MONOGRAFIA DEDICATA AI MANETTI BROS 
Dopo l’iconico Abel Ferrara dello scorso anno, Porretta celebra due grandi protagonisti di casa, Marco e Antonio Manetti. Compagni anche sul lavoro dietro alla macchina da presa, i Manetti Bros hanno conquistato grande stima e riconoscimento nel mondo della cinematografia grazie alla loro straordinaria versatilità. Il consenso plateale è arrivato nel 2018 con la vittoria del David di Donatello per il miglior film con Ammore e malavita anche se i Manetti avevano già conquistato il pubblico con l’amatissima serie TV L’Ispettore ColiandroAutori di tantissimi videoclip musicali i Manetti Bros sono ora al lavoro su Diabolik, il loro nuovo e attesissimo film. Al Festival i Manetti Bros riceveranno il Premio alla Carriera e sarà possibile vedere il loro film del 2005, Piano 17 oltre all’opportunità di partecipare a un webinar insieme a loro.

IL PREMIO DELLA GIURIA GIOVANI
Il Festival del Cinema di Porretta ha sempre avuto un profondo legame con le scuole del territorio attraverso proiezioni a loro dedicate, incontri con i protagonisti del mestiere e dibattiti; quest’anno purtroppo tutto questo non sarà possibile a causa della pandemia in corso. Il Festival e gli Istituti (l’I.S.S. Montessori-Da Vinci di Porretta Terme e il C.P.I.A. Montagna di Castel di Casio) però hanno voluto mantenere questa collaborazione e così una selezione di 20 ragazzi seguirà via streaming i film e sceglierà a chi assegnare il Premio Giuria Giovani.

DOCUMENTARI MALTRATTATI - VIA TASSO - 1960 DI LUIGI DI GIANNI 
Per celebrare i 60 anni della Mostra del Cinema Libero, su Mymovies ci sarà la possibilità di vedere Via Tasso di Luigi di Gianni, (1960 - 35 mm. - Colore - Durata 15 minuti circa), pellicola vincitrice a Porretta nel 1960 e all’interno della speciale sezione i “Documenti maltrattati”.

Selezionato per l’Oscar del Documentario, vincitore della “Coppa ANICA” al Festival dei Popoli, il film ricostruisce, utilizzando anche materiale di repertorio, alcune vicende dell’occupazione nazista a Roma.

Associazione Porretta Cinema e il Festival del Cinema di Porretta Terme 
L’associazione Porretta Cinema nasce senza scopo di lucro con l’obiettivo di allargare l’offerta culturale del proprio territorio e proseguire l’esperienza del Festival del Cinema di Porretta Terme. L’operato dell’associazione si inserisce idealmente nel solco della tradizione della Mostra del Cinema Libero di Porretta Terme che durante gli anni ’60 costituì uno dei più importanti antifestival italiani e senza censure proiettò in anteprima La classe operaia va in paradiso e Ultimo Tango a Parigi. In 10 anni il Festival del Cinema di Porretta Terme ha portato in provincia di Bologna due premi Oscar e alcuni dei più prestigiosi nomi della cinematografia nazionale e internazionale, come Mario Monicelli, Ken Loach, Constantin Costa Gavras o Marco Bellocchio. Il Festival ha così contribuito alla ricchezza del territorio dell’Alta Valle del Reno e alla sua vivacità culturale, offrendo la possibilità di approfondire la conoscenza di autori universalmente riconosciuti, anche attraverso l’incontro diretto con il regista, in un contesto piacevole e informale.

I cinquant’anni di Famiglia Olivini, vignaioli dal 1970

Per festeggiare questo traguardo la cantina bresciana ha realizzato un’edizione limitata di uno dei suoi vini più rappresentativi: la DOC Lugana.Tutto ebbe inizio cinquant’anni fa dalla passione dell’imprenditore bresciano Giuseppe Olivini per la campagna. Era infatti il 1970 quando Olivini, fondatore di un’azienda siderurgica, decise di dedicarsi a quello che probabilmente all’inizio era solo un hobby: acquistò così, a ridosso delle colline moreniche del Lago di Garda, un cascinale immerso tra i vigneti.
La svolta, in termini di sviluppo e promozione della cantina, arriva nel 1999 con la cessione delle redini dell’azienda ai nipoti Giorgio, Giordana e Giovanni. Gli stessi, affiancati dai genitori Graziella e Giulio, danno vita al brand “Famiglia Olivini” che rappresenta un progetto in continua crescita ed evoluzione. Un progetto che vede, fin dagli esordi, la partecipazione dell’enologo Antonio Crescini che ancora oggi segue l’attività sia in vigna che in cantina
Famiglia Olivini è oggi una realtà che ha saputo distinguersi. Una distinzione dettata da vini riconoscibili, da una filosofia produttiva ben chiara, dal lancio di un proprio e-commerce capace di accorciare tutte le distanze con il consumatore, da una veste grafica unica e dall’apertura, avvenuta lo scorso anno, della nuova cantina che incarna non solo lo stile dell’azienda, ma anche lo spirito di accoglienza e ospitalità.
Per festeggiare il traguardo delle 50 candeline la cantina bresciana ha scelto di realizzare
un’edizione limitata di uno dei suoi vini più rappresentativi: la DOC Lugana, ottenuta
esclusivamente da uve Trebbiano di Lugana e disponibile sia con tappo in sughero che Stelvin. Come per tutte le referenze anche in questo caso si è seguita la filosofia dell’Agricoltura Ragionata®: si tratta di un marchio registrato dalla famiglia stessa che identifica la volontà di intervenire, sia in campagna che in cantina, il meno possibile con pratiche invasive. È prima di tutto una forma di rispetto nei confronti della terra e un modo per salvaguardare il territorio.

SCHEDA TECNICA LUGANA EDIZIONE LIMITATA 50° ANNIVERSARIO
DENOMINAZIONE DI ORIGINE: D.O.C.
UVAGGIO: Trebbiano di Lugana in purezza
RESA PER ETTARO: 90 - 100 quintali
VINIFICAZIONE: Raccolta manuale in cassette, pressatura soffice, parziale criomacerazione per 12 ore a 5°C, fermentazione alcolica operata da lieviti selezionati a temperatura controllata, fermentazione malolattica parziale.
ANALISI CHIMICA: Grado alcolico 13% vol; Acidità totale 6,5 g/l; Zuccheri residui 2,0 g/l.
ANALISI ORGANOLETTICA: Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, spiccata mineralità con profumi floreali talvolta di agrumi; freschezza e sapidità caratterizzano il gusto aromatico e deciso.
ABBINAMENTI: Ideale per aperitivi e primi piatti, sia a base di pesce che di verdure. Ottimo con il pesce cartoccio, accompagna egregiamente carni bianche e di vitello.

Le Terme di Bologna restano aperte e diventano un piacevole rifugio per adulti e bambini

Il direttore scientifico del Gruppo Monti Salute Più, Antonio Monti, onde evitare eventuali malintesi che potrebbero indurre i più a credere che le nuove misure di contenimento dell’epidemia da Covid19 sanciscano la chiusura delle terme, commenta con queste parole:
Tutti i centri termali del Gruppo Monti Salute Più continuano ad operare e ad erogare i propri servizi in totale sicurezza, così come l’intero sistema termale italiano. Il nuovo decreto infatti prevede espressamente che gli stabilimenti termali muniti di presidio sanitario possano continuare ad offrire i propri servizi. A mio avviso si tratta di un riconoscimento estremamente importante che sancisce le condizioni di sicurezza in cui operano le aziende termali italiane, con protocolli rigorosi, anche grazie alla presenza del personale medico e sanitario. A questo proposito, mi sento in dovere di lanciare un appello a tutti gli operatori dell’informazione, affinché sia riportato correttamente il contenuto del nuovo “DPCM” del Presidente del Consiglio dei ministri”.
Il Gruppo Monti Salute Più, titolare delle Terme di Bologna, sottolinea la necessità di mettere in pratica tutte le direttive proprie della sicurezza: mascherine, distanza, igienizzazione, ma conferma, nello stesso tempo, la necessità di rafforzare la nostra salute contro microorganismi, batteri e virus, attraverso tutte le cure offerte dalle terme. Tra queste, i bagni termali immunoterapici (un percorso a temperatura crescente che sviluppa calore a scopo terapeutico, potenziando la circolazione sanguigna e combattendo attivamente tutti i microorganismi, in quanto termolabili) la riabilitazione respiratoria polmonare (ideale per potenziare la funzione respiratoria e la pervietà dei capillari) il controllo e la difesa della mucosa nasale e del cavo orale, sede elettiva del coronavirus; le inalazioni, l'aerosol e le ventilazioni polmonari con l'ossigeno per le insufficienze respiratorie.
Una cosa è certa: - rileva il professor Monti - le terme di Bologna, con le loro acque clorate, alcaline e ricche di minerali preziosi rappresentano senza dubbio il più grande rifugio della salute di tutti i pazienti,grandi e piccoli. Le acque termali bolognesi infatti sono dotate di un processo di mineralizzazione che consente loro di essere riconosciute come acque specificamente curative per una lunga serie di affezioni. In quanto ricche di bicarbonati, svolgono un'azione antisettica e alcalinizzante; hanno un pH alcalino, verificato regolarmente dall'agenzia regionale ARPA, simile a quello del sangue umano (7.35-7.45) che rappresenta il parametro dell'alcalinità fisiologica. E ancora, essendo bicarbonate, solfate e sulfuree, svolgono un'azione rigeneratrice delle cellule,e combattono dolori muscolari e algie reumoatropatiche; disponendo poi di un elevato residuo fisso sono acque “vibrazionali”, cioè attive dal punto di vista ionico ed elettrico, con un effetto di potenziamento delle cellule e di tonificazione dell'intero organismo. Infine, in quanto ricche di calcio libero, rendono la pelle più bella e levigata”. 
Concludendo: in questo momento così difficile, se è vero che è importante rimanere nell’ambito della difesa, rappresentata dalle mura domestiche, è altrettanto vero che bisogna stare attenti che esse non diventino una prigione della nostra salute perché possono indebolirla a livello psichico e mentale. Quindi è necessario che realtà sanitarie come le terme diventino veramente il presidio della salute dei cittadini.

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