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Gianfranco Leonardi

Notizie in evidenza

Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

Mercatini & Eventi Natale Lago di Garda

Un lago romantico incorniciato da affascinanti montagne, un posto unico con eventi per tutti nel raggio di 15 km: dal mercatino di Natale di Arco tradizionale agli eventi per i bimbi con la Casa di Babbo Natale e l’Accademia degli Elfi, dall’originale mercatino nel Borgo Medievale di Canale allo sfizioso Villaggio del Gusto per i più golosi. Un solo territorio, tanti eventi diversi per una vacanza irripetibile nel periodo più magico dell’anno. Le calde luci dorate che fanno atmosfera, le finestre delle case illuminate, i mercatini di Natale che riscaldano il cuore e sullo sfondo di questa “cartolina” c’è lui, il lago di Garda! Il Natale sul Garda Trentino ha un fascino che non ha eguali. 
MERCATINI DI NATALE
L’atmosfera natalizia è più viva che mai sul lago di Garda Trentino con l’apertura dei mercatini di Arco e Canale di Tenno. La festa più magica dell’anno ad Arco porta, sui palazzi storici, una narrazione tecnologicamente innovativa in video mapping e tutto intorno tante bancarelle ricolme di prodotti locali e regali da mettere sotto l’albero. Mentre a Canale di Tenno, un piccolo borgo annoverato nel prestigioso club dei Più belli d’Italia, il profumo di tradizione riecheggia nelle vecchie stalle adibite a bancarelle dove potrete entrare e respirare l’aria più autentica e genuina del Natale, quella vera! 
ACCADEMIA DEGLI ELFI
Volete far vivere un sogno al vostro bambino e farlo diventare ELFO, ossia l'aiutante speciale di Babbo Natale? Iscrivetelo subito all' Accademia degli Elfi e vivrà un intero e magico fine settimana in sua compagnia! 
CASA DI BABBO NATALE
A Riva del Garda c’è anche la Casa di Babbo Natale! La dimora di Santa Claus è l’ideale per spedire la letterina, assaporare le delizie di Natalina e conoscere Babbo Natale in persona! 
GASTRONOMIA
Il Natale nel Garda Trentino si colora di profumi e sapori tipicamente trentini. Al Villaggio di Natale "Di Gusto in gusto" di Riva del Garda, si potranno scoprire, degustare e acquistare le migliori eccellenze del territorio coccolati da una magica atmosfera natalizia. Mentre nei Ristoranti del Garda Trentino potrete gustare i sapori e i piatti della cucina locale realizzati dagli chef con prodotti tradizionali! Una festa di profumi, sapori tipici e genuini, menu con gustosi prodotti ed eccellenze locali per una Vacanza con Gusto anche in inverno.

Le “etichette-semaforo” penalizzano il cibo Made in Italy… Facciamo subito qualcosa!

Nella sede dell’Europarlamento un incontro per protestare contro il “labelling” anglosassone - o come il Nutri-Score francese - che classifica i nostri formaggi, prosciutti e oli d’oliva di qualità, come “poco sani”… Ancora la Gran Bretagna si fa notare per idee, diciamo originali… E a ruota seguono i cugini francesi… Si tratta del sistema di etichettatura “a semaforo”, che da oltre Manica - e da oltre Alpe con il nutri-score - si sta diffondendo in altri Stati europei (già in  Belgio, Germania e Spagna): è un bollino verde, giallo o rosso che decreta se un cibo è buono o cattivo per la salute di chi lo consuma, basandosi solo sulla percentuale di sale, zuccheri e grassi che contiene… Non considerando gli aspetti salutistici nel suo insieme di prodotti che sono sane eccellenze (specie quelle Dop e Igp) realizzate secondo rigidi disciplinari che ne fanno cibi ricercati, anelati, invidiati e (per questo) falsificati in tutto il mondo con grottesche imitazioni che danneggiano i clienti fruitori (che non conoscono gli “originali”) e naturalmente i “veri produttori”…   A stabilire gli standard sul cibo è il Codex (ente congiunto di Fao e Oms) che sta discutendo una proposta sui principi guida universali per lo sviluppo di etichette “a semaforo” (e/o nutri-score) diffuse in decine di Paesi. Gian Lorenzo Cornedo (già ambasciatore d'Italia in Canada) è il rappresentante permanente del nostro Paese all’Oms, ha inviato una lettera criticando quei profili nutrizionali necessari per il funzionamento dell’etichettatura interpretativa fronte-pacco e le stesse etichette a semaforo inglesi e il nutri-score francese.
Aziende (come Danone e Findus) e catene di supermercati (come Auchan e Carrefour) hanno accettato l’etichettatura in territorio francese, ma sono contrari all’applicazione in Italia, per motivi economici o perché questi argomenti prevalgono sugli interessi dei consumatori.
Paolo De Castro, Primo vicepresidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, ha commentato l’offensiva in favore di un’etichetta alimentare trasparente e corretta, che non condizioni la scelta del consumatore. Con lui, nella sede dell’Assemblea europea, la collega europarlamentare Elisabetta Gardini, Coldiretti, Federalimentare e Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare.
De Castro auspica l’apertura di un tavolo di discussione per raggiungere un nuovo sistema armonizzato di valutazione e qualificazione dei valori nutrizionali degli alimenti, capace di dare informazioni veritiere e complete ai consumatori e che possa essere adottato in tutti gli Stati Membri.  E’ davvero paradossale che il “labelling a semaforo” penalizzi con un “bollino rosso” l’olio extra vergine di oliva rispetto a un olio di semi vari, il Parmigiano Reggiano o il Grana Padano Dop rispetto a un formaggio prodotto senza latte e così anche per altre eccellenze quali il prosciutto di Parma o il San Daniele, rispetto ad altri prodotti “misconosciuti” invece “promossi” con il “bollino verde” (!) anche se evidentemente non all’altezza dei tratti salutistici dei nostri Dop e Igp. 
Il Parlamento europeo ha già espresso la sua contrarietà a questi sistemi di etichettatura, chiedendo a grande maggioranza - per arginare quest’ulteriore attacco alle nostre ricchezze alimentari - uno schema europeo di indicazione dell’origine dei prodotti alimentari, come già sperimentato in Italia grazie all’azione del governo. 
Ancora non ci sono evidenze sulla questione da parte di istituzioni quali il Ministero della Salute e quello delle Politiche agricole, che almeno dovrebbero considerarla e prendere una posizione… Anche il Crea – il più importante ente italiano di ricerca sull’agroalimentare, che sul proprio sito dichiara che ogni giorno mette in campo tutte le forze per accrescere la produttività e la competitività del comparto e per garantire la massima tutela del nostro territorio…–  (ente con 2 mila impiegati alle dirette dipendenze del ministero) non prevede tra gli oltre seicento progetti di ricerca che ha in corso di verifica, uno studio sull’etichettatura nutrizionale interpretativa. 
Intanto - forse proprio per questa azione europea? - in questi ultimi tempi si è evidenziato un notevole calo delle vendite di oli, formaggi e prosciutti italiani Dop e Igp…

(GfL)

Philiaz: un viaggio nel gusto ispirandosi a Jules Verne

Il Philiaz è un ristorante che permette l’esperienza unica di compiere il giro del mondo attraverso una cucina multietnica. Attingendo al celebre romanzo di Jules Verne – Il Giro del Mondo in 80 giorni – nasce a Caldaro (BZ) un ristorante il cui tema dominate è “il viaggio”. Il Philiaz, nome di fantasia creato per ricordare il protagonista del romanzo Phileas Fogg, è un nuovo concept restaurant che permette di “viaggiare” attraverso il mondo assaggiando piatti che si ispirano ai molti posti visitati dal protagonista del romanzo, come Suez, Bombay, Hong Kong, San Francisco, New York, Londra...
Il ristorante (con una superba vista lago) è diviso in due sale: nella prima, la sala Fix (nome del poliziotto del romanzo), si possono degustare piatti esotici à la carte, come il Philiaz Kebap “Persian Art”, i “Cook Island Tiger Shrimps”, i “Korean Tacos” e diversi variazioni di “Dim Sum”, creati dal giovane team di cucina con i resident chefs (Chef di cucina: Martin Crnomarkovic e Jens Liefke, Chef de partie: Daniele Lampis, Manuel Zenoiani, Kebba Sowe).
Nella seconda, la sala Auda (come l’amata del Signor Fogg), si alternano chef provenienti da diversi Paesi del mondo che ogni due mesi offrono un menù particolare e raffinato, come lo Chef Guest Anirudh Arora (Londra) o Serban Mihai Pavel, del Bodil di Copenhagen.
“Era un uomo che doveva aver viaggiato dappertutto, per lo meno con la mente”. Questa una delle celebri frasi del romanzo che parafrasata potrebbe diventare: “Era un uomo che doveva aver viaggiato dappertutto, per lo meno con il gusto”. Seguendo alla lettera queste indicazioni, al Philiaz di Caldaro si viaggia per il globo assaporando piatti completamente diversi e originali, accompagnati da una cantina completa di oltre 100 etichette, con, ovviamente produttori altoatesini, ma anche con i migliori vini di aziende estere. Inoltre, il Philiaz è un interessante Cocktail Bar, dove si possono degustare ottimi drink dopo cena, oltre ad essere un locale disponibile a ospitare eventi e ricevimenti. Signature drinks, con creazioni internazionali (Originals e Classics), creati dai bartender Lorenzo Mattei e Matthias Mair, come per esempio l’Espresso Martini 2.0. oppure il Philiaz Flip, creato utilizzando ingredienti stagionali (attualmente mela, cannella, mandarino, melograna ...). Completano l’atmosfera del locale un soundtrack stile lounge, house, electro e un concetto di illuminazione particolare (interior nero).
Infine, da mercoledì 4 dicembre, il Philiaz è uno dei primi ristoranti in Europa “cashless”; ovvero, non saranno più accettati pagamenti in contanti per poter offrire un servizio più trasparente, veloce, sicuro e puntuale.

Philiaz, new eatery, craft cocktail Bar & Lounge 
Tel.: (0039) 0471 962904
Katrin Hölzl
Mob. 338-4682590
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  www.philiaz.com

 

Perù, migliore destinazione culinaria al mondo nel 2019

Per l’ottavo anno consecutivo, Perù ha conquistato il titolo di "Migliore Destinazione Culinaria al Mondo" durante i World Travel Awards 2019 (WTA) tenutosi a Muscat, in Oman.  La vittoria di questo premio è stata il coronamento di un 2019 strepitoso, in cui la cucina peruviana si è posizionata ai vertici delle classifiche culinarie mondiali ottenendo numerosi riconoscimenti. Inoltre, sempre quest’anno, due dei più importanti ristoranti del Perù, Maido e Central, si sono classificati tra i primi dieci nella classifica dei "50 Best Restaurants". 
Con la sua tradizione di oltre 3000 anni, la gastronomia peruviana guarda da sempre al futuro con una sola premessa: adattarsi ai gusti, agli interessi e alle esigenze dei consumatori di tutto il mondo in modo etico e sostenibile. 
L’intero bagaglio enogastronomico peruviano è stato tramandato di generazione in generazione, fondendosi durante il passare dei secoli con le tradizioni culinarie importate in Perù dalle altre parti del mondo. Così, sono nate e si sono affermate le numerose cucine di contaminazione che caratterizzano il Perù, come la cucina Nikkei, in cui la tradizione peruviana e giapponese si fondono, o quella Chifa, che nasce dal mix della cucina cinese e peruviana.
La cucina peruviana si distingue poi anche per l'uso dei superfood, che crescono spontaneamente o vengono coltivati in diverse parti del territorio: con i loro alti valori nutrizionali e le qualità benefiche per la salute, sono richiesti in tutto il mondo. Tra i più ricercati ci sono semi, tuberi, radici secche, frutti andini e cereali.
Il premio di "Miglior Destinazione Culinaria al Mondo" si aggiunge anche ad un altro riconoscimento che la cucina peruviana ha ottenuto negli ultimi tempi, quello di "Migliore Destinazione Culinaria del Sud America" del 2019. Inoltre, ben undici ristoranti peruviani figurano nella classifica dei "50 Best Latin America" 2019, tra cui anche Maido e Central, che hanno conquistato un posto anche tra i 50 migliori ristoranti del mondo.
Oltre a questo riconoscimento, il Perù è stato eletto "Migliore destinazione culturale nel mondo" e Machu Pichu si è distinta come "Migliore località turistica nel mondo".

Norbert Niederkofler nuovo consultant chef di Aman Venice

Aman Venice è lieta di annunciare la nomina dello chef di fama internazionale e detentore di 3 stelle Michelin, Norbert Niederkofler, nella veste di “consultant chef”.
Mantenendo il ruolo di Executive Chef presso il ristorante St Hubertus del Rosa Alpina Hotel and Spa, a partire dal 2 dicembre scorso, lo Chef si dedica alla creazione dei menù di Aman Venice, compresi quelli del ristorante Arva, in collaborazione con Dario Ossola, Executive Chef dell’hotel. Noto per la sua visione culinaria “Cook the Mountain” – secondo cui cucina solamente con prodotti locali, traendo ispirazione dal territorio in cui lavora e valorizzando ogni parte degli ingredienti – Chef Niederkofler interpreterà la sua filosofia portandola sulle coste di Venezia per curare una serie di piatti e menù dal tema “Cook the Lagoon”. 
Rimanendo fedele all’impegno di Aman Venice nei confronti della sostenibilità e credendo in una cucina etica e pulita, Niederkofer lavorerà al fianco dello Chef Ossola, relazionandosi con fornitori locali, agricoltori e pescatori, in modo da poter sempre usufruire dei prodotti stagionali e freschi del Mercato di Rialto, della laguna di Venezia e delle sue isole. Arva rappresenta un’esperienza gastronomica unica basata su tecniche inventive della cucina italiana, a partire da ingredienti semplici a chilometro zero, cucinati in modo raffinato, ma essenziale. Concepito dallo Chef Ossola e ora integrato da cinque nuovi piatti creati dallo Chef Niederkofler, il nuovo menù includerà ricette secondo la filosofia di Arva e quella del nuovo Chef. La carta cambierà a seconda delle stagioni offrendo un’interpretazione moderna dei classici della cucina veneziana.
L’arrivo dello Chef Niederkofler nella brigata della cucina dell’Aman Venice è perfettamente in linea con l’impegno di Arva nell’ interpretare le tradizioni culinarie italiane, note per la celebrazione di piatti stagionali preparati da prodotti ottenuti in modo sostenibile. Questo stile di cucina è influenzato dai cuochi italiani che preparavano i loro piatti unicamente a partire da cio’ che era disponibile negli orti, nelle foreste e nelle acque locali, utilizzando la loro comprensione istintiva dei sapori e la creatività della necessità, per preparare piatti originali e confortanti da condividere con gli amici e la famiglia.
In occasioni speciali nel corso dell’anno, Chef Norbert unirà le proprie forze a quelle di un altro rinomato chef, cucinando a quattro mani nuovi piatti secondo la filosofia ‘Cook the Lagoon”. Il menù degustazione verrà adattato per ogni evento a seconda degli ingredienti stagionali disponibili, con la possibilità di abbinare vini ad ogni portata. “Sono onorato di lavorare con una realtà iconica come Aman Venice e sono entusiasta di poter collaborare con un team di così grande talento. Non vedo l’ora di esplorare la ricca varietà di ingredienti che la laguna veneziana offre e di creare piatti autentici che rispecchino fedelmente la filosofia di Arva oltre che la mia idea di cucina etica. Sono anche felice di portare il concetto ‘Cook the Mountain’ fuori dal suo habitat naturale, mostrando la sua universalità e la sua capacità di adattamento”, dichiara lo Chef Niederkofler sulla sua nomina. Originario dell’area di Bolzano in Sud Tirolo, Norbert ha girato il mondo perefezionando la sua arte prima di arrivare al Rosa Alpina come Executive Chef nel 1994. Da allora, ha messo sotto i riflettori mondiali la proposta culinaria dell’hotel offrendo prodotti stagionali con un’enfasi sulla sostenibilità. L’impegno dello Chef a utilizzare esclusivamente ingredienti locali implica un grande lavoro di ricerca sull’area, per instaurare rapporti con i produttori e gli agricoltori locali, e l’esigenza di essere creativi e innovativi con gli ingredienti, un approccio che ha giustamente chiamato ‘Cook the Mountain’, divenuto rapidamente famoso e che ha portato lo chef e il St Hubertus ad aggiudicarsi la terza stella Michelin nel 2017. ‘Cook the Mountain’ ha trovato anche una “casa”, un luogo fisico dove esprimersi al meglio, con l’apertura di AlpiNN – Food Space & Restaurant (Kronplatz, Brunico) a dicembre 2018.
Aman Venice è una tappa imperdibile per gli amanti della gastronomia, essendo un punto fermo della scena culinaria dal lancio di Arva nel 2017, e poi con l’introduzione di Palazzo Kitchen Table a inizio 2019. Sia gli ospiti dell’hotel che i visitatori sono benvenuti a provare i sempre rinnovati menù stagionali.

Norbert Niederkofler
Nato a Lutago, nel cuore delle Dolomiti, Norbert Niederkofler è cresciuto nel resort sciistico di famiglia. Di conseguenza, trascorreva molto tempo esplorando l’ambiente circostante e i prodotti naturali del territorio che vi crescevano in abbondanza, dal sapore pieno e deciso. È qui che ha iniziato a sviluppare il suo interesse per l’alimentazione, che lo spinge a formarsi in gastronomia. Dopo aver concluso gli studi presso una scuola di cucina in Germania, assume cariche in alcune delle città più rinomate dal punto di vista culinario, come Londra, Zurigo, Milano, Monaco e New York. Durante questi viaggi inizia a sviluppare il proprio stile personale, che sogna di riportare nella sua terra madre. La fortuna lo assiste e nel 1994 a Norbert viene offerta la possibilità di gestire la cucina del Rosa Alpina Hotel & Spa di San Cassiano, alla base delle Dolomiti. Norbert inizia a far suoi i principi di una cucina più etica basata sui rapporti umani: dai produttori, al territorio, agli ospiti. Inizia anche a dedicarsi a progetti con un impatto sociale e nel 2015, assieme a Paolo Ferretti, fonda Mo-Food, la start- up utilizzata per gestire i suoi progetti futuri. Quello di più grande successo che riassume anche il suo approccio è CARE’s – The ethical Chef Days, che dal 2016 promuove un approccio etico alla cucina fuori dalle mura dei ristoranti. Questo impegno permette a Norbert di ricevere la terza stella Michelin nel 2017, come dice lui con “barbabietole e patate”. Come conseguenza naturale, Norbert apre AlpiNN – Food Space & Restaurant nel 2018, la “casa di Cook the Mountain”. In questa location con un panorama unico a 2.275 mt sopra il livello del mare, giovani chef trasmettono attraverso il loro menù accessibile i veri e autentici sapori della montagna. A luglio 2019 Norbert entra nella lista di “The World’s 50 best Restaurants, alla 116a posizione con il ristorante St. Hubertus.

Aman
Aman viene fondata nel 1988 con l’idea di costruire una collezione di luoghi d’accoglienza intimi caratterizzati dall’ospitalità calda e discreta di un’elegante casa privata. Il primo, Amanpuri (luogo di pace) a Phuket, Tailandia, ha introdotto il concetto, e da allora Aman è cresciuto fino a contare 32* oasi di pace sotto forma di hotel e resort in 22 destinazioni nel mondo. L’introduzione di Aman Skincare nel 2018 prosegue il viaggio olistico oltre i perimetri delle oasi Aman. Offrendo un viaggio rilassante attraverso un ambiente aromatico dove riposare e staccare da tutto, Aman Skincare rappresenta lo spirito di Aman in un flacone. Confermando l’impegno di Aman di fornire ai propri ospiti esperienze culturali uniche e di valore, Atma, lanciato nel 2019, organizza eventi esclusivi ispirati alle destinazioni Aman e concepiti per unire mente, corpo e spirito.

*In Bhutan, Cambogia, Cina, Repubblica Dominicana, Francia, Grecia, Indonesia, India, Italia, Giappone, Laos, (Messico 2020) Montenegro, Marocco, Filippine, Turchia, Turks & Caicos, USA (New York 2020) e Vietnam.

AMAN VENICE
Palazzo Papadopoli
Calle Tiepolo 1364 
Sestiere San Polo
Venezia 30125, Italy
Tel: +39 041 2707333
For reservations: +39 041 2707714 
Fax: +39 041 2707555
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Bianca in Brianza, dove i territori stregarono Stendhal…

Bianca è uno spazio accogliente, immerso nella natura, a Oggiono nella Brianza lecchese, di fronte al Lago di Annone, dove il cibo è indimenticabile e l’accoglienza inizia con un sorriso. Bianca nasce dall’iniziativa, imprenditoriale della famiglia Spreafico partendo da una struttura esistente che per oltre 60 anni è stata punto di riferimento gastronomico della zona: il Bianca di oggi - casa di lusso, più che hotel - è stato dal 1952 al 2004 il ristorante “Cà Bianca” e qui gli Spreafico erano di casa perché per decenni lo hanno scelto per ritrovarsi con gli amici. 
Una radicale ristrutturazione ha portato alla creazione di “Bianca Relais” (10 camere di cui 8 suites) del ristorante “Bianca sul Lago” (circa 60 coperti e uno scontrino medio di circa 90 euro) e del cafè-lounge “Drop”. Circondano il Bianca 11.000 metri quadrati di parco, con sei ulivi secolari. Chi vi soggiorna può raggiungere il vicinissimo centro sportivo dotato di palestra e piscina, un centro dedicato al parapendio (a 10 minuti di auto) la scuola di kayak di Oggiono e il golf club Villa d’Este (a mezz’ora) uno dei più importanti in Italia e con il quale è stata sottoscritta una speciale partnership. Dal Relais è inoltre possibile visitare la zona usufruendo dei numerosi percorsi ciclabili immersi nel verde.
Tra le esperienze “tailor-made” (su misura) che Bianca Relais propone oltre a quelle a tema gastronomico, che sono organizzate internamente alla struttura, è possibile visitare la vigna (o la vendemmia se è la stagione giusta) delle cantine “La Costa” a La Valletta Brianza (LC) la storica “Nino Negri” in Valtellina o la “Berlucchi” in Franciacorta. La proposta delle experiences si completa poi con dell’attività di pesca fronte lago (a due passi dal Relais) con dei tour culturali a Lecco (città dei Promessi Sposi) e con la possibilità di fare shopping a Milano accompagnati da autista e personal-shopper. Ma il benessere lo si può vivere con la massima privacy all’interno di ciascuna delle 8 suites grazie alle SweetSpa, firmate Starpool. Il bagno di vapore (tematizzato su quattro percorsi) che avvolge l’ospite con il suo calore è in grado di donare, con la complicità dell’acqua, degli aromi, delle luci soffuse e della musico-terapia, un rilassamento completo. Infine, nel giardino, sotto i grandi ulivi, si può partecipare a sedute yoga.
La cucina del Ristorante “Bianca sul Lago” è affidata allo chef Fabrizio Albini: si potrebbe definirla contemporanea, essenziale e golosa. Dopo le ultime esperienze al Cristallo di Cortina e al The Stage di Milano con AtCamen, Albini - bresciano, classe 1976 ha esordito nelle cucine de L’Albereta di Erbusco con Gualtiero Marchesi, ha maturato negli anni numerose esperienze, in Italia e all’estero e in particolar modo in Francia. È docente per diverse associazioni di categoria e collabora con diversi istituti d’eccellenza gastronomica. 
Oltre che dalla carta, è possibile lasciarsi guidare dal menu degustazione Fil Blanc, una sintesi della cucina di Albini, nel quale il filo conduttore è di natura cromatica. 
La struttura si trova a Oggiono a 10 km da Lecco, 26 da Como e 51 da Milano; a tratti si potrebbe anche avere l’impressione di essere fuori dal mondo, mentre in realtà, fra lago e colline, si è ben connessi ai maggiori centri abitati della Lombardia (a Milano ci si arriva in 45 minuti). 
Il costo per notte delle camere base oscilla tra i 230 (bassa stagione) e i 280 euro (alta stagione) mentre quello delle suites, dotate di mini-spa interne e idromassaggio sul terrazzo, tra i 480 e i 600 euro. Le superfici delle camere/suite oscillano tra i 28 e i 55 mq.

Bianca Relais
Via Dante Alighieri, 18 
23848 Oggiono LC
PRENOTAZIONI
+39 0341 1831110
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La straordinaria provincia di Treviso ha ospitato i Borghi d’Europa

Mantenendo onorevolmente fede alla propria mission, l’“Associazione Borghi d’Europa” ha promosso una conferenza stampa con “educational” dedicata all'Europa delle scienze e della cultura in nome de “I percorsi Internazionali dei Borghi d'Europa”. Il convegno si è svolto tra i Comuni di Salgareda, Carbonera, Breda di Piave, San Biagio di Callalta e  Maserada, tutte località delle “Terre della Piave”, nella straordinaria provincia di Treviso.  I borghi e i territori della Rete - trenta di oltre quindici Paesi e Regioni d'Europa - rappresentati per l’occasione da autorevoli esponenti delle rispettive comunità - autorità civili, rappresentanti delle Istituzioni e produttori locali - hanno descritto, con dovizia di particolari e relativa documentazione al seguito, ai giornalisti e ai comunicatori intervenuti, le loro campagne di informazione, mettendone al centro la riscoperta di culture e i luoghi anche poco conosciuti, frapponendo a cotante storie, gradevolissime degustazioni che si sono trasformate in piacevoli momenti conviviali tra gli esperti di prodotti d’eccellenza più disparati (DOP, Igp e De.Co.) e i noti “comunicatori professionisti enogastronomi” intervenuti. I relatori che in più occasioni si sono espressi nell’ambito dell’incontro che, per l’occasione ha rimpiazzato l’appuntamento che annualmente si replica per fare la disamina delle attività svolte da “I Borghi d’Europa”,coordinati dall’organizzatore Alessio Della Barba, hanno sottolineato, due per tutti: da Bruno Sganga (giornalista enogastronomo già coordinatore delle iniziative editoriali di Luigi Veronelli) a Giuseppe Gaspari (giornalista, blogger, Palato Anarchico) la partecipazione all'anno 2018 del patrimonio culturale europeo (40 i borghi visitati e fatti conoscere) oltre alle presentazioni, nell'”Anno del Turismo Lento”, del progetto dei “10 Percorsi Internazionali” effettuate presso la sede del Parlamento Europeo a Milano.  E’ stata pure evidenziata la partecipazione pluriennale al “Mese della Mobilità Dolce” (promosso da CO.MO.DO. - Cooperazione per la Mobilità Dolce) e l’adesione al Festival dello Sviluppo Sostenibile, la più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare i cittadini per realizzare un cambiamento culturale e politico che consenta all’Italia di attuare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e centrare i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (…non è poco! NDR). 
Dunque, percorrendo la SP63 da Salgareda (TV) in direzione Romanziol, la strada in sostanza si snoda parallela al letto del “grande fiume” (e se lì domandate che fiume sia, vi rispondono: “Xe ła Piaveun, na olta se ghe ciamea anca Piau e etimołojicamente ła vol dir "tera che ła se inpina de acoa de piova…”) e si arriva dove l’anno scorso in queste zone il Fiume straripò allagando mezzo Veneto, cosa che si è ripetuta anche un mese fa, in tono minore, ma comunque inondando anche l’area golenale (coltivata a mais) dove si trova un bellissimo casolare antico denominato “Ombretta”: un centinaio di metri quadri su due piani, con terrazzo, granaio e pollaio, pittoresca antica struttura contadina destinata, oggi, ai ricevimenti nuziali, a feste e sagre locali e agli appuntamenti enogastronomici di rilievo  anche perché all’interno c’è un bel salone con un grande camino centrale e, dall’altra parte, una cucina professionale a tutti gli effetti. Davanti all’entrata un bel patio per ricevere gli ospiti all’aperto, clima permettendo… Osti, cuochi, chef stellati e associazioni varie, se lo contendono, questo casone, per effettuare presentazioni di ricette e/o proporre degustazioni di vini delle zone prospicienti, tutti sempre di gran livello, in uno scenario davvero impareggiabile. E' Guglielmo Pilan, il titolare dell’Azienda S.S. Ombretta Agricola, fondata nel 2016 con lo scopo di sviluppare la tradizione legata ai territori ed alla cultura agricola trevigiana. Oggi con impegno e passione viene portato avanti il progetto di recupero anche dei terreni circostanti. Dopo gli impegnativi e pesanti costi affrontati per i lavori di ripristino dovuti all’alluvione - l’anno scorso il livello del Piave è arrivato al secondo piano del casone e ancora se ne vedono le tracce! - Guglielmo si presta a dette presentazioni, assolutamente con piacere. Nella meravigliosa location, in una giornata un po’ nebbiosa, con qualche raggio di sole che forava la bruma e asciugava il fango (che lì la fa da padrone) è arrivata una “banda” di addetti ai lavori: giornalisti specializzati (di carta stampata e televisioni, anche straniere) blogger, “p.r.” veri gourmet e rappresentanti di chef stellati e sommelier AIS. Una ventina di veri conoscitori della materia, lì riuniti per confrontarsi con i produttori delle eccellenze locali (Dop, Igp e De.Co.). Guglielmo per l’occasione supportato da Stefano Aldegretti del ristorante Barkalà di Margheraè stato l’autore del piatto forse più gradito della tre giorni di incontri: la “Castratina”, a base di carne di montone in brodo con verza e spezie, ricetta veneziana risalente al 1600. In quel periodo, a Venezia, che era l’importante repubblica dell’Adriatico (estesa dalle foci del Po a Dubrovnik) imperversava la peste bubbonica e allora Doge e Chiesa decisero di erigere una chiesa dedicata alla Madonna della Salute: già alla posa della prima pietra, la peste cominciò a finire… Anche perché nel contempo furono importati dalla Siria molti gatti per contrastare i tantissimi topi a cui era dovuto lo scoppio dell’epidemia (ancora oggi a Venezia si trovano molti gatti “soriani”). A lavori ultimati (eseguiti dagli italiani che arrivarono dai Balcani, gli “Schiavoni”) all’atto della benedizione della chiesa, ai lavoratori fu dedicata una riva del Canal Grande - appunto degli Schiavoni - e loro, per riconoscenza, offrirono la carne di castrato che si portavano dalla terra da cui provenivano (perché per la peste, non mangiavano cibi veneziani): dunque tutti insieme gustarono la “Castratina”, zuppa fatta con la carne essiccata di montone con le verze, verdura che resisteva bene al fuoco (perché la pentola con carne e ortaggi si preparava al mattino e restava al bordo del camino fino a sera) e tante spezie, come si usava allora. Oggi, a Venezia, la “Castratina”, è il piatto dedicato alla Madonna della Salute (davvero buonissima! NDR).
Poi Guglielmo ha messo sulle braci delle imponenti costate ben “marezzate” (da 1,5/2 Kg. l’una) e in forno delle splendide trote salmonate (da 3/4 Kg. l’una). Infine un gran pasticcere ha pensato ad addolcire il momento finale con un “millefoglie” ornato con fragoline, che, dopo il primo solenne taglio, non ha fatto a tempo ad impiattare ancora, che già… era finito!

(GfL)

"Romagnoli Dop": Paolo Cevoli raddoppia

"Romagnoli Dop" - quasi quattordici milioni di visualizzazioni per la serie web - riuscitissima operazione di promozione territoriale, pensata, voluta e realizzata da Paolo Cevoli, l’imprenditore (rampollo di albergatori) con l'hobby del cabaret. Nell'estate del 2020 la seconda serie. Cevoli, Bonaccini, Corsini, è il tris d’attacco per la presentazione - al tredicesimo piano del palazzo della Regione di via Aldo Moro a Bologna - del bis di “Romagnoli Dop”:  

Paolo Cevoli, alias Palmiro Cangini (assessore alle “attività varie ed eventuali” di Roncofritto) alias Teddi Casadey (imprenditore “controparte” di Cangini, che possiede il “Glorioso Maialificio Casadey Srl) alias Lotar (che si presenta a torso nudo, in tunica leopardata e con il fez in testa) alias Olimpio Pagliarani (soprannominato “Il lepro di Viserbella”, mitico motociclista…) alias Yuri (supertifoso di Valentino Rossi) oltre a tanti altri “alias”… 

Andrea Corsini (romagnolo Dop di Cervia) dal dicembre 2014 assessore della Giunta della Regione Emilia Romagna, con deleghe alle politiche per la qualificazione e lo sviluppo del sistema turistico e strutture ricettive, alla promozione turistica, allo sviluppo della portualità turistica, alle politiche per lo sviluppo del termalismo, alla qualificazione e sviluppo delle attività commerciali, alla programmazione delle politiche regionali in materia di centri agro-alimentari, alla tutela dei consumatori/utenti, consumo sostenibile e al demanio marittimo.

Stefano Bonacini, governatore dell’Emilia Romagna - modenese di nascita - eletto presidente della Regione Emilia Romagna nel novembre 2014 e dal dicembre 2015 presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Attualmente in corsa per il secondo mandato (elezioni il 26 gennaio prossimo) in competizione con Lucia Borgonzoni della Lega. 

Con la serie dei "Romagnoli Dop" di 13 puntate trasmesse finora via web, il protagonista Paolo Cevoli, mettendoci faccia e cuore, ha raccontato chi sono i “veri Romagnoli”. Tra questi, anche un gruppo di coreani, un lavapiatti nero che parla in dialetto romagnolo (!) e i ragazzi di san Patrignano… Tra maggio e agosto sono state ben 14 milioni le visualizzazioni delle clip che Cevoli ha trasmesso sui suoi canali Youtube e Facebook (avvalendosi dello staff dell’APT per  produzione e montaggio) per raccontare le caratteristiche della gente di Romagna, con le testimonianze di circa duecento alla fine, tra imprenditori, artisti, cuochi, scrittori, ma anche turisti (pure stranieri) e persone comuni. E se i primi ad appassionarsi alle lezioni sono stati gli stessi romagnoli - il 40,5% delle persone raggiunte proviene proprio dall’Emilia Romagna - la platea digitale si è presto allargata anche a tutta Italia con ben il 59,5% da Lombardia, Lazio, Veneto e Piemonte. Circa 360mila sono state le interazioni generate complessivamente, di cui oltre 12mila con commenti in pratica tutti positivi (99%). In onda a cadenza settimanale, ogni puntata era caratterizzata da un tema, con un episodio iniziale a spiegare il progetto, realizzato in collaborazione con APT Servizi Emilia-Romagna e Visit Romagna. Puntate che restano lì, sul web, a disposizione di chiunque voglia vederle e rivederle, anche una di seguito all’altra… Per Cevoli, il vero Romagnolo Dop, si riconosce nella triade “sburonaggine, patachismo e ignorantezza”, ma di volta in volta anche da altre caratteristiche, o meglio pregi, come la vocazione all’ospitalità, la passione per “è mutor” (la motocicletta) per l’”azdòra”, il “mangiare”, compreso il divertimento: dal liscio e le gite in motonave, alle discoteche e la vita di spiaggia. Tra gli ospiti: Gianni Morandi, Rudy Zerbi, Giuseppe Giacobazzi, Gianni Fantoni, Kevin Schwantz, Roberto Mercadini, Davide Cassani, Guido Meda, Andrea Mingardi, Aldo Drudi, Duilio Pizzocchi, Andrea Vasumi. 
Con la presentazione è stato ufficialmente confermato che la prossima estate Cevoli andrà a cercare e premiare con un “attestato di romagnolità”, personaggi famosi e non, che incarnano lo spirito e l’animo della Romagna “…solatìa, dolce paese, cui regnarono Guidi e Malatesta; cui tenne pure il Passator cortese, re della strada, re della foresta e dei suoi abitanti” (dall’ultima strofa de La Romagna di Giovanni Pascoli). Un’anteprima delle nuove puntate (online da giugno 2020) si avrà in occasione del Web Marketing Festival di Rimini - il più grande evento sull'Innovazione Digitale e Sociale - in scena lì dal 4 al 6 giugno 2020.

(GfL)

Adria Ferries a sostegno delle popolazioni albanesi colpite dal terremoto

Adria Ferries attiva una unità di crisi interna per emergenze sanitarie e umanitarie dopo il fortissimo terremoto di magnitudine 6.4 che ha colpito la costa settentrionale dell'Albania la scorsa notte alle ore 2:54 (ora locale). Secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) italiano e del servizio geologico statunitense USGS, il sisma ha avuto epicentro a circa 10 km dalla città di Durazzo e a 31 dalla città di Tirana, provocando decine di vittime e gravissimi danni al territorio. 
Visto il profondo legame che da tempo unisce  Adria Ferries alla Terra delle Aquile, la Compagnia di Navigazione italiana ha deciso di attivare al proprio interno una unità di crisi per dare immediato riscontro e supporto a ogni richiesta di carattere umanitario o di emergenza sanitaria che dovesse pervenire e mettendosi a disposizione delle autorità ed istituzioni Italiane e Albanesi.
La rete agenziale portuale della Compagnia  è stata allertata ed è pronta a trasmettere alla sede centrale ogni richiesta pervenuta localmente.
Il nucleo sarà guidato e coordinato dal Dott. Roberto Mataloni, dalla Dott.ssa Michela Rossi e dal Dott. Gabriele Ubaldi che gestiranno ogni richiesta e necessità inerenti le operazioni di assistenza alle popolazioni colpite dal sisma.
La Compagnia ha inoltre disposto l’apertura di un conto corrente dedicato, a supporto concreto della popolazione albanese vittima di questa terribile tragedia.
Seguiranno aggiornamenti in merito alla donazione. 

Info:
BENEFICIARIO: ADRIA FERRIES S.p.A.
BANCA: UBIBANCA S.p.A. — Sede di Ancona
IBAN: IT 29V 03111 02684 000 000 002 557
CAUSALE: AIUTI PER IL TERREMOTO IN ALBANIA

"STYLE & WINE": storia di donne tra moda e vino a Monselice

L’Assessorato alle Attività produttive del Comune di Monselice, l’Associazione dei Commercianti ASCOM di Monselice con il progetto MET (Monselice E’ Tempo di Sviluppo) in collaborazione con la Camera di Commercio di Padova organizzano l’evento “Style & Wine” con il coinvolgimento de “Le vignaiole euganee e beriche”  di “Un tocco al Vino” e dell’AIS (Associazione italiana Sommelier). Durante il periodo natalizio, dal 7 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020 i negozi del centro storico di Monselice ospiteranno le  prestigiose cantine al “femminile” dei vicini Colli Euganei e Berici: un connubio vincente tra moda e vino. L’evento è organizzato dal MET (Monselice E’ Tempo di Sviluppo), un progetto di Ascom, appoggiato e presentato dal comune di Monselice, il cui obiettivo è quello di incrementare l’ attrazione nel centro cittadino della Città della Rocca.  Le attività di vendita al dettaglio fanno “rete” attivando una  animazione territoriale che sappia attirare l'interesse di cittadini e turisti, promozionando così le attività del comparto terziario, con  un evento che non mancherà di individuare la Città della Rocca come uno dei luoghi più interessanti dell'intero panorama provinciale. Dato che la "moda è donna" le cantine che hanno sposato l'iniziativa sono le vignaiole di "un tocco al vino", giovani imprenditrici dei Colli Euganei e Berici che stupiranno tutti con i loro prodotti. L'evento si terrà dal 7 dicembre al 6 gennaio e prevede l'esposizione delle bottiglie di 13 cantine d'eccellenza "al femminile" così da arricchire le vie del centro cittadino creando un vero e proprio "percorso" attraverso i 13 negozi che le ospiteranno. Inoltre nelle date del 12 dicembre  e del 19 dicembre,  presso la Sala della Loggetta in via del Santuario, 3 a Monselice, avranno luogo due interessanti degustazioni guidate dalle stesse "vignaiole" con la collaborazione di sommelier AIS che riusciranno, con la loro maestria, ad avvicinare e coinvolgere il pubblico interessato a questo affascinante mondo, dove la presenza femminile gioca un ruolo quotidiano e fondamentale in azienda. Ad accompagnare i diversi calici nelle due serate, saranno i formaggi dell'Azienda Agricola Valdolmo di Pernumia della signora Franca Giora.  Quindi, oltre al vino, anche il cibo è legato al nostro territorio e… anch'esso "donna"...

(GfL)

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