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Gianfranco Leonardi

Notizie in evidenza

Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

Riaprono in tutta Italia centri termali e del benessere

Da domenica 31 maggio in Emilia-Romagna possono riaprire centri termali e centri benessere ed è consentita l'attività di funivie, funicolari e seggiovie. Lo prevede l’ordinanza del presidente della Regione Stefano Bonaccini, che fissa le linee guida. 
Obbligatorio garantire le misure igieniche e comportamentali utili a contenere la trasmissione del Coronavirus. Prima dell’accesso potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendolo in caso di temperatura maggiore di 37,5 °C. Evitare eventuali raggruppamenti di persone e regolamentare i flussi negli spazi comuni, di attesa e nelle varie aree nel rispetto del distanziamento interpersonale (almeno 1 metro per non appartenenti allo stesso nucleo familiare o conviventi). 
Nel bolognese il Villaggio della Salute Più di Monterenzio (BO) riparte con un rinnovato entusiasmo e con tante novità che interessano in particolar modo la sicurezza, la pulizia e le politiche di prenotazione: aspetti ormai imprescindibili per una vacanza rilassante e al contempo responsabile. Oltre alla cancellazione gratuita della prenotazione fino a due giorni prima dell’arrivo, senza perdita del deposito cauzionale, al Villaggio della Salute Più è stato messo a punto un piano preciso per garantire agli ospiti il relax nel rispetto delle raccomandazioni Oms e delle normative di sicurezza: disinfezione e pulizia accurata di camere, cucina e ambienti comuni con prodotti professionali e certificati, sanificazione giornaliera dei lettini prendisole, distanze di sicurezza, personale medico pronto per ogni necessità, possibilità di misurare la temperatura, mascherine e igienizzanti utilizzati dal personale. E ancora, prenotazione on line del biglietto Acquapark e numero chiuso per garantire sicurezza e distanziamento, trattamento dell'acqua delle piscine con ozono, menù del ristorante consultabile dagli ospiti direttamente sul cellulare, sono solo alcune delle accortezze prese dalla direzione a tutela della salute dei cittadini. Al Villaggio della Salute Più, grazie al metodo Gruppo Monti Salute Più, tutta la persona viene coinvolta in un’esperienza di benessere completo e profondo. Protagonista è la preziosa acqua termale solfato-calcica con le sue proprietà benefiche per l’organismo, ma anche la natura incontaminata, che con i suoi paesaggi distende corpo e mente. Acqua termale solfato-calcica, movimento, medicina e alimentazione: sono questi i quattro principi su cui si basano i trattamenti della Beauty Farm delle Terme dell’Agriturismo al Villaggio della Salute Più. Un percorso di rigenerazione fisica e mentale, una sosta di totale benessere, in un luogo magico e affascinante, dove è possibile immergersi contemporaneamente nelle acque termali e nella natura incontaminata grazie all'innovativa architettura in vetro e legno. Per quanti desiderino potenziare la propria salute, al Villaggio della Salute Più c'è anche il “Centro residenziale di Cure Antiage e Saninforma 120” che propone soggiorni settimanali per mettere in atto prestazioni esclusive anti-invecchiamento e realizzare un cammino serio verso la longevità “Saninforma 120”. A tale scopo, vengono coniugate le tecniche naturali (cure termali, fitness, etc.) e le cure più aggiornate della scienza medica, per energizzare e sinergizzare le 6 funzioni rigenerative dei sistemi nervoso centrale (encefalo e ormoni di regolazione), cardiocircolatorio, respiratorio e metabolico. Solo così si può realizzare un vero stile di vita che è in grado di combattere l'invecchiamento e prolungare la longevità. Infine, alle Terme dell'Agriturismo, oltre alle classiche Cure Termali in convenzione SSN, vengono applicati i protocolli più avanzati di Balneoterapia: balneoterapia osteoarticolare e muscolo-scheletrica, balneoterapia recettoriale-encefalica (RCR). 
Per info e prenotazioni: Villaggio della Salute Più, via Sillaro 27 – Bologna (uscita A14 Castel San Pietro Terme, poi seguire la provinciale Sillaro in direzione Sassoleone per 15 km). Tel. 051.929791. Sito web: www.villaggiodellasalute.it.

(GfL)

Ruenza Santandrea presidente del Consorzio Vini di Romagna

È Ruenza Santandrea la nuova Presidente del Consorzio Vini di Romagna, è stata eletta all’unanimità dal rinnovato CdA e succede a Giordano Zinzani che lascia dopo quattro mandati triennali consecutivi, ben 12 anni. Mercoledì 27 maggio si è svolta l’assemblea annuale dei soci del Consorzio Vini di Romagna. Un’assemblea particolarmente importante in quanto prevedeva anche il rinnovo delle cariche per il triennio 2020-2022. Come da prassi è stato il Consiglio d’Amministrazione appena eletto a nominare il nuovo presidente. All’unanimità le preferenze sono state espresse per Ruenza Santandrea, nome noto e molto apprezzato nel panorama vinicolo regionale, nazionale ed europeo per gli importanti incarichi ricoperti in questi ultimi quindici anni nel settore. La Santandrea, prima presidente donna nella storia del Consorzio Vini di Romagna in 58 anni dell’ente (è stato fondato nel 1962).
«Consapevole di andare a ricoprire questo importante ruolo in un momento storico decisamente complicato per il vino romagnolo, e non solo, spero nell’impegno di tutti per dare nuovo slancio al nostro settore – dichiara la neo Presidente Santandrea – Tutti possono fornire il proprio contributo e assieme dobbiamo iniziare a ragionare, da subito, su quali azioni e quali strategie mettere in campo per promuovere i nostri vini, figli di un territorio ricco di cultura, tradizioni, gastronomia. Ringrazio quindi per la fiducia espressa dal CdA nei miei confronti e adesso al lavoro, uniti e compatti. Solo così riusciremo a valorizzare i nostri prodotti, ben oltre il Covid-19».
Ad affiancare la Santandrea nei lavori del Consorzio Vini di Romagna saranno i riconfermati Vice Presidenti Scipione Giuliani (Poderi dal Nespoli, Civitella di Romagna) e Mauro Sirri (Celli, Bertinoro) e il nuovo Consiglio d’Amministrazione formato da: Francesco Bordini (Villa Papiano, Modigliana), Silvia Casali (Tenuta Casali, Mercato Saraceno), Fabio Castellari(Cantina di Faenza, Faenza), Andrea Achille Emiliani (Agrintesa, Faenza), , Riccardo Maraldi (Caviro, Faenza), Roberto Monti (Cantina Forlì-Predappio, Forlì), Alessandro Morini (Poderi Morini, Faenza), Marco Nannetti (Terre Cevico, Lugo), David Navacchia (Tre Monti, Imola), Alberto Perdisa (Insia – Palazzona di Maggio, Ozzano dell’Emilia), Enrico Prugnoli (Cantina Sociale di Cesena, Cesena), Daniele Rossi (Cantina dei Colli Romagnoli, Faenza), Sandro Santini (Tenuta Santini, Coriano), Roberto Sarti (Caviro, Faenza), , Matteo Vingione (Cavim, Sasso Morelli).
Faentina, classe 1954, sposata, con due figli e due nipoti, Ruenza Santandrea prima di ricoprire il ruolo di Presidente del Gruppo Cevico e delle società controllate dal 2005 al 2017, svolgeva attività professionale soprattutto come consulente di direzione e di sindaco revisore, collaborando alla costituzione di importanti consorzi del mondo produttivo.
Durante la presidenza di Cevico, è anche responsabile del settore vino nazionale dell’Alleanza delle Cooperative, lanciando Vivite, il festival del vino cooperativo, e promuovendo il coordinamento europeo cooperativo del vino con francesi e spagnoli.
Ha partecipato al gruppo dei cinque esperti che hanno lavorato per il Ministero dell’Agricoltura alla realizzazione del padiglione vino di Expo Milano 2015. Inoltre, ha ricoperto diversi ruoli in associazioni di sindacati d’impresa, sia a livello territoriale sia nazionale. Ha ricevuto il premio Romagna Wine Festival di “Profeta in patria” e il premio “Voice of Wine 2019” alla WBWE di Amsterdam per il lavoro svolto a sostegno del mondo vinicolo europeo. Dopo aver lasciato la presidenza di Cevico al termine del quarto mandato, e con essa anche gli incarichi collegati sia a livello societario sia sindacale, ha ricoperto il ruolo di Presidente di “Bolè srl”, società nata per produrre e lanciare lo spumante ottenuto da Romagna Trebbiano DOC; incarico tutt’ora in corso.

“Volete lavorare in vigna? Preparatevi, c’è lavoro per tutti!”

“Italiani, volete lavorare in vigna? Preparatevi, imparate, c’è lavoro per tutti!” L’appello viene da Marco Simonit, CEO di Simonit&Sirch Vine Master Pruners, che interviene nel dibattito suscitato dalla notizia che Martin Foradori Hofstätter, famoso vignaiolo di Termeno, ha addirittura dovuto noleggiare un aereo per far arrivare dalla Romania un gruppo di lavoratrici specializzate nel lavoro in vigna, non trovando personale altrettanto competente in Italia.
“Il problema sta emergendo in modo drammatico in questo momento di pandemia, che ha bloccato le frontiere - dice Marco Simonit- La natura non si ferma, le aziende hanno bisogno di manodopera preparata e specializzata nelle vigne e non la trovano in Italia, perché gli italiani snobbano questi lavori, nonostante si parli tanto di ritorno all’agricoltura, di lavoro green eccetera.”
“Dal 2009 abbiamo aperto la Scuola Italiana di Potatura della Vite ed ora i corsi sono anche on line - specifica – Per chi vuole imparare un lavoro qualificato, e quindi anche ben retribuito, ci sono tutti gli strumenti per poterlo fare. Da anni stiamo formando squadre di manodopera specializzata per le principali aziende vinicole del mondo, che ricorrono alla nostra consulenza perché sono ben consapevoli che il lavoro nei vigneti (che sono il loro grande patrimonio) non può essere affidato a personale impreparato. ”
“Si sostiene che dopo questa pandemia bisognerà ripartire dalla terra e dall’agricoltura, che torneranno centrali, e io sono pienamente d’accordo – continua-  Ma gli italiani sono assenti. Bisogna ricreare un “saper fare in vigna” che stanno perdendo e che viene quindi necessariamente affidato a stranieri. Cosa che ad esempio non succede in Francia, dove le capacità in vigna sono altrettanto importanti di quelle in cantina, e il personale addetto ai lavori agricoli è locale, ha una grande esperienza e preparazione ed è un valore aggiunto di un’azienda. “
“Voglio essere chiaro - conclude deciso -  Non è solo una questione di emergenza post Covid 19, ma un discorso più generale e molto serio, che va affrontato una volta per tutte.  Per creare un vero Made in Italy del vino, bisogna ripartire da qui, riprendendo a lavorare fra i filari. Un lavoro sostenibile, local, senza impatto ambientale, sano perché fatto all’aria aperta e, in questi tempi, anche sicuro perché è facile mantenere il distanziamento. Non posso che ribadire: preparatevi, imparate. Nelle aziende vinicole c’è lavoro fin che ne volete!”

Info: SIMONIT&SIRCH
www.simonitesirch.it
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Tel. +39 0432.752417

Finalmente torniamo liberi! (o quasi…)

Dopo la “Fase 1”, la prima settimana di maggio, che ha fatto riaprire cartolibrerie, librerie, negozi di articoli per l’infanzia e alcune attività legate alla silvicoltura (per la produzione di combustibile) da oggi, 18 maggio 2020, parte la “Fase 2”, con le cautele del “decreto Cura Italia” imposte dai “dpcm”, le cautele consigliate e le ovvie – gli Italiani, dopo il “lockdown”, tornano alla vita quasi “normale” o per lo meno provano a riprendere le attività di sempre (i più fortunati) lì da dove le avevano lasciate 63 giorni fa. Ma per non pochi, si tratterà di vivere un momento nuovo, chi in grandi difficoltà economiche e anche senza il lavoro di prima, o peggio, chi senza un familiare, un amico, un conoscente che il Covid-19, si è portato via. 
Per i dipendenti statali e di grandi aziende, poco è cambiato, con la garanzia dello stipendio regolarmente incassato, per chi messo in cassa integrazione è cambiato poco, per le attività d’impresa, i commercianti e le partite IVA che hanno richiesto finanziamenti o aspettato il contributo governativo, per loro, molto è cambiato… 
Detto Covid-19 (acronimo dall'inglese COronaVIrus Disease 19 o malattia respiratoria acuta da SARS-CoV-2) ci lascia il bilancio più tragico dal dopo guerra – e dopo la peste di manzoniana memoria (che nel XVII secolo fece 1.100.000 morti sui circa 4 milioni di abitanti dell’Italia di allora…) e il famigerato “vibrione” del colera del 1973 – perché oggi nel mondo la pandemia ha coinvolto 4 milioni e mezzo di persone (i più, adulti e terza età) e dall'inizio dell'epidemia i morti sono oltre 300 mila (cifra in divenire per le tante situazioni ancora in fase acuta in Brasile, Nord America, Russia e ancora in Oriente…) - dati OMS, fonte “Health Emergency Dashboard” - in Italia più di 225 mila i casi, di cui 68 mila i positivi, 125 mila i guariti e quasi 32 mila i decessi, nella maggior parte dei casi in Nord Italia…  
Il (maledetto) patogeno, dopo i primi contagi, l’impennata della curva e il raggiungimento del picco, tenderebbe ad azzerarsi in poco più di due mesi - ciò attestato dagli studiosi – e si esaurirebbe in circa 70 giorni, indipendentemente dalle misure restrittive adottate per contrastarlo. 
Il presidente del consiglio Giuseppe Conte, ha cercato di arginare le conseguenze di questo enorme “casino” affidandosi ai pareri (spesso discordi) di esperti: virologi, psicologi, sociologi, manager, con l’obiettivo di limitare i danni e cercare di trovare soluzioni (spesso a titolo personale) questo lamenta l’opposizione, le cui proposte, non sono state considerate.  
Da oggi - lunedì 18 maggio 2020 - a riaprire sono i negozi di vendita al dettaglio, molti ristoranti (ma non tutti - per loro scelta - per le poco chiare linee guida diramate solo 24 ore fa…) bar, gelaterie e pasticcerie, pub, parrucchieri, centri estetici, tutti tenuti all’obbligo di sanificazione, di indossare mascherine, di fare utilizzare gel igienizzanti ai clienti, al tracciamento digitale con controlli a campione, specie per il rispetto del “distanziamento sociale” fintantoché cure o vaccini, garantiranno un minimo di tranquillità. Inoltre non servirà più l’autocertificazione (se non per gli spostamenti interregionali) e, finalmente, sarà possibile incontrarsi tra amici. Per le altre attività (palestre, piscine, cinema e teatri, organizzazioni di eventi) - a parte qualche regione - si dovrà attendere il 3 giugno p.v. sempre che nel frattempo non accadano - deprecabili - situazioni allarmanti che potrebbero bloccare detta “Fase 2”. L’obiettivo finale è andare tutti in vacanza al mare a ferragosto, per qualcuno con un contributo a fondo perduto di 500 euro (sperando che non succeda come per i 600 euro destinati a parecchie “partite IVA” che li aspettano ancora). Per gli addetti ai lavori delle riviere, restrizioni in termini di spazio, ombrelloni distanziati, colazioni, pranzi e cene take away con conseguenza di fatturati dimezzati (sempre che non si raddoppino i prezzi per fare tornare i conti… soluzione da biasimare). Conti che comunque non tornano per il comparto più colpito dal gran “pandemonio” (è proprio il caso di dirlo): il turismo, voce che pesa per il 13% del PIL… che con le frontiere chiuse, i viaggi aerei interdetti, la paura dilagante del contagio e l’atmosfera che si respira, senza la serenità per intraprendere un viaggio di piacere.     
Lungi da noi l’intenzione di fomentare polemiche sulle scelte effettuate dal Governo per i settori che professionalmente più ci competono – turistico, ristorazione, alberghiero, dall’agricoltura (regolarizzazione dei migrati) fino al vitivinicolo – settori che vedono i provvedimenti presi, a detta degli addetti ai lavori, “perfettibili” per usare un termine diplomatico. Non è facile se non si vive la realtà specifica, capirne i problemi e, ancora meno facile è trovare valide soluzioni ai problemi che si sono finora accumulati…  L’auspicio è di vedere effettiva la ripresa e per questo facciamo i dovuti scongiuri perché non si verifichi l’“ondata di ritorno autunnale” del Coronavirus (incrociamo le dita e tutto il resto…).
(GfL)

Il Veneto non si arrende

Il tessuto imprenditoriale della Regione Veneto è caratterizzato soprattutto dalla grande produttività delle PMI, vero motore della nostra economia e custodi delle tradizioni più autentiche del territorio veneto. Una produttività storicamente basata sull’eccellenza, capace di alte prestazioni a breve e lungo termine. L’impresa eccellente veneta è anche risorsa sociale, che genera effetti positivi a supporto di politiche di sistema.
Abbiamo recentemente assistito alla gara di solidarietà delle aziende venete nell’emergenza COVID-19. Numerose iniziative lanciate da imprenditori che hanno deciso di reagire al meglio, con lo spirito d’eccellenza che li contraddistingue, pronti a ripartire più forti di prima.
Ispiranti da tanta ammirevole tenacia e generosità, abbiamo voluto stringerci al loro fianco, raccogliere e diffondere le loro storie, lanciando un appello ai professionisti del settore della comunicazione, per fornire i nostri servizi a titolo gratuito, contribuendo a nostro modo al rilancio del tessuto produttivo veneto.

IL VENETO NON SI ARRENDE

Dalla campagna è nata una rete di aziende che hanno scelto di ripartire e puntare in alto, usufruendo dell’aiuto di professionisti che Drago Press mette a loro disposizione, ricambiando con una donazione a sostegno della Fondazione Ricerca Biomedica Avanzata Onlus, V.I.M.M., impegnata in prima linea nella lotta al Corona Virus.
Drago Press (tel. 0429 532238 - fax 0429 1760276 mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. mette a disposizione ufficio stampa, digital strategist, grafico pubblicitario, videomaker, projet manager, event organizer, riviste di settore e canali social. 
Ripartiamo insieme!

Coronavirus: è pandemia, tutti in casa!

Le temute “misure draconiane”, ventilate pochi giorni fa, come extrema ratio dal ministro del consiglio Conte, sono diventate obbligatorie. Si sono rese necessarie per arginare la progressiva espansione del contagio da Covid-19, diventata incontrollabile, visti i risultati dei monitoraggi dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) della Protezione civile, del Ministero della sanità e dell’ISS (Istituto superiore della sanità) numeri in continuo aumento: 10149 gli infetti da noi in Italia - 1797 solo nelle ultime 48 ore…  900 i pazienti in terapia intensiva, ma zero (!) i casi dell’ultimo giorno a Codogno, dove pare ci sia stato il primo focolaio, 1004 sono i guariti e 631 le vittime; l’epidemia ha contagiato in maggioranza gli over 70, ma il 5-7% ha meno di 30 anni.  Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, sono le zone più colpite dall’epidemia, ma ormai in tutte le regioni si registrano casi.  Gli anziani sono i più colpiti, perché spesso soggetti ad altre patologie e perché hanno un’immunità ridotta rispetto ai più giovani, ma sono anche i più assistiti e molti sono quelli già guariti dal Covit-19! 
Mentre procedono intense le ricerche in laboratorio per i vaccini, al momento pare che un farmaco per l’artrite reumatoide, si sia rivelato efficace a contrastare il virus….
Ad oggi (martedì 10 marzo) i casi accertati negli Stati Uniti sono 1037 con 23 decessi, 1784 in Francia  (33); 1695 in Spagna (35); 1565 in Germania (e lì solo 2 i decessi…);  491 in Svizzera, 400 in Norvegia, 382 sia in Olanda che in Gran Bretagna, 355 in Svezia, 267 in Belgio e 262 in Danimarca. Frontiere chiuse con Slovenia, Svizzera, Francia e Austria, dove il valico del Brennero – per ora – resta aperto per merci e frontalieri con certificato medico; sospesi i collegamenti anche via mare con Albania e Malta, pure i voli internazionali bloccati sine die. Aeroporti e stazioni sono stati presi d’assalto lunedì sera, appena annunciata la bozza dei provvedimenti del Governo: in migliaia sono partiti dal nord alla volta del sud… Alla notizia delle restrizioni di tutta Italia in “zona rossa”, con conseguente sospensione delle visite dei parenti, si sono registrate numerose rivolte nelle carceri sovraffollate di tutta Italia (evasioni di massa a Foggia, casi gravi a Bologna e, a Modena, anche diversi detenuti morti e guardie carcerarie ferite…  Il virus è presente in tutte le regioni, quindi le restrizioni indicate dalle disposizioni ministeriali riguardano tutti gli italiani a cui è richiesto di adottare rigorosi comportamenti: sono vietati fino a nuovo ordine convegni, incontri, riunioni e comunque assembramenti che precludano la distanza di sicurezza tra le persone; chiuse fino al 3 aprile, su tutto il territorio nazionale,  scuole di ogni ordine e grado - università comprese - così come palestre, piscine, centri sociali e ricreativi e sospese le attività di bar e ristoranti dalle ore 18,00 in poi; l’ingresso ai clienti nei locali pubblici è scaglionato ed è obbligatorio rispettare il “metro di distanza”; centri commerciali chiusi nel fine settimana, ma le merci continuano a circolare, specie quelle  alimentari che non mancheranno, per evitare gli accaparramenti già verificatisi; restano operativi i supermercati, i take away e le consegne a domicilio. Sospesi i mercati più grandi ad eccezione di quelli rionali; anche i concorsi pubblici sono bloccati, ad eccezione di quelli pro sanità. Le Diocesi hanno vietato la celebrazione di ogni tipo di funzione pastorale, anche se le chiese restano aperte per chi - mantenendo la distanza di sicurezza - voglia recarsi a pregare.  Si ferma anche il campionato di calcio di serie A…
Anche l’economia è in tilt: gravi le ripercussioni in Borsa (così come a Londra e Francoforte) anche per la “guerra del petrolio” fra Arabia Saudita e Russia. A Bruxelles il Parlamento europeo avvia misure concrete: 25 miliardi di euro per la sanità, altri per il settore aereo fermato dappertutto e sono in via di approvazione altre richieste per interventi urgenti… 
Il Governo italiano valuta opportune misure per sostenere le categorie più penalizzate e per i più deboli: in via di temporanea sospensione per famiglie e imprese, lavoratori autonomi compresi, i pagamenti di tasse, mutui, rate di prestiti, leasing, affitti ecc. per IVA e altri tributi (sistema già utilizzato nel caso degli ultimi terremoti).
Intanto sono vietati gli spostamenti non giustificati da un modulo di autocertificazione, deroghe concesse per motivi di lavoro, di salute e cause di forza maggiore dimostrabili. Grande disponibilità e comprensione dimostrano gli addetti delle Forze dell’ordine preposti ai controlli. Si può uscire per fare la spesa, possibilmente nei locali più prossimi al proprio domicilio o residenza, per andare in farmacia, in posta o in banca e per le attività di primaria necessità.
Di fondamentale importanza restano le raccomandazioni di lavarsi le mani frequentemente (con acqua calda e sapone o soluzioni idroalcoliche) di non toccarsi bocca, naso e occhi, di evitare abbracci e strette di mano, di starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le “droplets” (le goccioline espirate). Non prendere farmaci antivirali e antibiotici che non siano prescritti dal medico, pulire con scrupolo le superfici che si toccano con disinfettanti a base di cloro o alcol, usare la mascherina solo se si sospetta di essere contagiosi o se si presta assistenza a persone malate. Nel caso di gravi sintomi, non rivolgersi al pronto soccorso, ma al proprio medico di famiglia o contattare il numero telefonico 1500 oppure il 112. 
Artisti del mondo dello spettacolo raccomandano ai “fan” di restare a casa e di seguire le disposizioni emanate, c’è anche chi propone concerti in streaming (via internet)… Grazie a loro!
Dopo avere riferito del “serio”, anche il “faceto”: i partecipanti della trasmissione televisiva “Il grande fratello” sono stati informati della situazione dagli autori e rassicurati dai rispettivi cari… Ma come si dice in questi casi, per loro - già “isolati” per contratto - pare che “the show must go on”… 
L’auspicio è di vedere già nei prossimi giorni segnali di miglioramento, ma restano sempre obbligatori prudenza e ottimismo!
#iorestoacasa

(GfL) 

Toccare il cielo con un dito e cenare al chiaro di luna, osservando le stelle...

Dove? All’Alpinhotel Pacheiner in Carinzia, elegante rifugio a 1900 mt d’altezza, nell’esclusivo osservatorio rooftop. Per “fare un giro nello spazio” e godersi la natura in assoluto relax.
“E quindi uscimmo a riveder le stelle...” scriveva Dante nella sua Divina Commedia. Anche in Carinzia, la suggestiva regione austriaca di laghi e montagne a un passo dall’Italia, c’è un luogo magico dove le stelle sono davvero a portata di mano.
È l’Alpinhotel Pacheiner, elegante rifugio alpino che si erge solitario a 1900 metri di altitudine e che sul tetto, a un passo dal cielo, possiede un vero e proprio osservatorio astronomico dotato di uno dei più grandi telescopi accessibili al pubblico di tutta l’Austria. 
Qui, complice l’aria pulita e il cielo terso, è possibile vivere un’esperienza unica ed emozionante e osservare nel silenzio più totale la Luna, i pianeti, le nebulose e persino intere galassie. Marte, Giove, Venere & co. senza più segreti grazie anche ad interessanti lectures tenute da esperti e ai tour guidati, mattina e sera, aperti anche a chi non soggiorna in hotel. Una full immersion nello spazio alla scoperta dei segreti dell’universo quasi come un vero astronauta (il riferimento al nostro Luca Parmitano da poco rientrato dalla sua seconda missione sulla ISS “Beyond” è doveroso!). Non solo. L’hotel offre anche un’esclusiva “dinner experience”: è possibile infatti cenare sotto le stelle scegliendo tra un menù di 5 portate o una fondue con tanto di osservazione notturna del manto stellato. 
L’osservatorio non è comunque l’unico plus esclusivo del bellissimo Alpinhotel Pacheiner: l’infinity pool esterna (riscaldata a 32° e aperta tutto l’anno) che sembra fondersi col paesaggio circostante annullando il confine tra cielo e terra, è un elemento di design molto suggestivo che appaga la vista e i sensi regalando momenti di relax e benessere unici. All’interno dell’hotel non manca poi un centro benessere per rilassanti massaggi, una grande sauna e un’attrezzatissima fitness room.
Del resto la location dell’hotel è davvero molto suggestiva: circondato da imponenti montagne e prati infiniti il 4 stelle alpino si trova, magnificamente isolato, proprio in cima alla Gerlitzen Alpe, il centro sciistico più cool della Carinzia, accanto alla stazione a monte della funivia, direttamente sulle piste (d’inverno) e sui sentieri escursionisti (d’estate) e offre un contatto con la natura totale nonché viste uniche e spettacolari che spaziano dalle vette circostanti alle limpide acque dell’Ossiacher See (il terzo lago più grande della regione) fino alle cime delle Caravanche, al Friuli e alla Slovenia.

L’elemento naturale è il fil rouge che lega, non solo esteticamente, esterno e interno. Il legno di larice e altri materiali come l’ardesia, la lana di pecora, i bellissimi tessuti in loden e gli arredi easy chic conferiscono alle 31 camere, suite e appartamenti, nonché agli spazi comuni, un senso di benessere, comfort e calda accoglienza che solo una “locanda di montagna” sa dare. Quello che in effetti era l’Alpinhotel Pacheiner 90 anni fa: una semplice e rustica “guesthouse” in cima alla montagna dove potersi fermare per una boccata d’aria pura o un buon pranzo fatto in casa. Nel 2012 Petra e Franz Pacheiner hanno trasformato la locanda in un elegante hotel dove la tradizione ben si sposa con la modernità, in ogni dettaglio: “qui anche il futuro ha un passato e solo le tradizioni ben radicate resistono allo scorrere del tempo”. Così, anche la cucina dell’hotel combina classici della tradizione culinaria della Carinzia con moderne prelibatezze dell’Alpe-Adria (zona che riunisce Carinzia, Italia e Slovenia) in un mix creativo di sapori e colori che deliziano vista e palato, usando esclusivamente prodotti freschi provenienti dalle fattorie locali. 
Al Pacheiner si può gustare la miglior pizza d’alta quota, cotta nel forno a legna secondo la migliore tradizione!
Prezzi del soggiorno a partire da Euro 110,00 per notte (per un minimo di 3 notti) a persona, in camera doppia, con pensione ¾ 

info: www.pacheiner.at/en/zimmer-preise/preisliste.html

(GfL)

La “droplet” che fa traboccare il vaso… è francese!

E’ viva più che mai la diatriba per i nostri prodotti del settore agroalimentare che da lungo tempo sono sotto attacco per l’“italian sounding” (l’imitazione dei prodotti italiani) con valori che raggiungono i 26 miliardi di euro… (per ogni nostro prodotto autentico ce ne sono 2 e mezzo falsi!). Nel 2019 con un milione e trecento mila aziende (più di due milioni e mezzo di addetti) abbiamo esportato 50 miliardi di euro tra cibi e vini (accoppiata che vale 460 miliardi di euro)… Approfittando dello stato delle cose riferito al “Coronavirus” ultimamente molti Stati prendono inopportuni provvedimenti per cautelarsi da accidentali rischi di contaminazioni, come ha fatto la Cina (da che pulpito…) che per limitare eventuali casi dovuti al nuovo virus, ha chiuso le nostre importazioni di ortaggi, frutta e vino, portando i valori economici in questi giorni a un evidente (quanto congruo) calo del 12%!  E gli USA non sono stati a guardare, incrementando la loro politica - volta a favorire i numerosi prodotti “farlocchi” (a imitazione dei nostri) - e, da metà dello scorso gennaio hanno attivato dazi per 3 miliardi su pasta, vino e olio italiani… e adesso stanno studiando altri provvedimenti prendendo a pretesto l’alibi del batterio del momento…  In Grecia, per consentire le regolari importazioni di Grana Padano, è stato espressamente richiesto un bollino “virus free”… 
C’è anche da evidenziare che l’argomento non si esaurisce con gli alimenti, ma considera pure attrezzature, abiti, libri, equipaggiamenti vari che, quando provenienti da casa nostra, sono bloccati per pretestuose “quarantene” alle frontiere, alle dogane, in porti e aeroporti internazionali, sempre per il “timore di contagio”… timore assolutamente infondato, poiché è dimostrato scientificamente che il Coronavirus, si tramette esclusivamente per contagio umano: ciò avviene solo da persona a persona, con le ormai famigerate goccioline… le “droplets”! 
Ciliegina sulla torta: in questi giorni, il programma satirico “Groland Le Zapoi” (una specie di “Striscia la notizia”) trasmesso da una delle principali pay tv francesi (Canal+) ha ripetutamente messo in onda un video della durata di 20 secondi, che mostrava un pizzaiolo – con i tipici tratti dell’italiano “sfigato” come è spesso visto dai cugini d’oltre Alpe: brutto, triste, baffi e barba incolta – che, mentre sfornava una “pizza corona” (ambiguamente intitolata al “covid-19”) per un colpo di tosse, ci sputava sopra del muco (verdastro e schiumoso…) “contaminando schifosamente” il piatto forse più tipico della tradizione gastronomica italiana! Di certo quel video avrebbe voluto suscitare ilarità, ma, invece di risultare ironico, è parso disgustoso e ha lasciato sbigottiti telespettatori, addetti ai lavori e politici, pubblicitari e creativi internazionali compresi. Ovvie le proteste per quella che la nostra Coldiretti definisce “una pugnalata alle spalle per colpire il made in Italy agroalimentare” anche in considerazione dei 5 miliardi di euro (valore record delle nostre esportazioni in Francia nel 2019). Canal+ ha già ritirato la clip shock e si è scusata per la trasmissione di quella sequenza di pessimo gusto (che comunque, ha fatto il giro del mondo)… (per la cronaca la risposta ironica italiana non si è fatta attendere "sfornando" una "pizza notre dame".... irrimediabilmente bruciata...).  
Con l’acume che gli è proprio, Luigi Di Maio interpreta questa situazione come “tentativo di concorrenza sleale che non siamo disposti ad accettare…” e ha attivato la nostra ambasciata a Parigi. Per Giorgia Meloni si è trattato di “immondizia anti-italiana”, per Mara Carfagna “Il video è una schifezza… Nessuno può denigrare l’Italia e i prodotti italiani”. Per fortuna è intervenuta anche la ministra agricola Teresa Bellanova: per lei detto video è “vergognoso e raccapricciante” e ha precisato che l’Italia manda in giro per il mondo, solo cibi sempre di altissima qualità… (il problema così dovrebbe essere liquidato - o quasi - del tutto). Meno male che una volta tanto, popolo e politici, sono tutti d’accordo!  
(GfL)

Coronavirus: la situazione

A due settimane dall’avvento del Covid-19 (Corona Virus Disease 2019) in Italia le restrizioni governative – annunciate dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli (commissario governativo per l'emergenza coronavirus) – dovute alla situazione “infetti”, le suddivisioni in “zone rossa e gialle”, i quotidiani aggiornamenti (al 29 febbraio scorso) con “ricoverati positivi (1049) – deceduti (29) – guariti (50) 4 sono della Liguria – se da una parte hanno ridimensionato le paure del primo momento (con razzia di mascherine, di flaconi di amuchina e assalti ai supermercati) dall’altra, hanno “bloccato” le normali attività sociali, dalla riduzione di orario di fabbriche e aziende commerciali, alla chiusura (ancora fino al prossimo 8 marzo) di scuole e università in Lombardia, Veneto e Emilia Romagna, alle frequentazioni ai bar, ristoranti, cinema e teatri, senza contare i trasporti, nella fattispecie aeroporti, stazioni ferroviarie e trasporti su gomma, con voli cancellati o posdatati e itinerari interrotti alle frontiere per controlli sanitari e di conseguenza crisi acuta in tutto il settore turismo; per finire con la situazione sport vari... e in particolare il "calcio"! Davvero un gran caos con partite giocate a porte chiuse o rimandate a data da destinarsi (...). Concludendo la breve disamina, a causa di ciò, il Ref Ricerche (società indipendente che affianca aziende, istituzioni, organismi governativi nei processi conoscitivi e decisionali) stima una diminuzione del Pil italiano compresa tra l’1% e il 3% nel primo e secondo trimestre 2020.
In Italia: i governatori di Campania e Marche rendono noti 6 tamponi faringei positivi (rispettivamente 4+2) mentre a Gorizia (Friuli Venezia Giulia) una persona risulta positiva. A Pavia, un giovane asintomatico, di origine pakistana, che doveva restare in quarantena nella sua abitazione in un comune della Lomellina, non ha rispettato la direttiva e si è recato al lavoro in un ristorante cinese del paese; i Carabinieri - subito intervenuti - gli hanno spiegato che non poteva allontanarsi da casa per evitare di contagiare altre persone. L'Ats di Pavia ha avviato controlli nel ristorante dove lavora. In Vaticano le forze di sicurezza anche  domenica hanno controllato i pellegrini uno alla volta col metal detector e garantito una distanza tra loro di diversi metri per evitare eventuali "droplets" (le goccioline da colpi di tosse e starnuti); gli addetti al momento non sono dotati di termo-scanner. Comunque è calata l’affluenza dei pellegrini in piazza san Pietro. Importante notare che ad oggi il numero dei "guariti" ha superato quello degli "infetti"! 
In Europa: in Germania i contagiati sono passati da 66 a 117, più della metà dei casi sono nella Renania settentrionale-Vestfalia, il “land” più popoloso, dove diverse scuole sono state chiuse. Quattro bambini che frequentano l’asilo dove insegna una maestra tedesca contagiata nei giorni scorsi, sono risultati positivi ai test e il turista tedesco che al ritorno da una vacanza a Selva di Val Gardena (in Alto Adige) con sette amici tedeschi che era stato trovato positivo al coronavirus, si era già infettato prima di partire e era tornato a casa proprio perché influenzato. Secondo caso ad Anversa (Belgio) sarebbe un paziente che avrebbe soggiornato in Francia; in Gran Bretagna, con gli ultimi 12 nuovi casi, sono 35 in totale i ricoverati, sei hanno viaggiato di recente dall’Italia e due dall’Iran, ma per uno che non ha effettuato viaggi in zone a rischio, le autorità stanno indagando per capire come possa avere  contratto il virus. In Francia 130 i casi confermati, 9 gravi (lì vietati gli eventi al chiuso con più di 5.000 partecipanti); settimo caso in Croazia, secondo in Belgio, mentre in Spagna sono confermati 73 casi e, nel Principato delle Asturie, contagiati lo scrittore Luis Sepulveda e la moglie Carmen Yanez. Con il cittadino italiano, che alloggiava in un hotel a Tenerife, messo in stato di isolamento, il totale dei casi attivi nelle Isole Canarie sale a 6 (cinque a Tenerife e uno a La Gomera); in Svizzera, due classi di un liceo in quarantena; primi casi positivi in Irlanda e Lussemburgo (persone che sono state in Italia). C'è un altro caso nel Principato di Monaco: oltre alla studentessa di 23 anni di Cannes, trovata positiva dopo un viaggio a Milano, anche un cinquantenne è risultato positivo al tampone ed è stato ricoverato all’ospedale di Archet a Nizza, il suo stato di salute non preoccupa. Il Santuario mariano di Lourdes (Pirenei francesi) per precauzione chiude le piscine (la stagione dei pellegrinaggi di gruppo ricomincerà il 5 aprile, domenica delle Palme). Il Museo del Louvre resta chiuso per richiesta dei dipendenti fino a lunedì 2 marzo. In Armenia primo caso: un cittadino recentemente rientrato da un viaggio in Iran (circa una trentina le persone che sono state in contatto con questo, sono state messe in isolamento). L’Azerbaigian ha chiuso il confine con l’Iran per due settimane. A Mosca, Anna Popova (capo del servizio di controllo per la salute dei consumatori) ha detto alle agenzie di stampa locali che i russi dovrebbero rimanere in patria per evitare di contrarre il virus. Intanto la Turchia – per voce del ministro della Salute di Ankara, Fahrettin Koca – ha tagliato tutti i collegamenti aerei a tempo indeterminato con l’Italia (così come per Corea del Sud e Iraq) rendendo impossibile alla squadra di basket Virtus Bologna (impegnata in Eurocup) di giocare contro il Darussafaka che, se così restassero le cose, vincerebbe a tavolino per la rinuncia (involontaria) dei bolognesi. 
Nel mondo a oggi sono ormai quasi 3 mila i morti per il coronavirus: in Cina 573 nuove infezioni e 35 vittime (i nuovi casi concentrati ancora nella città centrale di Wuhan) intanto 41625 pazienti sono stati dimessi (il 52% delle infezioni); in Corea del Sud i contagiati sono 3526 (quasi il 90% dei nuovi casi sono stati segnalati a Daegu) i decessi 17 e oltre 70 nazioni hanno annullato i viaggi verso il Paese; in Iran, secondo i dati ufficiali, 54 vittime e 978 infetti; prima vittima in Thailandia e primo caso in Repubblica Domenicana (è un italiano arrivato il 22 febbraio scorso); sesto morto in Giappone (potrebbe aver contratto il virus in ospedale).  In Pakistan sono arrivati a 4 i casi positivi, ma due di questi, già segnalati, stanno bene e uno sta per essere dimesso dall’ospedale. In Canada sono 16 i casi riscontrati: oltre che in Ontario, altri sono in British Columbia e nel Quebec. Negli USA, per ora effettuati solo 500 test (anche per l'alto costo dei tamponi) registrati 22 contagi e la prima vittima: una donna cinquantenne dello stato di Washington, inoltre, scuole pubbliche chiuse sulla costa del Pacifico per due presunti casi, uno a nord di Seattle (stato di Washington) e l’altro fuori Portland (in Oregon) dove sembrano essere stati contagiati uno studente e un dipendente. La Casa Bianca valuta possibili blocchi al confine con il Messico, mentre l’American Airlines ha sospeso fino al 24 aprile tutti i voli da e per Milano. Anche la Delta sospende tutti i voli per Milano fino all’1 maggio, come pure la compagnia low cost ungherese Wizz air che ha annunciato la sospensione del collegamento aereo Podgorica-Milano fino al 2 aprile.  Borse dei Paesi del Golfo Persico in caduta libera. Cancellato il gran premio di MotoGp del Qatar previsto a Losail dal 6 all’8 marzo. Primo caso in Ecuador: una cittadina di 70 anni che vive in Spagna, rientrata il 14 febbraio, è in prognosi riservata. Nell'isola di Réunion (oceano Indiano) nella mattina di domenica si sono verificati scontri tra polizia e manifestanti che non volevano fare sbarcare, per paura del coronavirus, i turisti della nave da crociera Sun Princess (battente bandiera britannica, proveniente dal Sudafrica). La nave, che era già stata respinta dal Madagascar, dopo la sosta, domenica sera salperà per Mauritius. In Arabia Saudita ingresso vietato per chi arriva dall’Italia. Il Kuwait ha invitato i suoi cittadini a evitare di viaggiare. In questo bailamme, almeno una nota positiva: la Nasa ha compiuto dei rilevamenti satellitari e le immagini hanno mostrato in Cina un enorme calo dei livelli di inquinamento dovuti, almeno in parte, al rallentamento economico provocato dal coronavirus… 

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Per il COVID-19 (o Coronavirus) è crisi anche nel “travel”

Ormai è acclarato che il “Coronavirus” - confidenzialmente Covid-19 - ha avuto origine in Cina, precisamente a Wuhan, capoluogo della provincia dell'Hubei, quando, a fine dicembre 2019, è stato segnalato il primo focolaio di polmonite.  Si tratta di un ceppo virale mai identificato in precedenza nell’uomo e la malattia respiratoria è stata chiamata SARS-CoV-2 e Covid-19, “coronavirus disease” (malattia in inglese) 2019.  Oggi - 24 febbraio 2020 - a due mesi di distanza, si è verificato un contagio globale con più di trenta Paesi coinvolti, 79407 casi totali (di cui 77262 in Cina) con 2622 morti (di cui 2595 sempre in Cina) e con 25044 guarigioni! Contagiati (in Cina) 1716 operatori sanitari, di cui 6 deceduti. Inoltre, casi in Sud Corea e Iran (qui i dati non sono comunicati). Un numero limitato di casi è stato riscontrato anche in Thailandia (cinque) Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Taiwan (solo casi sospetti) Corea del Sud e Giappone (2 casi) Vietnam e Singapore (3 casi). In Europa, sempre ad oggi, 169 casi, con 3 morti e in Italia - terzo Paese al mondo per contagi - 229 casi, di cui 99 ricoveri in ospedale con sintomi, 23 persone in terapia intensiva e 91 senza sintomi a casa in isolamento, 7 sono quelle decedute (6 in Lombardia) e 2 le guarite. Come sia avvenuto il contagio italiano non è ancora chiaro: i "pazienti zero" non si trovano. Dei tre focolai, in Lombardia e in Veneto, non si riesce a ricostruire l’origine, l'unico sospetto, il manager lombardo di Castiglione d'Adda, è stato “scagionato” dagli esami sierologici.  Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha commentato le misure straordinarie varate dal Governo (il decreto è già stato firmato dal presidente Mattarella) sottolineandole anche in tv intervistato da Fabio Fazio e pure da Barbara D’Urso ieri, domenica 23 sera…  
Provvedimenti sono stati presi in tutti i Paesi: in particolare in Cina sono state applicate restrizioni come sospendere tour domestici e internazionali, pur considerando che i turisti con gli “occhi a mandorla” nel 2018 hanno speso all’estero 130 miliardi di dollari... La situazione varia da città a città: tutti i servizi di autobus, metropolitana e traghetti sono stati sospesi e tutti gli aerei e i treni in uscita sono stati cancellati. Agli abitanti è stato consigliato di non partire (e lì i consigli vanno seguiti…). Le autorità hanno anche chiuso i principali siti turistici tra cui la Città Proibita di Pechino e una sezione della Grande Muraglia e cancellato i principali eventi pubblici in altre parti del Paese. Da noi in Italia, annunciate misure di screening per i passeggeri provenienti dai principali hub aeroportuali dell’Oriente, ovviamente voli aerei cancellati da e per la Cina (ma molti orientali arrivano in Europa dall’Asia fino a Francoforte o a Londra e da lì… vengono in Italia…).  Resta attiva la convenzione di Schengen (circolazione garantita all'interno dell'Unione europea per persone e merci). Le Forze Armate italiane hanno circoscritto le zone “focolaio” (in Lombardia, Veneto e Emilia Romagna) mentre restano chiuse scuole e università almeno fino a lunedì 2 marzo, così come cinema, teatri e musei; partite di calcio non giocate o disputate “a porte chiuse” o rinviate (la Lega Calcio sposta i match di coppa Italia al 13 maggio).  Mentre l’Austria blocca i treni italiani al confine, la Francia mette in quarantena i turisti che arrivano dall’Italia a bordo dei Flixbus, le disposizioni dai Ministeri degli interni e della sanità – la quarta migliore del mondo – impongono ai bar la chiusura alle ore 18, annullano le sfilate di carnevale, le funzioni religiose della Quaresima sono a rischio celebrazione. Sono inspiegabili gli assalti ai supermercati per inutili accaparramenti di vettovaglie (pur non essendoci problemi di rifornimenti!) sono introvabili le “mascherine” e anche i gel disinfettanti per le mani (Amazon li propone in vendita in internet a prezzi spropositati!). Nell’industria, rallentamenti forzati di produzioni e dipendenti invitati a lavorare da casa (smart working); difficoltà anche in borsa, con il Mib sotto di 6 punti (!) in calo anche il prezzo del petrolio e (come sempre nei casi di crisi) invece schizza il valore dell’oro...  Le disposizioni del Ministero della cultura e del turismo prevedono che le agenzie turistiche sospendano in questo periodo le attività nazionali e internazionali, comprese le gite scolastiche.  Anche al mare – per gli alberghi delle tante Riviere dello Stivale – la situazione può dirsi compromessa per via delle disdette collegate a eventi turistici e sportivi, che fioccano (oltre alle migliaia di cancellazioni, si aggiungono le mancate prenotazioni per il secondo semestre 2020, normalmente a buon punto in questo periodo  dell’anno).  Federturismo Confindustria ha chiesto lo stato di crisi per il settore e di attivare tutte le misure di supporto a tutela dei posti di lavoro (oltre 4 milioni) e della vita stessa delle imprese interessate, rilevando una perdita - finora - di 5 miliardi di euro, senza contare che al momento è impossibile stimare il vero danno a causa della evoluzione (drammatica e ancora in corso) per il comparto che rappresenta il 10% del Pil nazionale.  Dunque si raccomanda grande attenzione: seguiamo le basilari norme igieniche, evitiamo le paure ingiustificate e gli atteggiamenti che possano creare panico, diamo credito solo ai canali ufficiali dell’informazione per evitare le tante “fake news” che circolano e, nel caso di segnali allarmanti, contattiamo il numero di telefono nazionale 15000 - o i numeri verdi unici regionali: per la Lombardia 800 89 45 45, per il Piemonte: 800 333 444, per il Veneto: 800 46 23 40, per l'Emilia Romagna 800 033 033, per la Campania: 800 90 96 99 e per Piacenza: 0523 317979 -.   
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