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Gianfranco Leonardi

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Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

Martedì 13 aprile si inaugura la “Ciclovia del Sole”

La “Ciclovia del Sole” - sull’ex ferrovia Bologna-Verona - sarà inaugurata martedì 13 aprile pv con un grande evento trasmesso in diretta su social, web e tv per rispettare le misure anti-Covid. Grazie all’apertura dei 46 km da Mirandola a Sala Bolognese, realizzati in due anni dalla città metropolitana di Bologna, il grande itinerario ciclabile europeo Eurovelo7 Capo Nord-Malta, sarà di fatto percorribile da Bolzano a Bologna, mentre sono già finanziate e in parte realizzate alcune parti del tracciato per Firenze. Alla città metropolitana di Bologna è stato affidato il ruolo di coordinamento tecnico nazionale della Ciclovia del Sole per la progettazione, l’espletamento dell'appalto e la direzione dei lavori del tratto Verona-Bologna.
Si tratta di una delle quattro ciclovie nazionali prioritarie che si sviluppa lungo l’Eurovelo 7, uno degli assi ciclabili individuati a livello europeo che attraversa la nostra Penisola da nord a sud per favorire la mobilità ciclabile (legge n. 208/2015). La Ciclovia del Sole entra a pieno titolo nella pianificazione delle infrastrutture prioritarie del Paese nel “Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche” (SNCT) godendo dei previsti finanziamenti (374 milioni di euro) che permetteranno di realizzare 5mila chilometri di pista ciclabile entro il 2024 e altri 20mila entro il 2030. L’opera rappresenta una delle prime declinazioni in Italia del concetto di Bike Tour, percorsi da compiere in una o due settimane con tappe giornaliere, che portano i cicloturisti a conoscere le risorse dei territori e le caratteristiche delle città che attraversano. 
La forza del progetto deriva dal livello sovra regionale della ciclovia e dalle eccellenze di carattere mondiale (Verona, lago di Garda, Mantova, Modena, Bologna, Appennino, Pistoia, Firenze) che consentono di connettere la dorsale per oltre 650 km (comprendendo  sia l’itinerario principale che le integrazioni, anche intermodali) tramite la quale raggiungere moltissimi territori - 4 regioni: Emilia Romagna (nel territorio di Bologna i comuni interessati sono 18 con attraversamenti dei centri abitati di Crevalcore, San Giovanni in Persiceto, Sala Bolognese e Calderara di Reno) Lombardia, Toscana, Veneto, 7 province e città metropolitane: Bologna, Firenze, Mantova, Modena, Prato, Pistoia, Verona e 75 comuni - e di goderne risorse e opportunità. Per l’occasione sono stati improntati anche logo, cartellonistica e immagine coordinata (prodotti da Città metropolitana in collaborazione con l’Agenzia Jack Blutharsky- Socialtrick) che – in accordo con le 4 Regioni coinvolte - saranno adottati per la comunicazione e la promozione di tutto tracciato Verona-Bologna-Firenze oltre a un sito dedicato che verrà messo on line in occasione dell’inaugurazione. Intanto è già partita l’attività di promozione turistica - Destinazione Turistica e Bologna Welcome - hanno  partecipato nei mesi trascorsi, alle Fiere di settore: Italian Bike Festival in settembre e TTG (entrambe a Rimini) nello scorso ottobre e al WTM di Londra in novembre (virtuale) mentre nel maggio prossimo saranno a “Liberamente” a Bologna. 
La ripresa via web dell’inaugurazione durerà circa 50 minuti: in apertura Davide Cassani - CT della nazionale di ciclismo e presidente Apt Emilia Romagna - che ha percorso in anteprima la Ciclovia - spiegherà che le ciclovie sono prodotti turistici determinanti per posizionare il nostro territorio quale meta ideale di un turismo sostenibile e fruibile tutto l’anno,  valorizzando i temi naturalistico ambientali e del benessere, più che mai richiesti da  turisti e viaggiatori. Con Cassani interverranno, il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, il presidente della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, il sindaco della città metropolitana, Virginio Merola e l’amministratrice delegata di RFI, Vera Fiorani.

“Sugarlandia is Calling” con Don Papa Rum

Don Papa Rum, il rum premium che arriva dalle Filippine, ha lanciato la sua nuova piattaforma creativa “Sugarlandia is Calling”, con il debutto della sua prima campagna digitale a cui seguiranno attivazione anche nell’offline. La nuova campagna video è la prima di una serie di contenuti digitali che saranno distribuiti a livello globale e saranno ispirati dall’Isola di Sugarlandia, il nome che i locali danno all’Isola di Negros, nelle Filippine in cui Don Papa viene creato. 
“Il nostro Brand è nato in un luogo unico, come unico è il liquido presente in ogni bottiglia. È frutto della sua ricchezza di gusto distintiva e della magia di un luogo chiamato Sugarlandia”-  dice Stephen Carroll, fondatore di Don Papa Rum - “Questo lancio parla a una nuova generazione di consumatori ed è progettato per rivolgersi all’indomabile, curiosa creatura che vive in ognuno di loro. Specialmente ora, in un tempo in cui tutti desideriamo di poter viaggiare di nuovo, ognuno può cominciare da Sugarlandia, in ogni momento, da dovunque si trovi. Questo è il bello.” 
Il video mostra la lussureggiante, fertile, selvaggia giungla senza tempo che circonda il vulcano attivo dell’Isola: il Monte Kanlaon, un luogo in cui la canna da zucchero cresce rigogliosa. Guidato dai toni evocativi di una voce maschile, il nuovo contenuto mostra la bellezza del processo produttivo di Don Papa e lo spirito indipendente di un’Isola e dei suoi abitanti, un luogo in cui le cose non sono mai esattamente ciò che sembrano. Aggiunge Stephen “I piani futuri includono infatti esperienze immersive ed eventi, realtà virtuale, trasferte di Bar e molto altro. Questo è solo l’inizio. Tutto è stato progettato per regalare ai nostri consumatori un modo di esplorare la ricchezza di Sugarlandia.”
‘Sugarlandia is Calling’ sarà presto disponibile sui siti web nella versione in Italiano ed è già in anteprima sui social media Rinaldi 1957. Realizzata in partnership con Workbench Agency, agenzia sudafricana, la campagna si svilupperà sui canali social di Don Papa – Youtube, Facebook e Instagram. 
Sempre in legame con l’isola di Negros, Don Papa Rum svela ai consumatori la sua Edizione Limitata “Timeless Landscape”, che mostra sulla confezione esterna l’opera artistica vincitrice della Don Papa Art Competition 2020. La confezione avrà al suo interno una bottiglia di Don Papa 7 anni, rinomato per il suo finale lungo e ben strutturato e per i suoi sentori di vaniglia, miele e frutta candita. L’opera vincente di Geovanni Abing, un artista filippino, “Timeless Landscape”, è un’interpretazione della flora e della fauna lussureggianti trovate a Negros, l’isola filippina che è la Casa di Don Papa. Abing ha utilizzato una combinazione unica di acrilico su acciaio riflettente. 
“Il mio lavoro mostra Sugarlandia come un luogo magico che pulsa di vita e che vola sopra un Mare di nuvole. Un posto che governa l’umanità” ha detto Abing. L’Isola di Negros, colloquialmente nota come Sugarlandia, fonda la sua ricchezza non soltanto sui fertili campi di canna da zucchero, ma anche nella diversità delle sue piante e delle sue specie animali, la formula perfetta per ispirare grandi opere artistiche.
La Don Papa Art Competition, che da sempre è in partnership con la rinomata Art Fair filippina, è stata creata nel 2015 per dare voce e risalto agli artisti filippini e alle gallerie e musei che si trovano in tutto il Paese. 
Don Papa Rum è distribuito in Italia da Rinaldi 1957.

Rinaldi 1957
Viale Masini 34 - 40126 Bologna
tel. 051 4217811 
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Primavera: le emozioni da vivere in provincia di Brescia

Dalle pedalate nel verde alle passeggiate nella storia fra incisioni rupestri Patrimonio Umanità dell’Unesco e Case museo con parchi secolari, dal cammino lento alle terme, dalle limonaie del Garda alle spettacolari Piramidi di Zone: Brescia e la sua provincia offrono in primavera emozioni uniche. En plein air, fra arte, storia, natura. Eccone alcune, imperdibili. E molte altre si scoprono su www.visitbrescia.it.  
Brescia, il Castello, la Vittoria Alata
Fra le fortezze più imponenti e meglio conservate d’Italia, il Castello che domina Brescia dall’alto del Colle Cidneo si è aggiudicato il 3°posto fra i Luoghi del Cuore del Fai 2020. Lo raggiunge facilmente anche a piedi con una bella passeggiata dal centro storico. Dall’alto il panorama è incantevole e innumerevoli gli scorci dove scattare suggestivi selfie. Superato il monumentale portale d’ingresso, si passeggia fra giardini, bastioni, ponti levatoi, possenti edifici, alcuni dei quali ospitano interessanti collezioni (come il Museo delle Armi Luigi Marzoli). Salutato il Castello, bastano pochi passi per trovarsi nel centro storico, un museo diffuso da scoprire vagabondando senza fretta in un itinerario, sicuramente sorprendente, inframezzato da shopping e soste gourmet. Si inizia con il tour delle tre piazze, Piazza Loggia, Piazza Vittoria, Piazza Paolo VI. Da lì si percorre Via Musei, una vera passeggiata a ritroso nel tempo, con l’area archeologica di BRIXIA. Parco archeologico di Brescia Romana (la più vasta di rovine romane del nord Italia) e il Museo di Santa Giulia (straordinario complesso con resti di domus romane, chiese, chiostri) entrambi siti Unesco. Nel Tempio Capitolino si ammira la Vittoria Alata, simbolo di Brescia, rarissimo bronzo romano di grandi dimensioni risalente alla prima metà del I sec. d.C., esposta da poco al pubblico dopo due anni di restauro.
Case museo, castelli, parchi storici 
La storia e l’arte si intrecciano alla natura in ville e castelli del bresciano, circondati da stupendi parchi, lussureggianti di fioriture primaverili. Il Vittoriale degli Italiani, innanzitutto, straordinario complesso di edifici, piazze, giardini e corsi d’acqua eretto nel 1921 a Gardone Riviera da Gabriele d’Annunzio, che qui trascorse i suoi ultimi 17 anni di vita. Simbolo e memoria della “vita inimitabile” del poeta, è un connubio di musei, archivi, biblioteche immerso in uno scenario naturale che spazia tra eleganti giardini, la limonaia con il Belvedere e il meraviglioso anfiteatro vista lago. Quest’anno se ne festeggia il centenario. Sempre sul lago di Garda, a Lonato tappa d’obbligo è la Casa del Podestà, inserita nel Complesso monumentale della Fondazione Ugo Da Como, che comprende anche la Rocca Visconteo Veneta (una delle più imponenti fortificazioni della Lombardia, Monumento nazionale dal 1942, dove è bello passeggiare e da cui si gode una vista incomparabile sul basso lago). Si visitano oltre venti ambienti ricchi di migliaia di oggetti antichi, fra dipinti, arredi lignei, sculture, maioliche e, nel giardino, la Biblioteca (una fra quelle private più importanti d’Italia) con oltre 52.000 libri dal XII al XIX secolo. Sono oltre 800 le opere (tra cui dipinti di Canaletto, Tiepolo, Guardi, Longhi) e preziosi gli arredi e gli oggetti d’arte applicata che si ammirano alla Fondazione Zani di Cellatica. Nel suo giardino – ricco di essenze esotiche, quali Cedri del Libano, Sophora del Giappone, Ginepro cinese, con una scenografica serie di macro Bonsai - si snoda un percorso tra sculture, fontane, elementi architettonici in dialogo con la natura. Circondati dal verde e ricchi di storia, con antichi arredi, sono anche il Castello di Montichiari e il Castello di Padernello. 
Bicicletta, che passione!
Pedalare a picco sulle acque in totale sicurezza? Facile ed emozionante in provincia di Brescia! Veramente uniche nel loro genere sono infatti la Ciclopedonale dei sogni di Limone sul Garda (considerata la passerella più spettacolare d’Europa, a sbalzo sul lago, è un tragitto slow con uno strepitoso panorama, adatto anche a famiglie con bambini, che si può fare anche di sera grazie a un’efficiente illuminazione a led) e la Vello-Toline, antica litoranea del lago d’Iseo oggi riqualificata, con circa 5 km di percorso mozzafiato a strapiombo. Immersa nella natura è la Ciclovia dell’Oglio, eletta ciclabile più bella d’Italia agli Italian Green Road Awards 2019, che si snoda dalla Valle Camonica al lago d’Iseo, per poi seguire lo scorrere lento del fiume in pianura. In Franciacorta si snodano 5 itinerari eno-ciclo-turistici fra vigne, antichi borghi e cantine, alla portata di tutti e dedicati ciascuno ad una tipologia di Franciacorta. Ai più sportivi, agli appassionati di MTB, slow bike e road bike la Greenway delle Valli Resilientioffre - fra Brescia, la Valle Trompia e la Valle Sabbia - 3500 km di puro divertimento tra ciclabili, percorsi su strada e itinerari per mountain bike, suddivisi per vari gradi di difficoltà. 

www.visitbrescia.it

Pirelli Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna

E’ iniziato ufficialmente il count-down del  Formula 1 Pirelli GP dell’Emilia-Romagna e del Made in Italy, in programma a Imola dal 16 al 18 aprile 2021 in uno dei luoghi-simbolo della Motor Valley, l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari. Prima tappa in Europa del mondiale di automobilismo e nuova prestigiosa vetrina per il made in Italy e l’Emilia-Romagna, grazie all’accordo tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ice - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane – e Regione Emilia-Romagna. Un evento sportivo di grande richiamo internazionale che diventa dunque anche occasione di promozione delle eccellenze del made in Italy e, in particolare, della filiera automotive e della Motor Valley, nell’anno segnato drammaticamente dalla pandemia.
L’accordo servirà non soltanto ad accrescere la notorietà del Made in Italy e della Motor Valley, ma punterà a valorizzare all’estero l’eccellenza e il contenuto di tradizione, innovazione e legame con il territorio delle nostre imprese, sia quelle dell’ecosistema regionale che dell’intera filiera nazionale.
E per l’Emilia-Romagna sarà la consacrazione di terra dei motori e di grandi eventi sportivi. Dopo il Gran Premio che nel 2020 ha riportato la Formula 1 sulle rive del Santerno, questo accordo segna una conferma e un ulteriore rilancio in un anno che vedrà la messa a sistema anche del Mondiale MotoGP e Superbike a Misano Adriatico oltre al “Motor Valley Fest” di Modena.
Un conto alla rovescia che parte con la presentazione del poster ufficiale dell’evento, ideato dalla Drudi Performance, che rende omaggio all’Emilia-Romagna e al Made in Italy scegliendo la via della sintesi. Forme rapide, linee sinuose ed evidenti contrasti di colore condensano in una composizione di immediato impatto visivo tutta la creatività del territorio che ospita il Gran Premio. Invece di realizzare un collage, con la giustapposizione di una serie di eccellenze nazionali, si è scelto di raffigurare simbolicamente quel mix coraggioso di fantasia e concretezza che contraddistingue l’innovazione italiana. 
In un manifesto che sembra quasi una tavola da disegno, interpretabile sia in verticale che in orizzontale, si sovrappongono tre diversi livelli di lettura con altrettanti riferimenti ai luoghi che ospitano il Gran Premio: l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari, la Regione Emilia-Romagna e l’Italia con le sue eccellenze. A un primo livello, il manifesto raffigura in modo stilizzato una gara automobilistica. A un maggior livello di astrazione, con il suo gioco di linee e di colori, celebra la varietà del territorio regionale, tagliato in due dalla via Emilia. A un terzo livello di lettura, infine, la trama stessa del manifesto, con le sue linee anticonvenzionali e le sue diverse tonalità di colore, rimanda alla creatività del Made in Italy, con omaggi alla moda e al design.

L’Autodromo di Imola
Il primo livello di lettura è anche il più immediato: il manifesto raffigura tre monoposto impegnate ad affrontare la stessa curva: forse la Variante Alta o il Tamburello, o una staccata in discesa, come la Rivazza, o una sequenza di curve ravvicinate, come le Acque Minerali. Non importa identificare con precisione un tratto del circuito, quello che viene raffigurato è più in generale un tracciato, come quello di Imola, amato dai piloti per le sfide che impone. Le automobili affrontano lo stesso passaggio impostando traiettorie inconciliabili e addirittura si deformano sotto la spinta della velocità, curvandosi e allungandosi fino a confondersi con la pista, sottoposte a forze che scardinano le leggi della fisica. Niente è squisitamente naturalistico in questa gara che sembra uscita dai giochi d’infanzia su una pista Polistil. Non lo sono le forme delle vetture, le livree e nemmeno il percorso e le vie di fuga, “pennellate” di colore dal grigio scuro al sabbia. L’impressione è quella di un tempo sospeso tra un passato romantico e un futuro avveniristico. Alla fine di questa gara impossibile, quel che resta è la magia del tracciato, una serie di linee in velocità disegnate da una mano imprevedibile.

L’Emilia-Romagna
L’intreccio di forme e colori che compone il manifesto contiene anche un omaggio alla regione che ospita la gara e alla sua doppia anima: a sinistra una sequenza di tonalità materiche, come la terra delle pianure e delle montagne, a destra le sfumature azzurre dei fiumi e del mare; da un lato il verde delle colline e i calanchi lunari della vena del gesso romagnola, dall’altro i tanti corsi d’acqua che scendono verso il mare Adriatico e le sue placide distese di sabbia. Al centro – a fare da bisettrice – la via Emilia, la strada che taglia in due la regione districandosi tra i centri d’innovazione dell’Italian Motor Valley e una dozzina di meraviglie riconosciute dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Pur non passando in rassegna una per una tutte queste eccellenze, il manifesto rende simbolicamente omaggio al patrimonio materiale e immateriale di una regione che, come la strada che la percorre, parte dal passato e punta dritta verso il futuro.

Il Made in Italy
L’omaggio al Made in Italy è innanzitutto un omaggio allo stile italiano, che sa abbinare ricerca prestazionale e innovazione estetica, dovere e piacere, utile e dilettevole. Per l’immagine di una gara di Formula 1 si poteva pensare a una rappresentazione ultra-realistica delle vetture, in grado di celebrarne il solo lato prestazionale. La scelta è invece caduta su una rappresentazione anti-convenzionale come lo stile italiano, che non esita a dettare nuove tendenze e nuove regole di eleganza. Più che alle convenzioni grafiche del settore, la trama e gli strati di colore rimandano al mondo delle arti applicate. Due dei colori dominanti sono presi direttamente dalla palette che orienta la moda e il design del 2021: una tonalità di giallo brillante e un grigio più corposo. La consistenza materica dei colori sembra ricordare la trama di un tessuto, con la lingua d’asfalto pronta a trasformarsi in un tappeto di sete e di velluti. È nelle forme però che il rimando alla creatività italiana si fa più concreto. Come nelle sperimentazioni di un designer visionario, le forme del circuito e delle automobili si fanno all’improvviso fluide e sfuggenti, scomponibili e ricomponibili a piacimento. Un mondo in divenire, dove il possibile dialoga ogni istante con l’impossibile.

Dichiarazione di Aldo Drudi
“Il tratto del manifesto ufficiale del Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna è certamente originale, segnato a mano su un foglio bianco, quasi avessi dovuto creare una stoffa pregiata di grande qualità.Le linee sinuose sinonimo dello stile di vita della mia Regione e ancor di più del mio Paese, sono traiettorie, colline, sole e mare. Era necessario sintetizzare, stilizzare per testimoniare il Made in Italy e l’Emilia-Romagna.
Come succede spesso ho usato il colore per determinare l’impatto emozionale scartando a priori gli effetti videogame poco originali.
Con piacere ho firmato un nuovo manifesto ufficiale per un evento mondiale, il GP di Formula 1, ospitato dalla Motor Valley italiana di cui Drudi Performance è parte attiva”.

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#VeraPizzaContest: è polacca la campionessa del mondo di pizza fatta in casa

Chiuso con numeri record (726 pizze da 51 nazioni) il “VeraPizzaContest 2021”, seconda edizione della sfida internazionale dell’Associazione Verace Pizza Napoletana. Doppietta della Polonia che conquista anche la medaglia di bronzo, a riprova del successo crescente della pizza napoletana in questo Paese. Un romano sul secondo gradino del podio. È un autentico successo polacco quello registrato nella seconda edizione del VeraPizzaContest, la sfida internazionale per pizzaioli tra le mura domestiche promossa dall’Associazione Verace Pizza Napoletana – AVPN che quest’anno ha visto in gara 726 pizze da oltre 50 nazioni, registrando ulteriori numeri da record rispetto all’exploit del 2020.
Ad aggiudicarsi il titolo di campione - anzi di campionessa - del mondo della pizza fatta in casa è stata, infatti, la polacca Agnieszka Eem seguita, sul terzo gradino del podio, dal connazionale Adrian Gromek. All’Italia, che resta comunque saldamente in cima, va invece la medaglia d’argento, grazie alla creazione di Davide Cormaci da Roma.
“Un risultato – spiega Antonio Pace, presidente di AVPN – che oltre a confermare la straordinaria capacità della vera pizza napoletana di catturare l’interesse crescente di amatori e professionisti in ogni continente, dimostra anche il momento d’oro che questa autentica eccellenza sta vivendo in particolare in Polonia. Una sorta di “golden age” che la nostra Associazione ha già intercettato da tempo, inaugurando a gennaio del 2020 una scuola per professionisti nel cuore della città di Poznan, dove solo lo scorso anno, malgrado la pandemia, si sono svolti otto corsi formativi letteralmente andati sold out, grazie al prezioso lavoro della direttrice Ewelina Przygocka e del brand ambassador Marcin Garbowski. E adesso, spinti anche dai risultati del VeraPizzaContest 2021, siamo in procinto di lanciare dei corsi amatoriali proprio per i tantissimi polacchi che si stanno appassionando sempre di più alla Vera Pizza Napoletana”.
Appassionati che, guardando ai numeri complessivi della gara di quest’anno, sono stati perlopiù uomini (68% dei concorrenti) e di 51 nazionalità differenti, tra cui soprattutto italiani, polacchi e brasiliani. Ma nel novero dei Paesi di origine dei partecipanti vale la pena ricordare anche Messico, Macedonia, Algeria, Giordania, India, Filippine, Paraguay, Bolivia e Perù.
Con un incremento del +60% rispetto al 2020, sono state 1.280 in tutto le pizze presentate al VeraPizzaContest 2021, di cui 726 (351 in più dello scorso anno) ammesse in gara, generando un massiccio tam tam sui social (complessivamente 87.000 like sul profilo Facebook AVPN @verapizzanapoletana). E di queste, solo 20 finaliste hanno avuto accesso alla seconda fase della sfida, che ha visto riunirsi una giuria internazionale composta da: Attilio Bachetti (Da Attilio, Napoli) Johnny Di Francesco (presidente delegazione Australasia e 400 Gradi, Melbourne) Pasquale Cozzolino (brand ambassador AVPN New York e Ribalta, New York) Andrè Guidon (presidente delegazione Brasile e Leggera Pizzeria Napoletana, San Paolo) Antonia Ricciardi (brand ambassador AVPN Spagna, Granada) Marco Casolla (La fabbrica di Marco, Tolone) Emmanuele Cirillo (Malafemmena, Berlino) Marcin Garbowsky (brand ambassador AVPN Polonia e Forni Rossi, Poznan) Aniello Beneduce (brand ambassador AVPN Russia e Pizzot, Omsk) Dareen Akkad (What the Crust? - Il Cairo).
Panel di esperti che, in base a requisiti quali forma, cottura, appetibilità e farcitura, hanno scelto come migliori pizze dell’edizione 2021 del VeraPizzaContest quelle create da Agnieszka Eem, Davide Cormaci e Adrian Gromek, assegnando loro rispettivamente i seguenti corsi per pizzaioli “firmati” AVPN, insieme ai premi speciali messi a disposizione dai partner dell’iniziativa (strumenti tecnici e kit di prodotti): 

al 1° classificato: un corso professionale base di 9 giorni da svolgere presso l’AVPN School di Napoli (o in alternativa un corso on line professionale base di 5 giorni)

al 2° classificato: un corso professionale avanzato di 3 giorni da svolgere presso l’AVPN School di Napoli (o in alternativa un corso on line avanzato di 3 giorni)

al 3° classificato: un corso amatoriale di 4 ore da svolgere presso l’AVPN School di Napoli (o in alternativa un corso amatoriale on line da 2 ore).

AVPN Italia
Via Capodimonte 19a
80131 Napoli, Italia
Tel. + fax +39 081 420 12 05
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FB: AVPN@verapizzanapoletana>

A prova di Brexit

La gestione doganale preventiva ha permesso a One Express - corriere espresso  nazionale per trasporto di merci su pallet - di superare le problematiche derivanti dall’attivazione della nuova frontiera, varando un modello operativo che apre nuovi scenari per la logistica nazionale 
Che l’impatto della Brexit potesse creare problemi era quasi scontato, ma le immagini delle file di camion al confine tra Francia e Inghilterra hanno dato l’idea di quale sia stato il disagio. Tante le problematiche, prima fra tutte la gestione doganale che ha comportato una drastica riduzione degli scambi commerciali. C’è chi però ha saputo trasformare le difficoltà in nuove opportunità. E’ il caso di One Express, il primo Pallet Network italiano - con 3 hub nazionali, a Bologna, Milano e Napoli - che con una gestione doganale preventiva ha saputo mantenere ottime tempistiche di consegna e creare un modello provvidenziale per il Made in Italy. 
Il tessuto produttivo nazionale ha subito il passaggio traumatico che ha comportato forti cali nell’import-export. Un duro colpo per le aziende italiane, anche davanti al rifiuto di importanti gruppi, colti impreparati dalla situazione. Al contrario, One Express ha governato il sovraccarico di lavoro, come confermato da Andrea Scarabelli – Area Manager Europa - Responsabile dello Sviluppo Rete Affiliati Europa: “Siamo stati uno dei pochi, se non l’unico, pallet network europeo ad accettare la sfida Brexit a livello di sede centrale mentre molti altri pallet network europei non si sono attrezzati o hanno demandato tutto a loro affiliati spedizionieri. Abbiamo garantito le spedizioni con cadenze plurisettimanali, nonostante la maggiore rigidità delle dogane e l’inesperienza dei destinatari e/o dei mittenti nella produzione dei documenti esatti”. 
La chiave del successo è stata la richiesta a clienti e Affiliati di una lavorazione preventiva delle fatture, determinanti per l’operazione doganale, così da poterle controllare per facilitarne l’accettazione. 

“Abbiamo assicurato la continuità anche in ambito food muovendoci per tempo – spiega Scarabelli - Il nostro Network ha tra le merceologie più frequenti il cibo e il vino, per cui abbiamo superato l’ostacolo in modo da gestire queste referenze”. 
Strategica è stata anche la collaborazione con Simarco del gruppo Palletforce, tra i maggiori player del Regno Unito nella tratta Sud Europa-Inghilterra. Come indica Alessandro Gagliardelli, Resp. Customer Service Europa & Contenzioso: “Abbiamo vissuto un cambiamento epocaleconstatando una grande impreparazione generale. One Express, insieme al partner inglese, ha gestito ogni singola pratica, ponendosi come intermediario tra tutti gli attori della catena logistica”. 
Il magazzino doganale, un operatore di primo livello e personale dedicato con un know-how specifico ha fluidificato le spedizioni, anche delle commodity e persino dell’e-commerce che in periodo di pandemia ha avuto un forte implemento. Una capacità che con la creazione di un modello gestionale avanzato delinea nuovi scenari per gli operatori “Davanti al forfait di molti spedizionieri -  precisa Gagliardelli -  la soluzione varata da One Express sta aprendo nuove e importanti opportunità, tra cui l’inserimento all’interno di una nicchia di mercato in forte sviluppo per il Regno Unito, solitamente gestita da operatori doganali, consolidando volumi e valori”.

One Express è dal 2007 il corriere espresso punto di riferimento nazionale per il trasporto di merci su pallet. Con 3 Hub localizzati in tutto il territorio nazionale (a Bologna, Milano, Napoli) e una fitta rete di collegamento, One Express garantisce consegne in 24/48/72 ore in Italia e in Europa, in base alla destinazione, grazie alla rete sinergica composta da oltre 120 Affiliati in tutta la Penisola.

 

Per il secondo anno consecutivo annullato Vinitaly

Addio Vinitaly anche per il 2021. Per il secondo anno consecutivo la pandemia del Covid ferma una delle  più importanti rassegne internazionali  del vino e la città di Verona rimane sbigottita per un altro colpo inferto all’ economia, non solo della città ma dell’intera regione e del comparto a livello nazionale.

“Incertezze e protrarsi dei divieti”, il motivo dell’annullamento di Vinitaly

Sbigottito anche il presidente di Verona Fiere Maurizio Danese che in conferenza stampa ha dichiarato l’ennesimo (drammatico) rinvio. “Le permanenti incertezze sullo scenario nazionale ed estero e il protrarsi dei divieti ci hanno indotto a riprogrammare definitivamente la 54a edizione del Vinitaly nel 2022”. Una scelta dolorosa, una scelta di responsabilità dinanzi a uno scenario incerto, ha aggiunto il presidente. 

Un susseguirsi di date e di spostamenti dal 2020… L’evento, più volte spostato in avanti, era stato fissato dal 20 al 23 giugno 2021 (https://veneziaedintorni.it/vinitaly-2021-si-sposta-da-aprile-a-giugno/ a firma di Tiziano Argazzi). La cronistoria ci narra di date continuamente spostate per via della pandemia.  Nel 2020 il Vinitaly era previsto dal 19 al 22 aprile. Ma nel mezzo del Covid le date vennero spostate dal 14 al 17 giugno 2020, con la speranza che ritornasse la normalità. Speranza illusoria perché eravamo nuovamente nel vortice. Si pensò  di portare il Vinitaly  a ottobre 2020, cosa poi accantonata. Vennero  fissate nuove date speranzose: dal 18 al 21 aprile 2021, infine dal 20 al 23 giugno 2021. Lo slittamento ora è di un altro anno, ad aprile 2022 (si ipotizza dal 10 al 13 aprile).

Confermate nel 2021 le manifestazioni del vino minori: restano confermate le manifestazioni minori: OperaWine,  con presenze misurate. E’ previsto un programma di iniziative a favore degli operatori (buyer e seller), in attesa che lo scenario ritorni favorevole.

Carpe diem…Tincae (di Ceresole d’Alba) semper!

In provincia di Cuneo, dove le dolci colline del Roero iniziano a declinare verso la pianura, sorge il comprensorio territoriale di Ceresole d’Alba. E’ una pianura fertile che si alterna con sobrietà alla fascia boschiva. Nel centro del paese, porta del Roero arrivando da Torino, è situato il castello: un’antica residenza dei Roero di Ceresole. Le altre importanti testimonianze artistiche sono le due chiese settecentesche: quella dei Disciplinanti di San Bernardino e quella di San Giovanni Battista santo patrono del paese. Oggi il Comune, posto a 300 metri sul livello del mare, conta circa duemila abitanti. Nella tradizione gastronomica di Ceresole d’Alba primeggia la pregiata tinca. Qui, l’allevamento della tinca, tipico della zona, un areale chiamato “pianalto”, è storicamente accertato già dal XIII secolo, quando, tra le varie gabelle, si faceva obbligo agli abitanti di fornire una certa quantità di tinche. I documenti storici relativi alla cruenta battaglia di Ceresole del 14 aprile 1544 tra francesi e spagnoli evidenziano la razzia di tinche, da parte delle truppe di una fazione nel momento del ritiro, e la distruzione di alcune peschiere. La storia narra inoltre che sul territorio un tempo giacevano vari laghi detti appunto peschiere. Abbondavano tutti di ottimi pesci e le loro acque servivano anche per l’irrigazione dei campi e l’abbeveraggio del bestiame. L’assenza di corsi d’acqua importanti ha storicamente costretto i contadini di queste terre a raccogliere l’acqua piovana in invasi scavati nella nuda terra. Sul territorio c’era poi in discreta quantità di frumento, meliga, uva, frutta e fieno. Era in estate che per vie delle scarse piogge e il prelievo per l’irrigazione si registrava l’abbassamento del livello dell’acqua nelle peschiere, motivo per cui a settembre venivano prosciugate del tutto e il pesce pescato e consumato. Il raccolto ittico era però rappresentato da pesci di piccola pezzatura poiché presi e consumati completamente ogni anno. E’ dunque da questa necessità che deriva la tradizione di consumare la tinca a Ceresole: piccoli pesci di circa 100/120 g cucinati fritti o posti in carpione. La frittura era tipica dei momenti di festa, mentre il carpione era l’unico sistema per conservare le tinche per qualche giorno. La tinca appartiene alla famiglia dei Ciprinidi, pesci a scheletro osseo. Da adulta ha una lunghezza media compresa tra 20 e 30 cm e un peso sui 200/300 g. La taglia media è 1/1,5 kg, ma in alcuni casi può anche arrivare a pesare 3/4 kg. Il pesce presenta un corpo ovale, allungato, ricoperto da piccole squame e da abbondante secrezione di muco. Ai lati della bocca sono presenti due barbigli. Il dorso ha una colorazione verdastra tendente al bruno, mentre i fianchi e l'addome sono giallo oro. La particolare colorazione dorata, determinata da fattori ambientali e genetici, è la caratteristica più nota della Tinca di Ceresole. Come già detto Ceresole è un Comune dell’areale del “pianalto” ovvero un lembo di territorio che abbraccia più località e tocca le province di Torino, Asti e Cuneo. Tra i paesi più conosciuti c’è il Comune di Poirino. Ecco perché la dicitura corretta del nostro pesce è: Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino. Stiamo parlando di una produzione ittica che nel 2008 ha ottenuto il riconoscimento europeo di prodotto a Denominazione Protetta, mentre prima del raggiungimento di tale menzione la tinca rientrava nel paniere dei prodotti tipici della provincia di Torino dal 2002. Per quanto riguarda la DOP c’è un Consorzio al quale aderiscono alcuni piccoli produttori mentre per la tinca di Ceresole, pur essendo sempre una tinca gobba della specie “Tinca Tinca”, è attivo il presidio Slow Food. La più alta produzione di questa specialità lacustre è proprio concentrata a Ceresole ma non rientra nel Consorzio. Come è accaduto per molte tipicità anche la tinca nel corso del tempo ha perso la sua valenza ed è solo grazie al coraggio di alcuni imprenditori agricoli che negli ultimi decenni il suo allevamento è stato riscoperto e valorizzato. I ristoranti della zona l’hanno inserita nuovamente nei loro menù e le sagre paesane hanno cercato di far conoscere il prodotto anche attraverso i media. Oggi i bacini che ospitano le tinche sono vere e proprie vasche di acquacoltura, dove però la tinca vive liberamente. L’acqua degli invasi è controllata e sostituita regolarmente e il ciclo produttivo si è evoluto nella direzione più consona al fine di avere di un prodotto di qualità. La stagione della pesca si apre in primavera, aprile/maggio, e si conclude in ottobre. La pesca avviene principalmente con il “rabast” (strascico): dopo aver raccolto le reti le tinche vengono selezionate manualmente e quelle che non rispondono ai requisiti di pezzatura richiesti dal mercato vengono rimesse in acqua. Il 23 gennaio 2003 è nata L’Associazione “Amici della Tinca di Ceresole d’Alba” che ha come oggetto esclusivo della propria attività la valorizzazione del pesce e dell’ambiente naturale che la ospita. Le caratteristiche principali relative alla “Tinca di Ceresole” sono: la tecnica tradizionale di allevamento nelle peschiere, la cura delle peschiere stesse, l’utilizzo degli avannotti provenienti dal territorio del Pianalto, la pezzatura tradizionale al consumo di 80/120 g, ovvero il peso ideale per la frittura e il carpione. Naturalmente non sono solo i ristoranti locali ad apprezzarla, per esempio a Roddino (CN) Isaia Biella, un bravissimo chef, la utilizza per la realizzazione di svariate ricette, sempre abbinata a differenti ingredienti tipici di questo lembo di Piemonte: gli asparagi del Roero, il peperone di Carmagnola, l’aglio di Caraglio, le nocciole Piemonte, ed altri ancora. Isaia ama cucinare anche le tinche di pezzatura più consistente, intendo quelle da 400/500 g, per le quali i tempi di attesa della crescita del pesce possono arrivare ai 4 anni. Predilige le tinche di Ceresole allevate dal produttore più rinomato dell’intero pianalto: Giacomo Mosso. La tinca di Ceresole è dunque un ottimo ingrediente per molti piatti prelibati, le sue carni, sono magre, tenere e saporite. La terra che ospita le peschiere è costituita maggiormente da un’argilla che, contrariamente a quanto si possa pensare, non conferisce al pesce il sapore fangoso così come, luogo comune popolare, le spine delle tinche non sono così presenti nelle carni come si tende ad ipotizzare. E’ un prodotto agricolo di valore che può servire da leva di sviluppo importante oltre che per i giovani agricoltori che hanno optato per questa scelta coraggiosa, anche per tutto il paese al fine di consentire una crescita per l’immagine e una maggiore valorizzazione del suo patrimonio di produzioni tipiche locali. 

(Fabrizio Salce)

            

25 marzo: Dantedì, l’Emilia Romagna celebra Dante Alighieri

Giovedì 25 marzo l’Emilia Romagna celebra il Sommo Poeta con iniziative istituzionali, letterarie, espositive, performative e didattiche, sia online che “dal vivo”. Gli eventi tra Ravenna, Rimini, Faenza, Forlì e Forlimpopoli, Castel San Pietro, Parma e Modena. L'edizione 2021 è anche la più significativa perché avviene nel settecentesimo anniversario della morte.
Flashmob, mostre online, terzine dantesche via whatsapp, concerti in streaming, conferenze con illustri dantisti. La Pandemia non ferma l’Emilia Romagna, che così celebra Dante e la Divina Commedia. Il 25 marzo, giorno del Dantedì, è la data che gli studiosi riconoscono come inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia e che viene riconosciuta a livello nazionale come giornata dedicata al Sommo Poeta. Nell’anno delle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante, l'edizione del 2021 del Dantedì rappresenta uno dei più importanti omaggi alla cultura italiana nel mondo. In Emilia Romagna, dove Dante trascorse buona parte della sua vita, si articolano diversi appuntamenti: a Ravenna, l’apertura del Dantedì è affidata al sindaco Michele De Pascale che rinnoverà il rito di rabbocco dell'olio che arde nella lampada perenne e che i fiorentini donarono per onorare il poeta. Da Firenze ogni anno portano, in solenne cerimonia, l'olio dei colli toscani. Alle 9,30 ci sarà la consueta lettura perpetua della Divina Commedia, parte del progetto “L’ora che volge il disìo” che vede, ogni giorno, alternarsi artisti e cittadini declamare i canti del manoscritto presso la Tomba di Dante. Mara Dirani, custode della Tomba, leggerà il I Canto dell’Inferno. Alle 17.00 sarà invece Massimo Finazzer Flory, attore e regista a declamare il canto XXV del Paradiso. Il regista, dalla Sala Dantesca della Biblioteca Classense, presenterà anche il suo cortometraggio su Dante in anteprima (alle 10,30). Un film che in 27 minuti attraversa ventuno canti e in ogni canto è presente una colonna sonora dedicata e una scenografia digitale tratta dalle illustrazioni di Gustave Doré, con costumi ispirati dalla pittura medioevale di Giotto. A seguire si svolgerà la “Scuola di Dante”, presentazione di video e progetti multimediali creati da studenti e studentesse delle scuole della Provincia di Ravenna. Inoltre, alle 17.30, Chiara Lossani e Michael Bardeggia, leggono “Dante il mi' babbo. Come leggere Dante ai ragazzi”. Tutte le letture saranno in diretta streaming sulle pagine www.facebook.com/RavennaperDante e sul sito vivadante.it.
Rimini si festeggia proiettando dal tramonto del 24 all’alba del 25 marzo sui Palazzi comunali nel cuore della città, le performances dei cento studenti di ventuno università dei cinque continenti che l’8 marzo, festa della donna, hanno recitato, live e in streaming, i versi di Francesca da Rimini nella lingua del loro paese. Il video della maratona poetica planetaria, all’insegna della creatura dantesca tra le più note della Divina Commedia, sarà visibile sulle piattaforme social del Comune di Rimini dalle 19,30 del 24 alla mezzanotte del 25 marzo (www.facebook.com/comunedirimini).
Due le iniziative a Faenza (RA): la Biblioteca Manfrediana in occasione del Dantedì ha lanciato il progetto che vede una terzina della Divina Commedia disponibile via whatsapp ogni giorno. Per iscriversi è necessario inviare un messaggio tramite whatsapp al 333.2314278. L'invio giornaliero partirà nel Dantedì, 25 marzo 2021 e proseguirà per tutto l'anno 2021. Inoltre, in attesa di aprire al pubblico, sui canali social e Youtube della Biblioteca, sarà inaugurata digitalmente la mostra virtuale ‘Omaggio a Dante’, nella Sala del Settecento, che espone edizioni dantesche e materiale documentario sul Poeta. Tra le rarità esposte, un incunabolo del 1477 stampato a Venezia e cinque edizioni del XVI secolo, fra le quali una stampata da Francesco Marcolini, ricca di un centinaio di xilografie, definite le prime illustrazioni moderne della "Commedia" (https://www.youtube.com/channel/UChXVALGyNqiJHtbkrRC6hbw). Musica e parole, sempre in streaming, sono al centro del progetto “Suona Dante” organizzato dal MEI, il Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza con gli artisti under 35 selezionati dal Contest  Musicisti per “Il Treno di Dante”. Parteciperanno in collegamento gli Equ con “In Viaggio con Durante”, le Vita Nova con “In Treno Con Dante” e Nemo con “Nemo vs Dante”. Saranno ospiti della trasmissione Francesco Maria Gallo con "Inferno", la sua prima opera rock elettro sinfonica, con il primo clip "Caronte", primo singolo estratto da "Inferno" e Ricky Portera, chitarrista di Vasco Rossi e degli Stadio. Conduce il cantautore Lorenzo Baglioni di Firenze e interverrà Giordano Sangiorgi del MEI. Dalle ore 21.30 in streaming sulla pagina Facebook ufficiale di Dantedì e del MEI (www.facebook.com/MeetingDegliIndipendenti). In fuga dalla Toscana, Dante raggiunge Forlì ospite di Scarpetta Ordelaffi, che nel marzo del 1303 accoglie l’esule e gli assegna l’incarico di “epistolarum dictator”. In occasione del 25 marzo, la città celebra Dante trasformando piazza Aurelio Saffi in un’agorà dedicata al Poeta, con un flash mob che vedrà 33 cantori declamare la prima e l’ultima terzina di ogni canto di ogni Cantica della Divina Commedia. Partenza con il primo canto dell’Inferno letto da Franco Palmieri dell’associazione Direzione21 che organizza l’evento (www.facebook.com/direzione21). 
“Dante: 1, 100, 1000 volti!” è l’originale mostra organizzata dalla Fumettoteca di Forlì che sarà online il 25 marzo e che espone contenuti conosciuti e inediti, tavole di fumetti realizzati da tantissimi autori, parodie e narrazioni su Dante Alighieri, attraverso un’ottica alternativa. Da vedere al link http://www.fanzineitaliane.it/fumettoteca/index.php?SMExt=SMPages&SMPagesId=e92a0f6e92b2e7e62a12057f7d459657
Anche Forlimpopoli (FC) celebra Dante. Qui il Poeta trascorse i primi giorni dell’esilio, nella città del padre della cucina italiana Pellegrino Artusi, che si spostò a Firenze, scambiando così il paese natale col Sommo Poeta. Due storici - Mario Proli (ottocentista) e Sergio Spada (medievalista) - racconteranno della Forlimpopoli che trovò Dante nel 1301 e della Firenze che conobbe Artusi nel 1851. L’evento, dal titolo "Luoghi dell'esilio: la Forlimpopoli che accolse Dante e la Firenze che accolse Artusi", sarà in streaming dal Teatro Verdi sulla pagina facebook del Comune di Forlimpopoli alle ore 21.00 (www.facebook.com/ComunediForlimpopoli). Castel San Pietro ha creato un appuntamento online sul sito web e sui social della Pro Loco per assistere alla conferenza scientifica dal titolo “E uscimmo a riveder le stelle” in collaborazione con il dott. Federico Di Giacomo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e l’ing. Stelio Montebugnoli dell’Ira di Bologna. La conferenza analizzerà i passi della Divina Commedia dedicati all’astronomia e i riferimenti che il Sommo Poeta fa alle stelle (https://prolococastelsanpietroterme.it). In previsione della mostra "Dante e gli Este. Riflessi della Commedia fra Modena e Ferrara", programmata dal 3 settembre 2021 al 25 marzo 2022 all’Archivio di Stato di Modena, in occasione del DanteDì saranno anticipate le tematiche della mostra. Cuore dell’esposizione saranno i frammenti della Commedia, manoscritti e a stampa, custoditi dall’Istituto, che nel corso dei secoli vennero impiegati come copertine per i libri e di cui l'ASMo possiede una collezione di significativa importanza, in varie lingue. Il tutto, all'interno di un’esposizione multimediale che verrà caricata sul canale Youtube dell'Archivio e linkata sulla pagina Facebook istituzionale http://www.facebook.com/search/top?q=archivio di stato di Modena.

Infine Parma celebra Dante il 25 marzo con una conferenza culturale del dantista Italo Comelli dal titolo: “Noi andavam con passi lenti e scarsi. Dante nell’aldilà”. L’appuntamento è alle 16.30 in videoconferenza sul tema indicato, adottando il programma Zoom (credenziali 954 6415 5750).

 

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Pasqua 2021: il “comfort” di Gennaro Bottone

Dolci piaceri della tradizione, per non rinunciare al benessere, nemmeno in “zona rossa”. Seconda Pasqua di restrizioni, a causa del Covid, che costringerà tutti gli Italiani a stare in casa, ancora una volta, durante le festività. Come fare ad addolcire un po’ queste lunghe giornate di lockdown? Ci ha pensato il maître chocolatier Gennaro Bottone, che rinnovando la tradizione dolciaria pasquale con un tocco di “golosa” innovazione, porterà comunque nelle nostre case il gusto e l’originalità della pasticceria artigianale.
Diverse le proposte per una Pasqua 2021 all’insegna del gusto e della qualità delle materie prime, che abbinate ad una sapiente lavorazione artigianale, sono tradotte in autentiche delizie per il palato. A partire dalla colomba, che il maestro Bottone reinterpreta nella sua “Colomba Gran Cioccolato”, la novità di quest’anno.
Lievitazione naturale, burro di centrifuga, impasto al cacao con note di pasta d’arancia, gocce di cioccolato al latte e fondente e ricoperta da uno strato di cioccolato fondente al 70%, un dolce vanto della tradizione, arricchito e reso ancora più gustoso ed originale. 
Oltre alla colomba del peso di 1 kg, nella confezione anche un vasetto di crema spalmabile Nocciola Dark in omaggio, che renderà ancora più golosa la tasting-experience.
Immancabili poi le uova di Pasqua, tutte da scartare e da gustare. Bottone propone le sue squisite Gran Pistacchio, realizzate con pistacchio verde selezionato di Bronte DOP, un presidio Slow Food. Anche la superficie dell’uovo, che è disponibile in tre diversi formati, da 400g, 550g e 1 Kg, è ricoperta di granella di pistacchio selezionato di Bronte DOP. 
Il benessere psico-fisico, in un periodo così difficile come quello che stiamo vivendo, va ricercato anche a tavola, in alcuni alimenti rassicuranti e consolatori, che possano scacciare lo stress e i cattivi pensieri: il cosiddetto comfort-food. Una coccola dolce, in grado di emozionarci e rallegrarci è quindi l’ideale, ancor meglio se realizzata con ingredienti selezionati e di alta qualità.
“Ancora di più, in questo periodo di privazioni e restrizioni, non possiamo rinunciare ad assaporare i piccoli piaceri della tradizione pasquale” dice il maestro Gennaro Bottone. “È per questo che ci impegniamo ancora una volta per fare in modo che in tutte le case si possa vivere un’atmosfera calda, gioiosa e “dolce”, anche grazie alle nostre creazioni artigianali”.
Infatti, oltre a poter acquistare i prodotti presso tutti i punti vendita di Gennaro Bottone a Napoli, Via Pietro Castellino 132, Via Bonito 2 e Via Gennaro Serra 78, che resteranno regolarmente aperti, è possibile utilizzare anche la pratica piattaforma e-commerce disponibile sul sito www.gennarobottone.it. 

Lo shop online rappresenta infatti una comoda e sicura alternativa, per ricevere direttamente a casa tutte le specialità realizzate ad hoc per la Pasqua o per inviare un dolce augurio ad amici e parenti.

Dolce Idea Gennaro Bottone
La passione per il cioccolato del maestro Gennaro Bottone, nasce sin da piccolo, nella pasticceria del padre, dove imparò a “sporcarsi le mani”. Una passione che ha dato vita ad un prodotto di qualità, composto da materie prime selezionate attentamente per creare qualcosa di unico. Praline, confetti, creme spalmabili, tavolette, torroni, uova di Pasqua, colombe, panettoni, tartufi e gelati di Bottone sono esempi di puro artigianato che, da più di 40 anni, raccontano una storia di amore e dedizione.

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